Sei sulla pagina 1di 31

GENERALIT

I cicli inversi presiedono alla tecnica del freddo (refrigerazione, impianti frigoriferi)
Permettono di raggiungere temperature inferiori a quelle dellambiente naturale, per mezzo di
macchine cicliche alimentate da lavoro meccanico.
I campi della tecnica della freddo e le corrispondenti temperature operative sono:
CONDIZIONAMENTO

T = 3 5 C

REFRIGERAZIONE INDUSTRIALE

T = 0 - 5 C

CONGELAZIONE

T = - 5 - 10 C

SURGELAZIONE

T = - 20 - 30 C

APPLICAZIONI CRIOGENICHE

T = -100 - 270C

La loro importanza vitale per lumanit, sia per il miglioramento della qualit della vita
(climatizzazione, deumidificazione, condizionamento dellaria) che della conservazione degli
alimenti (refrigerazione alimentare, celle e magazzini frigoriferi).
Notevoli sono stati i progressi scientifici connessi con il raggiungimento delle basse temperature
(Superconduttivit, supercalcolatori a giunzione Josephson in bagno di N liquido, etc.) .

CICLI TERMICI INVERSI


CICLO INVERSO DI CARNOT

I processi del ciclo inverso sono :


Evaporazione
(tratto 2-3)
Compressione
(tratto 3-4)
Condensazione
(tratto 4-1)
Espansione
(tratto 1-2)

Efficienza
del Ciclo inverso di Carnot

Qev
Qev
Tev

L Qc Qev Tc Tev

Irrealizzabilit tecnica del Ciclo inverso di Carnot.


Lespansione (1-2) in zona bifase tecnicamente irrealizzabile con le attuali tecnologie. Si
preferisce realizzare la depressurizzazione del vapore con una laminazione (passaggio isentalpico
del fluido attraverso una sezione ristretta), rinunziando al recupero del lavoro di espansione.
La compressione (3-4) in zona bifase anchessa tecnicamente irrealizzabile. Si preferisce
estendere levaporazione fino alla curva limite superiore (c.l.s.) onde comprimere vapore
surriscaldato.
:

il lavoro ottenibile con lespansione poca


cosa rispetto a quello necessario per la
compressione

Cicli Inversi
Ciclo frigorifero a semplice compressione
di vapore (temp evap - 20 - 25)

1-2: Laminazione: processo irreversibile in


cui il fluido si espande adiabaticametne
dalla pressione p1a p0 abbassando la
temperatura da T1 a T0
2-3: Evaporatore: il fluido frigorigeno
evapora alla temperatura T0 e pressione p0
costanti assorbendo dallesterno calore Q0.
Levaporazione si effettua fino ad ottenere
vapore saturo secco
Q0=h3-h2 leffetto frigorifero [frig/Kg] =
[kcal/kg]
3-4:Compressore: Il fluido frigorigeno
compresso isoentropicamente dalla
pressione p0 a p1 con spesa di lavoro
esterno
L34=h4-h3
Durante la compressione il fluido si
surriscalda ed alluscita dal compressore
raggiunge un valore di temperatura pi
elevato della temperatura di saturazione
alla pressione p1
4-1 condensatore: il fluido condensa a
temperatura T1 e pressione p1 costanti
cedendo allesterno calore Q1=h4-h1

Si usa il piano pressione-entalpia

Q0 h3 h2

L34 h4 h3

Il coefficiente di effetto utile

Potenza frigorigena

q0 m Q0

Potenza di compressione

P m L34

Coefficiente meccanico

frig
q0
h
1 860
P KW

Portata volumetrica aspirata dal compressore


Dove

Q0
v3

Permette di determinare la
Potenza Teorica del
Compressore in kW nota la
potenza frigorifera!!!

q
V 0

con v3 volume specifico del fluido a fine evaporazione (pto 3)

EFFETTO DELLE IRREVERSIBILIT SUL CICLO INVERSO

La temperatura di condensazione Tc del fluido frigorigeno dovr essere sensibilmente pi elevata


della temperatura ambiente Ta per rendere possibile lo scambio termico
La temperatura di evaporazione Te dovr essere sensibilmente pi bassa della temperatura T0 del
sistema refrigerato per rendere possibile lo scambio termico
La compressione adiabatica non-isentropica.
Delle irreversibilit alla compressione si tiene conto con il rendimento isentropico di compressione:

(is ) K

Lideale h4' h3

Lreale h4 h3

per cui :

P m ( h4 h3 )

m (h4' h3 )
(is ) K

Ciclo frigorifero a doppia compressione e doppia laminazione (Temp. evap- 50 - 60).


1-2 Laminazione fino alla pressione pi intermedia del
separatore liquido vapore
3-4 Laminazione fino alla pressione pe
4-5 evaporatore:si produce effetto frigorigeno Q0=h5-h4
5-6 compressione: il vapore si viene compresso fino alla
pressione pi
6-7 separatore: il vapore si desurriscalda a spese di una
frazione di liquido che evapora nel separatore
7-8 compressione: il vapore saturo viene compresso fino a
pressione pc

Vantaggi
Notevole diminuzione della Temperatura di fine
compressione a causa del desurriscaldamento 6-7
operato a spese del liquido vaporizzato in 2-7

La doppia laminazione
evita lespansione fino
A 2

Possibilit di raggiungere temperature


particolarmente basse (-60C), limitando il
lavoro di compressione
Evitare temperature di fine compressione
eccessivamente elevate ( infatti per T > 120C i
lubrificanti perdono di efficacia e le parti rotanti del
compressore andrebbero soggetti ad aggrippamento).

riduzione area del


ciclo sul piano T-s

il desurriscaldamento del
vapore da 6 a 7 avviene con una
evaporazione supplementare
nel separatore di liquido

per ogni unit di portata in


massa che circola nella parte
AP (Alta Pressione) circola una
quantit minore di fluido in BP
(Bassa Pressione)

Effettuando un bilancio al separatore

m e h6 m c h2 m e h3 m c h7
m c h6 h3

m e h7 h2

Effetto utile

m e h5 h4
q0

P m c h8 h7 m e h6 h5

h5 h4
q0

P h6 h3 h h h h
8 7 6 5
h7 h2

Cicli in cascata
si usano per superare le limitazioni
dei cicli bistadio

ogni fluido lavora


alle temperature
pi congeniali

dal punto di vista termodinamico


presentano lo svantaggio di un
t finito tra evaporatore di AT e
condensatore di BT

FLUIDI FRIGORIGENI E PROBLEMI AMBIENTALI

LOZONO E LEFFETTO SERRA


A seguito di operazioni di manutenzione sugli impianti e/o di dismissione degli stessi, i freon
vengono rilasciati in atmosfera.
Indagini scientifiche (Rowland e Molina 1978) fanno ipotizzare che i CFC in quanto contenenti
la molecola di Cl siano responsabili della distruzione dello strato di Ozono (gas atmosferico
capace di schermare la radiazione terrestre dallazione nociva dei raggi ultravioletti).
Tale effetto misurato dall indice ODP (Ozone Depletion Potential), definito in rapporto
allazione distruttiva dellozono da parte del refrigerante R11 (ODP=1).
I freon sono peraltro anche in parte responsabili delleffetto serra, a sua volta misurato
dallindice GWP (Global Warming Potential), definito in relazione al GWP della CO2 (GWP=1).
Categoria

Sigla identificativa

ODP (R11=1)

GWP (CO2 =1)

Vita media() (anni)

Clofluorocarburi
CFC

R 11
R 12
R 13

1
1
1

4000
8500
11700

50
100
600

Idroclorofluorocarb.
HCFC

R 22
R 123

0.05
0.02

1700
93

13
1.4

Idrofluorocarburi
HFC

R 23
R 32
R 125
R 134 a
R 143 a
R 152 a

0
0
0
0
0
0

11700
650
2800
1300
3800
140

0
5.6
33
15.6
48
1.8

Miscele azeotropiche

R 410 a

1890

Misc. azeotr. (glide)

R 407 c

1610

Ammoniaca

R 717

Anidride carbonica

R 744

100

La produzione industriale dei freon, con il protocollo di Montreal del 1989 stata quindi proibita
progressivamente fino a totale cessazione e, nello stesso tempo, sono state promosse ricerche
mirate alla formulazione di fluidi frigorigeni alternativi.
Lindustria chimica cos giunta a sintetizzare nuovi fluidi che in genere risultano pi favorevoli dal
punto di vista ambientale ma spesso meno adatti dei freon per luso nelle macchine frigorifere
attuali.
Lefficienza energetica di queste ultime ne esce penalizzata e di conseguenza i consumi elettrici,
con relativa sovrapproduzione di CO2 nelle centrali termoelettriche.
Lindice che misura limpatto ambientale da CO2, tenendo conto delleffetto diretto (dovuto al fluido
utilizzato, quando rilasciato in ambiente) e indiretto (dovuto al consumo di elettricit in quanto
accompagnata da produzione di CO2 ) il TEWI (Total Equivalent Warming Impact):

TEWI m GWP co2 e


m = massa di fluido rilasciata in atmosfera per perdite dalla macchina o per manutenzione e a
fine vita
CO2 = massa di CO2 emessa per unit di en. elettrica prodotta (dipende dalle tecnologie
utilizzate, dal mix dei combustibili etc.)
= vita tecnica dell'impianto
e = energia elettrica mediamente consumata nellunit di tempo.

Tossicit Acuta:esposizione per periodi brevi a consistenti quantit di refrigerante

Tossicit Cronica:esposizione per periodi prolungati a quantit molto basse esposizione

il rischio tossicologico di un
refrigerante viene quantificato
nei LIMITI DI ESPOSIZIONE

massime concentrazioni in volume


e in aria ritenute NON PERICOLOSE

MACCHINE FRIGORIFERE AD ASSORBIMENTO


Mentre nella Macchina a Compressione (MC) il fluido di lavoro un fluido monocomponente
(freon , ammoniaca, etc.) nella Macchina ad Assorbimento (MA) un fluido bicomponente,
ossia un miscuglio formato da due fluidi diversi di cui uno molto pi volatile dellaltro (per es. NH3
+H2O ), ovvero un fluido e un sale (per es. H2O+ LiBr).
Mentre nella MC lenergia fornita lavoro (en. meccanica o elettrica), nella MA calore a T 90
C.
Tale calore pu essere ottenuto da comuni processi di combustione (caldaie), pu essere calore
di scarto (cascame termico) o prodotto da fonte solare (collettori solari di tecnologia idonea: per
es. collettori a concentrazione o semiconcentrazione etc.; non collettori solari piani di tipo
comune).
Lo schema impiantistico e il ciclo termico nel piano (p, T) sono mostrati nelle figure seguenti
(x=concentrazione del componente pi volatile).
Il gruppo di componenti a destra della linea verticale tratteggiata gioca il ruolo che nella macchine
a compressione aveva il compressore.

Nella Macchina frigorifera ad


assorbimento operano due fluidi
anche in miscela:
-Fluido friogrigeno a pi alta tensione
di vapore (soluto) NH3 o H2O
-Fluido frigorigeno a tensione di
vapore pi bassa H2O o LiBr
7-1 generatore: alimentato da
miscela H2O NH3 ricca di
ammoniaca. Fornendo potenza
termica qg(120C) si libera il
componente pi volatile della
soluzione cio la NH3
1-2 Condensatore-: NH3 condensa
cedendo calore allesterno qc
2-3 Laminazione: si abbassa la pressione da pc a p0
3-4 Evaporatore.NH3 vaporizza isobaricamente e produce effetto frigorigeno q0
Assorbitore: allassorbitore giunge NH3 proveniente dallevaporatore e la soluzione proveniente dal
generatore povera in NH3. Si ha la dissoluzione dell NH3 nella soluzione con processo esotermico
e produzione di calore qa
5-6 pompa: la soluzione ricca di NH3 viene inviata al generatore

Concentrazione del vapore :

mv

mmisc

La macchina ad assorbimento pu essere riguardata come


una macchina termica che evolve tra tre serbatoi
termodinamici (ambiente da refrigerare, ambiente naturale,
sorgente termica) e riceve una fornitura di lavoro esterno P
<< Qg :

Lefficienza definita come:

Q0
Q
0
Qg P Qg

Per esplicitare lefficienza si scrivano sulla macchina i seguenti bilanci :


Bilancio energetico :
Bilancio entropico :

Q0 Qg Qa Qc

dQ

T
Q Q Q Qa
0 0 g c

T0 Tg
Tc

dS

Combinando le due precedenti espressioni si ottiene:

1 1

Q0 Tc Tg Qg

1 1
Qg

T0 Tc

Lefficienza ideale si calcola imponendo = 0 . Allora :

1 1

T Tg
i c
1 1

T0 Tc

Ad es., per Tc = 40C=313 K; T0 = 7C= 280 K ; Tg = 110C=383 K , risulta : i = 1.55.

Lefficienza reale di queste macchine attualmente

0.70.8

RAPPORTO DI ENERGIA PRIMARIA


Lefficienza di una macchina frigorifera ad assorbimento non direttamente confrontabile con
quella di una macchina a compressione perch le rispettive definizioni non sono coerenti.
La prima infatti definita in rapporto allenergia termica, laltra in rapporto allenergia meccanica
o elettrica fornita alla macchina.
Al fine di omogeneizzare il confronto, conviene assumere come riferimento per ambedue
lEnergia Primaria (energia da fonte fossile), ossia il combustibile che si consuma per
alimentare le macchine.
E opportuno quindi utilizzare come indice di efficienza termodinamica il Rapporto di Energia
Primaria (REP) definito come:

REP

Eu
EP

dove
Eu lenergia resa allutenza nelle forme desiderate (termica, elettrica, frigorifera)
EP lenergia primaria spesa
In questo caso il confronto va fatto a parit di energia frigorifera prodotta , quindi Eu = Q0 =Q.
Assunti come dati di riferimento:

CTE = 0.37

Rendimento della centrale termoelettrica (valore ENEL)

C = 0.9

Rendimento del generatore di calore a servizio della macchina ad


assorbimento

MC
= 2.5
MA_1st = 0.8

Efficienza della macchina a compressione


Efficienza della macchina monostadio ad assorbimento

REPMC

Q
Q

MC CTE 2.5 0.37 0.92


EP Pel / CTE

REPMA _1st

Q
Q

MA _1st C 0.8 0.9 0.72


EP Qg / C

macchina a compressione

macchina ad assorbim. monostadio

POMPE DI CALORE
La pompa di calore evolve secondo un ciclo inverso.
E solo la posizione dellutente che cambia rispetto al caso della macchina frigorifera.
Lutente ora dal lato del condensatore.
E equivalente ad una pompa idraulica. Questa serve a vincere il dislivello geodetico tra due
serbatoi, quella a trasportare il calore da un ambiente a temp. pi bassa (lambiente naturale) ad
uno a temperatura pi alta (il fluido o lambiente da riscaldare).
La pompa di calore pu quindi riguardarsi come una macchina per la produzione del calore.
Le sorgenti termiche delle PdC sono : aria, acqua, terreno.
Si parla allora di PdC aria-aria, aria-acqua, acqua-aria, acqua-acqua, terreno-aria , terrenoacqua ( il primo termine sempre quello della sorgente)
La sua efficienza misurata dal COP (Coefficient Of Performance)
Le PdC attuali, quando operano in condizioni nominali presentano un

COP 3 4

Q1
Q1
1

L Q2 Q1 Q2 1
Q1

Q2 L Q1
COP

1
L
L

COP 1

Funzionamento da macchina frigorifera

Funzionamento da POMPA DI CALORE

POMPE DI CALORE REVERSIBILI (O BIVALENTI)


possibile invertire il ciclo termico grazie alla scatola di inversione.
Questa reindirizza il fluido proveniente dal compressore verso lo scambiatore che deve
fungere da condensatore.
Azionando tale valvola si commuta il funzionamento stagionale (estivo/invernale) della
macchina senza alterare la posizione degli scambiatori di calore:ne vengono infatti solo
scambiati i ruoli.

FATTORI DI PENALIZZAZIONE DELLE PDC


La prestazione di una PdC che usa laria naturale come sorgente termica dipende sensibilmente
dalle condizioni operative e climatiche.
In particolare essa dipende :
dalla temperatura esterna (sono penalizzate le localit pi fredde)
dallumidit relativa ( per problemi di brinamento dellevaporatore = formazione di ghiaccio sulla
batteria esterna, che manda in con blocco la macchina).
Per sciogliere lo strato di ghiaccio si rimedia o attivando una batteria di resistenze elettriche o con
linversione del ciclo. In ogni caso si determinano extra-costi e interruzioni del servizio.
Parzializzazioni (funzionamento a carico ridotto)