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L'INDUZIONE DELLA DISSONANZA COGNITIVA

Quando il soggetto compie un�azione che non vorrebbe compiere entra in uno stato di
dissonanza cognitiva, cui le giustificazioni non saranno in difesa del proprio
pensiero, bens� andranno ad avvalorare la nuova cognizione. La dissonanza cognitiva
serve infatti per andare a ridurre l�incoerenza che si crea tra lo scontro del
proprio sistema valoriale con un nuovo sistema agli antipodi.

La manipolazione si basa sull'induzione di una dissonanza cognitiva, ossia una


contraddizione che porta qualcuno a parlare e a pensare in modo contrario a ci� che
sente e percepisce davvero, o a ci� che un ragionamento logico suggerirebbe.
La sudditanza psichica, implica sempre una dissonanza cognitiva, ecco perch� essa �
funzionale al potere.
Un prigioniero, ad esempio, si abitua a vedere un benefattore nel proprio
carceriere, imparando a negare dentro di s� le emozioni di rabbia e paura, cos�
come la consapevolezza che questi lo abbia privato della sua libert�. Una donna che
rimane accanto ad un marito violento, nega a se stessa che l'uomo che oggi,
scusandosi, le ha portato un bel mazzo di fiori, sia lo stesso che ieri l'ha presa
a pugni. Come dimostrano gli atti dei processi ai criminali del Terzo Reich,
raccolti e commentati da Hannah Arendt nel saggio La Banalit� del Male, coloro che
mettevano in atto l'uccisione attraverso le "docce a gas" di migliaia di
prigionieri, non erano affatto persone malvage. Avevano solo imparato a rimuovere
il loro sentire: in pratica, non si rendevano pi� conto del fatto che le persone
ammassate nelle stanze delle esecuzioni fossero esseri umani, e che loro stessero
cos� commettendo un omicidio! La risposta ricorrente nel corso del processo fu:
"Non capisco, io stavo semplicemente eseguendo gli ordini...".
Capiamo quindi molto bene perch� il potere, in ogni sua forma, abbia tanto
interesse nel plasmare esseri umani che pensano solo in astratto, e che non
ascoltano pi� la loro pancia, il loro sentire.
Un essere umano allenato a negare ci� che sente e ci� che vede, come Hitler seppe
ben dimostrare, pu� fare qualsiasi cosa, e obbedire a qualunque ordine, senza alcun
limite etico.

La ricetta della manipolazione � la seguente:


1 - Si presenta un fatto, che induce un certo sentire contrastante. Chiunque sente
immediatamente che c'� qualcosa che non va.
2 - Quel medesimo sentire viene per� indicato come "sbagliato", sotto il peso di un
giudizio morale e di una conseguente punizione, che pu� essere anche la semplice
stigmatizzazione sociale, cui l'essere umano � molto sensibile (punizione).
3 - Si spingono quindi le persone, sotto il peso della minaccia, a dover affermare
l'opposto di ci� che sentono, elogiando nel contempo chi accondiscende alla
negazione (premio).
4 - Questo � l'aspetto pi� sottile. La reazione fisiologica che si genera nella
psiche di chi sta subendo una manipolazione � la rabbia. La rabbia, se incanalata
correttamente, avrebbe proprio la funzione di spingere a reagire contro chi ci sta
manipolando. Dal momento per� che la natura della manipolazione � di restare
nascosta, la maggior parte delle persone prova in questi casi una forte rabbia, ma
non sa perch�. Non trovando il suo vero oggetto, ossia il manipolatore, la rabbia
devia verso un oggetto secondario, che non � il manipolatore, ma parte del contesto
attraverso cui si viene manipolati. La rabbia in realt� � dovuta alla percezione di
essere manipolati. Poich� per� quasi nessuno riesce a chiarirsi cosa stia
accadendo, il manipolatore non viene visto e la rabbia si dirige verso il mezzo con
cui si sta manipolando. La vittima in questo caso, sopraffatta dalla rabbia, la
sfogher� in modo scomposto verso un oggetto che di per s� ha valore neutro.
Questo giochino � il sigillo pi� raffinato della manipolazione e si chiama in
psicologia "doppio legame": � la situazione in cui la vittima viene messa, in modo
tale che qualunque reazione questa abbia, sar� sbagliata e penalizzante. Se fai il
"bravo bambino" e accondiscendi, sei penalizzato perch� devi ingoiare il rospo e
negare ci� che senti. Se protesti, sei giudicato cattivo e violento e sarai
colpevolizzato.
Come si esce dalla manipolazione? Semplice: unendo pensiero e sentire. Il sentire
che ci fa provare fastidio o rabbia di fronte a qualche novit� che ci risulta
dissonante non va negato, ma accolto come legittimo e motivato. In secondo luogo
uso la mente per analizzare la situazione e trovare la vera causa della rabbia:
allora scopro che non sono arrabbiato con il soggetto in questione, ma con il
comportamento manipolativo. In questo modo potr� produrre un'azione integra che
esce dal doppio legame: non cedo alla manipolazione, n� protesto insultando - cosa
che mi fa ricadere nella manipolazione; semplicemente posso denunciare la modalit�
manipolativa.
Questo processo possiamo applicarlo a ogni caso di manipolazione in cui ci
imbattiamo. Bisogna sempre fare un salto di livello, rispetto al contesto della
manipolazione e guardare oltre.

La dissonanza cognitiva � una teoria che si basa sull'assunto che "l'individuo mira
alla coerenza con se stesso. Le sue opinioni e i suoi comportamenti tendono a
comporsi in complessi intimamente coerenti.
In altri termini quando si presenta un conflitto tra pensieri, emozioni o
comportamento, quelli in conflitto tenderanno a cambiare per minimizzare la
contraddizione e la tensione ansiogena che ne deriva.
Tender� perci� a diminuire le cognizioni dissonanti, a rafforzare e aumentare
quelle consonanti con una particolare scelta, visione del mondo o condotta.

La chiave quindi per manipolare gli atteggiamenti delle persone e per spingerli ad
assumere comportamenti contro attitudinali rispetto al loro sistema valoriale sta
proprio nella dissonanza. Una volta che la si genera nel soggetto, il gioco �
fatto. Sar� lui stesso in automatico ad assumere il nuovo atteggiamento al fine di
ristabilire la sua coerenza interna.

Dissonanza cognitiva e come questo meccanismo viene sfruttato a scopo manipolatorio


da parte dei governi e dei mass media per indurre alle masse qualsiasi idea o
comportamento, anche il pi� aberrante o pi� violento. E' una forma di
condizionamento sociale molto conosciuta soprattutto dalle dittature.

La regressione infantile � un meccanismo di difesa inconscia che viene attivato


quando una persona � esposta ad un forte stato costante di paura emotiva e fisica,
una paura che deve essere negata se l�individuo vuole sopravvivere a chi la sta
abusando. Incolpa se stesso per ci� che gli sta accadendo perch� ci� gli consente
di arrendersi e di calmarsi, perch� se non lo facesse, sarebbe annientata dai suoi
stessi livelli di eccitazione ansiogena. La vittima dell�abuso entra inconsciamente
in uno stato di regressione infantile dove ripete il comportamento ubbidiente che
ha avuto con le figure che l'hanno accudito da bambino, con il proprio aggressore
arrendendosi completamente a lui (legame traumatico, come si vede nella sindrome di
Stoccolma). Una persona in stato di regressione infantile a causa di violenze a cui
per qualche ragione non pu� sottrarsi, organizza la sua vita intorno al volere di
chi la sta maltrattando.

L'essere umano � principalmente guidato dalle emozioni, ma ha anche una parte


logico-razionale. Infatti il cervello � diviso in due aree: una che si occupa della
sfera razionale e una della sfera emotiva. Il punto � che al nostro cervello non
piacciono gli squilibri, non li sopporta proprio. Un forte squlibrio tra le due
parti pu� provocare danni psicofisici importanti. Quando si entra in dissonanza
cognitiva si attivano subito meccanismi psichici per ripristinare armonia tra le
due parti.
Abbiamo una dissonanza cognitiva, pi� o meno forte, quando ci ritroviamo di fronte
ad informazioni provenienti da fonti esterne che vanno in conflitto con il nostro
sistema di convinzioni e con la personale percezione che abbiamo della realt�. E
ci� induce ad acquisire comportamenti diversi da ci� che il nostro istinto ci
comunica.
Per ridurre questo disagio interiore la mente adotta una diverse modalit�: cerca di
cambiare il proprio comportamento, tenta di cambiare l'ambiente esterno, ma
soprattutto cambia il proprio sistema di credenze attraverso razionalizzazioni,
minimizzazioni, svalutazioni e deformazioni della realt�.

La dissonanza cognitiva se portata agli estremi per il tramite di una comunicazione


fortemente ansiogena la quale dipinge scenari disastrosi in maniera reiterata e
costante nel tempo, proponendo volutamente informazioni contrastanti fra loro che
genera confusione, unita alla pressione sociale derivanti dalle figure
rappresentative dell'autorit�, dal nostro istinto all'emulazione e all'accettazione
sociale provoca forte sensazioni di disagio interiore (tensione ansiogena). Per
questo, diviene pressante per il nostro cervello rettile rientrare in uno stato di
comfort e riequilibrio. Se questo stato di dissonanza si protrae nel tempo avviene
una vera e propria regressione infantile nella nostra mente. In questa fase siamo
come il bambino impaurito che corre tra le braccia del suo genitore in cerca di
rassicurazione. Ed � proprio questo lo scopo della comunicazione manipolatoria. In
questo stato di regressione la mente non si fida pi� di se stessa, avviene una
perdita di autostima e di punti di riferimento. Si va proprio in cotrocircuito. Pi�
fragili, smarriti, confusi. La sfera razionale viene sovrastata dall'emotivit�. A
quel punto il cervello umano cerca disperatamente qualsiasi cosa pur di
ripristinare l'equilibrio e ridurre quel forte stato di tensione ansiogena. Ecco
qui la trappola. Si svela di fronte a noi la soluzione: l'autorit�. La nostra
salvezza. Ed � a questo punto che meccanicamente ci buttiamo nelle braccia
dell'autorit� di turno. E si finisce alla totale adesione al sistema. Si obbedisce
senza discutere minimamente dell'operato dell'autorit�. Anche unidea o un'azione
immorale o distruttiva finisce, con il tempo, per essere considerata necessaria e
ragionevole. Anche se ci� che faremo non sar� bello, l'autorit� lo impone come
necessario e quindi, grazie all'induzione della dissonanza cognitiva, ci� che verr�
detto sar� cosa buona e giusta, anche se dentro di noi abbiamo la sottile
percezione che ci� che ci suggeriscono di fare sono moralmente sbagliati o stupidi,
comunque eseguiamo lo stesso ci� che va detto o fatto.
Se qualcuno si presenta con un'informazione contrastante dall'ormai pensiero comune
fa scattare meccanismi di difesa come la rabbia e la negazione, che non risolvono
l'angoscia ma la placano.
Con questo processo si possono spingere intere popolazioni ad eseguire
meccanicamente qualsiasi input che
provenga da fonti autorevoli. Seguendo passivamente l'autorit� e le sue regole ci
fa sentire deresponsabilizzati, protetti, quindi pi� sicuri.
Sfruttare a scopo manipolatorio la dissonanza cognitiva consente ai governi di fare
alle masse tutto quello che desiderano, fino a farli commettere atti pi� estremi.
Spingere la dissonanza al massimo, con una comunicazione artefatta e reiterata nel
tempo, unita all'istinto di emulazione alla forte pressione sociale, stimolando in
continuazione il bisogno di appartenenza, creando un nemico comune che veicola
l'aggressivit� verso di lui, si � riusciti a far trucidare 13 milioni di persone
senza far sentire in colpa la maggior parte dei carnefici. Molti ufficiali S.S. al
processo di Norimberga cascavano dalle nuvole al fatto di essere imputati
giudificandosi con le parole: stavo solo eseguendo gli ordini del governo.
Non ci sono proprio limiti a ci� che si pu� far fare alle masse.
I dogmi rappresentano l'antitesi della scienza. La scienza � la casa del dubbio,
delle domande. Approfondisci pi� che puoi, leggi di tutto, e non solo ci� che vuoi
sentirti dire ma ampia il bagaglio di conoscenze ed essere ricettivo su tutti i
punti di vista.