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RICERCA

SULL'ECONOMIA DELLE STAZIONI INVERNALI

Analisi socio-ecnomica di un campione di dieci


centri turistici di sport invernali
Aspetti finanziari dei flussi turistici
sui bilanci comunali in Piemonte

RICERCA
SULL'ECONOMIA DELLE STAZIONI INVERNALI

Analisi socio-economica di un campione di dieci


centri turistici di sport invernali
Aspetti finanziari dei flussi turistici
sui bilanci comunali in Piemonte

Febbraio 1985

Redazione 'a cura di: Mariuccia Ducato (Cap. I e II)


Maurizio Maggi
(Cap. III)

Ric~ca ~votta p~

dell'A~~e6~o~ato al T~mo della


detib~azione della Giunta Regionale n.

conto

monte,a66data con
del 1 ago~~o 1984 (Convenzione Regione/TRES
tob~e 1984)

~ep.n.

Regione Pie23 - 36439


5808 in data 30 o~

I N D I C E

~"

Cap. I -PREMESSA METODOLOGICA ED ELEMENTI DI SINTESI DELLA RICERCA pago

1. Metodolog ia della ricerca ..... '.....................

"

2. Un esame orizzontale

"

3. Schematizzazione dei problemi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

18

4. La base informativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

24

.........................................

"

25

San Sicario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

26

Sauze d'Oulx . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

49

Colle del Lys . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

70

Limone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

82

Saint Gr . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

108

Argentera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

122

Fe st iona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

138

Macugnaga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

152

Formazza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

176

B.ie lmon te . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

"

193

FONTI STATISTICHE ....................................... .

"

206

Cap. III-ASPETTI FINANZIARI DEI FLUSSI TURISTICI SUI BILANCI COMUN~


LI IN PIEMONTE .......................................... .

"

20"'

Cap. II - I CASI -STUDIO


-

Capitolo I
PREMESSA METODOLOGICA ED ELEMENTI DI SINTESI DELLA RICERCA

l. Metodologia della ricerca

L'analisi socio economica di un campione di dieci centri turistici


di sport invernali si inserisce in un pi ampio "studio per la redazio
ne del piano di settore per i centri di sport invernali del Piemonte",
promosso dall'Assessorato al Turismo della Regione. ;
Le finalit dello studio di dieci "casi" particolari doveva essere quella di individuare diverse tipologie di stazione invernale

alle

quali collegare diverse problematiche e conseguentemente diverse

forme

di intervento da parte dell'ente pubblico;al fine di ottimizzare l ' offerta turistica regionale.
In altre parole la scelta delle dieci stazioni doveva essere fatta in modo che ognuna di esse fosse il pi possibile rappresentativa di
altri centri invernali del Piemonte, con riferimento a diversi elementi
quali la genesi, lo sviluppo, il livello di attrezzatura sportivaila ri
cettivit, i bacini di gravitazione, i problemi e le prospettive.
La scelta delle stazioni stata operata in modo da comprendere
la stazione di l-generazione, la stazione skitotal, lo "stadio della ne
ve", la stazione internazionale, la stazione esclusivamente di "fondo",
la stazione "ultimo modello", la stazione a doppia stagione, eccetera.
E' chiaro che, dal momento che nella maggioranza dei casi molti

di questi elementi si sovrappongono, nell'''etichettare'' le stazioni si


usa il criterio dell'elemento prevalente.
L'analisi dei singoli centri si

svolta su due livelli. Il

pr~

mo consistito nella rilevazione diretta, presso le singole stazioni,


di una serie di informazioni quantitative di base, concernenti da un

l~

to gli impianti di risalita, dall'altro la stazione in generale (attrez


zatura ricettiva, strutture terziarie, popolazione).

Il secondo livello consistito in una serie di incontri con "interlocutori privilegiati" cio con i vari operatori turistici locali
(direttori degli impianti di risalita, albergatori, responsabili delle
aziende di soggiorno o della pro-loco) e con gli amministratori pubblici.
','

Occorre subito dire che ai fini della nostra ricerca, nata con
l'obiettivo di valutare i singoli centri preminentemente nei loro aspetti economico-sociali, questo secondo approccio si rivelato di
gran lunga pi illuminante, e pi idoneo a focalizzare i punti di

re~

le rilevanza, che non l'immagine di una stazione quale pu cogliersi


attraverso la sola lettura dei dati che descrivono il suo livello di
attrezzatura tecnica.
Per rispettare i

tempi della ricerca, la rilevazione dei

dati

e le interviste, cio il lavoro "sul campo'; sono state effettuate nei


mesi estivi: questo periodo non sempre si rivelato il pi adatto a
cogliere tutti quegli elementi che

consentono di esprimere un giudi-

zio il pi completo possibile sulle singole localit.


In un paio di casi, quando la tipologia della stazione prevedeva una interruzione di attivit o quantomeno un'attivit su scala
ridotta, si dovuto attendere il tardo autunno per contattare in 10co gli operatori interessati.
Nella stesura delle dieci monografie si cercato di seguire il
pi possibile una traccia omogenea

che passasse attraverso i seguen-

ti punti:
- genesi della stazione e caratteri ambientali
- accessibilit e bacini di gravitazione
- demanio sciabile
- gestione degli impianti
- attrezzatura ricettiva
- attrezzature complementari
- struttura e dinamica della popolazione
- problemi della stazione
- proposte di intervento.

2. Un esame orizzontale

Dati i criteri di scelta dei dieci centri turistici, era scontato


che la ricerca mettesse in evidenza molteplici elementi di diversifica
zione tra di essi.
Tuttavia, mettendo insieme e collegando tra di loro

tutte le indi

cazioni che la ricerca ci ha fornito, siamo in grado di procedere

ad

alcune "aggregazioni", basate sulla scelta di uno o pi parametri

che

di volta in volta diventano denominatori comuni.


Il parametro che sicuramente rappresenta il denominatore comune al
la quasi totalit dei centri esaminati
to rapporto fra ricettivit

rappresentato dallo

squilibr~

rotazione e ricettivit privata.

Questa situazione non prerogativa di stazioni che hanno avuto una


genesi prevalentemente immobiliare (come Argentera) ma si ritrova anche
in centri originariamente progettati in modo integrato ( S. Gr) ,

tocc~

do i livelli pi elevati a Limone. Proseguendo nell'analisi ci pare

di

poter scorgere caratteri di somiglianza tra Sauze d'Oulx, San Sicario e


Limone, sulla base del volume delle infrastrutture sportive e di

al~une

loro caratteristiche tecniche,e della ricettivit privata in rapporto


le presenze, mentre i tre centri si diversificano molto per quanto

a~

ri-

guarda la loro genesi e le prospettive di sviluppo.


L'importanza dell'attivit turistica come mercato di sbocco della
popolazione attiva e fonte di reddito locale un elemento che accomuna
ai

t~e

centri

menz~onati

anche Macugnaga: la quota di attivi residenti

impiegata in attivit connesse al turismo oscilla qui dal

41 % al 51 %.

Su valori assai minori si collocano San Gr e Argentera, per i


quali il turismo invernale un'acquisizione recente che non ha avuto
ancora modo di prevalere sulla precedente vocazione agricola, e Formaz
za per la ben nota particolare situazione legata alla presenza
centrali

idroelettriche.

delle

tipologia

Il mercato internazionale, che individua una precisa

di centro, permette di accostare Limone a Macugnaga ma ancora di

pi

l'origine del loro turismo invernale, che viene ad inserirsi in entram


bi i casi su una consolidata fama di centro turistico estivo ancora ri
servato a ristretti gruppi sociali.
L'evoluzione successiva prende strade diverse e porta poi le due
stazioni ad attestarsi su livelli sia infrastrutturali che di afflusso turistico notevolmente distanti, risentendo l'una della vicinanza
alla Francia e l'altra dei vicini modelli svizzeri e austriaci.
Allo stesso modo ci pare, allo stato attuale delle cose,di poter
accomunare BielmontE

a , Formazza, per il comune interesse ad un turismo

sociale rivolto alla popolazione scolastica dei dintorni e quindi alle


forme di intervento pubblico che ';possono favorire questa vocazione.
Per altro verso Bielmonte, in assenza di interventi

d~

recupero

e persistendo questo suo processo involutivo che si andato instaurando parallelamente alle accresciute esigenze degli sciatori,

ri-

schia di vedersi accomunato al Lys sotto la stessa etichetta di "sta


dio della neve", pur in presenza di una diversa genesi dei due centri
e della diversa consistenza delle loro infra;trutture sciistiche e ri
cettive.
Infine, come modello di stazione esclusivamente dedicata allo sci
di fondo Festiona presenta evidentemente caratteri di "unicit"
non consentono alcuna comparazione, almeno nell'ambito delle
realt sotto esame.

che
dieci

5
SCHEDA H.ll\SSU~J'l'l Vl\ DI CESANA - SAN SICARIO

DA'l'l COI~~'iI::SSI ALL ' A'l'~'I Vl'l'l\'

1\'"

~:

23

pres811 ze giornaliere medie ;

5.516

Ndtale

4.900

23.236

Pasqua

2.600

16.958

dOllienica

3.600

sabato

3.000

feriale

1.300

impianti

dislIvelli

mt

[lurt.:1 tt; orar le

i 1.,L' l kidIL.i fissi

SC!.IS'!'[Cl\

min

0,077 (feriale)

"~X

0,289 (Natale)

25

1.136

cu~l[iciente

st. t-uttur0

di utilizzo
68%

alberghiere

2,3
~ostrui

dopo il 1971

2,1

---------------------:
PL i II seconde case
strutture di svago ;

DA '.'.' I

~.l' ~ r.'OGIU\F [CI

ED ECONO~ICI

11,4%

(di'L t dl' .L C e Jl siflJt;1l t L)

'rotale

Popola zlon2 uttivd in coniz . professionale


l'u:3t.l. J l

l~lvur:o

cO!llnJC!ssivi

B S I

467

442

909

264

134

398

582
41,2%
2,04

j"

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miL.icmi L .

Vl

---------------------------- 1. I, .... I l

oJ.' ul)...I1 i

0,984

111..t ('.1 LI Il-' ('P,-,Ci.'Livu ll)cc!o

+901,7
+288, 5

SAUZE D'OULX

EJre,,;(; II:Le! 9 ic)rll..:lllere

26
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7.4 70

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16.954

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5.650
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Natale

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m~j

dom nica

6.800

sabaco

4.000

feriale

1.700

0,100 (feriale)
0,401 (domenica)

1.675
C~lS<..:

15.000

t:>l .LU

'.Lu ce

tlber9h~ere

53%

2,4
cO:Jtruite dopo il 1971

2,0

--------------------~ 11,2%
PL iII secon de Crise
struLtllr~

di sVago; O li S I

'l'o tale

it ": (I\J'

l.(.IL .. I! I !.. :I

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IJ I

vb .;.L!

428

918

278

169

447

III i

!:"I i . . :L

------------------------- 0, 923
1

490

l i (lll i

+549,7

+0,018

+ 52,1

L_

7
:j(':~JC;!)J\ l:<~l\.SSU!'-:'l'I VJ\ DI

UNI'I

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CONNI~::i:::;J

l\.LL ' A'l".!.'I VITA '

ill,pianti.

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mt
111

2:

COLLE

purLu I:e

indl.c<:: d .L

orarie

DEL

L YS

SCIIS'l'ICJ\

presenze giornaliere medie :

544

Natale

1.850

Pasqua

2.694

domenica

300

sabato

150

feriale

.. '.

sfr u t cCll!lento iJllpianti :

l' d Il
n~x

dipl=lld~nLi

400

(feriale)
0,148 (Natale)

fissi

10

co~fficiente

in secu n de case

16

:::;LruLturt..: dllJeryhiere

cost rui te dopo il

1 ~7 t

~uSLi

Lutto ctlburghi<::ri

pustj,

l~llo

di utilizzo

- - - - - - - - - - - - '%

.,. #

PL i n sconde case

sLrutture di s vago; O H S I

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IJEMIjC~<AP ~Cl

1.::0

ECO'Wt1~C I

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LviL Il l c '..1.riSIIIU

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uL... ~r.d LlVO lun..lo

'l'otale

8
LI MON E

SCHEDA RIASSUNTIVA DI

DATI CONNESSI ALL'ATTIVITA' SCIISTICA


nO impianti

34

presenze giornaliere medie:

L: dislivelli

mt

6.874

Natale

8.000

L: lunghezze

mt

26.913

Pasqua

4.600

L: portate orarie

22.820

domenica 8.000

indice di sfruttamento impianti:

dipendenti fissi

min
max

sabato

4.000

feriale

2.500

0,110 (feriale)
0,351 (Natale e domenica)

34

dipendenti stagionali 62
1.341

posti letto alberghieri


posti lett.o in seconde case

coefficiente di utilizzo
strutture alberghiere

19.000

n O stanze in seconde case: totali


costruite dopo il 1971

2,4

32%

PL alberghieri

----------=

2, 2

7, 1 %

PL in seconde case
strutture di svago: O K S I

DATI DEMOGRAFICI ED ECONOMICI (data dei Censimenti)


M

Totale

Popolazione residente

904

835

1. 739

Popolazione attiva in condiz. professionale

506

245

751

Posti di lavoro complessivi

948

Coefficiente di attivit nel turismo

43,3%

Indice di attrazione dell'attivit turistica locale


INDICATORIDI GESTIONE DEGLI IMPIANTI
Societ
A
B
ricavi caratteristici
- - - - - - - - - - : , 0, 897
ricavi globali
ROS (return on sales)

0, 8 78

C
0, 9 17

1,79

milioni L.

margine operativo lordo

A +322,3
B +221,7
C +622,1

margine operativo netto

A + 181,3
B +121,8
C +151,9

+0,131 +0,218 +0,080

9
,,
SAINT GREE

:X!! I'::Dl\ R IASSUNTI VA DI

DATI CONNE,SSI ALL ' A'I"I'l V:!:'!.'A '


Il ''

14

prusenze giornaliere medie :

2.683

Nc.I Ldle

800

9.647

PCl!:;gU

690

8.698

dO lllenJ.ca

630

sabat.o

600

ft:r iale

350

illlplantl

): ci.L:.;l ivc:lli

mt

!A) I I'nte,Jrarie

SCnS'l'ICA

0,040 (feriale)
0,092 (Natale)

1l1i.11

UI~lX

700

co~ifici0nte

~l.rLt:UCe cllb~rghJ.ere

1.500
II u

2,5

~t:...l I IZe

c u~lrui te

d0po il

1~7l

di utilizzo

1>L

40%

Cll])l~rcJhieri

_____________________ : 46,7%
PL in seconde case
structur

di s v ago ; O

S I

'l'a Lale

315

282

597

161

71

232

18,1%

I lI: ...: V J

L ....ll .: 1 ~':~ I~:

ci

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n.d.
(1 ) I dati demografici ed economici si rife r iscono al c omune d i Viola .

n.d.
n.d.

1O
ARGENTERA

SCIlJ:::DJ\ RlJ\SSt.JN'.!.' I VJ\ DI

lJi \ 'l' :~

COt~I'i!'::SSI

ALL ' A'J."r'! VI'.!.'J\'

SC IIS'l ' lC/\

\' dE.;l LVL!.!.l i

giornaliere lIledi e :

pr~st::: !l~t:!

n.d.

1.635

mt

6.323

Pa squ a

5.020

dome nica
sabato
feriale

I! ,~IX

n.d.
n.d.

128
LJLJ~i'---L
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SL'CG I ldl..

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1.240
Ulcll i.

2,5

il 1971

2,1

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custruitr.;

cOt::trlch:flL e di l1!' iU,z:t.o

p r~ ctll.)r.;ryll .L~r i
_ _ _ _ _ _ _ _ __ ;::. 10,3%

PL 1n seconde

case

strutture di s vago; O B S X

'l'ota] e
55

42

97

36

45

20,0%
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11
FESTIONA

SClIl..:DA RI AS SUNTI VA DI

G!\'!' T corWESS! ALL' A'l"rrVITA '

11

presenze gior.naliere JII\:!die:

300

Natale

48,5

Pasqua

J1llpidllt"i

1: db l ivelli

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SCIJS'-r rCJ\

n .d.

domenica
sabato
feriale

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coefficiente di utilizzo
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case :

50
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str8tture alberuhiere

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costru ite dopo il 197!

PL aJher-ghieri

-------------------= .....
PL 1.r1 seconde case
strutture

di svayo; O B S X

'l'otal e!

PopolazLo ne residente
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I1v!!--'TI\N'J'l

1 , 000

-8, 3

- 33 , 2

12
MACUGNAGA

SCHI.;DA RIASSUNTI VA DI

11/\'" L

CON!!L::~S~

N~L '

1\']""1'1 VI'l'A '

SCIlSTICA

13

presenze giorllaliere lIIt!die :

I tI t:

3.070

Na tale

1.200

fllC

9.874

Pasqua

700

!. L,urL.:, CL! 0rarie

6.575

dOlllenica

1.450

sabato

1.000

11

L1t1~J i

CI

Il

t.i

):

cli::;J.

L.

~ ul"JllL;~:t'.l;!

LVll

400

feriale

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::>frutt: dlllefI CO

iwpian i :

Irdfl
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di[r'IIL"-;11

f i S:.:ii.

t.i

0,061 (feriale)
0,221 (domenica)

25

c:oefficiente di utilizzo

563

struLture alberglllere

5.400
Il''

~litll~,"

ili

s~:C: U!ldc=

CdSe :

totali 4,0

PL ctL!Jerghieri

10,4%

cos ruite dopo il 1971 3,2

PL in sec:onde case
strutluru di

IlA'1'1. DCt-1CJ<M' lCI ED ECONor.nCI

43%

SVdgO~

O B K I

(da ta dei CeIH311t,l::rti)


'Pot<..llc

Pepola<'.ior lc

tttiVd

.in condiz . pro E<'ssional.e

Societ

326

380

706

195

115

310

lTIl.C)l\iL .

r i l :. . IV

---- ------- =.

0 , 985

0, 834

+0,159 -0, 202

A +139,4
IIIU

ly LrIL! oper a l: vu l ordo

B - 7,0
A + 85,1
B -125,4

1j
FORMAZZA

SCI!J:.:DA lUASS'JN'l'IVA D.!:

[IA'l.' l CON!-iESSI M.L 'l\'l"l'IVl'I'A

110

iwp L3.11 ti

): (H~l .ivelli

,.

SCIIS'l'ICA

prsenze giornaliere medie :

lnt

764

Netta.le

t.

1..UJ!(Jll"~ Z zc

111 t

2.120

Pasqua

?:

pv n .:a t orarie

2.414

domenica

n.d.

saLato

l! ,.:l X

I,o::;,Li. l.::Lt.o etlben:!hi.eri

[IV

~;LaIlZ~

jn secollde case :

n.d.
n.d.

255

coefiici ote di utilizzo

750

strutture alberghiere

totali 3,7

costruice dopo il 1971 3,3

l'l.. a]

<

15%

berglI ieri

- - - - - - - - - - ; 34,0%

PL in seconde Cdse
strutLure di s vago; O B S X

DA 'l'l DEt,'OGRA1~LCl

1:::0 ECONO~lCI

(data d8i

C ' nsifl\",nti)
'rotdle

Popula.zione t'L!sidente
l'Ol)()laZioll<.! a.Ltivo. in condi.z .

p.ro~<::ssionale

281

266

547

148

47

195

1 ,88

l N [) lCA'J'Onl DI Gt,::::;'I 'IUrJ ~ O:GL T Tt-J:L' ':-ANTJ


nd Liu lli L.
-----------------~=

n.d.

n.d.
n.d.

,4
BIELMONTE (*)

SCIlEDA RIASSUNTIVA DI

DATI CONNESSI ALL' AT'I'IVITA '

fi O LJ11pianti

SCI S'l'lCl\

13

presenze giornaliere medie:

L dbli ve lli

mt

2.355

Ndtale

900

\'

,~!.lI"Jh e~ z

mt

7.230

Pasqua

1.000

)~

[lurta te orarie

8.550

domenica 1.000

indice di. sfruttamento impianti :

sabato

500

f eriale

150

(feriale)
max 0,117 (Pasqua e domenica)

lnln 0,018

..:!iVt.:lld"llti, fissi 25
dlpendenti stagionali
~OS

15

letlo alberghieri

posti letro in seconde caSe

di uti lizzo

100

co~ffi~iente

800

strutture alberghiere

nO :;; I-,anze in seconde caS : totali

3,2

costruite dopo il 1971

2,4

< 5%

PL a lberghieri

------------------=
PL in seconde case

12,5%

strutture di svago; O B S 1

DA'l'I. OI,:MOGHAF ICI ED

l~CONO!'UCI

(da tcl de.i Censil1Jell ti)


F

t-I

Totall!

Popolazione residente
PopolazLofie a t ti va iII ccnd,l.z . professionale
Posti di la voro cOlliplessivi
CuefELcJ,<.:nte dl a'...tivi,t nel

turi.~ll1o

JJldjcc ..Il attrdzione dell ' attjvLtA

INOICA'I\")lU DI GES' rIONE

DI~C LT

Il.!rL,ti, L'd

lo

' _ :~",

lt11?T.AI\!'I'J

milion i. L.
- - - - - -- - - - - - : : . 0,789
I<US I.r<.:tul'n on sall!s)

( *)

-0,302

oprdlivo lordo

-143,1

Ulary ll1t! upt:!rativo Ill!tto

-446,0

n0rg ln~

I dati sugli impianti e gli addettl' Sl' rl'ferl'scono a 11' a tt'lVl't'a comp l
'
esslva,
marina e montana.

,5

DESCRIZIONE DEGLI INDICATORI

Indice di sfruttamento impianti:


incidenza delle presenze medie giornaliere, minime e massime, sulla somma
delle portate orarie.

Coefficiente di utilizzo delle strutture alberghiere:


rapporto fra le presenze in alberghi nel periodo dicembre-aprile, e i posti letto alberghieri moltiplicati per 130 giorni (durata ipotetica della
stagione invernale).

Giudizio sulle strutture di svago presenti:


O

ottimo

buono

sufficiente

insufficiente

Coefficiente di attivit nel turismo:


incidenza percentuale degli attivi residenti occupati in attivit

legate

al turismo, sul totale degli attivi residenti occupati.

Indice di attrazione dell'attivit turistica locale:


Rapporto fra i posti di lavoro forniti dalle attivit legate al turismo ,
e gli attivi residenti occupati in queste attivit.

Attivit legate al turismo:


Si sono considerati i seguenti rami e classi ISTAT '81

16

commercio, alberghi e pubblici esercizi

72

altri trasporti terrestri (comprende gli impianti a fune)

77

agenzie di viaggio, intermediari dei trasporti

97

servizi ricreativi ed altri servizi culturali

98

servizi personali.

Ricavi caratteristici:
ricavi relativi al conseguimento dell'oggetto sociale prevalente, senza
tenere conto dei proventi di altra natura (finanziari, fiscali, straordinari, immobiliari, ecc.). In alcuni casi si incluso in questa
anche l'incremento di valore dovuto a lavori interni (costi

voce

capitalizz~

ti) in quanto si tratta di attivit direttamente legate all'oggetto sociale prevalente, cio al miglioramento degli impianti e delle piste.

Ricavi globali:
proventi complessivi dell'attivit d'impresa.

Margine operativo lordo:


ricavi caratteristici meno materie prime, spese generali e costo del lavoro.

Margine operativo netto:


margine operativo lordo

ammortamenti.

ROS (Return on sales):


rapporto fra il margine operativo netto e i ricavi caratteristici.

N.D.:
dati non disponibili.

2,04

141,2

Coefficiente di attivi
t nel turismo %

Indice di attrazione
dell'attivit turistica

ottimo

Giudizio sulle struttu


re di svago

Posti letto in seconde


case

11,4

68

Coefficiente di utiliz
zo strutture alberghi~
re %

Posti letto alberghieri

0,077
0,289

Indice di sfruttamento
impianti
min
max

Cesana S. Sicario

1,48

50,6

buono

11,2

53

0,100
0,401

Sauze
d'OUlx

0,148

Colle del
Lys

1,79

43,3

buono

7,1

32

0,110
0,351

Limone

1,93

18,1

buono

46,7

40

0,040
0,092

ViolaS. Gr

5,33

20,0

insuff.

10,3

<lO

n.d.
n.d.

Argentera

ALCUNI INDICATORI A CONFRONTO

insuff.

I
I

Festiona

1,24

48,1

suff.

10,4

43

0,061
0,221

Macugnaga

1,88

17,4

insuff.

34,0

<15

n.d.
n.d.

Formazza

insuff.

12,5

<5

0,018
0,117

Bielmonte

.....

18

3. Schematizzazione dei problemi


Attenendoci al compito che ci stato affidato che quello di
formulare indicazioni concrete di intervento derivanti dalle osservazioni dirette delle diverse realt, presentiamo qui di seguito una
sistematizzazione dei problemi emersi dai dieci "casi-studio",

di-

stinguendo a grandi linee tre categorie:


1) problemi generalizzabili e suscettibili di interventi

univoci,i~

dipendentemente dalla tipologiadella stazione;


2) problemi e tipi di intervento, direttamente connessi alla tipolo.9ia della stazione;
3) ,problemi specifici di stazione, risolvibili con interventi ad hoc.

3.1. Problemi generali


Iniziamo dalla condizione che, come
totalit~

si visto, accomuna la quasi

delle stazioni di sport invernali.

Tralasciando qui le implicazioni relative alla massiccia

speculazi~

ne che ha accompagnato lo sviluppo immobiliare dei centri di sport

inve~

nali negli ultimi trent'anni, noto che i posti letto offerti dalle seconde case giocano in senso negativo provocando distorsioni nel regime
di utenza delle stazioni e contribuendo cos al fenomeno del' pesante
subutilizzo degli impianti e delle altre infrastrutture turistiche.
'_ L' oscillazione di utilizzo, che nelle situazioni pi patolog1:
che riduce le stazioni sciistiche al ruolo di stadi domenicali della ne
ve invece che di strutture a funzionamento costante nell'arco della sta
gione, la principale responsabile della diseconomica gestione degli impianti di risalita che necessiterebbero di un livello costante di uten-

~------------~~~,'

za, e invece devono dimensionare le loro attrezzature ai livelli di massimo afflusso.

19

In questa situazione l'orientamento pi corretto va nella direzione di un netto contenimento delle seconde case, anche se il mercato ha
gi messo in moto meccanismi di autoregolamentazione, soprattutto sul
versante della domanda. Si delinea qui un nuovo ruolo dell'ente pubblico, non pi solo di vincolo, ma esplicato promuovendo l'offerta ricetti
va a rotazione, alberghiera e paralberghiera, e il collocamento sul mer
cato dei soggiorni turistici di una quota delle seconde case (rotazione
d'uso dei posti letto sottoutilizzati).
Forme associative locali tra operatori privati) o privati e pubblic~

potrebbero gestire in proprio queste risorse inserendole in un'offer

ta di maggior respiro, integrata con altri servizi turistici.


Un altro elemento che in modo evidente accomuna tutti i centri tu
ristici esaminati quello della loro accessibilit.
Solo una delle 10 stazioni raggiungibile tramite ferrovia, e si
visto peraltro che questo elemento di favore non elimina, e non ridu
ce nemmeno di molto, i problemi di accesso, poich per ragioni di como
dit e anche di cultura ormai radicata l'utente della montagna

privil~

gia il trasporto privato.


Negli altri casi non esiste alternativa se non il trasporto pubblico ancora su gomma, che incontra le stesse difficolt nei casi di at
traversamento di centri abitati e difficolt ancora maggiori quando il
problema rappresentato dal tracciato stradale angusto e pericoloso.
In un quadro di generale disagio, quale quello offerto dalle
condizioni di viabilit montana attualmente esistenti, si sottolinea l'
importanza di accelerare il pi possibile il concretamento delle
tive in cantiere, e di fare precisi e puntuali programmi di
nelle altre zone segnalate.

inizi~

intervento

2U

Un altro ambito di intervento si collega direttamente ad


nuova concezione del turismo non pi inteso come

una

mero esercizio

di

un'attivit sportiva, ma come momento di recupero delle forze p$icofisiche attraverso una migliore qualit della fruizione

del

tempo

libero: in altre parole si tratta di promuovere un'offerta turistica


integrata predisponendo strumenti e attrezzature per lo

svolgimento

di attivit complementari 7 sportive e di svago laddove queste

sono

totalmente carenti, ma anche culturali e di spettacolo quando i biso


gni del primo tipo paiono soddisfatti.
Per una pi razionale fruizione di tutte le strutture turisti che esistenti su un territorio, si ricorda qui a titolo di esempio u
na iniziativa del governo francese che attraverso la

modificazione

del calendario scolastico/ha permesso di attuare nelle scuole due set


timane di chiusura aggiuntiva al periodo natalizio, con un' adeguata
"sfasatura" di date in corrispondenza di tre aree geografiche,

tale

da garantire un afflusso nelle stazioni sciistiche pi continuo nell'arco dell'inverno.


E' chiaro che questa valutazione di opportunit espressaqai

esclusivamente in riferimento all'economia delle stazioni


li.

inverna-

21

L'altro punto di vista da cui possiamo esaminare i problemi

ge-

nerali sul versante della valorizzazione dell'economia delle stazio


ni invernali: in questo ambito assume il rilievo maggiore ogni intervento teso a favorire la stabilit dell'occupazione, riducendo al mini
mo, se non eliminando del tutto, l'occupazione stagionale.
Purtroppo intrinseca al turismo invernale la discontinuit nella fruizione delle risorse; pertanto questo obiettivo potr essere raggiunto soprattutto attraverso queste due vie:
1) un'attivit turistica integrata con altre attivit economiche,
2) un'utilizzazione polivalente delle attrezzature.
Il turismo stato visto spesso nel passato come la panacea alle
situazioDl di arretratezza economica,mentre appare ormai chiaro che da
solo non potr che dare benefici sporadici e contingenti senza risolvere interamente i problemi dello sviluppo economico e sociale di un'area.
Lo

sviluppo dell'attivit turistica

possibile solo in relazione

all'esistenza di un'economia integrata, nella quale anche altri settori


devono avere un ruolo importante, non ultimo il settore agricolo

per

tutte le implicazioni di salvaguardia dell'ambiente naturale, che dovr


essere uno dei presupposti del turismo futuro.
Per quanto riguarda l'utilizzazione polivalente delle risorse,si
pu pensare ad una complementariet con altre attivit terziarie,

utili~

zando le strutture alberghiere e i servizi relativi per attivit scolastiche, soggiorni collettivi (turismo sociale, corsi diperfezionamento,
terapie sanitarie) in

periodi di bassa o nulla affluenza.

22

La prospettiva di un lavoro continuo sar un mezzo per radicare


al luogo la forza lavoro locale e giustificher anche la nascita e
lo sviluppo di scuole specializzate per una preparazione

profession~

le degli addetti al turismo pi qualificata di quella attuale.

3.2. Problemi legati alla tipologia della stazione


Per le stazioni inserite in un circuito internazionale, gli

op~

ratori locali hanno fatto emergere l'importanza di poter offrire

ai

clienti "pacchetti" di servizi che contengono . anche collegamenti pro


grarnrnati tra le stazioni invernali e gli aeroporti pi vicini.
In questa direzione sono stati suggeriti come interventi pi idonei:
a) la disponibilit di mezzi di trasporto della Regione combinati con
l'organizzazione delle settimane bianche;
b) forme di finanziamento per i noli aerei pagati per organizzare

voli charter destinati alla clientela straniera.


Per le stazioni a raggio di gravitazione pi limitato emersa
soprattutto la necessit di:
al una maggiore pubblicizzazione dell'offerta, con informazioni precise
sulle strutture ricettive, le attrezzature sportive e di svago, i col
legamenti, le tariffe;
b) una maggiore dotazione di strutture complementari per il tempo libero,
per poter sostenere, bench su scala ridotta, la competizione con

centri pi rinomati.

3.3. Problemi specifici


Si possono adeguatamente esemplificare con la situazione di Festiona
e di Formazza, localit dove la domanda di turismo sociale e

g i ovanile

23

rappresenta una componente vitale, e dove le attese degli operatori

loc~

li da parte dell'intervento pubblico consistono in finanziamenti per


costruzione di strutture ricettive particolari (ostelli

la

della giovent,

casa dello sportivo) e per il trasporto dei gruppi scolastici.


Per quanto riguarda i collegamenti in programma tra i bacini sciisti

ci si ritiene opportuno sottolineare che l'adesione dell'ente pubblico

d~

vrebbe essere basata su un'effettiva economicit del progetto, sia

per

quanto riguarda i costi di realizzazione, sia per quanto riguarda la

di-

mensione della domanda aggiuntiva che si verrebbe a creare.

24

4. La base informativa
A monte di tutte le considerazioni fin qui fatte, utile sottoli-

neare una necessit fondamentale e prioritaria: l'elaborazione di un

pi~

no, a qualunque settore appartenga, deve avere come fondamento una base
informativa completa, omogenea e veritiera.
Completa: che contenga cio,per tutte le localit interessate al piano, la
serie completa di dati che sono stati

"ritenuti

i ndispens~

bili per ottenere un quadro conoscitivo esauriente


Omogenea: che contenga dati rilevati con i medesimi criteri per tutte le
localit interessate;
Veritiera: che sia il frutto non di una semplice operazione di rilevazio
ne statistica, ma di un successivo impegnativo lavoro di

corr~

zione e interpretazione del dato, in modo che le informazioni


vengano a corrispondere effettivamente alla realt.

25

Capitolo II

I CASI-STUDIO

26

Indice di San

S~cario

1. Cenni storici e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile
4. La gestione degli impianti e del Centro
5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale
6. L'apparato terziario
7. Struttura e dinamica della popolazione
8. I programmi di sviluppo

26 bis

1. Cenni storici e caratteri ambientali


Come stazione di sport

invernali San Sicario nata dieci anni fa,

poco pi a monte dell'omonimo antico villaggio alpino, e gode di tutti

qu~

gli elementi localizzativi che avevano guidato un tempo le scelte dei montanari, quando cercavano un luogo per costruire le loro case: esposizione
soleggiata, pendenze dolci, posizione panoramica di fronte al monte Chaber
ton e con gli spazi aperti delle valli che si congiungono e si dividono.
San Sicario bassa, il vecchio borgo di pastori, ubicato a quota 1550,
risale al 1400, ed rimasto all'esterno lo stesso di allora, mentre all'
interno le sue . grange sono state tutte oggetto di restauri ad alto livello con risultati celebrati nelle riviste di arredamento.
San Sicario alta, la stazione moderna, si trova a quota 1700: il cen
tro stato progettato dall'architetto francese Laurent Chappis, sceglieg
do una posizione che doveva risultare la pi razionale per la

clientelat~

ristica: esposizione ad ovest, non sempre ottimale per le piste, ma sicuramente per le residenze.
Altitudine volutamente non eccessiva per rispondere all'esigenza

di

poter avere una stagione di 7-9 mesi, cio di sfruttare l'estate e l'inver
no. A questo proposito si ricorda che anche
la

in

Francia

tendenza recente di attestarsi su quote pi basse, perch si sco

perto il ricco potenziale rappresentato dalla fascia della terza et,


chiaramente si orienta verso centri turistici non di alta quota, e non

che

da trascurare, viste le sue notevoli possibilit economiche e le minori esigenze per quanto riguarda le infrastrutture per il tempo libero.

t. 7

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

Il centro residenziale di San Sicario raggiungibile in auto percorrendo la SS

2~

della Val di Susa fino a Cesana, e

imbo~cando

di qui

la

s tatale 23 per il Colle del Sestriere dove dopo meno di 2 km ha inizio la


deviazione per San Sicario che termina al Centro.
Una

rete di collegamenti in quota permette di raggiungere la stazio

ne anche "sci ai piedi" utilizzando gli impianti di arroccamento

pasti

sulla statale Cesana-Sauze di Cesana, che da un lato servono il complesso sciistico dei Monti della Luna, dali , altro portano alla zona denomina
ta Pariol, da cui, attraverso la seggiovia del Forte e la sciovia Monterotta si pu scendere direttamente sull'abitato di San Sicario.
L'accessibilit del centro comunque, come per altre importanti lo
calit turistiche dell'alta Valle di Susa, in

parte

limitata

dalle

condizioni di percorribilit della SS 24, da sempre problematiche e che


hanno contribuito a penalizzare il turismo anche nella sua componente "di
passaggio", cio quella da valorizzare ai fini di una fruizione economica delle risorse.
La storia relativa alla viabilit della Val di Susa complessa e
scandita da numerosi atti tecnici ed amministrativi, il primo dei

quali

risale addirittura al 1946 (Trattato di pace italo francese che include


l'impegno italiano di realizzare, d'intesa con la Francia, un
to tra le valli dell' Arc

e della Durance

collegame~

attraverso il territorio i-

taliano compreso nell'area di Bardonecchia).


Tralasciando i riferimenti intermedi quello che qui ha maggior ri
levanza riguarda l'art. 18 bis della legge n.492/1975 con il quale il Par
lamento italiano, consapevole dei "guasti" che una politica

indiscrimin~

ta delle concessioni autostradali pu arrecare al Paese, impedisce

che

28

l'ANAS dia seguito alle concessioni che non avevano ottenuto il via ai la
vori. Fra queste vi era l'autostrada Torino-Bardonecchia che cos non pu
essere avviata mentre il Traforo del Frjus -opera gi avviata alla

data

della legge- pu proseguire.


L'evidente incoerenza funzionale innesca immediatamente un dibattito politico e a partire dal 1976 la Regione Piemonte, invitata dalle forze interessate alla concessione autostradale ad indicare in quale dire zio
ne intende muoversi, inserisce il problema e le idee guida per la sua soluzione nell' ambito della programmazione regionale.
contr~

Ha inizio cos una serie di azioni concrete di proposte e di


proposte che si infittisce con la scadenza dei lavori del traforo e

la

sua apertura al traffico.


legge

Alla fine del 1979 con la presentazione delle proposte di

899/900 sulla viabilit della valle l'iniziativa passa al potere statale


e il processo ha termine con l'approvazione della legge sulla grande viabilit.
L'apertura del Traforo del Frjus al traffico pesante ha

ulteriorme~

te aggravato i problemi di viabilit, a causa della ,fitta presenza di TIR


diretti alla frontiera, alcuni con velocit molto ridotta, su una carreggiata stradale c he per la tortuosit e la larghezza non permette il
passo se non con altissimo rischio.Un lieve miglioramento si

sor-

avu~o

con

la recente realizzazione della galleria all'altezza di Exilles, che perme!


te ora di evitare le famose "rampe" responsabili di una delle

maggiori

strozzature durante i rientri domenicali (l'altra presso il semaforo

di

Avigliana) .
Un accesso alternativo, chilometricamente pi lungo, ma senza problemi di traffico pesante, quello attraverso la Val Chisone, lungo la SS
che sale fino a

Sestriere Colle e prosegue fino a Cesana.

23

29

Mentre la sua collocazione geografica fa dell'area metropolitana di


Torino il bacino di gravitazione naturale del centro di San Sicario,

la

tipologia della sua offerta ricettiva e funzionale -implicita nel modello che ha ispirato la sua creazione- allarga di molt i confini entro cui
si colloca la sua clientela potenziale. La possibilit di offrire un
deguato numero di posti letto accentrati,e una serie di servizi

a-

compleme~

tari di alto livello. ha da sempre posto San Sicario in un circuito -per


fascie di reddito medio alte- non solo nazionale ma internazionale.
La qualit dell'offerta ricettiva in residenze private ha consentito
di allargare anche in quest'ambito i mercati potenziali, che pertanto
no

~iunti

s~

ad interessare, oltre alle fascie medio alte dell'utenza tori-

nese, anche quella ligure e lombarda.


Direttamente legato alla nascita e all'espansione di San Sicario
stato invece lo sviluppo residenziale avvenuto nel territorio di Cesana,
uno dei pi elevati della Val di Susa, che si rivolto invece essenzial
mente al mercato locale e,in funzione del livello di prodotto offerto,
fascie di reddito pi modeste.

3U

3. Il demanio sciabile

Fino alla stagione scorsa San Sicario, insieme a Sauze d'Oulx,

Sestri~

re, Clavire e Montgenvre costiuuLva un comprensorio sciistico unico,

la

Via Lattea, percorribile interamente sci ai piedi con un'unica carta bianca, che dava la possibilit di sciare oltre che sulle piste dei centri men
zionati,anche su quelle di Serre Chevalier, Deux Alpes e Alpe d'Huez,

per

escursioni giornaliere.
Si trattava del pi vasto comprensorio sciistico "sci ai piedi" , del
mondo, con 100 impianti di risalita e 400 km di piste, e si differenziava
dal comprensorio sciistico delle Dolomiti che offre solo una carta di libe
ra circolazione per zone di sci separate, e dalle stazioni ski total francesi racchiuse in un unico comprensorio separato dagli altri.
Quest'anno venuto meno l'accordo tra tutte queste stazioni, per mo
tivi che si rifanno principalmente ai grossi sforzi finanziari compiuti da
Sestriere per realizzare l'impianto di innevamento artificiale:si sono cos create nuove alleanze che hanno portato ad un'organizzazione e ad
ripartizione del dominio sciabile complessivo, la cui efficienza

una
andr

quanto meno verificata attraverso i risultati della stagione in corso. L'


attuale organizzazione economica, che condiziona ovviamente anche le possl
bilit pratiche di utilizzo degli impianti da parte degli sciatori,non

pr~

vede pi il collegamento con Sestriere Colle e Sauze, mentre rimane in fun


zione quello con le rimanenti stazioni. In particolare per Sestriere

Borg~

ta si ovviato all'inconveniente della "frattura"logistica con servizi con


tinui di navettes tra Borgata e Cesana-San Sicario.
Per San Sicario quindi un anno di transizione e la Societ ha cercato altre collaborazioni: nata cos la Gran Galassia, un nuovo

comprens~

rio formato dalle stazioni di San Sicario,Cesana,Monti della Luna,Borgata

31

Sestriere,Clavire e Montgenvre, per un totale di 260 km di piste che


servono 53 impianti di risalita.
A queste vanno aggiunte poi quattro grandi stazioni francesi, Ser
re Chevalier con 61 impianti e 240 km di piste,Puy,St.Vincent, una stazione recente rivelatasi lo scorso anno con una gara di discesa di Coppa del Mondo (14 impianti e 70 km di piste), Les deux Alpes (58 impianti e 240 km di piste) con il suo imponente ghiacciaio per lo sci estivo,
e l'Alpe d'Huez, stazione olimpica nel 1968 (50 impianti e 200 km di piste) anch'essa con la doppia stagione sciistica .
In queste stazioni possibile sciare un giorno a scelta usufruendo
dello ski pass settimanale.
L'idea di offrire agli sciatori la possibilit di variazioni
diche in stazioni vicine, oltre che un elemento di richiamo per la

epis~
clie~

tela, segue la naturale evoluzione della domanda sciistica, orientata

variare continuamente i percorsi spostandosi da un versante all'altro, e


ad evitare di ripercorrere in giornata le medesime piste.
Gli sciatori hanno quindi la possibilit di partire dal fondo valle di Cesana, baricentro rispetto alle due aree di San Sicario e dei Mon
ti della Luna e con la seggiovia salire alla zona intermedia omonima per
l

collegarsi poi in quota con tutti gli impianti di San Sicario,

oppure

servirsi di un altro impianto seggioviario di tre tronchi posto sul versante opposto, che conduce alla vetta del Colle Bercia, da cui si pu accedere alle aree sciabili e agli impianti di Clavire e Montgenvre.
Il doppio impianto seggioviario in partenza da Cesana ad una quota
relativamente poco elevata (1200 mt) consente inoltre di risparmiare

ai

mezzi pesanti come i pulman di salire in quota e pu risparmiare a volte


anche agli automobilisti il montaggio delle catene.
La non eccessiva difficolt di tutti i tracciati della Gran Galas

32

sia, unita all'esistenza di percorsi alternativi, permette anche allo


sciatore medio di affrontare senza rischi un itinerario di collegamento.
Per gli sciatori di ottimo livello l'itinerario classico prevede la risalita da S.Sicario al Fraiteve, la discesa lungo uno dei tanti

tracci~

ti fino a Cesana con un primo dislivello di 1400 mt, il ritorno in quota al Colle Bercia, lo scavalcamento verso Claviere, la discesa a

segme~

ti fino alla grande telecabina delle Chalmettes presso l'abitato di Montgenvre, l'ultima risalita in sciovia (Rocher de l'Aigle) fino a

raggi~

gere il Colletto verde (2560 mt)sul confine itala-francese e il ritorno


verso Cesana e poi S.Sicario.
La tabella seguente descrive il complesso degli impianti di San

S~

cario e dei Monti della Luna:

Altitu.dine
partenza

arrivo

Dislivello Lunghezza
mt

Envers
~t1 e
~ 01

Portata per Portata per Anno di


dislivello lunghezza entrata
ineserc.

r.t iovie
f~

mt

Portata

1700
1560
1360

2060
1910
1560

360
350
200

1715
1680
1715
2047
2047
2415
2000
1910
1560

1840
1710
2050
2495
2495
2691
2300
2140
1642

125
30
335
448
448
276
300
230
82

1697
1042

1028
720
720

370
252
144

1583
1221

606
130
1409
1651
1651
1070
1285
1235
424

720
720
720
720
900
720
720
720
720

90
22
241
323
403
199
216
166
59

436
94
1014
1189
1486
770
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I

Dislivello
mt

Lunghezza

mt

Monti della Luna

I
I

i!

Portata
per
dislivello

Anno di
entrata
lunghezza in eserciz.

I Portata
per
I

seggiovie
Rafuyel
Sagnalonga
Montanina
La Coche

179
489
220
210

690
1. 379
888
913

450
720
720
900

81
352
158
189

310
993
639
822

1975
1975
1975
1975

87
94
294
57
241
241
220

329
405
1. 315
388
1.144
1.145
900

720
720
720
728
720
720
720

63
68
212
41
173
173
158

237
292
947
279
824
824
648

1974
1980
1975
1976
1976
1980
1977

sciovie
Bercia
Baby Clot
Serra Granet
Baby- Claviere
Gimont 1
Gimont 2
Pi an del Sole

A questi vanno aggiunti gli impianti di l1ontgenvre:


Impianto

Lunghezza
mt

Dislivello
mt

seggiovie
Montquitaine

700

218

450
600
1.980
860
900
207
385
645
70
1.624
1.340
1.250
1. 830
990
1. 330
2.100
683

48
169
342
294
270
50
120
215
10
288
225
279
400
230
310
340
101

925
1. 8 80

276
400

sciovie
Clot
Tremplin
Alpet
3 Fourneous
Belier
Col
Prairial 2
Prairial 1
Butte
Chenaillet 1
Chenaiilet 2
Brousset
Rocher de l'Aigie
Barrai
Quereiay
Anges
Durance
c abinovie
Chalvet
Chaimettes

34
La stagione 1984-85 comincia con il "battesimo"-in occasione delle
World Series-dell'impianto di innevamento artificiale che parte dalla

b~

se degli impianti e sale sino a Soleil Boeuf, facendo della 18 la pista


innevata artificialmente con il maggiore dislivello delle Alpi Occidenta
li.

La scuola di sci di San Sicario raggruppa 60 maestri a tempo pieno


(di cui tre istruttori nazionali, due maestri di fondo, tre specializzati per l'insegnamento agli handicappati).
La scuola svolge la propria attivit su tutto il territorio San Si
cario-Cesana-Monti della Luna, sia attraverso lezioni tradizionali,

che

per percorsi primaverili fuori pista, o in neve fresca. E' disponibile an


che per organizzare gite in tutto il comprensorio della Gran Galassia

raggiungere in elicottero le montagne che segnano il confine tra Italia e


Francia.
Gli appassionati dello sci da fondo possono usufruire a San Sicario
di un anello pianeggiante che corre lungo la grande balconata che si

af-

faccia sul fondovalle e collega due antichi borghi a 1750 mt di altitudine.


Sempre nell'area della Gran Galassia e precisamente nella piana che
collega Claviere a

Montgenvre, sono peraltro disponibili numerosi anel-

li di livello nettamente superiore, tracciati su un terreno che


utilizzato pi volte per gare al massimo livello internazionale.

stato

35

4. La gestione degli impianti e del Centro


San Sicario gestita da tre societ:
la SEFO, Soc. Esercizi Fraiteve Ovest, che cura l'attivit immobiliare;la
San

Sicario Gestioni, che cura la gestione degli alberghi e delle strut


ture a rotazione:

la San Sicario Ski,

che cura la gestione degli impianti di risalita e


delle attivit sportive e del tempo libero,

sia

invernali che estive.


La SEFO possiede il 51% delle azioni delle altre due societ.
I problemi legati al personale sono assai diversi nell'ambito delle
d\re attivit di qestione. La San Sicario Gestioni deve fare i conti

con

il ritardo con cui il Piemonte scopre il turismo come alternativa di red


dito. Le attivit curate da questo settore necessitano di personale
qualificato (segretari d'albergo, camerieri,ecc.) esperto e con
presenza, qualit difficili da

ben

ottima

trovare in zone prive di una radicata tra

dizione turistica.
Alla mancanza di professionalit della manodopera locale si aggiunge
anche la resistenza da parte dei giovani del luogo a svolgere

mestieri

cui nn si accompagni anche una certa immagine sociale, come quella


maestro di sci. D'altra parte questa possibilit di scelta

del

facilitata

dal cospicuo incremento di reddito, legato allo sviluppo turistico


zona, che ha toccato una fascia dei residenti con la vendita di

della
terreni

di loro propriet.
Tutti questi elementi hanno fatto s che su 180 persone occupate dal
la societ, soltanto due siano originarie della valle.
Per la San Sicario Ski invece pi facile attingere dal mercato lo
cale, anche se non molto specializzato, in quanto buona parte delle mansioni necessarie ancora a livelli di manovalanza. La crisi industriale

35 bis

ha fatto sentire qui i suoi effetti in positivo, riflettendosi sulle domande di lavoro che ora pervengono subito dopo l'estate, mentre negli
ni passati c'era difficolt di reperimento. Questa condizione offre

ora

la possibilit di scelta e ci influisce positivamente sulla qualit del


lavoro.
Alcune mansioni peraltro necessitano di una buona specializzazione e
il livello richiesto si accresce di anno in anno in relazione all'evoluzione tecnica dello sci.
Questa infatti porta ad una maggiore usura delle piste (si veda ad
esempio l'uso di sci corti), per cui .mentre prima queste venivano

sempl~

cemente battute dopo una nevicata, oggi le macchine battipista sono delle vere e proprie macchine movimento terra, che sollevano, spianano, al,

largano, sistemanoJe necessitano di personale altamente qualificato

pr~

veniente da corsi specializzati.


Attualmente la San Sicario Ski dispone di 25 dipendenti fissi,

tra

operai e impiegati, e inoltre 81 tra stagionali e giornalieri.


La consistenza dei mezzi meccanici di otto battipista

Leithner

400 Hp.

Una stima dell'affluenza media degli sciatori nei diversi periodi del
la stagione porta ai seguenti valori:
S.Sicario

Monti della Luna

presenze giornaliere

media

punte

media

punte

periodo natalizio
pasquale
"
domenica
sabato
giorno feriale

2500
1300
1800
1500
700

3100

2400
1300
1800
1500
600

2900

2600

2600

35 bis

ha fatto sentire qui i suoi effetti in positivo, riflettendosi sulle domande di lavoro che ora pervengono subito dopo l'estate, mentre negli
ni passati c'era difficolt di reperimento. Questa condizione offre

ora

la possibilit di scelta e ci influisce positivamente sulla qualit del


lavoro.
Alcune mansioni peraltro necessitano di una buona specializzazione e
il livello richiesto si accresce di anno in anno in relazione all'evoluzione tecnica dello sci.
Questa infatti porta ad una maggiore usura delle piste (si veda ad
esempio l'uso di sci corti), per cui .mentre prima queste venivano sempll
cemente battute dopo una nevicata, oggi le macchine battipista sono delle vere e proprie macchine movimento terra, che sollevano, spianano, al. ,
largano, sistemanoJe necessitano di personale altamente qualificato pr~
veniente da corsi specializzati.
Attualmente la San Sicario Ski dispone di 25 dipendenti fissi,

tra

operai e impiegati, e inoltre 81 tra stagionali e giornalieri.


La consistenza dei mezzi meccanici di otto battipista

Leithner

400 Hp.

Una stima dell'affluenza media degli sciatori nei diversi periodi del
la stagione porta ai seguenti valori:
S.Sicario

Monti della Luna

presenze giornaliere

media

punte

media

punte

periodo natalizio
pasquale
"
domenica
sabato
giorno feriale

2500
1300
1800
1500
700

3100

2400

2900

2600

1300
1800

2600

1500
600

36

I risultati economici degli ultimi esercizi 81-82, 82 - 8 3 e 8 3 -84 o ffrono


una immagine abbastanza positiva della gestione degli impianti di San Si
cario.La stagione intermedia appare la pi favorita avendo potuto consegu~
re un utile di esercizio di oltre 94 milioni, corrispondente al 2,6% de!
le entrate totali. Questo successo riconducibile, oltre che alle favorevoli condizioni meteonivologiche, specie di inizio stagione, che hanno
consentito di acquisire gare nazionali e internazionali, anche alla possibilit di mantenere invariato il valore del costo del personale,

pur

in presenza di un aumento delle retribuzioni del 16%, attrave~so un

si-

stema di controllo della manodopera e di interconnessione delle funzioni


da questa svolte.
Si sono abbassati notevolmente anche i costi per materie prime, semi
lavorati

ecc., sia in termini assoluti che relativi, mentre sul fronte

dei componenti positivi del reddito ha giocato un ruolo decisivoJaccanto


ai maggiori ricavi da impianti, l'incremento di valore dei costi capitalizzati (miglioramento piste di discesa e strade per 194 milioni) .
La politica di contenimento del costo del lavoro continuata nell'
anno successivo, senza tuttavia influire in modo apprezzabile sui risultati dell'esercizio, che sono stati

me~o

fortunati.

L'attivo denunciato corrisponde allo 0,6% delle entrate e si ricol


lega principalmente al modesto aumento del fatturato, del 3,5 % soltanto,
a fronte di un incremento del 10% circa dei prezzi delle risalite.
Va detto che la passata stagione, permeata da un clima generale di
ristagno economico, ha penalizzato s o prattutto le spese destinate al turismo e allo sport riducendo le pres e nze sugli impianti soprattutto

da

parte dei turisti domenicali.


Gli ' effetti negativi del ciclo economico
t~.hili,in ~arte

hilanci a ti

~all'ult p. r.iore

sono stati,in termini con

incr e mento del valore d e qli

i~

pianti, dovuto ai lavori per l'imp ianto di n eve artificiale iniziat i n e l


la scorsa stagione, e valutati oltre 37 0 milio ni.

37

Sul fronte della passivit i modesti risultati gestionali fanno ri


ferimento ad un vero balzo in avanti nelle spese di materie prime e

ad

un'altrettanto cospicua crescita degli ammortamenti.


Per quest 'ultima voce occorre risalire all' appli.~_z~~~e .. 9-~1~c: ~ 72
del 1983 sulla rivalutazione monetaria dei beni e del capitale delle imprese, che ha implicato un consistente "ritocco" ai fondi di anunortamento degli impianti di risalita e) di conseguenza, alla quota di competenza
dell'esercizio.

Incidenza delle principali voci del conto economico

Perdite

Profitti

83-8482- 83

31- 82

83- 84

82- 83

I impianti

85,6

90,7

77 ,3

I Costi

10,6

6,2

13 ,8

5,2

7,7

81- 82

Materie prime

Costo del lavoro


Ammortamenti

17,3

32,8

14,5

36,2

20,4

34,4

15,0

11,5

10,3

Oneri finanziari

6,6

8,8

9,3

Utile

0,6

2,6

0,2

; Introiti da

capitalizzati

di cui
- impianto inne
vamento arti9,1

ficiale
- piste, strade

1 ,1

- organizz.coppa
3,1

del monto
Totale componenti
negativi 100

Totale componenti
100

100

Per la San Sicario Ski l'esercizio

positivi

100

100

83- 8 4 segna anche il termine

dell' accordo che delegava alla SEFO s.p .,a . la gestione amministrativa
e commerciale della societ, e l'inizio di un'attivit gestionale autonoma, peraltro sempre in stretta collaborazione con la societ controllante.

100

38

5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale

Il progetto di San Sicario corrisponde al modello .delle stazioni


ski total
ze,

e nasce quindi gi comprendendo al suo interno le residen-

le strutture ricettive a rotazione e tutti i servizi necessari al

la pratica dello sci.


Si sviluppa in due gruppi di costruzioni separate, raggruppanti i
due villaggi denominati "Ski Lodge'; e "il Centro".
Sono in funzione quattro complessi alberghieri, due per ogni villaggio: allo "Ski Lodge" l'Hotel San Sicario affidato alla Valtur con
una speciale formula "open" che permette al Centro Vacanze di integrarsi nella stazione. Il Rio Envers un albergo di lusso e di limitata ca
pienza, destinato ad un turismo di lite.
Nel villaggio "il Centro" funzionano i due Residences Monti della
Luna e Fraiteve, entrambi strutturati in modo che la maggior parte delle camere siano in realt piccoli appartamenti completamente autosufficienti.
In entrambe le zone possibile affittare appartamenti con o senza
servizio alberghiero.
I posti letto alberghieri (Valtur e Rio Envers)distribuiti in

160

camere, sono complessivamente 410.


I due residence con servizi paralberghieri hanno complessivamente
89 appartamenti per un totale di 532 posti letto.
Infine, la ricettivit fornita dalle tredici resideRze private

sup~

ra le 2000 unit: una parte di questi appartamenti (circa 180) viene data
in gestione per la stagione invernale dai proprietari secondo la formula
della rotazione d'uso, che si va diffondendo sull'esempio delle stazioni
straniere: questi posti letto pertanto andrebbero pi correttamente
giunti alla ricettivit paralberghiera.

ag-

39
Nel calcolo della ricettivit di San Sicario riteniamo che sia
giusto inserire anche l'offerta proveniente dal comune di Cesana,

pa~

saggio obbligato per raggiungere il centro sia per strada che usufruendo degli impianti di risalita.
Occorre subito dire che le due localit non sono in competizione
tra di loro perch rappresentano due tipologie turistiche diverse. A
Cesana la ricettivit alberghiera ferma da 30 anni ed composta

at~

tualmente da 1 albergo di III categoria, 5 alberghi di quarta categoria, e due locande, con 69 camere e 130 posti letto complessivi. Altre due locande ubicate nella frazione Bousson sulla provinciale per Sau
ze di Cesana, forniscono ancora 24 posti letto.
La zona offre anche varie possibilit di pernottamento e soggiorno in quota (24 camere e 40 posti letto): si tratta di strutture ricet
tive localizzate in zone accessibili d'inverno solo tramite gli

impia~

ti seggioviari (Pian Gimont, Colle Bercia, Sagna Longa) ma dotate

di

servizi moderni e adeguati alle esigenze degli sciatori.


La presenza di San Sicario ha invece dato un impulso eccezionale
alla ricettivit privata di Cesana.

La fonte censuaria non consente di

saggregazioni a livello di frazioni: si riportano comunque i dati

del

censimento con l'avvertenza che essi fanno riferimento all'intero terri'


torio comunale (compresa S.Sicario): al 1981 le

abitaz~oni

a destinazio

ne turistica risultano 3111, con 7146 stanze; di queste abitazioni 2367,


per un totale di 4946 stanze, sono state costruite dopo il 1971.
Una stima basata su un indice di 1,4 posti letto per stanza, porta ad una ricettivit in residenze private dell'ordine di circa 10.000
unit.
Ci sono inoltre due campeggi che non sono del tutto marginali rispetto alla capacit di assorbimento del flusso turistico in quanto si
stima che possano ospitare complessivamente 700 persone.
Da queste cifre, pi in particolare dalla dimensione media degli

4U

appartenenti emerge anche unJaltra tendenza 7 che ha peraltro contrassegnato lo sviluppo edilizio di tutti i centri dell'arco alpino piemontese: e cio una tipologia edilizia volta a soddisfare una domanda orientata 7 pi che alla qualit del prodott0 7 al raggiungimento di uno

sta-

tus sociale identificabile anche con il possesso della seconda asa.


Le Aziende di

~ioxno

forniscono dati mensili sulle presenze turi-

stiche nelle strutture alberghiere delle loro zone di riferimento: mettendo in relazione questi dati con l'offerta in posti letto

di

tali

strutture e con la durata teorica della stagione sciistica, si pu calcolare un coefficiente di utilizzo stagionale delle strutture

alberghi~

re.
I dati sulle presenze di San Sicario sono forniti aggregati a quel
li di Cesana e di Claviere 7

in quanto l'Azienda di Soggiorno

unica

per i tre centri; i coefficienti di utilizzo calcolati 7 pur essendo


bali, conservano comunque un notevole valore

indicativo~

dato

il

preponderante della ricettivit alberghiera di San Sicario rispetto

gl~

peso
al

le altre due stazioni.


I valori come si vede risultano molto alti, ma con una marcata ten
denza alla riduzione.

1981-82

86,2%

1982-83

74,5%

1983-84

67 7 5%.

41

6. L'apparato terziario
Il centro di San Sicario offre al suo interno una serie di servizi
che lo rendono autonomo rispetto al Borgo e al capoluogo di Cesana,

da

cui comunque dipende amministrativamente: 2 ristoranti; 4 barjenoteca:


birreria; pizzeria; creperie; supermarket; libreria; tabaccheria e

rive~

dita giornali: tre centri di lavori artigiani (con possibilit di lezioni)per ceramica, cuoio, lana; arredamento e antichit; boutique; gioielleria; abbigliamento e attrezzature sportive; due centri per il deposito
e noleggio di sci e scarponi, parrucchiere i lavanderia i 1 cinema con 345

stii 2 discoteche e infine un'agenzia del Nuovo Banco Ambrosiano. Per la


stagione invernale operano con continuit un servizio medico e un centro
traumatologico privato. Attrezzature sportive complementari sono presenti con piscina, sauna, palestra, il tennis coperto.
Dell'offerta della stazione fanno parte anche alcuni servizi di ti
po meno tradizionale, che contribuiscono notevolmente ad accrescere la

qu~

lit della sua immagine :


-un servizio di eliski: un elicottero, che fa base stabile a

San

Sicario per tutta la stagione invernale, pu trasportare fino a : ' :sette


sciatori ed ha come punti d'arrivo la base della Dormilleuse, Terra Nera,
il Vallone di Argentiera e numerose altre mete.
- Messer Coniglio, un punto d'incontro per bambini al di sotto dei
10 anni, che vuole superare il concetto del "baby parking" offrendo accanto alle attrezzature per i pi piccini (altalene, tralicci,ecc.), anche giochi organizzati , e possibilit di lavorare e mangiare insieme.
-l'Holiday Club, con il compito di animare la stagione e amalgamare i frequentatori, organizzando attivit sportive anche non sciistiche e poi fiaccolate, cene nei rifugi,ecc.

42

-infine la monorotaia

che collega in pochi secondi tutti i resi-

dences al centro di San Sicario, una vettura avveniristica progettata


da Pininfarina, da considerare un po' il simbolo di questa nuova conce
zione che cerca di abbinare l'ultra moderno ad un certo rispetto della
natura.

San Sicario nata con un'ottica bistagionale e i responsabili


del Centro si danno da fare per avvicinare il pi possibile la

stagi~

ne estiva ai livelli di affluenza invernali, creando varie possibilit di sport e di svago.


Oggi San Sicario estiva offre: otto campi da tennis e la Tennis
Clinic, una scuola con corsi ad alto livello diretta da un maestro fa
mOSOi l'equitazione,con istruttori che accompagnano in passeggiate nei
boschi della via Lattea, il tiro con l'arco, la palestra, la piscina
coperta dotata di solarium , due campi da golf e la possibilit di
ticare la pesca sportiva nel lago Nero, sopra Bousson.

pr~

43

7. Struttura e dinamica della popolazione

La rilevanza che la nascita di San Sicario ha avuto sull'evoluzione economica e sociale dell'area di Cesana

gi emersa a pi riprese

nelle pagine che precedono.


Va detto comunque che Cesana sempre stata fin dal dopoguerra una
meta di turismo estivo, alimentato sia dalla posizione di transito ver
so il valico francese sia dalle sue caratteristiche di vecchio borgo
montano, con piccoli alberghi particolarmente adatti alla villeggiatura di nuclei familiari.
I primi impianti di risalita

nascono

proprio qui, appena fuori

del vecchio nucleo abitato, con una seggiovia che sale

fino al rifu

gio della Montanina; Cesana diventa cos anche un punto di riferimento

per gli appassionati dello sci alpino .. La sua struttura urbana

peraltro rimane immutata per anni,. con qualche sporadico esempio di


"condomini" che contrastano non sempre gradevolmente con il nucleo ur
bano antico.
Bisogna arrivare ai primi anni 70 per incontrare l'inizio del boom edilizio di Cesana, che segue di pari passo l'espansione graduale
della vicina stazione "ski total".
Per l'aspetto sciistico poi si arriva ad una perfetta

integrazi~

ne fra i due centri, in quanto viene smantellata la vecchia seggiovia


della Montanina e tutto il flusso turistico si appoggia ora sui nuovi
impianti che come abbiamo visto coprono da un lato il versante

verso

San Sicario e dall'altro quello verso i Monti della Luna.


La popolazione di Cesana ha certamente beneficiato dello sviluppo
di San Sicario, e i vantaggi non sono stati solo quelli indiretti, di
un maggiore impulso alle attivit commerciali in genere, ma si

s.ono

concretizzati anche in maggiori occasioni di lavoro per la popolazio-

44

ne locale. Le societ hanno infatti sempre dato la priorit ai

reside~

ti nel reclutamento del personale1e ad unit artigiane locali per le di


verse prestazioni legate alla costruzione del nuovo centro: possiamo ci
tare a questo proposito il forte impulso che hanno ricevuto le attivit
locali di movimento terra o quelle per il commercio di materiali
anche per

edili;

la scuola di sci i locali sono stati tutti assorbiti, e

tre attivit collaterali (bar, ristoranti) appartengono tutte a

al-

',valli-

giani.
Il confronto tra i settori di attivit in cui occupata la

pop~

lazione attiva e i relativi posti di lavoro locali fa emergere l'importanza dei settori edilizio e commerciale che assorbono da soli oltre la
met della forza lavoro locale. Ma soprattutto rivela l'azione attratti
va esercitata nei confronti di lavoratori provenienti dall'ester.no

del

comune da parte di questi due settori, e in misura ancora maggiore dall'insieme delle attivit legate alla pratica dello sci (operatori di

i~

pianti sportivi, addetti agli enti sportivi, istruttori indipendenti,ecc.l:


per queste ultime solo poco pi di un terzo dei posti di lavoro disponibili coperto da forza lavoro locale.
Oggi la popolazione totale di Cesana ammonta a 965 unit e appare
finalmente in crescita dopo un trend che stato costantemente negativo
fin dal 1951, se si esclude una modestissima ripresa nei primi anni '70.
La consistenza di questo incremento (oltre 50 unit negli

ultimi

4 anni, pari al 6%), consente di attribuire ad esso un significato positivo, di fiducia da parte della popolazione nelle prospettive economiche
future della zona.

45
CESANA
popolazione attiva residente

1971
Rami

1981

Totale

Totale

Agricoltura

73

25

98

29

15

44

Industria

39

45

11

Edilizia

44

44

98

105

Commercio, alberghi
e pubblici esercizi

38

36

74

56

57

113

Trasporti e comunicazioni

16

24

27

12

39

12

17

Credito e assicurazioni
pubblica Amministrazione

23

29

15

18

Servizi pubblici e privati

24

14

38

18

33

51

262

95

357

264

134

398

Totale

Posti di lavoro

1981

1971
unit

Rami

locali
Agricoltura

addetti

unit
locali

addetti

Industria

15

33

12

Edilizia

12

73

29

197

Commercio,
Albergn.i ~ pubblicJ.

41

70

43

81

26

52

35

112

Trasporti e comunicazioni

18

17

Credito e assicurazioni

11

10

~sercizi

Pubblica Amministrazione (1)


Servizi pubblici e privati (2)
Totale (.:2-)
(1) non censita al 1971
(2) dati non confrontabili

20

141

110

261

147

582

46

8. I programmi di sviluppo
Programmi gi deliberati e in fase di progettazione, riguardano sia
la parte edilizia che l'attivit sciistica.
La SEFO aveva una convenzione col comune di Cesana per 500.000
Il PRG ha concesso un aumento di cubatura (altri 100.000 mq)

mq.

in cambio

di un programma di nuovi impianti sul versante Monti della Luna, che

d~

vrebbe avere lo scopo di rivitalizzare i vecchi centri di Bousson e Cesana.


L'impegno finanziario per gli impianti dell'ordine di 11 miliar
di e l'accordo che la loro realizzazione vada di pari passo con

ogni

concessione edilizia rilasciata.


A partire dalla prossima primavera verranno realizzati un

nuovo

albergo di I-categoria con 150 camere, e circa 250 mini appartamenti con
sistemazione paralberghiera. E' quindi previsto un lotto di abitazioni
per residenti, in modo da offrire nuovamente una scelta agli operatori
locali, per i quali la disponibilit di alloggi si molto ridotta.
Per quanto riguarda la parte sciistica, verranno realizzati e mes
si in funzione a partire dalla stagione 1985-86

impianti con partenze

da Bousson e da Cesana (direzione Morette) verso Sagna Longa.


nell'ottica non solo, come detto, di

rivi~alizzare

Questo

questi centri,ma di

aprire una nuova zona sciistica che metta alla portata di tutti
sciatori la percorrenza di tracciati finora riservati solo ai

gli
cultd!ri

dello sci-alpinismo,in una zona,tra i Monti della Luna e la Dormilleuse,


che costituisce la pi grande riserva delle Alpi Piemontesi.
Al futuro di San Sicario non estraneo peraltro ci che si
muovendo anche nel comune di Cesana, non solo in relazione agli

sta

impi~

ti, ma anche in relazione alla tipologia dello sviluppo edilizio.

47

Anche se su livelli ancora molto modesti, si tratta comunque di una


prima svolta nell'atteggiamento dell'amministrazione pubblica, che

si

concretizza in una scelta di indirizzo diversa dal passato: il piano re


golatore prevede che dei 10~000 mq riservati a nuove costruzioni,il 20 % do
vr avere destinazione alberghiera.
Il terreno stato diviso in comprensori: ogni comprensorio dovr
avere un PEC(piano edilizio consensuale) che conterr la descrizione dei
vari servizi)degli impianti, delle abitazioni, ecc.
L'orientamento pi corretto, che tenga conto delle caratteristiche
del turismo locale, verso strutture alberghiere non di tipo industriale, ma a conduzione familiare, che offrono al turista i vantaggi di
ambiente casalingo, e alla comunit in genere i benefici di una
di operatori e imprenditori sempre pi radicata nel tessuto

un

classe

economico

locale.
San Sicario stata ed una forza trainante per lo sviluppo

di

Cesana e certamente la presenza, a pochi chilometri, di un turismo

di

alto livello ha indotto anche nel vecchio borgo montano un balzo di timode~

po culturale: molta strada comunque va ancora fatta prima che una

na mentalit turistica riesca a permeare i comportamenti degli operatol'op~

ri locali, soprattutto privati. Basti pensare alle resistenze che

razione "circonvallazione" ha incontrato e incontra nei commercianti lo


cali convinti di non poter pi "catturare" il passante francese.Si

tra~.

ta di una visione molto miope, che non tiene conto delle attual i enormi
difficolt di percorrenza (nei periodi di punta) della via

prinipale

che attraversa l'intero paese e che sopporta tutto il traffico leggero


e pesante diretto alla frontiera. Una corretta localizzazione del tracciato della circonvallazione, con adeguate disponibilit di parcheggi,
non solo non arrecherebbe danno alle attivit commerciali, tutte
te nella via centrale, ma potrebbe rendere questa una meta

ubica~

p i acevole

48

per lo shopping o per una semplice passeggiata.


Un accenno ancora va fatto a proposito della presenza, a Cesana,
di circa 1000 posti letto sottoutilizzati, tra casermette e colonie.
Essi dipendono quasi tutti da istituti religiosi o da Enti PUbblici
che le acquistarono quando ci fu la vendita dei beni demaniali.

Sa

rebbe auspicabile trovare le forme per indurre i proprietari a ceder


le, al fine di consentirne un uso pi razionale ed e"c onomico.

Indice di Sauze d'Oulx

1.

Cenni storici e caratteri ambientali

2.

Accessibilit e bacini di gravitazione

3.

Il demanio sciabile

4.

La gestione degli impianti

5.

L'attrezzatura ricettiva e funzionale

6.

L ' apparato terziario

7.

Struttura e dinamica della popolazione

8.

Prospettive del mercano turistico di Sauze

su

1. Cenr,i storici e caratteri ambientali

Ufficialmente la pratica dello sci nella cittadina di Sauze d'Oulx


e in tutta la vallata

risa~e

alla fine del secolo scorso,ad opera di un

ingegnere svizzero, Adolfo Kind, che viene considerato l'inventore del


lo sci alpino.
Per la costruzione delle prime strutture sportive occorre arrivare
all'immediato dopoguerra, al 1946, anno in cui vengono costruiti la se~
giovi a di Sportinia e lo skilift del Triplex.
A quel tempo Sauze consisteva in un gruppo di case dai muri di

pi~

tra e dai tetti di ardesia che circondavano una bella chiesa dalla tipica architettura alpina; pi in alto,nella spianata di Sportinia, c'erano
due rifugi, uno dei quali intitolato alla memoria di Arturo Kind.,
La situazione oggi oggettivamente cambiata: lo spazio una volta
occupato da prati e pinete risulta ora fitto di costruzioni non sempre

steticamente piacevoli, ma soprattutto realizzate con intenti meramente


speculativi e senza rispondere ad un preciso piano di sviluppo edilizio.
La speculazione ha lasciato segni piuttosto evidenti nel

pano~ama

originario anche se in seguito si tentato di recuperare la vivibilit


del centro con stabili di buona qualit e inserendo i nuovi impianti in
modo pi attento e intelligente.
Prescindendo dalle considerazioni estetiche, si pu dire comunque
che Sauze riesce ancora ad offrire un'immagine dove si combinano gli elementi tipici del vecchio borgo montano insieme ad un complesso di ser
vizi turistici moderni e di elevato livello qualitativo, attirando

per

questo una clientela, fin dalle origini, di tipo internazionale.


Tra gli elementi che ne hanno favorito lo sviluppo vi la fortunata posizione geografica: sorge a quota 1509 mt, su un terrazzo natura

51

le che domina i due rami della Val di Susa -da un lato Bardonecchia e dal
l'altro Clavire- e al centro di un anfiteatro naturale formato dai monti
Basset, Triplex, Bourget, Pian della Rocca, Moucrons

e Genevris.

La posizione molto bella non solo per il vasto panorama che

di

l si gode, ma per la completa esposizione al sole e per le piste sciisti


che che si sviluppano per la maggior parte del bosco, garantendo cosi
buon innevamento, che potrebbe essere compromesso

un

dall'esposizio-

ne ad ovest.
Proprio le condizioni meteonivologiche hanno creato negli anni re
centi (76-79) non poche difficolt al turismo locale: ancora nella passata stagione l'altezza massima del manto nevoso arrivata a 60 cm, quando
nelle stazioni vicine dell'alta Val di Susa si sono toccati nello
periodo i 140-150 cm (Sestriere-Clavire).

stesso

52

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

Teoricamente Sauze d'Oulx gode di una posizione invidiabile per


quanto riguarda i collegamenti. Dista 5 chilometri dalla cittadina di
Oulx, che situata sulla Statale della Val di Susa (Valico del

Mong~

nevro, Traforo del Frejus) ed un punto di fermata della linea ferroviaria internazionale Roma-Parigi. Torino a 90 kilometri e circa

80

separano Sauze dall'aeroporto di Caselle.


Le condizioni di percorribilit della Statale della Val di Susa
sono per sempre state problematiche e, lungi dall'evitare i processi
di speculazione edilizia nei grossi centri turistici della valle, hanno penalizzato il turismo nella sua componente "di passaggio", che
proprio quella che va valorizzata ai fini di una fruizione economica
delle risorse.
Per la storia

della viabilit in Val di Susa si rimanda a quanto

detto nel paragrafo relativo a San Sicario; importante per sottolineare che come si detto, per Sauze i problemi di accessibilit

non

hanno scoraggiato lo sviluppo di tipo residenziale di cui Sauze stata oggetto fin dagli anni del boom: ne derivata una

preponderanza~

la clientela stanziale rispetto a quella "a rotazione", che ha fatto


dell'area metropolitana di Torino il bacino pi importante

di

uten-

za della stazione.
Ma non bisogna dimenticare che Sauze rappresenta anche da anni

una delle principali mete del turismo invernale degli inglesi, e che a
questo mercato si aggiunto recentemente anche quello giapponese e
tunitense (in particolare la citt di New York) , per il quale ultimo
tempi totali di trasferimento si ripartiscono in misura decisamente

st~

i
spr~

porzionata tra le poche ore di volo intercontinentale e i tempi di percorrenza in pulman dall'aeroporto a destinazione.

3. Il demanio sciabile

Le piste e gli impianti di Sauze si estendonQ

lungo tutta

superficie dell'anfiteatro naturale costituito dalle pendici dei

la
monti

Genevris, Moucrons, Pian della Rocca, Bourget, Triplex, Col Basset, e,


anche se per ora non direttamente, il versante nord

del Fraiteve.

Le piste di Sauze si estendono per oltre 110 km complessivi

su

tracciati studiati per offrire una gamma completa di difficolt.

Dal

punto di vista sciistico la

sta~one

si pu grosso modo dividere in tre

fasce. Quella principale la classica Sportinia-Triplex, cui si accede


da pi punti di partenza: dal centro di Sauze con la seggiovia biposto
della Clotes e poi con lo skilift Lago Nero; partendo da Prarion

con

la seggiovia diretta per Sportinia; oppure ancora direttamente dall'abitato del vecchio

bor~o

dj Jovenceaux,a valle di Sauze.

Da Sportinia i collegamenti sono numerosi, sia verso il Triplex


direttamente, sia verso il Bourget raggiungendo prima la cima del Lago
Nero.
Da Sportinia inoltre possibile scendere a Sestriere: gli scia
tori provetti possono raggiungere il Triplex, scendere a mezza costa fi
no all'arrivo della sciovia Rio Nero e scollinare verso Sestriere scendendo poi direttamente su Borgata; l'altra possibilit di portarsi sul
le pendici del Monte Fraitve servendcsi dello skilift del Basset, e

ra~

giungere la pista che scende al Qolle.


Gli impianti di Pian della Rocca fungono da collegamento tra il
Bourget e il Moucronsj si arriva cos alla fascia centrale: essa

compre~

de gli impianti sulle pendici del Moucrons, che consentono la discesa an


che su Pragelato e servono due piste classiche: la "nera" Olimpica e la 33.
Infine vi la zona sul versante del Genevris, servita da un

comple~

so di impianti diretti dal paese, oppure accessibile sci ai piedi dalla


cima del Moucrons, passando dal Belvedere; caratterizzata da piste

fa-

cili e poco ripide anche nella parte alta.


L'intero complesso costituisce un dominio sciabile che prende il no
me di Orsa Maggiore ed praticabile con un solo ski-pass.

54

Riportiamo di seguito la denominazione degli impianti e le loro caratteristiche tecniche.

Altitudine
partenza arrivo

Nome

Seggiovie biposto

'R

Seg~iovie

Lunghezza

Portata

mt

mt

Portata
Portata
per
per
dislivel. lunqhezza

Clotes
Sportinia
Jovenceaux-Sarnas
Sarnas-Sportinia
Pian della Rocca
Rocce nere

.Disli:v-elJ:o

1.564
1. 392
1.907
1.720
2.165

1.734
2.140
1.907
2.158
2.059
2.520

193
576
515
251
339
355

946
2.104
1.565
950
1.661
1.287

1.028
720
750
1.029
720
838

198
415
386
258
244
297

972
1515
1174
978
1196
1078

1.390

1.566

176

790

720

127

569

1.509

1.894

385

1.404

514

198

722

1.885
1.885
1.885
2.200
2.080
2.080
1.525
2.060
1.515
1.660
1.728
1.731
2.203
2.050
2.179
2.125
2.183
2.228

2.296
2.296
1.987
2.283
2.490
2.452
1. 700
2.296
1.628
1. 825
2.247
2.252
2.290
2.326
2.490
2.150
2.450
2.424

411
411
102
83
410
372
175
236
113
165
519
521
87
276
311
25
267
196

1. 230

900
900
720
530
720
720
716
715
400
614
550
720
720
500
900
25
210
75

370

1107

370
734
44
295
268
125
169
45
101
285
375
63

1107
259
173
603
755
394
586
198
353
1054
1437
318

138
280
1
56
15

454
1134
5
223
57

1. 541

monoEosto

Jovenceaux-Prarion
Cabinovia
~G

Gran Comba
Sciovie

~G

'1G
'1G
:.IG
MG
MG
PR

PR
S
S
S
S
S

s
S
S
S
S

Chardonnet 1
2
"
Scoiattolo
Costapiana
Tuasieres
Rifugio
Baby Roe
Primo Sole
Gran Villard
Pian del Sole
Mc.n cr
Lago Nero
Lago Pilone
Bourget
Triplex
Mini Sportinia
Rio Nero
Basset

S
PR
MG

Appartenenti alla Soc. Soortinia


Pian della Rocca
"
"
"
Monte Genevris
"
"

1. 230

360
327
837
1.048
550
820
495
575
1.917
1.996
442
908
1.260
185
1.060
764

55

Sa~ze

fino all'anno scorso, insieme alle stazioni di Sestriere, San

Sicario, Cesana, Clavire e Montgenevre dava vita al comprensorio

della

"Via Lattea". Essa metteva a disposizione degli sciatori oltre 100

im-

pianti di risalita e ben 400 kilometri di piste al confine fra l'Italia


e la Francia, tutte percorribili "sci ai piedi" con un'unica "carta bian
ca,che dava la possibilit di sciare oltre che sulle piste dei centri

me~

zionati, anche per brevi escursioni giornaliere su quelle di Serre Cheval


lier, Deux Alpes e Alpe d'Huez.
Si trattava pertanto del pi vasto comprensorio sciistico "sci ai
piedi" del mondo, e si differenziava dallo skipass

Dolomiti,che offre so

lo una carta di libera circolazione per zone di sci separate,e dalle stazioni ski total francesi racchiuse in un unico comprensorio separato dagli
altri.
Quest'anno venuto meno l'accordo tra tutte le stazioni, per vari
motivi che si rifanno principalmente ai grossi sforzi finanziari compiuti
dal Sestriere per realizzare l'impianto di innevamento artificiale: si so
no cos create nuove alleanze che hanno condotto ad un'organizzazione

ad una ripartizione del dominio sciabile complessivo, la cui efficienza va


quantomeno verificata attraverso i

risultati de lla prossima stagione.

L'attuale organizzazione economica, che si riflette ovviamente anche sulle possibilit pratiche di utilizzo degli impianti da parte degli
sciatori, vede Sauze collegat.a solo con Sestriere Colle per quanto

rigua~

da ski pass settimanali, mentre Sestriere Borgata, sempre per ski pass
timanali, si coll~lJ'. cnn San Sicario, ovviando all' inconveniente

se~

diella

"frattura" logistica con servizi continui di navetta.


Sauze pertanto quest'anno rimane esclusa da quell'enorme

comprens~

rio che era la via Lattea, il quale peraltro continua ad operare sotto il
nome di Gran Galassia offrendo combinazioni di utilizzo degli impianti che
includono anche tre stazioni francesi.

56

A Sauze operano due scuole di sci, nate in tempi diversi:

la

Sauze Sportinia fondata nel 1938 per iniziativa dell'Olimpionico Lui


gi Faure, ha al suo servizio 80 maestri, la Sauze d'Oulx, del
ha

1978,

20 maestri. La loro attivit va dagli allenamenti collettivi ri-

servati agli iscritti dei vari sci club, ai corsi di perfezionamento


per sostenere gli esami da maestro e da accompagnatore, alle gite fuo
ri pista in elicottero.
Per lo sci di fondo Sauze non presenta grandi attrattive.

Un

gruppo di maestri qualificati a disposizione degli appassionati

di

questa specialit che per dispone qui di un solo anello (facile)

di

km 5, non omologato FISI; raggiungibile con la seggiovia biposto di

Sportinia ed costituito da una stradina battuta che collega Sportinia con Pian della Rocca.

57
4. La g.E lstione degli impianti
I primi impianti, realizzati nel 1946, la seggiovia di Sportinia e la
sciovia del Triplex, facevano capo alla Sportinia spa, il cui pacchetto azionario di maggioranza fin da allora era detenuto dalla famiglia Caretta.
Nel novembre '80 questo pacchetto venne acqui stato dalla societ delle Funi
sciovie del Sestriere. Ora la societ Sportinia gestita dall'IFI insieme
alle societ di Sestriere SIF e SAES e conta in tutto a Sauze 16 impianti co
stituiti da 6 seggiovie e 10 sciovie.
Accanto ad essa operano altre due societ, la Monte Genevris e la Pian
della Rocca, che qestiscono altri impianti situati lunqo le pendi ci dei monti omonimi, rispettivamente 7 la prima e 3 la seconda. Per la battitura delle piste le 3 societ contano complessivamente su 11 mezzi meccanici.
Due impianti, la cabinovia Gran Comba e la seggiovia Sportinia,

sono

in funzione anche nella stagione estiva, tutti i giorni ad agosto, il sabato


e la domenica a luglio, e solo per gruppi organizzati a settembre.
La situazione occupazionale delle tre societ la seguente:
fissi
Sportinia

o c c u p a t i
stagi'Onali

totale

19

70

89

Mont e Ge nevris

18

22

Pian della Rocca

22

26

La manodopera nella quasi totalit locale: solo il 7-8% viene dalll'e


sterno. Anche i lavoratori stagionali,che sono la maggioranza, per oltre

la

met sono residenti che nelle altre stagioni praticano l'agricoltura, la pastorizia ma soprattutto l'edilizia. I lavoratori fissi sono tutti specializzati.

58
Il costo del personale assorbe la quota preponderante dei costi

com-

plessivi delle societ (circa il 38%), seguito dalla spesa per energia

ele~

trica che risente di un contratto con l'ENEL considerato estremamente oneroso rispetto alle tariffe di favore praticate oltralpe per gli impianti
di risalita.
Accanto alla carenza di agevolazioni finanziarie gli operatori met
tono in rilievo altre condizioni oggettive di inferiorit in cui gli impianti italiani si trovano ad operare, che possono influire indirettamente sui risultati economici della loro gestione, come i limiti di velocit
delle sciovie

e la frequenza obbligatoria in certe opere di manutenzione

(sostituzione delle funi).


In complesso l'esame dei costi della societ maggiore mette sostande<jli

zialmente in rilievo l'insufficiente remunerazione della gestione


impianti che caratterizza

Sauze come molte altre stazioni invernali, an-

che le pi avanzate.
Le distorsioni nei periodi di utenza, prime responsabili
go

dell'impi~

non economico delle risorse, si accompagna all'onerosit degli investi

menti, che si riflette sui bilanci delle societ, dove la voce ammortamenti assorbe una quota significativa delle uscite complessive (circa il 16%
nella stagione 1982-1983).
Il collegamento anche amministrativo con il Sestriere tiene

conto

della realt dei mercati attuali, che non dannno spazio al piccolo

impre~

ditore e richiedono invece un'organizzazione pi potente di tipo

manage~i~

le.
Mediamente la stazione sciistica di Sauze conta su una affluenza di
sciatori che si distribuisce nell'arco della stagione secondo le seauenti
modalit:
medi.a
periodo natalizio
periodo pasquale
domenica
sabato
giorno feriale

5~650

4.500
6.800
4.000
1.700

punte

11 .300
6.800

2.250

59

Nei progLammi futuri della Societ Sportinia figura il progetto di


un impianto di ihnevamento artificiale sulla pista Clotes, che dovrebbe
rantire

l'agibil i t~

g~

costante di questa pista. Non ci sono ancora previsio-

ni di tempi per questo progetto, che impegner cospicue risorse finanziarie.


Sono molto sentiti a questo proposito i confronti con altre regioni, in
ticolare quelle

di~ettamente

proprio quelle q
tanto,

facilita~e

ca, hanno messo e


vere lo

svilupp~

nanti per la

~ tatuto

pa~

concorrenti del turismo piemontese, che sono

autonomo (Valle d'Aosta, Friuli, Trentino) e peE

dal fatto di essere principalmente a vocazione turisti~ettono

in atto tutte quelle iniziative volte a promuo-

oi questo settore facendo approvare agevolazioni determi

ge ~ t ione

eConomica delle attivit legate al turismo.

Il caso {imite, e il pi recente, viene tuttavia dalla Regione Lom


bardia che ha
vista dei

f ~ n ~n z iato

campi Q n ~ti

_ l'impianto di neve artificiale

in

mondiali in Valtellina.

BU

5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale


La ricettivit alberghiera di Sauze d'Oulx

ammonta a 1.675 posti let

to, distribuiti in 31 alberghi e 8 locande (comprese anche le strutture

in

quota) secondo il seguente prospetto:

4 stelle
3 stelle
2 stelle
1 stella
locande

posti
letto

Camere

N.

Categoria

di cui posti
letto in quota

1
3
13
14

60
72
369
309

117
127
674
557

16
41
28

126

200

23

39

936

1.675

108

Si nota una netta prevalenza di alberghi "2 stelle e 1

stella~'

(3 - e 4 - _

categoria) che, secondo gli albergatori locali, non fa giustizia al

reale

livello dei servizi offerti, in quanto la classificazione degli alberghi


segue gli stessi criteri sia per le strutture della citt che per

quelle

delle localit di montagna. Sempre secondo gli operatori locali l'esisten


za dell'ascensore ad esempio, richiesta per la categoria tre stelle,

non

si giustifica nella maggioranza degli alberghi di montagna, di solito poco elevati, ma questa assenza non pregiudica il loro livello

qualitativo 1

affidato invece ad altri tipi di servizi.


I dati disponibili presso l'Azienda di Soggiorno sulle presenze turist~
che alberghiere nei mesi invernali, e aggiornati a tutto l' 84, danno

per

queste strutture un coefficiente di utilizzo per gli ultimi anni abbastanza


soddisfacente, se paragonato a quello di altre stazioni invernali (1) :
1980-81
1981-82

38%
50 %

1982-83
1983-84

62 %
53 %

(1)-Per il calcolo di questo coefficiente ci si basati su una stima della durata media della stagione sciistica pari a 130 giorni.

61

La ricettivit in strutture residenziali, aggiornata al 1984, il ri


sultato di una stima fatta a partire dal numero delle abitazioni non occupate, escluse cio quelle ad uso dei residenti. Queste risultano pari

5.140, di cui 150 appartenenti al nucleo urbano antico, e 4990 di costruzio


ne pi recente.
Una stima del numero medio di stanze per abitazione, fatta sulla base
dei dati di censimento, consente di arrivare al numero totale di camere pari a 10.665; calcolando una densit per stanza pari a 1,4 si. ha W1'offerta"
totale "di 14.930 posti letto in seconde case.
I dati censuari evidenziano nettamente la tendenza ad offrire sul mer
cato appartamenti di dimensioni via via pi ridotte: il numero medio di stan
z e, che nelle abitazioni precedenti al 71 si avvicinava a 3, nelle abitazioni successive scende a 2,05.
L'evidente sovradimensionamento della ricettivit privata rispetto
alla ricettivit a rotazione pone anche Sauze di fronte a tutti quei problemi tipici delle stazioni invernali, cio congestione su tutti gli impianti e
le infrastrutture nei periodi di punta e subutilizzo nei restanti periodi, che
precludono una utenza ben distribuita di tutti i servizi che la stazione offre.
Gli operatori locali pongono grandi speranze, per il superamento

di

questa condizione, nell'operativit del piano regolatore, approvato a maggio


dopo un iter di 4 anni e ora alla firma: esso riflette il superamento

del

principio della seconda casa come speculazione, e la convinzione che occorre


puntare sulla clientela a rotazione.
Le due possibili strade per mettere in pratica questo orientamento,e
cio incremento della ricettivit alberghiera e reperimento di posti letto
turistici in "rotazione d'uso" presentano entrambe non poche difficolt nel
contesto di Sauze. Il finanziamento per la ristrutturazione degli alberghi

62
previsto dalla legge regionale, ma i

s~

tempi per gli esiti delle richieste

no considerati estremamente lunghi, a scapito del valore reale del

prestito

ottenuto; sempre nel parere degli operatori l'esiguit dei contributi non

f~

vorisce il piccolo imprenditore, che dovrebbe essere il beneficiario principale della legge, in quanto le grandi societ possono disporre di fonti

di

finanziamento alternative.
L'altra soluzione, quella del recupero di una quota delle seconde case per il mercato dei soggiorni turistici, realizzabile solo a determinate condizioni, prima fra tutte la concentrazione logistica degli

appartame~

ti, per evitare insormontabili problemi di gestione.


In quest'ottica si pone la recente convenzione stipulata con la FIAT,
proprietaria dell'edificio che ospitava la colonia, per utilizzare lo stes
so come residence: con le opportune trasformazioni questa struttura pu o!
frire un cospicuo numero di posti letto accentrati, di cui comunque
ficile per ora stimare l'entit.

dif

63

6. L'apparato terziario
A differenza di Sestriere che non possedendo un centro urbano punta
esclusivamente sull'offerta-sci, Sauze punta su una immagine della stazio
ne legata alla vivibilit del paese, e quindi a migliorare l'offerta delle strutture alternative allo sci.
Attualmente la struttura commerciale conta 46 negozi fissi al minu
to, 11 ristoranti, 3 pizzerie.
Le strutture per il tempo libero consistono in un cinema, una sala
giochi e 8 discoteche, pi numerosi bar, alcuni dei quali stagionali.
Come impianti sportivi i turisti possono contare su un campo di

pa~

tinaggio su ghiaccio diurno e notturno, 4 campi da tennis estivi e uno in


vernale coperto, un campo di tiro a volo e un laghetto per la pesca alla
trota.
A Sauze operano una scuola materna e una scuola elementare, inoltre
sede dell'Azienda di

Soggiorno~TursmoYa

ricordata infine la presenza

dei seguenti servizi che completano l'apparato terziario:


farmacia
ambulatorio traumatologico
ufficio cambio
sportello bancario
vigili del fuoco
poste e telegrafi
servizi trasporto urbano
soccorso alpino
Altri servizi come la guardia medica, il medico condotto, il servizio di am
bulanza provengono dalla vicina Oulx, dove si trova anche) come gi ricordat~

una stazione della linea ferroviaria internazionale Roma-Parigi.


Nel 1981 si costituita la Sauze Promotion, associazione privata

di

operatori turistici che opera per sviluppare con opportune campagne promozionali l'immagine della sta z ione ai diversi livelli. Di essa fanno parte al

64

bergatori, societ di impianti di risalita, commercianti, maestri di sci,


artigiani e professionisti, che collaborano per coordinare e promuovere,
in accordo con il comune e l'azienda di soggiorno, iniziative

sportiv~,

turistiche e culturali.
Accanto alle manifestazioni sportive in campo sciistico, sono state rea
lizzate quest'anno alcune importanti infrastrutture: la copertura del campo da tennis, Un kinderheim, un servizio pubblico di collegamento tramite
navette con l' abi tato di Jovenceaux per i trasferimenti in paese e

. li!l<jli

impianti di risalita. Questa iniziativa,tesa ad alleggerire il pi possibl


le il traffico automobilistico urbano, si affianca a quella gi presa

in

precedenza di introduzione della circolazione a sensi unici, che hanno facilitato lo scorrimento in paese e i parcheggi.
Come programmi futuri, il traguardo pi immediato quello del Palaz
zettol ,dello Sport.

65

7. Struttura e dinamica della popolazione

Sauze uno dei pochli i.centri di sport invernali dove la popolazione


residente costantemente aumentata dal 1951 ad oggi. Si passati

dalle

488 unit del 1951 a 547 nel 1961 a 789 nel 1971 a 918 nel 1981.
La popolazione ulteriormente aumentata negli anni successivi

al-

l'ultimo censimento e attualmente ammonta a 960 unit. Questo trend gi


di per s significativo delle attese della popolazione nei confronti delle potenzialit economiche e sociali del luogo, e si accompagna ad un altissimo grado di

partecipazio~e

al lavoro quale espresso dal tasso di at

tivit della popolazione, che supera il 48% (la media provinciale

del

44 %). Solo il 6% risulta disoccupato o in cerca di prima occupazione, con


tro il 10% medio provinciale.
Sul settore turistico e sulle attivit ad esso legate gravita
quota pi cospicua (51%) della popolazione in condizione
che assorbita per il 35% dal commercio

la

professinale

(compresi gli alberghi e gli

e-

sercizi pubblici), per il 6% dal settore dei trasporti (che include parte
degli impianti di risalita) e per il 18% dai servizi (che 'comprendono impianti di risalita. maestri di sci ., servizi turistici) .
Anche l'attivit edilizia rappresenta ancora un'importante

fonte

di reddito, insieme all'agricoltura (assorbono rispettivamente il 17 % ed il 13%


degli occupati) , mentre un ruolo marginale svolgono le attivit artigiane
(soprattutto di servizio).
Un peso notevole hanno i posti di lavoro stagionali,

che coprono

per oltre un terzo il fabbisogno complessivo di manodopera del settore com


merciale

(132 unit che affiancano le 248 addette al commercio fisso).

Negli impianti di risalita la manodopera stagionale costituisce

la

maggioranza, ma viene attinta nella quasi totalit dal mercato locale men
tre solo il 7-8 % viene dall'esterno. Come abbiamo gi detto i residenti

o~

cupati stagionalmente, nei periodi residui praticano l'agricoltura, la pa-

66

storizia, ma soprattutto l'edilizia.


Le occupazioni legate al turismo si presentano tra loro notevolmente diversificate: mentre il lavoro alberghiero necessita di una
na professionalit e soprattutto di tradizioni turistiche, le

bu~

occupazi~

ni ai livelli pi bassi sono svolte in condizioni talvolta molto

dure

e necessitano di spirito di sacrificio: le nuove generazioni si orienta


no verso professioni pi facili, che conferiscono loro anche una immagine sociale diversa, come quella del maestro di sci che viene alimenta
ta costantemente dai serbatoi locali.
La scuola di sci di Sauze conta attualmente 100 maestri di sci.

67
SAUZE D'OULX
popolazione attiva residente

1971
Rami

1981
Totale

Totale

Agricoltura

53

58

40

17

57

Industria

13

16

26

32

Edilizia

54

55

73

76

Commercio, alberghi
e pubblici esercizi

65

53

118

77

80

157

Trasporti e comunicazioni

19

20

25

28

Credito e assicurazioni

pubblica Amministrazione

11

12

33

33

66

25

56

81

245

100

345

278

169

447

Servizi pubblici e privati


Totale

Posti di lavoro

1981

1971
unit

Rami

locali

addetti

unit
locali

addetti

Agricoltura

Industria

10

21

Edilizia

69

33

64

Commercio

32

68

43

95

Albe r gh i e pubblici esercizi

35

111

64

153

Trasporti e comunicazioni

14

68

Credito e assicurazioni

15

16

Pubblica Amministrazione ( 1)
Servizi pubblici e privati (2)
Totale

(~)

(1) non censita al 1971


(2) dati non confrontabili

12

20

41

98

293

186

475

68

8. Prospettive del mercato turistico di Sauze


Fin da quando, 20 anni fa, l'ing. Caretto and personalmente a cercare clienti in Inghilterra, questo paese rappresenta per Sauze un

insostitu~

bile bacino di clientela: per questo l ,'attuale crisi economica inglese costituisce un grosso motivo di allarme per il turismo locale,perch Sauze
trae,del potenziale mercato inglese, la fascia pi esposta alle

a~

oscillazi~

ni del reddito e si pensa che anche il prolungato sciopero dei minatori far
sentire i suoi effetti.
Col passare degli anni comunque gli operatori turistici hanno

fatto

molto per cercare nuovi mercati, e recentemente una iniziativa dell'Alitalia ha permesso di aprire anche il mercato degli Stati Uniti, in

particol~

re della citt di New York che, date le dimensioni, di per s un bacino


enorme: si sono organizzati dei voli speciali sfruttando i voli che

erano

sottoutilizzati. Bisogna tenere presente che per venire in Italia gli abitanti di New York fanno soltanto un'ora di volo in pi che per andare

sciare sulle Montagne Rocciose.


Gli operatori turistici privati, lo dimostra la Sauze Promotion, sono
molto attivi nel promuovere a tutti i livelli lo sviluppo di Sauze,

facil~

tati in questo dalla sostanziale identit di vedute con l'amministrazione


locale.

Questa anzi in taluni casi stata l'elemento trainante,

come

per l'unificazione delle scuole di sci e degli sci-club, che stata realizzata su iniziativa del comune.
Localmente, peraltro, si avvertono alcune carenze, che a loro avviso
solo un intervento pubblico potrebbe colmare . Un tipo di intervento che
ritenuto molto importante sarebbe quello di predisporre degli studi di tipo economico, che diano informazioni sull'andamento del reddito in altri
paesi: ci consentirebbe di conoscere quali sono le aree che stanno attra
versando periodi economici favorevoli e che potrebbero diventare
li clienti.

potenzi~

69

L'opera dell'ente pubblico nella loro ipotesi dovrebbe limitarsi


solo alla diffusione delle notizie relative agli andamenti dei mercati, lasciando l'iniziativa degli interventi concreti agli operatori

t~

ristici, che curerebbero direttamente la pubblicit e l'azione presso i


vari paesi.
Un'altra carenza molto sentita, e non soltanto a Sauze, la generale disattenzione degli enti pubblici italiani, Stato compreso, per le
esigenze degli operatori del tur ismo invernale: l'esempio che

ricorre

sempre quello della Francia, dove una legge nazionale ha diviso il


se in tre zone in cui a turno ogni anno le scuole usufruiscono di

pa~

una

settimana di chiusura aggiuntiva al periodo natalizio. Questa soluzione


permette di organizzare le vacanze scolastiche in modo da favorire un af
flusso nei centri di sport invernali pi diluito nell'arco dell ' inverno .

7U

Indice del Colle del Lys

1. Notizie storiche e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile: situazione e progetti
4.

L'attrezzatura ricettiva e ftmzionale e il flusso turistico

5. 1 problemi della stazione


6. Valutazioni di efficienza e forme di intervento

71

1. Notizie storiche e caratteri ambientali

Il Colle del Lys situato a meno di 50 km da Torino sullo spartiacque Val di Susa-Val di Lanzo, tra Almese e Vi, in una posizione che

si

pu definire "prealpina". E' accessibile sia dalla provinciale proveniente da Rubiana, sia dal versante di Vi.

La maggiore attrazione

della sta

zione costituita dalla comodit di raggiungimento da parte degli utenti


del bacino metropolitano, e la identifica pertanto come uno "stadio della
neve" che permette la pratica dello sci con spostamenti di breve durata .
Il luogo ha peraltro anche notevoli attrattive sia ambientali che strut
turali, che lo rendono appetibile se non allo sciatore provetto, comunque ad
una ampia fascia di "livelli di abilit", ed anche come meta di gita domeni
cale per il bacino dell'area metropolitana.
La stazione unicamente un piccolo centro sciistico costituito da un
piccolo sistema di impianti collegati (4 sciovie)/

da un

albergo-ristor~

te, e da un bar i cui gestori sono anche i soli residenti del Colle.

Non 'c~

sono altri insediamenti, n terziari, n residenziali.


E' nata nei primi anni '60 ad opera di un privato che fece realizza
re la prima sciovia, corrispondente all'attuale Monte Arpone. I progetti
di sviluppo furono poi portati avanti all'inizio degli anni '70 dai proprietari attuali, che

realizz~rono

oltre agli impianti di risalita anche

le altre infrastrutture (albergo, ristorante,bar, ecc.).


E' situata a poco pi di 1200 metri e il punto pi alto raggiungibile
con gli impianti arriva a 1400 mt. L'esposizione delle piste verso nord est favorisce in annate normali una discreta tenuta e durata del manto ne
voso e mitiga in parte l'handicap costituito dalla concomitanza

d~i

due e

lementi: bassa quota e posizione non "continentale", cio situata all' im


bocco della montagna.

72

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

Il colle del Lys dipende amministrativamente da Vi, ed ha anche una


strada di accesso da quel versante, ma gravita totalmente come afflusso dal
l'altro versante, quello di Rubiana, in quanto lapotenzialit maggiore

di

utenza fornita chiaramente dall'area metropolitana e solo in esigua misu


ra dalle Valli di Lanzo .
Il comune di Rubiana pertanto coinvolto direttamente per molteplici
aspetti con il turismo invernale originato dalla stazione del Lys, per

il

fatto stesso di costituire un passaggio obbligato per raggiungere gli impianti .


Alcune ricadute sono decisamente positive, e riguardano le attivit
rompens~

commerciali del paese, che infatti rimangono aperte la domenica,


do con la chiusura totale il mercoled.

Il regolamento commerciale inoltre permette ai commercianti: di tenere


chiuso l'esercizio nelle stagioni morte (come ottobre), segno evidente del
l'influenza determinante dei flussi turistici estivi e invernali.
Una ricaduta negativa la registra invece l'amministrazione comunale
per la manutenzione delle strade: i tratti esterni della provinciale sono
a carico della provincia ma il tratto che attraversa il paese spetta

al

comune, e questa manutenzione grava sul bilancio in misura 5 volte

maggi~

re di un comune analogo ma senza caratteristiche turistiche (come

Almese).

Per altre voci di bilancio collegate con le presenza turistiche (come il dimensionamento di acquedotti e fognature), tutti i problemi si riferiscono alla stagione estiva, in quanto i villeggianti di Rubiana
vanno considerati come un importante bacino di utenza per gli

non

impianti

del Lys. In altre parole il fatto che a poca distanza si possa sciare non
un elemento determinante per la scelta di Rubiana come luogo della

se-

73

conda casa.
Rubiana un comune che vive sul turismo, ma il pi importante decisamente quello estivo e la presenza del Lys ha ricadute solo marginali
sulla sua economia, che invece ricava i vantaggi maggiori dall'attivit
turistica estiva.
Ci sono due alberghi e due locande, per un totale di 63 posti letto
(16 bagni), e un campeggio che per di tipo residenziale e non quindi da annoverare tra le attrezzature ricettive a rotazione. Le presenze
alberghiere per l'anno 1983 sono state 2016.
A fronte di questa .Eicettivit sta quella residenziale consistente
in 1752 abitazioni disponibili per. vacanze con 5785 stanze.
La popolazione dopo il 1981 risulta in lieve aumento, non tanto in
virt di nuove potenZialit di lavoro quanto della scelta di Rubiana come residenza primaria da parte di una certa fascia medio alta di lavoratori "pendolari" con occupazione a Torino. E' facile trovare casa a Rubia
na, se si hanno disponibilit finanziarie, perch essendo sotto i

5000 a-

bitanti, non sottoposta alla legge sull'equo canone. Inoltre presenta


buoni collegamenti pubblici con Avigliana e Rivoli, ai fini della

freque~

za dei figli alle scuole medie inferiori e superiori.


Per quanto riguarda le attivit produttive, oltre al settore commerciale, di cui si gi detto, continua a "tirare" quello edilizio, sopra!.
tutto per ristrutturazioni,per le quali continua ad esserci una forte domanda.

74
3. Il demanio sciabile: situazione e progetti

Gli impianti del Lys sono costituiti da 4 sciovie, di cui tre


no capo ad una S.A.S.

fan-

(Societ Sciovie del Lys): il Belvedere, la Cumba

e la Betulla, ed una, la sciovia Monte Arpone, appartiene ad un privato.


Le

caratteristiche del sistema di impianti sono descritte nella ta

bella seguente:

Altitudine
partenza arrivo

Nome

Dislivello

Portata
h

Lunghe~

za

Lungh.x
port./h

Dislivel.x
portata/h

1302

1408

105

562

400

59

,2,24

Cumba

1207

1410

203

720

700

146

504

Betulla

1285

1361

76

709

350

53

24S

Monte Arpone

1277

1378

101

703

400

71

281

<- Belvedere

Le piste sono sette: 3 facili, 4 medio-facili, larghe circa 25-30 mt,


con una lunghezza che va da 1000 a 1200 mt.
La stazione dotata di 3 mezzi meccanici per il mantenimento delle

p~

ste: un gatto delle nevi BIT, un P15 e una motoslitta.


La stazione offre anche una scuola di sci con disponibilit, nei giorni
festivi e nelle vacanze, di 6 ma estri in totale.
L'entit

dei passaggi giornalieri calcolati meccanicamente presso le

partenze delle singole sciovie si collocata nella passata stagione

sulle

5000 unit nelle giornate di punta, il che porta ad una stima di presenze
massime di sciatori/giorno nella stazione di circa 500 unit.
Durante le feste natalizie la media giornaliera di 400 persone, mentre in periodi normali si hanno valori di 200-400 per le domeniche, e di 100200 per i sabati, cui vanno aggiunti rispettivamente 500 e 100 accompagnato-

ri.

75

Occorre dire che la stagione 83-84 stata particolarmente sfavorevole


per tutto il versante piemontese dell'arco alpino; per valutare la consistenza e la potenzialit turistica del Colle del Lys opportuno confrontare i movimenti della stagione passata con quelli di una stagione "medioalta"

(1979-1980).
Prendendo come riferimento il prezzo del giornaliero intero, a fron-

te di un prezzo unitario pari al 52% di quello dell'ultima stagione, si e


ra avuto nel 1979-1980 un incasso una volta e mezza superiore.
Si riportano di seguito i dati sulla biglietteria relativi alla stagione scorsa, ed un raffronto tra le due stagioni menzionate.
1983-84
Tipo di biglietto

giornaliero festivo
FISI
"
Sci Club
"
feriale
"
mezzo festivo
Sci Club

"

Tariffe

Biglietti
venduti
1979-1980

10.500
9.500
9.000
9.000

619

2.485

7.000
6.000

1.266

3.222

234
195
71

615
406
433

feriale

6.000

15 punti
7 punti
altri a punti

9.000

Biglietti venduti

Per quanto riguarda il futuro, il programma principale, e il pi ambizioso, riguarda l'impianto di innevamento artificiale.
La societ si gi fatta fare i preventivi: la spesa maggiore costituita dal compressore Ingersoll (40-60 milioni), cui va aggiunta

la

spesa per i cannoni, che costano 4-5 milioni l'uno. Il consumo d'acqua

76

sui 400-500 litri/minuto e costituisce l'ostacolo pi grosso. Questo problema secondo la societ si dovrebbe risolvere se la Provincia costruir
l'acquedotto per installare servizi igienici supplementari sul

piazzale

(per il quale ha gi stanziato i primi 100 milioni).


Grazie ad un preesistente contratto con il comune, gli impianti hanno attualmente diritto a prelevare 1000 lt d'acqua giornalieri a

titolo

gratuito, ma rinuncerebbero a tale diritto qualora potessero usufruire del


futuro acquedotto.

77

4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale e il flusso turistico

Il Colle del Lys si identifica con il modello definito "stadio della


neve", per il quale non vale il discorso della disponibilit dei posti let
to per le settimane bianche o i week-ends

perch la sua vicinanza ad

un

grosso bacino di utenza (Torino) non giustifica il pernottamento.


La particolare situazione del Lys si riflette sul tipo di conduzione
della stazione in complesso, che una conduzione familiare per eccellenza;
pur presentandosi giuridicamente come una S.A.S. con 3 soci, in realt
un'unica famiglia che gestisce gli impianti, l'albergo, il bar-ristorante e
la scuola di sci, e provvede anche alla manutenzione delle piste.
L'albergo, sul tipo della locanda, ha recentemente diminuito la ricet
tivit, perch il proprietario ha trasformato l'ultimo piano in appartamentini, e li affitta per tutto l'anno.
L'operazione si giustifica con la constatazione che il Lys non mealcu ~

ta di settimane bianche, e scarsamente di week-ends, perch non offre

no svago, al di l dello sci. Un'operazione di tipo immobiliare in una zona


che si pu considerare sufficientemente paragonabile a questa (Alpe

Bianca

di Vi), con l'obiettivo di"adeguare la stazione ad un pi ampio flusso

tu

ristico", che ha comportato la creazione di 60 posti letto, non ha dato

risultati sperati, poich oggi le esigenze sono aumentate e a parit di

pre~

zo le persone chiedono anche delle strutture per il tempo libero, che qui so
no totalmente assenti.
Per quanto riguarda il Lys il piano regolatore di Vi non prevede svi
luppi in tal senso ed ha respinto il progetto di una lottizzazione che doveva farsi proprio sul terreno antistante il piazzale da cui partono gli

im-

pianti, di fronte all'albergo.


Tale progetto non era visto sfavorevolmente dai gestori degli impianti e attualmente unici residenti sul colle, che ne avrebbero ricavato, a det

78

ta loro, alcuni vantaggi sotto forma non tanto di maggiori presenze sugli
impianti, ma di minore isolamento e di maggiori garanzie per quanto

rigu~

da la pulizia delle strade di accesso.


Attualmente la locanda dispone di 3 camere con 10 posti letto totali,
mentre la parte trasformata in appartamentini pu ospitare 16 persone.
L'obiettivo di rendere vitale il centro anche nella stagione estiva
ha condotto alla creazione del Centro per lo sci d'erba, patrocinato dalla FISI e dal Coni. Usufruisce di un tratto della pista sottostante all'
impianto della sciovia del Belvedere lunga 250 mt (arrivo presso l'albergo) ed sede di gare nazionali . .

79

5. I problemi della stazione

Il problema pi grosso appare costituito dalla dipendenza

amministr~

tiva da Vi, che data la posizione geografica, non sente i problemi

del

Lys, e non stimolata a risolverli non avendone nessuna ricaduta.


Si lamentano inoltre gli enormi ritardi da parte dell'Amministrazio
ne regionale nel procurare delle dichiarazioni di pubblica utilit

sui

terreni.
Infine viene sottolineata l'incongruenza di dover pagare un cospicuo indennizzo per ogni ettaro di terreno da rimboscare quando i lavori
di allargamento di una pista comportano l'abbattimento di alberi,

mentre

il coltivatore diretto che deve disboscare per migliorare i pascoli riceve un contributo dall'ente pubblico.

BO

6. Valutazioni di efficienza e forme di intervento

Le specifiche connotazioni della stazione del Colle del Lys (conduzione


familiare degli impianti ,del b~ e dell'albergo ristorante, assenza di struttu
re terziarie e di strutture residenziali) non permettono di valutarne l'effi
cienza secondo i parametri standard applicabili alle stazioni invernali

di

una certa dimensione.


Se un giudizio si pu dare quello che si trae dall'insieme di tutte
le informazioni a disposizione, ed un giudizio tutto sommato positivo,che
riposa per proprio sul tipo di conduzione in economia, e affidato sostanzial
mente all'impegno e alla volont dei gestori proprietari.
L'impressione che la stazione in complesso, cosi gestita, non
grossi problemi finanziari: gli ammortamenti degli impianti vengono

abbia

effett~

ti nella misura .el 10% anno, l'ulti1T!o iJTlniant.o realizzato qi stato

com-

pletamente ammortizzato, e per quanto riguarda l'ambizioso progetto di innevamento artificiale, un'attenta valutazione dei costi e dei benefici ne

fa

prevedere una gestione non deficitaria.


Non sembra il caso di suggerire forme di conduzione di tipo manageriale,
ed ampliamenti del dominio sciabile con la creazione di nuovi impianti, data
la bassa quota della stazione e il tipo di prodotto/sci offerto, che anche in
futuro potr soddisfare solo una limitata fascia di sciatori.
La conduzione attuale pare la pi corretta e quella pi in grado di adattarsi alle oscillazioni del mercato, che essenzialmente locale, senza
velleit di inserirsi in circuiti di domanda pi vasti.

Occorre precisare

per che queste valutazioni si riferiscono al complesso dei servizi offerti


dagli operatori locali e non alle varie attivit singolarmente considerate.
Il ricavo proveniente dalla gestione degli impianti/anche in annate mol
to favorevoli, non risulta infatti sufficiente a remunerare il lavoro implicito nella gestione stessa: gli impianti vanno pertanto considerati come quel

81

l'elemento di attrazione avente la funzione di convogliare sul posto i turisti,i quali porteranno il loro reale beneficio economico solo nella loro
veste di consumatori degli altri servizi offerti (bar-ristorante,scuola di
sci) .
Sembra ripetersi qui, su scala ridotta e con premesse diverse, quella
tendenza alla gestione globale delle stazioni di sport invernali che si sta
affermando in varie parti d'Europa, e che pare la sola in grado di superare
la diseconomicit implicita nella gestione degli impianti di risalita.

82

Indice di Limone

1. Cenni storici e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile
4. La gestione degli impianti
5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale
6. Struttura e dinamica della popolazione
7. Problemi di viabilit interna ed esterna
8. I progetti di sviluppo

83

1. Cenni storici e caratteri ambientali

Limone, posta all'estremo sud del Piemonte al confine con la Francia,


viene definita dagli abitanti d'oltralpe come "la pi francese tra le stazioni sciistiche italiane". Ci dovuto non solo alla posizione geografica che fin dai tempi pi antichi ha favorito i rapporti commerciali
il nizzardo e con tutto il sud francese, ma anche alla

con

comune matrice

culturale occitana.
Limone ha origini antiche e di esse conserva ancora alcune vestigia
nella sua architettura,tipica dei villaggi alpini. Testimonianze di insediamenti umani che risalgono a tempi lontanissimi si trovano ancora

sulle

montagne circostanti, come i graffiti del Monte Bego e i ruderi di tipiche


fortificazioni preistoriche, gli antichi "castellari". Da non dimenticare
che i Romani lastricarono la strada per attraversare le Alpi valicando il
Monte Cornio, l' a ttuale Colle di Tenda. Grazie ad una importante linea fe!.
roviaria e ad una strada internazionale, quella che valica il Colle di Ten
da, Limone comodamente accessibile dalla Liguria occidentale e dalla Costa Azzurra, nonch dalla pianura cuneese, da Torino e da Genova.
Questa caratteristica ha determinato lo sviluppo di Limone come stazio
ne della cosiddetta prima generazione.
La pratica dello sci alpino nella provincia di Cuneo ebbe infatti inizio fin dai primi anni del novecento, sui modesti pendii posti nelle vicinanze immediate del nucleo urbano di pi antico insediamento, dove si svol
sero le prime competizioni.
Lo sfruttamento delle potenzialit turistiche invernali venne

perta~

to ad inserirsi su una consolidata fama di centro turistico estivo, ottenu


ta grazie ad una posizione altimetrica del nucleo urbano (1010 mt) non eccessiva e adatta a tutte le et, e ad un ambiente fisico e naturale ideale
per passeggiate ed escursioni.

84

A queste risorse naturali Limone ha via via aggiunto altre attrafttive


di tipo organizzativo e strutturale, come infrastrutture turistiche e mani
festazioni culturali, sportive e popolari che spaziano nei vari campi della musica e delle arti visive.

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

Limone viene chiamata la montagna "delle due riviere'; per la sua posizione geografica posta a cavallo tra lo spartiacque costituente il confine naturale tra la pianura cuneese, la riviera di Ponente e la Costa Az
zurra.
Fin dalla fine del secolo scorso le relazioni tra queste aree

geogr~

fiche furono rese possibili grazie alla realizzazione di importanti infra


strutture stradali e ferroviarie, che fecero di Limone un centro di transi
st~

to internazionale. Il traforo del Colle di Tenda, che risale al 1882,


to il primo tunnel stradale attraverso le Alpi, e la galleria

Limone-Viev~

la, per molti anni la pi lunga d'Europa, fu realizzata anch'essa in tempi


abbastanza remoti, e permise il collegamento ferroviario. Questo

rimase

poi interrotto per oltre un trentennio nel tratto francese della Valle del
Roja, a causa delle vicende belliche, e ripristinato poi nel 1979. Il reg!
me attuale di utilizzo, pur presentando buoni risultati in termini di movi
mento di passeggeri, potrebbe essere migliorato dall'elettrificazione della linea.
L'accesso stradale avviene attraverso

la

SS

20

del

Colle di

Ten-

da, il cui tracciato risale al secolo scorso e non ha subto sostanziali mo


difiche, pur trattandosi di un collegamento internazionale. Si

; ricdrdano

le strozzature in corrispondenza degli abitati di Roccavione e Robilante,e


quella alla intersezione delle grandi arterie con il traffico urbano

di

Cuneo e Borgo San Dalmazzo.


La SS 20 prosegue oltre il concentrico di Limone con un tracciato

in

alcuni tratti piuttosto difficoltoso per la presenza di numerosi tornanti


a forte pendenza, inevitabili peraltro al fine di raggiungere gli impianti
di quota 1400 e proseguire poi in territorio francese. Qui la viabilit
stata recentemente migliorata nel primo tratto

con un radicale ammoderna-

mento / mentre la parte restante presenta numerose strettoie con pareti


strapiombo sul fiume.
Non migli0re la situazione della SS 20 in territorio ligure.

86

3. Il demanio sciabile

Il demanio scia bile di Limone, denominato Riserva

Bianca, si prese~

ta come un'area sciistica di circa 5000 ettari disposta a semicerchio intor


no al nucleo urbano, in grado di offrire circa 100 km di piste battute

ac-

cessibili attraverso 33 impianti . Originariamente questi impianti facevano


capo a diverse societ di gestione, sorte con obiettivi individualistici

spesso in concorrenza fra di loro.


Col tempo per la domanda degli sciatori, sull'esempio della scuola fran
cese,si evoluta verso un nuovo modo di concepire la pratica dello sci

al-

pino, che permettesse di fare "sci ai piedi" notevoli spostamenti, sviluppare nuove conoscenze dell'ambiente e sfruttare in modo ottimale i versanti che
a seconda dei momenti presentavano caratteristiche pi favorevoli di esposizione, innevamento, riparo dal vento.
Le tre societ singole di gestione,Tre

Amis,

SLAT e Alpe di Limonet-

to hanno pertanto realizzato il collegamento amministrativo degli impianti


raggruppandosi in un'unica struttura consortile denominata GEAT, che ha reso possibile percorrere "sci ai piedi "l' area sciabile con un unico skipass.
La riserva bianca suscettibile di una notevole integrazione con zone confinanti oggetto di concreti programmi di sviluppo (sia sul
francese di Caramagne, sia su

quello di Vernante)) non quindi

versante
possibH.'e

una esatta perimetrazione di tutta l'area potenzialmente percorribile.


Al momento attuale la parte attrezzata si pu per comodit di descrizione dividere in 5 aree:
- l'area interna al territorio urbano di Limone
- l'area del Cros
- l'area del Sole
- l'area dei Tre

Amis

- l'area di Limonetto.

B7
La prima

area, che come abbiamo accennato ha visto l'inizio della pra-

tica dello sci alpino nel Cuneese, stata via via relegata alla funzione
di campo scuola, per due fattori concomitanti: da un lato la disordinata cre
scita urbanistica dell'agglomerato urbano, che ne ha sensibilmente ridimensionato l'ampiezza, dall'altro l'evoluzione avvenuta nella pratica dello sci,
che ha fatto nascere una domanda di aree sciabili pi vaste e articolate.
Anche in questa veste pi ridotta comunque ricopre ancora un ruolo im
portante nell'insieme dell'offerta turistica di Limone, per i bambini,
principianti e quella fascia di sciatori con scarsa preparazione

tecnica,o~

tre che costituire una soluzione di ripiego per le giornate non adatte alla
fruizione degli impianti in quota.
All'interno di questa area la zona pi grande
"maneggio"; gli impianti che servono

Altitudine
partenza
arrivo

quella denominata

quest' area\ 'sono i seguenti:

Dislivel. Lunghez
mt
mt

Portata
h

--

Portata Portata
Anno di
per
per
entrata
dislivel. lunghezza in serv

Sciovl.e
S'. Secondo
Gegia
Baby
Campo Principe
Braia
Baby Bric

1175
1140
1130
1090
1060
1072

1065
1065
1065
1045
1040
1060

110
75
65
45
20
12

550
420
400
320
150
140

500
500
480
720
300
300

55
37
31
32
6
4

275
210
192
230
45
42

1979
1971
1972

Un'unica breve sciovia serve inoltre una modesta area sciabile, quella di S.Anna, da ricordare qui perch inserita anch'essa in un contesto ur
bano, appunto quello della frazione S.Anna, con queste caratteristiche:

Alti tudine
partenza
arrivo

Dislivel. Lunghez. Portata


h
rnt
mt

Anno d :
Portata Portata
entrat i'
per
per
dislivel. lunghe zza in ser

-Sciovia S.Anna

1078

1108

30

180

300

54

1965

BB

L'area del Cros

gode di uno scenario ambientale che ricorda al-

cuni paesaggi dolomitici, trovandosi al centro di un vasto anfiteatro


roccioso costituito dalle pareti sassose della Cima Fascia e del monte
Jurin .
La sua localizzazione decentrata rispetto al blocco pi grosso

d~

gli impianti , da cui separata geograficamente dall'abitato di Limone,


pone attualmente questa area in una posizione di secondo piano, i 1 che ha
condotto a fare programmi di nuovi impianti di collegamento in grado di
reinserirla nel circuito principale. Attualmente servita da 4 impian-

ti.

Altitudine
plrt~n:t:a

arrivo

Dblivd . Lunghez. Portta


mt

mt

Portata

Portota

per
dislivel.

per

IInno di
entrata

lunght:zza in

~erv .

Seggiovia
monoEosto
Cros

1030

1465

435

1580

400

174

632

1970

Sciovie
Marmorera
Topolino
Armell l na

1450
1450
1313

1885
1545
1545

405
95
232

1260
370
650

720
420
720

292
40
167

907
155
422

1981
1974
1975

L'area sciistica del Sole "

gode di una combinazione di elementi

tivi che la rendono ottimale per la p ratica

qualit~

dello sci: panoramica,

giata, con pendii volti a nord ovest e quindi poco influenzati

sole~

dall'irra~

giamento solare, accessibile direttamente dal concentrico di Limone con


una seggiovia biposto, e la sua posizione centrale ne fa un passaggio obbligato per accedere alle altre aree sciistiche "sci ai p d.: di".
Gli impianti da cui servita permettono agli sciatori di percor rere spazi vastissimi scegliendo le piste pi adatte alla loro capacit

89

con la possibilit di usufruire di numerosi punti di ristoro dislocati


lungo i percorsi. La quota massima si raggiunge sul monte Alpetta, che
supera i 2000 mt e d la possibilit di percorrere tratti molto impegn~
tivi. La pista omonima omologata per ospitare competizioni nazionali
e internazionali di ogni tipo.
La caratteristiche tecniche degli impianti sono le seguenti:
IL

__

----------~--------------------~--------~--------~--------._--------~----------;_--------,

Altitudine
arrivo
partenza

Dislivel. Lunghez

Portata

mt

mt

Anno di
Portata Portata
entrata
per
per
dislivel. lunghezza in servo

Seggiovia
biposto
Sole

1046

1533

487

1780

780

1525
1528
1712
1515
1515
1396

15 26
1748
2005
1770
1770
1710

1
220
293
255
255
314

410
1260
1080
920
920
1310

900
900
900
600
600
900

380

1388

1973

198
264
153
153
283

369
1134
972
552
552
1179

1974
1976
1982
1967
1967
1975

Sciovie
Punta Buffe
Sole
Alpetta
Laghetti I
Laghe tti I I
Belved e re

La sciovia del Belvedere e la sua zona di riferimento costituiscono il


r accordo dell' area del Sole con l'area sciistica chiamata "Quota 1400"

"Tre Amis".
Si tratta della parte centra le di questo ampio semicerchio da cui

costituita la Riserva Bianca, ed e accessibile sia/come abbiamo visto, diret


tamente dall'abitato di Limone utilizzando sci ai piedi una serie di impianti del Sole, sia attraverso la SS 20.
La stazione infatti nata come area sciistica indipendente, svilup -

9U
pando poi oltre che gli impianti sciistici di collegamento, anche una certa
urbanizzazione residenziale e una discreta ricettivit alberghiera

nella

zona di base (quota 1400).


Anche quest'area, dal punto di vista sciistico, pu accontentare le e
sigenze pi diversificate degli sciatori moderni, offrendo anche notevoli
ricchezze paesaggistiche. L'innevamento garantito dall'altitudine che va
dai 1400 mt di base ai 2100 della sciovia Pancani. Gli impianti si sviluppano in due direzioni; verso l'area del Sole i seguenti:

IDislivello

Altitudine

I partenza
I

arrivo

mt

I
I

I
II

Lunghezza
mt

Portata
h

Portata
per
dislivello

Portata
per
lunghezza

Anno di
entrata
in serviz.

seggiovia
biEosto
Cabanaira

1373

1966

593

1740

720

427

1252

1974

1335
1580
1580
1845
1845

1615
1858
1865
2055
2055

280
278
285
210
210

1050
1030
1150
1050
1050

900
900
720
900
900

252
250
205
189
189

945
927
828
954
954

1981
1980
1971
1980
1984

52
45
430
170

400
220
1180
570

720
720
720
600

37
32
310
102

288
158
850
342

1975
1980
1975
1965

Sciovie
Panice
Gherra
Pian del Leone
Pancani I
Pancani II

di Tenda i seguenti:
ello
II

1374
1410
1408
1405

1426
1455
1838
1575

L'area sciistica di Limonetto costituisce la parte pi orientale

della

Riserva Bianca, e si trova a monte del nucleo abitato omonimo. Attualmente


attrezzata con impianti che sfruttano una quota limitata delle sue potenziat-

91

lit sciistiche.
Le sue piste, larghe, ben innevate e inserite in un piacevole ambiente
naturale, sono adatte a sciatori di medio o modesto

livello cecnico,

comunque il collegamento con gli altri settori della Riserva Bianca


sce

ma

confer~

a quest'area opportunit pari a quelle delle altre aree pi attrezza-

te o morfologicamente pi impegnative. Le caratteristiche tecniche degli

pianti sono le seguenti:

Alti tudine
arrivo
partenza

Dislivel. Lunghez
rnt
mt

Portata
h

Anno di
Portata I Portata
entrata
per
per
dislivel. lunghez2a in serv o

SelJfJ l ovia
biposto
Alpe di Limonetto 1382

1510

128

440

600

77

264

1971

1653
1577
1786
1628
1866

131
62
278
120
253

383
323
1153
703
771

720
600
720
720
720

94
37
200
86
182

276
194
830
506
555

1980
1971
1973
1975
1975

Sciovie
Salauta
pell ' Alpe
lPernante
::;an Lorenzo
Del Colle

1522
1515
1508
1508
1623

Viste in un quadro complessivo, le attrezzature sciistiche di Limone si


articolano su quattro "porte", ognuna delle quali si serve di una seggiovia
per le operazioni di arroccamento_ Una volta in quota ogni area offre

una

serie di impianti scioviari pi brevi con funzioni di ulteriore arroccamen


to e di collegamento tra aree (tranne quella del Cros) .

92
Piste di discesa

90 km complessivi

Nome

Almellina I
Almellina I I
Raccordo Almellina
Cros
Marmorera I
Marmorera I I
Campo Scuola Topolino
Braia (campo scuola)
Maneggio (campi scuola)
Baby Bric
Campo Principe
Olimpica
Sole
Laghetti
Sole I
Belvedere
Aerea
Alpetta
Panice I
Panice I I
Pian del Leone I
Pian del Leone I I
Cresta Gherra
Pancani I
Pancani I I
Cresta Cabanaira
Carosello I
Bebe
Vallone Pastori
Diretta Colle
Guido Machetto AgoI stica
Giorgio Armand AgOI stica
Raccordo Forti
Del Colle sud
Del Colle nord
Del Colle ovest
Pernante
S .Lorenzo
Dell'Alpe
Salauta
Seggiovia I
Seggiovia II
S.Anna

Grado
di difficolt

Dislivello
mt

Lunghezza
mt

240
240
100
450
400
400
100
30
110
30
50
950
500
230
250
360
360

1450
1450
850
3200
2600
2600
850
300
1100
200
900
5000
3600
1800
2500
2600
2600

media
facile
media
facile
media
media
media
media
difficile
facile
facile
media
media
difficile
difficile
facile
media
difficile
media
media
facile
facile
media

680
300
450
300
300
300
215
215
600
70
56
430
430
430
180
50
200

4800
2200
4000
2500
2500
2100
2100
2100
3600
800
400
2400
2400
2400
1200
500
1500
1500
1500
2400
1400
600
750

media
facile

127
127

1000

facile

80

800

media
media
media
media
media
difficile
molte> facile
molto facile
molto facile
molto facile
molto facile
difficile
media
media
facile
media '
media

250
250

272
120
62
130

1000

93

4. La gestione degli impianti


Come gi accennato in precedenza, le tre societ cui fanno capo gli i~
pianti di risalita, : pur mantenendo una struttura amministrativa separata,si
sono recentemente raggruppate a fini commerciali in un'unica struttura consortile denominata GEAT. Questa integrazione stata possibile grazie

sopra~

tutto all'introduzione di apparecchiature elettroniche di emissione dei biglietti, e di conteggio dei passaggi, che ha fornito gli elementi oggettivi
per una equa ripartizione degli introiti.
Ogni punto di vendita biglietti dispone di un terminale sul quale vengono inseriti gli elementi caratterizzanti il tipo di biglietto richiesto:
questi elementi vengono memorizzati e contemporaneamente viene emesso il bi
glietto che andr allo sciatore. In questo modo il calcolatore in grado di
mettere insieme i dati provenienti da tutti i punti di vendita, e di calco+
lare esattamente i biglietti venduti per tipo, ed i rispettivi ricavi.

Per

accedere ai vari impianti occorre inserire il biglietto in apposite macchine che, oltre a consentire l'accesso, contano anche i passaggi. Proprio su!
la base del numero dei passaggi viene effettuata la ripartizione dei .ricavi
tra le tre societ. Ogni societ pertanto stimolata a tenere sempre

in

perfetta funzione i propri impianti perch una fermata dovuta ad un guasto


su un impianto significa una riduzione della propria quota di introti.
Questa comunanza di interessi porta anche le tre societ a vedere con
la stessa ottica le politiche da attuare per lo sviluppo del turismo invernale: in un centro come Limone, con un enorme squilibrio tra ricettivit al
berghiera e privata, si trovano d'accordo su una politica che non continui
a premiare i possessori di seconde case, che hanno raddoppiato il valore del
proprio immobile traendo

~antaggio

dagli sforzi fatti per sviluppare

migliorare gli impianti e le attrezzature in genere. Per questo motivo Limo

94

ne l'unico centro che non prevede l'abbonamento stagionale classico,


che di nuovo favorirebbe chi va tutte le settimane perch possiede l'a!
loggia. E' stata invece studiata una formula che prevede tre

ripartizi~

ni temporali con tariffe differenziate.


Anche il biglietto "mattiniero" stato introdotto nell'ottica di
favorire gli "esterni": si pensa che chi incerto sull'opportunit
fare una gita giornaliera sia incoraggiato in senso positivo dalla

di
poss~

bilit di sciare solo mezza giornata con un notevole risparmio, per dedi
care il resto del tempo al riposo o ad una gita.
La ricerca della massima efficienza ha portato ad una particolare
gestione dei due ristoranti in quota, non diretta, ma attraverso una societ appartenente per il 51% alla societ degli impianti, e per il resto
ad un socio di minoranza che il gestore a tutti gli effetti, retribuito
come amministratore delegato e con una partecipazione agli utili.
Un esame dei conti economici delle tre societ cui fanno capo gli
pianti di risalita, purtroppo disponibili per una sola stagione, ha

riv~

lato un' estrema variabilit di incidenza di alcune tra le pi importanti


voci, non imputabile alla imperfetta sovrapposizione dei raggruppamenti a
dottati (che riguardano invece altre componenti qui non riportate) .
Formulare ipotesi sulle cause delle differenti situazioni, a

cominci~

re da quella dei risultati gestionali (attivo e passivo), appare difficile


senza l'ausilio di informazioni di base riguardanti le tre societ,che

fa~

ciano riferimento in primo luogo all'entit degli investimenti recentemente effettuati ed alle relative fonti di finanziamento.
Si tuttavia tentato di organizzare i principali valori di strutt'l
ra delle tre societ in una tavola comparativaJche ha almeno il pregio di
consentire confronti tra aggregazioni il pi possibile omogenee.

95

Incidenza delle principali voci del conto economico

Costo del lavoro subordinato


Prestazione servizi
Ammortamenti
Oneri finanziari
Totale componenti negativi
del conto

Utile o perdita

Proventi da impianti

SLAT

Tre Amis

Alpe
di Limonetto

38

34

33

29

24

18

22

14

100

100

100

+ 11

90

86

88

Altri proventi:
8

bar

lavori in economia
Totale componenti positivi
del conto

100

100

100

Dipendenti fissi

17

12

Dipendenti stagionali

25

25

12

Mezzi battipista

4 Prinot 200cv
1 Leithner 170cv
120cv
1
"
140cv
1 Ratrac

3 Prinot 160cv
2 Prinot 200cv

1 Leithner 380d
1
400d
"

Nei vari periodi della stagione invernale le presenze complessive sugli impianti si articolano mediamente nel modo seguente:

periodo natalizio
periodo pasquale fprecoce
(tardo
domenica
sabato
giorno feriale
giorno feriale alto
(vacanze francesi)

media

punte

8.000
5.600
3.600
8.000
4.000
2 . 500

10.000
7.000
4.500
10.000
5.600

4.000

5.000

96
5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale

Limone of fre un complesso di installazioni alberghiere e

paralberghi~

re cos strutturato:

categoria

n.

camere

letti

3 stelle

278

524

2 stelle

66

130

1 stella

107

189

3
25

24
475

48
891

locande

di cui
p:sti letto
in quota

20
20

L'offerta totale di posti letto in queste strutture di 891 unit;


a queste strutture vanno aggiunti 6 esercizi di affittacamere con ristorante, attrezzati soprattutto per gruppi, che hanno disponibili 450 posti
letto complessivi.
Nel corso delle ultime 4 stagioni invernali queste strutture

hanno

visto crescere il loro tasso di utilizzo, stimato prendendo come base

le

presenze denunciate presso l'Azienda di Soggiorno:


1980-81

coefficiente

19%

1981-82

"

28 %

1982-83

"

28'%

1983-84

"

3U

Il campeggio va pi correttamente escluso dalle strutture a

~otazio-

ne per le chiare connotazioni stanziali che questa struttura andata assurnendo col tempo presso tutte le stazioni turistiche invernali: pu

osp~

tare 240 persone.


La quota preponderante di queste strutture a rotazione concentrata
in Limone paese; per quanto riguarda gli altri nuclei abitati,la localit
Tre Arnis dispone di due complessi alberghieri di buon livello, altri

due

97

complessi sono in localit S.Anna e due a Panice Sottana, mentre a Limonetto non esistono strutture ricettive di questo tipo.
In compenso in queste aree ha sublto un fortissimo incremento l'edili
zia residenziale, che insieme a quella del concentrico ha portato ad

una

ricettivit in seconde case vicina alle 20.000 unit. Questo dato proviene
da una stima fatta partendo dal numero di abitazioni non occupate

censite

al Censimento 1981 e delle relative stanze, pari rispettivamente a 5600

a 13.600. Adottando un coefficiente di densit abitativa di 1,4 persone per


stanza si arriva pertanto ad una ricettivit in case private di oltre 19.000
persone. Essa fa riferimento per la quota maggiore ad un patrimonio edilizio
precedente al 1971, in quanto le abitazioni per vacanza costruite dopo

il

1971 risultano 1474, per un totale di 3248 stanze.


Si qui in presenza di uno squilibrio tra i due tipi di ricettivit che forse il pi elevato tra

quelli riscontrati nell'ambito

deJ.le

stazioni invernali in esame.


Il problema della scarsa ricettivit alberghiera, nell'opinione

di

alcuni operatori turistici locali, appare anche un po' amplificato dall'


atteggiamento di certi albergatori di vecchia generazione, orientati

an-

cora verso la clientela d'elite e poco disposti ad adeguarsi alle esigenze della nuova clientela turistica.
L'efficienza di un albergo oggigiorno deve misurarsi con un livello
organizzativo che consenta i ospitare i gruppi attraverso le agenzie turistiche: a questi livelli di richiesta (una media di 80-100 posti letto),
la gestione non pu pi essere di tipo familiare, ma necessita di

person~

le numeroso e qualificato.
Al momento attuale solo due alberghi di Limone sono attrezzati

per

far fronte a questo tipo di doman0'. , potendo ospitare ciascuno rispettiv~


mente 90 e 140 persone, quindi il livello minimo necessario per
nei circuiti delle agenzie.

entrare

88

Ci sarebbero possibilit di ristrutturazione per adeguare

altre

strutture alberghiere, gi operanti, a questi livelli di domanda, ma

si

scontrano,come gi accennato/con gli atteggiamenti di una classe imprendl


toriale di vecchia generazione ancora legata ad un modello di sviluppo,
quello degli anni del boom, caratterizzato da scarsa attenzione per gli in
teressi complessivi della comunit.
Il nuovo piano regolatore, che dopo lunghe vicissitudini sta per vedere la luce, pare recepire appieno la necessit di riequilibrare

questa

situazione estremamente compromessa, dando la priorit ai progetti di insediamento turistico ricettivo. I volumi previsti infatti si distribuisco
no nel modo seguente :
residenziali

21%

turistico ricettivi

73%

commerciali

6%

(di cui il 40% edilizia

econo~ica

popolare)

99

6. Struttura e dinamica della popolazione

Il Comune di Limone ha oggi poco pi di 1700 residenti.


Il trend degli ultimi 30 anni si pu grosso modo dividere in tre fasi:
la fase del grosso esodo con perdita consistente di popolazione

residente

(anni SO/abbandono della montagna) , gli anni 60-fine 70 corrispondenti al


boom del turismo invernale, con popolazione pi o meno stabileo con oscilla
zioni di poco conto, la terza fase, successiva al 1977, che giunge fino
oggi/contrassegnata da una flessione non drammatica ma costante della

ad

popol~

zione e comunque di matrice diversa dalla prima.


Non si tratta

pi

di emigrazione

infatti, ma di saldo naturale ne-

gativo, e questa tendenza viene confermata dall'esame della popolazione per


classi di et, ed in particolare dall'andamento negativo della

popolazione

in et scolare.
La popolazione attiva in condizione professionale manifesta invece una
discreta stabilit, a conferma delle aspettative nei confronti delle potenzialit di lavoro offerte dal paese.
Gli sbocchi pi importanti sono ovviamente costituiti dai settori colle
gati al turismo; ma una quota ancora importante viene assorbita dal settore
delle costruzioni. La stasi registrata negli ultimi anni dall'attivit edili
zia, conseguente agli andamenti del mercato e anche al blocco del PRG,

non

ha penalizzato molto le imprese locali; numerose ristrutturazioni e il completamento degli insediamenti programmati nel 1975 hanno consentito

alle

imprese locali di mantenersi sul mercato, ridimensionando in parte il livel


lo occupazionale. Occorre notare infatti che lo sviluppo edilizio di

quota

1400 e di Limonetto era stato realizzato facendo ricorso ad imprese esterne


il cui apporto successivamente non venne pi attivato, a vantaggio degli im
prendi tori locali.

00

Esiste comunque anche un certo pendolarismo in uscita, dell'ordine del


12 %

della

popolazione attiva, che interessa in misura prevalente

gli

occupati nella Pubb.Ammin. e nei servizi pubblici in genere e nei trasporti .


Il confronto con i posti di lavoro complessivi disponibili localmente consente di rilevare una certa funzione attrattiva che Limone

esercita

nei confronti delle aree limitrofe: ci particolarmente accentuato proprio


per le attivit turistiche, il cui fabbisogno occupazionale coperto da manodopera esterna per una quota decisamente consistente.

1 01
LIMONE
Popolazione attiva residente

1971
Rami

Agricoltura
Industria

198 1
Totale

Total e

103

36

139

65

14

79

52

53

56

63

141

88

89

141

Edilizia

Commercio, alberghi
e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni

107

118

225

121

140

261

54

61

49

55

20

17

37

Credito e assicurazioni
Pubblica Amministrazione

90

94

79

84

Servizi pubblici e privati

35

64

99

28

55

83

590

230

820

506

245

751

To tale

Pos ti di lavoro

1981

1971
unit
locali

Rami

addetti

unit
l oca li

addetti

Agr icoltura
In dustria

17

59

24

70

Ed ilizia

39

210

37

107

Commercio

69

136

88

176

Albergh i e pubblici esercizi

70

170

106

299

Trasporti e comunicazioni

15

93

18

124

13

22

44

37

Credito e assicurazioni
Pubb lica Amministrazione ( 1)
Se rvizi pubblici e privati ( 2)
Tota le

(l,)

(1) non censita al 197 1


dati non confrontabili

( 2)

16

41

30

91

233

722

329

948

102

7. I problemi di viabilit interna ed esterna

Abbiamo visto prima che due "porte" di accesso agli impianti, il Sole
e il Cros, sono situate all'interno del centro abitato.
Ci costituisce un grande vantaggio per i turisti residenti, ma rappresenta un grave disagio per gli sciatori giornalieri che per accedere agli impianti sono costretti a percorrere le
L'intensa urbanizzazione

~ie

del centro.

di cui stata oggetto Limone negli

anni

60-70, non sempre guidata da una adeguata pianificazione urbanistica, oltre


a provocare una forte compromissione della

viabilit interna al paese,ha

ridotto di molto nelle aree adiacenti agli impianti gli spazi che potevano
essere destinati a parcheggi. Questi sono stati poi realizzati in aree pi
decentrate obbligando gli sciatori a disagevoli trasferimenti per raggiungere gli impianti.
La situazione ormai compromessa non presenta possibilit di interven
ti locali in grado di portare benefici apprezzabili.
La proposta di una quarta porta (l)nasce

propr~o

da- questa

consapevole~

za e dalla necessit di aggirare questo ostacolo incoraggiando gli sciatori di passaggio a "dirottare" su un altro punto di arroccamento dotato

di

adeguati spazi di parcheggio, senza privarli della possibilit di raggiungere comunque gli stessi impianti in quota.
A pi breve periodo invece sono le prospettive di miglioramento della via
bilit esterna, grazie alla realizzazione del secondo e terzo lotto
variante alla SS 20

della

prevista dal piano regionale di sviluppo. In questo

i~

tervento sono coinvolte l'Amministrazione Regionale e Provinciale: la prima


anticiper i

fondi (20 miliardi), in applicazione alle norme previste

dal

Piano Decennale dell'ANASi la seconda impegnata nella revisione del progetto esecutivo e nella direzione dei lavori.

(1)- vedi paragrafo seguente.

103
8. I progetti di sviluppo

Per inquadrare correttamente i progetti di sviluppo che riguardano


le infrastrutture sciistiche di Limone, occorre fare riferimento al vecchio piano regolatore presentato nel 1980 e respinto dal CORECO per

una

vertenza che riguardava un progetto, detto Limone 2, nella zona di Tetti


Gherra. Il progetto prevedeva la creazione ex novo in questa zona

(attua~

mente abbandonata e con presenza di alcuni rustici non ristrutturabilildi


un complesso turistico a destinazione non definita per un totale di circa
5000 posti letto.
L'attuale Amministrazione contraria al progetto perch ritiene che
non si debbano creare nuovi poli, ma riqualificare le zone gi urbanisticamente compromesse,

~ io

parzialmente edificate.

D'altra parte estremamente sentita da tutte le parti interessate la


esigenza di affrontare la carenza di portata degli attuali tre punti

di

arroccamento, creando una nuova "porta" di accesso alle aree sciabili.


L'insieme di queste considerazioni ha pertanto condotto l'amministra
zione a optare per la realizzazione di un nuovo impianto di arroccamento in
localit S.Anna e tale orientamento stato recepito nel nuovo PRG attualmente in discussione. Questa scelta dovrebbe pertanto assolvere alla doppia
funzione di riqualificare un nucleo urbano preesistente,che dispone gi
circa 3000 posti letto, e di avere una nuova porta di ingresso per la
ca dello sci, in una zona che consente la creazione degli

di

prat~

indispensabili

parcheggi. In contrapposizione a questo progetto giudicato notevolmente

co

stoso, sono state avanzate soluzioni meno onerose che potrebbero assolvere
ugualmente all'esigenza di creare una nuova porta: si tratta della sistemazione della strada che va dalla frazione Pani ce Sottana a Tetti Gherra, attualmente in terra battuta , e la costruzione q ui di parcheggi al servizio de

104

gli sciatori che arrivano in macchina (in alternativa una soluzione "alla
rrancese" di strade moilito larghe che consentono gi il parcheggio lungo il
percorso) .
Si potrebbero cosi utilizzare come arroccamento le due sciovie poste
in localit tetti Gherra, Belvedere e Panice, che permettono di raggiungere
una il complesso degli impianti del Sole, l'altra la Cima Gherra e di qui il
Colle di Tenda (Tre Amis).
Questa soluzione non comporterebbe necessariamente una speculazione

dilizia a Tetti Gherra, come si paventava nel progetto iniziale, ma soltanto la possibilit di decongestionare parzialmente gli attuali accessi posti
nel concentrico di Limone (Cros, Sole) dirottando su tetti Gherra sicuramente non i residenti a Limone o gli sciatori che si servono della ferrovia

(qu~

sti sono forzatamente costretti a servirsi degli impianti del Cros e del Sole) , ma almeno una parte degli sciatori provenienti in auto dal resto del Pie
monte e di quelli provenienti dalla Francia.
Alcuni anni fa era stato fatto un progetto di fattibilit per un

impia~

to di innevamento artificiale ma la previsione di costi l'aveva fatto accanto


nare. Lo scarso innevamento della passata stagione (90 giornate di neve) ha ri
proposto

il problema in tutte le sue interconnessioni (possibilit di

garant~

re ai tour operators una data sicura di inizio dell'attivit, possibilit

di

allungare la stagione sciistica,ecc.).


Mentre la GEAT prepara un nuovo progetto completo, che esprime tutte le
esigenze delle societ e verr presentato tra breve agli Amministratori

pub-

blici' si comunque partiti con una prima tranche che coprir una porzione di
8 ettari (quella di Sestriere per ora di 25) corrispondente alle piste servi
te dagli impianti Punta Buffe, Sole, Laghetti.
Il tipo di impianto che verr installato, il primo in Europa, stato
scelto dopo attente valutazioni che tengono conto soprattutto delle possibili

105

temperature raggiungibili in questa zona delle Alpi Marittime.


Il brevetto americano ma i responsabili della societ tengono a sottolineare che sono state acquistate in Italia tutte le parti possibili, men
tre proviene dagli Stati Uniti solo il sistema di computerizzazione.
Programmi di investimento a pi lunga scadenza che riguardano gli
- -- --------

--

im-

---_.~

pianti sono di due tipi:


1) un collegamento, a valle, degli impianti del Colle di Tenda con quelli di
Limonetto, attualmente possibile solo in quota, tramite una seggiovia che
partendo nei pressi della seggiovia Alpe di Limonetto, sale fino alla scio
via Gorba.
2) il raddoppio delle attuali portate, con l'acquisizione di nuovi dominii
sciabili verso la Valle di Vernante, sul versante di Limone.
Un progetto che coinvolger largamente Limone, anche se indirettamente,
riguarda la concessione ottenuta dal comune francese di Caramagne de Tende
per un complesso turistico che prevede la costruzione di 22 impianti (15 sci
vie e 7 seggiovie) e 5500 posti letto con un investimento complessivo di 70
miliardi.
Il progetto gi stato approvato dal Governo, e viene esplicitamente
menzionato nel primo capitolo il collegamento con Limone, che dovrebbe realizzarsi nella seconda fase del progetto (5 fasi in complesso) sul forte

Pe~

nante, dove arrivano gli impianti di Limonetto. Il dominio sciabile coprir


600 ettari, mentre la zona urbanizzabile di 110.000 mq; le strutture ricet
tive, poste su una superficie di 45 ettari, dovrebbero consistere per

il

70 % di complessi alberghieri e paralberghieri (letti "banalize", "collectivi


t", compropriet, a rotazione). Questo progetto ha scadenze pi ravvicinate
di quello prima menzionato che riguarda Vernante, pur presentando un

grosso

problema di accesso alla zona prevista come base per gli impianti: la siste-

106

mazione viaria comporta infatti 8

chilometri di strada per raggiungere

la

stazione e un tunnel lungo 1500 mt, del costo di 7 miliardi.


Non ci sono invece problemi di acquisizione dei terreni, che sono
tutti comunali; per l'aspetto finanziario sono coinvolte la Banca di Suez
e la societ Feltri di Savona.
Questi gli elementi principali del progetto, la cui entit fa

trasp~

rire con chiarezza le sicure ripercussioni su Limone, che possono andare


in due direzioni opposte: c' il rischio che si riduca il flusso dei turi
sti francesi, oppure che esso si amplii, ma ad opera di sciatori "fluttuan
ti" che grazie al collegamento "sci ai piedi" fruiranno degli impianti
delle infrastrutture sciistiche

di Limone per l'arco della giornata,

e
se~

za ricadute positive sulle presenze turistiche alberghiere e sulle attivi


t commerciali in generale.
Per contrastare questo pericolo, occorrerebbe

~in

d'ora operare per

migliorare in prospettiva
1) la situazione ricettiva di Limone per mezzo del riutilizzo a rotazione
d'uso del patrimonio abitativo esistente (esperienza gi tentata,
continuare) e dell'ampliamento della ricettivit a rotazione in

da
gene-

rale per arrivare nel medio periodo a 3000 posti letto;


2)

l'immagine complessiva di Limone, con strutture per l'intrattenimento


e il tempo libero.
Su questo ultimo discorso s'inserisce il controverso progetto del

P~

lazzetto dello Sport, controverso non per la sua validit da tutti ric .ono
sciuta, ma per la sua localizzazione.
Una era prevista all'imbocco del paese, sulla Statale, e con due

p~

cheggi gi a disposizione: era giustificata dall'obiettivo di migliorare


l'immagine del centro turistico anche dal punto di vista della sua

voca-

107

zione bistagionale, perch rivalutava la stagione estiva con la possibilit di accogliere spettacoli di una certa importanza. Questo progetto non ha
ottenuto il decreto regionale e si cosi bloccata la raccolta delle quote
per il finanziamento, previsto per i due terzi di provenienza pubblica

per un terzo di provenienza privata.


Il rifiuto proveniente dalla Commissione per i beni culturali motiv~
to ufficialmente dal fatto che la costruzione in quel luogo impedirebbe

la

vista del centro storico.


co~

In alternativa a questa, era stata proposta una localizzazione che

ponesse le due esigenze di salvaguardre il centro storico e di non sottovalutare l'aspetto finanziario: al di l dei costi di impianto graverebbero
fatti sul comune dei costi altissimi di gestione (400 milioni l'anno)

i~

per

una struttura sicuramente votata alla passivit.


I promotori di questa soluzione hanno pertanto chiesto che il progetto
fosse inserito nel Piano Regolatore,e che fosse collocato alla confluenza di
due valli

(Borgo San Dalmazzo) affinch potesse servire pi aree, nella con-

vinzione che chi si sposta per uno spettacolo disposto a percorrere anche
lunghi tratti in auto.
Questa proposta di soluzione si accompagna ad iniziative per Limone
di portata diversa: una serie di piccole infrastrutture turistiche e

sport~

ve, inserite nel quadro di una bistagionalit, come un campo sportivo adatto ad ospitare i ritiri delle squadre di calcio, un bocciodromo coperto(per
la fascia della terza et) ed una piscina pubblica coperta. -

10B

Indice di Saint Gr

1. Cenni storici e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile e la gestione degli impianti
4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale
5. Struttura e dinamica della popolazione
6. Problemi e linee di intervento

1 09

1. Cenni storici e caratteri ambientali

La stazione sciistica di Saint Gr sorge in alta Valle Mongia


a quota 1100, poco a monte del Comune di Viola, da cui dipende amministrativamente.L'altitudine media non elevatale il mantenimento di un
adeguato manto nevoso

affidato alla morfologia del terreno e all'e-

sposizione dei pendii su cui si sviluppano gli impianti, cio le pend!


c i nord dei monti Ney e Mindino.
La stazione, nata negli anni '70,ha il suo polo centrale
"porta della neve", una struttura in cui

nella

sono concentrati tutti i

ser

vizi necessari a soddisfare la clientela, sia quella fluttuante che que!


la residente,e che ha la funzione di separare i campi di neve dagli
zi riservati al traffico veicolare

spa-

al parcheggio. Si presenta piuttosto

imponente sotto il profilo architettonico e si inserisce in un

modllo

turistico della cosiddetta "terza generazione" simile alle stazioni fran


cesi dello sci integrale.
L'insieme dei servizi offerti inoltre le conferisce un bJon

coeffi-

ciente di utilizzo anche nelle stagioni non invernali.


Il bacino sciistico di Saint Gr non presenta
dal punto di vista paesaggistico: la sua

mo.lte

attrattive

maggiore attrazione rappre -

sentata dall'alto livello organizzativo con cui gestita la stazione in


tutte le sue forme; stato proprio questo che/in assenza di attrattive
naturali, ha stimolato la realizzazione di numerosi insediamenti residen
ziali nei pressi della "porta della neve" senza provocare quei danni ambientali ricorrenti nelle zone pi favorit e dal p unto di vista naturale,ma
anzi con un effetto complessivo abbastanza gradevole.

1 1U

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

L'accessibilit esterna al bacino forse la pi favorevole tra


le stazioni piemontesi: S.Gr si trova infatti a 20 km dal casello
autostradale di Ceva,

in una posizione pressoch equidistante dai ba

cini di utenza metropolitani di Torino e Genova (95 e 110 km) ,

dista

inoltre 63 km da Savona e 55 da Cuneo, e non lontana da altri capoluoghi come Imperia, Asti, Alessandria.
La Liguria costituisce comunque il suo bacino di

gr avi tzione

pi importante.
L'accessibilit che si potrebbe definire "interna", cio il trat
to da Ceva a S.Gre costituita unicamente dalla strada statale n. 28
della Valle Mangia che

attraversa il comune di Viola:le non perfette

co~

dizioni del piano stradale e l'attraversamento di centri abitati rendo


no difficoltoso il transito dei mezzi di trasporto di grosse dimensioni durante la stagione invernale.
L'attuale rete stradale consente una alternativa/peraltro di pari
lunghezza/al primo tratto del percorso (Ceva-Mombasiglio), per i turisti provenienti dall'area piemontese, che possono uscire

dall'autostr~

da due caselli prima di Ceva, poi immettersi nella strada che all'al tezza di Mombasiglio confluisce con la SS 28. Accessi alternativi alla
stazione sono previsti in relazione ai programmi di collegamento

con

il bacino sciistico di Garessio, tramite impianti di risalita, e

con

il comune di Pamparato (localit Abramo), per via stradale.


Il polo principale di accesso all'area sciabile dovrebbe per re
stare quello attuale di

Viola~nella

misura del 70%, secondo uno studio

di massima svolto dalla direzione tecnica e sportiva della stazione) .

111

3.

Il demanio sciabile e la gestione degli impianti

Il demanio sciabile di S.Gr si estende per pi di 1000 ha ed ha


una conformazione orografica ed una esposizione che consentono

una

buona tenuta del manto nevoso, nonostante l'altitudine non elevata,che


va dai 1100 della partenza ai .1,300 iftl\t..
La realizzazione dei primissimi impianti risale a 20 anni fa,
il grosso delle infrastrutture stato realizzato negli anni 70,

ma
me n-

tre la struttura principale stata ultimata nel 1980.


Gli impianti attualmente operanti sono 14 e sono descritti

nella

tabella seguente:

Alti tudine
partenza

Dislivel. Lunghez

arrivo

mt

Portata

mt

Portata

I Portata I
I
per

per
dislivel. lunghezza

--

Seggiovie
del Ney
del Mindino

1057
1692

1720
1719

663
27

1997
1233

45 0
900

298
24

899
1110

Sciovie
TEE
Settebello
Bucaneve
Ci-Ci
Chattanooga
Jolly Guy
Jolly Payan
del Poggio
Espresso del sole
Solarium
Vallone
Bric Nei

1065
1065
1065
1057
1057
1738
1087
1070
1421
1400
1546
1660

1384
1484
1178
1 22 1
1141
1771
1110
1255
1583
1584
17 20
17 6 7

319
419
113
164
84
33
23
185
162
200
174
117

727
1010
333
484
288
150
142
590
489
1106
598
500

720
720
600
672
720
350
346
600
720
600
580
720

230
302
68
110
60
12
8
111
117
120
101
84

523
727
200
325
207
52
49
354
352
664
347
360

Le piste sono state tracciate quasi tutte sul pendio nord del Ney e
del Mindino e interessano territorialmente oltre il comune di Viola,anche

112

Pamparato e Garessio. Confluiscono tutte sulla porta della neve e determinano la classica conformazione del bacino a cono convesso con accessibilit centrale.
Le partenze di quasi tutti gli impianti sono concentrate in uno spazio
limitato che permette agli sciatori di individuare in qualunque momento

punti di risalita con i minori tempi di attesa. Il complesso degli impianti


tuttora in espansione: la previsione di arrivare a 30 va

comunque ~ presa

con alcune riserve, perch condizionata in parte da accordi ancora da perf~


zionare con stazioni vicine.
Un impianto di innevamento artificiale predisposto per le piste ser
vite dalle sciovie Chattanooga e Ci-Ci.
La stazione dispone di 6 mezzi battipista dei seguenti tipi
1 Leitner
1

170 HP

11

1 Ratrac
1

11

SW meccanico
11

1 Prinoth
1

250 HP

idromatic

AH

p15

11

La stima

~ell'affluenza

degli sciatori sulle piste, effettuata

distint~

mente per i periodi pi significativi della stagione, indica una situazione


di relativo equilibrio se rapportata alla ricettivit totale degli impianti:
presenze giornaliere
nel periodo natalizio
nel periodo pasquale
la domenica
il sabato
i giorni feriali

media
800
690
630
600
350

punte
1400
1000
1100

L'organizzazione unitaria del centro di S.Gr rende arduo isolare la


gestione degli impianti di risalita da quella dell'intero complesso,

poi-

ch i dati finanziari vengono diffusi a livello globale.


Tuttavia per l'occupazione possibile fare questa operazione di scor

11 3

poro: S.Gr occupa in totale 180 persone in piena stagione (inverno),


ripartite in 40 fissi

e 140 stagionali; e di queste, quelle addette

gli impianti sono nella stagione in corso 52, 12 fisse e 40 stagionali.


La scuola di sci si appoggia a 20 maestri.
Prendendo a riferimento le tessere giornaliere e stagionali,

l'~

damento dei prezzi della biglietteria degli ultimi 10 anni fa emergere


una crescita pressoch costante con una punta di incremento coincidente con l'entrata in funzione della struttura principale. In seguito gli
aumenti si fanno via via pi ridotti:per la corrente stagione il prezzo dello stagionale rimasto invariato mentre il giornaliero registra
l'aumento pi modesto di tutto il periodo: + 10%.

Anni

Tariffe tessere giornaliere 6-

75-76

5.500

79-80
80-81
81-82
82-83
83-84
84-85

8.500
8.500
11. 500
13.500
15.000
16.500

Tariffe tessere stagionali

+ 55} (4 anni)
O
+ 35
+ 17
+ 11
+ 10

120.000
185.000
185.000
270.000
330.000
350.000
350.000

b.

+ 541
O
+ 46
+ 22
+ 6
O

114

Parlando dell'accessibilit alla stazione abbiamo gi introdotto il

d~

scorso dei programmi di ampliamento dell'area sciabile di S.Gr, tramite il


collegamento con il bacino sciistico della valle Casotto, nel comune di Garessio.
Tale programma, se si realizzer, non porter comunque ad un unico com
prensorio sciistico: gli impianti che si dovranno realizzare per il

colleg~

mento non consentiranno infatti una circolazione "sci ai piedi" degli sciatori, perch dovranno necessariamente attraversare dei pendii che per la lo
ro esposizione al sole a al vento non potranno ospitare con continuit

pi-

ste di sci.
Gli impianti verrebbero dunque a configurarsi come impianti di arroc
camento (o di collegamento) e non di risalita, con la funzione di trasferi
re gli sciatori da un bacino all'altro. Questa condizione imporr pertanto
l'impiego di seggiovie, o comunque di impianti sospesi, pi costosi di que!
li a trascinamento.
Questo aspetto andr valutato attentamento nel predisporre i piani di
integrazione fra le due aree, che comunque, si pu gi fin d'ora prevedere,
porterebbero un ulteriore impulso all'attivit del centro con innegabili
ricadute positive su questa zona montana fino a pochi anni fa marginale ed
interessata da un

~otevole

declino sociale ed economico.

4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale


Il modelJo di stazione ski total cui si ispirata la realizzazione di S.Gr implica gi un giudizio necessariamente positivo
deguatezza della sua struttura ricettiva a

Sall'a-

rotazione rispetto alle poconcep~

tenzialit delle infra strutture sciistiche: i due aspetti sono

ti e programmati in modo strettamente correlato, e sono anche gestiti

nitariamente. Quest'ultima condizione quella che pi interessa ai fini del perseguimento di una operativit non deficitaria della stazione
nel suo complesso,

la sola a nostro avviso che metta al riparo dai

ri-

schi legati alle oscillazioni della domanda, di qualunque natura esse


siano.
L'offerta di posti letto a rotazione concentrata tutta nel com
plesso della "porta della neve", ed tipologicamente molto diversificata, per consentire il soddisfacimento dei vari tipi di domanda.

Ci

sono due hotels ( di cui uno meubile) , di seconda categoria con 72 came
re e 250 posti letto complessivi, e inoltre strutture come aparthotels,
residence a conduzione alberghiera e piccoli appartamenti che vengono
affittati settimanalmente: nell'insieme si giunge ad un'offerta di posti letto dell'ordine di 700 unit, tutti gestiti unit&riamente

dalla

societ St.Gr. La clientela degli alberghl e siwili proviene soprattutto

dalla Lombardia, in minima parte


La

~al

Pierr.onte.

clientela ligure interessata alla zona solo per i week

ends e non per le settimane bianche: l'esperienza ha fatto emergere una


tendenza da parte di questa fascia di utenti a scegliere stazioni rr.olto pi lontane (per es. Dolomiti) per una permanenza prolungata.
L'unica struttura alberghiera indipendente un albergo
gQhi~

d~

IV cate-

con 5 posti letto.


Sulla base delle presenze turistiche,

disponibili per

anno

1983, si calcolato un tasso di utilizzo invernale delle strutture ri


cettive a rotazione del centro intorno al 38-40 %.

11 6

La nascita della stazione sciistica ha indotto naturalmente anche


un certo sviluppo di tipo residenziale privato cui si rivolta

una

clientela proveniente in massima parte dalla Liguria, e poi dall'alessandrino e dell'astigiano.


Partendo da un numero di appartamenti privati pari a 450

, si

pu giungere ad una stima dei posti letto in residenze private dell'or


dine di 1500.
La ricettivit totale di St.Gr ammonta cos a 2.200 posti letto.
E' opportuno

aggiungere a questa ricettivit anche quella fornita dal

comune di Viola: la vicinanza a S.Gr e il fatto di costituire un pa~


saggio obbligato per raggiungere la stazione ha promosso Viola da picco
lo paese di montagna, meta fino agli anni 60 di un modesto turismo esti
vo, a centro turistico di pi alto livello. L'offerta alberghiera rimane modesta e ammonta a 3 alberghi e 3 locande, per un totale di 145 posti letto; l'offerta residenziale per vacanze sale considerevolmente e
si pu stimare si aggiri oggi sui 3400-3500 posti letto, per il 70% rea
lizzati dopo il 1971, cio in relazione allo sviluppo di S.Gr(l).
Come accennato la "porta della neve" offre tutto un insieme di ser
vizi accentrati, che coprono ogni tipo di esigenza della clientela, sia
legata alla pratica dello sci, che alle attivit sportive complementari
e di svago: noleggio sci e attrezzature sportive, negozi di articoli
sportivi, scuola di sci, patinoire, piscina coperta e all'aperto, sala
giochi, supermarket, negozi vari (abbigliamento, tabacchi, giornali,fotografia, arredamento), estetica (parrucchiere, sauna, palestra) e infi
ne bars, ristoranti, pizzerie, discoteche.
E' presente anche un ambulatorio medico e un negozio di articoli
sanitari, mentre prevista la futura dotazione di banca e ufficio

p~

stale.

(l)-Alla data del Censimento 1981 le abitazioni disponibili per il turismo su


tutto il territorio comunale
tale di 3.529 stanze.

(incluso quindi S.Gr) erano 1439, per un to

117

5. Struttura e dinamica della popolazione

La nascita di una stazione sciistica a S.Gr ha certamente comportato modificazioni di rilievo sulla struttura economica e sociale del
comune di Viola, date le caratteristiche della stazione che non si inserita su un precedente centro abitato e quindi fa riferimento all'insediamento pi vicino, da cui inoltre dipende amministrativamente.
La popolazione residente di Viola ammonta nel 1981 a circa

600

unit e presenta una flessione a livello globale del 10% rispetto a

10

anni prima.
Questa flessione non pare di grossa entit e il suo contenimento va
senz'altro imputato alla nascita di S.Gr, che ha frenato in parte l'esodo introducendo attese di lavoro diverse da quelle tradizionalmente of
fert e dalla montagna fino a quel momento.
Ci particolarmente evidente nella drastica riduzione degli attiv i nel settore agricolo, che nel 1971 pesavano per il 72% ed ora solo pi
per il 36% della popolazione attiva.
La popolazione in condizione professionale ha trovato sbocchi alter
nativi soprattutto nel settore industriale che dall'8% conta /ora per

il

3 2 %: all'interno di esso l'attivit edilizia che ha assorbito la quota


pi cospicua di popolazione attiva.
Dal confronto con la situazione dei posti di lavoro si apprende
r che gli occupati nell'edilizia svolgono la loro attivit per la
parte al servizio di
merciale

(compresi i

i~prese

p~

mag~iDr

esterne, mentre al contrario il settore com

pubb.eser~)

esercita una funzione attrattiva nei con

fronti delle forze di lavoro esterne al comune, fornendo 71 posti di lavoro, . occupati solo per la met da lavoratori locali.
Le modificazioni

s trutturali del decennio 71-81 sono avvenute pa-

11B

rallelamente ad una fortissima riduzione del grado di partecipazione


al lavoro da parte della popolazione locale, che ha portato il tasso
di attivit dai livelli eccezionali di partenza (55%) a quelli attua
li vicini alla media provinciale (40%).
C' molto da dire sulla qualit delle forze di lavoro impegnate
localmente, elemento che al di l del livello numerico condiziona al
quanto la funzionalit e le prospettive delle attivit turistiche lo
cali: l'assenza di tradizione turistica determina una mancanza di

pr~

fessionalit nel condurre certe attivit~ alla quale non possono sopp~
rire completamente/nell'opinione degli operatori, le scuole

alberghi~

re vicine (Mondov e Barolo).


Inoltre, finora

il turismo estivo

stato poco incentivato, per cui

la monostagionalit delle attivit turistiche comportava l'impiego di


manodopera stagionale, reperita anche in bacini lontani, come il Meridione, con la conseguenza di uno scarso legame dei lavoratori con

il

territorio.
Il proseguimento dell'attivit turistica anche nei mesi estivi con
sentirebbe di offrire un lavoro continuativo ad un maggior numero

di

persone, legando le di pi alla zona e cominciando cos a creare una men


talit turistica negli abitanti.

11 9

//

SAINT

GREE

popolazione attiva residente

1981

1971
Rami

Agricoltura

168
20

Industria

Totale

85

253

52

32

84

25

39

4-1

33

34

Edilizia

Totale

Corrunercio, alberghi
e pubblici esercizi

12

21

33

16

18

34

Trasporti e comunicazioni

10

11

11

13

Credito e assicurazioni

pubblica Arruninistrazione

14

Servizi pubblici e privati

13

13

18

226

127

353

161

71

232

Totale

Posti di lavoro
1981

1971
unit
locali

Rami

addetti

unit
locali

addetti

Agricoltura
Industria

Edilizia

19

11

Corrunercio

15

17

16

22

Alberghi e pubblici esercizi

14

18

10

49

Trasporti e comunicazioni

Credito e assicurazioni

Pubblica Amministrazione

( 1)

Servizi pubblici e privati (2)


Totale

(2)

( 1) non censita al 1971


(2) dati non confrontabili

13

35

62

39

108

1 2U

6. Problemi e linee di intervento

Si ricorda in primo luogo il problema, gi accennato, della scar


sa professionalit~ della manodopera, dovuta all'assenza di tradizione
turistica nella zona

se non a livelli pi ridotti e con connotazioni

completamente diverse.
Il secondo aspetto quello della clientela: si sente la necessit di entrare nel mercato internazionale e a questo fine i responsabili stanno studiando le opportunit per accaparrarsi una fetta di
questo mercato. Occorrer per evitare il pericolo del "monocliente",
come nel caso di Sauze d'Oulx la cui clientela a loro avviso costituita dalla parte pi "preoccupante" del mercato inglese, quella cio pi
esposta alle oscillazioni del reddito e quindi della

domanda ~

Sono gi stati individuati alcuni clienti che potrebbero essere


interessati al loro prodotto: la Spagna e i Paesi del nord -Belgio

Olanda - Danimarca. Si escludono Svizzera e Austria perch gi servi


te localmente in maniera ottimale.
Gli operatori locali ritengono che per il cliente francese l'Italia presenti aspetti convenienti per le sistemazioni alberghiere,

ma

non per gli impianti di risalita,i cui prezzi in Francia sono pi ridotti graze a sovvenzioni pubbliche.
Questi sono gli ambiti nei quali riterrebbero

opportuno l'inter

vento dell'ente pubblico:


1) creare delle opportunit di raccordo e di contatto tra

tour

oper~

tors e gestione degli impianti, attraverso il finanziamento di work


shops internazionali, lasciandone per l'organizzazione ai privati.
A questo proposito il successo di iniziative di questo tipo

aff~

dato all'operativit dell'ENIT, attraverso cui occorre passare,in


quanto le regioni non hanno delegati in tutti i Paesi;

1 21

2) contribuire

finanzia~iamente

ai noli che pagano gli aerei, per or-

ganizzare voli charter destinati ai clienti stranieri (comprendendo cos anche il trasporto nel "pacchetto" dell'offerta);
3) mettere a disposizione

(non gratuita, ma a costi contenuti) pulmans

dagli aeroporti pi vicini: una formula potrebbe essere quella

di

mezzi di propriet della Regione, messi a disposizione dell'operatore e combinati con l'organizzazione delle settimane bianche.

122

Indice di Argentera

1. Cenni storici e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile
4. La gestione degli impianti
5.

L'attrezzatura ricettiva e funzionale

6. Struttura e dinamica della popolazione


7. Problemi e linee di intervento

123

1. Cenni storici e caratteri ambientali


Il comune di Argentera formato da pi nuclei abitati posti a diverse quote lungo la statale 21 del Colle della Maddalena: Prinardo(1461 mt)

,Be~

sezio (1600 mt) ,Argentera (1684 mt) ,Grange (1769 mt) .Circa 6,5 km a monte del nu
. Qle.lprin:oiLpale ,superando ancora un dislivelle di 200 mt, la stessa

strada

porta al valico internazionale del Colle della Maddalena. Questa localizzazione, e la presenza di un ambiente naturale incontaminato

e dotato di

gr~

di attrattive paesaggistiche, avevano da sempre stimolato un certo movimento


turistico, locale e di breve raggio, che costituiva per una delle poche risorse di un'area che fino al 1976 presentava tutti i

segni negativi delle a-

ree alpine in forte spopolamento.


Nel 1976 una impresa di Cuneo inizi i lavori per installare i primi
impianti, che sorsero poco sopra il concentrico di Bersezio: una seggiovia
biposto e due sciovie entrarono in funzione nell'inverno 1977-78. Per cinque
anni rimasero le sole attrezzature sciistiche del bacino, ma furono sufficien
ti ad innescare un processo di sviluppo edilizio -di cui fu oggetto

soprattu~

to il concentrico di Bersezio- contrassegnato da evidenti segni di speculazione, cio realizzato senza rispondere ad un coerente disegno urbanistico,
e senza tenere conto dell'esigenza di ridurre al minimo l'uso dei suoli.
Nell'inverno 1982-83 entr in funzione la sciovia dell'Andel plan,
posta alla testata dell'impianto seggioviario e che termina presso il

rif~

gio omonimo. L'arrivo di questa sciovia a quota 2500, ed la massima


ta raggiunta da un impianto nella provincia di Cuneo.

qu~

124

2. Accessibilit e bacini di gravitazione


Argentera dista 145 km da Torino e63 da Cuneo. Come altri centri
del Cuneese facilmente raggiungibile dalla Liguria e dalla Francia,sul
cui versante si trovano a meno di un'ora le stazioni di Pralong, Le Sauze e Vars.
Dal versante italiano si raggiunge percorrendo la SS

21

del Colle

della Maddalena che partendo da Borgo San Dalmazzo percorre tutta la val
le Stura e raggiunge il confine italo-francese a 2000 mt di quota.
L'accessibilit a questo bacino sciistico facilitata dalla percoE
ribilit costantemente assicurata

alla Statale dalla presenza del vali-

co internazionale. Ci non toglie che essa presenti nella parte terminale al


cuni punti pericolosi sia dovuti a strettoie fra due strapiombi, sia peE
ch interessati da rischi di valanghe

(in corrispondenza dell' abi "c ato di

Berseziol.
Il miglioramento della percorribilit si impone, attraverso la
lizzazione da palrte dell'Anas della galleria presso la localit

rea~

"Barric~

te", la cui costruzione passata attraverso vicende anche curiose che ne


hanno allungato i tempi di realizzazione. Il suo completamento permetter
di eliminare l'estrema pericolosit del tratto corrispondente alla

gola

ivi esistente.
Da predisporre anche,immedia"t amente a monte di questo,un altro -breve

tr~t

to di galleria con funzioni di paravalanghe, al fine di evitare interruzioni


nella viabilit dovute allo scivolamento della neve dal soprastante pendio.
Nessun problema di accesso agli impianti: questi sono ubicati a

lato

della statale e dispongono, alla base, di una vasta area destinata a

par-

cheggio.
Le attuali limitate risorse di Argentera come stll.'l ione di sport in-

125

vernali, associate alla notevole distanza chilometrica da un bacino come l'area metropolitana di Torino, la pongono in un circuito di

gravit~

zione abbastanza ristretto, circoscritto a certe aree della Liguria, de!


la Francia, ma prevalentemente alla clientela locale (area di Cuneo) .

126

3. Il demanio sciabile

Ci limiteremo qui a descrivere il demanio sciabile della stazione


attualmente praticabile, prescindendo per ora da considerazioni sui va
sti programmi di potenzi amento di questo bacino, che sono come

diremo

i n seguito, ancora profondamente condizionati da vicende gestionali mol


to complicate.
In pratica, dopo la realizzazione in quota della sciovia dell'Andelplan, la pi alta della provincia come si detto (che faceva seguito dopo 5 anni alla realizzazione del primo blocco di investimenti) l'
attrezzatura del bacino dal punto di vista sciistico si limitata alla
costruzione di una breve sciovia che serve il campo scuola posto sul

ve~

sante opposto all'area sciabile principale, sulla conoide della Gorgia


della Madonna.
Si arriva cos complessivamente a 6 impianti che hanno la seguenti caratteristiche:

Altitudine
partenza
arrivo

Dislivel. Lunghez
mt

mt

Portata
h

Portata

Portata
per

Anno di
per
entrata
dislivel. lunghezza in eserc.

----------- ~------~--------_4--------~--------+_--------1_--------_+--------~

e gg iovia
uri ac

1644

2308

664

1854

860

571

1594

1977

1632
1632
.1686
2240
1635

1863
1863
1872
2500

231
231
186
260
63

780
780
605
1813
491

720
720
720
1300
700

166
166
134
338
44

562
562
436
2357
344

1976

ciovi a
r u s tagno I
J r us tagno I I
larici
ndelplan
armotta

1699

1976
1977
1982
1976

1 27

Il demanio sciabile in esame occupa un unico versante, con esposizione e soleggiamento costante: questo implica che gli impianti ( anche
come possibilit di sviluppo futuro)

sono posizionati "a pettine", cio

tutti con le stesse caratteristiche, che ne diminuiscono di molto l'appetibilit.


Le piste servite da questi impianti (25 km complessivi) si snodano su pendii abbastanza diversificati dal punto di vista della variet
del paesaggio circostante, ricco di panorami suggestivi e maestosi, ma
un po' meno da quello dell' assortimento delle pendenze che le

r .e ndono

quasi esclusivamente praticabili da sciatori di .livelli di abilit medioalt> .


Alcuni di questi tracciati sono omologati per lo svolgimento

di

tutti i tipi di gare.


Nel tratto di fondo valle compreso tra la base degli impianti(Rua
Sulei) e l'abitato di Argentera si snodano alcuni anelli per la pratica
dello sci nordico, lunghi da 5 a 7 kilometri.
Tutta la zona inoltre offre valide possibilit per i praticanti
dello sci alpinismo: i 4 itinerari previsti coprono un'area che partendo da alcuni punti di fondo valle

(Prinardo, Argentera, Grange, Colle del

la Maddalena), giunge fino alle cime che circondano il versante

della

vallata: Argentera-Le Lose (2813 mt), Colle della Maddalena-Ventasuso(2712


mt), Prinardo-Rifugio Andelplan (2530 mt), Prinardo-Puriac (mt 2506).

128

4. La gestione degli impianti


La societ Sciovie del Puriac nacque nel 1976 con capitale proveniente da Cuneo, da parte di impresari immobiliari, culturalmente non
legati alla valle} il cui obiettivo era fondamentalmente quello di

fa-

re una speculazione di tipo immobiliare alimentata dall'immagine della


stazione sciistica. Il progetto effettivo degli insediamenti abitativi
3
(150.000 m ) corrispondeva all'attuale Rua Sulei, ma incontr subito
scarsa collaborazione da parte degli amministratori locali, e

grosse

difficolt per l'ottenimento delle licenze edilizie.


L'indebitamento dovuto agli investimenti ormai realizzati costrin
se a ricercare un nuovo finanziatore che subentr con un programma di
finanziamento che avrebbe potuto risollevare le sorti della stazione.
La sua morte diede inizio ad una serie di vicende ,legate al

prestito

bancario che era stato ottenuto dando in garanzia beni personali e il


terreno su cui dovevano realizzarsi gli insediamenti: tutto ci
condotto al sequestro cautelativo di tale terreno, che esiste

ha
tutt'o~

gi. Proprio su questo terreno peraltro un'impresa ligure, sulla base di


una semplice opzione sull'acquisto di tutta la societ, che rimane
gli antichi proprietari, ha dato inizio alla realizzazione di
so progetto che dovrebbe trasformare la zona in quel modello di

un

agro~

stazio~

ne definito "ski total": percorsi distinti per autoveicoli e pedoni con


predisposizione a questo scopo di strade sotterranee che sfruttano

gli

scavi comunque necessari per i garages, rete di marciapiedi coperti che


collegano i pedoni e gli sciatori con ogni punto del centro, un sovrapasso che scavalca la statale e il torrente per collegare d i rettamente
gli impianti con la zona residenziale.
Il punto di forza del lancio sul mercato del '/ complesso turistico

129

Argentera" costituito dal risparmio energetico dato dallo sfruttamento dell'energia solare per il riscaldamento.
Ma dal punto di vista del funzionamento della stazione sciistica
in complesso, l'aspetto pi importante dell'intera operazione

data

dal fatto che la spa PURIAC, cui stata affidata l'amministrazione del
CTA, "si impegna anche a mantenere in funzione tutti gli impianti di ri
salita di sua propriet".
La fonte di finanziamento costituita dai proprietari stessi degli immobili che con l'acquisto dell'unit immobiliare diventano automaticamente proprietari di una quota degli impianti, e implicitamente
interessati al loro mantenimento e miglioramento.
Questa formula dovrebbe consentire una gestione economica dell'
intero complesso, ma per il decollo dell'iniziativa su basi sicure rimangono ancora da risolvere enormi problemi di carattere amministrativo e finanziario: infatti il terreno su cui dovrebbe sorgere il
so

comple~

tuttora sotto sequestro cautelativo, il che non d garanzia

per

il proseguimento dei lavori; inoltre le licenze edilizie finora ottenute corrispondono ad un terzo dell'intera cubatura prevista e sono

con-

dizionate alla realizzazione di opere di urbanizzazione, acquedotto, e


lavori di protezione per difendere l'abitato di Bersezio dalle eventuali valanghe provenienti dalla Gorgia della Madonna.
Questa a grandi linee la situazione generale della stazione di Ar
gentera; per ora gli sviluppi futuri appaiono alquanto incerti e
no comunque passare attraverso la soluzione del pesante

devo-

indebitamento

con le banche e i fornitori: l'ultimo conto economico a disposizione del


le sciovie del Puriac (che nella passata stagione impiegavano 9 dipendenti fissi e 10 stagionalilnon contiene l'indicazione degli interessi pass~
vi;ma una verifica sul conto patrimoniale evidenzia una passivit di oltre

13U

3 miliardi ripartita tra istituti di credito, fornitori diversi e anticipazioni da privati. La denunciata perdita di esercizio per quell'anno
(1981-1982) pari a 27 milioni non d pertanto la misura esatta della si

' J

tuazione gestionale: la struttura dei costi si colloca nella media

del

le societ che gestiscono gli impianti di risalita con la seguente incidenza per le voci principali
%

costo del lavoro

38

ammortamenti

27

manutenzione e funzionam . impianti 14,7


e una incidenza dei ricavi da impianti sui ricati totali dell' 89%.

131

5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale

Sono da considerare strutture al servizio degli sciatori i due alberghi (entrambi di IV cat.), ubicati l'uno nel nucleo di Bersezio,

l'a~

tro a Prinardo che dispongono in totale di 49 camere e 88 posti letto. A


questi si sono aggiunti per la stagione in corso altri 40 posti

letto

presso la Pizzeria Drago Verde di Bersezio.


La locanda sita in Argentera (8 camere con 14 p.l.), una struttura
funzionante esclusivamente nella stagione estiva, che ricava il maggior
reddito dalle annesse attivit commerciali (drogheria, tabaccheria)

leg~

te ad un consistente flusso turistico di passaggio proveniente in

gran

parte dalla Francia.


A quota 1996 in prossimit del valico internazionale, si trova

un'

altra locanda (10 camere, 19 posti letto) situata sulla riva del Lago

de~

la Maddalena, in uno scenario molto suggestivo che ne fa una meta importante di turismo estivo.
Ai fini della pratica degli sport

invernali la ricettivit a rotazio

ne di Argentera ammonta pertanto a 128 unit. il

tasso di utilizzazione

invernale delle strutture alberghiere esistenti stimato per l' 83

sulla

base delle presenze denunciate, si pone su livelli inferiori al 10%, e ri


sulta ancora pi basso se calcolato su tutto l'arco annuale, dimostrando cos
come la vocazione turistica estiva della localit, preesistente a quella
invernale, si esplica in scarsa misura attraverso le strutture ricettive
a rotazione.
Per quanto riguarda le strutture

resid~nzia~

disponibili per

vaca~

ze, al 1971 erano stati censiti 96 appartamenti con 348 stanze totali. La
situazione aggiornata al 1981 d per questa componente 353 abitazioni con
884 stanze (un incre.mento vicino al 150%) e una stima di 1240 posti letto ,
corrispondenti ad un parametro di 1,4 letti per stanza.

132

Il campeggio sito a Bersezio, che ha assunto ormai caratteristiche


residenziali come in altre localit montane, pu ospitare 150 persone.
Lo sviluppo della ricettivit, susseguente all'installazione

dei

primi impianti, ha chiaramente avuto carattere esclusivamente residenzia


le e si realizzata in minima parte con ristrutturazioni del vecchio nu
eleo urbano, ma principalmente attraverso un processo edilizio speculatl
vo privo di schemi urbanistici di riferimento che ha penalizzato

largame~

te il territorio di Bersezio. Si veda la dimensione media delle abitazio


ni successive al 1971, pari a 2 stanze, contro un indice di 3,7 delle residenze di costruzione anteriore.
Il risultato una forte sperequazione tra ricettivit a rotazione e ricettivit in seconde case, situazione comune alla maggior parte
delle stazioni sciistiche, che nelle situazioni pi patologiche riduce
le stesse al

~ uolo

di stadi domenicali pi che di strutture a funziona

mento costante durante tutto l'arco della stagione invernale.


L'oscillazione

di utilizzo tra festivit (domeniche, periodo na-

talizio e pasquale) e i giorni infrasettimanali la principale

respons~

bile della diseconomica gestione degli impianti di risalita in genere,


che necessiterebbero di un livello costante di utenza, e invece devono
dimensionare le loro attrezzature ai livelli massimi di afflusso.
In questa situazione l'orientamento naturale quello di incentivare nuove infrastrutture ricettive del tipo "a rotazione"

(anche para!.

berghiere come multipropriet o simili) .


Argentera offre pochissimo dal punto di vista delle

attrezzature

per il tempo libero: totalmente assenti sono gli impianti sportivi


tinaggio, tennis), mentre l'unico locale per i

(pa~

giovani una pizzeria-

discoteca, aperta da due anni, a Bersezio e gestita con non poche diffl
colt data la scarsa affluenza di turisti, al di fuori delle stagioni di

133

punta (agosto e i fine settimana invernali) .


Accanto a questi problemi direttamente legati al flusso

turistico,

sussistono poi carenze di altro tipo che scoraggiano qualunque iniziativa imprenditoriale in loco, come la mancanza della scuola elementare che
obbliga i bambini a trasferirsi quotidianamente a Pietraporzio (km g c..\-"<.ca,)
con un servizio di scuolabus, e la mancanza di un minimo di infrastruttu
re terziarie al servizio della popolazione locale (farmacia, medico).
L'apparato terziario esistente si compone di :
ufficio postale
3 negozi di articoli sportivi
3 ristoranti bar e 1 posto di ristoro in quota
1 pasticceria
1 panetteria con forno.

134

6. Struttura e dinamica della popolazione

La popolazione residente nel comune di Argentera risulta in cast ante declino a partire dagli anni 50. Le cifre sono molto significative al
riguardo: nel 1954 i residenti erano 292, oggi sono 98, quindi in 30 anni la popolazione si ridotta di due terzi.
E' molto indicativo che tale processo sia continuato anche negli an-

ni seguenti alla installazione dei primi impianti di risalita, seppure


con minore intensit (dal 76 all' 83 c' una flessione di sole 10 unit,
contro un calo ni precedenti 7 anni di 44 , e una flessione media annua
del 10% per gli anni anteriori al 1969).
Questa tendenza sembra dare ragione a chi sostiene che il lancio
di Argentera avvenuto troppo tardi, quando ormai era gi avvenuto l'esodo di quella fascia di popolazione dotata di una certa imprenditorialit,
che l

legandosi alle opportunit nascenti,poteva dare impulso autonomo

all'economia locale ) mitigando in parte certe tendenze "colonizzatrici".


Infatti nel periodo 71-81 ci sono stati dei notevoli cambiamenti nella
struttura economica di Argentera: i posti di lavoro locali sono pi che
triplicati,

grazie in massima parte all'enorme sviluppo del settore e-

dilizio, ma anche al contributo dei settori pi direttamente connessi al


l'attivit turistica (esercizi commerciali, trasporti\ impianti di risalita) .
Questo sviluppo solo in minima parte andato a beneficio dei 10cali, in quanto la popolazione attiva rimasta ammonta
nit e quindi -non copre i

nel 1981 a 45 u-

fabbisogni locali.

Argentera quindi esplica un' evidente attrazione di manodopera dai


comuni limitrofi, come dimostra il confronto tra occupati residenti
ramo e corrispondenti posti di lavoro.

per

135
ARGENTERA
popolazione attiva residente

198 1

1971

Rami

Agricoltura

13

18

Industria

Edilizia

Commercio, alberghi
e pubblici esercizi

Trasporti e comunicazioni

10

11

Totale

Totale

Credito e assicurazioni
Pubblica Amministrazione

Servizi pubblici e privati

36

14

50

36

45

Totale

Posti di lavoro
1981

1971

Rami

unit
locali

addetti

unit
locali

addetti

Agricoltura
Industria

Edilizia

24

15

75

Commercio

11

Alberghi e pubblici esercizi

18

Trasporti e comunicazioni

21

Credito e assicurazioni

38

134

Pubblica Amministrazione (1)


Servizi pubblici e privati (2)
Totale
(1) non censita al 1971
(2) dati non confrontabili

18

42

136

7. Problemi e linee di intervento

In un'ottica di riequilibrio tra infrastrutture ricettive "a rotazio


ne" e offerta in strutture residenziali, che appare il problema fondameE.
tale comune a tutte le stazioni invernali e non solo di Argentera,

poco

pertinente appare il progetto di Rua Sulei, pur con la prevista garanzia


di coinvolgimento economico dei futuri proprietari nella gestione

degli

impianti di risalita.
Si tratta pursempre di residenze private destinate ad essere occupate
soprattutto nei periodi festivi e quindi ad accrescere l'oscillazione

di

utenza degli impianti.


D'altra parte abbiamo visto prima che il progetto in questione

non

pare ancora avviato ad una rapida realizzazione, se prima non verranno ri


s olti tutti i nodi amministrativi e finanziari che lo bloccano.

Tutti

possibili interventi sulla stazione di Argentera passano attraverso

i
qu~

sta iniziativa i cui modi di soluzione decideranno su quale "modello" di


stazione si attester Argentera.
Gi in questa fase comunque si possono individuare alcune "aree"che
necessitano di interventi adeguati, al fine di rivitalizzare il centro an
che in assenza dei grossi investimenti progettati:
1) individuazione di un "soggetto" pubblico, priva to o misto che si inca-

richi dell'acquisizione di alloggi disponibili e ne gestisca l'utilizzo in rotazione d'uso attraverso l'organizzazione di tutti i

servizi

complementari necessari;
2 ) incentivazione finanziaria per la realizzazione ih loco di infrastrut ,,
ture per il tempo libero, sportive e di svago, che costituiscono ormai
un ingrediente indispensabile per inserirsi nella concorrenza sia i taliana che d'oltralpe.

137
3) per quanto riguarda

l' "inserimento nella societ di gestione degli

impianti degli attuali proprietari di immobili, mediante la

sottoscr~

zione di quote azionarie, studiando opportune forme di incentivazione


e sensibilizzazione" (proposta della Commissione Bacini Sciistici del
la provincia di Cuneo) , questo orientamento trova riscontro anche nel
le clausole di contratto del gi citato "Complesso Turistico Argentera".
A nostro avviso si tratta di una innovazione sulla cui proponibilit
formale e validit sostanziale si richiede una pi approfondita verifica.

1 3B

Indice di Festiona

1. Notizie storiche e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile e l'attivit del Centro Fondo
4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale e il flusso turistico
5. I problemi della stazione
6. Valutazioni di efficienza e forme di intervento

139

1. Notizie storiche e caratteri ambientali

Festiona l'unico centro in Piemonte esclusivamente specializzato


nello sci di fondo. E' amministrativamente una frazione del Comune di De
monte, ed situato alla sinistra della Strada Statale 20 del Colle della
Maddalena, 13 km dopo Borgo San Dalmazzo, e 3 km prima dell'abitato

' di

Demonte. Il nucleo principale del paese sorge alle pendici della monta gna, mentre gli impianti sono localizzati oltre la Stura,a met 'strada tra
il torrente

e l'abitato di Festiona.

L'attivit organizzata nata negli anni 1970/71 su iniziativa

di

un gruppo di locali appassionati dello sci di fondo.


Attualmente fa capo ad una s. r .1.", lo" Sci Nordico Valle Stura" (Centro Fondo), che si occupa degli aspetti amministrativi, e a due associazioni: 10"Ski Club Festiona" che cura le attivit agonistiche, e la

Sc~

la di Sci, la prima scuola di fondo in Italia, associazioni entrambe col


legate all'ARCI.
Con il passare degli anni ha ampliato le Sue dimensioni adeguando
le apparecchiature e i servizi alle diverse esigenze dei fondisti,
per lo sport di massa

sia

che per l'agonismo.

Gli impianti del Centro sono situati in un ampio fondovalle

della

Stura di Demonte, in un piacevole ambiente di mezzo bosco e di vaste radure, e si colloca all'avanguardia tra le stazioni invernali

specializz~

te nello sci di fondo per la facile accessibilit, la dislocazione, la na


tura del terreno e l'innevamento.
Nei pressi della sede del Centro,a quota 710,sorge l'abitato

di

Festiona composto da un nucleo urbano abbastanza ampio di antico insedia


mento e da alcuni nuclei sparsi di dimensioni pi ridotte, posti
la direttrice della Madonna del Colletto.

lungo

1 4U

Festiona si presenta come un piacevole agglomerato di case, quasi


tutte ristrutturate in uno stile che non ha turbato l'ambiente preesistente)e nel quale

anche l'architettura delle rare costruzioni nuove

si inserisce in modo equilibrato e omogeneo.


Come molti paesi della Valle Stura Festiona meta di turismo
stivo di tipo residenziale, ed a questo dovuto il miglioramento

edel

vecchio patrimonio edilizio.


Solo recentemente su questa tradizione di stazione climatica

e-

stiva si innestato il movimento turistico invernale derivante dalla


nascita del Centro di fondo.

141

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

Festiona dista 20 km da Cuneo, 100 da Torino, 115 da Savona, 110 da


Ventimiglia e circa 45 km dal confine con la Francia, raggiungibile

per-

correndo la Statale fino al Colle della Maddalena a quota 1996.


E' difficile individuare un bacino o pi bacini di gravitazione naturale per questo centro turistico che offre un prodotto cosi

specializz~

to e poco confrontabile con altre offerte/neve localizzate nelle vicinanze.


Il fatto di essere esclusivamente un centro di fondo pone Festiona
in un circuito pi ampio che non quello degli amatori domenicali di questa specialit. Il fondo viene ancora considerato da molti come un "corol
lario" all'attivit di discesa, come un'alternativa quasi obbligata all'
affollamento degli impianti di risalita che ormai una consuetudine del
turismo domenicale presso le grandi stazioni sciistiche.
I potenziali bacini che abbiamo citato comunque non presentano particolari problemi di accesso a questa stzione sia con riferimento ai

te~

pi di percorrenza sia con riferimento alla viabilit, in quanto per raggiungere Festiona si percorrono soltanto pochi chilometri della SS della
Valle Stura dopo Borgo San Dalmazzo e questa strada presenta alcune stroz
zature soltanto nell'ultimo tratto in prossimit di Argentera.
Esiste invece un problema di capacit ricettiva del parcheggio posto
nelle vicinanze degli impianti, alla cui insufficienza si rimedia normalmen
te parcheggiando ai lati della strada: recentemente per il comune di Demonte ha stabilito il divieto di sosta lungo tale strada, provocando
notevole disagio al flusso degli sciatori domenicali, senza che
mente esistano motivazioni di intralcio alla viabilit.

un

apparent~

142

3. Il demanio sciabile e l'attivit del Centro Fondo

Il demanio sciabile di Festiona si snoda in una serie di percorsi


situati sia nel fondo valle,dalla sede del Centro fino alla fraz. Ospedalieri,
sia a mezza costa oltre l'abitato di Festiona, all'altezza delle frazio
ni Rua Soprana e Brocci.
Attualmente dispone di 6 piste omologate FISI, di un'altra pista,
la Fontana della Salute, di media difficolt, e di tre piste facili com
preso l'anello del campo scuola, per un totale di 38 km.
La tabella che segue riassume le loro caratteristiche e i

rispett~

vi dati tecnici:

pista

Km
Km
Km
Km
Km

Km
(Km

3
5
7,5
8
10
15
15 jun.

Quota pi
alta mL

735
802
812
802
812
812
812

Dislivello
max salita

20
44
64
44
64
64
64

Dislivello
totale

107
165
246
272
323
491
447)

Omologate
FISI

x
x
x
x
x
x

1~ 3

La stazione offre anche la possibilit di effettuare una passeggiata


primaverile lungo il tracciato della strada (in terra battuta) che va dal
la vecchia frazione Baut alla fraz. Bergemolo, ed una gita di sci alpinismo lungo un percorso programmato che partendo dalla fraz. Baut sale alla
quota 1305 della Madonna del Colletto, gira dietro al monte La Piastra,
continua in cresta fino a quota 1766, scende fino a Bergemolo e termina
all'abitato di Perdioni (oltre Demonte).
L'esposizione a nord consente di mantenere per un lungo periodo un
buon innevamento delle piste.
Occorre sottolineare peraltro che in annate sfavorevoli per quanto
riguarda le precipitazioni nevose, il rischio di avere delle piste
praticabili

particolarmente grave per il Centro Fondo

non

di Festiona che,

come si vedr, ha puntato molto sull'organizzazione di gare internazionali. C' la possibilit di sfruttare una pista a quota pi alta,
te con il percorso della citata"passeggiata primaverile"

coincide~

da Baut a

Berg~

molo, che potrebbe garantire un miglior innevamento e costituire un'alteE


nativa alle piste del fondo valle quando queste si rivelano inadatte all'
effettuazione di gare.
A questo fine si renderebbe necessario mantenere aperta anche per il

periodo invernale la strada di accesso al tracciato di fondo verso la fra


zione Bergemolo, strada che in terra battuta e d'inverno non viene

pul~

ta.
Dall'inizio di luglio 1984 il Centro Fondo Festiona entrato a far
parte del gruppo dei centri FISI di biathlon. Tale affiliazione comporta
un contributo da parte della FISI, che si concretizza nell'invio di armi,
munizioni e bersagli. In cambio la FISI c fuieme ad ogni affiliato di
nizzare annualmente una gara "intercentro", e corrisponde inoltre un
tributo finanziario
nella gara.

c ommisurato

org~
co~

ai risultati ottenuti dai singoli centri

1 44

Numerose e importanti sono le realizzazioni del Centro, che lo hanno fatto conoscere ed apprezzare non solo in altre regioni d'Italia dove
questa specialit maggiormente seguita, ma anche in molti paesi esteri:
gare internazionali :
Promenado, gara di fondo maschile e femminile, di 40 km, che si effettua la settimana antecedente alla Marcialonga
Biathlon seniores e juniores
- Coppa delle Alpi

(Alpencup)

gare nazionali,:
gara circoscrizionale per allievi e ragazzi
- trofeo ACI NEVE
- campionati provinciali studenteschi
corsi nazionali (tutti con istruttori nazionali) :
- corso propedeutico per maestri di sci di fondo
- selezione per corso regionale maestri di sci di fondo
- corso regionale maestri di sci di fondo
- corsi per le scuole elementari della Bassa Valle Stura
-"giornate sulla neve", con attrezzatura fornita dal Centro Fondo Festiona,
per alcune scuole e istituti piemontesi e liguri
- 1 corso specializzato per handicappati, un' importante ed apprezzabile
iniziativa del Centro, che forse l'unico a disporre di maestri abilitati all'insegnamento dello sci di fondo per handicappati, abilitazione
conseguita frequentando un apposito corso tenutosi al Passo del Tonale
nel dicembre 1983. Il centro ha anche fornito gratuitamente tutte le le
z ioni, le attrezzature e i locali necessari.
La Scuola Italiana Sci Nordico "Rucias Bianc" Festiona, costituitasi nel novembre 1981, una delle primissime scuole di fondo sorte

in

1~ 5

piemonte e in Italia, ed composta da 10 maestri di cui due della


Scuola Tecnici Federale.
Lo Ski Club Festiona svolge attivit agonistiche a livello provinciale, regionale e nazionale e vanta numerosi successi in tutti i
campi.

146

5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale e il flusso turistico

Il Centro Fondo Festiona dispone di servizi complementari alla pratica


del fondo e di infrastrutture varie che lo pongono all'avanguardia naziona
le nella sua specialit e precisamente:
- spogliatoi riscaldati
- sauna e docce
- servizio bar e pasto di ristoro
- solarium
- pista di pattinaggio su ghiaccio e a rotelle
- pista in plastica per lo sci di fondo
- campi da tennis
noleggio sci, con oltre 200 attrezzature complete e servizi vari per lo
sciatore (sciolinatura, puli=ia sci, ecc.)
- negozio di articoli sportivi attrezzato esclusivamente per lo sci di fon
do.
Per la battitura delle piste il Centro dotato di due gatti

battip~

sta (con vibratore, fresa e tracciatore) e di due motoslitte particolar mente adatte per il sottobosco.
La clientela di Festiona rappresentata dai fondisti dilettanti

pr~

venienti da Torino, Asti, Alessandria e da quelli della Liguria, di Nizza


e di Montecarlo. A questi si aggiungono i tesserati degli ski clubs

(squ~

dra agonistica), la squadra zonale e gli sportivi locali.


Per la passata stagione la stima delle presenze sugli impianti

ha

dato un valore intorno alle 9000 unit, registrando un vero balzo in avan
ti dell'affluenza rispetto alla stagione precedente (600 presenze, record
negativo dovuto al pessimo andamento delle precipitazioni) .

147

Mediamente la stazione pu contare su un' affluenza festiva di cir


ca 1000 persone.
A fronte di questi valori di affluenza, Festiona offre una ricettivit in strutture alberghiere ed extralberghiere decisamente carente:
se si comprende anche il Comune di Demonte e le frazioni vicine si arri
va a 260 posti letto in albergo e a circa 3150 in case private (l)i

ma

solo un'esigua parte di queste soluzioni ricettive si pu considerare al


servizio dell'attivit sportiva del Centro, a causa della lontananza da
gli impianti.
Di per s infatti l'abitato di Festiona, che sarebbe logisticamente lo sbocco pi naturale per accogliere un flusso turistico con necessit di pernottamento, pu contare solo su un albergo e su una trattoria
che funge anche da locanda, per un totale di 37 posti letto, e su circa
50 posti letto in case private. Questa situazione contribuisce a

dare

alla sttazione una immagine complessiva poco accogliente per il turista ;


che si ripercuote in ultima analisi sull'effettiva utilizzazione

d e lle

strutture ricettive esistenti, di livelli decisamente insignificanti.

Poco prima del bivio di Festiona, lungo la stada statale,c' un

a~

bergo-ristorante con 9 camere e 26 posti letto,che viene sfruttato in oc


casione delle gare nazionali e internazionali. I proprietari sono tra i
soci del Centro e lamentano la difficolt, per la loro categoria,di accedere a mutui agevolati per intervenire sulle loro strutture: l'intenzione di migliorare la ricettivit dell'albergo, attrezzandolo in modo che sia adatto alle particolari esigenze delle comitive di sportivi
che praticano il fondo soprattutto a livello agonistico.
C' un altro progetto con analogo obiettivo,ed la realizzazione

(l)-Un camoe ggi o, situato a Demonte ,pu ospitare olt re un centin a io di peE
sone, ma aQe r t o solo nei mesi estivi.

148

in prossimit della sede del Centro, e quindi da vedersi esclusivamente al servizio dei suoi frequentatori, di una spe cie di ostello

per

giovani, concepito cio non come un vero albergo, ma come una

"casa

dello sportivo" con servizi comuni, camere con almeno 6 letti,sale


ritrovo e tavola calda. Ci permetterebbe di contenere molto i

di

prezzi

e di offrire sul mercato un prodotto completo per settimane bianche,


senza gli attuali disagi nelle sistemazioni alberghiere.
Il problema principale che si frappone alla realizzazione di questo
progetto quello del finanziamento dell'operazione. Forse la legge

regi~

nale per lo sviluppo dell'offerta turistica, se opportunamente accelerata


nel suo iter, potrebbe trovare qui una applicazione operativa: ci riferiamo all'art. 2 della L.R.31 luglio 1984, n.35, che prevede mutui a

tasso

agevolato e contributi in conto capitale per la costruzione di .... "case


per ferie, ostelli della giovent, esercizi per la ristorazione, ubicati
in localit di interesse turistico e in genere ogni altra struttura
cettiva concernente il turismo".

ri-

'49

5. I problemi della stazione

L'iniziativa del gruppo di appassionati del fondo che ha dato vita nel
lontano 1970 a questa attivit ha, secondo il parere degli amministratori
pubblici, sicuramente procurato vantaggi indiretti anche al comune di

Demo~

te, che prima era meta di turismo esclusivamente estivo (piccolo centro

di

mezza montagna) ed ora beneficia del movimento turistico invernale promosso


da Festiona soprattutto in termini di aumento del giro d'affari commerciale:
i negozi di Demonte sono aperti anche la domenica mattina.
L'amministrazione, dopo un primo periodo di "indifferenza"agli sforzi
dei promotori ora pare intenzionata per quanto possibile a venire incontro
alle loro esigenze, che vanno nella direzione di espandere il raggio di attivit del Centro, e di portare quindi riflessi positivi all'economia di De
monte in generale.
Questo non tanto in termini di creazione di posti di lavoro, poich
il fondo non si presta a ci, ma, come abbiamo gi detto, come incremento
di reddito proveniente dal maggiore volume di spesa effetbuato in loco

dai

turisti.
I contatti con gli operatori turistici locali hanno fatto emergere un
altro problema di base che coinvolge i delicati rapporti tra

tutti i sog-

getti interessati direttamente o indirettamente all'attivit svolta dal Cen


tro fondo: esiste cio da sempre un sostanziale attrito con i contadini

pr~

prietari dei terreni su cui insistono le diverse piste, convinti di subire


un danno economico dovuto sia

all'usura del terreno, sia alla mancata par-

tecipazione ai presunti utili della societ.


L'offerta di entrare a far parte della stessa a detta dei soci stata
per sempre rifiutata.

150
6. Valutazioni di efficienza e forme di intervento

La societ Sci Nordico Valle Stura, come si detto, annovera fra i


suoi soci i promotori dell'iniziativa e al di l dell'apparente veste "ma
nageriale" opera con criteri "volontaristici" e il suo funzionamento af
fidato all'impegno di alcuni soci, che d'inverno garantiscono una continua
presenza presso la sede anche nei giorni feriali dandosi dei turni) compatibilmente con le professioni di ciascuno dei membri, e una presenza contemporanea a tempo pieno il sabato e la domenica. Oltre a questi la socie
t conta su un solo dipendente fisso, un dipendente stagionale e 5

giorn~

lieri. Il bilancio viene pubblicato con riferimento all'anno solare, e ci


rende meno facile la sovrapposizione dei dati economici dell'esercizio con
gli andamenti meteonivologici che invece coprono parte di due stagioni: l'
ultimo bilancio a disposizione riflette nella denunciata perdita di

eserc~

zio le due stagioni negative cui fa riferimento, con tanta pi evidenza in


quanto l'attivit della societ comprende accanto alla semplice gestione
degli impianti del Centro di fondo, soprattutto quella commerciale legata
alla vendita e al noleggio degli articoli sportivi, alle infrastrutture co!
legate e alla gestione del posto di ristoro, che nell'insieme costituiscono
oltre l' 80% dei ricavi della societ.
Un esame pi analitico del bilancio eseguito non tanto sui valori (di
per s poco rappresentativi se disponibili per un solo anno) ma sulla sua
struttura, evidenzia lo scarso peso dato finora alla promozione del Centro
attraverso i canali pubblicitari tradizionali, a favore invece di una promozione diretta sotto forma di omaggi ai clienti: la sproporzione tra

le

due voci del conto economico dell'ordine di 1 a 7.


Sarebbe auspicabile una maggiore attenzione alle forme di promozione
pi efficaci, che tenendo conto del periodo caratterizzato da una generale
flessione del reddito medio, si rivolgano alle fascie maggiormente interes

151

sate puntando sulle caratteristiche di questo sport che lo pongono in favo


revole competizione con lo sci di discesa.
Accanto al potenzi amento dell'attivit invernale andrebbe valutata

p~

sitivamente l'opportunit di sfruttare tutte le attrezzature gi esistenti


nella zona (e di favorire quelle in progetto) atte a consentire il proseguimento dell'attivit sportiva

sotto varie forme

anche nelle altre sta-

gioni, sopratnutto quella estiva.


Si gi detto dei campi da tennis e della pista di pattinaggio a
telle

r~

inoltre sulla Stura all'altezza del Comune di Moiola si effettuano

gare di canoa(discesa e slalom) organizzate da un' Associazione di Cuneo.


Tutte queste attivit potrebbero convogliare l'attenzione dei turisti
su Festiona e porre le basi per un lancio della stazione su pi vasta scala
con particolare riguardo allo sci di fondo.
In concreto occorre puntare su una maggiore ricettivit in loco (casa
dello sportivo) destinata alle prime fascie di et per settimane bianche
lastiche, allenamenti collegiali, sistemazione dei partecipanti alle

sc~

gare

di fondo.
Infine l'amministrazione comunale dovrebbe porsi l'obiettivo di

elimin~

re gli ostacoli pi banali alla incentivazione del movimento turistico, intervenendo positivamente sulle questioni di sua competenza (problema dei

pa~

cheggi agli impianti), e farsi inoltre carico

ra~

di comporre i problemi di

porto fra i vari soggetti, analizzando accuratamente i costi e i benefici di


ognuno , e cercando soluzioni guidate soprattutto dall'obiettivo di conseguire il maggior vantaggio economico per tutte le attivit della zona complessivamente considerate.

152

Indice di Macugnaga

1. Notizie storiche e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile
4. La gestione degli impianti
5. L'attrezzatura ricettiva e funzionale
6. L'apparato terziario
7. Struttura e dinamica della popolazione
8. Macugnaga estiva
9. Problemi della stazione e indirizzi di intervento

153

1. Notizie storiche e caratteri ambientali

Dalla Valle dell'Ossola, estrema propaggine nord del Piemonte, si dira


mano numerose valli laterali.

Tra queste la Valle Anzasca, lunga

cd:rca

30 km, termina ai piedi del Monte Rosa, la seconda montagna delle Alpi
altezza, ma la pi imponente per la famosa parete Est, l'unica

per

definibile"h~

malayana" grazie alla pi vasta superficie contigua oltre i 4000 metri.

Ai

p iedi del Monte Rosa si trova Macugnaga.


Le sue origini risalgono a molti secoli or sono, quando i primi abitanti, appartenenti al gruppo etnico

Walser, tuttora esistente, vi si inse

d iarono e con la loro esperienza trasformarono a poco a poco questa

valle

impervia e selvaggia.
Oggi Macugnaga il centro pi importante della Valle Anzasca:
conserva ancora le caratteristiche del villaggio di montagna, con

essa

assenza

pressoch totale di grandi blocchi edilizi, ad eccezione della frazione Staf


fa, che il nucleo centrale, e limitatamente a pochi edifici.
Le nuove costruzioni hanno cercato di seguire l'architettura spontanea dei vecchi insediamenti e l'aspetto estetico generale gradevole e
inserito. I nuclei antichi, con le tipiche case in pietra e legno,

ben

alcune

delle quali risalenti ai secoli XV-XVIII, sono numerosi: fra gli altri

il

"DORF", dove sorge la chiesa vecchia con il piccolo cimitero e il famoso tiglio plurisecolare, sotto il quale in passato si amministrava la giustizia,
si tenevano i mercati e si svolgeva la vita pubblica.
Macugnaga gode di un clima salutare tipico dell'alta montagna che l'ha
resa, fin dagli anni precedenti al periodo bellico, meta di soggiorno e s tivo
di alto livello qualitativo da parte di una ristretta clientela appartenente
ai ceti sociali pi elevati.
Negli anni 1951-52 ad opera di una societ esterna

(proveni e nte

dal

154

Novarese)

venne

installata

la

prima

seggiovia,

quella

del'
s~

Belvedere, che sale direttamente ai piedi del ghiacciaio, intesa ancora


lo come supporto al turismo estivo, ma che permise peraltro ai primi

pio-

nieri di iniziare gi da quegli anni lontani la pratica dello sci alle fal
de del Rosa.
Nel 1958 si costru il primo tronco della funivia del Passo Moro
nel 1962 giunse il boom di Macugnaga invernale, con la realizzazione

e
dei

grandi impianti di risalita e la formazione delle piste.


Le condizioni meteonivologiche ricavabili dai dati rilevati dall'
ISNEV per il decennio 70-79 e dal Servizio Geologico

Regionale a partire

dalla stagione scorsa, evidenziano andamenti stagionali delle precipita quan~

zioni nevose piuttosto variabili da una stagione all'altra, sia per

to riguarda il mese di "punta" dell' innevamento, sia per quanto riguarda


la durata della stagione sciistica. Negli anni osservati la punta di
za della neve al suolo si registrata nella stagione 71-72 con quasi
metri (febbraio), ma s si eccettua la sfortunata stagione 72-73,

alte~

questo

parametro ha sempre valori abbastanza elevati.


Dall'altezza media della neve al suolo, pi indicativa delle

potenzi~

lit sciistiche dell'area, si ricava mediamente una certa tendenza a

com-

pensare con una stagione sciistica "prolungata" nei mesi primaverili il ri


tardo nella comparsa della neve, o un innevamento scarso, all'inizio
stagione.

di

155

2. Accessibilit e bacini di gravitazione

La localizzazione di Macugnaga rispetto alle grandi aree metropolitane piemontesi e lombarde, e il sistema viario, ne determinano

spontaneame~

te i bacini di gravitazione.
Dista 140 km da Milano, da cui raggiungibile percorrendo un

tratto

dell'autostrada Milano Laghi fino a Sesto Calende e quindi costeggiando il


Lago Maggiore e proseguendo sulla statale del Sempione fino all'immissione
nella Valle Anzasca all'altezza di Piedimulera.
Dista da Torino e Novara rispettivamente km 180 e 105i si percorre l'
autostrada Torino-Milano fino a Novara, e poi per la Statale del Lago d'Or
ta si raggiunge la Val d' Ossola

de~iando

poi verso la Valle

Anzasca

Piedimulera.
Da Domodossola, importante scalo ferroviario internazionale, dista
solo 40 km ed collegata con un servizio di autobus plurigiornaliero.
Tutti questi percorsi presentano strozzature notevoli in
punti: inutile ricordare la difficile viabilit delle strade che

numerosi
costeggi~

no entrambi i laghi d'Orta e Maggiore, sul,le quali nei giorni feriali gravita anche tutto il traffico pesante proveniente da Piemonte e Liguria, di
retto in Svizzera attraverso la galleria del Sempione.
Difficili anche i

rientri domenicali sia sul versante del Lago d'O~

ta (strozzatura dell'abitato di Gozzano), sia sul Lago Maggiore (problema


della Statale che nei centri pi noti assolve anche le particolari funzioni turistiche del lungo lago}.
La Statale della Valle Anzasca, stretta e in parecchi punti tortuosa, si presenta abbastanza difficile da percorrerei ha comunque il vantaggio di non essere una strada di passaggio, ma direttamente funzionale

al

turismo di Macugnaga e dei quattro centri intermedi. Recentemente il manto

156

stradale stato rifatto per oltre la met della sua lunghezza, e dovrebbe
venire completato nelle prime due stagioni.
Le caratteristiche ambientali molto simili a quelle dei centri d'oltralpe fanno della vicina Svizzera un importante bacino di utenza per
gnaga che fin dalle origini vanta una vasta clientela straniera. Tra i

Mac~

ba

cini italiani prevale quello lombardo, grazie alla migliore accessibilit


in termini di tempo rispetto alle aree piemontesi, associata alla qualit
dell'offerta .
Inoltre sono in programma i lavori di attuazione del tratto autostra
dale fra Sesto Calente e Gravellona, ed anche gi decisa la superstrada
c he collegher Gravellona con il Passo del Sempione.

A questo punto il col

legamento con Milano e le zone limitrofe sar molto pi veloce, ed lecito


prevedere uno sviluppo dell'utenza di questo bacino.

157
3. Il demanio sciabile

Il demanio sciabile si estende per una superficie di circa 1.760.000


mq e comprende la piana di Macugnaga, la parte est del Rosa (Belvedere) e
il versante sud del Monte Moro fino alle piste della scuola estiva oltre
quota 2900.
Nella piana di Macugnaga sono funzionanti 3 sciovie al servizio

di

altrettanti campi scuola, per 1,8 km complessivi di piste e una superficie di circa 50.000 mq
Altitudine
partenza

arrivo

Portata

Dislivel. Lunghez. Portata


mt

mt

Portata

per

per

dislivel. lunghezza

-------- - ~------+_--------~------4_------_+--------_r--------~
~anbach

1310

1376

66

515

300

19

154

Vecchio Tiglio

1340

1386

46

265

200

53

prlovono

1250

1281

31

260

200

52

La zona del Belvedere compresa fra il Belvedere (mt

1950 s.l.m.)

e la fraz. Pecetto, ultima frazione del comune di Macugnaga (mt 1365 s.l.
m.), le piste si sviluppano entro quest'area la cui superficie complessiva si pu approssimativamente quantificare in circa 350.000 mq. Gli

im-

pianti sono costituiti da due tronchi di seggiovie. Il primo tronco

coll~

ga la frazione Pecetto con l'intermedia dell'Alpe Burki, dove esiste una


sciovia (Burki) che permette la praticabilit di tre piste, e un posto di
ristoro.
Il secondo tronco,che collega l'Alpe Burki con il Belvedere, si
tuato nel cuore della parte Est del Rosa, i n posizione ideale per ammirarne la bellezza e la maestosit.
I dati tecnici concernenti gli impianti menzionati sono riassunti nella tabella che segue.

,
15B

Altitudine
partenza
arrivo

Dislivel. Lunghez. Portata


mt
mt
h

Portata Porta ta
pe r
per
dislivel. lunghezza

_.-

eggiovi e
cetto-Burki
l.Irki-Belvedere

1365

1613

248

1610

800

198

1288

1613

1914

301

853

720

217

614

llH:l5

1658

173

613

720

124

441

iovie
I.rrki

Le piste praticabili a partire dall'Alpe Burki (intermedia) sono:


lunghezza km

difficolt

Fontanone

2,5

verde

Burky

1,0

blu

Gare

0,8

blu

Altre tre piste si dipartono dal punto d'arrivo pi alto degli impianti
di questo versante (1932 mt) e sono:
lunghezza km

difficolt

Ruonograbe

2 ,0

rossa

Camosci

2 ,8

rossa

Belvedere-Macugnaga

3, 2

rossa

La zona del Monte Moro al confine tra Italia e Svizzera, pu es s ere


a sua volta divisa in tre aree definite:
_ Passo Moro (mt 2900 s.l.m.) stazione di arrivo della funivia, ove sono
installate 4 sciovie (Ruppenstein, Joder, S.Pietro e Smeraldo) al servizio di numerose piste che occupano complessivamente una superficie

159

di circa 500.000 metri quadrati; a questa superficie si aggiunge

la p~

sta di discesa fino alla stazione intermedia della funivia, il cui sviluppo, con le sue varianti, copre una superficie di 150.000 m.q. circa;
- Alpe Meccia. Questa zona divisa dalla precedente da un crinale denomi
nato Cresta S.Pietro; pur non essendo particolarmente servita da impi~
ti di risalita, facilmente raggiungibile dalla sommit dello skilift
S.Pietro. Si tratta di un'area amplissima (molto frequentata in primavera per lo sci fuori pista) attraverso la quale si pu con diversi
tracciati raggiungere la stazione intermedia della funivia. La superficie di questa area pu certamente essere valutata in un 1.000.000 di
metri quadrati;
- Alpe Bill, stazione intermedia della funivia, ove installata una
sciovia con annesso campo scuola; da questo luogo possibile scendere a Macugnaga per una pista che si sviluppa entro il bosco

per

8 km e la cui superficie di circa 60.000 metri qu'adrati.


Questo il prospetto degli impianti di risalita con i rispettivi dati tecnici:

Alti.tudine
p<.lrtt::n~a
drrivo

Di::;liVt:~l.

lOt

Lunghez. Portata
mt
h

Portata PorLut1
pt:r
per
dislivel. lurHJhl.!z"a

a-Alpe Bill

1327

1690

363

740

382

139

283

1690

2817

1127

2700

373

420

1007

1645

1746

101

235

480

48

113

Ruppenstein

2325

2600

275

832

600

165

499

Joder

2565

2800

235

648

600

141

389

San Pietro

2796

2875

79

320

600

47

192

Smeraldo

2810

2835

25

283

600

15

170

900

800

Alpe Bill-Passo Moro


Sciovie
ini

Scuola estiva(] impiahtj)

720

160

Le piste, la cui larghezza varia da 10 a 50 mt, sono le seguenti:

lunghezza km
Ruppenstein
Lago
Roccette
Roccette bis
San Pietro
Moro-Bill
Meccia
Meccia bis

3,8
1,5
1,3
1,3
0,8
6,5
4,0
7,5

difficolt
rossa
nera
nera
nera
blu
rossa
rossa
rossa

Per quanto riguarda la consistenza dei mezzi meccanici sono disponibili 3 gatti delle nevi al Monte Moro, e due al Belvedere. Per questa zona
previsto l'acquisto di un nuovo mezzo del costo di 120 milioni.
Altri programmi riguardano inter"enti alle piste e potenziamento

de-

gli impianti: in particolare il rinnoVo . della sciovia Burki, il cui progetto


prevede una portata oraria di 700 persone e un costo di 60 milioni.
A disposizione degli sciatori vi la scuola di sci, che ha sede in
frazione Staffa e conta 25 maestri.
Un servizio di autobus collega le varie frazioni del Comune di Macugnaga con gli impianti di risalita e le attrezzature di svago.
A Macugnaga praticato anche lo sci nordico, che sta trovando recen
temente largo consenso: in frazione Pecetto c' un anello della lunghezza
di 1 km, con variazioni che portano a 3 e a 5 km di pista; in frazione 1sella esiste una serie di anelli pi vari e impegnativi, da 5 a 15
di pista. Cinque maestri sono a disposizione per questa specialit.

km

1 61

4. La gestione degli impianti


La gestione degli impianti di risalita di Macugnaga ha subito negli
anni numerosi cambiamenti. A partire dall'inizio degli anni '70 una serie
di disgrazie mise in evidenza in modo allarmante il pericolo di valanghe
cui erano soggette alcune zone dell'area comunale e alcuni tratti

della

strada statale. Il problema emerse con maggiore gravit perch in

questo

periodo Macugnaga si era inserita in un circuito commerciale pi


ordinato dalle agenzie: dopo la prima valanga la zona venne

vasto,c~

considerata

pericolosa e scarsamente proponibile sui mercati.


Nel 1975 una valanga danneggi la funivia Rosa Riccio;

contemporane~

mente doveva essere ricostruita la seggiovia, per cui la societ non pot
far fronte ai pesanti impegni finanziari e cedette tutto.
Subentr cosi una nuova societ, che ricostrui la seggiovia e la fu
nivia. Per la funivia sarebbe bastato ricostruire i tralicci, ma era

pass~

to troppo tempo e tutto l'impianto si era deteriorato.


Fino alla stagione 1983-84 le societ proprietarie degli impianti erano due. la "San Maurizio Funivie

Macugnaga M.Rosa"

(sede in Busto Arsi-

zio) costituita per la maggior parte da capitale esterno, gestiva le funivie del Passo Moro e il personale consisteva in 15 persone fisse e 3

sta-

gionali; le "Funivie del Pizzo Bianco s.p.a." costituita con capitale ester
no e locale gestiva le seggiovie del Belvedere e impiegava 10 persone fisse
e 3 stagionali.
Da quest'anno gli impianti hanno una gestione unificata, con ripartizione dei dividendi nella misura del 49 e 51%.
L'unificazione stata decisa per r idurre le spese di esercizio

ed

ha comportato come primo provvedimento, in forma sperimentale, la sospensi~


ne di tutto il personale per i due mesi di ottobre e novembre, tranne

persone che rimangono in servizio per le opere di manutenzione. Inoltre du


rante la stagione estiva si dec iso di tenere in funz i one solo gli
ti del Belvedere.

impi~

162

Nell'ipotesi degli Amministratori della Societ, queste operazioni


comporteranno un risparmio per la societ di circa 200 milioni,contro un
introito per il periodo in questione non superiore ai 50 milioni.
Un esame sintetico dei bilanci disponibili, riferiti alle societ
ancora operanti separatamente, evidenzia per la S.Maurizio Funivie
recente grosso impegno di ammodernamento e ristrutturazione degli
ti funiviari, portati a termine con il quasi totale rifacimento
parte meccanica ed elettrica, e con nuove apparecchiature

un
impia~

, della

elettroniche

del primo tronco. Di recente realizzazione sono anche due nuovi skilift,
entrati in funzione nella stagione 81-82, e un gruppo elettrogeno autono
mo alla base degli impianti.
Queste realizzazioni si riflettono su aumenti significativi di alcune

voci

di bilancio, come gli ammortamenti, e gli oneri finanziari,

questi ultimi sia come interessi passivi alle banche, sia come interessi
passivi del prestito obbligazionario contratto nel 1981.
I risultati gestionali di questa societ sono anche assai

in-

fluenzati dall'andamento della stagione sciistica estiva, che in taluni


anni

estremamente limitata nel tempo a causa delle cattive condizioni

del ghiacciaio.

Una stima delle presenze medie degli sciatori sugli

impianti,effettu~

ta per la stagione 1983-84 sulla base deLle tessere vendute, ha dato i se


guenti risultati per i vari periodi dell'anno:
periodo natalizio
periodo pasquale
la domenica
il sabato
giorno feriale medio
"

"

alta
stagione

1200
700
1450
1000
400
600

163

5. L'attrez z atura ricettiva e funzionale


Macugnaga in grado di ospitare complessivamente 8600 persone. La
sua struttura ricettiva peraltro nettamente a sfavore della ricettivit alberghiera che ammonta a fine giugno 84 a 563 posti letto. A questa
va aggiunta la ricettivit para-alberghiera pari a 2636 posti letto.

complessi alberghieri e para-alberghieri sono cosl ripartiti:


Camere

,Eosti letto

categoria

n.

2 stelle

11

247

339

9
2
22

146
-20
413

197
-27
563

1 stella
locanda

case per ferie


e colonie
residence a
conduzione alberghiera
campeggio

2
1

2.636

Questa struttura non pare adeguata alle potenzialit turistiche del


centro, non soltanto sotto il profilo quantitativo, ma anche qualitativo.
Macugnaga scesa all'attuale livello di ricettiviL alberghiera dai
posti letto del 1960; i problemi degli operatori alberghieri sono

1200
tutti

riassunti in questa drastica flessione che ha avuto due cause principali :


1) l'adeguamento delle strutture prescritto dalle norme antincendio;
2) il contrasto tra la legge nazionale che prescrive i criteri di cubatura delle abitazioni e i regolamenti edilizi che tutelano .il

recupero

dei vecchi insediamenti ponendo dei vincoli di salvaguardia delle strut


ture esistenti sia interne che esterne (finestre piccole, soffitti bassi) .
Come si vede dal prospetto, non esistono alberghi di I I categoria.
Infatti il secondo vincolo ha frenato di molto i programmi di

ristruttur~

zione degli albergatori, volti a migliorare la qualit dell'offerta


verso l'adeguamento del numero dei bagni alle camere: ci comporta

attr~
freque~

temente la riduzione della cubatura totale delle singole camere che in tal
modo non rientrano pi negli standard pro-capite prescritti dalla legge.

164

In molti casi pertan~o l'installazione di servizi aggiuntivi risulta


attuabile soltanto a prezzo di dimezzare 'la ricettivit

(camere singole),

il che, a parte il danno economico, equivale anche a creare grossi disagi


e difficolt nelle sistemazioni alberghiere.
Per quanto riguarda la qualificazione professionale degli addetti -sa!
vo alcuni casi di attivit gestite con altissima competenza derivante da
una lunga tradiziona professionale anche se di carattere familiare- molti
esercizi sono gestiti in modo non professionale e sovente con scarsi

ri-

guardi per la clientela.


Sarebbe interessante poter quantificare le presente turistiche

albe~

ghiere degli anni pi recenti nelle loro componenti, ma la scarsa attendi


bilit delle rilevazioni disponibili consiglia di limitare l'analisi a va
lutazioni di tendenza:da esse emerge un andamento tra l' 81 e l' 83 netta
mente sfavorevole nella componente straniera del flusso turistico di Macu
gnaga, non sufficientemente bilanciato dal pur cospicuo incremento

delle

presente italiane.
Nel 1984 si manifestata una tendenza alla ripresa per entrambe le
componenti, che tuttavia non ha consentito di ritornare ai soddisfacenti
livelli del 1981.
Una stima del tasso di utilizzo invernale delle strutture

alberghi~

re, fatta rapportando le presenze alla ricettivit potenziale, porta


seguenti risultati:
per la stagione 80-81
"
"81-82
Il
"
82-83
"
Il
Il
83-84
"

56%
46%
30%
43 %

ai

165

Passando all'offerta residenziale privata, le abitazioni a destinazione turistica risultano 997, per un totale di 4011 stanze.
E' interessante osservare come si distribuisce questo patrimonio edilizio a seconda dell'epoca di costruzione:
abitazioni
997

Totale

in nuclei antichi
prima del 1971

669
328

dopo il 1971

stanze

P/L per stanza

posti letto

4011

5400

1422

1920

1523

2041

1066

1439

1,35

I dati mettono in evidenza come Macugnaga abbia operato una

consiste~

te valorizzazione dei vecchi insediamenti, che coprono in termini di posti


letto oltre il 35 % della disponibilit totale a destinazione turistica.
Lo sviluppo edilizio "moderno" si pu far coincidere approssimativa-

mente con l'inizio del boom invernale di Macugnaga, e cio la fine Anni
50 e l'inizio Anni 60: mantenendo un coefficiente di 1,35 posti
per stanza (risultante dal totale delle abitazioni turistiche)

, ltto
anche

per le costruzioni nuove, emergono due diversi ritmi di tale sviluppo,


pi accentuato nel primo decennio, e in relativa flessione negli

anni

successivi al 1971.
L'offerta totale di posti letto in insediamenti residenziali attualmente pari a 5400 unit,
E' noto che i posti letto offerti dalle seconde case giocano in sen
so negativo provocando distorsioni nel regime di utenza delle stazioni,
e cio congestione nei periodi festivi e subutilizzo infrasettimanale.
Pertanto, pur non raggiungendo Macugnaga livelli di squilibrio troppo

levati tra le due tipologie di offerta, sarebbe opportuno anche qui indirizzarsi verso

un'

espansione

dell'

offerta

ricettiva

166

del tipo "a rotazione", sia di tipo alberghiero e para alberghiero, sia
sfruttando la formula relativamente nuova della rotazione d'uso dei

po~

sti letto turistici, realizzata attraverso il collocamento, sul mercato


dei soggiorni turistici, di una quota delle seconde case.
A Macugnaga sono disponibili numerosi appartamenti per settimane
bianche, allo scopo di favorire l'incremento del flusso turistico infra
settimanale a beneficio anche di un pi razionale utilizzo degli

impi~

ti di risalita.
Per una pi efficace promozione di questo tipo di soluzione ricettiva occorrerebbe per accompagnare l'offerta dell'appartamento con

se~

vizi complementari che la rendano competitiva con le sistemazioni alber


ghiere (fornire cio un prodotto completo che comprenda servizi di pull
zia, di lavanderia, di custodia, di ristorazione,ecc.). '
Il passaggio a questo livello organizzativo incontra a Macugnaga
non pochi ostacoli, non tanto perch manchi l'adesione di principio degli operatori sia pubblici che privati (l'azienda di soggiorno il

pri~

cipale promotore), ma 'per le carenze di spirito imprenditoriale dei loca


li.

167

6. L'apparato terziario

La struttura commerciale di Macugnaga

abbastanza consistente. Sono

presenti, ripartiti per nucleo abitato, i seguenti esercizi:


generi
alimentari
macelleria
vini e liquori
giornali e generi vari
tabacchi "
"
"
lavanderia
articoli sportivi e abb.
boutique
giocattoli art. regalo
artigianato
parrucchiere uomo
parrucchiere signora

Staffa

3
1
1
1
1
6
2

Pecetto

Borca

Pestarena
1

(1)

1
2

Si contano in complesso una ventina di luoghi di ristoro (bar, ristoranti,pizzerie) alcuni dei quali dislocati ' presso le stazioni degli

impia~

ti di risalita,al servizio dello sciatore (3 al Belvedere, sino al Burky,


uno al Passo Moro, uno all'Alpe Bill), gli altri distribuiti nelle singole
frazioni. Sono a Staffa le 3 discoteche di Macugnaga, una sala giochi annessa ad un bar, un museo ed un locale chiamato "Baita" dei Congressi.Macugnaga non offre altre attrezzature per il tempo libero, che in rapporto
all'importanza del centro appaiono abbastanza carenti, soprattutto quelle
per il dopo-sci.
Quelle di tipo sportivo gi esistenti sono: una pista di pattinaggio
a rotelle, tre piste sul ghiaccio, 3 campi d a tennis, un campo di pallavolo, 3 campi da bocce, un minigolf. Manca una piscina.
Va ricordata infine la presenza dei seguenti servizi che completano
l'apparato terziario:

168

farmacia
sportello bancario
poste e telegrafo
ambulatorio medico
centro traumatologico
corpo di soccorso alpino
azienda di soggiorno

169
7. Struttura e dinamica della popolazione
La popolazione di Macugnaga ammonta nel 1981 a 706 unit, con una
flessione rispetto al 1971 dell' 8%. Il confronto tra la

(, popola~ione

"presente" evidenzia invece una certa stabilit, imputabile al notevole


scarto esistente al 1971 tra residenti anagrafici e popolazione realmen
te presente.
Dalla struttura per et di questa popolazione si ricava comunque

l'i~
l~

pressione positiva di un centro abbastanza vivace,dove la fascia in et

vor.ativa (20-59 anni l gioca il ruolo predominante:essa rappresenta il 57% del


la popolazione totale,contro il 15% della popolazione superiore a 60 anni.I
residenti inferiori a 20 anni coprono la restante quota, che si avvicina al
28% ed anch'essa un segnale positivo delle attese della popolazione
confronti delle potenzialit economiche e sociali

nei

del luogo.

Anche la struttura secondo la condizione professionale e non

profe~

sionale evidenzia un grado elevato di partecipazione al lavoro: il 42,5%


dei residenti occupato

(a fronte di una media provinciale del 39,6% e

regi~

nale del 41,8%), mentre i disoccupati e quelli in cerca di prima occupazione


costituiscono il 3,1% della popolazione.
Il tasso di attivit della popolazione pari al 46,2%; 43,3 in provincia di Novara.
Macugnaga peraltro non sembra esercitare una particolare attrazione
nei confronti delle zone vicine, a giudicare dai dati sulla mobilit resl
denziale nel periodo 76-81, che non assume valori significativi: solo il
6% degli attuali residenti proviene dall'esterno. Negli anni successivi al
1981 si registrato un lieve aumento della popolazione, che ammonta attual
mente a 711 unit.
Nel passato la popolazione attiva di Macugnaga era impegnata nell'
agricoltura e nell'allevamento del bestiame, nonch delle attivit legate
all'estrazione dell'oro nelle vicine miniere della frazione Pestarena. Una
piccola parte operav a nel turismo, e limitatamente al breve periodo est i. vo.

170

Negli anni cinquanta, con la chiusura delle miniere e la costruzione


dei primi impianti di risalita, la vocazione turistica di Macugnaga si

andata via via intensificando sino a diventare la principale.


Il fenomeno dei movimenti pendolari per lavoro non raggiunge qui una
de ampiezza (10% degli occupati) e riguarda pi vistosamente il
industriale (15 casi) e la Pubblica Amministrazione (7 casi).

gra~

settore

171
MACUGNAGA ./
Popolazione attiva residente

1981

1971
Rami

Agricoltura

12

18

30

14

20

Industria

60

66

45

51

Edilizia

25

25

39

Commercio, alberghi
e pubblici esercizi

50

56

106

51

67

118

Trasporti e comunicazioni

35

38

20

24

10

11

Totale

Credito e assicurazioni

Totale

39

Pubblica Amministrazione

17

22

11

14

Servizi pubblici e privati

17

19

36

13

20

33

216

107

323

195

115

310

Totale

Posti di lavoro

1981

1971
unit

unit
locali

addetti

22

12

37

Edilizia

13

25

22

50

Commercio

27

45

32

48

Alberghi e pubblici esercizi

54

100

42

116

Trasporti e comunicazioni

11

50

18

Rami

locali

addetti

Agricoltura
Industria

Credito e assicurazioni
pubblica

An~inistrazione

( 1)

Servizi pubblici e privati(2)


Totale
( 1) non censita al 1971
(2 ) dati non confrontabili

19

47

119

251

145

331

172

8. Hacugnaga estiva

La stagione estiva per Macugnaga riveste una importanza pressoch


pari a quella invernale non soltanto per la bellezza del suo paesaggio
e per il clima salutare, ma anche perch, nata come centro di

villeggi~

tura estiva,ha avuto cura di arricchire la sua immagine offrendo al turista di passaggio e al villeggiante accanto alle attrattive naturali,un
complesso di attrezzature ed impianti sportivi ed una organizzazione di
spettacoli, incontri culturali, concerti, proiezioni.
L'attrattiva maggiore di Macugnaga estiva rimane tuttavia l'alpinl
smo in tutte le sue manifestazioni. La zona si presta alle gite pi semplici come agli itinerari di alta montagna ed alle escursioni pi

impegn~

tive, facilitate dalla presenza di numerosi rifugi e bivacchi ubicati

diverse quote.
L'Azienda di soggiorno predispone per il turista un'accurata e det
tagliata documentazione sulle escursioni possibili, con l'indicazione del
le difficolt, della durata, e dei posti letto disponibili nei rifugi.

173

9. Problemi della stazione e indirizzi di intervento

problemi di Macugnaga anche se non numerosi si presentano di dif-

ficile soluzione in quanto si riconducono tutti ad una carenza fondamenta


le,che la mancanza di coordinamento tra i singoli operatori. Ci conduce a dilazionare la soluzione di un problema in attesa di un accordo
si presenta sovente improbabile, oppure a puntare su interventi non

che
omog~

nei.
Buona parte degli operatori di Macugnaga ha una lunga tradizione tu
ristica alle spalle che se da un lato permette di offrire un prodotto di al
ta quaLiit, per altri versi opera in senso antieconomico, perch essi non so
no preparati ad un tipo di gestione manageriale che sappia cogliere e sfruttare
le occasioni offerte dal mercato finanziario.
Stazioni vicine come San Domenico (Varzo) stanno emergendo
all'iniziativa dei promotori che sono riusciti ad cttenere

grazie

finnziamenti

dal Mediocredito attraverso la Fin-Piemonte ed hanno anche ottenuto contributi CEE.


L'Azienda di soggiorno locale lamenta un orientamento dell'Ente Pub
blico regionale che penalizza l'Azienda stessa in favore dei Comuni e delle Comunit Montane, e quindi una sua sempre pi scarsa possibilit di incidere; ha comunque lanciato alcune iniziative, come l'Associazione Albergatori e Commercianti, e Macugnaga 2000, una cooperativa per l'incentiva zione turistica, volte l'una a migliorare il prodotto turistico da offrire
e l'altra alla sua pubblicizzazione.
La difficolt nel decollo di queste iniziative sta nel mancato coor
dinamento tra operatori pubblici e privati.
Gli amministratori sono convinti che le seconde case sono state

la

causa principale di una certa tendenza riflessiva registrata dalla stazio-

174

ne e sono favorevoli a tutte quelle iniziative che vadano nella direzione


di incoraggiare l'aumento della ricettivit alberghiera: recupero dei vec
chi alberghi, soluzioni ricettive in multipropriet, agevolazioni maggiori, con capitoli pi sostenuti di quelli previsti dalla L.R. 31 luglio 1984
n.35, per chi vuole costruire ouovi alberghi.
A questo proposito sono per molto scettici sull'efficacia

delJe

direttive del PPA, quando stabilisce che la superficie edificabile

sia

destinata per il 60% a strutture alberghiere: a loro giudizio probabile


che venga realizzata solo la quota lasciata libera per iniziative di tipo
residenziale.
Sono inoltre decisamente contrari all'unificazione degli impianti,
viste le immediate conseguenze negative: la sospensione del personale per
due mesi ed un solo impianto funzionante in estate (il personale

stato

concentrato tutto sul Belvedere, ed stata chiusa la Funivia del Passo Mo


ro) .
I fondi comunali, problema comune a tutti i centri turistici,

sono

commisurati alla popolazione residente, e totalmente inadeguati agli oneri


derivanti dal flusso turistico. Macugnaga trae in parte vantaggio dall'avere delegato alcuni servizi (i parcheggi sono tutti privati, la raccolta
rifiuti gestita dalla Comunit Montana Valle Anzasca) .
Si potrebbero comunque incrementare gli introiti derivanti

dalle

tasse di soggiorno, se fosse fatta rispettare la loro esazione non

solo

presso i clienti degli alberghi, ma anche e soprattutto presso gli affittuari degli appartamenti a stagione o per periodi pi brevi.

175

Dalle indicazioni fin qui emerse si possono ricavare orientamenti


per le forme di intervento pi

opportune al fine di sfruttare al massi-

mo le potenzialit turistiche di Macugnaga.


In sintesi i campi di intervento si possono ridurre a tre:
1) una riformulazione dei regolamenti edilizi che consenta alle strutture
alberghiere di recuperare i

livelli di cubatura preesistenti, senza sa

crificare le opere di ammodernamento;


2) la realizzazione di una serie di impianti per permettere di raggiungere
il ghiacciaio sul versante svizzero, al fine di assicurare la pratica
dello sci nei mesi estivi, senza dover dipendere dalle condizioni di

i~

nevamento del Passo Moro (dove attualmente praticato). Si visto infatti come l'aleatoriet degli introiti riferiti a questa attivit
bia un grosso peso sui risultati finanziari della societ di

ab-

gestione

degli impianti;
3) il passaggio ad un livello organizzativo superiore per quanto riguarda
l'utilizzo degli appartamenti in rotazione d'uso, attraverso la costituzione di una "agenzia di gestione" con incarichi ben definiti:
- contatti con i proprietari
- normalizzazione degli arredi
- organizzazione dei servizi primari (lavanderia, pulizia)
- organizzazione di servizi complementari (ristorazione) da offrire in
"pacchetti" complessivi tali da rendere queste sistemazioni
ve con quelle alberghiere tradizionali.

competit~

176

Indice di Formazza

1.

Cenni storici e caratteri ambientali

2.

Accessibilit e bacini di gravitazione

3.

Il demanio sciabile

4.

L'attrezzatura ricettiva e funzionale

5.

Struttura e dinamica della popolazione

6.

Problemi e direzioni di intervento

1 77
1. Cenni storici e caratteri ambientali

La Val Formazza la valle pi a nord

dell'Ossola, un cuneo che si

inserisce nella vicina Svizzera e con essa confina su tre lati.


Il piano di Formazza, dove sono gli

insediamenti permanenti della

valle, si estende da 1220 mt. s.l.m. di fondovalle ai 1280 mt. della fraz.
Ponte, ed costituito da un fondo vallivo lungo e stretto.
Su questo piano vive la maggioranza

della~opolazione

formazzina,538

persone raccolte in nuclei ristretti: Foppiano, Fondovalle con Fracchia,


Chiesa, San Michele, Valdo, Ponte; proseguendo, quando la valle inizia

salire e a diventare tortuosa, Brendo, Gravella e Canza (mt.1400) , tutte


frazioni del comune di Formazza
Questa valle, che gli opuscoli pubblicitari definiscono la "culla
dello sci italiano", fu colonizzata molti secoli or sono dalle popolazioni Walser, originarie del Vallese, che hanno tramandato lingua, cultura,
costumi e tradizioni.
I vecchi nuclei urbani sono ancora oggi costituiti da agglomerati in le
gno e pietra, tipo di architettura spontanea che usava materiali del luogo
sapientemente modellati e lavorati. Alcuni di questi centri sono

rimasti

intatti, senza alcun inserimento successivo.


La Val Formazza ha una caratteristica configurazione fatta da una
serie di altopiani separati da rupi scoscese e su questi piani nel passato gli uomini hanno concentrato le loro attivit: agricoltura, allevamento del bestiame e lavorazione del latte. E' proprio da una di queste

ru-

pi che il fiume Toce passando da un pianoro all'altro d origine alla famosa cascata del Toce, un salto di mt 143, tra i pi belli e suggestivi
delle Alpi.
Proseguendo verso Nord, oltre la cascata, si incontrano ancora
agglomerati di case che per vengono usate solo nel periodo estivo e sono legate all'allevamento del bestiame.

178

La Val Formazza conta anche numerosi laghi artificiali (Vannino, Morasco, Sabbione, Valtoggia,

Kaste~),

ed altri minori di origine glaciale.

Gli itinerari turistici estivi ed invernali consentono

gite brevi,

o veri e propri "trekking" con percorsi di pi giorni utilizzando i dive.!:.


si rifugi, con la possibilit di arrivare nelle zone Vallese e Ticino del
la vicina Svizzera.

Dal punto di vista delle condizioni meteonivologiche, tutta la val


le favorita da un innevamento abbondante e di buona qualit: i rilevamen
ti periodici effettuati dall'ISNEV, e, dall'inverno scorso dal

Servizio

Geologico Regionale, forniscono un quadro positivo degli andamenti

delle

condizioni del manto nevoso per una serie di anni a partire dal 1967-68 :
l'altezza media della neve al suolo si colloca su livelli sempre accettabili, e tocca di solito punte elevate nei mesi di gennaio e febbraio,
mediamente si pu contare su una stagione che parte da dicembre e

ma

copre

buona parte di aprile.


Formazza pare anche particolarmente fortunata circa lo stato del tem
po: nell'ultima stagione si avuta una netta prevalenza di giorni

sereni

su quelli coperti o caratterizzati da precipitazioni nevose (60 contro 30

e 25).

1 7g

2.

Accessibilit~acini

di gravitazione

Formazza a 40 km da Domodossola, importante scalo ferroviario inter


nazionale, ed facilmente raggiungibile dai centri pi importanti.
Da Milano dista 170 km: percorsa l'autostrada Milano-Laghi sino a Se
sto Calende, costeggiando il lago Maggiore ci si immette nell'Ossola; oltre
passata Domodossola e lasciata sulla sinistra la strada statale del Sempione, all'altezza di Crevola d'Ossola si entra in Valle Antigorio e poi nella
Val Formazza.
Da Torino e Novara dista rispettivamente 210 e 125 km: lasciata l'autostrada Torino-Milano a Novara, si percorre la Statale del lago d'Orta

si raggiunge la Valle Ossola per proseguire come indicato sopra.


Le distanze sopra indicate

fanno dell'area di Milano e della Lombar

dia in generale un bacino naturale di utenza delle risorse di questa valle,


pi che di quello dell'area metropolitana torinese e del Piemonte in generale, fatta eccezione per il Novarese.
Occorre per sottolineare che le distanze indicate devono fare i con
ti con strozzature notevoli i~ numerosi ~unti: inutile ricordare la difficile viabilit

delle strade che costeggiano entrambi i laghi d'Orta e

giore, sulle quali nei giorni feriali gravita

Ma~

anche tutto il traffico pe-

sante proveniente da Piemonte e Liguriae_diretto in Svizzera attraverso

la

galleria del Sempione.


Difficili anche i rientri domenicali sia sul versante del Lago d'Orta
(strozzatura dell'abitato di Gozzano), sia sul Lago Maggiore (problema

del-

la Statale che nei centri pi noti assolve anche le particolari funzioni tu


ristiche del lungolago).
Nell'ultima parte del percorso, in particolare oltre Premia, la strada
si presenta molto stretta e con continui dislivelli da superare,molto diffi
cile da praticare soprattutto per gli autopulman

e nel periodo invernale.

180

Conseguentemente alla costruzione dei bacini e delle centrali idroelettriche, di cui diremo in seguito, l'intera valle servita da strade che
raggiungono altitudini considerevoli, e favoriscono un turismo di passaggio
e giornaliero.
La strada del Passo San Giacomo, in terra battuta, arriva tino
2.300 metri e valica il confine svizzero.

1 B1

3. Il demanio sciabile
A

parte lo sci nordico, molto praticato in questa valle, lo sci alpi-

no pu essere effettuato unicamente netle frazioni di Valdo e Ponte.

Per-

tanto il demanio sciabile di Formazza si divide in due aree distinte:


- l'area interessata alla seggiovia Sagersboden ed alla relativa pista di
discesa,

dai 1.810 mt. della sommit

scende a mt. 1.280 del fondo-

valle fra le frazi0ni di Valdo e Ponte. Questa pista, pur non offrendo
particolari varianti, di estremo interesse per il suo piacevole ed in
teressante tracciato e copre una superficie di 40.000 metri quadrati cir
ca;
- l'area del campo scuola all'altezza della frazione Valdo, sul dorsale

- - ---

Ovest della Valle,

fruisce di 3 sciovie (Ponte, Valdo, Gadostadt)

ed ha una superficie complessiva di 120.000 metri quadrati.


La struttura complessiva degli impianti la seguente:

Altitudine
partenza
arrivo

Dislvel. Lunghez. Portata


mt
mt
h

Portata

Portata
per
per
dislivel. lunghezza

- --

Seggiovie
Sagerboden

1.280

1.810

530

1.200

360

191

432

1.290
1.350
1. 220

1. 363
1. 470
1. 261

73
120
41

286
350
284

714
620
720

52
74
30

204
217
204

Sciovie
Ponte
Valda 1
Gadostadt

- --- --- - - - Le piste hanno le seguenti caratteristiche

Pista

Difficolt

Lunghezza

Sagersboden

nero/rossa

2 .300

Ponte

verde/blu

Valdo 1

verde/blu

25

350
350

larghezza m
mt

40 --- 80
500

200

182
La scuola di sci conta 20 maestri, ed a disposizione per corsi in
pista e per itinerari di sci alpinismo.
La Societ di gestione dispone di 4 battipista: 1 per piste di sci
alpino, 1 per piste di sci alpino estivo e 2 per piste di sci nordico.
Il programma pi immediato, per il quale sono in corso le pratiche
di autorizzazione, riguarda il completamento della sciovia Valda 2

che

partendo da 1276 mt, coprir un dislivello di 373 mt, avr una lunghezza
di mt 815 e una portata oraria di 720 persone. Per questo impianto sta
to preventivato un costo di 180 milioni di lire, oltre alle spese di posa e formazione della pista relativa.
Tra i programmi a pi lunga scadenza c' quello di allungare l'impianto della seggiovia e di modificare la pista sottostante, che attualmente sotto valanga. Tra i costi sono previsti 60 milioni per il

rimb~

schimento sostitutivo, condizionato peraltro al rilascio di un decreto di


pubblica utilit da parte della Regione.
In Alta Val Formazza, al Siedel, un ghiacciaio perenne, ampio, compatto e sciabile in ogni sua parte, posto a 3000 mt1si pratica lo

sci

estivo su una superficie di 300.000 mq , con l'ausilio di una scuola


sci condotta da 9 maestri. L'impianto al servizio 0.ella scuola.

>

di

uno ski

lift lungo 800 mt, con una portata oraria di 600 persone e pu essere utilizzato anche al di fuori della scuola;esso serve piste adatte a tutte
le capacit, larghe circa 300 mt e con lunghezza che varia da 800 a 1000 mt.
La Val Formazza,grazie ai suoi ampi pianori, ha favorito moltissimo
lo sviluppo dello sci nordico, specialit per la quale vanta grandissimi
campioni. Attualmente il "fondo" dispone di un campo scuola con servizi
igienici ed acqua calda, e tre anelli con percorsi e lunghezze varie,che
vanno da 3 a 10 km. I maestri a disposizione per questa disciplina sono 10.
Gli impianti di Formazza (eccetto quelli della scuolA di sci estivo)
sono gestiti da un'unica societ: l'Immobiliare Formazza s.n.c., che

impi~

ga 4 persone fisse e 10 stagionali.


I risultati economici delle due ultime stagioni, posti a confronto,

183

mettono in evidenza andamenti mensili piuttosto diversificati per quanto


riguarda i mesi di maggiore frequenza: nell'ultima stagione gli

incassi

di dicembre e gennaio sono risultati notevolmente inferiori a quelli del


lo stesso periodo dell'anno precedente, compensati per da maggiori
troiti nei mesi successivi.

in-

Particolarmente significative sono state le

presenze dello scorso aprile, a fronte di quelle estremamente ridotte del


l'aprile 83, grazie ad un innevamento particolarmente favorevole che

ha

prolungato l'affluenza fino a maggio.


Questi due andamenti hanno portato ad un incremento degli incassi
estremamente modesto (+ 2%), e indicativo di una tendenza in termini reali
di segno negativo, se si considera che i prezzi medi dei biglietti nell'u!
and~

timo anno hanno invece subto aumenti decisamente superiori che sono
ti dal 6% del c;iornaliero -Festivo ",l 1.:1%

n~l

pOllle:r.iniano -F8stivo. T.' i'lumE'!r\

to medio comprensivo di tutti i tipi di tessere stato superiore al 10%.


D'altronde il deficit nella gestione degli impianti di risalita
un dato di fatto abbastanza comune in numerose stazioni, e di non

facile

soluzione quando la cause risiedono in una scorretta distribuzione dell'utenza nell'arco della settimana.
I rimedi di volta in volta adottati hanno forzatamente carattere di
provvisoriet in quanto non intervengono sulle cause della passivit,

come

nel caso della Formazza s.n.c. che attualmente dichiara di ripianare il deficit con gli introiti derivanti dall'attivit della cava.

184

4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale


La buona rete stradale della valle ha da sempre favorito un turismo
di passaggio e giornaliero, tuttavia la realizzazione dei primi impianti

fune e la costruzione di alberghi ha dato origine, seppure lentamente,

ad

un turismo stanziale. Oggi la valle offre un complesso di installazioni

al

berghiere e paralberghiere cos strutturato:


3

alberghi, 1 locanda e lmeubl - con 210 posti letto complessivi

residence a conduzione alberghiera con 45 p.l.

casa per ferie

campeggi invernali per roulottes,che possono ospitare

(ACLI) con 100 p.l.


complessivame~

te circa 480 persone.


La ricettivit totale alberghiera e peralberghiera pari a 835 unit.
Se si tiene presente anche la vocazione turistica estiva dell'area di Formazza, occorre aggiungere allora a questa ricettivit altri due alberghi
aperti solo d'estate, la "Cascata del Toce", e il Meubl delle Alpi di Fon
dovalle, che hanno complessivament 70 p.l ..
Per lo stesso motivo occorre comprendere nel calcolo dei posti letto
anche i rifugi, perch date le caratteristiche della valle, essi sono
complemento essenziale del suo turismo che si esplica per una quota
tante, come abbiamo gi detto, per mezzo di itinerari soprattutto

un

impo~

estivi

attraverso il confine svizzero, per una utenza proveniente da varie nazio


ni europee.
Inoltre gravita sui due rifugi "3A" e "Citt di Busto", la scuola

di

sci estivo praticato al ghiacciaio Siedel.


Tutti questi rifugi possono ospitare complessivamente 380 persone.
Un discorso a parte merita l'albergo della Cascata del Toce, di origine antichissima, nato per una clientale selezionata, che conserva ancora alcune vestigia delle "glorie passate", ma che ormai non assolve

pi

alle funzioni per cui era nato, e non pu assolvere a quella di supporto
. ricettivo alla stazione sciistica.

1 B5
Questo soprattutto per la . sua localizzazione decentrata ed

isolata

anche se estremamente suggestiva, alla sorgente della cascata; e poi per le


sue strutture, non adeguate ad un turismo familiare e di massa, ed all'orientamento della domanda verso la semplificazione dei servizi e la riduzione delle spese di soggiorno.
Gli altri alberghi Edelweiss, Rottenthal e San Michele sembrano sod
disfare di pi queste esigenze. Notevoli problemi sono sorti nella passata
stagione riguardo al San Michele, l'unico albergo con una buona capacit
ricettiva e l'unico quindi in grado di soddisfare i

fabbi sogni del turismo

sociale: la societ proprietaria ha trasformato un intero piano

dell'edif~

cio in mini appartamenti, che sono stati venduti, per cui la ricettivit to
tale ha subto una drastica riduzione.
Questa situazione pone Formazza fuori dal circuito delle

agenzie, .

poich anche se il numero di posti letto complessivi pu sembrare adeguato,


si tratta di sistemazioni logistiche spars e e con divers e

caratteristiche

che non possono soddisfare le esigenze dei gruppi, ai quali occorre invece
offrire sistemazioni il pi possibile omogenee, per evitare confronti
qualit.

di

Il tasso di utilizzazione invernale delle strutture a rotazione e-

sistenti, stimato per 1'83 sulla base delle presenze alberghiere denunciate,
si pone su livelli inferiori al 15 % (1).
A beneficio di un altro tipo di domanda (nuclei familiari, piccoli
gruppi, ecc.) dallo scorso mese di luglio partita la prima iniziativa di
residence a conduzione alberghiera: appartamenti in affitto anche per brevi periodi, a prezzi comprendenti tutti i servizi necessari (pulizia, :la vanderia, cambio biancheria, acqua, energia elettrica) e a richiesta

con-

venzione per i pasti con un ristorante. Questa formula, che riduce al mini
ma il personale necessario, ha avuto un esito molto soddisfacente, in
to

qua~

ha consentito di abbattere notevolmente i costi di gestione e di offri

re prezzi altamente competitivi per un prodotto completo.

(1) -Be n !-J il s odil.isfa.cente si p t"esenta il tasso di util i zza zione calcolato su tut

to l'arco annuale che arriva al 36 %, indicando chiaramente la valida vocazio


ne turistica estiv a della lo c alit .

186
Allo stato attuale della ricettivit alberghiera l'unico tipo di turismo collettivo che il centro in grado di soddisfare quello rivolto ~
gli studenti: tutti gli alberghi locali coordinati tra di loro contattano
direttamente i presidi di alcune scuole del Novarese ed organizzano settimane bianche scolastiche offrendo un programma completo a prezzi

competit~

vi che comprende la pensione, la libera circolazione sugli impianti, le le


zioni di sci, ed organizzando anche attivit culturali e ricreative per il
tempo libero.
Sul complesso di questa offerta c' una voce, che viene ad incidere no
tevolmente e che esula dalle competenze degli operatori turistici locali:
si tratta del trasporto in pulman degli studenti dalla loro sede fino a Far
mazza, la cui organizzazione finora stata curata direttamente dalle stes
se scuole.
Un contributo regionale finalizzato a coprire questa spesa (o in alternativa la fornitura diretta di mezzi di propriet dell'ente

pubblico)c~

stituirebbe uno degli incentivi pi validi a questo tipo di turismo, e darebbe respiro all'economia della stazione garantendo le presenze indispensabili al di fuori dei periodi di punta.
A differenza della maggior parte delle stazioni invernali dell'arco
alpino, il cui sviluppo ha avuto una genesi di tipo immobiliare, Formazza
non ha conosciuto grossi episodi di speculazione edilizia neppure nel

pe-

riodo del boom, per cui il suo patrimonio ricettivo di tipo residenziale si
mantenuto molto ridotto: attualmente gli appartamenti privati a destinazione turistica esistenti sul mercato sono 148, distribuiti nelle varie fra
zioni per un totale di circa 750 posti letto. Occorre avvertire che si trat
ta qu

di posti letto effettivi, che fanno riferimento ad abitazioni

direttamente

rilevate aventi quelle caratteristiche indispensabili

un mercato turistico. Per questo motivo i dati

qui

ad

forniti sono molto di

vergenti da quelli risultanti dal Censimento 1981 delle abitazioni, nel

qu~

le erano probabilmente stati inseriti appartamenti che non hanno mai avuto
l'abitabilit o non dispongono dei servizi necessari.

187

Pi affidabile ci sembra il dato delle abitazioni costruite dopo il


1971, pari secondo il censimento a 104 unit, per un totale di 342 stanze,
e aventi caratteristiche dimensionali pi ridotte di quelle della media del
le abitazioni (3,2 camere per appartamento, contro una media di 3,8).
Partendo dall'ipotesi, abbastanza realistica, che queste unit siano
tutte in regola con le dotazioni necessarie di servizi, se ne trae che esse coprono oltre il 70 % delle abitazioni turistiche "adeguate" (sulla base
della rilevazione diretta) .

---------------------------

Abbiamo gi ricordato che Formazza offre ben poohe risorse per il

d~

po-sci e per le attivit complementari: esse consistono in una discoteca


(presso il San Michele), un campo di pattinaggio su ghiaccio, e per la sta
gione estiva un campo sportivo, campi da tennis e da bocce.
La struttura commerciale pur ridotta, pare adeguata al flusso turisti
co attuale: 2 negozi mi generi alimentari, 1 macelleria, 1 rivendita di tabacchi, giornali e articoli di regalo, 1 negozio di articoli fotografici e
2 di abbigliamento sportivo, un servizio di noleggio di sci e scarponi.
Esiste un servizio di pronto soccorso, un ambulatorio medico, l'ufficio postale e telegrafico.

1BB

5. Struttura e dinamica della popolazione

La popolazione totale di Formazza ammonta a 547 abitanti all'ultimo censimento, con un decremento del

5%

rispetto al 1971. La struttura attuale

per et mostra una presenza consistente di persone nella fascia della

popol~

zione attiva (20-60 anni), che per si mantiene al di sotto della media provinciale mentre invece presenta una situazione comparativamente migliore ne!
la fascia pi giovanile

(il 28% ha meno di 20 anni, contro il 26% medio pro-

vinciale) .
Formazza, come centro turistico, si trova in una situazione piuttosto
anomala, in quanto fino ad oggi l'attivit turistica non costituiva la principale fonte di reddito del Comune.
In passato la popolazione attiva di Formazza era dedita all'agricoltura,
ma soprattutto all'allevamento del bestiame e alla lavorazione del latte, o!
tre naturalmente a tutte quelle professioni di carattere artigianale indotte
dalle necessit della comunit.
Con la realizzazione dei grandi bacini e delle centrali idroelettriche,
favorita anche dalla configurazione della valle e dalla ricchezza dei corsi
d'acqua, la popolazione di Formazza ha trovato occupazione e quindi il principale sostentamento in questo settore, trascurando l'agricoltura e l'alleva
mento, che tuttavia conservano una discreta importanza, specie la produzione
di formaggio.
Attualmente oltre il 40 % della popolazione attiva maschile occupato
so

pre~

le centrali ENEL della zona (60 su 148), mentre gli addetti ad attivit

legate al settore turistico (commercio, pubblici esercizi, trasporti,personale


fi s s o delle s cuole di sci) sono complessivamente inferiori a

40.

Il settore estrattivo assorbe ancora una quota notevole di manodopera


(20 unit) e va tuttora considerato come una fonte consistente di reddito per

189

la localit. Il fenomeno dei movimenti pendolari per lavoro finora non ha


assunto dimensioni allarmanti: attualmente ne interessato meno del 20%
degli occupati, assorbiti per la quota prevalente dalla Pubblica Amministra
zione.

Ci dovuto soprattutto alle occasioni di lavoro create in

loco

dal settore elettrico.


Il futuro peraltro si prospetta problematico: recentemente l'ENEL
ha iniziato una politica di ridimensionamento del personale attuata attraverso l'abolizione del turn-over, per cui si ridurranno notevolmente le

pr~

spettive di sbocco in quella direzione, prospettive che finora erano considerate garantite.
Le cave esistenti gi di per s non garantiscono un futuro, e inoltre
sono abbastanza osteggiate dall'associazione "Italia Nostra" essendo inseri
te in una localit turistica.

190
CRMAZZA
opolazione attiva residente

1981

1971
ami

13

13

98

104

93

93

10

10

5
mmercio, alberghi
pubblici esercizi
asporti e comunicazioni

14

28

15

12

27

:2

pubblici e privati
Totale

13

10

16

25

146

30

176

148

47

195

1981

1971
unit
locali

A ricoltura
Industria
Edilizia
Commercio
b e rghi e pubblici esercizi
asporti e comunicazioni

addetti

loc a l i

addetti

13

11

98

15

101

44

10

11

10

14

13

20

13

22

10

45

61

204

(1)

rvizi pubblici e privati (2)

(1) n()n censita a l 197 1


( ) dati non confrontabili

unit

edito e assicuraz ioni

Totale

46

11

P sti di lavoro

mi

18

14

assicurazioni

Pubblica Amministrazion e

Tota l e

Totale

188

191

6. Problemi e direzioni di intervento

L'insufficiente remunerazione delle gestioni degli impianti un fenomeno rilevabile in molte stazioni invernali, anche le pi avanzate: l'o
nerosit degli investimenti, accompagnata dal divario nel regime di utenza tra periodi festivi e giornate infrasettimanali, hanno reso

generalme~

te deficitari gli impianti di risalita.


Ma mentre negli altri casi questa situazione si ricollega

all'ecce~

sivo sviluppo immobiliare dell'ultimo decennio, responsabile primo di

qu~

sta distorsione nell'utenza, per Formazza non si pu neanche parlare

di

sotto dimensionamento della ricettivit a rotazione rispetto a quella resi


denziale, in quanto come abbiamo visto, non presenta gli squilibri drammatici
di i. altre stazioni ma si mantiene su livelli accettabili.
E' dunque un problema di sottoutilizzo globale della stazione, che va
risolto a nostro avviso tenendo conto in primo luogo proprio del vantaggio
di non presentare ancora una situazione compromessa dal punto di vista immo
biliare.
Rispetto alle possibili direttrici future di sviluppoJ traspaiono dai
contatti con gli operatori locali atteggiamenti alquanto diversificati

che

vanno dall'immobilismo ai programmi pi arditi.


Il primo dettato dalla non completa percezione dei problemi che
breve termine dovranno affrontare le nuove forze di lavoro che stanno
affacciarsi sul mercato, non pi assorbite dall'ENEL; i secondi si

a
per

riferisc~

no al progetto di spostare la base di tutti gli impianti di risalita parecchi chilometri a monte, nei pressi della cascata, con il vantaggio di avere
un maggiore innevamento e quindi piste molto migliori, e la possibilit di
aumentare il numero degli impianti, data la conformazione dei terreni.
L'indiscutibile coerenza di questo ragionamento si scontra peraltro con

192
le onerose condizioni alle quali questo progetto sarebbe realizzabile, e cio
la copertura quasi totale della strada della cascata del Toce, che si trova
per chilometri sotto valanga, per una spesa di centinaia di milioni.
Tra queste due posizioni estreme sta quella intermedia rappresentata
da coloro che vorrebbero invece vedere impegnare le risorse disponibili nel
miglioramento dell'esistente:
1) per gli impianti: potenziare

quelli gi in funzione, realizzando al pi

presto i progetti in corso (allungamento della seggiovia, spostamento del


tratto di pista sotto valanga) ;
2) per la ricettivit:

realizzare quelle condizioni complementari atte

stimolare al massimo il turismo scolastico, che, se non d altissime remu


nerazioni, consente per di garantire quella continuit di presenze che
la condizione per arrivare ad una fruizione pi equilibrata delle risorse.

Ci riferiamo qui a quel servizio di trasporto degli studenti legato alle


settimane bianche scolastiche, che come abbiamo ricordato, incide

pesant~

mente sulle tariffe dei soggiorni.


3) faci.li tare inoltre l'accesso al credito agevolato, sia come modi che come

tempi, per la realizzazione di altre strutture secondo la formula del residence a conduzione alberghiera gi positivamente collaudata durante l'e
state.

193

Indice di Bielmonte

1. Cenni storici e caratteri ambientali


2. Accessibilit e bacini di gravitazione
3. Il demanio sciabile e la gestione degli impianti
4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale
5. I programmi di sviluppo
6. Problemi e linee di intervento

194

1. Cenni storici

e caratteri ambientali

Bielmonte si trova nel cuore delle Prealpi biellesi; situata sul


le pendici del Monte Marca, in una posizione eccezionalmente panoramica, che permette di dominare la pianura sottostante per un raggio

di

parecchi chilometri.
La nascita di Bielmonte come centro di sports invernali legata
allo sviluppo industriale laniero dell'area biellese ed conseguente
alla realizzazione della strada che unisce Trivero a Bielmonte,

che

prende il nome di "Panoramica Zegna".


Il centro sorto fra gli anni 1950-52 su iniziativa di Ermenegil
do Zegna, industriale tessile locale che finanzi l'intero
in~rastrutture

delle

complesso

sportive, subito dopo il completamento della stra

da panoramica, anch'essa costrmita con capitale privato Zegna.


La localit in cui sorse costituisce una delle tante "isole ammini
strative"esistenti nella nostra regione, cio una porzione di territorio geograficamente non contiguo al comune da cui dipende

amministrat~

vamente: in questo caso il comune di riferimento Piatto, situato


parecchi chilometri di distanza, mentre la stazione per i propri

serv~

zi principali (medico, farmacia, poste, banca, negozi, ecc.) gravita


sul centro di Trivero, che si trova a soli 12 chilometri.
Bielmonte nata dal nulla, nel senso che non sorta intorno ad
un preesistente nucleo abitato: manca quindi completamente di tradizio
ni, usi, cultura, cio di tutto ci che contribuisce a tenere vivo

un

paese.
Tuttavia i primi anni furono anni di grande successo: lo

spirito

d'iniziativa del fondatore, la novit costituita dalla pratica dello


sci appena agli inizi, la possibilit di praticare questo sport

con

195

spostamenti di breve durata e le ridotte esigenze della clientela di


allora

per quanto riguarda le strutture complementari, fecero

di

Bielmonte un centro vivo, ben frequentato, e non considerato soltanto come stadio domenicale.
Alla morte del Conte Zegna tutta la gestione del centro
alla soc. STIMA s.p.a., e precisamente alla sezione turismo di

pass
que-

sta societ, che comprende anche la gestione di un complesso turisti


co a Marina di Camerota, oltre il capo Palinuro.

196

2. Accessibilit e bacini di gravitazione


La localit facilmente raggiungibile da

centri come Milano e

Torino, tramite l'autostrada TO-MI: uscendo a Carisio si raggiunge


Trivero per la statale 232, e di qui si imbocca la panoramica Zegna, che si presenta comoda e ampia, fiancheggiata da alberi con
numerose piazzole per sostare e ammirare il panorama dell'intera
pianura.
La distanza da Torino attraverso la Panoramica di circa 112
chilometri; l'accesso a Bielmonte pu anche avvenire dal lato opposto, cio passando da Biella, Andorno Micca, Campiglia Cervo,
un totale di 109 kilometri, su una strada peraltro senza

per

particol~

ri attrattive.
L:' accessibilit per fer;rlovia risulta un po' pi complicata
perch non esiste un regolare servizio di pulman

che colleghi

qu~

sta localit con Cossato, la stazione ferroviaria pi vicina.


La citt di Biella, a soli 40 chilometri, costituisce attualmente un bacino importante di gravitazione per Bielmonte,

L'unico

che consente di mantenere in piedi un certo turismo feriale attraverso l'organizzazione di corsi di sci rivolti alla fascia di utenza

costituita dai bambini delle scuole locali (Biella e dintorni) .

197

3. Il demanio sciabile e la gestione degli impianti

L'altitudine di Bielmonte di 1500 mt:

la quota massima

raggiungibile con gli impianti non per di molto pi

elevata

(1650 mt) in quanto le piste (22 km complessivi) per la

maggior

parte utilizzano il versante posteriore e scendono fino

quo-

ta 1200.
L'area sciabile copre complessivamente 4.800.000 mq e
si pu dividere in tre zone:
- il versante sud, ad oltre 1400 mt (superficie mq 1.000 . 000)
con innevamento medio dal 15 dicembre al 20 marzo;
- il versante nord-nord ovest fino a 1400 mt (superficie

mq

2.800.000), con innevamento dal 30 novembre al 20 aprile;


- il versante nord-nord ovest oltre i

1400 mt (superficie 1.000.000

mq) con innevamento dal 20 novembre al 15 maggio.


Il periodo d'inne vamento , com noto, soggetto a forti oscil
lazioni da stagione a stagione, e questo, in una stazione come Biel
monte, si ripercuote notevolmente sull'affluenza degli sciatori

fa-

cendo registrare minimi e massimi di presenze a larghissimo spettro.


L'esperienza delle ultime stagioni ha condotto ad una stima di
presenze di questo tipo:
minima
nel periodo natalizio
la domenica
i l sabato
i giorni feriali

300

media
900
1000
500
150

punte
2700
2500

Le feste pasquali, fortemente condizionate dal periodo in cui


cadono, possono mediamente venire considerate come giornate domenicali.

19B
Gli impianti e le piste di Bielmonte hanno le seguenti caratteristiche:

._------ -_.
Altitudine
Denomina7.ione' pi'.::::te!1za,
, arrivo

, Disliv. ' Lungh.

Sep,p,.

M. Marca'

Portata Portata , Portata


per
per
oraria
lunghez.:dislivel.

mt.

mt.

130

:no

1. 70

1\ 2

350

108

46

1\<;0

(iOO

270

78

105

1\110

65

15;>0
11\ 10

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2110
3gb
45
300
80
170
390

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1555

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3.00
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(i4

1495

51
70
125

600

317
197
288
389
432
655
216
576
258
360
789

76
44
72
151
173
281
32
216
48
102
265

Se<;!giovia

Vp.locit,
N.
, med. sec , traini

1620

11190

Sciovie

.'

rL~tt.ale

llip.lmonte
Bahy
Sole
M. Cp.rchlo
M. Cp.rc hio

![

flrl~imonia

Massaro
Schev,/'.iola
~1\rchetta

[Juca di forno ,
Dosso grande

13UO

1230
11150

111!l5

1195

1470
11150
1230

1550
1620

fiOO

<)1.0
300
800
410
GOO
1160

2 .BO
3.20

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no

680

PISTE:

Denominazione

'Esposiz,
Sud
Sud

-Sep'v,iovia
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Ilflh.v I
lJahy [ I

S.E.
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mt

mt

ODO
1000
600
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130

1;>00
1500
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1000
1000
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1200
2500
800
3000
2000

200

100
60

M. Cerchio l (primaverRl Nord


M. Cerchio Il(variante) ,
fL Cerchio III (p,are)
l~l s sRro
Sud
Nord
f4asSBro flrgimonia
Nord-E s t
M. Cerchio flrp,imonia
Nord
flrnimonia Canalino
Nord N.O.
Uu r. a di forno
Nord-Ov.
Dosso p,rande
Marchel;l;a
11arr.hetta Dosso g.
Norrl
Schep,i?iola

pis la ba ttuta
110.000
45.000
<18.000
12.()00
;'0.000

media

facile
media
di f fi c.
m~dia

facile
mp.dia
diffic.

60
300
200
<100
lfJO
liDO

60
300
300

3fi .000
60.000
65.000
20.000
!"lO. 000
10.000
un.OfJf)

[JI\.OOO
125.00f)
32.000
115.000
1\0.000

199

La scuola di sci, la cui sede alla partenza della seggiovia,


ha un corpo insegnante formato da 19 maestri, di 'cui

15

stagi~

nali.
La consistenza dei mezzi di battitura piste data da due bat

tipista: un Leithner

400 Turbo e un Ratrack.

Bielmonte offre anche la possibilit di praticare lo sci nordico e per questa specialit vi sono 20 km di piste formati da tre
anelli:
Artignana, di km 9,
Monticchio, di km S,
Dalca, di km 32.
Ci sono anche due maestri disponibili

che

esercitano

in for

ma privata.
La preparazione delle piste e la gestione affidata ad

una

societ privata che ha sede presso la locanda situata a Bocchetto


di Sessera: in questa localit situata anche la partenza di una
sciovia che costituisce il raccordo con gli impianti di Bielmonte.
Un discorso a parte va fatto per la consistenza del personale
addetto agli impianti di risalita: come gi detto, la stazione
Bielmonte gestita globalmente dalla soc. STIMA

di

insieme ad altre

attivit, ma anche la societ precedente (Monte Rubello s.r.l.),


gestiva complessivamente sia le attivit turistiche di Bielmonte
che quelle di Marina di Camerota.
Pertanto il personale impiegato (25 addetti fissi, 10 stagionali, 5-6 giornalieri durante le festivit), si distribuisce
complesso delle attivit, e non soltanto in termini spaziali,
anche temporali: esso infatti viene impiegato d'inverno a

sul
ma

Bielmo~

te, e viene trasferito nella stagione estiva presso il villaggio

20U

turistico di Marina di Camerota, in modo da ridurre al minimo le oscillazioni di impegno legate al carattere prettamente stagionale
di queste attivit.
In questo modo la manodopera viene utilizzata lungo tutto
l'arco dell'anno, e si riduce il ricorso a quella stagionale, con
grandi vantaggi dal punto di vista della preparazione professionale e quindi della qualit delle prestazioni. Per i due anni di cui
si dispone dei bilanci, l'incidenza del costo del personale passava dal 35 al 28%.
Questi bilanci (riferiti ancora alla Monte Rubello) non con
sentono di separare nettamente profitti e perdite delle due attivl
t marina e montana, in quanto la maggioranza delle spese generali
indicata complessivamente: si pu rilevare a titolo indicativo la

maggiore incidenza degli ammortamenti di fabbricati, impianti e automezzi imputabili a Bielmonte a fronte di proventi (impianti a fune, albergo, servizio sgombero neve) molto meno consistenti. Per i
due anni disponibili si hanno queste strutture:

Proventi Camerota

"

Bielmonte

Profitti e rendite

81-82

80-81

44,7

50,4

29,8

10,5

100,0

Ammortam. Camerota

"

Bielmonte

Spese e perdite

81-82

80-81

1,8

2,2

6,3

3,4

100,0

Il passivo denunciato per entrambi questi esercizi di una

t~

le consistenza che appare inutile fare considerazioni di efficienza


o inefficienza gestionale: il passaggio alla STIMA ha verosimilmente preso le mosse da questa situazione finanziaria estremamente grave con l'obi ettivo di arrivare ad una gestione non deficitaria dell'intero compl e s s o.

201

4. L'attrezzatura ricettiva e funzionale

A Bielmonte non esiste paese, non esistono agglomerati di case,


ad eccezione di due alberghi, dell'edificio sede degli impianti e di
poche costruzioni residenziali sorte in relazione alla nascita

del

centro. La ricettivit alberghiera cosi compost:


- l'Hotel Bucaneve (propriet della STIMA), di I I categoria, dispone di 24 camere con servizi per 60 p.l. totali;
- l' hotel La Pineta (di privati), dillI-categoria, dispone di

19

camere con servizi per 40 p.l. totali.


La ricettivit extralberghiera fa riferimento a circa 200

appa~

tamenti privati che complessivamente offrono 800 posti letto.


Per quanto riguarda i pubblici esercizi vi sono presso lo Chalet Bielmonte una discoteca, attualmente in difficolt per problemi
tecnici, e una pizzeria che per le stesse difficolt probabilmente
non sar utilizzata nel corso della stagione 1984-85; inoltre una
sala giochi, un bar al cui servizio provvedono 3 addetti, un negozio di generi alimentari e vari, un negozio di articoli sportivi, e
di noleggio sci e scarponi. Non vi sono edicle di giornali,

manca

il servizio di Poste e Telegrafo, e gli approvvigionamenti necessari avvengono con difficolt.


Durante le festivit e i

fine settimana in funzione un servi-

zio di pronto soccorso.


Il nucleo abitativo di Bielmonte ridotto a due sole famiglie:
quella del proprietario dell'albergo La Pineta, anche maestro di sci,
e quella del gestore dell'unico negozio di generi diversi. Queste so
no le uniche persone che vivono nel centro tutto l'anno.
Questa situazione, unita al tipo di gestione societaria del re
sto delle infrastrutture, ha favorito col passare degli anni un turi

202

smo solo pi di breve durata: fine settimana, brevi periodi (Natale,


Capodanno, Pasqua), ma soprattutto giornaliero (sabati, domeniche).
Piuttosto eloquente a questo proposito il tasso

di

utilizzo invp.rnale elle strutture alherghiere esistenti,

stimato

in base alle presenze denunciate per l'anno 1983, che risulta

deai-

samente modesto.
n

Grazie alla panoramica comunque Bielmonte riesce a mantenere an

che un certo turismo estivo, e diventa meta di gite a carattere giOE


naliero.
Cos nel corso dell'estate rimane in attivit la seggiovia che
permette di raggiungere la vetta del Monte Marca, dando altres modo
agli appassionati di bob di accedere ad una pista artificiale,

che

scende lungo il tracciato della seggiovia stessa, della lunghezza

di

mt 620, con un dislivello di mt 130 e una pendenza fino al 20%.


Nella zona di Bielmonte vi sono numerosi alpeggi di propriet
della STIMA, i quali vengono concessi gratuitamente ai Comuni
fi,

limitr~

che a loro volta li affidano a privati affinch venga praticato

nel corso dell'estate l'allevamento del bestiame. Questa attivit, a


carattere prevalentemente familiare, occupa circa 50 persone.

203

5. I programmi di sviluppo

E' indubbiamente negativo il fatto che Bielmonte sia divisa fra

due comuni, Piatto e Veglio, che sono privi di piano regolatore

gen~

rale e con interessi a volte discordanti.


A tale deficienza ha in parte provveduto la societ STIMA
come abbiamo accennato proprietaria di tutti i terreni, degli

che
im-

pianti, di uno dei due alberghi, e si fa carico anche della gestione


e della manutenzione delle strade.
La STIMA ha affidato all'architetto Beretta (che ricordato an
che per la realizzazione, fra l'altro, di centri come Cielo Alto e Mon
te Campione)

lo studio di un insediamento che prevede appartamenti, al

berghi e naturalmente anche il potenzi amento degli impianti e tutte le


infrastrutture necessarie ad una corretta e attiva gestione di un

mo-

derno centro di sports invernali.


Tale studio, che tiene conto anche di un precedente piano

rea-

lizzato dall'architetto Chappis (ideatore di centri come San Sicario,


Avoriaz, ecc.) stato presentato alla Regione per il parere di

comp~

tenza.
Oltre al piano di intervento per gli impianti e le infrastrutture legato a questo programma immobiliare complessivo, la societ
ha in previsione il rifacimento della seggiovia Monte Marca e della
sciovia Piazzale, con un costo preventivo di L. 450.000.000, e la tra
sformazione della sciovia

A\lTgimona

in seggiovia, con un costo

ventivo che ammonta a 1 miliardo e 200 milioni.

pr~

204

6. Problemi e linee di intervento

La condizione di isola amministrativa costituisce senza dubbio un


ostacolo non indifferente ad una efficiente manutenzione dei servizi
pubblici principali: nel parere dei pochi residenti l'amministrazione
comunale da cui Belmonte dipende, a causa della distanza non si

sen

te molto "coinvolta" nei suoi problemi, e quindi scarsamente attenta


alle esigenze che via via si manifestano (occorrerebbe ad esempio
tenziare la rete elettrica e telefonica che durante i temporali

segn~

lano frequenti guasti).


Non comunque questo l'unico motivopercui il centro di Bielmon
te andato col tempo

perdendo quella vitalit che possedeva nel pe-

riodo iniziale di attivit, fino ad assumere ormai quasi

esclusivame~

te la funzione di stadio domenicale della neve. E' noto infatti

che

le esigenze degli sportivi sono assai maggiori di un tempo: i giovani


cercano locali di svago per le ore serali, i nuclei familiari sono at
tratti dall'elemento vicinanza finch ci sono bambini piccoli e

sono

preferibili spostamenti brevi, in seguito si orientano verso mete anche pi distanti che per sono in grado di offrire infrastrutture com
plementari sia sportive che di svago.
Si nota anche una notevole flessione nell'utilizzo delle seconde
case, che pure erano sorte numerose in vista delle infrastrutture com
plementari (piscina, campi da tennis, negozi) che facevano parte

del

progetto immobiliare complessivo, e che poi non sono state realizzate.


Una maggior efficienza dei servizi pubblici di base (trasporti,
energia elettrica, telefono) e la presenza di un apparato terziario pri
vato in grado di competere con altre stazioni di pari livello (per

qua~

to riguarda l'offerta neve), ci sembrano gli elementi fondamentali

at-

205

traverso cui deve passare la riqualificazione del centro, anche nell'


ipotesi di stabilit sia dell'offerta ricettiva totale sia della rete
di impianti di risalita, attualmente esistenti.
Nell'ipotesi di realizzazione del progetto che la STIMA ha affidato

all'arch. Beretta, Bielmonte verrebbe ad identificarsi con

modello di stazione chiaramente molto diverso dal presente,in

un

riferime~

to al quale sarebbe necessario a nostro avviso effettuare in primo luo


go una verifica della domanda potenziale.

206
FONTI STATISTICHE
ISTAT -

Censimento generale dell'industria, del commercio, dei servizi


e dell'artigianato 1971 e 1981

ISTAT -

Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 1971


e 1981

Aziende di Soggiorno e Turismo - Movimenti turistici: arrivi e presenze


italiane e straniere negli esercizi alberghieri ed extralberghieri 1981-1982-1983-1984
Regione Piemonte - Annuario alberghi 1981-1982-1983-1984
Regione Piemonte - Rilevazione dati sui movimenti turistici (per le stazioni non sede di azienda di soggiorno)- 1983
Regione Piemonte - Rilevazione dati sulle tariffe degli impianti di risalita 1975-1985
Regione Piemonte - Assessorato alla viabilit e ai trasporti - ISNEV
Archivio dei dati nivometrici nella Regione Piemonte 19641980
Regione Piemonte - Assessorato alla Programmazione: rendiconto dell'
attivit della rete nivometrica regionale ,stagione 1983-1984
Provincia di Cuneo - Studio sui bacini sciistici della provincia di Cuneo: quaderno 39
Bilanci delle societ di gestione degli impianti di risalita
Rilevazioni diLette locali presso: uffici comunali, societ impianti di
risalita

207

Capitolo III

ASPETTI FINANZIARI DEI FLUSSI TURISTICI SUI BILANCI COMUNALI IN PIEMONTE

5CIJPO DELLA RICERCA


Lo ::;copo di queste pert.e di ricerca la verifica, mediante dati di bilancio,
deqli effetti finanziari dei flussi turistici sui bilanci dei Comuni che sono
sede di loc81it t.uristiche.
La presenza in un determinat.o Comune di cittedini non residenti dovrebbe
in,jurre I.m aumento delle spese per quell'ente sia in conto capitale, a causa
,jel sovradimensionamento degli impianti necessari per assicurare i
servizi, sie di perte corrente, per le menutenzione delle opere costruite.
Questi ultimi in particolare serE!nno oggetto di indagine in quanto la spesa
corrente procepite viene spesso utilizzate come indicatore di "benessere"
dei cittadini interessati. La consistenza di questo tipo di indicatore,
indipendentemente da ogni considerazione critica circa l'efficienza con la
qual e i servi zi vengono prestati, messa i n forse ne I C6S0 dei Comuni
turistici dal fatto che lE! popolazione sulla b6se della quale vengono
calcolati gli indicetori finanziari procepite e quella che fruisce dei servizi
cui qli stessi indicatori si riferiscono non coincidono ed anzi la seconda
supere la prima, talvolte in misura molto elevata. Il fenomeno pi
8ccentuato ,ji quanto non indichi i I semplice rapporto fr6 presenze
turi<.:Jiche e popolazione residente, in quanto il dimensionamento di
determinate infrastrutture, e quindi in certe misura dei costi di gestione
Ijelle st.es<.:;e, funzione del livello massimo di domande potenZiale e non di
quello medio. Un nurnenJ di presenze distribuito lungo 1'6rco di un 6nno
cornporta, CI parit ,ji o,~ni altra con1jizione, dotazioni e dunque spese molto
trlinori rispetto al Cf]:30 in cui i I flu%o sia concentrato in un periodo
lirni tato .
La verifi ca ,ji que<.:;t.o ::;0 vr-;jlji rnensi onamento de Il a spesa ,junque uno ,jei
p(i rni otltd etti '. . i ,je Il '1 rlljag i ne .

208

accertare quali ~;iano le fonti ,jei finanziarnenti per le "eccedenze" di


:3pese. In sostanze ~: i tratta ,jeterrninare quali siano i soggetti chiamati a
contribuire al pagamento ,je'Jli oneri turistici . Rimane infine da chiarire se
18 presenza di un flusso turistico 8t,bia influenze sulla struttura dei
tdlanci oltre che sulla loro dimensione, sia dal punto di vista delle spese
che ,jelle entrate correnti .
La spesa in conto capitale, sulla base delle considerazioni svolte, dovrebbe
anch'essa essere in parte spiegata dal fenomeno turistico. Ciononostente
essa non viene presa in considerazione in questo studio sia perch
c8retterizzata d8 una variabilit, fra Comuni diversi e de un anno ell'eltro,
molto maggiore rispetto 811a spese corrente. Per loro natur6 le spese in
infr8struttlJre rispondono 8 bisogni che si m6nifest6no dur6nte un
orizzonte temporale rel6tiv6mente pi lungo e d6nno origine e costi che si
ripartiscono a loro volta su pi bi 16nci) senza che vi sie necess6ri6mente
coincidenz8 fra i due periodi) quello dell6 manifestezione delle doml:md6 e
quello della erogazione della spesa. Data le limitet6 dimensione del nostro
c8mpione i I tentativo di "spiegare" 16 v8ri6bilit delle spese in conto
capitele mediante variabili socio-economiche, fr6 le que/i 11 fenomeno
turistico) riferite ad un solo enno potrebbe produrre risult6ti
statisticamente in8ccettabili. Oltre a ci si deve considerere che quendo
si utilizz8no dati relativi a previsioni di bilancio ci si deve 6ttendere un
certo scostamento rispetto ai v810ri reali e ci meggiormente vero per i
dati che riguardano le spese in conto c6pit6le.
\Ielle 18 pena di ricordare come una analisi simi le e queste sie in perte
st8ta tent8ta nell'ambito ,ji un8 ricerca a cerattere nazionele effrontete
,jal gruppo di ricerca del Ministero degli Interni ("Rapporto sui
trasferimenti finanzieri 1984 dello 5teto 8911 Entl Loceli, Direzione
Gener81e Amministr8zione Civi le, Luglio 1984). I risultati di quell'indegine
sul fenomeno turistico hanno messo in luce una sie pur debole correlazione
(R-quadro compreso fra 0.43 e 0.34 8 seconda della fascia demogr6fice
consi dereta) c on la spesa corrente procapi te nei Comuni con popo 16Zi one
inferiore ai 2000 abitanti, scarsa o nulla correlazione con i trasferimenti
perequ8tivi in tutte le classi e nessuna correlazione con i I reddito al di
sot to dei 20000 abi tant i . Pur ri I evando una quota ammortamento mutui
relativamente pill elevata nei Comuni turistici (sintomo probabi le di
rnaggiori ~;pes8 in conto capitale ngli et;ercizi precedenti quello
esaminato ) l 'indagine ,jel r1ini~; tero rinviava ogni possibile commento sul
f 8norneno El succ8%i vi approf or"ji ment i.

209

FONT I '-'T IL IZZATE


Per quanto riguarda le fonti utilizzate si fetta ricorso , per tutte le
Ilari abi I i fi nanzi ari e, ai documenti certi fi cati vi di bi lanci o dei Comuni
relativi 81 1984 e che riportano dati di impegno per il 1983 e di previsione
per l'anno successivo. 5010 questi ultimi, per, offrono il gredo di
Ijisaggregazione necessario 81 tipo di 8Mlisi affrontate e che riguarda pi
la struttura dei bi lenci che non i I v810re assoluto delle voci che li
compongono.
Per l dotezioni di infrestrutture turistiche elberghiere si sono utilizzate
pubblicazioni dell'Assessorato al Turismo della Regione Piemonte, riferiti
el 1983 e per le seconde case dati forniti da operatori del settore dei
Comuni i nteressat i.
La popolezione stata desunta dai dati ISTAT eggiornati al 1983.
I dati relativi 8i consumi idrici sono tratti del Progetto per le
PienHicazione delle Risorse Idriche della Regione Piemonte. Si tratta di
dati osservati in quanto desunti dalla fatturazione delle bollette , degli
acquedotti e non di valori stimati ettraverso modelli come quelli relativi
811e portate Ijei corsi d'8cqua o alle precipitazioni. Bench riferiti al 1974
essi sono encora sufficientemente attendibili al fine di determinare una
distribuzione percentuale dei consumi e non 11 loro livello.
I livelli di reddito procapite si riferiscono al 1983 e sono tratti de une
pubblicazione curata dal Banco di Santo Spirito. Sono steti ottenuti da una
disaggregazione dei deti regionali ISTAT effettuata mediante regressione
sui consumi, ed in particol8re su quelli elettrici.

210

ELENCO DEI COMUNI INTERESSRTI RLL'INORGINE (*)

1
2
3
4
5
6
1
8
9

lO
11
12
13

14
lS
16

11

18
19
20
21
22
23
24
2S
26
21
28
29
30

Formazza
Premia
Macugnaga
Ceppo Morelli
Alagna Valsesia
Fobello
Piatto
Camandona
Rubiana
Mezzenile
Bardonecchia
Caprie
Sestriere
Saloortrand
Sauze d 'Oulx
OUlx
Clavire
Sauze di Cesana
Sampeyre
Envie
Argentera
castelmagno
Demonte
Bernezzo
Limone
Robilante
Frabosa Soprana
Monastero Vasco
Viola
Priola

(*') I Comuni

~uristici sono contraddistinti dai numeri dispori .

211

( . FIGURA l )

COMUNI INTERESSATI
ALL'INDAGINE.

212

( FIGUR" 2 )

COMUNI TURISTICI

COMUNI NON TURISTICI

213

: KEL T A DEL CAr"lPIONE

Poich le attese ,ji questa ricerce sono., come gi detto, di riscontrare un


rna!~gi ore I i ve Il l) di spesa corrente procapite nei Comuni tUrl st i ci si
pensato di effettuare un confronto fra i dati di bilancio di due gruppi
campione di Enti locali, ,jistinti in base a criteri che ne individuassero lo
diversa vocazione turistica . 50no stati selezionati 15 Comuni sedi di
localit di villeggiatura montana o di stazioni invernali. " passo
successivo stato quello di affiancare ai primi altri 15 Enti che, in base
ad opportuni indicatori , si potessero classificare come sicur6mente non
turistici e che fossero simi li per caratteristiche geografiche,
socio-economiche e demografiche, ossia per tutte quelle condizioni che, in
base a quanto noto agli studiosi di Finanza Locale, concorrono a
determinare i I livello di spesa. 5i cercato in questo modo di isolare
l'influenza esercitata dal fenomeno turistico sulle grandezze fimmzlarie
esaminate.
Il campi one su I qual e effettuare I e eI aborazi oni cos composto da 30
Comuni, dei quali 15 sede di localit turistiche . La dislocazione geografica
dei Comuni interessati all'indagine riportata nelle figure 1 e 2.
Il criterio di attribuzione ai Comuni dei poli turistici stato quello della
completa appartenenza di questi e delle loro principali vie di accesso
stnlljale el territorio sede ,jell'ente locale. Ci ha comportato specifiche
,jifficolt in due casi.
La localit Colle ,jel Lys sorge fra i Comuni di Vie di Rubiana. La scelta di
quest'ultimo come Comune di appartenenza stata decisa dal fatto che
Rubiana sede della panoremica che si diparte dalla statale n 24 per
Torino, arteria certamente ,ji maggior ri levanza rispetto alla strada
passante per i I terri tori o di 'v'i ':1.
La localit Bielmonte, nel comprensorio di Biella , costituisce una Misola
amministrativa " del Comune ,ji Piatto , pur situandosi fuori del suo
t.en-itorio. Il centro sede ,ji ente locale dal quale necessario transitare
per raggiungere Bielrnonte Tr-ivero, che anche sede di parte della
statale pan orami ca n" 232, pr incipale via di acc ess o per il centro turistico
i n questione . Que sta per una strad a st at ale e pertanto gli oneri di
ma nutenzi on8 non ~:o n o a cari co di aI cun Comune. :3i pertanto attri buito
a! Comune ,ji Pi att o l a loc alit lji El ie lmo nt. e i n quant o., es se ndo ie ricerce
eff ett uat.a sulla t' a ~::e ,j i ,j ati ,ji tti li:mcio, ,j ol,lrebbe ess ere proprio la
qe:::tione finanziaria ,jel Cornune di Piatto a risenti r e rn ag,~ i orment e gli
eH eH i ,je I f enotr,eno tur-i ~;ti co .

214

I Cornuni utilizzati per il raffronto sono stati scelti fre quelli nelle pi
immediate vicinanze Iji quelli turistici., poich la collocazione geografica
incide sui livelli e sulla ~;truttura della spesa, e con caratteristiche i I pi
possitd le simi li. In particolare si baljE!to 131 numero di abitanti residenti,
in quanto ~;i tratta Iji Comuni di piccole dimensioni e che si trov~mo
esattamente nella parte iniziale delle curva ed 'U' descritta dalla spesa
corTente procapite in funzione della popolazione, come mostrato nel
grafico seguente.

comuni turistici
comuni non tu";stici

x
x

.'

E' chiaro come non ~;ia sufficiente che i due sottoinsiemi del campione
abbiano la stessa dimensione demografica totale, ma come sia necessario
che ad oQni Comune turistico corrisponde uri Comune non turistico di
eguale popolazione. La somma dei due gruppi rispettivamente di 16095 e
15975 abitanti. I valori della popolazione per ogni singolo Comune sono
riportati ne Ila tatle Il a no) 1.
La selezione fra Comuni turistici e non, stata effettuata in base e
di verse vari abi Ii.
Gli indicatori solitamente usati a questo riguerdo si prestano infatti a
m~rnerose cTitiche. Il ne, di pre~;enze turistiche non di per s un dato
rnolto attendibile e soprattutto non in grado di rendere conto della
var-ianze nel corso Ijell'anno Ijel fenorneno, mentre spesso proprio in base
a que::t a et-le vengono Iji mensi onati i :;erv i zi e I e i nfr8strutture t.uri st i che.
I co:;t i di gesti one Iji queste :;o no per rneno et-le proporzi ona I i ri spetto 81
l(wl) utilizzo , con il r-i::ultato che il Ilalore Ijella rnassima affluenza
quel!o IjeterTnlnante ne! ijeciden? la quentita Ije i servizi offerti e dunque 18
spe :,ij

215

Anche i I n" Iji pes ti letto come indicatore. di vo cazione turistica, pur
ba~;Clto sulla corretta concezione che que~;t'ultirna pu essere sorretta solo
Ije un'adeguata rete infrestrutturale, tende CI sottostimare il fenomeno
nelle localit di rneggiore afflusso, dove l'utilizzo degli impianti
verosimi Imente pi intenso.
Valgono poi per questo indicatore le
considerazioni fette poc'anzi. Si tenga infine presente che ad esso sfugge
del tutto i I fenomeno del turismo legato alla seconda casa, di importanza
tutt'altro che tresurebile in molti Comuni di villeggiatura montana.
Il metoljo qui seguito stato duplice. Dapprima sono stati scelti, fra quelli
nelle immediate vicinanze di quelli turistici e con dimensione demografica
i I phJ possibi le simi le, 15 Comuni con un eleyato rapporto popolazione
residente/posti letto alberghieri. Successivamente 11 campione steto
controllato con una variabi le basata sulla varianza dei consumi di acque
potabi le nei 12 mesi dell'anno. La variablle stata costruita ponendo le
rneljia per ogni Comune uguale a 100. La metodologia per la definizione
delle variabili legate ei consumi idropotabili esposta pi estesamente
nella parte che tratta le stime di regressione. I valori dei numeri indice
delle varianze e della dotazione di posti letto sono riportati nelle figure 3
e 4 rispettivamente .. Come si pu vedere i Comuni turistici presentano
sempre valori, per gli indici di varianze dei consumi idropotabili, superiori
e quelli non turistici. L'unica eccezione rappresentata dai Comuni di
Piatto e CamandoM, e deve attribuirsi con ogni probabtlit alla particolare
situ8zi one ammi ni streti va sopra ri cordata.

216

fiGURa 3 )

Deuiazione standard dei consumi


idropotabili nei 12 mesi dell'anno
(media = 100)

~
]

32.41

40 .69
48.34
57.37

42.19
50.37

~
~

71.4~

11.16
22.86

38.18
47.86

60.00
64.10
11.22

[3

El
~
~

22.04
40 .75
f,5 .13

Fonti : Pr09t"tto Pionificoz"ion~ Risorse


Idricht> Territor;o PiernontE'st> ,
Re9io~ PiE'monte, 1974 .

17 .94
21 .48
57.34

E1

219

VARIABILI UTILIZZATE NELL'INDAGINE

Il primo aspetto di differenziazione fra le strutture di bilancio dei due


gruppi di Comuni rintraccia bile nel livello delle spese correnti procapite
(PERCAPIT), come era nelle attese.
La media di 783368 lire per abitante residente per i Comuni turistici e di
458340 per gli altri. Il primo valore inferiore al secondo con una
significativit statistica superiore al

gg~,

come si pu vedere nelle tabelle 2

e 3, che riportano, per le variabili utilizzate nell'indagine, i valori assunti


dai parametri statistici fondamentali . La probabilit che le medie dei due
gruppi siano identiche solamente dello

0 . 6~.

In allegato sono riportati anche i numeri indice delle spese procapite, fatta
base 100 la media dei 30 Comuni (INDICE 1).

Un successivo passo dell'analisi stato quello di mettere in evidenza le


differenze di struttura dei due tipi di bilancio. A questo proposito si sono
utilizzate le voci di spesa di parte corrente relative alle categorie funzionali
7 (VI!) ed 8 (VII!), che si riferiscono a "Trasporti" e "Azioni ed interventi
in campo economico", e la voce economica delle spese per il personale
(PERS). Tutte sono state espresse come percentuale del totale delle spese
correnti e come numeri indice (INDICE3, INDICE4, INDICE5).
La variabile VI I mostra valori decisamente inferiori nel gruppo dei Comuni
turistici con il 16.8 % con tro il 12. 2~ . Questi risultati .confermano un fatto in
parte gi noto e cio la gravit dell'onere per la manutenzione della
viabilit per i Comuni il cui territorio attraversato da flussi turistici,
indipendentemente dalla destinazione di questi . Ci chiaramente visibile
nel caso dei Comuni di Premia e di Monastero Vasco, per i quali si rilevano
percentuali di spese per la viabilit del 22.7 e 2 1.2 rispettivamente. Il

220

motivo del livello anormalmente elevato di queste da ricercar si proprio


nella collocazione geograiica dei due Comuni, territorio di passaggio
obbligato per le localit turistiche di Formazza e di Frabosa Soprana (si
veda la fig . l, dove i Comuni in questione sono rappresentati con i numeri
l, 2, 27 e 28). La probabilit che le due medie di percentuale di spesa
coincidano solamente del

3 . 6~.

Considerazioni diverse si rendono necessarie per la variabile 'VII l''. La


media delle spese di questa categoria notevolmente pi elevata nel
gruppo dei Comuni non turistici ed dovuta essenzialmente all'effetto
esercitato dalla percentuale del Comune di Salbertrand

(49~),

relativa alla

spesa di oltre 240 milioni di lire per l'acquisto di beni e servizi per "Azioni
ed interventi in campo economico". Questa differenza fra le due medie

per inattendibile dal punto di vista statistico, come risulta dalla tabeUa2 .
Eliminando il dato relativo a Salbertrand e restringendo il gruppo dei
Comuni turistici a 14 osservazioni la media di questo passa allo 0.8731,
decisamente inferiore a quella dell 'altro gruppo, e la deviazione standard a
0.009208, con una probabilit (p-value) de11'1.951 (z-2 .064) e dunque
largamente accettabile. L'interpretazione di questo dato pi controversa
rispetto a quella della variabile precedente. Le "Azioni in campo economico"
raggruppano infatti interventi di natura diversa e suscettibili di assorbire
quantit di risorse molto variabili nel tempo, come dimostra l'esempio
appena esaminato.
La percentuale delle spese correnti riferita al personale invece
sostanzialmente simile nei due gruppi di Comuni <36 . 7~ e 34.4~) . Anche
all'interno di questi la variabilit minima (deviazione standard pari a
0.08 e 0.06). Ci si riflette ovviamente in un p-value molto elevato (19.5:t),
il che signiiica elle i due gr uppi coincidono e che la differenza fra le medie

dovuta a fattori 8.suali .

221

TRBElLR 2

PERCAPIT
m~dio
std.d~ Y .

Llariabili esaminate

TURISTICI

NON TURISTICI

783 .368
437 .137

458 .340
254 .720

19.57

5 ;78

16.46
3;86

0.168
0 .081:.

0.122
0 .049

0.024
0 .027

0 .040
0 .124

0 .344
0.063

0.367
0 .080

0 .248
0 .111

0 .143
0 .117

0.465
0 .177

0 .346
0 .181

PEFi:EQ
m'dio
std . d~v .

VII
medio
std . d~'1 .

VIII
med;o
std .d~v.

PERS
m~dio
std .d~v .

PENTR
m'dio
std.dev .

PERel
m~dio

std.dev .

222

TRBElLR 3

Significatiuit delle differenze


fra le medie dei due gruppi

VARIABILE

ZETA

P-VALUE

F-VALUE

PEF:CAPIT

2.488

0 .012

1:0 .190

PEf':EQ

1.788

0.074

3 .199

VII

1.799

0 .072

3.230

VIII

0.488

0 .1:024

0 .238

PERS

0.874

0 .390

0 .760

PENTR

2 .520

0.012

6 .358

PERel

1.820

0 .058

3 .310

Il volor() critico di F., con sigflificotivit statistico pori o 0 .05, 4 .20

223

Sul lato delle entrate occorre verificare quali siano le fonti finanziarie delle
spese dei Comuni turistici che, come si visto, sono significativamente
superiori rispetto ai Comuni non turistici.
L'analisi dei valori procapite dei risultati di esercizio non rivela differenze
fra i due gruppi. La media del primo gruppo di 192600 lire mentre quella
del secondo pari a 71070 lire. La differenza non per statisticamente
significativa (p-value=

36.46~,

F (0.05)= 1.23).

Pi interessante il grado di autonomia finanziaria degli Enti, misurato come


percentuale delle entrate tributarie ed extratributarie (titoli I e III) sul
totale delle entrate correnti (PENTR). La media dei Comuni turistici molto
(24.8~

superiore a quella degli altri Comuni

contro l4.3lC) con una

significativit statistica pi che accettabile (p-value-

0 . 6~,

F (0.05)- 6.35).

Questa maggiore copertura mediante entrate autonome si deve in buona


parte alla imposizione sull'incremento del valore immobiliare (INVIM) e
all'imposta

sulla

rimozione

rifiuti,

rispettivamente intorno allO e al

5~

con

percentuali

che

oscillano

del totale delle entrate correnti. Si

noti l'elevata percentuale della variabile PENTR anche per i Comuni di


Salbertrand e Sauze di Casana, che pure in base alla disponibilit di
posti -letto e ai consumi idro-potabili sono stati classificati come non
turistici.
Un ulteriore elemento da prendere in considerazione l'entit dell'entrata
dovuta al Fondo perequativo. Il fatto che le risorse del fondo perequativo
siano distribuite, per il 1984, in proporzione a diversi criteri fra i quali
soprattutto la differenza rispetto alla spesa procapite media (nazionale)
dell'anno precedente, fa temere un 'assegnazione di somme relativamente
meno elevate ai Comuni turistici, poich le spese sono in qualche modo
proporzionali agli abitanti effettivi mentre il calcolo delle spese procapite
viene effettuate-

~;1Jlla ba~;e

dei soli abitanti

re~;ide n ti.

224

Il trasferimento medio invece superiore, sia pure di poco, per i Comuni


turistici: 19670 lire procapite contro 16460, pari rispettivamente al

25 . 10~

e al .359 l:t del totale delle spese correnti previste. L'esiguit delle cifre
riflette le dimensioni ancora relativamente limitate del Fondo Perequativo
rispetto al totale dei trasferimenti statali, mentre la differenza fra le
somme mediamente rcevute dai due gruppi si spiega con il prevalere degli
altri parametri che, con la spesa procapite dell'anno precedente, concorrono
a determinare i coefficienti di ripartizione del Fondo. In questo caso si
deve constatare come, sia pur nel limite delle dimensioni viste, il
meccanismo di equiparazione non risulti fortemente influenzato dagli alti
valori di spesa, in certo senso "artificiosi" in quanto rivelatori di una
ricchezza di dotazioni procapite determinata sulla

ba~

di un numero di

utenti costantemente sottodimensionato, dei Comuni turistici.


Un'ultima considerazione va fatta in merito alle percentuali di bilancio
devolute alle spese di parte corrente e a quelle in conto capitale.
Le prime sembrano assumere valori percentualmente pi elevati nei
Comuni turistici

(46.5~

contro

34 . 6~) .

Bench il divario in termini assoluti

sia esagerato dal fatto che i dati si riferiscono a preventivi anzich ad


impegni di pagamento, non vi dubbio che esso esista in termini relativi.
La spiegazione deve probabilmente ricercarsi nel vincolo rappre~ntato per
quei Comuni dalla gestione di servizi sovradimensionati rispetto alla
popolazione residente e che dunque assorbono ingenti quantit di risorse,
riducendo la disponibilit per gli

inve~;timenti .

Quest'ultima comunque, in

valore as::;oluto, drca pari in entrambi i gruppi di Comuni (919000 e


M~9000

lire per abitante), il che potrebbe far supporre che la dotazione di

intra::Jrutture sia omogenea e che ci che varia sia l'intensit di utilizzo


delle st..esse, con il

ri ::; 1J.lta t~)

in terrnini

che per centuali.

;3s~;oluti

di far aumenta re le spese di parte

corrent~,

sia

225

Ci

~;ottolinea

una volta di pi. l'inadeguakzz8. di ricerche sulla dotazione

relativa di servizi ed infrastrutture basate t;ulle

~;<)le

analisi di bilancio.

f.1l'interno di questa ricerca t;tata tentata una analisi maggiormente


approfondita sulla presenza di servizi a domanda individuale, avvalendosi
delle informazioni contenute nell'ultimo modello dei Documenti Certificativi
di Bilancio, ma non stato possibile raggiungere conclusioni fondate a causa.
della limitatezza demografica dei Comuni esaminati, quasi tutti a1live110 di
soglia per quanto riguarda la presenza/assenza dei servizi stessi.

COMUNE
ROBILANTE
SALBERTRAND
SAUZE 01 CESANA
CAMANDONA
CASTELMAGNO
ENVIE
FOBELLO
PRIOLA
PREMIA
MEZZENILE
MONASTERO DI VASCO
OULX
BERNEZZO
~APRbE
EPP MORELLI

li
15

CEPPO MORELLI

~~~~HzO

COMUNE
ROBILANTE
SALBERTRAND
SAUZE 01 CESANA
CAMANDONA
CASTELMAGNO
~NVl
OB LLO
PRIOLA
PREMIA
MEZZENlb&
~ ~8~~ST
01 VASCO

OBS
l
2
3
4
5
67
8
9
l0

OBS
l
2
3
4
5
6
7
8
9
lO
Il
12
13
4
S

SAS

16. 910
16.1565
17.0913
16'~H7
9.
3

5 8.71
485.22
284.58
354.~45
493.

r r

l ~ 4
lO ~.90
32 .48

~ ~:

2r'u

7771

n':U8

~n:~3
4~0.6~ 19:i~'1
3. 09

~8f92

PEREQ
84
6. 313
6. 4!6
6.00 8

PERCAPlT

A?I

lAO.

POP INDICEl INDICE2


2227 51.838 101.925
499 184.704 90.525
173 96.648 91.l55
528 59.106 89. 82
l f08
94 73.
44. 9f
7 l06.
00.04Y
401 8~. 99 18.00
95
9 .738 93.076
773 88.934 90.639
52.160 95.8B3
140 63.9!0 93.259
9 .5 4 109.493
954
41.U 8
f9~~ 5.
O. p9
471 74.667 98. 22

2034
17~t
4

~A?I

99
!73
28
l '08
94
401
951
773
1040

2~27

POP
POP

RUB~ANA

l!

SAM EYRE

POP

1169
60
79
3 ~ESIRI~RE
4 AU E 'OULX
88
5 VlO~A
596
6 O M NTE
2368
7 FRABOSA SOPRANA 1334
8 FORMAZZA
552
9 LIMONE PIEMONTE 1865
lO MACUGNAGA
462
PIA~TO
5~~
ALA NA VALSESIA 4
13 ARG~NTiRACHIA
107
~ ~t:v9~
3 l~

OBS COMUNE

COMUNE
RUBIANA
SAMPEYRE
SESTRIERE
SAUZE D'OULX

I~~:9g !y~:~~~

'1.349 104.806
9.236 94.561
f09.8~6 97.388
19.7 6 110.699
00.268 99.719
54.627 95.138
64.822 91.985
111.146 97.403
149.168 91.310
209.360 149.516
59.040 95.879
77.455 123.458
3 99 74 91.700

INDICE l INDICE2

PERCAPIT PEREQ
443.84 18.6818
p66
607
432.3! 16.8556
798 1690.4 17.3596
889
73~3~
4 .06 7. 77
VlO~A
596 lfl09
9~.04
6.958
O M NTE
f~68
FRABO~A SOPRANA
~4
~
.6t
~.396~
6 6.4
.362
FORMA ZA
2
LIMONE PIEMONTE 1865
813.85 ~6.2761
462
1142.26
6.6515
MACUGNAGA
0906
PIATTO
5~0
43n~2
9 2.0066
ALAGNA VALSESIA 4 7
07 1308.~4 6.34~8
i3 ARGENTERA
046. 9 18.35 4
3 92
4 BARDON CCHIA
172 1123.85 38.1512
15 CLAVIER[

OBS
l
2
3
4
5
6
7
8
9
lO

SAS

l'V
l'V

O'

,.sco

SAU
01 CESANA
CAMANDONA
CASTELMAGNO

SAL,~RTRANO

COMUNE
ROBILANTE

VII
VIII
PEAS

i"'ft'I i!IOO
.

l'II

0.80 6 6 0.419939

7
98t
41 g
64.917

IIJ:iif

O.!.t'.
'.'0""
o t ., Olf

7~.,31

Il'
6.

115.936
8!.625
IO .766
149.629
Il.490

1::96
3.le

lI 1
Itt:i:'
1 l.924

9
9
112.805
l
5i'il
'1'9
2:
8:6

17.01
7.1

66.16
20.31

10.12
35.48

1017.3~

INDICE3 INDICE4 INOICE5

0.llf3

2227 70.961
499 57.391
173 36.418
51.1 61.294
201 4 .607
1194 15.403
94~1 12~'16,
9
713 132.621

POP

4~1

, ,

l'!'

f7 !46 O.
g:1:9~
~ 8:8A
il g:3'~
8 6
O. O 8 2 0.4 399

1l'i'
0 'l I

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'l'1i11

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l l"~
44 '1'9
9156 O. '4
4ft! O.

o.
9~
o. 93Y 0.004810
o.
77 0.2~7574 0.015997 0.~9

~7i

22?7 0'A2176~ 0.007700 0.4061t9


499 O. 9 4e 0.490 6 0.2164 2
0.003113 5 4e4
2 g'?8i6g;

I.

POP

DI VASCO
il4 ~ERNiEzO
f9 64
APR
15 CEPPO MORELLI
471

I~ ~8~!~~lh~

9 PREMIA

1f2'~~1

ORS
l
2
3
4
5

14 CAPRIE
15 CEPPO MORELLI

I~ g~b~EllO

l'
'f"fN'Lf O,
Il NON'5T'RO

7 FOB LLO
8 PRIOLA
9 PREMIA

S
6 C.5TfL
ENVl GNO

~AUl~

l ROBILANTE
2 SALB RTRANO
01 CESANA
43 AMANOONA

OBS COMUNE

SAS

IO

~ @e:eY~'ECHIA

0.216420
g.?~7~OS
O 3
0.217433
0.194516
0'135400
n. 14419
0.233559
0.167721
0.128355
0.064736
n.216017

VII
0.14~581

VIII
0.0257191
0.0371518
0.0646~65
0.0994 83
0.0018402
0.0154359
0.0054898
0.0194183
0.0266234
0.0075797

0.0077671
0.0071411

PfRS
0.400484
0.273313
0.~77396
O. 18559
0.376850
0.445454
0.446219
0.353508
0.370176
0.378603
0.246875
0.329515
0.418188

~96

119

1~07
98

1166

POP

llY~ ~':rt9 l~~:~:~ ~~:~~~

INDICE3 INDICE4 INOICf~


86.591 57.043 114.13n
77.A89
21~6'A27
5. 35 148~.400
.403 79.053
10.424 220.547 90.7A3
167'11f
4.082 107.395
l3. 6
34.236 126.94~
1.910 12.176 127.164
66.682 43.068 100.143
136.115 59.049 105.49)
91.746 16.811 107.A95
74.804

70.3
37.721 17.227 93.96~
125.892 15.83A 119.17~

31~~ g:A~R~~~ ~:g1b3!~~ ~:J~lt~~

1166
607
798
889
596
2368
1334
552
1865
462
530
457
107

POP

M NTE
2 61
FRABO,A SOPRANA 1334
FORMA ZA
552
LIMONE PIEMONTE 1865
MACUGNAGA
462
TO
530
~ PIA
ALA~NA
VALSESIA 451
Il ARGENTEAA
107

~lOaA

SAUZE D'OULX

~ ~~~~'T~'E
4
5
6
7
e
9

l RUBIANA

OBS COMUNE

I~ ~t~e?~~fCHIA

l AUBIANA
~ SAMPEYRE
~E5TRI~RE
4 AUlE 'OULX
5 VIOLA
6 DEMONTE
7 FRABO~A SOPRANA
8 FORMA lA
9 LIMONE PIEMONTE
lO MACUGNAGA
Il PIATTO
12 ALAGNA VALSESIA
13 ARGENTERA

OAS COMUNE

SAS

~
~
~

TENTR

IS

l
2
3
4
5
6
7
8
9
lO
II

OAS COMUNE

1 1
a6~9~0
O 9 l
5125002
318961

329248
1022006
2847101
1759512
524658

~033359

TENTR

PENTR
INOICE6

0.~81104
O.
42094
0.315483
0.414138

PENTH
141.253
123.829
197.239
101.468
53.504
18.894
85.259
200.194
135.211
79.869
42.284
142.93~
10.59
186.540
205.144

INOICE6

0.077544 38.!>24
0.449252 223.188
0.353099 175.420
0.142845 70.965
0.U31644 18.102
0.090510 44.965
0.066591 33.083
0.109900 54.598
0.221591 113.061
0.069689 34.621
0.082823 41.146
0.161160 80.064
0.062611 31.105
0.162278 80.620
0.011647 35.594

U.284327
0.249254
0.391018
0.216320
0.101691
8.j58Sy4
716 7
0.404176
0.272165
0.160166
0.085113

1983370
825897
403082
529410
190006
1207616
1036336
1487188
12i6992
001324
1520251
3056433
2503118
114100
1696192

881163
1139731
21624!>1
2931895
1520660

69181
125911
49?516
156764
125/11
121521

21~911

ENTH
153799
311036
142328
75632
29739
109301
69011
163442

fNTR

ROBILANTE
SALBERTRAND
SAUZE DI CESANA
CAMANDONA
CASTELMAGNO
ENVIE
FOBELLO
PRIOLA
PREMIA
MEZZENILE
MONASTERO DI VASCO
OULX
BERNElZO
CAPRIE
CEPPO MORELLI

252244
RUBIANA
284084
SAMPEYRE
858515
SESTRIERE
6342?8
SAUZE D'OULX
163111
VIOLA
OEMONTE
322906
FRABOSA SOPRANA 228121
413070
FORMAZZA
LIMONE PIEMONTE 774880
282870
MACUGNAGA
44655
PIATTO
04 26
AhA~N~
A
G N E~ALSESIA
A
14 00
4 BARDONECCHIA
1924353
15 CLAVIERE
132094

SAS

l
2
3
4
5
6
7
8
9
lO
11
12
13
14
15

OAS COMUNE

SAS

o::>

N
N

81

CAPRIE
MEZZENILE
OULX
SALBERTRAND
~AUZE
CESANA
AMANO NA
FOBEbLO
CEPP MORELLI
PREMIA
BERNEZZO
CASTELMAGNO
ENVIE
MONASTERO DI VASCO
PRIOLA
ROBILANTE

12
13
14
15

IO
Il

2
3
4
5
6
7
8
9

CLAVIERE
RUB!ANA
SAU E D'OULX
SESTRIERE
ALAGNA VALSESIA
PIATTO
FORMAZZA
MACUGNAGA
ARGENTERA
DfMONTE
FRABOSA SOPRANA
LIMONE PIEMONTE
SAMPEYRE
VIOLA

l BARDONECCHIA

OBS COMUNE

SAS

12
13
14
15

IO
Il

2
3
4
5
6
7
8
9

OBS COMUNE

SAS
0.228419
0.6660 9
0.3429 6
8~1~~~1
4

0.719890
0.640716
0.666377
0.384802
0.668466
0.562839
0.353643
0.338560
0.315487
0.179182
0.373550
0.394575
0.574589
0.658034
0.231685

PERC1
0.280110
0.359284
0.333623
0.615198
0.33l534
0.43 161
0.646357
0.661440
0.684513
0.8208 8
0.6S6450
0.6 5425
0.425411
0.341966
0.768115

PERC2

O. 16 65 0.8 393
0.323098 0.676902
0.190700 0.809300
0.11059~ 0.889408
0.37147 0.628523
0.277442 0.722558
0.389944 0.610056
0.335631 0.664369

0.IAO~98 O.8A940~

0.77!S61
0.33 98
0.6.7 4
0.48~579
0.35 606

PERC2

0.3~9U6 0.6408~4

PERCI

N
N

230

TRBElLR 4

intereonelazioni fra le uariabili

2
PERCAPIT
AUTREVEN
REVENTUR
IDROl
IDR02
IDR03
INVPOP

DOT
DOTUR
CASE
REDDITO

LU:x:

1.00

7:

~.

.,..J

10

11

12

0 .94

0 .89

0.48

0.38

0 .79

0.44

0 .62

0.80

0.61

0.47

0.88

1.00

0 .80

0 .45

0 .25

0 .67

0 .54

0 .47

0 .71

0.47

O .~

0 .82

1.00

0.35

0 .36

0.81

0 .32

0 .69

0.80

0 .69

0 .:54

o.~

1.00

0.14

0.59

0.20

0 .35

0 .49

0.37

0.16

0 .33

1.00

0.45

0.36

0 .64

o .~

0 .63

0 .38

0 .39

1.00

0 .22

0 .78

0 .88

0 .69

0.50

0.18

1.00

0.20

029

0.21

0 .17

0 .28

1.00

0.75

0.92

0 .63

0 .65

1.00

0.64

0.48

0 .84

1.00

0 .68

0 .57

1.00

0.45
1.00

231

t"le,ji ante le ana I i ::;i ,ji re'~t-eO:; ~; lOne pre~; entate i n que~; t5 pat-te ,je I 18\/OrO ~; i
cet-cato ,jj '::titTltlt-e l'c1net-e ,jerh'ante ,jal flusso tl.wistico e l'entrat.a
fi scale che e%o genenj a livello cornunale . In alt.ri t.ermini si verificat.a
la capacit di ,jeterrninati pat-arnetri ,ji ~;pieqare la \/ariabi litil del livello
di o:; pe~; :j !jei Comuni , t.uri~;tici e non, al fine di pervenire ad equazioni in
!Jra,jo Iji e~;pri mere ,ja un lato i I costo procapi te sopport.ato da una
Arnrninistt-azione comunale per unit Iji flusso t.uristico, comunque
mi ~; urato, e Ijall'a I t.ro I a corri spon,jente capaci t di generazione di entrata
Ije I f I U%O ~; te::;so . Poi ch Ie entrate ~; ono cost itui te soprattutto da
tra~;ferirnenti statali e questi ultimi ,jipendono dalla spesa dell'anno
prece,jent.e e ,jei pararnet.ri c:t"le concorrono a det.erminare i I livello del
tt-a~; feritrlento perequativo e poich le ,jifferenze nei I/alori di questo sono
ri::;ultate, nel due 'jruppi ,ji Comuni, ~; carsamente significative si stimata
una equezione relativa alle sole entrate autonome (titoli I e III delle
entrat.e ) procapi te .
I ri::;ultati ottenuti ::;ono ria%l.mti nelle tabelle 4 e 5.

'v'AR IAEi ILI UT IliZZATE NELL ' ANAL 151 DI REGRE5510NE


F'ERCAPIT
: ipese corrent i pr-ocapite . E' la variat,i le dipendente dell'equazione di stima
,je I l e ::;pe~; e .

AUTREVEN
Entt-ate autonorne procapite, con siderate come la somme dei titoli I e III
,jelle entrate . E' la varietd le ,jipen,jente dell 'equazione di stime
!jell'autonomi a fi nanzi at-i a.

RE'v'ENTUR

n..

Entt-ate per I ~.J'v'l


ta%a t-i rnozi one t-ifi uti e imposta addi zi onal e su I
conwrno ,ji enet-!~ia elettrica . Co s t.itui~; ce la variattile di entrata pi
,jirettamente leqata al t' enorneno t !.u-i~; t.ico , me i I ~; uo im:;erimento nel
rnclljello ,~i u t; fiud, o : ;o rwattutt. o ,:Ja l l'i rnportenza ,jell e voci ,jalle quali
iorrna t. a nei tti len ci cornunel i

[!ClT
f"Jurnero s~: o:; olut.o ']1 Do~; ti- I et.t.c, alt!enjhieri ::i1 t,r-et.ta Ij i un ,j ato ,jit;ponittile
pr? r 1, ut t i l C(I n', unj e t t- Cl t. t (I ,] a i I,j tYI e,j e::; i rn ij f (I n t. e.

232

DOTUR
Rappresenta il rapporto posti letto alberghieri/popolazi one residente (v .
figura 4) . Pur non tenendo conto ,jel grado di utilizzo delle infrastrutture e
,jelle se conde case questa variabi le si rivelata molto esplicativa. Essa
n~ggiunge da sola un coefficiente di regressione pari a 0.65, con une
significativit statistica elevate.
CASE
Numero di posti-Ietto comprese le seconde case. " deto relativo o queste
u I ti me di sponi bi I e so I o per al cuni dei Comuni turi st i ci. Per i ri menenti e
per quelli non turistici si considerato uguale a zero.
REDDITO
Velori del reddito procapite . I livelli di reddito procapite si riferiscono el
1983 e sono tratti da una pubblicazione curata dal Banco di Santo Spirito.
Sono stati ottenuti da una disaggregazione dei dati regionoli ISTAT
effettuata mediante regressione sui consumi, ed in particolere su quelli
elettrici.La variabi le REDDITO, comunque introdotta nel modello,
risultata non significativa dal punto di vista statistico a causa della forte
intercorrelazione con DOT e CASE . Ci pu in parte essere dovuto proprio el
carattere nazionale delle stime, forse non sufficientemente accureto per
una indagine su un campione di soli trente Comuni .

LUX
Entrate procep i te per imposta addizionale sul consumo di energia
elettrica. E' stata introdotta per superere l'.impasse incontrato con le
variabi le precedente . Poich l'imposta proporz i onale ai consumi esse
funziona in pratica come un indicatore di domanda di energia elettrica per
ebitente ed una stima probabilmente pi accurata di quella cui fa
riferimento la variab i le REDDITO. L'uso di questo t i po di vari abile tiene
conto anche delle seconde case (anzi ne aumenta il peso) e dell'entit
effettiva dei flussi turistici mentre non influenzata dalle dimensioni
tjemogrefiche del Comune . E' la variabile che da sola raggiunge il I1vello
tjel coefficiente di regres sione e di signifi cativit statistica pi elevato
(0 .7 75) e nello ~; te~; ~;o t empo ri~; ulta meno corr eleta (0. 54) con DOT di
quant o non lo t;ia RED DITO (0 .63 ) . co s da es sere sus cettibi le di funzionare
co me ve ri atti le t:txurnenlale .
IDR0 1
C!uet;la 1/8t-iattile -:;t;:d.iJ cot; l ruit.a t; ull a t,a se tj ella va r iabil it dei co nsumi
itjt-opotatli li tjei Ctxnuni nei 12 rne~;i ,j ell 'ann o. : ii calcolMo lo sc arto
qUij,jriJtico trl8,jio ponerlljo iij rn81jiij ijnnUi:l Ijel con~;utrli toti:!li u,~ual e Cl 100.,

233

non tenere cont.o de 118 di mensi one a~; so I ut8 dei consumi.
5ucce~; ~;i vament.e si ~;ono su,jdi vi si i Comuni i n zone omogenee de I punto di
vista ,jelle abitudini i,jropot.ebi li, delle dotezioni idriche e delle condizioni
j'lIeteo, All'interno di ciascune delle classi cos ottenute si sono celcoletl i
rapport.i fre gl i indici delle deviazioni standard e la media delle stesse ('I.
figure 3). In questo modo sono state eliminate le disomogeneit nelle
dotazioni idri{:he che non evrebbero eltrimentl consentlto di distinguere
fra variabi lit dei consumi causate dal lato della domanda o dell'offerta. I
velori cos ottenuti, superiori od inferiori ed l, rivelano l'eumento di
irregolarit nei consumi di acque per usi potabi li rispetto alla irregolarit6
media, e costituiscono una proxy della affluenza turistica, Questo tipo di
indicatore non influenzat.o dalle dimensioni assolute dei consumi ed
infetti, come si vedr, risulta non significativo quando usato con la
varieblle che misure la popolezione, bench sia con essa del tutto non
correlet.o (v . t.abella 4) .
I detl relativi ai consumi idrici sono tratti dal Progetto per la
Pianificazione delle Risorse Idriche della Regione Piemonte. Si tratta di
dati osservati in quanto desunti dalla fatturazione delle bollette degli
acquedotti e non di valori stimati attraverso modelli come quelli relativi
elle portat.e dei corsi d'acqua o alle precipitazioni. Bench riferiti al 1974
essi sono ancora sufficientemente attendi bi li al fine di determinare una
distribuzione percentuale dei consumi e non i I loro livello.
per

IDR02
E' la deviazione standard dei consumi idropotabili in valore assoluto.
Ovviamente influenzata dalle dimensioni dei consumi idrici. Usata con un
indicatore della popolazione aumenta tanto i I coefficiente di regressione
quant.o la significativit st.atistica di entrambi i parametri .
IDR03
E' i I rapporto fra fabbisogno idrico per popolazione fluttuante e fabbisogno
per popolazione residente . Dovrebbe, pi di ogni altro indicatore, tenere
conto de Il e punte di eff I uenza turi sU ce . Ri su I t.a di per s mo I to corre lato
con PERCAPIT .
IN VPOP
Inverso ,jella popolazione re siljent.e. 5i uti lizzata queste variebi le per
C OtTe'~gere quei re ~~r e ~; sori ct1e t enevano cont o della pop olazione , ossia che
ne erano influenzati . L'i nverso ,j i questo ., si a pure ,jebolmente , correlato
co n PERCAPIT poi ch . le f a~;c ia dernogrefi ca c on si den~t a si colloca nella
pane in i ziele ,jel le cositj,je tta "curve ed U" (II . grafico e pag, 4) .

234

TRBElLR 5

equazioni di regressione

PERe AP IT = 21 6:0Q 1 + 0 .678 DOT + 11 5034 INVPOP


(3 .51)

(7.47)

R-quodro

=O.f>34

R-quodro

=0.640

R-quodro

= 0 .582

(5 .88)

(0 .09)

f::E',/ENTUR = 58.539 + 255 .573 DOTUR

(:O::;TO

=0 .717

(5.95)

AUHf',/EN = 39.398 + 0.447 DOT + 104~'::f,5 INVPOP

(2 .67)

R-quodro

(7 .25)

= 22f, .631 + 0 .374 [IOT + 753f,9 IN'y'POP


(5 .18)

(4 .92)

235

RISUL T AT I DELLE REGRE::i::ilONI


Il modello della sResa
Le

regre~; si oni

effettuate hanno dato comp I essi vamente buoni ri su I tat i.

Il coefficiente di regressione maggiormente elevato e statisticamente pi


significativo stati o ottenuto, nella spiegazione della spesa procapite,
con le variabi li LUX, DOT ed INVPOP. I risultati sono riportati nella tabella
5 e mostrano valori di F molto elevati per tutti e tre i coefficienti ed un A
quadro corretto pari a 0.849.
Il modello risulta piuttosto esplicativo anche quando sia eliminttta le
variabile LUX, che in pratica misura il reddito per abitante. Il 't'alore di A
quadro pari a 0.717 ed anzi la significativit dei perametri rimestl
aumenta ancora.
L'equazione che uti lizza CA5E in luogo di DOl ottiene anch'essa buoni
risultati con un R quadro elevato (0.714) e significativit statistice pi
che accet tebi le.
Anche le misure dei consumi idropotebili hanno dato ottimi risultati
statistici, ma nella tab . 5 si sono riportate solo le equezioni eventi fra le
veriebi li indipendenti indicatori "diretti" del flusso turistico, queli
dotazione di posti-Ietto alberghieri o priyati, proprio al fine di esprimere
con ma~qi ore chi arezze I a re I azi one fra f enom.eno turi st i co e cresci te
delle variabi li finanziarie.
~

Il modello dell'entrata
Su I I ato de Il e entrate l'e I emento pi i nteressante da sottoporre
all'in,jagine, come gi6 detto, COt:titl.litO dalla autonomia finanziaria degli
Enti locali . I trasferimenti ~:t8teli infatti sono determinati in base alla
spese storica e CI parametri "obbieHivi " e pertanto gli amministratori sono
probatti Irnente pi intere~:s8ti a conoscere quali siano gli elementi
determinanti Iji quelle parte Ijelle entrate SUt:cettibi le di variare al
variare dei flussi turistici . [lui si considerata tale la somma dei titoli I
e III Ijelle entrate ., o ~: :::i8 quelle corri spondenti alle entrate tributarie ed
e>::t,r-etributerie. Fre le pr-ime in particolare l'INVlf1, l'imposta addizionale
~; ul c on~; umo Iji energie el ear-i ce e le t.assa rirrlozione rifiuti sembrano
e% ere Ijin:Jt at"nent.e COnn e%8 al fenorTl eno t.ur i ~: t. i c o.

236

Il modello uti liz2ato consitjera AUTREVEN, le entrate autonome procapHe,


ne I senso ora t;pi eqato, corne vari atri I e di pendente i n re lazione ancora
all'inverso della popolazione INVPOP e agli indic6tori turistici CASE e DOT.
I risultati ottenuti sono accettatri li sili piano della capacit di
8::;plicazione del rnodello (R=O .64 e 0.63) mentre la significatlvit dei
pararnetri statistici dell'intercetta non sufficiente. Ci significa che il
modello in grado di esprimere con chiarezza i I fenomeno e cio la
relazione fra entrate e dotazione di infrastrutture turistiche, ma non di
quantificarlo esattamente .
Neppure la veriebi le REVENTUR, che rappresenta la quota procapite delle
entrate comunali per INVI11, tassa rimozione rifiuti e addizionele sul
consumo di energia elettrica, ottiene risultati apprezzabllmente migliori,
salvo che si elimini la variabile INVPOP, che misura la popolazione
residente . In quest'ultimo caso DOT viene sostHuita con DOTUR e 11
coefficiente ,ji correlazione (semplice) pari 8 0.643 con umt
significativH statistica pi che accettabile.
La differenze fra PERCAPIT e REVENTUR, ossia il saldo fra spese correnti
procapHe e entrate direttamente legate al fenomeno turistico rappresenta
in questo caso i I costo sopportato dall'Ente che ospite i I flusso turistico
prima che intervengano trasferimenti dallo Stato. La presenza turistica,
come si visto, induce un aumento della spesa media procapite e in misura
minore delle voci ,ji entrate reppresentete da REVENTUR, causando un
potenziale deficit di bi lancio. La variabile ha preso 11 nome COSTO ed
risultata significativamente correlata con INVPOP e DOT (R-quadro =
0.583) . Non altrettanto avviene quando DOT viene sostituHa da CASE,
probabi Imente a causa dell 'incompletezza dei dati relativi a quest'ultima
variabile.

237

CONCLUSIONI
Le variabi li finanziarie 8t;arninate con~;entono, pur con tutte le cautele
,jol,lute alle esiguit del campione di controllo e II carattere previsionale
dei deti di bilancio utilizzati, di constetere l'esistenza di livelli procapite
di spesa corrente significativamente pi elevati nei Comuni turistici.
Le voci che sembrano pi delle altre concorrere a determinare questo
risultato sono quelle relative alle spese per i trasporti e la viabllit. Esse
sono dovl.Jte in larga misura alla necessit per quel tipo di Comuni di
tenere libera dalla neve una rete viaria che di solito anche di maggiori
dimensioni. Anche la manutenzione ordinaria della stessa, particolarmente
onerosa nelle zone di montagna a causa del clima, concorre all'aumento
de Il a spesa.
Si nota poi un sovradimensionamento generalizzato delle spese correnti,
caratterizzato de un'incidenza del costo per il personale sostanzialmente
omo~enee in termini percentuali sul totale di parte corrente.
Dal lato delle entrate si rileva un grado di autonomia impositiva maggiore
nei Comuni turistici rispetto agli altri, dovuta soprattutto all'INVIM e alla
tasse sulla rimozione rifiuti . Questo sembrerebbe indicare come l'aggravio
degli oneri finanzieri degli Enti destinazione di flussi turistici ricada in
parte elmeno sui soggetti stessi che animano quei flussi. Le maggiori
spese dei Comuni turistici ammontano a complessivi 5602
. milioni di
lire, pari a lire 340.156 per abitante, mentre le maggiori entrate tributarie
ed extra-tributarie sono pari a 4053 milioni di lire, ossia 251895 I1re
procepite . Questo significa che i I 74% delle maggiori spese coperto da
entrate che sono a loro volta in buona parte pagate dai soggetti stessi dei
flussi turistici .
Questi sono per i dati medi desunti dal campi one.
Quelt1,jo si voglia passare alle previsioni in base al metodo dell'analisi dei
determinanti esposto nel paragrtlfo precedente e si riducano pertanto le
voci ,ji entrata in modo tale che entrino nel modello solo quelle prevedibili
con lJn grado ,ji attendibi lit statistica sufficiente (non meno del 95%), si
,jeve constatare come i I fenomeno turistlco sia quasi certamente fonte
potenziale di deficit ,ji bi lancio.
La variabi le di misurazione delle entrate che t1a offerto i migliori risultati
si t-iferisce alla parte pi pesante delle entrate tributarie ed
exl.ratributarie., ed esclude i trasferimenti ,jallo 5t6to., attualmente
,ji~;tribuit.i in base elle ~;pes8 st.orica e ai cosi,j,jet.ti "criteri di riperto
obtti eHi vi ".
Le rnaggiore ::;pesa corrente ort~inElt8 ,jal fenorneno turistico, misurato
corn e nurnero ,ji po::;ti letto , pari ., ~:; econdo l 'equ8zione -:;t.i rnat8 , a 678 lire

238

per ogni posto letto e per ogni atdtante . Alj essa corrispondono maggiori
entrate (INVIM, 81jdizionale sul consumo di energia elettrica e tassa
rimozione rifiuti) per 303 lire., ~;ost8nzialrnente a carico dei turisti stessi.
L'equazione Iji stima dei deficit indica un disavanzo fra le due voci di 375
I i re per atd tante e per posto Ietto.
Di queste 144 potrebbero derivare dalle rimanenti voci delle entrate
tributarie ed extra-trit,utarie, e si potrebbero dunque considerare a carico
delle collettivit interessate anche se su questa previsione pesa quanto
detto a proposito della significativit del modello delle entrate.