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Capitolo 3

Geometria elementare

Sezione Prima
Geometria nel piano

1 Enti geometrici fondamentali

113

Con il termine Geometria, parola composta di origine greca che significa letteralmente misurazione della terra, sintende la scienza razionale che studia la forma e lestensione dei corpi e alcune propriet delle trasformazioni da essi subite.

Postulati, teoremi, corollari

La geometria razionale deve riferirsi ad alcuni termini primitivi, ossia termini che non possibile
definire e pertanto bisogna accettare senza dimostrazione. Tali concetti, detti assiomi o postulati,
forniscono solo una base intuitiva e permettono, tramite il ragionamento, di giungere ad affermazioni pi complesse e diversificate.
Le suddette affermazioni vengono chiamate teoremi ed il percorso logico utilizzato per definirli
costituisce la dimostrazione degli stessi.
Le conseguenze dirette dei teoremi vengono chiamate corollari.
Gli enti geometrici fondamentali sono il punto, la retta ed il piano; essi non si definiscono. Anche le proposizioni fondamentali della geometria, dette assiomi o postulati, non si dimostrano.
Postulato

Esistono infiniti punti, infinite rette ed infiniti piani.


Prime nozioni
Un punto A coincide con un punto B quando A e B sono lo stesso punto; si scrive A B.
Due punti sono distinti quando non coincidono.
I punti che costituiscono una figura si dicono a essa appartenenti.
I punti che non appartengono alla figura si dicono esterni ad essa.
Una figura contiene i punti che le appartengono, ovvero che passa per essi.
Si dice che due figure sono coincidenti quando sono la stessa figura. Due figure sono distinte quando non
sono coincidenti.
Si chiama intersezione di due figure linsieme dei punti che appartengono sia alla prima che alla seconda figura.
Due rette distinte si dicono incidenti se hanno un punto in comune.
P
s
r

Punti e rette
Postulato

Per due punti distinti passa una retta e una sola.

Capitolo 3

Geometria elementare

Postulato

Per un punto passano infinite rette.


Postulato

Ogni retta contiene almeno due punti.


Postulato

Due o pi punti distinti di una stessa retta si dicono allineati.


114

Postulato

Sopra una retta non esiste un punto che preceda n uno che segua tutti gli altri.
Postulato

Data una retta, un suo punto A la divide in due parti: quella formata dai punti che precedono A e
quella formata dai punti che seguono A.
Semiretta
Si chiama semiretta ciascuna delle due parti in cui una retta AB rimane divisa da un suo punto O.
Il punto O si considera appartenente alle due semirette ottenute e si chiama origine di entrambe le
semirette.
B

Le due semirette di dicono opposte oppure una il prolungamento dellaltra. I punti di una semiretta diversi dallorigine si dicono interni alla semiretta.
Segmento
Dati sopra una retta due punti distinti A e B, si chiama segmento AB la parte di retta a cui appartengono i punti A, B e tutti quelli tra essi compresi. I punti A e B si dicono estremi del segmento. I punti di un segmento diversi dagli estremi, si dicono interni al segmento.
Sostegno. Si chiama sostegno di un segmento AB, la retta AB alla quale il segmento appartiene.
Asse. Si chiama asse di un segmento la perpendicolare al segmento nel suo punto medio.

Le semirette di origine A e B, appartenenti al sostegno r e non contenenti il segmento AB, si chiamano prolungamenti del segmento AB.
A
Due segmenti si dicono consecutivi se hanno solo un estremo in comune.
C

B
Due segmenti si dicono adiacenti se sono consecutivi e se appartengono
ad una stessa retta.

Libro II

Matematica

Punti, rette e piani


Postulato

Se due punti distinti di una retta appartengono a un piano, allora tutti i punti della retta appartengono al piano.
r

Postulato

In un piano esistono almeno tre punti distinti non appartenenti a


una stessa retta.
Postulato

Un piano diviso da ogni sua retta in due parti distinte, ciascuna delle quali contiene infiniti punti.
Postulato

Due semirette aventi la stessa origine dividono il piano in due parti distinte, ciascuna delle quali
contiene infiniti punti.
Una figura si dice piana quando tutti i suoi punti appartengono ad uno stesso piano. Pi figure si dicono
complanari quando giacciono su un medesimo piano.

Semipiano

Si chiama semipiano ciascuna delle due parti in cui un piano


rimane diviso da una sua retta r.
r
La retta r si chiama origine oppure contorno dei due semipiani ottenuti, e si considera come lunica parte ad essi comune.

I due semipiani si dicono opposti od anche uno il prolungamento dellaltro.


Si chiama sostegno di due semipiani opposti il piano al quale essi appartengono.

2 Gli angoli
Un angolo una parte di piano limitata da due semirette aventi la stessa
origine.
Le due semirette si dicono lati dellangolo e lorigine comune si dice vertice dellangolo.

Angoli convessi e angoli concavi


a

Un angolo si dice convesso quando non contiene i prolungamenti dei suoi lati.

115

Capitolo 3

Geometria elementare

a
V

Un angolo si dice concavo quando contiene i prolungamenti dei suoi lati.

116

Bisettrice di un angolo
Si dice bisettrice di un angolo la semiretta che ha lorigine nel vertice
V
dellangolo e lo divide in due parti uguali.
Rette e angoli convessi
Due rette s e t che si incontrano in un punto P del piano delimitano quattro angoli convessi che hanno come lati due semirette distinte e non opposte aventi la stessa origine.
Due angoli si dicono opposti al vertice se i lati delluno sono i prolungamenti dei lati dellaltro.

s
P

Misura degli angoli


t
Per misurare gli angoli, si divide lintero angolo giro in 360 parti
uguali: ognuna di queste parti langolo unitario e si indica con
1 (angolo grado). Dividendo langolo 1 (un grado) in 60 parti uguali si ottiene langolo di 1' (un
primo); dividendo questultimo in 60 parti uguali avremo langolo di 1" (un secondo).
Angolo
Angolo retto:
i suoi lati sono ortogonali

Misura in gradi

Rappresentazione
a

90

V
Angolo acuto

0 < < 90

V
Angolo piatto:
i suoi lati sono semirette opposte
Angolo ottuso

180

90 < < 180

b
a

V
Angolo giro:
i suoi lati sono sovrapposti

360
V

b
a=b

Libro II

Matematica

Angoli consecutivi e angoli adiacenti


a

b
Angoli consecutivi. Hanno il vertice ed un lato in comune

117

b
Angoli adiacenti. Sono consecutivi, quindi con vertice
e un lato in comune e gli altri due lati sono uno il prolungamento dellaltro
V

Angoli complementari quando sommati formano un angolo retto.


Angoli supplementari quando sommati formano un angolo piatto.

3 Rette
Rette
incidenti (con un punto in comune)
oblique se formano
due angoli acuti e
due ottusi

perpendicolari se
formano quattro angoli retti

b
P
a

parallele (con nessun


punto in comune)

a
b

Per un punto e una retta non passante per quel punto passa una sola retta parallela alla retta data.
Angoli formati da due rette tagliate da una trasversale
alterni interni (4 e 6; 3 e 5)

1 2
4 3

alterni esterni (2 e 8; 1 e 7)
coniugati interni (4 e 5; 3 e 6)

5 6
8

c 7

coniugati esterni (1 e 8; 2 e 7)
corrispondenti (1 e 5; 2 e 6; 3 e 7; 4 e 8).

Capitolo 3

Geometria elementare

Se due rette parallele sono tagliate da una trasversale formano:


una coppia di angoli alterni (interni ed esterni) uguali;
una coppia di angoli corrispondenti uguali;
una coppia di angoli coniugati (interni ed esterni) supplementari.
Fascio di rette parallele
Si dice fascio di rette parallele linsieme di tutte le rette del piano che sono parallele a una data retta.
Teorema di Talete

118

Se un fascio di rette parallele tagliato da due trasversali, i segmenti determinati su una trasversale sono proporzionali ai corrispondenti segmenti dellaltra trasversale.
AB : A'B' = BC : B'C' = CD : C'D'

d
c

4 I poligoni

D'

b
a

r'

C'

B'

A'

Linea poligonale
Pi rette incidenti e appartenenti a uno stesso piano formano, incontrandosi, pi angoli. I vertici di
questi angoli determinano sul piano stesso un insieme di punti che sono gli estremi di pi segmenti. Linsieme di questi segmenti viene detto linea poligonale.
Una poligonale pu essere:
chiusa se ogni vertice comune a due lati;
aperta se due vertici appartengono a un solo lato.
Poligoni
Si dice poligono la parte di piano compresa allinterno di una A
poligonale chiusa.
A, B, C, ...: vertici
AB, BC, CD, ...: lati
AB = a, BC = b, CD = c, ...: lunghezze dei lati

C
c

D
F

Classificazione dei poligoni


I poligoni vengono chiamati in modo diverso a seconda del numero di lati e quindi degli angoli
che posseggono:
triangolo: 3 lati, 3 angoli;
quadrangolo: 4 lati, 4 angoli;
pentagono: 5 lati, 5 angoli;
esagono: 6 lati, 6 angoli;
ettagono: 7 lati, 7 angoli;
ottagono: 8 lati, 8 angoli;
ennagono: 9 lati, 9 angoli;
decagono: 10 lati, 10 angoli;
dodecagono: 12 lati, 12 angoli;
pentadecagono: 15 lati, 15 angoli;
icosagono: 20 lati, 20 angoli.

Libro II

Matematica

I poligoni che hanno tutti i lati uguali si dicono equilateri, quelli che hanno gli angoli uguali si dicono equiangoli.
I poligoni che posseggono entrambe le suddette caratteristiche si dicono regolari.
Poligoni convessi e poligoni concavi
Poligono convesso. Un poligono si dice convesso quando tutti i suoi punti interni appartengono sempre a
uno solo dei due semipiani individuati dalla retta di ogni suo lato.
Poligono concavo. Un poligono si dice concavo quando non sempre i suoi punti interni appartengono a uno
solo dei due semipiani individuati dalla retta di ogni suo lato.

Angoli interni e angoli esterni di un poligono


Angolo interno. Si chiama angolo interno di un poligono convesso langolo
(a) convesso formato dalle semirette di due suoi lati consecutivi.

Angolo esterno. Si chiama angolo esterno di un poligono convesso un angolo


(b) adiacente a un angolo interno.

Propriet degli angoli interni ed esterni di un poligono convesso


La somma delle ampiezze degli angoli interni di un poligono convesso di n lati (n 2)180.
La somma delle ampiezze degli angoli esterni di un poligono convesso 360, qualunque sia il numero
dei lati.
Lampiezza di ciascun angolo interno di un poligono equiangolo di n lati (n 2)180 : n.
Lampiezza di ciascun angolo esterno di un poligono equiangolo di n lati 360 : n.

Diagonale
B
C

Si dice diagonale di un poligono il segmento che unisce due vertici non


consecutivi.
Ad esempio:
AE; BD; CE;

Perimetro e area
Perimetro. Si dice perimetro di un poligono la somma delle lunghezze dei lati che lo delimitano.
Area. Si dice area di un poligono la misura della superficie contenuta allinterno della poligonale o della linea
che lo individua sul piano.
Due figure piane occupano una certa parte di piano; se sono sovrapponibili sono uguali e, quindi, hanno uguali
superfici. Pu accadere, invece, che due superfici, pur non essendo uguali, abbiano la stessa estensione, cio
occupino due parti uguali di piano. Due superfici che abbiano la stessa estensione si dicono equivalenti.

119

Capitolo 3

Geometria elementare

Poligoni simili
D
D'

'

E' '

120

' C'

'
A'

'
B'

Due poligoni si dicono simili quando:


= ; = ; = ; = ; =
AB : AB = BC : BC = CD : C D = DE : D E = EA : E A
I perimetri di due poligoni simili stanno tra loro come due lati omologhi.
Due poligoni regolari dello stesso numero di lati sono simili; i loro perimetri, i loro raggi, le
loro apoteme stanno tra loro come due lati omologhi.
Due poligoni simili stanno tra loro come i quadrati costruiti su due lati omologhi.

5 I triangoli
Classificazione dei triangoli secondo i lati
Un triangolo si dice:
scaleno (a) se i lati sono tutti diversi;
isoscele (b) se due lati sono uguali;
equilatero (c) se i tre lati sono uguali.
C

A
A

B
A
(a)

B
(b)

Classificazione dei triangoli secondo gli angoli


Un triangolo si dice:
acutangolo (a) se ha tre angoli acuti;

(c)

Libro II

Matematica

rettangolo (b) se ha un angolo retto e due acuti. Sono chiamati:


cateti i lati che formano langolo retto;
ipotenusa il lato opposto allangolo retto;
ottusangolo (c) se ha un angolo ottuso e due acuti.
C

C
C

B
(a)

(b)

121

B
(c)

Propriet degli elementi di un triangolo

In un triangolo ciascun lato minore della somma degli altri due


B
e maggiore della loro differenza:
'

|a b|< c < a + b
c
|a c|< b < a + c
|b c|< a < b + c
A lato maggiore (minore) opposto angolo maggiore (minore) '
e viceversa:
b
A
a >b >

'
C

Un angolo esterno pari alla somma dei due angoli interni non adiacenti:
' = + , ' = + , ' = +

Criteri di congruenza
Primo criterio. Due triangoli si dicono congruenti se hanno ordinatamente congruenti due lati e langolo
compreso.
Secondo criterio. Due triangoli si dicono congruenti se hanno ordinatamente congruenti due angoli e il lato
fra essi compreso.
Terzo criterio. Due triangoli sono congruenti se hanno i tre lati ordinatamente congruenti.

Criteri di similitudine

Due triangoli si dicono simili se hanno ordinatamente gli angoli congruenti e i lati in proporzione.
Si dicono corrispondenti o omologhi i vertici degli angoli uguali e i lati opposti agli angoli uguali.
Primo criterio. Due triangoli si dicono simili se hanno due angoli ordinatamente congruenti.
Secondo criterio. Due triangoli si dicono simili se hanno due lati proporzionali e langolo compreso congruente.
Terzo criterio. Due triangoli si dicono simili se hanno tre lati ordinatamente proporzionali.

Capitolo 3

Geometria elementare

Altezze, mediane, bisettrici di un triangolo


C
Altezza. Si dice altezza di un triangolo, relativa a un lato, il segmento
perpendicolare condotto dal vertice di un angolo al lato opposto, o al
prolungamento di esso.

hb

ha hc
a

B
C

122

Mediana. Si dice mediana di un lato di un triangolo il segmento di


retta uscente dal vertice di un angolo al punto medio del lato opposto.

G ma
mb mc

a
C
c

Bisettrice. Si dice bisettrice di un angolo di un triangolo la semiretta


uscente dal suo vertice che lo divide in due parti uguali.
A

P b
b b
a

Perimetro e area dei triangoli


Perimetro

P = a+b+c

hb
ha
A

A=

hc

aha bhb chc


=
=
2
2
2

p=

Semiperimetro

P a+b+c
=
2
2
Area

Formula di Erone

A=

p ( p a)( p b)( p c)

Punti notevoli di un triangolo

Circocentro. Gli assi dei lati di un triangolo passano per uno stesso punto (O), detto circocentro del triangolo.
Ortocentro. Punto di incontro H delle tre altezze del triangolo.
Baricentro. Punto di incontro G delle tre mediane del triangolo. Esso sempre interno al triangolo e divide ogni mediana in due parti, delle quali quella uscente da un vertice il doppio dellaltra.
Incentro. Punto P di incontro delle tre bisettrici degli angoli del triangolo.

Libro II

Matematica

Teoremi sui triangoli rettangoli


Teorema di Pitagora

In un triangolo rettangolo il quadrato costruito sullipotenusa ha la stessa area del quadrato costruito sui cateti.
Sia ABC un triangolo rettangolo in C:
AB = c : ipotenusa
AC = b e BC = a : cateti

b
b

c b
2

a =

c 2 = a 2 + b 2 b =

c =

a
c

c2 a2

123

a2 + b2

I Teorema di Euclide

In un triangolo rettangolo il quadrato costruito su un cateto ha la stessa area del rettangolo le cui dimensioni sono isometriche allipotenusa e alla proiezione di detto cateto sullipotenusa.
II Teorema di Euclide

(I Teorema)

(II Teorema)
C

b
H c

b
B

h
h

a
c m

b2 = c n

h2 = m n

In un triangolo rettangolo il quadrato costruito sullaltezza relativa allipotenusa ha la stessa area del rettangolo le
cui dimensioni sono isometriche alle proiezioni dei cateti sullipotenusa.
Sia ABC un triangolo rettangolo in C:
AC = b: cateto;
AB = c: ipotenusa;
CH = h : altezza relativa ad AB ;
AH = n: proiezione di AC su AB;
BH = m : proiezione di BC su AB.

6 I quadrilateri
I quadrilateri sono poligoni con quattro lati e quattro angoli; essi hanno,
inoltre, due diagonali.

'
'

Propriet
+ = 180; + = 180; + = 180; + = 180
+ + + = 360
+ + + = 360
+ = + = 180
AB +CD = BC + AD

'

C
'

Capitolo 3

Geometria elementare

Trapezio

Quadrilatero con due lati paralleli e due non paralleli. I due lati paralleli
si dicono basi, gli altri lati obliqui.

C
c

a
A

Trapezio rettangolo: se un lato perpendicolare alle due basi


Trapezio isoscele: se i due lati obliqui sono uguali; in questo caso gli angoli adiacenti alle due basi sono
uguali e le diagonali sono uguali.
Trapezio scaleno: se i lati obliqui sono disuguali; in questo caso anche gli angoli adiacenti alle basi e le
diagonali sono disuguali.

124

Perimetro e area
P = a + b + c + d A = ( a + c )

h
2

Parallelogramma - Rettangolo - Rombo - Quadrato


Parallelogramma. Quadrilatero con i quattro lati paralleli a due a due: i lati opposti sono uguali
cos come gli angoli opposti. Le diagonali dividono il parallelogramma in due triangoli uguali e si
bisecano nel loro punto medio.
Formule dirette

Formule inverse

P = 2 (a + b)

h=

A = ah

a=

A
a

A
h

Rettangolo. Parallelogramma con i quattro angoli uguali e retti.


Formule dirette

Formule inverse

P = 2 (a + b)

A
A
a= ; b=
b
a

A = a b

d = a2 + b2

C
d

Rombo. Parallelogramma con quattro lati uguali e paralleli a due a due e gli angoli opposti uguali. Le diagonali sono perpendicolari.
Formule dirette
P = 4a
A=

d1 d2
2

Formule inverse
a=
d2 =

P
2A
; d1 =
4
d2

2A a =
;
d1

d12 d22
+
2
2

B
b

a
d1

A
d

d2
D

C
c

Libro II

Matematica

Quadrato. Parallelogramma con quattro lati uguali e quattro angoli uguali e retti. Le diagonali risultano uguali e perpendicolari.
Formule dirette
P = 4a
A = a2 =

Formule inverse
a=

d
2

a=

P
; a= A
4

d 2
; d=a 2
2

125

7 Circonferenza e cerchio
La circonferenza

La circonferenza il luogo geometrico dei punti di un piano equidistanti da D


un punto fisso detto centro.
La distanza comune di questi punti dal centro detta raggio (r) della circonferenza.
Le corde sono segmenti di retta che uniscono due punti di circonferenza. Un
particolare tipo di corda passante per il centro il diametro (d) che vale due
volte il raggio.
Lunghezza e raggio di una circonferenza
C = 2 r = d; r =

r
C

l
A

C
2

Arco di una circonferenza


Si dice arco di una circonferenza ciascuna delle due parti di circonferenza delimitate da una corda:
= l = r
AB
180

Circonferenze interne e circonferenze concentriche


Due circonferenze si dicono interne luna allaltra se il centro di una si trova in uno dei punti contenuti allinterno dellaltra.
Si dicono concentriche se hanno il centro coincidente in uno stesso punto e raggi diversi.
Angoli al centro e angoli alla circonferenza
Angoli al centro. Con il vertice nel centro e i lati aventi in comune con la circonferenza almeno un punto.
Angoli alla circonferenza. Con il vertice in un punto della circonferenza e i lati aventi in comune con la circonferenza almeno un punto e che possono essere o due secanti o due tangenti o una tangente e una secante.

Nel caso in cui un angolo al centro e un angolo alla circonferenza abbiano in comune i punti di incontro dei lati con la circonferenza, langolo al centro risulta doppio dellangolo alla circonferenza. Inoltre, se un angolo alla circonferenza ha come punti di incontro con la circonferenza stessa
gli estremi di un suo diametro, langolo risulta sempre retto.

Capitolo 3

Geometria elementare

Il cerchio

La parte di piano delimitata da una circonferenza viene comunemente indicata


con il nome di cerchio:
A = r2

Settore circolare
Si dice settore circolare la parte di cerchio delimitata da due raggi e dallarco
compreso tra essi.
Se i due raggi sono allineati il settore circolare diviene semicerchio.
126

Area del settore circolare

AS =

A
r2
=

360
360

Segmento circolare
Si dice segmento circolare una parte di cerchio limitata da una corda e da un arco avente gli stessi estremi.
Se la corda il diametro, il segmento circolare si chiama semicerchio.
Si dice segmento circolare a due basi una parte di cerchio limitata da due corde tra loro parallele.

Area del segmento circolare

Asegmento circolare

1
= [ r ( l s ) + sh ]
2

A
C

s hl
B

8 Formule relative a un poligono regolare


Raggio e apotema di un poligono regolare
A

Raggio. Si dice raggio di un poligono (regolare) il raggio della circonferenza


che passa per tutti i vertici del poligono. Tale circonferenza prende il nome di
circonferenza circoscritta.
D

C
C

D
O

Apotema. Si dice apotema di un poligono (regolare) il raggio della circonferenza interna ad esso e perpendicolare ai lati; essa toccher i punti medi di tutti i
lati del poligono. Tale circonferenza prende il nome di circonferenza inscritta.

Libro II

A=
R

nl a P a
=
2
2

l=

2A
na

a=

a = apotema di un poligono regolare di n lati l

Poligono regolare

Lato

2A
nl

Apotema
R
2

Area
3 2
R
4

Triangolo

R 3

Quadrato

R 2

Pentagono convesso

R
10 2 5
2

Esagono

Ottagono convesso

R 2 2

R
2+ 2
2

2 2R 2

Decagono convesso

R
2

R
10 + 2 5
4

5
10 2 5R 2
4

2
R
2
R
4

2R 2

5 +1

3
R
2

51

Matematica

5
10 + 2 5R 2
8
3

3 2
R
2

Sezione Seconda
Geometria nello spazio

1 Rette e piani nello spazio


Si dicono figure solide, o semplicemente solidi, quelle i cui punti non appartengono a uno stesso piano.
La geometria solida, o stereometria, quella parte della geometria che studia le propriet e le caratteristiche principali dei solidi.
Postulati

Postulato. Se due punti appartengono a un piano, la retta da essi individuata appartiene al piano.
Postulato. Per tre punti non allineati passa un piano e uno solo.
Postulato. Per una retta passano infiniti piani.
Postulato. Un piano divide lo spazio in due parti, ciascuna delle quali detta semispazio.

Punti, rette e piani nello spazio

Criterio di perpendicolarit tra una retta e un piano


Una retta perpendicolare a un piano se lo incontra e se perpendicolare a due rette del piano passanti per il punto dintersezione (piede).

127

Capitolo 3

Geometria elementare

Teorema

r
P

Se una retta incontra un piano ed perpendicolare a due rette del


piano passanti per il punto dintersezione, essa perpendicolare
a qualunque altra retta del piano passante per lo stesso punto.

Teorema delle tre perpendicolari

Se dal piede di una perpendicolare a un piano tracciamo la


perpendicolare a una qualunque retta del piano, questultima
risulta perpendicolare alla retta che congiunge un punto qualunque della prima con il piede della seconda.
128

b
C
c

a
A

Proiezioni
Si chiama proiezione di un punto su un piano, il piede della
perpendicolare condotta dal punto al piano.
Si chiama proiezione di una figura su un piano, la figura costituita dalle proiezioni sul piano dei punti della figura data.

P'

Distanza di un punto da un piano


Si chiama distanza di un punto da un piano il segmento, di perpendicolare al piano, compreso
fra il punto e il piano stesso.
Angolo di una retta con un piano
Si dice angolo di una retta obliqua con un piano langolo acuto che la
retta forma con la sua proiezione sul piano.

r'

Teorema

Se una retta obliqua rispetto a un piano, langolo acuto che essa forma
con la sua proiezione sul piano minore dellangolo che essa forma con
ogni altra retta del piano passante per il punto dincontro.

0
K

H
s

Rette nello spazio


Rette complanari. Giacciono nello stesso
piano:
incidenti. Hanno un punto in comune.
parallele. Non hanno alcun punto in
comune.

r
s

s
r s

r
s

Rette sghembe. Non hanno punti in comune e non esiste alcun piano che le
contiene entrambe.

Libro II

Matematica

Parallelismo tra una retta e un piano e tra piani


Parallelismo tra una retta e un piano. Una retta si dice parallela a un piano se non ha alcun punto in
comune con esso.
Parallelismo tra piani. Due piani si dicono paralleli se non hanno alcun punto in comune.

Fascio di piani paralleli


Insieme di tutti i piani paralleli a un piano assegnato.
Teorema di Talete nello spazio

Se un fascio di piani paralleli tagliato da due trasversali, i segmenti determinati su una trasversale sono proporzionali ai corrispondenti segmenti dellaltra trasversale.

2 Diedri
Intersezione di due piani
Teorema

Se due piani distinti hanno un punto in comune, essi hanno in comune tutta una retta passante per
quel punto.
Diedro
Ciascuna delle due parti in cui lo spazio rimane diviso da due semipiani a e b aventi la stessa origine r.
Diedro convesso e diedro concavo
Un diedro ab si dice convesso quando non contiene i semipiani opposti ad a e b, concavo quando
contiene i semipiani opposti ad a e b.
Tipologie

Diedro retto. Le facce del diedro sono ortogonali tra loro.

Diedro piatto. Le facce del diedro sono opposte.

Diedro giro. Le facce coincidono e il diedro ha solo punti interni.


Due semipiani coincidenti dividono lo spazio in due diedri: uno convesso detto nullo,
laltro concavo detto giro.

Diedri consecutivi
Due diedri si dicono consecutivi se la loro intersezione una faccia comune a entrambi.
Diedri adiacenti. Due diedri consecutivi si dicono adiacenti o supplementari se la loro unione un diedro piatto.
Diedri complementari. Due diedri consecutivi si dicono complementari se la loro unione un diedro retto.

129

Capitolo 3

Geometria elementare

Sezione normale di un diedro


Si dice sezione normale di un diedro langolo che si ottiene tagliando il diedro con un piano perpendicolare allo spigolo.
Piani perpendicolari
Due piani si dicono perpendicolari se formano un diedro retto (tale
cio che la sua sezione normale sia un angolo retto).

130

3 Angoloidi
Si dice angoloide linsieme dei punti comuni agli n diedri convessi determinato da n semirette, uscenti da uno stesso punto e di cui tre non
giacenti nello stesso piano, e dai piani formati da queste semirette due
a due in un determinato ordine, in modo che ciascun piano lasci le altre semirette tutte da una stessa parte.
Elementi caratteristici
a, b, c, d, e: spigoli dellangoloide
V: vertice dellangoloide

ab , bc , cd , de , ea : facce dellangoloide

e
a
b

d
c

Propriet di un angoloide
In un angoloide ogni faccia minore della somma di tutte le altre.
La somma delle facce di un angoloide convesso minore di un quattro diedri retti.

4 Poliedri
Superficie poliedrica
Si dice superficie poliedrica ogni figura costituita da poligoni situati in piani diversi e disposti in
modo che ognuno dei lati sia comune a due di essi e che il piano di ciascun poligono lasci tutti gli
altri da una stessa parte.
Poliedro
Si dice poliedro linsieme dei punti comuni a tutti gli angoloidi aventi per vertici e per spigoli i vertici e gli spigoli di una superficie poliedrica.
Si dicono facce del poliedro le facce di questi angoloidi e diedri del poliedro i diedri di questi angoloidi.
Criterio di uguaglianza
Due poliedri si dicono uguali se hanno ordinatamente uguali gli angoloidi e le facce.
Elementi caratteristici
Facce: le facce degli angoloidi.
Spigoli: i loro lati.
Vertici: gli estremi di questi lati.
Un poliedro non pu possedere meno di quattro facce e la somma delle varie superfici viene detta superficie laterale.

Libro II

Matematica

Legenda dei poliedri


s = spigolo
PB = perimetro di base
a = apotema
SB = superficie di base
Sl = superficie laterale
St = superficie totale
V = volume di un poliedro (misura dello spazio che occupa)
d = diagonale

Tipologie di poliedri
131

POLIEDRI

prismi

cubi

Poliedri
regolari tetraedri
piramidi
regolari

Principio di Cavalieri

Se due solidi hanno uguale altezza e se le sezioni tagliate da piani paralleli alle basi e ugualmente distanti da queste stanno sempre in un dato rapporto, anche i volumi dei solidi staranno in questo rapporto.

Prisma

Prisma finito
Si dice prisma finito, o semplicemente prisma, il poliedro che
si ottiene tagliando un prisma indefinito con due piani paralleli.
I due poliedri uguali si dicono basi del prisma, i loro lati spigoli di base, e la loro distanza altezza del prisma.
I parallelogrammi si dicono facce laterali del prisma e i loro
lati si dicono spigoli laterali del prisma.

h
B

Prisma retto
Un prisma si dice retto se gli spigoli laterali sono perpendicolari ai poligoni di base; si dice regolare quando le basi sono poligoni regolari.
Sl = PB h

Parallelepipedo

St = Sl + 2SB

V = SB h

Si dice parallelepipedo un prisma avente per base un parallelogramma.


Due facce di un parallelepipedo si dicono opposte se non hanno spigoli in comune. Due vertici si
dicono opposti se non appartengono alla stessa faccia. Il segmento di retta che unisce due vertici
opposti viene detto diagonale.

Capitolo 3

Geometria elementare

Parallelepipedo rettangolo
Un parallelepipedo si dice retto quando gli spigoli laterali
sono perpendicolari alle basi, in tal caso tutte le facce e le
basi, sono dei rettangoli.
Se tutti gli angoli sono retti, il parallelepipedo si dice retc
tangolo.
Le tre dimensioni (a, b e c) si dicono rispettivamente: lunghezza, larghezza, altezza. Le quattro diagonali sono tutte uguali.
132

Sl = 2c ( a + b )

V = abc

b
a

St = 2 ( ab + ac + bc )
d = a2 + b2 + c2

Cubo

Si dice cubo un parallelepipedo rettangolo che possiede le tre dimensioni uguali. Ci vuol dire che gli spigoli sono tutti uguali e
le facce sono tutte quadrati uguali.
H
3
d
=
s
3
Sl = 4s 2
St = 6s2
V=s

F
G
D

Piramide

Si dice piramide un poliedro che si ottiene tagliando un angoloide con un piano non passante per il vertice. costituita da un
poligono qualsiasi detto base e da tanti triangoli detti facce late- A
rali, aventi tutti un vertice in comune e in numero pari ai lati del
poligono di base.
La distanza tra il vertice comune dei triangoli laterali (vertice della piramide) e la
base detta altezza della piramide, mentre laltezza dei triangoli viene detta apotema della piramide nel caso che sia uguale per ogni triangolo.

Piramide regolare
Una piramide si dice retta quando nel poligono di base si pu inscrivere un cerchio e quando il piede dellaltezza cade nel centro del cerchio.
Una piramide si dice regolare quando, oltre ad essere retta, ha per base un poligono regolare.
s
S h
St = Sl + SB
Sl = PB
V= B
2
3

Tronco di piramide

Supponendo di tagliare una piramide con un piano tra il vertice e


la base si ottiene un poliedro detto tronco di piramide.
Tronco di piramide retto
Se il piano parallelo alla base e la piramide retta, il tronco
retto.
s
h
Sl = ( PB + PB ) St = Sl + SB + SB V = SB + SB + SB SB
2
3

B'
s
B

Libro II

Matematica

Poliedri regolari

Un poliedro si dice regolare se le sue facce sono costituite da poligoni regolari uguali e angoli uguali.
Relazione di Eulero (per i poliedri regolari)

F +V = S + 2

F = numero delle facce;


V = numero dei vertici;
S = numero degli spigoli.
Poliedro
regolare

Poligono

Facce

Vertici

Spigoli

Spigoli
concorrenti
in un vertice

Area
della
superficie

Volume

Tetraedro

triangolo

s2 3

1 3
s 2
12

Cubo o esaedro

quadrato

12

6s 2

s3

Ottaedro

triangolo

12

2s 2 3

1 3
s 2
3

Dodecaedro

pentagono

12

20

30

Icosaedro

triangolo

20

12

30

15s 2

5+2 5
5

s25 3

s3

s3

133

15 + 7 5
4

5 3+ 5
12

5 Solidi di rotazione
Superficie di rotazione
Superficie che si ottiene facendo ruotare una linea intorno a una retta fissa con essa complanare.
La linea che ruota si chiama generatrice e la retta fissa si chiama asse di rotazione.
Solido di rotazione
Solido individuato mediante la rotazione completa di una superficie piana intorno a una retta del suo piano.
La superficie che ruota si chiama superficie generatrice.

Cilindro

Cilindro circolare retto


Solido generato dalla rotazione di un rettangolo intorno a uno dei suoi lati.
La superficie laterale di questo solido la superficie curva compresa tra le due
basi; le basi sono due cerchi paralleli e uguali. Si chiama raggio del cilindro il
raggio di uno di questi cerchi.
La distanza tra i due cerchi di base si dice altezza del cilindro.
Sl = 2 rh
St = 2 rh + 2 r 2 = 2 r ( h + r )
Un cilindro si dice equilatero quando h = 2r .

V = r2h

Capitolo 3

Geometria elementare

Cono

Cono circolare retto


Solido generato dalla rotazione completa di un triangolo rettangolo intorno a
un cateto.
Lipotenusa del triangolo rettangolo si dice apotema del cono.
La base del cono rappresentata da un cerchio il cui raggio uguale al cateto, che non , per, quello intorno a cui avviene la rotazione.
La distanza del vertice dal centro del cerchio di base del cono chiamata altezza.
Sl = ra (a = apotema)
134

1
V = r2h
3

s
h
h

St = ra + r 2 = r ( a + r )
2

a= h +r

Un cono si dice equilatero quando a = 2r .


r

Tronco di cono

Tronco di cono retto


Solido che si ottiene tagliando un cono con un piano parallelo alla base, posto
fra la base e il vertice oppure il solido generato dalla rotazione completa di un
trapezio rettangolo intorno al lato perpendicolare alle due basi.
Il tronco di cono ha due basi entrambe circolari (aventi raggi rispettivi R e r) e
la distanza tra i due corrispettivi centri viene detta altezza del tronco di cono.
Il lato obliquo del trapezio che lo genera ruotando si dice apotema.

Sl = ( R + r ) a (a = apotema)
St = ( R + r ) a + R 2 + r 2 = [( R + r ) a + R 2 + r 2 ]
1
V = h ( R 2 + r 2 + Rr )
3

Superficie sferica e sfera

Superficie sferica
Luogo geometrico dei punti dello spazio equidistanti da un punto fisso detto centro, o, il che lo
stesso, la superficie generata dalla rotazione di una semicirconferenza attorno a una retta passante per
il suo diametro. Il raggio della superficie sferica la distanza di un suo punto qualsiasi dal centro.
Circonferenza massima. Circonferenza, segnata sulla superficie sferica, che ha lo stesso raggio della
superficie sferica.
Circonferenza minore. Circonferenza che ha un raggio minore di quello della sfera.

Sfera
La sfera il solido costituito dai punti di una superficie sferica e dai punti interni a essa, o, il che lo stesso, il solido generato dalla rotazione completa di un semicerchio intorno a un suo diametro.
Il centro, il raggio e il diametro di tale semicerchio si dicono anche centro,
raggio e diametro della sfera.
4
S = 4 r 2
V = r3
3