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LA GEOMETRIA EUCLIDEA E LE FIGURE PIANE La geometria euclidea un ramo della geometria che riguarda le propriet di enti geometrici, figure

e piane e figure solide formulate dal matematico greco Euclide nel trattato Elementi. La geometria euclidea parte dalla definizione di concetti primitivi (il punto, la retta, il piano) e dalla formulazione di alcuni postulati per poi dedurre proposizioni pi complesse (teoremi). La geometria euclidea si basa su cinque postulati fondamentali: I Per due punti distinti passa una e una sola retta II Dato un segmento, i due estremi si possono prolungare indefinitamente III Un cerchio definito da un punto (il centro) e da una distanza fissa (il raggio) IV Tutti gli angoli retti sono uguali V Data una retta e un punto esterno a essa, per il punto passa una e una sola retta parallela a quella data Il primo postulato definisce la retta come entit geometrica di complessit superiore al punto (definita non da uno, ma da due punti). Il secondo permette di affermare che lo spazio euclideo continuo e infinito: non ha buchi n limitazioni. Il terzo postulato porta ad affermare che lo spazio euclideo anche isotropo (se si fa ruotare una distanza fissa intorno a un punto si descrive una circonferenza, e la distanza non viene deformata: la distanza rimane la stessa in tutte le direzioni). Il quarto postulato ha anchesso a che fare con le propriet di isotropia dello spazio euclideo. Il quinto postulato, infine, definisce la nozione di parallelismo; da esso discendono propriet fondamentali della geometria euclidea, ad esempio il fatto che la somma degli angoli interni di un triangolo sia pari a 180. Il quinto postulato (delle parallele) non evidentemente vero, in quanto non rimanda ad alcuna costruzione geometrica che possa limitarsi sempre ad una porzione finita di piano. Negli oltre duemila anni successivi alla diffusione degli Elementi di Euclide, molti sono stati i tentativi di dimostrare il quinto postulato o di riformularlo o, addirittura, di sostituirlo con altri equivalenti. Purtroppo tali tentativi sono tutti falliti, perch tutti i ragionamenti riconducevano sempre alluso del quinto postulato, dando luogo nei primi decenni del XIX secolo alla diffusione di geometrie non euclidee. Concetti fondamentali della geometria euclidea sono la congruenza, lequivalenza, la similitudine. Si tratta di relazioni tra figure geometriche che stabiliscono criteri di confronto tra di esse. La congruenza la probabilit della sovrapponibilit di due figure piane distinte. Lequivalenza la relazione che correla figure piane di forme anche diverse, ma caratterizzate dalla stessa area, cio dalla stessa estensione superficiale. La similitudine la propriet di due figure che possono essere viste luna come lingrandimento o il rimpicciolimento dellaltra. Fanno parte della geometria euclidea teoremi e corollari che permettono di stabilire quando due figure sono tra loro congruenti, equivalenti o simili. In particolare, si studiano i cosiddetti criteri di congruenza dei triangoli e, pi in generale, dei poligoni, e analoghi criteri validi per stabilire la similitudine dei triangoli o di altre figure piane.

COSTRUZIONE DI POLIGONI REGOLARI I poligoni regolari sono figure geometriche che delimitano una porzione chiusa di piano con una serie di segmenti consecutivi tutti uguali tra loro e formanti angoli uguali. E possibile costruire un poligono regolare conoscendo la sola misura del lato, oppure la misura del raggio della circonferenza in cui il poligono risulta inscritto. Un poligono inscritto in una circonferenza quando tutti i suoi vertici appartengono alla circonferenza.
Rappresentazione di forme architettoniche Disegno dellArchitettura - Prof. Arch. Alessandro Merlo

TRIANGOLO EQUILATERO Il triangolo equilatero il poligono regolare con il minor numero di lati ed angoli. Essendo un poligono regolare i tre lati hanno la medesima lunghezza ed i tre angoli misurano ciascuno 60.

COSTRUZIONE DEL TRIANGOLO EQUILATERO DATO IL LATO AB Tracciamo il segmento AB, centriamo il compasso nei suoi estremi A e B con raggio AB e tracciamo due archi che si intersecano nel punto 1. Uniamo il punto 1 con gli estremi A e B completando il triangolo equilatero. COSTRUZIONE DEL TRIANGOLO EQUILATERO DATO IL RAGGIO Tracciamo il diametro AB della circonferenza data, centriamo il compasso nel suo estremo A e con apertura pari al raggio descriviamo un arco che interseca la circonferenza nei punti 1 e 2. Uniamo i punti 1, 2 e B ottenendo il triangolo equilatero inscritto nella circonferenza.

PERPENDICOLARE AD UN SEGMENTO AB PER IL SUO PUNTO A Nella geometria euclidea due o pi enti sono mutuamente perpendicolari se si secano formando angoli retti. Dato un segmento AB vogliamo costruire una semiretta che abbia origine in A e che risulti perpendicolare al segmento dato AB. Centriamo il compasso nel punto A, con apertura qualsiasi, e descriviamo un arco di circonferenza che intersechi il segmento AB ed il suo prolungamento nei punti 1 e 2. Con apertura qualsiasi, purch maggiore della distanza 1A, centriamo nel punto 1 e tracciamo un breve arco, che intersecheremo con un altro arco di uguale raggio e centro nel punto 2, ottenendo il punto di intersezione 3. La semiretta avente origine nel punto A condotta per il punto 3 la perpendicolare cercata.

QUADRATO Il quadrato un parallelogramma con angoli, lati e diagonali uguali fra loro. Le diagonali inoltre si intersecano perpendicolarmente nel loro punto medio e sono bisettrici degli angoli. In quanto parallelogramma il quadrato possiede quattro lati a due a due paralleli. Nella geometria euclidea due o pi enti sono mutuamente paralleli se tutti i punti di uno hanno la stessa distanza minima dallaltro, o dal prolungamento di questo.

COSTRUZIONE DEL QUADRATO DATO IL LATO AB Tracciamo il segmento AB ed innalziamo la perpendicolare dal suo estremo A. Centriamo il compasso in A e con apertura AB descriviamo un arco, partendo dal punto B, che interseca la perpendicolare tracciata nel punto 1. Con la stessa apertura di compasso e centro prima nel punto 1 e poi nel punto B, tracciamo due brevi archi che si intersecano nel punto 2. Uniamo i punti A, B, 2 e 1 completando il quadrato. COSTRUZIONE DEL QUADRATO DATO IL RAGGIO Tracciamo il diametro 13 ed il suo perpendicolare 24. Uniamo i punti 1, 2, 3 e 4 ottenendo il quadrato inscritto nella circonferenza.
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PENTAGONO REGOLARE Il pentagono un poligono regolare con cinque lati e cinque angoli uguali. Lampiezza di ciascun angolo di 108. COSTRUZIONE DEL PENTAGONO REGOLARE DATO IL LATO AB Tracciamo il segmento AB. Centriamo con il compasso negli estremi A e B, e con apertura uguale ad AB descriviamo due archi che si intersecano nel punto 1. Dal punto 1 tracciamo la perpendicolare al segmento AB, trovandone cos il punto medio 2. Dallestremo A innalziamo unaltra perpendicolare che interseca larco di centro A nel punto 3. Con centro nel punto 2 e apertura pari alla distanza 23 tracciamo un arco che interseca il prolungamento del segmento AB nel punto 4. Centriamo il compasso nel punto B e con apertura B4 descriviamo un arco che determina il punto 5 nellintersezione con larco di centro in A gi tracciato e il punto 6 nellintersezione con la perpendicolare ad AB dal punto 2. Il punto 7 si trova intersecando larco di centro B con larco di centro 6 e raggio AB. Uniamo i punti A, B, 7, 6 e 5 ottenendo il pentagono regolare.

COSTRUZIONE DEL PENTAGONO REGOLARE DATO IL RAGGIO Tracciati i diametri perpendicolari AB e CD, centriamo nel punto D con apertura uguale al raggio della circonferenza data, determinando il punto 1. Con la stessa apertura di compasso centriamo in B e determiniamo il punto 2 sulla circonferenza. Centrando poi nel punto 1 con raggio uguale alla distanza 12 intersechiamo il diametro CD nel punto 3. B3 la misura da riportare sulla circonferenza a partire dal punto A, individuando cos i punti 4, 5, 6 e 7. Uniamo i punti appena trovati ottenendo il pentagono regolare inscritto nella circonferenza.

ESAGONO REGOLARE Lesagono un poligono regolare con sei lati e sei angoli uguali. Lampiezza degli angoli di 120.

COSTRUZIONE DELLESAGONO REGOLARE DATO IL LATO AB Tracciamo il segmento AB. Centriamo con il compasso negli estremi A e B e, con apertura AB, descriviamo due archi che si intersecano nel punto O. Con centro nel punto O ed apertura AB tracciamo la circonferenza che circoscrive lesagono e incontra i due archi tracciati nei punti 1 e 2. Con la stessa apertura di compasso e con centro in 1 e in 2 riportiamo sulla circonferenza i punti 3 e 4. Uniamo i punti A, B, 1, 3, 4 e 2 ottenendo lesagono regolare.

COSTRUZIONE DELLESAGONO REGOLARE DATO IL RAGGIO Tracciamo il diametro A1. Con apertura uguale al raggio della circonferenza e centro nel punto 1 la intersechiamo nei punti 2 e 3 e con stessa apertura e centro nel punto A la intersechiamo nei punti 4 e 5. Uniamo i punti 1, 2, 4, A, 5 e 3 ottenendo lesagono regolare inscritto nella circonferenza.
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REGOLA GENERALE PER LA COSTRUZIONE DI UN POLIGONO REGOLARE DATA LA MISURA DEL LATO ED IL NUMERO DI LATI Tracciato il segmento AB uguale alla misura del lato, centriamo in A e in B, con raggio uguale ad AB, trovando il punto O, centro della circonferenza di uguale raggio che costituisce la figura di partenza per la costruzione. Sulla perpendicolare del segmento AB nel suo punto medio (passante quindi per O) dividiamo in sei parti uguali il raggio della circonferenza tracciata, numerandole in progressione: O (coincidente con il sesto punto di divisione), 7, 8, 9, 10 e cos di seguito. Questi punti numerati sono i centri delle circonferenze circoscritte ai poligoni di corrispondente numero di lati. Riportiamo quindi la misura del lato sulle circonferenze per determinare i vertici dei vari poligoni. Proseguendo la partizione numerata sulla perpendicolare di AB, uscendo dalla circonferenza base, otterremo tutti i poligoni con numero di lati maggiore di dodici.

REGOLA GENERALE PER LA COSTRUZIONE DI UN POLIGONO REGOLARE DATA LA MISURA DEL RAGGIO DELLA CIRCONFERENZA IN CUI E INSCRITTO Tracciato il diametro AB, dividiamolo in tante parti uguali (nellesempio 7) quanti sono i lati del poligono regolare da inscrivere nella circonferenza. Intersechiamo il prolungamento del diametro perpendicolare CD con un arco di centro B e raggio AB, determinando il punto 8. La retta passante per il punto 8 e per il punto fisso 2 (qualsiasi sia il numero di lati scelto) incontra la circonferenza data nel punto 9. La misura A9, riportata sulla circonferenza, determina i punti di suddivisione cercati, unendo i quali possibile ottenere il poligono regolare inscritto nella circonferenza.

COSTRUZIONE DELLELLISSE (TRASFORMAZIONE OMOLOGICA DEL CERCHIO) La costruzione dellellisse a partire dal cerchio sfruttando le propriet dellomologia di ribaltamento permette di disegnare la figura cercata per interpolazione di punti corrispondenti, individuati dallintersezione di rette corrispondenti (che pertanto si incontrano sullasse dellomologia) e di raggi proiettanti da un centro allinfinito (perpendicolari allasse) passanti per i punti del cerchio. Partendo da un cerchio di centro O e diametro pari allasse maggiore dellellisse, costruiamo su un lato del quadrato in cui tale cerchio inscritto un rettangolo avente i lati di misura pari agli assi dellellisse. Rintracciamo il corrispondente O di O come punto di intersezione delle diagonali del rettangolo. Tracciamo una retta passante per O che interseca il cerchio nei punti 1 e 2. Individuiamo la retta corrispondente, secondo lomologia di ribaltamento, unendo il punto di intersezione sullasse della retta 12 con il centro O del rettangolo in cui sar inscritto lellisse (tale retta corrisponde ad una diagonale del rettangolo, cos come la retta 12 corrisponde alla diagonale del quadrato). Mandando dal punto 1 e dal punto 2 i raggi proiettanti dal centro posto allinfinito (pertanto perpendicolari allasse) individuiamo sulla corrispondente alla retta 12 i punti 1 e 2 appartenenti allellisse. Tale operazione pu essere ripetuta per qualsiasi coppia di punti appartenenti al cerchio, in modo da individuare un numero di punti corrispondenti sufficienti a tracciare lellisse cercato con adeguata precisione.
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COSTRUZIONE DELLELLISSE Lellisse una figura geometrica che delimita una porzione di piano con una linea curva chiusa, simmetrica rispetto a due assi perpendicolari; detta linea gode della propriet per cui la somma delle distanze di ognuno dei suoi punti da due punti fissi detti fuochi sempre uguale allasse maggiore. Tracciamo i due assi perpendicolari AB e CD, che si intersecano nel punto O, loro punto medio. Centriamo il compasso nellestremo C dellasse minore e con apertura pari ad AO descriviamo un arco che interseca AB nei punti F ed F, equidistanti da O, detti fuochi dellellisse. Dividiamo il segmento FO in parti numerate. Centrando il compasso in F, con apertura pari ad A1, descriviamo due archi sopra e sotto lasse maggiore; ripetiamo loperazione con centro in F e apertura B1, intersecando i primi due archi nei punti 1 e 1". Proseguiamo la sequenza di operazioni per i rimanenti punti, centrando alternativamente in F e F, con raggio A2 e B2, A3 e B3 e cos di seguito, fino ad ottenere un numero soddisfacente di punti per tracciare lellisse.

COSTRUZIONE DELLA PARABOLA Data la direttrice AB ed il fuoco F, la parabola il luogo geometrico dei punti del piano equidistanti da AB e da F. Disegnamo lasse della parabola tracciando la perpendicolare alla direttrice AB passante per il fuoco F. Tale asse interseca la direttrice della parabola nel punto C. Nel punto medio del segmento FC determiniamo il vertice V della parabola. Tracciamo quindi alcune parallele alla direttrice, a distanza scelta arbitrariamente, che intersecano lasse della parabola nei punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6. Centrando il compasso nel fuoco F con raggio uguale alle distanze C1, C2, C3 e cos di seguito, descriviamo gli archi che intersecano le parallele alla direttrice nei punti 1 e 1", 2 e 2", 3 e 3" e cos di seguito. Raccordiamo infine i punti cos trovati, determinando la parabola cercata.

COSTRUZIONE DELLIPERBOLE Dati i due fuochi F ed F e i due vertici V e V, liperbole il luogo geometrico dei punti del piano per i quali la differenza in valore assoluto delle distanze da F e F costante. Determiniamo i vertici V e V e i fuochi F e F sullasse delliperbole, equidistanti dal centro O. Con centro in O ed apertura OF descriviamo una circonferenza; tracciando le perpendicolari allasse delliperbole passanti per i vertici V e V intersechiamo la circonferenza nei punti A, B, C e D, per i quali passano gli asintoti GG e HH. Fissiamo i punti 1, 2, 3, 4 e cos di seguito, scelti arbitrariamente sullasse delliperbole a sinistra di O. Centriamo il compasso nel fuoco F con apertura V1 e tracciamo due brevi archi che intersecheremo con altri due archi di centro F e raggio V1, determinando cos i punti delliperbole 1 e 1". Con analogo procedimento individuiamo gli altri punti da raccordare per determinare il primo ramo delliperbole. Laltro ramo di iperbole, simmetrico rispetto al primo, si ottiene ripetendo le medesime operazioni rispetto a punti individuati sullasse delliperbole a destra di O.
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COSTRUZIONE DELLA SPIRALE DATO IL PASSO La spirale una curva paragonabile alla traiettoria descritta da un punto che ruota attorno ad un punto fisso allontanandosene gradualmente; quindi una figura aperta e la linea che la costituisce ha lunghezza infinita. Il passo della spirale la misura di allontanamento dalla linea del centro dopo un giro di 360. Riportiamo la misura del passo sulla retta r, individuando i punti A e B. Con centro nel punto 1, medio di AB, e raggio A1, tracciamo la circonferenza di partenza della spirale (occhio della spirale). Centriamo il compasso nellestremo A con apertura AB e, a partire dal punto B, descriviamo una semicirconferenza che interseca la retta nel punto 2. Centriamo allora nel punto 1 con raggio pari alla distanza 12 e tracciamo unaltra semicirconferenza, che intersecher la retta nel punto 3. Continuiamo la costruzione utilizzando sempre in modo alternato i centri 1 e A, con raggio ogni volta maggiorato della met della misura del passo. INDIVIDUAZIONE DELLA SEZIONE AUREA DEL SEGMENTO AB Per individuare la sezione aurea del segmento AB innalziamo la perpendicolare dallestremo B. Individuato il punto medio (m) di AB, centriamo il compasso nellestremo B e con apertura Bm tracciamo un arco che individua il punto 1 sulla perpendicolare da B. Congiungiamo il punto 1 con lestremo A e con centro nel punto 1 e stessa apertura di compasso descriviamo un arco che interseca il segmento A1 nel punto 2. Riportiamo con il compasso la misura A2 sul segmento AB, determinandone la sezione aurea A3. Il segmento A3 rappresenta la parte aurea di AB ed ha la propriet di dividere il segmento AB secondo la proporzione aurea: AB : A3 = A3 : 3B COSTRUZIONE DELLA SPIRALE AUREA Costruiamo il rettangolo aureo ABCD. Il rettangolo aureo un particolare tipo di rettangolo in cui il lato minore risulta essere la sezione aurea di quello maggiore. Riportiamo sui lati AB e CD la misura del lato BC, individuando i punti 1 e 1. Lunione dei punti 1 e 1 individua allinterno del rettangolo di partenza il quadrato A11D di lato pari al lato minore ed il rettangolo 1BC1 pi piccolo, simile al primo e quindi a sua volta aureo. Centrando il compasso nel punto 1 con apertura 1A tracciamo il primo quarto di spira, giungendo al punto 1. Ripetendo le medesime operazioni sul rettangolo aureo 1CB1 possiamo tracciare il secondo quarto di spira, centrando il compasso nel punto 2 con apertura 21. La costruzione della spirale aurea pu proseguire con lo stesso criterio, avvicinandosi gradualmente allocchio della spirale, mediante il tracciamento dei successivi quarti di spira. BIBLIOGRAFIA BINI M., Tecniche grafiche e rappresentazione degli elementi dellarchitettura, Alinea Editore, Firenze 2001 CORAZZI R., Geometria scienza del disegno, Maggioli Editore, Rimini 1984 DOCCI M., Manuale di disegno architettonico, Laterza editore, Bari 1985 MANDELLI E. (a cura di), I Percorsi del Principe, Materia e Geometria n. 15/2005, Alinea Editore, Firenze 2005 MORASSO E., Manuale di disegno, Electa Mondadori, Milano 1991 OSELLO A, BOCCONCINO M., VERNIZZI C., (a cura di), Il disegno e lingegnere: disegno e geometria, Levrotto & Bella Editore, Torino 2006
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