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Principi di fire investigation

Alberto Lagi

Milano, 19 settembre 2013


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Di cosa parleremo
1. Obiettivi di unindagine di fire investigation 2. Richiami su grandezze fisiche e concetti fondamentali Come avviene una combustione Potenza, temperatura ed energia Le reazioni chimiche I combustibili e le loro caratteristiche Lincendio

3. Doloso o accidentale? La ricerca delle cause di un incendio Gli elementi da analizzare e alcuni semplici calcoli
4. Analisi di tre casi, con il contributo dellIng. Roberto Cincotti 5. FDS, Fire Dynamics Simulator. A cura degli Ingg. Ilario Cavallo e Giorgio Cucurachi Lo scopo del convegno fornire un metodo di analisi rapido ma basato su elementi quantitativi per inquadrare lorigine e le cause di un incendio. A. Lagi - 19 settembre 2013

OBIETTIVI di unindagine di fire investigation


Individuare lorigine e la causa dellincendio attraverso unanalisi tecnica e scientifica dei luoghi.

Unindagine di fire investigation unattivit complessa che

presuppone specifiche conoscenze di chimica e fisica e in molti casi il


coinvolgimento di laboratori e specialisti.

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Come avviene una combustione: il triangolo del fuoco o meglio, il quadrilatero

1. Il combustibile 2. Il comburente 3. Lenergia dattivazione

4. Quantit minima di combustibile che deve essere accesa affinch la combustione si autosostenga e proceda.

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Richiami su grandezze fisiche e concetti fondamentali


ENERGIA: lattitudine a compiere lavoro. Si misura in Joule (Newton per metro), Erg, Calorie, ecc...
Esempio: Per sollevare 1.000 kg ad unaltezza di 10m occorre unenergia (lavoro) pari a: 1.000 kg X 9,8 X 10m = 98.000 Joule

POTENZA: il lavoro o lenergia liberata nellunit di tempo. Si misura in Watt (Joule/sec) Kcal/h ecc.

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Potenza

POTENZA: il lavoro o lenergia liberata nellunit di tempo. Si misura in Watt (Joule/sec) Kcal/h ecc.
Esempio: Per sollevare 1.000 kg ad unaltezza di 10 metri in unora occorre una potenza di 98.000 Joule/3600 sec = 27 Watt. Un uomo dotato di opportune leve ha la potenza per eseguire questo lavoro. Per sollevare 1.000 kg ad unaltezza di 10 metri in 10 secondi occorre una potenza di 98.000 Joule/10 sec = 9.800 Watt. Un uomo, qualsiasi sia la sua robustezza, seppur dotato di opportune leve non ha la potenza per eseguire questo lavoro in 10 secondi.
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Potenza
Esempio: Un condensatore elettrico della capacit di 100pf (10-12 Farad) caricato alla tensione di 10.000 Volt ha al suo interno immagazzinata unenergia pari a: 1/2CV2 = 1/2X100X10-12X10.0002 = 5 mJ (10-3 Joule).

Reofori

In aria secca, fra due punte scocca un arco elettrico se queste vengono poste alla distanza di circa 1cm. Avviciniamo i reofori del condensatore ed immaginiamo che la durata dellarco elettrico da noi cos artificialmente provocato abbia la durata di 5s (10-6 s) allora la potenza dellarco elettrico di 5mJ/5s = 1.000 Watt potenza notevole, ma lenergia immagazzinata nel condensatore, se potesse essere trasformata in lavoro, sarebbe capace appena di sollevare una massa di 50 g allaltezza di 1 cm. A. Lagi - 19 settembre 2013

Temperatura
TEMPERATURA: la grandezza fisica, tra laltro, correlata allo stato di agitazione della materia. Si misura in gradi centigradi C; gradi fahrenheit F; gradi assoluti = C + 273,15 C - 273.15C la temperatura in gradi C dello zero assoluto.

Allo zero assoluto le molecole e gli atomi di un sistema sono tutti allo stato fondamentale (ovvero al pi basso livello di energia possibile) e il sistema ha il minor quantitativo possibile di energia cinetica permesso dalle leggi della fisica. Questa quantit di energia piccolissima, ma sempre diversa da zero. Allaumentare della temperatura aumenta lo stato di agitazione di molecole e atomi e pertanto la loro energia cinetica.
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Correlazione tra temperatura e potenza

La legge di Stefan-Boltzmann, stabilisce che la potenza, per metro quadrato di superficie, irradiata da un corpo nero proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura:

P = * T4 = 5,67 x 10-8 W / (m2 K4)


In generale la potenza termica emessa per irraggiamento da un corpo funzione diretta della quarta potenza della temperatura assoluta.

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Come si trasmette il calore

Rilascio di energia termica per: Irraggiamento responsabile di danni termici a tutti i beni situati in vista della fiamma. Convezione (fumi, gas) responsabile dei danni termici a quote elevate (rispetto a quella del focolaio).

Conduzione responsabile dei danni di beni a contatto con sorgente di calore.

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Lenergia e la tendenza della natura

La natura procede verso la stabilit che in generale lo stato energetico pi basso compatibilmente con le condizioni al contorno.

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I mattoni della natura


Tutta la materia costituita da una combinazione di elementi (gli atomi). Le molecole, raggruppamento di pi atomi, si compongono in maniera tale che la loro aggregazione porta ad uno stato energetico complessivo pi basso e pertanto pi stabile.

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Gli elementi in natura

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Le caratteristiche chimiche di nostro interesse


Analizzando la tabella del Mendeleev si nota che: Alcuni elementi hanno facilit a perdere elettroni (elementi che si ossidano facilmente) Alcuni elementi hanno facilit ad acquisire elettroni (elementi che si riducono facilmente) come il Cloro, l Ossigeno, Fluoro. Gli ossidi sono i composti che derivano dalla reazione fra un elemento capace di perdere elettroni con lossigeno. Gli ossidi degli elementi che si trovano a SX della tabella degli elementi, sono in generale pi stabili, ossia hanno un energia interna minore di quella dei singoli elementi che li costituiscono. La reazione pertanto esotermica.

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Le reazioni chimiche
Le reazioni chimiche avvengono per urti fra molecole e sono influenzate dalla concentrazione delle specie reagenti. Affinch le reazioni avvengano, a parit di concentrazione fra le specie, necessario che lenergia cinetica posseduta dalle molecole dei reagenti sia superiore ad un certo valore (energia di attivazione).

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Le reazioni chimiche

URTO ELASTICO NON c reazione tra molecole a bassa temperatura e quindi sono lente

REAZIONE tra molecole ad alta temperatura e quindi sono veloci

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Energia di attivazione
Se non si somministra una quantit di energia sufficiente a fare avvenire la reazione questa non ha luogo. Le specie si urterebbero in maniera elastica. Lenergia di attivazione di una reazione pu essere ridotta mediante lutilizzo di opportune sostanze chiamate catalizzatori. Lenergia di attivazione di una reazione pu essere elevata utilizzando degli inibitori di reazione.

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Energia di attivazione e energia di reazione

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La combustione

La combustione la reazione di ossidazione di una sostanza combustibile che procede autonomamente, dopo il suo innesco. La reazione procede se la potenza termica (funzione diretta della quantit di combustibile ossidato - bruciato - nellunit di tempo) generata dal combustibile infiammato in grado di fornire al combustibile non infiammato lenergia necessaria affinch la reazione di ossidazione (combustione) proceda.

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Come gli stati di aggregazione della natura influenzano la combustione

Stati di aggregazione della materia: 1. Solido: ha forma e volume proprio 2. Liquido : non ha forma propria ma ha volume proprio 3. Gassoso: non ha ne forma ne volume proprio

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1. Combustibili solidi: principali caratteristiche


Materiali plastici, combustibili, carta e legno T. Auto accensione C Potere Calorifico Inferiore Kcal/Kg Conduttivit termica (W/m K) Calore Specifico Kcal/kgC

PVC rigido PVC elastico Polietilene (PE)

450 450-454 394

3.580-5.016 6.211-8.122 8.122-10.990

0.12 - 0.17 0.12 - 0.17 0.4 0.22 0.08 0.23 0.28 0.19

0,21 0,21 0,48

Polipropilene (PP)
Polistirene (PS) Poliammidi Polimetacrilato di metile

350
488-496 429 450-462

10.990
7.645-10.033 4.778-9.078 5.495-6.690

0,43
0,32 0,38 0,36

ABS Carta Legno

480 360 400 TERMOINDURENTI

9.078 955 3.400

0.30 0.12 0.17

0,32 0,45 0,65

Poliuretaniche Poliesteri Fenoliche Epossidiche

460 483-488 497 >300 A. Lagi

7.167-9.078 4.540-6.690 6.210 2.866-7.406 - 19 settembre 2013

0.034 0.038 0.054 0.021 0.024

0,43 0,32 0,41 0,33

0.30

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1. Combustibili solidi: Importanza dei vari coefficienti


La capacit termica influenza lenergia di innesco (pi alta la capacit termica del combustibile pi alta lenergia dinnesco a parit di temperatura di autoaccensione) Il coefficiente di trasmissione termica importante per calcolare sia la facilit sia la velocit del procedere della combustione (perch misura la facilit con cui il calore generato dalla combustione si trasferisce dal combustibile gi incendiato a quello non ancora incendiato)
Il potere calorifico importante perch pi alto esso , a parit di velocit di combustione, pi flusso termico genera. Temperatura di autoaccensione la temperatura alla quale il combustibile prende fuoco spontaneamente.
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2. Combustibili liquidi: principali caratteristiche


Sono caratterizzati oltre che da calore specifico, temperatura di autoaccensione, anche da punto di infiammabilit (flash point) e campo di infiammabilit. Punto di infiammabilit (o flash point) di un combustibile la temperatura pi bassa alla quale si formano vapori in quantit tale che in presenza di ossigeno (aria) e di un innesco danno luogo al fenomeno della combustione.
Con campo di infiammabilit si intende l'intervallo di concentrazione percentuale massima e minima (cio i limiti di infiammabilit) di un gas o del vapore di un liquido combustibile miscelato con un comburente (generalmente aria), tra i quali pu avvenire la combustione in presenza di un innesco.
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Quantit di energie a confronto

Esempi: Per portare 1 kg di legno al suo punto di infiammabilit circa 250 C da una temperatura iniziale di 30 C in condizioni adiabatiche (ideali) occorrono circa 598 Kjoule (0,65 kCal/K kg)*1kg*4.186*(250-30)

Per portare 1gr di rame alla temperatura di 1.000 C partendo dalla temperatura iniziale di 0C, di sono necessarie 385 Joule. 0.001 kg * (385J/ K kg)*(1.000-0)

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2. Combustibili liquidi: Temperature dinfiammabilit


Sostanza Temperatura di infiammabilit (C) Valori indicativi
-18 -20
65 13 11 4 > 23

Acetone Benzina
Gasolio Alcool etilico Alcool metilico Toluolo Kerosene

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2. Combustibili liquidi: Campo di infiammabilit


Sostanza Acetone* Benzina Limite inferiore % 2.6 0.9 Limite superiore % 13 7.5

Gasolio
Alcool etilico Alcool metilico* Toluolo * Kerosene

1
3.3 7 1.1 1.16

6
19 44 7.1 6.0

* Campo di esplosivit
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3. Combustibili gassosi
Combustibile Idrogeno Metano Butano Propano * - 60 -104 Temperatura Flash point C Temperatura di autoaccensione C 560 537 365 450

Esano
Acetilene*

-22

240
305

* Limite di esplosivit

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3. Combustibili gassosi
Combustibile Idrogeno* Metano* Butano* Propano * Esano* Acetilene* Limite inferiore % 4 5 1.5 2.1 1.2 2.5 Limite superiore % 75 15 8.5 9.5 7.7 81

* Limite di esplosivit

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3. Combustibili gassosi o vapori di combustibili liquidi: energia dinnesco


Combustibile Idrogeno Metano Butano Propano Esano Acetilene Benzina Kerosene Gasolio Acetone Alcool etilico Energia dinnesco mJ 0.02 mJ 0.29 mJ 0,25 mJ 0.25 mJ 0.29 mJ 0.02 mJ 0.25 mJ 0,5 2 mJ 0.5 2 mJ 1.15 mJ 0,215 mJ

Alcool metilico Toluolo

0.215 mJ 0,55 mJ
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Colore e temperature
Colore della fiamma
Amaranto pallido Amaranto Rosso sangue Rosso scuro Rosso Rosso chiaro Rosso Pallido Rosa Arancione Giallo

Temperatura in C
480 525 585 635 675 740 845 900 940 995

Giallo pallido
Bianco Azzurro / Blu viola

1.080
1.205 1.400
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Le temperature della fiamma

Combustibili solidi: Temperatura da 500 a 800 C


Combustibili liquidi: Temperatura da 1.300 a 1.500 C Combustibili gassosi: Temperatura da 1.600 a 3.000 C

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Lincendio
Lincendio una combustione incontrollata che avviene al di fuori di un luogo deputato a contenerla.

Un incendio ha origine da: Sostanze Carenze impiantistiche Uomo

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Sviluppo delincendio: LE FASI


Le fasi dellincendio:
Fase 0: Incubazione

Fase 1: iniziale o di accensione


Fase 2 : Incendio vero e proprio caratterizzato da una emissione di potenza termica quasi costante (velocit di combustione costante) Fase 3: Estinzione

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Fase 0: Incubazione

Questa fase presente nei fenomeni di autocombustione; negli incendi di origine elettrica si sviluppa in archi temporali notevoli.

Esempio: per gli incendi dorigine elettrica, sannuncia con lemissione di cattivi odori.

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Fase 1: iniziale o di accensione

E caratterizzata da grande instabilit. Il fenomeno della combustione pu procedere od estinguersi a seconda delle condizioni al contorno. Allinterno del volume dove si sviluppa lincendio vi sono notevoli differenze di temperatura fra le varie zone. Questa fase suddivisibile a sua volta in diversi stadi: 1. Ignizione 2. propagazione

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Fase 1: iniziale o di accensione


1. Ignizione Dipende dallinfiammabilit dei combustibili (capacit termica dei combustibili, punto dinfiammabilit temperatura di autoaccensione). La propagazione della fiamma dipende: dalla quantit di calore prodotto dalla combustione (energia termica generata; potere calorifico) dalla velocit di combustione (potenza termica generata), ossigenazione, propagazione del calore allinterno del combustibile ( coefficiente di trasmissione termica ) dalla capacit di produrre un notevole volume di gas e vapori infiammabili dalle condizioni al contorno come: geometria e volume degli ambienti laumento di temperatura media allinterno dei volumi interessati dallincendio modesta.
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Fase 1: iniziale o di accensione


2. Propagazione La combustione interessa i materiali combustibili la cui ignizione dipende dalle caratteristiche intrinseche degli stessi (capacit termica, , temperatura di flash point/autoaccensione, energia di attivazione, posizione rispetto al focolaio, ossigenazione). Se il calore fornito non sufficiente a scaldare il materiale combustibile adiacente a quello in cui si sviluppata la combustione, lincendio pu estinguersi. Lo sviluppo dellincendio in questo stadio irregolare e si pu spegnere per mancanza di adeguata ossigenazione, pertanto finestre aperte o rotte e lapertura di porte facilita lo sviluppo dellincendio. Se la combustione nei materiali combustibili prosegue ed il calore generato maggiore di quello disperso allinterno del volume, viene raggiunta la temperatura di flash over (c.a. 500C). A questa temperatura tutti i materiali combustibili si accendono. La temperatura cresce ancora ed i materiali combustibili solidi emettono vapori e gas infiammabili. Tutto sincendia. (Meccanismo di trasferimentoA. del calore: per 2013 convezione ed irraggiamento). Lagi - 19 settembre
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La quantit di calore prodotto: il carico dincendio e lossigenazione


La quantit di calore sviluppato dipende sia dalla quantit di combustibile sia dalla capacit di ossigenazione della combustione.
Pertanto nellindagine sullorigine e le cause dellincendio importante conoscere non solo la quantit dei combustibili ma anche la loro disposizione (la geometria dei locali e la dislocazione di finestre, porte, bocche di lupo, ecc..).

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Propagazione dellincendio

E importante analizzare le modalit di propagazione della combustione per comprendere se la presenza di altri focolai sia dovuta allazione delluomo od alla sua propagazione naturale. Cause della propagazione Espansione dovuta al riscaldamento dellaria PV = kRT rottura di finestre e porte Effetti camino (cavedi scale, ecc penetrazioni dimpianti) Impianti di ventilazione e condizionamento Coperture isolanti Lucernari Vento

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Fase 2: Incendio vero e proprio


La combustione procede a velocit costante. Se tutti i materiali combustibili avessero lo stesso potere calorifico allora il flusso termico generato, la potenza, sarebbe costante. Fatto 100 il calore sviluppato dallincendio il 60% circa se ne va con i cosiddetti fumi. Il 10% viene irradiato attraverso le aperture (finestre ecc.) il 30% viene accumulato nelle strutture muri, soffitti ed in minima parte pavimenti.

30%

Calore accumulato nei materiali Calore irradiato attraverso le aperture

10%
Calore

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60%

Fumi
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Fase 2: Incendio vero e proprio


La temperatura allinterno del volume interessato dallincendio non costante: pi elevata a livello soffitto e decresce con la quota e perci minima sul pavimento.

Questo un fatto importante per la determinazione della causa dellincendio

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Fase 3: Estinzione
Lincendio dopo aver raggiunta la sua temperatura massima inizia a raffreddarsi per mancanza di ulteriore apporto di energia termica dalla combustione. Lincendio pu considerarsi concluso quando si raggiunge la temperatura di 300 C.

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Dinamica dellincendio

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DOLOSO O ACCIDENTALE?

In sintesi bisogna capire:


1. Se lincendio mono focolaio

2. A quanto ammonterebbe lenergia necessaria ad innescare la combustione


3. La modalit di propagazione dellincendio Implica in prima istanza la valutazione della distanza fra focolaio e il materiale combustibile circostante

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DOLOSO OD ACCIDENTALE ? ALCUNI SEMPLICI CALCOLI

Calcolo della quantit di energia per portare alla temperatura di autoaccensione, in condizioni ideali (adiabatiche) alcuni combustibili solidi .

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Materiali plastici, combustibili, carta e legno

T. Auto accensione C

Temperatura iniziale

Calore Specifico Kcal/kgC

Energia Joule = Kcal*4.186

PVC rigido PVC elastico Polietilene (PE) Polipropilene (PP) Polistirene (PS) Poliammidi Polimetacrilato di metile

450 450-454 394 350 488-496 429 450-462

20 C 20 C 20 C 20 C 20 C 20 C 20 C

0,21 0,21 0,48 0,43 0,32 0,38 0,36

378 KJ 378 - 381 KJ 751 KJ 594 KJ 627 - 638 KJ 651 KJ 648 - 666 KJ

ABS

480

20 C

0,32

616 KJ

Carta
Legno

360
400 TERMOINDURENTI

20 C
20 C

0,45
0,65

640 KJ
1.034 KJ

Poliuretaniche Poliesteri Fenoliche Epossidiche

460 483-488 497 >300

20 C 20 C 20 C 20 C

0,43 0,32 0,41 0,33

792 KJ 620 - 627 KJ 819 KJ >387 KJ

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CALCOLO DELLA RESISTENZA ELETTRICA DI CONTATTO FRANCO FRA CONDUTTORI DI RAME

PREMESSA La resistenza di contatto fra due conduttori influenzata dalla forza con cui i due conduttori sono tenuti a contatto fra loro. Supponiamo che due conduttori ormai privi disolante, siano forzati a rimanere a contatto fra loro. Primo effetto: dopo un tempo misurabile in millisecondi, i due conduttori si fondono fra loro a causa sia dellelevata densit di corrente richiamata dal corto circuito, sia della bassa capacit termica del rame.

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CALCOLO DELLA RESISTENZA ELETTRICA DI CONTATTO FRANCO FRA CONDUTTORI DI RAME

DATI GEOMETRICI
Due conduttori cilindrici a treccia uniti per una generatrice con le seguenti caratteristiche geometriche: = 2,5 mm ciascuno a cui corrispondono le seguenti dimensioni: Circonferenza: 7,85 mm Sezione: 4,9 mm2 considerata 4mm2 perch cavo a treccia; valore che corrisponde alla sezione nominale dello stesso. La lunghezza della fusione dei due conduttori sia di 6 mm (millimetri). La larghezza di contatto per fusione: 0.1 mm
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Per il calcolo della resistenza della giunzione appoggiamoci ad una similitudine idraulica. La corrente passa da un conduttore allaltro attraverso la sezione di contatto, quindi la corrente si distribuisce uniformemente su tutta la sezione del conduttore (*). Se assumiamo, per semplicit di calcolo, senza tuttavia perdere di generalit, che il contatto sia schematizzabile come due parallelepipedi elementari connessi per una faccia ciascuno con le seguenti dimensioni: a = 6mm b = 0,1mm; c = 2,5mm (altezza) di ogni parallelepipedo elementare pari al diametro di ogni conduttore.
(*) Effetto pelle trascurabile alla frequenza di 50 Hz per conduttori del diametro di 2,5 millimetri.
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La resistenza dei conduttori di rame a temperatura 20 C : R = 0,017mm2/mX(2,5+2,5)X10-3m/(0,1mmX6mm) = 0,14X10-3 Alla temperatura di 1.083 C la resistivit specifica del rame diviene: = 0(1+0,0043X(1083C-20C)) = 0,095mm2/m La resistenza di contatto, alla temperatura di 1083 C, aumenta di 5,588 volte e passa da 0,14X10-3 a 0,78X10-3 Come si pu vedere, il corto circuito franco realizza resistenze di contatto veramente basse, capaci di far circolare correnti intensissime. Con un generatore ideale di tensione da 220 Volt il corto circuito farebbe circolare rispettivamente correnti del valore di: 220V/0,14X10-3 = 1.571X103 A (a 20 C) 220V/0,78X10-3 = 281X103 A (a 1.083 C)
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Schematizzazione della zona di contatto

R = ( ) l/s Q = R I2

= Temperatuta ( ) = Resistivit l = lunghezza A. Lagi - 19 settembre 2013 s = sezione

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Quantit denergia rilasciata da un corto circuito franco


Ipotizziamo che la linea elettrica utente dove occorra il corto circuito, abbia le seguenti caratteristiche: Sezione dei conduttori: 4mm2 nominali Lunghezza conduttori dal punto di cortocircuito fino allarrivo cavi Enel che sono di sezione ben maggiore della nostra linea interna: 20m (10m andata+10m ritorno). Temperatura ambiente: 30 C. (30C) = 0,017mm2/m(1+0,0043(30C-20C)) = 0,0177mm2/m Per semplificare i calcoli, senza perdere di generalit rispetto al nostro problema, si possono trascurare la reattanze dei cavi che hanno, in modulo, un valore di almeno un ordine di grandezza inferiore al valore della loro resistenza, allora si ottiene: Resistenza di corto circuito 0,78X10-3 Resistenza dei due conduttori a 30 C = 0,0177X(10m+10m)/4mm2 = 0,0886
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Supponiamo che il trasformatore abbassatore dellENEL sia di piccola taglia ed abbia una corrente di corto circuito di fase 4,5 kA (kilo Ampre). In questo caso il coscc (fattore di potenza al corto circuito) elevato, circa 0,7, e pertanto si pu ritenere che limpedenza interna sia puramente resistiva, il che ci permette di semplificare i calcoli senza perdere di generalit. Con queste assunzioni la resistenza interna del generatore equivalente di una fase del trasformatore pari a: 220V/4.500 A = 0,049

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In caso di corto circuito franco, supponendo nulla la resistenza delle linea ENEL che trasporta energia elettrica dal trasformatore abbassatore al contatore, la corrente erogata dal generatore di tensione equivalente sarebbe pari a: I = 220/(0,049 + 0,0886 + 0,78X10-3) = 220/0,13838 = 1589 A La potenza dissipata in linea e sulla resistenza interna del generatore di tensione equivalente sarebbe: (0,049 + 0,0886)X(1.589)2 A = 347 KW in calore (il trasformatore, alla lunga, si sfascerebbe per forze elettrodinamiche) La potenza dissipata sul carico formato dalla porzione di linea di 10 metri e sulla resistenza di corto circuito sarebbero: (0,0886)X(1.589)2+0,78X10-3X(1.589)2 = 223 kW + 1.969 Watt sulla resistenza di corto circuito. Quasi tutta la potenza fornita dal trasformatore sarebbe dissipata lungo la linea di trasmissione e non sul corto circuito. A. Lagi - 19 settembre 2013

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Aiuti allindagine
Informazioni da reperire:
Planimetrie e prospetti degli edifici; Fluidi / gas di processo / produzione; Disposizione delle sostanze stoccate (materie prime, semi lavorati, prodotti finiti); Disposizione degli impianti produttivi; Tipo di sostanze stoccate con schede di sicurezza; Stampa dei Log degli eventi degli impianti anti intrusione e rilevamento fumi se presenti; Tipo e posizione dei sensori dei due impianti (se presenti); Consumi elettrici;
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ALCUNI CASI

1. Incendio da autocombustione in unazienda di riciclaggio gomme e granulati ecologici


2. Incendio partito da un frigorifero in una clinica 3. Incendio da corto circuito in un capannone

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Caso 1: Incendio in unazienda di riciclaggio gomme


PREMESSA Lazienda si occupa di riciclaggio di pneumatici per produrre gomma per altri utilizzi. I prodotti finiti sono stoccati in big bag lasciati allinterno dellazienda.

TESI DELLASSICURATO

Incendio da autocombustione dei prodotti finiti. A supporto di questa tesi presentata la relazione del Politecnico di Barcellona sullanalisi di un incendio occorso in una discarica spagnola di prodotti gommosi. 1. Verificare la validit della tesi dellassicurato. 2. Determinare le cause dellincendio.

QUESITI

Lindagine di fire investigation stata eseguita 6 mesi dopo laccaduto. I luoghi erano completamente alterati.
TESI di fire investigation INCENDIO DOLOSO
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Quesito1: Verifica della validit della relazione del Politecnico di Barcellona


Relazione del Politecnico di Barcellona Relazione di Fire investigation. Commenti dopo lanalisi tecnica e scientifica dei luoghi

Premessa

Analizza il processo di autocombustione avvenuto in una discarica spagnola di materiali gommosi (luogo con unalta presenza di agenti inquinanti).

Il processo produttivo dellazienda si trova in unarea industriale ai margini di un paese. Linquinamento industriale contenuto.

Passi scelti

1. Il generatore di calore che aveva causato lincendio nella discarica era stato attribuito alla corrosione dei residui dei fili di acciaio sepolti nella discarica . 2. La reazione di ossidazione del ferro molto esotermica.

La quantit di calore prodotto e la Trovato un errore di stampa nei passaggi potenza di calore prodotto, dipendono matematici, partendo dallipotesi iniziale dalla velocit di corrosione. del Politecnico e giungendo per altra via A. Lagi - 19 settembre alla 2013 La velocit di corrosione dipende stessa conclusione. 59

Relazione del Politecnico Relazione di Fire investigation. di Barcellona Commenti dopo lanalisi tecnica e scientifica dei luoghi Tesi Lincendio occorso allinterno della discarica spagnola causato da autoaccensione Se le condizioni atmosferiche nellazienda esaminata fossero state identiche a quelle del caso spagnolo, sarebbe stato impossibile nellarco temporale intercorso tra la produzione del materiale racchiuso nel big bag e il giorno in cui scoppiato lincendio, che lenergia prodotta in condizioni estreme e assolutamente non paragonabili a quelle reali, avessero potuto portare i prodotti finiti allautocombustione. La sopratemperatura massima raggiungibile in queste condizioni estreme era di appena 34 C. Il punto dinfiammabilit della gomma maggiore di 250 C. La temperatura di autoaccensione > 290 C

Lincendio non stato causato da autocombustione dei prodotti finiti A. Lagi - 19 settembre 2013

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Quesito 2: Determinazione delle cause dellincendio


Lindagine stata cos condotta: 1. SOPRALLUOGO ACCURATO dove stato rilevato: 3 distinti focolai dellincendio, tutti non collegabili tra loro 2 di questi assolutamente incorrelabili per la dinamica dellincendio In uno la combustione era partita dal basso e non dallalto 2. VERIFICHE alla luce dei fatti rilevati e delle analisi. La conclusione: impossibile lipotesi dellincendio casuale dovuto a sopratemperatura dei prodotti finiti causata dal processo produttivo (frantumazione) impossibile lipotesi dellincendio casuale per fulminazione da evento atmosferico impossibile lipotesi dellincendio con ordigno incendiario e/o esplosivo Possibile linnesco per sabotaggio attraverso lutilizzo di opportuni ossidanti dalleffetto ritardato, ipotesi probabile ma non attendibile per le conoscenze di chimica e fisica che lattentatore avrebbe dovuto avere.
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Tipo dIncendio

Causa dellinnesco

Probabile Possibile NO SI NO NO NO

NOTE Con linnesco casuale per non sono spiegabili i seguenti fatti: 1) il grande danneggiamento del muro esterno del capannone, in corrispondenza della tettoia, a partire dal livello stradale; 2) il danneggiamento localizzato di alcune aree dei portoni di chiusura dello stabilimento.

Casuale

Autocombustione per fenomeni corrosivi su NO acciaio Elettrico Poco Combustione causata da sovratemperatura generata dal processo di NO produzione del ciabattato Fulmine NO NO

Attentato con ordigno esplosivo

Attentato con ordigno Incendiario

Poco

SI

Intenzionale

Se lattentato avviene con pi di un ordigno incendiario di tipo e potenza diversi gettati sia allinterno dello stabilimento sia allesterno e contro i portoni allora i fatti rilevati possono coincidere con questo tipo dinnesco. I VV.FF., per, non hanno rilevato la presenza di residui dovuti ad ordigni incendiari I fatti osservati e riportati nella relazione sono tutti spiegabili con questo tipo dinnesco. Con questi tipi dinnesco per non sono spiegabili i seguenti fatti: 1) il danneggiamento localizzato di alcune aree dei portoni di chiusura dello stabilimento. E necessaria una grande perizia unita ad 62

Intenzionale mediante lutilizzo di opportuni accelerati

SI

SI

Sabotaggio

Poco

SI

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I big bag contenenti i prodotti finiti

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Caso 2 incendio in una clinica

Diamo la parola allIng. Roberto Cincotti, C&P srl

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Caso 2 Incendio in una clinica

Premessa

Il frigorifero era adoperato per la conservazione dei medicinali utilizzati nella clinica (tra questi contenenti composti a base di acetone e etere dietilico) Il frigorifero era la sede del focolaio Determinare se il frigorifero (apparato meccanico/elettrico: motocompressore, evaporatore, condensatore, tubazione, valvola di strozzamento, termostato e illuminazione interna), sia stato la causa dellincendio o lo abbia subito.

I fatti Quesito

Tesi di fire investigation Incendio intenzionale: il frigorifero ha subito lincendio


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Come stata condotta lindagine

1. ANALISI DEL FRIGORIFERO Trasporto del frigorifero nei laboratori per eseguirne lanalisi Rimozione dei residui della combustione con aspirazione, cercando di alterare il meno possibile la situazione interna (Documentazione fotografica di tutti i passaggi).
2. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI Raccolta delle informazioni (internet e presso il costruttore) delle caratteristiche del frigorifero: potenza assorbita, tensione di funzionamento, materiali isolanti utilizzati, struttura costruttiva, ecc... Richiesta al danneggiato dellelenco dei beni contenuti allinterno del frigorifero.

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E stato rilevato:
La combustione si sviluppata sulla porta del frigorifero (zona lontana da ogni utenza elettrica, interna ed esterna) Il maggior carico dincendio era localizzato nel porta oggetti in basso della porta anteriore. lunica utenza elettrica posta allinterno del frigorifero era la lampada dilluminazione. il coibente del frigorifero, con esclusione di quello appartenente alla porta, ha subito lincendio e non ha partecipato alla combustione. limpianto refrigerante vero e proprio (composto da compressore azionato da motore elettrico monofase, condensatore, evaporatore, tubazioni di adduzione e ricircolo gas frigorigeno, fluido frigorigeno) funziona correttamente. non vi stata alcuna fuga significativa di gas frigorigeno dal circuito chiuso del sistema refrigerante. In ogni modo, anche la totale fuoriuscita del gas frigorigeno, vista la sua modesta massa complessiva, non avrebbe potuto generare allinterno del volume del frigorifero unatmosfera infiammabile, la cui combustione poteva essere innescata mediante un semplice arco elettrico. CONCLUSIONE: il frigorifero non ha causato lincendio, lo ha subito.
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Conclusione: meccanismo dellincendio


Lincendio scaturito da unatmosfera infiammabile generatasi allinterno del frigorifero per la presenza di contenitori non perfettamente chiusi contenenti sostanze con basso Flash Point e grande intervallo dinfiammabilit (ad esempio acetone o Etere dietilico). La combustione, in fase gassosa, stata innescata da un arco elettrico che si generato allinterno dellinterruttore, comandato meccanicamente dal termostato, pi probabilmente in fase di apertura del circuito di alimentazione del motore del frigorifero. Solo in questo senso il frigorifero da ritenersi causa dellincendio. I prodotti infiammabili erano contenuti nei volumetti ricavati nella porta del frigorifero. Questo spiega bene la completa combustione del coibente e della plastica di detta porta. La quantit di calore prodotta stata in ogni modo modesta, anche per lo scarso ossigeno a disposizione per la combustione, e non stata in grado daccendere anche il resto del materiale plastico presente allinterno del frigorifero.
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Foto n.1 Vista dallalto del frigorifero con lanta di chiusura del mobiletto al cui interno esso era collocato posta sulla bocca dingresso dello stesso.
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Foto n.2 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio dincendio.
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Foto n.3 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio dincendio.

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Foto n.4 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio dincendio.
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Foto n.5 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio dincendio.

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Foto n.6 Si nota il condensatore ed in basso a sinistra il compressore. Questa superficie quella posteriore rispetto alla superficie da cui si accede allinterno del frigorifero. La parete superiore appare concava, con la concavit rivolta verso lalto. Il calore generato allinterno del frigorifero, ha prodotto un allungamento delle fibre interne. A causa del materiale isolante con cui sono costruite le varie pareti del frigorifero il calore non si propaga facilmente verso lesterno. La superficie superiore rimasta significativamente pi fredda della corrispondente interna. Sulle superficie esterna le fibre si sono allungate in maniera minore causando la concavit riportata nella foto. Questo un chiaro indizio che lincendio ha avuto origine allinterno del volume utile del frigorifero.
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Foto n.7 Vista dellinterno del frigorifero

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Foto n.8 Vista dellinterno del frigorifero dopo la rimozione delle parti e dei detriti in esso alloggiati.
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Foto n.9 Il coibente della porta di chiusura del frigorifero completamente combusto.

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Foto n.10 Linterno del frigorifero. Si notano in alto i maggiori danni termici dovuti al fatto che il calore trasportato per convezione tende a salire unito al fatto che il maggior carico dincendio fosse localizzato nel volume superiore del frigorifero..
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Foto n.11 Linterno del frigorifero. Si notano in alto i maggiori danni termici dovuti al fatto che il calore trasportato per convezione tende a salire unito al fatto che il maggior carico dincendio fosse localizzato nel volume superiore del frigorifero...
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Foto n.12 Sulla destra della foto, indicato dalla mano guantata, si nota la scatola in plastica allinterno della quale era alloggiato il termostato che impostava e regolava la temperatura allinterno del frigorifero. La scatola ha subito il maggior danno termico nella porzione pi vicina alla porta di chiusura del frigorifero. La scatola bianca indicata dalla freccia rossa una parte non appartenente al frigorifero (cosa dimostrata con le argomentazioni riportate allinterno del rapporto e nelle didascalie delle foto richiamate). Sembra un componente di controllo temperatura per fan coil 85 (vedi foto del particolare n.56 e n.57.

Foto n.13 particolare della penetrazione allinterno del frigorifero (visto dallinterno frigorifero) del tubo trasportante gas refrigerante in ingresso ed uscita (espanso).

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Foto n.14 lato nascosto dellevaporatore. Si nota lingresso del tubo trasportante il gas frigorigeno in ingresso ed uscita dallevaporatore. Su questo lato non si notano alloggiamenti e attacchi elettrici per la resistenza di sbrinamento. Il frigorifero non era dotato di resistenza per lo sbrinamento.
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Foto n.15 particolare del frontale dellevaporatore non so nota alcun attacco per energia elettrica per resistenza di sbrinamento. Il frigorifero non era dotato di resistenza per lo sbrinamento.
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Foto n.16 particolare dellarrivo della energia elettrica allinterno del frigorifero si nota: la spina con i reofori di neutro e fase e con connessione a terra sul fianco; I cavi marrone ed azzurro connessi con due faston in basso sulla basetta isolante. Dalla basetta isolante si dipartono tre fili: uno grigio, uno marrone ed uno nero. Per le connessioni si rimanda alla foto n.19 che mostra lo schema elettrico.

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Foto n.17 particolare della penetrazione del cavo elettrico proveniente dalla basetta di cui alla foto n.16 allinterno del frigorifero.
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Foto n.18 particolare dellarrivo dei cavi elettrici allinterno della scatola contenete termostato e luce interna del frigorifero si notano: A sinistra interruttore per laccensione spegnimento della lampada interna 230V 15 W . Larrivo del cavo di terra connesso sulla carcassa metallica del termostato. I cavi marrone nero e grigio (vedi foto n.19 schema elettrico allegato)

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Foto n.19 Schema elettrico del frigorifero


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Foto n.20 Linterno della scatola di cui alla foto precedente, si nota il porta lampade indicato dalla freccia verde ed il termostato meccanico basato su una membrana che aziona un contatto pulito il cui movimento generato dallespansione di un gas contenuto in un tubo ed in bulbo ad esso collegato (per i dettagli si vedano le foto n.49, n.50, n.51, n.52, n.53a, 53b, n.54 e n.55).
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Foto n.21 Il coibente in corrispondenza della cornice superiore del frigorifero ha subito calore ma non ha partecipato alla combustione. Notare il contrasto fra zona nera dove vi stata una combustione limitatissima. Il poliuretano sottostante giallo ed integro.

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Foto n.22 La foto mostra come il maggior danno da calore subito dal materiale isolante localizzato nella zona inferiore del frigorifero (freccia rossa e bianca).
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Foto n.23 La foto mostra il particolare del danno termico in corrispondenza del coibente appartenente al lato destro della cornice. La foto mostra inequivocabilmente come il materiale isolante ha subito il calore e non ha partecipato alla combustione.
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Foto n.24 La foto mostra il particolare del danno termico in corrispondenza del coibente appartenente al lato sinistro della cornice. La foto mostra inequivocabilmente come il materiale isolante ha subito il calore e non ha partecipato alla combustione.
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Foto n.25 La foto mostra il particolare del danno termico mostrato nella foto n.24.

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Foto n.26 Dopo la rimozione del condensatore evidente come vi danno termico sul coibente della parte posteriore del frigorifero. Questa parete quella soggetta al maggior riscaldamento generato dalla dissipazione del calore asportato dallinterno del condensatore. Non vi danno termico nemmeno in corrispondenza del foro di passaggio delle tubazioni che trasportano sia il gas frigorigeno compresso dal condensatore verso levaporatore sia il gas espanso dallevaporatore al compressore. 99

Foto n.27 mostra come in corrispondenza del lato destro della cornice verticale del pannello posteriore, sotto la pellicola protettiva esterna il poliuretano sia assolutamente integro.
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Foto n.28 mostra come in corrispondenza del lato sinistro della cornice verticale del pannello posteriore, sotto la pellicola protettiva esterna il poliuretano sia assolutamente integro.
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Foto n.29 Vista particolare del volume dove alloggiato il compressore. La foto mostra chiaramente come questo dispositivo non ha subito gravi danni termici e pur essendo la macchina con maggior potenza elettrica installata non stato interessato in maniera significativa dallincendio. Questa foto conferma che lincendio ha avuto origine allinterno del volume utile del frigorifero.
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Foto n.30 Particolare del compressore e del contenitore della morsettiera elettrica che risultano non visibilmente danneggiati da calore.
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Foto n.31 Vista interna della morsettiera. Non danneggiata da calore e pulita.

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Foto n.32 Lisolamento elettrico dellavvolgimento del motore monofase del compressore, misurato con opportuno tester disolamento a 500 VDC Volt Corrente Continua), risulta corretto 550 M (Megaohm) a 527 VDC.
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Foto n.33 Vista della spina del frigorifero. Anche questo dispositivo non stato significativamente interessato dallincendio
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Foto n.34 Particolare ce mostra la lampada dilluminazione del volume interno del frigorifero. Il vetro integro.
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Foto n.35 La lampada svitata dal porta lampada. E integra.

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Foto n.36 Il filamento della lampada interrotto. La misura effettuata con il tester lo dimostra.

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Foto n.37 Vista particolare del termostato (indicato dalla freccia bianca) che ha la funzione sia dimpostare la temperatura che si vuole ottenere allinterno del frigorifero sia di controllare e mantenere il valore impostato comandando laccensione e lo spegnimento del motore elettrico del compressore.

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Foto n.38 Il contatto del termostato risulta aperto, ossia motore elettrico del compressore disalimentato.
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Foto n.39 Temperatura interna sullevaporatore con frigorifero in equilibrio termico con lambiente circostante.
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Foto n.40 Chiusura provvisoria e non a tenuta del frigorifero per test di raffreddamento con lo scopo di verificare leventuale presenza di gas frigorigeno allinterno del circuito di raffreddamento attraverso la misura della temperatura sullevaporatore (durata della prova 5 minuti).

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Foto n.41 Chiusura provvisoria e non a tenuta del frigorifero per test di raffreddamento con lo scopo di verificare leventuale presenza di gas frigorigeno allinterno del circuito di raffreddamento attraverso la misura della temperatura sullevaporatore (durata della prova 5 minuti).
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Foto n.42 Chiusura provvisoria e non a tenuta del frigorifero per test di raffreddamento con lo scopo di verificare leventuale presenza di gas frigorigeno allinterno del circuito di raffreddamento attraverso la misura della temperatura sullevaporatore (durata della prova 5 minuti).
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Foto n.43 Connesso il motore alla rete elettrica chiudendo il contatto del termostato il motore si avvia correttamente (lo strumento mostra la tensione di alimentazione 233 VAC Volt Corrente Alternata)
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Foto n.44 Il frigorifero durante il suo funzionamento continuo assorbe 0,631 Ampre a 232 Volt per una potenza apparente di 146 VA (Volt Ampre); potenza attiva dichiarata 100 Watt. La differenza fra la tensione misurata dallo strumento di cui alla foto n.43 e quella misurata con il tester qui mostrato dovuta alla differente classe di precisione dei due strumenti.
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Foto n.45 Dopo circa cinque minuti di funzionamento la temperatura nel volume dellevaporatore scesa da 21,3C a 4,9 C

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Foto n.46 Disalimentato elettricamente il frigorifero e rimossa la porta e lasciata circolare liberamente laria la temperatura allinterno dellevaporatore inizia a salire.
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Foto n.47 La temperatura via via scorre il tempo aumenta; dopo circa uno/due minuti dallo spegnimento del frigorifero e dalla rimozione della imperfetta chiusura anteriore la temperatura allinterno del volume dellevaporatore prosegue nella sua salita.

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Foto n.48 Dati di targa ed identificativi del frigorifero. Dalla targhetta si rileva che la classe climatica di funzionamento la N ossia il frigorifero funziona bene in ambienti la cui temperatura compresa fra 16C e 32C. La classe energetica la B ossia il frigorifero consuma in un anno da 300 a 400 KWh questo consumo misurato secondo le norme Cen En 153.
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Foto n.49 Fase-1 dello smontaggio ed apertura del termostato, per la verifica del grado di tenuta dellinterruttore elettrico azionato dal termostato, situato allinterno del volume utile del frigorifero.
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Foto n.50 Fase-2 dello smontaggio ed apertura del termostato, per la verifica del grado di tenuta dellinterruttore elettrico azionato dal termostato, situato allinterno del volume utile del frigorifero.
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Foto n.51 Fase-3 dello smontaggio ed apertura del termostato, per la verifica del grado di tenuta dellinterruttore elettrico azionato dal termostato, situato allinterno del volume utile del frigorifero.
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Foto n.52 Fase-4 dello smontaggio ed apertura del termostato, per la verifica del grado di tenuta dellinterruttore elettrico azionato dal termostato, situato allinterno del volume utile del frigorifero.
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Foto 53a. La freccia bianca indica lattuatore azionato dallespansione del gas che agisce sullinterruttore sotto mostrato

Foto n.53b Fase-5 dello smontaggio ed apertura del termostato, per la verifica del grado di tenuta dellinterruttore elettrico azionato dal termostato, situato allinterno del volume utile del frigorifero. Vista dellinterno dellinterruttore azionato dal termostato.

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Foto n.54 Particolare dei contatti elettrici azionati dalla membrana mobile del termostato (vedi foto 53a). Essi si trovano allinterno di un volume aperto ossia penetrabile dallatmosfera interna del frigorifero.
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Foto n.55 Altra vista dei contatti elettrici azionati dalla membrana del termostato (vedi foto 53a). Essi si trovano allinterno di un volume aperto ossia penetrabile dallatmosfera interna del frigorifero.
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Foto n.56 particolare del coperchio di un apparato elettrico trovato allinterno del volume del frigorifero che non appartiene allimpianto dello stesso; molto probabilmente il coperchio di un termostato da FAN-COIL.

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Foto n.57 particolare dellinterno del coperchio di un apparato elettrico trovato allinterno del volume del frigorifero che non appartiene allimpianto dello stesso; molto probabilmente il coperchio di un termostato da FAN-COIL.
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3. Incendio in un capannone
Premessa Tesi dellassicurato Incendio del 2001 allinterno di un capannone Lincendio di natura elettrica e il focolaio in un quadro elettrico generale sito in una zona adibita a magazino, adiacente al contattore Enel dellenergia. Lincendio una volta innescato si sarebbe sviluppato rapidamente per le ampie finestrature e gli ampi portoni di accesso. Linnesco dellincendio che ha portato al corto circuito, avvenuto fra due conduttori di rame, rinvenuti dallassicurato in prossimit di un soppalco. Quesito Tesi di fire investigation Richiesta di fire investigation del 2012 Incendio intenzionale

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Come stata condotta lindagine

1. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI Lettura critica delle relazioni dei fatti realizzate dopo lincendio: relazioni dei periti rapporti dei VVF Testimonianze documentate rilasciate dopo lincendio
2. CONSIDERAZIONI 3. LA PROVA DEL NOVE La simulazione con FDS Fire Diynamics Simulator. A cura degli Ingg. Giorgio Cucurachi e Ilario Cavallo

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1. Le informazioni documentate raccolte

All 3.15 non vi alcun segno dellincendio All3.45 lincendio era eclatante I vigili del Fuoco vengono avvisati all3.48 Lultima visualizzazione oraria della centralina di allarme 3.55.

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1. Fatti rilevati dai periti nel corso dei sopralluoghi

lincendio si sviluppato a macchia di leopardo ed stato causato da pi di un focolaio dincendio; nei campioni prelevati in contraddittorio ed analizzati vengono trovate tracce di sostanze acceleranti. La copia del file Log degli eventi della centralina dellimpianto anti intrusione perimetrale dellazienda alle ore 05:25 segnala che venuta meno lalimentazione elettrica della centralina (mancanza rete). Carico dincendio: 256.904.000kCal/(4.400kCal/kgX800m2) = 73 kg Legno/m2

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2. Considerazioni: le contraddizioni
1. La centralina rimane alimentata dalla rete elettrica fino alle ore 5.25 nonostante la tesi dellassicurato sostenesse che lincendio fosse stato di natura elettrica incompatibilit con la saldatura dei due cavi e se questa ritenuta origine 2. Due cavi elettrici si saldano per cortocircuito SE e solo se sono tenuti da una forza esterna (legge di Biot-Savart): Ammesso per assurdo, che scomparso lisolante interposto fra i due conduttori di rame a causa della sua combustione, i fili nudi fossero venuti a contatto fra loro generando un corto circuito franco, la bassissima resistenza del contatto avrebbe richiamato dalla linea di alimentazione una corrente dintensit tale da generare una notevole forza di repulsione fra i conduttori separandoli. Per saldare i due conduttori fra loro, grazie al calore generato dalla corrente elettrica, questi dovrebbero essere stati tenuti a contatto fra loro da una forza esterna di cui non c nessuna evidenza e nessuna spiegazione. I conduttori, inoltre, si sono fusi solo parzialmente; il corto circuito pertanto deve aver avuto una durata brevissima c.a. 27 millisecondi. La potenza termica prodotta da un corto circuito franco, fra due conduttori di rame del diametro di 2,5 mm (millimetri) modesta (circa 1.800 Watt; in termini denergia: 1.800 Joule per ogni secondo di permanenza del corto circuito franco; nel nostro caso 49 Joule). La maggior parte dellenergia fornita dalla rete elettrica, in caso di corto circuito franco, si dissipa per effetto Joule lungo i conduttori che portano lenergia elettrica dal trasformatore abbassatore alla resistenza del corto circuito 3. Perch lenergia termica riolasciataA. sul corto modesta e incapace di accendere Lagi - 19circuito settembre 2013 135 combustibili allo stato solido.

3. La prova del nove

A questo caso stato applicato il software FDS Fire Dynamics Simulator, per verificare in maniera scientifica le ipotesi formulate.

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Propagazione della combustione Equazioni Stokes Navier

Il meccanismo della trasmissione del calore per convezione un meccanismo efficiente ed efficace. La trasmissione del calore per convezione dovuta al moto di fluidi allo stato gassoso. Il moto dei fluidi allo stato gassoso descritto dalle seguenti equazioni alle derivate parziali che sono chiamate equazioni di Stokes Navier. Questo sistema di equazione ammette facili soluzioni solo con geometrie e semplici sistemi poco complessi. Lavvento del calcolatore numerico permette la soluzione di questo sistema di equazioni per via numerica utilizzando il metodo degli elementi finiti. Delle potenzialit e dei risultati ottenibili con il software Fire Dynamics Simulator ve ne parleranno gli Ingg. Giorgio Cucurachi ed Ilario Cavallo.
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