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I BOSCHI DEL PIEMONTE

Conoscenze e indirizzi gestionali

REGIONE PIEMONTE
Assessorato allo sviluppo della montagna e foreste

I BOSCHI DEL PIEMONTE Conoscenze e indirizzi gestionali

a cura di Istituto per le Piante da Legno e lAmbiente S.p.A. Torino

Realizzazione a cura di IPLA S.p.A. Settore Vegetazione e Fauna C.so Casale 476, 10132 Torino (www.ipla.org)

Testi a cura di Andrea Ebone, Paolo Camerano, Franco Gottero, Pier Giorgio Terzuolo con la collaborazione di Annalisa Guaraldo (*), Aldo Canepa (*)

(*) collaboratore IPLA Settore Vegetazione e Fauna

Regione Piemonte 2007 Progetto e coordinamento editoriale a cura di Assessorato allo sviluppo della montagna e foreste, opere pubbliche, difesa del suolo Direzione Economia Montana e Foreste Settore Politiche Forestali Corso Stati Uniti 21 10128 Torino Dirigente del Settore: Franco Licini, funzionari incaricati: Marco Corgnati, Lorenzo Camoriano, Franca De Ferrari, Gabriele Peterlin, con la collaborazione di Nathalie DAndrea Questo libro stato realizzato nellambito dei progetti di interesse regionale, affidati dalla Regione Piemonte allIstituto per le Piante da Legno e lAmbiente (IPLA S.p.A.) I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (comprese microfilm e copie fotostatiche), sono riservati per tutti i Paesi Forma raccomandata per la citazione: GOTTERO F., EBONE A., TERZUOLO P., CAMERANO P., 2007 I boschi del Piemonte, conoscenze e indirizzi gestionali Regione Piemonte, Blu Edizioni, pp. 240

Per richiedere il volume: Regione Piemonte Settore Politiche Forestali Corso Stati Uniti 21 10128 Torino Tel. 011 432 4307 Fax 011 432 5910 tosettore.foreste14-2@regione.piemonte.it Progetto grafico e impaginazione: Maria Beatrice Zampieri Stampa a cura di Blu Edizioni C.so Cairoli, 8 bis 10123 Torino Finito di stampare nel mese di febbraio 2007 presso Stargrafica srl, San Mauro (TO)

Presentazione

I boschi del Piemonte costituisce la naturale sintesi delle indagini che da anni lAssessorato regionale alle politiche per la montagna, le foreste e i beni ambientali svolge nel settore forestale. Attraverso lelaborazione delle carte tematiche forestali e sulla base dei dati dellinventario forestale regionale contenuti nel Sistema Informativo Forestale Regionale,il volume fornisce una serie di informazioni e di sintesi che permettono di mettere in relazione categorie forestali e le relative forme di gestione, le destinazioni ed attitudini degli ambienti forestali e gli indirizzi di intervento gestionale miranti alla valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale; i dati sono presentati a scala regionale, provinciale e per fasce altimetriche. La parte centrale del testo inquadra in modo dettagliato le 21 categorie forestali presenti nel territorio piemontese, attraverso le loro caratteristiche compositive, dendrometriche ed ecologiche, con larticolazione in tipi forestali. Inoltre sono analizzati i dati sulla viabilit silvopastorale, indicando stato di servizio, funzioni e migliorie da realizzare. Infine, con 47 schede sintetiche si descrivono le caratteristiche di ogni Area Forestale omogenea in cui stato suddiviso il territorio regionale ai fini gestionali. Rivolto ad amministratori, professionisti e tecnici del settore, I boschi del Piemonte un documento schematico che fornisce un inquadramento completo dello stato attuale dei boschi regionali. E quindi uno strumento che risponde allattuale esigenza di conoscere meglio la risorsa per attuare la gestione razionale e sostenibile del patrimonio forestale regionale, anche in relazione allavvio del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 e agli strumenti organizzativi ed economici previsti dal disegno di legge forestale recentemente approvato dalla Giunta Regionale.

BRUNA SIBILLE Assessore allo sviluppo della montagna e foreste, opere pubbliche, difesa del suolo

Indice

1.

Fonte dei dati forestali regionali 1.1. Introduzione 1.2. Caratteristiche dei Piani Forestali Territoriali (PFT) Quadro di sintesi Il territorio 3.1. Luso del suolo 3.2. La superficie forestale 3.3. Superfici forestali per fasce altimetriche 3.4. Boschi di neoformazione 3.5. Formazioni lineari Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali 4.1. Protezione del territorio 4.2. Naturalistica 4.3. Produzione e protezione 4.4. Produzione 4.5. Fruizione 4.6. Evoluzione libera 4.7. Le destinazioni per fasce altimetriche Indirizzi gestionali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale 5.1. Interventi selvicolturali 5.2. La gestione dei cedui Ceduazione Conversione a fustaia 5.3. La gestione delle fustaie Tagli intercalari Tagli di rinnovazione 5.4. Interventi straordinari 5.5. Monitoraggio (Evoluzione controllata) 5.6. Evoluzione naturale 5.7. Indirizzi gestionali per fasce altimetriche Aspetti patrimoniali 6.1. Tipi di propriet rilevate 6.2. La propriet nei boschi piemontesi Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali 7.1. Introduzione alla tipologia forestale 7.2. Categorie Forestali del Piemonte Formazioni legnose riparie Robinieti Querco-carpineti

2. 3.

11 12

4.

31

5.

41

6.

51

7.

56

Querceti di roverella Orno-ostrieti Pinete di pino marittimo Querceti di rovere Cerrete Castagneti Pinete di pino silvestre Boscaglie pioniere e dinvasione Alneti planiziali e montani Acero-tiglio-frassineti Faggete Abetine Peccete Larici-cembrete Pinete di pino montano Arbusteti subalpini Arbusteti planiziali e montani Rimboschimenti 8. Accessibilit e sistemi di esbosco 8.1. Sviluppo e caratteristiche della viabilit silvopastorale 8.2. Accessibilit e miglioramento della rete 8.3. Sistemi e distanze di esbosco Prodotti ottenibili dalla gestione forestale 122

9.

134 137 142 239 240

10. Biodiversit forestale 11. Le Aree Forestali del Piemonte 12. Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR) 13. Testi di riferimento

1. Fonte dei dati forestali regionali


1.1. Introduzione
La pianificazione forestale tradizionale (piani economici silvo-pastorali ai sensi R.D.L. n. 3267/23, poi piani di assestamento ai sensi L.R. n. 57/79) fino alla seconda met del secolo scorso era basata su un duplice obiettivo: da un lato la conservazione della risorsa e la protezione del territorio, dallaltro la ricerca della massimizzazione dei prodotti legnosi e non. Dopo decenni di sostanziale non gestione o di pianificazione non attuata, recentemente la politica forestale a livello nazionale e regionale piemontese risulta di pi ampio respiro e mira a valorizzare anche le altre funzioni sociali del bosco quali la conservazione del paesaggio, la tutela degli ecosistemi, la fruizione pubblica, divenute ormai di irrinunciabile importanza accanto al classico binomio produzione e protezione del territorio. Lattuale esigenza di gestire tutti i boschi,pubblici o privati,sottoposti o meno al vincolo idrogeologico, in modo razionale e multifunzionale, secondo sistemi di pianificazione che, sulla base delle potenzialit delle risorse forestali in relazione con le condizioni ambientali, sociali ed economiche del territorio, permettano di impostare una corretta programmazione degli interventi ottenendo gli auspicati benefici. La pianificazione forestale in Piemonte oggi articolata su pi livelli. REGIONALE: PIANO FORESTALE REGIONALE (PFR),documento programmatico pluriennale della Regione, redatto sulla base dei dati contenuti nel Sistema Informativo Forestale, in particolare linventario e le carte tematiche dove vengono individuati gli obiettivi settoriali da perseguire, gli interventi e le risorse necessarie per raggiungerli. AREA FORESTALE: PIANO FORESTALE TERRITORIALE (PFT),documento previsto e gi predisposto a livello di studio per la valorizzazione polifunzionale del patrimonio forestale e pastorale. Riguarda ciascuno dei 47 ambiti omogenei, denominati Aree Forestali (AF), in cui stato suddiviso il territorio regionale. LOCALE : PIANO FORESTALE AZIENDALE (PFA),strumento assimilabile ad un piano dassestamento forestale,particolareggiato e coordinato con il PFT,di cui le singole propriet pi significative, pubbliche, private, consortili, singole o associate, possono dotarsi per assicurare maggior dettaglio conoscitivo e continuit gestionale del proprio patrimonio. Il PFA affidato dalla propriet a tecnici forestali i quali, seguendo gli indirizzi metodologici predisposti dagli uffici forestali regionali,inquadrano lelaborato nellambito di destinazioni,obiettivi e prescrizioni contenute nel PFT. Anche i Piani Forestali di Aree Protette e di Siti della Rete Natura-2000 sono assimilabili a particolari PFA.

Fonte dei dati forestali regionali Figura 1 I livelli di pianificazione e gestione forestale in Piemonte.

1.2. Caratteristiche dei Piani Forestali Territoriali (PFT)


La redazione dei Piani Forestali Territoriali, promossa dallAssessorato regionale allo sviluppo della montagna e foreste con il coinvolgimento degli Enti Locali, finanziata con fondi Europei, stata attuata tramite lIstituto per le Piante da Legno e lAmbiente IPLA S.p.A., Societ controllata della Regione Piemonte con funzione di Ente Strumentale. LIPLA ne ha dapprima sperimentato la metodologia, mettendo a punto le Norme Tecniche di pianificazione forestale e pastorale, quindi nella fase operativa ha svolto funzione di Ufficio di pianificazione forestale, assumendo i compiti di selezione dei gruppi di tecnici forestali, per rilievi e stesura dei singoli PFT, assistenza tecnica, verifiche in corso dopera e collaudo finale, inserimento dei dati nel Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR), appositamente progettato e predisposto. La base territoriale di pianificazione dei PFT lArea Forestale, ambito sovracomunale e subprovinciale omogeneo dal punto di vista territoriale e forestale, con suddivisione estesa allintera superficie della Regione a prescindere dai soggetti proprietari e dalle fasce altimetriche. Il PFT lo strumento di conoscenza e valorizzazione del territorio che, oltre ai boschi, prende in considerazione anche le praterie e le aree naturali non forestali, con gradi e tipi di approfondimenti variabili a seconda delle realt locali e della loro rilevanza in senso multifunzionale. I contenuti del PFT sono sintetizzati nello schema che segue: La base informativa quanti-qualitativa sul patrimonio forestale costituita dallinventario forestale, realizzato in ciascuna Area Forestale con protocollo standardizzato, comprendente informazioni di inquadramento stazionale, vegetazionale, dendrometrico, fitosanitario ecc., (secondo le specifiche delle Norme Tecniche di pianificazione), e inserito nel Sistema Informativo Forestale Regionale. I rilievi so-

Fonte dei dati forestali regionali

Figura 2 Contenuti dei Piani Forestali Territoriali.

no realizzati con aree di saggio temporanee a densit fissata su basi statistiche, e interessano lintera superficie forestale del Piemonte. Il reticolo inventariale utilizzato a maglia quadrata di 500 m di lato, con una densit pari a un punto di campionamento ogni 25 ha. In funzione di fattori legati a Tipo Forestale, destinazione prevalente, tipo di propriet, valore del soprassuolo, produttivit e accessibilit, la densit di campionamento stata talora modificata, da un minimo di unarea di saggio ogni 100 ha a un massimo di una ogni 5 ha di superficie boscata. In totale sono state rilevate 14.164 aree di saggio. Le conoscenze stazionali e quelle delle cenosi vegetali sono state approfondite al continuo su base cartografica mediante lindividuazione delle Categorie e Tipi Forestali con i relativi assetti evolutivo-colturali:questi costituiscono gli elementi della carta forestale e il fondamento della valutazione delle potenzialit per definire le scelte gestionali di destinazioni, interventi e relative priorit. Oltre alle superfici forestali e pastorali sono state rilevate le altre coperture del territorio e le formazioni lineari, creando una carta di Land cover regionale a scala di dettaglio (Carta Forestale e delle altre Coperture del Territorio). Lindirizzo gestionale volto a valorizzare le risorse forestali, pascolive e naturali tenendo conto delle funzioni svolte e attualmente richieste a tali aree e dei vincoli territoriali e ambientali esistenti (idrogeologico, paesaggistico-ambientale, aree protette, Siti di Importanza Comunitaria, fasce fluviali ecc.) nonch della potenzialit di produzione diretta,oggetto della pianificazione forestale tradizionale.Ne segue una compartimentazione per destinazioni funzionali anchesse riportate su carta tematica allegata a ciascun PFT (Carta delle Destinazione Funzionali Prevalenti), sulla cui base si definiscono gli obiettivi selvicolturali e quindi gli indirizzi dintervento, anchessi cartografati, nella loro distribuzione spazio-temporale (Carta degli Interventi Gestionali e della Viabilit). Le norme dintervento del PFT vengono delineate a livello di categoria e, ove op-

Fonte dei dati forestali regionali

portuno, di Tipo forestale, con specificazioni secondo le destinazioni e le propriet; il PFT fornisce anche un quadro di norme gestionali generali, a integrazione locale delle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale. Il periodo di riferimento degli indirizzi gestionali di 15 anni, con priorit articolate in quinquenni. Nellambito dei PFT stata inoltre svolta unindagine patrimoniale per lanalisi della consistenza delle propriet forestali e pascolive dei diversi Enti pubblici e delle principali propriet private,georeferenziate sulla base della Carta Tecnica Regionale (Carta delle Compartimentazioni). Lindagine sul patrimonio pastorale costituisce parte integrante dei PFT, volta ad acquisire adeguate conoscenze sulla consistenza delle praterie e delle strutture dalpe, che permettano di programmare e impostare una corretta gestione dei comprensori di pascolo. Parallelamente alle attivit sopraesposte stata realizzata unindagine mirata a individuare, descrivere e classificare la viabilit di interesse forestale e pastorale. Il censimento ha due obiettivi: integrare la CTR e ottenere una banca dati che permetta di conoscere le funzioni e le caratteristiche di ogni tracciato che abbia sviluppo superiore ai 300 m. I dati raccolti vengono utilizzati per redigere una carta tematica che individua ciascun tracciato schedato e, mettendo in relazione i dati della pianificazione forestale, evidenzia le zone effettivamente servite per lesbosco (indice QS). Si inoltre effettuata la classificazione del territorio in Unit di Terre e il rilievo dei dissesti con lindividuazione delle situazioni di vulnerabilit presenti e la verifica dellassetto delle fasce di corsi dacqua in ambito forestale, prescindendo tuttavia dai fenomeni pi rilevanti gi noti e classificati, che esulano dalle competenze dei tecnici forestali. Dallunione dei dati puntuali e cartografici rilevati in ciascuna Area Forestale con gli studi per i PFT inseriti nel Sistema informativo regionale si sono ottenuti linventario e le carte tematiche forestali regionali, aggiornate convenzionalmente allanno medio 2000, cui sono riferiti i dati riportati nel presente rapporto. Lopera di redazione degli studi per i PFT ha avuto inizio nel 1996 con la sperimentazione della metodologia su tre Aree Forestali (Val Varaita, Val Vigezzo e Collina torinese); successivamente, a partire dal 1999 al 2004, stata portata a termine su tutto il territorio regionale. Questo strumento di pianificazione stato cofinanziato tramite fondi strutturali dellUnione Europea (INTERREG II Italia-Francia per le Aree montane delle province di Cuneo e Torino, Reg. 2081/98 Ob. 5b per le Aree montane delle province di Alessandria, Asti, Vercelli e parte di Verbania e dal Piano di Sviluppo Rurale 20002006 per le restanti zone di montagna, collina e pianura). Linvestimento complessivo per la redazione dei PFT stato di circa 9.000.000 di euro, che si traducono in circa 2,6 euro/ha di superficie territoriale o 7,2 euro/ha di superficie forestale. Informazioni metodologiche di maggiore dettaglio sono reperibili su:Regione Piemonte, IPLA S.p.A, 2004 La pianificazione forestale in Piemonte Norme Tecniche per i Piani Forestali Territoriali Indirizzi Metodologici per i Piani Forestali Aziendali, CD Rom in distribuzione gratuita presso la Direzione Economia Montana e Foreste della Regione Piemonte.

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2. Quadro di sintesi

Superfici Superficie territoriale regionale Superficie forestale boschi

Ettari 2.538.297 874.660 48.206 922.866 262.398 612.262 Ettari 541.756 208.903 42.183 81.818

% 100 34 2 36 30 7 % 62 24 5 9 Superficie gestione attiva 89% 56% 66% 86% 34% 31% 61% 1% 61% 42% 62% Superficie destinazioni produttive 84% 67% 58% 82% 50% 33% 45% 4% 52% 24% 62% Ripresa potenziale [m3/anno] 1.230.900 337.200 288.600 403.000 91.500 79.800 76.900 80.600 34.600 2.623.100
Protettivoproduttiva 46%

arboricoltura da legno totale Superficie boscata pubblica Superficie boscata privata Assetti colturali dei boschi Cedui semplici e composti Fustaie Boschi di neoformazione Boschi senza gestione

Macrocategorie forestali Castagneti Faggete Querceti e Ostrieti Robinieti Boschi di neoformazione Lariceti Pinete Arbusteti Abetine e Peccete Formazioni igrofile Totale Fasce altimetriche Montagna Collina Pianura Totale

Superficie [ha] 204.368 135.770 133.244 108.136 100.779 79.536 36.789 34.317 24.046 17.675 874.660 Superfici [ha] 627.259 157.025 90.376 874.660

Provvigione [m3/ha] 220 204 133 111 124 184 207 36 317 166 175

Incremento corrente [m3/ha/anno] 8,3 5,6 5,7 8,1 5,5 2,7 5,8 1,1 5,6 7,7 5,8

Indice boschi serviti per lesbosco 44% 89% 88% 46%

Produttiva 16%

Protettiva 15% Naturalistica 15% Fruizione 1% Evoluzione libera 7%

Figura 3 Ripartizione delle destinazioni dei boschi a livello regionale.

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3. Il territorio
3.1. Luso del suolo
Elaborando i dati dalla Carta forestale e delle altre coperture del territorio, acquisiti in un sistema informativo geografico (GIS), sono state quantificate le superfici dei diversi tipi di occupazione del suolo dellintero territorio regionale; la Figura 4 mostra una sintesi delle informazioni relative alle categorie pi significative oggetto di rilievo. Si evidenzia che la superficie forestale occupa pi di 1/3 del territorio regionale, con un indice di boscosit medio pari al 36% (34% boschi e 2% arboricoltura da legno).Tra gli altri tipi di occupazione del suolo una notevole estensione raggiungono le aree agricole (37%), e quelle di interesse pastorale (prateria e prato-pascoli montani).
Tabella 1 superfici delle categorie di copertura del territorio.

Ambito

Categoria Prato-pascoli Praterie Praterie non utilizzate

Superficie [ha] 68.250 111.429 11.104 90.542 34.692 24.153 340.170

Aree a valenza pastorale Praterie rupicole Cespuglieti Cespuglieti pascolabili Totale Prati stabili di pianura Seminativi Aree agricole Frutteti e vigneti Coltivi abbandonati Totale Impianti per arboricoltura da legno Aree urbanizzate, infrastrutture Aree urbanizzate Aree verdi urbane Aree estrattive Totale Rocce, macereti e ghiacciai Acque Greti Acque, greti e zone umide Canneti, zone umide, torbiere Praterie aride di greto Totale Boschi Totale 350 545 34.684 874.660 2.538.297 107.608 11.336 906.926 48.206 139.780 12.597 3.531 155.908 177.743 24.747 9.042

63.676 724.306

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Il territorio Figura 4 Ripartizione della superficie delle principali categorie di coperture del territorio.

Aree a valenza pastorale 13%

Aree agricole 37%

Rocce, macereti e ghiacciai 7%

Acqua, greti e zone umide 1% Arboricoltura da legno 2%

Boschi 34%

Aree urbanizzate 6%

3.2. La superficie forestale


Dal rilievo cartografico della superficie forestale effettuata tramite fotointerpretazione e con sistematici sopralluoghi di controllo in campo lestensione complessiva dei boschi regionali risulta pari a 874.660 ha, di cui circa il 60% costituito da quattro categorie tra le 21 individuate: Castagneti (23%), Faggete (16%), Robinieti (12%), Larici-cembrete (9%).
Superficie [ha] 15.221 40.846 5.200 2.546 59.933 204.368 3.967 Faggete Larici-cembrete Ostrieti Arbusteti subalpini Peccete Pinete di pino marittimo Pinete di pino uncinato Superficie [ha] 135.770 79.536 12.897 31.770 8.825 806 2.669 Superficie [ha] 14.326 35.039 42.763 38.578 108.136 18.989 12.475

Categoria Abetine Acero-tiglio-frassineti Alneti planiziali e montani Arbusteti planiziali, collinari, montani Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Cerrete

Categoria

Categoria Pinete di pino silvestre Querco-carpineti Querceti di roverella Querceti di rovere Robinieti Rimboschimenti Formazioni legnose riparie

Larici-cembrete 9,1% Faggete 15,5% Cerrete 0,5% Castagneti 23,4% Boscaglie pioniere di invasione 6,9% Arbusteti planiziali, collinari, montani Alneti planiziali 0,3% e montani 0,6%

Arbusteti subalpini 3,6% Peccete Ostrieti 1,0% 1,5%

Tabella 2 Superfici delle categorie forestali.


Pinete di pino marittimo Pinete di pino uncinato 0,1% 0,3% Pinete di pino silvestre 1,6% Querco-carpineti 4,0% Querceti di roverella 4,9% Querceti di rovere 4,4% Robinieti 12,4%

Acero-tiglio- Abetine frassineti 1,7% 4,7%

Formazioni legnose riparie 1,4%

Rimboschimenti 2,2%

Figura 5 Ripartizione della superficie forestale in categorie.

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Il territorio

Figura 6 Carta delle categorie forestali.

14

Il territorio

Figura 7 Ripartizione delle principali categorie per Aree Forestali.

15

Il territorio

Verbano-Cusio Ossola

Biella

Novara

Torino Vercelli

Alessandria Asti Cuneo

Figura 8 Ripartizione delle principali categorie forestali per province.

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Il territorio

Provincia Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino VerbanoCusio Ossola Vercelli Regione

Castagneti [ha] 19.860 3.378 18.540 76.567 9.223 41.840 24.953 10.007 204.368

Faggete [ha] 4.524 0 4.933 49.098 266 28.530 32.706 15.713 135.770

Robinieti [ha] 21.799 26.947 5.561 18.384 10.242 18.095 719 6.389 108.136

Lariceti [ha] 0 0 5 20.102 0 40.799 16.228 2.402 79.536

Altre categorie [ha] 59.955 12.522 17.776 78.135 14.497 90.900 50.192 22.873 346.850

Totale [ha] 106.138 42.847 46.815 242.286 34.228 220.164 124.798 57.384 874.660

Tabella 3 Superfici delle principali categorie forestali per province.

Ceduo semplice 42% Ceduo a sterzo 0,5% Ceduo in conversione 1% Ceduo composto 19% Boschi senza gestione 9% Fustaia 22% Bosco di neoformazione 5%

Figura 9 Ripartizione degli assetti strutturali dei boschi a livello regionale.

Rimboschimenti 2%

17

Il territorio

Tabella 4 Superfici degli assetti strutturali per categoria forestale.

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% Ceduo a sterzo [ha] % % % % % Ceduo composto [ha] Fustaia [ha] Rimboschimento [ha] Bosco di neoformazione [ha] Bosco senza gestione per condizionamenti stazionali [ha] % Totale [ha]

Ceduo in conversione [ha]

Ceduo semplice con o senza matricine [ha]

Formazioni legnose riparie 71 4 1 48 17 6 87 25 1.323 12.989 3 159 1.067 4.266 0 77 61 6 162.791 2 1 0 2 0 19 14.708 7.871 71.616 1.410 55 1 534 190.482 25 15.885 39 10 97 89 90 53 0 0 3 22 14 364 8 147 186 19.803 212 4.397 293 7 788 7 7.399 1.332 5 42.173 9 4.257 493 3 42.007 31 12.857 31 1.600 31 0 2.901 5 14.756 1.274 9 12.478 9.893 20 11.308 663 17 684 12.470 32 2.972 8 406 50 386 358 3 104 349 3 2 1 0 0 1 33 4 11 0 0 1 0 23 52 0 5 4.047 9 1.591 4 1.507 4 20.685 35 238 77 89 49 62 73 4 29 10 47 0 0 0 42 59 12.202 1 5 19.872 18 5.711 4.292 4 1.508

2.463 20 1.895 15 16 741 6

1.982

18.439 18.439

97 2

5.394 1.906 279 2.469 595 3.708 164 1.121 388 20.174 460 3.435 8.248 20 788 6.065 1.252 24.204 1.151 81.821

43 2 1 6 5 10 4 1 3 34 9 8 6 0 9 8 47 76 45 9

12.475 108.136 35.039 42.763 12.897 806 38.578 3.967 204.369 14.326 59.933 5.200 40.846 135.770 15.221 8.825 79.536 2.669 31.770 2.546 18.989 874.660

Robinieti

39

76.316

Querco-carpineti

127

Querceti di roverella 2.443 2.249 1.518 4.158 35 1 5

77

33.072

Ostrieti

36

11.455

Pinete di pino marittimo

Querceti di rovere

247

18.817

Cerrete

Castagneti

3.578

148.322

Pinete dipPino silvestre

Boscaglie pioniere di invasione

41

Alneti planiziali e montani

87

Acero-tiglio-frassineti

114

Faggete

3.811

64.165

Abetine

Peccete

Larici-cembrete

Pinete di pino uncinato

Arbusteti subalpini

Arbusteti planiziali, collinari, montani

Rimboschimenti

Totale

8.162

366.527

Il territorio

A livello di singole specie la Figura 10 mostra che la pi diffusa, sia in termini numerici sia di volume legnoso, risulta il castagno; seguono il faggio, la robinia e il larice, specie che costituiscono le quattro categorie forestali pi diffuse gi citate. Il larice tuttavia, sebbene risulti in numero di individui/ha inferiore rispetto alla robinia, possiede valori di volume e area basimetrica superiori. Fra le altre specie, escludendo quelle il cui apporto in termini di area basimetrica inferiore all1% del totale, risultano significative fra le latifoglie le diverse specie quercine, le latifoglie mesofile (frassino, ciliegio, aceri di monte e riccio) e fra le conifere il pino silvestre,labete bianco e labete rosso.In termini numerici circa il 90% degli alberi del Piemonte costituito da latifoglie mentre solo il restante 10% da attribuire alle conifere; queste tuttavia vedono la loro incidenza raddoppiata (20% circa) in termini di volume.

40% Alberi Volume Area basimetrica 30%

20%

10%

0%
ia rn Fa lla re ve Ro lla tu Be io cc a , ri ni bi no ta Ro on m o o er tic Ac lva se e o gi or gi lie Ci ag m o sin as Fr La re ve Ro e et Ab e et Ab io gg Fa no ag st Ca no Pi tre Al e ric lie og tif la re st ve sil

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Figura 10 Composizione specifica dei boschi piemontesi in % di alberi/ha, volume/ha e area basimetrica/ha.

e re fe ni co

Sintesi caratteristiche dendrometriche (dati per ettaro) N alberi polloni da seme, affrancate Ceppaie (n) Area basimetrica (m2) Diametro medio (cm) Ripartizione diametrica 20 cm (n) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) Volume (m3) Incremento corrente (m3) 928 54% 46% 243 24 18 278 (29,9 %) 31 (3,3 %) 175 5,8
Tabella 5 Sintesi delle caratteristiche dendrometriche medie a ettaro.

19

Il territorio

A livello di superfici, le categorie forestali a prevalenza di latifoglie coprono circa 706.158 ha (81%), quelle costituite da conifere 115.513 ha (13%) mentre le formazioni miste di conifere e latifoglie, in cui ciascuno dei due gruppi di specie ammonta a almeno 1/4 della copertura, sono pari ai restanti 52.989 ha (6%). Dallanalisi dei dati inventariali emerge che i boschi piemontesi in generale presentano un elevato numero di soggetti/ha, dovuto al tipo di assetto prevalente che risulta, per oltre il 40% della superficie, a ceduo pi o meno invecchiato. I polloni, con oltre il 50% dei soggetti, risultano prevalenti rispetto agli individui da seme o affrancati, anche se il loro apporto in volume pari a solo poco pi del 30%.

Provincia Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino Verbano-Cusio Ossola Vercelli
Tabella 6 Ripartizione dellindice di boscosit per province.

Superficie territoriale Superficie forestale [ha] [ha] 355.622 150.928 93.780 689.090 134.061 682.780 225.540 206.498 2.538.297 106.138 42.847 46.815 242.286 34.228 220.164 124.798 57.384 874.660

Indice di boscosit 30% 28% 50% 35% 26% 32% 55% 28% 34%

Regione

Statisticamente in Piemonte vegetano oltre 812.000.000 di alberi (con diametro superiore ai 7,5 cm) con volume medio unitario pari a circa 0,2 m3. Il diametro medio,inferiore ai 20 cm,e la ripartizione diametrica,con meno del 30% dei soggetti nelle classi superiori o pari ai 20 cm (che peraltro formano circa l80% del volume totale) e solo poco pi del 3% nella classe superiore ai 35 cm, completano il quadro dellassetto prevalente dei boschi. A spostare verso il basso la seriazione diametrica sono i soggetti appartenenti alla classe dei 10 cm che costituiscono quasi il 50% del totale degli individui, contribuendo tuttavia a meno del 10% in termini di volume. A fronte dei dati medi di sintesi sopra enunciati, la situazione delle singole categorie forestali e delle diverse fasce altimetriche e Aree Forestali assai articolata.

20

Il territorio

Figura 11 Indici di boscosit per Aree Forestali.

21

Il territorio

Verbano-Cusio Ossola

Biella

Novara

Torino Vercelli

Alessandria Asti Cuneo

Figura 12 Indici di boscosit per province.

22

Il territorio

3.3. Superfici forestali per fasce altimetriche


Operando una suddivisione fisiografica del territorio, derivata dalla carta delle Unit di Terre, ovvero rappresentazione grafica di porzioni di territorio omogenee per caratteristiche geolitologiche, morfologiche e di uso del suolo, oggetto di rilevamento nellambito degli stessi piani forestali, stato possibile ottenere una ripartizione della superficie forestale regionale fra i diversi ambiti: montano, collinare e planiziale. Si precisa che tale ripartizione pu parzialmente differire da quella basata sui limiti amministrativi comunali, in quanto questultima prende in considerazione la quota media dei fogli di mappa catastale, senza far riferimento alleffettiva morfologia del territorio. La superficie forestale montana del Piemonte risulta pari a 627.259 ha, equivalente a circa il 72% della superficie forestale regionale; lindice di boscosit (rapporto tra superficie forestale e territoriale) del 54%. In ambito montano, accanto ai boschi, le categorie duso del suolo pi diffuse risultano le aree a valenza pastorale, comprensive dei cespuglieti e delle praterie, e quelle di alta quota quasi prive di vegetazione, riconducibili a rocce, macereti e ghiacciai. La superficie forestale collinare risulta pari a 157.025 ha, equivalente a circa il 18% della superficie forestale regionale; lindice di boscosit in ambito collinare del 41%, anchesso superiore seppur di poco alla media regionale. Accanto ai boschi le categorie duso del suolo pi estese risultano le aree agricole, comprensive dei seminativi e dei frutteti e vigneti, e quelle a valenza pastorale. In pianura la superficie forestale risulta pari a 90.376 ha, equivalente a circa il 10% della superficie forestale regionale; lindice di boscosit in questo ambito scende al 13%, decisamente sotto la media regionale. Le categorie duso del suolo pi estese in pianura sono le aree agricole e quelle urbanizzate,comprensive delle aree edificate, aree verdi di pertinenza e aree estrattive.

Aree urbanizzate 2%

Boschi 54%

Arboricoltura da legno 0,04%

Rocce, macereti e ghiacciai 15%

Acqua, greti e zone umide 1% Aree agricole 2% Aree a valenza pastorale 26%

Figura 13 Ripartizione delle principali coperture del territorio montano.

23

Il territorio Figura 14 Ripartizione delle principali coperture del territorio collinare.

Aree agricole 49%

Rocce, macereti e ghiacciai 0,3%

Aree urbanizzate 4% Aree a valenza pastorale 6% Acqua, greti e zone umide 0,2%

Boschi 38% Arboricoltura da legno 3%

Figura 15 Ripartizione delle principali coperture del territorio di pianura.

Aree agricole 71%

Aree a valenza pastorale 2% Acqua, greti e zone umide 2% Rocce, macereti e ghiacciai 0,01%

Arboricoltura da legno 4%

Boschi 9%

Aree urbanizzate 12%

Ambito Aree a valenza pastorale Acqua, greti e zone umide Arboricoltura da legno Boschi Aree urbanizzate Rocce, macereti e ghiacciai Aree agricole
Tabella 7 Categorie di coperture del territorio per fascia altimetrica.

Montagna [ha] 298.693 12.217 499 627.259 23.693 176.534 22.708 1.161.603

Collina [ha] 26.207 662 10.537 157.025 17.501 1.070 200.099 413.101

Pianura [ha]) 15.271 21.805 37.170 90.376 114.713 139 684.119 963.593

Totale

24

Il territorio Figura 16 Suddivisione delle categorie forestali in montagna.

Figura 17 Suddivisione delle categorie forestali in collina.

Figura 18 Suddivisione delle categorie forestali in pianura.

i ar ip ti r pe op pi ti ie et men lic i Sa sch bo m i e Ri er et ni ov la ir bi l Ro ti d ere v ce er i ro Qu ti d ti ne e ce er rpi str Qu -ca silve o n co er ino nta Qu di p mo o e et ino rittim a Pin i p m ed o et in Pin i p o ed in et lp Pin oa ete ntan cc Pe di o ti ne ti Al strie -o no Or ti e ric La e et gg ne Fa e sio t va rre i i in Ce et e d gn ier sta ion Ca lie p ni ta ag on sc Bo ti ,m ste ziali ti e i bu Ar plan ssin ti fra one Al tigli oer Ac ne eti Ab

i ar rip ti pe op pi ie ti et en lic m Sa hi sc bo m Ri i re et ni ve bi ro Ro di lla ti re ce ve er ro Qu i di t ti ce ne er re pi st ar Qu ve -c sil co o er no ttim pi i Qu ar di m te no ne pi Pi di te ti ne Pi rie st -o no Or e et gg ne Fa sio te va in rre i di t Ce re ne ie ag on st pi Ca lie ag ni sc ta Bo on i et i, m st al i bu izi et Ar an pl sin ti as ne io fr Al l tig o er Ac
40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

i ar rip ti pe op pi ie ti et en lic m Sa hi sc bo m Ri i re et ni ve bi ro Ro di lla ti re ce ove er r Qu i di t ti ce ne re er pi st ar Qu ve -c sil co o er no ttim pi i Qu ar di m te no ne pi Pi di te ti ne Pi rie st -o no Or e et gg ne Fa sio te va in rre i di t Ce e ne er ag o n i st pi Ca lie ag ni sc ta Bo on i et i, m st al i bu izi et Ar an pl sin ti as ne io fr Al l tig o er Ac

5%

45%

40%

35%

30%

25%

20%

15%

30%

25%

20%

15%

10%

10%

5%

0%

0%

25

Il territorio Tabella 8 Suddivisione per ambito territoriale delle categorie forestali.

Categoria Abetine Acero-tiglio-frassineti Alneti planiziali e montani Arbusteti planiziali, collinari, montani Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Cerrete Faggete Larici-cembrete Ostrieti Arbusteti subalpini Peccete Pinete di pino marittimo Pinete di pino uncinato Pinete di pino silvestre Querco-carpineti Querceti di roverella Querceti di rovere Robinieti Rimboschimenti Formazioni legnose riparie Totale

Montagna [ha] 15.221 37.972 2.837 1.320 50.094 166.779 1.774 135.390 79.534 7.041 31.770 8.825 403 2.669 12.465 4.472 10.838 29.253 11.088 16.452 1.063 627.259

Collina [ha] 0 23 254 1.137 6.918 29.991 1.912 358 0 5.804 0 0 398 0 1.038 11.153 31.086 6.610 57.254 1.519 1.570 157.025

Pianura [ha] 0 2.851 2.109 89 2.921 7.599 281 22 2 52 0 0 5 0 823 19.414 839 2.715 39.794 1.018 9.842 90.376

In montagna la forma di governo prevalente, su oltre 1/3 della superficie, risulta il ceduo semplice (generalmente con matricine) a cui seguono per diffusione la fustaia e il ceduo composto. Fra le categorie forestali con assetto a ceduo prevalgono Castagneti (52%), Faggete(28%) e Querceti di rovere (7%). Fra le categorie con assetto a fustaia prevalgono viceversa: Larici-cembrete (43%), Acero-tiglio-frassineti (9%), Abetine (9%), Boscaglie pioniere e dinvasione (8%), Faggete(8%) e Pinete di pino silvestre (7%). Fra i cedui composti le categorie forestali maggiormente rappresentate sono: Faggete(38%), Castagneti (32%), Acero-tiglio-frassineti (11%) e Querceti di rovere (8%). Poco pi del 10% della superficie costituita da boschi senza gestione, assetto attribuito ai popolamenti di origine naturale, situati in stazioni di scarsa accessibilit (limiti superiori della vegetazione forestale, zone impervie, rupestri, a suolo superficiale, colatoi di valanga, stazioni riparie) e senza possibilit di interventi selvicolturali, la cui composizione per categorie forestali risulta la seguente: Alneti di ontano verde (34%), Boscaglie pioniere e dinvasione (27%), Faggete(12%) e Larici-cembrete (9%).

26

Il territorio

Con riferimento al regime patrimoniale in ambito montano la propriet pubblica costituisce circa 1/3 della superficie forestale.
Figura 19 Ripartizione degli assetti dei boschi montani.

Ceduo semplice 36% Ceduo in conversione 1%

Ceduo a sterzo 1% Ceduo composto 17%

Boschi senza gestione 11% Rimboschimenti 3% Bosco di neoformazione 5% Fustaia 26%

Analogamente allambito montano in collina la forma di governo prevalente, qui su quasi i 2/3 della superficie, il ceduo semplice a cui seguono il ceduo composto, la fustaia e i boschi di neoformazione. Fra le categorie forestali con assetto a ceduo prevalgono Robinieti (40%), Castagneti (25%) e Querceti di roverella (24%). Fra i cedui composti le categorie forestali maggiormente rappresentate sono ancora i Robinieti (36%), e a seguire Querco-carpineti (28%) e Querceti di roverella (10%). Le fustaie sono viceversa rappresentate per circa il 25% da Querco-carpineti, per il 21% da Robineti e per 11% da Querceti di roverella. I boschi di neoformazione sono formati per oltre il 42% da Boscaglie pioniere e dinvasione, per il resto da Robinieti e Arbusteti. Per quanto concerne il regime patrimoniale in collina la quota di superficie forestale ascrivibile a propriet pubbliche scende al 4%.
Figura 20 Ripartizione degli assetti dei boschi collinari.
Ceduo in conversione 1%

Rimboschimenti Boschi senza gestione 1% Bosco di neoformazione 3% 6% Fustaia 6%

Ceduo composto 18% Ceduo semplice 65%

27

Il territorio

Anche in ambito planiziale prevale il governo a ceduo, in quota percentuale intermedia tra montagna e collina; in pianura la percentuale di boschi con assetto a ceduo composto superiore alle altre fasce e la quota a fustaia tripla rispetto alla collina. Fra i cedui semplici prevalgono i Robinieti (74%) mentre fra i cedui composti e le fustaie le maggiori estensioni sono raggiunte dai Querco-carpineti (rispettivamente con il 43 e il 47%). interessante notare che in pianura i boschi senza gestione risultano pi numerosi sia in percentuale sia in termini assoluti rispetto alla collina; su tale assetto incidono soprattutto le Formazioni legnose riparie (75%) delle aree golenali. In pianura la quota di superficie forestale di propriet pubblica sale rispetto alla collina, portandosi all11% in relazione alla diffusione delle aree di demanio fluviale.
Figura 21 Ripartizione degli assetti dei boschi planiziali.

Ceduo 42% Ceduo in conversione 0,2%

Ceduo a sterzo 0,1%

Boschi senza gestione 7% Rimboschimenti 1% Bosco di neoformazione 4% Fustaia 18%

Ceduo composto 28%

Tabella 9 Suddivisione degli assetti dei boschi suddivisi per ambiti territoriali.

Assetti colturali Ceduo in conversione Ceduo semplice Ceduo a sterzo Ceduo composto Fustaia Bosco di neoformazione Rimboschimenti Boschi senza gestione Totale

Montagna [ha] 7.008 226.270 4.263 109.708 164.761 28.703 15.902 70.644 627.259

Collina [ha] 931 102.879 3 27.695 9.245 9.811 1.519 4.942 157.025

Pianura [ha] 223 37.373 25.367 16.498 3.659 1.018 6.238 90.376

28

Il territorio

3.4. Boschi di neoformazione


Si tratta di soprassuoli forestali di recente costituzione (ultimi 20 anni) che hanno ricolonizzato spontaneamente pascoli e prati, ex-coltivi o colture legnose specializzate abbandonati. In Piemonte i boschi originatisi per reinvasione spontanea di zone abbandonate dallagricoltura o dalla pastorizia, soprattutto in collina e montagna, sono una realt diffusa e ancora in aumento. La percentuale stimata di tali boschi rispetto alla superficie complessiva risulta attualmente il 15%.
Figura 22 Ripartizione delle categorie comprendenti Tipi forestali riconducibili a formazioni dinvasione.

Orno-ostrieti 0,3% Boscaglie pioniere e d'invasione 28%

Alneti di ontano verde 16%

Pinete di pino 0,4% Querceti di roverella 1%

Arbusteti 2%

Alneti planiziali e montani 1%

Acero-tigliofrassineti 22%

Robinieti 30%

Come si osserva dalla Figura 23 tra le categorie in cui maggiore lestensione di Tipi forestali con carattere dinvasione,spiccano i Robinieti,le Boscaglie pioniere e dinvasione, gli Acero-tiglio-frassineti e gli Alneti di ontano verde. Circa il 76% della superficie risulta di propriet privata mentre la restante parte riconducibile a vario titolo a propriet pubbliche. Circa il 46% di tali boschi hanno potenziale funzione di produzione,associata o meno alla protezione,e su tale quota si prevede di intervenire nel prossimo quindicennio in particolare con ceduazioni, tagli di miglioramento e tagli di rinnovazione in fustaia. Solo 1/4 di tali popolamenti non sono considerati suscettibili di gestione attiva, nemmeno a lungo termine (arbusteti).

ProduttivoProduttiva 21% protettiva 35%

Naturalistica 13%

Turistico-ricreativa 1%

Protettiva Evoluzione libera 16% 14%

Figura 23 Ripartizione delle destinazioni nelle formazioni dinvasione.

29

Il territorio Figura 24 Ripartizione degli interventi previsti nelle formazioni dinvasione.

Monitoraggio 32%

Evoluzione naturale 24% Tagli di rinnovazione in fustaia 3%

Ceduazione 25%

Gestione ceduo composto 2%

Tagli di miglioramento 14%

3.5. Le formazioni lineari


Nellanalizzare le aree di pianura, con patrimonio forestale limitato e fortemente subordinato alluso agricolo del territorio, sono state rilevate anche le formazioni lineari,definite come formazioni arboree o arbustive che presentano uno sviluppo in larghezza della proiezione delle chiome inferiore a 20 metri, con uno sviluppo longitudinale di almeno 150 metri e una distanza tra le chiome non superiore a 20 metri. Lanalisi ha riguardato circa 1.100.000 ha di pianura e sono stati cartografati complessivamente circa 7.000 km di formazioni lineari, con una media di circa 6,3 metri lineari a ettaro di territorio, valore che sale a 8,4 considerando le sole superfici agrarie che possono effettivamente ospitare tali formazioni. Allinterno delle province si notano significative differenze (da 5,8 m/ha nella provincia di Vercelli a 10,5 m/ha in quella di Torino), in relazione a diversi usi del suolo o a effettive densit minori per ettaro. Il tipo strutturale maggiormente rappresentato risulta il filare di esclusive specie arboree a fustaia e/o ceduo per il 46% circa del totale rilevato, pari a circa 3.200 km. I filari compenetrati da specie arbustive sono complessivamente il 54% del totale. Tabella 10 Estensione delle
formazioni lineari .

PROVINCIA Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino Vercelli Totale

Superficie indagata (ha) 208.812 131.831 27.054 219.185 101.378 296.235 129.325 1.113.821

Superficie potenziale (ha) 168.560 87.562 17.178 179.871 74.190 197.185 108.184 832.730

Metri formazioni lineari 1.637.203 561.843 120.596 1.438.310 581.314 2.069.560 622.934 7.031.760

Metri/ha lordi 7,8 4,3 4,5 6,6 5,7 7,0 4,8 6,3

Metri/ha netti 9,7 6,4 7,0 8,0 7,8 10,5 5,8 8,4

30

4. Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

No nm igl ior ab ile

Le funzioni dei boschi, come ormai ampiamente riconosciuto, sono oggi molteplici e prevaricano gli aspetti puramente produttivi e protettivi, un tempo prevalenti; hanno dunque assunto sempre maggiore importanza le funzioni pi propriamente sociali e ambientali, tra le quali il valore estetico-paesaggistico, la funzione climatica (igienico-ossigenante e di riduzione delleffetto serra), la fruizione turistica, per escursionismo e ricreazione, senza dimenticare gli aspetti naturalistici di conservazione della biodiversit e scientifici,essendo i boschi tra gli ecosistemi pi complessi e naturali presenti sul territorio. Lapproccio alla pianificazione e alla gestione forestale nella realt attuale non pu quindi che essere quello multifunzionale per tutti i boschi, indipendentemente dallubicazione e dal regime patrimoniale. Tuttavia affinch le foreste possano assolvere alle funzioni attese, attraverso la definizione di modelli gestionali e colturali mirati ed efficaci, necessario che vengano di volta in volta evidenziate le funzioni e le relative destinazioni prioritarie, come definite nellambito della pianificazione forestale territoriale,di seguito elencate nellordine logico di valutazione e ampiamente descritte nella trattazione successiva: protezione generale e diretta Definizione Funzione (destinazione protettiva); conservazione naturalistica Stazioni di versante Protezione (destinazione naturalistica); con insediamenti e diretta produzione di legno associata infrastrutture a protezione del territorio (deConservazione stinazione produttiva-proAree protette (parchi, degli riserve, S.I.C.) o di tettiva); produzione diretta di ecosistemi particolare interesse legno e altri prodotti (destinaper la conservazione zione produttiva); fruizione della biodiversit Fruizione pubblica,turismo e ricreazione pubblica (destinazione fruizione); amAree di propriet bientale generale senza possipubblica di facile Ambientale bilit di benefici diretti (destiaccesso ad elevata generale fruizione turistica e nazione evoluzione libera).
ricreativa Boschi Ambienti con forti limitazioni stazionali presenti anche nelle fasce riparie Ambienti senza limitazioni con buona fertilit e possibilit di esbosco Stazioni senza forti limitazioni con copertura forestale e feracit almeno discreta (passiva)

Destinazione

Protettiva

Naturalistica

Fruizione

Evoluzione libera

Mig

lior abi

le

Protezione generale

Protettiva

Produzione diretta di legno e frutti

Produttiva

Figura 25 Schema logico gerarchico per la definizione delle destinazioni forestali.

Polifunzionale orientata a produzione e protezione

Produttiva Protettiva

31

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali Figura 26 Destinazioni dei boschi a livello regionale.

Produttiva 16%

Protettivoproduttiva 46%

Naturalistica 15%
Tabella 11 Ripartizione delle destinazioni per categoria forestale.

Protettiva 15% Fruizione 1% Evoluzione libera 7%

Categorie

Evoluzione libera ha % 1 1 0 0 24 2 0 14 22 2 25 2 1 0 2 2 1 0 1 100 ha

Fruizione % 213 725 97 417 1.209 1.613 3.109 26 69 104 121 117 499 10 417 524 1.345 72 10.687 2 7 1 4 11 15 28 0 1 1 1 1 5 4 5 13 1

Naturalistica ha 4.842 3.100 1.341 580 9.783 14.080 700 20.167 19.069 369 9.902 1.174 138 1.603 1.987 15.162 3.051 9.221 9.213 3.173 3.885 % 4 2 1 1 7 11 1 15 14 0 7 1 0 1 2 11 2 7 7 2 3

Produttiva ha 442 5.764 923 147 2.825 55.226 244 7.409 3.698 593 579 4 1.078 8.706 1.811 3.575 43.168 2.260 302 % 0 4 1 0 2

ProtettivaProduttiva ha 7.060 21.054 1.372 908 20.888 % 2 5 0 0 5 29 0 21 6 1 0 1 0 1 2 2 6 5 11 2 1

Protettiva ha 2.016 9.345 1.326 725 10.539 15.748 1.182 13.342 18.094 5.178 5.403 1.399 172 803 4.309 831 11.068 4.935 9.330 5.489 6.050 % 2 7 1 1 8 12 1 10 15 4 4 1 0 1 3 1 9 4 7 4 5 100

Abetine Acero-tigliofrassineti Alneti planiziali e montani Arbusteti planiziali, collinari, montani Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Cerrete Faggete Larici-cembrete Ostrieti Arbusteti subalpini Peccete Pinete di pino marittimo Pinete di pino uncinato Pinete di pino silvestre Querco-carpineti Querceti di roverella Querceti di rovere Robinieti Rimboschimenti Formazioni legnose riparie Totale

648 858 141 186 15.481 1.534 288 9.153 13.182 956 15.979 1.136 179 623 138 1.137 995 386 162 533 63.695

40 116.571 5 3 0 0 1 6 1 3 31 2 0 1.553 84.086 22.384 5.775 417 4.433 375 80 6.212 9.703 25.686 19.435 45.515 6.560 1.633

100 132.540

100 138.754

100 401.700

100 127.284

32

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

Figura 27 Ripartizione delle destinazioni per Aree Forestali.

33

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

Verbano-Cusio Ossola

Biella

Novara

Torino Vercelli

Alessandria Asti Cuneo

Figura 28 Ripartizione delle destinazioni per province.

34

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

Provincia Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino VerbanoCusio Ossola Vercelli Regione

Evoluzione libera [ha] 1.531 226 1.649 13.997 44 12.776 25.622 7.850 63.695

Fruizione [ha] 1.363 12 965 2.358 71 3.557 1.615 746 10.687

Naturalistica [ha] 14.558 7.848 12.976 26.197 7458 32.175 18.512 12.816 132.540

Produttiva [ha] 16.844 10.509 12.099 44.473 13.700 26.967 6.719 7.443 138.754

Produttiva protettiva [ha] 51.836 22.386 16.575 114.117 11.691 104.845 59.322 20.928 401.700

Protettiva [ha] 20.006 1.866 2.551 41.144 1.264 39.844 13.008 7.601 127.284

Totale [ha] 106.138 42.847 46.815 242.286 34.228 220.164 124.798 57.384 874.660

Tabella 12 Superfici delle destinazioni funzionali prevalenti per provincia.

Assetti

Evoluzione libera ha % 32 6.912 2.375 14.767 6.202 161 0 2 1 8 15 1

Fruizione ha 378 2.136 3 990 5.018 447 1.344 % 5 1 0 1 3 1 7

Naturalistica ha 1.223 34.062 165 22.397 41.780 5.553 3.165 % 15 9 4 14 22 13 17

Produttiva ha 1.281 80.297 26.037 23.523 4.712 2.259 % 16

Produttiva Protettiva ha 5.014 % 61 54 75 60 37 39 34

Protettiva ha 234 45.124 910 13.839 35.113 8.704 5.282 % 3

Totale ha %

Ceduo in conversione Ceduo semplice con o senza matricine Ceduo a sterzo Ceduo composto Fustaia Bosco di neoformazione Rimboschimento Bosco senza gestione per condizionamenti stazionali

8.162 100

22 197.991 3.188

12 366.522 100 21 4.266 100

16 97.132 12 70.303 11 16.555 12 6.228

9 162.770 100 18 190.504 100 21 29 42.173 100 18.439 100

33.246

41

371

24.195

30

645

5.289

18.078

22

81.824 100

Tabella 13 Superfici delle destinazioni per assetti strutturali.

35

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

Interventi

Evoluzione libera ha % 94 63.601 63.695 0 100 100

Fruizione ha 4.811 1.686 601 66 3.130 393 10.687 % 44 16 6 1 29 4

Naturalistica ha 24.472 11.512 9.666 5.932 45.419 35.539 % 18 9 7 4 35 27

Produttiva ha 36.976 8.186 66.323 14.761 12.503 5 % 27 6 47 11 9

ProtettivaProduttiva ha 113.705 29.662 126.911 35.456 93.320 2.646 % 28 7 32 9 23 1

Protettiva ha 19.864 4.664 24.582 2.844 75.295 35 127.284 % 16 4 19 2 59 0 100

Tagli di miglioramento Tagli di rinnovazione in fustaia Ceduazione Gestione ceduo composto Monitoraggio Evoluzione naturale Totale

100 132.540 100 138.754 100 401.700 100

Tabella 14 Ripartizione delle destinazioni per intervento.

4.1. Protezione del territorio


Come noto i boschi e, in misura diversa, altre forme vegetali di copertura del suolo (erbe e cespugli) svolgono un ruolo fondamentale di protezione del territorio contro gli agenti meteorici destabilizzanti grazie allazione degli apparati radicali e delle parti epigee. In particolare i boschi possono prevenire lerosione diffusa, i dissesti,la caduta di massi,valanghe e,lungo i corsi dacqua,lerosione spondale.I boschi di protezione evidenziati nellambito dei PFT, avendo un ruolo diretto o generale di tutela degli insediamenti, manufatti e delle aree pi vulnerabili (versanti franosi e sponde fluviali), rivestono sempre maggiore importanza, per il progressivo diffondersi delle attivit umane sul territorio e pertanto devono essere prioritariamente identificati e opportunamente gestiti e mantenuti. Attualmente le foreste di protezione, in particolare nelle Alpi, manifestano talora carenza di rinnovazione e scarsa stabilit, frutto di una gestione passata non sempre costante e puntuale e di un successivo abbandono con mancata esecuzione delle necessarie cure colturali; tali fattori le rendono maggiormente vulnerabili agli eventi biotici e abiotici. La gestione dei boschi di protezione deve dunque mirare allaumento della stabilit dei popolamenti, con un approccio attivo e consapevole, ricorrendo ove necessario anche alla ricostituzione boschiva e a opere e manufatti ausiliari, soprattutto per massi e valanghe.

4.2. Naturalistica
I boschi a destinazione naturalistica costituiscono circa il 15% della superficie forestale. Tali boschi comprendono i soprassuoli forestali inseriti in Aree Protette, Siti di Interesse Comunitario (SIC), ZPS, o di particolare valore per la conservazione della flora e della fauna, esclusi quelli di protezione diretta; tali ambienti necessitano una gestione improntata al mantenimento, miglioramento o recupero della funzionalit dellecosistema,sempre secondo gli approcci della selvicoltura prossima alla natura, considerando che tale destinazione non significa affatto abbandono.Tra le foreste a destinazione naturalistica prevalgono le Faggete e a se-

36

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

guire Larici-cembrete e Querco-carpineti, con assetto a fustaia prevalente. Oltre il 60% della superficie, almeno nel prossimo quindicennio, non sar soggetta a interventi di gestione attiva; tuttavia su circa 1/5 della superficie sono previsti interventi di miglioramento e in particolare diradamenti e conversioni a fustaia nei cedui semplici o composti (12%).

4.3. Produzione e protezione


Le foreste con funzione produttivo-protettiva,nettamente prevalenti in ambito montano e collinare, con oltre il 45% di superficie, risultano preponderanti anche a livello regionale; tale destinazione comprensiva dei soprassuoli posti sotto vincolo idrogeologico ma comunque in stazioni con buona fertilit e possibilit di accesso, senza funzioni di protezione diretta,in cui possibile effettuare una selvicoltura sostenibile mirata anche alla produzione senza compromettere la stabilit dei popolamenti stessi.Le foreste piemontesi a destinazione produttiva-protettiva risultano per circa il 30% composte da Castagneti e per il 20% da Faggete; oltre il 10% di esse costituito da Robinieti diffusi in ambito collinare e planiziale.Lassetto prevalente risulta il ceduo semplice,su circa il 50% della superficie,mentre su circa il 25% sono presenti forme di governo misto (a ceduo sotto fustaia). Su circa i 3/4 della superficie prevista la gestione attiva: in particolare ceduazione, tagli di rinnovazione in fustaia mediante tagli a scelta colturali, tagli di miglioramento con diradamenti e conversioni.

4.4. Produzione
I boschi di produzione (16% a livello regionale) comprendono i soprassuoli di buona fertilit, possibilit di accesso ed esbosco, che non presentano particolare rilevanza naturalistica o protettiva; essi costituiscono, in termini assoluti e percentuali, la destinazione prevalente in ambito planiziale. In tale funzione ricadono per circa il 40% Castagneti e per oltre il 30% Robinieti. Per quanto riguarda gli interventi, il governo a ceduo (semplice e composto) interessa circa il 60% della superficie, mentre i tagli di rinnovazione in fustaia (per un totale del 6%) sono equamente ripartiti fra i diversi interventi di tagli a scelta colturali, successivi e a buche. Fra i tagli di miglioramento prevalgono diradamenti e conversioni.

4.5. Fruizione
La destinazione di fruizione attribuita alle aree boschive soggette ad alta frequentazione turistica per ricreazione,in cui prevale tale funzione sociale,e comporta una gestione mirata a mantenere/migliorare la struttura e la stabilit del soprassuolo per consentire la massima frequentazione possibile in sicurezza. A tale funzione molto circoscritta, che a livello regionale corrisponde a circa l1% della superficie forestale totale, con diffusione prevalentemente in propriet pubbliche montane, assolvono in maggior misura i Larici-cembreti. La forma di governo pi frequente la fustaia, generalmente rada, adatta alla frequentazione sia invernale che estiva. Operativamente su circa il 45% della superficie si prevedono interventi di miglioramento tra i quali diradamenti (17%) e completamento della conversione a fustaia (15%).

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Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

4.6. Evoluzione libera


La destinazione a evoluzione libera, riservata ai boschi in cui non si evidenzia alcuna valenza specifica tra quelle precedenti, soprattutto per limitazioni stazionali, e su cui non prevista, n possibile n utile alcuna gestione attiva; costituita da cenosi presenti in ambienti marginali (rupi,macereti,greti fluviali,ecc.) che si estendono dalla rete fluviale al piano subalpino; tra questi raggiungono le maggiori estensioni gli Alneti di ontano verde, le Boscaglie pioniere e dinvasione e i Laricicembrete. Si tratta di formazioni in grado di garantire un certo grado di copertura del suolo e di assolvere quindi alle funzioni ambientali genericamente richieste, di componente del paesaggio, di conservazione naturalistica e di tutela idrogeologica, senza lintervento diretto delluomo.

4.7. Le destinazioni per fasce altimetriche


Tra le destinazioni in montagna prevale nettamente quella tipicamente multifunzionale produttiva-protettiva, in cui il bosco possiede interesse produttivo, in stazioni dotate di buona fertilit, pur conservando un ruolo attivo per il mantenimento della stabilit dei versanti.Considerando anche la funzione produttiva,assegnata a stazioni con buona fertilit e buone possibilit di accesso ed esbosco in aree spesso non sottoposte a vincolo idrogeologico, la percentuale di superficie boschiva di interesse per la produzione legnosa sale a quasi il 60%; in tale ambito le categorie forestali con maggiore estensione risultano:Castagneti (38%),Faggete (25%),Larici-cembrete (7%) e Acero-tiglio-frassineti (7%).La funzione protettiva,diretta a tutela di manufatti e insediamenti antropici da valanghe,caduta massi,lave torrentizie,o generale antierosiva in stazioni fragili, interessa circa il 15% della superficie forestale montana e riguarda prevalentemente le seguenti categorie: Larici-cembrete (19%), Faggete(14%), Castagneti (13%), Boscaglie pioniere e dinvasione (10%), Acero-tiglio-frassineti (9%) e Alneti di ontano verde (6%).

Produttiva 11%

Protettivoproduttiva 47%

Naturalistica 15%

Figura 29 Ripartizione delle destinazioni funzionali dei boschi in montagna.

Turistico-ricreativa 2%

Evoluzione libera 15%

Protettiva 15%

La destinazione naturalistica riguarda il 15% della superficie; questa funzione attribuita a popolamenti inclusi in Aree Protette (Parchi e Riserve Naturali Nazionali e Regionali), Siti della Rete Natura-2000 (SIC, ZPS) e altri ambiti o di particolare importanza per la conservazione della biodiversit; le categorie pi rappresen-

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Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali

tative risultano ancora: Faggete(21%), Larici-cembrete (20%), Castagneti (12%), Alneti di ontano verde (10%) e Boscaglie pioniere e dinvasione (9%). Poco pi del 15% della superficie forestale montana costituita da boschi destinati alla libera evoluzione, popolamenti per i quali non si evidenzia alcuna valenza specifica n possibilit di gestione attiva, soprattutto a causa di forti limitazioni stazionali; tale distinzione stata attribuita prevalentemente ad Alneti di ontano verde (26%),Boscaglie pioniere e dinvasione (24%), Larici-cembrete (22%) e Faggete(15%). Anche in ambito collinare la destinazione prevalente quella produttiva-protettiva, che insieme a quella produttiva costituisce oltre i 3/4 della superficie forestale totale; rispetto alla montagna si mantiene sostanzialmente costante la percentuale destinata alla protezione, qui soprattutto in funzione antierosiva mentre si riduce fortemente la percentuale in evoluzione libera. Fra le categorie maggiormente produttive prevalgono Robinieti (41%), e seguono a distanza le altre categorie pi diffuse, Castagneti (21%) e Querceti di roverella (18%). Le categorie che maggiormente assolvono alla funzione di protezione risultano nuovamente, sebbene in ordine invertito, Querceti di roverella (35%) propri delle stazioni con maggiori limitazioni, Robinieti (20%) e Castagneti (13%) questi diffusi in stazioni pi favorevoli. Le categorie di maggiore interesse naturalistico risultano Querco-carpineti (27%), Robinieti ove misti con latifoglie spontanee (23%) e Castagneti nelle varianti con querce(16%).
Figura 30 Ripartizione delle destinazioni funzionali dei boschi in collina.

Protettivoproduttiva 54% Produttiva 22%

Naturalistica 9%

Protettiva 13% Evoluzione libera 2% Turistico-ricreativa 0,2%

In pianura la destinazione prettamente produttiva risulta prevalente e insieme alla destinazione produttivo-protettiva supera il 60% della superficie; contribuiscono a tale funzione soprattutto i Robinieti (54%) e i Querco-carpineti (16%). La destinazione naturalistica, attribuita principalmente a Querco-carpineti (43%), a Robinieti misti con latifoglie autoctone (22%) e a Formazioni legnose riparie (16%), risulta nettamente superiore alle altre fasce altitudinali; in percentuale e in assoluto per estensione quasi doppia rispetto a quella riscontrata in collina, in relazione alla rarit e pregio dei boschi seminaturali residui. Anche in pianura la funzione di protezione non marginale; rispetto agli altri ambiti, dove la difesa dei versanti e delle pendici prioritaria, essa soprattutto rivolta alla tutela dellassetto spondale dei corsi dacqua; essa infatti interessa per circa il 42% le Formazioni legnose riparie.

39

Destinazioni e attitudini degli ambienti forestali Figura 31 Ripartizione delle destinazioni funzionali dei boschi in pianura.

Produttiva 38%

Protettivoproduttiva 24%

Naturalistica 25%

Turistico-ricreativa 1%

Protettiva 12% Evoluzione libera 0,3%

Tabella 15 Ripartizione delle destinazioni funzionali dei boschi suddivise per ambiti territoriali.

Destinazioni Evoluzione libera Turistico ricreativa Naturalistica Produttiva Protettivo produttiva Protettiva Totale

Montagna [ha] 60.749 9.736 95.965 70.562 294.730 95.517 627.259

Collina [ha] 2.660 304 13.776 34.548 85.126 20.611 157.025

Pianura [ha] 286 647 22.799 33.644 21.844 11.156 90.376

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5. Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale


5.1. Interventi selvicolturali
In seguito alla definizione delle funzioni prevalenti, che i complessi forestali sono chiamati a svolgere,e in base agli assetti-evolutivi delle diverse categorie si giunti alla definizione degli obiettivi gestionali e dei conseguenti interventi selvicolturali. I modelli colturali a cui si rifanno gli interventi di seguito discussi sono conseguenti al ruolo multifunzionale che tutti i boschi del Piemonte hanno e seguono i principi della selvicoltura naturalistica; con tale aggettivo si definisce la selvicoltura che,sulla base della conoscenza dei cicli e delle dinamiche naturali delle cenosi boschive, imposta una gestione capace di assecondarli, riducendo al minimo i costi degli interventi a parit di servizi/prodotti e realizzando lauspicato equilibrio tra ecologia ed economia. Durante la trattazione e nelle relative rappresentazioni grafiche si ricorsi,per maggiore sintesi, a un accorpamento dei singoli tipi di intervento:

Cure colturali Interventi ordinari Tagli di miglioramento Interventi straordinari Trasformazione Tagli a scelta colturali In fustaia Tagli di rinnovazione In cedui semplici In cedui composti Gestione passiva Evoluzione naturale Tagli successivi adattati Tagli a buche Ceduazione Gestione del ceduo composto Conversione a fustaia Diradamento Ricostituzione boschiva

Monitoraggio (evoluzione controllata)

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Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

Categoria

Taglio di Monitoraggio miglioramento ha % 1 8 0 0 3 27 0 30 3 0 0 1 0 0 1 4 1 7 6 7 0 ha 4.495 12.482 2.500 1.871 31.852 19.294 1.733 40.993 35.630 2.594 7.083 1.856 258 1.201 6.124 8.814 16.051 9.643 14.220 4.427 6.640 % 2 5 1 1 14 8 1 18 16 1 3 1 0 1 3 4 7 4 6 2 3

Evoluzione naturale ha 1.431 1.303 343 539 21.240 2.866 291 19.052 19.636 956 24.468 1.529 39 1.450 693 183 1.520 3.045 602 231 802 % 1 1 0 1 21 3 0 19 19 1 24 1 0 1 1 0 1 3 1 0 1

Tagli di rinnovazione in fustaia ha 7.988 5.454 146 266 276 77 5.949 17.872 3.784 4 4.273 6.161 167 674 753 1.208 658 55.710 % 14 10 0 0 0 0 11 32 7 0 8 11 0 1 1 2 1

Ceduazione ha 2.128 785 78 608 111.608 1.215 9.299 8.933 10 415 20.363 7.942 62.179 134 2.386 % 1 0 0 0 49 1 4 4 0 0 9 3 27 0 1

Gestione ceduo composto ha 2.755 550 135 16.126 127 1.417 279 41 415 10.997 2.084 3.777 19.270 1.086 59.059 % 5 1 0 27 0 2 0 0 1 19 4 6 33 2 100

Abetine Acero-tiglio-frassineti Alneti planiziali e montani Arbusteti planiziali, collinari, montani Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Cerrete Faggete Lariceti e cembrete Ostrieti Arbusteti subalpini Peccete Pinete di pino marittimo Pinete di pino uncinato Pinete di pino silvestre Querco-carpineti Querceti di roverella Querceti di rovere Robinieti Rimboschimenti Formazioni legnose riparie Totale

1.307 16.724 876 58 5.832 54.198 524 59.060 6.398 135 209 1.656 468 14 2.821 8.469 2.578 13.497 11.112 12.989 903

199.828 100

229.761 100 102.219 100

100 228.083 100

Tabella 16 Ripartizione degli interventi per categorie forestali.

Evoluzione naturale 12% Monitoraggio 26%

Tagli di rinnovazione in fustaia 6%

Ceduazione 26% Tagli di miglioramento 23% Gestione ceduo composto 7%

Figura 32 Ripartizione degli interventi selvicolturali.

42

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale Figura 33 Ripartizione degli interventi per assetti strutturali.

100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0%

Trasformazione Tagli a buche Tagli successivi Taglio a scelta Ricostituzione boschiva Evoluzione naturale Evoluzione controllata Diradamento Diradamento e conversione Conversione attiva Gestione ceduo composto Ceduazione Cure colturali

5.2. La gestione dei cedui


Ceduazione
Nei cedui semplici, generalmente matricinati, la scelta di mantenere o recuperare lattuale assetto legato alla necessit di soddisfare la domanda di legna da ardere e degli assortimenti destinati alla piccola, media e grande paleria, e dalla non convenienza o inopportunit di effettuare miglioramenti attraverso la conversione a fustaia di cedui ancora vitali. Gli interventi di ceduazione interessano circa il 26% della superficie forestale totale e costituiscono oltre la met dei tagli di rinnovazione. Si tratta essenzialmente di Castagneti (49%) e Robinieti (27%) con una localizzazione prevalente montana nel primo caso e nel secondo collinare e planiziale. Circa l11% della superficie governabile a ceduo semplice ricade in boschi a destinazione di protezione, mentre la maggior parte riguarda boschi produttivoprotettivi o produttivi . Il ceduo composto, forma di governo misto in cui coesistono il ceduo nel piano dominato e la fustaia in quello dominante, fornisce i diversi assortimenti tipici delle due forme di governo.Si tratta di una forma di gestione storica del bosco di complesso mantenimento, per le difficolt di rinnovazione della fustaia e, nelle formazioni planiziale e collinari, per linvadenza della robinia che tende a sostituire a tutti i livelli le altre specie arboree; frequentemente se la situazione evolutivo colturale del bosco non sufficientemente seguita, nel lungo periodo si rischia quindi di ottenere popolamenti estremamente semplificati per struttura e composizione, pertanto in taluni casi lindirizzo da considerare transitorio o mirato a costituire popolamenti a ceduo e fustaia in mosaico anzich biplani. Gli interventi di gestione del ceduo composto, interessano solo 1/3 della relativa superficie e riguardano prevalentemente Robinieti (33%),Castagneti (27%) e Querco-carpineti (19%).

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43

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

Conversione a fustaia
Su circa il 16% dei cedui semplici e il 38% dei cedui composti prevista la conversione a fustaia; si tratta di interventi che riguardano prevalentemente popolamenti invecchiati oltre il turno massimo di ceduazione, stabilito orientativamente in 35-40 anni oltre i quali si esaurisce la capacit pollonifera (ad eccezione di robinia e castagno) aventi struttura,stabilit e fertilit idonee a essere avviati a fustaia.Lopportunit di intervenire in tal senso pu essere dettata non solo dalla possibilit di ottenere assortimenti di maggiore pregio e valore, in unottica di incremento della qualit della produzione, ma anche, nel caso di popolamenti inseriti in aree protette,dalla necessit di conferire al bosco una struttura pi simile a quella naturale e quindi in maggiore equilibrio con i fattori ambientali, ovvero dallesigenza di assicurare una maggiore protezione diretta da caduta massi e valanghe.Tali interventi interessano prevalentemente le Faggete, seguono i Castagneti misti e in minor misura i Querceti, soprattutto di rovere. Un cenno meritano i boschi con assetto gi a ceduo in conversione e i cedui a sterzo, presenti rispettivamente su poco meno del 2% e dell1% della superficie forestale totale. Su tali popolamenti si intende intervenire principalmente con interventi di completamento della conversione attiva, che interessano circa met dei cedui a sterzo e i 2/3 dei cedui in conversione.

5.3. La gestione delle fustaie

Tagli intercalari
I tagli intercalari includono le cure colturali e i diradamenti; le prime riguardano gli interventi nelle fasi pi giovanili del soprassuolo, dal novelleto alla spessina, ma anche le operazioni di contenimento dalla vegetazione avventizia nei giovani rimboschimenti e gli interventi di spalcatura e potature, anche a carico di Castagneti da frutto. I diradamenti afferiscono viceversa agli stadi evolutivi pi avanzati del popolamento, dalla perticaia alla giovane fustaia. Per oltre i 3/4 della superficie le cure colturali incidono su Castagneti, spesso da frutto, e per circa l8% su Rimboschimenti. I diradamenti riguardano prevalentemente Acero-tiglio-frassineti (19%),Rimboschimenti (18%) e Larici-cembrete (12%). Riguardo gli assetti i diradamenti interessano per circa il 43% rimboschimenti e per il 13% fustaie.I tagli intercalari interessano per oltre il 10% boschi con funzione prevalente di protezione diretta.

Tagli di rinnovazione
Nel periodo di riferimento dei PFT i tagli di maturit, ovvero di rinnovazione e di curazione, intesi come tagli a buche/fessura, tagli successivi adattati e tagli a scelta colturali, complessivamente possono interessare circa 1/4 della superficie delle fustaie corrispondenti ad appena il 6% della superficie totale. In particolare i tagli a buche, idonei alla messa in rinnovazione di boschi coetanei con specie prevalentemente eliofile o che necessitano di particolari condizioni di illuminazione e mineralizzazione del suolo negli stadi iniziali, interessano circa il 6% delle fustaie,le categorie maggiormente interessate sono Larici-cembrete (57%) e in misura minore Abetine (14%) e Pinete di pino silvestre (9%).

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Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

I tagli successivi adattati,destinati anchessi alla rinnovazione di fustaie coetanee generalmente per gruppi pi o meno grandi, attraverso interventi scalari nel tempo di diversa intensit (da 2 a 5, tra preparazione, sementazione, secondari e di sgombero), interessano anchessi circa il 6% delle fustaie; tale intervento incide principalmente su Faggete(28%), Acero-tiglio-frassineti (19%), Querco-carpineti (19%) e Pinete di pino silvestre (18%). Il taglio a scelta colturale (taglio saltuario o di curazione), trattamento proprio delle fustaie disetanee per gruppi o per piede dalbero, comprende interventi in tutte le fasi di sviluppo del bosco. Risulta applicabile complessivamente su circa il 13% delle fustaie (3% della superficie forestale). Il taglio a scelta incide principalmente su Larici-cembrete (34%), Abetine (21%) e Querco-carpineti (12%).

5.4. Interventi straordinari


In tale categoria rientrano particolari interventi di miglioramento e recupero dei boschi consistenti in trasformazione e disetaneizzazione e di ricostituzione boschiva, tagli fitosanitari e rinfoltimenti. Nel primo caso sono contemplati gli interventi volti a modificare la composizione specifica,la struttura o il trattamento dei boschi degradati, instabili, privi di rinnovazione o non rispondenti alle attuali funzioni attese. Nel secondo caso sono compresi interventi di diverso tipo volti a recuperare lefficienza della copertura forestale in seguito a eventi eccezionali (incendi, attacchi parassitari, deperimento) che hanno compromesso il soprassuolo attuale e le possibilit di rinnovazione ed evoluzione. Complessivamente la superficie che necessita di tali interventi costituisce poco pi dell1% del totale;in particolare le trasformazioni incidono su Rimboschimenti (43%) e Robinieti (29%), mentre le ricostituzioni prevalgono su Castagneti (30%) e ancora su rimboschimenti degradati (24%).

5.5. Monitoraggio (Evoluzione controllata)


Tale forma di gestione passiva a medio termine viene attribuita ai soprassuoli dove per recenti utilizzazioni, stadio di sviluppo o sufficiente stabilit non sono previsti interventi nellarco dei successivi 15 anni; al termine di tale periodo, previa verifica, sar possibile rinnovare questa scelta o passare a interventi di gestione attiva. A livello di categoria il monitoraggio riguarda principalmente Faggete, Larici-cembrete e Boscaglie.

5.6. Evoluzione naturale


Levoluzione naturale assegnata alle formazioni poste in stazioni limite, per giacitura e quota, (stazioni rupicole, del piano subalpino e dei greti fluviali) dove la lenta evoluzione,la copertura discontinua o prevalentemente arbustiva e la scarsa accessibilit non giustificano n consentono interventi che potrebbero avere ripercussioni negative sui delicati equilibri vegetazionali e idrogeologici, tantomeno a fini produttivi.Si tratta quindi di cenosi con destinazione generica di protezione ambientale, che vengono lasciate evolvere secondo la dinamica naturale. Circa 1/4 della superficie in evoluzione naturale costituita da Alneti di ontano verde, a cui seguono per estensione Boscaglie pioniere e dinvasione, Faggete e Larici-cembrete.

45

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

Figura 34 Ripartizione degli interventi per Aree Forestali.

46

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

Verbano-Cusio Ossola

Biella

Novara

Torino Vercelli

Alessandria Asti Cuneo

Figura 35 Ripartizione degli interventi per province.

47

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

Provincia

Ceduazione (ceduo semplice e composto) [ha] 61.074 24.040 21.281 81.121 17.376 58.355 14.040 9.855 287.142

Tagli di rinnovazione in fustaia [ha] 1.443 173 4.397 11.873 2.319 22.414 11.137 1.954 55.710

Tagli di miglioramento [ha] 19.420 3.136 6.817 59.701 7.137 51.830 33.085 18.702 199.828

Monitoraggio [ha] 20.763 15.195 9.913 65.981 7.193 66.216 31.164 13.336 229.761

Evoluzione naturale [ha] 3.438 303 4.407 23.610 203 21.349 35.372 13.537 102.219

Totale [ha] 106.138 42.847 46.815 242.286 34.228 220.164 124.798 57.384 874.660

Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino Verbano-Cusio Ossola Vercelli Regione

Tabella 17 Superfici degli interventi per provincia.

5.7. Indirizzi gestionali per fasce altimetriche


In montagna la superficie potenzialmente interessata da interventi selvicolturali nellarco del quindicennio di riferimento, risulta quasi equamente ripartita fra tagli di rinnovazione, di miglioramento e monitoraggio.
Figura 36 Ripartizione degli interventi previsti nei boschi montani.

Tagli di miglioramento 26%

Monitoraggio 28%

Tagli di rinnovazione 30%

Evoluzione naturale 16%

Nellambito dei tagli di miglioramento, gli interventi pi estesi risultano quelli di conversione dei cedui a fustaia con l8% della superficie, prevalentemente su Faggete e Castagneti; il diradamento previsto su circa il 6% della superficie, prevalentemente a carico di Acero-tiglio-frassineti, Rimboschimenti e Larici-cembrete. Tra gli interventi di rinnovazione in cedui e fustaie, la ceduazione (19%) riguarda prevalentemente Castagneti, Faggete e Querceti di rovere, la gestione del ceduo composto (4%) principalmente i Castagneti, mentre i tagli a scelta interessano soprattutto Larici-cembrete, Abetine, Peccete e Acero-tiglio-frassineti.

48

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale

In collina la superficie potenzialmente interessata da gestione attiva superiore, in termini percentuali,a quella riscontrata in ambito montano; infatti solo il 2% della superficie destinata all evoluzione naturale e solo 1/4 della superficie non gestibile attivamente nei prossimi 15 anni.
Figura 37 Ripartizione degli interventi previsti nei boschi collinari.
Monitoraggio 24% Tagli di miglioramento 11% Evoluzione naturale 2%

Tagli di rinnovazione 63%

Su oltre il 60% della superficie sono previsti tagli di rinnovazione, costituiti per oltre il 50% da ceduazioni, principalmente a carico di Robinieti e Castagneti e per circa il 12% da interventi di gestione del ceduo composto, prevalenti su Robinieti.Fra i tagli di miglioramento prevale la conversione dei cedui composti (12%), in particolare a carico di Robinieti e Querco-carpineti. Su circa il 4% della superficie sono previsti interventi di conversione di cedui semplici a carico di Querceti di rovere, Castagneti e Robinieti. In pianura solo poco pi del 20% dei boschi non sar potenzialmente interessato da interventi di gestione attiva nellarco del quindicennio di riferimento; le rilevanti superfici gestibili con tagli di rinnovazione e secondariamente con tagli di miglioramento, vedono prevalere nella prima categoria la ceduazione (31%), che interessa per il 75% Robinieti, e la gestione del ceduo composto (19%); fra i tagli di miglioramento prevalgono per il 7% diradamenti e per il 6% diradamenti abbinati a conversioni.

Tagli di miglioramento 20%

Monitoraggio 21% Evoluzione naturale 1%

Tagli di rinnovazione 58%

Figura 38 Ripartizione degli interventi previsti nei boschi planiziali.

49

Indirizzi selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale del patrimonio boschivo regionale Tabella 18 Interventi suddivisi per fasce altimetriche.

Interventi Tagli di miglioramento Tagli di rinnovazione Monitoraggio Evoluzione naturale Totale

Montagna [ha] 164.892 190.468 173.450 98.449 627.259

Collina [ha] 16.919 99.569 37.599 2.938 157.025

Pianura [ha] 18.017 52.815 18.712 832 90.376

50

6. Aspetti patrimoniali
6.1. Tipi di propriet rilevate
Lindagine patrimoniale ha permesso di rilevare le propriet agro-silvo-pastorali di Enti pubblici (Demanio dello Stato,Regione Piemonte,Province,Comuni) o altri Enti e Societ di pubblico servizio (ASL, Universit, ENEL, AEM, Ferrovie ecc.), di eventuali propriet collettive (Consorzi, Consorterie, Frazionisti ecc.) e miste pubbliche e private; le propriet di privati sono state rilevate ove superiori a 100 ettari di superficie o 25 ettari se boscati purch accorpati. Per maggiore chiarezza e leggibilit del dato le propriet di soggetti affini sono state raggruppate come segue: propriet pubblica (Demanio dello Stato, Regione, Province, Comuni), privata rilevata, Altri Enti, Consorzi, propriet miste (ASL, Universit, ENEL, AEM, Ferrovie, Consorzi, Consorterie, Frazionisti, ecc.) e altre propriet private, nelle quali confluiscono prevalentemente le propriet private non rilevate, ossia di estensione unitaria inferiore a quella richiesta dalle Norme TecTabella 19 Ripartizione in niche. percentuale delle propriet per
categoria forestale.

Categorie forestali Abetine Acero-tiglio-frassineti Alneti planiziali e montani Arbusteti planiziali, collinari, montani Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Cerrete Faggete Lariceti e cembrete Ostrieti Arbusteti subalpini Peccete Pinete di pino marittimo Pinete di pino uncinato Pinete di pino silvestre Querco-carpineti Querceti di roverella Querceti di rovere Robinieti Rimboschimenti Formazioni legnose riparie Superficie forestale totale

Propriet pubblica [%] 65 16 14 16 42 9 5 48 68 8 55 59 8 83 51 8 4 19 3 52 29 28

Propriet privata rilevata [%] 2 1 1 1 2 1 1 3 3 0 6 2 7 1 1 3 1 4 1 4 1 2

Altri Enti, Consorzi e prop. miste [%] 7 1 3 1 2 1 0 2 3 0 6 9 4 5 0 3 1 2 1 4 1 2

Altre propriet private [%] 26 82 82 82 54 89 94 47 26 92 33 30 81 11 48 86 94 75 95 40 69 68

51

Aspetti patrimoniali Figura 39 Ripartizione dei tipi di propriet della superficie forestale piemontese.
Privata rilevata 2%

Altre propriet private 68%

Pubblica 28%

Altri Enti 2%

6.2. La propriet nei boschi piemontesi


Riguardo agli aspetti patrimoniali emerge che il 70% del patrimonio forestale ricade in propriet private costituite, per la quasi totalit, da piccole propriet non rilevabili nellambito dei Piani Forestali Territoriali. Con riferimento alle categorie forestali si osserva che circa i 2/3 della propriet pubblica sono ripartiti tra Faggete,Larici-cembrete,Boscaglie pioniere e dinvasione e Alneti di ontano verde; la propriet privata rilevata anchessa principalmente costituita da Faggete e Laricicembrete ma con una quota superiore al 10% costituita da Alneti di ontano verde e maggiore incidenza nei Castagneti; le altre propriet viceversa interessano principalmente Castagneti e Robinieti,che costituiscono le categorie con maggiore incidenza della destinazione produttiva, ove sono previsti tagli di maturit (ceduazione e tagli di rinnovazione in fustaia). Il cartogramma che segue mostra la ripartizione dei tipi di propriet per le singole Aree Forestali.

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Aspetti patrimoniali

Figura 40 Ripartizione della propriet per Area Forestale.

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Aspetti patrimoniali

Verbano-Cusio Ossola

Biella

Novara

Torino Vercelli

Alessandria Asti Cuneo

Figura 41 Ripartizione della propriet per province.

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Aspetti patrimoniali

Provincia Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino Verbano-Cusio Ossola Vercelli Regione

Propriet pubblica [ha] 6.807 505 10.460 69.829 2.604 70.825 69.183 12.150 242.363

Propriet privata rilevata [ha] 2.540 87 1.521 3.384 635 4.318 3.058 722 16.265

Altri enti, consorzi e propriet miste [ha] 2.059 246 488 4.447 127 1.975 4.559 3050 16.951

Altre propriet private [ha] 94.732 42.009 34.346 164.626 30.862 143.046 47.998 41.462 599.081

Totale [ha] 106.138 42.847 46.815 242.286 34.228 220.164 124.798 57.384 874.660

Tabella 19 -Ripartizione per province delle propriet forestali.

Propriet Propriet pubblica Propriet privata rilevata Altri Enti, Consorzi e propriet miste Altre propriet private Totale

Montagna % 40 2 3 55 100

Collina % 3 1 1 95 100

Pianura % 16 3 3 78 100

Tabella 20 Ripartizione per fasce altimetriche delle propriet forestali.

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7. Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali


7.1. Introduzione alla tipologia forestale.
Lunit di base ecologica adottata per la classificazione dei boschi piemontesi il Tipo forestale; tuttavia in questa sede per una maggiore sintesi e chiarezza si utilizzata quale base di analisi per la descrizione delle risorse forestali regionali la Categoria, unit gerarchica fisionomica superiore che raggruppa i Tipi forestali affini. Ciascuna categoria definita dalla dominanza di una o pi specie arboree, che concorrono ad attribuirne il nome, ad esempio Faggete, Castagneti, Peccete ecc.; per le categorie che sono definite dalla compresenza di pi specie il nome costituito dalla loro combinazione,per esempio Querco-carpineti,Acero-tiglio-frassineti, Larici-cembrete ecc. Una specie considerata dominante e definisce una categoria quando la relativa copertura supera il 50%. In Piemonte sono state definite 21 Categorie Forestali. Il Tipo forestale come si detto costituisce lunit fondamentale per la classificazione dei boschi, risultando omogeneo sotto gli aspetti ecologico, dinamico-evolutivo e gestionale.Nellambito del Tipo vi possono essere ulteriori suddivisioni con Sottotipi, per evidenziare differenze di substrato (acidofilo, calcifilo), stazionali (superiore, inferiore) o di evoluzione (pioniero,dinvasione),o Varianti nel caso di variazioni della composizione dello strato arboreo ove una specie normalmente accessoria costituisca almeno il 25% di copertura (es. Robinieto, variante con latifoglie mesofile). In totale per la Regione Piemonte sono stati individuati 93 Tipi, descritti nel manuale I Tipi Forestali del Piemonte (Regione Piemonte IPLA S.p.A., 2004).

7.2. Categorie forestali del Piemonte


Nelle pagine che seguono vengono analizzate le singole Categorie forestali del Piemonte trattate per fasce altimetriche di diffusione,a partire dal piano basale (rete fluviale e pianura) fino a quello subalpino; per ultimi sono presentati i rimboschimenti, inseriti in tutti i tipi di stazioni. Per ciascuna di esse sono indicate estensione, localizzazione, composizione specifica, articolazione in Tipi forestali e dinamiche evolutive. Vengono quindi esaminati il regime patrimoniale, i principali parametri dendrometrici, lassetto e lo stadio di sviluppo, evidenziando i valori di maggiore interesse forestale. Infine sono analizzate le destinazioni prevalenti e gli interventi selvicolturali previsti con i principali sistemi di esbosco.

Formazioni legnose riparie (SP)


Le Formazioni riparie raggruppano le superfici forestali in cui vi sia almeno il 50% di copertura attribuibile a uno o pi dei seguenti gruppi fisionomici o specie: salici arbustivi, salice bianco, pioppo nero e pioppo bianco. Con poco pi di 12.000 ha esse costituiscono una delle categorie meno rappresentate sul territorio piemontese, pur avendo una capillare diffusione territoriale lungo i fiumi principali.

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Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Formazioni legnose riparie Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 548 polloni 36% seme 64% Ceppaie (n) 116 Area basimetrica (m2) 19 Diametro medio (cm) 21 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 211 (39%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 31 (6%) Volume (m3) 146 Incremento corrente (m3) 8 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1500 m (formazioni arbustive) Ambiti geografici prevalenti Pianura e fondivalle principali montani e collinari Superficie 12.475 ha (1,4%)

I popolamenti possono essere suddivisi in base alla fisionomia in formazioni arbustive prevalentemente di greto (con Salix purpurea, S. eleagnos e S. triandra), e arboree a salice bianco, a pioppo nero in particolare sulle porzioni di greto pi ciottolose, e a pioppo bianco.
Tabella 21 Tipi forestali delle Formazioni legnose riparie e relative superfici.

Tipo Saliceto arbustivo ripario Saliceto di salice bianco Pioppeto di pioppo nero Pioppeto di pioppo bianco

ha 2.978 5.801 2.239 1.458

% 24 46 18 12

100%
Alberi

90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0%

Volume Area basimetrica

Figura 42 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Formazioni legnose riparie.

Rov ere

Fra ss

ino

ma gg iore

Cili egi os elv atic o

Rob

inia

Pio pp i cl ona li

Alt re l atif ogl ie

ec oni fere

La composizione specifica che emerge dallanalisi inventariale non comprende i popolamenti e le specie arbustive, generalmente costituite da soli salici che difficilmente raggiungono diametri cavallettabili; la dizione altre latifoglie, che costituisce circa l80% di composizione e volumi, comprende salici a portamento arboreo, pioppo nero e pioppo bianco e sporadici ontani. La tendenza evolutiva strettamente legata alla dinamica fluviale e alleventuale

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Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

gestione tradizionale a ceduo, in assenza delle quali i popolamenti, che in condizioni naturali con presenza di portaseme e continuit forestale evolverebbero verso formazioni a legno duro (Querceti), sono spesso destinati alla senescenza e al collasso, o allinvasione di specie esotiche arbustive e suffruticose.
Figura 43 Ripartizione delle propriet delle Formazioni legnose riparie.

Altre propriet private 69%

Privata rilevata 1%

Pubblica 29%

Altri Enti 1%

Il numero di piante/ha,cos come i valori di area basimetrica e volume,risultano tra i meno elevati se comparati alle altre categorie; tuttavia il valore del volume/ha superiore ad altre formazioni come Robinieti, Querceti di roverella e Orno-ostrieti in cui maggiore lattitudine produttiva; lincremento corrente, di poco inferiore agli 8 m3/ha, risulta fra i pi elevati in relazione alla buona disponibilit idrica, inferiore solo a Robinieti e Castagneti. A fronte di una ripartizione diametrica concentrata nelle classi inferiori, il diametro medio superiore ai 20 cm va attribuito alla presenza, sebbene in numero limitato, di individui di grandi dimensioni, pioppi anche clonali e salici fino a 80/100 cm di diametro. Gli assetti sono in gran parte anchessi il risultato del continuo disturbo naturale operato dal corso dacqua, che genera boschi in parte di origine agamica da talee naturali fluitate e in parte da seme con struttura articolata e privi di impronta gestionale. Lo stadio di sviluppo prevalente, come conseguenza della preponderanza di popolamenti senza gestione, quello irregolare. La destinazione funzionale prevalente, con quasi il 50% della superficie, quella protettiva generale, di stabilit delle fasce fluviali dallerosione in massa e di laminazione delle piene, a difesa di insediamenti e infrastrutture umane, a cui tali cenosi possono assolvere solo se opportunamente gestite e monitorate; si tratta di una delle categorie in cui la quota di superficie destinata alla protezione risulta pi elevata. Della restante superficie circa 1/3 assume destinazione naturalistica, trattandosi di formazioni radicate prevalentemente in aree protette fluviali e in particolare lungo il corso del Po, soprattutto nei tratti cuneese e alessandrino.

58

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 44 Ripartizione delle destinazioni delle Formazioni legnose riparie.

Produttiva 2%

Protettivoproduttiva 13%

Protettiva 49%

Naturalistica 31%

Fruizione 1%

Evoluzione libera 4%

Per quasi il 60% della superficie si tratta di boschi in cui non sono previsti interventi per il prossimo quindicennio o a tempo indeterminato (formazioni arbustive di greto). Sulla restante parte ritenuta utile la gestione attiva con tagli di miglioramento, in particolare diradamenti (4%), e con tagli di rinnovazione mediante ceduazione (19%),gestione dei cedui composti (9%) e tagli a scelta (5%); si tratta di interventi finalizzati prevalentemente al mantenimento di popolamenti stabili, vitali e meno soggetti a rischio di erosione e asportazione, capaci di ospitare lavifauna nidificante (ardeidi).
Figura 45 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Formazioni legnose riparie.

Monitoraggio 54% Tagli di miglioramento 7%

Tagli di rinnovazione 33%

Evoluzione naturale 6%

Trattandosi di aree prevalentemente planiziali le attivit di taglio ed esbosco risultano prive di particolari limitazioni e possono essere eseguite,dove necessario,per oltre il 60% con trattore.

Robinieti (RB)
I Robinieti per estensione sono la terza Categoria forestale in Piemonte.Hanno diffusione prevalentemente collinare, planiziale e talora pedemontana, con rare digitazioni allinterno delle vallate alpine.

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Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Robinieti Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 772 polloni 46% seme 54% Ceppaie (n) 299 Area basimetrica (m2) 15 Diametro medio (cm) 16 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 155 (20%) Ripartizione diametrica > 35cm (n) 11 (1%) Volume (m3) 111 Incremento corrente (m3) 8,15 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 800 m Ambiti geografici prevalenti Collinare, planiziale e pedemontano (fondivalli e distretti esalpici) Superficie 108.136 ha (12,4%)

In passato la specie fu ampiamente diffusa dalluomo, e lo tuttora in alcune aree del Piemonte, per le sue caratteristiche di frugalit, rapidit di accrescimento, sviluppo dellapparato radicale, a elevato potere consolidante, ma soprattutto per le caratteristiche del legno, assai resistente e durabile, impiegabile in svariati usi dalle travature, alla paleria e ottimo come combustibile. Tuttavia la specie, proprio per la sua facilit di diffusione, soprattutto agamica mediante polloni radicali, ha progressivamente colonizzato e in parte sostituito le formazioni forestali naturali collinari e planiziali, causando la rarefazione e la degradazione dal punto di vista della biodiversit. Se da un lato i Robinieti hanno accresciuto nei boschi la produzione di biomassa destinabile a legna da ardere,dallaltro ne hanno impoverito, se non nelle stazioni pi fertili, le potenzialit, in termini di assortimenti legnosi di pregio, di ricchezza specifica e capacit di rigenerazione, in caso di abbandono della ceduazione a regime, rendendo i popolamenti maggiormente vulnerabili a processi di senescenza e collasso. La composizione dei Robinieti risulta costituita per circa 2/3 da robinia in termine di volume, quota che sale a quasi il 75% per numero di alberi/ha; tuttavia dove la ceduazione mantenuta a regime con turni medio-brevi sono molto frequenti formazioni quasi in purezza. Una quota del 10% costituita da specie quercine, in particolare farnia e rovere, spesso con soggetti di grosse dimensioni in qualit di matricine/riserve; meno del 5% costituito da castagno, che talvolta pu essere considerato relittuale in popolamenti degradati e successivamente infiltrati dalla robinia. Le latifoglie mesofile come ciliegio selvatico, frassino maggiore, olmo campestre possono essere presenti accanto alla robinia in boschi di neoformazione, cui talora partecipa anche la farnia.
Tabella 22 Tipi forestali dei Robinieti e relative superfici.

Tipo Robinieto Robinieto st. di greto

ha 106.421 1.751

% 98 2

I dati emersi dallinventario trovano riscontro nella composizione delle varianti del Tipo pi diffuso dove prevale quella con latifoglie mesofile, cui queste ultime contribuiscono con pi del 25% di copertura; seguono il Tipo sostanzialmente puro e la variante con castagno.

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Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 46 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica nei Robinieti.
Alberi Volume Area basimetrica

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Cas tag no

Far n

ia

Rov ere

Cili Rob Fra ssin egi inia os om elv agg atic iore o

Ace ro

cam

Fra ss pes tre

ino

Alt orn iell o

re l a

tifo

glie

ec oni

fere

Raffrontando i dati dendrometrici con le altre Categorie ad assetto analogo, prevalentemente riconducibile al ceduo, risulta che nei Robinieti il numero di piante a ettaro assai limitato; anche il volume/ha risulta tra i pi bassi, in relazione allassidua gestione attiva ed superiore solo ai Querceti di roverella e agli Ostrieti, dove evidentemente incidono i fattori stazionali; il valore di incremento corrente, con pi di 8 m3/ha, fra i pi elevati, inferiore solo ai Castagneti.
Figura 47 Ripartizione delle propriet della categoria Robinieti (%).

Altre propriet private 95%

Privata rilevata 1%

Altri Enti 1% Pubblica 3%

Anche la ripartizione diametrica evidenzia una scarsit di individui nelle classi diametriche maggiori.Tutti questi fattori trovano giustificazione nellassetto colturale prevalente, in cui i turni di utilizzazione possono essere assai brevi (anche entro i 10 anni), e tenendo conto che il rilascio di matricine, se non appartenenti a specie autoctone o richiesto in specifici strumenti pianificatori, non attualmente obbligatorio. Tra gli assetti prevalgono i cedui semplici (con o senza matricine), con una lieve prevalenza per quelli giovani a regime; seguono i cedui composti, in cui la robinia viene ceduata a turni brevi e la fustaia rada viene destinata alla produzione di assortimenti da lavoro. Le fustaie non sono da ricondurre a popolamenti di origine gamica, ma da polloni radicali per colonizzazione ed includono una quota di cedui invecchiati i cui polloni risultano totalmente affrancati.

61

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

La destinazione prevalente quella produttiva, che diviene polifunzionale produttivo-protettiva per le aree collinari sottoposte a vincolo idrogeologico; la superficie destinata alla produzione risulta per estensione inferiore solo a quella dei Castagneti e delle Faggete. Si conferma quindi limportanza di questi boschi per la produzione di biomassa, in particolare per scopi energetici. I Robinieti vengono destinati a funzione protettiva (fasce fluviali,versanti sedimentari instabili) e a funzione naturalistica (qualora compresi in aree protette) in egual misura, circa 9%; infatti in alcuni ambiti planiziali, in cui lindice di boscosit risulta assai basso,anche i Robinieti, puri o meglio ove misti, assumono importanza in termini naturalistici, come unico possibile habitat e rifugio per la fauna locale.
Figura 48 Ripartizione delle destinazioni dei Robinieti (%).
Produttiva 40%

Protettivo-produttiva 42%

Protettiva 9% Naturalistica 9% Evoluzione libera <1%

Fruizione <1%

La tendenza evolutiva di questi popolamenti fortemente legata al tipo di gestione e alla frequenza degli interventi di utilizzazione: in popolamenti abbandonati vi pu essere il rischio di senescenza e collasso per perdita di vitalit della robinia e mancanza di rinnovazione,spesso ostacolata dal denso sottobosco presente (rovi, vitalba, sambuco). La ceduazione a regime favorisce la robinia e pu diminuire la mescolanza specifica rallentando ogni processo evolutivo; interventi di conversione e diradamento in popolamenti misti di buona fertilit conferiscono loro maggiore stabilit permettendo in tempi successivi, con altri interventi intercalari o di rinnovazione,di incrementare la partecipazione delle altre latifoglie.In accordo con la funzione prevalentemente produttiva svolta dai Robinieti gli indirizzi di intervento prevedono la gestione attiva su quasi l80% della superficie; sono previsti tagli di rinnovazione su oltre i 3/4 della superficie, principalmente attraverso la ceduazione (57%) e la gestione del ceduo composto (18%) da cui si ottengono assortimenti prevalentemente utilizzabili a scopo energetico ma potenzialmente anche da opera e paleria; interventi di miglioramento vengono essenzialmente attuati con conversioni (3%) e diradamenti (3%).Poco meno del 15% della superficie, almeno nel medio periodo (15 anni), non sar soggetta a interventi di gestione attiva per la giovane et dei popolamenti,recentemente ceduati o sviluppatisi su coltivi abbandonati.

62

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 49 Ripartizione degli indirizzi di intervento nei Robinieti (%).
Tagli di miglioramento 10%

Tagli di rinnovazione 76%

Evoluzione naturale 1%

Monitoraggio 13%

Le possibilit di utilizzazione in generale risultano prive di forti limitazioni, trattandosi di aree prevalentemente planiziali e collinari,e lesbosco eseguibile,per quasi il 90% della superficie, con trattore.

Querco-carpineti (QC)
Querco-carpineti Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 589 polloni 32% seme 68% Ceppaie (n) 121 Area basimetrica (m2) 21 Diametro medio (cm) 21 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 220 (37%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 41 (7%) Volume (m3) 182 Incremento corrente (m3) 7,7 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 600 m Ambiti geografici prevalenti Collinare, planiziale, fondovalli e rilievi alpini (distretto esalpico) e appenninici. Superficie 35.039 ha (4%)

I Querco-carpineti sono formazioni costituite principalmente da farnia e carpino bianco con differenti gradi di mescolanza,e con la partecipazione secondaria di altre latifoglie (frassino maggiore, ciliegio, tiglio selvatico ecc), in funzione delle caratteristiche stazionali e dellassetto evolutivo-colturale. I Querco-carpineti sono per estensione la nona Categoria forestale, con una diffusione che interessa circa il 60% delle Aree Forestali. Si tratta di formazioni ad ambito prevalentemente planiziale e collinare dove,accanto ai boschi planiziali pi rilevanti,nuclei generalmente di limitata estensione si sono conservati in stazioni favorevoli lungo i corsi dacqua principali al di l delle golene, sulle scarpate e sommit dei terrazzi fluvio-glaciali meno fertili, nellalta pianura negli impluvi e fondivalle collinari. Si tratta in realt di stazioni relittuali di un areale assai pi vasto che un tempo doveva interessare in particolare gran parte della pianura ora agricola; alcuni popolamenti di particolare interesse per estensione e grado di conservazione sono oggetto di tutela nei Parchi e Riserve Naturali Regionali, tra questi il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino (VC), de La Mandria (TO), di Stupinigi (TO), le Vaude (TO) e le Baragge (VC, BI).

63

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Dalle analisi inventariali e della carta forestale risulta che accanto alla farnia e al carpino bianco spesso presente un ampio corteggio di altre latifoglie mesofile, oltre alla diffusissima robinia. In particolare nei Querceti della bassa pianura, in cui sono incluse le formazioni golenali generalmente prive di carpino bianco, la specie pi frequente la robinia, favorita dove i turni di utilizzazione sono pi brevi, accanto a varianti con latifoglie mesofile dove le condizioni stazionali risultano caratterizzate da una maggiore freschezza dei suoli. Anche nellalta pianura dei terrazzi fluvio-glaciali, sia con elevate sia con basse precipitazioni, e negli ambienti mesoxerofili dei rilievi collinari interni, accanto alle formazioni pi naturali,sono frequenti i popolamenti con robinia.Nellalta pianura spesso divengono rilevanti i popolamenti con varianti a castagno e rovere, in particolare sulle scarpate e declivi dove minori sono i rischi di ristagno; viceversa nelle stazioni dove si hanno fenomeni di idromorfia stagionale compaiono i Sottotipi a Molinia sp. con pioppo tremolo e betulla. Nei rilievi collinari interni, in condizioni di maggiore mesofilia, accanto alla variante con robinia prevale quella con latifoglie miste. La dinamica dei Querco-carpineti, al di l di altri fattori stazionali biotici e abiotici, in gran parte condizionata dalla presenza di robinia e dalla sua gestione; dove le ceduazioni sono pi frequenti i popolamenti tendono alla progressiva semplificazione della composizione specifica e della struttura, condizione che si verifica spesso nelle aree prive di strumenti pianificatori specifici, dove talora il taglio delle matricine/riserve di farnia avviene in modo indiscriminato senza assicurarne la rinnovazione.
Tabella 23 Tipi forestali dei Querco-carpineti e relative superfici.

Tipo Querco carpineto della bassa pianura Querco-carpineto dalta pianura a elevate precipitazioni Querco-carpineto dalta pianura a basse precipitazioni Querceto misto dimpluvio dei rilievi collinari interni Querco-carpineto mesoxerofilo del Monferrato e/o Colline del Po

ha 6.262 16.053 2.683 6.473 3.566

% 18 46 8 18 10

Figura 50 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica nei Querco-carpineti.

60%
Alberi

50%

Volume Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%
Bet ulla Cer ro Cas t agn Far n o ia Rov ere Car p ino bia Fra ss nco ino ma Cili Rob egi inia os elv gg atic ior o e On Alt Pio re l tan pp atif i cl on on og ero ali lie e

con ifer e

64

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Con un volume/ha di poco superiore ai 180 m3 i Querco-carpineti a livello regionale evidenziano un valore di provvigione relativamente modesto; tuttavia nelle stazioni pi fertili collinari e di pianura, escludendo quindi i terrazzi dove il suolo difetta in drenaggio o le aree golenali dove viceversa il suolo risulta troppo drenante, le provvigioni salgono a 200 e sino a 400 m3/ha. Modesti valori di volume legnoso trovano riscontro in bassi valori di area basimetrica e nel limitato numero di individui presenti nelle classi diametriche superiori.
Figura 51 Suddivisione delle propriet della categoria Quercocarpineti (%).

Altre propriet private 86%

Privata rilevata 3% Pubblica 8%

Altri Enti 3%

Lincremento corrente, con quasi 8 m3/ha annui risulta fra i pi elevati, e localmente pu essere anche superiore e raggiungere valori di 10 m3/ha. Lassetto prevalente, con quasi il 60% della superficie, il ceduo composto, forma di governo tradizionale in cui la fustaia costituita da farnia, e il ceduo da carpino bianco e nocciolo,specie tolleranti lombreggiamento; tuttavia fustaie pi rade,per la perdita progressiva di riserve non compensata da rinnovazione, ospitano frequentemente cedui di robinia; segue in ordine di estensione lassetto a fustaia, che interessa oltre il 30% della superficie. In entrambi gli assetti risultano prevalere gli stadi adulti. I Querco-carpineti hanno rilevante funzione naturalistica in quanto rari e spesso inclusi nelle aree protette gi citate e risultano tra le categorie con la maggiore estensione di superficie con tale destinazione dopo Faggete e Lariceti; si tratta di popolamenti di elevato interesse conservazionistico per la ricchezza specifica, talvolta estremamente localizzata,del sottobosco erbaceo,riconosciuta anche a livello europeo (Direttiva Habitat 42/93/CEE). Tali popolamenti rivestono anche un valore storico-culturale quali vestigia della vegetazione forestale che un tempo ricopriva gran parte degli ambienti planiziali. Pi del 50% della superficie, includendo anche i boschi di ambiti sottoposti a vincolo idrogeologico,possiede destinazione produttiva; tuttavia in termini di superficie il valore risulta poco rilevante se comparato con le altre categorie.

65

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 52 Ripartizione delle destinazioni della categoria Quercocarpineti (%).
Naturalistica 44%

Produttiva 25%

Fruizione 1%

Evoluzione libera <1%

Protettiva 2%

Protettivoproduttiva 28%

Gli indirizzi di gestione prevedono soprattutto tagli di rinnovazione,da attuarsi prevalentemente attraverso la gestione sostenibile dei cedui composti (31%),tagli a scelta (10%) e tagli successivi (8%) in fustaia.I tagli di miglioramento prevedono,sull11% della superficie, la conversione a fustaia attraverso interventi misti di diradamento a carico della fustaia e selezione di allievi sulle ceppaie del ceduo. Si tratta di una forma di gestione auspicata soprattutto nei popolamenti con migliore struttura delle stazioni pi fertili e in generale nelle aree incluse nei Parchi; su circa il 10% della superficie sono previsti interventi di diradamento a carico delle fustaie. Solo poco pi di 1/4 della superficie,almeno per il prossimo quindicennio,non verr sottoposta a interventi di gestione attiva. Da notare che anche in popolamenti con destinazione prevalentemente naturalistica risulta necessario intervenire in tempi relativamente brevi.Formazioni da lungo tempo sottoposte a gestione attiva pi o meno razionale in cui la robinia, e altre specie esotiche in minor misura, hanno progressivamente colonizzato il sottobosco, devono essere guidate nellevoluzione per evitarne la repentina degradazione e assicurarne la stabilit e lavvenire.
Figura 53 Ripartizione degli indirizzi di intervento della categoria Querco-carpineti (%).

Tagli di miglioramento 24%

Monitoraggio 25%

Evoluzione naturale 1% Tagli di rinnovazione 50%

La localizzazione dei popolamenti prevalentemente planiziale o comunque caratterizzata da elementi orografici poco impervi,agevola le operazioni di esbosco che, per quasi il 90% della superficie, pu essere attuato mediante trattore.

66

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Querceti di roverella (QR)


Querceti di roverella Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 1098 polloni 52% seme 48% Ceppaie (n) 323 Area basimetrica (m2) 17 Diametro medio (cm) 14 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 169 (15%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 5 (0,5%) Volume (m3) 91 Incremento corrente (m3) 4,2 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1000 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi appenninici, collinari interni e alpini con preferenza per le esposizioni pi assolate. Superficie 42.763 ha (4,9%)

I Querceti di roverella sono popolamenti dominati da roverella o da talora da forme ibride (con farnia e rovere). In Piemonte la Categoria viene suddivisa, a seconda degli ambiti geografici, in formazioni dei rilievi collinari e appenninici e delle Alpi. Dallanalisi inventariale emerge che la specie pi frequente accanto alla roverella lorniello; tale specie, a temperamento pioniero e frugale, risulta abbondante sui rilievi collinari interni, sullAppennino e talora nelle Alpi Marittime mentre altrove pi sporadica e forma nuclei di limitata estensione. Altre specie legate ai Querceti di roverella sono pino silvestre, castagno, cerro e carpino nero. La dinamica evolutiva di questi popolamenti piuttosto lenta a causa dei forti condizionamenti stazionali; lallungamento dei turni nei cedui ha talora determinato la regressione del castagno e del pino silvestre, questultimo condizionato anche da fattori climatici essendo specie relitta di periodi post-glaciali pi freddi.

Tipo Orno-querceto di roverella Querceto mesoxerofilo di roverella dei rilievi collinari interni e dellAppennino Querceto xero-acidofilo di roverella con Erica arborea Querceto xero-basifilo di roverella delle Alpi Querceto mesoxerofilo di roverella delle Alpi Querceto xero-acidofilo di roverella delle Alpi

ha 18.344 17.996 1.022 369 3.361 1.671

% 43 42 2 1 8 4

Tabella 24 Tipi forestali dei Querceti di roverella e relative superfici.

67

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 54 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica nei Querceti di roverella.

60%
Alberi

50%

Volume Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%

Cas tag n

Rov ere

lla

Rov ere

Cer ro

Car p

ino

Orn ner o

iell

Cili Rob egi inia os elv atic o

Pin Alt re l os ilve atif ogl stre ie

ec oni fere

Il numero di piante/ha risulta fra i pi elevati, avvicinandosi a condizioni di elevata densit e bassa statura propri dei cedui appenninici; la provvigione risulta modesta,a causa dei forti condizionamenti stazionali come dimostrano anche gli scarsi incrementi,di poco superiori a quelli riscontrati in Pinete di pino montano,Ostrieti e categorie con fisionomia arbustiva.
Figura 55 Ripartizione delle propriet nei Querceti di roverella (%).

Altre propriet private 94%

Altri Enti 1% Privata rilevata 1% Pubblica 4%

I soggetti risultano prevalentemente ripartiti nelle classi diametriche inferiori ai 20 cm e solo una minima parte, riconducibile alle matricine di pi turni, ricade nelle classi superiori. Lassetto principale dunque il ceduo matricinato che risulta prevalentemente allo stadio maturo (31%) e secondariamente allo stadio giovane (16%). Ai Querceti di roverella si riconosce una funzione principalmente produttiva e protettiva; le condizioni stazionali spesso limitanti, come emerge dallanalisi dei dati dendrometrici, ne riducono le potenzialit ma senza precludere la gestione attiva, ora sporadica per motivi economici.Molti Querceti di roverella svolgono anche funzione prioritaria di protezione, su una superficie, assoluta e percentuale, che risulta fra le pi elevate tra le categorie forestali, legata soprattutto allimportante ruolo di difesa dallerosione di suoli gi impoveriti.

68

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 56 Ripartizione delle destinazioni dei Querceti di roverella (%).

Protettivoproduttiva 60%

Produttiva 4%

Naturalistica 7%

Evoluzione libera 3%

Protettiva 26%

Su quasi il 50% della superficie si prevede la possibilit di mantenere lattuale forma di governo, spesso nellambito di cedui composti, con interventi di ceduazione che forniranno prevalentemente assortimenti a uso energetico.Tagli di miglioramento potranno essere attuati principalmente attraverso la conversione a fustaia (5%). Su oltre il 40% della superficie per ragioni legate allo stadio di sviluppo, scarsit di prodotti e accessibilit,non sono previsti interventi di gestione attiva almeno nellarco dei prossimi 15 anni.
Figura 57 Ripartizione degli indirizzi di intervento dei Querceti di roverella (%).

Evoluzione naturale 4%

Tagli di rinnovazione 52%

Monitoraggio 38%

Tagli di miglioramento 6%

Lesbosco risulta eseguibile per oltre il 65% della superficie con trattori e su circa il 10% mediante avvallamento.

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Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Orno-ostrieti (OS)
Orno-ostrieti Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 1293 polloni 70% seme 30% Ceppaie (n) 509 Area basimetrica (m2) 17 Diametro medio (cm) 13 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 127 (10%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 3 (0,2%) Volume (m3) 85 Incremento corrente (m3) 5,2 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1400 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi appenninici, collinari interni (Alta Langa) e alpini (Alpi Marittime). Superficie 12.897 ha (1,5%)

Sono popolamenti formati prevalentemente da carpino nero e da orniello (frassino minore). Gli Ostrieti occupano di preferenza stazioni collinari o montane con caratteristiche da mesofile a mesoxerofile mentre nellAppennino possono divenire formazione pioniera, colonizzando limitati ambienti detritici, e dinvasione su pascoli e coltivi abbandonati. Dallanalisi della composizione specifica emergono popolamenti costituiti da un ampio corteggio di specie arboree: accanto alle due specie principali si associano roverella e cerro (specie stabili), castagno e pino silvestre. Sia in ambito collinare sia appenninico prevalgono le varianti con querce, in particolare roverella, e secondariamente con pino silvestre.Viceversa in ambito montano alpino le specie che pi frequentemente danno origine a varianti sono faggio e castagno. I popolamenti ceduati a regime risultano relativamente stabili grazie anche alla notevole facolt pollonifera del carpino nero; se indisturbati generalmente si arricchiscono di specie mesofile in ambito alpino,e prevalentemente quercine in quello appenninico.
Tabella 25 Tipi forestali degli Orno-ostrieti e relative superfici.

Tipo Orno-ostrieto dellAppennino calcareo-marnoso a Knautia drymeia Orno-ostrieto delle Alpi Liguri e Marittime Orno-ostrieto dei rilievi collinari marnoso-arenacei

ha 3.809 2.697 6.391

% 29 21 50

70

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 58 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica negli Orno-ostrieti.

60%
Alberi

50%

Volume Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%

Cas tag no

Fag gio

Rov ere

lla

Cer ro

Car O rn pin iell on o ero

Cili

egi

os

Rob Ace ro inia cam elv pes atic tre o

Pin Alt re l os atif ilve ogl stre ie

ec oni

fere

Gli Orno-ostrieti sono la Categoria con il numero di piante/ha pi elevato,a cui corrisponde tuttavia un valore di volume/ha assai modesto, superiore solo agli Arbusteti (dove tuttavia gli apporti in volume non sono dalle specie costitutrici la categoria ma da quelle accessorie arboree).Il valore di diametro medio risulta il pi basso fra tutte le categorie forestali, e come conseguenza la ripartizione diametrica vede solo una minima parte di individui presenti nelle classi superiori ai 20 cm, da ricondurre principalmente a matricine di querce di pi turni o pini.
Figura 59 Ripartizione delle propriet degli Orno-ostrieti (%).

Altre propriet private 92%

Privata rilevata <1%

Altri Enti <1% Pubblica 8%

Lassetto riconducibile per quasi il 90% a cedui matricinati,come evidenziato anche dai parametri dendrometrici, il cui stadio prevalente riconducibile ad adulto/maturo, secondariamente invecchiato. La destinazione prevalente quella produttivo-protettiva, legata allutilizzazione del ceduo, essendo minima la componente a fustaia. La quota di superficie destinata alla protezione diretta in percentuale, se comparata con le altre categorie forestali, risulta tra le pi elevate in ragione della marcata fragilit e scarsa fertilit delle stazioni, seconda solo alle formazioni riparie. Con linvecchiamento dei cedui abbandonati per scarsa redditivit in taluni casi il riequilibrio passa attraverso fasi di collasso delle ceppaie di carpino.

71

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 60 Ripartizione delle destinazioni degli Orno-ostrieti (%).

Protettivoproduttiva 45%

Protettiva 40%

Produttiva 5% Naturalistica 3%

Evoluzione libera 7% Fruizione <1%

Gli interventi, possibili, consistenti principalmente nel mantenimento/ripresa del governo a ceduo,interessano oltre il 70% della superficie,quota in assoluto pi elevata fra tutte le categorie forestali. Si propone dunque di mantenere attiva lattitudine produttiva di questi popolamenti che possono fornire assortimenti a uso energetico di buona qualit con turni anche relativamente brevi, pur se in modesta quantit.
Figura 61 Ripartizione degli indirizzi di intervento degli Ornoostrieti (%).

Tagli di rinnovazione 75% Evoluzione naturale 7%

Monitoraggio 20%

Tagli di miglioramento 1%

Lesbosco risulta eseguibile prevalentemente con trattori (oltre 50% della superficie), secondariamente mediante gru a cavo e avvallamento, entrambe su oltre il 10% della superficie.

72

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Pinete di pino marittimo (PM)


Pinete di pino marittimo Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 713 polloni 14% seme 86% Ceppaie (n) 44 Area basimetrica (m2) 18 Diametro medio (cm) 18 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 270 (38%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 8 (1%) Volume (m3) 102 Incremento corrente (m3) 4,75 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 800m Ambiti geografici prevalenti Rilievi appenninici tra Val Lemme e Valle Erro. Superficie 806 ha (0,1%)

Le Pinete di pino marittimo comprendono le formazioni boschive naturali in cui vi sia almeno il 50% della copertura dovuta a Pinus pinaster. Le Pinete di pino marittimo sono la Categoria forestale con la minore estensione in Piemonte e possiedono una diffusione territoriale assai limitata in ambito appenninico; altre superfici in aree limitrofe sono di origine artificiale e quindi annoverate tra i rimboschimenti.
Tabella 26 Tipi forestali delle Pinete di pino marittimo e relative superfici.

Tipo Pineta di pino marittimo st. rupicolo Pineta di pino marittimo st. dinvasione

ha 193 613

% 24 76

Analizzando la composizione di queste pinete si osserva, accanto al pino marittimo, la significativa presenza di castagno e soprattutto rovere; questultima insieme alla roverella costituisce una delle varianti pi diffuse nei popolamenti del sottotipo di invasione. In tali specie il rapporto tra n alberi e volume, in netto favore del primo, indica la presenza di soggetti di dimensioni ridotte, da ricondurre a cedui sotto fustaia o a nuclei di rinnovazione ormai affermata sotto la copertura del pino. La diffusione del piano dominato in successione viene agevolata dalla bassa densit e dal carattere eminentemente pioniero del pino marittimo, come evidenziato dal numero limitato di alberi/ha: essendo specie eliofila perde progressivamente competitivit nei confronti delle querce e delle altre latifoglie, soprattutto dove cessano fenomeni di disturbo, tra i quali gli incendi che viceversa ne agevolano la rinnovazione (pirofita attiva).

73

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 62 Composizione specifica percentuale ad ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Pinete di pino marittimo.

60%
Alberi Volume

50%

Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%

Cas t

agn

Rov ere

Pin os ilve stre

Pin om arit

tim

Alt re l atif og lie

ec oni fere

Le Pinete di pino marittimo, a causa delle forti limitazioni stazionali, presentano bassi valori di volume/ha, e accrescimenti modesti soprattutto per la componente pino marittimo (2,7 m3/ha); come conseguenza la ripartizione diametrica evidenzia uno scarso numero di individui nelle classi superiori.
Figura 63 Ripartizione delle propriet delle Pinete di pino marittimo (%).

Altre propriet private 81%

Privata rilevata 7%

Pubblica 8%

Altri Enti 4%

Gli assetti prevalenti sono il ceduo composto e la fustaia, la quale risulta per oltre il 60% allo stadio adulto/maturo. La destinazione prevalente quella produttivo-protettiva mentre circa 1/5 della superficie, essendo compresa nellarea protetta del Parco Regionale Capanne di Marcarolo, ha funzione naturalistica; le pinete possono costituire, in ambienti indisturbati, habitat preferenziali per lavifauna e in particolare per gli uccelli rapaci. Si tratta di formazioni che per assetto e struttura possono svolgere, anche nellambito dell area protetta, unimportante funzione di fruizione.

74

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 64 Ripartizione delle destinazioni delle Pinete di pino marittimo (%).

Protettivoproduttiva 47%

Naturalistica 17%

Fruizione 15%

Protettiva 21%

Gli indirizzi di intervento prevedono il monitoraggio su oltre 1/3 dei boschi e per il resto il miglioramento attivo, agendo su popolamenti spesso degradati o di pi antica origine artificiale, non ritenuti in sufficiente equilibrio con i fattori stazionali e non rispondenti alle destinazioni funzionali attese. Su circa 1/3 della superficie si prevede la trasformazione, ossia un insieme di interventi misti di diradamento, conversione e, dove necessario, anche rinnovazione artificiale, volti a produrre una profonda modificazione delle struttura e della composizione specifica delle pinete, accelerandone levoluzione verso boschi pi stabili con maggiore presenza di latifoglie. Secondariamente si prevede di intervenire con diradamenti e conversioni (16%) in popolamenti con assetto a ceduo composto e con diradamenti (7%) in fustaia, anche al fine di mantenere o rinnovare alcune pinete rappresentative.
Figura 65 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Pinete di pino marittimo (%).

Monitoraggio 37%

Tagli di miglioramento 58%

Tagli di rinnovazione 5%

Lesbosco risulta eseguibile su oltre il 50% della superficie mediante trattore e su circa il 20% con avvallamento.

75

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Querceti di rovere (QV)


Querceti di rovere Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 983 polloni 52% seme 48% Ceppaie (n) 249 Area basimetrica (m2) 21 Diametro medio (cm) 16 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 242 (25%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 14 (1%) Volume (m3) 136 Incremento corrente (m3) 4,8 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1400m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini (distretti mesalpici ed esalpici), appenninici e collinari interni. Superficie 38.578 ha (4,4%)

I Querceti di rovere, con una diffusione che interessa il 90% delle Aree Forestali, risultano una Categoria assai frequente a livello regionale ma con popolamenti in genere frammentati e di ridotta estensione che raggiungono globalmente una superficie non vasta, di poco inferiore ai 40.000 ha . I tre ambiti di diffusione dei Querceti, alpino, appenninico e collinare, ne identificano altrettanti Tipi fisionomici ed ecologici ben caratterizzati. In ambito alpino, nei distretti pi asciutti, sono frequenti i Tipi con sottobosco a Potentilla alba e Teucrium scorodonia, dove betulla, faggio, castagno e altre latifoglie mesofile costituiscono le varianti con le maggiori estensioni, mentre nei settori con precipitazioni pi abbondanti si ha la formazione di Querco-tiglieti, in cui la Variante con castagno risulta la pi estesa. Nel Tipo appenninico, affine a quello collinare, risulta frequente la mescolanza con castagno e secondariamente con pino marittimo (pino silvestre in collina).

Tabella 27 Tipi forestali dei Querceti di rovere e relative superfici.

Tipo Querceto di rovere a Teucrium scorodonia Querco-tiglieto Querceto di rovere/roverella con orniello ed Erica cinerea Querceto di rovere a Physospermum cornubiense dei rilievi collinari interni Querceto di rovere a Physospermum cornubiense dei substrati silicatici dellAppennino Querceto di rovere a Potentilla alba

ha 16.050 2.052 443 3.561 12.361 4.112

% 42 5 1 9 32 11

Dallanalisi della ripartizione specifica emerge lampia eterogeneit che caratterizza i Querceti di rovere, con soggetti appartenenti a numerose specie di latifoglie che, tuttavia, solo nel caso del castagno superano il 10% in n alberi e volume.

76

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 66 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica nei Querceti di rovere.

60%
Alberi

50%

Volume Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%

Cas t

agn

Rov Rov ere ere lla

Cer ro

Car p

ino

Orn ner o

iell

Cili Rob egi inia os elv atic o

Pin Alt re l os ilve atif ogl stre ie

ec oni fere

La dinamica evolutiva fortemente condizionata dai fattori stazionali, per un fenomeno che in passato ha visto il progressivo confinamento dei Querceti di rovere in stazioni marginali, spesso rupicole, a favore del castagno e di colture agrarie. Attualmente i popolamenti delle aree meno fertili risultano i pi stabili, ove non intervengano fattori esogeni come gli incendi, soprattutto per la scarsa competitivit offerta dalle altre specie. Negli ambiti pi favorevoli i Querceti tendono gradualmente alla costituzione di formazioni miste,alle quote superiori potenzialmente anche con faggio ove meno pesante stata la secolare sostituzione antropica con il castagno, che ha separato le fasce di vegetazione di queste due specie.
Altre propriet private 75%

Figura 67 Ripartizione delle propriet dei Querceti di rovere (%).

Privata rilevata 4% Altri Enti 2%

Pubblica 19%

Con quasi 1000 piante/ha i Querceti di rovere sono tra le categorie con il maggior numero di individui per unit di superficie; il valore di volume/ha risulta invece fra i meno elevati, in quanto le forti limitazioni stazionali incidono sugli accrescimenti che risultano modesti.Lassetto prevalente quello ceduo,spesso composto con componente agamica tradizionalmente a castagno,ora spesso con robinia; rilevanti sono pure i popolamenti senza gestione.Scarsa fertilit e assetto si riflettono sulla ripartizione diametrica,dove solo 1% dei soggetti supera la classe dei 35 cm (matricine/riserve). Lo stadio di sviluppo prevalente nel ceduo quello maturo (26%), seguito dal ceduo invecchiato (15%), mentre per la fustaia quello adulto.

77

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

La destinazione prevalente quella produttivo-protettiva, trattandosi di ambiti collinari e montani con marcate limitazioni prevalentemente sottoposti a vincolo idrogeologico.Circa 1/4 della superficie,che in termini assoluti risulta tra le pi elevate, possiede destinazione naturalistica, poich inclusa in aree protette tra cui lestesa propriet regionale alle Capanne di Marcarolo, ponendo quindi tra i principali obiettivi della gestione dei Querceti la conservazione e il miglioramento, aspetto di particolare importanza per popolamenti relittuali di elevato valore.
Figura 68 Ripartizione delle destinazioni dei Querceti di rovere (%).
Produttiva 9%

Protettivoproduttiva 50%

Naturalistica 24% Fruizione 1% Evoluzione libera 3%

Protettiva 13%

Nellottica di una valorizzazione polifunzionale dei Querceti gli interventi di miglioramento vengono previsti su una porzione di superficie significativa; in particolare si prevedono interventi di diradamento e conversione (16%) e conversione (14%).I Querceti di rovere sono la categoria su cui gli interventi selvicolturali di miglioramento previsti raggiungono la maggiore estensione. I tagli di rinnovazione prevedono il mantenimento del governo a ceduo su circa 20% della superficie, e ceduo composto sul 10%. Su 1/3 della superficie non si prevede gestione attiva per almeno un quindicennio.
Figura 69 Ripartizione degli indirizzi di intervento dei Querceti di rovere (%).

Tagli di miglioramento 35%

Tagli di rinnovazione 32%

Evoluzione naturale 8%

Monitoraggio 25%

Lesbosco risulta attuabile su circa il 50% della superficie con trattori,su circa il 15% con gru a cavo e su poco meno del 15% con avvallamento.

78

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Cerrete (CE)
Cerrete Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 1190 polloni 56% seme 44% Ceppaie (n) 385 Area basimetrica (m2) 26 Diametro medio (cm) 17 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 275 (23%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 25 (2%) Volume (m3) 161 Incremento corrente (m3) 7,5 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 800 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi appenninici, alpini (dei distretti pi esterni), collinari interni e alti terrazzi della pianura. Superficie 3967 ha (0,5%)

La Cerreta tra le Categorie meno rappresentate sul territorio piemontese ma con una presenza relativamente diffusa, di poco superiore al 40% delle Aree Forestali, soprattutto nei rilievi collinari meridionali e appenninici. La composizione specifica risulta abbastanza eterogenea ma gli apporti pi significativi sono forniti da orniello, castagno, roverella e carpino nero; tali specie tuttavia, almeno in termini di area basimetrica, non superano il 5%, conferendo alle Cerrete un aspetto spesso puro. Il castagno e il carpino nero costituiscono le Varianti con maggiore estensione, rispettivamente nei Tipi Cerreta mesofila e acidofila e nei Tipi mesoxerofilo e appenninico. Le Varianti con roverella e latifoglie miste sono ancora frequenti rispettivamente nei Tipi mesoxerofilo e mesofilo.
Tabella 28 Tipi forestali delle Cerrete e relative superfici.

Tipo Cerreta mesofila Cerreta mesoxerofila Cerreta acidofila Cerreta mista appenninica a Sesleria cylindrica

ha 973 1.911 461 623

% 25 48 12 16

Lutilizzazione con la ceduazione a regime tende a mantenere stabile la composizione con prevalenza di cerro; viceversa labbandono o sistemi di gestione orientati al trattamento delle fustaie favoriscono la mescolanza specifica e lingresso di altre latifoglie pi esigenti.

79

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 70 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica nelle Cerrete.

70%
Alberi

60%

Volume Area basimetrica

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Cas t

agn

Rov ere

lla

Far n

ia

Rov ere

Cer ro

Car p

ino

Orn ner o

iell

Rob Ace Cili egi ro inia os cam elv pes atic tre o

Alt re l atif ogl ie

ec oni fere

Le Cerrete possiedono un numero di alberi/ha fra i pi elevati, a cui corrispondono valori di volume e area basimetrica/ha altrettanto alti se comparati con le altre categorie a prevalente assetto ceduo; anche lincremento medio annuo, con oltre 7,5 m3/ha, risulta fra i maggiori. La ripartizione diametrica indica un numero limitato di individui nelle classi diametriche superiori ai 35 cm, come conseguenza di una preponderanza di cedui o di popolamenti a fustaia in evoluzione non sottoposti a diradamenti. Sia negli assetti a ceduo sia a fustaia lo stadio di sviluppo pi frequente risulta quello adulto (in entrambi i casi con il 29%).
Figura 71 Ripartizione delle propriet delle Cerrete (%).

Altre propriet private 94%

Privata rilevata 1%

Pubblica 5%

Altri Enti, consorzi e prop. miste <1%

La destinazione prevalente quella produttivo-protettiva, ma una percentuale elevata di superficie ha funzione di protezione. La destinazione naturalistica incide per quasi un quinto della superficie e interessa popolamenti che solo in parte sono gi sottoposti a tutela; questi necessitano di una particolare attenzione essendo estremamente frammentati, a carattere relittuale sia in pianura, nelle colline settentrionali sia in ambito montano alpino, quindi di particolare valore.

80

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 72 Ripartizione delle destinazioni delle Cerrete (%).

Protettivo-produttiva 39%

Produttiva 6%

Naturalistica 18%

Evoluzione libera 7%

Protettiva 30%

Una quota di poco superiore al 50% della superficie almeno nei prossimi 15 anni non suscettibile di gestione attiva. I tagli di rinnovazione riguardano principalmente cedui per i quali si prevede il mantenimento su circa met della relativa superficie. Su una significativa parte dei cedui semplici o composti invecchiati si prevede la conversione attiva a fustaia.
Figura 73 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Cerrete (%).
Monitoraggio 44% Evoluzione naturale 7%

Tagli di miglioramento 13%

Tagli di rinnovazione 36%

Lesbosco possibile per oltre il 70% della superficie mediante luso di trattori,mentre su circa il 20% si prevede linstallazione di gru a cavo.

81

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Castagneti (CA)
Castagneti Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 1134 polloni 75% seme 25% Ceppaie (n) 339 Area basimetrica (m2) 31 Diametro medio (cm) 19 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 363 (32%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 34 (3%) Volume (m3) 220 Incremento corrente (m3) 8,3 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1400 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini (nei distretti pi esterni), appenninici, collinari interni e scarpate di terrazzi planiziali. Superficie 204.367 ha (23,4 %)

I Castagneti sono la Categoria forestale con la maggiore estensione in Piemonte e una presenza che interessa quasi il 100% delle Aree Forestali. Tale diffusione, spesso in purezza, di una specie pur indigena soprattutto opera delluomo che fin dallantichit ha progressivamente sostituito le formazioni boschive originarie,in particolare Querceti di rovere e,alle quote superiori,faggio,con il castagno. Molteplici sono le possibilit di impiego di questa specie che in passato costitu fonte di cibo, energia e materia prima per costruzioni, attrezzi e paleria, per le popolazioni delle aree montane e collinari. Progressivamente limportanza del castagno si ridotta:prima per lavvento di nuove colture (mais e patata),che ne hanno diminuito limportanza alimentare,poi per un complessivo mutamento delle condizioni socio-economiche e il conseguente spopolamento delle montagne, e infine per il diffondersi di importanti patologie come il mal dellinchiostro e il cancro corticale; questultimo, dotato inizialmente di unelevata virulenza, aveva fatto temere per la stessa sopravvivenza della specie. Con il diffondersi di ceppi ipovirulenti oggi il cancro corticale risulta dannoso solo nelle aree meno vocate per il castagno, ossia dove vi sono gi forti condizionamenti stazionali; ci ha alimentato negli ultimi anni un nuovo interesse per la castanicoltura da frutto e da legno, sostenuto attraverso programmi di recupero e ricerca applicata volti al miglioramento dei cedui e dei Castagneti da frutto, anche con la costituzione di campi collezione per la conservazione del patrimonio genetico delle pi importanti cultivar locali. Un nuovo recente pericolo costituito dalla diffusione dellImenottero Cinipide Dryocosmus kuriphilus,rinvenuto nella provincia di Cuneo nel 2002, i cui effetti nelle zone di maggiore diffusione sono stati estremamente dannosi. Dallanalisi inventariale emerge che i Castagneti risultano costituiti per oltre l80% da castagno; tuttavia la partecipazione delle altre specie, a seconda delle condizioni ambientali, assetti e stadi di sviluppo, pu localmente non essere secondaria. I Castagneti, essendo formazioni di origine antropica, si mantengono stabili solo attraverso una gestione attiva che una volta cessata innesca, in tempi pi o meno brevi, la regressione del castagno passando anche attraverso fasi di collasso delle ceppaie dominate. Nei Castagneti da frutto abbandonati si ha linsediamento progressivo di latifoglie pioniere e mesofile che, in tempi relativamente brevi, ne modificano la composizione e la struttura.

82

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Tabella 29 Tipi forestali dei Castagneti e relative superfici.

Tipo Castagneto da frutto Castagneto mesoneutrofilo a Salvia glutinosa delle Alpi Castagneto acidofilo a Teucrium scorodonia delle Alpi Castagneto acidofilo a Physospermum cornubiense dellAppennino e dei rilievi collinari interni Castagneto neutrofilo dellAppennino e dei rilievi collinari interni

ha 10.108 79.841 76.033 22.158 16.227

% 5 39 37 11 8

Dallanalisi della composizione specifica dei vari Tipi si osserva che le latifoglie mesofile,quindi faggio,aceri,frassino e localmente rovere costituiscono le varianti con maggiore estensione nei Castagneti a Salvia glutinosa, mentre in quelli a Teucrium scorodonia a comporre le Varianti con maggiore superficie sono betulla e, nuovamente, rovere e faggio.
Figura 74 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica.

90%
Alberi

80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0%

Volume Area basimetrica

Cas t

agn

Fag g

io

Rov ere

Cili Rob egi inia os elv atic o

Bet

ulla

Pin os ilve stre

Alt re l atif ogl ie

ec oni fere

Il numero di alberi/ha risulta fra i pi elevati, con oltre 1100 individui, a cui corrisponde un valore di volume e area basimetrica/ha altrettanto significativo e superiore a quello riscontrabile nelle altre categorie ad assetto ceduo prevalente.Gli accrescimenti annui, di poco superiori agli 8 m3/ha, risultano i pi elevati e localmente, nelle stazioni pi fertili, possono anche superare i 10 m3/ha.
Altre propriet private 89%

Figura 75 Ripartizioni delle propriet dei Castagneti (%).

Privata rilevata 1%

Pubblica 9%

Altri Enti 1%

83

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Come conseguenza del tipo di assetto prevalente gli individui per quasi il 70% risultano polloni compresi nella classe inferiore ai 20 cm, mentre solo il 3% degli alberi incluso in quella superiore ai 35; tale apporto prevalentemente dovuto ai popolamenti con assetto a fustaia inquadrabili nel Tipo Castagneto da frutto o a riserve di querce e faggio nei cedui composti. Lassetto prevalente il ceduo matricinato, con oltre il 70% della superficie e, secondariamente il ceduo composto (20%); lo stadio evolutivo prevalente nel ceduo e nella fustaia quello adulto (rispettivamente 40% e 12%), segue quello a ceduo invecchiato.
Figura 76 Ripartizione delle destinazioni dei Castagneti (%).

Protettivo-produttiva 56%

Produttiva 27%

Naturalistica 7%

Fruizione 1%

Evoluzione libera 1%

Protettiva 8%

La destinazione prevalente quella produttivo-protettiva che in valore assoluto raggiunge lestensione maggiore rispetto tutte le altre categorie forestali; anche la funzione prettamente produttiva raggiunge lincidenza massima, nel cui ambito ricadono i Castagneti da frutto e in generale i popolamenti ubicati in stazioni con buona stabilit dei versanti. Nelle stazioni pi fertili, ove non sia diffuso il difetto delle cipollatura, il castagno pu fornire anche assortimenti da lavoro destinabili alla tranciatura, segheria, falegnameria e travatura, oltre a paleria. Lelevato contenuto di tannino (ampiamente sfruttato da un grande impianto di estrazione in provincia di Cuneo), rende difficoltosa la combustione; tuttavia limpiego come combustibile, almeno a livello famigliare dopo una lunga stagionatura in ambiente aperto, risulta elevato e decisamente ampliabile in impianti razionali di maggiori dimensioni. La produttivit del Castagneto non si limita al legname o al frutto ma si estende anche ai prodotti, comunemente definiti secondari, come i funghi fra i quali i pi noti e apprezzati sono i boleti del gruppo porcino (Boletus aereus, B. aestivalis, B. edulis e B. pinophilus) e gli ovuli (Amanita caesaria) che in valore possono superare quello del legno. Si tratta comunque di una produzione complementare essendo tali specie fungine legate a una gestione attiva del bosco che mantenga vitali le piante simbionti e favorisca, con la periodica messa in luce del suolo, la decomposizione della lettiera. Poco meno del 10% della superficie dei Castagneti ha funzione naturalistica, trattandosi di popolamenti inclusi in Aree Protette; con la Direttiva Habitat (93/42/CEE) i Castagneti sono stati designati tra gli habitat di interesse comunitario, sebbene in ambito regionale, data lampia diffusione, non costituiscano una reale emergenza naturalistica.

84

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

In considerazione della funzione prevalentemente produttiva su circa il 90% della superficie, che in termini assoluti di gran lunga quella con maggiore estensione per una Categoria forestale a livello regionale, sono previsti interventi di gestione attiva nei prossimi 15 anni. Si tratta prevalentemente di tagli di rinnovazione, attuabili attraverso il mantenimento/ripresa delle ceduazioni (55%); tale forma di gestione se applicata con turni pi lunghi (35-50 anni) e accompagnata da 1 o 2 diradamenti intercalari, consente di ottenere assortimenti da lavoro con incrementi regolari, riducendo anche i rischi di difetti legati alla formazione della cipollatura, senza compromettere la vitalit delle ceppaie, pressoch illimitata per il castagno. Tra gli interventi di miglioramento sono previsti la conversione a fustaia, per circa il 7% dei cedui semplici e il 13% dei cedui composti (generalmente popolamenti misti con altre specie).Circa il 5% della superficie potr essere oggetto di interventi di cure colturali, destinate prevalentemente alla gestione e recupero dei migliori Castagneti da frutto.
Figura 77 Ripartizione degli indirizzi di intervento dei Castagneti (%).
Tagli di miglioramento 27%

Tagli di rinnovazione 63%

Evoluzione naturale 1%

Monitoraggio 9%

Lesbosco risulta eseguibile su circa il 60% della superficie mediante trattori, su circa il 10% mediante avvallamento e su circa il 15% con gru a cavo.

Pinete di pino silvestre (PS)


Pinete di pino silvestre Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 866 polloni 14% seme 86% Ceppaie (n) 70 Area basimetrica (m2) 31 Diametro medio (cm) 21 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 413 (48%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 44 (5%) Volume (m3) 206 Incremento corrente (m3) 4 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 200 fino a 1900 (2000) m. Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini (distretti endalpici e mesalpici), alta pianura (terrazzi fluvioglaciali), rilievi collinari e appenninici. Superficie 14.326 ha (1,6 %)

85

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Le Pinete di pino silvestre sono diffuse discontinuamente, in prevalenza sulle Alpi (85%), secondariamente in ambito planiziale e sui rilievi collinari interni. Lanalisi della composizione specifica evidenzia la presenza di latifoglie e altre conifere con ecologia assai differente; tuttavia in termini di area basimetrica, solo il larice supera in media il 5%. Il pino silvestre, specie eliofila, mesoxerofila-xerofila, spiccatamente pioniera, subentra nelle prime fasi di colonizzazione ma, in assenza di disturbo, si mantiene stabile solo in stazioni marginali, talora rupicole, dove la concorrenza delle altre specie risulta limitata. La formazione di popolamenti misti con faggio, abete bianco, rovere, roverella e castagno pi frequente nel Tipo acidofilo dei distretti mesalpici, dove tali specie potenzialmente stabili, a seconda della condizioni stazionali, costituiscono le varianti con maggiore estensione; le querce e le latifoglie miste sono frequenti anche nei Tipi mesalpici basifili e dei rilievi collinari interni.

Tabella 30 Tipi forestali delle Pinete di pino silvestre e relative superfici.

Tipo Pineta di brughiera su morene e terrazzi fluvio-glaciali Pineta endalpica basifila di pino silvestre Pineta endalpica acidofila di pino silvestre Pineta endalpica di greto di pino silvestre Pineta endalpica mesoxerofila di pino silvestre Pineta mesalpica acidofila di pino silvestre Pineta mesalpica basifila di pino silvestre Pineta di pino silvestre dei rilievi collinari interni

ha 873 1.871 464 296 990 5.314 3.100 1.418

% 6 13 3 2 7 37 22 10

Figura 78 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Pinete di pino silvestre.

80%
Alberi

70%

Volume Area basimetrica

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Ab ete ros so

Lar

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Cas t

agn

Fag g

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Rov ere

lla

Rov ere

Bet

ulla

Alt Pin re l os atif ilve ogl stre ie

ec oni fere

86

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Le Pinete di pino silvestre, con oltre 200 m3/ha, possiedono un valore di biomassa tra i pi elevati se comparati con le altre categorie forestali,a cui tuttavia corrisponde un incremento corrente modesto, a conferma di un limitato interesse produttivo da cui discendono gli accumuli di biomassa. Lanalisi della ripartizione diametrica evidenzia poco meno del 50% dei soggetti nelle classi diametriche superiori a 20 cm, indicando la presenza di popolamenti in stadio evolutivo adulto; nelle fustaie questo risulta esteso a circa il 70% della superficie.
Figura 79 Ripartizione delle propriet delle Pinete di pino silvestre (%).

Privata rilevata 1%

Altre propriet private 48%

Pubblica 51%

Altri Enti <1%

Con oltre il 40% della superficie la destinazione prevalente risulta quella produttiva-protettiva; in tal senso le potenzialit delle pinete aumentano nelle aree di maggiore diffusione, come lAlta Valle Susa e le Valli Chisone e Germanasca, dove sono presenti popolamenti accessibili con soggetti caratterizzati da buon portamento. Nelle Pinete di pino silvestre la percentuale destinata alla protezione una delle pi elevate fra le diverse categorie forestali; il pino,in popolamenti comunque soggetti a cure minime, in grado di svolgere tale funzione in modo efficace, grazie al profondo e robusto apparato radicale.
Figura 80 Ripartizione delle destinazioni delle Pinete di pino silvestre (%).

Produttiva 8% Naturalistica 14%

Protettivo-produttiva 43%

Fruizione 1%

Evoluzione libera 4%

Protettiva 30%

87

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Nei prossimi 15 anni sono previsti interventi di gestione attiva su poco pi del 50% della superficie, per lo pi attraverso lapplicazione di tagli di rinnovazione; in particolare si intende ricorrere a tagli successivi adattati per gruppi (18%), ampiamente utilizzati nella selvicoltura delle pinete in Alta Valle Susa e secondariamente tagli a buche (9%). I tagli di miglioramento consistono soprattutto in diradamenti che potenzialmente interessano il 15% della superficie.
Figura 81 Ripartizioni degli indirizzi di intervento delle Pinete di pino silvestre (%).

Monitoraggio 42%

Evoluzione naturale 5%

Tagli di miglioramento 20%

Tagli di rinnovazione 33%

Lesbosco risulta non eseguibile solo su una minima quota, mentre su circa il 40% della superficie possibile utilizzare trattori, su circa il 15% lavvallamento e su circa il 30% le gru a cavo.

Boscaglie pioniere e dinvasione (BS)


Categoria estremamente eterogenea,raggruppa formazioni caratterizzate da struttura e composizione specifica assai diversa in funzione delle stazioni e degli ambiti di diffusione, a carattere pioniero, secondario o stabile. Presente in tutte le Aree Forestali, per estensione risulta una della categorie pi diffuse (quinta per estensione in Piemonte).

Boscaglie pioniere e dinvasione Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 731 polloni 42% seme 58% Ceppaie (n) 182 Area basimetrica (m2) 14 Diametro medio (cm) 16 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 158 (22%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 10 (1%) Volume (m3) 93 Incremento corrente (m3) 4,6 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino ai limiti della vegetazione arborea Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini, collinari interni e pianura. Superficie 59.933 ha (6,9 %)

88

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Lanalisi della composizione specifica evidenzia la prevalenza di betulla, con circa il 30%, diffusa soprattutto in ambito montano, secondariamente ciliegio selvatico e olmo, il secondo prevalente in collina e pianura, poi faggio, castagno e sorbi ancora di ambiti montani.
Tipo Betuleto planiziale di brughiera Betuleto montano Boscaglie dinvasione Corileto dinvasione Pioppeto dinvasione a pioppo tremolo Saliceto paludoso di Salix cinerea Boscaglia rupestre pioniera ha 440 21.525 15.772 3.709 391 3 18.092 % 1 36 26 6 1 0 30
Tabella 31 Tipi forestali delle Boscaglie pioniere e dinvasione e relative superfici.

I popolamenti sono di tipo pioniero o primario in stazioni rupicole, greti e detriti di falda soggetti a disturbo naturale, o secondario se dinvasione su superfici agricole abbandonate. Solo nelle stazioni pi fertili si osserva unevoluzione dei popolamenti con progressiva infiltrazione delle specie pi esigenti, mentre altrove i forti condizionamenti stazionali limitano i processi evolutivi.
Figura 82 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Boscaglie pioniere e dinvasione.

40%
Alberi Volume Area basimetrica

30%

20%

10%

0%

Lar

ice

Cas t

agn

Fag g

io

Far n

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Fr A C R Rov B Alt P Sor S P re l bo ere assin iliegio ceri m obini etulla ioppo ioppi orbo at a m u om c o tre mo lonali ccella ontan ifoglie agg selvat ntan tor o, r ico lo iore o ec i icc oni io fere

Le Boscaglie possiedono un volume/ha tra i meno elevati a livello regionale, a cui corrispondono valori di area basimetrica e diametro medio altrettanto modesti,dovuti a incrementi annuali non particolarmente sostenuti e agli stadi evolutivi giovanili; anche la ripartizione dei diametri risulta sbilanciata verso le classi diametriche inferiori. Assai eterogeneo risulta lassetto, con prevalenza di boschi senza gestione per condizionamenti stazionali, e, secondariamente, di neoformazione e fustaie; come conseguenza lo stadio evolutivo prevalente quello irregolare, cui seguono per estensione gli stadi pi giovanili delle fustaie.

89

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 83 Ripartizioni delle propriet delle Boscaglie pioniere e dinvasione (%).

Altre propriet
private 54% Privata rilevata 2%

Pubblica 42% Altri Enti 2%

La destinazione rispecchia leterogeneit,con quasi il 40% di popolamenti potenzialmente produttivi. Circa 1/5 della superficie ha specifica funzione di protezione, imponendo su tali una gestione mirata da attuarsi prevalentemente attraverso diradamenti e ricostituzione boschiva, e/o un periodico monitoraggio. Le forti limitazioni stazionali fanno destinare oltre1/5 della superficie alla libera evoluzione, valore che in termini assoluti risulta fra i pi elevati a livello regionale.
Figura 84 Ripartizione delle destinazioni delle Boscaglie pioniere e dinvasione (%).

Protettivoproduttiva 34%

Protettiva 18%

Produttiva 5%

Naturalistica 16%

Fruizione 1%

Evoluzione libera 26%

Solo su poco pi del 10% della superficie prevista la gestione attiva nei prossimi 15 anni; si tratta in prevalenza di tagli di miglioramento e in particolare diradamenti (6%) e cure colturali (2%).

90

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 85 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Boscaglie pioniere e dinvasione (%).

Monitoraggio 53%

Tagli di miglioramento 10%

Evoluzione naturale 35% Tagli di rinnovazione 2%

Per lesbosco su circa il 45% della superficie possibile utilizzare trattori, su poco pi del 5% lavvallamento e su poco meno del 15% le gru a cavo; su circa 1/3 della superficie lesbosco risulta non necessario essendo aree prive di gestione attiva, mentre solo una minima parte della superficie risulta non esboscabile.

Alneti planiziali e montani (AN)


Alneti planiziali e montani Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 881 polloni 44% seme 56% Ceppaie (n) 181 Area basimetrica (m2) 25 Diametro medio (cm) 19 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 320 (36%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 25 (3%) Volume (m3) 179 Incremento corrente (m3) 7,4 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1600 m Ambiti geografici prevalenti Fondovalle principali e versanti dei rilievi alpini centro-settentrionali, pianura e rilievi collinari interni. Superficie 5.200 ha (0,6%)

Gli Alneti hanno estensione limitata costituendo meno dell1% delle superficie forestale complessiva; tuttavia, sebbene in nuclei di modesta estensione, risultano avere diffusione elevata con una presenza che interessa oltre l80% delle Aree Forestali soprattutto planiziali. Analizzando la composizione specifica emerge che, accanto allontano nero, frassino maggiore, castagno, ciliegio selvatico e olmo (sempre di modeste dimensioni, spesso non cavallettabile) sono le specie maggiormente rappresentate.Pi sporadica la presenza dellontano bianco, come conseguenza di una minore diffusione del Tipo forestale montano. Il frassino costituisce una fase evolutiva di tali popolamenti, altrimenti stabili, in cui per cause naturali o di origine antropica vi sia un progressivo abbassamento della falda o cessino i disturbi legati alla dinamica dei versanti.

91

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Tabella 32 Tipi forestali degli Alneti planiziali e montani e relative superfici.

Tipo Alneto di ontano nero Alneto di ontano bianco

ha 3.528 1.672

% 68 32

La Categoria comprende essenzialmente due Tipi forestali: il primo caratterizzato dalla predominanza dellontano nero con diffusione prevalentemente planiziale e pedemontana,inclusi i fondivalle alpini; il secondo costituito da ontano bianco, che viceversa presenta diffusione prevalentemente montana, con rare discese a quote inferiori lungo le aste dei principali fiumi e torrenti, qui talora anche in mescolanza con lontano nero.
Figura 86 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica degli Alneti planiziali e montani.

60%
Alberi Volume

50%

Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%

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con ifer e

Con un volume di poco inferiore ai 180 m3/ha, risultano formazioni che, se comparate con le altre categorie, presentano un valore di biomassa considerevole con incrementi anchessi piuttosto elevati, in particolare per lAlneto di ontano nero, grazie alla disponibilit idrica. Circa 1/3 degli individui risultano compresi nella classe diametrica superiore a 15 cm mentre solo una minima parte, inferiore al 5%, presenta diametri di classe superiore ai 35 cm. Lassetto prevalente risulta il ceduo
Figura 87 Ripartizioni delle propriet degli Alneti planiziali e montani (%).

Altre propriet private 82%

Privata rilevata 1% Pubblica 14%

Altri Enti 3%

92

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

composto,secondariamente il ceduo e la fustaia; gli stadi di sviluppo risultano prevalentemente giovani o adulti nelle fustaie e adulti/maturi per i cedui. Trattandosi di ambiti prevalentemente planiziali, non inclusi in territori sottoposti a vincolo idrogeologico, la percentuale destinata alla produzione risulta relativamente elevata. Circa 1/3 della superficie assume destinazione naturalistica trattandosi di aree sottoposte a tutela e comunque di interesse conservazionistico; gli Alneti infatti sono inclusi tra gli habitat di interesse comunitario prioritario in base alla Direttiva Habitat. Possono inoltre divenire siti elettivi per la nidificazione degli ardeidi, in particolare nei popolamenti in cui lestensione di alcuni ettari.
Figura 88 Ripartizione delle destinazioni degli Alneti planiziali e montani (%).

Produttiva 18%

Protettivo-produttiva 26%

Naturalistica 26%

Fruizione 2%

Protettiva 25% Evoluzione libera 3%

Circa il 50% della superficie, almeno nei prossimi 15 anni, non suscettibile di interventi di gestione attiva; circa 1/3 della superficie pu essere viceversa percorsa attraverso la gestione del ceduo semplice (15%) o composto (11%) e diradamenti in fustaia (8%).
Figura 89 Ripartizione degli indirizzi di intervento degli Alneti planiziali e montani.

Evoluzione naturale 7% Monitoraggio 48%

Tagli di miglioramento 17%

Tagli di rinnovazione 28%

Lesbosco,dato lambito prevalente di diffusione, pu essere attuato su circa il 70% della superficie mediante trattori mentre solo una minima parte risulta non esboscabile.

93

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Acero-tiglio-frassineti (AF)
Acero-tiglio-frassineti Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 850 polloni 39% seme 61% Ceppaie (n) 154 Area basimetrica (m2) 21 Diametro medio (cm) 18 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 255 (30%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 23 (3%) Volume (m3) 159 Incremento corrente ( m3) 6,3 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1600 m Ambiti geografici prevalenti Alpi in fondovalle, forre e versanti, in prevalenza su coltivi e pascoli abbandonati. Superficie 40.846 ha (4,7%)

Si tratta di una delle categorie con la superficie pi estesa a livello regionale. Le specie principali costituenti il soprassuolo sono il frassino maggiore, gli aceri di monte e riccio, tigli e castagno. In particolare il frassino maggiore, acero di monte e tiglio cordato sono le specie che, nellambito del Tipo dinvasione, rappresentante circa i 3/4 della superficie dellintera categoria, pi frequentemente costituiscono popolamenti puri, ossia con almeno il 75% della copertura di una sola delle prime due specie. Il castagno, viceversa, cos come il faggio, risultano specie accessorie, del Tipo di invasione. Si tratta in prevalenza di formazioni secondarie, sviluppatesi in ambito montano in seguito allabbandono di prati e coltivi dei fondivalle e dei versanti pi freschi, caratterizzati da una maggiore fertilit stazionale; la facilit di disseminazione e la rapidit di accrescimento hanno contribuito alla diffusione di queste formazioni, talora in nuclei di limitata estensione, determinata dal regime patrimoniale e dalla conseguente frammentazione particellare. Il ruolo di specie pioniere svolto dal frassino maggiore e dallacero di monte viene sottolineato dalla rapida evoluzione che spesso i popolamenti dinvasione subiscono,in particolare dove pi favorevoli risultano le condizioni stazionali; in tali ambiti alle specie principali costituenti il soprassuolo ne subentrano altre che costituiranno le cenosi definitive in equilibrio con i fattori ambientali locali. Condizione pi marginale assunta dagli Acero-tiglio-frassineti di forra che si sviluppano su greti, impluvi incassati e versanti ombrosi con suoli poco profondi o a tasche; si tratta di popolamenti di tipo primario,soggetti a periodici ringiovanimenti, la cui dinamica evolutiva risulta pi lenta o del tutto bloccata.

Tabella 33 Tipi forestali degli Acero-tiglio-frassineti e relative superfici.

Tipo Acero-tiglio-frassineto di forra Acero-tiglio-frassineto dinvasione Tilieto di tiglio a grandi foglie

ha 10.852 29.988 6

% 27 73 <1

94

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 90 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica degli Acero-tigliofrassineti.

60%
Alberi Volume

50%

Area basimetrica

40%

30%

20%

10%

0%

Ace ri

mo

nta

Far Cas On tan nia tag ob no ian no, co ricc io

Fra ss

ino

ma

gg

Rob Cili egi inia os elv atic iore o

Bet

ulla

Alt On Pio re l tan pp atif i cl on ona ogl ero ie e li

con ifer e

Analizzando i parametri dendrometrici il volume medio risulta modesto, compensato tuttavia da valori di incremento significativi se comparati con le altre categorie.Circa 1/3 dei soggetti risulta ripartito nella classi diametriche superiori ai 15 cm, mentre solo una minima parte possiede diametri di dimensioni elevate. Tale ripartizione diametrica, che evidentemente si riflette sui modesti valori di biomassa, trova riscontro nellattuale stadio di sviluppo prevalente che risulta per circa 1/4 dato dalla fustaia giovane.
Figura 91 Ripartizione delle propriet degli Acero-tiglio-frassineti (%).

Altre propriet private 82%

Privata rilevata 1% Pubblica 16% Altri Enti 1%

La destinazione, per circa i 2/3 della superficie, risulta almeno in parte produttiva, relativamente agli ambiti di invasione con caratteristiche stazionali e di fertilit, versanti poco acclivi e facilmente accessibili. La fertilit dei suoli, un tempo destinati alle colture agrarie e alla praticoltura, contribuisce al rapido sviluppo dei soggetti che, se opportunamente assistiti da interventi intercalari, possono assumere buone caratteristiche forestali a elevato valore degli assortimenti legnosi da opera. Circa 1/4 della superficie possiede destinazione protettiva, assunta in maggior misura dal Tipo di forra che occupa le stazioni caratterizzate da maggiore instabilit e a rischio di dissesto. La destinazione naturalistica, che include le superfici ricadenti in aree protette, in-

95

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

cide per poco meno del 10%; il tipo di forra caratterizzato anche da notevole ricchezza floristica del sottobosco costituisce habitat di interesse prioritario in base alla Direttiva omonima.
Figura 92 Ripartizioni delle destinazioni degli Acero-tigliofrassineti (%).

Protettivoproduttiva 51%

Produttiva 14% Naturalistica 8% Fruizione 2%

Protettiva 23% Evoluzione libera 2%

Su circa il 40% della superficie sono previsti interventi di miglioramento, prevalentemente costituiti da diradamenti (21%), e diradamento-conversione (17%) destinati ai cedui composti. Gli interventi intercalari,in considerazione della qualit del legname ritraibile e della facilit di accesso, possono essere anche remunerativi ma rimangono comunque essenziali al fine di incrementare la stabilit, la rapidit di accrescimento dei popolamenti e il valore del legname. Si prevede di attuare tagli di rinnovazione principalmente attraverso tagli successivi adattati (7%),che ben si prestano a formazioni con prevalenza di frassino e acero di monte,specie tolleranti un certo grado di ombreggiamento almeno negli stadi iniziali di accrescimento; nelle strutture disetaneiformi si prevedono tagli a scelta per gruppi (6%) mentre su circa il 5% della superficie si prevede di mantenere il ceduo a regime. Su oltre 1/3 della superficie non si prevedono interventi, almeno a medio termine.
Figura 93 Ripartizione degli indirizzi di intervento degli Acerotiglio-frassineti (%).

Tagli di miglioramento 41%

Tagli di rinnovazione 25%

Evoluzione naturale 3%

Monitoraggio 31%

96

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Su oltre il 50% della superficie possibile effettuare lesbosco per mezzo di trattori mentre su il 10% possibile utilizzare lavvallamento e su circa il 15% gru a cavo.

Faggete (FA)
Faggete Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 1207 polloni 63% seme 37% Ceppaie (n) 318 Area basimetrica (m2) 29 Diametro medio (cm) 18 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 333 (28%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 33 (3%) Volume (m3) 204 Incremento corrente (m3) 6 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 400m fino a 1900 m Ambiti geografici prevalenti Versanti meno esposti dei rilievi alpini (distretti esalpici e mesalpici), appenninici baraggia novarese e rilievi collinari interni. Superficie 135.770 ha (15,5%)

Costituiscono una delle categorie con la superficie pi estesa a livello regionale, seconda solo ai Castagneti. Le Faggete occupano prevalentemente lambito montano, e in particolare la catena alpina, collocandosi nei distretti pi esterni dove possono raggiungere il limite altitudinale della vegetazione arborea come avviene nelle zone appenniniche. In tali ambiti le precipitazioni risultano pi abbondanti e le temperature mitigate per la risalita di aria pi calda e umida dalla pianura, con minore rischio di gelate tardive e precoci. Il faggio una specie mesofila a temperamento suboceanico favorita appunto da ambienti piuttosto livellati in termini di temperature e di precipitazioni; il suo optimum rappresentato da stazioni con inverni anche freddi, ma non gelidi e con primavere piovose e nebbiose, senza gelate. Dallanalisi inventariale le Faggete risultano popolamenti in gran parte in purezza, dove il faggio costituisce circa l80% in termini di area basimetrica, volume e numero di piante/ha. Ci dovuto alla gestione storica, che ha eliminato le conifere e anche alla scarsa associabilit del faggio che esercita una forte concorrenza sulle altre specie che relega a un ruolo secondario; castagno,larice,betulla e abeti rosso sono le altre specie rilevate pi frequentemente, la cui consistenza tuttavia non supera in media il 5%; le specie pioniere si diffondono quando la faggeta regredisce dopo ceduazioni in popolamenti immediati. Il Tipo forestale pi diffuso risulta la Faggeta oligotrofica, presente in tutto larco alpino; la formazione in cui maggiore la mescolanza specifica e in particolare risultano pi estese le Varianti comprendenti latifoglie miste, betulla e abete bianco. La Faggeta una cenosi tendenzialmente stabile dove il faggio,specie notoriamente sciafila, rinnova sotto la propria copertura, mantenendo una netta predominanza sulle altre specie. Le secolari ceduazioni tuttavia hanno contribuito a impoverire la composizione specifica delle Faggete con una selezione negativa in particolare a carico dellabete bianco.

97

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Tabella 34 Tipi forestali delle Faggete e relative superfici.

Tipo Faggeta appenninica a Physospermum cornubiense Faggeta eutrofica appenninica Faggeta mesoxerofila Faggeta eutrofica delle Alpi Faggeta mesotrofica Faggeta oligotrofica Faggeta altimontana a megaforbie Faggeta basifila pioniera

ha 544 4.366 6.177 9.590 24.434 89.706 516 437

% 0,4 3 5 7 18 66 0,4 0,3

Figura 94 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Faggete.

80%
Alberi Volume

70%

Area basimetrica

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Ab ete ros so

Ab ete bia nco

Lar

ice

Cas t

agn

Fag g

io

Bet

ulla

Alt re l atif ogl ie

ec oni fere

Con un volume di poco superiore ai 200 m3/ha, ripartito su oltre 1200 piante/ha, le Faggete risultano fra le categorie con la maggiore quantit di biomassa; larea basimetrica sfiora i 30 m2/ha e il diametro medio compreso nella classe dei 20 cm. Analizzando la ripartizione diametrica risulta che poco meno di 1/3 degli individui ricade nella classe diametrica superiore ai 15 cm mentre solo una minima parte, inferiore al 5%, raggiunge diametri superiori alla classe 35 cm (matricine adulte e rare fustaie). Tale ripartizione concorda con quanto emerge dallanalisi degli assetti che indicano una prevalenza del ceduo semplice (su circa il 50% della superficie) e composto (circa 30%). Lo stadio di sviluppo relativamente prevalente il ceduo adulto/maturo con circa 1/3 della superficie, a cui seguono i cedui invecchiati e le fustaie giovani/adulte, entrambi con valori prossimi al 25%; rari sono i relitti di cedui a sterzo anchessi invecchiati. La situazione evolutivo-colturale attuale il frutto della gestione pregressa dove il ceduo di faggio fu, in ambito montano, la fonte primaria di energia per riscaldamento domestico (tronchetti e carbone), per forni (fascine) e attivit artigianali-industriali; in seguito ai noti mutamenti socio-economici dal secondo dopoguerra il rapporto tra uomo e risorse forestali si modificato, lasciando alla libera evoluzione una notevole estensione di boschi un tempo assiduamente utilizzati e anzi degradati, con conseguente accumulo di biomassa.

98

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 95 Ripartizione delle propriet delle Faggete (%).

Privata rilevata 3%

Altre propriet private 47%

Pubblica 48%

Altri Enti 2%

Oltre i 2/3 della superficie possiede funzione almeno in parte produttiva; la legna da ardere sta riprendendo un notevole interesse e risulta un prodotto largamente disponibile nelle vallate alpine. Circa il 15% delle Faggete assumono destinazione naturalistica, entit che in valore assoluto risulta pi elevato fra le categorie forestali piemontesi. In termini di superficie le Faggete, dopo Lariceti e Castagneti, sono la categoria che maggiormente concorre alla protezione diretta delle infrastrutture e del territorio. Una quota inferiore al 10%, comunque significativa in termini di superficie (circa 10.000 ha), destinata alla libera evoluzione trattandosi di popolamenti con forti limitazioni stazionali.
Figura 96 Ripartizioni delle destinazioni delle Faggete (%).

Protettivo-produttiva 62%

Produttiva 5%

Naturalistica 15%

Fruizione 1%

Evoluzione libera 7%

Protettiva 10%

Su oltre il 50% della superficie sono previsti interventi di gestione attiva e in particolare interventi di miglioramento. Si tratta per il 40% della superficie di interventi di completamento o di avvio alla conversione dei cedui invecchiati; tali popolamenti hanno ormai ridotto la facolt pollonifera e in caso di ulteriori ceduazioni non pi garantita la continuit del soprassuolo; pertanto occorre optare per la conversione a fustaia, attraverso una fase transitoria, che garantisca la perpetuit del soprassuolo,senza rinunciare alla fornitura di grandi quantit di legna da ardere .

99

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Solo per circa il 7% dei cedui previsto, nellarco del quindicennio, il mantenimento dellattuale forma di governo con taglio del ceduo. Su circa 1/3 delle fustaie, oggi costituenti circa il 10% delle Faggete, vengono previsti tagli successivi, opportunamente adattate per gruppi.
Figura 97 Ripartizioni degli indirizzi di intervento delle Faggete (%).

Tagli di miglioramento 44%

Tagli di rinnovazione 12%

Evoluzione naturale 14%

Monitoraggio 30%

Su oltre il 30 % della superficie lesbosco pu avvenire solo mediante gru a cavo, su circa 1/4 delle superficie possibile utilizzare i trattori, mentre su poco meno del 15% si pu effettuare lavvallamento.

Abetine (AB)
Con oltre 15.000 ha le Abetine costituiscono poco meno del 2% della superficie forestale totale. Si tratta di una categoria diffusa su tutto larco alpino, sebbene spesso a formare popolamenti circoscritti e di limitata estensione; questi sono il risultato di una sistematica eliminazione dellabete in favore del larice, per accrescere le superfici a pascolo.

Abetine Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 720 polloni 16% seme 84% Ceppaie (n) 71 Area basimetrica (m2) 36 Diametro medio (cm) 25 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 356 (49%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 98 (14%) Volume (m3) 318 Incremento corrente (m3) 6,2 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 400 fino a 2000 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini dei distretti mesalpici ed endalpici. Superficie 15.221 ha (1,7%)

Le Abetine sono presenti in maggior misura nelle Alpi Pennine, Cozie e Marittime. I popolamenti sono per lo pi in purezza o misti con faggio, che mostra notevoli potenzialit di reinserimento soprattutto dove vi sono sufficienti piante portaseme, non frequenti a causa della selezione negativa operata in passato dalluomo alle quote superiori; gli elevati valori di numero di alberi e volume, indicano per

100

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

questa categoria la presenza di soggetti di dimensioni ridotte riconducibili a rinnovazione affermata anche da latifoglie e a polloni del ceduo costituenti il piano dominato, accanto ad alberi spesso di grandi dimensioni, lasciati sviluppare per lo scarso interesse commerciale.Viceversa lapporto del larice e dellabete rosso dovuto a soggetti di dimensioni maggiori che partecipano alla composizione del piano dominante; localmente (Alta Valle di Susa-Gran Bosco di Salbertrand) si osserva, alle quote superiori, una progressiva mescolanza anche con il pino cembro. Con un volume/ha pari a circa 320 m3 risulta la categoria forestale con la quantit di biomassa pi elevata a livello regionale, valore che diviene significativo anche considerando i valori medi riscontati in popolamenti di altre regioni alpine e appenniniche. I popolamenti risultano composti da un numero elevato di soggetti appartenenti alle classi diametriche superiori o uguale a 20 cm,come si evidenzia dallanalisi della ripartizione diametrica, e, indirettamente, dallelevato valore di area basimetrica e dal basso rapporto n soggetti/volume della maggior parte delle principali specie costituenti il soprassuolo. Con oltre 6 m3/ha gli incrementi annui risultano tra i pi elevati se si considerano unicamente le categorie ad ambito prevalentemente montano.
Tabella 35 Tipi forestali delle Abetine e relative superfici.

Tipo Abetina eutrofica Abetina mesotrofica mesalpica Abetina oligotrofica mesalpica Abetina altimontana a megaforbie Abetina endalpica

ha 1.663 3.291 9.235 215 817

% 11 22 61 1 5

Analizzando la composizione dei Tipi, il faggio costituisce le varianti con maggiore superficie nei Tipi eutrofico,mesotrofico e oligotrofico mesalpico; il larice e labete rosso danno origine alle varianti con maggiore superficie rispettivamente nei Tipi mesotrofico e oligotrofico endalpico.
Figura 98 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Abetine.

70%
Alberi Volume

60%

Area basimetrica

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Ab ete ros so

Ab ete bia nco

Lar

ice

Fag g

io

Alt re l atif ogl ie

ec oni fere

101

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

La dinamica evolutiva delle Abetine differisce in funzione delle condizioni stazionali; in generale la minore pressione antropica ha favorito la rinnovazione delle latifoglie aumentando la mescolanza specifica. In aree in cui il carico di ungulati risulta elevato spesso tuttavia labete stenta a rinnovarsi trattandosi di una specie assai appetita e il popolamento invecchia perdendo in termini di struttura e quindi di stabilit. Lassetto prevalente la fustaia che risulta per oltre il 60% allo stadio adulto e per la restante quota disetanea.
Figura 99 Ripartizione delle propriet delle Abetine (%).

Privata rilevata 2% Pubblica 65%

Altre propriet private 26%

Altri Enti 7%

Si tratta di boschi con buone potenzialit produttive,nellambito comunque di una funzione polivalente e in particolare protettiva trattandosi di boschi montani spesso in stazioni acclivi o su macereti.Circa il 13% assolve a funzione di protezione generale o diretta. Oltre il 30% ha funzione naturalistica per la conservazione dellhabitat in aree protette, mentre solo una minima parte, soggetta a condizionamenti stazionali o inaccessibile, viene destinata alla libera evoluzione.
Figura 100 Ripartizione delle destinazioni delle Abetine (%).
Produttiva 3% Protettivoproduttiva 47%

Protettiva 13% Naturalistica 32% Fruizione 1% Evoluzione libera 4%

Su oltre il 50% della superficie prevista la gestione attiva attraverso lapplicazione di tagli di rinnovazione, da attuarsi prevalentemente con tagli a scelta (39% della superficie) e tagli a buche (12%).

102

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Con la finalit di aumentare la stabilit e facilitare lingresso delle latifoglie, in popolamenti prevalentemente in purezza, sono previsti tagli di miglioramento e in particolare diradamenti su circa il 4% della superficie. Su circa 1/3 della superficie, almeno per il quindicennio di riferimento, non sono previsti interventi di gestione attiva.
Figura 101 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Abetine (%).

Evoluzione naturale 9%

Tagli di rinnovazione 52%

Monitoraggio 30%

Tagli di miglioramento 9%

Su oltre il 50% della superficie lesbosco risulta attuabile con gru a cavo, secondariamente utilizzabile lavvallamento (oltre il 10%) e il trattore (10%).

Peccete (PE)
Peccete Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 670 polloni 13% seme 87% Ceppaie (n) 43 Area basimetrica (m2) 37 Diametro medio (cm) 27 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 342 (51%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 106 (16%) Volume (m3) 317 Incremento corrente (m3) 4,4 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 700 fino a 2200 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini dei distretti mesalpici ed endalpici. Superficie 8.825 ha (1,0%)

Le Peccete hanno una modesta estensione e diffusione limitata ai distretti climatici pi interni delle valli, a climi continentali ma con precipitazioni abbondanti. La frammentariet dei popolamenti in Piemonte dovuta, oltre che alla diversa ridistribuzione dellareale in seguito allultima glaciazione, a una pi recente opera delluomo che ne ha limitato la diffusione a favore di altre specie, in particolare del larice.

103

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Tabella 36 Tipi forestali delle Peccete e relative superfici.

Tipo Pecceta montana mesalpica Pecceta montana endalpica Pecceta subalpina

ha 6.421 596 1.808

% 73 7 20

I popolamenti raramente risultano in purezza, salvo limitati nuclei; pi frequentemente emerge dallanalisi inventariale la mescolanza con larice,abete bianco,faggio e castagno.Il larice costituisce le varianti con maggiore estensione sia nelle Peccete montane, nel distretto mesalpico unitamente al faggio, e in quelle subalpine. Le Peccete risultano generalmente stabili sotto laspetto evolutivo e talora in espansione rinnovandosi, in ambito montano e subalpino, sotto la copertura dei larici nei Lariceti pascolivi in abbandono.
Figura 102 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Peccete.

70%
Alberi Volume

60%

Area basimetrica

50%

40%

30%

20%

10%

0%
Ab ete ros so Ab ete bia nco Lar ice Cas tag no Fag gio Alt re l a tifo glie

ec oni

fere

Con un volume/ha pari a 317 m3,dopo lAbetina, la seconda categoria con la maggiore provvigione a ha; viceversa i valori di area basimetrica e di diametro medio risultano in assoluto i pi elevati. Gli incrementi annui sono di poco superiori ai 4 m3/ha, valori in linea con altre categorie dei piani montano e subalpino, e delle stazioni marginali. Gli elevati valori di area basimetrica e diametro medio si riflettono sulla ripartizione diametrica dei soggetti; oltre il 50% degli individui risultano nelle classi diametriche superiori ai 15 cm, dato inferiore solo a quello riscontrato nei Larici-cembreti, e per circa il 16% in quelle superiori ai 35 cm, dato in assoluto pi elevato. Lassetto prevalente risulta la fustaia con quasi il 90% mentre circa il 10% privo di gestione; lo stadio di sviluppo prevalente, con oltre il 60%, la fustaia giovane/adulta, mentre circa 1/4 della superficie a fustaia disetanea.

104

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 103 Ripartizione delle propriet delle Peccete (%).

Protettivoproduttiva 50% Protettiva 16%

Produttiva 7% Naturalistica 13% Fruizione 1% Evoluzione libera 13%

Circa il 60% della superficie possiede potenzialit almeno in parte produttiva; tuttavia la frammentariet dei popolamenti e lo status di Habitat di interesse comunitario, ne amplia linteresse e la funzione naturalistica anche oltre la percentuale attribuita. Oltre 1/6 della superficie assolve a funzione di protezione generale o diretta di infrastrutture e insediamenti umani, mentre circa il 13% viene destinato alla libera evoluzione.
Figura 104 Ripartizione delle destinazioni delle Peccete (%).
Tagli di rinnovazione 43% Tagli di miglioramento 19%

Evoluzione naturale 17%

Monitoraggio 21%

Su oltre il 60% della superficie possibile, per i prossimi 15 anni, la gestione attiva, ricorrendo prevalentemente a tagli di rinnovazione e, subordinatamente, a tagli di miglioramento con diradamenti delle fustaie (18%); nei popolamenti maturi sono previsti principalmente tagli a scelta (32%) e tagli a buche (11%).

105

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 105 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Peccete (%).
Tagli di rinnovazione 43% Tagli di miglioramento 19%

Evoluzione naturale 17%

Monitoraggio 21%

Lesbosco risulta attuabile su circa il 60% della superficie con gru a cavo; secondariamente sono utilizzabili lavvallamento e il trattore, entrambi su circa il 15% della superficie, mentre sulla restante superficie lesbosco risulta non eseguibile.

Larici-cembrete (LC)
Larici-cembrete Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 467 polloni 11% seme 89% Ceppaie (n) 28 Area basimetrica (m2) 24 Diametro medio (cm) 25 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 251 (54%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 64 (13%) Volume (m3) 184 Incremento corrente (m3) 2,70 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 800 fino a 2300 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini dei distretti mesalpici ed endalpici. Superficie 79.536 ha (9,1%)

I Larici-cembreti sono la quarta Categoria forestale per estensione in Piemonte,con una diffusione limitata al settore alpino che interessa poco pi del 50% delle Aree Forestali. La specie in passato fu ampiamente favorita dalluomo, a scapito delle altre conifere anche al di fuori del proprio ambito ottimale, per le caratteristiche tecnologiche del legno e per lo scarso ombreggiamento della chioma che consentiva nel sottobosco la formazione di un cotico erbaceo adatto al pascolamento. Il larice specie pioniera di climi continentali che trova il suo optimum nei distretti endalpici presenti nelle vallate alpine pi profonde ed estese, caratterizzate da scarsa nuvolosit e bassa umidit dellaria. I popolamenti,puri o frequentemente misti con pino cembro,peccio,faggio e abete bianco, ma senza che questa mescolanza incida significativamente in termini di volume e area basimetrica, sono presenti a partire da quote inferiori ai 1000 m fino ai limiti della vegetazione arborea.

106

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Tabella 37 Tipi forestali dei Laricicembrete e relative superfici.

Tipo Lariceto pascolivo Lariceto montano Lariceto mesoxerofilo subalpino Lariceto a megaforbie Lariceto-cembreto su rodoreto-vaccinieto Lariceto dei campi di massi Cembreta xero-acidofila Lariceto di greto

ha 12.283 20.870 2.683 3.633 35.360 3.870 648 189

% 15 26 3 5 44 5 1 0,2

90%
Alberi

Figura 106 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica dei Larici-cembrete.

80%

Volume Area basimetrica

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Ab ete ros so

Ab ete bia nco

Lar

ice

Fag gio

Pin oc em bro

Alt

re l a

tifo

glie

ec oni

fere

Alle quote superiori il pino cembro in presenza di portaseme (spesso relegati in zone rupicole) pu risubentrare nella dinamica di questi popolamenti incrementando progressivamente la propria consistenza; in assenza di pascolo o altri fattori di disturbo, a tuttoggi sono assai rare le Cembrete in purezza, riscontrabili nel bosco dellAlev (Val Varaita CN) e in limitati lembi del Piccolo Bosco di Salbertrand (Alta Valle Susa TO). Alle quote inferiori la permanenza dei Lariceti puri legata a una selvicoltura mirata o ad altri fattori esogeni come il mantenimento del pascolo i quali, una volta cessati, consentono la rinnovazione, a seconda delle stazioni, di altre conifere (peccio e abete bianco) e latifoglie e in particolare faggio, frassino e acero di monte con altre specie pioniere secondarie.Tale circostanza ben evidenziata nel Tipo montano, in cui le varianti di maggiore estensione sono determinate dalle specie succitate. Il larice forma inoltre cenosi prevalentemente pure stabili per condizioni stazionali e su detriti di falda caratterizzati da elementi litoidi di grandi dimensioni sfruttando le tasche di suolo ivi presenti anche lungo i greti dei torrenti. Con un volume medio di poco inferiore ai 200 m3/ha i Lariceti presentano un valore di provvigione media non molto elevata essendo popolamenti che possono insediarsi nelle fasce altitudinali pi elevate, fino al limite della vegetazione arborea e, in generale, in ambiti caratterizzati da una bassa fertilit stazionale; conseguentemen-

107

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

te anche il valore di incremento corrente risulta modesto, superiore unicamente a quello riscontrabile nelle categorie arbustive e nelle Pinete di pino uncinato. Tuttavia localmente,negli ambienti pi favorevoli,e in particolare nelle stazioni del piano montano,si possono avere formazioni di interesse produttivo anche per lelevato pregio del legname ritraibile. I popolamenti risultano composti da quasi 500 piante/ha, con una quota superiore al 50% appartenenti alle classi diametriche superiori ai 15 cm, fattore evidenziato dallanalisi della ripartizione diametrica e, indirettamente, dal basso rapporto n soggetti/volume del larice. Lassetto prevalente la fustaia e lo stadio di sviluppo fustaia adulta (con oltre il 60%), mentre poco meno del 10% costituisce boschi privi di gestione a causa di forti condizionamenti stazionali.
Figura 107 Ripartizione delle propriet dei Larici-cembrete (%).
Pubblica 68% Altre propriet private 26%

Privata rilevata 3%

Altri Enti 3%

Oltre il 30% della superficie possiede destinazione prevalentemente produttivaprotettiva o produttiva, valore che in termini di superficie risulta fra i pi elevati a livello regionale.
Figura 108 Ripartizione di superficie delle destinazioni dei Larici-cembrete (%).
Produttiva 5%

Protettivoproduttiva 27%

Naturalistica 24% Fruizione 4% Evoluzione libera 17% Protettiva 23%

108

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

I Larici-cembreti sono la Categoria con la superficie a specifica destinazione di protezione generale diretta di infrastrutture e manufatti, pi estesa; si tratta di ambiti prevalentemente alpini dove i pericoli naturali risultano particolarmente elevati. Circa 1/3 della superficie assume destinazione naturalistica,essendo inclusa in aree soggette a tutela; ai sensi della Direttiva Habitat tali cenosi sono considerate di interesse comunitario. Quasi il 5% della superficie, che in termini assoluti risulta la pi elevata a livello di categoria, ha funzione di fruizione, destinazione che i Lariceti svolgono negli ambiti pi antropizzati e dove preferenzialmente le strutture dei boschi risultano semplificate, con radi soggetti di medio-grandi dimensioni, riferibili in particolare al Tipo del Lariceto pascolivo. Nei Larici-cembreti sono previsti interventi di gestione attiva, nei prossimi 15 anni, su circa il 30% della superficie; per oltre il 20% si tratta di tagli di rinnovazione, da attuarsi principalmente attraverso tagli a scelta (12%), in formazioni prevalentemente del piano subalpino caratterizzate da maggiore mescolanza specifica e struttura pi diversificata, e tagli a buche e/o a fessura (9%) destinati viceversa a popolamenti con struttura pi semplificata, prevalentemente del piano montano, in cui si intende mantenere una buona partecipazione del larice. Su circa l8% della superficie sono previsti tagli di miglioramento, prevalentemente diradamenti, (7%) volti a regolare lo spazio di crescita e migliorare le condizioni di sviluppo dei soggetti ritenuti pi idonei in popolamenti con strutture tendenzialmente semplificate. Circa 1/3 della superficie totale viene lasciata alla libera evoluzione a tempo indefinito; la restante e pi consistente parte della superficie non percorribile con interventi di gestione attiva, almeno a medio termine.
Figura 109 Ripartizione degli indirizzi di intervento dei Laricicembrete (%).

Tagli di miglioramento 8%

Monitoraggio 45%

Tagli di rinnovazione 22%

Evoluzione naturale 25%

Su circa il 30% della superficie lesbosco risulta attuabile con trattore, su meno del 10% per avvallamento e su ben il 35% con limpiego di gru a cavo o teleferiche; poco pi del 6% della superficie risulta non esboscabile.

109

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Pinete di pino montano (PN)


Pinete di pino montano Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 620 polloni 0% seme 100% Ceppaie (n) 0 Area basimetrica (m2) 17 Diametro medio (cm) 18 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 230 (37%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 14 (2%) Volume (m3) 89 Incremento corrente (m3) 2,2 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 1000 fino a 2000 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini dei distretti mesalpici ed endalpici. Superficie 2.669 ha (0,3%)

Le Pinete di pino montano occupano una superficie estremamente limitata, con una diffusione frammentaria e puntiforme esclusiva dellambito alpino. Le maggiori estensioni si sono rilevate in particolare nelle Alpi Marittime e Cozie. I popolamenti sono per lo pi in purezza con oltre il 90% di piante e l80% dellarea basimetrica di pino montano; il larice tra le altre specie la pi frequente, in particolare dove le Pinete di pino montano entrano in contatto con Larici-cembrete; anche il pino silvestre di cui pu essere considerata specie vicariante nelle stazioni pi difficili del piano montano.
Tabella 38 Tipi forestali delle Pinete di pino montano e relative superfici.

Tipo Pineta di pino uncinato eretto Pineta di pino montano prostrato

ha 1.786 883

% 67 33

Nellambito di tale Categoria sono presenti due diversi Tipi forestali, distinti in base alla fisionomia: nel primo caso i soggetti possiedono portamento prevalentemente eretto, nel secondo prostrato con individui policormici di aspetto arbustivo. Si tratta di formazioni che prediligono stazioni marginali, poco fertili, del piano montano e subalpino e, nel caso specifico del pino montano prostrato, ambiti di macereti o ghiaioni mobili al limite per la vegetazione arborea.

110

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 110 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica delle Pinete di pino montano.

90%

Alberi Volume

80%

Area basimetrica

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Lar

ice

Pin os ilve stre

Pin om

Alt ont ano

re l a

tifo

glie

ec oni

fere

Si tratta di popolamenti stabili, in equilibrio con le condizioni stazionali locali; con un volume/ha inferiore a 100 m3 risultano una delle categorie forestali con la minore massa legnosa, superiore solo agli ostrieti e alle categorie a fisionomia arbustiva. Larea basimetrica altrettanto modesta, a cui tuttavia corrisponde un diametro medio di 20 cm; poco meno del 40% degli individui risulta compreso nelle classi diametriche superiori o uguali ai 20 cm. Lassetto risulta ripartito tra fustaia, prevalentemente allo stadio giovane/adulto, e popolamenti senza gestione per condizionamenti stazionali.
Figura 111 Ripartizione delle propriet delle Pinete di pino montano (%).

Pubblica 83%

Privata rilevata 1%

Altri Enti 5%

Altre propriet private 11%

Si tratta di boschi con scarso o nullo interesse produttivo che tuttavia svolgono un importante ruolo protettivo, essendo radicati in aree spesso instabili e soggette a dissesti; ma la valenza delle Pinete di pino montano soprattutto naturalistica; essendo tra laltro annoverate tra gli Habitat di interesse comunitario, prioritario se radicate su suoli calcarei.

111

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 112 Ripartizione delle destinazioni delle Pinete di pino montano (%).

Evoluzione libera 7%

Naturalistica 60%

Protettiva 30%

Produttiva <1% Protettivoproduttiva 3%

In considerazione della funzione prevalentemente naturalistica gli interventi di gestione attiva, almeno nei prossimi 15 anni, sono previsti su una superficie assai limitata; poco meno del 50% della superficie tuttavia viene sottoposta a monitoraggio, e in particolare i boschi di protezione dei quali opportuno seguirne levoluzione valutando la possibilit di programmare cure minime qualora vi siano elementi che possano pregiudicarne la stabilit. La quota maggioritaria invece destinata allevoluzione naturale.
Figura 113 Ripartizione degli indirizzi di intervento delle Pinete di pino montano (%).
Monitoraggio 45%

Tagli di miglioramento 1% Tagli di rinnovazione <1%

Evoluzione naturale 54%

Trattandosi di boschi privi di gestione lesbosco risulta prevalentemente non necessario mentre sul restante 30% circa possibile utilizzare altre modalit.

112

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Arbusteti subalpini (OV)


Arbusteti subalpini Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 363 polloni 59% seme 41% Ceppaie (n) 68 Area basimetrica (m2) 8 Diametro medio (cm) 17 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 71 (20%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 13 (3%) Volume (m3) 64 Incremento corrente (m3) 1 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Da 800 fino a 2000 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini prevalentemente sul piano subalpino. Superficie 31.770 ha (3,6%)

Si tratta della pi rilevante categoria di vegetazione forestale arbustiva, diffusa esclusivamente sullarco alpino, in particolare nel piano subalpino, con preferenza per i versanti esposti a settentrione,lungo i quali pu scendere anche al piano montano. Gli Alneti di ontano verde prevalgono nei settori alpini centro-settentrionali, e in particolare nelle Alpi Cozie e Graie. Si tratta di formazioni arbustive prevalentemente pure, nelle quali a seconda della quota e delle caratteristiche stazionali possono infiltrarsi altre specie arboree e in particolare il larice, faggio, abete rosso, betulla e sorbo degli uccellatori. I popolamenti sono suddivisi in due principali Tipi forestali: uno primario, evolutosi prevalentemente su canaloni di valanga e uno secondario, dinvasione su aree precedentemente pascolate.Nel primo caso levoluzione pressoch assente,ostacolata dalle dinamiche naturali,nel secondo pi evidente con reinsediamento progressivo delle specie arboree anticamente eliminate dalluomo, in particolare larice, altre conifere e latifoglie pioniere.

Tipo Alneto di ontano verde st. primario Alneto di ontano verde st. dinvasione

ha 10.137 21.633

% 32 68

Tabella 39 Tipi forestali degli Arbusteti subalpini e relative superfici.

113

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 114 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica degli Arbusteti subalpini.

70%
Alberi

60%

Volume Area basimetrica

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Ab ete ros so

Lar

ice

Fag gio

Pin on ero

Bet

ulla

Sor

bo

ucc ella

Alt tor i

re l a

tifo

glie

ec oni

fere

Trattandosi di una cenosi prevalentemente arbustiva, con soggetti in gran parte sotto la soglia cavallettabile, la massa legnosa risulta estremamente bassa, cos come i valori di area basimetrica. Anche gli incrementi risultano assai modesti, di poco superiori a 1 m3/ha anno. Conseguentemente la ripartizione diametrica risulta sbilanciata verso le classi diametriche inferiori e solo 1/5 delle piante compreso nella classe superiore o uguale a 20 cm. Lassetto prevalente dato da formazioni prive di gestione per evidenti condizionamenti stazionali; lo stadio evolutivo risulta di conseguenza prevalentemente irregolare.
Figura 115 Ripartizione delle propriet degli Arbusteti subalpini (%).

Pubblica 55%

Privata rilevata 6%

Altre propriet private 33%

Altri Enti 6%

Si tratta di cenosi che per fisionomia, struttura e accessibilit risultano in gran parte prive di una specifica destinazione e pertanto vengono lasciate alla libera evoluzione. Poco meno di 1/5 della superficie possiede destinazione protettiva, con funzione di consolidamento dei versanti, in particolare per quanto riguarda la pre-

114

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

servazione dai dissesti pi superficiali. Su oltre 1/3 della superficie prevale la destinazione naturalistica; si tratta di cenosi che, anche in ambiti esterni alle aree protette costituiscono importanti aree di rifugio per la fauna alpina e in particolare per il gallo forcello che fra gli arbusti trova riparo, siti per la nidificazione e fonte di nutrimento.
Figura 116 Ripartizione delle destinazioni degli Arbusteti subalpini (%).

Fruizione <1%

Naturalistica 31%

Evoluzione libera 51%

Protettiva 17%

Protettivoproduttiva 1%

Date le particolari destinazioni, su oltre i 3/4 della superficie non sono previsti interventi di gestione attiva, sulla restante parte nel prossimo quindicennio previsto il monitoraggio, in particolare per i boschi di protezione sui quali potranno rendersi necessari interventi di cure specifiche.
Figura 117 Ripartizione degli indirizzi di intervento degli Arbusteti subalpini (%).

Evoluzione naturale 77%

Monitoraggio 22%

Tagli di miglioramento 1%

Tagli di rinnovazione <1%

Trattandosi di boschi senza gestione lesbosco risulta in gran parte non necessario; sul 10% circa della superficie possibile intervenire con altre modalit.

115

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Arbusteti planiziali e montani (AS)


Arbusteti planiziali e montani Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 76 polloni 37% seme 63% Ceppaie (n) 8 Area basimetrica (m2) 2 Diametro medio (cm) 19 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 31 (41%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 4 (5%) Volume (m3) 16 Incremento corrente (m3) 1,4 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino a 1400 m Ambiti geografici prevalenti Rilievi appenninici, alpini e collinari interni. Superficie 2.546 ha (0,3%)

In tale Categoria rientrano le cenosi composte in prevalenza da specie arbustive con altezza non superiore ai 3 m e copertura inferiore al 20%; qualora vi sia un superamento di tali parametri si ricade automaticamente nelle Boscaglie. La diffusione di tale Categoria risulta piuttosto frammentaria sebbene presente in vari ambiti del territorio regionale a causa dellelevata eterogeneit e valenza ecologica dovuta alla presenza di tipi forestali a varia ecologia; tuttavia le maggiori estensioni sono state rilevate per gli Arbusteti mesoxerofili di Prunus spinosa e Cornus sanguinea localizzati con maggiore frequenza negli ambiti collinari, dei rilievi appenninici e collinari interni, su coltivi e pascoli abbandonati. Dallanalisi inventariale emerge che le specie arboree pi frequenti sono quelle quercine e in particolare farnia e rovere; tuttavia il maggior contributo fornito dalla categoria altre latifoglie e conifere nella quale confluiscono un mosaico di specie arboree e arbustive i cui singoli apporti non sono valutabili. Levoluzione di tali cenosi estremamente variabile in funzione del Tipo forestale; per gli Arbusteti mesoxerofili di Prunus spinosa e Cornus sanguinea, pi diffusi e interessanti sotto laspetto produttivo, levoluzione spesso accompagnata dalla rinnovazione delle prime specie arboree,e in particolare, quelle quercine,che conducono alla costituzione in tempi pi o meno rapidi di popolamenti arborei.
Tabella 40 Tipi forestali degli Arbusteti planiziali e montani e relative superfici.

Tipo Arbusteto montano xerofilo di Prunus sp.pl/Berberis vulgaris Arbusteto rupestre di Amelanchier ovalis Arbusteto montano di Buxus sempervirens Arbusteto mesoxerofilo di Prunus spinosa e Cornus sanguinea Arbusteto di Spartium junceum

ha 454 197 36 1.656 204

% 18 8 1 65 8

116

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 118 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica degli Arbusteti planiziali e montani.

80%
Alberi Volume Area basimetrica

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

Rob Cili egi inia os elv atic o

Pin os ilve stre

Far n

ia

Rov ere

Pio pp i cl ona li

Alt re l atif ogl ie

ec oni fere

La struttura e la fisionomia di tale Categoria, con composizione prevalentemente arbustiva e copertura assai modesta, influisce negativamente sulla quantit di biomassa, che risulta la meno elevata rispetto alle altre categorie. Tuttavia la presenza di un modesto numero di piante cavallettabili ma con diametro elevato produce un diametro medio di classe 20, fra i pi elevati, con conseguente ripartizione di circa il 50% degli individui nella classe superiore o uguale a 20 cm. Lassetto attribuito in parte a boschi senza gestione e in parte a quelli di neoformazione, con stadio di sviluppo prevalentemente irregolare.
Figura 119 Ripartizione delle propriet degli Arbusteti planiziali e montani (%).

Altre propriet private 82%

Privata rilevata 1% Pubblica 16% Altri Enti 1%

La destinazione prevalente risulta quella produttiva; con levoluzione e il progressivo insediarsi delle latifoglie le potenzialit produttive di alcuni popolamenti, in funzione del Tipo forestale e della localizzazione,potrebbero essere elevate,in prospettiva anche per il conseguimento di assortimenti di pregio.

117

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 120 Ripartizione delle destinazioni degli Arbusteti planiziali e montani (%).

Protettivo-produttiva 36%

Protettiva 28%

Produttiva 6%

Naturalistica 23%

Evoluzione libera 7%

Su circa il 95% della superficie, almeno nel prossimo quindicennio, non sono previsti interventi di gestione attiva.
Figura 121 Ripartizione degli indirizzi di intervento degli Arbusteti planiziali e montani (%).

Monitoraggio 74%

Tagli di miglioramento 2% Tagli di rinnovazione 3%

Evoluzione naturale 21%

Lesbosco risulta attuabile mediante trattori, su oltre il 50% della superficie, mentre sulla restante parte non strettamente necessario.

118

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali

Rimboschimenti (RI)
Rimboschimenti Caratteristiche dendrometriche ad ettaro N alberi 874 polloni 10% seme 90% Ceppaie (n) 41 Area basimetrica (m2) 31 Diametro medio (cm) 21 Ripartizione diametrica 20 cm (n) 417 (48%) Ripartizione diametrica > 35 cm (n) 41 (5%) Volume (m3) 221 Incremento corrente (m3) 7,7 Caratteristiche ecologiche Limiti altitudinali Fino ai limiti della vegetazione Ambiti geografici prevalenti Rilievi alpini e appenninici, prevalentemente del piano montano. Superficie 18.989 ha (2,2%)

I Rimboschimenti in Piemonte occupano poco pi del 2% della superficie forestale totale e hanno diffusione prevalentemente alpina soprattutto nella fascia pedemontana. Si tratta di impianti con et assai variabile, realizzati diffusamente a partire dallinizio del secolo scorso. Le conifere maggiormente utilizzate risultano larice, abete rosso, pino nero e pino silvestre; la quercia rossa risulta la specie pi impiegata in ambito planiziale. Nella categoria delle altre latifoglie e conifere incluso il pino strobo, ampiamente utilizzato in ambito planiziale e collinare; le altre latifoglie autoctone presenti sono da considerarsi prevalentemente spontanee, fase di evoluzione naturale, che diviene particolarmente rapida nei popolamenti realizzati con specie fuori stazione.
Tabella 41 Tipi forestali dei Rimboschimenti e relative superfici.

Tipo Rimboschimento dei piani planiziale e collinare Rimboschimento del piano montano Rimboschimento del piano subalpino

ha 5.719 12.439 831

% 30 66 4

119

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 122 Composizione specifica percentuale a ettaro di alberi, volume e area basimetrica dei Rimboschimenti.

30%
Alberi Volume Area basimetrica

20%

10%

0%

Ab Ab Lar ete ete ice bia ros so nco

Fag g

io

Cas t

agn

Pin on ero

Bet

ulla

Alt Pin Pin re l os om atif ilve arit ogl stre tim ie o

ec oni fere

Con un volume/ha pari a oltre 220 m3 i Rimboschimenti risultano una delle categorie con la maggiore biomassa, inferiore solo alle Abetine e Peccete; anche gli incrementi annuali risultano fra i pi elevati a livello regionale. Larea basimetrica superiore a 30 m2/ha e il diametro medio superiore a 20 cm, con circa il 50% dei soggetti nella classe superiore o uguale ai 20 cm.Tali parametri indicano anche lassenza o carenza di interventi intercalari. Lassetto prevalente il rimboschimento, che viene attribuito a quei popolamenti dove la copertura della fustaia artificiale superiore al 50%; lo stadio di sviluppo prevalente risulta la fustaia giovane/adulta con circa il 70% della superficie.

Figura 123 Ripartizione delle propriet dei Rimboschimenti (%).

Privata rilevata 4%

Altre propriet private 40%

Pubblica 52%

Altri Enti 4%

Si tratta di boschi con buone potenzialit produttive, come sottolineato dalla ripartizione delle destinazioni; poco meno di 1/3 della superficie svolge funzione protettiva o generale diretta di infrastrutture e insediamenti umani. In termini di percentuale e di estensione risulta una delle categorie in cui la funzione di fruizione assume maggiore importanza.

120

Categorie forestali: aspetti ecologici, dendrometrici ed evolutivo-colturali Figura 124 Ripartizione delle destinazioni dei Rimboschimenti (%).
Protettivo-produttiva 34% Produttiva 12%

Naturalistica 17%

Protettiva 29% Fruizione 7% Evoluzione libera 1%

Su oltre i 3/4 della superficie prevista la gestione attiva, attraverso tagli di miglioramento che prevedono in particolare diradamenti (43%) e trasformazioni (11%) verso diverse composizioni. Sono interventi che guidano levoluzione del bosco, ne migliorano la stabilit e la resistenza agli incendi boschivi che spesso li devastano le priorit sono in particolari contesti in cui sono state impiegate specie esotiche o autoctone fuori stazione.

Tagli di miglioramento 69%

Figura 125 Ripartizione degli indirizzi di intervento dei Rimboschimenti (%).

Tagli di rinnovazione 7%

Evoluzione naturale 1%

Monitoraggio 23%

Lesbosco risulta attuabile con trattori su oltre il 50% della superficie; su circa il 20% con gru a cavo e su oltre il 10% con lavvallamento; solo una minima parte, inferiore al 5%, non risulta esboscabile.

121

8. Accessibilit e sistemi di esbosco

Sulla base della cartografia ufficiale di riferimento (CTR Regione Piemonte 1:10.000) e di sopralluoghi sul terreno sono stati individuati e censiti tutti i tracciati che attraversano aree silvopastorali per almeno 300 m di sviluppo. Per ciascuno di essi stata compilata una scheda descrittiva relativa a caratteristiche dimensionali e costruttive dellopera, stato di manutenzione, aspetti patrimoniali e regime duso. A partire da queste informazioni stato quindi possibile eseguire una classificazione delle strade/piste da un punto di vista costruttivo e funzionale. Per quanto riguarda il tipo costruttivo, la classificazione adottata differisce in parte da quelle utilizzate da altri Autori*. La classificazione secondo le funzioni ha invece inteso descrivere lattuale utilizzo prevalente dellinfrastruttura. La rete stata suddivisa fra viabilit pubblica (costruita e gestita per finalit di collegamento, utilizzabile limitatamente per le attivit agro-forestali) e la rete agro-silvopastorale, destinata specificamente alle attivit di gestione, con transito motorizzato riservato ai soli aventi diritto.

Caratteristiche

Strade camionabili principali (S1) 6

Strade camionabili secondarie (S2) 4

Strade trattorabili (S3)

Piste camionabili (P1)

Piste trattorabili (P2)

Piste per mezzi agricoli minori (MP) 2

Larghezza prevalente piano viabile (esclusa eventuale cunetta) (m) Larghezza minima della carreggiata nei rettifili (m) Raggio minimo di curvatura (m) Pendenza media massima (%) Pendenza massima per brevi tratti (max 50 m) (%) Contropendenza max (%) Massicciata Cunetta longitudinale Opere di sostegno
Tabella 42 Parametri dimensionali e costruttivi utilizzati per la classificazione della viabilit in Piemonte.

4 9 10 18 10 s s s

3 6 10 18 10 s s s

2,5 5 12 20 10 s a tratti s

3 6 10 18 10 no eventuali localmente eventuali localmente

2,5 4 12 25 10 no eventuali localmente eventuali localmente

1,5 non definito 15 25 15 no no no

* Le piste camionabili e trattorabili sono state considerate come viabilit principale e permanente,mentre stata introdotta unulteriore categoria rappresentata dalle piste per mezzi agricoli minori, ovvero da tracciati di sezione trasversale ridotta transitabili solo con piccoli trattori. Tali piste, diffuse nelle propriet private della fascia pedemontana, non consentono allo stato attuale limpiego di macchinari moderni e produttivi, ma costituiscono lunica via di accesso al bosco.

122

Accessibilit e sistemi di esbosco

Per quanto riguarda lanalisi delle esigenze di viabilit e lo stato di servizio,vengono individuate,per ogni tracciato,fasce servite a monte e a valle di ampiezza planimetrica pari a 100 200 e 400 m, in base al tipo di intervento selvicolturale e al sistema di esbosco.

SISTEMI DI ESBOSCO ED AMPIEZZA DELLE FASCE SERVITE PENDENZA DEL TERRENO 100 m 200 m 400 m Assortimenti di piccole e medie dimensioni Classe Descrizione salita discesa Assortimenti di grandi dimensioni salita discesa

Trattore con verricello o rimorchio

Trattore con verricello o rimorchio

1 0-25%

Terreni pianeggianti

Trattore con verricello

Avvallamento guidato (canalette)

Gru a cavo a stazione motrice mobile

Trattore con verricello o rimorchio

2 P= 26-50%

Terreni pendenti

Trattore con verricello

Avvallamento libero

Gru a cavo tradizionali

3 P>51%

Terreni fortemente pendenti

Inoltre la metodologia utilizzata distingue le esigenze di accesso alle foreste da quelle di esbosco. Si richiede il solo accesso di personale munito di attrezzature leggere (motoseghe, decespugliatori,attrezzi manuali,ecc.) quando,nel quindicennio di validit del piano, si prevedono interventi colturali in soprassuoli giovani o cure minime nei boschi di protezione senza lesbosco di legname. In questi casi si considera servita una fascia dellampiezza di 400 m planimetrici a partire dalla strada,uguale per tutte le classi di pendenza.Ci significa che il tempo di accesso per raggiungere il punto pi lontano della particella e il corrispondente dislivello da percorrere non sono costanti,ma crescono allaumentare della pendenza del terreno,variando da 15

Figura 126 Ampiezza delle fasce servite dalla viabilit (espressa in metri e considerata uguale a monte e a valle del tracciato) in funzione degli assortimenti ritraibili e della pendenza del terreno. Si considera legname di grandi dimensioni quello proveniente da alberi aventi diametro >30 cm, di piccole e medie dimensioni da alberi rispettivamente di 15-20 e 20-30 cm.

123

Accessibilit e sistemi di esbosco

minuti a un ora. Nelle aree dove invece si prevede di ritrarre legname in ragione di almeno 10 m3/ha sono state considerate servite le fasce, a monte e valle di ciascun tracciato, di ampiezza planimetrica pari a 100, 200 o 400 m. Lampiezza stabilita in base alle attrezzature impiegabili, scelte secondo una griglia di valutazione che prende in considerazione pendenza del terreno e dimensioni del legname (Figura 126): si distinguono i terreni da trattori (fino al 50% di pendenza) dove prevalgono i sistemi di esbosco via terrestre,da quelli da teleferiche dove le linee aeree integrano e sostituiscono la viabilit, in misura sempre maggiore allaumentare della pendenza del terreno. Il metodo cos concepito porta a prevedere una maggiore necessit di viabilit (densit da 25 a 50 m/ha) nelle comprese costituite da boschi cedui dove, quando i terreni superano il 25% di pendenza, le dimensioni ridotte del legname limitano la scelta dei sistemi di esbosco; nelle fustaie la rete viabile pu essere meno densa poich sono ipotizzabili, per ragioni tecniche ed economiche, distanze di esbosco maggiori, grazie anche a un impiego diffuso delle gru a cavo, con una densit di strade preferibilmente camionabili compresa fra 15 e 25 m/ha.

8.1. Caratteristiche e sviluppo della viabilit silvopastorale


Il reticolo viario censito ammonta a 38.712 km suddivisi in 25.749 tracciati, con una densit media pari a 15,2 m di strade e piste per ettaro di territorio. Tale reticolo costituito da viabilit pubblica non di interesse forestale (collegamento o altro) per 7.910 km, da viabilit pubblica di interesse forestale per 16.582 km, e da viabilit a uso agro-silvopastorale per 14.220 km. Allinterno di questultima categoria si possono poi distinguere i tracciati destinati al servizio prevalente dei boschi (9.280 km), da quelli il cui utilizzo pi importante legato alle attivit alpicolturali o di foraggicoltura di bassa valle (4.940 km).
Figura 127 Ripartizione della rete viabile sulla base delle funzioni prevalenti.
Viabilit pubblica di interesse forestale 43%

Viabilit Agrosilvopastorale 37%

Viabilit pubblica non di interesse forestale 20%

Con riferimento alla classificazione per tipi costruttivi la viabilit pubblica costituita per il 27% da strade camionabili principali, il 37% da camionabili secondarie, il 26% da strade trattorabili e il restante 10% da piste. Le caratteristiche dimensionali della viabilit agro-silvopastorale sono mediamente inferiori, con soli 1.984 km di tracciati camionabili (14%) e il restante 86% della rete costituito da piste o strade di larghezza inferiore a 3 m .

124

Accessibilit e sistemi di esbosco

18000

MP
16000

P2

P1

14000

MP
12000 Sviluppo (km)

S3

10000

8000

P2 S2

6000

4000

P1
2000

S3
0 Viabilit agrosilvopastorale

S1 S2
Viabilit pubblica di interesse forestale

Figura 128 Ripartizione della rete viabile in funzione dei tipi costruttivi.

I dati che seguono sono da riferirsi esclusivamente al territorio montano, dove sono stati rilevati in quanto essenziali per la corretta gestione dellaccessibilit al patrimonio forestale e pastorale. Per quanto riguarda le opere darte, i dati evidenziano una generale carenza. Le opere di sostegno sono presenti in quantit limitate nel 41% dei tracciati: prevalgono quelle in pietrame con il 36% dei casi, seguiti dai tracciati ove si hanno pi tipologie costruttive (32%) e dai manufatti in calcestruzzo (30%) mentre le tecniche di ingegneria naturalistica sono ancora poco utilizzate (2%). Con riferimento alle opere di regimazione delle acque, le cunette longitudinali sono presenti su tutto il tracciato o anche solo a tratti, nel 41% dei casi (in genere strade e piste camionabili), nel restante 52% esse sono del tutto assenti. Le cunette trasversali dovrebbero integrare le precedenti nei tratti a maggiore pendenza; il numero rilevato per solo pari a 2 unit per chilometro, circa 10 volte inferiore ai valori ritenuti idonei per percorsi di montagna*; meno di un terzo dei tracciati presenta manufatti per lattraversamento di acque superficiali: si contano 2.054 fra ponti e ponticelli, rispetto alle 4.686 opere presenti a corredo della viabilit pubblica. Spicca altres il modesto numero di piazzali di manovra e deposito del legname (aventi superficie di almeno 30 m2), attualmente in ragione di uno ogni 3,6 km di tracciato.Tale carenza va a detrimento della sicurezza di circolazione, ma soprattutto causa di difficolt e maggiori costi nellorganizzazione ed esecuzione delle operazioni di utilizzazione forestale.

* Non sono state registrate le opere costruite con soli movimenti di terreno quali piccoli sciacqui o

dossi trasversali.

125

Accessibilit e sistemi di esbosco

Tipo costruttivo

Strade camionabili secondarie (S2) 88

Strade trattorabili (S3)

Piste camionabili (P1)

Piste trattorabili (P2)

Piste per mezzi agricoli minori (MP) 3

Tutti i tracciati

Fondo artificiale o migliorato Sostegno scarpate Ponti e tomboni Cunette longitudinali Cunette trasversali Piazzole
Tabella 43 Presenza di manufatti nella viabilit agro-silvopastorale (espressa come frequenza percentuale di tracciati che presentano il manufatto, rispetto al totale della categoria).

82

18

Frequenza (%)

58 42 68 3,4

41 29 42 3,7 0,4

21 16 31 2,2 0,5

16 13 13 1,8 0,4

17 7 3 0,7 0,2

20 15 17 2,0 0,4

Unit/km 0,6

Per quanto riguarda lo stato di manutenzione della rete viabile agro-silvopastorale montana, si rileva che quasi il 29% dei tracciati richiede interventi: principalmente emerge la necessit di lavori di spianamento o ricolmatura del fondo stradale (24%) e di miglioramento/ripristino dellefficienza delle opere di sgrondo delle acque (42%). Tombini, opere di sostegno e ponti richiedono invece cure manutentive rispettivamente nel 19, 23 e 13% dei tracciati ove presenti. Il 5% delle strade e piste non percorribile in seguito a fenomeni erosivi intensi, franamenti delle scarpate o invasione del piano stradale da parte di vegetazione legnosa.

8.2. Accessibilit e miglioramento della rete


Gli oltre 38.000 km di viabilit pubblica e silvopastorale presenti sul territorio piemontese permettono di considerare serviti da viabilit il 46% dei boschi potenzialmente oggetto di gestione attiva; questi costituiscono il 62% della superficie forestale. Lindice QS, che rappresenta la quota parte di superficie forestale servita da viabilit in relazione agli interventi previsti e ai sistemi di esbosco adottabili, assume a livello regionale valori compresi fra 14 e 81%, rispettivamente corrispondenti alle Aree Forestali Valle Vigezzo e Basso Monferrato Astigiano. Evidentemente non sempre opportuno fare confronti tra valli alpine a morfologia fortemente incisa, dove la rete viabile limitata ai fondovalle principali e a pochi versanti di bassa valle, e aree collinari o pedemontane con versanti meno acclivi, con numerosi insediamenti abitativi collegati da una rete viabile pubblica discretamente sviluppata, dalla quale si ramificano frequenti piste agro-silvopastorali al servizio di boschi di latifoglie e prati-pascoli.Tuttavia a parit di rete viabile e orografia, lindice QS pu variare anche in funzione dellassetto dei boschi e delle scelte del redattore del piano. In generale le fustaie risultano meglio servite rispetto ai cedui grazie a fasce di servizio pi ampie, mentre lindice assume valori alti anche con densit viabili relativamente basse quando il pianificatore ha deciso di sottoporre a intervento i soli popolamenti prossimi alla viabilit, destinando al monitoraggio quelli pi lontani dalle strade. Il valore dellindice deve essere quindi letto e interpretato caso per caso,unitamente alle proposte di intervento sulla rete viabile e allincremento atteso di superficie servita.

126

Accessibilit e sistemi di esbosco

Area Forestale

Totale superficie forestale [ha]

Boschi serviti [ha] Montagna

Boschi non serviti [ha]

Boschi senza esigenza di servizio [ha]

Indice QS [%]

Val Curone, Grue e Ossona Val Borbera e Valle Spinti Val Lemme e Alto Ovadese Alta Valle Orba e Valle Erro Langa Astigiana Valli Po, Bronda e Infernotto Valle Varaita Val Maira Val Grana Valle Stura Valli Gesso,Vermenagna e Pesio Valli Monregalesi Alta Val Tanaro, Mongia e Cevetta Valli Antigorio e Formazza Valle Vigezzo Valle Antrona Valle Anzasca Valli Ossolane Valle Strona, Cusio Mottarone e Orta Val Grande,Val Cannobina e Alto Verbano Valle Pellice Valli Chisone e Germanasca Pinerolese e Pedemontano e Val Sangone Bassa Val di Susa e Val Cenischia Alta Valle di Susa Valli di Lanzo Val Ceronda e Casternone, Alto Canavese Valle Orco e Soana Val Chiusella,Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana Val Sesia Alta e Bassa Valle Cervo,Val Sessera, Valle Mosso, Prealpi Biellesi Alta e Bassa Valle Elvo Totale montagna

13.335 23.834 22.302 24.877 8.028 17.711 21.074 25.756 11.638 22.589 32.483 25.130 41.347 25.196 14.568 6.635 15.673 20.627 17.589 24.498 13.789 27.718 20.017 24.047 25.680 29.047 18.152 20.390 12.837 46.247 30.740 9.173 692.727

5.066 9.235 7.287 8.099 2.102 6.661 6.441 6.220 3.077 5.445 7.934 9.533 13.844 4.222 1.219 605 1.271 1.797 2.928 3.335 5.331 4.545 6.992 4.396 7.109 7.909 5.380 1.935 4.547 5.123 11.244 4.918 175. 747

4.957 9.676 8.484 11.735 1.874 7.075 9.007 7.307 2.568 8.336 6.553 7.309 13.198 6.639 7.517 2.460 7.322 3.938 9.065 5.946 3.602 8.958 8.228 8.997 5.323 7.640 9.147 4.675 2.549 15.721 7.050 2.942 225. 796

3.312 4.923 6.531 5.043 4.052 3.976 5.626 12.230 5.994 8.807 17.997 8.288 14.305 14.335 5.831 3.570 7.080 14.892 5.597 15.218 4.856 14.215 4.797 10.654 13.248 13.498 3.626 13.781 5.740 25.403 12.445 1.312 291.183

51% 49% 46% 41% 53% 48% 42% 46% 55% 40% 55% 57% 51% 39% 14% 20% 15% 31% 24% 36% 60% 34% 46% 33% 57% 51% 37% 29% 64% 25% 61% 63% 44%

127

Accessibilit e sistemi di esbosco

Area Forestale

Totale superficie forestale [ha]

Boschi serviti [ha] Collina

Boschi non serviti [ha]

Boschi senza esigenza di servizio [ha]

Indice QS [%]

Alta Langa e Langa Esterna Alto Novarese Monferrato Casalese Basso Monferrato Astigiano Alto Monferrato Astigiano Roero Colline del Po, tratto Torinese Canavese-Eporediese Totale collina

27.779 17.965 8.970 22.054 12.689 10.081 13.295 11.933 124.767

5.792 5.956 5.348 11.807 5.241 6.131 4.913 6.253 51.441 Pianura

11.926 7.690 2.574 2.850 3.399 2.697 8.046 3.031 42.214

10.062 4.319 1.047 7.397 4.049 1.253 337 2.649 31.113

33% 44% 68% 81% 61% 69% 38% 67% 55%

Pianura Alessandrina Settentrionale Pianura Cuneese Pianura Torinese Meridionale Pianura Vercellese Pianura Biellesie Pianura Novarese Pianura Alessandrina Meridionale Totale pianura Totale Piemonte
Tabella 44 Indici di servizio da viabilit delle Aree Forestali piemontesi.

4.715 6.705 3.202 11.227 6.833 16.341 8.142 57.166 874.660

760 3.685 1.045 4.734 2.722 2.771 3.525 19.242 249.270

2.636 1.965 2.033 5.009 3.548 10.491 2.560 28.242 293.412

1.319 1.056 124 1.484 563 3.079 2.057 9.682 331.978

22% 65% 34% 49% 43% 21% 58% 41% 46%

Unulteriore elaborazione riguarda le zone boscate servibili sfruttando la prossimit delle stesse con terreni agricoli facilmente percorribili nella stagione invernale, quando cio non sono coltivati e il suolo consolidato dalle basse temperature permette una buona transitabilit. A tale fine, attorno alle categorie di uso del suolo considerate percorribili, stata costruita una fascia di 150 m che, qualora intersechi delle superfici boscate, le rende servite. I risultati di questa elaborazione vengono riportati nella tabella che segue.

128

Accessibilit e sistemi di esbosco

Area Forestale

Totale superficie forestale [ha]

Boschi serviti [ha] Montagna

Boschi non serviti [ha]

Boschi senza esigenza di servizio [ha]

Indice QS [%]

Val Curone, Grue e Ossona Val Borbera e Valle Spinti Val Lemme e Alto Ovadese Alta Valle Orba e Valle Erro Langa Astigiana Valli Po, Bronda e Infernotto Valle Varaita Val Maira Val Grana Valle Stura Valli Gesso,Vermenagna e Pesio Valli Monregalesi Alta Val Tanaro, Mongia e Cevetta Valli Antigorio e Formazza Valle Vigezzo Valle Antrona Valle Anzasca Valli Ossolane Valle Strona, Cusio Mottarone e Orta Val Grande,Val Cannobina e Alto Verbano Valle Pellice Valli Chisone e Germanasca Pinerolese e Pedemontano e Val Sangone Bassa Val di Susa e Val Cenischia Alta Valle di Susa Valli di Lanzo Val Ceronda e Casternone, Alto Canavese Valle Orco e Soana Val Chiusella,Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana Val Sesia Alta e Bassa Valle Cervo,Val Sessera,Valle Mosso, Prealpi Biellesi Alta e Bassa Valle Elvo Totale montagna

13.335 23.834 22.302 24.877 8.028 17.711 21.074 25.756 11.638 22.589 32.483 25.130 41.347 25.196 14.568 6.635 15.673 20.627 17.589 24.498 13.789 27.718 20.017 24.047 25.680 29.047 18.152 20.390 12.837 46.248 30.740 9.173 692.728

7.859 14.410 10.376 14.882 3.881 8.743 10.540 7.926 3.737 7.306 10.379 12.366 18.179 5.921 2.038 739 1.810 2.629 3.579 3.990 6.327 5.564 8.724 5.974 8.341 10.845 11.249 2.981 6.194 6.672 13.125 6.980 244.261

2.164 4.501 5.396 4.952 96 4.992 4.909 5.600 1.907 6.477 4.108 4.476 8.863 4.940 6.698 2.326 6.784 3.106 8.413 5.291 2.606 7.939 6.496 7.419 4.092 4.704 3.278 3.628 902 14.171 5.170 881 157.282

3.312 4.923 6.531 5.043 4.052 3.976 5.626 12.230 5.994 8.807 17.997 8.288 14.305 14.335 5.831 3.570 7.080 14.892 5.597 15.218 4.856 14.215 4.797 10.654 13.248 13.498 3.626 13.781 5.740 25.403 12.444 1.312 291.182

78% 76% 66% 75% 98% 64% 68% 59% 66% 53% 72% 73% 67% 55% 23% 24% 21% 46% 30% 43% 71% 41% 57% 45% 67% 70% 77% 45% 87% 32% 72% 89% 61%

129

Accessibilit e sistemi di esbosco

Area Forestale

Totale superficie forestale [ha]

Boschi serviti [ha] Collina

Boschi non serviti [ha]

Boschi senza esigenza di servizio [ha]

Indice QS [%]

Alta Langa e Langa Esterna Alto Novarese Monferrato Casalese Basso Monferrato Astigiano Alto Monferrato Astigiano Roero Colline del Po, tratto Torinese Canavese Eporediese Totale collina

27.778 17.965 8.970 22.054 12.689 10.081 13.295 11.933 124.766

13.695 9.855 7.923 14.658 8.640 8.683 11.724 8.507 83.684 Pianura

4.023 3.791 146 1.236 777 9.973

10.061 4.319 1.047 7.397 4.049 1.253 337 2.649 31.112

77% 72% 100% 100% 100% 98% 90% 92% 89%

Pianura Alessandrina Settentrionale Pianura Cuneese Pianura Torinese Meridionale Pianura Vercellese Pianura Biellesi Pianura Novarese Pianura Alessandrina Meridionale Totale pianura Totale Piemonte
Tabella 45 Indici di servizio da coperture del territorio delle Aree Forestali piemontesi.

4.715 6.705 3.202 11.227 6.833 16.341 8.142 57.166 874.660

3.396 5.649 3.078 7.253 5.768 10.353 6.085 41.582 369.527

2.491 502 2.909 5.902 173.157

1.319 1.056 124 1.484 563 3.079 2.057 9.682 331.976

100% 100% 100% 74% 92% 78% 100% 88% 69%

Come si pu vedere dal confronto tra le due tabelle, la percentuale di zone servite aumenta sensibilmente,con un evidente miglioramento per le zone di collina e sopratutto di pianura, dovuta a una maggiore eterogeneit e inframmezzamento tra zone boscate e zone agricole.

Considerando il valore sufficientemente elevato delle zone da considerarsi servite, le proposte di miglioramento della rete viabile risultano assai diversificate fra le Aree montane e le zone collinari e planiziali. La metodologia di rilievo dei PFT prevedeva una proposta di tracciati per massimizzare laccesso al bosco solamente nelle zone montane; complessivamente sono stati previsti come necessari alla gestione forestale e pastorale 1660 km di nuova viabilit,ai quali si devono aggiungere un congruo numero di interventi di adeguamento e di ripristino da effettuarsi sulla viabilit esistente. In particolare nelle aree a orografia alpina dotate di una rete viabile pubblica poco densa (da 5 a 15 m/ha) sono previste nuove strade per consentire una razionale gestione forestale, condizionatamente al rispetto della Nella pagina a fianco: stabilit dei versanti e degli equilibri idrogeologici.
Tabella 46 Confronto tra gli indici QS ex-ante e ex-post in funzione degli interventi sulla viabilit previsti dai PFT delle Aree Forestali montane.

130

Accessibilit e sistemi di esbosco

Area Forestale

Indice QS ex-ante da viabilit Ripristini [km]

Interventi previsti Adeguamenti [km] 23 87 141 43 5 62 18 70 109 4 81 19 8 3 nd 2 2 29 14 11 20 69 175 9 5 18 132 5 14 5 1.183 Apertura [km] 17 30 138 42 46 41 203 65 24 45 15 50 59 nd 8 38 12 17 33 14 203 22 130 10 182 19 37 8 104 48 1.660

Indice QS ex-post da viabilit

Val Curone, Grue e Ossona Val Borbera e Valle Spinti Val Lemme e Alto Ovadese Alta Valle Orba e Valle Erro Langa Astigiana Valli Po, Bronda e Infernotto Valle Varaita Val Maira Val Grana Valle Stura Valli Gesso,Vermenagna e Pesio Valli Monregalesi Alta Val Tanaro, Mongia e Cevetta Valli Antigorio e Formazza Valle Vigezzo Valle Antrona Valle Anzasca Valli Ossolane Valle Strona, Cusio Mottarone e Orta Val Grande,Val Cannobina e Alto Verbano Valle Pellice Valli Chisone e Germanasca Pinerolese e Pedemontano e Val Sangone Bassa Val di Susa e Val Cenischia Alta Valle di Susa Valli di Lanzo Val Ceronda e Casternone, Alto Canavese Valle Orco e Soana Val Chiusella,Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana Val Sesia Alta e Bassa Valle Cervo,Val Sessera,Valle Mosso, Prealpi Biellesi Alta e Bassa Valle Elvo Totale

51% 49% 46% 41% 53% 48% 42% 46% 55% 40% 55% 57% 51% 39% 14% 20% 15% 31% 24% 36% 60% 49% 46% 33% 57% 51% 37% 29% 64% 25% 61% 63% 44%

52 46 17 47 36 71 5 45 21 208 13 129 35 58 nd 14 28 5 11 43 28 39 95 105 10 28 18 112 30 1.349

53% 53% 58% 46% nd 51% 46% 62% 66% 42% 59% 64% 53% 41% nd 24% 22% 26% 42% 62% 65% 50% 67% 64% 60% 42% 34% 67% 28% 67% 64% 51%

131

Accessibilit e sistemi di esbosco

Nelle aree pedemontane, dove la viabilit silvopastorale maggiormente diffusa e, unitamente a quella pubblica, permette di raggiungere valori di densit da 1520 fino a 30 m/ha, sono previsti principalmente miglioramenti delle caratteristiche costruttive e geometriche dei tracciati, a partire da quelli che hanno un ruolo strategico per il servizio delle superfici silvopastorali.

8.3. Sistemi e distanze di esbosco


Analizzando i dati relativi al sistema di esbosco applicabile dei 14.164 punti dellinventario forestale regionale, si evidenzia come ci siano delle differenze significative tra le diverse tipologie a seconda dellambiente che si considera: per esempio, bench il trattore sia il metodo pi diffuso, in collina e in pianura che questo costituisce la quasi totalit dei casi, mentre in montagna risultano ben rappresentati anche lavvallamento e la gru a cavo, casi da considerare in modo residuale in pianura e collina. Lesbosco non necessario tipico dei popolamenti in evoluzione controllata (per esempio appena utilizzati) oppure in evoluzione naturale dove, cio, non previsto un intervento. Lesbosco non eseguibile invece il caso pi problematico, infatti vengono qui inseriti i boschi che pur necessitando di un intervento e del relativo esbosco, sono situati al di fuori dei criteri economici e tecnici standard.
Tabella 47 Distribuzione percentuale dei sistemi di esbosco in funzione della zona altimetrica.

Sistema di esbosco Avvallamento Gru a cavo Trattore Non necessario Non eseguibile Totale

Montagna 11% 23% 45% 13% 7% 100%

Collina 6% 5% 83% 6% 1% 100%

Pianura 2% 2% 87% 8% 1% 100%

Totale 10% 19% 55% 12% 5% 100%

Tabella 48 Distanze di esbosco in montagna.

Tipo di esbosco

Minima distanza planimetrica m 150 350 100 450 700 250

Distanza di esbosco fuori pista m 150 350 100 150

Distanza di Distanza di esbosco su pista esbosco totale m m 600 650 650 500 750 1000 750 650

Avvallamento Gru a cavo Trattore Non necessario Non eseguibile Media

132

Accessibilit e sistemi di esbosco

Tipo di esbosco

Minima distanza planimetrica m 350 1300 350 1250 500 500

Distanza di esbosco fuori pista m 100 200 100 100

Distanza di Distanza di esbosco su pista esbosco totale m m 550 500 500 450 650 700 600 550

Tabella 49 Distanze di esbosco in collina.

Allevamento Gru a cavo Trattore Non necessario Non eseguibile Media

Tipo di esbosco

Minima distanza planimetrica m 100 450 100 150 300 100

Distanza di esbosco fuori pista m 100 600 100 100

Distanza di Distanza di esbosco su pista esbosco totale m m 300 800 600 550 400 1400 700 650

Tabella 50 Distanze di esbosco in pianura.

Avvallamento Gru a cavo Trattore Non necessario Non eseguibile Media

133

9. Prodotti ottenibili dalla gestione forestale

Gli interventi utili e sostenibili sullintero territorio regionale interessano circa il 60% della superficie forestale (circa 542.689 ha) che corrispondono potenzialmente a pi di 36.000 ha/anno percorribili per il prossimo quindicennio. Per giungere alla definizione dei volumi retraibili per ciascun tipo di intervento, la metodologia adottata prevede lapplicazione di indici di prelievo medi standard, variabili anche in funzione della categoria forestale. La maggiore variabilit presente nelle ceduazioni,dove incidono fortemente sulle possibilit di prelievo la differente composizione e struttura dei popolamenti. Nei cedui composti si ipotizza di prelevare il 25% della provvigione, in cui notevole il volume costituito dalle riserve da rilasciare; nei boschi di neoformazione, la cui stabilit va assicurata intervenendo in modo non uniforme, in funzione della morfologia del territorio e rilasciando i soggetti affrancati o da seme pi stabili anche con funzione di riserva per favorire le dinamiche naturali del bosco, lindice del 50%; nelle Faggete, Castagneti e Querceti il tasso di prelievo con la ceduazione sale al 60% e fino all80% per i Robinieti, in cui comunque necessario prevedere il rilascio delle specie autoctone come matricine/riserve per una gestione sostenibile. Nei diradamenti e tagli di conversione a fustaia si ipotizza di prelevare in media rispettivamente il 25% e il 30% mentre nei tagli di rinnovazione in fustaia si sono adottati i seguenti tassi: 25% tagli a scelta colturale, 30% tagli a buche e 40% tagli successivi adattati. Relazionando la provvigione/ha di ogni singola categoria per la superficie soggetta ai diversi interventi e applicando il tasso di prelievo ad essi correlato, si possono stimare le masse ottenibili; queste a loro volta vengono ripartite, sempre ricorrendo a indici, secondo i diversi assortimenti legnosi: da triturazione per usi energetici e industriali, tronchetti da ardere, paleria e tondame da lavoro. Sulla base di tali elaborazioni emerge che oltre il 60% della ripresa ottenibile con le ceduazioni, che interessano il 60% dei cedui, a loro volta corrispondenti a oltre il 40% della superficie forestale totale. I tagli intercalari e di miglioramento boschivo, da considerarsi complessivamente a macchiatico negativo o al pi in pareggio, forniscono circa il 30% della massa prelevabile; la restante quota (10%) viene da interventi in fustaia. In sintesi circa l87% della massa retraibile con interventi a macchiatico positivo proviene dallutilizzazione di 1/4 della superficie boschiva. Lintero volume potenzialmente utilizzabile nellarco del prossimo quindicennio ammonta a circa 2,6 milioni di m3/anno, equivalente al prelievo di 4,8 m3/ha/anno riferito alla superficie forestale percorribile e poco di meno di 3 m3/ha/anno sulla superficie boscata totale.Tale valore complessivamente prossimo allincremento medio dellintera superficie forestale; ci significa che attuando tutti i prelievi possibili non si intaccherebbe il capitale attuale. Le tabelle che seguono riassumono i prelievi possibili per tipo di intervento, categoria forestale o tipo di assortimento ottenibile.

134

Prodotti ottenibili dalla gestione forestale

Interventi Cure colturali Ceduazione Diradamenti e conversioni Tagli di rinnovazione Totale gestione attiva Evoluzione controllata Evoluzione naturale Totale gestione passiva Totale

Superficie [ha] 19.291 228.091 234.780 60.526 542.688 229.765 102.207 331.972 874.660

Provvigione [m3] 3.900.385 38.249.919 42.819.797 12.638.148 97.608.249 36.932.387 14.136.411 51.068.798 148.677.047

Ripresa in % della provvigione 10% 25 80% 25 30% 25 40% 0% 0%

Volume prelevabile [m3] 294.605 23.923.516 11.495.273 3.635.114 39.348.508 39.348.508

Tabella 51 Volumi retraibili nellarco del quindicennio per categoria dintervento.

Categoria Alneti planiziali e montani Formazioni legnose riparie Formazioni legnose igrofile Castagneti Acero-tiglio-frassineti Boscaglie pioniere e dinvasione Boschi di neoformazione Faggete Querco-carpineti Querceti di roverella Querceti di rovere Cerrete Ostrieti Querceti e ostrieti Robinieti Pinete di pino silvestre Pinete di pino uncinato Pinete di pino marittimo Rimboschimenti Pinete Arbusteti subalpini
Arbusteti planiziali,collinari e montani

Superficie [ha] 5.200 12.475 17.675 204.367 40.846 59.933 100.778 135.770 35.039 42.765 38.578 3.967 12.897 133.246 108.136 14.326 2.669 806 18.989 36.789 31.770 2.546 34.317 79.536 15.221 8.825 24.046 874.660

Provvigione [m3] 179 153 220 159 93 204 182 91 136 161 85 111 206 89 102 221 65 33 184 318 317

Area basimetrica [m2] 25,3 20 32 22 15 29 25 17 20 25 17 18 32 16 19 31 8 6 24 36 37

Tabella 52 Quadro riassuntivo delle principali caratteristiche dendrometriche delle categorie forestali con raggruppamenti in macro categorie (dati per ettaro).

Arbusteti Larici-cembrete Abetine Peccete Abetine e Peccete Totale

135

Prodotti ottenibili dalla gestione forestale

Macrocategorie/ prodotti retraibili Formazioni igrofile Castagneti Abetine e Peccete Lariceti Faggete Boschi di neoformazione Pinete Querceti e ostrieti Robinieti Totale

Assortimenti da triturazione 389.225 10.154.871 531.684 299.237 1.264.591 420.073 428.252 1.082.317 1.511.406 16.081.656

% 75% 55% 44% 25% 25% 31% 37% 25% 25% 41%

Legna da ardere 93.414 3.692.680 193.739 119.695 3.287.938 746.774 148.817 2.597.560 3.325.093 14.205.709

% 18% 20% 16% 10% 65% 54% 13% 60% 55% 36%

Paleria 10.379 2.769.510 68.638 906.843 3.755.371

% 2% 15% 0% 0% 0% 5% 0% 0% 15% 10%

Tondame da lavoro 25.948 1.846.340 483.615 778.015 505.837 137.276 577.070 649.390 302.281 5.305.772

% 5% 10% 40% 65% 10% 10% 50% 15% 5% 13%

Totale 518.966 18.463.402 1.209.038 1.196.947 5.058.366 1.372.761 1.154.139 4.329.267 6.045.623 39.348.508

Tabella 53 Principali assortimenti retraibili per macrocategoria forestale.

I Castagneti sono la categoria che concorre in misura maggiore alla produzione di biomassa, con una quota pari al 47% del totale e a quasi 2/3 del materiale di triturazione; seguono Robinieti, Faggete e Querceti che globalmente concorrono con il 40% circa. Si tratta tuttavia di Categorie in cui prevale la propriet privata, per oltre il 90%; solo nelle Faggete tale quota scende al 51%. I Castagneti, sebbene i 3/4 della massa risultino destinati a triturazione e legna da ardere, forniscono potenzialmente anche il maggior quantitativo di paleria e assortimenti da lavoro, rispettivamente con il 75% e il 35% del totale. Per quanto concerne le altre Categorie, Robinieti, Faggete e Querceti forniscono circa il 42% delle biomasse destinate alla triturazione e alluso energetico. Quasi la met degli assortimenti da lavoro fornita nellordine da Lariceti, Querceti, Pinete e Faggete . Ci premesso si osserva che le biomasse attualmente disponibili nei boschi piemontesi sono prevalentemente destinate a uso energetico o alla triturazione (77%) mentre solo il 13% pu essere utilizzato per produrre assortimenti di maggior pregio a uso durevole. Con lapplicazione delle rilevanti migliorie boschive previste, a medio termine tale percentuale potrebbe decisamente aumentare.

136

10. Biodiversit forestale

In Piemonte i Siti afferenti alla Rete Natura-2000 (SIC e ZPS) e le Aree Protette, intese come Parchi Naturali Regionali e Nazionali, Riserve e Zone di salvaguardia, complessivamente si estendono per oltre 370.000 ha, corrispondenti al 15% della superficie territoriale regionale e con uguale incidenza nella superficie forestale. I Siti Natura-2000 sono in Piemonte 183, di cui 85 in tutto o in parte coincidenti con i limiti delle 63 Aree Protette, che ne risultano a loro volta comprese per l83,5% della superficie. La rete Natura 2000 nasce per iniziativa dellUE (in applicazione delle Direttive 92/43/CEE Habitat e 79/409/CEE Uccelli) con lobiettivo di garantire il mantenimento, e alloccorrenza, il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali,delle specie europee e di flora e fauna pi rappresentative e a rischio (rare, minacciati o vulnerabili).

Tipologia

Definizione Parchi naturali regionali e Nazionali, Riserve e Zone di salvaguardia SIC ZPS

Numero di aree

ha superficie territoriale

% rispetto alla superficie regionale 8,4% 12,1% 11,1% 15% 85%

ha superficie forestale

% rispetto alla superficie forestale 8,2% 12,4% 8,4% 15% 85%

Aree protette

85 128 55

213.600 307.900 282.200 370.297 2.168.000

71.500 108.750 73.300 134.425 740.235

Siti Natura 2000 Totale netto protetto Non protetto

La superficie forestale piemontese riconducibile in quota consistente, per caratteristiche compositive, fitosociologiche ed ecologiche, ad habitat di interesse comunitario in base allInterpretation Manual of European Habitat, redatto dallUE; in particolare sono stati identificati 6 gruppi di habitat forestali comprendenti in tutto 16 habitat dinteresse.

Tabella 54 Ripartizione delle superfici complessive e forestali incluse in Siti della rete Natura-2000 e in Aree protette.

137

Biodiversit forestale

Categorie

Gruppo di habitat

Codice Natura-2000

Denominazione Manuale europeo Habitat Natura-2000 Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno- Padion, Alnion incanae, Salicion albae) Faggeti del Luzulo-Fagetum Faggeti dellAsperulo-Fagetum Faggeti subalpini dellEuropa Centrale con Acer e Rumex arofolius Faggeti calcicoli dellEuropa Centrale del Cephalanthero-Fagion Querceti di farnia o rovere subatlantici e dellEuropa Centrale del Carpinion betuli Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris) Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno- Padion, Alnion incanae, Salicion albae) Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba

% della categoria riferita ad habitat di interesse comunitario 26,5 100

Acero-tiglio-frassineti Alneti planiziali e montani

9180* 91E0* 9110 9130

Faggete Foreste delleuropa temperata (91) Querco-carpineti

9140 9150 9160 91F0

100

100

Querceti di rovere

9180* 91E0* Torrenti Alpini (32) Foreste di caducifoglie mediterranee (92) 3240

0,4

Formazioni legnose riparie

100

92A0

Castagneti Larici-cembrete Peccete

9260 9420 9410 9430 9430*

Foreste di Castanea sativa Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea) Foreste montane e subalpine di Pinus uncinata Foreste montane e subalpine di Pinus uncinata su substrato gessoso o calcareo

95 100 100

Foreste montane di conifere della fascia temperata (94) Arbusti e cespugli della fascia temperata (40) Foreste montane di conifere mediterranee (95)

Pinete di pino montano

86 4070* Boscaglie di Pinus mugo e Rhododendron hirsutum (Mugo- Rhododendretum hirsuti)

Pinete di pino marittimo

9540

Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici

100

Tabella 55 Habitat forestali di interesse comunitario in Piemonte.

138

Biodiversit forestale

La correlazione tra le Categorie e gli Habitat di interesse comunitario stata ampiamente valutata a cura dellIPLA, per ulteriori approfondimenti si rimanda alla manualistica regionale (Tipi forestali del Piemonte, 2004; Ambienti e specie della Direttiva Habitat, 2003). Come osservabile nella Figura 129 ben undici categorie forestali su ventuno risultano in parte o del tutto riconducibili ad habitat di interesse comunitario. Alcune di esse tuttavia presentano solo una minima percentuale inclusa negli Habitat, relativa ad alcuni tipi. Per quanto riguarda gli Acero-tiglio-frassineti vi rientra solo la parte minoritaria riguardante i popolamenti di forra, escludendo quelli di invasione; nei Querceti di rovere solo il raro Tipo del Querco-tiglieto incluso negli habitat di interesse comunitario tra le foreste del Tilio-Acerion; per i Castagneti sono stati esclusi i popolamenti da frutto,come specificato nel manuale Habitat (EUR25), cos come tra le Pinete di pino montano sono stati esclusi i popolamenti acidofili di pino montano a portamento prostrato. Su una superficie forestale complessiva regionale di 874.660 ha,quella riconducibile ad habitat dinteresse comunitario di 485.066 ha,pari a circa il 55%,di cui 77.864 ha circa (16%) sono inclusi in aree tutelate (Rete Natura-2000 e Aree Protette). Il quadro che segue considera la sola quota di habitat forestali dinteresse comunitario inseriti allinterno della Rete Natura-2000 e nelle Aree Protette. Sono prevalenti le Foreste di caducifoglie mediterranee e i boschi misti di latifoglie della fascia temperata; fra i primi dominano i Castagneti (40%), fra le seconde le Faggete, in particolare i Tipi forestali riconducibili ai boschi acidofili di faggio (23%). Tra le foreste montane di conifere della fascia temperata,prevale nettamente la categoria dei Larici-cembrete, mentre circoscritta lestensione per gli altri habitat (Peccete e Pinete di pino montano). Allinterno della Rete Natura-2000 e Aree Protette (Tabella 56), si nota che percentualmente gli Arbusteti della fascia temperata (comprendenti 1 solo habitat circoscritto) risultano quasi totalmente protetti, seguiti dai boschi di conifere montani (Lariceti, Peccete, Pinete di pino uncinato) protetti per circa 1/4 e dalla vegetazione arbustiva dei greti e torrenti alpini con analoga percentuale.Con percentuali inferiori al 20% si trovano i boschi di latifoglie (Faggete,Acero-frassineti di forra,Querco-carpineti) e i popolamenti di pino marittimo. In minore misura risultano protetti i Castagneti, anche se in assoluto la loro superficie protetta estesissima.

Habitat Foreste dellEuropa temperata (91) Foreste di caducifoglie mediterranee (92) Foreste montane di conifere della fascia temperata (94) Foreste montane di conifere mediterranee (95) Torrenti alpini (32) Arbusti e cespugli della fascia temperata (40) Totali

Inclusi in SIC/ZPS/AAPP ha 36.882 16.261 23.319 150 798 456 77.864 %* 19,1 8,2 25,9 18,6 26,6 87,4 15,9

Non inclusi in SIC/ZPS/AAPP ha 156.267 18.1215 6.6795 657 2.202 66 407.202 % 80,9 91,8 74,1 81,4 73,4 12,7 84,1 ha

Totale % 39,82 40,71 18,58 0,17 0,62 0,11 100

193.149 197.476 90.114 806 2.999 522 485.066

Tabella 56 Ripartizione dei gruppi di Habitat rispetto alla Rete Natura-2000 e alle Aree Protette.

139

Biodiversit forestale

Il livello medio di protezione, ponderato in funzione della superficie di ogni habitat, di poco inferiore al 16%. Si nota che a maggiore diffusione dellhabitat, corrisponde percentualmente un minor livello di inclusione in SIC, ZPS o Aree Protette; il caso pi evidente per i Castagneti e per le Faggete. Le figure che seguono illustrano lo stato di fatto per i singoli habitat.

Figura 129 Ripartizione della superficie degli Habitat dinteresse comunitario fra Aree protette e non (in scala logaritmica).

1000000

100000

10000

1000

100

10

3240

9110

9130

9140

9150

9160

9260

9410

9420

9430

4070*

9180*

92A0

Aree Natura2000 e/o in Aree Protette

Aree Natura2000

Non Protette

Figura 130 Percentuale di protezione per i singoli Habitat dinteresse comunitario (lindicazione Aree Natura-2000 riferito alla sola quota fuori da aree gi protette).

100%

80%

60%

%
40%

20%

0% 4070* 9180* 9430* 3240 9110 9130 9140 9150 9160 9260 9410 9420 9430 91E0* 92A0 91F0 9540

Aree Natura2000 e/o in Aree Protette

Aree Natura2000

Non Protette

Analizzando i dati per ogni singolo habitat si osserva come vi sia molta variabilit e che livelli di protezione elevatissimi (prossimi all80%) si riscontrino solo in 2 habitat molto rari: faggete altimontane a megaforbie e acero di monte (9140) e pinete di pino mugo (4070); allopposto livelli di protezione prossimi al 20% si verificano in 4 habitat: faggete acidofile (9110), foreste di versante, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion (9180), foreste a galleria di Salix alba e Populus alba (92A0) e pinete mediterranee di pini mesogeni (9540).

140

9430*

91E0*

9540

91F0

Biodiversit forestale Tabella 57 Classi di percentuale di superficie protetta per gli Habitat di interesse comunitario.

Livello di protezione % < 10% fra 10% e 20% fra 20% e 50% fra 50% e 80% > 80% 9180 e 9260 9110, 9130, 92A0, 9540

Habitat

9150, 9160, 91E0, 91F0, 9410, 9420, 9430, 3240 9140 e 4070

Infine si rileva come il numero di Habitat forestali tutelati nelle singole Aree protette piemontesi sia piuttosto variabile: si va infatti da un minimo di 1 per alcune aree protette collinari e planiziali di ridotta estensione, a massimi di 10 per aree montane vaste.

141

11. Le Aree Forestali del Piemonte


La pianificazione forestale di aree vaste costituisce un approccio innovativo e strettamente correlato alla pianificazione del territorio. Per ottenere una ripartizione idonea alla gestione multifunzionale del patrimonio forestale il territorio regionale stato suddiviso in Aree Forestali il pi possibile omogenee dal punto di vista delle caratteristiche ambientali e amministrative. Come unit minima di base indivisibile stato assunto il limite comunale ed a scala regionale stata effettuata una divisione per grandi ambiti prevalentemente montani alpini e appenninici, collinari e planiziali; alle diverse fasce altimetriche corrispondono specifiche tecniche differenti per la redazione dei Piani Forestali Territoriali. Per la montagna le singole Aree Forestali corrispondono al territorio di una o pi Comunit Montane, cui talora sono stati aggregati comuni esterni situati allo sbocco delle valli aventi caratteristiche tipologiche e di estensione della copertura forestale assimilabili. In collina e pianura i comuni sono stati aggregati su base subprovinciale, rispettando le ripartizioni territoriali delle Comunit Collinari. In tutto sono state definite 47 Aree, di cui 33 prevalentemente montane, 6 collinari e 8 di pianura. Le superfici territoriali e forestali delle singole Aree Forestali sono assai variabili (rispettivamente tra 100.000 e 10.000 ha e tra 5.000 e 50.000 ha) in relazione alle caratteristiche dei diversi ambiti e fasce altimetriche, ove ai territori pi ampi corrispondono in generale indici di boscosit pi bassi. Nelle pagine che seguono viene presentata la sintesi delle caratteristiche delle singole Aree forestali del Piemonte, mediante schede il cui colore di sfondo corrisponde alla fascia altimetrica (verde montagna; violetto collina, giallo pianura). Ciascuna scheda riporta un breve quadro delle valenze, criticit e opportunit del comparto forestale e pastorale, le superfici territoriali e forestali, lindice di boscosit. Una tabella contiene i dati di riferimento dendrometrico per le principali Categorie forestali presenti (fino a 5, aventi copertura pari almeno al 5% del totale). Tre istogrammi riportano le superfici delle principali coperture del territorio, di tutte le categorie forestali presenti, i regimi patrimoniali di quelle pi diffuse. Seguono 6 figure con diagrammi a torta riportanti la ripartizione dei boschi per propriet, assetti evolutivo-colturali, destinazione funzionale, tipo e priorit dintervento selvicolturale, esigenze di servizio per laccesso ed esbosco. Ai fini della corretta definizione delle diverse voci si rimanda alla trattazione generale per fasce altimetriche. Infine sul retro della scheda si riporta un cartogramma con i limiti dellArea Forestale e dei diversi comuni che la compongono, con la rappresentazione a colori delle principali classi di copertura del territorio: boschi, aree a valenza pastorale, aree agricole, arboricoltura da legno, acque e greti, aree urbanizzate, rocce macereti e ghiacciai. In presenza di isole amministrative o di superfici territoriali non continue i nomi dei comuni sono ripetuti.

142

Di seguito vengono elencate le 47 Aree Forestali del Piemonte: 1 Valli Curone Grue e Ossona 2 Val Borbera e Valle Spinti 3 Alta Val Lemme e Alto Ovadese 4 Alta Valle Orba e Valle Erro 5 Langa Astigiana Val Bormida 6 Valli Po Bronda Infernotto 7 Valle Varaita 8 Valle Maira 9 Valle Grana 10 Valle Stura 11 Valli Gesso, Vermenagna e Pesio 12 Valli Monregalesi 13 Alta Val Tanaro Mongia Cevetta Langa Cebana 14 Langa Cuneese 15 Valli Antigorio e Formazza 16 Valle Vigezzo 17 Valle Antrona 18 Valle Anzasca 19 Valle Ossola 21 Valle Strona Cusio Mottarone Orta 23 Val Grande Alto Verbano Val Cannobina 25 Val Pellice 26 Valli Chisone e Germanasca 28 Pinerolese Pedemontano Val Sangone 29 Bassa Valle Susa e Val Cenischia 30 Alta Valle di Susa 32 Valli di Lanzo 33 Val Ceronda Casternone Alto Canavese Pianura Torinese Settentrionale 34 Valli Orco e Soana 36 Valle Sacra Val Chiusella Dora Baltea Canavesana 38 Val Sesia 41 Alta Valle Cervo Bassa Valle Cervo Val Sessera Valle Mosso Prealpi Biellesi 44 Baragge Novaresi 45 Alta e Bassa Valle Elvo 51 Monferrato Casalese 52 Pianura Alessandrina Settentrionale 53 Basso Monferrato Astigiano 54 Alto Monferrato Astigiano 55 Roero 56 Pianura Cuneese 57 Pianura Torinese Meridionale 58 Collina e Fascia Fluviale del Po 59 Canavese Serra di Ivrea 60 Pianura Vercellese 61 Baragge Biellesi e Vercellesi 62 Pianura Novarese 63 Pianura Alessandrina Meridionale

143

LE AREE FORESTALI

Area Forestale VALLI CURONE, GRUE E OSSONA

Categorie forestali (ha)


30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Area appenninica in cui la superficie boschiva, costituita in prevalenza da cedui di roverella, ha estensione di poco inferiore al 50% del totale ma risulta ancora in incremento; la superficie agraria (seminativi e frutteti) preponderante sulla restante porzione di territorio. La gestione forestale improntata allutilizzazione dei Superficie territoriale: 30.953 ha Superficie forestale: 13.335 ha cedui; il prodotto ha poca Indice di boscosit: 43% incidenza sul tessuto produttivo ed generalmente finalizzato allutilizzo diretto. La superficie forestale di propriet prevalentemente privata con conseguente difficolt a predisporre una gestione unitaria e omogenea. Buone le potenzialit di sviluppo del turismo che tuttavia non supportato da adeguate strutture ricettive. Area vocata alla produzione tartuficola, in particolare tartufo bianco, possibile elemento, unitamente ad altri prodotti (vini, frutticoltura), di richiamo turistico.

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Principali categorie forestali per assetto (ha)


65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
eti gn sta Ca ete gg Fa i iet str -o no Or la rel ve ro di eti erc Qu
Rimboschimento Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

Propriet per categorie principali (ha)


70%
Pubblica Altre propriet private Altri Enti

60%

50%

40%

Categorie forestali principali Querceti di roverella Faggete Castagneti Orno-ostrieti

Superficie (ha) 6.584 1.738 1.229 1.223

Area basimetrica (m2/ha) 15 32 22 18

Volume (m3/ha) 80 241 114 100

Incremento (m3/ha/anno) 5,0

30%

20%

10%

6,6
0%

5,1 3,7

eti gn sta Ca

ete gg Fa

i iet str -o no Or

lla re ve i ro ti d ce er Qu

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 2% Boschi 43% Rocce, macereti e ghiacciai 1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 8%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 0,5% Altri Enti 1,5%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 2% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 1% Produttiva 8%

Protettiva 39%

Acque, greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 46%

Altre propriet private 98%

Produttivo-protettiva 49%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 8% Monitoraggio 23%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 25% Primo quinquennio 38%
Boschi senza esigenze di servizio 25%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 38%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 60%

Tagli di rinnovazione in fustaia 7%

Evoluzione naturale 2% Terzo quinquennio 33% Secondo quinquennio 4%

Boschi non serviti 37%

Area Forestale VAL BORBERA E VALLE SPINTI

Categorie forestali (ha)


30%

25%

20%

15%

Area appenninica a elevato indice di boscosit dovuto, oltre che ai castagneti, anche a querceti di roverella e ornoostrieti; bassa incidenza delle superfici antropizzate anche per la scarsa densit della popolazione in particolare nella fascia montana. Modesta la superficie a destinazione naturalistica di Superficie territoriale: 38.116 ha Superficie forestale: 23.834 ha interesse tuttavia per la tutela di Indice di boscosit: 64 % ambienti fluviali e del paesaggio appenninico. Le attivit selvicolturali sono ingenti ma di scarso valore, legate soprattutto alla legna da ardere e paleria. In valle esiste una tradizione di artigiani mobilieri che tuttavia utilizzano legname in prevalenza di origine estera. Tra le produzioni rientra il formaggio, vertice di una filiera con notevoli potenzialit di sviluppo in valle. Di notevole interesse la produzione di funghi eduli (porcini e tartufi). Linstallazione di una centrale termica a cippato pu valorizzare la filiera locale.
Categorie forestali principali Castagneti Orno-ostrieti Querceti di roverella Faggete Cerrete Superficie (ha) 6.367 5.332 4.343 2.628 1.597 Area basimetrica (m2/ha) 34 16 16 33 22 Volume (m3/ha) 212 70 73 212 111 Incremento (m3/ha/anno) 9,7 4,6 3,1

10%

5%

0%

di eti erc Qu re ve ro di eti erc Qu a rell ve ro i iet str -o no Or

eti gn sta Ca e ier ion ep gli sca ne Bo vasio in di


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Fustaia

e os gn ile ion az rm Fo rie a ti rip en im sch bo Rim

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

te rre Ce

i iet bin Ro

ete gg Fa

eti gn sta Ca

Propriet per categorie principali (ha)


30%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

te rre Ce

ete gg Fa

i iet str -o no Or

a rell ve i ro id et erc Qu

25%

20%

15%

10%

5%

0%

7,8 6,6

eti gn sta Ca

te rre Ce

ete gg Fa

i iet str -o no Or

lla re ve i ro ti d ce er Qu

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 4% Rocce, macereti e ghiacciai Praterie, pratopascoli, 2% cespuglieti Aree agricole 13% 17%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 6% Privata rilevata <1% Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 5% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 3% Produttiva 8%

Protettiva 39%

Boschi 63%

Acque, greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno <1%

Altre propriet private 94%

Produttivoprotettiva 44%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 8% Monitoraggio 16%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 21% Primo quinquennio 39% Boschi senza esigenze di servizio 21%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 39%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 70%

Tagli di rinnovazione in fustaia 1%

Evoluzione naturale 5%

Secondo quinquennio 34%

Terzo quinquennio 6%

Boschi non serviti 40%

Area Forestale

Categorie forestali (ha)


30%

ALTA VAL LEMME E ALTO OVADESE


Nella porzione montana prevalgono i cedui di castagno, mentre in quella collinare e planiziale i robinieti e i querceti di rovere e roverella, spesso a fustaia. Sono presenti localmente cenosi di spiccata valenza produttiva, ma in prevalenza si ritrovano boschi poveri che richiedono diffusi interventi di Superficie territoriale: 35.709 ha Superficie forestale: 22.302 ha manutenzione e miglioramento. Indice di boscosit: 62% Area a elevata superficie con destinazione naturalistica per la presenza di Parchi Naturali Regionali. presente unarea protetta caratterizzata da notevole valore paesistico legato al permanere di forme di paesaggio rurale tradizionale La gestione forestale improntata allutilizzo del ceduo per la produzione di legna da ardere. Nel decennio 1990-2000 si sono verificati il 29% degli incendi della Provincia di Alessandria. Area caratterizzata dalla notevole estensione di territorio di propriet della Regione Piemonte. La presenza di forme associate di gestione forestale potrebbero assicurare un utilizzo razionale della risorsa.
Categorie forestali principali Querceti di rovere Castagneti Robinieti Rimboschimenti Querceti di roverella Superficie (ha) 6.675 5.968 4.214 1.791 1.669 Area basimetrica (m2/ha) 16 26 12 22 9 Volume (m3/ha) 69 120 81 130 36 Incremento (m3/ha/anno) 3,3

25%

20%

15%

10%

5%

0%
te rre Ce eti gn re sta Ca nie pio lie e ag on , sc asi i Bo i inv izial ni d lan nta ti p o ste i e m bu ar Ar ollin c
70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Rimboschimento Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

i iet bin ti Ro en im sch bo ti Rim ien rp ca ola erc rel Qu ve ro di eti erc re Qu ve ro di eti erc Qu o Pin di o ete tim Pin arit i m iet str -o no Or i ie ion ar az rip rm se Fo gno le

eti gn sta Ca

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Pubblica Privata rilevata Altre propriet private Altri Enti

a rell ve ro di eti erc Qu

re ve ro di eti erc Qu

i iet bin Ro

ti en im sch bo Rim

30%

25%

20%

15%

10%

5,8
5%

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0%

4,1 3,7

eti gn sta Ca

i iet bin Ro

lla re ve i ro ti d ce er Qu

re ve i ro ti d ce er Qu

ti en him sc bo Rim

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 4% Rocce, macereti e ghiacciai <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti Aree 10% agricole 22%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 14% Privata rilevata 6% Altri Enti 6%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 8% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 28%

Boschi 62%

Acque, greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno <1%

Altre propriet private 74%

Produttivoprotettiva 46%

Produttiva 17%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 36% Tagli di miglioramento 35%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 29% Primo quinquennio 12% Boschi senza esigenze di servizio 29%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 33%

Evoluzione naturale 7%

Monitoraggio 22%

Secondo quinquennio 26%

Terzo quinquennio 33%

Boschi non serviti 38%

Area Forestale ALTA VALLE ORBA E VALLE ERRO

Categorie forestali (ha)


40% 35% 30% 25% 20%

Area appenninica con indice di boscosit assai elevato (60%); la superficie forestale dovuta in prevalenza a cedui di roverella e rovere, di propriet quasi esclusivamente privata. Sono presenti habitat, oggetto di tutela, di interesse per la conservazione di ambienti a carattere mediterraneo. Superficie territoriale: 41.999 ha Gli interventi a macchiatico Superficie forestale: 24.877 ha positivo derivano unicamente Indice di boscosit: 60% dallutilizzazione dei cedui. Operano nellarea 20 imprese forestali di dimensioni piccole e medie (da 1000-8000 q annui); operano inoltre 2 segherie (Spigno Monferrato, Molare) orientate rispettivamente alla lavorazione del pioppo e del legname da lavoro. Viabilit forestale carente per estensione e difetti strutturali. Buone potenzialit per il turismo tuttavia non adeguatamente supportato e pianificato. Area con buona attitudine alla tartuficoltura possibile fonte di integrazione del reddito delle aziende agricole.

15% 10% 5% 0%
i iet bin ti Ro en im sch bo ti Rim ien rp ca ola erc rel ve Qu ro di eti re erc ve Qu ro di tre eti es erc ilv Qu oS o Pin di ttim ari ete Pin om Pin di e os ete gn Pin i le ion az rm e Fo pari ri te rre Ce eti gn re sta nie Ca pio lie e ag on sc asi iali, Bo i inv niz tani d pla on ti ste i e m bu ar Ar ollin iali c niz pla ni eti nta Aln mo e

Principali categorie forestali per assetto (ha)


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
eti gn sta Ca a rell ve ro di eti erc Qu re ve ro di eti erc Qu i iet bin Ro
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

Propriet per categorie principali (ha)


40%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

35%

30%

25%

Categorie forestali principali Querceti di roverella Querceti di rovere Castagneti Robinieti

Superficie (ha) 8.723 5.862 5.755 2.608

Area basimetrica (m2/ha) 12 15 21 15

Volume (m3/ha) 53 75 108 108

Incremento (m3/ha/anno) 1,8 2,9 6,3 10,9

20%

15%

10%

5%

0%

eti gn sta Ca

i iet bin Ro

a rell ve ro di eti erc Qu

re ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Rocce, macereti e ghiacciai 1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti Aree agricole 8% 27%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 3% Privata rilevata 4% Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 8% Evoluzione libera 0,05% Turistico-ricreativa 3% Naturalistica 16%

Aree urbanizzate 3%

Boschi 59%

Acque, greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno 1%

Altre propriet private 92%

Produttivoprotettiva 54%

Produttiva 19%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 2% Monitoraggio 19% Evoluzione naturale 1%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 20% Primo quinquennio 11% Terzo quinquennio 7% Boschi senza esigenze di servizio 20%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 33%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 78%

Taglio di rinnovazione in fustaia 0,03%

Secondo quinquennio 62%

Boschi non serviti 47%

Area Forestale

Categorie forestali (ha)


45% 40%

LANGA ASTIGIANA E VAL BORMIDA


Area collinare (Alta Langa), vocata alla viticoltura, costituita in prevalenza da cedui di roverella, di propriet totalmente privata. Larea di interesse naturalistico per la conservazione e tutela di habitat a carattere mediterraneo. La filiera del legno non un settore produttivo importante; Sup. forestale totale: 18.951 ha lutilizzazione famigliare, legata Superficie forestale: 8.028 ha alla legna da ardere per uso Indice di boscosit: 46% privato. Le segherie che operano in zona si approvvigionano per l80% al di fuori della Comunit Montana e solo per il rimanente dalla produzione locale. Lo spopolamento delle aree rurali fenomeno ancora sensibile in anni recenti. Ai fini dellutilizzo delle risorse silvo-pastorali la viabilit adeguata. Zona da sempre vocata alle attivit pastorali, per la produzione di ottimi formaggi molto rinomati. Area particolarmente vocata alla tartuficoltura, con ricadute sulleconomia locale.

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

i et gn sta re Ca nie pio lie ne ag io sc as , Bo i inv iziali d lan ti p ste i bu ar Ar ollin i, c al izi lan ti p ni ne ta Al on m

i iet bin lla Ro re ve i ro ti d ce tre er es Qu silv ino iP ed et Pin i iet str -o no Or

Principali categorie forestali per assetto (ha)


50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

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Propriet per categorie principali (ha)


45% 40% 35% 30% 25%
Altri enti Altre propriet private

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Categorie forestali principali Querceti di roverella Castagneti Robinieti Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 3.304 1.875 1.201 1.074

Area basimetrica (m2/ha) 29 16 18 21

Volume (m3/ha) 148 105 80 156

Incremento (m3/ha/anno) 4,8 9,3 10,7 4,8

20% 15% 10% 5% 0%

i iet bin Ro

i et gn sta Ca

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lla re ve i ro ti d ce er Qu

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 1% Boschi 43% Rocce, macereti e ghiacciai <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 16%

Superficie forestale per propriet (ha)


Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 8% Evoluzione libera 3% Turistico-ricreativa 0,02% Naturalistica 12% Produttiva 8%

Acque, greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno 3%

Aree agricole 36%

Altre propriet private 99%

Produttivo protettiva 69%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 45%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 51% Primo quinquennio 12% Terzo quinquennio 7%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 26%

Tagli di miglioramento 4%

Monitoraggio 47%

Tagli di rinnovazione in fustaia <1%

Evoluzione naturale 4%

Secondo quinquennio 30%

Boschi senza esigenze di servizio 51%

Boschi non serviti 23%

Area Forestale

Categorie forestali (ha)


60%

VALLI PO, BRONDA E INFERNOTTO


Area montana con copertura arborea, estesa a poco pi del 36% della superficie, costituita in prevalenza da latifoglie, in particolare da ceduo di castagno e da formazioni di invasione. Le superfici a valenza pastorale, pur estese, stanno subendo un progressivo abbandono. Tutta la fascia fluviale del Po Superficie territoriale 48.041 ha compresa nel Parco Naturale Superficie forestale: 17.711 ha Regionale del Po Tratto Indice di boscosit: 37% Cuneese, con presenza di alcuni biotopi significativi per loro specifiche valenze naturalistiche. Le attivit legate alla foresta e al legname sono di poca incidenza sul tessuto produttivo locale: le imprese di utilizzazione sono inferiori alla decina, e le poche segherie solo sporadicamente lavorano legname locale. Gli incendi possono essere problematici sia in termini di frequenza che di estensione soprattutto nella fascia di territorio prospiciente la pianura. La fruizione turistica dellalta valle, tipicamente estiva, notevolmente sviluppata, ma si tratta di turismo giornaliero che spesso crea problematiche piuttosto che opportunit.

50%

40%

30%

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Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo a sterzo Ceduo semplice Ceduo in conversione

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Propriet per categorie principali (ha)


60%
Altri Enti Pubblica Altre propriet private

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

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50%

40%

Categorie forestali principali Castagneti Acero-tiglio-frassineti Faggete Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 9.267 3.306 1.733 1.540

Area basimetrica (m2/ha) 29 20 25 9

Volume (m3/ha) 202 143 173 46

Incremento (m3/ha/anno) 9,1

30%

20%

10%

5,9 5,5 1,6


0%

eti gn sta Ca

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re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

ete gg Fa

Coperture del territorio (ha)


Boschi 36% Aree urbanizzate 3% Rocce, macereti e ghiacciai 9% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 21%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 27% Altri Enti 1% Privata rilevata 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 5% Protettiva 39% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 5% Produttiva 1%

Acque, greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno 1%

Aree agricole 29%

Altre propriet private 71%

Produttivoprotettiva 49%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 55% Tagli di miglioramento 16% Monitoraggio 17%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 23% Primo quinquennio 37%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 22% Boschi serviti 38%

Tagli di rinnovazione in fustaia 7%

Evoluzione naturale 5%

Secondo quinquennio 32%

Terzo quinquennio 8%

Boschi non serviti 40%

Area Forestale VALLE VARAITA

Categorie forestali (ha)


30%

25%

20%

Area montana con copertura forestale, in costante incremento, in cui le faggete e i lariceti e cembrete, di propriet prevalentemente pubblica, incidono per oltre 1/3. Area di interesse per la conservazione di ambienti forestali montani (Cembreta del Bosco dellAlev). Superficie territoriale: 48.241 ha Il settore del legno (mobili, infissi, Superficie forestale: 21.074 ha oggettistica, giocattoli) Indice di boscosit: 44% costituisce elemento trainante delleconomia ma la materia prima prevalentemente di origine estera. Lattuale viabilit non sufficiente a soddisfare le esigenze di servizio delle aree silvo-pastorali. Il turismo in costante incremento con possibilit di rilancio del settore agroforestale. La legna da ardere presenta un mercato attivo, soprattutto nella media valle. Nellambito dei prodotti secondari del bosco i funghi e le castagne hanno una certa rilevanza economica.

15%

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Principali categorie forestali per assetto (ha)


40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

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Propriet per categorie principali (ha)


35%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private

s Ca ta gn et i

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30%

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Categorie forestali principali Castagneti Larici-cembrete Faggete Acero-tiglio-frassineti Arbusteti subalpini

Superficie (ha) 5.509 4.198 3.388 2.590 1.894

Area basimetrica (m2/ha) 28 9 17 28 16

Volume (m3/ha) 221 58 135 221 118

Incremento (m3/ha/anno) 5,4

20%

15%

10%

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5%

6,1
0%

4,7 1,2

eti gn sta Ca

ete gg Fa

e eti ric La

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eti sin as -fr lio -tig ero Ac

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Coperture del territorio (ha)


Boschi 44% Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 18%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 44%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 15% Evoluzione libera 12% Turisticoricreativa 2% Naturalistica 7%

Acque, greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 10%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 26%

Altre propriet private 56%

Produttivoprotettiva 63%

Produttiva 1%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 38% Tagli di miglioramento Monitoraggio 22% 15%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 27% Primo quinquennio 18% Terzo quinquennio 5% Boschi senza esigenze di servizio 27%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 31%

Tagli di rinnovazione in fustaia 13%

Evoluzione naturale 12%

Secondo quinquennio 50%

Boschi non serviti 42%

Area Forestale VALLE MAIRA

Categorie forestali (ha)


30% 25%

20%

Area montana con superficie forestale costituita per circa il 50% da lariceti e cembrete e faggete; le superfici a uso pastorale sono ingenti con netta prevalenza per le praterie. Area di interesse per la conservazione di rare specie botaniche, ambienti forestali e di particolari forme di erosione (RNS Ciciu del Villar) Superficie territoriale: 63.211 ha Superficie forestale: 25.756 ha La filiera legno pur disponendo Indice di boscosit: 41% di imprese di prima lavorazione e trasformazione non appare adeguata alle potenzialit del territorio. I danni da incendio sono sensibili soprattutto nella media Valle sui versanti pi esposti. Il turismo rurale non di massa attivit in forte rilancio con possibilit di sviluppo per il settore agro-forestale. La raccolta dei funghi attivit di notevole interesse con forte richiamo turistico. Sono presenti alcune centrali termiche a cippato che se ulteriormente incrementate potrebbero contribuire a sviluppare la filiera.

15%

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Principali categorie forestali per assetto (ha)


40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Bosco senza gestione Rimboschimento Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

oer Ac tig lio as -fr sin et i

Propriet per categorie principali (ha)


40%
Privata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

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La ric em i-c e et br

te ne Pi no pi di re st ve sil

35%

30%

Categorie forestali principali Castagneti Faggete Larici-cembrete Acero-tiglio-frassineti Pinete di pino silvestre

Superficie (ha) 3.386 5.152 7.315 2.351 2.327

Area basimetrica (m2/ha) 33 31 21 25 25

Volume (m3/ha) 222 233 168 173 139

Incremento (m3/ha/anno) 9,2 7,6 2,6 8,0 2,4

25%

20%

15%

10%

5%

0%
eti gn sta Ca eti sin as -fr lio -tig ero Ac ete gg Fa e eti ric La ete br m ce tre es ilv os Pin di ete Pin

Coperture del territorio (ha)


Boschi 40% Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 15%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubbliche 49% Altri Enti <1%%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 22% Evoluzione libera 7% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 9%

Arboricoltura da legno <1% Acque greti e zone umide <1%

Aree agricole 11%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 32%

Altre propriet private 51%

Produttiva protettiva 45%

Produttiva 16%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 26% Tagli di miglioramento 22%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 15% Nessuna 47% Terzo quinquennio 17%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 24%

Tagli di rinnovazione in fustaia 4%

Evoluzione naturale 11%

Monitoraggio 37%

Secondo quinquennio 21%

Boschi senza esigenze di servizio 47%

Boschi non serviti 29%

Area Forestale VAL GRANA

Categorie forestali (ha)


40% 35%

30%

25%

Area montana del settore alpino pi esterno con superficie forestale estesa a circa il 50% della superficie costituita in prevalenza da faggete; notevole lo sviluppo delle formazioni di invasione che occupano circa il 15% della superficie forestale. Lo sfruttamento delle risorse boschive pu essere incrementata anche attraverso Superficie territoriale: 23.913 ha Superficie forestale: 11.638 ha interventi di miglioramento. Indice di boscosit: 49% La viabilit deve essere migliorata e potenziata. Laspetto turistico se adeguatamente sostenuto e sviluppato pu costituire un elemento di valorizzazione del territorio. Di notevole interesse la produzione castanicola con variet di elevato pregio. I funghi epigei (soprattutto porcini) rappresentano una rilevante risorsa del bosco con notevole richiamo anche fuori valle. La zootecnia riveste un ruolo importante grazie a produzioni casearie pregiate (Formaggio Castelmagno).

20%

15%

10%

5%

0%

te rre Ce e ion as eti inv gn di sta re Ca nie i pio tan lie on ag sc li,m Bo izia lan ti p i ste et bu sin Ar as -fr lio -tig ero Ac

Principali categorie forestali per assetto (ha)


40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Bosco senza gestione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo a sterzo Ceduo semplice Ceduo in conversione

ete gg Fa

rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim i iet bin a Ro rell ve i ro id et tre erc es ilv Qu os Pin di ete ini Pin alp ub ti s ste bu Ar

oer Ac tig lio as -fr sin et i

Propriet per categorie principali (ha)


50% 45% 40% 35% 30%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

ni pi al ub is et st bu Ar

Qu t ce er id el er ov ir la

Categorie forestali principali Faggete Castagneti Acero-tiglio-frassineti Querceti di roverella

Superficie (ha) 4.396 3.192 1.107 661

Area basimetrica (m2/ha) 31 37 16 8

25%

Volume (m3/ha) 224 294 101 28

Incremento (m3/ha/anno) 8,9 12,6 5,4 2,0

20% 15% 10% 5% 0%

eti gn sta Ca

ete gg Fa

a rell ve ro di eti erc Qu

eti sin as -fr lio -tig ero Ac

Coperture del territorio (ha)


Boschi 49% Aree urbanizzate 3% Rocce, macereti e ghiacciai 1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 22%

Superficie forestale per propriet (ha)


Privata rilevata 4% Pubblica 7% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 9% Protettiva 7% Naturalistica 6% Produttiva 6%

Acque greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 25%

Altre propriet private 89%

Produttivoprotettiva 72%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia 4% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 19% Tagli di miglioramento 25%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 52% Primo quinquennio 35%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 26%

Evoluzione naturale 14%

Monitoraggio 38%

Secondo quinquennio 12%

Terzo quinquennio 1%

Boschi senza esigenze di servizio 52%

Boschi non serviti 22%

Area Forestale

10

Categorie forestali (ha)


30%

25%

VALLE STURA DI DEMONTE


Area montana con copertura arborea costituita principalmente da cedui di faggio e, in minor misura, da lariceti e cembreti. Il restante uso del suolo risulta ripartito tra rocce, macereti e zone pascolive. Area di notevole interesse naturalistico con ambienti alpini e ripariali, che ospitano specie di fauna e flora rare, tutelate con Superficie territoriale: 60.778 ha Superficie forestale: 22.589 ha listituzione di 4 Aree NaturaIndice di boscosit: 37% 2000 e un Parco regionale. La filiera legno sviluppata, impegnando numerose imprese (oltre 20), e in ulteriore crescita nel comparto castanicolo. In bassa valle gli incendi sono elemento di criticit da contrastare con la prevenzione e il miglioramento dei sistemi di estinzione. Risulta necessario migliorare e incrementare la viabilit ad uso silvo-pastorale. La zootecnia un settore di notevole interesse, sostenuta anche attraverso programmi di rilancio delle razze autoctone (pecora sambucana).

20%

15%

10%

5%

0%

rie ipa er os gn i le ion i az t en rm Fo him sc bo Rim i iet re bin rove Ro di a eti rell erc rove e Qu di str eti silve erc o to Qu i Pin ina d nc ete o u Pin Pin di ete Pin i ete alpin cc Pe i sub t ste bu i Ar iet str ete -o br no em Or ec eti ric La e ion ete as gg inv Fa di eti re gn nie sta Ca e pio i li ag ntan sc ni Bo i mo onta t ,m ste bu iziale i Ar n et pla ssin eti fra Aln lio-tig ero Ac e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Bosco senza gestione Rimboschimento Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

e in et Ab

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

oer Ac tig lio as -fr sin et i

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

La et ric ie m ce e et br

Ro bi ni et i

30%

25%

Categorie forestali principali Faggete Larici-cembrete Castagneti Acero-tiglio-frassineti Abetine

Superficie (ha) 5.941 5.439 3.724 2.126 1.219

Area basimetrica (m2/ha) 27 19 32 17 36

Volume (m3/ha) 154 150 256 114 318

Incremento (m3/ha/anno) 6,4

20%

15%

10%

3,3
5%

7,2 7,1 7,7


0%
eti gn sta Ca e etin Ab eti sin as -fr lio -tig ero Ac ete gg Fa e eti ric La ete br m ce

Coperture del territorio (ha)


Boschi 37% Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 29%

Superficie forestale per propriet (ha)


Privata rilevata <1% Altri Enti 1% Altre propriet private 37%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 24% Evoluzione libera 5% Turisticoricreativa 3% Naturalistica 14%

Acque greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 30%

Pubblica 62%

Produttivoprotettiva 30%

Produttiva 24%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 40% Tagli di miglioramento 12% Monitoraggio 26%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 38% Primo quinquennio 15% Terzo quinquennio 15%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 24%

Tagli di rinnovazione in fustaia 9%

Evoluzione naturale 13%

Secondo quinquennio 32%

Boschi senza esigenze di servizio 39%

Boschi non serviti 37%

Area Forestale VALLE GESSO, VERMENAGNA E PESIO

11

Categorie forestali (ha)


45% 40% 35% 30% 25% 20%

Area montana con copertura arborea, estesa a poco meno del 50% della superficie, costituita in prevalenza da latifoglie, in particolare da ceduo di faggio. Area a elevata superficie con destinazione naturalistica per la presenza di 2 Parchi Regionali. La gestione forestale improntata allutilizzo del ceduo. territoriale: Risulta necessario ladeguamento Superficie forestale: 72.787 ha Superficie 32.483 ha della rete viaria Indice di boscosit: 44% Nei territori allo sbocco delle valli gli incendi possono assumere una certa gravit in occasione di inverni siccitosi. La pressione antropica notevole per la presenza di aree estrattive, industriali e urbane di estese dimensioni. Il razionale utilizzo delle risorse silvo-pastorali (tra cui la castanicoltura) e paesaggistiche possono incrementare lo sviluppo economico. Un importante sbocco per la filiera costituito dalla possibilit di diffusione di centrali termiche alimentate a biomassa.

15% 10% 5% 0%

i et ric La ete e gg ion Fa as inv eti di gn re i sta nie Ca tan pio on lie li, m ag sc izia Bo i lan tan ti p on ste ,m bu iali Ar niz eti pla sin eti as Aln -fr lio -tig ero Ac

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e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo a sterzo Ceduo semplice Ceduo in conversione

ni pi al ub is et st bu Ar

re ie on pi e lie ion ag as sc v in Bo di e i et sin as -fr lio tig oer Ac


Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Propriet per categorie principali (ha)


50% 45% 40% 35%

ti ne ag st Ca

e et gg Fa

Categorie forestali principali Faggete Castagneti Arbusteti subalpini Acero-tiglio-frassineti Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 14.109 7.706 2.743 2.477 1.706

Area basimetrica (m2/ha) 31 36 10 19 19

Volume (m3/ha) 149 245 57 156 103

Incremento (m3/ha/anno) 5,9 8,3 1,7 9,0 6,2

30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

eti gn sta Ca e ion as inv di re nie pio lie ag sc Bo

eti sin as -fr lio -tig ero Ac

ete gg Fa

ini alp ub ti s ste bu Ar

Coperture del territorio (ha)


Boschi 44% Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 16%

Superficie forestale per propriet (ha)


Privata rilevata 4%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttivoprotettiva 40% Protettiva 2% Evoluzione libera 9% Turisticoricreativa 1%

Altri Enti 7%

Naturalistica 33%

Acque greti e zone umide 1% Arboricoltura da legno <1%

Pubblica 45%

Aree agricole 9%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 28%

Altre propriet private 44%

Produttiva 15%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 44% Tagli di miglioramento 16% Monitoraggio 22%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 23%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 24%

Tagli di rinnovazione in fustaia 5%

Evoluzione naturale 13%

Nessuna 55%

Secondo quinquennio 16%

Terzo quinquennio 6%

Boschi senza esigenze di servizio 56%

Boschi non serviti 20%

Area Forestale VALLI MONREGALESI

12

Categorie forestali (ha)


60%

50%

40%

Area montana con copertura arborea caratterizzata in maniera preponderante dalla presenza dei castagneti, sia cedui che da frutto. Anche le coperture a valenza pastorali sono estese e estremamente importanti nellambito delleconomia di questo territorio. Superficie territoriale: 51.082 ha Area di grande valenza Superficie forestale: 25.130 ha naturalistica con la presenza di Indice di boscosit: 50% numerose aree protette regionali e Siti della Rete Natura-2000. Spiccata vocazione forestale del comprensorio con elevata possibilit di sfruttamento sia in termini economici, attraverso utilizzazioni forestali guidate anche mediante tecniche volte a valorizzare assortimenti di maggiore qualit e conseguente beneficio economico. Importante filiera sviluppata sulla base dei prodotti non legnosi: castagne, funghi, tannino. La presenza di forme associate di gestione forestale potrebbero assicurare un utilizzo razionale della risorsa. Un interessante sbocco per la filiera della bassa e media valle, potrebbe essere determinato dalla diffusione di centrali termiche di medio-bassa potenza alimentate a biomassa.

30%

20%

10%

0%

rie ipa er os gn i le ion az ti rm en Fo im sch bo Rim i iet re bin ve Ro ro di a eti rell erc ve Qu ro di eti ti erc ine Qu rp o ca tan oon erc Qu om Pin di ete i Pin iet str -o ete no br Or em ec eti ric La ete e gg ion Fa as inv eti di gn re sta nie Ca i pio tan lie on ag ,m sc iali Bo niz eti pla sin eti as Aln -fr lio -tig ero Ac

e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione

70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco di neoformazione Fustaia Ceduo semplice

eti gn sta Ca

i iet bin Ro

Propriet per categorie principali (ha)


70%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

ete gg Fa

60%

50%

40%

Categorie forestali principali Castagneti Faggete Robinieti

Superficie (ha) 15.000 5.678 1.528

Area basimetrica (m2/ha) 34 30 25

Volume (m3/ha) 417 200 181

Incremento (m3/ha/anno) 20,6 7,2 5,8

30%

20%

10%

0%

eti gn sta Ca

i iet bin Ro

ete gg Fa

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 4% Boschi 49% Rocce, macereti e ghiacciai 2% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 17%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 21% Privata rilevata 1% Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 4% Evoluzione libera 3% Turisticoricreativa Naturalistica 1% 1%

Acque greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno 1%

Aree agricole 27%

Altre propriet private 77%

Produttivoprotettiva 67%

Produttiva 24%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 40% Tagli di miglioramento 27%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 44% Primo quinquennio 2% Terzo quinquennio 27%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 33% Boschi serviti 38%

Tagli di rinnovazione in fustaia <1%

Evoluzione naturale 3%

Monitoraggio 30%

Secondo quinquennio 27%

Boschi non serviti 29%

Area Forestale

13

Categorie forestali (ha)


45% 40%

ALTA VALLE TANARO, MONGIA, CEVETTA E LANGA CEBANA


LArea Forestale, di particolare rilevanza regionale per la superficie territoriale, ha un indice di boscosit medio pari al 61%, con notevole differenza fra i comuni della porzione montana e quelli collinari pi esterni (Langa Cebana), ove lindice di boscosit scende a valori prossimi al 10%. In questi comuni infatti lagricoltura e, pi che Superficie territoriale: 67.264 ha altro, la viticoltura e la coltura del Superficie forestale: 41.347 ha Indice di boscosit: 62% nocciolo rappresentano un uso predominante del territorio. Importante filiera sviluppata sulla base dei prodotti non legnosi: castagne, funghi, tannino. Area di grande valenza naturalistica con la presenza di Aree Protette Regionali e Siti della Rete Natura 2000. La filiera legno sufficientemente sviluppata, grazie anche alla presenza di caldaie a cippato che assorbono la produzione locale. Forme associate di gestione forestale sono presenti sul territorio; queste, incrementando i consociati, potrebbero assicurare un utilizzo razionale della risorsa.

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


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Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


s Ca ta gn et i

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

g Fa ge te

Qu t ce er id el er ov ir la

Or no -o st rie ti

50%

40%

Categorie forestali principali Castagneti Faggete Orno-ostrieti Querceti di roverella

Superficie (ha) 18.488 8.458 2.764 2.685

Area basimetrica (m2/ha) 35 28 15 113

Volume (m3/ha) 186 166 65 433

Incremento (m3/ha/anno) 6,8

30%

20%

10%

5,2 3,8 5,0


0%
eti gn sta Ca ete gg Fa i iet str -o no Or a rell ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Rocce, macereti Praterie, pratoe ghiacciai pascoli, Aree urbanizzate 3% cespuglieti 2% Boschi 19% 61%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 16% Privata rilevata 3% Altri Enti 3%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 3% Protettiva 15% Turisticoricreativa <1% Naturalistica 7%

Aree agricole Acque greti e 14% zone umide Arboricoltura <1% da legno <1%

Altre propriet private 78%

Produttivoprotettiva 48%

Produttiva 27%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 53% Tagli di miglioramento 10% Monitoraggio 30%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 35% Primo Terzo quinquennio quinquennio 21% 9%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 35% Boschi serviti 33%

Tagli di rinnovazione in fustaia 3%

Evoluzione naturale 4%

Secondo quinquennio 35%

Boschi non serviti 32%

Area Forestale LANGA CUNEESE

14

Categorie forestali (ha)


30%

25%

20%

Area collinare con copertura arborea presente su oltre 1/3 della superficie, caratterizzata da cedui di castagno, robinia e roverella. Le aree agricole, diffuse su oltre il 50% del territorio, sono costituite in maggioranza da vigneti, frutteti e noccioleti. Numerosi i siti (9) della Rete Superficie territoriale: 80.990 ha Natura 2000 a tutela di Superficie forestale: 27.778 ha importanti emergenze Indice di boscosit: 37% naturalistiche. Preponderante la propriet forestale privata con conseguente difficolt a predisporre una gestione unitaria e omogenea. Scarso sviluppo della filiera legno, anche per la scarsa qualit e quantit della risorsa, basata principalmente sulla legna da ardere. L'attivit agricola di notevole importanza per quantit e qualit; di particolare interesse per il comparto silvo-pastorale, la produzione casearia e la tartuficoltura. Particolarmente sviluppato il settore turistico, con importanti ricadute sul settore agro-forestale.

15%

10%

5%

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Principali categorie forestali per assetto (ha)

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

ete gg Fa

s Ca ta gn et i

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Pubblica Altre propriet private

Or no -o st rie ti

Qu t ce er id el er ov ir la

Ro bi ni et i

30%

25%

20%

Categorie forestali principali Castagneti Robinieti Querceti di roverella Orno-ostrieti

Superficie (ha) 7.840 6.426 6.199 2.918

Area basimetrica (m2/ha) 39 24 28 27

Volume (m3/ha) 236 189 173 160

Incremento (m3/ha/anno) 9,2

15%

10%

5%

11,8 7,0 10,1


0%

i iet bin Ro

eti gn sta Ca

i iet str -o no Or

a rell ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 34% Rocce, macereti e ghiacciai Aree urbanizzate <1% 3% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 7%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 6% Protettiva 32% Turisticoricreativa <1% Naturalistica 3%

Acque greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno 3%

Aree agricole 52%

Altre propriet private 99%

Produttivoprotettiva 41%

Produttiva 18%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 5% Monitoraggio 30%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 36% Primo quinquennio 29%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 36% Boschi serviti 21%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 57%

Tagli di rinnovazione in fustaia 2%

Evoluzione naturale 6%

Secondo quinquennio 29%

Terzo quinquennio 6%

Boschi non serviti 43%

Area Forestale VALLI ANTIGORIO E FORMAZZA

15

Categorie forestali (ha)


35% 30%

25%

20%

15%

Area montana alpina interna con morfologia scoscesa a tutte le quote, ove prevalgono nettamente i boschi di conifere, larici-cembreti e peccete, cui si associano boschi di neoformazione (boscaglie miste e acero-frassineti) nella fascia di media montagna. I ghiacciai, le rocce e le acque coprono quasi 1/3 della Superficie territoriale: 59.785 ha Superficie forestale: 25.196 ha superficie, domina la propriet Indice di boscosit: 42% pubblica. Significativa la presenza di Aree protette e Siti della Rete Natura 2000, anche a tutela di habitat forestali. A fronte di circa 1/3 di boschi destinati allevoluzione naturale, nel prossimo quindicennio la superficie potenzialmente percorribile non supera il 30% del totale. Tra gli assortimenti ottenibili prevalgono il legname da lavoro di conifere, associato a materiale da triturazione che potrebbe trovare sbocco per la filiera energetica.

10%

5%

0%

ete gg Fa eti gn re sta nie Ca i pio lie e tan ag n n sc asio o Bo i inv ilai, m d niz pla eti eti sin as Aln -fr lio -tig ero Ac

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e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)

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45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo a sterzo Ceduo semplice

oer Ac tig lio as -fr sin et i

Propriet per categorie principali (ha)


40% 35% 30%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

g Fa ge te

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c Pe te ce

Categorie forestali principali Larici-cembrete Peccete Boscaglie pioniere di invasione Acero-tiglio-frassineti Faggete

Superficie (ha) 7.812 5.032 2.472 2.314 2.012

Area basimetrica (m2/ha) 24 37 19 22 30

Volume (m3/ha) 193 312 154 194 274

Incremento (m3/ha/anno) 1,7 3,8 3 4,2 6,1

25% 20% 15% 10% 5% 0%

eti sin as -fr lio -tig ero Ac

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

ete gg Fa

e eti ric La ete br m ce

ete cc Pe

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 1% Boschi 42% Rocce, macereti e ghiacciai 30%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate <1% Altri Enti 7% Altre propriet private 25%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 18% Evoluzione libera 27% Turisticoricreativa 3%

Acque greti e zone umide 2%

Aree agricole 1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 24%

Pubblica 68%

Produttivoprotettiva 37%

Produttiva 4%

Naturalistica 11%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia 14% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 15% Tagli di miglioramento 14% Monitoraggio 25%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 2% Terzo quinquennio Secondo 17% quinquennio 11%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 28%

Evoluzione naturale 32%

Nessuna 70%

Boschi senza esigenze di servizio 57%

Boschi non serviti 15%

Area Forestale VALLE VIGEZZO

16

Categorie forestali (ha)


45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
ete e gg Fa ion as eti inv di gn re sta nie Ca i pio tan lie on ag sc i, m Bo ila niz pla eti eti sin as Aln -fr lio -tig ero Ac rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim i iet re bin ve Ro ro di tre eti es erc ilv Qu os Pin di ete Pin e etin Ab e eti ric La ete ini cc alp Pe ub ti s ste ete bu br Ar m ce

Area esclusivamente montana con elevato indice di boscosit dovuto alla diffusione prevalente di faggete e boschi di conifere (lariceti, peccate, abetine). Linteresse naturalistico dovuto alla presenza del Parco Val Grande che racchiude la pi vasta area "wilderness" delle Alpi. Notevole in passato lincidenza Superficie territoriale: 21.223 ha dei tagli boschivi con Superficie forestale: 14.568 ha utilizzazione ingente di altofusto; Indice di boscosit: 69% i tagli di legna da ardere rappresentano ancora la seconda realt produttiva ossolana. Ai fini del razionale utilizzo delle risorse silvopastorali necessario adeguare la viabilit La ricerca dei funghi attivit largamente praticata divenendo talora fattore localizzato di degrado del bosco. Di notevole interesse il settore zootecnico in particolare la produzione casearia. Il turismo costituisce una risorsa importante con possibilit di ulteriore valorizzazione.

Principali categorie forestali per assetto (ha)

60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

g Fa ge te

Propriet per categorie principali (ha)


Pubblica

La ric em i-c e et br

e in et Ab

ni pi al ub is et st bu Ar

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60%

Altre propriet i t

50%

Categorie forestali principali Faggete Larici-cembrete Abetine Arbusteti subalpini Pinete di pino silvestre

Superficie (ha) 6.529 2.306 1.405 1.220 1.023

Area basimetrica (m2/ha) 31 22 36 23 34

40%

Volume (m3/ha) 280 200 316 239 237

Incremento (m3/ha/anno) 5,4 2,1

30%

20%

10%

4,3 3,3 3,3


0%
ete gg Fa e eti ric La ete br m ce e etin Ab ini alp ub ti s ste bu Ar o Pin di ete tre Pin ilves s

Coperture del territorio (ha)


Rocce, macereti e ghiacciai 7% Aree urbanizzate 2% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 22%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 40%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 18% Evoluzione libera 27%

Aree agricole <1%

Boschi 69%

Acque greti e zone umide <1%

Altre propriet private 60%

Produttivoprotettiva 37%

Produttiva 4%

Naturalistica 11%

Turisticoricreativa 3%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 41% Tagli di miglioramento 7% Monitoraggio 30%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 40% Primo quinquennio 9% Terzo quinquennio 14%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 8%

Tagli di rinnovazione in fustaia 12%

Evoluzione naturale 10%

Secondo quinquennio 37%

Boschi senza esigenze di servizio 40%

Boschi non serviti 52%

Area Forestale VALLE ANTRONA

17

Categorie forestali (ha)


20% 18% 16% 14% 12%

Piccola area montana alpina a versanti ripidi, caratterizzata da rilevante copertura forestale tra cui dominano lariceti e alneti di ontano verde, a ridotta potenzialit di gestione attiva. Labbandono delleconomia montana tradizionale ha drasticamente ridotto la pressione antropica sul territorio, determinando uninvasione Superficie territoriale: 15.929 ha Superficie forestale: 6.635 ha naturale della vegetazione Indice di boscosit: 41% forestale, soprattutto boscaglie miste e acero-frassineti, su ex coltivi, prati e pascoli. Rilevante lincidenza delle superfici di propriet pubblica, mentre assai bassa la quota di boschi serviti da viabilit anche in relazione alla morfologia accidentata. Tuttavia le esigenze di servizio sono relativamente ridotte, in quanto la quota di boschi da lasciare in libera evoluzione raggiunge qui unincidenza record. Un possibile sbocco locale per la filiera del legno potrebbe essere determinato dalla valorizzazione degli assortimenti di minore valore come combustibili in centrali termiche per piccole reti di teleriscaldamento degli abitati.

10% 8% 6% 4% 2% 0%
ete gg e Fa ion as eti inv gn di sta re Ca nie pio i lie tan ag on sc i, m Bo ila niz pla eti eti sin Aln as -fr lio -tig ero Ac e etin Ab e eti ric La ete cc ini Pe alp ub ti s ste bu ete Ar br m ce rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo re Rim ve ro di o eti tan erc on Qu om Pin di ete Pin

Principali categorie forestali per assetto (ha)

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

La ric em i-c e et br

Propriet per categorie principali (ha)


30%
Pubblica Altre propriet private Altri Enti

ni pi al ub is et st bu Ar

i on pi l i e ne a g io sc vas B o i in d e er e

e in et Ab

Qu t ce er id e er ov ir

25%

Categorie forestali principali Larici-cembrete Arbusteti subalpini Boscaglie pioniere di invasione Abetine Querceti di rovere

Superficie (ha) 1.313 1.050 796 713 687

Area basimetrica (m2/ha) 19 35 15 27 18

20%

Volume (m3/ha) 169 331 269 242 144

Incremento (m3/ha/anno) 2,7 1,1

15%

10%

5%

4,6
0%

re ve ro di eti erc Qu

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

e etin Ab

i lin ap ub ti s ste bu Ar

e eti ric La

6,2 4,8

ete br m ce

Coperture del territorio (ha)


Boschi 41% Aree urbanizzate 3% Rocce, macereti e ghiacciai 22%

Superficie forestale per propriet (ha)


Altre propriet private 26%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 24% Evoluzione libera 36%

Acque greti e Aree agricole zone umide Arboricoltura 2% 2% da legno <1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 30%

Pubblica 74%

Produttivoprotettiva 24%

Produttiva 9%

Naturalistica 7%

Turisticoricreativa <1%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia 12% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 17% Tagli di miglioramento 17% Monitoraggio 11%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 9% Terzo quinquennio 2%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 9% Boschi non serviti 37%

Evoluzione naturale 43%

Nessuna 55%

Secondo quinquennio 34%

Boschi senza esigenze di servizio 54%

Area Forestale VALLE ANZASCA

18

Categorie forestali (ha)


25%

20%

15%

Area montana con elevato indice di boscosit, comune ad altre aree ossolane, dovuto alla diffusione principalmente di faggete, abetine e lariceti. Notevole lincidenza dei suoli nudi a causa della morfologia particolarmente impervia. Area di interesse paesaggistico arricchito dai circhi glaciali del Superficie territoriale: 30.053 ha Massiccio del Monte Rosa. Superficie forestale: 15.673 ha Il patrimonio forestale di Indice di boscosit: 52% notevole entit, ma con un ridotto tasso di utilizzazione. La viabilit carente aumenta i costi di esbosco. Forte contrazione negli ultimi anni del numero di imprese boschive. La filiera legno costituita da una ditta boschiva, una cooperativa forestale e tre segherie, che utilizzano anche legname locale. Linstallazione di una centrale termica a cippato pu ulteriormente valorizzare la produzione forestale locale. Il comparto turistico particolarmente sviluppato, ma interessa unicamente lalta valle.

10%

5%

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e eti ion as gn inv sta di Ca re nie pio lie ag sc eti Bo sin as -fr lio -tig ero Ac e etin Ab ete gg Fa e eti ric La ete cc Pe ini alp ub ti s ste bu Ar ete br m ce ti en im sch bo Rim re ve ro di eti erc Qu

Principali categorie forestali per assetto (ha)

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

e in et Ab

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

La ric em i-c e et br

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30%

25%

Categorie forestali principali Faggete Abetine Larici-cembrete Castagneti Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 3.552 2.309 2.083 1.971 1.479

Area basimetrica (m2/ha) 21 35 20 24 14

Volume (m3/ha) 207 300 158 222 129

Incremento (m3/ha/anno) 8,0 5,7 2,7 11,7 5,5

20%

15%

10%

5%

0%
eti gn sta Ca re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d e etin Ab ete gg Fa e eti ric La ete br m ce

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 26%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 6% Altri Enti 11%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 6% Evoluzione libera 23%

Boschi 52% Acque greti e zone umide 1%

Aree agricole 1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 18%

Pubblica 41%

Altre propriet private 42%

Produttivoprotettiva 60%

Produttiva 4%

Naturalistica 7%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 26% Tagli di miglioramento 1% Monitoraggio 20%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 46% Primo quinquennio 1% Terzo quinquennio 26%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 8%

Tagli di rinnovazione in fustaia 28%

Evoluzione naturale 25%

Secondo quinquennio 27%

Boschi senza esigenze di servizio 45%

Boschi non serviti 47%

Area Forestale VALLE OSSOLA

19

Categorie forestali (ha)


30%

25%

20%

Area montana con indice di boscosit particolarmente elevato, dovuto principalmente a Castagneti e Faggete. Il patrimonio forestale di notevole entit, ma con un ridotto tasso di utilizzazione. Presenza di un Parco Naturale Nazionale, una Riserva Naturale Speciale e diversi biotopi. Superficie territoriale: 32.200 ha La viabilit carente e la diffusa Superficie forestale: 20.627 ha inaccessibilit, dovuta anche alla Indice di boscosit: 64% morfologia particolarmente impervia, aumenta i costi di esbosco. Un grave problema determinato dagli incendi che per frequenza e estensione raggiungono in questarea i massimi regionali. Settore turistico sviluppato per la maggior parte in localit di commercio, di terme e vicine ai laghi. La presenza di forme associate di gestione forestale assicurano un utilizzo razionale della risorsa. Un interessante sbocco per la filiera della bassa e media valle, potrebbe essere determinato dalla diffusione di centrali termiche di medio-bassa potenza alimentate a biomassa, alcune peraltro gi in funzione.
Categorie forestali principali Faggete Castagneti Larici-cembrete Boscaglie pioniere di invasione Querceti di rovere Superficie (ha) 5.922 5.157 2.636 1.895 1.812 Area basimetrica (m2/ha) 26 21 34 15 18 Volume (m3/ha) 247 163 251 149 134 Incremento (m3/ha/anno) 6,0 8,4 2,7 4,6 4,9

15%

10%

5%

0%
rie ipa er os gn i le ion az ti rm en Fo im sch bo Rim i iet re bin ve Ro ro di eti ti erc ine Qu rp o ca tan oon erc Qu om Pin di ete Pin ete ini cc alp Pe ub ti s ste ete bu br Ar em ec eti ric La ete e gg ion Fa as inv eti di gn re sta nie Ca i pio tan lie on ag sc i, m ila Bo niz eti pla sin eti as Aln -fr lio -tig ero Ac e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Ceduo semplice

re ie on pi e l i e ion a g as sc inv B o di e

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

La ric em i-c e et br

Qu t ce er id e er ov ir

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%
eti gn sta Ca re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d ete gg Fa e eti ric La ete br m ce re ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 5% Rocce, macereti e ghiacciai 7% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 15%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate <1% Altri Enti 1% Altre propriet private 25%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 11% Evoluzione libera 25%

Boschi 65%

Acque greti e zone umide 2%

Aree agricole 6% Arboricoltura da legno <1%

Pubblica 74%

Produttivoprotettiva 37%

Produttiva Naturalistica 8% 17%

Turisticoricreativa 2%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia Evoluzione 2% naturale 36% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 2% Tagli di miglioramento 23%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 4% Terzo quinquennio 16% Secondo quinquennio 7%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 9% Boschi non serviti 19%

Monitoraggio 37%

Nessuna 73%

Boschi senza esigenze di servizio 72%

Area Forestale

21

Categorie forestali (ha)


40% 35%

VALLI STRONA, CUSIO MOTTARONE, ORTA


Area montana con indice di boscosit particolarmente elevato, dovuto principalmente a Castagneti e Faggete. A causa dello spopolamento di vaste zone, la formazioni boscate di invasione, stanno colonizzando naturalmente prato-pascoli e coltivi marginali. Il patrimonio forestale di Superficie territoriale: 27.587 ha notevole entit, ma con un Superficie forestale: 17.589 ha ridotto tasso di utilizzazione. Indice di boscosit: 64% La viabilit carente e la diffusa inaccessibilit aumenta i costi di esbosco. La filiera legno costituita da un discreto numero di ditte che si occupano di legna da ardere ma soprattutto di trasformazione di legname non locale. La popolazione si raccoglie soprattutto sullasse GravellonaOmegna, lasciando spopolate vastissime zone montane La presenza di caldaie a biomasse, pu essere di impulso per lutilizzazione del materiale legnoso locale.

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%
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Principali categorie forestali per assetto (ha)

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

oer Ac tig lio as -fr sin et i

Propriet per categorie principali (ha)


40% 35% 30% 25%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

Categorie forestali principali Faggete Castagneti Boscaglie pioniere di invasione Acero-tiglio-frassineti

Superficie (ha) 6.302 5.853 2.017 1.895

Area basimetrica (m2/ha) 30 38 18 30

Volume (m3/ha) 231 248 204 221

Incremento (m3/ha/anno) 6,7 8,8 5,4 9,3

20% 15% 10% 5% 0%

eti gn sta Ca

eti sin as -fr lio -tig ero Ac

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

ete gg Fa

Coperture del territorio (ha)


Rocce, macereti Praterie, pratoe ghiacciai pascoli, Aree urbanizzate 2% cespuglieti 10% 13%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 7% Altri Enti 2%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 12% Protettiva 4% Turisticoricreativa <1%

Naturalistica 3%

Boschi 64%

Acque greti e zone umide 1%

Aree agricole 10%

Pubblica 37%

Altre propriet private 54%

Produttivoprotettiva 72%

Produttiva 9%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 4% Monitoraggio 19%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 33% Primo quinquennio 1% Terzo quinquennio 20%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 32% Boschi serviti 17%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 64%

Tagli di rinnovazione in fustaia <1%

Evoluzione naturale 13%

Secondo quinquennio 46%

Boschi non serviti 51%

Area Forestale

23

Categorie forestali (ha)


40% 35%

VAL GRANDE, ALTO VERBANO E VALLE CANNOBINA


Area montana con indice di boscosit particolarmente elevato, dovuto principalmente a Castagneti e Faggete. Linteresse naturalistico dovuto alla presenza del Parco Val Grande che racchiude la pi vasta area "wilderness" delle Alpi. La presenza del Lago Maggiore, con i suoi ingenti flussi turistici, Superficie territoriale: 37.086 ha determina una gestione dei Superficie forestale: 24.498 ha boschi con una particolare Indice di boscosit: 66% attenzione agli aspetti paesaggistici. Il principale assortimento che si ricava dai boschi dellArea Forestale la legna da ardere. Le imprese locali impegnate nella filiera legno sono solo due, anche se sufficientemente meccanizzate e in grado di lavorare anche su tagli di rinnovazione in fustaia. Linstallazione di una centrale termica a cippato pu ulteriormente valorizzare la produzione forestale locale. Negli ultimi anni vi stato uno sviluppo turistico legato alle risorse naturali, con itinerari escursionistici e per mountain-bike e riscoperta di antichi borghi e alpeggi.

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%
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Principali categorie forestali per assetto (ha)

55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

Propriet per categorie principali (ha)


50% 45% 40% 35% 30% 25%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

Categorie forestali principali Castagneti Faggete Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 9.691 7.720 3.214

Area basimetrica (m2/ha) 36 30 16

20%

Volume (m3/ha) 268 209 119

Incremento (m3/ha/anno) 8,3 7,6 6,5

15% 10% 5% 0%

eti gn sta Ca

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

ete gg Fa

Coperture del territorio (ha)


Rocce, macereti e ghiacciai 2% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 11% Aree agricole 1% Arboricoltura da legno <1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Privata rilevata 2% Altri Enti 3% Altre propriet private 42%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 8% Evoluzione libera 16% Turisticoricreativa 1%

Aree urbanizzate 6%

Boschi 66%

Acque greti e zone umide 14%

Pubblica 53%

Produttivoprotettiva 45%

Produttiva 4%

Naturalistica 26%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia 1% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 22% Tagli di miglioramento 15%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 6% Terzo quinquennio 4% Secondo quinquennio 27%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 14% Boschi non serviti 24%

Evoluzione naturale 38%

Monitoraggio 24%

Nessuna 63%

Boschi senza esigenze di servizio 62%

Area Forestale VAL PELLICE

25

Categorie forestali (ha)


30%

25%

20%

Area montana con superficie forestale estesa a circa il 50% del territorio e costituita in prevalenza da lariceti, faggete e formazioni di invasione . Circa il 10% dellarea ha destinazione naturalistica a tutela di ambienti alpini e di rare emergenze faunistiche e floristiche. Superficie territoriale: 29.354 ha Della ripresa complessiva circa Superficie forestale: 13.789 ha l80% costituito da legna da Indice di boscosit: 48% ardere di faggio mentre il restante legname da opera di larice. Gli incendi boschivi in bassa valle, in seguito allabbandono e la scarsa accessibilit, presentano caratteri di pericolosit notevoli. Il legno di castagno, principale risorsa della valle, scarsamente utilizzato a causa della modesta qualit. In generale la ricettivit turistica appare di discrete potenzialit, ma non ancora adeguatamente sfruttata. Buone le potenzialit della zootecnia in particolare per la produzione casearia.

15%

10%

5%

0%

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e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

oer Ac tig lio as -fr sin et i

Propriet per categorie principali (ha)


Pubblica

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

La ric em i-c e et br

40%

Altre propriet private Altri Enti

35%

30%

25%

Categorie forestali principali Castagneti Larici-cembrete Faggete Acero-tiglio-frassineti

Superficie (ha) 3.964 2.876 2.390 1.470

Area basimetrica (m2/ha) 29 21 21 22

20%

Volume (m3/ha) 188 169 161 252

Incremento (m3/ha/anno) 3,7 3,4 8,0 6,3

15%

10%

5%

0%
eti gn sta Ca eti sin as -fr lio -tig ero Ac ete gg Fa e eti ric La ete br m ce

Coperture del territorio (ha)


Boschi 48% Aree urbanizzate 4% Rocce, macereti e ghiacciai 12%

Superficie forestale per propriet (ha)


Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 1% Evoluzione libera 9% Turisticoricreativa <1% Naturalistica 9%

Acque greti e zone umide <1% Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 6%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 30%

Pubblica 48%

Altre propriet private 52%

Produttivoprotettiva 66%

Produttiva 15%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 44% Tagli di miglioramento 16%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 36% Primo quinquennio 22%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 35% Boschi serviti 39%

Tagli di rinnovazione in fustaia 5%

Evoluzione naturale 13%

Monitoraggio 22%

Secondo quinquennio 29%

Terzo quinquennio 13%

Boschi non serviti 26%

Area Forestale

26

Categorie forestali (ha)


45% 40%

VAL CHISONE E GERMANASCA


Vasta area montana caratterizzata da ampi settori di media-bassa valle con forti estensioni di boschi di latifoglie e da territori di alta valle dove le conifere sono prevalenti. I boschi insieme alle coperture a valenza pastorale, rappresentano il 90% del territorio. Area di grande valenza Superficie territoriale: 55.728 ha naturalistica con la presenza di Superficie forestale: 27.718 ha numerose aree protette regionali Indice di boscosit: 50% e Siti della Rete Natura-2000. Filiera legno mediamente sviluppata in alta valle, mentre nelle porzioni pi basse, si assiste alla gestione dei boschi per la produzione di legna da ardere spesso da parte di operatori non professionali. Lelevata valenza turistica dellarea, fa s che sia necessaria una gestione delle risorse naturali oculata e rispettosa dellaspetto paesaggistico. La presenza di forme associate di gestione forestale potrebbero assicurare un utilizzo razionale della risorsa. Un interessante sbocco per la filiera della bassa e media valle, potrebbe essere determinato dalla diffusione di centrali termiche di medio-bassa potenza alimentate a biomassa, alcune peraltro gi in funzione.
Categorie forestali principali Larici-cembrete Faggete Castagneti Pinete di pino silvestre Boscaglie pioniere di invasione Superficie (ha) 11.476 4.951 3.759 2.400 1.516 Area basimetrica (m2/ha) 27 29 33 39 14 Volume (m3/ha) 212 210 235 270 76 Incremento (m3/ha/anno) 2,5 4,6 7,7 5,2 3,3

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim i iet bin re Ro ve ro di eti tre es erc ilv Qu os Pin o di tan ete on Pin om Pin di ete ini Pin alp ub ti s ste bu ete Ar br m ce ete gg e Fa ion as eti inv gn di sta re Ca nie pio lie ag eti sc sin Bo as -fr lio -tig ero Ac e eti ric La e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

Propriet per categorie principali (ha)


50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
eti gn sta Ca o Pin di ete tre Pin ilves S re nie pio lie e ag on sc asi Bo i inv d ete gg Fa e eti ric La
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

La ric em i-c e et br
ete br m ce

te ne Pi no pi di re st ve sil

Coperture del territorio (ha)


Boschi 50% Aree urbanizzate 1% Rocce, macereti e ghiacciai 8% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 40%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 5% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 9% Protettiva 18% Turisticoricreativa 3% Naturalistica 7% Produttiva 1%

Acque greti e zone umide <1%

Aree agricole 1%

Pubblica 42%

Altre propriet private 53%

Produttivoprotettiva 62%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 24% Tagli di miglioramento 4% Monitoraggio 39%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 52% Primo quinquennio 18% Terzo quinquennio 7%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 16%

Tagli di rinnovazione in fustaia 21%

Evoluzione naturale 12%

Secondo quinquennio 23%

Boschi senza esigenze di servizio 52%

Boschi non serviti 32%

Area Forestale

28

Categorie forestali (ha)


45% 40%

PINEROLESE PEDEMONTANO E VAL SANGONE


Area montana con copertura arborea, estesa a poco pi del 45% della superficie, costituita in prevalenza da latifoglie, in particolare da ceduo di castagno e di faggio. Area a elevata superficie con destinazione naturalistica per la presenza di Parchi Naturali Regionali e Provinciali. Superficie territoriale 48.242 ha La gestione forestale Superficie forestale: 20.017 ha improntata allutilizzo del ceduo Indice di boscosit: 43% per la produzione di legna da ardere. Risulta necessario ladeguamento della rete viaria. Nei territori allo sbocco delle valli e nella fascia prospiciente la pianura, gli incendi possono assumere una certa gravit in termini di frequenza e di estensione in occasione di inverni siccitosi. Il razionale utilizzo delle risorse silvo-pastorali (tra cui la castanicoltura) e paesaggistiche possono incrementare lo sviluppo economico. Un importante sbocco per la filiera costituito dalla possibilit di diffusione di centrali termiche di medio-bassa potenza alimentate a biomassa.
Area basimetrica (m2/ha) 28 23 20 18

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

ete e gg Fa ion as eti inv di gn re sta nie Ca i pio tan lie on ag sc m ai, Bo izil lan i et ip et sin as Aln -fr lio tig oer Ac

Principali categorie forestali per assetto (ha)


55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en him sc bo Rim i iet re bin ve Ro i ro ti d ce lla er re ve Qu i ro ti d ce er ti Qu ine rp ca tre oes erc silv Qu ino iP ed ini et alp Pin ub ti s ste e et bu br Ar m ce ie et ric La

s Ca ta gn et i

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

g Fa ge te

i in lp ba su ti ste bu Ar

Qu t ce er id e er ov ir

Ro bi ni et i

50%

40%

30%

Categorie forestali principali Castagneti Faggete Querceti di rovere Robinieti

Superficie (ha) 8.725 4.354 1.789 1.210

Volume (m3/ha) 174 136 118 114

Incremento (m3/ha/anno) 8,7

20%

10%

7,8 6,4 11,3


0%
eti gn sta Ca i iet bin Ro ete gg Fa ini alp ub ti s ste bu Ar re ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 41% Aree urbanizzate 13% Rocce, macereti e ghiacciai 3% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 8%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 12% Private rilevate 1% Altri Enti 3%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 4% Evoluzione libera 3% Turisticoricreativa 3% Naturalistica 9% Produttiva 19%

Acque greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno 2%

Aree agricole 33%

Altre propriet private 84%

Produttivoprotettiva 62%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 46% Tagli di miglioramento 25%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 24% Primo quinquennio 27% Boschi senza esigenze di servizio 24%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 35%

Tagli di rinnovazione in fustaia 5%

Evoluzione naturale 6%

Monitoraggio 18%

Secondo quinquennio 38%

Terzo quinquennio 11%

Boschi non serviti 41%

Area Forestale

29

Categorie forestali (ha)


25%

BASSA VAL DI SUSA E VAL CENISCHIA


Area montana con ampio fondovalle ed estesa zona planiziale e collinare allo sbocco con prevalente uso agricolo ed elevata incidenza di aree urbane; la superficie forestale costituita da faggete, lariceti e da formazioni di invasione. Presenza di rare emergenze naturalistiche caratterizzate da particolari condizioni Superficie territoriale: 46.880 ha Superficie forestale: 24.047 ha microclimatiche. Indice di boscosit: 51% Scarso lo sviluppo della filiera legno che occupa poco pi dell1% del totale manifatturiero. La rete viaria a uso silvo-pastorale deve essere incrementata. Notevole la pressione delle attivit antropiche nel fondovalle e in particolare nella bassa valle. Gli incendi nei versanti pi esposti possono assumere elevata pericolosit e gravit. Notevole laccumulo di biomassa nei boschi per le scarse utilizzazioni degli ultimi anni. Sono attivi progetti volti allo sviluppo di una filiera legno-energia.

20%

15%

10%

5%

0%

rie ipa er os gn i le ion ti az en rm Fo him sc bo Rim i iet ere bin ov Ro i di r lla re et erc ove Qu di r eti eti erc in Qu carp estre o- silv erc o o Qu i Pin ntan d o ete o m Pin i Pin d ete Pin ini ete alp cc b Pe ti su e ret ste bu emb Ar ec eti ric La ete gg e Fa ion te as rre inv Ce eti di gn niere sta Ca e pio li li ia ag niz ani sc Bo ti pla ont ste ai, m il bu Ar laniz eti p sin eti -fras Aln lio -tig ero Ac e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

La ric em i-c e et br

Qu t ce er id el er ov ir la

30%

25%

Categorie forestali principali Faggete Castagneti Larici-cembrete Boscaglie pioniere di invasione Querceti di roverella

Superficie (ha) 5.378 3.386 3.366 1.796 1.769

Area basimetrica (m2/ha) 30 31 34 20 16

Volume (m3/ha) 208 189 263 125 66

Incremento (m3/ha/anno) 5,9 4,6 5,2 3,6 3,2

20%

15%

10%

5%

0%

eti gn sta Ca

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

ete gg Fa

e eti ric La ete br m ce

a rell ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 50% Aree urbanizzate 8% Rocce, macereti e ghiacciai 8% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 20%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 3%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 15% Evoluzione libera 6% Turisticoricreativa 4% Naturalistica 20%

Acque greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno 1%

Aree agricole 12%

Pubblica 46%

Altre propriet private 51%

Produttivoprotettiva 51%

Produttiva 4%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 32% Tagli di miglioramento 17%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 45% Primo quinquennio 18% Terzo quinquennio 9%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 18%

Tagli di rinnovazione in fustaia 7%

Evoluzione naturale 11%

Monitoraggio 33%

Secondo quinquennio 28%

Boschi senza esigenze di servizio 45%

Boschi non serviti 37%

Area Forestale ALTA VALLE DI SUSA

30

Categorie forestali (ha)


70% 60%

50%

40%

Area dei settori alpini pi interni, con copertura arborea prevalentemente dovuta a fustaie di conifere. LArea di interesse naturalistico in quanto ricca di habitat differenti per caratteristiche ecologiche, protetti con listituzione di 1 Parco Regionale e 15 S.I.C. Superficie territoriale: 38.377 ha Con una ripresa media annua di Superficie forestale: 25.680 ha 3 circa 6000-7000 m larea una Indice di boscosit: 40% delle zone di maggiore produzione di assortimenti da fustaia di elevata qualit. La gestione forestale dellestesa propriet pubblica condotta da un singolo Consorzio. I costi di esbosco sono contenuti grazie a unestesa rete stradale. La pressione antropica elevata con rischio di ulteriore erosione delle risorse ambientali. Labbandono delle tradizionali pratiche alpicolturali causa di impoverimento del paesaggio. Il turismo assai sviluppato e in crescita con possibili ricadute sul settore agro-silvo-pastorale.
Area basimetrica (m2/ha) 32 12 28 21 33

30%

20%

10%

0%
ri ipa ti r pe iop ep eti enti lic Sa him sc re bo ove Rim i di r lla et re erc ove e Qu di r str eti silve erc o o Qu i pin ntan d o ete o m Pin pin di ete e Pin rd ve ete no cc ta Pe on te di e br eti Aln cem e eti ric e La ion as ete nv gg d'i i Fa eti n ee gn ier onta sta on Ca ie pi i e m l gl izia tani sca lan n Bo ti p mo ste li e ia bu ti Ar aniz l ine ti p rass f ne Al glio-ti ero Ac ne eti Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice con o senza matricine

tre es silv ino ip ed et Pin

e etin Ab

Propriet per categorie principali (ha)


70% 60% 50% Pubblica Privata rilevata

i et sin as -fr lio tig oer Ac

eti gn sta Ca

ie et ric La ete br m ce

Categorie forestali principali Larici-cembrete Pinete di pino silvestre Castagneti Abetine Acero-tiglio-frassineti

Superficie (ha) 15.648 3.403 1.310 1.275 1.187

Volume (m3/ha) 290 68 230 156 232

Incremento (m3/ha/anno) 6,0 2,7 5,9 2,7 3,1

40% 30% 20% 10% 0%


eti gn sta Ca ne eti Ab eti sin as -fr lio -tig ero Ac e eti ric La ete br m ce tre es ilv os Pin di ete Pin

Coperture del territorio (ha)


Boschi 40% Acque, greti e zone umide <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 35%

Superficie forestale per propriet (ha)


Privata rilevata 36%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttiva 24% Produttivoprotettiva 24%

Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 22%

Aree agricole <1%

Pubblica 64%

Naturalistica 15% Turisticoricreativa 3%

Evoluzione libera 10%

Protettiva 24%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 10%
Tagli di miglioramento 9% Monitoraggio 38%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Secondo quinquennio 13% Nessuna 53% Boschi senza esigenze di servizio 51%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 28%

Tagli di rinnovazione in fustaia 31%

Evoluzione naturale 12%

Terzo quinquennio 13%

Primo quinquennio 21%

Boschi non serviti 21%

Area Forestale VALLI DI LANZO

32

Categorie forestali (ha)


25%

20%

15%

Estesa area montana, caratterizzata da elevata estensione di foreste e di coperture a valenza pastorale. Elevata valenza naturalistica per la presenza di estesi Siti della Rete Natura 2000. Il numero di imprese boschive estremamente esiguo e limitato nella fascia pedemontana o di Superficie territoriale: 69.535 ha bassa valle. Sono ditte di tipo Superficie forestale: 29.047 ha individuale o con qualche Indice di boscosit: 43% dipendente, con poche possibilit di sviluppo, specialmente di carattere occupazionale. I prodotti legnosi si limitano in genere a legna da ardere, spesso prodotta per autoconsumo da operatori non professionali. Importante valenza turistico-paesaggistica, specialmente alla testata delle valli, dove il turismo, bench stagionale, merita di essere nuovamente valorizzato. La presenza di forme associate di gestione forestale potrebbero assicurare un utilizzo razionale della risorsa. Un interessante sbocco per la filiera della bassa e media valle, potrebbe essere determinato dalla diffusione di centrali termiche di medio-bassa potenza alimentate a biomassa.
Area basimetrica (m2/ha) 32 15 33 3 22

10%

5%

0%

rie ipa er os gn i le ion az ti rm en Fo im sch bo Rim i iet re bin ve Ro ro di a eti rell erc ve Qu ro di eti ti erc ine Qu rp o ca tan oon erc Qu om Pin di ete Pin ete ini cc alp Pe ub ti s ste ete bu br Ar em ec eti ric La ete e gg ion Fa as inv eti di gn re sta nie Ca i pio tan lie on ag sc i, m ila Bo niz eti pla sin eti as Aln -fr lio -tig ero Ac

Principali categorie forestali per assetto (ha)

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

oer Ac tig lio

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d o sin

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

ni pi al ub is et st bu Ar

as -fr

30%

25%

Categorie forestali principali Faggete Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Arbusteti subalpini Acero-tiglio-frassineti

Superficie (ha) 7.136 4.537 3.520 3.303 2.920

Volume (m3/ha) 245 78 236 9 155

Incremento (m3/ha/anno) 7,0

20%

15%

10%

3,5
5%

8,0
0%
eti gn sta Ca re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d ini alp ub ti s ste bu Ar eti sin as -fr lio -tig ero Ac ete gg Fa

0,5 6,0

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 2% Boschi 43% Rocce, macereti e ghiacciai 21%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 33% Private rilevate 3% Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 12% Turisticoricreativa <1%

Protettiva 28%

Naturalistica 8%

Acque greti e zone umide Arboricoltura da <1% legno <1%

Aree agricole 1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 33%

Altre propriet private 63%

Produttivoprotettiva 33%

Produttiva 19%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia 6% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 20% Tagli di miglioramento 28%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 46% Primo quinquennio 10% Terzo quinquennio 24%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 27%

Evoluzione naturale 18%

Monitoraggio 28%

Secondo quinquennio 20%

Boschi senza esigenze di servizio 47%

Boschi non serviti 26%

Area Forestale

33

Categorie forestali (ha)


30%

VALLI CERONDA E CASTERNONE ALTO CANAVESE PIANURA TORINESE NORD-OCCIDENTALE


Area di alta pianura e terrazzi antichi, in cui per la ridotta capacit duso agricolo dei suoli (vaude) si conservata una discreta estensione forestale, con indice di boscosit elevato rispetto alla media della pianura piemontese. Zona di rilevanza naturalistica per la qualit delle formazioni seminaturali, soprattutto quercoSuperficie territoriale: 74.808 ha Superficie forestale: 18.152 ha carpineti e querceti di rovere, Indice di boscosit: 27% sottolineata dallistituzione di aree protette e Siti della Rete Natura 2000. Domina la propriet privata, anche con alcune realt accorpate, ma significativa anche quella pubblica regionale e demaniale; le utilizzazioni sono orientate alla legna da ardere e al prelievo a scelta commerciale delle querce mature, senza prospettive di rinnovazione per queste ultime. Le principali problematiche e prospettive sono la gestione sostenibile delle fustaie planiziali e per larea montana la protezione dagli incendi e la rinaturalizzazione di rimboschimenti di conifere e di aree denudate.
Categorie forestali principali Robinieti Querceti di rovere Querco-carpineti Castagneti Boscaglie pioniere di invasione Superficie (ha) 4.886 3.565 2.986 2.874 1,226 Area basimetrica (m2/ha) 15 15 21 25 9 Volume (m3/ha) 114 88 179 176 45 Incremento (m3/ha/anno) 8,1 2,7 6,2 7,6 4,1

25%

20%

15%

10%

5%

0%
e eti ion as gn inv sta di Ca re nie pio lie i ag sc tan Bo on i, m ila niz pla eti eti Aln sin as -fr lio -tig ero Ac i iet bin Ro re ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu ete gg Fa rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

Principali categorie forestali per assetto (ha)

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

Propriet per categorie principali (ha)


35%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

Qu t ce er id e er ov ir

Qu co er ca rp in et i

Ro bi ni et i

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%

eti gn sta Ca

i iet bin Ro

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

re ve ro di eti erc Qu

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Coperture del territorio (ha)


Boschi 24% Aree urbanizzate 14% Rocce, macereti e ghiacciai 1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 7%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 16% Private rilevate 4% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 21% Evoluzione libera 4% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 26%

Acque greti e zone umide 2%

Arboricoltura da legno 3%

Aree agricole 49%

Altre propriet private 80%

Produttivoprotettiva 34%

Produttiva 14%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 53% Tagli di miglioramento 13% Monitoraggio 16%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 20% Primo quinquennio 24% Boschi senza esigenze di servizio 20%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 30%

Tagli di rinnovazione in fustaia 14%

Evoluzione naturale 4%

Secondo quinquennio 41%

Terzo quinquennio 15%

Boschi non serviti 50%

Area Forestale VALLI ORCO E SOANA

34

Categorie forestali (ha)


25%

20%

15%

Area montana caratterizzata da territori di alta quota dove prevalgono i larici-cembreti e gli arbusteti subalpini e da uningente fascia di media montagna, prospiciente la pianura, dove sono presenti cedui di castagno e di faggio. I ghiacciai, le rocce e i macereti coprono circa il 42% del territorio dellArea. Superficie territoriale: 61.622 ha Superficie forestale: 20.390 ha Significativa presenza di Aree Indice di boscosit: 33% Protette: il Parco Nazionale del Gran Paradiso e diversi Siti della Rete Natura 2000. Il legname lavorato dalle Valli Orco e Soana si limita a poche centinaia di m3 di castagno proveniente da lotti privati. La scarsissima estensione della viabilit agro-silvo-pastorale, condizionata dalla morfologia del territorio non consente una razionale gestione delle risorse forestali. La scarsa pressione antropica esercitata sul territorio, determina uninvasione naturale da parte dei boschi nei confronti dei terreni marginali e non. Un interessante sbocco per la filiera della bassa e media valle, potrebbe essere determinato dalla diffusione di centrali termiche di medio-bassa potenza alimentate a biomassa.
Area basimetrica (m2/ha) 28 8 32 15 31

10%

5%

0%
ete e gg Fa ion as eti inv di gn re sta nie Ca i pio tan lie ag on sc i, m Bo ila niz pla eti eti sin as Aln -fr lio -tig ero Ac rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim i iet re bin ve Ro ro di eti a erc rell ve Qu ro di eti erc Qu e etin Ab e eti ric La ete ini cc alp Pe ub ti s ste ete bu br Ar m ce

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d
25% 20%

Propriet per categorie principali (ha)


Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

Qu t ce er id e er ov ir

Qu co er ca rp in et i

Ro bi ni et i

Categorie forestali principali Larici-cembrete Arbusteti subalpini Castagneti Boscaglie pioniere di invasione Faggete

Superficie (ha) 4.218 3.860 3.802 3.576 2.995

Volume (m3/ha) 240 64 231 94 228

Incremento (m3/ha/anno) 4,0 1,1

15%

10%

5%

6,8 4,0 5,4


0%

eti gn sta Ca

ini alp ub ti s ste bu Ar

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

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e eti ric La ete br m ce

Coperture del territorio (ha)


Boschi 33% Aree urbanizzate 1% Rocce, macereti e ghiacciai 42%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 24% Private rilevate 1% Altri Enti 2%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera <1% Protettiva 28% Turisticoricreativa <1%

Naturalistica 29%

Acque greti e zone umide 1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 23%

Altre propriet private 73%

Produttivoprotettiva 43%

Produttiva <1%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in fustaia 3% Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 21% Tagli di miglioramento 8%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 5% Terzo quinquennio 4% Secondo quinquennio 23%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 9% Boschi non serviti 23%

Evoluzione naturale 15%

Monitoraggio 53%

Nessuna 68%

Boschi senza esigenze di servizio 68%

Area Forestale

36

Categorie forestali (ha)


50% 45%

VALLE SACRA, VAL CHIUSELLA, DORA BALTEA CANAVESANA


Area montana dei settori alpini pi esterni, con superficie forestale costituita in prevalenza da castagneti e boscaglie pioniere. Le superfici pastorali nonostante il forte abbandono hanno ancora una consistente estensione. Nellarea sono presenti zone umide di interesse naturalistico Superficie territoriale: 30.330 ha tutelate attraverso listituzione di Superficie forestale: 12.837 ha siti afferenti alla Rete Indice di boscosit: 42% Natura2000 . Discreta valenza attribuibile ai cedui, soprattutto in Valchiusella, per la produzione di legna da ardere e paleria. Elevata lincidenza degli incendi pi frequenti nella bassa e media valle con danni soprattutto a carico dei lariceti, querceti e castagneti. Nella C. M. Dora Baltea Canavesana i castagneti da frutto delle variet locali sono oggetto di progetti di recupero e rilancio. La filiera legno presenta importanti margini di sviluppo per linstallazione di numerose caldaie a cippato.

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

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Principali categorie forestali per assetto (ha)

ete gg Fa

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60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

oer Ac
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

s Ca ta gn

Propriet per categorie principali (ha)


60%

tig lio as -fr sin et i

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50%

40%

30%

Categorie forestali principali Castagneti Boscaglie pioniere di invasione Acero-tiglio-frassineti

Superficie (ha) 6.043 3.308 1.173

Area basimetrica (m2/ha) 31 18 26

Volume (m3/ha) 215 107 193

Incremento (m3/ha/anno) 7,1

20%

10%

0%

3,8 8,4

eti gn sta Ca

eti sin as -fr lio -tig ero Ac

re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 3% Boschi 42% Rocce, macereti e ghiacciai 9%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 23% Private rilevate 1% Altri Enti 2%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 1% Protettiva 18% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 6% Produttiva 3%

Acque greti e zone umide 1% Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 3%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 42%

Altre propriet private 74%

Produttivoprotettiva 71%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 46% Tagli di miglioramento 8%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 45% Primo quinquennio 10% Terzo quinquennio 10%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 35%

Tagli di rinnovazione in fustaia 1%

Evoluzione naturale 2%

Monitoraggio 43%

Secondo quinquennio 35%

Boschi senza esigenze di servizio 45%

Boschi non serviti 20%

Area Forestale VALSESIA

38

Categorie forestali (ha)


35% 30%

25%

20%

Area montana alpina ospitante tutte le fasce di vegetazione da quella di fondovalle riparia e planiziale a quella subalpina. Lindice di boscosit tra i maggiori a livello regionale, con alcuni comuni di media valle che vedono il territorio boscato per oltre il 90%. La ridotta pressione antropica sul territorio rurale ha determinato Superficie territoriale: 76.238 ha Superficie forestale: 46.247 ha uninvasione naturale da parte Indice di boscosit: 61% dei boschi nei confronti di prati e pascoli marginali. La categoria nettamente prevalente sono le faggete, per lo pi cedui fuori regime in successione a fustaia, con rilevanti superfici pubbliche. La scarsa estensione della viabilit silvo-pastorale, condizionata dalla morfologia del territorio, non consente una agevole gestione delle risorse forestali, soprattutto in alta valle. Vivace da tempo lattenzione alle risorse forestali locali, che ha fatto nascere progetti e forme associative. Un interessante sbocco per la filiera del legno della bassa e media valle potrebbe essere determinato dalla valorizzazione degli assortimenti migliori dei castagneti, associata alluso degli scarti come combustibili nelle centrali termiche in attivit e in costruzione.
Categorie forestali principali Faggete Castagneti Boscaglie pioniere di invasione Arbusteti subalpini Acero-tiglio-frassineti Superficie (ha) 15713 8679 5107 4681 3494 Area basimetrica (m2/ha) 29 32 12 8 20 Volume (m3/ha) 217 221 77 64 158 Incremento (m3/ha/anno) 6,4 9,4 3,0 1,1 8,0

15%

10%

5%

0%
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Principali categorie forestali per assetto (ha)

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

oer Ac tig lio

Propriet per categorie principali (ha)


45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
eti gn sta Ca ini alp ub ti s ste bu Ar eti sin as -fr lio -tig ero Ac re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d ete gg Fa
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e re ie on pi lie ne ag io sc s va Bo in di i et sin

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

ni pi al ub is et st bu Ar

as -fr

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 2% Rocce, macereti e ghiacciai 16%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 23% Private rilevate 1% Altri Enti 5%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 15% Evoluzione libera 17% Turisticoricreativa 2%

Boschi 61%

Acque greti e zone umide 1%

Aree agricole <1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 20%

Altre propriet private 71%

Produttivoprotettiva 39%

Produttiva 6%

Naturalistica 21%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 35% Tagli di miglioramento 7% Monitoraggio 26%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 5% Terzo quinquennio 16%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 11% Boschi non serviti 34%

Tagli di rinnovazione in fustaia 3%

Evoluzione naturale 29%

Nessuna 56%

Secondo quinquennio 23%

Boschi senza esigenze di servizio 55%

Area Forestale

41

Categorie forestali (ha)


45% 40%

ALTA E BASSA VALLE CERVO VALLE SESSERA VALLE MOSSO PREALPI BIELLESI
Area montana caratterizzata dalla notevole estensione della superficie boscata, costituita principalmente dai castagneti e faggete cedui, spesso invecchiati. Negli ultimi 50 anni vi stata una sensibile contrazione delle aree agricole e pascolive a vantaggio del bosco e dellurbanizzato. Circa 12.000 ha sono situati in Superficie territoriale: 45.653 ha Aree Protette Regionali o in Siti Superficie forestale: 30.740 ha della Rete Natura 2000. Indice di boscosit: 67% Le valenze ricreative e paesaggistiche dei boschi sono da tenere in particolare considerazione, per la sua discreta vicinanza a grandi agglomerati urbani. Discreta valenza attribuibile ai cedui, per la produzione di legna da ardere e paleria. Lo scenario futuro presenta inoltre importanti margini di sviluppo, soprattutto per linstallazione di numerose caldaie a cippato in corso. La presenza di forme associate di gestione forestale assicura un utilizzo razionale della risorsa.
Categorie forestali principali Castagneti Boscaglie pioniere di invasione Faggete Robinieti Querceti di rovere Superficie (ha) 13269,11 5278,764 4346,135 1741,006 1637,964 Area basimetrica (m2/ha) 32 16 30 23 20 Volume (m3/ha) 232 202 212 194 143 Incremento (m3/ha/anno) 8,9

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

rie ipa er os gn i le ion az ti rm en Fo im sch bo Rim i iet re bin ve Ro i ro id a et rell erc ve Qu i ro id et ti erc ine Qu rp ca tre oes ilv erc os Qu Pin di ete Pin

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e etin Ab

Principali categorie forestali per assetto (ha)

50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo a sterzo Ceduo semplice Ceduo in conversione

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

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Ro bi ni et i

50%

40%

30%

20%

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Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 7% Rocce, macereti e ghiacciai 4% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 16%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 4% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 3% Protettiva 4% Turisticoricreativa <1%

Pubblica 28%

Naturalistica 34%

Boschi 67%

Acque greti e zone umide 1%

Aree agricole 5% Arboricoltura da legno <1%

Altre propriet private 68%

Produttivoprotettiva 45%

Produttiva 14%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 46% Tagli di miglioramento 9% Monitoraggio 28%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 41% Primo quinquennio 8% Terzo quinquennio 8%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 40% Boschi serviti 37%

Tagli di rinnovazione in fustaia 5%

Evoluzione naturale 12%

Secondo quinquennio 43%

Boschi non serviti 23%

Area Forestale ALTO NOVARESE

44

Categorie forestali (ha)


50% 45% 40% 35% 30%

Area a morfologia prevalente collinare morenica ma che ha al suo interno anche la Comunit Montana dei Due Laghi. Nella porzione montana prevalgono i cedui di castagno, mentre in quella collinare e planiziale i robinieti e i quercocarpineti, questi ultimi spesso a fustaia. Superficie territoriale: 32.152 ha Zona di rilevante importanza Superficie forestale: 17.965 ha naturalistica con la presenza di Indice di boscosit: 57% 13 aree protette tra riserve naturali e Siti della Rete Natura2000 per la tutela di ambienti forestali e ripari. La fruizione turistica gravita principalmente attorno ai due laghi principali. La propriet dei boschi appare assai frammentata; tuttavia non mancano alcune grandi propriet comunali. Le principali problematiche gestionali sono: in montagna, il recupero dei cedui di castagno, legato alle prospettive di valorizzazione dei suoi assortimenti; in pianura, la gestione sostenibile delle fustaie e la limitazione dellaggressivit di alcune specie esotiche (ciliegio tardivo e ailanto). Recentemente stata costituita lAssociazione Forestale dei Due Laghi che potr contribuire a organizzare la filiera forestalegno soprattutto nella zona settentrionale, dominata dal castagno.
Categorie forestali principali Castagneti Robinieti Querco-carpineti Superficie (ha) 8.353 3.630 3.519 Area basimetrica (m2/ha) 32 16 29 Volume (m3/ha) 264 142 322 Incremento (m3/ha/anno) 10,7 9,4 9,2

25% 20% 15% 10% 5% 0%


te e rre ion Ce as inv eti di gn re sta nie Ca i pio tan lie on ag sc i, m ila Bo niz eti pla sin eti as Aln -fr lio -tig ero Ac rie ipa er os gn i le ion az ti rm en Fo im sch bo Rim i iet re bin ve Ro ro di a eti rell erc ve Qu ro di eti ti erc ine Qu rp ca tre oes erc ilv os Qu Pin di ini ete alp Pin ub ti s ste bu Ar e etin Ab ete gg Fa

Principali categorie forestali per assetto (ha)

55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

s Ca ta gn et i

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Qu co er ca rp in et i

Ro bi ni et i

50%

40%

30%

20%

10%

0%
eti gn sta Ca i iet bin Ro ti ine rp ca oerc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 57% Aree urbanizzate 15% Rocce, macereti e ghiacciai <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 4%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 9% Private rilevate 3% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera <1% Protettiva 5% Turisticoricreativa <1%

Naturalistica 15%

Acque greti e zone umide 9%

Aree agricole 15% Arboricoltura da legno <1%

Altre propriet private 88%

Produttivoprotettiva 45%

Produttiva 35%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 53% Tagli di miglioramento 22%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 24% Primo quinquennio 28% Boschi senza esigenze di servizio 24%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 33%

Tagli di rinnovazione in fustaia 1%

Evoluzione Monitoraggio naturale 23% 1%

Secondo quinquennio 36%

Terzo quinquennio 12%

Boschi non serviti 43%

Area Forestale

45

Categorie forestali (ha)


45% 40%

ALTA E BASSA VALLE ELVO


Area montana caratterizzata dalla vasta estensione dei castagneti cedui e secondariamente da acero-tiglio-frassineti di invasione dei terreni agricoli marginali. Grande estensione di boschi su colline moreniche mediamente ben serviti dalla viabilit e caratterizzati da una buona fertilit stazionale, fattori che Superficie territoriale: 19.677 ha Superficie forestale: 9.173 ha rendono possibile e interessante Indice di boscosit: 48% il prelievo di assortimenti legnosi piuttosto differenziati. Sono presenti due riserve naturali speciali e diversi SIC per la tutela di particolari emergenze geomorfologiche, habitat e specie faunistiche. Preponderante la propriet forestale privata con conseguente difficolt a predisporre una gestione unitaria e omogenea. Presenza di tre caldaie a cippato di legna, con annessa rete di teleriscaldamento con utilizzo di legname locale. Sensibilit da parte degli Amministratori locali e della popolazione per la costituzione di forme di gestione associata del patrimonio forestale, in modo da garantire un razionale utilizzo della risorsa forestale.

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


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Principali categorie forestali per assetto (ha)


55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Fustaia Ceduo semplice Ceduo in conversione

oer Ac tig lio as -fr sin et i

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Pubblica Altre propriet private Altri Enti

s Ca ta gn et i

g Fa ge te

Qu co er ca rp in et i

Ro bi ni et i

50%

40%

Categorie forestali principali Castagneti Acero-tiglio-frassineti Querco-carpineti Robinieti Faggete

Superficie (ha) 4.061 1.232 868 864 586

Area basimetrica (m2/ha) 30 25 26 23 38

Volume (m3/ha) 251 203 266 189 350

Incremento (m3/ha/anno) 8,3 5,8

30%

20%

10%

5,3 11,7 8,4


0%
i iet bin Ro eti gn sta Ca ete gg Fa ti ine rp ca oerc Qu eti sin as -fr lio -tig ero Ac

Coperture del territorio (ha)


Boschi 48% Aree urbanizzate 12% Rocce, macereti e ghiacciai 5%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 13% Altri Enti 5%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttivoprotettiva 10% Protettiva 9% Evoluzione libera 7% Turisticoricreativa 9%

Acque greti e zone umide <1% Arboricoltura da legno <1%

Aree agricole 7%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 28%

Altre propriet private 82%

Produttiva 65%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 60% Tagli di miglioramento 7% Monitoraggio 7% Evoluzione naturale 7%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 14% Primo quinquennio 19% Terzo quinquennio 3%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 14% Boschi serviti 54%

Tagli di rinnovazione in fustaia 19%

Secondo quinquennio 64%

Boschi non serviti 32%

Area Forestale

51

Categorie forestali (ha)


65% 60% 55% 50% 45% 40%

MONFERRATO CASALESE
Area in gran parte collinare con copertura arborea costituita principalmente da fustaie sopra ceduo di robinia; sensibile e ancora in aumento la superficie interessata da boscaglie di invasione. Luso del suolo e prevalentemente agricolo, costituito da seminativi in asciutta (frumento); nellarea Superficie territoriale: 37.148 ha permangono lembi di castagneti, Superficie forestale: 8.970 ha Indice di boscosit: 30% querceti e di vegetazione riparia di interesse naturalistico. La gestione forestale prevede la conversione di una parte dei cedui composti mentre la restante viene mantenuta nellattuale forma di governo con possibilit di differenziazione degli assortimenti. La pressione antropica ed stata elevata, a scapito delle risorse ambientali. Il turismo rurale pu essere unattivit di interesse per lo sviluppo economico locale. Il territorio vocato alla tartuficoltura (tartufo bianco), oggetto di promozione e valorizzazione.

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


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Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

Principali categorie forestali per assetto (ha)


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

i iet bin re Ro ve ro di eti a erc rell Qu ve ro di eti erc ti Qu ine rp ca oerc Qu i iet str -o no Or

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re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d


Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Propriet per categorie principali (ha)


80% 70% 60% 50% 40%

a rell ve ro di eti erc Qu

Categorie forestali principali Robinieti Querceti di roverella Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 5.736 1.292 867

Area basimetrica (m2/ha) 15 9 9

Volume (m3/ha) 104 42 51

Incremento (m3/ha/anno) 10,2 5,7 7,6

30% 20% 10% 0%


i iet bin Ro re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d la rel ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 24% Aree urbanizzate 5% Rocce, macereti e ghiacciai <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 2% Pubblica 2% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Naturalistica 4% Protettiva 1% Produttiva 25%

Acque greti e zone umide 1%

Arboricoltura da legno 6%

Aree agricole 63%

Altre propriet private 96%

Produttivoprotettiva 70%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 16% Monitoraggio 12%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 12% Primo quinquennio 51%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 12% Boschi serviti 59%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 72%

Evoluzione naturale <1%

Secondo quinquennio 35%

Terzo quinquennio 2%

Boschi non serviti 29%

Area Forestale

52

Categorie forestali (ha)


55% 50%

PIANURA ALESSANDRINA SETTENTRIONALE


Area prevalentemente planiziale con superficie forestale concentrata nelle aree collinari, alti terrazzi e lungo i principali corsi dacqua e caratterizzata da ceduo di robinia e formazioni riparie; notevole lincidenza dei seminativi e delle aree urbanizzate. Di particolare interesse naturalistico gli ambienti fluviali, Superficie territoriale: 86.687 ha Superficie forestale: 4.715 ha soggetti a tutela, lungo il Indice di boscosit: 12% fiume Po. Gestione forestale essenzialmente basata sullutilizzazione del ceduo. Il settore forestale assume un ruolo estremamente marginale. Le attivit umane hanno fortemente inciso sulle risorse ambientali del territorio. La caccia un settore importante anche in relazione alla conservazione delle superfici forestali. Il mercato del tartufo di primaria importanza per il settore agroforestale. Le potenzialit per larboricoltura in genere risulta alta, con possibilit di integrazione della rete ecologica.

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


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Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Qu co er
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Ro bi ni et

rm Fo az io

Propriet per categorie principali (ha)


60%

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50%

40%

30%

Categorie forestali principali Robinieti Formazioni legnose riparie Querco-carpineti

Superficie (ha) 2.526 1.505 262

Area basimetrica (m2/ha) 12 21 21

Volume (m3/ha) 91 175 189

Incremento (m3/ha/anno) 7,3 6,7 4,5

20%

10%

0%

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ti ine rp ca oerc Qu

e os gn i le ion az rm Fo arie rip

Coperture del territorio (ha)


Arboricoltura da legno 7% Aree urbanizzate Acque greti e 10% zone umide Boschi 3% 5% Praterie, pratopascoli, cespuglieti <1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 3% Pubblica 19% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttivoprotettiva 20% Protettiva 10% Turisticoricreativa <1%

Aree agricole 75%

Altre propriet private 78%

Produttiva 21%

Naturalistica 49%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 51% Tagli di miglioramento 20%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 32% Primo quinquennio 3% Terzo quinquennio 5% Boschi senza esigenze di servizio 28%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 16%

Evoluzione naturale 1%

Monitoraggio 28%

Secondo quinquennio 60%

Boschi non serviti 56%

Area Forestale BASSO MONFERRATO ASTIGIANO

53

Categorie forestali (ha)


80% 70%

60%

50%

40%

Area in maggior parte collinare a uso agrario prevalente (seminativi). La superficie forestale, con una ripresa stimata media annua superiore ai 60.000 m3, consistente e in espansione su ex coltivi, ma costituita prevalentemente da cedui di robinia. Superficie territoriale: 71.702 ha Sebbene in nuclei puntiformi, Superficie forestale: 22.054 ha nellarea risiede una superficie Indice di boscosit: 36% boschiva ascrivibile ai Quercocarpineti (habitat di interesse comunitario) tra le pi elevate. Scarsa cultura nella gestione boschiva multifunzionale legata essenzialmente al ceduo con conseguente minore attenzione alla salvaguardia della stabilit ecologica dei boschi. La morfologia e la fitta rete viabile permettono una buona accessibilit ai boschi. Il turismo rurale in crescente sviluppo con possibili ricadute sul settore agroforestale. Area vocata alla tartuficoltura (tartufo bianco), oggetto di valorizzazione anche attraverso la tutela degli alberi e dei boschi produttori.

30%

20%

10%

0%
i iet bin re Ro ve ro di eti a erc rell Qu ve ro di eti erc ti Qu ine rp ca otre es erc ilv Qu os Pin di ete Pin te rre e Ce ion as eti inv gn di sta re Ca nie ri pio ina lie oll ag li, c sc izia Bo lan ti p ste bu Ar iali niz pla eti eti sin Aln as -fr lio -tig ero Ac
Bosco di neoformazione Fustaia

Principali categorie forestali per assetto (ha)


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

rie ipa er os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim

i iet bin Ro

Propriet per categorie principali (ha)


Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

ti ine rp ca oerc Qu

90% 80% 70% 60% 50% 40% 30%

Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti

Superficie (ha) 15.662 3.839

Area basimetrica (m2/ha) 11 15

Volume (m3/ha) 77 126

Incremento (m3/ha/anno) 9,2 9,9

20% 10% 0%

i iet bin Ro

ti ine rp ca oerc Qu

Coperture del territorio (ha)


Aree urbanizzate 6% Boschi 31% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 6%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 8% Altre propriet 92%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttivoprotettiva 46% Protettiva 1% Turisticoricreativa <1%

Naturalistica 22%

Acque greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno 5%

Aree agricole 52% Produttiva 31%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 4% Monitoraggio 34%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 19% Nessuna 22% Terzo quinquennio 3%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 34% Boschi serviti 53%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 62%

Tagli di rinnovazione in fustaia <1%

Secondo quinquennio 56%

Boschi non serviti 13%

Area Forestale ALTO MONFERRATO ASTIGIANO

54

Categorie forestali (ha)


80% 75% 70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35%

Area in maggior parte collinare a uso agrario prevalente (seminativi). La superficie forestale, consistente e in espansione su ex coltivi, ma costituita prevalentemente da cedui di robinia. Presenza di diversi SIC e riserve naturali per la tutela della Superficie territoriale: 59.586 ha biodiversit. Superficie forestale: 12.689 ha Preponderante la propriet Indice di boscosit: 26% forestale privata con conseguente difficolt a predisporre una gestione unitaria e omogenea. Gestione boschiva con utilizzazioni legate al ceduo per usi energetici, con scarsa attenzione alla salvaguardia della stabilit ecologica e alla multifunzionalit dei boschi. La morfologia e la fitta rete viabile permettono una buona accessibilit ai boschi. Il notevole autoconsumo locale di legna da ardere, comporta il mantenimento di strutture semplificate utilizzabili anche da operatori non professionali. Il turismo rurale in crescente sviluppo con possibili ricadute sul settore agroforestale quale paesaggio da valorizzare.

30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


e eti ion as gn inv sta di Ca re nie pio lie ag sc Bo li izia lan ti p i ste tan bu Ar on i, m ila niz pla eti Aln
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

i iet bin Ro re ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu

Principali categorie forestali per assetto (ha)

te rre Ce

rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

i iet bin Ro

Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

eti gn sta Ca

Propriet per categorie principali (ha)

100% 90% 80% 70% 60% 50% 40%

Categorie forestali principali Robinieti Castagneti

Superficie (ha) 9.983 971

Area basimetrica (m2/ha) 13 22

Volume (m3/ha) 96 140

Incremento (m3/ha/anno) 10,9 9,5

30% 20% 10% 0%


eti gn sta Ca i iet bin Ro

Coperture del territorio (ha)


Acque greti e zone umide 1% Boschi 21% Aree urbanizzate 8% Rocce, macereti e ghiacciai <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti 3%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate <1% Pubblica 2% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera <1% Turisticoricreativa <1%

Protettiva 8%

Naturalistica 17%

Arboricoltura da legno 5%

Aree agricole 62%

Altre propriet private 97%

Produttivoprotettiva 50%

Produttiva 25%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 53% Tagli di miglioramento 15%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 32% Primo quinquennio 3% Terzo quinquennio 25%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 32% Boschi serviti 41%

Evoluzione naturale <1%

Monitoraggio 32%

Secondo quinquennio 40%

Boschi non serviti 27%

Area Forestale ROERO

55

Categorie forestali (ha)


50% 45% 40% 35% 30%

Area in maggior parte collinare (rocche), con terrazzi planiziali antichi solcati da vallecole, a uso agrario prevalente, con indice di boscosit elevato, cui partecipa una significativa quota di arboricoltura da legno. La superficie forestale consistente, anche per recente espansione su ex coltivi marginali, costituita Superficie territoriale: 39.802 ha Superficie forestale: 10.081 ha prevalentemente da cedui di Indice di boscosit: 30% robinia che infiltrano anche i relitti querco-carpineti, i querceti e castagneti dei rilievi. Tra le emergenze naturalistiche e paesaggistiche da segnalare la presenza di pino silvestre e di castagneti da frutto secolari. Prevale la propriet forestale privata frammentata, orientata a utilizzazioni per usi energetici e prelievi a scelta commerciale delle querce dalto fusto, con conseguente difficolt a predisporre una gestione sostenibile. La morfologia e la rete viabile rurale consentono una buona accessibilit ai boschi, escluse le rocche. Il turismo rurale a orientamento eno-gastronomico in crescente sviluppo, con possibili ricadute anche sul settore agroforestale quale componente del paesaggio da valorizzare.

25% 20% 15% 10% 5% 0%


te rre Ce e ion as eti inv gn di sta re Ca nie pio lie ag sc li Bo izia lan ti p ste eti bu sin Ar as -fr lio -tig ero Ac i iet bin re Ro ve ro di eti a erc rell Qu ve ro di eti erc ti Qu ine rp ca otre erc es ilv Qu os Pin di ete Pin e os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim arie rip

Principali categorie forestali per assetto (ha)

50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Propriet per categorie principali (ha)


60%

s Ca ta gn et i

Qu co er ca rp in et i

Ro bi ni et i

50%

40%

Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti Castagneti Boscaglie pioniere di invasione

Superficie (ha) 4.951 2.239 2.052 567

Area basimetrica (m2/ha) 11 17 24 11

Volume (m3/ha) 72 109 140 64

Incremento (m3/ha/anno) 6,9 7,0 5,4 5,5

30%

20%

10%

0%
eti gn sta Ca i iet bin Ro re nie pio lie e ag on sc asi Bo i inv d ti ine rp ca oerc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 25% Aree urbanizzate 7% Praterie, pratopascoli, cespuglieti <1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate <1% Pubblica 1% Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 12% Produttivoprotettiva 8% Evoluzione libera <1% Turisticoricreativa <1%

Naturalistica 27%

Acque greti e zone umide <1%

Arboricoltura da legno 5%

Aree agricole 63%

Altre propriet private 98%

Produttiva 53%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 4% Monitoraggio 12% Evoluzione naturale 1%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 12% Primo quinquennio 29% Boschi senza esigenze di servizio 12%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 61%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 83%

Secondo quinquennio 38%

Terzo quinquennio 21%

Boschi non serviti 27%

Area Forestale PIANURA CUNEESE

56

Categorie forestali (ha)


65% 60% 55% 50% 45% 40%

Area planiziale a prevalente uso agricolo, in cui la superficie forestale e la risorsa legno ricoprono un ruolo secondario. I pochi boschi presenti si estendono lungo le fasce fluviali ma spesso sono costituiti esclusivamente da robinia. Presenza di diverse aree protette e Siti Natura 2000, creati per la Superficie territoriale: 131.857 ha salvaguardia di particolari Superficie forestale: 6.705 ha ambienti e tutela di realt Indice di boscosit: 10% floristiche e faunistiche. Trattandosi di un territorio pianeggiante presente una forte componente produttiva, non limitata dalle difficolt di accesso. Non esiste una filiera legno strutturata ma spesso sono gli agricoltori che gestiscono i boschi per ottenere legna da ardere. Fondamentale promuovere la multifunzionalit del bosco con un occhio di riguardo ai relitti boschi planiziali e alle fasce fluviali, che sono parte integrante delle reti ecologiche.

35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


e eti ion as gn inv sta di Ca re nie pio lie i ag sc tan Bo on i, m ila niz pla eti eti Aln sin as -fr lio -tig ero Ac
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

i iet bin Ro re ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu

Principali categorie forestali per assetto (ha)


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

te rre Ce

rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

i iet bin Ro

ti ine rp ca oerc Qu

Propriet per categorie principali (ha)


70%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e os gn i le ion az rm Fo arie rip

60%

50%

40%

Categorie forestali principali Robinieti Formazioni legnose riparie Querco-carpineti

Superficie (ha) 4.084 1.600 404

Area basimetrica (m2/ha) 17 22 24

30%

Volume (m3/ha) 125 197 217

Incremento (m3/ha/anno) 9,7 15,9 12,6

20%

10%

0%

i iet bin Ro

ti ine rp ca oerc Qu

e os gn i le ion az rm Fo arie rip

Coperture del territorio (ha)


Acque greti e zone umide 1% Arboricoltura da legno 5% Boschi 5% Aree urbanizzate 8%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 17% Private rilevate 1% Altri Enti 4%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 18% Naturalistica 7% Produttiva 25%

Aree agricole 81%

Altre propriet private 78%

Produttivoprotettiva 50%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 46% Tagli di miglioramento 38%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 15% Primo quinquennio 7% Terzo quinquennio 17% Boschi senza esigenze di servizio 16%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 55%

Monitoraggio 16%

Secondo quinquennio 61%

Boschi non serviti 29%

Area Forestale PIANURA TORINESE MERIDIONALE

57

Categorie forestali (ha)


55% 50% 45% 40% 35% 30% 25%

Area totalmente planiziale, agricola con rilevanti zone urbanizzate prossime allarea metropolitana torinese, con superficie e indice di boscosit minimo rispetto alla media della pianura piemontese, ove il contributo dellarboricoltura da legno (soprattutto pioppeti) sfiora il 50%. I boschi sono relegati alle fasce Superficie territoriale: 91.423 ha Superficie forestale: 3.203 ha fluviali (Po, Sangone), Indice di boscosit: 8% allimportante Parco di Stupinigi e alle scarpate di terrazzo dellaltopiano di Poirino, sedi di aree protette regionali ora anche Siti Natura2000. Lutilizzazione dei boschi, tra cui i robinieti superano il 50% della superficie, legata al ceduo per uso energetico. Notevoli sono le potenzialit di ulteriore sviluppo dellarboricoltura da legno a riconversione di suoli agrari, anche con limpianto di specie a breve ciclo per la produzione di biomassa e la ricostituzione delle formazioni lineari. La densit di popolazione residente e limitrofa allarea e la sensibilit ambientale diffusa possono costituire buone opportunit per lo sviluppo di progetti di miglioramento boschivo e di riforestazione multifunzionale con un particolare orientamento alla fruizione.
Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti Formazioni legnose riparie Superficie (ha) 1.665 818 439 Area basimetrica (m2/ha) 14 20 14 Volume (m3/ha) 105 170 113 Incremento (m3/ha/anno) 11,2 11,1 10,7

20% 15% 10% 5% 0%


eti e gn ion sta as Ca inv di re nie pio lie ag sc i Bo tan on i, m ila niz pla eti Aln
Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

i iet bin Ro

ti en im sch bo Rim

rie ipa er os gn i le ion az rm Fo

Principali categorie forestali per assetto (ha)


70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

re ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu

i iet bin Ro

ti ine rp ca oerc Qu

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

e os gn i le ion az rm Fo arie rip

50%

40%

30%

20%

10%

0%

i iet bin Ro

ti ine rp ca oerc Qu

e os gn i le ion az rm Fo arie rip

Coperture del territorio (ha)


Arboricoltura da legno 4% Acque greti e zone umide 1% Boschi 4% Aree urbanizzate 10%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 10% Private rilevate 10% Altri Enti 14%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 28% Turisticoricreativa 2% Naturalistica 28%

Aree agricole 81%

Altre propriet private 66%

Produttiva 42%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 87% Tagli di miglioramento 9% Monitoraggio Evoluzione 4% naturale <1%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Secondo quinquennio 29% Nessuna 4% Boschi senza esigenze di servizio 4%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 33%

Terzo quinquennio 2%

Primo quinquennio 65%

Boschi non serviti 63%

Area Forestale

58

Categorie forestali (ha)


35%

30%

COLLINA E FASCIA FLUVIALE DEL PO TRATTO TORINESE


Area collinare a prevalente copertura forestale con agricoltura in regresso e sviluppo di insediamenti in espansione dallarea metropolitana, comprendente anche un tratto della fascia fluviale del Po a uso agrario. La superficie forestale collinare costituita prevalentemente da cedui sotto fustaia di querce e Superficie territoriale: 59.898 ha Superficie forestale: 13.295 ha robinia; questultima tende a Indice di boscosit 26% espandersi in caso di utilizzazioni commerciali, in aumento per la forte richiesta di legna da ardere propria di unarea densamente popolata da insediamenti sparsi. Le valenze naturalistiche dei boschi collinari e ripari sono sottolineate dalla istituzione di aree protette e Siti Natura-2000. La propriet forestale essenzialmente privata non associata un ostacolo alla gestione sostenibile delle formazioni a latifoglie miste. La densit di popolazione residente vede crescere le istanze e opportunit per una valorizzazione multifunzionale dei boschi, orientata anche alla fruizione, in particolare con la densa rete di sentieri segnalati, e alla tutela del paesaggio.
Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti Querceti di rovere Querceti di roverella Formazioni legnose riparie Superficie (ha) 4.578 4.006 1.975 1.276 811 Area basimetrica (m2/ha) 14 19 20 11 19 Volume (m3/ha) 117 169 157 75 146 Incremento (m3/ha/anno) 5,1 5,9 5,9 3,4 8

25%

20%

15%

10%

5%

0%
e eti ion as gn inv sta di Ca re nie pio lie ag sc Bo li izia lan ti p i ste tan bu Ar on i, m ila niz pla eti Aln i iet bin Ro re ve ro di eti erc a Qu rell ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

Principali categorie forestali per assetto (ha)


40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

Qu co er ca rp in et i

Propriet per categorie principali (ha)


40% 35% 30%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Qu t ce er id el er ov ir la

Qu t ce er id e er ov ir

Ro bi ni et i

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25% 20% 15% 10%

5% 0%

i iet bin Ro

ti ine rp ca oerc Qu

a rell ve ro di eti erc Qu

re ve ro di eti erc Qu

e os gn i le ion az rm Fo arie rip

Coperture del territorio (ha)


Acque greti e zone umide 3% Boschi 22% Aree urbanizzate 27%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 8% Altre propriet 92%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 3% Naturalistica 4% Produttiva <1%

Arboricoltura da legno 4%

Aree agricole 37%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti 7%

Rocce, macereti e ghiacciai <1%

Produttivoprotettiva 93%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento <1% Monitoraggio 3%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio <1% Nessuna 3% Terzo quinquennio <1%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 3% Boschi serviti 37%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 97%

Secondo quinquennio 97%

Boschi non serviti 60%

Area Forestale

59

Categorie forestali (ha)


40% 35%

CANAVESE EPOREDIESE
Area collinare eterogenea, con un ampio tratto pianeggiante nella porzione intramorenica, in cui prevalgono i cedui di robinia e castagno ma risultano anche particolarmente estesi i boschi umidi (alneti planiziali). Il paesaggio prevalentemente agricolo con preponderanza dei seminativi irrigui. Superficie territoriale: 46.866 ha Area di notevole interesse Superficie forestale: 11.933 ha naturalistico, per la Indice di boscosit: 27% conservazione di zone umide e ambienti lacuali, e paesaggistico per la presenza dellimponente anfiteatro morenico. Lutilizzazione forestale basata sulla gestione del ceduo semplice ma permane una quota derivante dal ceduo composto, che permette una maggiore differenziazione degli assortimenti. Nellarea il cancro corticale nei castagneti appare ancora particolarmente virulento. Buona lattitudine allarboricoltura nelle aree planiziali con possibilit di integrazione e miglioramento della rete ecologica.

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%
te rre Ce e ion eti as gn inv sta di Ca re nie pio i lie ag tan sc on Bo i, m ila niz pla eti eti Aln sin as -fr lio -tig ero Ac i iet bin Ro re ve ro di eti erc a Qu rell ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

s Ca

Qu

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Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Ro

co er

bi

Propriet per categorie principali (ha)


45% 40% 35% 30% 25%

ta gn et i

ni et

ca rp in et i

Categorie forestali principali Robinieti Castagneti Querco-carpineti Alneti planiziali, montani

Superficie (ha) 4.286 3.915 1.470 803

Area basimetrica (m2/ha) 11 25 26 26

Volume (m3/ha) 76 175 142 148

Incremento (m3/ha/anno) 6,2 7,7 8,4 3,7

20% 15% 10% 5% 0%


eti gn sta Ca i iet bin Ro i tan on ,m iali niz pla eti Aln ti ine rp ca oerc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 25% Aree urbanizzate 9% Rocce, macereti e ghiacciai <1% Praterie, pratopascoli, cespuglieti <1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 6% Altri Enti <1% Private rilevate <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera <1% Protettiva 21% Turisticoricreativa <1%

Naturalistica 27%

Acque greti e zone umide 2%

Arboricoltura da legno 7%

Aree agricole 57%

Altre propriet private 94%

Produttivoprotettiva 20%

Produttiva 32%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 10% Monitoraggio 22%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Primo quinquennio 19% Nessuna 22% Terzo quinquennio 3%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi senza esigenze di servizio 22% Boschi serviti 53%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 68%

Evoluzione naturale <1%


Secondo quinquennio 56%

Boschi non serviti 25%

Area Forestale PIANURA VERCELLESE

60

Categorie forestali (ha)


60%

50%

40%

Area planiziale a prevalente uso agricolo, vocato alla risicoltura in cui la superficie forestale e la risorsa legno ricoprono un ruolo secondario; la diffusione dei boschi maggiore nella parte occidentale e settentrionale dellarea dove prevalgono i rilievi collinari e montuosi. Area ricca di zone protette di limitata estensione (circa il 5% Superficie territoriale: 129.977 ha Superficie forestale: 11.227 ha della sup.), ma importanti per la Indice di boscosit: 11% tutela dellavifauna e dei boschi planiziali (Parco di Trino). Lutilizzazione dei boschi limitata al ceduo per produzione di legna da ardere. Forte risulta la pressione antropica sugli elementi naturali. La rinaturalizzazione delle sponde dei corsi dacqua offrirebbe lopportunit di migliorare la rete ecologica. Notevoli sono le potenzialit di sviluppo degli impianti forestali, a riconversione di suoli agrari, con destinazione naturalistica o per arboricoltura da legno.

30%

20%

10%

0%
i iet bin Ro re ve ro di eti erc a Qu rell ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu e ion eti as gn inv sta di Ca re nie pio lie ag sc li Bo izia lan ti p ste bu Ar iale niz pla eti eti Aln sin as -fr lio -tig ero Ac rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

Principali categorie forestali per assetto (ha)

60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice Ceduo in conversione

s Ca ta gn et i
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Propriet per categorie principali (ha)


70%

Qu co er ca rp in et i

Qu t ce er id e er ov ir

Ro bi ni et i

60%

50%

40%

Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti Castagneti Querceti di rovere

Superficie (ha) 5.967 1.718 1.323 944

Area basimetrica (m2/ha) 11 19 20 32

Volume (m3/ha) 86 175 170 293

Incremento (m3/ha/anno) 7,0 7,7 10,4 11,4

30%

20%

10%

0%

i iet bin Ro

eti gn sta Ca

re ve i ro id et erc Qu

ti ine rp ca oerc Qu

Coperture del territorio (ha)


Acque greti e zone umide 2% Arboricoltura da legno 2% Boschi 9% Aree urbanizzate 7% Praterie, pratopascoli, cespuglieti <1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 14% Privata rilevata 1% Altri Enti 6%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Protettiva 7% Turisticoricreativa <1% Naturalistica 29%

Produttivoprotettiva 24%

Aree agricole 80%

Altre propriet private 79%

Produttiva 40%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 7% Monitoraggio 13% Evoluzione naturale 1%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 21% Primo quinquennio 7% Terzo quinquennio 12% Boschi senza esigenze di servizio 13%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 42%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 75%

Tagli di rinnovazione in fustaia 4%

Secondo quinquennio 60%

Boschi non serviti 45%

Area Forestale PIANURA BIELLESE

61

Categorie forestali (ha)


45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
eti e gn ion sta as Ca inv di re nie pio lie ag sc i Bo tan on i, m ila niz pla eti Aln i iet bin Ro ti en im sch bo Rim rie ipa er os gn i le ion az rm Fo re ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc Qu

Area di alta pianura e terrazzi antichi con cordoni morenici, in cui per la ridotta capacit duso agricolo dei suoli (baragge) si conservata una discreta estensione forestale, con indice di boscosit massimo rispetto alla media della pianura piemontese, corrispondente ad aree a connotazione collinare. Zona di rilevante importanza Superficie territoriale: 26.044 ha Superficie forestale: 6.833 ha anche naturalistica per la qualit Indice di boscosit: 28% delle formazioni seminaturali, che sfiorano il 60% del totale, tra cui in particolare i querco-carpineti, sottolineata dallistituzione di aree protette e Siti della Rete Natura 2000 per la tutela di ambienti forestali, di brughiera e lacustri. La propriet dei boschi essenzialmente privata e frammentata, al di fuori delle aree demaniali militari; le utilizzazioni sono orientate alla legna da ardere e al prelievo a scelta commerciale delle querce mature, senza prospettive di rinnovazione per queste ultime. Le principali problematiche e prospettive gestionali sono quindi la gestione sostenibile delle fustaie planiziali e dei castagneti nei rilievi, anchessi spesso misti a querce, promuovendo lassociazionismo.

Principali categorie forestali per assetto (ha)


Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Qu

Qu

Ro

ti ne ag st Ca
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private

bi

t ce er

Propriet per categorie principali (ha)


45% 40% 35% 30% 25%

co er ca rp in et i

ni et

id e er ov ir

Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti Castagneti Querceti di rovere

Superficie (ha) 2.949 1.972 1.211 551

Area basimetrica (m2/ha) 12 19 22 22

Volume (m3/ha) 100 178 201 206

Incremento (m3/ha/anno) 9,3 8,0 6,9 6,8

20% 15% 10% 5% 0%


eti gn sta Ca i iet bin Ro ti ine rp ca oerc Qu re ve ro di eti erc Qu

Coperture del territorio (ha)


Boschi 26% Aree urbanizzate 10% Rocce, macereti e ghiacciai <1%

Superficie forestale per propriet (ha)


Pubblica 9% Private rilevate 2%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttivoprotettiva 25% Protettiva 7% Turisticoricreativa 1% Naturalistica 37%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti <1%

Acque greti e zone umide 3%

Arboricoltura da legno 2%

Aree agricole 59%

Altre propriet private 89%

Produttiva 30%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento <1% Monitoraggio 9% Evoluzione naturale 1%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 8% Primo quinquennio 7% Terzo quinquennio 29% Boschi senza esigenze di servizio 8%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 40%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 90%

Secondo quinquennio 56%

Boschi non serviti 52%

Area Forestale PIANURA NOVARESE

62

Categorie forestali (ha)


45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
te rre Ce e ion eti as gn inv sta di Ca re nie pio lie ag sc li Bo izia lan ti p i ste tan bu on Ar i, m ila niz pla eti Aln i iet bin Ro re ve ro di eti erc Qu ti ine rp ca oerc tre es Qu ilv os Pin di ete Pin rie ipa er os gn i le ion az rm Fo ti en im sch bo Rim

Area planiziale agricola con particolare estensione della risicoltura. La superficie forestale, cos come la risorsa legno, ricopre un ruolo secondario, anche se lindice di boscosit superiore alla media della pianura piemontese, principalmente legato alle fasce fluviali del Ticino e del Sesia, importanti aree protette Superficie territoriale: 100.690 ha Superficie forestale: 16.341 ha regionali e Siti Natura2000. Indice di boscosit: 18% Lutilizzazione dei boschi, tra cui dominano i robinieti, legata al ceduo per uso energetico. Forte risulta la pressione antropica sugli elementi naturali residui, con conseguente impoverimento floristico degli ambienti forestali (querco-carpineti), per la diffusione ed espansione di piante esotiche, tra cui ciliegio tardivo e quercia rossa oltre alla naturalizzata robinia, e progressiva riduzione delle formazioni lineari e zone umide. Notevoli sono le potenzialit di sviluppo dellarboricoltura da legno a riconversione di suoli agrari, anche con limpianto di specie a breve ciclo per la produzione di biomassa. Si auspica la ricostituzione della rete ecologica con importanti funzioni anche produttive, ripiantando le fasce arborate, principalmente lungo la rete irrigua sviluppata per la risicoltura.
Categorie forestali principali Robinieti Querco-carpineti Boscaglie pioniere di invasione Castagneti Superficie (ha) 6.613 5.393 1.254 871 Area basimetrica (m2/ha) 13 19 14 20 Volume (m3/ha) 110 168 106 159 Incremento (m3/ha/anno) 10,7 8,2 12,6 13,2

Principali categorie forestali per assetto (ha)

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

s Ca ta gn et i

Qu

Ro

re ie on pi e lie ion ag as sc inv Bo di e

bi

Propriet per categorie principali (ha)


50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
eti gn sta Ca i iet bin Ro re nie pio lie e ag on sc asi Bo i inv d ti ine rp ca oerc Qu
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

co er ca rp in et i

ni et i

Coperture del territorio (ha)


Acque greti e zone umide 1% Boschi 16% Aree urbanizzate 11%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate 1% Pubblica 6% Altri Enti 1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Produttivoprotettiva 24% Protettiva 2% Naturalistica 29%

Arboricoltura da legno 2%

Aree agricole 70%

Altre propriet private 92%

Produttiva 45%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 10% Monitoraggio 21%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 19% Primo quinquennio 1% Terzo quinquennio 21% Boschi senza esigenze di servizio 19%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 17%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 68%

Evoluzione naturale 1%

Secondo quinquennio 59%

Boschi non serviti 64%

Area Forestale

63

Categorie forestali (ha)


55% 50%

PIANURA ALESSANDRINA MERIDIONALE


Area planiziale agricola, con indice di boscosit ridotto rispetto alla media della pianura piemontese, con popolamenti legati alle fasce fluviali (Po,Tanaro e affluenti) ove sono state istituite aree protette regionali ora anche Siti Natura2000; la media risollevata grazie alle formazioni forestali della porzione meridionale collinare. Superficie territoriale: 83.487 ha Superficie forestale: 8.142 ha Lutilizzazione dei boschi, tra cui i Indice di boscosit: 12% robinieti superano il 50% della superficie, legata al ceduo per uso energetico. Forte risulta la pressione antropica, con conseguente impoverimento degli ambienti forestali seminaturali (quercocarpineti) e progressiva riduzione delle formazioni lineari. Notevoli sono le potenzialit di sviluppo dellarboricoltura da legno a riconversione di suoli agrari, anche con limpianto di specie a breve ciclo per la produzione di biomassa. In tal senso lauspicata reintegrazione della rete ecologica ripiantando le fasce arborate campestri rivestirebbe importanti funzioni anche produttive.
Categorie forestali principali Robinieti Formazioni legnose riparie Querceti di roverella Querceti di rovere Boscaglie pioniere di invasione Superficie (ha) 4.328 1.260 808 704 637 Area basimetrica (m2/ha) 20 20 23 32 9 Volume (m3/ha) 149 156 154 250 57 Incremento (m3/ha/anno) 10,9

45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%


te rre Ce e ion as eti inv gn di sta re Ca nie pio lie ag sc li Bo izia lan i ti p tan ste on bu Ar i, m ila niz pla eti eti sin Aln as -fr lio -tig ero Ac i iet bin re Ro ve ro di eti a erc rell Qu ve ro di eti erc ti Qu ine rp ca oerc Qu e os gn i le ion az rm ti Fo en im sch bo Rim arie rip

Principali categorie forestali per assetto (ha)


55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%
Bosco senza gestione Bosco di neoformazione Fustaia Fustaia sopra ceduo Ceduo semplice

e re ie on pi lie ne ag io sc vas Bo i in d

Propriet per categorie principali (ha)


60%
Privata rilevata Pubblica Altre propriet private Altri Enti

Qu t ce er id el er ov ir la

Qu t ce er id e er ov ir

Ro bi ni et i

rm Fo az io ni le gn os e rip ar ie

50%

40%

30%

20%

9,4
10%

9,5 15,4 5,4


0%
i iet bin Ro re nie pio lie e ag n sc asio Bo i inv d la rel ve ro di eti erc Qu re ve ro di eti erc Qu e os gn i le ion az rm Fo arie rip

Coperture del territorio (ha)


Acque greti e zone umide 1% Arboricoltura da legno 2% Boschi 10% Aree urbanizzate 7%

Superficie forestale per propriet (ha)


Private rilevate <1% Pubblica 7% Altri Enti <1%

Destinazioni e obiettivi selvicolturali (ha)


Evoluzione libera 1% Protettiva 14% Turisticoricreativa <1%

Praterie, pratopascoli, cespuglieti <1%

Naturalistica 10%

Aree agricole 80%

Altre propriet private 93%

Produttivoprotettiva 46%

Produttiva 29%

Interventi selvicolturali (ha)


Tagli di miglioramento 8% Monitoraggio 24%

Superficie forestale per priorit di intervento (ha)


Nessuna 26% Primo quinquennio 16% Terzo quinquennio 15% Boschi senza esigenze di servizio 25%

Esigenze di servizio (ha)


Boschi serviti 44%

Tagli di rinnovazione in ceduo e fustaia sopra ceduo 66%

Evoluzione naturale 2%

Secondo quinquennio 43%

Boschi non serviti 31%

12. Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR)


Alla presente pubblicazione allegato una versione dimostrativa del SIFOR, il sistema che contiene e permette di consultare ed elaborare i dati forestali piemontesi. A titolo di esempio nel CD sono stati inseriti i dati di tre Aree Forestali rappresentative di diversi ambienti: montagna (AF30 Alta Valle Susa), collina (AF55 Roero) e pianura (AF63 Pianura Alessandrina Meridionale).

Requisiti minimi di sistema: Processore di classe Pentium II (consigliato Pentium IV) 128 Mb di RAM (consigliato 256 Mb o superiore) Supporto Video SVGA (65.536 colori, 1024x768 pixel) Sistemi operativi: Windows 98/ 2000/ XP Software sviluppato con Microsoft Visual FoxPro v.6.0.e con componenti ESRI MapObjects LT2. Nel CD sono presenti documenti in formato PDF: per visualizzarli e stamparli occorre installare il software Acrobat Reader (programma di installazione presente nel CD). Nel caso non venisse visualizzata nessuna finestra allinserimento del CD nellunit CD-ROM, si esegua il file sifor_demo.exe (doppio click sul file) che si trova nella directory principale del CD. vietata qualsiasi forma di diffusione, riproduzione e vendita del software presente nel CD. Grafica, layout e contenuti sono di propriet della Regione Piemonte. La riproduzione non autorizzata e la distribuzione di questo prodotto o parti di esso per altri fini potr essere perseguita a termini di legge.

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13. Testi di riferimento


CAMERANO P., GOTTERO F., TERZUOLO P., VARESE P., 2004 Tipi Forestali del Piemonte Regione Piemonte. Blu Edizioni, pp. 204. CANAVESIO A.,TERZUOLO PG., GOTTERO F., 2005 Le formazioni lineari: rilievo dei dati e valutazioni nell'ambito della pianificazione forestale territoriale Convegno Paesaggi Agrari e forestali la pianificazione, il progetto e la gestione dei territori rurali Grugliasco, 7 luglio 2005. . CIELO P., GOTTERO F., 2001 Assortimenti legnosi e sistemi di esbosco nelle aree montane della provincia di Torino Atti del convegno FORLENER foresta, legno, energia. Biella 28 settembre 2001. Regione Piemonte. Assessorato alle politiche per la Montagna, Foreste e Beni Ambientali, pp. 15-25. CIELO P., CORGNATI M., GOTTERO F., ZANUTTINI R., 2004 La filiera foresta-legno in Piemonte LItalia Forestale e Montana, LIX, 6, 421-439. Ed. Accademia di Scienze forestali, Firenze. CIELO P., GOTTERO F., 2004 Il piano della viabilit: finalit, analisi ed elaborati Sherwood, 102, 33 -38. Ed. Compagnia delle Foreste, Arezzo. CIELO P., GOTTERO F., MORERA A.,TERZUOLO PG., 2003 La viabilit agro-silvopastorale: elementi di pianificazione e progettazione IPLA.Regione Piemonte, pp. 106. GOTTERO F.,TERZUOLO PG. (a cura di), 2004 La Pianificazione silvopastorale in Piemonte: Norme Tecniche per i Piani Forestali Territoriali e Indirizzi metodologici per i Piano Forestali Aziendali IPLA. Regione Piemonte, CDRom mp0408. LICINI F.,TERZUOLO PG., 2001 La pianificazione forestale in Piemonte Sherwood, 68, 5-12. Ed. Compagnia delle Foreste, Arezzo. SINDACO R., MONDINO G. P., SELVAGGI A., EBONE A., DELLA BEFFA G., 2001 Guida di riconoscimento di ambienti e specie della Direttiva Habitat in Piemonte Regione Piemonte. SINDACO.R.,TERZUOLO PG.,2006 Natura-2000 e foreste.Professionalit coinvolte nella gestione dei Siti Sherwood,n.123 pp.19-21.Ed.Compagnia delle Foreste, Arezzo. TERZUOLO PG, SINDACO R., SAVOLDELLI P., 2005 La Rete Natura-2000. Caratteristiche e problematiche degli habitat forestali italiani Sherwood, n. 113, pp. 5-12. TERZUOLO PG., 2001 Pianificazione forestale polifunzionale in Piemonte mediante piani forestali territoriali Dendronatura, n. 2/2001, pp. 44-48. Ed. Associazione Forestale del Trentino.

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Superfici Superficie territoriale regionale Superficie forestale boschi

Ettari 2.538.297 874.660 48.206 922.866 262.398 612.262 Ettari 541.756 208.903 42.183 81.818 Incremento corrente [m3/ha/anno] 8,3 5,6 5,7 8,1 5,5 2,7 5,8 1,1 5,6 7,7 5,8 Fasce altimetriche Montagna Collina Pianura Totale Superficie gestione attiva 89% 56% 66% 86% 34% 31% 61% 1% 61% 42% 62% Superfici [ha] 627.259 157.025 90.376 874.660 Superficie destinazioni produttive 84% 67% 58% 82% 50% 33% 45% 4% 52% 24% 62%

% 100 34 2 36 30 70 % 62 24 5 9 Ripresa potenziale [m3/anno] 1.230.900 337.200 288.600 403.000 91.500 79.800 76.900 80.600 34.600 2.623.100 Indice boschi serviti per lesbosco 44% 89% 88% 46%

arboricoltura da legno totale Superficie boscata pubblica Superficie boscata privata Assetti colturali dei boschi Cedui semplici e composti Fustaie Boschi di neoformazione Boschi senza gestione Macrocategorie forestali Castagneti Faggete Querceti e Ostrieti Robinieti Boschi di neoformazione Lariceti Pinete Arbusteti Abetine e Peccete Formazioni igrofile Totale Superficie [ha] 204.368 135.770 133.244 108.136 100.779 79.536 36.789 34.317 24.046 17.675 874.660 Provvigione [m3/ha] 220 204 133 111 124 184 207 36 317 166 175

Destinazioni funzionali prevalenti dei boschi piemontesi


Produttiva 16% Protettivoproduttiva 46%

Protettiva 15% Naturalistica 15% Fruizione 1% Evoluzione libera 7%

ISBN 978-88-7904-029-7