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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI PERUGIA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE


ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

a cura di Venanzoni R., Gigante D., Montagnoli L., Frattegiani M.


PROGETTO LIFE NATURA Ripristino habitat e conservazione ardeidi sul Lago Trasimeno LIFE02NAT/IT/8556

Composizione e impaginazione a cura di Gigante D. e Venanzoni R. presso il Dip. Biologia vegetale e Biotecnologie agroambientali e zootecniche dellUniversit degli Studi di Perugia. Progetto grafico della copertina e stampa a cura di AP&elle s.r.l. Autori: aspetti floristico-vegetazionali: Gigante D., Venanzoni R. (con la collaborazione di Apruzzese A., Brunelli M., Ficola M., Maneli F., Pedini A., Pimpinelli S., Rotondi M., Segantini F., ); aspetti faunistici: Carletti S., Chiappini M., Muzzatti M., Spilinga C., Velatta F. (con la collaborazione di Bencivenga G., Cucchia L., Lancioni T., Lancioni H., Lombardi G., Montefameglio M., Paci A.M., Romano C.). Le foto sono di Brunelli M., Gigante D. e Venanzoni R. Finito di stampare nel mese di febbraio 2006

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Per una buona politica del territorio, non sono sufficienti le leggi di tutela ambientale se parallelamente non intervengono iniziative di educazione dellambiente basate su una conoscenza tecnico-scientifica del patrimonio ambientale su cui i regolamenti si applicano. Questa pubblicazione, avente per argomento gli habitat e le specie della Direttiva 92/43/CEE ed altri aspetti di rilevanza naturalistica presenti al Lago Trasimeno, stata curata dagli esperti che, oltre a svolgere da anni indagini floristicovegetazionali e faunistiche allinterno del territorio considerato, hanno direttamente preso parte alle attivit di monitoraggio nellambito del Progetto Life Natura Ripristino habitat e conservazioni ardeidi sul Lago Trasimeno LIFE02NAT/IT/8556 coordinato dalla Comunit Montana associazione dei Comuni TrasimenoMedio Tevere.

Il Presidente Comunit Montana Associazione dei Comuni Trasimeno-Medio Tevere

Massimo Bianchi

PREMESSA

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uesta pubblicazione uno principali prodotti divulgativi realizzati allinterno del progetto Life Natura Ripristino habitat e conservazione ardeidi sul Lago Trasimeno. Le informazioni scaturiscono dal lavoro dellUniversit degli Studi Dipartimento di Biologia vegetale e dallattivit di monitoraggio realizzato nellambito del progetto. Lampia ed articolata presentazione degli habitat e delle specie vegetali e faunistiche, presenti allinterno della ZPS con particolare riguardo a quelle di interesse comunitario, rappresenta un utile strumento conoscitivo per le successive fasi di predisposizione dei piani di gestione delle aree della Rete Natura 2000. In qualit di responsabile del progetto LIFE Natura e di responsabile delle attivit di monitoraggio vogliamo esprimere il nostro sincero apprezzamento per il lavoro svolto da tutti gli operatori che hanno collaborato ai monitoraggi ed alla stesura di questo lavoro. Allinterno della pubblicazione sono segnalati tutti gli habitat di interesse comunitario di cui allallegato I della direttiva Habitat, tutte le specie animali e vegetali dellallegato II e le specie ornitiche dellAllegato I Direttiva Uccelli. Si ricorda che il progetto Life Natura Ripristino Habitat e conservazione ardeidi sul Lago Trasimeno ha come obiettivi principali la realizzazione di boschi igrofili ripariali e di bacini di alimentazione per gli ardeidi. Le opere sono state eseguite in localit Castiglione del Lago zona ex aeroporto e Magione zone di S. Arcangelo ed Oasi La Valle. Per ulteriori informazioni sulle attivit e le caratteristiche del progetto possibile consultare il sito internet www.lifenaturatrasimeno.it, visitare lOasi

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La Valle (tel. 075 8476007), contattare la Comunit Montana Associazione dei Comuni Trasimeno-Medio Tevere (tel. 075 847411 - fax 075 8474120), anche per ricevere altre pubblicazioni e brochure legate al progetto LIFE Natura. Limportanza della conoscenza tecnico scientifica del patrimonio naturale da parte degli Enti locali fornisce una buona base di partenza per attivare politiche di salvaguardia, conservazione e progettazione sostenibile del territorio. La presentazione di dati scientifici in chiave didattico-divulgativa permette la conoscenza delle risorse naturali da parte di tutti e non solo dagli addetti ai lavori: questo pu solo favorire la comprensione dellimportanza della conservazione del patrimonio ambientale e la formazione di una coscienza di rispetto e di uso sostenibile delle risorse. Louis Montagnoli - Responsabile del Progetto Life Natura Mauro Frattegiani Responsabile attivit di monitoraggio Legambiente Umbria

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INDICE

1. AREA DI STUDIO (Chiappini M., Gigante D., Muzzatti M., Velatta F.) ........................... 9 1.1. IDROGRAFIA ....................................................................................................................... 9 1.2. CLIMA ............................................................................................................................ 10 1.3. GEOLOGIA ....................................................................................................................... 11 1.4. USO DEL SUOLO ............................................................................................................... 11

2. HABITAT DELLALLEGATO I DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRE TIPOLOGIE DI HABITAT PRESENTI (Venanzoni R., Gigante D.) ................................ 14 2.1. INTRODUZIONE ................................................................................................................. 14 2.2. HABITAT DELLALLEGATO I DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE PRESENTI NEL SITO ...................... 16 2.2.1. Habitat 3140: Acque oligomesotrofe calcaree, con vegetazione bentonica di Chara spp. ................................................................................................................................... 16 2.2.2. Habitat 3150: Laghi naturali eutrofici con vegetazione delle alleanze Magnopotamion e Hydrocharition .............................................................................................................. 17 2.2.3. Habitat 3170: Pozze temporanee mediterranee ...................................................... 22 2.2.4. Habitat 3270: fiumi e sponde fangose con vegetazione delle alleanze Chenopodion rubri p.p. e Bidention p.p. ................................................................................................ 23 2.2.5. Habitat 5130: formazioni a Juniperus communis su brughiere o praterie calcaree 24 2.2.6. Habitat 6220: pseudo-steppe con graminacee ed erbe annuali della classe TheroBrachypodietea ................................................................................................................ 25 2.2.7. Habitat 6420: praterie umide mediterranee di taglia elevata dellalleanza MolinioHoloschoenion ................................................................................................................. 26 2.2.8. Habitat 6430: vegetazione igrofila di orlo a dominanza di megaforbie ................. 27 2.2.9. Habitat 91H0: boschi pannonici di Quercus pubescens ......................................... 28 2.2.10. Habitat 92A0: boschi a galleria di Salix alba e Populus alba ............................. 29 2.2.11. Habitat 9340: foreste di Quercus ilex e Q. rotundifolia ....................................... 34 2.2.12. Habitat I050: vegetazione delle paludi a dominanza di Cyperaceae (Magnocaricion elatae) .............................................................................................................................. 36 2.3. ALTRE TIPOLOGIE DI HABITAT PRESENTI NEL SITO ................................................................ 40 2.3.1. Habitat: comunit elofitiche semisommerse .......................................................... 40 2.3.2. Habitat: comunit terofitiche legate al calpestio .................................................... 45 2.3.3. Habitat: praterie perenni di transizione .................................................................. 46 2.3.4. Habitat: vegetazione nitrofila sinantropica annuale ............................................... 48 2.3.5. Habitat: vegetazione nitrofila sinantropica perenne .............................................. 49 2.3.6. Habitat: vegetazione forestale palustre .................................................................. 50

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2.4. SCHEMA SINTASSONOMICO ................................................................................................ 51

3. SPECIE DI INTERESSE COMUNITARIO ED ALTRE SPECIE DI PARTICOLARE RILEVANZA PRESENTI NEL SITO ................................................................................. 56 3.1. FLORA (Venanzoni R., Gigante D.) ............................................................................. 56 3.1.1. SPECIE DI INTERESSE COMUNITARIO E/O DI PARTICOLARE RILEVANZA NATURALISTICA PRESENTI NEL SITO ............................................................................................................................. 56 3.1.2. SPECIE DA RITENERSI PROBABILMENTE O CERTAMENTE ESTINTE ...................................... 64 3.2. FAUNA (Carletti S., Chiappini M., Muzzatti M., Spilinga C., Velatta F.) ................... 74 3.2.1. PESCI ....................................................................................................................... 74 3.2.2. ANFIBI ...................................................................................................................... 75 3.2.3. RETTILI .................................................................................................................... 76 3.2.4. UCCELLI ................................................................................................................... 76 3.2.5. MAMMIFERI .............................................................................................................. 80

4. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE .............................................................................. 82 4.1. ASPETTI FLORISTICO-VEGETAZIONALI (Venanzoni R., Gigante D.) ..................................... 82 4.2. ASPETTI FAUNISTICI (Chiappini M., Muzzatti M., Velatta F.) .......................................... 83

5. BIBLIOGRAFIA ............................................................................................................... 85

6. ALLEGATI ........................................................................................................................ 91 SCHEDA S.I.C. LAGO TRASIMENO ................................................................................... 91 SCHEDA Z.P.S. LAGO TRASIMENO ................................................................................... 93 SCHEDA Lago Trasimeno ...................................................................................................... 95

INDICE

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1. AREA DI STUDIO (Chiappini M., Gigante D., Muzzatti M., Velatta F.)

La Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.) Lago Trasimeno, istituita dal Ministero dellAmbiente con D.M. 3 aprile 2000, ai sensi della Direttiva Uccelli 79/409/CEE, occupa una vasta porzione del settore centro-occidentale dellUmbria, sulla destra idrografica del medio corso del Tevere. La Z.P.S. situata interamente in provincia di Perugia e ricade nei comuni di Castiglione del Lago, Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione, Panicale. Ha unestensione pari a 14.607 ettari, di cui circa 12.000 occupati dallo specchio lacustre, il pi vasto dellItalia peninsulare; oltre allo specchio lacustre la Z.P.S. comprende piccole porzioni di aree residenziali, le pi importanti delle quali corrispondono a parte dei centri abitati di Castiglione del lago, Passignano e San Feliciano. Inizialmente quasi del tutto sprovvisto di aree sottoposte a divieto venatorio, il Trasimeno si andato arricchendo negli anni di aree protette fino a raggiungere, con listituzione del Parco Regionale avvenuta nel Marzo del 1995, la proibizione della caccia sullintero perimetro dello specchio lacustre. 1.1. IDROGRAFIA Il Lago Trasimeno ha un perimetro di km 53,1 e forma quasi circolare, resa irregolare da due insenature (una posta tra Passignano sul Trasimeno e Monte del Lago; laltra, detta la Valle, in corrispondenza di San Savino) e da due promontori principali, quello di Castiglione del lago ad ovest, cui si contrappone ad est quello di Monte del lago. Dalle sue acque emergono tre isole: la Polvese (ha 64,4), la Maggiore (ha 23,2) e la Minore (ha 6,4). Il lago un raro esempio di bacino di tipo laminare, caratterizzato cio da una modesta profondit, che lo rende per certi versi assimilabile ad un enorme stagno: con riferimento allo zero idrometrico (257,33 m s.l.m.) ha una profondit massima di poco superiore ai 6 m e media di 4,5 m. Lorigine del bacino lacustre si deve a fenomeni tettonici verificatesi nel Quaternario, collegati alle fasi finali dellorogenesi appenninica: inizialmente le acque del Trasimeno defluivano a sud-ovest verso lattuale solco del torrente Chiani e, da qui, nel fiume Tevere. Nel Quaternario superiore, in seguito ai suddetti fenomeni di orogenesi, il margine occidentale del bacino si sollev impedendo il deflusso delle acque e trasformando larea in un lago chiuso. Privo di emissari naturali, il Trasimeno provvisto di uno scolmatore artificiale, la cui soglia di sfioro posta a 257,33 m s.l.m., quota che costituisce appunto il cosiddetto zero idrometrico. Attraverso lemissario le acque in eccesso raggiungono il torrente Caina, di qui il fiume Nestore ed infine il Tevere. Altra peculiarit del Trasimeno la modesta estensione del bacino imbrifero: soltanto 30.900 ettari. Ci fa si che il lago risenta fortemente delle variazioni della quantit di precipitazioni che si verificano localmente, che si traducono nel volgere di pochi anni in escursioni di livello accentuate.
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1.2. CLIMA Per linquadramento climatico dellarea di studio si fatto riferimento alla stazione termopluviometrica di Monte del Lago, per la quale sono disponibili i dati rilevati dal Ministero ai Lavori Pubblici (bacino del Tevere) per il periodo 1956-1991 (35 anni). Si riporta il Diagramma di Walter e Lieth, nel quale evidenziato landamento delle medie mensili di temperature e precipitazioni. Attraverso questo tipo di rappresentazione, in cui la scala dellasse P (precipitazioni) doppia rispetto a quella dellasse T (temperature), vengono evidenziati gli eventuali periodi di aridit in corrispondenza dei quali la curva delle precipitazioni scende al di sotto di quella delle temperature. Il valore delle precipitazioni annuali rilevate nella stazione di Monte del Lago pari a 754 mm; esse presentano un massimo principale in autunno ed uno secondario in primavera. La temperatura media annuale pari a 14C ed il valore massimo si registra nel mese di luglio (Venanzoni et al., 1998, 1999). Sono stati inoltre calcolati alcuni indici bioclimatici (Rivas-Martnez, 1987, 1993, 1995; Rivas-Martnez et al., 1999), sulla base dei quali stato possibile definire il tipo bioclimatico secondo la classificazione proposta da Rivas-Martnez (1996). Larea rientra nel Tipo bioclimatico Mesomediterraneo superiore Subumido inferiore.
Parametri climatici e Indici bioclimatici per la stazione di Monte del Lago. P T Tp It Itc Ic Io Ios1 Ios2 754 14 1664 233 236 18,6 4,5 1,14 1,47 Ios3 1,81 Ios4 2,21

P = precipitazioni annuali; T = temperatura media annuale; Tp = temperatura positiva annuale; It = Indice di Termicit; Itc = Indice di Termicit compensato;Ic = Indice di continentalit; Io = Indice Ombrotermico annuale; Ios1 = Indice Ombrotermico estivo mensile; Ios2 = Indice Ombrotermico estivo bimestrale;Ios3 = Indice Ombrotermico estivo trimestrale; Ios4 = Indice Ombrotermico estivo quadrimestrale.

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1.3. GEOLOGIA Sono presenti nella Z.P.S. le seguenti formazioni (Ambrosetti et al., 1991): - Sedimenti alluvionali e depositi palustri del Pleistocene superiore e Olocene; - Formazioni Villafranchiane, sabbie e argille, talora con ligniti e conglomerati, con frequenti resti di mammiferi continentali del Pleistocene inferiore; - Formazioni marnoso arenacee e Macigno del Trasimeno: arenarie prevalenti con marne ed intercalazioni argillose di calcari e brecciole calcaree del Miocene inferiore e medio; - Calcareniti di Castiglione del lago: arenarie e cemento calcareo con intercalazioni di marne argillose del Miocene medio. 1.4. USO DEL SUOLO Il territorio della ZPS costituito quasi esclusivamente dallo specchio lacustre per cui nella trattazione delluso del suolo faremo riferimento al territorio del Comprensorio del Trasimeno (superficie dei comuni di Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione, Castiglione del lago, Panicale, Citt della Pieve, Piegaro), che coincide, approssimativamente, con il bacino imbrifero del lago. Secondo la carta geobotanica dellUmbria (Orsomando et al., 1998) nellarea di studio sono identificabili 16 diverse categorie di uso del suolo.
CATEGORIE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Boschi di sclerofille sempreverdi Boschi di caducifoglie planiziali Boschi di caducifoglie collinari e submontane Boschi e boscaglie di caducifoglie ripariali Rimboschimenti a conifere Brughiere planiziali e collinari Arbusteti collinari e montani Praterie secondarie submediterranee, collinari, montane delle aree di fondovalle e calanchive Acque aperte (con eventuali aggruppamenti idrofitici) Popolamenti terofitici, praterie umide e morbose ed aggruppamenti elofitici) Vegetazione delle pareti rocciose e delle rupi Campi coltivati e abbandonati oliveti vigneti Aree con vegetazione scarsa o nulla Aree urbanizzate TOTALE
AREA DI STUDIO

Kmq 14,9 9,7 171,6 2,6 4,9 1,0 1,3 18,2 120,6 5,7 0,1 338,3 48,3 9,1 2,2 18,8 767,3

% 1,9 1,3 22,4 0,3 0,6 0,1 0,2 2,4 15,7 0,7 0,0 44,1 6,3 1,2 0,3 2,5

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Le categorie sopra descritte raggruppate in pi ampie tipologie fisionomiche danno luogo alla seguente ripartizione per ambienti:TIPOLOGIE FISIONOMICHE Boschi Vegetazione arbustiva Praterie secondarie Ambienti umidi e lacustri Coltivi Aree urbanizzate Altro % 26,5 0,3 2,4 16,5 51,6 2,5 0,3

Le aree urbanizzate interessano appena il 2,5 del territorio; circa la met di esso occupata da coltivazioni, in prevalenza seminativi. Le formazioni forestali (per lo pi dislocate nelle aree collinari e basso montane) ricoprono un ulteriore quarto della superficie comprensoriale. Notevole importanza hanno pure gli ambienti umidi e lacustri. Principalmente si tratta di acque aperte, in cui si sviluppa vegetazione idrofitica. Molto pi ridotto lambiente palustre vero e proprio identificabile con la fascia di vegetazione elofitica che orla il lago Trasimeno. Sono infine presenti, su una parte ridotta ma non trascurabile della superficie, praterie secondarie ed arbusteti di varia composizione floristica.

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2. HABITAT DELLALLEGATO I DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRE TIPOLOGIE DI HABITAT PRESENTI (Venanzoni R., Gigante D.)

2.1. INTRODUZIONE Il presente lavoro il frutto delle ricerche di carattere floristico-vegetazionale svolte dagli Autori nel corso degli anni 1996-2004, con la collaborazione di Apruzzese A., Brunelli M., Ficola M., Maneli F., Pedini A., Pimpinelli S., Rotondi M., Segantini F., articolatasi anche attraverso la realizzazione di numerose Tesi di Laurea. La vegetazione delle rive dei laghi tipicamente caratterizzata dalla disposizione in fasce concentriche, parallele alla sponda, nelle quali le diverse cenosi si distribuiscono in base alla maggiore o minore igrofilia. Il fattore che maggiormente influenza la distribuzione delle diverse comunit infatti lacqua, la cui presenza legata alla profondit della falda, allacclivit delle sponde, alle oscillazioni di livello del bacino. Altri aspetti connessi al ricoprimento vegetale sono la chimica delle acque, il substrato fisico e leventuale azione esercitata dalluomo sia direttamente che indirettamente. Il clima, contrariamente a quanto si verifica in altri tipi di habitat, non un fattore determinante tanto che la vegetazione degli ambienti umidi pu essere definita azonale ovvero indipendente dal macroclima dellarea in cui si sviluppa. In funzione del gradiente di umidit, possono essere distinte alcune fasce principali di vegetazione. A. Fascia delle idrofite sommerse o galleggianti La vegetazione idrofitica si sviluppa allinterno dello specchio dacqua. Essa costituita da specie adattate a svolgere del tutto o in parte il proprio ciclo vitale nellacqua. Queste tipologie di vegetazione possono essere ancorate al fondale, nel caso delle idrofite radicanti, o liberamente flottanti; posono essere natanti, se danno origine a formazioni laminari galleggianti sul pelo dellacqua, o sommerse, se vegetano interamente al di sotto della superficie. Generalmente la vegetazione a dominanza di idrofite radicanti limitata ad una fascia prossima alle sponde, pi o meno ampia in relazione allacclivit dei fondali; al contrario, la vegetazione flottante pu svilupparsi anche ad una certa distanza dalla riva. Comunit idrofitiche sono presenti anche allinterno di radure e chiarie delle cenosi elofitiche, con le quali formano talora un articolato mosaico. B. Fascia delle elofite semisommerse La vegetazione elofitica occupa generalmente il tratto di sponda sommerso da acque di profondit variabile da pochi dm a pochi m. Si tratta generalmente di cenosi di taglia elevata. Le entit tipiche di questi ambienti sono diverse specie dei generi Scirpus, Typha, Schoenoplectus. La specie pi rappresentativa e anche la pi diffusa Phragmites australis che talora, grazie al possente apparato radicale, pu dare origine a tappeti galleggianti detti aggallati o gallonaie, costituiti da fitti intrecci di radici e rizomi.
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C. Fascia dei prati umidi In posizione esterna e sollevata rispetto alla fascia delle elofite si sviluppano i cosiddetti prati umidi, legati ad habitat sommersi per ampia parte dellanno. Si tratta di vegetazione erbacea di taglia medio-alta caratterizzata dalla dominanza di grandi carici (da cui il nome comune di magnocariceti), rappresentati da numerose specie del genere Carex accompagnate da entit dei generi Iris, Bolboschoenus, Cyperus. In assenza di disturbo, i prati umidi tendono ad evolvere in formazioni arbustive e/o arboree a dominanza di specie dei generi Salix, Populus, Alnus. D. Fascia delle praterie di transizione La fascia pi esterna del sistema spondicolo occupata dalle praterie di transizione, che costituiscono la cerniera tra la vegetazione igrofila azonale e quella mesofila/xerofila, da edafofila a climatofila, della valle e dei versanti. Questo habitat ecotonale caratterizzato da suoli umidi ed inondati per parte dellanno, soggetti a periodi di emersione e inaridimento pi o meno prolungati. Lalternanza di fasi aride e fasi umide quindi il fattore determinante in questi ambienti. La vegetazione erbacea, secondaria, rappresentata da praterie emicriptofitiche a dominanza di graminacee (Agrostis, Festuca, Arrhenatherum e altre) e/o giunchi (Juncus, Holoschoenus). La vegetazione arbustiva che tende a svilupparsi in assenza di attivit di mantenimento dei prati caratterizzata dalla dominanza di specie dei generi Salix, Populus, Alnus, Ulmus, Fraxinus. E. Fascia delle sponde in emersione Nei bacini caratterizzati da marcate oscillazioni di livello, come il Trasimeno, alcuni tratti di sponda vanno periodicamente soggetti a fenomeni di prosciugamento. Di conseguenza si verifica stagionalmente lemersione di estese superfici lasciate libere dalle acque, oggetto di colonizzazione da parte di cenosi fortemente specializzate. Le specie protagoniste di tali insediamenti a carattere pioniero e stagionale possono essere entit annuali di taglia media dei generi Bidens e Polygonum, se sul substrato affiorante sono presenti i resti vegetali di preesistenti cenosi (nitrificazione naturale del substrato), oppure entit annuali di piccola taglia dei generi Cyperus e Juncus, nel caso di superfici nude. La vegetazione spondicola del Lago Trasimeno rientra in questo schema interpretativo e si presenta abbastanza articolata e differenziata. Grande rilevanza purtroppo presenta la componente antropica, che attraverso lintenso utilizzo del territorio ha prodotto sostanziali modifiche nellassetto della vegetazione. Questa si presenta attualmente molto compromessa dal punto di vista della composizione floristica, della diversit fitocenotica, della complessit strutturale e dellestensione. Lintero sistema della vegetazione e degli habitat spondicoli appare attualmente minacciato dal forte impatto antropico che insiste nei terreni circostanti e in particolare dalla progressiva sottrazione di spazi che impedisce lo sviluppo e la sopravvivenza delle specie e delle comunit tipiche di questi ambienti.
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2.2. HABITAT DELLALLEGATO I ALLA DIRETTIVA 92/43/CEE PRESENTI NEL SITO Vengono di seguito descritti gli habitat prioritari e di importanza comunitaria inclusi nellAllegato I alla Direttiva Habitat 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 e segnalati per il territorio del S.I.C. e della Z.P.S. Lago Trasimeno. Sono indicati anche ulteriori habitat inclusi nellAllegato I e presenti nellarea indagata ma non menzionati nelle fonti ufficiali (Schede Habitat della Regione Umbria; Orsomando et al., 2004). Sono inoltre illustrate le altre tipologie di vegetazione presenti, alcune delle quali senzaltro meritevoli di salvaguardia bench non riconosciute a livello europeo e non menzionate nellAllegato I. Gli habitat vengono descritti a partire dalle informazioni fornite nel Manuale interpretativo degli Habitat dellUnione Europea (European Commission, 1999); in particolare, alla voce Specie caratteristiche, delle specie indicate come tali in detta pubblicazione si riportano soltanto quelle effettivamente o potenzialmente presenti nel S.I.C. e nella Z.P.S. Non vengono quindi citate quelle entit che, per ragioni biogeografiche, sono assenti dal contesto territoriale del Lago Trasimeno. A seguire, si approfondiscono gli aspetti floristici, fisionomici e strutturali e le caratteristiche locali che tali habitat presentano nel territorio del lago. In conformit con lapproccio proposto dalla Direttiva 92/43/CEE, fondato sulle categorie fitosociologiche per lindividuazione e la caratterizzazione degli habitat, i diversi contesti vegetazionali vengono descritti avvalendosi delle tipologie fitosociologiche. Per ciascun habitat vengono pertanto elencate e descritte le associazioni fitosociologiche presenti.

2.2.1. Habitat: Acque oligomesotrofe calcaree, con vegetazione bentonica di Chara spp. Codice: 3140 Riferimento fitosociologico: Specie caratteristiche: Chara spp., Nitella spp. DESCRIZIONE. Le macroalghe del genere Chara, dette anche alghe a candelabro, appartengono alla famiglia delle Characeae. Si sviluppano in acque piuttosto ricche di basi, spesso stagnanti, nelle risaie e nelle lagune. Crescono fino a unaltezza di 20-60 cm e sono ancorate al fondale, dove danno origine a praterie sommerse. A causa delle dimensioni piuttosto grandi, si presentano simili a vere e proprie piante acquatiche, con talli sottili striscianti sui bassi fondali ben illuminati, molto ramificati e muniti di strutture di ancoraggio al substrato. La loro abbondanza pu essere generalmente collegata allelevato contenuto di calcio delle acque, necessario a queste specie per dare robustezza alle strutture. Dal punto di vista fitosociologico queste comunit algali sommerse vengono riferite genericamente alla classe Charetea fragilis, allordine Charetalia hispidae e allaggruppamento a Chara spp.
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2.2.2. Habitat: Laghi naturali eutrofici con vegetazione delle alleanze Magnopotamion e Hydrocharition Codice: 3150 Riferimento fitosociologico: Magnopotamion, Hydrocharition Specie caratteristiche: Lemna spp., Spirodela spp., Wollfia spp., Hydrocharis morsusranae, Utricularia australis, U. vulgaris, Azolla spp., Riccia spp., Ricciocarpus spp., Potamogeton lucens, P. perfoliatus. DESCRIZIONE. La vegetazione ad idrofite sommerse o natanti necessita di suoli di tipo melmoso-limoso coperti da acque pi o meno limpide e profonde, generalmente ricche di basi. Il Lago Trasimeno rappresenta un habitat ideale per lo sviluppo di queste cenosi. Dal punto di vista della struttura e della taglia delle fitocenosi, si distinguono due principali tipologie: comunit radicanti, sommerse o natanti, di taglia generalmente media, riferibili alla classe Potametea; comunit non radicanti, pleustofitiche o flottanti, di taglia generalmente piccola, riferibili alla classe Lemnetea. La classe Potametea, a distribuzione oloartica, riunisce le associazioni di idrofite radicanti legate ad acque dolci o anche debolmente salate, moderatamente esposte al moto ondoso, da ferme a moderatamente fluenti. Nel territorio del Lago Trasimeno le specie pi frequenti allinterno di queste fitocenosi sono Potamogeton natans, P. pectinatus, P. perfoliatus P. lucens, Ceratophyllum demersum, Najas marina, Najas minor, Utricularia australis, U. minor. La sintassonomia di questi tipi vegetazionali stata oggetto di successive revisioni da parte di alcuni Autori (Den Hartog e Segal 1964, Segal 1968, Den Hartog, 1983) che hanno individuato diverse classi basandosi soprattutto su criteri fisionomico-strutturali pi che floristici. Tale classificazione non accettata per intero da altri, quali Oberdorfer (1977) e Grabherr e Mucina (1993), secondo i quali andrebbe mantenuta ununica classe, Potametea, comprendente tutti gli aspetti vegetazionali ad idrofite radicanti. Per le finalit del presente lavoro si scelto di seguire questultima interpretazione. La vegetazione della classe Lemnetea diffusa in acque protette dal moto ondoso, allinterno di canali o nelle chiarie delle cenosi elofitiche, ove forma caratteristici densi tappeti galleggianti sul pelo dellacqua. Un contributo significativo alla conoscenza della vegetazione della classe Lemnetea presente al Lago Trasimeno stato dato da Liberman Cruz (1988). La composizione floristica di queste comunit vede la compresenza di Lemnacee di piccole dimensioni, quali Lemna minor, L. gibba, Spirodela polyrhiza, accanto a piccole pteridofite quali Azolla filiculoides e Salvinia natans. Al Lago Trasimeno sono presenti numerose fitocenosi riferibili allHabitat 3150, alcune direttamente inquadrabili nelle alleanze Magnopotamion e Hydrocharition, altre individuabili sulla base della presenza delle specie indicate nel Manuale di interpretazione (European Commission, 1999); esse vengono di seguito dettagliatamente descritte.
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2.2.2.1. Ceratophylletum demersi COMPOSIZIONE FLORISTICA: Questa comunit, generalmente paucispecifica, caratterizzata dalla dominanza di Ceratophyllum demersum. In acque poco profonde essa risulta spesso associata ad altre specie quali Myriophyllum spicatum, Vallisneria spiralis, Potamogeton perfoliatus, Najas marina e N. minor. ECOLOGIA: La vegetazione a Ceratophyllum demersum si spinge spesso in acque profonde (fino a 4 m), su suoli melmoso-limosi con acque pi o meno torbide, ma pu localizzarsi anche nella fascia antistante la sponda. La specie Ceratophyllum demersum forma generalmente dei popolamenti sommersi monospecifici assai compatti, soprattutto nelle acque pi profonde delle darsene e dei grossi canali; qui si adagia sul fondo formando un denso strato di vegetazione, da cui il nome volgare di erba pesa o erba grassa. Questa fitocenosi pu svilupparsi anche in ambienti eutrofici e con acque inquinate. D ISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI : Al Lago Trasimeno presente con popolamenti moderatamente estesi, diffusi anche ad elevata distanza dalla sponda. Alcuni Autori hanno in passato riferito la vegetazione a dominanza di Ceratophyllum demersum allassociazione Potamogetono-Ceratophylletum demersi (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995); un inquadramento pi recente fa riferimento allassociazione Ceratophylletum demersi (Venanzoni e Gigante, 2000). 2.2.2.2. Potametum pectinato-perfoliati COMPOSIZIONE FLORISTICA: Oltre alle due entit dominanti, essa presenta di solito un numero molto limitato di specie, tra le quali sono pi diffuse Najas marina e N. minor; la situazione pi frequente quella di popolamenti molto poveri dal punto di vista floristico, composti esclusivamente da P. pectinatus e P. perfoliatus. ECOLOGIA: La vegetazione a dominanza di Potamogeton perfoliatus e P. pectinatus si sviluppa a profondit anche piuttosto elevate (fino a 4 m), completamente sommersa nelle acque del Lago se non per le infiorescenze e le infruttescenze che periodicamente emergono dal pelo dellacqua, permettendo limpollinazione anemofila. La presenza di tali dense masse vegetali contribuisce a smorzare il moto ondoso e a consolidare il fondale, per cui lacqua appare molto limpida. Lassociazione trova condizioni ottimali in acque ricche di basi, azoto e nutrienti. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: In base alle osservazioni degli Autori, questa fitocenosi attualmente presente in vari punti del lago e presenta un notevole sviluppo; spesso si originano popolamenti talmente fitti da creare notevoli difficolt per la navigazione. Lassociazione stata indicata per il L. Trasimeno da Venanzoni e Gigante (2000). 2.2.2.3. Potamo-Vallisnerietum spiralis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Lassociazione caratterizzata dalla dominanza di Vallisneria spiralis, accompagnata da Myriophyllum spicatum, Potamogeton perfoliatus e P.
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pectinatus. ECOLOGIA: Generalmente si sviluppa in acque poco profonde; nella zona pelagica Vallisneria spiralis tende a costituire facies monospecifiche, estendendosi per molte centinaia di m2 e spingendosi fino alle zone centrali del Lago, formando una fitta prateria sommersa. Lacqua in questi ambienti si presenta poco limpida, in relazione alleffetto dei venti che innescano un forte moto ondoso. La fitocenosi ha una grande ampiezza ecologica e riesce a vegetare anche in condizioni che risentono di una pi marcata attivit umana, come porti e canali. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla base delle nostre indagini sul campo, lassociazione attualmente molto abbondante lungo le sponde sia del lago che delle isole. Non ci sono riferimenti bibliografici. 2.2.2.4. Potametum lucentis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Questa cenosi idrofitica generalmente costituita da folte comunit paucispecifiche; oltre alla specie dominante Potamogeton lucens sono spesso presenti Potamogeton pectinatus, P. perfoliatus, Ceratophyllum demersum, Najas marina, N. minor. ECOLOGIA: La vegetazione sommersa a dominanza di Potamogeton lucens si sviluppa in acque ferme o lentamente fluenti, da meso ad eutrofiche, a profondit comprese tra 0,5 e 3-4 m. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Lassociazione, attualmente non molto diffusa, indicata per il Trasimeno da Orsomando e Catorci (1991). Diversi Autori (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando,1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995) segnalano anche la presenza della subassociazione nymphaeetosum albae, cenosi non pi rinvenuta nelle successive indagini (Venanzoni e Gigante, 2000), a causa della forte rarefazione della specie Nymphaea alba, ormai quasi del tutto scomparsa. 2.2.2.5. Najadetum marinae COMPOSIZIONE FLORISTICA: La comunit a dominanza di Najas marina tipicamente povera di specie. Le entit pi frequenti oltre a quella citata sono Najas minor (talora sub-dominante), Potamogeton perfoliatus, P. pectinatus, Ceratophyllum demersum, Myriophyllum spicatum. Nelle stazioni a maggiore profondit Najas minor tende a prendere il sopravvento. ECOLOGIA: Generalmente legata ad habitat ricchi di nutrienti, questa comunit tende ad insediarsi in acque con profondit da 30-40 cm a 1,5 m. La presenza dellassociazione solitamente correlata a livelli elevati di alcalinit e ad una certa ricchezza di sali nellacqua; probabilmente il suo sviluppo stato favorito dallabbassamento di livello delle acque che si verificato negli ultimi anni. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La cenosi, molto diffusa nelle acque del lago, stata indicata da Pedrotti e Orsomando (1977). Sulla base delle nostre osservazioni, allo stato attuale essa abbondante soprattutto nel settore sud-orientale del lago, dove
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forma fitti tappeti. 2.2.2.6. Potametum natantis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, questa comunit caratterizzata dalla presenza di diverse idrofite tra le quali sono pi frequenti Ceratophyllum demersum, Potamogeton pectinatus, P. pusillus, Najas marina. ECOLOGIA: La vegetazione a dominanza di Potamogeton natans si distribuisce sul pelo dellacqua dando origine a fitti lamineti; la specie infatti unidrofita natante. Generalmente si rinviene in acque calme, a basse profondit (0,5-1,8 m), anche povere di nutrienti. Si tratta di fitocenosi a carattere pioniero. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla base delle nostre indagini sul campo, attualmente lestensione di questa comunit appare abbastanza ridotta, in relazione allelevato livello di eutrofizzazione. Non ci sono riferimenti bibliografici. 2.2.2.7. Hydrocharitetum morsus-ranae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Accanto alla specie dominante, che forma fitti tappeti galleggianti, sono spesso presenti Azolla filiculoides, Spirodela polyrhiza, Potamogeton pectinatus. ECOLOGIA: Il lamineto a dominanza di Hydrocharis morsus-ranae si sviluppa in acque poco profonde anche debolmente eutrofe. Tende a prediligere ambienti con acque tranquille, prive del tutto o quasi di moto ondoso, che possono anche riscaldarsi notevolmente durante la giornata. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La comunit non allo stato attuale molto diffusa lungo le sponde del lago, probabilmente in conseguenza delleccessiva diminuzione di livello delle acque che, non arrivando pi a bagnare la fascia di Phragmitetum, non consentono la formazione di ampie chiarie e radure al suo interno, tipico habitat di questa associazione. A differenza di quanto riportato da Granetti (1965b), il quale indicava la presenza di ampie superfici occupate da tale cenosi, in alcuni casi estese fino a 50-60 m, Orsomando e Catorci (1991) segnalano una tendenza alla rarefazione di questa comunit, confermata dalle nostre osservazioni sul campo. Lassociazione stata indicata anche da Orsomando (1993, 1995). 2.2.2.8. Lemnetum minoris COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, la vegetazione a dominanza di Lemna minor presenta al suo interno poche altre entit quali Azolla filiculoides, Spirodela polyrhiza, Lemna gibba. ECOLOGIA: La specie Lemna minor presenta una grande ampiezza ecologica per quanto riguarda il contenuto in nutrienti e la temperatura dellacqua. In generale questa cenosi predilige acque fresche, anche ombreggiate, da calme a leggermente fluenti. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Lassociazione Lemnetum minoris una comunit di pleustofite ad ampia diffusione, con distribuzione cosmopolita. Essa pu formare ampi lamineti galleggianti monospecifici, situazione che si rinviene spesso al
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L. Trasimeno, soprattutto nelle stazioni pi riparate dal moto ondoso, quali i vecchi canali o le darsene. Sulla base delle indagini svolte, questa cenosi presenta una discreta diffusione allinterno delle chiarie del canneto. Gi indicata da Orsomando e Catorci (1991) e da Orsomando (1995). 2.2.2.9. Lemnetum gibbae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Anche questa cenosi pu risultare monospecifica, ma in molti casi la specie dominante accompagnata da Lemna minor e Spirodela polyrhiza. ECOLOGIA: Il Lemnetum gibbae una comunit pleustofitica che si sviluppa in acque aperte, da eutrofe a ipertrofiche, anche inquinate, generalmente in piena luce. Scoppola (1982), in una monografia sulla vegetazione idrofitica dellItalia centrale, descrive lhabitat di questa associazione come caratterizzato da acque calde, calme, poco profonde, spesso legate alla presenza di fossi o canali con il fondale ricoperto da detriti torbosi. Si tratta spesso di ambienti eutrofi, ricchi di azoto e generalmente poveri di ossigeno. Per tali caratteristiche, questa comunit rappresenta un buon indicatore di acque eutrofe, relativamente a bicarbonato, fosfati, nitrati. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Al Lago Trasimeno la sua presenza limitata alla localit La Frusta (Orsomando e Catorci, 1991); sulla base delle ricerche svolte, tale stazione viene confermata. Indicata anche da Orsomando (1995). 2.2.2.10. Salvinio-Spirodeletum polyrhizae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, accanto alla specie dominante Spirodela polyrhiza sono presenti altre piccole idrofite come Salvinia natans (talora con valori di copertura molto elevati) e Lemna minor. Spirodela polyrhiza, rinvenuta al Trasimeno da Danzetta-Alfani (Danzetta-Alfani, 1882; Barsali, 1929-33), non pi stata in seguito osservata fino al 1982, quando la segnalano di nuovo Pedrotti e Orsomando (1982). Liberman Cruz (1988) la descrive come specie comune e ad ampia distribuzione al L. Trasimeno. ECOLOGIA: Anche questa associazione indica la presenza di acque eutrofe; essa mostra una grande ampiezza ecologica e pu svilupparsi in ambienti con concentrazioni variabili di sali minerali. Ha un areale sud-Europeo. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Lassociazione Salvinio-Spirodeletum polyrhizae viene indicata da Liberman Cruz (1988), Orsomando e Catorci (1991), Orsomando (1995) che ne sottolineano labbondante diffusione nelle acque del L. Trasimeno. Nel corso delle attuali ricerche tale fitocenosi apparsa in forte rarefazione; essa stata osservata solo allinterno di un canale a Castiglione del Lago. 2.2.2.11. Lemno-Spirodeletum polyrhizae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, prendono parte alla composizione di questassociazione altre piccole pleustofite quali Lemna minor e Lemna trisulca. ECOLOGIA: La cenosi a dominanza di Lemna minor e Spirodela polyrhiza si sviluppa in acque meno eutrofiche rispetto allassociazione precedente. Si tratta di una comunit a
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carattere termofilo. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Questa comunit stata gi osservata da Pedrotti e Orsomando (1982) e in seguito da Liberman Cruz (1988), Orsomando e Catorci (1991), Orsomando (1995). Rispetto a quanto precedentemente indicato dai suddetti Autori, stata constatata una netta riduzione nella distribuzione di tale cenosi. 2.2.2.12. Riccietum fluitantis COMPOSIZIONE FLORISTICA: La specie dominante, Riccia fluitans, una piccola epatica natante, generalmente accompagnata da pochissime altre specie idrofitiche, tra le quali la pi frequente Lemna minor. ECOLOGIA: Lassociazione si sviluppa nelle chiarie del canneto, con acque stagnanti profonde poche decine di cm, piuttosto eutrofizzate. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Segnalata per il L. Trasimeno da Liberman Cruz (1988), Orsomando e Catorci (1991), Orsomando (1995). Indicata in passato come diffusissima (Liberman Cruz, 1988), ma allo stato attuale la sua presenza appare piuttosto rarefatta. 2.2.2.13. Utricularietum neglectae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, accanto alla specie dominante possono essere presenti alcune piccole idrofite quali Lemna minor e Riccia fluitans, oltre ad Utricularia minor. Le specie del genere Utricularia sono caratterizzate dal fatto di presentare piccole vescicole sullapparato radicale, per mezzo delle quali catturano insetti e crostacei di cui si nutrono. ECOLOGIA: La vegetazione sommersa a dominanza di Utricularia australis (= U. neglecta) si sviluppa nelle acque del Lago Trasimeno, negli specchi dacqua riparati allinterno del canneto. Le acque in cui vegeta sono generalmente meso-eutrofe. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla base delle ricerche svolte, la sua diffusione appare attualmente piuttosto limitata. Lassociazione stata indicata per il Lago Trasimeno da Venanzoni e Gigante (2000). Nota: Pedrotti e Orsomando (1977) riportano per il Lago Trasimeno la presenza del Myriophyllo verticillati-Nupharetum lutei, cenosi laminare a dominanza di ninfea gialla (Nuphar lutea), specie oggi scomparsa dalle acque del lago. Diversi Autori (Granetti, 1965b; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993) sottolineano lassenza di questa comunit vegetale, che a tuttoggi pu ritenersi estinta dal territorio della Z.P.S.

2.2.3. Habitat: pozze temporanee mediterranee Codice: 3170 Riferimento fitosociologico: Nanocyperion flavescentis Specie caratteristiche: Cyperus flavescens, Cyperus fuscus, Juncus bufonius
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NOTE: non indicato nelle Schede Habitat n in Orsomando et al. (2004) DESCRIZIONE. Lalleanza Nanocyperion flavescentis raggruppa la vegetazione terofitica di piccola taglia con sviluppo tardo-estivo o autunnale, legata ad habitat nei quali il periodo di inondazione si protrae fino allestate. A causa della prolungata sommersione del substrato su cui si sviluppano, queste cenosi presentano un blando carattere nitrofilo correlato alla presenza della sostanza organica accumulata. Lalleanza si inquadra allinterno dellordine Nanocyperetalia e della classe Isoto-Nanojuncetea. 2.2.3.1. Aggr. a Cyperus fuscus COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico si tratta di comunit estremamente povere, spesso monospecifiche; frequente la presenza di Mentha aquatica e Samolus valerandi. ECOLOGIA: La vegetazione anuale a dominanza di Cyperus fuscus si sviluppa lungo le sponde del Lago Trasimeno in concomitanza con il ritiro delle acque e lemersione di ampi tratti di sponda, fenomeni che si verificano con maggiore evidenza nella stagione estiva. La cenosi ha carattere pioniero e colonizza i fondali melmosi privi di vegetazione. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Aspetti vegetazionali molto simili sono stati indicati da Pedrotti e Orsomando (1977) ed in seguito da Venanzoni e Gigante (2000). A causa della grave crisi idrica cui il lago andato soggetto negli ultimi anni, si assistito ad una forte espansione di queste tipologie vegetazionali che allo stato attuale, nella stagione estiva, danno origine ad estesi popolamenti localizzati soprattutto lungo le sponde occidentali e meridionali.

2.2.4. Habitat: fiumi e sponde fangose con vegetazione delle alleanze Chenopodion rubri p.p. e Bidention p.p. Codice: 3270 Riferimento fitosociologico: Bidention tripartitae, Chenopodion rubri Specie caratteristiche: Bidens frondosa, Chenopodium rubrum, Xanthium sp., Polygonum lapathifolium NOTE: non indicato nelle Schede Habitat n in Orsomando et al. (2004) DESCRIZIONE. Lalleanza Bidention tripartitae raggruppa la vegetazione nitrofila che si sviluppa sui sedimenti fangosi a tessitura fine che, con labbassamento di livello delle acque che si verifica nella stagione arida, emergono lungo le sponde di laghi e corsi dacqua. Questi habitat sono caratterizzati dallaccumulo di sostanze azotate e di conseguenza la vegetazione che ospitano presenta un carattere blandamente nitrofilo, non sempre correlabile a condizioni di disturbo antropogeno ma piuttosto al naturale accumulo di sostanza organica derivante dai sedimenti e dai resti vegetali. La loro abbonHABITAT 23

danza pu comunque indicare un eccessivo apporto di nutrienti da parte dei sistemi agricoli che circondano spesso le zone umide. La fenologia tipicamente tardo-estiva. 2.2.4.1. Bidenti-Polygonetum miti COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, tra le entit pi frequenti ci sono Bidens tripartita, B. cernua, B. frondosa, Persicaria maculosa, P. hydropiper, P. lapathifolia. Le diverse specie possono di volta in volta svolgere un ruolo dominante, dando origine a facies diverse della stessa associazione. Queste cenosi contengono tipicamente numerose entit esotiche, come nel caso di Bidens frondosa, avventizia di origine Nord-Americana. ECOLOGIA: Lassociazione, a sviluppo tardo-estivo, ha un carattere pioniero e si sviluppa generalmente in contatto con il canneto, anche allinterno di radure, ove si verifichi laffioramento di fondali ricoperti di resti vegetali. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Generalmente non occupa aree molto estese ma stata osservata lungo tutto il perimetro del lago. Lassociazione BidentiPolygonetum miti stata indicata per il Trasimeno da Venanzoni e Gigante (2000). Comunit simili sono state indicate da Pedrotti e Orsomando (1977) senza riferimento allassociazione.

2.2.5. Habitat: formazioni a Juniperus communis su brughiere o praterie calcaree Codice: 5130 Riferimento fitosociologico: Specie caratteristiche: Juniperus communis, Rosa spp., Crataegus spp., Prunus spinosa DESCRIZIONE. Lhabitat 5130 comprende le cenosi arbustive a dominanza di Juniperus communis incluse nella categoria degli arbusteti submediterranei e temperati. Si tratta di formazioni diffuse dal piano basale a quello montano che generalmente corrispondono alle tappe dinamiche di ricolonizzazione arbustiva su pascoli e terreni abbandonati, ad opera delle specie eliofile. Si sviluppano su suoli poveri, sia calcarei che silicei. Il ginepro comune generalmente accompagnato da Prunus spinosa e da diverse specie dei generi Rosa e Crataegus. Nel Manuale interpretativo (European Commission, 1999) non vengono forniti riferimenti fitosociologici; queste tipologie di vegetazione possono essere inquadrate nella classe Rhamno-Prunetea, nellordine Prunetalia spinosae e nelle alleanze Pruno-Rubion ulmifolii e Cytision sessilifolii. Nella prima stesura delle schede relative al Lago Trasimeno, le formazioni a ginepro erano state inquadrate allinterno dellhabitat 5210, afferente alla categoria delle formazioni arbustive mediterranee e submediterranee sempreverdi che si sviluppano attorno ad individui arborescenti di Juniperus sp.
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2.2.5.1. Aggr. a Juniperus communis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Queste tipologie di vegetazione sono generalmente poverissime di specie, talora monospecifiche. Accanto al ginepro comune, specie dominante, possono essere presenti pochissime altre entit quali Rosa canina, Smilax aspera, Spartium junceum. ECOLOGIA: Si tratta di cenosi xerofile che tendono a costituire un complesso mosaico con la vegetazione emicriptofitica delle praterie. Dal punto di vista fitosociologico queste comunit possono essere inquadrate nellalleanza submediterranea Pruno-Rubion ulmifolii. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La vegetazione a prevalenza di Juniperus communis viene indicata in Orsomando et al. (2004), ma in base alle pi recenti ricerche la sua presenza allinterno della Z.P.S. non viene qui confermata.

2.2.6. Habitat: pseudo-steppe con graminacee ed erbe annuali della classe TheroBrachypodietea Codice: 6220 Riferimento fitosociologico: Thero-Brachypodietea, Thero-Brachypodietalia, TheroBrachypodion, Poetea bulbosae, Tuberarietea guttatae, Trachynietalia distachyae, Trachinion distachyae Specie caratteristiche: Brachypodium distachyum, B. retusum DESCRIZIONE. Lhabitat 6220 comprende le praterie annuali di piccola taglia, xerofile, meso- e termo-mediterranee, sia silicicole che basifile, con cotico erboso discontinuo ed aperto, diffuse su suoli sottili e scarsamente evoluti, riferibili alla classe Tuberarietea guttatae. Rientrano in questa categoria le comunit effimere a sviluppo primaverile, che si insediano in corrispondenza di affioramenti rocciosi ed aree in erosione. Per larea del Lago Trasimeno, tra gli aspetti di particolare valore geobotanico riferibili allhabitat 6220 vengono segnalati i pascoli terofitici a Trifolium cherleri. 2.2.6.1. Aggr. a Trifolium cherleri COMPOSIZIONE FLORISTICA: Oltre alla specie dominante possono essere presenti numerose altre terofite di piccole dimensioni a carattere silicicolo. ECOLOGIA: Dallanalisi della letteratura disponibile, Trifolium cherleri risulta essere una terofita scaposa eurimediterranea, a carattere silicicolo. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La vegetazione a dominanza di Trifolium cherleri, indicata per le isole del Lago Trasimeno (Orsomando et al., 1998, 2004), non mai stata oggetto di studi specifici ma sempre stata menzionata in modo generico, senza indicazione delle specie che partecipano alla cenosi e accompagnano lentit dominante. Nel corso di approfondite indagini floristico-vegetazionali, la specie Trifolium cherleri non stata rinvenuta sullIsola Polvese (Venanzoni e Gigante, in
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prep.). Da sottolineare che in un recente aggiornamento delle conoscenze floristiche in Umbria (Ballelli, 2003) vengono indicate alcune stazioni di T. cherleri prossime al L. Trasimeno (Paciano, Panicale, M. Castiglione), tutte esterne al perimetro della Z.P.S.

2.2.7. Habitat: praterie umide mediterranee di taglia elevata dellalleanza MolinioHoloschoenion Codice: 6420 Riferimento fitosociologico: Molinio-Holoschoenion Specie caratteristiche: Scirpus holoschoenus (Holoschoenus vulgaris), Agrostis stolonifera, Galium debile, Briza minor, Cyperus longus, Trifolium resupinatum, Juncus acutus, Hypericum tetrapterum, Inula viscosa, Oenanthe pimpinelloides, Eupatorium cannabinum, Prunella vulgaris, Pulicaria dysenterica. DESCRIZIONE. La vegetazione a dominanza di giunchi si sviluppa nei climi mediterranei, su suoli profondi e umidi che vanno soggetti ad un certo disseccamento estivo, almeno negli orizzonti superiori. Queste formazioni sono generalmente legate alla presenza di falda freatica prossima alla superficie. Dal punto di vista fisionomico si tratta di praterie perenni di taglia medio-alta.

Holoschoenetum vulgaris
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2.2.7.1. Holoschoenetum vulgaris COMPOSIZIONE FLORISTICA: Questa cenosi caratterizzata da una certa povert floristica; le specie che pi frequentemente si rinvengono, oltre a Holoschoenus vulgaris, sono Holoschoenus australis e H. romanus (talora dominanti), Lythrum salicaria, Galium palustre, Cyperus longus, Juncus articulatus. ECOLOGIA: Le praterie perenni a dominanza di Holoschoenus vulgaris si localizzano nella fascia di transizione tra le cenosi elofitiche e gli ambienti asciutti. Si tratta di comunit igrofile in grado di tollerare una fase di aridit estiva durante la quale gli orizzonti superficiali del suolo vanno soggetti a fenomeni di disseccamento. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Dalle indagini condotte emerso che tali formazioni sono presenti in modo molto frammentario; generalmente esse sono rappresentate da nuclei di piccole dimensioni, ubicate nei pressi della sponda su substrato prevalentemente ciottoloso. Pi raramente si rinvengono anche in corrispondenza dei fossi interpoderali. Sono state indicate da diversi Autori (Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995). 2.2.7.2. Aggr. a Juncus articulatus COMPOSIZIONE FLORISTICA: Oltre alla specie dominante sono presenti poche altre entit quali Agrostis stolonifera, Mentha acquatica, M. spicata, Holcus lanatus. ECOLOGIA: Juncus articulatus una specie con areale molto ampio, la cui ecologia legata ad acque ricche di calcio ed eutrofiche; essa presenta unampia diffusione sia nei territori mediterranei che temperati. In ambiti mediterranei Juncus articulatus d origine a cenosi inquadrabili nellordine dei giuncheti mediterranei Holoschonetalia e nellalleanza Molinio-Holoschoenion. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La vegetazione a dominanza di Juncus articulatus, gi indicata da diversi Autori (Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993), abbastanza diffusa nellarea della Z.P.S. ma non d mai origine a cenosi di grandi dimensioni. In base alle ricerche effettuate emerso che si tratta generalmente di frammenti che si sviluppano in contatto con i prati di transizione e i prati umidi. Sembra che in passato questa tipologia di vegetazione fosse pi sviluppata lungo le sponde del Lago; Granetti (1965a) ne segnala la presenza. Essa stata drasticamente ridotta dalle pratiche agricole che frequentemente si spingono fino ad entrare in contatto con il canneto; gi Pedrotti e Orsomando (1977) indicano la forte rarefazione e compressione di questa cenosi.

2.2.8. Habitat: vegetazione igrofila di orlo a dominanza di megaforbie, delle pianure e dei piani da montano ad alpino Codice: 6430 Riferimento fitosociologico: Convolvuletalia sepium Specie caratteristiche: Epilobium hirsutum, Petasites hybridus, Alliaria petiolata,
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Silene dioica, Lythrum salicaria NOTE: non indicato nelle Schede Habitat n in Orsomando et al. (2004) DESCRIZIONE. La classe Galio-Urticetea ed, al suo interno, lordine Convolvuletalia sepium, riuniscono le comunit perenni nitrofile che si sviluppano in stazioni umide anche molto disturbate, con suoli non o poco soggetti ad inaridimento estivo. La vegetazione che afferisce a questo gruppo caratterizzata da taglia medio-elevata e dalla presenza di diverse specie emicriptofite e lianose. 2.2.8.1. Convolvulo-Eupatorietum cannabini COMPOSIZIONE FLORISTICA: La composizione floristica, dominata da Eupatorium cannabinum, vede la presenza di Calystegia sepium, Galium aparine, Urtica dioica, Mentha longifolia. ECOLOGIA: Questa associazione si sviluppa generalmente a ridosso del canneto, a monte di questo, su substrati vegetali spesso derivanti dallaccumulo degli scarti della lavorazione dei campi. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Comune lungo le sponde del lago e delle isole ma rappresentata da popolamenti di piccole dimensioni. Non sono noti riferimenti bibliografici. 2.2.8.2. Convolvulo-Epilobietum hirsuti COMPOSIZIONE FLORISTICA: Tra le specie pi frequenti, accanto ad Epilobium hirsutum ci sono Calystegia sepium, Cirsium arvense, Stachys palustris, Solanum dulcamara. ECOLOGIA: La vegetazione a dominanza di Epilobium hirsutum colonizza le aree disturbate in contatto con le cenosi dellassociazione Bidenti-Polygonetum miti. Essa richiede suoli sommersi per gran parte dellanno ed generalmente collegata alla presenza di materiale organico accumulatosi sul suolo. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Abbastanza comune nellarea di studio ma anchessa sempre in popolamenti di modeste dimensioni. Non sono noti riferimenti bibliografici.

2.2.9. Habitat: boschi pannonici di Quercus pubescens Codice: 91H0 Riferimento fitosociologico: Specie caratteristiche: Quercus pubescens, Q. cerris, Fraxinus ornus, Sorbus domestica, S. torminalis, Colutea arborescens, Cornus mas, Pyrus pyraster, Buglossoides purpurocaerulea, Limodorum abortivum, Melittis melissophyllum, Orchis purpurea, P. micrantha, Tanacetum corymbosum, Viola suavis. DESCRIZIONE. Lhabitat 91H0 comprende le formazioni forestali xerofile a dominanza
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di Quercus pubescens che si sviluppano su suoli calcarei molto sottili o in stazioni esposte a sud. Proprio a causa delle condizioni stazionali piuttosto povere dal punto di vista edafico, si tratta spesso di cenosi frammentate e di taglia ridotta, spesso ridotte a boscaglie arbustate. Data la presenza di frequenti discontinuit nella copertura arborea, che danno origine a complessi mosaici di vegetazione, lo strato erbaceo generalmente ricco di specie tipiche di ambienti aperti quali radure, orli forestali e praterie xeriche. Tali formazioni hanno il loro centro di distribuzione nei settori meridionali dellEuropa orientale. Nel Manuale interpretativo (European Commission, 1999) non vengono forniti riferimenti fitosociologici; lassociazione presente al Lago Trasimeno pu essere inquadrata nellassociazione Roso sempervirentis-Quercetum pubescentis. 2.2.9.1. Roso sempervirentis-Quercetum pubescentis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Si tratta di boscaglie a dominanza di roverella, spesso accompagnata nello strato arboreo da Quercus ilex, Laurus nobilis, Fraxinus ornus, talora Ulmus minor. Tra gli arbusti sono frequenti Rhamnus alaternus, Acer monspessulanum, Viburnum tinus, Crataegus monogyna, Coronilla emerus ssp. emeroides, Prunus spinosa. Tra le liane sempre molto abbondante Hedera helix, e si rinvengono con frequenza Rosa sempervirens, Rubia peregrina e Smilax aspera. Nello strato erbaceo sono generalmente presenti Brachypodium rupestre e Carex flacca, che danno origine a densi tappeti erbacei; altre specie frequenti sono Asparagus acutifolius, Ruscus aculeatus, Viola alba ssp. dehnhardtii. ECOLOGIA: Si tratta di cenosi miste decidue termoxerofile neutrobasifile. Dal punto di vista fitosociologico queste formazioni possono essere riferite allordine Quercetalia pubescentis-petraeae, allalleanza Carpinion orientalis e alla suballeanza submediterranea Lauro nobilis-Quercenion pubescentis. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Le boscaglie a roverella sono scarsamente rappresentate allinterno della Z.P.S.; nel corso delle indagini sul campo esse sono state osservate solo in piccoli lembi sulle isole, in particolare sullIsola Polvese, come indicato anche da Venanzoni e Gigante (in prep.). Non sono noti altri riferimenti bibliograci.

2.2.10. Habitat: boschi a galleria di Salix alba e Populus alba Codice: 92A0 Riferimento fitosociologico: Specie caratteristiche: Populus spp., Ulmus spp., Salix spp., Alnus spp., Acer spp., DESCRIZIONE. Lhabitat 92A0 comprende le foreste ripariali pluristratificate, mediterranee ed eurasiatiche, a dominanza di Salix spp. e Populus spp. Nel Manuale interpretativo (European Commission, 1999) non vengono forniti riferimenti fitosociologici; queste
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Salicetum albae

Aggr. a Ulmus minor


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tipologie di vegetazione possono essere inquadrate nella classe Salici purpureaePopuletea nigrae e negli ordini Salicetalia purpureae e Populetalia albae. Si tratta di formazioni forestali arboree o talora arbustive legate alle sponde di fiumi e laghi. Si differenziano sulla base della minore o maggiore esigenza idrica, della tolleranza alla sommersione ed alla presenza di falda superficiale. La vegetazione ripariale presente sulle sponde del Lago Trasimeno stata in passato riferita in parte allalleanza Alno-Ulmion (Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995) ed in parte allalleanza Salicion albae (Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995). 2.2.10.1. Salicetum purpureo-albae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Oltre a Salix purpurea, specie dominante, sporadicamente presente Salix alba. Il sottobosco molto povero, trattandosi di boscaglie fitte e impenetrabili. Tra le entit pi frequenti possono essere ricordate Solanum dulcamara, Rubus ulmifolius, Carex riparia. ECOLOGIA: Le boscaglie a dominanza di Salix purpurea presentano un forte carattere pioniero e tendono a colonizzare le aree aperte non pi soggette a coltivazione n sfalcio. La specie, molto frugale e tollerante rispetto ai fenomeni di sommersione anche prolungata, d origine a fitti arbusteti di taglia medio-bassa, paucispecifici e a dinamismo molto rapido. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Allo stato attuale, cenosi di questo tipo sono particolarmente abbondanti nellarea dellex Idroscalo di Castiglion del Lago, dove hanno colonizzato ampie superfici a monte del canneto localizzandosi soprattutto lungo i canali di drenaggio delle acque superficiali. Pedrotti e Orsomando (1977) indicano la presenza nel territorio di cenosi a Salix purpurea, per le quali sottolineano una certa somiglianza con lassociazione centro-europea Saponario-Salicetum purpureae; non ci sono altri riferimenti bibliografici. 2.2.10.2. Salicetum albae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Lo strato arbustivo generalmente costituito da Sambucus nigra, Rubus ulmifolius e R. caesius; fra le lianee dominano Humulus lupulus, Solanum dulcamara, Hedera helix, Clematis vitalba e Calystegia sepium. Tra le erbacee sono generalmente presenti Carex pendula, C. acutiformis, Urtica dioica, Sambucus ebulus, Phragmites australis. ECOLOGIA: Si tratta di una associazione a carattere pioniero che si insedia preferenzialmente sulle rive sabbiose, in ambienti frequentemente inondati. Allo stato attuale, le cenosi presenti lungo le sponde del L. Trasimeno sono rappresentate da boschetti residuali che si caratterizzano per la marcata presenza di specie nitrofile e sinantropiche, indicatrici del generale stato di degrado e dellelevato livello di disturbo. Si tratta di comunit piuttosto povere floristicamente, nelle quali spesso Rubus ulmifolius d origine a cortine impenetrabili che tendono a rarefare lo strato erbaceo. La proliferazione del rovo da porre in relazione alla presenza di detriti, macerie e materiali residuali
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Salici-Populetum nigrae

Aggr. a Populus canescens


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delle vicine lavorazioni agricole che, oltre a modificare il naturale profilo della sponda, contribuiscono ad elevare il livello di eutrofizzazione del suolo. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Le formazioni a dominanza di Salix alba, gi indicate da vari Autori (Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993), si sviluppano in prossimit delle sponde lacustri. Questa associazione allo stato attuale la pi diffusa tra le formazioni arboree presenti nellarea, pur essendo limitata a frammenti discontinui ed in alcuni casi a strette fasce a ridosso dei campi coltivati. 2.2.10.3. Salici-Populetum nigrae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, le specie pi frequenti nello strato erbaceo sono Carex riparia, Cyperus longus, Galium mollugo, Ballota nigra, Agrostis stolonifera, Brachypodium sylvaticum, Holcus lanatus. Tra gli arbusti i pi frequenti sono Rubus ulmifolius, R. caesius, Euonymus europaeus, Prunus spinosa. Si tratta anche in questo caso di cenosi molto povere di specie, generalmente soggette a forte disturbo per la vicinanza di aree intensamente coltivate. ECOLOGIA: La vegetazione a dominanza di Populus nigra si sviluppa in posizione pi arretrata rispetto al saliceto, dove minore la frequenza dei periodi di inondazione. Essa generalmente legata alle sponde ciottolose e ciottoloso-sabbiose. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla base delle osservazioni effettuate, come nel caso dei saliceti a Salix alba anche queste cenosi non riescono a costituire una fascia continua ma sono rappresentate da piccolissimi lembi frammentati ed intercalati ai campi coltivati, talora ridotti ad individui isolati. Non ci sono riferimenti bibliografici. 2.2.10.4. Aggr. a Populus canescens COMPOSIZIONE FLORISTICA: La specie dominante generalmente accompagnata da Cornus sanguinea, Ligustrum vulgare, Rubus ulmifolius, Euonymus europaeus, Hedera helix, Humulus lupulus, Agropyron repens, Eupatorium cannabinum. ECOLOGIA: Populus canescens un ibrido risultante dallincrocio di P. alba con P. tremula. Esso presenta caratteri intermedi tra le due specie dalle quali deriva ma generalmente considerato specie a se stante (Pignatti, 1982; Gellini e Grossoni, 1997). Si localizza preferibilmente su substrati a tessitura fine ed occupa in genere il terrazzo pi esterno, non soggetto ad inondazioni, a contatto con le cenosi ad olmo. In Italia centrale piuttosto diffuso ma la sua ecologia poco conosciuta. Probabilmente vicaria P. alba, specie a carattere mediterraneo, nelle aree submediterranee. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: I popolamenti presenti al L. Trasimeno danno origine a picccoli lembi boscati in contatto con i pioppeti a pioppo nero, rispetto ai quali appaiono allo stato attuale molto pi frequenti. Non ci sono riferimenti bibliografici. 2.2.10.5. Aggr. a Ulmus minor COMPOSIZIONE FLORISTICA: In condizioni di naturalit, i boshi submediterranei con Ulmus minor ospitano altre essenze arboree quali Acer campestre e Fraxinus oxycarpa. Altre
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entit caratteristiche sono Cornus sanguinea, Euonymus europaeus, Clematis vitalba, Arum italicum, Ranunculus ficaria. ECOLOGIA: La fascia pi esterna ed asciutta del sistema spondicolo presenta la potenzialit per la vegetazione forestale a dominanza Ulmus minor, della quale restano attualmente solo scarsissime tracce. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Le formazioni a dominanza di olmo, sulla base delle nostre osservazioni, non sono attualmente molto rappresentata nellarea; pur essendo presente in siepi e filari, la specie non d origine a veri e propri boschi. Nellarea del Lago Trasimeno gli ambienti potenziali per questo tipo di vegetazione sono attualmente quasi del tutto privi di cenosi forestali spontanee, che sono state soppiantate da impianti di agricoltura intensiva. Purtroppo questo problema interessa tutte le principali pianure della regione Umbria, dove le colture e gli insediamenti hanno completamente soppiantato la vegetazione naturale, relegando le specie spontanee in habitat marginali come filari, siepi e fossi interpoderali. Non ci sono riferimenti bibliografici.

2.2.11. Habitat: foreste di Quercus ilex Codice: 9340 Riferimento fitosociologico: Specie caratteristiche: Quercus ilex DESCRIZIONE. Lhabitat 9340 si riferisce, per quanto riguarda la penisola italiana, alle foreste a dominanza di Quercus ilex diffuse nei Piani bioclimatici Meso-, Supra- e Termo-Mediterraneo e localmente Temperato Submediterraneo. Si tratta di cenosi arboree sempreverdi a dominanza di sclerofille, talora degradate a formazioni arbustive chiuse con la struttura tipica della macchia mediterranea. Nel Manuale interpretativo (European Commission, 1999) non vengono forniti riferimenti fitosociologici. Le foreste a dominanza di leccio sono inquadrabili nellordine Quercetalia ilicis; per i territori del Mediterraneo centro-orientale stata recentemente descritta lalleanza Fraxino orni-Quercion ilicis (Biondi et al., 2003). Nella scheda relativa al Lago Trasimeno riportata in Orsomando et al. (2004) la vegetazione a dominanza di leccio e sclerofille mediterranee viene riferita alle associazioni Orno-Quercetum ilicis e Viburno-Quercetum ilicis, syntaxa che da recenti revisioni non risultano presenti in Italia peninsulare (Biondi et al., 2003). Viene qui seguito il pi recente inquadramento di tali tipologie di vegetazione. 2.2.11.1. Cyclamino repandi-Quercetum ilicis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Si tratta di formazioni forestali a dominanza di leccio, caratterizzate dalla pressoch totale assenza di caducifoglie. Tra gli arbusti sono molto frequenti Viburnum tinus, Phillyrea latifolia e Erica arborea. Tra le lianose abbondante
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Rusco aculeati-Quercetum ilicis Smilax aspera. Il sottobosco erbaceo sempre molto povero a causa della scarsa quantit di luce che nellarco dellanno penetra la cortina arborea, tra le specie pi tipiche possono essere menzionate Cyclamen repandum, Carex distachya, Limodorum abortivum, Asparagus acutifolius. ECOLOGIA: Lassociazione Cyclamino repandi-Quercetum ilicis si riferisce alla lecceta mesomediterranea termofila che si sviluppa su substrati decarbonatati. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Nellarea interna alla Z.P.S. lassociazione presente solo in frammenti puntiformi sulle pendici dei versanti collinari a sud della sponda meridionale, sulle arenarie della Formazione del Macigno del Trasimeno. Non sono noti riferimenti bibliografici. 2.2.11.2. Rusco aculeati-Quercetum ilicis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Accanto al leccio dominante, tra le specie che si rinvengono con frequenza in questo tipo di boschi si possono ricordare Laurus nobilis, Fraxinus ornus, talora Quercus pubescens, Coronilla emerus ssp. emeroides, Crataegus monogyna, Ligustrum vulgare, Rubus ulmifolius, Phillyrea latifolia. Molto abbondanti sono le specie lianose, in particolare Rubia peregrina, Rosa sempervirens, Smilax aspera, Hedera helix. Il sottobosco erbaceo molto povero; tra le specie pi frequenti possono essere menzionate Ruscus aculeatus, Asparagus acutifolius, Asplenium onopteris.
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ECOLOGIA: Lassociazione Rusco aculeati-Quercetum ilicis si riferisce alla lecceta centro-italica interna, meso- e submeso-mediterranea, neutrobasifila. Si tratta di boschi mesofili di leccio con abbondante presenza di alloro, con composizione prevalentemente sclerofillica, a carattere subatlantico. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Questa tipologia forestale presente solo sullIsola Polvese (Venanzoni e Gigante, in prep.), dove costituisce la Lecceta di San Leonardo, precedentemente riferita alle associazioni Quercetum ilicis galloprovinciale (Pedrotti e Orsomando, 1977) e Orno-Quercetum ilicis (Orsomando e Catorci, 1990).

2.2.12. Habitat: vegetazione delle paludi a dominanza di Cyperaceae (Magnocaricion elatae) Codice: I050 Riferimento fitosociologico: Magnocaricion elatae Specie caratteristiche: DESCRIZIONE. LHabitat I050 non incluso nellAllegato I alla Dir. 92/43/CEE ma stato proposto successivamente alla Comunit Europea dal Comitato Scientifico Nazionale, per essere inserito nei prossimi aggiornamenti alla Direttiva (Orsomando et al., 2004). La codifica provvisoriamente utilizzata stata comunicata dal Ministero dellAmbiente alla Regione dellUmbria il 22.12.1995. Lhabitat definito come ve-

Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi


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getazione delle paludi a dominanza di Cyperaceae e viene riferito dal punto di vista fitosociologico allalleanza Magnocaricion elatae. Nella descrizione si fa riferimento esclusivamente agli aggallati dellassociazione Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi (Orsomando et al., 2004), ma va considerato che lalleanza include numerose altre tipologie di vegetazione altrettanto interessanti, aventi unampia distribuzione eurosiberiana ma piuttosto rare per il territorio italiano. In questo syntaxon viene infatti riunita la vegetazione dominata dalle cosiddette grandi carici, quali Carex elata, C. riparia, C. acutiformis, C. pseudocyperus, C. paniculata, etc. La vegetazione dellalleanza Magnocaricion elatae si colloca, in condizioni ottimali, nella fascia ubicata a monte delle cenosi elofitiche riferibili allalleanza Phragmition. Essa predilige superfici inondate che possono andare soggette a brevi periodi di prosciugamento. In condizioni naturali, i magnocariceti si sviluppano in territori ove le inondazioni non consentono lo sviluppo della vegetazione forestale; secondariamente si sviluppano anche come tappe di sostituzione delle foreste ripariali. I processi di interrimento e lassenza di gestione (in particolare lo sfalcio) portano alla sostituzione di queste comunit da parte di saliceti a Salix cinerea nelle zone paludose, e di saliceti a Salix alba in quelle ripariali. 2.2.12.1. Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi COMPOSIZIONE FLORISTICA: Accanto alla specie dominante Carex pseudocyperus sono generalmente presenti nellassociazione Mentha aquatica, Scutellaria galericulata, Lycopus europaeus, Galium palustre, Typha angustifolia, Phragmites australis, Oenanthe aquatica. In passato questi ambienti costituivano un habitat ottimale per Thelypteris palustris, specie ormai scomparsa dal Lago (Pedrotti e Orsomando, 1977). ECOLOGIA: Le praterie galleggianti a Carex pseudocyperus si sviluppano tipicamente (ma non solo) sui cosiddetti aggallati o gallonaie, strutture galleggianti costituite dai frammenti dei rizomi di cannuccia e di altre specie elofitiche misti a detrito vegetale, che rappresentano un substrato idoneo per lo sviluppo di fitocenosi specializzate. Spesso tali strutture si staccano e galleggiano liberamente sullo specchio dacqua, trascinate dal vento. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Al Lago Trasimeno queste particolari tipologie di vegetazione sono state osservate per la prima volta da Orsomando e Pedrotti (1986) ed in seguito da Orsomando e Catorci (1991), Orsomando (1993, 1995), Venanzoni e Gigante (2000); allo stato attuale esse mostrano una forte riduzione probabilmente da collegare allabbassamento del livello del lago verificatosi negli ultimi anni. Frammenti di Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi si possono osservare anche in diretto contatto con il canneto, nelle situazioni in cui Phragmites australis si presenta pi rarefatta e lascia ampi spazi aperti, in particolare lungo la sponda meridionale. 2.2.12.2. Caricetum acutiformis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Lassociazione Caricetum acutiformis si riferisce a una prateria umida perenne a dominanza di Carex acutiformis, specie non molto diffusa al Lago
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Trasimeno. Essa d origine a popolamenti poveri di specie ed generalmente accompagnata da entit quali Lysimachia vulgaris, Lycopus europaeus, Galium palustre. ECOLOGIA: Carex acutiformis presenta unecologia piuttosto ampia e pu sopravvivere sia in ambienti aperti che nel sottobosco delle foreste palustri e ripariali. Dal punto di vista ecologico sopporta frequenti inondazioni e predilige suoli umidi ricchi di nutrienti, anche debolmente acidi. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla base delle nostre osservazioni, lassociazione attualmente rappresentata da frammenti di piccola estensione, talora relegati ad ambienti piuttosto antropizzati quali fossi e canali, data la generale riduzione di habitat naturali che caratterizza il territorio in esame. Non ci sono riferimenti bibliografici. 2.2.12.3. Galio palustris-Caricetum ripariae COMPOSIZIONE FLORISTICA: La specie dominante Carex riparia, che tende a formare praterie paucispecifiche che ospitano poche altre entit quali Carex hirta, Iris pseudacorus, Lysimachia vulgaris, Agrostis stolonifera. ECOLOGIA: Lassociazione Galio palustris-Caricetum ripariae tipica degli ambienti palustri ricchi di azoto su substrati carbonatici; pu svilupparsi come vegetazione di sostituzione, in conseguenza della distruzione dei boschi palustri e ripariali. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: I diversi Autori che in passato si sono occupati della vegetazione del Lago Trasimeno hanno riferito le cenosi a dominanza di Carex riparia allassociazione Caricetum ripariae (Granetti, 1965a; Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995). In passato, secondo quanto osservato da Granetti (1965a), tale tipologia vegetazionale era molto diffusa; una certa contrazione veniva rilevata gi da Pedrotti e Orsomando (1977) ed in seguito da Orsomando e Catorci (1991). Recentemente stato proposto un nuovo inquadramento fitosociologico nellassociazione Galio palustris-Caricetum ripariae (Venanzoni e Gigante, 2000). Sulla base delle nostre osservazioni, sono attualmente evidenti i segni di una forte riduzione a seguito delle alterazioni ambientali di origine antropica. Lassociazione risulta compressa nella stretta fascia tra i campi coltivati ed il canneto, sua naturale ubicazione; lavanzata delle colture verso valle e la progressiva sottrazione di spazi hanno provocato in molti casi la scomparsa di questa tipologia vegetazionale. Per la stessa ragione, si verifica spesso una competizione per lo spazio da parte delle diverse cenosi che risultano compresse in ambiti ristretti; dato il forte potenziale di colonizzazione della cannuccia, questa spesso tende ad espandersi a danno dei cariceti. 2.2.12.4. Phalaridetum arundinaceae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico, oltre a Phalaris arundinacea sono presenti poche altre specie tra le quali sono frequenti Carex riparia e Iris pseudacorus. ECOLOGIA: Lassociazione Phalaridetum arundinaceae tipica di acque stagnanti o
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fluenti, generalmente eutrofiche e ricche di basi, caratterizzate da grandi oscillazioni di livello. Si sviluppa in ambienti molto diversi, anche disturbati. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Al Lago Trasimeno lassociazione, indicata da Venanzoni e Gigante (2000), stata osservata solo in rare stazioni puntiformi. 2.2.12.5. Cyperetum longi COMPOSIZIONE FLORISTICA: Le cenosi presenti al Trasimeno si presentano come densi popolamenti a dominanza di Cyperus longus, talora accompagnato da Carex otrubae e poche altre entit quali Agrostis stolonifera, Carex hirta, Galium mollugo. ECOLOGIA: Questa associazione si sviluppa spesso a margine dei cariceti e in tutte quelle zone ove il terreno intriso di acqua, ma emerge allasciutto almeno per parte dellanno. diffusa lungo le rive, mai in superfici molto estese. Talora colonizza piccole aree depresse e canaletti artificiali dove rappresenta un vero e proprio serbatoio di biodiversit, anche se spesso fortemente alterato nella composizione floristica. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Lassociazione Cyperetum longi stata segnalata da Venanzoni e Gigante (2000). Le osservazioni effettuate confermano la presenza di questa cenosi allinterno dellarea dellex Idroscalo e sporadicamente allinterno dei fossetti interpoderali lungo il perimetro del lago. Piccoli frammenti sono stati rinvenuti anche allIsola Polvese. 2.2.12.6. Cypero-Caricetum otrubae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Oltre alla specie dominante sono spesso presenti Agrostis stolonifera, Mentha longifolia, Festuca arundinacea, Potentilla reptans, Carex distans, C. hirta. ECOLOGIA: Dal punto di vista ecologico, questa comunit occupa una posizione intermedia tra i prati umidi e le praterie di transizione. Tale collocazione ecotonale si esprime anche nella composizione floristica attraverso la presenza di entit trasgressive dellordine Plantaginetalia majoris. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Lassociazione, con ampia diffusione nella penisola iberica, stata segnalata per il Lago Trasimeno da Venanzoni e Gigante (2000); tali Autori indicano la presenza di questa fitocenosi in piccole aree depresse e allinterno di canaletti artificiali adiacenti ai prati permanenti dellassociazione DactylidoFestucetum arundinaceae, ubicati prevalentemente allinterno dellex Idroscalo di Castiglion del Lago. Sulla base delle indagini svolte si conferma tale stazione, cui vanno aggiunti diversi piccoli popolamenti allinterno dei fossi interpoderali che circondano il lago. 2.2.12.7. Equiseto palustris-Juncetum effusi COMPOSIZIONE FLORISTICA: Tra le specie presenti, oltre a Juncus effusus si possono menzionare Equisetum palustre, Scutellaria galericulata, Lythrum salicaria, Agrostis stolonifera, Galium palustre. ECOLOGIA: Juncus effusus presenta una grande ampiezza ecologica; i suoi densi
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popolamenti sono spesso monospecifici. Lassociazione Equiseto palustris-Juncetum effusi si rinviene in diversi ambienti umidi meso- o eutrofici su torba o argilla, anche danneggiati o modificati dalluomo, come sentieri, viottoli, pascoli o rive di pozze, stagni, torbiere e paludi eutrofizzate. La specie presenta una particolare tolleranza al calpestio e vegeta su suoli anche fortemente compattati. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Le cenosi presenti al Trasimeno si sviluppano nellarea di transizione interposta tra i prati palustri dellalleanza Magnocaricion e quelli di transizione dellordine Plantaginetalia majoris. Lassociazione stata segnalata da Venanzoni e Gigante (2000). Sulla base delle ricerche svolte questa tipologia di vegetazione diffusa sulle sponde del lago, con popolamenti di dimensioni sempre molto modeste, spesso puntiformi.

2.3. ALTRE TIPOLOGIE DI HABITAT PRESENTI NEL SITO Vengono di seguito illustrate le altre tipologie di vegetazione presenti lungo le sponde del Lago Trasimeno, molte delle quali senzaltro meritevoli di salvaguardia bench non riconosciute a livello europeo e non incluse nellAllegato I. Anche in questo caso i diversi habitat vengono descritti sulla base del contesto vegetazionale avvalendosi delle tipologie fitosociologiche.

2.3.1. Habitat: comunit elofitiche semisommerse Riferimento fitosociologico: Phragmition communis DESCRIZIONE. Queste tipologie di vegetazione, tipiche delle stazioni sommerse per tutto larco dellanno o quasi, includono le cenosi a grandi elofite che si sviluppano sulle sponde di laghi e fiumi con acque da dolci a leggermente salate. Si tratta di associazioni a distribuzione subcosmopolita e cosmopolita, a carattere azonale, generalmente paucispecifiche. La loro attuale diffusione in Italia peninsulare fortemente ridotta e frammentata, dato il generale stato di degrado in cui versano gli ambienti umidi cui tali comunit sono strettamente legate. In molti casi si tratta di popolamenti relitti, floristicamente impoveriti ed a rischio di scomparsa. Al contrario, in Europa centrale e settentrionale la loro diffusione molto pi ampia anche in relazione alle condizioni climatiche pi favorevoli, contraddistinte da precipitazioni pi elevate, e ad un uso del suolo pi razionale. Questo stato di cose ha fatto s che le comunit elofitiche semisommerse non venissero prese in considerazione come habitat di rilevanza comunitaria; non si tenuto in considerazione limportante ruolo biogeografico ed ecologico che tali cenosi svolgono in territori, quale quello italiano, caratterizzati da contesti climatici mediterranei e submediterranei. Alla luce di queste considerazioni sembra opportuno sottolineare leffettiva rarit e lelevato valore naturalistico di queste tipologie
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Phragmitetum vulgaris

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vegetazionali e di questi habitat, caratterizzati da una peculiarit floristica, cenotica ed ecosistemica che li rende senzaltro meritevoli di tutela. 2.3.1.1. Phragmitetum vulgaris COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico accanto a Phragmites australis sono presenti pochissime altre specie tra cui Galium palustre, Solanum dulcamara, Scutellaria galericulata, Typha latifolia, Iris pseudacorus, Lycopus europaeus, Lythrum salicaria. ECOLOGIA: Il canneto rappresenta forse lelemento pi caratterizzante del paesaggio lacustre. Esso si sviluppa generalmente sulle rive di laghi e zone palustri, in acque meso- o eutrofiche a profondit molto variabile, su substrato fangoso. La specie tollera anche una certa salinit delle acque e una discreta presenza di composti azotati. Lassociazione ha unamplissima distribuzione geografica, grazie alle scarse esigenze ecologiche di Phragmites australis ed alla sua elevata capacit di colonizzare gli ambienti pi disparati. Particolari adattamenti morfologici ed un potente apparato stolonifero consentono infatti alla specie di insediarsi in stazioni anche fortemente antropizzate (margini dei campi) o inospitali (fanghi e melme di ambienti asfittici). Lassociazione partecipa ai processi di interrimento delle sponde. Le cenosi a cannuccia presenti lungo le sponde del Lago Trasimeno appaiono allo stato attuale fortemente disturbate dalla vicinanza dei campi ed in generale delle attivit antropiche. Il fenomeno di avanzato degrado testimoniato dalla frequente presenza, allinterno del canneto, di numerose specie nitrofile e sinantropiche quali Urtica dioica, Conyza canadensis, Bromus sterilis, Galium aparine, Chenopodium album. In condizioni di naturalit loscillazione del livello delle acque del lago comporterebbe il periodico arretramento/avanzamento del fronte del canneto, fenomeno che al Lago Trasimeno, a causa della debole pendenza delle sponde, potrebbe avere una notevole portata. In realt i limiti della vegetazione palustre risultano rigidamente fissati dal limite dei campi coltivati che, negli anni, sono avanzati verso valle fino ad occupare le aree proprie della vegetazione palustre e di transizione, provocando la quasi totale scomparsa dei cariceti. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Allo stato attuale la distribuzione del canneto lungo le sponde del Lago appare piuttosto eterogenea; nel settore sud-orientale in localit La Valle esso presenta la massima estensione mentre nel settore settentrionale in alcuni tratti esso stato completamente sostituito da spiagge sabbiose o argini artificiali. Nei restanti tratti di sponda esso presenta ampiezza variabile da poche unit a poche decine di metri, costituendo un anello discontinuo interrotto in corrispondenza dei porticcioli e dei tratti pi degradati. Lassociazione viene indicata da diversi Autori (Granetti, 1965a, 1968; Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995; Venanzoni e Gigante, 2000). 2.3.1.2. Scirpetum lacustris COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico la fitocenosi piuttosto povera, caratterizzata dalla dominanza di Scirpus lacustris e da poche altre entit quali
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Phragmites australis, Typha latifolia, Bolboschoenus maritimus. ECOLOGIA: La vegetazione a dominanza di Schoenoplectus lacustris (= Scirpus lacustris) si insedia nella zona sublitoranea in acque ferme o debolmente fluenti, profonde pi di 30 cm, meso- o eutrofiche. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Tipologia vegetazionale segnalata gi da Granetti (1965a), sub Typheto-Scirpetum, che la ricorda abbondante lungo tutto il litorale, sia nei terreni sabbiosi che in quelli argilloso-calcarei, in acque profonde da pochi cm ad 1 m. In passato alcuni Autori (Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995) hanno indicato la presenza solo in tracce di tale associazione lungo le sponde del lago, mentre la specie sarebbe distribuita sporadicamente o in piccole popolazioni lungo tutto il litorale. In base alle osservazioni effettuate lassociazione Scirpetum lacustris sembra maggiormente localizzata lungo le sponde occidentali e meridionali e sulle isole. Alcuni autori (Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991) indicano per il L. Trasimeno anche la presenza dellassociazione monospecifica a dominanza di Schoenoplectus tabernaemontani denominata Schoenoplectetum tabernaemontani.

Scirpetum lacustris
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2.3.1.3. Typhetum latifoliae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Nella composizione floristica oltre alla specie dominante intervengono pochissime altre entit quali Schoenoplectus lacustris, Phragmites australis, Lythrum salicaria, Calystegia sepium. ECOLOGIA: La vegetazione a Thypha latifolia si sviluppa generalmente lungo i litorali con acque eutrofe, collocandosi nella fascia a valle del canneto, con acqua di profondit variabile. Dal punto di vista ecologico anche questa associazione, come il Phragmitetum vulgaris, partecipa ai processi di interrimento delle sponde. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Al Lago Trasimeno questa cenosi non molto diffusa; stata osservata sulle sponde dellIsola Polvese in contatto con il canneto (Venanzoni e Gigante, in prep.). 2.3.1.4. Typhetum angustifoliae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Lassociazione Typhetum angustifoliae rappresenta una comunit elofitica monospecifica a dominanza di Typha angustifolia. ECOLOGIA: La cenosi legata ad ambienti eutrofizzati. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Lassociazione viene indicata per le sponde del Lago Trasimeno da diversi Autori (Granetti, 1965a, 1968; Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995), che ne rimarcano la frequente presenza allinterno del canneto, con popolamenti pi o meno estesi. Granetti (1965a) indica lesistenza di fasce di vegetazione a Typha angustifolia larghe fino a 100 m, ma popolamenti cos estesi non sono pi stati osservati in seguito (Orsomando e Catorci, 1991). Allo stato attuale, la distribuzione dellassociazione appare fortemente rarefatta, tanto da far supporre la sua scomparsa. 2.3.1.5. Bolboschenetum maritimi COMPOSIZIONE FLORISTICA: Lassociazione descrive una cenosi molto povera di specie. Oltre a Bolboschoenus maritimus (= Scirpus maritimus), che lentit dominante e d spesso origine a coperture molto elevate, sono presenti poche altre specie come Cyperus longus, Phragmites australis, Galium palustre, Lythrum salicaria, Lycopus europaeus, Stachys palustris. ECOLOGIA: Lambiente in cui si sviluppa pu essere sia costiero che continentale, su varie tipologie di suolo, anche ricco di nutrienti e minerali, purch inondato da acque dolci o sub aline (ambienti salmastri). Lassociazione si sviluppa principalmente nelle zone periodicamente inondate, interponendosi tra i cariceti e il canneto, su suoli abbastanza sabbiosi e durante lestate soggetti a forte disseccamento, fenomeno che provoca la risalita in superficie di sali per capillarit. Essa mostra anche una certa potenzialit nella colonizzazione di superfici nude emerse in seguito al prosciugamento. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Questa fitocenosi era stata indicata da Granetti (1965a), sub Scirpetum maritimi, sui fondali caratterizzati da arenaria mescolata a materiale limoso. In seguito lassociazione stata rinvenuta soprattutto nelle chiarie
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nel canneto e nei canali aperti artificialmente per agevolare il transito delle imbarcazioni (Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991). Indicata anche da Orsomando (1993, 1995). Nel corso della presente ricerca questa cenosi stata osservata con frequenza; essa sembra particolarmente abbondante sui substrati sabbiosi, nei settori occidentale e sud-occidentale; presente anche sulle sponde delle isole. 2.3.1.6. Iridetum pseudacori C OMPOSIZIONE FLORISTICA : Tra le specie che generalmente accompagnano Iris pseudacorus vi sono Carex riparia, Phragmites australis, Stachys palustris, Mentha acquatica. ECOLOGIA: Cenosi elofitica che tende a svilupparsi in contatto con il canneto, in acque poco profonde. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Il giaggiolo acquatico piuttosto diffuso lungo le sponde del Lago Trasimeno, soprattutto allinterno dei canali artificiali che interrompono qui e l la continuit del canneto. Solo raramente la specie d origine a popolamenti autonomi riferibili allassociazione Iridetum pseudacori, soprattutto lungo le sponde occidentale e settentrionale. Non sono noti riferimenti bibliografici. 2.3.1.7. Sparganietum erecti COMPOSIZIONE FLORISTICA: La specie dominante d origine a popolamenti molto densi e ad elevata copertura; altre specie spesso presenti sono Carex riparia, Lysimachia vulgaris, Lythrum salicaria, Typha latifolia, talora Utricularia australis. ECOLOGIA: La vegetazione a dominanza di Sparganium eretum si insedia in acque profonde da pochi cm ad alcuni dm, debolmente fluenti, da oligotrofiche ad eutrofiche e generalmente carbonatiche. Rispetto al grado di durezza e alla concentrazione di ioni lassociazione mostra una certa tolleranza. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Al Lago Trasimeno questa comunit stata osservata in ununica stazione, tra lOasi La Valle e labitato di S. Feliciano. Non sono noti riferimenti bibliografici.

2.3.2. Habitat: comunit terofitiche legate al calpestio Riferimento fitosociologico: Polygono-Poetea annuae DESCRIZIONE. Afferiscono a questa tipologia di habitat le comunit della classe PolygonoPoetea annuae, comprendente le cenosi nitrofile formate da piante annuali di piccole dimensioni, con bassa copertura, generalmente prostrate, che si sviluppano su suoli molto compattati a causa del calpestio di origine umana o animale. Si sviluppano tipicamente in ambienti antropizzati, sia urbani che rurali, come ad esempio sentieri e cortili. Nellarea di studio presente uninteressante cenosi a dominanza di Trifolium suffocatum riferibile a questa classe.
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2.2.2.1. Aggr. a Trifolium suffocatum COMPOSIZIONE FLORISTICA: Questa tipologia di vegetazione caratterizzata da numerose specie di piccolissime dimensioni: Trifolium suffocatum, Poa annua, Capsella rubella, Polycarpon tetraphyllum, Catapodium rigidum, Sagina procumbens. La specie Trifolium suffocatum stata rinvenuta per la prima volta in Umbria da Ballelli; il dato in corso di pubblicazione (Ballelli, in prep.). ECOLOGIA: Si tratta di una cenosi annuale a carattere blandamente nitrofilo, legata al calpestio, ascrivibile allalleanza Polycarpion tetraphylli che raggruppa, nellambito della vegetazione terofitica nitrofila a bassa copertura, di piccola taglia, generalmente prostrata, legata a suoli compattati, le associazioni a carattere prevalentemente mediterraneo. I popolamenti osservati si sviluppano nella porzione centrale dei sentieri, caratterizzata da un certo disturbo e da un moderato calpestio che provoca il compattamento del suolo DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La vegetazione a Trifolium suffocatum risulta, allo stato attuale delle conoscenze, estremamente rara in Umbria: il Lago Trasimeno rappresenta lunica localit di rinvenimento della specie per lintero territorio regionale. La fitocenosi stata osservata sullIsola Polvese (Venanzoni e Gigante, in prep.). Non sono noti altri riferimenti bibliografici.

2.3.3. Habitat: praterie perenni di transizione Riferimento fitosociologico: Potentillion anserinae DESCRIZIONE. Le praterie perenni di transizione sono rappresentate da cenosi erbacee a dominanza di specie emicriptofitiche. Si tratta di comunit ad alta diversit specifica ed elevata biomassa, in molti casi utilizzabili come foraggio dato il discreto valore pabulare. Sono definite di transizione perch si insediano nella fascia interposta tra gli habitat umidi, occupati dalla vegetazione igrofila e palustre, e gli ambienti pi asciutti, svincolati dalla presenza dellelemento idrico e colonizzati da vegetazione zonale. Tali cenosi sono interessate da inondazioni stagionali pi o meno prolungate alternate a fasi di disseccamento nella stagione arida. Esse sono tipicamente distribuite nella Regione Eurosiberiana e solo occasionalmente, in situazioni edafiche particolarmente favorevoli, possono svilupparsi nei climi mediterranei e submediterranei. Dal punto di vista fitosociologico vengono inquadrate nella classe Molinio-Arrhenatheretea e nellordine Potentillo-Polygonetalia e nellalleanza Potentillion anserinae. Nei territori dellItalia peninsulare queste tipologie di vegetazione, proprio per le particolari esigenze edafiche, sono scarsamente rappresentate: esse sono tipiche delle stazioni di pianura, caratterizzate da suoli profondi e fertili e quindi fortemente vocate allagricoltura. Di conseguenza esse sono state nella maggioranza dei casi sostituite dalle colture. La loro presenza allinterno della Z.P.S. rappresenta un patrimonio di
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elevato valore dal punto di vista della diversit floristica e fitocenotica. Anche in questo caso la Direttiva Habitat non tiene nella dovuta considerazione una tipologia di habitat in virt della sua effettiva non rarit nei paesi dellEuropa centrale e settentrionale; ma in Italia, date le particolari condizioni climatiche, queste tipologie di vegetazione assumono un valore particolare sia dal punto di vista biocenotico che paesaggistico ed interventi di valorizzazione e salvaguardia appaiono pi che mai opportuni. 2.3.3.1. Cirsio triumfetti-Galegetum officinalis COMPOSIZIONE FLORISTICA: La fisionomia della fitocenosi data prevalentemente da Galega officinalis, specie di taglia elevata che d origine a un megaforbieto. Ad essa si accompagnano numerose altre entit, tra le quali pi frequenti risultano Cirsium creticum ssp. triumfetti, Agrostis stolonifera, Rumex crispus, Lotus glaber. Sempre molto abbondante la componente igrofila, rappresentata da specie quali Lythrum salicaria, Lycopus europeus, Cyperus longus, Carex hirta, Stachys palustris. Tra gli elementi indicatori di disturbo sono invece frequenti Chenopodium album, Atriplex patula e Galium aparine. ECOLOGIA: La vegetazione a Galega officinalis tipica dei terreni prossimi alle sponde dei bacini lacustri, in ambienti di transizione in cui allinondazione invernale si alterna laridit estiva. La specie ha unecologia pionera e colonizza le aree in cui sono da poco cessate le attivit agricole, come testimoniato dalla frequente presenza, allinterno della comunit, di diverse specie nitrofile della classe Artemisietea vulgaris. Nel corso di un progetto sperimentale condotto in collaborazione dallA.R.U.S.I.A. e dallUniversit degli Studi di Perugia, si visto come la vegetazione a dominanza di Galega officinalis si sviluppi in tempi molto brevi nei campi abbandonati ubicati nella fascia posta immediatamente a monte del canneto, a riprova del forte potenziale di colonizzazione proprio di questa fitocenosi (Gigante et al., 2000; Apruzzese et al., 2002, 2003). DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Indicata per il L. Trasimeno da Venanzoni e Gigante (2000) ed in seguito da Gigante (2003); presente in modo frammentario nella fascia di contatto tra i campi coltivati e il canneto. Alcune stazioni pi estese sono presenti nellarea dellex Idroscalo di Castiglion del Lago. 2.3.3.2. Dactylido glomeratae-Festucetum arundinaceae COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista fisionomico, queste cenosi sono caratterizzate da diverse specie di graminacee quali Festuca arundinacea, Holcus lanatus, Agrostis stolonifera, Poa trivialis, Dactylis glomerata, Arrhenatherum elatius, Lolium perenne. La composizione floristica molto ricca e diversificata; tra le entit pi frequenti si possono ricordare Galium verum, Potentilla reptans, Achillea collina, Lotus corniculatus, Elytrigia repens, Vicia villosa ssp. varia. ECOLOGIA: Le praterie perenni a dominanza di Festuca arundinacea rappresentano uninteressante tipologia di praterie falciabili di transizione. Si tratta di cenosi ad eleHABITAT 47

vato grado di ricoprimento, il cui sviluppo e mantenimento sono legati alla regolare attivit di sfalcio, in assenza della quale diverse specie di salici (Salix alba, S. purpurea) tendono ad invadere lo spazio aperto dando origine a formazioni arbustive ed arboree, potenziali per la zona. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Analoghe comunit sono state indicate da Granetti (1965a) e da Pedrotti e Orsomando (1977) e riferite allalleanza PaspaloAgrostidion. Allo stato attuale, nella Z.P.S. estesi popolamenti di questa cenosi possono essere osservati solo allinterno dellex Idroscalo di Castiglion del Lago, come indicato anche da Venanzoni e Gigante (2000) e da Gigante (2003); altrove, lungo il perimetro del lago, lassociazione presente solo in frammenti e piccole stazioni isolate. 2.3.4. Habitat: vegetazione nitrofila sinantropica annuale Riferimento fitosociologico: Stellarietea mediae DESCRIZIONE. La classe Stellarietea mediae comprende la vegetazione nitrofila antropogena a dominanza di piante annuali. Generalmente occupa habitat ruderali, campi coltivati o abbandonati di recente, bordi di vie. La sua distribuzione principale nella Regione Eurosiberiana, ma comunit ad essa afferenti si rinvengono con frequenza anche in territori mediterranei e submediterranei. Si tratta spesso di cenosi a carattere pioniero che colonizzano suoli nudi soggetti a forte disturbo; generalmente precedono linsediamento delle cenosi nitrofile perenni della classe Artemisietea vulgaris. 2.3.4.1. Conyzetum albidae-canadensis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico sono frequenti Conyza canadensis, C. bonariensis, Papaver rhoeas, Ranunculus sardous, Avena barbata, Bromus madritensis, Digitaria ischaemum, Lactuca saligna, Picris echioides, Lolium multiflorum, Veronica persica, Alopecurus myosuroides, Ammi majus. ECOLOGIA: Questa associazione si riferisce alle cenosi che si sviluppano allinterno delle colture cerealicole o nei primi stadi di affermazione della vegetazione spontanea nelle aree non pi sottoposta a coltivazione, su suoli occasionalmente inondati. La fitocenosi si caratterizza per un elevato numero di specie infestanti e ruderali, prevalentemente annuali. Proprio in relazione alla dominanza di specie annuali, nellintervallo tra una stagione vegetativa e la successiva il terreno interessato da questa tipologia vegetazionale rimane per lo pi nudo e privo di un cotico erboso permanente. Si tratta di unassociazione a forte impronta nitrofila, caratterizzata da bassi valori di copertura. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: La presenza dellassociazione al L. Trasimeno stata indicata da diversi Autori (Apruzzese et al., 2002, 2003; Gigante, 2003). Nel corso della presente ricerca essa stata rinvenuta nei campi di recente abbandono.
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2.3.5. Habitat: vegetazione nitrofila sinantropica perenne Riferimento fitosociologico: Artemisietea vulgaris DESCRIZIONE. La classe Artemisietea vulgaris comprende la vegetazione nitrofila antropogena a dominanza di piante perenni, di taglia e biomassa variabile, legata a suoli pi o meno profondi e umidi. Ampiamente distribuita nella Regione Eurosiberiana e in quella Mediterranea (dove per subordinata alla presenza di suoli profondi che compensino laridit estiva), rappresentata nei territori submediterranei dellItalia peninsulare dallalleanza Inulo viscosae-Agropyrion repentis. 2.3.5.1. Dauco carotae-Picridetum hieracioidis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Dal punto di vista floristico questa comunit piuttosto ricca e costituita in massima parte da specie bienni e perenni. Tra le entit pi frequenti ci sono Picris hieracioides, Daucus carota, Artemisia vulgaris, Malva sylvestris, Convolvulus arvense, Cichorium intybus, Paspalum paspaloides. ECOLOGIA: Lassociazione inquadra la vegetazione infestante che si sviluppa nei primi anni succesivi allabbandono delle colture. Essa testimonia un livello di disturbo ancora molto accentuato correlato alla presenza di sostanze azotate residue derivanti dalle pregresse attivit agricole. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sporadicamente presente, nei campi abban-

Salix cinerea
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donati da qualche anno. Indicata per il settore sudorientale del lago (Gigante, 2003). 2.3.5.2. Loto tenuis-Agropyretum repentis COMPOSIZIONE FLORISTICA: Accanto alla specie dominante Elytrigia repens, sono presenti Lotus tenuis, Dipsacus fullonum, Verbena officinalis, Rumex crispus, Convolvulus arvensis, Galium verum, Dittrichia viscosa. ECOLOGIA: Questa associazione di erbe perenni si sviluppa su suoli riccchi di sostanza organica, inondati solo nel periodo invernale e secchi in estate. Generalmente ubicata in stazioni poste immediatamente a monte della fascia dei prati di transizione. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Sulla base delle osservazioni effettuate attualmente la sua presenza risulta limitata allarea dellex Idroscalo di Castiglion del Lago, come segnalato anche da Venanzoni e Gigante (2000) e da Gigante (2003).

2.3.6. Habitat: vegetazione forestale palustre Riferimento fitosociologico: Salicion cinereae DESCRIZIONE. Lalleanza Salicion cinereae raggruppa i boschi palustri inondati. Nellarea del Lago Trasimeno questo tipo di habitat scarsamente rappresentato dato il forte livello di degrado e la ridotta diffusione delle formazioni forestali lungo le sponde. 2.3.6.1. Salicetum cinereae COMPOSIZIONE FLORISTICA: La vegetazione alto-arbustiva a dominanza di Salix cinerea appare allo stato attuale poco strutturata e povera floristicamente: oltre al salice cinereo non sono presenti altre entit caratteristiche dellassociazione Salicetum cinereae. Accompagnano la specie dominante poche altre entit quali Salix alba, Iris pseudacorus, Rubus ulmifolius. ECOLOGIA: Le cenosi osservate sono di recente formazione; esse hanno invaso la fascia retrostante il canneto, precedentemente occupata da cariceti a Carex riparia. Si tratta di aspetti fortemente dinamici e instabili che nel tempo possono condurre alla formazione di un vero e proprio bosco palustre. DISTRIBUZIONE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Le formazioni arbustive a dominanza di Salix cinerea sono state osservate nella porzione di sponda compresa tra Borghetto e lex Idroscalo, in unarea precedentemente occupata da prati umidi dellalleanza MolinioHoloschoenion vulgaris. Non sono noti riferimenti bibliografici.

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2.4. SCHEMA SINTASSONOMICO DELLE UNIT DI VEGETAZIONE


CHARETEA FRAGILIS Fukarek ex Krausch 1964 CHARETALIA HISPIDAE Sauer ex Krausch 1964 Aggr. a Chara sp. POTAMETEA Klika in Klika et Novk 1941 POTAMETALIA Koch 1926 Potamion pectinati (Koch 1926) Libbert 1931 Potametum lucentis Hueck 1931 Potametum pectinato-perfoliati Passarge 1964 Najadetum marinae Fukarek 1961 Nymphaeion albae Oberd. 1957 Potametum natantis von So 1927 HYDROCHARITETALIA Rbel 1933 Hydrocharition Rbel 1933 Hydrocharitetum morsus-ranae Van Langendonck 1935 UTRICULARIETALIA MINORIS Den Hartog et Segal 1964 Utricularion vulgaris Passarge 1964 Utricularietum neglectae T. Mller et Grs 1960 Ceratophyllion demersi Den Hartog et Segal ex Passarge 1966 Ceratophylletum demersi Hild 1956 Potamo-Vallisnerietum spiralis Br.-Bl. 1931 LEMNETEA MINORIS Txen ex O. Bols et Masclans 1955 LEMNETALIA MINORIS Txen ex O. Bols et Masclans 1955 Lemnion minoris Txen ex O. Bols et Masclans 1955 Lemnetum minoris Oberd. ex T. Mller et Grs 1960 Lemno-Spirodeletum polyrhizae Koch 1954 Lemnetum gibbae Miyawaki et J. Txen 1960 Salvinio-Spirodeletum polyrhizae Slavnic 1956 PHRAGMITO-MAGNOCARICETEA Klika in Klika et Novk 1941 PHRAGMITETALIA Koch 1926 em. Pignatti 1953 Phragmition communis Koch 1926 Phragmitenion communis Scirpetum lacustris Chouard 1924 Phragmitetum vulgaris von So 1927 Typhetum angustifoliae Pignatti 1953 (pres. dubbia) Typhetum latifoliae Lang 1973 Bolboschenetum maritimi Eggler 1933 Iridetum pseudacori Eggler 1933 Sparganietum erecti Roll 1938 MAGNOCARICETALIA Pignatti 1953 Magnocaricion elatae Koch 1926 Cyperetum longi Micevski 1957 Cypero longi-Caricetum otrubae Txen in Txen et Oberdorfer 1958 Equiseto palustris-Juncetum effusi Minissale et Spampinato 1990 Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi Orsomando et Pedrotti 1986 Caricetum acutiformis Sauer 1937

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Galio palustris-Caricetum ripariae Bal.-Tul., Mucina, Ellmauer et Wallnfer 1993 Phalaridetum arundinaceae Libbert 1931 ISOTO-NANOJUNCETEA Br.-Bl. et Txen ex Westhoff, Dijk et Passchier 1946 NANOCYPERETALIA Klika 1935 Nanocyperion Koch ex Libbert 1932 Aggr. a Cyperus fuscus MOLINO-ARRHENATHERETEA ELATIORIS Txen 1937 HOLOSCHOENETALIA VULGARIS Br.-Bl. ex Tchou 1948 Molinio-Holoschoenion vulgaris Br.-Bl. ex Tchou 1948 Holoschoenetum vulgaris Br.-Bl. ex Tchou 1948 Aggr. a Juncus articulatus coll. provv. POTENTILLO-POLYGONETALIA Txen 1947 Potentillion anserinae Txen 1947 Dactylido-Festucetum arundinaceae Txen ex Lohmeyer 1953 Cirsio triumfetti-Galegetum officinalis Venanzoni et Gigante 2000 HELIANTHEMETEA GUTTATI (Br.-Bl. in Br.-Bl., Roussine et Ngre 1952) Riv.-God. et Riv.-Mart. 1963 em. Riv.-Mart. 1978 HELIANTHEMETALIA GUTTATI Br.-Bl. in Br.-Bl., Molinier et Wagner 1940 Helianthemion guttati Br.-Bl., in Br.-Bl., Molinier et Wagner 1940 Aggr. a Trifolium cherleri POLYGONO-POETEA ANNUAE Riv.-Mart. 1975 POLYGONO ARENASTRI-POETALIA ANNUAE Txen in Ghu, Richard et Txen 1972 corr. Riv.-Mart., Bscones, Daz, Fernndez-Gonzlez et Loidi 1991 Polycarpion tetraphylli Riv.-Mart. 1975 Aggr. a Trifolium suffocatum STELLARIETEA MEDIAE Txen, Lohmeyer et Preising ex von Rochow 1951 CHENOPODIETALIA MURALIS Br.-Bl. in Br.-Bl., Gajewski, Wraber et Walas 1936 em. Rivas-Martnez 1977 Chenopodion muralis Br.-Bl. in Br.-Bl., Gajewski, Wraber et Walas 1936 Conyzetum albidae-canadensis Baldoni et Biondi 1993 ARTEMISIETEA VULGARIS Lohmeyer, Preising et Txen in Txen 1950 AGROPYRETALIA REPENTIS Oberd., T. Mller et Grs in Oberd., Grs, Korneck, Lohmeyer, T. Mller, Philippi et Seibert 1967 Inulo viscosae-Agropyron repentis Biondi et Allegrezza 1996 Loto tenuis-Agropyretum repentis Biondi, Vagge, Baldoni et Taffetani 1997 Dauco-Melilotion Grs 1966 Dauco-Picridetum hieracioidis Grs 1966 BIDENTETEA TRIPARTITAE Txen, Lohmeyer et Preising in Txen 1950 BIDENTETALIA TRIPARTITAE Br.-Bl. et Txen ex Klika et Hadac 1944 Bidention tripartitae Nordhagen 1940 em. R. Txen in Poli et J. Txen 1960 Bidenti-Polygonetum mitis Txen 1979 GALIO-URTICETEA Passarge ex Kopecky 1969 CONVOLVULETALIA SEPIUM Txen ex Mucina in Mucina, Grabherr et Ellmauer 1993 Senecionion fluviatilis Txen 1950 52 HABITAT

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Convolvulo-Eupatorietum cannabini Grs 1974 Convolvulo-Epilobietum hirsuti Hilbig, Heinrich et Niemann 1972 RHAMNO-PRUNETEA Riv.-God. et Borja ex Txen 1962 PRUNETALIA SPINOSAE Txen 1952 Pruno-Rubion ulmifolii O. Bols 1954 Aggr. a Juniperus communis ALNETEA GLUTINOSAE Br.-Bl. et Txen ex Westhoff, Dijk et Passchier 1946 ALNETALIA GLUTINOSAE Txen 1937 Salicion cinereae Muller et Grs 1958 Salicetum cinereae Zolyomi 1931 fragm. SALICI PURPUREAE-POPULETEA NIGRAE Riv.-Mart. et Cant ex Riv.-Mart., Bscones, T.E. Daz, Fernndez-Gonzlez et Loidi 2001 POPULETALIA ALBAE Br.-Bl. ex Tchou 1948 Populion albae Br.-Bl. ex Tchou 1948 Populenion albae Aggr. a Populus canescens Salici-Populetum nigrae (Tx. 1931) Meyer-Drees 1936 Fraxino angustifoliae-Ulmenion minoris Riv.-Mart. 1975 Aggr. a Ulmus minor SALICETALIA PURPUREAE Moor 1958 Salicion albae von So 1930 Salicetum albae Issler 1926 Salicetum purpureo-albae Riv.-God. et Borja 1961 QUERCO-FAGETEA SYLVATICAE Br.-Bl. et Vlieger in Vlieger 1937 QUERCETALIA PUBESCENTIS-PETRAEAE Klika 1933 Carpinion orientalis Horvat 1958 Lauro nobilis-Quercenion pubescentis Ubaldi 1995 Roso sempervirentis-Quercetum pubescentis Biondi 1986 QUERCETEA ILICIS Br.-Bl. ex A. et O. Bols 1950 QUERCETALIA ILICIS Br.-Bl. ex Molinier 1934 em. Riv.-Mart. 1975 Fraxino orni-Quercion ilicis Biondi, Casavecchia et Gigante 2003 Cyclamino repandi-Quercetum ilicis Riv.-Mart., Cant, Fernndez-Gonzlez & Snchez-Mata 1995 (incl. Viburno-Quercetum ilicis sensu autori italiani) Rusco aculeati-Quercetum ilicis Biondi, Gigante, Pignattelli et Venanzoni 2002

HABITAT

53

Prospetto sintetico degli habitat prioritari (*) o di interesse comunitario presenti e dei tipi vegetazionali corrispondenti.
Codice Habitat elencati nellAllegato I 3140 Acque oligomesotrofe calcaree, con vegetazione bentonica di Chara spp. 3150 Laghi naturali eutrofici con vegetazione delle alleanze Magnopotamion e Hydrocharition Associazione Aggr. a Chara spp. Ceratophylletum demersi Potametum pectinato-perfoliati Potamo-Vallisnerietum spiralis Potametum lucentis Najadetum marinae Potametum natantis Hydrocharitetum morsus-ranae Lemnetum minoris Lemnetum gibbae Salvinio-Spirodeletum polyrhizae Lemno-Spirodeletum polyrhizae Riccietum fluitantis Utricularietum neglectae Aggr. a Cyperus fuscus Bidenti-Polygonetum miti Aggr. a Juniperus communis Aggr. a Trifolium cherleri Holoschoenetum vulgaris Aggr. a Juncus articulatus Convolvulo-Eupatorietum cannabini Convolvulo-Epilobietum hirsuti Roso sempervirentis-Quercetum pubescentis Salicetum purpureo-albae Salicetum albae Salici-Populetum nigrae Aggr. a Populus canescens Aggr. a Ulmus minor Cyclamino repandi-Quercetum ilicis Rusco aculeati-Quercetum ilicis Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi Caricetum acutiformis Galio palustris-Caricetum ripariae Phalaridetum arundinaceae Cyperetum longi Cypero-Caricetum otrubae Equiseto palustris-Juncetum effusi

3170* 3270 5130 6220* 6420 6430

Pozze temporanee mediterranee fiumi e sponde fangose con vegetazione delle alleanze Chenopodion rubri p.p. e Bidention p.p. formazioni a Juniperus communis su brughiere o praterie calcaree pseudo-steppe con graminacee ed erbe annuali della classe Thero-Brachypodietea praterie umide mediterranee di taglia elevata dellalleanza Molinio-Holoschoenion vegetazione igrofila di orlo a dominanza di megaforbie

91H0* boschi pannonici di Quercus pubescens 92A0 boschi a galleria di Salix alba e Populus alba

9340 I050

foreste di Quercus ilex e Q. rotundifolia vegetazione delle paludi a dominanza di Cyperaceae (Magnocaricion elatae)

54

HABITAT

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Prospetto sintetico degli altri habitat presenti e dei tipi vegetazionali corrispondenti.
Altri habitat comunit elofitiche semisommerse Associazione Phragmitetum vulgaris Scirpetum lacustris Typhetum latifoliae Typhetum angustifoliae Bolboschenetum maritimi Iridetum pseudacori Sparganietum erecti Aggr. a Trifolium suffocatum Cirsio triumfetti-Galegetum officinalis Dactylido glomeratae-Festucetum arundinaceae Conyzetum albidae-canadensis Dauco carotae-Picridetum hieracioidis Loto tenuis-Agropyretum repentis Salicetum cinereae

comunit terofitiche legate al calpestio praterie perenni di transizione

vegetazione nitrofila sinantropica annuale vegetazione nitrofila sinantropica perenne

vegetazione forestale palustre

HABITAT

55

3. SPECIE DI INTERESSE COMUNITARIO ED ALTRE SPECIE DI PARTICOLARE RILEVANZA PRESENTI NEL SITO

3.1. FLORA (Venanzoni R., Gigante D.) 3.1.1. SPECIE


DI INTERESSE COMUNITARIO E/O DI PARTICOLARE RILEVANZA NATURALISTICA

PRESENTI NEL SITO

Delle specie di interesse comunitario elencate nellAllegato II alla Direttiva 92/43/ CEE, per il Lago Trasimeno viene segnalata nella scheda del S.I.C. solo Caldesia parnassifolia; tale indicazione non riportata nella scheda della Z.P.S. n nel Manuale per la conoscenza e luso dei Siti Natura 2000 in Umbria (Orsomando et al., 2004). La specie non stata riconfermata per il Lago Trasimeno, unica stazione umbra secondo Conti et al. (1992), ed in seguito non stata riportata per lUmbria da Conti et al. (1997). Secondo Abbate et al. (2005) la presenza della specie in Umbria dubbia. inoltre presente unentit inclusa nellAllegato V, che elenca le Specie animali e vegetali di interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione: si tratta di Ruscus aculeatus. Sono state prese in considerazione inoltre tutte le specie ritenute importanti per la flora, comprendenti quelle riportate nelle schede del S.I.C. e della Z.P.S. e nel Manuale (Orsomando et al., 2004), tutte quelle incluse nella Lista Rossa Regionale delle Piante dItalia (Conti et al., 1997), tutte le entit gi ritenute estinte in Pedrotti e Orsomando (1977), delle quali stato riconsiderato lo status. Le specie sono di seguito elencate, con laggiunta di informazioni sulla loro distribuzione e sulla data effettiva delle segnalazioni, desunte dai dati di letteratura e dalla conoscenza diretta degli autori. Con il simbolo sono evidenziate le specie che in passato sono state ritenute estinte al L. Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977) e successivamente sono state ritrovate. Si elencano a seguire le entit da ritenersi probabilmente (*) o certamente estinte.

Alnus glutinosa (L.) P. Gaertn. Scomparsa al Trasimeno secondo Pedrotti e Orsomando (1977). In seguito segnalata per le sponde del Lago senza indicazione della localit (Orsomando e Catorci, 1991; Orsomando, 1993, 1995). La presenza della specie non viene qui confermata.
Azolla filiculoidesLam. S. Arcangelo, Borghetto (Granetti, 1965b). Trasimeno (Di Giovanni, 1960a, 1960b; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988).

Callitriche stagnalis Scop.


Tuoro (Cicioni in Granetti, 1965b). Non rinvenuta al Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977). In seguito ritrovata da Venanzoni e Gigante (2000).
56 FLORA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Callitriche palustris L. Lago Trasimeno (Bencivenga e Granetti, 1976). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Carex acutiformis Ehrh. Lago Trasimeno, tra Cascina e Ponte della Torre, rive del Lago (Ballelli, 2003). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Carex riparia Curtis Passignano, Tuoro, Is. Polvese (Cicioni in Barsali, 1929-33). Castiglione del Lago (Fiori in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Barsali, 1929-33). Da Passignano a Borghetto (Granetti, 1965). I. Polvese (Granetti, 1968). L. Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1982; Venanzoni e Gigante, 2000). Podere Macchia Tonda presso Castiglione del Lago (Apruzzese et al., 2002, 2003; Gigante et al., 2000). Carex pseudocyperus L. S. Vito 1887, S. Feliciano 1886 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Tra Tuoro e Borghetto, Torricella (Granetti, 1965a). L. Trasimeno (Orsomando e Pedrotti, 1986; Orsomando, 1995). La specie ritenuta a minor rischio (LR) in Umbria (Conti et al., 1997). Ceratophyllum demersum L. Trasimeno, tra S. Feliciano e I. Polvese (Batelli, 1886). Castiglione del Lago 1886 (H. Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno, S. Savino (Batelli e Micheletti in Barsali, 1929-33). I. Minore (Batelli in Terracciano, 1889). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Granetti, 1968). I. Polvese (Cagiotti e Milletti, 1988). Trasimeno (Di Giovanni, 1960b; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Galium palustre L. I. Maggiore. 1889 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Tra Tuoro e Borghetto, M. del Lago, Torricella (Granetti, 1965a). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Granetti, 1968). L. Trasimeno (Bencivenga e Granetti, 1976; Orsomando, 1995; Venanzoni e Gigante, 2000). Podere Macchia Tonda presso Castiglione del Lago (Apruzzese et al., 2002, 2003; Gigante et al., 2000). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Glyceria maxima (Hartm.) Holmb. Trasimeno (Gambini in Barsali, 1929-33; Pedrotti e Orsomando, 1977; Pedrotti e Orsomando, 1982). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997).
FLORA 57

Gratiola officinalis L. Trasimeno (Bruschi, Cicioni in Batelli, 1887; Montaldini in Barsali, 1929-33). Tra Panicarola e Castiglione (Cicioni, 1895). Castiglion del Lago (Granetti, 1965a). L. Trasimeno (Bencivenga e Granetti, 1976). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Hydrocharis morsus-ranae L. Trasimeno presso lemissario (Batelli, 1886). Passignano (Barsali, 1929-33). Castiglion del Lago 1886 (H. Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Raddi in Barsali, 192933). Trasimeno (Di Giovanni, 1960b; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Granetti, 1968). I. Polvese (Cagiotti e Milletti, 1988) La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Hydrocotyle vulgaris L. Castiglion del Lago (Montaldini in Barsali, 1929-33). Tuoro 1899, Castiglione 1900 (Cicioni in Barsali, 1929-33). Tuoro (Palomba in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta da Granetti (1965b). In seguito ritrovata al L. Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Iris pseudacorus L. Castiglione (Hb Perugia RO 1886 in Colasante e Altamura, 1986). I. Minore (Terracciano), S. Savino (Batelli) Castiglione (Cicioni) (sub Xiphion pseudo-acorus Parl.: Terracciano, 1889). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Batelli e Cicioni in Barsali, 1929-33). L. Trasimeno (Granetti, 1965a; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Juncus acutus L. ssp. acutus Castiglion del Lago (Fiori in Barsali, 1929-33). Borghetto, Castiglion del Lago (Granetti, 1965a). Trasimeno (Bencivenga e Granetti, 1976). I. Polvese (Ballelli, in prep.; Apruzzese e Gigante in Herb PERU). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Lemna gibba L. Castiglion del Lago (Cicioni, 1895). Castiglion del Lago (Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Lemna trisulca L. Trasimeno (Danzetta Alfani, 1882; Gambini in Barsali, 1913). Trasimeno (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988).
58 FLORA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Iris pseudacorus

Carex riparia

Carex acutiformis

Schoenoplectus lacustris
FLORA 59

La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Myosotis scorpioides L. ssp. scorpioides Is. Minore (sub Myosotis palustris: Frizzi, Cicioni in Terracciano, 1889). Castiglione 1900 (H. Cicioni). Trasimeno, I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Terracciano, Palomba in Barsali, 1929-33). Passignano, Torricella, S. Savino (Granetti, 1965a). Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Myriophyllum spicatum L. Trasimeno, tra S. Feliciano e I. Polvese (Batelli, 1886). Trasimeno presso Castiglione 1886, Trasimeno presso S. Savino 1888, Trasimeno presso S. Arcangelo (H. Cicioni). I. Minore (Frizzi in Terracciano, 1889). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Batelli, Cicioni e Montaldini in Barsali, 1929-33). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Granetti, 1968). L. Trasimeno (Di Giovanni, 1960b; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Myriophyllum verticillatum L. Trasimeno 1898 (sub var. pectinatum (DC.), H. Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno (H. Cicioni in Batelli, 1887; Montaldini in Barsali, 1929-33). I. Minore (Frizzi in

Salvinia natans
60 FLORA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Terracciano, 1889). Trasimeno (sub var. intermedium Koch, Terracciano in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Palomba in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Najas marina L. Tuoro (Cicioni in Barsali, 1929-33). Borghetto, Trasimeno (Palomba in Barsali, 192933). Trasimeno (Di Giovanni, 1960b). Non ritrovata al Lago Trasimeno da Granetti (1965b), in seguito rinvenuta nuovamente (Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Najas minor All. Tuoro (Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno a S. Savino 1898, I. Minore 1893 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Trasimeno (Di Giovanni, 1960a; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Nymphaea alba L. S. Feliciano (Batelli, 1886). Castiglion del Lago 1889 (H. Cicioni). Trasimeno (Barsali, 1913). Trasimeno, S. Feliciano (Cicioni in Barsali, 1929-33). Sud Trasimeno, tra S. Arcangelo e Panicarola (Granetti, 1965b). Trasimeno (Moretti, 1961; De Capite e Menghini, 1973; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Orsomando e Catorci, 1991). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Persicaria amphibia (L.) Delarbre I. Minore (Frizzi, Batelli in Terracciano, 1889). Castiglion del Lago 1887 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). I. Minore (Terracciano in Barsali, 1929-33). L. Trasimeno (Batelli in Barsali, 1929-33; Moretti, 1961; Granetti, 1965b; Venanzoni e Gigante, 2000). Tuoro, Borghetto (Pedrotti e Orsomando, 1982). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Phalaris arundinacea L. I. Maggiore 1889 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). L. Trasimeno (Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Oenanthe aquatica (L.) Poir. Trasimeno (Cicioni in Barsali, 1929-33; Bruschi in Barsali, 1929-33). Tuoro, Borghetto, Castiglion del Lago (Granetti, 1965a). Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1982). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997).
FLORA 61

Potamogeton nodosus Poir. Trasimeno (Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Moretti, 1961; Granetti, 1965b). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Secondo Conti et al. (2005) la presenza della specie in Umbria dubbia. Potamogeton pectinatus L. Trasimeno (Micheletti in Batelli, 1887; Barsali, 1929-33). S. Savino 1888, S. Feliciano 1890 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). I. Maggiore, I. Polvese (Granetti, 1968). Trasimeno (Granetti, 1965b). I. Polvese (Cagiotti e Milletti, 1988). L. Trasimeno (Di Giovanni, 1960b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Potamogeton perfoliatus L. Trasimeno (Tanfani in Batelli, 1886). I. Polvese 1887, Castiglione 1886 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). I. Minore (Frizzi in Terracciano, 1889). Trasimeno (Barsali, 192933). I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Tanfani, Terracciano in Barsali, 1929-33; Batelli in Barsali, 1929-33). I. Polvese (Granetti, 1968; Cagiotti e Milletti, 1988). L. Trasimeno (Moretti in Di Giovanni, 1960a; Di Giovanni, 1960b; Moretti, 1961; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Ruscus aculeatus L. I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Cicioni in Barsali, 1929-33; Granetti, 1968). L. Trasimeno (Bencivenga e Granetti, 1976). I. Polvese (Cagiotti e Milletti, 1988). La specie inclusa nellAllegato V alla Direttiva Habitat 92/43/CEE. Salvinia natans (L.) All. Trasimeno presso Castiglione 1886, Trasimeno presso Borghetto 1898 (H. Cicioni; Gambini, Micheletti in Barsali, 1929-33). I. Minore (Terracciano, 1889). Trasimeno (Palomba in Barsali, 1929-33). I. Maggiore, I. Minore. (Terracciano in Barsali, 192933). Trasimeno (Di Giovanni, 1960b; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1977; 1982; Liberman Cruz, 1988). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Schoenoplectus pungens (Vahl) Palla Castiglione del Lago 1870 (Groves in Pignotti, 2003). Unica stazione della specie in Umbria, da riconfermare; secondo Conti et al. (2005) la presenza della specie in Umbria dubbia. Schoenoplectus lacustris (L.) Palla (= Scirpus lacustris L.) Trasimeno 1886 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). I. Minore (Frizzi in Terracciano, 1889). Trasimeno (Gambini in Barsali, 1929-33). I. Minore. (Cicioni in Barsali, 1929-33).
62 FLORA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Trasimeno (Ricca in Lusina, 1938). I. Minore. (Finzi in Lusina, 1938). I. Polvese, I. Minore (Granetti, 1968). Trasimeno (Granetti, 1965a; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Schoenoplectus tabernaemontani (C. Gmel.) Palla (= Scirpus lacustris L. ssp. tabernaemontani (C. C. Gmelin) Syme) Trasimeno (Gambini in Batelli, 1887). Castiglion del Lago (Pedrotti e Orsomando, 1977). Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988). Canale Anguillara L. Trasimeno (Buchwald, 1994). La specie ritenuta a minor rischio (LR) in Umbria (Conti et al., 1997).

Scutellaria galericulata L. S. Feliciano, S. Savino (Cicioni, 1895). S. Savino (Palomba in Barsali, 1929-33). S. Savino, Cast. del Lago (Cicioni in Granetti, 1965a). Ritenuta scomparsa al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977) e da Orsomando e Catorci (1991). In seguito ritrovata al L. Trasimeno (Orsomando, 1995; Venanzoni e Gigante, 2000). Spirodela polyrhiza (L.) Schleid. Trasimeno (Gambini in Barsali, 1913; Gambini e Danzetta Alfani in Barsali, 192933). Non rinvenuta da Granetti (1965b) e ritenuta scomparsa al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977), ma ritrovata in seguito (Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Orsomando e Catorci, 1991; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997).
Trifolium suffocatum L. La specie indicata per lUmbria in Conti et al. (2005). La sua presenza al momento nota solo per lIsola Polvese (Ballelli, in prep.). Gli altri dati attualmente editi attestanti la presenza di questa entit in Umbria sono quelli riportati da Orsomando et al. (1998; 2004), privi di riferimento alla localit di osservazione. Utricularia australis R. Br. (= Utricularia vulgaris L. var. major Schm.) Trasimeno (Cicioni, Montaldini in Barsali, 1929-33). Castiglion del Lago (Montaldini in Barsali, 1929-33). L. Trasimeno (Venanzoni e Gigante, 2000). Le seguenti segnalazioni sub U. vulgaris: Tuoro, S. Feliciano (Frizzi in Batelli, 1886); Trasimeno (Moretti, 1961; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988) vanno con ogni probabilit riferite a U. australis. Utricularia minor L. Castiglione presso la sponda 1886, Castiglione nelle forme 1889 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). La specie considerata scomparsa da Pedrotti e Orsomando (1977). In seFLORA 63

guito viene nuovamente indicata per il L. Trasimeno (Orsomando e Catorci, 1991; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Vallisneria spiralis L. Trasimeno intorno allorigine dellemissario (Batelli, 1886). Tuoro 1901, S. Savino 1890, Borghetto 1898 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Trasimeno (Maratti, Raddi in Barsali, 1929-33). I. Polvese (Cagiotti e Milletti, 1988). L. Trasimeno (Di Giovanni, 1960b; Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1982; Liberman Cruz, 1988; Venanzoni e Gigante, 2000). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997).

3.1.2. SPECIE DA RITENERSI PROBABILMENTE (*) O CERTAMENTE ESTINTE Acorus calamus L. Trasimeno (Gambini in Barsali, 1929-33). Paludi Tuoro, Castiglion del Lago (Cicioni in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta al Trasimeno e da ritenersi estinta (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1977; Orsomando e Catorci, 1991). Assente in Umbria secondo Conti et al. (2005) Asteriscus aquaticus (L.) Less. Trasimeno 1886 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Torricella (Cicioni in Granetti, 1965a). Trasimeno (Danzetta Alfani, 1882). Ritenuta scomparsa al L. Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). *Baldellia ranuncoloides (L.) Parl. S. Feliciano 1890, S. Savino 1898, Castiglione del Lago 1901 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Presso il Trasimeno, I. Maggiore, I. Minore, I. Polvese (Terracciano e Batelli in Barsali, 1929-33). Tuoro (Cicioni, 1895). Non esistono segnalazioni successive; la specie al L. Trasimeno va probabilmente considerata estinta. Secondo Conti et al. (2005) anche la presenza in Umbria sembrerebbe dubbia. La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Caldesia parnassifolia (Bassi) Parl. S. Vito (Batelli, 1888). Castiglione 1901, S. Feliciano 1890, S. Savino 1898 (H. Cicioni in Barsali, 1929-33). S. Vito Trasimeno, Tuoro (Batelli e Montaldini in Barsali, 192933). S. Savino (Palomba in HFl. in Barsali, 1929-33). Tuoro (Cicioni, 1895). La specie considerata scomparsa da Granetti (1965b) e da Pedrotti e Orsomando (1977). In seguito viene indicata per il L. Trasimeno, con dubbio, in Conti et al. (1992); non riportata per lUmbria in Conti et al. (1997). Secondo Conti et al. (2005) la presenza in
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HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Umbria dubbia; da ritenersi estinta al Lago Trasimeno. La specie inclusa nellAllegato II alla Direttiva Habitat 92/43/CEE. Callitriche brutia Petagna Prugneto 1886 (H. Cicioni). L. Trasimeno, sub Callitriche autumnalis (Terracciano in Barsali, 1929-33). I. Minore (Terracciano, 1889). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b). Non esistono segnalazioni successive; da ritenersi estinta al Lago Trasimeno. La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Caltha palustris L. Tuoro (Cicioni, 1895; Cicioni in Barsali, 1929-33). Ritenuta scomparsa al Trasimeno (Granetti, 1965b; Pedrotti e Orsomando, 1977). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Cirsium palustre (L.) Scop. Tuoro 1893 e 1898 (H. Cicioni). Tuoro (Cicioni, 1895). Castiglion del Lago (sub var. horridum Posp.: Montaldini in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta da Granetti (1965b) e ritenuta scomparsa al L. Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977). plausibile che le vecchie segnalazioni di Cirsium palustre siano da ricondurre a Cirsium creticum (Lam.) DUrv. ssp. triumfetti (Lacaita) Werner, specie molto comune sulle sponde del Lago, vicariante centro-meridionale di Cirsium palustre. Damasonium alisma Mill. Trasimeno al Borghetto 1903 (H. Cicioni). Non esistono segnalazioni successive; la specie da ritenersi scomparsa al L. Trasimeno, bench indicata nelle Schede della Z.P.S. e del S.I.C. La specie ritenuta estinta in natura (EW) in Umbria (Conti et al., 1997). Secondo Conti et al. (2005) la presenza in Umbria dubbia. Dracunculus vulgaris Schott Trasimeno 1889 (H. Cicioni). I. Maggiore (Cicioni, 1895; Batelli in Barsali, 1929-33). Non esistono segnalazioni successive; bench indicata nelle Schede della Z.P.S. e del S.I.C., la specie da ritenersi scomparsa al L. Trasimeno. La specie ritenuta estinta in natura (EW) in Umbria (Conti et al., 1997). Secondo Conti et al. (2005) la presenza in Umbria dubbia. *Elatine alsinastrum L. Ferretto, Castiglion del Lago (Montaldini in Barsali, 1929-33). Non esistono segnalazioni successive, tranne lindicazione riportata in Orsomando et al. (2004) priva della localit di rinvenimanto; la presenza della specie al L. Trasimeno dubbia. La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Secondo Conti et al. (2005) la presenza in Umbria dubbia.
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Sagittaria sagittifolia

Trapa natans
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HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Thelypteris palustris

Hippuris vulgaris
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Epipactis palustris

Nuphar lutea
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HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Eleocharis acicularis (L.) Roem. & Schult. Trasimeno (Montaldini in Barsali, 1929-33). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Epipactis palustris (Mill.) Crantz. Prugneto 1890, Tuoro 1914 (H. Cicioni). Tra Passignano e Tuoro (Batelli in Barsali, 1929-33). Ritenuta scomparsa al Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Groenlandia densa (L.) Fourr. (=Potamogeton densa L.) Trasimeno a S. Feliciano 1887 (H. Cicioni; Batelli, 1887). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). Hippuris vulgaris L. Castiglion del Lago (Barsali, 1913). Tra Tuoro e Torricella (Cicioni in Barsali, 192933). Non ritrovata da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Juncus compressus Jacq. Is. Polvese (Granetti, 1968). Non ritrovata da Granetti (1965a); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). Juncus subnodulosus Schrank Tuoro (Micheletti in Barsali, 1929-33). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965a); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Ludwigia palustris (L.) Elliot Trasimeno (Cicioni, Montaldini e Palomba in Barsali, 1929-33). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). Menyanthes trifoliata L. Trasimeno (Danzetta-Alfani e Cicioni in Granetti, 1965b). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Montia fontana L. Trasimeno (Montaldini in Barsali, 1929-33). Scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie presente in stazioni limitrofe esterne alla Z.P.S. (Ballelli, 2003).
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Nuphar lutea (L.) Sibth. et Sm. Trasimeno, Tuoro, Castiglion del Lago (Barsali, 1913). Castiglion del Lago 1889 (H. Cicioni in Barsali, 1929-33; Palomba in Barsali, 1929-33). Non pi ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b). Scomparsa al Trasimeno secondo Pedrotti e Orsomando (1977, 1982). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Orchis laxiflora Lam. I. Polvese (Batelli, 1886). I. Minore (Terracciano, 1889). Torricella 1889, Tuoro 1889 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). I. Minore (Barsali, 1929-33). Borghetto (Cicioni in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Bencivenga e Granetti, 1976). Ritenuta scomparsa al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Persicaria salicifolia (Willd.) Asenov (Polygonum salicifolium Brouss.; Polygonum salicifolium Willd.) Trasimeno (Cicioni, Micheletti in Granetti, 1965a). Non pi ritrovata al Trasimeno (Granetti, 1965a). Scomparsa al Trasimeno secondo Pedrotti e Orsomando (1977). Potamogeton gramineus L. Trasimeno (Danzetta Alfani, 1882; Gambini in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta vulnerabile (VU) in Umbria (Conti et al., 1997). Non indicata per lUmbria da Conti et al. (2005). *Ranunculus lingua L. Tuoro 1887, S. Vito 1888, (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). S. Vito (Batelli, 1888). S. Savino (Montaldini, Palomba in Barsali, 1929-33). Tuoro (Cicioni, 1895). Non esistono segnalazioni successive; la specie al L. Trasimeno da ritenersi estinta. La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Sagittaria sagittifolia L. Trasimeno (Cicioni, 1895). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). Schoenoplectus mucronatus (L.) Palla Trasimeno (Gambini in Barsali, 1929-33). Trasimeno (Danzetta Alfani, 1882). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965a); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie presente al L. di Alviano (Venanzoni e Gigante, 2000). Schoenoplectus triqueter (L.) Palla Trasimeno (Danzetta Alfani, 1882). Trasimeno (Gambini in Barsali, 1929-33). Is.
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HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Polvese (Cicioni in Barsali, 1929-33). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965a); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Non indicata per lUmbria da Conti et al. (2005). Solenopsis laurentia (L.) C. Presl (= Laurentia michelii DC.; Laurentia gasparrinii (Tineo) Strobl) Tuoro presso Castiglione del Lago (sub Laurentia michelii DC., H. Cicioni 1903); la stessa segnalazione viene ripresa da Barsali (1929-33), che sottolinea lassenza di notizie su tale rinvenimento. Ritenuta estinta al Trasimeno (Pedrotti e Orsomando, 1977). Citata in seguito da Orsomando et al. (1998) come entit rara per il territorio regionale, senza indicazione della localit di ritrovamento. La presenza della specie in Umbria stata recentemente confermata per lunica localit di Ferretto (Castiglione del Lago), esterna al territorio della Z.P.S. (Gigante et al., 2005). Questa entit quindi da ritenersi scomparsa nellarea di studio. La specie ritenuta gravemente minacciata (CR) in Umbria (Conti et al., 1997). Sparganium emersum Rehmann. Trasimeno (Gambini in Barsali, 1929-33). Tuoro (Cicioni in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977). Non indicata per lUmbria da Conti et al. (2005). Thelypteris palustris Schott Trasimeno (Cicioni in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997). Trapa natans L. Trasimeno (Raddi in Barsali, 1929-33). Non rinvenuta al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977). Bench indicata per lUmbria nella recente Check-list della flora vascolare italiana (Conti et al., 2005) la sua presenza non stata mai documentata con certezza. La specie ritenuta estinta in natura (EW) in Umbria (Conti et al., 1997). Wolffia arrhiza (L.) Horkel ex Wimmer Trasimeno (Cicioni, 1895). Non rinvenuta al Trasimeno da Pedrotti e Orsomando (1977). Zannichellia palustris L. Castiglion del Lago, Tuoro, 1900 (H. Cicioni; Barsali, 1929-33). Non ritrovata al Trasimeno da Granetti (1965b); scomparsa secondo Pedrotti e Orsomando (1977). La specie ritenuta minacciata (EN) in Umbria (Conti et al., 1997).

FLORA

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Prospetto sintetico delle specie (di interesse comunitario e non) presenti.


Dir. 92/43/CEE All. II Cat. IUCN EN CR VU VU CR EN LR VU EW EW EN EN EN EN VU VU CR EN EN EN EN VU EN EN CR EN VU VU EN EN CR CR VU CR VU VU Presenza scomparsa riconfermata scomparsa presente prob. scomparsa scomparsa prob. scomparsa presente riconfermata scomparsa presente presente presente presente scomparsa scomparsa scomparsa prob. scomparsa scomparsa scomparsa presente presente presente scomparsa scomparsa presente presente presente presente scomparsa scomparsa presente presente scomparsa scomparsa scomparsa presente presente presente presente presente scomparsa presente presente scomparsa presente presente

Acorus calamusL. Alnus glutinosa (L.) P. Gaertn. Asteriscus aquaticus (L.) Less. Azolla filiculoidesLam. Baldellia ranunculoides (L.) Parl. Caldesia parnassifolia (Bassi) Parl. Callitriche brutia Petagna Callitriche palustris L. Callitriche stagnalis Scop. Caltha palustris L. Carex acutiformis Ehrh. Carex riparia Curtis Carex pseudocyperus L. Ceratophyllum demersum L. Damasonium alisma Mill. Cirsium palustre (L.) Scop. Dracunculus vulgaris Schott Elatine alsinastrum L. Eleocharis acicularis (L.) Roem. & Schult. Epipactis palustris (Mill.) Crantz. Galium palustre L. Glyceria maxima (Hartm.) Holmb. Gratiola officinalis L. Groenlandia densa (L.) Fourr. Hippuris vulgaris L. Hydrocharis morsus-ranae L. Hydrocotyle vulgaris L. Iris pseudacorus L. Juncus acutus L. ssp. acutus Juncus compressus Jacq. Juncus subnodulosus Schrank Lemna gibba L. Lemna trisulca L. Ludwigia palustris (L.) Elliot Menyanthes trifoliata L. Montia fontana L. Myosotis scorpioides L. ssp. scorpioides Myriophyllum spicatum L. Myriophyllum verticillatum L. Najas marina L. Najas minor All. Nuphar lutea (L.) Sibth. et Sm. Nymphaea alba L. Oenanthe aquatica (L.) Poir. Orchis laxiflora Lam. Phalaris arundinacea L. Persicaria amphibia (L.) Delarbre

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FLORA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Persicaria salicifolia (Willd.) Asenov Potamogeton gramineus L. Potamogeton nodosus Poir. Potamogeton pectinatus L. Potamogeton perfoliatus L. Ranunculus lingua L. Ruscus aculeatus L. Sagittaria sagittifolia L. Salvinia natans (L.) All. Schoenoplectus lacustris (L.) Palla Schoenoplectus pungens (Vahl) Palla Schoenoplectus mucronatus (L.) Palla Schoenoplectus tabernaemontani (C.Gmel.) Palla Schoenoplectus triqueter (L.) Palla Scutellaria galericulata L. Solenopsis laurentia (L.) C. Presl Sparganium emersum Rehmann. Spirodela polyrhiza (L.) Schleid. Thelypteris palustris Schott Trapa natans L. Trifolium suffocatum L. Utricularia australis R. Br. Utricularia minor L. Vallisneria spiralis L. Wolffia arrhiza (L.) Horkel ex Wimmer Zannichellia palustris L.

All. V -

VU VU VU VU EN VU EN LR EN CR EN EN EW CR VU EN

scomparsa scomparsa presente presente presente prob. scomparsa presente scomparsa presente presente da riconfermare scomparsa resente scomparsa riconfermata scomparsa scomparsa riconfermata scomparsa scomparsa presente presente riconfermata presente scomparsa scomparsa

FLORA

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3.2. FAUNA (Carletti S., Chiappini M., Muzzatti M., Spilinga C., Velatta F.) Vengono di seguito riportate le specie appartenenti a pesci, anfibi, rettili e mammiferi presenti nella Z.P.S.; per le specie di interesse comunitario viene indicato il riferimento alla Direttiva 92/43 del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica, meglio conosciuta come Direttiva Habitat, specificando lallegato in cui sono incluse. In particolare, per All. II si intende lAllegato II alla suddetta Direttiva, nel quale sono inserite le specie animali e vegetali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione; per All. IV si intende lAllegato IV, comprendente le specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa. 3.2.1. PESCI Nel lago Trasimeno risultano presenti, ad oggi, 19 specie di Pesci, prevalentemente appartenenti alla famiglia dei Ciprinidi, le cui caratteristiche ben si adattano alle condizioni del lago. Di queste solo cinque sono autoctone e popolano da sempre le acque del Trasimeno: languilla (Anguilla anguilla), il cavedano (Leuciscus cephalus), il luccio (Esox lucius), la scardola (Scardinius erythrophthalmus) e la tinca (Tinca tinca). Oggi a causa delle mutate condizioni ambientali e delle immissioni di nuove specie, quelle autoctone sono considerate parzialmente minacciate.
Sp. intr. All. II All. IV IUCN Ordine Anguilliformes Famiglia ANGUILLIDAE Anguilla anguilla Ordine Cypriniformes Famiglia CYPRINIDAE Alburnus alburnus alborella Carassius auratus Ctenopharyngodon idellus Cyprinus carpio Leuciscus cephalus Scardinius erythrophthalmus Tinca tinca Pseudorasbora parva Famiglia COBITIDAE Cobitis taenia bilineata Ordine Siluriformes Famiglia ICTALURIDAE Ictalurus melas Ordine Salmoniformes L.R.

Anguilla

Alborella Carassio Carpa erbivora o Amur Carpa comune Cavedano Scardola Tinca Pseudorasbora Cobite

x x x x

x x x

Pesce gatto

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FAUNA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Famiglia ESOCIDAE Esox lucius Ordine Atheriniformes Famiglia ATHERINIDAE Atherina boyeri Ordine Cyprinodontiformes Famiglia POECILIIDAE Gambusia holbrooki Ordine Perciformes Famiglia CENTRARCHIDAE Micropterus salmoides Lepomis gibbosus Famiglia PERCIDAE Perca fluviatilis Famiglia GOBIIDAE Knipowitschia panizzai Pomatoschistus canestrinii

Luccio

Latterino

DD (1994)

Gambusia

Persico trota Persico sole

x x

Persico reale

Ghiozzetto di laguna Ghiozzetto cenerino

x x

x x

DD (1994)

Sp. intr. = Specie introdotta; All. II = Specie inclusa nellAllegato II alla Dir. Habitat 92/43/EEC; All. IV = Specie inclusa nellAllegato IV alla Dir. Habitat 92/43/EEC; IUCN = Lista globale IUCN; L.R. = Categoria di minaccia nella Lista Rossa Italiana; non considerate le specie incluse nelle categorie:LR/lc (1994) e LC (2001).

Delle 19 specie solo 3, peraltro alloctone, risultano inserite nellallegato II della direttiva Habitat 92/43/CEE. Queste sono : Cobitis taenia bilineata - Cobite; Knipowitschia panizzai - Ghiozzetto di laguna; Pomatoschistus canestrinii - Ghiozzetto cenerino. Nessuna delle tre considerata, dalla suddetta Direttiva, specie prioritaria. 3.2.2. ANFIBI Nella Z.P.S. Lago Trasimeno sono presenti sette specie appartenenti a quattro famiglie (Carletti e Spilinga, 2003-2004):
Ordine Caudata Oppel, 1811 SALAMANDRIDAE Goldfuss, 1820 Triturus Rafinesque, 1815 Tritone crestato italiano - Triturus carnifex (Laurenti, 1768) Tritone punteggiato - Triturus vulgaris meridionalis (Boulenger, 1882) Ordine Anura Rafinesque, 1815 BUFONIDAE Gray, 1825

All.II-IV

FAUNA

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Bufo Laurenti, 1768 Rospo comune - Bufo bufo (Linnaeus, 1758) HYLIDAE Rafinesque, 1815 Hyla Laurenti, 1768 Raganella italiana - Hyla intermedia Boulenger, 1882

All. IV

RANIDAE Gray, 1825 Rana Linnaeus, 1758 Rana di Berger - Rana bergeri Gnther, in Engelmann, Fritzsche, Gnther, & Obst, 1985 Rana di Uzzell - Rana klepton hispanica Bonaparte, 1839 Rana agile - Rana dalmatina Fitzinger in Bonaparte, 1838 All.IV

3.2.3. RETTILI Nella Z.P.S. sono presenti otto specie appartenenti a tre famiglie (Carletti e Spilinga, 2003):
Ordine Chelonii Latreille, 1800 EMYDIDAE Rafinesque, 1815 Trachemys Agassiz, 1857 Testuggine palustre dalle orecchie rosse Trachemys scripta (Schoepff, 1792) Ordine Squamata Oppel, 1811 LACERTIDAE Oppel, 1811 Lacerta Linnaeus, 1758 Ramarro occidentale Lacerta bilineata Daudin, 1802 Podarcis Wagler, 1830 Lucertola muraiola Podarcis muralis (Laurenti, 1768) Lucertola campestre Podarcis sicula (Rafinesque, 1810) COLUBRIDAE Oppel, 1811 Hierophis Fitzinger, 1834 Biacco Hierophis viridiflavus (Lacpde, 1789) Natrix Laurenti, 1768 Natrice dal collare Natrix natrix (Linnaeus, 1758) Natrice tassellata Natrix tessellata (Laurenti, 1768) Zamenis Wagler 1830 Saettone comune Zamenis longissimus (Laurenti, 1768)

All. IV All. IV All. IV

All. IV

All. IV All. IV

3.2.4. UCCELLI Vengono di seguito riportate le specie di uccelli reperite nella ZPS lago Trasimeno (Velatta F. et al., 2004); inoltre sono evidenziate le specie inserite nellAllegato I della direttiva Uccelli.
Per ogni mese viene indicato il numero di anni in cui la specie stata osservata. NID = NIDIFICAZIONE nella ZPS (poss = possibile, prob = probabile, acc = accertata) DU = All.I Dir. Uccelli ($): le parentesi indicano quando lo status provvisorio 76 FAUNA

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

SPECIE Strolaga mezzana Tuffetto Svasso maggiore Svasso collorosso Svasso piccolo Cormorano Tarabuso Tarabusino Nitticora Sgarza ciuffetto Airone guardabuoi Garzetta Airone bianco maggiore Airone cenerino Airone rosso Cicogna nera Cicogna bianca Mignattaio Spatola Fenicottero Cigno reale Oca lombardella Oca selvatica Casarca Volpoca Fischione Canapiglia Alzavola Germano reale Codone Marzaiola Mestolone Fistione turco Moriglione Moretta tabaccata Moretta Quattrocchi Pesciaiola Smergo minore Nibbio bruno Nibbio reale Biancone Falco di palude Albanella reale Albanella minore Sparviere Poiana Falco pescatore Gheppio Falco cuculo Smeriglio Lodolaio Lanario Pellegrino Pernice rossa Quaglia Fagiano comune Porciglione

G F

M A

Ma G

Ag S

O N

NID acc acc

DU X

2 13 12 15 13 12 15 14 13 15 14 13 17 17 15 16 16 16 13 1 7 3 2 2 1 5 16 14 14 10 4 6 8 12 13 6 6 1 1 1 10 16 17 14 12 11 1 11 17 17 15 14 9 1 11 15 16 15 14 8 4 4 3 2 1 2 10 4 9 14 17 15 17 15 14 10 8 5 2 2 1 5 6 12 9 11 12 7 7 7 10 12 2 13 16 17 16 12 11 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 3 3 1 3 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 9 13 15 16 6 13 3 15 9 12 1 1 1 5 3 7 9 5 6 2 3

Spec: 1-2-3 ($) 3 VU

14 15 13 13 14 11 3 12 2 3 1 6 5 14 14 2 5 1

2 1 1 1 13 11 7 6 7 8 13 13 12 1 1 2 1 2 1 3 2

acc acc acc acc acc acc acc

X X X X X X X X X X

3H 3 (H) 3H 3 (D)

3 (D) 2R 2H 3 (D) 2R 3L

1 1 1 1 2 2 1 5 4 1 1 5 7 7 5 1 1 3 2 7 7 10 3 3 5 5 7 13 13 12 11 15 13 12 12 2 2 14 12 8 7 3 6 2 9 6 1 1 4 3 5 1 4 1 2 4 5 2 8 9 5 4 4 5 4 5 10 5 1 1 1 1 1 2

X 1 6 6 4 5 8 12 12 11 2 2 9 9 5 2 9 acc 8 4 2 2 acc X X

3 VU 3 (H)

poss acc poss 3 (D) 3 (D) 3 (D) 2 (D) 1 (VU) 3 (D) 3 (D) 3 (VU) 2D 3R 3H

6 1 12 12 14 14 4 3 2 1 1 3 1 2 5 1 2 1 6 5 5 4 3 4 1 1 1 3 2 1 5 3 10 6 7 9

5 2

3 1 6 1 1 12 13 13 15 3 4 5 6 3 10 5 1 3 7 1 3 3 2 5 5 4 2 2 3 5 3 6 3

poss

10 4 2 1 2 4 7 3 5 5 1

X X X X X X X

4 3 5

6 2 7 1 1 5 9

acc X poss X X prob prob acc acc

3R 3D 3 (VU) 3 VU 2 (D) 3 (H)

1 3 3 5 5 13 14 13

1 1 1 3 11 9 4

2 10 5 3 1

2 4 9

FAUNA

77

SPECIE Voltolino Schiribilla Gallinella dacqua Folaga Gru Beccaccia di mare Cavaliere dItalia Avocetta Pernice di mare Corriere piccolo Corriere grosso Fratino Piviere dorato Pivieressa Pavoncella armata Pavoncella Gambecchio Piovanello Piovanello pancianera Combattente Frullino Beccaccino Croccolone Beccaccia Pittima reale Pittima minore Chiurlo maggiore Totano moro Pettegola Albastrello Pantana Piro piro culbianco Piro piro boschereccio Piro piro piccolo Gabbianello Gabbiano comune Gabbiano reale Sterna zampenere Sterna maggiore Sterna comune Fraticello Mignattino piombato Mignattino Mignattino alibianche Colombaccio Tortora dal collare Tortora Cuculo Barbagianni Assiolo Civetta Gufo comune Succiacapre Rondone Martin pescatore Gruccione Upupa Torcicollo 78

G F

M A

Ma G L

Ag S

O N

NID prob acc acc acc

DU X X X X X X

Spec: 1-2-3 ($)

2 1 3 14 9 15 17 13 17 1 2 3 2

8 1 2 1 9

4 1 1

1 1 4 4 4 2 1 15 14 15 11 13 13 12 16 16 15 15 15 15 15 15 16 1 2 1 1 7 7 7 6 7 2 1 2 1 1 1 4 2 1 4 7 9 1 2 5 6 3 1 2 1 1 1 4 2 1 1 1 1 2 7 4 4 2 7 9 1 1 2 3 3 3 1 1 4 6 2 3 8 4 1 7 2 2 1 1 11 8 1 1 9 10 7 12 1 1 2 2 4 2 3 1 6 8 2 1 1 1 1 2 1 3 1 3 1 3 9 1 1 2 2 3 6 5 7 15

14 14

2 (H)

3D 3 (D)

X X 5 1 1 X 8 X 2 X 3 VU 2 VU 3 (H) 2 (D) 3 (D) 3 (D) 1D 3 (D) 2 VU 2D 3 (D) 2D

3 1 X

1 1

2 4 1 4 1 1 2 15 12 14 11 11 14 12 13 14 14 1 1 1 1 2 1 1 2 5 1 7 13 3 2 1 3 4 5 1 3 2 5 12 15 14 1 1 2 2 1 1 2 9 10 12 5 11 9 14 2 1

1 1 1 14 13 14 14 13 15 14 15 12 13 13 13 14 14 1 2 2 1 1 2 1 7 1 12 13 1 2 2 4 2 9 6 1 1 4 5 7 4 1 3 1 1 1 2 1 5 1 1 2 1 2 prob prob prob prob acc prob acc acc acc acc acc acc acc

1 3 3 1 3 1 11 1

3H 3 (D) 3 (H) 3 (VU) 3R 3D 3H 3 (H)

X X X X X X

3D 3 (D) 2 (H) 3 (D) X X 2 (H) 3H 3 (H) 3 (D) 3 (D)

1 1

2 2 3 12 7 6 13 15 15 1 3 10 12 11 8 7 12 12 11 7 10 8 FAUNA

14 16 16 13 1 8 5 4 3

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

SPECIE Picchio verde Picchio rosso maggiore Cappellaccia Allodola Topino Rondine Balestruccio Prispolone Pispola Spioncello Cutrettola Ballerina gialla Ballerina bianca Scricciolo Passera scopaiola Pettirosso Usignolo Pettazzurro Codirosso spazzacamino Codirosso Stiaccino Saltimpalo Culbianco Passero solitario Merlo Tordo bottaccio Tordo sassello Tordela Usignolo di fiume Beccamoschino Forapaglie macchiettato Salciaiola Forapaglie castagnolo Forapaglie Cannaiola verdognola Cannaiola Cannareccione Canapino maggiore Canapino Sterpazzolina Occhiocotto Bigiarella Sterpazzola Beccafico Capinera Lu bianco Lu verde Lu piccolo Lu grosso Regolo Fiorrancino Pigliamosche Balia dal collare Balia nera Basettino Codibugnolo Cincia mora Cinciarella

G F 2 3 6 1 4 3

M A 7 1 6 3 3 4 1 6 12 12 4 9 2

Ma G 4 2 7 5 2 12 7 5 1 3 4

Ag S 5 1 1 2 8 13 5 4 1 2

O N 4 2 4 2 3 3 4 1 8 4 10 11 15 15 6 8

D 2 1 7 2

NID prob poss prob prob poss acc

DU

6 5 7 10 10 14 2 7 13 5 1

5 12 7 3 1 4 5 1 2 1 1 1 4 6 5 6 10 5 3 1 4 1 2 5 3 8 5 10 10 9 6 3 7 7 7 8 3 6 4 1 10 9 7 11 12 13 11 3 7 3 2 10 14 1 11 12 10 10 11 7 2 2 6 3 2 1 2 1 2 2 1 1 8 11 9 12 9 9 9 9 11 1 1 10 11 13 14 13 13 10 11 12 5 4 1 6

3 1 2 2 6 13 14 10 8

Spec: 1-2-3 ($) 2 (H) 3 (H) 3 (H) 3 (H) 3H 3 (D)

5 poss 3 10 10 13 14 1 1 7 acc poss acc 3 (D) 3 (H) poss prob prob prob X 2 (H)

13 13 7 5 1

15 13 13 15 16 16 14 14 14 6 5 9 9 12 13 12 13 9 1 3 7 11 13 7 2 2 3 4 3 9 11 10 3 4 14 11 1 1 2 1 10 17 17 15 15 13 3 16 17 17 15 14 11 1 4 1 1 1 1 3 3 4 8 9 9 10 7 8 7 6 11 1 5 3 1 1 2 3 5 9 10 13 10 13 14 13 15 14 13 13 1 3 2 13 12 15 10 2 3 1 2 9 6 8 5 3 2 2 2 3 2 3 2 1 2 3 3 7 2 1 3 8 9 9 11 11 11 12 8 7 12 7 10 9 10 12 5 6 9 2 1 1 13 11 8 6 8 10 11 12 11 FAUNA

1 16 16 14 9 9 8 11 12 11 8 11 8

acc prob prob acc acc prob X

11 13 12 1 14 15 12 14 16 14 3 2 6 4 4 4 4

prob

prob 2 (D) 2 (D) prob prob acc X acc acc prob 79

3H

10 13 8 12 13 12 1 1 13 13 11

SPECIE Cinciallegra Picchio muratore Rampichino Pendolino Rigogolo Averla piccola Averla maggiore Averla capirossa Ghiandaia Gazza Taccola Cornacchia grigia Storno Passera dItalia Passera mattugia Fringuello Verzellino Verdone Cardellino Lucarino Fanello Crociere Frosone Zigolo nero Migliarino di palude Strillozzo

G F

M A

Ma G L 13 13 6

Ag S

O N

NID acc prob prob acc prob poss

DU

Spec: 1-2-3 ($)

11 1 5 7 5 8 5 6 2 5 16 15 14 13 14 14 14 14 1 1 2 3 2 4 3 8 1 1 1 1 9 8 7 7 11 10 9 8 7 4 6 7 9 8 3 3 9 9 8 9 13 11 10 8 10 11 6 4 3 8 7 9 11 11 9 10 13 13 14 12 5 6 9 8 12 10 8 10 10 10 8 4 8 9 4 2 7 11 14 13 10 10 3 5 9 10 9 8 7 10 11 7 6 12 11 12 11 13 3 3 2 1 4 5 5 4 14 14 13 5 3 2 4 3 3 3 2 1 1

12 10 10 9

11 13 15 12 1 6 6 6 5 14 14 16 13 6 1 3 7 4 7 11 13 10 1 5 11 11 2 6 3 8 12 12 10 8 5 8 10 1 3 7 4 10 10 10 8 11 1 6 12 2 1 1 1 8 7 10 11 9 7 10 1 4 13 1 1

3 (H) 3 (H) 2 (D)

poss acc acc poss acc acc prob prob prob acc

3D 3 (D)

1 1 1 2 3 5 8 9 11 16 16

2D prob prob 2 (D)

Nella ZPS sono complessivamente presenti 200 specie di Uccelli di cui 118 appartenenti ai Non Passeriformes e 82 ai Passeriformes. Le specie nidificanti sono 84, di cui 42 accertate, 30 probabili e 12 possibili. Delle specie segnalate, 132 erano gi note a Moltoni (Moltoni E. 1962), 68 sono nuove; solo 12 delle specie osservate nel passato non sono state pi reperite. Le specie di interesse conservazionistico sono ben 105, di cui 41 nidificanti: 23 specie sono incluse nella Lista Rossa nazionale (fra cui Schiribilla e Moretta tabaccata, considerate in pericolo critico); 81 sono SPEC 1-2-3 (29 delle quali nidificanti); 48 (di cui 13 nidificanti) sono elencate nellallegato 1 della Direttiva UCCELLI. 3.2.5. MAMMIFERI Non sono stati effettuati, a tuttoggi, studi specifici sulla presenza e distribuzione delle specie appartenenti allordine Chiroptera. Nella ZPS sono presenti 33 specie di mammiferi di seguito elencate.
Sp. intr. All. II All. IV IUCN Erinaceus europaeus Sorex samiticus 80 Riccio europeo Toporagno appenninico FAUNA L.R. DD

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Neomys fodiens Suncus etruscus Crocidura leucodon Crocidura suaveolens Talpa romana Rhinolophus hipposideros Eptesicus serotinus Hypsugo savii Myotis daubentoni Myotis capaccinii Nyctalus leysleri Pipistrellus kuhlii Pipistrellus pipistrellus Lepus europaeus Sylvilagus floridanus Sciurus vulgaris Muscardinus avellanarius Microtus savii Apodemus sylvaticus Micromys minutus Rattus norvegicus Rattus rattus Mus domesticus Hystrix cristata Myocastor coypus Vulpes vulpes Meles meles Mustela nivalis Mustela putorius Martes foina Sus scrofa

Toporagno dacqua Mustiolo Crocidura ventre bianco Crocidura minore Talpa romana Rinolofo minore Serotino comune Pipistrello di Savi Vespertilio di Daubenton Vespertilio di Capaccini Nottola di Leisler Pipistrello albolimbato Pipistrello nano Lepre bruna Minilepre Scoiattolo Moscardino Arvicola di savi Topo selvatico Topolino delle risaie Ratto bruno Ratto nero Topolino delle case Istrice Nutria Volpe Tasso Donnola Puzzola Faina Cinghiale

x x x x x x x x

DD LR VU EN VU LR LR

VU A2c(1994) LR/nt (1994)

x
NT (2001)

LR/nt (1994)

VU VU

VU x x x x

DD

Sp. intr. = Specie introdotta; All. II = Specie inclusa nellAllegato II alla Dir. Habitat 92/43/EEC; All. IV = Specie inclusa nellAllegato IV alla Dir. Habitat 92/43/EEC; IUCN = Lista globale IUCN; L.R. = Categoria di minaccia nella Lista Rossa Italiana; non considerate le specie incluse nelle categorie: LR/lc (1994) e LC (2001).

FAUNA

81

4. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 4.1. ASPETTI FLORISTICO-VEGETAZIONALI (Venanzoni R., Gigante D.) Alla luce di quanto esposto, lecosistema Trasimeno si delinea come un ricco complesso di habitat di rilevanza notevole. Malgrado lelevato grado di antropizzazione che caratterizza il bacino, tuttora molto elevata la biodiversit floristica, faunistica e fitocenotica in questa porzione di territorio umbro. Molti sono tuttavia gli elementi di rischio che delineano una situazione di marcata vulnerabilit; tra i principali possono essere elencati: lelevato livello di frammentazione degli habitat; leccessiva vicinanza dei campi coltivati agli habitat naturali e seminaturali; la sottrazione di spazi da parte delle colture e delle infrastrutture, con alterazione del naturale profilo delle sponde; leccessivo carico di nutrienti che si riversano nelle acque del lago alterando le condizioni chimiche delle acque e conseguentemente la flora e gli habitat stessi; leccessivo attingimento di acque a scopo di irrigazione, attivit che aggrava la gi delicata situazione di carenza idrica; la creazione di limiti rigidi per gli habitat palustri, naturalmente soggetti a periodici spostamenti orizzontali correlati alloscillazione del livello del lago. Tutti questi aspetti, sommati ad una condizione di fragilit intrinseca imputabile al regime idrico strettamente vincolato alle precipitazioni, contribuiscono a creare una situazione di forte disturbo e stress per gli habitat presenti. Tale stato di cose chiaramente espresso dal generale impoverimento floristico delle cenosi, dalla scomparsa di un preoccupante numero di entit nel corso dellultimo secolo, dallo stato di salute talora compromesso delle cenosi stesse, dallampia diffusione di specie nitrofile, sinantropiche e infestanti allinterno degli habitat palustri. Gli habitat che maggiormente mostrano uno stato di sofferenza allinterno delle aree S.I.C. e Z.P.S. sono rappresentati dalle cenosi elofitiche e palustri e dalle praterie di transizione, quasi del tutto scomparse poich i territori di loro pertinenza sono stati occupati dalle colture. Pur essendo solo in parte inclusi nellAllegato I della Direttiva 92/43/CEE (Habitat I050), tali habitat sono di grande importanza se si tengono in considerazione il contesto biogeografico in cui si sviluppano e la loro estrema rarefazione nei territori dellItalia peninsulare, oltre al fatto che la pressione esercitata dalle attivit antropiche (industria, allevamento e agricoltura) si concentra in maggior misura nelle aree di pianura rendendo il paesaggio di questi territori pressoch privo di elementi naturali. Non va trascurato limportante effetto fitodepurativo che tali cenosi svolgono sulle acque che dai campi defluiscono verso il lago; la loro reintroduzione avrebbe quindi anche un effetto positivo sullecosistema lacustre nel suo insieme. Buoni risultati potrebbero essere ottenuti destinando una fascia di rispetto, interposta tra il canneto ed i campi, alla ricolonizzazione spontanea, lasciando la massima libert di espressione alla vegetazione naturale che potrebbe senza dubbio mettere in atto percorsi di autoripristino con minimo dispendio di risorse. Risultati molto positivi in questo senso si sono raggiunti nel corso di un progetto sperimentale di ripristino dei prati umidi, risultato della collaborazione tra Universit degli Studi di Perugia e A.R.U.S.I.A.
82 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

(Gigante et al., 2000; Apruzzese et al., 2002, 2003). Anche le cenosi forestali spondicole riferibili allhabitat 92A0 appaiono fortemente ridotte in estensione ed impoverite nella composizione floristica. Lattivit di reimpianto di essenze forestali portata avanti nel corso del Progetto LIFE Natura LIFE02NAT/IT/ 8556 Ripristino habitat e conservazione ardeidi sul Lago Trasimeno sta contribuendo positivamente al ripristino di estese superfici forestate attraverso linsediamento di specie tipiche delle sponde. Proprio in considerazione della grave perdita di biodiversit cui si sta assistendo, unazione opportuna e necessaria sarebbe senzaltro la coltivazione in situ ed ex situ di specie estinte o a rischio di scomparsa, allo scopo di reintrodurle nei biotopi di appartenenza. Tale attivit non dovrebbe riguardare solo le specie incluse nellAllegato II della Direttiva ma un numero di entit molto pi elevato includente specie il cui ruolo nellecosistema lacustre di particolare importanza da un punto di vista biogeografico ed ecologico. Tra le finalit del Progetto LIFE Natura LIFE02NAT/IT/8556 c anche quella di contribuire alla ricostruzione di ambienti complessi e diversificati, che garantiscano una eterogeneit ambientale di grande valore anche ai fini delle esigenze della fauna. In questo senso grande rilievo rivestono i laghetti realizzati in prossimit della sponda, allinterno dei quali viene favorito linsediamentio di cenosi igrofile ed elofitiche. Oltre al ripristino di habitat favorevoli alla conservazione di numerose specie ornitiche va sottolineato limportante risultato di contribuire a ricomporre il naturale mosaico vegetazionale degli ambienti lacustri, attraverso la ricostituzione di aspetti attualmente persi o fortemente manomessi. Infine, non va sottovalutata limportanza della gestione degli habitat, molti dei quali necessitano di una manutenzione attiva per contrastare i naturali fenomeni di successione che possono portare alla scomparsa di preziosi elementi del mosaico biocenotico. 4.2. ASPETTI FAUNISTICI (Chiappini M., Muzzatti M., Velatta F.) Uno dei problemi prioritari nella ZPS Lago Trasimeno la scarsit di habitat idonei alla nidificazione ed al foraggiamento ottimale delle varie specie di Ardeidae presenti nellarea, incluse nellallegato I della Direttiva Uccelli o in altri elenchi di specie minacciate. Gli originari boschi riparali delle sponde del lago sono stati quasi completamente sostituiti da coltivazioni agricole intensive. Le sole presenze arboreo -arbustive sono limitate a piccoli nuclei ed individui isolati. La principale (e per lungo tempo unica) colonia di ardeidi arboricoli (Ardeola ralloides, Nycticorax nycticorax, Egretta garzetta, Bubulcus ibis) localizzata nella sola formazione boschiva di dimensioni adeguate, prossima allabitato di Castiglione del Lago, tra laltro solo parzialmente inclusa nel Parco Regionale del Trasimeno. Una seconda colonia di dimensioni minori (costituita da Egretta garzetta ed Ardea cinerea) si da pochi anni insediata sullIsola Minore, in un bosco di lecci e pini domestici, che non rappresenta certamente un habitat di
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 83

nidificazione usuale per le due specie: gli aironi, in mancanza di meglio, si sono comunque saputi adattare Altro problema rilevante quello della carenza di disponibilit trofica per gli ardeidi ed in particolare per il tarabuso (Botaurus stellaris). Infatti il verificarsi di condizioni di anossia nel lago nei periodi caratterizzati da basso livello delle acque e temperature elevate, limita fortemente la presenza di ittiofauna allinterno delle formazioni elofitiche riparali. Ci pu spiegare, in primo luogo, la mancanza di una popolazione nidificante di tarabuso in un ambiente potenzialmente idoneo, in secondo luogo riduce la possibilit di espansione delle altre specie di ardeidi presenti. A prova di questo, si notato il fatto che queste ultime utilizzano regolarmente per il foraggiamento laghetti agricoli ed allevamenti ittici siti in prossimit del lago. Il ripristino dellhabitat prioritario delle foreste ripariali e spondicole, che rappresentano la vegetazione potenziale delle sponde del lago, andr ad incrementare la presenza di siti idonei alla nidificazione di Ardeola ralloides, Nycticorax nycticorax, Egretta garzetta, Bubulcus ibis e Ardea cinerea e presumibilmente incoragger la creazione di nuove colonie. La realizzazione di stagni, di modesta profondit, adiacenti al canneto nei quali verranno immesse specie autoctone di ittiofauna, aumentando la disponibilit trofica potr facilitare la nidificazione del tarabuso e lespansione delle altre specie di ardeidi sopra citate. La realizzazione di tali invasi, e la conseguente aumentata disponibilit di cibo, avr anche effetti positivi sulle popolazioni di Ardea purpurea e Ixobrychus minutus, gi nidificanti nella ZPS. Unulteriore ricaduta positiva legata alla presenza degli stagni lofferta di aree idonee alla sosta e alla eventuale nidificazione di caradriformi, in particolare Himantopus himantopus, il quale attualmente nidifica nella ZPS soltanto negli anni in cui il livello delle acque risulta basso tanto da far affiorare banchi di fango.

84

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

5. BIBLIOGRAFIA
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HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

6. ALLEGATI
Si riportano di seguito le note originali contenute nelle Schede del S.I.C. e della Z.P.S. del Lago Trasimeno, depositate presso gli Uffici della Regione dellUmbria (Servizio promozione e valorizzazione Sistemi Naturalistici e Paesaggistici), e le ulteriori informazioni sullarea indicate in Orsomando et al. (2004). SCHEDA S.I.C. LAGO TRASIMENO Codice: IT5210018 Data compilazione scheda: 06.1995 Data aggiornamento scheda: 03.2004 Data proposta sito come S.I.C.: 06.1995 Localizzazione centro: long. 12 6 0 E, lat. 43 8 12 N Superficie: 12863 ha Altezza: min 258 m s.l.m., max 300 m s.l.m. Regione amministrativa: Umbria (IT52) Regione biogeografica: Mediterranea Propriet: pubblica 95%; privata 5%

Tipi di habitat elencati nellAllegato I: Codice % coperta 3150 34 3140 5 9340 3 6420 2 5210 1 6220 1 92A0 1 Specie di cui allArticolo 4 della Direttiva 79/409/CEE e elencate nellAllegato II della Direttiva 92/43/ CEE e relativa valutazione del sito in relazione alle stesse Uccelli migratori abituali non elencati dellAllegato 1 della Direttiva 79/409/CEE Botaurus stellaris - A021; Ixobrychus minutus - A022; Nycticorax nycticorax - A023; Ardeola ralloides A024; Egretta garzetta - A026; Ardea purpurea - A029; Aythya nyroca - A060; Milvus migrans - A073; Circus aeruginosus - A081; Pandion haliaetus - A094; Porzana porzana - A119; Philomachus pugnax A151; Gallinago media - A154; Tringa glareola - A166; Chlidonias niger - A197; Alcedo atthis - A229; Acrocephalus melanopogon - A293; Limosa lapponica - A157. Uccelli migratori abituali non elencati nellAllegato I della Direttiva 79/409/CEE Tachybaptus ruficollis - A004; Podiceps cristatus - A005; Phalacrocorax carbo - A017; Ardea cinerea A028; Anser anser - A043; Anas penelope - A050; Anas strepera - A051; Anas crecca - A052; Anas platyrhynchos - A053; Anas acuta - A054; Anas querquedula - A055; Anas clypeata - A056; Aythya ferina A059; Aythya fuligula - A061; Rallus aquaticus - A118; Gallinula chloropus - A123; Fulica atra - A125; Charadrius dubius - A136; Charadrius hiaticula - A137; Vanellus vanellus - A142; Calidris ferruginea A147; Calidris alpina - A149; Gallinago gallinago - A153; Limosa limosa - A156; Tringa erythropus A161; Tringa totanus - A162; Tringa nebularia - A164; Tringa ochropus - A165; Actitis hypoleucos - A168; Larus ridibundus - A179; Larus argentatus - A184; Motacilla flava - A260; Motacilla cinerea - A261; Cisticola juncidis - A289; Acrocephalus schoenobaenus - A295; Acrocephalus scirpaceus - A297; Acrocephalus arundinaceus - A298; Phylloscopus collybita - A315; Emberiza schoeniclus - A381.

ALLEGATI

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Anfibi e rettili elencati nellAllegato II della Direttiva 92/43/CEE Triturus carnifex - 1167; Bombina variegata - 1193. Pesci elencati nellAllegato II della Direttiva 92/43/CEE Rutilus rubilio - 1136. Invertebrati elencati nellAllegato II Direttiva 92/43/CEE Cerambyx cerdo - 1088; Lucanus cervus - 1083. Piante elencate nellAllegato II della Direttiva 92/43/CEE Caldesia parnassifolia - 1832 Altre specie importanti di Flora e Fauna Flora Azolla filiculoides; Dracunculus vulgaris; Elatine alsinastrum; Gnaphalium luteo-album; Hydrocotyle vulgaris; Iris pseudacorus; Lemna trisulca L.; Nymphaea alba; Ranunculus lingua L.; Salvinia natans (L.) All.; Spirodela polyrhiza (L.) Schleid.; Trifolium suffocatum L.; Utricularia minor; Utricularia vulgaris. Fauna Agrypnia varia; Anguilla anguilla; Bombina pachypus; Bufo viridis viridis; Ceraclea fulva; Ceriagrion tenellum; Elaphe longissima; Esox lucius; Ferrissia wautieri; Glyphotaelius pellucidus; Ischnura pumilio; Leuciscus cephalus; Natrix tessellata; Oecetis lacustris; Orthetrum brunneum; Potamon fluviatile; Rana dalmatina; Selysiothemis nigra; Simocephalus serrulatus; Talpa spex; Tinodes antionoi; Triturus vulgaris meridionalis; Unio elongatulus. Caratteristche generali del sito Tipi di habitat Other land (including Towns, Villages, Roads, Waste places, Mines, Industrial sites) Inland water bodies (Standing water, Running water) Bogs, Marshes, Water fringed vegetation, Fens Heath, Scrub, Maquis and Garrigue, Phygrana Dry grassland, Steppes Humid grassland, Mesophile grassland Extensive cereal cultures (including Rotation cultures with regular fallowing) Broad-leaved deciduous woodland Evergreen woodland Artificial forest monoculture (e.g. Plantations of poplar or Exotic trees) Non-forest areas cultivated with woody plants (including Orchards, groves, Vineyards, Dehesas) Copertura totale habitat

% coperta 5 50 30 1 1 4 2 1 3 1 2 100 %

Altre caratteristiche sito Gli habitat segnalati con codice sono attribuiti alla classe Charetea fragilis (3140); alle associazioni di idrofite natanti e sommerse Hydrocharitetum morsus ranae, Lemnetum minoris, Lemnetum gibbae, LemnoSpyrodeletum polyrhizae, Salvinio-Spirodeletum polyrhizae, Riccietum fluitantis, Potamogetonetum lucentis nymphaetosum e Potamogeto-Ceratophylletum demersii (3150); allassociazione dei prati umidi e palustri Holoschoenetum (6420). Inoltre, nel sito sono presenti le associazioni elofitiche Phragmitetum australis, Typhetum angustifoliae, Scirpetum maritimi, Scirpetum lacustris; e quella dei prati umidi Caricetum ripariae. Sulle isole, oltre ai pascoli terofitici a Trifolium cherleri (6220), sono diffuse leccete dellassociazione OrnoQuercetum ilicis e Viburno-Quercetum ilicis (9340). Di particolare interesse ecologico, biologico e naturalistico sono gli aggallati caratterizzati da Carex pseudocyperus ed inquadrati nellassociazione Mentho aquaticaeCaricetum pseudocyperi. Si segnala laccertata estinzione del Rutilus rubilio. 92 ALLEGATI

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Altre specie menzionate Flora: Ranunculus lingua, Hydrocotyle vulgaris, Dracunculus vulgaris (rarissime a livello nazionale); Utricularia vulgaris, Utricularia minor, Azolla filiculoides, Gnaphalium luteo-album, Trifolium soffocatum ed Elatine alsinastrum (rare a livello nazionale); Nymphaea alba, Salvinia natans, Iris pseudacorus, Spirodela polyrhiza e Lemna trisulca (rare o minacciate a livello regionale). Fauna: Ferrissia wautieri (rara), Potamon fluviatile fluviatile (in via di progressiva rarefazione), fra i Tricotteri Agrypnia varia, Ceraclea fulva, Glyphotaelius pellucidus, Oecetis lacustris (specie rare), Leuciscus cephalus (specie autoctona), Triturus vulgaris meridionalis (specie vulnerabile) e la Talpa sp. (importante in Umbria per la fascia di sovrapposizione di areale tra la Talpa romana e la Talpa europaea. SCHEDA Z.P.S. LAGO TRASIMENO Codice: IT5210070 Data compilazione scheda: 06.1995 Data aggiornamento scheda: 05.2003 Data classificazione sito come Z.P.S.: 09.1996 Localizzazione centro: long. 12 5 52 E, lat. 43 8 43 N Superficie: 14607 ha Altezza: min 258 m s.l.m., max 309 m s.l.m. Regione amministrativa: Umbria (IT52) Regione biogeografica: Mediterranea Propriet: pubblica 95%; privata 5%

Tipi di habitat elencati nellAllegato I: Codice % coperta 3150 34 3140 4 9340 3 6420 1 6220 1 5210 1 92A0 1 Specie di cui allArticolo 4 della Direttiva 79/409/CEE e elencate nellAllegato II della Direttiva 92/43/ CEE e relativa valutazione del sito in relazione alle stesse Uccelli migratori abituali non elencati dellAllegato 1 della Direttiva 79/409/CEE Asio flammeus - A222; Luscinia svecica - A272; Platalea leucorodia - A034; Plegadis falcinellus - A032; Circus pygargus - A084; Pernis apivorus - A072; Porzana parva - A120; Chlidonias hybridus - A196; Gavia arctica - A002; Aythya nyroca - A060; Milvus migrans - A073; Pandion haliaetus - A094; Porzana porzana - A119; Alcedo atthis - A229; Egretta garzetta - A026; Circus aeruginosus - A081; Botaurus stellaris - A021; Ixobrychus minutus - A022; Chlidonias niger - A197; Ardea purpurea - A029; Ardeola ralloides A024; Nycticorax nycticorax - A023; Philomachus pugnax - A151; Tringa glareola - A166 ; Acrocephalus melanopogon - A293. Uccelli migratori abituali non elencati nellAllegato 1 della Direttiva 79/409/CEE Gallinula chloropus - A123; Rallus aquaticus - A118; Anas platyrhynchos - A053; Anas penelope - A050; Aythya ferina - A059 ; Fulica atra - A125; Anas crecca - A052; Aythya fuligula - A061; Anas acuta - A054; Anas clypeata - A056; Anas strepera - A051; Anas querquedula - A055; Acrocephalus arundinaceus - A298; Acrocephalus scirpaceus - A297; Acrocephalus schoenobaenus - A295; Emberiza schoeniclus - A381; Larus ridibundus - A179; Phylloscopus collybita - A315; Phalacrocorax carbo sinensis - A391; Ardea cinerea A028; Actitis hypoleucos - A168; Motacilla cinerea - A261; Motacilla flava - A260; Podiceps cristatus ALLEGATI 93

A005; Tachybaptus ruficollis - A004; Cisticola juncidis - A289; Gallinago gallinago - A153; Vanellus vanellus - A142; Limosa limosa - A156; Tringa erythropus - A161; Tringa nebularia - A164; Tringa ochropus A165; Tringa totanus - A162; Anser anser - A043; Calidris alpina - A149; Calidris ferruginea - A147. Anfibi e rettili elencati nellAllegato II della Direttiva 92/43/CEE Triturus carnifex - 1167. Pesci elencati nellAllegato II della Direttiva 92/43/CEE Rutilus rubilio - 1136 Invertebrati elencati nellAllegato II Direttiva 92/43/CEE Cerambyx cerdo - 1088; Lucanus cervus - 1083. Altre specie importanti di Flora e Fauna Flora Azolla filiculoides; Dracunculus vulgaris; Elatine alsinastrum; Gnaphalium luteo-album; Hydrocotyle vulgaris; Iris pseudacorus; Lemna trisulca; Nymphaea alba; Ranunculus lingua; Salvinia natans; Spirodela polyrhiza; Trifolium suffocatum; Utricularia minor; Utricularia vulgaris. Fauna Agrypnia varia; Anguilla anguilla; Bombina pachypus; Bufo viridis viridis; Ceraclea fulva; Ceriagrion tenellum; Elaphe longissima; Esox lucius; Ferrissia wautieri; Glyphotaelius pellucidus; Ischnura pumilio; Leuciscus cephalus; Natrix tessellata; Oecetis lacustris; Orthetrum brunneum; Potamon fluviatile; Rana dalmatina; Selysiothemis nigra; Simocephalus serrulatus; Talpa spex; Tinodes antionoi; Triturus vulgaris meridionalis; Unio elongatulus. Caratteristche generali del sito Tipi di habitat % coperta Other land (including Towns, Villages, Roads, Waste places, Mines, Industrial sites) 5 Inland water bodies (Standing water, Running water) 48 Bogs, Marshes, Water fringed vegetation, Fens 29 Heath, Scrub, Maquis and Garrigue, Phygrana 1 Dry grassland, Steppes 1 Humid grassland, Mesophile grassland 4 Extensive cereal cultures (including Rotation cultures with regular fallowing) 5 Broad-leaved deciduous woodland 1 Evergreen woodland 3 Artificial forest monoculture (e.g. Plantations of poplar or Exotic trees) 1 Non-forest areas cultivated with woody plants (including Orchards, groves, Vineyards, Dehesas) 2 Copertura totale habitat 100% Altre caratteristiche sito Gli habitat segnalati con codice sono attribuiti alla classe Charetea fragilis (3140); alle associazioni di idrofite natanti e sommerse Hydrocharitetum morsus ranae, Lemnetum minoris, Lemnetum gibbae, LemnoSpyrodeletum polyrhizae, Salvinio-Spirodeletum polyrhizae, Riccietum fluitantis, Potamogeton lucentis nymphaetosum e Potamogeto-Ceratophylletum demersii (3150); allassociazione dei prati umidi e palustri Holoschoenetum (6420). Inoltre, nel sito sono presenti le associazioni elofitiche Phragmitetum australis, Typhetum angustifoliae, Scirpetum maritimi, Scirpetum lacustris; e quella dei prati umidi Caricetum ripariae. Sulle isole, oltre ai pascoli terofitici a Trifolium cherleri (6220), sono diffuse leccete dellassociazione OrnoQuercetum ilicis e Viburno-Quercetum ilicis (9340). Di particolare interesse ecologico, biologico e naturalistico sono gli aggallati caratterizzati da Carex pseudocyperus ed inquadrati nellassociazione Mentho aquaticaeCaricetum pseudocyperi. Si segnala laccertata estinzione del Rutilus rubilio.

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ALLEGATI

HABITAT E SPECIE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE ED ALTRI ASPETTI DI RILEVANZA NATURALISTICA AL LAGO TRASIMENO

Altre specie menzionate Flora: Ranunculus lingua, Hydrocotyle vulgaris, Dracunculus vulgaris (rarissime a livello nazionale); Utricularia vulgaris, Utricularia minor, Azolla filiculoides, Gnaphalium luteo-album, Trifolium soffocatum ed Elatine alsinastrum (rare a livello nazionale), Nymphaea alba, Salvinia natans, Iris pseudacorus, Spirodela polyrhiza e Lemna trisulca (rare o minacciate a livello regionale). Fauna: Ferrissia wautieri (rara), Potamon fluviatile fluviatile (in via di progressiva rarefazione), fra i Tricotteri Agrypnia varia, Ceraclea fulva, Glyphotaelius pellucidus, Oecetis lacustris (specie rare), Leuciscus cephalus (specie autoctona), Triturus vulgaris meridionalis (specie vulnerabile) e la Talpa sp. (importante in Umbria per la fascia di sovrapposizione di areale tra la Talpa romana e la Talpa europaea). SCHEDA LAGO TRASIMENO (da: Orsomando E., Ragni B., Segatori R., 2004. Siti Natura 2000 in Umbria. Manuale per la conoscenza e luso. Regione dellUmbria, Universit di Camerino, Universit di Perugia.) Tipologia: pSIC Codice: IT5210018 Provincia: Perugia Comuni: Castiglione del Lago, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno Superficie: 13415 ha Altitudine: 258-309 m s.l.m. Specie vegetali indicate: Azolla filiculoides; Ceratophyllum sp.; Dracunculus vulgaris; Elatine alsinastrum; Gnaphalium luteo-album; Hydrocotyle vulgaris; Iris pseudacorus; Lemna trisulca; Myriophyllum sp.; Najas sp.; Nymphaea alba; Potamogeton sp.; Ranunculus lingua; Salvinia natans; Spirodela polyrhiza; Trifolium suffocatum; Utricularia minor; Utricularia vulgaris. Associazioni e aggruppamenti vegetali indicati: Phragmitetum australis; Typhetum angustifoliae; Scirpetum maritimi; Scirpetum lacustris; Caricetum ripariae; Holoschoenetum; Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi; boschi di Quercus ilex con Quercus cerris; pascoli terofitici a Trifolium cherleri (solo sulle isole). Habitat dellAllegato I della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, indicati per il S.I.C. Lago Trasimeno - cenosi a Chara sp. (3140 - acque oligo-mesotrofiche calcaree con vegetazione bentonica a Chara sp.) - vegetazione idrofitica sommersa e natante del Magnopotamion e dellHydrocharition (3150 - laghi naturali eutrofici con vegetazione delle alleanze Magnopotamion e Hydrocharition - include anche la vegetazione a Lemna spp., Spirodela spp., Utricularia australis) - vegetazione umida del Molinio-Holoschoenion (6420 - praterie umide mediterranee di taglia elevata dellalleanza Molinio-Holoschoenion) - boscaglie igrofile del Salicetalia purpureae (92A0 - gallerie di Salix alba e Populus alba) - *pascoli terofitici del Thero-Brachypodietea (6220 - pseudo-steppe con graminacee ed erbe annuali della classe Thero-Brachypodietea) - arbusteti a prevalenza di Juniperus communis (5130 - formazioni a Juniperus communis su brughiere o praterie calcaree) (n.d.s.: precedentemente indicato nelle schede come 5210) - *boschi caducifogli di Quercus pubescens (91H0 - boschi pannonici con Quercus pubescens) (non indicato nelle schede) - boschi di sclerofille mediterranee dellOrno-Quercetum ilicis e del Viburno-Quercetum ilicis (9340 - foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia) - vegetazione a dominanza di Cyperaceae (Magnocaricion elatae) (I050 - vegetazione delle paludi a dominanza di Cyperaceae (Magnocaricion elatae)) ALLEGATI 95

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