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CNR

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE



AEI

ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA

COMITATO
ELETTROTECNICO
ITALIANO

Norma Italiana
Data Pubblicazione



Edizione

N O R M A I T A L I A N A C E I

Classificazione Fascicolo
Titolo
Title

CEI 11-37

1996-11

Prima
11-37 2911

Guida per lesecuzione degli impianti di terra di stabilimenti industriali per
sistemi di I, II e III categoria

Electrical installation in industrial premises supplied by low, medium and high voltage
systems Earthing systems installation criteria

IMPIANTI E SICUREZZA DI ESERCIZIO

G
U
I
D
A
G
U
I
D
A
CEI - Mi lano 1996. Ri produzi one vi etata.

Tutti i di ri tti sono ri servati . Nessuna parte del presente Documento pu essere ri prodotta o di ffusa con un mezzo qual si asi senza i l consenso scri tto del CEI.
Le Norme CEI sono revi si onate, quando necessari o, con l a pubbl i cazi one si a di nuove edi zi oni si a di vari anti .
i mportante pertanto che gl i utenti del l e stesse si accerti no di essere i n possesso del l ul ti ma edi zi one o vari ante.

SOMMARIO

La presente Guida contiene le raccomandazioni per una corretta esecuzione degli impianti di terra di sta-
bilimenti industriali nei quali siano presenti impianti elettrici di I, II e III categoria, ad esclusione delle of-
cine elettriche del Distributore Pubblico.
A questo scopo vengono date le indicazioni da seguire per la corretta progettazione e realizzazione degli
elementi dispersori, griglia e picchetti, dei conduttori di terra per mezzo del dimensionamento termico e
del dimensionamento alle tensioni di passo e contatto, dando utili indicazioni esecutive legate alle pos-
sibili interferenze dellimpianto con strutture metalliche esterne, ai requisiti di accessibilit e
ispezionabilit e alle misure sul posto.
La presente Guida stata elaborata tenendo conto della seguente normativa, attualmente in vigore, ri-
guardante gli impianti elettrici utilizzatori:
Norma CEI 11-8

Norma CEI 64-8.

DESCRITTORI

Impianto di terra; Stabilimento industriale; Corrente di guasto a terra; Tensioni di contatto e di passo; Funi
di guardia; Guaine metalliche dei cavi; Masse estranee; Dispersore a griglia; Dispersore a picchetto;

Resistivit del terreno; Protezione contro la corrosione; Misure sul posto;

COLLEGAMENTI/RELAZIONI TRA DOCUMENTI

Nazionali

CEI 11-1:1987-10; CEI 11-8:1989-12;

Europei

Internazionali

Legislativi

INFORMAZIONI EDITORIALI

Norma Italiana

CEI 11-37

Pubblicazione

Guida

Carattere Doc.



Stato Edizione

In vigore

Data validit

1997-1-1

Ambito validit

Nazionale

Varianti

Nessuna

Ed. Prec. Fasc.

Nessuna

Comitato Tecnico

11-Impianti elettrici ad alta tensione e di distribuzione pubblica di bassa tensione

Approvata dal

Presidente del CEI

in Data

1996-11-6

in Data

Sottoposta a

inchiesta pubblica come Progetto C.638

Chiusa in data

1996-4-30

Gruppo Abb.

2

Sezioni Abb.

A

ICS

CDU


GUIDA
CEI 11-37:1996-11

Pagina iii

INDICE GENERALE

Rif. Argomento Pag

.
C A P I T O L O

1

OGGETTO E SCOPO



1

1. 1

O ggetto

.............................................................................................................................. .............................................................

1

1. 2

Scopo

.............................................................................................................................. ..................................................................

1

1. 3

Norme e leggi di ri feri mento

.............................................................................................................................. ............

1

1. 4

Defi ni zi oni

.............................................................................................................................. ......................................................

2

1. 5

Si mboli e i ndi ci

.............................................................................................................................. ...........................................

2
C A P I T O L O

2

GENERALIT DELLIMPIANTO DI TERRA



2

2. 1

FI nali t

.............................................................................................................................. ...............................................................

2

2. 2

Tensi one di terra

.............................................................................................................................. ........................................

2

2. 3

Tensi oni di contatto e di passo

.............................................................................................................................. .......

3

Fig. 1

Andamento della tensi one sulla superfi ci e del terreno per un di spersore a gri gli a,
i mmerso nella vasca elettroli ti ca a profondi t corri spondente alli nterramento di 1 m

.......

4

Fig. 2

Andamento della tensi one sulla superfi ci e del terreno, secondo lasse A-B, ri feri ta alla
tensi one di terra

U

T

, per una rete di terra a gri gli a i nterrata a 0,5 m, di area 75 m


50 m



... 5

Fig. 3

Tensi one di contatto

U

C

e di passo

U

P

a cari co
Tensi one di contatto

U

CO

e di passo

U

PO

a vuoto

..........................................................................................

6

Tab. 1

.............................................................................................................................. ................................................................................

7

2. 4

Ri levanza delle tensi oni di contatto e di passo ( UC e UP)

.......................................................................

8

2. 5

Protezi one contro le scari che atmosferi che

.........................................................................................................

9

2. 6

Drenaggi o delle cari che elettrostati che

...................................................................................................................

9
C A P I T O L O

3

LA CORRENTE DI GUASTO A TERRA: RIPARTIZIONE E PERCORSO



9

3. 1

Generali t

.............................................................................................................................. ........................................................

9

3. 2

Ali mentazi one i n BT

.............................................................................................................................. ................................

9

3. 3

I mpi anti con propri a cabi na o stazi one di trasformazi one,
ali mentati da una rete di di stri buzi one i n MT o i n AT

.................................................................................

9

3. 4

Ali mentazi one i n MT

.............................................................................................................................. .............................

10

Fig. 4

Correnti capaci ti ve di guasto a terra i n una rete con neutro i solato

...............................................

11

3. 5

Ali mentazi one i n AT

.............................................................................................................................. ..............................

12

3. 6

Percorso e ali mentazi one della corrente di guasto

.......................................................................................

13

Fig. 5

Schema di pri nci pi o e andamento quanti tati vo delle correnti per guasto uni polare
a terra di uni nstallazi one i ndustri ale senza autoproduzi one

................................................................

14

Fig. 6

Schema di pri nci pi o e andamento quali tati vo delle correnti per guasto uni polare a terra
nelli potesi che lo stabi li mento i ndustri ale si a dotato di autoproduzi one:
a) guasto entro lo stabi li mento i ndustri ale
b) guasto fuori dallo stabi li mento i ndustri ale ( per es. i n li nea)

..........................................................

15

3. 7

Contri buto delle funi di guardi a e delle guai ne metalli che dei cavi I ci rcui ti di ri torno

....

16

Fig. 7

Andamento della corrente percentuale nel di spersore di stazi one per guasto a terra
ali mentato da una sola li nea provvi sta di una o due funi di guardi a, i n funzi one della
resi stenza di terra dei sostegni RS per alcuni valori della resi stenza di terra della stazi one

..

18

Tab. 2

............................................................................................................................... ..............................................................................

19

Fig. 8

Catena composta dalla i mpedenza

Z

w

delle funi
e dalla resi stenza di terra

R

S

dei sostegni posti a di stanze uguali

d

T

Z

p

= I mpedenza di i ngresso della fune di guardi a

.......................................................................................

20

Fig. 9

Ri parti zi one delle correnti di corto ci rcui to a terra
per guasto alli nterno dello stabi li mento

..............................................................................................................

21

3. 8

Messa a terra della distribuzione MT allinterno dellimpianto industriale: corrente di guasto

..

22
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CEI 11-37:1996-11

Pagina iv

Fig. 10

Esempi o di schema sempli fi cato di cabi na pri mari a di utente,
con di stri buzi one nello stabi li mento i n MT i ntermedi a e BT

................................................................

22

Fig.11 I l neutro e le masse i n medi a tensi one sono collegate ad una uni ca rete di terra magli ata ... 26
Fig. 12a Schema equi valente del ci rcui to di guasto ......................................................................................................... 26
Fig. 12b Schema equi valente del ci rcui to di guasto ......................................................................................................... 27
C A P I T O L O
4 COLLEGAMENTO DEL NEUTRO DELLA BT ALLIMPIANTO GENERALE DI TERRA DELLE
INSTALLAZIONI ALIMENTATE IN MT E AT 28
Fig. 13 I mpi anto di terra uni co .............................................................................................................................. ....................... 29
Fig. 13a Si stema TN-S .............................................................................................................................. ............................................... 29
Fig. 13b Si stema TN-C .............................................................................................................................. ............................................... 29
Fig. 14 I mpi anti di terra di cabi na e di stabi li mento separati ................................................................................. 31
Fig. 14a Si stema TT .............................................................................................................................. ..................................................... 31
Fig. 14b Si stema TN .............................................................................................................................. .................................................... 31
Fig. 15 Cabi na MT/BT con terra esterna, U
T
> 250 V si stema TT ........................................................................ 33
C A P I T O L O
5 TENSIONI TRASFERITE ALLESTERNO DELLIMPIANTO DI TERRA 35
5. 1 Generali t .............................................................................................................................. ...................................................... 35
5. 2 Funi di guardi a .............................................................................................................................. .......................................... 35
5. 3 Guai ne metalli che dei cavi .............................................................................................................................. ............... 36
5. 4 Masse estranee .............................................................................................................................. ........................................... 36
Fig. 16 Separazi one su tubazi one fuori terra ...................................................................................................................... 38
Fig. 17 I nterruzi one dellacquedotto con un tratto di materi ale i solante ........................................................ 39
Fig. 18 I nterruzi one conti nui t elettri ca delle rotai e ...................................................................................................... 40
Fig. 19 Cancello elettri co i nterno alla terra di stazi one ............................................................................................... 42
Fig. 20 Cancello elettri co esterno alla terra di stazi one ............................................................................................... 43
C A P I T O L O
6 INTERFERENZE TRA IMPIANTO DI TERRA E STRUTTURE METALLICHE ESTERNE 44
Fig. 21 Strutture comprendenti una recinzione metallica sostenuta da paletti metallici interrati nella zona
dinfluenza di una maglia di terra; andamento della tensione U
T
% sul terreno a partire dal centro
della maglia, nella direzione indicata, in percento della tensione totale di terra della maglia
Estensione totale della recinzione supposta pari a 40 m e sostenuta da tre paletti interrati .......... 45
Fig. 22 Strutture comprendenti una recinzione metallica sostenuta da paletti metallici interrati nella
zona dinfluenza di una maglia di terra; andamento della tensione U
T
% sul terreno a partire dal
centro della maglia, nella direzione indicata, in percento della tensione totale di terra della
maglia Recinzione che si estende anche al di fuori della zona di influenza della maglia .... 46
C A P I T O L O
7 PROPRIET DIVERSE; INTERFACCIA CON IL DISTRIBUTORE PUBBLICO 46
C A P I T O L O
8 IL DISPERSORE IN IMPIANTI DI II E III CATEGORIA 47
8. 1 Generali t .............................................................................................................................. ...................................................... 47
8. 2 Di spersore magli ato, o a gri gli a .............................................................................................................................. .... 47
8. 3 Resi stenza del di spersore a gri gli a [bi bl. 8, 14] ................................................................................................... 48
8. 4 Resi stenza del di spersore verti cale, o pi cchetto [bi bl. 8, 11]................................................................... 48
8. 5 Altri di spersori .............................................................................................................................. ............................................ 49
8. 6 La resi sti vi t del terreno .............................................................................................................................. ...................... 50
Tab. 3 .............................................................................................................................. .............................................................................. 50
Tab. 4 .............................................................................................................................. .............................................................................. 50
8. 7 Di mensi onamento termi co del di spersore a gri gli a ...................................................................................... 50
8. 8 Di mensi onamento termi co dei conduttori di terra ........................................................................................ 51
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C A P I T O L O
9 DIMENSIONAMENTO ALLE TENSIONI DI CONTATTO E DI PASSO 51
9. 1 Determi nazi one delle U
C
e U
P
.............................................................................................................................. ........ 51
9. 2 Ri medi , provvedi menti corretti vi .............................................................................................................................. .. 52
9. 3 Schema a blocchi .............................................................................................................................. ..................................... 53
Fig. 23 Schema a blocchi per le tensi oni di contatto U
CA
= U
C
ammi ssi bi le secondo 2.1.04 della Norma CEI 11-8....................................................................................... 54
9. 4 Esecuzi one delli mpi anto di terra .............................................................................................................................. 55
9. 5 Protezi one contro la corrosi one .............................................................................................................................. ... 55
9. 6 I nterferenze ad Alta Frequenza .............................................................................................................................. ..... 56
9. 7 Altri aspetti esecuti vi .............................................................................................................................. ............................. 57
Fig. 24 Messa a terra di una barri era metalli ca di protezi one ................................................................................ 58
9. 8 Accessi bi li t, vi si bi li t, i spezi onabi li t .................................................................................................................... 59
C A P I T O L O
10 DIMENSIONAMENT O ED ESECUZIONE DELLIMPIANTO DI TERRA NELLA SEZIONE DI
I CATEGORIA DI INSTALLAZIONE INDUSTRIALE CON PROPRIA CABINA DI TRASFORMAZIONE 59
10. 1 Di mensi onamento termi co di i mpi anto di ti po TT ....................................................................................... 59
10. 2 Di mensi onamento termi co di i mpi anto di ti po TN ...................................................................................... 59
Fig. 25 .............................................................................................................................. .............................................................................. 61
10. 3 Protezi one contro i contatti i ndi retti ........................................................................................................................ 63
10. 4 Esecuzi one delli mpi anto di messa a terra .......................................................................................................... 66
10. 5 Mi sura delli mpedenza dellanello di guasto ..................................................................................................... 69
Fig. 26 Ci rcui to uti li zzato per la determi nazi one
della tensi one di contatto U
CG
i n caso di reale guasto franco a massa .......................................... 70
C A P I T O L O
11 PRESCRIZIONI PARTICOLARI 71
11. 1 I mpi anti di i llumi nazi one stradale i nterna .......................................................................................................... 71
11. 2 Drenaggi o delle cari che elettrostati che ................................................................................................................. 71
C A P I T O L O
12 MISURE SUL POSTO 73
12. 1 Mi sura della resi sti vi t del terreno ............................................................................................................................ 73
Fig. 27 Schema del ci rcui to usato per la mi sura della resi sti vi t del terreno .............................................. 73
12. 2 Mi sura della resi stenza totale di terra ..................................................................................................................... 74
12. 3 Mi sura delle tensi oni di passo e di contatto ...................................................................................................... 76
Fig.28 Ci rcui to uti li zzato per le mi sure:
a) della resi stenza totale di terra;
b) delle tensi oni di contatto e di passo ................................................................................................................. 77
BIBLIOGRAFIA 78
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C A P I T O L O
1 OGGETTO E SCOPO
1.1 Oggetto
La presente Gui da ri guarda gli i mpi anti di terra di stabi li menti i ndustri ali nei quali
si ano presenti i mpi anti elettri ci di I , I I e I I I categori a o solamente di I e I I catego-
ri a o solamente di I categori a.
Nel comune li nguaggi o tecni co la I categori a coi nci de con la BT, la I I categori a
con la MT, e la I I I categori a con la AT. Nel segui to del testo anche le deni zi oni
di i nstallazi one, stabi li mento e i mpi anto si ri tengono equi valenti .
Non ri entrano nelloggetto di questa gui da le stazi oni , le cabi ne e i n genere le of-
ci ne elettri che del Di stri butore Pubbli co ( D.P.) .
1.2 Scopo
Scopo della presente Gui da di dare sempli ci i ndi cazi oni al progetti sta e alli nstal-
latore, nellambi to delle Norme esi stenti , per i l di mensi onamento delle vari e parti
delli mpi anto, per la prati ca esecuzi one dello stesso e per le mi sure da esegui re.
Le condi zi oni che seguono sono di carattere generale e non tengono conto del fatto
che le propri et dello stabi li mento i ndustri ale e della rete di ali mentazi one possano
essere di verse. Nel caso, pur molto frequente, che la rete di ali mentazi one si a di
propri et di versa da quella dello stabi li mento i ndustri ale, i n parti colare si a quella del
Di stri butore Pubbli co, accordi dovranno essere presi dalle due parti , adeguandosi
alle normati ve usuali del D.P. secondo le i ndi cazi oni che verranno date al Cap. 7.
1.3 Norme e leggi di riferimento
Norma CEI 11-1. I mpi anti di produzi one, trasporto e di stri buzi one di energi a
elettri ca Norme generali .
( Attualmente i n vi gore lottava edi zi one, O ttobre 1987, Fasci colo 1003) .
Norma CEI 64-8. I mpi anti elettri ci uti li zzatori a tensi one nomi nale non superi o-
re a 1000 V i n corrente alternata e a 1500 V i n corrente conti nua.
( Attualmente i n vi gore la terza edi zi one, O ttobre 1992, fasci coli 1916-1922) .
Norma CEI 81-1. Protezi one di strutture contro i fulmi ni .
( Attualmente i n vi gore la terza edi zi one, Di cembre 1990, fasci colo 1439) .
Norma CEI 11-8. I mpi anti di produzi one, trasmi ssi one e di stri buzi one di ener-
gi a elettri ca I mpi anti di terra.
( Attualmente i n vi gore la terza edi zi one, Di cembre 1989, fasci colo 1285) .
Norma CEI 11-20. I mpi anti di produzi one di ffusa di energi a elettri ca no a
3 MW, Gennai o 1991 2 Edi zi one.
Norma CEI 64-2. I mpi anti elettri ci nei luoghi con peri colo di esplosi one.
( Attualmente i n vi gore la quarta edi zi one, Novembre 1990, fasci colo 1431) .
Gui da CEI 64-12. Gui da per lesecuzi one delli mpi anto di terra negli edi ci
per uso resi denzi ale e terzi ari o.
Gui da CEI 11-25 Calcolo delle correnti di corto ci rcui to nelle reti tri fasi .
Le pi i mportanti leggi che i n qualche modo fanno ri feri mento con gli i m-
pi anti di terra sono le seguenti :
DPR 27 Aprile 1955 n 547 Norma per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;
Legge 5 Marzo 1990 n 46 Norma per la si curezza degli i mpi anti ;
DPR 6 Di cembre 1991 n 447 Regolamento di attuazi one della legge 5 Mar-
zo 1990 n 46 i n materi a di si curezza degli i mpi anti ;
Allegato D al RD 6.5.1940 Regolamento per lesecuzione del T.U. delle leggi di P.S.
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150.000
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1.4 Denizioni
Per tutte le deni zi oni si ri manda alle Norme CEI 11-1, 11-8 e 64-8.
1.5 Simboli e indici
O ve non speci cato nel testo, i si mboli e gli i ndi ci sono gli stessi delle
Norme 11-1, 11-8 e della Gui da 11-25.
C A P I T O L O
2 GENERALIT DELLIMPIANTO DI TERRA
2.1 FInalit
Le pri nci pali nali t delli mpi anto di terra sono:
a) vi ncolare ( medi ante collegamento di retto o trami te i mpedenza, per lo pi pu-
ramente resi sti va) i l potenzi ale di determi nati punti ( i n generale i l centro stel-
la, naturale o arti ci ale) dei si stemi elettri ci ( di uno di essi , di alcuni o di tutti )
esi stenti nellarea delli mpi anto consi derato;
b) di sperdere nel terreno correnti del si stema elettri co i n regi me normale e per-
turbato senza danni per lapparecchi atura;
c) assi curare che le funzi oni a) e b) si svolgano i n condi zi oni di si curezza per le
persone per quanto ri guarda i l ri schi o di folgorazi one;
d) di sperdere nel terreno le correnti convogli ate dagli i mpi anti di protezi one
contro le scari che atmosferi che.
2.2 Tensione di terra
I l di spersore ha una resi stenza verso terra che di pende dalle sue di mensi oni e
dalle caratteri sti che del terreno nel quale posto. I l prodotto della corrente di -
spersa per la resi stenza di terra la tensi one di terra U
T
, ci o la tensi one che li m-
pi anto di terra, e qui ndi tutte le masse ad esso collegate, assume verso i l terreno
a di stanza i nni ta ci o a potenzi ale zero.
Landamento del potenzi ale sulla superci e del terreno sovrastante un di spersore
a gri gli a, rappresentato a ti tolo di esempi o i n Fi g. 1, come da mi sure alla vasca
elettroli ti ca per un di spersore a gri gli a regolare [bi bl. 1], e i n Fi g. 2, come ri sulta
da programma di calcolo per un di spersore a gri gli a i rregolare, conforme alla
pi anta ri portata nella parte superi ore della gura [bi bl. 2]. I valori sono dati i n %
della U
T
, rappresentata i n entrambe le gure dalla retta tratteggi ata parallela
allasse delle asci sse i n corri spondenza al valore 100% sullasse delle ordi nate.
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2.3 Tensioni di contatto e di passo
La tensi one di contatto la di fferenza di potenzi ale fra la parte metalli ca ( massa)
di una apparecchi atura, messa i n tensi one da un guasto, e i l terreno dove pre-
sumi bi lmente si troverebbero i pi edi di un operatore che toccasse acci dentalmen-
te la massa. Tenendo presente che la tensi one della massa prati camente uguale
a quella del di spersore al quale collegata metalli camente, si pu anche di re che
la tensi one di contatto uguale alla di fferenza di potenzi ale fra i l di spersore e i l
terreno nel punto i n cui si posano i pi edi delloperatore. Unanaloga di fferenza di
potenzi ale si pu stabi li re i n caso di guasto a terra nelli nstallazi one i ndustri ale,
tra i l terreno ed una massa estranea. Secondo la deni zi one della Norma CEI 11-8
per tensi one di contatto si i ntende convenzi onalmente la tensi one mano-pi edi ,
con i pi edi alla di stanza di 1 m dalla proi ezi one verti cale della massa.
La tensi one di passo la di fferenza di potenzi ale fra due punti del terreno posti
alla di stanza di un passo convenzi onalmente deni ta dalla Norma CEI 11-8 pari a
1 m, e corri sponde alla di fferenza di potenzi ale fra le due li nee equi potenzi ali af-
oranti nel terreno nei due punti consi derati .
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Fig. 1 Andamento della tensione sulla supercie del terreno per un dispersore a griglia, im-
merso nella vasca elettrolitica a profondit corrispondente allinterramento di 1 m
LEGENDA
a Di agonal e spi gol o arrotondato
b Medi ana
c Profondi t 1m
U
m
tensi one sul terreno i n corri spondenza del centro del l e magl i e
a
b
c
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Fig. 2 Andamento della tensione sulla supercie del terreno, secondo lasse A-B, riferita alla
tensione di terra U
T
, per una rete di terra a griglia interrata a 0, 5 m, di area 75 m 50 m
U
m
= Tensi one del terreno espressa i n % di U
T
. Nella pi anti na superi ore i nume-
ri danno i valori della tensi one i n corri spondenza del centro delle magli e
i n % di U
T
.
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Fig. 3 Tensione di contatto U
C
e di passo U
P
a carico
Tensione di contatto U
CO
e di passo U
PO
a vuoto
LEGENDA
U
CO
, U
PO
Tensi oni di contatto e di passo a vuoto
U
C
, U
P
Tensi oni di contatto e di passo appl i cate al l a persona
R
T
Resi stenza di terra del di spersore
R
C
Resi stenza del corpo umano
R
TP
Resi stenza tra i l terreno e un pi ede
U
T
Tensi one di terra
Schema del ci rcui to per U
C
Schema del ci rcui to per U
P
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La presenza delluomo, i n vi rt della sua resi stenza i nterna, convenzi onalmente
assunta pari a 1000 , altera landamento della tensi one di contatto e di passo i n
superci e. La Fi g. 3 chi ari sce la di sti nzi one fra tensi one di contatto e di passo a
vuoto e sulluomo [bi bl. 3].
Nello schema relati vo alla tensi one di contatto, luomo che tocca la massa i n ten-
si one, cortoci rcui ta 1 m di terreno tra la massa stessa e i suoi pi edi . Se la sua resi -
stenza fosse nulla, li ni zi o della curva del potenzi ale sulla superci e del terreno si
sposterebbe sempli cemente dalla massa ai suoi pi edi ; poi ch i nvece la sua resi -
stenza non nulla la presenza delluomo si ri solve i n un ri alzo della curva del
potenzi ale sotto i suoi pi edi nel senso di avvi ci nare i l potenzi ale del terreno a
quello della massa. La resi stenza totale delluomo si compone della somma della
sua resi stenza i nterna di 1000 , come detto sopra, pi la resi stenza tra pi edi e
terreno. Q uestulti ma di pende dalla resi sti vi t dello strato superci ale del terreno,
e ci spi ega perch uno dei provvedi menti pri nci pali per li mi tare la corrente nel
corpo umano, si a propri o quello di aumentare la resi sti vi t dello strato superci a-
le del terreno, come si vedr i n segui to al par. 8.6.
Convenzi onalmente per tensi one di contatto si ntende quella tra una mano e i due
pi edi ; ne consegue che, detta R
TP
la resi stenza terreno-pi ede, nello schema relati -
vo alla tensi one di contatto U
C
, la resi stenza dei due pi edi i n parallelo .
Si mi lmente nella rappresentazi one della tensi one di passo, luomo cortoci rcui ta
un tratto di terreno di 1 m, provocando una ri duzi one della di fferenza di poten-
zi ale sulla superci e del terreno tra questi due punti , nelli potesi naturalmente
che luomo si sposti radi almente ri spetto alla massa.
Poi ch i due punti del terreno tendono a portarsi allo stesso potenzi ale, i l pi ede
pi vi ci no alla massa provoca un abbassamento della curva del potenzi ale, e i l
pi ede pi lontano corri spondentemente un ri alzo.
Nel ci rcui to corri spondente alla tensi one di passo, i pi edi sono tra loro i n seri e,
qui ndi la resi stenza terreno-pi ede eguale a 2 R
TP
, vale a di re 4 volte maggi ore
che nel caso della U
C
.
Nella tabella che segue sono i ndi cati i li mi ti posti dalla Norma CEI 11-8,
par. 2.1.04 per gli i mpi anti di terra nelle ofci ne elettri che e negli i mpi anti di terra
con tensi one nomi nale maggi ore di 1000 V.
Tab. 1
Si ri leva che nella Norma CEI 11-8 non si fa pi di sti nzi one tra tensi one di contat-
to U
C
e di passo U
P
, e la ragi one di ci di pende dalla maggi ore peri colosi t della
corrente nel corpo umano nel percorso mano-pi edi che nel percorso pi ede-pi e-
de. I n effetti i l peri colo per le persone di pende essenzi almente dalla corrente e
dalla sua durata, ci o dallenergi a li berata durante i l passaggi o della corrente.
Q uesta energi a determi nante nei ri guardi del ri schi o di bri llazi one ventri colare
nel cuore, che la causa pri nci pale degli esi ti letali da folgorazi one.
Tempo eliminazione guasto (s) Tensione di contatto e di passo U
C
e U
P
2 50
1 70
0, 8 80
0, 7 85
0, 6 125
0, 5 160
1
2
---R
T P
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Largomento trattato i n dettagli o nei rapporti I EC 479-1 ( 1984) e
I EC 479-2 ( 1987)
( 1)
, nella quale sono esposti anche i valori della resi stenza pro-
babi le del corpo umano, e qui ndi i l procedi mento segui to per passare dal valore
di corrente ammi ssi bi le, ai valori delle tensi oni di contatto ammi ssi bi li . Q ueste i n-
fatti sono di pi prati ca appli cazi one al ne della protezi one contro i contatti di -
retti e i ndi retti .
Dallanali si delle resi stenze delle di verse parti del corpo umano esposta nella
suddetta norma, ri sulta che i l percorso da pi ede a pi ede i l meno peri coloso nei
ri guardi della bri llazi one ventri colare; ne consegue che i l cri teri o di una sogli a
uni ca per U
C
e U
P
cautelati vo nei ri guardi di questulti ma.
2.4 Rilevanza delle tensioni di contatto e di passo (U
C

e U
P
)
Se la resi stenza di terra delli mpi anto bassa, e se la corrente che passa attraver-
so li mpi anto di terra relati vamente pi ccola, allora anche la tensi one totale di
terra U
T
potr essere mantenuta al di sotto dei li mi ti ammessi per U
C
e U
P
.
Ma nei si stemi elettri ci con neutro ri gi damente a terra, la corrente di guasto
monofase a terra pu raggi ungere valori di di versi kA i n funzi one del numero e
della potenza dei trasformatori di ali mentazi one e dei cri teri adottati nelleserci zi o
della rete. Conseguentemente la tensi one U
T
pu raggi ungere valori molto eleva-
ti : per esempi o se si assume una resi stenza di terra delli mpi anto di 0, 5 , e una
corrente di guasto monofase a terra di 10 kA, allora ri sulta:
dove: U
T
= tensi one di terra i n kV;
I
T
= corrente di terra i n kA;
R
T
= resi stenza di terra i n .
Tuttavi a anche i n questo caso le condi zi oni di si curezza possono essere ri spettate
se le tensi oni di contatto e di passo sono contenute nei li mi ti della tabella.
Q uesto pu essere determi nato i n sede di progetto si a con ri cerche alla vasca elet-
troli ti ca, si a con programmi adeguati di calcolo, e i n ogni caso pu e deve essere
veri cato con mi sure sul posto, a i mpi anto ni to. Ma come si vede subi to dalle de-
ni zi oni stesse di tensi oni di contatto e di passo, e dallandamento delle tensi oni i n
superci e di Fi g. 1, qualunque si ano le di mensi oni e la forma del di spersore, le U
C
e U
P
sono sempre una frazi one della tensi one totale di terra. Ri cerche teori che e
lesperi enza quasi secolare autori zzano pertanto a ri tenere, sulla base di cri teri mol-
to cautelati vi , che se la tensi one di terra non supera del 20% i li mi ti ammessi per le
U
C
, queste sono ri spettate i n qualsi asi punto delli mpi anto. Perci la Norma 11-8 al
par. 2.1.04 prevede lesonero dalla veri ca sul posto per tutti gli i mpi anti dove
U
T
1,20 U
C
. Con condi zi oni restri tti ve i mposte alle di mensi oni e alla geometri a
delli mpi anto, questo esonero esteso i noltre no al li mi te U
T
1,8 U
C
; i nfatti sulla
base di calcoli , prove e mi sure fatti su i mpi anti di terra che ri spettano le li mi tazi oni
suddette, si pu ammettere con buon margi ne di si curezza, che i valori ammi ssi bi li
per U
C
si ano sempre soddi sfatti i n tutti i punti delli mpi anto. Ci non vuol di re a
pri ori che la stessa relazi one U
T
1,8 U
C
non si a vali da anche per i mpi anti maggi o-
ri ; si potrebbe anzi sostenere che quanto pi esteso li mpi anto, tanto mi nore la
sua R
T
e qui ndi a pari t di altre condi zi oni , anche la sua U
T
. Ma di fronte alli nni ta
plurali t di forme e di mensi oni degli i mpi anti , non ci si senti ti autori zzati , per ora,
ad estendere i ndi scri mi natamente la vali di t della relazi one predetta.
(1) Tradotti nel l a Pubbl i cazi one CEI fasci col o 1335 P (1990).
U
T
= I
T
R
T
= 10 0, 5 = 5 kV
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2.5 Protezione contro le scariche atmosferiche
Q uando deve servi re anche per la protezi one contro le scari che atmosferi che, li m-
pi anto di terra deve soddi sfare anche tutte le prescri zi oni della Norma CEI 81-1.
2.6 Drenaggio delle cariche elettrostatiche
Le strutture che, i n determi nate condi zi oni , possono essere sedi di cari che elet-
trostati che che, a loro volta, possono essere causa di i nnesco di mi scela esplosi va
gas-ari a o di nubi di polvere combusti bi le, devono essere collegate al di spersore
generale ( CEI 64-2 art. 14.2.02) . Vedere pi avanti i n 11.2.
C A P I T O L O
3 LA CORRENTE DI GUASTO A TERRA: RIPARTIZIONE E PERCORSO
3.1 Generalit
La Norma CEI 11-8 ( par. 2.1.03) di sti ngue tra corrente di guasto I
G
, deni ta mas-
si ma corrente di guasto monofase a terra del si stema elettri co e corrente di terra
I
T
deni ta quota parte della corrente di guasto I
G
che li mpi anto di sperde nel ter-
reno. Nei paragra seguenti vengono messe i n evi denza le i mpli cazi oni che
questa di sti nzi one comporta, ai ni del di mensi onamento delli mpi anto di terra.
Q uando gli stabi li menti i ndustri ali sono ali mentati da una rete esterna, questa ali -
mentazi one pu avveni re i n BT, MT, o AT, i n funzi one della potenza ri chi esta e
della posi zi one dello stabi li mento i ndustri ale ri spetto alla sua rete di ali mentazi o-
ne [bi bl. 4].
3.2 Alimentazione in BT
Gli stabi li menti i ndustri ali ali mentati i n bassa tensi one sono messi a terra con lo
schema TT. Gli i mpi anti di terra di questo ti po sono regolati dalla Norma
CEI 64-8. Alcune ulteri ori i nformazi oni speci che per gli i mpi anti i ndustri ali sono
date al Cap. 10.
Agli i mpi anti di terra relati vi a appli cazi oni resi denzi ali e terzi ari e, dedi cata lap-
posi ta gui da CEI 64-12.
3.3 Impianti con propria cabina o stazione di trasformazione, alimentati da
una rete di distribuzione in MT o in AT
Alli nterno dello stabi li mento ali mentato i n MT o i n AT, luti li zzatore pu avere
una di stri buzi one uni ca i n BT, oppure una di stri buzi one i n MT per lali mentazi o-
ne di motori o cari chi maggi ori , e i n BT per tutto i l resto. La di stri buzi one i n MT
pu essere alla stessa tensi one di ali mentazi one, oppure ad un valore di verso
MT
1
opportunamente scelto.
Si possono perci avere i seguenti casi :
ali mentazi one i n MT e di stri buzi one i n BT ;
ali mentazi one i n MT con trasformazi oni MT/MT
1
, di stri buzi one i n MT e MT
1
,
con cabi ne MT
1
/BT o MT/BT e successi va di stri buzi one i n BT ;
ali mentazi one i n AT, con trasformazi one AT/MT e successi va di stri buzi one se-
condo i cri teri precedenti .
Nel segui to si consi derano i punti essenzi ali relati vi alla messa a terra nei casi so-
pra esposti .
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3.4 Alimentazione in MT
I n I tali a generalmente le reti MT sono a 15 kV o 20 kV, e sono gesti te con neutro
i solato. I n tali reti i l ci rcui to di guasto non pu chi udersi altro che attraverso le
capaci t verso terra della rete di ali mentazi one ( Fi g. 4) .
Poi ch le capaci t verso terra di una rete, si a aerea che i n cavo, sono un parametro
di stri bui to, la corrente di guasto I
G
funzi one, oltre che della tensi one, anche
dellestensi one della rete ed qui ndi tanto pi alta quanto pi estesa la rete.
La Norma CEI 11-8 sugli i mpi anti di terra ri porta al par. 2.1.03 la formula per va-
lutare la corrente di guasto i n reti con neutro i solato:
1)
dove I
G
= corrente di guasto i n A
U = tensi one nomi nale della rete i n kV
L
1
= lunghezza delle li nee aeree, i n km
L
2
= lunghezza delle li nee i n cavo, i n km
Per lunghezza delle li nee L
1
e L
2
si i ntendono le lunghezze ri spetti vamente delle
li nee aeree e i n cavo ordi nari amente collegate metalli camente fra loro durante
leserci zi o.
La stessa relazi one si pu espri mere i n mani era mnemoni camente pi sempli ce
sotto la forma:
3 A per ogni 10 kV di tensi one nomi nale e 100 km di li nea aerea;
2 A per ogni 10 kV di tensi one nomi nale e 1 km di li nea i n cavo.
Lapporto dei cavi , dunque, ci rca 67 volte quello delle li nee aeree, a causa della
maggi ore capaci t dei cavi verso terra. I l coefci ente 0, 2 della formula 1) si ri feri -
sce a cavi con i solamento i n carta i mpregnata. Per cavi con i solamento soli do,
opportuno ri feri rsi al costruttore per ottenere dati pi attendi bi li .
I n deni ti va nei si stemi con neutro i solato:
la corrente capaci ti va di guasto a terra I
G
di pende dalla estensi one della rete
al momento del guasto;
la corrente capaci ti va di guasto a terra I
G
i ndi pendente dal punto del gua-
sto; ci o la corrente di guasto la stessa si a che i l guasto avvenga vi ci no ai
morsetti del trasformatore di ali mentazi one, o vi ci no allutente, al termi ne di
una li nea.
I
G
= U ( 0, 003 L
1
+ 0, 2 L
2
)
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Fig. 4 Correnti capacitive di guasto a terra in una rete con neutro isolato
Per i l di mensi onamento delli mpi anto di terra si consi dera la congurazi one compo-
sta dalle li nee ordi nari amente collegate metalli camente tra loro durante leserci zi o.
Per fare un esempi o, se lutente collegato ad una rete MT a 15 kV la cui massi -
ma estensi one, con tutte le li nee i n tensi one si a di 80 km di li nee aeree e di 6 km
di li nea i n cavo, la corrente di guasto a terra :
I n sostanza nelle reti a MT con neutro i solato, la corrente di guasto a terra ge-
neralmente modesta; da poche deci ne di ampere per reti prevalentemente aeree,
a qualche centi nai o di ampere per reti prevalentemente i n cavo, come quelle ur-
bane. La Norma CEI 11-8 ( par. 2.3.02) prescri ve che li mpi anto di terra i n reti con
neutro i solato si a di mensi onato, per quanto ri guarda la si curezza delle persone,
con ri feri mento qui ndi alla tensi one di terra e alle conseguenti tensi oni di contat-
to, per la massi ma corrente di guasto monofase a terra che li mpi anto pu essere
chi amato a di sperdere nel terreno.
3
2
2
11
1
3
3
1
2
C1
C1
C2
C2
C3
C3
I
G
I
C2
I
C2
I
C3
I
C3
I
G
= 3 1, 5 0, 8 + 2 1, 5 6 = 3, 6 + 18 = 21, 6 A
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Ma nelle reti con neutro i solato, se una fase va a terra, la tensi one verso terra del-
le altre due fasi sane sale alla tensi one concatenata. I l corri spondente i solamento
verso terra vi ene allora solleci tato a regi me da una tensi one volte maggi ore e
dalle sovratensi oni transi tori e che si ori gi nano i n segui to al guasto a terra stesso.
I n questa si tuazi one potrebbe veri carsi un secondo guasto a terra i n corri spon-
denza di eventuali punti deboli della rete. Q uesto secondo guasto a terra stabi li -
sce un cortoci rcui to tra fasi attraverso la terra, e la corrente assume un valore cor-
ri spondentemente pi elevato i n funzi one delli mpedenza del ci rcui to di guasto.
La Norma CEI 11-8 ( par. 2.3.02) prescri ve che i l conduttore di terra nelle reti ove
non si a predi sposta lapertura automati ca del ci rcui to per pri mo guasto a terra,
si a di mensi onato per la corrente di doppi o guasto monofase a terra. Ci ad evi ta-
re che la conseguente solleci tazi one termi ca porti alla sua fusi one, che sarebbe
poi di fci le da i ndi vi duare.
La corrente di doppi o guasto a terra una corrente di cortoci rcui to bi fase, i l cui
valore di pende qui ndi dalla di stanza tra i due punti di scari ca su fasi di verse. Ci
pu portare ad un campo di valori molto vasto, i n funzi one delle i mpedenze del
ci rcui to compreso tra i due guasti , magari su radi ali di verse. La letteratura tecni ca
[bi bl. 5] d le formule generali e quelle relati ve ai casi pi frequenti . Al li mi te pe-
r, poi ch non si pu escludere che i l secondo guasto avvenga nelle i mmedi ate
vi ci nanze della stessa cabi na del pri mo, un cri teri o cautelati vo porterebbe a valu-
tare la corrente di secondo guasto a terra uguale a quella del c.c. bi fase, che :
2)
dove e sono ri spetti vamente le correnti di c.c. bi fase e c.c. tri fase.
3.5 Alimentazione in AT
Q uando la ri chi esta di potenza dello stabi li mento supera alcuni MVA, lali menta-
zi one pu conveni entemente essere fatta i n AT ; per lI tali a le tensi oni normali zza-
te sono 132 kV o 150 kV od eventualmente 220 kV, che corri spondono a tensi oni
massi me della rete di 145 kV, 170 kV, 245 kV ( Norma CEI 11-18) .
I l neutro della rete AT efcacemente a terra, e qui ndi ogni guasto a terra un
cortoci rcui to monofase a terra, con valori dellordi ne dei kA. I l valore di questa
corrente di cortoci rcui to di pende uni camente dalla potenza dellali mentazi one e
dalli mpedenza del ci rcui to di guasto. Ne consegue che, allopposto di quanto av-
vi ene con neutro i solato,
la corrente di guasto non di pende dallestensi one della rete,
di pende i nvece dal punto di guasto, e dalla congurazi one della rete che ali -
menta i l guasto.
I l calcolo delle correnti di c.c., si a tri fase si a monofase a terra, ri portato nella
letteratura tecni ca e pu essere esegui to secondo la Gui da CEI 11-25, secondo le
Pubbli cazi oni I EC 909-1 e I EC 909-2.
Nelle reti AT con neutro a terra, sulle li nee aeree protette con protezi oni di stanzi -
ometri che, i guasti che i nteressano la li nea sono eli mi nati dalli ntervento coordi -
nato delle protezi oni i n pri mo gradi no e dalli nterruttore asservi to a ri chi usura ra-
pi da. I guasti che i nteressano le stazi oni ali mentate sono eli mi nati dalli ntervento
del secondo gradi no conseguente alla ri chi usura rapi da. I n pri ma approssi mazi o-
ne si pu ri tenere che i l tempo di eli mi nazi one del guasto pu essere consi derato
di 0, 5 s salvo casi parti colari .
3
I
k2

3
2
-------I
k
=
I
k2
I
k

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3.6 Percorso e alimentazione della corrente di guasto
Q ualunque si a i l ti po di ali mentazi one, non sempre tutta la corrente di guasto a
terra vi ene di spersa dal di spersore nel terreno, come gi anti ci pato i n 3.1.
La corrente di terra I
T
quella determi nante per la valutazi one delle tensi oni di
contatto.
Si consi deri ad esempi o i l guasto i n uno stabi li mento come i ndi cato nelle
Fi g. 5a) e 5b) .
I n Fi g. 5a) lo stabi li mento i ndustri ale, ali mentato da un trasformatore con neu-
tro a terra lontano ( ali mentazi one da una sorgente esterna allo stabi li mento i ndu-
stri ale) . Trascurando per sempli ci t la presenza delle funi di guardi a, la corrente
di guasto ri entra tutta attraverso i l terreno trami te i l di spersore, e qui ndi I
G
= I
T
.
Se lali mentazi one avvi ene i nvece da una sorgente i nterna allo stabi li mento i ndu-
stri ale, i l percorso della corrente di guasto si chi ude trami te i l di spersore alli nterno
dello stabi li mento stesso ( con ofci na elettri ca i nterna) come i ndi cato i n Fi g. 5b) .
Come si vede chi aramente nella gura, i l percorso della corrente tra i l guasto ed
i l neutro del trasformatore i nteressa solamente i l collegamento metalli co rappre-
sentato dalla gri gli a di terra, e non vi corrente di spersa nel terreno.
I n questo caso qui ndi I
T
= 0.
Procedendo nellesame dei casi possi bi li , lo stabi li mento i ndustri ale pu essere
ali mentato da due sorgenti contemporaneamente, una esterna ed una i nterna
come nel caso che ci si a una autoproduzi one, ma anche una ali mentazi one da
una rete esterna, come i ndi cato i n Fi g. 6a) .
Q ui le due si tuazi oni di Fi g. 5 coesi stono e la corrente di guasto si di vi de i n due
rami , uno rappresentato dalla corrente di terra I
T
che corri sponde al contri buto
della sorgente esterna, un altro rappresentato dalla I
G
I
T
che corri sponde al
contri buto dellautoproduzi one. Solo la corrente I
T
determi nante nei ri guardi
delle tensi oni di contatto e di passo. Nel caso di Fi g. 6a) questa appunto la cor-
rente di guasto prodotta dalla sorgente esterna; ma se i l guasto avvi ene fuori del-
lo stabi li mento per es. su un palo di li nea, e le due sorgenti sono i n parallelo
( Fi g. 6b) la corrente I
T2
che attraversa i l di spersore dello stabi li mento i ndustri ale
pu essere anche superi ore alla corrente I
T
di Fi g. 6a) , se premi nente i l contri -
buto dellautoproduzi one. Li mpi anto di terra deve i n ogni caso esser di mensi on-
ato per la maggi ore tra le correnti che chi amato a di sperdere nel terreno.
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Fig. 5 Schema di principio e andamento quantitativo delle correnti per guasto unipolare a
terra di uninstallazione industriale senza autoproduzione
LEGENDA
a Ofci na el ettri ca esterna
b Stabi l i mento i ndustri al e
c Uti l i zzatore
d Terra
C
T
Conduttore di terra
C
N
Conduttore di neutro del trasformatore
I
G
Corrente di guasto
I
T
Corrente di terra
R
T
Resi stenza di terra del l i mpi anto i ndustri al e
E Di spersore di terra
E
E
E
C
T

(
P
E
)
C
T

(
P
E
)
I
T
I
G
I
G
I
G
I
G
I
G
I
G
I
T
I
T

=

I
G
I
T

=

0
R
T
R
T
R
T
C
N
C
N
a
b
c
c
b
a
)
A
l
i
m
e
n
t
a
z
i
o
n
e

d
a

u
n
a

s
o
r
g
e
n
t
e

e
s
t
e
r
n
a
b
)
A
l
i
m
e
n
t
a
z
i
o
n
e

d
a

u
n
a

s
o
r
g
e
n
t
e

i
n
t
e
r
n
a
d
d
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Fig. 6 Schema di principio e andamento qualitativo delle correnti per guasto unipolare a ter-
ra nellipotesi che lo stabilimento industriale sia dotato di autoproduzione:
a) guasto entro lo stabilimento industriale
b) guasto fuori dallo stabilimento industriale (per es. in linea)
LEGENDA
a Ofci na el ettri ca esterna
b Stabi l i mento i ndustri al e
c Terra
C
T
Conduttore di terra
C
N
Conduttore di neutro del trasformatore
I
G
Corrente di guasto
I
T
Corrente di terra
E Di spersore di terra
G G
I
T
I
T
R
T
I
T
I
T
E E
C
T
C
N
C
N
C
T
R
T
C
T
I
G I
G
= I
T
G G
I
T1
I
G
I
G
R
T
I
T1
I
T1
E E E
C
T
C
N
C
N
C
T
R
T
R
T
I
T2
I
T2
a b
a
b
c
c
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3.7 Contributo delle funi di guardia e delle guaine metalliche dei cavi
I circuiti di ritorno
I n una rete con neutro a terra si i ntendono per ci rcui ti di ri torno quegli elementi
che collegano di rettamente gli i mpi anti di terra, o sempli cemente i l punto di gua-
sto, con i l centro stella del trasformatore che ali menta i l guasto, e consentono a
una parte della corrente di guasto di tornare alla sorgente di ali mentazi one senza
i nteressare i l terreno. I n Fi g. 5b) i l ci rcui to di ri torno i l di spersore stesso che i n
questo caso, a di spetto del nome, non di sperde corrente nel terreno, ma la con-
vogli a di rettamente al neutro del trasformatore.
Ma anche nel caso pi generale di sorgente esterna alli mpi anto consi derato vi
possono essere ci rcui ti metalli ci di ri torno, e questi sono ti pi camente le funi di
guardi a delle li nee aeree e gli schermi o le guai ne metalli che dei cavi , se collegati
agli i mpi anti di terra delle stazi oni , o stabi li menti i ndustri ali .
Anche nelle reti con neutro i solato ci possono essere collegamenti metalli ci tra
di fferenti i mpi anti di terra, come appunto gli schermi dei cavi , se connessi a terra
ad entrambe le estremi t. I n questo caso non ri vestono pi laspetto di veri ci r-
cui ti di ri torno, quanto pi uttosto quello di conduttori di terra che adempi ono la
funzi one di mettere tra loro i n parallelo di versi i mpi anti di terra. I n tal modo tutti
gli i mpi anti di terra i nterconnessi sono coi nvolti nel guasto ovunque esso si a, ma
la corrente di spersa nelli mpi anto i n cui avvi ene i l guasto vi ene corri spondente-
mente ri dotta e cos anche la sua tensi one di terra [bi bl. 1, 9, 10].
I n una rete con neutro a terra, la fune di guardi a o lo schermo dei cavi adempi o-
no a due funzi oni :
1) La pri ma, che vale solo per le funi e le guai ne di li nee che ali mentano i l gua-
sto, quella di drenare una notevole ali quota della corrente di guasto stessa,
sottraendola al di spersore di stabi li mento, i n vi rt dellaccoppi amento i ndut-
ti vo tra le spi re costi tui te dai conduttori di fase e dal terreno e le spi re costi tu-
i te dalle funi di guardi a o guai ne metalli che e dal terreno.
Grazi e al contri buto di tali ci rcui ti di ri torno, i l compi to del di spersore dello
stabi li mento pu essere notevolmente alleggeri to.
Per ogni li nea che ali menta i l guasto si deni sce fattore di ri duzi one r
i
i l rap-
porto tra la corrente di terra I
Ti
, ci o la ali quota di corrente i mmessa nel terre-
no attraverso i l di spersore, e la corrente di guasto monofase a terra 3I
0i
forni ta
dalla li nea stessa, ci o:
3)
I l termi ne 3 I
0i
, ci o tre volte la componente omopolare, deri va dal calcolo della
corrente di guasto monofase a terra con i l metodo delle componenti si mmetri che,
quale quello raccomandato nelle Norme I EC e qui ndi anche nella Gui da
CEI 11-25. I n sostanza 3 I
0
= I
G
.
Per una li nea con funi di guardi a i l fattore di ri duzi one r di pende dal materi ale
delle funi , dalla loro i mpedenza omopolare, dalle di stanze tra le funi di guardi a e
conduttori di fase, dalla resi stenza dei di spersori dei sostegni di li nea e dalla
resi sti vi t del terreno.
Metodi di calcolo del fattore r si trovano nella letteratura tecni ca [bi bl. 1, 6, 7] e
anche nella pubbli cazi one I EC 909-3 [bi bl. 5].
r
i
I
T i
3 I
0i

------------- =
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Come valori di ori entamento per fune di guardi a si ngola, nelli potesi cautelati va
di trascurare i l contri buto alla di spersi one da parte dei sostegni di li nea, valgono
i seguenti :
fune i n acci ai o zi ncato r = 0, 95;
fune i n alumoweld r = 0, 85;
fune i n copperweld r = 0, 70.
I n Fi g. 7 [bi bl. 7] sono forni ti alcuni abachi per la lettura del fattore di ri duzi one r
nel caso di li nea con una o due funi di guardi a, i n funzi one del valore della resi -
stenza di terra R
s
dei sostegni di li nea e per alcuni valori della resi stenza di terra
R
T
del di spersore della stazi one. I n presenza di sostegni di li nea di pi ccola resi -
stenza di terra la corrente drenata dalle funi di guardi a pu essere notevolmente
superi ore ai contri buti mi ni mi i ndi cati sopra.
Per i cavi , i l fattore di ri duzi one r di pende dal ti po e di mensi one degli schermi e
guai ne metalli che e deve essere chi esto al costruttore. Per cavi con tensi oni di
eserci zi o di 132 kV e 150 kV, i n oli o ui do o i n i solamento soli do, con sezi oni da
150 mm
2
a 1000 mm
2
, valori i ndi cati vi sono 0, 25 0, 30.
Valori ori entati vi per cavi 10-20 kV sono i seguenti :
i solamento i n carta i mpregnata:
Cu 95 mm
2
/guai na i n pi ombo 1, 2 mm r = 0, 20 0, 60
Al 95 mm
2
/guai na i n allumi ni o 1, 2 mm r = 0, 20 0, 30
i solamento i n XLPE ( poli eti lene reti colato) :
Cu 95 mm
2
/16 mm
2
di schermo di rame r = 0, 50 0, 60
[bi bl. 8].
Le guai ne dei cavi hanno dunque un effetto drenante molto superi ore a quello
delle funi di guardi a, occorrer per esegui re per essi la veri ca termi ca, come
verr detto nel segui to.
Si a nel caso di funi di guardi a che nel caso di guai ne metalli che di cavi , la corren-
te di terra ri dotta espressa da:
4)
se i l guasto ali mentato da una li nea, e da:
5)
se le linee alimentanti il guasto sono due, dove r
1
e r
2
, rispettivamente I
01
e I
02
sono i fattori di riduzione e le correnti omopolari delle due linee.
Corrispondentemente, le correnti nelle funi di guardia divengono rispettivamente:
6)
7)
Nel caso di linee in cavo, per gli sfasamenti tra le diverse correnti, la corrente drena-
ta dalle guaine metalliche dei cavi non ricavabile direttamente dalla conoscenza
del fattore di riduzione r. Daltra parte occorre vericare che questa corrente drena-
ta dalla guaina sia inferiore a quella ammissibile nella guaina stessa. Per informazio-
ni conviene rivolgersi al costruttore, tenendo presente che con il termine generico
di guaina metallica si intendono sia gli schermi sia le eventuali armature metalliche.
I
T
r I
G
r 3I
0
= =
I
T
r
1
3I
01
r
2
3I
02
+ =
I
w
I
G
I
T
= 1 r ( ) 3I
0
=
I
w
1 r
1
( ) 3I
01
I
w2
; 1 r
2
( ) 3I
02
= =
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Fig. 7 Andamento della corrente percentuale nel dispersore di stazione per guasto a terra
alimentato da una sola linea provvista di una o due funi di guardia, in funzione della
resistenza di terra dei sostegni R
S
per alcuni valori della resistenza di terra della sta-
zione
LEGENDA
a R
s
() per due funi
b R
s
() per una fune
u
n
a

f
u
n
e
d
u
e

f
u
n
i
c
o
p
p
e
r
w
e
l
d
u
n
a

f
u
n
e
d
u
e

f
u
n
i
a
c
c
i
a
i
o
u
n
a

f
u
n
e
d
u
e

f
u
n
i
a
l
u
m
o
w
e
l
d
a
b
a
b
b
a
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Pagina 19 di 80
2) La seconda funzi one espli cata dalle funi di guardi a e dalle guai ne metalli -
che di tutte le li nee i n arri vo o i n partenza, anche da quelle che non ali men-
tano i l guasto, o addi ri ttura sono fuori tensi one purch con funi di guardi a e
guai ne collegate alli mpi anto di terra dello stabi li mento i ndustri ale.
Tale funzi one deri va dal fatto che la successi one di celle i n cascata formate
dalle campate di una fune di guardi a e dai di spersori di terra dei sostegni di
li nea costi tui sce un ci rcui to di sperdente ( dispersore ausiliario) i n parallelo al
di spersore pri nci pale dello stabi li mento.
Li mpedenza di i ngresso della catena Z
p
della catena, come rappresentato i n
Fi g. 8, si pone i n parallelo alla resi stenza del di spersore.
Dette:
R
S
la resi stenza di terra di un sostegno
Z
w
li mpedenza omopolare di una campata di fune di guardi a
nelli potesi sempli cati va che tutti i valori di R
s
si ano costanti almeno per i pri mi
pali i n partenza dallo stabi li mento o stazi one, e che le corri spondenti campate
abbi ano una lunghezza costante, i l valore della i mpedenza di i ngresso di una
fune di guardi a dato da [bi bl. 11, 12, 13, 14]:
8)
Poi ch i n genere i l valore di Z
w
molto pi basso di quello di R
S
, la precedente
si pu anche sempli care i n:
9)
Formule per i l calcolo di Z
w
e Z
p
si possono trovare nella letteratura tecni ca e
nella Pubbli cazi one I EC 909-3 [bi bl. 5].
I n Tab. 2 sono ri portati alcuni valori delli mpedenza di ngresso ( modulo e fase)
per funi di guardi a si ngole di di verso materi ale e per due valori della resi stenza
di terra R
s
dei sostegni di li nea.
La lunghezza della campata supposta 300 m.
Tab. 2
Analoga funzi one espli cata dalle guai ne metalli che dei cavi se sono collegate a
terra a entrambi gli estremi . I n tal caso li mpedenza Z
p
somma delli mpedenza
omopolare delle tre guai ne metalli che ( i n parallelo) e della resi stenza di terra del
di spersore della stazi one conti gua allo stabi li mento i ndustri ale, che ri sulta colle-
gata i n seri e agli schemi .
Materiale della fune di guardia Impedenza di ingresso Resistenza di terra R
s
dei sostegni di linea
R
s
= 5 R
s
= 50
Acci ai o
Z
p
[]

2, 5
10
7
16
Alumoweld
Z
p
[]

1, 7
20
5, 5
27
Copperweld
Z
p
[]

1, 4
31
5
36
Z
p
1
2
---Z
w
Z
w
R
s
Z
w
2
4
------- + + =
Z
p
1
2
---Z
w
Z
w
R
s
+ =
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Lo schema della di stri buzi one della corrente di guasto i n una stazi one o stabi li -
mento i ndustri ale ali mentato i n entra-esce da due li nee ad AT i n rete con neutro
a terra e con autoproduzi one locale, o comunque con trasformatore con neutro
messo a terra i n stazi one, si presenta come i n Fi g. 9 [bi bl. 5, 8].
La corrente di guasto monofase a terra ri sulta:
10)
La corrente che i nteressa i l di spersore di stabi li mento e i di spersori ausi li ari nel
loro complesso ( Fi g. 9) ri sulta:
11)
dove r = fattore di ri duzi one della li nea che i ndi ca i l guasto;
I
Tr
= corrente di guasto monofase dal trasformatore;
I
T
= corrente di terra che i nteressa i l complesso di sperdente.
Li mpedenza di terra della stazi one con i di spersori di guardi a collegati :
12)
La tensi one di terra :
13)
La corrente i ni ettata a terra dal solo di spersore di stabi li mento ( Fi g. 9) :
14)
Tale corrente va presa i n consi derazi one per la determi nazi one delle tensi oni di
contatto e di passo.
Fig. 8 Catena composta dalla impedenza Z
w
delle funi e dalla resistenza di terra R
s
dei soste-
gni posti a distanze uguali d
T
Z
p
= Impedenza di ingresso della fune di guardia
LEGENDA
a Fune di guardi a
b Terra
I
G
3 I
0
I
T R
+ =
I
T
r I
G
I
T R
( ) =
Z
T
1
1
R
T
------ n
1
Z
P
------ +
----------------------- =
U
T
I
T
Z
T
=
I
RT
I
T
Z
T
R
T
------
,
_
=
a
b
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Pagina 21 di 80
Fig. 9 Ripartizione delle correnti di corto circuito a terra per guasto allinterno dello stabilimento
LEGENDA
a Terra
b Conduttore di fase
c Autoproduzi one
d Ci rcui to equi val ente
e Fune di guardi a
f Di spersore
I
Tr
= Corrente di guasto nel neutro del trasformatore
I
G
= Corrente di guasto
I
T
= Corrente di terra
I
RT
= Corrente di spersa nel terreno
R
S
= Resi stenza di terra dei sostegni
R
T
= Resi stenza di terra del di spersore
Z
P
= Impedenza di ngresso del l a fune di guardi a
U
T
= Tensi one di terra
a
b
c
d
e
f
a
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Pagina 22 di 80
3.8 Messa a terra della distribuzione MT allinterno dellimpianto
industriale: corrente di guasto
Q ualunque si a lali mentazi one pri mari a, alli nterno dello stabi li mento ci potrebbe
essere una rete i n medi a tensi one per ali mentare cari chi parti colarmente i mportanti .
La medi a tensi one potrebbe essere la stessa dellali mentazi one esterna, a 15 kV
( o 20) kV, oppure essere una tensi one i ntermedi a, scelta tra quelle normali zzate,
i n prati ca 10 kV o 6 kV.
Lo schema potrebbe essere quello di Fi g. 10.
Per la di stri buzi one i n medi a tensi one alli nterno delli mpi anto i ndustri ale si pos-
sono segui re due si stemi :
rete a neutro i solato;
rete con neutro a terra attraverso i mpedenza.
3.8.1 Rete a neutro isolato
Q uesto si stema pu essere i mposto dallesi genza di conservare i n eserci zi o li m-
pi anto per un certo tempo, anche i n presenza di un contatto a terra di una fase.
La corrente di guasto i nfatti che, come si vi sto, la corrente capaci ti va verso
terra della rete, si manti ene ad un valore cos basso da rendere tollerabi le i l dan-
no da essa provocato nel punto di guasto ( cavi , trasformatori , quadri ed even-
tualmente macchi ne rotanti ) .
Fig. 10 Esempio di schema semplicato di cabina primaria di utente, con distribuzione nello
stabilimento in MT intermedia e BT
Appena la corrente capaci ti va supera i 5 A 10 A, questa soluzi one di venta pra-
ti camente i nappli cabi le.
Per quel che ri guarda li mpi anto di terra dellutente, ci o delli mpi anto i ndustri a-
le, i l suo funzi onamento di verso a seconda che la sorgente di ali mentazi one si a
solo esterna o solo i nterna alli mpi anto, o si a una combi nazi one dei due casi .
20 kV
6 kV
Utenze BT Utenze MT
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Q ui ci li mi ti amo a consi derare i l caso pi frequente di stabi li mento i ndustri ale ali -
mentato i n MT da una rete esterna, con di stri buzi one i nterna propri a, a una MT
i ntermedi a, per es. 6 kV, come rappresentato nella Fi g. 10, per lali mentazi one
dei cari chi pi pesanti . I n questo caso, lutente li bero di scegli ere i l cri teri o che
crede per quel che ri guarda li ntervento delle protezi oni e qui ndi , i n parti colare,
i l funzi onamento per tempi lunghi con una fase a terra.
I n queste condi zi oni per, se non previ sta, per ragi oni di conti nui t di eserci -
zi o, li nterruzi one automati ca del ci rcui to al pri mo guasto a terra, li mpi anto di
terra per i l guasto a terra sulla rete a 6 kV, di mensi onato, per quel che ri guarda
la portata i n corrente, per la corrente di doppi o guasto a terra. Prati camente i l
problema ri guarda pi che altro i conduttori di terra, mentre non ha nessuna ri le-
vanza agli effetti delle tensi oni di contatto, i n quanto nessuna corrente di guasto
vi ene di spersa nel terreno, ma percorre prevalentemente conduttori metalli ci dei
di spersori i ntenzi onali e di fatto ( ausi li ari ) . I nfatti i l caso ri cade nello schema di
Fi g. 5b) , nel quale per la di stri buzi one avvi ene con rete a neutro i solato i nvece
che con neutro a terra come i vi i ndi cato.
I l terzo caso ti pi co dellali mentazi one esterna dal D.P., con autoproduzi one i n-
terna alli mpi anto. Per leserci zi o i n parallelo delle due reti , lutente deve prende-
re accordi con i l D.P., conformemente alle prescri zi oni della Norma CEI 11-20. I l
di spersore di terra deve essere di mensi onato per la corrente capaci ti va di guasto
a terra prodotto solamente dalla rete MT del D.P., i n quanto quella prodotta
dallautoproduzi one si chi ude attraverso i conduttori metalli ci come nel caso pre-
cedente. Si torna su tali consi derazi oni al Cap. 7.
3.8.2 Rete con neutro a terra tramite impedenza
I n questo si stema i l neutro della rete MT alli nterno dello stabi li mento collegato
a terra attraverso una resi stenza o reattanza li mi tatri ce della corrente di guasto.
La resi stenza di messa a terra pu essere i nseri ta di rettamente fra i l centro stella
dei trasformatori o dei generatori , o talvolta di reattanze zi g-zag di sbarra ( centro
stella tti zi o) , e la terra ( resi stenza a medi a tensi one) : oppure i l collegamento av-
vi ene attraverso i l secondari o di un trasformatore monofase i nseri to fra centro
stella e terra. I l valore della resi stenza di messa a terra scelto secondo due cri te-
ri di versi , i n relazi one ai di versi aspetti protetti vi che si vogli ono pri vi legi are:
resi stenza di basso valore, atta a ri durre la corrente di guasto a terra a valori
compresi tra la corrente nomi nale di un trasformatore di ali mentazi one e al-
cune centi nai a di ampere;
resi stenza di alto valore, atta a li mi tare la corrente di guasto a terra a valori
dellordi ne della deci na di ampere o meno.
I l pri mo cri teri o, pri vi legi a la robustezza dei componenti ( resi stenza) e la sempli -
ci t dei di sposi ti vi di protezi one, che possono essere del ti po usato per la prote-
zi one contro le sovracorrenti ; i l potenzi ale del si stema ri sulta saldamente vi ncola-
to a terra ed ri dotto al mi ni mo i l peri colo di sovratensi oni transi tori e, si a di
ori gi ne i nterna che esterna, i n mi sura confrontabi le con quanto avvi ene per i si -
stemi con neutro di rettamente a terra. Per contro, tanto pi elevate sono le cor-
renti di terra, tanto maggi ori sono i danni di un guasto a terra. Come detto, si pri -
vi legi a la protezi one contro le sovratensi oni a scapi to di quella contro i l
cortoci rcui to.
I l secondo cri teri o avvi ci na molto i l cri teri o a neutro i solato e pri vi legi a la prote-
zi one contro i danni conseguenti alle elevate correnti , nelle macchi ne rotanti e
nei trasformatori e, non meno i mportante, nei quadri , non solo dovuti al pri mo
guasto, ma soprattutto allevolversi di questo. Tanto mi nore i l peri colo ( e i danni )
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per corrente, tanto maggi ore latti tudi ne del si stema ad essere sede di sovraten-
si oni di vari a ori gi ne ( osci llazi oni per guasto a terra, ri sonanza fra cavi e ri duttori
di tensi one, ferrori sonanza) .
Ancora i n relazi one al valore delle correnti di guasto a terra ( prati camente i ndi -
pendente dal punto di guasto) i rel devono essere di ti po di rezi onale, e i noltre
capaci di di scri mi nare fra la componente capaci ti va e quella atti va, dovuta
questulti ma prevalentemente alla resi stenza di messa a terra; i noltre, al decresce-
re della corrente di guasto, necessari o adottare ri duttori di ti po toroi dale.
Come nella soluzi one a neutro i solato, appena la corrente capaci ti va supera i
5 10 A, questa soluzi one di venta prati camente i nappli cabi le [bi bl. 4].
Q ualunque si a i l valore della resi stenza di messa a terra, appli cando ancora i l
metodo delle componenti si mmetri che, la corrente di guasto monofase a terra
data da:
15)
dove U
N
= Tensi one nomi nale della rete;
Z
G
= Reattanza nomi nale di messa a terra della rete di MT.
Poi ch le i mpedenze di sequenza di retta, i nversa e omopolare Z
1,
Z
2
, Z
0
sono di
soli to pi ccole ri spetto a Z
G
, per veri che rapi de si pu ri correre alla espressi one
approssi mata:
16)
Per es., per una rete a 6 kV, messa a terra attraverso una resi stenza sul neutro di
40 , si avrebbe una corrente approssi mata di guasto di :
17)
Li mpi anto di terra vi ene di mensi onato per la maggi ore tra le correnti di guasto
monofase a terra sulla MT e sulla BT.
Se i l neutro e le masse i n medi a tensi one sono collegate alla stessa rete di terra
magli ata, si pu assumere che li nsi eme si a sufci entemente equi potenzi ale,
Fi g. 11.
Per guasto a terra sulla medi a tensi one, la corrente di guasto ri torna al neutro
dellavvolgi mento attraverso la magli a di terra senza di sperdersi nel terreno. La
magli a di terra i n questo caso ha una mera funzi one equi potenzi ale.
Se per i l neutro e le masse sono collegate a reti di terra lontane e di sti nte, anche
se fra loro i nterconnesse, la si tuazi one si presenta come nelle Fi g. 12a) e 12b)
[bi bl. 16].
Q uesto pu succedere quando lo stabi li mento i ndustri ale comprende gruppi di
i mpi anti satelli ti di scretamente lontani fra loro, con propri a rete di terra i ntercon-
nessa alla rete di terra pri nci pale, con conduttori di terra di i nterconnessi one ( AB
i n Fi g. 12a) . I n sede di progetto si tratta di di mensi onare tali conduttori i n modo
tale da evi tare si tuazi oni di peri colo.
I
G
3U
N
Z
1
Z
2
Z
0
3Z
G
+ + +
------------------------------------------------ =
I
G
U
N
3
Z
G
------------------ =
I
G
6000
3 40
------------------ 86 A = =
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Con ri feri mento alla Fi g. 12a se la caduta di tensi one U
i
= Z
i
I
G
sul conduttore
AB al passaggi o della corrente di guasto I
G
, i nferi ore ai li mi ti del par. 2.1.04 del-
la Norma CEI 11-8, aumentati del 20% ed eventualmente dell80% , non necessa-
ri o fare la veri ca delle tensi oni di contatto nelli mpi anto di terra satelli te i nter-
connesso, perch sono si curamente i nferi ori ai valori ammessi . Se i nvece la
tensi one U
i
superi ore ai valori suddetti , tale veri ca necessari a.
Se i l conduttore i n rame i nstallato i n tubo protetti vo di materi ale non ferromag-
neti co li mpedenza Z
I
del conduttore di ri torno pu essere calcolata con la for-
mula seguente:
18)
dove: R
i
= resi stenza del conduttore i n ohm;
r = raggi o della sezi one del conduttore i n metri ;
d = di stanza del conduttore di protezi one dai conduttori di fase i n metri ;
L = lunghezza del conduttore i n metri ;

0
= permeabi li t dellari a = 4 10
7
H/m.
Fig. 11 Il neutro e le masse in media tensione sono collegate ad una unica rete di terra magliata
LEGENDA
a Massa i n medi a tensi one
Z
G
= Reattanza di messa a terra del l a rete di MT
Z
i
R
i
2

0
2
------
1
4
--- ln
d
r
--- +
,
_
)
' ;

2
L
2
+ =
6 kV
Z
G
a
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Fig. 12a Schema equivalente del circuito di guasto
LEGENDA
Z
G
= Reattanza di messa a terra del l a rete di MT
Z
i
= Impedenza del conduttore di ri torno
Fig. 12b Schema equivalente del circuito di guasto
LEGENDA
R
A
= Resi stenza di terra del l a rete pri nci pal e
R
B
= Resi stenza di terra del l a rete satel l i te
Z
i
= Impedenza del conduttore di ri torno
I
G
= Corrente di guasto a terra
I
T
= Corrente nel l i mpi anto di terra satel l i te
A B
6 kV
Z
G
M
Z
i
Z
G
I
G
R
A
M
Z
i
R
B
I
T
B A
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Li nstallazi one del conduttore di ri torno i n un tubo protetti vo di materi ale ferro-
magneti co sconsi gli ata, a causa dellelevato valore della reattanza.
Si supposto n qui che tutta la corrente di guasto I
G
passi nel conduttore AB, e
che questo si a i solato dal terreno. I n realt una parte della corrente I
G
ri torna alla
sorgente attraverso i l terreno e la somma delle due resi stenze di terra R
B
delli m-
pi anto satelli te e R
A
delli mpi anto pri nci pale come i ndi cato i n Fi g. 12b. Solo la
parte I
G
I
T
della corrente di guasto percorre i l conduttore AB di i mpedenza Z
i
.
Una volta che R
A
e R
B
si ano note, i l parti tore di corrente costi tui to dalla i mpeden-
za Z
i
i n parallelo con R
A
+ R
B
permette di trovare la corrente I
T
che i nteressa li m-
pi anto di terra satelli te di resi stenza R
B
e qui ndi anche la corrente I
G
I
T
che per-
corre realmente i l conduttore. Si ha:
19)
Se i l collegamento di i mpedenza Z
i
non i solato, ma costi tui to da un condutto-
re nudo i nterrato, che a sua volta di sperde corrente nel terreno, i l ragi onamento
sar ancora vali do ma pi cautelati vo.
Se poi i satelliti fossero pi duno, e tutti tra loro interconnessi, il ragionamento si com-
plicherebbe ancora, ma allora ci si avvicinerebbe sempre di pi ad una congurazio-
ne prossima a quella costituita da una unica rete di terra generale, soprattutto quando
si consideri la presenza dei dispersori naturali o di fatto, come tubazioni, binari, scher-
mi dei cavi, armature del cemento armato delle fondazioni ecc., elementi tutti che, in
aggiunta ai dispersori intenzionali, concorrono a formare una unica rete di terra.
I
T
I
G
Z
i
Z
i
R
A
R
B
+ +
------------------------------- =
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4 COLLEGAMENTO DEL NEUTRO DELLA BT ALLIMPIANTO GENERALE DI
C A P I T O L O
TERRA DELLE INSTALLAZIONI ALIMENTATE IN MT E AT
La Norma CEI 11-8 sugli i mpi anti di terra prescri ve, al par. 2.1.01, che nelle ofci -
ne elettri che e negli i mpi anti uti li zzatori con tensi one > di 1 kV, li mpi anto di ter-
ra debba essere uni co. A questo i mpi anto di terra sono qui ndi collegate tutte le
masse e le masse estranee si a dellAT, che della MT e della BT. Ma sono ammesse
delle deroghe, come preci sato al successi vo par. 2.1.02, per la messa a terra del
neutro della BT, quando la di stri buzi one i n BT si estenda allesterno della peri fe-
ri a delli mpi anto di terra uni co.
Si consi deri i l caso di uno stabi li mento i ndustri ale, ci o di un uti li zzatore con of-
ci na elettri ca di ali mentazi one i n AT o MT.
I casi possi bi li sono due:
a) i l di spersore di terra della cabi na di trasformazi one AT/MT/BT e i l di spersore di
terra dello stabi li mento sono collegati i n modo da formare un uni co di spersore.
Si ha i n tal caso un si stema TN, nella congurazi one TN-S Fi g. 13a) , e tutte le
masse comprese le guai ne dei cavi e le masse estranee, si a della cabi na
si a dello stabi li mento i ndi cate nel par. 413.1.2.1 della Norma CEI 64-8, ed an-
che i l neutro della BT, sono messe a terra sul di spersore uni co. Per guasto
sulla BT, li mpi anto di terra deve soddi sfare la Norma CEI 64-8/4 par. 413.1.3.
Per guasto sullAT e MT deve soddi sfare la Norma CEI 11-8, fasc. 1285,
par. 2.1.04, i l quale i ndi ca i li mi ti che tensi oni di contatto e di passo non de-
vono superare n nello stabi li mento, n allesterno di questo.
Allatto della veri ca, pertanto, le mi sure delle tensi oni di contatto e di passo
devono essere estese anche allo stabi li mento, soprattutto nei punti che posso-
no essere pi cri ti ci , come i n peri feri a, nei deposi ti allaperto, ecc. I controlli
devono i noltre essere estesi alle tensi oni trasferi te da tubazi oni , bi nari ed altri ,
come i ndi cato nella Norma CEI 11-8, e come trattato anche i n questa Gui da
pi oltre al Cap. 6.
I l cri teri o lo stesso si a che li mpi anto i ndustri ale si a ali mentato i n AT si a che
si a ali mentato i n MT. Cambi ano solo le correnti e di conseguenza le di fcolt
a restare dentro i li mi ti ammessi per le tensi oni di contatto.
Nella congurazi one TN-C, come da Fi g. 13b) , le masse della BT dello stabi -
li mento sono ancora messe a terra sul di spersore uni co, ma attraverso i l con-
duttore comune di neutro e di protezi one detto PEN. I due schemi sono elet-
tri camente equi valenti ; salve le prescri zi oni sulluso del conduttore PEN
contenute nello Norme 64-8, par. 546.2 e tenendo presente che i l collegamen-
to PEN vi etato dalla Norma CEI 64-2.
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Fig. 13 Impianto di terra unico
Fig. 13a Sistema TN-S
LEGENDA
a Cabi na MT/ BT
b Stabi l i mento
Fig. 13b Sistema TN-C
LEGENDA
a Cabi na MT/ BT
b Stabi l i mento
N
3
2
1
PE
a
b
PEN
3
2
1
a
b
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b) I l di spersore di terra della cabi na di trasformazi one e i l di spersore di terra del-
lo stabi li mento sono separati .
Le masse della cabi na di trasformazi one, relati ve si a alla AT che alla MT e alla
BT, sono messe a terra sulla terra della cabi na; le masse dello stabi li mento
sono messe a terra sulla terra dello stabi li mento, Fi g. 14a) e 14b) .
Per la messa a terra del neutro dellavvolgi mento BT del trasformatore, i l di -
scorso di venta un po pi complesso. I n effetti , la separazi one delle messe a
terra di cabi na e di stabi li mento possi bi le solo se i due i mpi anti sono molto
di stanti tra loro.
Se i l neutro della BT fosse messo a terra i n cabi na AT/MT/BT/, trasferi rebbe
nello stabi li mento la tensi one totale di terra della cabi na, i n caso di guasto
sulla AT/MT i n cabi na, i n mani era non di ssi mi le da quando avvi ene per le
tensi oni trasferi te. Q uesta tensi one si ri troverebbe sul conduttore di neutro i n
stabi li mento, come sopraelevazi one di tensi one del centro stella della BT ri -
spetto alle masse dello stabi li mento. Se questa tensi one fosse ri levante, som-
mata alla tensi one di fase del si stema, potrebbe produrre una scari ca verso
terra nelli mpi anto uti li zzatore i n BT.
La Norma CEI 11-8 si preoccupata di porre dei li mi ti a questa sovratensi one,
speci cando che nel si stema TT consenti ta la messa a terra del neutro della
BT i n cabi na, solo se la tensi one totale di terra della cabi na per guasto sulla
MT e AT non supera 250 V ( Fi g. 14a) .
Se questo valore superato, la messa a terra del neutro della BT deve essere
fatta allesterno del peri metro della terra della cabi na AT/MT/BT. Per es. i n
questo caso, pu essere fatta sulla terra dello stabi li mento formando cos di
nuovo, alli nterno di questo, un si stema TN ( Fi g. 13b) .
I l valore di 250 V stato scelto i n modo da garanti re li solamento delli mpi an-
to uti li zzatore BT. I nfatti se si somma la massi ma tensi one totale di terra che
pu assumere i l neutro della BT ( 250 V) alla tensi one di fase ( ~ 250 V) , trami -
te un coefci ente di si curezza 2, si arri va a 1000 V, che la tenuta delli sola-
mento a frequenza i ndustri ale che ci si pu attendere i n apparecchi ature an-
che obsolete i n bassa tensi one, quando si a stata provata da nuova a 2000 V.
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Fig. 14 Impianti di terra di cabina e di stabilimento separati
Fig. 14a Sistema TT
LEGENDA
a Cabi na MT/ BT
b Stabi l i mento
Fig. 14b Sistema TN
LEGENDA
a Cabi na MT/ BT
b Stabi l i mento
N
3
2
1
PE
V
T
< 250 V
a
b
PEN
3
2
1
V
T
> 250 V
b
a
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Per contro, se i l neutro della BT messo a terra nello stabi li mento, perch la ten-
si one totale di terra della cabi na > 250 V, bi sogner veri care che lavvolgi men-
to BT del trasformatore e tutti i componenti della BT nella cabi na soddi sno alla
stessa relazi one:
20)
dove:
U
p
= tensi one di prova verso terra per un mi nuto a frequenza i ndustri ale della BT;
U
T
= tensi one totale di terra della cabi na;
U
o
= tensi one nomi nale verso terra della BT.
Naturalmente, se i due di spersori di cabi na e di stabi li mento sono separati , bi sogna
fare attenzi one che non vengano poi collegati da altri conduttori metalli ci , come
guai ne di cavi , tubazi oni , passerelle, bi nari ecc. Tutti questi conduttori di fatto vanno
i nterrotti , e li nterruzi one deve essere garanti ta nel tempo, ferma restando la prescri -
zi one generale che, per guasto sulla MT, non devono veri carsi i n nessun punto
dello stabi li mento tensi oni di contatto e di passo superi ori alla sogli a ammessa. I n
realt come gi detto, la separazi one dei due di spersori i n uno stabi li mento con ca-
bi na propri a ali mentata i n MT, data la bassa corrente di guasto a terra nelle reti a MT
con neutro i solato, potrebbe essere solo gi usti cata i n casi parti colari .
I l problema per pu presentarsi i n mani era pi perentori a se lali mentazi one av-
vi ene i n AT.
I l caso pi generale quello rappresentato i n Fi g. 15.
U
p
500 U
T
U
O
( CEI 11-8 par. 2.1.2) + + >
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Fig. 15 Cabina MT/BT con terra esterna, U
T
> 250 V sistema TT
LEGENDA
a Cabi na MT/ BT
b Terra di cabi na
5
D
,


4
0

m
~
a
b
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Se la U
T
di terra della cabi na MT/BT supera 250 V, i l neutro della BT deve essere
messo a terra al di fuori della terra di cabi na, ad una di stanza tale che i l neutro
della BT non possa pi estrarre dal terreno una tensi one di terra > 250 V per gua-
sto nella cabi na MT/BT.
A ti tolo ori entati vo questa di stanza pu essere sti mata 5 D, dove D la di men-
si one li neare massi ma, ci o i l di ametro o la di agonale massi ma della rete di terra
della cabi na MT/BT ( od ev. della stazi one AT/MT/BT) con un mi ni mo di 40m.
I n li nea di massi ma sarebbe opportuno evi tare che li nee i n BT escano di retta-
mente da stazi oni o da stabi li menti i ndustri ali . chi aro i nfatti che con le correnti
di guasto di una rete con neutro a terra, come appunto nellAT, la tensi one di ter-
ra quasi sempre > 250 V. Ma se le li nee i n BT dovessero usci re dallambi to della
rete locale, per es. per ali mentare un cari co esterno i solato, come potrebbe esse-
re una stazi one pompe, una foresteri a ecc., tale cari co va ali mentato attraverso
un trasformatore di i solamento, rapporto 1:1, i solato tra pri mari o e secondari o, e
verso terra, per una tensi one di prova U
p
a frequenza i ndustri ale per 1 mi n, ri sul-
tante dalla relazi one gi ri cordata:
dove:
U
T
= tensi one di terra massi ma delli mpi anto di terra;
U
O
= tensi one nomi nale verso terra di BT.
I n alternati va pu essere i solato con i solamento maggi orato tutto i l cari co esterno
ali mentato da quella li nea; va adottata di volta i n volta la soluzi one economi ca-
mente pi conveni ente, tenuto conto o meno dellopportuni t di i mpi egare equi -
paggi amento i n BT i n esecuzi one normale.
Tutte le volte che i l neutro della BT messo a terra allesterno della rete di terra
della stazi one o delli mpi anto i ndustri ale i n questi one, i l li vello di i solamento dei
componenti della rete i n BT alli nterno delli mpi anto deve essere a sua volta i so-
lato, conformemente alla Norma CEI 11-8, par. 2.1.02, secondo la relazi one 19) .
Ci di retta conseguenza del fatto che le masse dei componenti di BT alli nterno
di uno stabi li mento i ndustri ale, o stazi one, sono messi a terra sulla terra locale,
mentre i l neutro della BT a terra allesterno, qui ndi a potenzi ale zero o prossi -
mo allo zero.
U
p
> U
T
+ U
O
+ 500
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C A P I T O L O
5 TENSIONI TRASFERITE ALLESTERNO DELLIMPIANTO DI TERRA
5.1 Generalit
Le di fferenze di tensi oni che si possono mani festare tra li mpi anto di terra locale e
i l neutro della BT sono un caso parti colare del caso pi generale delle tensi oni
trasferi te allesterno delli mpi anto di terra da una qualsi asi massa estranea o strut-
tura metalli ca, o da componenti del ci rcui to elettri co che si ano messi a terra local-
mente e che si estendano allesterno del peri metro delli mpi anto di terra. Tali com-
ponenti possono essere guai ne di cavi o funi di guardi a, come si gi vi sto,
quando si ano collegate alla terra locale; le masse estranee, i nvece, possono essere
tubazi oni di vari o genere, bi nari ecc. La Norma CEI 11-8 elenca i seguenti provve-
di menti per evi tare tensi oni di contatto peri colose dovute a tensi oni trasferi te:
separazi one, ci o i nterruzi one della conti nui t metalli ca;
aumento della resi sti vi t superci ale del terreno nella zona ci rcostante, ci o
ri copertura del terreno con uno strato di pi etri sco di almeno 10 cm di spesso-
re oppure 5 cm di asfalto, oppure uno strato di asfalto steso su di una ade-
guata base di pi etri sco, oppure un manto di materi ale i solante quale plasti ca
o gomma di 2, 5 mm di spessore, oppure una pedana i solante equi valente,
non i groscopi ca. La zona i solata sar estesa quanto basta perch non si a pos-
si bi le toccare le masse peri colose da una posi zi one esterna alla zona i solata;
con ri feri mento alluomo, una di stanza di 1, 25 m ri tenuta sufci ente;
controllo del gradi ente sulla superci e del terreno ci rcostante per mezzo di un
di spersore supplementare, a gri gli a o ad anelli concentri ci , i nterrato ad una
profondi t non superi ore a 0,5 m, estendentesi no ad una di stanza di ci rca
1 m dalla massa peri colosa; questo di sposi ti vo supplementare va collegato al
di spersore pri nci pale se la massa da proteggere alli nterno del peri metro del
di sposi ti vo pri nci pale, va separato se la massa allesterno del peri metro;
segregazi one, ci o protezi one della zona peri colosa con barri ere o parapetti
che i mpedi scano laccesso alla zona stessa. Come di stanza mi ni ma tra le bar-
ri ere-parapetti e le masse si consi dera sempre 1, 25 m ( uomo col bracci o pro-
teso) . Q ueste barri ere-parapetti devono sempre portare cartelli moni tori . Lac-
cesso a tali aree pu essere consenti to solo a personale addestrato.
5.2 Funi di guardia
Del funzi onamento delle funi di guardi a come ci rcui ti di ri torno si gi parlato al
cap. 3. Ri sulta evi dente che le funi di guardi a, se collegate ad entrambi i termi nali
alle terre di stazi one, drenano una consi stente quota della corrente di guasto a
terra verso la sorgente di ali mentazi one, ci o i l centro stella del trasformatore di
rete, alleggerendo daltrettanto i l di spersore di stazi one nel suo compi to di ri spet-
tare i valori ammi ssi bi li per le tensi oni di contatto. Dove questo collegamento
possi bi le, i l contri buto delle funi di guardi a pu essere consi derato nel progetto
delli mpi anto di terra dello stabi li mento i ndustri ale. Q uesto coi nvolgi mento delle
funi di guardi a nel ri torno della corrente di guasto a terra comporta ovvi amente
anche lobbli go, come previ sto espressamente dalla Norma CEI 11-8, par. 2.1.04,
di controllare la si curezza dei pri mi pali delle li nee entranti nella stazi one, nei ri -
guardi delle tensi oni di contatto. Vale a di re che la veri ca per le tensi oni di con-
tatto deve essere estesa ai pri mi pali fuori della stazi one o i mpi anto i ndustri ale.
La messa a terra dei pri mi sostegni dovrebbe essere adeguatamente i ncrementata,
se ad una veri ca le tensi oni di contatto ri sultano fuori dei li mi ti .
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I n alternati va potrebbe essere adottato qualcuno dei provvedi menti elencati al
par. 5.1 precedente comportanti tutti i mpegni economi ci molto ri dotti . Un altro ri -
medi o potrebbe essere quello di i solare la fune di guardi a sul sostegno i n di f-
colt, trasferendo i l problema ma attenuato, sui pali pi lontani ; ri medi o pi la-
bori oso, se non previ sto n dalli ni zi o i n sede di costruzi one della li nea.
Comunque si a, lo scopo di chi arato di un collegamento totale di tutti gli i mpi anti
di terra della rete si pu assi mi lare ad una prestazi one di mutuo soccorso: ogni
guasto a terra i n un punto qualsi asi della rete si ri percuote su tutti gli elementi
della rete, ma con i ntensi t mi nore e faci lmente controllabi le. Se larco a terra
nella stazi one coi nvolge anche i pri mi sostegni delle li nee, facenti capo alla sta-
zi one o allo stabi li mento i ndustri ale, anche vero che gli stessi sostegni , quando
i nteressati a loro volta da una scari ca a terra, si possono avvantaggi are della vi ci -
nanza di un i mpi anto di terra di resi stenza i nferi ore dun ordi ne di grandezza a
quello del sostegno stesso e questo non solo per fulmi nazi one di retta del soste-
gno, ma anche per la fulmi nazi one molto pi frequente della li nea, che attraverso
le funi di guardi a si propaga a tutta la li nea stessa [bi bl. 14, 15].
5.3 Guaine metalliche dei cavi
Per le guai ne metalli che dei cavi , se queste sono collegate a terra a entrambe le
estremi t e se non sono i nterrotte, si tratter solo di veri care che, per guasto i n
una delle due cabi ne, non si producano nellaltra tensi oni di contatto superi ori ai
valori ammessi e vi ceversa. Poi ch i cavi hanno normalmente una guai na i solante
protetti va anti corrosi one esterna, non ci saranno tensi oni di passo o di contatto
lungo i l percorso; i ri vesti menti metalli ci dei cavi si comportano i n tal caso come
dei conduttori di terra i solati che collegano i mpi anti di terra separati . necessari o
qui ndi veri care la tenuta di elettri ca e i l di mensi onamento termi co degli schermi ,
come previ sto dalla Norma CEI 11-8 par. 2.1.06.
Se i nvece, per qualche moti vo, per es. una protezi one catodi ca nelli mpi anto, i ri ve-
sti menti metalli ci dei cavi dovessero veni re i nterrotti di soli to alla peri feri a delli m-
pi anto di terra i pozzetti delli nterruzi one saranno muni ti di una loro messa a terra
separata e i ri vesti menti metalli ci dei cavi i vi i nterrotti saranno adeguatamente pro-
tetti : per es. una guai na metalli ca sar messa a terra, e laltra i solata per la tensi one
di terra della corri spondente cabi na. Adeguati provvedi menti dovranno essere presi
per tutelare la si curezza del personale durante i lavori di manutenzi one.
5.4 Masse estranee
Q ui di segui to si danno alcuni esempi di masse estranee e dei relati vi ri medi con-
tro le tensi oni trasferi te.
Tubazi oni metalli che fuori terra: se la tubazi one appoggi ata su sellette, una
possi bi li t di separazi one e i solamento rappresentata i n Fi g. 16.
Alla periferia della rete di terra, la tubazione interrotta da due ange isolanti a
cavallo della prima sella di appoggio allesterno della rete di terra, isolata da terra.
Se i l ui do convogli ato acqua o altra sostanza appena un po conduttri ce, i l
tratto di tubazi one compreso fra le ange i solanti a sua volta provvi sto di un
i solamento i nterno ottenuto con bi tumazi one o verni ce adeguata, onde i mpedi -
re che i l ui do anche parzi almente conduttore cortoci rcui ti le ange i solanti .
Per i l resto i l trasferi mento di tensi one avvi ene attraverso i l tubo metalli co,
non attraverso lacqua.
La resi sti vi t dellacqua dellacquedotto ci rca 20 25 m, vale a di re
20 M mm
2
/m contro una resi sti vi t del ferro di 0, 2 mm
2
/m ci o la
resi sti vi t dellacqua 10
8
volte maggi ore di quella del ferro. Ri spetto a que-
sto lacqua qui ndi prati camente un i solante; i l valore di = 25 m alli n-
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ci rca quello di un terreno torboso o acqui tri noso. Lacqua tanto meno con-
duttri ce quanto pi povera di mi nerali ; quella di ghi acci ai o assai meno
conduttri ce dellacqua dellacquedotto; lacqua di sti llata, come la neve appena
caduta, i solante.
Tubazi oni metalli che i nterrate: li nterruzi one si pu fare come da Fi g. 17. Li n-
serzi one del tratto i solante si fa di soli to subi to fuori della peri feri a della rete
di terra locale, per una lunghezza di una deci na di metri . Se i l decadi mento
del potenzi ale lento, come succede quando la resi sti vi t del terreno eleva-
ta, sar forse necessari o ri petere li nterruzi one per unaltra deci na di metri un
po pi a valle. Al gi orno doggi per frequente li mpi ego di tubazi oni i so-
lanti , per cui tutto i l tratto dellapprovvi gi onamento i dri co potrebbe conve-
ni entemente essere fatto i n tubazi one i solante. Anche tubazi oni che non en-
trano nelli mpi anto i ndustri ale, o nella stazi one, ma che transi tano i n
prossi mi t di queste, come menzi ona la Norma CEI 11-8, possono raccogli ere
tensi oni consi derevoli , e dovranno qui ndi essere i nterrotte nello stesso modo.
Bi nari ferrovi ari di servi zi o: come masse estranee, saranno messi a terra
sulli mpi anto, e pertanto saranno i nterrotti i n corri spondenza dei gi unti , fuori
della peri feri a della rete di terra, con i nserti i solanti nei gi unti , pi canotti e
rondelle i solanti per i bulloni , per un tratto lungo come i l treno, ad evi tare
che i vagoni cortoci rcui ti no i gi unti i solanti , Fi g. 18. Q uanto sopra vale per
trazi one non elettri ca; se la trazi one elettri ca, opportuni accordi devono es-
sere presi con lEnte Ferrovi ari o.
Reci nzi oni metalli che i nterne od esterne: alli nterno di un di spersore super-
ci ale esteso, quale pu essere una rete magli ata i nterrata, di fci lmente si po-
trann o ri scontrare delle tensi oni di contatto superi ore ai valori ammessi , per-
ch un di spersore si ffatto, soprattutto se i ntegrato dai di spersori naturali
( ausi li ari ) quali fondazi oni i n cemento armato ecc., garanti sce una buona
equi potenzi ali t. Ma punti cri ti ci possono i nvece trovarsi alla peri feri a della
rete, i n parti colare nelle reci nzi oni , se metalli che, sulle porte delle cabi ne i n
muratura, sempre se metalli che, e sui cancelli .
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Fig. 16 Separazione su tubazione fuori terra
LEGENDA
a Peri feri a del l a rete di terra
b Fl ange i sol anti
c Sel l e i sol ate da terra
d Isol amento i nterno
b
d
c
a
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Fig. 17 Interruzione dellacquedotto con un tratto di materiale isolante
LEGENDA
a Reci nzi one
b Rete di terra
c Acquedotto
d Tratto i n materi al e i sol ante, ~ 10 m
e Pi cchetto peri feri co
b
c
d
e
a
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Fig. 18 Interruzione continuit elettrica delle rotaie
LEGENDA
a Pi astra di ssaggi o
b Spessore i sol ante (Bachel i te, Fi bra o al tro materi al e duro) spess. 10 mm prol o ugual e al l a rotai a
c Traversi ne ssaggi o e supporto rotai e
d Pi astre i sol anti (es. Bachel i te)
e Canotto i sol ante
a
b
c
d
e
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Le raccomandazi oni si possono cos ri assumere:
Per cabi ne, o stazi oni o i n generale i mpi anti allaperto, le soluzi oni suggeri te sono:
reci nzi oni esterne i n materi ale non conduttore, ci o muratura o plasti ca, o
ferro plasti cato o cemento prefabbri cato, anche se armato;
controllo del gradi ente con un di spersore supplementare ci o un condut-
tore i nterrato esternamente lungo tutta la parete esterna della reci nzi one,
alla profondi t di ci rca 0, 5 m, a 1 m allesterno della parete, con collega-
mento alla terra locale opzi onale.
Si dovr ci o deci dere caso per caso se opportuno collegarlo o no. I n ge-
nerale lesperi enza suggeri sce di collegarlo, se la reci nzi one esterna corre
cos vi ci na al di spersore locale a magli e, che ogni separazi one galvani ca
sarebbe i llusori a. Se i nvece la reci nzi one esterna abbastanza lontana dal-
la peri feri a della magli a, converr tenerlo separato ( Fi g. 19) . I n ogni caso
converr anche evi tare la conti nui t metalli ca tra i vari pannelli metalli ci
della reci nzi one, i nterponendo pi lastri ni i n materi ale non conduttore.
Parti colare attenzi one deve essere posta al cancello. Se questo ri cade
nellambi to della rete di terra locale e la reci nzi one nella quale i l cancello
i nseri to collegata alla terra locale, allora sar sufci ente proteggere la
zona di i ngresso con un i solamento superci ale maggi orato ( asfalto ecc.) .
Se i nvece i l cancello lontano dalla rete di terra locale, ed per di pi ali -
mentato elettri camente ( apri porta, ci tofono, i llumi nazi one ecc.) allora pu
essere necessari o anche ri correre ad un trasformatore di i solamento per
lali mentazi one elettri ca del cancello ( Fi g. 20) , perch i l cancello i n questo
caso messo a terra sul di spersore separato della reci nzi one esterna;
i solamento superci ale con pi etri sco o asfalto di tutta la zona lungo la re-
ci nzi one, come si vedr i n dettagli o al par. 9.7.2.
Se li mpi anto i ndustri ale o la stazi one elettri ca ali mentata i n AT con neutro a
terra, una veri ca medi ante mi sura delle tensi oni di contatto i n peri feri a, e i n par-
ti colare lungo la reci nzi one esterna, sempre opportuna.
Le reci nzi oni metalli che i nterne alla rete di terra pri nci pale, se non sono supporto
di componenti elettri ci , possono non essere messe a terra, come preci sato i n 9.7.
Se questa condi zi one non pu essere esclusa, saranno messe a terra sulla rete lo-
cale, come tutte le altre masse.
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Fig. 19 Cancello elettrico interno alla terra di stazione
LEGENDA
a Area asfal tata
b Reci nzi one i n muratura
c Eventual e corda di terra separata per l a messa a terra del l a reci nzi one metal l i ca
d Reci nzi one metal l i ca
e Rete di terra di stazi one
a
b
cd
e
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Fig. 20 Cancello elettrico esterno alla terra di stazione
LEGENDA
a Area asfal tata
b Armadi o manovra cancel l o
c Al i mentazi one con trafo di sol . rapp. 1/ 1 V
p
= 10 kV
d Eventual e corda di terra separata per l a messa a terra del l a reci nzi one metal l i ca
e Reci nzi one metal l i ca
a
b
c
d
e
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6 INTERFERENZE TRA IMPIANTO DI TERRA
C A P I T O L O
E STRUTTURE METALLICHE ESTERNE
Si gi vi sto nei capi toli precedenti che tensi oni trasferi te possono essere ri scon-
trate anche i n tubazi oni , bi nari o altri conduttori metalli ci che non si ano galvani -
camente collegati con li mpi anto di terra, ma che transi ti no solamente i n sua
prossi mi t. I n tali casi si pu parlare di i nterferenza delli mpi anto di terra su con-
duttori metalli ci esterni .
Una tubazi one metalli ca ( acquedotto, oleodotto, gasdotto ecc.) , che lungo i l suo
tracci ato si trovi a passare i n prossi mi t di un di spersore, ne attraversa la sua
zona di i nuenza ci o quella zona del terreno che vi ene messa i n tensi one dal
di spersore i n caso di guasto a terra. Poi ch la tubazi one stessa, supposta di lun-
ghezza i nni ta, a potenzi ale zero, tra di essa e i l terreno ci rcostante si vi ene a
creare una di fferenza di potenzi ale, e qui ndi una tensi one di contatto, che pu
arri vare ad una parte ri levante della tensi one totale di terra.
Se queste tensi oni di contatto, o di passo, superano i valori ammessi , bi sogner
ri correre ai ri medi gi descri tti , ci o i nserzi oni di gi unti o tratti i solanti nelle tuba-
zi oni . Le modali t di esecuzi one di tali i nterventi saranno concordate tra i gestori
ri spetti vamente delli mpi anto elettri co e della tubazi one.
Un problema analogo pu sorgere i n una ferrovi a che transi ti i n prossi mi t del
di spersore. I l provvedi mento di i nterrompere la conti nui t metalli ca dei bi nari
con degli i nserti i solati , non pu evi dentemente essere preso se la ferrovi a elet-
tri cata. Nei passaggi a li vello i l ri medi o di elezi one sar laumento della
resi sti vi t superci ale. Per i l resto la comune massi cci ata ferrovi ari a i n pi etri sco
spezzato d buone garanzi e di i solamento lungo tutto i l tracci ato.
Un caso parti colare pu essere quello di reci nzi oni o ri nghi ere estranee alli m-
pi anto, ma poste entro la sua zona di i nuenza, i n di rezi one radi ale, come i ndi -
cato nelle Fi gg. 21 e 22 [bi bl. 17, 18].
La conti nui t metalli ca della ri nghi era fa s che tutti e tre i paletti di Fi g. 21 si ano
alla stessa tensi one, qui ndi la corrente drenata dal paletto pi i nterno sar scari -
cata nel terreno dal paletto pi esterno.
I n Fi g. 22 la ri nghi era lunga quanto basta a portarla fuori della zona di i nuen-
za delli mpi anto di spersore, qui ndi a potenzi ale zero. La tensi one di contatto sul
pri mo paletto, sar prossi ma alla tensi one totale di terra. I l ri medi o di questi casi
potrebbe essere quello di i nterrompere per settori la conti nui t metalli ca con pa-
letti o mancorrenti i n materi ale i solante e la ri copertura di tutta la ri nghi era con
strati protetti vi i solanti ( pi ttura o plasti catura) .
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Fig. 21 Strutture comprendenti una recinzione metallica sostenuta da paletti metallici interra-
ti nella zona dinuenza di una maglia di terra; andamento della tensione U
T
% sul ter-
reno a partire dal centro della maglia, nella direzione indicata, in percento della ten-
sione totale di terra della maglia Estensione totale della recinzione supposta pari a
40 m e sostenuta da tre paletti interrati
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Fig. 22 Strutture comprendenti una recinzione metallica sostenuta da paletti metallici interra-
ti nella zona dinuenza di una maglia di terra; andamento della tensione U
T
% sul ter-
reno a partire dal centro della maglia, nella direzione indicata, in percento della ten-
sione totale di terra della maglia Recinzione che si estende anche al di fuori della
zona di inuenza della maglia
C A P I T O L O
7 PROPRIET DIVERSE; INTERFACCIA CON IL DISTRIBUTORE PUBBLICO
Spesso lo stabi li mento i ndustri ale e la rete di ali mentazi one appartengono a pro-
pri et di verse. I n questo caso i rapporti di i nterfacci a sono regolati da accordi tra
le parti : i n parti colare se li nstallazi one i ndustri ale ali mentata dal Di stri butore
Pubbli co, questo chi eder allUtente i l ri spetto delle sue normati ve usuali i n casi
del genere. Per quanto ri guarda i l di mensi onamento del suo i mpi anto di terra,
lUtente chi eder al D.P. i l valore della corrente di guasto a terra della rete di ali -
mentazi one e i l tempo di eli mi nazi one del guasto.
I l cli ente resta comunque esclusi vo propri etari o ed uni co responsabi le del pre-
detto i mpi anto di terra, anche per la manutenzi one e leserci zi o futuri .
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C A P I T O L O
8 IL DISPERSORE IN IMPIANTI DI II E III CATEGORIA
8.1 Generalit
La Norma CEI 11-8 deni sce i l di spersore e le parti come segue:
Di spersore: corpo metalli co o complesso di corpi metalli ci , posto i n contatto
elettri co con i l terreno e uti li zzato i ntenzi onalmente o di fatto, per di sperdere
correnti elettri che ( i n 1.2.06) .
La Norma di sti ngue qui ndi tra di spersori i ntenzi onali , i nstallati per preci pui moti -
vi elettri ci , e di spersori ausi li ari , o di fatto, che possono essere uti li zzati ad i nte-
grazi one del di spersore i ntenzi onale, al quale i n tal caso devono essere collegati
trami te conduttori di terra.
Ti pi ci di spersori ausi li ari o di fatto possono essere le armature del cemento arma-
to delle fondazi oni , pali di fondazi one, e tutti gli altri elementi metalli ci dello sta-
bi li mento i n contatto elettri co con i l terreno, elencati nella Norma CEI 11-8.
I l contri buto dei di spersori ausi li ari di fondazi one alla ri duzi one della resi stenza
totale di terra pu essere determi nante.
Le modali t di collegamento dei ferri di armatura sono i ndi cate dettagli atamente
nella Gui da CEI 64-12.
Per i di spersori ausi li ari o di fatto, non si appli cano naturalmente n le di mensi o-
ni mi ni me di cui i n 8.3, n i l di mensi onamento termi co dellAppendi ce B della
Norma CEI 11-8.
Nellambi to di uno stabi li mento opportuno che i si ngoli di spersori dei vari
i mpi anti vengano collegati fra di loro a mezzo di conduttori di terra i n modo da
reali zzare i n prati ca per li ntero stabi li mento un uni co grande di spersore, traen-
done notevoli vantaggi dal punto di vi sta della resi stenza globale di terra, con
conseguente ri duzi one delle tensi oni di contatto e di passo ai bordi della gri gli a.
8.2 Dispersore magliato, o a griglia
I l di spersore costi tui to essenzi almente da una gri gli a i nterrata alla profondi t di
50 cm 80 cm, curando che i l terreno i ntorno ai conduttori si a sci olto e non pi e-
troso. I l materi ale rame o acci ai o zi ncato a caldo, i n forma di conduttore corda-
to, bandella o tondi no. La scelta del materi ale di pender dalli ntensi t di corrente,
dalla resi stenza meccani ca e dalla resi stenza alla corrosi one chi mi ca ed elettro-
chi mi ca.
I n terreni corrosi vi , i n presenza di composti ammoni acali , ci o basi ci , pu essere
opportuno li mpi ego di rame stagnato, o ri coperto di pi ombo, o di acci ai o zi nca-
to a caldo, a seconda della conveni enza tecni co-economi ca.
Lacci ai o zi ncato sconsi gli ato i n terreni aci di .
Lallumi ni o come di spersore non ammesso perch tende a ri copri rsi di uno
strato di ossi di i solanti .
La di mensi one delle magli e compresa tra i 6 m e i 12 m ci rca nelle zone dove
le masse da collegare a terra sono addensate, ma pu essere molto maggi ore nel-
le zone vuote di masse.
Non detto che le magli e debbano essere quadrate, anzi di mostrato che la di spo-
si zi one mi gli ore nei ri guardi della tensi one di contatto quella rettangolare, a pari t
di lunghezza di conduttore i nterrato, come si vedr pi i n dettagli o al par. 9.1.
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8.3 Resistenza del dispersore a griglia [bibl. 8, 14]
Un di spersore esteso, come quello a gri gli a, pu essere assi mi lato ad un elettro-
do a pi astra.
La resi stenza di terra di un di spersore a pi astra ci rcolare data da:
21)
dove:
= resi sti vi t del terreno alla profondi t corri spondente al raggi o del cerchi o
equi valente avente la stessa area del di spersore a gri gli a.
A = area della pi astra ci rcolare equi valente allarea del di spersore a gri gli a.
Poi ch i n tal caso, detto D i l di ametro del cerchi o equi valente,
22)
si ha che:
23)
I n alternati va a questa espressi one si pu usare lespressi one:
24)
dove p i l peri metro della rete di terra.
Q uestulti ma espressi one pi cautelati va ma soprattutto di valutazi one pi i m-
medi ata.
Come si vede, la resi stenza di un di spersore a gri gli a, purch sufci entemente
magli ata, di pende solo dalle sue di mensi oni esterne, e non dalle di mensi oni delle
magli e; questulti me hanno solo una funzi one equi potenzi ale, ci o quella di ri -
durre le tensi oni di contatto e di passo, come si vedr i n segui to.
8.4 Resistenza del dispersore verticale, o picchetto [bibl. 8, 11]
La resi stenza di un di spersore verti cale di lunghezza L e di di ametro d, i nsso i n
un terreno di resi sti vi t data da:
25)
R
G

4
---

A
--- =
A
D
2
4
---------- =
R
G

4
---
4
D
2
-----------

2D
------- = =
R
G
2
p
------ =
R
P

2L
------------
4L
d
-------- ln =
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Se i l rapporto L/d grande, e ci o > 100, come nel caso di un vero pi cchetto, la
formula si pu sempli care i n
26)
Nel caso i nvece, per es., di pali di fondazi one si a tri vellati che battuti , la sempli -
cazi one non pi vali da, e bi sogna ri correre alla formula i ntera.
I pi cchetti vengono talvolta i mpi egati a complemento del di spersore a gri gli a, i n-
ssi alla sua peri feri a, allesterno del conduttore peri feri co, ed a questo collegati .
I pi cchetti profondi possono anche essere uti li quando i l terreno i n profondi t abbi a
resi sti vi t molto i nferi ore alla resi sti vi t del terreno i n superci e. I pi cchetti i n tal caso
dovranno avere una lunghezza tale da i nteressare gli strati profondi pi condutti vi .
Se i pi cchetti sono pi di uno, ad evi tare mutue i nuenze, dovranno essere pi an-
tati ad una di stanza tra loro pari almeno alla loro lunghezza, megli o ancora al
doppi o della loro lunghezza. I n queste condi zi oni la resi stenza dei pi cchetti sar
uguale alla resi stenza i n parallelo di tutti i pi cchetti e, se i pi cchetti sono un com-
plemento del di spersore a gri gli a, la resi stenza totale pu essere valutata i n pri ma
approssi mazi one come ri sultante dalle resi stenze i n parallelo della gri gli a e dei
pi cchetti , ed qui ndi :
27)
8.5 Altri dispersori
La resi stenza di terra di un conduttore ori zzontale i nterrato e di lunghezza L
data da:
28)
dove d i l di ametro del conduttore se i n corda, oppure la met della larghezza
se i n bandelle.
La resi stenza di terra di un di spersore ad anello :
29)
Dove: D i l di ametro dellanello e d come sopra [bi bl. 8, 11, 13].
R
P

L
--- =
R
T O T
R
G
R
P
n
R
G
R
P
n +
--------------------------- - =
R
L

L
------
2L
d
------ ln =
R

2
D
----------
2D
d
----------- ln =
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8.6 La resistivit del terreno
La resi sti vi t del terreno un fattore comune a tutte le formule della resi stenza
di un di spersore. I l valore della resi sti vi t i n m vari a sensi bi lmente con
i l ti po di terreno, la granulometri a, la densi t e lumi di t. Valori medi sono dati
nella tabella seguente.
Tab. 3
Nei ri guardi dellaumento della resi sti vi t superci ale del terreno ri veste consi dere-
vole i mportanza la resi sti vi t di strati di pi etri sco dello spessore di 10 cm - 15 cm
come da seguente tabella [bi bl. 4 Cap. 10.5].
Tab. 4
Come si pu notare, la di fferenza tra secco e bagnato di di versi ordi ni di gran-
dezza, anche se i valori restano elevati anche i n condi zi oni umi de.
Date le evi denti i ncertezze nel valore reale della del terreno, opportuno rac-
cogli ere i nformazi oni pi dettagli ate presso i l D.P. ed altre i sti tuzi oni che posso-
no gi avere esperi enze i n argomento. I nne mi sure di rette della del terreno
possono essere fatte con i l metodo descri tto al cap. 12.
8.7 Dimensionamento termico del dispersore a griglia
Una volta nota la corrente nel di spersore, come i ndi cato al cap. 3, la sezi one dei
conduttori i nterrati vi ene calcolata con la formula del par. 2.2.07 della Norma
CEI 11-8, basata sul ri scaldamento dei conduttori , che qui si ri pete ( i ntegrale di
Joule, i n forma ni ta) :
30)
dove:
A = sezi one i n mi lli metri quadrati ;
I = corrente che percorre lelemento del di spersore i n Ampere;
t = tempo di eli mi nazi one del guasto i n secondi ;
K = coefci ente di pendente dal materi ale e dalle temperature i ni zi ali e nali
ammesse.
La Norma li mi ta la temperatura nale di un conduttore i nterrato a 400 C. Se per
temperatura i ni zi ale si assume quella ambi ente di 30 C, i l coefci ente K 229
per i l rame e 78 per lacci ai o zi ncato.
terreno resistivit in m
acqui tri noso, organi co, umi do 5 40
humus, argi lla 20 200
sabbi a, terreno alluvi onale 200 2500
arenari a 2000 3000
grani to no a 50000
pietrisco resistivit in m
secca bagnata
ghi ai a
pi etri sco spezzato
1, 22 10
6
18, 3 10
6
8500
4200
A
1
K
--- I
2
t =
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La corrente di di mensi onamento termi co del di spersore la corrente di guasto a
terra I
G
, perch la suddi vi si one tra i vari ci rcui ti di ri torno avvi ene pi a valle, nei
loro punti di connessi one alla gri gli a stessa.
Ma nel valutare la corrente che percorre i l si ngolo conduttore i nterrato, si pu te-
ner conto della ri parti zi one della corrente di guasto nei di versi rami del di sper-
sore: se i l conduttore di terra collegato con morsetto a un conduttore del di s-
persore che si estende i n due di rezi oni , la corrente di guasto i n ci ascun
conduttore del di spersore si ri duce alla met; se i l conduttore di terra connesso
ad un nodo della gri gli a, si ri duce ad un quarto.
I n ogni caso valgono le sezi oni mi ni me, con ri guardo alla resi stenza meccani ca e
alla corrosi one, prescri tte dallAppendi ce B della Norma CEI 11-8 e della
Norma CEI 64-8 Cap. 54.
8.8 Dimensionamento termico dei conduttori di terra
La formula per i l calcolo della sezi one la stessa del di spersore, ma cambi ano si a
i l valore di K si a i l valore della corrente, come da par. 2.3.02 della Norma
CEI 11-8. I l valore di K cambi a perch di mi nui sce la temperatura nale ammessa
per i l conduttore di terra, ci o 200 C per i conduttori nudi ; per i conduttori i so-
lati , la temperatura nale vari a a seconda delli solante, e verr desunta dalla Nor-
ma CEI 11-17 sulle li nee i n cavo.
La corrente di di mensi onamento la corrente di guasto I
G
, ma se i conduttori di
terra di una stessa massa sono pi di uno, la I
G
si pu consi derare ri parti ta sui di -
versi conduttori . Nelle reti con neutro i solato buona norma consi derare la cor-
rente di doppi o guasto a terra, per le ragi oni gi dette al cap. 3.5.
Si ri petono qui per comodi t i valori di K e le di mensi oni mi ni me per conduttori
di terra, prescri tti dalla CEI Norma 11-8, par. 2.3.02:
Per i tratti di conduttori di terra nudi e i nterrati , valgono le sezi oni mi ni me dei
di spersori .
C A P I T O L O
9 DIMENSIONAMENTO ALLE TENSIONI DI CONTATTO E DI PASSO
9.1 Determinazione delle U
C
e U
P
Per le tensi oni di contatto le Norme non danno nessuna di retti va per i l loro cal-
colo. I n effetti la previ si one del valore della tensi one di contatto i n una rete di
terra magli ata ma i ntegrata da di spersori ausi li ari o di fatto di di versi ti pi , quali
fondazi oni metalli che o i n calcestruzzo armato, tubazi oni i nterrate, bi nari , scher-
mi di cavi ecc., molto aleatori a.
Sono state proposte i n passato, e si possono trovare ancora adesso nella lettera-
tura tecni ca, delle relazi oni pi o meno empi ri che ri sultanti da ri cerche alla vasca
elettroli ti ca per le U
C
e U
P
i n un di spersore i ntenzi onale a gri gli a, con magli e re-
golari , i n terreno omogeneo [bi bl. 19].
Attualmente landamento delle tensi oni alli nterno delle magli e pu essere deter-
mi nato con calcolatori , trami te adatti programmi .
Rame Alluminio Acciaio
K , temp. n. = 200 C 159 105 58
A i n mm
2
16 35 50
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La tensi one di contatto ri sulta dallesplorazi one della tensi one di magli a nel pun-
to si tuato 1 m dalla verti cale sul conduttore i nterrato; la tensi one di passo ri sulta
dalla di fferenza tra due punti della curva della tensi one di magli a, di stanti tra loro
di 1 m. I valori di soli to sono dati i n % della tensi one di terra U
T
.
Si di mostra [bi bl. 2] che la gri gli a a magli e quadrate non la mi gli ore; a pari t di
lunghezza di conduttore i nterrato magli e lunghe e strette, ci o una rete i mpostata
solo su le parallele, danno mi nori tensi oni di magli a ( e qui ndi anche di contatto
e di passo) , soprattutto alla peri feri a della gri gli a, che la zona pi cri ti ca. I col-
legamenti trasversali , sotto questo punto di vi sta, non dovrebbero essere estesi
oltre la necessi t di collegamento a terra delle masse.
Ci si gni ca, i n altre parole, che al ne di deni re la U
C
contano solo i conduttori
paralleli i n una sola di rezi one, avendo gli altri i n di rezi one perpendi colare solo la
funzi one di connessi one delle masse al di spersore.
Per una gri gli a di 100 m 50 m, con 10 conduttori paralleli i nterrati , la tensi one
di contatto i n peri feri a compresa tra i l 10% e i l 20% della tensi one di terra,
alli nterno della gri gli a, e tra i l 20% e i l 25% allesterno. Nelle magli e alli nterno
della gri gli a, i valori sono pi bassi [bi bl. 2].
Analoghe ri cerche condotte allelaboratore elettroni co [bi bl. 1, 6] relati ve a i m-
pi anti di terra a gri gli a di stazi oni AT, i n terreno omogeneo, hanno condotto ai
seguenti valori i ndi cati vi espressi i n % della tensi one totale di terra ( U
PE
= tensi o-
ni di passo allesterno del peri metro della gri gli a) :
U
C
: 5 13 dalli nterno alla peri feri a;
U
P
: 1 5 dalli nterno alla peri feri a;
U
PE
: 4 8 allesterno del peri metro.
Pi cchetti di alcuni metri di lunghezza ( per es. 4 m - 10 m) di stri bui ti allesterno del
peri metro della gri gli a alli nci rca di mezzano la tensi one di passo peri feri ca U
PE
.
O ggi i l metodo pi afdabi le per i l di mensi onamento della rete di terra nei ri guardi
delle U
C
certamente quello di ri correre ad adatti programmi di calcolo, per i va-
lori che ri sulteranno saranno tutti approssi mati per eccesso perch di fci lmente po-
tranno tener conto di tutti i contri buti dei di spersori di fatto che verranno ad i nte-
grare i n corso dopera i l di spersore i ntenzi onale. Perci per i nstallazi oni complesse
e per elevati valori della tensi one di terra, dovuti ad elevate correnti di guasto, o ad
elevata resi sti vi t del terreno, le veri che sul posto sono altamente raccomandabi li .
9.2 Rimedi, provvedimenti correttivi
Q ualora i l calcolo o le mi sure sul posto mettessero i n evi denza alcuni luoghi o
punti nei quali la U
C
> U
CA
, dove la U
CA
si a la U
C
ammessa, si consi gli a di ri corre-
re ai seguenti provvedi menti corretti vi :
controllo locale del potenzi ale i nttendo localmente le magli e del di spersore
a gri gli a ove possi bi le; oppure, per esempi o nei posti di lavoro o di manovra,
di sponendo una gri gli a supplementare metalli ca di equi potenzi ali t i n super-
ci e o ad una profondi t < 0, 5 m, estesa no a ca. 1, 25 m dalla massa relati va,
naturalmente da collegare a questo elettrodo supplementare; questulti mo
deve essere a sua volta collegato i n pi punti al di spersore pri nci pale;
aumento della resi sti vi t superci ale del terreno nella zona ci rcostante i l luo-
go cri ti co, medi ante ri copertura del terreno con pi etri sco ecc. come detto al
par. 5.1; oppure, per esempi o nei posti di lavoro o di manovra, i solamento
del luogo con pedane i solanti di di mensi oni mi ni me 1 m 1 m.
segregazi one, ci o protezi one della zona peri colosa con barri ere o parapetti
che i mpedi scano laccesso alla zona peri colosa ad altri che non si ano persone
autori zzate e qui ndi adeguatamente equi paggi ate.
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9.3 Schema a blocchi
La sequenza delle operazi oni da esegui re per i l di mensi onamento delli mpi anto
di terra nei ri guardi delle tensi oni di contatto, pu essere condensata i n uno
schema a blocchi , o schema sequenzi ale, come ri portato i n Fi g. 23.
Sulla base dei dati fondamentali di partenza si elabora i nnanzi tutto un progetto
base.
I dati fondamentali di partenza sono:
la corrente di guasto I
G
;
i l tempo di durata del guasto t
G
;
la resi sti vi t presunta o mi surata del terreno ;
le di mensi oni pri nci pali delli nstallazi one e la sua congurazi one geometri ca
per quel che possa essere ri levante nei confronti delli mpi anto di terra;
lo schema elettri co dellali mentazi one e della di stri buzi one;
eventuali vi ncoli esterni , come ferrovi e, tubazi oni i nterrate e fuori terra, e al-
tre masse estranee di ri levante estensi one.
I l progetto base consi ste nel di segno di pri ma approssi mazi one delli mpi anto di ter-
ra comprensi vo di di spersori i ntenzi onali , quali la gri gli a pri nci pale e gli eventuali
altri elettrodi supplementari come pi cchetti ecc.; e di di spersori di fatto gi preved-
i bi li i n fase di progetto, quali le fondazi oni i n cemento armato, eventuali pali di
fondazi one ed altre strutture metalli che i nterrate di ri levante estensi one.
Per i di spersori i ntenzi onali si procede al di mensi onamento termi co e qui ndi alla
deni zi one delle sezi oni come i ndi cato al par. 8.7 e 8.8.
Sulla base dello schema elettri co di ali mentazi one, e ci o: autoproduzi one, cen-
trostella dei trasformatori di ali mentazi one collegati alli mpi anto di terra, nonch
accordi con autori t esterne che permettano eventualmente di valersi di condut-
tori di ri torno nel si stema elettri co esterno di ali mentazi one, si pu deni re la
corrente di terra I
T
.
Con queste premesse si pu calcolare i n vi a preli mi nare la resi stenza di terra pre-
sunta R
T
delli mpi anto, e la sua tensi one di terra U
T
:
Q ui ndi si procede nelle sequenze dello schema a blocchi .
U
T
I
T
R
T
=
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Fig. 23 Schema a blocchi per le tensioni di contatto U
CA
= U
C
ammissibile secondo 2. 1. 04
della Norma CEI 11-8
Dati partenza
I
G,
t
G
,
Progetto
base
Calcolo
R
T
, U
T
U
T
1, 2 U
ca
secondo 2.1.09
CEI 11-8
U
T
1, 8 U
ca
secondo 2.1.04
CEI 11-8
Calcolo U
c
Abachi o
programma di calcolo
par. 9.1 della Gui da
U
c
U
ca
Controllo tensi oni
trasferi te
U
c
U
ca
U
c
U
ca
Veri fi che e
mi sure sul posto
Progetto corretto
Provvedi mento
supplementare
par. 9.2 della Gui da
Provvedi mento
supplementare
par. 5.1 della Gui da
NO
NO
NO
NO
NO
SI
SI
SI
SI
SI
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9.4 Esecuzione dellimpianto di terra
9.4.1 Dispersore
Per la messa a terra di un edi ci o, i l di spersore ori zzontale ad anello od a gri gli a
vi ene posato abi tualmente a li vello delle fondazi oni . I n terreno aperto, i l di sper-
sore ori zzontale vi ene posato i n uno scavo profondo da 50 cm a 80 cm come
detto al par. 8.2. I l conduttore ori zzontale a gri gli a non deve essere esposto a sol-
leci tazi oni meccani che, quali trazi one o compressi one. Se i l terreno di posa
ghi ai oso o pi etroso, si raccomanda di posare i l conduttore su di un letto di terri c-
ci o e di ri copri rlo per un certo spessore adeguato dello stesso terri cci o.
9.4.2 Conduttore di terra
I l percorso del conduttore di terra deve essere i l pi breve possi bi le. Q uando i l
conduttore di terra si a nudo nella parte di percorso fuori terra, se esposto a
danneggi amenti meccani ci , pu essere protetto con un tubo protetti vo di plasti ca
dura, oppure pu essere i mpi egato cavo i solato.
9.4.3 Giunzioni
Le gi unzi oni , si a del di spersore si a del conduttore di terra, devono essere scelte
i n modo che la resi stenza meccani ca e i l ri scaldamento per effetto della corrente
non si ano ri spetti vamente i nferi ore e superi ore a quelli del conduttore. Deve
i noltre essere accertata la loro ri spondenza alle caratteri sti che elettri che e mecca-
ni che ri chi este e deve essere veri cato che la messa i n opera segua le i struzi oni
del costruttore.
9.5 Protezione contro la corrosione
I l di spersore e i l conduttore di terra non devono dar luogo a coppi e elettroli ti che
( vedere anche la Norma CEI 64-12, App. C) .
La scala galvani ca dei metalli , ri feri ta allelettrodo di drogeno, la seguente ( li mi -
tata ai metalli i mpi egati i n elettrotecni ca [bi bl. 21]) :
Metallo Potenziale elettrochimico, in V
Li ti o 3, 02
Sodi o 2, 72
Magnesi o 1, 80
Allumi ni o 1, 45
Manganese 1, 10
Zi nco 0, 77
Cromo 0, 56
Ferro 0, 43
Cadmi o 0, 42
Ni ckel 0, 20
Stagno 0, 14
Pi ombo 0, 13
I drogeno 0, 0
Anti moni o + 0, 2
Rame + 0, 35
Argento + 0, 80
Mercuri o + 0, 86
Plati no + 0, 87
O ro + 1, 5
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Q uando due metalli di potenziale elettrochimico diverso sono tra loro in contatto, in
ambiente umido, il metallo di segno negativo si corrode tanto pi rapidamente quan-
to pi sono distanti tra loro i due metalli nella scala galvanica. Pertanto da evitarsi,
per esempio, laccoppiamento diretto rame-alluminio e rame-zinco, e a tal uopo il
morsetto di rame verr stagnato, o zincato, o nichelato, o cadmiato; oppure tra i due
metalli verr interposta una lamina di materiale anticorrosione ( elettrocupal) . I n alter-
nativa il giunto pu essere del tipo a saldatura alluminotermica o essere adeguata-
mente protetto dallambiente mediante verniciatura, catramatura, nastratura o appli-
cazione di apposite resine. Q uando nellimpianto industriale siano previste protezioni
catodiche, le corrispondenti Norme UNI e UNI CEI devono essere rispettate.
9.6 Interferenze ad Alta Frequenza
Li mpi anto di terra per la protezi one contro i contatti i ndi retti di mensi onato alle
correnti di guasto a terra a frequenza i ndustri ale, ci o 50 Hz. Ma i nterferenze ad
Alta Frequenza sono possi bi li soprattutto a causa di scari che atmosferi che ( fulmi -
ni ) e di sovratensi oni di manovra, ori gi nate dalla apertura e chi usura di i nterrut-
tori e sezi onatori , e dalli ntervento degli scari catori . I transi tori di corrente prodot-
ti da tali sovratensi oni possono i nterferi re con i l corretto funzi onamento dei
ci rcui ti di comando e controllo e, pi i n generale, con tutti i ci rcui ti elettroni ci .
I problemi relati vi alle i nterferenze ri entrano nel quadro pi generale della Compa-
ti bi li t Elettromagneti ca, per la quale si ri manda alle Norme dellapposi to CT 210.
Ma nella mi sura i n cui la ri duzi one dei di sturbi i n alta frequenza si pu ri condur-
re ad un problema di equi potenzi ali t delli mpi anto di terra, non solo a frequen-
za di rete ma anche a frequenze pi elevate, ci si li mi ter i n questa sede a consi -
derare i provvedi menti che si possono prendere i n fase di progetto delli mpi anto
di terra al ne di ri durre li mpedenza dei collegamenti . Tali accorgi menti sono
economi camente di modesta ri levanza se presi i n fase di progetto, ma possono
essere onerosi se dovessero rendersi necessari come i nterventi successi vi .
I pri nci pali provvedi menti sono i seguenti :
percorsi dei conduttori di terra i pi corti possi bi li ;
i ntti re le magli e del di spersore a gri gli a i n corri spondenza delle aree pi
esposte ai transi tori di corrente, i n parti colare scari catori , ri duttori di corrente
e di tensi one, sezi onatori ;
aumentare i l numero dei conduttori di terra di una stessa massa, opportuna-
mente di stanzi ati tra loro, allo scopo di ri durre li mpedenza del collegamento.
Ad esempi o, due conduttori di terra da 63 mm
2
di stanzi ati tra loro di ca. 0, 5 m
hanno mi nore i mpedenza di un conduttore uni co da 120 mm
2
o di due con-
duttori da 63 mm
2
fasci ati i nsi eme;
fare i n modo che i conduttori i nterrati della gri gli a si ano posati parallelamente
e i l pi vi ci no possi bi le ai cuni coli cavi di comando e controllo; oppure posa-
re nel cuni colo stesso un conduttore di terra supplementare parallelo ai cavi e
collegato i n 2 o pi punti alla rete pri nci pale di terra, alla quale verranno col-
legati gli eventuali schermi dei cavi stessi ; tale conduttore supplementare ri le-
ver parte della corrente transi tori a che altri menti avrebbe cari cato gli schermi
della cavetteri a di comando e controllo, se questi fossero stati messi a terra ad
entrambe le estremi t;
collegare alli mpi anto di terra le armature del cemento armato i n pi punti , al
ne di sfruttarne leffetto schermante.
Tutti questi provvedi menti sono ancora pi si gni cati vi nel caso di stazi oni bli n-
date i solate i n SF
6
, escluse dalloggetto della presente Gui da, per le quali si ri -
manda alle apposi te speci che del costruttore.
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9.7 Altri aspetti esecutivi
Le masse e le masse estranee devono essere messe a terra. Spesso per queste
masse sono costi tui te da strutture complesse, supporti , trali cci , tubazi oni , passe-
relle e si mi li , composte da elementi di versi connessi meccani camente tra loro i n
di versi modi . Se queste connessi oni sono sse, tali che togli endole verrebbe ad
essere compromessa la funzi one stessa della struttura, non evi dentemente ne-
cessari o mettere a terra si ngolarmente tutti i suoi componenti . Per altre masse
che non hanno funzi one stati ca ma per lo pi funzi one di barri ere di protezi one,
i l cri teri o per di scri mi nare la messa a terra quello della possi bi li t di asportare
un componente solo con lausi li o di apposi ti utensi li .
Per entrambi i cri teri condi zi one i ndi spensabi le che la conti nui t metalli ca si a
sempre assi curata.
Come esempi o del pri mo cri teri o si pu fare ri feri mento ad un portale a trali cci o
per supporto di apparecchi ature elettri che o ammarro di conduttori . Evi dentemente
non si metteranno a terra i ndi vi dualmente tutte le aste del trali cci o, bens la struttu-
ra nel suo i nsi eme verr messa a terra alla sua base, i n quanto tutte le trali cci ature
dei sostegni e della trave sono tra loro connesse saldamente a mezzo di bulloni o
saldature. I l portale vi ene messo a terra alla base dei sostegni una sola volta per so-
stegno, salvo i l di mensi onamento alla corrente del conduttore di terra, come speci -
cato al capi tolo precedente. Se lequi paggi amento elettri co supportato da una
struttura a cavalletto, la base metalli ca dellapparecchi atura o delli nvolucro o della
carcassa di un motore, pu essere messo a terra sul cavalletto, e questo sar poi
messo a terra alla sua base. Se i nvece si preferi sce collegare la massa, vale a di re la
carcassa del motore o i l basamento dellapparecchi atura elettri ca, di rettamente al
di spersore trami te i l conduttore di terra, allora non pi necessari o mettere a terra
i l cavalletto alla sua base, poi ch i n questo caso non pi una massa, i n accordo
con la deni zi one di massa delle Norme CEI 11-8 ( par. 1.2.02) e 64-8. Q uesto non
si gni ca che non si possa mettere a terra entrambi , soltanto i nuti lmente oneroso.
Gli scari catori i n Medi a e Alta Tensi one possono essere messi a terra sul suppor-
to, se metalli co naturalmente, e questo vi ene poi messo a terra alla base. Per
spesso gli scari catori vengono messi a terra di rettamente con un conduttore di
terra apposi to, per permettere li nserzi one di un contai mpulsi o di un amperome-
tro per la mi sura della corrente di fuga; allora a ri gore non pi necessari a la
messa a terra del supporto. Ma se lo scari catore i solato dal supporto da pi edi ni
i solanti , per li nserzi one per es. di uno spi nterometro i mmagi ne, allora anche i l
supporto deve essere messo a terra alla base.
Come esempi o del secondo cri teri o si pu fare ri feri mento ad una barri era metal-
li ca di protezi one contro i contatti di retti , costi tui ta per esempi o da telai a rete so-
stenuti da sostegni metalli ci ai quali sono ri gi damente i mbullonati ; la barri era
deve essere messa a terra almeno i n due punti estremi , ma non occorre che si ano
messi a terra i ndi vi dualmente tutti i telai , se per ri muovere i bulloni che li ssano
ai sostegni si deve far uso di una chi ave ( Fi g. 24) . Se i nvece i telai sono metalli ci
ma i sostegni sono i solanti , questi devono essere cavallottati , per ri stabi li re la
conti nui t metalli ca lungo tutta la protezi one; oppure questa volta tutti i telai de-
vono essere messi a terra i ndi vi dualmente.
Parti metalliche che non siano n masse n masse estranee, possono, ma non devono,
essere messe a terra. Per esempio una porta metallica inserita in una parete in muratu-
ra, se non porta n lampade n strumenti n altra apparecchiatura di segnalazione elet-
trica, non una massa e non c bisogno che venga messa a terra; cos anche telai me-
tallici degli edici, nestre, inferriate, griglie ecc. Recinzioni metalliche che delimitano
aree allinterno di stabilimenti, ringhiere, corrimano, guard-rail, paletti metallici con car-
telli indicatori, e qualsiasi altra parte metallica che non sia supporto di circuiti elettrici di
categoria I , I I e I I I , non una massa e quindi non necessaria la sua messa a terra.
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Q ueste considerazioni non sono contraddette dalla eventualit che si possa appendere
ad una di queste parti metalliche una lampada portatile o un qualsiasi altro utensile
elettrico, se questo correttamente isolato in classe I I .
Fig. 24 Messa a terra di una barriera metallica di protezione
LEGENDA
a Parti col are col l egamento al l a rete di terra
a
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9.8 Accessibilit, visibilit, ispezionabilit
Per i spezi oni e veri che devono essere sempre di sponi bi li la pi anta generale
delli mpi anto di terra e i di segni di dettagli o dei conduttori e dei gi unti , si a del
di spersore che dei conduttori di terra, i n modo da poter veri care si a la correttez-
za del di mensi onamento termi co, si a la tenuta alla corrosi one.
La parte fuori terra delle connessi oni di terra i spezi onabi le a vi sta. Per la parte
i nterrata, i vi comprese le gi unzi oni tra elementi del di spersore e tra i conduttori
di terra e i l di spersore, fanno fede i di segni ed eventuale documentazi one foto-
graca presa durante li nstallazi one. Anche per le connessi oni tra di spersore a
gri gli a e le teste dei pi cchetti supplementari , che spesso sono a profondi t mag-
gi ori della gri gli a stessa, fanno fede i di segni di dettagli o.
Se ci sono ragi onevoli dubbi su possi bi le corrosi one, dopo lungo tempo dalli n-
stallazi one pu essere opportuna uni ndagi ne a campi one scavando i n corri spon-
denza di un gi unto no a scopri rlo onde veri carne lo stato di conservazi one.
Devono poter essere veri cabi li a vi sta i ri medi usati nei punti cri ti ci per ri condur-
re la tensi one di contatto entro i li mi ti ammessi , quali controllo del gradi ente, au-
mento della resi sti vi t superci ale, segregazi one e i nterruzi one della conti nui t dei
corpi metalli ci fuori terra, contro le tensi oni trasferi te. Per le i nterruzi oni delle tu-
bazi oni i nterrate fanno fede i di segni e le relati ve mi sure delle tensi oni di contatto.
Per le connessi oni tra di spersore i ntenzi onale e i ferri di armatura delle fondazi o-
ni i n cemento armato, si ri manda alle i ndi cazi oni contenute nella gui da
CEI 64-12. Si raccomanda che lesecuzi one di tali connessi oni nel corso dei lavori
di i nstallazi one, si a concordata con un esperto di i mpi anti elettri ci .
10 DIMENSIONAMENTO ED ESECUZIONE DELLIMPIANTO DI TERRA NELLA
SEZIONE DI I CATEGORIA DI INSTALLAZIONE INDUSTRIALE CON
C A P I T O L O
PROPRIA CABINA DI TRASFORMAZIONE
10.1 Dimensionamento termico di impianto di tipo TT
Q uesta si tuazi one si pu presentare solo nel caso prospettato al cap. 4 B) , dove i
di spersori di cabi na e di stabi li mento sono separati , e quando si veri chi la condi -
zi one U
T
< 250 V, Fi g. 14a) . La corrente di terra I
T
che i nteressa i l di spersore tutta
la corrente di guasto I
G
. I l di spersore vi ene di mensi onato secondo la Norma CEI
64-8.
10.2 Dimensionamento termico di impianto di tipo TN
I n un i mpi anto di ti po TN-C la corrente di guasto ri torna attraverso i l conduttore
PEN ( CEI 64-8) .
Nelli mpi anto di ti po TN-S si ha un ri torno delle correnti di guasto trami te i con-
duttori di protezi one e, i n di pendenza dellesecuzi one delli mpi anto di terra, an-
che trami te i l di spersore.
I n parti colare, se li mpi anto dotato di un solo collettore di terra, i l ri torno avvi e-
ne trami te i soli conduttori di protezi one e gli eventuali conduttori equi potenzi ali
( ci abbastanza comune negli i mpi anti di ti po ci vi le ove soli tamente esi ste un
solo collettore di terra dovuto al fatto che li mpi anto si svi luppa prevalentemente
i n verti cale) , mentre se li mpi anto dotato di pi collettori di terra ( come nor-
male negli i mpi anti i ndustri ali ) anche i conduttori del di spersore magli ato contri -
bui scono, e spesso i n modo prevalente, al ri torno delle correnti di guasto.
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Non si hanno qui ndi si tuazi oni di di fferenza di potenzi ale tra i l di spersore e i l ter-
reno ci rcostante e non si hanno qui ndi tensi oni di passo.
Si pone qui ndi i l problema di come di mensi onare i conduttori della magli a te-
nendo conto delle correnti di guasto che sono desti nati a portare. I n meri to alla
corrente che pu gi ungere ad un lato del di spersore trami te un conduttore di ter-
ra; si pu segui re lo stesso cri teri o gi i ndi cato al par. 8.3: si pu supporre che la
corrente che percorre i l conduttore di terra, una volta arri vato al lato di magli a, si
di vi da i n due parti uguali , qui ndi la portata del lato di magli a sar la met della
portata del conduttore di protezi one.
Consi derando che le correnti di guasto a terra i n un si stema di I categori a di pen-
dono dalle i mpedenze dei ci rcui ti di guasto, come i n tutte le reti con neutro a ter-
ra, si avranno i valori massi mi di tali correnti i n prossi mi t del trasformatore,
qui ndi i l di spersore i n corri spondenza della cabi na di trasformazi one andr di -
mensi onato per tali correnti .
La corrente di guasto i n una rete radi ale di BT si pu calcolare con lausi li o della
Gui da dappli cazi one per i l calcolo delle correnti di cortoci rcui to nelle reti radi ali di
Bassa Tensi one, CEI 11-28, al par. 9.3 della quale ri portata la formula essenzi ale
31)
dove:
I
K 1
= corrente di cortoci rcui to monofase a terra;
c = fattore di tensi one; per tensi oni 230/400 V c = 1;
U
N
= tensi one nomi nale della rete;
Z
1
= i mpedenza di retta della rete nel punto del guasto;
Z
0
= i mpedenza omopolare della rete nel punto del guasto.
Z
1
e Z
0
sono la somma delle i mpedenze di rette e omopolari di tutti i componenti
del ci rcui to del trasformatore al punto del guasto.
A ti tolo desempi o, e al ne di poter esegui re calcoli di veri ca, si propone lo
schema di un i mpi anto di terra di ti po TN ( Fi g. 25) appli cato ad un i mpi anto i n-
dustri ale.
Nellesempi o, i n corri spondenza della cabi na elettri ca, i conduttori di terra, due per
ci ascun collettore, hanno una sezi one di 95 mm
2
e la stessa sezi one previ sta per i
conduttori del di spersore a gri gli a. Veri chi amo queste sezi oni sulla base dellart.
2.2.07 Di mensi onamento degli elementi del di spersore della Norma CEI 11-8.
I
K1
3 c U
N

2Z
1
Z
0
+
-------------------------- =
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Fig. 25
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Uti li zzando la formula 30) ( i n 8.7) , i n cui I la quota della corrente di guasto che
percorre lelemento consi derato, t i l tempo i n secondi di eli mi nazi one del gua-
sto, K un coefci ente che per i l rame nudo uguale a 229; ponendo t = 1 s,
A = 95 mm
2
e ri solvendo leguagli anza ri spetto a I, si otti ene una corrente di
21755 A. Poi ch, nelli potesi fatta, la corrente nel di spersore di di vi de i n 2 parti
uguali i n corri spondenza dei conduttori di terra, possi amo di re che i l di spersore
magli ato pu portare 2 21755 = 43510 A per 1 s. Si a i l valore di corrente, si a i l
tempo di eli mi nazi one del guasto sono adeguati anche per trasformatori di di stri -
buzi one di notevole potenza ( no a 1250 kVA) .
Per quanto ri guarda i conduttori di terra, i l par. 2.3.02 della Norma CEI 11-8 sug-
geri sce ( per rame nudo) K = 159. I l moti vo del di verso valore di K, pur trattando-
si sempre di rame nudo come nel caso del di spersore, da ri cercarsi nella mi no-
re temperatura massi ma ammessa di 200 C contro i 500 C del di spersore,
essendo i conduttori di terra esposti , di versamente dai conduttori del di spersore.
Con questo valore di K si otti ene che ci ascuno dei conduttori di terra ha una por-
tata di 15105 A per 1 s, con un totale di 30210 A. Q uesto valore ancora accetta-
bi le i n presenza di trasformatori come quelli sopra i ndi cati .
Se i conduttori di terra sono i nvece i solati i n PVC, K = 143, le portate si ri ducono
a: 2 13585 = 27170 A.
Analoghi calcoli di veri ca possono essere fatti per i conduttori del di spersore e
per i conduttori di terra allesterno della cabi na ove la sezi one ri dotta i n en-
trambi i casi a 50 mm
2
i n conseguenza della notevole ri duzi one delle correnti di
guasto a terra allontanandosi dalla fonte di ali mentazi one.
Abbi amo qui ndi vi sto degli esempi di veri ca del di mensi onamento degli elementi
del di spersore magli ato e dei conduttori di terra i n un i mpi anto di ti po TN-S.
Ri mane ora da stabi li re quale debba essere i l lato di magli a del di spersore ( che
eserci ta le sue funzi oni agli effetti delle sole correnti di guasto sul lato medi a ten-
si one, correnti che non i ntervengono sul di mensi onamento dei conduttori essen-
do molto pi pi ccole delle correnti di guasto sul lato bassa tensi one) .
Non esi stono valutazi oni teori che i n proposi to, i n quanto non vi sono di fferenze
di potenzi ale alli nterno della magli a, vi sto che le correnti percorrono i lati di ma-
gli a ma non vengono di sperse nel terreno.
Esi ste daltra parte la necessi t prati ca di i nstallare i collettori di terra i n posi zi oni
adatte a ri durre al mi ni mo la lunghezza dei conduttori di protezi one e di
equi potenzi ali t, i n quanto tanto pi brevi sono detti conduttori , tanto mi nore
la tensi one di contatto i n caso di guasto a massa. La tensi one di contatto di pende
i nfatti uni camente dalli mpedenza del ci rcui to di guasto.
O ccorre qui ndi studi are sulla plani metri a delli mpi anto la posi zi one dei condutto-
ri di terra e far passare i lati di magli a del di spersore i n corri spondenza di essi .
O vvi amente, come sopra accennato, i n un i mpi anto di ti po TN, qui ndi con cabi -
na propri a, presente un trasformatore con pri mari o a medi a tensi one e si pre-
senta qui ndi i l problema della di spersi one delle correnti i n caso di guasto su que-
sto lato. Di questo problema si gi parlato ai par. 3.4 e 3.5, relati vi agli i mpi anti
di I I categori a. Di soli to, quando li mpi anto di I I categori a i n comune con un
i mpi anto di I categori a ( ovvi amente di ti po TN) sono le correnti di questulti mo a
determi nare le sezi oni dei conduttori delli mpi anto di terra. Q uando i nvece li m-
pi anto di terra ri guarda solo un si stema di I I categori a, si ri correr ai valori mi ni -
mi delle sezi oni i mposti dalla Norma CEI 11-8 ( art. 2.3.02, 2.2.03 e Appendi ce B) .
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10.3 Protezione contro i contatti indiretti
10.3.1 Sistema TT
Poi ch per questo ti po di i mpi anto li mpi anto di terra consi derato separato da
quello della cabi na di ali mentazi one, i l di spersore chi amato a di sperdere nel ter-
reno le correnti di guasto a terra. A questa corrente di di spersi one si oppongono le
resi stenze i n seri e dei due i mpi anti di terra separati . Si possono qui ndi avere cor-
renti di basso valore che rendono problemati co li ntervento di normali protezi oni .
La Norma CEI 64-8, allart. 413.1.4.2, ri chi ede che si a soddi sfatta la seguente rela-
zi one:
dove:
R
A
= somma delle resi stenze del di spersore e dei conduttori di protezi one delle
masse, i n ohm;
I
a
= corrente che provoca i l funzi onamento automati co del di sposi ti vo di pro-
tezi one, i n ampere.
Se i l di sposi ti vo ha una caratteri sti ca di funzi onamento a tempo i nverso, I
a
la
corrente che provoca lo scatto entro 5 s.
Tuttavi a, assai di fci le nella prati ca i mpi anti sti ca ottemperare a tale prescri zi one
con protezi oni di massi ma corrente, speci almente i n i mpi anti nei quali R
A
ha
spesso valori pi uttosto alti , dellordi ne di qualche ohm. qui ndi prati camente i n-
di spensabi le ri correre a rel di fferenzi ali . I n questo caso I
a
la corrente di fferen-
zi ale nomi nale e li ntervento deve avveni re entro 1 s.
O vvi amente, con questo ti po di protezi oni , sono sufci enti valori della resi stenza
di terra faci lmente otteni bi li anche i n i mpi anti di modeste di mensi oni .
10.3.2 Sistema IT
Per quanto ri guarda i l si stema I T, la Norma CEI 64-8, art. 413.1.5.3, ri chi ede che
si a soddi sfatta la seguente relazi one:
dove:
R
T
= resi stenza del di spersore al quale sono collegate le masse, i n ohm;
I
d
= corrente di guasto nel caso di pri mo guasto di i mpedenza trascurabi le tra
un conduttore di fase e una massa, i n ampere.
Q uesto non si gni ca che la corrente I
d
, che ovvi amente pi ccoli ssi ma, corri -
sponda alla corrente di scatto della protezi one, consi derato che la prerogati va
pri nci pale delli mpi anto I T quello di mantenere i l servi zi o anche i n caso di gua-
sto a massa.
I l pri mo guasto a massa deve per essere segnalato ( 413.1.5.4) ed eli mi nato nel
pi breve tempo possi bi le.
I l problema si pone quando i l pri mo guasto non vi ene eli mi nato i n tempo uti le
pri ma che si mani festi un secondo guasto, ovvi amente tra unaltra fase e la terra.
A questo punto si presentano due si tuazi oni : la pri ma, vi vamente sconsi gli ata,
R
A
I
a
50
R
T
I
d
50
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consi dera le masse messe a terra i ndi vi dualmente ( o a gruppi , che fa lo stesso) .
I n tal caso alli mpi anto si appli cano le regole delli mpi anto TT ( le correnti di gua-
sto attraversano i l terreno non essendoci collegamento metalli co fra le vari e mas-
se) . Vale qui ndi la prescri zi one sopra ri portata dellart. 413.1.4.2.
La seconda si tuazi one, da consi derarsi usuale, consi dera le masse tutte collegate
allo stesso i mpi anto di terra. I n tal caso li mpi anto vi ene a trovarsi i n una si tuazi o-
ne si mi le a quella di un i mpi anto di ti po TN.
A questo proposi to la Norma 64-8 consi dera, allart. 413.5.6, due ulteri ori possi bi -
li t: se i l neutro non di stri bui to ( soluzi one consi gli ata) deve essere soddi sfatta
la relazi one:
mentre, se i l neutro di stri bui to deve essere soddi sfatta la seguente condi zi one:
dove:
U = tensi one fase-fase;
U
O
= tensi one fase-terra;
Z
S
= i mpedenza dellanello di guasto costi tui to dal conduttore di fase e dal con-
duttore di protezi one;
Z
S
= i mpedenza dellanello di guasto costi tui to dal conduttore di neutro e dal
conduttore di protezi one.
Entrambe le formule consi derano doppi a li mpedenza li mi tatri ce della corrente di
guasto: nel pri mo caso si ti ene conto delli mpedenza delle due fasi , i mpedenze
che sono da consi derare i n seri e, assi eme alle i mpedenze dei relati vi conduttori
di protezi one con appli cata la tensi one fase-fase, mentre nel secondo caso al si -
stema si consi dera appli cata la tensi one fase-terra e si valuta i l guasto neutro-terra
come i l guasto che causa la corrente di mi nor valore; entrano cos i n gi oco li m-
pedenza di una fase, li mpedenza del neutro e le i mpedenze dei due conduttori
di protezi one del si stema. I n questo caso, che si presenta i n sostanza come un
guasto fase-neutro attraverso i conduttori di protezi one, si consi dera appli cata la
tensi one fase-neutro.
La corrente I
a
la corrente che fa i nterveni re le protezi oni entro i tempi i ndi cati
alla Tab. 41B dellart. 413.1.5.6 della Norma CEI 64-8/4. I n si ntesi , questa tabella
ri porta, per la tensi one 230/400 V, 0, 4 s per neutro non di stri bui to e 0, 8 s per
neutro di stri bui to. tuttavi a ammesso i n determi nati casi ( art. 413.1.3.5 relati vo
alli mpi anto TN) di estendere i l tempo di i ntervento a 5 s. Ne parleremo al
par. 10.3.3 relati vo al si stema TN.
10.3.3 Sistema TN
Si gi accennato alle pri nci pali caratteri sti che del si stema TN, usato normalmen-
te negli i mpi anti i ndustri ali nella sua vari ante TN-S e abbi amo pure accennato ai
li mi ti della vari ante TN-C.
Li mpi anto di ti po TN-S anche luni co che permetta, con opportuni provvedi -
menti , di li mi tare le tensi oni di contatto a valori i nferi ori a 50 V, offrendo cos
Z
S
U
2I
a
-------
Z
S
U
O
2I
a
-------
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uni mportante alternati va alla protezi one medi ante i nterruzi one automati ca
dellali mentazi one ( art. 413.1.1.1 della Norma CEI 64-8) .
Larti colo ci tato ri chi ede che [ ] tra una parte atti va ed una massa o un condut-
tore di protezi one, non possa persi stere, per una durata sufci ente a causare un
ri schi o di effetti si ologi ci dannosi i n una persona i n contatto con posti si multa-
neamente accessi bi li , una tensi one di contatto presunta superi ore a 50 V valore
efcace i n c.a..
Ri sulta chi aro che, quando le tensi oni di contatto sono i nferi ori a 50 V non ri -
chi esta, ovvi amente dal punto di vi sta della protezi one contro i contatti i ndi retti ,
alcuna i nterruzi one del ci rcui to.
Nel caso i nvece che la tensi one di contatto superi i 50 V i n c.a., lart. 413.1.3.3 ri -
chi ede che si a soddi sfatta la seguente relazi one:
dove:
Z
S
= i mpedenza dellanello di guasto;
I
a
= corrente che provoca li ntervento automati co del di sposi ti vo di protezi one
entro i l tempo deni to dalla Tab. 41 A i n funzi one della tensi one U
O
tra
fase e terra
La Tab. 41A ri chi ede per V
C
= 230 V un tempo di i ntervento 0, 4 s. Tuttavi a
lart. 413.3.5 ammette un tempo di i ntervento entro 5 s per i ci rcui ti di di stri buzi o-
ne e anche per i ci rcui ti termi nali che ali menti no solo componenti elettri ci ssi ,
con determi nate condi zi oni quando allo stesso quadro o allo stesso ci rcui to di di -
stri buzi one che ali menta i componenti elettri ci ssi sono collegati anche compo-
nenti elettri ci mobi li ( per i quali ri chi esto i l tempo di scatto 0, 4 s) .
Ci i nteressa stabi li re come arri vata la Norma a ssare i l tempo di i ntervento
0, 4 s.
La tensi one di contatto, i n assenza di collegamenti equi potenzi ali supplementari
( ci o di collegamenti equi potenzi ali locali fra le vari e masse che possano essere
contemporaneamente toccate) , data dalla seguente formula:
32)
dove:
Z
P
= i mpedenza del conduttore di protezi one;
Z
F
= i mpedenza del conduttore di fase.
La formula di per s ovvi a i n quanto stabi li sce la ri parti zi one della tensi one to-
tale U
O
i n funzi one delle i mpedenze del ci rcui to. La Norma comunque i ntroduce
un coefci ente di ri duzi one di 0, 8. La formula si pu qui ndi scri vere come segue
33)
Per Z
F
= Z
p
, U
CO
= 92 V.
Z
S
I
a
U
O

U
CO
U
O
Z
P
Z
F
Z
P
+
------------------- =
U
CO
0 8U
O
,
1 Z +
F
Z
P

-------------------------- =
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La tensi one di 92 V corri sponde sulla curva di si curezza a 0, 4 s. Q uesta si tuazi one
si ri scontra negli i mpi anti TN-C e negli i mpi anti TN-S ( i n questi ulti mi solamente
quando si uti li zza come conduttore di protezi one i l conduttore gi allo verde i ncor-
porato nel cavo di potenza) per conduttori di fase no a 25 mm
2
.
Q uando i conduttori di fase superano 25 mm
2
, i l conduttore di protezi one ( nel si -
stema TN-S) o i l conduttore PEN ( nel si stema TN-C) hanno sezi one pari alla met
del conduttore di fase.
ovvi o che i n tal caso la si tuazi one peggi ora essendo Z
F
/Z
P
= 0, 5.
La tensi one di contatto di venta i n tal caso:
( La Norma non ti ene tuttavi a conto di questa si tuazi one.) Ri prendi amo la formula
30) , poni amo V
CO
= 50 V e U
O
= 230 V e ri solvi amo ri spetto a Z
P
:
Q ui ndi se Z
P
i nferi ore a Z
F
/2, 68 la tensi one di contatto totale ( ci o la tensi one
di contatto fra la massa i nteressata e i l punto del si stema a potenzi ale zero)
i nferi ore a 50 V.
O vvi amente, per ottenere questo ri sultato occorre che li mpedenza dei ci rcui ti di
protezi one, che parteci pano al trasporto della corrente di guasto tra la massa e i l
centro stella del trasformatore, si a complessi vamente ri spondente al valore sopra
i ndi cato. Ci evi dentemente i mpossi bi le ( come gi detto) nel si stema TN-C e
anche nel si stema TN-S quando si fa uso esclusi vo del conduttore di protezi one
i ncorporato nel cavo di ali mentazi one.
Se i nvece li mpi anto dotato di conduttori di protezi one pri nci pali di notevole
sezi one che seguono i l fasci o di cavi di potenza ( per es. lungo una passerella) , e
a questi conduttori di protezi one pri nci pali fanno capo i conduttori di protezi one
esterni delle si ngole masse, ed i noltre i conduttori di protezi one pri nci pali fanno
capo i n pi punti ai collettori di terra ( come consi gli ato dalla nota allart. 413.1.3) ,
facendo cos parteci pare al trasporto delle correnti di guasto anche i conduttori
del di spersore magli ato ( Fi g. 25) , i l ri sultato ri chi esto per mantenere la tensi one
di contatto totale al di sotto dei 50 V vi ene ottenuto faci lmente. I noltre, con que-
sto si stema si otti ene una di ffusa equi potenzi ali t, portando la tensi one di contat-
to vera e propri a a valori ancora pi bassi .
10.4 Esecuzione dellimpianto di messa a terra
Tutte le parti metalli che ma abi tualmente non i n tensi one di apparecchi elettri ci
( masse) devono essere collegate ai collettori pri nci pali di terra medi ante condut-
tori di protezi one. Le masse estranee devono essere collegate alle masse o di ret-
tamente ai collettori trami te conduttori equi potenzi ali .
Si fa ri feri mento alla Fi g. 25.
10.4.1 Impianto forza motrice
Le carcasse dei motori elettri ci devono essere collegate medi ante conduttore di
protezi one si ngolo ad un conduttore di protezi one pri nci pale posato lungo i l
percorso del fasci o di cavi ( i n parti colare condi zi oni , quando ci si a conveni ente
U
CO
0 8 , 230
1 5 ,
---------------------- 122 67 V , = =
Z
P
Z
F
2 68 ,
------------ =
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i l motore pu anche essere collegato di rettamente ad un collettore di terra. Ci
vale ovvi amente anche per la pulsanti era) .
Per quanto ri guarda la pulsanti era, si reali zzer la pi conveni ente fra le soluzi oni
seguenti :
a) si pu collegare la pulsanti era al morsetto di terra del motore uti li zzando lo
stesso conduttore di protezi one che qui ndi non vi ene qui ndi i nterrotto i n cor-
ri spondenza del motore ( ci pu essere conveni ente quando motore e mor-
setti era sono sufci entemente vi ci ni ) ;
b) i n alternati va, si pu collegare medi ante un conduttore di protezi one, la car-
cassa del motore al supporto metalli co della pulsanti era che sar a sua volta
collegato al conduttore di protezi one pri nci pale. Anche i n questo caso la con-
ti nui t del conduttore non verr i nterrotta. Se i nvece i l conduttore di protezi o-
ne che collega la carcassa del motore al supporto della pulsanti era e quello
che collega questulti mo al conduttore pri nci pale di protezi one sono separati ,
occorre assi curarsi che esi sta fra i due la necessari a conti nui t elettri ca ( i n
questo caso i l supporto metalli co della pulsanti era che fa da conduttore di
protezi one del tratto compreso fra i bulloni di ssaggi o delle estremi t dei
due conduttori di protezi one) ;
c) si pu collegare la pulsanti era al conduttore di protezi one pri nci pale medi an-
te propri o conduttore di protezi one.
Se il cavo ( non armato) posato in tubo metallico nellultimo tratto, dal fascio di cavi
al motore, se il tubo deve contribuire alla messa a terra, sar assicurata la sua continui-
t metallica anche nellultimo tratto solitamente costituito da un essibile. I n tal modo
sar assicurato un secondo collegamento di terra. Nel caso di alimentazione in b.t., se
il cavo armato, oltre al conduttore di protezione esterno, si realizzer la messa a ter-
ra mediante un conduttore di protezione incorporato nel cavo di alimentazione.
Per quanto ri guarda larmatura, essa non verr uti li zzata come conduttore di pro-
tezi one e verr qui ndi messa a terra ad una sola estremi t. Soli tamente lestremi t
messa a terra sar quella i n cabi na: ci consenti r i n tal caso di entrare nel motore
con pressacavo normale, ci o pri vo della parte metalli ca occorrente per la messa a
terra dellarmatura ( questa prescri zi one si ri feri sce solamente ai motori di b.t.) .
Se i l fasci o di cavi pri nci pali posato i n passerella, questa pu essere collegata
ad un collettore pri nci pale di terra posto i n vi ci nanza del quadro comandi ed ad
un collettore posto allestremi t opposta. Sulla necessi t di tale collegamento si
ri manda allart. 413.2.1.1 e relati vo commento della Norma CEI 64-8.
Se la posa i n cuni colo, i n ogni cuni colo deve essere posto un conduttore di
protezi one, collegato a collettori di terra come sopra detto, mentre i n caso di
posa di retta nel terreno e i n tubi i nterrati , si poser uno o pi conduttori di pro-
tezi one i n relazi one alle di mensi oni della posa.
Nota Nel caso di posa dei cavi in tubi conduit aerei, uno o pi conduttori di protezione principa-
li verranno graffettati ai tubi del fascio principale e verranno collegati a collettori di terra.
Se richiesto, il sistema sopra descritto pu venire integrato da un conduttore di protezione
incorporato (come nel caso dei cavi armati) nel cavo di potenza e nel cavo di comando.
In questo caso, i conduttori di protezione faranno capo alla sbarra di terra contenuta nel
quadro motori, che sar a sua volta collegata mediante conduttori di protezione ad alme-
no due collettori di terra.
10.4.2 Impianto prese
Se le prese f.m. tri fasi e monofasi sono ali mentate i n cavo i l conduttore di prote-
zi one i ncorporato nel cavo di ali mentazi one stesso e pu veni re messo a terra
anche lungo i l percorso uti li zzando a tal ne le prese stesse che sono collegate
esternamente ad un collettore di terra.
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10.4.3 Impianto luce
Per moti vi prati ci , i l conduttore di protezi one generalmente i ncorporato nei
cavi di ali mentazi one. Si pu tuttavi a collegarlo i n pi punti a collettori di terra,
uti li zzando a questo scopo almeno la pri ma scatola di deri vazi one e gli i nterrutto-
ri locali .
10.4.4 Tubi protettivi metallici (conduit)
consi gli abi le mettere a terra i tubi protetti vi alle due estremi t, nel caso di uti -
li zzo del condui t per tutto i l percorso dal quadro alluti li zzatore, mentre nel caso
di uti li zzo del condui t dalla passerella alluti li zzatore sufci ente la messa a terra
i n corri spondenza della passerella ( con ci si ri nunci a ovvi amente al contri buto
del tubo condui t alla messa a terra del motore e della pulsanti era) . I n ogni caso
occorre aver cura che le gi unzi oni assi curi no la conti nui t metalli ca. La messa a
terra pu avveni re sempli cemente trami te i supporti ( staffe) .
Anche per questi collegamenti si ri manda allart. 413.2.1.1 della Norma CEI 64-8 e
relati vi commenti .
10.4.5 Conduttori di protezione
La sezi one del conduttore di protezi one pu essere determi nata con la formula
( 64-8 art. 543.1.1) :
i n cui I la corrente di guasto i n ampere e t i l tempo di eli mi nazi one del guasto
i n secondi . I valori di K sono dati dalle Tab. 54 B, 54 C, 54 D, 54 E dalla Norma
CEI 64-8/5.
Pi sempli cemente ci si pu ottenere alla Tab. 54 F che prescri ve per cavi con
conduttori di fase no a 16 mm
2
i nclusi , conduttore di protezi one uguale al con-
duttore di fase; per cavi con conduttori di fase con sezi oni di 25 mm
2
e 35 mm
2
,
conduttore di protezi one di sezi one pari alla met di quella del conduttore di
fase ( si fa notare che i cavi i n commerci o hanno i l conduttore di protezi one
uguale al conduttore di fase no a 25 mm
2
i nclusi ) .
Per sezi oni maggi ori di 70 mm
2
bene ri correre alla formula generale ( 8.4.5) , che
pu consenti re luso di sezi oni mi nori di quelle che si otterrebbero col procedi -
mento del punto precedente.
I conduttori di protezi one sono normalmente costi tui ti da corde di rame con
guai na gi allo-verde.
Per altri ti pi di conduttori di protezi one si ri manda allart. 543.2 della Norma
CEI 64-8/5.
10.4.6 Conduttori equipotenziali
I conduttori equi potenzi ali sono di due ti pi ( cfr. art. 547 della Norma CEI 64-8) :
pri nci pali , quelli che collegano masse estranee di rettamente a un collettore di terra;
supplementari , quelli che collegano le masse ( estranee o no) fra loro o le masse
con le masse estranee, anche trami te conduttori di protezi one.
La sezi one mi ni ma dei conduttori equi potenzi ali pri nci pali almeno la met di
quella del conduttore di protezi one di sezi one pi elevata delli mpi anto con un
mi ni mo di 6 mm
2
ed un massi mo di 25 mm
2
( rame) ( art. 547.7.1.1) .
S
p
I
2
t
K
----------
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Stante la vari et dei conduttori di protezi one esi stenti i n un i mpi anto i ndustri ale,
si consi gli a di adottare normalmente la sezi one di 25 mm
2
( rame) .
La sezi one mi ni ma dei conduttori equi potenzi ali supplementari che colleghi fra
loro due masse non deve essere i nferi ore a quella del conduttore di protezi one
di sezi one mi nore.
Se i l conduttore equi potenzi ale supplementare collega una massa a masse estra-
nee, la sezi one del conduttore equi potenzi ale non deve essere i nferi ore alla met
di quella del conduttore di protezi one.
Se i l conduttore equi potenzi ale supplementare collega fra di loro 2 masse estra-
nee, avr sezi one mi ni ma come da 64-8.
I conduttori equi potenzi ali saranno normalmente costi tui ti da corde i n rame i so-
late con guai na gi allo-verde.
Nel caso i n cui i l conduttore equi potenzi ale colleghi due o pi apparecchi , esso
deve essere conti nuo, i n modo da consenti re la ri mozi one di un apparecchi o
senza i nterrompere i l collegamento.
10.4.7 Messa a terra del centro stella del lato bassa tensione dei trasformatori di
distribuzione
La messa a terra generalmente fatta alli nterno del quadro secondari o dei tras-
formatori . I n tali quadri sar reali zzato un collegamento fra la sbarra di neutro e
la sbarra di terra. Q uesta verr collegata a terra alle due estremi t del quadro. Nel
tratto trasformatore-quadro verr cos reali zzato un si stema TN-C che per non
sar dotato di alcun organo di sezi onamento.
10.5 Misura dellimpedenza dellanello di guasto
La Norma CEI 64-8/6 Veri che i ndi ca una seri e di prove di normale esecuzi one.
Q ui i ntendi amo occuparci del par. 612.6 Veri ca della protezi one medi ante i n-
terruzi one automati ca dellali mentazi one che, nel caso del si stema TN, si traduce
nella mi sura delli mpedenza dellanello di guasto ( 612.6.3) mentre per li mpi anto
TT sufci ente la mi sura della resi stenza di terra ( come gi detto al par. 7.2) .
LAppendi ce C al cap. 61 della Norma CEI 64-8/6 suggeri sce due metodi di mi sura
delli mpedenza del ci rcui to di guasto, i l secondo dei quali ( Metodo 2, mi sura
delli mpedenza dellanello di guasto medi ante la caduta di tensi one) di maggi ore
i nteresse, i n quanto ha dato ori gi ne alla costruzi one di apparecchi i n grado di mi su-
rare di rettamente i l valore delli mpedenza.
Ma mentre, secondo i l suddetto metodo, solo i n presenza di ci rcui to prevalente-
mente resi sti vo si hanno valori accettabi li , i n realt sono stati costrui ti apparecchi
i n grado di mi surare li mpedenza del ci rcui to tenendo conto si a della componen-
te resi sti va che della componente reatti va.
Q uesti apparecchi eseguono la mi sura medi ante la si mulazi one di un guasto a
massa ottenuto trami te una resi stenza li mi tatri ce R ( vedi Fi g. 26) .
Durante la mi sura si stabi li sce fra la massa e le parti ci rcostanti che possono esse-
re toccate contemporaneamente alla massa consi derata una tensi one di contatto
di valore U
C
= Z
C
I, i n cui Z
C
li mpedenza del collegamento a terra e I la cor-
rente che ci rcola nellapparecchi o e nellanello di guasto si mulato. Evi dentemente
U
C
avr un valore assai basso i n quanto la corrente I fortemente li mi tata dalla
resi stenza i nseri ta nellapparecchi o o, come si pu di re i n altri termi ni , gran parte
della tensi one fase-terra si porta ai capi della resi stenza, mi ni mi zzando qui ndi la
tensi one nel resto dellanello di guasto e di conseguenza la tensi one di contatto
che ne rappresenta una parte.
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Fig. 26 Circuito utilizzato per la determinazione della tensione di contatto U
CG
in caso di reale
guasto franco a massa
I l problema : i n quale rapporto sta questa U
C
con la vera tensi one di contatto
U
CG
che si mani festa i n caso di reale guasto franco a massa?La soluzi one sem-
pli ci ssi ma. Come gi detto, lapparecchi o mi sura li mpedenza dellanello di gua-
sto, qui ndi consente i l calcolo della corrente di guasto I
G
medi ante la sempli ce
operazi one .
Abbi amo qui ndi la corrente I mi surata durante i l funzi onamento dellapparecchi o
e la corrente I
G
calcolata. La tensi one di contatto U
C
e quella vera U
CG
staranno
fra di loro come le correnti I e I
G
, essendo ovvi amente sempre la stessa li mpe-
denza Z
C
della massa a terra.
Basta qui ndi molti pli care la U
C
mi surata per i l rapporto per avere nalmente la
tensi one di contatto:
34)
O ccorre qui ndi sempli cemente esegui re contemporaneamente alla mi sura della
Z
G
, anche le mi sure della corrente I e della tensi one U
C
per ottenere qui ndi la
tensi one di contatto U
CG
, che negli i mpi anti con messa a terra ben fatta dovrebbe
essere sempre i nferi ore a 50 V, garantendo qui ndi la si curezza.
I n questo modo, uti li zzando sempre lo stesso apparecchi o e nello stesso tempo,
si potr controllare i l soddi sfaci mento dellarti colo 413.1.3.3 della Norma CEI 64-8
si a dal punto di vi sta delli ntervento delle protezi oni entro 5 s ( come si fatto
no ad oggi ) si a dal punto di vi sta del non superamento dei 50 V per quanto ri -
guarda la tensi one di contatto. O vvi amente, sufci ente che una sola delle due
condi zi oni si a soddi sfatta.
U
O
Z
G
-------
I
G
I
-----
U
CG
U
C
I
O
I
----- =
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C A P I T O L O
11 PRESCRIZIONI PARTICOLARI
11.1 Impianti di illuminazione stradale interna
I l di spersore per i mpi anti di i llumi nazi one stradale pu essere costi tui to da un
conduttore nudo i nterrato parallelamente al cavo di ali mentazi one e collegato al-
meno alle estremi t al di spersore generale di reparto.
Si curer che i l conduttore con funzi one di di spersore non colleghi i di spersori di
due reparti anche se questi sono collegati fra di loro a mezzo di conduttori di terra.
Per evi tare ci , i l conduttore con funzi one di di spersore verr i nterrotto i n un
punto ori entati vamente centrale e le due estremi t saranno collegate ai due di ffe-
renti di spersori magli ati . Per brevi tratti consenti to che i l conduttore si a i solato
con funzi one di conduttore di protezi one.
11.2 Drenaggio delle cariche elettrostatiche
11.2.1 Generalit
Sulle superci di contatto di corpi o sostanze si camente di verse i n moto relati vo
si generano cari che elettrostati che che i n determi nate condi zi oni di temperatura,
pressi one, umi di t, ecc., possono accumularsi e permanere dopo la separazi one
dei corpi a contatto, ai quali possono conferi re potenzi ali di alcuni chi lovolt.
La ri gi di t di elettri ca del mezzo pu essere superata causando scari che che pos-
sono arri vare a qualche mi lli ampere.
Lenergi a che si li bera pu determi nare li nnesco di sostanze soggette a peri colo di
esplosi one eventualmente presenti , se supera un certo li mi te di pendente da di versi
fattori ma che pu gi ungere a valori molto bassi , dellordi ne di 10
5

10
4
joule.
Largomento trattato nella Norma CEI 31-8 e nella Norma CEI 64-2 ( art. 14.1.03
e 14.2.02) .
11.2.2 Impianti in luoghi con pericolo di esplosione
Per li mi tare i ri schi proveni enti da scari che dovute a cari che elettrostati che, si
procede alla messa a terra di tutti i corpi metalli ci fra i quali potrebbero sorgere
peri colose di fferenze di potenzi ale, rendendoli cos equi potenzi ali .
Per assi curare un buon drenaggi o delle cari che elettrostati che sufci ente che i
collegamenti elettri ci relati vi , dati i valori delle tensi oni e correnti i n gi oco, abbi a-
no una resi stenza non superi ore a 1 M . Deve essere comunque assi curata la
conti nui t elettri ca nel tempo e la resi stenza dei collegamenti alle corrosi oni . ri -
chi esta anche una buona resi stenza meccani ca.
Devono essere collegati a terra e fra di loro:
a) le parti metalli che delle pareti , dei tetti , delle i ncastellature, delle macchi ne e
delle trasmi ssi oni ;
b) le ci nghi e delle trasmi ssi oni e i nastri trasportatori a mezzo contatti stri sci anti ;
c) gli elementi delle tubazi oni metalli che per i l trasporto delle polveri i nammabi li ;
d) le strutture metalli che dei mezzi di trasporto di li qui di i nammabi li durante le
operazi oni di cari co e scari co. ri chi esto i noltre i l collegamento metalli co coi
serbatoi desti nati a contenere i l li qui do i nammabi le e dai quali i l li qui do ui -
sce al mezzo di trasporto.
Consi derando che le parti i ndi cate al punto a) e c) sono soli tamente gi collegate a
terra per protezi one contro i contatti i ndi retti e/o contro le scari che atmosferi che, ne
consegue che parti colari provvedi menti vanno di soli to presi solo nei casi b) e d) .
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Per la messa a terra di tali organi e strutture, si possono i mpi egare conduttori i n
pi atti na di rame stagnata di sezi one 20 mm
2
4 mm
2
o i n corda di rame da
16 mm
2
stagnata con guai na di PVC.
Gi unzi oni e deri vazi oni saranno esegui te con saldatura forte o allumi notermi ca o
con morsetti a pressi one o a serraggi o medi ante bulloni i n acci ai o i nossi dabi le.
11.2.3 Messa a terra di autocisterne
Come detto pi sopra al punto d) , occorre mettere a terra e collegare coi serbatoi
i nteressati le parti metalli che dei mezzi di trasporto di ui di i nammabi li durante
le operazi oni di travaso.
I l collegamento a terra dellautoci sterna deve fare capo alla magli a di terra cui
sono collegati i serbatoi i n modo da reali zzare i l collegamento metalli co di retto.
Q uanto al modo di effettuare i collegamenti a terra di mezzi di trasporto di ui di
i nammabi li e che gi possono essersi cari cati elettrostati camente ( es. autoci ster-
ne i solate da terra dai pneumati ci ) , questo collegamento a terra va esegui to i n at-
mosfera si curamente non soggetta a peri colo di esplosi one o i ncendi o, oppure i n
apposi ti apparecchi che stabi li scano i l contatto elettri co fra i l conduttore collega-
to alla autoci sterna e i l conduttore collegato al si stema di messa a terra, i n un
conteni tore a prova di esplosi one.
11.2.4 Messa a terra dei natanti
La messa a terra dei natanti deve essere esegui ta a mezzo di apposi ti apparecchi
che, oltre a segnalare vi si vamente medi ante lampade lavvenuta messa a terra,
consentono lavvi amento delle pompe di cari co o scari co del natante solamente
dopo che la messa a terra stata si curamente ottenuta.
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C A P I T O L O
12 MISURE SUL POSTO
12.1 Misura della resistivit del terreno
La mi sura della resi sti vi t del terreno pu essere esegui ta con i l metodo dei
quattro pi cchetti ( per es. Metodo di Wenner) come da Fi g. 27 [bi bl. 3]. Con que-
sto metodo pu essere determi nata la resi sti vi t del terreno a di verse profondi t
dello stesso.
La resi sti vi t data dalla relazi one:
dove R la resi stenza mi surata allohmetro e a la di stanza tra i pi cchetti .
I n questa formula la resi sti vi t quella mi surata alla profondi t a del terreno.
Fig. 27 Schema del circuito usato per la misura della resistivit del terreno
Q uesta mi sura consi derata sufci entemente approssi mata nella maggi oranza
dei casi , tuttavi a quando si debba progettare un di spersore di grande estensi one,
quali sono i n genere quelli per ofci ne elettri che o i mpi anti uti li zzatori connessi
a si stemi ad alta tensi one, tali mi sure possono essere approfondi te per tener con-
to della non omogenei t del suolo.
Scelta larea i n cui verr i nstallato i l di spersore convi ene esegui re numerosi son-
daggi elettri ci si a ori zzontali che verti cali , i n modo da i nteressare i l terreno no a
profondi t almeno pari alla massi ma di agonale del di spersore pri nci pale, ad
esempi o uti li zzando i l metodo dei quattro pi cchetti nelle sue due di sposi zi oni di
Wenner e di Schlumberger opportunamente i ntegrate [bi bl. 21].
Le mappe di resi sti vi t apparente, che ri portano i ri sultati di tali mi sure, vanno
poi accuratamente i nterpretate al ne di i ndi vi duare la resi sti vi t equi valente ( da
i mpi egare per la previ si one della resi stenza delli ntero di spersore) , la resi sti vi t
dello stato superci ale ( da cui di pende la di stri buzi one delle tensi oni peri colose) ,
la di slocazi one delle eventuali anomali e superci ali , da cui si possono dedurre
i ndi cazi oni sulla pi efcace ed economi ca collocazi one dei di spersori .
2aR =
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12.2 Misura della resistenza totale di terra
I l metodo di mi sura della R
T
pi comunemente adottato quello Voltamperome-
tri co, menzi onato nelle Norme CEI 11.8, art. 4.1.04.
Esso, poi , vi ene reali zzato secondo due cri teri appli cati vi che uti li zzano strumen-
tazi one di versa.
1) Cri teri o della caduta di tensi one medi ante uti li zzo di un mi suratore di terra.
Q uesto cri teri o di mi sura adottato per i l ri li evo della resi stenza totale di ter-
ra di elettrodi di modeste di mensi oni ( p.e. si ngolo pi cchetto o combi nazi one
di pi cchetti , di spersori per trali cci di li nea, di spersori per pi ccoli i mpi anti i n
MT o BT) . La frequenza di ali mentazi one del ci rcui to di mi sura non deve es-
sere superi ore a 150 Hz.
La congurazi one di mi sura da adottare, prevede i l posi zi onamento della son-
da di tensi one, dellelettrodo ausi li ari o di corrente e dellelettrodo i n prova,
lungo una i deale li nea retta.
La di stanza della sonda di tensi one dallelettrodo i n prova deve essere almeno
pari a 2, 5 volte la di mensi one maggi ore di questulti mo, con un li mi te i nferi o-
re pari a 20 m; la di stanza dellelettrodo ausi li ari o deve essere almeno 4 volte
la sua di mensi one maggi ore, ma comunque non meno di 40 m.
2) Cri teri o delli ni ezi one di corrente ( classi co voltamperometri co)
Q uesto metodo parti colarmente usato per la mi sura della resi stenza totale
di terra di di spersori aventi di mensi one estesa;
Esso consi ste nella appli cazi one di una tensi one alternata, alla frequenza di
rete, tra i l di spersore i n esame ed un altro elettrodo ausi li ari o di corrente allo
scopo di fare ci rcolare una corrente di prova Im nel di spersore i n esame.
Tale corrente produce un i ncremento del potenzi ale del di spersore i n prova
che pu essere ri levato.
Lesecuzi one della mi sura deve essere fatta nelle normali condi zi oni operati ve
delli mpi anto, ci o lasci ando collegate eventualmente le funi di guardi a delle
li nee o gli schermi dei cavi normalmente operati vi .
I l valore della resi stenza totale di terra dato dalla relazi one:
dove:
U
P
= tensi one mi surata tra i l di spersore i n prova e la sonda di tensi one
posta i n area a potenzi ale nullo ( V) ;
Im = corrente i ni ettata nella rete di terra ( A) ;
r = fattore di ri duzi one della li nea, determi nato secondo le modali t i n-
di cate i n 3.7 ( per le li nee pri ve di funi di guardi a o cavi senza
schermo/armatura a terra, r = 1) .
Da un punto di vi sta prati co i l pri nci pale problema che si presenta i n queste mi -
sure sostanzi almente quello legato alla di stanza di posa dellelettrodo ausi li ari o
di corrente e della sonda di tensi one [bi bl. 22]
Con ri feri mento alla Fi g. 28 le di stanze L
1
ed L
2
dellelettrodo di corrente e della
sonda di tensi one, di pendono dalle di mensi oni del di spersore soggetto alla veri ca.
La Norma suggeri sce, per lelettrodo ausi li ari o di corrente, una di stanza pari ad
almeno 5 volte la di mensi one massi ma del di spersore i n esame: i l che vuol di re
che per i mpi anti di di mensi oni ragguardevoli ( grandi stabi li menti i ndustri ali ) tale
di stanza pu arri vare a qualche chi lometro.
R
T
U
P
r Im
-------------- =
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Pertanto per questo collegamento prati camente i ndi spensabi le ri correre alle li -
nee i n alta o medi a tensi one fuori servi zi o. I n questo caso lelettrodo ausi li ari o di
corrente costi tui to dal di spersore della stazi one di partenza di tale li nea.
Nei casi i n cui non si a possi bi le luti li zzo di li nee esterne, si deve provvedere alla
posa temporanea di un cavo uni polare di sezi one adeguata, steso per la lunghez-
za necessari a e facente capo ad un di spersore reali zzato con pi pi cchetti i n pa-
rallelo per consenti re la ci rcolazi one della corrente i ni ettata per la prova.
La sonda ausi li ari a di tensi one pone problemi analoghi a quelli della sonda di
corrente, anche se di mi nore enti t, almeno per la di sposi zi one della stessa, costi -
tui ta da un solo pi cchetto, i n un punto i ntermedi o tra sonda di corrente ed elet-
trodo i n prova.
La mi sura della tensi one ( Up) deve essere effettuata i n di versi punti , a di stanza i n
progressi vo aumento a parti re dalla peri feri a dellelettrodo i n prova verso la son-
da di corrente.
Con i n punti cos ri levati , si costrui sce la curva dellandamento della tensi one,
allo scopo di veri care che i valori mi surati si trovi no su un tratto prati camente
ori zzontale, per i l quale i l potenzi ale del terreno possa essere consi derato nullo
ri spetto a quello del di spersore i n prova.
La corrente di prova da i ni ettare nel ci rcui to, deve permettere di ri levare valori
della tensi one totale di terra di gran lunga superi ori a quelli deri vanti da i nterfe-
renze o di sturbi , normalmente ri levabi li nel terreno.
Un valore di almeno 50 A i n rete con neutro a a terra assi cura le condi zi oni di un
elevato rapporto segnale/di sturbo.
Ci ascun ri li evo deve essere i noltre depurato dalle tensi oni di di sturbo, di ti po i so-
frequenzi ale con i l segnale i mpresso, sempre presenti nel terreno.
La Norma CEI 11.8, allart. 4.1.06, speci ca la relazi one da uti li zzare per determi -
nare i l reale valore della tensi one prodotta dalla corrente i mpressa, attraverso i l
cri teri o delli nversi one di polari t.
Per ci ascun punto di mi sura, perci , necessari o i l ri levamento di tre valori di
tensi one:
U
0
= valore della tensi one ri levata i n assenza di corrente;
U
1
= valore della tensi one ri levata durante li ni ezi one di corrente
U
2
= valore della tensi one ri levata con corrente i nverti ta di 180.
Lappli cazi one della relazi one seguente:
forni r i l valore reale della tensi one prodotta dalla corrente i mpressa.
U
U
1
2
U
2
2
+
2
------------------- U
0
2
=
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12.3 Misura delle tensioni di passo e di contatto
La mi sura delle tensi oni di passo e di contatto vi ene reali zzata, anchessa, me-
di ante i l cri teri o delli ni ezi one di corrente, gi descri tto per la mi sura della R
T
.
I valori delle tensi oni di passo e di contatto possono essere mi surati medi ante un
multi metro ad alta i mpedenza i nterna con collegato i n parallelo al suo i ngresso
una resi stenza di 1 k a si mulazi one della resi stenza del corpo umano.
Ammettendo una relazi one di proporzi onali t, le tensi oni che si mi surano devo-
no essere, poi , ri portate alla massi ma corrente di terra che li mpi anto chi amato
a di sperdere.
La tensi one di contatto deve essere mi surata fra la parte metalli ca sotto controllo
e due elettrodi ausi li ari posti alla di stanza di 1 m e premuti contro i l suolo con i l
peso di almeno 250 N.
La tensi one di passo deve essere mi surata tra i due elettrodi ausi li ari di sposti ad
1 m di di stanza luno dallaltro premuti , anchessi , contro i l suolo con un peso di
almeno 250 N ci ascuno.
Su terreno ri coperto di ghi ai a, asfalto o si mi li la mi sura va fatta ponendo sotto
lelettrodo un panno umi do o dopo aver bagnato abbondantemente i l terreno.
Su terreno erboso, i nvece, i n alternati va agli elettrodi a pi astra, possi bi le uti li z-
zare un pi cchetto i nsso nel terreno per ci rca 20 cm.
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Fig.28 Circuito utilizzato per le misure:
a) della resistenza totale di terra;
b delle tensioni di contatto e di passo
LEGENDA
VT = Vari atore tri fase di tensi one
TR = Trasformatore tri fase
I B = Inverti tore bi pol are
TA = Ri duttore di corrente
A = Amperometro
Tp = Impi anto di terra i n esame
Ta = El ettrodo ausi l i ari o di corrente
Tv = Sonda di tensi one
L
1
= Di stanza del l el ettrodo ausi l i ari o di corrente, usato per mi surare l a resi stenza di terra
L
2
= Di stanza del l a sonda di tensi one
V
T
= Vol tmetro di gi tal e, preci si one 0,5
S = Struttura metal l i ca nel l area del l o stabi l i mento
Sv = El ettrodi ausi l i ari di tensi one, usati per i l ri l i evo del l e tensi oni di contatto e di passo
V = Vol tmetro di gi tal e usato con resi stenza da 1000 m i n paral l el o.
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Fine Documento
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Totale Pagine 86
Editore CEI , Comitato Elettrotecnico I taliano, Milano - Stampa in proprio
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 4093 del 24 luglio 1956
Responsabile: I ng. E. Camagni
Sede del Punto di Vendi ta e di Consul tazi one
20126 Mi l ano - Vi al e Monza, 261
tel . 02/ 25773.1 fax 02/ 25773.222 E- MAIL cei @cei uni .i t
Li re 150. 000
11 - Impianti elettrici ad alta tensione e di distribuzione pubblica di bassa tensione
CEI 11-1
Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia
elettrica Norme generali
CEI 11-4
Esecuzione delle linee elettriche aeree esterne
CEI 11-8
Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia
elettrica Impianti di terra
CEI 11-15
Esecuzione di lavori sotto tensione
CEI EN 60900 (CEI 11-16)
Attrezzi di lavoro a mano per lavori sotto tensione fino a
1000 V in corrente alternata o 1500 V in corrente continua
CEI 11-17
Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia
elettrica Linee in cavo
CEI 11-18
Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia
elettrica Dimensionamento degli impianti in relazione alle
tensioni
CEI 11-19
Installazione ed esercizio di trasformatori e di apparecchi con-
tenenti askarel
CEI 11-20
Impianti di produzione diffusa di energia elettrica fino a 3000 kW
CEI 11-21
Tubi isolanti con anima di schiuma e tondi isolanti massicci
per il lavoro sotto tensione
CEI 11-22
Aste isolanti ed attrezzi adattabili per lavori sotto tensione
CEI 11-23
Abiti conduttori per lavori sotto tensione fino a 800 kV di ten-
sione nominale in corrente alternata
CEI 11-24
Terminologia per attrezzi ed equipaggiamenti per lavori sotto
tensione
CEI 11-25
Calcolo delle correnti di cortocircuito nelle reti trifasi a corren-
te alternata
CEI EN 60865-1 (CEI 11-26)
Correnti di cortocircuito Calcolo degli effetti Parte 1: Defi-
nizioni e metodi di calcolo
CEI 11-27
Esecuzione dei lavori su impianti elettrici a tensione nominale
non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in cor-
rente continua
CEI 11-28
Guida dapplicazione per il calcolo delle correnti di cortocir-
cuito nelle reti radiali a bassa tensione
CEI 11-29
Alimentatori per precipitatori elettrostatici
CEI EN 60984 (CEI 11-30)
Manicotti di materiale isolante per lavori sotto tensione
CEI EN 60903 (CEI 11-31)
Specifica per guanti e muffole di materiale isolante per lavori
sotto tensione
CEI 11-32
Sistemi di conversione allacciati alla rete pubblica di terza ca-
tegoria
CEI EN 61057 (CEI 11-33)
Elevatori a braccio isolante utilizzati per lavori sotto tensione
superiore a 1 kV in corrente alternata
CEI EN 61219 (CEI 11-34)
Lavori sotto tensione Apparecchio di messa a terra o di mes-
sa a terra ed in cortocircuito, utilizzando delle lance come di-
spositivo di messa in cortocircuito Messa a terra con lance
CEI 11-35
Guida allesecuzione delle cabine elettriche dutente