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Manuel Barbera

Marco Carmello
Cristina Onesti
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Traiettorie sulla
LINGUISTICA GIURIDICA
2014
Manuel BARBERA (Universit di Torino)
Marco CARMELLO (Universidad Complutense de Madrid)
Cristina ONESTI (Universit di Torino).
Una traiettoria sulla linguistica giuridica, a latere di un Master in
Diritto Tributario: da una parte la linguistica testuale e la retorica,
dallaltra la pragmatica e la logica deontica, ed in mezzo la linguistica
dei corpora e la diplomatica; sullo sfondo, le intenzioni formative.
8,00
G Manuel BARBERA H
Marco CARMELLO
Cristina ONESTI
Traiettorie
sulla
LINGUISTICA GIURIDICA
E
Torino
bmanuel.org
2014
Titolo | Traiettorie sulla Linguistica Giuridica
Autori | Manuel Barbera, Marco Carmello, Cristina Onesti
ISBN |
Tutti i diritti riservati agli Autori
Nessuna parte di questo ebook pu essere riprodotta senza
il preventivo assenso degli Autori.
Youcanprint Self-Publishing
Via Roma, 73 - 73039 Tricase (LE) - Italy
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Facebook: facebook.com/youcanprint.it
Twitter: twitter.com/youcanprintit
9788891150288
Titolo | Traiettorie sulla Linguistica Giuridica
Autore | Emanuele Ferdinando Barbera
ISBN | 978-88-91146-06-9
Tutti i diritti riservati allAutore
Nessuna parte di questo libro pu essere riprodotta senza il
preventivo assenso dellAutore.
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Dunque, eccellenza, ricapitoliamo: sul finir
dellanfratto, una certa parvenza non disgiunta
da recondite reminescenze ancestrali, sincu-
ne nel logaritmo funambolico delle begonie
e ...
Aggio capito, don Perf: Alooooonzaaaaa!!!
Benito Jacovitti, Zorry Kid Tuttazeta, 1972, tavola quinta

Beh, riepiloghiamo: mentre in siffatte vesti
portavo in bambola laltrui matrona, un suffra-
gio scurrile mi imperni la nuca e un coacervo
immobile mi inzupp le barbe. Allora io, pur
tracollando altrove, estrassi la nicchia e ... | ...
e ... e sussurrai le noci ...
Aaaaloooonzaaa!
Benito Jacovitti, Zorry contro Zorry Zngt e Zngt, 1969, tavola nov- ed ottultima




0.
Manuel Barbera
Introduzione.
0.0 PREMESSA. I contributi raccolti in questo volume, sebbene a pi
mani, si compongono, almeno speriamo, in un progetto unitario: delineare
alcune delle possibili, e molte (non che non ne esistano altre!), prospettive
che si aprono per la linguistica giuridica. Da una parte la linguistica testuale e
la retorica, dallaltra la pragmatica e la logica deontica, ed in mezzo la lin-
guistica dei corpora; sullo sfondo, le intenzioni formative.
0.1 LE ORIGINI. Unitaria fu anche loccasione in cui questi contributi
nacquero: galeotto fu lincontro di un gruppo di ricerca linguistica con il
Master di I Livello in Diritto Tributario. Tributi, procedimenti e processo
tra efficienza e giustizia, svoltosi presso la Facolt di Giurisprudenza
dellUniversit degli Studi di Torino.
In questa occasione, si era mostrato, a partire dalla retorica antica e mo-
derna, e passando per la linguistica testuale, la pragmatica e la logica, quanto
fosse centrale uneducazione allargomentare negli attuali percorsi formativi
di Scienze Giuridiche, in particolare in relazione alle diverse tipologie del te-
sto giuridico italiano.
In altra veste, queste esperienze furono poi raccontate (in pi contributi,
diversamente articolati, ma nella sostanza abbastanza coincidenti col presen-
te volume) al convegno La lingua del diritto nellarea linguistica italiana e
tedesca, Erlangen, 9-10 dicembre 2011, i cui Atti, a cura di Gabriella Don-
dolini e Davide Schenetti, non ci risultano tuttora pubblicati. Allora come
qui si voleva e si vuole rendere conto del potenziale apporto che le scienze
del linguaggio possono fornire ai futuri giuristi.
0.2. IL CONTESTO. Il Master di cui si diceva era uniniziativa formativa
post-universitaria avviata in un momento di notevole vitalit del diritto tribu-
tario, che mirava ad offrire una preparazione professionale specifica in rela-
zione alla fase di attuazione dei tributi. Il percorso di studio prevedeva una
parte preliminare e generalista, volta a trattare gli elementi strutturali del si-

stema tributario italiano, e moduli specialistici dedicati ai pi significativi
mbiti del diritto procedimentale e processuale (accertamento, riscossione,
sanzioni e contenzioso). Nella presentazione online
1
leggiamo che il Master
si propone di trasmettere la sensibilit giuridica necessaria per affrontare la
materia, alla luce dellevoluzione normativa che ha posto un marcato accento
sul tecnicismo degli strumenti e delle garanzie procedimentali e processuali,
rendendo necessario nelloperatore del settore il dominio di nozioni insieme
giuridiche ed economiche; era dunque destinato a professionisti che curas-
sero (o intendessero curare) i settori della consulenza e dellassistenza dei
contribuenti nelle fasi procedimentali e processuali, per gli appartenenti
allAmministrazione Finanziaria, per coloro che intendessero affrontare i re-
lativi concorsi e per i giudici tributari.
Numerosi esempi erano tratti da un corpus di testi giurisprudenziali, co-
stituito da esercitazioni scritte dei venticinque corsisti
2
delledizione 2011:
gli studenti avevano a disposizione un testo di esempio, su cui costruire il lo-
ro, un articolo di Ramona Marchetto apparso nella rivista specializzata Di-
ritto e pratica tributaria (Lincendio non brucia i risultati delle indagini
finanziarie ma autorizza la prova testimoniale, Vol. LXXXI N. 6: 1279-
1291), in cui viene commentato il testo di una sentenza di Cassazione ri-
guardo ad una disputa fra contribuente ed Agenzia delle entrate. Ma torne-
remo sulla tipologia di testo in questione in pi occasioni nel prosieguo.
1
Reperibile al sito del Master Tributario (cfr. webgrafia).
2
Nelle analisi dei passi che seguiranno, gli allievi del Master saranno indicati
anonimamente con le sigle: Studente A, B, C, ecc.



stema tributario italiano, e moduli specialistici dedicati ai pi significativi
mbiti del diritto procedimentale e processuale (accertamento, riscossione,
sanzioni e contenzioso). Nella presentazione online
1
leggiamo che il Master
si propone di trasmettere la sensibilit giuridica necessaria per affrontare la
materia, alla luce dellevoluzione normativa che ha posto un marcato accento
sul tecnicismo degli strumenti e delle garanzie procedimentali e processuali,
rendendo necessario nelloperatore del settore il dominio di nozioni insieme
giuridiche ed economiche; era dunque destinato a professionisti che curas-
sero (o intendessero curare) i settori della consulenza e dellassistenza dei
contribuenti nelle fasi procedimentali e processuali, per gli appartenenti
allAmministrazione Finanziaria, per coloro che intendessero affrontare i re-
lativi concorsi e per i giudici tributari.
Numerosi esempi erano tratti da un corpus di testi giurisprudenziali, co-
stituito da esercitazioni scritte dei venticinque corsisti
2
delledizione 2011:
gli studenti avevano a disposizione un testo di esempio, su cui costruire il lo-
ro, un articolo di Ramona Marchetto apparso nella rivista specializzata Di-
ritto e pratica tributaria (Lincendio non brucia i risultati delle indagini
finanziarie ma autorizza la prova testimoniale, Vol. LXXXI N. 6: 1279-
1291), in cui viene commentato il testo di una sentenza di Cassazione ri-
guardo ad una disputa fra contribuente ed Agenzia delle entrate. Ma torne-
remo sulla tipologia di testo in questione in pi occasioni nel prosieguo.

1
Reperibile al sito del Master Tributario (cfr. webgrafia).
2
Nelle analisi dei passi che seguiranno, gli allievi del Master saranno indicati
anonimamente con le sigle: Studente A, B, C, ecc.



I.

Cristina Onesti

Suggerimenti della linguistica testuale ai giuristi .

Take care of the sense, and the sounds will take
care of themselves.
Lewis Carroll, Alices Adventures in Wonderland, 1865, cap. 9



1.0 IL CONTRIBUTO DELLA LINGUISTICA TESTUALE. Se una crescente
trascuratezza (e talora imperizia) linguistica lamentata da numerosi profes-
sionisti nei pi diversi rami della formazione universitaria, indubbia la ri-
levanza di una adeguata preparazione linguistica nellambito delle Scienze
Giuridiche in particolare, considerando che il diritto non si serve della lin-
gua, ma fatto di lingua (CORTELAZZO 1997, p. 39). A differenza dei lin-
guaggi formali e simbolici delle hard sciences, il linguaggio giuridico
distinto ma non separato da quello comune (MORTARA GARAVELLI 2001,
p. 8): gli uomini di legge si cimentano con argomenti prettamente linguistici
quando devono fare riferimento al significato proprio delle parole ed affron-
tare necessit argomentative che evidentemente si sviluppano su pi enun-
ciati tra loro interconnessi.
Lesigenza di formazione in competenze logiche e di discorso stata ri-
badita negli ultimi anni dallinserimento nei curricula torinesi di corsi obbli-
gatori come quelli di Avvio alla logica e al discorso giuridico, concentrati
sullacquisizione o consolidamento di conoscenze ed abilit elementari per
operazioni quali qualificazione, definizione, classificazione, esemplificazio-
ne, comprensione e produzione di regole, argomentazione.
In tale direzione la linguistica testuale pu venire in soccorso al futuro
professionista del settore giuridico, fornendo una prospettiva che superi i
confini della singola frase e la consideri come parte di ununit pi ampia, il
testo, ed indicando alcuni strumenti per lanalisi e la costruzione di testi coe-
si e coerenti, qualit prime affinch questi siano in grado altres di argomen-
tare in modo efficace.
La linguistica testuale ha visto la luce come grammatica transfrastica, del-
la coesione e della connessit, muovendosi successivamente verso un livello
superiore, di definizione di una grammatica della competenza testuale,

cio di regole e princpi su cui sono selezionati, costruiti e interpretati gli e-
nunciati e le sequenze di enunciati di cui un testo si compone. Come osser-
vava gi Maria-Elisabeth Conte (CONTE ME 1977) in una delle prime rac-
colte italiane dedicate alla linguistica testuale, tale disciplina, pi che indivi-
duare un nuovo e diverso oggetto nel campo degli studi linguistici, ha inau-
gurato un nuovo modo di fare linguistica, valutando come i concreti atti di
parole traggano la propria forma non solo dal codice di cui si servono, la
langue, ma anche dal contesto in cui la loro attualizzazione avviene. Gli stu-
di di M.-E. Conte hanno inoltre enucleato con chiarezza cristallina che
lefficacia e la coerenza del testo non dipendono solamente dal lavoro com-
positivo dellautore, ma anche dal lavoro interpretativo del ricevente, che
decodifica la segnaletica testuale, ridefinendo la coerenza di un testo non
come lintrinseca testualit a parte obiecti caratteristica strutturale che
costitutivamente inerisce ad ogni testo in quanto tale ma piuttosto come
principio-guida dellinterpretazione: non propriet costitutiva di ogni testo,
ma principio regolativo dellinterpretazione, che risiede anche nellinsieme
delle conoscenze enciclopediche preesistenti con cui il ricevente elabora il
testo. Il lettore, o pi in generale linterprete, chiamato a costruire anelli
mancanti, a trarre delle inferenze, a reinterpretare (in nome della coerenza)
segmenti testuali ai quali aveva gi assegnato una prima interpretazione.
Le recenti indicazioni per la semplificazione della scrittura istituzionale
(cfr. CORTELAZZO - PELLEGRINO 2003) rimarcano una generale tendenza da
parte del redattore del testo ad esprimere tutto e subito, per mezzo di enun-
ciati eccessivamente articolati e complessi, ritenendo cos di risultare traspa-
rente e di andare incontro al suo destinatario: in realt riversa spesso sul de-
stinatario il compito di distinguere le informazioni fondamentali da quelle
accessorie e non realizza dunque le aspettative autentiche del ricevente del
testo.
Ci preme dare in questa sede una prima esemplificazione di possibili pro-
blematicit da affrontare per il potenziamento delle capacit argomentative
dei futuri professionisti nel campo delle Scienze Giuridiche, spesso impe-
gnati maggiormente sul fronte teorico o attenti al nucleo contenutistico, e
meno concentrati sul livello stilistico ed espositivo dei propri testi. Natural-
mente sono considerazioni iniziali, quelle svolte a livello testuale nel presen-
te capitolo; poi si passer in questo libro a suggerimenti provenienti dalla re-
torica (capo 2), per lasciare al capo 4 una pi dettagliata ed estesa trattazione
relativa a concrete questioni di adeguatezza testuale, legate alle tipologie del
testo giuridico italiano, passando attraverso (capo 3) alla linguistica dei cor-
pora ed alla sua intersezione con la diplomatica.

cio di regole e princpi su cui sono selezionati, costruiti e interpretati gli e-
nunciati e le sequenze di enunciati di cui un testo si compone. Come osser-
vava gi Maria-Elisabeth Conte (CONTE ME 1977) in una delle prime rac-
colte italiane dedicate alla linguistica testuale, tale disciplina, pi che indivi-
duare un nuovo e diverso oggetto nel campo degli studi linguistici, ha inau-
gurato un nuovo modo di fare linguistica, valutando come i concreti atti di
parole traggano la propria forma non solo dal codice di cui si servono, la
langue, ma anche dal contesto in cui la loro attualizzazione avviene. Gli stu-
di di M.-E. Conte hanno inoltre enucleato con chiarezza cristallina che
lefficacia e la coerenza del testo non dipendono solamente dal lavoro com-
positivo dellautore, ma anche dal lavoro interpretativo del ricevente, che
decodifica la segnaletica testuale, ridefinendo la coerenza di un testo non
come lintrinseca testualit a parte obiecti caratteristica strutturale che
costitutivamente inerisce ad ogni testo in quanto tale ma piuttosto come
principio-guida dellinterpretazione: non propriet costitutiva di ogni testo,
ma principio regolativo dellinterpretazione, che risiede anche nellinsieme
delle conoscenze enciclopediche preesistenti con cui il ricevente elabora il
testo. Il lettore, o pi in generale linterprete, chiamato a costruire anelli
mancanti, a trarre delle inferenze, a reinterpretare (in nome della coerenza)
segmenti testuali ai quali aveva gi assegnato una prima interpretazione.
Le recenti indicazioni per la semplificazione della scrittura istituzionale
(cfr. CORTELAZZO - PELLEGRINO 2003) rimarcano una generale tendenza da
parte del redattore del testo ad esprimere tutto e subito, per mezzo di enun-
ciati eccessivamente articolati e complessi, ritenendo cos di risultare traspa-
rente e di andare incontro al suo destinatario: in realt riversa spesso sul de-
stinatario il compito di distinguere le informazioni fondamentali da quelle
accessorie e non realizza dunque le aspettative autentiche del ricevente del
testo.
Ci preme dare in questa sede una prima esemplificazione di possibili pro-
blematicit da affrontare per il potenziamento delle capacit argomentative
dei futuri professionisti nel campo delle Scienze Giuridiche, spesso impe-
gnati maggiormente sul fronte teorico o attenti al nucleo contenutistico, e
meno concentrati sul livello stilistico ed espositivo dei propri testi. Natural-
mente sono considerazioni iniziali, quelle svolte a livello testuale nel presen-
te capitolo; poi si passer in questo libro a suggerimenti provenienti dalla re-
torica (capo 2), per lasciare al capo 4 una pi dettagliata ed estesa trattazione
relativa a concrete questioni di adeguatezza testuale, legate alle tipologie del
testo giuridico italiano, passando attraverso (capo 3) alla linguistica dei cor-
pora ed alla sua intersezione con la diplomatica.

1.1 CONNESSIONE TRA LE PARTI. Un primo aspetto fondante dellar-
gomentare necessariamente legato alle modalit con cui le parti di testo
vengono connesse, non solo per quanto concerne lordine espositivo con cui
si susseguono, ma anche in relazione alle strategie linguistiche adottate per
collegarle.
Le variet di lingua di registro formale si caratterizzano tradizionalmente,
come noto, per una maggiore presenza di strutture ipotattiche rispetto a va-
riet diafasiche basse, una presenza chiaramente identificabile anche nelle
produzioni scritte dei corsisti del master, consci dei meccanismi e delle ten-
denze che contraddistinguono il linguaggio giuridico e preparati a recepirne
e riprodurne consuetudini e strutture in modo piuttosto maturo; ciononostan-
te, alcune sviste allinterno degli elaborati ci portano a riflettere sui potenzia-
li nodi linguistici complessi su cui varrebbe la pena porre lattenzione
nellambito di un iter formativo con focus linguistico.
Si consideri un caso di coordinazione che, pur apparentemente di pi fa-
cile gestione rispetto alle proposizioni subordinate, porta con s una dubbia
resa come in (1),
(1) Considerato che il collegio, a seguito della discussione in Camera di
consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione
e, pertanto, riaffermati i principi di diritto sopra richiamati, il ricorso
va accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa rin-
viata ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della
Campania (Studente N)
in cui lo scrivente avrebbe potuto ottenere un esito pi chiaro, soprattutto a
fronte di un periodo cos lungo, con laggiunta di un ulteriore (considerato)
che dopo la congiunzione e.
In generale possibile riscontrare numerose incertezze nellutilizzo dei
connettivi:
(2) Peraltro, si impongono alcune considerazioni critiche sul contenuto
della presunzione avente ad oggetto prelevamenti. Essa difficilmente
giustificabile, tanto che la dottrina ne ha ipotizzato o una giustifica-
zione sanzionatoria o vi ha individuato uninammissibile doppia pre-
sunzione (Studente I)
Qui, per esempio, la prima delle due disgiunzioni che pur rappresenta una
delle congiunzioni pi frequentemente utilizzate dai parlanti italofoni do-
vrebbe essere anticipata alla posizione che precede il verbo ha ipotizzato, per
segnalare la possibilit alternativa rispetto al passato prossimo seguente (ha
individuato).



1.1.1 PUNTEGGIATURA. La connessione delle diverse parti di testo trami-
te mezzi interpuntivi richiederebbe un intero articolo a parte, tali sono le im-
plicazioni della punteggiatura nel discorso giuridico (cfr. MORTARA GARA-
VELLI 2001, pp. 77-86) e tale la quantit di inesattezze riscontrate negli ela-
borati dei corsisti. Si rimanda pertanto allottimo prontuario di MORTARA
GARAVELLI 2007, riportando solo a mo di esemplificazione alcune casisti-
che tratte dalle esercitazioni degli studenti:
(3) Inoltre per quanto concerne lonus probandi_ poich nei poteri del-
lAmministrazione finanziaria in sede di accertamento rientra la valu-
tazione della congruit dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle
dichiarazioni, con negazione della deducibilit di parte di un costo
sproporzionato ai ricavi o alloggetto dell impresa, lonere della pro-
va dellinerenza dei costi, gravante sul contribuente, ha ad oggetto an-
che la congruit dei medesimi. (Studente L)
(4) Venendo alla seconda motivazione posta a sostegno della discussa
sentenza in esame, secondo la quale sarebbero assimilabili le posizioni
dellamministratore di societ a quella dellimprenditore individuale_
si osserva che la Suprema Corte considera la propria equiparazione
fondata sul mancato inquadramento, quali lavoratori subordinati al-
limpresa, comune alle due figure considerate (Studente M)
in cui si sente la mancanza di una virgola (negli esempi la posizione segna-
lata con un trattino underscore) prima della subordinata (in 3), o immedia-
tamente dopo (in 4), soprattutto a fronte di frasi articolate e piuttosto lunghe.
In tal senso notiamo come anche la consecutio temporum sia talora com-
plicata dalla concatenazione di informazioni: alcuni corsisti mostrano di non
riuscire a gestirla correttamente, motivo per cui sarebbe piuttosto auspicabile
una scissione con un punto. Viceversa altri elaborati rivelano una tendenza
allinserimento di un numero eccessivo di punti fermi, che rende il testo al-
trettanto pesante e poco coeso.
Di maggiore preoccupazione ci sembrano tuttavia i segnali interpuntivi
utilizzati in eccesso, l dove le norme linguistiche li vieterebbero categori-
camente:
(5) Il requisito della residenza assume pertanto, unimportanza fondamen-
tale ai fini dellindividuazione dei redditi che concorrono a formare la
base imponibile (Studente F)
(6) mentre, il nonresidente tassabile per i soli redditi prodotti nel terri-
torio dello Stato (Studente F)



1.1.1 PUNTEGGIATURA. La connessione delle diverse parti di testo trami-
te mezzi interpuntivi richiederebbe un intero articolo a parte, tali sono le im-
plicazioni della punteggiatura nel discorso giuridico (cfr. MORTARA GARA-
VELLI 2001, pp. 77-86) e tale la quantit di inesattezze riscontrate negli ela-
borati dei corsisti. Si rimanda pertanto allottimo prontuario di MORTARA
GARAVELLI 2007, riportando solo a mo di esemplificazione alcune casisti-
che tratte dalle esercitazioni degli studenti:
(3) Inoltre per quanto concerne lonus probandi_ poich nei poteri del-
lAmministrazione finanziaria in sede di accertamento rientra la valu-
tazione della congruit dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle
dichiarazioni, con negazione della deducibilit di parte di un costo
sproporzionato ai ricavi o alloggetto dell impresa, lonere della pro-
va dellinerenza dei costi, gravante sul contribuente, ha ad oggetto an-
che la congruit dei medesimi. (Studente L)
(4) Venendo alla seconda motivazione posta a sostegno della discussa
sentenza in esame, secondo la quale sarebbero assimilabili le posizioni
dellamministratore di societ a quella dellimprenditore individuale_
si osserva che la Suprema Corte considera la propria equiparazione
fondata sul mancato inquadramento, quali lavoratori subordinati al-
limpresa, comune alle due figure considerate (Studente M)
in cui si sente la mancanza di una virgola (negli esempi la posizione segna-
lata con un trattino underscore) prima della subordinata (in 3), o immedia-
tamente dopo (in 4), soprattutto a fronte di frasi articolate e piuttosto lunghe.
In tal senso notiamo come anche la consecutio temporum sia talora com-
plicata dalla concatenazione di informazioni: alcuni corsisti mostrano di non
riuscire a gestirla correttamente, motivo per cui sarebbe piuttosto auspicabile
una scissione con un punto. Viceversa altri elaborati rivelano una tendenza
allinserimento di un numero eccessivo di punti fermi, che rende il testo al-
trettanto pesante e poco coeso.
Di maggiore preoccupazione ci sembrano tuttavia i segnali interpuntivi
utilizzati in eccesso, l dove le norme linguistiche li vieterebbero categori-
camente:
(5) Il requisito della residenza assume pertanto, unimportanza fondamen-
tale ai fini dellindividuazione dei redditi che concorrono a formare la
base imponibile (Studente F)
(6) mentre, il nonresidente tassabile per i soli redditi prodotti nel terri-
torio dello Stato (Studente F)



1.2 I PUNTI-ELENCO. Una riflessione a parte meritano gli elenchi, con-
siderato il rischio di errori che li accompagna in alcuni degli elaborati ana-
lizzati.
Si esamini lesempio seguente:
(7) In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera
di consiglio, in quanto manifestamente fondato;
che la relazione stata comunicata al pubblico ministero e notificata
allAvvocatura generale dello Stato;
che non sono state depositate conclusioni scritte, n memorie. (Stu-
dente H)
in cui linserimento dei punti-elenco, nel tentativo di rendere pi fruibile e
schematico il testo, porta con s i i problemi, tra gli altri, evincibili dalle par-
ti sottolineate: in 7, in particolare, lautore perde completamente di vista la
necessit di usare il congiuntivo in dipendenza dal verbo ritenere con cui ha
iniziato la frase.
1.3 POSIZIONE DI AVVERBI FOCALIZZATORI. Unulteriore, pur brevis-
sima, considerazione sulla posizione dei focalizzatori nei testi redatti dai cor-
sisti del Master: la tendenza a mantenere sempre elevato il livello di densit
informativa e ad accumulare conseguentemente una mole di materiale lin-
guistico superiore alla media implica talvolta la comparsa di imprecisioni
nella gestione del materiale stesso, con esiti incerti a livello di posizione dei
costituenti:
(8a) [...] la quale proceder a nuovo esame della controversia, unifor-
mandosi ai detti principi, oltre a provvedere in ordine alle spese
anche del presente giudizio di legittimit (Studente G).
Nel caso riportato in 8, il significato inteso dal corsista pu essere reso sem-
plicemente con un singolo spostamento, che dirima leffettiva portata del fo-
calizzatore:
(8b) [...] la quale proceder a nuovo esame della controversia, unifor-
mandosi ai detti principi, oltre a provvedere anche in ordine alle
spese del presente giudizio di legittimit.
1.4 CONCLUSIONI. Queste brevi note e considerazioni a partire dalle
produzioni scritte di corsisti di mbito giuridico, che mostrano peraltro
background formativi e profili professionali piuttosto elevati, ci richiamano
allimportanza di una riflessione complessiva non solo sullesigenza di una
formazione mirata in competenze logiche e di discorso, ma anche sul sup-



porto che le scienze linguistiche possono fornire ai giuristi, cos come a chi
ha a che fare con la gestione dellargomentazione in generale.
E non dimentichiamo che ogni essere umano, in qualsiasi contesto pro-
fessionale e non, chiamato continuamente a rendere ragione di scelte, opi-
nioni, richieste e dunque ad argomentare in modo logico il proprio discorso:
il modus operandi della linguistica testuale costringe al ragionamento sulla
costruzione organizzata e coerente di un testo, scritto o orale che sia, tanto
pi in un settore come quello contemplato in questa sede, che ha visto negli
anni lacclimatarsi di una pratica testuale complessa, da cui sorge una testua-
lit del diritto che si segnala spesso per la circonvoluzione del suo impianto.
appunto questo genere di testualit che sopravvive fino ai giorni nostri
e che Marco Carmello tenter di analizzare, seppur da un punto di vista par-
ticolare, nel capitolo quarto.



porto che le scienze linguistiche possono fornire ai giuristi, cos come a chi
ha a che fare con la gestione dellargomentazione in generale.
E non dimentichiamo che ogni essere umano, in qualsiasi contesto pro-
fessionale e non, chiamato continuamente a rendere ragione di scelte, opi-
nioni, richieste e dunque ad argomentare in modo logico il proprio discorso:
il modus operandi della linguistica testuale costringe al ragionamento sulla
costruzione organizzata e coerente di un testo, scritto o orale che sia, tanto
pi in un settore come quello contemplato in questa sede, che ha visto negli
anni lacclimatarsi di una pratica testuale complessa, da cui sorge una testua-
lit del diritto che si segnala spesso per la circonvoluzione del suo impianto.
appunto questo genere di testualit che sopravvive fino ai giorni nostri
e che Marco Carmello tenter di analizzare, seppur da un punto di vista par-
ticolare, nel capitolo quarto.



II.

Manuel Barbera

Retorica, linguistica e tradizione giuridica.


Vesti non daspo i campestri gigli, mai che a-
vutene Salomone s belle, n seminati; alimento
passere prodighe bench improvvide. Stolto in-
sieme scomporre, insistere, erudirne: o te, qua-
le seguito a cosiffatto blasfemo paolinismo?
Antonio Pizzuto, VII. Solitudine, da Pagelle I, 1973.



2.0 PREMESSA: PERCH LA RETORICA. Il legame tra gli studi giuridici
e la retorica sussiste praticamente ab origine: quello che qui si vorrebbe far
vedere che, come la retorica stata utile al diritto nel passato, cos lo tut-
tora.
Due sono i percorsi possibili: uno, generale e di base, volto a chiarificare
gli aspetti generali della disciplina, ed ad illustrarne lutilit nella fattispecie,
ed un secondo, pi avanzato, volto ad esplicitare le principali figure e stru-
menti affinati nei secoli. In una prospettiva didattica abbiamo privilegiato la
prima prospettiva, mentre la seconda potr eventualmente essere demandata
ad un successivo modulo.
2.1 LA RETORICA, QUESTA SCONOSCIUTA. Anche se una nozione in-
genua di retorica ovviamente sicuramente ben diffusa e presupposta, non
per questo sempre esatta. La prima definizione formale stata data, come
spesso succede per molte cose nella nostra cultura occidentale, dal maestro
di color che sanno Ari st otel e (Apiototcq Ltuipitq: Ltucipo | Stagira,
384 a.C. Xuki | Calcide, 322 a.C): T/,vp op:ooikp | Ars Rhetorica:
(1) ote o q pqtopikq ouvui acpi ckuotov to 0cepqoui to
cvococvov ai0uvov.
Sit autem rhetorica facultas in quaque re videndi, quod contigit esse
idoneum ad faciendam fidem.



La retorica la capacit di vedere cosa possa essere persuasivo per
ogni cosa.
(Aristotele, Retorica, I.2.1355b26)
3

Nonostante la retorica giudiziaria fosse gi ben diffusa nellantica Grecia
4
,
questa, come si pu vedere, una definizione affatto generale, svincolata dal
solo Diritto (che vi pu per essere tranquillamente sussunto), e che muove
in una direzione pi generale, che oggi chiameremmo forse pragmatica.
2.2 IL CICLO VALUTATIVO. Una caratteristica di questo tipo di
approccio definitorio che astrae da qualsiasi prospettiva valutativa
dellintervento del retore che pu pertanto essere mosso da intenti eticamen-
te positivi o meno. E questo, per un giurista (e non solo) non indifferente.
Oggi laccezione media del termine (quella ingenua cui accennavo
prima come potenzialmente erronea) si volta piuttosto verso il polo negati-
vo: quando diciamo a qualcuno ma come sei retorico! di solito non inten-
diamo certo fargli un complimento.
la versione positiva del termine, invece, quella che fa pi nostro gioco;
ed anche quella che, originata dalla cultura latina, pi perdurata nel no-
stro mondo da quello classico a quello medievale ed oltre.

Vox media (Aristotele)
>
Positivo (Latini)
>
Negativo (vulgata moderna)
> ...
Tav. 1.
2.2.1 VIR BONUS. La stretta connessione della dimensione etica con
quella retorica , dicevamo, una elaborazione specifica della cultura latina,
ed frutto non a caso della stretta congiunzione col diritto, altra roccaforte

3
Latine da BEKKER 1831 (= ARISTOTELE ARh-AB), p. 696a; traduzione italiana
mia; cfr. PARSONS 1836 (= ARISTOTELE ARh-Par), pp. 10-11.
4
Anzi, tradizionalmente si fa risalire lorigene stessa della retorica proprio allorato-
ria, alle lezioni impartite dopo il 467 a.C. da Empedocle di Agrigento (Tacookq
Akpuuvtivo, Agrigentum | Akpuu, 490 a.C. circa 430 a.C) ai cittadini di
Siracusa per potere intentare i processi necessari per rientrare in possesso delle terre
confiscate dai tiranni Gelone e Gerone I.



La retorica la capacit di vedere cosa possa essere persuasivo per
ogni cosa.
(Aristotele, Retorica, I.2.1355b26)
3

Nonostante la retorica giudiziaria fosse gi ben diffusa nellantica Grecia
4
,
questa, come si pu vedere, una definizione affatto generale, svincolata dal
solo Diritto (che vi pu per essere tranquillamente sussunto), e che muove
in una direzione pi generale, che oggi chiameremmo forse pragmatica.
2.2 IL CICLO VALUTATIVO. Una caratteristica di questo tipo di
approccio definitorio che astrae da qualsiasi prospettiva valutativa
dellintervento del retore che pu pertanto essere mosso da intenti eticamen-
te positivi o meno. E questo, per un giurista (e non solo) non indifferente.
Oggi laccezione media del termine (quella ingenua cui accennavo
prima come potenzialmente erronea) si volta piuttosto verso il polo negati-
vo: quando diciamo a qualcuno ma come sei retorico! di solito non inten-
diamo certo fargli un complimento.
la versione positiva del termine, invece, quella che fa pi nostro gioco;
ed anche quella che, originata dalla cultura latina, pi perdurata nel no-
stro mondo da quello classico a quello medievale ed oltre.

Vox media (Aristotele)
>
Positivo (Latini)
>
Negativo (vulgata moderna)
> ...
Tav. 1.
2.2.1 VIR BONUS. La stretta connessione della dimensione etica con
quella retorica , dicevamo, una elaborazione specifica della cultura latina,
ed frutto non a caso della stretta congiunzione col diritto, altra roccaforte

3
Latine da BEKKER 1831 (= ARISTOTELE ARh-AB), p. 696a; traduzione italiana
mia; cfr. PARSONS 1836 (= ARISTOTELE ARh-Par), pp. 10-11.
4
Anzi, tradizionalmente si fa risalire lorigene stessa della retorica proprio allorato-
ria, alle lezioni impartite dopo il 467 a.C. da Empedocle di Agrigento (Tacookq
Akpuuvtivo, Agrigentum | Akpuu, 490 a.C. circa 430 a.C) ai cittadini di
Siracusa per potere intentare i processi necessari per rientrare in possesso delle terre
confiscate dai tiranni Gelone e Gerone I.



latina
5
. Questa condensabile con la famosa definizione delloratore che ri-
sale a Cat one (Marcus Porcius Cato Censor, Tusculum 234 a.C. circa 149
a.C), ma che stata tramandata e diffusa prima da Ci cerone (Marcus Tul-
lius Cicero, Arpinum 106 a.C. Formiae 43 a.C) e poi da Qui nt i l l i ano
(Marcus Fabius Quintilianus, Calagurris 35-40 Roma 96), in cui qualit e-
tiche e tecniche si trovano congiunte in una ideale endiadi (per usare, giu-
stappunto, una figura retorica):
(2) Sit ergo nobis orator, quem constituimus, is, qui a M. Catone finitur,
vir bonus dicendi peritus; verum, id quod et ille posuit prius et ipsa na-
tura potius ac maius est, utique vir bonus.
(Quintilianus, Institutio oratoria, XII, 1)
Dal punto di vista giuridico, quindi, lesortazione alla retorica basilare:
non vi pu essere retorica dellingiusto.
2.2.2 DALLADEGUATEZZA... In altri termini, la retorica, nel senso lati-
no, deve essere sempre commisurata alloggetto del persuadere. questo un
altro importante tenet: la nozione della adequatio, che trova la sua pi auto-
revole espressione ed auctoritas in Orazi o (Quintus Horatius Flaccus, Ve-
nosa 65 a.C. Roma 8 a.C):
(3) Sumite materiam vestris, qui scribitis, aequam / viribus, et versate diu,
quid ferre recusent, / quid valeant humeris [...].
(Horatius, Ars Poetica, 38 sgg.)
2.2.3 ...ALLA TEORIA DEGLI STILI. Conformemente alla fortuna della
Poetica di Orazio nel Medioevo, lesigenza di cui questi si faceva portavoce
che le tecniche retoriche fossero pur sempre subordinate ad una considera-
zione contenutistica (e, catonianamente, etica), si trasformer presto in una
delle dottrine centrali della stilistica medievale: la cosiddetta dottrina degli
stili, che informer bene anche il pensiero e lopera di Dant e (Durante di
Alighiero degli Alighieri detto Dante, Firenze 1265 Ravenna 1321).
Che larchetipo, comunque, sia da ravvisare proprio in Orazio, certo,
reso evidente da molte Poetriae in cui il riferimento scoperto, come in
quella, celeberrima, di Geoffrey de Vi nsauf (Gaufridus de Vinosalvo,
floruit nel XIII secolo, e molto altro non se ne sa):

5
Sulla centralit ed importanza della concomitante elaborazione del diritto romano
per la cultura giuridica direi universale non metter certo qui conto di spendere
parole, rivolgendosi ad un pubblico di giuristi.



(4) Da pondera verbis / aequis suis humeris [...].
(Geoffrey de Vinsauf, Poetria nova, 1085-6)
(5) => Dante, De vulgari eloquentia, II.iv.1-3, ecc.
Naturalmente, pur nascendo da una esigenza etica e giuridica, questo ha
avuto conseguenze soprattutto per la teoria letteraria (come evidente in Dan-
te), e, pertanto, tralasceremo la questione e ci riporteremo subito a rotte pi
confacenti ai nostri scopi.
2.2.4 DIVERSIFICAZIONE ESTERNA. Una conseguenza invece giuridica-
mente rilevante della dottrina delladequatio la necessit di rapportarsi al
proprio interlocutore in modo corretto; e tra comprensione ed accuratezza si
pu instaurare una tensione che importante modulare in modo ottimale. Ha
espresso benissimo il concetto Mort ara Garavel l i (Bice Mortara Garavel-
li, Montemagno 1931 ...):
(6) [...] leggibilit e [...] comprensibilit dei testi [...] dipendono [...]
dalla presenza di tecnicismi [...]. Occuparsene porta dritto nella que-
stione, sempre aperta, di come e entro quali limiti si possa semplifica-
re e rendere chiaro un discorso specialistico fortemente vincolato e
vincolante. Interventi superficiali e semplicistici sulla forma posso-
no alterare la sostanza. Se si coltivasse lillusione di rendere accessibi-
le tutto a tutti non si farebbe che seminare confusione e incertezza in-
terpretativa, matrici di ingiustizia generalizzata. Daltra parte,
loscurit dovuta allermetismo di formule iniziatiche contraddice il
sacrosanto diritto che ognuno ha di orientarsi fra le norme e le con-
venzioni del vivere civile. Laffermazione di questo diritto, per, deve
tenere conto realisticamente della necessit di ricorrere alla mediazio-
ne di esperti, quando la complicazione intrinseca alla materia stessa
metta in difficolt chi non specialista. Come si vede, sono in gioco le
differenze, nei contenuti e nelle competenze dei destinatari, piuttosto
che un illusorio egualitarismo.
(Mortara Garavelli, Le parole e la giustizia, III.i, p. 154)
2.2.5 OMOGENEIT INTERNA. Un contraltare, forse meno evidente, ma
non meno rilevante, della diversificazione esterna in rapporto ai propri inter-
locutori, quello che chiameremmo dellomogeneit interna, e cio della
opportunit, una volta selezionato il livello da raggiungere, di attenervisi evi-
tando di incorrere in repentini cambiamenti di registro, che potrebbero avere
effetti disorientanti. Un esempio
6
tratto dal commento giurisprudenziale che
abbiamo usato come campione potrebbe essere il seguente,

6
Un altro sar presentato pi avanti.



(4) Da pondera verbis / aequis suis humeris [...].
(Geoffrey de Vinsauf, Poetria nova, 1085-6)
(5) => Dante, De vulgari eloquentia, II.iv.1-3, ecc.
Naturalmente, pur nascendo da una esigenza etica e giuridica, questo ha
avuto conseguenze soprattutto per la teoria letteraria (come evidente in Dan-
te), e, pertanto, tralasceremo la questione e ci riporteremo subito a rotte pi
confacenti ai nostri scopi.
2.2.4 DIVERSIFICAZIONE ESTERNA. Una conseguenza invece giuridica-
mente rilevante della dottrina delladequatio la necessit di rapportarsi al
proprio interlocutore in modo corretto; e tra comprensione ed accuratezza si
pu instaurare una tensione che importante modulare in modo ottimale. Ha
espresso benissimo il concetto Mort ara Garavel l i (Bice Mortara Garavel-
li, Montemagno 1931 ...):
(6) [...] leggibilit e [...] comprensibilit dei testi [...] dipendono [...]
dalla presenza di tecnicismi [...]. Occuparsene porta dritto nella que-
stione, sempre aperta, di come e entro quali limiti si possa semplifica-
re e rendere chiaro un discorso specialistico fortemente vincolato e
vincolante. Interventi superficiali e semplicistici sulla forma posso-
no alterare la sostanza. Se si coltivasse lillusione di rendere accessibi-
le tutto a tutti non si farebbe che seminare confusione e incertezza in-
terpretativa, matrici di ingiustizia generalizzata. Daltra parte,
loscurit dovuta allermetismo di formule iniziatiche contraddice il
sacrosanto diritto che ognuno ha di orientarsi fra le norme e le con-
venzioni del vivere civile. Laffermazione di questo diritto, per, deve
tenere conto realisticamente della necessit di ricorrere alla mediazio-
ne di esperti, quando la complicazione intrinseca alla materia stessa
metta in difficolt chi non specialista. Come si vede, sono in gioco le
differenze, nei contenuti e nelle competenze dei destinatari, piuttosto
che un illusorio egualitarismo.
(Mortara Garavelli, Le parole e la giustizia, III.i, p. 154)
2.2.5 OMOGENEIT INTERNA. Un contraltare, forse meno evidente, ma
non meno rilevante, della diversificazione esterna in rapporto ai propri inter-
locutori, quello che chiameremmo dellomogeneit interna, e cio della
opportunit, una volta selezionato il livello da raggiungere, di attenervisi evi-
tando di incorrere in repentini cambiamenti di registro, che potrebbero avere
effetti disorientanti. Un esempio
6
tratto dal commento giurisprudenziale che
abbiamo usato come campione potrebbe essere il seguente,

6
Un altro sar presentato pi avanti.



(7) Sebbene il cuore dellordinanza in commento investa lapplicazione in
ambito tributario della regola imposta dal 3o comma dellart. 2724 c.c.,
gli argomenti affrontati dalla Suprema Corte solleticano anche rifles-
sioni sullaccertamento induttivo e sulle indagini finanziarie.
(MARCHETTO 2010, p. 1281)
dove le due espressioni sottolineate appartengono al registro giuridico tec-
nico laddove quella in grassetto al registro colloquiale
7
. Beninteso, se in
condizioni ordinarie il cambio di registro certo da evitare, pure pu essere,
quando usato consapevolmente ed in condizioni speciali, un effetto voluto e
ricercato, volto a mantenere alta lattenzione del proprio uditorio con scarti
inaspettati, ad allentare la tensione argomentativa in un contesto troppo ser-
rato ed esigente, od anche solo a stabilire una maggiore complicit con il
proprio pubblico tramite un controllato ammicco.
2.3.1 QUANTIT PROPORZIONATA. Queste considerazioni implicano
quella misura che non a caso uno dei pi grandi commentatori della Retorica
di Aristotele, il Tesauro (Emanuele Tesauro, cavaliere di Gran Croce del-
lOrdine Mauriziano, Torino, 1592 1675), equiparava alla saggezza:
(8) [...] tre altre virt [...] rendono la periodo soave, & ben cadente: cio
SCANDIMENTO de Piedi: BELTA delle Parole: e QUANTITA proporzio-
nata. [...] A buon intenditor basteria per misura della quantita periodi-
ca una paroluzza gittata col dal nostro Autore: Magnitudinem ME-
DIOCREM (Ar. 3 Reth. C. 9). Ma la Mediocrit una Misura da Iddio
nascosa nel sol petto de Saggi. Pur volendola Marco Tullio nellO-
rator suo visibilmente mostrare a ciascheduno; [...].
(Tesauro
8
, Cannocchiale aristotelico, 1670, p. 143).
Il che ci riporta a quel cortocircuito tra tecnica argomentativa ed etica da
cui eravamo mossi.
2.3.2 SINTASSI SPROPORZIONATA MA PROPORZIONABILE? Ci sarebbe
anche sufficientemente chiaro, sennonch ci piacerebbe anche fornire qual-
che suggerimento pratico in tal senso, individuando specificamente nella sin-
tassi (piuttosto che nella terminologia) la zona dove pi agevole intervenire
per raggiungere quella mediet desiderata senza scadere nella inesattezza.
Si consideri, ad esempio, il passo seguente, di notevole complessit, sem-
pre tratto dal nostro brano campione:

7
Una certa indiffferenza lessicale rilevata anche pi oltre, nel 4.2.2 verso il
mezzo, dove se ne tenta una giustificazione.
8
Cito direttamente dalla seicentina mantenendone il sistema ortografico e
tipografico, sapientemente ed accuratamente studiato, anche se diverso dal moderno.



(9)a Il ricorso appare manifestamente fondato, alla luce dei consolidati
principi secondo i quali, da un lato, nel processo tributario, nel caso in
cui laccertamento effettuato dallufficio finanziano si fondi su verifi-
che di conti correnti bancari, onere del contribuente, a carico del
quale si determina una inversione dellonere della prova, dimostrare
che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non siano
riferibili ad operazioni imponibili, mentre lonere probatorio dellAm-
ministrazione soddisfatto, per legge, attraverso i dati e gli elementi
risultanti dai conti predetti (ex plurimis, da ult., Cass. n. 4589 del
2009), e, dallaltro, nel caso in cui il contribuente si trovi nellincol-
pevole impossibilit di produrre documentazione contabile a prova
contraria (a causa di furto o, come nella fattispecie, di incendio), trova
applicazione la regola generale prevista dallart. 2724 c.c., n. 3, se-
condo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla parte
per attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo di
esenzione dallonere della prova, n trasferisce lo stesso a carico del-
lUfficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni o
per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti (Cass. nn. 10174
del 1995, 13605 del 2003, 21233 del 2006).
(MARCHETTO 2010, p. 1281)
(9)b Il ricorso appare manifestamente fondato, alla luce dei consolidati
principi del processo tributario. Secondo questi, da un lato, nel caso
in cui laccertamento effettuato dallufficio finanziano si fondi su veri-
fiche di conti correnti bancari, onere del contribuente, a carico del
quale si determina una inversione dellonere della prova, dimostrare
che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non siano
riferibili ad operazioni imponibili, mentre lonere probatorio dellAm-
ministrazione soddisfatto, per legge, attraverso i dati e gli elementi
risultanti dai conti predetti (ex plurimis, da ult., Cass. n. 4589 del
2009). Dallaltro lato, nel caso in cui il contribuente si trovi nellin-
colpevole impossibilit di produrre documentazione contabile a prova
contraria (a causa di furto o, come nella fattispecie, di incendio), tro-
va applicazione la regola generale prevista dallart. 2724 c.c., n. 3,
secondo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla par-
te per attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo
di esenzione dallonere della prova, n trasferisce lo stesso a carico
dellUfficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni
o per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti (Cass. nn.
10174 del 1995, 13605 del 2003, 21233 del 2006).



(9)a Il ricorso appare manifestamente fondato, alla luce dei consolidati
principi secondo i quali, da un lato, nel processo tributario, nel caso in
cui laccertamento effettuato dallufficio finanziano si fondi su verifi-
che di conti correnti bancari, onere del contribuente, a carico del
quale si determina una inversione dellonere della prova, dimostrare
che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non siano
riferibili ad operazioni imponibili, mentre lonere probatorio dellAm-
ministrazione soddisfatto, per legge, attraverso i dati e gli elementi
risultanti dai conti predetti (ex plurimis, da ult., Cass. n. 4589 del
2009), e, dallaltro, nel caso in cui il contribuente si trovi nellincol-
pevole impossibilit di produrre documentazione contabile a prova
contraria (a causa di furto o, come nella fattispecie, di incendio), trova
applicazione la regola generale prevista dallart. 2724 c.c., n. 3, se-
condo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla parte
per attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo di
esenzione dallonere della prova, n trasferisce lo stesso a carico del-
lUfficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni o
per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti (Cass. nn. 10174
del 1995, 13605 del 2003, 21233 del 2006).
(MARCHETTO 2010, p. 1281)
(9)b Il ricorso appare manifestamente fondato, alla luce dei consolidati
principi del processo tributario. Secondo questi, da un lato, nel caso
in cui laccertamento effettuato dallufficio finanziano si fondi su veri-
fiche di conti correnti bancari, onere del contribuente, a carico del
quale si determina una inversione dellonere della prova, dimostrare
che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non siano
riferibili ad operazioni imponibili, mentre lonere probatorio dellAm-
ministrazione soddisfatto, per legge, attraverso i dati e gli elementi
risultanti dai conti predetti (ex plurimis, da ult., Cass. n. 4589 del
2009). Dallaltro lato, nel caso in cui il contribuente si trovi nellin-
colpevole impossibilit di produrre documentazione contabile a prova
contraria (a causa di furto o, come nella fattispecie, di incendio), tro-
va applicazione la regola generale prevista dallart. 2724 c.c., n. 3,
secondo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla par-
te per attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo
di esenzione dallonere della prova, n trasferisce lo stesso a carico
dellUfficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni
o per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti (Cass. nn.
10174 del 1995, 13605 del 2003, 21233 del 2006).



I cambiamenti suggeriti in sottolineato, e che agiscono solo sulla sintassi
in cui il passo articolato, non ne alterano minimamente il significato ed il
senso giuridico, e pure raggiungono leffetto di notevolmente abbassarne
limpegnativit. Certo, il passo fa parte del genere motivazione alle senten-
ze di Cassazione in cui una notevole complessit, spesso ereditata diretta-
mente dalle sentenze medesime (le cui tessere citazionali prassi invalsa
spesso non virgolettare), affatto normale
9
; ed il giurista by trade non ne
senzaltro n stupito n colto di sorpresa, anzi, senza dubbio tale periodare
convoluto se lo aspetta ed perfettamente allenato a farci i conti insieme.
Ma il mondo fatto anche da non giuristi, i cui diritti, almeno linguistici, a
volte non difficile (oltre che etico) tutelare, come in questo caso. E del cor-
tocircuito etico instaurato dalla retorica si detto.
2.4 DISPOSITIO. Un altro importante requisito sempre legato alla na-
tura del contenuto, ed ugualmente correlato al precedente (costituendone,
propriamente, una condizione), quello della dispositio, che classicamente si
potrebbe cos definire:
(10) Dispositio est ordo et distributio rerum, quae demonstrat quid quibus
locis sit conlocandum.
(Cornificius, Rhetorica ad Herennium, I.ij.3, p. 5)
Che poi, in termini moderni, dal punto di vista giuridico, equivale sostan-
zialmente a quanto bene afferma la Mortara Garavelli:
(11) Comune ai testi legali normativi, indipendentemente dai risultati che
variano caso per caso, lintento di disporre la materia secondo gerar-
chie chiaramente definite e riconoscibili, dalle formulazioni di valore
generale alla loro applicabilit ai casi particolari. Una buona dispositio
rispetta la successione logica e temporale dei fatti da regolare e dei
procedimenti da seguire. Per quanto riguarda la struttura delle norme,
una delle regole principali che governano la stesura delle leggi fa un
riferimento esplicito alla distribuzione delle parti costitutive: una
norma consiste, di solito, nella fattispecie e nel comando: bisogna de-
terminare il caso presupposto, poi dettare le conseguenze (Cassese
1992, p. 324)
(Mortara Garavelli, Le parole e la giustizia, II.ij, p. 76)

9
E si tenga inoltre presente che cumunque la complessit di per s connaturata in
un certo tipo di testo giuridico: cfr. qui oltre il 4.2.2.



2.5.1 REM TENE. Unaltra conseguenza, forse la pi radicale, della ten-
sione etica istituita dalla tradizione latina, il precetto espresso da Catone
(ed espanso da Cicerone) con la formula rem tene:
(12a) Rem tene, verba sequentur.
(Catone il Censore, Orationum fragmenta)
(12b) Rerum enim copiam verborum copiam gignit: et, si est honestas in re-
bus ipsis, de quibus dicitur, exsistit ex re naturalis quidam splendor in
verbis.
(Cicero, De oratore, III.xxxj, 125)
In altre parole, la virt stessa delloggetto proposto dal retore che ha
come tale le propriet sufficienti per dettargli gli strumenti appropriati: so-
stenere una posizione giusta ed attenervisi con piena adesione la prima del-
le regole. Ed consiglio, direi, attualissimo.
2.5.2 INVENTIO. Il correlato tecnico di questo assunto, cui comunque
sempre subordinata, la cosiddetta inventio, che classicamente definibile
seguendo Corni fi ci o (Quintus Cornificius
10
, floruit nel I secolo a.C.) :
(13) Inventio est excogitatio rerum verarum aut veri similium quae causam
probabilem reddant.
(Cornificius, Rhetorica ad Herennium, I.ij.3, p. 5)
2.6 EXERCITATIO. Se la solidit etica il necessario presupposto di
ogni retorica (e di ogni giurisprudenza, soggiungerei), la corretta misura,
lappropriato bilanciamento tra esigenze del pubblico e del giure, linventio
appropriata ad ogni res, ed in breve larte medesima, sono tutte cose difficili
da raggiungere solo con la precettistica. Fondamentale lesperienza (e non
a caso oggi parte integrante della formazione di ogni giurista proprio la
pratica legale).
Il consiglio pi importante che possiamo, alla fine, dare proprio quello
che gi dava Cicerone:
(14) Tum accedat exercitatio, qua illum, quem delegerit, imitando effingat
atque exprimat, non ut multos imitatores saepe cognovi, qui aut ea,

10
Sul personaggio non si hanno molte informazioni. La questione principale , ap-
punto, lattribuzione che gli stata fatta della Rhetorica ad Herennium, che stata in
passato molto dibattuta: tradizionalmente (cos ad esempio Prisciano e san Gero-
nimo) assegnata a Cicerone, ormai solidamente risolta in suo favore (prevalente-
mente in base alla testimonianza di Quintilliano). La Rhetorica databile tra 86 ed
82 a.C.



2.5.1 REM TENE. Unaltra conseguenza, forse la pi radicale, della ten-
sione etica istituita dalla tradizione latina, il precetto espresso da Catone
(ed espanso da Cicerone) con la formula rem tene:
(12a) Rem tene, verba sequentur.
(Catone il Censore, Orationum fragmenta)
(12b) Rerum enim copiam verborum copiam gignit: et, si est honestas in re-
bus ipsis, de quibus dicitur, exsistit ex re naturalis quidam splendor in
verbis.
(Cicero, De oratore, III.xxxj, 125)
In altre parole, la virt stessa delloggetto proposto dal retore che ha
come tale le propriet sufficienti per dettargli gli strumenti appropriati: so-
stenere una posizione giusta ed attenervisi con piena adesione la prima del-
le regole. Ed consiglio, direi, attualissimo.
2.5.2 INVENTIO. Il correlato tecnico di questo assunto, cui comunque
sempre subordinata, la cosiddetta inventio, che classicamente definibile
seguendo Corni fi ci o (Quintus Cornificius
10
, floruit nel I secolo a.C.) :
(13) Inventio est excogitatio rerum verarum aut veri similium quae causam
probabilem reddant.
(Cornificius, Rhetorica ad Herennium, I.ij.3, p. 5)
2.6 EXERCITATIO. Se la solidit etica il necessario presupposto di
ogni retorica (e di ogni giurisprudenza, soggiungerei), la corretta misura,
lappropriato bilanciamento tra esigenze del pubblico e del giure, linventio
appropriata ad ogni res, ed in breve larte medesima, sono tutte cose difficili
da raggiungere solo con la precettistica. Fondamentale lesperienza (e non
a caso oggi parte integrante della formazione di ogni giurista proprio la
pratica legale).
Il consiglio pi importante che possiamo, alla fine, dare proprio quello
che gi dava Cicerone:
(14) Tum accedat exercitatio, qua illum, quem delegerit, imitando effingat
atque exprimat, non ut multos imitatores saepe cognovi, qui aut ea,

10
Sul personaggio non si hanno molte informazioni. La questione principale , ap-
punto, lattribuzione che gli stata fatta della Rhetorica ad Herennium, che stata in
passato molto dibattuta: tradizionalmente (cos ad esempio Prisciano e san Gero-
nimo) assegnata a Cicerone, ormai solidamente risolta in suo favore (prevalente-
mente in base alla testimonianza di Quintilliano). La Rhetorica databile tra 86 ed
82 a.C.



quae facilia sunt, aut etiam illa, quae insignia ac paene vitiosa, consec-
tantur imitando.
(Cicero, De oratore, II.xxij, 90)
2.7 UNA CONSIDERAZIONE CONCLUSIVA. La cultura giuridica italiana
ha, in effetti, continuativamente conservato un forte contatto con i principi
della retorica classica cursoriamente analizzati in questo terzo paragrafo.
Due sono i motivi della sopravvivenza di tale nesso: luno storico a fron-
te della frammentazione dei sistemi giuridici della Penisola, la pratica retori-
ca rappresentava un forte tratto di unione della cultura giuridica italiana;
laltro culturale e filosofico la tradizione italiana, pur nellambiguit che
tale espressione assume (cfr. ESPOSITO 2010) ha sempre, per lo meno da
Machiavelli a Beccaria, considerato il diritto come luogo del confronto /
scontro delle posizioni, quindi come unarena in cui prevale un punto di vista
parziale ma pragmaticamente pronto (che poi limbrogliare le carte di cui
parla a Renzo il manzoniano Azzeccagarbugli).







III.

Manuel Barbera - Cristina Onesti



Markup testuale ed articolazione diplomatica:
linguistica dei corpora per testi giuridici.


Linforme mondo, linformale sete
desistere, ombra, monti, fiumi, verde,
sensi e occhi mai nati, orme inconcrete
duna forza che in s chiusa si perde,
forse un paese diviene, una pausa
Andrea Zanzotto, Prova per un sonetto, da IX Ecloghe, 1962.



3.0 PREMESSA. Il presente contributo intende al contempo presentare
il corpus Jus Jurium ed esplicitare due caratteristiche che ne sono state pre-
occupazioni determinanti: la articolazione testuale (e quindi, nella fattispecie,
diplomatica) e le applicazioni traduttive. Sullo sfondo, le possibili applica-
zioni nella didattica giuridica ed il Master Argomentare, cui la presente ri-
cerca
11
, pur nata in un diverso progetto, stata riadibita.
3.1 I CORPORA AL SERVIZIO DEL TRADUTTORE. Luso di corpora nella
traduzione e nella didattica della traduzione ha mostrato in anni recenti la

Il testo stato scritto in stretta collaborazione, tuttavia i paragrafi 3.3, 3.4 e 3.4.1
sono da attribuire a Manuel Barbera, mentre Cristina Onesti si occupata della
stesura dei 3.1, 3.4.2, 3.5. I paragrafi 3.0 e 3.2 sono frutto di entrambi gli autori.
11
Non sarebbe infatti stata possibile senza il suo avvio allinterno del progetto FIRB
Litaliano nella variet dei testi. Lincidenza della variazione diacronica, testuale e
diafasica nellannotazione e interrogazione di corpora generali e settoriali,
RBAU014XCF 2001, coordinatore Carla Marello, e senza il finanziamento nellm-
bito della Promozione Ricerca 2005 CNR del progetto coordinato da Cristina
Onesti: Tipologie testuali e parti di articolazione del testo nei documenti giuridici:
luso di corpora per la traduzione giuridica.



sua utilit (cfr. BERNARDINI - ZANETTIN 2000 e ZANETTIN et alii 2003)
12
, e-
leggendo sempre pi i corpora a versatili e preziosi strumenti per aiutare il
traduttore nella sua professione, fornendo dati linguistici in grande quantit
ed in contesti duso autentici, e permettendo una maggiore reperibilit di e-
spressioni e collocazioni.
La traduzione in mbito giuridico certamente uno dei campi in cui la
corpus linguistics pi pu giovare, come nota Giovanni Rovere, per analisi
di linguistica giuridica, in cui le potenzialit tecniche [di un corpus]
permettono di far emergere ci che altrimenti rischia di sfuggire allattenzio-
ne del linguista, in quanto lampiezza del corpus rende possibili interroga-
zioni incrociate, e, nel contempo, possono essere riuniti e confrontati contesti
che alla lettura lineare passerebbero inosservati (ROVERE 2005, p. 27). Il
beneficio evidente a livello terminologico ma, daltra parte, devessere
assistito da una seria riflessione testuale, che emerge con forza dallanalisi
delle rigide strutture dei tipi testuali occorrenti nel linguaggio giuridico-
normativo e dalla conseguente articolazione in parti fisse dei testi.
Il valore euristico comparativo della tipologia testuale (cfr. VISCONTI
2002) si fonde a quellattenzione verso aspetti formali e strutturali gi
rilevata per litaliano pi che per altre lingue indoeuropee: Irn Korzen parla
per esempio di una maggiore esplicitezza pragma-testuale e di una pi
spiccata coscienza retorico-testuale nellitaliano rispetto a molte lingue
germaniche (KORZEN 1999, p. 105). Tale attenzione formale tuttavia
incrementata dalla funzione specifica del tipo testuale ed considerabile in
qualche modo universale per il linguaggio specialistico in questione.
Il lavoro su testi giuridici in particolare pone il docente e formatore di
traduttori di fronte ad una decisiva sfida testuale, necessaria se si consideri
la centralit della tipologia testuale nellanalisi delle produzioni linguistiche
giuridiche (CORTELAZZO 1997).
Il progetto avviato con il corpus Jus Jurium in bmanuel.org, ora in
procinto di essere distribuito da corpora.unito.it dellUniversit di Torino, in
cui particolare rilievo accordato a struttura testuale ed articolazione
diplomatica interna, ci sembra pertanto ben adatto a proseguire nel fertile
solco sopra indicato della traduzione di testi in mbito giuridico.
3.2 IL CORPUS JUS JURIUM. Il corpus in allestimento intende coprire
la totalit delluniverso di discorso legale oggi corrente in Italia: come gi il-
lustrato sinteticamente in BARBERA - ONESTI 2009, in ONESTI 2011 e nella

12
Finanche nel campo dellinterpretariato: cfr. BENDAZZOLI 2010 (il corpus EPIC,
European Parliament Interpreting Corpus, ad esempio, gi utilizzabile online).



sua utilit (cfr. BERNARDINI - ZANETTIN 2000 e ZANETTIN et alii 2003)
12
, e-
leggendo sempre pi i corpora a versatili e preziosi strumenti per aiutare il
traduttore nella sua professione, fornendo dati linguistici in grande quantit
ed in contesti duso autentici, e permettendo una maggiore reperibilit di e-
spressioni e collocazioni.
La traduzione in mbito giuridico certamente uno dei campi in cui la
corpus linguistics pi pu giovare, come nota Giovanni Rovere, per analisi
di linguistica giuridica, in cui le potenzialit tecniche [di un corpus]
permettono di far emergere ci che altrimenti rischia di sfuggire allattenzio-
ne del linguista, in quanto lampiezza del corpus rende possibili interroga-
zioni incrociate, e, nel contempo, possono essere riuniti e confrontati contesti
che alla lettura lineare passerebbero inosservati (ROVERE 2005, p. 27). Il
beneficio evidente a livello terminologico ma, daltra parte, devessere
assistito da una seria riflessione testuale, che emerge con forza dallanalisi
delle rigide strutture dei tipi testuali occorrenti nel linguaggio giuridico-
normativo e dalla conseguente articolazione in parti fisse dei testi.
Il valore euristico comparativo della tipologia testuale (cfr. VISCONTI
2002) si fonde a quellattenzione verso aspetti formali e strutturali gi
rilevata per litaliano pi che per altre lingue indoeuropee: Irn Korzen parla
per esempio di una maggiore esplicitezza pragma-testuale e di una pi
spiccata coscienza retorico-testuale nellitaliano rispetto a molte lingue
germaniche (KORZEN 1999, p. 105). Tale attenzione formale tuttavia
incrementata dalla funzione specifica del tipo testuale ed considerabile in
qualche modo universale per il linguaggio specialistico in questione.
Il lavoro su testi giuridici in particolare pone il docente e formatore di
traduttori di fronte ad una decisiva sfida testuale, necessaria se si consideri
la centralit della tipologia testuale nellanalisi delle produzioni linguistiche
giuridiche (CORTELAZZO 1997).
Il progetto avviato con il corpus Jus Jurium in bmanuel.org, ora in
procinto di essere distribuito da corpora.unito.it dellUniversit di Torino, in
cui particolare rilievo accordato a struttura testuale ed articolazione
diplomatica interna, ci sembra pertanto ben adatto a proseguire nel fertile
solco sopra indicato della traduzione di testi in mbito giuridico.
3.2 IL CORPUS JUS JURIUM. Il corpus in allestimento intende coprire
la totalit delluniverso di discorso legale oggi corrente in Italia: come gi il-
lustrato sinteticamente in BARBERA - ONESTI 2009, in ONESTI 2011 e nella

12
Finanche nel campo dellinterpretariato: cfr. BENDAZZOLI 2010 (il corpus EPIC,
European Parliament Interpreting Corpus, ad esempio, gi utilizzabile online).



homepage
13
del progetto, esso mira a seguire lintera vita delle leggi, dal
loro concepimento nelle discussioni parlamentari, alla loro codificazione in
regole normative, alla loro applicazione nei procedimenti giudiziari, artico-
landosi in sottocorpora di lingua italiana che saranno interrogabili singolar-
mente o contemporaneamente con la medesima interfaccia degli altri corpora
di bmanuel.org distribuiti da corpora.unito.it.
Jus Jurium non nasce con le finalit di un database giuridico un tipo di
strumento peraltro gi esistente nel panorama italiano bens con fini stret-
tamente linguistici: il corpus POS-taggato (ovvero etichettato per parti del
discorso) ed ha un robusto markup diplomatico e testuale.
Nelle prime fasi del lavoro si provveduto alla raccolta dei testi ed a
unattenta analisi dei livelli di articolazione in essi presenti, spesso trascurati
nellmbito della linguistica e soprattutto della traduzione giuridica. Il cor-
pus permetter, come gi sottolineavamo in BARBERA - ONESTI 2009, un
tipo di interrogazione pi significativa dei testi giuridico-legislativi rispetto
ad un database tradizionale, avvalendosi di una preliminare riflessione teori-
ca a partire da nozioni di linguistica testuale e di diplomatica. I recenti lavori
di sistematizzazione delle parti di testo hanno confermato linteresse della
tematica, evidenziando tuttavia in misura minore limportanza della rigidit
delle strutture testuali in questione, radicate nelle culture dei sistemi giudi-
ziari ed amministrativi di ogni Paese e pertanto fonte evidente di difficolt
per il traduttore.
Il corpus mira a mettere insieme un ampio ventaglio di tipi testuali, pi
differenziato delle numerose analisi settoriali sinora presenti come, per e-
sempio, la cospicua letteratura sulle sentenze penali (cfr. almeno BELLUCCI
2005b, NAPPI 1989 ed ONDELLI 2006). Jus Jurium, infatti, si propone come
un complesso di diversi subcorpora, la cui articolazione generale sar basi-
larmente tripartita: in prima istanza una Sectio Normativa, consistente nei
Codici, nella Costituzione, nelle leggi e nei decreti di Governo, Ministri, Re-
gioni ed Autorit amministrative autonome (sar presente anche una cam-
pionatura dei pi rilevanti testi paranormativi); un secondo sottocorpus che
potremmo definire Sectio Judicialis, consistente negli atti (sentenze, ordi-
nanze, ecc.) pronunciati dalle varie Corti, di tutti i gradi (anche se, ovvia-
mente, con maggior peso della Corte Costituzionale); la terza sezione, infine,

13
Per il trattamento dei forestierismi alla proposta globale formulata in BARBERA
2009, paragrafo 1.4, pp. 7-13, che ci atteniamo nel presente contributo, con tutte le
conseguenze pratiche che ci implica: Tondo (invariabile) o corsivo (con plurale in
-s)? Prestito non adattato (ma comunque accettato, fosse anche faute de mieux) o
fastidioso termine straniero se non da puristicamente evitare almeno da porre nella
quarantena del corsivo? (BARBERA - MARELLO 2011, n. 3).



la Sectio Parlamentaris, composta dagli stenografici delle sessioni delle
Camere e delle Commissioni camerali, dei vari atti di indirizzo e di control-
lo e dei disegni di legge.
Il gruppo di lavoro mira in futuro
14
a realizzare altre due sezioni: una Sec-
tio Didactica, dedicata allinsegnamento della Legge (vincolata alleventuale
acquisizione di copyright di qualche rappresentativo manuale di Diritto) e
particolarmente auspicabile per la potenziale utilit in percorsi di formazione
mirata, come quelli presentati in questo volume; ed una quinta sezione che si
vorrebbe destinata al modo in cui le persone comuni parlano di solito di
legge esportando una Sectio Communis dal corpus di newsgroup italiani
NUNC
15
, selezionando in particolare i newsgroup di interesse legale.
Inoltre, per quanto riguarda i testi attualmente in implementazione, come
dicevamo in BARBERA - ONESTI 2009, importante, nella scelta dei testi,
stata anche la definizione della loro contemporaneit e rappresentativit.
Soprattutto il primo criterio, infatti, reso pi problematico dellusuale, data
la curiosa natura astorica dei testi legali: anche un Regio Decreto, se mai
revocato, tuttora in vigore; e facendo parte della normativa vigente isso-
fatto attuale e contemporaneo. Oltre a questo aspetto de jure, abbiamo pre-
teso per i nostri materiali anche un requisito de facto: la loro presenza online
in pi siti web, anche di carattere non istituzionale, che ne garantisca la effet-
tiva presenza nell uso attuale. Connesso il problema del bilanciamento
ottimale del corpus secondo le variet testuali, che si basato (a) primaria-
mente sulla reperibilit dei testi in rete, nellidea che questa situazione di fat-
to rappresenti un bilanciamento naturale; (b) sulla rappresentativit ed im-
portanza normativa (esiste una riconosciuta gerarchia di importanza delle
fonti di normativa) o giurisprudenziale (ad esempio seguendo luso delle
raccolte di giurisprudenza di privilegiare la Corte di Cassazione rispetto alle
Corti di merito) degli atti
16
.

14
Per il momento abbiamo iniziato da quei testi che si potevano liberamente ottenere
in base alla legge 22 aprile 1941 n. 633 Protezione del diritto dautore e di altri
diritti connessi al suo esercizio, il cui art. 5 stabilisce che le disposizioni di questa
legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni
pubbliche, sia italiane che straniere.
15
Per una illustrazione generale dei corpora NUNC cfr. BARBERA 2011.
16
Oltre alla dimensione relativa al tipo di discorso giuridico (riflessa nella
organizzazione in sezioni del corpus), si tenuto conto, quando possibile, anche
della, trasversale, dimensione della estensione locale: le sezioni 2 e 3 infatti
comprendono testi tanto nazionali quanto regionali; in un futuro ci si potr
espandere anche a testi europei ed internazionali, che tuttavia sollevano problemi
linguistici di ordine diverso, ragion per cui almeno in questa fase iniziale sono stati
esclusi.



la Sectio Parlamentaris, composta dagli stenografici delle sessioni delle
Camere e delle Commissioni camerali, dei vari atti di indirizzo e di control-
lo e dei disegni di legge.
Il gruppo di lavoro mira in futuro
14
a realizzare altre due sezioni: una Sec-
tio Didactica, dedicata allinsegnamento della Legge (vincolata alleventuale
acquisizione di copyright di qualche rappresentativo manuale di Diritto) e
particolarmente auspicabile per la potenziale utilit in percorsi di formazione
mirata, come quelli presentati in questo volume; ed una quinta sezione che si
vorrebbe destinata al modo in cui le persone comuni parlano di solito di
legge esportando una Sectio Communis dal corpus di newsgroup italiani
NUNC
15
, selezionando in particolare i newsgroup di interesse legale.
Inoltre, per quanto riguarda i testi attualmente in implementazione, come
dicevamo in BARBERA - ONESTI 2009, importante, nella scelta dei testi,
stata anche la definizione della loro contemporaneit e rappresentativit.
Soprattutto il primo criterio, infatti, reso pi problematico dellusuale, data
la curiosa natura astorica dei testi legali: anche un Regio Decreto, se mai
revocato, tuttora in vigore; e facendo parte della normativa vigente isso-
fatto attuale e contemporaneo. Oltre a questo aspetto de jure, abbiamo pre-
teso per i nostri materiali anche un requisito de facto: la loro presenza online
in pi siti web, anche di carattere non istituzionale, che ne garantisca la effet-
tiva presenza nell uso attuale. Connesso il problema del bilanciamento
ottimale del corpus secondo le variet testuali, che si basato (a) primaria-
mente sulla reperibilit dei testi in rete, nellidea che questa situazione di fat-
to rappresenti un bilanciamento naturale; (b) sulla rappresentativit ed im-
portanza normativa (esiste una riconosciuta gerarchia di importanza delle
fonti di normativa) o giurisprudenziale (ad esempio seguendo luso delle
raccolte di giurisprudenza di privilegiare la Corte di Cassazione rispetto alle
Corti di merito) degli atti
16
.

14
Per il momento abbiamo iniziato da quei testi che si potevano liberamente ottenere
in base alla legge 22 aprile 1941 n. 633 Protezione del diritto dautore e di altri
diritti connessi al suo esercizio, il cui art. 5 stabilisce che le disposizioni di questa
legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni
pubbliche, sia italiane che straniere.
15
Per una illustrazione generale dei corpora NUNC cfr. BARBERA 2011.
16
Oltre alla dimensione relativa al tipo di discorso giuridico (riflessa nella
organizzazione in sezioni del corpus), si tenuto conto, quando possibile, anche
della, trasversale, dimensione della estensione locale: le sezioni 2 e 3 infatti
comprendono testi tanto nazionali quanto regionali; in un futuro ci si potr
espandere anche a testi europei ed internazionali, che tuttavia sollevano problemi
linguistici di ordine diverso, ragion per cui almeno in questa fase iniziale sono stati
esclusi.



3.3 TIPOLOGIE TESTUALI ED ARTICOLAZIONE DEL TESTO GIURIDICO.
La ricerca ha voluto perfezionare lannotazione linguistica del corpus Jus Ju-
rium rispetto alla base gi presente in tutte le risorse elaborate da bma-
nuel.org e presenti nella piattaforma di distribuzione corpora.unito.it, a livel-
lo di POS-tagging e markup ordinario. Il lavoro svolto intorno a questo cor-
pus, tra laltro, permetter uninterrogazione pi significativa dei corpora gi
in rete, avvalendosi della preliminare riflessione teorica cui si gi accenna-
to.
Notevole peso ha avuto infatti lattenzione alla tipologia testuale ed
allarticolazione dei testi giuridico-legislativi in parti ricorrenti e peculiari
per ogni genere, operazione svolta finora nel panorama della ricerca italiana
in modo non esaustivo. I recenti lavori di sistematizzazione delle parti di te-
sto giuridico (come CORTELAZZO 1997, MORTARA GARAVELLI 2003 e SA-
BATINI 1990
17
) confermano, peraltro, linteresse della tematica: avvalorano
in particolare la necessit di considerare le fondamentali funzioni pragmati-
che di un testo giuridico (distinguendo tra attivit di creazione, interpretazio-
ne ed applicazione delle regole del diritto), evidenziando tuttavia solo a late-
re limportanza della rigidit delle strutture testuali in questione, radicate
nelle culture dei sistemi giudiziari ed amministrativi di ciascun Paese.
Inoltre, come gi detto, rispetto ad analisi soltanto di alcuni tipi di testo,
Jus Jurium raccoglie una gamma maggiormente differenziata di tipologie te-
stuali ed a tutte si tentato di attribuire etichette comuni per marcare
larticolazione interna del discorso: il progetto mira ad affinare tali forme di
markup per poter in futuro muoversi su interrogazioni separate delle parti di
testo.
Sebbene gi notevoli siano i risultati di drafting legale negli studi di alcu-
ni gruppi di ricerca italiani (cfr. ad esempio BIAGIOLI et alii 1995), poco si
infatti lavorato su una serie cos rappresentativa di testi; soprattutto quasi
nulla si detto sullapplicazione dellanalisi alla traduzione giuridica, che si
avvalsa finora di consigli e tecniche a livello per lo pi terminologico o
sintattico-aspettuale gi notato da VISCONTI 2007, a favore invece di una
prospettiva pi testualista. La struttura testuale influenza, infatti, considere-
volmente la stesura di un documento giuridico e dunque la successiva tradu-
zione.
Il gruppo di ricerca torinese ha finora raccolto testi in lingua italiana, che
possano in un primo tempo assolvere allo scopo di aiutare la formazione di
traduttori dal tedesco allitaliano: pur non avendo ancora elaborato in questo
stadio del lavoro testi paralleli di provenienza tedesca, si mirato in primis

17
Ma si veda anche tutta la terza sezione del secondo tomo di SABATINI 2011, pp.
271-360, con la Premessa di Domenico Proietti.



allelaborazione del markup testuale che potr poi essere applicato sia alla
lingua di partenza sia alla lingua di arrivo. La scelta di uniniziale raccolta
solo italiana non ci sembra peraltro fuori luogo, data lanomala iperprodutti-
vit normativa italiana: ci ha reso auspicabile iniziare lanalisi da un siste-
ma comprendente pi categorie da prendere in considerazione per la futura
applicazione al diritto europeo e tedesco in particolare.
3.4 MARKUP TESTUALE E DIPLOMATICO. Lo studio formale e struttu-
rale del testo giuridico, che con Jus Jurium abbiamo portato nella linguistica
dei corpora, ha in realt un grande precedente nella diplomatica, disciplina
il cui oggetto proprio la spiegazione della forma degli atti scritti (TES-
SIER 1952, p. 15); purtroppo per la diplomatica, discesa dai magnanimi
lombi del De re diplomatica del grande Mabillon nel 1681, sconta un poco la
sua origine storica collessere modernamente concepita pi come una scien-
za storica
18
, che non una scienza giuridica: il suo dominio di applicazione
non quindi stato esteso, dal Medioevo e Rinascimento che le sono tipici,
allera moderna
19
. Fare, invece, diplomatica moderna, specie con gli stru-
menti della linguistica dei corpora, come stiamo sperimentando, avrebbe in-
vece a nostro parere assai senso, presentando il duplice vantaggio (a) descrit-

18
Gi fin nellassetto definitorio della manualistica, se ad esempio Alessandro
Pratesi la dichiara la scienza che ha per oggetto lo studio critico del documento [...]
al fine di determinarne il valore come testimonianza storica (PRATESI 1979, pp. 8-
9), seguendo in ci una lunga tradizione, consacrata anche dalla prolusione allcole
des chartes di Georges Tessier: la science des rgles qui, a travers les ges, ont
prsid llaboration et la rdaction des actes instrumentaires considrs comme
sources de lhistoire (TESSIER 1930, p. 260; corsivi nostri).
19
Situazione, peraltro, ben accettata dai diplomatisti medesimi, felici di rimanere
nella loro nicchia di storici; si veda ad esempio cosa su ci scriveva Armando
PETRUCCI nel 1963: Col nascere dellet moderna e della moderna considerazione
del tempo e della storia, il documento si andato spogliando del suo originario
valore simbolico e di ogni funzione che non sia quella di puro tramite e prova di
rapporti giuridici. Nello stesso tempo, e per le stesse cause, esso viene via via
perdendo la sua individualit, sia perch il suo processo di genesi tende a liberarsi
dalle regole rigide della tradizione medievale, sia perch nel suo interno si dissolve
quella ordinata impalcatura formale che era stata fino ad allora emblema e garanzia
dei significati particolari che luomo del medioevo era abituato a riconoscervi. Il
documento, insomma, si trasforma in atto, e uno studio autonomo della sua genesi
e delle sue forme non si giustifica pi, in quanto non pu pi consentire un reale
contatto con gli aspetti fondamentali della civilt moderna e contemporanea, ma
solo, mediante una utilizzazione puramente strumentale, la comprensione di
fenomeni settoriali limitati allamministrazione pubblica, al commercio, ad alcuni
aspetti della produzione.



allelaborazione del markup testuale che potr poi essere applicato sia alla
lingua di partenza sia alla lingua di arrivo. La scelta di uniniziale raccolta
solo italiana non ci sembra peraltro fuori luogo, data lanomala iperprodutti-
vit normativa italiana: ci ha reso auspicabile iniziare lanalisi da un siste-
ma comprendente pi categorie da prendere in considerazione per la futura
applicazione al diritto europeo e tedesco in particolare.
3.4 MARKUP TESTUALE E DIPLOMATICO. Lo studio formale e struttu-
rale del testo giuridico, che con Jus Jurium abbiamo portato nella linguistica
dei corpora, ha in realt un grande precedente nella diplomatica, disciplina
il cui oggetto proprio la spiegazione della forma degli atti scritti (TES-
SIER 1952, p. 15); purtroppo per la diplomatica, discesa dai magnanimi
lombi del De re diplomatica del grande Mabillon nel 1681, sconta un poco la
sua origine storica collessere modernamente concepita pi come una scien-
za storica
18
, che non una scienza giuridica: il suo dominio di applicazione
non quindi stato esteso, dal Medioevo e Rinascimento che le sono tipici,
allera moderna
19
. Fare, invece, diplomatica moderna, specie con gli stru-
menti della linguistica dei corpora, come stiamo sperimentando, avrebbe in-
vece a nostro parere assai senso, presentando il duplice vantaggio (a) descrit-

18
Gi fin nellassetto definitorio della manualistica, se ad esempio Alessandro
Pratesi la dichiara la scienza che ha per oggetto lo studio critico del documento [...]
al fine di determinarne il valore come testimonianza storica (PRATESI 1979, pp. 8-
9), seguendo in ci una lunga tradizione, consacrata anche dalla prolusione allcole
des chartes di Georges Tessier: la science des rgles qui, a travers les ges, ont
prsid llaboration et la rdaction des actes instrumentaires considrs comme
sources de lhistoire (TESSIER 1930, p. 260; corsivi nostri).
19
Situazione, peraltro, ben accettata dai diplomatisti medesimi, felici di rimanere
nella loro nicchia di storici; si veda ad esempio cosa su ci scriveva Armando
PETRUCCI nel 1963: Col nascere dellet moderna e della moderna considerazione
del tempo e della storia, il documento si andato spogliando del suo originario
valore simbolico e di ogni funzione che non sia quella di puro tramite e prova di
rapporti giuridici. Nello stesso tempo, e per le stesse cause, esso viene via via
perdendo la sua individualit, sia perch il suo processo di genesi tende a liberarsi
dalle regole rigide della tradizione medievale, sia perch nel suo interno si dissolve
quella ordinata impalcatura formale che era stata fino ad allora emblema e garanzia
dei significati particolari che luomo del medioevo era abituato a riconoscervi. Il
documento, insomma, si trasforma in atto, e uno studio autonomo della sua genesi
e delle sue forme non si giustifica pi, in quanto non pu pi consentire un reale
contatto con gli aspetti fondamentali della civilt moderna e contemporanea, ma
solo, mediante una utilizzazione puramente strumentale, la comprensione di
fenomeni settoriali limitati allamministrazione pubblica, al commercio, ad alcuni
aspetti della produzione.



tivo, di illustrare la strutturazione dei documenti vigenti senza rinunciare a
quanto elaborato da una lunga tradizione alle nostre spalle, e (b) applicativo,
di contribuire in concreto ai vari progetti
20
di standardizzazione della produ-
zione legislativa attualmente in piena fioritura (come NIR, LEXEDIT, cfr.
ROMANO 2005, o le altre iniziative di legimatica dellITTIG) e di fornire
unimpalcatura analitica reale alle pratiche interlinguistiche e traduttive.
Per vedere in concreto le innovazioni nel markup testuale e diplomatico
del corpus, lo spazio ci tiranno, ma tenteremo giusto con qualche parco e-
sempio, a partire dalle seguenti parti di articolazione del testo:

Protocollo: per i testi in cui le formule iniziali non siano gi altrimen-
ti marcate (intestazione nelle sentenze, premessa in
leggi e decreti, ecc.).
Escatocollo: per i testi in cui le formule di chiusura non siano gi al-
trimenti marcate (data, sottoscrizione, deposito
nelle sentenze, nelle leggi e nei decreti, ecc.), ed ossia ti-
picamente per i testi che hanno la forma della lettera
(cio circolari, note, lettere amministrative e simili), o del
discorso pubblico, tali formule finali sono marcate con il
tag generico di ecoll: <ecoll>Fatto a Lussemburgo, ad-
d 29 giugno 2000.</ecoll>; <ecoll>La seduta termina al-
le 15.</ecoll>.
Premessa: solo per quei casi in cui il testo, che magari ha gi una
parte iniziale chiaramente marcata (premessa, intesta-
zione, ecc.), ha ancora un preambolo indipendente in te-
sta. Di fatto per per ora si cercato di farne sempre a
meno.
Nelle sentenze: massima, neretto, svolgimento, dispositivo,
motivi trovano unetichettatura dedicata in Jus Jurium
che consente di suddividere il testo di una sentenza se-
condo la tradizionale e ben consolidata struttura interna
del genere testuale e dunque di interrogare il corpus se-
condo le stesse unit testuali.
Tav. 1.


20
Anche la forma del documento moderno, infatti, ha assunto un interesse ben
diverso da quello che immaginava PRATESI nel 1963, quasi cinquantanni or sono.



3.4.1 LESEMPIO DELLE SENTENZE. Per mostrare lesito pratico del la-
voro di sistematizzazione diplomatica, proponiamo in questa sede una breve
analisi del markup interno ad una sentenza. Anzich presentare le caratteri-
stiche di tutti i tipi testuali rappresentati nel corpus, ci sembra pi utile af-
frontare infatti un caso specifico che funga da esemplificazione. La sentenza
mostra per esempio una struttura (fissa) del markup in quanto tipo pi com-
pleto e rappresentat(iv)o (si vedano anche le osservazioni in BELLUCCI
2005a, capitolo 4), che possiamo riassumere nella sua macrostruttura nella
tabella seguente, con un esempio sopra tratto dalla Corte di Cassazione, Sen-
tenza n. 12070 del 01/07/2004:

<body> <body>
<neretto>__
</neretto>
<neretto>09/08/2004 8.21.57 - L omessa o incompleta indi-
cazione della commissione tributaria provinciale competente
non comporta la nullita del ricorso. CASSAZIONE CIVI-
LE, Sezione V, Sentenza n. 12070 del 01/07/2004</neretto>
<massima>__
</massima>
<massima>Nonostante larticolo <rfL_dl n="546" art="19"
data="1992-??-??">19 del decreto legislativo
546/1992</rfL_dl> preveda che il ricorrente debba indicare
la commissione tributaria provinciale competente per territo-
rio, a giudizio della Cassazione siffatto errore od omissione
configura una semplice irregolarita che non inficia la validi-
ta del ricorso.[] L'art. <rfL_dlgs n="32" art="6" da-
ta="2001-??-??">6 D.Lgs. n. 32/2001</rfL_dlgs>, che ha
dato attuazione allo Statuto, allorche ha modificato l'art.
<rfL_dlgs n="507" art="10" data="1993-??-??">10 D.Lgs.
n. 507/1993</rfL_dlgs> in tema di imposta di pubblicita, ha
privilegiato il profilo della necessita della motivazione
dell'atto in tutte le sue implicazioni, ma non ha preso in al-
cuna considerazione il profilo della omessa o incompleta in-
dicazione dell'organo giurisdizionale cui ricorrere. Da tutto
cio si deve dedurre la volonta del legislatore, espressa sia
pure implicitamente anche nella importante sede dello Statu-
to, di non assegnare a questo vizio la capacita di produrre la
nullita dell'atto.</massima>
<testo> <testo>
<titL>
__</titL>
<titL>__</titL>
<intestazione>_
</intestazione>
<intestazione>CASSAZIONE CIVILE, Sezione V, Senten-
za n. 12070 del 01/07/2004



3.4.1 LESEMPIO DELLE SENTENZE. Per mostrare lesito pratico del la-
voro di sistematizzazione diplomatica, proponiamo in questa sede una breve
analisi del markup interno ad una sentenza. Anzich presentare le caratteri-
stiche di tutti i tipi testuali rappresentati nel corpus, ci sembra pi utile af-
frontare infatti un caso specifico che funga da esemplificazione. La sentenza
mostra per esempio una struttura (fissa) del markup in quanto tipo pi com-
pleto e rappresentat(iv)o (si vedano anche le osservazioni in BELLUCCI
2005a, capitolo 4), che possiamo riassumere nella sua macrostruttura nella
tabella seguente, con un esempio sopra tratto dalla Corte di Cassazione, Sen-
tenza n. 12070 del 01/07/2004:

<body> <body>
<neretto>__
</neretto>
<neretto>09/08/2004 8.21.57 - L omessa o incompleta indi-
cazione della commissione tributaria provinciale competente
non comporta la nullita del ricorso. CASSAZIONE CIVI-
LE, Sezione V, Sentenza n. 12070 del 01/07/2004</neretto>
<massima>__
</massima>
<massima>Nonostante larticolo <rfL_dl n="546" art="19"
data="1992-??-??">19 del decreto legislativo
546/1992</rfL_dl> preveda che il ricorrente debba indicare
la commissione tributaria provinciale competente per territo-
rio, a giudizio della Cassazione siffatto errore od omissione
configura una semplice irregolarita che non inficia la validi-
ta del ricorso.[] L'art. <rfL_dlgs n="32" art="6" da-
ta="2001-??-??">6 D.Lgs. n. 32/2001</rfL_dlgs>, che ha
dato attuazione allo Statuto, allorche ha modificato l'art.
<rfL_dlgs n="507" art="10" data="1993-??-??">10 D.Lgs.
n. 507/1993</rfL_dlgs> in tema di imposta di pubblicita, ha
privilegiato il profilo della necessita della motivazione
dell'atto in tutte le sue implicazioni, ma non ha preso in al-
cuna considerazione il profilo della omessa o incompleta in-
dicazione dell'organo giurisdizionale cui ricorrere. Da tutto
cio si deve dedurre la volonta del legislatore, espressa sia
pure implicitamente anche nella importante sede dello Statu-
to, di non assegnare a questo vizio la capacita di produrre la
nullita dell'atto.</massima>
<testo> <testo>
<titL>
__</titL>
<titL>__</titL>
<intestazione>_
</intestazione>
<intestazione>CASSAZIONE CIVILE, Sezione V, Senten-
za n. 12070 del 01/07/2004



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TRIBUTARIA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. <ant>FAVARA Ugo</ant> - Presidente -
Dott. <ant>PAPA Enrico</ant> - Consigliere -
Dott. <ant>ODDO Massimo</ant> - Consigliere -
Dott. <ant>FALCONE Giuseppe</ant> - rel. Consigliere -
Dott. <ant>DEL CORE Sergio</ant> - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:
sentenza
sul ricorso proposto da:
<ent>GFP GRAFICA FOTO PUBBLICITA' S.P.A.</ent>,
in persona del legale rappresentante <ant>Lucillo Azza-
no</ant>, elettivamente domiciliato in
<topn>ROMA</topn> VIA G. B. TIEPOLO 21, presso lo
studio dell'avvocato <ant>GIORGIO ALABRESE</ant>,
difeso dall'avvocato <ant>LUCIANO FALOMO</ant>,
giusta procura a margine;
</intestazione>
<svolgimento>
__</svolgimento>
<svolgimento>Svolgimento del processo
[]</svolgimento>
<motivi>
__</motivi>
<motivi>Motivi della decisione.
Con il primo motivo la ricorrente ha dedotto violazione degli
articoli [] </motivi>
<dispositivo>
__</dispositivo>
<dispositivo>P. Q. M.
Rigetta il ricorso. Compensa le spese.</dispositivo>
<data>
__</data>
<data>Cos deciso in Roma, nella Camera di consiglio della
Sezione Tributaria, il 9 settembre 2003.</data>
<sottoscrizione>
__</sottoscrizione>
<sottoscrizione>[omissis]</sottoscrizione>
<deposito>
__</deposito>
<deposito>Depositato in Cancelleria il 1 luglio
2004</deposito>
</testo> </testo>
</body> </body>
Tav.2.
Allinterno delle etichette, inserite semi-manualmente, risulta lintero atto
preso in considerazione. Si noti che il tag <testo> che abbiamo voluto evi-
denziare sopra (in grassetto), ha inizio dopo il neretto e la massima della sen-



tenza, per chiudersi poi alla fine dellatto, dopo data, sottoscrizione e deposi-
to.
3.4.2 IL TRADUTTORE DI FRONTE AL TESTO GIURIDICO. Oltre allovvia
importanza per la traduzione giuridica di corpora paralleli e comparabili (cfr.
tra gli altri BAKER 1995 e GANDIN 2005), anche le risorse monolingui pos-
sono rivelarsi di estrema utilit:
If a specialised target language corpus can be exploited as a source of
linguistic, terminological and content knowlegde information which
enhances native speakers skills in their mother tongue, it is reasona-
ble to predict that a target language monolingual corpus which repre-
sents general language use can be a source of linguistic and cultural
knowledge for translators working out of their mother tongue. (LA-
VIOSA 2002, p. 106)
Il traduttore utente di un corpus come Jus Jurium potr, grazie al markup
presentato nei paragrafi precedenti, trovare giovamento nella consapevolezza
di lavorare entro i confini di una specifica parte di testo, ne avr marcati nel
corpus linizio e la fine, potr crearsi adeguate strategie in merito, anche so-
stenute da legittime attese rispetto al testo che precede o segue.
Lesatta distinzione delle parti del testo consente inoltre una raccolta mi-
rata di formule fisse presenti nelle parti stesse: lutilit pratica di una raccolta
di termini tecnici si accompagna a quella di individuare espressioni che nella
maggior parte dei casi si sono cristallizzate nel tempo e nella consuetudine
nazionale. Massima efficacia pu essere inoltre garantita dalla possibilit di
fornire al traduttore indicazioni dettagliate delle parti di testo in cui quelle
espressioni ricorrono.
Per esplicitare alcune categorie di possibili problematiche, dal portale del
diritto dellUnione Europea Eur-Lex che permette di accedere a parte della
documentazione della Comunit o dei singoli Paesi membri con relativa tra-
duzione in doppia visualizzazione (cio con la possibilit di leggere la tradu-
zione a fronte, nella parte destra del monitor) abbiamo isolato alcuni esem-
pi di potenziali difficolt traduttive per la coppia di lingue tedesco-italiano.
Si valuti per esempio quanto avviene per sintagmi preposizionali come:
(1) vista la / visto il
aufgrund + [Genitiv]
dove lequivalente tedesco aggiunge in modo pi sostanziale la sfumatura di
basamento e causa implicita nella diversa struttura sintattica dellitaliano.



tenza, per chiudersi poi alla fine dellatto, dopo data, sottoscrizione e deposi-
to.
3.4.2 IL TRADUTTORE DI FRONTE AL TESTO GIURIDICO. Oltre allovvia
importanza per la traduzione giuridica di corpora paralleli e comparabili (cfr.
tra gli altri BAKER 1995 e GANDIN 2005), anche le risorse monolingui pos-
sono rivelarsi di estrema utilit:
If a specialised target language corpus can be exploited as a source of
linguistic, terminological and content knowlegde information which
enhances native speakers skills in their mother tongue, it is reasona-
ble to predict that a target language monolingual corpus which repre-
sents general language use can be a source of linguistic and cultural
knowledge for translators working out of their mother tongue. (LA-
VIOSA 2002, p. 106)
Il traduttore utente di un corpus come Jus Jurium potr, grazie al markup
presentato nei paragrafi precedenti, trovare giovamento nella consapevolezza
di lavorare entro i confini di una specifica parte di testo, ne avr marcati nel
corpus linizio e la fine, potr crearsi adeguate strategie in merito, anche so-
stenute da legittime attese rispetto al testo che precede o segue.
Lesatta distinzione delle parti del testo consente inoltre una raccolta mi-
rata di formule fisse presenti nelle parti stesse: lutilit pratica di una raccolta
di termini tecnici si accompagna a quella di individuare espressioni che nella
maggior parte dei casi si sono cristallizzate nel tempo e nella consuetudine
nazionale. Massima efficacia pu essere inoltre garantita dalla possibilit di
fornire al traduttore indicazioni dettagliate delle parti di testo in cui quelle
espressioni ricorrono.
Per esplicitare alcune categorie di possibili problematiche, dal portale del
diritto dellUnione Europea Eur-Lex che permette di accedere a parte della
documentazione della Comunit o dei singoli Paesi membri con relativa tra-
duzione in doppia visualizzazione (cio con la possibilit di leggere la tradu-
zione a fronte, nella parte destra del monitor) abbiamo isolato alcuni esem-
pi di potenziali difficolt traduttive per la coppia di lingue tedesco-italiano.
Si valuti per esempio quanto avviene per sintagmi preposizionali come:
(1) vista la / visto il
aufgrund + [Genitiv]
dove lequivalente tedesco aggiunge in modo pi sostanziale la sfumatura di
basamento e causa implicita nella diversa struttura sintattica dellitaliano.



Pur a fronte di una forte concentrazione di nominalizzazioni nel linguag-
gio formale (e giuridico in particolare) di entrambi i codici linguistici, dissi-
mile spesso la densit di participi e nominalizzazioni:
(2a) considerate le osservazioni presentate
unter Bercksichtigung der Erklrungen
(2b) composta dal sig. X, presidente di sezione
unter Mitwirkung des Kammerprsidenten X
(2c) Lart. 88, n. 1, lett. a), della direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio 6 novembre 2001, 2001/83/CE, recante un codice co-
munitario relativo ai medicinali per uso umano
Art. 88 Abs. 1 Buchst. a der Richtlinie 2001/83/EG des Europi-
schen Parlaments und des Rates vom 6. November 2001 zur Schaf-
fung eines Gemeinschaftskodexes fr Humanarzneimittel
con nominalizzazioni tedesche talvolta corrispondenti nella traduzione ita-
liana ad altre forme verbali finite o non finite (cfr. anche PASSET 2011):
(3a) e che istituisce unAgenzia europea per le sostanze chimiche
zur Schaffung einer Europischen Agentur fr chemische Stoffe
(3b) Considerando che
in der Erwgung, dass
(3c) Replicando a tutti gli argomenti formulati nel contesto del detto mo-
tivo, la Commissione fa valere che il Tribunale ha correttamente re-
spinto gli argomenti posti a fondamento del motivo medesimo, i qua-
li, peraltro, erano gi stati dedotti in primo grado.
Zur Beantwortung des gesamten Vorbringens im Rahmen dieses
Rechtsmittelgrundes trgt die Kommission vor, das Gericht habe die
ihm zugrunde liegenden Argumente, die im brigen bereits in erster
Instanz vorgebracht worden seien, zu Recht zurckgewiesen.
In questultimo caso sarebbe possibile soffermarsi ulteriormente sulla di-
versa struttura sintattica adottata dalle due lingue e su caratteristiche non so-
lamente ascrivibili al linguaggio giuridico (come luso pi frequente in tede-
sco del participio presente, cfr. zugrunde liegenden Argumente).
Nella lingua target elementi linguistici differenti vengono resi con lo stes-
so traducente:
(4a) formulato nei seguenti termini
lautet...
(4b) Ai sensi dellart. 10 di detto regolamento
Art. 10 der Verordnung lautet



e con ulteriori sfumature semantiche di altri verbi:
(5) dispone quanto segue
bestimmt...
In tali cotesti il sostegno di un corpus monolingue favorisce lisolamento
e lanalisi mirata di specifiche forme verbali e delle formule di rito selezio-
nate dal legislatore/estensore italiano.
Ancora, luso del passato nella versione tedesca trova un tempo verbale
diverso nella traduzione italiana (ma su questo si veda anche ONDELLI
2006):
(6) Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara
Aus diesen Grnden hat der Gerichtshof (Vierte Kammer) fr
Recht erkannt
Pi in generale, lutilit di una raccolta dati con una dettagliata articola-
zione per parti di testo assiste il rapido recupero di elementi quali:
(7a) dispositivo
Tenor
(7b) ricorrenti
Klgerinnen
(7c) convenuti
Beklagte,
od espressioni fisse, nella sezione di testo in cui queste per consuetudine ri-
corrono:
(8) Il corsivo mio
Hervorhebungen nur hier.
Da notare, sempre in riferimento allesempio della sentenza, come la
massima di una sentenza non venga spesso tradotta in lingua tedesca, parte
di testo non necessariamente contemplata; se non questa la sede per sof-
fermarsi sulle difficolt traduttive legate a differenze di sistemi culturali e in
particolare giuridici (valga per tutti VISCONTI 2000, per la chiarezza esposi-
tiva e come rimando ad una pi ampia bibliografia), si vuole qui rimarcare
limportanza dellarticolazione in parti di testo e dunque del markup testuale
prescelto per la resa finale nel testo in lingua target.
La valenza formativa di risorse monolingui come Jus Jurium diviene per-
tanto chiara, come Kbler ha gi avuto modo di evidenziare: Learning to
use corpora and corpus-query tools can give future translators the technical
skills that were usually not associated with translation, but which seem to be
more and more necessary, especially in technical translation (KBLER



e con ulteriori sfumature semantiche di altri verbi:
(5) dispone quanto segue
bestimmt...
In tali cotesti il sostegno di un corpus monolingue favorisce lisolamento
e lanalisi mirata di specifiche forme verbali e delle formule di rito selezio-
nate dal legislatore/estensore italiano.
Ancora, luso del passato nella versione tedesca trova un tempo verbale
diverso nella traduzione italiana (ma su questo si veda anche ONDELLI
2006):
(6) Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara
Aus diesen Grnden hat der Gerichtshof (Vierte Kammer) fr
Recht erkannt
Pi in generale, lutilit di una raccolta dati con una dettagliata articola-
zione per parti di testo assiste il rapido recupero di elementi quali:
(7a) dispositivo
Tenor
(7b) ricorrenti
Klgerinnen
(7c) convenuti
Beklagte,
od espressioni fisse, nella sezione di testo in cui queste per consuetudine ri-
corrono:
(8) Il corsivo mio
Hervorhebungen nur hier.
Da notare, sempre in riferimento allesempio della sentenza, come la
massima di una sentenza non venga spesso tradotta in lingua tedesca, parte
di testo non necessariamente contemplata; se non questa la sede per sof-
fermarsi sulle difficolt traduttive legate a differenze di sistemi culturali e in
particolare giuridici (valga per tutti VISCONTI 2000, per la chiarezza esposi-
tiva e come rimando ad una pi ampia bibliografia), si vuole qui rimarcare
limportanza dellarticolazione in parti di testo e dunque del markup testuale
prescelto per la resa finale nel testo in lingua target.
La valenza formativa di risorse monolingui come Jus Jurium diviene per-
tanto chiara, come Kbler ha gi avuto modo di evidenziare: Learning to
use corpora and corpus-query tools can give future translators the technical
skills that were usually not associated with translation, but which seem to be
more and more necessary, especially in technical translation (KBLER



2003, p. 41), sottolineando altres come lintroduzione dei corpora nella for-
mazione dei traduttori abbia radicalmente mutato il modo in cui gli studenti
guardano alle lingue.
3.5 CONCLUSIONI. Larticolazione diplomatica dei testi giuridici non
pu essere trascurata da chi si occupa di traduzione specialistica e di forma-
zione di traduttori: la sua valorizzazione nel markup del corpus qui presenta-
to mira proprio a coprire tale esigenza.
I primi riscontri da parte di professionisti nella traduzione (soprattutto
tedesco-italiano) incoraggiano il proseguimento del lavoro ed unauspicabile
implementazione a breve dellannotazione e markup testuale di cui sopra, in
particolare la possibilit di interrogare online il corpus (gratuitamente, come
tutte le altre risorse allestite in bmanuel.org
21
), che attualmente in avanzata
fase di raccolta dati.
Riteniamo inoltre interessante sottolineare la possibile utilit di tale stru-
mento anche nella didattica dei linguaggi specialistici per chi eroga corsi di
italiano giuridico per studenti non italofoni. Sar possibile una diretta appli-
cazione del materiale raccolto per la didattica della microlingua giuridica a
studenti stranieri, mbito in cui lutilit di un corpus pu risultare determi-
nante quale fonte di testi autentici e come piattaforma di lavoro, sia per cer-
care al suo interno elementi linguistici specifici (terminologia, collocazioni,
ecc.), sia per verificare a livelli pi avanzati le ipotesi dellapprendente lega-
te alla lingua per scopi speciali. Il docente di italiano giuridico a stranieri po-
tr in particolare trarre vantaggio da uno strumento che non da intendersi
soltanto come collezione di testi giuridici, ma come risorsa flessibile e fun-
zionale alle sue esigenze, per operare selezioni su singole parti del testo e la-
vorare sulle peculiarit e sulla terminologia di ciascuna di esse.
Nel contesto, last but not least, del nostro Master, seppure abbiamo enfa-
tizzato soprattutto gli aspetti traduttivi, lutilit del nostro corpus pure no-
tevole. I giuristi hanno una ricca tradizione di database giuridici, che permet-
tono per ricerche per elementi di tipo legale (tipo di negozio in questione,
tipo di fonte giuridica, ecc.), ed in questo sono strumenti egregi che conse-
guono, spesso gagliardamente, il loro scopo. Ma non consentono ricerche
linguistiche; che invece quel che suggerivamo ai partecipanti al Master (tra
le altre cose) di pure fare.

21
Che sono tutte licenziate secondo Creative Commons Share Alike; cfr. CIURCINA -
RICOLFI 2007.




~ 37 ~
IV.
Marco Carmello
Il commento giuridico: considerazioni intorno a un
genere della scrittura giurisprudenziale.
, -
.
Matteo, 5.37.
4.0 QUESTIONI DI ADEGUATEZZA TESTUALE E TIPOLOGIE DEL TESTO
GIURIDICO ITALIANO: UN APPROCCIO MICRO-STRUTTURALE. Presentiamo
qui alcune prime considerazioni riguardo la tipologia del commento giuridi-
co. I testi che prenderemo in esame afferiscono tutti ad una particolare bran-
ca del diritto amministrativo: il diritto tributario. La regolamentazione fiscale
offre un campo particolarmente ricco alla pratica del commento giuridico:
non solo la complessit della materia e la sua centralit rispetto alla vita de-
gli stati fanno s che le norme tributarie rappresentino un insieme numeroso
e complesso di differenti atti giuridici, ma a questo bisogna aggiungere la
necessit di un costante rinnovo delle norme stesse, chiamate ad affrontare
una realt fiscale sempre pi complicata, e la loro particolare sensibilit alle
interazioni fra diritto europeo e diritto nazionale, fra diritto internazionale e
diritto europeo, fra diritto internazionale e diritto nazionale e, infine, fra dif-
ferenti diritti nazionali, comunitari e non.
Per tutte queste ragioni, quello tributario un campo elettivo non solo per
la produzione di commentari giuridici, ma anche, e soprattutto, per luso del
commento, ovverossia per una pratica testuale che intende orientare linter-
pretazione e lapplicazione della norma giuridica
22
. Del resto, il tipo di testo

22
Si potrebbe anche dire che, se vero che ogni branca del diritto d origine a com-
menti, per anche vero che l azione pragmatica del commento varia a seconda
del grado di discrezionalit richiesto dalla norma. Quindi, quelle aree del diritto, in
cui la discrezionalit nellapplicazione della norma risulta particolarmente rilevante,
danno al genere testuale commento giuridico un valore di perlocutivit maggiore
rispetto ad altre aree che presentino minore discrezionalit applicativa. Tipicamente i



di cui ci occupiamo profondamente connaturato alla cultura giuridica euro-
pea: si tratta di una tipologia della testualit giuridica ben nota, che produce
testi eminentemente secondi, il cui scopo quello di fare giurisprudenza
attraverso la riconsiderazione di atti gi assunti nellordinamento vigente.
Il commento giuridico appartiene ad una cultura giurisprudenziale note-
volmente avanzata, nella quale quellinsieme di leggi, disposizioni, regola-
menti, norme e sanzioni che definisce il concetto di diritto vigente, esiste
come realt complessa. Potremmo dire, in accordo con alcuni classici della
filosofia del diritto (KELSEN 1979 e VON WRIGHT 1989), che cmpito di tale
insieme sia quello di imporre obblighi al mondo esterno anzitutto grazie ad
un alto grado di formalizzazione linguistica e di coesione/coerenza discorsi-
va al suo interno.
Queste sono le ragioni che rendono necessaria una premessa apparente-
mente lontana per affrontare correttamente il discorso relativo allorganiz-
zazione del testo giuridico in genere e di questo tipo di testo in particolare.
Nella tradizione occidentale, fin dagli albori, viene fissata una netta diffe-
renza fra discorso referenziale e discorso non referenziale: a questa differen-
za pu essere fatta risalire la differenza aristotelica (Hcoi Tonpvcio, 17a 1-
7) fra oo uaouvtiko, ossia discorso dimostrativo, inteso generalmente,
anche se non esplicitamente, come referenzialmente orientato (si tenga pre-
sente che il maggior esempio di uaouvoi , per Aristotele, il discorso sulla
natura), e oo non uaouvtiko, ossia un tipo di discorso non solo non di-
mostrativo ma anche non referenziale: non a caso lunico esempio di oo
non uaouvtiko proposto da Aristotele lcuq, ossia la preghiera. Il di-
scorso strettamente giuridico (si tenga presente che la distinzione aristotelica
proviene da una cultura in cui il diritto, strictu sensu, non conosce unevo-
luzione approfondita) taglia trasversalmente la distinzione uaouvoi / non-
uaouvoi (uaouvoi / cuq), ponendosi nel campo della prima (uao-
uvoi), per quanto riguarda la strutturazione dimostrativa, ma afferendo
nettamente al secondo tipo di linguaggio per quanto riguarda la profonda ne-
gazione della referenzialit linguistica: il diritto infatti non parla direttamente
del mondo, ma lo istituisce imponendovi norme che assumono carattere vin-
colante.
Il rapporto fra realt e diritto risulta cos invertito rispetto a quello che si
ha non solo nel linguaggio dimostrativo referenzialmente orientato ma anche
nel linguaggio comunemente denotativo; mentre nei secondi la realt a de-

commentari penali hanno un valore quasi esclusivamente semantico, laddove in
unarea come quella qui trattata lo scopo semantico del commento subordinato a
quello retorico/comunicativo, che intende imporre una vera e propria prassi di
applicazione della norma.



di cui ci occupiamo profondamente connaturato alla cultura giuridica euro-
pea: si tratta di una tipologia della testualit giuridica ben nota, che produce
testi eminentemente secondi, il cui scopo quello di fare giurisprudenza
attraverso la riconsiderazione di atti gi assunti nellordinamento vigente.
Il commento giuridico appartiene ad una cultura giurisprudenziale note-
volmente avanzata, nella quale quellinsieme di leggi, disposizioni, regola-
menti, norme e sanzioni che definisce il concetto di diritto vigente, esiste
come realt complessa. Potremmo dire, in accordo con alcuni classici della
filosofia del diritto (KELSEN 1979 e VON WRIGHT 1989), che cmpito di tale
insieme sia quello di imporre obblighi al mondo esterno anzitutto grazie ad
un alto grado di formalizzazione linguistica e di coesione/coerenza discorsi-
va al suo interno.
Queste sono le ragioni che rendono necessaria una premessa apparente-
mente lontana per affrontare correttamente il discorso relativo allorganiz-
zazione del testo giuridico in genere e di questo tipo di testo in particolare.
Nella tradizione occidentale, fin dagli albori, viene fissata una netta diffe-
renza fra discorso referenziale e discorso non referenziale: a questa differen-
za pu essere fatta risalire la differenza aristotelica (Hcoi Tonpvcio, 17a 1-
7) fra oo uaouvtiko, ossia discorso dimostrativo, inteso generalmente,
anche se non esplicitamente, come referenzialmente orientato (si tenga pre-
sente che il maggior esempio di uaouvoi , per Aristotele, il discorso sulla
natura), e oo non uaouvtiko, ossia un tipo di discorso non solo non di-
mostrativo ma anche non referenziale: non a caso lunico esempio di oo
non uaouvtiko proposto da Aristotele lcuq, ossia la preghiera. Il di-
scorso strettamente giuridico (si tenga presente che la distinzione aristotelica
proviene da una cultura in cui il diritto, strictu sensu, non conosce unevo-
luzione approfondita) taglia trasversalmente la distinzione uaouvoi / non-
uaouvoi (uaouvoi / cuq), ponendosi nel campo della prima (uao-
uvoi), per quanto riguarda la strutturazione dimostrativa, ma afferendo
nettamente al secondo tipo di linguaggio per quanto riguarda la profonda ne-
gazione della referenzialit linguistica: il diritto infatti non parla direttamente
del mondo, ma lo istituisce imponendovi norme che assumono carattere vin-
colante.
Il rapporto fra realt e diritto risulta cos invertito rispetto a quello che si
ha non solo nel linguaggio dimostrativo referenzialmente orientato ma anche
nel linguaggio comunemente denotativo; mentre nei secondi la realt a de-

commentari penali hanno un valore quasi esclusivamente semantico, laddove in
unarea come quella qui trattata lo scopo semantico del commento subordinato a
quello retorico/comunicativo, che intende imporre una vera e propria prassi di
applicazione della norma.



finire luso linguistico, che a questa si deve accordare, nel primo (il linguag-
gio giuridico) il linguaggio stesso che impone al reale una rete di relazioni
sanzionatorie che pongono in essere esclusivamente quelle porzioni di realt
organizzate secondo le relazioni arbitrarie imposte dal diritto stesso, non es-
sendo rilevante il rimanente assetto del reale.
Tuttavia, a differenza dell, il linguaggio giuridico fortemente arti-
colato dal punto di vista testuale e discorsivo.
4.1 LE METAFUNZIONI DELLA LINGUA GIURIDICA. Soffermiamoci un
momento sulla questione in relazione ai testi che discuteremo. Come abbia-
mo detto lo scopo del commento giuridico quello di fare giurisprudenza
per mezzo della discussione, o meglio dellescussione, di atti gi assunti
nellordinamento vigente: leggi, decreti, decreti attuativi, sentenze, regola-
menti, atti delle pubbliche amministrazioni, circolari, ecc. Il suo scopo non
quello di confermare o contestare la liceit di un atto se non in rari casi, e
sempre quando esso sia incluso in un altro genere testuale, come ad esempio
la sentenza , ma quello di valutare la sua maggiore o minore adeguatezza, la
sua maggiore o minore consequenzialit, rispetto al diritto vigente.
Il commento rappresenta dunque quel genere testuale in cui largomenta-
zione giuridica raggiunge la sua massima profondit. Tuttavia, in quanto ti-
pologia, il commento suscita immediatamente un problema di definizione te-
stuale: se confrontiamo fra di loro due tipi di scrittura giuridica che vorrem-
mo poter differenziare, anche testualmente, come, ad esempio, il commento
e la sentenza, ci rendiamo immediatamente conto del problema.
Le regole di scrittura della sentenza infatti impongono la sua motivazione,
si ha cos, non solo nellordinamento italiano, un discorso, interno alla sen-
tenza stessa, di giustificazione dellatto di cui la sentenza si fa strumento ri-
spetto alle norme del diritto vigente. Verrebbe cos da dire che la sentenza
sia una tipologia testuale che si auto-commenta, ossia, in termini di linguisti-
ca testuale, che il commento sia un sottogenere della sentenza, cos come po-
trebbe essere considerato un sottogenere dellarbitrato, del parere giuridico,
o addirittura della legge, del decreto, del regolamento, e di altre analoghe
forme di testualit giuridica. In tutti questi ultimi casi per, la portata del
commento appare pi limitata; qui il commento agisce in forma implicita,
per mezzo delle regole citazionali che impongono, solitamente nel primo ar-
ticolo, o comunque nellexordium testuale, di richiamare il quadro giuridico
che la nuova legge, il nuovo decreto o regolamento, la nuova circolare ecc.
vanno a modificare. Il commento perderebbe cos la sua specificit di tipo
testuale per configurarsi piuttosto come attivit testuale, tangenziale allinte-
ra testualit giuridica; per commento si intenderebbe dunque lattivit argo-
mentativa propria della pratica giurisprudenziale.



Proprio nellambito di questa pratica per il commento propriamente det-
to si distingue come genere a s stante: nel diritto infatti la differenza fra
commento e sentenza/legge si pone come differenza fra valore e vincolo.
Possiamo ritradurre qui la questione in termini schiettamente pragmatici, il
che ci porta ad attribuire a testi come la sentenza o la legge un valore illocu-
tivo invece assente nel commento, che compie alcun atto le cui conseguenze
riverberino sul reale. La distinzione dunque ben chiara nellambito della
cultura giuridica, deve per trovare una formulazione precisa anche in lin-
guistica: non basta infatti individuare semplicemente una differenza di inten-
to pragmatico / comunicativo per definire lautonomia di una tipologia testu-
ale.
Tuttavia proprio seguendo la falsa riga della cultura propriamente giuri-
dica che possiamo iniziare a porre le premesse per lindividuazione delle ca-
ratteristiche macro- e micro-testuali del commento in quanto genere proprio
della scrittura giuridica.
Possiamo anzitutto individuare tre distinte meta-funzioni testuali del
commento:

1. Meta-funzione ermeneutica: il commento spiegazione di-
retta dellatto/norma in discussione e tende ad essere spie-
gazione generale dellinsieme normativo cui latto/norma si
riferisce.
2. Meta-funzione valutativa: il commento tende a valutare in
termini positivi/negativi latto rispetto allinsieme delle
norme cui latto/norma si riferisce ed, estensivamente,
linsieme stesso rispetto al diritto.
3. Meta-funzione argomentativo-persuasiva: il commento
vuole sostenere, argomentandola, una certa interpretazione
e, conseguentemente, una certa pratica del diritto con lo
scopo di influenzare in un certo dato senso la pratica giuri-
sprudenziale futura.
Tav. 1.
La meta-funzione ermeneutica definisce lambito della tipologia testuale
commento. Come abbiamo visto, la semplice applicazione di strategie ar-
gomentative non in grado di definire propriamente ed esclusivamente il
commento giuridico come tipo di testualit autonoma. La nostra meta-
funzione per ci dice che le strategie argomentative messe in atto dal genere
commento implicano sia uno scopo sia un campo di applicazione proprio



Proprio nellambito di questa pratica per il commento propriamente det-
to si distingue come genere a s stante: nel diritto infatti la differenza fra
commento e sentenza/legge si pone come differenza fra valore e vincolo.
Possiamo ritradurre qui la questione in termini schiettamente pragmatici, il
che ci porta ad attribuire a testi come la sentenza o la legge un valore illocu-
tivo invece assente nel commento, che compie alcun atto le cui conseguenze
riverberino sul reale. La distinzione dunque ben chiara nellambito della
cultura giuridica, deve per trovare una formulazione precisa anche in lin-
guistica: non basta infatti individuare semplicemente una differenza di inten-
to pragmatico / comunicativo per definire lautonomia di una tipologia testu-
ale.
Tuttavia proprio seguendo la falsa riga della cultura propriamente giuri-
dica che possiamo iniziare a porre le premesse per lindividuazione delle ca-
ratteristiche macro- e micro-testuali del commento in quanto genere proprio
della scrittura giuridica.
Possiamo anzitutto individuare tre distinte meta-funzioni testuali del
commento:

1. Meta-funzione ermeneutica: il commento spiegazione di-
retta dellatto/norma in discussione e tende ad essere spie-
gazione generale dellinsieme normativo cui latto/norma si
riferisce.
2. Meta-funzione valutativa: il commento tende a valutare in
termini positivi/negativi latto rispetto allinsieme delle
norme cui latto/norma si riferisce ed, estensivamente,
linsieme stesso rispetto al diritto.
3. Meta-funzione argomentativo-persuasiva: il commento
vuole sostenere, argomentandola, una certa interpretazione
e, conseguentemente, una certa pratica del diritto con lo
scopo di influenzare in un certo dato senso la pratica giuri-
sprudenziale futura.
Tav. 1.
La meta-funzione ermeneutica definisce lambito della tipologia testuale
commento. Come abbiamo visto, la semplice applicazione di strategie ar-
gomentative non in grado di definire propriamente ed esclusivamente il
commento giuridico come tipo di testualit autonoma. La nostra meta-
funzione per ci dice che le strategie argomentative messe in atto dal genere
commento implicano sia uno scopo sia un campo di applicazione proprio



di questa tipologia. La differenza appare immediatamente quando si conside-
rino tipi come il testo di legge: infatti palmare rilevare che il commento
non pu limitarsi alluso di semplici strategie compendiose, come la citazio-
ne, senza perdere la sua specificit.
Il confronto con altre tipologie testuali, come la sentenza, invece pi
complesso: in questo gruppo di tipologie infatti luso delle procedure argo-
mentative ha larga importanza, tanto che si potrebbe parlare di una vera e
propria macrotipologia argomentativa. Tuttavia, nel caso della sentenza e di
tipologie similari, lintento argomentativo rigidamente subordinato alla
spiegazione delle cause di diritto che hanno portato a compiere latto lingui-
stico contenuto nella sentenza stessa, laddove largomentativit del commen-
to risulta svincolata da una diretta funzione pragmatica.
Questo fatto ci porta a parlare brevemente della seconda meta-funzione:
quella valutativa. Il commento un testo costruito per valutare ed eventual-
mente sanzionare la coerenza della legislazione e quella delle norme rispetto
ai principi generali del diritto ed allassetto giuridico dato; uno dei suoi scopi
principali quello di rilevare contraddizioni sottotraccia non direttamente
evidenti al legislatore e spesso neppure immediatamente rilevabili dalla pra-
tica. Questa meta-funzione definisce cos testi la cui natura risulta ambigua
fra un intento che potremmo definire semantico spiegazione e valutazione
della norma o del principio allinterno di un quadro giuridico dato ed uno
scopo che sarebbe opportuno, usando un termine tecnico dellantico sapere
retorico
23
, chiamare suasorio.
proprio lintento suasorio del commento a portarci verso la terza me-
ta-funzione da noi considerata: quella argomentativo-persuasiva, che , in
termini pragmatici, caratterizzata da quella che potrebbe essere definita il-
locutivit indiretta. In altri termini: il testo del commento non compie alcun
atto linguistico, ma intende orientare il compimento di atti linguistici in una
direzione piuttosto che in unaltra, persuadendo lattore cui spetta il compi-
mento dellatto ad agire secondo la linea istituita dal commento stesso.
Abbiamo perci parlato di funzione suasoria, il che, se volessimo con-
tinuare ad applicare le griglie della retorica classica, porta il commento giu-
ridico ad afferire al genere del discorso dimostrativo / epidittico, un gene-
re che assume una forte valenza perlocutiva, inteso com ad indurre un a-
gente ad agire nella maniera argomentata dal discorso stesso, escludendo co-
s le altre concorrenti
24
.

23
Unintroduzione molto elementare alla retorica in funzione giuridica si trova in
questo volume, al capo secondo.
24
Non solo la presenza di questo tipo di testo in ambito di diritto non stupefacente
more antiquo, ma, dopo gli studi di PERELMAN e OLBRECHTS-TYTECA (1958) sul-



Non difficile concludere che la terza meta-funzione, quella argomenta-
tivo-persuasiva, sia derivata dalle altre due: infatti la co-occorrenza di un
intento ermeneutico con un intento valutativo a portare alla funzione suaso-
ria del commento stesso. Lintento di convincere attraverso largomenta-
zione, ossia dimostrando che largomento sostenuto il migliore in assoluto,
comporta la messa in atto di ben precisi meccanismi macro- e micro-testuali,
come cercheremo di analizzare nel paragrafo seguente.
4.2 STRUTTURE TESTUALI ED ESEMPI. Le tre meta-funzioni che ab-
biamo analizzato impongono al commento giuridico restrizioni sia macro-
sia micro-testuali.
Nel prosieguo appunteremo la nostra attenzione soprattutto sul livello mi-
cro-testuale per almeno due buone ragioni; la prima di tipo occasionale:
poich il presente lavoro prende in esame i problemi di scrittura incontrati da
un gruppo di allievi di Master, come specificato nellintroduzione del volu-
me, il materiale qui discusso non presenta caratteristiche macro-strutturali
particolarmente rilevanti, mentre la micro-testualit, col suo portato di regole
stilistiche di genere, risulta essere fortemente problematica. La seconda ra-
gione che persuade verso lelezione della micro-testualit come ambito da-
nalisi legata al fatto che sia proprio a questo livello dellorganizzazione ge-
rarchica del testo che si attivano sia le regole stilistiche della scrittura giuri-
dica, cui facevamo riferimento poco sopra, sia le risorse di organizzazione
testuale proprie del genere commento.
Procederemo, nellanalisi del materiale, analizzando per primo un testo
campione del genere commento, cos come si declina nel suo sottogenere
commento tributario, quindi prenderemo in esame i testi prodotti dalle e-
sercitazioni degli allievi del Master. Il testo modello, adottato come tale nella
didattica del Master, un articolo a firma di Ramona Marchetto, Lincendio
non brucia i risultati delle indagini finanziarie ma autorizza la prova te-
stimoniale, apparso sul numero del 2010 della rivista scientifica Diritto e
pratica tributaria. Larticolo stato proposto agli studenti del Master in
Diritto Tributario. Tributi, procedimenti e processo tra efficienza e giusti-
zia (cfr. qui lIntroduzione) come modello sul quale conformare la scrittura
delle loro esercitazioni.
Prima per di procedere allanalisi del materiale, nellordine descritto, os-
sia prima il testo esempio di Marchetto e poi uno specimen dalle esercitazio-

largomentazione e quelli di Amedeo Conte (CONTE AG 1962) sullincompletezza
dei sistemi di diritto, non dovrebbe sorprendere pi nemmeno un approccio
moderno alla dottrina del diritto o alla linguistica testuale del diritto.



Non difficile concludere che la terza meta-funzione, quella argomenta-
tivo-persuasiva, sia derivata dalle altre due: infatti la co-occorrenza di un
intento ermeneutico con un intento valutativo a portare alla funzione suaso-
ria del commento stesso. Lintento di convincere attraverso largomenta-
zione, ossia dimostrando che largomento sostenuto il migliore in assoluto,
comporta la messa in atto di ben precisi meccanismi macro- e micro-testuali,
come cercheremo di analizzare nel paragrafo seguente.
4.2 STRUTTURE TESTUALI ED ESEMPI. Le tre meta-funzioni che ab-
biamo analizzato impongono al commento giuridico restrizioni sia macro-
sia micro-testuali.
Nel prosieguo appunteremo la nostra attenzione soprattutto sul livello mi-
cro-testuale per almeno due buone ragioni; la prima di tipo occasionale:
poich il presente lavoro prende in esame i problemi di scrittura incontrati da
un gruppo di allievi di Master, come specificato nellintroduzione del volu-
me, il materiale qui discusso non presenta caratteristiche macro-strutturali
particolarmente rilevanti, mentre la micro-testualit, col suo portato di regole
stilistiche di genere, risulta essere fortemente problematica. La seconda ra-
gione che persuade verso lelezione della micro-testualit come ambito da-
nalisi legata al fatto che sia proprio a questo livello dellorganizzazione ge-
rarchica del testo che si attivano sia le regole stilistiche della scrittura giuri-
dica, cui facevamo riferimento poco sopra, sia le risorse di organizzazione
testuale proprie del genere commento.
Procederemo, nellanalisi del materiale, analizzando per primo un testo
campione del genere commento, cos come si declina nel suo sottogenere
commento tributario, quindi prenderemo in esame i testi prodotti dalle e-
sercitazioni degli allievi del Master. Il testo modello, adottato come tale nella
didattica del Master, un articolo a firma di Ramona Marchetto, Lincendio
non brucia i risultati delle indagini finanziarie ma autorizza la prova te-
stimoniale, apparso sul numero del 2010 della rivista scientifica Diritto e
pratica tributaria. Larticolo stato proposto agli studenti del Master in
Diritto Tributario. Tributi, procedimenti e processo tra efficienza e giusti-
zia (cfr. qui lIntroduzione) come modello sul quale conformare la scrittura
delle loro esercitazioni.
Prima per di procedere allanalisi del materiale, nellordine descritto, os-
sia prima il testo esempio di Marchetto e poi uno specimen dalle esercitazio-

largomentazione e quelli di Amedeo Conte (CONTE AG 1962) sullincompletezza
dei sistemi di diritto, non dovrebbe sorprendere pi nemmeno un approccio
moderno alla dottrina del diritto o alla linguistica testuale del diritto.



ni degli studenti, bene specificare meglio i concetti di macro- e micro-
struttura testuale cos come noi li impieghiamo qui.
4.2.1 MACRO- E MICRO-STRUTTURA. Non adoperiamo i concetti di ma-
cro- e micro-struttura testuale facendo riferimento ad un quadro teorico dato.
In realt per macro-struttura intendiamo i formats che definiscono luso del
diritto in quanto oggetto di discorso e scrittura.
Tali formats possono essere definiti o meno. I formats definiti si suddivi-
dono a loro volta in formats vincolanti e non vincolanti. La sentenza, ad e-
sempio, ha un format vincolante, in base al quale la partizione testuale obbe-
disce ad una disposizione fissa, che obbliga il testo ad avere un certo numero
fisso di parti (nel nostro esempio: dispositivo e motivazioni) perch latto
giuridico che il testo compie sia valido. Il vincolo consiste dunque nellim-
possibilit di scrivere un testo di sentenza la cui macrostruttura non rispetti
una partizione minimale esplicitamente definita: altrimenti detto, il testo di
sentenza deve avere obbligatoriamente certe parti, senza le quali il testo stes-
so non potrebbe essere definito sentenza.
Formats definiti ma non vincolanti sono invece testi come: costituzioni,
leggi, decreti, regolamenti ed affini, in cui luso di partizioni come titoli, ar-
ticoli, commi ed eventualmente paragrafi indirettamente imposto dalle re-
gole di citabilit in uso nel diritto, ma non esplicitamente codificato. Una
legge, ad esempio, pu avere un numero di articoli variabile e di variabile
lunghezza, a loro volta gli articoli possono essere composti da uno o pi
commi, anche questi di differente lunghezza, il testo pu fare uso di paragra-
fi od elenchi, ecc.
25
.
Vi sono infine formats non definiti: sono quelle tipologie di scrittura giu-
risprudenziale che ricevono le loro regole macro-strutturali esclusivamente
da un insieme di convenzioni duso
26
. Chiaramente questultima tipologia la-

25
A riguardo notiamo che il 16 dicembre 2004 lallora Presidente della Repubblica
Italiana Carlo Azeglio Ciampi rifiut di firmare la legge di riforma della giustizia,
proposta dallallora Guardasigilli Roberto Castelli, anche sulla base di un argomento
macro-strutturale (oltre che per gravi e rilevanti motivi di diritto costituzionale): la
legge Castelli era infatti divisa in due soli articoli, di cui il primo, come spesso
avviene, esclusivamente dedicato alla citazione delle fonti su cui il dispositivo di
legge si basava. Il Capo dello Stato ritenne che tale suddivisione macrotestuale fosse
inadeguata nel caso del riordino di una materia tanto complessa, poich tale
suddivisione avrebbe impedito la citabilit del testo e reso cos eccessivamente
complessa lattuazione delle norme definite dallo stesso dispositivo di legge.
26
La differenza fra questo tipo di formats ed i formats definiti non vincolanti
semplice: se vero che una legge pu avere un numero indeterminato di articoli,
per altrettanto vero che certamente un testo di legge avr almeno un articolo, il



scia allo scrivente una libert di organizzazione discorsiva nettamente mag-
giore, rendendo cos il gioco micro-strutturale pi libero: anzi, possiamo
dire che tali tipologie non siano macro-strutturalmente definibili se non e ne-
gativo per lassenza di un certo tipo di struttura del format. Quasi mai le ti-
pologie appartenenti a questo tipo hanno valore normativo, raramente cio
appartengono a questa categoria testi aventi forza di legge. Tipico esempio
di questa terza tipologia di testo giurisprudenziale proprio il commento
giuridico.
Per macro-struttura intendiamo dunque un insieme di regole relative alla
partizione generale del testo, conseguentemente con micro-struttura inten-
diamo quanto non sia generalmente stabilito dal format e rientri perci nel
livello locale del testo, stando al di sotto della partizione generale.
Per questi motivi il commento uno dei testi a pi larga ampiezza di li-
bert micro-strutturale, obbedendo il suo format ad alcune generalissime, e
omissibili, regole macro-strutturali
27
definite dallusabilit, ed eventualmente
citabilit una delle caratteristiche complessive dei testi giuridici in quanto
tali del commento.
Questo tipo di testi pone perci un numero di problemi maggiore rispetto
a quello di altri testi giurisprudenziali, inoltre tali problemi sono di natura
differente rispetto a quelli presentati da testi con format definito e riguardano
soprattutto la gestione di lunghe pericopi micro-testuali, come vedremo me-
glio nellanalisi degli esempi.
4.2.2 PROBLEMI GENERALI DELLA MICRO-STRUTTURA: A) IL TESTO E-
SEMPIO. Affronteremo i problemi micro-testuali posti dal genere del com-
mento a partire dal testo esempio di Marchetto, che ci dar cos la possibili-
t di osservare sia le strategie di organizzazione sia i criteri di stile che si ri-
chiedono agli studenti, permettendo inoltre di valutare la natura dei problemi
che tali criteri comportano.

quale, a sua volta, sar suddiviso in almeno un comma. Al contrario, un format
indefinito, come il commento, obbedir a certe regole di stile proprie del genere, ma
nulla pi: il commento insomma definibile in maniera propria solo micro-
strutturalmente, mentre macro-strutturalmente si definisce solo e negativo per
lassenza di una struttura del format in qualche modo vincolante. Se volessimo
azzardare un paragone letterario da prendersi con le pinze, potremmo dire che i
formats definiti stanno al verso, sia esso libero (formats definiti non vincolanti) o no
(formats definiti vincolanti), cos come i formats non definiti stanno alla prosa
romanzesca.
27
Tali regole sono riducibili a tre: presenza di un indice degli argomenti; citazione
delle fonti di diritto e delle fonti secondarie in maniera differenziata, riconoscibile e
propria; presenza del testo commentato.



scia allo scrivente una libert di organizzazione discorsiva nettamente mag-
giore, rendendo cos il gioco micro-strutturale pi libero: anzi, possiamo
dire che tali tipologie non siano macro-strutturalmente definibili se non e ne-
gativo per lassenza di un certo tipo di struttura del format. Quasi mai le ti-
pologie appartenenti a questo tipo hanno valore normativo, raramente cio
appartengono a questa categoria testi aventi forza di legge. Tipico esempio
di questa terza tipologia di testo giurisprudenziale proprio il commento
giuridico.
Per macro-struttura intendiamo dunque un insieme di regole relative alla
partizione generale del testo, conseguentemente con micro-struttura inten-
diamo quanto non sia generalmente stabilito dal format e rientri perci nel
livello locale del testo, stando al di sotto della partizione generale.
Per questi motivi il commento uno dei testi a pi larga ampiezza di li-
bert micro-strutturale, obbedendo il suo format ad alcune generalissime, e
omissibili, regole macro-strutturali
27
definite dallusabilit, ed eventualmente
citabilit una delle caratteristiche complessive dei testi giuridici in quanto
tali del commento.
Questo tipo di testi pone perci un numero di problemi maggiore rispetto
a quello di altri testi giurisprudenziali, inoltre tali problemi sono di natura
differente rispetto a quelli presentati da testi con format definito e riguardano
soprattutto la gestione di lunghe pericopi micro-testuali, come vedremo me-
glio nellanalisi degli esempi.
4.2.2 PROBLEMI GENERALI DELLA MICRO-STRUTTURA: A) IL TESTO E-
SEMPIO. Affronteremo i problemi micro-testuali posti dal genere del com-
mento a partire dal testo esempio di Marchetto, che ci dar cos la possibili-
t di osservare sia le strategie di organizzazione sia i criteri di stile che si ri-
chiedono agli studenti, permettendo inoltre di valutare la natura dei problemi
che tali criteri comportano.

quale, a sua volta, sar suddiviso in almeno un comma. Al contrario, un format
indefinito, come il commento, obbedir a certe regole di stile proprie del genere, ma
nulla pi: il commento insomma definibile in maniera propria solo micro-
strutturalmente, mentre macro-strutturalmente si definisce solo e negativo per
lassenza di una struttura del format in qualche modo vincolante. Se volessimo
azzardare un paragone letterario da prendersi con le pinze, potremmo dire che i
formats definiti stanno al verso, sia esso libero (formats definiti non vincolanti) o no
(formats definiti vincolanti), cos come i formats non definiti stanno alla prosa
romanzesca.
27
Tali regole sono riducibili a tre: presenza di un indice degli argomenti; citazione
delle fonti di diritto e delle fonti secondarie in maniera differenziata, riconoscibile e
propria; presenza del testo commentato.



Le regole stilistiche invalse nelluso giuridico italiano, che impongono
un periodare lungo, complesso, appesantito da una struttura subordinativa e
da un uso degli incisi particolarmente dispendioso dal punto di vista sintatti-
co, in concomitanza con la testualit propria del commento giuridico, che ri-
chiede a sua volta una costruzione discorsiva dispendiosa, complicano for-
temente il quadro micro-testuale. La testualit giuridica, cos come appare
dai commenti, infatti marcata dalla doppia caratteristica della prolissit,
poich attua costantemente strategie di disambiguazione dellimplicito
pragmatico, e della citazionalit, poich ogni passaggio argomentativo deve
fare esplicito riferimento ad una o a pi fonti di diritto che ne sanzionino la
liceit.
A differenza di quanto dunque avviene nel comune discorso dimostrati-
vo-epidittico, la forza persuasiva del discorso strettamente giuridico, quale
quello sviluppato nei commenti, si declina secondo le linee generali che
tracciamo di seguito:

1. Esplicitezza assertiva dellargomentazione. Il testo del
commento argomenta in modo strettamente proposizionale,
rifiutando le strategie di implicitezza, siano esse pragmati-
che (implicatura) o semantiche (presupposizione).
2. Citazionalit. Largomentazione si inserisce entro un siste-
ma di regole, quello del diritto vigente, e riceve la sua
forza persuasiva dal costante riferimento a tale sistema, per
tanto mette in atto un sistema di riferimenti alle fonti parti-
colarmente complesso.
3. Analiticit e dispendiosit comunicativa. In termini di ade-
guatezza il testo del commento richiede un apporto comuni-
cativo ampio ed analitico, il materiale linguistico che diven-
ta cos rilevante per la comunicazione vasto, in termini
quantitativi, ed analitico, in termini qualitativi, la qual cosa
comporta una problematicit elevata dellinterfaccia testo /
lingua / scopo comunicativo.

Tav. 2.
Le caratteristiche elencate appaiono evidenti nel testo di Marchetto: conside-
riamo il seguente esempio:
(1) Se pur vero che sulla scorta della giurisprudenza comunitaria la
quale, in materia di sanzioni amministrative tributarie, ha riconosciuto



contraria ai principi del giusto processo la preclusione assoluta dei
mezzi di prova, qualora concretamente ritenuti necessari allattuazione
del diritto di difesa caldeggiata lacquisizione di una maggiore
sensibilit del giudice interno su questi temi, altrettanto innegabile
che nel nostro ordinamento sussiste un paletto difficilmente sormonta-
bile costituito dal rigido divieto dellart. 7. (MARCHETTO 2010, p.
1283)
Lesempio (1) mostra una struttura testuale complessa, suddivisa in due cola
lunghi, la cui corrispondenza esplicitamente marcata dal rimando testuale
fra gli avverbi pure ed altrettanto. Al riguardo si deve considerare che la
correlazione pure altrettanto mette in evidenza il disaccordo fra giuri-
sprudenza dellUnione Europea e giurisprudenza nazionale italiana, sottoli-
neando come [] lacquisizione di una maggior sensibilit del giudice in-
terno su questi temi []
28
trovi, nella giurisprudenza italiana, un ostacolo
esplicito rappresentato dallarticolo 7 ed ottenendo cos lo scopo di eviden-
ziare un punto essenziale dellargomentazione. La sottolineatura del disac-
cordo fra i due sistemi di norme, comunitario ed italiano, ha lo scopo retori-
co, persuasivo, di conferire forza alla successiva argomentazione di Marchet-
to. Lautrice del testo costruisce cos le premesse per conferire alla sua pro-
posta un carattere di necessit ed urgenza, stante lattrito fra le due giuri-
sprudenze, che gi persuade il lettore ad accogliere con convinzione la pro-
posta che verr fatta nel corso del testo.
In questottica interessante la strategia citazionale prescelta: mentre nel
secondo colon si ha un semplice riferimento alla fonte in questione, il gi ci-
tato articolo 7, nel primo si adotta una strategia parafrastica, che complica la
struttura testuale e sintattica del periodo. In assenza di un preciso riferimento,
lautrice preferisce sunteggiare il contenuto della giurisprudenza europea
per mezzo di un lungo inciso, segnalato dalluso del trattino allinglese, che
assume la forma di una relativa esplicita, informativamente pesante (cfr.
FERRARI 2005 e 2007), introdotta dal nesso la quale.
Linciso cos costruito spezza la struttura subordinativa della frase, sepa-
rando laggiunto sulla scorta della giurisprudenza europea dal suo predica-
to caldeggiata e lasciando cos pendente il subordinante che. Luso de
il quale si spiega cos non tanto con un intento di chiarezza sintattica e di
variazione rispetto al che subordinante da cui immediatamente preceduto,
quanto con la funzione testuale e pragmatica dellinciso, che ha testualmente

28
Marchetto si riferisce allacquisizione di prove non documentali nel processo
tributario.



contraria ai principi del giusto processo la preclusione assoluta dei
mezzi di prova, qualora concretamente ritenuti necessari allattuazione
del diritto di difesa caldeggiata lacquisizione di una maggiore
sensibilit del giudice interno su questi temi, altrettanto innegabile
che nel nostro ordinamento sussiste un paletto difficilmente sormonta-
bile costituito dal rigido divieto dellart. 7. (MARCHETTO 2010, p.
1283)
Lesempio (1) mostra una struttura testuale complessa, suddivisa in due cola
lunghi, la cui corrispondenza esplicitamente marcata dal rimando testuale
fra gli avverbi pure ed altrettanto. Al riguardo si deve considerare che la
correlazione pure altrettanto mette in evidenza il disaccordo fra giuri-
sprudenza dellUnione Europea e giurisprudenza nazionale italiana, sottoli-
neando come [] lacquisizione di una maggior sensibilit del giudice in-
terno su questi temi []
28
trovi, nella giurisprudenza italiana, un ostacolo
esplicito rappresentato dallarticolo 7 ed ottenendo cos lo scopo di eviden-
ziare un punto essenziale dellargomentazione. La sottolineatura del disac-
cordo fra i due sistemi di norme, comunitario ed italiano, ha lo scopo retori-
co, persuasivo, di conferire forza alla successiva argomentazione di Marchet-
to. Lautrice del testo costruisce cos le premesse per conferire alla sua pro-
posta un carattere di necessit ed urgenza, stante lattrito fra le due giuri-
sprudenze, che gi persuade il lettore ad accogliere con convinzione la pro-
posta che verr fatta nel corso del testo.
In questottica interessante la strategia citazionale prescelta: mentre nel
secondo colon si ha un semplice riferimento alla fonte in questione, il gi ci-
tato articolo 7, nel primo si adotta una strategia parafrastica, che complica la
struttura testuale e sintattica del periodo. In assenza di un preciso riferimento,
lautrice preferisce sunteggiare il contenuto della giurisprudenza europea
per mezzo di un lungo inciso, segnalato dalluso del trattino allinglese, che
assume la forma di una relativa esplicita, informativamente pesante (cfr.
FERRARI 2005 e 2007), introdotta dal nesso la quale.
Linciso cos costruito spezza la struttura subordinativa della frase, sepa-
rando laggiunto sulla scorta della giurisprudenza europea dal suo predica-
to caldeggiata e lasciando cos pendente il subordinante che. Luso de
il quale si spiega cos non tanto con un intento di chiarezza sintattica e di
variazione rispetto al che subordinante da cui immediatamente preceduto,
quanto con la funzione testuale e pragmatica dellinciso, che ha testualmente

28
Marchetto si riferisce allacquisizione di prove non documentali nel processo
tributario.



il ruolo di parafrasi e sunto delle fonti
29
e pragmaticamente quello di intro-
durre un contenuto adeguato a ci che Marchetto fa in questo testo. Lintro-
duzione di questo contenuto, risaltato dalla sua apparente relegazione in po-
sizione di inciso, posizione che in realt esalta il contenuto proposizionale
proprio segregandolo dal flusso testuale principale, obbedisce alla strategia
perlocutiva del commento: se il contenuto della giurisprudenza europea
questo e se tale contenuto in opposizione con la giurisprudenza nazionale,
allora ne segue che la proposta contenuta nel testo sia necessaria ed abbia
buoni motivi per essere accettata.
Cos, nella strutturazione del nostro inciso, non concorrono solo i criteri
dellesplicitezza e della citazionalit, ma interviene anche quello dellanaliti-
cit: lesposizione particolareggiata ed esplicita del contenuto in inciso in-
fatti essenziale perch il testo di Marchetto assolva alla sua funzione suaso-
ria. Notiamo che tutti i motivi elencati fino ad ora spingono lautrice ad a-
dottare un ductus complesso, che non si cura minimamente di complicare la
struttura sintattica sviluppando una testa relativa con un contenuto proposi-
zionale inusuale nella normale comunicazione scritta, e costringendo la
completiva che [] caldeggiata in una situazione di difficile processa-
mento.
A questaccuratezza sintattica non fa da riscontro unaltrettale accu-
ratezza lessicale
30
: il testo ricorre ad espressioni stereotipe (lacquisizione
di una maggiore sensibilit) o addirittura a salti di registro stilistico che im-
plicano una vera e propria word salad, sussiste un paletto difficilmente
sormontabile costituito dal rigido divieto, in cui luso del termine paletto,
anzich ostacolo, non rappresenta solo un salto di registro, ma comporta an-
che una vera e propria risemantizzazione del vocabolo stesso, qui usato in
posizione di testa del predicato costituire. Una simile indifferenza al livel-
lo lessicale, quando questo non sia direttamente implicato in questioni tecni-
che di diritto, rivela la natura eminentemente argomentativa di unargo-
mentativit che abbia le caratteristiche sopra definite di questo genere di
scrittura.
La discussione, pi rapida, di altri due esempi, conferma i caratteri ma-
cro- e micro-testuali del genere commento fin qui definiti. Gli esempi sono i
seguenti:
(2) Una possibile via di fuga allimpasse test segnalato potrebbe rinve-
nirsi nel ricorso al recente istituto della testimonianza scritta del pro-

29
Il riferimento generico alla giurisprudenza europea autorizza a parlare di fonti
piuttosto che di fonte.
30
Cfr. anche quanto si osservava nel 2.2.5.



cesso civile. Ripercorrendo il ragionamento anzi fatto, si potrebbe dire
che il d.lgs. n. 546 del 1992, cos come autorevolmente interpretato
dalla Corte costituzionale, non esclude la prova testimoniale in forza
di una preclusione, generalizzata, dei mezzi di prova fondati sulla leg-
ge del terzo, ma in omaggio alla tradizionale impostazione documen-
tale del processo tributario. Se tale impostazione poteva dirsi coerente
in un ordinamento che conosce la sola prova testimoniale orale, con
lintroduzione della testimonianza scritta si delinea un diverso scena-
rio. Argomenti sistematici hanno infatti portato la dottrina a ritenere
che si potrebbe tentare di ritagliare una area del divieto dellarticolo 7
del d. lgs. N 546 del 1992 limitata alla testimonianza orale, sia perch
era la testimonianza prevista al momento della introduzione del divie-
to, sia perch essa lunica testimonianza che cozza contro la ratio del
divieto (carattere documentale del processo). (MARCHETTO 2010, pp.
1283-84)
(3) Nella circolare n. 32 del 19 ottobre 2006 si desume, sin dal paragrafo
introduttivo, la posizione dellAgenzia: il contradditorio con il contri-
buente corrisponde ad un principio di economicit amministrativa e di
collaborazione tra fisco e Contribuente. Nonostante lagenzia ribadi-
sca che dal tenore letterale delle disposizioni in materia, e secondo il
consolidato orientamento giurisprudenziale, linvito a comparire costi-
tuisca una mera facolt dellufficio e non un obbligo e che, di conse-
guenza, il mancato invito dellufficio non inficerebbe la legittimit
delleventuale avviso emesso al buio, ritiene, peraltro, un valore im-
portante che il contribuente partecipi alla ricostruzione delleffettivo
valore probatorio dei dati. (MARCHETTO 2010, pp. 1290-91)
Nellesempio (2) interessano soprattutto due aspetti: la scelta della subor-
dinazione impersonale in presenza di verbo modale (potrebbe rivenirsi;
poteva dirsi) e la scelta dellindicativo in luogo del congiuntivo in si po-
trebbe dire che il dlgs. 546 [...], cos come autorevolmente interpretato dalla
Corte costituzionale, non esclude [...].
Per quanto riguarda luso dellimpersonale in dipendenza da modale,
dobbiamo notare come la forte mitigazione dellagency ottenuta dal concor-
so fra modalizzazione e costruzione impersonale abbia lo scopo di oggetti-
vizzare il contenuto preposizionale cos espresso sottraendo in questo modo,
soprattutto nel caso di poteva dirsi, quel contenuto stesso ad ulteriore di-
scussione da parte del lettore.
Pi complessa appare invece la questione del modo verbale. La prima
considerazione da fare a riguardo questa: esclude si trova in dipendenza
dallespressione modale complessa si potrebbe dire, che ad una riga di



cesso civile. Ripercorrendo il ragionamento anzi fatto, si potrebbe dire
che il d.lgs. n. 546 del 1992, cos come autorevolmente interpretato
dalla Corte costituzionale, non esclude la prova testimoniale in forza
di una preclusione, generalizzata, dei mezzi di prova fondati sulla leg-
ge del terzo, ma in omaggio alla tradizionale impostazione documen-
tale del processo tributario. Se tale impostazione poteva dirsi coerente
in un ordinamento che conosce la sola prova testimoniale orale, con
lintroduzione della testimonianza scritta si delinea un diverso scena-
rio. Argomenti sistematici hanno infatti portato la dottrina a ritenere
che si potrebbe tentare di ritagliare una area del divieto dellarticolo 7
del d. lgs. N 546 del 1992 limitata alla testimonianza orale, sia perch
era la testimonianza prevista al momento della introduzione del divie-
to, sia perch essa lunica testimonianza che cozza contro la ratio del
divieto (carattere documentale del processo). (MARCHETTO 2010, pp.
1283-84)
(3) Nella circolare n. 32 del 19 ottobre 2006 si desume, sin dal paragrafo
introduttivo, la posizione dellAgenzia: il contradditorio con il contri-
buente corrisponde ad un principio di economicit amministrativa e di
collaborazione tra fisco e Contribuente. Nonostante lagenzia ribadi-
sca che dal tenore letterale delle disposizioni in materia, e secondo il
consolidato orientamento giurisprudenziale, linvito a comparire costi-
tuisca una mera facolt dellufficio e non un obbligo e che, di conse-
guenza, il mancato invito dellufficio non inficerebbe la legittimit
delleventuale avviso emesso al buio, ritiene, peraltro, un valore im-
portante che il contribuente partecipi alla ricostruzione delleffettivo
valore probatorio dei dati. (MARCHETTO 2010, pp. 1290-91)
Nellesempio (2) interessano soprattutto due aspetti: la scelta della subor-
dinazione impersonale in presenza di verbo modale (potrebbe rivenirsi;
poteva dirsi) e la scelta dellindicativo in luogo del congiuntivo in si po-
trebbe dire che il dlgs. 546 [...], cos come autorevolmente interpretato dalla
Corte costituzionale, non esclude [...].
Per quanto riguarda luso dellimpersonale in dipendenza da modale,
dobbiamo notare come la forte mitigazione dellagency ottenuta dal concor-
so fra modalizzazione e costruzione impersonale abbia lo scopo di oggetti-
vizzare il contenuto preposizionale cos espresso sottraendo in questo modo,
soprattutto nel caso di poteva dirsi, quel contenuto stesso ad ulteriore di-
scussione da parte del lettore.
Pi complessa appare invece la questione del modo verbale. La prima
considerazione da fare a riguardo questa: esclude si trova in dipendenza
dallespressione modale complessa si potrebbe dire, che ad una riga di



distanza dallanaloga potrebbe rinvenirsi rapidamente esaminata sopra. La
concorrenza di due espressioni tanto simili a cos breve distanza induce a
qualche considerazione. La pericope di testo che stiamo indagando inizia con
lespressione ripercorrendo il ragionamento anzi fatto, quindi quanto verr
riportato di seguito non il semplice sunto di quel ragionamento, ma pi
precisamente ci che Marchetto desume, personalmente, dal ragionamento.
Luso di si potrebbe + inf. invece di quello di potrebbe + impers. inf.
marca dunque il passaggio da un contesto de re ad un contesto de dicto, in
cui lautrice esprime linsieme delle sue credenze.
nellambito del contesto de dicto che si spiega lelezione dellindicativo:
Marchetto intende cos segnalare come la non esclusione della prova testi-
moniale sia effettivamente ammessa dalla decisione della Corte costituziona-
le. Il gioco della modalit quindi sottilmente condotto: se da una parte si
mette in rilievo come la ricostruzione del discorso appartenga allinsieme
delle credenze di chi parla, dallaltra si ncora tale ricostruzione ad un argo-
mento rappresentato come reale per mezzo dellelezione modale
dellindicativo. Lautrice non conferma quindi la natura congetturale della
ricostruzione, come sarebbe avvenuto se avesse scelto il congiuntivo, ma an-
zi la smentisce, collegando tale ricostruzione allattualit del reale e quindi
presentando il suo insieme di credenze come immagine autorevole e cre-
dibile di quel reale stesso.
Lesempio (3) conferma le strutture gi individuate negli altri due: cola
lunghi, opposizioni amplificate per mezzo dellinserzione di materiale pro-
posizionale che costituisce perifrasi sunteggiante delle norme in vigore, reg-
genza subordinante complessa con doppio complementatore che. Di partico-
lare interesse la strategia dellinserzione di materiale proposizionale nel se-
condo colon: Nonostante lagenzia ribadisca che dal tenore letterale delle
disposizioni in materia, e secondo il consolidato orientamento giurispruden-
ziale, linvito a comparire costituisca una mera facolt dellufficio e non un
obbligo e che, di conseguenza, il mancato invito dellufficio non inficerebbe
la legittimit delleventuale avviso emesso al buio, ritiene, peraltro, un va-
lore importante che il contribuente partecipi alla ricostruzione delleffettivo
valore probatorio dei dati. Il materiale aggiunto, apparentemente pleonasti-
co, corrisponde con la parte di testo sottolineate. Si noti che il richiamo alla
lettera della disposizione ed alla pratica interpretativa di questa lettera co-
munemente invalsa in giurisprudenza, pertinente rispetto alla giustificazio-
ne della discrezionalit dellinvio dellinvito a comparire, non al fatto che il
mancato invio di tale invito inficerebbe la procedura. Dunque il primo
membro della subordinazione, il primo che, ad essere toccato dal richiamo



alla fonte, mentre apparentemente il secondo membro della subordinazione,
il secondo che, non ne sarebbe toccato.
La posizione in inciso del nesso consequenziale di conseguenza per
viene a complicare le cose ingenerando unambiguit voluta
31
: la lettura pia-
na del testo ci porterebbe a dire che il fatto che il mancato recapito di un in-
vito non infici la legittimit di un avviso emesso senza che il destinatario ne
sia a conoscenza sia conseguenza del fatto che lemissione di un avviso a
discrezione dellufficio. Tuttavia la scelta di mettere il nesso consequenziale
dopo e non prima del complementatore, relegandolo cos in inciso secondo
la strategia gi analizzata parlando di (1), ha la conseguenza di attivare una
seconda lettura, secondo cui la conseguenza perdurante validit dellavviso
emesso al buio sarebbe causa di quellinterpretazione stretta della lettera
di legge che fino ad ora invalsa nella pratica del diritto. Di conseguenza
allora istituirebbe un nesso consequenziale fra il materiale preposizionale
aggiunto ed il secondo membro della subordinazione. Il risultato patente:
se la validit dellavviso conseguenza di uninterpretazione della legge, al-
lora tale validit solo apparente e non reale, potendo essere smentita da al-
tre interpretazioni; in questa maniera Marchetto dimostra ancora una volta la
necessit del suo commento, suggerendo, implicitamente, lidea che
linterpretazione che vi si dar della norma in questione sia, almeno per que-
sto aspetto, migliore rispetto a quella vulgata.
Si noti come, in un passaggio cos testualmente importante, Marchetto ri-
veli attenzione anche alla scelta lessicale, che assume qui una particolare
importanza argomentativa. Lautrice infatti marca per mezzo di virgolette
semplici lespressione colloquiale al buio, indicando cos che il colloquia-
lismo non peregrino, ma assolve ad una ben precisa funzione semantica:
quella di indicare precisamente un particolare atto compiuto dallAgenzia
delle entrate.
Gli esempi (1) - (3) corrispondono alla misura del paragrafo, che
lestensione micro-strutturale minima per un testo argomentativo, quindi
quella elettiva per la nostra analisi. I tre esempi ci permettono di confermare
gli assunti da cui eravamo partiti, aggiungendovi in pi anche qualcosaltro:
anzitutto la non linearit del ductus, che costitutiva in testi di questo tipo.
Se infatti lo scopo qui perseguito quello di dimostrare la maggior conse-
quenzialit di una determinata interpretazione rispetto ad un sistema arbitra-

31
Analogamente a quanto avveniva nellesempio (2) per la messa in inciso dellag-
gettivo generalizzata in relazione immediata col sostantivo preclusione.
Abbiamo scelto di non discutere il passaggio per via dei problemi specificamente
giurisprudenziali che la scelta comportava, anche se il meccanismo di uso dellinciso
uguale a quello che stiamo descrivendo qui.



alla fonte, mentre apparentemente il secondo membro della subordinazione,
il secondo che, non ne sarebbe toccato.
La posizione in inciso del nesso consequenziale di conseguenza per
viene a complicare le cose ingenerando unambiguit voluta
31
: la lettura pia-
na del testo ci porterebbe a dire che il fatto che il mancato recapito di un in-
vito non infici la legittimit di un avviso emesso senza che il destinatario ne
sia a conoscenza sia conseguenza del fatto che lemissione di un avviso a
discrezione dellufficio. Tuttavia la scelta di mettere il nesso consequenziale
dopo e non prima del complementatore, relegandolo cos in inciso secondo
la strategia gi analizzata parlando di (1), ha la conseguenza di attivare una
seconda lettura, secondo cui la conseguenza perdurante validit dellavviso
emesso al buio sarebbe causa di quellinterpretazione stretta della lettera
di legge che fino ad ora invalsa nella pratica del diritto. Di conseguenza
allora istituirebbe un nesso consequenziale fra il materiale preposizionale
aggiunto ed il secondo membro della subordinazione. Il risultato patente:
se la validit dellavviso conseguenza di uninterpretazione della legge, al-
lora tale validit solo apparente e non reale, potendo essere smentita da al-
tre interpretazioni; in questa maniera Marchetto dimostra ancora una volta la
necessit del suo commento, suggerendo, implicitamente, lidea che
linterpretazione che vi si dar della norma in questione sia, almeno per que-
sto aspetto, migliore rispetto a quella vulgata.
Si noti come, in un passaggio cos testualmente importante, Marchetto ri-
veli attenzione anche alla scelta lessicale, che assume qui una particolare
importanza argomentativa. Lautrice infatti marca per mezzo di virgolette
semplici lespressione colloquiale al buio, indicando cos che il colloquia-
lismo non peregrino, ma assolve ad una ben precisa funzione semantica:
quella di indicare precisamente un particolare atto compiuto dallAgenzia
delle entrate.
Gli esempi (1) - (3) corrispondono alla misura del paragrafo, che
lestensione micro-strutturale minima per un testo argomentativo, quindi
quella elettiva per la nostra analisi. I tre esempi ci permettono di confermare
gli assunti da cui eravamo partiti, aggiungendovi in pi anche qualcosaltro:
anzitutto la non linearit del ductus, che costitutiva in testi di questo tipo.
Se infatti lo scopo qui perseguito quello di dimostrare la maggior conse-
quenzialit di una determinata interpretazione rispetto ad un sistema arbitra-

31
Analogamente a quanto avveniva nellesempio (2) per la messa in inciso dellag-
gettivo generalizzata in relazione immediata col sostantivo preclusione.
Abbiamo scelto di non discutere il passaggio per via dei problemi specificamente
giurisprudenziali che la scelta comportava, anche se il meccanismo di uso dellinciso
uguale a quello che stiamo descrivendo qui.



rio di regole, come abbiamo gi detto, allora il richiamo a quei fatti di diritto
che comprovano linterpretazione preminente e costitutivo dellorganizza-
zione stessa. questo il motivo per cui inciso e complessit sintattica, che
dnno al testo il suo tipico aspetto di cascata informativa, rendendone talo-
ra difficoltosa la perspicuit, segnano questo tipo di testualit.
Gli esempi ci danno per lopportunit di fare una considerazione anche
riguardo al lessico. Come noto, la lingua del diritto obbedisce ad una for-
mularit che trova la sua ragion dessere in una vera e propria semeiotica
della significazione, grazie a cui luso di un vocabolo, di un gruppo di vo-
caboli o di una particolare collocazione richiama immediatamente una rete di
concetti inclusi nel sistema normativo di riferimento
32
. importante dire che
questuso rigidamente formulare del lessico a definire in maniera presso-
ch esclusiva le preoccupazioni di scelta lessicale, che, quando non dettate
dalla rete semeiotica della significazione giuridica, appaiono invece libere e
talora addirittura svincolate dal rispetto della generale regola testuale per
cui la scelta lessicale dovrebbe essere adeguata al tono testuale generale.
Da ultimo, possiamo anche osservare come la struttura subordinativa pre-
senti i seguenti tratti:

1. Cola lunghi.
2. Elisione di marcatura subordinativa
33
.
3. Mitigazione dellagency.
4. Preferenza a forme impersonali.
5. Stile nominale nella subordinazione.
Tav. 3.

32
Esemplare, in questo senso, luso dellavverbio autorevolmente nel passaggio:
cos come autorevolmente interpretato dalla Corte costituzianale nelles. (2).
Nellottica del giurista luso avverbiale rimanda immediatamente al fatto che il
parere della Corte assuma valore vincolante rispetto alla pratica legale e rispetto alle
decisioni di altre Corti, che sono per lappunto prive del grado di auctoritas che la
Corte costituzionale riveste in materia di diritto costituzionale. Autorevolmente ha
dunque un valore specifico, fa cio riferimento al fatto che la corte ha effettivamente
lautorit, ossia il potere legale, di dare alla sua interpretazione valore legalmente
dirimente.
33
Non labbiamo qui trattata in dettaglio.



La complessit di questa strutturazione pu facilmente sfuggire di mano
anche a persone abituate a maneggiare questo tipo di testualit, provocando
errori tipici.
Ne abbiamo un esempio proprio nellincipit dellesempio (3): Nella cir-
colare n. 32 del 19 ottobre 2006 si desume, sin dal paragrafo introduttivo,
in cui notiamo una claudicatio nelluso preposizionale, non adeguato rispetto
alla scelta argomentale imposta dal predicato desumere, che selezionerebbe
da invece che in. La claudicatio preposizionale appare tipicamente in conte-
sti testuali cospicui, in cui i singoli componenti di frase entrano in relazione
complessa con pericopi testuali sovrafrasali. In questo caso la selezione della
preposizione di luogo dovuta ad un effetto eco cataforicamente orientato,
in forza del quale la citazione / analisi del testo legale qui discusso sovraim-
pone allargomento verbale un valore di deittico testuale meglio processato
dal locativo in che dal pi generico da invece richiesto dalla struttura qualia
del predicato (cfr. PUSTEJOVSKY 1995 e CONTE ME 1999/88).
Linterferenza del sistema testuale con quello sintattico dunque note-
volmente marcata, per questo, come vedremo nel paragrafo seguente, a scri-
venti inesperti risulta difficile lestensione di testi appartenenti a questa tipo-
logia.
4.2.3 PROBLEMI GENERALI DELLA MICRO-STRUTTURA: B) LE ESERCITA-
ZIONI DEGLI STUDENTI DEL MASTER. Riportiamo di seguito alcuni esempi
tratti dalle esercitazioni degli studenti del Master di cui si innanzi detto.
La consegna ricevuta dagli studenti consisteva nello scrivere il testo di un
commento giuridico ad una norma del diritto tributario impiegando il testo
esempio di Marchetto come modello. importante dire che larticolo di
Marchetto forniva un esempio di struttura e di stile, ogni studente infatti ha
dovuto svolgere lesercitazione a partire da un argomento diverso: dunque, i
docenti hanno assegnato ad ognuno degli studenti un argomento di diritto
tributario particolare, e su tale argomento ogni singolo studente ha successi-
vamente lavorato. Nella nostra prospettiva la differenza dellargomento di
partenza indifferente: nel prosieguo gli esempi verranno citati accompa-
gnati da una lettera che indicher, di volta in volta, ognuno dei cinque diversi
studenti i cui elaborati sono stati presi in considerazione.
Partiamo proprio dalla concorrenza fra congiuntivo ed indicativo, che si
risolve sempre a favore del secondo, e dalla claudicatio preposizionale. Si
considerino i seguenti esempi:
(4) un istituto tipico degli ordinamenti di common law; versatile e fles-
sibile, si presta alle finalit pi ampie, si pu affermare che non esiste



La complessit di questa strutturazione pu facilmente sfuggire di mano
anche a persone abituate a maneggiare questo tipo di testualit, provocando
errori tipici.
Ne abbiamo un esempio proprio nellincipit dellesempio (3): Nella cir-
colare n. 32 del 19 ottobre 2006 si desume, sin dal paragrafo introduttivo,
in cui notiamo una claudicatio nelluso preposizionale, non adeguato rispetto
alla scelta argomentale imposta dal predicato desumere, che selezionerebbe
da invece che in. La claudicatio preposizionale appare tipicamente in conte-
sti testuali cospicui, in cui i singoli componenti di frase entrano in relazione
complessa con pericopi testuali sovrafrasali. In questo caso la selezione della
preposizione di luogo dovuta ad un effetto eco cataforicamente orientato,
in forza del quale la citazione / analisi del testo legale qui discusso sovraim-
pone allargomento verbale un valore di deittico testuale meglio processato
dal locativo in che dal pi generico da invece richiesto dalla struttura qualia
del predicato (cfr. PUSTEJOVSKY 1995 e CONTE ME 1999/88).
Linterferenza del sistema testuale con quello sintattico dunque note-
volmente marcata, per questo, come vedremo nel paragrafo seguente, a scri-
venti inesperti risulta difficile lestensione di testi appartenenti a questa tipo-
logia.
4.2.3 PROBLEMI GENERALI DELLA MICRO-STRUTTURA: B) LE ESERCITA-
ZIONI DEGLI STUDENTI DEL MASTER. Riportiamo di seguito alcuni esempi
tratti dalle esercitazioni degli studenti del Master di cui si innanzi detto.
La consegna ricevuta dagli studenti consisteva nello scrivere il testo di un
commento giuridico ad una norma del diritto tributario impiegando il testo
esempio di Marchetto come modello. importante dire che larticolo di
Marchetto forniva un esempio di struttura e di stile, ogni studente infatti ha
dovuto svolgere lesercitazione a partire da un argomento diverso: dunque, i
docenti hanno assegnato ad ognuno degli studenti un argomento di diritto
tributario particolare, e su tale argomento ogni singolo studente ha successi-
vamente lavorato. Nella nostra prospettiva la differenza dellargomento di
partenza indifferente: nel prosieguo gli esempi verranno citati accompa-
gnati da una lettera che indicher, di volta in volta, ognuno dei cinque diversi
studenti i cui elaborati sono stati presi in considerazione.
Partiamo proprio dalla concorrenza fra congiuntivo ed indicativo, che si
risolve sempre a favore del secondo, e dalla claudicatio preposizionale. Si
considerino i seguenti esempi:
(4) un istituto tipico degli ordinamenti di common law; versatile e fles-
sibile, si presta alle finalit pi ampie, si pu affermare che non esiste



una sola e specifica tipologia di trust, ma molteplici schemi che si
modellano alle esigenze del disponente. (Studente D)
(5) La compensazione avviene qualora tra due soggetti intercorrono reci-
proche posizioni debitorie e creditorie. (Studente C)
I due esempi sono sostanzialmente differenti: mentre lesempio (5) mo-
stra un chiaro errore dovuto allimperfetta conoscenza delle regole dello
standard italiano, che richiede il congiuntivo in costruzioni eventuali, le-
sempio (4) pu essere interpretato sulla falsa riga di quanto detto riguardo al-
lesempio (2).
Bisogna per fare alcune precisazioni: (5) ci porta a reinterpretare (4)
come sovrestensione del modello offerto da Marchetto, sebbene i due esempi
provengano da penne differenti. Il discorso lineare: (4) rivela che D obbe-
disce alle regole del neo-standard in maniera stretta; possibile determinare
questa strettezza di rapporto col neo-standard proprio sulla base dell erra-
to uso dellindicativo in costruzione eventuale. Si deve infatti considerare la
tendenza del costrutto qualora + indicativo, fortemente sub-standard ri-
spetto allo standard italiano classico, ad estendersi nel neo-standard, al cui
interno la forma sembra essere sempre meno recepita come inaccettabile.
Questacclimatamento, in parte favorito dalla tradizionale debolezza del si-
stema congiuntivo italiano, rivela la difficolt, per scriventi di provenienza
neo-standard, come sono D e probabilmente anche C, presumibilmente coe-
taneo e comunque pari grado in termini socio-culturali, linguistici e geo-
linguistici di D, nelluso del sistema congiuntivo.
A partire da quanto detto, si pu allora interpretare (4) non come esempio
di gioco modale, cos come si era fatto per il contesto, in tutto comparabile,
di (2), bens come chiaro caso di sovrestensione della forma padroneggiata,
lindicativo, rispetto alla forma problematica, il congiuntivo.
La riconsiderazione di (4) in termini di sovraestensione analogica dellin-
dicativo a tutti i contesti in cui potrebbe trovarsi in concorrenza rispetto al
congiuntivo, ci porta per ad una seconda considerazione: gli scriventi neo-
standard sono sempre meno in grado di costruire giochi linguistici come
quello proposto da Marchetto in (2). Questincompetenza si tramuta in una
particolare difficolt organizzativa, consistente nellincapacit di gestire la
complessa interfaccia fra lingua e testo che caratterizza il genere commento.
Gli errori nella selezione argomentale ne sono una riprova, come dimo-
strano:
(6) [...] lonere della prova circa lesistenza ed inerenza dei componenti
negativi del reddito incombe al contribuente. (Studente B)



(7) A mio personale avviso lutilizzo di questo istituto stato spesso valu-
tato con sospetto, strumento utile per simulare negozi o atti con finali-
t contrarie a norme imperative per esempio in materia di successione.
Il trust si contraddistingue da pi atti. (Studente C)
Lesempio (6) comporta una rianalisi dellentrata lessicale del predicato
incombere che rivela una scarsa familiarit di B con quella parte rilevante
del lessico giuridico di provenienza dotta: orientandosi in accordo con un
criterio genericamente semantico, per cui il contenuto preposizionale della
frase pu genericamente essere parafrasato cos ad x spetta lonere di prova-
re y, B impone alla sintassi lessicale del predicato una scelta argomentale
che esplicita lindice di movimento (cfr. BRNDAL 1928/67), a scapito della
scelta argomentale invece legata al frame predicativo.
Il tipo di rianalisi operata da B influisce sulla struttura di frase e quindi
sullinterfaccia fra sintassi e testo: si consideri la parte finale dellesempio
(7), ancora una volta dovuto alla penna di C: Il trust si contraddistingue da
pi atti [...]. In questo caso non siamo in presenza tanto di una claudicatio
preposizionale, quanto di una vera e propria incompetenza nelluso della
forma impersonale, che sembra essere confusa da C con una costruzione tout
court passiva, quindi bisognosa di un aggiunto agentivo introdotto per
lappunto da da. La mancanza di competenza ha conseguenze rilevanti sul
dominio di una testualit caratterizzata, tra laltro, proprio da quella mitiga-
zione agentiva e da quella preferenza per gli impersonali che prima indivi-
duavamo come terzo e quarto tratto del genere commento.
Lulteriore analisi di (7) svela per anche una risalita dei problemi a livel-
lo interfrasale, come dimostrato dalla prima parte di (7): A mio personale
avviso lutilizzo di questo istituto stato spesso valutato con sospetto, stru-
mento utile per simulare negozi o atti con finalit contrarie a norme impera-
tive per esempio in materia di successione. In questo caso C, che non riesce
ad organizzare il colon secondo quelle modalit di lunghezza che abbiamo
mostrato discutendo il testo di Marchetto, ricorre ad una ripetizione nomina-
le in variazione sinonimica, istituto/strumento, che lascia in dubbio se
loriginario intento dello scrivente fosse quello di ricorrere ad un SN amplia-
to per mezzo dei connettori come od in quanto (A mio personale avviso
lutilizzo di questo istituto stato spesso valutato con sospetto, in quanto /
come strumento utile), oppure se lintento fosse quello di usare una forma
di subordinazione causale o completiva.
Gli esempi di incertezza architettonica non finiscono certo qui, si con-
siderino:



(7) A mio personale avviso lutilizzo di questo istituto stato spesso valu-
tato con sospetto, strumento utile per simulare negozi o atti con finali-
t contrarie a norme imperative per esempio in materia di successione.
Il trust si contraddistingue da pi atti. (Studente C)
Lesempio (6) comporta una rianalisi dellentrata lessicale del predicato
incombere che rivela una scarsa familiarit di B con quella parte rilevante
del lessico giuridico di provenienza dotta: orientandosi in accordo con un
criterio genericamente semantico, per cui il contenuto preposizionale della
frase pu genericamente essere parafrasato cos ad x spetta lonere di prova-
re y, B impone alla sintassi lessicale del predicato una scelta argomentale
che esplicita lindice di movimento (cfr. BRNDAL 1928/67), a scapito della
scelta argomentale invece legata al frame predicativo.
Il tipo di rianalisi operata da B influisce sulla struttura di frase e quindi
sullinterfaccia fra sintassi e testo: si consideri la parte finale dellesempio
(7), ancora una volta dovuto alla penna di C: Il trust si contraddistingue da
pi atti [...]. In questo caso non siamo in presenza tanto di una claudicatio
preposizionale, quanto di una vera e propria incompetenza nelluso della
forma impersonale, che sembra essere confusa da C con una costruzione tout
court passiva, quindi bisognosa di un aggiunto agentivo introdotto per
lappunto da da. La mancanza di competenza ha conseguenze rilevanti sul
dominio di una testualit caratterizzata, tra laltro, proprio da quella mitiga-
zione agentiva e da quella preferenza per gli impersonali che prima indivi-
duavamo come terzo e quarto tratto del genere commento.
Lulteriore analisi di (7) svela per anche una risalita dei problemi a livel-
lo interfrasale, come dimostrato dalla prima parte di (7): A mio personale
avviso lutilizzo di questo istituto stato spesso valutato con sospetto, stru-
mento utile per simulare negozi o atti con finalit contrarie a norme impera-
tive per esempio in materia di successione. In questo caso C, che non riesce
ad organizzare il colon secondo quelle modalit di lunghezza che abbiamo
mostrato discutendo il testo di Marchetto, ricorre ad una ripetizione nomina-
le in variazione sinonimica, istituto/strumento, che lascia in dubbio se
loriginario intento dello scrivente fosse quello di ricorrere ad un SN amplia-
to per mezzo dei connettori come od in quanto (A mio personale avviso
lutilizzo di questo istituto stato spesso valutato con sospetto, in quanto /
come strumento utile), oppure se lintento fosse quello di usare una forma
di subordinazione causale o completiva.
Gli esempi di incertezza architettonica non finiscono certo qui, si con-
siderino:



(8) Le reciproche posizioni debitorie e creditorie devono essere generati
da titoli differenti [...]. (Studente D)
(9) Listituto della compensazione in ambito tributario si presenta pi
complesso di quello civilistico [...]. (Studente D)
(10) Svolta la superiore rapida ma necessaria disamina, lintento del pre-
sente scritto quello di analizzare lart. 2, commi 2 e 2bis, del TUIR
alla luce delle regole probatorie, aventi ad oggetto la residenza fiscale
dei contribuenti, che ne derivano, con particolare riferimento alla di-
stribuzione dellonere della prova (della residenza fiscale): su chi, tra
Amministrazione finanziaria e contribuente soggetto di imposta, gravi,
in ciascuna delle fattispecie delineate dalla detta disposizione norma-
tiva, lonere di provare la residenza fiscale, o la non sussistenza della
stessa; inoltre cosa debba provare lonerato (in altri termini, cosa sia,
in ciascuna delle fattispecie, oggetto del detto onere. (Studente A)
(11) Venendo alla seconda motivazione posta a sostegno della discussa
sentenza in esame, secondo la quale sarebbero assimilabili le posizioni
dell amministratore di societ a quella dell imprenditore individuale
si osserva che la Suprema Corte considera la propria equiparazione
fondata sul mancato inquadramento, quali lavoratori subordinati all
impresa, comune alle due figure considerate. (Studente B)
Gli esempi (8) e (9) presentano tipici elementi di incertezza nella struttu-
razione testuale complessa, come la fallacia dellaccordo (8) ed il fallace
scorciamento delle costruzioni comparative (9). Ci soffermiamo brevemente
su (9) solo per far notare come lincertezza nelluso dei connettori e del con-
giuntivo determini errori del genere qui esemplificato: sarebbe bastato dire
di quanto non sia in ambito civilistico.
Lesempio (10), dovuto alla penna di A, oltre a presentare un elemento
neo-standard, che per si sta acclimatando anche nel genere di testi qui ana-
lizzati, come aventi ad oggetto, presenta due elementi tipici dellincertezza
/ incompetenza nelluso di forme testuali complesse: luso dellambiguo
superiore in funzione di deittico testuale; il fallo nellindividuare
lantecedente del pronome relativo.
Nellindicazione: svolta la superiore rapida ma necessaria disamina,
sebbene A voglia evidentemente far riferimento a qualcosa di cui si gi
parlato nel co-testo precedente, luso dellindicazione superiore peraltro
un aggettivo concordato al sostantivo argomentazione presenta un dop-
pio inconveniente. Dal punto di vista generale laggettivo rimane ambiguo
fra un significato sequenziale, capace quindi di assumere una funzione deit-
tica, equiparabile a quella dellavverbio prima o della locuzione di cui sopra,
ed un significato valutativo, per cui largomentazione precedentemente pre-



sentata sarebbe gerarchicamente superiore a quanto si dice in sguito.
Lambiguit non , in un testo di natura giuridica, n artificiale, n irrilevan-
te: nel primo caso infatti si asserisce un rapporto sequenziale del tipo prima /
dopo fra regole appartenenti allo stesso rango; nel secondo invece sembre-
rebbe istituirsi una relazione di causa/effetto in funzione di una gerarchia fra
regole appartenenti ad ordini diversi.
Lambiguit testuale arriva per al limite quando interviene lincom-
petenza nelluso del pronome relativo, come avviene in Svolta la superiore
rapida ma necessaria disamina, lintento del presente scritto quello di ana-
lizzare lart. 2, commi 2 e 2bis, del TUIR alla luce delle regole probatorie,
aventi ad oggetto la residenza fiscale dei contribuenti, che ne derivano, con
particolare riferimento alla distribuzione dellonere della prova [...], in cui
lantecedente sintattico del pronome relativo sono i contribuenti, sebbene
sia logicamente possibile evincere che lo scrivente intendeva riferirsi alle re-
gole probatorie derivate dai commi 2 e 2bis del secondo articolo del TIUR.
In questo caso lincompetenza duplice: sintattica, perch lo scrivente igno-
ra limpossibilit di un riferimento co-testuale lungo per il pronome relati-
vo, e di organizzazione testuale. Lunico modo che A avrebbe avuto per sal-
vare il suo testo, senza costringere il lettore ad attuare strategie di disambi-
guazione semantico / sintattica, sarebbe stata quella di scrivere: lart. 2,
commi 2 e 2bis, del TUIR alla luce delle regole probatorie derivantine ed
aventi ad oggetto la residenza fiscale dei contribuenti oppure lart. 2, commi
2 e 2bis, del TUIR alla luce delle regole probatorie che ne derivano e che
hanno ad oggetto la residenza fiscale dei contribuenti.
Lanalisi della punteggiatura e lalternanza fra uso del participio presente
e proposizione relativa rivelano i motivi dellerrore: A inserisce in posizione
di inciso il participio presente, trattandolo n pi n meno come un comune
aggettivo, e quindi assumendo la possibilit di accordo del relativo diretta-
mente con la testa nominale reggente laggettivo, sebbene ci non sia possi-
bile quando, come in questo caso, il participio conservi il suo valore frasale e
si comporti quindi come subordinata ridotta. Il fatto di non cogliere il valore
di subordinata ridotta del participio, porta A anche a violare la sequenzialit
testuale che, in assenza di strutture sintattiche pi complesse, fa precedere il
rapporto di derivazione alla dichiarazione delloggetto delle norme in que-
stione.
quindi luso del participio presente, ossia dello stile nominale della su-
bordinazione, che, come gi facevano notare Jacobi e Jespersen
34
, definisce
la prosa tipicamente scientifica, a provocare la crisi delle strutture testuali,
come conferma anche lesempio seguente, dovuto sempre alla penna di A,

34
Cfr. JACOBI 1903 e JESPERSEN 1951/24.



sentata sarebbe gerarchicamente superiore a quanto si dice in sguito.
Lambiguit non , in un testo di natura giuridica, n artificiale, n irrilevan-
te: nel primo caso infatti si asserisce un rapporto sequenziale del tipo prima /
dopo fra regole appartenenti allo stesso rango; nel secondo invece sembre-
rebbe istituirsi una relazione di causa/effetto in funzione di una gerarchia fra
regole appartenenti ad ordini diversi.
Lambiguit testuale arriva per al limite quando interviene lincom-
petenza nelluso del pronome relativo, come avviene in Svolta la superiore
rapida ma necessaria disamina, lintento del presente scritto quello di ana-
lizzare lart. 2, commi 2 e 2bis, del TUIR alla luce delle regole probatorie,
aventi ad oggetto la residenza fiscale dei contribuenti, che ne derivano, con
particolare riferimento alla distribuzione dellonere della prova [...], in cui
lantecedente sintattico del pronome relativo sono i contribuenti, sebbene
sia logicamente possibile evincere che lo scrivente intendeva riferirsi alle re-
gole probatorie derivate dai commi 2 e 2bis del secondo articolo del TIUR.
In questo caso lincompetenza duplice: sintattica, perch lo scrivente igno-
ra limpossibilit di un riferimento co-testuale lungo per il pronome relati-
vo, e di organizzazione testuale. Lunico modo che A avrebbe avuto per sal-
vare il suo testo, senza costringere il lettore ad attuare strategie di disambi-
guazione semantico / sintattica, sarebbe stata quella di scrivere: lart. 2,
commi 2 e 2bis, del TUIR alla luce delle regole probatorie derivantine ed
aventi ad oggetto la residenza fiscale dei contribuenti oppure lart. 2, commi
2 e 2bis, del TUIR alla luce delle regole probatorie che ne derivano e che
hanno ad oggetto la residenza fiscale dei contribuenti.
Lanalisi della punteggiatura e lalternanza fra uso del participio presente
e proposizione relativa rivelano i motivi dellerrore: A inserisce in posizione
di inciso il participio presente, trattandolo n pi n meno come un comune
aggettivo, e quindi assumendo la possibilit di accordo del relativo diretta-
mente con la testa nominale reggente laggettivo, sebbene ci non sia possi-
bile quando, come in questo caso, il participio conservi il suo valore frasale e
si comporti quindi come subordinata ridotta. Il fatto di non cogliere il valore
di subordinata ridotta del participio, porta A anche a violare la sequenzialit
testuale che, in assenza di strutture sintattiche pi complesse, fa precedere il
rapporto di derivazione alla dichiarazione delloggetto delle norme in que-
stione.
quindi luso del participio presente, ossia dello stile nominale della su-
bordinazione, che, come gi facevano notare Jacobi e Jespersen
34
, definisce
la prosa tipicamente scientifica, a provocare la crisi delle strutture testuali,
come conferma anche lesempio seguente, dovuto sempre alla penna di A,

34
Cfr. JACOBI 1903 e JESPERSEN 1951/24.



(12) Quanto sopra non significa, ovviamente, che le norme prevedenti le
imposte indirette non debbano individuare soggetti passivi dellimpo-
sta, giacch unimposta senza soggetto tenuto a pagarla sarebbe inuti-
liter data, come inesistente); neanche significa che limposizione in-
diretta possa prescindere dalla previsione di criteri di collegamento.
Semplicemente, tentando da subito una sintesi, dal momento che quel-
la presente altro non che una premessa, mentre oggetto specifico di
approfondita disamina sar altro, pu dirsi che la soggettivit passiva
nellimposizione indiretta pu prescindere dal collegamento. (Studen-
te A)
in cui ad un primo, corretto uso verbale, in posizione di subordinata ridotta,
del participio presente ([...] prevedenti le imposte indirette [...]), corri-
sponde un secondo uso, in qualche modo ri-verbalizzante, del participio ag-
gettivale inesistente privato della copula invece richiesta dal co-testo e dal
contesto sintattico. A si avvicina cos alla vera e propria word salad di cui
invece chiaro esempio (11), sia per quanto riguarda la punteggiatura sia per
quanto riguarda lordine di parola.
Lesempio (12) dimostra per anche uningenuit per quanto riguarda il
rapporto fra macro- e micro-struttura; scrive A: Semplicemente, tentando
da subito una sintesi, dal momento che quella presente altro non che una
premessa, mentre oggetto specifico di approfondita disamina sar altro, pu
dirsi che la soggettivit passiva nellimposizione indiretta pu prescindere
dal collegamento. evidente lintento di suddividere il testo secondo un
modello di partizione gerarchica, in cui lintroduzione riveste unimportanza
minore, tuttavia la dichiarazione esplicita di tale irrilevanza risulta fatale re-
toricamente: di fatto A viene meno allintento suasorio del testo, nel momen-
to in cui ne denuncia apertamente la minor rilevanza di una parte.
Torniamo per, per concludere, a problemi di organizzazione pi specifi-
camente micro-testuali analizzando gli ultimi due esempi:
(13) Evidenzio in parte perch la Convenzione dellAja fornisce gli ele-
menti basilari per considerare un serie di atti, reciprocamente connessi,
trust ma soprattutto disciplina i criteri di collegamento e coordinamen-
to tra le normative specifiche sul trust adottabili dai diversi Paesi ade-
renti alla Convenzione. Si occupa, dunque, prevalentemente della leg-
ge applicabile al trust e al suo riconoscimento, ma non entra nello spe-
cifico della regolamentazione del trust medesimo, che pu avere
schemi, contenuti e finalit molteplici. (Studente C)
(14) In tal senso pertanto non hanno alcuna rilevanza le assenze, anche se
frequenti e prolungate, fino a quando non incidano sul regime di pre-



senza in modo tale da far perdere il carattere di abitualit. Come os-
servato, la portata dellelemento volontaristico non deve essere so-
pravvalutata a tal punto da svilire la funzione assolta dallelemento
fattuale della presenza fisica. La dimora abituale in un luogo pre-
suppone pur sempre la sussistenza della volont del soggetto, lanimus,
inteso quale fattore propulsivo dellabitare che deve essere valutato
sulla base degli elementi reali che, di volta in volta, contribuiscono ad
obiettivizzarne le forme, essendo le modalit mediante cui si manife-
stano le consuete relazioni di vita a concretarne, in definitiva, la sussi-
stenza. (Studente E)
I due esempi in questione rappresentano un bel dittico: mentre (13) lenne-
simo esemplare di inconseguenza subordinativa dovuta allimpropria elisio-
ne di elementi connettivi (nel primo colon dopo ma, dove la ripetizione di
perch sarebbe stata dovuta) o ad improprie scelte paratattiche, laddove
invece sarebbero state preferibili scelte subordinative ipotattiche (in luogo
del punto fermo, si sarebbe forse dovuto dire: poich si occupa), (14) rappre-
senta un brano perfettamente accettabile, a riprova di come sia possibile, an-
che per alunni ormai nativi digitali, accedere a strutture testuali complesse.
4.3 CONCLUSIONI. Che il testo giuridico sia per sua natura testo a de-
codifica piuttosto che ad inferenza cosa ben nota, e non valeva la pena
ribadirlo nel corso della nostra indagine, che, peraltro, conferma pienamente
la struttura bottom-up di questa meta-tipologia testuale.
Forse vale invece la pena aggiungere che ad inferenza, e quindi ordina-
to dal basso verso lalto nella costituzione dellargomentazione, anche il
genere commento
35
; testi come quelli fin qui analizzati sono quindi dop-
piamente orientati verso una costituzione argomentativa in cui la micro-
testualit a determinare lassetto generale della dimostrazione
36
.
evidente allora come il genere testuale in questione sia vincolato ad una
coerenza testuale piena: fra tutti i generi, o sottogeneri, della testualit giuri-
dica, proprio quello del commento a dover avere il massimo rigore possi-
bile nella realizzazione di una sintassi che renda espliciti tutti i rapporti ar-
gomentativi messi in campo. Se anzi volessimo dare al termine coesione
unaccezione ristretta, locale, per cui mezzo costituiremmo unopposizione

35
Che qui si intenda il commento come genere autonomo, va da s, anche se, come
si anche avuto modo di accennare, il commento pu non essere tale.
36
E questo prevalere della microtestualit diventa ancora pi vincolante rispetto al
costituirsi dellargomentazione in testi come il commento giuridico, che perdono il
loro valore perlocutivo immediato per assumere invece quella funzione che abbiamo
qui chiamata suasoria.



senza in modo tale da far perdere il carattere di abitualit. Come os-
servato, la portata dellelemento volontaristico non deve essere so-
pravvalutata a tal punto da svilire la funzione assolta dallelemento
fattuale della presenza fisica. La dimora abituale in un luogo pre-
suppone pur sempre la sussistenza della volont del soggetto, lanimus,
inteso quale fattore propulsivo dellabitare che deve essere valutato
sulla base degli elementi reali che, di volta in volta, contribuiscono ad
obiettivizzarne le forme, essendo le modalit mediante cui si manife-
stano le consuete relazioni di vita a concretarne, in definitiva, la sussi-
stenza. (Studente E)
I due esempi in questione rappresentano un bel dittico: mentre (13) lenne-
simo esemplare di inconseguenza subordinativa dovuta allimpropria elisio-
ne di elementi connettivi (nel primo colon dopo ma, dove la ripetizione di
perch sarebbe stata dovuta) o ad improprie scelte paratattiche, laddove
invece sarebbero state preferibili scelte subordinative ipotattiche (in luogo
del punto fermo, si sarebbe forse dovuto dire: poich si occupa), (14) rappre-
senta un brano perfettamente accettabile, a riprova di come sia possibile, an-
che per alunni ormai nativi digitali, accedere a strutture testuali complesse.
4.3 CONCLUSIONI. Che il testo giuridico sia per sua natura testo a de-
codifica piuttosto che ad inferenza cosa ben nota, e non valeva la pena
ribadirlo nel corso della nostra indagine, che, peraltro, conferma pienamente
la struttura bottom-up di questa meta-tipologia testuale.
Forse vale invece la pena aggiungere che ad inferenza, e quindi ordina-
to dal basso verso lalto nella costituzione dellargomentazione, anche il
genere commento
35
; testi come quelli fin qui analizzati sono quindi dop-
piamente orientati verso una costituzione argomentativa in cui la micro-
testualit a determinare lassetto generale della dimostrazione
36
.
evidente allora come il genere testuale in questione sia vincolato ad una
coerenza testuale piena: fra tutti i generi, o sottogeneri, della testualit giuri-
dica, proprio quello del commento a dover avere il massimo rigore possi-
bile nella realizzazione di una sintassi che renda espliciti tutti i rapporti ar-
gomentativi messi in campo. Se anzi volessimo dare al termine coesione
unaccezione ristretta, locale, per cui mezzo costituiremmo unopposizione

35
Che qui si intenda il commento come genere autonomo, va da s, anche se, come
si anche avuto modo di accennare, il commento pu non essere tale.
36
E questo prevalere della microtestualit diventa ancora pi vincolante rispetto al
costituirsi dellargomentazione in testi come il commento giuridico, che perdono il
loro valore perlocutivo immediato per assumere invece quella funzione che abbiamo
qui chiamata suasoria.



coeso vs. coerente, potremmo addirittura spingerci a concludere che il
commento giuridico debba essere un testo assolutamente coerente, proprio
perch rifiuta qualsiasi mezzo di costituzione testuale ed argomentativa che
non sia esplicitato e marcato dallistituzione di relazioni per via sintattica.
Altrimenti detto, il commento non un genere coeso secondo la particola-
re accezione che abbiamo usato qui
37
.
La coerenza stretta che marca dunque il commento agisce sulla scrittura
del testo da due punti di vista:
1) sintatticamente: con la creazione di strutture pesanti, che devono per ri-
spettare tutte le regole di reggenza e controllo che strutturano la frase com-
plessa. A ci saggiunge la particolare struttura pragmatica del commento
giuridico, che considera adeguata allintento comunicativo la trasmissione di
un contenuto informativo molto largo si potrebbe parlare di una prevalenza
delladeguatezza sulla misura con la conseguenza di favorire strutture fra-
stiche pesanti, con diffusa subordinazione, in cui nettamente preferito luso
dellincasso a quello della contrapposizione di cola frastici
38
.
2) lessicalmente: a differenza di quanto accade col livello sintattico, che rap-
presenta una vera e propria marca testuale, nel caso il livello lessicale si o-
rienta verso una selettivit che, ancora una volta in accordo con unappli-
cazione generalmente estesa della massima di adeguatezza, suddivide il les-
sico in aree pertinenti al genere testuale ed aree neutre. Mentre viene richie-
sta una competenza lessicale pienamente sviluppata ed un uso appropriato
del lessico specifico, per quanto invece riguarda il lessico considerato non
pertinente, e per ci neutrale rispetto alla costituzione testuale, viene lasciata
liberta pressoch assoluta agli scriventi.

37
Evidentemente luso dei termini coerente e coeso rimanda a Maria-Elisabeth
Conte (CONTE ME 1999/88), anche se, come abbiamo detto con uno slittamento
forte del concetto di coesione, che viene qui usato in una maniera differente, ma,
riteniamo, non del tutto estranea, rispetto a Conte. I termini del travisamento sono
questi: Conte introduce il termine coesione in relazione a tipologie non testual-
mente coerenti, che pure possono essere definite testi. La coesione risulta cos un
concetto pi ampio rispetto alla coerenza: si potrebbe dire che coesione sia la qualit
che rende un insieme di frasi testo e che tale qualit pu, e di solito , realizzata
per mezzo di coerenza, anche se, nel caso dia alcuni testi, resta la coesione ma non si
ha coerenza. Nel caso di testi coesi ma non coerenti si deve quindi pensare ad una
diversa maniera di realizzazione della testualit, qui, in mancanza di meglio
chiamiamo tale maniera coesione, e, poich i testi coerenti sono gi coesi, assu-
miamo conseguentemente che non possano essere anche coesi nel senso in cui per
coesione si intenda una realizzazione della coesione (generale) alternativa alla
coerenza.
38
Da qui, tra laltro, la diffusione delluso dei trattini che demarcano incisi.



Le conseguenze sulla produzione di testi appartenenti alla tipologia del
commento giuridico sono dunque di duplice natura.
A collidere con lambito sintattico sono, soprattutto nel caso di scriventi
neo-standard, la diffusione di forme sintattiche sempre pi semplificate, che
non favoriscono la creazione di complessi subordinanti estesi e costosi in
termini di relazioni sintattiche. A questa tendenza, evidentemente riscontra-
bile negli studenti, se ne aggiunge unaltra che riguarda soprattutto le lingue
tecniche: anche il linguaggio giuridico italiano investito dalla necessit di
adeguare il suo standard testuale ad unimmediata confrontabilit interlin-
guistica. Siamo quindi in presenza, anche in ambito giuridico, ad una sosti-
tuzione dei quadri normativi di riferimento che rende ardua lindividuazione
di modelli e paradigmi, col risultato di rendere estremamente difficile linse-
gnamento e lapprendimento di modi e forme della scrittura giuridica in ge-
nere e del commento giurisprudenziale in particolare.
Se possibile pensare che i limiti sintattici della scrittura possano essere
superati con un sufficiente tirocinio, ben diverso sembra il discorso per
quanto riguarda la competenza testuale.
In questultimo caso, al di fuori del ben delimitato orto del lessico tecnico,
la scelta lessicale , sia nei testi stilati dagli studenti, sia in quello esemplare
di Marchetto, rivelatrice di una diffusa incompetenza riguardo alle questioni
di adeguatezza ai registri stilistici. Generalizzando, e quindi, ancora una vol-
ta, radicalizzando, si potrebbe dire che, laddove non si sia vincolati dal lessi-
co della disciplina, ci si ritiene liberi di usare qualsiasi tipo di vocabolario,
con una netta preferenza per per il vocabolario di uso quotidiano, a riprova
di un diffuso venir meno delle competenze testuali che, fino a non molti anni
or sono, avevano dominato la scrittura colta in lingua italiana.
In questo senso, qualunque poi possa essere la decisione degli scriventi a
riguardo, un insegnamento di lingua scritta capace di mettere insieme tutte
le risorse che la corpus linguistics offre, al ricercatore come allutente dei
materiali contenuti in un corpus, con un occhio ad una pratica retorica rinno-
vata ma non immemore dei suoi modelli originali, risulta avere una non di-
scutibile importanza nella formazione dei futuri giuristi.



Le conseguenze sulla produzione di testi appartenenti alla tipologia del
commento giuridico sono dunque di duplice natura.
A collidere con lambito sintattico sono, soprattutto nel caso di scriventi
neo-standard, la diffusione di forme sintattiche sempre pi semplificate, che
non favoriscono la creazione di complessi subordinanti estesi e costosi in
termini di relazioni sintattiche. A questa tendenza, evidentemente riscontra-
bile negli studenti, se ne aggiunge unaltra che riguarda soprattutto le lingue
tecniche: anche il linguaggio giuridico italiano investito dalla necessit di
adeguare il suo standard testuale ad unimmediata confrontabilit interlin-
guistica. Siamo quindi in presenza, anche in ambito giuridico, ad una sosti-
tuzione dei quadri normativi di riferimento che rende ardua lindividuazione
di modelli e paradigmi, col risultato di rendere estremamente difficile linse-
gnamento e lapprendimento di modi e forme della scrittura giuridica in ge-
nere e del commento giurisprudenziale in particolare.
Se possibile pensare che i limiti sintattici della scrittura possano essere
superati con un sufficiente tirocinio, ben diverso sembra il discorso per
quanto riguarda la competenza testuale.
In questultimo caso, al di fuori del ben delimitato orto del lessico tecnico,
la scelta lessicale , sia nei testi stilati dagli studenti, sia in quello esemplare
di Marchetto, rivelatrice di una diffusa incompetenza riguardo alle questioni
di adeguatezza ai registri stilistici. Generalizzando, e quindi, ancora una vol-
ta, radicalizzando, si potrebbe dire che, laddove non si sia vincolati dal lessi-
co della disciplina, ci si ritiene liberi di usare qualsiasi tipo di vocabolario,
con una netta preferenza per per il vocabolario di uso quotidiano, a riprova
di un diffuso venir meno delle competenze testuali che, fino a non molti anni
or sono, avevano dominato la scrittura colta in lingua italiana.
In questo senso, qualunque poi possa essere la decisione degli scriventi a
riguardo, un insegnamento di lingua scritta capace di mettere insieme tutte
le risorse che la corpus linguistics offre, al ricercatore come allutente dei
materiali contenuti in un corpus, con un occhio ad una pratica retorica rinno-
vata ma non immemore dei suoi modelli originali, risulta avere una non di-
scutibile importanza nella formazione dei futuri giuristi.



V.

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1709/1681 De re diplomatica libri VI. In quibus quidquid ad veterum in-
strumentorum antiquitatem, materiam, scripturam & stilum; qui-
dquid ad sigilla, monogrammata, subscriptiones ac notas chro-
nologicas; quidquid inde ad antiquariam, historicam, forensem-
que disciplinam pertinet, explicatur & illustratur; accedunt Com-
mentarius de antiquis regum Francorum palatiis. Veterum scrip-
turarum varia specimina, tabulis LX comprehensa. Nova ducen-
torum, & amplius, monumentorum collectio / Opera & studio
Domni Johannis Mabillon, Presbyteri ac Monachi Ordinis S. Be-
nedicti Congregatione S. Mauri, Luteciae-Parisiorum, sumtibus
Caroli Robustel, 1709 (Editio secunda ab ipso Auctore recognita,
emendata & aucta); prima edizione Luteci Parisiorum, Billaine,
1681. Ledizione del 1709 consultabile online a
http://x0b.de/mabillon/index.html.
1704 Librorum De Re Diplomatica Supplementum : In Quo Archetypa
In His Libris pro regulis proposita, ipsque regul denuo con-



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nologicas; quidquid inde ad antiquariam, historicam, forensem-
que disciplinam pertinet, explicatur & illustratur; accedunt Com-
mentarius de antiquis regum Francorum palatiis. Veterum scrip-
turarum varia specimina, tabulis LX comprehensa. Nova ducen-
torum, & amplius, monumentorum collectio / Opera & studio
Domni Johannis Mabillon, Presbyteri ac Monachi Ordinis S. Be-
nedicti Congregatione S. Mauri, Luteciae-Parisiorum, sumtibus
Caroli Robustel, 1709 (Editio secunda ab ipso Auctore recognita,
emendata & aucta); prima edizione Luteci Parisiorum, Billaine,
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1704 Librorum De Re Diplomatica Supplementum : In Quo Archetypa
In His Libris pro regulis proposita, ipsque regul denuo con-



firmantur, novisque speciminibus & argumentis asseruntur & il-
lustrantur / Opera & studio Domni Johannis Mabillon, presbyteri
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VI.

Anagraphica.



6.1 Manuel BARBERA Ricercatore confermato alla Facolt di
Lingue dellUniversit di Torino. Ha fatto parte di ricerche COFIN
1997, 1999 e 2001, PRIN 2002 e 2007, FIRB 2001 e Bando Regionale
in Materia di Scienze umane e sociali 2008. Nel 1999 ha fondato
lassociazione bmanuel.org, ed membro dellAssociazione per la sto-
ria della lingua italiana dal 2004. Si occupato di linguistica generale,
linguistica storica, semantica e linguistica testuale, filosofia del lin-
guaggio, storia della linguistica, linguistica dei corpora, lessicografia,
critica testuale, metricologia, paleografia e creazione di font, romani-
stica, italianistica, uralistica, altaistica, amerindologia ed austronesia-
nistica.
autore di varie monografie (La gradazione baltofinnica, 1993; In-
troduzione storico-descrittiva alla lingua vota, 1995 e 2012; A Short
Etymological Dictionary of the Votic Language, 1994 e 2012; Corpora
e linguistica in rete, 2007; Schema e storia del Corpus Taurinense:
linguistica dei corpora dellitaliano antico, 2009; Molti occhi sono
meglio di uno: saggi di linguistica generale 2008-12, 2013; Linguisti-
ca dei corpora e linguistica dei corpora italiana: unintroduzione,
2013) e di numerosi saggi su volume e rivista.
6.2 Marco CARMELLO Profesor Interino presso il Departamento
de Filologa Italiana dellUniversidad Complutense de Madrid.
membro dellAITLA (Associazione Italiana di Linguistica Applicata)
e del Sodalizio Glottologico Milanese. Si occupa di semantica formale,
logica, filosofia del linguaggio, semantica dei linguaggi letterari e sti-
listica, sintassi, pragmatica, linguistica testuale, retorica, linguistica
storica, linguistica greca e critica testuale.
autore, oltre che di numerosi saggi in volume ed in rivista, di: E-
xtragrammaticalit. Note linguistiche, critiche e filosofiche sullultimo
Pizzuto (2012).



6.3 Cristina ONESTI Assegnista di ricerca presso il Dipartimento
di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dellUniversit di
Torino, dove collabora a progetti di Linguistica e Linguistica Applica-
ta. Attiva nel gruppo di ricerca corpora.unito.it, ha fatto parte di pro-
getti di ricerca italiani (FIRB 2001; Bando Regionale in Materia di
Scienze umane e sociali 2008; PRIN 2011), anche come responsabile
(CNR/Promozione Ricerca 2005), ed internazionali (Satztypen und Sa-
tzmodi unter kontrastivem Aspekt, Fondo Ungherese per la Ricerca
Scientifica 2008; progetti Comenius IGNATIUS Induction and Gui-
dance of Newly Appointed Teachers in European Schools e ETA-
LAGE European Task-based Activities for Language Learning; a good
practice exchange; componente del Comitato Tecnico-Scientifico per
i progetti FEI Petrarca2 e Petrarca3). Si occupa di linguistica applica-
ta e linguistica dei corpora, con un focus particolare sulle lingue ita-
liano, inglese, tedesco e ungherese.
co-autrice della monografia Interrogativstze kontrastiv-
typologisch. Ein deutsch-ungarischer Vergleich mit sprachtypologi-
schem Hintergrund, 2009 e di numerosi saggi su volume e rivista.



6.3 Cristina ONESTI Assegnista di ricerca presso il Dipartimento
di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dellUniversit di
Torino, dove collabora a progetti di Linguistica e Linguistica Applica-
ta. Attiva nel gruppo di ricerca corpora.unito.it, ha fatto parte di pro-
getti di ricerca italiani (FIRB 2001; Bando Regionale in Materia di
Scienze umane e sociali 2008; PRIN 2011), anche come responsabile
(CNR/Promozione Ricerca 2005), ed internazionali (Satztypen und Sa-
tzmodi unter kontrastivem Aspekt, Fondo Ungherese per la Ricerca
Scientifica 2008; progetti Comenius IGNATIUS Induction and Gui-
dance of Newly Appointed Teachers in European Schools e ETA-
LAGE European Task-based Activities for Language Learning; a good
practice exchange; componente del Comitato Tecnico-Scientifico per
i progetti FEI Petrarca2 e Petrarca3). Si occupa di linguistica applica-
ta e linguistica dei corpora, con un focus particolare sulle lingue ita-
liano, inglese, tedesco e ungherese.
co-autrice della monografia Interrogativstze kontrastiv-
typologisch. Ein deutsch-ungarischer Vergleich mit sprachtypologi-
schem Hintergrund, 2009 e di numerosi saggi su volume e rivista.



VII.

Indice.



0. M. Barbera, Introduzione 5
0.0 Premessa 5
0.1 Le origini 5
0.2. Il contesto 5
1. C. Onesti, Suggerimenti della linguistica testuale ai giuristi 7
1.0 Il contributo della linguistica testuale 7
1.1 Connessione tra le parti 9
1.1.1 Punteggiatura 10
1.2 I punti-elenco 11
1.3 Posizione di avverbi focalizzatori 11
1.4 Conclusioni 11
2. M. Barbera, Retorica, linguistica e tradizione giuridica 13
2.0 Premessa: perch la retorica 13
2.1 La retorica, questa sconosciuta 13
2.2 Il ciclo valutativo 14
2.2.1 Vir bonus 14
2.2.2 Dalladeguatezza... 15
2.2.3 ...alla teoria degli stili 15
2.2.4 Diversificazione esterna 16
2.2.5 Omogeneit interna 16
2.3.1 Quantit proporzionata 17
2.3.2 Sintassi sproporzionata ma proporzionabile? 17
2.4 Dispositio 19
2.5.1 Rem tene 20
2.5.2 Inventio 20
2.6. Exercitatio 20
2.7 Una considerazione conclusiva 21
3. M. Barbera - C. Onesti, Markup testuale ed articolazione
diplomatica: linguistica dei corpora per testi giuridici 23
3.0 Premessa 23
3.1 I corpora al servizio del traduttore 23
3.2 Il corpus Jus Jurium 24



3.3 Tipologie testuali ed articolazione del testo giuridico 27
3.4 Markup testuale e diplomatico 28
3.4.1 Lesempio delle sentenze 30
3.4.2 Il traduttore di fronte al testo giuridico 32
3.5 Conclusioni 35
4. M. Carmello, Il commento giuridico: considerazioni intorno a un
genere della scrittura giurisprudenziale. 37
4.0 Questioni di adeguatezza testuale e tipologie del testo giuridico ita-
liano: un approccio micro-strutturale 37
4.1 Le metafunzioni della lingua giuridica 39
4.2 Strutture testuali ed esempi 42
4.2.1 Macro- e micro-struttura 43
4.2.2 Problemi generali della micro-struttura: A) il testo esempio 44
4.2.3 Problemi generali della micro-struttura: B) le esercitazioni degli
studenti del Master 52
4.3 Conclusioni 58
5. Bibliografia 61
5.1 Bibliografia generale 61
5.2 Webgrafia 70
6. Anagraphica 73
6.1 Manuel Barbera 73
6.2 Marco Carmello 73
6.3 Cristina Onesti 74
7. Indice 75