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Fondo europeo agricolo

per lo sviluppo rurale:


lEuropa investe nelle zone rurali
UNIONE EUROPEA

COMUNE
DI
FONTEGRECA

COPERTINA FORESTE 2.indd 1

Assessorato Agricoltura
AAo Agricoltura

L ARBORETO CLONALE DA SEME.


IL FUTURO DELLA CIPRESSETA
DI FONTEGRECA

10/02/2014 9.54.04

COPERTINA FORESTE 2.indd 2

10/02/2014 9.54.04

Indice

Presentazione

Storia della Cipresseta

Premessa

Analisi della stazione Bosco degli Zappini


La Cipresseta e la ricerca

Arboreto clonale di cipresso per la produzione


di seme delite

Attivit svolte dal Corpo Forestale dello Stato Ufficio per la Biodiversit nella Cipresseta e
nellArboreto clonale da seme

Interventi futuri per la valorizzazione della cipresseta


e dei prodotti dellArboreto da seme
Conclusioni

Normativa di riferimento

Allegato 1 - Le specie arboree ed arbusti presenti


nel Bosco degli Zappini
Allegato 2 - Stato fitosanitario della Cipresseta

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Regione Campania - Assessorato Agricoltura


Direzione Generale per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Unit Operativa Dirigenziale Foreste
Coordinamento e indirizzo:
Filippo Diasco
Flora Della Valle
Daniela Lombardo
Salvatore Apuzzo
Redazione testi a cura di:
Paolo Raddi
Roberto Danti

Consiglio Nazionale Ricerche - Istituto per la Protezione delle Piante (Firenze)

Antonio Zumbolo

Consiglio Nazionale Ricerche - Istituto per la Protezione delle Piante (Firenze)

Antonio Montoro

Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale per la Biodiversit (Caserta)

Marco Fusco

Sindaco di Fontegreca

Salvatore Apuzzo

gi Responsabile Unit operativa Cypmed e Medcypre


Responsabile regionale Materiali di Base e Arboreto da seme clonale di Fontegreca

Foto di:
Roberto Pella

Roberto Danti

Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale per la Biodiversit (Caserta)


Consiglio Nazionale Ricerche - Istituto per la Protezione delle Piante (Firenze)

Un ringraziamento particolare a Massimo Pieri, a Roberto Pella, a Vincenzo Di Lonardo


dell'IPP CNR e a tutti gli operai del Corpo forestale dello Stato e del Vivaio regionale di
Baia e Latina che hanno curato lallestimento dell Arboreto da seme di Fontegreca e di
Baia e Latina.
Copertina
a cura di Francesco Basile
La stampa stata realizzata nellambito delle attivit di informazione previste dalla misura 111 del
PSR Campania 2007/2013

Stampa

Presentazione
L'Assessore all'Agricoltura della Regione Campania, per soddisfare la
crescente richiesta di materiale di propagazione forestale autoctono certificato, dovuta ai nuovi indirizzi della Politica Agricola Comunitaria, ha
realizzato un progetto teso ad individuare e iscrivere nel Libro Regionale
dei Materiali di Base (LRMB), cos come previsto dalla Direttiva
1999/105/CE e del Decreto legislativo 386/2003, Materiali di base (Boschi
da seme) idonei alla raccolta di Materiali di propagazione delle pi importanti specie forestali autoctone campane, nonch, arrivare alla realizzazione di una rete di Arboreti da seme.
Con il progetto Produzioni vivaistiche forestali nelle strutture regionali
Individuazione di Materiali di Base sono state poste le basi per la ricerca
e sperimentazione nel settore delle risorse genetiche forestali in Campania. Lindividuazione e caratterizzazione dei diversi boschi candidati, ha
portato, in primo luogo, alliscrizione nel Libro Regionale dei Materiali di
Base di diversi boschi da seme tra cui la cipresseta sita nel Comune di
Fontegreca, meglio nota come Bosco degli Zappini, realt unica in Italia
per la sua naturalit, estensione, rinnovazione naturale e vitalit.
Il Bosco degli Zappini, stato oggetto di studi in diversi progetti europei
che hanno portato alla conclusione che, sui 70 ettari di cui costituito, non
sono presenti piante colpite da cancro del cipresso, malattia ormai presente in Italia, Grecia, Spagna, Francia, Portogallo e nei paesi della
sponda meridionale del mediterraneo. Larea su cui si estende la cipresseta stata classificata Riserva Naturale Biogenetica (RNB), Riserva Naturale Orientata (RNO) ed infine inserita nel SIC 13 Matese-Casertano.
Per preservare questa importante realt, questo Assessorato ha elaborato il progetto Conservazione e valorizzazione del Bosco degli Zappini
del Comune di Fontegreca Costituzione di un arboreto da seme clonale
ex D.Lvo 386/2003, che ha visto la partecipazione di diversi Enti tra cui il
Comune di Fontegreca gestore della Cipresseta, il Corpo forestale dello
Stato Ufficio Territoriale della Biodiversit gi impegnato nella tutela e
conservazione della Cipresseta, il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per la Protezione delle Piante che ha messo a disposizione le selezioni scelte in cipresseta per costituire larboreto, ed altri enti, tra i quali
la Comunit Montana del Matese e lEnte Parco del Matese.
Lobiettivo principale del progetto la costituzione del primo arboreto
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da seme realizzato in Campania e non solo, ed il coronamento di unattivit iniziata cinque anni or sono dallassessorato regionale allagricoltura
con il primo progetto per lindividuazione e la selezione dei Materiali di
base ai sensi della Direttiva 1999/105/CE e del D.Lvo 386/2003 Attuazione della direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei
materiali forestali di moltiplicazione.
On. Daniela Nugnes
Assessore all'Agricoltura della Regione Campania

Premessa
una bella selva solo di alti, e folti cipressialberi s grossi e grandi
da quali non poca utilit e comodit si cava, poich vi si tagliano legni fuor
di modo lunghi, larghi ed odoriferi. Cos descrive il Bosco degli Zappini
di Fontegreca Gian Vincenzo Ciarlante, arciprete della cattedrale di Isernia, nellopera Memoria historica del Sannio del 1644, mentre le prime
notizie storiche sul sito risalgono addirittura al 1506. Il Bosco degli Zappini
dunque ieri, oggi e domani
Limportanza dovuta al fatto che siamo di fronte a una formazione
assai interessante perch rappresenta lunico esempio in Italia di un bosco
costituito esclusivamente da individui della variet horizontalis. La cipresseta presenta molteplici peculiarit di elevato interesse scientifico. Ed
per queste sue caratteristiche che stato possibile inserire, come argomento di interesse scientifico e pratico, lo studio del Bosco degli Zappini
in due progetti comunitari Interreg III B Medocc (Cypmed) Les cyprs et
leur polyvalence dans la rhabilitation de lenvironnement et du paysage
mditerranen(2000-2004); Interreg III C Medocc (Medcypre) Utilisation
du cyprs dans la sauvegarde de lconomie rurale, de lenvironnement
et du paysage mditerranen: prvention et gestion des risques naturels(2004-2007). I risultati raggiunti con questi finanziamenti provenienti
dallUnione Europea, hanno permesso al Bosco degli Zappini di ricevere
la connotazione di un bosco di pregio, autentico gioiello di inestimabile valore naturalistico del Parco Regionale del Matese. Una cipresseta naturalizzata per la sua origine e stabilit nei secoli, perch costituita da soli
cipressi di tipo orizzontale, come quelli presenti nelle aree naturali in Grecia ed in Turchia, perch ha una rinnovazione consistente negli anni. Per
tutte queste peculiari caratteristiche il cipresso di Fontegreca sta rivestendo e suscitando un grande interesse scientifico, economico e sociale.
Il risultato pi eclatante e di valenza economica indiscussa liscrizione
nel luglio 2007 del Bosco degli Zappini nel Libro Regionale dei Materiali di
Base (LRMB) (Decreto Dirigenziale n. 167 dell 11/07/2007 della Regione
Campania). Il raggiungimento di questo obiettivo, ha permesso di formalizzare una convenzione tra Comune di Fontegreca, Corpo forestale dello
Stato - Ufficio di Biodiversit di Caserta e Regione Campania per concretizzare quanto previsto nel richiamato decreto dirigenziale e cio: selezione
delle Piante Madri superiori, costituzione di un arboreto clonale per la pro5

duzione di seme, con annessa struttura per la raccolta e preparazione di


seme da Piante madri plus e di un vivaio per la produzione di piantine di
cipresso di origine certificata e rintracciabile per tutto il territorio nazionale, gestione diretta del Bosco degli Zappini con personale qualificato,
apertura dellinfopoint del Parco regionale del Matese.
Il Bosco degli Zappini dunque un raro ed unico esempio di cipresseta in Italia meridionale per le sue caratteristiche botanico-selvicolturali.
Crediamo doveroso il suo pieno recupero economico, sociale e naturalistico basato su unindagine scientifica e su una programmazione di interventi mirati per incrementare le conoscenze tecnico-scientifiche e storiche
sulla cipresseta al fine di garantire una razionale conservazione della
diversit genetica e per inserirla in un circuito turistico-scientifico.
La sensibilizzazione dellopinione pubblica e dei visitatori sul valore
scientifico ed economico della cipresseta garantisce un miglior monitoraggio del territorio, ne aumenta la vivibilit e la sicurezza, ne favorisce il controllo sanitario e ne riduce il rischio di incendi e disastri e quindi garantisce
un miglior controllo del territorio. Questo insieme rappresenta un obiettivo
strategico per laffermazione di un positivo rapporto con la natura, che unitamente al rispetto delle tradizioni, della cultura, della storia, della corretta
utilizzazione delle risorse socio-economiche, pu tradursi in quello sviluppo durevole da tutti auspicato.
Il Bosco degli Zappini: la comunit di Fontegreca si prodigata ieri, sta
lavorando oggi e guarda al domani con larboreto clonale.
Antonio Montoro

Marco Fusco

Sindaco del Comune di Fontegreca

Gi responsabile Unit operativa


Cypmed e Medcypre

Storia della Cipresseta


In provincia di Caserta, alle falde del Matese, localizzato un bosco di
cipressi (Cupressus sempervirens) di notevole interesse naturalistico per
le sue dimensioni (circa 70 ettari) e per la presenza esclusiva di cipressi
di tipo orizzontale (rami inseriti perpendicolarmente al tronco) come si
verifica nelle aree naturali del cipresso in Grecia ed in Turchia.

Al fine di accertare le origini della Cipresseta, diverse ricerche sono


state effettuate in ambiti circostanti presso gli archivi di comuni, chiese,
le sedi del Corpo Forestale dello Stato, enti pubblici vari, ma sempre con
esito negativo (Di Fusco N.P.,2001). Anche se non sono stati riscontrati
reperimenti storici su tale formazione, plausibile affermare che la Cipresseta in questione non sembra essere di origine spontanea a causa della
circoscritta e ridotta superficie da essa attualmente occupata.
Unipotesi possibile vista larchitettura dei cipressi che la Cipresseta sia
unarea residua di un vasto popolamento che in tempi geologici occupava
un areale naturale dalla Turchia e Grecia fino allItalia. Questa ipotesi interessante dovr essere verificata con studi sulla variabilit ed affinit genetica
tra questa popolazione di Fontegreca e quelle naturali greche e turche.
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La pi antica testimonianza documentata che attesta la Cipresseta di


Fontegreca del 1506 (Usi civici di Fontegreca, ASC), dove viene specificato che la Cipresseta non ha qualit difensive (terreno di solito recintato
da privati e non soggetto ad usi civici).
Altra citazione che evidenzia la peculiarit del Bosco degli Zappini
quella scritta nel 1644 da GianVincenzo Ciarlante, arciprete della cattedrale di Isernia, nellopera Memoria historica del Sannio. Larciprete scriveva nella terra di Fossaceca (precedente nome del Comune di
Fontegreca) una bella selva solo dalti e folti cipressi si grossi e grandi
da quali non poca utilit e comodit si cava, poich si tagliano legni fuor
di modo lunghi, larghi e odorosi.
Ciarlante con poche parole aveva bene sintetizzato con precisione gi
quattro secoli fa il valore economico ed ecologico del cipresso di questa zona.
Sullorigine di questa Cipresseta vi sono varie ipotesi e leggende. La
pi antica leggenda parla di piante sacre poste, come era usanza dei
greci e dei romani, ad ombreggiare le numerose sorgenti presenti in questo territorio.
Questa ipotesi potrebbe essere avvalorata dal nome del Comune Fontegreca con impianto di cipressi intorno alla fonte come tradizione greca,

La cipresseta di Fontegreca strettamente legala alla chiesa di Santa Maria detta per l'appunto dei Cipressi, dove custodita l'immagine della Madonna dei Cipressi che fu rinvenuta, come vuole la leggenda, in una grotta, posta in luogo inaccessibile, nel bel mezzo
della cipresseta.
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ma questo nome Fontegreca stato dato al Comune solo negli anni 30


in sostituzione del nome Fossaceca, come indicato da Ciarlante.
Unaltra ipotesi quella della lenta diffusione del cipresso verso sud del
Monte Cervaro avvenuta nei secoli e favorita dalle particolari condizioni
pedologiche ed ambientali del territorio di Fontegreca e dalla gestione conservativa del bosco da parte della propriet e della cittadinanza.
Come credenza si ritiene che il nucleo originario della Cipresseta fosse
situato intorno al vecchio cimitero di Fontegreca nei pressi del Santuario
della Madonna dei Cipressi. La diffusione ad andamento centrifugo irregolare reso evidente dalla presenza di alberi di cipresso det scalare, a
mano a mano che ci si allontana dal nucleo di origine.
Da informazioni assunte in loco e nel circondario matesino non risulta
che siano stati effettuati impianti artificiali di cipresso comune allinterno
della Cipresseta. Fiorucci (2000) riferisce che nel 1950 si interess della
Cipresseta per porre fine allusanza dei locali di praticare forti spalcature
fino a far rimanere sulla cima del cipresso solo un piccolo pennacchio. I
rami servivano allora sia per lalimentazione del bestiame che per estrarre
lessenza (Oleum cupressi).
Lo stesso Fiorucci negli anni 60 si adopr per fare inserire il Bosco degli
Zappini nel Libro Nazionale dei Boschi da Seme (LNBS) per senza successo. La Cipresseta in continua anche se lenta espansione e si diffusa
anche nei territori limitrofi.

Analisi della stazione Bosco degli Zappini


Lo studio della stazione indicata come Bosco degli Zappini (Comune
di Fontegreca, provincia di Caserta) vuole rappresentare un ulteriore approfondimento di questa interessante fitocenosi e vuole costituire la base
per nuove ricerche.
Si intende porre in evidenza le condizioni climatiche e pedologiche della
stazione, che influenzano linsediamento e la sopravvivenza del cipresso
e la sua crescita, oltre a determinarne la struttura e la dinamicit del popolamento.
Lesame della stazione prende anche in considerazione le capacit di
rinnovazione naturale del popolamento, la forma della chioma dominante
dei cipressi nella stazione (tutti i cipressi appartengono al Cupressus sempervirens var. horizontalis), la presenza di sottobosco e di specie arboree,
arbustive ed erbacee nella cipresseta.
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Localizzazione
Il fiume Sava, affluente di sinistra del Volturno, dopo un percorso sotterraneo di oltre due chilometri, riappare in localit Vallone San Pietro in una
gola scavata fra grandi dirupi di natura calcarea e con versanti assai ripidi.

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Il dirupo di destra chiamato Monte dei Cipressi e si presenta ricoperto


da bosco misto. Dai 400 m s.l.m. in gi il cipresso sempre pi frequente
e gradualmente arriva a costituire un bosco disetaneo, cio costituito da
piante di diversa et a causa dellannuale rinnovazione naturale.
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Sulla sponda sinistra sul lato occidentale da alcuni decenni si sta riscontrando una diffusione costante di cipressi, del tutto assenti negli anni
addietro (Di Fusco, 2001). Per questi motivi nel versante di sinistra il popolamento di cipressi ha una densit inferiore a quella sulla sponda destra,
ma in ottime condizioni vegetative.
Al nucleo centrale della cipresseta (circa 40 ettari) si deve aggiungere
una zona di transizione di circa 75 ettari. Nellultimo cinquantennio il cipresso si sta diffondendo, anche se lentamente, lungo la Valle delle Conche, situata ad occidente del Monte dei Cipressi, per le favorevoli
condizioni del terreno e del microclima.
Anche se con qualche difficolt il cipresso sta penetrando negli ex coltivi abbandonati dallagricoltura ed adiacenti alla Cipresseta. La diffusione del cipresso in questa zona anche dovuta allassenza di disturbi
antropici. La cipresseta appartiene sia a proprietari privati che ad istituzioni pubbliche.
Il Corpo forestale dello Stato UTB di Caserta ha presentato un progetto
nell'ambito del Life+Nature per la salvaguardia e valorizzazione del bosco
degli Zappini.

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Caratteri ecologici
Clima
Il clima del territorio del Comune di Fontegreca caratterizzato da inverni miti e estati tendenzialmente calde (temperatura media mensile dei
mesi estivi oscilla da 25 a 30C), con piogge abbondanti estive (150 mm).
La piovosit media annua di circa 1350 mm, con forti oscillazioni annuali
(da 960 a 2100 mm). La piovosit mensile massima si registra nel periodo
Novembre-Dicembre (circa 200 mm), mentre a Gennaio-Febbraio si aggira
sui 150 mm. Nel periodo estivo le precipitazioni diminuiscono sensibilmente
(60 mm a Giugno, 40 mm a Luglio e 60mm ad Agosto), ma queste piogge
risultano sufficienti per garantire un buon accrescimento estivo del cipresso.
Dalle osservazioni sulla vegetazione spontanea della Cipresseta, possiamo affermare che il Bosco degli Zappini si trova lungo una fascia di transizione tra il limite superiore della zona del Lauretum freddo (Lauretum
fascia fitoclimatica basale, pi calda, caratterizzata dalla presenza dellalloro
e di altre specie mediterranee) e la soprastante zona del Castanetum caldo
(Castanetum fascia fitoclimatica intermedia situata al di sopra del Lauretum)
con piogge estive. Lanalisi dei dati climatici, che mettono in evidenza un
lungo periodo umido ed unestate con piogge, indicano che lambiente della
Cipresseta quello classico di transizione tra larea mediterranea delle sclerofille sempreverdi e quella propria delle latifoglie decidue.
Esposizione, geologia e litologia
Il Bosco degli Zappini situato sulla Montagna dei Cipressi tra 330 ed
i 650 m s.l.m. La stazione ha pendenze medie rilevanti con oscillazioni dal
35 al 100%. Queste ultime si incontrano soprattutto sui versanti solcati dal
fiume Sava. Le esposizioni prevalenti della cipresseta sono quelle sud e
sud-est, mentre sul versante di sinistra della Sava sono ad ovest.
Dal punto di vista geologico opportuno ricordare che la dorsale Fontegreca-Capriati costituita da dolomie (rocce calcaree costituite da un
carbonato doppio di calcio e di magnesio), cristalline biancastre, da calcari
dolomitici e da dolomie contenenti fossili. Queste rocce sono attribuite allera del Triassico. Lo spessore dolomitico considerevole e dellordine di
400-500 m. Su questo complesso poggiano rocce conglomerate del Cretaceo superiore. Il profilo termina con terreni miocenici. In conclusione, il
territorio della cipresseta, pi profondo e sviluppato dove la densit dei ci13

pressi maggiore, ha una matrice calcarea e pu essere ascrivibile al tipo


terra rossa.

La vegetazione boschiva meno frequente sul suolo biancastro, pi


superficiale e roccioso, povero di humus e sovente soggetto a dilavamento
con conseguente affioramento della sottostante matrice rocciosa.
Vegetazione
La cipresseta di Fontegreca un bosco disetaneo, in parte puro ed in
parte misto con altre specie. La cipresseta costituita da piante di diversa
et, fatto questo che indica una buona rinnovazione annuale. La presenza
di cipressi di diverse dimensioni una caratteristica costante in tutta la cipresseta indipendentemente dal fatto che il cipresso vegeti su terreno superficiale e roccioso oppure sui terreni fertili lungo il Sava.
Come gi detto, il Bosco degli Zappini pu essere suddiviso in cipresseta pura ed in cipresseta mista:
Cipresseta pura
In questa stazione la densit dei cipressi molto elevata (fino a 4000
cipressi ad ettaro) e ci limita, insieme al suolo tendenzialmente superficiale, lo sviluppo di altre specie arboree ed arbustive.
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La rinnovazione naturale del cipresso abbondante, costante negli


anni, e con apprezzabili ritmi di crescita delle giovani piantine.
Tutti i cipressi nella cipresseta appartengono al Cupressus sempervirens var. horizontalis con rami disposti perpendicolarmente al tronco,
lunghi ed in genere di diametro ridotto. Questi cipressi di tipo orizzontale
sono particolarmente adatti per la costituzione di impianti per la produzione di legname di pregio.

Cipresseta mista
In questa situazione al cipresso sempre di tipo orizzontale si associano
specie arboree ed arbustive.
Queste specie associate sono pi frequenti lungo il corso del Sava, che
mitiga leffetto dellaridit estiva e favorisce la formazione di terreni alluvionali fertili. In questa striscia di superficie boschiva tra lalveo del
fiume e le scoscese scarpate sono reperibili numerose specie erbacee,
arbustive ed arboree.
Lelenco e la loro illustrazione sono riportate nellAllegato 1 e citate nel
capitolo La cipresseta e la ricerca.
Dallesame della composizione floristica associata alla cipresseta risulta
unabbondante presenza di specie di provenienza orientale, di latifoglie
di origine sud-europea e di sclerofille mediterranee.
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Struttura del popolamento


De Rosa (1998) dalle osservazioni in bosco e dallanalisi della curva di
distribuzione dei diametri afferma che in presenza di una cipresseta disetanea prevalgono le piante con tronco di medie o grandi dimensioni (media
del diametro del tronco da 12 a 22 cm, piante alte oltre 22 m).
La struttura del popolamento di tipo verticale. Possiamo ritenere che
i cipressi siano distribuiti in tre strati di vegetazione:
superiore: presente solo il cipresso;
intermedio: insieme al cipresso sono presenti matricine di roverella, polloni di carpino orientale, leccio e carpino nero;
inferiore: insieme al cipresso si trova il ceduo misto.
Come gi indicato, tutti i cipressi del Bosco degli Zappini presentano
unarchitettura di tipo orizzontale, i giovani cipressi, spesso oppressi e sovrastati, sono esili e slanciati. Allinterno della stazione sono presenti gruppi
di cipressi che crescono spesso sotto la chioma di cipressi adulti o nello
loro immediate vicinanze. Questi cipressi presentano una consanguineit
assai elevata tra loro, risultando mezzi-fratelli con la pianta madre in comune.
Pu anche verificarsi intorno alla ceppaia un assembramento di giovani
piantine, perch i semi caduti dalla pianta madre e quelli trasportati dallacqua delle piogge hanno trovato condizioni particolarmente favorevoli
per la germinazione e crescita del semenzale.
Rinnovazione naturale
La rinnovazione naturale del cipresso nel Bosco degli Zappini abbondante e costante negli anni.
Naturalmente, la rinnovazione dipende da vari fattori ambientali e da
particolari situazioni pedologiche. Infatti, la rinnovazione naturale pi abbondante nelle scarpate sassose, sui muri a secco, lungo i sentieri, nei
luoghi aperti e soprattutto dove il terreno mosso per qualsiasi ragione.
La rinnovazione scarsamente ostacolata dallombreggiamento dei cipressi ed addirittura vi una marcata tendenza da parte dei semenzali a
crescere in prossimit del tronco di questi cipressi adulti.
Un effetto negativo sulla rinnovazione del cipresso dato invece dallombreggiamento delle latifoglie e dalla presenza di specie erbacee, mentre il muschio non rappresenta un ostacolo per la rinnovazione.
Nella cipresseta pura, secondo De Rosa, si assiste ad unabbondan16

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tissima rinnovazione in terreni fertili, infatti si contano oltre 17 mila piantine


ad ettaro.
In conclusione si pu ritenere la cipresseta di Fontegreca una formazione ormai naturalizzata con un origine non ancora ben definita ma sicuramente assai remota nei secoli. Aspetti rilevanti e caratterizzanti la
cipresseta sono: la dominanza totale della forma della chioma di tipo orizzontale e la rinnovazione naturale abbondante con semenzali sempre e
comunque con chioma di tipo orizzontale.
Inoltre, nel Bosco degli Zappini non sono stati reperiti cipressi affetti
da cancro del cipresso da Seiridium cardinale, malattia endemica nel bacino mediterraneo, mentre gli attacchi di insetti sono risultati presenti ma
non significativi.
Lapprezzamento per il cipresso da parte delle popolazioni del Matese
dato dal fatto che questa specie stata impiegata per vari usi costituendo una fonte di reddito ed una valorizzazione ecologica dellambiente.
Recentemente (2007) la Regione Campania ha iscritto il Bosco degli
Zappini nel Libro Regionale dei Materiali di Base (LRMB) ed ha finanziato
la costituzione di un Arboreto Clonale nel Comune di Fontegreca per la
produzione di seme dlite di cipresso. LArboreto Clonale stato gi realizzato nel 2010 con cloni di cipresso scelti in cipresseta e selezionati per
la loro resistenza al cancro e per i loro ritmi di crescita.
E opportuno ricordare che sar possibile produrre un seme dlite, selezionato e tracciabile solo con una serie di ulteriori indagini sulla produzione quantitativa di seme, sulla presenza di semi pieni per pianta madre
e sulla loro relativa germinabilit, sullincidenza di semi ottenuti per autofecondazione e di quelli derivati da polline esterni ai cloni presenti nellArboreto.
In conclusione, il lavoro di conservazione e valorizzazione del Bosco
degli Zappini e dellArboreto Clonale non affatto terminato.
opportuno, fin da ora, programmare una serie di interventi tecnici e
scientifici per garantire un futuro ecologico alla cipresseta a livello internazionale e nello stesso tempo per creare nuove opportunit di lavoro e
di reddito alla popolazione del comprensorio del Matese.

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La Cipresseta e la ricerca
Come gi descritto, la Cipresseta di Fontegreca ha una storia antica,
mostra un perfetto adattamento alle condizioni pedoclimatiche della stazione con unabbondante rinnovazione naturale, costituita da circa
140.000 cipressi su 70 ettari tutti con una forma della chioma di tipo orizzontale, come avviene esclusivamente nelle aree naturali greche e turche,
non stata rilevata la presenza di attacchi da Seiridium cardinale mentre
i danni da insetti sono presenti ma trascurabili.
Dal 1999 ad oggi stata costante liniziativa di istituzioni territoriali e
scientifiche prima italiane ed in seguito anche europee per fare emergere
limportanza naturalistica del Bosco degli Zappini in Europa. Sempre nel
1999 fu stilata una convenzione tra il Comune di Fontegreca e lIstituto per
la Protezione delle Piante del CNR, che prevedeva soprattutto la realizzazione dellinventario di tutti i cipressi per definire il loro stato sanitario.
In modo inatteso nessuna
pianta risultata essere attaccata dal cancro del cipresso.
Questo risultato veramente
straordinario perch il cancro
del cipresso endemico e sta
devastando le cipressete, gli
impianti forestali artificiali e le
fasce frangivento in tutti i paesi
mediterranei con danni economici ed ambientali ingenti.
Poich questa malattia gi
presente nel circondario di Fontegreca sui cipressi colonnari
(Cupressus sempervirens var.
pyramidalis) introdotti nel territorio del Comune e del Parco
Regionale del Matese per scopi
ornamentali, vi il reale pericolo di una penetrazione del
patogeno nella Cipresseta con danni consistenti alla vegetazione ed indiretti sulla protezione del suolo dallerosione.
Per scongiurare eventuali danni, la ricerca si preoccupata delle possibili minacce, che possono mettere in crisi la Cipresseta ed in collabora19

zione con istituzioni locali e regionali stata messa a punto una serie di
iniziative riguardanti soprattutto:
A. Monitoraggio ambientale;
B. Valorizzazione della Cipresseta negli aspetti scientifici, socio-economici e naturalistici.
A. Monitoraggio ambientale
Nel 1999 lIPP in collaborazione con il CFS UTB e la Comunit Montana
del Matese ha iniziato un inventario dellesistente.
A.1 Stato fitosanitario della Cipresseta
Per quanto riguarda i cipressi del Bosco degli Zappini stato effettuato il
controllo dello stato sanitario per monitorare lattacco di patogeni ed insetti.
La pi devastante malattia, causata da Seiridium cardinale, del cipresso
risultata assente per i cipressi presi in esame. Relativamente agli attacchi
da insetti, insignificante la presenza dellafide del cipresso (Cinara cupressi) mentre pi significativo lattacco del coleottero del cipresso (Phloeosinus aubei). I coni del cipresso sono stati controllati a campione per
almeno due motivi: sia perch la produzione di coni viene ridotta anche in
modo drastico da attacchi di tortricidi ed acari, da calcididi ed in modo minore da altri insetti, sia perch alcuni di questi insetti sono responsabili
della diffusione del cancro aumentando la quantit di inoculo del patogeno.
Nella Cipresseta stata notata, oltre a quella frequente di Ph.aubei, la
presenza sui coni di Orsillus spp.
Losservazione che negli impianti artificiali di cipressi ornamentali del circondario di Fontegreca presente il cancro del cipresso e che sia nella
Cipresseta che ai margini della stessa vi sono cipressi di specie esotiche
spesso suscettibili al cancro, vi un reale pericolo che il patogeno possa
venire a contatto con i cipressi della Cipresseta. Per questo motivo stato
deciso di studiare il livello di resistenza della popolazione e dei singoli cipressi. Nel frattempo sono stati tenuti a Fontegreca due corsi di formazione
per addestrare il personale tecnico al riconoscimento dei parassiti pi pericolosi per il cipresso e di possibile introduzione nella Cipresseta.
A questo proposito, nellAllegato 2 di questo volume viene riportato lo stato
fitosanitario della Cipresseta e vengono descritti brevemente, ma in modo
esaustivo, i parassiti che potrebbero danneggiare la stessa.
A.2 Specie arboree ed arbustive associate alla Cipresseta
Il Bosco degli Zappini costituito da cipressi disetanei in parte in purezza
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ed in parte associato con altre specie arboree ed arbustive. La presenza


di piante disetanee nei 70 ettari indice di una buona rinnovazione negli
anni e su tutti i tipi di terreno della Cipresseta.

A.2.1 Cipresseta a prevalenza di cipressi


In questa situazione la densit dei cipressi molto elevata (3000-4000 cipressi ad ettaro) e limita o impedisce lo sviluppo di altre specie arboree
ed arbustive. La rinnovazione naturale del cipresso abbondante ed i semenzali presentano nei terreni migliori buoni ritmi di crescita. I cipressi
hanno tutti una chioma di tipo orizzontale e questa particolare caratteristica garanzia di una buona produzione di legno di pregio.
A.2.2 Cipresseta mista
In queste stazioni il cipresso associato con specie di latifoglie mesotermofile:
Carpinella
Roverella
Orniello
Carpino nero
Leccio
Cerro

Carpinus orientalis
Quercus pubescens
Fraxinus ornus
Ostrya carpinifolia
Quercus ilex
Quercus cerris

Salice
Pioppo bianco
Fico
Gelso bianco
Olmo campestre
Acero campestre
Acero trilobo
Acero napoletano
Olivo
Ontano napoletano

Salix spp
Populus alba
Ficus carica
Morus alba
Ulmus minor
Acer campestre
Acer monspessulanum
Acer opalus var. obtusatum
Olea europea
Alnus cordata

Lungo il fiume Sava su terreno alluvionale e pi fertile si assiste ad una maggior presenza di specie associate, che arricchiscono il valore naturalistico
della Cipresseta aumentando considerevolmente la diversit genetica.
Oltre alle specie arboree su indicate, sono segnalate anche le seguenti:

21

Come stato messo in evidenza da Fiorucci alcune di queste specie sono


di origine artificiale o subspontanea oppure subnaturale diffuse spesso per
disseminazione dalle piante introdotte dalluomo.
Le specie associate di arbusti pi frequenti nella Cipresseta possono essere considerate le seguenti:
Erba cornetta
Ginepro rosso
Cisto
Elicriso
Ginestra odorosa

Coronilla emerus
Juniperus oxycedrus
Cistus incanus
Melichrysum italicum
Spartium junceum

A.2.3. Gli inquinanti verdi presenti in Cipresseta


Sono state indicate in un inventario tutte le specie non autoctone, perch
essenziale e fondamentale conoscere la presenza in Cipresseta di specie di cipresso aliene compresa quella di Cupressus sempervirens var.
pyramidalis. Il Comune di Fontegreca nellambito del progetto Interreg. IIIB
MedOcc CypMed su sollecitazione dellIPP commission allagronomo De
Benedictis un rilievo capillare per segnalare soprattutto la presenza di Cupressus arizonica e Cupressus glabra ed esemplari di cipresso colonnare
sul territorio della Cipresseta e di quelli limitrofi.
I cipressi esotici devono essere eliminati immediatamente dalla Cipresseta per non avere un inquinamento genetico, ovvero per impedire eventuali contaminazioni della popolazione di cipressi di Fontegreca con polline
proveniente da queste piante aliene o da cipressi colonnari.
B. Valorizzazione della Cipresseta negli aspetti scientifici, socio-economici e naturalistici
B.1. Valutazione del livello di resistenza al cancro dei cipressi del Bosco
degli Zappini
Nella visita compiuta nel 1999 dal personale di ricerca dellIPP emerso,
come gi indicato precedentemente, che nessun cipresso risultava presentare i sintomi del cancro causati da S.cardinale, malattia ormai endemica in tutti i paesi mediterranei.
Le ipotesi,che possono spiegare lassenza della malattia nella Cipresseta,
sono tre:
la prima: i cipressi di Fontegreca possiedono una resistenza di base
(detta di campo) al cancro molto elevata;
22

la seconda: le condizioni pedoclimatiche della stazione sono tali da rendere difficile linsediamento del patogeno e comunque impedire ogni
possibile sviluppo della malattia;
la terza: il S.cardinale, agente della malattia, non ancora arrivato in
Cipresseta a contatto con i cipressi.
Il lavoro di ricerca per verificare queste tre ipotesi stato particolarmente
complesso, lungo ed oneroso, ma fondamentale conoscere il livello di resistenza al cancro della popolazione di cipressi a Fontegreca. La ricerca in
tal senso iniziata nel 1999, finanziata dallIPP e dal Comune di Fontegreca, che con una convenzione con lIPP si assunto lonere di coprire le
spese relative alla permanenza a Fontegreca del personale IPP. A dicembre
1999 sono state scelte random 120 cipressi adulti seguendo le norme
IUFRO (distanza tra le piante scelte almeno di 100 m per evitare cipressi
imparentati tra loro, perch a causa della consistente rinnovazione naturale le piante intorno al cipresso adulto possono essere pieni fratelli o mezzi
fratelli). Da questi 120 cipressi sono state prelevate dalla parte pi alta della
chioma 30 marze sufficienti per innestare in vivaio 24 semenzali ed avere
circa 15 piante innestate per candidato. Dai cipressi che avevano anche
coni, questi sono stati raccolti e una volta aperti ne sono stati raccolti i semi.
Le marze sono state innestate a dicembre 1999-gennaio 2000 a Pistoia,
mentre i semi sono stati seminati a Maggio 2000 nelle serre sperimentali
dellIPP. Il lavoro di campionamento di cipressi continuato nel dicembre
del 2000 selezionando 80 candidati e nel dicembre del 2001 altri 50.
Le piante innestate dopo 10 mesi dallinnesto venivano travasate in vasetti
di 18 cm e dopo un anno di accrescimento in vivaio: 5 piante innestate per
candidato sono state messe a dimora a Roselle (Grosseto) ed altre 5 a
Cannara (Perugia). I semenzali 2-0, derivati da 140 piante madri, sono stati
piantati sempre nelle 2 localit: 10 semenzali per candidato e per localit.
Dopo tre anni dallimpianto le 2500 piante innestate ed i 2800 semenzali
sono stati inoculati artificialmente con micelio di S. cardinale dove il diametro del tronco raggiungeva la dimensione di 1 cm e sempre ad esposizione
nord. stato rilevato lattecchimento dellinfezione e nel caso positivo la
progressione dellinfezione stata seguita con due rilievi ogni anno.
I rilievi ottenuti dalle infezioni artificiali con micelio del patogeno eliminano
con certezza lipotesi che il popolamento dei cipressi di Fontegreca possieda unelevata resistenza di base al cancro. Infatti dalla prova di inoculazione delle 5 piante innestate per ognuno dei 250 candidati sia a Roselle
che a Cannara risultato che:
210 candidati sono suscettibili allinfezione
84,0%
23

33 candidati presentano un comportamento intermedio


2 candidati resistenti al cancro
5 candidati non classificabili

13,2%
0,8%
2,0%

Ulteriori letture negli anni hanno messo in evidenza un leggero spostamento di alcuni candidati da intermedi a resistenti. Questi dati sono indicativi per dimostrare che il popolamento di Fontegreca presenta una
percentuale di candidati suscettibili al cancro, intermedi e resistenti del
tutto simile a quella da noi riscontrata in altri popolamenti italiani, francesi
e greci (rispettivamente 85% suscettibili, 14% intermedi e 1% resistenti).
Le prove di inoculazione di 20 semenzali per Pianta Madre hanno dato risultati di pi difficile interpretazione ed inficiati dal fatto che i semenzali ottenuti da seme prelevato su piante madri resistenti al cancro possono
derivare da polline proveniente da piante suscettibili al cancro che sono
generalmente di gran lunga pi numerose di quelle resistenti o intermedie. Questo ultimo fatto pu alterare il giudizio sul livello di suscettibilit al
cancro delle 140 piante madri considerate. Come consiglio sempre opportuno raccogliere i coni da piante madri resistenti al cancro anche se ottenuti per libera impollinazione. Occorre per tener presente che la
percentuale di semenzali resistenti al cancro ottenuti per libera impollinazione da candidati resistenti sempre notevolmente inferiore a quella di
semenzali derivati da incroci intraspecifici controllati tra due candidati resistenti al cancro, che oscilla intorno al 17% di semenzali resistenti.
Il risultato ottenuto dallinfezione artificiale indirizza sempre pi verso la
costituzione di un Arboreto Clonale per la produzione di seme costituito
da candidati, quando possibile, che siano tutti resistenti al cancro e con
caratteristiche morfofisiologiche plus.
Inoltre, i risultati dellinfezione artificiale dei cipressi innestati sembrano
confermare lipotesi 3, secondo la quale il S.cardinale non sarebbe ancora
giunto a contatto con i cipressi del Bosco degli Zappini, mentre lipotesi 2,
che prevede che linsediamento e la progressione nei tessuti del patogeno
siano ostacolate ed impedite dalle condizioni pedologiche e climatiche
della stazione, difficile da verificare, perch per una verifica seria occorrerebbe introdurre linoculo del patogeno con infezioni artificiali di giovani
piante nella Cipresseta stessa.
Per una valutazione scientifica della Cipresseta, importante conoscere,
oltre al livello di resistenza al cancro dei singoli candidati, come ognuno di
questi riesca a trasmettere alle discendenze caratteri come la resistenza
al cancro, ladattabilit a certi ambienti, i ritmi di accrescimento, larchitet24

tura e colore della chioma, la produzione di polline e di coni, e la tolleranza


a fattori esterni. Queste indagini genetiche possono essere condotte solo
con incroci intraspecifici controllati ed impiegando idonei modelli di accoppiamento per stimare lereditabilit dei singoli caratteri, lattitudine combinatoria generale (GCA) e specifica (SCA) delle singole piante madri e le
correlazioni tra i caratteri considerati. Queste indagini genetiche sono favorite dalla presenza dellArboreto Clonale a Fontegreca, che rende pi
semplice e meno onerosa lesecuzione di incroci intraspecifici.
Da quanto esposto risulta evidente che queste ricerche hanno richiesto e
richiederanno un notevole sforzo finanziario e di personale. I due progetti
Interreg IIIB MedOcc CypMed e MedCypre hanno coperto finora le spese
sostenute, ma adesso per portare a termine il lavoro iniziato necessario
programmare un progetto di interventi finanziati da Enti locali e dalla Regione Campania.
B.2. Caratterizzazione genetica della popolazione di cipressi del Bosco
degli Zappini
Una delle ipotesi sullorigine della Cipresseta che essa potrebbe essere
unarea residuale di una popolazione naturale di cipresso in passato molto
pi estesa dellattuale area naturale confinata nei paesi orientali del Mediterraneo. LIPP, utilizzando le competenze in materia della dr.essa S. Fineschi ricercatrice IPP, ha inteso caratterizzare geneticamente la
popolazione di cipressi del Bosco degli Zappini mettendola a confronto
con le popolazioni naturali (4 greche e 7 turche) e con 11 popolazioni naturalizzate italiane.
Recentemente sono stati identificati ed ottimizzati marcatori molecolari nucleari (microsatelliti) per C.sempervirens, che permettono di quantificare la
diversit genetica in popolazioni naturali di cipresso e di identificare la probabile origine delle popolazioni italiane, compresa quella di Fontegreca, la
cui introduzione in Italia sicuramente antecedente al 1506 e quindi pu
essere considerata tra le pi antiche al di fuori dellarea naturale. E evidente
che le popolazioni naturalizzate in quanto introdotte dovranno mostrare almeno unassomiglianza genetica con una o pi popolazioni naturali.
I risultati hanno messo in evidenza alti livelli di diversit genetica nelle popolazioni naturali (greche e turche) di C.sempervirens , mentre le popolazioni italiane mostrano un livello di diversit genetica significatamene pi
basso a causa della loro origine probabilmente legata allintroduzione di
materiale limitato (poche piante o pochi semi trasferiti dallarea naturale).
In questo studio sono stati identificati 3 gruppi di popolazioni di cipresso
25

geneticamente distinti: il gruppo greco, il gruppo turco e il gruppo italiano.


Tra le popolazioni italiane, quella di Fontegreca, sebbene appartenente al
cluster italiano, risulta essere piuttosto differenziata dalle popolazioni naturali e da quelle italiane.
Uno studio successivo ha preso in considerazione un maggior numero di
popolazioni di cipresso. Lanalisi spaziale della varianza molecolare ha
identificato 5 gruppi di popolazioni distinti geneticamente:
Gruppo 1: Italia centro-nord
Gruppo 2: Sicilia
Gruppo 3: Fontegreca
Gruppo 4: Grecia e Turchia
Gruppo 5: Siria e Giordania
Dai risultati ottenuti da questo studio, che rappresenta la prima analisi genetica su larga scala impiegando un set di microsatelliti nucleari come marcatori finalizzata a valutare la diversit genetica di popolazioni sia naturali
che naturalizzate di cipresso, risultato che il popolamento di Fontegreca
rappresenta un estremo caso di devianza genetica seguito poi da un forte
isolamento geografico. Come risulta da queste ricerche, che dovranno essere approfondite, il popolamento di cipressi di Fontegreca diverso geneticamente dalle popolazioni naturalizzate italiane e da quelle naturali dei
paesi meridionali del Mediterraneo.

Fig. 1 - Variabilit genetica dei popolamenti di cipresso mediterranei. Ogni cerchietto rappresenta
un popolamento. I colori diversi indicano differenze genetiche.
26

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22

POPOLAZIONE
Bolzano
Trento
Merano
Rovereto
Toblino
Riva del Garda
Arco
Bagno a Ripoli
Mondeggi
Antella
Fontegreca
Aydin
Fethyie
Kapitas
Incircik
Ulupnor
Beskonak
Altinkaya
Anopoli
Therisson
Skaphia
Samos

PAESE

Italia

Turchia

Grecia

LATITUDINE
11.35
11.12
11.18
11.04
10.98
10.85
10.89
11.32
11.32
11.32
14.19
27.26
29.12
29.64
29.99
30.57
31.21
31.10
24.02
23.99
25.92
26.98

Tab. 1 - Popolazioni di Cupressus sempervirens analizzate

LONGITUDINE
46.49
46.07
46.65
45.88
46.05
45.89
45.92
43.75
43.75
43.75
41.46
37.87
36.62
36.20
36.24
36.60
37.16
36.92
35.51
35.39
35.15
37.78

Questa indagine indica chiaramente che la Cipresseta di Fontegreca ha un


valore genetico unico tra le popolazioni esaminate, tale da giustificare
liscrizione nel Libro Regionale dei Materiali di Base della Campania, avvenuta nel 2007. Sono ora necessari altri studi per conoscere lorigine del
popolamento di Fontegreca rispetto alle popolazioni naturali e se non si reperisce una assomiglianza o connessione genetica tra la popolazione di
Fontegreca e le popolazioni naturali, pu prendere consistenza lipotesi che
la Cipresseta di Fontegreca sia unarea residuale di una vasta popolazione naturale che in passato occupava un areale dalla Turchia allItalia,
area residuale che si ulteriormente differenziata nei secoli per isolamento
geografico e per aver trovato condizioni pedoclimatiche ottimali.
B.3 Produzione di seme
E noto che la maturazione del seme avviene nel cipresso comune dopo
circa 18 mesi dallimpollinazione, ovvero generalmente in Ottobre. A Fontegreca la maturazione del seme e lapertura dei coni e la relativa caduta
dei semi sono anticipate di uno-due mesi, ovvero verso la fine di luglio. In27

fatti, ad ottobre i coni risultano generalmente aperti ed i semi gi dispersi.


Questo forte anticipo della maturazione del seme, probabilmente dovuto
allesposizione della stazione ed al chiaro colore del terreno, ha indotto a
studiare quale sia il momento migliore per la raccolta dei coni. In collaborazione con la Comunit Montana del Matese e con il CFS UTB sono stati
raccolti 100 coni da pi piante madri ogni 15 giorni a partire dal 1 giugno
fino allapertura dei coni naturalmente. I coni sono stati conservati in sacchi
di juta e poi fatti aprire in stufa a 35C. Tutti i semi sono stati raccolti e pesati per conoscere la produzione di semi nei vari periodi. A maggio dellanno successivo campioni casuali di 1000 semi sono stati seminati in un
letto di semina e verificata la relativa germinabilit a 28 e 42 giorni dopo
la semina. Da questa prova tecnica emerso che il momento migliore per
la raccolta, stabilito dal peso dei semi e dalla germinabilit, a fine luglio.
La prova ha un carattere particolarmente pratico, ma indicativa ed utile
nel caso che sia prevista una raccolta massale di coni direttamente in Cipresseta e soprattutto nellArboreto Clonale, anche se in questo ultimo
caso dovr essere considerato che le condizioni della stazione sono notevolmente cambiate.
B.4 Il monitoraggio sanitario della Cipresseta ed il controllo della funzionalit delle piante nellArboreto Clonale devono essere programmati semestralmente per ridurre i danni di eventuali attacchi parassitari e quelli
da fattori abiotici di stress.

28

Arboreto clonale di cipresso per la produzione


di seme dlite
Gli studi effettuati finora grazie a due progetti Interreg IIIB MedOcc, alle
iniziative del Comune di Fontegreca, della Comunit Montana del Matese,
del Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale per la Biodiversit di
Caserta, dellIstituto per la Protezione delle Piante del CNR e della Regione Campania, hanno messo in evidenza che il Bosco degli Zappini ha
una origine antica, una realt unica in Italia per la sua naturalit, per
lestensione, per la rinnovazione naturale abbondante e per la sua vitalit.
Questa nicchia ecologica di inestimabile valore naturalistico costituita
da cipressi disetanei, tutti con unarchitettura della chioma di tipo orizzontale (Cupressus sempervirens var. horizontalis) ed esenti da cancro del
cipresso.
Per questi indiscussi meriti la Cipresseta Riserva Naturale Biogenetica (RNB), Riserva Naturale Orientata (RNO), Sic 13 del Matese Casertano e recentemente (2007) stata iscritta nel Libro Regionale dei
Materiali di Base (LRMB) della Campania.
Questi meritati riconoscimenti dovranno impegnare sempre pi le istituzioni provinciali e regionali della Campania ad una serie di interventi:
per garantire la conservazione e la valorizzazione della variabilit genetica della Cipresseta
per sensibilizzare i fruitori della Cipresseta sul valore socio-economico
ed ambientale promuovendo una gestione razionale ed ecosostenibile
della stessa.
La recente introduzione nel LRMB comporta la stesura di un Piano pluriennale, che interessi i diversi Enti territoriali e di ricerca in modo da individuare almeno a medio termine le attivit tecnico-scientifiche da realizzare
per lo sviluppo sia delle conoscenze scientifiche sullArboreto Clonale che
delleconomia del circondario di Fontegreca.
La costituzione dellArboreto Clonale di cipresso e la sua valorizzazione
basata su studi di genetica di popolazione e sulla gestione prudente, sono
stati loggetto della Convenzione stilata dalla Regione Campania con CFSUTB, CNR-IPP e Comune di Fontegreca, nella quale prevista anche la
collaborazione dellEnte Parco del Matese e della Comunit Montana del
Matese. Lobiettivo dellArboreto Clonale di produrre seme di cipresso
dlite certificato e con una certa tracciabilit.
LArboreto Clonale possibile perch la ricerca ha acquisito conoscenze sulla genetica e fisiologia del cipresso tali da costituire con suc29

cesso arboreti clonali per la produzione su larga scala di seme dlite.


Sono disponibili, infatti, cloni di cipresso prelevati in Cipresseta e selezionati per la resistenza al cancro e per altri caratteri selvicolturali utili per ottenere piante adatte per impianti per la produzione di legname di pregio e
per rimboschimenti protettivi delle risorse naturali (suolo, qualit dellacqua, biodiversit).

Nel caso dellArboreto Clonale di Fontegreca, con materiale prelevato


esclusivamente tra i cipressi del Bosco degli Zappini, i 250 candidati inoculati artificialmente con micelio di S.cardinale hanno disatteso le aspettative. Infatti, considerando che nessuno dei circa 140.000 cipressi
mostrava sintomi della malattia, si riteneva che la percentuale dei candidati
con comportamento tollerante al cancro (13,2%) e resistente (0,8%)
fosse pi alta. E noto che il carattere resistenza al cancro ha unereditabilit relativamente bassa e che solo il 17% dei semenzali derivati da incroci intraspecifici tra genitori entrambi resistenti al cancro sono risultati
resistenti.
Al contrario di quanto si verificato nei test sulla resistenza al cancro,
le discendenze per libera impollinazione hanno mostrato incoraggianti prospettive: ottimo accrescimento in fase giovanile e tutti i semenzali hanno
un architettura della chioma di tipo orizzontale, come quella delle piante
madri.
30

Uno degli obiettivi della Convenzione con la Regione Campania di


utilizzare le conoscenze scientifiche acquisite per ridurre i costi di produzione di seme nellArboreto Clonale, per ottenere un prodotto dlite e tracciabile ed infine per promuovere occupazione.
LArboreto Clonale di Fontegreca costituito da 30 cloni selezionati per
diversi caratteri selvicolturali e per la resistenza al cancro, isolato da ogni
impollinazione estranea e programmato in modo da evitare o limitare al
minimo seme da autofecondazione e gestito in modo da avere una produzione di seme costante, a costi accettabili ed in sicurezza operativa.

I vantaggi economici e selvicolturali dellimpiego di un Arboreto Clonale sono:


lutilizzo di piante selezionate per la loro resistenza al cancro e per altri
caratteri garanzia per ottenere seme geneticamente superiore a quello
commerciale e capace di fornire semenzali adatti per le diverse funzioni;
i cipressi in un Arboreto Clonale, come quello di Fontegreca in terreno
quasi pianeggiante, possono essere gestiti come le piante di un frutteto
(irrigazione, concimazioni, etc.) favorendo lentrata in produzione di polline e di fiori femminili verso i 4-5 anni (ed anche prima) dallimpianto;
in un Arboreto Clonale possibile la raccolta meccanica dei coni evitando, rispetto alla raccolta dei coni in bosco, spesso come succede a
Fontegreca in terreni difficili, rischi sul lavoro;
infine i cipressi dellArboreto Clonale sono continuamente monitorati da
un punto di vista sanitario, e possono facilitare studi per conoscere per
ogni candidato la percentuale di semi ottenuti per autofecondazione,
quelli da incroci con altri candidati presenti nellArboreto e quelli con
polline alieno ovvero di cipressi esterni allArboreto.

Gli svantaggi sono relativamente pochi e controllabili. Per ridurre leffetto dellautofecondazione (quando il polline di un clone feconda i fiori
femminili dello stesso clone) sui semi e sui relativi semenzali lArboreto
Clonale deve essere costituito da diverse ripetizioni (blocchi), possibilmente distanti tra loro.
Ogni blocco deve avere una sola pianta innestata per ciascun clone in
modo da avere la massima distanza possibile tra le piante innestate dello
stesso clone ed avere di conseguenza nelle discendenze un minore tasso
di consanguineit.

31

N PROGRESSIVO
IN ARBORETO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

N PIANTA
MADRE
3370
3371
3372
3375
3378
3379
3390
3393
3397
3404
3409
3410
3411
3413
3422
3430
3432
3443
3444
3445
3460
3479
3485
3487
3599
3606
3618
3640
3642
3649

NUMERAZIONE
PIANTE NEL BOSCO
DEGLI ZAPPINI
1
2
3
6
9
10
21
24
28
36
41
42
43
45
54
63
65
76
77
78
93
112
118
120
150
157
169
191
193
200

Tab. 2 - I cloni selezionati sono indicati nellArboreto da 1 a 30 (1 colonna), ognuno inserito nel Registro delle Piante Madri dellIPP (2 colonna) e riferito alla numerazione dei
candidati scelti nel Bosco degli Zappini (3 colonna)

32

Fig. 2 - Schema disegno sperimentale utilizzato per costituire larboreto clonale da seme

33

A seguito dei risultati ottenuti nei test con inoculazione artificiale con
micelio del patogeno e nei test sullaccrescimento e funzionalit delle
piante a Roselle e Cannara, nel 2008 stato deciso di scegliere per lArboreto Clonale 30 candidati che presentassero alcuni resistenza al cancro
ed altri valori intermedi di tolleranza, ma tutti con ritmi di accrescimento
considerevoli e con la forma della chioma di tipo orizzontale. Con il CFSUTB sono stati presi accordi precisi di come sistemare il terreno, messo a
disposizione dal Comune di Fontegreca. E stato elaborato un protocollo
che prevedeva la costituzione di 9 ripetizioni a Fontegreca e 2 nel vivaio
Pino Amato di Baia Latina gestito dalla Regione Campania.

34

Queste due ripetizioni a Baia Latina hanno anche lo scopo di avere in


due localit lo stesso germoplasma e salvaguardarlo in caso ad esempio
di incendi.
stata studiata la disposizione delle piante innestate in modo da cercare
di ridurre al minimo lautofecondazione e di conseguenza la depressione
dovuta alla consanguineit (inbreeding depression) nelle discendenze.

Da Pistoia, dove le piante sono state innestate, nel 2009 sono state trasferite nellazienda sperimentale dellIPP a Firenze ed invasate in vasetti
di 18 cm. Nellaprile-maggio 2010 tutte le piante sono state trasferite al vivaio Pino Amato di Baia Latina (CE). Le piante sono state messe a dimora
nellappezzamento messo a disposizione dal Comune di Fontegreca per
formare lArboreto clonale e presso il vivaio regionale Pino Amato a partire dal 7 settembre 2010.
La sopravvivenza dei cipressi innestati stata quasi del 100%. Le
poche piante morte ed alcune con crisi di crescita sono state sostituite con
cipressi dello stesso clone.
Ogni pianta, semestralmente, stata misurata in altezza ed in diametro
a 30 cm da terra da personale del CFS - UTB. I rilievi hanno riguardato
anche la presenza di fiori maschili e femminili e eventuali attacchi parassitari.
LArboreto Clonale di Fontegreca ancora in fase giovanile, ha iniziato
su alcuni candidati a produrre fiori maschili e femminili.
35

Numerose sono le aspettative per questo Arboreto Clonale di cipresso,


a nostra conoscenza primo esempio in Europa.
Dopo limpianto dellArboreto, vi sono una serie di prove che vanno eseguite, tra queste almeno quattro indagini da fare sui semi e candidati presenti per valutarne la consanguineit. Esse sono di seguito descritte in
dettaglio:
La prima riguarda studi sulla qualit del seme: determinazione della
percentuale di semi pieni, la loro germinabilit e la germinabilit sul totale dei semi.
La seconda indagine serve a stabilire lincidenza di semi derivati da
auto fecondazione per ciascun candidato. Questo fattore importante
perch incide negativamente sulla vitalit e crescita del semenzale
prima e poi della pianta.
La terza indispensabile per conoscere da quale dei 30 candidati presenti nellArboreto clonale arriva il polline. Queste indagini verranno effettuate con lausilio del paternity test in modo da conoscere il genitore
padre e quindi conoscendo la disposizione dei candidati sar possibile
stabilire la distanza da dove pu provenire il polline ancora vitale. Con
questi dati possiamo meglio definire il modello migliore per ridurre al
minimo la consanguineit.
La quarta indagine programmata per valutare la percentuale di semi
derivati da polline estraneo ai candidati dellArboreto Clonale di Fontegreca. Se tale incidenza si verificasse e fosse significativa, si dovrebbe estendere la fascia di protezione intorno allArboreto Clonale
eliminando i cipressi in questa fascia allargata.
A seguito dei risultati ottenuti con le indagini su descritte ed altre previste
dalla normativa, il seme derivante dallarboreto clonale di Fontegreca potr
essere classificato nella categoria Controllati (la pi prestigiosa) ai sensi
dellallegato VI del D.Lvo 386/2003.
A regime, lArboreto Clonale di Fontegreca potr fornire ai vivai forestali
italiani e non solo, seme per impianti per la produzione di legname di pregio, per la protezione delle risorse naturali, per impianti utili contro lerosione idrica ed eolica del suolo e contro incendi superficiali e per rinverdire
le aree boschive distrutte dagli incendi.
La costituzione di un vivaio per la produzione di piantine di cipresso per
soddisfare le richieste delle istituzioni pubbliche e degli utilizzatori finali
auspicabile in modo da poter disporre di semenzali di origine garantita,
per poter ottenere un reddito dalle vendite delle piante prodotte e nello
stesso tempo creare posti di lavoro a Fontegreca.
36

Attivit svolte dal Corpo Forestale dello Stato - Ufficio


per la Biodiversit nella Cipresseta e nellArboreto
Clonale da seme
Attivit svolte nellambito della cipresseta
Il Corpo forestale dello Stato gi negli anni 90, prima dellistituzione del
Parco Regionale del Matese, ha cercato di tutelare e proteggere questo
scrigno di Biodiversit, tentando dapprima lacquisto dellintera area, cosa
non andata a buon fine, ed in seguito percorrendo la strada della gestione
della stessa.
Dal 2007 la Cipresseta di Fontegreca gestita dal Corpo forestale dello
Stato Ufficio territoriale per la biodiversit di Caserta che, grazie ad un
accordo con il Comune di Fontegreca, ha posto in essere azioni rivolte a
migliorare la conservazione e la valorizzazione di questo inestimabile patrimonio arboreo.
Lobiettivo quello di salvaguardare la formazione forestale della cipresseta, avente una superficie di circa 70 ettari ed ubicata sulle pendici
del massiccio del Matese.

Larea ricade nel perimetro del Parco Regionale del Matese, nel SIC IT
8010013 Matese casertano e risulta contigua allarea ZPS IT8010026
Matese.
37

Si tratta di un consorzio forestale di Cupressus sempervirens var. horizontalis di estremo interesse sia dal punto di vista genetico che biogeografico: la cipresseta infatti una espressione di foresta montana di
ambiente paleo mediterraneo a clima aridissimo ed stata riconosciuta
bosco da seme regionale.
In particolare gli obiettivi specifici, individuati dal C.F.S., sono i seguenti:
tutelare la formazione Cipresseta di Fontegreca, unico esempio in Italia meridionale di cipresseta naturalizzata di Cupressus sempervirens
var. horizontalis;
tutelare la fauna prioritaria presente nellarea;
conservare gli habitat umidi di grande importanza (pozze, cascate) presenti lungo le sponde del fiume Sava;
rimuovere gradualmente i rimboschimenti della specie alloctona Cupressus arizonica effettuati in passato;
sensibilizzare la popolazione locale ed i turisti sul valore naturalistico e
culturale della cipresseta di Fontegreca;
realizzare il piano di gestione naturalistica della cipresseta;
sviluppare tecniche di conservazione ex situ dellecotipo del cipresso
di Fontegreca e realizzare un arboreto per la produzione di seme dlite;
promuovere una fruizione leggera e sostenibile per consentire uno sviluppo locale durevole fondato sul turismo di qualit ;
prevedere interventi diffusi di messa in sicurezza del territorio, quali ripristino di sentieri e prevenzione degli incendi boschivi.

38

Durante il periodo di gestione, il Corpo forestale dello Stato, ha posto


in essere le seguenti attivit:
ripristino della sentieristica esistente, in quanto al momento dellacquisizione dellarea gli stradelli di servizio risultavano chiusi e non praticabili;
interventi di sistemazione dei versanti con tecniche di ingegneria naturalistica;
creazione delle fasce spezza fuoco lungo i confini della cipresseta, per
tutelarla da eventuali incendi provenienti dalle zone limitrofe;
abbattimento di specie alloctone potenzialmente pericolose per linquinamento genetico del cipresso di Fontegreca;
attivit di Anti Incendio Boschivo, con operai forestali e mezzi dislocati
in zona nel periodo estivo;
realizzazione di materiale didattico divulgativo al fine di diffondere la
conoscenza della cipresseta;
attivit didattiche rivolte a scuole primarie e secondarie.
Al fine di contenere i costi economici ed ambientali, per le attivit di sistemazione idraulico-forestale, sono stati utilizzati materiali del posto, per
esempio il legno derivante dallabbattimento di specie alloctone ed il pietrame rinvenuto in loco.

Attivit svolte nellambito dellArboreto clonale da seme


Nel 2009 stato firmato un protocollo dintesa tra Regione Campania,
Comune di Fontegreca, Corpo forestale dello Stato e Consiglio Nazionale
Ricerche - Istituto per la Protezione delle Piante, per la realizzazione di un
arboreto sperimentale allinterno del territorio comunale secondo le disposizioni del D.lgs 386/2003.Con un progetto sperimentale sono stati messi
a dimora alcuni cloni di cipresso di Fontegreca, selezionati dallIPP-CNR
per la resistenza al cancro del cipresso (Seiridium cardinale) e per caratteristiche superiori, moltiplicati per innesto.
Tale impianto stato realizzato allo scopo di raccogliere, con costi limitati, e mettere in commercio semi di qualit in grado di produrre cipressi
resistenti al cancro e con una maggiore adattabilit e funzionalit, per soddisfare le richieste di cipressi dellItalia Centro-Meridionale.
Il terreno dove stato realizzato detto arboreto stato messo a disposizione dal Comune di Fontegreca. Prima della piantumazione dei cloni di
cipresso sono stati effettuati appositi lavori di preparazione e sistemazione
del fondo.
39

Detti lavori sono consistiti nellestirpazione, lungo i margini dellappezzamento di terreno, della Robinia pseudoacacia; nella sistemazione dei
muretti a secco esistenti anche al fine di convogliare le acque meteoriche
verso il torrente Sava; nella realizzazione di una staccionata in castagno
lungo tutto il perimetro dellarea; nellapposizione di tabellonistica con descrizione degli interventi.
40

Lobiettivo quello di inserire, come per la Cipresseta, larboreto clonale nel Libro regionale dei materiali di base della Campania.

41

Interventi futuri per la valorizzazione della cipresseta e


dei prodotti dell'Arboreto Clonale da seme
Le attivit di ricerca e egli interventi effettuati dal 1999 ad oggi hanno
messo in evidenza il valore naturalistico, sociale ed economico del bosco
degli Zappini. I riconoscimenti per questa nicchia ecologica sono stati numerosi e di rilevante importanza (RNB, RNO, SIC 13 e recentemente linserimento nel Libro Regionale dei Materiali di Base della Regione
Campania, oltre ad essere il soggetto portante di due progetti europei CypMed e MedCypre).
Tuttavia, per inserire definitivamente la Cipresseta in un circuito internazionale e soprattutto per una sua valorizzazione economica e naturalistica sono necessari ulteriori interventi amministrativi e manageriali e
naturalmente studi specifici sulla Cipresseta e sullArboreto Clonale costituito a Fontegreca e presso il vivaio regionale di Baia Latina per la produzione di seme dlite.
LAssessorato allAgricoltura della Regione Campania, ha stipulato una
Convenzione decennale per la costituzione di un Arboreto Clonale a Fontegreca con 30 cloni di cipresso selezionati per diversi caratteri morfofisiologici. La costituzione dellArboreto stata certamente un passo
importante sia perch tale Arboreto Clonale per la produzione di seme il
primo caso a livello europeo, sia perch limpiego di 30 cloni selezionati
nella Cipresseta garantisce il mantenimento della variabilit genetica, sia
perch stato possibile trasferire i risultati della ricerca direttamente in
campo.
La lodevole iniziativa della Regione Campania non deve rimanere isolata. E necessario un ulteriore finanziamento di una Convenzione con durata almeno decennale, che preveda la collaborazione piena tra gli Enti
pubblici territoriali interessati alla salvaguardia della Cipresseta (Regione
Campania, Provincia di Caserta, Parco Regionale del Matese, Comunit
Montana del Matese, Comune di Fontegreca), le istituzioni nazionali
(Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale della Biodiversit di Caserta), i proprietari della Cipresseta ed infine lIstituto per la Protezione
delle Piante del CNR.
La nuovaConvenzione deve prevedere:
una collaborazione attiva tra le parti nel definire gli obiettivi generali e
specifici del programma;
la stesura di un programma dettagliato per la valorizzazione della Cipresseta
che assegni compiti specifici agli Enti partecipanti ed i relativi finanziamenti;
42

la messa a disposizione di personale tecnico e scientifico sufficiente


per garantire negli anni una gestione coordinata nei tempi e nei modi
stabiliti dal programma.
Il programma di interventi di ricerca per la caratterizzazione scientifica
e di interventi conservativi deve prendere in considerazione:
A. la Cipresseta
B. lArboreto Clonale di cipressi

A. Interventi per la Cipresseta


A.1 Interventi tecnico-amministrativi
Il CFS-UTB di Caserta ha presentato una domanda nellambito del Progetto europeo Life+Nature che prevede, tra l'altro, interventi per conservare la biodiversit, la produttivit, la capacit di rigenerazione e la vitalit
della Cipresseta in modo da garantire, ora ed in futuro, le sue funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale e nazionale.
Le istituzioni pubbliche interessate, dovranno farsi carico di inventariare e
poi eliminare tutte le specie aliene, soprattutto di cipresso, introdotte erroneamente nella Cipresseta costituita da solo Cupressus sempervirens
var. horizontalis, compresi quindi anche tutti i cipressi piramidali impiegati
come piante ornamentali. Tenendo presente lo studio effettuato dal dr De
Benedictis nellambito del progetto CypMed e relative raccomandazioni,
bisogna eliminare con un programma scalare negli anni, seguendo le
norme vigenti in materia forestale, tutti i cipressi argentati (Cupressus arizonica, C.glabra) presenti in rimboschimenti artificiali nelle zone limitrofe
alla Cipresseta, pi precisamente nelle localit: Colle La Falce 374 piante;
Caselle 7 piante; Ianare 2404 piante; Costa Felice 3.356 piante; Sorienzola
512 piante; Cesaunomo 54 piante.
Il CFS-UTB potrebbe essere incaricato di gestire la Cipresseta con una
visione multifunzionale e predisporre il Bosco degli Zappini alla fruizione
degli utenti.
A.2 Interventi di ricerca
La valutazione delle caratteristiche selvicolturali basata su piante innestate
e su semenzali ottenuti da libera impollinazione particolarmente incoraggiante: laccrescimento in altezza e diametro delle piante derivate dalla
Cipresseta notevolmente superiore a quello di piante ottenute da seme
commerciale o di piante innestate non di provenienza Fontegreca. Questo
comportamento dovr essere ulteriormente analizzato e confermato con
test in varie localit e su terreni di varia natura.
43

Altro aspetto importante per la commercializzazione che la forma della


chioma dei semenzali di tipo orizzontale.
La ricerca dovr confermare o meno che la popolazione di cipresso di Fontegreca possegga un patrimonio genetico tale da garantire la trasmissione
alle discendenze del carattere della chioma horizontalis in modo dominante. Questa tesi verr validata con incroci intraspecifici tra cipressi con
chioma horizontalis e quelli con chioma di tipo pyramidalys.
E di grande interesse individuare nella cipresseta nuovi candidati che presentino alti livelli di resistenza al cancro. I test finora effettuati hanno riguardato 250 candidati della Cipresseta e di questi solo lo 0,8% ha
mostrato resistenza al cancro e 13,2% una tolleranza alla malattia. Sarebbe opportuno avere una pi larga base di candidati resistenti al cancro.
Si propone di estendere i test ad altri 200 candidati. Inoltre, considerando
che uno dei principali impieghi dei cipressi (innestati o semenzali) di Fontegreca limpianto per la produzione di legno, lIPP continuer, in collaborazione con lIVALSA-CNR, ad effettuare test su alcuni candidati
promettenti per determinare la loro capacit produttiva e soprattutto la
qualit del legname.
Lanalisi con marcatori molecolari, ha messo in evidenza consistenti livelli
di diversit genetica nella popolazione di Fontegreca rispetto alle popolazioni naturali greche e turche ed a quelle naturalizzate italiane. La popolazione di Fontegreca si differenzia da tutte le popolazioni esaminate.
Un aspetto interessante da affrontare nelle nuove indagini conoscere a
quale popolamento naturale quello di Fontegreca sia assimilabile.
Per la salvaguardia della Cipresseta essenziale effettuare un controllo
sanitario semestrale sia per riconoscere leventuale agente patogeno trovato in Cipresseta, sia per valutare la sua pericolosit e nel caso positivo
cercare di eliminarne la diffusione con drastici interventi di bonifica.
A.3 Interventi socio-economici
Finora sono stati tenuti due corsi di formazione per migliorare le conoscenze scientifiche e per indicare la gestione pi idonea per la Cipresseta.
Laddestramento del personale ha riguardato soprattutto le tecniche per
la raccolta dei coni di cipresso, per la preparazione e la conservazione del
seme. Sarebbe opportuno istruire personale per listituzione di una cooperativa giovanile che potesse fornire ai visitatori , scolaresche comprese,
un servizio di guida turistica alla Cipresseta. Inoltre con un programma ad
hoc essenziale che le istituzioni pubbliche, soprattutto locali, sensibilizzino la gente sullimportanza economica e naturalistica del Bosco degli
44

Zappini e sulla necessit di poter conservare la variabilit genetica della


flora e della fauna oggi presenti in Cipresseta.
La conservazione, la valorizzazione e la conoscenza della Cipresseta,
possono essere un motore per promuovere il turismo naturalistico ed avere
una ricaduta economica non indifferente sulle attivit lavorative e sul commercio.

45

B. Interventi per lArboreto Clonale di Fontegreca


Il lavoro di ricerca da compiere nei prossimi anni per caratterizzare il seme
raccolto in Arboreto stato brevemente accennato precedentemente. In
particolare sono previsti:
B.1 Studi per definire la qualit del seme
Le indagini future dovranno prevedere la determinazione della qualit del
seme da effettuarsi su campioni ripetuti di 200 semi ciascuno; di seguito
sono riportate le varie determinazioni analitiche:
peso di 1000 semi per ogni clone in Arboreto;
percentuale di semi pieni (FS) riferita a tutti i semi (TS);
germinazione dei semi. Questa dovr riguardare almeno i seguenti parametri:
GCF capacit germinativa dei semi pieni
GCT capacit germinativa calcolata sui semi totali
GV valore di germinazione. Questo parametro calcolato considerando la sommatoria di DGS (che la velocit di germinazione
espressa dal numero cumulativo di semi germinati ogni giorno per
N giorni) divisa per N e moltiplicata per 10xGCF (capacit germinativa dei semi pieni)
MGT tempo medio di germinazione dei semi;

Dovr essere presa in considerazione anche la stratificazione dei semi


a +2C e 100% di umidit per 30 giorni. Anche se la stratificazione non
risultata essere importante per la germinazione dei semi di C.sempervirens, questa ha un effetto positivo sulla velocit di germinazione.
B.2 Stima dellincidenza dellautofecondazione
Anche se la disposizione dei cloni nellArboreto Clonale stata studiata
per ridurre al minimo il rischio che il polline di un clone arrivi a fecondare i
fiori femminili dello stesso clone (autofecondazione), opportuno conoscere quanti semi derivano da incrocio per autofecondazione e se vi sono
candidati che presentano percentuali pi alte di altri. Tale percentuale dipende, oltre naturalmente dalla vicinanza di piante dello stesso clone, dalla
contemporaneit di fioritura maschile e femminile essendo il cipresso una
pianta dioica (fiori maschili e femminili separati sulla stessa pianta) e dalla
lunghezza del periodo di fioritura e dalla recettivit del polline da parte del
fiore femminile. Questi caratteri fenologici dovranno essere seguiti atten46

tamente negli anni, per tutti i 30 cloni e in tutte le ripetizione dellArboreto


a Fontegreca e nel vivaio di Baia Latina.
Risulta estremamente importante conoscere la percentuale di semi derivati
da autofecondazione, perch il seme cos derivato in genere produce semenzali che presentano un ridotto accrescimento sia dellapparato radicale
che della parte aerea con un funzionamento inferiore a quello delle piante
da incrocio (questa riduzione di funzionalit della piante conosciuta come
inbreeding depression). Per valutare la predetta incidenza, si opera prelevando da ogni clone presente in Arboreto coni dalla parte pi alta della
chioma per avere almeno un centinaio di semenzali. Ognuno dei 30 cloni
in precedenza stato caratterizzato da microsatelliti. Con il paternity test
sui semenzali questi possono essere assegnati al gruppo incrocio esterno
o al gruppo da autofecondazione. In questo modo possibile stimare lincidenza di autoimpollinazione sul seme per ogni clone.
B.3 Stima della distanza dalla quale pu provenire il polline ancora vitale
Numerosi autori affermano che il polline di cipresso pu raggiungere distanze considerevoli, ma finora non stata accertata quale sia la distanza
massima perch il polline mantenga la sua vitalit, ovvero la capacita di
fecondare i fiori femminili. Questa non conoscenza genera incertezza
sulla distanza minima tra due piante innestate dello stesso clone in un Arboreto per ridurre al minimo il rischio di consanguineit. Disponendo di un
Arboreto Clonale di cipresso allestito secondo un idoneo modello sperimentale e basato su 9 ripetizioni come quello di Fontegreca, possibile
effettuare una serie di studi per stabile quale possa essere la distanza
massima perch il polline possa mantenere la sua vitalit germinativa. I
30 cloni sono gi stati caratterizzati con microsatelliti. Come indicato nel
punto B.2 il centinaio di semenzali per ciascun clone vengono caratterizzati con paternity test in modo da conoscere il padre (fornitore di polline).
In questo modo possiamo conoscere per ogni gruppo di mezzi fratelli (halfsibs), quanti sono derivati da autofecondazione (selfing), quanti di questi
dal polline di cipressi presenti nellArboreto Clonale, ed infine quanti semenzali sono stati fecondati da polline esterno a quello dei 30 cloni.
Inoltre, conoscendo la disposizione dei cloni nellArboreto e conoscendo
con il paternity test il fornitore di polline (padre) non risulta difficile calcolare
almeno per lArboreto di Fontegreca quale sia la distanza massima da
dove provenga il polline ancora vitale e capace di fecondare con successo.
Queste informazioni servono per definire il modello pi certo da seguire
per la costituzione di un Arboreto Clonale di cipresso.
47

Nel caso poi che si sia verificato un inquinamento verde da parte di polline
di cipressi esterni allArboreto si deve intervenire allargando la fascia di protezione intorno allArboreto mediante labbattimento dei cipressi presenti.

Conclusioni
Malgrado che dal 1999 ad oggi la partecipazione delle istituzioni locali
alla gestione della Cipresseta siano state saltuarie e di scarsa rilevanza finanziaria, grazie allostinazione del Comune di Fontegreca, agli interessi
scientifici da parte dellIPP-CNR ed alla partecipazione di strutture per la gestione della Cipresseta, sono stati ottenuti fondi europei con i due progetti
CypMed e MedCypre e recentemente fondi regionali mediante la Convenzione con la Regione Campania per la costituzione dellArboreto Clonale.
Attualmente Fontegreca per la sua Cipresseta e per il suo Arboreto Clonale
introdotta in un circuito nazionale ed europeo a carattere naturalistico.
Ma ormai tempo di un impegno costante dal punto di vista finanziario
e di personale coinvolto da parte di Enti regionali, in quanto non pi possibile portare avanti le numerose ricerche in essere per avere informazioni
tecnico scientifiche sulla Cipresseta e sullArboreto Clonale di Fontegreca.
Tali conoscenze sono la base per ogni operazione razionale e per trasformare i risultati ottenuti dai ricercatori e tecnici in ricadute economiche ed
ambientali.
48

Ammirevole il tentativo, che tutti desideriamo abbia successo, da


parte del CFS-UTB di Caserta di avere un finanziamento dal Progetto Europeo Life+Nature per acquistare il Bosco degli Zappini e per la sua valorizzazione naturalistica.
La conservazione, il recupero e la valorizzazione sia del Bosco degli
Zappini che dellArboreto Clonale dipendono dallintervento delle istituzioni
provinciali campane e della Regione Campania, che devono impegnarsi
per la salvaguardia di questo importante patrimonio.
Il futuro della Cipresseta e dellArboreto Clonale strettamente legato
alla capacit di queste istituzioni dorganizzare una collaborazione attiva
tra Enti interessati alla valorizzazione della Cipresseta e dellArboreto Clonale, di farli operare insieme almeno a medio termine nellambito di un
programma di lavoro ben definito e con finanziamenti certi nei tempi e nei
modi, che assegni anche ad ogni Ente partecipante compiti precisi sia nella
gestione del territorio che nella ricerca. Un programma gestionale e di ricerca assolutamente necessario ed urgente per non disperdere i vantaggi derivati dai risultati finora ottenuti. Questi risultati sono numerosi ed
in prospettiva possono certamente tradursi in una serie di ricadute scientifiche, socio-economiche, occupazionali, ambientali e turistiche.

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Normativa di riferimento
In campo forestale, lattivit di raccolta, lavorazione e distribuzione dei
materiale di propagazione stata regolamentata da specifiche normative
europee e nazionali che nel tempo si sono evolute.
A livello europeo, la prima norma in materia stata dettata dalla Direttiva 66/404/CEE del Consiglio del 14 giugno 1966 Relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione.
In seguito a questa direttiva, lo Stato italiano eman la Legge n. 269
del 16.05.1973 Disciplina della produzione e del commercio di sementi e
piante di rimboschimento con la quale dal 1973 al 2003 la materia venne
regolamentata. La legge, tra laltro, previde listituzione, presso il Ministero
dellagricoltura e delle foreste, Direzione generale per leconomia montana
e per le foreste, del Libro Nazionale dei Boschi da Seme (L.N.B.S.) in cui
vennero catalogati oltre 140 boschi da seme di varie specie diffuse su
tutto il territorio nazionale. Inoltre, furono previste procedure, registrazioni
e certificazioni per garantire la tracciabilit del materiale forestale di propagazione, dal momento della raccolta dei semi o altro materiale di propagazione, fino alla fornitura delle piante.
Altre norme nazionali seguirono la legge 269/73, tra queste il D.M.
15/11/1974 recante Registro di carico e scarico riguardante i materiali forestali di propagazione destinati ai rimboschimenti. Il D.M. 15/11/1974 recante Modalit di raccolta delle sementi delle specie forestali destinate al
rimboschimento.
Con il Decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1982, n.
494, venne data attuazione alla Direttiva (CEE) n.75/445 relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione.
Con Decisione 1999/636/CE del 13 Settembre 1999 la Commissione
autorizz gli Stati membri ad ammettere temporaneamente la commercializzazione di materiali forestali di propagazione non rispondenti ai requisiti
prescritti dalla direttiva 66/404/CEE del Consiglio.
Altra norma europea importante la Direttiva 1999/105/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1999, relativa alla commercializzazione dei materiali
forestali di moltiplicazione, recepita dallo Stato italiano con il Decreto legislativo 10 novembre 2003, n. 386 attuazione della direttiva 1999/105/CE
relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione.
Il D.L.vo 10.11.2003 n. 386, rappresenta attualmente la normativa di
riferimento in materia. Esso ha di fatto abrogato la legge 269/73 e introdotto, tra laltro, una novit: lindividuazione da parte delle Regioni dei bo50

schi da seme di interesse regionale, linserimento di nuove specie nellelenco di quelle soggette alla legge e la certificazione pi dettagliata dei
materiali di propagazione.
La Regione Campania con D.G.R. n. 3113 del 28/06/2002, ad oggetto:
Produzioni vivaistiche forestali nelle strutture regionali Individuazione di
Materiali di Base ha approvato un progetto che ha determinato, tra laltro,
lindividuazione e liscrizione nel Libro Regionale dei Materiali di Base
(LRMB), in conformit al dettato della Direttiva 1999/105/CE, di Materiali di
base (Boschi da seme) idonei alla raccolta di Materiali di propagazione delle
pi importanti specie forestali autoctone campane, nonch, la realizzazione
di una rete di Arboreti da seme, tra cui quello del Cipresso di Fontegreca.
Con la D.G.R. n.1228 del 10/07/2009 avente per oggetto: Conservazione e valorizzazione del Bosco degli Zappini del Comune di Fontegreca
Costituzione di un Arboreto Clonale da seme clonale ex D. Lvo 386/2003,
stato approvato il Progetto esecutivo che ha permesso di ottenere il
primo Arboreto da seme in Campania, partendo da materiale di propagazione presente nella Cipresseta di Fontegreca a sua volta inserita nel Libro
Regionale dei Materiali di Base nella categoria Selezionato.

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ALLEGATO 1
LE SPECIE ARBOREE ED ARBUSTIVE PRESENTI NEL
BOSCO DEGLI ZAPPINI

Carpinella - Carpinus orientalis

Roverella - Quercus pubescens

Orniello - Fraxinus ornus

Carpino nero - Ostrya carpinifolia

Leccio - Quercus ilex

Cerro - Quercus cerris

Ontano napoletano - Alnus cordata

Acero trilobo - Acer monspessulanum

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Pioppo bianco - Populus alba

Acero campestre - Acer campestre

Salice bianco - Salix alba

Gelso bianco - Morus alba

Olmo campestre variet suberosa - Ulmus minor var. suberosa

Acero napoletano - Acer obtusatum

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Fico Ficus carica

ALLEGATO 2
STATO FITOSANITARIO DELLA CIPRESSETA
Alcuni anni orsono (1999), ricercatori dellIstituto per la Protezione delle
Piante del CNR, che dal 1975 si stanno interessando del cipresso e dei
suoi parassiti, hanno visitato il Bosco degli Zappini.
La bellezza e la naturalit
di questa stupenda cipresseta hanno affascinato
anche loro che sono toscani, che hanno un
amore viscerale per il cipresso, albero della vita,
rustico e schietto. (fig.1)
Tutti i cipressi presenti
nel bosco sono stati esaminati in modo accurato
per definirne lo stato sanitario. Nessuna pianta della
stazione risultata essere
attaccata dal cancro del cipresso, la temibile malattia
causata dal patogeno fungino denominato Seiridium
cardinale. Questo risultato
- Il cipresso colonizza naturalmente anche gli
eclatante perch il can- Fig.1
speroni rocciosi pi acclivi.
cro del cipresso diffuso
ovunque e sta devastando le cipressete, gli impianti ornamentali e le fasce
frangivento, in tutti i paesi del Mediterraneo. I danni arrecati da questo microscopico fungo sono particolarmente severi in Toscana, dove il cipresso
presente in gran numero ed assume una notevole importanza paesaggistica, ornamentale, storico-monumentale e selvicolturale. (fig. 2)
I ricercatori sono preoccupati che questa malattia, del resto gi presente
nel circondario di Fontegreca su cipressi colonnari (C. sempervirens var.
pyramidalis), introdotti nel territorio del comune di Fontegreca e del Parco
Regionale del Matese per scopi ornamentali, possa penetrare nella cipresseta e creare danni consistenti alla vegetazione. Inoltre noto limpatto
distruttivo del cancro del cipresso, e la morte dei cipressi causata dalla
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malattia pu portare a una riduzione della copertura dei terreni


che, perdendo rapidamente il loro
contenuto idrico durante i mesi
estivi possono divenire aridi e sterili e quindi non pi utilizzabili da
altre specie arboree ed arbustive.
Per di pi lassenza di copertura
vegetale conduce a fenomeni di
ruscellamento ed erosione superficiale con perdita di stabilit delle
pendici.
Fenomeni questi che potrebbero innescarsi nella Cipresseta di
Fontegreca se linoculo del patogeno venisse a contatto con i cipressi e le condizioni diventassero
Fig. 2 - Lazione distruttiva del cancro sulle
chiome dei cipressi.
favorevoli allo sviluppo epidemico
della malattia, come verificatosi negli anni passati in molte regioni del Mediterraneo.
Per scongiurare il pericolo che il cancro del cipresso entri in cipresseta
necessario un continuo e ripetuto monitoraggio. La segnalazione precoce
della presenza della malattia in cipresseta e nelle zone circostanti pu permettere interventi tempestivi per la sua eliminazione a costi limitati.
Per questo motivo, di seguito vengono riportate informazioni ed illustrazioni esplicative sul cancro del cipresso in modo da agevolare lidentificazione dei sintomi causati dal parassita, per comprendere la sua
potenzialit distruttiva e la sua capacit di diffusione e per attivare interventi tempestivi di bonifica.

Cancro corticale del Cipresso da Seiridium cardinale


Come indicato precedentemente il cancro del cipresso una malattia ormai
endemica nel Bacino Mediterraneo. La sperimentazione ha evidenziato che
l85% dei cipressi derivati da seme risultato pi o meno suscettibile, il 14%
ha comportamento intermedio e solo l1% resistente al cancro.
La malattia causata da un parassita fungino identificato per la prima volta
in California nel 1928 su C. macrocarpa ed stata segnalata in Italia nel
1951 sempre su C. macrocarpa.
55

Piante ospiti
Appartengono tutte alla famiglia delle Cupressaceae. Le specie pi colpite
fanno parte dei generi Cupressus (soprattutto C. macrocarpa, C. sempervirens, C. arizonica, C. lusitanica), Thuja e Juniperus. E risultato molto
sensibile al cancro anche librido x Cupressocyparis leylandii.
Distribuzione
Dalla California la malattia si diffusa lungo la fascia temperata, in tutte le
zone di coltivazione del cipresso dei due emisferi e oggi pu essere considerata pandemica (diffusa in tutto il mondo). (Fig.3)

Fig. 3 - Distribuzione dellepidemia nel mondo e specie di cipresso interessate.

Identificazione
I primi sintomi della malattia sono larrossamento e il disseccamento di
porzioni pi o meno ampie della chioma. Alla base dei getti disseccati
possibile osservare unarea necrotica depressa e fessurata (il cancro) dalla
quale generalmente fuoriesce resina. (Fig. 4)
In primavera e in autunno possibile osservare delle piccole pustole nere
(0.5-1.5 mm) dette acervuli, i corpi fruttiferi del fungo che producono le
spore (dette conidi) con cui il parassita si riproduce e diffonde. La temperatura ottimale di sviluppo del micelio e la riproduzione del fungo circa di
25C (Fig. 5, 6, 7).
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Fig. 5 - sx Corpi fruttiferi (acer-

vuli) sulla superficie necrotizzata. dx: conidi al microscopio


ottico.
Fig. 4 - sx: Emissione di resina dalla corteccia ne-

crotizzata, interessata dallinfezione.


dx: lasportazione della scorza esterna evidenzia i
tessuti morti che appaiono di colore bruno e sono
impregnati di resina.

Fig. 6 - Colonia
di Seiridium cardinale cresciuta
in vitro su substrato artificiale.

Fig. 7 - sx e centro: esemplari compromessi dalla malattia. dx: risanamento di un


cipresso con asportazione di un ramo attaccato dalla malattia.

Diffusione
I conidi, trasportati dagli schizzi dellacqua piovana, dal vento, dai roditori,
dagli uccelli ecc., si depositano sulle cortecce dove sufficiente la presenza di una piccola ferita per consentire loro di penetrare nei tessuti corticali della pianta e dare inizio a un nuovo processo infettivo. Alcuni insetti
(tra i quali i coleotteri Phloeosinus spp. e Laspeiresia cupressana) possono
assumere un ruolo attivo nella diffusione dei propaguli del fungo e nella
trasmissione della malattia soprattutto quando i cipressi colpiti raggiungono certe percentuali importanti (oltre il 20%).
Danni
La malattia causa il disseccamento progressivo della chioma, spesso a
57

partire dallalto, ed particolarmente distruttiva laddove il cipresso stato


inserito artificialmente e non in perfetto equilibrio con lambiente. Si pensi
alla quasi totale distruzione del C. macrocarpa nellentroterra californiano,
del C. sempervirens nellisola di Eubea (Grecia) e allelevata incidenza
raggiunta dalla malattia in alcune zone della Toscana (media 25%, con
punte di oltre il 50%). Altre specie di cipresso subiscono danni pi o meno
rilevanti a seconda della loro suscettibilit e dellambiente nel quale sono
inserite.
Controllo
Nei boschi si consiglia labbattimento di tutte le piante infette e lincenerimento rapido di tutto il materiale di risulta. Essendo la malattia un cancro
della corteccia, il legno non subisce alcun attacco e i tronchi di valore commerciale possono essere utilizzati come legname da opera senza pericolo
alcuno di diffusione della malattia, previa decorticazione.
La bonifica sanitaria sar tanto pi efficace ed economica quanto prima si
interviene rispetto alla comparsa dei sintomi della malattia.
In genere il ritardo negli interventi fa aumentare i costi e pregiudica il loro
buon esito.
Non sono attualmente disponibili prodotti chimici per la lotta curativa. La
lotta preventiva viene effettuata in vivaio con Tiofanate Methyl e altri prodotti che agiscono per contatto, ma non pu essere effettuata su piante
adulte, tanto meno in bosco per i costi eccessivi e per le difficolt tecniche
legate allesecuzione del trattamento.
Il miglioramento genetico del cipresso per la resistenza al cancro possibile ed alcune variet sono state recentemente brevettate dallIPP (Fig. 8
e 9).

Fig. 8 - sx: Bolgheri; dx:Agrimed n. 1, cloni di C. sempervirens brevettati dallIPP-CNR


per la resistenza al cancro del cipresso.
58

Fig. 9 - sx Italico; dx Mediterraneo. Cloni di C. sempervirens brevettati nel 2004 per la


resistenza al cancro dallIPP CNR.

Altre malattie, in genere sporadiche e di minore pericolosit, possono colpire i cipressi, ma non sono state rilevate nella Cipresseta di Fontegreca
e nelle aree limitrofe. E invece necessario segnalare alcuni insetti, che attaccano in genere cipressi debilitati e talvolta sono vettori o diffusori del
cancro del cipresso.

Insetti dannosi per il Cipresso


1. Afide del cipresso (Cinara cupressi)
C. cupressi sviluppa le sue colonie sui rametti lignificati dei cipressi (non
oltre 1 cm di diametro) e, tramite il suo apparato boccale pungente-succhiante, sottrae linfa attraverso la corteccia. Quando andamenti climatici
e stato nutrizionale delle piante ospiti sono favorevoli alla sua biologia,
lafide ha sviluppi massicci e rapidi nel periodo primaverile e le sue colonie
riescono ad avvolgere a manicotto i rametti del cipresso, iniziando da quelli
pi interni alla chioma (Fig. 10).
Con linnalzarsi delle temperature, gi in maggio, non tardano a manifestarsi sulle chiome dei cipressi infestati arrossamenti repentini del fogliame
delle chiome in vasti settori. I seccumi si manifestano sotto forma di chiazzature o striature inframmezzate da fogliame esente da danno. I sintomi
sono pi frequenti ed evidenti nei settori inferiori o medio-inferiori delle
chiome (Fig. 11).
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La dannosit dellafide scaturisce sia dalla incessante e prolungata sottrazione di linfa che dalle sostanze tossiche immesse con la saliva nei tessuti dellospite nel momento in cui si nutre. I cipressi pi estesamente e
intensamente parassitizzati in occasione di forti attacchi possono anche
morire. Pi spesso la pronta capacit di ricaccio (il mettere nuovi germogli)
del cipresso comune consente, in stagioni successive, un lento ripristino
vegetativo con copertura dei rivestimenti fogliari danneggiati.
Esistono oggi molte sostanze chimiche
efficaci nel controllo dellafide del cipresso: fosforganici e carbammati di
vecchia registrazione, piretroidi, piretrine naturali e altri prodotti di origine
naturale, insetticidi afidici di sintesi
dellultima generazione.
Il successo nella lotta allafide, che richiede che sia raggiunto linterno delle
Fig. 10 - Le colonie dellafide avvolgono chiome ove iniziano a svilupparsi le colonie, legato comunque alla tempestia manicotto i rametti dei cipressi.
vit dellintervento. Si riescono ad
evitare danni al cipresso solo qualora si
intervenga al primo incrementarsi della
popolazione della Cinara, alluscita
dallinverno, quando inizia la fase riproduttiva. Interventi tardivi non impediscono affatto la comparsa dei seccumi
di foglie e rametti.
La presenza dellafide non stata rilevata sulle piante della Cipresseta di
Fontegreca. Lattacco dellafide reso
meno efficace sia per larchitettura dei
cipressi di tipo orizzontale che per le
condizioni climatiche in genere non favorevoli al suo sviluppo.
In cipressi ornamentali e su siepi nelle
varie zone intorno a Fontegreca stata
segnalata la presenza di Cinara cupressi.
Le specie di cipresso argentato (C. arizoFig. 11 - Arrossamenti sulla chioma cau- nica e C. glabra) sono particolarmente
suscettibili agli attacchi dellafide.
sati dallazione dellafide.
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2. Coleottero (Scolitide) del cipresso (Phloeosinus aubei)


Il coleottero, dopo aver superato linverno allo stadio di adulto in gallerie
scavate nellautunno precedente, in primavera (marzo-aprile) inizia a riprodursi (Fig. 12). La riproduzione avviene su cipressi in precarie condizioni di vegetazione, ma non ancora morti. Le femmine, dopo aver forato
la corteccia dei tronchi e delle grosse branche, scavano delle gallerie materne fra corteccia e legno, dove depongono le uova fecondate da cui si
sviluppano le larve, che scavano gallerie nella corteccia e nella parte
esterna dellalburno (Fig 13). Completato lo sviluppo larvale nel mese di
luglio, fanno la loro comparsa gli adulti che, dopo aver forato la corteccia,
sciamano sui cipressi circostanti in buone condizioni vegetative (Fig. 14).
Su questi, allascella dei rametti o lungo lasse midollare dei getti, gli adulti
scavano gallerie per procurarsi il cibo fresco necessario alla loro maturazione sessuale (gallerie di maturazione) (Fig. 15). Dopo analoghe modalit

3 mm
Fig. 12 - Esemplari del coleottero Phloeosinus aubei.

Fig. 13 - Gallerie materne e larvali scavate


dal coleottero tra la corteccia e il legno.

Fig. 14 - P. aubei si riproduce sui cipressi


deperienti e va a nutrirsi sui cipressi sani,
su cui causa il disseccamenti.

Fig. 15 - Chioma di cipresso con i tipici rametti secchi e penduli in seguito allazione
del coleottero che scava gallerie nutrizionali.

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di ovideposizione e di sviluppo larvale, una seconda generazione di adulti


sfarfalla in settembre e trascorrer linverno nelle gallerie di maturazione
in attesa della successiva primavera.
Lescavazione di gallerie sottocorticali inibisce fortemente la possibilit di
recupero vegetativo dei cipressi gi debilitati da cause avverse favorendone la morte. Lo Scolitide, inoltre, favorisce la trasmissione del cancro
del cipresso quando gli insetti adulti sciamano dalle piante infette da cancro per andare a nutrirsi sui cipressi circostanti in buone condizioni vegetative, trasferendo i conidi del fungo e facilitando linstaurarsi dellinfezione.
Listituto per la Protezione delle Piante ha sperimentalmente osservato che
in Toscana, in zone interessate dal cancro, il 3-4% delle gallerie nutrizionali
di P. aubei sono infettate da S. cardinale. Questi dati indicano limportanza
del Phloeosinus aubei come vettore della malattia.
Il metodo di controllo prevede leliminazione dei cipressi deperienti per ridurre la presenza del substrato necessario al completamento della fase
riproduttiva dellinsetto. Anche la scortecciatura dei tronchi tagliati e lasciati
sul posto una buona pratica contro la proliferazione del coleottero.

Fig. 16 - sx: rametto disseccato in corrispondenza del punto dinoculo in seguito allavvio del processo infettivo; centro: cancro sul
fusto dopo circa un anno dallinoculazione;
dx: cancro attivo sul fusto dopo circa due
anni dallinoculazione.

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La sperimentazione ha evidenziato che la maggior parte dei cipressi del


bosco di Fontegreca (85%) sono suscettibili al cancro. Le foto n.16, 17,
18 e 19 che seguono mostrano vistosi disseccamenti sulle chiome causati
dallinoculazione artificiale del fungo. E quindi importante evitare che la
malattia raggiunga la cipresseta.

Fig. 17 - Cancri in cui si osserva una reazione da parte della pianta che cerca di chiudere
la lesione sul fusto.
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Fig. 18 - Comportamento di candidati scelti nel Bosco degli Zappini all'inoculazione artificiale con Seiridium cardinale

Fig. 19 - Cancri originatisi in seguito allinoculazione artificiale sul fusto. Sono evidenti le
spaccature, le deformazioni e lemissione di resina. Quando il cancro si sviluppa intorno al
fusto e uccide i tessuti lungo tutta la circonferenza, la parte di chioma soprastante si secca
e muore.

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