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Universit degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Dipartimento di Scienze e Metodi dellIngegneria


Corso di Laurea Magistrale in
Ingegneria Meccatronica

Caratterizzazione elettrica e simulazione di

un altoparlante dotato di bobina secondaria


per miglior controllo della distorsione

Relatore: Prof. Luca Larcher

Laureando: Simone Pezzi

A. A. 2012/2013

Sommario
SOMMARIO ................................................................................................................ 7
ABSTRACT.................................................................................................................. 7
INTRODUZIONE ........................................................................................................ 8
CAPITOLO 1 - LALTOPARLANTE ....................................................................... 10
1.1

IL SUONO ........................................................................................................... 10
1.1.1

CARATTERISTICHE DEL SUONO ...................................................... 10

1.1.2

LA PRESSIONE SONORA E IL DECIBEL ........................................... 11

1.2

TRASDUZIONE ELETTROACUSTICA ........................................................... 13

1.3

TIPOLOGIE DI ALTOPARLANTI DINAMICI ................................................ 14

1.4

STRUTTURA DELLALTOPARLANTE .......................................................... 15


1.4.1

MOTORE.................................................................................................. 15

1.4.2

SOSPENSIONI ......................................................................................... 18

1.4.3

MEMBRANA ........................................................................................... 19

1.4.4

CESTELLO .............................................................................................. 19

1.5

PARAMETRI FISICI ALTOPARLANTE .......................................................... 20

1.6

PARAMETRI DI THIELE SMALL................................................................. 20

1.7

NON LINEARITA NELLALTOPARLANTE ................................................. 21

CAPITOLO 2 SENSORI DI RETROAZIONE DELLALTOPARLANTE ........... 24


2.1 SENSORE DI PRESSIONE ..................................................................................... 24
2.2 SENSORE DI ACCELERAZIONE ......................................................................... 26
2.3 SENSORE DI VELOCITA ..................................................................................... 27
2.4 SENSORE DI POSIZIONE OTTICO ...................................................................... 28
2.5 SENSORE DI POSIZIONE ELETTRICO ............................................................... 30
2.5.1 IDEAZIONE DEL SENSORE ...................................................................... 33
2.5.2 SCHEMA DI RETROAZIONE..................................................................... 34
CAPITOLO 3 SENSORE DI POSIZIONE MEDIANTE BOBINA SECONDARIA
.................................................................................................................................... 37

3.1 DESCRIZIONE DELLALTOPARLANTE MODIFICATO .................................. 37


3.1.1 LA BOBINA SENCONDARIA .................................................................... 37
3.2.1 SET UP DI MISURA E TIPOLOGIE DI MISURA ..................................... 41
3.2.2 LIMPEDENZA DI PRIMARIO ................................................................... 42
3.2.3 LIMPEDENZA DI SECONDARIO............................................................. 44
3.2.4 RAPPORTO TRA TENSIONE DI SECONDARIO E PRIMARIO ............. 45
3.3 MISURE DEL COMPORTAMENTO ELETTRICO NELLA STRUTTURA
MAGNETICA NON MAGNETIZZATA ...................................................................... 47
3.3.1 SET UP DI MISURA E TIPOLOGIE DI MISURA ..................................... 47
3.3.2 LIMPEDENZA DI PRIMARIO ................................................................... 50
3.3.3 LIMPEDENZA DI SECONDARIO............................................................. 51
3.3.4 RAPPORTO TRA TENSIONE DI SECONDARIO E PRIMARIO ............. 52
3.4 COMPORTAMENTO ELETTRICO WOOFER COMPLETO ............................... 53
3.4.1 SET UP DI MISURA .................................................................................... 53
3.4.2 IMPEDENZA DI PRIMARIO....................................................................... 54
3.4.3 IMPEDENZA DI SECONDARIO ................................................................ 54
3.4.4 RAPPORTO TRA TENSIONE DI SECONDARIO E PRIMARIO ............. 55
CAPITOLO 4 MODELLI SPERIMETALI PER LA SIMULAZIONE DEL
COMPORTAMENTO DELLA BOBINA SECONDARIA ....................................... 59
4.1 MODELLI SPICE..................................................................................................... 59
4.2 MODELLO SPICE PER LA BOBINA IN ARIA ........................................... 59
4.2.1 MODELLO DEL TRASFORMATORE REALE SEMPLIFICATO ............ 60
4.2.2 RISULTATI SIMULAZIONI........................................................................ 61
4.3 MODELLO SPICE PER BOBINA IN STRUTTURA MAGNETICA .................... 62
4.3.1 MODELLO DEL TRAFO REALE CON Ro ................................................ 63
4.3.2 RISULTATI SIMULAZIONI........................................................................ 63
4.4 MODELLO SPICE WOOFER COMPLETO........................................................... 67
4.4.1 MODELLO DI THORBORG ........................................................................ 68

4.4.2 MODELLO CON BOBINA SECONDARIA ............................................... 69


4.5 RISULTATI SIMULAZIONI ANSYS MAXWELL ............................................... 70
4.5.1 IMPEDENZE NEL TRAFERRO .................................................................. 73
4.5.2 RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE NEL TRAFERRO ......................... 75
CONCLUSIONI ......................................................................................................... 77
NOTE BIBLIOGRAFICHE ........................................................................................... 80

Vorrei ringraziare i miei genitori e i miei nonni per essermi stati vicini in questo
periodo importante della mia vita e di avermi sopportato e supportato in tutti questi
anni.
Voglio inoltre ringraziare la mia fidanzata per il sostegno, i consigli e il supporto
morale nei momenti difficili e di sconforto.
Ringrazio i miei compagni di universit tutti, con cui ho condiviso momenti bellissimi e
momenti difficili ma con cui mi sono sempre trovato in sintonia.
Ringrazio i ragazzi dellufficio tecnico di RCF spa per i preziosi consigli e per gli
insegnamenti che mi hanno permesso di scrivere questa tesi e di ampliare le mie
conoscenze in questo campo.
Ringrazio infine il professor Luca Larcher per la professionalit e la competenza con
cui ha gestito il mio lavoro di tirocinio e tesi e per le conoscenze che mi ha trasmesso,
oltre che per il metodo di lavoro che mi ha insegnato.

SOMMARIO
La seguente tesi illustra la caratterizzazione elettrica e le simulazioni del
comportamento di un Woofer da 18 dotato di una bobina secondaria posta in maniera
concentrica alla bobina motrice dellaltoparlante e ad essa solidale.
La bobina secondaria stata introdotta per essere usata come un sensore di tensione, che
per induzione magnetica rispetto alla bobina primaria, porta in uscita un segnale
elettrico che potr essere poi utilizzato per costruire una retroazione negativa per ridurre
la distorsione nellaltoparlante. Si mostrer il comportamento elettrico delle due bobine
poste in aria (senza parte magnetica), il comportamento elettrico delle due bobine poste
in varie posizioni allinterno della struttura magnetica non magnetizzata formante il
motore dellaltoparlante ed infine il comportamento elettrico del woofer completo.
In seguito si mostreranno i risultati delle simulazioni ottenuti tramite lutilizzo dei
software Ansys Maxwell e Circuit Maker e se ne descriver landamento confrontandoli
con i risultati ottenuti nelle prove elettriche effettuate sul prototipo reale, che
verificheranno la presenza di distorsione alle basse frequenze dovute ad uno
spostamento elevato della membrana.

ABSTRACT
The following thesis describes the electrical characterization and simulation of the
behavior of a 18 "woofer with a secondary coil placed concentrically to the coil speaker
drive and integral therewith.
The secondary coil has been introduced to be used as a voltage sensor, which by
magnetic induction with respect to the primary coil brings an electrical signal that can
be used to build a negative feedback to reduce distortion in the loudspeaker.
We will show the electrical behavior of the two coils placed in the air (without magnetic
part), the electrical behavior of the two coils placed in various positions within the nonmagnetized magnetic structure forming the speaker motor and finally the electrical
behavior of the complete woofer.
Therefore, well show the simulation results obtained through the use of the software
called ANSYS MAXWELL and CIRCUIT MAKER and we will describe the
performance comparing with the results obtained in the electric tests on the real
prototype, that verifies the presence of distortion at low frequencies due to a big
displacement of the cone.

INTRODUZIONE

Il problema che si deciso di affrontare riguarda la riduzione della distorsione dovuta


alle non linearit in un woofer da 18 tramite una retroazione di un segnale di tensione
elaborato in seguito da un DSP.
Le non linearit presenti nel woofer portano ad avere una distorsione del segnale di
ingresso che si vuole riprodurre, degradando quindi la qualit del segnale di uscita.
Il problema risulta molto complesso in quanto presenta effetti dovuti a vari tipi di non
linearit dovute a fenomeni elettrici, magnetici, meccanici acustici.
Lelenco delle nonlinearit maggiori si pu trovare nei papers scientifici elaborati da
Wolfgang Klippel, padre dello studio degli altoparlanti e inventore di numerose
tecniche per la determinazione dei parametri di confronto per woofer, midrange e
tweeter.
La non linearit su cui abbiamo deciso di agire quella dovuta alle sospensioni
elastiche: oltre un certo valore di spostamento della membrana, la forza elastica
sprigionata dalle sospensioni elastiche perde linearit modificando il movimento ideale
del cono e producendo quindi un segnale diverso da quello voluto e quindi distorto.
In particolare la non linearit si ritrova nella forza di richiamo delle sospensioni
elastiche, F = Kms(x)*x, che dipende in maniera non lineare dallo spostamento x
produce una distorsione del segnale.
La nostra idea quella di sviluppare un sensore di corrente/tensione che ci permetta di
creare una catena di retroazione negativa tale da poter modificare il segnale di ingresso
per attenuare i fenomeni non lineari dovuti alle sospensioni elastiche.
Il segnale cosi retroazionato sar pronto per essere elaborato da un DSP che tramite
alcuni algoritmi potr effettuare la linearizzazione suddetta, predistorcendo in maniera
opportuna il segnale di retroazione.
Nel primo capitolo si introdurr laltoparlante con la descrizione di tutte le sue parti e
dei suoi principi di funzionamento, comprese le maggiori non linearit ce si presentano.
Nel secondo capitolo verranno invece presentati sensori e catene di retroazione simili a
quella che vogliamo implementare ma caratterizzati da tecnologie diverse.

Il terzo capitolo presenter le misure e le simulazioni effettuate sul prototipo reale


costruito e sui modelli semplificati sviluppati tramite software Spice e Ansys Maxwell
per la bobina posta in aria, allinterno del motore dellaltoparlante e allinterno del
woofer completo, e ne mostrer le differenze.
Nel quarto capitolo saranno invece discusse le conclusioni di questa tesi con una
migliore presentazione dei risultati ottenuti ed eventuali idee per il proseguimento del
lavoro svolto in questi mesi.

CAPITOLO 1 - LALTOPARLANTE
1.1

IL SUONO

La prima domanda che bisogna porsi quando si parla di acustica : che cosa il suono?.
Il suono la sensazione che gli esseri viventi dotati delludito provano quando il loro
organo sensoriale colpito da uno stimolo sonoro[1].
Dal punto di vista fisico il suono consiste nella trasmissione delle vibrazioni generate da
un corpo oscillante ( sorgente sonora ) attraverso un mezzo elastico, e nella ricezione da
parte di un ricevitore.
Le vibrazioni quindi si espandono come una serie di compressioni e rarefazioni dellaria
che si diffondono nellambiente.
E importante precisare che non laria a muoversi, ma le particelle si trasmettono
lenergia per contatto, trasmettendosi quindi il solo stato di agitazione, senza spostarsi.

1.1.1 CARATTERISTICHE DEL SUONO


Essendo il suono un onda possiamo definire alcune grandezze che utilizzeremo in
seguito per valutare le prestazioni acustiche del diffusore[2]:
Intensit del suono: rappresenta lentit delle oscillazioni
Periodo: il tempo che si impiega per portare termine un ciclo (T[s]).
Ciclo: il ciclo loscillazione armonica semplice in cui sistema compie una sinusoide
completa
Frequenza: la frequenza il numero di cicli effettuati nellunit di tempo (f[Hz]).
Velocit di propagazione nellaria: pari a circa 344 m/s ( a 21 ) dipende dalla
temperatura del mezzo (v[ m/s]).
Lunghezza donda: una grandezza derivata dalla velocit di propagazione e dalla
frequenza cui dipende dalla formula:

Il campo di frequenza udibile dalluomo 20Hz -20KHz, anche se in base a fattori quali
let e la sottoposizione a shock acustici si pu ridurre anche sensibilmente soprattutto

verso le alte frequenze, mentre verso le basse frequenze la perdita risulter inferiore
poich compensata da altri tipi di sensazioni fisiche ( pensiamo ad esempio ai
movimenti che avvertiamo allaltezza dello stomaco nel caso delle basse frequenze nei
grandi concerti dove siamo sottoposti a notevoli livelli di pressione sonora).

1.1.2 LA PRESSIONE SONORA E IL DECIBEL


Ludito, come altri sensi delluomo, funziona in maniera logaritmica e non lineare come
si portati a pensare[3].
In altre parole per creare una pressione sonora doppia non sufficiente raddoppiare il
numero delle sorgenti sonore, ma occorre moltiplicarlo per dieci.
Per rendere immediata la comprensione di un fenomeno sonoro si usa comunemente il
livello SPL espresso i dB, che rappresenta anche il grado di sensibilit di una sorgente
sonora.
Per ricavare il valore in dB conoscendo le pressioni fisiche a cui sottoposto il nostro
orecchio necessario applicare la formula seguente:

Con lintroduzione del decibel SPL si riesce a riferire ogni misurazione al valore
minimo udibile pari a 0 dB pari ad una pressione fisica di 0.00002 Pa.
La soglia teorica massima invece equivale a 194 dB, valore assolutamente difficile, se
non impossibile, da raggiungere.
Inoltre il suono tende a disperdersi se la distanza di ascolto dalla sorgente audio cresce:
il legame per non lineare ma bens segue una legge chiamata dellinverso del
quadrato.
Tale legge vale per sorgenti sferiche ( che per noi rappresentano la quasi totalita dei casi
) e pu essere riassunta dalla formula:

Che sostituendo con numeri reali porta ad un calo di circa 6 dB per ogni raddoppio della
distanza dalla sorgente.

Si pu quindi intuire il perch sia difficile garantire elevati valori di SPL a distanze
molto lunghe dalla sorgente.
Qui di seguito presente la tabella di conversione tra pressione sonora ( espressa in Pa )
e il livello sonoro espresso in dB:

Livelli di pressione sonora in Pa e in dB SPL

Il decibel risulta quindi una unit di misura molto pi maneggevole rispetto ai livelli di
pressione espressi in Pa.
Normalmente per ottenere un raddoppio della pressione sonora bisogna aumentare di 10
dB l SPL della sorgente, cosa tuttaltro che facile, visto che laggiunta di una seconda
sorgente uguale alla prima e posta alla stessa distanza dallascoltatore aumenta di soli 3
dB il valore dell SPL.

1.2

TRASDUZIONE ELETTROACUSTICA

Il suono proveniente da un diffusore che tutti noi siamo abituati a sentire in concerti dal
vivo, nello stereo di casa, nella televisione e perfino nelle cuffie altro non che la
trasformazione di un segnale elettrico.
Il segnale generante infatti pu provenire da diverse fonti: pu essere un segnale
elettrico proveniente da un amplificatore oppure un segnale elettrico proveniente da una
fonte che elettrica non : il microfono. Il microfono infatti riceve in ingresso una
pressione sonora generata dal movimento dellaria sulla membrana ( messa quindi in
movimento da una sorgente sonora meccanica come un cantante o uno strumento
acustico ) e la trasforma in energia elettrica inviando tramite i cavi un segnale
allamplificatore di tale segnale ed in seguito al diffusore.
Il diffusore quindi la parte della catena audio che si occupa della riproduzione il pi
fedele possibile del suono che ha in ingresso.
La riproduzione avviene tramite la trasduzione del segnale di ingresso: un segnale
elettrico viene trasformato in un segnale acustico, esattamente il contrario di come viene
utilizzato un microfono.
Qui a seguito rappresentata la catena acustica appena illustrata:

Esempio di catena acustica

In verit la trasduzione risulta multipla: vi una prima conversione del segnale elettrico
in segnale meccanico, tramite la messa in movimento della bobina dellaltoparlante
sottoposta ad una forza elettromotrice generata dal concatenarsi del campo magnetico
permanente di un magnete con la corrente elettrica non continua circolante nella bobina,
e una seconda parte di trasduzione meccanica-acustica in cui il movimento meccanico
prima generato viene trasmesso ad una membrana solidale al supporto della bobina che
a sua volta muovendosi generata una serie di pressioni-depressioni nellaria diffondendo
quindi il suono.

Questa tipologia di altoparlante viene chiamata magnetodinamica proprio per


laccoppiamento di un flusso magnetico al movimento, ed la pi utilizzata,
specialmente per il miglior rapporto prezzo/prestazioni e perch i suoi compromessi
sono di pi facile gestione per il progettista.
Questa tipologia quella utilizzata nella progettazione e costruzione del woofer preso in
esame in questa tesi, proprio perch rappresenta la quasi totalit della produzione
mondiale di altoparlanti.

1.3

TIPOLOGIE DI ALTOPARLANTI DINAMICI

Per riprodurre correttamente tutto lo spettro sonoro necessario produrre diverse


tipologie di altoparlanti, poich un solo trasduttore, a causa soprattutto delle dimensioni
della membrana, non in grado di funzionare bene per tutto il range udibile.
possibile quindi dividere gli altoparlanti in base alle frequenze che il trasduttore deve
riprodurre[4]:

Woofer: componente adatto alla riproduzione delle basse frequenze, solitamente


non oltre 1KHz

Midrange: componente dedicato alla riproduzione delle medie frequenze


( 250Hz 6KHz ).

Tweeter: trasduttore utilizzato per la riproduzione delle alte frequenze


( >2KHz ).

Laltoparlante in esame in questa tesi un Woofer da 18, poiche le non linearit che
vogliamo studiare si trovano nella gamma di frequenze molto bassa.
Ovviamente in base alle dimensioni questi altoparlanti possono muovere un volume di
aria pi o meno grande, creando livelli di SPL maggiori nei woofer, che per daltro
canto necessitano di potenze maggiori per mettere in movimento lequipaggio mobile
che risulta pi pesante, senza contare la resistenza offerta dallaria.

1.4

STRUTTURA DELLALTOPARLANTE

Parti costitutive dellaltoparlante

Tutti i trasduttori magnetodinamici sono scomponibili sempre nelle stesse unit


funzionali, sia che si tratti di un grosso woofer da 21 sia che si tratti di un piccolo
driver da 2.
Le parti in cui possibile scomporre un altoparlante magnetodinamico sono le seguenti:

Motore ( bobina, magnete permanente )

Sospensioni ( spider, sorround )

Membrana o cono

Cestello

Queste parti concorrono tutte insieme al buon funzionamento dellaltoparlante e devono


essere costruite per poter lavorare bene insieme.
I singoli componenti del diffusore sono mostrati nei paragrafi successivi.

1.4.1 MOTORE
Il motore dellaltoparlante costituito dal magnete permanente, dal circuito magnetico e
dalla bobina mobile.
In praticamente tutti i trasduttori il magnete di forma toroidale ed posto al di fuori
della bobina mobile. Esso pu essere costituito da ferriti o nei trasduttori pi
performanti da neodimio.

Il neodimio un materiale che utilizzato da poco tempo nella creazione di altoparlanti


e risulta utile dove si ricerca leggerezza e dove si vogliono generare alti valori del
fattore di forza Bl che sar in seguito spiegato e definito.
Un altro vantaggio del neodimio quello di limitare se non di impedire la circolazione
di correnti di Focault o correnti parassite che costringono i progettisti ad inserire anelli
di cortocircuito nei magneti in ferrite, poiche le correnti parassite possono dare grosse
perdite se lasciate circolare liberamente allinterno del circuito magnetico.
Il circuito magnetico costituito da due piastre e da un polo centrale metallico il cui
scopo incanalare le linee di forza del campo magnetico e assicurare linduzione nel
traferro.
La bobina mobile avvolta su di un supporto cilindrico in materiale poco sensibile al
calore e leggero, oltre che dotato di ottima rigidit per poter trasmette la forza alla
membrana senza deformarsi.
La bobina collegata al supporto tramite adesivi ad alta temperatura ed realizzata in
filo o piattina di rame o alluminio.
Possiamo vedere nellimmagine qui di seguito le varie pari che compongono il motore
dellaltoparlante:

Bobina e circuito magnetico dellaltoparlante

Nellimmagine sono visibili, partendo dallalto: bobina o voice coil, piastra superiore,
magnete permanente e piastra inferiore con polo centrale.
La bobina pu avere due particolari configurazioni:

Overhung: dove laltezza della bobina superiore a quella della piastra superiore
in modo da avere buone escursioni ( Xmax = (Hbm-Hpp)/2).

Underhung: dove laltezza della bobina inferiore a quella della piastra


superiore, usato per altoparlanti da alte frequenze che non necessitano di grandi
escursioni e cosi risultano pi leggeri.

Solitamente la variante pi utilizzata nei woofer lOverhung, poich necessitano di


larghe escursioni ( fino a circa 5 cm differenziali nei woofer 21 ) per riprodurre
frequenze basse con lunghezze donda elevate.
Per chiarire meglio il concetto di Overhung e Underhung si riporta di seguito lo schema
delle due tipologie dove possiamo vedere in alto un esempio di Overhung ed in basso un
esempio di configurazione Underhung.

Geometria Overhung e Underhung

1.4.2 SOSPENSIONI
Le sospensioni di un altoparlante assolvono a diversi compiti: sorreggono la membrana,
centrano la bobina allinterno del traferro e determinano la cedevolezza dellequipaggio
mobile.
La sospensione interna viene chiamata spider ed posta tra il cestello e il supporto della
bobina mobile; spesso realizzata in tessuto corrugato e i diversi layer sono uniti tra
loro tramite silicone che ne garantisce la miglior tenuta di forma.
La sospensione esterna viene detta sorround ed posta tra il cestello e la parte terminale
della membrana; realizzata in foam, tessuto corrugato o gomma, e oltre ad offrire il
centraggio garantisce una certa forza di ritorno permettendo lo smorzamento dei modi
di vibrare del cono.
Oltre a garantire la cedevolezza e la sospensione del cono le membrane assolvono ad
altri due compiti fondamentali:

Centrano la membrana allinterno del cestello, una funzione che risulta molto
importante perch un membrana centrata mae perde le sue caratteristiche
simmetriche modificando la risposta e creando fenomeni distorsivi.

Permettono al cono di rientrare rapidamente dallescursione del segnale: questa


caratteristica importante poich sospensioni rigide permettono rapidit di
rientro dallescursione ma garantiscono bassi spostamenti, mentre sospensioni
morbide garantiscono escursioni maggiori ma tempi i rientro pi alti che
possono non permettere al cono di seguire i transitori rapidi che sono presenti in
una riproduzione musicale.

Le sospensioni inoltre rappresentano ci che vogliamo studiare in questa tesi, essendo


gli elementi ce generano la distorsione che vogliamo limitare.
Creare quindi sospensioni con materiali lineari fino ad ampie deformazioni aiuta e di
molto la creazione di buoni altoparlanti.
Ovviamente non possibile ottenere il meglio e si rende necessario un trade-off tra
queste condizioni di ottimo, pensando anche allapplicazione per cui laltoparlante viene
usato e al budget del progetto.

1.4.3 MEMBRANA
Lo scopo principale della membrana quello di effettuare la traduzione meccanico
acustica, cio di accoppiare il movimento della bobina allo spostamento di aria che si
vuole generare.
Per la riproduzione di frequenze basse la membrana assimilabile ad un pistone rigido,
e siccome le lunghezze donda da riprodurre sono molto maggiori del diametro del cono
lemissione e sostanzialmente omnidirezionale.
Allaumentare della frequenza la lunghezza donda cala e il sistema diventa sempre pi
direttivo.
Questi funzionamenti risultano importanti quando si esegue il setting di un impianto in
una data location.
Per modificare i cosiddetti fasci, cio lemissione degli altoparlanti si stanno
sviluppando software che combinano le emissioni di sorgenti lineari (Line Array) e
modificandone le fasi tramite filtri FIR riescono a curvare i fasci prodotti.

1.4.4 CESTELLO
La funzione del cestello di supportare il motore e la membrana tramite le due
sospensioni elastiche, e inoltre, di fissare lintero altoparlante allinterno del diffusore.
Per questo motivo deve possedere alcune caratteristiche:

Elevata robustezza e rigidit

Peso contenuto

Assenza di risonanze proprie

Trasparenza alla radiazione posteriore del cono

Buona capacit di dissipazione del calore

I materiali pi utilizzati sono la lamiera di acciaio stampata, abbastanza economica,


lalluminio e altre leghe metalliche, che garantiscono caratteristiche meccaniche molto
migliori, anche se a costi pi elevati, giustificati solo da utilizzi professionali e di
nicchia.

1.5

PARAMETRI FISICI ALTOPARLANTE

Per caratterizzare un altoparlante si possono utilizzare i suoi parametri fisici, di cui 6


sono i pi importanti:

Sd rappresenta la superficie equivalente della membrana, e cio larea del


cerchio risultante sul piano frontale allo speaker

Re la resistenza in corrente continua della bobina mobile

Bl chiamato fattore di forza dellaltoparlante e rappresenta il prodotto del


campo magnetico B per la lunghezza della bobina della voice coil.

Mmd la massa meccanica del cono e delle altre parti costituenti lequipaggio
mobile

Cms la cedevolezza meccanica delle sospensioni

Rms la resistenza meccanica dellequipaggio mobile

Questi parametri rappresentano in maniera efficace laltoparlante, ma non sono di


particolare aiuto nella progettazione di un diffusore acustico, poich richiedono alcuni
passaggio non sempre immediati.

1.6

PARAMETRI DI THIELE SMALL

Nei primi anni settanta Neville Thiele e Richard Small misero a punto una completa
modellizzazione dellaltoparlante e del contenitore i cui viene fatto lavorare[5].
Tramite questo modello ora possibile predire il comportamento di un diffusore nella
gamma di funzionamento in bassa frequenza, e alcuni dati, tra cui risposta in frequenza
o escursione possono essere calcolati rapidamente tramite software dedicati.
Questo modello stato verificato solamente per piccole escursioni del cono (modello ai
piccoli segnali), dove il cono si comporta come un pistone rigido.
Il passaggio dai parametri fisici prima illustrati ai parametri che si basano sulla teoria di
Thiele e Small, pi astratti, ma meglio utilizzabili in progettazione, ha permesso un
miglioramento nella fase progettuale.

I nuovi parametri da considerare sono i seguenti:

Sd superficie attiva della membrana

Re resistenza in continua della bobina

Fs frequenza di risonanza dellequipaggio mobile in aria libera

Qms rappresenta il fattore di merito meccanico, smorzamento del circuito


risonante meccanico

Qes fattore di merito elettrico, smorzamento circuito risonante elettrico

Vas volume daria equivalente, volume di aria avente la stessa cedevolezza delle
sospensioni dellaltoparlante.

1.7

NON LINEARITA NELLALTOPARLANTE

Come gia detto precedentemente le non linearit presenti allinterno dellaltoparlante


sono molte e di varia natura.
Gli altoparlanti si comportano in maniera diversa se sottoposti ad ampiezze di segnale
grandi o piccole, e questa dipendenza dallampiezza un indicazione della non linearit
del sistema.
Essendo molte e non linearit presenti si mostreranno solamente quelle denominate
Dominant Nonlinearities[6], che limitano loutput acustico, generano una distorsione
udibile e portano ad un comportamento instabile.

Facciamo ora un breve elenco di queste nonlinearit dominanti:

Rigidezza Kms(x) della sospensione elastica

Fattore di forza Bl(x)

Induttanza Le(x) (variazione secondo la posizione)

Induttanza Le(i) (variazione secondo la permeabilit del circuito magnetico)

Modulo di Young E del materiale ( cono, sorround, ecc)

Propagazione del suono non lineare

Altri effetti dovuti alla geometria del cabinet contenente laltoparlante che nella
nostra discussione non interessano.

In questa tesi la non linearit che si vuole limitare la prima, cio la nonlinearit della
rigidezza della sospensione elastica Kms(x) in funzione dello spostamento del cono.
In particolare possiamo vedere il comportamento di Kms(x) in funzione dello
spostamento x:

Diagramma elasticit sospensioni Vs spostamento membrana

Come si vede il valore di rigidezza non costante e soprattutto non simmetrico


rispetto alla posizione 0 ( posizione di riposo dellaltoparlante con spostamento = 0).
La forza di rientro, quella forza che permette al cono di non fuoriuscire
dallaltoparlante e che viene generata dalle sospensioni elastiche.
Tale forza viene definita come il prodotto Kms(x)*x, con Kms(x) dipende in maniera
non lineare da x.
Si viene quindi a formare un

prodotto non lineari di fattori dipendenti dallo

spostamento che genera una distorsione caratteristica.


La rigidezza varia inoltre rispetto alla frequenza ma questo comportamento pu essere
descritto da un sistema lineare.
Il secondo fattore che genera non linearit il Fattore di Forza Bl(x) che definito
come lintegrale della densit i flusso B rispetto alla lunghezza del cavo della bobina.
Questo fattore non costante e dipende dallo spostamento x della voice coil,
diminuendo se gli avvolgimenti della bobina abbandonano il gap.

Questo fattore ha due principali effetti:

La variazione di Bl(x) ha effetto sulla variazione della forza elettrodinamica F =


Bl(x)i

Dipendenza dallo spostamento della contro forza elettromotrice generata dal


movimento della bobina in un campo permanente.

Un terzo fattore la variazione dellinduttanza della bobina, in particolare la sua


dipendenza dalla posizione: infatti il flusso magnetico dipende dalla posizione della
bobina e dallampiezza della corrente.
Se la bobina in aria libera linduttanza molto pi piccola del valore che invece ha
quando al di fuori del gap, ma allinterno della struttura magnetica, dove il materiale
che la circonda ferro, che fa decrescere la resistenza magnetica.
Oltre alla dipendenza dallo spostamento x linduttanza dipende anche dalla corrente di
input i.
Questo dovuto alla relazione non lineare esistente tra la forza del campo magnetico H
e la densit del flusso magnetico B = (i)H.
Leffetto della variazione di (i) dipende fortemente dal tipo di materiale magnetico
utilizzato, ed chiamato flux modulation.
Quelle presentate sono le maggiori non linearit presenti in un altoparlante e anche se
sono tutte molto importanti noi abbiamo deciso di agire solamente su quelle dovute alle
sospensioni elastiche che risultano essere le pi semplici da controllare ed
eventualmente correggere, e che si presentano in maniera pesante solo alle basse
frequenze dove gli spostamenti della membrana sono tali da indurre le non linearit.

CAPITOLO

SENSORI

DI

RETROAZIONE

DELLALTOPARLANTE
In questo secondo capitolo vogliamo mostrare quali tipologie di sensori sono stati
utilizzati per il controllo di varie grandezze fisiche negli altoparlanti.
Le grandezze da studiare sono molteplici poich la natura dellaltoparlante molto
varia, comprendendo parti meccaniche collegate a parti elettriche e che hanno effetto
sullambito acustico.
Proprio il concatenarsi di tutti questi accoppiamenti fisici di natura diversa ci permette
di studiare i fenomeni che accadono allinterno dellaltoparlante in diverse zone:
possiamo studiare per esempio il segnale di ingresso allaltoparlante, la pressione
generata in un cabinet chiuso dal movimento del cono, possiamo verificare la velocit
con cui il cono si muove tramite laser o addirittura misurare la distorsione raccogliendo
il segnale acustico emesso dal woofer tramite un microfono di misura.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di ci che si pu trovare in letteratura sullo
studio dei sistemi in retroazione e sulla sensoristica di misura delle caratteristiche
dinamiche degli altoparlanti.
Nellultimo paragrafo si presenter la nostra idea di sensore e lo schema che vogliamo
implementare in futuro per retroazionare il segnale elettrico raccolto dal nostro sensore
bobina.

2.1 SENSORE DI PRESSIONE


Il sensore di pressione che si vuole presentare quello realizzato da Powersoft, azienda
Italiana con sede a Firenze[7].
Il paper scientifico stato presentato nel 2011 ed illustra un sistema chiuso in
retroazione dedicato al controllo delle basse frequenze e che pu essere utilizzato in
molteplici applicazioni.
Il controllo in retroazione di questo sistema si basa su di un sensore di pressione
differenziale che viene a sua volta controllato da un DSP a latenza zero, e che quindi
pu lavorare in real time.

La base di questo sistema sta nel voler arrivare ad una risposta in pressione desiderata e
impostata dallutente e di usare luscita differenziale di pressione come segnale di
controllo della retroazione.
Attraverso la retroazione inoltre possibile predire in maniera pi sicura la risposta del
sistema e renderlo meno sensibile ai disturbi esterni.
Lo schema proposto in questo approccio il seguente:

Schema retroazione con sensore di pressione

La retroazione ovviamente di tipo negativo e porta con se il valore Av = K (Blx/Sdx)


dove BL il fattore di forza e Sd rappresenta larea del diaframma.
Possiamo quindi vedere che il Target Pressure Model costituito da un Input Signal e
dai parametri inseriti dallutente tramite l Input Interface.
Lunione di questi ingressi genera linput positivo al sommatore a cui viene sottratto il
valore misurato dal sensore di pressione differenziale e che viene poi inviato
allamplificatore e successivamente al diffusore.
Questa particolare tecnica di retroazione permette quindi di avvicinare il
comportamento del sistema ad una risposta desiderata e inserita dallutente, che pu fare
un tuning dei parametri attraverso linterfaccia e scegliere la risposta del sistema pi
consona alle performance ricercata.

2.2 SENSORE DI ACCELERAZIONE


In questa tipologia di retroazione lelemento retroazionante e un accelerometro
piezoelettrico, che permette di misurare una accelerazione[8].
Bisogna dire che gli accelerometri piezoelettrici non sono molto sensibili e non possono
misurare accelerazioni costanti, ma sono assolutamente resistenti a forti accelerazioni.
Il funzionamento dellaccelerometro si basa sulla compressione di un cristallo elastico
che rilascia energia che pu essere utilizzata come segnale di retroazione.
Lesempio comsiderato proposto da RMS Acoustic & Mechatronics ed denominato
Large Motional Feedback System.
Il diagramma su cui si basa lesempio il seguente:

Schema retroazione con accelerometro

Il controller con azione integrale compara linput che riceve dal limitatore di escursione
del cono e il segnale proveniente dallaccelerometro.
Alluscita del controller posto un filtro per la correzione della fase della retroazione
che viene poi mandato nellamplificatore e nel woofer.
Il pacchetto del sensore montato vicino alla bobina, proprio al di sotto del dust cap.
Il controller ha un effetto da filtro passabasso che taglia a circa 75 Hz.

Questo il secondo tipo di sensore che vediamo: il primo misurava la pressione


differenziale tra due camere mentre questo misura laccelerazione del cono e utilizza il

segnale elettrico generato da un elemento piezoelettrico sottoposto a una forza


meccanica come segnale di retroazione.

2.3 SENSORE DI VELOCITA


In questa tipologia di retroazione la grandezza che si scelto di utilizzare come segnale
di retroazione la velocit[9].
Negli altoparlanti dinamici vi un forte legame tra tensione in ingresso e velocit di
spostamento del cono, che per non rimane costante nel dominio della frequenza e
quindi necessita di una compensazione ( retroazione ) per seguire un certo profilo target
di velocit in input.
Nel caso in esame il sensore risulta essere molto simile a quello da noi pensato in
quanto coinvolge una bobina secondaria avvolta sulla primaria e che conduce una
tensione dovuta a due cause principali: mutua induzione dalla bobina primaria e una
parte di tensione generata dalla velocit di movimento della bobina allinterno di un
campo magnetico permanente.
In questo caso questa tensione viene collegata alla velocit del cono che a sua volta
viene retroazionata per seguire un profilo di velocit in input.
Lo schema risulta abbastanza semplice ed il seguente:

Schema di retroazione con sensore di velocit

Vd rappresenta il segnale di velocit, il setpoint desiderato, mentre Vspkr il segnale di


velocit reale dello speaker.

Kp il guadagno del controller mentre e(t) il segnale che raggiunge lo speaker,


compensato dalla retroazione e dal controller.
Perch il risultato sia positivo bisogna che il sensore di velocit sia particolarmente
accurato e che la sua funzione di trasferimento sia indipendente dalla frequenza

2.4 SENSORE DI POSIZIONE OTTICO


In questa tipologia di sensore si misura la posizione del cono attraverso un emettitore
ed un ricevitore ad infrarossi[10].
Il principio fisico alla base del funzionamento che il flusso infrarosso si disperde
allaumento della distanza del materiale riflettente dalla sorgente di emissione.
In sostanza al ricevitore arriva un segnale di luce inferiore quando il cono subisce uno
spostamento, e il segnale risulta tanto pi piccolo tanto lo spostamento risulta grande.
Di seguito vediamo uno schema che spiega dove vengono posizionati gli elementi del
sensore e quali elementi lo formano:

Schema del sensore a infrarossi

Vediamo che per ottenere la riflessione degli infrarossi si posto uno specchio sulla
bobina primaria.

Questa bobina soggetta a movimento proprio perch fa parte del sistema motore
dellaltoparlante, e quindi montando lemettitore ed il ricevitore ad infrarossi su di una
parte fissa otteniamo uno spostamento che pu essere misurato tramite la quantit di
fascio luminoso ricevuto rispetto a quello emesso.
In realt questa solo una delle possibilit considerate poich si pu scegliere tra vari
tipi di sorgente emissiva e ricevitori che possono essere point source o lineari, mentre
alcuni possono essere addirittura montati in verticale e il fascio luminoso viene
interrotto da un setto collegato alla parte mobile del cono in funzione della posizione
della membrana in quel momento.
Una volta scelta la configurazione preferita e testata la linearit del sensore possiamo
mostrare la catena di retroazione effettiva:

Schema di retroazione con sensore ottico a infrarossi

Abbiamo un segnale audio di ingresso a cui viene sommato un segnale retroazionato


proveniente da un amplificatore di transresistenza ( da corrente a tensione ) invertente.
Il segnale che viene trasformato quello proveniente dal sensore ottico che rileva il
movimento della membrana del cono.
Questa catena chiusa permette quindi la misurazione della posizione del cono, cosa che
vogliamo ottenere anche noi, ma attraverso una tecnologia diversa, elettrica e non ottica
come in questo caso.

2.5 SENSORE DI POSIZIONE ELETTRICO


Lultimo paragrafo di questo capitolo dedicato al sensore che abbiamo intenzione di
costruire.
Vogliamo creare un sensore che ci permetta di retroazionare una grandezza elettrica
come tensione e corrente, e tramite questa retroazione poter linearizzare il
comportamento del woofer che stiamo studiando rispetto alle non linearit delle
sospensioni elastiche.
Il sensore oltretutto deve poter essere alloggiato allinterno del corpo del woofer senza
variazioni particolari della geometria del cestello.
Inoltre non possiamo variare la modalit di funzionamento dellaltoparlante e dobbiamo
cercare di far variare nel minor modo possibile i parametri fisici dellaltoparlante, in
particolare il valore delle masse sospese.
Il woofer in questione il modello RCF LF18X401, 18 pollici le cui dimensioni sono le
seguenti:

Disegni costruttivi del woofer LF18X401

I parametri fisici da non modificare se non in minima parte sono i seguenti contenuti
nella tabella:

Specifiche tecniche woofer LF18X401

Le risposte del woofer valutate in sonora SPL e come curva di impedenza ( che ci
servir in futuro come parametro di verifica della non variazione dei parametri) sono
riportate qui di seguito:

Grafico SPL del woofer

Grafico dellimpedenza del woofer

Vediamo che il woofer in esame ha un picco di impedenza a 30 Hz (dato come


vedremo dopo da una combinazione di valori delle grandezze di Thiele-Small), seguito
dal minimo di impedenza subito dopo.
La risposta SPL ci serve invece per valutare la banda su cui il dispositivo lavora e come
possiamo vedere questa si espande fino a circa 1000Hz.

Questo per non deve trarre in inganno in quanto parlando con i tecnici deputati alla
calibrazione degli impianti, si visto che solitamente i diffusori equipaggiati con questo
tipo di altoparlante difficilmente vengono fatti lavorare al di sopra di 80-100 Hz che
diventa quindi la nostra banda di interesse.
Sapendo anche che le non linearit a cui siamo interessati si manifestano per ampi
spostamenti che corrispondono a frequenze molto basse, la banda da 20 a 100 Hz risulta
la pi consona al nostro scopo.
La frequenza inferiore posta a 20 Hz stata scelta poich rappresenta la minore
frequenza udibile dallorecchio umano e quindi non avrebbe senso modificare le
frequenze inferiori che vengono comunque difficilmente riprodotte poich si trovano al
di sotto della frequenza di risonanza del cono e che comunque non modificano lo
spettro udibile della riproduzione audio.

2.5.1 IDEAZIONE DEL SENSORE


il sensore, come gi introdotto, deve rispettare alcuni vincoli ed essere il meno invasivo
possibile per non modificare la conformazione del woofer esistente.
Abbiamo scelto di seguire la strada delle due bobine avvolte concentricamente una
sullaltra e centrate in altezza. La bobina primaria non viene cambiata e rimane una
bobina alta 30 mm con 130 avvolgimenti posti su due layer, uno interno ed uno esterno
al supporto di cartone su cui viene montata. Possiamo vedere meglio la bobina in questo
schema in sezione:

Vista in sezione della bobina

Possiamo notare he le 130 spire totali sono quindi disposte in due layer e che
ovviamente il cavo di rame che costituisce lavvolgimento smaltato per evitare
cortocircuiti tra le varie spire.
Su questa bobina vogliamo avvolgere una bobina secondaria che possa, per induzione
magnetica, raccogliere una parte della tensione della bobina primaria e portarla ai
conduttori di uscita che rappresentano linizio della retroazione.
Ci aspettiamo che la quantit di tensione che ritroviamo ai capi della bobina secondaria
dipenda ovviamente dalla tensione al primario ma che a parit di tensione primaria vari
rispetto alla posizione della bobina.
Inoltre pensiamo che la concatenazione di tensione sia maggiore quando la bobina si
trova completamente inserita allinterno della struttura magnetica, mentre sia minore
quando lo spostamento porta la bobina secondaria al di fuori del complesso magnetico
poich sente una minore presenza del ferro e un minore confinamento del campo
magnetico.
Se il sensore dovesse funzionare in questo modo, ci permetterebbe di utilizzare il
segnale di tensione come indicatore della posizione e dello spostamento del cono,
potendo poi agire tramite il DSP per lattenuazione di tale spostamento o per la
modifica della modalit di spostamento del cono.

2.5.2 SCHEMA DI RETROAZIONE


Lo schema di retroazione pensato si riporta ad una retroazione classica, con un segnale
elettrico che viene prelevato da un sensore ( la nostra bobina secondaria ) e viene
inviato ad un unit di elaborazione Embedded ( nel nostro caso un DSP ) per essere
utilizzato come segnale di controllo di un algoritmo preimpostato che modifica il
segnale in ingresso predistorcendolo in modo da ottenere in ingresso al woofer il
segnale desiderato, con linearizzazione del comportamento delle sospensioni elastiche.
stato scelto il controllo in retroazione perch permette notevoli migliorie e risulta
molto utilizzato nellambito dellelettronica e nei controlli automatici.
Rispetto ad un controllo in catena aperta, la retroazione necessita di un unit di controllo
e di un sensore che ne rendono limplementazione pi costosa, ma che allo stesso tempo
portano benefici molto maggiori.
Prima di tutto definiamo la retroazione che vogliamo avere come retroazione negativa,
cio una retroazione in cui il segale di controllo viene sottratto al segnale di input.

possibile costruire retroazioni di tipo positivo, ma hanno un effetto di tipo


destabilizzante e vengono utilizzate in poche applicazioni elettroniche, per esempio per
creare gli oscillatori.
La retroazione porterebbe lerrore ( cio la differenza tra il setpoint desiderato e il
comportamento misurato ) a crescere invece che a decrescere, vanificando lutilizzo
della retroazione.
La retroazione di tipo negativo invece ha vari effetti: in elettronica molto utilizzata
negli amplificatori poich ha vari vantaggi tra cui la riduzione della sensibilit ai rumori
esterni, effetto sulla stabilizzazione del guadagno a discapito di una riduzione del
guadagno di anello.
E anche molto utile poich riesce ad ampliare la banda utile di un amplificatore.
Nei controlli automatici viene utilizzata poich permette di far decrescere nel tempo
lerrore tra misura e setpoint desiderato portando un perfetto tracking delle prestazioni
desiderate.
Viene utilizzata anche nella robotica dove queste caratteristiche positive permettono di
seguire traiettorie definite per robot mobili e antropomorfi.
Vedendo quindi tutte le caratteristiche positive della retroazione negativa decidiamo di
utilizzarla per la risoluzione del nostro problema che richiede proprio di seguire un certo
profilo di movimento del cono.
Lo schema che abbiamo in mente il seguente:

Schema di retroazione ideato per il nostro progetto

Vediamo dallo schema che il segnale di input viene mandato allamplificatore dopo
essere stato sommato alla retroazione del segnale e ad un segnale sinusoidale
unifrequenziale.
Ovviamente la linearizzazione del sistema fatta dal DSP, mentre il filtro e la sinusoide
unifrequenziale servono a svincolare la risposta del secondario dal parametro frequenza,
poich ci aspettiamo una risposta ( Vsecondario/Vprimario) non costante su tutto lo
spettro.
In particolare ci aspettiamo che questo accoppiamento cali alle basse frequenze dove la
distorsione si fa sentire in maniera pi marcata.

CAPITOLO 3 SENSORE DI POSIZIONE MEDIANTE


BOBINA SECONDARIA
3.1 DESCRIZIONE DELLALTOPARLANTE MODIFICATO
Per poter costruire il nostro sensore abbiamo dovuto apportare alcune piccole modifiche
alla struttura magnetica del nostro woofer.
Gli accoppiamenti dimensionali tra i vari componenti del circuito magnetico sono
abbastanza stretti, consentendo un gioco molto limitato tra di loro.
Andando ad inserire una bobina secondaria al di sopra della bobina primaria abbiamo
aumentato di un fattore non trascurabile lo spessore della bobina stessa.
Questo fatto ci obbliga ad allargare il diametro interno della piastra superiore dal valore
nominale di 102.2 mm al valore di 104 mm per garantire un aumento di spessore del
gap capace di far traslare la nuova e pi spessa bobina ed evitare eventuali contatti
indesiderati.
Gli altri elementi del circuito magnetico non sono stati toccati e nel woofer in generale
lunica altra modifica la presenza dei connettori di uscita della bobina secondaria che
per ovvi motivi non si trovano nellaltoparlante a catalogo.

3.1.1 LA BOBINA SENCONDARIA


Passiamo ora alla descrizione dellelemento focale della nostra trattazione: la voice coil
dotata di bobina secondaria.
Prima di tutto bisogna dire che le dimensioni dellavvolgimento secondario sono state
decise a priori prima di conoscere gli effettivi effetti fisici che affliggono la bobina e
quindi, probabilmente, non rappresentano il meglio possibile per lo studio in questione,
ma ci permettono comunque di effettuare in sicurezza le nostre prove e di arrivare a
risultati validi.
Laltezza dellavvolgimento pari a 12 mm, un valore inferiore allaltezza della piastra
in modo tale che per piccoli spostamenti essa sia praticamente insensibile, rimanendo
confinata allinterno delle espansioni delle piastre e continuandone a sentire leffetto.
Per spostamenti superiori a 1.5 mm la sonda dovrebbe cominciare a modificare il suo
comportamento poich esce in parte dallespansione delle piastre.

Di seguito si pu vedere limmagine raffigurante la bobina di progetto con il secondo


avvolgimento avvolto sul prima:

Disegno della bobina con avvolgimento secondario

Vediamo da questa immagine che le bobine risultano concentriche e centrate rispetto


allasse verticale, condividendo il punto centrale.
La bobina principale alta 30 mm contro il 12 di quella secondaria e cambiano sia il
diametro del filo di rame smaltato sia il numero di avvolgimenti.
Nella primaria si usa un filo Elektricsola da 0.4 mm di diametro (0.44 con lo smalto
isolante) e il numero di avvolgimenti pari a 130 ( 65 esterni + 65 interni ), mentre
nella secondaria si usa un filo di diametro 0.56 mm (0.6 con smalto isolante) e ha 19
avvolgimenti tutti esterni.

Lo spessore della bobina iniziale era pari a 0.44+0.5+0.44 = 1.38 mm dove 0.5 il
valore dello spessore del supporto su cui sono avvolte le due anime della bobina.
Risulta quindi facile intuire che laggiunta della bobina secondaria ha un forte impatto
sulla variazione dello spessore che passa da 1.38mm della bobina singola ai circa 2 mm
della bobina accoppiata con un aumento di circa il 30%.
Per meglio capire come si posiziona la bobina allinterno della struttura magnetica
possiamo osservare limmagine seguente:

Schema della struttura magnetica del woofer con bobina primaria e secondaria

Nellimmagine si vede come laumento di spessore notevole rispetto allo spessore


iniziale.
Limmagine mostra oltretutto un sistema modificato dove la bobina primaria
schematizzata di una altezza pari a 30mm che equivale a quella reale, mentre la
larghezza dimensionata in modo opportuno perch larea del rettangolo nellimmagine
sia uguale a quella reale della sezione delle 130 spire.

3.2 COMPORTAMENTO ELETTRICO IN ARIA


Essendo il fenomeno che vogliamo studiare molto complesso, vogliamo studiarlo in
maniera semplificata.
Il modo pi semplice di studiare il comportamento della bobina quello di porla in aria
libera e alimentarla per vedere come la tensione si concatena.
Ponendo la bobina in aria andiamo a non considerare leffetto del ferro con tutte le non
linearit ad esso collegate, riuscendo ad ottenere i risultati che dipendono solamente
dallaccoppiamento diretto delle due bobine.
Questo sistema risulta essere molto simile ad un trasformatore: infatti i due
avvolgimenti possono essere visti come primario e secondario di un trasformatore, ma si
nota la mancanza dei lamierini che ne modificano linduttanza totale.
Notando la somiglianza tra i due casi di studio possiamo utilizzare le tipologie di prove
elettriche che si applicano ai trasformatori per determinarne le caratteristiche elettriche
ed i valori da porre allinterno di un modello semplificato.
Si sceglie quindi di eseguire le cosiddette prove a circuito aperto, in modo da poter
determinare le impedenze di primario e di secondario oltre che il valore di
accoppiamento tra le due bobine espresso in dB calcolabile tramite la formula:

( )

Le impedenze di primario e secondario verranno invece calcolate tramite le seguenti


formule:

Tramite i dati raccolti saremo in grado di disegnare i grafici in funzione della frequenza
e di verificare se il legame tra le due bobine risulta costante al variare della frequenza o
se in qualche modo pu variare per colpa di un qualsiasi processo fisico.

3.2.1 SET UP DI MISURA E TIPOLOGIE DI MISURA


Per presentare i risultati delle misure risulta molto importante definire bene il sistema di
misura utilizzato.
Verificata limpossibilit di utilizzare i sistemi di misura normalmente utilizzati in
azienda poich la nostra bobina richiede una corrente pi elevata di quella che il sistema
di misura riesce ad erogare abbiamo scelto di effettuare le misure compiendo uno sweep
in frequenza manuale e misurando i segnali elettrici della bobina tramite un
oscilloscopio.
La catena di misura pu essere riassunta nellimmagine seguente che comprende tutti
gli elementi:

Catena di misura per e prove elettriche

Londa sinusoidale che eccita la bobina viene creata da un generatore di funzione che ci
permette di selezionare la forma donda, che per noi sinusoidale, e la frequenza
dellonda.
Agendo sul comando della frequenza dellonda possiamo fare lo sweep manuale da 20
Hz fino alla frequenza che riteniamo idonea per il nostro scopo.
La potenza erogata dal generatore di funzione per molto limitata e non ci permette di
studiare il comportamento della bobina.

Lalimentatore provvede a fornire la potenza necessaria, permettendoci di fissare


lerogazione massima di tensione e corrente.
Lamplificatore in classe AB autocostruito e possiede una banda decisamente
superiore a quella richiesta per la nostra esperienza e ci garantisce una buona linearit di
funzionamento.
Lamplificatore inoltre dotato di un potenziometro che ci permette di settare con
precisione la tensione di primario agente sulla bobina, che settiamo a valori piuttosto
bassi per evitare rotture accidentali della bobina prototipo e per non fare scorrere
correnti pericolose nel circuito per non far correre pericoli agli operatori.
La tensione e la corrente elettrica presenti sulla bobina secondaria vengono misurate
tramite un oscilloscopio professionale LeCroy dotato di sonde di tensione e corrente in
maniera manuale, registrando su di un file Excel i valori picco-picco della grandezza in
esame.
Si scelto di misurare i valori picco-picco perch questo ci permette di eliminare dalla
misura le eventuali componenti DC che possono scorrere sulle bobine.
Unaltra grandezza misurata lo sfasamento tra tensione e corrente di ingresso: questo
ci permette di discernere le componenti reattive da quelle attive dellimpedenza.
Per misurare limpedenza di uscita cambiamo il sistema di alimentazione, alimentando
il secondario e misurando la tensione del primario.
Viene ovviamente misurato anche lo sfasamento tra le tensioni e le correnti entranti nel
secondario per lo stesso motivo per cui lo facciamo per il primario.
Avendo definito il set up di misura possiamo proseguire e mostrare i risultati per la
bobina posta in aria.

3.2.2 LIMPEDENZA DI PRIMARIO


Limpedenza di primario della bobina posta in aria calcolata combinando le misure
effettuate sulla tensione in ingresso e la corrente in ingresso al primario.
La grandezza plottata quindi il modulo dellimpedenza vista allingresso dei terminali
della bobina principale.
Essendo la bobina formata da una parte attiva resistiva e da una parte reattiva induttiva
ci aspettiamo che limpedenza cresca rispetto alla frequenza a cui viene misurata.
Questo effetto risulta chiaro se si analizza la formula della reattanza induttiva:

Dove L rappresenta linduttanza della bobina.

Non si considerano effetti capacitivi poich essi intervengono a frequenze elevate


poich i valori delle capacit che si creano tra i vari conduttori e tra le due bobine hanno
valori molto limitati.
La formula per la reattanza capacitiva :

Il grafico che riporta limpedenza primaria della bobina in aria il seguente:

Z1
80
70
60

Z1[Ohm]

50
40
Z1(ohm)

30
20
10
0
1

10

100

1000

10000

FREQUENCY[Hz]
Impedenza primaria della bobina in aria

Possiamo vedere che a frequenze basse limpedenza di primario molto simile alla
resistenza DC della bobina (circa 5.5 Ohm) mentre quando le frequenze si alzano la
parte reattiva prende il sopravvento, portando il valore dellimpedenza totale a 75 Ohm.
importante chiarire che le componenti attive e reattive non sono semplicemente la
resistenza DC e linduttanza della bobina ma sono conglomerati di valori formati da
serie e paralleli delle resistenze e delle induttanze che formano il nostro sistema. La
parte reale quindi pu contenere al suo interno componenti di grandezze reattive ed
per questo motivo che pu modificare il suo valore in funzione della frequenza.

3.2.3 LIMPEDENZA DI SECONDARIO


Come gi detto prima limpedenza di secondario viene calcolata alimentando la bobina
secondaria e misurando le grandezze sul secondario.
Limpedenza di secondario ci aspettiamo abbia un andamento simile a quello
dellimpedenza di primario poich la catena di misurazione la stessa usata per le
misura al primario, ma con valori decisamene minori poich lavvolgimento secondario
pi corto e con una sezione maggiore.
Questo pu essere spiegato analizzando la formula della resistenza di un cavo di rame:

Vediamo che a parit di resistivit ( materiale uguale per primario e secondario ) se la


lunghezza diminuisce e la sezione aumenta la resistenza dimiuisce.
La lunghezza della bobina primaria uguale a 40.82 mt mentre la secondaria vale 5.966
mt.
La sezione varia da 0.1256

a 0.2461

, quindi praticamente raddoppia.

Il grafico che mostra landamento dellimpedenza secondaria il seguente:

Z2
0.535
0.534

Z2[Ohm]

0.533
0.532
0.531
Z2

0.53
0.529
0.528
0.527
10

FREQUENCY [Hz]

Grafico impedenza secondaria per la bobina in aria

100

I dati raccolti in questo caso ci mostrano un andamento simile al precedente anche se


limitato in frequenza ad un massimo di 100 Hz.
Vediamo che il valore di circa 0.52 Ohm, molto minore del valore misurato al
primario, proprio come ci aspettavamo.

3.2.4 RAPPORTO TRA TENSIONE DI SECONDARIO E


PRIMARIO

RAPPORTO TRA Vsec e Vprim

Frequency [Hz]
-10
10

100

1000

10000

-15

20Log(Vsec/Vprim) [dB]

-20

-25
Av
-30

-35

-40

-45
Rapporto di trasformazione per la bobina in aria

Il grafico sopraindicato mostra landamento del guadagno di tensione della nostra


bobina posta in aria.
Il rapporto di trasformazione espresso in dB ed calcolato come:
[

Vediamo che a bassa frequenza laccoppiamento molto basso, addirittura arriva ad un


valore di oltre -40 dB, valore molto basso.

A frequenza alta invece il guadagno si normalizza ad un valore prossimo al rapporto


spire:

Analizziamo ora la curva dal punto di vista qualitativo: la parte a frequenza superiore ai
600-700 Hz mostra un comportamento circa costante, segno che laccoppiamento tra le
due bobine per queste frequenze rimane invariato ad a un valore pari circa al rapporto
spire.
Intorno ai 600-700 Hz vediamo un comportamento strano, in cui laccoppiamento crolla
a valori molto bassi.
In quel punto si pensa che possa esserci un polo che quindi ci fa degradare il guadagno
ai valori minimi di circa -42 dB a 20 Hz.
Questo andamento diverso da quello che ci aspettavamo, e diverso dal comportamento
di un trasformatore a cui avevamo assimilato il nostro sistema composto dalle due
bobine in aria.
Tale effetto risulta dovuto allinduttanza di magnetizzazione del nostro prototipo, ed in
particolare al suo valore: nei trasformatori i valori di questa induttanza hanno valori
prossimi ai 200 mH, mentre nel nostro caso, come vedremo in seguito nei modelli
semplificati, hanno un valore di pochi mH e che quindi ci modifica il comportamento a
bassa frequenza. Il guadagno non costante in frequenza per rappresenta un ostacolo al
nostro progetto: infatti oltre alla posizione, che rappresenta la variabile che vogliamo
controllare, abbiamo unaltra variabile nella frequenza che fa si che il rapporto tra la
tensione di secondario e quella di primario non sia costante su tutto lo spettro e che
quindi rende pi difficile lo studio dellintero sistema.

3.3 MISURE DEL COMPORTAMENTO ELETTRICO NELLA


STRUTTURA MAGNETICA NON MAGNETIZZATA
Dopo aver studiato il comportamento delle bobine in aria libera possiamo passare al
secondo livello di complessit: le bobine poste allinterno della struttura magnetica del
woofer, con il magnete che risulta ancora non magnetizzato.
Il fatto che il magnete non sia ancora stato magnetizzato ci permette di fare un altro set
di misure statiche poich la bobina non sarebbe soggetta a nessuna forza di Lorentz,
responsabile del movimento dellequipaggio mobile del woofer.
Le prove statiche sono necessarie per comprendere al meglio i fenomeni che accadono
allinterno del nostro prototipo.
Vediamo ora i risultati delle prove eseguite alle condizioni sopra citate e le differenze
rispetto alle misure effettuate in aria.

3.3.1 SET UP DI MISURA E TIPOLOGIE DI MISURA


Le apparecchiature di alimentazione e di misura sono le stesse utilizzate per la prova
precedente in aria. Le differenze maggiori rispetto alla prova precedente risiedono nel
fatto che questa volta le misure possono essere eseguite variando la posizione della
bobina allinterno del traferro e vedendo quindi come questo influenza laccoppiamento
primario-secondario e i valori delle impedenze. Ci aspettiamo che i valori migliori di
accoppiamento e le impedenze maggiori si riscontrino nella posizione dove la bobina
pi inserita nel traferro poich la maggior quantit di ferro che circonda la bobina
confina il campo magnetico e permette di richiudere pi linee di campo sulla bobina
secondaria. Vediamo nelle seguenti immagini le tre posizioni in cui eseguiremo le
prove, e cio Top dove la bobina completamente estratta superiormente, Center dove
la bobina centrata rispetto al traferro e Down dove la bobina completamente
allinterno del traferro:

Schema della configurazione Top

Come possiamo vedere da questo schematico nella posizione di misura Top la bobina
secondaria completamente estratta mentre la primaria rimane ancora allinterno del
traferro.
Vediamo come la bobina secondaria non sia contornata da nessun tipo di materiale
ferromagnetico e quindi le linee di campo possono compiere cammini pi lunghi e non
richiudersi direttamente sulla bobina secondaria.
In questa configurazione ci aspettiamo che i risultati siano simili a quelli ottenuti nelle
prove in aria libera poich le condizioni al contorno sono molto simili.
La configurazione seguente quella denominata Center, dove la bobina secondaria e la
bobina primaria sono perfettamente centrate nel traferro tra le due piastre superiore ed
inferiore.

Schema configurazione Center

In questa configurazione ci aspettiamo che i risultati divergano rispetto a quelli misurati


nella prova precedente, portando ad un maggior accoppiamento tra le due bobine dovuto
ad un maggior confinamento del campo magnetico per effetto delle espansioni delle
piastre e conseguentemente una maggior impedenza primaria e secondaria.
Lultima configurazione in esame quella Down, dove le bobine sono completamente
immerse nella struttura magnetica:

Schema configurazione Down

In questo tipo di configurazione i risultati saranno leggermente diversi da quelli misurati


nella configurazione Center e sensibilmente diversi da quelli in configurazione Down,

con un incremento dell accoppiamento a bassa frequenza e dei valori di impedenza ad a


frequenze medio-alte.

3.3.2 LIMPEDENZA DI PRIMARIO


Di seguito mostreremo i risultati ottenuti dalle misure delle impedenze nei vari casi
sopra elencati, nellordine Top, Center e Down.

Comparativa Z1
90
80

Impedance [Ohm]

70
60
50
Z1(top)
40

Z1(center)

30

Z1(down)

20
10
0
10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza primaria nel traferro

Vediamo che come ci aspettavamo il valore dellimpedenza cresce con laumentare


dellimmersione della bobina nel traferro.
I valori a bassa frequenza sono molto simili e cominciano a differenziarsi con
laumentare di tale parametro, proprio per leffetto confinante sul campo della struttura
magnetica.
Analizzando il grafico Center notiamo che, a parte un piccolo fenomeno che modifica la
forma nella zona ad alta frequenza, il grafico ha un andamento qualitativo simile a
quello Top ma con valori di impedenza superiori.
Questo andamento confermato anche dallandamento del grafico Down che risulta
qualitativamente simile ai grafici precedenti ma con valori di impedenza ancora
maggiori.

La differenza tra le curve risulta pi marcata tra Down e Center piuttosto che tra Center
e Top, mostrandoci quindi un comportamento non lineare rispetto allaumento dellin
spostamento della bobina.
Rispetto alle pendenze delle curve vediamo che le curve sono parallele dopo il
ginocchio della curva mentre mostrano una divergenza abbastanza marcata alle basse
frequenze,.

3.3.3 LIMPEDENZA DI SECONDARIO


Il comportamento dellimpedenza di secondario segue quello dellimpedenza di
primario poich affetta dagli stessi effetti.
Andiamo a mostrare il grafico comparativo delle misure:

Z2
4
Impedance [Ohm]

3.5
3
2.5
Z2(top)

2
1.5

Z2(center)

Z2(down)

0.5
0
10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza secondaria nel traferro

Vediamo da questo grafico che in maniera qualitativa gli andamenti ricalcano quelli
delle impedenze primarie, tranne per il fatto che tra il grafico Center e Down le
differenze sono meno marcate.
Questo pu essere dovuto al basso valore di induttanza della bobina secondaria che fa
quindi pesare meno leffetto della frequenza sulla reattanza, mantenendo quindi
dominante la parte reale attiva che non subisce cambiamenti evidenti in funzione
dellentit dellinserimento della bobina nel traferro.

3.3.4 RAPPORTO TRA TENSIONE DI SECONDARIO E


PRIMARIO
Arriviamo ora allanalisi del grafico che pi ci interessa, quello che ci spiega
landamento della tensione secondaria e quindi landamento del segnale disponibile
allingresso della retroazione.

Rapporto di trasformazione
-10
20Log(Vsec/Vprim) [dB]

10

100

1000

10000

-15
-20
Av(top)
-25

Av(center)

-30

Av(down

-35
-40

Frequency [Hz]
Rapporto di trasformazione nel traferro

Possiamo vedere da questo grafico comparativo che ad alta frequenza gli accoppiamenti
sono simili e convergono verso lo stesso valore, mentre si ha una sensibile differenza a
basse frequenze.
Vediamo che come ci aspettavamo i rapporti di trasformazione tra secondario e
primario sono pi bassi nel Top e nel Center mentre laccoppiamento migliore si ha nel
caso Down. Vediamo inoltre che i ginocchio si sposta verso sinistra come da noi
immaginato per effetto dellinduttanza crescente.
Inoltre un ulteriore effetto visibile riguarda la pendenza delle curve a frequenze inferiori
a quella di ginocchio: vediamo che la curva tanto pi pendente quanto la bobina
inserita. Questo simula un comportamento abbastanza difficile da replicare con un
software di simulazione Spice poich la pendenza che un software di questo tipo ci
permette di dare ai grafici vale 20 dB/Decade che replica bene la pendenza del grafico
in aria e in parte il caso Top, mentre comincia a fallire negli altri casi dove le pendenze
sono inferiori di molto.

3.4 COMPORTAMENTO ELETTRICO WOOFER COMPLETO


Arriviamo ora a studiare il comportamento del woofer completo, con tutti gli elementi
funzionanti e il magnete magnetizzato.
Questa prova rappresenta quella definitiva e rispetto alle altre prove che erano statiche,
in questa di ha un movimento della bobina dovuto alla forza di Lorentz esercitata dal
concatenarsi del campo magnetico permanente del magnete e dalla corrente alternata
che fluisce sugli avvolgimenti della bobina.
Si parla pertanto di prova dinamica e vedremo infatti che in questo caso possiamo
vedere la distorsione in funzione dello spostamento misurato tramite laser, e che questa
si presenta maggiore nel range di frequenze pi basse, dove lo spostamento conseguente
maggiore.

3.4.1 SET UP DI MISURA


Rispetto ai set-up di misura precedenti qui abbiamo alcune differenze fondamentali: il
grafico del guadagno in tensione stato costruito tramite prove che utilizzano lo stesso
set-up di misura delle prove precedenti, cosi come i grafici dellimpedenza.
Inoltre sono stati costruiti altri grafici di impedenza utilizzando la strumentazione
presente in azienda, e cio il CLIO, strumento che permette una acquisizione dati si di
tipo elettrico (tramite collegamenti ai morsetti) che di tipo laser-ottico, in modo tale da
poter confrontare i dati elettrici con quelli relativi allo spostamento della membrana.
Vedremo che i grafici dellimpedenza misurati in laboratorio e tramite il CLIO sono
molto simili e differiscono solamente per la posizione del picco di impedenza (che
ricordiamo nel woofer non modificato si trovava a 30 Hz) poich nelle misure in
laboratorio non stata effettuata nessuna prova a 30Hz, ma a 20 e a 40 Hz, e quindi non
il picco che posizionato alla frequenza di risonanza risulta spostato da tale frequenza
ma solamente per un effetto dovuto ai pochi punti in cui la misura stata effettuata.
Le misurazioni del movimento e dellaccoppiamento sono state eseguite con diverse
tensioni di ingresso: allaumentare della tensione di ingresso nella bobina primaria
aumenta anche lo spostamento del cono, permettendoci cosi di verificare come a bassa
frequenza al crescere dello spostamento, cresca anche la distorsione nel cono.

3.4.2 IMPEDENZA DI PRIMARIO


Andiamo ora a studiare landamento dellimpedenza di primario tenendo conto che ci
aspettiamo che sia il pi possibile simile allimpedenza del woofer non dotato di bobina
secondaria.
Abbiamo effettuato varie prove con tensioni diverse ma abbiamo visto che la curva di
impedenza rimane costante e non dipende dalla tensione che vediamo in ingresso.

Z1 complete
80
70
Impedance [Ohm]

60
50
40

|Z1|

30

Z1_CLIO

20
10
0
1

10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza di primario del woofer completo

Possiamo vedere da questo grafico quello che abbiamo anticipato prima: le due curve
sono molto simili e differiscono solamente nel range di frequenze dove presente il
picco, poich per la curva blu (quella misurata con oscilloscopio) non stata effettuata
la misura a 30 Hz ma solo nei punti a 20 e 40 Hz.
Questo picco chiamato picco di impedenza ed presente in tutti gli altoparlanti,
poich dovuto alla frequenza di risonanza dellaltoparlante.

3.4.3 IMPEDENZA DI SECONDARIO


Come per le altre prove ci aspettiamo che limpedenza di secondario abbia un
andamento qualitativamente simile a quello dellimpedenza primaria ma ridotto come
valore.

Z2 complete
4

Impedance [Ohm]

3.5
3
2.5
2

Z2

1.5

Z2_CLIO

1
0.5
0
1

10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza di secondario del woofer completo

Vediamo che anche in questo caso le due curve sono simili e si discostano soprattutto
nellarea del picco per la divergenza di misura prima spiegata.
Vediamo che inoltre nella parte ad alta frequenza della curva rossa ( misure con il CLIO
) la misura affetta da rumore dovuto alla bassa tensione con cui stata effettuata la
misura e che quindi ha una componente di rumore ambientale non trascurabile.
E altres vero che questo rumore non pregiudica la lettura del grafico e la
visualizzazione dellandamento generale.

3.4.4 RAPPORTO TRA TENSIONE DI SECONDARIO E


PRIMARIO
Arriviamo ora alla parte centrale di questa tesi, e cio il grafico del guadagno di
tensione.
Come abbiamo gi detto questo grafico mostra landamento della tensione secondaria
rispetto a quella primaria, variando la tensione ai capi della bobina di ingresso.
Mostriamo quello ottenuto tramite misure fatte con loscilloscopio e tramite il CLIO
con 5V di tensione di ingresso.

Rapporto Vsec/Vprim
20Log(Vsec/vprim) [dB]

0
-5

10

100

1000

10000

-10
-15

Av (dB)

-20

Av(dB)_CLIO

-25
-30
-35

Frequency [Hz]
Rapporto di trasformazione woofer completo

Vediamo che anche in questo caso le misure coincidono quasi perfettamente, fatta
eccezione del punto a circa 110 Hz dove presente una differenza tra le curve introdotta
sempre dal numero limitato di punti in cui le misure sono state effettuate..
Questo fenomeno dovuto al movimento del cono poich non risulta presente nei
grafici precedenti dove il cono era immobilizzato e ha la forma di un circuito
antirisonante, cio un circuito che elimina una determinata banda.
Siamo ora pronti a mostrare il grafico contenente il rapporto di trasformazione tra
tensione secondaria e tensione primaria ottenuto tramite diverse tensioni di ingresso e
diversi spostamenti.
Porremo i grafici dellaccoppiamento e dello spostamento uno di seguito allaltro per
poter confrontare le frequenza pi facilmente.

Rapporto trasformazione a Vprim variable


0
1

10

100

1000

20Log(Vsec/Vprim) [dB]

-5
Av(dB)_1.25V

-10

Av(dB)_2.5V
-15

Av(dB)_5V
Av(dB)_10V

-20

Av(dB)_20V
Av(dB)_40V

-25

Av(dB)_80V
-30
-35

Frequency [Hz]
Rapporto di trasformazione woofer completo per diverse Vin

Spostamento
100

Displacement [mm]

10
D_5V
1
1

10

100

1000

D_10V
D_20V

0.1

D_40V
D_80V

0.01

0.001

Frequency [Hz]
Grafico spostamento in funzione della Vin

Da questultimo grafico vediamo che gli spostamenti maggiori si ottengono per tensioni
di ingresso maggiori (infatti vediamo che lo spostamento massimo si ha per una Vin di
80V).
Possiamo inoltre notare come al crescere della frequenza lo spostamento diminuisce
fino a valori molto piccoli, quasi impercettibili.
Inoltre ad alta frequenza le curve di spostamento tendono a sovrapporsi causando gli
stessi effetti.
Ancora pi interessante la visualizzazione del grafico del rapporto di trasformazione
in funzione della tensione di ingresso.
A frequenze oltre il buco caratteristico di questa forma donda le curve sono
pressoch sovrapposte mentre la differenza si ha a bassa frequenza.
Questo andamento si spiega con la crescente distorsione alle basse frequenze al crescere
della tensione di ingresso dovuta al maggior spostamento del cono.
La distorsione un fenomeno elettrico che si ha quando il segnale passando attraverso
un componente non lineare modifica la sua forma donda.
Questo cambiamento di forma donda dovuto alla cessione di potenza utile dalla
frequenza fondamentale (portante) alle armoniche superiori, ed spiegabile attraverso
lutilizzo della serie di Fourier.
Infatti in un segnale distorto la forma donda cambia poich aumentano le componenti
armoniche superiori alla portante che si miscelano al segnale e quindi modificano la
forma donda che non pi una sinusoide pura.

CAPITOLO

MODELLI

SPERIMETALI

PER

LA

SIMULAZIONE DEL COMPORTAMENTO DELLA BOBINA


SECONDARIA
In questo ultimo capitolo mostreremo i modelli costruiti in maniera tale da giustificare
gli andamenti delle curve visti nel capitolo precedente.
Spesso per creare un modello bisogna fare dei compromessi, poich non possibile
costruire una simulazione in tutto e per tutto uguale al sistema reale, ma bisogna
scegliere che semplificazioni adottare in modo da ottenere risultati simili a quelli
ottenuti tramite misura ma con un dispendio di capacit di calcolo proporzionato agli
obiettivi che ci siamo posti.
In pratica noi vogliamo mostrare una rappresentazione qualitativa di ci che abbiamo
misurato senza avere bisogno di una precisione assoluta.
I modelli che abbiamo creato utilizzano due software che sono molto diversi tra loro,
siccome uno utilizza il metodo dei parametri concentrati per la soluzione dei circuiti
mentre laltro utilizza il metodo degli elementi finiti e risulta pi preciso, anche se
necessita di una maggior capacit di calcolo e di maggiori tempi per la risoluzione del
task assegnato.

4.1 MODELLI SPICE


I modelli creati tramite software di tipo Spice, cio a parametri concentrati sono modelli
semplificati che permettono una rapida soluzione dei circuiti implementati.
Gli errori compiuti nel modellare questi tipi di circuiti possono essere pi o meno grandi
a seconda delle ipotesi semplificative adottate e spesso i modelli sono validi solo per
bande di frequenza abbastanza ristrette.
Infatti, come abbiamo visto nelle misure effettuate sulle impedenze, il comportamento
del circuito reale varia a seconda della frequenza poich si alternano fenomeni di varia
natura dovuti a induttanze e capacit parassite che non riusciamo a considerare con un
modello semplificato.

4.2 MODELLO SPICE PER LA BOBINA IN ARIA


Vediamo ora di presentare il modello a parametri concentrati spice delle bobine poste in
aria, iniziando quindi dal comportamento pi semplice da spiegare.

Come gi accennato in precedenza, il nostro modello pu essere visto come un


trasformatore modificato poich gli avvolgimenti non sono avvolti sui lamierini ma in
aria, ma con un comportamento assimilabile a quello di un trasformatore.
Per verificare quindi le prestazioni del prototipo in aria scegliamo di utilizzare il
modello del trasformatore reale, modificandolo a seconda delle nostre esigenze.

4.2.1

MODELLO

DEL

TRASFORMATORE

REALE

SEMPLIFICATO
Noi scegliamo di utilizzare il modello del trasformatore reale che risulta abbastanza
complesso per le caratteristiche che vogliamo studiare.
Il modello che utilizzeremo viene detto semplificato poich non tiene in considerazione
la resistenza trasversale Ro che si vedr poi di seguito nelle trattazione.
Il modello utilizzato il seguente:

modello del trasformatore reale semplificato

Vediamo ora il significato dei parametri che compongono il modello sopra indicato:
R1 ed R2 sono semplicemente le resistenze DC delle due bobine, mentre L1d e l2d sono
le induttanze che rappresentano i flussi dispersi.
Questi flussi dispersi sono definiti come i flussi che si concatenano solamente con una
delle due bobine e non con laltra.
Lo invece rappresenta linduttanza di magnetizzazione: essa modella il flusso di
corrente di magnetizzazione che scorre nel trasformatore anche quando il circuito
secondario aperto.
I valori dei componenti nel grafico qui sopra sono valori settati random e non ricalcano i
valori reali calcolati.

4.2.2 RISULTATI SIMULAZIONI

PRIMARY INPEDANCE GRAPH


80
70

Impedance [Ohm]

60
50
40

Z1(spice)

30

Z1(misurata)

20
10
0
1

10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza di primario simulata spice Vs misurata

Dal grafico precedente si pu notare un accordo molto stretto tra i parametri reali
misurati e quelli simulati tramite il software spice, con una quasi perfetta
sovrapposizione delle curve. Vediamo ora il grafico ottenuto sovrapponendo i grafici
dellimpedenza secondaria misurata e quella ottenuta dal software spice:

SECONDARY IMPEDANCE GRAPH


Impedance [Ohm]

1.2
1
0.8
0.6

Z2(spice)

0.4

Z2(misurata)

0.2
0
1

10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza di secondario simulata spice Vs misurata

Vediamo che anche in questo caso il fitting molto buono tra le due curve, anche se
siamo riusciti ad ottenerlo solamente per una banda di 20-100 Hz che comunque
rappresenta lintervallo di frequenze a cui siamo interessati.
Nello schema seguente presentata la sovrapposizione delle curve relative al guadagno
in tensione misurato e quello simulato:

Rapporto di trasformazione

Frequency [Hz]

20Log(Vsec/Vprim) [dB]

-5

10

100

1000

10000

-10
-15
-20

Av(spice)

-25

Av(misurato)

-30
-35
-40
-45
Rapporto di trasformazione simulato spice Vs misurato

Vediamo che per il rapporto di trasformazione la sovrapposizione molto buona.


Possiamo quindi dire che il modello elaborato per simulare il comportamento della
bobina in aria abbastanza accurato da riprodurre i risultati misurati.

4.3 MODELLO SPICE PER BOBINA IN STRUTTURA


MAGNETICA
Dopo aver mostrato i risultati per la bobina posta in aria proseguiamo con la costruzione
del modello, questa volta pi complicato del precedente.
Vediamo quindi come cambia il modello rispetto a quello precedente, che risultava
molto pi semplice.
In questo caso utilizziamo il modello del trasformatore reale completo, quindi con
laggiunta del parametro Ro.

4.3.1 MODELLO DEL TRAFO REALE CON Ro


Il modello sopracitato mostrato nello schema qui di sotto:

Modello del trasformatore reale

In questo schema vediamo che rispetto allo schema precedente abbiamo aggiunto Ro.
Questo elemento modella le perdite nel ferro, che possono essere causate dalla
variazione del flusso sullinduttore e perdite per isteresi magnetica.
Ovviamente queste perdite non erano presenti nel circuito precedente poich non
essendoci ferro nel contorno della bobina questi fenomeni non erano considerati.

4.3.2 RISULTATI SIMULAZIONI


Nei tre casi che abbiamo considerato i parametri del modello del trasformatore reale
subiscono delle variazioni dovute alla diverse posizioni che la bobina assume.
Di seguito mostriamo gli andamenti dei parametri e la loro variazione in funzione delle
tre posizioni scelte:

R0
35
30
25
20
R0

15
10
5
0
TOP

CENTER

DOWN

Andamento del parametro Ro nelle tre posizioni

L0
0.01
0.008
0.006
L0

0.004
0.002
0
TOP

CENTER

DOWN

Andamento parametro Lo nelle tre posizioni

L1d
0.0025
0.002
0.0015
L1d

0.001
0.0005
0
TOP

CENTER

DOWN

Andamento parametro L1d nelle tre posizioni

L2d
0.00016
0.00014
0.00012
0.0001
0.00008
0.00006
0.00004
0.00002
0

L2d

TOP

CENTER

DOWN

Andamento parametro L2d nelle tre posizioni

Analizzando i quattro grafici precedenti vediamo come i parametri variano nelle tre
posizioni.
Tutti i parametri tendono a crescere quando la bobina viene inserita allinterno della
struttura magnetica, comportamento che ci aspettavamo.
Vediamo infatti che la resistenza Ro cresce in accordo con la sua definizione in quanto e
perdite nel ferro aumentano tanto maggiore il ferro che attornia le bobine.
L1d e L2d aumentano anche se di poco per effetto della maggiore induttanza generata
dalle bobine, mentre Lo aumenta poich aumenta anche la corrente di magnetizzazione
nelle bobine.
Tali parametri sono stati calcolati in maniera manuale: abbiamo ricavato la funzione di
trasferimento manualmente dal modello del trasformatore e abbiamo diviso i contributi
in parte reale ed immaginaria.
Una volta trovati questi due contributi ne abbiamo fatto il modulo e quindi abbiamo
sovrapposto il grafico ottenuto a quello misurato in precedenza.
A questo punto abbiamo utilizzato un affinamento per tentativi in modo da creare i
grafici il pi simili possibile a quelli misurati
Qui di seguito possiamo mostrare gli andamenti raggiunti con i valori dati alle
grandezze dei circuiti qui sopra.

PRIMARY IMPEDANCE GRAPH


100
90
80

Z1 [Ohm]

70

Z1(Top)

60

Z1(Center)

50

Z1(Down)

40

Z1_tent_top

30

Z1_tent_center

20

Z1_tent_down

10
0
1

10

100
Frequency [Hz]

1000

10000

Confronto impedenza primaria spice e misurata nel traferro

Nel grafico qui sopra vediamo le curve dove le grandezze denominate _tent sono quelle
ottenute per tentativi modificando i parametri del modello spice equivalente.
Vediamo che il fitting non preciso come nel caso precedente ma riesce ancora a
seguire la curva in maniera buona replicandone landamento almeno nei casi Top e
Center, mentre si discosta leggermente nel caso Down.
Di seguito mostriamo il grafico dellimpedenza di secondario dove vediamo che la
sovrapposizione tra le curve rimane abbastanza buona ma peggiore rispetto a quella
prima eseguita.

SECONDARY IMPEDANCE GRAPH


3.5

Impedance [Ohm]

3
2.5
Z2(Top)
2

Z2(Center)
Z2(Down)

1.5

Z2_tent_top
1

Z2_tent_center
Z2_tent_down

0.5
0
1

10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Confronto impedenza secondaria spice Vs misurata nel traferro

Il grafico mostra una buona similitudine tra i grafici elaborati con il metodo sopra
indicato e le misure.
Questa similitudine cala nei grafici che simulano il comportamento Down poich il
grafico ha una pendenza particolare anche a bassa frequenza e si differenzia quindi
dallandamento che possiamo ottenere da un modello semplificato.
Ultima cosa da mostrare il grafico del guadagno nei tre casi: qui risultato molto
difficoltoso seguire landamento dei grafici poich le pendenze sono inferiori a quelle
ottenibili tramite simulazioni a parametri concentrati.

0
-5

Rapporto di trasformazione

10

100

1000

10000

20Log(Vsec/Vprim) [dB]

-10
-15
Av(Top)

-20

Av(Center)

-25

Av(Down)

-30

Av_tent_top

-35

Av_tent_center

-40

Av_tent_down

-45
-50
Frequency [Hz]
confronto rapporto di trasformazione spice Vs misure nel traferro

I grafici sono quantitativamente diversi da quelli ottenuti dalle misure in particolare


sono traslati piu in basso di circa 5 dB.
I grafici sono stati ottenuti plottando i risultati dei grafici del guadagno dopo aver fatto
il fitting sulle impedenze.
Da questo grafico possiamo ottenere delle informazioni importanti: infatti le
simulazioni confermano gli andamenti misurati e quindi i modelli utilizzati per tali
simulazioni risultano appropriati.

4.4 MODELLO SPICE WOOFER COMPLETO


Per studiare il modello di un woofer completo tuttavia possiamo appoggiarci a modelli
gi esistenti, creati per simulare il funzionamento dellaltoparlante.

4.4.1 MODELLO DI THORBORG

Modello di Thorborg dellaltoparlante

Il modello sopraindicato chiamato modello di Thorborg, dal nome di colui che lha
definito, ovvero il dr Knud Thorborg[11].
Tale modello diviso in una parte elettrica, una parte meccanica ed una parte acustica.
La parte elettrica molto simile a quella contenente i parametri longitudinali nel
modello precedente (R1 e L1d).
Laccoppiamento tra parte elettrica e meccanica avviene tramite una mutua induzione
avente come fattore di induzione Bl, e cio il fattore di forza il parametro che lega
linput elettrico alla risposta meccanica del sistema..
Dalla parte meccanica a quella acustica invece il fattore di induzione S, e cio la
superficie della membrana dellaltoparlante.
Vediamo che nella parte del circuito equivalente a quella meccanica sono implementate
Mm, Cm e Rm tramite un analogia che permette di trasformare i parametri meccanici di
Thiele-Small in parametri elettrici implementabili in un circuito elettrico.
Il circuito equivalente elettrico il seguente:

Circuito equivalente elettrico del modello di Thorborg

Possiamo quindi calcolarci Lces, Cmes e Res tramite le seguenti formule:


(

)
(

Il fattore che trasforma la velocit del cono nella tensione e che quindi permette di usare
lanalogia elettrica il seguente:

Dove u rappresenta la velocit del cono.


Analizzando il circuito equivalente vediamo che la parte meccanica ricalca esattamente
un filtro passabanda come ci eravamo immaginati e genera quindi un picco di
impedenza alla frequenza naturale del circuito che viene definita dai valori di L e C del
circuito stesso.
Questo circuito permette quindi di ricalcare landamento di un woofer reale, sostituendo
i valori di Thiele-Small dellaltoparlante in esame nel circuito per ottenere landamento
desiderato.
Per noi per questo modello rappresenta solamente met del problema: il nostro circuito
infatti diverso da quello di un altoparlante dinamico normale poich ha una seconda
bobina, che tuttavia ci aspettiamo abbia un comportamento simile.
Vedremo di seguito un nuovo modello che ci permetter di capire meglio i grafici
trovati con le prove di misurazione elettrica.

4.4.2 MODELLO CON BOBINA SECONDARIA


Il modello seguente deriva dal sopracitato modello di Thorborg, poich ne tiene la
struttura principale del circuito primario, splittando per linduttanza in due parti
diverse[12].
Questo possibile poich le induttanze hanno diversi significati fisici: L1 tiene conto
dellinduttanza generata dalla presenza del circuito magnetico, mentre Le rappresenta
linduttanza della bobina primaria.
Proprio ai capi di questa induttanza poniamo il circuito del secondario poich questo
rappresenta la bobina primaria che si affaccia su quella secondaria.

Modello altoparlante con bobina secondaria

Questo schema deriva direttamente dal circuito proposto da Thorborg, poich quello
schema rimane valido per quando riguarda la modellazione della bobina primaria e del
movimento della membrana.
Questa disposizione ci permette di modellare il prototipo costruito alla perfezione
tenendo conto degli effetti della parte meccanica e quindi del movimento del cono.
Su questo modello non sono state effettuate simulazioni e i parametri non sono stati
calcolati ma si potrebbe farlo con il metodo utilizzato precedentemente del fitting
manuale.

4.5 RISULTATI SIMULAZIONI ANSYS MAXWELL


Le ultime simulazioni eseguite sono quelle relative al software Ansys Maxwell,
software agli elementi finiti che ci permette di effettuare simulazioni molto complesse
su problematiche a loro volta complesse.
Il metodo degli elementi finiti (FEM) una tecnica numerica atta a cercare soluzioni
approssimate

di

problemi

descritti

da equazioni

differenziali

alle

derivate

parziali riducendo queste ultime ad un sistema di equazioni algebriche.


In generale, il metodo agli elementi finiti si presta molto bene a risolvere equazioni alle
derivate parziali quando il dominio ha forma complessa (come il telaio di un'automobile
o il motore di un aereo), quando il dominio variabile (per esempio una reazione a stato
solido con condizioni al contorno variabili), quando l'accuratezza richiesta alla

soluzione non omogenea sul dominio e quando la soluzione cercata manca di


regolarit.
Il Metodo F.E.M. si applica a corpi fisici suscettibili di essere suddivisi in un certo
numero, anche molto grande, di elementi di forma definita e dimensioni contenute. Nel
continuum, ogni singolo elemento finito viene considerato un campo di integrazione
numerica di caratteristiche omogenee. La caratteristica principale del metodo degli
elementi finiti la discretizzazione attraverso la creazione di una griglia (mesh)
composta da primitive (elementi finiti) di forma codificata (triangoli e quadrilateri per
domini 2D, esaedri e tetraedri per domini 3D). Su ciascun elemento caratterizzato da
questa forma elementare, la soluzione del problema assunta essere espressa dalla
combinazione lineare di funzioni dette funzioni di base o funzioni di forma(shape
functions). Da notare che talora la funzione viene approssimata, e non necessariamente
saranno i valori esatti della funzione quelli calcolati nei punti, ma i valori che forniranno
il minor errore su tutta la soluzione. L'esempio tipico quello che fa riferimento a
funzioni polinomiali, sicch la soluzione complessiva del problema viene approssimata
con una funzione polinomiale a pezzi. Il numero di coefficienti che identifica la
soluzione su ogni elemento dunque legato al grado del polinomio scelto. Questo, a sua
volta, governa l'accuratezza della soluzione numerica trovata. Nella sua forma originaria
e tuttora pi diffusa, il metodo agli elementi finiti viene utilizzato per risolvere problemi
poggianti su leggi costitutive di tipo lineare. Tipici i problemi di sforzi - deformazioni in
campo elastico, la diffusione del calore all'interno di un corpo materiale. Alcune
soluzioni pi raffinate consentono di esplorare il comportamento dei materiali anche in
campo fortemente non lineare, ipotizzando comportamenti di tipo plastico o viscoplastico. Inoltre, si considerano talora problematiche accoppiate, all'interno delle quali si
possono risolvere simultaneamente diversi aspetti complementari riconducibili ciascuno
per conto proprio ad un'analisi F.E.M. separata. Tipico in questo senso il problema
geotecnico del comportamento di un dato terreno (ambito geomeccanico) in presenza di
moti di filtrazione di falda (ambito idrogeologico).
Il metodo degli elementi finiti fa parte della classe del metodo di Galrkin, il cui punto
di partenza la cosiddetta formulazione debole di un problema differenziale.
Questa formulazione, basata sul concetto di derivata nel senso delle distribuzioni,
di integrale di Lebesgue e di media pesata (mediante opportune funzioni dette funzioni
test), ha il grande pregio di richiedere alla soluzione caratteristiche di regolarit
realistiche per (quasi) tutti i problemi ingegneristici ed pertanto strumento descrittivo

molto utile. I metodi di tipo Galrkin si basano sull'idea di approssimare la soluzione del
problema scritto in forma debole mediante combinazione lineare di funzioni (le shape
functions) elementari.
I coefficienti di tale combinazione lineare (detti anche gradi di libert) diventano le
incognite del problema algebrico ottenuto dalla discretizzazione. Gli elementi finiti si
distinguono per la scelta di funzioni di base polinomiali a pezzi. Altri metodi di tipo
Galrkin come i metodi spettrali usano funzioni di base diverse.
Ovviamente maggiore il numero di elementi, pi essi sono piccoli e maggiore la
precisione della soluzione, che porta per ad un notevole aggravio del tempo di calcolo.
La risoluzione nel nostro caso segue lutilizzo delle equazioni di Maxwell (come da
titolo del software) che rappresentano il fulcro dello studio dellinterazione
elettromagnetica.
I modelli utilizzati per le simulazioni sono il frutto di vari tentativi in cui abbiamo
modificato le definizioni dei materiali per adattarli al meglio a quelli reali utilizzati, ma
soprattutto abbiamo modificato la mesh del reticolo di elementi che rappresenta un
punto fondamentale per lo studio FEM.
La mesh va selezionata in maniera tale che sia fitta nei punti di interesse, e cio nei
punti in cui le grandezze in esame subiscono particolari variazioni o assumono
determinati valori e quindi il processo che ci permette di arrivare alla mesh definitiva
iterativo e necessita di vari tentativi.
I modelli elaborati riguardano le prove nel traferro non magnetizzato in quanto per
quelli in aria abbiamo gi ottenuto ottimi risultati con i modelli spice.

4.5.1 IMPEDENZE NEL TRAFERRO


Di seguito sono mostrati i grafici contenenti le impedenze calcolate tramite il software
Maxwell rispetto a quelle trovate tramite misure e simulazioni spice.

PRIMARY IMPEDANCE
100
90
80

Impedance [Ohm]

70

Z1(Top)_Maxwell
Z1(Center)_Maxwell

60

Z1(Down)_Maxwell
Z1_tent_top

50

Z1_tent_center
40

Z1_tent_down
Z1(top)

30

Z1(center)
20

Z1(down)

10
0
10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza Ansys Maxwell Vs Spice Vs misure

In questo grafico riuniamo tutte le misure effettuate e gli andamenti ricavati tramite le
simulazioni spice e le simulazioni con Ansys Maxwell.
I risultati ottenuti tramite Maxwell sono stati ottenuti da tre diversi modelli: uno con la
bobina in posizione Top, uno in posizione Center e uno in Posizione Down.
La mesh utilizzata stata raffinata per tentativi fino a che i risultati simulati non si sono
avvicinati a quelli misurati.
La geometria dei modelli stata costruita a partire dai fogli costruttivi dellazienda con
qualche semplificazione nelle parti pi lontane a quelle di maggior interesse.

I materiali sono stati scelti dal database interno del programma e raffinati modificando i
parametri in modo da renderli uguali a quelli reali forniti dal costruttore.
I valori di impedenza primaria in queste prove sono stati ottenuti plottando per ogni
frequenza di interesse i grafici di tensione e corrente e calcolando tramite i valori piccopicco di queste grandezze il valore del modulo di impedenza per quella determinata
frequenza.
Limpedenza del secondario invece visibile nel grafico successivo:

SECONDARY IMPEDANCE
4
3.5
3

Impedance [Ohm]

Z2(Top)_Maxwell
Z2(Center)_Maxwell

2.5

Z2(Down)_Maxwell
Z2_tent_top

Z2_tent_center
1.5

Z2_tent_down
Z2(top)

Z2(center)
Z2(down)

0.5
0
10

100

1000

10000

Frequency [Hz]
Impedenza secondaria Ansys Maxwell Vs Spice Vs misure

Anche in questo caso gli andamenti sono simili con la sola differenze dellandamento in
configurazione Down che alle basse frequenze mostra un andamento diverso, per poi
conformarsi con le simulazioni a frequenze pi alte.
Le considerazioni fatte per le impedenze primarie valgono anche per le impedenze
secondarie.

Le differenze che sono state riscontrate tra le simulazioni di Ansys Maxwell e le misure
sono imputabili alla non perfetta riproposizione della geometria e dei materiali, che pur
essendo molto simili ai valori reali non sono esattamente uguali poich anche in questo
caso sottoposti a piccoli semplificazioni.

4.5.2 RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE NEL TRAFERRO


Insieme ai risultati ottenuti per le impedenze possiamo mostrare anche quelli ottenuti
con le simulazioni per il guadagno in tensione, che riguardano il risultato a cui siamo
pi interessati.
Il grafico il seguente:

VOLTAGE GAIN

Frequency [Hz]

-10
10

100

1000

10000

-15

-20

Av(Top)_Maxwell

Voltage Gain [dB]

Av(Center)_Maxwell
-25

Av(Down)_Maxwell
Av_tent_top

-30

Av_tent_center
Av_tent_down

-35

Av(top)
Av(center)

-40

Av(down

-45

-50

Rapporto di trasformazione Ansys Maxwell Vs Spice Vs misure

Rispetto a questo grafico possiamo vedere che i risultati ottenuti sono molto simili a
quelli misurati, anche se alcune differenze sono presenti.

In primo luogo cosi come per i modelli spice il rapporto di trasformazione e minore di
quello reale misurato.
Rispetto sempre ai modelli spice vediamo che questa differenza risulta molto minore e
quindi la simulazione riesce a seguire meglio le variazioni che avvengono allinterno
del modello reale.
Questo software risulta pi preciso di quello spice ed inoltre risulta molto pi comodo
ed elastico nellutilizzo.
Infatti i parametri nel caso spice sono stati calcolati per tentativi e hanno richiesto molto
tempo.
Nel caso di Ansys invece i grafici sono stati ricavati automaticamente una volta settata
la geometria e i materiali e quindi risulta pi semplice e meno dispendioso in termini di
tempo creare un modello efficiente nel FEM rispetto a un modello spice.

CONCLUSIONI
Lobiettivo di questa tesi era di caratterizzare elettricamente e simulare il
comportamento di un woofer con una bobina secondaria in aggiunta a quella primaria di
movimento.
Tale comportamento elettrico serve per predisporre un circuito di retroazione dove un
DSP attraverso un algoritmo provveda alla linearizzazione del funzionamento delle
sospensioni elastiche della membrana e alla riduzione della distorsione introdotta da
questo tipo di non linearit.
La ipotesi su cui si basa tutto lo studio quella per cui a bassa frequenza e per alti
spostamenti della bobina primaria si instauri una distorsione nel segnale audio, dovuta
alle nonlinearit che vengono eccitate nelle sospensioni elastiche.
La tesi sostanzialmente si divisa in tre parti fondamentali: la parte iniziale
comprendente i primi due capitoli che riguardano lintroduzione ai concetti base che
servono per comprendere i risultati successivi e alla presentazione di strutture simili a
quella progettata da noi ma realizzate con tecnologie e filosofie diverse.
Il capitolo 3 riguarda invece la presentazione dei risultati delle misure elettriche
effettuate sul prototipo reale costruito e risulta quindi di tipo sperimentale.
Il capitolo 4 racchiude tutte le simulazioni effettuate tramite vari software e la
discussione delle differenze riscontrate rispetto alle misure.
Possiamo affermare che la tesi ha raggiunto risultati importanti poich siamo riusciti a
raccogliere i dati a cui eravamo interessati e questi dati sono in accordo con le
simulazioni approntate.
Il progetto risultato molto complesso e pesante dal punto di vista dellideazione, della
progettazione del componente e dal punto di vista della caratterizzazione.
Bisogna infatti indicare che il progetto rappresenta una novit a livello mondiale, poich
non mai stato realizzato un woofer con caratteristiche simili e non mai stata ideata
una retroazione che utilizzi un segnale derivante da un sensore elettrico come il nostro.
Chiaramente ho seguito personalmente la fase di progettazione del componente,
collaborando con gli ingegneri elettroacustici di RCF spa per ottenere una
configurazione che teoricamente potesse restituirci il segnale che ci aspettavamo.
Una volta definita la struttura si passati alla realizzazione dei due campioni su cui
eseguire le prove: uno stato lasciato libero per poter eseguire le prove in aria mentre
laltro stato montato nel woofer.

La parte che ha richiesto pi tempo e sforzi stata quella delle misure: infatti le misure
sono state ideate e realizzate da me manualmente nei laboratori delluniversit di
Modena e Reggio Emilia.
Ma la parte complessa della sezione riguardante le misure stata quella dove abbiamo
analizzato i risultati ottenuti: infatti trattandosi di un progetto innovativo non avevamo
confronti su cui basare la nostra analisi.
Lo studio del comportamento della bobina in aria e nel traferro mi ha personalmente
portato via molto tempo, poich non riuscivo a capire il perch dellandamento del
rapporto di trasformazione.
Alla fine siamo arrivati alla conclusione che era dovuto ad un valore molto basso
dellinduttanza delle bobine.
Ovviamente il risultato pi importante della tesi risiede nel grafico del rapporto di
trasformazione per il woofer completo: in quel grafico possiamo infatti vedere come
questo rapporto tra tensione secondaria e tensione primaria vari in base alla tensione di
ingresso sulla voice coil.
Come gi spiegato prima presente un legame diretto tra il valore della tensione di
ingresso e lo spostamento subito dal cono.
Lipotesi su cui si basava questa tesi stata verificata in toto, poich sempre osservando
il grafico del rapporto di trasformazione del woofer completo alla fine del capitolo 3
osserviamo che le curve ottenute mediante diversi valori di tensione di ingresso ( che
vogliono dire diversi valori di spostamento del cono ) presentano notevoli differenze tra
loro solo per frequenze molto basse, dove gli spostamenti sono notevoli e dove le non
linearit delle sospensioni vengono eccitate.
In questi punti agisce una notevole distorsione del segnale che comporta un notevole
calo dellaccoppiamento tra le due bobine.
Questo dato quello che ci permetter in futuro di implementare la retroazione
desiderata, poich sar un parametro di valutazione importante della distorsione e
quindi ci permetter di costruire un algoritmo che limiter tali effetti negativi.
La parte finale quella delle simulazioni: anche in questo caso le difficolt sono state
parecchie perch non erano stati elaborati modelli che potessero riprodurre
significativamente i risultati da noi ottenuti.
Abbiamo dovuto quindi adattare modelli costruiti per altri casi (trasformatore) al nostro
problema modificandone valori e geometrie.

Inoltre per i modelli spice ho eseguito un fitting manuale nei parametri che si traduce in
uno sforzo di calcolo notevole.
Infatti i conglomerati di valori che rappresentano la parte reale e la parte immaginaria
dellimpedenza sono stati calcolati a mano richiedendo molto tempo e molta attenzione,
ma permettendoci poi di variare liberamente i valori in un foglio di calcolo excel per
dare alla curva landamento voluto.
La parte di simulazione con Ansys Maxwell risultata abbastanza complessa: per
imparare ad utilizzare il software ho trascorso una giornata di formazione nella sede di
Ansys Italia dove ho appreso i comandi di base.
Modellare per il comportamento del nostro componente stata una sfida ardua: infatti
il woofer caratterizzato da un comportamento fortemente non lineare dovuto anche ai
materiali utilizzati e alla sua geometria.
Il modello finale utilizzato per le simulazioni il risultato di un procedimento lungo e
complesso di raffinamento dei parametri del modello stesso e della tipologia di
simulazione utilizzata.
Per concludere possiamo affermare che la tesi ha avuto esito positivo, arrivando a
verificare le ipotesi fatte e fornendo un importante indicatore di distorsione per
limplementazione di una futura catena di retroazione, e che i modelli elaborati
attraverso i software ci permettono di capire e valutare i cambiamenti che avvengono
nei parametri elettrici allinterno del nostro componente, e quindi di spiegare i fenomeni
osservati tramite le misure.

NOTE BIBLIOGRAFICHE
[1] Manuale di Acustica F. Alton Everest, edizioni HOEPLI
[2] Manuale di Acustica F. Alton Everest, edizioni HOEPLI
[3] Manuale di Acustica F. Alton Everest, edizioni HOEPLI
[4] Loudspeaker Design Cookbook Vance Dickanson
[5] Ideazione, progettazione e realizzazione di un sistema di sonorizzazione
professionale: il vertical array Axiom Marco Carlisi, Tesi
[6] Loudspeaker NonlinearitiesCauses,Parameters, Symptoms* Wolfgang Klippel

[7] Practical applications of a closed feedback loop transducer system equipped with
differential pressure control Fabio Blasizzo, Paolo Desii, Mario Di Cola, Claudio
Lastrucci
[8] Large motional feedback system RMS Acoustics & Mechatonics
[9] Velocity feedback compensation of electromechanical speakers for acoustic
applications Clark J. Radcliffe, Sachin D. Gogate
[10] Optical position sensors with application in servo feedback subwoofer control F.
Antonio Medrano, University of California
[11]Electrical equivalent circuit model for dynamic moving-coil transducers
incorporating a semi-inductor Knud Thorborg, Andrew D. Unruh
[12] Electrical circuit model for a Loudspeaker with an additional fixed coil in the
gap Daniele Ponteggia, Marco Carlisi, Andrea Manzini

Altre fonti consultate ma non presenti in bibliografia:


A model of loudspeaker driver impedance incorporating Eddy currents in the pole
structure , John Vanderkooy
A digital approach to actively controlling inherent nonlinearities of low frequency
loudspeakers, Paul R. Williams, David G. Meyer
Direct feedback linearization of nonlinear loudspeaker system, Wolfgang klippel
Simplified loudspeaker distortion compensation by DSP, Andrew Bright
Feedback linearization of nonlinear distortion in electrodynamic loudspeakers Johan
Suykens, Joos Vandewalle
Exact Input-Output linearization of an electrodynamical loudspeaker Hans Shurer,
Cornelis H. Slump, Otto E. Herrmann