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REGIONE PIEMONTE

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Settembre 2004 n. 36

Sommario

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Editoriale. Ue a 25, meno risorse. Ma il Piemonte ha ben investito 5 Alpegginfoto. Concorso fotografico indetto dallassessorato alla Montagna 7 Concorso formaggi. Dalle malghe i formaggi per tutta la citt 9 Aib, punto antincendi. Sale lefficienza con pi formazione 11 Convenzione Vigili del fuoco. Una firma che completa il sistema operativo antincendi in Piemonte 12 Biomasse. Approvato il bando regionale per il consumo di biomasse forestali. Progetti entro il 30 settembre 13 Corpo Aib. Remo Bigando stato eletto ispettore generale 14 Nuovo sito assessorato. E on line la nuova versione del sito internet dellassessorato regionale alla Montagna e foreste 15 Attivit operai forestali. I compiti delle squadre della provincia di Torino 17 I vivai forestali della Regione. Le piante dei boschi e giardini pubblici 18 Contratto operai forestali. Interessa 550 addetti. In crescita la professionalit 20 Ambiente montano. Progettare con qualit il recupero edilizio 25 Valli Occitane. Lestate tra sport e cultura con gli stage del Torino calcio 27 Spedizione Tibet. Cinque alpinisti piemontesi scaleranno il monte Shishapangma 28 La scuola in montagna. Corso di formazione e un concorso con Torino 2006 31 Primopiano. Limpegno della Regione per il comprensorio del Colle delle Finestre. Lattesa per la tappa del Giro dItalia prevista nella primavera del 2005

QUADERNI DELLA REGIONE PIEMONTE/MONTAGNA - N. 36


Bimestrale a cura dellAssessorato alla Montagna della Regione Piemonte Direttore responsabile Roberto SALVIO - Direttore Cristina RICALDONE Redazione Corso Stati Uniti 21, 10128 Torino - Tel. 011/432.1631 - Fax 011/432.3451 assessorato.montagna@regione.piemonte.it Hanno collaborato a questa edizione: Paolo Bugnone, Barbara Camusso, Simona Tobia Aut. del Tribunale di Torino n. 4184 del 5.5.1990 Stampa: LArtistica Savigliano

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LEDITORIALE dellassessore regionale alla Montagna, Roberto Vaglio

Ue a 25, meno risorse


MA IL PIEMONTE HA BEN INVESTITO

l terzo rapporto sulla coesione, la nuova Agenda 2000 che dispone delle risorse comunitarie per il periodo di programmazione 2007-2013, cambia la strategia di intervento economico dell'Unione per ridurre le sperequazioni socio-economiche tra i Paesi membri. In particolare la nuova Unione europea a 25 membri avr un diverso comportamento nei confronti delle aree in ritardo di sviluppo. Anche se si recentemente conseguito il grande risultato di vedere riconosciuta dalla Costituzione europea la specificit montana, non abbiamo ancora ottenuto il riconoscimento dello stato giuridico che consentirebbe di indirizzare risorse finanziarie mirate alle aree con handicap geografici permanenti. Inoltre si sta ragionando sull'eliminazione, gi dal 2007, di ogni forma di sostegno alle produzioni agricole europee per conformarsi a nuove regole di concorrenza mondiale, come richiesto con forza al Wto dai Paesi del terzo mondo. Tra breve, quindi, cambier radicalmente la possibilit di intervenire con risorse comunitarie per finanziare progetti strutturanti nelle aree montane. Per nostra fortuna la montagna piemontese ha fatto nel presente e nel recente passato buon uso delle risorse comunitarie. Si speso bene, con buona performance tra la previsione

di spesa ed i soldi realmente investiti, in modo sufficientemente rapido da consentire in alcuni casi di ottenere in premio ulteriori risorse. Per ottenere questo risultato si sono impiegati programmi comunitari non

specificamente dedicati alle aree montane, ma con pragmatismo i programmi Interreg, Leader, Piano di Sviluppo rurale e Docup sono stati

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Con lallargamento ai paesi dellEst la Ue modificher radicalmente laiuto economico. In questi anni la montagna piemontese ha fatto per buon uso delle risorse comunitarie

adattati alle necessit ed opportunamente utilizzati. Nessuna occasione stata trascurata, tanto da consentirci di procedere ad una analisi della situazione attuale (analisi ex-ante), propedeutica alla finalizzazione delle risorse per il periodo di programmazione 2007-2013, che ci permetta di fare fronte alle future necessit con la sola prosecuzione dei programmi Interreg e Leader. L'ottimismo, per, non pu farci perdere di vista il punto focale: il definitivo rilancio dello sviluppo socio-economico passa necessariamente attraverso la responsabilizzazione della gente di montagna. Abbiamo bisogno di un nuovo modello che consenta ai montanari autonome scelte di governo del territorio, riconoscendo alla cultura alpina la capacit di coniugare lo sviluppo al rispetto del territorio. L'ambiente montano un territorio profondamente caratterizzato dall'attivit umana. Il paesaggio, cos come lo conosciamo, pu essere conservato solo con la costante presenza dellattivit dell'uomo. Una forte autonomia nella gestione territoriale sar lo strumento vincente per la societ montana piemontese, importante quanto gli interventi strutturali attuati fino ad oggi con le risorse regionali e comunitarie. Questo il mio impegno per il futuro: riportare l'essere umano al centro delle politiche per la montagna.
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tecnico della gestione


delle attivit economiche montane
(Agricoltura, Ambiente, Artigianato, Turismo)

Realizzato dall'AgenForm in collaborazione con: Unione Europea Regione Piemonte (Assessorato alle Politiche per la Montagna) AGRAP CAI (delegazione Regione Piemonte) Rgion PACA Acadmie d'Aix-Marseille Lyce Professionnel Svign (Gap) Lyce Alpes et Durance (Embrun) Per informazioni ed iscrizioni: Agenzia dei Servizi Formativi della Provincia di Cuneo - Consorzio 12100 Cuneo Corso IV Novembre, 11 Telefono 0171 696147 - Fax 0171 436910 e-mail: info@agenform.it - www.agenform.it Il progetto finanziato su programma di iniziativa comunitaria Interreg III A con lintervento di:

Supportano il progetto:

scuola media con diploma di i at up cc so di pati o Rivolto a: occu laurea. stage superiore e/o ico-pratiche e in lezioni teor e is iv dd su e Durata: 1200 or glio 2005. tobre 2004 a lu e Statale per Periodo: da ot o Professional ut it st I ll de ia N) Sede: Forester di Verzuolo (C lAgricoltura nei settori li e culturali na io st ge e ch ti to Argomenti: tema dell'artigiana za turistica, dell'accoglien imentare. rmazione agroal e della trasfo e in Francia. llo ale, in Italia ione di II live Stage: trimestr di Specializzaz o at st te At : ti Titoli rilascia zione. Europass-Forma so formativo i ine del percor rm te Al a: es impr stione Simulazione d' muleranno la ge partecipanti si in quota. di un rifugio

C.A.I. Delegazione Regione Piemonte

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TUTTI FOTOGRAFI ALPEGGINFOTO CONCORSO A PREMI

asce "Alpegginfoto", il primo concorso regionale dedicato all'alta montagna, iniziativa con la quale l'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte si propone di creare un legame pi profondo tra la citt e la montagna, nella fattispecie gli alpeggi che, ancora al momento attuale, costituiscono delle realt distanti e sconosciute ai pi. Alpegginfoto un'iniziativa che vuole utilizzare la creativit come mezzo per rendere visibile la vita in alpeggio, manifestandone i vari aspetti, da quelli produttivi a quelli economici e culturali che lo caratterizzano. L'obiettivo principale che la Regione Piemonte si pone nei confronti della montagna sicuramente quello di valorizzarne le risorse e promuoverne la conoscenza. Le istituzioni stanno mettendo in atto tutta una serie di progetti che hanno lo scopo di rivedere la rappresentaSettembre 2004

dell'alpeggio, il zione delle nostre censimento degli montagne che, per per rafforzare alpeggi dove sol'immaginario no prodotti i forcollettivo, a volte il legame con chi abita maggi, unampia sono ancora leganei centri urbani diffusione dei late ai tempi passavori realizzati in ti, in modo da ren- e favorire lo sviluppo Francia ed Italia dere pi attuale grazie al trasferiogni discorso ine- di produzioni mento delle corente i territori agroalimentari noscenze. Paralmontani. Il conlelamente trova corso si inserisce di qualit spazio anche la all'interno di un promozione dei progetto di coopeprodotti tipici derazione transfrontaliera (Interreg Italia-Francia) dedi- gli alpeggi, quali i famosi e pregiati cato ad Alpeggi e Formaggi, nel qua- formaggi, i manufatti d'artigianato, le le l'attivit promozionale dell'asses- coltivazioni agricole, le tradizioni sorato alle Montagna risulta fonda- enogastronomiche e culturali. La valorizzazione degli alpeggi mentale. Gli obiettivi che questa cooperazione questione, per il Piemonte, di grande si propone sono molteplici, quali ad importanza. Infatti, mettere la montaesempio il favorire le attivit agricole gna nuovamente al centro degli intedella montagna, lo sviluppo delle ressi culturali e soprattutto economiproduzioni agroalimentari tipiche ci, significa donare un'opportunit in
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Fotografare i monti

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pi non solo verso coloro i quali attualmente ci vivono e lavorano, ma anche costituire una valida alternativa per chi cerca di dare una dimensione diversa alla propria esistenza, magari pi in accordo con i ritmi della natura. necessario che la montagna porti con s l'immagine di un mondo attivo e vincente, lontano dalla depressione economica e da tutto ci che ne consegue. Alpegginfoto vuole aiutare la promozione dell'alta montagna e pu rappresentare una bella occasione per i fotografi in erba che si lanceranno nel progetto. Al concorso possono partecipare tre categorie di "aspiranti artisti: - i ragazzi che aderiscono al progetto "Alpeggio Didattico", che dovranno cimentarsi con il tema: l'esperienza in alpeggio; - i margari ed i loro familiari con il tema: il nostro lavoro; - i turisti, con il tema: visita all'alpeggio. Ciascun partecipante, entro il 10 ottobre, potr presentare un massimo di

tre fotografie nell'ambito della propria categoria, a colori e aventi un formato di 15x 21 cm. Ogni fotografia dovr riportare sul retro, in forma leggibile, la data in cui stata scattata e la localit. Agli autori delle opere in concorso sar richiesto di concedere il diritto di utilizzo delle immagini a scopo divulgativo e didattico per le finalit proprie dell'amministrazione regionale. Le fotografie selezionate saranno poi pubblicate sul sito della Regione Piemonte e sulla rivista dell'assessorato "I Quaderni della Montagna" e, in seguito, utilizzate per un calendario. L'assessorato alla Montagna si riserva di utilizzare anche le foto che non si classificheranno, impegnandosi a riportare il nome dell'autore. Alpegginfoto sar inserito nell'ambito della manifestazione Lalpeggio in citt", che si terr a Torino nel prossimo autunno. Nel corso di questa manifestazione, che ha lo scopo di mettere in evidenza il forte legame tra Torino e le sue montagne, si terranno le premiazioni, che avranno come oggetto dei simboli delle tipicit degli alpeggi. Ai vincitori, infatti, spette-

ranno dei cestini contenenti prodotti dell'alta montagna, per una valore che osciller dai 25 ai 250 euro. Per ulteriori informazioni, contattare la Struttura flessibile incaricata dellattuazione di progetti per la valorizzazione della montagna della Regione Piemonte, allo 011/432.3937, oppure mandare una mail allindirizzo: progetti.montagna@regione.piemonte.it circa i principali prodotti caseari degli alpeggi e sono stati coinvolti in una vera e propria dimostrazione tecnica e pratica della lavorazione dei pi conosciuti formaggi d'alta montagna: il Tomino, il Nostrale e la Ricotta. Dopo il "dovere", per, arrivato anche il momento del "piacere": alla fine dei lavori, infatti, stato servito loro un pranzo preparato con tutti i prodotti tipici del luogo. L'obiettivo principale del progetto l'Alpeggio Didattico non solo quello di dare modo agli studenti piemontesi di assistere ai processi di caseificazione, cos da conoscere ed apprezzare le caratteristiche dei prodotti dell'alta montagna ma, soprattutto, quello di essere una reale occasione d'informazione. Per fare s che i giovani abbiano la possibilit di conoscere pi a fondo la realt della montagna, la sua economia e societ, che potrebbe in un futuro diventare per loro una significativa alternativa lavorativa e di vita.
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Dodici alunni del Dalmasso di Pianezza ospiti per tre giorni allAlpe Pianard-Garbella di Palanfr

Alpeggio didattico, i ragazzi scoprono mucche e formaggi

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ello scorso mese di maggio si tenuta, nell'alpeggio Alpe Pianard-Garbella in frazione Palanfr a Vernante (Cn), la prima esperienza dell'Alpeggio Didattico, una delle attivit divulgative previste dal progetto Interreg III Alpeggi e Formaggi, di cui l'assessorato alla Montagna capofila. L'esperimento durato due giorni, il 3 e il 4 maggio, ed ha visto come protagonisti 12 alunni della classe V del-

l'Istituto Itas G. Dalmasso di Pianezza, i quali hanno vissuto nella sua interezza la vita dell'alpeggio. Guidati da un margaro e da un tecnico lattiero caseario, i ragazzi si sono cimentati in tutte le attivit che gli esperti compiono abitualmente, partendo proprio dalla mungitura degli animali. Poi hanno acquisito importanti informazioni riguardo l'agricoltura, la pastorizia montana e le tecniche di caseificazione. Agli studenti sono state fornite tutte le indicazioni

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di FRANCESCA ANGELERI

ta diventando un appuntamento fisso il concorso regionale "I Formaggi d'alpeggio delle Montagne Piemontesi", promosso dall'assessorato alla Montagna e dalla Associazione delle Casare e Casari di Azienda agricola. Lanciato con l'intenzione di promuovere le produzioni tipiche della montagna, e di migliorare ulteriormente la loro competitivit su di un mercato ormai saturo di prodotti copia l'uno dell'altro, nel 2002 il concorso si presentava quasi come una sfida alla globalizzazione dei gusti e degli affari. Oggi, giunto alla sua terza edizione, forte del notevole successo riscosso nei due anni precedenti e del grande interesse suscitato sia tra i produttori sia nel pubblico, il concorso rappresenta un appuntamento importante oltre che per i margari anche per i consumatori, sempre pi interessati ad investire nella qualit dei prodotti. Ed proprio la promozione della qualit l'obiettivo ambizioso che questo progetto si pone. La qualit dei formaggi presentati in concorso, frutto dell'attento lavoro delle aziende agricole che li producono e che esercitano l'alpeggio nelle sue forme tradizionali, praticando il pascolamento almeno per 180 giorni l'anno e trasformando il latte direttamente sul luogo. Qualit dei processi di trasformazione, capaci oggi di coniugare e conservare la tradizione con i moderni processi di caseificazione. La qualit, infine, a garanzia del consumatore, sempre pi attento non solo al gusto ma anche alle caratteristiche nutrizionali dei cibi, nella sicurezza che il formaggio di alpeggio
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Terza edizione per il concorso sui formaggi dalpeggio aperto a tutte le aziende tradizionali. La premiazione a Torino durante levento Alpeggio in citt
viene prodotto con un latte salutare, ricco di acidi grassi polinsaturi, leggero ma allo stesso tempo colmo di elementi aromatici e di impor-

DALLE MALGHE I FORMAGGI PER TUTTA LA CITTA


tanti fattori antiossidanti. Nonostante l'elevata qualit che li contraddistingue, i formaggi d'alpeggio costituiscono una categoria a rischio di scomparsa a causa delle molte le situazioni contingenti che mettono le produzioni casearie dell'alta montagna in grande difficolt. I primi responsabili sono i consumatori di massa, coloro i quali fanno abitualmente la spesa nei grossi supermercati e che, a differenza dei compratori attenti e degli appassionati che si recano in alta montagna a cercare i formaggi di qualit, sono ormai abituati ai sapori dolciastri e soprattutto standardizzati dei prodotti industriali. Ma non solo. Un'ulteriore difficolt consiste nella carenza di produttori. Purtroppo, infatti, la figura del margaro tende a scomparire in una societ, la nostra, nella quale i valori che vengono portati avanti nel rispetto della natura e della cura delle cose sono messi da parte in favore della velocit e della massificazione. Il mestiere del margaro non solo faticoso e solitario, ma anche estremamente delicato e richiede una grossa preparazione. Occuparsi degli animali in alta quota, produrre il formaggio e poi farsi carico di ogni singola fase della lavorazione e della stagionatura, necessita di persone estremamente qualificate, di veri e propri professionisti. Le giovani generazioni difficilmente sono attratte da una vita come questa, piena di sacrifici ma, tuttavia, cos importante per la conservazione dell'habitat della montagna. Con questo concorso la Regione Piemonte si propone anche di dare il
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giusto riconoscimento al grande contributo dei margari aiutandoli a mantenere vive le loro tradizioni e proseguire nella indispensabile azione di presidio e di manutenzione ambientale del territorio che svolgono da sempre. Ed dalla comune consapevolezza che una societ responsabile deve impegnarsi per la conservazione e la cura delle sue ricchezze ambientali e culturali facendo il possibile per tutelarle, ma soprattutto per valorizzarle, che nasce la collaborazione tra l'assessorato alla Montagna e l'Associazione delle Casare e dei Casari di Azienda agricola. L'associazione, pur essendo nata da poco tempo, stata costituita nel marzo del 2002, vanta gi un'esperienza importante ed in continua evoluzione. I suoi soci sono circa un centinaio, distribuiti sull'intero territorio regionale. Tra questi 63 sono allevatrici ed allevatori che si occupano personalmente della trasformazione del latte nelle loro aziende. L'obiettivo principale dell'azione di questa giovane associazione la promozione e la valorizzazione della fi8

Il duro e prezioso lavoro dei margari sui nostri pascoli regala prodotti unici per sapore e qualit. Unattrattiva turistica che contribuisce ad avvicinare giovani e cittadini al mondo della montagna
gura degli allevatori, dei margari, dei casari ed anche delle produzioni casearie di alpeggio, con l'occhio sempre puntato verso la modernizzazione di queste realt. Obiettivi che l'assessorato alla Montagna condivide pienamente. L'azione politica ed amministrativa perseguita in questi anni dalla Regione Piemonte, infatti, stata tesa a favorire un nuovo sviluppo economico della montagna e ad arginare il degrado ambientale che l'abbandono di queste aree pu comportare. A questo scopo assolutamente necessaria una evoluzione in chiave pi moderna e competitiva delle attivit tradizionali affinch diventino un punto di forza del nostro territorio, occasioni per incentivare nuovi insediamenti economici ed abitativi, favorire la creazione di una nuova imprenditorialit locale ed incentivare un turismo attento alle tradizioni ed alla cultura locale. In questo contesto il concorso regionale I Formaggi d'Alpeggio delle Montagne Piemontesi una grande

vetrina, un'occasione assolutamente da non perdere per i produttori. Possono partecipare al concorso le aziende che praticano l'alpeggio nelle sue forme tradizionali, mentre sono esclusi tutti i caseifici non aziendali. I prodotti in concorso sono formaggi, burro e ricotte che hanno come base di partenza il latte crudo. Sono esclusi i formaggi prodotti con latte pastorizzato. Quest'anno le categorie, individuate dall'Assessorato e dall'Associazione che potranno partecipare sono: Burro, Caprino presamico, Maccagno, Nostrale, Ossolano, Ricotta stagionata, Toma piemontese a latte intero, Toma piemontese a latte parzialmente scremato. Come avvenuto nelle precedenti edizioni, i margari che non riusciranno a portare i loro prodotti a Moretta, presso la sede dell'Associazione, potranno consegnarli direttamente ai collaboratori dell'Associazione stessa o delle Comunit montane che li ritireranno direttamente in alpeggio. La premiazione del concorso avverr nellautunno prossimo, in occasione della manifestazione "L'Alpeggio in Citt", nata allo scopo di avvicinare la citt di Torino alla realt dell'alta montagna, in cui il ruolo del concorso assume un'importanza centrale, dato il crescente interesse del pubblico per l'enogastronomia di qualit. Ad individuare i vincitori saranno delle Commissioni qualificate di cui faranno parte membri dell'Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi), ed altri esperti di formaggio. I premi sono stabiliti di anno in anno dall'organizzazione e saranno attribuiti ai primi tre classificati.
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SALE LEFFICIENZA VOLONTARI SPEGNIMENTI SICURI

di CRISTINA RICALDONE

353/2000 e seconl recente rinnovo del do il protocollo indirettivo nel Corpo vo- e organizzazione dividuato dalla lontari Aib del Piemonte, e l'apertura della consentono di chiudere Conferenza unificata Stato-Regiocampagna estiva antincendi, la campagna ni-Autonomie losono l'occasione per fare il cali, per andare a punto della situazione in Pie- inverno-primavera verificare i requimonte. siti psicofisici attiColgo l'occasione, innanzi con un bilancio tudinali degli opetutto, per salutare l'ispettore positivo. Nessun ratori che intergenerale uscente del Corpo vengono nella lotAib, il dottor Cesare Mino, e incidente durante ta attiva al fuoco. ringraziarlo per la sua amiciMa questo solzia e collaborazione in questi gli spegnimenti tanto uno degli anni. aspetti che stanno Allo stesso modo vorrei dare un benvenuto al nuovo ispettore generale, alla base dell'obiettivo sicurezza che il setRemo Bigando, con cui abbiamo gi avuto tore regionale antincendi boschivi si podiverse occasioni di collaborazione in tavo- sto. li tecnici istituiti dalla Regione Piemonte Un altro passaggio importante sar l'adesu temi che necessitano della compresenza guamento delle procedure operative d'indi tutti i soggetti operativi del sistema an- tervento alle tematiche affrontate nei corsi di formazione/addestramento. Le procedutincendi. La campagna invernale-primaverile 2004 re sono oggi in fase di riscrittura, e se ne si chiusa in maniera decisamente soddi- prevede la conclusione entro l'autunno, in sfacente per la nostra regione, come dimo- modo da poter affrontare la prossima camstra il raffronto tra il periodo gennaio-giu- pagna invernale con uno strumento operatigno 2003 e 2004 su tutto il territorio regio- vo in pi. nale della tabella nella pagina successiva. Prosegue, intanto, su diversi livelli il proUn dato importante sul quale porre l'accen- gramma di formazione/addestramento deto che nel corso delle operazioni di spe- gli operatori Aib. Ad oggi, oltre 4mila hangnimento non si sono registrati incidenti. no ricevuto la formazione di base teorica e Ci si deve, oltre naturalmente alle condi- l'abilitazione all'uso del dispositivo di prozioni climatiche favorevoli, all'efficienza tezione individuale. Quasi 3mila hanno ried alla sicurezza con cui interviene il siste- cevuto la formazione pratica sull'impiego ma operativo piemontese. A questo propo- dei mezzi e delle attrezzature Aib e sull'elisito possiamo confermare che alcune novi- cooperazione, e 370 hanno superato il terzo t, in parte gi annunciate alla fine del livello formativo, quello per i capisquadra. Contemporaneamente sono stati acquistati 2003, si stanno realizzando. La Regione sta per avviare le visite medi- ulteriori dispositivi di protezione indiviche specialistiche ai volontari, cos come duale completi di III categoria (tute, guanti, prescrive la legge quadro nazionale caschi, scarponi, etc), attrezzature e autoQuaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA 9

Clima favorevole

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Roletto, la cerimonia di commemorazione in onore del Volontario David Bertrand, caduto nello spegnimento dellincendio del Monte San Giorgio nel 1999

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mezzi operativi e per il trasporto persone. Per quanto riguarda i compiti di divulgazione a fini preventivi si richiama l'iniziativa "Fuochino, Fuocherello Fuoco", che si tenuta il 4 giugno scorso al Rifugio Massimo Mila, nel Comune di Ceresole Reale. Su invito dell'associazione Amici del Gran Paradiso, la Regione Piemonte, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato e il Corpo volontari Aib del Piemonte, ha organizzato una giornata informativa e dimostrativa rivolta agli studenti di alcune scuole medie del Canavese, individuate con il supporto della Direzione scolastica regionale. Al Rifugio sono arrivati circa 250 studenti, ai quali stato illustrato il sistema operativo Aib piemontese in teoria e in pratica, con prove sul campo. I ragazzi si sono cimentati con l'uso delle attrezzature antincendi ed hanno potuto verificare l'esperienza di chi interviene direttamente nelle operazioni di spegnimento. Prima di concludere vorrei ricordare una giorna- Gennaio/giugno 2004 ta particolare. Gennaio/giugno 2003 Sabato 7 feb10

Remo Bigando eletto nuovo ispettore generale del Corpo Aib del Piemonte. Gi 4mila i volontari che hanno frequentato corsi di formazione
braio scorso a Roletto, piccolo comune montano della provincia di Torino, si svolta la cerimonia di commemorazione in occasione del quinquennale della scomparsa della medaglia d'oro al valor civile David Bertrand, volontario del Corpo Volontari Aib del Piemonte, caduto nelle operazioni di spegnimento dell'incendio che nel febbraio 1999 ha colpito Monte San Giorgio e di cui abbiamo gi avuto modo pi volte di parlare. La commemorazione, molto intensa e toccante, ha costituito un momento di riflessione fra tutte le forze istituzionali e volontarie impegnate nel difficile compito di proteggere i boschi dal fuoco. La tragedia colp profondamente tutti coloro che in qualche modo vivono ed operano vicino a questo settore, giornali e televisioni dedicarono ampi servizi, ma quello che pi importa

che da quel giorno tutti avemmo la sensazione che non sarebbe pi stata la stessa cosa, che il meccanismo si era rivelato, in qualche modo, difettoso e andava modificato. Durante la cerimonia l'assessore regionale alla Montagna, Roberto Vaglio, ha detto rivolgendosi al padre di David, Bruno Bertrand e a tutta la famiglia, che "Certi individui vivono una vita intera senza lasciare un minimo segno del loro passaggio, mentre questo giovane sfortunato volontario di soli 23 anni ha lasciato una traccia cos profonda da rimettere in discussione un sistema intero". Cos, da quel lontano 6 febbraio '99, dopo il momento della disperazione e della commozione, si fatto strada la voglia di rivalsa su quel destino crudele che ci aveva strappato David. La voglia di fare di pi e meglio per rendere meno rischiosa questa importante opera di tutela del territorio. Da allora l'amministrazione regionale ha proseguito, con pi forza e convinzione, il cammino intrapreso per portare verso la messa in sicurezza il sistema antincendi boschivi piemontese. I risultati ottenuti ci confortano e spronano ad andare avanti.

INCENDI BOSCHIVI 2003-2004


N incendi 90 213 Superficie boscata (ha) 186,95 645,26 Superficie non boscata (ha) 111,52 1.341,29

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ANTINCENDIO CONVENZIONE E VIGILI DEL FUOCO


di CRISTINA RICALDONE

on la firma della Convenzione tra Regione Piemonte e Corpo nazionale di Vigili del fuoco il sistema operativo antincendi boschivi del Piemonte si pu considerare completato. Venerd 30 luglio a Torino l'assessore regionale alle politiche per la Montagna e Foreste, Roberto Vaglio, ed il direttore regionale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Michele Ferraro, hanno siglato l'accordo che porter i Vigili del fuoco Completato il sistema Michele Ferraro, ad operare affiana sinistra, cando le compo- operativo antincendi e Roberto Vaglio nenti che gi fanfirmano no parte del siste- boschivi del Piemonte. la convenzione ma Aib piemonteL accordo prevede se: il Corpo forel'assessore Rostale dello Stato lintervento nelle aree berto Vaglio ha ed il Corpo volonsottolineato cotari Aib del Pie- di interfaccia, impiego me il sistema Aib monte. di elicotteri piemontese abbia La Regione Pieperseguito in monte ha quindi e partecipazione alla questi anni obietdato ulteriore seguito alla legge sala operativa unificata tivi legati all'efficienza ed alla siquadro nazionale curezza operatin. 353/2000 che prevede l'intervento coordinato di va: "Nei primi sei mesi del 2004 le tutte le forze istituzionalmente pre- condizioni climatiche sono state senposte (professionali e volontarie), za dubbio pi favorevoli rispetto alnelle azioni di contrasto agli incen- l'anno scorso, che ha rappresentato un'emergenza per tutta l'Italia e buodi. Questo riguarder naturalmente sia na parte dell'Europa. La crescita di le fasi preventive sia di lotta attiva, professionalit della struttura, la piacon il coordinamento delle operazio- nificazione che sta alla base, la forni in loco o tramite la Sala operativa mazione, le procedure operative hanunificata permanente (il centro tatti- no fatto il resto. Ed i dati in nostro co logistico per l'organizzazione de- possesso non fanno che confermare questa tendenza positiva." gli interventi). Durante la conferenza stampa che ha La Convenzione rappresenta un ulteaccompagnato la sigla dell'accordo riore salto di qualit, affidando al
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Corpo nazionale Vvf (istituzione peraltro gi investita della materia dalla legislazione nazionale, insieme al Cfs) i seguenti compiti: - concorso operativo negli incendi di interfaccia (gli incendi che vedono la compresenza di superfici arboree ed elementi legati all'attivit dell'uomo come gli edifici), con assunzione, su richiesta della sala operativa, della direzione delle operazioni di spegnimento; - partecipazione alle attivit della sala operativa unificata permanente; - impiego di elicotteri Vvf, in accordo con il Coau, nelle attivit di ricognizione e spegnimento, tra le quali l'elitrasporto di operatori antincendi boschivi; - partecipazione a tavoli tecnici per la stesura di procedure operative comuni. A fronte di tali prestazioni, l'amministrazione regionale riconoscer al Corpo nazionale Vvf una quota del fondo nazionale che lo Stato trasferisce alle Regioni previsto dalla legge 353/2000. Inoltre metter a disposizione dei mezzi dei Vvf i propri punti di approvvigionamento idrico e le
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L assessorato alla Montagna ha approvato il bando per la realizzazione di centri di consumo

piazzole di atterraggio per mezzi ad ala rotante. Sar anche avviato, in breve tempo, un utile confronto tra i modelli di formazione/addestramento impiegati dalla Regione Piemonte e dai Vvf. Commenti molto favorevoli sono stati espressi dal direttore Regionale Vvf, Michele Ferraro, che ha sottolineato come l'intesa rappresenti un salto di qualit molto importante nell'impianto organizzativo regionale della lotta contro gli incendi boschivi, favorendo l'efficacia del concorso dei Vigili del fuoco nelle operazioni di spegnimento e nell'attivit preventiva, in stretta simbiosi con le altre componenti: "Con l'intesa, infatti, sono stabilite procedure funzionali di coordinamento, definiti ampi ambiti di cooperazione e predisposti strumenti finanziari utili al funzionamento dei servizi integrativi richiesti ai Vigili del fuoco ed al reperimento di mezzi ed attrezzature. Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco potr contare, inoltre, sull'utilizzo di elementi conoscitivi territoriali e di infrastrutture utili all'attivit di soccorso, dislocate sul territorio e messe a disposizione dalla Regione Piemonte." Grande apprezzamento per la l'accordo stato espresso anche dalla Prefettura di Torino rappresentata dal dottor Forlani. Da oggi si apre una nuova fase per il sistema regionale antincendi boschivi: l'incremento di professionalit che ne deriver non potr che tornare a beneficio della collettivit e del territorio piemontese.
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Produrre energia dalle biomasse forestali


assessorato regionale alla Montagna ha approvato il bando sulla realizzazione di centri di consumo di biomasse forestali per la produzione di energia, previsto dal Piano di sviluppo rurale 2000-2006. La dotazione finanziaria del bando di oltre 4 milioni ed 800 mila euro. Per biomassa s'intende una gran quantit di materiali eterogenei con matrice organica. Le pi importanti tipologie di biomassa sono rappresentate da residui forestali, scarti dell'industria di trasformazione del legno (trucioli, segatura, ecc.), scarti delle aziende zootecniche, dei mercati, alghe, colture acquatiche e i rifiuti solidi urbani. L'azione trae spunto dalle iniziative di filiera foresta-legno-energia introdotte in Piemonte con il regolamento 2081/93 e prevede la possibilit di concedere contributi in conto capitale a fondo perduto fino ad un massimo del 50% della spesa ammessa. Gli interventi ammissibili devono prevedere la realizzazione contestuale e coordinata di impianti per la produzione di energia da biomassa capaci di aumentare sia l'energia prodotta sia il consumo delle biomasse senza diminuzione dell'efficienza energetica dell'impianto stesso e piani di gestione forestale di boschi da cui si preleva il combustibile per l'impianto. "Le biomasse rivestono un ruolo chiave nel quadro delle energie pulite - sottolinea l'assessore Roberto Vaglio - e nei Paesi occidentali solo il 40% degli scarti agricoli o del sottobosco viene riutilizzato come foraggio per gli animali o come compost, il restante viene smaltito in discarica. Finanziare la produzione di energia da biomasse, per il territorio piemontese costituisce un enorme vantaggio sia economico che ecologico. I nostri boschi sono una inesauribile risorsa energetica purtroppo ad oggi non sfruttata. Pertanto investire in questa direzione rappresenta un'occasione unica per il territorio, si incentiva la produzione di energia pulita, economicamente vantaggiosa, non a rischio di esaurimento e soprattutto capace di mantenere stabilit nel prezzo di mercato". La modulistica per la presentazione delle domande disponibile sul sito della Regione Piemonte, nell'area tematica Montagna e foreste. Il bando scade il 30 settembre 2004.
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COMPETENZE CORPO AIB FARE SQUADRA


di REMO BIGANDO

Remo Bigando stato eletto nuovo ispettore generale del Corpo volontari antincendi boschivi del Piemonte. Clot, Curella, Pirone e Scotti saranno ispettori regionali

a responsabilit dell'incarico che i volontari del Corpo volontari antincendi boschivi del Piemonte hanno voluto affidarmi, m'impone di illustrare quali siano stati e quali saranno, per il futuro, gli obiettivi che il sodalizio si prefigge. Fin dalla sua trasformazione in Corpo, nel marzo del 2000, l'organizzazione che ho l'onore di rappresentare si data una struttura tale da garantire alle istituzioni preposte alla lotta contro gli incendi boschivi: - presenza capillare sul territorio; - capacit e la prontezza d'intervento; - disponibilit ad uniformarsi a procedure operative comuni ed attenersi alle disposizioni impartite dai direttori delle operazioni di spegnimento preposti dalle leggi vigenti (Corpo forestale dello Stato); - disponibilit ad essere uno dei soggetti che compongono il sistema Aib piemontese; - disponibilit a frequentare corsi di formazione ed approfondire le conoscenze tecniche per elevare la propria capacit tecnico-professionale in materia di incendi boschivi e, soprattutto, porre in essere atteggiamenti e comportamenti tali da garantire la sicurezza dei volontari e l'efficacia e l'efficienza degli interventi. A quattro anni dalla nascita del Corpo possibile tracciare un bilancio lusinghiero sul lavoro svolto e sulle molteplici iniziative volte ad accrescere la sensibilit e la consapevolezza interna verso le problematiche che la nostra attivit pone. La capacit operativa, la professioSettembre 2004

nalit generale, la disponibilit, sono andate aumentando anche e soprattutto grazie ai corsi di formazione, allo scambio d'informazioni e all'abitudine al lavoro comune tra squadre diverse. Il merito di questi risultati sicuramente di chi ci ha guidato fin dalla nascita dell'Associazione (1994) e attraverso la trasformazione in Corpo: il dottor Cesare Mino, che qui ufficialmente ringrazio personalmente e a nome di tutti i volontari Aib del Piemonte. Ringrazio, altres, tutti coloro che hanno ricoperto cariche nel nostro sodalizio per il lavoro svolto e per l'impegno sempre dimostrato nell'espletare le loro funzioni. Non mi nascondo per, che pur avendo raggiunto risultati notevoli in cos poco tempo, il lavoro che ci attende ancora grande. Perfezionare l'organizzazione interna, aumentare la capacit di tutela per i propri associati chiamati ogni giorno di pi a rispondere alle esigenze del territorio e della sua gente; garantire la partecipazione democratica alle decisioni nell'assoluta trasparenza della gestione senza per questo compromet-

tere l'efficacia della linea di comando nelle operazioni in condizioni d'emergenza, sono alcune delle sfide che ci attendono.Dovremo, sul piano interno, avere la capacit di razionalizzare la gestione economico-finanziaria e, al tempo stesso, studiare progetti insieme alle amministrazioni pubbliche che ci permettano di accedere a finanziamenti fino ad oggi preclusi per fare ricadere sul territorio montano piemontese quegli strumenti, infrastrutture, professionalit tali da garantire sicurezza, conservazione e sviluppo. Non solo quindi Aib, ma anche cittadini consapevoli di svolgere un pubblico ser13

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Alta laffluenza sul portale, a marzo oltre 81mila visitatori Operativa anche una nuova sezione per la modulistica on line

Restyling per il sito internet dellassessorato Montagna Servizi pi accessibili

estyling per il sito internet dell'assessorato alla Montagna e foreste, che segue quello ufficiale della Regione Piemonte. Le motivazioni principali che hanno spinto alla rivisitazione dei siti della Regione sono dettate, innanzitutto, dalla volont di consentire a tutti gli utenti una maggiore accessibilit a tutti i servizi disponibili. Sono passati tre anni, da quando per la prima volta le nostre montagne si sono affacciate su internet e, ormai, una "ripulita" sembrava davvero necessaria. Soprattutto per portare ai nostri utenti un prodotto all'altezza delle loro esigenze, vista anche la consistente affluenza al portale: nel mese di marzo, infatti, sono state registrate pi di 81 mila utenze. Il sito della Montagna e delle foreste, ha raggiunto, per primo, il massimo livello di conformit alle linee guida sull' accessibilit previsto a norma di legge (3A).

La sezione visualizzabile su browser in 4 differenti versioni: versione solo testo, ottimale per chi non vede le immagini o vuole navigare molto rapidamente; alta visibilit, ad alto contrasto cromatico per chi ha problemi di vista o di percezione del colore; due differenti versioni grafiche per chi dispone di un browser aggiornato e di un collegamento relativamente veloce. Tutte le informazioni sono facilmente fruibili anche utilizzando una visualizzazione grafica lineare e testuale grazie alla presenza del sommario a inizio pagina che permette di saltare al punto prescelto. Per facilitare la navigazione agli utenti che non usano il mouse, sono state abbinate ai link alcune serie di comandi da tastiera. Anche il predominante colore verde ha lasciato il posto ad una grafica pi pulita e lineare. Per quel che riguarda i contenuti, molti di quelli che si trovavano sul precedente sito hanno mantenuto le

loro postazioni. Ci sono per diverse novit, come ad esempio sezioni totalmente nuove come quelle dedicate agli Operai forestali regionali e i Beni ambientali. Le sezioni dedicate al Sistema regionale antincendi boschivi, le Foreste del Piemonte e le Politiche di sviluppo per la Montagna e le foreste sono invece state oggetto di ulteriori approfondimenti. sta inoltre creata una specifica pagina per la modulistica che contiene al suo interno i vari modelli e le istruzioni che possono essere utili agli utenti che volessero accedere ai servizi on-line. Per ulteriori informazioni il nostro sito si trova alla pagina www.regione.piemonte.it/montagna/

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vizio, non per la "gloria" di un'organizzazione seppur meritoria, ma per essere partecipi negli anni futuri alla ricostituzione di una comunit produttiva sulle nostre montagne. All'Istituzione di riferimento, la Regione Piemonte, rinnovo la disponibilit del Corpo volontari antincendi boschivi del Piemonte a ricercare ed intraprendere insieme, e con il Corpo forestale dello Stato, tutte quelle iniziative volte a migliorare e perfezionare il "Sistema" Aib piemontese.

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Alta Valle Susa, briglia in legna e pietrame con ali costituite da palificate doppie con inserimento di talee di salice. La parte centrale dellopera drenante

Le attivit degli operai forestali della provincia di Torino. Dalla vivaistica alla manutenzione dei sentieri e dei corsi dacqua. Dal Gran Paradiso alla Mandria alla Reggia di Venaria

GLI ARTIGIANI SQUADRE FORESTALI DEI NOSTRI BOSCHI


di MARCO ROCCA, SALVATORE GALLINA, PAOLO FASCIANO, VINCENZO PERINO

partire dall'anno 2002 stato avviato un profondo processo di riorganizzazione e di potenziamento delle squadre forestali che la Regione Piemonte aveva ricevuto dal Corpo forestale dello Stato agli inizi degli anni ottanta. La gestione delle squadre, in precedenza affidata ai vari Settori provinciali facenti a capo alla Direzione economia montana e foreste, stata assegnata al Settore gestione propriet forestali regionali e vivaistiche, con sede in Vercelli, al fine di unificare e razionalizzare la loro organizzazione. Contemporaneamente, sono stati creati uffici distaccati con funzioni operative a livello provinciale. L'ufficio di Torino coordina l'attivit delle squadre sul territorio dell'omonima provincia ed il vivaio forestale Carlo Alberto di Fenestrelle. L'uffiSettembre 2004

cio comprende una impiegata amministrativa e quattro tecnici (tre forestali e un agronomo) che dirigono i lavori delle squadre e del vivaio. Per quanto riguarda l'organico degli operai in provincia di Torino, negli ultimi 2 anni stato notevolmente ampliato. All'inizio del 2002, comprendeva 106 persone, organizzate in 15 squadre oltre al vivaio. A due anni di distanza tale organico ammonta a 152 operai, divisi in 22 squadre (oltre, come sempre, il vivaio di Fenestrelle). A questi si aggiungono, sulla base di un'apposita convenzione stipulata tra la Regione Piemonte e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, 20 operai (4 squadre) che lavorano sul territorio del Parco. Le squadre forestali includono anche 23 donne, concentrate principalmente, ma non esclusivamente, nel vivaio forestale di Fenestrelle o in squadre che derivano da vivai chiusi alla fine degli anni '90. Le donne, malgrado le attivit forestali e vivaistiche siano fisicamente molto impe-

gnative, svolgono spesso mansioni analoghe a quelle degli uomini, se non addirittura pi gravose, e perci, specialmente alle pi giovani, si cerca di garantire loro le stesse possibilit di formazione e di carriera dei loro colleghi maschi. L'anno 2002, oltre che da una profonda riorganizzazione amministrativa della gestione delle squadre forestali, stato caratterizzato anche da un radicale cambiamento delle tipologie degli interventi effettuati in economia diretta. Nel ventennio precedente, in provincia di Torino, i lavori eseguiti hanno proseguito la tradizione del Corpo forestale dello Stato ed erano, quindi, incentrati su miglioramenti boschivi, diradamenti, sfolli, tagli fitosanitari e rimboschimenti. Dall'anno 2002 gli interventi di carattere prettamente forestale rappresentano non oltre il 20% del totale. A parte alcuni rimboschimenti di limitata estensione, le attivit in bosco si sono concentrate sui tagli di avviamento all'alto fusto di quei so15

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prassuoli a fertilit medio-alta che garantiscono le maggiori possibilit di raggiungere gli obiettivi prefissati dall'intervento selvicolturale e di ottenere una ricaduta economica positiva nel medio periodo. Una tipologia di intervento completamente nuova, la cui utilit sociale posta in particolare risalto dagli eventi alluvionali degli anni 1993, 1994 e 2000, costituita dal ripristino dell'officiosit idraulica dei corsi d'acqua, in special modo di quelli minori. Il regolare deflusso delle acque dei torrenti viene garantito asportando la vegetazione arborea, specialmente le piante di grosse dimensioni o che presentano apparati radicali scalzati, dagli alvei e dalle basse sponde. L'obiettivo di tale azione quello di mantenere la vegetazione in alveo costantemente giovane e flessibile, in equilibrio quindi con il passaggio di portate di piena. Questa attivit si concentra soprattutto a monte di infrastrutture come i ponti che possono essere seriamente danneggiate o distrutte da piene che trasportino grossi tronchi. La tipologia di lavori di maggiore rilevanza, almeno dal punto di vista quantitativo, dal 2002 rappresentata dalla manutenzione della viabilit minore nelle zone montane. In questa categoria vengono incluse la manutenzione ordinaria e straordinaria delle piste silvo-pastorali (con un'attenzione particolare a quelle che servono gli alpeggi ancora caricati), la manutenzione ordinaria e, purtroppo pi sovente, quella straordinaria di mulattiere e sentieri, spesso utilizzati non solo dagli escursionisti ma anche dagli alpigiani per monticare il bestiame. La manutenzione straordinaria comprende anche il ripristino dei manufatti quali muretti a secco, scalinate in pietrame nei tratti pi ripidi e piccole passerelle sui corsi d'acqua minori. La manutenzione dei sentieri realizzata in economia diretta si affianca ad altre iniziative finanziate dall'assessorato alla Montagna per la conservazione e la promozione della rete sen16

Alta Valle Susa, un classico esempio di muro di contenimento a secco controterra (foto S. Gallina)

tieristica sulle Alpi In crescita lorganico provinciale, 152 Occidentali. Questa attivit, oltre a operai suddivisi in 22 squadre contribuire, diret- ai quali si aggiungono 20 addetti che tamente o indiret- lavorano sul territorio tamente all'economia delle zone del Parco Nazionale montane, riveste del Gran Paradiso un importante ruolo culturale in quanto permette alle nuove genera- Attivit particolari sono svolte dalle zioni, che percorrono l'antica rete via- squadre degli ex vivai di Ala di Stura ria delle popolazioni alpine, di com- e di Verolengo che operano, rispettiprendere almeno parzialmente come vamente, all'interno del Parco naturaqueste si fossero insediate nel corso le regionale La Mandria e dei Giardini della Reggia della Venaria Reale. dei secoli sul territorio montano. Le squadre che lavorano nel Parco Nel Parco della Mandria, oltre a lavoNazionale del Gran Paradiso effettua- ri di manutenzione di percorsi pedono esclusivamente lavori di manuten- nali e di miglioramento degli imporzione della sentieristica, specialmente tanti popolamenti forestali planiziali dei percorsi danneggiati dagli eventi presenti, si contribuisce a garantire la alluvionali del 2000. Si tratta di inter- fruibilit delle aree aperte al pubbliventi effettuati in gran parte ad alta co. quota, che comportano un notevole Nei Giardini della Reggia di Venaria i impegno logistico in quanto le squa- lavori vengono svolti in base a un acdre interessate pernottano in monta- cordo tra le direzioni regionali patrigna in campi appositamente predi- monio e tecnico, beni culturali e economia montana e foreste. Gli operai sposti. A lato delle attivit principali, si stan- forestali, in precedenza vivaisti presno incominciando ad effettuare i pri- so la struttura di Verolengo, sono i mi interventi di ingegneria naturali- principali gestori delle opere a verde stica. Alcuni sono gi stati realizzati di questo complesso che ripropone, con successo in Alta Val di Susa, altri su una superficie di quasi 25 ettari, sono ancora in fase di progettazione e l'antico giardino formale settecentesaranno eseguiti dalla stagione sco della Reggia, rivisitato in chiave moderna. Con la ricollocazione della 2004/2005.
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I VIVAI ALBERI DELLA REGIONE

a Regione Piemonte, in ottemperanza all'art. 25 della legge regionale 63/78, provvede alla gestione dei vivai forestali. Sono tre e collocati a Finestrelle, il Carlo Alberto (tel. 0121/83096), Albano Vercellese, Fenale (tel. 0161/73154) e Chiusa Pesio, Gambarello (tel. 0171/734134). L'attivit dei vivai finalizzata alla produzione di piantine per: - l'imboschimento, rimboschimento, arboricoltura de legno, recuperi ambientali, ingegneria naturalistica, forestazione urbana e ambientale; - l'impiego nei lavori di forestazione e riforestazione eseguiti dalla Regione in amministrazione diretta; - l'assegnazione gratuita di piantine per impianti di arboricoltura da le-

dimora di un albero per ogni nato. Le modalit di richiesta sono molto semplici. Basta presentare richiesta agli uffici, distribuiti sul territorio regionale, del Settore "Gestione Propriet Forestali Regionali e Vivaistiche". La distribuzione delle piante assegnate effettuata due volte l'anno. A fine ottobre-novembre per le dogno, forestazione urbana e ambien- mande pervenute entro il 15 settembre e fine marzo-aprile per le dotale, recuperi ambientali. Le piante sono assegnate gratuita- mande pervenute entro il 15 febmente a tutti i cittadini ed agli enti braio. Le assegnazioni sono comunipubblici e privati che ne facciano ri- cate al richiedente tramite lettera riportante le spechiesta, e che abcie, le quantit atbiano disponibili- A Fenestrelle, Albano tribuite, in base t di un terreno a Vercellese e Chiusa Pealla disponibilit qualsiasi titolo. dei vivai forestaLa domanda deve sio le piantine li, e le modalit essere compilata per boschi e giardini per la consegna. su carta legale pubblici. Gratuite Le piante dovranper i privati, su no essere ritirate carta libera inte- anche per i privati nel periodo indistata per gli enti cato pena l'annullamento dell'assepubblici. I Comuni possono, inoltre, fare ri- gnazione. Per poter ritirare le piante chiesta di assegnazione di piantine indispensabile consegnare al vivaianche per l'attuazione della legge sta la lettera di assegnazione. 113/92, relativa al collocamento a blici che ne facciano richiesta. Questa struttura, con i suoi 12 addetti, una delle maggiori realt produttive dell'Alta Val Chisone. Infine, in provincia di Torino lavorano 3 degli 8 istruttori forestali del Settore gestione propriet forestali regionali e vivaistiche. Ci garantisce un ottimo livello di formazione interna, garantita durante tutto il corso dell'anno a costi relativamente contenuti. Complessivamente, le squadre forestali della provincia di Torino presentano un panorama dinamico che sta attraversando una fase di forte rinnovamento, le cui potenzialit sono ancora in buona parte da estrinsecare.
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squadra del vivaio di Verolengo in questo ambito non andata del tutto persa l'esperienza professionale matuSettembre 2004

rata in vivaio, ma anzi stata integrata con un corso di formazione sulla manutenzione delle aree verdi. Un'attivit prettamente vivaistica, invece, continua a essere svolta dal vivaio forestale di Fenestrelle, che produce piante di specie arboree ed arbustive delle nostre montagne, che sono assegnate gratuitamente ai cittadini ed agli enti pub-

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NUOVO CONTRATTO OPERAI FORESTALI PER 550 ADDETTI

In crescita limpegno della Regione sulla formazione professionale. Si incrementa lattivit nel settore dellingegneria naturalistica e la sicurezza sul lavoro

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l 29 luglio scorso stato sottoscritto il rinnovo del contratto di lavoro integrativo regionale per 550 addetti forestali della Regione Piemonte. Riconosce un significativo incremento salariale e di alcuni benefit come il raddoppio dell'indennit di mensa. "Il contratto prevede un crescente impegno della Regione Piemonte sul

fronte della formazione professionale, che sar ulteriormente incrementata sia nelle materie strettamente legate ai compiti che gli operai svolgono, sia in temi specialistici quali quelli relativi all'ingegneria naturalistica ed alla sicurezza sul lavoro", ha commentato con soddisfazione l'assessore regionale Roberto Vaglio. Il corpo delle squadre forestali della Provincia di Torino, a partire dagli anni '80, periodo in cui passato sotto la direzione della Regione Piemonte, si occupa della tutela e della valorizzazione delle foreste e delle aree verdi presenti sui territori piemontesi. Dal 2002 stato avviato un profondo processo di riorganizzazione e potenziamento delle squadre, a cominciare dalla loro gestione che stata affidata al settore Gestione propriet forestali regionali e vivaistiche, con sede a Vercelli. Lo scopo era quello di unificare e razionalizzare la loro organizzazione che, in precedenza, faceva capo ai vari settori provinciali. Paralle-

lamente sono stati creati degli uffici distaccati con funzioni operative a livello provinciale. Oltre che da cambiamenti di carattere amministrativo, gli ultimi 2 anni sono stati contrassegnati da nuove tipologie di lavori in economia diretta che si affiancano agli abituali interventi a carattere forestale e di grande utilit sociale. Ne un esempio l'impegno nel ripristino dell'officiosit idraulica dei corsi d'acqua, in special modo di quelli minori il cui obiettivo principale, in particolare dopo gli eventi alluvionali degli ultimi anni, quello di mantenere la vegetazione giovane e flessibile, tale da conservarsi in equilibrio anche con i passaggi delle piene dei fiumi. Dal punto di vista quantitativo, dal 2002 ad oggi le azioni pi rappresentative sono state quelle legate alla manutenzione della viabilit minore delle zone montane. Gli interventi in questo campo riguardano sia la manutenzione di tipo ordiSettembre 2004

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Quaranta le nazioni partecipanti, 450 atleti per la XX edizione della corsa in montagna in Alta Valle Susa
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nario, sia quella cosiddetta straordinaria di mulattiere e sentieri utilizzati da escursionisti e da alpigiani nello svolgimento delle loro mansioni. Questa attivit si affianca ad altre iniziative finanziate dall'assessorato alla Montagna per la promozione e la conservazione della rete sentieristica delle Alpi Occidentali e riveste un ruolo importante per lo sviluppo dell'economia montana, nonch di riferimento culturale di questi territori, permettendo alle nuove generazioni che percorrono l'antica rete viaria alpina di comprendere il percorso storico delle popolazioni che vi si sono insediate nel corso del tempo. Vanno poi ricordati gli interventi di ingegneria naturalistica, come quelli realizzati con successo nell'Alta Val di Susa, ed altri che attualmente sono in fase di progettazione e che saranno realizzati nella stagione 2004/2005. Alcune squadre, inoltre, si cimentano in lavori particolari che contribuiscono a rendere determinate aree di interesse storico o naturalistico pi fruibili dal pubblico. Esempi di questo tipo li ritroviamo nelle attivit svolte all'interno del parco naturale regionale la Mandria e dei Giardini della Reggia della Venaria Reale. Fanno parte del corpo delle squadre forestali anche 23 donne che, malgrado le attivit in cui esse si devono cimentare siano molto impegnative e faticose, svolgono le stesse mansioni dei loro colleghi uomini. L'amore per la natura porta le persone che appartengono alle squadre forestali a sfidarsi in situazioni sempre diverse, creando cos un panorama variegato e dinamico che, attraverso questa attuale fase di rinnovamento, rivela potenzialit che fino ad ora erano rimaste in parte inespresse.
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A Sauze la coppa del mondo corre verso Sportinia

i di quaranta nazioni rappresentate - tra cui anche Yemen, Siria, Venezuela, Ucraina, Ecuador e Nepal - per un totale di 450 atleti. Sono le cifre da record della XX Coppa del Mondo di corsa in montagna che ritornata in Italia per la quinta volta nella sua storia. Ad ospitarla, dal 3 al 5 settembre stata, infatti, Sauze d'Oulx in Alta Valle Susa. La stazione sciistica delle Olimpiadi di Torino 2006 stata teatro della competizione che si svolta sui sentieri che dalla frazione di Jovenceaux, dal centro storico di Sauze e dal pianoro di Clotes salgono verso Sportinia. Fare da sfondo a questo evento stata per l'Alta Valle di Susa un'occasione formidabile per dimostrare, a poco pi di un anno dalle Olimpiadi invernali, che la montagna piemontese un territorio di straordinaria bellezza da scoprire e da vivere tutti i giorni all'anno.

Montagnapiemonte.it, il nuovo sito che mette on line le 48 vallate della nostra regione. Notizie sulle comunit, servizi e ricerche

Tutta la montagna piemontese su internet


' nato il nuovo sito montagnapiemonte.it, che raccoglie tutte le notizie delle montagne piemontesi, dalle Alpi Marittime al Monte Rosa, dal Monviso al Gran Paradiso. Il sito realizzato dalla direzione regionale montagna e foreste in collaborazione con le Comunit montane e con il supporto tecnico del Csi Piemonte (Consorzio sistema informativo). Si parla di neve e di sport, di natura,

delle comunit alpine, ma anche di antichi mestieri, senza tralasciare la buona cucina. Sono illustrate tutte le 48 vallate del Piemonte in ogni loro aspetto, portando l'utente a compiere un vero e proprio viaggio in questi territori che, senza dubbio, riservano non poche sorprese. Il sito organizzato in tre sezioni: la montagna, le comunit, servizi e ricerche, che offrono notizie dettagliate sui vari argomenti.

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Il nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio ribadisce lesigenza di proteggere le caratteristiche interrelazioni tra natura e storia degli insediamenti umani
di ELISA OLIVERO e VITTORIO GAVAZZA

PIU QUALITA AMBIENTE NEL RECUPERO EDILIZIO


ratteristiche morfologiche e sia per l'austerit dei luoghi, notevoli difficolt ed sempre stato curato da un paziente lavoro di adattamento da parte dell'uomo che in passato ha agito con estrema attenzione alla conservazione degli equilibri tra natura e ambiente antropizzato, modellando e plasmando il territorio nel rispetto di quelle regole basilari che hanno consentito per lungo tempo il mantenimento delle proprie opere: un attento drenaggio delle acque, utilizzo di materiali naturali, e facilmente reperibili in prossimit dei luoghi d'intervento, che per le loro caratteristiche hanno portato a soluzioni tipologiche e architetture strettamente legate al loro contesto e perfettamente integrate nel paesaggio. Quest'equilibrio, nel tempo, con il progressivo abbandono e spopolamento della montagna, si rilevato precario in quanto venuta a mancare la necessaria opera di manutenzione svolta da parte dell'uomo. Nei decenni scorsi ha dominato la tendenza ad incentivare lo sviluppo economico ed industriale, e a massimizzare la produzione che hanno causato conseguenze negative in termini di depauperamento dei territori marginali tra cui in primo luogo la montagna. Fortunatamente negli ultimi anni stiamo assistendo ad un'inversione di tendenza. Si innescato un processo virtuoso promosso da consumatori, istituzioni, produttori, mezzi d'informazione che vedono un'importante occasione di rilancio nella tutela del territorio, nella salvaguardia dell'ambiente, del paesaggio agrario e rurale, nella valorizzazione dei prodotti salubri, genuini, tipici e di qualit. Accanto a questa rinnovata attenzione auspicabile un'uguale cura per la qualit degli interventi e delle trasformazioni a garanzia di uno sviluppo che ponga come prioritarie le componenti ambientali e la tutela degli elementi di valore del paesaggio ambientale e montano, che dia nuova vitalit alla montagna ma che al contempo si faccia carico di valorizzare e protegSettembre 2004

ella definizione di paesaggio che emerge dal Nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio, (D.lgs. 42/2004), entrato in vigore il 1 maggio 2004, viene ribadito il concetto introdotto dalla Convenzione europea del paesaggio del ottobre 2000 che interpreta e tutela il paesaggio in quanto "territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana e dalle reciproche interrelazioni". La novit di questa definizione l'esplicito riconoscimento del ruolo attivo dell'uomo nella formazione e creazione di paesaggi, non solo con la realizzazione di architetture "illustri", ma anche con la sua secolare ed incessante attivit di adattamento del territorio alle proprie necessit e alla soddisfazione dei propri bisogni primari, in stretta relazione con la natura. In particolare il territorio montano ha sempre comportato, sia per proprie ca4 20

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gere il patrimonio culturale e paesaggistico ereditato dal passato. Oggi il paesaggio montano conserva ancora i segni delle trasformazioni che l'uomo nel corso del tempo ha determinato e che in molti casi rappresentano continuano elementi di forte Il paesaggio montano determinato dalle architetture c o n n o t a z i o n e di nuovi e vecchi edifici ristrutturati dei luoghi. Ad esempio muretti a secco, mulattiere, no (mulattiere, fontane, abbeveratoi, fontanili, ricoveri d'alpe, piloni votivi, ecc.) un importante patrimonio docusono segni dell'attivit di antropizza- mentale che merita una particolare atzione dell'uomo che, in stretta relazio- tenzione. ne con la natura, testimoniano e docu- Si tratta di ricoveri pi o meno stabili, mentano la storia e delle nostre mon- in ogni caso vere e proprie architettutagne e dei non sempre facili rapporti re connotanti la montagna, che oggi rischiano di scomparire per l'abbanLo spopolamento ha rotto dono, per i cambialequilibrio ambientale facendo menti delle modalit mancare la necessaria opera di gestione degli allevamenti, per motidi manutenzione vi igienici e funziodel territorio svolta dalluomo. nali. La valorizzaTutelare il paesaggio per dare nuo- zione e la promozione di questi inseva vitalit alla montagna diamenti deve certamente passare da uomo-natura. In tale ottica necessa- una rivitalizzazione e una rifunzionario imparare a conciliare le esigenze lizzazione di queste strutture altrid'ammodernamento e miglioramento menti destinate all'abbandono. Accandella qualit di vita, con la salvaguar- to ad esso un'attenta verifica delle tradia dei segni sul territorio e della loro sformazioni potr consentire di salvastratificazione, attraverso una proget- guardarne i caratteri di unicit e tipicit. tazione attenta e di qualit. Soffermiamoci in particolare sui rico- Il Settore gestione beni ambientali, veri d'alpe. La necessit di portare in che istituzionalmente si occupa della quota il bestiame per il pascolo ha da- disciplina degli interventi in aree sogto origine ad insediamenti rurali, ma- gette a tutela paesaggistica e ambiennufatti isolati e in altri casi a nuclei tale, ha nel corso degli anni affrontato aggregati. La variet e il numero dei spesso le tematiche del recupero degli ricoveri esistenti decisamente eleva- alpeggi, cos come anche dell'inserito e costituisce insieme alla rete di mento di nuove strutture ricovero che manufatti che spesso li accompagna- si rendono necessarie al fine di garanSettembre 2004

tire lo sviluppo economico e la sopravvivenza di attivit vitali per la montagna. Partendo in primo luogo dagli interventi di recupero del patrimonio esistente necessario sottolineare la necessit di una progettazione di qualit, che non pu prescindere da un'attenta lettura dei caratteri che connotano l'ambito, dalle peculiarit della localizzazione, dai caratteri tipologici e costruttivi locali che devono essere considerati elementi degni di conservazione e principale riferimento all'interno dello stesso progetto. Le necessit di adeguamento funzionale e recupero non potranno essere disgiunte da un'attenta conservazione delle volumetrie e della struttura esistente, al fine di mantenere e conservare il corretto rapporto pieni-vuoti che connota le architetture. Le medesime attenzioni andranno rivolte all'utilizzo dei materiali, che dovranno essere coerenti con l'esistente, ma che potranno dare spazio all'utilizzo anche di materiali nuovi e duttili purch qualificati da studio e attenta progettazione, e distinguibili per il carattere di neutralit, che permettano di mantenere in primo piano le parti originarie, contribuendo alla loro valorizzazione e dichiarando al contempo la loro contemporaneit. Ad esempio l'utilizzo di materie prime come il legno per il riempimento, la schermatura di vuoti e per la definizione di nuove volumetrie pu per21

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Lesperienza del Settore beni ambientali della Regione al servizio di chi vuole ristrutturare con progettazioni di qualit. Dalla conservazione delle volumetrie alla difesa dei caratteri tipici di ogni ambito, allutilizzo dei materiali e al corretto recupero degli accessi
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mettere, in ogni caso, di distaccarsi dall'esistente e dichiarare la modernit nel completo rispetto della tradizione e della conservazione del patrimonio storico ed architettonico. Si sottolinea l'importanza di privilegiare il reperimento delle materie prime direttamente in sito, utilizzando, ogni volta possibile, materiale di recupero (eventualmente proveniente dalla demolizione di manufatti non pi recuperabili) nell'ottica della sostenibilit del costruire e in perfetto accordo con modalit tradizionali d'impiego delle materie prime. Nel caso in cui nuove esigenze e adeguamenti igienico-funzionali comportino l'irrimediabile compromissione del fabbricato, auspicabile una generale riflessione sull'opportunit di salvaguardare comunque i volumi esistenti, valutando la possibilit di destinare i locali ad usi compatibili alle loro caratteristiche, e accostando opportunamente all'esistente nuove strutture rispondenti alle nuove funzioni con un'attenta articolazione dei volumi, semplice e rigorosa e fortemente rispondente all'utilizzo che devono assolvere, opportunamente integrando il nuovo edificio nel contesto. Un altro elemento, raramente considerato ma di estrema importanza per la tutela del paesaggio la conservazione dei rapporti spazio esterno-interno, prati-abitato, da valorizzare attraverso attenti interventi di riqualificazione degli spazi di relazione. Accanto al corretto utilizzo degli spazi esterni e al recupero dei fabbricati si sottolinea l'importanza della riqualificazione dei percorsi di accesso, con attenzione all'esistenza di manufatti quali ad esempio muretti a secco, fontanili e mulattiere che, se interes22

sati da operazioni di trasformazione, andranno preservati quanto pi possibile al fine di non compromettere la leggibilit storica del territorio. Laddove si ha l'esigenza di realizzare un nuovo ricovero d'alpe in aree non interessate precedentemente da insediamenti antropici, in contesti di pregio naturalistico, in particolare nel caso di tettoie precarie e ricoveri aperti, si dovr evitare un utilizzo "in toto" della prefabbricazione. Quest'ultima attualmente non sembra ancora aver raggiunto livelli di espressivit e connotazione formale tali da garantire un soddisfacente inserimento nel paesaggio degli interventi. Si propone invece un utilizzo "attento" della prefabbricazione, laddove strettamente necessaria (ad esempio muri in cemento armato a sostegno di versanti in collocazioni addossate al rilievo), o comunque in tutti i casi in cui sia accompagnata da una buona progettualit, cura e definizione dei dettagli costruttivi. Questo tipo di ragionamento valido anche per le strutture di legno prefabbricate nel caso in cui facciano ricorso a tipologie di forte riconoscibilit ed estranee ai luoghi. Fanno eccezione le soluzioni di maggior rigore formale che ben possono adattarsi ai caratteri tipo-

logici connotanti le montagne piemontesi. Un aspetto da considerare in maniera prioritaria e con particolare attenzione la localizzazione dei nuovi manufatti studiando, per quanto possibile, soluzioni coerenti e ben integrate con la morfologia esistente, evitando maniche di eccessiva lunghezza e privilegiando volumi semplicemente aggregati. In particolare al soddisfacimento di funzioni "semplici", quali il ricovero di animali, dovrebbe corrispondere un'altrettanto semplice risposta progettuale evitando eccessive articolazioni e strutture complesse, limitandosi a forme semplici e rigoroSettembre 2004

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se. Come gi suggerito, andranno privilegiate strutture portanti in materiali tradizionali, mattoni laterizi ma anche blocchetti con adeguati trattamenti di finitura (intonaco, rivestimento in materiale lapideo), copertura con struttura portante in legno, pietra per la copertura e per i tamponamenti di contenimento e chiusura dei volumi. All'interno di un'attenta ricognizione delle caratteristiche tipologiche locali e delle modalit tradizionali del costruire, accanto all'utilizzo dei materiali pi tradizionali, potr esserci spazio per l'impiego di materiali innovativi comunque studiati e qualificati come abbiamo visto nel caso degli interventi sull'esistente. Il ricorso a materiali qualificati dovr inevitabilmente confrontarsi con le innegabili esigenze di contenimento dei costi, che in alcuni casi potranno indirizzare la progettazione verso soluzioni alternative, dove diventa importante la sperimentazione progettuale sui materiali pi comuni e facilmente reperibili. A questo proposito merita una nota particolare l'eventuale impiego di lamiera per il manto di copertura. Nel caso in cui si proponesse il suo utilizzo nel progetto, questo materiale dovr comunque essere adeguatamente qualificato, presentare un trattamento superficiale o coloritura coerente con l'aspetto della pietra e con i naturali cromatismi presenti in loco, riconducibile a colori scuro e opachi. La rigorosit e la semplicit dell'impiego, che dovranno quasi dichiarare il carattere di provvisoriet dell'utilizzo, dovranno in ogni caso essere accompagnati da una cura specifica dei particolari e dei dettagli (velette di legno, a sottolineare fronti o salienti dei tetti, tavolati di finitura, e cos via). Queste indicazioni di massima, che non sono senz'altro esaustive in quanto l'argomento meriterebbe maggiori approfondimenti, vogliono in generale sottolineare come una progettazione attenta, ma comunque aperta alla
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sperimentazione, che non snaturi i caratteri riconoscibili dei manufatti esistenti e curi i dettagli costruttivi all'interno di un corretto riferimento alle

modalit tradizionali del costruire, possa essere la migliore garanzia di tutela del paesaggio delle nostre montagne.

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Assessorato alla Montagna, Corso Stati Uniti 21 - 10128 TORINO Oppure visitate il sito www.regione.piemonte.it/montagna Cognome ............................................................................................................................. Nome ................................................................................................................................... Via .....................................................................N ...................Cap .................................... Frazione .................................. Comune ............................ Provincia ............................
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VALORIZZARE EDIFICI LE TIPOLOGIE


a Regione Seconda edizione del concorso rePiemonte il 12 marzo gionale per promuovere scorso ha il recupero presentato il nuovo del paesaggio montano bando di concorso per il recupero della qualit nel paesaggio montano. Giun- turali ed ambientali, integrata dall'arto alla seconda edizione, si pone l'o- chitetto Mario Carducci, dall'ingegner biettivo di promuovere la progettazio- Giuseppe Lonero, dal dottor Carlo Bine di qualit nelle aree montane e di done, agronomo forestale, indicati incentivare il recupero e la valorizza- dalle rispettive federazioni regionali, zione delle tradizioni tipologiche e dal geometra Luigi Gaidano indicato costruttive locali e l'uso dei materiali dal Collegio regionale, dal professor Roberto Gambino del Politecnico di tipici. Partecipano al concorso i progettisti Torino, dal professor Roberto Chialaureati o diplomati appartenenti ad brando, preside del corso di Laurea in ordini e collegi professionali, abilitati Scienze e turismo alpino dell'Univerad operare secondo le norme dei ri- sit degli Studi di Torino e dal Soprinspettivi ordinamenti, con l'esclusione tendente regionale per i beni e le attidelle opere presentate nel concorso vit culturali del Piemonte. sull'architettura montana di qualit La Giuria assegner un premio di 2.500 euro all'opera prima classificadel 2003. Gli interventi in concorso, realizzati ta, un premio di 1.500 euro all'opera nel territorio dei Comuni classificati seconda classificata, una segnalaziointeramente montani e completati tra ne riferita ai committenti ed alle imil 1 gennaio 1995 e il 31 dicembre prese esecutrici dei lavori e, infine, 2003, devono avere ad oggetto il re- due segnalazioni per opere ritenute cupero di elementi caratteristici del meritevoli per specifici e motivati paesaggio tra cui manufatti, infra- aspetti. strutture, fabbricati singoli, o nuclei o Le opere in concorso, inoltre, saranno agglomerati. Per essere ammessi gli oggetto di una pubblicazione curata stessi devono essere stati ispirati da della Regione Piemonte. Le Federaun attento studio di inserimento am- zioni regionali degli Ordini professiobientale nel contesto circostante ed nali hanno aderito con interesse all'iaver determinato positivi effetti di ri- niziativa, collaborando attivamente qualificazione dell'aspetto dei luoghi. nella fase di stesura del bando. Questi interventi possono comprende- "Il paesaggio un bene culturale unire anche nuove costruzioni ed opere versale - ha ricordato l'assessore redi valorizzazione dei lineamenti pae- gionale alla montagna Roberto Vaglio sistici ed ambientali dell'intorno, ad - che va conservato e tutelato. Noi, esclusione dei lavori di tipo esclusi- cittadini ed istituzioni abbiamo il dovere di tramandare il paesaggio monvamente selvicolturale. La Giuria che valuter le opere in tano nella sua unicit alle generazioni concorso sar composta dai membri future coniugando le esigenze di condella Commissione regionale per la servazione con quelle di sviluppo. A tutela e la valorizzazione dei beni cul- questo scopo, la presenza dell'uomo
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in montagna indispensabile. La valorizzazione e la salvaguardia dell'ambiente, infatti, non si ottengono imponendo nuovi vincoli, ma investendo sulla "qualit", intesa come valore aggiunto sia per la vita dei residenti sia in quanto elemento di forte competitivit territoriale. In un periodo in cui sulle nostre montagne si stanno realizzando importanti ed imponenti infrastrutture - dagli impianti dei Giochi olimpici all'alta velocit la Regione Piemonte vuole premiare quelle opere che contribuiscano a conservare il valore dell'ambiente, coniugando sapientemente tradizione ed innovazione, consuetudini tipologiche e costruttive locali con la necessit di ottimizzazione degli spazi, l'uso dei materiali tipici con l'esigenza del risparmio".
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SPORT E CULTURA ESPACI OCCITAN CON IL TORINO CALCIO


di TERESA TOTINO

ei mesi di giugno e luglio Dronero e Limone Piemonte hanno ospitato per cinque settimane gli stage estivi organizzati dal Torino Calcio, destinati ai giovani tra i 6 ai 16 anni e volti ad insegnare ai ragazzi l'importanza della squadra, del gioco, dell'amicizia, del sapersi concentrare, del vivere nel gruppo. Un evento sportivo che ha saputo conciliarsi perfettamente col mondo della cultura. Da quest'anno, infatti, Espaci Occitan ha contribuito ad arricchire l'offerta formativa della scuola estiva attraverso la realizzazione di percorsi didattici mirati a far scoprire il territorio e le sue particolarit ai giovani allievi e alle loro famiglie. Una collaborazione sfociata nell'ulteriore realizzazione del convegno "Sport come gioco, educazione e salute - Aiutiamo i ragazzi a crescere sani" in collaborazione con l'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, che ha visto un notevole successo di pubblico e la volont di portare avanti iniziative nuove finalizzate a incentivare metodi educativi che consentano ai gioSettembre 2004

vani atleti di concepire lo sport come occasione di sano divertimento. Con questo spirito, a coronamento di questi mesi di attivit sportive, culturali ed educative, a settembre nelle localit di Limone Piemonte, Caraglio, Dronero, Venasca e Sanfront si svolger il I Torneo di calcio delle Valli Occitane. Parteciperanno i settori giovanili di squadre professionistiche come Inter, Sampdoria, Milan, Atalanta, Torino, Cuneo, Chievo, Piacenza e squadre locali come Albese, Saviglianese, Dronero, Busca, Caraglio, Tre Valli, Saluzzo, BovesBeinette. L'evento sportivo vedr coinvolti centinaia di ragazzi e genitori che avranno l'opportunit di divertirsi e trascorrere, probabilmente per la prima volta, qualche giorno sul territorio delle Valli Occitane. Negli ultimi anni l'area alpina occitana diventata meta sempre pi ambita per le mille peculiarit che la caratterizzano e, grazie all'operosit di coloro che la abitano, sta riacquistando il suo autentico valore. Ancor pi in quest'epoca in cui lo sviluppo delle citt opprime in maniera esasperante il cittadino moderno, costringendolo a ritmi troppo frenetici, la montagna

diviene un'oasi di benessere, un luogo che proprio per la sua struttura naturale consente un'alternativa di vita pi salubre e una dimensione sociale a misura d'uomo. Le Valli Occitane, con oltre cento comuni caratterizzati dall'antica parlata di lingua d'c, luogo indiscusso dalle tradizioni vive e dalle straordinarie bellezze paesaggistiche, sono un territorio da scoprire piano piano, a passo lento, da percorrere a piedi, in bici, in mountain bike, con gli sci. Ci sono pareti da scalare, vette da conquistare, cieli tersi in cui planare. Con tali presupposti meglio si riesce a capire il motivo per cui quest'area una meta turistica sempre pi ambita da molti appassionati sportivi. In questo territorio, fruito in particolar modo da coloro che amano il movimento all'aria aperta, vi inoltre la possibilit di dedicarsi ad altri innumerevoli interessi. Non mancano, infatti, musei, centri culturali, termali e ricreativi, chiese, abbazie e forti, produzioni tipiche e artigianato locale. Le Valli Occitane sanno inoltre accogliere il turista con cortesia e soddisfano le esigenze della clientela proponendosi con diversificate tipologie di strutture ricettive.
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Valli di Lanzo, Ceronda e Casterno Ceronda e Casternone Gal Valli di La


Il GAL attiver una serie di bandi pubblici per sostenere gli investimenti delle imprese agricole, artigianali e turistiche del territorio, finalizzati:

a a a

realizzare interventi di miglioramento della qualit delle produzioni tipiche e dellofferta turistica locale; d introdurre elementi di innovazione nella lavorazione dei prodotti tipici agroalimentari ed artigianali; realizzare in collaborazione con le imprese 4 itinerari turistici (Toma di Lanzo, prodotti agricoli tipici, artigianato tipico, itinerario gastronomico).

Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo

Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa


Associazione Provinciale Torino

SEDE E SPORTELLO INFORMATIVO

Frazione F, 2 - Ceres (To) Tel. e fax: 0123.52.16.36


SPORTELLO INFORMATIVO
Inoltre il GAL sosterr, di concerto con i suoi soci pubblici, investimenti finalizzati alla valorizzazione turistica ed alla fruizione integrata del patrimonio ambientale e culturale locale (itinerari tematici e rete dei musei).

De Stijl Torino ~ Foto: archivio A.T.L. Canavese e Valli di Lanzo, x.

Per ogni contatto ed informazione, le imprese possono rivolgersi agli Sportelli Informativi del GAL:

Gruppo di Azione Locale

GAL

Via Brione, 4 - Givoletto (To) Tel. e fax: 011.99.47.379 e consultando il sito Internet: www.gal-vallilanzocerondacasternone.it info@gal-vallilanzocerondacasternone.it
Iniziativa realizzata con il cofinanziamento dellUnione Europea e della Regione Piemonte.

UNAGENZIA NATA PER FAR LAVORARE INSIEME E SOSTENERE LE IMPRESE DEL TERRITORIO

Gal Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone Gal Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone Gal Valli di Lanzo Ceronda e Casternone Gal Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone Gal Valli di Lanzo, Ceronda e Caste
Il Gruppo di Azione Locale Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone unagenzia di sviluppo che opera sul territorio delle Comunit Montane Valli di Lanzo e Ceronda e Casternone nellambito del Programma di Iniziativa Comunitaria Leader +

Gli scopi
Obiettivo principale del GAL rafforzare le imprese del territorio, sostenendone gli investimenti e la commercializzazione collettiva di prodotti e servizi. A tal fine il GAL si propone nei prossimi 3 anni di attivit di:

I Settori di intervento

Il GAL sostiene le imprese del territorio che operano nei seguenti settori:

Sviluppare lattivit del Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo

Sostenere la creazione di una nuova forma associativa nel settore dei prodotti agricoli

SPORTELLO INFORMATIVO SEDE E SPORTELLO INFORMATIVO

Sostenere la creazione di una nuova forma associativa nel settore dei prodotti artigianali

Il GAL una societ mista pubblico-privata composta da: SOCI PUBBLICI


COMUNIT MONTANA VALLI DI LANZO; COMUNIT MONTANA VAL CERONDA E CASTERNONE.

Costruire un prodotto turistico integrato con le componenti ambientali, culturali, agricole ed artigianali dellarea Gal

SOCI PRIVATI
CONSORZIO OPERATORI TURISTICI VALLI DI LANZO; CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELLARTIGIANATO E DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA Associazione Provinciale Torino; CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI Sede Provinciale di Torino; FEDERAZIONE PROVINCIALE COLTIVATORI DIRETTI DI TORINO; UNIONE AGRICOLTORI DELLA PROVINCIA DI TORINO.

Sostenere iniziative per la promozione e la commercializzazione collettiva dei prodotti tipici agroalimentari e dellartigianato locale

Fornire corsi di formazione professionale per gli operatori del settore turistico, agroalimentare e dellartigianato tipico

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Agricoltura Agricoltura

Turismo

Turismo

Artigianato Artigianato tipico

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LA SCALATA TIBET DEL SHISHAPANGMA


'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte ha deciso di patrocinare un'iniziativa di rilevanza internazionale, unica nel suo genere, ideata da alcuni alpinisti non professionisti nella maggior parte piemontesi: la scalata del monte Shishapangma in Tibet. Sono partiti all'inizio del Spedizione composta mese di settembre per un periodo da cinque alpinisti che li terr lontani Pier Carlo Martoia, direttore della scuola intersezionale da casa circa 6 piemontesi patrocinata di alpinismo e scialpinismo Val Susa e Val Sangone settimane. dallassessorato La spedizione composta da cin- alla Montagna. "C. Giorda", che mente sul suolo tibetano. La sfida di que appassionati ha dalla sua un'in- questo piccolo gruppo quella di dialpinisti, quasi Un 8mila metri tensa attivit alpi- mostrare che, con una buona prepatutti istruttori, tra nistica nelle Alpi razione tecnica, allenamento, passioche si trova i quali anche una Occidentali oltre a ne ed una pianificazione attenta, alpiragazza torinese sul territorio tibetano. numerose parteci- nisti non professionisti possono afdi 29 anni, Rospazioni a spedi- frontare con esiti positivi la salita di sella Tonso, zioni in Sud Ame- un 8.000. Il partecipare ad una spediesperta al punto rica, India, Paki- zione himalaiana per loro la realizda aver gi scalastan e Cina. zazione di un sogno a cui hanno deto, oltre alle principali vette delle Al- In sintonia con quella che l'attuale dicato la maggior parte dei loro mopi, anche un 7mila in Pamir. Il loro tecnica nell'affrontare le spedizioni menti liberi. L'alpinismo non mai leader Pier Carlo Martoia, 34enne himalaiane, si tratta di una salita ve- stato e mai sar uno sport agonistico, della Val di Susa, direttore della loce in stile alpino, senza l'ausilio di un esempio di disciplina sana e puscuola intersezionale di alpinismo e portatori d'alta quota, ossigeno e, ove lita, che merita di crescere e svilupscialpinismo Val Susa e Val Sangone possibile, di corde fisse. Questa im- parsi come accade ad altri sport. presa nasce dalla Il carattere extraeuropeo di questa reale passione per spedizione, permette di pubblicizzal'alpinismo e la re l'immagine della montagna piemontagna e dal montese nel mondo, contribuendo a desiderio di rinno- diffondere questo sport spettacolare vare questo sport anche tra i meno esperti. con esperienze Auguriamo a questi ragazzi un gransempre nuove. de successo per questa appassionante Lo Shishapangma, impresa, aspettando di vedere tutte le che in tibetano si- immagini ed i filmati che, al loro rignifica "la cresta torno, hanno promesso di mettere a che si alza dai pa- disposizione durante alcune serate scoli", una mon- divulgative organizzate per mostrare tagna di 8.034 m e al pubblico tutte le tappe della loro si trova completa- scalata.
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CONOSCERE SCUOLA LA MONTAGNA

asceva l'anno scorso, nel maggio 2003, da un'idea dell'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, primo in Italia, un progetto di formazione per i docenti di scuola media superiore sui temi della montagna, sottoscrivendo un protocollo d'intesa con la Direzione regionale del Miur (Ministero della pubblica istruzione). Si riparte quest'anno, forti del grande successo che ha avuto la scorsa edizione. Nel mese di novembre, infatti, si terranno, presso il centro sperimentale Vittorino Vezzani di Sauze d'Oulx, quattro sezioni formative suddivise in periodi di due giorni ciascuna, in cui i docenti delle scuole superiori che vi parteciperanno avranno modo di assistere a lezioni che avranno come oggetto la montagna nel suo specifico. La necessit di coinvolgere gli insegnanti deriva dalla convinzione che la scuola sia lo strumento pi potente nell'interazione con i giovani, attraverso la quale i messaggi possono arrivare in maniera pi comprensibile e convincente. La scuola, quindi, viene eletta a filtro informativo per le informazioni che l'assessorato alla Montagna vuole far pervenire alle giovani generazioni. Obiettivo di questo corso fornire ai docenti i mezzi educativi e didattici che consentano di trasferire ai ragazzi una oggettiva informazione sul territorio montano, sulla sua economia e sulla societ che lo abita, allo scopo di trasmettere una visione completa di tutte le possibilit che possono avere a loro disposizione in un futuro lavorativo. Oggetto delle lezioni saranno le politiche regionali, nazionali e comunitarie per lo sviluppo durevole della

montagna e del contesto legislativo e istituzionale di riferimento, in modo da dare gli elementi utili per la scoperta del territorio, delle risorse ambientali e per la rivalutazione dei valori culturali ed identitari. L'intenzione quella di fornire l'esatta dimensione della realt della montagna, cos diversa da ci che spesso i media ci presentano, una sorta cio di fittizio parco dei divertimenti che inizia a vivere nei fine settimana del periodo invernale quando si popola di appassionati sciatori che lasciano il posto, per, ad interminabili giorni spenti e deserti, privi di vita e di Anche per questa edizione, cos come la passata e la prossima, gli insegnangioia. La montagna molto di pi. E' un ter- ti che partecipano all'iniziativa poritorio fatto di mille sfaccettature cul- tranno coinvolgere gli alunni delle loturali ed economiche, che potrebbero ro classi nel concorso regionale rappresentare un'opportunit di gran- "Sport, montagna e valori olimpici", de valore per quei giovani che, pieni promosso in collaborazione col Toroc di entusiasmo, volessero provare ad e la Direzione scolastica regionale dalla Regione Piemonte, le cui caratinvestire proprio l il loro talento. una sorta di sfida, quella che l'as- teristiche saranno illustrate durante il sessorato alla Montagna e il Miur corso. Le classi che hanno partecipato all'iniziativa hanno posto, con la nel 2003, insiefinalit ultima di ofme ai loro insefrire ai nostri giovani Riparte il secondo gnanti, hanno una nuova chiave di corso di formazione progettato dei lettura per il loro fuper gli insegnanti soggiorni caturo. ratterizzati dalCome naturale prosela pratica mocuzione al corso per i della scuola media toria e sportiva, docenti nata in superiore legato realizzando coparallelo una altrets simultaneatanto proficua colla- al concorso Sport, mente le finaliborazione dell'assest che, sia l'assorato alla Montagna montagna e valori sessorato alla con il Toroc (il comi- olimpici riservato Montagna, sia tato organizzatore la Direzione delle Olimpiadi in- ai ragazzi scolastica revernali del 2006).
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gionale, sia il Toroc si erano prefissati: coinvolgere gli studenti su pi fronti, stimolandone la curiosit, le capacit atletiche e l'informazione sull'habitat montano e sul sistema olimpico. I progetti sono poi stati esaminati da una Commissione composta da rappresentanti della Regione Piemonte, della Direzione scolastica regionale e del Toroc che hanno infine premiato 14 istituti, delle province di Torino, Biella e Cuneo, i quali hanno ricevuto in premio un soggiorno di tre giorni a Pra Catinat o presso gli altri centri di formazione della montagna Formont di Peveragno, Druogno e Varallo. Questa intesa tra i tre diversi enti, pone le basi per un'intensificazione degli scambi tra le istituzioni, al fine di diffondere nella maniera pi appropriata una nuova cultura della montagna e i giusti valori dello spirito olimpico Il mantenimento delle scuole montane un punto chiave per la crescita di giovani generazioni nel rispetto e nella passione per la montagna e, di conseguenza, perch non ci sia per queste terre un futuro fatto di spopolamento. L'esperienza del gruppo di lavoro formato dall'assessorato alla Montagna, il Miur e il Toroc mostra quanto le sinergie tra le istituzioni siano vincenti anche quando affrontano problematiche estremamente impegnative come questa.
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Assessorato alla Montagna e Miur stimolano i giovani piemontesi verso una nuova cultura della montagna

Le immagini ritraggono i ragazzi i cui istituti hanno vinto il soggiorno di tre giorni a Pra Catinat nelledizione dello scorso anno. Pratica motoria e sportiva, abilit atletiche e informazione sullhabitat montano del comprensorio delle montagne olimpiche di Torino 2006 delle Valli Susa e Chisone in collaborazione con il Toroc

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di MARIO DE CASA

orti dell'esperienza acquisita con il Museo naturalistico del fiume Po, allestito nei locali di propriet del comune di Revello e restaurati dal Parco, abbiamo ritenuto molto interessante accogliere l'opportunit offertaci dal comune di Casteldelfino di creare un qualcosa di analogo sul bosco dell'Alev" spiega Alfio Locatelli. Il presidente del Parco del Po cuneese sottolinea l'importanza della collaborazione tra enti preposti alla gestione del territorio, soprattutto quello montano: "In questo caso abbiamo accolto la disponibilit del comune di Casteldelfino di gestire i locali ricavati presso la vecchia ala comunale, recentemente ristrutturati dall'amministrazione locale con un ottimo risultato sia conservativo sia di recupero della storica struttura, grazie a fondi del piano integrato d'area. Dalla collaborazione Comune-Parco si riuscir entro la prossima estate ad inaugurare un centro visite curato dal nostro ente e creare un notevole richiamo sia naturalistico sia turistico per Casteldelfino". Con l'aiuto finanziario ottenuto dal Parco tramite il Settore pianificazione aree protette della Regione Piemonte si potuto iniziare la progettazione dell'allestimento dell'interno che, per il 2004-2005, prevede un intervento di 45mila euro. "Il progetto base presentato dai nostri servizi tecnici gi stato approvato dall'amministrazione comunale, si tratta ora di completare gli studi, anche nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Sovrintendenza, e di iniziare l'intervento di allestimento". Secondo il progetto, il visitatore che entrer nel Centro visite avr la sensazione di addentrarsi realmente nel bosco dell'Alev con spaccati dei suoi angoli pi significativi, ricostruiti fedelmente dal punto di vista della vegetazione e della fauna. Sono inoltre disponibili due sale che serviranno per illustrare la storia del bosco e del la-

DOPO REVELLO PARCO DEL PO CASTELDELFINO


voro svolto da chi ha 11mila visitatori nei 18 mesi operato finora per la sua salvaguardia e di apertura per il Museo per creare un centro naturalistico del fiume di documentazione, con libri e servizi relativi al territorio e alle associazione presenti nella zona. La struttura stata concepita con l'eliminazione delle barriere architettoniche mediante la realizzazione di scivoli in pietra e in legno per tutte le varie zone della parte museale. Con questo centro visita si sta delineando la struttura informativa sul territorio del Parco del Po cuneese che pu contare sul Museo di Revello, sulla sede operativa di Saluzzo e, dal 2006, su un nuovo centro visite dedicato alla pianura e allestito con la collaboracollaborazione con il territorio anche in una zona fuori della cosiddetta "area-parco", ma strettamente contigua e collegata come la Valle Varaita", conclude il presidente Alfio Locatelli. Il legame col parco da alcuni mesi anche territoriale, in quanto sia la riserva naturale speciale di Pian del Re sia il Bosco dell'Alev fanno parte dell'unico grande Sic (Sito di importanza comunitaria) del Monviso. Proprio collegato al Monviso, il Parco del Po sta lavorando come capofila italiano ad un altro importante progetto Interreg denominato "Messa in rete dei parchi naturali del Monviso", ossia Po cuneese, Val Troncea, Gran Bosco di Salbeltrand, Orsiera Rocciavr oltre che ai francesi del Queyras.
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zione del comune di Faule. "La presenza a Casteldelfino, autorizzata dal Settore pianificazione aree protette nell'ambito della legge regionale a favore dei biotopi regionali, permettere al nostro ente di farsi conoscere come realt propositiva e di

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PRIMOPIANO
Interessati 5 chilometri in discesa dal Colle a Pian dellAlpe (nella foto). I lavori devono essere conclusi prima dellinverno per poter ottenere la tappa del Giro ciclistico dItalia del 2005 e cogliere loccasione per migliorare la viabilit del comprensorio che unisce la Valle di Susa e la Val Chisone

PERCHE ASFALTARE LA STRADA

Colle delle Finestre

'asfaltatura dei circa 5 chilometri di strada sterrata, che collegano in discesa il Colle delle Finestre a Pian dell'Alpe (sul versante della Val Chisone) rappresenta la condizione indispensabile per tutelare la sicurezza degli atleti e per ottenere il passaggio della tappa del Giro d'Italia prevista per maggio 2005. Tappa che gli organizzatori del Giro, dopo linteressamento del presidente della Regione, Enzo Ghigo, sono disponibili ad accordare alle due vallate alpine sistemando anche il fondo sterrato in salita, di circa 8 km, che collega il versante della Valle di Susa dal Colletto di Meana al Colle delle Finestre". L'assessorato alla Montagna della Regione Piemonte ribadisce quindi il sostegno della Regione al progetto di asfaltatura della strada e l'urgenza che i lavori siano conclusi entro l'autunno per non perdere l'appuntamento con il Giro d'Italia ad un anno dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Va poi ricordato che gli organizzatori della corsa ciclistica hanno acconsentito, unica tappa del Giro e fatto pi unico che raro in grandi manifestazioni sportive di questo genere, a far transitare i corridori sullo sterrato che sale al Colle riproponendo cos agli appassionati scenari epici gi consegnati alla storia dello sport ciclistico. Oltre alle ragioni sportive e di promozione del territorio delle Valli Susa e Chisone, la Regione sostiene l'asfaltatura del tratto stradale perch quello in questione ogni anno viene maggiormente danneggiato dagli eventi atmosferici e rende difficoltoso il transito dei margari verso le zone di alpeggio, oltre a comportare periodiche spese per la manutenzione del fondo. L'ambiente montano, come sosteniamo da tempo, ha bisogno di un costante ed equilibrato intervento dell'uomo per conservarsi e valorizzarsi. L'approccio ideologico sul-

la questione delle asfaltature delle strade di montagna fuorviante. Per far crescere l'economia montana nel rispetto dell'ambiente indispensabile che l'accesso stradale sia agevolato ai proprietari dei fondi e che faciliti anche gli interventi in caso di emergenza. Certo occorre porsi anche il problema del controllo dei volumi di traffico che questi miglioramenti viari potrebbero comportare senza dimenticarsi, per, che proprio sulle strade sterrate e accidentate di oggi i problemi di traffico esistono gi. Basta pensare all'uso spesso sconsiderato dei mezzi fuoristrada, delle motociclette e dei quad, che producono nuvole di polvere che per decine di metri ai lati delle strade va a depositarsi sulla vegetazione. Polvere e velocit eccessive che ostacolano le soste dei turisti, le camminate e le escursioni in mountain bike. La Regione Piemonte ha stanziato, nel programma triennale 2004-2006, 1 milione e 600mila euro per la sistemazione del tratto sterrato che sale al Colle delle Finestre sul territorio di Meana di Susa. Nel complesso, sul comprensorio montano tra i comuni di Meana e Usseaux, tra fondi per opere connesse alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 e intervento finanziario diretto della Regione, si raggiunge un investimento di circa 3 milioni di euro per il fondo stradale, il ripristino di muretti di contenimento e degli scoli dellacqua. Le risorse finanziarie saranno disponibili intorno alla met di settembre e sono state date in gestione alla Provincia di Torino, che ha provveduto alla progettazione delle opere, lanciato il bando di gara e dovrebbe assegnare l'inizio lavori al pi presto per evitare l'incedere delle precipitazioni invernali. Unoccasione da non perdere per far conoscere le nostre valli ad un grande pubblico e, soprattutto, dare concretezza alle riqualificazione ambientale delle nostre montagne.

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REGIONE PIEMONTE

REGIONE PIEMONTE
ASSESSORE Roberto VAGLIO RESPONSABILE UFFICIO COMUNICAZIONE Barbara CAMUSSO RESPONSABILE SEGRETERIA DELLASSESSORE Claudia BATTISTI SEGRETERIA Tina CARRANO Simonetta BLASIO

Assessorato Politiche per la Montagna, Foreste e Beni Ambientali


10128 Torino - corso Stati Uniti 21 - tel. 011-43211 assessore.montagna@regione.piemonte.it www.regione.piemonte.it/montagna Per telefonare direttamente agli uffici comporre 011-432 seguito dall'interno desiderato (riportato nella tabella sotto) fax 011.432.5434 Piazza Castello 5 10015 Ivrea Tel. 0125-42.44.44 - fax 0125.44.970 carlo.torrengo@regione.piemonte.it 2792 SETTORE GESTIONE PROPRIETA' FORESTALI REGIONALI E VIVAISTICHE RESPONSABILE Vincenzo RENNA Via Pirandello 8 - 13100 Vercelli Tel. 0161-26.17.11 - fax 0161-26.17.55 Via Q. Sella 12 - 13051 Biella Tel. 015-40.52.37 Corso Roma 35 - 13019 Varallo Sesia Tel. 0163-51.149 vincenzo.renna@regione.piemonte.it SETTORE ECONOMIA MONTANA 2648 4387 Corso Nizza 72 - 12100 Cuneo Tel. 0171-69.53.41 La responsabilit attualmente in capo alla Direzione SETTORE ANTINCENDI BOSCHIVI E RAPPORTI CON IL CORPO FORESTALE DELLO STATO RESPONSABILE Vito DEBRANDO Via Dominioni 4 - 28100 Novara Tel. 0321-66.67.33 - fax 0321-66.67.83 Piazza Matteotii 34 - Verbania Intra Tel. 0323-40.53.10 - fax. 0323-40.43.60 Via Romiti 13 bis - 28037 Domodossola Tel. 0324-22.68.11 - fax 0324-22.68.67 vito.debrando@regione.piemonte.it SETTORE IDRAULICA FORESTALE E TUTELA DEL TERRITORIO RESPONSABILE Valter VESCOVI Via del Guasco 1 - 15100 Alessandria Tel. 0131-28.53.12 - fax. 0131-28.53.10 alsettore.foreste14-7@regione.piemonte.it

4712 1631 3937 4808

DIREZIONE ECONOMIA MONTANA E FORESTE DIRETTORE Nino BERGER direzione14@regione.piemonte.it SEGRETERIA DI DIREZIONE Chiara CAREGLIO Claudio PANAROTTO SETTORE POLITICHE COMUNITARIE RESPONSABILE Andrea Ezio CANEPA Corso Stati Uniti 21 - 10128 Torino fax 011.432.2941 andrea.canepa@regione.piemonte.it SETTORE POLITICHE FORESTALI RESPONSABILE Franco LICINI 4359 Corso Stati Uniti 21 - 10128 Torino fax 011.432.5910 tosettore.foreste14-2@regione.piemonte.it SETTORE GESTIONE ATTIVITA' STRUMENTALI PER L'ECONOMIA MONTANA E LE FORESTE RESPONSABILE Carlo TORRENGO Corso Stati Uniti 21 - 10128 Torino 4322 4309

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Per informazioni sul conto e sulle condizioni economiche relative ai servizi aggiuntivi a pagamento, rivolgersi agli Uffici Postali e consultare i Fogli Informativi o il sito www.poste.it

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Costa al massimo 30,99 euro allanno per le registrazioni in conto.

30,99 euro possono durare una sera.

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ONLINE IL NUOVO SITO

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Il sito internet dellassessorato alla Montagna della Regione Piemonte si presenta con una nuova grafica, contenuti pi ricchi e una sezione dedicata alla modulistica. Intanto nato montagnapiemonte.it un nuovo sito per sapere tutto sulle montagne della nostra regione