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Relazione del laboratorio 08/04/2014 del corso di Fisica I del Politecnico di Torino

prof. Gamba - prof. Scaltrito


IL PENDOLO SEMPLICE
di Caniglia Sebastian (206551), Cannamela Fabio (200820), Cannas Carlo (201705),
Cannizzaro Davide (201843)
1
OBIETTIVI DELLESPERIENZA DI LABORATORIO
Vericare che misure ripetute, ottenute in presenza di incertezze casuali, si
distribuiscono secondo una distribuzione normale (gaussiana);
Determinare il valore dellaccelerazione di gravit
MATERIALI UTILIZZATI
un pendolo semplice: composto da un lo inestensibile attaccato ad un supporto
stabile con altezza regolabile alla cui estremit inferiore legata una sfera metallica
tramite un perno
un calibro cinquantesimale: strumento utilizzato per misurare le piccole dimensioni
della sfera e del perno con una sensibilit di 0,02 mm (come indicato sulloggetto)
un cronometro digitale: timer utilizzato per la misurazione del periodo del pendolo,
dotato di tasto start/stop e di uno di reset, ha una precisione pari a 0,01 s
un metro a nastro: usato per misurare le varie lunghezze del pendolo con una
precisione di 1 mm
un computer con foglio elettronico: necessario per memorizzare i dati, svolgere i
calcoli e disegnare i graci
DESCRIZIONE DELLESPERIENZA
Lobiettivo dellesperienza di laboratorio era di vericare che le misure ripetute dei periodi
di oscillazione del pendolo semplice, nonostante le incertezze, si distribuissero su di una
curva gaussiana e di ricavare, seppure in modo approssimativo, il valore dellaccelerazione
di gravit g attraverso lanalisi del suo moto.
Un pendolo semplice non altro che uno strumento costituito da un lo generalmente di
nylon considerato inestensibile e di massa trascurabile la cui estremit superiore legata
ad un supporto stabile mentre quella inferiore ad una sfera metallica di piccole dimensioni
(punto materiale) in cui si considera concentrata tutta la massa m. Le leggi della sica
regolano il moto del pendolo che se allontanato dalla propria posizione di equilibrio statico
inizier a far oscillare la massa lungo un arco di circonferenza in un piano verticale. Le forze
che agiscono sono la tensione del lo T
lo
e la forza peso mg. Lequazione del moto quindi:
T
lo
+mg =ma
la massa m oscilla lungo un arco di circonferenza L, lequazione del moto scritta lungo la
componente parallela della traiettoria (||) :
mg sen=ma
||
=mL
d
2

dt
2
se le oscillazioni sono opportunamente piccole ( 0.122 rad=7
o
) e possibile sostituire sen
con , e si ottiene:
d
2

dt
2
+
g
L
=0
2
che ammette come soluzioni, posto
2
=
g
L
=
0
sen(t+) e si ottiene cosi il moto del
periodo:
T =
2

=2
L
g
_
Per avere angoli <7
o
abbiamo spostato la sferetta dalla sua posizione di equilibrio di una
distanza pari a
1
10
L. In questo modo = arctan
_
1
10
_
=5.7
o
. Per avere unincertezza
minore nella misura del periodo sono stati misurati i tempi di n=5 oscillazioni e divisi per
n cos da ottenere il singolo periodo.
Durante lesperienza ci sono stati messi a disposizione vari strumenti dotati di una loro
sensibilit riportata in tabella:
sensibilit
cronometro 0,01s
calibro 0,02mm
metro a nastro 0,1mm
Ognuno di essi stato utilizzato per eseguire le misurazioni necessarie per i vari obiettivi;
il calibro ci ha permesso di calcolare la lunghezza del perno (l
perno
), il diametro (d) della
sferetta e dividendo per due anche il raggio (r):
l
perno
=3, 600,20mm
d =24,680,02mm
r =12,340,01mm
mentre per mezzo del metro a nastro abbiamo calcolato la lunghezza del lo (L
lo
):
L
lo
=825, 000,50mm
sommando tutte le misure abbiamo ottenuto la lunghezza totale del pendolo (L
tot
=
L
lo
+L
perno
+r)
L
tot
=840,940,71mm
Tutte le misurazioni compiute dalluomo sono soggette a incertezze dovute sia alla sensibilit
dello strumento utilizzato che allerrore umano perci abbiamo calcolato le misure tenendo
conto oltre che della sensibilit dello strumento anche di un possibile errore dovuto a chi lo
utilizzava.
OBIETTIVO 1 (verica distribuzione normale e determinazione di g)
Per svolgere lobiettivo 1 il primo passo stato quello di misurare il periodo di oscillazione
del pendolo e per far ci stato necessario utilizzare il cronometro digitale messo a nostra
disposizione (dotato di una sensibilit di 0,01 s), inoltre per ridurre lerrore umano su ogni
misura abbiamo calcolato il tempo doscillazione di 5 volte il periodo (5T) e successivamente
diviso per ottenere il singolo periodo (T). Sono state eseguite n=100 misurazioni spostando
la massa dalla sua posizione di equilibrio ad una distanza di
1
10
L cos facendo abbiamo
ottenuto un angolo <7
o
e un numero suciente di dati da poter manipolare per vericare
la distribuzione normale. Sulle misurazioni del periodo hanno inciso gli errori casuali dovuti
3
al ritardo dei riessi nel far partire e fermare il cronometro. Di seguito lelenco delle
misurazioni:
Misura 5T T
1 8,87 1,77
2 9,00 1,80
3 8,89 1,77
4 8,91 1,78
5 8,97 1,79
6 9,04 1,80
7 9,03 1,80
8 8,87 1,77
9 8,91 1,78
10 8,95 1,79
11 9,05 1,81
12 9,04 1,80
13 9,02 1,80
14 8,93 1,78
15 8,74 1,74
16 9,19 1,83
17 8,97 1,79
18 9,06 1,81
19 9,09 1,81
20 8,93 1,78
21 8,98 1,79
22 8,90 1,78
23 8,95 1,79
24 8,93 1,78
25 8,99 1,79
Misura 5T T
26 8,83 1,76
27 8,83 1,76
28 9,00 1,80
29 8,89 1,77
30 8,99 1,79
31 8,91 1,78
32 8,97 1,79
33 8,92 1,78
34 8,87 1,77
35 8,92 1,78
36 8,83 1,76
37 8,99 1,79
38 8,97 1,79
39 9,10 1,82
40 8,83 1,76
41 8,87 1,77
42 8,89 1,77
43 8,82 1,76
44 8,97 1,79
45 8,97 1,79
46 8,91 1,78
47 8,96 1,79
48 9,00 1,80
49 8,93 1,78
50 8,97 1,79
Misura 5T T
51 8,99 1,79
52 8,98 1,79
53 9,08 1,81
54 9,01 1,80
55 8,99 1,79
56 9,03 1,80
57 9,00 1,80
58 9,00 1,80
59 8,99 1,79
60 9,26 1,85
61 9,16 1,83
62 8,83 1,76
63 9,08 1,81
64 8,78 1,75
65 8,97 1,79
66 8,96 1,79
67 8,99 1,79
68 9,04 1,80
69 9,02 1,80
70 8,65 1,73
71 9,15 1,83
72 9,05 1,81
73 9,01 1,80
74 9,03 1,80
75 8,97 1,79
Misura 5T T
76 9,04 1,80
77 9,19 1,83
78 8,93 1,78
79 9,05 1,81
80 9,13 1,82
81 9,11 1,82
82 9,07 1,81
83 9,01 1,80
84 9,04 1,80
85 8,91 1,78
86 8,96 1,79
87 8,99 1,79
88 8,86 1,77
89 9,07 1,81
90 9,09 1,81
91 9,07 1,81
92 9,09 1,81
93 9,07 1,81
94 9,02 1,80
95 9,03 1,80
96 9,03 1,80
97 9,15 1,83
98 9,06 1,81
99 9,02 1,80
100 9,15 1,83
Dopo aver raccolto tutti i dati e averli memorizzati in un foglio di calcolo abbiamo analizzato
le misurazioni e come richiesto dallesperienza abbiamo calcolato il valore medio del periodo
(T

) attraverso la formula
T

k=1
n
T
k
n
=1,797s
dove n il numero di misurazioni fatte, in seguito abbiamo calcolato la deviazione standard
(
T
) che corrisponde allincertezza di T

T
=

k=1
n
(T
k
T

)
2
n 1

=0,020
e la deviazione standard della media
T

T
=

T
n
=0, 002
Il passo successivo consisteva nel calcolare laccelerazione di gravit (g) che abbiamo ricavato
dalla formula del periodo scritta nella sezione descrizione dellesperienza perci
g =
4
2
L
T
2
=10,28
m
s
2
4
successivamente, come richiesto, abbiamo ricavato anche la sua incertezza
g
utilizzando la
formula di propagazione degli errori

g
=g
_

L
tot
L
tot
_
2
+4
_

T
T

_
2

=0,23
m
s
2
dove g la media delle accelerazioni di gravit calcolate per ogni singolo periodo, L
tot
=840,
9mm la lunghezza media e
Ltot
=0,7mm lincertezza;
Abbiamo poi suddiviso i dati raccolti in classi equispaziate per studiarne la distribuzione
ed inne confrontare listogramma ottenuto con la curva gaussiana che meglio approssima
le misure eettuate.
La prima suddivisione stata eettuata mediante dieci classi: abbiamo identicato le misure
del periodo T massime e minime (1,73s e 1,85s) e suddiviso questo intervallo in dieci
sottointervalli equamente ampi. Usando quindi gli strumenti del foglio di calcolo abbiamo
individuato per ogni classe la corrispettiva frequenza ed ottenuto il seguente graco.
Sullasse delle ascisse sono riportati gli estremi delle classi mentre su quello delle ordinate
rappresentata la frequenza normalizzata F
norm
denita come segue:
F
norm
=
F
nT
Dove F il numero di misure che rientrano nella classe, T lampiezza della classe e n il
numero di misure.
La curva gaussiana stata ottenuta a partire dalla formula f(x) =
1
2


T
e

(xT

)
2
2
T
2
.
Questa rappresentazione ci consente di mantenere invariate la scala del graco e la
curva gaussiana pur cambiando il numero di classi, di seguito sono riportati i graci che
suddividono i dati in quindici e trenta classi rispettivamente.
5
Si nota come la suddivisione in trenta classi sia eccessiva e avrebbe richiesto una quantit
maggiore di dati per mostrare una distribuzione pi vicina alla gaussiana. Un numero di
classi pari a dieci o quindici invece pi consono per il numero di misure eettuate, come
si evince dai graci che approssimano con suciente precisione la distribuzione normale.
OBIETTIVO 2 (nuova determinazione di g)
La seconda parte dellesperienza consisteva nel calcolare laccelerazione di gravit (g), e
relativa incertezza, in maniera dierente, in modo da confrontarne il valore con i risultati
del primo obiettivo. Ovviamente, utilizzando gli stessi strumenti.
Abbiamo eettuato cinque misurazioni del quintuplo del periodo per cinque dierenti
lunghezze del pendolo, tenendo presente che lunica variazione di lunghezza possibile era
quella del lo.
6
Dopo aver calcolato la media dei periodi per ogni lunghezza, abbiamo riportato i valori in
un graco e ricavato le relative incertezze dei coecienti.
Sfruttando il metodo dei minimi quadrati abbiamo in seguito interpolato i dati sul graco
e grazie alla costante di proporzionalit, ricavata dal coeciente angolare della retta, siamo
stati in grado di calcolare il valore di g.
Di seguito sono riportate le misurazioni eettuate per ogni lunghezza del pendolo.
L
tot
=617,9mm
Misura 5T T
1 7,88 1,58
2 7,69 1,54
3 7,79 1,56
4 7,87 1,57
5 7,73 1,55
L
tot
=475,9mm
Misura 5T T
1 6,30 1,26
2 6,43 1,29
3 6,29 1,26
4 5,59 1,32
5 6,42 1,28
L
tot
=521,9mm
Misura 5T T
1 7,01 1,40
2 7,13 1,43
3 7,02 1,40
4 7,20 1,44
5 7,13 1,43
L
tot
=375,9mm
Misura 5T T
1 5,77 1,15
2 5,77 1,15
3 5,92 1,18
4 5,95 1,19
5 6,05 1,21
L
tot
=500,9mm
Misura 5T T
1 6,91 1,38
2 6,93 1,39
3 6,89 1,38
4 7,02 1,40
5 6,84 1,37
Dalla relazione T

2
=4
2
L
g
, ricavata dalla formula trattata precedentemente, abbiamo creato
un graco T

2
su L. Come gi riportato nella premessa, sfruttando il metodo dei minimi
quadrati abbiamo ottenuto una retta interpolatrice di equazione y =A+Bx, (posto x=L,
y=T
2
) con valore ideale di A e B rispettivamente 0 e
4
2
g
. I parametri A e B e le relative
incertezze si ricavano dalle seguenti formule:
A=
_

i=1
n
x
i
2
_

i=1
n
y
i
_

i=1
n
x
i
_

i=1
n
x
i
y
i
_
n
_

i=1
n
x
i
2
_

i=1
n
x
i
_
2
=0,146
B=
n
_

i=1
n
x
i
y
i
_

i=1
n
x
i
_

i=1
n
y
i
_
n
_

i=1
n
x
i
2
_

i=1
n
x
i
_
2
=4, 088

A
2
=
1
n 2

n
i=1
(y
iABxi
)
2

i=1
n
x
i
2
n
_

i=1
n
x
i
2
_

i=1
n
x
i
_
2
=0,080

B
2
=
n
n 2

n
i=1
(y
iABx
i
)
2
1
n
_

i=1
n
x
i
2
_

i=1
n
x
i
_
2
=0,318
Ora che abbiamo ricavato i valori di A e B e le relative incertezze
A=0, 1460, 282
B =4, 0880, 564
7
possiamo confrontarli con i valori teorici attesi 0 e
4
2
g
deducendo che seppur con poche
misurazioni i valori trovati risultano attendibili.
Nel precedente graco sono state riportate le incertezze x e y, ricavate mediante
propagazione delle incertezze; L
tot
stata calcolata nel primo obiettivo, mentre lincertezza
di T
2
stata ricavata dalla formula

_
T
2
_
=T
2
_
L
L

_
2
+
_
g
g
_
2

=0,02s
2
utilizzando il valore di g, e relativa incertezza, successivamente, come richiesto, sono stati
ricavati dal parametro B grazie alle formule:
g =
4
2
B
=9, 66
m
s
2
g =g
_
B
B
_
=1, 33
m
s
2
COMMENTO DEI RISULTATI E CONCLUSIONE
I valori di g ottenuti nel primo e secondo obiettivo sono rispettivamente 10,28
m
s
2
e 9, 66
m
s
2
,
con degli intervalli di incertezza di [10,05 ; 10,51] e [8,33 ; 10,99]. Confrontandoli con
il valore approssimato dellaccelerazione di gravit, pari a 9,81
m
s
2
abbiamo riscontrato,
come evidente, una serie di errori nei risultati pratici rispetto a quelli teorici, dovuti
alla componente umana ed eettuati durante le misurazioni dei periodi e delle lunghezze.
Ovviamente il discostamento maggiore stato ottenuto nella seconda parte dellesperienza,
e pu essere spiegato considerando il minore numero di misurazioni eettuate.
Lobiettivo che si preggeva lesperienza era quello di dimostrare che una serie di misurazioni
eettuate in maniera casuale si distribuiscono secondo una curva gaussiana. Com
confermato dai graci, inseriti nella prima parte dellesperienza, abbiamo riscontrato proprio
il tipo di distribuzione teorizzata, infatti sovrapponendo landamento di una gaussiana
allistogramma delle frequenze dei periodi misurati abbiamo notato come i valori si
addensassero attorno al valore medio.
8
Inne grazie alla propagazione delle incertezze siamo riusciti a ricavare una misura della
precisione dei dati ottenuti, il che ci ha consentito di confrontarli e di discuterne in queste
conclusioni nali.
9