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COMUNITA MONTANA MURGIA BARESE SUD-EST

Centro pilota per la trasformazione e depurazione del siero dellindustria casearia


Relazione di processo Impianto di depurazione
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SOMMARIO

1. PREMESSA............................................................................................................................ 2
2. DATI DI PROGETTO.............................................................................................................. 3
3. EFFICIENZA DEPURATIVA................................................................................................... 5
4. DESCRIZIONE E DIMENSIONAMENTO DELLIMPIANTO.................................................... 5
4.1 LINEA LIQUAMI .............................................................................................................. 5
4.1.1 Sollevamento ed accumulo acque di prima pioggia e di lavaggio piazzali ................ 5
4.1.2 Accumulo acque di lavaggio ed omogeneizzazione delle portate............................. 6
4.1.3 Stazione di sollevamento acque omogeneizzate...................................................... 7
4.1.4 Correzione pH.......................................................................................................... 7
4.1.5 Grigliatura................................................................................................................ 8
4.1.6 trattamento biologico................................................................................................ 8
4.1.7 Trattamento biologico .............................................................................................. 9
4.1.7.1 Ossidazione biologica e nitrificazione................................................................. 10
4.1.7.2 Il fabbisogno di ossigeno.................................................................................... 13
4.1.7.3 Ricircolo fanghi .................................................................................................. 15
4.1.7.4 Sedimentazione finale........................................................................................ 15
4.1.7.5 Fango di supero................................................................................................. 16
4.2 LINEA FANGHI ............................................................................................................. 17
4.2.1 Pre - Ispessimento dinamico.................................................................................. 17
4.2.2 Stabilizzazione aerobica ........................................................................................ 18
4.2.3 Post - Ispessimento statico .................................................................................... 21
4.2.4 Disidratazione meccanica...................................................................................... 22


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1. PREMESSA
Le acque reflue provenienti dai processi di lavorazione e dai quotidiani lavaggi dellimpianto di
trattamento del siero di latte presentano un carico organico elevato che, se scaricato tal quale in
fognatura, causa dinquinamento ambientale.
I reflui prodotti, quindi, non possono in alcun modo essere scaricati in acque superficiali e/o in
pubblica fognatura, ma devono essere condotti ad un adeguato sistema di depurazione.
Nei paragrafi che seguono sono illustrati i criteri di dimensionamento di un impianto biologico di
depurazione per il trattamento sia delle acque di lavaggio che del permeato dellimpianto di
trattamento del siero proposto.
Si evidenzia che il dimensionamento del depuratore stato pure svolto tenendo presente che il
siero non lunico sottoprodotto della lavorazione casearia: oltre ai reflui dellimpianto di
trattamento del siero, al trattamento biologico possono essere sottoposte anche le acque reflue
prodotte dai quotidiani lavaggi delle attrezzature per la produzione dei caseifici e che perci
contengono i residui della lavorazione (latte, latticello oltre che siero).
Tale aspetto stato considerato per consentire alle aziende casearie non dotate di un proprio
impianto di depurazione, di conferire le acque di lavaggio allimpianto di depurazione che si intende
realizzare non potendo scaricarle tal quali in fognatura dal momento che costituirebbero dei veri e
propri scarichi anomali.
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2. DATI DI PROGETTO
Di seguito si riportano le portate e le concentrazioni di B.O.D.e C.O.D che si riscontrano nelle
acque di lavaggio e in quelle provenienti dai processi di lavorazione tipiche delle utenze di cui si
compone limpianto di trattamento del siero che si intende realizzare:

Reflui
l/d
COD
mg/l
COD
kg/d
BOD
mg/l
BOD
kg/d
ACQUE DI LAVAGGIO
DELLIMPIANTO DEL SIERO
124.000 9.900,0 1.227,6 5.500,0 682,0
ACQUE PROVENIENTI DAI PROCESSI
DI LAVORAZIONE DEL SIERO
476.000 5.400,0 2.570,4 3.000,0 1.428,0
Totale 600.000 6.330 3.798 3.516,7 2.110
Nella tabella che segue, invece, sono riportati i valori tipici dei volumi dacqua e delle
concentrazioni di B.O.D.e C.O.D che si possono riscontrare nelle acque di lavaggio di un caseificio
(escluse le acque di raffreddamento estivo del latte):
Valori ottenuti in caseifici
Massimo Medio Minimo Consumi idrici
(mc/g/q.le latte lavorato)
0,30 0,18 0,12
Conc. Refluo (mg/l COD) 3000 1500 700
Conc. Refluo (mg/l BOD) 1400 800 450
Per individuare il carico totale di solidi sospesi, azoto e fosforo sono stati invece utilizzati i valori
tipici di concentrazione riscontrati in acque di lavaggio e in acque provenienti da processi di
lavorazione simili:
CARICO INQUINANTE mg/l
Materiali in sospensione
Acque di lavaggio 900
Acque provenienti dai processi di lavorazione 0
Azoto totale Kjeldhal
Acque di lavaggio 100
Acque provenienti dai processi di lavorazione 150
Azoto nitrico + azoto nitroso
Acque di lavaggio 25
Acque provenienti dai processi di lavorazione 0
Fosforo
Acque di lavaggio 35
Acque provenienti dai processi di lavorazione 25
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Nellipotesi di trattare, insieme ai reflui dellimpianto di trattamento del siero, una portata giornaliera
di circa 400 m
3
dacqua di lavaggio dei caseifici, limpianto di depurazione dimensionato nella
presente relazione dovr trattare una portata complessiva di 1.000 m
3
/d.
Il carico inquinante medio dei reflui da trattare con il depuratore in progetto sar pertanto
caratterizzato come segue:
INQUINANTE g/m
3
kg/d
Carico organico BOD
Acque di lavaggio dei caseifici 800,00 320,00
Acque di lavaggio impianto del siero 5.500,00 682,00
Acque provenienti dai processi di lavorazione 3.000,00 1.428,00
BOD 2.430,00 2.430,00
Carico organico COD
Acque di lavaggio dei caseifici 1.500,00 600,00
Acque di lavaggio impianto del siero 9.900,00 1227,60
Acque provenienti dai processi di lavorazione 5.400,00 2.570,40
COD 4.398,00 4.398,00
Materiali in sospensione
Acque di lavaggio 1.314,80 1.314,80
Acque provenienti dai processi di lavorazione 0 0
SST 1.314,80 1.314,80
Azoto totale Kjeldhal
Acque di lavaggio 100 50,60
Acque provenienti dai processi di lavorazione 150 71,40
TKN 123,80 123,80
Azoto ammoniacale
Acque di lavaggio 100 52,40
Acque provenienti dai processi di lavorazione 150 71,40
N-NH
4
+
123,80 123,80
Azoto nitrico + azoto nitroso
Acque di lavaggio 25 13,10
Acque provenienti dai processi di lavorazione 0 0
N-NO
3
-
13,10 13,10
Fosforo
Acque di lavaggio 35 18,34
Acque provenienti dai processi di lavorazione 25 11,90
P
tot
30,24 30,24

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3. EFFICIENZA DEPURATIVA
Le caratteristiche delleffluente dellimpianto di depurazione saranno conformi ai valori limiti di cui
alla Tabella 3 dellallegato 5 del D.L. 152/99 riferita allo scarico in fognatura ed in particolare:
Valori limiti di emissione in fognatura
PARAMETRI Unit di
misura
Scarico in rete fognaria (*)
pH - 5,5 9,5
Solidi sospesi totali mg/l 200
BOD5 mg/l 250
COD mg/l 500
Fosforo totale mg/l 10
Azoto ammoniacale mg/l 30
Azoto nitrico mg/l 30

(*) I limiti per lo scarico in rete fognaria sono obbligati in assenza di limiti stabiliti dall'autorit competente ai sensi
dell'articolo 33, comma 1 del presente decreto o in mancanza di un impianto finale di trattamento in grado di rispettare i
limiti di emissione dello scarico finale. Limiti diversi devono essere resi conformi a quanto indicato alla nota 2 della
tabella 5 relativa a sostanze pericolose.

I fanghi rivenienti dal trattamento risulteranno stabili e palabili e non daranno luogo allo sviluppo di
cattivi odori e pertanto potranno essere smaltiti in discariche autorizzate o in impianti di
compostaggio qualora presentino le caratteristiche richieste.
4. DESCRIZIONE E DIMENSIONAMENTO DELLIMPIANTO
4.1 Linea liquami
Per quanto precedentemente illustrato, limpianto tratter le acque provenienti dai processi di
lavorazione dellimpianto di trattamento del siero, le sue acque di lavaggio e quelle di lavaggio dei
caseifici. A queste acque necessario aggiungere quelle di lavaggio dei piazzali e di prima
pioggia, mentre gli scarichi igienico-sanitari saranno conferiti in pubblica fognatura.
4.1.1 SOLLEVAMENTO ED ACCUMULO ACQUE DI PRIMA PIOGGIA E DI LAVAGGIO
PIAZZALI
Lesigenza di trattamento delle acque di lavaggio dei piazzali e di quelle di prima pioggia, nasce
dalleventualit che parte dei reflui prodotti dai trattamenti caseari possano versarsi sui piazzali
durante le operazioni per il loro conferimento allimpianto dalle autocisterne.
Le acque, raccolte nei piazzali a causa del loro lavaggio o in seguito ad eventi di pioggia, potranno
essere conferite, attraverso opportune caditoie, in un pozzetto di raccolta dimensionato in modo
che le prime acque in arrivo, e quindi le pi inquinate, sfiorino in una stazione di sollevamento
(volume = 35 m
3
) collegata allimpianto di depurazione. Di qui, attraverso n. 2 pompe (1 + 1 di
riserva) lacqua accumulata sar sollevata alla vasca di raccolta ed equalizzazione acque di
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lavaggio dei caseifici, che si prevede di realizzare in testa allimpianto di depurazione, per il loro
trattamento.
Le acque in eccesso a quelle di prima pioggia saranno confluite in una prima vasca di accumulo
(volume = 106 m
3
) in cui saranno raccolte le acque per limpianto antincendio. Le portate
ulteriormente in eccesso sfioreranno in una seconda vasca di raccolta (volume = 150 m
3
) per
essere utilizzate come acque di servizio necessarie alla pulizia dei piazzali, allimpianto di
depurazione e allirrigazione.
A causa del ruolo fondamentale investito da entrambe queste vasche di accumulo (V.V.F.F. e
acque di servizio) si dovr provvedere a mantenerle sempre piene addizionando, se necessario,
acqua potabile.
4.1.2 ACCUMULO ACQUE DI LAVAGGIO ED OMOGENEIZZAZIONE DELLE PORTATE
Si prevede la realizzazione di una fase di accumulo delle acque di lavaggio e di una successiva
fase di omogeneizzazione con le acque di trattamento del siero, con lo scopo di evitare che,
variazioni concomitanti di portata e concentrazioni, portino a conseguenti elevate variazioni di
carico di massa (dato dal prodotto delle due grandezze).
Le variazioni di portata e di carico inquinante, infatti, assumono un significato economico e
funzionale particolarmente importante in quanto:
- le varie fasi di depurazione devono essere dimensionate sui valori delle punte di carico;
- punte improvvise di carico possono comportare gravi conseguenze negative sullefficienza
di depurazione particolarmente in processi di depurazione biologici nei quali i microrganismi
malamente si adattano a brusche variazioni ambientali.
Risulta pertanto evidente lopportunit di prevedere un volume di accumulo per lequalizzazione
delle acque conferite dai caseifici, dei dreni dellimpianto e delle acque di prima pioggia, dal quale
prelevare una portata oraria costante durante larco di unintera giornata. Tale portata sar quindi
unita, in una vasca di omogeneizzazione, a quella che in 24 ore viene prodotta dallimpianto di
trattamento del siero.
Dalla vasca di omogeneizzazione sar possibile sollevare una portata media oraria costante
caratterizzata da un carico inquinante omogeneo.
Il dimensionamento del volume di accumulo giornaliero delle acque di lavaggio dei caseifici stato
effettuato nellipotesi che nellarco di 8 ore il volume dacqua totale conferito allimpianto di
depurazione sia di 400 m
3
.
Da tale volume deve essere possibile prelevare in 24 ore una portata costante di:
h/d 24
/d m 400
3
= 16,7
m
3
/h.
Il volume di accumulo giornaliero delle acque di lavaggio (V
AL
) sar quindi pari a:
V
AL
= 400 m
3
(16,7 m
3
/h 8 h) = 300 m
3
in cui i reflui saranno continuamente mescolati da n.2
miscelatori sommersi.
I 16,7 m
3
/h di acqua di lavaggio dei caseifici, insieme alla portata oraria di acqua derivante dal
trattamento del siero (pari a 600 m
3
/d / 24 h/d = 25 m
3
/h), confluiranno poi in una vasca di
miscelazione per lomogeneizzazione delle portate.
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Per il sollevamento delle acque equalizzate nella vasca di omogeneizzazione si prevede
linstallazione di n.2 pompe (1 + 1 di riserva) da 20 m
3
/h asservite ad inverter che adeguer la
portata in base ai dati rilevati dal misuratore di portata installato sulla mandata delle pompe.
La vasca di omogeneizzazione stata dimensionata per consentire laccumulo dellintera portata
per almeno 12 ore al giorno. Pertanto, la vasca deve avere volume almeno pari a:
(16,7 + 25) m
3
/h 12 h/d = 500,4 m
3
.
Si adotta una vasca di omogeneizzazione di volume pari a 500 m
3
la cui azione sar coadiuvata
dallinstallazione di n. 2 miscelatori sommersi.
In caso di mancato conferimento dei reflui di lavaggio dei caseifici, il tempo di detenzione della
portata di trattamento del siero nel volume di omogeneizzazione sar di:
/h m 25
m 500
3
3
= 20 ore durante le quali comunque si consentir alla portata di trarre vantaggio degli
effetti dellomogeneizzazione.
Limpianto sar quindi dimensionato sui valori medi sia della portata che dei carichi inquinanti
individuati nellipotesi di considerare costante il conferimento quotidiano della portata aggiuntiva
dei reflui di lavaggio dei caseifici.
Limpianto cos dimensionato sar sicuramente in grado di trattare le sole acque derivanti
dallimpianto di trattamento del siero.
4.1.3 STAZIONE DI SOLLEVAMENTO ACQUE OMOGENEIZZATE
In caso di trattamento delle sole acque provenienti dallimpianto di trattamento del siero, dalla
vasca di omogeneizzazione sar sollevata una portata costante di 25 m
3
/h (600 m
3
/d / 24 h/d =
25m
3
/h); qualora a queste si aggiungano i reflui di lavaggio dei caseifici, alla depurazione biologica
sar inviata una portata oraria costante pari a 42 m
3
/h (1000 m
3
/d / 24 h/d = 41,7 m
3
/h).
Si prevede pertanto linstallazione di n.3 pompe (2 + 1 di riserva) da 25 m
3
/h asservite ad inverter
per il sollevamento delle acque omogeneizzate alle successive fasi di trattamento. Linverter
adeguer la portata in base ai dati rilevati dal misuratore di portata installato sulla mandata delle
pompe.
4.1.4 CORREZIONE PH
Il valore del pH delle acque ha unimportanza fondamentale nellinfluire sui processi biologici e
sulle reazioni chimiche. Negli impianti di depurazione biologica il pH deve essere compreso tra 6,5
e 8,5, e in questo campo le variazioni nel tempo debbono essere molto graduali per non interferire
in modo molto dannoso sullandamento dei fenomeni depurativi.
A causa dellacidit che caratterizza le acque di lavaggio dei caseifici pugliesi, il pH delle acque da
depurare potrebbe assumere valori bassi e pertanto limitanti dei processi biologici di abbattimento
della sostanza organica ed incompatibili con i limiti imposti dalla normativa (pH = 5,5 9,5).
Il pH dei reflui in ingresso ed in uscita dalla vasca di equalizzazione sar perci monitorato
mediante pHmetro e, sulla base dei valori rilevati, sar predisposto il dosaggio di soda caustica
direttamente in vasca di equalizzazione mediante pompa dosatrice. In particolare, il dosaggio della
soda avverr per valori fissati come minimi di pH in ingresso alla vasca di accumulo delle acque di
lavaggio dei caseifici e valori fissati come massimi in uscita dalla vasca di omogeneizzazione e
sar dosato dalle pompe proporzionalmente alle unit di pH da aumentare.
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Si prevede lutilizzo di soda caustica (NaOH) in soluzione al 30% P/P, con peso specifico di circa
1,3 g/ml.
Lomogeneizzazione cui saranno sottoposti i reflui prima del trattamento di rimozione biologica,
eviter la brusca variazione di pH in vasca di ossidazione scongiurando il pericolo di inibizione del
processo.
4.1.5 GRIGLIATURA
Leventualit di trattamento di una piccola aliquota di acque di lavaggio dei piazzali o di prima
pioggia comporta lesigenza di prevedere una fase di grigliatura per consentire il trattenimento di
materiali grossolani trasportati.
Si prevede linstallazione di una griglia rotativa con spaziatura tra le barre di 2.50 mm: il refluo da
trattare, drenando attraverso la superficie filtrante costituita da un tamburo in lenta rotazione, lascia
su di essa le sostanze in sospensione con dimensioni superiori alla luce di passaggio. Una lama
raschiante provveder al successivo allontanamento del materiale grigliato per il suo smaltimento
insieme ai fanghi della depurazione. Le acque, dopo lattraversamento del filtro, saranno
convogliate in una vasca sottostante di raccolta per il collegamento agli stadi depurativi successivi.
4.1.6 TRATTAMENTO BIOLOGICO
Analizziamo ora gli altri parametri maggiormente in uso:
SVI : consente di stimare le caratteristiche di sedimentabilit dei fanghi; indica il volume occupato
da un grammo di fango dopo 30 di sedimentazione in cono Imhoff.
Si considerano accettabili valori che vanno da 70 a 150 cc/g (bibl. (18); Fantei, Struggia, Soprani).
Dipende da molti fattori quali il carico del fango, il tipo di substrato e la presenza di batteri
filamentosi.
SSED : il volume occupato da un campione di fango attivo dopo sedimentazione statica in cono
Imhoff per 30 minuti [ml/l]; utilizzato soprattutto negli impianti di depurazione di piccole
dimensioni. Rappresenta anche il primo passo per la determinazione dellSVI.
OD : lossigeno disciolto un parametro chiave per il buon funzionamento dellimpianto biologico.
Ovviamente la presenza di ossigeno fondamentale per il buon svolgimento di qualsiasi processo
aerobico. Il monitoraggio frequente del valore di OD in vasca consente alloperatore di rilevare
differenze sostanziali nella richiesta biologica di ossigeno; valori pi bassi potrebbero indicare un
aumento del carico in ingresso, mentre valori pi elevati fanno pensare allarrivo di un composto
tossico o ad una forte diminuzione del carico. E da precisare che la misura dellOD misurata
rispetto al mezzo liquido, mentre sicuramente diversa la situazione allinterno del fiocco di fango.
La misura dei solidi sospesi totali della miscela liquida ( MLSS ) o dei solidi sospesi volatili (
MLVSS ) rappresenta il tentativo pi semplice di quantificazione della massa vivente attiva che
opera sul fiocco. Nonostante queste misurazioni non diano informazioni circa le caratteristiche
fisiche di sedimentabilit e bioflocculazione, o biologiche, la velocit di respirazione e di rimozione
del substrato, tuttavia questi parametri sono molto importanti relativamente alla stima della quantit
di biomassa.
Il rapporto MLVSS/MLSS indice della presenza di biomassa, o di sostanza organica, rispetto ad
una frazione che pu contenere molti inerti. Valori uguali a 0.7-0.8 indicano fango attivo, mentre
per fango digerito o attivo a basso carico (FC) si possono avere valori di 0.5-0.6; un fango
condizionato con calce o proveniente da un controlavaggio pu assumere valori uguali a 0.3-0.4.
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ORP : il potenziale di ossido-riduzione; bench non possa essere considerato un parametro di
controllo vero e proprio, fornisce una tendenza sullo stato di ossido-riduzione del sistema, e
relativamente alla rimozione delle sostanze azotate consente di avere utili informazioni sul
rapporto delle specie azotate, azoto nitrico e ammoniacale (bibl. (12), Comolli).
4.1.7 TRATTAMENTO BIOLOGICO
I reflui, privi della maggior parte delle sostanze sedimentabili ma carichi ancora di sostanze
organiche disciolte e colloidali, sono inviati alla fase ossidativa ove avvengono trattamenti di
aerazione intensa artificiale.
Nellambiente ricco di ossigeno del comparto di aerazione si instaurano complessi processi fisici e
biologici ad opera di microrganismi precostituiti presenti in vasca in concentrazione elevatissima ed
associati in colonie a costituire fiocchi di fango, cio piccole masse gelatinose che bloccano i
solidi colloidali non sedimentabili per effetto di fenomeni fisici di adsorbimento.
In particolare, lossigeno fornito artificialmente nella vasca di ossidazione biologica (detta perci
anche di aerazione), crea le condizioni ottimali per il metabolismo microbico, inteso come
complesso di trasformazioni operate dai microrganismi nei loro processi assimilatavi e riproduttivi,
e che comporta produzione di sostanza vivente a partire da sostanze organiche inerti, utilizzando
energia esterna o energia ottenuta con processi ossidativi delle sostanze organiche presenti nei
liquami; si intende anche quel complesso di trasformazioni che comporta una degradazione delle
sostanze di accumulo nel protoplasma dei microrganismi, e dei microrganismi stessi, in sostanze
organiche pi semplici, con eliminazione dei prodotti finali (acqua, anidride carbonica, azoto, ecc.).
I microrganismi, in particolare, utilizzano per il loro sviluppo parte delle sostanze organiche solubili
presenti nei liquami, trasformandole in sostanza vivente e rendendole cos sedimentabili, e
contemporaneamente procedono allelaborazione dei solidi colloidali inglobati nella massa
fioccosa, previa solubilizzazione con particolari enzimi extracellulari.
Ne risulta un netto incremento nel numero dei microrganismi, e i fiocchi in cui sono agglomerati,
passando il liquame nella successiva fase di sedimentazione, sedimentano sul fondo di apposite
vasche, mentre il liquame purificato sfiora dai canali di raccolta.
Fondamentale risultato del trattamento biologico perci quello di rendere sedimentabili sostanze
organiche prima disciolte e colloidali che, altrimenti, non potrebbero essere bloccate ed allontanate
dalla fase liquida.
Si evidenzia pure che, nella fase di sintesi, azoto e fosforo sono elementi indispensabili per la
crescita e la moltiplicazione delle cellule batteriche, per cui essi possono essere assimilati in
percentuali considerevoli. Pertanto, in impianti biologici in cui la fase di sintesi sia prevalente, si
possono ottenere sostanziali rimozioni di azoto e di fosforo per assimilazione.
Laddove, nel nostro caso, i quantitativi residui di azoto e/o fosforo nel refluo, rispetto a quelli
necessari per la fase di sintesi, superino i limiti imposti dalla normativa per lo scarico in fognatura,
sar necessario provvedere alla loro rimozione.
I processi attualmente pi utilizzati a tal scopo prevedono una nitrificazione e successiva
denitrificazione controllate, entrambe per via biologica. Mediante nitrificazione, lammoniaca ed i
composti organici ammoniacali, sono convertiti in nitrati tramite lazione congiunta di due gruppi di
batteri specializzati nitrificanti (Nitrosomonas e Nitrobacter), di tipo autotrofo e strettamente aerobi
che operano sequenzialmente: i primi ossidano lammoniaca a nitriti, gli altri ossidano i nitriti a
nitrati.
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Nel caso in cui i nitrati formatisi per ossidazione dei composti ammoniacali risultino nel refluo in
quantit superiore a quella consentita dalla normativa per lo scarico in fognatura, necessario
provvedere alla loro rimozione mediante processo di denitrificazione.
I nitrati presenti nel refluo costituiscono una riserva di ossigeno, per cui, ponendo la miscela di
fango attivo senza sufficiente aerazione, i batteri soddisfano la richiesta di ossigeno della frazione
carboniosa del BOD attingendo ossigeno dalla molecola dei nitrati. Lassorbimento di ossigeno dai
nitrati si sviluppa secondo un processo di denitrificazione nel senso che la reazione riduttiva
operata dai batteri determina la formazione di azoto che tende ad allontanarsi come gas dal mezzo
liquido.
Nel sedimentatore secondario invece avviene la separazione tra acqua chiarificata e fango
biologico che viene poi rimandato nel reattore attraverso il ricircolo.
4.1.7.1 Ossidazione biologica e nitrificazione
Lo sviluppo dei processi di assimilazione e di degradazione della sostanza organica ad opera dei
microrganismi avviene a spese di ossigeno fornito immettendo aria nella massa liquida con
opportuni macchinari.
Poich in tale comparto avviene principalmente la rimozione del BOD, per il dimensionamento si
utilizza la seguente formula:
V
ox
[m] = 24 * Q
m
* BOD
i
/ (F
c
* MLSS)
in cui il parametro utilizzato l F
c
, fattore di carico organico cio il carico di sostanza organica
biodegradabile (espresso in Kg BOD
5
) che viene applicata al giorno alla massa di Solidi Sospesi
Totali ( espressi in Kg) presente nella vasca di aerazione ( i solidi sospesi sono utilizzati in via
semplificativa al posto della massa di microrganismi presente nella vasca di areazione, poich
quest'ultima di difficile valutazione).
Fissato il valore del fattore di carico sufficiente conoscere la portata affluita allimpianto (Q), il
BOD in ingresso allimpianto, e la misura dei solidi sospesi della miscela liquida (MLSS) per
ottenere il volume cercato.
Se F
C
superiore a 0,5 (kg BOD
5
/giorno)/kgMLSS allora ci troviamo di fronte ad una situazione di
alto carico (bibl. (18); Fantei, Struggia, Soprani), viene prodotta una notevole quantit di fanghi da
smaltire, leffluente finale opalescente con un BOD
5
residuo elevato, infatti si riesce a
biodegradare solo il 75-80% del BOD5 solubile.
In una situazione di medio carico invece il carico del fango compreso tra 0,15 e 0,5, l'effluente
pi pulito del precedente , si ha una minore produzione di fango e la concentrazione di MLSS pi
elevata rispetto al caso precedente; infine il rendimento depurativo riesce a raggiungere il 90% del
BOD5 solubile.
Con valori di F
C
tra 0.05 e 0.15 viene prodotto poco fango e si arriva ad avere rendimenti
depurativi del 95%; l'effluente avr un BOD
5
solubile molto basso, ma alto contenuto di solidi
sospesi e la produzione del fango praticamente inesistente.
Pi in particolare se presente alto carico si osserva nella vasca di aerazione la crescita di batteri
dispersi, attivit e velocit di crescita sono massime, e c la presenza di cellule giovani, leggere
che tendono a rimanere in sospensione. Diminuendo il carico del fango c laumento dellet del
fango ed il fiocco si addensa permettendo una buona sedimentabilit. Se invece il carico troppo
basso aumenta la respirazione endogena e si pu avere la disgregazione del fiocco.
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Pertanto si ritenuto opportuno dimensionare limpianto con fattore di carico organico non
superiore a 0,3 (kg BOD
5
/giorno)/kgMLSS.
Il volume utile di areazione stato stabilito nell'ipotesi che la concentrazione di biomassa in vasca
fosse di 3,5 Kg SS/m
3
, e fissando un fattore di carico organico medio di circa 0,26 kgBOD/kg SSd;
dovendo assicurare un refluo trattato allo scarico con BOD
5
non superiore a 250 mg/l, il BOD
5
che
sar necessario rimuovere pari a BOD
i
= 2.430 250 = 2.180 mg/l = 2,180 kg/m
3

V
ox
[m] = 1.000 m
3
/d 2,18 kg BOD/m
3
/ (0,261 kg BOD/ kg SS 3,5 kg SS/m
3
) = 2.380,50 m
3
.
Il trattamento biologico dimensionato consente di ottenere, simultaneamente all'abbattimento del
carico organico, la nitrificazione del TKN, (TOTALE KJELDAHL NITROGEN: azoto totale misurato
con il metodo Kjeldahl, esprime l'azoto ammoniacale pi l'azoto organico) per le condizioni pi
sfavorevoli, e cio alla temperatura minima invernale dei liquami. La quantit di biomassa presente
nella vasca di areazione stata verificata per le condizioni risultate pi restrittive e corrispondenti
alla necessit di ottenere il richiesto livello di nitrificazione alla temperatura minima stimata di 18C.
Importante per quantificare i processi di degradazione dell'ammoniaca a nitrati negli impianti di
depurazione la conoscenza della velocit di nitrificazione. Questa definita secondo la cinetica
di Monod espressa in g TKN/(kg SSNd) con l'espressione :
v
nitr
,
T
= v
nitr,20
(TKN
e
/(K
TKN
+ TKN
e
)) (O.D./K
O
+ O.D.))
(Tmin - 20)

dove:
v
nitr
,
T
= velocit di nitrificazione nelle reali condizioni operative ( T(C), pH, OD, TKN).
v
nitr,20
= velocit di rimozione di riferimento a 20C, [gTKN / kgSSN /d]
TKN
e
= concentrazione minima di azoto ammoniacale in vasca pari al valore in uscita [mg TKN /l]
K
TKN
= costante di semisaturazione dellazoto [mg TKN/l];
K
O
= costante di semisaturazione dellossigeno [mg O/l];
O.D. = concentrazione di ossigeno disciolto nel volume liquido [mg O/l]
= coefficiente di correzione relativo alla temperatura, pari a 1,12 per i processi di nitrificazione.
La frazione f di batteri nitrificanti sulla biomassa totale viene calcolata attraverso la nota formula:
f =
in cui:
BOD
in
e BOD
out
rappresentano le concentrazioni di BOD rispettivamente in ingesso e in uscita
dalla fase biologica: BOD
in
= 2.430 mg/l e BOD
out
= 250 mg/l.
TKN
in
e TKN
out
rappresentano le concentrazioni di azoto ammoniacale in ingresso e in uscita
dalla fase biologica.
Y/Y
n
il rapporto tra le costanti di crescita dei batteri eterotrofi e di quelli autotrofi
nitrificanti. Viene assunto pari a 3,7.
Dai calcoli di processo effettuati in fase di progettazione dellimpianto, si verificato che il volume
di ossidazione calcolato (2.380,50 m
3
) consente di ottenere una concentrazione di azoto
ammoniacale in uscita pari a 0,15 mg/l con un coefficiente di sicurezza uguale a circa 1,7.
Infatti, per TKN
out
pari a 0,15 mg/l, f assume valore pari a 0,015 kg SSN/kg SS, ci significa che
solo l1,5% della biomassa presente in aerazione costituita da batteri nitrificanti.
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La velocit di nitrificazione nelle reali condizioni operative diventa pari a:
v
nitr,T
= 200,89 g TKN / (kg SSNd)
ed esprime per definizione il rapporto tra i g di TKN ossidati al giorno e la biomassa nitrificante
presente.
La quantit di azoto ammoniacale N
ox
che deve essere nitrificata costituita da quella alimentata
alla fase biologica (123,80 mg/l) diminuita di quella che viene allontanata con lo scarico (stimata in
0,15 mg/l) e di quella utilizzata dai batteri eterotrofi per i propri fabbisogni (N
sint
). Questultima pu
essere assunta pari al 5% del BOD rimosso in aerazione. Risulta pertanto:
N
ox
= 123,80 kg N/d 0,15 kg N/d 0,05 kg N/kg BOD (2.430 250) kg BOD/d = 14,65 kg N/d
La velocit di nitrificazione v
nitr,T
correlata al quantitativo orario di azoto da nitrificare Q
nitr
(e alla
frazione di microrganismi nitrificati (x
nitr
) secondo la relazione:
v
nitr
= N
ox
/ x
nitr

e x
nitr
= 14,65 kg N/d / 200,89 10
3
kg TKN / (kg SSNd) = 72,95 kg SSN
ci implica che per ottenere una concentrazione di azoto ammoniacale in uscita pari a 0,15 mg/l la
biomassa complessivamente presente in aerazione non deve essere inferiore a:
X
min
= x
nitr
/ f = 4.863,43 kg SS
Poich per una concentrazione C
a
in vasca di aerazione pari a 3,5 kg SS/m
3
e biomassa pari a
X
min
necessario un volume V
min
= X
min
/ C
a
= 4.863,43kgSS / 3,5 kg SS/m
3
= 1.389,55 m
3
.
Il volume adottato per il comparto di ossidazione/nitrificazione consente pertanto di poter contare
su di un coefficiente di sicurezza pari a: 2.380,50/1.389,55 = 1,71, indispensabile dal momento
che lefficienza di trattamento dei processi biologici risente notevolmente delle condizioni
ambientali (temperatura, pH, ossigeno, ecc.) e poich dei solidi sospesi presenti nella vasca di
aerazione solo una parte realmente attiva.
Le quantit di azoto e fosforo rimosse per assimilazione nella fase di sintesi delle cellule batteriche
possono essere stimate rispettivamente in ragione del 5% e dell1% del quantitativo di BOD
rimosso:
TKN = 0,05 BOD = 0,05 kg
TKN
/kg
BOD
2180 kg
BOD
/d = 109 kg
TKN
/d
P = 0,01 BOD = 0,01 kg
P
/kg
BOD
2180 kg
BOD
/d = 21,80 kg
P
/d
Lazoto organico ed ammoniacale non utilizzato dai processi di sintesi quindi pari a:
(123,8 109) kg
TKN
/d = 14,8 kg
TKN
/d
che corrisponde ad una concentrazione di: 14,8 kg
TKN
/d1000 g
TKN
/kg
TKN
/ 1000 m
3
/d = 14,8 mg
TKN
/l
Per raggiungere la concentrazione di azoto di 0,15 mg/l prevista allo scarico (di gran lunga
inferiore al valore limite di 30 mg/l imposto dalla normativa per lo scarico in fognatura), saranno
nitrificati 14,65 mg/l di azoto.
Tale processo comporter la formazione di 14,65 mg/l di nitrati (corrispondenti a 14,65 g/m
3

1000g
TKN
/kg
TKN
/ 1000 m
3
/d = 14,65 kg/d) che si aggiungeranno a quelli gi presenti nel refluo
influente allimpianto e che complessivamente saranno in quantit pari a (14,65 + 13,1) kg/d =
27,75 kg/d equivalenti a 27,75 mg/l, concentrazione inferiore a quella massima prevista dalla
normativa per lo scarico in fognatura, motivo per cui non necessaria la fase di denitrificazione per
la riduzione ad azoto gassoso dei nitrati.
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Ad ogni modo, per tutelare lo scarico da un eventuale eccesso di nitrati, si prevede la possibilit di
bloccare linsufflazione daria nella prima porzione di vasca di aerazione in cui saranno comunque
installati dei mixer sommersi. Ci allo scopo di poter determinare, alloccorrenza, condizioni
anossiche per lo sviluppo di processi di denitrificazione controllata in grado di abbattere i nitrati in
eccesso.
4.1.7.2 Il fabbisogno di ossigeno
Per stimare la quantit di ossigeno che occorre fornire per lefficiente sviluppo delle reazioni
biologiche necessario tener conto della dualit delle fonti di assorbimento di ossigeno nei
processi di ossidazione biologica, rappresentate dalle reazioni di sintesi e da quelle di respirazione
endogena.
A ci si aggiunge che, in particolare negli impianti di depurazione a basso carico, a causa dei
lunghi tempi di detenzione, accanto alla fase di costruzione per sintesi,, si manifesta la fase di
degradazione o autodistruzione dei microrganismi, nella fase di respirazione endogena. Questa
demolizione avviene pure con richieste di energia e utilizza ossigeno fornito dallambiente esterno.
Sulla base delle suddette considerazioni, il fabbisogno complessivo O
2
di ossigeno stato
calcolato attraverso la seguente relazione:
O
2
= p (a BOD
5
+ c N
ox
) + b X
in cui:
p = coefficiente di punta = 1,4
a = coefficiente di ossidazione per sintesi (kg di O
2
/ kg di BOD
5
abbattuto) = 0,5 kg O
2
/kg BOD
5

BOD
5
= BOD
5
abbattuto nel sistema = 2180 kg BOD
5
/d
c = ossigeno assorbito per trasformare lammoniaca in nitrati (kg di O
2
/ kg di NH
4
da nitrificare) =
4,57 kgO
2
/kgTKN
N
ox
= ammoniaca abbattuta nel sistema = 14,65 kgTKN/d
b = coefficiente di assorbimento di ossigeno per respirazione endogena (kg di O
2
/ kg SS d) =
0,1 d
1

X = massa complessiva di microrganismi presenti nel sistema (kg SS) = 5400 m
3
4,5 kg SS/ m
3
=
8.331,75 kg SS.
O
2
= 1,4 [0,5 (kgO
2
/kgBOD
5
) 2180 (kgBOD
5
/d) + 4,57 (kgO
2
/kgTKN) 14,65 (kgTKN/d)] +
+ 0,1 (d
1
) 8331,75 kgSS = 2.452,94 kgO
2
/d = 102,21 kgO
2
/h.
Per la rimozione del substrato organico e lossidazione dellammoniaca deve essere assicurata in
vasca una concentrazione di ossigeno disciolto non inferiore a 2 mg/l. Si prevede un sistema di
aerazione del tipo ad insufflazione a mezzo di diffusori daria a bolle fini.
Le caratteristiche funzionali delle macchine e degli organi di aerazione, sono normalmente riferite a
condizioni standard, cio in condizioni di riferimento del mezzo liquido entro il quale avviene il
trasferimento: di temperatura, di concentrazione di ossigeno, di pressione dellatmosfera
circostante. Le condizioni standard utilizzate di riferimento sono le seguenti:
- mezzo liquido: acqua pulita;
- temperatura del mezzo liquido: 20C
- concentrazione di ossigeno disciolto: 0 mg/l
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- pressione dellatmosfera circostante: 760 mm di mercurio.
Stabilito il fabbisogno di ossigeno O
2
richiesto nella miscela aerata nelle effettive condizioni di
funzionamento dellimpianto, necessario calcolare la richiesta di ossigeno corrispondente che le
macchine di aerazione devono avere in condizioni standard
*
2
O :

*
2
O =
( ) 1,024
9,2
C C
O
20 T
e
*
s
2




in cui:
*
s
C = concentrazione di ossigeno disciolto a saturazione nella miscela aerata, in mg/l alla
temperatura T e alla pressione effettiva di esercizio; pu essere calcolato come aliquota
(0,98) della concentrazione di O
2
a saturazione nellacqua pulita C
s
.
C
e
= concentrazione effettiva di esercizio di ossigeno disciolto nella miscela aerata (2 mg/l).
9,2 = concentrazione di ossigeno a saturazione, in acqua pulita, alla temperatura di 20C e
pressione di 760 mm di Hg.
T = temperatura di esercizio della miscela aerata (20 C).
= fattore di trasferimento dellossigeno, cio rapporto tra la capacit di ossigenazione
relativa alla miscela aerata e la capacit di ossigenazione relativa allacqua pulita, nelle
stesse condizioni di concentrazione di ossigeno disciolto, temperatura e pressione. si
assume prudenzialmente pari a 0,7.
1,024 = coefficiente sperimentale.

*
2
O =
( )
=



7 , 0 024 , 1
2 , 9
2 08 , 9 98 , 0
21 , 102
20 20
194,72 kg O
2
/h
Si prevede linstallazione di diffusori daria a disco a membrana la cui resa di trasferimento di
ossigeno funzione dellaltezza dacqua sui diffusori, della portata daria di ciascun diffusore oltre
che del numero di diffusori necessari per unit di superficie:

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Per unaltezza dacqua di 4,5 m, nellipotesi di installazione di n. 1,16 diffusori per m
2
di vasca
ciascuno in grado di insufflare una portata di circa 4 Nm
3
/h, possibile considerare un rendimento
di trasferimento di circa il 28,3%, per cui le soffianti da utilizzare per soddisfare il fabbisogno di
ossigeno richiesto devono essere in grado di fornire una portata complessiva daria pari a:
Q
ARIA
=
( )
( ) 0,283 aria /Nm kgO 0,28
/h O kg 194,72
3
2
2

= 2457,3 h aria Nm
3
/

In cui stato considerato che 1m
3
di aria = 280 g di O
2
, per cui si ha che (O
2
/Aria) = 0,28
kgO
2
/m
3
aria in condizioni standard.

4.1.7.3 Ricircolo fanghi
Le alte concentrazioni microbiche presenti nelle vasche di aerazione sono rese possibili dal
continuo ricircolo del fango raccolto nella fase di sedimentazione finale successiva al processo di
ossidazione biologica. Il fango ricircolato viene condotto a miscelarsi con il liquame influente di
modo che, essendo i liquami entranti continuamente mescolati con microrganismi gi
perfettamente efficienti e adattati alle condizioni locali, le reazioni biologiche si innestano con
facilit e rapidit. Daltro canto, i fanghi continuamente ricircolati sono soggetti a tempi di aerazione
di gran lunga maggiori dei tempi di detenzione della afse di aerazione, per cui possono subire
trasformazioni ben pi sostanziali di quelle che sarebbero rese possibili con temp idi aerazioni
corrispondenti al tempo di detenzione delle vasche.
Si assume che la concentrazione del fango di ricircolo sia di 7 kgSS/m
3
. Dovendo mantenere in
vasca di ossidazione una concentrazione di biomassa gi valutata in 3,5 kgSS/m
3
, la portata di
ricircolo Q
R
pu essere calcolata come segue:
Q
R
= Q
24

( )
( ) ( )
3
3
kgSS/m 3,5 - 7
kgSS/m 3,5
= 41,7 (m
3
/h)
( )
( ) ( )
3
3
kgSS/m 3,5 - 7
kgSS/m 5 , 3
= 41,7 m
3
/h
Si prevede linstallazione di n.3 (2+1R) pompe di sollevamento fanghi di ricircolo da 25 m
3
/h.
4.1.7.4 Sedimentazione finale
In un impianto a fanghi attivi, la fase di sedimentazione finale assume due funzioni fondamentali:
- funzione di chiarificazione, cio realizzazione di un effluente il pi possibile limpido, in
modo da ottenere il massimo rendimento depurativo nella rimozione dei solidi sospesi e
quindi anche del BOD;
- funzione di ispessimento, cio realizzazione di una fonte di fango da ricircolare il pi
possibile concentrata (ispessita), onde consentire la pi efficace riduzione della portata da
ricircolare, a parit di fattore di carico organico.
Nel caso in esame, il parametro da prendere in considerazione per dimensionare la fase di
sedimentazione secondaria il carico superficiale di solidi sospesi, dal momento che influisce
principalmente sulla funzione di ispessimento della vasca e quindi sulla capacit della vasca di
produrre un fango di ricircolo sufficientemente concentrato.
Il Carico superficiale di solidi sospesi (C
SS
) espresso dalla relazione:
C
SS
=
S
C Q
a


in cui: Q la portata trattata
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C
a
= 3,5 kgSS/m
3
la concentrazione del fango nella miscela aerata
S la superficie della vasca di sedimentazione (m
2
)
Nel valutare il carico C
SS
occorre tener conto di tutta la portata di solidi sospesi che investe la
vasca di sedimentazione, per cui occorre mettere in conto anche la portata di ricircolo del fango Q
R
assieme alla portata idraulica trattata Q
24
: Q = Q
24
+ Q
R
= 41,7 + 41,7 = 83,4 m
3
/h
Adottando un sedimentatore circolare con diametro interno utile di 9 m, la superficie S della vasca
pari a:
S = D
2
/4 = 63,59 m
2
.
Si ricava:
C
SS
=
( ) ( )
( )
2
3 3
m 63,59
kgSS/m 3,5 /h m 83,4
= 4,64
h m
kgSS
2


Valore compatibile con quello massimo di 6 kgSS/(m
2
h) consigliato da Metcalf & Eddy.
Per garantire un tempo t di detenzione in vasca non inferiore a 2 ore, si adotta unaltezza di
liquido in vasca di 3,3 m a cui corrisponde volume totale di sedimentazione V
SED
= 63,59 3,3 =
210 m
3
. Si ricava:
t = 210 m
3
/ 83,4 m
3
/h = 2,5 ore.
4.1.7.5 Fango di supero
Dato che le sostanze organiche ed inorganiche contenute nei liquami in arrivo determinano un
accrescimento nella massa dei microrganismi e delle sostanze inerti presenti in miscela nella
vasca di aerazione, la concentrazione in vasca andrebbe aumentando gradualmente se non si
procedesse allestrazione ed allontanamento periodico del fango di supero.
Una grandezza che caratterizza la produzione di fango di supero lindice di produzione del fango,
definito come peso di fango di supero prodotto per unit di peso di BOD rimosso dallimpianto.
Unespressione teorica che ben inquadra i vari parametri che intervengono nel caratterizzare lo
sviluppo del fango di supero, la seguente:
P
x
= Y BOD + Y
N
TKN - k
d
SS
dove:
P
x
= produzione giornaliera di fango di supero (in kg di SS/d)
BOD = cibo, ovvero BOD
5
, da abbattere nel sistema (in kg di BOD
5
/d). nel caso specifico,
BOD = 2180 kg BOD
5
/d
Y = coefficiente di sintesi del fango, cio la frazione di cibo BOD trasformata per sintesi,
ovvero semplicemente catturata con processi fisici di adsorbimento (in kg di SS/kg di
BOD). Nel caso specifico, Y = 0,90 kg SS/kg BOD
TKN = TKN da abbattere nel sistema (in kg di TKN/d).
Nel caso specifico TKN = 123,65 kg TKN/d
Y
N
= frazione TKN trasformata per sintesi (in kg di SS/kg di TKN). Tale valore viene
assunto pari a 0,15 kg SS/kg TKN
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K
d
= coefficiente di decadimento del fango. Tale coefficiente viene calcolata in funzione
della temperatura di esercizio secondo la relazione K
d
= 0,05*1,08^(T-20). Per T =
18C, K
d
= 0,043 d
-1

SS = microrganismi presenti nel sistema (in kg di SS).
Nel caso specifico SS = C
a
V
ox
= 8332 kg SS
Si ricava:
P
x
= 0,90 2180 + 0,15 123,65 0,043 8332 = 1621,71 kg SS/d
Oltre al fango prodotto necessario stimare laliquota di sostanza organica non rimossa dai
microrganismi e di quella inorganica non degradabile, presente nei liquami in ingresso allimpianto,
che necessario allontanare con i fanghi di supero per evitare laccumulo graduale di sostanze in
ossidazione. Tale quantit stata stimata in ragione del 30% dei solidi sospesi veicolati dalle
acque in ingresso e pertanto pari a: S
I
= 0,30 1314,8 kgSS/d = 349,44 kgSS/d
possibile ora determinare la quantit giornaliera di fanghi di supero al netto del quantitativo
massimo di solidi sospesi che potranno essere veicolati dal refluo scaricato in fognatura (200
mgSS/l = 200 gSS/m
3
/1000 g/kg 1000 m
3
/d = 200 kgSS/d):
P
TOT
= 1621,71 + 349,44 200 = 1.816,15 kgSS/d
I fanghi di supero, stabilizzati in fase di ossidazione biologica, saranno sollevati dalla tramoggia del
sedimentatore secondario per essere sottoposti ai successivi trattamenti di pre-ispessimento,
stabilizzazione aerobica, post-ispessimento e disidratazione meccanica.
Avendo considerato una concentrazione nella tramoggia del sedimentatore di 7 kgSS/m
3
, si ricava
la portata giornaliera di fanghi da inviare alla linea di trattamento fanghi :
Q
S,TOT
= 1.816,15 kgSS/d / 7 kgSS/m
3
= 259,49 m
3
/d
Si prevede di sollevare i fanghi di supero, ai successivi trattamenti, per circa 7,41 ore/giorno con
n.2 (1+1R) pompe da 35 m
3
/h.
4.2 Linea fanghi
I fanghi di supero, raccolti dalla tramoggia del sedimentatore finale, devono essere ulteriormente
trattati con lo scopo di ridurne la putrescibilit, legata alla presenza di sostanza organica, per
renderli poco suscettibili di essere ulteriormente utilizzati da microrganismi in modo che non siano
causa dello sviluppo di cattivi odori.
Inoltre, poich i fanghi presentano un elevato contenuto dacqua (93%), prima del loro smaltimento
finale sar necessario un trattamento di ispessimento, per una prima sostanziale riduzione del
tenore in acqua, e poi di disidratazione per unulteriore eliminazione dellacqua necessaria a
rendere palabile la consistenza del fango.
4.2.1 PRE - ISPESSIMENTO DINAMICO
Si prevede linstallazione di un ispessitore dinamico costituito da un tamburo rotante, formato da
una rete filtrante, e da una coclea fissa di trasporto del fango. Lacqua libera, in cui i fanghi sono
sospesi, viene rimossa per drenaggio a gravit dinamica. Il fango a bassa concentrazione si
sposta allinterno del tamburo rotante, grazie ad un meccanismo a coclea, uscendone con
concentrazione del 4%. In tal modo possibile inviare una portata limitata di fango alla successiva
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fase di stabilizzazione aerobica con conseguente contenimento del volume necessario al processo
di stabilizzazione.
Lispessitore tratter una portata di 30 m
3
/h lavorando per circa 8,6 ore/giorno.
Ammessa, dopo l'ispessimento del fango di supero, una concentrazione di SS del 4% (pari a 40
kgSS/m
3
), la portata di fango da inviare al successivo trattamento di stabilizzazione aerobica sar:
Q
S,TOT
= 1816,15 kgSS/d / 40 kgSS/m
3
/ 7,4 h/d= 6,13 m
3
/h
Le acque separate dai fanghi saranno convogliate in testa alla vasca di equalizzazione.
4.2.2 STABILIZZAZIONE AEROBICA
Questo processo ha il compito principale di ridurre la putrescibilit del fango di supero attraverso
lossidazione delle sostanze organiche volatili che si trovano nel fango stesso. Laggiunta
dellossigeno si ottiene tramite un sistema di aerazione che insuffla aria nella vasca di
stabilizzazione. I microrganismi del fango in questo modo, continuano quei processi di
assimilazione e degradazione biologica delle sostanze organiche presenti nel fango, gi iniziatisi e
prolungatisi nella fase di ossidazione biologica.
Questo processo permette di conseguenza di eliminare i cattivi odori che si sprigionano dai fanghi
in seguito a fermentazioni anaerobiche. Inoltre si ha una sostanziale riduzione della carica
batterica compresa la frazione patogena immancabilmente presente nei fanghi.
Per ottenere un fango che si presti senza inconvenienti alle successive manipolazioni, lefficienza
di rimozione dei SSV deve essere pari a circa il 40%. Tale efficienza risulta funzione della
temperatura di esercizio nonch dellet complessiva del fango, data dalla somma dellet
raggiunta nel comparto di aerazione e nel comparto di digestione aerobica.
Per individuare il valore dellet del fango da assicurare in stabilizzazione aerobica stato
utilizzato il seguente grafico da cui si ricava che il valore minimo del prodotto TEMPERATURA
ET DEL FANGO, necessario ad ottenere un rendimento del 40%, pari a circa 500 C d.
Affinch tale valore si verifichi alla temperatura minima di esercizio di 18C, let del fango
complessiva deve essere di 500 C d/ 18 C = 27,78 d.
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Il volume da assegnare alla vasca di stabilizzazione aerobica deve essere tale da consentire ai
fanghi di supero un tempo di detenzione di 23,19 giorni, ottenuto sottraendo allet del fango
complessiva su calcolata (di 27,78 giorni), quella che si ottiene in ossidazione biologica (di 4,59
giorni).
Per il calcolo della volumetria della vasca di stabilizzazione aerobica sono stati utilizzati i seguenti
dati:
Concentrazione fanghi di supero 4% pari a 40 kgSS/m
3

Produzione fanghi di supero 1.816,15 kgSS/d
Portata giornaliera fanghi di supero 45,40 m
3
/d
Et del fango nella fase di stabilizzazione 23,19 d
Il volume minimo di stabilizzazione viene calcolato come segue:
V
min
= 45,40 m
3
/d * 23,19 d = 1.052,83 m
3
.
Sulla base delle considerazioni precedentemente riportate si sono utilizzati i seguenti dati:
Volume totale della vasca 1.152 m
3

Altezza battente 4,5 m
In condizioni estive, considerando una temperatura di 20C, il prodotto TEMPERATURA ET
DEL FANGO diventa pari a 555,56 C d, il rendimento di abbattimento corrispondente di circa il
41%.
Per la stima del fabbisogno di ossigeno nella fase di stabilizzazione aerobica bisogna prendere in
considerazione la sola respirazione endogena, per cui ci si riferiti alla seguente espressione:
O = b Md
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Dove:
O = fabbisogno di ossigeno (kgO
2
/d)
b = coefficiente di assorbimento ossigeno per respirazione endogena (kg O
2
/kgSSV)
Md = quantit giornaliera di SSV da rimuovere (kgSSV/d) pari al 41% dei SSV. Nellipotesi di
considerare pari al 70% laliquota di solidi sospesi volatili su quelli totali, i SSV da abbattere
in stabilizzazione sono il 29% dei solidi sospesi totali in ingresso (1.816,15 kgSST/d):
Md = 0,29 kgSSV /kgSST 1.816,15 kgSST/d = 521,23 kgSSV/d
Assumendo per b un valore di 2,3 kgO
2
/kgSSV ed essendo Md pari a 521,23 kgSSV/d, si ottiene
un fabbisogno di ossigeno O = 2,3 kgO
2
/kgSSV 521,23 kgSSV/d = 1.198,84 kgO
2
/d = 49,95
kgO
2
/h
Stabilito il fabbisogno di ossigeno richiesto in stabilizzazione nelle effettive condizioni di
funzionamento dellimpianto, necessario calcolare la richiesta di ossigeno corrispondente che le
macchine di aerazione devono avere in condizioni standard O:
O =
( )


20
*
024 , 1
2 , 9
T
e s
C C
O

in cui:
*
s
C = concentrazione di ossigeno disciolto a saturazione nella miscela aerata, in mg/l alla
temperatura T e alla pressione effettiva di esercizio; pu essere calcolato come aliquota
(0,98) della concentrazione di O
2
a saturazione nellacqua pulita C
s
.
C
e
= concentrazione effettiva di esercizio di ossigeno disciolto nella miscela aerata (2 mg/l).
9,2 = concentrazione di ossigeno a saturazione, in acqua pulita, alla temperatura di 20C e
pressione di 760 mm di Hg.
T = temperatura di esercizio (20 C).
= fattore di trasferimento dellossigeno, cio rapporto tra la capacit di ossigenazione
relativa alla miscela aerata e la capacit di ossigenazione relativa allacqua pulita, nelle
stesse condizioni di concentrazione di ossigeno disciolto, temperatura e pressione. si
assume prudenzialmente pari a 0,6.
1,024 = coefficiente sperimentale.
O =
( )
=



0,6 1,024
9,2
2 9,08
49,95
20 20
111,03 kg O
2
/h
Si prevede linstallazione di diffusori daria a disco a membrana la cui resa di trasferimento di
ossigeno funzione dellaltezza dacqua sui diffusori, della portata daria di ciascun diffusore oltre
che del numero di diffusori necessari per unit di superficie:
Per unaltezza dacqua di 4,5 m, nellipotesi di installazione di circa n. 1,4 diffusori per m
2
di vasca
ciascuno in grado di insufflare una portata di circa 4 Nm
3
/h, possibile considerare un rendimento
di trasferimento di circa il 28%, per cui le soffianti da utilizzare per soddisfare il fabbisogno di
ossigeno richiesto devono essere in grado di fornire una portata complessiva daria pari a:
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Q
ARIA
=
( )
( ) 0,28 aria /Nm kgO 0,3
/h O kg 111,03
3
2
2

= 1.416,19 h aria Nm
3
/

Se ne ricava che il contenuto di solidi sospesi presenti nel fango pu essere stimato come somma
dei solidi sospesi volatili (SSV) non rimossi e dei solidi non volatili (SSNV) stimati pari al 30% di
quelli in ingresso:
condizioni estive (rendimento di abbattimento SSV pari al 41%):
SST = SSV + SSNV = 0,59 0,7 1.816,15 + 0,3 1.816,15 = 1.294,91 kgSS/d
A cui corrisponde una concentrazione di secco pari al 2,85% (equivalente a: 1.294,91 kgSS/d /
45,40 m
3
/d = 28,5 kgSS/m
3
)
condizioni invernali (rendimento di abbattimento SSV pari al 40%):
SST = SSV + SSNV = 0,6 0,7 1.816,15 + 0,3 1.816,15 = 1.307,63 kgSS/d
A cui corrisponde una concentrazione di secco pari al 2,88% (equivalente a: 1.307,63 kgSS/d /
45,40 m
3
/d = 28,8 kgSS/m
3
)
Il dimensionamento delle successive fasi di trattamento dei fanghi va quindi effettuato sulla base
della produzione invernale dei fanghi in stabilizzazione aerobica.
4.2.3 POST - ISPESSIMENTO STATICO
Per ottenere una diminuzione di volume del fango stabilizzato viene prevista una fase di
ispessimento che consente la riduzione del tenore dacqua del fango. Si optato per un
ispessimento tradizionale a gravit, che opera come una normale vasca di sedimentazione in cui
anzich immettere il liquame viene immesso il fango stabilizzato.
In generale, per ottenere un fango con caratteristiche omogenee, lispessimento richiede un tempo
di ritenzione abbastanza prolungato ed una miscelazione di tipo meccanico.
Per il calcolo della volumetria dellispessitore, sono stati utilizzati i seguenti dati:
Concentrazione fango ispessito 4%
Velocit massima ascensionale del surnatante 1,2 m
3
/m
2
h
Flusso massimo dei solidi in ingresso 35 kgSS/m
2
d
Si sono ricavati i seguenti dati:
Portata fanghi ispessiti estratti 32,7 m
3
/d
Portata surnatante 12,7 m
3
/d
Volume totale dellispessitore 134,63 m
3

HRT 2,96 d
Altezza battente 3,5 m
Diametro interno ispessitore 7 m
Superficie totale 38,48 m
2

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4.2.4 DISIDRATAZIONE MECCANICA
Al fine di ridurre ulteriormente il volume dei fanghi da smaltire si ritenuto opportuna ladozione di
una fase di disidratazione meccanica. Tra le diverse tecniche di disidratazione si scelto limpiego
di una centrifuga ad alto rendimento capace di portare la concentrazione dei solidi al 25%.
Prevedendo un ciclo di lavoro di 5 ore giornaliere per sette giorni alla settimana ed utilizzando
come dati di partenza i valori di portata e concentrazione dei fanghi ispessiti, si ottengono i
seguenti risultati:
Portata di fanghi disidratati 5,23 m3/d
Portata surnatante dalla disidratazione 27,46 m
3
/d
Le acque separate dai fanghi saranno convogliate in testa alla vasca di equalizzazione.