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Scritto da Carlo Formenti Luned 24 Febbraio 2014 11:35 incontro con

Stefano

Laffi

Utopie letali. Capitalismo senza democrazia (Jaca book 2013) lultimo libro pubblicato da Carlo Formenti, fra i pi seri studiosi e da lungo tempo della mutazione economica e sociale che stiamo vivendo. un libro scritto sotto unurgenza particolare, che traspare gi dal titolo, ovvero quella di non cadere nella fascinazione di categorie e letture che lanciano la palla oltre lostacolo, senza averlo mai davvero superato, bens di guardare in faccia lo sfruttamento e limpoverimento che viviamo ogni giorno, chiamandolo col suo nome. !er Formenti non sono i "lavoratori cognitivi# che lanceranno la rivoluzione, non sono i "beni comuni# a cambiare la perdita dei diritti che avanza, non $nternet un contropotere ma uno strumento di controllo in mano al capitale. %i pare che il libro voglia rimettere al centro dellanalisi della contemporaneit, e in particolare della profonda ingiustizia sociale che patiamo ogni giorno, la mutazione economica e politica di questi anni. $ primi capitoli sono infatti dedicati alla finanziarizzazione e a quella che chiami postdemocrazia. Ci aiuti a capire bene cosa intendi e perch& ritieni che da l si debba partire' Finanziarizzazione delleconomia e postdemocrazia sono fenomeni strettamente intrecciati: senza linter ento del potere politico non sarebbe stato possibile attuare la finanziarizzazione! basti pensare al sistematico la oro di demolizione delle re"ole c#e disciplina ano$limita ano le transazioni finanziarie e pi% in "enerale le modalit& di funzionamento di banc#e! societ& di in estimento e fondi di pensione ' impresa cui #anno e(uamente contribuito i partiti e i "o erni di destra come (uelli di sinistra )(uando si parla di dere"ulation si citano sempre *ea"an e la +#atc#er! dimenticando c#e Clinton e ,lair #anno fatto di pe""io-. in ersamente! il peso crescente delle lobb/ finanziarie #a fatto s c#e il sistema politico di enisse sempre pi% ac(uiescente ai loro interessi0 Se a ci1 a""iun"iamo "li effetti del processo di spettacolarizzazione$personalizzazione della politica! in atto da"li anni sessanta del secolo scorso! e della conse"uente! enorme crescita dei costi delle campa"ne elettorali! non 2 difficile capire le ra"ioni di uninte"razione fra 3lite finanziarie e caste politic#e simbole""iata dallattuale composizione del Senato e della Camera dei rappresentanti 4sa! do e pi% della met& de"li eletti apparten"ono all15 dei super ricc#i0 6 fa orire lascesa di re"imi oli"arc#ici pri i di le"ittimazione democratica #anno infine contribuito la ri oluzione di"itale ' c#e #a permesso! al tempo stesso! di rendere capillare il controllo e di centralizzare il comando ' e lomolo"azione di un sistema mediatico unanimemente impe"nato a diffondere il lin"ua""io e i alori del pensiero unico liberal liberista0 Solo partendo da (ui 2 possibile co"liere due dei nodi di fondo affrontati dal libro: la natura eminentemente politica della crisi! il c#e ieta di sperare in una 7ripresa8 c#e restituisca opportunit& di la oro! li elli di reddito e ser izi sociali di"nitosi alle classi subalterne! e la irriformabilit& del re"ime politico$finanziario c#e 2 enuto consolidandosi ne"li ultimi decenni! il c#e ieta di nutrire illusione in merito a un possibile ritorno alla democrazia 7normale8 e al compromesso storico fra capitale e la oro0 (ispetto ad altre letture socio)economiche, anche fra quelle accreditate nella sinistra e nellarea critica verso lattuale modello capitalistico * pi volte fai riferimento al pensiero di +ntonio ,egri * mi pare evidente che tu voglia recuperare categorie di analisi che ritieni a torto dismesse, come quella di classe sociale. Che cosa ritieni che aiutino a spiegare e capire' 9ifficile rispondere a (uesta domanda0 :on basterebbe recitare tutto il libro e molti dei libri c#e i sono citati0 ;uesto perc#3! dal mio punto di ista! la cate"oria della lotta di classe! ade"uatamente interpretata e applicata! spie"a (uasi tutti i fenomeni sociali0 <ro o a c#iarire me"lio: il concetto di lotta di classe! per dirla con Lu=acs! 2 fondati o di una era e propria ontolo"ia dellessere sociale! per cui non c2 alternati a: o sei dentro il paradi"ma o ne sei fuori0 :e"ri #a creduto di poterlo 7arricc#ire8 ibridandolo con altri approcci teorici! in particolare con il pensiero post>strutturalista di

9eleuze e Foucault! ma il sincretismo "ioca brutti sc#erzi! per cui il risultato delloperazione 2 stato la fuoruscita dal paradi"ma piuttosto c#e il suo arricc#imento: concetti come moltitudine e biopotere non #anno nulla da spartire con il pensiero mar?iano e infatti non riescono pi% a le""ere la contemporaneit& in termini di lotta di classe! mentre slittano erso concezioni idealiste e indi idualiste della so""etti it&0 -cco, tu vuoi proprio allertare rispetto a una fascinazione collettiva che non condividi, anzi che vedi pericolosa, nel migliori dei casi illusoria, nel peggiore manipolatoria verso altre chiavi di lettura. $n questa fascinazione ci sono parole magiche di questi anni, come "lavoratori della conoscenza#, "democrazia della rete#, "forza dei movimenti#. .ual lelemento mistificatorio che vedi' Fascinazione colletti a 2 un termine ade"uato per descri ere il mood c#e accomuna i discorsi sul la oro autonomo di seconda "enerazione e sullautoimprenditorialit& )penso a Ser"io ,olo"na e 6ldo ,onomi! per citare i due autori c#e pi% si sono occupati dellar"omento-! le tesi sul presunto ruolo ri oluzionario del 7co"nitariato8 )termine caro a ,ifo- e (uelle sulla rete come strumento di autor"anizzazione democratica dei mo imenti0 @n un articolo apparso sul numero di "ennaio$febbraio 2014 di 76lfabeta28! ,ifo scri e c#e il merito di :e"ri consiste nella ere capito la necessit& di dare batta"lia al neocapitalismo di"italizzato e finanziarizzato sul suo stesso terreno! c#e 2 appunto (uello delluso delle tecnolo"ie di rete per or"anizzare la cooperazione sociale0 @o penso! al contrario! c#e su (uesto terreno il capitalismo sia destinato a trionfare0 @l discorso post> operaista i"nora il fatto c#e nellarc#itettura di (ueste tecnolo"ie ' #ardAare e softAare ' sono incorporati modelli comportamentali! lin"ua""i e alori c#e rendono assai difficile 7ro esciarne8 luso e il senso! adattandoli alle esi"enze dei mo imenti0 <rendendo per buone le utopie di ascesa al potere dei creati i! elaborate dai "uru della ri oluzione di"itale! i post>operaisti contribuiscono atti amente! anc#e se in olontariamente! alla 7cattura co"niti a8 del capitalismo di"itale nei confronti di (uesti la oratori0 Cos il la oro autonomo iene spacciato per rifiuto consape ole del la oro dipendente! le reti di cooperazione sociale c#e re"alano la oro "ratuito e conoscenza colletti a alle corporation #i tec# en"ono scambiate per uneconomia del dono liberata dal comando capitalistico! mentre alla cultura anarcocapitalista dei /no0ledge 0or/ers si attribuisce il merito di a ere tracciato una 7terza ia8 fra capitalismo e socialismo! in "rado di superare lopposizione fra pubblico e pri ato e uscire dal capitalismo e itando di cadere nel totalitarismo statalista0 Bcco perc#3 parlo di 7tentazione liberale8 del post>operaismo0 ,ella tua analisi evidente e molto documentato il livello di ingiustizia sociale cui siamo arrivati, perch& leconomia ha strumenti molto precisi per misurare la disuguaglianza, e tutti ormai ci siamo accorti che abbiamo meno soldi e meno diritti. %eno evidente per1 la ragione per cui tutto questo si accetta, non scateni reazioni uguali e contrarie. - qui forse potrebbero venire in soccorso unanalisi socioculturale sulla reazione mancata2 non trovi per esempio che la cultura * intesa come informazione manipolata, societ dello spettacolo, intrattenimento perenne, ma anche illusione di riflessivit per chi si crede pi colto3 * insieme alla spinta consumista come miraggio gratificatorio siano allorigine di tanta remissivit e accettazione, e siano state quindi le polpette avvelenate del capitalismo' <enso c#e le ra"ioni della mancata reazione siano molte e di erse0 6 deprimere la capacit& di rea"ire delle masse c#e patiscono in"iustizia e dise"ua"lianza 2! in primo luo"o! la crisi stessa0 *i oluzioni e riforme radicali a en"ono (uando le crisi assumono proporzioni catastrofic#e e toccano i rapporti di forza fra le classi! oppure! al contrario! (uando periodi di espansione economica permettono una ridistribuzione dei redditi e una ma""iore partecipazione popolare alla "estione del potere: cos la *i oluzione dottobre! 2 nata dalla "uerra e dallindebolimento dello Stato russo! mentre lo stato del benessere se"uito alla Seconda "uerra mondiale 2 fi"lio della prosperit& "enerata dalla ricostruzione postbellica0 La crisi del 1C2C! ice ersa! determin1 un forte indebolimento del proletariato e delle sue or"anizzazioni politic#e e sindacali! sottoposti al ricatto della disoccupazione! mentre londa lun"a del risentimento popolare fin per fa orire i mo imenti

di estrema destra0 Ci1 detto! 2 indubbio c#e (uella c#e c#iami societ& dello spettacolo ' termine pi% consono allera tele isi a c#e a (uella di @nternet! c#e io definirei piuttosto societ& dellesibizionismo e della 7autocomunicazione8 di massa )per citare Danuel Castells- ' sia stata decisi a nel "arantire le"emonia culturale del capitalismo0 Ci1 ale soprattutto per i paesi occidentali )in 6sia! 6merica Latina e 6frica i conflitti sono meno condizionati dalla manipolazione mediatica-! nei (uali si 2 riusciti! con la complicit& delle socialdemocrazie! a presentare la crisi come una sorta di catastrofe 7naturale8 e! nel contempo! a offrire innumere oli ie di distrazione nei confronti del pe""ioramento delle condizioni di ita0 B per inciso! tornando al tema della domanda precedente! a "estire e amministrare (ueste pratic#e autoillusorie sono proprio (uei la oratori della conoscenza c#e alcuni esaltano come prota"onisti della lotta anticapitalista0 Fra le categorie pi os&es che suggerisci di recuperare per organizzare una risposta a quellingiustizia c quella di partito, che molti danno in via di estinzione. %a suggerisci di riabilitarla in una chiave nuova, anche sullesempio di quello che si vede altrove3 @l concetto di partito 2 o""i il primo bersa"lio critico di un ampio enta"lio di mo imenti: dai se"uaci di Erillo a"li 7oltreno ecentisti8 alla *e elli. dai neoanarc#ici alla Eraeber ai neoautonomi alla :e"ri! e lelenco potrebbe prose"uire allinfinito0 F unarea ampia e arie"ata! do e non mancano le oci populiste o esplicitamente reazionarie0 *estando a sinistra! i moti i di (uesta idiosincrasia sono di ersi: "li anarc#ici ri endicano una secolare tradizione di rifiuto di o"ni forma di or"anizzazione centralizzata e "erarc#ica. i nuo i mo imenti esprimono la loro diffidenza nei confronti di partiti ridotti ad apparati di potere e macc#ine elettorali. i neo autonomi proiettano il loro ecc#io odio nei confronti del <ci ' nemico storico de"li anni sessanta e settanta ' sulle formazioni neo e postcomuniste! anc#e se (ueste rappresentano ormai realt& di erse da (uella ori"inaria0 9ietro (uesta unanimit& edo due pericoli: da un lato! (uello di far con er"ere tutte le critic#e alla forma partito nel calderone postmoderno e"emonizzato! in ultima istanza! dalla cultura liberale! dallaltro lato! (uello di trasformare la critica ai 7partiti reali8 in ripudio della cate"oria partito in (uanto tale0 Da per c#i resta ancorato alla concezione mar?iana del conflitto sociale come conflitto di classe! il partito inteso come or"anizzazione de"li interessi di una parte sociale resta una cate"oria imprescindibile0 @l c#e non implica c#e tale cate"oria debba incarnarsi nella forma 7classica8 del partito leninista: la storia del mo imento operaio 2 punte""iata di 7eresie8 democratico>consi"liari c#e #anno concepito la forma partito in modo assai di erso )basti citare *osa Lu?embur"-0 :el libro cito ari esempi! fra cui i processi di a""re"azione delle sinistre radicali latinoamericane ),oli ia! Bcuador! Genezuela! eccetera-! c#e #anno assunto forme federati e e adottato i principi della democrazia partecipati a0 :on credo adano considerati come 7modelli8! ma come esempi concreti di possibilit& alternati e0 <er (uanto ri"uarda lHccidente e lBuropa in particolare! riten"o c#e il processo di frantumazione e indi idualizzazione c#e #a colpito le nostre classi subalterne ci abbia riportato a condizioni pi% simili a (uelle di fine Httocento c#e a (uelle di fine :o ecento0 @l problema (uindi! non 2 pi% (uello di 7rappresentare8 bens (uello di 7ri>costruire8 un so""etto di classe. ecco perc#3 penso a forme or"anizzati e c#e superino la distinzione fra partito! sindacato e mo imenti e partano da (uei territori c#e! sparite le "randi fabbric#e! sono ormai lunica sede do e si pu1 tentare di restituire identit& e coscienza politica al proletariato0 4a tua analisi molto ricca di riferimenti a fenomeni e reazioni che hai osservato in altri paesi, e che in effetti offrono una luce diversa, per esempio al conflitto di classe. .uali sono le esperienze che ritieni pi interessanti e che ci suggerisci di osservare per imparare forme di resistenza e risposta a quellingiustizia' Come dice o poco fa! non credo nella possibilit& di assumere come modello esperienze di lotta e forme or"anizzati e di altri paesi: in o"ni situazione occorre tenere conto sia del contesto economico e sociale in cui tali esperienze nascono e si s iluppano! sia delle tradizioni storic#e alle (uali si ispirano0 @l moti o per cui #o dedicato molta attenzione ai conflitti di classe delle nazioni in ia di s iluppo! con particolare attenzione a Cina! Sud 6frica e 6merica Latina! 2 il fatto c#e

aiutano ad abbozzare unanalisi della nuo a composizione di classe a li ello planetario0 @n particolare! mi propone o di criticare le tesi 7eurocentric#e8 c#e attribuiscono alla classe creati a occidentale il ruolo di a an"uardia! di sbarazzare il campo dalle idiozie sulla 7fine della classe operaia8 e infine di mettere in luce come sia prioritario ra"ionare sulla composizione politica piuttosto c#e sulla composizione tecnica del proletariato mondiale: le a an"uardie sono sempre e solo a an"uardie di lotta! si tratti di operai! contadini! studenti o comunit& locali c#e difendono i loro territori dalla colonizzazione dei mercati0 <er concludere! penso c#e le esperienze pi% interessanti siano (uelle c#e nascono dalla ricomposizione di una massa critica di corpi sottoposti a oppressione e sfruttamento! oppure! nelle situazioni in cui lor"anizzazione del la oro non fa orisce tale ricomposizione! (uelle c#e tentano di forzare (uesto limite in entando nuo e forme or"anizzati e )penso alle lotte dei la oratori delle catene commerciali ne"li Stati 4niti-0 5enti, unultima domanda, forse ancora pi radicale. + me sembra che lo scandalo della verit sortisca sempre meno effetto, che laffermazione di cose gravi e urgenti come quelle di cui dai conto raccolga sempre lapplauso, il sorriso, anche il ringraziamento di una platea, ma non sia lincipit del cambiamento, perch& tutto viene digerito e metabolizzato. ,ella tua esperienza di professore universitario, relatore, animatore anche di dibattito culturale che senso ha ancora "parlare# di queste cose, e scriverne, anzich& ad esempio, provare invece a convogliare energie in singole esperienze di resistenza, contestazione, eccetera' Iai ra"ione: la erit& non "ode di eccessi a popolarit& presso i postmoderni! c#e considerano la parola stessa una bestemmia )non esistono fatti ma solo interpretazioni! le"emonia si costruisce sui 7discorsi8! a prescindere dai rapporti di forza fra le classi! le pretese di erit& sono lanticamera del totalitarismo! eccetera-. mentre anc#e le analisi pi% 7o""etti e8 ' cio2 pi% ancorate nella realt& empirica ' en"ono derubricate a 7opinioni8! per cui le decisioni politic#e spettano a c#i pre ale nella"one modaiolo della 7inno azione8 lin"uistica0 +utta ia il fatto c#e tutto en"a di"erito e metabolizzato non ci esime dal testimoniare la erit&: continuare a c#iamare le cose con il loro nome )lotta di classe! sfruttamento! comunismo! eccetera- 2 fondamentale per combattere la 7spirale del silenzio8 con cui il "er"o di politici e media tenta di anne"are le cate"orie 7politicamente scorrette80 Con o"liare le ener"ie in sin"ole esperienze di resistenza e contestazione 2 importante! ma non de e essere considerato unalternati a al parlare e allo scri ere: se alle pratic#e di lotta non si affianca la ri>costruzione di un pro"etto culturale anticapitalista! non andremo lontano0 Carlo incontro con Stefano Laffi Formenti