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MONTAGNA

Febbraio 2005 n. 39

Sommario

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Editoriale. Il Giro aiuta la montagna. Non solo un evento sportivo Giro dItalia. Maggio 2005 con tre tappe spettacolari in Piemonte. Torna il ciclismo epico con la scalata al Colle delle Finestre Colle delle Finestre. Tre milioni di euro per la valorizzazione ambientale Telefonia mobile. Convenzione con Tim per migliorare la copertura del segnale Poste. Salvati 200 uffici di montagna, al via il rinnovo della convenzione tra Poste Italiane e Regione Piemonte Biomasse. Concluso il bando regionale, dodici i progetti finanziati. Cresce la filiera legno-energia in Piemonte Squadre forestali. Gestione manageriale del patrimonio boschivo Piemontesit. Compie 50 anni la Camerata corale La Grangia di Angelo Agazzani Antincendio. Aib piemontesi primi in Italia ad ottenere la cerificazione ambientale Incendi. Oltre la met risultano dolosi, ma i boschi continuano a crescere per labbandono di prati e coltivi Valle Mosso. La lezione delle alluvioni per rispettare e proteggere lambiente Paesaggio montano. Premiati i vincitori del secondo concorso regionale per la progettazione di qualit Guide alpine. Le montagne olimpiche di Cesana ospiteranno il Raduno nazionale Vini di montagna. A Cesana la Casa che custodisce le produzioni caratteristiche dellAlto Piemonte Antichi mobili. Lartigianato della Valle Varaita in una mostra fotografica itinerante

QUADERNI DELLA REGIONE PIEMONTE/MONTAGNA - N. 39


Bimestrale a cura dellassessorato alla Montagna della Regione Piemonte Direttore responsabile Roberto SALVIO - Direttore Cristina RICALDONE Redazione Corso Stati Uniti 21, 10128 Torino - Tel. 011/432.1631 - Fax 011/432.3451 assessorato.montagna@regione.piemonte.it Hanno collaborato a questa edizione: Francesca Angeleri, Paolo Bugnone, Barbara Camusso, Simona Tobia Aut. del Tribunale di Torino n. 4184 del 5.5.1990 - Stampa: Arti Grafiche Giacone (Chieri) Copertina - Il campionissimo Fausto Coppi, un mito del ciclismo mondiale

LEDITORIALE dellassessore regionale alla Montagna, Roberto Vaglio

Il Giro aiuta la montagna


NON SOLO UN EVENTO SPORTIVO

l Giro d'Italia evoca imprese sportive d'altri tempi. Atleti che giganteggiano nella storia dello sport moderno, percorsi di montagna che sono entrati nell'immaginario collettivo di folle di appassionati. Il Piemonte, che ospiter nel 2006 le Olimpiadi invernali e che gi ora alla ribalta dell'interesse sportivo mondiale, aveva il dovere di proporre una tappa epica, un itinerario affascinante ed aspro come le nostre montagne, un luogo legato alla nostra storia ed agli eventi olimpici, dove si determiner la classifica finale del Giro. Questo semplice ragionamento ha condotto Franco Blanc, vice sindaco di Usseaux in Val Chisone, a proporre la tappa del Colle delle Finestre, poi fortemente sostenuta presso gli organizzatori dal presidente della Regione Ghigo e dal nostro assessorato alla montagna. Una progres-

sione dai 500 metri di altitudine di Susa sino ai 2.200 del Colle delle Finestre, concentrati in un pugno di chilometri di strada in terra battuta e la discesa, a precipizio su Pourrieres, per poi riarrampicarsi fino ai 2.000 metri di Sestriere. L'antica strada militare che collega le Valli della Dora e del Chisone ritorna cos prepotentemente all'attenzione con il patrimonio di cultura, storia e di tradizioni che le propria. Su quei monti 249 anni prima combatterono i soldati del Piemonte vittoriosi sulle truppe francesi del generale Belisle nella battaglia dell'Assietta. Un piccolo numero di uomini eroici che sulle trincee obbedirono all'ordine di non muoversi e meritarono cos il glorioso soprannome, che da allora fregia noi piemontesi: "bogiann!". Quei colli videro il "glorioso rimpatrio" dei valdesi dall'esilio svizzero,

costituirono le vie di collegamento tra le valli del regno di Cozio e tra i territori governati dagli Escartons. Quanta storia! I campi del Pian dell'Alpe, che fino all'anteguerra biondeggiavano di segale matura. I pascoli grassi del versante meanese con il loro carico di vacche e quelli magri dal Colle della Vecchia fino al Gran Serin. E le greggi di pecore e capre, le malghe dove anche d'estate i camini fumano per riscaldare la cagliata. Sono la nostra tradizione agroalimentare, quella che ha consentito la sopravvivenza di tante generazioni di nostri progenitori e la lenta sedimentazione dell'antica cultura alpina. Ecco cosa rappresenta, per noi "montanari", questa tappa del Giro d'Italia. Altri vedranno solo paesaggi emozionanti, valli stupende e il magnifico gesto atletico. Io invece vedr Elda Venturino, che da sempre sale al suo alpeggio percorrendo quotidianamente chilometri di strada disastrata, che con suo marito Ignazio alle Finestre ha allevato Angela e Silvio, ha prodotto il formaggio che poi avrebbe venduto nei mercati della Valle di Susa. Elda, che quando incontro in inverno, in bassa valle, mi dice: "Non vedo l'ora che arrivi maggio per tornare su". E sua figlia Angela che presto si sposer perch " finalmente ho trovato un marito che mi consentir di passare primavera, estate e autunno all'alpeggio. Perch l che voglio far crescere i miei futuri figli". Vedr i volti di chi lavora sulle nostre Alpi, nella convinzione che gli eventi sportivi olimpici, i lavori di messa in sicurezza della strada del Colle delle Finestre, l'impegno di tutti gli amministratori per consentire il passaggio della carovana del Giro d'Italia rappresentano il giusto riconoscimento alle loro scelte di vita per far vivere la montagna.
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Quaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA 4 Febbraio 2005

CICLISMO E MONTAGNE GIRO DITALIA OLIMPICHE


Maggio 2005 con tre appuntamenti spettacolari in Piemonte. Tappone terribile sullo sterrato del Colle delle Finestre
'88 Giro ciclistico d'Italia torna in Piemonte con tre tappe di prestigio che segneranno la classifica finale. Spettacolo epico e di folla assicurato per la tappa di sabato 28 maggio, la Savigliano-Sestriere di 190 km nel cuore delle valli che ospiteranno le Olimpiadi invernali del 2006. Gioved 26 maggio la tappa VarazzeLimone Piemonte (194 km), in cima al Colle di Tenda al confine con la Francia. In partenza il Cadibona, poi da Borgo San Dalmazzo tormento per chi non ama le salite. Dalla strada per il Colle della Maddalena si svolta per la Madonna del Colletto, di nuovo a Borgo San Dalmazzo poi a Boves per il Colletto del Moro dal quale si scende a Robilante per salire a Limone Piemonte e poi affrontare il Colle di Tenda (ultimi 6 km con pendenza media dell'11%) che il Giro non ha mai percorso. Una salita cara a Fausto Coppi e ai suoi

oneri di militare. Nel 1942 il "campionissimo" faceva la spola da Limone Piemonte al Colle di Tenda come portaordini in bicicletta. La cronometro di venerd 27 maggio, cara ai passisti che avranno salvato la gamba, prevede la partenza da Chieri, la salita di Superga dopo 8 km (con 6 di ascesa) prima di tornare a Torino da Pino e concludere la fatica in pieno centro dopo 31 km. Si celebrano le Olimpiadi invernali del 2006, come il giorno dopo, quando gli scalatori potranno volgere a loro favore la classifica: la 19^ tappa, da Savigliano a Sestriere (190 km) piana sino a Pinerolo, poi sale sino a Sestriere, primo transito, per poi scendere a Cesana e a Susa. Di qui, con punte del 14%, si va a Meana da dove inizia l'ascesa al Colle delle Finestre (2.178 metri). Dapprima 10 km bitumati, poi gli ultimi 8,5 di strada bianca con pendenza media del 9,2 %. Si ridiscende alla statale in locali-

t Pourrires per poi risalire verso il traguardo, posto ai 2.034 metri di Sestriere. Passerella conclusiva il 29 maggio con la Cassano-Milano: 121 km in linea, con il circuito finale, nel centro di Milano tenuto a battesimo lo scorso anno. Striscione di arrivo posto in Corso Venezia, all'altezza di via Palestro, al termine di 3.465,650 chilometri. Il primo Giro d'Italia part il 13 maggio 1909 alle 2.53 del mattino dal rond di Loreto a Milano. Le tappe furono 8, per un totale di 2.448 chilometri con 127 concorrenti, dei quali solo 49 giunsero a Milano. Il montepremi del primo Giro era di 25mila lire. Luigi Ganna, il primo vincitore, guadagn 5.325 lire, l'ultimo classificato 300 lire. Niente male visto che lo stipendio di Armando Cougnet, direttore del Giro (oltre che amministratore della Gazzetta dello Sport e caporedattore della rubrica ciclismo) ammontava a 120 lire mensili.
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a Regione Piemonte ha stanziato, nel programma triennale 20042006, 1 milione e 600mila euro per la sistemazione del tratto stradale in salita sul territorio di Meana di Susa. Nel complesso sul comprensorio montano tra i comuni di Meana (Valle di Susa) e Usseaux (Val Chisone), tra fondi per opere connesse a Torino 2006 e intervento finanziario diretto della Regione, si raggiunge un investimento di circa 3 milioni di euro per fondo stradale e ripristino di muretti di contenimento. Le risorse finanziarie sono state date in gestione alla Provincia di Torino che sta provvedendo alla realizzazione delle opere. L'intervento interessa infatti le strade provinciali 172 e 173 Una prima tranche di 1 milione e 549 euro (dalle opere connesse alle Olimpiadi) sar impiegata per la sistemazione delle Sp 172 e 173 da Meana a Pian dell'Alpe, compreso il trattamento dello sterrato. I restanti 1,6 milioni (fondi regionali) andranno in valorizzazione del territorio situato all'interno dei parchi naturali dell'Orsiera Rocciavr e del Gran Bosco. Gli altri 400mila euro, salvo integrazione

Oltre tre milioni di euro stanziati dal che prevede miglioramenti stradali e

La tappa al C occasione di
con stanziamenti futuri, serviranno per costruire le cinque porte che regoleranno l'ingresso al territorio, con attrezzature esterne e strutture informative e tre di queste con casetta per i servizi, personale di controllo e vendita di prodotti tipici, per la segnaletica lungo il percorso, la stampa di depliant in diverse lingue, le pubblicazioni promozionali su riviste specializzate e la realizzazione di un sito internet. Il progetto di valorizzazione dell'area stato condiviso dalla Comunit montana Valli Chisone e Germanasca, i Parchi Orsiera Rocciavr e Gran Bosco di Salbertrand, i Comuni dell'Alta Val Chisone e dell'Alta Valle di Susa interessati dalle strade, che concordano sulla necessit di una serie di azioni che contribuiscano ad avviare processi di valorizzazione dell'area, di sviluppo integrato dei servizi turistici, sportivi e culturali nel rispetto del prezioso patrimonio naturalistico.

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I grafici con le altimetrie delle tre tappe piemontesi dell88 Giro dItalia previste dal 26 al 28 maggio 2005

lla Regione Piemonte per un progetto di valorizzazione e attrezzature per un turismo che rispetti lambiente

Colle delle Finestre i rilancio dellarea

Allo studio anche la regolamentazione del traffico dei mezzi a motore con la realizzazione di cinque porte di ingresso e aree attrezzate per i turisti

La strada sterrata che dalla Valle di Susa conduce in Val Chisone attraverso il Colle delle Finestre, sullo sfondo il monte Rocciamelone. In basso a sinistra, Damiano Cunego, vincitore del Giro dItalia 2004 e tra i favoriti anche questanno

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CONVENZIONE CON TIM TELEFONIA MOBILE PER GLI IMPIANTI MONTANI

'assessore alla Montagna della Regione Piemonte Roberto Vaglio e il responsabile della ReteNord-Ovest della Tim, Orazio Baiona, hanno sottoscritto l11 gennaio scorso una Convenzione per la realizzazione di impianti di rete radio mobile a basso impatto ambientale nei territori montani. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia, una sperimentazione che impegna Tim, in accordo con la politica perseguita in questi anni dalla Regione Piemonte caratterizzata da forti investimenti nelle aree di montagna tesi a fermarne lo spopolamento e ad accrescerne la competitivit, a garantire alle realt montane un potenziamento del proprio servizio di rete mobile realizzando degli impianti a basso impatto ambientale. Il progetto nato dall'esigenza di coprire, con il servizio di telefonia mobile, determinate aree di montagna particolarmente disagiate e caratterizzate da una bassa densit abitativa. Si tratta, generalmente, di zone del territorio montano la cui complessit orografica rende difficoltosa la progettazione della rete radiomobile e dove la resa degli impianti non sempre ottimale rispetto alle esigenze manifestate dalla popolazione residente. Territori interessati

Lassessorato alla montagna stipula un accordo per favorire lampliamento del segnale per i telefonini. La societ telefonica concorder con le Comunit montane le priorit di intervento a basso impatto ambientale
dalla costante presenza di pendolari e turisti per i quali la mancanza del segnale pu provocare gravi disagi, soprattutto in riferimento all'aspetto della sicurezza in montagna. Un primo esempio di sperimentazione pilota a basso impatto ambientale stato realizzato nel Comune di Brosso, in Valchiusella, dove la zona che ospita la piscina comunale e i locali pubblici maggiormente frequentati non era coperta dal segnale. Il protocollo d'intesa, stipulato dall'assessorato alla Montagna e dalla direzione Rete Nord-Ovest della Tim, consente di individuare un modus operandi trasparente ed efficace. La Tim far fronte a precise richieste segnalate dalle pubbliche amministrazioni, che verranno preventivamente vagliate da un gruppo di lavoro composto da 4 presidenti di Comunit montana a ci incaricati dalla confeImmagini del comune di Brosso, in Valchiusella dove stata condotta una prima sperimentazione

renza dei presidenti - Claudio Bertalot, Alessandro Barbero, Giorgio Ferraris e Aldo Perotti-, funzionari regionali e esperti della Tim. Il gruppo individuer i casi prioritari, favorendo la concertazione con le Comunit montane e i Comuni, in modo che l'individuazione dei siti di localizzazione degli impianti sia adeguata alle esigenze di tutela del paesaggio e garantisca l'efficacia della copertura di rete insieme ad uno snellimento delle procedure autorizzative. Ancora in considerazione del limitato traffico sostenuto da simili impianti, l'accordo favorisce la stipula dei contratti di locazione con le pubbliche amministrazioni a costi particolarmente contenuti.
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SALVATI 200 POSTE ITALIANE UFFICI POSTALI


a convenzione La convenzione del 1999 tra Regione Piemonte e con lassessorato alla montagna Poste italiane di cin- ha scongiurato la chiusura que anni fa ha evita- nei piccoli paesi. to che il piano di riorganizzazione di Ripartiti gli incontri Poste italiane con- per rinnovarla per altri 5 anni ducesse alla chiusura di oltre 200 uffici postali collocati nei piccoli paesi di montagna del Piemonte. Ora si tratta di sviluppare quell'accordo, renderlo ancora pi efficace per la qualit del servizio e confermarlo per altri cinque anni". E' quanto ha dichiarato l'assessore regionale alla montagna Roberto Vaglio nel corso dell'incontro con i dirigenti piemontesi di Poste italiane, una delegazione di presidenti delle 48 Comunit montane piemontesi e il vice presidente Uncem (Unione nazionale comunit montane), Luigi Airoldi. L'incontro fa ripartire il tavolo di lavoro con l'obiettivo di rinnovare la convenzione, in scadenza nel prossimo mese di aprile, per altri cinque anni. L'accordo tra Regione Piemonte e Poste Italiane del 1999 ha consentito il mantenimento di un ufficio postale in tutti i comuni montani piemontesi e garantito all'azienda il raggiungimento degli obiettivi economici lega- Decisiva la creazione della figura delloperatore postale polivalente, ti al contenimento della spesa. Deci- loperatore al quale sono affidati sia le operazioni di sportello siva stata la creazione della figura sia quelle di recapito e servizio a domicilio dell'operatore postale polivalente, cio dell'operatore al quale sono affidati sia le operazioni di sportello sia ti, rimborsi ed altro erogati dagli enti ne, ciascuna Comunit montana e la quelle di recapito e servizio a domi- locali; la consegna a domicilio della competente filiale di Poste Italiane scheda elettorale; la consegna a do- possono definire accordi operativi cilio. I servizi offerti da Poste Italiane agli micilio di referti sanitari e medici; il cui partecipano comuni ed eventuali enti locali previsti dall'attuale conve- servizio notifiche; il servizio di co- altri enti locali interessati, nei quali zione sono la riscossione tributi loca- municazione e promozione presso gli vengono definiti i servizi che ciascun li e/o fatturazione dei servizi locali; il uffici postali. soggetto si impegna ad affidare a Popagamento ai beneficiari di contribu- In base ai contenuti della convenzio- ste italiane.

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Le immagini riguardano limpianto di consumo di biomasse forestali di Trivero in provincia di Biella. Sono 17 le richieste di contributi pervenute per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica

CONCLUSO IL BANDO REGIO CENTRI DI CONSUMO BIO DODICI I PROGETTI FINANZIAT


ono 17 le richieste di contributo per la realizzazione di centri di consumo di biomasse forestali per la produzione di energia, pervenute all'assessorato regionale alla montagna: dodici di queste sono state accolte. Un numero contenuto, ma sufficiente a superare ampiamente le somme disponibili nel bando: 4,8 milioni di euro la disponibilit contro 11,6 di richieste. Le domande sono distribuite sul territorio regionale con una particolare concentrazione nel Canavese (Torino) che, anche in considerazione degli impianti gi esistenti, si avvia a divenire il maggiore polo regionale per la filiera legno-energia. Spicca invece l'assenza di domande nel Piemonte orientale (con l'eccezione del Vco): nessuna domanda dalle province di Asti, Alessandria, Biella e Vercelli. Dopo una ricognizione degli impegni e delle previsioni di spesa sulle altre azioni comprese nella misura I del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), l'assessorato ha deciso di incrementare il budget a disposizione

Le domande si concentrano in particolare nel Canavese, che si avvia a diventare il maggior polo della filiera legno-energia. Limpegno finanziario dellassessorato alla montagna raggiunge 5,6 milioni di euro
dell'azione I.4.d fino a 5,64 ml di euro e finanziare cos - prevedendo una capacit di spesa dell'85% delle somme impegnate - tutte e 12 le domande che hanno superato la fase di istruttoria preliminare. Gli elenchi sono consultabili sul sito della Regione Piemonte, sulle pagine dell'assessorato dedicate alle misure forestali del PSR: http://www.regione.piemonte.it/m ontagna/montagna/rurale/az_i4d.h tm Per biomassa s'intende una gran quantit di materiali eterogenei con matrice organica. Le pi importanti tipologie di biomassa di interesse forestale sono costituite dai residui selvicolturali, scarti dellindustria di trasformazione del legno (trucioli, segatura) e il prodotto delle colture da biomassa (short rotation forestry-srf). Gli interventi ammissibili devono prevedere la realizzazione contestuale e coordinata di impianti per la produzione di energia da biomassa e piani di gestione forestale di boschi da cui si preleva il combustibile per l'impianto. In riferimento alle 12 domande costituenti l'elenco dei beneficiari del contributo interessante rilevare alcuni aspetti tecnici: - l'incremento complessivo di potenza che si verr a creare pari a 18,5 MW (megawatt), sommando il potenziamento degli impianti esistenti (3,9 MW) e le nuove installazioni (assolutamente prevalenti con ben 14,6 MW); - sono previste 4 diverse tipologie
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Dati riferiti alle domande pervenute Dati riferiti alle domande istruite Importo Importo Importo investimenti Importo Numero contributo Numero investimenti dopo Importo spesa Province previsti in domanda contributo domande richiesto in domande istruttoria ammessa () () concedibile () domanda () preliminare () AL e AT 0 0 0 0 0 0 BI e VC 0 0 0 0 0 0 NO e VB 4 7.511.498,00 2.888.472,10 3 5.308.036,96 2.908.036,96 1.344.429,63 TO 9 13.237.085,09 6.099.268,70 7 9.977.686,02 9.355.353,00 4.535.863,80 CN 4 8.607.616,00 2.665.600,00 2 1.790.474,70 1.790.474,70 760.000,00 PIEMONTE 17 29.356.199,09 11.653.340,80 12 17.076.197,68 14.053.864,66 6.640.293,43 DISPONIBILITA' indicata nel bando DISPONIBILITA' aumentata con la Determinazione di approvazione degli elenchi dei beneficiari 4.800.000,00 5.640.000,00

Tipologie degli interventi


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ONALE OMASSE TI

Ampliamento rete teleriscaldamento Nuovi impianti con teleriscaldamento Nuovi impianti singoli Cogenerazione (gas + biomasse)
di interventi con netta prevalenza degli impianti termici con rete di teleriscaldamento. Positive sono inoltre le intenzioni di associare alla produzione di calore la cogenerazione di energia elettrica (generata per anche attraverso l'utilizzo di gas): esse dimostrano la maturazione imprenditoriale delle pubbliche amministrazioni locali; - per le ricadute stimate sul sistema forestale piemontese si prevede un consumo annuale di biomassa superiore a 55.000 mc steri di cippato. Di questa il 50% (quindi ben oltre il requisito minimo richiesto del 30%), proverr direttamente da boschi locali. Questa quantit corrisponde a circa 8.500 mc di legname che, a loro volta, corrispondono a quasi 350 ha di interventi selvicolturali all'anno (stimando un prelievo medio di biomassa destinabile a scopi energetici di quasi 25 mc / ha). Si tratta di superfici ancora modeste rispetto all'estensione della copertura forestale piemontese, ma sicuramente significative nell'at-

Nella tabella le domande pervenute e gli importi di spesa. A fianco, le tipologie degli interventi

tuale modesta, discontinua e saltuaria situazione gestionale. Un ultimo aspetto che emerge dall'esame delle domande di contributo risultate ammissibili, molto significativo dal punto di vista forestale, riguarda l'entit delle superfici boschive che verranno sottoposte ad un Piano Forestale Aziendale (PFA). Si tratta di superfici di una certa importanza che saranno sottoposte ad una gestione attiva per un periodo minimo di 5 anni. Si pu dunque affermare che, per quanto riguarda le finalit del bando attese dall'assessorato, le prospettive di realizzazione e consolidamento di una forte filiera foresta-legno-energia in Piemonte sono senza dubbio positive. Restano solo le preoccupazioni in merito al rispetto degli ormai ristretti tempi di realizzazione: le regole del PSR ne stabiliscono improrogabilmente la conclusione entro la met del 2006.
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Produzione del legno e salvaguardia dellambiente, limitazione dellinquinamento atmosferico, conservazione delle biodiversit e qualificazione del paesaggio

Sviluppare lenergia rinnovabile per valorizzare la selvicoltura


di MARCO CORGNATI

i boschi sono richiesti in modo sempre pi pressante una contemporaneit di funzioni molto diverse fra loro: - la produzione di legno: materia prima rinnovabile, sempre pi apprezzata soprattutto nelle costruzioni e nell'arredamento; - la salvaguardia della salubrit dell'aria: si pensi anche solo ai recenti provvedimenti di limitazione al traffico volti al contenimento dei sempre maggiori livelli di inquinamento, e delle acque con la riduzione della contaminazione delle falde grazie all'azione filtro esercitata dai filari arborei posti lungo i corsi d'acqua di pianura nei confronti dei nitrati provenienti dalle confinanti aree agricole; - la limitazione degli effetti di inquinamento atmosferico a livello planetario: diminuzione dell'effetto-serra grazie all'azione di sottrazione e stoccaggio dei gas-serra; - la protezione idrogeologica del territorio: limitazione dell'erosione, assorbimento delle precipitazioni e diminuzione dei tempi di scorriBENEFICIARIO 1 Associazione Val Grande Foreste 2 Comunit Montana Cusio Mottarone 3 Comune di Cuorgn 4 Consorzio ASA 5 Comunit montana Bassa Val di Susa 6 Comune di Ormea 7 Comune di Vico Canavese 8 Comunit montana Val Pellice 9 Comune di Rivarolo Canavese 10 Comune di Nebbiuno 11 Comune di Rocca Canavese 12 Condominio "I carpini" TOTALI AMMESSI

Legno sempre pi apprezzato per il settore delle costruzioni e dellarredamento. In montagna i boschi coprono pi della met dellintera superficie territoriale
mento verso valle, etc.; - conservazione della biodiversit: le foreste sono gli habitat con i maggiori livelli di biodiversit, rappresentano un prezioso serbatoio di risorse genetiche in un momento storico in cui gli interessi unilaterali dell'economia portano alla proposta di utilizzo, in vari campi, di organismi geneticamente modificati (Ogm); - la qualificazione del paesaggio: si pensi alla sua importanza in un Piemonte sempre pi orientato verso lo sviluppo di questo particolare settore del terziario e tanto pi in occasione delle prossime Olimpiadi invernali, che si terranno proprio in ambiente montano dove i boschi coprono oltre la met del territorio. Mettendo in relazione le funzioni
COMUNE Cambiasca Omegna Cuorgn Castellamonte Bussoleno Ormea Vico Canavese Torre Pellice Rivarolo Canavese Nebbiuno Rocca Canavese Verzuolo

attese con la variabilit degli ecosistemi forestali e la complessit geografica e socioeconomica del territorio si comprende il ruolo fondamentale che i tecnici forestali e la selvicoltura devono assolvere: far s che in ogni luogo e in ogni momento i boschi diano la migliore soddisfazione alle aspettative delle comunit locali e di quelle lontane. E' cio la selvicoltura che fa da tramite fra la natura e l'uomo, che consente l'esplicazione piena delle funzioni attese dagli ecosistemi forestali assicurandone contemporaneamente la conservazione e la ripetibilit nel tempo.
CONTRIBUTO 750.000,00 189.917,00 720.000,00 650.000,00 499.778,15 660.000,00 720.000,00 676.085,65 720.000,00 404.512,63 550.000,00 100.000,00 6.640.293,43 POTENZA KW 2.000 1.200 1.600 1.000 1.000 2.895 1.600 2.800 1.600 800 1.200 800 18.495

PROVINCIA SPESA AMMESSA VCO VCO TO TO TO CN TO TO TO NO TO CN 1.500.000,00 509.120,00 1.500.000,00 1.358.577,24 999.556,30 1.473.674,70 1.493.944,31 1.352.171,30 1.500.000,00 898.916,96 1.151.103,85 316.800,00 14.053.864,66

INT

Teleriscaldamento + Teleriscaldamento Teleriscaldamento Ampliamento rete t Impianti singoli Ampliamento rete t Teleriscaldamento Teleriscaldamento Teleriscaldamento Teleriscaldamento Teleriscaldamento Impianto singolo

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Il progetto presentato dallAssociazione forestale del Piemonte al primo posto della graduatoria del Bando regionale

Un particolare dellimpianto di trasformazione delle biomasse per la produzione di energia di Trivero, in provincia di Biella. In basso la graduatoria dei progetti ammessi

Energia elettrica e calore dai boschi della Valgrande

TERVENTO

+ cogenerazione a gas

teleriscaldamento

teleriscaldamento

'Associazione forestale del Piemonte ha presentato alla Regione Piemonte un progetto per la realizzazione di un sistema di produzione di energia elettrica e calore per l'Associazione Valgrande foreste. L'iniziativa si inquadra nel contesto di valorizzazione delle risorse energetiche locali che sta portando avanti il Centro di cultura per lo sviluppo dell'Ossola, individuato dal ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, al fine di raccogliere proposte operative da presentare alla Commissione europea per ottenere il finanziamento di progetti dimostrativi. Le linee guida del progetto pilota sono state elaborate dall'Enea - Grande progetto idrogeno e celle a combustibile. Il progetto intende realizzare i seguenti obiettivi: - valorizzazione delle risorse delle quali dispongono le comunit montane, circoscritte in genere al patrimonio forestale, nella prospettiva di poterne migliorare le condizioni socio economiche e nel rispetto della funzione di salvaguardia che le strutture forestali montane assumono nei confronti dei territori a valle; - costruzione di una metodologia di intervento finalizzata al "restauro" della funzionalit del territorio (modello di riferimento) che, validata nel sito progettuale, sia applicabile nella pluralit dei contesti montani. - ricerca di una soluzione tecnologica che assolva in un unico contesto agli obblighi posti dalla legge elettrica relativamente alle energie rinnovabili da associare all'uso delle fonti fossili nella produzione di energia elettrica. In particolare sar verificata l'applicabilit in questo contesto della cocombustione fra metano e syn-gas ottenuto attraverso dispositivi semplici di gassificazione di biomasse. Di seguito sono indicate in sintesi gli elementi ed i fattori che costituiscono il progetto in termini disaggregati. I prodotti definibili come software sono: - il piano di riassetto territoriale e dell'uso del bosco; - lo studio di un sistema di trasporto congruente con le necessit di minimizzare i costi energetici ed ambientali dovuti al trasporto ed in genere alla movimentazione delle biomasse; - il progetto di pellettizzazione mobile e quello di pirolizzazione. I dispositivi hardware che saranno sviluppati sono: - laboratorio di pirolisi da 10-40 litri; - dispositivo di gasificazione delle biomasse congruente con il sistema tecnologico che impiegher metano e gas di sintesi (sar adottato un motore a combustione interna le cui specifiche saranno individuate nel corso dei primi mesi di svolgimento del progetto); - progettazione e costruzione (acquisizione) di un dispositivo in scala reale da collocare nel sito di applicazione del progetto. La taglia dell'impianto sar congruente con il dimensionamento dell'impianto di teleriscaldamento al quale dovr far riferimento.
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di CINZIA PICCIONI e MARCO RAVIGLIONE

onsiderando la cura del territorio montano un'efficace strumento di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e il conseguente rischio alluvionale in pianura, il Settore gestione propriet forestali regionali e vivaistiche, attraverso le squadre dei propri operai, sta intensificando l'attivit di recupero ambientale successiva agli eventi alluvionali ma, soprattutto, programmare e rendere costante un'azione di prevenzione sui dissesti del territorio. In un'area che, non essendo abitata, viene presa in minore considerazione per la realizzazione di opere di sistemazione (che vengono invece effettuate in grande quantit sul fondovalle, dove hanno spesso lo scopo di controllare gli effetti dei fenomeni che si sono innescati in montagna), diventano necessari gli interventi che possono essere realizzati dalle squadre forestali regionali. Con l'obiettivo di approfondire la conoscenza delle attivit che le squadre forestali regionali svolgono da anni sul territorio, sono stati organizzati in novembre alcuni incontri con gli amministratori dei territori montani e collinari, dai quali emerso che il lavoro svolto dalle squadre forestali in questi anni stato molto apprezzato. Quest'opera di divulgazione e di confronto risulta fondamentale per impostare una migliore sinergia con chi conosce in modo approfondito il territorio, allo scopo di integrare i bisogni e le conoscenze della popolazione con le professionalit delle squadre forestali operanti in loco, per il miglioramento della regione montana e collinare. Proseguir quindi, anche nel 2005, l'azione delle squadre finalizzata agli interventi di manutenzione ambientale riguardanti quelli che vengono definiti "interventi di ricucitura" del territorio e cio: - sistemazione di piccole frane e opere di sostegno alle infrastrutture attraverso le tecniche dell'ingegneria naturalistica; - manutenzione di piste forestali e di

LA MANUTENZIONE SQUADRE F0RES CON UNA GESTIONE


Il Settore gestione propriet forestali ha sede a Vercell. Vi lavorano 565 operai organizzati in 87 squadre
servizio agli alpeggi; - ripristino del regolare deflusso delle acque mediante il taglio e l'allontanamento in zona di sicurezza della vegetazione invadente gli alvei. A questo proposito sono state inviate alle Comunit montane e alle Comunit collinari delle specifiche tabelle per l'indicazione dei lavori da effettuare in economia sul proprio territorio. Sulla base delle tabelle compilate, i direttori lavori procederanno ad una puntuale programmazione e progettazione degli interventi che le squadre di operai forestali eseguiranno durante il corso dell'anno. TECNICHE Gli interventi di manutenzione vengono effettuati utilizzando, per quanto possibile, le tecniche dell'ingegne-

ria naturalistica, per l'apprendimento delle quali gli operai vengono specificatamente formati. Il principio dell'ingegneria naturalistica quello di creare delle strutture con materiale rinnovabile (ad es. legno) che fungano da supporto affinch sia la natura
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Quaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA

Gli interventi di manutenzione hanno via via sostituito i rimboschimenti: i boschi del Piemonte avanzano spontaneamente a discapito di prati e pascoli inutilizzati

AMBIENTALE STALI REGIONALI E MANAGERIALE


con un impatto visivo e naturalistico sicuramente molto gradevole senza che venga in ogni caso compromessa la stabilit delle opere stesse. E' importante ricordare che la manutenzione e il ripristino di piste e sentieri con tecniche che tutelano l'ambiente, oltre che permettere il mantenimento delle attivit ancora presenti in montagna, contribuiscono a valorizzare il territorio anche dal punto di vista paesaggistico, che la base per lo sviluppo del turismo. I sentieri vengono ricostruiti e messi in sicurezza tramite parapetti, attraversamenti e sistemazione delle frane; i boschi curati, i rii ripuliti dalla vegetazione. LA GESTIONE Il Settore gestione propriet forestali regionali e vivaistiche, individuato quale struttura competente alla gestione degli operai forestali regionali, ha sede a Vercelli con uffici territoriali ad Alessandria, Biella, Cuneo, Domodossola, Torino e Verbania. Sul territorio regionale lavorano attualmente 565 operai forestali (di cui

stessa a ripristinare la stabilit del suolo (ad es. con l'insediamento della vegetazione). Attraverso questa metodologia vengono effettuate sistemazioni di versanti in frana e di sponde torrentizie utilizzando, se disponibile, materiale reperito in loco
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377 a tempo determinato), suddivisi in 87 squadre e gestiti da 17 direttori dei lavori, dipendenti del Settore. Le attivit sono diverse e possono variare in relazione alle esigenze del territorio. Infatti, ad esempio, gli interventi di manutenzione hanno sostituito negli ultimi anni quasi completamente gli interventi di rimboschimento, considerato che il bosco sta gi avanzando spontaneamente a discapito di prati e pascoli inutilizzati. Le attivit principali del Settore possono essere riassunte in: - interventi di manutenzione ambientale per la sistemazione, ad esempio, di piccoli dissesti; - interventi di ingegneria naturalistica; - ripristino di sentieri e mulattiere con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria o di riapertura di vecchi sentieri non pi utilizzati; - manutenzione ordinaria e straordinaria di piste forestali e di accesso agli alpeggi; - interventi di manutenzione delle fasce di vegetazione riparia dei corsi d'acqua, per il ripristino del regolare deflusso delle acque, attraverso il controllo della vegetazione sulle sponde dell'alveo e accatastamento del materiale di risulta in zona di sicurezza; - interventi di vario tipo (decespugliamento, manutenzione aree verdi, ecc.); - manutenzione degli alpeggi tramite interven15

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Larea montana-collinare rappresenta il 67% della superficie regionale

ti di ristrutturazione; - gestione e coltivazione dei tre vivai in attivit sul territorio regionale (Albano V.se, Chiusa Pesio, Fenestrelle); - gestione delle propriet regionali attraverso la cura dei boschi, dei pascoli e delle strutture di alpeggio; - ricostituzione boschiva, diradamento, cure colturali, ecc. Dal 2003 tutta l'attivit connessa al lavoro delle squadre forestali soggetta ad un vero e proprio controllo di gestione di tipo aziendale, per cui ogni intervento viene caratterizzato, in fase progettuale, da preventivi di spesa e di impiego di ore lavoro e, in fase di ultimazione lavori, da consuntivi sugli effettivi costi sostenuti. Inoltre vengono raccolti in modo organico i dati relativi alle tipologie e alle dimensioni degli interventi effettuati. A conferma di quanto si diceva in precedenza l'estensione degli interventi forestali diminuita nel 2004 a favore dell'estensione degli interventi di manutenzione di piste e sentieri. Anche per quanto riguarda il numero per tipo di interventi si registra una diminuzione di circa il 40% degli interventi forestali mentre sono aumentati i lavori di manutenzione di piste e sentieri e gli interventi di vario tipo, tra cui sono ricompresi gli interventi di ingegneria naturalistica per sistemazioni varie. La diminuzione degli interventi sui rii minori, in estensione e numero, che si registrata nel 2004 rispetto al 2003, non indice di minore attenzione al problema ma pu essere giustificata dal fatto che nella maggior parte del Piemonte la manutenzione dei rii viene effettuata ormai da anni su un numero considerevole di torrenti per cui non si opera pi in condizioni di emergenza ma di ordinaria manutenzione. Per il 2005 saranno ancora considerati prioritari gli interventi di manutenzione ambientale: ripristino sentieri, mulattiere, piste, sistemazione piccoli dissesti e manutenzione delle fasce di vegetazione riparia dei corsi d'acqua.
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Territori fragili e rischio alluvionale in pianura


SQUADRE FORESTALI REGIONE PIEMONTE - INTERVENTI

Gli interventi delle Squadre forestali sul territorio piemontese

2003 Interventi forestali ha Interventi rii minori ml Manutenzione piste e sentieri ml Manutenzione piste ml Manutenzione sentieri ml Altri interventi ha 580,93 277.400 1.354.900 * * *

2004 271 220.230 * 963.280 965.176 239

l territorio piemontese suddiviso morfologicamente in area montana (11.280 Kmq - 44%) costituita dalle Alpi occidentali e Appennino; area collinare (5.650 km2 - 23%), che occupa la parte sud-orientale del territorio; pianura (9.900 kmq - 33%), che occupa una zona compresa tra il piede delle Alpi e le colline del Monferrato e delle Langhe. (dati Iffi dell'Arpa Piemonte). L'area montana-collinare rappresenta quindi la maggior parte della regione con circa il 67% dell'intera superficie. Questa parte del territorio caratterizzata da una fragilit intrinseca derivante dalla situazione geomorfologica. Le aree montane e collinari sono predisposte a fenomeni di instabilit che si innescano durante gli eventi alluvionali, riconducibili soprattutto a frane per scivolamento della coltre detritica superficiale, che si possono incanalare lungo gli alvei ed evolvere in colamenti rapidi di detrito (debris-flow) provocando seri danni alle aree antropizzate del fondovalle. Tra gli eventi pi disastrosi che hanno colpito gravemente la parte montana e collinare del territorio ricordiamo quelli del 1994 in Alta Langa e Valsesia, del 2000 in Alta Valle Orco e Soana e recentemente del 2002 in Alta Valle Cervo e nel cuneese. Deterioramento del territorio conseguente allo spopolamento delle alte valli: un tempo infatti le popolazioni che abitavano le nostre montagne svolgevano un'importante azione di prevenzione attraverso la cura costante del territorio in cui vivevano. Attualmente si verifica uno stato di abbandono che si evidenzia lungo i sentieri e le piste, danneggiate dall'invasione della vegetazione o dalle frane, e lungo gli alvei occupati da materiale vegetale.

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CULTURA PIEMONTESE CORALE LA GRANGIA NEL CANTO POPOLARE


di FRANCESCA ANGELERI

a Camerata corale La Grangia un gruppo di studiosi del canto popolare piemontese che, da cinquant'anni, esporta la cultura popolare della nostra regione nel mondo. Attualmente il coro, completamente maschile, composto da 27 elementi, uomini di tutte le et e di tutte le professioni che ripropongono le canzoni delle loro terre. La Grangia, il cui nome deriva dall'appellativo dato alle baite alpine dai pastori piemontesi, ha inciso dischi per le case discografiche Cetra ed Rca, ha cantato per numerose televisioni collaborando intensamente con la Rai. Si esibisce da anni in Francia, Svizzera, Germania, nella ex-Jugoslavia ed in Inghilterra. Ha ricevuto moltissimi premi sia in Italia sia all'estero, a cominciare dal primo successo importante ottenuto vincendo nel 1956 il Concorso nazionale dei cori italiani. Successo che si poi ripetuto nel 1958 a Novara con il Campano d'Argento e con le posizioni d'onore assegnate loro nei concorsi internazionali di Middlesbourgh (1968) e

per Rai Piemonte: Montreux. Senza Compie 50 anni "Credo che tutto sia dimenticare gli aminiziato alla festa biti premi del coro la Camerata corale. per i miei 5 anni di Castel Coneglia- La passione quando, iniziate le no e della citt di del suo fondatore danze dei miei geniAcqui Terme assetori e dei loro amici, gnati ad Angelo e maestro Angelo iniziai a piangere diAgazzani. Sono so- Agazzani speratamente, appalo alcuni degli innumerevoli riconoscimenti ricevuti da rentemente senza alcun motivo e smisi questo gruppo di autorevoli non pro- solamente nel momento in cui mio padre mise su un disco con un canto dei fessionisti del canto. Il repertorio proposto quello dei canti Cosacchi del Don - titolo originale del Piemonte drammatico, burlesco, mi- Stenka Rasin - diventato poi un famoso litare, amoroso, valdese, nonch i canti canto alpino dal titolo "V l'Alpin sulle del Natale contadino, tenendo presente alte cime", in quel momento mi acquiela comparazione con la canzone popo- tai". lare di altri paesi mittel europei oltre che Angelo Agazzani ci accoglie nella sua villetta di Givoletto, dove vive con la con quella di altre regioni italiane. Fondatore, ricercatore, armonizzatore e moglie Marcella, che da sempre accomdirettore-cantore Angelo Agazzani pagna e sostiene questo versatile marito. (nella foto in alto), grafico di professio- E' un lungo percorso fatto di memorie, ne e autodidatta nel campo musicale. di storia, di poesia e ovviamente di muTiene da tempo conferenze sul canto sica. Davanti ad un buon bicchiere di piemontese e scrive articoli sul canto vino rosso fluiscono i ricordi del maecorale italiano popolare. Ha collaborato stro che rammenta i suoi primi approcci inoltre da tempo alla realizzazione di con la musica: "Ricordo le prime veglie programmi sul canto corale tradizionale nelle stalle a cui partecipai in tempo di
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Settembre 2004 Febbraio 2005

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guerra. Fu molto importante per me. Imparai a non avere pi timore di nulla. Noi ragazzi di citt non conoscevamo la campagna e le sue insidie. Avevamo paura di incontrare le masche di notte, nei campi. Quell'esperienza mi forgi. Mi avvicinai per la prima volta al mondo contadino. La cui cultura poi divent la causa e lo scopo della mia vita". Il rapporto col mondo rurale un tema esistenziale ed artistico che ricorre costantemente nei canti proposti dal coro tanto da far affermare ad Agazzani, con un velo di snobismo, che "l'unico mio rammarico quello di non essere nato contadino. Il contadino nasce e muore come un fiore nasce e muore dalla terra. Naturalmente". La sua casa piena di ceramiche e fotografie da lui realizzate. Un'indole artistica che gli deriva probabilmente dalla grande apertura mentale e dalla cultura a tutto tondo che si respirava nella sua famiglia: "Mio padre era un'enciclopedia vivente, un uomo di grande cultura. Ricordo ancora le serate quando, allora erano i primi tempi che c'era la televisione, tutti seduti di fronte a Lascia o raddoppia, lui rispondeva a tutte le domande. Per ironia, tutte tranne che a quelle di musica. Io, per la verit, la musica non l'ho mai studiata. Solo imparata." Agazzani e i suoi primi colleghi cominciarono con i cori della scuola e dell'oratorio "dove il parroco ci urlava dietro quando cantavamo l'Ave Maristella a tre voci. C' stato un periodo in cui facevamo tutto in coro. Ci salutavamo anche in coro!". Un momento cruciale per il loro sviluppo artistico fu quando ascoltarono, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, il celeberrimo coro della Sat di Trento - una sezione della Societ alpinisti tridentini - uno dei pi famosi cori del mondo e caposcuola di tutta la cora18

La prima formazione della Camerata corale La Grangia in una delle sue prime esibizioni a Torino nel 1956. Il suo fondatore Angelo Agazzani il terzo da destra. A lato, a Trento nel 1978

Abbiamo sentito lesigenza di comunicare al pubblico non solo il lato musicale. Raccontiamo storia e cultura degli uomini che hanno fatto nascere le canzoni
lit italiana. Da allora il rapporto con la Sat si intensificato sempre di pi nel tempo, sia dal punto di vista artistico "per tutti i cori italiani loro erano degli dei in terra", sia da quello umano "quasi tutti i nostri coristi, per esempio, hanno fatto il viaggio di nozze a Trento! L'unica contestazione che faccio loro quella di occuparsi prettamente di musica senza per sottolineare il legame tra questa e la cultura che ripropongono". La Grangia, infatti, ad un certo punto del suo percorso artistico compie una svolta fondamentale e decide di non ghettizzare pi i canti che interpreta con la definizione di soli "canti di montagna" e diventano "canzoni popolari piemontesi". E' il 1963 e la Sat resta un passo indietro. Prosegue, in un certo qual modo, il lavoro enciclopedico iniziato nel 1888 dal poeta e filosofo- ambasciatore di Cavour nel periodo in cui

stava facendo l'Italia - Costantino Nigra, con la pubblicazione de "I canti popolari del Piemonte", con il cui apporto le canzoni popolari piemontesi divennero il punto di partenza per l'indirizzo di tutta la scuola filologica italiana. Il lavoro compiuto da Agazzani in tutti questi anni trascende il mero discorso musicale: "Abbiamo sentito l'esigenza, ad un certo punto, di comunicare al pubblico non solo il lato musicale. Era il 1961 quando a Palazzo Madama a Torino cantammo di fronte ad un pubblico di sopravvissuti Boemi alla Seconda guerra mondiale e intonammo un canto che noi conoscevamo come La mia Patria dov'. Scoprimmo poi che si trattava dell'inno nazionale Boemo. Tutti si alzarono in piedi con le lacrime agli occhi. Quello fu il momento in cui sentii profondamente il bisogno di comunicare con precisione e lucidit ci che proponevamo. Da allora, sia che ci esibissimo in Italia, in Francia, in Germania o in qualsiasi altro paese estero dove normalmente ci esibiamo, prima di ogni canto ne racconto la provenienza ed il significato e, ovviamente, chi me l'ha
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Angelo Agazzani ha percorso il Piemonte trascrivendo, registrando dalla memoria orale oltre 2mila canzoni popolari che poi ha musicato e proposto agli appassionati

Un patrimonio culturale salvato dalloblio


IL FAUNT DANS LA VIE Il faunt dans la vie Avoir le coer content ! Ca nous rend plus riches Que l'argent comptant Courage. L'ouvrage. Ca nous passe le temps. Il fant dans le vie Avoir le coer content ! Tralalla la la Qu'il est beau mon tropeau! J'ai du pain de siegle Bien noir et bien vieux, Avec du fromage
raccontato". Bussando di porta in porta alle case dei contadini, Agazzani riuscito a raccogliere circa 2mila canzoni popolari. Personaggi affascinanti lo hanno accompagnato nell'impresa di nobilitare la cultura rurale. Come ad esempio Robert Tagliero, detto Le Diable. Contadino, originario di Villar Pellice, che si metteva a disposizione delle comitive valdesi che arrivavano a Villar per visitare gli importanti centri del Valdismo a patto che ognuno gli regalasse una canzone popolare originaria
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SI DEVE NELLA VITA Si deve nella vita Avere il cuore contento! Questo ci rende pi ricchi Del denaro contante. Coraggio. L'operosit. Cos ci passa il tempo Si deve nella vita Avere il cuore contento! Tralalla la la Com' bello il mio gregge! Ho del pane di segala Ben nero e ben raffermo, Con del formaggio Ereditato dai miei avi. Coraggio. L'operosit. Cos ci passa il tempo Ho del pane di segala Ben nero e ben raffermo, Tralalla la la Com' bello il mio gregge!
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Hrit de mes aeux. Courage. L'ouvrage. Ca nous passe le temps. J'ai du pain de seigle Bien noir et bien vieux Tralla la la Qu'il est beau mon tropeau!

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Gli scopi
Lobiettivo principale del GAL quello di rafforzare le imprese del territorio, sostenendone gli investimenti e la commercializzazione collettiva di prodotti e servizi. Il GAL si propone nei prossimi anni di attivit di:

GAL
Gruppo di Azione Locale
UNAGENZIA NATA PER FAR LAVORARE INSIEME E SOSTENERE LE IMPRESE DEL TERRITORIO
Il Gruppo di Azione Locale Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone unagenzia di sviluppo che opera sul territorio delle Comunit Montana Valli di Lanzo e Ceronda Casternone nellambito del Programma di Iniziativa Comunitaria Leader +

Sviluppare lattivit del Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo Sostenere la creazione di una nuova forma associativa nel settore dei prodotti agricoli Sostenere la creazione di una nuova forma associativa nel settore dei prodotti artigianali Costruire un prodotto turistico integrato con le componenti ambientali, culturali, agricole ed artigianali dellarea Gal Sostenere iniziative per la promozione e la commercializzazione collettiva dei prodotti tipici agroalimentari e dellartigianato locale Fornire corsi di formazione professionale per gli operatori del settore turistico, agroalimentare e dellartigianato tipico

Il Gal una societ mista pubblico privata composta da: SOCI PUBBLICI
COMUNIT MONTANA VALLI DI LANZO

SOCI PRIVATI
Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo
Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa
Associazione Provinciale Torino

PER OGNI CONTATTO ED INFORMAZIONE, LE IMPRESE POSSONO RIVOLGERSI AGLI SPORTELLI INFORMATIVI DEL GAL:
SEDE E SPORTELLO INFORMATIVO Frazione F, 2 - Ceres (To) - Tel. e fax: 0123.52.16.36 SPORTELLO INFORMATIVO Via Brione, 4 - Givoletto (To) - Tel. e fax: 011.99.47.379 www.gal-vallilanzocerondacasternone.it info@gal-vallilanzocerondacasternone.it

De Stijl Torino

SPORTELLO INFORMATIVO SEDE E SPORTELLO INFORMATIVO

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Iniziativa realizzata con il cofinanziamento dellUnione Europea e della Regione Piemonte

della propria terra. In questo modo Robert ha raccolto migliaia di canzoni che ha poi trascritto e cantato. Le Diable, una pietra miliare nella storia della musica della Valle, che parlava il francese e il piemontese, il provenzale, l'occitano, il tedesco, l'olandese e persino lo swaili e che, a 84 anni prese un diploma in inglese, stato ricercato ed intervistato da molti studiosi europei ed americani per studiare gli innumerevoli canti annotati su i "Quaderni di cultura popolare". Attraverso questi documenti sar possibile conservare e tramandare alle nuove generazioni un processo culturale di immenso valore. Nel recupero dei valori della tradizione del canto popolare piemontese La Grangia ha sfidato anche l'incomprensione della gente, che per una parte rimasta legata ai canti alpini da tutti proposti, un'altra parte invece, pi intellettuale, non apprezzava un certo tipo di approccio folcloristico. Oggi la "quadra" sembra raggiunta e Angelo Agazzani tiene lezioni di piemontesit nelle universit di tutta Europa. Da Torino ad Aquisgrana a Marburg, i valori della nostra terra hanno in lui un lucido portavoce. "Perch tutto non vada perduto" il nuovo disco di prossima uscita della Camerata corale La Grangia dal titolo: "Omaggio alla donna nella cultura piemontese e provenzale". Un viaggio attraverso la condizione femminile nella cultura popolare e nella storia di due regioni sorelle: il Piemonte e la Provenza.
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Il Coro, 27 elementi richiesti in tutta Europa


Ecco tutti i nomi dei componenti del Coro La Grangia e i comuni di loro provenienza: Roberto BUSCAGLIONE (Grugliasco, Torino), Francesco BINCOLETTO (Gassino Torinese, Torino), Elio CRAVERO (Maddalene/Fossano, Cuneo), Bruno ISOARDI (Castelmagno, Cuneo), Giacomo MACHETTA (Druento, Torino), Davide MANA (Centallo, Cuneo), Costanzo ABELLO (Stroppo, Cuneo), Marco CARIGNANO (Morozzo, Cuneo), Marco COMETTO (Maddalene/Fossano, Cuneo), Giuseppe TARDIVO (Cuneo), Domenico NOTARIO (Torino), Gianni VARVELLO (Trofarello, Torino), Giuseppe CASETTA (Mont d'Alba, Cuneo), Piero BALLARIO (Maddalene/Fossano, Cuneo), Riccardo GIORDANO (Villar S.Costanzo, Cuneo), Giampiero MARTINI (Monterosso Grana, Cuneo), Attilio MASOERO (Cuneo), Ezio MERLO (Bosconero Canavese, Torino), Domenico NOTARIO (Torino), Italo REFOURN (Grugliasco, Torino), Massimo MACCAGNO (Barge, Cuneo), Luciano AIMAR (Caraglio, Cuneo) Andrea FALCO (Caraglio, Cuneo), Valter GIORDANO (Villar S.Costanzo, Cuneo), Roberto MATTIAUDA (Caraglio Cuneo), Domenico PRATO (Maddalene/Fossano Cuneo), Angelo AGAZZANI (Givoletto, Torino). Per contatti con la Camerato Corale La Grangia: tel. e fax 011. 9947100, e-ail:angeloagazzani@inwind.it, valter.giordano@tin.it (segretario).

Monaco 1984, esibizione ripresa dalla televisione tedesca

Lassessore regionale alla montagna Roberto Vaglio e, da sinistra, Cristina Ricaldone, funzionario regionale,e il dirigente regionale degli Aib Vito Debrando

l Settore antincendi boschivi della Regione Piemonte ha ottenuto la certificazione ambientale Iso 14001. La struttura organizzativa di questo Settore regionale la prima in Italia ad essere certificata secondo questa norma internazionale nell'ambito degli incendi boschivi. La sfida principale era rappresentata dall'applicazione di una norma, nata essenzialmente per garantire la compatibilit ambientale di attivit industriali impattanti, al settore pubblico inteso come soggetto i cui comportamenti hanno un'influenza rilevante sull'ambiente forestale e montano. La Regione Piemonte - Settore antincendi boschivi e rapporti con il Corpo forestale della direzione economia montana aveva promosso nel 2003 una specifica attivit di ricerca, con la supervisione e il supporto scientifico del settore ecologia applicata del Politecnico di Torino, volta all'innovativa applicazione di un sistema di gestione ambientale. Per la tutela e la salvaguardia delle formazioni forestali quindi fondamentale che le attivit istituzionali di previsione, prevenzione e lotta attiva contro tali eventi siano pianificate e condotte in modo ottimale perseguendo la massima efficacia. In tal senso un utile strumento di programmazione stato individuato nell'adozione di un sistema di gestione ambientale (conforme ai requisiti della norma Iso 14001 e del regolamento Emas) il cui obiettivo la valutazione ed il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali di un'organizzazione. Le attivit analizzate sono state suddivise secondo il seguente schema: Attivit di previsione: - acquisizione ed elaborazione periodica dei dati rilevati dal Cfs sugli eventi passati;

CERTIFICATO AMBIE ANTINCENDI BO GARANZIA DI QUA


- individuazione di aree e periodi a rischio e classi di pericolosit. Attivit di prevenzione: - pianificazione ed acquisizione dati relativi ad interventi di prevenzione sul territorio (interventi di prevenzione selvicolturale e viabilit forestale, punti di rifornimento idrico fissi e mobili per elicotteri e mezzi a terra, piazzole per elicotteri); - valutazione del pericolo incendi mediante rete di monitoraggio meteo per il calcolo dell'indice giornaliero di pericolo incendio; - formazione ed addestramento dei volontari Aib; - informazione e sensibilizzazione della popolazione; - gestione mezzi ed attrezzature (dati in comodato d'uso a volontari Aib e Cfs). Attivit di lotta attiva: - gestione e manutenzione dei sistemi automatici di avvistamento (telecamere Ir/visibile); - pattugliamento a terra con unit mobile di monitoraggio (in uso al

Prima struttura organizzativa in Italia ad ottenere lIso 14001, costante il miglioramento delle prestazioni
Cfs); - definizione procedure operative di intervento e partecipazione alle attivit della Sala operativa unificata; - gestione disponibilit mezzi aerei regionali. L'esperienza condotta nell'ambito dell'attivit di ricerca ha consentito di dimostrare che l'innovativa applicazione di un sistema di gestione ambientale al settore Aib della Regione Piemonte, soggetto avente compiti di coordinamento e pianificazione del sistema antincendi boschivi, ha consentito di dare avvio ad un sensibile miglioramento dell'efficienza delle attivit di competenza che si sta traducendo in un
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Quaderni della Regione Piemonte | MONTAGNA

Risultato della ricerca avviata nel 2003 con il settore ecologia applicata del Politecnico di Torino per innovare il sistema di gestione antincendio nel rispetto dellambiente

Ericksson S 64, lelicottero utilizzato nelle operazioni di spegnimento degli incendi

Piemonte regione italiana con maggior estensione forestale, in espansione negli ultimi 30 anni per labbandono di coltivi e pascoli. Negli ultimi 10 anni una media di 474 incendi lanno

ENTALE OSCHIVI ALITA


maggior grado di tutela e salvaguardia del territorio e del patrimonio forestale. Il programma ambientale stato il fondamentale risultato di una approfondita analisi dei punti di forza e delle criticit reali o potenziali dell'organizzazione in termini di efficienza ambientale ed ha consentito di specificare in modo dettagliato concreti obiettivi di miglioramento, pianificandone il raggiungimento secondo prassi e modalit documentate e periodicamente controllate. L'importanza dell'azione svolta dal settore Aib per la salvaguardia del territorio ed i miglioramenti che progressivamente verranno ottenuti grazie al completamento delle azioni previste nel programma ambientale, potranno essere resi pubblici sia mediante una intensificazione delle azioni di comunicazione ambientale sia attraverso la futura registrazione Emas dell'organizzazione e la conseguente divulgazione della dichiarazione ambientale.
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Oltre la met degli incendi risultano dolosi, ma i boschi continuano a crescere

a Regione Piemonte presenta una delle maggiori estensioni forestali in Italia (oltre 740.000 ha) di cui circa il 70% di propriet privata. La superficie boscata, che risulta distribuita sul territorio regionale per oltre il 60% in zone montane ed oltre il 25% in ambito collinare, aumentata negli ultimi 30 anni soprattutto a seguito della progressiva ricolonizzazione spontanea di coltivi e pascoli abbandonati. Nel periodo 1990-2001 si sono registrati 5.686 incendi (mediamente 474 eventi/anno) che hanno coinvolto una superficie complessiva di 91.312 ha, di cui 51.239 a bosco, con una superficie media percorsa di circa 7.600 ha/anno. Il 77% degli incendi rilevati nel periodo ha interessato superfici inferiori ad 1 ha, mentre solo il 12% ha coinvolto superfici superiori a 10 ha. Gli incendi con estensione maggiore a 10 ha interessano il 90% della superficie percorsa dal fuoco complessivamente nella serie storica. Per le frequenze medie mensili sul periodo si riscontra un andamento caratteristico dei regimi pirologici alpini, con un massimo invernale-primaverile (mediamente 153 eventi/mese in marzo e 104 in febbraio) ed un minimo primaverile-estivo (con un massimo relativo in agosto, particolarmente accentuato nel 2003, anno caratterizzato da particolari condizioni climatiche). Riguardo alle cause presunte di innesco, il 52% degli eventi attribuibile a cause volontarie, il 17% a cause involontarie, solo l'1% a cause naturali, mentre il restante 30% risulta non classificabile. Il territorio regionale, nell'ambito del Piano regionale per la programmazione delle attivit di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2003-2006, stato suddiviso in aree di base aventi caratteristiche omogenee e, ad ognuna di esse, stata attribuita la relativa classe di rischio basata su 5 livelli: classe 1, incendi sporadici e piccoli; classe 2, incendi frequenti e piccoli; classe 3, incendi veloci e molto estesi; classe 4, incendi continui e numerosi; classe 5, incendi non continui ma estesi. Il sistema antincendi boschivi regionale si fonda su quattro soggetti: la Regione Piemonte, con il Settore antincendi boschivi, il Corpo forestale dello Stato, il Corpo nazionale Vigili del fuoco e il Corpo volontari antincendi boschivi del Piemonte.
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RISPETTARE VALLE DI MOSSO IL TERRITORIO

l dissesto idrogeologico ed i vincoli urbanistici" il titolo di una giornata di studio organizzata dalla Comunit montana Valle di Mosso, svoltasi nel novembre scorso a Villa Piazzo di Pettinengo (Biella), e di cui sono disponibili ora gli atti raccolti in una pubblicazione curata dalla Comunit montana. L'incontro ha visto la partecipazione di un centinaio fra tecnici, amministratori pubblici, studenti, persone interessate alle connessioni tra la normativa urbanistica recente e la situazione idrogeologica del territorio, soprattutto dopo l'avvio dell'applicazione delle novit introdotte dal Piano per l'assetto idrogeologico (Pai). La giornata di studio ha avuto anche il significato di ricordare la terribile alluvione che, nel novembre 1968, aveva colpito la valle di Mosso, provocando morte e devastazione del territorio. Dopo il saluto del presidente della Comunit montana Orazio Gabella, del presidente della Provincia, Orazio Scanzio e del sindaco di Pettinengo, Piera Canuto, i diversi relatori intervenuti hanno cercato di offrire una panoramica del problema in discussione. L'architetto Ermes Fassone, della direzione pianificazione e gestione urbanistica della Regione Piemonte si soffermato sullo stato di attuazione del Pai nel territorio biellese, con le relative ricadute urbanistiche, mentre il geologo, Brunello Maffeo ha presentato il quadro dei dissesti sul territorio biellese. Il geologo Massimo Biasetti ha invece presentato i dissesti e la pianificazione in atto nella "Valle di Mosso", sottolineando il lavoro di pianificazione geologica svolto nell'ultimo anno da parte della Comunit montana,

Una giornata di studio sul dissesto idrogeologico e i vincoli urbanistici organizzato dalla Comunit montana
Ricordata anche la terribile alluvione del 1968. Sopra, la cartina della Valle Mosso

quale elemento di base per le varianti specifiche degli strumenti urbanistici in adeguamento al Pai in corso di stesura in quasi tutti i comuni della Comunit. Ha chiuso la prima parte della giornata l'ingegner Paolo Mello Rella, che si soffermato sulla pericolosit e sul rischio idraulico nel territorio della Comunit montana, in particolare per quanto riguarda il torrente Strona. Ha portato il suo saluto anche Roberto Vaglio, assessore alla montagna della Regione Piemonte.
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o studio degli architetti Bruna e Mellano di Cuneo ha vinto i 2.500 euro destinati al primo classificato del secondo concorso regionale per il recupero del paesaggio montano indetto dall'assessorato alla montagna della Regione Piemonte. Il progetto prevede la realizzazione della sede operativa del Parco delle Alpi Marittime nel Vallone di San Giacomo di Entracque, in provincia di Cuneo. Un intervento che sorge in un contesto montano caratterizzato da dolci prati e delimitato da boschi pi ripidi. Si caratterizza per la composizione articolata che trae ispirazione da elementi architettonici storici, significativi per la zona su cui sorge. La costruzione si inserisce con equilibrio ed armonia nell'ambiente naturale e diviene, naturalmente, un elemento determinante a creare un paesaggio nuovo e poetico rispondendo, al contempo, alle esigenze funzionali dell'ente che lo ha commissionato. I 1.500 euro del secondo premio sono invece andati all'architetto Francesco Campidonico di Savona, per la realizFebbraio 2005

RECUPERO PAESAGGIO CONCORSO REGIONALE MONTANO L


Premiati i vincitori della seconda edizione che si propone di incentivare la progettazione di qualit per il recupero delle tradizionali tipologie
In alto, da sinistra, il progetto primo classificato degli architetti Bruna e Mellano di Cuneo, che prevede la realizzazione della sede operativa del Parco delle Alpi Marittime. La sede del Parco naturale Monte Fenera a Borgosesia ricavata da unantica casa valsesiana

zazione del Centro di vinificazione collettiva di Lerma, in provincia di Alessandria. Questo centro, finalizzato alla produzione ed alla lavorazione dei prodotti viti-vinicoli delle aziende della Comunit montana Alta Val Lemme, si distinto per le caratteristiche funzionali ed estetiche che ricalcano l'immagine rurale del contesto in cui inserito potenziandone, al contempo, il messaggio estetico. Il concorso, nato due anni fa promosso

dall'assessorato regionale alla Montagna, si propone di incentivare la progettazione di qualit nelle aree montane, nonch di favorire il recupero e la valorizzazione delle tradizioni tipologiche e costruttive locali e l'uso dei materiali tipici. Il concorso era destinato a tutti i professionisti- architetti, ingegneri e geometri- iscritti agli Ordini o Collegi del Piemonte che avessero realizzato, tra il 1 gennaio 1995 ed il 31 dicembre 2003, nuove costruzioni, interventi di recupero di costruzioni esistenti e di sistemazione ambientale realizzati in comuni appartenenti alle Comunit montane. L'alta qualit che ha caratterizzato le otto opere in concorso ha nuovamente
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A fianco, il Centro di vinificazione collettiva di Lerma (Alessandria) progettato dallarchitetto Francesco Campidonico e classificatosi al secondo posto. E finalizzato alla produzione e alla lavorazione dei prodotti vitivinicoli della Comunit montana Alta Val Lemme

segue da pagina 25

testimoniato l'importanza che quest'iniziativa rappresenta per i territori di montagna, i quali necessitano della realizzazione di opere architettoniche che riescano a coniugare l'innovazione delle idee con la qualit dei contenuti e la tradizione legata sia agli ambienti che vanno ad essere edificati, sia all'uso dei materiali, tradizionali e non, utilizzati. Le opere sono state giudicate da una giuria composta dai membri della Commissione regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, integrata da rappresentanti delle federazioni regionali degli architetti, degli ingegneri, dei dottori agronomi forestali e dei geometri. La premiazione avvenuta nel pomeriggio del 10 dicembre scorso presso il Centro congressi della Regione Piemonte. L'assessore alla montagna Roberto Vaglio ha premiato i vincitori che, di fronte ad un numeroso pubblico, hanno descritto le loro opere avvalendosi di un proiettore multimediale ed hanno esposto le differenti fasi lavorative che hanno caratterizzato i due progetti. Erano presenti anche gli architetti delle tre opere che la giuria ha ritenuto di segnalare perch particolarmente meritevoli. La prima segnalazione riguarda il progetto di valorizza26

Il concorso destinato a tutti gli archi Interventi di recupero edilizio e siste

Innovazione per dare valo

Sopra un particolare dellantica Casa valsesiana di Borgosesia. Sotto, a sinistra, la zona umida del torrente Ceronda nel Comune di La Cassa

zione turistico-ambientale della Comunit montana Val Ceronda e Casternone. Realizzato dall'architetto Enrico Giacopelli su commissione della Comunit montana, l'opera prevede la sistemazione delle aree umide lungo il torrente Ceronda nel comune di La Cassa. La seconda segnalazione riguarda il progetto di recupero di un'antica casa valsesiana da destinare a sede del Parco naturale Monte Fenera nel comune di Borgosesia. Realizzato dallo studio Maffei e Pomaro architetti associati di
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itetti, ingegneri e geometri iscritti agli Ordini professionali. emazione ambientale sul territorio delle Comunit montane

e nella tradizione, ore al paesaggio

A fianco, Scopriminiera, il recupero del complesso estrattivo di talco nel Comune di Prali. Lopera, dello Studio De Ferrari architetti. Sopra, un particolare del progetto di valorizzazione turistico-ambientale delle aree umide del torrente Ceronda nel Comune di La Cassa, dellarchitetto Enrico Giacopelli

Borgosesia, su commissione della Regione Piemonte e del Parco naturale del Monte Fenera. La terza segnalazione andata infine al progetto "Scopriminiera", riguardante il recupero del complesso estrattivo di talco del comune di Prali, che ne ha permesso la valorizzazione e la fruizione ad uso pubblico e didattico. L'opera, commissionata dalla Comunit montana Val Chisone e Germanasca, stata realizzata dallo studio De Ferrari architetti con il supporto del Politecnico e della Provincia di Torino.
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tecnico della gestione


delle attivit economiche montane
(Agricoltura, Ambiente, Artigianato, Turismo)

Realizzato dall'AgenForm in collaborazione con: Unione Europea Regione Piemonte (Assessorato alle Politiche per la Montagna) AGRAP CAI (delegazione Regione Piemonte) Rgion PACA Acadmie d'Aix-Marseille Lyce Professionnel Svign (Gap) Lyce Alpes et Durance (Embrun) Per informazioni ed iscrizioni: Agenzia dei Servizi Formativi della Provincia di Cuneo - Consorzio 12100 Cuneo Corso IV Novembre, 11 Telefono 0171 696147 - Fax 0171 436910 e-mail: info@agenform.it - www.agenform.it Il progetto finanziato su programma di iniziativa comunitaria Interreg III A con lintervento di:

Supportano il progetto:

la media diploma di scuo n co i at up cc pati o diso Rivolto a: occu laurea. e pe su riore e/o pratiche e stag zioni teoricole in e is iv dd e su Durata: 1200 or io 2005. bre 2004 a lugl to ot Statale per Periodo: da Professionale o ut it st I ll ia de N) Sede: Forester di Verzuolo (C lAgricoltura settori culturali nei e li na io st ge tiche 'artigianato Argomenti: tema turistica, dell za en li og cc 'a dell imentare. rmazione agroal e della trasfo e in Francia. ale, in Italia tr es im di II livello tr e: ag St ecializzazione Sp di o at st te ti: At Titoli rilascia zione. Europass-Forma formativo i e del percorso in rm te Al a: impres stione Simulazione d' muleranno la ge partecipanti si in quota. di un rifugio

C.A.I. Delegazione Regione Piemonte

Figura professionale in evoluzione, non solo capo cordata nelle escursioni alpine, ma anche promotore turistico nella valorizzazione dellambiente montano

Cesana Torinese ospiter il 20 Raduno nazionale delle Guide alpine


esana Torinese ospiter la 20^ edizione del Campionato di sci e il Raduno nazionale delle Guide alpine italiane dal 18 al 20 marzo prossimi. Levento organizzato dal Collegio regionale delle Guide alpine del Piemonte nel cuore della Via Lattea e delle montagne che ospiteranno nel 2006 le Olimpiadi invernali, e torna in Piemonte dopo tredici anni dopo ledizione del 1992 a Bardonecchia. Le precedenti edizioni si sono svolte in prevalenza in Trentino. Il programma prevede il ritrovo a Cesana per venerd 18 marzo, il sabato successivo sono previste la sfilata dei gruppi in costume e lassemblea nazionale presso il salone delle conferenze. Domenica 20 marzo avr luogo la gara di slalom gigante. Lintento del Collegio piemontese, presieduto da Alberto Re, di promuovere limmagine della guida alpina e dellattivit che svolge nel settore del turismo montano, dallescursionismo allalpinismo e allo sci alpinismo in particolare. Lappuntamento di Cesana torinese unoccasione per diffondere limmagine professionale delle guide alpine, che si sta evolvendo sempre di pi verso laccompagnamento dei turisti nella conoscenza dellambiente montano. Una figura di promotore del territorio, non solo, quindi, di capocordata, ma soprattutto come divulgatore delle caratteristiche del territorio e difensore dellambiente naturale, fautore di una corretta frequentazione delle montagne in sicurezza. Il Collegio regionale delle Guide alpine del Piemonte ha sede in via Grattoni 7 a Torino: tel./fax 011 - 51.71.628, fax; email: segreteria@guidealpinepiemonte.it.

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QUADERNI DELLA REGIONE PIEMONTE - MONTAGNA


Assessorato alla Montagna, Corso Stati Uniti 21 - 10128 TORINO Oppure visitate il sito www.regione.piemonte.it/montagna Cognome ............................................................................................................................. Nome ................................................................................................................................... Via .....................................................................N ...................Cap .................................... Frazione .................................. Comune ............................ Provincia ............................
Ai sensi dellart. 10 della Legge 675/96 e successive modifiche, si informa che i dati personali sono contenuti presso la banca dati dellAssessorato alla Montagna. Ai sensi della Legge lei ha diritto di richiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o in blocco. Il titolare del trattamento la Regione Piemonte.

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Locale caratteristico creato dallassessorato regionale alla montagna, comune di Cesana e Federazione tra consorzi di tutela vini doc Alto Piemonte. Alla riscoperta di Avan, Avarengo, Carcajun, Becquet, Doux dHenry e Nebbiolo

DA VITIGNI AUTOCTONI E ANTI CASA DEI VINI DI CESANA TO FRUTTI DELLA VITICOLTURA ER
di ALESSANDRO FELIS

n questi ultimi anni tutto quanto attiene al gusto, vino in primis, stato oggetto di crescente interesse fino a raggiungere vette che pochi avrebbero immaginato. Molti gridano al miracolo e vedono il vino e la gastronomia trainare folle di nuovi gourmet e di neo o per lo pi pseudo intenditori e, abbandonato il Medioevo del gusto, il settore brillare di "illuminati" che finalmente capiranno e sapranno apprezzare quanto avranno nei piatti, passando dalla fase del mero "mangiare" a quella del "degustare" a ragion veduta. Chi scrive non mai stato trasportato da questo entusiasmo e, ahim, i fatti sembrano dimostrare che al di l di riuscite operazioni commerciali sul miglioramento dell'italica capacit sensoriale c' ben poco da gioire. Tanto per usare un termine alla moda, nel campo enologico, l'enfasi che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo parte integrante del tanto nominato processo di globalizzazione. A livello vitivinicolo tale processo si traduce in utilizzo di vitigni internazionali e di tecniche "passepartout" che fanno piangere il cuore dei puristi. Il nostro Piemonte non sfuggito a tali mode ed ecco dilagare Chardonnay, Merlot, Cabernet Franc e

Sauvignon, Pinot Noir e proliferare nelle nostre cantine le "barriques". Alla faccia dei nostri vitigni tradizionali e delle nostre botti, ora definite grandi per distinguerle dai contenitori di origine francese! Per fortuna del nostro ricco patrimonio ampelografico e dei palati dei veri intenditori, non quelli della "nouvelle vague", parallelamente a questa corsa al gusto del consumatore alcune zone hanno rispolverato, valorizzato o semplicemente continuato a coltivare e vinificare i "figli" dei nostri territori, i vitigni autoctoni o antichi, come qualcuno preferisce chiamarli. Uve nostrane, nate in loco, che hanno nel Dna il territorio, le sue tradizioni, la sua cultura, la sua gente, senza bisogno di scomodare, altra moda di questi ultimi anni, il "terroir" francese. Parte di questo ricco patrimonio, pu essere ammirato e degustato presso la Casa dei Vini della Montagna di Cesana Torinese. Nata dall'associazione di intenti dell'assessorato alla montagna della Regione Piemonte, del comune di Cesana e della Federazione tra Consorzi di Tutela vini doc "Alto Piemonte", questo locale caratteristico, tanto particolare da affascinare chiunque lo visiti, una vetrina dinamica dei vini dei territori difficili definiti, senza esagerazione, frutti della

viticoltura eroica. Da un anno circa Cesana, punto focale dei Giochi Olimpici del 2006, ospita questo piccolo scrigno dove vengono serbati e proposti al pubblico i vini dei territori locali ai fini di valorizzare il lavoro di quegli uomini che hanno tramandato su terreni impervi, con difficolt spesso insorFebbraio 2005

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ICHI ORINESE ROICA

Cesana, punto focale dei Giochi Olimpici del 2006, ospita questo piccolo scrigno dove si possono apprezzare i vini dei territori locali e il lavoro degli uomini che li hanno tramandati. Nella foto di centro pagina, lassessore regionale alla montagna Roberto Vaglio accanto al sindaco di Cesana Roberto Serra

Henry, senza scordare il Nebbiolo, che molti conoscono come padre dei Barolo e Barbaresco, ma che anche alla base del Carema, del Donnaz in Valle d'Aosta e di tutta una serie di vini che ricorderemo come i Nebbiolo del Nord del Piemonte. Il Cervim definisce viticoltura di montagna quella svolta ad una altitudine supemontabili, le conoscenze dei loro avi e permesso la sopravvivenza, oltre che dell'uomo in montagna, di antichi vitigni altrimenti destinati ad una fine sicura. Un inebriante viaggio nei territori difficili che porter a scoprire o riscoprire le uve Avan, Avarengo, Carcajun (Carcairone), Becquet, Doux d'Febbraio 2005

riore ai 500 metri o su pendenze superiori al 30%. Senza raggiungere tali realt, baster salire alcuni gradini e visitare questo spazio loro dedicato, dove la montagna nel suo completo significato vive e dove la sua cultura viene tramandata, anche attraverso i vini, da sempre espressione di un territorio e della gente che li produce.

CASA DEI VINI DELLA MONTAGNA


Via Pinerolo Cesana Torinese Tel. 0122 - 89.71.27

Un mobile dellartigianato della Valle Varaita e, accanto, la locandina della Mostra fotografica

di FLAVIO VALLOME

i inaugurata nei mesi scorsi la mostra fotografica "Gli antichi mobili della Valle Varaita", un'esposizione curata dall'Agenzia del legno che, dato il suo carattere itinerante, gi stata allestita in varie localit del Piemonte ed in Francia. L'iniziativa intende valorizzare la tipicit dell'artigianato d'epoca espresso in Valle Varaita attraverso un primo traguardo costituito dall'attuale esposizione, corredata da un catalogo realizzato su Cd, contenente le immagini degli oltre cinquanta arredi censiti. La mostra ripropone, attraverso fotografie di apprezzabile formato, caratteristici mobili ed arredi concepiti per le esigenze e gli spazi delle abitazioni montane, costruiti in Valle nel corso di tre secoli, dal '600 ai primi anni del '900. Suggestive immagini di credenze, armadi, cofani e le grandi tipiche sedie (cadregun), manufatti rustici o pi evoluti, lineari o scolpiti, assemblati con assi ricavati da alberi secolari, pini, come il cembro (o cirmolo) in particolare, o larici che riflettono e rilasciano ancor oggi luce e magiche tonalit di colore, ma anche calore al tatto ed intenso profumo. Incastri sapienti, ma anche armoniose volute, modanature, inconfondibili linee e pregevoli intagli creati con modesti quanto efficaci attrezzi, in parte tramandati, altri appositamente costruiti. Qui sono accostate le esperienze, le tecniche ed i segreti di generazioni, estro, genuina ingegnosit e le non indifferenti capacit manuali di alcuni, accanto al "mestiere" di altri, che divennero in seguito artigiani itineranti realizzando direttamente gli arredi presso l'abitazione dei committenti.

IN MOSTRA VALLE VARAITA GLI ANTICHI


Oltre cinquanta gli scatti sinora realizzati da un professionista del settore, quale il fotografo piaschese Livio Ruatta, per una campagna di ricerca che dovr ancora protrarsi nel tempo, seguendo le specifiche segnalazioni ed indicazioni ottenute anche attraverso l'indispensabile collaborazione di parecchi privati che hanno sin qui consentito l'essenziale ripresa dei mobili gelosamente custoditi nel tempo. Alla base del progetto vi l'improrogabile esigenza di realizzare un censimento fotografico, anche alla luce di analoghe iniziative gi realizzate ad esempio, in Val d'Aosta, nel Trentino, come in Francia, capitalizzando gli autorevoli suggerimenti ed i consensi ottenuti dai musei civici ed etnografici di Cuneo, Grenoble o Gap. Un lavoro encomiabile, che dovrebbe sfociare, almeno negli intendimenti della stessa Agenzia del legno, in un volume, un archivio aperto, destinato

Esposizione itinerante organizzata dallAgenzia del legno per valorizzare lartigianato depoca
a raccogliere buona parte di questa eccezionale ricerca. Un patrimonio secolare che ha conosciuto, oltre ad una naturale alienazione per usura, anche le distruzioni ed i saccheggi che coinvolsero la vallata, nell'ambito delle note vicende storico, politiche e religiose. Tragici eventi ai quali andr malauguratamente ad aggiungersi, in epoche pi recenti, anche il depauperamento originato dalle numerose vendite effettuate a vantaggio di antiquari o commercianti; circostanze che hanno comportato, ad eccezione di alFebbraio 2005

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Sopra, Borgata Torrette di Casteldelfino, alta Valle Varaita, sotto la neve. Sotto, il bosco dellAlev. A fianco, due particolari di mobili tradizionali. Un patrimonio secolare, spesso andato perduto a causa delle vicissitudini storiche, e oggi rintracciabile in gran parte presso proprietari privati. (Le fotografie dei mobili sono di Livio Ruatta, i paesaggi di Flavio Vallome)

MOBILI
approfondimento delle tecniche e delle coeve tradizioni culturali esistenti all'origine del concepimento. Studi che devono necessariamente basarsi sulla comparazione con altri manufatti datati o siglati, per avvicinarsi ad una pi precisa collocazione temporale e spaziale, circoscrivendone l'area di provenienza. Allo scopo non sono venuti meno, in particolare negli ultimi decenni, numerosi studi e pubblicazioni concernenti l'analisi delle sculture interessate da motivi geometrici. Al riguardo alcuni studiosi, pur in disaccordo con altri, hanno voluto far risalire, ad esempio con riferimento ai motivi ornamentali di rose, cerchi con croci inscritte, ecc., la sopravvivenza di antichi culti solari riconducibili ad analoghi simboli gi anticamente scolpiti nella pietra. L'ennesima riprova dell'importanza, in concreto, sia di questa mostra, quanto dei potenziali sviluppi che dovrebbero consentire, innanzitutto, la ricomposizione di un eccezionale patrimonio culturale da salvaguardare e tramandare, sia attraverso un pi immediato approccio con le nuove generazioni, sia nei confronti di una ben pi vasta platea costituita anche da occasionali fruitori canalizzando, nel contempo, nuove fonti di studio per i numerosi addetti ai lavori. (Copia del Cd pu essere richiesto all'Agenzia del Legno: Tel. 0175 689.028 - Fax 0175 689.942 - E-mail: agenziadellegno@cnnet.it).
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cune importanti presenze, circoscritte all'interno di realt museali, la definitiva scomparsa di alcuni pregevoli esemplari. Nuove ricerche sono auspicabili, ove ancora possibile, anche in quella direzione, ma pi realisticamente essenziale il censimento dell'esistente per l'indispensabile ampliamento delle conoscenze su manufatti inediti, o comunque poco conosciuti, se non ad appannaggio della ristretta cerchia dei singoli proprietari. Un evento che consentir un ulteriore
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REGIONE PIEMONTE

Assessorato Politiche per la Montagna, Foreste e Beni Ambientali


10128 Torino - Corso Stati Uniti 21 - Tel. 011-43211 assessore.montagna@regione.piemonte.it www.regione.piemonte.it/montagna Per telefonare direttamente agli uffici comporre 011-432 seguito dall'interno desiderato (riportato nella tabella sotto) ASSESSORE Roberto VAGLIO UFFICIO COMUNICAZIONE Barbara CAMUSSO Simona TOBIA RESPONSABILE SEGRETERIA Claudia BATTISTI SEGRETERIA Tina CARRANO Simonetta BLASIO DIREZIONE ECONOMIA MONTANA E FORESTE Corso Stati Uniti 21 - 10128 Torino DIRETTORE Nino BERGER direzione14@regione.piemonte.it SEGRETERIA DI DIREZIONE Chiara CAREGLIO Claudio PANAROTTO SETTORE POLITICHE COMUNITARIE RESPONSABILE Andrea Ezio CANEPA fax 011.432.2941 andrea.canepa@regione.piemonte.it SETTORE POLITICHE FORESTALI RESPONSABILE Franco LICINI 4359 fax 011.432.5910 tosettore.foreste14-2@regione.piemonte.it STRUTTURA FLESSIBILE PER LATTUAZIONE DEI PROGETTI DI VALORIZZAZIONE DELLA MONTAGNA progetti.montagna@regione.piemonte.it 2303 SETTORE GESTIONE ATTIVITA' STRUMENTALI PER L'ECONOMIA MONTANA E LE FORESTE RESPONSABILE Carlo TORRENGO 4322 4309 SETTORE ANTINCENDI BOSCHIVI E RAPPORTI CON IL CORPO FORESTALE DELLO STATO RESPONSABILE Vito DEBRANDO Via Dominioni 4 - 28100 Novara Tel. 0321-66.67.33 - fax 0321-66.67.83 Piazza Matteotii 34 - Verbania Intra Tel. 0323-40.53.10 - fax. 0323-40.43.60 Via Romiti 13 bis - 28037 Domodossola Tel. 0324-22.68.11 - fax 0324-22.68.67 vito.debrando@regione.piemonte.it SETTORE IDRAULICA FORESTALE E TUTELA DEL TERRITORIO RESPONSABILE Valter VESCOVI Via del Guasco 1 - 15100 Alessandria Tel. 0131-28.53.12 - fax. 0131-28.53.10 alsettore.foreste14-7@regione.piemonte.it 2648 4387 2792 5215 4712 1631 3937 4808 fax 011.432.5434 Piazza Castello 5 10015 Ivrea Tel. 0125-42.44.44 - fax 0125.44.970 carlo.torrengo@regione.piemonte.it SETTORE GESTIONE PROPRIETA' FORESTALI REGIONALI E VIVAISTICHE RESPONSABILE Vincenzo RENNA Via Pirandello 8 - 13100 Vercelli Tel. 0161-26.17.11 - fax 0161-26.17.55 Via Q. Sella 12 - 13051 Biella Tel. 015-40.52.37 Corso Roma 35 - 13019 Varallo Sesia Tel. 0163-51.149 vincenzo.renna@regione.piemonte.it SETTORE ECONOMIA MONTANA Corso Nizza 72 - 12100 Cuneo Tel. 0171-69.53.41 La responsabilit attualmente in capo alla Direzione

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Valmora ti innamora.

Devi provarla. Lacqua minerale Valmora cos pura, leggera, buona, che ti innamorer. Naturalmente, perch imbottigliata alla sorgente proprio cos com: perfetta. Per questo ideale per tutta la famiglia, per le diete povere di sodio e anche per te. Non a caso Valmora Naturale da sempre consigliata per lalimentazione dei neonati. Se non amore questo.

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Pubblicazione realizzata da Ipla e Universit di Torino su incarico della Regione Piemonte

Alberi
Alberi monumentali, particolarmente meritevoli di pubblico riconoscimento e tutela, ricorrono in Piemonte nei contesti territoriali pi disparati, a conferma di come la loro plurisecolare presenza sia giunta a noi non solo grazie alla protezione ricevuta dai regnanti e dagli abbienti, ma per la centralit che spesso hanno ricoperto nei culti e nelle tradizioni popolari, per i molteplici servigi e utilit offerti alle popolazioni rurali e, non ultima, per volont, grata e rispettosa, delle comunit urbanizzate. Quali massime espressioni del regno vegetale, essi generano, per dimensione ed et maturate, stupore e ammirazione, suscitano, perch connessi ad eventi e personaggi della storia, memorie e sensazioni profonde, abbelliscono, con la loro puntuale e suggestiva collocazione, paesaggi e antiche architetture di Chiese, castelli, borghi e contrade cittadine. La migliore conoscenza e valorizzazione di questi vetusti testimoni silenziosi, a cui diretta la presente iniziativa editoriale, si auspica possano offrire, oltre ad un significativo contributo alle politiche di salvaguardia del patrimonio arboreo naturalistico, un ulteriore valore aggiunto alle gi elevate connotazioni socio culturali e ambientali dei siti che li ospitano.

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