Sei sulla pagina 1di 103

INDICE

1 - OGGETTO DELL’INTERVENTO..............................................................................4

2 - DATI DI PROGETTO DI CARATTERE GENERALE ................................................4

2.1 Committente ............................................................................................................4


2.2 Proprietario degli impianti........................................................................................4
2.3 Denominazione della struttura , opera o applicazione.............................................4
2.4 Scopo del lavoro ......................................................................................................5
2.5 Vincoli da rispettare .................................................................................................5
3 DEFINIZIONE DEL PROGETTO ................................................................................6

3.1 Tipo di intervento chiesto .........................................................................................6


3.2 Progetto ...................................................................................................................6
3.3 Classificazione degli impianti ..................................................................................6
3.4 Livello del progetto...................................................................................................7
3.5 Documenti di supporto.............................................................................................7
3.6 Principali leggi e norme tecniche di riferimento ......................................................7
3.7 Limiti di competenza................................................................................................8
4 - DESCRIZIONE SINTETICA DEI LAVORI DA ESEGUIRE.......................................8

4.1 Consegna dell’energia elettrica in media tensione................................................10


4.2 Cabina di trasformazione MT/BT ...........................................................................11
4.3 Collegamenti di media tensione ............................................................................14
4.4 Comando d’arresto di emergenza .........................................................................15
4.5 Impianto di terra.....................................................................................................15
4.6 Protezione contro le scariche atmosferiche ..........................................................17
4.7 Alimentazione dei servizi di sicurezza e di riserva.................................................17
4.8 Gruppo Elettrogeno................................................................................................19
4.9 Gruppo Statico di Continuità Assoluta...................................................................20
4.10 Impianto fotovoltaico di produzione dell’energia elettrica. ..................................21
4.11 Impianti elettrici per gruppi di pressurizzazione della rete antincendio. .............22
4.12 Quadri Elettrici. ...................................................................................................23
4.13 Impianti elettrici per ascensori............................................................................28
4.14 Impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici...........................................28
4.15 Distribuzione principale. .....................................................................................30
4.16 Distribuzione secondaria. ...................................................................................32
4.17 Impianto di illuminazione parcheggio esterno. ...................................................32
4.18 Impianto di illuminazione di accento. .................................................................33
4.19 Punti di collegamento con regie mobili esterne. ................................................34
4.20 Impianto di illuminazione campo centrale. .........................................................34
4.21 Impianto di illuminazione connettivi orizzontali e verticali...................................38
4.22 Impianto di illuminazione nei locali di servizio....................................................40
4.23 Impianto di illuminazione di emergenza nel campo centrale, nelle tribune e nelle
vie di esodo.....................................................................................................................45
4.24 Impianto di illuminazione di emergenza nei locali di servizio .............................47
4.25 Impianto di forza motrice di servizio ...................................................................49
4.26 Circuiti terminali – Scelta ed installazione dei componenti – Abbattimento delle
barriere architettoniche...................................................................................................52
4.27 Unità di ripresa TV ..............................................................................................57
4.28 Tavolo giudici ......................................................................................................57
4.29 Impianto acustico di evacuazione.......................................................................58
4.30 Impianti di diffusione sonora...............................................................................60
4.31 Impianto rivelazione incendi ...............................................................................62
4.32 Rete LAN (Impianto trasmissione dati fonia)......................................................67
4.33 Impianto Telefonico. ...........................................................................................70
4.34 Allarmi servizi per disabili. ..................................................................................71
4.35 Impianto ricezione TV/TVSAT.............................................................................71
4.36 Alimentazione palco concerti..............................................................................75
4.37 Impianto TVCC. ..................................................................................................75
4.38 Sala Regia. .........................................................................................................80
4.39 Tabelloni elettronici.............................................................................................80
4.40 Impianto antintrusione e controllo accessi. ........................................................85
4.41 Supervisione e telecomando. .............................................................................88
1 - OGGETTO DELL’INTERVENTO

L’appalto ha per oggetto la fornitura e conseguente posa in opera di tutti i materiali e gli apparecchi
necessari per la realizzazione degli impianti elettrici e assimilabili al servizio della nuovo centro
sportivo coperto polivalente sito nel comune di Parma in località Molatolo.
La nuova struttura sarà attrezzata per eventi sportivi e manifestazioni culturali, convegni, spettacoli e
riunioni in genere.
Nel dettaglio, nella struttura troveranno spazio:
-campi e palestre di esercizio, in cui si svolgeranno attività regolamentate dalle FSN e DSA ma non
destinate all'agonismo, ovvero tutte le attività propedeutiche, formative o di mantenimento delle
suddette discipline sportive.
-Campi e palestre complementari, nelle quali si svolgeranno attività esclusivamente alla pratica di
fisico-sportive non regolamentate dalle FSN e DSA.-Campi e palestre agonistici, in cui si
svolgeranno attività ufficiali delle FSN e DSA.-Uffici-Museo dello Sport-Sala Stampa-Aree ristoro-
Oltre ai locali di servizio e di deposito.
Nel dettaglio la presente relazione contiene:i dati principali di progetto;le indicazioni di massima delle
prestazioni e dei requisiti che l’impianto ed i componenti progettati dovranno garantire;i criteri di
scelta delle soluzioni impiantistiche, con particolare riferimento alle condizioni di sicurezza ( contatti
diretti, indiretti, sovracorrenti, sovratensioni);

2 - DATI DI PROGETTO DI CARATTERE GENERALE

2.1 Committente

Comune di Parma

2.2 Proprietario degli impianti

Comune di Parma

2.3 Denominazione della struttura , opera o applicazione

Nuovo Impianto Sportivo Polivalente al coperto da realizzarsi nel Capoluogo.


2.4 Scopo del lavoro

Progettazione di massima dei lavori elettrici descritti al Capitolo 1 della presente relazione

2.5 Vincoli da rispettare

Regole Tecniche di Connessione ( CEI 0-16) In merito alla connessione alla rete pubblica di
media tensione.
D.Lgs 81/08 In merito alla valutazione dei rischi da
esposizione ai campi elettromagnetici dovuti
all’impianto elettrico in progetto ed alla linea
aerea di alta tensione presente nell’area di
intervento.
D.Lgs 81/08 In merito alla protezione dai fulmini
D.Lgs 81/08 Capo III In merito agli impianti ed apparecchiature
elettriche.
Legge 09.01.83 n.13 Abbattimento barriere architettoniche
Decreto Ministeriale del 18 marzo 1996 Norme di sicurezza per la costruzione e
coordinato con Decreto ministeriale 6 giugno l’esercizio degli impianti sportivi
2005

Norme di prevenzione incendi Per le seguenti attività: 64 ( gruppi elettrogeni),


83 (locali di spettacolo e intrattenimento) , 88
(deposito con superficie superiore a 400 m2) ,91
( centrali termiche di potenzialità superiore a 116
kW), 95 ( vani ascensori e montacarichi)
Deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI Norme CONI per l'impiantistica sportiva
n. 1379 del 25 giugno 2008
Norme UNI EN 12485-2007 In merito alla alimentazione dei gruppi di
pressurizzazione della rete antincendio.
UNI 1219300-2007 Esigenze illuminotecniche per le riprese
televisive.
DPCM 8/7/03 Limiti di esposizione della popolazione ai campi
elettrici e magnetici alla frequenza di rete.
D.M. 14 giugno 1989 n.236 Abbattimento barriere architettoniche –
Prescrizioni tecniche.
Esigenze illuminotecniche per le riprese
televisive.
Delibera Regione Emilia Romagna n.156 del 4 Approvazione atto di indirizzo e coordinamento
marzo 2008 sui requisiti di rendimento energetico e sulle
procedure di certificazione energetica degli
edifici.

Prevedere predisposizione per futuro inserimento impianti


Prevedere predisposizione per futuro inserimento alla rete elettrica del “centro sportivo Moletolo”

3 DEFINIZIONE DEL PROGETTO

3.1 Tipo di intervento chiesto

I lavori elencati nel Capitolo 4 della presente relazione si configurano come “nuova realizzazione”.

3.2 Progetto

Gli impianti in progetto superano i limiti dimensionali indicati nel D.M. 37/2008 , articolo 5 e pertanto:

- dovranno essere redatti da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la


specifica competenza tecnica;
limitatamente agli impianti di protezione antincendio, oltre ai requisiti sopra indicati, il professionista
dovrà risultare iscritto nell’elenco del Ministero dell’Interno di cui alla Legge 818/84.

3.3 Classificazione degli impianti

Gli impianti oggetto del presente progetto sono classificati all’articolo 1 , comma 2, lettere a), f), g)
del D.M. 37/2008.

L’impresa installatrice, indipendentemente dai requisiti chiesti dal D.Lgs 12 aprile 2006 n.163,
dovranno essere abilitate presso la Camera di Commercio per tutte le classi sopra indicato.

Le imprese dovranno inoltre dimostrare l’idoneità del proprio personale ad eseguire lavori elettrici
su impianti “in tensione” ed in prossimità di impianti in tensione, relativamente a sistemi di I e II
Categoria.
3.4 Livello del progetto

Il livello chiesto dal Committente è di “progetto preliminare” degli impianti .

3.5 Documenti di supporto

Si rimanda agli elaborati architettonici di supporto per l’individuazione delle destinazioni d’uso.

3.6 Principali leggi e norme tecniche di riferimento

Si richiamano le principali norme tecniche e disposizioni legislative generali utilizzate per la


redazione relazione del presente progetto; norme impiantistiche e di prodotto specifiche saranno
richiamate nei singoli paragrafi del Capitolo “ Descrizione degli impianti”.

 Legge 186/68
 D.M. 37/2008
 D.Lgs 81/2008
 Norme CEI 64-8/1-7 fasc. 8608/8614 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non
superiore a 1000V in corrente alternata e 1500 V in
corrente continua.
 Norme CEI 0-16 Regola tecnica di riferimento per la connessione di
Utenti attivi e passivi alle reti AT ed MT delle imprese
distributrici di energia elettrica

 Guida CEI 11-37 Guida per l'esecuzione degli impianti di terra nei sistemi
utilizzatori di energia alimentati a tensione maggiore di
1 kV

 Norme CEI 11-20 Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di


continuità collegati a reti di I e II categoria
 Norme CEI EN 62305-1/4 Protezione contro i fulmini
 Norme UNI EN 12193-2008 Impianti di illuminazione per manifestazioni sportive
 Norme CEI 11-1 Impianti elettrici con tensione superiore ad 1 kV in
corrente alternata
 Guida CEI 82-25 Guida alla realizzazione di sistemi di generazione
fotovoltaica collegati alle reti elettriche di Media e
Bassa Tensione
 EN 60849 Sound system for emergency purposes
 UNI 9795 Sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione
manuale e di allarme incendio
 UNI 12845 Installazioni fisse antincendio – Sistemi automatici a
sprinkler

Il presente elenco integra quanto già elencato nel precedente paragrafo 2.5.

Oltre alle leggi e norme sopra citate, per la installazione e posa in opera dei materiali , ci si dovrà
attenere scrupolosamente alle disposizioni contenute nei fascicoli tecnici dei costruttori ed alle
norme tecniche di prodotto.

3.7 Limiti di competenza

Tutto quanto non espressamente indicato nella presente relazione , ed in particolare:


 il progetto elettrico e meccanico degli interventi da realizzare sui quadri elettrici ( il quadro è un
componente degli impianti elettrici).
 Gli apparecchi utilizzatori collegati mediante prese a spina o direttamente all’impianto elettrico (
gli apparecchi illuminanti sono da considerarsi parte dell’impianto elettrico).
 La centrale telefonica e gli apparecchi.
 Gli apparati attivi dell’impianto dati / fonia.
 Gli attuatori (motorizzazioni) per la movimentazione delle griglie di schermatura dai raggi solari.
 Gli utilizzatori di segnali (televisori, personal computer, etc.).
 Eventuali componenti ed apparecchi elettrici che verranno previsti dagli allestitori delle singole
aree poste a servizio del pubblico.

Pertanto, ogni altra opera che sia realizzata al di fuori di tali limiti richiede una integrazione al
presente progetto oppure un nuovo progetto.

4 - DESCRIZIONE SINTETICA DEI LAVORI DA ESEGUIRE

SI designano e si descrivono le opere da eseguire; si forniscono inoltre i criteri su cui si deve


basare la redazione del progetto definitivo, anche in riferimento alle esigenze di utilizzo, economicità
di gestione, risparmio energetico.
Il presente capitolo ha per oggetto i seguenti impianti elettrici:

1. Consegna dell’energia elettrica in media tensione


2. Cabina di trasformazione MT/BT
3. Collegamenti di media tensione
4. Comando di arresto d’emergenza
5. Impianto di terra
6. Protezione contro le scariche atmosferiche
7. Alimentazione dei servizi di sicurezza e di riserva
8. Gruppo elettrogeno
9. Gruppi di continuità
10. Impianto fotovoltaico di produzione dell’energia elettrica
11. Impianti elettrici per gruppi di pressurizzazione della rete antincendio
12. Quadri elettrici
13. Impianti elettrici per ascensori
14. Impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici
15. Distribuzione principale (collegamenti fra quadri)
16. Distribuzione secondaria (circuiti di dorsale)
17. Impianto di illuminazione parcheggio esterno (solo predisposizione per realizzazione
successiva).
18. Impianto di illuminazione di accento (solo predisposizione per realizzazione successiva).
19. Punti di collegamento con regie mobili esterne (solo predisposizione per realizzazione
successiva).
20. Impianto di illuminazione campo centrale
21. Impianto di illuminazione connettivi orizzontali e verticali
22. Impianto di illuminazione locali di servizio
23. Impianto di illuminazione di emergenza campo centrale, tribune e vie di esodo
24. Impianto di illuminazione di emergenza locali di servizio
25. Impianto di forza motrice di servizio
26. Circuiti terminali – Scelta ed installazione dei componenti – Abbattimento barriere
architettoniche
27. Punti di collegamento fra unità di ripresa TV e “sala regia”
28. Punti di collegamento fra “tavolo giudici” e “sala regia”
29. Impianto di evacuazione acustica
30. Impianti di diffusione sonora
31. Impianto di rivelazione incendi
32. Impianto trasmissione dati fonia
33. Impianto telefonico
34. Allarmi servizi per disabili
35. Impianto ricezione TV/TVSAT
36. Alimentazione per “palco concerti”
37. Impianto TVCC
38. Sala regia
39. Tabelloni elettronici
40. Impianto antintrusione e controllo accesi
41. Supervisione e telecomando

Una prima indicazione, certamente non esaustiva, ma comunque esplicativa di come dovranno
essere considerate le dotazioni impiantistiche, è contenuta nell’allegato “ elenco locali e
dotazioni impiantistiche”.

I dati di dimensionali e prestazionali degli impianti e dei componenti qui descritti sono contenuti
nell’elaborato “A.5.2 Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche”.

4.1 Consegna dell’energia elettrica in media tensione

Si fa riferimento alle Norme CEI 01-16.

La tensione nominale del sistema: 15 kV

La tensione nominale di isolamento : 24 kV.

L’impianto ha origine dalla “cabina di consegna energia” situata all’interno del “fabbricato
tecnologico”; a tal fine si dovrà predisporre un locale ad uso esclusivo del Distributore, con le
caratteristiche tecniche e dimensionali da questi chieste.

La “cabina consegna energia” dovrà comprendere:

- il “locale cabina” , da eseguire in conformità al disciplinare tecnico del Distributore ed alle


indicazioni estetiche date dal progettista delle opere architettoniche .
Il locale verrà suddiviso in due locali , denominati rispettivamente: “locale distributore”, “locale
misure”, il fabbricato dovrà avere accesso direttamente da suolo pubblico.
- L’impianto di messa a terra. Per la realizzazione dell’impianto di terra della cabina si dovranno
utilizzare i ferri d’armatura del basamento, integrati con i dispersori lineari ed a picchetto chiesti
dal Distributore; l’impianto così realizzato andrà collegato all’impianto di terra del Palazzetto.

- Collegamenti di terra. All’interno di ogni locale come sopra definiti, si dovranno realizzare non
meno di due collegamenti con l’impianto di dispersione. Il numero effettivo dei collegamenti a
terra dovrà essere calcolato a seguito di verifica termica dei conduttori, da eseguirsi in
conformità alle Norme CEI 11-37. Lungo il perimetro interno del “locale Utente” si dovrà posare
il collettore di terra , al quale andranno collegate tutte le masse e masse estranee di cabina.

- L’impianto di illuminazione di servizio per il “locale distributore”, dimensionato in conformità alle


Norme EN 12464:1-2004.

- L’impianto di illuminazione di servizio per il “locale misure”

- L’impianto di forza motrice di servizio per il “locale distributore”

- L’impianto di illuminazione esterna, da realizzarsi in corrispondenza degli ingressi.

4.2 Cabina di trasformazione MT/BT

Il dimensionamento della cabina dovrà prevedere spazi e disponibilità di energia per il futuro
collegamento delle utenze la cui realizzazione è prevista negli “stralci 1 e 2”.

La tensione nominale del sistema: 15 kV

La tensione nominale di isolamento : 24 kV.

La cabina di trasformazione MT/BT sarà unica per tutta l’attività e sarà posizionata all’interno del
“fabbricato tecnologico” , in apposito locale compartimentato REI 120.

Il locale “cabina di trasformazione” dovrà costituire compartimento incendio , avere ventilazione


naturale ed accessi diretti verso l’esterno.

La cabina di trasformazione sarà così articolata (riferimento elaborato grafico ”C.1””):


- Il collegamento con la rete di media tensione del Distributore.

Quadro generale di media tensione. Il quadro di media tensione dovrà essere conforme alle norme
EN 62271-200 e dovrà presentare caratteristiche prestazionali idonee ai contenuti dell’elaborato
“A.5.2 Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche”.

- Il quadro sarà composto da uno scomparto “arrivo” con interruttore-sezionatore e sezionatore


di terra interbloccato, da uno scomparto “protezione generale”, da n.2 scomparti “protezione
trasformatore” , oltre ad uno scomparto “protezione linea”.
Lo scomparto protezione generale conterrà il dispositivo generale (DG) ed il sistema di
protezione generale (SPG). Il sistema di protezione generale dovrà essere conforme alle norme
CEI 0-16 e dovrà essere dotato delle seguenti protezioni: protezione di massima corrente di
fase ( prima, seconda e terza soglia con tre TA), protezione di massima corrente omopolare (
prima e seconda soglia) , protezione direzionale di terra ( prima soglia); le soglie di regolazione
dovranno essere concordate con il Distributore.

Gli scomparti “protezioni trasformatore” conterranno le seguenti protezioni: protezione di


massima corrente di fase ( prima, seconda e terza soglia con tre TA), protezione di massima
corrente omopolare ( prima e seconda soglia) , protezione direzionale di terra ( prima soglia).

Lo scomparto “protezione linea” conterrà le seguenti protezioni: protezione di massima corrente


di fase ( prima, seconda e terza soglia con tre TA), protezione di massima corrente omopolare (
prima e seconda soglia) , protezione direzionale di terra ( prima soglia). È chiesta la selettività in
corrente e cronometrica fra le protezioni poste in cascata ( a tal fine si potrà utilizzare la tecnica
del “filo pilota”)

È chiesta la selettività in corrente e cronometrica fra le protezioni poste in cascata.

- Il gruppo di continuità assoluta posto sull’alimentazione dei circuiti ausiliari del quadro di media
tensione.

- Trasformatori MT/BT. Sono previsti n.2 trasformatori abbassatori isolati in resina, l’uno a
servizio della “centrale tecnologica” e frigorifera, il secondo a servizio del “palazzetto”, dotati di:
una sonda di temperatura sulle tre colonne con centralina cablata nel “quadro generale di bassa
tensione”; sistema di ventilazione forzata posta alla base delle colonne con centralina di
regolazione e protezione, gruppo di rifasamento fisso.
I trasformatori opereranno in “marcia isolata” con possibilità di gestire tutto il carico elettrico.
Ogni trasformatore dovrà essere dimensionato per il 120% del carico elettrico totale calcolato
alle seguenti condizioni:
 Fattore di potenza FP = 0,8.
 Trascurando il contributo della ventilazione forzata;
 sovratemperatura continuativa non superiora a 60 °C rispetto a quella ambientale.

I trasformatori andranno installati in “scomparti aperti”,protetti da griglie metalliche


antinfortunistiche , con accesso interbloccato meccanicamente con i quadri elettrici di cabina
mediante “ blocchetti chiave AREL”.

- Quadro Generale di Bassa Tensione. Si dovrà progettare un quadro tipo “power center” in
forma costruttiva 4b con accesso da fronte/retro. Le unità di ingresso dovranno essere del tipo
“ estraibile” , mentre le unità di uscita saranno del tipo “rimovibile”. Il quadro sarà provvisto di
due sistemi di sbarre principali, alimentata ognuna da un trasformatore, oltre da un sistema di
sbarre alimentato da “gruppo elettrogeno”. I sistemi di sbarre dovranno essere dimensionati per
la taglia di trasformatore immediatamente superiore a quella calcolata. Il sistema di
telecommutazione rete-gruppo verrà cablato nel quadro in apposita “colonna”. Un congiuntore
di sbarra normalmente aperto, interbloccato meccanicamente con gli interruttori dei
trasformatori mediante “ blocchetti chiave AREL”, consentirà di alimentare entrambe le sbarre
del quadro mediante un solo trasformatore. È chiesto l’interblocco elettrico con il “quadro di
media tensione” ( trascinamento). In linea di massima, le colonne del quadro dovranno essere
suddivise come di seguito indicato: colonna protezioni trasformatore; colonna telecommutatore
e congiuntore sbarre; colonne unità di uscita ( considerare sempre due scomparti come riserva
per colonna, cablati con sola base per interruttore di corrente nominale fino a 250A). I relè
elettronici di protezione dovranno essere dotati di alimentazione ausiliaria esterna.

- Collegamenti fra trasformatori e “quadro generale di bassa tensione”. I collegamenti andranno


realizzati con elettrocondotti blindati tipo “compatto”, idonei per il trasporto di energia . Le
blindosbarre dovranno essere dimensionate per la taglia unificata dei trasformatori
immediatamente superiore a quella calcolata .

- Quadro Servizi di Cabina. Il “quadro servizi di cabina” , come dotazione minima, conterrà le
apparecchiature di sezionamento e protezione delle seguenti utenze: ausiliari quadro MT;
ausiliari power center; ausiliari trasformatori; centraline di ventilazione forzata dei trasformatori;
illuminazione di servizio, forza motrice di servizio; impianto di estrazione aria; impianto di
condizionamento; illuminazione di emergenza. Le caratteristiche tecniche del quadro sono
indicate nell’elaborato “A.5.2 Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche”. Il
quadro verrà alimentato dalla rete elettrica normale e di emergenza (gruppo elettrogeno e UPS).

- Quadro di rifasamento automatico .

- Impianto di estrazione aria (un condotto di estrazione per trasformatore) con regolazione
automatica tramite TA.

- Impianto di condizionamento di cabina dimensionato sulla sommatoria della dissipazione


termica dei componenti presenti con una temperatura massima ambientale non superiore a 40
°C.

- Impianto di terra eseguito con bandella di rame posta sul perimetro del locale , collegata
all’impianto di dispersione in tre punti distinti, oltre ai collegamenti equipotenziali (ogni
collegamento andrà segnalato con apposita targhetta plastica tipo Grafoplast).

- L’impianto di illuminazione , dimensionato in conformità alle Norme EN 12464:1-2004.


- L’impianto di illuminazione di emergenza , dimensionato per il 50% dell’impianto ordinario.
- L’impianto di forza motrice di servizio per il “locale utente”.
- Un doppio punto presa dati/fonia, completo di apparecchio telefonico.
- L’impianto di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi.
- La segnalazione allarmi all’esterno della cabina.
- Il collegamento alla rete di supervisione interna.
- I dispositivi di sicurezza , di segnalazione e gli schemi chiesti dalla normativa vigente.

4.3 Collegamenti di media tensione

I collegamenti di media tensione verranno realizzati fra:


- rete MT del Distributore e Dispositivo Generale dell’utente;
- gli scomparti “protezione” del quadro MT posto in “cabina trasformazione” ed i trasformatori
MT/BT.

Tutti i collegamenti dovranno essere realizzati con cavi unipolari , tensione nominale 12/20 kV, ad
isolante estruso e con schermatura a nastro; i terminali saranno unipolari del tipo da interno a
tecnologia “autorestringente”.
Le sezioni dei conduttori. Indipendentemente da quanto risultante dai calcoli di dimensionamento e
verifica del coordinamento con le protezioni si adotteranno le seguenti sezioni minime:
- 95 mm2 per il collegamento con la rete del Distributore;
- 35 mm2 per i collegamenti della rete interna dell’utente.

Posa in opera dei cavi. In generale, i cavi dei media tensione dovranno essere posati in cunicoli
chiusi separati dagli altri sistemi elettrici. Per la posa interrata si dovrà fare riferimento alle
specifiche tecniche del Distributore ed alle Norme CEI 11-17.

4.4 Comando d’arresto di emergenza

Si dovrà prevedere il comando di arresto d’emergenza per le seguenti sezioni di impianto:


- Interruttore MT ”Palazzetto”
- Gruppo elettrogeno
- UPS
- Centrale termica
- Impianto fotovoltaico per la produzione di energia.

Il comando dovrà essere realizzato in modalità “sicurezza positiva” con controllo dello stato del
circuito riportato nell’impianto di supervisione.

Il comando d’arresto del “gruppo elettrogeno” dovrà bloccarne il funzionamento ed aprire


l’interruttore generale di potenza posto nel quadro del gruppo.

Il comando di arresto di emergenza delle UPS dovrà agire sull’elettronica di funzionamento


provocandone il blocco ma non lo spegnimento.

4.5 Impianto di terra

Tutta la struttura dovrà essere contenuta all’interno dell’area delimitata dall’impianto di terra.
L’impianto di terra dovrà essere unico; il limite di dimensionamento è dato dal 75% della tensione di
contatto limite ammessa per guasto a terra del sistema di media tensione. Ai fini del
dimensionamento, non andranno considerati i contributi dati dai collegamenti a terra degli schermi
metallici dei cavi MT.

I conduttori di dispersione e di terra dovranno essere dimensionati in funzione della doppia corrente
di guasto a terra del sistema di media tensione, con un minimo di 50 mm2.

Si dovrà realizzare un impianto “magliato” , con zone “equipotenziali” individuate in corrispondenza


delle cabine elettriche e del “gruppo elettrogeno”.

Al fine della realizzazione dell’impianto di messa a terra si dovranno utilizzare:


- I plinti di fondazione del palazzetto;
- I ferri di fondazione delle cabine elettriche;
- eventuali maglie metalliche di pozzi
- conduttori lineari posti nelle polifore dei cavi di media tensione;
- eventuali dispersori a picchetto o piastre integrative .

All’impianto di terra così realizzato andranno collegati:


- le reti metalliche dei massetti dei pavimenti (almeno un collegamento ogni 100 m2);
- il collettore di terra delle cabine elettriche di media e di bassa tensione;
- il serbatoio interrato della rete antincendio;
- il serbatoio interrato di riserva del gruppo elettrogeno;
- i collettori di terra delle stazioni tecnologiche.

Collegamenti equipotenziali principali andranno realizzati:


- in centrale termica;
- nelle sottostazioni termiche;
- nelle centrali tecnologiche;
- in corrispondenza dei passaggi, di canalizzazioni e tubazioni metalliche di impianti tecnologici,
fra compartimenti antincendio.

Ambienti ad uso medico

La “sala doping” e la “infermeria” vengono classificati, ai fini della realizzazione degli impianti
elettrici, come ambienti ad uso medico di “gruppo 1”
Nella “sala doping” e nella “infermeria” si dovranno realizzare collegamenti equipotenziali
supplementari conformi alla normativa vigente in materia di impianti elettrici in ambienti ad uso
medico (norme CEI 64-8 / 7).

4.6 Protezione contro le scariche atmosferiche

Si è realizzato un calcolo di massima del rischio dovuto alla fulminazione diretta o indiretta della
struttura, considerandola come un unico volume.

I dati di progetto e i calcoli svolti sono evidenziati nel documento “A.5.2 Capitolato Speciale
Prestazionale Opere Elettriche”.
Con riferimento a quanto sopra indicato si dovrà progettare un impianto LPS di classe IV.
AI fini del progetto valgono le seguenti prescrizioni:

a) per il captatore si dovrà utilizzare la copertura metallica ;


b) per l’esecuzione delle calate di dovranno utilizzare i ferri di armatura dei pilastri.

L’utilizzo dei componenti naturali, rende necessario il coordinamento con il progettista delle opere
architettoniche .

Ai fini del calcolo di massima del rischio, è stato considerata la presenza di protezioni contro le
sovratensioni (SPD) in tutti i livelli di quadri e centralini elettrici; ulteriori SPD sono stati considerati:
- nei punti di alimentazione delle centrali degli impianti speciali
- in corrispondenza degli ingressi dei servizi tecnologici ( linee telefoniche, trasmissione dati etc.)

Si dovrà pertanto procedere al progetto di dimensionamento e bilancio energetico di tutto il sistema .

4.7 Alimentazione dei servizi di sicurezza e di riserva.

Il dimensionamento dei circuiti di sicurezza e di riserva dovrà prevedere spazi e disponibilità di


energia per il futuro collegamento delle utenze la cui realizzazione è prevista successivamente.

Si considerano separatamente le sorgenti di alimentazione:


- sorgente di alimentazione servizi di sicurezza ridondante; gruppi di continuità statici (UPS) a
tempo zero d’intervent;
- sorgente di alimentazione servizi di continuità; gruppo di continuità statico (UPS) a tempo zero
d’intervento;
- sorgente di alimentazione di riserva; sorgente ad “ interruzione media” (tempo d’intervento ≤ 15
secondi), costituita da generatore sincrono autoregolato accoppiato ad un motore a
combustione interna (gruppo elettrogeno). .

L’alimentazione dell’UPS dovrà essere derivata dal Quadro Generale di Bassa Tensione, settore
“gruppo elettrogeno”.

Prescrizioni comuni ai sistemi:

- le commutazioni dovranno essere di tipo “automatico”;


- la distribuzione secondaria verrà realizzata a livello di quadri di zona, installando le
apparecchiature in carpenterie segregate dagli altri circuiti;
- il collegamento alla rete elettrica dovrà avvenire nel rispetto delle Norme CEI 11-20 e CEI 0-16 (
con particolare riferimento al capitolo 8.7);
- I circuiti principali e secondari di distribuzione dovranno essere posti in vie cavi separate e
segregate dagli altri circuiti; ove chiesto si dovrà provvedere affinché i circuiti possano rimanere
operativi anche in caso di incendio per il tempo prestabilito;
- tutte le segnalazioni di stato e di allarme dovranno essere riportate nell’impianto di supervisione
dell’attività.

Si elencano i circuiti che verranno collegati all’UPS ed al gruppo elettrogeno; si fa qui riferimento
all’allegato della presente relazione “elenco locali e dotazioni impiantistiche”, mentre lo schema dei
collegamenti è rappresentato nell’elaborato grafico.

4.7.1 Circuiti alimentati dalla sorgente di alimentazione di sicurezza.


- Illuminazione di emergenza
- Segnalazione a diffusione acustica di evacuazione
- Impianto di rivelazione incendi ( gli attuatori disporranno di propri alimentatori a norme EN54-4
completi di batterie tampone alimentati dal settore “gruppo elettrogeno” dei quadri elettrici di
zona)
- Impianto TVCC
- Sistemi di evacuazione fumo e calore
- Eventuali barriere antintrusione ( tornelli).
L’UPS dovrà presentare autonomia di 60 minuti con il 100% del carico collegato, e dovrà presentare
caratteristiche tecniche conformi a quanto indicato nel capitolato prestazionale.

4.7.2 Circuiti alimentati dalla sorgente di alimentazione di continuità.


- Impianto di trasmissione dati/fonia
- Impianti di supervisione e telecomando
- Posti di lavoro al VDT
- Sala Server

L’UPS dovrà presentare autonomia per 30 minuti con il 100% del carico collegato, e dovrà
presentare caratteristiche tecniche conformi a quanto indicato nel capitolato prestazionale.

4.7.3 Circuiti alimentati dalla sorgente di alimentazione di riserva.

SI alimenteranno i circuiti necessari al proseguimento dell’attività in corso, ed in particolare:

- UPS per alimentazione dei servizi di sicurezza


- Illuminazione ordinaria
- Unità di trattamento aria
- Forza motrice del palco concerti
- Forza motrice in “sala regia”
- Forza motrice per riprese TV
- Impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici (gruppi frigoriferi esclusi)
- Alimentazione regie mobili esterne
- Forza motrice di servizio (con esclusione degli utilizzatori nelle cucine delle zone ristoro e delle
utenze collegate ai centralini di zona)
- L’impianto di diffusione sonora del campo centrale.

Il gruppo elettrogeno dovrà presentare autonomia in “servizio di emergenza” di 12 ore con il 100%
del carico collegato.

4.8 Gruppo Elettrogeno.


Nel Quadro Generale di Distribuzione , si dovrà predisporre un collegamento di potenza con
telecommutazione automatica, per consentire l’inserzione di un gruppo elettrogeno; la potenza
massima allacciabile sarà di 630 kVA.

Oltre al collegamento di potenza si dovrà predisporre il collegamento dei segnali per l’avviamento
automatico del gruppo elettrogeno.

Nel documento di progetto “A.5.2 Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche” sono
contenute le specifiche tecniche da utilizzare per la stesura del progetto esecutivo.

4.9 Gruppo Statico di Continuità Assoluta.

L’UPS sarà ridondante; il locale dovrà essere compartimentato rispetto ai locali adiacenti e dovrà
avere accesso sia dall’esterno che dall’interno.

La tecnologia costruttiva della UPS dovrà prevedere la doppia conversione realizzata


completamente a IGBT; specifiche dettagliate di prodotto e di dimensionamento sono contenute nel
documento “A.5.2 Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche” .

Per la installazione della UPS attenersi scrupolosamente :


- La norma EN 50272-2 in merito alle prescrizioni di sicurezza per le batterie e le installazioni
- la norma CEI EN 62040
- le disposizioni di prevenzione incendi applicabili.

La fornitura e posa in opera degli UPS comporta l’esecuzione delle seguenti opere:

- installazione del gruppo di conversione;


- installazione delle batterie , che verranno cablate in armadio supplementare separato rispetto al
gruppo di conversione;
- il collegamento principale con il “quadro generale di bassa tensione”;
- il collegamento di riserva con il “quadro generale di bassa tensione”;
- il quadro di By-Pass, idoneo per sezionare la UPS dall’alimentazione e dal carico;
- il quadro di distribuzione ; il quadro presenterà le stesse caratteristiche meccaniche dei “quadri
di distribuzione principali” e verrà installato all’interno del locale UPS;
- l’impianto di climatizzazione del locale; dovrà essere dimensionato per garantire un range di
temperatura compreso fra 25 °C e 27 °C , tenendo in considerazione le dissipazioni termiche
delle apparecchiature installate
- l’impianto di estrazione aria del locale
- impianto di illuminazione di servizio
- impianto di illuminazione di emergenza
- impianto di forza motrice di servizio
- un doppio punto presa dati/fonia, completo di apparecchio telefonico.
- l’impianto di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi.
- la segnalazione allarmi all’esterno della cabina.
- Il collegamento alla rete di supervisione interna.
- I dispositivi di sicurezza , di segnalazione e gli schemi chiesti dalla normativa vigente.

In fase di progettazione definitiva si dovrà verificare:

- la selettività fra le protezioni poste a monte ed a valle della UPS;


- la selettività fra le protezioni interne della UPS e le protezioni esterne dell’impianto , allo scopo di
evitare il rischio di blocco del sistema per guasto su di un ramo d’impianto.

Non sono ammessi limiti di selettività inferiori alle condizioni di guasto della rete in tutti i suoi punti ed
ai limiti di energia passante ammessi dalle protezioni interne della UPS.

È inoltre chiesta la selettività totale fra le protezioni poste a monte ed a valle rispetto alla UPS e nei
quadri di reparto.

4.10 Impianto fotovoltaico di produzione dell’energia elettrica.

Si prevede la per realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza Pn = 50 kW ; il punto di


connessione alla rete è dato in corrispondenza del “Quadro Generale di Distribuzione” (vedasi
elaborato grafico allegato).
4.11 Impianti elettrici per gruppi di pressurizzazione della rete
antincendio.

Si prevede di alimentare un sistema di “alimentazione idrica combinata”, composta da una


elettropompa ed una motopompa.

SI dovranno collegare alla rete elettrica le seguenti utenze:

- quadro di automazione elettropompa;


- quadro di automazione motopompa;
- quadro di automazione pompa di compensazione;
- quadro servizi;
- centralino gestione livelli serbatoio dell’acqua;
- collegamenti ausiliari per il rimando nel locale” gestione emergenze” degli allarmi
- collegamenti ausiliari per l’inserimento dei segnali di allarme nel sistema di supervisione.

Per il dimensionamento , scelta e posa in opera dei componenti previsti in progetto si dovrà fare
riferimento alle Norme UNI EN 12485.

Alimentazione elettrica della elettropompa.

L’alimentazione elettrica della elettropompa verrà derivata direttamente dai morsetti dei trasformatori
MT/BT ; la scelta del trasformatore verrà eseguita in manuale tramite commutatore.

I cavi di collegamento saranno del tipo a bassa emissione di fumi e resistenti alla fiamma tipo
FTG10(O)M1 e dovranno essere posati in vie cavi separate ed indipendenti dagli altri circuiti; nei
percorsi interni alla struttura si dovranno inoltre prevedere compartimentazioni REI ≥ 60.

Il circuito dovrà essere protetto contro i corto circuiti e contro le tensioni di contatto.

Commutatore di linea e dispositivo di protezione dovranno essere installati in proprio centralino


metallico dotato di portella con serratura , posto all’esterno dei quadri di cabina in posizione protetta
dall’incendio.
Alimentazione elettrica delle altre uenze
Gli altri utilizzatori sopra elencati , presenti nel locale antincendio, verranno collegati alla rete elettrica
da un’unica linea derivata dal sistema di sbarre “emergenza” del “Quadro Generale di Bassa
Tensione”.

Nel locale antincendio, si dovrà installare un “Quadro Servizi” in cui verranno installate le
apparecchiature di sezionamento e protezione di tutti i circuiti. Il “Quadro Servizi” dovrà presentare
le stesse caratteristiche elettriche e meccaniche dei “Quadri Secondari di Distribuzione.”

4.12 Quadri Elettrici.

Il dimensionamento dei quadri elettrici dovrà prevedere spazi e disponibilità di energia per il futuro
collegamento delle utenze la cui realizzazione è prevista successivamente.

A valle dei “Power Center” , che verranno installati nelle cabine elettriche, si dovranno progettare,
realizzare ed installare tre principali tipologie di quadri elettrici:

- Quadri elettrici per centrali tecnologiche


- Quadri elettrici per locale ascensore
- Quadri elettrici di distribuzione principale
- Quadri elettrici di distribuzione secondaria.

Di seguito si indicano le principali caratteristiche tecniche e le modalità di posa; per i dettagli tecnici
e di dimensionamento ai fini della loro progettazione si rimanda al documento “A.5.2 Capitolato
Speciale Prestazionale Opere Elettriche”.

Quadri elettrici per centrali tecnologiche

I “Quadri Elettrici per Centrali Tecnologiche “ dovranno essere derivati direttamente dal “Power
Center” di cabina di trasformazione; la scelta della fonte di alimentazione (normale, privilegiata,
continuità) è indicata nell’elaborato grafico allegato .

I quadri elettrici a servizio delle UTA saranno derivati dal “Quadro Generale di Distribuzione”.
SI applicano le seguenti normative di riferimento:
- CEI EN 61439-1/2
- CEI EN 60204-1

I quadri dovranno contenere :

- le apparecchiature di protezione, sezionamento e comando automatico delle utenze


tecnologiche secondo i tipi del progetto meccanico;
- le apparecchiature di sezionamento e protezione dei circuiti di illuminazione e forza motrice di
servizio dei locali;
- gli SPD
- gli apparati periferici del sistema di supervisione e di tele gestione.

Le carpenterie dovranno essere preferibilmente di tipo metallico (comunque di materiale idoneo ai


componenti chimici presenti nel locale) , dotati di portella finestrata e di contro pannello su cui
installare i componenti di segnalazione e dovranno presentare grado di protezione non inferiore a
IP55.

Caratteristiche comuni per tutti i quadri:

- ingresso dei cavi da realizzarsi con bocchettoni pressa cavo IP65;


- collegamenti con utenze esterne da realizzarsi tramite morsettiera fissa;
- collettore di terra in barra di rame con fori filettati;
- tutti i dispositivi di segnalazione, comando e regolazione dovranno essere montati nella
controporta interena;
- sovratemperatura ammessa T ≤ 20 °K;
- coordinamento protezioni motori in classe 2;
- in presenza di inverter o soft start condizionare i quadri;
- disponibilità di spazio per futuri ampliamenti pari al 30% della struttura prevista nel progetto;
- non è ammessa la posa in aree classificate ATEX.

Quadri elettrici per locale ascensore

I “Quadri Elettrici per Locali Ascensori “ dovranno essere derivati direttamente dal settore “normale”
dei “Power Center”.
SI prevede di alimentate monta persone programmati per bloccare le porte in posizione di aperto
con cabina posizionata al piano terra in condizioni di mancanza energia.

SI applicano le seguenti normative di riferimento:


- CEI 23-51
- EN 81-1
- EN 81-2

I quadri dovranno contenere :

- le apparecchiature di sezionamento e protezione dei circuiti di illuminazione e forza motrice di


servizio del locale macchine, del vano corsa, della cabina;
- le apparecchiature di sezionamento e protezione dei circuiti di alimentazione del quadro di
automazione ( questo escluso dalla fornitura);
- gli SPD ;
- i collegamenti chiesti al sistema di supervisione e di tele gestione.

Si dovranno utilizzare carpenterie isolanti con grado di protezione ≥ IP40.

Quadri elettrici di distribuzione principale

Si applicano le seguenti normative di riferimento:


- CEI EN 61439-1/2
- CEI EN 60439-3
- CEI EN 60204-1
- Norme tecniche di prevenzione incendi

I “Quadri Elettrici di Distribuzione Principale” conterranno :

- le apparecchiature di sezionamento e protezione e comando dei circuiti di distribuzione


secondaria installati nell’area di attinenza;
- le apparecchiature di sezionamento e protezione dei circuiti di alimentazione dei “Quadri di
Distribuzione Secondaria” sottesi;
- i gruppi di misura dei parametri elettrici ;
- i gruppi di misura di energia (ove previsto)
- gli SPD ;
- gli apparati periferici del sistema di supervisione e di tele gestione.
Il progetto prevede l’installazione di almeno due (2) quadri per ogni livello in cui è suddivisa la
struttura (Piano Terra; Piano Primo; Piano secondo; Piano Terzo ).

I quadri saranno tipicamente suddivisi in tre settori (normale, preferenziale, continuità) ; il


collegamento alla rete dei settori normale e preferenziale verrà realizzato direttamente dal “Quadro
Generale di Distribuzione”, mentre il settore continuità verrà alimentato dal “Quadro UPS”.

Si dovrà prevedere uno scomparto distinto dagli altri per ogni settore in cui è diviso il quadro.

Caratteristiche comuni per tutti i quadri:

- suddivisione dei circuiti illuminazione; ad ogni apparecchio di protezione contro sovracorrenti


non dovrà essere associato un circuito utilizzatori di potenza superiore a 2 kW (fa eccezione
l’impianto di illuminazione del campo centrale);
- suddivisione dei circuiti di forza motrice di servizio; ad ogni apparecchio di protezione contro
sovracorrenti non dovrà essere associato un circuito utilizzatori di potenza superiore a 3,3 kW
(fanno eccezione gli utilizzatori allacciati in modo fisso o con linea dedicata);
- separazione fra circuiti alimentanti carichi specifici e comunque di potenza unitaria ≥ 3,3 kW e
circuiti forza motrice di servizio;
- carpenterie metalliche modulari per posa a pavimento, complete di porta in vetro con serratura e
pannellatura porta strumenti;
- vano risalita cavi e collegamenti con impianti in carpenterie metalliche modulari per posa a
pavimento, complete di porta cieca a tutta altezza con serratura (prevedere un vano risalita cavi
per ogni scomparto apparecchiature);
- disponibilità di spazio per futuri ampliamenti pari a 4 unità modulari da 200 mm per ogni colonna
apparecchiature della struttura prevista nel progetto;
- accessibilità di tutte le apparecchiature dal fronte;
- forma costruttiva 2b;
- dovranno essere installati in locali appositamente predisposti e compartimentali REI ≥ 60,
inaccessibili al pubblico;
- collegamenti con utenze esterne da realizzarsi tramite morsettiera fissa;
- collettore di terra in barra di rame con fori filettati a tutta altezza nei vani risalita cavi;
- tutti i dispositivi di segnalazione, comando e regolazione dovranno essere montati sulla
pannellatura di retro porta;
- sovratemperatura ammessa T ≤ 25 °K;
- coordinamento protezioni motori in classe 2.
Quadri elettrici di distribuzione secondaria

Si applicano le seguenti normative di riferimento:


- CEI 23-51
- CEI EN 60439-3
- Norme tecniche di prevenzione incendi .

I quadri saranno tipicamente suddivisi in tre settori (normale, preferenziale, continuità); il


collegamento alla rete per tutti i settori normale e preferenziale verrà realizzato in derivazione dai
“Quadri Elettrici di Distribuzione Principale”.

Si dovrà prevedere uno scomparto distinto dagli altri per ogni settore in cui è diviso il quadro.

Lo schema dei collegamenti elettrici è indicata nell’elaborato grafico allegato


In genere , i “Quadri di Distribuzione Secondaria” sono destinati alla alimentazione dei circuiti
terminali di aree ben determinate e delimitate;

Caratteristiche comuni per tutti i quadri:

- suddivisione dei circuiti illuminazione; ad ogni apparecchio di protezione contro sovracorrenti


non dovrà essere associato un circuito utilizzatori di potenza superiore a 2 kW;
- suddivisione dei circuiti di forza motrice di servizio; ad ogni apparecchio di protezione contro
sovracorrenti non dovrà essere associato un circuito utilizzatori di potenza superiore a 3,3 kW
(fanno eccezione gli utilizzatori allacciati in modo fisso o con linea dedicata);
- separazione fra circuiti alimentanti carichi specifici e comunque di potenza unitaria ≥ 3,3 kW e
circuiti forza motrice di servizio;
- carpenterie metalliche modulari per posa a pavimento e/o parete, complete di porta in vetro con
serratura e pannellatura porta strumenti;
- accessibilità di tutte le apparecchiature dal fronte;
- dovranno essere installati in locali inaccessibili al pubblico;
- disponibilità di spazio per futuri ampliamenti pari a 3 unità modulari da 200 mm per ogni quadro
- forma costruttiva 2a;
- collegamenti con utenze esterne da realizzarsi tramite morsettiera fissa;
- collettore di terra in barra di rame con fori filettati;
- tutti i dispositivi di segnalazione, comando e regolazione dovranno essere montati sulla
pannellatura di retro porta;
- sovratemperatura ammessa T ≤ 25 °K;
- grado di protezione IP43;
- SPD;
- segnalazioni di presenza tensione;
- contatori di energia consumata (ove previsto dal gestore dell’attività);
- divieto di installazione in luoghi umidi o con presenza di acqua;
- gli apparati periferici del sistema di supervisione e di tele gestione.

4.13 Impianti elettrici per ascensori.

SI applicano le norme EN 81-1.

I limiti di competenza dell’impianto non comprende tutto quanto è a valle dell’interruttore generale di
forza motrice e degli interruttori de circuiti di illuminazione.

Nel presente progetto, il limite di competenza comprende i “quadri elettrici dei locali ascensore”
descritti all’articolo 4.12 della presente relazione ed esclude tutto quanto è posto a valle.

Oltre a quanto previsto per il quadro di cui all’articolo 4.12 sopra richiamato, l’impianto elettrico è
costituito dalla linea di alimentazione , che dovrà presentare le seguenti caratteristiche:

- dovrà essere derivata dal “Power Center” della cabina di trasformazione , settore “normale”;
- andrà eseguita con cavo multipolare a bassa emissione di fumi opachi e gas acidi tipo
FG7OM1

Il progetto è idoneo per alimentare ascensori non utilizzabili in caso di incendio; inoltre, in caso di
mancanza dell’alimentazione, detti ascensori dovranno essere programmati per portarsi al piano
terra e per mantenere aperte le porte.

4.14 Impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici.


Gli impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici riguardano i collegamenti fra i quadri elettrici e
le utenze tecnologiche in campo; nel caso dei gruppi frigoriferi, riguardano i collegamenti con le
morsettiere dei quadri di bordo macchina.

Il dimensionamento dei circuiti dovrà essere effettuato sula base della potenza nominale dichiarata
dal progettista degli impianti meccanici, considerando i seguenti parametri:

- coefficiente di rendimento dichiarato dal fascicolo tecnico del componente;


- coefficiente di utilizzazione = 1
- coefficiente di contemporaneità = 1 (0,5 per le elettropompe gemellari).

In generale, si dovranno progettare circuiti che presenteranno le seguenti caratteristiche:

- in caso di utilizzo di cavi multipolari con conduttore PE, le custodie dovranno presentare grado di
protezione ≥ IP55; verificare eventuale necessità di proteggere i cavi con guaine in funzione
della presenza di agenti corrosivi.
- In caso di utilizzo di conduttori unipolari, i collegamenti dovranno presentare grado di protezione
≥ IP55.
- In ambienti classificati ATEX Zona 0, utilizzare componenti classificati di Gruppo II, Categoria
1G, limite di temperatura da verificare in base alla sostanza pericolosa.
- In ambienti classificati ATEX Zona 1, utilizzare componenti classificati di Gruppo II, Categoria
2G, limite di temperatura da verificare in base alla sostanza pericolosa.
- In ambienti classificati ATEX Zona 2, utilizzare componenti classificati di Gruppo II, Categoria
3G, limite di temperatura da verificare in base alla sostanza pericolosa.
- In ambienti classificati ATEX Zona 20, utilizzare componenti classificati di Gruppo II, Categoria
1D, limite di temperatura da verificare in base alla sostanza pericolosa.
- In ambienti classificati ATEX Zona 21, utilizzare componenti classificati di Gruppo II, Categoria
2D, limite di temperatura da verificare in base alla sostanza pericolosa.
- In ambienti classificati ATEX Zona 22, utilizzare componenti classificati di Gruppo II, Categoria
3D, limite di temperatura da verificare in base alla sostanza pericolosa.

Nelle zone non classificate, si dovranno utilizzare in prevalenza vie cavi e contenitori isolanti serie
“pesante” (in particolare i contenitori dovranno essere del tipo “termoindurente”); qualora le
condizioni ambientali non lo consentano, si dovrà ricorrere all’utilizzo di contenitori in pressofusione
di alluminio e vie cavi metalliche.
Particolare attenzione andrà posta alla progettazione di misure atte ad evitare il trasferimento di
vibrazioni sulle condutture.

4.15 Distribuzione principale.

Si applicano le norme:

- CEI 11-17
- CEI 64-8-1/7
- Norme di prevenzione incendi

Per distribuzione principale, si intendono:

- i collegamenti fra quadri elettrici;


- i collegamenti fra il “Power Center” di cabina di trasformazione e le utenze tecnologiche fisse ad
esso collegate.

Il dimensionamento delle vie cavi dovrà prevedere spazi e disponibilità di energia per il futuro
collegamento delle utenze la cui realizzazione è prevista successivamente.

I circuiti di distribuzione principale potranno essere realizzati:

- in tubazioni incassate a pavimento o interrate;


- in esterno.

Prescrizione comune alle due tipologie di posa è la separazione e segregazione fra i circuiti
appartenenti a sistemi diversi; la suddivisione minima a cui riferirsi prevede:

- vie cavi per circuiti di II Categoria appartenenti ai sistemi “normale”;


- vie cavi per circuiti di II Categoria appartenenti ai sistemi “ preferenziale”;
- vie cavi per circuiti di II Categoria appartenenti ai sistemi “continuità”;
- vie cavi per sistemi alimentati a bassissima tensione o di segnale.

Alle vie cavi di ogni tipologia di circuito si dovrà assegnare un “codice colori”.
Le vie cavi contenenti circuiti di alimentazione di emergenza (sicurezze e riserva) , dovranno
presentare un grado di protezione REI ≥ 60.

Posa in opera in tubazioni incassate in pareti incombustibili o interrate

Per questa tipologia di posa in opera si dovranno utilizzare tubazioni plastiche flessibili a doppia
parete, con resistenza alla compressione pari a 450 N.

Andranno dimensionati in base ad un coefficiente di riempimento ≤ 0,6.

I passaggi delle tubazioni dall’esterno verso l’interno ed i passaggi delle centrali tecnologiche
andranno sigillati utilizzando sistemi di sigillatura tipo “Roxtec” idonei al tipo di posa.

Il progetto definitivo dovrà comprendere la descrizione dei sistemi scelti ed i dati di


dimensionamento.

Posa in opera in esterno

Si dovranno utilizzare canalizzazioni metalliche in acciaio zincato e verniciate, che presentino un


grado di protezione IP ≥ 40 ; per installazioni all’aperto ed in ambienti aggressivi, si dovranno
prevedere canalizzazioni in acciaio zincato a caldo dopo lavorazione od in acciaio AISI 304.

Le canale andranno verniciate in funzione della categoria di circuito che vi si installerà.

Il dimensionamento andrà eseguito considerando un coefficiente di riempimento ≤ 0,5 e non più di 2


strati di cavi.

Nel passaggio di compartimentazioni incendio diverse, si dovrà provvedere al ripristino delle


condizioni REI originali utilizzando sistemi di sigillatura tipo “Roxtec” idonei al tipo di posa.

Il progetto definitivo dovrà comprendere la descrizione dei sistemi scelti ed i dati di


dimensionamento.

Le vie cavi contenenti circuiti di alimentazione di emergenza ( sicurezze e riserva) , dovranno


presentare un grado di protezione REI ≥ 60.
Ove necessario, in sostituzione delle canalizzazioni metalliche, si dovranno utilizzare tubazioni
metalliche di pari caratteristiche prestazionali con grado di protezione IP67 ed accessori ad innesto
rapido; in questo caso, il coefficiente di riempimento da considerare sarà ≤ 0,6.

Cassette rompi tratta andranno posizionate lungo i percorsi almeno ogni tre curve ; queste cassette
dovranno essere costruite con materiali della stessa tipologia usata per le tubazioni.

Cavi e conduttori

Per la realizzazione dei circuiti principali si dovranno utilizzate:

- Circuiti normali : cavi uni/multipolari isolati in gomma HEPR, a bassa emissione di fumi opachi e
gas acidi e corrosivi, senza alogeni, tipo FG7(O)M1 O,6/1 KV;
- Circuiti preferenziali e di continuità : cavi uni/multipolari isolati in elastomerico reticolato di qualità
G10 , a bassa emissione di fumi opachi e gas acidi e corrosivi, senza alogeni, resistente alla
fiamma in conformità alle norme CEI 20-45 ed alle prove di tipo contenute nelle Norme CEI 20-
36, tipo FG10(O)M1 O,6/1 KV;
- Circuiti di comando e segnalazione: prevedere le stesse caratteristiche sopra descritte ad
integrazione di specifiche indicazioni date dai costruttori dei sistemi (ad esempio schermature,
twistatura, etc.).

Di norma, i cavi dovranno essere multipolari completi di conduttore PE; quando questo non è
realizzabile prevedere conduttore unico nudo di sezione adeguata.

4.16 Distribuzione secondaria.

La distribuzione secondaria rappresenta i collegamenti fra i “quadri elettrici secondari” ed i circuiti


terminali.

La distribuzione secondaria andrà eseguita in esterno, scegliendo ed installando gli stessi


componenti alle descritti nel paragrafo 4.15 , ma da questi separati e distinti.

4.17 Impianto di illuminazione parcheggio esterno.


La realizzazione dell’impianto elettrico a servizio del “parcheggio pubblico” è prevista in una fase
successiva.

Si dovranno predisporre:
- le unità di uscita e le automazioni nel Quadro Generale di Distribuzione;
- le vie cavi fino ad un pozzetto esterno al “palazzetto”.
La potenza prevista per l’impianto di illuminazione esterna è di 30 kW.

4.18 Impianto di illuminazione di accento.

La realizzazione dell’impianto elettrico a servizio dell’impianto di illuminazione di accento è prevista in


una fase successiva.

Si dovranno predisporre le vie cavi e le unità di uscita nei quadri elettrici (complete di automatismi)
per un impianto di illuminazione di accento ad dimensionato per evidenziare:

- gli aspetti architettonici delle facciate;


- le aree degli ingressi;
- la copertura.

L’impianto dovrà essere realizzato con proiettori da incasso e da esterno dotati di alette schermate
e di filtri colore.

Si descrivono gli aspetti generali dell’impianto:

- rispondenza alla Determinazione del Direttore Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della
Costa, Regione Emilia Romagna n.14096 del 12 ottobre 2006 in materia di inquinamento
luminoso e risparmio energetico;
- utilizzare sorgenti luminose ad alta efficienza, alta resa cromatica R a> 80 , tipo agli ioduri
metallici con bruciatore ceramico per esterni;
- si dovrà prevedere la suddivisione in almeno tre circuiti con comandi separati da impianto di tele
gestione e supervisione;
- apparecchi illuminanti in alluminio pressofuso con diffusore in vetro di forma da concordarsi con
il progettista delle opere architettoniche.
4.19 Punti di collegamento con regie mobili esterne.

La realizzazione dell’impianto elettrico a servizio delle regie mobili delle emittenti televisive è prevista
in una fase successiva.

Si dovranno predisporre:
- le unità di uscita nel Quadro Generale di Distribuzione;
- le vie cavi fino ad un pozzetto esterno al “palazzetto”.

La potenza prevista per l’alimentazione delle regie mobili è di 80 kW.

4.20 Impianto di illuminazione campo centrale.

Si applicano le seguenti normative e regolamenti:

- norme CONI per l'impiantistica sportiva approvate con deliberazione del Consiglio Nazionale del
CONI n. 1379 del 25 giugno 2008;
- Norme UNI EN 12193 – giugno 2008
- Norme CEI 64-8 capitolo 752
- Specifiche tecniche per le riprese televisive

L’impianto di illuminazione dovrà essere a servizio:

- dei campi di gara , comprensivi delle relative fasce di rispetto


- delle tribune per gli spettatori.

Campo di gara

L’impianto di illuminazione del campo di gara dovrà rispondere ai requisiti minimi di seguito descritti:

- nei campi è prevista attività di livello 3 per le seguenti discipline: pallavolo, basket, calcio a
cinque, pallamano. I requisiti prestazionali dell’impianto dovranno rispondere a quanto contenuto
nella tabella B allegata alla delibera CONI n.1379;
- livelli prestazionali e requisiti delle fonti di illuminazioni contenute nelle Norme UNI EN 12193;
particolare attenzione andrà posta alle problematiche di abbagliamento dei giocatori e di
dispersione della luce;
- livelli di illuminamento orizzontale e coefficienti di uniformità almeno pari a quelli stabiliti nelle
Norme UNI EN 12193, Capitolo 6, con particolare riferimento alle esigenze per riprese TV
colore.
- le griglie di calcolo dovranno essere stabilite in conformità al capitolo 3.4 delle norme UNI EN
12193;
- livelli di illuminazione verticale e di uniformità per consentire le riprese TV ad alta definizione,
calcolati con riferimento alla posizione della telecamera principale (vedasi successivo paragrafo
4.27);
- comandi e regolazioni da “sala regia” tramite touch pannel dell’impianto di tele gestione.
- Utilizzo di motoriduttori per apparecchi singoli o gruppi di apparecchi per consentirne
l’abbassamento al livello del terreno di gioco, con comandi da “sala regia” tramite touch pannel
dell’impianto di tele gestione.
- Suddivisione delle accensioni per garantire i seguenti livelli di illuminamento:
- livello 1 riprese TV ad alta definizione ( illuminamento ad un metro dal suolo non inferiore a
1000 lux), per campi di basket e di volley;
- livello 2 attività agonistiche di livello 3 per campi di basket, volley, pallamano e calcetto
- livello 3 attività agonistiche di livello 2
- livello 4 per attività non agonistiche pari al 50% del livello 3 per campi secondari di volley
- livello 5 per attività non agonistiche pari al 100 lux

Ad ogni livello di accensione dovrà corrispondere un circuito dotato di proprie protezioni contro le
sovracorrenti e le tensioni di contatto

- Comando per oscuramento delle pareti finestrate (motorizzazioni escluse) poste sul lato
“ingresso pubblico comandata in automatico da stazione meteo tramite il sistema di
telecontrollo ed in manuale da sala regia.

I collegamenti dei punti luminosi dovranno essere realizzati:

- tramite elettrocondotti blindati


- tramite conduttori unipolari posti in tubazioni metalliche IP67.
- tramite avvolgitori tipo Zeca.

Apparecchi illuminanti

La quota di installazione non dovrà essere inferiore a 13,00 metri rispetto al campo di gara.
I proiettori andranno posati su elementi strutturali predisposti dal costruttore della struttura; detti
elementi dovranno essere accessibili e percorribili in sicurezza dal personale di manutenzione.

SI dovranno prevedere proiettori con le seguenti principali caratteristiche:

- essere cablati con doppio circuito (singolarmente protetto) ;


- diffusore in vetro temperato resistente agli shock termici ed agli urti (prove secondo UNI EN
12150-1:2001)
- corpo in alluminio pressofuso con alette di raffreddamento
- ottica asimmetrica con vetro inclinato rispetto al piano di lavoro;
- schermatura per limitare la dispersione di luce;
- regolazione della lampada in quattro posizioni definite;
- staffa con scala goniometrica completa di grano di fissaggio;
- sistema di motoriduttore per consentirne l’abbassamento al livello del terreno di gioco.

Sorgenti luminose

Per il “livello 1” si dovranno prevedere lampade agli alogenuri metallici ad arco corto, temperatura di
colore 5900 K, indice di resa cromatica 90.

Per il “livello 2 e 3 ” si dovranno prevedere lampade agli alogenuri metallici, temperatura di colore
4400 K, indice di resa cromatica 80-89.

È possibile miscelare le due tipologie di lampade.


Per i livelli “4 e 5”, cioè per attività non sportive, si dovrà prevedere la miscellanea di lampade al
sodio alta pressione , con temperatura di colore 2000 K con lampade agli alogenuri metallici con
temperatura di colore 4400 K.

Tribune

L’illuminamento delle tribune dovrà essere sottotono rispetto ai campi di gara .

Le accensioni dell’impianto andranno suddivise in almeno due livelli (corrispondenti ad altrettanti


circuiti dotati di proprie protezioni contro le sovracorrenti e le tensioni di contatto) per ognuno dei
sei (6) settori in cui verranno suddivisi gli spazi:

- accensione 1 illuminamento medio pari a 20 lux


- accensione 2 illuminamento medio pari a 150 lux .

I collegamenti dei punti luminosi dovranno essere realizzati:

- tramite elettrocondotti blindati


- tramite conduttori unipolari posti in tubazioni metalliche IP67.
- tramite avvolgitori tipo Zeca.

I comandi delle accensioni dovranno essere realizzati da “sala regia” tramite touch pannel
dell’impianto di tele gestione.

Apparecchi illuminanti

SI dovranno prevedere proiettori con le seguenti principali caratteristiche:

- ottica simmetrica
- diffusore in vetro temperato resistente agli shock termici ed agli urti (prove secondo UNI EN
12150-1:2001)
- corpo in alluminio pressofuso con alette di raffreddamento;
- staffa con scala goniometrica completa di grano di fissaggio;
- sistema di motoriduttore per consentirne l’abbassamento al livello del terreno di gioco.

Si dovranno utilizzare contemporaneamente le seguenti sorgenti luminose:


- lampade al sodio alta pressione , con temperatura di colore 2000 K , alternate con lampade agli
alogenuri metallici con temperatura di colore 4400 K.
- lampade al neon ad elevata efficienza energetica tipo TL5.

È ammesso l’utilizzo di proiettori con doppio cablaggio; ogni cablaggio dovrà comunque essere
collegato ad un proprio circuito separato dall’altro.

Gradini tribune

L’illuminazione dei gradini delle tribune dovrà essere “permanente” ed indicare i cambi di quota e di
direzione.

Si dovrà prevedere l’utilizzo di strisce led incassate nei gradini a tutta larghezza.
L’impianto andrà collegato alla rete “UPS”.

4.21 Impianto di illuminazione connettivi orizzontali e verticali.

Si applicano le seguenti normative e regolamenti:

- Norme UNI EN 12464-1:2004


- Norme CEI 64-8 capitolo 752
- Norme tecniche di prevenzione incendi

L’impianto di illuminazione dovrà svolgere funzione di “guida luminosa” dei percorsi.

Ai fini della suddivisione dei circuiti di illuminazione, si individuano le seguenti zone:

- n. 6 connettivi verticali; di questi due si fermano al piano primo, quattro accedono al piano terra .
- Quota -5,00. Connettivi orizzontali lato nord ; connettivi orizzontali lato sud.
- Piano Terra. Connettivi orizzontali lato nord ; connettivi orizzontali lato sud.
- Piano Primo. Ingresso atleti; ingresso pubblico; connettivi orizzontali lato nord ; connettivi
orizzontali lato sud.
- Piano Secondo. Connettivi orizzontali lato nord ; connettivi orizzontali lato sud.
- Piano Terzo . Disimpegno ufficiala regia TV; disimpegno museo dello sport

In ogni zona come sopra individuata, si dovrà realizzare un impianto di illuminazione ordinaria
suddiviso come di seguito indicato:
- connettivi orizzontali; suddivisi in due accensioni.
- Connettivi verticali; due accensioni.

Ad ogni livello di accensione dovrà corrispondere un circuito dotato di proprie protezioni contro le
sovracorrenti e le tensioni di contatto.

Tutti i circuiti dovranno fare riferimento ad un unico quadro posizionato in “sala regia”.

Il comando dovrà avvenire da “postazione centralizzata” tramite touch pannel dell’impianto di tele
gestione; in ogni zona si dovrà installare un sensore di luminosità , il cui compito sarà fornire
all’impianto di supervisione , lo stato del circuito.
L’impianto andrà dimensionato per garantire i seguenti livelli prestazionali (riferimento prospetto
5.1.1 “ingressi”)

- Illuminamento medio (con tutte le accensioni attive) Em = 150 lux


- Illuminamento medio (con due accensioni attive) Em = 100 lux
- Illuminamento medio (con una accensione attiva) Em = 20 lux
- Indice unificato di abbagliamento UGR ≥ 25
- Indici minimi di resa del colore Ra ≥ 80
- Uniformità, intesa come rapporto fra l’illuminazione media e l’illuminazione massima ≥ 0,7

Apparecchi illuminanti.

Gli apparecchi illuminanti andranno disposti in modo che le vie di esodo siano individuabili in modo
rapido, sicuro e confortevole.

A tal fine prevedere apparecchi illuminanti al neon, idonei per posa incassata o plafone o sospesa a
seconda dei tipi, disposti a “fila continua” lungo l’asse della via di esodo ed in verticale per
evidenziare ingombri.

La scelta per forma, tipologia dei materiali e di colore degli apparecchi dovranno essere coerenti
con le scelte architettoniche; in linea di massima , nei connettivi orizzontali e verticali si dovranno
privilegiare file continue con diffusore, in modo da dare l’orientamento dei percorsi.

Le specifiche tecniche degli apparecchi sono dettagliate nell’elaborato di progetto “A.5.2


Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche”, di seguito si definiscono i dati salienti:
- corpo in alluminio estruso
- diffusore in policarbonato con struttura prismatica.

Il gradino di illuminamento fra i livelli massimi e medio andrà realizzato suddividendo i circuiti di
accensione all’interno degli apparecchi illuminanti.

Gli apparecchi dovranno presentare grado di protezione non inferiore ad IP40 e indice di protezione
contro gli impatti meccanici IK ≥ 07.

Fonti luminose.
Tutti gli apparecchi illuminanti dovranno essere dotati di reattori elettronici.

Si dovrà prevedere l’utilizzo delle seguenti fonti luminose:


- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico con accenditore integrato, temperatura di
colore compresa fra 2700 e 4000 K, vita media al 50% > 12000 ore, classe A di efficienza
energetica, indice di resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico a 4 pin senza starter e condensatore,
temperatura di colore compresa fra 2700 e 4000 K, classe A di efficienza energetica, indice di
resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti lineari tipo TL5, temperatura di colore = 4000 K, indice di resa cromatica
85, classe A di efficienza energetica.

Zone ingressi

A rinforzo della illuminazione “base” sopra descritta , si dovranno prevedere proiettori incassati
dotati di doppio cablaggio (agli alogenuri + fluorescente compatta) e sistemi di illuminazione riflessa
tramite pannelli a specchio illuminati da proiettori.

Illuminazione dei gradini delle tribune

Per la illuminazione dei gradini delle tribune si dovranno utilizzare profili luminosi incassati nei gradini
stessi per tutta la loro larghezza.

I profili dovranno presentare le seguenti caratteristiche tecniche:

- linea elettroluminescente flessibile, larghezza 13 mm, spessore 0,75 mm, colore a scelta della
direzione lavori;
- Profilo per scale in alluminio , diffusore trasparente in PVC incluso, completo di inserto anti-
slittamento.

L’impianto di illuminazione dei gradini dovrà risultare acceso contemporaneamente all’accensione 1


dell’impianto di illuminamento dei connettivi .

4.22 Impianto di illuminazione nei locali di servizio.

Si applicano le seguenti normative e regolamenti:


- Norme UNI EN 12464-1:2004
- norme CONI per l'impiantistica sportiva approvate con deliberazione del Consiglio Nazionale del
CONI n. 1379 del 25 giugno 2008;

Accensioni

Nei locali di servizio con accesso al pubblico, il comando dovrà essere automatico per presenza e
movimento, con regolazione del ritardo allo spegnimento.

Negli altri locali, il comando dovrà essere manuale interbloccato con sensore di presenza e
movimento; si dovranno utilizzare dispositivi di comando luminosi.

Per le palestre, il comando dovrà essere centralizzato da quadro, interbloccato con sensore di
presenza e movimento; suddividere le accensioni in due circuiti indipendenti con proprie protezioni.

Nei locali ristoro e nel museo, suddividere le accensioni in due circuiti indipendenti con proprie
protezioni.

Requisiti prestazionali

Nella tabella che segue, si forniscono i dati prestazionali minimi a cui attenersi per il
dimensionamento dell’impianto di illuminazione nel campo del compito visivo e per la scelta delle
sorgenti luminose.

Lx
TIPO DI INTERNO, COMPITO O Em UGR min /
Ra NOTE
ATTIVITÀ ( lx ) L Lx
medio
Palestre 300 22 80 0,5 È prevista l’utilizzazione per attività
agonistica
Pratica di “livello
di attività 1” Valori da adottare
fisicosportive
per tutta l’area dalle
non regolamentate di riferimento
FSN e DSA,per le
aventi
dimensioni
anche della griglia
finalità ludico deiricreative
punti di calcolo
e di
fare riferimento
benessere fisico o dialle Nome UNI EN
12193:2007,
attività articoloo 3.4
terapeutica riabilitativa. Posizione
Spogliatoi e aree servizi 100 22 80 0,5 6.2.24
Doping e Infermeria 500 16 90 0,7
Locali Tecnici 200 25 60 0,5 Posizione 1.2.6 – riferito all’area paziente
Locali per personale - Biglietteria 300 22 80 0,7 Posizione 2.15.4
Posizione 5.1.4 Integrare con illuminazione
diretta del banco biglietteria.
Depositi 100 25 60 0,5 Pratica di attività fisicosportive
non regolamentate dalle FSN e DSA, aventi
anche finalità ludico ricreative e di
benessere fisico o di
attività terapeutica o riabilitativa. Posizione
6.2.24
Locali Tecnici 200 25 60 0,5 Posizione 1.4.1
Uffici 500 19 80 0,7 Posizione 2.15.4
Sala Stampa 500 19 80 0,7 Posizione 3.2 sull’area del compito visivo;
nel resto del locale -30%
Area RIstoro 200 22 80 0,7 Posizione 3.2
Area Ristoro / Cucina 500 22 80 0,7 Posizione 5.2.4 – Illuminazione
supplementare di accento sulle aree di
distribuzione e sui tavoli.
Uffici Associazioni 500 19 80 0,7 Posizione 5.2.2
Quota +3,60 - Sala Stampa / Regia 500 19 80 0,7 Posizione 3.2 sull’area del compito visivo;
nel resto del locale -30%
Museo dello Sport Posizione 3.2
- Uffici / Uffici Assessorato 500 19 80 0,7 Si esporranno oggetti insensibili alla luce –
L’impianto di illuminazione sarà determinato
dalle esigenze della mostra
Posizione 3.2 sull’area del compito visivo;
nel resto del locale -30%

Fonti luminose.

Tutti gli apparecchi illuminanti dovranno essere dotati di reattori elettronici.

Si dovrà prevedere l’utilizzo delle seguenti fonti luminose:


- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico con accenditore integrato, temperatura di
colore compresa fra 2700 e 4000 K, vita media al 50% > 12000 ore, classe A di efficienza
energetica, indice di resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico a 4 pin senza starter e condensatore ,
temperatura di colore compresa fra 2700 e 4000 K, classe A di efficienza energetica, indice di
resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti lineari tipo TL5, temperatura di colore = 4000 K, indice di resa cromatica
85, classe A di efficienza energetica.

Apparecchi illuminanti.
Si forniscono le prescrizioni prestazionali minime a cui devono rispondere gli apparecchi in funzione
delle condizioni ambientali.

CORPO DIFFUSORE
TIPO DI INTERNO CABLAGGIO NOTE
APPARECCHIO RIFLETTORE
Palestre  In lamiera di acciaio  Elettronico per  Riflettore in Suddividere in
con accessori per lampade T5 profilato di due circuiti
staffaggio inclinato alluminio Resistenza agli
speculare , urti ai sensi
diffusore della norma
parabolico in DIN 12193
profilato di
alluminio opaco o
bianco con rinforzi
meccanici

Spogliatoi e aree servizi  In lamiera di acciaio  Elettronico per  Riflettore in Grado di


imbutito verniciato a lampade T5 profilato di protezione
polvere poliestere alluminio IP65
speculare , in
policarbonato con
interno
prismatizzato.

Doping e Infermeria In alluminio estruso per  Elettronico per Diffusore in


installazione a plafone, lampade T5 policarbonato con
controsoffitto, incasso a struttura prismatica.
seconda dei tipi;
accessori per
realizzazione file
continue
Locali Tecnici  In lamiera di acciaio  Elettronico per  Riflettore in Grado di
imbutito verniciato a lampade T5 profilato di protezione
polvere poliestere alluminio IP65
speculare , in
policarbonato con
interno
prismatizzato.

Locali per personale - Biglietteria In alluminio estruso per  Elettronico per Diffusore in
installazione a plafone, lampade T5 policarbonato con
controsoffitto, incasso a struttura prismatica.
seconda dei tipi;
accessori per
realizzazione file
continue
Depositi Apparecchio in  Elettronico per Policarbonato Grado di
policarbonato lampade T5 trasparente con protezione
superficie interna IP65
prismatizzata.
Locali Tecnici  In lamiera di acciaio  Elettronico per  Riflettore in Grado di
imbutito verniciato a lampade T5 profilato di protezione
polvere poliestere alluminio IP65
speculare , in
policarbonato con
interno
prismatizzato.

Uffici In alluminio estruso per  Elettronico per Diffusore in


installazione a plafone, lampade T5 policarbonato con
controsoffitto, incasso a struttura prismatica.
seconda dei tipi;
accessori per
realizzazione file
continue
Sala Stampa In alluminio estruso per  Elettronico per Diffusore in Suddividere in
installazione a plafone, lampade T5 policarbonato con due circuiti
controsoffitto, incasso a struttura prismatica.
seconda dei tipi;
accessori per
realizzazione file
continue
Area RIstoro Come indicato
dall’arredatore
( fornitura
apparecchi
esclusa)
Area Ristoro / Cucina  In lamiera di acciaio  Elettronico per  Riflettore in Grado di
imbutito verniciato a lampade T5 profilato di protezione
polvere poliestere alluminio IP65
speculare , in
policarbonato con
interno
prismatizzato.

Regia TV In alluminio estruso per  Elettronico per Diffusore in Suddividere in


installazione a plafone, lampade T5 policarbonato con due circuiti
controsoffitto, incasso a struttura prismatica.
seconda dei tipi;
accessori per
realizzazione file
continue
Museo dello Sport Come indicato
dall’allestitore
della
esposizione (
fornitura
apparecchi
esclusa)

4.23 Impianto di illuminazione di emergenza nel campo centrale, nelle


tribune e nelle vie di esodo.

Si applicano le normative tecniche:

- CEI 64-8/7;4
- norme CONI per l'impiantistica sportiva approvate con deliberazione del Consiglio Nazionale del
CONI n. 1379 del 25 giugno 2008;
- UNI EN 12193 – giugno 2008
- EN 1838
- UNI 7546
- Direttiva CEE 92/58.

Illuminazione di emergenza

Nel campo centrale si dovrà prevedere un impianto di illuminazione di sicurezza idoneo per
assicurare la graduale sospensione dell'attività sportiva in condizioni di sicurezza; si dovrà ottenere
un livello di illuminamento di sicurezza almeno pari al 10% di quello previsto nelle condizioni normali .

Per le tribune e le vie di esodo, occorre considerare il rischio dovuto all’insorgere del panico; il
rischio è qui da considerarsi sempre presente e và associato ad un danno di tipo gravissimo.

Per le tribune, le vie di esodo orizzontali e le vie di esodo verticali si dovrà garantire un livello di
illuminamento di sicurezza almeno pari al 10% di quello previsto nelle condizioni normali.

I valori di illuminamento sopra indicati sono da considerarsi fino al raggiungimento del luogo sicuro.

Segnalazione delle uscite

In corrispondenza delle uscite, dei cambi di direzione e dei cambi di quota, si dovranno prevedere
apparecchi per segnalazione dotati di schermi di segnalazione con simbologia unificata EN.
Questi apparecchi , in termini di leggibilità, dovranno presentare caratteristiche conformi alle norme
EN 1838; in particolare dovranno presentare dimensioni almeno uguali a quelle risultanti dalla
presente formula:
d = s xp
dove :

d = distanza di osservazione
s = 200 ( il segnale è illuminato dall’interno)
p = altezza del segnale.

Comando dell’impianto

Gli impianti saranno derivati dalla sezione “continuità” dei quadri di zona; saranno pertanto alimentati
da UPS il tempo necessario al gruppo elettrogeno di “prendere il carico”.

Gli impianti di illuminazione di emergenza e di segnalazione delle vie di uscita funzioneranno


contemporaneamente all’impianto di illuminazione ordinaria ; la sua attivazione dovrà avvenire
automaticamente in tutta la struttura al mancare dell’alimentazione anche su di un singolo ramo di
distribuzione secondaria.

Per la realizzazione degli impianti di illuminazione di emergenza si potranno utilizzare i circuiti


terminali degli impianti di illuminazione ordinaria relativamente al primo livello di accensione indicato
nel precedente paragrafo 4.21.

Per l’esecuzione dei punti di alimentazione in derivazione dai circuiti secondari di distribuzione, si
utilizzeranno gli stessi componenti previsti per i punti luce ordinari.

L’attivazione dell’impianto dovrà essere segnalata tramite impianto di supervisione, alla postazione
di gestione delle emergenze.

Suddivisione dei circuiti

La suddivisione minima dei circuiti che si dovrà realizzare è indicata nella seguente tabella:

- campo centrale n.2


- tribune lato nord n.2 (oltre ai segna gradini)
- tribune lato sud n.2 (oltre ai segna gradini)
- connettivi orizzontali n.1 circuito ogni 20 metri ( alternare gli
apparecchi illuminanti) con un minimo di due.
- ingressi n.2

Apparecchi illuminanti

Per la realizzazione dell’impianto di illuminazione di emergenza si potranno utilizzare gli stessi


apparecchi previsti per l’impianto di illuminazione ordinaria , opportunamente segnalati.

Per la segnalazione delle vie di uscita si dovranno prevedere apparecchi dotati di fonte luminosa a
tecnologia led e di pannelli in plexiglass serigrafati.

Gli apparecchi illuminanti “segna gradini” delle tribune andranno collegati agli impianti di illuminazione
di emergenza.

Sorgenti luminose

Si dovrà prevedere l’utilizzo delle seguenti fonti luminose:


- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico con accenditore integrato, temperatura di
colore compresa fra 2700 e 4000 K, vita media al 50% > 12000 ore, classe A di efficienza
energetica, indice di resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico a 4 pin senza starter e condensatore ,
temperatura di colore compresa fra 2700 e 4000 K, classe A di efficienza energetica, indice di
resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti lineari tipo TL5, temperatura di colore = 4000 K, indice di resa cromatica
85, classe A di efficienza energetica.
- lampade alogene a tensione di rete a risparmio energetico tipo Philips Master Classic.

4.24 Impianto di illuminazione di emergenza nei locali di servizio

Si applicano le normative tecniche:


- CEI 64-8/7;4
- EN 1838
- UNI 7546
- Direttiva CEE 92/58.
L’impianto di illuminazione di emergenza andrà previsto per tutti i locali di servizio della struttura e
dovrà garantire un livello minimo di illuminamento pari a 5 lux ad un metro di altezza.

Fanno eccezione i seguenti locali:


- sala gestione emergenze;
- ambulatorio medico;
- sala regia;
- cabine elettriche;

per i quali si dovrà garantire un livello di illuminazione di emergenza pari al 50% di quanto previsto
per l’illuminazione ordinaria.

Nelle “centrali tecnologiche” il livello di illuminazione di emergenza dovrà essere pari al 10% di
quanto previsto per l’illuminazione ordinaria.

In corrispondenza delle uscite, dei cambi di direzione e dei cambi di quota, si dovranno prevedere
apparecchi per segnalazione dotati di schermi di segnalazione con simbologia unificata EN.

Apparecchi illuminanti

Si dovranno utilizzare apparecchi illuminanti separati da quelli utilizzati per l’impianto di illuminazione
ordinaria.

Sorgenti luminose

Tutti gli apparecchi illuminanti dovranno essere dotati di reattori elettronici.

Si dovrà prevedere l’utilizzo delle seguenti fonti luminose:


- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico con accenditore integrato, temperatura di
colore compresa fra 2700 e 4000 K, vita media al 50% > 12000 ore, classe A di efficienza
energetica, indice di resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti compatte a risparmio energetico a 4 pin senza starter e condensatore ,
temperatura di colore compresa fra 2700 e 4000 K, classe A di efficienza energetica, indice di
resa cromatica 82;
- lampade fluorescenti lineari tipo TL5, temperatura di colore = 4000 K, indice di resa cromatica
85, classe A di efficienza energetica.
- lampade alogene a tensione di rete a risparmio energetico tipo Philips Master Classic.
Indicazioni integrative

Oltre a quanto sopra indicato, andranno posizionati ulteriori apparecchi di illuminazione di


emergenza nei seguenti luoghi:

- in corrispondenza dei mezzi di estinzione incendi;


- in corrispondenza delle attrezzature di pronto soccorso;
- in corrispondenza dei quadri elettrici;
- in corrispondenza dei dispositivi di sicurezza.

Comando dell’impianto

SI rimanda al precedente paragrafo 4.23.

4.25 Impianto di forza motrice di servizio

Riferimenti normativi:

- CEI 64-8/7.

Per impianto di forza motrice di servizio, si intendono i punti di prelievo energia tramite prese a
spina; sono pertanto da intendersi integrativi ad eventuali punti di prelievo energia fissi e ai
collegamenti di utenze tecnologiche , per le quali si rimanda alle specifiche tecniche dei fornitori degli
utilizzatori.

Nei locali con accesso al pubblico, si dovrà impedire l’accessibilità dei punti di prelievo energia; a tal
fine prevedere di cablare i punti di prelievo energia all’interno di centralini dotati di portella piena
metallica.

Ogni presa dovrà essere dotata di protezione contro le sovracorrenti.

Negli altri luoghi possono essere raggruppate più prese sotto la stessa protezione, ma comunque in
numero non superiore a 5.

Le prese a spina con portata superiore a 16 A devono essere del tipo con interblocco.
Le prese a spina devono essere scelte e installate in modo da prevenire i danneggiamenti che
possano presumibilmente derivare dalle condizioni d’ambiente e d’uso.

Per le prese fisse per uso domestico e similare la direzione di inserzione delle relative spine deve
risultare orizzontale (o prossima all’orizzontale).

Per determinare la quota di distanziamento dell’asse della direzione di inserzione rispetto il piano di
calpestio si dovrà fare riferimento alle disposizioni di legge in materia di abbattimento delle barriere
architettoniche.

Nel caso di torrette o calotte (sporgenti dal pavimento) e di scatole (affioranti dal pavimento), il
fissaggio al pavimento deve assicurare almeno il grado di protezione IP52.

Fatto salve le condizioni specifiche, quali collegamenti alle utenze tecnologiche, si dovranno
prevedere le seguenti dotazioni minime di punti di prelievo energia:

TIPO DI INTERNO DOTAZIONE MINIMA NOTE


Locali Tecnici n.1 presa interbloccata trifase + neutro Prevedere una batteria ogni 80m2
n.1 presa interbloccata monofase con minimo di una unità.
Connettivi Orizzontali n.1 presa prelievo energia Unel /Bivalente agli Renderli inaccessibili al pubblico
estremi e nei punti mediani, e comunque non
oltre 20 metri.
n.1 presa interbloccata trifase + neutro Prevedere almeno 2 batterie
n.1 presa interbloccata monofase
Spogliatoi e aree servizi n.1 presa prelievo energia Unel /Bivalente in Sono da considerarsi integrative ad
ingresso ad ogni locale e comunque ogni 30 m2 eventuali punti prelievo necessari per
il collegamento di apparecchi
utilizzatori ( ad esempio
asciugacapelli)
Doping e Infermeria n.1 presa prelievo energia Unel /Bivalente in
ingresso ad ogni locale e comunque ogni 30 m2
n.1 punto di prelievo energia per posto di lavoro
in corrispondenza del tavolo o del lettino Alimentare da settore preferenziale o,
composto da n.2 presa Unel/bivalente se chiesto, di continuità.
Locali per personale - Biglietteria n.1 presa prelievo energia Unel /Bivalente in
ingresso ad ogni locale e comunque ogni 30 m2
n.2 punto di prelievo energia per posto di lavoro
composto da n.2 presa Unel/bivalente Alimentare da settore preferenziale +
continuità.
Connettivi orizzontali n.1 presa prelievo energia Unel /Bivalente agli Negli ingressi prevedere collegamenti
estremi e nei punti mediani, e comunque non per eventuali serramenti motorizzati.
oltre 20 metri. Renderle inaccessibili al pubblico
Depositi n.1 presa prelievo energia Unel /Bivalente in
ingresso ad ogni locale e comunque ogni 30 m2
Locali Tecnici n.1 presa interbloccata trifase + neutro Prevedere una batteria ogni 80m2
n.1 presa interbloccata monofase con minimo di una unità.
Uffici n.1 punto di prelievo energia in corrispondenza
dell’ingresso e comunque ogni 30 m2 composto
da n.1 presa Unel/bivalente

n.2 punto di prelievo energia per posto di lavoro Prevedere un posto di lavoro ogni 8
composto da n.2 presa Unel/bivalente m2 - Alimentare da settore
preferenziale + continuità.
Sala Stampa n.1 punto di prelievo energia in corrispondenza Sono da considerarsi integrative ad
2
dell’ingresso e comunque ogni 30 m composto eventuali punti prelievo ( ad esempio
da n.1 presa Unel/bivalente monitors, alimentazione lampade
portatili, etc)

n.2 punto di prelievo energia per posto di lavoro Prevedere un posto di lavoro ogni 8
composto da n.2 presa Unel/bivalente m2 - Alimentare da settore
preferenziale + continuità.
Campo centrale n.1 presa interbloccata trifase + neutro Prevedere una batteria su ogni lato e
n.1 presa interbloccata monofase comunque non oltre 20 metri.
Tavolo giudici di gara n.2 punto di prelievo energia per posto di lavoro Cablare in torretta a scomparsa
composto da n.2 presa Unel/bivalente Prevedere almeno 3 posti di lavoro
Alimentare da settore preferenziale +
continuità.
Telecamera rete pallavolo n.2 punto di prelievo energia per posto di lavoro Cablare in torretta a scomparsa
composto da n.2 presa Unel/bivalente
Alimentare da settore preferenziale +
continuità.
Area Ristoro n.1 punto di prelievo energia in corrispondenza Sono da considerarsi integrative ad
2
dell’ingresso e comunque ogni 20 m composto eventuali punti prelievo chiesti dal
da n.2 presa Unel/bivalente fornitore delle attrezzature e
dell’arredamento.
Area Ristoro / Cucina Come chiesto dal fornitore delle
attrezzature e arredamenti.
Centrale Gestione Emergenze n.1 punto di prelievo energia in corrispondenza
dell’ingresso e comunque ogni 20 m2 composto
da n.2 presa Unel/bivalente

n.6 punto di prelievo energia per posto di lavoro Alimentare da settore preferenziale +
composto da n.2 presa Unel/bivalente continuità.

Museo dello Sport n.1 punto di prelievo energia in corrispondenza Sono da considerarsi integrative ad
dell’ingresso e comunque ogni 20 m2 composto eventuali punti prelievo chiesti dal
da n.2 presa Unel/bivalente. progettista dell’allestimento.
Alimentare da settore preferenziale +
continuità.

Nei servizi igienici “ciechi” prevedere estrattore temporizzato collegato al comando di accensione
del punto luce oppure , in alternativa, punto di comando per estrattore centralizzato a torrino.
In caso di estrazione centralizzata, i comandi di funzionamento dovranno essere collegati in parallelo
( comando and).

I limiti di superficie coperta e di distanza massima fra i punti di prelievo energia indicati in tabella ,
hanno lo scopo di ridurre al minimo il rischio di utilizzo di prolunghe.

4.26 Circuiti terminali – Scelta ed installazione dei componenti –


Abbattimento delle barriere architettoniche.

Prescrizioni generali

Generalmente i fattori che causano incendi nelle condutture elettriche sono:


cortocircuiti, riscaldamenti, contatti elettrici e coinvolgimento delle condutture stesse in incendi;
pertanto, esse devono essere realizzate in modo da non essere ne causa d'innesco ne causa di
propagazione di incendi indipendentemente dai fattori elettrici e/o fisici che li hanno causati.

Per il raggiungimento degli scopi sopra prefissati, le condutture devono essere realizzate e protette
come indicato nella Parte 751 delle Norme CEI 64-8.

Nei locali con accesso al pubblico , al fine di realizzare la protezione contro la possibilità di
danneggiamenti meccanici, si dovranno utilizzare vie cavi e cassette di derivazione di tipo metallico,
con grado di protezione IP67 fino ad un’altezza di 2,5 m dal pavimento; i punti di prelievo energia
dovranno essere resi inaccessibili al pubblico.

Negli ambienti nei quali e consentito l’accesso e la presenza del pubblico, i dispositivi di manovra,
controllo e protezione, fatta eccezione per quelli destinati a facilitare l’evacuazione, devono essere
posti in luogo a disposizione esclusiva del personale addetto o posti entro involucri apribili con
chiave o attrezzo.

Ai componenti elettrici applicati in vista (a parete o a soffitto) per i quali non esistono le relative
norme CEI di prodotto, si applicano i criteri di prova e i limiti di cui alla Sezione 422 delle norme CEI
64-8, Commenti, assumendo per la prova al filo incandescente 850 °C anziche 650 °C.

Tutte le derivazioni dai circuiti di distribuzione secondaria dovranno essere realizzati in cassette di
derivazione.
Scelta e posa dei cavi.

Si raccomanda che per le condutture mobili, siano scelti preferibilmente cavi destinati a servizio
pesante in accordo con la Guida CEI 20-40, per esempio cavi del tipo H07 RN-F o altri
adeguatamente protetti.

Di seguito, si indicano le tipologie di posa ammesse ai fini della estensione del progetto definitivo.

- Posa incassata in strutture non combustibili ( posa tipo a1):

Cavi per interni e cablaggi non propaganti l'incendio e a ridotta emissione di gas corrosivi tipo N07V-
K.

Tubazioni in PVC flessibile serie pesante; utilizzare il codice colori per individuare i sistemi dei
circuiti contenuti.

- Posa esterna in tubi o canale protettive metalliche con grado di protezione almento IP4X ( posa
tipo a2).
Cavi flessibili per energia isolati con polivinilcloruro sotto guaina di polivinilcloruro non propaganti
l'incendio a ridotta emissione di gas corrosivi tipo FROR 450/750;

Cavi per interni e cablaggi non propaganti l'incendio e a ridotta emissione di gas corrosivi tipo N07V-
K.

Di norma, si dovranno privilegiare cavi multipolari completi di conduttore PE.

Utilizzare tubazioni complete di raccordi ad innesto rapido con grado di protezione IP67.

- Posa esterna in tubi o canale protettive realizzate con materiale isolante, con grado di
protezione almeno IP4X ( posa tipo c3).

Cavi per interni e cablaggi senza alogeni, a basso sviluppo di fumi opachi,N07G9-K.

Cavi per energia e segnalazioni isolati in HEPR di qualita' G7, non propaganti l'incendio senza
alogeni e a basso sviluppo di fumi opachi tipo FG7(O)M1 0,6/1 KV.
Utilizzare tubazioni isolanti di tipo pesante complete di raccordi ad innesto rapido con grado di
protezione IP65.

I coperchi dei canali dovranno potersi togliere solo ed esclusivamente con utilizzo di attrezzi.

- Binari elettrificati e condotti sbarre , con grado di protezione almeno IP4X ( posa tipo c4).

È la tipologia di posa da preferire per i circuiti di illuminazione:

- del campo centrale


- delle tribune
- dei connettivi orizzontali.

Modalità di installazione dei componenti elettrici.

Si applica:
- la legge 09.01.83 n.13 in tema di abbattimento barriere architettoniche
- Il D.M. 14 giugno 1989 n.236 in materia di prescrizioni tecniche.

Per garantire la fruibilità in sicurezza degli impianti da parte di persone disabili si dovrà progettare in
modo che “gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto delle varie
utenze, i regolatori degli impianti di riscaldamento e condizionamento, nonché i campanelli, i pulsanti
di comando e i citofoni devono essere, per tipo e posizione planimetrica e altimetrica, tali da
permettere un uso agevole anche da parte della persona su sedia a ruote; devono, inoltre, essere
facilmente individuabili anche in condizioni di scarsa visibilità ed essere protetti dal danneggiamento
per urto".

Schema delle altezze consigliate per la collocazione di quadri, interruttori e prese. sono da ritenersi
indicative; per le altezze minime fare riferimento alle Norme CEI.
Grado di protezione dei componenti.

Cassette e contenitori portafrutti a pavimento IP ≥ 52


Apparecchi di comando e prese a spina IP ≥ 2X
Apparecchi di comando e prese a spina in centrali tecnologiche IP ≥ 55 ( a spina inserita)
Cassette di derivazione a vista IP ≥ 55
Cassette di derivazione incassate IP ≥ 2X

Gradi di protezione specifici sono riportati nei singoli paragrafi descrittivi degli impianti.

Per gli ambienti con pericolo di esplosione per la presenza di gas o polveri ( ad esempio la centrale
termica) , si dovrà eseguire la valutazione del rischio ed il calcolo per la determinazione
dell’estensione delle zone pericolose; sulla base delle risultanze dei calcoli si dovranno scegliere
componenti ATEX idonei.

Prescrizioni particolari per ambienti contenenti docce.

Nella progettazione si dovrà applicare integralmente la sezione 701 delle Norme CEI 64-8.

4.27 Unità di ripresa TV

Si dovranno prevedere pozzetti di collegamento con le unità di ripresa TV per almeno le seguenti
posizioni:

- Quota +7,20 (telecamera principale) tribuna nord


- Telecamera rete pallavolo
- Quota +0,00 due telecamere a bordo campo sul lato corto del campo da pallacanestro.

Il collegamento al posto di ripresa TV dovrà comprendere:

- Punto di prelievo energia


- Punto di collegamento alla rete dati del “palazzetto” (n.2 prese RJ45 )
- Tubazioni per collegamento con “sala regia”.

4.28 Tavolo giudici

Per ogni “posto di lavoro” di cui sarà dotato il “tavolo giudici” si dovranno prevedere i seguenti
collegamenti:

- Punto di prelievo energia ( vedasi precedente paragrafo 4.25)


- Punto di collegamento alla rete dati del “palazzetto” (n.2 prese RJ45 )
- Tubazioni per collegamento con “sala regia”.

4.29 Impianto acustico di evacuazione

Si applicano :
- norme di prevenzione incendi per le strutture sportive
- norme di prevenzione incendi per i locali di pubblico spettacolo
- norme CEI 64-8/7
- EN 60849

La struttura andrà dotata di un impianto di allarme acustico in grado di avvertire i presenti delle
condizioni di pericolo in caso di incendio.

I dispositivi sonori devono avere caratteristiche e sistemazione tali da poter segnalare il pericolo a
tutti gli occupanti dell'impianto sportivo o delle parti di esso coinvolte dall'incendio;
il comando del funzionamento simultaneo dei dispositivi sonori deve essere posto “nella sala di
gestione delle emergenze”; sarà inoltre da prevedere un secondo comando centralizzato ubicato in
un locale distinto dal precedente che non presenti particolari rischi di incendio.

L’attivazione dell’impianto potrà avvenire ,oltre che in manuale, in automatico con segnale
proveniente dalla “centrale di rivelazione incendi”; la programmazione andrà svolta in funzione del
piano di gestione delle emergenze della struttura.

Tutte le apparecchiature di potenza, controllo e pilotaggio dovranno essere installate nella “sala di
gestione delle emergenze” ; il loro collegamento alla rete elettrica verrà realizzato in derivazione dal
“quadro di zona – settore continuità”.

Impianto Audio EVAC secondo normativa EN60849, tale impianto deve soddisfare detta Normativa
indispensabile ed obbligatoria per strutture di queste dimensioni.

Ogni zona in caso di pericolo, deve essere raggiunta da un messaggio automatico o manuale da
operatore, e l’intero sistema è supervisionato in modo che possa operare in qualsiasi situazione
anche in mancanza di alimentazione primaria.

Sono previsti due punti con basi microfoniche selettive per poter effettuare dei messaggi vocali, più
un microfono di chiamata generale dedicato ai Vigili del Fuoco e collocato nell’ambiente di primo
intervento di quest’ultimi. Le linee audio elettriche devono essere doppie per ogni area,atte a
garantire la ridondanza del sistema,la suddivisione delle zone è così denominata:

a) N°4 Palestre (piano terra)


b) Corridoi parti comuni (piano terra)
c) Connettivi orizzontali piano primo
d) Connettivi orizzontali piano secondo
e) Parti comuni piano terzo
f) Campo gioco principale Palazzetto.

Dovranno essere incluse le seguenti prestazioni

- Rilievi acustici e misure preliminari


- Inserimento del messaggio d’allarme personalizzato ( in sostituzione a quello standard pre-
registrato), questo dovrà essere prodotto secondo i parametri audio stabiliti dalla norma dal
responsabile al piano di sicurezza dell’ambiente e consegnato alla ditta installatrice prima del
collaudo finale.
- Certificazione dell’intero impianto come previsto dalle procedure e azioni citate nella Norma EN-
60849, da effettuarsi a cura di uno studio o società abilitata.
- Programmazione software apparecchiature in loco.
- Taratura in loco.
- Messa in servizio in loco.
- Controllo impedenza delle linee audio in loco.
- Collaudo funzionale apparecchiature audio in loco.
- Manuale d’uso e manutenzione
- Elaborati grafici.
- Inserimento di un messaggio di evacuazione standard di prova in loco.
- Istruzione del personale preposto all’utilizzo in loco.

Si descrivono di seguito, le dotazioni di massima degli impianti previsti per ogni tipologia di ambiente.

Palestre Corsi (piano terra)

Diffusori acustici da parete realizzati in materiale plastico di tipo ABS autoestinguente V0, completo
di supporto. Versione dedicata ad impianti di sicurezza.

Corridoi Parti Comuni (piano terra)

Diffusori acustici da parete realizzati in materiale plastico di tipo ABS autoestinguente V0, completo
di supporto. Versione dedicata ad impianti di sicurezza.
Connettivi orizzontali

Diffusori acustici da parete realizzati in materiale plastico di tipo ABS autoestinguente V0, completo
di supporto. Versione dedicata ad impianti di sicurezza.

Campo Centrale

Diffusori acustici a tromba ripiegata di sezione circolare, con driver e trasformatore per linee a
100V da 100W, completo di supporto per il fissaggio; pressione sonora alla massima potenza:
130dB; diffusore fornito di morsetto ceramico e fusibile termico secondo Normativa Europea
EN60849.

REGIA AUDIO GENERALE COMPOSTA DA :

Armadio rack metallico completo di porta finestrata cablato con:

Nr. 02 Alimentatore di backup con controllo di ricarica delle batterie, compreso di batterie secondo le
normative EN 60849.
Nr. 06 Amplificatore di potenza 100V / 250 + 250W RMS secondo le normative EN 60849.
Nr. 01 Modulo di ingresso audio, sensibilità di ingresso programmabile, monitorato.
Nr. 02 Modulo di ingresso audio, sensibilità di ingresso programmabile.
Nr. 01 Modulo d’ingresso per massimo 30 basi microfoniche digitali.
Nr. 01 Modulo per la riproduzione di suonerie, sirene e messaggi in formato MP3 secondo le
normative EN 60849.
Nr. 01 Modulo funzioni con 8 contatti e 8 tasti frontali.
Nr. 01 Modulo a 8 contatti esterni
Nr. 02 Modulo a 4 relè programmabili.
Nr. 01 Modulo a 4 relè programmabili d’uscita.
Nr. 01 Processore principale per il controllo del sistema secondo le normative EN 60849.
Nr. 01 Controllore di 16 linee di diffusori attraverso la misura d’impedenza secondo le normative EN
60849.
Nr. 01 Matrice modulare per il controllo digitale di tutte le funzioni di un sistema APS secondo le
normative EN 60849.
Nr. 01 Modem per gestione e controllo del sistema di teleassistenza.
Nr. 01 Sintonizzatore digitale stereo AM/FM, con sistema RDS, display multifunzione, funzione
memorizzazione nome emittenti.
Nr. 01 Multilettore CD rotante a 5 dischi, legge CD, CD-R e CD-RW-MP3, sistema di riproduzione
sequenziale, Calendario dei brani, (totale/trascorso/rimanente) Funzione Music Skip/Search,
Programmazione di 40 brani in scelti tra i vari dischi, Intro check, Funzione di ripetizione in
due modi (un disco/ tutti), Riproduzione dei brani non sequenziale,uscita digitale ottica.
Nr. 02 Piano scorrevole porta apparecchi commerciali, a norme rack 19” colore nero :
Nr. 02 Base microfonica digitale per chiamate selettive con 16 tasti programmabili+ 3 tasti allarme.

4.30 Impianti di diffusione sonora

Si descrivono di seguito, le dotazioni di massima degli impianti previsti per ogni tipologia di palestra.
Impianto Audio per sale corsi (piano terra)

Si dovrà realizzare la predisposizione per un impianto audio composto da una unità rack e da n.4
diffusori .

Impianto Audio Campo Centrale

L’impianto audio del campo centrale dovrà essere interfacciato con :


- l’impianto sonoro di evacuazione; al momento dell’attivazione del messaggio di evacuazione
si dovrà disinserire automaticamente l’impianto di diffusione sonora.

- il tabellone elettronico principale; l’impianto di diffusione sonora funzionerà in sincrono con le


segnalazioni acustiche del tabellone punteggio.

Si descrive la composizione di massima del’impianto.

N° 10 Unità principale per il condizionamento del segnale audio e l’amplificazione delle unità slave
Bi-Amplificazione in classe D: 1.000W low freq. e 500W High freq. DSP con 16 memorie, 5
bande di equalizzatore parametrico, Limiter, Delay, Gain.
Diffusori acustici per assemblaggio in line array, composto da n° 2 Woofers Bass-Reflex, da 6,5”
con magnete al neodimio, 250W rms, un Driver da 1” (44mm) al neodimio con guida d’onda
planare. Risposta in frequenza 105Hz – 20KHz; staffe di sospensione e mensole di
supporto.
Subwoofwer per line array, amplificato 1.000W, amplificatore ad alta efficienza in classe D, DSP
interno con crossover, 5 filtri parametrici, Delay, Limiter. Risposta in frequenza 38-150Hz.
Nr. 01 REGIA AUDIO PALAZZETTO COMPOSTA DA :
nr. 01 Mobile metallico a norme rack 19” da 30 unità :
nr. 01 Piano scorrevole porta apparecchi, a norme rack :
nr. 01 Guide porta radiomicrofono, a norme rack :
nr. 01 Porta rack frontale con serratura e pannello in plexiglass :
nr. 04 Pannello metallico di aerazione a norme rack 1 unità :
nr. 01 Cassetto con chiusura a chiave norme rack 2 unità :
nr. 01 Kit 4 ruote metalliche girevoli per mobile rack

Nr. 01 Mixer professionale :12 ingressi mic/linea mono, 4 ingressi, 4 ritorni stereo, 1 ritorno stereo
P/B per tape, minidisk, o DAT), uscite master L/R e mono, uscita monitor stereo, uscita
digitale in formato S/PDIF su connettore RCA, uscita diretta su ogni canale mono,
impostabile pre/post fader, 4 mandate aux (2 pre e 2 post) Insert su tutti gli ingressi mono e
sull’uscita master, equalizzatore a tre bande con medi semiparametrici su tutti gli ingressi
mono, equalizzatore a 2 bande sugli ingressi stereo, filtro passa-alto 100Hz 18 dB per ottava
su tutti gli ingressi mono, alimentazione phantom +48V, alimentatore di rete interno, completo
di supporti per fissaggio a rack.
N° 01 Matrice audio digitale/mixer automatico in tecnologia DSP (Digital Signal Processing),
progettato per l'impiego in impianti audio professionali per installazioni in sale conferenze,
centri sportivi, luoghi di culto, sale polivalenti ed alberghi. Dotato di 10 ingressi ed 8 uscite
liberamente matricizzabili, si presta ad una gestione multizona della diffusione sonora, fino a
8 zone indipendenti. In impianti per la diffusione della voce, la funzionalità di mixer automatico
permette di innalzare fino a 9 decibel il guadagno utile del sistema (prima della comparsa di
fenomeni di rientro acustico) rispetto ai mixer tradizionali; su ogni canale di uscita può inoltre
essere attivato uno specifico soppressore di feedback in grado di incrementare
ulteriormente il margine di stabilità del sistema. Ciascun circuito di ingresso include un
equalizzatore grafico a banda d'ottava con tre frequenze di intervento, filtri passa-alto e
passa-basso del second'ordine (attenuazione 12 dB/ottava) con frequenza di taglio
regolabile e di un compressore/limitatore. Ogni ingresso dispone di selezione del livello di
priorità per la gestione di messaggi di emergenza e di segnali microfonici. Dei 10 ingressi, 8
sono bilanciati e con sensibilità selezionabile tra livello microfonico o di linea; ciascuno di
questi utilizza un connettore estraibile a 3 pin (euroblock). Ogni ingresso è dotato di
regolazione fine della sensibilità mediante potenziometro, in modo da preservare l'elevata
risoluzione garantita dai convertitori A/D a 24 bit e 48/96 kHz, massimizzando in tal modo il
rapporto segnale/rumore. I preamplificatori microfonici utilizzano soluzioni circuitali a basso
rumore e bassa distorsione armonica, tali da permettere la gestione di segnali d'ingresso ad
alta dinamica. Ogni ingresso microfonico dispone di alimentazione Phantom a 48VDC
deselezionabile. I restanti 2 ingressi accettano segnali di linea ed utilizzano connettori tipo
RCA.
Delle 8 uscite, 6 sono bilanciate su connettori a 3 pin rimovibili (euroblock) e 2
sbilanciate su connettori RCA. Ciascun circuito di uscita è dotato di equalizzatore a terzi
d'ottava a 9 frequenze di intervento, di equalizzatore parametrico a 2 frequenze di intervento
e di 2 filtri passa-alto/basso del secondo ordine (attenuazione di 12 dB/ottava) con frequenza
di taglio selezionabile. Questi permettono la realizzazione di un crossover fino a 6 vie in
mono o fino a 3 vie in stereo, con attenuazione di 12 o 24 dB per ottava. Ogni canale
dispone di soppressore di rientro acustico. Su 4 uscite sono attivabili linee di ritardo,
tipicamente per l'allineamento acustico tra sistemi di altoparlanti. L'apparecchiatura è
completa di interfaccia utente per l'accesso a tutte le sue funzioni direttamente da pannello
frontale, tramite una manopola posta su encoder rotativo con pulsante integrato e un display
grafico da 3 pollici retroilluminato. Il display consente il monitoraggio in tempo reale di tutti i
segnali di ingresso, con indicazione dei livelli RMS prima del processamento e l'indicazione,
mediante cursori, dello stato delle porte gestite dal mixer automatico. E' possibile inserire il
blocco delle operazioni di modifica da pannello, disattivabile mediante un codice di sicurezza.
La memoria interna non volatile permette il salvataggio di quattro differenti configurazioni
richiamabili tramite accesso al pannello di controllo. Il collegamento a computer o altri
dispositivi di controllo esterno è effettuato attraverso un'interfaccia su bus seriale tramite
connettore DB9.
L'apparato è corredato di software per PC dotato di una completa interfaccia grafica,
per la gestione a distanza di tutte le impostazioni e le regolazioni audio.

Nr. 01 Kit radiomicrofono per applicazioni generiche e professionali con ricevitore true diversity in
banda di frequenze UHF e trasmettitore a mano. 64 canali di frequenze selezionabili tra 794
e 813 MHz.

Nr. 01 Kit radiomicrofono per applicazioni generiche e professionali con ricevitore true diversity in
banda di frequenze UHF e trasmettitore portatile con microfoni Lavalier ed archetto.
64 canali di frequenze selezionabili tra 794 e 813 MHz.

N° 01 Kit sistema di antenna per ricezione radiomicrofoni composto da 4 Booster a 9dB di


guadagno, un distributore d’antenna 2 ingressi 4 uscite, e due antenne direzionali in banda
800MHz.

N° 01 Lettore di DVD, CDR, CDRW, DIVX, CD, MP3, DTS

4.31 Impianto rivelazione incendi


Si applicano :
- norme di prevenzione incendi per le strutture sportive
- norme di prevenzione incendi per i locali di pubblico spettacolo
- norme CEI 64-8/7
- UNI 9795

La struttura in progetto presenta capienza superiore a 1.000 ; deve essere prevista l'installazione di
un impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi in grado di rivelare e
segnalare a distanza un principio di incendio che possa verificarsi nell'ambito dell'attività.

L’impianto di rivelazione dovrà essere esteso a tutte le aree al chiuso dell’attività.

L’impianto dovrà essere idoneo per:

- rivelare e segnalare a distanza un principio d’incendio;


- comandare l’attivazione della segnalazione acustica di allarme nella zona da cui si è rilevata
l’insorgenza di un incendio;
- comandare l’attivazione dell’”impianto acustico di evacuazione” descritto nel paragrafo 4.29
della presente relazione;
- arrestare il funzionamento dell’impianto di climatizzazione;
- comandare la chiusura di eventuali serrande tagliafuoco poste sui canali d’aria.

Le procedure di programmazione dovranno essere concordate con l’estensore del “piano di


gestione delle emergenze” dell’attività.

Si dovrà progettare un impianto ad indirizzamento individuale con collegamenti a loop; la suddivisione


dei loop dovrà essere coerente con le zone in cui è suddiviso l”impianto acustico di evacuazione”; in
linea di massima, la suddivisione dovrà riguardare:

- zona 1 (loop1) Quota Piano Terra


- zona 2 (loop2) Quota Piano Primo – Campo centrale
- zona 3 (loop3) Quota Piani Secondo e Terzo – Campo Centrale
- zona 4 (loop4) locali tecnologici esterni alla struttura.

L’impianto dovrà essere composto da:

- una o più centrali di controllo e segnalazione;


- rivelatori automatici di incendio in ambiente;
- rivelatori automatici di incendio nelle canalizzazioni dell’aria;
- dispositivi di allarme incendio;
- punti di segnalazione manuale;
- apparecchiature di alimentazione;
- dispositivo di trasmissione di allarme incendio;
- comando del sistema automatico antincendio (se presente);
- dispositivo di trasmissione dei segnali di guasto;
- sistema di visualizzazione su monitor PC dello stato dell’impianto (mappe grafiche);
- comando automatico e manuale dell”impianto acustico di evacuazione”;
- comando di arresto delle Unità di Trattamento Aria (prevedere sia il comando manuale, sia il
comando automatico);
- comando di chiusura delle serrande tagliafuoco (ove presenti);
- collegamento con l’impianto di supervisione dell’attività.

Non è prevista la realizzazione di impianti ad “onde radio”.

Si descrive, di seguito, la struttura di massima dell’impianto con una prima indicazione delle
tecnologie previste.

ATTIVAZIONE
TIPO DI INTERNO RIVELAZIONE AUTOMATICA SEGNALAZIONE
MANUALE
Locali Tecnici UTA  Ambiente : rivelatore ottico di fumo a Si Si ; pannello ottico
microprocessore acustico
 Canale aria: rivelatore ottico di fumo
a microprocessore in camera di
analisi per condotte
CABINE ELETTRICHE  Ambiente : rivelatore ottico di fumo a Si Si ; pannello ottico
microprocessore acustico
CENTRALE TERMICA  Rivelatore catalitico di metano Si ( incendio) Si ; pannello ottico
acustico ( incendio)
Chiusura E.V. gas alla
attivazione della seconda
soglia.
GRUPPO ELETTROGENO  Rivelatore analogico ottico- Si ( esterno al
termovelocimetrico con locale)
microprocessore
Sale Macchine Ascensori  Rivelatore analogico ottico- Si ( esterno al
termovelocimetrico con locale)
microprocessore
Connettivi Orizzontali  In ambiente: : rivelatore ottico di Si ( ai due lati Si ( ottico acustico +
fumo a microprocessore ) evacuazione sonora)
 Sopra controsoffitto: sistema ad alta Suddividere i connettivi in
sensibilità di rivelazione incendio ad zone¸ in linea di massima
aspirazione una zona per ramo di
corridoio.

Palestra Box
Palestra Judo Rivelatore di fumo ad oscuramento Si Si ( ottico acustico +

di tipo lineare composto da evacuazione sonora).

unità TX/RX ed unità reflex


Palestra Scherma Rivelatore di fumo lineare Si Si ( ottico acustico +

convenzionale ad oscuramento evacuazione sonora).

composto da unità trasmettitore ed


unità ricevitore
Palestra Ginnastica anziani Rivelatore di fumo lineare Si Si ( ottico acustico +

convenzionale ad oscuramento evacuazione sonora).

composto da unità trasmettitore ed


unità ricevitore
Spogliatoi e aree servizi  Rivelatore ottico di fumo a No Si ottico acustico
microprocessore
Doping e Infermeria  Rivelatore ottico di fumo a No Si ottico acustico
microprocessore
Locali per personale - Biglietteria  Rivelatore ottico di fumo a Si no
microprocessore
Connettivi orizzontali  In ambiente: : rivelatore ottico di Si ( ai due lati Si ( ottico acustico +
fumo a microprocessore ) evacuazione sonora)
 Sopra controsoffitto: sistema ad alta Suddividere i connettivi in
sensibilità di rivelazione incendio ad zone in linea di massima
aspirazione una zona per ramo di
corridoio.

Connettivi verticali  Rivelatore analogico ottico- Si ( in uscita Si ( ottico acustico +


termovelocimetrico con dal piano terra evacuazione sonora)
microprocessore ) Prevedere modulo di
comando e punto di
alimentazione per apertura
eventuale cupolino
evacuazione fumi.
Quota Piano Primo – Ingressi Viisitatori ed  Rivelatore ottico di fumo a No Si ( ottico acustico +
Alteti microprocessore evacuazione sonora)

Depositi  Rivelatore ottico di fumo a No No


microprocessore
Locali Tecnici  Ambiente : rivelatore ottico di fumo a No No
microprocessore
Uffici  Rivelatore ottico di fumo a si Si ottico acustico
microprocessore
Sala Stampa  Rivelatore ottico di fumo a si Si ( ottico acustico +
microprocessore evacuazione sonora)

Quota Piano Primo – Campo centrale  Rivelatore di fumo lineare si Si ( ottico acustico +

multicriterio alta efficienza evacuazione sonora)

composto da
unità trasmettitore ed unità
ricevitore. Portata del raggio
compresa
tra 5 ed 200 metri
 sistema aspirato di
campionamento sensibilità
variabile da 0,005% al 20% di
oscuramento per metro.

Area Ristoro  Rivelatore ottico di fumo a si Si ottico acustico


microprocessore
Area Ristoro / Cucina  Rivelatore analogico ottico-
termovelocimetrico con
microprocessore
Centrale Gestione Emergenze  Rivelatore ottico di fumo a si Si ottico acustico
microprocessore
 Centrale di rivelazione analogica
 Postazione VDT con mappe grafiche
 Rack evacuazione sonora
Connettivi orizzontali  In ambiente: : rivelatore ottico di Si ( ai due lati Si ( ottico acustico +
fumo a microprocessore di ogni zona) evacuazione sonora)
 Sopra controsoffitto: sistema ad alta Suddividere i connettivi in
sensibilità di rivelazione incendio ad zone; in linea di massima
aspirazione una zona per ramo di
corridoio.

Snack Bar  In ambiente: : rivelatore ottico di Si Si ottico acustico


fumo a microprocessore

Museo dello Sport  In ambiente: : rivelatore ottico di Si Si ( ottico acustico +


fumo a microprocessore evacuazione sonora)

Regia TV  In ambiente: : rivelatore ottico di Si Si ( ottico acustico +


fumo a microprocessore evacuazione sonora)

Collegamenti

I collegamenti degli attuatori e delle centrali con le fonti di alimentazione dovranno essere realizzati
con cavi FG10(O)M1 0,6/1 KV posati in vie cavi separate e segregate dagli altri circuiti .
Fonti di alimentazione

Prevedere un alimentatore conforme EN 54-4 per ogni area controllata; gli alimentatori dovranno
essere collegati alla rete in derivazione dei “quadri elettrici di zona, settore preferenziale”.

Gli alimentatori dovranno essere dimensionati per il contemporaneo funzionamento:

- dei pannelli di segnalazione ottico acustica


- degli eventuali magneti delle porte tagliafuoco
- degli attuatori delle eventuali serrande tagliafuoco
- degli attuatori delle serrande a bordo UTA.

Le specifiche tecniche di dettaglio dei componenti sono descritte nell’elaborato di progetto “A.5.2
Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche” .

4.32 Rete LAN (Impianto trasmissione dati fonia).

Si dovrà provvedere alla realizzazione di trasmissione una rete LAN (dati fonia); a tal fine si
progetterà la sola parte passiva dell’impianto.

Le configurazioni degli impianti telefonici e di trasmissione dati sono fortemente dipendenti dal tipo di
gestione che verrà attuata; si ritiene corretto, in questa fase, progettare solo la parte del cablaggio
della rete, lasciando libera facoltà al gestore delle attività di implementare il sistema con proprie
centrali telefoniche e apparecchiature hardware.

Analisi delle esigenze

All’interno della struttura troveranno spazio sia attività sportive che attività commerciali.

Le attività commerciali sono di tipo “multi-sito” (si prevede un unico gestore, ad esempio, per i punti
ristoro) e ”mono –sito” (negozi specializzati).

Caratteristica precipua di tutte le attività commerciali è di poter disporre di un collegamento diretto


con la rete esterna (sia esso di tipo PSTN piuttosto che ADSL).
Per le attività commerciali “multi-sito” si rende inoltre necessario scambiare informazioni dati e audio
fra le varie zone; importante per queste attività è la riservatezza delle informazioni scambiate.

Le attività sportive potranno essere gestite da un unico soggetto; si configura pertanto un’attività di
tipo “multi-sito” .

Allo stato attuale non è ben definito il la configurazione finale degli utenti; è pertanto utile e
vantaggioso poter disporre di una rete molto flessibile.

Ulteriori utenze che necessitano di collegamento diretto con la rete PSTN esterna sono le sale
macchine degli ascensori e l’impianto TVCC.

In particolare, si dovrà predisporre il collegamento delle telecamere dell’impianto TVCC tramite cavi
F.O. multimodo.

Le utenze tecnologiche faranno capo alla “sala gestione emergenze” della struttura.

Le centrali di gestione degli “impianti speciali” faranno capo alla “sala gestione emergenze” della
struttura ed avranno un ulteriore collegamento diretto con la rete PSTN esterna.

La “sala gestione emergenze” dovrà disporre di collegamento diretto alla rete PSTN ed alla rete
ADSL.

Contesto normativo

Si elencano le principali norme a cui attenersi nella progettazione e realizzazione della rete LAN:

- EN 50310
- EN 50173-1
- EN 50174 –1/2/3
- EN 50346

Organizzazione generale della rete LAN

L’infrastruttura fisica si baserà su di una rete a “stella” , sia a livello di distribuzione verticale, sia a
livello di distribuzione orizzontale.
La struttura dovrà prevedere la seguente configurazione minima:

- n.1 distributore di edificio (di seguito denominato BD);


- n.1 distributore di zona (di seguito denominato FD) per ogni attività commerciale;
- n.1 distributore di zona (di seguito denominato FD) posto al piano primo lato nord ad uso uffici;
- n.2 distributore di zona (di seguito denominato FD) per le attività alla quota Piano Terzo;
- n.1 distributore di zona (di seguito denominato FD) per le la sala gestione emergenze.

Quadro distributore di edificio (BD)

Il quadro distributore di edificio dovrà essere dimensionato per:

- n.1 collegamento in rame a risorsa esterna, capacità cavo primario 50 CP;


- n.1 collegamento in F.O. fra il BD ed ogni FD;
- n.1 collegamento fonia fra il BD ed ogni FD realizzato con cavo in rame a 20 CP;
- collegamenti orizzontali a telecamere TVCC realizzati in F.O.
- collegamenti orizzontali con postazioni di lavoro della zona afferente , realizzati in rame;
- striscia di alimentazione da rete con interruttore generale;
- collegamenti equipotenziali;
- spazi per la installazione successiva di apparati attivi.

Ogni quadro distributore di zona dovrà essere dimensionato per:

- striscia di alimentazione da rete con interruttore generale;


- collegamenti equipotenziali;
- spazi per la installazione successiva di apparati attivi;
- collegamento a risorsa esterna eseguito con cavo F.O.
- collegamento a risorsa esterna fonia realizzato con cavo cavo in rame a 20 CP;
- collegamenti orizzontali a telecamere TVCC realizzati in F.O.
- collegamenti orizzontali con postazioni di lavoro della zona afferente realizzati in rame.

Prestazione del sistema

Il sistema dovrà rispondere delle prestazioni stabilite per la classe “classe E” .

I componenti dovranno essere certificati di Categoria 6 e interconnessi secondo i modelli prescritti


dalla norma EN 50173-1.
Cavi per cablaggio orizzontale

Si dovranno prevedere cavi multicoppie ( 4 coppie intrecciate) di Categoria 6, non schermati, con
guaina a “zero alogeni”.

I cavi andranno posati in vie cavi metalliche collegate a terra indipendenti dai circuiti di potenza ( non
sono ammessi separatori sulla stesa via cavi).

Cavi a fibra ottica

Per i collegamenti verticali si dovranno prevedere cavi F.O. 50 / 125  tipo multimodale,
multi/monotubo.

Dimensionamento del sistema

Una prima indicazione di massima è contenuta nell’allegato alla presente relazione “ elenco ambienti
e dotazioni impiantistiche”.

In linea di principio si dovrà prevedere un collegamento telematico :


- in ogni locale della struttura
- per ogni posto lavoro (all’interno di ogni locale prevedere un posto lavoro ogni 8 m2)
- per le biglietterie
- per le zone casse degli esercizi commerciali
- nelle centrali tecnologiche ed elettriche
- per ogni “impianto speciale” installato all’interno della “sala gestione emergenze)
- per i punti di ripresa TV
- per il tavolo giudici di bordo campo
- per ogni postazione di telecronaca.

Ogni punto di collegamento telematico dovrà essere composto (salvo diversa indicazione) da n.2
prese RJ45.

4.33 Impianto Telefonico.

Si rimanda alle considerazioni svolte nel precedente paragrafo 4.32


4.34 Allarmi servizi per disabili.

In tutti i servizi igienici attrezzati per disabili, si dovranno prevedere sistemi di allarme composti da:
- pulsante a tirante in corrispondenza della tazza WC
- pulsante a tirante in corrispondenza di eventuale piatto doccia
- lampada di tranquillizzazione
- pulsante di tacitazione allarme interno al locale
- collegamento alla rete di supervisione della struttura
- allarme ottico acustico riportato nei connettivi dell’area di pertinenza.

4.35 Impianto ricezione TV/TVSAT.

Funzione del sistema centralizzato di antenna è quello di ricevere i programmi televisivi da qualunque
fonte desiderata (terrestre, satellitare, via cavo, ecc.) e di distribuirli sulle prese d’utente dislocate
nei locali e nelle aree indicate nell’allegato alla presente relazione “ elenco locali e dotazioni”.

Per garantire il corretto funzionamento dei sistema centralizzati d'antenna, tutti i componenti che lo
compongono devono essere conformi a quanto previsto dalle seguenti normative :

- CEI EN 50083-1 (CEI 12-43; CEI 12-43)


- CEI EN 50083-2 (CEI 100-1; CEI 100-1)
- CEI EN 50083-3 (CEI 100-43)
- CEI EN 50083-4 (CEI 12-48)
- CEI EN 50083-5 (CEI 12-50)
- CEI EN 50083-6 (CEI 100-22)
- CEI EN 50083-7 (CEI 100-6)
- CEI EN 50083-8
- CEI EN 50083-9 (CEI 100-20)
- CEI EN 50083-10 (CEI 100-60)
- CEI 81-10
- CENELEC 60169-1 (CEI 46-20)
- CENELEC HD 134.2 S2
- CENELEC 60169-24 (CEI 46-26)
- CEI EN 50117 (CEI 46-58)
- CEI EN 50117-1 e 1/A2(CEI 46-41)
- CEI EN 50117-5 (CEI 46 - 58)
- CEI UNEL 36761

Il sistema sarà composto dalle seguenti parti principali:

1) il sistema di antenna;
2) il terminale di testa;
3) la rete di distribuzione primaria (parti comuni);
4) la rete di distribuzione secondaria (rete d'utente).

Per consentire l’accesso al servizio di TV digitale terrestre ma anche per la TV satellitare a


pagamento è necessario prevedere una presa telefonica ( di rete LAN ) accanto a quella televisiva.

Sistema di antenna

Il sistema di antenne deve essere realizzato in modo da garantire i requisiti di sicurezza e


funzionalità previsti dalle norme ed in particolare deve:

- impiegare antenne o sistemi di antenne che garantiscano il segnale minimo previsto;


- assicurare la messa a terra dove necessario;
- dimensionare e fissare il sostegno d'antenna in modo da garantire la sicurezza.

Il sistema di antenne deve essere composto da:

n° 3 antenne per ricezione digitale terrestre


n° 1 antenne paraboliche per ricezione satellitare
montate su palo autoportante

Il palo metallico di sostegno delle antenne deve essere collegato, ove previsto, all'impianto di
protezione contro le scariche atmosferiche.

Terminale di testa

Il Terminale di testa può essere del tipo a Larga Banda o Canalizzato, purché garantisca la
conformità tecnica e funzionale alle norme citate.

Il terminale di testa deve essere alloggiato in apposito armadio assicurandone la corretta


ventilazione e protezione meccanica.
Il terminale di testa deve essere composto in modo da garantire i requisiti :

- di funzionalità (ricezione dei canali specificati, miscelazione dei canali e amplificazione, atte
- a garantire il livello minimo di segnale di segnale alle prese dell'utente);
- meccanici (sistemi antimanomissione, modalità di fissaggio, ecc.);
- elettrici (protezione contro contatti elettrici).

Il terminale di testa deve consentire l’eventuale ampliamento per la ricezione di nuovi servizi.

Il terminale di testa deve essere installato in apposito locale e deve essere predisposto per la
ricezione dei seguenti canali:

- Digitali Terrestri
- Satellitari

Rete di distribuzione primaria

La rete di distribuzione primaria deve essere realizzata in modo da consentire l’eventuale


implementazione di futuri nuovi servizi, prevedendo quindi canalizzazioni e cassette in numero e
dimensioni adeguate.

La rete di distribuzione primaria può essere realizzata:

- A stella
- In derivazione
- Misto

La rete di distribuzione deve essere realizzata con componenti che consentano la realizzazione di
una rete funzionante in tutta la banda di frequenza compresa tra 5 - 2150 MHz con canale di ritorno.

Rete di distribuzione secondaria

La rete di distribuzione secondaria può essere realizzata:


- A stella
- In derivazione
- Misto
Il cablaggio deve essere realizzato preferibilmente con tipologia a stella, con un centro stella posto
in modo da potere garantire un facile adeguamento a futuri servizi.

Qualora non fosse possibile realizzare una struttura del cablaggio a stella è possibile realizzare il
cablaggio a bus o misto stella – bus purché si garantisca la possibilità di future espansioni per nuovi
servizi.

La rete di distribuzione deve essere realizzata in tubi e cassette separate dalla distribuzione di
energia elettrica.

Le reti di distribuzione secondarie devono essere realizzate preferibilmente con architettura a stella
con un centro stella posto in modo da consentirne l’eventuale integrazione con altri servizi.

Nota : Le reti di distribuzione primaria e secondaria devono essere dimensionate elettricamente in


modo da garantire che i segnali a ciascuna prese utente siano conformi a quelli richiesti dalle norme.

Le infrastrutture (tubi, cavedi, scatole, ecc.) in cui viene installata la rete di distribuzione primaria
devono prevedere la possibilità di espansione almeno del 30% del numero di servizi distribuiti anche
mediante l’aggiunta di ulteriori cavi e distributori.

Prese utente

Il sistema deve servire le prese di utente elencate nell’allegato sopra indicato.

Per ciascuna presa di utente deve essere garantito un segnale di livello corrispondente a quanto
previsto dalle Norme citate per ciascun canale ricevuto.

Segnali

Il sistema deve avere la possibilità di ricevere i seguenti segnali:

- satellitare
- digitale terrestre.

Integrazione con altri servizi

Il sistema deve potersi integrare con i seguenti altri servizi:


- Telefonia
- Dati
- Canale di ritorno

Cavi

Devono essere utilizzati cavi coassiali (es. Norma CEI UNEL 36761) con elevata schermatura
oppure, qualora esigenze tecniche lo richiedano ed ove disponibili, si possono impiegare fibre
ottiche.

4.36 Alimentazione palco concerti.

Si dovrà prevedere un punto di “alimentazione per il palco concerti”, di potenza elettrica non inferiore
a 250 kW, con fonte di produzione energia esterna e dedicata ad opera del produttore dell’evento
che si realizza.

La fonte di energia esterna dovrà essere vincolata al comando di arresto di emergenza del
palazzetto.

Il punto di alimentazione dovrà essere composto da:


- un interruttore generale sezionatore esterno al fabbricato per consentire il collegamento della
fonte di generazione esterna
- un quadro contenente un interruttore – sezionatore da porre nella zona palco, per consentire il
collegamento dell’allestimento.
- un pulsante d’arresto di emergenza, agente sull’interruttore a monte di alimentazione.

I componenti andranno cablati all’interno di carpenteria metallica dotata di portella cieca con
serratura.

4.37 Impianto TVCC.

Riferimenti normativi

-CEI EN 50132-7 (CEI 79 -10)


- Norme tecniche di prevenzione incendi per impianti sportivi
La struttura dovrà essere dotata di un impianto televisivo a circuito chiuso che consenta, da un
locale appositamente predisposto e presidiato (sala gestione delle emergenze e/o sala regia),
l'osservazione della zona spettatori e dell'area di servizio annessa all'impianto e dei relativi accessi,
con registrazione delle relative immagini.

Detto locale deve essere posizionato in una zona dell'impianto sportivo da cui sia possibile avere
una visione complessiva, totale e diretta della zona di attività sportiva e della zona spettatori.

L'impianto di videosorveglianza deve essere conforme alle disposizioni del decreto del Ministro
dell'interno, di concerto con i Ministri per i beni e le attività culturali e dell'innovazione e tecnologie,
adottato in data 6 giugno 2005 in attuazione dell'art.1-quater, comma 6, del decreto-legge 24
febbraio 2003, n. 28, convertito dalla legge 24 aprile2003, n. 88 (5).

Caratteristiche generali del sistema

Il sistema dovrà essere funzionalmente integrato con l’impianto antintrusione e perfettamente


compatibile con l’impianto BMS descritto nel paragrafo 4.41 della presente relazione.

Si elenca la dotazione minima dei punti di controllo:


- campo centrale
- gradinate campo centrale
- connettivi
- accessi (esterni)

Principali aspetti critici da analizzare:

- valutazione del rilevamento delle intrusioni e attraversamento di cancelli e barriere;


- identificazione della persona idonea ad introdursi in determinati locali;
- veicoli o bagagli incustoditi;
- atti vandalici, graffiti;
- oscuramento/ manomissione telecamera;
- permanenza in area controllata;
Configurazione del sistema

Si dovrà adottare un sistema di videosorveglianza con tecnologia di “video analisi”; il sistema dovrà
essere in grado di interpretare , tramite l’elaborazione dell’immagine video, atteggiamenti e
condizioni parametrizzate dal sistema e dal software stesso, come condizioni anomale.

Tale valutazione dovrà poi portare a una verifica puntuale dell’elaborazione con relativa valutazione
di dettaglio attuando poi le procedure pertinenti.

L'installazione dell'impianto televisivo a circuito chiuso, è relativa alle seguenti tre parti
fondamentali:

- gli apparati di ripresa


- la rete di connessione
- il software di comando e controllo
- l’apparato di videoregistrazione
- display della consolle
- l’hardware

La rete di connessione

In fibra ottica tramite la rete LAN interna.

Il software di comando e controllo

Il software del centro di controllo dovrà fornire una serie di caratteristiche e funzioni per la gestione
centralizzata, la registrazione, l’amministrazione e il controllo e comando della struttura.

Principali funzioni implementate, ampliabili:

- Rilevamento, Allarmi e Risposte

• Notifica degli allarmi con visualizzazione di annunci, indicatori di allarme lampeggianti e passaggio
automatico alla visualizzazione di allarme primaria che mostra i video ad alta priorità.
• Efficiente gestione degli allarmi - sistema di registrazione dell’identificazione degli allarmi con
archivio video che permette una semplice ricerca per indagine e gestione di allarmi e video associati
• registrazione continua e manuale degli allarmi (24x 7)
• Ricerca e riproduzione video
• Fornisce funzionalità per il modulo di controllo degli allarmi per cancellare, armare e disarmare in
remoto
• Supporta il duplex audio complete permettendo la comunicazione a due vie, ideale per
l’integrazione
con sistemi di altoparlanti o per comunicazione con risponditori rapidi.

Interfaccia con dispositivi esterni

Supporta la visualizzazione per posizione, allarmi a schermo e comando di dispositivi esterni


collegati con le unità di registrazione allarme, come monitor di allarmi antincendio, sensori di
barriera, ecc. – Comandi da output del relé come pericolo di arresto, blocco porte, allarmi acustici,
inserimento barriere, ecc.

Registrazione e gestione (NVR)

Come da elaborato “A.5.2 Capitolato Speciale Prestazionale Opere Elettriche”.

Mappe del sito

• Le caratteristiche della mappa del sito permettono la creazione di schede panoramiche del sito
stesso (es. planimetrie di piani alti, pianterreno, suddivisione di città o foto aeree) con
rappresentazioni delle telecamere e dei dispositivi esterni. Le mappe saranno collegate per una
navigazione multilivello.
• Il software del centro di commando trasforma le mappe del sito in uno spazio di lavoro informativo
che permette al personale di sicurezza di raccogliere informazioni da serie di telecamere e
dispositivi esterni attraverso le varie aree del sito. In un solo sguardo il personale di sicurezza è
quindi in grado di identificare tipo di telecamera/dispositivo, stato, posizione relativa, nome, regione
di interesse, campo di visualizzazione ed eventuale stato di attivazione di un allarme.
• Dalla mappa del sito sarà possibile selezionare dispositivi esterni e telecamere e poi armarli,
disarmarli o resettare gli allarmi. I video delle telecamere saranno visualizzati in una finestra di
sovrapposizione video sulla mappa del sito.
• Il semplice sistema di localizzazione permette la navigazione da una mappa all’altra utilizzando un
modello di mappa del sito definito dagli utenti (ad es. la navigazione può essere modellata come una
vista aerea di un aeroporto ed il personale di sicurezza può avanzare nell’immagine fino ad una
planimetria del terminale e poi alla sezione partenze).

L’hardware

Si dovrà prevedere una postazione VDT dedicata dotata di 4 monitor , che dovrà presentare i
seguenti requisiti minimi:

Applicazione Command Center


• Processore: Processore Intel Core2 Duo E4400
• Memoria: DDR2 1GB 667 MHz
• HD: 50G spazio disco / SATA-II 7200 RPM 16MB
• Scheda Video: Scheda video dedicata da 256MB
(Supporto DVI e doppio monitor - consigliato)
• Supporto Audio: Integrato / scheda audio & altoparlanti
• SO: Windows XP Pro / Vista / 2003 Server Video registratore di rete
• Processore: Processore Intel Core2 Duo E4400
• Memoria: DDR2 1GB 667 MHz
• HD: Capacità in base ai requisiti di salvataggio dati / SATA-II 7200 RPM 16MB
• SO: Windows XP Pro / Vista / 2003 Server
Applicazione Command Center & Video
Registratore di rete (fino a 8 canali)
• Processore: Processore Intel Core2 Duo E4400
• Memoria: DDR2 1GB 667 MHz
• HD: 50G Spazio disco per CC & capacita
supplementare in base ai requisiti di salvataggio
delle registrazioni / SATA-II 7200 RPM 16MB
• Scheda Video: Scheda video dedicata da 256MB
(Supporto DVI e doppio monitor - consigliato)
• Supporto Audio: Integrato / scheda audio &
altoparlanti
• SO: Windows XP Pro / Vista / 2003 Server
Applicazione Command Center & rete
Video Registratore (Più di 8 canali)
• Processore: Intel Conroe Core2 QUAD
2.4GHz/8M/1066FSB
• Memoria: DDR2 2GB 667 MHz
• HD: 50G Spazio disco per CC & capacita
supplementare in base ai requisiti di salvataggio
delle registrazioni / SATA-II 7200 RPM 16MB
• Scheda Video: Scheda video dedicata da 256MB
(Supporto DVI e doppio monitor - consigliato)
• Supporto Audio: Integrato / scheda audio &
altoparlanti
• SO: Windows XP Pro / Vista / 2003 Server

Caratteristiche integrative

• Integrazione con sistema di supervisione e telecomando per visualizzazione segnali e comando


telecamere da remoto.

4.38 Sala Regia.

Nella sala regia dovranno convergere tutte le tubazioni per i comandi dei seguenti servizi:

- Illuminazione “campo centrale”;


- Illuminazione “tribune”;
- tabelloni segnapunti;
- tavoli giudici di gara;
- palco concerti;
- postazioni telecronaca;
- diffusione sonora campo centrale;
- impianto di evacuazione sonora;
- impianto di telecontrollo;
- postazioni di ripresa TV.

4.39 Tabelloni elettronici.

Il progetto dovrà prevedere la installazione di tabelloni elettronici nei seguenti locali:


- Campo centrale.
- Campi secondari.

Campo centrale.

Per il campo centrale si dovrà prevedere un sistema composto da:


- tabellone centrale a quattro facce composto da: tabellone con cronometro e punteggi; tabellone
con indicazione falli individuali e numeri giocatori; tabellone programmabile con scritta delle
squadre; tabellone con predisposizione video grafico.
- Coppia impianto 24” con crono
- Tabelloni ripetitori a terra
- Impianto di emergenza trasportabile.

Tabellone centrale
- Tabellone con cronometro e punteggi ( x4)

CARATTERISTICHE TECNICHE

Dimensioni : 2500 x 1500 x 120 mm


Contenitore: alluminio nero trattato
Policarbonato: satinato antiriflesso
Display: numerico a 3 file di leds per segmento
Altezza carattere : 330 mm
Scritte: CASA OSPITI bianche
Centralina di comando: con visualizzazione locale dei dati
Alimentazione: 230 Vac 50 Hz
Assorbimento: 240 W
Kg: 60
Certificazioni: CE DIN 18032

FUNZIONI

Clacson: automatico a fine tempo


Cronometro: 4 cifre verde (mm:ss ) Ultimo minuto
(ss:d )
Punteggio: da 0 a 199 Gialli per squadra
Periodo di gioco: da 0 a 9 verde
Bonus: 1 rosso per squadra
Time Out: 2 verde per squadra
Falli Totali di Squadra o Set Vinti: da 0 a 9 rosso per squadra
Orologio: visualizza l’ ora quando non viene
utilizzato in modalità tabellone

- Tabellone falli individuali e numeri giocatori ( x4)

CARATTERISTICHE TECNICHE

Dimensioni : 1000 x 2600 x 120 mm.


Contenitore: alluminio nero trattato
Policarbonato: satinato antiriflesso
Display: 1 fila di led per segmento
Altezza carattere : 160 mm.
Alimentazione: 230 VAC, 50 Hz
Assorbimento: 400 Watt per squadra
N°giocatori: 12 per squadra
Gestione da PC con software di base
Kg: 60 cad
Certificazioni: CE DIN 18032

FUNZIONI

Numero di maglia: da 0 a 99 programmabile verde


Punti giocatore da 0 a 99 programmabile giallo
Penalità del Giocatore: da 0 a 9 programmabile rosso

- Tabellone programmabile con scritta delle squadre ( x4)

Dimensioni 2310x 320 x 90 mm.


Risoluzione grafica 224 x 32 REALE
Interasse pixel 10 mm REALE
Numero pixel 7168
Modulo meccanico Acciaio verniciato piegato
Configurazione 1 modulo
Densità 10000 dot x mq
Configurazione pixel 1 led giallo
Luminosità 6000 Cd mq
Angolo 110°
Distanza di lettura minima 12 mt massima 150 mt.
Sistema operativo Windows2000 Windows XP
Software di gestione Incluso standard
Trasmissione RS 422
Temperatura di lavoro - 20° + 50°
Umidità 10% 90%
Alimentazione 230 Vac
Assorbimento Medio 250W Massimo 450W
Peso KG 40

- Predisposizione per tabellone video grafico ( x4)

Alimentazione 230 Vac


Assorbimento Medio 4400 W Massimo 7500 W
Peso KG 480
Cavo di trasmissione Fibra ottica

Coppia 24” con crono ( da posizionare sopra i canestri)

CARATTERISTICHE TECNICHE

Dimensioni : 700 x 700 x 120 mm


Contenitore: alluminio nero trattato
Policarbonato: satinato antiriflesso
Alimentatore: unica scatola di trasformazione esterna
da 230VAC a 24VCC
Locazione: Sopra al canestro
Display: numerico a 3 file di led per segmento
Altezza carattere 24”: 330 mm.
Altezza carattere crono 170 mm.
Alimentazione: 24Vdc,50Hz
Assorbimento: 80 WATT
Cavi di Collegamento: 45 mt – 45 mt e 5 mt
Gestione da centralina: Con funzione di START/STOP , PRESET
e BLANK
Certificazioni: CE DIN 18032

FUNZIONI

Clacson: automatico a fine tempo + punto


luminoso a fine tempo
24”: a 2 cifre rosse
Crono a 4 cifre verde

Tabelloni ripetitori ( x2 da posizionare a terra)

CARATTERISTICHE TECNICHE

Dimensioni : 1200 x 800 x 120 mm.


Contenitore: alluminio nero trattato
Policarbonato: satinato antiriflesso
Display: numerico a 3 file di leds per segmento
Altezza carattere : 200 mm tutti i display a 3 file di led per
segmento
Scritte: “CASA” “OSPITI” bianche
Centralina di comando: con visualizzazione locale dei dati
Alimentazione: 230 Vac 50 Hz
Assorbimento: 200 W
Kg: 25
Certificazioni: CE DIN 18032

Impianto 24” per emergenza ( x2 trasportabili su ruote gommate)

CARATTERISTICHE TECNICHE
Dimensioni : 500 x 500 x 120 mm
Contenitore: alluminio nero trattato
Policarbonato: satinato antiriflesso
Alimentatore: unica scatola di trasformazione esterna
da 230VAC a 24VCC
Locazione: A Terra
Display: numerico a 3 file di led per segmento
Altezza carattere : 200 mm.
Alimentazione: 24Vdc,50Hz
Assorbimento: 80 WATT
Cavi di Collegamento: 40 mt – 40 mt e 5 mt
Gestione da centralina: Con funzione di START/STOP , PRESET
e BLANK
Certificazioni: CE DIN 18032

FUNZIONI

Clacson: 96dB a1Mt. automatico a fine tempo +


punto luminoso
24”: a 2 cifre rosse

Si dovranno prevedere i seguenti collegamenti:


- Fibra ottica ( per display video)
- Rete LAN categoria 6
- Elettrici di potenza ( almeno uno per ogni funzione sopra descritta con protezione singola dalle
sovracorrenti per ogni facciata)
- Quanto espressamente previsto nelle descrizioni delle singole funzioni
- Quadro comandi con posto VDT da “sala regia” per gestione tabellone grafico e audio
- Quadro comandi con posto VDT da “tavolo giudici” per gestione segnapunti, timer, falli .
- Rete LAN categoria 6 e rete elettrica per telecamera DOM.

Il tabellone centrale dovrà essere staffato in modo che, l’altezza minima rispetto al piano di gioco sia
 12,5 m.

4.40 Impianto antintrusione e controllo accessi.


La realizzazione dell’impianto antintrusione e di controllo accessi si basa su una distribuzione delle
vie cavi ed i collegamenti alla rete elettrica e LAN interna per un impianto strutturato come di seguito
indicato.

Si applicano le seguenti norme:

- CEI 64-8;
- CEI 79-3.

Si dovrà prevedere la progettazione di un impianto antintrusione che dovrà comprendere :

- sorveglianza accessi dall’esterno (apertura e antisfondamento);


- superfici esterne vetrate (antisfondamento)
- i locali interni (controllo volumetrico).

La struttura, ai fini della individuazione della tipologia di rischio è da intendersi come “unità abitativa
isolata”.

Dovrà essere garantito un livello di protezione 3; a tal fine si dovranno prevedere, nei tre principali
sottosistemi (rivelatori, apparati centrali, dispositivi di allarme ) componenti con adeguato livello di
prestazione.

Punti di controllo

- stato delle porte di accesso principali , secondarie, delle finestre delle superfici vetrate esterne;
- protezione dei volumi dei percorsi principali;
- protezione delle centrali tecnologiche e elettriche;
- controllo degli accessi di locali interni ala struttura ;
- interfacciamento con l’impianto TVCC

Il controllo degli accessi dovrà essere affidato a sensori antisfondamento abbinati a lettori di budge.

Il sistema di controllo degli accessi dovrà registrare , oltre allo stato della porta, lo storico degli
accessi.
Caratteristiche tecniche dispositivi di controllo interno

I dati prestazionali dei principali componenti sono descritti nell’elaborato di progetto “A2.4”, di seguito
si descrivono le caratteristiche tecniche generali .

Si dovrà realizzare un impianto collegato tramite bus che consenta di effettuare, sul posto ed in
remoto tramite linea sistema di supervisione interno, il controllo del sistema.

La centrale andrà collegata al sistema di supervisione della struttura.

Caratteristiche tecniche dispositivi di controllo perimetrale

Descrizione di massima del sistema

L’impianto dovrà essere composto da:

- una o più centrali seriali di controllo e segnalazione ( in caso di più centrali, prevedere la
installazione della centrale master all’interno della “sala di gestione delle emergenze”);
- rivelatori a doppia tecnologia con schermatura antimascheramento sia sull’infrarosso che sulla
micronda, e protezione contro lo spostamento ;
- sensori antisfondamento;
- sensori di prossimità;
- dispositivi di allarme acustici esterni;
- dispositivi di allarme acustica interni;
- apparecchiature di alimentazione;
- sistema di programmazione e visualizzazione su monitor PC dell’intero impianto ( mappe
grafiche comprese);
- sistema di programmazione e visualizzazione su monitor PC remoto dello stato dell’impianto
(mappe grafiche comprese);
- trasmissione di segnale di allarme preregistrato sulla rete telefonica GSM;
- collegamento con l’impianto di supervisione e telecomando dell’attività (building automation);
- integrazione con sistema TVCC.

Non è prevista la realizzazione di impianti ad “onde radio”.


4.41 Supervisione e telecomando.

La struttura dovrà essere dotata di un sistema BACS di supervisione e di building automation; ai fini
dei contenimenti dei consumi energetici, le caratteristiche del sistema dovranno rispondere ai
requisiti minimi prestazionali descritti nella Delibera della Regione Emilia Romagna n.156/2008.

Di seguito si descrivono le specifiche tecniche e costruttive a cui il sistema dovrà rispondere; un


elenco punti ingresso / uscita , non esaustivo ma esemplificativo della struttura, è indicato
nell’allegato alla presente relazione “mappatura indirizzi”.

Analisi delle esigenze

Il Sistema d’Automazione per Edifici descritto (di seguito denominato BMS acronimo di Building
Management System) ha lo scopo di soddisfare i principali requisiti di seguito indicati.

 Permettere di ridurre i consumi energetici ottimizzando al massimo le risorse degli impianti


esistenti.
 Consentire il controllo ed il monitoraggio in tempo reale degli impianti controllati rendendo
tempestivi i tempi e le modalità di intervento su qualsiasi tipo di avaria o malfunzionamento.
 Eseguire automaticamente, se richiesto e, se necessarie, manovre di “messa in sicurezza”
degli impianti tecnologici.
 Realizzare processi d’automazione e di trasferimento di dati tra gli impianti esistenti,
consentendo l’integrazione di sistemi e sottosistemi tra loro autonomi ed indipendenti di tipo
Antincendio, Controllo Accessi, Antintrusione, TVCC, Controllo luci, Misurazione di Energia e
similari con tutto l’asse tecnologico del Building.
 Permettere operazioni di Telegestione e/o Telecontrollo da remoto di tutti gli impianti controllati
agevolando ed ottimizzando al massimo tutte le attività di Gestione e/o Manutenzione sia
ordinaria e programmata sia straordinaria.
 Offrire un’ampia autonomia operativa a tutti gli utenti e/o gruppi interessati al processo della
gestione del Building, a seconda del loro livello di responsabilità e/o delle loro mansioni,
semplificando così notevolmente tempi e responsabilità di intervento e di gestione.
 Telecontrollo con sistema di diagnostica del tabellone elettronico.
 Mettere a disposizioni in modo chiaro ed in formati standard, tutti i dati necessari ad analisi e
sicurezze volte al miglioramento dello sfruttamento della struttura esistente
Architettura del sistema

L’Architettura del BMS sarà basata su piattaforma Personal Computer con una o più Reti ad
“Intelligenza Totale Distribuita”. Alcune delle funzioni descritte potrebbero non far parte del seguente
Progetto, ma prerequisiti fondamentali sono la Flessibilità e la Modularità del BMS stesso e di tutti i
suoi componenti, in modo da poter garantire le performance descritte anche per eventuali future
espansioni.
L’architettura del sistema in progetto è improntata a ridurre gateway, terminal server, front-end che
costituirebbero un ostacolo nel traffico di comunicazioni omogenee. Al fine di garantire la massima
flessibilità operativa ed apertura del sistema, nonché un’estrema facilità d’uso da parte del
personale preposto alla sua gestione, si sono utilizzate le architetture e le piattaforme attualmente
più diffuse sul mercato e quindi più facilmente integrabili in ambito Information Technology.
Si è quindi preferita una soluzione basata sui sistemi operativi Microsoft a 32 bit, ed in particolare
WindowsNT, Windows 2000 e Windows XP. L’architettura proposta è in accordo con il sistema di
tipo “Interoperation shared network” citato nel TN 6/98 BSRIA intesa come la soluzione con
maggiori vantaggi in termini di velocità ed interoperabilità con altri fabbricanti nonché
economicamente più interessante per il multi-uso del mezzo di comunicazione.

Il sistema in progetto avrà la flessibilità di poter comunicare sia locale sia remoto a qualsiasi livello
intelligente.
Le Reti locali e Remote saranno quindi operativamente indipendenti da ogni altra. Avranno la
capacità di connettere sino a 13000 Unità Periferiche e la possibilità di gestire più di 1.200.000 punti
in connettività continua su reti ad alta velocità tipo Ethernet con protocollo TCP/IP. Esse inoltre
avranno la possibilità di supportare un numero illimitato di Terminali Operatore, siano essi su Rete
Locale o Remota oppure connessi localmente alle singole unità. Lo scambio dei dati tra diverse
Unità Periferiche (peer to peer) sarà permesso senza l’ausilio d’Unità centrali o Stazioni Operatore
(PC). Questo significa che il Sistema proposto potrà continuare a funzionare anche in caso di
caduta del supervisore centrale. In questa situazione, l’unica funzionalità mancante sarebbe
l’interfaccia utente grafica, non compromettendo in ogni modo il buon funzionamento del sistema.

Tutti gli elementi proposti nell’architettura, come successivamente descritto, sono nodi fisici
Ethernet (controllore DDC nativo Ethernet di seguito denominato WEC, acronimo di Web Enabled
Controller) con proprio indirizzo IP statico, in grado di comunicare direttamente su rete Ethernet con
protocollo TCP/IP senza interposizione di gateway e/o di terminal server.
I WEC comunicheranno quindi attraverso i protocolli della famiglia TCPIP abilitati: TCP, IP, UDP,
MAC, FTP, HTTP, SMTP.
Il sistema in progetto potrà essere integrato con altri sistemi tecnologici dello stesso costruttore o di
costruttori differenti, attraverso opportune gateway per comunicare sia su protocollo LON sia su
protocollo BACNet delle quali sin d’ora deve essere garantita la disponibilità e la funzionalità.

Sarà garantita inoltre dall’Azienda fornitrice, la totale compatibilità di tutti i prodotti forniti. A tal scopo
sarà fornita al cliente un’esplicita dichiarazione a tutela di tale diritto.
Il BMS, nella sua totalità, dovrà rispondere o superare le maggiori direttive costruttive con riferimento
alle seguenti normative e standard di riferimento:

EMC Emissioni standard -EN50081-1 e successive


EMC Immunità standard -EN50082-1 e successive
Sicurezza elettrica -IEC730-1 e direttive CE a partire dal 01/01/1996 e successive.
Low Voltage Directive -73/23/EEC con modifiche 93/68/EEC
Construction Product Directive -89/106/EEC
General Product Safety Directive -92/59/EEC
Ethernet -IEEE802.3 e IEEE802.11 per WireLess

Il costruttore o fornitore dichiarerà o indicherà, in relazione alla fornitura di tali prodotti, che essi
sono conformi o eccedono tutti gli standard sopra indicati.

Funzionalità generali

Il sistema avrà inoltre le seguenti funzionalità di carattere generale:


 Programmi utente per permettere la verifica delle strategie, degli algoritmi di controllo, che
identifichino in modo chiaro ogni tipo di modifica rispetto al file originale.
 Flessibilità dei processi PID che potranno essere attivati e controllati manualmente, e
successivamente commutati in automatico con letture in “real time” dei parametri preimpostati in
caso di guasto della periferica in campo. Questo ultimo parametro permette di sostenere un
controllo ed un monitoraggio continuativo secondo le normative di qualità.
 Sicurezza del programma di controllo che garantisce una continuità del funzionamento in
situazione di guasto con valori predefiniti
 Elevato numero di Stazioni Operatore collegabili da remoto sia attraverso rete LAN che WAN
su cablaggio strutturato tipo 10Base-T o 10Base-F (di cui almeno 25 con accesso simultaneo)
 Programmi software automatizzati dedicati all’utente per permettere la creazione, la modifica e
la stampa di documenti dalle Sottostazioni periferiche e delle proprie strategie di controllo,
usando formati logici con schemi a blocchi predefiniti di semplice intuizione.
 Grafica dinamica con tecnologia ActiveX per animazione predefinite o come rappresentazione
dei valori raccolti in campo.
 Connessione delle postazioni remote attraverso rete TCP/IP senza disturbo dei firewalls o
routers esistenti.
 Connessione delle postazioni remote attraverso protocollo http e standard web-browser.
 Visualizzazione delle diverse pagine Web programmate all’interno delle postazioni remote
(controllori WEC) con relativa totale interoperabilità (Ricezione allarmi, Visualizzazione Stati,
impostazioni orari, cambio set-point, grafici con grandezze dinamiche, ecc.)
 Nessuna necessità di software dedicato sulle postazioni remote.
 Protezione Password per rispettare sia la sicurezza della rete Lan o Wan che per assicurarsi la
protezione dei dati visualizzati nei WEC.
 Sarà incluso, come già accennato, un ampio sistema di password con livelli d’accesso
programmabili, con la possibilità di definizione da parte dell’utente di Operatori Individuali con
differenti livelli di accesso. Tale struttura permetterà la protezione delle modifiche dei set-point,
delle funzionalità data logging, delle impostazioni delle fasce orarie e dei parametri del
programma di controllo per poter creare/cambiare/eliminare utenti autorizzati.
 Una password comune invece, sarà prevista ove l’accesso sarà consentito per i display
operatore di rete e per i terminali portatili o a tastiera, per singolo/multiplo uso.
 Operazioni manuali come la modifica di set-point, avranno livelli di accesso programmabili ed
individuali, al fine di controllare la possibilità di modifica degli stessi in funzione dei livelli di
responsabilità e di competenza assegnati.
 La password maggiormente capacitiva ovvero di più alto livello, avrà accesso ai tools di
programmazione, ed attraverso la stessa l’operatore potrà modificare anche il programma e le
strategie di controllo, nonché accedere a tutti i terminali operatori.
 Nel display operatore inoltre, sarà memorizzato il traffico ed il transito degli operatori con relativi
identificativi, date, ed orari di accesso. Questa memorizzazione potrà anche essere
considerata come un allarme od una segnalazione vista dalla rete e potrà determinare azioni
predefinite (SMS, email ecc).
 L’uscita dal sistema potrà essere regolata dopo un tempo predefinito di attesa e potrà essere
anche memorizzata e considerata come allarme con azioni predefinite (SMS, email ecc).
 L’operatore di sistema potrà aggiungere, cancellare o modificare password di altri operatori.
 Per mantenere segrete queste informazioni si userà un supporto con tutti i dati relativi alle
password assegnate, che sarà consegnato al responsabile dell’Impianto. Tutti gli operatori
potranno modificare la propria password, ma non il livello di accesso attribuito alla stessa.
Integrità e sicurezza del sistema BMS

Attraverso il controllo Hardware e Software, il Sistema non sarà soggetto a disservizi causati da
guasti singoli. Ciascuno dei controllori WEC deve essere in grado di gestire autonomamente i
componenti controllati anche in mancanza del collegamento con le restanti unità periferiche di
gestione. In questo caso, il guasto verrà isolato, e rimarrà ininfluente ai fini del funzionamento del
resto del sistema stesso.

Particolare attenzione sarà data alle seguenti aree d’azione:

 PC di Supervisione e Stazione Operatore Centrale (sul quale dovranno essere eseguiti i backup
dei dati come funzionalità di ridondanza), da installarsi nella “centrale di gestione delle
emergenze”.
 Dipendenza da uno o più PC di supervisione. Il PC sarà considerato come interfaccia tipo HMI (
Human Machine Interface ) ed opererà in modo autonomo per funzioni di gestione, per
ricezione/registrazione allarmi, per la memorizzazione dei dati importati su software comuni e
per autorizzare il LOG IN/OUT dal database dall’interno del sistema. Il guasto di un punto sarà
registrato come un cambiamento di stato all’interno del database della Stazione Operatore
Centrale determinando, se opportunamente predefinito, un allarme da riconoscere. In questa
situazione l’informazione dell’allarme sarà trasferita dal controllore ad un’altra entità, sia essa un
altro supervisore tipo centrale/stampante/PC/Modem o SMS in modo da generare una reazione
predefinita.
 Tutte le informazioni di gestione e degli allarmi potranno essere indirizzate su più destinazioni in
modo simultaneo sia con richiesta di ricevuta sia per sola comunicazione.

Controllori WEC – Caratteristiche Hardware


I controllori WEC (Web Enable Controller) saranno realizzati con tecnologia Web-Server con
processore che rispetti lo standard IEEE 802.3 a 10/100 Mbs Fast Ethernet Controller (FEC).

Ogni WEC è nativo Ethernet ed è dunque un nodo fisico Ethernet (controllore DDC nativo Ethernet)
con proprio indirizzo IP ed in grado di comunicare direttamente su rete Ethernet senza
interposizione di gateway e/o di terminal server.

Questa configurazione Hardware di comunicazione con abilitazione del protocollo HTTP permette di
avere connessioni remote con il solo ausilio di un browser standard tipo Internet Explorer.

Si potrà quindi accedere direttamente a:

 grafici dinamici rappresentanti i valori in “real time” dell’impianto


 grafici di tendenza
 parametri di configurazione per comunicazione su TCPIP
 parametri di autodiagnostica del controllore
 stati dei punti controllati
 allarmi in real time e storici
 set Point,strategie e knobs
In totale, l’interfaccia di comunicazione Web Browser (tipo Internet Explorer) permetterà di
visualizzare e configurare tutti i moduli di programmazione presenti nel WEC.
Per esempio, i WEC proposti potranno gestire almeno 500 sonde o 100 fasce orarie che possono
avere una quantità infinita di periodi “start/stop”.

Questa flessibilità di programmazione permetterà di ottimizzare definitivamente il controllo


dell’impianto, la visualizzazione dei parametri controllati ed una flessibilità illimitata per specifiche
presenti o future.

Il WEC avrà una memoria estremamente ampia tale da garantire la residenza in essa del firmware,
del programma di controllo e delle pagine grafiche per un totale di almeno 24 MB (16 Mb di SDRAM
e 8 Mb di FLASH EEPROM a 16Bits) con clock della CPU ad almeno 66Mhz.

L’esecuzione del programma di controllo, partendo dalla lettura degli ingressi fino all’attivazione delle
uscite avrà un ciclo di sequenza proporzionale alla grandezza del programma di controllo stesso, ma
non eccederà mai il tempo di 1 secondo.

Le memorie tipo FIFO adatte per la memorizzazione dei punti e la loro rappresentazione in formato
trend grafico,potranno essere dedicate per almeno 100 sonde virtuali con 1000 valori per ogni
sonda.
Questa flessibilità, oltre che per la quantità di un totale di 100.000 punti memorizzati, è completata
con i 10 diversi intervalli di memorizzazione (1s, 1min, 5min, 10min, 15min, 20min, 30min, 1h, 6h,
24h) che permetteranno qualsiasi tipo di trend grafico dinamico.

Oltre alla flessibilità di connessione, i WEC offrono una modularità in termini di punti controllati (siano
in ingresso che in uscita) secondo la necessità di controllo presente dell’impianto.

Moduli tipo I/O possono essere aggiunti alla base del controllore dove è presente la CPU.

La connessione tra la base ed i diversi moduli d’espansione I/O è assicurata con una connessione
con protocollo di communicazione digitale CANBus a 125 Kbs.

La connettività dei componenti Harware I/O sul CANBus sarà facilitata con un sistema di connettore
rigido tipo CLAMP-ON con alimentazione direttamente sul bus.

Se i moduli d’espansione sono separati dalla base, una cavo flessibile permetterà di assicurare il
trasferimento dei dati.
Il cavo schermato a 6 fili del CANbus sarà dotato di morsettiere estraibili permettetendo una facile e
rapida azione sia di manutenzione che di controllo.

In questa configurazione hardware molto flessibile, un WEC potrà gestire almeno 96 punti grazie
all’aggiunta di moduli I/O con indirizzamento esadecimale da 1 a F.

La lunghezza garantita del cavo CANBus dal primo modulo I/O alla resistenza di fine di linea,sarà di
almeno 30 metri all’interno di un quadro elettrico rispettando le norme di sicurezza o di 10 metri fuori
del quadro elettrico secondo l’ambiente e la situazione elettromagnetica presente.

Controllori WEC – Caratteristiche Software

I WEC sono descritti come “ad intelligenza distribuita”. Questo significa che ogni controllore avrà la
sua responsabilità di controllo e resterà “independente” dallo stato degli altri controllori o supervisori.

L”intelligenza distribuita” è creata dal programma di controllo all’interno del nodo Ethernet nativo.
Questo programma di controllo, anche chiamato “strategia di controllo” ha come base una biblioteca
di strategie per innumerevoli applicazioni di termoregolazione standard. Queste applicazioni
possono,tra l’altro, essere :

 Ventilazione e condizionamento
 Riscaldamento
 Funzioni di commando
 Funzioni di regolazione (PID)
 Programma di ottimizzazione (OSS)
 Registrazione dati
 Programmmi orari (fasce orare) settimanale, annuali, per festività, ferie e giorni speciali
 Gestione di allarmi con possibilità di riconosciumento e di trasmissione multidirezionale
 Illuminazione
 Gestione schermature solari

Quando le specifiche del progetto contengono particolarità di funzionamento e di configurazione


delle applicazione sopra descritte, il programma del WEC potrà essere modificato, aggiornato ed
eventualmente implementato con algoritmi specifici.

Questa caratteristica è detta “freely programmable WEC” o WEC liberamente programmabile.


Grazie alla flessibilità di collegamento del WEC, tutte le operazioni di aggiornamento del firmware, di
modifiche e download di strategie, potranno essere eseguite da remoto (Internet / Extranet).

In caso di mancanza di alimentazione del WEC, la strategia del programma, gli allarmi e la
memorizzazione dei dati, vengono salvati in una memoria Flash. Questo garantirà di non perdere
nessuna informazione. La sincronizzazione oraria potrebbe essere persa dopo il settimo giorno di
mancanza di alimentazione (ora e data memorizzate in una memoria tipo SuperCap).

Per evitare questa situazione, il WEC potrà :

 inviare un’allarme di mancanza di presenza di un nodo Ethernet


 essere munito di una batteria aggiuntiva per mantenere ora e data per almeno 5 anni

Controllori WEC – Caratteristiche di programmazione

Il WEC, inteso come unità autonoma, dispone di un gruppo di memorie dedicate,tra l’altro, alla
programmazione delle strategie di regolazione e controllo degli impianti ad esso assegnati.

L’elevata quantità di memoria disponibile, permetterà logiche di programmazione complesse da un


punto di vista funzionale, ma semplici da un punto di vista esecutivo.

Questo grazie all’elevata disponibilità di blocchi logici e moduli configurabili in grado di soddisfare la
realizzazione di qualsiasi processo di controllo.

Di seguito enunciamo le principali caratteristiche di massima che il WEC è in grado di soddisfare e


le principali caratteristiche di riferimento:

 programmazione logica a blocchi residente sul firmware interno


 libreria di moduli di programmazione integrata nel firmware
 libreria di moduli di programmazione ottimizzati per risparmio energetico (Oss, Time Zone,
entalpia....)
 libreria di moduli di programmazione di tipo Booleano (OR, AND, NOR, NAND..)
 libreria di moduli di programmazione di tipo Incrementale, Analogico, tempo proporzionale ed
attuatore passo passo. Saranno possibili modifiche come: cambio isteresi, velocità di risposta,
livello minimo e massimo ed inversione di segnale.
 Llbreria di moduli di programmazione di tipo Orari per funzionalità Time Master
 possibilità di vedere i dati della strategia di controllo in tempo reale

Tutti moduli di programmazione del firmware del WEC possono essere programmati per rispondere

a:

 applicazioni tipiche di termoregolazione


 applicazioni tipiche di condizionamento e UTA
 applicazioni tipiche di unità terminale come VAV, fancoils, chilled beams..
 applicazioni tipiche di monitoraggio di gruppi frigo
 applicazioni tipiche di controllo di pompe
 applicazioni tipiche di controllo d’illuminazione
 applicazioni tipiche per soluzioni tecnologiche di home e building automation integrata

Tutte le applicazioni rispetterano comunque, in termini generali, la guida delle “Library of System
Control Strategies” della BSRIA Ref AG 7/98.

Controllori WEC – Condizioni di allarme specifiche firmware.

In condizione di allarme, al WEC sarà richiesto di :


 riconoscere l’allarme
 trasmettere l’allarme alle varie destinazioni
 aspettare un riconoscimento dell’allarme
 disattivare l’allarme
 memorizzare l’allarme nella memoria dedicata per gli allarmi

Le condizione di allarmi potranno essersi verificate perchè :

 il WEC fa un “auto-checking” sullo stato di funzionamento della sua elettronica e verifica un


problema
 il WEC fa una verifica delle apparecchiature collegate in ingresso e in uscita riscontrando
anomalie
 il WEC effettua un’azione di verifica del buon funzionamento della rete Ethernet e della
presenza degli altri controllori WEC installati

Il WEC memorizzerà gli allarmi nella sua memoria di tipo FIFO. Questa lista sarà anche visualizzata
attraverso un browser tipo Internet Explorer, permettendo di fare una prima analisi del problema ed
intraprendere le azioni d’intervento necessarie rapidamente.
Per poter collegare un Display locale o di rete, il WEC è munito di una porta tipo RJ11 con
connessione RS232, EIA/TIA/232E. Questa porta locale permette il collegamento sia di un display
locale a 4 righe, sia di un display di rete tipo “Touch-Screen” a colore o in bianco/nero Inoltre alla
stessa porta è collegabile una sonda di temperatura retroilluminata con ritaratura del setpoint,
forzatura dello stato di occupazione e selezione di 5 posizioni utilizzate per la selezione della velocità
per es di un fancoils (Manuale-0, velocità 1, velocit2, velocità3 e Automatico).

Il controllore WEC proposto è detto Web nativo Ethernet perchè :

 contiene un nodo Ethernet tipo RJ45 per sfuttare i vantaggi d’installazione rapida e dei diversi
protocolli della famiglia TCP/IP
 contiene a bordo pagine HTML preconfigurate per la visualizzazione dei differenti moduli di
programmazione attraverso un browser standard tipo Internet Explorer
 contiene una memoria Flash che permette di aggiungere pagine grafiche HTML realizzate a
seconda delle applicazioni e delle richieste del cliente

Quando il collegamento avviene usando il protocollo HTTP (porta 80 del WEC), l’operatore Internet
Explorer avrà la possibilità di visualizzare :

 la pagine d’identificazione dell’utente (pagina standard), permettendo di avere una sicurezza di


accesso per modifiche non autorizzate
 In questo senso, la sicurezza è creata secondo un livello di PIN (da 1 a 100). Il livello più alto
(100) permetterà di avere tutti i diritti per modificare, configurare e salvare i moduli di
programmazione; con livello PIN più basso sarà possibile la sola visualizzazione e la modifica
dei soli set-point predefiniti. Cosi, un utente al livello 50 potrà modificare moduli di
programmazione che abbiano livello 50 al massimo o inferiore.Tali livelli verranno definiti in fase
di programmazione
 la pagina degli allarmi (pagina standard) o lista di 50 ultimi allarmi con indicazione del modulo in
allarme (esempio: Sonda 1), l’etichetta del modulo in allarme (esempio: temperatura mandata),
tipo di allarme (esempio: Alta), l’istante in cui avviene l’allarme (data e ora),il riconoscimento
dell’allarme (esempio: se l’allarme è stato riconosciuto o no), lo stato attuale dell’allarme
(esempio: se l’allarme è stato inviato alla sua destinazione).
 La pagina delle fasce orarie (pagina standard) con indicazione del nome della fascia oraria, lo
stato di occupazione (in modo occupato e non occupato), la possibilità di visualizzare,
modificare o creare gli orari standard di ogni settimana (secondo il livello PIN dell’utente
collegato), oltre alla possibilità di visualizzare, modificare o creare le eccezioni (giorni speciali
come vacanze) sempre in funzione del livello PIN dell’utente collegato
 La pagina dei moduli di programmazione (pagina standard) per sonde, potenziometri, switch,con
valori in “reale time”. Ogni modulo si presenterà con i dettagli memorizzati nella strategia di
controllo (etichetta, valore attuale, livello di allarme alto e basso). Questi parametri potranno
essere modificati da utenti con livello autorizzato. Un altro vantaggio è la possibilità di
visualizzare i grafici od i trend delle sonde con punti memorizzati nella memoria del WEC. La
finestra del grafico sarà divisa in due parti. La prima parte sarà il trend del modulo con valori
memorizzati e la seconda parte sarà la lista dei punti o valori con orario di memorizzazione in
formato testo. La seconda parte potrà anche essere copiata e utilizzata con altri software tipo
MSExcel per statistiche,archiviazioni o qualsiasi altra applicazione.
 La pagina di Diagnostica (pagina standard) che permette di conoscere alcuni guasti del
controllore (della base, di un modulo I/O, dello stato della rete)e la lista degli utlimi 100 eventi di
login.Questa pagina rappresenta uno strumento per una prima azione di controllo remoto
manutentiva per ottimizzare l’azione dell’intervento di manutenzione stessa
 La pagine dei Grafici come rappresentazione grafica degli impianti controllati. Queste pagine
hanno un supporto di sfondo in formato grafico standard tipo JPEG, BMP e sono convertite con
applicazione JAVA in pagine HTML. Il loro scopo è di avere una prima visualizzazione del
funzionamento dell’impianto in tempo reale quando il supervisore non è acceso o quando ci
serve una visualizzazione rapida da alcune posizioni geografiche che hanno connessione su
rete Ethernet con browser standard tipo Internet Explorer ma non dispongono di una stazione di
Supervisione. I punti e le variabili saranno dinamiche ed in real-time

Controllori WEC – Caratteristiche fisiche

La gamma si presenta secondo la quantità di punti da monitorare/controllare in tempo reale ovvero:

 WEC con base a 12 punti fisici non espandibile (6 ingressi UI e 6 usicte AO)
 WEC con base a 16 punti fisici non espandibile (10 Ingressi UI e 6 uscite AO)
 WEC con base a 16 punti espandibile fino a 96 punti fisici totali con aggiunta di modulo I/O in
qualunque combinazione o configurazione

Quando la versione WEC è a 16 punti espandibile fino a 96 punti, il sistema totale sarà allora detto
“modulare a connessione diretta su Ethernet industriale”.

L’aggiunta degli 80 punti supplementari liberamente configurabili sarà disponibile con moduli I/O
collegati tra loro su CANbus.

In totale, ogni WEC nella versione con base espandibile potrà supportare fino a 15 moduli I/O.
La modularità a connessione diretta su Ethernet Industriale offrirà moduli I/O di 4 punti o di 8 punti
aggiunti:

 Modulo I/O a 8 punti


8 ingressi universali
4 ingressi universali e 4 uscite analogiche
8 uscite digitali a relè
 Modulo I/O a 4 punti

4 ingressi universali
2 ingressi universali e 2 uscite analogiche
4 uscite digitali relè

Controllori WEC – Moduli ed espansioni

Gli ingressi universali sono configurabili per essere utilizzati sia come :

 ingressi digitale
 ingressi analogici 0-10 Volts
 ingresso in corrente 4-20 mA
 ingresso resistivo per misura di un variazione di resistenza

L’ingresso universale è settabile con ponticelli (Jumpers) per ottenere la ricezione fisica della
grandezza richiesta.

Il settaggio è liberamente configurabile su ogni ingresso e per le quantità necessarie.


Nel caso l’ingresso Universale venga impostato impostato come Ingresso Digitale, esso avrà le
seguenti caratteristiche fisiche:

 Contatto pulito
 Frequenza di contattggio 30 Hz
 Periodo minimo dell’impulso per lettura 15ms
 Alimentazione 5V
 LED per indicazione dello stato ON/OFF

Ingresso Universale impostato come Ingresso Analogico 0-10V


 12 bits di risoluzione
 intervallo di misura 0-10V
 resistenza d’ingresso 200 Kohms
 precisione di 50mV

Ingresso Universale impostato come Ingresso in Corrente 4-20mA


 12 Bits di risoluzione
 Intervallo di misura 0-20mA
 Resistenza d’ingresso 240 Ohms
 Precisione di 100 microAmpers
 Alimentazione del Loop tra 20 e 36 Vdc

Ingresso Universale impostato come Ingresso Resistivo


 12 Bits di risoluzione
 Resistenza di riferimento a 10 Kohms +/- 0,1%
 Alimentazione dell’ingresso a 5V

Le Uscite Digitali avranno le seguenti caratteristiche:


 Contatti a relè in commutazione per tensione di alimentazione a 240vac, 5A resistivi.
 Visualizzazione della condizione di stato con led o similare

Le Uscite Analogiche avranno le seguenti caratteristiche:


 Segnale d'Uscita di 0 - 10vdc (500 Ohms carico minimo).
 Segnale d'Uscita di 4-20Ma (500 Ohms carico minimo).
 DAC (Digital Analogue Conversion) con risoluzione di 8 bit o maggiore.

Tutti i moduli di espansione,saranno disponibili con forzature manuali a bordo (A –O- M) ovvero
potranno essere settate le uscite in Automatico – Zero – Manuale, al fine di semplificare eventuali
operazioni di manutenzione sugli apparecchi in campo.

Elementi in campo - Misurazioni

Il sistema in progetto sarà completato con tutti gli elementi in campo necessari per il buon
funzionamento degli impianti.

Requisito fondamentale sarà la completezza della gamma proposta,che dovrà comunque essere
direttamente prodotta dallo stesso fornitore di tutto il sistema, onde evitare eventuali problematiche
di taratura ed incompatibilità dei segnali trasmissivi degli strumenti in campo stessi.
Saranno preferiti segnali stabili di tipo resistivo (Termistore o PT100) od in corrente (4-20 mA),al
fine di limitare al minimo le possibilità di influenze elettriche di tipo induttivo che invece ,su segnali in
tensione, potrebbero per loro natura falsificare e destabilizzare le letture dei segnali stessi da parte
dei WEC.

Tale accortezza è riferita espressamente ai segnali di lettura e non ai segnali di comando verso
servomotori di valvole,di serrande o inverter e modulatori,che saranno comandati con segnali
modulanti continuativi in tensione, che garantiscono una maggiore precisione di riporto dei dati al
sistema.

Il costruttore dovrà quindi garantire di disporre,nella propria gamma prodotti di:

 sonde di temperatura tipo Thermistor


 sonde di temperatura tipo PT100
 sonde di temperatura tipo Wireless
 sonde di temperatura tipo ambiante con Display
 sonde ambiente d’umidità
 sonde di temperatura e d’umidità combinate
 sonde di pressione differenziale per aria
 sonde di pressione differenziale per sistemi idraulici
 sonde di pressione per sistemi idraulici
 sonde di velocità per canali d’aria
 sonde di temperatura e di concentrazione CO2 per ambiente
 sonde di temperatura e di concentrazione CO2 per canali d’aria
 sonde tipo climatiche
 sonde d’illuminazione
 stazioni meteo
 pressostati di pressione differenziale per sistemi aria
 pressostati di pressione differenziale per sistemi idraulici e gas
 termostati antigelo
 rivelatori di occupazione

Elementi in campo - Comandi


Gli elementi in campo di regolazione finali, intesi come valvole di regolazione e
servocomandi,saranno di primaria qualità e risponderanno ad alti standard costruttivi.

Le temperature di esercizio indicate saranno raggiunte,ove necessario, anche attraverso adeguati


accessori che garantiscano il buon funzionamento del prodotto anche in condizioni critiche.

La gamma dovrà offrire soluzioni che coprano le esigenze di tutti gli impianti asserviti dal BMS e
dovranno garantire la massima precisione e durata.

Potrebbero piacerti anche