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CITT DI PESCARA

Medaglia dOro al Merito Civile

Al Presidente del Consiglio Comunale


Pescara, 18 marzo 2015

Controdeduzioni al Parere del Collegio dei Revisori dei Conti


al piano di riequilibrio pluriennale.

A) Copertura del disavanzo


1. A pagina 31 del piano riportato che la legge di stabilit, 2015 n. 190/2014,
prevede la possibilit di diluire il disavanzo fino allesercizio 2042 da parte
degli enti coinvolti nella sperimentazione che hanno effettuato la revisione
straordinaria dei residui nel 2012.
Su tale punto il Collegio dei Revisori dei Conti osserva, sostanzialmente, due cose:
1) il rientro fino al 2042 previsto per gli enti in sperimentazione ed
esclusivamente in relazione al disavanzo del riaccertamento straordinario dei
residui del 2012, non interessando dunque la pi lunga copertura, lattuale
disavanzo derivante dal riaccertamento dei residui; 2) il rientro fino al 2042
limitato al disavanzo derivante dalla revisione straordinaria dei residui, e non al
disavanzo complessivo, incluso laccantonamento al Fondo Crediti di Dubbia
Esigibilit.

Controdeduzioni.
In effetti il comma 507, lett. b), della legge di stabilit 2015, aggiorna lart. 3,
comma 17, del D. Lgs. 118/2011 il quale recita:Il decreto di cui al comma 15
estende gli incentivi anche agli enti che hanno partecipato alla sperimentazione
prevista dall'art. 78 se, alla data del 31 dicembre 2015, non presentano quote di
disavanzo risalenti all'esercizio 2012. Nelle more dell'adozione del decreto di cui
al comma 15, la copertura dell'eventuale disavanzo di amministrazione di cui
all'art. 14, commi 2 e 3, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28
dicembre 2011, puo' essere effettuata fino all'esercizio 2042 da parte degli enti
coinvolti nella sperimentazione che hanno
effettuato il
riaccertamento
1

straordinario dei residui nel 2012, e fino al 2043 da parte degli enti coinvolti
nella sperimentazione che hanno effettuato il riaccertamento straordinario
dei residui al 1 gennaio 2014.
E evidente che da una lettura letterale della norma sembrerebbe che tale facolt
non sia applicabile al Comune di Pescara (in quanto ente in sperimentazione) ma
non pu non evidenziarsi, a parere degli scriventi, come le procedure legislative di
risanamento delle diverse situazioni di precariet dei bilanci, quali la procedura di
cui allart. 243 bis del TUEL, costituiscono misure eccezionali e derogatorie delle
ordinarie regole di contabilit giustificate dallobiettivo di superare la condizione
strutturale di sbilanciamento delle gestioni. In funzione di tale esigenza,
lattuazione di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, ex art. 243-bis del
TUEL, deve essere coordinata con la normativa inerente la nuova contabilit
armonizzata. Non si tratta cio di una lex specialis ma anzi quanto previsto
dallart. 243 bis del TUEL va in parallelo con la normativa di cui
allarmonizzazione contabile che, decorso la durata massima del piano di
riequilibrio, riacquista tutta sua forza.
La Corte dei Conti, con delibera n. 4/SEZAUT/2015/INPR, riguardante le linee di
indirizzo per il passaggio alla nuova contabilit delle Regioni e degli Enti locali
(decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118) gi intervenuta dettando specifiche
indicazioni in tal senso nei confronti degli enti che hanno gi approvato il piano di
riequilibrio finanziario. Anche se il legislatore non se ne fatto carico, occorre
coordinare la normativa sui piani di riequilibrio con le novit della legge di
stabilit; sarebbe assurdo ed illogico ipotizzare un trattamento diverso tra gli enti
che entrano a far parte della sperimentazione dal 1 gennaio 2015 e quelli che
hanno partecipato alla fase sperimentale, che sono stati posti a bersaglio di una
innovativa, e in fase di applicazione alquanto problematica normativa, volta a
rendere pi trasparente e veritiero il bilancio degli enti locali, favorendo il principio
secondo cui si pu spendere ci che si incassato.
Ed infatti, il legislatore ha tratto giovamento da questa fase sperimentale tanto da
aver in pi occasioni modificato loriginario impianto contabile per porre rimedio
alle lacune e superarne i limiti esposti dagli stessi enti sperimentatori.
La Corte dei Conti con la succitata delibera ha inteso superare la lacuna normativa
consentendo ai Comuni che al 1 gennaio 2015, e quindi di entrata in vigore del
nuovo sistema contabile, avessero gi dichiarato il pre dissesto e visto approvato
il piano di cui allart. 243 bis del Tuel di rimodulare il piano di riequilibrio.
Alla luce di quanto sopra esposto, rimarrebbe pertanto esclusa la casistica degli
enti che in via sperimentale hanno adottato i principi contabili armonizzati a far
data dal 2012 ed hanno deliberato ladesione al piano di riequilibrio senza che lo
stesso sia gi stato approvato, com la fattispecie riguardante il Comune di
Pescara.
2

Ed in questo contesto, tenuto anche conto di quanto previsto dal comma 538 della
legge 190/2014, modificativo dellart. 3 del D. Lgs. 118-2011, comma 15 terzo
periodo, che stata pubblicata una bozza di decreto, peraltro richiamata dal
Collegio dei revisori, del Ministero delleconomia e delle finanze, di concerto con il
Ministero dellinterno, che contiene la definizione, le modalit e i tempi per il
ripiano del maggior disavanzo di amministrazione. Su detta bozza lANCI ha
espresso parere favorevole considerando impegnati i ministeri coinvolti nel
risolvere positivamente le problematiche connesse allavvio del nuovo sistema
contabile relativamente alla possibilit di riconoscere anche agli enti gi in
sperimentazione nel triennio 2012-2014 la possibilit di provvedere ad un
ulteriore riaccertamento, limitato alla revisione dei residui attivi e passivi cui non
corrispondono obbligazioni perfezionate, oltre a poter godere (sempre per gli
stessi enti) sia di quanto stabilito dal presente decreto, sia del piano trentennale
come previsto dalla legge di stabilit 2015 per gli enti che applicano solo a
decorrere dal 1 gennaio 2015 larmonizzazione dei sistemi contabili. Acquisito
tale parere, unitamente a quelli favorevole delle Regioni e dellUPI, con
lassenso del Governo, in data 26 febbraio stata gi sancita lintesa in
seduta di Conferenza Unificata.
Dalla lettura combinata dei punti 7 ed 8 della sopracitata bozza, di seguito
riportate, a sommesso parere degli scriventi, si evince senza ombra di dubbio la
possibilit anche per il Comune di Pescara di applicare il disavanzo di
amministrazione risultante dal preconsuntivo 2014, approvato con Deliberazione
n. 123 del 05 marzo 2015 e 155 del 17.03.2015, per un importo complessivo di
50.219.246,62.

Tale bozza di decreto, al punto n.7, prevede espressamente che:


Per gli enti coinvolti nella sperimentazione disciplinata dal DPCM 28 dicembre
2011, il maggior disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento
straordinario dei residui determinato ai sensi di quanto previsto dal presente
articolo pu essere determinato considerando anche il maggior importo del fondo
crediti di dubbia esigibilit accantonato nel risultato di amministrazione in
occasione del rendiconto 2013 o del rendiconto 2014 rispetto al medesimo fondo
nel risultato di amministrazione dellesercizio precedente, per assicurare
ladeguatezza del medesimo nel rispetto del principio contabile applicato della
contabilit finanziaria, al netto dellimporto del fondo crediti di dubbia esigibilit
stanziato nel bilancio di previsione per il corrispondente esercizio. Tale
incremento pu essere operato solo una volta, con riferimento allesercizio 2013 o
con riferimento allesercizio 2014.
Nonch, al punto 8:

Gli che hanno partecipato alla sperimentazione disciplinata dal DPCM 28 dicembre
2011 che registrano un disavanzo al 31 dicembre 2014 adottano le modalit di
copertura previste dallarticolo 3, comma 17, del citato decreto legislativo n. 118
del 2011 per la quota del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario
non ripianata alla data del 31 dicembre 2014, determinata dalla differenza tra il
maggiore disavanzo risultante alla data del proprio riaccertamento straordinario
determinato nel rispetto di quanto previsto dallarticolo 1 e gli importi del
disavanzo di amministrazione applicati in spesa del bilancio di previsione, a
decorrere dallesercizio in cui stato effettuato il riaccertamento straordinario
fino allesercizio 2014.

Pertanto, il richiamo da parte del Collegio dei Revisori a due note interpretative
dellANCI e dellIFEL, che commentano quanto previsto dalla legge di stabilit,
sono precedenti agli ulteriori sviluppi di cui al comma 538 della citata legge di
stabilit 2015.
Il richiamato articolo di Piscino, pubblicato su Italia Oggi il 26 febbraio 2015, fa
riferimento alla possibilit di ripianare in trentanni i disavanzi da riaccertamento
dei residui anticipando lemanazione di un decreto del MEF, di concerto con il
Ministero dellinterno, che dovr contenere: la definizione, le modalit ed i tempi
per il ripiano del maggior disavanzo che emerger nei rendiconto degli enti locali
a seguito del riaccertamento straordinario dei residui. Ribadendo che il ripiano
del disavanzo tecnico pu essere spalmato fino allesercizio 2042 per gli enti
sperimentatori che hanno effettuato il riaccertamento nel 2012.
==========================
Con riferimento al secondo rilievo posto dal Collegio dei Revisori, e cio al fatto
che i rientro fino al 2042 limitato soltanto al disavanzo conseguente il
riaccertamento straordinario dei residui, si rappresenta quanto segue.
Il sopra richiamato art. 3, comma 17, del D.Lgs 118/2011, cos come modificato
dalla legge di stabilit 2015, per la definizione della copertura delleventuale
disavanzo di amministrazione rinvia allart. 14, commi 2 e 3 del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri del 28.12.2011 che testualmente recita:
2. La copertura dell'eventuale disavanzo di amministrazione risultante dalla
rideterminazione del risultato di amministrazione a seguito dell'applicazione del
nuovo principio della competenza finanziaria di cui agli allegati n. 1 e 2 pu
essere effettuata anche negli esercizi considerati nel bilancio pluriennale per un
importo pari alla differenza tra le entrate accertate e le spese impegnate in
ciascun esercizio ai sensi del comma 1, lettera e).
3. La copertura dell'eventuale accantonamento al fondo svalutazione crediti
effettuato ai sensi del comma 1, lettera d), nel caso in cui il risultato di
4

amministrazioni non presenti un importo sufficiente a comprenderlo, pu essere


effettuata anche negli esercizi considerati nel bilancio pluriennale.
E chiaro dunque, che quando la norma che qui interessa parla di copertura del
disavanzo di amministrazione si riferisce, per espresso rinvio, sia al disavanzo
generatosi dal riaccertamento straordinario dei residui che a quello determinato
dallaccantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilit.
Tale circostanza confermata anche dallart. 3, comma 16, del D. Lgs. 118-2011 il
quale riferisce:Leventuale maggiore disavanzo di amministrazione al 1 gennaio
2015, determinato dal riaccertamento straordinario dei residui effettuato a
seguito dellattuazione del comma 7 e dal primo accantonamento al fondo crediti
di dubbia esigibilit ripianato in non pi di 30 esercizi a quote costanti.

B) Assenza di bilancio di cassa

1. Il collegio dei Revisori nel parere n. 5 del 16 marzo 2015 condiziona


favorevolmente lo stesso allintegrazione di un bilancio di cassa, sviluppato
per le stesse annualit, con evidenza dei rimborsi del fondo di rotazione, del
ripristino delle entrate vincolate utilizzate e dei saldi parziali e finali di
tesoreria.
Su tale punto il Collegio dei Revisori dei Conti osserva, a pagina 7 del primo
parere n. 4 del 13-03-2015, sostanzialmente, che la carenza del bilancio di cassa
non di poco conto giacch i fenomeni rilevatori del predisse sto sono stati
proprio lutilizzo costante di entrate vincolate ed il ricorso allanticipazione di
tesoreria.
Pur condividendo nel merito il rilievo sollevato dal Collegio dei Revisori, non si
riviene da alcuna normativa di riferimento, n dallo schema istruttorio della Corte
dei Conti di cui alla deliberazione n. 16-2012, alcun obbligo di previsione ed
allegazione allinterno del piano di riequilibrio del bilancio di cassa.
Ad ogni buon conto, aderendo alla richiesta fatta, nello spirito di fornire puntuali
informazioni, in unottica di una rappresentazione del piano la pi completa e
trasparente possibile, si allega al presente documento di controdeduzioni il
bilancio di cassa sviluppato per le stesse annualit del piano di riequilibrio.

C) Assenza di un quadro organico complessivo.

1. Lamenta Il collegio dei Revisori, a pagina 4 del parere n. 4 del 13 marzo


2015, che il piano, dal punto di vista della forma e dellesposizione dei dati
manca di un quadro organico complessivo di tutte le entrate e le spese, che
sarebbe stato utile suddividere in risorse ed interventi storici erisorse ed
interventi aggiunti e/o eliminati per il riequilibrio. La lettura dei dati
alquanto difficile e non sempre confortata da prospetti di dettaglio delle
previsioni effettuate, in pi occasioni laccertamento degli elementi analitici
del piano avvenuto attraverso colloqui personali con i redattori e lesame
delle carte di lavoro.
Lutilizzo dello schema istruttorio della Corte dei Conti non esaustivo sotto
il profilo informativo omissis..
condiziona favorevolmente lo stesso
allintegrazione di un bilancio di cassa, sviluppato per le stesse annualit
con evidenza dei rimborsi del fondo di rotazione, del ripristino delle entrate
vincolate utilizzate e dei saldi parziali e finali di tesoreria.
Sorprende il rilievo mosso dal Collegio circa la critica mossa alla Corte dei
Conti con riferimento allo schema istruttorio.
Pur potendo condividere, sempre in uno spirito di massima collaborazione
teso a fornire maggiori elementi informativi possibili, non si comprende
come si possa criticare chi ha redatto il piano di riequilibrio finanziario
pluriennale seguendo pedissequamente lo schema istruttorio approvato
dalla Corte dei Conti.
Tuttavia si allegano al presente documento i quadri riepilogativi degli
equilibri di bilancio di parte corrente e di parte capitale, con la specifica per
la parte corrente degli interventi.
Infine, sul punto, preme sottolineare che gli scriventi non hanno avuto
alcuna interlocuzione di dettaglio, se non in maniera sporadica e casuale.

D) Accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilit.

1. Il collegio dei Revisori, a pagina 5 del parere n. 4 del 13 marzo 2015,


osserva che nel merito delle singole passivit dichiarate, appare
sottostimato laccantonamento a fondo crediti di dubbia esigibilit rispetto
ai criteri di calcolo di cui al D. Lgs. 118-2011, afferma inoltre che: non
appare giustificata lesclusione dal calcolo del fondo di taluni residui
notoriamente espressivi di un parziale o totale rischio di inesigibilit quali
ad esempio i residui verso ACA (oltre 7 milioni dal 2006), proventi
parcheggi (0,3 milioni anno 2008) rimborso personale cimitero e distaccato
(0,5 milion dal 2009i) rimborsi spese alloggi spese e condomini (0,6 milioni
6

dal 2000) e per importi minori: rivalsa vs. terzi per eternit (2009) e rivalsa
per interventi incolumit pubblica (1994). Sul punto gli uffici finanziari
hanno eseguito i seguenti approfondimenti:

circa i residui vantati verso lACA, dopo interlocuzione intercorsa con il


dirigente finanziario dellACA, emerso che la procedura di concordato
preventivo in continuit, seppure approvato dal Tribunale di Pescara, non si
ancora concluso con ladesione della maggioranza dei creditori, fissando il
giudice al 28.04.2015 ludienza per la verifica del raggiungimento della
maggioranza dei creditori. Si ritiene, pertanto, che essendo ancora sub
judice la procedura concordataria e non essendo allo stato certo lesito
favorevole, di dover inserire nel calcolo del fondo crediti tale residuo.

Circa i restanti crediti, sempre evidenziati dal Collegio, convinti della bont
del rilievo posto, avendo verificato che per mero errore che gli stessi non
sono stati inseriti nel calcolo del f.c.d.e (tranne il rimborso spese alloggi e
condomini considerato ai fini del calcolo del fondo), si ritenuto di dover
adeguare il predetto fondo.
Alla luce di quanto sopra esposto, la Giunta Comunale con delibera n. 155
del 17/03/2015 ha rideterminato il fondo crediti di dubbia esigibilit
nellimporto di 41.511.178,73, incrementandolo quindi di ulteriori
8.380.637,88.

E) Mezzi di copertura della massa passiva

A pagina 3, del parere n. 4 del 13/03/2015, il Collegio dei Revisori, nel


prendere atto che la massa passiva pari ad 72.237.353,73, individua la
relativa copertura nel seguente modo:
1. contrazione di mutui con Cassa DD.PP. per 14.127.703,15 per
copertura spese potenziali parte capitale e debito fuori bilancio parte
capitale;
2. fondi rotazione ex art. 243-ter per copertura spese potenziali parte
corrente di
5.519.700,00, per copertura debiti fuori
bilancio parte corrente di 2.569.000,00 per copertura disavanzo
21.911.300;
3. fondi propri (maggiori entrate/minori spese) per copertura disavanzo
altre passivit di 28.109.650,58.
7

Non si comprende quale ragionamento logico, supportato da quale specifica


normativa di riferimento, abbia determinato lutilizzo del fondo di rotazione per la
copertura del disavanzo e per un importo di 21.911.300,00.

PIANIFICAZIONE FINANZIARIA

A corredo e conclusione del presente piano, si ritenuto necessario predisporre anche una ipotesi
di pianificazione finanziaria.
Le previsioni di cassa riportate nella tabella sottostante, sono state calcolate considerando il trend
storico 2010-2014 per accertamenti ed impegni e per incassi e pagamenti; si inoltre proceduto
ad effettuare la distinzione tra gestione residui e competenza.
Le proiezioni sugli incassi e pagamenti sono state effettuate considerando anche gli scostamenti
dei residui attivi e passivi per effetto delle variazioni in diminuzione dovute sia alla revisione
ordinaria che straordinaria dei residui.
Lanalisi stata sviluppata per tutto larco di durata del piano 2015-2024.
Il piano riporta distintamente le diverse tipologie di entrata e di spesa aggregate per titolo,
distinguendo i residui dalla competenza individuabile nella prima colonna di ogni esercizio con la
denominazione CO+RE.
Nella colonna denominata manovra sono stati riportati i correttivi sulla base dei dati che avranno
impatto a partire dallesercizio finanziario 2015 (aumento IRPEF, aliquote tributi, rateizzazioni),
che si consolidano negli esercizi successivi.
Le risultanze sono riportate nella terza colonna denominata TOT. , dalla quale si evince il totale
per titolo nonch il totale generale per le entrate e per le spese.
La redazione del piano considera lerogazione del fondo di rotazione per 33.480.299,44, distinta
tra 8.088.700,00 applicato per la copertura dei debiti fuori bilancio, ai sensi dellart. 43, commi 1
e 2, del d.l. 133/2014, ed 25.391.599,44 applicato per le altre tipologie di spesa.
La costruzione del piano ipotizza il pagamento delle somme stanziate a residuo, e quelle in
competenza con una percentuale pari all80%, a fronte di un valore medio del quinquennio
precedente pari al 69.5% sui residui (64,19 nel 2011 62,87 nel 2012 65,89 nel 2013) e al
60.36% sulla competenza.
Il verosimile innalzamento della percentuale di pagamento comporter labbattimento dei residui
derivanti dalla gestione di competenza, con una produzione degli stessi, dallesercizio 2024, pari al
20% 30% delle spese correnti di competenza.
Tale beneficio sar la risultante non soltanto della aumentata percentuale di pagamenti rispetto
agli impegni, ma anche di quanto previsto dai principi contabili del D.Lgs 118/2011, che,
prevedendo la reimputazione della spesa, dovrebbe produrre ulteriori effetti positivi nella gestione
dei residui.

La combinazione di questa variabili comporter che il fondo di cassa, al 31.12.2014 pari ad 4.383.191,81 (anticipazione di tesoreria), a partire dallanno 2015 avr il seguente decorso
distintamente per ogni esercizio:
ESERCIZIO
2015
2016
2017
2018
2019
2020
2021
2022
2023
2024

FONDO DI CASSA
19.423.000
23.416.000
23.452.000
23.764.000
24.823.000
26.103.000
31.331.000
36.023.000
39.799.000
43.568.000

Parimenti le somme vincolate, che al 31.12.2014 risultano essere pari ad 19.266.000, assumono
i seguenti valori previsionali:
2015
2016
2017
2018
2019
2020
2021
2022
2023
2024

39.499.000
40.600.000
34.680.000
29.184.000
24.349.000
19.927.000
15.814.000
11.999.000
8.438.000
5.048.000

Come si evince dalle tabelle riepilogative sopra riportate, lerogazione del Fondo di Rotazione e le
manovre correttive previste produrranno per lEnte effetti benefici consolidati sulla cassa.
Nel piano stato anche considerato che, a partire dallesercizio 2021, la rata di mutuo diminuir di
circa di 4.500.000,00 arrivando a scadenza numerosi posizioni debitorie.

Laumento delle somme vincolate registrate negli esercizi 2015 e 2016 dovuto alla erogazione
del fondo di rotazione per 33.480.299,44; tale cifra verr spesa dallEnte gradualmente negli
anni successivi.
In questa ottica, le somme vincolate registreranno una diminuzione costante fino al termine del
decennio considerato.
La previsione delle entrate in linea con il trend del quinquennio 2010/2014 preso in
considerazione.

10

Nel rispetto del principio di prudenza nello stesso non sono considerate entrate eccezionali e/o una
tantum, mentre contemplata fra le spese la restituzione del fondo di rotazione per tutta la
durata del piano.
Linnalzamento dei pagamenti all80% sia per i residui passivi che per la competenza porter, gi a
partire dallesercizio 2016, al rispetto dei tempi medi di pagamenti entro 60 gg. come previsto dal
DL. 66/2014 convertito in legge il 23 giugno 2014 n. 89.

11

Descrizione

Entrate titolo I
Entrate titolo II
Entrate titolo III
Titolo IV - Entrate in c/capitale
Titolo V - Entrate da Accensione di
prestiti *
Fondo di Rotazione
Entrate per conto terzi
TOTALE INCASSI

Spese titolo I
Spese titolo II
Rimborso prestiti - Titolo III*
Restituzione Fondo di Rotazione
Spese per conto terzi
TOTALE PAGAMENTI
Incasso Fondo di Rotazione
Rimborso Fondo di Rotazione

n + 1 (2015)
CO+R MANO
E
V.
TOT.
74.92
84.30
7
9.378
5
16.79
24.88
9
8.089
7
14.47
14.47
1
0
1
7.738
10.44
4
0
11.82
9
136.2
08
113.4
79
13.06
1
9.625
0
13.19
9
149.3
64

0 7.738
104.8
94.383
27
25.39
25.392
2
11.82
0
9
137.2 273.4
41
50

10.280
0
90.000
0
0
100.2
80
33.480

123.7
59
13.06
1
99.62
5
0
13.19
9
249.6
44

n + 2 (2016)
CO+R
E

MANO
V.

74.977

9.378

14.403

14.319

10.303

6.719

90.000

11.822
132.5
42

0
99.37
8

98.429

809

13.382

9.444
0

90.000
2.539

13.323
134.5
79

0
93.34
8

Fondo di Cassa Iniziale


Fondo di Cassa Finale
Vincolato - Iniziale

5.093

4.261

90.000

0
11.82
2
231.9
20

0
11.81
7
124.3
26

99.23
8
13.38
2
99.44
4
2.539
13.32
3
227.9
27

94.82
8
12.73
6

3.348

Saldo
PROIEZIONI DI TESORERIA
Riporto Anticipazione di Tesoreria

TOT.
84.35
5
14.40
3
14.31
9
10.30
3
96.71
9

4.383
0
19.42
3
19.26

12

n + 3 (2017)
CO+R MANO
E
V.
TOT.
74.96
84.34
4
9.378
2
13.83
13.83
9
0
9
14.35
14.35
1
0
1

9.355
0
13.40
2
130.3
20

0
99.37
8

809
0
90.000
2.539
0
93.34
8

n + 4 (2018)
CO+RE
75.020
13.526
14.368

5.093
94.26
1

3.764

0
11.81
7
223.7
04

95.63
6
12.73
6
99.35
5
2.539
13.40
2
223.6
68

3.348

2.857

11.814
121.34
9

94.154
9.578
9.883
0
13.452
127.06
6

MANO
V.

TOT.
84.39
9.378
8
13.52
0
6
14.36
0
8

n + 5 (2019)
CO+R
E

MANO
V.

75.057

9.378

13.352

14.380

3.054

1.916

90.000

0
0
11.81
0
4 11.812
99.37 220.7 119.57
8
27
1

0 3.764
92.85
90.000
7
0

TOT.
84.43
5
13.35
2
14.38
0
3.054
91.91
6

0
99.37
8

0
11.81
2
218.9
49

94.028

809

94.83
7

0 9.578
7.267
99.88
90.000
3
9.765
2.539 2.539
0
13.45
0
2 13.483
93.34 220.4 124.54
8
14
2

809

94.96
3

3.348

90.000
2.539
0
93.34
8

7.267
99.76
5
2.539
13.48
3
217.8
90

3.348

30.13
2

26.78
4

23.43
6

20.08
8

0
19.42
3
23.41
6
39.49

0
23.41
6
23.45
2
40.60

0
23.45
2
23.76
4
34.68

0
23.76
4
24.82
3
29.18

Non Vincolato - Iniziale


Vincolato - Finale
Non Vincolato - Finale
Di cui
Vincolato - Finale da Fondo
Non Vincolato - Finale Ordinario
Specifiche *
L'importo si riferisce alla gestione
dell'anticipazione di Tesoreria ed assume un
valore neutro quando non vi il ricorso alla
stessa

6
19.26
6
39.49
9
20.07
6

9
20.07
6
40.60
0
17.18
4

0
17.18
4
34.68
0
11.22
8

0
11.22
8
29.18
4

-5.420
24.34
9

-5.420

474

15.11
2
24.38
7

-2.539
43.13
9

-2.539
37.21
9

-2.539
31.72
3

-2.539
26.88
8

-4.383

n + 6 (2020)
Descrizione

Entrate titolo I
Entrate titolo II
Entrate titolo III

CO+R MANO
E
V.
75.08
1
9.378
13.25
5
0
14.38
8
0

n + 7 (2021)
CO+R MANO
E
V.
TOT.
75.09
84.47
7
9.378
5
13.20
13.20
1
0
1
14.39
14.39
4
0
4

Titolo IV - Entrate in c/capitale


Titolo V - Entrate da Accensione di
prestiti *

2.556

1.285 90.000

2.556
91.28
5

Fondo di Rotazione

TOTALE INCASSI

0
11.81
0
118.3
75

0
99.37
8

0
0
11.81 11.80
0
9
217.7 117.5
53
69

Spese titolo I

94.00
4

809

94.81
3

94.00
0

Spese titolo II

5.723

5.723

4.642

Entrate per conto terzi

TOT.
84.45
9
13.25
5
14.38
8

2.206

0 2.206
90.86
862 90.000
2

n + 9 (2023)
n + 10 (2024)
n + 8 (2022)
CO+R MANO
CO+R MANO
CO+R MANO
E
V.
TOT.
E
V.
TOT.
E
V.
TOT.
75.10
75.11
84.49 75.12
84.49
8
9.378 84.486
5
9.378
3
0
9.378
8
13.17
13.15
13.15 13.14
13.14
1
0 13.171
4
0
4
5
0
5
14.39
14.40
14.40 14.40
14.40
8
0 14.398
1
0
1
3
0
3
1.960

1.960

578 90.000

90.578

387 90.000

0
0
11.80 11.80
0
9
8
99.37 216.9 117.0
8
47
24

0
0
99.37
8

1.787

0
11.80
11.808
8
216.40 116.6
2
53

0
99.37
8

1.787
90.38
7

1.666

0 1.666
90.26
260 90.000
0

0
0
11.80 11.80
8
8
216.0 116.4
31
01

94.80
9

93.99
9

809

94.808

93.99
9

809

94.80
8

93.99
9

0 4.642

3.813

3.813

3.197

3.197

2.776

809

13

0
11.80
0
8
99.37 215.7
8
79

809

94.80
8

0 2.776

Rimborso prestiti - Titolo III*

9.896 90.000

99.89
6

Restituzione Fondo di Rotazione

0
13.50
3
123.1
26

2.539
0
13.50 13.51
3
5
216.4 118.3
74
71

Spese per conto terzi


TOTALE PAGAMENTI

2.539
0
93.34
8

6.215 90.000

96.21
5

7.026 90.000

2.539 2.539
0
13.51 13.52
0
5
3
93.34 211.7 118.3
8
19
61

2.539
0
93.34
8

3.348

3.348

97.026

8.183 90.000

2.539

2.539

0
13.52
13.523
8
211.70 118.9
9
07

0
93.34
8

98.18
3

8.356 90.000

2.539
0
13.52 13.53
8
1
212.2 118.6
55
62

98.35
6

2.539 2.539
13.53
0
1
93.34 212.0
8
10

Incasso Fondo di Rotazione


Rimborso Fondo di Rotazione

3.348
16.74
0

13.39
2

0
24.82
3
26.10
3
24.34
9

0
26.10
3
31.33
1
19.92
7

Vincolato - Finale

474
19.92
7

Non Vincolato - Finale

Saldo

3.348

3.348

10.044

6.696

3.348

31.331
36.023

36.023
39.79
9

0
39.79
9
43.56
8

15.814

11.999

15.516

24.023

11.999

8.438

6.175

6.175
15.81
4
15.51
6

31.361

31.361

5.048
38.52
0

-2.539
22.46
6

-2.539
18.35
3

-2.539

-2.539

-2.539

14.539

10.977

7.588

PROIEZIONI DI TESORERIA
Riporto Anticipazione di Tesoreria
Fondo di Cassa Iniziale
Fondo di Cassa Finale
Vincolato - Iniziale
Non Vincolato - Iniziale

8.438
31.36
1

Di cui
Vincolato - Finale da Fondo
Non Vincolato - Finale Ordinario
Specifiche *
L'importo si riferisce alla gestione
dell'anticipazione di Tesoreria ed assume un
valore neutro quando non vi il ricorso alla
stessa

14

Quadro riepilogativo degli equilibri di bilancio

EQUILIBRI DI PARTE CORRENTE PER EX INT. DLGS 267/2000

ENTRATE

ANNO 2014
ACCERTATO
CO

ANNO 2015
PREVISIONE
REV.22

ANNO 2016
PREVISIONE
REV.22

ANNO 2017
PREVISIONE
REV.22

TIT I - E. TRIBUTARIE, CONTRIBUTIVE

86.939.165,14

83.951.491,61

83.801.491,61

83.651.491,61

TIT II - TRASFERIMENTI CORRENTI

15.797.354,32

24.359.909,37

14.028.944,37

14.028.944,37

TIT III - ENTRATE EXTRATRIBUTARIE

15.642.277,17

19.899.257,50

19.396.967,06

19.417.467,06

A. TOTALE ENTRATE CORRENTI

118.378.796,6
3

128.210.658,4
8

117.227.403,0
4

117.097.903,0
4

USCITE

ANNO 2014
IMPEGNATO
CO

ANNO 2015
PREVISIONE
REV.22

ANNO 2016
PREVISIONE
REV.22

ANNO 2017
PREVISIONE
REV.22

A. DISAVANZO DA RENDICONTO

B. TIT I - SPESE CORRENTI

4.285.425,22

1.793.544,52

1.793.544,52

1.793.544,52

103.015.600,1
5

113.206.833,5
6

102.370.077,0
7

102.309.384,1
1

28.601.675,99

28.513.355,19

28.061.965,01

27.778.790,53

1.993.917,64

1.595.160,09

1.099.687,42

1.098.687,42

53.077.039,81

50.076.759,05

47.750.346,13

47.441.604,77

DI CUI:
1-PERSONALE
2-ACQUISTO BENI DI CONSUMO E/O DI MATERIE PRIME
3-PRESTAZIONI DI SERVIZI

15

5.307.703,98

-3.000.280,76

-2.326.412,92

-308.741,36

267.159,78

264.208,57

391.951,89

376.367,73

8.308.426,23

9.667.112,10

9.649.843,97

9.555.843,97

1.991.087,97

1.503.274,97

1.376.024,97

1.302.024,97

-497.771,99

-487.813,00

-127.250,00

-74.000,00

7.307.350,09

7.125.100,00

6.914.191,07

6.440.998,11

175.421,49

463.000,00

494.200,00

469.000,00

390.594,03

400.000,00

400.000,00

400.000,00

6.736.334,57

6.255.900,00

6.013.791,07

5.565.798,11

7-IMPOSTE E TASSE

1.670.996,29

2.411.936,56

2.412.589,59

2.412.589,59

8-ONERI STRAORDINARI

1.789.034,32

9.413.202,00

2.799.502,00

3.764.502,00

0,00

8.088.700,00

2.350.000,00

3.300.000,00

236.801,54

260.000,00

250.000,00

250.000,00

0,00

820.000,00

0,00

0,00

10- FONDO CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA'

0,00

3.600.000,00

2.750.000,00

2.900.000,00

11- FONDO RISERVA

0,00

540.000,00

540.000,00

540.000,00

23.652.659,99

36.766.899,44

11.228.801,04

11.159.994,00

11.536.180,19

11.375.300,00

10.915.400,00

10.839.600,00

0,00

0,00

313.401,04

320.394,00

21.911.300,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

-25.391.599,44

0,00

0,00

RIDUZIONE DEL 10% DELLE PRESTAZIONI DI SERVIZIO NEL TRIENNIO

4-UTILIZZO BENI DI TERZI


5-TRASFERIMENTI
DI CUI: TRASFERIMENTI FINANZIATI DA FONDI PROPRI:
RIDUZIONE DEL 25% AL NETTO DEL COOFINANZIAMENTO NEL TRIENNIO

6-INTERESSI PASSIVI
DI CUI: DL35-ANTICIPAZIONE DI LIQUIDITA'
ANTICIPAZ. TESORERIA
MUTUI

DI CUI:

DEBITI FUORI BILANCIO


SPESE PER LITI ED ATTI - AVVOCATURA
RIPIANO PERDITE DA PARTECIPATE

TIT IV - RIMBORSO PRESTITI


DI CUI:

RIMBORSO QUOTA CAPITALE MUTUI


RIMBORSO QUOTA CAPITALE MUTUI PER DEBITI FUORI BILANCIO
FONDO RESTITUZIONE F. ROTAZIONE PER LA STABILITA'

ANTICIPAZIONE DI LIQUIDITA' ANNO 2014

-12.116.479,80

TRASFERIMENTO DEL FONDO DI ROTAZIONE PER LA STABILITA'

16

RINEGOZIAZIONE MUTUI - RISPARMIO DESTINATO A SPESE TIT II

1.353.518,45

1.834.980,40

1.834.980,40

1.834.980,40

C. TOTALE TIT IV - RIMBORSO PRESTITI

12.889.698,64

13.210.280,40

13.063.781,44

12.994.974,40

SPESE FINANZIATE CON PROV. ONERI CONCESSORI

-1.467.415,59

0,00

0,00

0,00

801.168,48

0,00

0,00

0,00

D (B + C). TOTALE USCITE

115.239.051,6
8

128.210.658,4
8

117.227.403,0
4

117.097.903,0
4

DIFFERENZA (A-D-DISAVANZO)

-1.145.680,27

0,00

0,00

0,00

AVANZO CORRENTE

17

EQUILIBRI DI PARTE INVESTIMENTI 2015-2017

TRIENNALE OO.PP. ED ALTRE SPESE IN C/CAPITALE


INIZIALE
2015

ENTRATE

Titolo 4 - Entrate in conto capitale


+

Titolo 4 - Proventi oneri concessori destinati al TIT II


TOTALE ENTRATA TIT IV
Titolo 6 - Accensione di prestiti
Titolo 6 - Fondo di rotazione stato
TOTALE ENTRATA TIT VI

ANTICIPAZIONE DI LIQUIDITA ANNO 2014

FONDO DI ROTAZIONE

TOTALE ENTRATE

Titolo 2 - Spese in conto capitale


+

Titolo 2 - Debiti Fuori Bilancio


TOTALE USCITA TIT II
18

INIZIALE
2017

24.448.483,00

41.162.000,00

5.630.000,00

2.582.000,00

2.390.000,00

2.240.000,00

27.030.483,00

43.552.000,00

7.870.000,00

8.647.703,00

5.480.000,00

0,00

25.391.599,44

0,00

0,00

34.039.302,44

5.480.000,00

0,00

0,00

0,00

0,00

-25.391.599,44

0,00

0,00

35.678.186,00

49.032.000,00

7.870.000,00

INIZIALE
2015

USCITE

INIZIALE
2016

INIZIALE
2016

INIZIALE
2017

28.865.463,40

45.386.980,40

9.704.980,40

8.647.703,00

5.480.000,00

0,00

37.513.166,40

50.866.980,40

9.704.980,40

Spese finanziate con entrate di parte corrente

0,00

0,00

0,00

Spese finanziate con avanzo di amminitrazione

0,00

0,00

0,00

Spese finanziate con riduzione q. capitale mutui

-1.834.980,40

-1.834.980,40

-1.834.980,40

35.678.186,00

49.032.000,00

7.870.000,00

0,00

0,00

0,00

TOTALE USCITE
DIFFERENZA E-U

Tanto si doveva per consentire al Consiglio Comunale di deliberare in merito allapprovazione del Piano di Riequilibrio
Finanziario Pluriennale, di cui allart. 243 bis, D.Lgs. 267/2000.

Il Dirigente del Settore Ragioneria


Amministrativo

Il

Dott. Andrea Ruggieri

Direttore

Dipartimento

Dott. Guido Dezio

19