Sei sulla pagina 1di 0

TISYSTEM 5.

0
Software tecnico
per la progettazione di reti
e quadri elettrici in bassa tensione






2
INTRODUZIONE


Tisystem 5.0 la nuova release in ambiente Windows del software BTicino per il
dimensionamento delle reti in bassa tensione e la progettazione sia elettrica che
strutturale dei quadri.
Il programma aiuta e guida l'utente nelle diverse fasi di lavoro, a partire dalla raccolta dei
dati iniziali, attraverso lo studio dello schema elettrico, la scelta degli apparecchi e dei cavi,
il dimensionamento strutturale dei quadri, fino alla preventivazione delle apparecchiature
ed alla presentazione su stampa dei risultati ottenuti.
La nuova versione stata rivista rispetto alla precedente, introducendo molte nuove
funzioni.

In questa introduzione vengono brevemente analizzate le varie fasi di dimensionamento di
un impianto elettrico in cui TISYSTEM 5.0 risulta essere di valido aiuto al progettista; essa
vuole solo essere una rapida panoramica delle possibilit offerte dal programma mentre
un esame dettagliato dei singoli argomenti viene affrontata nei capitoli successivi.

Raccolta dati iniziali e inserimento dello schema elettrico

Nella fase iniziale dello studio di un impianto elettrico il progettista deve raccogliere una
serie di informazioni che sono essenziali al fine di scegliere lo schema elettrico di potenza
pi adatto ed in seguito effettuarne il dimensionamento.
Tra gli elementi da considerare in tale studio si ricordano i seguenti:

- dati relativi alla tipologia dell'impianto e sua classificazione (impianto elettrico in
edifici residenziali, in luoghi di pubblico spettacolo, in locali adibiti ad uso medico,
nei luoghi con pericolo di esplosione e di incendio, ecc.) in modo da determinare in
modo univoco tutte le norme di riferimento per la progettazione e futura
realizzazione dell'impianto

- dati relativi alle utenze da alimentare: potenza, tensione, cicli, contemporaneit di
funzionamento, loro dislocazione sulla planimetria nell'area considerata

- dati relativi alle sorgenti di alimentazione dell'energia elettrica: tensione nominale,
frequenza, potenza di corto circuito nel punto di consegna, ecc.

- dati relativi alle condizioni ambientali del luogo in cui verr realizzato l'impianto

- specifiche esigenze nei riguardi soprattutto di affidabilit, continuit di servizio,
qualit dell'alimentazione

Una volta raccolte ed elaborate tutte queste informazioni il progettista pu iniziare l'utilizzo
del programma TISYSTEM selezionando la tensione d'alimentazione e scegliendo tra
sistema TT e TN. Nel primo caso sufficiente introdurre i valori di corrente di corto circuito
trifase e fase-neutro all'origine dell'impianto, mentre nel secondo, una volta scelto lo
schema della cabina M.T./B.T. tra otto diverse configurazioni possibili, vengono inseriti i
dati tecnici dei trasformatori ed il valore della potenza di corto circuito nel punto di
consegna dell'energia.
Si disegna poi lo schema elettrico della rete specificando per ogni tratto di linea il tipo di
circuito (trifase con o senza neutro, fase-neutro, fase-fase), la lunghezza, la massima
3
caduta di tensione ammissibile e, nel caso di circuito terminale, la potenza dei carichi
applicati.
Una volta inseriti tutti gli input necessari al programma per la progettazione dell'impianto,
TISYSTEM dimensiona la rete elettrica passando attraverso le fasi descritte nei paragrafi
seguenti.

Dimensionamento delle condutture

Tra gli aspetti fondamentali di un qualsiasi impianto elettrico vi sono le condutture la cui
corretta scelta rappresenta uno dei punti principali di tutta la progettazione. Per
determinare la sezione ottimale di un cavo, una volta definita la corrente che sar
destinato a trasportare attraverso l'analisi dei carichi applicati, bisogna considerare
molteplici aspetti in quanto i conduttori devono essere scelti in modo da garantire sia una
portata superiore alla corrente richiesta dagli utilizzatori, sia delle cadute di tensione che
non superino determinati valori massimi imposti.
Poich la portata del cavo non dipende soltanto dalla sezione ma anche da diverse
condizioni al contorno quali tipo di posa, temperatura ambiente, tipo di isolante, cavi
unipolari o multipolari, presenza di cavi raggruppati, si comprende come un loro corretto
dimensionamento richieda notevoli tempi di progettazione considerando il numero elevato
di cavi presenti in impianti anche di dimensioni non elevate.
TISYSTEM inizialmente determina, mediante l'utilizzo di appositi algoritmi di calcolo
vettoriale, la corrente circolante in ogni linea dell'impianto e poi individua, attraverso una
serie di informazioni richieste all'operatore (temperatura ambiente, caduta di tensione
massima, tipo di posa, ecc.), la sezione ottimale dei conduttori. Per fare ci sono state
memorizzate nel programma apposite tabelle estratte dalla norma CEI-UNEL 35024/1 e
35026. Al termine dell'elaborazione TISYSTEM propone la minima sezione in grado di
trasportare le correnti d'impiego e di mantenere la caduta di tensione al di sotto del valore
massimo impostato.
L'utente ha anche la possibilit di imporre direttamente le sezioni da utilizzare e far
svolgere al programma la verifica dei valori inseriti.
Per gli impianti di grande potenza possibile scegliere l'utilizzo di blindosbarre: in tal caso
l'utente crea un archivio generale di blindosbarre dalle differenti caratteristiche e seleziona
quindi quale impiegare per il tratto di linea in esame.

Calcolo delle correnti di corto circuito

L'analisi dei possibili guasti che possono verificarsi nell'impianto elettrico ed il conseguente
calcolo delle correnti di corto circuito costituisce uno dei punti fondamentali nel progetto
soprattutto per quanto riguarda la scelta degli apparecchi di protezione.
Si verifica spesso che il progettista ricorra all'utilizzo di tabelle o formule approssimate o
peggio, estrapoli i valori dai dati gi ricavati per altri circuiti di caratteristiche analoghe a
quello in esame. Questi metodi portano a dei valori approssimati che possono originare
delle scelte per la realizzazione dell'impianto sia in difetto con conseguente pericolo per la
sicurezza delle persone e cose, sia in eccesso con inevitabile aumento dei costi nella
scelta degli apparecchi.
Attraverso TISYSTEM, grazie alle potenzialit di calcolo offerte dall'impiego di un
computer, vengono utilizzate formule elettrotecniche esatte che permettono di ricavare in
modo preciso ed in tempi pressoch istantanei le correnti di corto circuito.
Il programma permette di ottenere i valori di corrente di corto circuito massima e minima
all'inizio e alla fine di ogni tratto di linea attraverso lo studio dei seguenti tipi di guasto:

4
- trifase
- fase-neutro
- fase-fase
- fase-PE (solo per sistemi TN)

Il programma calcola il loro valore per i vari tipi di guasto in corrispondenza dell'inizio e
della fine di ogni tratto di linea: utilizza poi i valori ricavati per la scelta degli interruttori di
protezione con adeguato potere di interruzione, per verificare la protezione dai contatti
indiretti, per dimensionare i conduttori di neutro e protezione.

Scelta degli apparecchi

Fondamentale importanza assume l'aspetto relativo alla protezione delle condutture in
caso di una condizione anomala di funzionamento che determini la circolazione di correnti
superiori alla portata dei conduttori (correnti di sovraccarico e correnti di corto circuito). Il
programma TISYSTEM, con l'ausilio dei parametri dello schema in esame (portata delle
condutture e valori delle correnti di corto circuito) ed attraverso degli appositi archivi in cui
sono memorizzati i dati caratteristici degli interruttori Bticino, determina automaticamente
gli apparecchi pi idonei a garantire la protezione delle linee.
L'operatore, al fine di effettuare la scelta pi rispondente alle proprie esigenze, pu
escludere, a livello d singolo quadro, determinati interruttori dalla lista degli apparecchi tra
cui il software effettua la ricerca oppure selezionare direttamente il dispositivo di comando
e protezione e verificare attraverso il programma la scelta effettuata.
Durante l'impostazione dei dati di progetto inoltre possibile richiedere l'utilizzo della
protezione di back-up per la scelta degli apparecchi di protezione posti sulle linee terminali
dei quadri: in tal modo, attraverso un opportuno coordinamento degli apparecchi, vengono
selezionati interruttori con potere di interruzione inferiore alle correnti di corto circuito nel
punto di installazione con conseguente riduzione dei costi.
Collegata alla scelta delle apparecchiature l'analisi del grado di selettivit esistente tra i
vari interruttori prescelti; il programma TISYSTEM ne consente una verifica immediata
visualizzando il valore di corrente di corto circuito massima che assicura la selettivit per
ogni coppia di interruttori in serie; il progettista, confrontando tale valore con quelli delle
correnti di corto circuito, pu determinare quale grado di selettivit ottenuto.
Altro aspetto di fondamentale importanza da osservare nella scelta delle apparecchiature
la protezione dai contatti indiretti: il progettista deve impiegare apparecchiature che, in
caso di guasto fase e massa, intervengano in modo sufficientemente tempestivo nel
rispetto di quanto stabilito dalla normativa vigente. TISYSTEM, attraverso una corretta
scelta degli interruttori ed un opportuno dimensionamento del conduttore di protezione,
assicura per ogni tratto di linea nei sistemi TN dell'impianto la protezione dai contatti
indiretti (per i sistemi TT il programma impone l'utilizzo del differenziale ma compito del
progettista verificare che la resistenza di terra abbia un valore tale da garantire l'intervento
del dispositivo).
Tisystem permette anche di inserire negli schemi dei quadri, apparecchiature diverse dagli
interruttori (contattori, fusibili, rel, ecc). In tal caso, l'utente pu creare dei propri archivi
personalizzati di questi componenti, in modo che essi vengano poi individuati
automaticamente dal programma, analogamente a quanto viene fatto per gli interruttori.

Visualizzazione curve d'intervento e delle curve I
2
t degli interruttori

Il programma visualizza anche le curve d'intervento I-t degli interruttori permettendo la
sovrapposizione delle stesse su un unico diagramma per relativi studi di coordinamento.
5
Nel caso di interruttori scatolati, il programma consente di effettuare direttamente in tale
maschera, la regolazione degli interventi termici e magnetici, al fine di visualizzare
immediatamente la variazione della relativa curva d'intervento.
Analogamente visualizza anche le curve I
2
t degli interruttori e le curve K
2
S
2
dei cavi al fine
di verificarne la protezione in caso di corto circuito.

Dimensionamento del conduttore di protezione e del neutro

Il dimensionamento dei conduttori di protezione e di neutro pu comportare, in determinate
condizioni e dopo opportune verifiche, l'impiego di sezioni di valore inferiore a quella dei
rispettivi conduttori di fase.
Per la loro scelta vengono molto spesso utilizzate delle tabelle che in funzione della
sezione dei conduttori di fase danno direttamente il valore della sezione senza prendere in
considerazione quelle che sono le reali caratteristiche del circuito elettrico in cui essi
vanno inseriti; attraverso il loro uso si ottengono per dei valori che sono molto spesso
sovradimensionati, e a volte anche sottodimensionati, rispetto ai valori ottimali.
TISYSTEM impiega degli appositi algoritmi che, analizzando le caratteristiche della linea in
esame e il tipo di apparecchio posto a sua protezione, calcolano le sezioni minime del
neutro e del PE che garantiscono tutte le condizioni di protezione e sicurezza previste
dalla normativa.
Al progettista comunque offerta la possibilit di richiedere una sezione che non sia mai
inferiore a met di quella dei conduttori di fase, verificando in ogni caso la correttezza di
tale valore e nel caso provvedendo ad un opportuno aumento dello stesso.

Circuiti ausiliari e gruppi di misura

E' possibile completare i quadri inserendo i circuiti ausiliari e i gruppi di misura di cui
l'operatore pu disegnare lo schema elettrico e associare la varia componentistica
(anch'essa memorizzabile in un archivio modificabile dall'utente). I circuiti ausiliari e gruppi
di misura di uso comune possono essere salvati in un archivio generale in modo che
l'utente possa importarli con un'unica operazione all'interno di nuovi quadri.

Dimensionamento dei quadri elettrici

TISYSTEM consente anche di effettuare il dimensionamento strutturale dei quadri presenti
nell'impianto. Il software propone infatti per ciascun schema di quadro presente nel
progetto, l'elenco delle carpenterie tra cui individuare la tipologia desiderata; da tale lista
vengono automaticamente esclusi i modelli che non sono in grado di contenere per motivi
dimensionali i componenti selezionati.
Il programma provvede poi a guidare l'utente nel selezionare i corretti pannelli per le
apparecchiature presenti nello schema e per il successivo inserimento delle stesse,
realizzando il quadro attraverso il disegno della vista frontale dello stesso.

Elenco materiale e preventivazione quadri

Il programma permette di originare un file contenente l'elenco articoli che costituiscono
ciascun quadro. Tale file pu essere importato dal listino elettronico Bticino TIPRE / TIVAL
al fine di effettuarne la valorizzazione eventualmente comprensiva anche del costo di
manodopera (calcolato in funzione dei tempi di installazione associati a ciascun
componente).

6
INDICE

Parte prima: PROGETTARE CON TISYSTEM 5.0

1. CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI 11
1.1 Generalita' 11
1.2 Sistemi TT, TN 11
1.3 Impianti senza e con propria cabina di trasformazione 13
2. DIMENSIONAMENTO DELLE CONDUTTURE 15
2.1 Generalita' 15
2.2 Calcolo della corrente d'impiego, potenze e cos 15
2.3 Determinazione della sezione dei conduttori di fase 17
2.3.1 Scelta del conduttore in funzione della sua portata 17
2.3.2 Scelta del conduttore in funzione della caduta di tensione 19
2.3.3 Dimensionamento meccanico della conduttura 20
2.3.4 Conduttori in parallelo 21
2.4 Blindosbarre 21
3. CALCOLO DELLE CORRENTI DI CORTO CIRCUITO 22
3.1 Generalita' 22
3.2 Sistema TN 23
3.2.1 Impedenza della rete di media tensione 24
3.2.2 Impedenza del trasformatore 25
3.2.3 Impedenza della linea 26
3.2.4 Correnti di corto circuito 27
3.3 Sistema TT 29
3.3.1 Impedenza della rete a monte del punto di consegna 29
3.3.2 Correnti di corto circuito 30
3.4 Valori di corrente di corto circuito calcolati dal software 30
3.5 Contributo dei motori alla corrente di corto circuito 31
4. SCELTA DEGLI APPARECCHI DI MANOVRA E PROTEZIONE 34
4.1 Generalita' 34
4.2 Protezione dai sovraccarichi 34
4.2.1 Scelta del dispositivo di protezione 35
4.2.2 Criteri adottati per la scelta della In degli interruttori 36
4.3 Protezione dai corto circuiti 38
4.3.1 Scelta del dispositivo di protezione 38
4.3.2 Protezione da corto circuito per cavi in parallelo 41
4.4 Protezione dai contatti indiretti 41
4.4.1 Sistema TT 41
4.4.2 Sistema TN 43
5. SELETTIVITA' E PROTEZIONE DI BACK-UP 46
7
5.1 Selettivita' 46
5.1.1 Selettivita' in caso di sovraccarico 47
5.1.2 Selettivita' in caso di corto circuito 47
5.1.3 Tabelle di selettivita' 48
5.2 Protezione di back-up 49
6. DIMENSIONAMENTO DEL CONDUTTORE DI PROTEZIONE E DI NEUTRO 50
6.1 Generalita' 50
6.2 Conduttore di protezione 50
6.2.1 Determinazione della sezione 50
6.2.2 Algoritmo per il calcolo del conduttore di P.E. (sistema TN) 52
6.2.3 Cavi in parallelo per il conduttore di protezione 60
6.3 Conduttore di neutro 61
6.3.1 Determinazione della sezione 61
6.3.2 Algoritmo per il calcolo del neutro 62
6.3.3 Cavi in parallelo per il conduttore di neutro 66


Parte seconda: USARE TISYSTEM 5.0

7. REQUISITI HARDWARE E SOFTWARE 67
8. INSTALLAZIONE 68
9. REGISTRAZIONE 72
10. AMBIENTE DI LAVORO 73
10.1 Gestione documenti 73
10.1.1 Creazione nuovo progetto 73
10.1.2 Apertura documento esistente 73
10.1.3 Salvataggio documento 74
10.1.4 Chiusura di un documento 75
10.1.5 Configurazione Toolbar 75
11. DATI GENERALI PROGETTO (Documento Tisystem) 76
11.1 Dati impianto 76
11.1.1 Sistema TN 76
11.1.2 Sistema TT 78
12. SCHEMA A BLOCCHI DELL'IMPIANTO 79
13. DISEGNO DELLO SCHEMA UNIFILARE DEL QUADRO 81
13.1 Configurazione legenda 81
13.2 Configurazione quadro 83
13.2.1 Dati generali quadro 83
13.2.2 Scelta apparecchi modulari Btdin 84
13.2.3 Scelta Interruttori magnetotermici Megatiker 85
8
13.2.4 Scelta Interruttori elettronici Megatiker 86
13.3 Inserimento apparecchiature 87
13.4 Collegamento ad altro quadro 89
14. INSERIMENTO DATI DELLE LINEE 91
14.1 Carico e fasi della linea 91
14.2 Cablaggio interno al quadro 92
14.3 Conduttura 94
14.4 Simbolo grafico ed esecuzione apparecchio 99
14.5 Gestione interruttori 99
14.5.1 Interruttori magnetotermici 99
14.5.2 Interruttori magnetotermici differenziali 102
14.5.3 Interruttori di manovra e differenziali puri 104
14.5.4 Comando Ricerca Articolo 104
14.6 Inserimento Accessori 106
14.7 Gestione apparecchi diversi da interruttori 107
14.7.1 Contattori, rele' a passo, fusibili, ecc. 107
14.7.2 Voltmetri, Amperometri, ecc. 109
14.7.3 Collegamento in morsettiera 110
14.7.4 Gruppo elettrogeno 111
14.8 Spostamento apparecchi nello schema 113
14.9 Comandi di Copia, Taglia, Incolla, Elimina applicati allo schema 114
14.9.1 Copia 114
14.9.2 Taglia 114
14.9.3 Incolla 114
14.9.4 Elimina 115
15. DIMENSIONAMENTO DELL'IMPIANTO 116
15.1 Calcolo completo dell'impianto 116
15.1.1 Determinazione dell' articolo di app.diversi da interruttori 117
15.1.2 Sezione linee in uscita da apparecchi non magnetotermici 118
15.2 Solo verifica impianto 118
15.3 Risultati ottenuti 119
15.4 Colore simboli 120
15.5 Cancellazione Articoli e Sezioni 121
16. VISUALIZZAZIONE CURVE D'INTERVENTO 123
17. CIRCUITI AUSILIARI E GRUPPI DI MISURA 127
17.1 Circuiti ausiliari 127
17.1.1 Dati circuito ausiliario 127
17.1.2 Area di disegno 127
17.1.3 Inserimento apparecchi 128
17.1.4 Tracciamento linee 129
9
17.1.5 Spostamento parti di schema 129
17.1.6 Legenda simboli 130
17.1.7 Apertura e Salvataggio di circuiti ausiliari 131
17.2 Gruppi di misura 132
18. DISEGNO ELEMENTI GRAFICI AGGIUNTIVI 135
19. DATI GENERALI PROGETTO (Documento Tidqe) 138
19.1 Dati impianto 138
19.2 Schema impianto 138
19.3 Abilitazione serie 139
19.3.1 Scelta apparecchi modulari Btdin 139
19.3.2 Scelta Interruttori magnetotermici Megatiker 139
19.3.3 Scelta Interruttori elettronici Megatiker 139
19.4 Filtri 139
19.5 Realizzazione dello schema ad albero 141
19.6 Comandi di Copia ed Elimina 143
19.7 Configura simbolo 143
19.8 Inserisci / Modifica apparecchio 145
19.9 Schema ad albero / Carpenteria 145
20. DIMENSIONAMENTO DELLA CARPENTERIA 147
20.1 Scelta del quadro 147
20.1.1 Quadri affiancati 151
20.2 Inserimento pannelli e apparecchi 151
20.2.1 Aggiunta/Spostamento/Cancellazione pannelli 154
20.2.2 Spostamento/Individuazione/Cancellazione apparecchi 157
20.2.3 Pannelli per morsettiere 158
20.2.4 Numero moduli DIN 159
20.2.5 Barre Bticino 160
20.3 Cambiamenti allo schema successivi al disegno della carp. 160
20.4 Comandi di Copia, Taglia, Incolla, Elimina applicati alla carp. 161
20.4.1 Copia 161
20.4.2 Taglia 161
20.4.3 Incolla 161
20.5 Calcolo sovratemperatura 162
21. COMANDI DI STAMPA 167
21.1 Stampa 167
21.1.1 Stampa da Schema a blocchi dell'impianto 167
21.1.2 Stampa da Schema elettrico 168
21.1.3 Stampa da Circuito ausiliario 169
21.1.4 Stampa da Gruppo di misura 169
21.1.5 Stampa da Carpenteria 170
10
21.1.6 Stampa da Curve di intervento 170
21.2 Anteprima di stampa 170
21.2.1 Zoom di anteprima 171
21.2.2 Zoom di stampa 171
21.2.3 Visualizza le pagine in ... 172
21.2.4 Margini di stampa 172
21.3 Configurazione stampa tabellare 172
21.4 Esportazione stampa tabellare 173
21.5 Esportazione disegni in formato DXF 174
22. PERSONALIZZAZIONE 175
23. PREVENTIVAZIONE QUADRI 179

11
Parte Prima

PROGETTARE CON TISYSTEM 5.0



1 - CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI

1.1 - Generalit

Un impianto elettrico il complesso di componenti elettrici, anche a tensione nominali
diverse, destinato alla produzione, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica.

Il programma TISYSTEM si occupa della progettazione degli impianti elettrici utilizzatori
cos come definiti dalla norma 11-1 (Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di
energia elettrica Norme generali): "Impianto costituito dai circuiti di alimentazione degli
apparecchi utilizzatori e delle prese a spina, comprese le relative apparecchiature di
manovra, sezionamento, protezione, ecc. che non facciano parte d'impianti di produzione,
trasmissione, e distribuzione. Si considera come origine dell'impianto utilizzatore il punto di
consegna dell'energia elettrica all'impianto stesso, in genere da una rete di distribuzione
pubblica".

Con il termine sistema elettrico si intende invece una "parte di un impianto elettrico
costituito dal complesso dei componenti elettrici aventi una determinata tensione
nominale" (64-8 art. 21.7). A seconda del loro modo di collegamento a terra i sistemi
vengono classificati in TT, TN, IT. Dei primi due (trattati da Tisystem) si richiamano le
definizioni nel paragrafo successivo.

1.2 - Sistemi TT, TN

Sistema TT



"Il sistema TT ha un punto collegato direttamente a terra e le masse dell'impianto collegate
ad un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del
sistema d'alimentazione" (64-8 art. 312.2.2). In caso di guasto a terra, il circuito percorso
dalla corrente si richiude attraverso il terreno, in quanto il neutro del sistema e la massa
interessata dal guasto fanno a capo a dispersori separati; il valore della corrente di guasto
pu essere molto contenuto.

12
Sistema TN




"Il sistema TN ha un punto collegato direttamente a terra mentre le masse dell'impianto
sono collegate a quel punto per mezzo del conduttore di protezione" (64-8, art. 312.2.1).
In caso di guasto a terra del sistema, il circuito percorso dalla corrente di guasto risulta
costituito dai soli conduttori metallici, senza interessare l'impianto di dispersione a terra; il
valore della corrente di guasto pu essere molto elevato.

Si distinguono i seguenti tipi di sistemi TN, secondo la disposizione dei conduttori di
neutro:

TN-S: il conduttore di neutro e di protezione sono separati;

TN-C-S: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore
in una parte del sistema;

TN-C: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore
(PEN).

Il programma TISYSTEM prevede solo il caso di sistema TN-S, considera cio conduttori
di protezione e neutro sempre distinti tra loro e provvede separatamente al loro
dimensionamento. Tale scelta stata effettuata a causa dei limiti legati all'utilizzo del
sistema TN-C:

- sul conduttore PEN non devono essere inseriti dispositivi di sezionamento e di
comando n organi di protezione che lo possono interrompere

- il conduttore PEN deve essere isolato per la tensione nominale del sistema verso terra

- vietato l'uso del sistema TN-C negli ambienti a maggior rischio in caso d'incendio e
negli ambienti con pericolo d'esplosione

- nel caso in cui si verifichi un'interruzione del PEN, la tensione verso terra pu
assumere valori anche superiori alla tensione nominale del sistema senza che si abbia
alcun intervento delle protezioni

- l'utilizzo del PEN possibile solo per impianti fissi

13
1.3 - Impianti senza e con propria cabina di trasformazione

L'elemento discriminante per scegliere tra sistema TT e sistema TN costituito dalla
presenza o meno della propria cabina di trasformazione. Questo concetto si traduce nella
disponibilit o non disponibilit del morsetto di centro stella; in altre parole, si pu
realizzare il sistema TN in tutti i casi in cui sia possibile collegare al proprio impianto di
terra locale il centro stella all'origine del sistema. Per contro quando il centro stella del
sistema collegato a terra in una cabina di trasformazione non controllabile dall'utente, il
sistema non pu essere che TT; questo il caso di alimentazione direttamente collegata
alla rete pubblica di I categoria.
Per tale motivo il programma nel caso di scelta di sistema TT considera l'impianto da
progettare direttamente alimentato in bassa tensione, mentre nel caso di sistema TN
prevede sempre la presenza di una cabina all'interno dei quali sono contenuti uno o pi
trasformatori MT/BT.

Nel caso di sistema TT il software, per caratterizzare la rete a monte del punto di
consegna, richiede i valori delle correnti di corto circuito trifase e fase-neutro nel punto di
origine del sistema [par. 11.1.2].

Nel caso di sistema TN i dati da inserire sono invece il valore di potenza di corto circuito
nel punto di consegna dell'energia e i dati caratteristici del trasformatore M.T./B.T.
(potenza, tensione di corto circuito, perdite nel rame) [par. 11.1.1].

L'operatore pu scegliere tra le seguenti configurazioni per la cabina di trasformazione:

14
1 TRASFORMATORE 2 TRASFORMATORI
IN PARALLELO IN PARALLELO
3 TRASFORMATORI
2 TRASFORMATORI 2 TRASFORMATORI
3 TRASFORMATORI 3 TRASFORMATORI
1 DI RISERVA
2 CONGIUNTORI
2 PARTENZE
2 CONGIUNTORI
2 PARTENZE
1 DI RISERVA
3 TRASFORMATORI
2 IN PARALLELO 1 CONGIUNTORE
2 PARTENZE
1 DI RISERVA


15
2 - DIMENSIONAMENTO DELLE CONDUTTURE

2.1 - Generalit

Una delle fasi pi importanti nella progettazione di un impianto elettrico la
determinazione delle sezioni delle condutture. Se non si effettua un'attenta analisi della
condizione in esame si pu incorrere in errori di diverso tipo:

- sottodimensionamento della conduttura (sezione troppo piccola): come
conseguenza comporta una riduzione di vita del cavo oppure una caduta di
tensione di valore troppo elevato

- sovradimensionamento della conduttura (sezione troppo grande): in questo caso il
cavo prescelto, pur permettendo un corretto funzionamento dell'impianto, richiede
degli aggravi economici del tutto ingiustificati, abbinati a dei maggiori ingombri e a
maggiori difficolt di posa. I valori di corrente di corto circuito nelle linee derivate
risultano inoltre pi elevati con conseguente necessit di utilizzare apparecchi di
protezione con poteri di interruzione superiori e perci pi costosi.

Al fine di scegliere la sezione ottimale del conduttore in ciascun tratto di linea necessario
considerare molti fattori, i principali dei quali sono: la corrente d'impiego, la massima
caduta di tensione ammissibile, il tipo di posa, il tipo di isolante, la temperatura ambiente.
Attraverso l'inserimento di tali dati TISYSTEM provvede automaticamente a determinare,
la sezione ottimale dei conduttori: l'operatore pu comunque impostare direttamente un
determinato valore di sezione e richiedere al programma un semplice controllo al fine di
verificare se la portata e la caduta di tensione conseguenti sono compatibili con la linea in
esame.
I valori di portata dei cavi sono ricavati dalle norme CEI-UNEL 35024/1 Cavi elettrici
isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a
1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Portate di corrente in regime
permanente per posa in aria. Per i tipi di posa non previsti da tale norma e per alcuni
valori di grande sezione non riportati, stata impiegata la norma IEC 364-5-523 "Wiring
systems. Current-carrying capacities".

2.2 - Calcolo della corrente d'impiego, potenze e cos

Negli impianti utilizzatori destinati sia ad impieghi civili che industriali le correnti assorbite
sono molto variabili sia per le diverse condizioni di carico dei singoli utilizzatori che per la
non simultaneit di funzionamento degli stessi.
Per un corretto dimensionamento delle condutture e per la scelta e il coordinamento degli
apparecchi di manovra e protezione bisogna valutare la "corrente d'impiego" (I
b
) cio la
quantit di corrente che la linea destinata a trasportare per soddisfare le necessit dei
carichi.
La norma 64-8 art.25.4 definisce la corrente I
b
nel modo seguente: valore della corrente
da prendere in considerazione per la determinazione delle caratteristiche degli elementi di
un circuito. In regime permanente la corrente d'impiego corrisponde alla pi grande
potenza trasportata dal circuito in servizio ordinario tenendo conto dei fattori di
utilizzazione e di contemporaneit. In regime variabile si considera la corrente
termicamente equivalente, che in regime continuo porterebbe gli elementi del circuito alla
stessa temperatura.
16
Il regime "permanente" si ha quando gli elementi che costituiscono il circuito hanno
raggiunto una condizione di equilibrio termico. Il concetto di "permanente" fa dunque
riferimento alla costante di tempo termica dei singoli elementi conduttori.
Tale costante, per i cavi, pu variare indicativamente dal minuto alle ore, passando dalle
sezioni minori alle maggiori.
Se invece la corrente di carico variabile periodicamente si considera la corrente termica
equivalente:
I
T
i dt
b
O
T
=

1 2


dove l'intervallo di integrazione T deve essere stabilito in base ad una attenta analisi della
corrente negli intervalli di tempo ove essa presenta i valori pi alti. L'elemento
discriminante per queste valutazioni la minore costante di tempo termica fra quelle degli
elementi costituenti il circuito; in generale si tratta delle condutture, ma non pu escludersi
che altri elementi risultino pi critici a questo riguardo. Si noti che la norma fa infatti
riferimento genericamente agli "elementi" del circuito.

Al fine di determinare la corrente d'impiego TISYSTEM opera nel modo seguente:

a) linee terminali

Il programma richiede i dati caratteristici dei carichi collegati al tratto di linea di cui si vuole
dimensionare il conduttore [par. 14.1]:

- potenza del carico in KW o KVAR [P
c
] oppure corrente dimpiego in A [I
b
]

- fattore di potenza del carico [cos()]

- coefficiente di utilizzazione [K
u
]

Se si inserisce il valore di potenza del carico, Tisystem calcola automaticamente la
corrente dimpiego circolante e viceversa. La formula che lega le due grandezze elettriche
la seguente:

per P
c
in KW per P
c
in KVAR

I
b
=
u c
n
K P
c V cos


1000

I
b
=
u c
n
K P 1000
c V



c = 3 per sistemi trifase
c = 1 per sistemi monofase

b) linee di distribuzione

In questo caso il valore di corrente circolante in ciascuna fase e nel neutro viene calcolata
come somma vettoriale delle correnti circolanti nelle linee derivate da quella in esame (si
procede cio da valle verso monte); l'operatore pu introdurre un determinato coefficiente
di contemporaneit ed in base ad esso la corrente circolante in ciascuna fase (e
nell'eventuale neutro) di ogni linea viene ricavata mediante la formula:

17
[ ]
I
fase
= K I
c fase linee derivate


(sommatoria vettoriale)

Il programma ricalcola inoltre il cos associato a ciascuna fase evidenziando con la lettera
R o la lettera A, se la corrente rispettivamente in ritardo o in anticipo rispetto alla
tensione (carico induttivo o capacitivo).

Il programma calcola anche la somma delle potenze associate alle linee derivate: per
ottenere il valore della potenza effettivamente transitante necessario moltiplicare il valore
visualizzato per il K
c
impostato dallutente e per il K
u
equivalente (che tiene conto di tutti i
K
c
e K
u
delle linee derivate) automaticamente calcolato dal programma mediante la
seguente formula:

( )
[ ]
( ) [ ]
K
u
P
P
=
K
c
K
u
cos

/
/ cos



dove le sommatorie sono ancora estese a tutte le linee derivate.

Il programma determina inoltre:

a) il valore di un cos equivalente della linea, uguale al rapporto tra la potenza attiva e
la potenza apparente transitante

b) il valore della corrente dimpiego I
b
determinato come valore pi elevato tra il valore
delle correnti circolanti nelle tre fasi

2.3 - Determinazione della sezione dei conduttori di fase

Una volta ricavata la corrente dimpiego I
b
si deve determinare qual la sezione ottimale
del cavo per portare tale corrente. Questa grandezza dipende da tre differenti fenomeni
fisici presenti nella conduttura:

- termico (il cavo si scalda per effetto joule a causa della corrente che lo attraversa)

- elettrico (si ha una caduta di tensione nel cavo dipendente dall'impedenza dello
stesso e dalla corrente I
b
)

- meccanico (i cavi sono sottoposti durante l'installazione a sforzi di trazione e flessione)

Tali fenomeni vengono analizzati nei tre paragrafi successivi.

2.3.1 - Scelta del conduttore in funzione della sua portata

La relazione fondamentale da soddisfare per la scelta corretta della conduttura dal punto
di vista termico :

I I
b z



18
dove I
z
la portata della conduttura definita come: massimo valore della corrente che
pu fluire in una conduttura, in regime permanente ed in determinate condizioni, senza
che la temperatura superi un valore specificato [64-8 art. 25.5].
Tale relazione nasce dalla considerazione che ciascun tipo di isolante caratterizzato da
una temperatura massima di esercizio che non pu essere superata durante le normali
condizioni di funzionamento, previo una riduzione di vita del materiale.
Diventa perci di fondamentale importanza lo studio del legame esistente tra la corrente
che si stabilisce in un conduttore e la temperatura di regime che esso assume quando il
sistema in equilibrio termico. Quando il cavo viene attraversato da una generica ma
costante corrente dopo una fase transitoria in cui parte del calore prodotto per effetto
Joule nella resistenza del conduttore viene immagazzinato nel cavo con conseguente
riscaldamento dello stesso, si ha una successiva condizione di regime termico nella quale
la temperatura si mantiene costante e il calore prodotto viene interamente dissipato
nell'ambiente.
Da tali considerazioni discende che, nota la temperatura massima ammissibile in regime
permanente per un certo tipo di isolante, si determina quale sia la potenza massima
dissipabile (RI) e da questa il valore di corrente sopportabile dal cavo, cio la sua
portata.
Lo studio del fenomeno fisico ora esposto risulta in realt molto complesso poich il valore
della portata risulta influenzato, pur a parit di sezione e isolante, da altri fattori quali:

a) tipo di posa del cavo (da cui dipende il valore di conduttanza termica che regola lo
scambio di calore con l'ambiente); ad esempio un cavo in tubo o canale posato in
cunicolo chiuso riesce a smaltire meno calore di quanto non faccia lo stesso cavo
se posato in tubo o canale interrato e perci a parit di corrente si porter a
temperatura maggiore (o, per meglio dire, a parit di temperatura massima deve
essere attraversato da una corrente minore).

b) temperatura ambiente (tanto pi elevata, tanto minore la corrente che pu
attraversare il conduttore; al limite, se un cavo con isolante in PVC si trovasse in un
ambiente a temperatura di 70 C lo stesso conduttore non potrebbe essere
utilizzato, previo un rapido deterioramento, in quanto qualunque corrente lo
attraversasse lo porterebbe in una condizione di sovratemperatura)

c) presenza di altri conduttori nelle vicinanze (se altri cavi percorsi da corrente sono
posti vicini al conduttore in esame la temperatura di quest'ultimo ne ovviamente
influenzata)

Data la complessit del calcolo la normativa ha fornito delle apposite tabelle che tengono
conto di tutti questi fattori e che permettono di ricavare la portata di un cavo noto il tipo di
isolante e le sue "condizioni al contorno" (tipo di posa, temperatura ambiente, ecc.).
Il programma ha memorizzato nei propri archivi delle tabelle estratte dalla norma CEI-
UNEL 35024/1 che utilizza per determinare la portata dei conduttori in rame nelle varie
condizioni di posa.
Le principali informazioni che il programma richiede per effettuare la scelta della sezione
del conduttore da utilizzare in ciascun tratto di linea sono [par. 14.3]:

- tipo di cavo: unipolare senza guaina
unipolare con guaina
multipolare

- gruppo di posa
19

- posa


- tipo di isolante: polivinilcloruro (PVC)
gomma etilenpropilenica (EPR)

- temperatura ambiente

- numero di circuiti raggruppati

Attraverso il numero dei circuiti raggruppati il programma determina automaticamente qual
il coefficiente riduttivo da utilizzare per tenere conto della presenza ravvicinata di pi
cavi: tali fattori sono applicabili a gruppi di cavi uguali, percorsi dalle stesse correnti.

Tale coefficiente riduttivo viene automaticamente applicato da TISYSTEM quando si
hanno pi conduttori in parallelo: ad esempio un cavo unipolare senza guaina in PVC
posato in tubo allinterno di canale sospeso di 25 mm ad una temperatura ambiente di
30C ha un portata di 89 A mentre due conduttori in parallelo dello stesso tipo hanno una
portata complessiva di 142 A (coefficiente riduttivo = 0.8).

2.3.2 - Scelta del conduttore in funzione della caduta di tensione

Per un corretto impiego degli utilizzatori necessario che essi funzionino al valore di
tensione nominale per la quale sono previsti. Per tale motivo si deve verificare che la
caduta di tensione lungo la linea non assuma valori troppo elevati. I limiti di variazione
della tensione sono diversi a seconda del tipo di impianto realizzato e della natura del
carico alimentato. Si ricorda inoltre che per macchine sottoposte ad avviamenti che danno
luogo ad elevate correnti di spunto, la caduta di tensione sull'utilizzatore deve essere
mantenuta entro valori compatibili con il buon funzionamento della macchina anche
durante l'avviamento.

Il programma richiede all'operatore quale la massima caduta di tensione ammissibile
[par. 14.3] per ciascun tratto di linea e sceglie la sezione del cavo in modo tale da
mantenerla sempre al di sotto del valore prefissato. Al contrario il programma non impone
alcuna condizione sul valore di caduta di tensione massima totale dell'impianto
(sommatoria della caduta di tensione nei singoli tratti di linea); ci comporta che questa
grandezza pu assumere valori intollerabili. l'operatore che deve accertarsi che essa si
mantenga nei limiti ammissibili: questa verifica facilmente effettuabile in quanto il
programma permette la visualizzazione non solo della caduta di tensione effettiva in ogni
tratto di linea, ma anche di quella totale, sommatoria di tutte le cadute di tensione nei tratti
di linea a monte di quello considerato [par. 15.3]. In tal modo il progettista, diminuendo i
valori massimi ammissibili nei singoli tratti di linea, riporta la caduta di tensione totale al di
sotto del limite desiderato.

Il valore di caduta di tensione in un generico conduttore viene ricavato attraverso la
formula:

( )
( )
[ ]
( )
V I l r cos
c
x sen
l r x
V f b
f
c
= + +
+

2 2 2
2
(1)

20
V
f
= caduta di tensione del conduttore [V]
V
f
= tensione di fase [V]
I
b
= corrente di impiego della linea [A]
l = lunghezza della conduttura [m]
r = resistenza specifica del conduttore [/m]
x = reattanza specifica del conduttore [/m]

c
= angolo di sfasamento tra la I
b
e la tensione di fase

All'interno del programma sono stati memorizzati i valori di resistenza specifica e reattanza
specifica per cavi in rame sia unipolari che multipolari: i valori di resistenza sono stati
riportati rispettivamente a 70C e 90C a seconda che si utilizzino cavi in PVC o EPR.

Nei sistemi trifase equilibrati il valore della caduta di tensione, rispetto al valore della
tensione concatenata, si ottiene moltiplicando la (1) per 3:

V V
tr f
= 3


Nei sistemi monofase la caduta di tensione totale si ottiene sommando la caduta di
tensione nella fase con quella nel neutro. Poich per questi sistemi i conduttori di fase e di
neutro devono avere la stessa sezione sufficiente moltiplicare per 2 il valore fornito dalla
(1):
V V
mon
f
= 2


La formula (1) fornisce il valore della caduta di tensione in Volt; il valore percentuale si
ricava da:


V
V
V
tr
tr
f
% =

100
3


V
V
V
mon
mon
f
% =
100


Per effettuare il dimensionamento delle condutture il programma inizialmente calcola la
sezione del conduttore in modo da avere una portata superiore alla corrente d'impiego.
Ricava poi la caduta di tensione attraverso l'impedenza del conduttore cos determinato e,
se il valore trovato supera il valore impostato, continua ad aumentare la sezione del cavo
in modo da ridurre i valori di resistenza e reattanza unitarie e perci diminuire la caduta di
tensione fino a rientrare nel limite prefissato.

2.3.3 - Dimensionamento meccanico della conduttura

Il dimensionamento della sezione dei conduttori ai solo fini termici ed elettrici
comporterebbe, per correnti d'impiego dell'ordine di pochi ampere, l'adozione di sezioni
troppo esigue dal punto di vista della resistenza meccanica (durante l'installazione i cavi
sono sottoposti a sforzi di flessione e trazione anche pesanti), della affidabilit
antinfortunistica, del serraggio agli usuali morsetti.
Per impianti di uso generale la sezione minima da usare pari a 1.5 mm, per
necessario consultare le rispettive norme per i vari casi particolari.
Il programma impone una sezione minima dei conduttori pari a 1.5 mm; l'utente pu per
specificare, per ogni singolo quadro dell'impianto, qual la sezione pi piccola che deve
essere impiegata per i conduttori in uscita dallo stesso [par. 13.2.1].


21
2.3.4 - Conduttori in parallelo

Il programma in grado di gestire conduttori con sezione nominale del conduttore fino a
630 mm; inoltre possibile avere fino a 30 conduttori di uguale sezione in parallelo.
Quando necessario utilizzare, per le fasi, un cavo di sezione superiore ai 240 mm, il
programma passa automaticamente a considerare due o pi conduttori in parallelo di
sezione opportuna ( 240 mm) tali da soddisfare comunque i requisiti di portata e caduta
di tensione massima. L'utilizzo di pi conduttori in parallelo di sezione non superiore a 240
mm comunemente impiegato nella pratica impiantistica al fine di facilitare le operazioni
di installazione che diventano difficoltose per conduttori di sezione elevata a causa delle
dimensioni, del peso e della rigidezza.
Se per a causa della presenza di un interruttore di elevata corrente nominale o di
condizioni di posa particolarmente gravose necessario impiegare pi di 6 cavi del 240
mm in parallelo, allora il programma, per evitare l'impiego di un numero di cavi troppo
elevato, passa automaticamente a scegliere anche conduttori di sezione fino al 630 mm.

L'operatore pu comunque imporre delle sezioni diverse da quelle che verrebbero
automaticamente determinate dal software, digitando direttamente il valore desiderato (ad
esempio pu impiegare singoli conduttori di sezione superiore a 240 mm) [par. 14.3]; in
tal caso TISYSTEM mantiene in fase di calcolo tali valori limitandosi a verificarli e
sostituendoli solo nel caso in cui risultino non idonei per la linea in esame (quando cio
hanno portata insufficiente, non sono protetti da corto circuito o danno origine a cadute di
tensione maggiori dei valori massimi imposti).
Mediante la funzione di Verifica invece possibile avere la segnalazione a video dei cavi
di sezione inadeguata: in tal caso i programma interrompe loperazione di controllo e
aspetta una modifica da parte dellutente dei dati impostati.

2.4 - Blindosbarre

possibile impiegare condutture in barre prefabbricate [par. 14.3]. La gestione avviene in
maniera differente rispetto ai cavi (in cui il programma che effettua automaticamente la
ricerca della sezione pi idonea) in quanto non esistono delle tabelle nazionali o
internazionali che legano tra loro i valori di sezione, portata e impedenza per le
blindosbarre. Pertanto l'utente stesso che costruisce un archivio generale in cui
memorizza vari sistemi di blindosbarre assegnandogli un nome e specificandone, per fase,
neutro e protezione i rispettivi valori di portata e impedenza (resistenza e reattanza).
Quando si desidera impiegare una blindosbarra sufficiente richiamare tale l'archivio e
selezionare nell'elenco a disposizione quella desiderata (se essa non presente la si
crea). Per le condutture di barre prefabbricate TISYSTEM si limita a verificare che abbiano
portata sufficiente e che la caduta di tensione sia inferiore al valore massimo imposto.
Qualora queste due condizioni non risultassero verificate, il programma interrompe
l'operazione di calcolo e si ha segnalazione di errore. L'utente dovr intervenire
modificando i dati impostati (cambio blindosbarra, aumento massima c.d.t ammissibile,
ecc.) e successivamente rilanciare l'operazione di calcolo.
22
3 - CALCOLO DELLE CORRENTI DI CORTO CIRCUITO

3.1 - Generalit

Il corto circuito si verifica quando due punti di un circuito elettrico, fra i quali esiste una
differenza di potenziale, vengono in contatto. Il corto circuito l'evento in grado di
originare le maggiori sollecitazioni di tipo termico e dinamico e di conseguenza deve
essere interrotto nel pi breve tempo possibile.
Le sollecitazioni termiche dipendono dall'energia sviluppata dalla corrente di corto circuito
nell'elemento considerato e determinano, oltre ad una riduzione di vita dei materiali
isolanti, vari fenomeni dannosi quali rammollimento dei materiali termoplastici, fragilit dei
materiali termoindurenti, fusione di saldature dolci, ecc..
Le sollecitazioni dinamiche dipendono prevalentemente dal valore di cresta della prima
onda di corrente e in maniera minore dalle successive; esse sottopongono i conduttori a
forze di repulsione e attrazione.

Per scegliere in modo appropriato le apparecchiature di protezione si deve determinare
correttamente l'entit delle correnti di corto circuito nei vari punti dell'impianto e nelle
condizioni pi sfavorevoli di guasto. Tale analisi va effettuata per le situazioni estreme,
corrispondenti rispettivamente al calcolo della corrente di corto circuito massima nel punto
di origine di ogni conduttura e quella minima al suo termine (in corrispondenza dei morsetti
di collegamento al successivo elemento della rete o dei morsetti di collegamento al
carico).
La corrente di corto circuiti massima in un sistema trifase si ha per corto circuito trifase nel
punto di origine della conduttura; la sua conoscenza indispensabile per stabilire il potere
di interruzione del dispositivo di protezione. La corrente di corto circuito minima si ha per
guasto fase-fase o fase-neutro (se il neutro distribuito) o per guasto fase-massa nel
punto della conduttura pi lontano dall'origine: la sua conoscenza richiesta per la verifica
del corretto intervento delle protezioni in corrispondenza di tali valori di corrente.
A riguardo della corrente di corto circuito minima si rammenta che la norma 64-8 si limita a
considerare il caso di guasto franco, cio con impedenza del guasto trascurabile: ci
giustificato dall'esigenza normativa di considerare situazioni ben individuabili. Quando si
verificano guasti non franchi (ad esempio in presenza di arco elettrico o per guasti che
interessano parte degli avvolgimenti di macchine elettriche) la corrente di corto circuito
pu essere inferiore a quella precedentemente citata, ma non possibile determinarne a
priori il valore essendo sconosciuta l'impedenza di guasto. La conduttura comunque
protetta contro tale tipo di guasto se presente anche la protezione da sovraccarico [par.
4.4].
L'andamento della corrente di corto circuito negli istanti immediatamente successivi al
corto circuito costituito dalla sommatoria di due termini:
- una componente simmetrica ad andamento sinusoidale che rappresenta la
condizione di funzionamento a regime
- una componente unidirezionale transitoria il cui andamento dipende dal fattore di
potenza del circuito e dall'istante in cui avviene il guasto.

23


Ai fini della protezione dai corto circuiti in bassa tensione non si deve tenere conto del
valore di picco della corrente di corto circuito (cio dell'andamento transitorio) perch il
potere di interruzione degli interruttori sono basati sulla componente simmetrica. Poich il
potere nominale d'interruzione su corto circuito, in corrente alternata, espresso dal
valore efficace della componente alternata della corrente di corto circuito presunta
d'interruzione, le formule utilizzate dal programma determinano solo la componente
simmetrica della corrente di guasto, trascurando quella unidirezionale.

Il calcolo delle correnti di corto circuito sicuramente una delle fasi di progettazione in cui
l'utilizzo di opportuno software risulta essere di maggior aiuto al progettista. Infatti, pur con
l'impiego di metodi semplificati di calcolo, la determinazione delle correnti di corto circuito
richiede tempi elevati qualora tali valori vengano ricavati "manualmente". Con l'utilizzo di
un calcolatore si ha il duplice vantaggio di ottenere i valori desiderati in tempi brevissimi e
utilizzare formule elettrotecniche esatte.
Il programma fornisce, per ciascun tratto di linea del sistema, i seguenti valori allinizio e
alla fine della stessa:

- corrente di corto circuito massima

- corrente di corto circuito massima fase-neutro o fase-fase (se il neutro non
distribuito)

- corrente di corto circuito minima fase-neutro o fase-fase (se il neutro non
distribuito)

- corrente di corto circuito massima fase-conduttore di protezione (solo nel caso di
sistema TN)

- corrente di corto circuito minima fase-conduttore di protezione (solo nel caso di
sistema TN)

3.2 - Sistema TN

La determinazione del valore della corrente di corto circuito in un punto qualunque del
sistema TN (sistema con propria cabina di trasformazione) si ottiene calcolando
l'impedenza complessiva della rete a monte del punto considerato, ossia la somma delle
impedenze dei vari elementi indicati nel circuito seguente:

24
Z
Z
Z Z Z
m t l l l
n 1
2


3.2.1 - Impedenza della rete di media tensione

Tiene conto della rete di alimentazione a monte del trasformatore. necessario conoscere
il valore della potenza di corto circuito A
cc
nel punto di consegna dell'energia (valore
fornito dall'ente erogatrice dell'energia elettrica). L'impedenza si pu considerare
prevalentemente reattiva senza commettere errori apprezzabili.
Il valore di tale reattanza, riportata al secondario del trasformatore (lato B.T.), vale:

X
V
A
m

n
2
cc
= []

V
n
= tensione lato B.T. (400 V o 230 V) [V]
A
cc
= potenza di corto circuito nel punto di consegna dell'energia [VA]

In mancanza di dati si pu assumere A
cc
di valore infinito considerando perci X
m
= O.
Ci porta a determinare dei valori di corrente di corto circuito superiori di quelli reali ma
generalmente accettabili. Il programma richiede l'inserimento della A
cc
espressa in MVA
da cui ricava il valore della X
m
[par. 11.1.1].

3.2.2 - Impedenza del trasformatore

Il Software richiede, come dati di input, la potenza nominale del trasformatore, la tensione
di corto circuito e le perdite nel rame. In base a questi valori ricava l'impedenza del
trasformatore attraverso le seguenti formule:

Z
V V
A
t

cc
n
2
n
=

%
100
[]
R
P V
A
t

cu
n
n
2
=

2
[]
X Z R
t

t
2
t
2
= []

A
n
= potenza nominale del trasformatore [VA]
V
n
= tensione nominale del trasformatore lato B.T. (230 V o 400 V) [V]
V
cc
% = tensione percentuale di corto circuito del trasformatore
P
cu
= perdite negli avvolgimenti del trasformatore [W]


Trasformatori in parallelo

Il programma offre la possibilit di considerare due o tre trasformatori in parallelo nella
cabina di trasformazione.
25
Il valore di impedenza equivalente del gruppo di trasformatori da considerare dipende da
quale corrente di corto circuito si vuole determinare.
Nel calcolo delle correnti di corto circuito massime si considera il parallelo delle impedenze
dei trasformatori, il cui valore, essendo i trasformatori uguali, si ottiene semplicemente con
le formule:

R
R
n
t
tras
= [] X
X
n
t

tras
= []

R
tras
= resistenza del singolo trasformatore []
X
tras
= reattanza del singolo trasformatore []
n = numero dei trasformatori in parallelo (2 o 3)

Nel calcolo delle correnti di corto circuito minime si considera l'impedenza di un solo
trasformatore (immaginando gli altri scollegati dalla rete in quanto in questa condizione
di funzionamento che si hanno le correnti di valore minore).

Si allegano due tabelle che riportano i valori tipici di V
cc%
e P
cu
per trasformatori trifasi in
olio e in resina di diversa potenza (V
n
= 400 V) :

TRASFORMATORI TRIFASE IN OLIO

trasformatori
a perdite normali
trasformatori a
a perdite ridotte

A
n

(KVA)
V
cc
% P
cu

(W)
V
cc
% P
cu

(W)
50 4% 1100 4% 850
100 4% 1750 4% 1400
160 4% 2350 4% 1850
250 4% 3250 4% 2550
315 4% 3850 4% 3100
400 4% 4600 4% 3650
500 4% 5450 4% 4350
630 4% o 6% 6500 4% o 6% 5200
800 6% 8300 6% 7200
1000 6% 10500 6% 9000
1250 6% 13100 6% 12000
1600 6% 17000 6% 16000













26
TRASFORMATORI TRIFASE IN RESINA

trasformatori
classe 17.5 KV
trasformatori
classe 24 KV

A
n

(KVA)
V
cc
% P
cu

(W)
V
cc
% P
cu

(W)
50 4% 1400 4% 1400
100 4% o 6% 1700 4% 1700
160 4% o 6% 2400 4% 2400
250 4% o 6% 3200 4% 3300
315 4% o 6% 3900 4% o 6% 4000
400 4% o 6% 4500 4% o 6% 4700
500 6% 5200 6% 5700
630 6% 6600 4% o 6% 6900
800 6% 7800 6% 8400
1000 6% 9600 6% 9800
1250 6% 10800 6% 11200
1600 6% 13500 6% 13600

3.2.3 - Impedenza della linea

Il valore della resistenza e della reattanza dei cavi dipende dalla loro sezione. Il valore
totale dell'impedenza della linea (dal secondario del trasformatore fino al punto di guasto)
dato dalla sommatoria vettoriale delle impedenze di tutti i singoli tratti di linea.
Determinati i valori di resistenza e reattanza unitarie per ogni tratto di conduttura il valore
della resistenza totale dato da:

( )
R r l
l

n
i i
=
1
i []

( )
X x l
l

n
i i
=
1
i []

r
i
= resistenza unitaria dell'i-esimo tratto di linea [/m]
x
i
= reattanza unitaria dell'i-esimo tratto di linea [/m]
l
i
= lunghezza dell'i-esimo tratto di linea [m]


Cavi in parallelo

Il programma consente di avere, in ogni tratto di linea, pi conduttori di uguale sezione in
parallelo (fino ad un massimo di 30). In questo caso l'impedenza complessiva vale:

R
R
n
l
cond
= [] X
X
n
l

cond
= []

R
cond
= resistenza del singolo conduttore []
X
cond
= reattanza del singolo conduttore []
n = numero conduttori in parallelo

27

Nel calcolo delle correnti di corto circuito minime al fine di analizzare la situazione che
origina le correnti di corto circuito di valore pi basso, TISYSTEM considera, per il tratto di
linea sede del guasto, l'impedenza di un solo conduttore ( sia per le fasi che per il neutro e
PE).

3.2.4 - Correnti di corto circuito

corto circuito trifase

V
n
Z
tot
R
S
T


I valori della corrente di corto circuito trifase vengono calcolati dal programma dividendo
la tensione di fase dell'impianto per la sommatoria di tutte le impedenze precedentemente
analizzate:

( ) ( )
I
V
R R X X X
cc tr

n
t l
m
t l
=
+ + + + 3
2 2
[A]


corto circuito fase-fase

V
n
Z
tot
R
S
T



Il software determina la corrente di corto circuito fase-fase dividendo la tensione
concatenata per l'impedenza dell'anello di guasto (costituita dal doppio della sommatoria
di tutte le impedenze precedentemente considerate):

( ) ( )
I
V
R R X X X
cc f -f

n
t l
m t l

2
2 2
=
+ + + +
[A]


corto circuito fase-neutro

28
V
n
Z
tot
R
S
T
N
Z
N


In questo caso TISYSTEM, per determinare la corrente di corto circuito fase-neutro, deve
anche considerare l'impedenza del neutro in quanto anche tale conduttore viene
ovviamente attraversato dalla corrente di guasto: essa pari alla somma vettoriale delle
impedenze del neutro nei singoli tratti di linea, analogamente a quanto visto al 3.2.3. La
corrente di corto circuito fase-neutro viene calcolata dividendo la tensione di fase per la
somma delle impedenze di fase e neutro:

( ) ( )
I
V
R R R X X X R
cc f -n

n
t l
n m t l
n

3
2 2
=
+ + + + + +
[A]

R
n
= resistenza totale del conduttore di neutro []
X
n
= reattanza totale del conduttore di neutro []


corto circuito fase-conduttore di protezione

V
n
Z
tot
R
S
T
Z
PE
PE


In questo caso si deve considerare l'impedenza totale del conduttore di protezione:

( ) ( )
2 2
pe
l t m pe
l t
n
pe - f cc
R X X X R R R
V
I
3 + + + + + +
= [A]

R
pe
= resistenza totale del conduttore di protezione []
X
pe
= reattanza totale del conduttore di protezione []


29
3.3 - Sistema TT

3.3.1 - Impedenza della rete a monte del punto di consegna

Z
Z Z Z
l l l
n 1
2
o


Nel caso di sistema TT non si ha una propria cabina di trasformazione ma il punto di
fornitura dell'energia elettrica gi in bassa tensione.
Il software richiede, come valore per caratterizzare la rete a monte, i valori della corrente
di corto circuito trifase (I
cco tr
) e della corrente di corto circuito fase-neutro (I
cco f-n
) nel
punto di origine del sistema [par. 11.1.2].
Dal valore I
cco tr
, fornito dall'ente erogatrice di energia elettrica, si ricava l'impedenza
totale a monte della rete a monte del punto di consegna:

Z
V
I
of

n
cco tr
=
3
[]

Per poter ripartire tal impedenza nelle sue componenti resistiva e reattiva necessario
conoscere anche il fattore di sfasamento nel punto di origine in caso di corto circuito (cos

cco
):
( ) R Z
of of
cco
= cos []
( ) X Z
of of
cco
= sen []

Il programma assegna automaticamente un opportuno valore al (cos
cco
) a seconda del
valore di I
cco
:

I
cco

(KA)
cos
cco

I 4.5 0.8
4.5 < I 6 0.7
6 < I 10 0.5
10 < I 20 0.3
20 < I 0.25

Dal valore I
cco f-n
il programma ricava l'impedenza del neutro a monte del punto di
consegna . Tale valore necessario per effettuare il calcolo della corrente di corto circuito
in caso di guasto fase-neutro in un punto qualunque del sistema TT:

Z
V
I
ofn

n
cco f -n
=
3
[]

Z
ofn
= somma delle impedenze di fase e di neutro a monte del punto di consegna

Assumendo un fattore di sfasamento determinato attraverso la tabella sopra riportata, si
ricavano le componenti resistive e reattive della Z
ofn
:
30

( ) R Z cos
ofn

ofn
cco
= []
( ) X Z
ofn

ofn
cco
= sen []


Il valore della resistenza e della reattanza del neutro sono ricavabili come differenza:

R R R
on

ofn of
=

[]
X X X
on

ofn of
=

[]

In realt, come mostrato nella formula successivamente riportata, per la determinazione
della corrente di corto circuito tra fase e neutro, al software sufficiente conoscere i valori
di R
ofn
e X
ofn
, senza dover separare tali valori nei contributi dovuti alla fase e al neutro.

A questo punto il calcolo delle correnti procede come per il sistema TN considerando oltre
alle impedenze Z
of
e Z
ofn
, l'impedenza Z
l
della linea di distribuzione [par.3.2.3] e
l'impedenza Z
pe
del conduttore di protezione.

Il programma non considera il caso di corto circuito tra fase e conduttore di protezione in
quanto le correnti di guasto si richiudono attraverso terra.

3.3.2 - Correnti di corto circuito

Tisystem determina le correnti di corto circuito nei sistemi TT mediante le seguenti
formule:

corto circuito trifase

( ) ( )
I
V
R R X X
cc tr

n
of l of l
=
+ + + 3
2 2
[A]


corto circuito fase-fase

( ) ( )
I
V
R R X X
cc f -f

n
of l of l

2
2 2
=
+ + +
[A]


corto circuito fase-neutro

( ) ( )
I
V
R R R X X X
cc f -n

n
ofn
n
l ofn
n
l

+
=
+ + + + 3
2 2
[A]

3.4 - Valori di corrente di corto circuito calcolati dal software

31
Al fine di interpretare correttamente i valori di corrente calcolati da Tisystem, necessario
tenere presente che i valori di I
cc
massima [trifase, F-N (F-F) e F-PE] allinizio e alla fine di
ogni linea sono calcolati nelle condizioni che originano i pi elevati valori di corrente di
corto circuito. Pertanto se la linea sede del guasto costituita da cavi in parallelo per i
conduttori di fase, neutro e PE, si considerano nel calcolo guasti che coinvolgono tutti i
conduttori (situazione a cui corrisponde l'impedenza di guasto minima e di conseguenza la
corrente di guasto massima).
Per analoga ragione se si hanno pi trasformatori in parallelo, si esamina una condizione
di funzionamento in cui tutti i trasformatori contribuiscono alle correnti di guasto.

I valori di I
cc
minima [F-N (F-F) e F-PE] allinizio e alla fine della linea sono invece calcolati
nelle condizioni che originano i pi bassi valori di corrente di corto circuito. Pertanto se la
linea sede del guasto costituita da cavi in parallelo per i conduttori di fase, neutro e PE,
si considerano nel calcolo alla fine della linea guasti che coinvolgono un solo conduttore
(situazione a cui corrisponde l'impedenza di guasto massima e di conseguenza la corrente
di guasto minima).
Per analoga ragione se si hanno pi trasformatori in parallelo, si esamina una condizione
di funzionamento in cui un solo trasformatore contribuisce alla corrente di guasto.

3.5 - Contributo dei motori alla corrente di corto circuito

I motori asincroni, nel loro esercizio normale, trasformano l'energia elettrica in energia
meccanica disponibile all'asse del loro rotore per l'azionamento di macchine di vario tipo;
durante il funzionamento i rotori dei motori e le macchine ad essi collegati accumulano una
certa quantit di energia dipendente dal loro momento d'inerzia che in grado di tenerli in
movimento anche in caso di una momentanea mancanza di tensione.
Se si verifica un corto circuito in un punto qualunque del sistema elettrico di alimentazione
del motore, questo diventa per un certo tempo un generatore che trasforma l'energia
cinetica accumulata in energia elettrica che alimenta esso stesso il corto circuito con la
propria corrente di guasto: tale valore di corrente deve essere sommato a quella fornita
dalla rete di alimentazione per calcolare il valore complessivo della corrente di corto
circuito.
Nel caso di motori asincroni, che costituiscono la maggioranza dei motori elettrici in
corrente alternata, lo smorzamento delle correnti rotoriche che sostengono il campo
magnetico rotante durante il corto circuito molto rapido e di conseguenza la corrente si
esaurisce rapidamente (dopo alcune decine di millisecondi).
Il contributo alla corrente totale di guasto da parte dei motori presenti sull'impianto pu
incidere in modo sensibile particolarmente nel calcolo dei valori massimi della corrente di
corto circuito, nella scelta dei poteri nominali degli apparecchi di protezione e nella
valutazione dei massimi sforzi elettrodinamici che interessano i conduttori e i componenti
dell'impianto interessati dalla corrente di guasto.

Il valore efficace della corrente di corto circuito massima dall'inizio del guasto per corto
circuito ai morsetti di un motore ha un valore di circa 6-8 volte la sua corrente nominale; si
considera a titolo cautelativo: I
cc
= 8 I
n
.
Poich le configurazioni delle reti elettriche rendono complesso il calcolo dei contributi dei
singoli motori, si adottato nel programma il seguente metodo semplificato [par.11.1]:

si assimilano tutti i motori asincroni presenti ad un unico motore equivalente di potenza:
P K
eq c
1
n
=
i i
P ( ) [W]
32

P
i
= potenza nominale dell'iesimo motore [W]
K
c
= coefficiente di contemporaneit dei motori
il valore della corrente nominale di tale motore :

( )
I
P
V cos
n eq

eq
n n
=
3
[A]

il software assume un valore del fattore di sfasamento nominale n pari a 0.7


per corto circuito ai morsetti del motore si ha:

I
cc eq max
I
n eq
= 8 [A]


si ricava il valore di impedenza equivalente del motore:

Z
V
I
eq
n
cc eq max
=
3
[]

( ) R Z
eq

eq cc
= cos []

( ) X Z sen
eq eq cc
=

[]

il software assume un valore del fattore di sfasamento in corto circuito cc pari a 0.6


Il motore equivalente viene immaginato collegato direttamente a:

- sbarre del secondario del trasformatore di cabina nel caso di sistema TN: la
Z
eq
viene posta in parallelo alla impedenza del trasformatore Z
t


- punto di consegna dell'energia elettrica nel caso di sistema TT: la Z
eq
viene
posta in parallelo all'impedenza della rete a monte dell'origine del sistema

In tal modo in caso di guasto immediatamente a valle del trasformatore (sistema TN) o del
punto di origine del sistema (sistema TT), il contributo del motore equivalente alla corrente
di corto circuito praticamente identico a I
cc eq max
; nel caso di guasti lontani, la
componente dovuta al motore si riduce a causa dell'impedenza della linea.

33
trasformatore
di cabina
punto di consegna
dell'en. elettrica
sistema TN
sistema TT
M
eq
M
eq

34
4 - SCELTA DEGLI APPARECCHI DI MANOVRA E PROTEZIONE

4.1 - Generalit

La scelta dei dispositivi di protezione, rivestendo questi un ruolo fondamentale per la
sicurezza dell'impianto, degli utilizzatori e delle persone, costituisce un'altra fase
fondamentale per la corretta progettazione di un impianto elettrico.
Il programma TISYSTEM aiuta il progettista nella scelta delle apparecchiature di comando
e protezione al fine di assicurare la protezione dalle sovracorrenti e dai contatti indiretti.
Per ogni tratto di linea il programma sceglie automaticamente l'interruttore pi opportuno
attraverso l'utilizzo di archivi nei quali sono stati memorizzati i vari tipi di interruttori BTicino
con i relativi dati tecnici. L'operatore ha varie possibilit al fine di effettuare la scelta pi
rispondente alle proprie esigenze:

- esclusione, a livello di singolo quadro, di determinati interruttori dalla lista degli
apparecchi tra cui il software effettua la ricerca [par. 13.2.1]

- selezione diretta del dispositivo di comando e protezione e semplice verifica
attraverso il programma della scelta effettuata [par. 14.5.4]

- utilizzo della protezione di back-up [par. 5.2]

Nei paragrafi successivi vengono esaminate le relazioni fondamentali da soddisfare per
garantire la protezione dai sovraccarichi, dai corto circuiti e dai contatti indiretti e di come
tali relazioni siano utilizzate dal programma per una corretta scelta degli apparecchi.

4.2 - Protezione dai sovraccarichi

Si analizzato al cap. 2 come il criterio base per il dimensionamento di una conduttura sia
correlato al legame esistente tra temperatura di esercizio del cavo e il decadimento nel
tempo del materiale isolante: qualsiasi condizione di funzionamento che comporti un
passaggio di corrente di valore superiore alla portata del cavo (I
z
) ha come conseguenza
una sovratemperatura rispetto alla temperatura massima consentita in servizio
permanente e quindi determina una riduzione della vita del cavo. Il problema della
protezione dai sovraccarichi delle condutture quindi, per gli impianti elettrici in bassa
tensione, essenzialmente un problema termico: si devono limitare le correnti in modo tale
che il cavo non raggiunga, per effetto Joule, temperature tanto elevate da compromettere
l'integrit e la durata dell'isolante; il danno che l'isolante pu subire non dipende
ovviamente solo dalle temperature raggiunte ma anche e soprattutto dalla durata della
sollecitazione termica.

Per corrente di sovraccarico di una conduttura si intende qualsiasi corrente che risponda
ai due seguenti requisiti:
- percorre un circuito elettricamente sano
- supera il valore della portata I
z
della conduttura considerata

All'art. 433.1 della norma 64-8 si afferma che devono essere previsti dispositivi di
protezione per interrompere le correnti di sovraccarico dei conduttori del circuito prima che
tali correnti possano provocare un riscaldamento nocivo all'isolamento, ai collegamenti, ai
terminali o all'ambiente circondante le condutture.

35
Poich la corrente di sovraccarico pu essere originata da cause diverse necessario
distinguere in:

- corrente di sovraccarico di natura "funzionale" prevista nell'ambito dell'esercizio
ordinario dell'impianto (ad esempio avviamento di motori)

- corrente di sovraccarico di natura "anomala" dovuta ad irregolari funzionamenti del
sistema elettrico (variazioni nella tensione di alimentazione che perdurano nel
tempo, inserimento contemporaneo di troppi carichi, motori con rotore bloccato,
ecc.)

Mentre la prima deve essere sopportata dalla conduttura senza provocare l'intervento
delle protezioni, la seconda deve essere necessariamente interrotta se supera determinati
valori di intensit e durata.

4.2.1 - Scelta del dispositivo di protezione

Le due condizioni fondamentali da rispettare per una corretta scelta del dispositivo di
protezione dal sovraccarico sono [64-8 art. 433.2]:

I I I
b
n z

(1)

I I
f
z
1 45 .
(2)

In tali relazioni compaiono, oltre alla corrente di impiego [par. 2.2] e alla portata della
conduttura [par.2.3.1], la corrente nominale (I
n
) e la corrente di intervento (I
f
) del
dispositivo di protezione [corrente che assicura l'effettivo funzionamento del dispositivo di
protezione entro il tempo convenzionale in condizioni definite].

La relazione (1) formata da tre disequazioni:

a) la portata della conduttura deve essere maggiore o quanto meno uguale alla
corrente d'impiego; si gi visto al par. 2.3.1 sul dimensionamento dei cavi come la
relazione fondamentale da soddisfare sia:

I I
b
z



b) il dispositivo posto a protezione della linea deve avere una corrente nominale tale
da lasciar passare permanentemente la corrente di normale funzionamento dei
carichi:

I I
b
n



c) la terza relazione deriva dalla considerazione che l'apparecchio di protezione deve
interrompere le eventuali correnti superiori alla portata del cavo, cio:

I I
n z



importante osservare che il rapporto I
f
/I
n
per gli interruttori rispondenti alla norma CEI
EN 60898 e alle norme CEI EN 60947 sempre inferiore o uguale a 1.45. Ne consegue
36
che per qualunque interruttore costruito secondo tali norme, risulta automaticamente
soddisfatta la relazione:

I I
f
z
1 45 .


e pertanto ne deriva che la scelta dell'interruttore automatico pu essere fatta soddisfando
solo la relazione (1).

4.2.2 - Criteri adottati dal programma per la scelta della I
n
degli interruttori

TISYSTEM richiede di scegliere, per ciascun singolo quadro, tra [par. 13.2.1]:

1) I
n
I
b
=

comporta da parte del programma una scelta di interruttori con corrente nominale
immediatamente superiore (al limite uguale) alla corrente d'impiego del conduttore
da proteggere

2) I
n
I
b
>

comporta una scelta di interruttori con corrente nominale superiore (di una
opportuna percentuale) alla corrente d'impiego del conduttore. In tal modo se la
corrente che percorre il conduttore assume, durante il normale funzionamento, un
valore leggermente superiore alla I
b
prevista, non si ha lo scatto dell'interruttore e
perci si garantisce una maggiore continuit di servizio. Inoltre, tenendo presente
che la portata della conduttura viene determinata in modo da essere sempre
maggiore della corrente nominale, attraverso la 2) sempre presente anche una
differenza tra i valori di I
b
e I
z
. Questo margine di sicurezza corrisponde ad un
concreto criterio impiantistico in quanto si vuole garantire che la corrente di impiego,
non sempre di facile valutazione, possa comunque aumentare leggermente il suo
valore rispetto a quello previsto in fase di progettazione, senza provocare il
superamento della temperatura massima consentita dal cavo.

Ovviamente la scelta 2) pu comportare dei costi maggiori sia per quanto riguarda
l'interruttore che i cavi.

Si riporta di seguito una tabella con il range di corrente d'impiego all'interno del quale
viene selezionato un certo valore di corrente nominale nel caso di scelta (2).
Per l'opzione (1) invece sufficiente considerare la seconda colonna; ad esempio per ogni
valore di corrente compreso tra 100 A e 125 A (100 < I
b
< 125) si considera un interruttore
di corrente nominale di 125 A.
Si osserva infine che in questa fase viene scelta solo la corrente nominale dell'interruttore
magnetotermico ma non ancora l'articolo prescelto in quanto questo viene poi determinato
in modo da assicurare anche la protezione dai corti circuiti.

37


corrente d'impiego
I
b
[A]

corrente nominale
I
n
[A]


I
b
< 0.14

0.16
0.14 < I
b
< 0.20 0.25
0.20 < I
b
< 0.40 0.50
0.40 < I
b
< 0.50 0.63
0.50 < I
b
< 0.80 1
0.80 < I
b
< 1.40 1.6
1.40 < I
b
< 1.70 2
1.70 < I
b
< 2.40 2.5
2.40 < I
b
< 2.60 3
2.60 < I
b
< 3.50 4
3.50 < I
b
< 5.00 6
5.00 < I
b
< 6.00 6.3
6.00 < I
b
< 6.80 8
6.80 < I
b
< 8.50 10
8.50 < I
b
< 11 13
11 < I
b
< 12 14
12 < I
b
< 13 16
13 < I
b
< 17 18
17 < I
b
< 18 20
18 < I
b
< 21 23
21 < I
b
< 22 25
22 < I
b
< 29 32
29 < I
b
< 35 40
35 < I
b
< 42 50
42 < I
b
< 55 63
55 < I
b
< 68 80
68 < I
b
< 92 100
92 < I
b
< 118 125
118 < I
b
< 150 160
150 < I
b
< 188 200
188 < I
b
< 235 250
235 < I
b
< 300 320
300 < I
b
< 380 400
380 < I
b
< 475 500
475 < I
b
< 600 630
600 < I
b
< 760 800
760 < I
b
< 950 1000
950 < I
b
< 1200 1250
1200 < I
b
< 1550 1600
1550 < I
b
< 1900 2000
1900 < I
b
< 2400 2500
2400 < I
b
< 3050 3200
3050 < I
b
< 4000 4000


38
4.3 - Protezione dai corto circuiti

Negli impianti elettrici devono essere previsti dispositivi di protezione per interrompere le
correnti di corto circuito dei conduttori prima che tali correnti possano diventare pericolose
a causa degli effetti termici e meccanici prodotti nei conduttori e nelle connessioni [64-8
art. 434.1].
Il corto circuito va interrotto in tempi brevissimi, durante i quali sono ammesse delle
temperature maggiori di quelle consentite nelle normali condizioni di esercizio (in caso di
corto circuito si ammette una temperatura massima di 160C per cavi in PVC e di 250C
per cavi in EPR).
Al cap. 3 si sono studiati i metodi di calcolo impiegati dal programma per ricavare i valori
delle correnti di corto circuito massime e minime in ogni linea dell'impianto; si passa ora ad
analizzare come questi valori vengono utilizzati per una corretta scelta degli apparecchi di
protezione contro i corto circuiti.

4.3.1 - Scelta del dispositivo di protezione

I dispositivi idonei alla protezione contro i corto circuiti devono rispondere alle seguenti
condizioni [64-8 art. 434.2]:

a) avere un potere di interruzione (P
i
) non inferiore alla corrente di corto circuito
presunta nel punto di installazione (I
cc max
) (tranne quando si effettua la protezione
serie [par. 5.2]):

I
cc i max
P (1)

b) intervenire in modo tale che tutte le correnti provocate da un corto circuito che si
presenti in un punto qualsiasi del circuito siano interrotte in un tempo non superiore
a quello che porta i conduttori alla temperatura massima ammissibile. Al fine di
verificare tale condizione necessario soddisfare, per ogni valore possibile di corto
circuito, alla seguente condizione:

( ) I t K S
2 2 2
(2)

il termine (It) l'energia specifica lasciata passare dal dispositivo di interruzione (integrale
di Joule) e corrisponde all'integrale rispetto al tempo del quadrato del valore istantaneo
della corrente, valutato in un opportuno intervallo di tempo che si estende dall'istante in cui
si stabilisce la sovracorrente sino alla sua interruzione:

( )
I t i dt
o
t
2 2
=



Per le considerazioni in oggetto, fissate determinate condizioni di funzionamento, ci che
interessa conoscere la curva che fornisce i valori massimi di (It) in funzione della
corrente di corto circuito presunta.
L'energia specifica una grandezza introdotta dalle Norme per valutare l'entit dell'energia
termica specifica lasciata passare dal dispositivo di protezione durante il corto circuito.
Dimensionalmente non una grandezza fisicamente indicativa (As) ma lo diventa quando
moltiplicata per la resistenza dell'elemento interessato, determinando cos l'energia
sviluppata dalla corrente di corto circuito all'interno di esso.
39
Per i corto circuiti di durata compresa tra 0.1 s e 5 s il valore di (It) si pu ottenere
assumendo per la I il valore efficace in ampere della corrente di corto circuito e per t la
durata, in secondi, del corto circuito stesso; per durate molto brevi (< 0.1 s) dove
l'asimmetria della corrente notevole, e per i dispositivi di protezione limitatori di corrente,
il valore di (It) lasciato passare deve essere indicato dal costruttore del dispositivo di
protezione.

Il termine KS rappresenta il massimo valore di energia specifica che il cavo in grado di
sopportare, supponendo un funzionamento adiabatico. Tale valore, moltiplicato per la
resistenza del conduttore, determina il calore che, dissipato per effetto joule nel
conduttore, porta il cavo alla massima temperatura ammissibile in caso di corto circuito
(pari a 70C per cavi con isolamento in PVC e a 90C per cavi in EPR).
importante osservare che il termine KS risulta essere indipendente dal tipo di posa del
cavo in quanto, non avendo considerato la scambio termico con l'ambiente
(funzionamento adiabatico), ininfluente la conoscenza del valore di conduttivit termica
tra conduttura e ambiente circostante.
La formula (2) esprime chiaramente che se l'integrale di Joule lasciato passare dal
dispositivo di protezione non supera il valore KS ammesso dal conduttore la protezione
assicurata in quanto la temperatura del cavo si mantiene inferiore al massimo valore
ammissibile.
Il termine KS risulta composto da due termini:
- S sezione del conduttore [mm]
- K coefficiente che tiene conto del materiale conduttore e delle caratteristiche
termiche dell'isolante; funzione di vari parametri quali:
calore specifico medio del materiale conduttore
resistivit del materiale conduttore
temperatura iniziale e finale del conduttore

La norma 64-8 riporta i valori da assumere per il coefficiente K per i vari tipi di cavo; essi
sono:
- 115 per i cavi in rame isolati in PVC
- 143 per i cavi in rame isolati in EPR
- 76 per i cavi in alluminio isolati in PVC
- 94 per i cavi in alluminio isolati in EPR

Se la protezione da corto circuito viene effettuata mediante interruttori con sola protezione
magnetica, al fine di verificare la (2), si traccia sul diagramma (It - I
cc
) dell'interruttore la
retta corrispondente al (KS) del cavo:


40
i due punti di intersezione individuano i punti I
a
e I
b
. Per correnti di corto circuito comprese
tra questi due valori il cavo protetto mentre per valori esterni non si ha protezione in
quanto l'energia specifica che l'interruttore lascerebbe passare superiore a quella
sopportabile dal cavo. Al fine di avere una protezione totale dai corto circuiti perci
necessario che risulti:

cc a
I I
min

cc b
I I
max
(3)

essendo I
cc min
e I
cc max
rispettivamente la minima e la massima corrente di corto
circuito presunta al termine e all'inizio della conduttura.

Nel caso di linea protetta solo da interruttore magnetico, una volta fissata la sezione dei
cavi e il tipo di apparecchio posto a protezione, viene implicitamente imposto anche un
vincolo alla lunghezza massima della linea da proteggere; infatti all'aumentare della
lunghezza della conduttura necessariamente diminuiscono i valori di corto circuito per
guasto in fondo la linea, quando tali valori raggiungono I
a
non possibile allungare
ulteriormente il cavo previo un mancato intervento del rel magnetico.

Se invece la linea protetta da un interruttore magnetotermico che pertanto garantisce la
protezione anche nel caso di sovraccarico, necessario effettuare solo la verifica della I
cc
max
nella formula (3) in quanto per qualsiasi corrente di corto circuito per guasto
all'estremit della linea di valore tale da non provocare l'intervento del rel magnetico, la
linea comunque protetta dal rel termico:



Si osservi infine che la presenza di un dispositivo di protezione contro i sovraccarichi
protegge la linea anche nel caso di corto circuito con impedenza di guasto non nulla e
perci con valori di corrente che possono non provocare l'intervento del rel magnetico.
Il software TISYSTEM, poich impiega sempre e soltanto interruttori magnetotermici o
magnetotermici differenziali, al fine di soddisfare la relazione (2), verifica esclusivamente
che la I
cc max
sia inferiore alla I
b
.





41
4.3.2 - Protezione da corto circuito per cavi in parallelo

Nel caso in cui si abbiano pi conduttori in parallelo, la protezione da corto circuito risulta
pi complessa: infatti anche se garantita la protezione da sovraccarico dei conduttori,
per determinati valori di corrente, pu non risultare verificata la protezione di corto circuito.
Ci avviene quando il guasto non coinvolge tutti i conduttori e pertanto la corrente di corto
non si distribuisce equamente tra tutti i cavi (come invece avviene nel caso di
sovraccarico).
Per meglio chiarire la problematica si fa un semplice esempio; si supponga di avere un
interruttore magnetotermico con corrente nominale di 630 A che protegge 3 cavi in
parallelo per fase di sezione 240 mm. La portata dei cavi in parallelo di 675 A e pertanto
la protezione da sovraccarico soddisfatta. Considerando per che il singolo conduttore
porta singolarmente 225 A, se si dovesse verificare un guasto che interessa un solo cavo
e che origina una corrente di corto circuito di valore compreso tra 225 A e 675 A, il
conduttore non risulterebbe correttamente protetto dal corto circuito. La norma 64-8 all'art.
434.4 recita "Un unico dispositivo pu proteggere contro i corto circuiti pi conduttori in
parallelo, a condizione che le caratteristiche di funzionamento del dispositivo ed il modo di
posa dei conduttori in parallelo siano coordinati in modo appropriato". Nella nota all'articolo
viene aggiunto "Si deve tenere conto delle condizioni che potrebbero presentarsi nel caso
di cortocircuiti che non interessino tutti i conduttori. Sono allo studio prescrizioni
particolareggiate al riguardo." da cui si evince che il problema noto ma per ora la norma
non propone alcuna modalit sul modo di operare.
Per tale motivo TISYSTEM, anche nel caso di dimensionamento di cavi in parallelo per i
conduttori di fase, verifica se garantita la protezione da corto circuito analizzando
solamente i valori di corrente di guasto massima, cos come fa nel caso di un singolo
conduttore per fase, secondo le stesse modalit gi analizzate al paragrafo precedente. Il
progettista pu comunque facilmente verificare se i cavi sono protetti anche nel caso in cui
si ipotizzi un guasto in fondo alla linea dove un solo conduttore di fase sia percorso dalla
corrente di guasto in quanto i valori di corrente di corto circuito minimi in fondo alla linea
visualizzati dal programma [par. 15.3] sono sempre calcolati, nel caso di cavi in parallelo,
impiegando un solo conduttore di fase, di neutro e di protezione [par. 3.4].

4.4 - Protezione dai contatti indiretti

La protezione contro i contatti indiretti consiste nel prendere le misure intese a proteggere
le persone contro i pericoli risultanti dal contatto con parti conduttrici che possono andare
in tensione in caso di cedimento dell'isolamento principale.

I metodi di protezione contro i contatti indiretti sono classificati come segue:

a) protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione

b) protezione senza interruzione automatica del circuito (doppio isolamento,
separazione elettrica, locali isolati, locali equipotenziali)

c) alimentazione a bassissima tensione

TISYSTEM garantisce la protezione dai contatti indiretti verificando per ogni linea
l'intervento delle protezioni nei tempi stabiliti dalla normativa [punto a)].

4.4.1 - Sistema TT

42
La norma 64-8 [art. 413.1.4] nel caso di sistemi TT prevede che per attuare la protezione
dai contatti indiretti deve essere soddisfatta la condizione:

R
I
A
a

50
(1)

dove: - R
A
la somma delle resistenze, in ohm
- I
a
la corrente che provoca il funzionamento automatico del dispositivo di
protezione, in ampere.

Quando il dispositivo di protezione un dispositivo di protezione a corrente differenziale,
I
a
la corrente nominale differenziale I
n.


Quando il dispositivo di protezione un dispositivo di protezione contro le sovracorrenti,
esso deve essere:

- un dispositivo avente una caratteristica di funzionamento a tempo inverso, ed in
questo caso I
a
deve essere la corrente che ne provoca il funzionamento automatico
entro 5 s

- un dispositivo con una caratteristica di funzionamento a scatto istantaneo ed in
questo caso I
a
deve essere la corrente minima che ne provoca lo scatto istantaneo.

Da ci deriva che il valore di R
t
risulta notevolmente diverso impiegando interruttori
magnetotermici o differenziali. Infatti con i primi si richiedono valori di resistenza di terra
molto bassi, anche inferiori all'ohm, mentre per i secondi si possono realizzare impianti di
terra con resistenza anche dell'ordine del migliaio di Ohm. Considerando la grande
difficolt per ottenere e mantenere nel tempo livelli di R
t
cos bassi da garantire la
protezione con interruttori automatici magnetotermici, l'impiego del differenziale diventa
pressoch indispensabile.
Per tale motivo il programma impone, per la protezione delle linee nei sistemi TT, l'utilizzo
dei differenziali: essi devono essere posti all'interno di ciascun quadro in modo che le linee
in uscita da esso siano tutte protette. L'operatore pu scegliere a quali interruttori
magnetotermici abbinare i differenziali: pu inserire ad esempio un differenziale
sull'interruttore in ingresso (fig.1) o su tutte le partenze del quadro (fig.2) o in generale su
qualunque combinazione attraverso la quale le linee in uscita dal quadro siano tutte
protette da un differenziale contenuto all'interno del quadro stesso (fig.3).
Ci non significa che la protezione dai contatti indiretti sicuramente soddisfatta in quanto
il programma non conosce il valore della resistenza di terra e perci non pu verificare la
(1). Sar compito del progettista accertare che risulti vera la relazione:

R
I
t

50



43


4.4.2 - Sistema TN.

Per attuare la protezione mediante dispositivi di massima corrente a tempo inverso o
dispositivi differenziali si richiede soltanto che sia soddisfatta, in qualsiasi punto del
circuito, la condizione (64-8 art. 4.1.3):

Z I U
s a

o
(2)

equivalente a:
I
a

U
Z
o
s
(3)

dove:

- U
o
la tensione nominale verso terra dell'impianto, in volt

- Z
s
l'impedenza dell'anello di guasto, in ohm, per guasto franco a massa

- I
a
il valore, in ampere, della corrente che provoca l'intervento del dispositivo di
protezione, entro il tempo di seguito definito:

a) Correnti terminali che alimentano (tramite o senza prese a spina), componenti
elettrici mobili, portatili o trasportabili.
I tempi massimi di interruzione sono definiti dalla tabella seguente:

44
U
o
(V) Tempo di interruzione (s)
120 0,8
230 0,4
400 0,2
> 400 0,1

b) Correnti di distribuzione:
il tempo massimo di interruzione di 5 s

c) Correnti terminali che alimentano componenti elettrici fissi:
il tempo massimo di interruzione di 5 s purch siano verificate alcune condizioni
analizzate all'art. 413.1.3.5 della norma 64-8 (qui per brevit non riportate), in caso
contrario si ricava mediante la tabella riportata al punto a).

Poich nei sistemi TN un guasto franco a massa si traduce in un corto circuito in quanto la
corrente di guasto percorre i conduttori di fase e di protezione non interessando in pratica
l'impianto di terra [par. 1.2], le correnti di corto circuito possono assumere valori elevati nel
qual caso la protezione contro i contatti indiretti pu essere assicurata da interruttori solo
magnetotermici.

La quantit U
o
/Z
s
deve essere valutata nel caso peggiore cio con l'impedenza di guasto
di valore massimo, a cui corrisponde la corrente di corto circuito minima:

U
Z
I
o
s
cc f -pe min
= (4)

Il programma nel caso di guasto fase-PE (cio fase-massa) in una linea protetta da
differenziale il programma non effettua verifiche in quanto la corrente necessaria a
provocare l'intervento del dispositivo di protezione assume un valore cos basso da
soddisfare sicuramente la (2).

Se la linea a monte sede del guasto non protetta da un interruttore differenziale per
soddisfare la (2), qualunque sia il tipo di circuito in esame, il programma controlla se il
valore della corrente di corto circuito minima tra fase e PE sia superiore alla corrente di
intervento della protezione magnetica dell'interruttore:

I I
cc f - pe min
magn
> (5)

In tal caso poich per guasto fase-massa in un qualunque punto della linea, si ha sempre
l'intervento del magnetico, il tempo di intervento ad esso associato sicuramente inferiore
a tutti i valori massimi imposti nei punti a), b), c).

Si deduce pertanto che se la (5) soddisfatta necessariamente verificata anche la (2) e
quindi garantita la protezione contro i contatti indiretti (la protezione anzi molto pi
efficace perch l'intervento delle protezioni normalmente in tempi inferiori ai 0,2 secondi
[dell'ordine dei centesimi di secondo se non si usano apparecchi selettivi]).

Se la (5) non invece verificata, il programma aumenta la sezione del conduttore di
protezione (questo comporta una riduzione dell'impedenza di guasto e pertanto una I
cc f-
45
pe min
di valore maggiore); se la sezione del PE raggiunge quella del conduttore di fase e
la (5) non ancora verificata, il software impone allora l'impiego del differenziale.

Prima di avviare l'operazione di calcolo l'utente pu diminuire la soglia di intervento del
rel magnetico (ovviamente per gli apparecchi in cui regolabile). Il programma impiega
per default il valore massimo di corrente di intervento ma l'utente pu diminuire tale valore
imponendone uno qualunque scelto all'interno del range di regolabilit. In tal caso la
verifica della (5) sar ovviamente effettuata utilizzando il valore inserito.

Ulteriori informazioni riguardo a tale problematica sono riportati al par. 6.2 dove viene
analizzato in dettaglio il metodo utilizzato da TISYSTEM per l'ottimizzazione della sezione
del conduttore di protezione: questa procedura si basa sulla scelta del conduttore di
sezione minima per assicurare l'intervento del rel magnetico dell'interruttore, in tal modo
a causa della (5), si garantisce anche la protezione dai contatti indiretti.
46
5 - SELETTIVIT E PROTEZIONE DI BACK-UP

5.1 - Selettivit

Oggigiorno si riscontra nella realizzazione dei moderni impianti elettrici in bassa tensione
una richiesta sempre maggiore di affidabilit e continuit di servizio.
Ci comporta la necessit, in caso di guasto, di poter escludere dalla rete solo la linea o la
parte di impianto interessata dal guasto, senza contemporaneamente porre fuori servizio
anche la rimanente parte elettricamente sana. In un impianto elettrico sono quasi sempre
presenti pi apparecchi di protezione posti in serie e perci tutti i dispositivi a monte del
punto di guasto risultano essere attraversati dall'eventuale corrente che ne deriva; ci
nonostante non auspicabile che si abbia l'intervento del dispositivo pi a monte con la
conseguente disalimentazione di tutti i circuiti derivati compresi quelli in grado di
funzionare senza problemi.
Da ci deriva il concetto di selettivit di un impianto elettrico con cui si intende il
coordinamento dei dispositivi di protezione in modo tale che il guasto che si verifichi in un
punto qualsiasi della rete possa essere eliminato dall'apparecchio di protezione
immediatamente a monte del guasto, e solamente da esso.
Considerando due apparecchi in serie, la selettivit totale se realizzata per ogni valore di
sovracorrente, oppure parziale quando si accetta che l'intervento del solo dispositivo di
protezione a valle si verifichi fino ad un determinato valore della sovracorrente, mentre per
valori superiori si ammette l'intervento di entrambi le protezioni.
Il caso di due interruttori in serie tra loro il pi frequente nell'attuale tecnica impiantistica
di bassa tensione, sia che i due interruttori si trovino nello stesso quadro (un interruttore
come generale di quadro ed uno sulla partenza), sia che si trovino in quadri diversi (caso
di impianti aventi pi quadri di distribuzione in serie tra loro). Tale situazione l'unica
gestita dal programma (il quale prevede l'inserimento di un interruttore in ogni tratto di
linea) e di conseguenza l'unica che verr di seguito analizzata.
Per valutare il comportamento selettivo tra interruttori automatici magnetotermici
necessario considerare separatamente il funzionamento dello sganciatore termico da
quello dello sganciatore magnetico; per tale motivo nei paragrafi seguenti si distinto tra
selettivit per sovraccarico e per corto circuito.




Fig. 1



47
5.1.1 - Selettivit in caso di sovraccarico

Lo sganciatore termico ha tempi propri di intervento variabili, in ragione inversa rispetto
alla corrente; finch non trascorso il tempo proprio di intervento dall'istante in cui
insorta la sovracorrente lo sganciatore termico non subisce alcun effetto irreversibile (cio
si scalda ma se cessa la sovracorrente si raffredda tornando alla posizione iniziale).
Tenendo presente che gli sganciatori termici hanno tempi propri d'intervento molto
maggiori del tempo di sgancio e del tempo di estinzione dell'arco, per sovracorrenti che
interessano gli sganciatori termici di entrambi gli interruttori la selettivit certa se la zona
d'intervento tempo-corrente dell'apparecchio a monte completamente al di sopra della
zona di intervento di quello a valle. Affinch ci si verifichi normalmente sufficiente che
l'interruttore a monte abbia una corrente nominale almeno doppia di quella dell'interruttore
a valle (fig.1).

5.1.2 - Selettivit in caso di corto circuito

Nel caso di corto circuito la selettivit si presenta senz'altro pi problematica del caso del
sovraccarico. Infatti per interrompere elevate correnti di corto circuito lo sganciatore
magnetico interviene in un tempo estremamente breve: da ci deriva che tutti gli
interruttori posti a monte del punto di guasto e perci attraversati dalla corrente di corto
circuito, possono intervenire se tale corrente supera quella di intervento dei rel magnetici.
Al fine di evitare tale problema si pu operare nel modo seguente:


Selettivit amperometrica

I valori delle correnti di intervento degli sganciatori magnetici sono in generale
proporzionali alla corrente nominale degli interruttori: se due apparecchi hanno correnti
nominali diverse i valori di corrente che provocano l'intervento della protezione magnetica
assumono anch'essi dei valori tra loro differenti (fig. 1).
In questo caso per valori di corrente di corto circuito inferiori a I
mA
si ha selettivit in
quanto l'interruttore a monte interverrebbe per mezzo dello sganciatore termico e perci
con tempi molto pi lunghi di quelli necessari all'interruttore a valle per aprire la linea.
Al fine di conseguire una selettivit totale l'interruttore a monte deve avere una soglia di
intervento magnetico I
mA
superiore al massimo valore della corrente di corto circuito che
pu verificarsi nel tratto di conduttura protetta dall'interruttore a valle.


Selettivit cronometrica

Nei casi in cui la selettivit amperometrica non pu essere realizzata si pu ricorrere alla
selettivit cronometrica. In tal caso si agisce sui tempi di intervento del rel magnetico
degli apparecchi ritardando il comando di scatto dell'interruttore a monte, tramite un ritardo
di tempo sufficiente a garantire che l'interruttore a valle apra il circuito prima che lo
sganciatore a monte riceva il comando di apertura.
Sembrerebbe allora che, con meccanismi molto semplici, sia possibile ottenere un buon
comportamento selettivo degli interruttori; in realt utilizzando la selettivit cronometrica
nascono delle difficolt di ordine tecnico.
Se si indica con t il tempo di ritardo intenzionalmente introdotto, l'energia specifica
passante propria di un interruttore subisce un incremento pari almeno a I
cc
t. Tale
incremento pu , in funzione dei valori di I
cc
e t, corrispondere a quantitativi di energia
48
specifica passante che sono sopportabili solo da interruttori molto robusti e voluminosi e
da linee di una certa sezione.


Selettivit con interruttori limitatori

La selettivit amperometrica una diretta conseguenza dei valori delle correnti di corto
circuito e di intervento dei rel magnetici mentre la selettivit cronometrica esternamente
imposta attraverso un opportuno ritardo di tempo nello sgancio del rel a monte; si deve
per aggiungere che nel caso di corto circuito con corrente tale da agire attivamente su
entrambi gli sganciatori elettromagnetici dei due interruttori collegati in serie, si pu
verificare che a causa dei diversi valori di corrente nominale dei due apparecchi, le masse
inerziali degli sganciatori sono differenti con la conseguenza che l'interruttore a valle, pi
piccolo e spesso pi veloce, interviene anticipando l'apertura rispetto all'interruttore a
monte che rimane chiuso: in questo caso si ha pertanto un comportamento selettivo del
sistema di protezione, determinato dalle caratteristiche dinamiche degli sganciatori.
Un ulteriore miglioramento si ha con l'ausilio della limitazione di corrente e pi
precisamente con l'utilizzo a valle di interruttori limitatori, in quanto possibile garantire la
selettivit con l'interruttore a monte, non limitatore, anche per elevate correnti di corto
circuito. In questo caso il valore di corrente per cui garantita la selettivit pu essere
molto pi elevato del valore di intervento del rel magnetico dell'interruttore a monte che
corrisponderebbe anche al valore limite di selettivit nel caso in cui l'interruttore a valle
non fosse limitatore. Ci pu dipendere fondamentalmente dai tre seguenti motivi:

- il potere limitatore dell'apparecchio a valle limita drasticamente il valore di picco
della corrente presunta di corto circuito sicch la soglia di sgancio dell'apparecchio
a monte non viene superata

- l'energia lasciata passare dall'interruttore a valle non ha un valore sufficiente ad
energizzare lo sganciatore magnetico dell'apparecchio a monte in modo che possa
essere completata la corsa di sgancio

- l'energia specifica passante quantitativamente sufficiente ma l'effetto limitatore
"arrotonda" l'impulso rendendolo non idoneo a vincere la reazione meccanica
generata dal movimento di sgancio (attrito)

5.1.3 - Tabelle di selettivit

facilmente comprensibile per le ragioni sopra esposte, come lo studio separato di due
dispositivi al fine di determinare la loro selettivit non possibile; i valori limite di selettivit
possono essere determinati solo attraverso una serie di prove dirette tra le diverse coppie
di interruttori. Per tale motivo i costruttori forniscono una serie di tabelle nelle quali
riportano per le varie coppie di interruttori il limite di selettivit (ovverosia il valore di
corrente di corto circuito oltre il quale entrambi gli interruttori possono intervenire). Queste
tabelle sono state memorizzate in TISYSTEM per la tensione di esercizio 400/230 V in
modo tale che il software stesso segnali qual il limite di selettivit tra due generici
interruttori e l'operatore possa determinare, attraverso i valori delle correnti di corto circuito
calcolati, se si ha una selettivit totale oppure parziale (e con quale grado di parzialit).




49
5.2 - Protezione di back-up

La protezione di back-up (o serie) viene definita all'articolo 434.3.1 della norma 64-8 dove
si afferma che i dispositivi di protezione contro i corto circuiti devono avere un potere di
interruzione non inferiore alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione,
ma tuttavia ammesso l'utilizzo di un dispositivo di protezione con potere di interruzione
inferiore se a monte installato un altro dispositivo avente il necessario potere di
interruzione. In questo caso le caratteristiche dei due dispositivi devono essere coordinate
in modo che l'energia che essi lasciano passare non superi quella che pu essere
sopportata senza danno dal dispositivo situato a valle e dalle condutture protette da questi
dispositivi.
La protezione di back-up offre quindi la possibilit di installare a valle interruttori con
prestazioni inferiori a quelle normalmente richieste, con conseguente riduzione dei costi;
un interruttore perci pu diventare idoneo ad interrompere correnti di corto circuito
superiori al suo potere d'interruzione nominale se a monte installato un altro apparecchio
di protezione che apre contemporaneamente il circuito. Infatti l'apertura in serie di due
contatti favorisce lo spegnimento dell'arco e riduce sensibilmente l'energia specifica
passante.
La protezione di back-up, oltre a derivare dalle caratteristiche tecniche dei singoli
dispositivi di protezione, dipende anche dall'azione interattiva reciproca tra i due
apparecchi collegati in serie; di conseguenza la prestazione serie di due dispositivi pu
essere determinata solamente effettuando delle prove di corto circuito sulla combinazione
e non attraverso i singoli dati di targa dei due apparecchi distinti. Le combinazioni possibili
e relativi poteri di interruzioni devono essere fornite dai costruttori e vengono normalmente
esposte tramite apposite tabelle.
Anche Bticino ha realizzato tali tabelle al fine di effettuare una corretta protezione di back-
up tra i suoi interruttori: esse sono state inserite negli archivi di TISYSTEM. In fase di
progettazione, se la tensione di esercizio imposta 400/230 V, lutente pu scegliere se
utilizzare la protezione serie [par. 13.2.1]: in tal caso gli interruttori posti a protezione delle
linee terminali dei singoli quadri saranno scelti secondo quanto esposto precedentemente.
50
6 - DIMENSIONAMENTO DEL CONDUTTORE DI PROTEZIONE
E DI NEUTRO

6.1 - Generalit

Il dimensionamento dei conduttori di protezione e di neutro pu comportare, in determinate
condizioni e dopo opportune verifiche, l'impiego di sezioni di valore inferiore a quella dei
rispettivi conduttori di fase. In questo capitolo vengono esaminati quali sono i metodi
proposti dalla norma 64-8 e come essi siano stati implementati nel programma attraverso
la realizzazione di sofisticati algoritmi di calcolo che, considerando le caratteristiche delle
linee in esame e i tipi di apparecchi posti a loro protezione, determinano le sezioni minime
del PE e del neutro che assicurano le condizioni di protezione e sicurezza previste dalla
normativa.

6.2 - Conduttore di protezione

6.2.1 - Determinazione della sezione

La norma 64-8 art. 543.1 riporta due metodi per il dimensionamento del conduttore di
protezione (PE):

a) La sezione del conduttore di protezione (S
p
) non deve essere inferiore al valore
determinato con la seguente formula:

S
I t
K
p
=
2
(1)

La formula (1) pu essere riscritta nel modo seguente:

( ) I t K S
p
2 2 2
= (2)

Tenendo presente che le sezioni dei cavi aumentano per valori discreti possiamo
pi realisticamente scrivere:

( ) I t K S
p
2 2 2
(3)

la (3) non altro che la stessa formula analizzata al par. 4.3.1 per garantire la
protezione dei conduttori dai corto circuiti: la sezione del PE viene determinata in
modo da garantire il non superamento durante il guasto della temperatura
ammessa in caso di corto circuito.
Il termine (It) che compare nella (1) rappresenta (come espresso dettagliatamente
al par. 4.3.1) l'energia specifica lasciata passare dal dispositivo di protezione; il
coefficiente K tiene conto del tipo di isolante, del materiale conduttore, delle
temperature iniziali e finali in caso di guasto.
La norma 64-8 riporta i valori da utilizzare per K nel caso in cui il PE sia un cavo
unipolare, l'anima di un cavo multipolare, il rivestimento metallico o l'armatura di un
cavo, un conduttore nudo: esso assume valori diversi nei vari casi sia per la
presenza o meno di materiale isolante, sia perch si suppone una diversa
temperatura iniziale del conduttore da cui deriva una minore o maggiore quantit di
energia specifica sopportabile dallo stesso. TISYSTEM assume il valore di K
51
proposto nel caso di anima di cavo multipolare (K = 115 per cavi in PVC; K = 143
per cavi in EPR); tali valori, coincidenti con quelli utilizzati per la protezione delle
fasi della linea dai corto circuiti, sono i pi restrittivi tra quelli proposti dalla norma in
quanto ipotizzano una temperatura iniziale del conduttore di protezione pari alla
massima temperatura ammissibile in servizio permanente e tali perci da garantire
sempre un corretto dimensionamento del PE.
Si osserva infine come la formula (1) non sia precisa in quanto la sezione S
p

dipende dal valore di corrente di corto circuito, ma questo valore dipende a sua
volta dal valore della sezione del PE. Da tale circolo chiuso si esce adottando il
metodo per approssimazioni successive che stato implementato nel programma
[par. 6.2.2].


b) La sezione dei conduttori di protezione pu essere determinata facendo riferimento
alla seguente tabella, in questo caso non necessaria la verifica attraverso
l'applicazione della formula (1). Se dall'applicazione della tabella risulta una sezione
non unificata, deve essere adottata la sezione unificata pi vicina al valore
calcolato.


Sezione dei conduttori di fase
(mm)
Sezione minima del conduttore di
protezione (mm)
S
f
< 16
16 < S
f
< 35
S
f
> 35
Sp = S
16
Sp = S/2


Sistema TN

TISYSTEM offre all'operatore la possibilit di scegliere, per ogni singolo quadro, tra [par.
13.2.1]:

1) N-PE calcolati

Il programma calcola la minima sezione del conduttore di protezione che garantisce
la protezione dai corto circuiti attraverso l'utilizzo di un algoritmo di calcolo derivato
dal metodo esposto al punto a).

2) N-PE fase

Il programma impone una sezione minima del conduttore di protezione pari ai valori
riportati nella tabella analizzata al punto b). L'algoritmo di calcolo viene comunque
applicato al fine di verificare che la sezione del PE cos determinata non sia di
valore troppo piccolo: se si riscontra tale situazione, si ha un aumento della sezione
rispetto al valore proposto nella tabella.




Sistema TT

52
Nel caso di sistema TT poich il programma non conosce il valore della corrente di corto
circuito in caso di guasto tra fase e conduttore di protezione (la corrente si richiude
attraverso terra), non possibile applicare alcun metodo di calcolo derivato dalla formula
(1): TISYSTEM utilizza per la determinazione della sezione del PE semplicemente la
tabella riportata al punto b).

6.2.2 - Algoritmo per il calcolo del conduttore di protezione (sistema TN)

Sono di seguito analizzati gli algoritmi utilizzati dal programma per il calcolo della sezione
del PE per un sistema TN sia nel caso in cui la linea sia sprovvista di interruttore
differenziale sia quando tale protezione invece presente.
Si riportano gli schemi a blocchi con relativo commento inerenti a entrambi le scelte "N-PE
calcolati" e "N-PE fase".


Linea protetta da interruttore magnetotermico

Al fine di dimensionare il conduttore di protezione necessario che siano verificati i
seguenti requisiti:

a) esso sia protetto in caso di corto circuiti fase-PE dall'interruttore magnetotermico
posto a protezione dei conduttori di fase [par.6.2.1]:

Poich la sezione del PE che il programma ricerca pu avere un valore inferiore a
quello delle fasi, il rel termico dell'interruttore non generalmente in grado di
assicurare la protezione dai sovraccarichi per il conduttore di protezione. Per tale
motivo al fine di garantire la protezione dai corto circuiti necessario controllare il
corretto intervento delle protezioni sia all'inizio che alla fine della linea [par. 4.3.1]:



I I
cc f -pe min a


(1)

I I
cc f -pe max

b


(2)

la relazione (2) equivalente a:

I
cc f - pe max
2
K t S
p


2 2
(3)

53
b) sia assicurata la protezione dai contatti indiretti; al par. 4.4 si dettagliatamente
analizzato come essa sia sempre garantita se la corrente di corto circuito minima
maggiore della corrente di intervento del rel magnetico:

I I
cc f -pe min magn
>
(4)

Tenendo presente che la corrente I
a
minore o uguale alla corrente di intervento
magnetico I
magn
, TISYSTEM, al fine di soddisfare le condizioni imposte ai punti a) e b),
ricerca la sezione minima del conduttore di protezione che assolve contemporaneamente
le seguenti relazioni:

I I
cc f -pe min magn
>
( )
I t K S
cc f -pe max

p
2 2 2
(5)

54






Schema 1
55







Schema 2
56
Linea protetta da interruttore magnetotermico differenziale


In questo caso la protezione dai contatti indiretti sempre assicurata dal differenziale.
Nella determinazione della sezione minima protetta dai corto circuiti non pi necessario,
come invece avveniva nel caso di interruttore solo magnetotermico, la verifica
dell'intervento del rel magnetico per guasto fase-PE in fondo alla linea in quanto per
valori di corrente anche estremamente bassi interviene comunque il differenziale. In tal
caso il programma si limita a ricercare la sezione minima del conduttore di protezione in
grado di sopportare l'energia specifica massima passante in caso di guasto tra fase e PE:

( )
I t K S
cc f -pe
max
p
2 2 2


L'energia specifica passante massima assume valori diversi a seconda dei valori di
corrente di corto circuito massima (I
cc f-pe max
) e minima (I
cc f-pe min
) rispetto a quello
di intervento del rel magnetico (I
magn
); si possono verificare tre casi:

1) I I
cc f - pe min magn
>

il rel magnetico interviene sempre poich il suo valore di corrente d'intervento
minore della corrente di corto circuito minima per guasto tra fase e PE: l'energia
specifica massima viene determinata in corrispondenza di I
cc f-pe max
nel
diagramma (It - I
cc
) dell'interruttore

2) I I
cc f -pe min magn
< I I
cc f -pe max magn
>

a seconda del valore di corrente di corto circuito si ha l'intervento del differenziale o
del rel magnetico; si sceglie il maggiore tra i due seguenti valori:

- energia specifica corrispondente a I
cc f-pe max
ricavato come al punto 1 dal
diagramma (It - I
cc
) dell'interruttore (valore massimo corrispondente allo
intervento del rel magnetico)

- energia specifica pari al prodotto tra il quadrato della corrente di intervento
del rel magnetico ed il tempo di intervento del differenziale (valore massimo
corrispondente al caso di intervento del differenziale): I
magn
t
diff


3) I I
cc f -pe max magn
<

interviene sempre il differenziale poich la corrente d'intervento del rel magnetico
maggiore della corrente di corto circuito massima per guasto tra fase e PE:
l'energia specifica massima si ottiene come prodotto tra la corrente di corto circuito
massima e il tempo di intervento del differenziale: I
cc f-pe max
t
diff



Il programma, noti i valori della corrente di corto circuito minima e massima per guasto tra
fase e PE e di intervento del rel magnetico, nonch il tempo di intervento del differenziale
57
previsto, determina automaticamente il valore di energia specifica passante massima
attraverso apposito algoritmo di calcolo:



Negli schemi a blocchi riportati nelle pagine seguenti l'applicazione dell'algoritmo per la
determinazione dell'energia passante stato indicato con il blocco "calcolo (It)"
58






Schema 3

59






Schema 4

60
6.2.3 - Cavi in parallelo per il conduttore di protezione

Se sono presenti cavi in parallelo sui conduttori di fase, il dimensionamento automatico del
conduttore di protezione viene comunque eseguito impiegando sempre un solo
conduttore. Nel caso di "N-PE" calcolati la sezione minima da cui inizia l'applicazione
dell'algoritmo ancora 1.5 mm mentre nel caso di "N-PE fase" la sezione minima
assunta pari a met della sezione del singolo cavo dei conduttori in parallelo sulle fasi (ad
esempio se si ha una fase di 3x240 mm la sezione minima del PE 120 mm). L'impiego
di pi conduttori in parallelo sul conduttore di PE non ha in realt un'effettiva utilit se si
effettua la seguente considerazione.
Poich si vuole sempre garantire il corretto intervento delle protezioni nel tempo
normativamente imposto [par. 4.4], quando si calcola la corrente di corto circuito minima,
essa deve essere determinata nella condizione che origina effettivamente la condizione
pi sfavorevole che corrisponde ad un guasto fase-PE tra uno solo dei conduttori di fase in
parallelo ed un solo dei conduttori di PE in parallelo. Se pertanto si hanno anche pi
conduttori in parallelo sul PE ai fini della condizione teorica che origina il valore pi basso
di corrente di guasto, nulla cambia rispetto al caso in cui si abbia un solo conduttore sul
PE di uguale sezione.
Quando invece si calcola la corrente di corto circuito massima al fine di garantire la
protezione da corto circuito attraverso la verifica dell'energia specifica passante per
confrontarla con il KS del cavo, si deve considerare un guasto fase-PE all'inizio della
linea che coinvolge un solo cavo del PE poich in questa condizione che il cavo viene
sollecitato dalla massima energia specifica passante in quanto tutta la corrente di guasto
interessa il singolo cavo soggetto al guasto.
Ne risulta pertanto che l'impiego di pi conduttori sul conduttore di PE ininfluente rispetto
alle situazioni pi gravose che possono verificarsi in caso di guasto e che determinano il
corretto dimensionamento del cavo stesso.
Per tale motivo Tisystem determina sempre un solo cavo (al limite di 630 mm) per il
conduttore di protezione. L'utente pu comunque inserire direttamente mediante
digitazione la sezione del PE utilizzando anche pi cavi in parallelo; in tal caso il
programma si limita a verificare che la sezione impostata di un singolo conduttore sia
correttamente dimensionata.
61
6.3 - Conduttore di neutro

6.3.1 - Determinazione della sezione

La norma 64.8 agli art. 524.2 e 524.3 riporta i criteri da adottare per il dimensionamento
del neutro.
L'eventuale conduttore di neutro deve avere la stessa sezione dei conduttori di fase:
- nei circuiti monofase a due fili , qualunque sia la sezione dei conduttori
- nei circuiti trifase quando la dimensione dei conduttori di fase sia inferiore od uguale
a 16 mm se in rame od a 25 mm se in alluminio

Nei circuiti trifase i cui conduttori di fase abbiano una sezione superiore a 16 mm se in
rame od a 25 mm se in alluminio il conduttore di neutro pu avere una sezione inferiore a
quella dei conduttori di fase se sono soddisfatte contemporaneamente le seguenti
condizioni:
- la corrente massima, comprese le eventuali armoniche, che si prevede possa
percorrere il conduttore di neutro durante il servizio ordinario , non sia superiore alla
corrente ammissibile corrispondente alla sezione ridotta del conduttore di neutro (la
corrente che fluisce nel circuito nelle condizioni di servizio ordinario deve essere
praticamente equilibrata tra le fasi);
- la sezione del conduttore di neutro sia almeno uguale a 16 mm se in rame e
25mm se in alluminio

All'art. 473.3.2 della norma 64-8 vengono riportate le seguenti prescrizioni per la
protezione del conduttore di neutro:

a) quando la sezione del conduttore di neutro sia almeno uguale od equivalente a
quella dei conduttori di fase, non necessario prevedere la rilevazione delle
sovracorrenti sul conduttore di neutro n un dispositivo di interruzione sullo stesso
conduttore

b) quando la sezione del conduttore di neutro sia inferiore a quella dei conduttori di
fase, necessario prevedere la rilevazione delle sovracorrenti sul conduttore di
neutro, adatta alla sezione di questo conduttore: questa rilevazione deve provocare
l'interruzione dei conduttori di fase, ma non necessariamente quella del conduttore
di neutro.

c) non necessario tuttavia prevedere la rilevazione delle sovracorrenti sul conduttore
di neutro se sono soddisfatte contemporaneamente le due seguenti condizioni:
- il conduttore di neutro protetto contro i cortocircuiti dal dispositivo di protezione
dei conduttori di fase del circuito
- la massima corrente che pu attraversare il conduttore di neutro in servizio
ordinario chiaramente inferiore alla portata di questo conduttore.

Nei sistemi trifasi equilibrati per poter ridurre la sezione del conduttore di neutro rispetto a
quella dei conduttori di fase quindi necessario che sia garantita la sua protezione dai
corto circuiti.

Come per il conduttore di protezione il software offre due possibilit di scelta per il
dimensionamento del neutro nel caso di sistema TN:


62

1) N-PE calcolati

il programma calcola la minima sezione del neutro che garantisce la protezione dai
corto circuiti

2) N-PE fase

il programma impone una sezione minima del neutro che non mai inferiore a met
di quella del conduttore di fase.
Tale scelta l'unica possibile nel caso di sistema TT; si infatti visto al par. 6.2.1
come questa sia la sola opzione abilitata per la determinazione della sezione del
conduttore di protezione; per uniformit si deciso di applicare questo vincolo
anche al dimensionamento del neutro (a differenza del PE la sezione scelta
inizialmente viene per verificata e, se necessario, opportunamente aumentata)

Maggiori chiarimenti sulle differenze che comportano queste scelte sono riportate di
seguito dove sono analizzati i vari tipi di circuito di cui si vuole determinare la sezione del
neutro; si possono verificare le seguenti quattro possibilit:

linea monofase

la sezione del neutro viene assunta uguale a quella della fase e non si effettua
alcuna verifica

b) linea trifase con conduttori di fase di sezione: S < 16 mm

la sezione del neutro viene assunta uguale a quella delle fasi e non si effettua
alcuna verifica

c) linea trifase con conduttori di fase di sezione: 16 mm < S < 35 mm

la sezione del neutro viene opportunamente calcolata garantendo una sezione
minima di 16 mm; in questo caso la scelta tra "N-PE calcolati" e "N-PE fase"
porta a identici risultati perch per entrambi la sezione minima possibile 16 mm

d) linea trifase con conduttori di fase di sezione: S > 35 mm

Se si opta per "N-PE calcolati" (nel caso di sistema TN) il programma determina la
minima sezione del neutro che risulta protetta dai corto circuiti. Se invece si sceglie
per "N-PE fase" (la sola valida per sistema TT) il programma impone una sezione
minima del neutro pari a met di quella delle fasi; tale valore viene comunque
verificato e, nel caso esso sia troppo piccolo, opportunamente aumentato.

6.3.2 - Algoritmo per il calcolo del neutro

TISYSTEM ricerca il neutro di sezione minore che sia protetto dai corto circuiti verificando
le seguenti relazioni:

1) l'energia specifica passante per guasto tra fase e neutro all'inizio della linea deve
essere inferiore a quella massima sopportabile dal cavo:

63
( )
I t K S
cc f -n max
n
2 2 2
(1)

2) il conduttore di neutro deve essere protetto in caso di corto circuito fase-neutro
anche in fondo alla linea: sufficiente che sia soddisfatta una delle seguenti
relazioni:

a) il rel magnetico interviene per ogni valore di corrente i corto circuito:

I I
cc f -n min magn
> (2)

b) la corrente nominale dello sganciatore magnetotermico posto a protezione
del neutro ha un valore inferiore alla portata del conduttore di neutro (in tal
caso, indipendentemente dalla lunghezza della linea, il cavo comunque
protetto dal rel termico [par. 4.3.1]:

I I
n neutro z neutro
< (3)

Al programma interessa determinare quale sia la sezione di valore minore che possa
essere utilizzata per il conduttore di neutro; ininfluente che per determinati valori di
corrente di corto circuito esso sia protetto dal rel termico oppure da quello magnetico. Per
tale motivo TISYSTEM ricerca la sezione minore che soddisfi la (1) ed almeno una
relazione tra la (2) e la (3).
Si osservi che, immaginando di partire da una sezione del neutro cos piccola da non
soddisfare n la (2) n la (3) ed aumentando via via il valore di sezione, non possibile a
priori dire quale sia la relazione che per prima risulter verificata; esso dipende da vari
fattori quali:

- il valore di corrente di corto circuito fase-neutro all'inizio della linea in esame (deriva
dalle caratteristiche della rete a monte)

- la lunghezza della linea (tanto pi elevata tanto minore sar il valore di corrente di
guasto in fondo alla linea)

- il tipo di interruttore magnetotermico (il polo di neutro pu essere dotato di proprio
rel magnetotermico oppure no).


Le grandezze riportate nelle formule 1), 2) e 3) si diversificano a seconda del tipo di
interruttore previsto a protezione della linea. I valori I
n neutro
e I
magn neutro
per ogni
interruttore magnetotermico sono visualizzati da Tisystem in apposite maschere
[par.14.5.1e 14.5.4].


Linea protetta da interruttore tetrapolare con tre poli protetti

Per questa categoria di interruttori il polo di neutro non protetto e perci una
sovracorrente nel conduttore di neutro pu essere rilevata solo indirettamente dalle
corrispondenti sovracorrenti nei conduttori di fase, pertanto:

- la I
n neutro
coincide in realt con la corrente nominale dell'interruttore

64
- i valori di energia specifica passante vengono ricavati dal diagramma (It - I
cc
)
dell'interruttore in corrispondenza dei valori di corrente di corto circuito massima per
guasto fase-neutro

- la I
magn
coincide con quella riportata sui normali diagrammi di intervento tempo-
corrente dell'apparecchio

Linea protetta da interruttore tetrapolare con I
n neutro
= I
n fase


Per questa categoria di interruttori il polo di neutro dotato di un rel magnetotermico per
la protezione dalle sovracorrenti con corrente nominale pari a quella dei rel di protezione
delle fasi. Valgono pertanto tutte le considerazioni gi esposte per il precedente caso di
interruttore con solo tre poli protetti.


Linea protetta da interruttore tetrapolare con I
n neutro
< I
n fase


Per questa categoria di interruttori il polo di neutro dotato di un rel magnetotermico per
la protezione dalle sovracorrenti con corrente nominale minore di quella dei rel di
protezione sulle fasi, pertanto:

- la I
n neutro
inferiore alla corrente nominale dell'interruttore

- i valori di energia specifica passante vengono ricavati da un diagramma (It - I
cc
)
diverso da quello caratteristico dell'interruttore. Poich per questi tipi di apparecchi
si utilizzano sul polo di neutro i normali sganciatori impiegati su interruttori della
stessa famiglia ma di corrente nominale inferiore le curve dell'energia specifica
sono comunque gi disponibili

- la I
magn
inferiore alla corrente di intervento magnetico dei rel sulle fasi (il suo
valore viene visualizzato nella maschera corrispondente alle caratteristiche
dell'apparecchio)

Il primo valore di sezione che il programma analizza al fine di verificare se idoneo come
conduttore di neutro (e che viene aumentato qualora non lo sia) dipende dalla sezione di
fase e dall'opzione scelta (N-PE calcolati o N-PE 1/2 fase). Esso viene ricavato dalla
seguente tabella:

opzione scelta S
fase


S
iniziale neutro

N-PE fase 16 mm S
f
< 35 mm S
n
= 16 mm
S
f
35 mm S
n
= S
f

N-PE calcolati S
f
1 6 mm S
n
= 16 mm






65






Schema 5
66
6.3.3 - Cavi in parallelo per il conduttore di neutro

Il dimensionamento del neutro pu risultare problematico nel caso in cui si abbiano pi
conduttori di fase in parallelo. Il problema diverso rispetto al caso del PE perch ora, in
caso di correnti di corto circuito di valore inferiore all'intervento magnetico dell'interruttore,
non si ha l'intervento del differenziale ma necessariamente l'intervento del termico il quale,
a causa dei tempi di intervento notevolmente pi elevati, fa transitare valori di energia
specifica passante che possono non essere sopportabili dai cavi (anche se di sezione 630
mm). Nel caso in cui si abbia un solo conduttore sulla fase , il problema non sussiste
perch si visto che comunque sempre possibile garantire la protezione da
sovraccarico (e pertanto anche da corto circuito in fondo alla linea) al limite mediante
l'impiego di un neutro di sezione pari alla fase. Se invece si hanno pi cavi in parallelo
sulla fase il problema della determinazione della sezione ottimale del neutro
particolarmente difficile in quanto, anche se si impiegano pi conduttori di neutro in
parallelo, tale scelta ininfluente nel calcolo della corrente di corto circuito minima in
quanto essa va calcolata coinvolgendo nel guasto un solo cavo di fase e di neutro. Il
software pertanto nel calcolo della corrente di corto circuito minima considera un guasto
fase-neutro in fondo alla linea che coinvolga uno solo dei cavi in parallelo sulla fase ed un
conduttore di neutro ed applica lo schema 5. Se determina una sezione di neutro idonea
il problema perfettamente risolto. Se invece, anche impiegando un cavo di neutro di
sezione pari a quello di fase, il valore di corrente di guasto risulta ancora troppo basso per
provocare l'intervento del magnetico in fondo alla linea, il programma passa ad utilizzare
pi cavi in parallelo fermandosi comunque ad un numero pari alla met dei conduttori di
fase (approssimato per eccesso nel caso di cavi di fase in parallelo in numero dispari).
Possono pertanto verificarsi dei casi, per le ragioni sopra esposte, in cui il conduttore di
neutro non risulta protetto correttamente da corto circuito. L'utente pu comunque
verificare facilmente tali situazioni visualizzando il valore di intervento magnetico
dell'apparecchio, la corrente di corto circuito minima F-N in fondo alla linea (sempre
calcolata tra un singolo cavo di fase e un singolo cavo di neutro) e la portata del neutro.



67
Parte Seconda

USARE TISYSTEM 5.0



Il programma di calcolo TISYSTEM 5.0 costituisce un utile strumento per la progettazione
degli impianti elettrici di bassa tensione. L'utente dovr comunque verificare la
rispondenza del programma alle proprie esigenze interpretando opportunamente i risultati.

Il contenuto di questi programmi oggetto di diritti esclusivi della BTicino S.p.A..


7 - REQUISITI HARDWARE E SOFTWARE


Per il corretto funzionamento dei programmi necessita il seguente hardware e software:

Requisiti Hardware : Personal Computer con processore Pentium
32 MB di memoria RAM
Scheda grafica SVGA con risoluzione 800x600 a 64K
Lettore CD-ROM
Mouse


Requisiti Software : Windows 95 o superiore

Spazio occupato su hard-disk: 40 Mbyte


Ogni ulteriore risorsa addizionale viene utilizzata dal programma e incrementa le
prestazioni di TISYSTEM.
68
8 - INSTALLAZIONE

Per installare il programma operare come di seguito descritto:

Avviare Windows

Inserire il Cd-Rom nel relativo drive (ad esempio D:)

3) Aprire il menu Start e selezionare il comando Esegui:

Compare la seguente finestra in cui digitare il comando:

D:\Tisystem 5.0\Tisystem50.exe



Alla Conferma viene visualizzata, per alcuni secondi, la maschera di seguito riportata:



Compare quindi la seguente schermata per linstallazione di Tisystem :

69


Alla conferma del bottone Avanti compare una finestra in cui viene richiesto il nome della
directory dove installare il programma:



La procedura di installazione propone la directory C:\Programmi\BTicino\Tisystem50;
lutente pu per selezionare il direttorio che preferisce mediante lattivazione del bottone
Sfoglia.

70
La maschera successiva richiede la conferma dei dati che con il bottone Indietro
possono essere modificati.



Allattivazione del pulsante Avanti inizia linstallazione del programma durante la quale
viene visualizzata la maschera:



Quando linstallazione terminata compare la seguente maschera :

71


I comandi per lavvio di Tisystem e per la lettura del manuale sono inseriti nel men Start
alla voce Programmi -> BTicino -> Tisystem50:



72
9 - REGISTRAZIONE

La prima volta che si avvia il programma compare la seguente maschera di registrazione



in cui e' necessario inserire il proprio "Codice servizi" ed la propria "Password" per
accedere alle funzionalit complete del programma.

Cliccando su "OK" senza inserire i codici, il programma funziona in modalit "Demo" cio
senza le funzioni di stampa, salvataggio ed esportazione.

Per ottenere la Password di sblocco gratuita, telefonare al
Numero di Servizio Automatico - 0332 42.17.21

oppure accedere al sito
www.bticino.it - Strumenti di lavoro

Comunicare quando richiesto il Codice Servizi e automaticamente verra' rilasciata la
Password di Sblocco.

Per ottenere gratuitamente informazioni sulle novit dei SW Tecnici e sulle nuove versioni
rilasciate, e' possibile iscriversi alla mailing-list SW Tecnici sempre presso

www.bticino.it Supporto tecnico


73
10 - AMBIENTE DI LAVORO


Una volta avviato TISYSTEM, viene visualizzato il seguente ambiente di lavoro:




10.1 - Gestione documenti

10.1.1 - Creazione nuovo progetto

E' possibile creare un nuovo progetto in tre diversi modi:

1) Cliccare sull'icona Nuovo Documento

2) Entrare nel menu' File e selezionare Nuovo

3) Digitare dalla tastiera CTRL+N

10.1.2 - Apertura documento esistente

E' possibile aprire un progetto esistente in tre diversi modi:

1) Cliccare sull'icona Apri Documento

74
2) Entrare nel menu' File e selezionare Apri

3) Digitare da tastiera CTRL+F12

Si apre la nota maschera di Windows per lapertura di un documento, in cui selezionare
lunita', il direttorio, ed il nome del progetto da aprire (il suffisso e' .TIS):



10.1.3 - Salvataggio documento

E' possibile salvare un progetto in tre diversi modi:

1) Cliccare sull'icona Salva Documento

2) Entrare nel menu' File e selezionare Salva

3) Digitare da tastiera SHIFT+F12

Si apre la nota maschera di Windows per il salvataggio di un documento, in cui specificare
lunita', il direttorio, ed il nome del progetto da salvare (il suffisso e' .TIS):



75
Se invece il progetto era gi stato salvato in precedenza, viene ora salvato in automatico.
Qualora lo si voglia salvare con un nome, in un direttorio o su un drive diverso rispetto al
salvataggio precedente, e' necessario entrare nel menu' File e selezionare Salva con
nome: il programma apre in questo caso una maschera analoga a quella del primo
salvataggio.

10.1.4 - Chiusura di un documento

E' possibile chiudere un progetto aperto in tre diversi modi:

1) Cliccare sull'icona Chiudi Documento

2) Entrare nel menu' File e selezionare Chiudi

3) Digitare da tastiera CTRL+F4

Se il progetto ha subito modifiche dallultimo salvataggio effettuato, il programma richiede,
prima di procedere alla chiusura, se si desidera salvare il documento.

10.1.5 - Configurazione Toolbar

I comandi di utilizzo frequente sono disponibili sottoforma di icone, ovvero gruppi di bottoni
posizionabili nella fascia laterale dellapplicazione, chiamate Toolbar, oppure allinterno
dellarea dello schermo, dove assumono laspetto di finestre di Windows.
Il comando Configura Toolbars del menu' Finestra permette di scegliere quali Toolbar
visualizzare ed in quale punto dello schermo devono comparire in modo che lutente possa
creare lambiente di lavoro che preferisce:



Ogni Toolbar e' rilocabile in qualsiasi punto dello schermo anche mediante semplice
trascinamento mediante mouse, (senza cio utilizzare la maschera sopra riportata).

Per avviare un comando da unicona, occorre effettuare un solo clic con il mouse sullicona
stessa. Per aumentare la comprensione delle icone, TISYSTEM mette a disposizione dei
suggerimenti che compaiono al passaggio del puntatore.

76
11 - DATI GENERALI PROGETTO (Documento Tisystem)


Alla creazione di un nuovo documento si apre una finestra iniziale che chiede il tipo di
documento da realizzare: Documento Tisystem oppure Documento Tidqe (vedi a pag.138)
Per il Documento Tisystem chiede l'inserimento dei dati generali dimpianto.



11.1 - Dati impianto



Mediante la cartella DATI si impostano:

Nome progetto: per assegnare un nome allimpianto da progettare
Disegnato : il disegnatore
Coordinato: il coordinatore
N. di Disegno: il n. del disegno / progetto
Tensione di esercizio: per impostare le tensioni di esercizio (trifase e monofase)
dell'impianto tra 400/230 e 230/132
Sistema di distribuzione: per scegliere il sistema di distribuzione TT o TN.
c.d.t. max nellimpianto: per impostare il valore massimo di c.d.t. totale da non superare

11.1.1 - Sistema TN

Se il sistema selezionato e' TN [par. 1.2], mediante la cartella CABINA si sceglie il tipo di
cabina elettrica di trasformazione M.T./B.T. [par. 1.3]:

77


Mediante la maschera DISTRIBUZIONE TN si impostano:



- la potenza di corto circuito della rete Media Tensione [par. 3.2.1]

- la potenza, la tensione di corto circuito e il valore delle perdite nel rame del/i
trasformatore/i [par. 3.2.2]

- se i motori contribuiscono alla corrente di corto circuito [par. 3.5] e, in caso affermativo,
la somma delle potenze dei motori e il coefficiente di contemporaneit di
funzionamento dei motori per ciascuna partenza dalla cabina



78
11.1.2 - Sistema TT

Se il sistema selezionato e' TT la cartella DISTRIBUZIONE TT permette di impostare:




- la corrente di corto circuito presunta trifase nel punto di consegna [par. 3.3.1]

- la corrente di corto circuito presunta fase-neutro nel punto di consegna [par.3.3.1]

- se i motori contribuiscono alla corrente di corto circuito [par. 3.5] e, in caso affermativo,
la somma delle potenze dei motori derivati e il coefficiente di contemporaneit di
funzionamento dei motori

79
12 - SCHEMA A BLOCCHI DELLIMPIANTO

Dopo aver inserito tutti dati precedentemente descritti, alla conferma il software passa alla
seguente schermata dove viene rappresentato lo schema a blocchi dellimpianto.
Inizialmente presente un solo quadro ancora privo di nome:



Via via che si aggiungeranno i quadri costituenti limpianto con le modalit indicate al par.
13.4, lo schema a blocchi assumer una rappresentazione del tipo seguente in cui la
legenda contiene le informazioni caratteristiche del quadro corrispondente nella parte
superiore:


80
utile notare che possibile spostare nel modo desiderato i blocchi rappresentanti i vari
quadri, in modo da visualizzare e soprattutto stampare tale schema nel modo preferito.
sufficiente trascinare con il mouse i blocchi dei quadri nel punto desiderato dello schermo,
il programma provvede automaticamente a modificare le linee di collegamento e a
spostare insieme anche la legenda corrispondente:




L'ambiente sopra riportato composto da 4 sezioni che possono essere dimensionate a
piacere con lutilizzo del mouse spostando rispettivamente verso lalto o basso oppure
destra o sinistra le righe di separazione orizzontale o verticale.
Inoltre possibile fare scorrere nelle quattro direzioni le varie sezioni della finestra,
mediante le comuni sbarre di scorrimento di Windows.

Le immagini in esse contenute possono infine essere ingrandite o rimpicciolite con lausilio
delle icone oppure attraverso i comandi Zoom + e Zoom - selezionabili dal men
Operazioni o dal men Pop-up (con tale termine si intende il men che si apre attivando il
pulsante destro del mouse).

Quanto sopra detto vale anche per tutte le schermate successivamente analizzate
(schema elettrico, vista frontale quadro, circuito ausiliario, ecc.).
81
13 - DISEGNO DELLO SCHEMA UNIFILARE DEL QUADRO

Per passare dallo schema a blocchi dellimpianto al disegno dello schema unifilare del
singolo quadro sufficiente eseguire una delle quattro seguenti operazioni:

1) cliccare due volte sul blocco del quadro
2) cliccare sull'icona Schema quadro
3) selezionare il blocco del quadro e attivare Schema Quadro dal men Operazioni
4) selezionare il blocco del quadro e attivare Schema Quadro dal men Pop-up

Lesecuzione di uno dei comandi sopra riportati apre la seguente finestra nella quale
inserire le varie apparecchiature costituenti il quadro:



13.1 - Configurazione legenda

Tisystem offre la possibilit di personalizzare a proprio piacere la legenda che appare
nella parte bassa dello schermo (e che poi comparir nella stampa dello schema)
scegliendo i dati da inserire ed il relativo ordine.
Per far ci occorre scegliere il comando Configurazione legenda dal men Operazioni
oppure dal men Pop-up. Appare la seguente finestra:

82


Mediante i bottoni >> e << possibile spostare i campi dalla finestra Dati disponibili a
quella Dati in legenda e viceversa.

Mediante i bottoni Sposta in alto e Sposta in basso possibile muovere i dati inseriti in
legenda, al fine di posizionarli nellordine voluto.

Il programma consente di spostare in un'unica operazione un gruppo di campi, dopo averli
selezionati con il mouse.

inoltre possibile salvare delle diverse configurazioni di legende: in tal modo si pu
richiamare in unica operazione la legenda desiderata senza la necessit di dovere ogni
volta riselezionare tutti i campi e riposizionarli nellordine desiderato.

Nel campo Legenda predefinita si seleziona la legenda desiderata tra quelle disponibili:
la legenda scelta viene automaticamente caricata.

Se si vuole creare una nuova legenda predefinita sufficiente impostarla come sopra
descritto e poi salvarla con il bottone Salva: si apre una maschera che richiede di digitare
il nome della nuova legenda.

Se si vuole eliminare una legenda predefinita sufficiente selezionarla e attivare il bottone
Elimina.

Se si vuole cambiare il nome di una legenda predefinita sufficiente selezionarla e
attivare il bottone Rinomina.

La necessit di utilizzare legende di tipo diverso predefinite pu dipendere da varie
ragioni.
Tale funzione pu ad esempio essere utile se si desidera stampare lo schema dei quadri
degli impianti dimensionati con un numero molto elevato di campi in legenda: per ovvi
motivi di spazio non possibile stamparli tutti in unico foglio in quanto si dovrebbero
utilizzare fattori di riduzione tali da non permetterne poi una chiara leggibilit. In tal caso si
83
possono creare due legende in cui si raggruppano i dati per omogeneit e poi stampare
due volte lo schema dei quadri caricando le due diverse legende.

13.2 - Configurazione quadro

possibile aprire apposita maschera per la configurazione del quadro nella quale
impostare i parametri necessari al programma per eseguire il dimensionamento.

Se si nella schermata Schema a blocchi dellimpianto necessario selezionare con
il mouse il blocco del quadro e operare quindi in uno dei seguenti modi:

1) cliccare due volte sulla legenda corrispondente
2) cliccare l'icona Dati Quadro
3) selezionare Dati Quadro dal men Operazioni
4) selezionare Dati Quadro dal men Pop-up

Se invece si gi nella schermata Schema elettrico del quadro, si pu attivare uno dei
seguenti comandi:
1) cliccare l'icona Dati Quadro
2) selezionare Dati Quadro dal men Operazioni
3) selezionare Dati Quadro dal men Pop-up

Tutte le impostazioni specificate nella maschera che si apre, sono relative esclusivamente
al quadro in esame, in tal modo si possono adottare criteri di dimensionamento diversi da
quadro a quadro.

13.2.1 - Dati generali quadro



Nome Quadro: campo nel quale specificare un nome per identificare il
quadro.

84
Note campo nel quale specificare eventuali note legate al
quadro.

Sezione di Neutro e PE: per scegliere (nel caso di sistema TN), se si vuole
utilizzare, per la determinazione della sezione dei
conduttori di neutro e di protezione, il metodo " calcolati"
oppure il metodo " Fase". [cap. 6]

Metodo selezione I
n
: per scegliere se la corrente nominale I
n
pu essere
uguale alla corrente di impiego I
b
oppure devessere
necessariamente superiore di una certa quantit [par.
4.2.2]

Protezione di Back-up: per scegliere se nella selezione degli interruttori si vuole
utilizzare la protezione di back-up per le linee terminali
nel caso di tensione desercizio 400/230 [par. 5.2]

Sezione Minima (mm): per specificare la sezione minima che devono avere i
conduttori delle linee in uscita dal quadro (per default
impostato il valore di 1,5 mm)

Collegamento in morsettiera: per stabilire se le apparecchiature all'interno del quadro
devono essere collegate in morsettiera

I
n
minima [A]: per scegliere la corrente nominale minima degli
interruttori da installare nel quadro

Potere d'interruzione: per impostare se la scelta degli interruttori automatici
deve essere effettuata in base al potere d'interruzione
estremo (I
cu
secondo norma CEI EN 60947-2, I
cn

secondo norma CEI EN 60898) o quello di servizio I
cs
.

N. max serie: per scegliere quale dovr essere il numero massimo di
apparecchi collegati in serie tra loro allinterno del
quadro.

13.2.2 - Scelta apparecchi modulari Btdin

All'interno di questa maschera possibile abilitare o disabilitare apparecchi Btdin
magnetotermici e magnetotermici differenziali in modo che, durante loperazione di
calcolo, il programma selezioni, per il quadro in esame, interruttori esclusivamente
appartenenti alle scelte abilitate.

85


possibile disabilitare/abilitare:

- intere serie di interruttori
Se si vuole ad esempio realizzare un quadro sul quale non debbano essere
presenti interruttori con potere dinterruzione inferiore a 6kA (richiesta di Capitolato),
si disabilitano le famiglie Btdin 40 e Btdin 45 eliminando la crocetta da tutte le
relative caselle; in questo modo, il programma, nelloperazione di calcolo, effettua la
ricerca degli interruttori a partire da Btdin 60.

- curve dintervento per un determinata serie
Se ad esempio si vogliono utilizzare Btdin 45 con curva dintervento B, sufficiente
disabilitare la casella C in corrispondenza di tale famiglia.

- apparecchi 1P+N da un modulo o due moduli
possibile decidere se escludere limpiego di tutti gli apparecchi monofasi 1P+N
oppure esclusivamente di quelli ad un modulo.

- tipo di interruttore differenziale
Il programma permette di impostare quali tipo di interruttori differenziali utilizzare tra
AC, A e S. Se ad esempio non si vogliono utilizzare differenziali di tipo AC
sufficiente escludere la relativa casella e gli apparecchi selezionati saranno
esclusivamente di tipo A.

- norma di riferimento
Il potere di interruzione di un interruttore modulare Btdin ha valore diverso a
seconda della norma che si assume come riferimento per lo stesso (IEC 898 o IEC
947). Il programma seleziona gli interruttori con adeguato potere di interruzione in
funzione dei valori corrispondenti alla norma impostata.

13.2.3 - Scelta Interruttori magnetotermici Megatiker

All'interno di questa maschera possibile abilitare o disabilitare una o pi serie di
interruttori Megatiker elettromeccanici in modo che durante loperazione di calcolo, il
86
programma selezioni, per il quadro in esame, apparecchi esclusivamente appartenenti alle
serie abilitate.



possibile disabilitare/abilitare:
- intere serie di interruttori
Se si vuole ad esempio realizzare un quadro sul quale non si vogliono impiegare
Megatiker 160 installabili su guida DIN , al fine di evitare che TISYSTEM li selezioni
durante le operazioni di Calcolo e Ricerca Articoli, sufficiente disabilitare tutte le
caselle corrispondente a tale serie.

- interruttori con determinato potere dinterruzione
Se si vuole ad esempio utilizzare solo Megatiker 250 da 70kA anche se il potere di
interruzione in realt superiore a quello effettivamente necessario (per soddisfare
richieste di capitolato o per tenere gi conto di futuri cambiamenti dellimpianto che
origineranno aumenti della corrente di corto circuito) sufficiente disabilitare la
casella MA in corrispondenza delle serie 250.

13.2.4 - Scelta Interruttori elettronici Megatiker

All'interno di questa maschera possibile abilitare o disabilitare una o pi serie di
interruttori Megatiker elettronici in modo che durante loperazione di calcolo, il programma
selezioni, per il quadro in esame, apparecchi esclusivamente appartenenti alle serie
abilitate.

87


Le selezioni impostabili in tale finestra sono identiche a quelle gi descritte al par. 13.2.3
per gli interruttori elettromeccanici.

13.3 - Inserimento apparecchiature

A questo punto si procede con il disegno dello schema unifilare del quadro inserendo via
via le varie apparecchiature.

Inizialmente si seleziona un apparecchio mediante mouse e si decide se:

a) inserire un altro apparecchio in serie a quello selezionato.

In tal caso necessario operare in uno dei seguenti metodi:
1) cliccare l'icona Inserisci in serie
2) selezionare Inserisci in serie dal men Operazioni
3)selezionare Inserisci in serie dal men Pop-up

b) inserire un altro apparecchio in parallelo a quello selezionato (tale comando
inattivo per linterruttore generale).

In tal caso necessario operare in uno dei seguenti metodi:
1) cliccare l'icona Inserisci in parallelo
2) selezionare Inserisci in parallelo dal men Operazioni
3) selezionare Inserisci in parallelo dal men Pop-up

Si procede poi allinserimento effettivo del nuovo apparecchio mediante la selezione del
relativo simbolo grafico. Esso pu essere scelto in uno dei seguenti modi:

1) cliccare con il mouse sul relativo simbolo scelto nella toolbar degli Apparecchi:


88


2) selezionare lapparecchio nel men Inserisci:





In questo modo possibile tracciare lintero schema elettrico del quadro:









89


13.4 - Collegamento ad altro quadro

Tutte le linee terminali dello schema di un quadro possono alimentare un altro quadro,
operando come di seguito descritto:

a) attivare il comando di collegamento al quadro in uno dei seguenti modi:
1) cliccare l'icona Collega a quadro
2) selezionare Collega a quadro dal men Operazioni
3) selezionare Collega a quadro dal men Pop-up

b) selezionare lapparecchio che costituir linterruttore generale del quadro derivato,
selezionandolo in modo identico a quanto descritto nel par. 13.3.

c) appare la seguente finestra che permette di determinare se la linea alimenter un
nuovo quadro oppure un quadro gi esistente di cui si richiede la relativa selezione.
Nel caso di quadro esistente esso avr necessariamente almeno due interruttori
generali (cio due circuiti completamente separati).


90


Alla conferma, sullo schema unifilare compare una freccetta con indicato la sigla del
quadro derivato ed il numero della relativa linea collegata (che nella maggior parte dei casi
l1, ma pu anche essere diverso se esistono pi linee in entrata nel quadro):



Se nel finestra Personalizzazione programma abilitata la scelta Apertura automatica
nuovi quadri (cap. 21) il programma provvede inoltre ad aprire il nuovo quadro
posizionandosi sullinterruttore generale dello stesso.

Inoltre lo schema a blocchi si presenter modificato con linserimento del nuovo quadro.

91
14 - INSERIMENTO DATI DELLE LINEE

Per specificare le caratteristiche di ogni singola linea si seleziona con il mouse il simbolo
da configurare e si procedere quindi in uno dei seguenti modi:
1) cliccare due volte sul simbolo stesso
2) cliccare l'icona Dati Linea
3) selezionare Dati Linea dal men Operazioni
4) selezionare Dati Linea dal men Pop-up

La finestra Dati Linea che si apre dispone di 6 diverse cartelle in cui impostare i dati
della linea e dove visualizzare i risultati delloperazione di calcolo.

14.1 - Carico e fasi della linea

Mediante la cartella CARICO si inseriscono le fasi della linea e i dati caratteristici del
carico utilizzatore:



possibile inserire o visualizzare (per maggiori informazioni sui dati sotto descritti vedere
par. 2.2):

Descrizione: per inserire una descrizione caratteristica della linea che
comparir in legenda e in stampa

Note campo nel quale specificare eventuali note legate alla linea

Fasi: per stabilire le fasi della linea, scelte tra trifase con neutro,
trifase senza neutro, monofase e fase-fase
92
Il programma propone esclusivamente le scelte possibili,
compatibilmente alla linea gi presente a monte e quelle
eventualmente gi inserite a valle.
Ad esempio se si derivano da una linea monofase L
1
N, altre
linee, queste potranno essere esclusivamente monofase di tipo
L
1
N. Se dopo laggiunta di tali linee, si vuole modificare la linea
iniziale, essa potr diventare esclusivamente di tipo L
1
L
2
L
3
N
(purch lapparecchio a monte sia di questo tipo)

Potenza nominale: per specificare la potenza totale (cio non moltiplicata per i
coefficienti K
u
e K
c
) della linea in kW o kVAR
necessario inserire tale valore inserire esclusivamente sulle
linee terminali (cio che alimentano direttamente un carico) in
quanto la procedura di calcolo (risalendo da valle verso monte)
determina la potenza attiva e reattiva transitante in ogni linea di
distribuzione e compila automaticamente tale campo.

Potenza effettiva: la potenza totale moltiplicata per i coefficienti K
u
e K
c


Cos: per inserire il fattore di potenza del carico, solo nel caso di linee
terminali e potenza espressa in KWatt; il carico considerato di
tipo induttivo (corrente in ritardo rispetto alla tensione).
Per le linee di distribuzione il programma che determina il
fattore di potenza della linea, uguale al rapporto tra la potenza
attiva e la potenza apparente transitante.

Corrente dimpiego I
b
: per le linee terminali, in base al valore di Potenza totale, K
u
e
K
c
il programma calcola in tempo reale la corrente dimpiego.
Tale valore, per le linee terminali, pu anche essere inserito
direttamente dallutente al posto della potenza totale; in questo
caso questo secondo che viene calcolato da Tisystem.
Per le linee di distribuzione tale campo viene invece compilato
automaticamente dal software, con il valore della corrente
dimpiego determinato come massimo valore tra le correnti
circolanti nelle fasi.

Coefficienti K
u
e K
c
: per inserire/visualizzare i coefficienti di utilizzazione e
contemporaneit secondo le regole spiegate al par. 2.2.

14.2 - Cablaggio interno al quadro

TISYSTEM assegna automaticamente la sezione ed il tipo di conduttore (cavo o sbarra)
da impiegare all'interno del quadro per il collegamento di ogni apparecchio con la
morsettiera, con i conduttori delle linee in uscita o con i restanti apparecchi. La scelta
viene effettuata in base alla corrente nominale del simbolo. L'utente ha le seguenti la
possibilit:

a) modificare, a livello di singolo apparecchio, i dati scelti dal programma mediante
l'inserimento di diverso codice per morsetti fissaggio cavi e isolatori fissaggio sbarre
93
in morsettiera (indicati nel programma genericamente con il termine morsetti)
oppure di diversa sezione per il cablaggio. sufficiente selezionare un simbolo e
aprire la cartella CABLAGGIO nella finestra Dati Linea; compare una finestra in cui
possibile modificare i dati relativi allapparecchio:
- decidere se aggiungere oppure no i morsetti/isolatori (solo per le linee terminali del
quadro, per le altre linee sono disabilitati)
- sostituire i morsetti inizialmente prescelti con quelli corrispondenti ad un valore di
corrente maggiore (solo per le linee terminali del quadro)

- impostare la lunghezza del cablaggio interno del quadro
- sostituire le sezioni di cablaggio inizialmente prescelte con quelle corrispondenti
ad un valore di corrente maggiore



b) modificare, a livello generale, i valori impostati in modo che ogni simbolo
successivamente inserito utilizzi i nuovi dati.
Quando si effettua unoperazione di calcolo, il programma provvede ad aggiornare i
dati, sostituendo quelli (morsetti e sezioni) eventualmente diversi dalle impostazioni
nellarchivio generale.

Per eseguire questa operazione necessario selezionare il comando
Configurazione Cablaggio dal men Finestra. Compare un elenco in cui viene
visualizzato a fianco di ogni valore di corrente nominale degli apparecchi:

- il codice del morsetto (allatto dellinstallazione inserito un codice fittizio costituito
dalla lettera M seguita dal valore in mm per i morsetti relativi al cablaggio in cavo e
dalla lettera B seguita dal valore dellaltezza della sbarra per gli isolatori relativi al
cablaggio in sbarra)

94
- la sezione dei conduttori di fase e di neutro da utilizzare nel quadro per il
collegamento dell'apparecchio



L'utente pu selezionare qualunque valore di corrente e, mediante il bottone Modifica,
cambiare i valori impostati:



Nella maschera che si apre, a fronte di eventuali cambiamenti apportati, anche
necessario impostare:

- le dimensioni in mm dello spazio occupato in morsettiera dal morsetto o dalla sbarra
da collegare alla linea in uscita (per tenerne conto nella scelta dei pannelli per
morsettiere durante il dimensionamento del quadro - par. 19.2.3)

- i valori di resistenza e reattanza delle sezioni di fase e neutro impostate, al fine di
considerare anche tali tratti durante il calcolo delle correnti di corto circuito

14.3 - Conduttura

95
Per le sole linee terminali dei quadri possibile selezionare dalla finestra Dati Linea la
cartella CONDUTTURA, nella quale si inseriscono i dati riguardanti le caratteristiche dei
conduttori che escono dal quadro:



Scelta del tipo di cavo e della posa

Il programma stato realizzato in modo che ogni scelta effettuata abiliti esclusivamente
quelle consentite in funzione delle suddivisioni riportate nella Norma CEI-UNEL 35024/1.
In pratica si imposta inizialmente il tipo di cavo:



si seleziona quindi il gruppo di posa tra quelli disponibili:



ed infine il tipo di posa tra quelli relativi al gruppo impostato:

96


Dopo avere impostato il tipo di cavo, per facilitare la scelta del tipo di posa tra i molteplici
memorizzati allinterno del programma, anche possibile cliccare sul disegno del tipo di
posa; in tal caso si apre la maschera seguente che mostra una struttura ad albero in cui
sono riportati tutti i gruppi di posa e relativi tipi di posa. In tal modo si ha una visione di
insieme delle pose e si pu individuare e selezionare con facilit quello desiderato.



Blindosbarre

Il software permette anche l'impiego di condutture in barre prefabbricate selezionando la
voce Blindosbarra nel campo Tipo Cavo.
Per selezionare una blindosbarra tra quelle presenti in archivio, occorre utilizzare il campo
Blindosbarra:

97


L'archivio delle blindosbarre inizialmente vuoto quando il programma viene installato.
Mediante il bottone Inserisci si apre la seguente maschera per creare una nuova
blindosbarra. necessario specificare un codice, una descrizione e i valori di resistenza e
reattanza per sbarra di fase, neutro e protezione:



possibile modificare i dati relativi ad una blindosbarra precedentemente creata mediante
il bottone Modifica.

Per cancellare una blindosbarra dallarchivio, necessario selezionarla e attivare il
bottone "Elimina".

98
In fase di calcolo il software dimensiona l'impianto verificando che la blindosbarra scelta
abbia una portata adeguata e che la caduta di tensione sia inferiore alla massima imposta:
in caso di verifica negativa, si ha una segnalazione di errore.

Dati per determinare la sezione dei cavi

Il programma richiede altri dati per determinare la corretta sezione dei cavi di fase, neutro
e PE delle linee in uscita. Essi sono:
- tipo di materiale isolante (PVC o EPR)
- temperatura ambiente
- numero di circuiti raggruppati (posati insieme)

Inoltre, per determinati tipi di posa, vengono richiesti ulteriori informazioni aggiuntive (ad
esempio relativa distanza nel caso di cavi interrati).

I campi I
z-nom F
e I
z-nom N
mostrano i valori di portata di fase e neutro a condizioni nominali
(valori riportati nella tabella CEI-UNEL calcolati a 30 C e senza circuiti raggruppati).
I campi I
z-eff F
e I
z-eff N
riportano invece le portate effettive dei cavi di fase e di neutro in
funzione delle impostazioni prescelte: mediante tali valori che Tisystem determina la
sezione pi idonea.

inoltre possibile da parte delloperatore impostare un coefficiente denominato K
utente
che pu avere valori inferiori o superiori a 1.
Esso viene moltiplicato per il valore di portata determinato in funzione degli altri dati
impostati e pu servire per introdurre variazioni sulla portata dei conduttori derivanti da
valutazioni di progetto effettuate direttamente dallutente.

Sigla cavo

Tramite la funzione Gestione archivio sigle cavo raggiungibile dal men Finestra
possibile creare un archivio dei cavi comunemente utilizzati. La sigla, tramite il men a
tendina, viene poi posizionata nel campo per poi comparire in legenda e nelle stampe.

Impostazioni di default

Impostare per ogni linea tutte le informazioni necessarie per individuare la corretta sezione
per ogni linea, richiede sicuramente un elevato tempo in quanto necessita impostare i
diversi dati sopra descritti.
Alla fine di semplificare e ridurre notevolmente i tempi di lavoro, possibile (oltre ad usare
i comandi di Copia e Incolla descritti al par. 14.9) usufruire del comando Salva come
default.
Poich le linee in uscita da un quadro hanno molto spesso dati analoghi (stesso tipo di
posa, stesso tipo di cavo, stessa temperatura ambiente, ecc.) sufficiente impostare tutti i
dati sulla prima linea inserita e applicare quindi il comando Salva come default. In tal
modo ogni nuova linea che viene inserita avr gi automaticamente impostati tutti i
parametri della prima. In tal caso sufficiente completare la maschera con i dati mancanti
(ad esempio Lunghezza linea a valle).
Con il comando Ricarica default possibile ricaricare tutti i dati di default annullando le
impostazioni presenti al momento di attivazione del comando.

Sezione cavi
99

In tale maschera compaiono i valori di sezione dei cavi di fase neutro e PE.
All'inserimento di una nuova linea, essi assumono la sezione iniziale di 1, 5 mm. La loro
effettiva sezione viene poi determinata dal programma, in funzione delle impostazioni della
linea sopra descritte, durante loperazione di Calcolo.
L'utente pu per impostare direttamente la sezione dei cavi desiderata (ad esempio
perch i cavi sono gi preesistenti e posati e pertanto si deve necessariamente usare una
determinata sezione) ed effettuare quindi loperazione di Calcolo [par. 15.1].
Le sezioni dei cavi devono essere invece necessariamente gi impostate al momento di
attivazione del comando di Verifica [par. 15.2]: in tal caso esse devono essere gi state
determinate precedentemente da un operazione di Calcolo, oppure vanno inserite
direttamente dallutente in questa maschera.

14.4 - Simbolo grafico ed esecuzione apparecchio

Selezionando dalla finestra Dati Linea la cartella SIMBOLO appare la seguente finestra:



nella quale possibile sostituire il simbolo precedentemente inserito e, nel caso esso sia
un interruttore, scegliere quale esecuzione si vuole utilizzare.

14.5 - Gestione interruttori

La cartella APPARECCHIO permette di visualizzare ed impostare una serie di dati relativi
al simbolo selezionato. Le opzioni e modalit di funzionamento del programma cambiano
a seconda del tipo di simbolo.

14.5.1 - Interruttori magnetotermici
100

Se al simbolo non stato ancora assegnato un codice articolo, la cartella APPARECCHIO
si presenta nel seguente modo:




In generale il software che determina gli interruttori durante loperazione di Calcolo (tra le
serie abilitate nella maschera Dati Quadro [par.13.2.1]) in funzione dei dati tecnici delle
linee da lui stesso calcolati (corrente d'impiego e correnti di corto circuito). per
possibile:

a) inserire il valore della corrente dell'interruttore nel campo Corrente regolata I
r
.
In tal caso il programma, durante loperazione di calcolo, cerca un interruttore di
corrente nominale I
r
uguale al valore impostato in tale campo, indipendentemente
dal valore di corrente dimpiego I
b
della linea (ovviamente la I
r
inserita deve essere
maggiore alla I
b
, altrimenti il software la modifica automaticamente).
Se il valore inserito di I
r
non coincide esattamente con quello della corrente
nominale di un interruttore idoneo, (ad esempio sono stai digitati dei valori come 13
A, 72 A, 560 A) il programma sceglie un apparecchio di corrente nominale
immediatamente superiore ed il valore impostato di I
r

- viene uguagliato alla I
n
dell'interruttore selezionato se di tipo modulare (e
pertanto non regolabile)
- viene uguagliato alla regolazione pi prossima se linterruttore di tipo regolabile
(Megatiker e Megabreak) se la I
r
impostata cade all'interno del range di regolazione
dellinterruttore. Se ad esempio si imposta una I
r
di 560 A, vengono individuati dal
101
programma interruttori Megatiker da 630 A, e la I
r
viene automaticamente cambiata
a 567 A corrispondente alla regolazione 0,9 *I
n

- viene uguagliato al valore minimo del range di regolazione se linterruttore di tipo
regolabile la I
r
inferiore a tale range

b) inserire direttamente il codice articolo dell'interruttore.
Durante loperazione di Calcolo, Tisystem controlla che la I
n
dellapparecchio
impostato sia maggiore della I
b
, e che il suo potere di interruzione sia idoneo per i
valori di corrente di corto circuiti calcolati. Solo nel caso in cui una di queste due
condizioni non sia soddisfatta, provvede a cambiare interruttore. La conduttura
viene ovviamente dimensionata in funzione della I
n
dellapparecchio,
indipendentemente dal reale valore di I
b
.
Per inserire il codice articolo necessario attivare il bottone Ricerca articolo il cui
funzionamento descritto al par. 14.5.4.

Una volta che alla linea stato associato un codice articolo, la cartella APPARECCHIO
viene completata con una serie di campi che permettono di inserire, variare o visualizzare
tutta una serie di dati riguardanti linterruttore selezionato. Nel caso di interruttore
Megatiker o Megabreak, anche possibile effettuare la regolazione dellinterruttore
magnetotermico.
Poich le regolazioni possibili variano da apparecchio a apparecchio, il programma
provvede automaticamente ad abilitare esclusivamente i parametri effettivamente
regolabili sullinterruttore scelto:

- regolazione del valore della soglia di corrente dintervento per sovraccarico (termica)
secondo i gradini disponibili dellapparecchio.

- regolazione del valore della soglia di corrente di cortocircuito (magnetica) secondo i
gradini disponibili dellapparecchio.

- regolazione, secondo i gradini disponibili dellapparecchio, del tempo dintervento per
sovraccarico, cortocircuito, cortocircuito a It costante.

102


Dopo aver effettuato delle regolazioni sugli apparecchi necessario rilanciare loperazione
di Calcolo o Verifica per essere certi che limpianto sia sempre correttamente
dimensionato.

Se la tensione di esercizio 400 V, nella parte bassa della finestra compare anche il
valore di selettivit con lapparecchio immediatamente a monte. Si ponga attenzione che
se compare il valore 0, pu significare:
- che non esiste selettivit tra i due interruttori
- che linterruttore a monte non ha ancora il codice articolo
- che lapparecchio a monte non un interruttore magnetotermico

Inoltre se stata richiesta la protezione di back-up per il quadro a cui appartiene
linterruttore in esame e tale interruttore posto su una linea terminale, in tale maschera
compare anche il valore di back-up con linterruttore a monte. Un eventuale 0 pu essere
originato dagli stessi motivi gi spiegati per la selettivit.

14.5.2 - Interruttori magnetotermici differenziali

Se al simbolo non stato ancora assegnato un codice articolo, la cartella
APPARECCHIO, si presenta simile a quella dellinterruttore magnetotermico ma
comprensiva anche dei due campi Corrente differenziale I
dn
e Tempo dintervento
differenziale (T
d
):

103


Quando si aggiunge un nuovo simbolo, tali campi sono settati inizialmente a 30 mA e 0 s
(ad indicare che lapertura dellapparecchio per intervento differenziale deve essere
istantanea senza nessun ritardo impostato). Lutente pu per modificarli scegliendoli tra
quelli disponibili: in tal caso durante loperazione di Calcolo o di Ricerca articoli verranno
selezionati esclusivamente interruttori con tali valori.

I tempi inseriti nel campo T
d
corrispondono a quelli impostabili sui moduli differenziali degli
interruttori scatolati e sul rel differenziale G701/2; se si imposta un T
d
diverso da 0,
significa che si vogliono utilizzare interruttori di tipo scatolato in cui si vuole imporre un
certo tempo di ritardo al fine avere selettivit differenziale.
Si osservi inoltre che (come stabilito normativamente e come impossibile da effettuarsi a
causa di un blocco sugli apparecchi Bticino) il programma impedisce di inserire un ritardo
se la corrente I
dn
impostata a 30mA.

Come per gli interruttori magnetotermici, una volta che alla linea stato associato un
codice articolo, la cartella APPARECCHIO viene completata con alcuni campi che
permettono di inserire, variare o visualizzare una serie di dati riguardanti linterruttore
selezionato.
Nel caso di interruttori Megatiker o Megabreak, le regolazioni sono le stesse di quelle
disponibili per gli interruttori solo magnetotermici, a cui si aggiunge la possibilit di variare i
valori gi visti di I
dn
e T
d
:

104


14.5.3 - Interruttori di manovra e differenziali puri

Il funzionamento del programma analogo a quello descritto per gli interruttori
magnetotermici e magnetotermici differenziali. In questo caso per la cartella
APPARECCHIO non viene completata, una volta determinato il codice articolo, da dati
aggiuntivi o da eventuali regolazioni (ad esclusione dei valori di I
dn
e T
d
per i differenziali
puri).



14.5.4 - Comando Ricerca Articolo

Il comando Ricerca Articolo si trova nella cartella APPARECCHIO della finestra Dati
Linea, ed fondamentale per poter forzare il programma ad impiegare un determinato
interruttore. Esso pu essere attivato sia dopo unoperazione di calcolo per sostituire
lapparecchio individuato dal programma con altro da caratteristiche tecniche analoghe o
superiori, sia appena inserito il simbolo per impostare un interruttore che il programma
105
lascer durante loperazione di calcolo se lo valuter idoneo (come corrente nominale,
potere di interruzione, ecc.)

La ricerca viene effettuata in funzione dei valori impostati nei campi Poli e Corrente
regolata I
r
nella cartella APPARECCHIO. Se inoltre gi stata effettuata unoperazione di
calcolo, il programma, poich conosce anche il valore di corrente di corto circuito nel punto
di installazione dellinterruttore, seleziona solo apparecchi con potere di interruzione
idoneo.

Il modo in cui Tisystem individua lapparecchio in funzione della I
r
impostata e come
eventualmente ne modifica il valore, gi stato descritto al par. 14.5.1.

Per quanto riguarda il numero di poli, il programma ricerca tutti gli apparecchi che abbiano
un numero di poli uguale o superiore a quello impostato (si osservi che 2 poli viene
considerato maggiore di 1P+N poli e 4 poli maggiore di 3+N poli)
In tal modo se si ricerca un apparecchio che in realt non disponibile nel numero di poli
impostato, il programma ne pu trovare comunque uno similare. Se ad esempio si ricerca
un BTDIN 3P+N da 32A, tale interruttore non esiste poich tutti i BTDIN tetrapolari hanno
anche la protezione sul neutro: il programma trova comunque gli interruttori BTDIN da 32
A e 4 poli.
Inoltre se su una linea monofase circola una corrente superiore a 63 A, poich non
esistono a catalogo apparecchi monofasi (1P+N o 2P) con corrente nominale superiore a
tale valore, il programma passa automaticamente agli apparecchi tripolari (3P), dove
sicuramente trova un interruttore idoneo.

Allattivazione del comando Ricerca articoli si apre la seguente finestra:



che visualizza sulla sinistra lelenco degli apparecchi individuati e sulla destra i dati tecnici
dellapparecchio selezionato. L'operatore pu scegliere uno qualunque di questi
interruttori: alla conferma l'apparecchio selezionato sostituir quello eventualmente gi
presente.
106
Si osserva che iniziando a digitare un codice articolo, il programma individua
automaticamente il primo codice dellelenco che inizia con le lettere digitate.

Facendo scorrere lelenco degli apparecchi, i dati tecnici sulla destra vengono aggiornati in
contemporanea. Se la tensione di esercizio 400 V, tra i campi a disposizione compare
anche Selettivit: pertanto se linterruttore a monte gi dotato di relativo codice articolo
si pu individuare immediatamente quali apparecchi offrano il pi elevato valore di
selettivit.

Se si sostituisce con il comando Ricerca articolo un apparecchio che era stato
precedentemente determinato dal programma con unoperazione di Calcolo, comunque
necessario eseguire una nuova operazione di Calcolo o Verifica anche se lelenco
proposto era relativo gi ai soli apparecchi con opportuno potere di interruzione. Infatti
esistono altri controlli che solo un calcolo pu eseguire:

- i cavi eventualmente in uscita siano ancora protetti da corto circuito (il nuovo interruttore
selezionato potrebbe lasciar passare un'energia specifica superiore non sopportabile dal
conduttore)

- la protezione dai contatti indiretti sia ancora garantita (nel caso di protezione mediante
solo interruttore magnetotermico [sistema TN], il nuovo apparecchio potrebbe avere soglia
di intervento magnetico pi elevata e pertanto non garantire pi l'intervento del rel
magnetico per guasto fase-massa).

Alla chiusura della finestra Dati Linea il simbolo assume pertanto il colore grigio [par. 15.4]
ad indicare la necessit di rieseguire unoperazione di calcolo.

14.6 - Inserimento Accessori

Per ogni interruttore, una volta inserito il relativo codice articolo mediante operazione di
Calcolo [par. 15.1] oppure tramite il comando Ricerca articolo [par. 14.5.4]) possibile
aggiungere i relativi accessori.
Si apre la cartella ACCESSORI nella finestra Dati Linea e si selezionano gli accessori da
aggiungere: il programma abilita esclusivamente le scelte possibili con il codice
dellinterruttore impostato.

107


Alla chiusura della maschera il simbolo nello schema dellinterruttore viene modificato con
linserimento degli accessori:



14.7 - Gestione apparecchi diversi da interruttori

Il programma permette di inserire allinterno dello schema anche apparecchiature diverse
dagli interruttori. In tale caso poich, pur avendo Bticino varie apparecchiature a catalogo,
pu chiaramente verificarsi la necessit di utilizzare altri tipi di componenti (ad esempio
contattori di elevato valore di corrente nominale), consentito dal programma la creazione
di una banca dati personale per tali apparecchiature.

La creazione e utilizzo di tali apparecchiature ha alcune differenze a seconda della loro
tipologia, si esaminano pertanto separatamente i vari casi.

14.7.1 - Contattori, rel a passo, fusibili, ecc.

La creazione o modifica di un archivio dei seguenti apparecchi:
- contattore
- contattore con termico
108
- rel a passo
- fusibile
- sezionatore con fusibili
- trasformatore
- inseritore orario
- ecc.
avviene inserendo innanzitutto il simbolo dellapparecchio nello schema e attivando poi il
comando Ricerca articolo nella cartella APPARECCHIO della finestra Dati Linea dopo
avere specificato il valore di corrente e poli.

Tale bottone, come gi descritto al par. 14.5.4, visualizza eventuali apparecchi gi inseriti
in archivio (sia Bticino sia precedentemente creati dallutente) corrispondenti al valore di
corrente nominale regolata impostata:



A differenza degli interruttori per, mediante il bottone Inserisci si apre la seguente
maschera che permette allutente di creare un archivio di apparecchiature normalmente
utilizzate. necessario impostare i seguenti dati:


109
- il codice articolo ( possibile associare anche un secondo codice, qualora il nuovo
apparecchio sia costituito da due diversi componenti)

- una descrizione dellapparecchio

- la famiglia di apparecchi da associare, al fine di definire la rappresentazione grafica, le
dimensioni e le regole installative per il nuovo apparecchio, necessarie per quando si
effettuer il dimensionamento strutturale dei quadri.
Se lapparecchio non espressamente presente tra le famiglie proposte al campo
Ingombro, allora necessario selezionare uno dei gruppi Apparecchio modulare DIN ...
moduli oppure Apparecchio non modulare
- Nel caso di apparecchio modulare necessita selezionare il gruppo corrispondente
alleffettivo numero di moduli dellapparecchio, in modo che durante il
dimensionamento della carpenteria il programma sappia quanto spazio occupa il
componente allinterno dei pannelli DIN.
- Nel caso di apparecchio non modulare invece necessario specificare le
dimensioni (altezza e larghezza) in mm, al fine di visualizzare il reale ingombro in
carpenteria per selezionare il pannello pi idoneo al suo inserimento.
Poich per apparecchi non modulari non Bticino, non esiste una precisa
corrispondenza con i pannelli, il controllo dello spazio occupato da tali apparecchi
solamente di tipo visivo mediante il confronto tra disegno del pannello prescelto e
disegno dellingombro dellapparecchio; se ad esempio lutente inserisce nello
stesso pannello un numero elevato di apparecchi che fisicamente poi non possono
starci, il programma permette comunque il suo inserimento.

Mediante il bottone Modifica possibile cambiare i dati di un apparecchio creato in
precedenza.

Mediante il bottone Elimina possibile cancellare un apparecchio.

14.7.2 - Voltmetri, Amperometri, Spie, ecc

Tisystem permette, mediante un apposito ambiente di lavoro, di disegnare gli schemi di
gruppi di misura complessi con i relativi codici articolo e altre informazioni [par. 17.2].
per anche possibile inserire direttamente sullo schema di potenza, il simbolo di voltmetri
e amperometri con relativi codici articolo e descrizioni.
Linserimento di nuovi strumenti allinterno dellarchivio avviene in modo analogo a quanto
gi descritto al par. 14.7.1 per gli altri apparecchi non interruttori.
In questo caso per non necessario associare un valore di corrente allapparecchio.
Pertanto il campo Corrente regolata I
r
per questi apparecchi assente:
110


Allinterno dellarchivio sono gi memorizzati allatto di installazione del programma, gli
strumenti disponibili di produzione Bticino ma ne possono comunque essere aggiunti degli
altri:



14.7.3 - Collegamento in morsettiera

Il simbolo collegamento in morsettiera serve per realizzare schemi nei quali si hanno pi
partenze sotto lo stesso interruttore:
111



In tal caso i cavi in uscita vengono dimensionati sulla corrente nominale del primo
interruttore magnetotermico a monte.

14.7.4 - Gruppo elettrogeno

Tisystem permette anche di inserire leventuale alimentazione dellintero o parte di
impianto tramite un gruppo elettrogeno.
Tra i simboli a disposizione infatti presente anche quello del gruppo elettrogeno. La sua
attivazione provoca linserimento di un interruttore magnetotermico differenziale che
punta ad un nuovo quadro che viene automaticamente creato:



tale quadro contiene esclusivamente linterruttore (per default magnetotermico
differenziale) posto subito in uscita da gruppo elettrogeno:

112


Mediante il simbolo del gruppo elettrogeno e la possibilit di realizzare quadri con pi linee
in ingresso [par. 13.4], possibile realizzare schemi di impianto in cui si suddivide tra
utenze normali (alimentate solo da alimentazione esterna) e utenze preferenziali
(alimentate sia da alimentazione esterna che da gruppo):



113


importante osservare che per quanto riguarda i due interruttori sopra riportati che sono
inseriti allinserimento del gruppo elettrogeno, essi non vengono automaticamente
dimensionati dal programma. Deve essere lutente che, in funzione della potenza del
gruppo elettrogeno che verr installato, ne inserisce il valore di corrente nominale e ne
determina il relativo codice mediante la funzione di Ricerca articolo [par. 14.5.4] o
loperazione di Calcolo [par. 15.1].

Analogamente il programma non effettua alcuna verifica di corretto dimensionamento
dellimpianto in caso di alimentazione tramite gruppo elettrogeno. I valori delle correnti di
corto circuito a fronte di un guasto durante il funzionamento del gruppo dipendono infatti
direttamente dalle caratteristiche tecniche del gruppo stesso.
Poich il valore delle correnti di corto circuito normalmente solo di alcune volte il valore
della corrente nominale del gruppo, pu verificarsi che nel caso in cui la protezione da
contatti indiretti, per sistemi TN, sia effettuata per alcune linee dellimpianto da interruttori
solo magnetotermici (che intervengono pertanto come magnetico - par.4.4), nel caso di
alimentazione da gruppo non sia pi garantita. Si consiglia pertanto di lasciare in uscita dal
gruppo un interruttore differenziale (che il simbolo inserito per default dal programma) in
modo da garantire comunque la protezione dai contatti indiretti.

Si evidenzia infine che il programma consente linserimento di pi simboli del gruppo
elettrogeno creando un nuovo quadro per gruppo in corrispondenza di ogni simbolo:
bisogna pertanto porre attenzione al numero di gruppi che si vogliono effettivamente
inserire (normalmente uno solo).

14.8 - Spostamento apparecchi nello schema

Con TISYSTEM possibile, una volta disegnato lo schema elettrico, cambiare posizione
agli apparecchi o ai rami semplicemente spostandoli mediante mouse. Per far ci
sufficiente:
selezionare con mouse lapparecchio da spostare
premere il tasto sinistro del mouse
mantenendo premuto il tasto, spostare il simbolo che compare (un cerchietto sbarrato) su
un altro apparecchio che fa da riferimento
con lausilio delle freccette che appaiono muovendosi sullo stesso, deciderne la posizione
(in parallelo a destra, in parallelo a sinistra, in serie a valle, in serie a monte)


114



rilasciare il tasto destro del mouse. A questo punto l'apparecchio selezionato e tutti i suoi
derivati vengono spostati nella nuova posizione

Se invece della freccetta compare il seguente simbolo:



significa che l'operazione non permessa (ad esempio di sta cercando di inserire un
apparecchio a valle di un altro che alimenta un quadro, oppure lo spostamento
originerebbe un ramo con un numero di apparecchi in serie superiore al valore impostato
in Personalizzazione [par. 21]).

14.9 - Comandi di Copia, Taglia, Incolla, Elimina applicati allo schema

Con Tisystem possibile utilizzare le funzioni di Windows di Copia, Taglia e Incolla da
applicare a simboli oppure rami dello schema disegnato.

14.9.1 - Copia

Dopo avere selezionato con mouse un simbolo, attivando il comando Copia dal men
Modifica oppure dal men Pop-up, si apre una tendina sulla quale si pu scegliere se
copiare un "Simbolo" o un "Ramo".
Per "Simbolo" si intende il solo apparecchio selezionato.
Per "Ramo" si intende lapparecchio selezionato completo di tutti i suoi derivati a valle
allinterno del quadro.
Il programma provvede a copiare non solo i simboli grafici degli apparecchi ma anche tutti
i dati ad essi associati (codice articolo, sezione cavi, tipo di posa, potenza, ecc.).
La funzione di copia attivata dallo schema a blocchi su un determinato quadro provvede a
duplicare il quadro compresi gli eventuali circuiti ausiliari, i gruppi di misura e la
carpenteria

Per copiare un simbolo anche possibile utilizzare semplicemente licona.

14.9.2 - Taglia

Dopo avere selezionato con mouse un simbolo, attivando il comando Taglia dal men
Modifica oppure dal men Pop-up, si apre una tendina sulla quale si pu scegliere se
tagliare un Simbolo o un Ramo.
Le funzioni sono analoghe a quelle del comando Copia ma in questo caso lattivazione
del comando provoca la scomparsa del simbolo o ramo selezionato.
Per tagliare un simbolo anche possibile utilizzare semplicemente licona.

14.9.3 - Incolla

115
Dopo avere selezionato con mouse un simbolo e avere precedentemente eseguito
unoperazione di Copia o Taglia, attivando il comando Incolla dal men Modifica oppure
dal men Pop-up, si apre una tendina nella quale si pu scegliere se incollare i Simboli o
la Configurazione.

Scegliendo Simboli si aggiunge, a valle dellelemento selezionato, il simbolo o il ramo
precedentemente copiato o tagliato completo di tutti i relativi dati.

Scegliendo Configurazione si sostituisce lapparecchio selezionato con quello
precedentemente copiato o tagliato
Se in precedenza con il comando Copia/Taglia si era scelto lopzione Ramo, loperazione
Incolla Configurazione viene eseguita impiegando lapparecchio principale del ramo ed
escludendo tutti i derivati.

I comandi di Copia-Incolla sono estremamente utili se si hanno pi linee dai dati analoghi,
in quanto evitano di dove rinserire per ciascuna di esse gli stessi dati.

Selezionando linterruttore generale e attivando il comando Copia a livello di Ramo,
possibile copiare interi quadri, che possono poi essere duplicati con il comando Incolla

importante sottolineare che i comandi Copia/Taglia e Incolla possono essere attivati
anche tra quadri diversi appartenenti sia allo stesso documento che a documenti diversi: in
tal modo possibile duplicare con una unica operazione gruppi di apparecchi o interi
quadri similari.

Per incollare dei simboli anche possibile utilizzare semplicemente licona.

14.9.4 - Elimina

Dopo avere selezionato con mouse un simbolo, attivando il comando Elimina dal men
Modifica oppure dal men Pop-up, si apre una tendina nella quale si pu scegliere se
cancellare il solo Simbolo selezionato oppure lintero Ramo da questo derivato.

Per eliminare un simbolo anche possibile utilizzare il tasto CANC da tastiera oppure
licona.

Se si vuole eliminare un simbolo dal quale derivato un quadro, necessario che prima
sia eliminato questultimo.

116
15 - DIMENSIONAMENTO DELL'IMPIANTO


Terminato l'inserimento della rete elettrica con i relativi dati, si effettua il dimensionamento
automatico dell'impianto. possibile attivare due diverse operazioni denominate Calcolo e
Verifica.

15.1 - Calcolo completo dell'impianto

Per attivare loperazione di Calcolo operare in uno dei seguenti modi:
1) cliccare l'icona Calcolo impianto
2) selezionare Calcolo impianto dal men Operazioni
3) selezionare Calcoli impianto dal men Pop-up

Tisystem calcola l'intera rete determinando codici articolo degli apparecchi e sezione dei cavi.
Quando trova gi presente degli apparecchi oppure dei cavi (perch calcolati
precedentemente oppure inseriti direttamente dall'utente):

a) li modifica automaticamente qualora risultino insufficienti rispetto ai valori calcolati (ad
esempio il software determina un interruttore da 16A quando ne invece inserito uno
da 10A).

b) li lascia inalterati se essi sono sovradimensionati rispetto ai dati calcolati (ad esempio
determina una sezione da 70mm dove ne impostata una da 95mm).
In tal modo l'utente pu inserire degli apparecchi e delle sezioni diverse, ma comunque
necessariamente idonee, rispetto a quelle calcolate da Tisystem (ad esempio per tener
conto di futuri aumenti della potenza assorbita).

Una volta terminata loperazione di calcolo, il programma compila automaticamente la
legenda dello schema elettrico, con tutti i dati determinati:

117


15.1.1 - Determinazione del codice articolo di apparecchi diversi da interruttori

Anche per gli apparecchi non interruttori, durante loperazione di calcolo il programma cerca
un apparecchio il cui valore di corrente nominale immediatamente maggiore o uguale a
quello della corrente dimpiego I
b
calcolata (a tale regola fanno eccezione gli strumenti di
misura la cui scelta non viene effettuata dal programma ma deve essere effettuata
direttamente dallutente mediante il comando Ricerca articolo - a tali apparecchi non infatti
associato alcun valore di corrente [par. 14.7.2]).

Poich per gli archivi delle apparecchiature che non sono interruttori sono, allatto
dellinstallazione del programma, compilati solo parzialmente o completamente vuoti, il
programma, durante loperazione di calcolo, pu non trovare lapparecchio cercato.
Se ad esempio in una linea con un contattore, la I
b
calcolata di 85 A, Tisystem cerca in
archivio un contattore da 100 A: se esso non presente, loperazione di calcolo si interrompe
e compare una maschera che avvisa che non stato trovato larticolo.
necessario in questo caso inserire in archivio il contatore e rilanciare loperazione di
calcolo.

Si osserva che anche qualora siano inseriti in archivio apparecchi di corrente nominale
superiore al quella minima determinata dal programma come necessaria, Tisystem
comunque li trascura nel calcolo. Ci accade perch altrimenti potrebbero verificarsi casi in
cui il programma determina apparecchi di corrente nominale molto superiore a quella
effettivamente necessaria.
Se nellesempio precedente fossero gi inseriti in archivio contatori da 160 A, il software
comunque non li seleziona perch si limita a cercare apparecchi da 100A. Qualora lutente
voglia comunque utilizzare tali apparecchi anche se la corrente circolante di soli 85 A, deve
impostare una corrente regolata da 160 A nella cartella APPARECCHIO della finestra Dati
Linea e:
118
lanciare il calcolo (a questo punto il programma seleziona il primo contatore da 160A che
trova in archivio)
impostare lapparecchio direttamente con il comando Ricerca articolo.

infine necessario sottolineare che, poich gli apparecchi non interruttori non hanno un
potere di interruzione, il programma non effettua alcuna verifica per quanto riguarda la loro
capacit di sopportare la corrente di corto circuito nel punto in cui sono installati. pertanto
compito dellutente verificare che siano installati a valle di interruttori in grado di aprire il corto
circuito in tempi tali da proteggere anche questi apparecchi.

15.1.2 - Sezione linee in uscita da apparecchi non magnetotermici

Per quanto riguarda la protezione delle linee in uscita dal quadro, derivate da apparecchi che
non siano dotati di protezione magnetotermica (interruttori di manovra, differenziali puri,
contattori, ecc.), sorge il problema di come garantirne la protezione da sovraccarico.
Dimensionare la sezione scegliendo cavi di portata superiore alla corrente nominale di tale
apparecchio non ha senso in quanto tali apparecchi non sono dotati di protezione.

Per tale motivo Tisystem dimensiona i cavi in uscita da questi apparecchi in funzione della
corrente nominale del primo interruttore magnetotermico che trova risalendo la catena da
valle verso monte (quello a cui effettivamente assegnata la protezione del conduttore).
Tale metodologia il motivo per cui, se non si pone attenzione ad effettuare un corretto
disegno dello schema, possono verificarsi risultati di calcolo che possono sembrare assurdi.
Se ad esempio si inserisce subito sotto un interruttore magnetotermico da 630 A un rel a
passo da 10A, il cavo in uscita da questo viene dimensionato dal programma con sezioni del
tipo 3 // 240 mm. Bisogna pertanto porre attenzione che subito a monte di questi apparecchi
siano presenti interruttori magnetotermici di analogo valore di corrente nominale.

Quanto sopra detto non viene invece applicato per i fusibili e i sezionatori con fusibili in
quanto tali apparecchi svolgono una funzione di protezione del cavo analogamente a quanto
fanno gli interruttori magnetotermici, e pertanto i cavi delle linee in uscita vengono
dimensionati sul loro valore di corrente nominale.

15.2 - Solo verifica impianto

Tisystem permette anche di effettuare una verifica dell'intera rete controllando che tutti gli
apparecchi e le sezioni siano state scelte correttamente.
Affinch questa funzione possa procedere necessario che tutti i codici d'articolo e le sezioni
siano gi stati inseriti direttamente dall'utente oppure determinati precedentemente da
un'operazione di "Calcolo completo impianto".

Per avviare il comando operare in uno dei seguenti modi:
1) cliccare l'icona Verifica
2) selezionare Verifica dal men Operazioni
3) selezionare Verifica dal men Pop-up

Quando TISYSTEM trova un componente non correttamente scelto/dimensionato non lo
modifica automaticamente (a differenza di quanto avviene con "Calcolo Completo Impianto")
ma si limita a dare segnalazione di errore ed interrompere loperazione di Verifica: in tal caso
l'utente pu scegliere se terminare o correggere i dati e proseguire. Lapparecchio modificato
ed il quadro che lo contiene viene contrassegnato con un colore (vedi personalizzazione).
119
Nel caso, ad esempio, in cui la sezione di fase impostata inferiore a quella necessaria,
compare la seguente maschera:



La funzione di Verifica permette all'utente di modificare alcune caratteristiche di un impianto
(quali sezioni ed apparecchi) e controllare direttamente se la rete ancora dimensionata
correttamente; inoltre di notevole utilit quando l'operatore vuole controllare mediante
software il progetto gi effettuato di un impianto.

15.3 - Risultati ottenuti

Selezionando dalla finestra Dati Linea la cartella Risultato calcolo appare la seguente
schermata:



che permette di visualizzare i principali dati determinati dal programma mediante l'operazione
di Calcolo:

120
- la corrente dimpiego I
b
in base al quale viene determinata la corrente nominale
dellapparecchio [par. 2.2]; il suo valore pari alla corrente pi alta circolante nelle tre
fasi

- la corrente assorbita sulle Fasi "L1" - "L2" - "L3", con i relativi "Cos", e la corrente
risultante sul neutro [par. 2.2]

- caduta di tensione effettiva percentuale nella linea in esame [par. 2.3.2]

- la caduta di tensione totale percentuale nell'impianto [par. 2.3.2]

- la corrente di corto circuito massima inizio linea e massima fondo linea [par. 3.2 e 3.3]

- la corrente di corto circuito massima e minima Fase/Neutro (Fase/Fase se non
distribuito il Neutro) all'inizio e alla fine della linea [par. 3.2 e 3.3]

- la corrente di corto circuito massima e minima Fase/PE all'inizio e alla fine della linea
[par. 3.2 e 3.3]

15.4 - Colore simboli

Tisystem 4.0 pu rappresentare i simboli con due diversi colori al fine di fornire allutente
alcune informazioni sugli stessi.

1) Simboli grigi da calcolare



Quando si inserisce una nuovo simbolo, esso compare in colore grigio e tale rimane, anche
dopo averne definito tutti i dati (fasi, potenza, conduttura, ecc.) fino a quando si effettua
unoperazione di calcolo o verifica, al termine della quale diventa o bianco o giallo.
Il colore grigio sta infatti a indicare che necessita unoperazione di calcolo per garantire il
corretto dimensionamento della linea stessa.

Se si riapre la maschera Dati Linea di un simbolo gi calcolato, e, anche senza apportare
alcuna modifica, la si richiude con Conferma esso torna a essere grigio in quanto il
programma presuppone che possano essere state apportate delle modifiche ai dati, tali da
necessitare un nuovo calcolo. Se si desidera pertanto semplicemente consultare i dati
riportati nelle maschera Dati Linea (ad esempio la cartella RISULTATI CALCOLO) e non si
vuole che il simbolo torni grigio, sufficiente richiudere la maschera con Annulla.


2) Simboli gialli modificati dal calcolo

121



Quando si effettua unoperazione di calcolo, i simboli presenti possono diventare di colore
giallo. Questo accade quando allapparecchio era gi associato un codice articolo prima del
calcolo, ma a seguito dello stesso, esso stato cambiato. In tal modo lutente ha modo di
individuare in modo immediato dove, a fronte di cambiamenti apportati allo schema (aggiunta
di nuove linee, cambi della potenza dei carichi, aumenti dei poteri di interruzione necessari,
ecc.), il programma ha dovuto modificare il codice articolo precedentemente scelto. Se si
desidera invece che il programma segnali il codice non pi idoneo senza modificarlo, di deve
utilizzare il comando di Verifica [par. 15.2].

I colori grigio e giallo possono essere entrambi cambiati in altri colori mediante la finestra
Personalizzazione programma [cap. 21]. Mediante tale finestra lutente pu anche disabilitare
una o entrambe le logiche di colorazione sopra descritte: infatti sufficiente scegliere il colore
bianco.

15.5 - Cancellazione Articoli e Sezioni

Selezionando il comando Azzera dati di calcolo dal men Operazioni o dal men Pop-up
oppure attivando licona Azzera dati di calcolo , si apre la seguente finestra che ha lo
scopo di permettere leliminazione automatica dei dati degli apparecchi inseriti e pu essere
applicata al singolo simbolo selezionato, ai simboli del quadro, a tutti i simboli dell'impianto.



Il programma nei casi in cui, durante le operazioni di calcolo, trova gi inseriti dei codici
d'articolo di apparecchi e delle sezioni di linee in uscita, provvede ad una loro sostituzione
solo nel caso in cui non siano adeguati.

Nel caso opposto in cui sono invece sovradimensionati, vengono lasciati inalterati in quanto si
vuole garantire all'utente la possibilit di imporre un certo apparecchio o un certo cavo, a
prescindere da quello che verrebbe automaticamente selezionato dal software (ad esempio
perch facenti parte di un impianto gi esistente oppure per tenere conto di ampliamenti futuri
che richiederanno ulteriore potenza).
122
Ovviamente questo modo di operare comporta delle limitazioni in quei casi in cui si effettua
un'operazione di calcolo, e successivamente si decide di ridurre i valori di potenza in gioco
abbassando i dati inseriti oppure introducendo dei coefficienti di contemporaneit e riduzione;
se infatti si esegue un secondo calcolo, il programma trova gi inseriti degli apparecchi e dei
cavi, non li modifica e di conseguenza nulla cambia rispetto ai dati precedentemente ricavati.

Al fine di risolvere tale inconveniente, stato sviluppato il comando Azzera dati di calcolo che
ha lo scopo, una volta deciso se operare sul solo simbolo selezionato, sullintero quadro o su
tutto il progetto, di eliminare dallo schema i codici artIcolo degli apparecchi e/o le sezioni dei
conduttori.


123
16 - VISUALIZZAZIONE CURVE


Posizionandosi su un interruttore magnetotermico e attivando il comando Curve dintervento
dal men Operazioni o dal men Pop-up possibile visualizzare, in scala logaritmica, la
curva dintervento Corrente-Tempo dellapparecchio selezionato.

Se nella maschera Personalizzazione programma impostata la visualizzazione
automatica delle curve (cap. 21), allattivazione del comando, il programma provvede
automaticamente ad aprire la finestra sottoriportata. Se invece la visualizzazione
automatica disabilitata, per aprire tale maschera necessario attivare il comando Visualizza
finestra curve dal men Finestra oppure cliccare sullicona Visualizza finestra curve .



A fianco della curva compare una finestra che mostra i dati dellinterruttore (quadro di
appartenenza, numero della linea, codice articolo e descrizione).

Vengono inoltre visualizzati nella maschera Interruttori i valori delle correnti e dei tempi di
intervento caratteristici dellapparecchio.
Per i campi che sono regolabili possibile cambiare direttamente i valori impostati: la curva
dintervento si modifica istantaneamente. La modifica di tali valori, comporta ovviamente la
variazione di essi anche nella cartella Apparecchio della maschera Dati Linea descritta al
par. 14.5.1:
124



Tisystem permette di sovrapporre fino a 6 diverse curve dintervento che vengono
rappresentate con diversi colori (personalizzabili a piacere come descritto al par. 20.3). In tal
modo, grazie anche alla possibilit di visualizzare immediatamente leffetto delle regolazioni
effettuate, possibile studiare il migliore coordinamento di pi interruttori in cascata:




125
Se si vuole eliminare una curva dal diagramma sufficiente attivare il comando Elimina curva
dal men Modifica o dal menu Pop-up. Si apre una finestra in cui scegliere la curva da
cancellare.

inoltre possibile, cliccando sullicona Caratteristica It / Icc ,visualizzare le curve di
Energia Specifica Passante degli interruttori scelti.



Su dette curve, cliccando sullicona Seleziona curve cavi ,si possono sovrapporre le
caratteristiche di KS dei cavi con sezione compresa tra 1,5 e 240 mm con isolamento in
PVC o in EPR



Al fine di effettuare un verifica grafica della protezione del cavo a fronte di un corto circuito.
126



127
17 - CIRCUITI AUSILIARI E GRUPPI DI MISURA

Il quadro pu essere completato inserendo i circuiti ausiliari e i gruppi di misura di cui il
programma consente di disegnarne lo schema elettrico e associarne la varia componentistica
(memorizzabile in un archivio creato dallutente).
I circuiti ausiliari e gruppi di misura di uso comune possono essere salvati singolarmente in
modo che sia possibile importarli con ununica operazione allinterno di nuovi quadri.

17.1 - Circuiti ausiliari

Per aprire ambiente di lavoro relativo ai circuiti ausiliari si procede in uno dei seguenti modi:
1) cliccare l'icona Circuito Ausiliario
2) selezionare Circuito Ausiliario dal men Operazioni
3) selezionare Circuito Ausiliario dal men Pop-up

17.1.1 - Dati circuito ausiliario

Inizialmente si accede alla seguente finestra:




che permette di dare un nome al circuito ausiliario ed indicare il valore della tensione di
alimentazione.

17.1.2 - Area di disegno

La finestra di disegno suddivisa in una matrice costituita da 9 righe e 40 colonne per un
totale di 360 caselle in ciascuna delle quali l'utente pu inserire un componente o un tratto di
conduttore.
Per effettuare le varie operazioni di disegno (inserimento, spostamento, cancellazione, ecc.)
pertanto necessario innanzitutto selezionare mediante mouse una casella della finestra di
disegno: la casella diventa nera per indicare la selezione avvenuta.
128


17.1.3 - Inserimento apparecchi

Aprendo il men Inserisci oppure attivando Inserisci apparecchi dal men Pop-up, appare la
seguente maschera



nella quale possibile scegliere un gruppo di simboli grafici a cui associata la finestra in cui
si seleziona il simbolo grafico da inserire nel circuito:

129


17.1.4 - Tracciamento linee

Per poter unire mediante linee i vari apparecchi inseriti e completare pertanto lo schema del
circuito ausiliario sufficiente attivare licona Traccia collegamento oppure il comando
Traccia collegamento dal men Operazioni o dal men Pop-up.
Mediante lutilizzo del mouse si possono ora tracciare linee verticali e orizzontali.

17.1.5 - Spostamento parti di schema

Durante la realizzazione di un circuito ausiliario, capita sovente di dover apportare modifiche
al disegno in fase di realizzazione, aggiungendo apparecchiature di cui non stato lasciato lo
spazio necessario al suo inserimento nel disegno dello schema oppure eliminando
apparecchi non pi necessari
Per questo ed altre esigenze di modifica al disegno, TISYSTEM mette a disposizione alcuni
comandi che permettono di spostare intere parti dello schema realizzato in modo da
aggiungere oppure eliminare determinate aree di disegno: il loro utilizzo deve per essere
ben compreso al fine di non apportare modifiche non volute.
Sono a disposizione quattro comandi, attivabili con le icone sotto rappresentate, oppure con i
comandi Sposta in ... attivabili dal men Modifica o dal men Pop-up:

sposta di una riga verso lalto la parte di schema delimitata dalle caselle a destra e
sotto alla casella selezionata allattivazione del comando. Se le caselle della riga
superiore sono gi occupate da disegno, restano inalterate, se sono ancora vuote,
vengono riempite con il disegno della casella sottostante:


130
sposta di una colonna verso sinistra la parte di schema delimitata dalle caselle a
destra e sotto alla casella selezionata allattivazione del comando. Se le caselle della
colonna sulla sinistra sono gi occupate da disegno restano inalterate, se sono ancora
vuote, vengono riempite con il disegno della casella sulla destra:



sposta di una riga verso il basso la parte di schema delimitata dalle caselle a destra e
sotto alla casella selezionata allattivazione del comando. In tal modo viene creata una
parte di riga vuota per linserimento di altre parti di schema:



sposta di una colonna verso destra la parte di schema delimitata dalle caselle a destra
e sotto alla casella selezionata allattivazione del comando. In tal modo viene creata
una parte di colonna vuota per linserimento di altre parti di schema:



17.1.6 - Legenda simboli

Mediante la legenda nella parte bassa dello schema, cliccando con il mouse su una
qualunque casella, si apre una finestra che permette di specificare la descrizione, il tipo, il
codice articolo, la corrente nominale, la sezione e i morsetti di ciascun componente:

131


Se si desidera specificare le caratteristiche di ogni apparecchio presente nello schema
necessario porre attenzione a non inserire pi di un elemento per colonna utilizzando delle
opportune connessioni orizzontali.



17.1.7 - Apertura e Salvataggio di circuiti ausiliari

Ogni circuito ausiliario viene automaticamente salvato dal programma allinterno del quadro di
appartenenza, quando si effettua il salvataggio del documento.
Operando in tale modo per necessario ridisegnare ogni volta un circuito ausiliario anche
se in precedenza esso era stato gi realizzato per un altro quadro.

132
Poich spesso i circuiti ausiliari sono uguali o comunque molto simili, Tisystem permette di
creare un archivio generale di circuiti ausiliari, al fine di poterli inserire automaticamente
allinterno di altri quadri appartenenti allo stesso impianto od anche a documenti diversi.

Mediante licona Salva Circuito Ausiliario oppure il comando Salva Circuito Ausiliario
selezionato dal men Operazioni possibile salvare il circuito ausiliario, assegnandogli un
nome, in un qualunque direttorio.

Mediante licona Carica Circuito Ausiliario oppure il comando Carica Circuito Ausiliario
selezionato dal men Operazioni possibile caricare lo schema di un circuito ausiliario
precedentemente salvato.

Mediante licona Importa Circuito Ausiliario oppure il comando Importa Circuito Ausiliario
selezionato dal men Operazioni possibile importare nello schema in elaborazione, lo
schema di un circuito ausiliario precedentemente salvato. Esso viene inserito posizionandone
la casella in alto a sinistra in corrispondenza della casella selezionata nel momento
dellattivazione del comando.

17.2 - Gruppi di misura

Per aprire lambiente di lavoro relativo ai gruppi di misura necessario selezionare un
simbolo e procedere quindi in uno dei seguenti modi:
1) cliccare l'icona Gruppo di misura
2) selezionare Gruppo di misura dal men Operazioni
3) selezionare Gruppo di misura dal men Pop-up

Si apre il seguente ambiente di lavoro, simile a quello dei circuiti ausiliari, dove per larea di
disegno costituita da una matrice di sole 11 righe e 16 colonne:


133
Il disegno del gruppo di misura avviene mediante comandi analoghi a quelli gi descritti al
par. 17.1:




In questo caso per possibile specificare per le per linee designate, se esse devono
rappresentare una linea fase-neutro, fase-fase, trifase o trifase con neutro. necessario
selezionare una casella contenente un tratto di linea, attivare il comando Opzioni dal men
Inserisci o dal men Pop-up e selezionare il tipo di linea tra le quattro possibili scelte: la
casella viene completata con i segmenti rappresentativi della scelta effettuata:





134
Al ritorno alla finestra dello schema elettrico di potenza del quadro, di fianco al simbolo
selezionato comparir la scritta MIS ad indicare che allo stesso associato un gruppo di
misura:



Anche per i gruppi di misura, Tisystem permette di creare un archivio generale, al fine di
poterli inserire automaticamente allinterno di altri quadri appartenenti allo stesso impianto od
anche a documenti diversi.

Mediante licona Salva Gruppo di Misura oppure il comando Salva Gruppo di Misura
selezionato dal men Operazioni possibile salvare il Gruppo di Misura, assegnandogli un
nome, in un qualunque direttorio.

Mediante licona Carica Gruppo di Misura oppure il comando Carica Gruppo di Misura
selezionato dal men Operazioni possibile caricare nel quadro in elaborazione, lo schema
di un Gruppo di Misura precedentemente salvato.

Mediante licona Importa Gruppo di Misura oppure il comando Importa Gruppo di Misura
selezionato dal men Operazioni possibile importare nello schema in elaborazione, lo
schema di un Gruppo di Misura precedentemente salvato. Esso viene inserito
posizionandone la casella in alto a sinistra in corrispondenza della casella selezionata nel
momento dellattivazione del comando.
135
18 - DISEGNO ELEMENTI GRAFICI AGGIUNTIVI


Tisystem permette di completare i disegni effettuati (schema di potenza, circuiti ausiliari,
gruppi di misura e vista frontale quadro) inserendo degli elementi grafici aggiuntivi come
linee, rettangoli, testi ecc. che vengono posizionati su un piano sovrapposto a quello dello
schema e che possono essere molto utili al fine aggiungere direttamente ulteriori informazioni
e dati.

Per poter attivare linserimento di tali elementi possibile operare in uno dei seguenti tre
modi:
1) cliccare l'icona Disegna elementi grafici aggiuntivi
2) selezionare Modalit grafica dal men Operazioni
3) selezionare Modalit grafica dal men Pop-up

Il programma passa a lavorare su un piano parallelo e compare la seguente toolbar:



Le funzioni disponibili in questa toolbar possono essere attivate anche mediante la selezione
dei corrispondenti comandi presenti nel men Inserisci e Operazioni oppure nel men Pop-
up.

Descrizione funzioni

Seleziona per selezionare un oggetto precedentemente inserito

Linea per disegnare una linea
possibile impostarne:
- il tipo
- la larghezza
- il colore


136
Rettangolo per disegnare un rettangolo
possibile impostare:
- il tipo della linea
- la larghezza della linea
- il colore della linea
- eventuale riempimento con colore selezionato



Ellisse per disegnare un cerchio o ellisse; stesse impostazioni del rettangolo

Arco per disegnare un arco di cerchio; stesse impostazioni della linea

Poligono per disegnare un poligono; stesse impostazioni del rettangolo

Testo per inserire del testo
possibile impostare:
- il tipo di carattere e la sua dimensione
- il colore del testo
- lorientamento (cio la rotazione) del testo la posizione orizzontale e
verticale del testo rispetto al rettangolo definito per il suo inserimento
- leventuale riempimento con colore selezionato del rettangolo definito
per linserimento del testo
137


Primo piano per portare in primo piano lelemento selezionato nel caso di
sovrapposizione di due o pi elementi

Secondo p. per portare in secondo piano lelemento selezionato nel caso di
sovrapposizione di due o pi elementi

Cancella per cancellare lelemento/i selezionato/i

Configura per impostare le caratteristiche dellelemento/i selezionato/i.
Allattivazione di tale comando si aprono le maschere sopra riportate.

Per spostare un oggetto sufficiente selezionarlo e trascinarlo nel punto desiderato mediante
mouse.


Per tornare alla funzione di inserimento degli apparecchi operare in uno dei seguenti modi:
1) cliccare l'icona Disegna il circuito
2) selezionare Disegna Circuito dal men Operazioni
3) selezionare Disegna circuito dal men Pop-up
138
19 - DATI GENERALI PROGETTO (Documento Tidqe)

Alla creazione di un nuovo documento si apre una finestra iniziale che chiede il tipo di
documento da realizzare: Documento Tisystem (vedi a pag. 76) oppure Documento Tidqe
Per il Documento Tidqe chiede l'inserimento dei dati generali dimpianto.



19.1 - Dati impianto



Nome progetto: per assegnare un nome al quadro da progettare
Disegnato : il disegnatore
Coordinato: il coordinatore
N. di Disegno: il n. del disegno / progetto
Tensione di esercizio: per impostare le tensioni di esercizio (trifase e monofase)
dell'impianto tra 400/230 e 230/132
Sistema di distribuzione: per scegliere il sistema di distribuzione TT o TN.
Corrente di C.to C.to: per impostare la corrente di corto circuito presunta trifase al
punto di consegna che serve al programma per scegliere gli
interruttori in archivio.

19.2 - Schema dellimpianto

Dopo aver inserito tutti dati precedentemente descritti, alla conferma il software passa alla
seguente schermata dove possibile selezionare gli apparecchi presenti nello schema
elettrico.

139


19.3 - Abilitazione serie

Per ridurre il numero di apparecchi ricercati dal programma e proposti a video, possibile
aprire l'apposita maschera per l' Abilitazione serie nella quale impostare i parametri di
ricerca
1) cliccare l'icona Abilitazione serie
2) selezionare Abilitazione serie dal men Modifica

19.3.1 - Abilitazione apparecchi modulari Btdin

Vedi [Par. 13.2.2]

19.3.2 - Abilitazione Interruttori magnetotermici Megatiker

Vedi [Par. 13.2.3]


19.3.3 Abilitazione Interruttori elettronici Megatiker

Vedi [Par. 13.2.4]

19.4 - Filtri

Una volta impostata l'abilitazione della serie degli interruttori possibile:
1) cliccare l'icona Carica articoli
2) selezionare Carica articoli dal men Operazioni
3) premere il tasto "Invio"

per visualizzare tutti gli apparecchi presenti nell'archivio del programma.
140

Al fine di ridurre l'elenco degli apparecchi visualizzati, si possono utilizzare i seguenti filtri:

Testo contenuto: nel codice articolo o nella descrizione

Simbolo o Taratura





Numero poli o Corrente differenziale



Ritardo differenziale o Esecuzione apparecchio



impostati uno o pi filtri, cliccando l'icona Carica articoli o premendo il tasto Invio
vengono visualizzati solo gli apparecchi scelti.
141


19.5 - Realizzazione dello schema ad albero

Per realizzare lo schema ad albero del quadro elettrico, una volta visualizzati gli
apparecchi ( filtrati o meno) sufficiente selezionare l'interruttore scelto e trascinarlo nella
parte destra della finestra sopra la dicitura Impianto



in questo modo l'apparecchio viene inserito come interruttore generale.

142
Per inserire un altro circuito, eseguire la stessa operazione e trascinare l'interruttore
sempre sopra la dicitura Impianto



Per inserire invece dei derivati, occorre trascinare gli interruttori non sulla dicitura
Impianto, ma sul generale del circuito .



Per inserire dei derivati da un generale di gruppo occorre trascinare gli interruttori sul
generale di gruppo.
143
In questo modo si pu realizzare lo schema elettrico su tutti i livelli voluti.

Per inserire pi apparecchi uguali tra di loro, anzich selezionare l'interruttore con il tasto
sinistro del mouse, selezionarlo con il tasto destro e trascinarlo.
Si apre una finestra che chiede quanti apparecchi inserire.




possibile in ogni momento modificare "l'albero" semplicemente trascinando gli interruttori
da un punto all'altro.

19.6 - I comandi di Copia ed Elimina applicati allo schema

Con TIDQE possibile utilizzare le funzioni di Copia ed Elimina da applicare allo schema
ad albero

Per copiare un apparecchio sufficiente selezionarlo con il tasto destro del mouse e
trascinarlo sull'interruttore generale o generale di gruppo.

Per eliminare un apparecchio dallo schema, dopo averlo selezionato, attivare il comando
Elimina simbolo dallo schema dal men Modifica o cliccare sull'icona Elimina simbolo
dallo schema

Per eliminare un ramo dallo schema ( generale di gruppo pi derivati ), dopo aver
selezionato il generale , attivare il comando Elimina ramo dallo schema dal men
Modifica o cliccare sull'icona Elimina ramo dallo schema

19.7 - Configura simbolo

I simboli inseriti nello schema elettrico, possono essere configurati attivando il comando
Configura simbolo dal men Modifica o cliccare sull'icona Configura simbolo
Compaiono le seguenti maschere:


144

Apparecchio: Per inserire una descrizione del circuito , le fasi della linea, eventuali
note e l'esecuzione dell'apparecchio.

Dati Articolo: Per visualizzare la caratteristiche tecniche dell'apparecchio scelto



Accessori: Per aggiungere all'apparecchio scelto gli accessori elettrici: contatti,
bobine, motore ecc,

Cablaggio: Per definire le sezioni e le lunghezze dei cablaggi all'interno del
quadro ed utilizzate dal programma per il calcolo della potenza
dissipata.
inoltre possibile inserire una serie di apparecchiature varie quali pulsanti, rel
commutatori ecc. presenti in archivio sotto la voce Apparecchio di misura e Apparecchio
ausiliario trascinandoli nella parte destra della finestra sopra la dicitura Apparecchiature
ausiliarie.

Alla fine dell'inserimento di tutte le apparecchiature si ottiene uno schema elettrico come
riportato nella seguente finestra.

145



19.8 - Inserisci / Modifica Apparecchio

anche possibile aggiungere in archivio, limitatamente a determinati segni grafici, delle
apparecchiature di produzione non Bticino.
1) cliccare l'icona Inserisci articolo
2) selezionare Inserisci articolo dal men Operazioni

Appare la maschera di inserimento dati :



Una volta inseriti tutti i dati tecnici, alla conferma, l'articolo viene memorizzato ed
possibile utilizzarlo in tutti gli schemi elettrici.

I dati tecnici degli apparecchi inseriti dall'utente possono essere modificati cliccando
sull'icona Modifica articolo o selezionando Modifica articolo dal men Operazioni

19.9 - Schema ad albero / Carpenteria
Terminata la realizzazione dello schema ad albero possibile, cliccando sull'icona
Visualizza carpenteria o selezionando Visualizza carpenteria dal men Finestra,
passare alla visualizzazione grafica della carpenteria.
146

Per ritornare alla visualizzazione "Testo" dello schema cliccare sull'icona Visualizza
impianto o selezionando Visualizza impianto dal men Finestra






147
20 - DIMENSIONAMENTO DELLA CARPENTERIA


TISYSTEM consente di effettuare il dimensionamento strutturale dei quadri presenti
nell'impianto. Per aprire il relativo ambiente di lavoro si procede in uno dei seguenti modi:
1) cliccare licona Carpenteria
2) selezionare Carpenteria dal men Operazioni
3) selezionare Carpenteria dal men Pop-up

Compare il seguente ambiente di lavoro:



20.1 - Scelta del quadro

Per selezionare il tipo di quadro desiderato, operare in uno dei seguenti modi:
1) cliccare licona Quadro
2) selezionare Quadro dal men Inserisci
3) selezionare Inserisci Quadro dal men Pop-up

La finestra che compare composta da due cartelle, la prima delle quali, denominata
SELEZIONE QUADRO, propone l'elenco delle tipologie di quadri a disposizione. Da tale
lista il software provvede ad escludere automaticamente le tipologie che non sono in grado
di contenere, per motivi dimensionali, le apparecchiature elettriche presenti nello schema:

148


Nella parte bassa della finestra, vengono richieste alcune informazioni aggiuntive sulla
tipologia di quadro selezionata, al fine di identificare esattamente i necessari codici
darticolo della carpenteria (profondit, porta, ecc.). Qualora si desideri successivamente
modificare tali dati sufficiente riaprire tale maschera mediante licona Dati Carpenteria
oppure il comando Dati carpenteria dal men Operazioni o dal men Pop-up

Una volta selezionato la tipologia di quadro desiderato, la seconda cartella assume una
denominazione e una funzione diversa tra due possibili alternative:

a) Armadi HDR, armadi MD, quadri MD, armadi LD, quadri M.A.S. a telaio, centralini

Per tali tipologie di quadri la seconda cartella assume il nome DIMENSIONI e la
relativa maschera richiede di selezionare lesatto quadro desiderato tra lelenco
proposto in funzione delle varie dimensioni disponibili (ad esempio nel caso di
armadi HDR compaiono la lista dei vari quadri possibili in funzione della larghezza
desiderata): sulla sinistra della maschera, per una pi semplice identificazione,
compare il disegno del quadro selezionato.


149


b) Quadri LD

Per tali tipologie di quadri la seconda cartella assume il nome COMPOSIZIONE.
Questi quadri vengono realizzati mediante elementi componibili, per tale ragione il
programma richiede di costruire il quadro desiderato mediante la selezione degli
elementi costitutivi ed il loro relativo posizionamento.



Nellarea Moduli disponibili compaiono tutti i possibili elementi.

Una volta selezionato lelemento desiderato, attivare il bottone >>: esso viene inserito
nellarea Composizione ed in contemporanea compare la sua rappresentazione nella
parte destra della finestra. Dopo la scelta del primo elemento, se larea Composizione
proponeva elementi di diversa larghezza, il programma provvede automaticamente ad
eliminare quelli di larghezza differente rispetto a quella dellelemento selezionato.

Procedere in ugual modo per tutti gli elementi desiderati, fino alla conclusione del quadro.

Se il posizionamento dei singoli elementi deve essere variato, utilizzare i bottoni Sposta in
alto e Sposta in basso che permettono di cambiare la posizione dellelemento
selezionato.

Se si sbagliato a selezionare un elemento possibile eliminarlo dalla composizione
attivando il bottone <<.

150




Alla conferma compare il disegno del quadro selezionato nella maschera di lavoro:



Nella selezione del quadro ovviamente pu essere a volte difficile sapere a priori quale il
quadro di dimensione pi opportuna, in quanto non si sono ancora scelti i pannelli e
posizionati gli apparecchi allinterno degli stessi [par. 20.2]. per sufficiente scegliere
una carpenteria che sia simile a quella attesa (limportante stabilire subito la larghezza
prescelta): se poi si verifica ad esempio che troppo piccola, sufficiente affiancare un
nuovo quadro [par. 20.1.1] di altezza maggiore, spostare i pannelli dal primo quadro a
questo secondo [par. 20.2.1] e cancellare il primo quadro [par. 20.1.1].


151
20.1.1 - Quadri affiancati

Qualora il singolo quadro prescelto non sia in grado di contenere tutte le apparecchiature,
si possono affiancare altri quadri analoghi, e procedere come sopra descritto per
linserimento delle apparecchiature. Tisystem propone ovviamente come quadri da
affiancare solo quelli compatibili con quello inizialmente inserito.
Per linserimento di ulteriori quadri utilizzare i comandi gi visti al par. 20.1.




Cancellazione quadri

Per cancellare un quadro sufficiente selezionarlo e attivare il tasto CANC, licona Elimina
oggetto selezionato , oppure il comando Elimina oggetto selezionato nel men
Operazioni o Pop-up. Se allinterno del quadro erano stati collocati degli apparecchi, essi
tornano automaticamente nella finestra Apparecchi.

20.2 - Inserimento pannelli e apparecchi

Allinterno della finestra Apparecchi compaiono sulla sinistra le famiglie di componenti
inseriti nel quadro e a destra i rispettivi apparecchi identificati da numerazione della linea
nello schema, fasi, descrizione e codice articolo:
152



Posizionandosi col mouse su una famiglia o su un apparecchio e cliccando col tasto
destro, appare lelenco dei pannelli disponibili in grado di contenere gli apparecchi facenti
parte della famiglia stessa:



Si seleziona il pannello desiderato e alla conferma lo si trascina con il mouse nella
posizione prescelta del quadro:

153


Il programma effettua automaticamente due controlli, che nel caso di risultato negativo,
non permettono linserimento del pannello:
- che vi sia nel quadro ancora spazio sufficiente per linserimento del pannello
- che, nel caso di affiancamento di quadri di larghezza differente, ci si sia posizionati su
quello di larghezza idonea al pannello prescelto.

A questo punto possibile prelevare lapparecchio scelto selezionandolo col mouse
mediante il bottone sinistro del mouse e posizionarlo nel pannello mediante trascinamento:




Anche in questa operazione Tisystem effettua dei controlli automatici al fine di evitare
errori, permettendo linserimento delle apparecchiature soltanto sui relativi pannelli
compatibili e fino ad esaurimento dello spazio disponibile allinterno del pannello.
154
Via via che si inseriscono articoli nel quadro, essi vengono eliminati dalla maschera
APPARECCHI.
Una volta inseriti tutti gli apparecchi di una famiglia, viene automaticamente eliminato
anche il simbolo della famiglia stessa.
Con questa metodologia lutente ha sempre modo di verificare immediatamente quali
apparecchiature restano da inserire nel quadro.
Terminato linserimento delle apparecchiature, la finestra APPARECCHI resta vuota per
segnalare che tutte le apparecchiature sono state inserite.

20.2.1 - Aggiunta/Spostamento/Cancellazione pannelli

TISYSTEM permette di effettuare diverse operazioni inerenti ai pannelli dei quadri:

Inserimento ulteriori pannelli

Il quadro pu essere completato, se necessario, inserendo i pannelli che ancora
necessitano (ad esempio pannelli ciechi o di ventilazione) scegliendoli nella finestra che
appare con uno dei seguenti comandi:
1) cliccare licona Pannello
2) selezionare Pannello dal men Inserisci
3) selezionare Inserisci Pannello dal men Pop-up



Spostamento pannelli

possibile spostare pannelli semplicemente selezionandoli e trascinandoli con mouse sul
quadro stesso o da un quadro allaltro: ovviamente nella nuova posizione individuata deve
essere disponibile uno spazio libero per linserimento del pannello

Se la carpenteria sulla quale si sta operando dovesse essere particolarmente estesa, tale
che per avere una visione complessiva del quadro necessario zoomare a valori cos
piccoli da rendere difficile lavorare poi su pannelli e ingombri apparecchi, si pu dividere lo
schermo sia verticalmente che orizzontalmente in sezioni, cosicch in ogni settore
155
possibile far scorrere limmagine del quadro ed operare eventuali modifiche spostando
pannelli e apparecchi da una sezione allaltra:



Per dividere lo schermo sufficiente selezionare con il mouse il simbolo indicato nelle
figure seguenti e trascinarlo in modo da impostare le dimensioni delle sezioni desiderate.





156


anche possibile sezionare in contemporanea sia nel verso verticale che in quello
orizzontale, arrivando pertanto a dividere lo schermo in quattro distinte sezioni:



Cancellazione pannelli

Per cancellare un pannello sufficiente selezionarlo e attivare il tasto CANC, licona
Elimina oggetto selezionato , oppure il comando Elimina oggetto selezionato nel men
157
Operazioni o Pop-up. Se allinterno del pannello erano stati collocati degli apparecchi,
essi tornano automaticamente nella finestra Apparecchi.

20.2.2 - Spostamento/Individuazione/Cancellazione apparecchi

Il programma permette di effettuare anche diverse operazioni relative al posizionamento
degli apparecchi:

Identificazione apparecchi

Per visualizzare quali apparecchi sono contenuti allinterno di un pannello sufficiente
selezionarlo e cliccare sullicona Esplodi pannello oppure attivare il comando Esplodi
pannello dal men Operazioni o dal men Pop-up
Si apre una finestra che visualizza lelenco dei vari apparecchi contenuti nel pannello
selezionato, comprensivi di numero linea dello schema, codice e descrizione:



Spostamento apparecchi allinterno del singolo pannello

La maschera sopra riportata permette anche di cambiare la posizione degli apparecchi
allinterno del pannello selezionato. sufficiente selezionare lapparecchio da spostare e
attivare i bottoni Sposta in alto e Sposta in basso: lapparecchio si muove
rispettivamente a sinistra o a destra allinterno del pannello.
Alla chiusura della maschera, il programma aggiorna automaticamente il disegni della
vista frontale del quadro.

Spostamento apparecchi tra pannelli

possibile spostare apparecchi semplicemente selezionandoli e trascinandoli con il
mouse su altro pannello appartenente al quadro stesso o da un altro quadro: ovviamente il
pannello selezionato deve essere compatibile con lapparecchio da spostare e deve avere
il sufficiente spazio libero, altrimenti il programma non lo accetta.
Nel caso di pannelli modulari, lapparecchio viene inserito sempre nellultima posizione a
destra: per inserirlo in un punto diverso, sufficiente attivare la maschera descritta al
punto precedente.
158

Cancellazione apparecchi

Per cancellare un apparecchio sufficiente selezionarlo e attivare il tasto CANC, licona
Elimina oggetto selezionato , oppure il comando Elimina oggetto selezionato nel men
Operazioni o Pop-up. In tale caso lapparecchio viene automaticamente riportato nella
maschera Apparecchi in attesa di essere successivamente inserito nuovamente nel
quadro.

Ricerca di un apparecchio

Se il quadro che si sta realizzando di notevole dimensione, pu diventare difficile
individuare velocemente dove stato posizionato un apparecchio, specialmente per i
Btdin. In tal caso possibile impiegare licona Ricerca Linea oppure il comando
Ricerca Linea dal men Operazioni o dal men Pop-up.
Si apre una finestra che richiede il numero della linea da ricercare:



Alla conferma, se lapparecchio gi stato posizionato su un pannello del quadro, il
disegno del suo ingombro compare di colore diverso per consentirne limmediata
individuazione.

20.2.3 - Pannelli per morsettiere

Tisystem permette di conteggiare lo spazio occupato da morsetti o sbarre in morsettiera al
fine di determinare il numero corretto di pannelli morsettiere da inserire nei quadri.

Innanzitutto necessario selezionare un elemento scelto tra un apparecchio, un pannello,
un intero quadro e attivare quindi il comando in uno dei seguenti modi:
1) cliccare licona Spazio occupato in morsettiera
2) selezionare Spazio occupato in morsettiera dal men Operazioni
3) selezionare Spazio occupato in morsettiera dal men Pop-up

Si apre una maschera in cui viene indicato lo spazio in mm che lelemento richiede in
morsettiera per effettuare il collegamento delle linee in uscita .

soprattutto quando lelemento selezionato un intero quadro che linformazione fornita
dal programma
159


permette di calcolare quanti pannelli per morsettiere aggiungere al quadro stesso
mediante il comando pannello esaminato al par. 20.2.1 :



Lo spazio occupato in morsettiera dai singoli apparecchi viene definito secondo quanto
spiegato al par. 14.2.

20.2.4 - Numero moduli DIN

Tisystem permette di conteggiare il numero di moduli DIN presenti nello schema elettrico
al fine di dare una indicazione sulle dimensioni del quadro da adottare.

Ancor prima di inserire una carpenteria, attivare il comando in uno dei seguenti modi:
1) cliccare licona Numero di moduli DIN
2) selezionare Spazio occupato in morsettiera dal men Operazioni

Si apre una maschera in cui viene indicato il numero totale di moduli DIN presenti nello
schema elettrico.

160

20.2.5 - Barre Bticino

Tisystem permette di tener conto nellelenco materiale del quadro anche dellimpiego di
barre Bticino (ovviamente per i soli quadri che ne consentono linstallazione).

necessario selezionare un quadro e attivare il comando mediante licona Barre BTicino
oppure il comando Barre BTicino dal men Operazioni o dal men Pop-up.
Si apre la seguente maschera:



in cui selezionare il tipo di barra e la sua portata: il programma origina automaticamente
lelenco materiali comprensivo dei codici necessari e relative quantit (barre, isolatori,
ecc.).

20.3 - Cambiamenti allo schema successivi al disegno della carpenteria

Pu ovviamente verificarsi la necessit di apportare modifiche allo schema unifilare del
quadro, successivamente alla realizzazione della carpenteria. In tal caso si deve
analizzare quali controlli e operazioni effettua il programma al fine di garantire comunque
la corrispondenza tra schema e carpenteria relativa.
Le operazioni che si possono effettuare come modifica allo schema sono molteplici e
pertanto si analizzano di seguito le diverse possibilit:

Aggiunta di un apparecchio

Se si aggiunge una linea con relativo apparecchio, quando si torna alla carpenteria, esso
compare automaticamente nella maschera Apparecchi, in attesa di essere inserito nel
quadro.

Sostituzione di un apparecchio

Se si sostituisce un apparecchio con un altro, quando si torna alla carpenteria,
lapparecchio precedente stato automaticamente cancellato dal quadro, e quello nuovo
compare nella maschera Apparecchi, in attesa di essere inserito nel quadro. Il pannello
161
che conteneva il vecchio apparecchio invece ancora presente sul quadro (potrebbe
contenere altri apparecchi): se non serve pi sufficiente selezionarlo e cancellarlo.

Cancellazione di un apparecchio

Se si cancella un apparecchio, quando si torna alla carpenteria, lapparecchio stato
automaticamente cancellato dal quadro. Il pannello che conteneva il vecchio apparecchio
invece ancora presente sul quadro (potrebbe contenere altri apparecchi): se non serve
pi sufficiente selezionarlo e cancellarlo.

Si osservi che se stato inserito un apparecchio che non pu essere inserito sul quadro
esistente per motivi dimensionali, esso compare comunque nella maschera ma poi il
programma ne impedisce linserimento nel relativo pannello.

20.4 - Comandi di Copia, Taglia, Incolla, Elimina applicati alla
carpenteria

Con Tisystem possibile applicare le funzioni Copia, Taglia e Incolla anche alla
carpenteria dei quadri.

20.4.1 - Copia

possibile copiare interi quadri o singoli pannelli.
Per copiare uno di questi elementi sufficiente selezionarlo e attivare il comando Copia
dal men Modifica o Pop-up oppure utilizzare licona .

20.4.2 - Taglia

possibile tagliare (cio cancellare) interi quadri o singoli pannelli.
Per tagliare uno di questi elementi sufficiente selezionarlo e attivare il comando Taglia
dal men Modifica o Pop-up oppure utilizzare licona .
Prima di procedere alla cancellazione compare maschera di richiesta conferma.
Se il quadro o pannello tagliato conteneva della apparecchiature queste tornano nella
finestra Apparecchi.
Il comando di Taglia agisce in questo caso in modo analogo al comando di Elimina
oggetto selezionato visto nei paragrafi precedenti quando applicato a quadri o pannelli.

20.4.3 - Incolla

Dopo avere eseguito unoperazione di Copia o Taglia, possibile attivare il comando
Incolla dal men Modifica o Pop-up oppure utilizzare licona
Il comando di Incolla pu essere eseguito pi volte contemporaneamente in modo da
ottenere delle duplicazioni multiple.

Se si era copiato un pannello contenente delle apparecchiature, loperazione di Incolla
crea un nuovo pannello identico a quello copiato ma ovviamente vuoto (altrimenti
duplicherebbe apparecchiature in realt non esistenti nello schema).
Lutente pu, mediante mouse, posizionare il nuovo pannello dove desidera.

162
Se si era tagliato un pannello contenente delle apparecchiature, loperazione di Incolla
rinserisce il pannello tagliato ma vuoto.
Lutente pu, mediante mouse, posizionare il pannello dove desidera.

Se si era copiato un quadro contenente delle apparecchiature, loperazione di Incolla crea
un nuovo quadro identico a quello copiato ma ovviamente vuoto. Esso viene
automaticamente posizionato come ultimo quadro a destra.

Se si era tagliato un quadro contenente delle apparecchiature, loperazione di Incolla
rinserisce il quadro tagliato ma vuoto. Esso viene automaticamente posizionato come
ultimo quadro a destra.


20.5 - Calcolo sovratemperatura

TISYSTEM consente di effettuare il calcolo della sovratemperatura all'interno dei quadri
elettrici secondo la norma CEI EN 60439 (17-13 ) e di stampare le Dichiarazioni di
Conformit.
Per aprire il relativo ambiente di lavoro si procede in uno dei seguenti modi:
1) cliccare licona Calcolo sovratemperatura
2) selezionare Calcolo sovratemperatura dal men Operazioni
3) selezionare Calcolo sovratemperatura dal men Pop-up

Compare una delle seguenti maschere:



in cui possibile selezionare il tipo di Dichiarazione di Conformit del quadro
- Tipo ASD
- Tipo AS
- Tipo ANS
il tipo di calcolo
- con Corrente nominale, quindi con la massima potenza dissipata dagli
apparecchi
- con Corrente riparametrata, quindi con la potenza dissipata dagli apparecchi
riparametrata alla temperatura di 60 gradi.
Il tipo di installazione del quadro
- quadro non appoggiato a parete
163
- fondo appoggiato a parete
- fondo e lato sinistro appoggiati a parete
- fondo e lato destro appoggiati a parete
- lato sinistro appoggiato a parete
- lato destro appoggiato a parete
- lati sinistro e destro appoggiati a parete
- fondo e lati appoggiati a parete
la temperatura ambiente dove posizionato il quadro.

Vengono quindi visualizzate le seguenti grandezze:
- Potenza dissipabile dalla carpenteria
- Potenza dissipata dagli apparecchi
- Potenza dissipata dalle eventuali barre di rame inserite nel quadro
- Totale della potenza dissipata
- Temperatura nel quadro

Il calcolo pu avvenire anche senza che sia stata inserita nessuna carpenteria, in questo
caso la procedura di calcolo restituisce solo il valore di potenza dissipata dagli apparecchi,
il risultato sar INACCETTABILE e non si potr proseguire nella dichiarazione di
conformit

Viceversa, se stata inserita una carpenteria, anche se priva di pannelli e di apparecchi,
la procedura di calcolo restituisce tutti i valori di potenza, il risultato della verifica
"CORRETTO" o "INACCETTABILE" e si potr proseguire nella dichiarazione di
conformit.

Alla conferma del tasto "Chiudi" si passa alle seguenti maschere:

Dati di quadro








164
Dati elettrici



Dati costruttore



in cui alcuni campi sono gi stati riempiti dal programma perch conosciuti, gli altri invece
dovranno essere compilati dal costruttore del quadro.

L'ultima maschera Verifiche visualizza tutte le verifiche da effettuare in base al tipo di
dichiarazione ed al tipo di quadro.

Si presenta la seguente schermata con il segno che identifica le verifiche non eseguite
ed il segno che identifica le verifiche eseguite.
Per dichiarare che la verifica stata eseguita, sufficiente cliccare sulla dicitura
"Eseguito" in basso a sinistra della maschera stessa.
165


nel caso in cui sia necessario indicare dei valori definiti scelti da un lista, sempre un basso
a sinistra si abilita la scelta.



se invece il valore non scelto da una lista, ma deve essere introdotto dal costruttore, si
abilita la funzione di inserimento.

166

167
21 - COMANDI DI STAMPA

21.1 - Stampa
Per attivare il comando di stampa procedere in uno dei seguenti modi:
1) cliccare sull'icona Stampa
2) selezionare dal men File il comando Stampa

Tisystem permette di stampare a vari livelli, in modo da selezionare esclusivamente le
parti di impianto desiderate. I dati che possono essere stampati sono pertanto diversi a
seconda dellambiente in cui ci si trova nel momento in cui si attiva il comando.

Il programma richiede sempre di selezionare tra:

- STAMPA GRAFICA
per la stampa dei vari schemi, della carpenteria o del diagramma delle curve
dintervento.
Si consiglia di effettuare queste stampe impostando (con il comando Configura
stampante del men File) lorientamento orizzontale del foglio.

- STAMPA TESTO
per la stampa delle tabelle dati e degli elenchi componenti.
Si consiglia di effettuare queste stampe impostando (con il comando Configura
stampante del men File) lorientamento verticale del foglio.

inoltre possibile scegliere se stampare il numero di pagina e da quale numero iniziare
(tale opzione pu essere utile se la stampa dellintero documento viene effettuata in pi
parti oppure se necessita ristampare una parte del progetto).

21.1.1 - Stampa da Schema a blocchi dellimpianto

Se si attiva il comando di stampa dalla maschera Schema a blocchi dellimpianto
possibile stampare lintero progetto o comunque una categoria intera di informazioni.

Allattivazione del comando si apre la seguente maschera:


168
Le opzioni disponibili permettono di impostare che cosa si desidera stampare:

1. Stampa grafica

a ) schema a blocchi dellintero impianto

b ) disegni e schemi dei quadri, selezionando tra:
- schema unifilare di potenza di tutti i quadri
- etichette (nella misura del portacartellino dellinterruttore)
- schema dei circuiti ausiliari di tutti i quadri
- schema dei gruppi di misura di tutti i quadri
- vista frontale della carpenteria di tutti i quadri

c ) diagramma delle curve dintervento degli interruttori

2. Stampa testo

a ) tabella con riportati i dati impostati dallutente e quelli determinati dal programma
durante loperazione di calcolo per tutti gli apparecchi dellimpianto

b ) elenco componenti di tutti i circuiti ausiliari

c ) elenco componenti di tutti i gruppi di misura

d ) elenco componenti di tutte le carpenterie

e ) dichiarazione di conformit dei quadri

importante sottolineare che quando si seleziona per la stampa una delle voci sopra
riportate, il programma proceder alla stampa relativamente allintero progetto. Se ad
esempio si abilita la stampa grafica Schema elettrico verranno stampati gli schemi
unifilari di potenza di tutti i quadri costituenti limpianto.

21.1.2 - Stampa da Schema elettrico

Se si attiva il comando di stampa da una finestra Schema elettrico possibile stampare i
disegni e i dati appartenenti esclusivamente al quadro relativo.
Allattivazione del comando si apre la seguente maschera che permette di impostare che
cosa si desidera stampare:

169

1. Stampa grafica:

- schema unifilare di potenza del quadro selezionato
- etichette (nella misura del portacartellino dellinterruttore)
- schema dei circuiti ausiliari del quadro selezionato
- schema dei gruppi di misura del quadro selezionato
- vista frontale della carpenteria del quadro selezionato

2. Stampa testo

- tabella con riportati i dati impostati dallutente e quelli determinati dal programma
durante loperazione di calcolo per tutti gli apparecchi del quadro
- elenco componenti dei circuiti ausiliari del quadro selezionato
- elenco componenti dei gruppi di misura del quadro selezionato
- elenco componenti della carpenteria del quadro selezionato
- dichiarazione di conformit del quadro selezionato

21.1.3 - Stampa da Circuito ausiliario

Se si attiva il comando di stampa da una finestra Circuito ausiliario possibile stampare
esclusivamente lo schema e lelenco componenti relativi al circuito ausiliario selezionato:



21.1.4 - Stampa da Gruppo di misura

Se si attiva il comando di stampa da una finestra Gruppo di misura possibile stampare
esclusivamente lo schema e lelenco componenti relativi al gruppo di misura selezionato:

170


21.1.5 - Stampa da Carpenteria

Se si attiva il comando di stampa da una finestra Carpenteria possibile stampare
esclusivamente la vista frontale, lelenco componenti e la dichiarazione di conformit
relativi al quadro selezionato:


21.1.6 - Stampa da Curve di intervento

Se si attiva il comando di stampa dalla finestra Curve di intervento possibile stampare
esclusivamente il diagramma delle curve visualizzato a video.

Allattivazione del comando si apre la seguente maschera:



in ogni caso, indipendentemente dal livello, la stampa non mai diretta, ma passa sempre
attraverso la Anteprima di stampa

21.2 - Anteprima di stampa

L'anteprima di stampa permette di visualizzare a video la futura stampa, selezionare
lingrandimento desiderato per schemi e viste frontali quadri allinterno della pagina di
stampa ed impostare i margini di stampa.

171


21.2.1 - Zoom di anteprima

possibile ingrandire oppure ridurre le dimensioni dell'anteprima di stampa al fine di
meglio visualizzare quale sia il risultato di stampa e decidere quali eventuali parametri
modificare. Lo zoom viene impostato nella relativa casella della toolbar in uno dei due
seguenti modi:
1) Selezionando uno dei valori preimpostati che compaiono nel men a tendina
2) Digitando da tastiera il valore di zoom desiderato



21.2.2 - Zoom di stampa
possibile ingrandire oppure ridurre le dimensioni del contenuto del foglio di stampa,
all'interno dei margini prestabiliti. Il zoom pu essere attivato nei seguenti modi:
1) Selezionando uno dei valori preimpostati che compaiono nel men a tendina
2) Digitando da tastiera il valore desiderato



172
21.2.3 - Visualizza le pagine in ...

Esiste un'opzione molto utile per la visualizzazione dinsieme dei fogli di stampa; essa
permette infatti di avere disponibile in anteprima di stampa la visualizzazione
contemporanea in una sola videata di molteplici fogli secondo le seguenti possibilit di
scelta:
1) da 1 a 8 fogli disposti contemporaneamente su di una sola riga
2) da 2 a 16 fogli disposti contemporaneamente su 2 righe
3) da 3 a 24 fogli disposti contemporaneamente su 3 righe
4) da 4 a 32 fogli disposti contemporaneamente su 4 righe

Tale funzione pu essere attivata selezionando il comando Visualizza le pagine in... dal
men Configura o dal men Pop-up.

21.2.4 - Margini di stampa

possibile impostare le distanze tra margini del cartiglio e bordo del foglio.
Il comando pu essere attivato nei seguenti modi:
1) Cliccare sulle icona Impostazione Margini di Stampa
2) Selezionare Impostazione Margini di Stampa del men Configura
3) Selezionare Impostazione Margini di Stampa del men Pop-up



La maschera che si apre permette di scegliere l'unit di misura tra mm e 0,1 pollici e di
impostare qual la distanza tra i bordi del foglio e le righe del cartiglio; alla conferma
l'anteprima permette di visualizzare immediatamente gli effetti della nuova impostazione.

Per modificare le distanze tra margini del cartiglio e bordo del foglio anche possibile
utilizzare i righelli verticali e orizzontali. Con il mouse, agendo agli estremi del righello nel
punto di passaggio dallarea grigia a quella bianca, si spostano i margini e si vede
immediatamente leffetto della modifica effettuata:



21.3 - Configurazione stampa tabellare

Tisystem offre la possibilit di personalizzare la stampa tabellare al fine di scegliere i dati
da stampare e in quale ordine.
Per far ci occorre selezionare il comando Configurazione stampa tabellare dal men
Operazioni oppure dal men Pop-up. Appare la seguente finestra:
173



Mediante i bottoni >> e << possibile spostare le voci dalla finestra Dati disponibili a
quella Dati in stampa e viceversa (allinstallazione del programma vengono per default
stampati tutti i dati).
Mediante i bottoni Sposta in alto e Sposta in basso possibile muovere i dati da stampare,
al fine di posizionare le colonne nellordine voluto.
Il programma consente di spostare in un unica operazione un gruppo di campi, dopo averli
selezionati con il mouse.

inoltre possibile salvare delle diverse configurazioni di stampe tabellari: in tal modo si
pu richiamare in unica operazione la stampa tabellare desiderata senza la necessit di
dovere ogni volta riselezionare tutti i campi e riposizionarli nellordine desiderato.

Nel campo Tabella predefinita si seleziona la stampa tabellare desiderata tra quelle
disponibili: la stampa tabellare scelta viene automaticamente caricata.

Se si vuole creare una nuova stampa tabellare predefinita sufficiente impostarla come
sopra descritto e poi salvarla con il bottone Salva: si apre una maschera che richiede di
digitare il nome della nuova stampa tabellare.

Se si vuole eliminare una stampa tabellare predefinita sufficiente selezionarla e attivare il
bottone Elimina.

Se si vuole cambiare il nome di una stampa tabellare predefinita sufficiente selezionarla
e attivare il bottone Rinomina.

21.4 - Esportazione stampa tabellare

Tisystem permette di originare un file di testo (.TXT) contenente tutti i dati dellintero
impianto presenti nella Stampa tabellare descritta ai par. 21.1.1 e 21.3.
174
Tale file pu essere riaperto col software EXCEL e manipolato a piacere in modo da poter
creare una tabella dei dati tecnici dellimpianto, organizzata e personalizzata secondo le
proprie esigenze e preferenze.
Per creare tale file, necessario selezionare il comando Esportazione Stampa tabellare
dal men File o dal men Pop-up: si apre la solita maschera di Windows 95 che richiede
di definire nome e direttorio di destinazione del file da creare.

21.5 - Esportazione disegni in formato DXF

Tisystem permette di esportare lo schema elettrico del quadro, la vista frontale, i circuiti
ausiliari i gruppi di misura e le curve dintervento degli interruttori in un file di formato DXF.
In tal modo possibile riaprire il disegno prescelto con programmi quali AUTOCAD

(la
versione minima richiesta la 12.0) in modo da permetterne eventuali modifiche e
successiva stampa.

Per creare tale file necessario selezionare il comando Esportazione in DXF dal men
Operazioni o dal men Pop-up oppure cliccare sullicona Esportazione in DXF : si
apre la solita maschera di Windows 95 che richiede di definire nome e direttorio di
destinazione del file da creare.

Il disegno esportato in formato DXF, viene suddiviso in diversi layer (fogli) secondo la
modalit standard di funzionamento a piani paralleli dei programmi tipo AUTOCAD

.
La creazione di un DXF a pi layer avviene solo se il numero di elementi del disegno da
esportare superiore al numero massimo impostato di elementi per singolo layer (cap.
21).
175
22 - PERSONALIZZAZIONE

Mediante il comando Personalizzazione presente nel men File, si apre la seguente
maschera (suddivisa in pi sezioni) che permette allutente di effettuare varie impostazioni:



Dati Azienda

Ragione sociale
due righe per linserimento dei dati relativi alla impresa che ha realizzato il progetto (o
eventuali altri dati) che verranno riportati in alto a sinistra su ogni pagina stampata

Logo di stampa
tale funzione permette di inserire un logo in ogni foglio di stampa, in alto a sinistra sopra la
ragione sociale.
Inizialmente inserito il logo della Bticino in bianco e nero (contenuto nel file Logo Bticino
bianco e nero.bmp memorizzato nel direttorio di installazione di Tisystem).
Per inserire un altro luogo necessario avere a disposizione il logo memorizzato in un
immagine in formato BMP. Allattivazione del comando Sfoglia viene richiesto di
selezionare il file contenente il logo; alla conferma limmagine compare automaticamente
nellapposito riquadro della maschera.
Nel direttorio di installazione di Tisystem sono contenuti anche il logo Bticino a colori (file
Logo Bticino colori.bmp) ed un logo completamente bianco (file Nessun logo.bmp) da
selezionare qualora non si voglia inserire alcun logo in stampa.
importante evidenziare che Tisystem scala automaticamente le dimensioni del logo a
quelle del riquadro della maschera: questo perch lo spazio riservato nelle pagine di
stampa prefissato e pertanto il logo non pu avere dimensioni qualsiasi.
Tale operazione di adattamento pu pertanto provocare una deformazione dellimmagine
che tanto pi marcata quanto pi il rapporto larghezza/altezza del logo importato si
allontana da quello dello spazio a disposizione (pari a 5).
Limmagine BMP importata dovrebbe pertanto avere il formato ideale di 200x40 pixel, in tal
caso l'immagine viene importata esattamente identica e non subisce alcun
ridimensionamento. Essa pu comunque essere anche pi grande o pi piccola (in tal
caso Tisystem provvede automaticamente a ridurla o a ingrandirla) ma importante che
abbia un rapporto larghezza/altezza il pi possibile vicino a 5. In caso il logo avesse una
forma completamente diversa (ad esempio quadrata), conviene creare unimmagine BMP
con delle parti bianche (che non compariranno in stampa) in modo che riassuma il
rapporto delle dimensioni sopra riportato.
176


Opzioni

N max apparecchi in serie in un quadro
permette di impostare, a livello di intero progetto, quanti apparecchi in serie ci possono
essere allinterno di uno stesso quadro (valore variabile da tre a otto). In generale
conviene impostare il numero massimo di livelli in serie in modo che coincida con il
numero massimo effettivo di apparecchi in serie. Questo permette al programma di meglio
visualizzare ma soprattutto stampare, lo schema elettrico dellimpianto. Ci deriva dal
fatto che se si imposta un massimo di sei apparecchi in serie, ma in realt in ogni quadro
del progetto non sono mai presenti pi di due apparecchi in serie, lo schema viene
disegnato e stampato come in Fig. 1. Se invece si imposta un massimo di tre livelli lo
schema viene disegnato come in figura 2.



Nel secondo caso essendo il disegno meno alto, esso occupa meno spazio in verticale e
pertanto permette:
- a parit di zoom di stampa, di inserire un numero maggiore di campi in legenda
- a parit di campi in legenda, di utilizzare uno zoom pi grande sempre senza avere
sovrapposizione della legenda con il disegno. Ci permette una migliore rappresentazione
e, nel caso di piccoli quadri (centralini), di riempire in modo pi uniforme lintero foglio di
disegno.

Apertura automatica quadri inseriti
Mediante tale opzione possibile impostare se, allinserimento di un nuovo quadro, il
programma provvedere ad aprire automaticamente il nuovo quadro e a posizionarsi
sullinterruttore generale dello stesso.

177
Apertura automatica vista curve
Mediante tale opzione possibile impostare se, allattivazione del comando Curve
dintervento [cap. 16], il programma provvedere ad aprire automaticamente la finestra di
visualizzazione delle curve dintervento tempo-corrente degli interruttori.

Abilita sempre pagina conduttura
Mediante tale opzione, nella maschera Dati linea, viene abilitata la pagina conduttura
anche se l'apparecchio un generale di gruppo e quindi non ha linea in uscita.
Questo per poter gestire , tramite il segno grafico Collegamento in morsettiera, linee con
diversi tipi di posa.

Rappresentazione Neutro
Permette la scelta di come si vuole rappresentare il conduttore di neutro sullo schema
elettrico.

Salvataggio automatico
Se abilitato, permette di salvare automaticamente il lavoro dopo un tempo impostabile e
permette di definire il n. massimo di salvataggi da eseguire.




Colori

Colore curve dintervento I-t e colore curve cavi
per impostare il colore delle curve dintervento degli interruttori e delle curve dei cavi nella
relativa maschera [cap. 16]. Tale funzione particolarmente utile se si dispone di una
stampante a colori.

Colori simboli da calcolare
per impostare il colore dei simboli dello schema di cui non sono ancora stati
calcolati/verificati tutti i relativi dati [par. 15.4]

Colori simboli modificati dal calcolo
per impostare il colore dei simboli dello schema di cui unoperazione di calcolo ha
modificato il codice articolo precedentemente memorizzato [par. 15.4]

Colori simboli modificati dalla verifica
per impostare il colore dei simboli dello schema dove unoperazione di verifica ha dato
esito negativo e si scelto lopzione Correggi e prosegui. [par. 15.2]

Colore selezione carpenteria
per impostare quale colore assume un quadro, un pannello o un apparecchio, quadro
viene selezionato durante il disegno della vista frontale di un quadro [cap. 20]
178

Colore simboli con c.d.t. superiore alla massima ammessa
per impostare quale colore assume un simboli quando la c.d.t. totale nellimpianto supera
la massima ammessa impostata nei dati di progetto [par. 11.1]

Colore griglia e colore traccia Ausiliari / Misura
Per impostare quale colore avr la griglia visualizzata nei circuiti ausiliari e nei gruppi di
misura e quale colore avr la fase di tracciatura dei fili.



Stampa

Spessore linee stampa
Per aumentare solo in stampa gli spessori delle linee e dei segni grafici.



DXF

ESPORTAZIONE DXF - Numero elementi per singolo layer
In tali campi possibile impostare il numero di elementi che vengono inseriti in ogni
singolo layer del file di esportazione in formato DXF (par. 20.5).
possibile definire:
- quanti rettangoli (rappresentativi di quadri) dello schema a blocchi dellimpianto
inserire in ogni layer
- quanti apparecchi dello schema unifilare di potenza del quadro inserire in ogni layer
- quante carpenterie di quadri affiancati inserire per singolo layer
In questo caso il programma effettua i calcoli ipotizzando quadri di larghezza 850
mm; nel caso di quadri di larghezza inferiore, il numero di quadri per singolo layer
effettivamente esportato pu risultare superiore.
- quante colonne del disegno di circuiti ausiliari inserire per singolo layer
- quante colonne del disegno di gruppi di misura inserire per singolo layer

179
23 - PREVENTIVAZIONE QUADRI


Tramite il programma di preventivazione TIPRE / TIVAL, possibile valorizzare i vari
quadri costituenti limpianto (carpenteria + apparecchiature).
Per poter effettuare questa operazione necessario generare un file contenente codici
articolo e quantit che pu essere importato da TIPRE / TIVAL

Se si vuole ottenere lelenco materiale dellintero impianto (cio di tutti i quadri insieme),
necessario selezionare la voce Esportazione elenco materiale impianto dal menu File.

Se invece si desidera avere a disposizione lelenco materiale di un singolo quadro in modo
da poter effettuare una preventivazione quadro per quadro, si opera in uno dei due
seguenti modi:
1) selezionare il blocco di un quadro nella schermata che rappresenta lo schema a
blocchi dellimpianto (cap. 13) a attivare dal relativo men pop-up il comando
Esportazione elenco materiale quadro
2) eseguire il comando Esportazione elenco materiale quadro dal men pop-up nella
schermata con il disegno dello schema unifilare di potenza

Allattivazione dei comandi sopra riportati, si apre la solita maschera di Windows che
richiede il nome del file (suffisso. SDF) da creare che conterr la distinta componenti:








180






















Sito Internet : www.bticino.it


Per informazioni rivolgersi telefonicamente a:

Call Center "Servizio Clienti"

199.145.145

oppure tramite e-mail dal sito:

www.bticino.it - supporto tecnico

* * * * * * * * * * * * * * * * *

Per ottenere gratuitamente informazioni sulle novit dei SW Tecnici e sulle nuove versioni
rilasciate, possibile iscriversi alla mailing-list SW Tecnici sempre presso

www.bticino.it - supporto tecnico