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#AZIENDE#CONTABILIT#OIC#RENDICONTI

FOCUS
NORME
E TRIBUTI
Mercoled 23 Settembre 2015
www.ilsole24ore.com/focus
I focus del Sole 24 ORE
Il Sole 24 ORE, Milano, Sett. n. 31.
In vendita abbinata obbligatoria con
Il Sole 24 ORE a 2,00* (I focus del Sole
24 ORE 0,50 + Il Sole 24 ORE 1,50)

Il nuovo volto
dei bilanci

LA GUIDA

Una bussola
per valutare
correttamente
le poste
di Franco Roscini Vitali

a direttiva 34/2013 manda in


pensione, abrogandole, le
direttive quarta e settima in
materia di bilanci di esercizio e
consolidati. Questa considerazione
sufficiente per far comprendere
limportanza delle nuove
disposizioni comunitarie, recepite
con il decreto legislativo n. 139/15, che
entrano in vigore a partire dai bilanci
che hanno inizio dal 1 gennaio 2016.
Da parte sua, il nostro legislatore, con
loccasione, ha anche regolamentato
alcune operazioni per le quali
necessitava un intervento legislativo.
In particolare, il recepimento della
direttiva ha consentito di porre
rimedio alla mancanza di norme
relative alla valutazione e
contabilizzazione in bilancio degli
strumenti finanziari derivati e delle
operazioni di copertura. Il decreto
legislativo 139/15 introduce nel
nostro ordinamento norme del tutto
nuove per la nostra prassi contabile,
che richiederanno anche
ladeguamento di alcune disposizioni
tributarie: per esempio,
contabilizzazione degli strumenti
finanziari derivati con valutazione al
fair value e valutazione di titoli,
crediti e debiti al costo
ammortizzato. Larticolo 12, comma
3, del decreto prevede , infine,che gli
aspetti tecnici delle nuove norme
saranno dettati dai principi contabili
che lOrganismo italiano di
contabilit dovr aggiornare.

LIMPATTO DEI DECRETI LEGISLATIVI 136 E 139

Contabilit adeguata
alla realt aziendale


Il bilancio si contesta
se ci sono fatti rilevanti

Contabilit abbreviata
per le mini-imprese

Il rendiconto finanziario
diventa pi ordinato

RIPRODUZIONE RISERVATA

ALLINTERNO

DIRETTORE RESPONSABILE

Roberto Napoletano
CAPOREDATTORE

Jean Marie Del Bo


COORDINAMENTO

Giorgio Costa
INSERTO A CURA DI

Luigi Illiano e Silvia Marzialetti

* In Umbria 0,50 + il prezzo de Il Sole 24 Ore


Chiuso in redazione il 19 Settembre 2015

50031

9 772282 452006

LANALISI

GLI SCHEMI

IL RENDICONTO FINANZIARIO

LE VALUTAZIONI

Per le non quotate


regole
da unificare

Dal conto economico


sparisce
larea straordinaria

Informazioni
pi analitiche
sulle societ

Avviamento
ammortizzato
nella vita utile

Angelo Cas u pagina 3

Cavalluzzo e Montinari u pagina 6

Antonella Portalupi u pagina 7

Sara Sartori u pagina 8

I DERIVATI

I GRUPPI SOCIETARI

IL REVISORE LEGALE

GLI ISTITUTI FINANZIARI

Fair value obbligatorio


per tutti
comprese le Pmi

Bilancio consolidato
con soglie
pi elevate

Ruolo pi ampio
per chi scrive
le relazioni gestionali

Il modello Ias si estende


a confidi minori
e microcredito

Antonella Portalupi u pagina 9

Michele Cas u pagina 11

Luisa Polignano u pagina 12

Renzo Parisotto u pagina 14

I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

Le linee guida
REGOLE GENERALI

Il bilancio
a dimensione
dimpresa
Meno vincoli
per le Pmi
Pi adempimenti
per i conti
delle grandi
Franco Roscini Vitali

pLintento della direttiva si pu

sintetizzare in poche parole: semplificazione per le imprese di minori dimensioni e obblighi aggiuntivi per
quelli di dimensioni maggiori.
Questo emerge dalla lettura dei
considerando (premesse) della direttiva: il considerando 1 precisa
che la direttiva tiene conto del programma per legiferare meglio della
Commissione e, in particolare, della
comunicazione della Commissione
intitolata Legiferare con intelligenza nellUnione europea.
Il considerando 2 rammenta che
il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo
2011 ha esortato a ridurre lonere normativo nel suo complesso, in particolare per le Pmi, a livello sia dellUnione sia nazionale, e proposto misure
intese a incrementare la produttivit,
ad esempio leliminazione degli oneri amministrativi e il miglioramento
del quadro normativo per le Pmi.
Il legislatore nazionale, con il Dlgs 139/2015, tiene conto dellintento
del legislatore comunitario e introduce nel nostro ordinamento il nuovo articolo 2435-ter Cc, che regolamenta il bilancio delle micro imprese, e detta nuove disposizioni anche
per la redazione del bilancio in forma abbreviata nel rispetto del divieto, previsto dallarticolo 16 paragrafo 3 dalla direttiva, di imporre ulteriori obblighi di informativa rispetto a quelli previsti.
Pertanto, le imprese che redigono
il bilancio in forma abbreviata sono
esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario e possono non applicare la valutazione al costo ammortizzato per titoli, crediti e debiti,
ma se stipulano contratti derivati devono seguire le disposizioni destinate alle imprese maggiori.
E questo condivisibile, perch se
unimpresa che redige il bilancio in
forma abbreviata decide di fare ricorso a strumenti finanziari complessi,
quali sono i derivati, deve poi essere
in grado di gestirli: con questa previsione, forse, finiranno alcune contestazioni e i relativi contenziosi. Ma
anche per le micro-imprese il nostro
legislatore ha calibrato le semplificazioni che riguardano, in particolare,
la possibilit di non presentare la nota integrativa se alcune informazioni

sono riportate in calce allo stato patrimoniale. Tuttavia, anche le micro


devono effettuare il deposito del bilancio perch il Mef non ha recepito
la possibilit, contenuta nella direttiva, di esonero da tale obbligo: nel nostro Paese soltanto le imprese costituite in forma diversa dalle societ di
capitali ne sono esonerate.
Per le imprese maggiori, invece, vi
sono obblighi aggiuntivi che riguardano, in alcuni casi la totalit di esse,
mentre in altri soltanto alcune.
Per tutte, larticolo 2423, comma 1,
include ora nel bilancio anche il rendiconto finanziario (nuovo articolo
2425-ter) che, pertanto, parte integrante dello stesso al pari di stato patrimoniale, conto economico e nota
integrativa. La relazione precisa che
la presentazione del rendiconto finanziario migliora in modo significativo linformativa sulla situazione finanziaria della societ. Interessano
soltanto alcune imprese, invece, le
disposizioni relative alla contabilizzazione e valutazione degli strumenti finanziari derivati.
Si deve tenere conto che lapplicazione di molte delle nuove disposizioni richiede lausilio dei
principi contabili.
Pertanto, il comma 3 dellarticolo
12 dispone che lOrganismo italiano
di contabilit aggiorni i principi
contabili nazionali sulla base delle
disposizioni contenute nel decreto
legislativo e delle conseguenti modifiche apportate a codice civile e
Dlgs 127/1991. A tale proposito, la
norma cita larticolo 9-bis del Dlgs
38/2005 e la relazione rammenta che
tale decreto riconosce nellOic il
soggetto istituzionalmente preposto a fornire supporto sia al Parlamento sia agli organi governativi nel
processo di formazione della normativa e della regolamentazione
contabile, compresa lelaborazione
dei principi contabili.
La relazione precisa che i principi
contabili saranno di particolare utilit con riferimento alla prima applicazione delle nuove disposizioni. Inoltre, ai principi contabili occorrer fare riferimento per la declinazione
pratica, compresa la descrizione delle possibili casistiche, di alcune norme di carattere generale riferite, ad
esempio, ai principi di rilevanza e
della sostanza economica: medesimo discorso per lapplicazione di
aspetti specifici di carattere tecnico
riguardanti, per esempio, operazioni
di copertura, costo ammortizzato e
attualizzazione.
Tuttavia, alcune disposizioni non
richiedono particolari spiegazioni:
per esempio, le imprese devono predisporre il piano dei conti che sar
utilizzato dall1 gennaio 2016.
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I punti chiave
LA RILEVANZA
Il Dlgs 139/2015 modifica, tra le altre
cose, anche i principi generali di
redazione del bilancio. Infatti,
nellarticolo 2423 inserito un nuovo
comma che cos dispone: Non occorre
rispettare gli obblighi in tema di
rilevazione, valutazione,
presentazione e informativa quando la
loro osservanza abbia effetti irrilevanti
al fine di dare una rappresentazione
veritiera e corretta. Rimangono fermi
gli obblighi in tema di regolare tenuta
delle scritture contabili. Le societ

illustrano nella nota integrativa i criteri


con i quali hanno dato attuazione alla
presente disposizione. Con queste
disposizioni il legislatore introduce in
via esplicita il principio di rilevanza
(detto anche di materialit) come
ideale completamento del principio di
rappresentazione veritiera e corretta.
La previsione espressa del principio
generale si accompagna
alleliminazione di alcune regole di
dettaglio nelle quali, in precedenza, il
concetto di rilevanza era previsto

PICCOLE IMPRESE
Nella riformata versione del codice, le
piccole societ hanno facolt di godere
delle semplificazioni previste (anche
solo di alcune di queste), redigendo un
bilancio in forma abbreviata. Questo
significa che tali societ, laddove lo
ritenessero opportuno, possono fornire
indicazioni aggiuntive rispetto a quelle
previste dal 2435-bis od utilizzare le
disposizioni del bilancio redatto in forma
ordinaria. Peraltro sempre valida la
previsione di dover riportare
informazioni complementari, laddove

queste siano necessarie per fornire una


rappresentazione veritiera e corretta
della situazione aziendale (articolo 2423,
comma 3). Le semplificazioni inerenti la
redazione dello stato patrimoniale sono
rimaste, di fatto, invariate. stata, per,
eliminata la previsione di dover detrarre
direttamente nel prospetto gli
ammortamenti e le svalutazioni dalle
immobilizzazioni materiali e
immateriali. Tale informazione
reperibile nella nota integrativa (articolo
2427, comma 1, n. 2)

BILANCIO ORDINARIO
Il recepimento della direttiva
2013/34 comporta anche modifiche
agli schemi di bilancio che, a partire
dallesercizio 2015, saranno redatti in
tre diverse forme, in base alle
dimensioni dellimpresa. Per quanto
riguarda il bilancio in forma ordinaria,
a seguito del recepimento della
direttiva, non potranno pi essere
iscritte, n nelle immobilizzazioni
finanziarie, n nellattivo circolante,
le azioni proprie che andranno

evidenziate, con segno negativo, in


una apposita riserva del patrimonio
netto. Di contro prevista lespressa
iscrizione sia allattivo sia al passivo
(tra i fondi per rischi ed oneri) degli
strumenti finanziari derivati
passivi. Inoltre, poich non sar pi
possibile capitalizzare i costi di
ricerca e di pubblicit tra le
immobilizzazioni immateriali, la voce
B.I.2 si limiter a prevedere
liscrizione dei soli costi di sviluppo

RENDICONTO FINANZIARIO
Cambiano i prospetti nei documenti
contabili del 2016 e il rendiconto
finanziario entra tra gli schemi
obbligatori del bilancio. Sono esentate
solo le microimprese e le societ che
redigono il bilancio abbreviato. La
presentazione del rendiconto finanziario,
gi obbligatoria per le societ quotate,
migliora in modo significativo
linformativa finanziaria sulla situazione
della societ. Infatti gli aggregati
finanziari contenuti nel prospetto

esprimono il fabbisogno monetario della


societ e descrivono in modo analitico i
processi di raccolta e di impiego dei
fondi. Non previsto un contenuto
minimo del documento, ma vengono
indicati gli obiettivi che questo deve
prefiggersi: evidenziare lammontare e la
composizione delle disponibilit liquide
e i flussi finanziari dellesercizio
riconducibili allattivit operativa, a
quella di finanziamento e a quella di
investimento nonch i rapporti con i soci

VALUTAZIONI
Cambiano i criteri di valutazione in tema
di ammortamento dellavviamento e dei
costi di sviluppo, ammodernando
alcune previsioni normative
allineandole a prassi e tecniche contabili
gi diffuse in ambito nazionale ed
internazionale, tra cui luso del costo
ammortizzato ed il trattamento
contabile delle poste in valuta.
In particolare, cambiano le modalit di
determinazione dellammortamento
dellavviamento e dal 1 gennaio 2016,

lavviamento dovr essere ammortizzato


secondo la sua vita utile e, solo nei casi
eccezionali in cui non sia possibile
effettuare una stima attendibile della
sua vita utile, lavviamento dovr essere
ammortizzato in un periodo non
superiore a dieci anni. Un cambiamento
simile a quello appena descritto per
lavviamento, interessa anche le
modalit di determinazione
dellammortamento dei costi
di sviluppo capitalizzati

I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

DERIVATI
Misurazione al fair value obbligatoria
per tutti i derivati, alla data di
sottoscrizione e alla data del bilancio,
con imputazione delle variazioni di fair
value al conto economico, a meno che i
derivati siano di copertura.
quanto dispone il nuovo articolo 11bis dellarticolo 2426 del Codice civile.
Non sono concesse esenzioni ai criteri
di misurazione dei derivati:
anche le imprese che redigono il
bilancio in forma abbreviata (articolo
2435-bis) applicheranno i medesimi

criteri di valutazione.
Inoltre il Dlgs 139/2015 aggiunge allo
stato patrimoniale e al conto economico
specifiche voci per esporre la variazione
di fair value alla data di chiusura
dellesercizio degli strumenti finanziari
derivati: se positiva, rappresenta
unattivit finanziaria, da iscriversi tra
le immobilizzazioni, o nellattivo
circolante. Se negativa, il derivato
iscritto nel fondo rischi, alla voce B.3
dello stato patrimoniale e il costo nel
conto economico alla voce D.19.d

NOTA INTEGRATIVA
Il capo II del Dlgs 139/2015 introduce
significative novit sia nella struttura
sia nel contenuto della nota
integrativa. Per quanto riguarda la
struttura, il nuovo comma 2
dellarticolo 2427 del Codice civile
prescrive che le informazioni relative
alle voci dello stato patrimoniale e del
conto economico siano presentate
secondo lordine in cui le relative voci
sono indicate in tali prospetti.
Ci significa che la nota integrativa
dovr evidenziare le informazioni in

modo organico: innanzitutto,


seguendo lordine con il quale i
prospetti sono inclusi nel fascicolo di
bilancio (ad esempio, se il conto
economico incluso nel fascicolo
prima dello stato patrimoniale, le
informazioni relative alle voci di conto
economico dovranno essere incluse in
nota integrativa prima di quelle
relative alle voci di stato
patrimoniale). Poi, si segue lordine
con il quale le voci sono esposte nei
prospetti di bilancio

BILANCIO CONSOLIDATO
Si restringe sempre pi larea di
operativit del bilancio consolidato.
Infatti, con la riforma, per i soggetti
tenuti a predisporre il bilancio
consolidato, si prevede un incremento
delle soglie quantitative al di sotto
delle quali non sussiste lobbligo di
predisporre il bilancio consolidato.
Cos, non sono tenute a predisporre il
bilancio consolidato le imprese
controllanti che, unitamente alle
imprese controllate, non abbiano

superato, per due esercizi consecutivi,


due dei seguenti limiti: 20 milioni (in
precedenza 17,5 milioni) nel totale
degli attivi degli stati patrimoniali; 40
milioni (in precedenza 35 milioni) nel
totale dei ricavi delle vendite e delle
prestazioni; 250 dipendenti occupati
in media durante lesercizio (soglia
invariata). Cos la tendenza nel tempo
quella di ridurre sempre di pi il
numero dei soggetti obbligati a
redigere il bilancio consolidato

CONTROLLI
Cambia anche lattivit del revisore
legale. In particolare, recependo il
contenuto degli articoli 34 e 35 della
Direttiva 2013/34/Ue, il Dlgs 139 ha
posto in capo al soggetto incaricato della
revisione legale del bilancio (societ di
revisione o revisore legale o collegio
sindacale) altre attivit attinenti alla
relazione sulla gestione redatta dagli
amministratori ex articolo 2428 del Cc.
il caso infatti di ricordare che
nellordinamento italiano, il soggetto

incaricato della revisione legale


attualmente chiamato ad esprimere un
giudizio sulla coerenza delle informazioni
contenute nella relazione sulla gestione
con il bilancio di esercizio e, qualora
redatto, con il bilancio consolidato. Per
rispondere a tali responsabilit il revisore
fa riferimento al principio di revisione SA
720B, pubblicato il 23 dicembre 2014 con
la determina del ragioniere generale
dello Stato nellambito del processo di
emanazione dei nuovi Isa Italia

LE RICADUTE FISCALI
La riforma sui bilanci interviene anche
sui profili fiscali. Ad esempio, in fatto di
azioni proprie esse, anzich costituire
voce propria dellattivo, vanno ora
iscritte a degrado diretto del
patrimonio con impatti fiscali in caso di
distribuzione ai soci (si vedano le
risoluzioni delle Entrate 26/E/2011 e
12/E/2011 che assimila ad aumento di
capitale). ovvio che ne risentono le
diverse norme che oggi fanno
riferimento alla nozione di patrimonio,

inclusi i cosiddetti istituti


parabilancistici (come i limiti
emissione, obbligazioni). Inoltre, in
fatto di costi di pubblicit e ricerca, la
circostanza che non siano pi
capitalizzabili non porta, allapparenza,
conseguenze di carattere fiscale, dal
momento che lattuale articolo 108 del
Tuir consente sia la deduzione in un
solo esercizio, che in pi esercizi. Ma,
naturalmente, occorre tenere conto del
periodo transitorio

Limpatto. Non c uniformit in ambito Ue

Non quotate alla ricerca


di regole unificate
di Angelo Cas

on lemanazione della direttiva


2013/34 gli stati dellUnione
hanno dovuto adeguare le normeasuotempointrodotteconlaIVela
VII direttiva in materia di redazione di
bilanci di esercizio e di bilanci consolidati, relativi a particolari tipi di societ
ed enti. Lo Stato italiano ha provveduto a tale adeguamento con encomiabile rapidit con il Dlgs 139/2015 che modifica, a partire dagli esercizi aventi
inizio a partire dal 1 gennaio 2016, il
Codice civile e la normativa in materia
di bilanci consolidati. Le modifiche riguardano i bilanci di esercizio delle societ di capitali e altri enti e i bilanci
consolidati degli stessi. Speciali disposizionisonostateprevisteperagevolare le entit di minori dimensioni, prevedendosi semplificazioni per il bilancio in forma abbreviata e quello delle
micro-imprese.
Il Dlgs 139/2015 prevede esplicitamentechelOrganismoitalianodicontabilit (Oic) provveda ad aggiornare i
principi contabili nazionali per tenere
conto delle nuove norme introdotte.
TaleruolodellOicditipoistituzionale, ex articolo 9 bis) Dlgs 38/2005 e, soprattutto, ex legge 116/2014 (articolo
20, comma 2, lettera B). Lo stesso Dlgs
139/2015 fornisce indicazioni in merito
allaggiornamento dei principi contabili nazionali Oic. Da parte sua lOic
aveva gi provveduto, nel contesto
istituzionale sopra richiamato, a fornireindicazioniinordinealrecepimento
della direttiva 2013/34 Ue. In particolare, lOic ha contribuito alle scelte opzionali relative ai bilanci in forma abbreviataeaibilancidellemicro-imprese; scelte che costituiscono una delle
principali novit, nel contesto delle
semplificazioni per le Pmi. Ora lOic ha
avviato un Piano per laggiornamento
dei principi contabili nazionali Oic, in
termini temporali tali da consentire ai
redattori dei bilanci interessati dalla
nuova normativa di provvedervi
avendo a disposizione i nuovi principi.
In particolare, tale piano prevede:
1 la manutenzione dei principi Oic
emessi nel 2014, relativamente ai quali
erano stati segnalati specifici punti
meritevoli di riflessione;
1 la revisione dei principi Oic quale
conseguenza delle nuove norme in
materia di bilancio;
1 la nuova formulazione dei principi
Oic3(suiderivati)eOic11(suipostulati

di bilancio), che non erano ancora stati


oggetto di aggiornamento.
Il Piano prevede anche che lOic fornisca indicazioni applicative nel passaggio alle nuove norme in materia di
bilancio. Sino alla modifica (sopra richiamata) del quadro normativo di riferimento, continuano ad applicarsi i
principi Oic di recente aggiornamento. Tale ultimo aggiornamento, di durata applicativa temporale necessariamente limitata, peraltro risultato utile, quale presupposto allulteriore modifica in questa sede prevista, e, quindi,
quale tappa intermedia che ha certamente agevolato i redattori dei bilanci
in vista delle modifiche normative oggi introdotte.
Con il recepimento da parte degli
Statimembridelladirettiva2013/34Ue
si realizzer certamente un avvicinamento dei principi contabili nazionali
vigenti nellUe agli Ifrs utilizzando il
percorso delladeguamento delle legislazioni nazionali.Peraltro, con il recepimento della direttiva 2013/34 Ue si
viene a realizzare, allinterno dellUe,
un sistema normativo contabile tuttaltro che armonizzato, anche in ragione del sistema delle opzioni che ha
comportato lesistenza di notevoli difformitinmateriacontabiletragliStati
membri. Infatti, per le societ quotate
(meglio: public interest entities) si realizzata unarmonizzazione totale per
i bilanci consolidati (Ifrs) ma vi profonda disarmonia per i bilanci di esercizio (in Francia, Germania e Uk vietato lutilizzo degli Ifrs, in Italia tale utilizzo obbligatorio).
Per le societ non quotate le difformit sono tali da poter concludere che
ogni Stato membro andato per proprio conto (dallobbligo di utilizzo degli Ifrs, per bilanci consolidati e/o di
esercizio, alle scelte opzionali per gli
users, al divieto assoluto per i bilanci di
esercizio). Ne consegue che:
1 le norme contabili, soprattutto nelle
parti di dettaglio, sono regole convenzionali e non principi assoluti;
nella valutazione di comportamenti illeciti (da parte dei preparers) si dovr sempre pi distinguere tra informazioni false e applicazioni difformi,
risultato di interpretazioni o errori. In
questo contesto, i principi contabili
(nazionali), nelle parti interpretative
ed applicative diverranno sempre pi
importanti.
Presidente consiglio di gestione Oic
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

I principi generali
ARTICOLI 2423 E 2423 BIS

Il criterio di rilevanza frena


le contestazioni al bilancio
Norma da applicare
sia ai valori inseriti
negli schemi
sia allinformativa
in nota integrativa
PAGINA A CURA DI

Alessandro Sura

pIl Dlgs 139/2015 modifica, tra

laltro, anche i principi generali


di redazione del bilancio.
Nellarticolo 2423 inserito
un nuovo comma che cos dispone: Non occorre rispettare
gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione
e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Rimangono fermi gli obblighi in
tema di regolare tenuta delle
scritture contabili. Le societ illustrano nella nota integrativa i
criteri con i quali hanno dato attuazione alla presente disposizione. Con queste disposizioni
il legislatore introduce in via
esplicita il principio di rilevanza (o, anche, materialit) come ideale completamento del
principio di rappresentazione
veritiera e corretta.
La previsione espressa del
principio generale si accompagna alleliminazione di alcune
regole di dettaglio nelle quali, in
precedenza, il concetto di rilevanza era evocato. In questo
senso si eliminata la disposizione di cui al n. 12 dellart. 2426,
nonch i riferimenti nellart.
2427 che mettono in relazione alcuni obblighi di informativa nella nota integrativa alla significativit dellinformazione (nel numero 7 dellart. 2427 stato cancellata lespressione quando il
loro ammontare sia apprezzabile; nel numero 10 stata cancellata lespressione se significativa). evidente come, in tutte le
circostanze richiamate, il riferimento ai concetti di rilevanza/
significativit diventi ridondante alla luce dellintroduzione in
via esplicita di un principio di
carattere generale.
Si tratta di una novit che ha
una portata notevole. Se, infatti, lesistenza di un principio generale di rilevanza poteva comunque ritenersi implicita nel
sistema delle norme codicistico (e in questo senso depongono, del resto, gli orientamenti

giurisprudenziali), la norma introdotta pu concorrere in maniera decisiva a disincentivare


impugnazioni strumentali del
bilancio e a chiarire gli ambiti
nei quali il principio trova spazio applicativo.
Da questo punto di vista, un
primo elemento da rimarcare
il fatto che il principio va applicato al bilancio nella sua interezza, e quindi sia ai valori inseriti negli schemi di bilancio
(stato patrimoniale, conto economico e, se del caso, rendiconto finanziario) sia allinformativa da fornire in nota integrativa.
Riguardo i dati da inserire negli
schemi di bilancio, c da attendersi che si dispieghino effetti
pi che altro in termini di scelta
di criteri valutativi semplificati
rispetto a quelli previsti dalla
legge o dai principi contabili nazionali. Di conseguenza, c da
attendersi che il principio venga evocato con riguardo a taluni
istituti complessi (quali la valutazione al costo ammortizzato
dei crediti, dei titoli e dei debiti), la cui applicazione potrebbe, in certe circostanze, risultare davvero ingiustificatamente
onerosa per il redattore del bilancio rispetto ai vantaggi che
ne deriverebbero in termini di
qualit dellinformativa.
Del resto, il fatto che il principio di rilevanza dispieghi i suoi
effetti soprattutto in termini di
policy contabili coerente con
la disposizione del codice che
impone di dar conto nella nota
integrativa delle modalit con le
quali se ne data attuazione.
Va rilevato, inoltre, come il
legislatore non abbia mancato
di chiarire che gli obblighi in tema di corretta rilevazione dei
fatti aziendali nei libri contabili
rimangono fermi. Non sussistono dubbi, quindi, circa il fatto che tutte le operazioni debbano essere accuratamente rilevate nei libri contabili e che la
valutazione della rilevanza si
effettui soltanto successivamente, al momento di definire i
numeri del bilancio.
In questo senso il principio
va interpretato non tanto come
lintroduzione di una facolt
arbitraria di omettere la completa registrazione dei fatti
aziendali, quanto come la possibilit di scegliere un modo di
rappresentarli che contemperi
lonere che deriva dallosservanza delle regole contabili
con i benefici che ne ritraggono
i lettori del bilancio.
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I punti chiave
01 LA RILEVANZA
Il nuovo articolo 2423 prevede
che non serve rispettare gli obblighi
in tema di rilevazione,
valutazione, presentazione e
informativa quando la loro
osservanza abbia effetti
irrilevanti al fine di dare una
rappresentazione veritiera
e corretta

03 LIMPATTO
La previsione espressa del principio
generale di rilevanza si accompagna
alleliminazione di alcune regole di
dettaglio nelle quali, in precedenza,
il concetto di rilevanza era evocato.
In questo senso si eliminata la
disposizione di cui al numero 12
dellarticolo 2426, nonch i
riferimenti nellarticolo 2427 che
mettono in relazione alcuni obblighi
di informativa nella nota integrativa
alla significativit
dellinformazione. Cos nel numero
7 dellart. 2427 stato cancellata
lespressione quando il loro
ammontare sia apprezzabile; e nel
numero 10 stata cancellata
lespressione se significativa

02 GLI OBBLIGHI
Rimangono per fermi gli obblighi
in tema di regolare tenuta delle
scritture contabili. Le societ
illustrano nella nota integrativa i
criteri con i quali hanno dato
attuazione alla presente
disposizione

Compilazione. Informativa ad hoc nella nota integrativa, ma stesso trattamento negli schemi

Nei conti prevale la sostanza


pIl Dlgs 139/2015 modifica lartico-

lo 2423-bis, eliminando dal numero 1


linciso nonch tenendo conto della
funzione economica dellelemento
dellattivo o del passivo considerato e inserendo un nuovo numero 1bis che afferma che la rilevazione e
presentazione delle voci va effettuata tenendo conto della sostanza delloperazione o del contratto. Con
questo intervento, il legislatore sembra voler riaffermare il cosiddetto
principio di prevalenza della sostanza sulla forma riformulandolo in termini pi espliciti, tenuto conto della
difficolt che si erano incontrate per
inquadrare la portata applicativa
dellinciso eliminato.
Al di l dei meriti che derivano dallaver meglio specificato una disposizione di legge controversa, non c da
attendersi che la modifica proposta
sortisca effetti significativi per il redattore del bilancio. Infatti, le problematiche emerse, anche in ambito internazionale, in sede di declinazione
in concreto hanno da tempo indotto a
ritenere che il principio di prevalenza
della sostanza sulla forma sia rivolto
prioritariamente al regolatore impegnato nellattivit di standard setting
piuttosto che al soggetto chiamato a
predisporre il bilancio.
Ci premesso, sembra impensabile che dallapplicazione di questo
principio generale il redattore del bilancio possa trovare lo spunto per derogare alle altre disposizioni che disciplinano fattispecie specifiche, cosa che la collocazione tra i principi di

inquadramento generale potrebbe


lasciare intendere.
Del resto, anche in occasione dellintroduzione della disposizione che
faceva riferimento alla funzione economica dellelemento dellattivo o del
passivo, la dottrina prevalente aveva

IL REALISMO

Secondo i nuovi principi


il reale contenuto
delloperazione
acquista peso
sugli aspetti formali

LOCAZIONE
FINANZIARIA

Limpatto
del contratto
La locazione finanziaria un
contratto di finanziamento che
consente, in cambio del pagamento
di un canone periodico di avere la
disponibilit di un bene strumentale
all'esercizio della propria
professione o attivit imprenditoriale
ovvero di un bene di consumo e di di
esercitare, al termine del contratto,
unopzione di acquisto (di riscatto)
del bene stesso per una cifra pattuita

concluso che linciso era servito al legislatore per inserire norme quali
quelle sulle vendite con obbligo di retrocessione e quelle relative allinformativa sui leasing finanziari, ispirate
al cosiddetto principio di prevalenza
della sostanza economica sulla forma
giuridica, ma non aveva dispiegato effetti diretti sulle scelte del redattore
del bilancio, che ha continuato ad applicare le regole puntuali di rilevazione e valutazione delle varie voci senza
porsi il problema se ci fosse aderente
alla sostanza delloperazione.
Piuttosto, per la declinazione in
concreto del principio si dovranno attendere i chiarimenti che il legislatore
stesso o lOrganismo italiano di contabilit forniranno nei prossimi mesi.
Al riguardo, merita sottolineare come
il legislatore non abbia modificato la
disciplina del leasing, nonostante una
statuizione pi solenne del principio
di prevalenza della sostanza sulla forma. Ci fornisce unulteriore riprova
del fatto che la sua riformulazione in
termini pi espliciti non implica, di
per s, una sua modifica della portata
applicativa rispetto al passato. Rimane quindi confermato lapproccio attuale, per cui si fornisce informativa
ad hoc nella nota integrativa in merito
ai leasing finanziari ma negli schemi
di bilancio si continua ad utilizzare il
consueto trattamento che non prevede n la rilevazione del bene n del debito nei confronti della societ di leasing, ma la semplice rilevazione nel
conto economico dei canoni.
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

Bilanci semplificati
NUOVE OPZIONI

Dal 2016 rendicontazione abbreviata


per agevolare le piccole imprese
Lallineamento
con le disposizioni
europee
e parametri
di identificazione
PAGINA A CURA DI

Matteo Pozzoli

pIl tessuto economico europeo si

compone in massima misura di imprese di piccole e medie dimensioni


(circa il 99%). Il progetto della stesura della direttiva 2013/34/Eu
partito proprio dal presupposto di
pensare prima alle piccole imprese (think small first). Il legislatore nazionale, quindi, muovendo dalle disposizioni europee nonch in
coordinamento con le conseguenti
nuove previsioni introdotte con il
recepimento della direttiva, ha previsto semplificazioni del tutto nuove per il panorama giuscontabile nazionale. In questo contesto, la scelta
forse pi evidente consiste nellaver
introdotto, ai fini rendicontativi, la
categoria delle micro-imprese, di
cui parleremo in seguito.
Si evidenzia da subito che le nuove
disposizioni in materia di piccole e
micro imprese entrano in vigore a
partire dal 1 gennaio 2016 e non possono essere adottate per i prossimi
bilanci degli esercizi 2015.

Per le piccole societ (articolo


2435-bis, Cc), giova, prima di tutto rilevare che il legislatore ha optato per
mantenere invariati i parametri
quantitativi previsti per la loro identificazione, pur potendo optare per
incrementare o decrementare tali
valori. Le soglie di riferimento indicate nel novellato articolo 2435-bis
sono:
1 totale dellattivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;
1 ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;
1 dipendenti occupati in media durante lesercizio: 50 unit.
Una societ piccola, come previsto anche nellattuale articolato,
quando non supera per due esercizi
consecutivi almeno due dei predetti
limiti (articolo 2435-bis, comma1).
Specularmente, una societ non
rientra pi nella categoria delle piccole quando supera per due esercizi
consecutivi le richiamate soglie (articolo 2435-bis, comma 8).
opportuno premettere che, anche nella novellata versione del codice, le piccole societ hanno facolt
di godere delle semplificazioni previste (anche solo di alcune di queste),
redigendo un bilancio in forma abbreviata. Questo significa che tali societ, laddove lo ritenessero opportuno, possono fornire indicazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dal
2435-bis od utilizzare le disposizioni
del bilancio redatto in forma ordinaria. Peraltro, vale la pena ricordare che sempre valida la previsione

di dover riportare informazioni


complementari, laddove queste siano necessarie per fornire una rappresentazione veritiera e corretta della
situazione aziendale (articolo 2423,
comma 3).
Le semplificazioni inerenti la redazione dello stato patrimoniale
sono rimaste, di fatto, invariate.
stata, per, eliminata la previsione
di dover detrarre direttamente nel
prospetto gli ammortamenti e le
svalutazioni dalle immobilizzazioni materiali e immateriali. Tale informazione reperibile nella nota
integrativa (articolo 2427, comma
1, n.2).
Nel conto economico, a seguito
dellintroduzione di unapposita
contabilizzazione per gli strumenti
finanziari derivati, concesso che
possano essere aggregati con i valori
concernenti le rivalutazioni delle
partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie e titoli del circolante diversi dalle partecipazioni disposizione
gi esistente- anche le rideterminazioni di valore in aumento degli strumenti finanziari derivati. Lo stesso
dicasi per le svalutazioni dei sopra richiamati elementi che possono essere aggregate con i decrementi di valore dei derivati.
Sempre restando al contesto dei
prospetti quantitativi, le societ
piccole sono esentate dalla predisposizione del rendiconto finanziario.
Il codice civile sperimenta, poi,
le semplificazioni in termini di criteri

In sintesi
Le scelte del legislatore in merito alle
semplificazioni del bilancio in forma
abbreviato delle piccole societ
8 Parametri quantitativi delle soglie
invariati rispetto allattuale
previsione
8 Stato patrimoniale:
semplificazioni confermate.
Eliminata la previsione della
detrazione diretta nel prospetto
degli ammortamenti e delle
svalutazioni dalle
immobilizzazioni materiali e
immateriali;
8 Conto economico: semplificazioni
confermate. Aggregazione delle
movimentazioni degli strumenti
finanziari derivati che transitano in
conto economico (D18d e D19d)
rispettivamente con le altre
rivalutazioni e svalutazioni degli
strumenti finanziari (D18a-c e
D19a-c);
8 Rendiconto finanziario: esenzione
dalla predisposizione;
8 Criteri di valutazione: esenzione
dallutilizzo del costo
ammortizzato per titoli, crediti e
debiti, per i quali sono confermati
gli attuali criteri;
8 Nota integrativa: previsione in
positivo delle informazioni da
fornire;
8 Relazione sulla gestione:
confermata l'esenzione dalla
predisposizione.

di valutazione. Nonostante, infatti, il


codice civile abbia introdotto il criterio del costo ammortizzato per titoli
immobilizzati, crediti e debiti, sono
stati confermati per le piccole gli attuali criteri di valutazione previsti,
ossia: costo di acquisto per i titoli immobilizzati; valore di presumibile realizzo per i crediti; e valore nominale
per i debiti.
Le societ piccole possono, poi,
fruire di una serie di importanti agevolazioni concernenti la redazione
della nota integrativa. In termini di
impostazione, si evidenzia che mentre lattuale previsione codicistica
indica in negativo cosa le imprese
possono non inserire in nota, il nuovo disposto indica in positivo, come
previsto dallimpostazione di massima armonizzazione (maximum
harmonisation) della direttiva), le
informazioni che devono essere riportate.
Non questa la sede per poter esaminare nel dettaglio le modifiche apportate. In prima istanza, appare che
linformativa risulti inferiore rispetto al vigente contesto.
In ultimo, riproposta la previsione per la quale le societ piccole che
rientrano nei parametri di cui allarticolo 2435-bis possano non redigere la
relazione sulla gestione se forniscono le informazioni di cui ai numeri 3 e
4 dellarticolo 2428, Cc (numero e valore nominale delle azioni possedute, acquistate e alienate) nella nota
integrativa.
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La novit. Lintroduzione della nuova categoria rappresenta laspetto pi rilevante delle riforme per realt di ridotte dimensioni

Micro-societ alla prova debutto


pCon tutta probabilit, laspetto pi

rilevantedelleriformainmateriadisociet di minori dimensioni consiste


nellintroduzione della nuova categoria delle micro-imprese (articolo 2435ter), categoria prima introdotta nella
legislazione europea dalla direttiva
2012/6/Ue e poi incorporata nella pi
volte menzionata direttiva 2013/34/
Ue. Per tale categoria il legislatore ha
previsto la redazione di un bilancio in
forma super-abbreviata.
Le micro-imprese sono definite come societ che non rientrano per due
esercizi consecutivi nei parametri di
seguito riportati.
1 totale dellattivo dello stato patrimoniale: 175mila euro;
1 ricavi delle vendite e delle prestazioni: 350mila euro;
1 dipendenti occupati in media durante lesercizio: 5.
Si consideri che i parametri conte-

nutinel2435-terrappresentanolamet
dei parametri (massimi) indicati dalla
direttiva di riferimento. In linea con
quanto disposto per le piccole, si diventa micro-imprese quando non si
superano per due esercizi consecutivi
gli indicati parametri (2435-ter, comma 1), cos come si esce dalla categoria
per entrare nella categoria delle piccole (od oltre) quando si superano per
due esercizi consecutivi le dette soglie
(2435-ter, comma 4).
Le micro-imprese ripropongono le
semplificazioniinmateriadipresentazione dei prospetti quantitativi (inclusa, ovviamente, lesenzione dalla redazione del rendiconto finanziario) e di
criteri di valutazione previsti dallarticolo 2435-bis. Coerentemente con
quanto previsto per le piccole, perci,
anche le micro-imprese sono esentate
dallapplicazione del metodo del costo
ammortizzato.

Bisogna considerare che la nuova


direttiva contabile consentiva, come
prospettato anche dalle consultazioni
in materia, di avere ulteriori semplificazioni espositive, poi non recepite
(per esempio, leliminazione della
classe dei ratei e dei risconti).
In aggiunta a quanto disposto per
le piccole, le micro-imprese non
devono seguire (trattasi di obbligo,
non di facolt) le norme codicistiche
in materia di:
1 deroga allapplicazione delle norme
del codice civile per il raggiungimento
della rappresentazione veritiera e corretta (articolo 2423, comma5);
1 contabilizzazione degli strumenti
finanziari derivati, secondo quanto
previsto dalla nuova pertinente disciplina (articolo 2426, comma 11-bis).
La principale semplificazione consta nellesenzione dalla predisposizione della nota integrativa, nel caso in cui

siano fornite le seguenti informazioni:


1 limporto totale di impegni, garanzie e passivit potenziali non risultanti
dallo stato patrimoniale, con indicazione della natura delle garanzie reali
prestate; gli impegni esistenti in materia di trattamento di quiescenza e simili, nonch gli impegni assunti nei confronti di imprese controllate, collegate, nonch controllanti e imprese sottoposte al controllo di questultime
(articolo 2427, comma 1, n.9). Linformativa discorsiva supplisce alleliminazione dei conti dordine dal bilancio;

LAPPLICAZIONE

Il riconoscimento arriva
per le aziende che non rientrano
per due esercizi consecutivi
nei parametri fissati per stato
patrimoniale, ricavi e dipendenti

1 limporto dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi ad amministratori e sindaci, cumulativamente per ciascuna categoria, precisando una serie di specifiche quali: Il
tasso dinteresse, le principali condizioni e gli importi eventualmente rimborsati, cancellati o oggetto di rinuncia, nonch gli impegni assunti per loro conto per effetto di garanzie di qualsiasi tipo prestate, precisando il totale
per ciascuna categoria (articolo
2427, comma 1, n.16).
Le microimprese sono esentate
dalla predisposizione della relazione
sulla gestione quando riportano le
predette informazioni dei numeri 3 e
4 dellarticolo 2428 Cc in calce allo stato patrimoniale. Informazioni che,
eventualmente, si sommano a quelle
previste per lesenzione dalla predisposizione della nota integrativa.
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Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

Gli schemi
AL PASSO CON LE NUOVE REGOLE

Dal conto economico


sparisce larea straordinaria
Aggi e disaggi
di emissione
eliminati
dalla voce
ratei e risconti
PAGINA A CURA DI

Nicola Cavalluzzo
Alessandro Montinari

pIl recepimento della direttiva

2013/34 comporta anche modifiche


agli schemi di bilancio (stato patrimoniale e conto economico) che, a
partire dallesercizio 2015, saranno
redatti in tre diverse forme, in base
alle dimensioni dellimpresa. Infatti, accanto al bilancio in forma ordinaria (articolo 2424) e a quello in
forma abbreviata (articolo 2435bis), debutta il nuovo bilancio delle micro-imprese, di cui al nuovo
articolo 2435-ter.
opportuno prendere sin da ora
conoscenza delle modifiche poich, in assenza di qualunque deroga allarticolo 2423-ter, comma 5, il
bilancio 2016 dovr essere confrontato con quello del 2015 e quindi
questultimo dovr essere riscritto
in base alle nuove regole. Passiamo
ad esaminarle.

Le nuove regole
Per quanto riguarda il bilancio in forma ordinaria, non potranno pi essere
iscritte nelle immobilizzazioni finanziarie, o nellattivo circolante, le azioni
proprie che andranno evidenziate,
con segno negativo, in una apposita riserva del patrimonio netto.
Di contro prevista lespressa iscri-

zione sia allattivo sia al passivo (tra i


fondi per rischi ed oneri) degli strumenti finanziari derivati passivi.
Inoltre, poich non sar pi possibile
capitalizzare i costi di ricerca e di pubblicit tra le immobilizzazioni immateriali, la voce B.I.2 costi di ricerca, di
sviluppo e di pubblicit, a partire dal
bilancio 2016, si limiter a prevedere
liscrizione dei soli costi di sviluppo.
A differenza dellavviamento, la
mancanza di una norma transitoria
obbligher a trattare con le nuove regole i costi di ricerca e di pubblicit in
corso di ammortamento con, ovviamente, una correzione da apportare
allo schema del 2015, in modo da consentire la comparazione.
In evidenza, nel nuovo bilancio, i
rapporti di crediti e debito verso le
imprese sottoposte al controllo delle
controllanti (cosiddette imprese sorelle); mentre nella voce ratei e risconti stato eliminato il riferimento
agli aggi e disaggi di emissione che,
parimenti ai crediti, ai debiti e ai titoli, saranno considerati nellambito
della valutazione con il metodo del
costo ammortizzato.
Altra novit nello schema patrimoniale leliminazione della sezione posta in calce, in cui attualmente si iscrivono i conti dordine e
che, a partire dal 2016, saranno evidenziati nella nota integrativa, che
accoglier lindicazione dei dati relativi agli impegni, alle garanzie ed
alle passivit potenziali.
Nel patrimonio netto viene introdotta la specifica voce A.VII-Riserva per operazioni di copertura dei
flussi finanziari attesi in cui iscrivere, per lappunto, la riserva per la copertura dei flussi finanziari, con rinvio alle modalit di misurazione contenute nei principi contabili internazionali Ias/Ifrs.

Il conto economico

I bilanci dellesercizio 2016


Tipologia
societ

Attivo stato
patrimoniale

Ricavi
netti

Media
Composizione
dipendenti bilancio
Stato patrimoniale

GRANDE (*)
Art. 2423

Oltre

Oltre

4.400.000 8.800.000 50

Conto economico
Nota integrativa
Rendiconto finanz.
Stato patrimoniale

Fino a
PICCOLA (**) Fino a
Fino a 50
Art. 2435bis 4.400.000 8.800.000

Conto economico
Nota integrativa

MICRO (***) Fino a


Art. 2435ter 175.000

Fino a

350.000

Fino a 5

Stato patrimoniale
Conto economico

(*) Obbligo di redigere la relazione sulla gestione; (**) applicano il fair value per la
valutazione degli strumenti finanziari; esonero condizionato alla relazione sulla gestione;
(***) non applicano il fair value per la valutazione degli strumenti finanziari

Numericamente inferiori le modifiche apportate al conto economico


che, in primis, viene integrato per includere gli effetti della disciplina sugli strumenti derivati. Sono state in
particolare aggiunte due nuovi voci
nellarea D, la cui nuova denominazione sar D- rettifiche di valore di
attivit e passivit finanziarie con,
pertanto, laggiunta della parola passivit, che consegue alliscrizione nel
passivo dello stato patrimoniale, tra i
fondi, dei derivati passivi. Queste
rettifiche riguardano sia le iscrizioni
di rivalutazioni, sia liscrizione di
svalutazioni relativamente agli strumenti finanziari derivati (sono state
aggiunte due voci).
Anche nella sezione C del conto
economico, destinata a rilevare le partite di origine finanziaria, stata aggiunta una nuova voce (al punto 15) e
integrate altre due voci (16.a e 16.d),
per evidenziare i rapporti nei confronti di imprese sottoposte al controllo delle controllanti.
Certamente la maggiore innovazione costituita dalla scomparsa della
sezione E, in cui attualmente trovano
rilevazione i proventi e gli oneri straordinari, che ha sempre creato, nel
passato, materia di discussione, per la
diversit con cui le diverse imprese ritenevano di far rientrare o meno il risultato di una certa operazione in questarea, piuttosto che nellarea della gestione caratteristica.
Anche in tale circostanza, il legislatore delegato ha destinato linformativa in precedenza contenuta nello
schema contabile, alla nota integrativa
che, appunto, vedr lindicazione dellimporto e della natura dei singoli elementi di costo o di ricavo di entit o incidenza eccezionale.
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Le altre novit. Modificata la nota integrativa, che risulta semplificata rispetto allattuale

Da segnalare le variazioni nelle immobilizzazioni


pPer quanto riguarda il bilancio in

forma abbreviata, il nuovo schema di


stato patrimoniale prevede la rilevazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali, al lordo degli ammortamenti, cos come avviene nei
bilanci in forma ordinaria e, in nota
integrativa, occorrer indicare i movimenti intervenuti nelle immobilizzazioni. Per quanto riguarda il conto
economico, scompare larea straordinaria e sono stati effettuati dei raggruppamenti nellarea finanziaria.
Pi interessanti le modifiche alla
nota integrativa, che risulta semplificata rispetto allattuale, ancorch in

taluni casi siano stati introdotti obblighi di informativa maggiori rispetto alla situazione attuale, in parte in conseguenza alle modifiche apportate agli schemi di bilancio.

Bilancio delle micro-imprese


A seguito del recepimento della direttiva contabile 2013/34, i bilanci a
partire dallesercizio 2016 potranno
essere redatti in tre diversi formati in
base alle dimensioni dellimpresa.
Infatti, al bilancio in forma ordinaria
e al bilancio in forma abbreviata, gi
contemplati dal Codice civile, si aggiunge il bilancio delle micro-impre-

se, le cui regole sono contenute nellarticolo 2435-ter, introdotto dal decreto legislativo 139/15.
Questa ulteriore esemplificazione riguarda le societ che nel primo
esercizio di vita, oppure nel prosieguo, per due esercizi consecutivi
non superano due dei seguenti parametri: totale dellattivo pari a
175mila euro; ricavi delle vendite e
delle prestazioni 350mila euro; dipendenti occupati in media nellesercizio: 5 unit.
Ebbene, queste imprese, oltre a
poter redigere il bilancio in forma abbreviata di cui allarticolo 2435-bis,

godranno anche dellesonero dalla


redazione della nota integrativa, a
condizione che in calce allo stato patrimoniale risultino le informazioni
relative ai conti dordine, nonch
quelle relative ai compensi ed utilit
pagati agli amministratori e, se presente, al collegio sindacale.
Le micro-imprese, in aggiunta,
non redigono il rendiconto finanziario e la relazione sulla gestione.

Impatto sulla fiscalit


Tutte le modifiche e le integrazioni
descritte sopra, fatta eccezione per
difficolt di natura tecnico-contabi-

le, in linea di principio non impattano


sul calcolo delle imposte dirette. Fa
eccezione lultima modifica in quanto noto che, ai fini dellIrap, non
hanno rilevanza i componenti reddituali iscritti nellarea straordinaria,
area che, a partire dal 2016, non sar
prevista nel conto economico. Si attende quindi un chiarimento da parte
delle Entrate, oppure un intervento
da parte del legislatore, che consenta
di espungere dalla sezione A e dalla
sezione B del conto economico i
componenti, rispettivamente positivi e negativi, di natura straordinaria.
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Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

Rendiconto finanziario
LE MODIFICHE

Con la presentazione dei dati


pi informazioni sulle societ
Dagli aggregati
finanziari contenuti
nel prospetto
il fabbisogno
monetario
PAGINA A CURA DI

Antonella Portalupi

pNuovo set di prospetti nei

documenti contabili del 2016: il


Dlgs 139/15 apporta diverse modifiche alle norme del codice
civile ed introduce il rendiconto finanziario tra gli schemi obbligatori del bilancio (nuovo
articolo 2423, comma 1). Sono
esentate solo le microimprese e
le societ che redigono il bilancio abbreviato.
La presentazione del rendiconto finanziario, gi obbligatoria per le societ quotate, migliora in modo significativo
linformativa finanziaria sulla
situazione della societ. Infatti
gli aggregati finanziari contenuti nel prospetto esprimono il
fabbisogno monetario della societ e descrivono in modo analitico i processi di raccolta e di
impiego dei fondi.
A differenza di quanto previsto per gli altri schemi obbligatori di bilancio il nuovo articolo
2425-ter non prevede un contenuto minimo del rendiconto ma
indica gli obiettivi che questo deve prefiggersi: per lesercizio in
corso e per quello precedente devono risultare lammontare e la
composizione delle disponibilit liquide e i flussi finanziari dellesercizio riconducibili allattivit operativa, a quella di finanziamento e a quella di investimento nonch i rapporti con i
soci. Questa impostazione in
continuit con le disposizioni
dellOic 10 Rendiconto finanziario che prevede la presentazione dei flussi finanziari utilizzando uno schema basato sulle
variazioni della liquidit.
Tipicamente, le imprese generano liquidit da due aree di gestione che hanno una diversa valenza strategica in termini di valutazione delle performance: la
gestione corrente, che generalmente produce liquidit dalla
reiterazione dei processi gestionali a carattere ricorrente e ripetitivo e larea dei disinvestimenti,
dove la liquidit prodotta dovrebbe avere carattere straordinario e, soprattutto, extracarat-

teristico. Per illustrare le condizioni di equilibrio finanziario


della gestione indispensabile
illustrare adeguatamente il flusso di cassa operativo corrente,
ossia spiegare se le attivit che
animano il ciclo operativo determinano, nel loro complesso,
un avanzo di cassa o un fabbisogno monetario.
La presentazione della dinamica dei flussi finanziari trae
origine dallandamento reddituale dellimpresa e il flusso della gestione operativa laggregato pi rilevante ad indicare lo
stato di salute aziendale. Qui
confluiscono sostanzialmente i
flussi finanziari derivanti dalla
gestione caratteristica e la lettura analitica degli elementi che
compongono laggregato consente al lettore di bilancio di valutare quanto la gestione reddituale stata in grado di produrre, in termini di cash flow, rispetto alle gestioni non operative
(finanziarie e di investimento).
Il flusso derivante dalla gestione degli investimenti comprende le variazioni finanziarie che
derivano dallacquisto e dalla
vendita delle immobilizzazioni
materiali e immateriali e delle attivit finanziarie. Dallanalisi dei
flussi dellarea investimenti si
possono trarre utili informazioni
circa la sostenibilit della crescita dellimpresa e le scelte sottostanti alle politiche di investimento/ disinvestimento operate
dal management.
Infine il flusso dellarea dei finanziamenti comprende le variazioni finanziarie che derivano
dallottenimento o dalla restituzione di disponibilit liquide sotto forma di capitale di rischio o di
capitale di debito. Dalla lettura di
questo aggregato si comprendono le scelte del management circa il rapporto tra mezzi propri e
mezzi di terzi, scelte che devono
essere coerenti con lattivit reddituale e di investimento avendo
un diretto effetto sugli indicatori
che misurano il livello di solidit
aziendale e di dipendenza dal capitale di terzi.
Il pieno recepimento della Direttiva 34 da parte del nostro Legislatore in merito allobbligatoriet del rendiconto finanziario
elimina una differenza con i principi contabili internazionali e
rende comparabili le situazioni
finanziarie delle imprese del medesimo settore, a prescindere
dalla localizzazione o dal framework di riferimento con il
quale redigono il bilancio.
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Flussi e variazione
01 FLUSSO DELLA GESTIONE
REDDITUALE
Flusso di cassa generato dalla
gestione operativa dellimpresa.
Si pu determinare con il metodo
diretto oppure con il metodo indiretto
02 FLUSSI FINANZIARI
DELL'ATTIVIT DI INVESTIMENTO
Investimenti meno disinvestimenti di
immobilizzazioni (materiali,
immateriali, finanziarie) e di attivit
finanziarie non immobilizzate.
Comprende anche il flusso derivante
da acquisizione/cessione di

controllate e rami di azienda


03 FLUSSI FINANZIARI
DELL'ATTIVIT DI FINANZIAMENTO
Ottenimento e restituzione di
disponibilit liquide sotto forma di
capitale di rischio (mezzi propri) e di
debito (mezzi di terzi).
04 VARIAZIONE DELLE
DISPONIBILIT LIQUIDE
Questo ammontare deve quadrare
con la variazione delle disponibilit
liquide di periodo (liquidit di fine
esercizio meno inizio periodo)

La compilazione. Vademecum per il debutto

DallOic 10 metodo diretto e indiretto


pChi si trover a redigere per la pri-

ma volta nel 2016 il rendiconto finanziario potrebbe incontrare delle difficolt ad indicare i dati dellesercizio
precedente. I flussi finanziari del 2015
dovranno, in ogni caso, essere predisposti ed indicati nella colonna dei
dati comparativi; inoltre lOic 10 dispone di segnalare e commentare in
calce al rendiconto i casi in cui i flussi
non sono comparabili o le voci sono
state adattate oppure si stati impossibilitati a farlo. Le imprese dovranno
anche stabilire in quale modo forniranno le informazioni richieste dalla
riforma circa le modalit di reperimento e di utilizzo delle risorse monetarie e quale metodo utilizzeranno
per la determinazione del flusso di
cassa dellattivit operativa. LOic 10
consente sia il metodo diretto (contrapposizione delle entrate e uscite
monetarie che derivano dalla gestione caratteristica) sia il metodo indiretto (rettificando lutile o la perdita
dellesercizio riportato nel conto
economico). La scelta del modello
dovr essere coerente nel tempo e dipender:
e dallarticolazione del sistema informativo aziendale;
rdalla possibilit di ottenere informazioni di dettaglio circa lammontare dei flussi finanziari per natura di
spesa e di incasso;
tdalnumeroditransazionimonetarie.
Ladozione del rendiconto finanziario secondo il metodo indiretto ha
impatti limitati sul sistema amministrativo/contabile: infatti rappresenta un report standard perch il
flusso di cassa generato dalla gestione operativa un semplice calcolo
che deriva dalla somma tra il risultato

dellesercizio, gli elementi non monetari e le variazioni di capitale circolante netto, grandezze gi monitorate e rilevate dal sistema informativo.
Ladozione del metodo diretto
invece potrebbe avere un impatto
pi rilevante sul sistema informativo. Necessita infatti di adeguare i
sistemi per permettere lindividuazione dei movimenti di cassa tra
lattivit corrente, di finanziamento e di investimento.
LOic 10 contiene le disposizioni
per la redazione del rendiconto finanziario e presenta, nelle appendici, un esempio illustrativo che chiarisce le modalit operative ed applicative. Lo schema di rendiconto finanziario proposto dallOic 10 ha la
forma a scalare ed suddiviso per
aree gestionali: gestione reddituale/
operativa (alimentata dalla cosiddetta gestione caratteristica dellimpresa); attivit di investimento (alimentata dai flussi derivanti dallacquisto e vendita di immobilizzazioni e di attivit finanziarie non
immobilizzate); attivit di finanziamento (flussi causati dallottenimento o dalla restituzione di capitale di rischio e di credito).
Con riferimento alla classificazione dei flussi finanziari lOic 10
contiene precise indicazioni anche
per i casi particolari:
1 gli interessi pagati e ricevuti sono
presentati distintamente tra i flussi
finanziari della gestione reddituale;
molto spesso la societ non in grado
di distinguere se lindebitamento da
cui derivano gli interessi si riferisca
al finanziamento di una specifica attivit, in quanto in genere esso attiene alla generale attivit aziendale.

Per questo motivo, lOIC 10 dispone


che gli interessi siano classificati nella gestione reddituale, in quanto partecipano alla determinazione dellutile/perdita dellesercizio;
1 le imposte sul reddito gravano il
risultato dellesercizio a seguito di
operazioni che danno origine ai
flussi finanziari sia della gestione
reddituale, sia dellattivit di investimento e di finanziamento, ma
lOic 10 dispone che i flussi relativi
alle imposte siano classificati nella
gestione reddituale;
1 gli utili o le perdite derivanti da variazioni nei cambi in valuta estera di
fine esercizio non rappresentano
flussi finanziari; lutile (o perdita)
dellesercizio deve essere rettificato
per tener conto di queste operazioni
che non hanno natura monetaria;
1 i dividendi incassati sono presentati nella gestione operativa, mentre
quelli pagati ai soci nellattivit di finanziamento;
1 le operazioni di investimento o
di finanziamento che non richiedono limpiego di disponibilit liquide (permute, emissione di azioni
per acquistare una controllata,
conversione di un debito in capitale) non sono presentate nel rendiconto finanziario;
Una precisazione utile contenuta
nellOic 10 riguarda i flussi finanziari
connessi ai derivati di copertura: il
principio contabile precisa che sono
presentati nella stessa categoria dei
flussi finanziari dellelemento coperto e pertanto, in questo caso, la regola generale del divieto di compensazione di flussi finanziari di segno
opposto derogata.
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

Valutazioni
LA DIRETTIVA UE 34/2013

Avviamento ripartito
nellarco della vita utile
Riformulati in linea
con la terminologia
dellOic 26
i criteri
per le poste in valuta
PAGINA A CURA DI

Sara Sartori

pCon il recepimento della diret-

tiva Ue 34/2013, il legislatore nazionale rivede le disposizioni di


cui allarticolo 2426 del Codice civile in tema di criteri di valutazione, sia recependo vere e proprie
modifiche introdotte dal legislatore comunitario, tra cui quelle ai criteri di ammortamento dellavviamento e dei costi di sviluppo, sia
ammodernando alcune previsioni
normative, allineandole a prassi e
tecniche contabili gi diffuse in
ambito nazionale ed internazionale, tra cui luso del costo ammortizzato ed il trattamento contabile
delle poste in valuta.

Valutazione dellavviamento
Il legislatore nazionale modifica le
modalit di determinazione dellammortamento dellavviamento.
In base alle disposizioni attualmen-

te in vigore, la norma prevede che


lavviamento sia ammortizzato in
un periodo non superiore a cinque
esercizi, dando facolt di ricorrere
ad un periodo maggiore, che comunque non deve superare leffettiva vita utile dellavviamento e fatta salva unadeguata motivazione
in nota integrativa.
Diversamente, quale novit che
interesser i bilanci a partire dal 1
gennaio 2016, lavviamento dovr
essere ammortizzato secondo la
sua vita utile e, solo nei casi eccezionali in cui non sia possibile effettuare una stima attendibile della sua vita utile, lavviamento dovr essere
ammortizzato in un periodo non
superiore a dieci anni.

Valutazione costi di sviluppo


Un cambiamento simile a quello
appena descritto per lavviamento
interessa anche le modalit di determinazione dellammortamento
dei costi di sviluppo capitalizzati.
In base alle disposizioni attualmente in vigore, i costi di sviluppo aventi utilit pluriennale devono essere
ammortizzati in un periodo non superiore ai cinque esercizi.
Diversamente, con le modifiche apportate al numero 5 dellarticolo 2426 del Codice civile, si
prevede che i costi di sviluppo siano ammortizzati secondo la loro
vita utile e che, solo nei casi ecce-

zionali in cui non sia possibile effettuare una stima attendibile della vita utile dei progetti di sviluppo che hanno portato alliscrizione di costi nellattivo, essi siano
ammortizzati in un periodo non
superiore a cinque anni.

Luso del costo ammortizzato


Con le modifiche apportate ai criteri di valutazione, il legislatore nazionale coglie loccasione per introdurre lutilizzo del criterio del
costo ammortizzato per la valutazione dei crediti, debiti e titoli, facendo un esplicito rinvio ai principi
contabili internazionali per la definizione di tale criterio. Lapplicazione del criterio resa obbligatoria per le societ di medie e grandi
dimensioni, mentre larticolo 2435bis prevede un esonero per le societ piccole. Peraltro, lintroduzione
di questa novit si accompagna con
lesplicita previsione di dover tenere conto del fattore temporale
nella valutazione di crediti e debiti,
ossia, di dover procedere con lattualizzazione di crediti e debiti infruttiferi o fruttiferi, ma ad un tasso
inferiore a quello di mercato.

Valutazione poste in valuta


Per quanto riguarda i criteri di valutazione delle attivit e passivit in
valuta, il legislatore nazionale
sfrutta lopportunit per riformu-

IN VETRINA

larli in modo pi chiaro e semplice,


adottando peraltro la terminologia
fatta propria gi dallOic 26, recentemente rivisto.
La nuova formulazione del numero 8-bis del primo comma dellarticolo 2426 del Codice civile si
fonda sulla distinzione delle attivit e passivit in valuta tra elementi monetari e non. Come definito nellOic 26, gli elementi monetari includono attivit e passivit che comportano il diritto ad
incassare, o lobbligo di pagare, a
date future, importi in valuta determinati o determinabili. Tipico
esempio sono le disponibilit liquide, i crediti e debiti. Gli elementi non monetari, invece, sono costituiti da tutte le altre attivit e
passivit che non rispettano la definizione di elementi monetari.
A valle di tale distinzione, il nuovo criterio di adeguamento delle attivit e passivit in valuta prevede
quanto segue:
1 per gli elementi monetari: in
sede di chiusura del bilancio, occorre rideterminarne il valore
sulla base del cambio alla data di
fine esercizio;
1 per gli elementi non monetari:
tali poste devono rimanere iscritte
in bilancio sulla base del cambio
storico, ossia del cambio in vigore
alla data delloperazione.
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Interesse effettivo. Si punta a una migliore rappresentazione del rendimento economico delle operazioni sottostanti

Costo ammortizzato per crediti, debiti e titoli


pFra le novit pi rilevanti per i

bilanci 2016 c lintroduzione del


criterio del costo ammortizzato
per la valutazione di crediti, debiti e
titoli, iscritti tra le immobilizzazioni finanziarie. Tale criterio rientra
tra le tecniche contabili gi di uso
corrente nella prassi internazionale e, come peraltro indicato nella relazione illustrativa al Dlgs 139/2015,
dovrebbe avere il pregio di consentire una miglior rappresentazione
del rendimento economico delle
operazioni sottostanti.
Il criterio del costo ammortizzato, infatti, parte dallobiettivo di
portare alla rilevazione, nel conto
economico, di un rendimento determinato con logiche finanziarie,
costante, a fronte di unoperazione
che potrebbe invece portare alliscrizione di proventi/oneri disomogenei nel tempo.
Per la definizione e le modalit di
determinazione del costo ammortizzato, ci si dovr rifare ai principi

contabili internazionali.
In merito, lo Ias 39 definisce il
costo ammortizzato come il valore
a cui unattivit o passivit finanziaria iscritta inizialmente, al
netto dei rimborsi di capitale, rettificato in aumento o in diminuzione, dallammortamento complessivo determinato utilizzando il
criterio dellinteresse effettivo,
su qualsiasi differenza tra il valore
iniziale e quello a scadenza, ed
eventualmente rettificato in diminuzione, per qualsiasi svalutazione per un deterioramento di valore, o per inesigibilit.
Per la valutazione al costo ammortizzato, uno step fondamentale
quindi lutilizzo del criterio dellinteresse effettivo: in base ai principi contabili internazionali (Ias
39), tale criterio richiede la determinazione del tasso di interesse
effettivo, ossia del tasso di interesse che attualizza esattamente i flussi di cassa futuri stimati lungo la vita

attesa di uno strumento finanziario, tenendo conto di tutti i termini


contrattuali dello stesso.
Un esempio che pu aiutare a
comprendere leffetto del ricorso
al criterio del costo ammortizzato, legato alla valutazione di titoli
zero coupon, che non prevedono
la liquidazione di interessi periodici ed il cui rendimento determinato dal differenziale tra il
prezzo di emissione ed il valore di
rimborso a scadenza. Utilizzando
il criterio del costo ammortizzato
nella valutazione di tale tipologia
di titoli, si avr la rilevazione di un
provento a conto economico correlato al rendimento finanziario
delloperazione.
A titolo esemplificativo, si ipotizzi di pagare 850 euro per lacquisto di un titolo zero coupon
che alla scadenza, tra 3 anni, restituir mille euro.
Il tasso di interesse effettivo (o
rendimento implicito) corrispon-

de al risultato della formula: -850 +


1.000/(1+i)^3 = 0. Tale tasso, pari al
5,6% nellesempio, facilmente calcolabile utilizzando apposite formule disponibili in Excel.
In bilancio, si dar seguito alla valutazione del titolo acquistato, secondo il criterio del costo ammortizzato, rilevando in ciascun esercizio interessi attivi nella misura del
5,6% del valore contabile del titolo,
alla fine di ciascun esercizio.
In pratica, nel primo esercizio si
avranno proventi finanziari per 47
euro (pari al 5,6% di 850) ed un valore del titolo a costo ammortizzato
per 897 euro. Nel secondo esercizio
i proventi finanziari saranno 50 euro (pari al 5,6% di 897) e il titolo sar
iscritto a 947 euro. Nel terzo esercizio, i proventi finanziari saranno 53
euro (pari al 5,6% di 947) ed il titolo
sar iscritto a mille euro, valore appunto corrispondente a quanto sar incassato a scadenza del titolo.
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Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci

Derivati
IL FATTORE DI RISCHIO

Obbligo di fair value per tutti


comprese piccole e medie imprese
Elevati impatti
sul conto
economico
eccetto
le coperture
PAGINA A CURA DI

Antonella Portalupi

politiche di accantonamento continuino a rappresentare le forme


pi classiche che le imprese adottano per governare i propri rischi
finanziari, lesperienza degli ultimi
anni ha dimostrato che sono sempre pi frequenti le operazioni di
copertura in senso stretto, ossia
lassunzione di una posizione rischiosa opposta a quella che si intende gestire. Queste operazioni
spesso implicano lutilizzo degli
strumenti finanziari derivati.

pIl fattore rischio un elemen- Cosa cambia con la riforma


to strutturale della gestione
aziendale e la capacit di identificare, valutare e gestire i rischi
aziendali una competenza propria del management.
Con laumentare della dimensione aziendale, aumenta la complessit dei rischi da governare e
degli strumenti utilizzati per mitigarli. Nellattuale contesto economico, il rischio finanziario diventato una delle variabili rilevanti da sovrintendere, proprio
perch produce effetti imprevisti
sia sul conto economico (ad
esempio costi superiori a quelli di
budget, ricavi inferiori al previsto
a causa di variazioni del cambio o
dei tassi), sia sulla liquidit aziendale (ad esempio, incassi minori
rispetto alle vendite a causa del rischio di credito).
Nonostante le assicurazioni e le

Nei bilanci fino al 2015, i derivati di


copertura e quelli messi in atto per
scommettere sullandamento di
un prezzo o di un tasso (cosiddetti
speculativi), trovano rappresentazione nelle note al bilancio, ai
sensi dellarticolo 2427-bis. Tuttavia la riforma contabile ha modificato significativamente lesposizione in bilancio degli strumenti
derivati e le conseguenze sui conti
economici potrebbero essere rilevanti, qualora essi non coprano efficacemente un rischio finanziario dellimpresa.
Lintroduzione del criterio del
fair value e lapertura del legislatore al suo integrale recepimento
nella contabilizzazione degli
strumenti derivati eviter dora in
poi che molte transazioni finanziarie sotto la linea non siano
pi operazioni fuori bilancio,

ma abbiano la dignit di essere


rappresentate in base al loro valore alla data di chiusura, considerando anche gli effetti per i quali
sono state messe in atto.
Il Dlgs 139/15 rende obbligatoria
la misurazione al fair value di tutti
i derivati, alla data di sottoscrizione e alla data del bilancio, con imputazione delle variazioni di fair
value al conto economico, a meno
che i derivati siano di copertura
(nuovo n. 11-bis dellarticolo 2426
del Codice civile). Non sono concesse esenzioni ai criteri di misurazione dei derivati: anche le imprese che redigono il bilancio in
forma abbreviata (articolo 2435bis) applicheranno i medesimi
criteri di valutazione.

Le nuove voci
Il Dlgs 139/15 aggiunge allo stato patrimoniale e al conto economico
alcune specifiche voci per esporre
la variazione di fair value alla data
di chiusura dellesercizio degli
strumenti finanziari derivati: se
positiva, rappresenta unattivit finanziaria, da iscriversi tra le immobilizzazioni o nellattivo circolante, a seconda della sua destinazione. La contropartita il conto economico
(voce
D.18.c,
rivalutazioni per rettifiche di valore), a meno che sia unoperazione di copertura.
Se, invece, negativa, il derivato

PAROLA
CHIAVE

Copertura cash flow


e derivati incorporati
La copertura del cash flow un
modello di contabilizzazione che
consente di rappresentare nel
conto economico lefficacia delle
coperture. In pratica permette di
imputare le variazioni di fair value
dei derivati utilizzati come
strumento di copertura del rischio
di variazione nei flussi di cassa,
non al conto economico, bens di
differirle temporaneamente in
unapposita riserva di patrimonio
netto. Solo quando si
verificheranno o si
modificheranno i flussi di cassa
attesi, la riserva rigirer al conto
economico.
Il derivato incorporato un
componente (spesso una clausola)
incluso in un contratto primario,
che soddisfa la definizione di
derivato. Linnovazione
finanziaria spesso non consente
una facile identificazione di questi
strumenti, che devono essere
separati dal contratto ospite e
rilevati separatamente

iscritto nel fondo rischi, alla voce


B.3 dello stato patrimoniale e il costo nel conto economico alla voce
D.19.d), svalutazioni per rettifiche di valore, salvo si tratti di
unoperazione di copertura.

Derivati di copertura
Qualora i derivati siano di copertura, concessa una diversa rappresentazione contabile, previa la dimostrazione della stretta correlazione tra derivato e operazione coperta. Se lutilizzo dei derivati
propedeutico alla copertura del rischio di fair value (cio ci si copre
dal rischio di variazione dei tassi di
interesse, o dei tassi di cambio, o
dei prezzi di mercato, o contro il rischio di credito), concessa la valutazione simmetrica tra il derivato e lelemento coperto.
Se la copertura riguarda il rischio di variazione di un cash flow
futuro, oppure il rischio finanziario connesso ad unoperazione
programmata, la differenza di fair
value del derivato non si imputa al
conto economico, ma in una riserva del patrimonio netto, positiva o
negativa. Questa riserva accoglie
temporaneamente le variazioni di
fair value del derivato: quando per si concretizzeranno o si modificheranno i flussi di cassa, allora la
riserva rigirer la variazione di
fair value al conto economico.
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Le priorit. La principale criticit per le Pmi sar rappresentata dalluso delle tecniche di misurazione

Scatta la verifica concreta dei portafogli


pLa riforma contabile introduce un nuovo criterio di misurazione nel panorama dei modelli di valutazione di bilancio. Il
nuovo 11-bis dellarticolo 2426
del Codice civile impone la misurazione a fair value degli strumenti derivati a partire dal 1
gennaio 2016 e non sono previste deroghe transitorie.
A partire dal 1 gennaio 2016
le societ che redigono il bilancio secondo le norme del Codice civile dovranno, per prima
cosa, identificare tutte le operazioni che possiedono le caratteristiche di un derivato, al
fine di procedere alla loro
iscrizione iniziale. necessario che le imprese analizzino il
proprio portafoglio di strumenti finanziari e identifichino quelli che soddisfano la definizione di derivato.
Per la definizione di fair va-

lue e di modello e tecnica di


valutazione generalmente accettata, il comma 2 dellarticolo
2426 del Codice civile, dispone
di fare riferimento ai principi
contabili adottati dallUnione
europea, cio agli Ifrs: nello specifico allo Ias 39 strumenti finanziari: misurazione e rilevazione, adottato dall'Unione
europea con il regolamento
1126/2008 e allIfrs 13 valutazione del fair value, omologato
dallUnione europea, con il regolamento 1255/2012.
La definizione di fair value
nei principi contabili internazionali fa riferimento al prezzo
di negoziazione per la vendita di
unattivit (o per lestinzione o il
trasferimento di una passivit),
in una regolare transazione tra
operatori di mercato. Il fair value di uno strumento finanziario
derivato rappresenta il prezzo

al quale esso verrebbe scambiato sul mercato considerato pi


vantaggioso.
Lesistenza di quotazioni
pubbliche in un mercato attivo
la migliore rappresentazione
del fair value. Nel caso di assenza di valori di mercato di riferimento, limpresa utilizzer
modelli di valutazione, a condizione che tali tecniche conducano comunque ad una ragionevole approssimazione
del valore di mercato.
Il Dlgs 139/15 dispone che il fair value determinato con riferimento ad uno dei seguenti valori
(comma 4 dellarticolo 2426 del
Codice civile.):
1 nel caso sia possibile individuare facilmente un mercato attendibile, al valore di mercato;
qualora il market value non sia
facilmente individuabile per un
dato strumento, ma possa essere

individuato per i suoi componenti o per uno strumento analogo, la valutazione dello strumento finanziario pu essere
derivata da quella dei componenti o dello strumento analogo;
1 se non possibile individuare facilmente un mercato attendibile, il fair value corrisponde al valore che risulta utilizzando dei modelli e delle
tecniche di valutazione generalmente accettati.
Gli strumenti finanziari che
non possono essere valutati attendibilmente mediante uno dei

IL MODELLO DI RIFERIMENTO

Come sancito dallarticolo 2426


del Codice civile, i principi
contabili di riferimento sono
quelli adottati dagli Ifrs,
in particolare lo Ias 39 e lIfrs 13

due metodi sopradescritti non


sono misurati al fair value (quindi prevale il criterio del costo).
probabile che la principale
criticit per le imprese di piccole e medie dimensioni sar riconducibile proprio al governo
delle tecniche di misurazione
del fair value, che spesso richiedono competenze specialistiche. La vasta gamma di modalit di misurazione del fair value,
ad eccezione di quelle riferibili
alle quotazioni rilevabili in un
mercato attivo, render complesso laccertamento delladeguatezza dei valori presentati
in bilancio. Lattendibilit delle
misurazione del fair value, in
analogia al processo di determinazione delle stime contabili, risieder nelladeguatezza
dei processi di valutazione
adottati dallimpresa.
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

10 Il nuovo volto dei bilanci

Linformativa
LA COMPILAZIONE

La nota integrativa
diventa pi ordinata
FOTOLIA

Le informazioni
vanno indicate
seguendo lordine
con cui i prospetti
sono nel bilancio
Michele Cas

pIl capo II del Dlgs 139/2015 intro-

duce significative novit sia nella


struttura sia nel contenuto della nota integrativa.
Per quanto riguarda la struttura,
il nuovo comma 2 dellarticolo 2427
del Codice civile prescrive che le
informazioni relative alle voci dello stato patrimoniale e del conto
economico siano presentate secondo lordine in cui le relative voci
sono indicate in tali prospetti.
Ci significa che la nota integrativa dovr evidenziare le informazioni in modo organico: innanzitutto, seguendo lordine con il quale i
prospetti sono inclusi nel fascicolo
di bilancio (ad esempio, se il conto
economico incluso nel fascicolo
prima dello stato patrimoniale, le
informazioni relative alle voci di
conto economico dovranno essere
incluse in nota integrativa prima di
quelle relative alle voci di stato patrimoniale). Poi, seguendo lordine
con il quale le voci sono esposte nei
prospetti di bilancio (non sar pi
consentito, quindi, includere informazioni sulle voci di bilancio seguendo lordine con quale tali informazioni sono richieste nel testo
dellarticolo 2427 Codice civile).

Struttura della nota integrativa


Nel disciplinare la struttura ed il
contenuto della nota integrativa, il
nuovo comma 2 dellarticolo 2427
non fa alcun riferimento al rendiconto finanziario (prospetto ora
obbligatorio in forza del nuovo articolo 2423 Codice civile). Ci appare
tanto pi strano se si considera che
tra le informazioni da inserire in nota integrativa (come si evidenzier
nel seguito) vi sono talora anche indicazioni circa taluni movimenti finanziari intervenuti nellesercizio.
Il mancato riferimento al rendiconto finanziario probabilmente
dovuto ad una svista: le indicazioni in ordine alla sequenza secondo
la quale devono essere presentate
le informazioni relative alle voci
dello stato patrimoniale e del conto
economico possono certamente
essere considerate vincolanti anche per quelle relative alle voci del
rendiconto finanziario.
Da ultimo, si evidenzia come sia

Tripla mossa

CONTENUTI NUOVI

INFORMAZIONI AMPLIATE

INFORMAZIONI SPOSTATE

8 Criteri per individuare fenomeni

8 Prestiti ad amministratori o

8 Eventi successivi
8 Impegni, garanzie, passivit

irrilevanti
8 Proposta destinazione risultato

certamente opportuno, oltre a


presentare le informazioni in nota
integrativa secondo lordine imposto dal novellato articolo 2427
Codice civile, anche suddividere
la nota integrativa in paragrafi e
sottoparagrafi, distinguendo le informazioni relative ai vari prospetti di bilancio, numerando tali
paragrafi ed includendo nello stato patrimoniale, nel conto economico e nel rendiconto finanziario
(accanto alle voci oggetto di commento in nota integrativa) il numero del paragrafo ove sono riportate le informazioni richieste.

Il contenuto
Con riguardo al contenuto della nota integrativa, si possono identificare sia spostamenti allinterno
della nota integrativa di informazioni prima da riportare altrove sia
integrazioni di informazioni prima non richieste.
Con riguardo agli spostamenti,
dovranno essere illustrati nella nota integrativa:
1 la natura e leffetto patrimoniale, finanziario ed economico dei
fatti di rilievo avvenuti dopo la
chiusura dellesercizio (informazioni prima da includere nella relazione sulla gestione);
1 limporto complessivo degli
impegni, delle garanzie e delle
passivit potenziali non risultanti
dallo Stato Patrimoniale, gli impe-

sindaci e loro condizioni


8 Spiegazione periodo di
ammortamento avviamento

gni esistenti in materia di trattamento di quiescenza e simili, nonch gli impegni assunti nei confronti di imprese controllate, collegate, controllanti e imprese
sottoposte al controllo di queste
ultime (informazioni prima almeno in parte contenute nei con-

EFFETTI
RILEVANTI

Quando linformativa
non necessaria
Non occorre rispettare gli
obblighi in tema di informativa
quando la loro osservanza ha
effetti irrilevanti al fine di dare
una rappresentazione veritiera e
corretta.
Nella nota integrativa - questo
limpatto della riforma di
derivazione Comunitaria devono essere illustrati i criteri
utilizzati per distinguere ci che
rilevante da ci che non lo (ad
esempio, soglie quantitative, in
valore assoluto oppure in
termini di incidenza percentuale
rispetto da un dato aggregato di
bilancio)

potenziali

ti dordine, ora aboliti).


A causa delleliminazione dal
prospetto di conto economico delle voci in cui includere i proventi e
gli oneri straordinari, la nota integrativa dovr includere informazioni circa limporto e la natura dei
singoli elementi di ricavo o di costo
di entit o incidenza eccezionali,
anche se conseguenti alla ordinaria
attivit di impresa. Ad esempio, potrebbe dover essere oggetto di informativa lammontare dei ricavi
conseguiti a fronte di unordine di
un cliente che, per la magnitudine
dellimporto, si considera difficilmente ripetibile.

Compensi al Cda
Risultano particolarmente ampliate anche le informazioni relative ai
compensi corrisposti ai membri
del consiglio di amministrazione e
del collegio sindacale, che dovranno ora includere anche eventuali
anticipazioni e finanziamenti concessi, precisando il tasso dinteresse, le principali condizioni e gli importi eventualmente rimborsati,
cancellati o oggetto di rinuncia,
nonch gli impegni assunti dalla
societ per effetto di garanzie di
qualsiasi tipo prestate ai membri
del consiglio di amministrazione e
del collegio sindacale.
Del tutto nuova poi la richiesta
di inserire in nota integrativa:
1 il nome e la sede legale dellim-

presa che redige il bilancio consolidato dellinsieme pi grande di imprese di cui limpresa fa parte in
quanto impresa controllata, nonch il luogo in cui disponibile copia di tale bilancio consolidato;
1 il nome e la sede legale dellimpresa che redige il bilancio consolidato dellinsieme pi piccolo di imprese di cui limpresa fa parte in
quanto impresa controllata ed il
luogo in cui disponibile copia di
tale bilancio consolidato;
1 la proposta di destinazione degli
utili o di copertura delle perdite.
A seguito dellintroduzione dellobbligo di misurare i derivati a fair
value e della distinzione tra derivati
di copertura e speculativi (siano essi free standing o embedded), nella
nota integrativa si dovranno dare
informazioni in ordine:
1 ai termini e alle condizioni significative che possono influenzare
limporto, le scadenze e la certezza
dei flussi finanziari futuri;
1 agli assunti fondamentali su cui
si basano i modelli e le tecniche di
valutazione, qualora il fair value
non sia stato determinato sulla base
di evidenze di mercato;
1 alle variazioni di valore iscritte
direttamente nel conto economico
e a quelle imputate alle riserve di
patrimonio netto.
La nota integrativa dovr poi includere, in formato tabellare, i movimenti delle riserve di fair value
avvenuti nellesercizio.
Con riguardo al periodo di ammortamento dellavviamento, la nota integrativa dovr fornire una
spiegazione del periodo prescelto.

Rilevanza delle informazioni


Si evidenzia, da ultimo, che dallarticolo 2427 Codice civile stato eliminato ogni riferimento alla
rilevanza o significativit delle
informazioni da includere nella
nota integrativa. Ci dovuto alla
circostanza che tale riferimento
ora contenuto nellarticolo 2423
Codice civile, comma 4, per il
quale non occorre rispettare gli
obblighi in tema di rilevazione,
valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione
veritiera e corretta.
Il medesimo articolo 2423, comma 4, prevede che nella nota integrativa siano illustrati i criteri adottati dal redattore del bilancio per distinguere ci che rilevante da ci
che non lo (quali, ad esempio, soglie quantitative, in valore assoluto
oppure in termini di incidenza percentuale rispetto da un dato aggregato di bilancio).
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci 11

Gruppi societari
COME CAMBIANO I PARAMETRI

Bilancio consolidato
con soglie pi elevate
Sale da 35 a 40 milioni
il totale dei ricavi
al di sotto del quale
non scatta il nuovo
obbligo contabile
PAGINA A CURA DI

Levoluzione
Soglie di esenzione dallobbligo di redigere il bilancio consolidato
Dal 1991

Dal 2009

Dal 2016

TOTALE ATTIVO

10 miliardi (lire)

17,5 milioni (euro)

20 milioni (euro)

TOTALE RICAVI

20 miliardi (lire)

35 milioni (euro)

40 milioni (euro)

NUMERO DI DIPENDENTI

250

250

Michele Cas

pIl capo II del Dlgs 139/2015

introduce significative novit


con riguardo: ai soggetti tenuti a
predisporre al bilancio consolidato; alla composizione e alle
modalit di redazione del bilancio consolidato; al contenuto
della nota integrativa.
Per quel che riguarda i soggetti
tenuti a predisporre il bilancio
consolidato, il Dlgs 139/2015 prevede un incremento delle soglie
quantitative al di sotto delle quali
non sussiste lobbligo di predisporre il bilancio consolidato. Infatti, il nuovo articolo 27, comma 1,
del Dlgs 127/1991 prevede che non
sono tenute a predisporre il bilancio consolidato le imprese controllanti che, unitamente alle imprese controllate, non abbiano superato, per due esercizi consecu-

tivi, due dei seguenti limiti:


1 20 milioni (in precedenza 17,5
milioni) nel totale degli attivi degli stati patrimoniali;
1 40 milioni (in precedenza 35 milioni) nel totale dei ricavi delle
vendite e delle prestazioni;
1 250 dipendenti occupati in
media durante lesercizio (soglia invariata).
Se si considera che nella formulazione originaria del Dlgs
127/1991 tali soglie erano pari, rispettivamente, a circa 5 e 10 milioni (il numero di dipendenti occupati era anche allora pari a 250), si
pu osservare come la tendenza

nel tempo sia certamente quella di


ridurre sempre di pi il numero
dei soggetti obbligati a redigere il
bilancio consolidato.
Al tempo stesso, il nuovo articolo 27, comma 2, prevede un incremento dei soggetti che, a prescindere dal superamento o meno di
tali (aumentate) soglie quantitative, sono comunque obbligati a
predisporre il bilancio consolidato. Mentre in precedenza lobbligo sussisteva solo se limpresa
controllante o una delle imprese
da essa controllate aveva emesso
titoli quotati in Borsa, lobbligo in
futuro sussister per tutti gli enti

250

di interesse pubblico di cui allarticolo 16 del Dlgs 39/2010, ossia:


1 le societ italiane emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e dellUnione europea e
quelle che hanno richiesto tale
ammissione alla negoziazione;
1 le banche;
1 le imprese di assicurazione di
cui allarticolo 1, comma 1, lettera
u), del codice delle assicurazioni
private;
1 le imprese di riassicurazione di
cui allarticolo 1, comma 1, lettera
cc), del codice delle assicurazioni
private, con sede legale in Italia, e

le sedi secondarie in Italia delle


imprese di riassicurazione extracomunitarie di cui all articolo 1,
comma 1, lettera cc-ter), del codice delle assicurazioni private;
1 le societ emittenti strumenti
finanziari, che, ancorch non quotati su mercati regolamentati, sono diffusi tra il pubblico in maniera rilevante;
1 le societ di gestione dei mercati regolamentati;
1 le societ che gestiscono i sistemi di compensazione e di garanzia;
1 le societ di gestione accentrata
di strumenti finanziari;
1 le societ di intermediazione
mobiliare;
1 le societ di gestione del risparmio;
1 le societ di investimento a capitale variabile;
1 gli istituti di pagamento di cui
alla direttiva 2009/64/CE;
1 gli istituti di moneta elettronica;
1 gli intermediari finanziari di cui
allarticolo 107 del Tub.
Si tratta, quindi, nel complesso, di novit che, da un lato, diminuiscono il numero di soggetti
tenuti a predisporre il bilancio
consolidato e che, dallaltro, lo
incrementano.
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Trasparenza. Vanno indicati i criteri adottati dal redattore della contabilit

Obbligatorio il rendiconto finanziario


pLa riforma introduce signifi-

cative novit anche con riguardo


alla composizione ed alle modalit di preparazione del bilancio
consolidato. Il nuovo articolo 29,
comma 1, del Dlgs 127/1991 prevede ora lobbligo di includere nel
bilancio consolidato anche il rendiconto finanziario. Da un punto
di vista operativo, ci potrebbe
comportare un significativo impegno nel raccogliere da tutte le
imprese incluse nellarea di consolidamento le informazioni necessarie a tale scopo.
Con riguardo ai criteri generali
che devono essere seguiti nella
redazione del bilancio consolidato, il nuovo comma 3-bis dellarticolo 29 dispone che non occorre
rispettare gli obblighi in tema di
rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la
loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta.
Il medesimo comma prevede che

nella nota integrativa siano illustrati i criteri adottati dal redattore del bilancio consolidato per distinguere ci che rilevante da
ci che non lo (quali, ad esempio, soglie quantitative, in valore
assoluto oppure in termini di incidenza percentuale rispetto da
un dato aggregato di bilancio
consolidato).
Avendo cos introdotto tra i
criteri generali quello della irrilevanza, stata rimossa dallarticolo 31 la facolt di non eliminare
dal bilancio consolidato i crediti e
i debiti tra le imprese incluse nel
consolidamento e i proventi e gli
oneri relativi ad operazioni effettuate fra le imprese medesime se
irrilevanti. Ex articolo 33, inoltre, tale eliminazione deve avvenire a decorrere dalla data di acquisizione oppure, in alternativa, dalla data in cui limpresa inclusa per la prima volta nel
bilancio consolidato.
Leventuale differenza positi-

va che residua dopo leliminazione delle partecipazioni in imprese incluse nel consolidamento
con le corrispondenti frazioni del
patrimonio netto e dopo le allocazioni (ove possibile) agli elementi dellattivo e del passivo
delle imprese incluse nel consolidamento non pi denominata
Differenza da consolidamento
ma Avviamento.
In forza del riformulato articolo 33, comma 3, lavviamento
iscritto allattivo dello stato patrimoniale del bilancio consolidato salvo che debba essere in
tutto o in parte imputato a conto
economico.
Il nuovo articolato, tuttavia,
non chiarisce in quali circostanze
lavviamento non possa essere
iscritto allattivo dello stato patrimoniale e debba essere imputato
a conto economico. Sul punto,
pertanto, sono certamente auspicabili chiarimenti da parte dei
principi contabili che lOic dovr

Le novit
01 SOGGETTI
8 Soglie quantitative di esenzione
pi alte
8 Obbligatorio per tutti gli enti di
interesse pubblico
02 PREPARAZIONE
8 Obbligo adozione criteri
omogenei
8 Obbligo eliminazione
transazioni intragruppo
03 INFORMATIVA
8 Ampia informativa in materia di
derivati
8 Fatti di rilievo successivi alla
data di bilancio

emanare a seguito delle modifiche normative oggetto di analisi


in questa guida (si veda articolo a
pagina 3).
La novit forse pi significativa
consiste nella circostanza che non

sar pi ammesso utilizzare criteri difformi nella valutazione delle


voci dellattivo e del passivo delle
imprese incluse nel bilancio consolidato nei casi in cui tale difformit consente una migliore rappresentazione. Nella preparazione del bilancio consolidato sar
quindi obbligatorio valutare tutti
gli elementi patrimoniali con i
medesimi criteri, rettificando i
valori di eventuali elementi valutati con criteri difformi.
Solo in casi eccezionali sono
ammesse deroghe allobbligo di
utilizzare criteri uniformi; tali deroghe, tuttavia, devono essere indicate e debitamente motivate
nella nota integrativa del bilancio
consolidato che si modifica sia
nella struttura sia nel contenuto.
Tali modifiche sono del tutto analoghe a quelle introdotte nel Codice civile relativamente alla nota
integrativa dei bilanci di esercizio
(si veda larticolo a pagina 10).
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

12 Il nuovo volto dei bilanci

Le altre modifiche
CONTROLLI, ASSICURAZIONI, IFRS

Nuovo ruolo del revisore


nella relazione sulla gestione

Luisa Polignano

pNuovi ruoli per il revisore le-

gale. Recependo il contenuto


degli articoli 34 e 35 della direttiva 2013/34/Ue, il decreto legislativo 139/15 ha posto in capo al
soggetto incaricato della revisione legale del bilancio (societ
di revisione o revisore legale o
collegio sindacale) altre attivit
attinenti alla relazione sulla gestione redatta dagli amministratori, ai sensi dellarticolo 2428
del Codice civile.
il caso infatti di ricordare che
nellordinamento italiano, il soggetto incaricato della revisione
legale attualmente chiamato ad

esprimere, ai sensi dellarticolo


14, comma 2, lettera e) del Dlgs
39/10, un giudizio sulla coerenza
delle informazioni contenute
nella relazione sulla gestione
con il bilancio di esercizio e, qualora redatto, con il bilancio consolidato. Per rispondere a tali responsabilit, il revisore fa riferimento al principio di revisione
SA 720B, pubblicato il 23 dicembre 2014 con la determina del ragioniere generale dello Stato
nellambito del processo di emanazione dei nuovi Isa Italia.
In aggiunta al giudizio di coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio, secondo la
nuova versione dellarticolo 14
del Dlgs 39/2010, cos come modificato dal Dlgs 139/2015, il soggetto incaricato della revisione
legale del bilancio, dovr, nella
relazione di revisione:
1 esprimere un giudizio sulla
conformit della relazione
sulla gestione alle norme di
legge applicabili;
1 riportare una dichiarazione
rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione

LI

dellimpresa e del relativo contesto, acquisite nel corso dellattivit di revisione legale, circa
leventuale identificazione di
errori significativi nella relazione sulla gestione, nel qual caso
sono fornite indicazioni sulla
natura di tali errori.
Per entrambe le nuove responsabilit attribuite al revisore legale, lattuale principio di revisione di riferimento SA 720B,
non contiene riferimenti utili n
per lesecuzione delle procedure
di verifica, n per la formulazione del giudizio di conformit e
della dichiarazione da riportare
nella relazione di revisione.
pertanto ragionevole attendersi
che, in tempi compatibili con
lentrata in vigore della nuova
norma, i soggetti convenzionati
ai sensi dellarticolo 11 del Dlgs
39/10 (Assirevi, Cndcec, Inrl),
deputati, insieme a Consob, allelaborazione dei principi di revisione, intervengano con la predisposizione di nuovi riferimenti professionali o con lintegrazione di quelli esistenti,
considerando che un utile punto

di riferimento potrebbe essere


rappresentato dalla nuova versione del principio internazionale Isa 720, pubblicato dallIaasb
dellIfac ad aprile 2015.
Gli articoli 8, 9 e 10 del Dlgs
139/15 sono dedicati ad introdurre norme di coordinamento con
altri decreti gi esistenti. In particolare, larticolo 8 interviene
sulla disciplina delle imprese di
assicurazione, modificando il
Dlgs 173/97 con lobiettivo di
adeguare questultimo alle nuove disposizione introdotte nel
Cc per il bilancio desercizio e
nel Dlgs 127/91 per il bilancio
consolidato. In tal senso devono
essere lette, ad esempio, leliminazione dellarticolo 14 del Dlgs
173/97 (coordinamento in materia di eliminazione dei conti
dordine) o alcuni cambiamenti
dellarticolo 16 del citato decreto
(coordinamento in materia di
iscrivibilit e ammortamento
dei costi di impianto, ampliamento e di sviluppo).
Le altre modifiche operate allarticolo 16 sono invece destinate ad escludere, per le compa-

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del costo ammortizzato come
criterio di riferimento per la valutazione dei crediti, debiti e titoli e il ricorso al fair value per la
valutazione degli strumenti derivati. La relazione illustrativa
che accompagna il Dlgs 139/15
motiva tale esclusione indicando che la stessa conseguente
alla necessit che le voci dellattivo e del passivo siano valutate secondo criteri omogenei
(...) pena lemersione di disallineamenti che deriverebbero
dalle sole tecniche contabili utilizzate e non da un loro reale riscontro nelle situazione economica e finanziaria.
Le modifiche introdotte dallarticolo 9 del Dlgs 139/15 hanno
lobiettivo di estendere lapplicabilit del Dlgs 38/05 in materia di utilizzo dei principi contabili internazionali (Ifrs) anche a
soggetti diversi quali, ad esempio, le Spfm (Societ di partecipazione finanziaria mista) a capo di conglomerati finanziari a
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Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci 13

Norme transitorie
GESTIONE OPERATIVA

Plusvalenze e minusvalenze
nella parte ordinaria
LOic 29 stabilisce
che un cambiamento
contabile rilevato
nellesercizio in cui
viene adottato
PAGINA A CURA DI

Antonella Portalupi

pFatta eccezione per le azioni pro-

prie, portate a diminuzione del patrimonio netto e per i derivati di copertura del rischio di variazione dei flussi
di cassa, per i quali previsto lutilizzo
della riserva del patrimonio netto,
tutte le differenze di transition saranno imputate al conto economico.
quanto prevede il Dlgs 139/2015.
LOic 29 stabilisce che un cambiamento di politica contabile rilevato
nellesercizio in cui viene adottato ed i
relativi fatti ed operazioni sono trattati in conformit al nuovo principio in
modo retroattivo.
Leffetto complessivo del cambiamento di politica contabile si determina allinizio dellesercizio, ipotizzando che il nuovo principio sia sempre stato utilizzato anche negli esercizi precedenti: conseguentemente i
cambiamenti portati ai criteri di misurazione e rappresentazione delle
voci di bilancio comporteranno degli
impatti al conto economico 2016.
Inoltre, con leliminazione degli
oneri e dei proventi straordinari
dallo schema del conto economico,
gli effetti non saranno imputati tra i
componenti straordinari, come
prevede lOic 29, ma tra i componenti della gestione operativa (altri
oneri di gestione).
Dunque, allapertura del 2016 le imprese dovranno fare i conti con le plusvalenze e le minusvalenze che deriveranno principalmente da:
1 laddebito al conto economico dei
costi di ricerca applicata e di pubblicit ancora iscritti nel bilancio 2015. La
riforma ha eliminato queste voci dallo
stato patrimoniale e dal 1 gennaio
2016 non solo non sar pi consentito
capitalizzare queste spese, ma sar
anche necessario eliminare i saldi
pregressi non interamente ammortizzati nel 2015;
1 la rappresentazione a fair value degli strumenti derivati. Il nuovo art. 11bis del 2426 Cc stabilisce che i derivati, anche quelli incorporati, se non sono di copertura si rilevano in bilancio
al fair value con effetti imputati al
conto economico. Al 1 gennaio 2106
sar opportuno avere pronto linventario dei derivati valorizzati al fair value. Peraltro, la nota integrativa del
bilancio 2015 dovrebbe contenere

queste informazioni, ai sensi dellarticolo 2427-bis Cc. La rilevazione iniziale dei derivati, a prescindere dal
segno del fair value, impatter sia i
conti patrimoniali (attivit o fondo
rischi) sia il conto economico (variazione di fair value);
1 lo scorporo dei derivati incorporati
in altri contratti. Il nuovo 11-bis dellarticolo 2426 Cc tratta anche i cosiddetti
derivati incorporati, cio di quelle
clausole contrattuali che modificano
la natura economica del contratto
principale ma qualora fossero contenute in un contratto a s stante, sarebbero dei derivati. Ad esempio, un prestito obbligazionario convertibile
un contratto che contiene due strumenti finanziari: la passivit finanziaria connessa al pagamento di interesse e capitale e lopzione call incorporata per convertire la passivit in capitale dellemittente. Questa opzione ha
un valore gi nel momento della rilevazione iniziale, anche quando out
of the money. Lindividuazione dei
derivati incorporati non un processo semplice, proprio perch sono nascosti in altri contratti: tuttavia la legge ora implicitamente impone la separazione e la valutazione distinta del
derivato incorporato. Se non di copertura trattato come gli altri derivati e dunque la sua rilevazione iniziale impatter il conto economico;
1 la rilevazione iniziale delle coperture del rischio di variazione di fair value. Il nuovo 11-bis dellarticolo 2426
Cc dispone che nei casi di copertura
del rischio tassi di interesse, tassi di
cambio o prezzi di mercato, gli elementi oggetto di copertura sono valutati simmetricamente al derivato.
Gli altri cambiamenti nei criteri di
misurazione introdotti dalla riforma contabile potrebbero avere effetti prospettici e non comportare
plusvalenze o minusvalenze da adeguamento. In considerazione del
fatto che, dal 2016:
elavviamento sar ammortizzato in
base alla sua vita utile e nel caso di avviamento a vita utile indefinita sar
consentito ammortizzarlo per un
massimo di 10 anni,
rdebiti, crediti e titoli immobilizzati
saranno valutati in base al costo ammortizzato, le norme transitorie consentono di non applicare le nuove disposizioni alle operazioni che continueranno a produrre effetti negli
esercizi successivi al 2015.
Conseguentemente le imprese che
decideranno di usufruire di questa
norma transitoria non dovranno
modificare il criterio di valutazione
dei crediti, dei debiti e dei titoli immobilizzati esistenti nel bilancio
2015, n dovranno modificare il piano di ammortamento originario degli avviamenti.
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I cambiamenti
Impatti derivanti dai mutamenti nelle poste al bilancio a partire dai bilanci 2016
Modifiche delle
disposizioni normative
Valutat a costo
ammortizzato

Azioni
all1/1/2016
Nessun
impatto

Impatti sullo schema di


conto economico 2016
Ammortamento
finanziario

Abolito criterio di
valutazione costante

Scelta di un nuovo
criterio di valutazione

Plusvalenza/minusvalenza

AVVIAMENTO

Ammortamento in base
alla vita utile. Se a vita
indefinita in 10 anni

Nessun impatto(*)

Nessun impatto (*)

AZIONI PROPRIE

Divieto
di capitalizzazione

Cancellazione voce dellattivo


Iscrizione della riserva
negativa di patrimonio netto

Nessun impatto

AGGI E DISAGGI
DI EMISSIONE
ATTREZZATURE
INDUSTRIALI E PICCOLI
ATTREZZI

Abolita classe E: i
componenti straordinari
sono classificati per natura
Aboliti
Nessun impatto
Nessun impatto
CONTI DORDINE
Plusvalenza/minusvalenze
Strumento di copertura e Misurazione a FV dello
da valutazione simmetrica di
COPERTURA DAL
operazione coperta sono strumento coperto e del derivato
derivato e strumento
RISCHIO DI FAIR VALUE
valutati simmetricamente da imputare al conto economico
coperto
Derivati valutati a fair value con Quando rigira la riserva si
COPERTURA DEL RISCHIO Le variazioni di FV del
derivato nella riserva di
contropartita la riserva di
corregge il costo o il ricavo
DI VARIAZIONE DEI
patrimonio netto
patrimonio netto
delloperazione coperta
FLUSSI FINANZIARI
Costo ammortizzato
Nessun impatto (**)
Ammortamento finanziario
CREDITI
Costi eccezionali
Non pi capitalizzabili
Addebito al conto economico
COSTI DI PUBBLICIT
dellesercizio
Costi eccezionali
COSTI DI RICERCA
Non pi capitalizzabili
Addebito al conto economico
dellesercizio
APPLICATA
Costo ammortizzato
Nessun impatto (**)
Ammortamento finanziario
DEBITI
Valutazione a fair value con
Fair value
Variazioni di fair value
DERIVATI
contropartita il conto economico
Separati dal contratto
Separazione dal contratto
Variazioni di fair value
DERIVATI INCORPORATI ospitante e valutati a fair originario e valutazione a fair
value
value
OPERAZIONI CON
Modifica al piano dei conti:
Evidenza proventi dellanno
In evidenza
IMPRESE SOTTOPOSTE
voci patrimoniali e conto
e adattamento per dati
in voci distinte di SP e CE
AL CONTROLLO
economico
comparativi
DELLE CONTROLLANTI
Interessi attivi in base al
Costo ammortizzato
Nessun impatto (**)
tasso effettivo e non al tasso
TITOLI
nominale
COMPONENTI
STRAORDINARI

Aboliti

Nessun impatto

(*) Le norme transitorie consentono di proseguire il piano di ammortamento degli avviamenti iscritti nel bilancio 2015, senza adeguarsi alle
nuove disposizioni; (**) Le norme transitorie consentono di non applicare il metodo del costo ammortizzato ai crediti, ai debiti e ai titoli
immobilizzati del bilancio 2015

In concreto. Gli impatti delle novit sui sistemi e sui processi aziendali

Controlli interni pi attenti


pConseguenza diretta derivan-

te dalle disposizioni della riforma


contabile sono gli impatti sui sistemi e sui processi aziendali per essere conformi ai nuovi obblighi
imposti dalla legge. Le imprese
non dovranno fare i conti solo con
gli impatti sul bilancio ma devono

prendere atto fin dora che i cambiamenti nelle norme avranno anche altre implicazioni sia sullorganizzazione, sia sulla previsione
delle performance future. Pertanto si dovranno aspettare ripercussioni sui sistemi informativi e sul
sistema di controllo interno, oltre

a considerare gli impatti sui budget e sulle previsioni dei risultati


operativi futuri causata dall'introdotta volatilit del conto economico e dalleliminazione degli oneri e
proventi straordinari dallo schema del conto economico.
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

14 Il nuovo volto dei bilanci

Istituti finanziari
LE NUOVE NORME

Il modello Ias si estende


a confidi minori e microcredito
La totalit
degli intermediari
finanziari
si allinea
al fair value
PAGINA A CURA DI

Renzo Parisotto

pPer comprendere le novit in-

trodotte dal Dlgs 136 del 18 agosto


2015 (pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale 202 del 1 settembre 2015)
sui bilanci individuali e consolidati a decorrere dal 1 gennaio
2016, occorre rilevare prima di
tutto che larticolo 48 del Dlgs
abroga il Dlgs 87/92, che diede attuazione alla direttiva 86/635/
Cee e sul quale si fondano tuttora
i bilanci degli enti finanziari.

I passaggi normativi
Data la specialit del mondo finanziario, la legge 428/1990 deleg il
Governo ad emanare norme per
banche ed enti (il Dlgs 87/92), o per
le restanti imprese (il Dlgs 127 del 9
aprile 1991). La Banca dItalia, in
forza dellarticolo 5, diffuse a sua
volta le istruzioni sugli schemi di
bilancio, ovvero sulla composizione e movimentazione delle singole
voci (circolare 166 del 30 luglio
1992). Tuttavia con lintroduzione
nel nostro ordinamento, dei principi Ias/Ifrs (Dlgs 38/2005), dal 1
gennaio 2005 le banche, le societ
finanziarie, le Sim, le Sgr, le societ

iscritte allAlbo di cui allarticolo


107 del Dlgs 385/93 e gli istituti di
moneta elettronica (e a loro volta
anche le altre societ, laddove controllate o incluse nel consolidato
delle prime), hanno gi disapplicato il Dlgs 87/92 che, pertanto, oggi,
ha una platea di utilizzatori del tutto circoscritta.
Per banche ed enti vigilati Ias
adopter, la Banca lItalia eman
la circolare 262/2005 e il provvedimento 14 febbraio 2006, fissando schemi e regole per la formazione di bilancio.

Il Dlgs 136/2015
La relazione illustrativa al Dlgs
136/2015 sottolinea come lo stesso
intervenga sui bilanci di:
1 confidi minori e operatori di
microcredito di cui agli articoli 111
e 112 del Dlgs 385/ 1993 (intermediari non Ifrs);
1 intermediari bancari e finanziari vigilati dalla Banca dItalia (intermediari Ifrs).
Si tratta di circoscritte modifiche in tema di consolidamento e di
relazione sulla gestione, in linea
con le raccomandazioni della
Commissione europea novembre 2003 riguardanti la interrelazione tra direttive contabili e principi Ifrs. Il capo IV disciplina la documentazione delle succursali di
banche e societ finanziarie di altri
Paesi, sui poteri delle autorit e i
capi V e VI contengono le disposizioni finali e di entrata in vigore
(bilancio successivo a quello chiuso, o in corso al 31 dicembre 2015).
Alcuni intermediari finanziari
iscritti negli elenchi di cui agli ar-

ticoli 106 e 107 del Testo unico


bancario, possono tuttavia continuare ad operare in forza delle
previsioni contenute nel Dlgs
141/2010, per i quali sopravvive
il Dlgs 87/92, ora abrogato. Questa deroga finalizzata a garantire la continuit dei bilanci di tali specifici enti, nel periodo transitorio della loro attivit.

Il punto

Intermediari finanziari
In base al Dlgs 141/2010, gli intermediari finanziari sono distinti in:
1 soggetti autorizzati a erogare finanziamenti nei confronti del pubblico (Albo di cui allarticolo 106
del Testo unico bancario);
1 confidi minori (articolo 112 del
Tub e operatori di microcredito ai
sensi dellarticolo 111 del Tub);
1 holding di partecipazione finanziarie, intermediari finanziari non
operanti con il pubblico, altri operatori (come i merchant banks).
I primi applicano i principi Ias/
Ifrs di cui al Dlgs 38/2005 e relativi
provvedimenti della Banca dItalia; i
soggetti al terzo punto applicano il
Dlgs 127/1991, comprese le modifiche intervenute e recepite nel Codice civile; mentre il nuovo Dlgs 136/15
si applica ai soli soggetti appartenenti al secondo punto definiti Intermediari non Ifrs.
Per contro sono definiti intermediari Ifrs i soggetti di cui allarticolo 2, comma 1, lettera c) del Dlgs
38/2005, integrato con larticolo 9
del Dlgs 139/2015.

Intermediari Ifrs
La redazione del bilancio consolidato segue la nozione di controllo,

In base al Dlgs 141/2010 gli


intermediari finanziari sono
distinti in:
SOGGETTI
a) soggetti autorizzati a erogare
finanziamenti nei confronti del
pubblico (Albo, articolo 106 del
Testo unico bancario);
b) confidi minori (articolo 112 del
Testo unico bancario) e operatori
di microcredito (articolo 111 del
Testo unico bancario);
c) holding di partecipazione
finanziarie, intermediari finanziari
non operanti con il pubblico,
merchant banks
NORME APPLICATE
a) applicano i principi Ias/Ifrs di
cui al Dlgs 38/2005 e relativi
provvedimenti Banca dItalia;
b) i soli soggetti definiti
intermediari non Ifrs applicano il
nuovo Dlgs 136/2015;
c) applicano il Dlgs 127/1991 e
successive modifiche e
integrazioni cos come recepiti nel
Codice civile

come definita dai principi contabili Ifrs e quindi:


1 controllanti un gruppo bancario a loro volta non controllati da
altra impresa Ifrs; enti e societ
che emettono titoli quotati in mercati regolamentati; intermediari
Ifrs che controllano banche, Sim o
societ finanziarie non appartenenti a gruppi;
1 la redazione del bilancio consolidato dovuta anche in presenza
di direzione unitaria, come rinvenibile nello statuto o in contratti e
quando gli organi di amministrazione sono composti in maggioranza dalle medesime persone. La
direzione unitaria va ricondotta a
impresa residente non Ifrs, o non
residente, ovvero a persona fisica;
1 la relazione sulla gestione redatta secondo quanto stabilito dalla Banca dItalia;
1 le succursali di banche e societ finanziarie costituite in altri
Stati membri pubblicano copia
del bilancio della propria casa
madre, laddove i criteri di redazione siano in linea con la direttiva 86/635/Cee. Diversamente
sono esse stesse tenute a redigere
un bilancio separato.

Poteri delle autorit


confermato il ruolo centrale dalla
Banca dItalia quanto alle disposizioni in materia di bilancio.
Le sanzioni sono previste solo per
intermediari Ifrs, in continuit con
larticolo 45 del Dlgs 87/92 e con larticolo 9 del Dlgs 38/05, mentre sono
escluse per quelli non Ifrs, non essendo controllati da Banca dItalia.
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La valutazione. Deve essere privilegiato il momento di regolamento delloperazione rispetto a quello di contrattazione

Aggiornati bilanci individuali e consolidati


pIl bilancio individuale e consoli-

dato costituito da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, secondo alcune regole:
1 deve essere privilegiata la sostanza sulla forma, ovvero il momento di regolamento delloperazione, piuttosto che quello di contrattazione. Banca dItalia emaner
specifiche istruzioni;
1 il sistema contabile adottato deve
raccordarsi con le voci di bilanci;
1 i crediti derivanti da atti di finanziamento sono contabilizzati
per limporto erogato; i restanti attivi al costo di acquisto o di produzione maggiorato delle spese incrementative;
1 il costo dei beni fungibili pu deter-

minarsi sulla base della media ponderata, ovvero Lifo, o Fifo, o altri metodi
che riflettono la miglior prassi.
Ancora:
1 liscrizione di fondi rischi ed oneri
concerne soltanto perdite, oneri o debiti di natura determinata di esistenza probabile o certa;
1 ammessa la costituzione del Fondo per rischi finanziari generali (vedi
al contrario soggetti Ias Adopter);
1 in casi da definirsi (vedi Banca
dItalia) i ratei e i risconti integrano le
rispettive voci patrimoniali;
1 talune fattispecie sono assimilate
agli interessi (ad esempio commissioni e provvigioni);
1 lutile/perdita derivante da operazioni finanziarie, incluse le cosiddet-

te operazioni fuori bilancio, tiene


conto della componente valutativa;
1 introdotto il principio della coerenza valutativa tra attivit e passivit, comprese quelle fuori bilancio
tra loro collegate;
1 obbligo svalutare le immobilizzazioni finanziarie in caso di deterioramento duraturo della situazione di
solvibilit dellemittente, o della capacit di rimborso;
1 consentito valutare le partecipazioni in imprese controllate e
collegate (partecipazioni rilevanti), secondo il metodo cosiddetto
patrimonio netto. Sono dettate regole contabili per la prima applicazione del metodo.
Per la valutazione dei crediti, si tie-

ne conto anche del fattore tempo (in


similitudine con i criteri Ias). Per titoli non immobilizzati, la valutazione
segue il mercato, ovvero il minore tra
il costo e il valore mercato.
Da valutare che le attivit e passivit in valuta sono valutate al tasso di
cambio corrente alla chiusura desercizio e che particolari criteri sono fissati per le operazioni in valuta da regolare o a termine. Inoltre gli obblighi
di consolidato sussistono, oltre ai casi
di controllo, anche in presenza di direzione unitaria, quando le politiche
aziendali di due o pi intermediari
non Ifrs siano coordinate da un unico
soggetto controllante.
Il perimetro del gruppo tenuto a redigere il bilancio consolidato, pre-

scinde dalle attivit economiche


svolte dalle imprese facenti parte e la
data di riferimento del bilancio consolidato coincide con quella del bilancio individuale del consolidante,
ovvero di quella della maggior parte
delle imprese incluse nel consolidato
stesso. Inoltre, il contenuto della nota
integrativa in linea con quanto riportato nella nota individuale (informazioni dettagliate sugli strumenti
finanziari derivati). consentito
omettere informazioni su imprese
incluse nel consolidamento, laddove
ci possa arrecare grave pregiudizio alle stesse (vedi potenziale conflitto di interessi tra esigenze del pubblico e riservatezza).
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I focus del Sole 24 Ore


Mercoled 23 Settembre 2015 - N. 31

Il nuovo volto dei bilanci 15

Problematiche fiscali
IL DLGS 139/2015

Il nuovo bilancio non aggiorna


le regole per Ires e Irap
I decreti 136 e 139
si sono limitati
a recepire la direttiva
senza dare
indicazioni tributarie
PAGINA A CURA DI

Renzo Parisotto

pPer

recepire la direttiva
2013/34/Ue sono stati emanati due
distinti decreti legislativi: il Dlgs
139 del 18 agosto 2015 (pubblicato
sulla Gazzetta ufficiale 205 del 4
settembre 2015) e il Dlgs 136 del 18
agosto 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 202 del 1 settembre
2015. Mentre questultimo contiene
disposizioni di bilancio destinate
ad una circoscritta platea di destinatari confidi minori e operatori
del microcredito molto pi ampio
il numero degli interessati dal primo decreto, dal momento che va a
modificare direttamente gli articoli del Codice civile attinenti la redazione del bilancio delle imprese
non bancarie.

Le ricadute su Ires e Irap


Va sottolineato come nessuno dei
due decreti contenga disposizioni,
o rimandi di carattere fiscale, e tuttavia noto come Ires e Irap siano
strettamente dipendenti dalla
struttura del bilancio dimpresa,
ovvero dai criteri di rilevazione
delle operazioni, cos come dai cri-

teri di valutazione.
Un precedente in tutto simile
rinvenibile nella introduzione
dei principi Ias/Ifrs attraverso il
Dlgs 38/2005, principi contabili,
come noto, improntati alla prevalenza della sostanza, rispetto alla
forma giuridica e che solo dopo
alcuni anni trovarono le necessarie modifiche sia al Tuir, che al decreto Irap, con la legge 244 del 24
dicembre 2007. In tal senso larticolo 83 del Tuir prevede una deroga ai diversi criteri di quantificazione, imputazione temporale
e classificazione bilancistica delle operazioni, o degli elementi patrimoniali ed economici, contenuti nella prima sezione per i soggetti Ias adopter, mentre il decreto Irap rimanda alla corretta
applicazione dei pertinenti principi contabili.
Tali deroghe sono state diffusamente illustrate ed analizzate dallagenzia delle Entrate con la circolare 7/E del 28 febbraio 2011. Merita
ricordare come non siano viceversa
derogabili per i soggetti Ias, anche le
norme contenute nel Tuir, in tema
di valutazione, cos da creare il principio di derivazione rafforzata
Ires dal bilancio, e non anche di derivazione piena.
Per lIrap, in quanto basata sulla
presa diretta dagli schemi di bilancio, non vi sono specifiche problematiche e si rinvia pertanto ai rispettivi principi di redazione (articolo 5, comma 5 del Dlgs 446/1997),
essendo peraltro noto il possibile
rinvio ai criteri contenuti nel Tuir,
quanto a inerenza e competenza.

Il Dlgs 139/2015
Anche per i soggetti non Ias destinatari del Dlgs 139/2015, si rileva
ora lesplicita prevalenza della sostanza sulla forma giuridica - prevalenza che ha riguardo alla sostanza delloperazione o contrattuale - ed in secondo luogo un significativo numero di interventi
sulla composizione delle voci di bilancio, che simmetricamente possono trovare rispondenza nei diversi articoli del Tuir. E di cui si riporta, a seguire, lelenco.

Limpatto sulle voci di bilancio


1 Azioni proprie: anzich costituire voce propria dellattivo, vanno
ora iscritte a degrado diretto del patrimonio con impatti fiscali in caso
di distribuzione ai soci (si vedano le
risoluzioni delle Entrate 26/E/2011 e
12/E/2011 che assimila ad aumento
di capitale). ovvio che ne risentono le diverse norme che oggi fanno
riferimento alla nozione di patrimonio, inclusi i cosiddetti istituti parabilancistici (come i limiti emissione, obbligazioni);
1 costi di pubblicit e ricerca: la circostanza che non siano pi capitalizzabili non porta, allapparenza,
conseguenze di carattere fiscale,
dal momento che lattuale articolo
108 del Tuir consente sia la deduzione in un solo esercizio, che in pi
esercizi. ovviamente da considerare il periodo transitorio;
1 derivati: essendo esplicitati nelle
nuove apposite voci di bilancio, il
vigente articolo 112 del Tuir non appare di immediata applicabilit anche ai soggetti diversi dagli Ias

Limpatto fiscale
01 AZIONI PROPRIE
Le azioni proprie non sono pi voce
propria dellattivo, ma vanno ora
iscritte a degrado diretto del
patrimonio con impatti fiscali in
caso di distribuzione ai soci. Ne
risentono le norme che oggi fanno
riferimento alla nozione di
patrimonio
02 COSTI PUBBLICIT- RICERCA
Il fatto che non siano pi
capitalizzabili non porta,
allapparenza, conseguenze di
carattere fiscale, poich lattuale
articolo 108 del Tuir consente sia la
deduzione in un solo esercizio, che
in pi esercizi
03 DERIVATI
Il vigente articolo 112 del Tuir non
appare di immediata applicabilit
anche ai soggetti diversi dagli Ias
adopter, poich i commi 3-bis e 6
derogano per i soggetti Ias. Si
dovrebbe rivedere tale deroga,
poich c una sostanziale
coincidenza bilancistica tra soggetti
04 RISERVE DI COPERTURA
Prevista liscrivibilit di una riserva
di copertura dei flussi finanziari
attesi, in sintonia con i criteri Ias.
Occorre ancora riferirsi al vigente
articolo 112 del Tuir
05 STRUMENTI DERIVATI
Vale ancora una volta il rimando
allarticolo 112 del Tuir

adopter, dal momento che i commi


3-bis e 6 derogano per i soggetti Ias.
Tale circoscritta deroga oggi dovrebbe rivedersi, dal momento che
c una sostanziale coincidenza bilancistica tra i soggetti. Analoghe
osservazioni sono fattibili sul decreto 8 giugno 2011, laddove vengono ulteriormente disciplinati gli
aspetti fiscali dei derivati e delle
operazioni di copertura.;
1 riserve di copertura: viene prevista liscrivibilit di una riserva di copertura dei flussi finanziari attesi, in
sintonia con i criteri Ias. Occorre ancora riferirsi al vigente articolo 112
del Tuir, con le problematiche, ovvero conferme, viste in precedenza;
1 oneri/proventi da strumenti derivati: coerentemente con liscrizione nelle voci di stato patrimoniale,
sono rilevati gli aspetti economici
per cui vale ancora una volta il rimando allarticolo 112 del Tuir,
avendo individuato il periodo di
competenza civilistico/fiscale;
1 abolizione degli oneri/proventi
straordinari: sul piano Ires, ferma la
rilevanza di tali componenti nellesercizio di contabilizzazione,
permane la necessit di verificare
se non sussistano le condizioni
quantitative per il rifacimento del
bilancio dellesercizio, con le connesse criticit. Pi delicato
laspetto Irap, laddove debba privilegiarsi il cosiddetto principio di
correlazione temporale dei componenti positivi e negativi del conto
economico, piuttosto che quello di
presa diretta dagli schemi di bilancio (articolo 5 del Dlgs 446/1997).
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Conto economico. Come per i soggetti Ias adopter obbligo di valutazione simmetrica tra attivit-passivit coperta e strumento derivato di copertura

Rettifiche incerte su neutralit e riallineamento


pPi significative sono le modifi-

che in tema di valutazione (si veda


larticolo 83 del Tuir richiamato per
i soggetti Ias adopter e il Dm 48 del 1
aprile 2009, laddove il fair value il
criterio valutativo applicabile ai derivati, a sua volta imputato al conto
economico direttamente, o di tempo in tempo, qualora si tratti di operazioni di copertura dei flussi. Ancora una volta viene da chiedere se
lattuale stesura dellarticolo 112 del
Tuir valga anche per soggetti non
Ias adopter, come auspicabile.
Al pari dei soggetti Ias adopter si
prevede un obbligo di valutazione
simmetrica tra attivit/passivit coperta e strumento derivato di copertura. Di particolare rilievo, ai fini fiscali, la documentazione che desi-

gna tale copertura si veda il decreto


dell8 giugno 2011. Il costo ammortizzato diviene il criterio di rilevazione
di crediti e debiti, cos tenendo conto
del fattore temporale, nonch di aggi
e disaggi di emissione. evidente come tale criterio, oggi accettato fiscalmente per i soggetti Ias adopter, non
sia di immediata applicazione per le
altre imprese: ci vale ad esempio
per gli articoli 83 e 106 del Tuir (valutazione crediti, con richiamo allarticolo 2 del Dm 48/2009), nonch per
le norme in materia di quantificazione e deducibilit degli interessi passivi articolo 96 del Tuir e ancora
articoli 109 e 110 del Tuir sui pi generali criteri di fiscalit del bilancio.
Non vi sono apparenti motivi per
non estendere anche alle imprese

non Ias il disposto del comma 1-ter


dellarticolo 110 sulle passivit.
Sono parimenti introdotte modifiche ai criteri di valutazione di attivit
materiali ed immateriali, collegandosi in particolare alla vita utile del
cespite che, al pari di quanto accade
per i soggetti Ias, non appare puntualmente codificata sul piano fiscale ai fini Ires e Irap.
Per completezza, si ricorda che
in presenza di operazioni straordinarie, anche i soggetti Ias adopter
debbono applicare le disposizioni
ordinarie del Tuir, non essendo
prevista alcuna deroga (si veda anche il Dm 48 del 1 aprile 2009).
perci evidente che, laddove il legislatore fiscale intervenisse sul Tuir
per i soggetti non Ias, se ne avrebbe

comunque un riflesso per i soggetti


Ias adopter in presenza di operazioni straordinarie.
Unultima considerazione sulla
necessaria, a parere di chi scrive,
normativa fiscale a corredo della direttiva 2013/34: ladozione dei nuovi
criteri dal 1 gennaio 2016 comporta
lemersione di nuovi valori, ovvero
la rettifica dei precedenti. Ci si chiede allora quale sia il trattamento fiscale di tale differenza: vige il principio di neutralit, di cui allarticolo 13
del Dlgs 38/2005, ovvero dellarticolo 5 del Dm 48/2009, con la rilevazione contabile delle fiscalit differita?
Sono applicabili anche a tale situazioni le possibilit di riallineamento
previste d allarticolo 15 del Dl
185/2008, al fine di evitare la gestio-

ne di pi valori fiscali nella medesima categoria come i titoli o crediti?


Un importante contributo interpretativo e applicativo della norma
fiscale potr giungere dai documenti che saranno emessi dallOrganismo di contabilit.
Il riferimento agli elementi
che contraddistinguono unoperazione di copertura vedi nuovo
11-bis dellarticolo 2426 del Codice
civile piuttosto che la delimitazione dei costi di ricerca, cos come gli elementi presi in considerazione per determinare la vita utile
di unattivit materiale/immateriale. E ancora quali siano gli elementi atti a comporre il cosiddetto
costo ammortizzato.
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