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Guida al Sistema

Bassa Tensione
Guida
2009-2010
Indice Generale Guida al Sistema Bassa Tensione

1 Introduzione

2 Le norme

3 Caratteristiche della rete

4 Protezione dei circuiti

5 Caratteristiche degli apparecchi di protezione


e manovra

6 Protezione delle persone

7 Protezione degli apparecchi utilizzatori

8 Quadri prefabbricati

9 Il sistema di installazione modulare

1
Indice 1 - Introduzione

n Generalità pag. 4
n Studio di una installazione pag. 7

3
Introduzione Generalità

Scopo della Guida BT


La guida non vuol essere né un libro né un catalogo tecnico, ma uno strumento
di lavoro destinato a soddisfare molteplici esigenze.
L’obiettivo è quello di aiutare il progettista e l’utilizzatore di reti elettriche a scegliere
le apparecchiature che meglio si adattano all’impianto.
La complessità degli impianti di distribuzione di energia elettrica spesso rende
difficile questa scelta per la diversità dei problemi da risolvere e la varietà di materiali
elettrici che il progettista deve scegliere.
La guida è il complemento indispensabile ai cataloghi dei prodotti di bassa tensione.
Questo documento intende fornire informazioni pratiche e presenta, sotto forma
di tabelle sempre illustrate da uno o più esempi, i problemi che si pongono
al momento della definizione delle apparecchiature da installare.
Talvolta i dati presenti nelle tabelle di questa guida sono necessariamente
approssimati.
In ogni caso i risultati sono sempre in favore della sicurezza e rispettano quanto
indicato dalla norma CEI 64-8 VI Edizione.
Qualora si desideri un calcolo più preciso si consiglia l’impiego del Software I-project
MT/BT.

Contenuti della presente edizione


Il successo avuto dalle precedenti edizioni della Guida BT presso i nostri Clienti
ci ha motivati a preparare ed a pubblicare questa nuova edizione.
In essa, abbiamo provveduto ad aggiornare i contenuti tecnici legati all’evoluzione
della gamma di prodotti (miglioramento di prestazioni, nuovi prodotti, ecc.).
Il tutto è stato organizzato in uno spirito di continuità rispetto alle precedenti edizioni,
per fornire ai nostri Clienti informazioni teoriche e pratiche per l’uso coordinato
dei prodotti del Sistema BT Schneider, oltre che regole generali di impiantistica
di bassa tensione applicabili in un più ampio contesto.
In questa opera di aggiornamento, abbiamo spesso tenuto in evidenza
i suggerimenti che ci sono stati rivolti dai nostri Clienti, a cui vanno dunque
i nostri ringraziamenti.
La nostra speranza è che questa edizione venga accolta con favore, contribuendo
così a rinsaldare i legami di collaborazione con tutti i nostri Clienti.

Il Software i-project MT/BT


I concetti espressi nella Guida BT sono alla base della realizzazione del Software
i-project MT/BT.
La conoscenza della guida consentirà una migliore comprensione delle procedure
di calcolo messe in atto dal software e quindi un migliore sfruttamento pratico
dello stesso software per la progettazione rapida degli impianti in modo sicuro
ed economico.
Il Software i-proiect MT/BT è un programma destinato a chi opera nel settore
dell’impiantistica elettrica ed è di supporto allo studio dell’impianto elettrico
di media e bassa tensione e alla realizzazione del documento di progetto.

4
Funzione dell’interruttore automatico
L’interruttore svolge un ruolo determinante nell’impianto elettrico.
Le sue funzioni fondamentali sono quelle di sezionamento e protezione
di una rete elettrica.
Una scelta appropriata dell’interruttore automatico garantisce una sicurezza globale
dei beni, delle persone e dei cicli produttivi.

Scelta dell’interruttore automatico


La scelta di un interruttore automatico deve essere fatta in funzione:
cc delle caratteristiche della rete sulla quale viene installato;
cc della continuità di servizio desiderata;
cc delle diverse regole di protezione da rispettare.

Caratteristiche della rete


Tensione
La tensione nominale dell’interruttore automatico deve essere maggiore
o uguale alla tensione tra le fasi della rete.
Frequenza
La frequenza nominale dell’interruttore automatico deve corrispondere
alla frequenza della rete.
Gli apparecchi funzionano indifferentemente alle frequenze di 50 o 60 Hz
(per impiego su reti a 400 Hz vedere a pag. 344, per impiego su reti a corrente
continua vedere a pag. 335).
Corrente di impiego/corrente nominale
La regolazione della protezione termica dello sganciatore dell’interruttore
automatico deve essere maggiore o uguale alla corrente d’impiego della linea sulla
quale è installato e deve essere minore o uguale alla corrente ammissibile (portata)
della conduttura.
Corrente di cortocircuito/potere di interruzione
Il potere di interruzione dell’interruttore automatico deve essere almeno uguale
alla massima corrente di cortocircuito che può verificarsi nel punto in cui esso
è installato.
A pag. 62 è proposto un metodo che permette di determinare la corrente
di cortocircuito in un punto qualsiasi dell’impianto.
Eccezione: il potere di interruzione dell’interruttore automatico può essere inferiore
alla corrente di cortocircuito,se a monte esiste un dispositivo:
cc che abbia il potere di interruzione corrispondente alla corrente di cortocircuito nel
punto della rete dove è installato;
cc che limiti l'energia specifica passante (I2t) e la corrente di cresta a valori inferiori
a quelli ammissibili dall’interruttore automatico a valle e dai conduttori
(vedere le curve di limitazione da pag. 246 e le tabelle di filiazione da pag. 260).
Numero di poli
Il sistema di distribuzione (TT, TN, IT) e la funzione richiesta (protezione, manovra,
sezionamento) determinano il numero dei poli degli apparecchi (vedere a pag. 22).

Continuità di servizio
In funzione delle esigenze di continuità di servizio di una rete (regolamenti
di sicurezza, vincoli di esercizio ecc.) il progettista può essere portato a scegliere
degli interruttori automatici che assicurino:
cc una selettività totale tra due apparecchi installati in serie;
cc una selettività parziale (vedere le tabelle di selettività a pag. 278).

5
Introduzione Generalità

Regole di protezione
Protezione delle persone contro i contatti indiretti
Le misure di protezione contro i contatti indiretti tramite interruzione automatica
del circuito dipendono dal sistema di distribuzione impiegato (vedere a pag. 18).
Nel sistema TT (schema caratteristico a pag. 23) la protezione è assicurata
dai dispositivi differenziali a corrente residua DDR (vedere a pag. 350).
Nel sistema IT o TN (schemi caratteristici a pag. 24 e 26) la protezione è in generale
assicurata dai dispositivi di protezione contro i cortocircuiti.
La corrente di regolazione magnetica di questi apparecchi permette di determinare,
nel rispetto della protezione delle persone, la lunghezza massima dei cavi in
funzione della loro sezione (vedere a pag. 382).
Inoltre nel sistema IT l’impianto deve essere costantemente sorvegliato da un
controllore permanente d’isolamento CPI (vedere a pag. 28).
Protezione dei cavi
cc L'interruttore automatico, in caso di sovraccarico, deve intervenire in tempi
compatibili con la caratteristica di sovraccaricabilità del cavo.
Questa verifica si effettua confrontando la corrente nominale dello sganciatore
con la portata del cavo (vedere a pag. 48).
cc L'interruttore automatico, in caso di cortocircuito, non deve lasciar passare
un'energia specifica superiore a quella che può essere sopportata dal cavo.
Questa verifica si effettua confrontando la caratteristica I2t del dispositivo di
protezione con l’energia specifica ammissibile del cavo K2S2 (vedere a pag. 76).
cc In casi particolari in cui la protezione termica dell'interruttore automatico è
sovradimensionata, oppure l'interruttore non è munito di sganciatori termici,
è necessario assicurarsi che la corrente di cortocircuito all'estremità più lontana
della linea provochi l'apertura dell'interruttore automatico per mezzo
degli sganciatori magnetici.
Ne risulta una lunghezza massima protetta in funzione della sezione del cavo
(vedere a pag. 79).
Protezione dei condotti sbarre
cc L’interruttore automatico posto a monte del condotto sbarre deve proteggere
lo stesso dagli effetti della corrente di corto circuito che si possono identificare
nell’effetto dinamico, con il valore della corrente di cresta, e dall’effetto termico
che a sua volta può essere identificato con la corrente di breve durata.
Questi due valori, riportati nelle caratteristiche tecniche dei condotti identificano,
per questi, il limite massimo di sopportabilità che non dovrà essere mai superato.
Il coordinamento della protezione con il condotto sta in questo, cioè l’interruttore
dovrà evitare di lasciare passare una corrente di cresta o di breve durata superiore
a quella del condotto.
cc Per la protezione alle persone la soglia magnetica dell’interruttore dovrà avere
una taratura tale che sia inferiore alla corrente di corto circuito di fondo linea
(pag. 38)
Protezione dei diversi componenti elettrici
Alcune apparecchiature necessitano di protezioni con caratteristiche speciali.
è il caso dei motori (vedere a pag. 403) dei trasformatori BT/BT (vedere a pag. 418),
delle batterie di condensatori (vedere a pag. 422) e dei circuiti alimentati
dai generatori (vedere a pag. 416).

Realizzazione dei quadri elettrici


La recente evoluzione del concetto di sicurezza dei quadri elettrici ha posto
all’attenzione generale l’esigenza di realizzare quadri di bassa tensione
in conformità alle relative norme CEI.
A questo argomento è dedicato un capitolo (vedere a pag. 430) che fornisce i criteri
fondamentali per la corretta determinazione delle caratteristiche tecniche dei quadri,
sia nel campo delle applicazioni domestiche e similari che in quello industriale.

Avvertenze
La Guida BT e il Software i-project costituiscono un mezzo di ausilio per una
progettazione preliminare e veloce degli impianti elettrici di bassa tensione.
Tutti i rischi per ciò che concerne la progettazione sono assunti dall’utente.
L’utente dovrà inoltre controllare la rispondenza della guida e dei programmi
alle proprie esigenze, interpretando criticamente i risultati per verificare
la congruenza con le scelte progettuali utilizzate.
Schneider Electric si riserva di modificare il contenuto di questi documenti
in relazione all’evoluzione normativa e di prodotto.

6
Introduzione Studio di una installazione

Ci proponiamo di studiare il seguente Caratteristica dei cavi


impianto in un sistema di neutro TN. lunghezza [m] riferimento cavi Ib [A] modalità di posa
Tra ogni trasformatore e l’interruttore 40 S1 350 cavo unipolare PVC su passerella
di arrivo corrispondente ci sono 5 m perforata con 4 circuiti vicini
35 S2 110 cavo multipolare XLPE
di cavo unipolare e tra un interruttore su passerella con 4 circuiti vicini
di arrivo e un interruttore di partenza 80 S3 29 cavo multipolare PVC
c’è 1 m di sbarre in rame. in canaletta con 2 circuiti vicini
30 S4 230 cavo multipolare XLPE
Tutti i cavi sono in rame e la temperatura su passerella con 2 circuiti vicini
ambiente è di 40°C. 50 S5 65 cavo multipolare XLPE a parete
65 S6 22 cavo multipolare XLPE in tubo
10 S7 17 cavo multipolare PVC in tubo

2 x 800 kVA

20 kV/400 V

D0 D'0

PEN PEN
A

D1 D4 D7
S7
S1
S4 N
PE
PEN
B
Ausiliari
D2 D PE

S2
D5 D6

C PEN

S5 S6
D3

S3 PE PE
N P = 37 kW U Utilizzatori F.M. U P = 12 kW
PE

Illuminazione:
30 lampade fluorescenti per fase (2 x 58W)

Determinazione della corrente nominale


degli interruttori
La tabella di pag. 400 permette di determinare la corrente nominale dell’interruttore
terminale D3 di protezione al circuito d’illuminazione in funzione della potenza,
del tipo e del numero di lampade.
Per le altre partenze si considera la corrente nominale dell’interruttore di taglia
immediatamente superiore alla corrente d’impiego calcolata.
riferimento potenza corrente corrente
interruttori d’impiego [A] nominale [A]
D0 e D’0 800 kVA 1155 1250
D1 350 400
D2 110 125
D3 30 lampade/fase 2 x 58 W 29 32
D4 230 250
D5 65 80
D6 22 25
D7 17 20

Determinazione della sezione del cavo


Dalle tabelle a pag. 50 e seguenti si ricavano i coefficienti di correzione
in funzione delle modalità di posa e le rispettive sezioni minime dei cavi.
riferimento In interruttori coefficiente Iz sezione
cavi [A] Ktot [A] minima [mm2]
S1 400 0,64 373 300
S2 125 0,68 131 50
S3 32 0,61 38 16
S4 250 0,75 258 120
S5 80 0,91 98 16
S6 25 0,91 27 4
S7 20 0,87 21 2,5

7
Introduzione Studio di una installazione

Determinazione della caduta di tensione


Le tabelle da pag. 57 permettono di determinare la caduta di tensione
per i diversi cavi.
Il cos ϕ medio dell'installazione è 0,9. Occorre verificare in seguito,
che la somma delle cadute di tensione lungo la linea sia inferiore al 4%.
Calcolo della caduta di tensione dei diversi circuiti
cc Circuito di illuminazione
∆u = 0,65 + 0,78 + 1,33 = 2,76%
cc Circuito di forza motrice (65 A)
∆u = 0,63 + 1,86 = 2,49%
cc Circuito di forza motrice (22 A)
∆u = 0,63 + 3,15 = 3,78%
cc Circuito ausiliario
∆u = 0,60% = 0,6%
riferimento I d’impiego sezione lunghezza ∆u%
cavi [A] [mm2] [m]
S1 350 300 40 0,65
S2 110 50 35 0,78
S3 29 16 80 1,33
S4 230 120 30 0,63
S5 65 16 50 1,86
S6 22 4 65 3,15
S7 17 2,5 10 0,60

Determinazione della corrente di cortocircuito


La tabella a pag. 66 permette di ottenere il valore della corrente di cortocircuito
sulle sbarre di parallelo in funzione della potenza e del numero di trasformatori.
Le tabelle a pag. 68 permettono di determinare la corrente di cortocircuito
nei differenti punti in cui sono installate le protezioni.
riferimento sezione [mm2] lunghezza [m] Icc [kA]
A 45
B 300 40 27
C 50 35 13
D 120 30 23

Scelta del dispositivo di protezione


Per scegliere il dispositivo di protezione è sufficiente verificare che:
Pdi ≥ Icc.
Per la scelta dell'interruttore automatico si utilizzino le tabelle a pag. 127 e seguenti.
riferimento interruttore sganciatore
D0 e D’0 NS1250N Micrologic 2.0
D1 NSX400N Micrologic
D2 NSX160F TM125D
D3 C60H C32
D4 NSX250N TM250D
D5 NSX100B TM80D
D6 C60L C25
D7 NG125L C20

8
La selettività delle protezioni
Le tabelle di selettività da pag. 273 permettono di determinare i limiti di selettività
tra i diversi livelli di distribuzione. Per acquistare significato, i limiti di selettività
devono essere confrontati con i valori della corrente di cortocircuito calcolati
precedentemente.
I limiti di selettività tra gli interruttori D0-D1, D0-D4 e D0-D7 sono moltiplicati
per il numero di trasformatori in parallelo.
Esempio
La selettività tra un NS1250N e un NSX400N è totale.

2 x 800 kVA
20 kV / 400 V
D0
D0
NS1250N
NS1250N
Micrologic 2.0
Micrologic 2.0
45 kA
Totale
A PEN PEN Totale
totale
D4
D1 NSX250N D7
NSX400N TM250D NG125L
Micrologic S1 C20 N
27 kA S4 S7 PE
PEN
B Totale PE Totale
Totale 23 kA

D
D2
Ausiliari
NSX160F S2 D5
TM125D 13 kA NSX160B D6
10 kA TM80D C60L
C PEN
C25
S5 S6
D3
C60H PE PE
C32
S3

N U Utilizzatori U
PE

Applicazione della tecnica di filiazione


L’applicazione della tecnica di filiazione permette di installare interruttori con potere
di interruzione inferiore alla corrente di cortocircuito nel punto di installazione.
Le tabelle a pag. 260 permettono di effettuare il coordinamento tra due apparecchi.
Nel caso di trasformatori in parallelo si possono utilizzare le tabelle da pag. 72
per la scelta degli interruttori a valle delle sbarre di parallelo.
I limiti di selettività tra gli interruttori così scelti è in genere inferiore a quello ottenuto
con la soluzione standard.

2 x 800 kVA
20 kV / 400 V
D’0
D0
NS1250N
NS1250N
Micrologic
Micrologic
45 kA
Totale
A PEN PEN Totale
totale
D4
D1 NSX250N D7
NSX400F TM250D NG125L
Micrologic S1 C20 N
27 kA S4 S7 PE
PEN
B Totale PE Totale
Totale 23 kA

D
D2
Ausiliari
NSX160B S2 D5
TM125D 13 kA NSX100B D6
10 kA TM80D C60N
C PEN
C25
S5 S6
D3
C60N PE PE
C32
S3

N U Utilizzatori U
PE

9
Introduzione Studio di una installazione

Verifica della protezione delle persone


Nel sistema di distribuzione TN si deve verificare la massima lunghezza del cavo
protetto dal rispettivo interruttore automatico.
Le tabelle da pag. 382 indicano, in funzione della regolazione della protezione
magnetica, la lunghezza del cavo per la quale è assicurata la protezione delle
persone con SF = SPE.
L’esempio della tabella sottostante è basato sullo schema ottenuto
con il miglioramento della selettività.
riferimento interruttori sezione lunghezza lunghezza
cavi [mm2] [m] massima [m]
S1 NSX400N Micrologic 300 40 153
S2 NSX160F TM125D 50 35 141
S3 C60H C32 16 80 170
S4 NSX250N TM250D 120 30 122
S5 NSX100B TM80D 16 50 69
S6 (1) C60L C25 4 65 55
S7 NG125L C20 2,5 10 41
(1) La protezione delle persone non è assicurata per il cavo S6 di sezione 4 mm2.
Le soluzioni possibili sono:
cc aumentare la sezione del cavo a 6 mm2; così facendo la lunghezza massima protetta è di 82 m;
cc utilizzare un interruttore C60L con sganciatore B25 che assicura una lunghezza massima
protetta di 109 m con il cavo da 4 mm2;
cc installare un dispositivo differenziale.

10
Indice 2 - Le norme

n Introduzione pag. 12

11
Le norme Introduzione

Gli impianti elettrici di bassa tensione Norme tecniche e norme di legge


sono regolamentati da un insieme di testi Il progetto di un impianto elettrico deve essere elaborato per soddisfare
che hanno l’obiettivo di definire le misure le esigenze di funzionamento e di servizio, nel rispetto dei fondamentali requisiti
della sicurezza.
per la protezione dei beni e delle persone. Il progetto è un documento di natura tecnica, regolamentato da testi normativi
Tale obiettivo, necessario per il corretto (tecnici) e legislativi.
funzionamento degli impianti, prevede Questi guidano alla scelta appropriata di apparecchiature che rispondono
l’utilizzo di apparecchi che rispondono ai requisiti di buona tecnica e ne definiscono le modalità di installazione e di utilizzo
per il corretto esercizio dell’impianto.
alle norme di costruzione e implica In Italia, il primo testo legislativo è costituito dal Decreto del Presidente
l’osservanza di regole che definiscono della Repubblica (DPR) n. 547 del 27/4/1955, che riguarda la prevenzione infortuni
le modalità di installazione di questi sul lavoro.
apparecchi. Esso è applicabile unicamente ai luoghi di lavoro, ove cioè esista la figura del datore
di lavoro e del lavoratore dipendente, non è quindi applicabile (salvo ulteriore
specifica):
cc nel settore Civile;
cc nel settore Scuola;
cc nel settore locali di Pubblico Spettacolo.

La legge n. 186 e la regola dell’arte


Un importante passo avanti è stato fatto, nel 1968, con l’emanazione
della legge n.186: "Disposizioni concernenti la produzione di materiali,
apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici".
La legge 186 è composta di due soli articoli qui riportati:
Art. 1. Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti
elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d’arte.
Art. 2. I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti
elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano
si considerano costruiti a regola d’arte.
L’art. 1 ribadisce l’obiettivo che vengano realizzate opere "a regola d’arte";
l’art. 2 evidenzia l’intenzione del legislatore di fornire un riferimento preciso,
individuandolo nelle norme CEI. Ciò lascia al progettista la libertà (e la conseguente
responsabilità) di soluzioni alternative, che soddisfino comunque i fondamentali
requisiti di sicurezza; si possono cioè realizzare apparecchiature e impianti
a regola d’arte anche al di fuori della Normativa CEI, ma in tal caso si è tenuti
a dimostrare la rispondenza alla regola dell’arte medesima.
Di fatto quindi, le Norme CEI sono considerate una delle possibili forme di regola
dell’arte, sia per gli impianti che per i singoli componenti.
La legge n. 186, entro certi limiti, implica il superamento del DPR 547 in materia
elettrica in favore della Norma CEI, più affidabile, aggiornata e completa dal punto
di vista tecnico di quanto non possa essere la legge dello Stato di per sé generica e,
su certi punti, necessariamente obsoleta.
Inoltre, la sua applicazione non si limita agli ambienti di lavoro, ma si estende a tutti
gli impianti elettrici.

Le direttive comunitarie
Sono strumenti legislativi comunitari emanati dal Consiglio della Comunità
su proposta della Commissione Europea; l’iter di approvazione coinvolge
il Parlamento Europeo al fine di armonizzare la legislazione dei paesi membri,
che sono tenuti ad adottarle entro i termini stabiliti dalle Direttive stesse.
Lo scopo principale delle direttive è quello di eliminare gli ostacoli tecnici agli scambi
commerciali nell’ambiente del Mercato Unico Europeo, fissando per i diversi tipi
di prodotto i requisiti essenziali della sicurezza. Le Direttive prevedono l’applicazione
della marcatura CE da parte del costruttore, il quale attesta la rispondenza
del prodotto ai requisiti essenziali della sicurezza, riportati in tutte le DIRETTIVE
COMUNITARIE applicabili al prodotto in questione.
La marcatura CE è obbligatoria e rappresenta la condizione necessaria
per l’immissione dei prodotti sul mercato e la loro libera circolazione all’interno
della Comunità Europea.
La marcatura CE è un obbligo amministrativo ed è destinata al controllo
delle autorità (ad es. doganali); non è quindi un ‘marchio’ destinato all’utente
(ad es. il cittadino). I prodotti elettrici di Bassa Tensione utilizzati nella distribuzione
devono riportare la marcatura CE dal 1° Gennaio 1997.
Nota: la marcatura CE deve essere apposta dal fabbricante o dal suo mandatario
nella Comunità sul materiale elettrico o, in alternativa, sull’imballaggio, sulle avvertenze d’uso
o sul certificato di garanzia, in modo visibile, facilmente leggibile e indelebile.
Le Direttive Comunitarie applicabili (salvo alcune eccezioni) sono due, di seguito descritte.

12
Direttiva per il materiale elettrico di Bassa Tensione (2006/95/CE)
annulla e sostituisce la legge 791 del 18/10/1977.
Si applica a tutti i prodotti elettrici di Bassa Tensione (tra 50 a 1000 Vca
e tra 75 e 1500 Vcc), assicurandone un livello di sicurezza adeguato, stabilito
mediante i requisiti essenziali (minimi).
Assicura peraltro la libera circolazione dei prodotti elettrici in tutti gli Stati membri.
Nello stesso tempo demanda alle Norme tecniche il compito di prescrivere
le questioni specifiche conseguenti ai dettami della Direttiva stessa:
in particolare, condizione sufficiente perché un prodotto sia ritenuto sicuro secondo
la legge n.791, è la rispondenza alla Norma armonizzata del CENELEC recepita
dalla Comunità e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità o, in assenza
di questa, alle Norme CEE o IEC o, infine, alle Norme del paese di produzione
purché di sicurezza equivalente a quella richiesta in Italia.
Direttiva sulla Compatibilità Elettromagnetica (EMC) (2004/108/CE)
Annulla e sostituisce il Decreto Legislativo n.472 del 4/12/1992.
Si applica a tutte le apparecchiature elettrotecniche ed elettroniche, nonché
agli impianti ed installazioni che contengono componenti elettrici ed elettronici,
che possono creare perturbazioni elettromagnetiche o il cui funzionamento
possa venire influenzato da tali perturbazioni.
Tali apparecchiature devono essere costruite in modo che:
cc le perturbazioni elettromagnetiche generate siano limitate ad un livello
che consenta agli apparecchi radio, di telecomunicazione ed altri apparecchi
di funzionare in modo conforme alla loro destinazione;
cc abbiano un adeguato livello di immunità alle perturbazioni elettromagnetiche
che permetta loro di funzionare in modo conforme alla loro destinazione.

Legge n. 46 del 5-3-1990


L’obbligo alla sicurezza coinvolge, in un qualsiasi processo produttivo,
tutti gli operatori, ciascuno in misura dipendente dalle capacità decisionali
o di intervento che gli competono. è quindi compito di ognuno, per la propria parte,
osservare leggi, regolamenti e norme, applicandoli con diligenza, al fine di rendere
l’impalcatura normativa non fine a se stessa.
è a questo scopo che, anche se con grave ritardo, è uscita nel marzo del 1990
la legge 46/90, che finalmente costituisce un testo legislativo che comprende
e disciplina tutti gli impianti elettrici.
Questa legge, nel quadro complessivo della regolamentazione degli impianti elettrici
ai fini della sicurezza, risulta particolarmente importante, in quanto:
cc ribadisce la legge n. 186 del 1968, per cui il rispetto delle Norme CEI/UNI
è condizione sufficiente per la conformità alla regola dell'arte;
cc impone l'utilizzo dell'interruttore differenziale ad alta sensibilità (I∆n ≤ 1 A,
ved. Regolamento d'attuazione) e l'adeguamento degli impianti esistenti.
cc Inoltre sancisce:
vv la lotta all'abusivismo, ostacolando il lavoro di soggetti impreparati che potrebbero
realizzare impianti pericolosi, sia dal punto di vista dell'installazione, sia per la qualità
stessa dei materiali impiegati,
vv l'individuazione precisa e giuridicadelle figure chiave, con relativi compiti
e responsabilità:
-- Committente
-- Progettista
-- Installatore
-- Collaudatore
vv l'obbligatorietà del progetto (ove richiesto), che costituisce il primo passo
nella direzione della sicurezza dell'impianto.
L'insieme di queste regole potrà contribuire ad ottenere una maggiore sicurezza
degli impianti.
Quindi, come detto prima, dovranno essere tutti i protagonisti del processo produttivo
ad essere qualificati e responsabilizzati nel proprio lavoro, a partire dall’imprenditore
(Committente) per la sua parte di responsabilità per arrivare all’installatore, che deve
comunque essere professionalmente preparato, conoscere la Normativa e i materiali
e non essere solo un buon esecutore o, al più, un buon organizzatore dei lavori.
L’art. 9 della legge n. 46 impone all’installatore il rilascio della "dichiarazione
di conformità" dell’impianto realizzato,in cui si assicura il rispetto della regola
dell’arte.
Nella maggioranza dei casi, come si è detto, conviene all’installatore riferirsi
alle norme CEI, in quanto già di per sé regola dell’arte.
In pratica quindi, l’installatore dichiara la conformità dell’impianto alle norme CEI.

13
Le norme Introduzione

DPR 462/01
Il Decreto si prefigge il compito di incrementare il processo di verifica periodica
e di regolamentare e semplificare il procedimento di denuncia dell’installazione
dei seguenti impianti:
cc impianto di protezione contro le scariche atmosferiche;
cc impianto di messa a terra finalizzati alla protezione dai contatti indiretti;
cc impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione.
Per impianti di terra il DPR intende l’insieme di tutti i componenti dell’impianto
di terra (dispersori, collettori, conduttore di terra, conduttori di protezione
e conduttori equipotenziali) compresi i dispositivi di protezione contro i contatti
indiretti (controllori permanenti di isolamento, dispositivi di protezione contro
le sovracorrenti e a corrente differenziale).
Lo stesso concetto si applica agli impianti e ai dispositivi di protezione contro
i fulmini sia interni che esterni alla struttura dell’edificio.
Per gli impianti con rischio di esplosione la denuncia si riferisce a tutte le zone
di pericolo, con presenza di fluidi e polveri,e comprende la loro classificazione
ivi compresi i provvedimenti per eliminare i rischi connessi.
Solo dopo l’omologazione si potrà mettere in servizio l’impianto.
Per quanto riguarda la messa in servizio degli impianti elettrici di messa a terra
e dei dispositivi di protezione contro i fulmini la dichiarazione di conformità, rilasciata
dall’installazione, equivale a tutti gli effetti all’omologazione dell’impianto.
Per gli impianti con pericolo di esplosione, successivamente alla dichiarazione
di conformità da parte dell’installatore e alla denuncia dell’impianto da parte
del datore di lavoro, l’omologazione verrà effettuata dalle ASL o dall’ARPA
territorialmente competenti.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di denuncia degli impianti sopra indicati e l’obbligo
di richiedere la loro verifica agli organismi preposti al controllo, secondo la periodicità
definita dallo stesso Decreto.
Tali organismi possono essere le ASL oppure gli Organismi Ispettivi di tipo A
indipendenti da attività di progettazione e/o di realizzazione degli impianti
e regolamentati dalla Norma CEI UNI 45004.
Il datore di lavoro è passibile di sanzioni in caso di inadempienza agli obblighi di legge.
DECRETO Ministeriale n.37 del 22-1-2008
Il DM 37/08 è entrato in vigore il 27 marzo 2008.
Pur abrogando la Legge 46/90, ad eccezione degli articoli 8 (Finanziamento delle
attività di normazione tecnica), 14 (Verifiche), 16 (Sanzioni) ed il DPR 447/91,
ne mantiene i principi generali ampliandone il campo di applicazione.
Le principali novità rispetto alla Legge 46/90 ed al DPR 447/91 sono:
cc applicazione a tutti gli impianti posti al servizio degli edifici, qualsiasi sia la
destinazione d’uso; nell’ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli di auto
produzione di energia fino a 20 kW di potenza nominale;
cc innalzamento dell’esperienza lavorativa necessaria per conseguire i requisiti
tecnico-professionali per l’abilitazione alla costituzione di una nuova impresa;
cc introduzione di un nuovo modello di dichiarazione di conformità ad uso degli uffici
tecnici interni di imprese non installatrici;
cc introduzione, per gli impianti costruiti prima dell’entrata in vigore del presente
decreto, di una dichiarazione di rispondenza” resa da un professionista iscritto all’albo
nel caso la dichiarazione non sia stata prodotta o non sia più reperibile;
cc obbligo da parte del committente di consegnare al distributore o al venditore
di energia copia della dichiarazione di conformità dell’impianto entro 30 giorni
dall’allacciamento. Decorsi i termini senza l’invio della documentazione richiesta,
il distributore sospende la fornitura.
Le Norme CEI
Per quanto finora detto l’osservanza delle norme CEI diviene in pratica un obbligo
per il progettista e l’installatore medio che, in questa maniera, non hanno difficoltà
a dimostrare la regola dell’arte rispetto ad impianti realizzati secondo normative
differenti.

Norme riguardanti gli impianti elettrici


di bassa tensione
Costituiscono le regole di concezione e progettazione degli impianti.
Tra queste, la più importante è sicuramente la norma CEI 64.8 che riguarda
le regole generali degli impianti di Bassa Tensione.

14
Norme riguardanti le apparecchiature
di bassa tensione
Queste norme definiscono le caratteristiche delle apparecchiature elettriche
(dimensioni, prestazioni meccaniche ed elettriche ecc.).
Le norme di prodotto di maggiore interesse per il catalogo Schneider Electric sono,
per quanto riguarda gli interruttori automatici, le seguenti:
cc interruttori per applicazioni "domestiche e similari" che devono essere conformi
alla norma CEI 23.3 (EN 60898);
cc interruttori per applicazioni "industriali" che devono essere conformi alla norma
CEI EN 60947-2;
cc interruttori differenziali senza sganciatori di sovracorrente incorporati per
installazioni domestiche e similari conformi alla Norma CEI EN 61008-1;
cc interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per
installazioni domestiche e similari conformi alla Norma CEI EN 61009-1;
cc apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT)
vv Parte 1: apparecchiature di serie (AS) e non di serie (ANS) CEI EN 60439-1
vv Parte 2: prescrizioni particolari per i condotti sbarre CEI EN 60439-2;
cc prescrizioni per la realizzazione, le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione
per installazioni fisse per uso domestico e similari: CEI EN 23.51.
Tutti i dispositivi di protezione di nostra produzione sono conformi a queste norme.

Relazioni internazionali
Il CEI è membro, tra gli altri, dei seguenti organismi internazionali:
cc IEC (International Electrotechnical Commission): è l’organismo che prepara
norme tecniche su scala mondiale; costituito nel 1907, attualmente raggruppa i 41
paesi maggiormente industrializzati del mondo ed ha in catalogo più di 2200 norme.
L’Italia partecipa a tutti i Comitati Tecnici della IEC e utilizza le norme internazionali
come base per le norme italiane;
cc CENELEC (Comitè Européen de Normalisation Electrotechnique): è l’ente
normativo europeo avente lo scopo di armonizzare le norme nell’ambito europeo.
è costituito da 17 Comitati Tecnici nazionali. Il CENELEC agisce anche per incarico
della Comunità Europea con lo scopo di eliminare gli ostacoli agli scambi,
dovuti alle normative tecniche, e predisporre i documenti di armonizzazione destinati
a diventare, nei singoli Paesi, norme armonizzate ai sensi della Direttiva
Comunitaria per i materiali di bassa tensione n. 73/23/CEE.

Norme CEI di particolare rilevanza per impianti


e apparecchi di bassa tensione
Corrispondenza con le norme europee (CENELEC) ed internazionali (IEC)
cc La corrispondenza può essere totale o parziale: maggiori dettagli sono riportati
nel testo;
cc Sotto l'intestazione CENELEC sono riportate anche le corrispondenti
norme CEE.
Per informazioni supplementari e la ricerca delle norme di interesse si suggerisce
di visitare il sito www.ceiweb.it.

15
Le norme

16
Indice 3 - Caratteristiche della rete

n Sistemi di distribuzione pag. 18


n Protezione e sezionamento dei circuiti pag. 22
n La sicurezza nei sistemi TT pag. 23
n La sicurezza nei sistemi TN pag. 24
n La sicurezza nei sistemi IT pag. 26
n Ulteriori prescrizioni normative pag. 34

17
Caratteristiche Sistemi di distribuzione
della rete Sistemi TT e TN

Nelle reti BT si considerano tre modi Sistema TT: neutro collegato a terra
di collegamento a terra cc Neutro collegato direttamente a terra;
(detti anche sistemi di neutro): cc masse collegate a terra (solitamente interconnesse);
cc sgancio obbligatorio al primo guasto d’isolamento, eliminato tramite un dispositivo
ccsistema TT; differenziale a corrente residua posto a monte dell’installazione ed eventualmente
ccsistema TN in 3 varianti: TN-C, TN-S su ogni partenza per migliorare la selettività.
e TN-C-S; Considerazioni
ccsistema IT. cc Soluzione più semplice per l’installazione;
Essi differiscono per la messa a terra cc non necessita di manutenzioni frequenti (è necessario verificare periodicamente
il funzionamento del dispositivo differenziale mediante il tasto di test).
del neutro e per il tipo di collegamento
Impiego
a terra delle masse. Sistema elettrico in cui l’utenza è alimentata direttamente dalla rete pubblica
Gli schemi e le principali caratteristiche di distribuzione in bassa tensione (edifici residenziali e similari).
di questi tre sistemi sono indicati qui Nota 1: se le masse non sono collegate ad una terra comune, deve essere utilizzato un
dispositivo differenziale su ogni partenza.
di seguito. Gli apparecchi installati sulle reti
devono assicurare la protezione dei beni 1
2
e delle persone e soddisfare le esigenze 3
di continuità di servizio dell’impianto. N

PE

utilizzatori

Sistema TN: masse collegate al neutro


cc Neutro collegato direttamente a terra;
cc conduttore di neutro e conduttore di protezione comuni (PEN): sistema TN-C;
cc conduttore di neutro e conduttore di protezione separati (PE + N): TN-S;
cc masse collegate al conduttore di protezione, a sua volta collegato al punto
di messa a terra dell’alimentazione.
Si raccomanda di collegare il conduttore di protezione a terra in più punti;
cc sgancio obbligatorio al primo guasto d’isolamento, eliminato tramite i dispositivi
di protezione contro le sovracorrenti o tramite dispositivo differenziale.
Considerazioni
cc Il sistema TN-C consente risparmio sull’installazione (impiego di interruttori
tripolari e soppressione di un conduttore);
cc aumenta i rischi di incendio in caso di forti correnti di guasto;
cc la verifica dell’intervento della protezione deve essere effettuata, se possibile,
durante lo studio tramite calcoli, ed eventualmente al momento della messa
in funzione tramite strumenti di misura. Questa verifica è la sola garanzia di
funzionamento, sia al momento del collaudo, sia al momento dell’utilizzazione,
sia dopo qualsiasi modifica o ampliamento sulla rete.
Impiego
Sistema elettrico con propria cabina di trasformazione (stabilimenti industriali).
Nota 1: nel sistema TN-C il conduttore PEN e nel sistema TN-S il conduttore PE non devono
mai essere interrotti.
Nota 2: nel sistema TN-C le funzioni di protezione e di neutro sono assolte dallo stesso
conduttore. In particolare il conduttore PEN deve essere direttamente collegato al morsetto
di terra dell’utilizzatore e quindi, tramite un ponte, al morsetto di neutro.
Nota 3: i sistemi TN-C e TN-S possono essere utilizzati in una medesima installazione
(sistema TN-C-S).Il sistema TN-C deve obbligatoriamente trovarsi a monte del sistema TN-S.
Nota 4: per sezioni di fase <10 mm2 in Cu o < 16 mm2 in Al e in presenza di cavi flessibili
è sconsigliabile l’utilizzo di un sistema TN-C.
Nota 5: nel sistema TN-C il dispositivo di protezione differenziale non può essere utilizzato
sulle partenze con neutro distribuito.
Nota 6: in presenza di ambienti a maggior rischio in caso di incendio è vietato l’uso
del sistema TN-C .

1
2
3
PEN

Sistema TNC
utilizzatori

18
Sistema IT

1
2
3
N
PE

Sistema TNS
utilizzatori

Sistema IT: neutro isolato


cc Neutro isolato da terra o collegato a terra attraverso un'impedenza di valore
sufficientemente elevato (qualche centinaio di Ohm);
cc masse collegate a terra individualmente, per gruppi o collettivamente
(si raccomanda la messa a terra collettiva);
cc segnalazione obbligatoria al primo guasto d'isolamento tramite un controllore
permanente d'isolamento (CPI) installato tra neutro e terra;
cc sgancio non obbligatorio al primo guasto;
cc ricerca ed eliminazione del primo guasto;
cc sgancio obbligatorio al secondo guasto d'isolamento tramite i dispositivi
di protezione contro le sovracorrenti o tramite dispositivo differenziale.
Considerazioni
cc Necessita di personale qualificato per la manutenzione;
cc soluzione che assicura una migliore continuità di servizio;
cc richiede un buon livello d'isolamento della rete (implica la frammentazione
della rete se questa è molto estesa, e l'alimentazione degli apparecchi utilizzatori
con dispersioni elevate tramite trasformatori di separazione);
cc la verifica dello sgancio al secondo guasto deve essere effettuata durante lo studio
tramite calcoli ed eventualmente alla messa in funzione tramite strumenti di misura.
Impiego
Sistema elettrico con propria cabina di trasformazione (con necessità prioritaria
di continuità di servizio).
Nota 1: con le masse collegate a terra per gruppi o individualmente, verificare l’intervento dei
dispositivi automatici secondo la condizione richiesta per i sistemi TT (praticamente è sempre
necessaria l’installazione di un dispositivo differenziale).
Nota 2: con le masse collegate a terra collettivamente, verificare l’intervento del dispositivo
automatico secondo una condizione analoga a quella richiesta per i sistemi TN.
Nota 3: la norma raccomanda vivamente di non distribuire il neutro nei sistemi IT.

19
Caratteristiche Sistemi di distribuzione
della rete Separazione elettrica

Sistema di protezione per separazione elettrica


Un metodo di protezione contro i contatti indiretti previsto dalla norma CEI 64-8
e alternativo all’interruzione automatica dell’alimentazione è la separazione elettrica.
Con questo metodo l’alimentazione del circuito deve essere realizzata con un
trasformatore di isolamento o con una sorgente avente caratteristiche di sicurezza
equivalenti (es. gruppo motore-generatore con avvolgimenti separati in modo
equivalente a quelli del trasformatore).
La tensione nominale del circuito separato non deve superare 500 V.
Le parti attive del circuito separato non devono essere connesse in alcun punto
a terra e devono essere separate rispetto a quelle di altri circuiti con un isolamento
equivalente a quello esistente tra avvolgimento primario e secondario
del trasformatore di isolamento.
Le masse del circuito separato devono essere collegate tra loro mediante
collegamenti equipotenziali non connessi a terra ne a conduttori di protezione
o a masse di altri circuiti.
Le prese a spina devono avere un contatto di protezione per il collegamento
al conduttore equipotenziale così come i cavi che alimentano i componenti elettrici
devono possedere un conduttore di protezione.
Con questo metodo al verificarsi di un primo guasto nel circuito separato la corrente
di guasto non può praticamente circolare. Al secondo guasto su una polarità diversa
da quella interessata dal primo guasto deve intervenire una protezione automatica
secondo il criterio stabilito dalla norma per il sistema TN.

Sistemi a bassissima tensione


La norma CEI 64.8 individua due sistemi di distribuzione e le rispettive prescrizioni
costruttive per garantire la protezione contro i contatti diretti e indiretti.
I due sistemi sono denominati:
cc a bassissima tensione di sicurezza (SELV);
cc a bassissima tensione di protezione (PELV).
Inoltre se per ragioni funzionali si utilizzano bassissime tensioni, la norma prevede
un sistema denominato a bassissima tensione funzionale (FELV).
I circuiti SELV e PELV devono essere alimentati:
cc con tensioni non superiori a 50 V CA e 120 V CC non ondulata. In alcuni ambienti
a maggior rischio la tensione di alimentazione deve essere ridotta a 25 V CA
e 60 V CC;
cc da una delle seguenti sorgenti:
vv trasformatore di sicurezza (CEI EN 61558-2-6 (CEI 96-7),
vv da sorgente con grado di sicurezza equivalente,
vv da sorgenti elettrochimiche (batterie di accumulatori),
vv da dispositivi elettronici (gruppi statici).
Inoltre le parti attive devono essere protette contro i contatti diretti mediante
involucro con grado di protezione non inferiore a IPXXB o isolamento in grado di
sopportare una tensione di prova di 500 Veff. per 1 minuto (in ogni caso per PELV,
solo se Un > 25 VCA o 60 VCC per SELV).
Data la complessità della materia si consiglia di consultare la norma.

20
Sistemi a bassissima tensione

400 V Sistema SELV


Il sistema SELV garantisce un elevato livello di sicurezza verso il pericolo
di contatti diretti e indiretti e per questo motivo viene impiegato in ambiente
Circuiti a maggior rischio come luoghi conduttori ristretti, luoghi con pareti conduttrici
separati e luoghi con alto livello di umidità.
50 V max Condizioni di installazione
cc Masse non collegate né a terra né al conduttore di protezione o alle masse
di altri circuiti elettrici;
Trasformatore cc parti attive del circuito di alimentazione principale o di eventuali altri circuiti
di sicurezza a bassissima tensione PELV o FELV devono essere separate dal circuito SELV
Utilizzatore mediante schermo o guaina per garantire un livello di sicurezza non inferiore
a quello previsto per la sorgente di alimentazione;
cc prese a spina senza contatto per il conduttore di protezione di tipo tale
da non consentire l'introduzione di spine di altri sistemi elettrici;
cc le spine non devono poter entrare nelle prese di altri sistemi elettrici.

400 V Sistema PELV


Per soddisfare i criteri di sicurezza e affidabilità dei circuiti di comando
o per esigenze funzionali può essere necessario collegare a terra un punto
Circuiti del circuito attivo.
separati In tal caso viene utilizzato il sistema PELV che garantisce un livello di sicurezza
50 V max inferiore rispetto al sistema SELV in quanto non risulta completamente isolato
dal sistema esterno.
Un guasto verso terra del circuito primario potrebbe introdurre attraverso l’impianto
di terra delle tensioni pericolose sulle masse del sistema PELV, tale rischio
Trasformatore è accettabile per la presenza, sul circuito principale, dei dispositivi automatici atti
di sicurezza alla protezione contro i contatti indiretti.
Condizioni di installazione
Utilizzatore cc Masse collegate a terra (non obbligatorio);
cc parti attive del circuito di alimentazione principale separate dal circuito PELV
mediante schermo o guaina atti a garantire un livello di sicurezza non inferiore
a quello previsto per la sorgente di alimentazione;
cc prese a spina con o senza contatti per il conduttore di protezione, di tipo tale
da non consentire l’introduzione di spine di altri sistemi elettrici;
cc le spine non devono poter entrare nelle prese di altri sistemi elettrici.

400 V Sistema FELV


Il circuito FELV è un circuito alimentato, per ragioni funzionali, con un normale
trasformatore con tensione secondaria non superiore a 50 V.
Un guasto di isolamento tra primario e secondario del trasformatore può introdurre
tensioni pericolose per le persone senza che i dispositivi a monte del circuito FELV
intervengano. Il circuito FELV richiede l’utilizzo di dispositivi automatici
50 V max
di interruzione atti a garantire la protezione contro i contatti indiretti.
Trasformatore Condizioni di installazione
di isolamento cc Masse obbligatoriamente collegate a terra;
cc grado di isolamento dei componenti pari a quello del circuito primario;
cc prese a spina con contatto per il conduttore di protezione, di tipo tale da non
consentire l’introduzione delle spine del sistema FELV nelle prese alimentate con
altre tensioni e da non consentire l’introduzione di spine di altri circuiti nelle prese
Utilizzatore
del sistema FELV.
cc coordinamento del circuito di protezione con il dispositivo automatico
di interruzione previsto sul circuito principale per garantire la protezione contro
i contatti indiretti.

21
Caratteristiche Protezione e sezionamento
della rete dei circuiti
Numero di poli da interrompere e proteggere

Protezione e sezionamento dei circuiti


ll numero di poli indicato è valido per gli interruttori automatici che assicurano
contemporaneamente le funzioni di protezione, manovra e sezionamento.

sistema TT o TNS
neutro non distribuito trifase schema A
neutro distribuito trifase + N SN = SF: schemi B o C
SN < SF: schema C sotto la condizione 5
o schema B sotto le condizioni 1 e 2
fase + N schemi D o E
fase + fase schema E
sistema TNC
neutro non distribuito trifase schema A
neutro distribuito trifase + PEN SPEN = SF: schema F
SPEN < SF: schema F sotto la condizione 4
fase + PEN SPEN = SF: schema G
sistema IT
neutro non distribuito trifase schema A
neutro distribuito trifase + N schema C
fase + N schema E
fase + fase schema E

schema A schema B schema C schema D schema E schema F schema G

PEN PEN

Condizione 1
Il conduttore di neutro, di opportuna sezione, deve essere protetto contro
il cortocircuito dal dispositivo di protezione delle fasi.
Condizione 2
Solo in presenza di un sistema sostanzialmente equilibrato.
La massima corrente che può attraversare il conduttore di neutro è, in servizio
ordinario, nettamente inferiore alla portata di questo conduttore.
Condizione 3
Quando la protezione del neutro è già assicurata da un dispositivo di protezione
a monte contro il cortocircuito o quando il circuito è protetto da un dispositivo
a corrente differenziale residua che interrompe tutti i conduttori.
Condizione 4
Se non sono soddisfatte le condizioni 1 e 2 si deve disporre sul conduttore PEN
un dispositivo sensibile alle sovracorrenti che interrompa le fasi,
ma non il conduttore PEN.
Condizione 5
La protezione del neutro deve essere adatta alla sua sezione.
Nota 1: la norma CEI 64.8 raccomanda di non distribuire il neutro nei sistemi IT.
Nota 2: il conduttore di neutro deve avere la stessa sezione del conduttore di fase
in circuiti monofasi e in circuiti polifasi con sezione di fase ≤ 16 mm 2 (rame)
e ≤ 25 mm 2 (alluminio).

22
Caratteristiche La sicurezza nei sistemi TT
della rete Presentazione
Prescrizioni per ambienti particolari

In un sistema TT, per garantire la protezione delle persone contro i contatti indiretti,
deve essere soddisfatta la seguente relazione:
Idn < VL
RE
dove:
cc IDn [A] è la corrente che provoca l’intervento automatico del dispositivo
di protezione a corrente differenziale;
cc VL [V] è la tensione limite di contatto pari a 50 V (25 V in ambienti a maggior
rischio);
cc RE [Ω] è la resistenza del dispersore.
Utilizzando un dispositivo differenziale ad alta sensibilità, il collegamento
delle masse con la terra può avere un valore di resistenza elevato (vedi tabella)
senza compromettere l’intervento del dispositivo.
L’impiego di un dispositivo differenziale consente di prevedere un impianto di terra
facile da realizzare ed affidabile nel tempo.
Il dispositivo differenziale può essere:
cc parte integrante del dispositivo di interruzione automatica (sganciatori elettronici
con opzione T o W). In questo caso il dispositivo differenziale ha lo scopo di
proteggere l'impianto dai guasti verso terra e viene installato sugli interruttori
generali;
cc direttamente associato al dispositivo di interruzione automatica (blocchi Vigi);
cc esterno al dispositivo di interruzione automatica (Vigirex).
valori massimi della resistenza di terra RA [Ω]
IDn [A] VL [V]
50 25
0,03 ≤ 1660 ≤ 830
0,3 ≤ 166 ≤ 83
0,5 ≤ 100 ≤ 50
3 ≤ 16 ≤8
10 ≤5 ≤ 2,5
30 ≤ 1,6 ≤ 0,8

23
Caratteristiche La sicurezza nei sistemi TN
della rete Presentazione

In un sistema TN per garantire la protezione contro i contatti indiretti deve essere


soddisfatta la seguente relazione:
Ia ≤ Uo
Zs
dove:
cc Ia [A] è la corrente che provoca l’apertura automatica del dispositivo di protezione
entro i tempi previsti dalla norma in funzione della tensione nominale verso terra
del sistema, indicati nella tabella sottostante.
tempi massimi di interruzione per i sistemi TN
U0 [V] tempi di interruzione [s]
120 0,8
230 0,4
400 0,2
>400 0,1
cc Uo [V] è la tensione nominale (valore efficace) tra fase e terra;
cc Zs [Ω] è l'impedenza dell'anello di guasto dalla sorgente di energia fino al punto
di guasto e comprende l'impedenza del conduttore di fase e di protezione
trascurando l'impedenza di guasto.
I dispositivi di interruzione automatica ammessi dalle norme sono il dispositivo
a corrente differenziale e il dispositivo di protezione contro le sovracorrenti.

Che corrente di intervento utilizzare


Se si utilizza per la protezione delle persone lo stesso dispositivo impiegato
per la protezione contro le sovracorrenti, è consigliabile utilizzare, per la verifica
della relazione sopra riportata, la corrente di intervento della protezione magnetica
Im [A].
cc Il tempo di intervento della protezione magnetica è infatti inferiore ai tempi
massimi previsti della norma.
La relazione iniziale diventa:
Im ≤ Uo
Zs
Tuttavia si ricorda che per circuiti di distribuzione e per circuiti terminali protetti
con dispositivo di protezione contro le sovracorrenti con corrente nominale
o di regolazione superiore a 32A la norma ammette tempi di intervento inferiori
o uguali a 5 s.
Se il dispositivo di interruzione è equipaggiato con una protezione differenziale,
la corrente utilizzata per la verifica è la soglia di intervento nominale I∆n
del dispositivo differenziale:
I∆n ≤ Uo
Zs

Selettività differenziale
Per realizzare la selettività, tra protezioni differenziali disposte in serie, verificare
le relazioni riportate a pag. 361.
La norma ammette, l’impiego di dispositivi differenziali selettivi del tipo S oppure
di dispositivi differenziali regolabili in tempo e corrente.
Nota: i tempi massimi di interruzione indicati in tabella si applicano ai circuiti terminali protetti
con dispositivo di protezione contro le sovracorrenti aventi corrente nominale o regolabile
non superiore a 32 A.

24
Come ottenere la protezione contro i contatti
indiretti
Qualora la protezione contro i contatti indiretti non sia verificata utilizzando i comuni
dispositivi di protezione si possono impiegare i seguenti accorgimenti:
cc utilizzare uno sganciatore a soglia magnetica bassa:
vv interruttori modulari con curva di intervento tipo B,
vv interruttori scatolati con sganciatore magnetotermico tipo G,
vv interruttori equipaggiati con sganciatore elettronico tipo Micrologic.
Abbassando la soglia di intervento del relé magnetico è possibile proteggere contro
i contatti indiretti condutture di lunghezza maggiore.
In tal caso si consiglia di verificare i limiti di selettività determinati precedentemente.
cc Utilizzare un dispositivo differenziale. Il suo impiego permette di realizzare
la protezione contro i contatti indiretti in tutti quei casi dove l’intervento della
protezione magnetica non è assicurata:
vv circuiti soggetti a modifiche e ampliamenti importanti,
vv impedenze di guasto elevata o di difficile valutazione.
L’utilizzo del dispositivo differenziale, nella maggior parte dei casi, rende
la protezione indipendente dai parametri dell’impianto elettrico
(lunghezza e sezione dei cavi).
Esempio
Ad una soglia di intervento differenziale pari a 1 A corrisponde un’impedenza
dell’anello di guasto di 230 Ω.
Inoltre la soglia magnetica può essere regolata al valore massimo migliorando
così le condizioni richieste per la selettività in cortocircuito.
cc Aumentare la sezione del cavo.
Dove non sia possibile utilizzare interruttori con la soglia magnetica bassa:
vv richiesta di limiti di selettività elevati,
vv rischi di scatti intempestivi dovuti a correnti di avviamento importanti, e dove
non si possa o non si voglia utilizzare dispositivi differenziali, per assicurare
l’intervento della protezione è necessario aumentare la sezione del conduttore
di protezione o al limite la sezione del conduttore di fase.
Così facendo si riduce l’impedenza dell’anello di guasto e si eleva la corrente
di guasto verso terra migliorando le condizioni di intervento del dispositivo
di protezione.

25
Caratteristiche La sicurezza nei sistemi IT
della rete Presentazione

La particolare configurazione di questo Condizioni di sicurezza al primo guasto


sistema fa si che in caso di singolo guasto La corrente capacitiva di primo guasto si può determinare come segue:
I1°g = e . U . 2 . p . 50 . C . 10-6 . L . 10-3
a terra la corrente di guasto sia fortemente
Id
limitata dall’impedenza capacitiva verso
terra della linea e non richieda quindi
di essere interrotta tempestivamente

Id

impianto esercito con tensione nominale 230/400V (1)


sviluppo totale dei cavi [m] 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 8000 9000 10000 11000 12000 13000 14000 15000
corrente di primo guasto (2) [A] 0,065 0,131 0,196 0,261 0,326 0,392 0,457 0,522 0,587 0,653 0,718 0,783 0,848 0,914 0,979
resistenza di terra [W] tensione di contatto [V]
2 0,13 0,26 0,39 0,52 0,65 0,78 0,91 1,04 1,17 1,31 1,44 1,57 1,7 1,83 1,96
5 0,33 0,66 0,98 1,31 1,63 1,96 2,29 2,61 2,94 3,27 3,59 3,92 4,24 4,57 4,9
10 0,65 1,31 1,96 2,61 3,26 3,92 4,57 5,22 5,87 6,53 7,18 7,83 8,48 9,14 9,79
25 1,63 3,28 4,9 6,53 8,15 9,8 11,43 13,05 14,68 16,33 17,95 19,58 21,2 22,85 24,48
50 3,25 6,55 9,8 13,05 16,23 19,6 22,85 26,1 29,35 32,65 35,9 39,15 42,4 45,7 48,95
100 6,5 13,1 19,6 26,1 32,6 39,2 45,7 52,2 58,7 65,3 71,8 78,3 84,8 91,4 97,9
150 9,75 19,65 29,4 39,15 48,9 58,8 68,55 78,3 88,05 97,95 107,7 117,5 127,2 137,1 146,9
200 13 26,2 39,2 52,2 65,2 78,4 91,4 104,4 117,4 130,6 143,6 156,6 169,6 182,8 195,8
(1) La capacità relativa ai cavi in bassa tensione può essere presa pari a 0,3μF/km
(2) Per sviluppo totale dei cavi si intende la lunghezza complessiva dei circuiti monofasi e tripolari con o senza neutro presenti.
Per impianti in bassa tensione la corrente capacitiva è circa pari a 65 mA x km.
Altra condizione riguarda la resistenza di terra a cui sono collegate le masse
e la tensione pericolosa che si introduce sulle masse stesse durante il primo guasto.
Tale condizione, nella maggior parte degli impianti in situazioni ordinarie,
è rispettata.
Uc = I1°g . RE ≤ UL
I simboli utilizzati nelle relazioni sopra indicate hanno il seguente significato.
I1°g = corrente verso terra di primo guasto, corrente capacitiva totale fornita
da tutta la rete di distribuzione [A]
U = tensione concatenata [V]
C = capacità verso terra della linea in BT, valore tipico [μF/km]
L = sviluppo totale dei cavi [m]
UL = tensione limite di contatto (50 V in ambiente ordinario, 25 V in ambienti
articolari)
RE = resistenza di messa a terra delle utenze o di gruppi di utenze [Ω]
UC = tensione di contatto che si manifesta sulle masse alla comparsa del primo
guasto di Isolamento [V].
Se si considera una resistenza di terra del dispersore pari a 10 Ω la lunghezza totale
dei cavi che da origine ad una tensione limite di contatto di 50 V è di circa 77 km.
Con una resistenza del dispersore di terra di 200 Ω (terreno con resistività elevata)
la lunghezza si riduce a 3,8 km. Qualora non sia possibile realizzare un impianto di
terra con resistenza idonea a limitare la tensione di contatto a valori inferiori a quelli
massimi previsti dalla norma, 50 V per impianti ordinari e 25 V per impianti per
applicazioni particolari, suddividere l’impianto in sezioni elettricamente indipendenti,
ciascuna alimentata da proprio trasformatore con neutro isolato. In caso di primo
guasto la tensione di terra dovrà essere inferiore alla tensione limite.
Non sarà necessario interrompere l’alimentazione ma è obbligatorio prevedere la
segnalazione guasto per prevenire l’insorgere di un secondo guasto di isolamento.
Per fare ciò si utilizza un controllore permanete di isolamento CPI (Vigilhom),
uno per ogni circuito indipendente separato galvanicamente dagli altri, che attiva
un allarme sonoro e visivo. È opportuno individuare ed eliminare il primo guasto
nel tempo più breve possibile. Per facilitare l’identificazione del punto di guasto
si possono utilizzare sistemi automatici di ricerca che prevedono un sistemi
di rilevamento associato a concentratori di segnale (as esempio XM200 + XD312)
o sistemi manuali portatili che utilizzano pinze amperometriche (XRM + pinza).
Per salvaguardare l’impianto dalle sovratensioni che possono provenire dalla rete
in MT (guasto di isolamento del trasformatore MT/BT) è consigliabile installare
degli scaricatori di sovratensione (Cardew-C) tra il centro stella del trasformatore,
oppure una fase, e la terra.

26
Nota 1: i tempi massimi di interruzione del guasto indicati
per il sistema TN sono applicabili ai sistemi IT con neutro
Secondo guasto
Al secondo guasto (guasto su una fase differente o sul neutro) la condizione
distribuito o non distribuito. Per il metodo pratico di verifica
dell’intervento della protezione contro le sovracorrenti di intervento delle protezioni è differente a secondo della modalità di connessione
si rimanda al capitolo “Protezione delle persone”. Quando a terra delle masse.
nel sistema IT la protezione contro le sovracorrenti interviene, cc Masse collegate ad una terra unica.
per doppio guasto a terra, in un tempo superiore a quello In questo caso il secondo guasto di isolamento dà origine ad un’anello di guasto
ammesso dalla norma, è necessario utilizzare un dispositivo
simile a quello di un sistema TN (la corrente verso terra circola attraverso
a corrente differenziale oppure effettuare, se praticamente
possibile, un collegamento equipotenziale non connesso il conduttore di protezione che unisce le due masse)
a terra tra le masse simultaneamente accessibili e con tutte cc Masse collegate a terra individualmente oppure a gruppi.
le masse estranee. Con questa modalità di connessione a terra l’anello di guasto è equiparabile a quello
Nota 2: tale dispositivo a corrente differenziale non deve di un sistema TT (la corrente di guasto interessa i dispersori delle due terre distinte).
intervenire in caso di primo guasto di isolamento per non
Con connessione ad una terra unica o a più terre distinte le masse devono essere
vanificare le caratteristiche di continuità di servizio del sistema
IT. La soglia della protezione differenziale deve essere comunque connesse tra loro mediante un conduttore di protezione.
superiore al seguente valore.
IDn ≤ I 1°g Condizione di intervento delle protezioni
K Dn
dove i simboli hanno il seguente significato In caso di terra unica si possono identificare due condizioni di guasto a secondo
IΔn = corrente nominale di intervento del dispositivo della presenza o no del conduttore di neutro.
differenziale. Si precisa che la norma raccomanda di non distribuire il neutro nei sistemi IT.
KΔn = tolleranza della soglia di intervento del dispositivo Neutro non distribuito:
di protezione (valore normalizzato: 0,5 per dispositivi
differenziali Vigi, 0,8 per dispositivi differenziali Vigirex e VIGI Ia ≤ U . 1
di tipo “Si”) 2 ZS
Nota 3: in caso di primo guasto i carichi alimentati possono Neutro distribuito:
contribuire alla corrente capacitiva e tale contributo è di difficile Ia ≤ Uo . 1
valutazione. Per tale motivo si raccomanda di utilizzare un 2 Z’S
margine di sicurezza superiore a quello relativo alla sola dove:
tolleranza della soglia di intervento.
Nota 4: nei sistemi IT la protezione differenziale funziona
Ia = corrente di intervento del dispositivo di protezione [A]
correttamente solo nelle seguenti condizioni di guasto. I dispositivi ad interruzione automatica ammessi dalla norma sono il dispositivo
In definitiva il dispositivo a corrente differenziale posto di protezione contro il cortocircuito [Im] e il dispositivo a corrente differenziale [IΔn].
a monte di derivazione non interviene per doppio guasto Uo = tensione nominale tra fase e terra in valore efficace espressa in [V]
a terra sulle derivazioni stesse. U = tensione nominale tra fase e fase in valore efficace espressa in [V]
ZS = impedenza dell’anello di guasto comprendente il conduttore di fase
A e il conduttore di protezione espressa in [Ω]
Il dispositivo A Z’S = impedenza dell’anello di guasto comprendente il conduttore di neutro
non interviene e il conduttore di protezione espressa in [Ω]
Id

B C

I dispositivi B e
C intervengono NSX160

Condizione di doppio guasto sulle linee terminali

A B

I dispositivi A e
B intervengono

Passerella
metallica

C D

Condizione di doppio guasto sulle due linee di alimentazione


a monte delle linee terminali

27
Caratteristiche La sicurezza nei sistemi IT
della rete Controllori permanenti di isolamento
Caratteristiche

La scelta del controllore permanente


d’isolamento deve essere effettuata
in funzione dei seguenti parametri:
ccla tensione tra le fasi e il tipo di rete
da controllare;
ccl'estensione della rete da controllare;
ccaltri elementi quali installazione,
alimentazione ausiliaria, ecc.

tipo TR22A TR22AH XM200 XM300C


tensione tra le fasi CA neutro accessibile da 20 a 1000 Hz ≤ 760 V(1) da 20 a 1000 Hz ≤ 760 V da 45 a 400 Hz ≤ 760 V da 45 a 400 Hz ≤ 760 V(1)
CA neutro non accessibile da 20 a 1000 Hz ≤ 440 V(1) da 20 a 1000 Hz ≤ 440 V da 45 a 400 Hz ≤ 440 V da 45 a 440 Hz ≤ 440 V(1)
CC ≤ 500 V ≤ 500 V (1)
estensione della rete CA ≤ 50 km CA ≤ 50 km CA ≤ 30 km CA ≤ 30 km
principio di funzionamento: iniezione di CC CC CA 2,5 Hz CA 2,5 Hz
soglia di funzionamento 1° soglia da 0,7 a 100 kΩ da1 a 251 kΩ da 10 a 100 kΩ da1 a 299 kΩ
2° soglia da 0,1 a 20 kΩ da 0,2 a 99,9 kΩ
lettura diretta si si si si
tensione ausiliaria CA da 115 a 525 V da 115 a 525 V da 115 a 525 V da 115 a 525 V
installazione ad incasso cc cc cc cc
su guida DIN
morsettiera di collegamento estraibile estraibile estraibile estraibile
grado di protezione parte frontale IP30 IP30 IP30 IP30
tipo EM9 EM9B/BV EM9T TR5A
tensione tra le fasi CA neutro accessibile da 50 a 1000 Hz ≤ 760 V da 50 a 1000 Hz ≤ 760 V da 50 a 1000 Hz ≤ 380 V
CA neutro non accessibile da 50 a 1000 Hz ≤ 440 V da 50 a 1000 Hz ≤ 440 V da 50 a 1000 Hz ≤ 220 V
CC ≤ 420 V
estensione della rete CA ≤ 50 km CA ≤ 50 km CA ≤ 50 km CC ≤ 50 km
principio di funzionamento: iniezione di CC CC CC segnalazione di squilibrio
di tensione
soglia di funzionamento da 10 a 150 kΩ da 1 a 100 kΩ da 10 a 150 kΩ 24/48 V da 5 a 25 kΩ
120 V da 10 a 50 kΩ
220/420 V da 30 a 150 kΩ
lettura diretta no si (solo EM9BV) no no
tensione ausiliaria CA da 115 a 480 V da 115 a 480 V da 24 a 240 V senza sorgente ausiliaria
installazione ad incasso cc
su guida DIN cc cc cc cc
morsettiera di collegamento fissa fissa fissa fissa
grado di protezione parte frontale IP30 IP30 IP30 IP30
involucro IP20 IP20 IP20 IP20
tabella di scelta degli apparecchi di ricerca sotto tensione dei guasti d’isolamento
apparecchio fisso XM200 + XD301 o XD312 + toroidi
apparecchiatura portatile generatore XGR + rilevatore mobile XRM + pinze
(1) Fino a 1700 V con neutro accessibile e 1000 V con neutro non accessibile utilizzando una piastra di adattazione. Fino a 1200 V in CC per l’XM300c con la stessa
piastra.

28
Ai terminali del Scaricatore di sovratensione Cardew-C
trasformatore La funzione di questo componente è quella di scaricare verso terra le sovratensioni
a frequenza industriale (50Hz) che provengono dalla media tensione e quindi
salvaguardare l’installazione e l’integrità del controllore permanente di isolamento.
Lo scaricatore è collegato tra il centro stella del trasformatore e la terra o tra una fase
e il collettore di terra e deve essere in grado di sopportare:
cc la sovratensione permanente che si manifesta all’insorgere del primo guasto
di isolamento (U = 1,732 x Uo);
congiuntore cc la corrente dovuta al secondo guasto di isolamento.
CPI La corrente di doppio guasto, nelle condizioni di guasto più gravose, avrà il valore
della corrente di cortocircuito trifase se lo scaricatore è installato tra il centro stella
del trasformatore e la terra oppure sarà pari alla corrente di cortocircuito bifase
se il limitatore di sovratensioni è installato tra una fase e la terra.
Le sue principali caratteristiche sono:
cc tensione U di non innesco a 50 Hz: ≤ 1,6 x U;
cc tensione di innesco a 50 Hz: ≤ 2,5 x U (3 x U per tipo 250 V);
cc corrente massima dopo l’innesco: 40 kA x 0,2 s.
L’effettiva corrente sopportata dallo scaricatore dipende dal tempo di interruzione
arrivo del dispositivo di protezione come indicato nella tabella seguente.
tempo di eliminazione del guasto [s] 0,5 0,4 0,32 0,2 0,14 0,8
Icw Cardew-C [kA] x [s] 25,3 28,3 31,6 40 40 40

cc Resistenza di isolamento: > 1010 Ω.


cc Non ripristinabile.
Il suo intervento provoca la segnalazione continua del controllore permanente
di isolamento. Per facilitare l’identificazione della perdita di isolamento dello
scaricatore è consigliabile installare, sul collegamento a terra, un toroide e il relativo
dispositivo XD301 che segnala localmente e a distanza la presenza della corrente
di dispersione.
La scelta del Cardew-C dipende dai seguenti parametri:
cc tensione nominale della rete elettrica;
cc livello di isolamento dell’impianto e del controllore permanete di isolamento;
cc punto di collegamento a terra (neutro-terra o fase-terra).
Sezione del conduttore o della sbarra di collegamento.
La sezione dipende dalle seguenti caratteristiche/condizioni:
cc modalità di collegamento a terra dello scaricatore (neutro accessibile oppure
Al collettore non accessibile);
di cabina Collettore di terra di cabina cc tipo di conduttore (rame o alluminio);
cc tempo di eliminazione del guasto (la condizione più gravosa è generalmente
quella dovuta all’interruzione del guasto mediante interruttore a monte
Esempio di installazione di un limitatore di sovratensione del trasformatore MT/BT).
e del controllore permanente di isolamento all’interno Il conduttore è di fatto un conduttore PE e come tale può essere dimensionato
del quadro QGBT tipo P-Bloc. secondo i criteri indicati dalla norma CEI 64-8.
Nel caso in cui il guasto di isolamento sull’impianto avvenga La formula per il calcolo è la seguente.
quando il limitatore di sovratensione è in conduzione
e si manifesti in prossimità del punto di installazione SPE = Ig . tin
della Cardew-C (condizione peggiorativa) la corrente di doppio K
guasto corrisponde a quella che si avrebbe in cabina dove
(Icc trifase in caso di neutro distribuito e 0,866 x Icc trifase SPE = sezione del PE
in caso di assenza del conduttore di neutro). Ig = corrente di guasto a terra
t int = tempo di interruzione del guasto
K = fattore relativo a isolante e materiale conduttore:
cc per conduttore isolato in PVC K = 115 (K = 143 per T<30°C);
cc per conduttore isolato in EPR K = 143 (K = 176 per T<30°C).
Per temperatura si intende quella dell’aria circostante il conduttore.
Solitamente il cavo di collegamento del dispositivo di eliminazione delle
sovratensione dista dal collettore meno di 2 m.

29
Caratteristiche La sicurezza nei sistemi IT
della rete Controllori permanenti di isolamento
Caratteristiche

tabella di scelta del limitatore di sovratensioni Cardew C


Un [V] neutro accessibile neutro non accessibile

MT BT MT BT

≤ 230 tipo 250 V tipo 250 V


230 ≤ U ≤ 400 tipo 250 V tipo 440 V
400 ≤ U ≤ 660 tipo 440 V tipo 660 V
660 ≤ U ≤ 1000 tipo 660 V tipo 1000 V
1000 ≤ U ≤ 1560 tipo 1000 V

tabella di scelta della sezione cavo di collegamento del Cardew-C (1) (2) (3)
trasformatore in resina [kVA] 100 160 250 315 400 500 630 800 1000 1250
vcc [%] 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6
sezione connessione [mm2] neutro accessibile 16 25 50 50 70 95 95 120 150
neutro non accessibile 16 25 35 50 70 70 95 120 150 185
trasformatore in olio [kVA] 100 160 250 315 400 500 630 800 1000 1250
vcc [%] 4 4 4 4 4 4 4 6 6 6
sezione connessione [mm2] neutro accessibile 25 50 70 70 95 120 150 120 150
neutro non accessibile 25 35 50 70 95 95 120 120 150 185
(1) Il cavo è isolato in PVC.
(2) Per cavi in alluminio moltiplicare la sezione del conduttore in rame per 1,5.
(3) Per cavi isolati in EPR moltiplicare la sezione del conduttore isolato in PVC per 0,8.

30
Sicurezza minima

Segnalazione del primo guasto


La norma CEI 64-8 richiede l’inserimento di un controllore di isolamento (CPI)
per la segnalazione del primo guasto a terra.
Per una normale rete a 50 Hz si possono utilizzare sia controllori che iniettano
un segnale di tipo continuo che controllori che iniettano un segnale alternato a bassa
frequenza (2.5 Hz). Il secondo tipo di CPI può fungere anche da generatore
di segnale per la ricerca dei guasti.
Il controllore di isolamento può essere inserito in alternativa sul centro stella
del trasformatore o su una delle fasi; nel primo caso la tensione che è applicata
al CPI per un guasto a terra è la stellata mentre nel secondo caso è la concatenata.
Uno dei parametri di scelta di un CPI è proprio la tensione concatenata della rete
da controllare: infatti nel caso di neutro non accessibile (collegamento del CPI
Protezioni minime indispensabili: segnalazione del primo
guasto (permette di avere continuità di servizio) e intervento su una fase) essa risulta 1/e volte inferiore rispetto al caso di neutro accessibile.
della protezione obbligatorio al secondo guasto. I CPI sono dotati di una soglia di allarme in kΩ al raggiungimento della quale
si ha l’accensione di una spia sul fronte degli apparecchi e la commutazione
di un contatto per la segnalazione a distanza.
La soglia di allarme deve essere impostata ad un valore di resistenza inferiore
al normale valore di resistenza di isolamento verso terra dell’impianto con tutti
i carichi inseriti. L’intervento delle protezioni è obbligatorio al secondo guasto.
Nel caso di reti TT o TN alimentate tramite UPS può verificarsi la situazione
in cui l'impianto a valle, in assenza di tensione di rete, riceva tensione dalla batteria.
Si ha quindi il passaggio da un sistema di neutro TT o TN ad un sistema IT, in quanto
la batteria funziona in isola. Considerando però la limitata estensione dei circuiti
alimentati dall'UPS ed il breve tempo per il quale l'UPS può funzionare in isola
(generalmente dell'ordine dell'ora), non si considera giustificato l'utilizzo
di un dispositivo di segnalazione del primo guasto in quanto risulta estremamente
improbabile l'insorgere, dopo un primo guasto, di un secondo guasto nel breve
tempo di funzionamento con alimentazione da batteria (si veda a questo proposito
il commento all'articolo 413.1.5.1 della nuova edizione della norma CEI 64-8).
Rete a configurazione variabile: un solo CPI deve essere
collegato per ogni rete indipendente. Reti con più trasformatori
Bisogna sottolineare che non è corretto installare due o più CPI su una stessa rete
poiché se tra i due vi è continuità metallica le correnti iniettate si sovrappongono
e di conseguenza i dispositivi danno luogo a misurazioni errate che si traducono
in indicazioni inaffidabili del livello di isolamento. In base a quanto detto, se la rete
è alimentata da più trasformatori in parallelo va installato un solo CPI il quale
comunque controllerà l’isolamento del secondario dei trasformatori e di tutto
l’impianto a valle dei trasformatori stessi.

Reti a configurazione variabile


In questo caso le valutazioni da fare sono più complesse: bisogna considerare tutte
le configurazioni che può assumere l’impianto e verificare che in nessuna di esse vi
siano due o più CPI collegati alla stessa rete. Le manovre che portano a modifiche
della topologia della rete (ad esempio chiusura o apertura di congiuntori) devono
modificare opportunamente anche i collegamenti dei CPI per evitare di averne più
di uno collegato alla stessa parte di impianto o di lasciare parti di impianto prive
di controllo. Nel caso di due reti esercite indipendentemente in servizio normale
ma che possono essere comunque collegate (ad esempio per fuori servizio di un
trasformatore), è necessario che uno dei CPI venga scollegato nel funzionamento
con congiuntore chiuso. E’ necessario inoltre verificare che la regolazione
della soglia di intervento sia inferiore al livello di isolamento dell’impianto
a congiuntore chiuso e che il CPI sopporti la lunghezza totale dei cavi di tutto
l’impianto (ad esempio tale valore è di 30 km per l’XM200).

Conclusioni
L’installazione di un CPI in un impianto IT (peraltro imposta dalla norma CEI 64-8)
permette di mantenere nel tempo i vantaggi di questa tipologia di gestione del neutro:
è un dispositivo fondamentale dell’impianto da scegliere con cura e collegare
con oculatezza poichè scelte errate o collegamenti scorretti renderebbero l’impianto
inaffidabile e quindi inutili i costi sostenuti per realizzarlo.
Se associato ad una modalità di ricerca guasti tempestiva ed efficace, il CPI
permette di limitare l’eventualità di un doppio guasto simultaneo che causerebbe
sia il fuori servizio almeno delle utenze interessate dai guasti che possibilità
di danneggiamento delle stesse (un doppio guasto è, a tutti gli effetti, un
cortocircuito).
Ad esempio, ipotizzando che statisticamente ci possa essere un guasto ogni tre mesi
e che il servizio manutenzione sia in grado di eliminarlo entro 24 ore, si avrebbe
in media un doppio guasto circa ogni 22 anni.

31
Caratteristiche La sicurezza nei sistemi IT
della rete Miglioramento delle condizioni di servizio

L’apparecchio Vigilohm XM200 permette La localizzazione della partenza guasta può essere fatta in due modi:
cc utilizzando i rilevatori fissi XD301 (individuali) o XD312 (per gruppi di 12 partenze)
di localizzare rapidamente il primo guasto
per una ricerca automatica ed immediata della partenza guasta;
e di effettuare quindi la riparazione cc utilizzando un rilevatore portatile XRM con pinza amperometrica, per individuare
al più presto, evitando così lo sgancio manualmente la partenza guasta.
per il secondo guasto.

(1)

allarme (1) Controllo dell’isolamento di motori normalmente non in tensione. Un caso particolare
si presenta quando nell’impianto (anche non IT) vi sono dei motori che normalmente non sono
sistema
rete assistita in tensione ma che devono funzionare con certezza in determinate circostanze
comando
(ad esempio motori che azionano pompe antincendio).
motore
L’isolamento del motore e del relativo cavo di alimentazione potrebbe abbassarsi durante lunghi
periodi di fuori servizio a causa di umidità o altro fino ad impedire il suo funzionamento proprio
quando di vitale importanza. Per controllare l’isolamento dei motori destinati ad un tale utilizzo,
è disponibile un apposito CPI (Vigilohm SM21).
Quando il motore è fuori tensione, l’SM21 applica una tensione continua tra lo statore e la terra,
controllandone l’isolamento, e segnalando prontamente (mediante contatti di uscita) eccessivi
abbassamenti di isolamento. Il contatto di uscita può anche essere utilizzato per impedire
l’avviamento del motore, quando il livello di isolamento è troppo basso, al fine di evitare
danneggiamenti. Il collegamento da prevedere è riportato a fianco.
Il CPI deve essere scollegato quando il motore è in tensione e dunque bisogna interporre
tra il CPI stesso e la rete un contatto normalmente chiuso del dispositivo che alimenta il motore
(generalmente un contattore).
I motori in bassa tensione hanno in generale i seguenti livelli d’isolamento:
cc motore nuovo 1000 MW,
cc in funzionamento 10-100 MW,
cc valore minimo di funzionamento 500 MW.

32
Rete in corrente continua isolata da terra

Le protezioni minime indispensabili


Segnalazione al primo guasto, permette di avere continuità di servizio
in condizioni normali di installazione.
Intervento della protezione obbligatorio al secondo guasto.
Per controllare l’isolamento della rete e segnalare un guasto verso massa utilizzare
le apparecchiature seguenti:
cc TR5A su reti in corrente continua del tipo non ondulata (batterie di accumulatori).
In questo apparecchio un dispositivo ad alta impedenza misura la variazione
di potenziale delle due polarità della rete con riferimento alla terra. Queste variazioni
vengono confrontate con la soglia impostata. Il limite di utilizzazione è la tensione
della rete da controllare, cioè 420 V;
cc Vigilohm System XM200 o XM300C su reti in corrente continua del tipo ondulata
(generatori in corrente continua, gruppi statici di conversione) o non ondulata.

+
G

MERLIN GERIN
vigilohm system
XM200

TR5A
test

R C Sp Sa
S

menu ok test

RT Vigilohm
System
XM200
o XM300C RT

Miglioramento delle condizioni di servizio


Ricerca sotto tensione del guasto d’isolamento (Vigilohm System)
L’utilizzo di un Vigilohm System abbinato a dei rilevatori XD301 o XD312 consente
di effettuare la ricerca sotto tensione del primo guasto, permettendo di ottenere
un miglioramento della continuità di servizio; questo è possibile grazie all’iniezione
da parte dell’XM200 o dell’XM300C di un segnale a bassa frequenza (2,5 Hz).
Il rilevatore portatile XRM con le relative pinze amperometriche è compatibile
con gli apparecchi XM200 o XM300C. Per interrompere il circuito è possibile
utilizzare un controllore d’isolamento che comanda l’apertura dell’interruttore
di protezione.

MERLIN GERIN
vigilohm system
XM200

test

R C Sp Sa
S

menu ok test

Vigilohm XD301
M XD301
System
XM200 PE
o XM300C RT

MERLIN GERIN
vigilohm system
XM200

Toroidi
test

R C Sp Sa
S

menu ok test

XM200

XD312

XRM

PE

RT

33
Caratteristiche Ulteriori prescrizioni normative
della rete

Prescrizioni relative all’utilizzo di dispositivi a


corrente differenziale (Norma CEI 64-8 parte 4 e 5)
Protezione addizionale contro i contatti diretti
Il dispositivo di protezione a corrente differenziale con Idn non superiore a 30 mA
è riconosciuto dalla norma come protezione addizionale contro i contatti diretti
in aggiunta ai seguenti criteri di protezioni:
cc isolamento delle parti attive;
cc involucri (grado di protezione) e barriere;
cc ostacoli;
cc distanziamento.
Tale protezione addizionale è richiesta anche per i circuiti che alimentano prese
a spina:
cc con corrente nominale non superiore a 20 A nei locali ad uso abitativo;
cc con corrente nominale non superiore a 32 A destinati ad alimentare apparecchi
utilizzatori mobili usati all’esterno.
Condutture realizzate con cavi con conduttori piatti
Le condutture utilizzate solitamente sotto tappeti a posa fissa (moquette)
sono oggetto di prescrizioni allo studio. Per il momento devono essere protette
con dispositivo differenziale con Idn non superiore a 30 mA.
Legge 46/90
Per gli impianti realizzati in data successiva all’entrata in vigore della Legge 46/90,
l’uso di dispositivi differenziali associati a circuiti che non siano provvisti
di conduttore di protezione non deve essere considerato come una misura
di protezione sufficiente contro i contatti indiretti, anche se la corrente differenziale
nominale di intervento non supera 30 mA.
Catene luminarie
È consigliabile proteggere, con dispositivo a corrente differenziale con IDn
non superiore a 30 mA, le catene luminarie a portata di mano se il costruttore
non ne definisce le modalità di installazione e di protezione.
Impianto e gruppo generatore trasportabile o per utilizzo temporaneo.
In tale caso, qualunque sia il sistema di neutro, deve essere utilizzato un dispositivo
a corrente differenziale non superiore a 30 mA per l’interruzione automatica
dell’alimentazione.

Prescrizioni per ambienti particolari


(CEI 64-8 parte 7)
L’impiego del dispositivo di protezione a corrente differenziale con sensibilità
non superiore a 30 mA è obbligatorio nei seguenti casi.
Locali contenenti bagni o docce e per piscine e fontane
La protezione è richiesta secondo la disposizione delle utenze rispetto alle zone 0, 1
e 2 e in caso si utilizzino altri sistemi di sicurezza, ad esempio il sistema SELV
o a separazione elettrica, quando tali sorgenti vengano installate in zona 2.
Per maggiori dettagli si rimanda alla norma CEI 64-8.
Cantieri di costruzione e demolizione, Strutture adibite ad uso agricolo
o zootecnico
Per le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili in entrambi i casi con corrente
nominale non superiore a 32 A.
Aree di campeggio
Ogni presa a spina deve essere protetta da dispositivo differenziale.
Locali ad uso medico
I circuiti terminali nei locali appartenenti al gruppo 1 che alimentano prese a spina
fino a 32 A. Tutti i circuiti nei locali appartenenti al gruppo 2 che non siano alimentati
da sistema IT-M mediante trasformatore di isolamento.
Nei locali di gruppo 1 e 2 sono richiesti dispositivi a corrente differenziale di tipo A
o di tipo B in funzione del tipo di corrente di guasto.
Fiere e mostre
Tutti i circuiti che alimentano prese a spina fino a 32 A e tutti i circuiti terminali esclusi
quelli destinati all’illuminazione di sicurezza.
Illuminazione per esterni
Impianti di illuminazione fissi situati in area esterna per cabine telefoniche, pensiline
di fermata per mezzi di trasporto, insegne pubblicitarie, segnalazioni stradali
e mappe luminose.
Unità mobili e trasportabili
Come dispositivo di protezione quando si utilizzano sistemi TN e TT.

34
Come protezione addizionale per tutte le prese a spina, alimentate direttamente,
e destinate ad apparecchi utilizzatori situati al di fuori dell’unità.
Sistemi di riscaldamento per pavimenti e soffitti
Come dispositivo di protezione anche in presenza di componenti elettrici
di riscaldamento di classe II o con isolamento equivalente.
Luoghi a maggior rischio in caso di incendio (protezione contro gli incendi)
Per le condutture classificate di tipo C e in caso di sistemi TN o TT è richiesta
la protezione mediante dispositivo a corrente differenziale con soglia di intervento
non superiore a 300 mA, anche ritardato, e in caso di circuiti di distribuzione, dove
necessita il coordinamento selettivo, con soglia non superiore a 1 A anche ritardato.
La norma definisce le condutture di tipo C nel seguente modo:
cc cavo multipolare provvisto di conduttore di protezione;
cc cavo unipolare o multipolare sprovvisto di conduttore di protezione e installato
in tubi protettivi metallici con grado di protezione inferiore a IP4X;
cc cavo unipolare o multipolare sprovvisto di conduttore di protezione e installato
in tubi protettivi in materiale isolante, installato a vista e con grado di protezione
almeno IP4X;
cc condotto sbarre con grado di protezione almeno IP4X.

35
Caratteristiche
della rete

36
Indice 4 - Protezione dei circuiti

n Introduzione pag. 38
n Protezione contro i sovraccarichi pag. 41
n Installazione dei cavi pag. 45
n Portata dei cavi pag. 48
n Caduta di tensione pag. 57
n Protezione contro il cortocircuito pag. 62
n Dimensionamento rapido dei cavi pag. 82
n Condotti sbarre prefabbricati pag. 84

37
Protezione Introduzione
dei circuiti Definizioni

Impianto elettrico
Insieme di componenti elettrici associati al fine di soddisfare scopi specifici e aventi
caratteristiche coordinate. Fanno parte dell’impianto elettrico tutti i componenti
elettrici non alimentati tramite prese a spina; fanno parte dell’impianto elettrico
anche gli apparecchi utilizzatori fissi alimentati tramite prese a spina destinate
unicamente alla loro alimentazione.
Conduttore di neutro
Conduttore collegato al punto di neutro del sistema ed in grado di contribuire
alla trasmissione dell’energia elettrica.
Temperatura ambiente
Temperatura dell’aria o di altro mezzo nel luogo in cui il componente elettrico
deve essere utilizzato.
Tensione nominale
Tensione per cui un impianto o una sua parte è progettato.
Nota: la tensione reale può differire dalla nominale entro i limiti di tolleranza permessi.
In relazione alla loro tensione nominale i sistemi elettrici si dividono in:
cc sistemi di categoria 0, quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V
se a corrente alternata o a 120 V se a corrente continua (non ondulata);
cc sistemi di categoria I, quelli a tensione nominale da oltre 50 a fino 1000 V
compresi se a corrente alternata o da oltre 120 fino a 1500 V se a corrente continua;
cc sistemi di categoria II, quelli a tensione nominale oltre a 1000 V se a corrente
alternata o oltre 1500 V se a corrente continua, fino a 30000 V compreso;
cc sistemi di categoria III, quelli a tensione nominale maggiore di 30000 V.
Qualora la tensione nominale verso terra sia superiore alla tensione nominale
fra le fasi, agli effetti della classificazione del sistema si considera la tensione
nominale verso terra.
La tensione effettiva può variare entro le abituali tolleranze. I transitori non vengono
considerati. Questa classificazione non esclude l'introduzione nelle diverse
categorie di limiti intermedi per ragioni particolari.
Circuito elettrico
Insieme di componenti di un impianto alimentato da uno stesso punto e protetto
contro le sovraccorrenti da uno stesso dispositivo di protezione.
Circuito di distribuzione
Circuito che alimenta un quadro di distribuzione.
Circuito terminale
Circuito direttamente collegato agli apparecchi utilizzatori o alle prese a spina.
Corrente di impiego (IB)
Corrente che può fluire in un circuito nel servizio ordinario:
cc a livello dei circuiti terminali è la corrente corrispondente alla potenza apparente
dell'utilizzatore. In presenza di avviamento motori o messe in servizio frequenti
(ascensori o saldatrici a punti) è necessario tener conto delle correnti transitorie
se i loro effetti si accumulano;
cc a livello dei circuiti di distribuzione (principali e secondari) è la corrente
corrispondente alla potenza apparente richiesta da un gruppo di utilizzatori tenendo
conto del coefficiente di utilizzazione e di contemporaneità.
Portata in regime permanente di una conduttura (Iz)
Massimo valore della corrente che può fluire in una conduttura, in regime
permanente ed in determinate condizioni, senza che la sua temperatura superi
un valore specificato. È quindi la massima corrente che la conduttura può
sopportare senza pregiudicare la durata della sua vita.
Dipende da diversi parametri come ad esempio da:
cc costituzione del cavo e della canalizzazione;
vv materiale conduttore,
vv materiale isolante,
vv numero di conduttori attivi,
vv modalità di posa;
cc temperatura ambiente.
Sovraccorrente
Ogni corrente che supera il valore nominale. Per le condutture, il valore nominale
è la portata. Tale corrente dev’essere eliminata in tempi tanto più brevi quanto
più elevato è il suo valore.
Corrente di sovraccarico
Sovracorrente che si verifica in un circuito elettricamente sano.
Ad esempio la corrente di avviamento di un motore o il funzionamento momentaneo
di un numero di utilizzatori maggiore di quello previsto.

38
Corrente di cortocircuito (franco)
Sovracorrente che si verifica a seguito di un guasto di impedenza trascurabile
fra due punti tra i quali esiste tensione in condizioni ordinarie di esercizio.
Corrente di guasto
Corrente che si stabilisce a seguito di un cedimento dell’isolamento o quando
l’isolamento è cortocircuitato.
Corrente di guasto a terra
Corrente di guasto che si chiude attraverso l’impianto di terra. In determinate
configurazioni di impianto, sistema TN e IT, la corrente di guasto (di secondo guasto
per il sistema IT) che si richiude verso terra può assumere valori elevati,
paragonabili alle correnti di sovraccarico e di cortocircuito.
Corrente convenzionale di funzionamento (di un dispositivo di protezione) (If)
Valore specificato di corrente che provoca l’intervento del dispositivo di protezione
entro un tempo specificato, denominato tempo convenzionale.
Conduttura
Insieme costituito da uno o più conduttori elettrici e dagli elementi che assicurano
il loro isolamento, il loro supporto, il loro fissaggio e la loro eventuale protezione
meccanica.
Componente elettrico
Termine generale usato per indicare sia i componenti dell’impianto
sia gli apparecchi utilizzatori.
Apparecchio utilizzatore
Apparecchio che trasforma l’energia elettrica in un’altra forma di energia,
per esempio luminosa, calorica o meccanica.
Apparecchio utilizzatore trasportabile ed apparecchio utilizzatore mobile
Un apparecchio utilizzatore si definisce trasportabile se può essere spostato
facilmente, perché munito di apposite maniglie o perché la sua massa è limitata;
un apparecchio utilizzatore trasportabile si definisce apparecchio utilizzatore mobile
solo se deve essere spostato dall’utente per il suo funzionamento,
mentre è collegato al circuito di alimentazione.
Apparecchio utilizzatore portatile
Apparecchio mobile destinato ad essere sorretto dalla mano durante il suo impiego
ordinario, nel quale il motore, se esiste, è parte integrante dell’apparecchio.
Apparecchio utilizzatore fisso
Apparecchio utilizzatore che non sia trasportabile, mobile o portatile.
Alimentazione dei servizi di sicurezza
Sistema elettrico inteso a garantire l’alimentazione di apparecchi utilizzatori
o di parti dell’impianto necessari per la sicurezza delle persone.
Il sistema include la sorgente, i circuiti e gli altri componenti elettrici.
Alimentazione di riserva
Sistema elettrico inteso a garantire l’alimentazione di apparecchi utilizzatori
o di parti dell’impianto per motivi diversi dalla sicurezza delle persone.

39
Protezione Introduzione
dei circuiti Dimensionamento degli impianti

Nel dimensionamento di un impianto elettrico, ha un ruolo determinante la scelta


dei cavi e delle relative protezioni.
Per definire i due componenti sopra citati si può utilizzare il seguente schema
operativo utilizzato in questa guida:
cc calcolo delle correnti d’impiego delle condutture (IB). Per giungere
alla determinazione di questi valori si parte da una prima analisi riguardante
il censimento e la disposizione topografica dei carichi; questa prima analisi permette
di identificare i coefficienti di utilizzazione e di contemporaneità dei carichi
e di determinare le potenze e quindi le correnti che le condutture devono portare;
cc dimensionamento dei cavi a portata, tenendo conto delle modalità di posa
e delle caratteristiche costruttive dei cavi;
cc verifica della caduta di tensione ammessa;
cc calcolo della corrente di cortocircuito presunta ai vari livelli di sbarre;
cc scelta degli interruttori automatici in base alla corrente d’impiego delle condutture
da proteggere e al livello di cortocircuito nel punto in cui sono installati;
la scelta degli interruttori automatici può anche essere influenzata da esigenze
di selettività e filiazione;
cc verifiche di congruenza interruttore/cavo:
vv verifica della protezione contro il cortocircuito massimo, confrontando l’energia
specifica passante dell’interruttore automatico (I2t) con l’energia specifica
ammissibile del cavo (K2S2),
vv verifica della protezione contro i cortocircuiti a fondo linea. Il confronto tra
la corrente di cortocircuito minima a fondo linea (Iccmin) e la soglia di intervento
istantaneo Im dell’interruttore è necessario solo in presenza di sganciatore solo
magnetico o termico sovradimensionato (ad esempio circuiti di sicurezza),
vv verifica della protezione contro i contatti indiretti, confrontando le caratteristiche
di intervento del dispositivo di protezione (soglie di intervento istantaneo Im
o differenziale I∆n) con la corrente di guasto a terra Id; questa verifica cambia
in funzione del modo di collegamento a terra (TT, TN e IT) e delle condizioni
di installazione. Per quest'ultima verifica consultare il capitolo relativo alla protezione
delle persone.

Corrente d'impiego IB

pag. 48
aumento della sezione
Dimensionamento dei cavi a portata

pag. 57
No
Verifica caduta di tensione
(1)
Si
pag. 62

Calcolo del livello di cortocircuito sui quadri

pag. 127
(1)
Scelta interruttore automatico

pag. 76
2
kS
2
≥I t
2

pag. 76
No
Verifiche di congruenza Im ≤ Iccmin OK
interruttore/cavo
pag. 382

Im ≤ Id Si
fine
(1) In caso di verifica negativa è generalmente possibile intervenire in alternativa sulla sezione del cavo oppure sul tipo di interruttore automatico.

40
Protezione Protezione contro i sovraccarichi
dei circuiti Determinazione della sezione
del conduttore di fase

Nota 1: la corrente di funzionamento del fusibile è pari La norma CEI 64.8 richiede che, per la protezione contro le correnti di sovraccarico,
a 1,6 volte la sua corrente nominale. si debbano rispettare le due condizioni seguenti:
Per tale motivo la portata della conduttura protetta
cc IB ≤ In ≤ Iz;
da sovraccarico (a pari condizioni di utilizzazione) sarà
differente a secondo del tipo di protezione adottato cc If ≤ 1,45 Iz;
(interruttore automatico oppure fusibile) e del relativo rapporto dove:
tra la corrente di funzionamento e la corrente nominale. IB è la corrente di impiego della conduttura,
cc Interruttore per uso industriale In è la corrente nominale o di regolazione del dispositivo di protezione,
If = 1,3 x In In ≤ Iz;
Iz è la portata in regime permanente della conduttura che deve essere determinata
cc interruttore per uso domestico o similare
If = 1,45 x In In ≤ Iz; in riferimento alle effettive condizioni di funzionamento.
cc fusibile (con In > 4A) Praticamente si deve determinare la sezione di cavo che abbia la portata effettiva
If = (1,6 ÷ 1,9) x In In ≤ (0,9 ÷ 0,76) x Iz. superiore a In, If è la corrente di sicuro funzionamento del dispositivo di protezione.
L’interruttore automatico permette di sfruttare totalmente Il coordinamento tra un cavo ed un interruttore automatico deve quindi iniziare
la portata ammessa dalla conduttura.
dalla scelta di un interruttore automatico che abbia una corrente nominale superiore
Si fa notare che per la protezione delle linee di alimentazione
del quadro di controllo delle pompe del sistema antincendio alla corrente di impiego della conduttura riservandosi poi di scegliere un cavo
la norma UNI 9490 prevede l’utilizzo di fusibili allo scopo di portata adeguata.
di garantire il non intervento della protezione in caso Per quando riguarda il rispetto della seconda condizione nel caso di interruttori
di sovraccarico. automatici non è necessaria alcuna verifica, in quanto la corrente di funzionamento
La lettera di chiarimento del Ministero degli Interni/ Direzione
è rispettivamente:
Generale Protezione Civile emessa in data 23 aprile 1998
e indirizzata all’Ispettorato Regionale VV.F per il Veneto cc 1,45 In per interruttori per uso domestico conformi alla norma CEI 23-3;
e il Trentino Alto Adige precisa quanto segue. cc 1,3 In per interruttori per uso industriale conformi alla norma CEI EN 60947-2.
“Al riguardo, sulla scorta del competente parere del Centro Tale verifica è indispensabile quando il dispositivo di protezione è un fusibile.
Studi Esperienze, si ritiene che gli obbiettivi di sicurezza Il metodo utilizzato in questa guida prende come riferimento la pubblicazione
imposti dalla norma CEI 64-8 debbono essere rispettati anche
CEI-UNEL 35024/1 per quanto riguarda le pose non interrate e la pubblicazione
se in disaccordo con la specifica prescrizione della norma
UNI 9490/ 4.9.4.3”. CEI-UNEL 35026 per le pose interrate.
In conclusione le soluzioni previste dalla norma CEI 64-8,
come l’utilizzo di interruttori automatici, sono ammesse
con le raccomandazioni di non proteggere il circuito contro
Misura di protezione contro i sovraccarichi
il sovraccarico e di prevedere un sistema di segnalazione
del sovraccarico in atto.
Nota 2: il metodo utilizzato serve per la determinazione
della portata a regime permanente.
Nota 3: le portate si riferiscono a condizioni di posa senza
variazioni lungo il percorso della conduttura. In caso fosse
necessario, per ragioni di protezione meccanica, modificare
la modalità di posa del cavo lungo il percorso, considerare
l’installazione con le condizioni di utilizzo più gravose.
Se per proteggere un cavo viene utilizzato un tubo o una canala
per un tratto di conduttura inferiore al metro, non è necessario
ridurre la portata.

Utilizzatore Conduttura

Co
rr
en
te Iz
a
di at Iz
im rt 45
pi Po 1,
eg
o
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B

IB Iz 1,45 I z

In If

Zona a Zona b Zona b

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C i fu erru rr nzi
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d nt Co i fu
C

i d

Dispositivo di protezione

41
Protezione Protezione contro i sovraccarichi
dei circuiti Determinazione della sezione
del conduttore di fase

La norma CEI 64-8 obbliga ad attuare la protezione contro il sovraccarico


delle condutture secondo il criterio sopra esposto e con le eccezioni riportate
nel capitolo “Cortocircuito a fondo linea” a pag 76.
In pratica la protezione contro i sovraccarichi è obbligatoria nei seguenti casi:
cc condutture che alimentano derivazioni per le quali in sede di progetto è stato
previsto un fattore di contemporaneità (KC) inferiore a 1;
cc condutture che alimentano carichi per i quali in sede di progetto è stato previsto
un fattore di utilizzazione (KU) inferiore a 1;
cc condutture che alimentano carichi che possono dare origine a sovraccarichi
(motori, prese a spina non dedicate ad utenze specifiche);
cc condutture in sistemi IT sempre protette se non è presente un dispositivo
a corrente differenziale.
cc impianti in luoghi a maggior rischio in caso di incendio;
cc impianti in luoghi con pericolo di esplosione;
Negli impianti indicati agli ultimi due punti, la protezione contro i sovraccarichi
deve essere sempre presente e installata all’inizio della conduttura.

42
Sigle di designazione dei cavi
A livello nazionale le sigle di designazione dei cavi sono indicate nella norma
CEI 20.27 (CENELEC HD361).
Tali regole si applicano solo per i cavi armonizzati dal CENELEC e per quei cavi
nazionali per i quali il CENELEC ha concesso espressamente l’uso.

sigla di designazione CEI 20-27 (HD361)


riferimento del cavo armonizzato H
cavo nazionale riconosciuto dal Cenelec N
tensione nominale Uo/U 100/100V 01
300/300V 03
300/500V 05
450/750V 07
600/1000V 1
materiale isolante gomma di etilpropilene ordinario R
cloruro di polivinile V
mescola reticolata a base di poliolefine a bassa emissione di gas tossici e corrosivi Z
mescola termoplastica a base di poliolefine a bassa emissione di gas tossici e corrosivi Z1
rivestimenti metallici conduttore di rame concentrico C
schermo di rame in treccia sull’insiema delle anime C4
guaina non metallica gomma di etilpropilene ordinario R
cloruro di polivinile V
mescola reticolata a base di poliolefine a bassa emissione di gas tossici e corrosivi Z
mescola termoplastica a base di poliolefine a bassa emissione di gas tossici e corrosivi Z1
policloroprene o equivalente N
mescola speciale di policloroprene resistente all’acqua N8
componenti costruttivi cavi piatti divisibili H
cavi piatti non divisibili H2
materiale conduttore rame -
alluminio A
forma del conduttore (1) conduttore flessibile per l’uso in cavi per saldatrici ad arco -D
conduttore flessibilissimo per l’uso in cavi per saldatrici ad arco -E
conduttore flessibile di un cavo flessibile (classe 5) -F
conduttore flessibilissimo di un cavo flessibile (classe 6) -H
conduttore flessibile di un cavo per installazione fissa -K
conduttore rigido, rigido, rotondo, a corda (classe 2) -R
conduttore rigido, rotondo, a filo unico (classe 1) -U
conduttore in similrame -Y
numero e dimensioni del conduttore numero delle anime n
simbolo moltiplicativo in caso di cavo senza anima gilallo/verde X
simbolo moltiplicativo in caso di cavo con anima gilallo/verde G
sezione del conduttore s
per un conduttore in similrame di sezione non precisata Y

Esempio
H 07 V V K 3X 3S

Sezione

Numero anime

Flessibilità

Guaina

Isolamento

Tensione nominale
Cavo armonizzato

Cavo armonizzato, con tensione 450/700V, isolato in cloruro di polivinile (PVC)


rivestito con guaina in cloruro di polivinile (PVC), con conduttore in rame a corda
flessibile per installazione fissa, composto da 3 cavi da 35mm2 senza conduttore
di protezione. Temperatura nominale di funzionamento 70°C, temperatura massima
in cortocircuito 160°C.
Nota: alcuni cavi in commercio sono identificati in modo diverso secondo la designazione
CEI-UNEL 35011.
(1) Nella designazione del cavo, prima della forma del conduttore occorre inserire un trattino.

43
Protezione Protezione contro i sovraccarichi
dei circuiti

Impiego dei principali tipi di cavi


(estratto dalla Guida CEI 64-50)
Nella seguente tabella vengono riportati i modi di posa consigliati per i principali
tipi di cavi.

sigla di designazione impiego consigliato


N07V-U Installazione entro tubi protettivi in vista od incassati, o entro sistemi chiusi similari, per impianti per i quali le Norme CEI
N07V-R prevedono cavi non propaganti l’incendio.
N07V-K
N07G9-K Installazione entro tubi protettivi in vista od incassati, o entro sistemi chiusi similari, per impianti per i quali le Norme CEI
FM9-450/750 V prevedono cavi non propaganti l’incendio e basso sviluppo di fumi e gas tossici e corrosivi.
N1VV-K cc Installazione in ambienti interni o esterni, anche bagnati;
cc posa fissa su muratura o su strutture metalliche;
cc posa interrata (ammessa);
cc per impiantiper i quali le Norme CEI prevedono vaci non propaganti l’incendio.
FG7(O)R-0,6/1 kV cc Installazione in ambienti interni o esterni, anche bagnati;
cc posa fissa su muratura o su strutture metalliche;
cc posa interrata (ammessa);
cc per impiantiper i quali le Norme CEI prevedono vaci non propaganti l’incendio.
FG7(O)M1-0,6/1 kV Installazioni come per i cavi FG7(O)R-0,6/1 kV, in impianti per i quali le Norme CEI prevedono cavi non propaganti l’incendio
e a basso sviluppo di fumi e gas, tossici e corrosivi (CEI 20-13).
FG10(O)M1-0,6/1 kV Installazioni come per i cavi FG7(O)R-0,6/1 kV, in impianti per i quali le Norme CEI prevedono cavi non propaganti l’incendio,
a basso sviluppo di fumi e gas, tossici e corrosivi.
FG10(O)M1-0,6/1 kV CEI 20-45 Installazioni come per i cavi FG7(O)R-0,6/1 kV, in impianti per i quali le Norme CEI prevedono cavi non propaganti l’incendio
e a basso sviluppo di fumi e gas, tossici e corrosivi, e con una resistenza al fuoco in accordo con la Norma CEI 20-36 e
20-45.
cavi con isolamento minerale Installazione dove si vogliano evitare fumi e gas tossici e si richieda una resistenza al fuoco in accordo con la Norma CEI
CEI 20-39 provvisti o sprovvisti 20-36.
di guaina supplementare non
metallica
FROR 450/750 Installazione all’interno, in ambienti secchi o umidi; all’esterno, solo per uso temporaneo.
FROH 2R-450/750 V Adatto per servizio mobile e per posa fissa non propaganti l’incendio.
H07RN-F Installazione in locali secchi o bagnati, anche all’aperto, in officine industriali, in luoghi agricoli ed in cantieri edili.
Questo cavo è adatto per essere usato su apparecchi di riscaldamento e di sollevamento, su grosse macchine utensili
e su parti mobili di macchine.
H07RN8-F Per installazione sommersa per fontane, piscine, pompe sommerse, ecc. (in conformità alla Norma CEI 20-19/16).
H05VVC4V5-K Installazione entro tubi protettivi in vista od incassati, o entro sistemi chiusi similari, per impianti destinati a locali ad uso
medico, quando sono previsti cavi adatti ad evitare interferenze elettromagnetiche.
Nota: Ulteriori informazioni sono date nella Tabella 2 della Guida CEI 20-67 e nella Guida CEI 20-40.

44
Protezione Installazione dei cavi
dei circuiti Tipi di cavi ammessi e tipi di posa ammissibili

La parte 5 della norma CEI 64.8 è interamente dedicata alla scelta e all’installazione
dei componenti elettrici.
In questo ambito vengono definiti i tipi di cavi ammessi in funzione dei tipi di posa
ed i tipi di posa ammissibili per le varie ubicazioni. La seguente tabella ne dà una
rappresentazione sintetica.
modalità di posa
senza fissaggio fissaggio diretto tubi protettivi tubi protettivi non canali, elementi passerelle su isolatore
circolari circolari scanalati o mensole

tipo di conduttore
conduttori nudi no no no no no no si

cavi unipolari senza guaina no no si si si (1) no si

cavi unipolari con guaina (2)


si si si si si (2)

cavi multipolari si si si si si si (2)

ubicazione
entro cavità di struttura (4) si (2)
si si no si (2)

entro cunicolo (4) si si si si si si (2)

interrata si (2)
si si no (2) (2)

incassata nella struttura no (3) no (3) si si no (3) (2) (2)

montaggio sporgente no si si si si si (2)

(1) L’installazione è ammessa se i canali sono provvisti di coperchio asportabile mediante attrezzo e con gradi di protezione IP4X o IPXXD o grado di protezione
inferiore ma con installazione fuori dalla portata di mano.
(2) Non applicabile o non utilizzato in generale nella pratica.
(3) Solo per cavi con isolamento minerale e guaina aggiuntiva in materiale non metallico. La norma raccomanda, per altri tipi di cavi, di realizzare l’installazione
in modo da permettere la sostituzione degli stessi in caso di deterioramento.
(4) Per cavità si intende lo spazio ricavato in strutture di un edificio e accessibile solo in punti determinati. Per cunicolo si intende un involucro che permette
l’accesso ai cavi lungo tutto il percorso. Per galleria si intende un luogo dove sono installati conduttori secondo le modalità di posa indicate in tabella e in modo
tale da permettere la libera circolazione di persone.

45
Protezione Installazione dei cavi
dei circuiti Modalità di posa previste
dalla norma CEI 64-8

esempio riferimento descrizione esempio riferimento descrizione


1 cavi senza guaina in tubi protettivi 17 cavi unipolari con guaina (o multipolari)
circolari posati entro muri termicamente sospesi a od incorporati in fili o corde di
isolati supporto

2 cavi multipolari in tubi protettivi circolari 18 conduttori nudi o cavi senza guaina
posati entro muri termicamente isolati su isolanti

21 cavi multipolari (o unipolari con guaina)


3 cavi senza guaina in tubi protettivi in cavità di strutture
circolari posati su o distanziati da pareti

22 cavi unipolari senza guaina in tubi


3A cavi multipolari in tubi protettivi circolari protettivi non circolari posati in cavità
posati su o distanziati da pareti di strutture

22A cavi multipolari (o unipolari con guaina)


4 cavi senza guaina in tubi protettivi non in tubi protettivi circolari posati in cavità
circolari posati su pareti di strutture

23 cavi unipolari senza guaina in tubi


protettivi non circolari posati in cavità
4A cavi multipolari in tubi protettivi non di strutture
circolari posati su pareti

24 cavi unipolari senza guaina in tubi


protettivi non circolari annegati nella
5 cavi senza guaina in tubi protettivi muratura
annegati nella muratura

24A cavi multipolari (o unipolari con guaina),


in tubi protettivi non circolari annegati
nella muratura
5A cavi multipolari in tubi protettivi annegati
nella muratura

25 cavi multipolari (o unipolari con guaina)


posati in:
cc controsoffitti
11 cavi multipolari (o unipolari con guaina), cc pavimenti sopraelevati
con o senza armatura, posati su o
distanziati da pareti
31 cavi senza guaina e cavi multipolari
(o unipolari con guaina) in canali posati
su parete con percorso orizzontale
11A cavi multipolari (o unipolari con guaina)
con o senza armatura fissati su soffitti
32 cavi senza guaina e cavi multipolari
(o unipolari con guaina) in canali posati
su parete con percorso verticale
12 cavi multipolari (o unipolari con guaina),
con o senza armatura, su passerelle
non perforate 33 cavi senza guaina posati in canali
incassati nel pavimento

13 cavi multipolari (o unipolari con guaina),


con o senza armatura, su passerelle 33A cavi multipolari posati in canali incassati
perforate con percorso orizzontale o nel pavimento
verticale

14 cavi multipolari (o unipolari con guaina),


con o senza armatura, su mensole 34 cavi senza guaina in canali sospesi

15 cavi multipolari (o unipolari con guaina),


con o senza armatura, fissati da collari 34A cavi multipolari (o unipolari con guaina)
in canali sospesi

16 cavi multipolari (o unipolari con guaina), 41 cavi senza guaina e cavi multipolari
con o senza armatura, su passerelle a (o cavi unipolari con guaina) in tubi
traversini protettivi circolari posati entro cunicoli
chiusi, con percorso orizzontale
o verticale

46
Modalità di posa previste
dalla norma CEI 64-8 e CEI 11-17

Per le pose dei cavi interrati la norma CEI 64-8 non dà nessuna indicazione.
Queste vengono individuate nella norma CEI 11-17 in cui vengono definite le seguenti tipologie di pose

esempio riferimento descrizione esempio riferimento descrizione


42 cavi senza guaina in tubi protettivi L cavi direttamente interrati senza
circolari posati entro cunicoli ventilati protezione meccanica supplementare
incassati nel pavimento
43 cavi unipolari con guaina
e multipolari posati in cunicoli aperti
o ventilati con percorso orizzontale
e verticale M-1 cavi direttamente interrati con
51 cavi multipolari (o cavi unipolari protezione meccanica
con guaina) posati direttamente entro supplementare, lastra piena
pareti termicamente isolanti

52 cavi multipolari (o cavi unipolari con


guaina) posati direttamente nella
muratura senza protezione M-2 cavi direttamente interrati con
meccanica addizionale protezione meccanica
supplementare, con apposito legolo
53 cavi multipolari (o cavi unipolari con
guaina) posati nella muratura con
protezione meccanica addizionale

61 cavi unipolari con guaina e multipolari N cavo in tubo interrato


in tubi protettivi interrati
od in cunicoli interrati

62 cavi multipolari (o unipolari con


guaina) interrati senza protezione
meccanica addizionale
O-1 cavo in condotti: condotti non apribili,
manufatti gettati in opera

63 cavi multipolari (o unipolari con


guaina) interrati con protezione O-2 cavi in condotti: condotti apribili,
meccanica addizionale manufatti prefabbricati

P-1 cavi in cunicolo affiorante: ventilato


71 cavi senza guaina posati in elementi
scanalati

P-2 cavi in cunicolo affiorante: chiuso


riempito
72 cavi senza guaina (o cavi unipolari
con guaina o cavi multipolari) posati in
canali provvisti di elementi di
separazione:
P-3 cavi in cunicolo affiorante: chiuso
cc circuiti per cavi per comunicazione
riempito
e per elaborazione dati
73 cavi senza guaina in tubi protettivi
o cavi unipolari con guaina
(o multipolari) posati in stipiti di porte Q cavo in cunicolo interrato
74 cavi senza guaina in tubi protettivi
o cavi unipolari con guaina
(o multipolari) posati in stipiti
di finestre
75 cavi senza guaina, cavi multipolari
o cavi unipolari con guaina in canale
incassato R-1 cavo in acqua posato sul fondo
81 cavi multipolari immersi in acqua

R-2 cavo in acqua interrato sul fondo

47
Protezione Portata dei cavi
dei circuiti Posa non interrata

Calcolo della sezione di cavi isolati in PVC ed EPR


Per la determinazione della sezione del conduttore di fase di cavi in rame isolati
con materiale elastomerico o termoplastico in questa guida si applica un metodo
che fa riferimento alla norma CEI-UNEL 35024/1.
Il procedimento è il seguente:
cc si determina un coefficiente correttivo ktot come prodotto dei coefficienti k1 e k2,
dove:
vv k1 è il fattore di correzione da applicare se la temperatura ambiente è diversa
da 30°C (tabella T1A),
vv k2 è il fattore di correzione per i cavi installati in fascio o in strato (tabella T2),
o per i cavi installati in strato su più supporti secondo le modalità di posa 13, 14, 15,
16 e 17 della CEI 64-8 (tabella T3 per cavi multipolari, T4 per cavi unipolari);
cc si divide il valore della corrente nominale dell’interruttore (In) o della corrente di
regolazione termica (Ir) per il coefficiente correttivo ktot trovando così il valore In’ (Ir’):
In’ = In/ktot
cc in funzione del numero di posa della CEI 64-8, dell’isolante e del numero di
conduttori attivi si individua sulla tabella T-A per i cavi unipolari con e senza guaina
e sulla tabella T-B per i cavi multipolari:
vv la portata Iz’ che rispetta la condizione Iz’ ≥ In’,
vv la corrispondente sezione del conduttore di fase.
La portata effettiva della conduttura si ricava come Iz = Iz’ × ktot.

Determinazione del coefficiente ktot


Il coefficiente ktot caratterizza l’influenza delle differenti condizioni di installazione
e si ottiene moltiplicando i fattori correttivi k1, k2 e k3 dedotti dalle tabelle T1, T2, T3
e T4.
Tabella T1A: valori di k1
Il fattore correttivo k1 tiene conto dell’influenza della temperatura ambiente
in funzione del tipo di isolante per temperature diverse da 30°C.
Tabella T2: valori di k2
Il fattore correttivo k2 considera la diminuzione di portata di un cavo posato nelle
vicinanze di altri cavi per effetto del mutuo riscaldamento tra di essi.
Il fattore k2 è riferito a cavi posati in modo ravvicinato, in fascio o strato.
cc Per strato si intende un gruppo di cavi affiancati disposti in orizzontale
o in verticale. I cavi su strato sono installati su muro, passerella, soffitto, pavimento
o su scala portacavi. Per fascio si intende un raggruppamento di cavi non distanziati
e non posti in strato. Più strati sovrapposti su un unico supporto (es. passarella)
sono considerati un fascio.
cc Due cavi unipolari posati in strato si possono considerare distanziati se la distanza
tra loro supera di due volte il diametro del cavo di sezione maggiore.
Due cavi multipolari posati in strato si possono considerare distanziati se la distanza
tra loro è almeno uguale al diametro esterno del cavo di sezione maggiore.
Con posa distanziata il fattore k2 è sempre uguale a 1.
cc Il fattore k2 si applica quando i cavi del fascio o dello strato hanno sezioni simili,
cioè rientranti nelle tre sezioni adiacenti unificate (es. 10 – 16 – 25 mm2) e sono
uniformemente caricati.
cc Conduttori di sezione non simile. In presenza di fascio o strato composto da cavi
di sezione non simile (es. 10-16-50 mm2) si applica il seguente fattore correttivo
in sostituzione del fattore K2:
F= 1
n
dove n è il numero di cavi che compongono il fascio.
n 1 2 3 4 5 6 7 8
F 1 0,71 0,57 0,5 0,44 0,41 0,37 0,35

Applicando questo fattore si riduce il rischio di sovratemperatura dei cavi di sezione


minore (funzionamento ad una temperatura superiore a quella nominale)
ma ciò comporta la sotto-utilizzazione dei cavi di sezione maggiore.
Nota: nelle tabelle delle portate T-A e T-B è indicato il numero Per evitare questo problema si può :
di conduttori caricati, cioè dei conduttori effettivamente percorsi vv suddividere il fascio ad esempio in due fasci contenente sezioni simili;
da corrente in condizioni ordinarie di esercizio. vv applicare la Guida CEI 20-65 “Metodo di verifica termica (portata) per cavi
Nei circuiti trifase con neutro con carichi equilibrati raggruppati in fascio contenete conduttori di sezione differente”.
o lievemente squilibrati, oppure in assenza di armoniche
che si richiudono sul conduttore di neutro la portata di un cavo cc Conduttori debolmente caricati. Per fasci e strati di cavi simili (composti
quadripolare si calcola considerando tre conduttori caricati. da n circuiti) i circuiti in numero di m che conducono una corrente di impiego non
Nei casi particolari di sistema fortemente squilibrato superiore al 30% della portata,determinata mediante i fattori correttivi di temperatura
o in presenza di forti componenti armoniche sul neutro occorre e di vicinanza (per n circuiti), possono essere trascurati nel contributo al
considerare 4 conduttori caricati. Poiché nelle tabelle T-A e T-B riscaldamento del fascio intero.
il numero di conduttori caricati è soltanto 2 o 3, in caso di 4
conduttori caricati si trova la portata relativa a due conduttori In questo caso il fattore correttivo K2 sarà relativo ad un numero di circuiti pari a n-m.
e poi si moltiplica questo valore per il fattore di riduzione
relativo a due circuiti o cavi multipolari.

48
cc Fascio di cavi con differente tipo di isolamento. Per gruppi contenente cavi con
isolamento differente (PVC e EPR), la portata di tutti i cavi del gruppo deve essere
valutata considerando tutto il fascio composto da cavi con isolamento avente
temperatura di funzionamento nominale inferiore (PVC).
cc Conduttore di neutro carico. Il numero di conduttori che partecipano
al riscaldamento sono due nei circuiti monofasi, tre nei circuiti trifasi e sempre
tre nei circuiti trifasi con neutro quando i carichi sono distribuiti equamente sulle tre
fasi. Quando il conduttore di neutro porta una corrente senza una corrispondente
riduzione della corrente di fase, nel dimensionamento a portata dei cavi che
costituiscono il circuito, si deve utilizzare un opportuno fattore riduttivo. Le correnti
di neutro possono essere dovuta ad armoniche di ordine tre e multiple di tre.
cc In tale caso si può procedere in uno dei modi seguenti:
vv considerare il circuito trifase con neutro carico come composto da due circuiti
monofasi. In tale caso il fattore di vicinanza (K2 oppure F) dovrà essere determinato
in corrispondenza del numero di circuiti posizionati vicini più uno.
vv utilizzare, in aggiunta agli altri fattori, un fattore riduttivo pari a 0,84
(Norma NF C 15-100).
cc Nel caso di circuito trifase con n conduttori in parallelo per fase si considerano
n circuiti tripolari.
Se un sistema consiste sia di cavi bipolari sia tripolari, il numero di circuiti è preso
pari al numero di cavi e il corrispondente fattore è applicato alle tabelle di portata per
due conduttori caricati per i cavi bipolari e a quelle per tre conduttori caricati per cavi
tripolari. Un fascio o strato costituito da n cavi unipolari caricati, si può cosiderare
come n/2 circuiti bipolari per sistemi F-Fo F-N o n/3 circuiti tripolari per sistemi trifase.
Tabelle T3 e T4: valori di k2 in alternativa a quelli della tabella T2
In caso di installazione di cavi in strato su più supporti (passerelle orizzontali
o verticali) il fattore correttivo k2 si deduce dalle tabelle T3 o T4, rispettivamente
per cavi multipolari e unipolari, e non dalla tabella T2. Questi valori sono applicabili
a cavi simili uniformemente caricati.
Nel caso di passerelle orizzontali i valori indicati si riferiscono a distanze verticali
tra le passerelle di 300 mm. Per distanze verticali inferiori i fattori dovrebbero essere
ridotti. Nel caso di passerelle verticali i valori indicati si riferiscono a distanze
orizzontali tra le passerelle di 225 mm, con passerelle montate dorso a dorso.
Per distanze inferiori i fattori dovrebbero essere ridotti.

Calcolo della sezione di cavi con isolamento


minerale
Per la determinazione della sezione del conduttore di fase di cavi con isolamento
minerale in questa guida si applica un metodo che fa riferimento alla norma
CEI UNEL 35024/2. Il procedimento è analogo a quello utilizzato per la
determinazione della sezione di fase dei cavi con isolamento in PVC ed EPR:
cc si determina un coefficiente correttivo ktot come prodotto dei coefficienti k1 e k2,
dove:
vv k1 è il fattore di correzione da applicare se la temperatura ambiente è diversa
da 30 °C, che assume valori diversi a seconda che il cavo sia non esposto o esposto
al tocco (tabella T1B);
vv k2 è il fattore di correzione per i cavi installati in fascio o in strato (tabella T2),
o per i cavi installati in strato su più supporti secondo le modalità di posa 13, 14,
15 e 16 della CEI 64-8 (tabella T3 per cavi multipolari, T4 per cavi unipolari);
cc si divide il valore della corrente nominale dell’interruttore (In) o della corrente
di regolazione termica (Ir) per il coefficiente correttivo ktot trovando così il valore
In’ (Ir’):
I’n = In
K tot
cc in funzione del numero di posa della CEI 64-8, dell’isolante e del numero
di conduttori attivi si individua sulla tabella T-C per i cavi unipolari con e senza guaina
e sulla tabella T-D per i cavi multipolari:
vv la portata Iz’ che rispetta la condizione Iz’≥In’,
vv la corrispondente sezione del conduttore di fase.
La portata effettiva della conduttura si ricava come Iz = Iz’ × ktot.

49
Protezione Portata dei cavi
dei circuiti Posa non interrata

tabella T1A - influenza della tabella T1B - influenza della temperatura fattore k1
temperatura fattore k1 isolamento minerali
temperatura ambiente tipo di isolamento cavo nudo o ricoperto in cavo nudo non
PVC EPR materiale termoplastico esposto al tocco
esposto al tocco
10 1,22 1,15
temp. max della guaina metallica 70° C 105° C
15 1,17 1,12
temp. ambiente
20 1,12 1,08
10 1,26 1,14
25 1,06 1,04
15 1,2 1,11
35 0,94 0,96
20 1,14 1,07
40 0,87 0,91
25 1,07 1,04
45 0,79 0,87
35 0,93 0,96
50 0,71 0,82
40 0,85 0,92
55 0,61 0,76
45 0,76 0,88
60 0,5 0,71
50 0,67 0,84
65 0,65
55 0,57 0,8
70 0,58
60 0,45 0,75
75 0,5
65 - 0,7
80 0,41
70 - 0,65
75 - 0,6
80 - 0,54
85 - 0,47
90 - 0,4
95 - 0,32

tabella T2 - circuiti realizzati con cavi installati in fascio o strato fattore k2


n° di posa CEI 64-8 disposizione numero di circuiti o di cavi multipolari
1 2 3 4 5 6 7 8 9 12 16 20
tutte le altre pose raggruppati a fascio, 1 0,8 0,7 0,65 0,6 0,57 0,54 0,52 0,5 0,45 0,41 0,38
annegati
11/12/25 singolo strato su muro, 1 0,85 0,79 0,75 0,73 0,72 0,72 0,71 0,7 nessuna ulteriore
pavimento o passerelle riduzione per più di 9
non perforate circuiti o cavi multipolari
11A strato a soffitto 0,95 0,81 0,72 0,68 0,66 0,64 0,63 0,62 0,61
13 strato su passerelle 1 0,88 0,82 0,77 0,75 0,73 0,73 0,72 0,72
perforate orizzontali
o verticali (perforate
o non perforate)
14-15-16-17 strato su scala posa cavi 1 0,87 0,82 0,8 0,8 0,79 0,79 0,78 0,78
o graffato ad un sostegno

tabella T3 - circuiti realizzati con cavi multipolari in strato su più supporti (es. passerelle) fattore k2
n° posa CEI 64-8 metodo di installazione numero di cavi per ogni supporto
numero di passerelle 1 2 3 4 6 9
13 passerelle posa ravvicinata 2 1,00 0,87 0,80 0,77 0,73 0,68
perforate 3 1,00 0,86 0,79 0,76 0,71 0,66
orizzontali posa distanziata 2 1,00 0,99 0,96 0,92 0,87
3 1,00 0,98 0,95 0,91 0,85
13 passerelle posa ravvicinata 2 1,00 0,88 0,81 0,76 0,71 0,70
perforate verticali posa distanziata 2 1,00 0,91 0,88 0,87 0,85
14-15-16-17 scala posa posa ravvicinata 2 1,00 0,86 0,80 0,78 0,76 0,73
cavi elemento 3 1,00 0,85 0,79 0,76 0,73 0,70
di sostegno posa distanziata 2 1,00 0,99 0,98 0,97 0,96
3 1,00 0,98 0,97 0,96 0,93
Nota1: per posa distanzianta si intendono cavi posizionati:
cc ad una distanza almeno doppia del loro diametro in caso di cavi unipolari
cc ad una distanza almeno pari alloro diametro in caso di cavi multipolari.
Se i cavi sono installati ad uan distanza superiore a quella sopra indicata il fattore correttivo per circuiti vicini (tabella T2) non si applica (K2 = 1).
Nota2: nelle pose su passerelle orizzontali o su scala posa cavi, i cavi devono essere posizionati ad una distanza dalla superficie verticale (parete) maggiore
o uguale a 20 mm.

50
tabella T4 - circuiti realizzati con cavi unipolari in strato su più supporti fattore k2
n° posa CEI 64-8 metodo di installazione numero di passerelle numero di circuiti trifasi utilizzato per
1 2 3
13 passerelle perforate 2 0,96 0,87 0,81 3 cavi in formazione orizzontale
3 0,95 0,85 0,78
13 passerelle perforate 2 0,95 0,84 3 cavi in formazione verticale
14-15-16-17 scala posa cavi o elemento di sostegno 2 0,98 0,93 0,89 3 cavi in formazione orizzontale
3 0,97 0,90 0,86
13 passerelle perforate 2 0,97 0,93 0,89 3 cavi in formazione a trefolo
3 0,96 0,92 0,86
13 passerelle perforate 2 1,00 0,90 0,86
14-15-16-17 scala posa cavi 2 0,97 0,95 0,93
o elemento di sostegno 3 0,96 0,94 0,9
Nota: nelle pose su passerelle orizzontali o su scala posa cavi, i cavi devono essere posizionati ad una distanza dalla superficie verticale (parete) maggiore
o uguale a 20 mm. Le terne di cavi in formazione a trefolo si intendono disposte ad una distanza maggiore di due volte il diametro del singolo cavo unipolare.

Determinazione della sezione del conduttore di fase


tabella T-A - cavi unipolari con e senza guaina con isolamento in PVC o EPR (1)
metodologia altri tipi di tipo di numero portata [A]
tipica di posa della isolamento cond. sezione [mm2]
installazione CEI 64-8 caricati
1 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300
cavi in tubo 1-51-71-73-74 PVC 2 14,5 19,5 26 34 46 61 80 99 119 151 182 210 240 273 320
incassato in 3 13,5 18 24 31 42 56 73 89 108 136 164 188 216 245 286
parete isolante
EPR 2 19,0 26 36 45 61 81 106 131 158 200 241 278 318 362 424
3 17,0 23 31 40 54 73 95 117 141 179 216 249 285 324 380
cavi in tubo 3-4-5-22-23 PVC 2 13,5 17,5 24 32 41 57 76 101 125 151 192 232 269 309 353 415
in aria 24-31-32-33 3 12 15,5 21 28 36 50 68 89 110 134 171 207 239 275 314 369
34-41-42-72
EPR 2 17 23,0 31 42 54 75 100 133 164 198 253 306 354 402 472 555
3 15 20,0 28 37 48 66 88 117 144 175 222 269 312 355 417 490
cavi in aria 18 PVC 2 19,5 26 35 46 63 85 112 138 168 213 258 299 344 392 461
libera in 3 15,5 21 28 36 57 76 101 125 151 192 232 269 309 353 415
posizione
EPR 2 24,0 33 45 58 80 107 142 175 212 270 327
non a portata
di mano 3 20,0 28 37 48 71 96 127 157 190 242 293
cavi in aria 11-12-21-25 PVC 3 19,5 26 35 46 63 85 110 137 167 216 264 308 356 409 485 561
libera a 43-52-53 EPR 3 24 33 45 58 80 107 135 169 207 268 328 383 444 510 607 703
trifoglio

cavi in aria 13-14-15-16- PVC 2 22 30 40 52 71 96 131 162 196 251 304 352 406 463 546 629
libera in piano 17 3 19,5 26 35 46 63 85 114 143 174 225 275 321 372 427 507 587
a contatto
EPR 2 27 37 50 64 88 119 161 200 242 310 377 437 504 575 679 783
3 24 33 45 58 80 107 141 176 216 279 342 400 464 533 634 736
cavi in aria 14-15-16 PVC 2 146 181 219 281 341 396 456 521 615 709
libera 3 146 181 219 281 341 396 456 521 615 709
distanziati
EPR 2 182 226 275 353 430 500 577 661 781 902
su un piano
orizzontale(2) 3 182 226 275 353 430 500 577 661 781 902
cavi in aria 13-14-15-16 PVC 2 130 162 197 254 311 362 419 480 569 659
libera 3 130 162 197 254 311 362 419 480 569 659
distanziati
EPR 2 161 201 246 318 389 454 527 605 719 833
su un piano
verticale (2) 3 161 201 246 318 389 454 527 605 719 833
(1) PVC: mescola termoplastica a base di polivinilcloruro (temperatura massima del conduttore uguale a 70 °C).
EPR: mescola elastomerica reticolata a base di gomma etilenpropilenica o similari (temperatura massima del conduttore uguale a 90 °C)
(2) I cavi unipolari affiancati che compongono il circuito trifase si considerano distanziati se posati in modo che la distanza tra di essi sia superiore o uguale
a due volte il diametro esterno del singolo cavo unipolare.

51
Protezione Portata dei cavi
dei circuiti Posa non interrata

tabella T-B: cavi multipolari con isolamento in PVC o EPR (1)


metodologia altri tipi di tipo di numero portata [A]
tipica di posa della isolamento cond. sezione [mm2]
installazione CEI 64-8 caricati 1 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300
cavo in tubo 2-51-73-74 PVC 2 14,0 18,5 25 32 43 57 75 92 110 139 167 192 219 248 291 334
incassato in 3 13,0 17,5 23 29 39 52 68 83 99 125 150 172 196 223 261 298
parete isolante EPR 2 18,5 25,0 33 42 57 76 99 121 145 183 220 253 290 329 386 442
3 16,5 22,0 30 38 51 68 89 109 130 164 197 227 259 295 346 396
cavo in tubo 3A-4A-5A-21 PVC 2 13,5 16,5 23,0 30 38 52 69 90 111 133 168 201 232 258 294 344 394
in aria 22A-24A-25 3 12,0 15,0 20,0 27 34 46 62 80 99 118 149 176 206 225 255 297 339
33A-31-34A EPR 2 17,0 22,0 30,0 40 51 69 91 119 146 175 221 265 305 334 384 459 532
43-32
3 15,0 19,5 26,0 35 44 60 80 105 128 154 194 233 268 300 340 398 455
cavo in aria 13-14-15-16-17 PVC 2 15,0 22,0 30,0 40 51 70 94 119 148 180 232 282 328 379 434 514 593
libera, distanziato 3 13,6 18,5 25,0 34 43 60 80 101 126 153 196 238 276 319 364 430 497
dalla parete/soffitto EPR 2 19,0 26,0 36,0 49 63 86 115 149 185 225 289 352 410 473 542 641 741
o su passerella
3 17,0 23,0 32,0 42 54 75 100 127 158 192 246 298 346 399 456 538 621
cavo in aria 11-11A-52-53- PVC 2 15,0 19,5 27,0 36 46 63 85 112 138 168 213 258 299 344 392 461 530
libera, fissato 12 3 13,5 17,5 24,0 32 41 57 76 96 119 144 184 223 259 299 341 403 464
alla parete/ EPR 2 19,0 24,0 33,0 45 58 80 107 138 171 209 269 328 382 441 506 599 693
soffitto
3 17,0 22,0 30,0 40 52 71 96 119 147 179 229 278 322 371 424 500 576
(1) PVC: mescola termoplastica a base di polivinilcloruro (temperatura massima del conduttore uguale a 70 °C).
EPR: mescola elastomerica reticolata a base di gomma etilenpropilenica o similari (temperatura massima del conduttore uguale a 90 °C).

Esempio:
Un cavo in rame trifase isolato in EPR è posato su una passerella perforata
in vicinanza di tre circuiti costituiti da:
cc un cavo trifase (1° circuito);
cc 3 cavi unipolari (2° circuito);
cc 6 cavi unipolari (3° circuito).
Il circuito, costituito da 2 conduttori in parallelo per fase, è equivalente a 2 circuiti trifasi.
Sulla passerella in totale si considerano perciò posati 5 circuiti. La temperatura
ambiente è di 40°C. Il cavo deve trasportare una corrente di impiego IB di 23 A.
La sezione del cavo si determina nel modo seguente:
cc scelta dell'interruttore automatico:
l'interruttore deve avere una corrente nominale In maggiore o uguale alla corrente
di impiego della conduttura IB;
utilizzando un interruttore modulare si avrà:
In = 25 A;
cc determinazione del coefficiente correttivo ktot:
vv temperatura ambiente tab T1: k1 = 0,91,
vv posa ravvicinata tab T2: k2 = 0,75,
ktot = k1 . k2 = 0,68;
cc determinazione della minima portata teorica richiesta alla conduttura:
In' = In/ktot = 36,8 A;
cc determinazione della sezione del conduttore di fase (tab T-B):
vv n° posa: 13,
vv isolante EPR,
vv n° di conduttori attivi: 3,
vv materiale conduttore: rame.
La sezione, con portata teorica Iz' immediatamente superiore alla minima portata
teorica In', è di 4 mm2 (42 A), come evidenziato nella tabella T-B.
Determinazione della portata effettiva della conduttura:
la portata effettiva Iz di un cavo da 4 mm2 nelle condizioni di posa considerate
è pari a:
Iz = I’z . ktot = 28,5 A.

52
tabella T-C: cavi ad isolamento minerale unipolari; serie L: cavi per servizio leggero fino a 500 V;
serie H: cavi per servizio pesante fino a 750 V
metodologia altri tipi di tipo di num. portata [A]
tipica di posa della isolamento cond. sezione [mm2]
installazione CEI 64-8 caricati 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240
cavi in aria 13 - 14 serie L (1) 3 21 28 37
libera 15 - 16 serie L (2) 3 26 35 46
a trifoglio serie H (1) 3 22 30 40 51 69 92 120 147 182 223 267 308 352 399 466
serie H (2) 3 28 38 50 64 87 115 150 184 228 279 335 385 441 500 584
cavi in aria 13 - 14 serie L (1) 2 25 33 44
libera in piano 15 - 16 3 23 31 41
a contato serie L (2) 2 31 41 54
3 29 39 51
serie H (1) 2 26 36 47 60 82 109 142 174 215 264 317 364 416 472 552
3 26 34 45 57 77 102 132 161 198 241 289 331 377 426 496
serie H (2) 2 33 45 60 76 104 137 179 220 272 333 400 460 526 596 697
3 32 43 56 71 96 127 164 200 247 300 359 411 469 530 617
cavi in aria 14-15-16 serie L (1) 2 25 33 44
libera distanziati 3 29 39 51
su un piano serie L (2) 2 31 41 54
orizzontale
3 37 49 64
serie H (1) 2 26 36 47 60 82 109 142 174 215 264 317 364 416 472 552
3 32 43 56 71 95 125 162 197 242 294 351 402 454 507 565
serie H (2) 2 33 45 60 76 104 137 179 220 272 333 400 460 526 596 697
3 40 54 70 89 120 157 204 248 304 370 441 505 565 629 704
cavi in aria 14-15-16 serie L (1) 2 25 33 44
libera distanziati 3 26 34 45
su un piano serie L (2) 2 31 41 54
verticale
3 33 43 56
serie H (1) 2 26 36 47 60 82 109 142 174 215 264 317 364 416 472 552
3 28 37 49 62 84 110 142 173 213 259 309 353 400 446 497
serie H (2) 2 33 45 60 76 104 137 179 220 272 333 400 460 526 596 697
3 35 47 61 78 105 137 178 216 266 323 385 441 498 557 624
cavi in aria 11 - 11A serie L (1) 2 23 31 40
libera, fissati 3 21 29 38
sulla parete serie L (2) 2 28 38 51
o soffitto
3 27 36 47
serie H (1) 2 25 34 45 57 77 102 133 163 202 247 296 340 388 440 514
3 23 31 41 52 70 92 120 147 181 221 264 303 346 392 457
serie H (2) 2 31 42 55 70 96 127 166 203 251 307 369 424 485 550 643
3 30 41 53 67 91 119 154 187 230 280 334 383 435 492 572
cavi a trifoglio 11 - 11A serie L (1) 3 19 26 35
in aria libera serie L (2) 3 24 33 44
fissati sulla serie H (1) 3 21 28 37 48 65 86 112 137 169 207 249 286 327 371 434
parete o soffitto
serie H (2) 3 26 35 47 59 81 107 140 171 212 260 312 359 410 465 544
(1) Cavi ad isolamento minerale nudi esposti al tocco oppure rivestiti in materiale termoplastico (T massima della guaina metallica 70°C).
Per i cavi nudi moltiplicare per 0,9.
(2) Cavi ad isolamento minerale nudi non esposti al tocco (T massima della guaina metallica 105°C).

53
Protezione Portata dei cavi
dei circuiti Posa non interrata

tabella T-D: cavi ad isolamento minerale multipolari; serie L: cavi per servizio leggero fino a 500 V;
serie H: cavi per servizio pesante fino a 750 V
metodologia altri tipi di tipo di numero portata [A]
tipica di posa della isolamento cond. sezione [mm2]
installazione CEI 64-8 caricati 1,5 2,5 4 6 10 16 25
cavo in aria 13 -14 serie L (1) 2 25 33 44
libera, 15 - 16 3 21 28 37
distanziato serie L (2) 2 31 41 54
dalla parete
o soffitto 3 26 35 46
o su passerella serie H (1) 2 26 36 47 60 82 109 142
3 22 30 40 51 69 92 120
serie H (2) 2 33 45 60 76 104 137 179
3 28 38 50 64 87 115 150
cavo in aria 11 - 11A serie L (1) 2 23 31 40
libera, fissato 3 19 26 35
sulla parete serie L (2) 2 28 38 51
o soffitto
3 24 33 44
serie H (1) 2 25 34 45 57 77 102 133
3 21 28 37 48 65 86 112
serie H (2) 2 31 42 55 70 96 127 166
3 26 35 47 59 81 107 140
(1) Cavi ad isolamento minerale nudi esposti al tocco oppure rivestiti in materiale termoplastico (T massima della guaina metallica 70°C).
Per i cavi nudi moltiplicare per 0,9.
(2) Cavi ad isolamento minerale nudi non esposti al tocco (T massima della guaina metallica 105°C).

54
Posa interrata

tabella T5: influenza della Posa interrata


temperatura del terrreno fattore k1 Per la determinazione della sezione del conduttore di fase di cavi in rame isolati con
materiale elastomerico o termoplastico interrati, in questa guida si applica il metodo
temperatura tipo di isolamento che fa riferimento alla tabella CEI-UNEL 35026. Il procedimento è il seguente:
del terreno [°C] PVC EPR cc si determina un coefficiente correttivo ktot come prodotto dei coefficienti k1, k2, k3
10 1,1 1,07 e k4, dove:
15 1,05 1,04 vv k1 è il fattore di correzione da applicare se la temperatura del terreno è diversa
20 1 1 da 20°C (tabella T5);
25 0,95 0,96 vv k2 è il fattore di correzione per gruppi di più circuiti installati sullo stesso piano
30 0,89 0,93 (tabella T6);
35 0,84 0,89 vv k3 è il fattore di correzione per profondità di interramento diversa dal valore preso
40 0,77 0,85 come riferimento, pari a 0,8 m (tabella T7);
45 0,71 0,8 vv k4 è il fattore di correzione per resistività termica diversa dal valore preso come
50 0,63 0,76 riferimento, pari a 1,5 K x m/W, cioè terreno secco (tabella T8).
55 0,55 0,71 vv si divide il valore della corrente nominale dell’interruttore (In) o della corrente di
60 0,45 0,65 regolazione termica (Ir) per il coefficiente correttivo ktot trovando così il valore In’ (Ir’):
65 0,6
70 0,53 I’n = In
ktot
75 0,46
80 0,38 vv in funzione del numero di posa della CEI 64-8, dell’isolante e del numero
di conduttori attivi si individua sulla tabella T-E:
vv la portata Iz’ che rispetta la condizione Iz’ ≥ In’,
tabella T6: gruppi di più circuiti vv la corrispondente sezione del conduttore di fase.
installati sullo stesso piano fattore k2 La portata effettiva della conduttura si ricava come Iz = Iz’ × ktot.
Nota:
un cavo multipolare per ciascun tubo cc i valori di portata indicati si riferiscono alle seguenti condizioni di posa:
n. distanza fra i circuiti [m] vv temperatura terreno = 20°C
circuiti a contatto 0,25 0,5 1 vv profondità di posa = 0,8 m
2 0,85 0,9 0,95 0,95 vv resistività termica del terreno = 1,5 K x m/W
3 0,75 0,85 0,9 0,95 nella tabella delle portate T-E è indicato il numero di conduttori caricati, cioè dei conduttori
effettivamente percorsi da corrente in condizioni ordinarie di esercizio. Nei circuiti trifase
4 0,7 0,8 0,85 0,9 con neutro con carichi equilibrati o lievemente squilibrati, oppure in assenza di armoniche
5 0,65 0,8 0,85 0,9 che si richiudono sul conduttore di neutro la portata di un cavo quadripolare si calcola
6 0,6 0,8 0,8 0,9 considerando tre conduttori caricati.
un cavo unipolare per ciascun tubo Nei casi particolari di sistema fortemente squilibrato o in presenza di forti componenti armoniche
n. cavi distanza fra i circuiti [m] sul neutro occorre considerare 4 conduttori caricati. Poiché nella tabella T-E il numero
di conduttori caricati è soltanto 2 o 3, in caso di 4 conduttori caricati si trova la portata relativa
a contatto 0,25 0,5 1 a due conduttori e poi si moltiplica questo valore per il fattore di riduzione relativo a due circuiti
2 0,8 0,9 0,9 0,95 o cavi multipolari.
3 0,7 0,8 0,85 0,9 cc Nella tabella T-E sono indicate le portate relative a cavi interrati posati in tubo; nel caso di cavi
4 0,65 0,75 0,8 0,9 direttamente interrati (pose 62 e 63 della norma CEI 64-8), essendo più favorevoli le condizioni
5 0,6 0,7 0,8 0,9 di scambio termico, la portata aumenta di un fattore, dipendente dalla tipologia e dalle dimensioni
dei cavi, che indicativamente può essere considerato pari a 1,15.
6 0,6 0,7 0,8 0,9

Determinazione del coefficiente ktot


Il coefficiente ktot caratterizza l’influenza delle differenti condizioni di installazione
e si ottiene moltiplicando i fattori correttivi k1, k2, k3 e k4 dedotti dalle tabelle T5, T6,
T7 e T8.
Tabella T5: valori di k1
Il fattore correttivo k1 tiene conto dell’influenza della temperatura del terreno
per temperature di quest’ultimo diverse da 20°C.
Tabella T6: valori di k2
Il fattore correttivo k2 considera la diminuzione di portata di un cavo unipolare
o multipolare in tubo interrato, posato sullo stesso piano di altri cavi, per effetto
del mutuo riscaldamento tra di essi. Il fattore k2 è riferito a cavi posati ad una
distanza inferiore a 1 m; per distanze superiori a 1m il fattore k2 è sempre uguale a 1.
Il fattore k2 si applica quando i cavi del fascio o dello strato hanno sezioni simili,
cioè rientranti nelle tre sezioni adiacenti unificate (es. 10 - 16 - 25 mm2).
Nel caso di circuito trifase con n conduttori in parallelo per fase si considerano
n circuiti tripolari.
Tabella T7: valori di k3
Il fattore correttivo k3 considera la variazione di portata per profondità
di interramento diversa dal valore preso come riferimento, pari a 0,8 m.
Tabella T8: valori di k4
Il fattore correttivo k4 considera la variazione di portata del cavo per resistività
termica diversa dal valore preso come riferimento, pari a 1,5 K x m/W, cioè terreno
secco.

Distanza fra i circuiti

55
Protezione Portata dei cavi
dei circuiti Posa interrata

tabella T7: influenza della profondità tabella T8: influenza della resistività termica del terreno
di posa fattore k3 fattore k4
profondità di posa [m] 0,5 0,8 1 1,2 1,5 cavi unipolari
fattore di correzione 1,02 1 0,98 0,96 0,94 resistivitàde terreno 1 1,2 1,5 2 2,5
(K x m/W)
fattore di correzione 1,08 1,05 1 0,9 0,82
cavi multipolari
resistività del terreno 1 1,2 1,5 2 2,5
(K x m/W)
fattore di correzione 1,06 1,04 1 0,91 0,84

tabella T-E : cavi unipolari con e senza guaina e cavi multipolari (1) (2)
metodologia altri tipi tipo n. portata [A]
tipica di di posa di cond. sezione [mm2]
installazione della CEI 64-8 isolam. 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300 400 500 630
cavi unipolari PVC 2 22 29 38 47 63 82 105 127 157 191 225 259 294 330 386
in tubi interrati 3 20 26 34 43 57 74 95 115 141 171 201 231 262 293 342
a contatto EPR 2 26 34 44 54 73 95 122 148 182 222 261 301 343 385 450 509 592 666 759
(1 cavo per tubo)
3 23 31 40 49 67 85 110 133 163 198 233 268 304 340 397 448 519 583 663
cavi unipolari 61 PVC 2 21 27 36 45 61 78 101 123 153 187 222 256 292 328 385
in tubo 3 18 23 30 38 51 66 86 104 129 158 187 216 246 277 325
interrato EPR 2 24 32 41 52 70 91 118 144 178 218 258 298 340 383 450 510 595 671 767
3 21 27 35 44 59 77 100 121 150 184 217 251 287 323 379 429 500 565 645
cavi 61 PVC 2 19 25 33 41 56 73 94 115 143 175 208 240 273 307 360
multipolari 3 16 21 28 35 47 61 79 97 120 148 175 202 231 259 304
in tubo EPR 2 23 30 39 49 66 86 111 136 168 207 245 284 324 364 428
interrato
3 19 25 32 41 55 72 93 114 141 174 206 238 272 306 360
(1) PVC: mescola termoplastica a base di polivinilcloruro (temperatura massima del conduttore uguale a 70°C; EPR: mescola elastomerica reticolata a base
di gomma etilenpropilenica o similari (temperatura massima del conduttore uguale a 90°C)
(2) Per posa direttamente interrata con o senza protezione meccanica (posa 62 e 63), applicare il fattore correttivo1,15 unitamente ai fattori correttivi K1, k2, k3, e k4.
Esempio:
Dimensionamento di un circuito trifase in condotto interrato in terreno secco e alla
temperatura di 25°C. Il cavo multipolare, isolato in PVC, alimenta un carico trifase
da 100 kW (400 V) e fattore di potenza 0,88 ed è posato a contatto con un altro cavo
multipolare.
La sezione del cavo si determina nel modo seguente:
cc scelta dell'interruttore automatico:
l'interruttore deve avere una corrente nominale In maggiore o uguale alla
corrente di impiego della conduttura IB:
IB = 100000 = 164 A;
0,88 . e . 400
sarà possibile utilizzare un interruttore Compact NSX da 250 A con sganciatore
TM200D regolato a 180 A; per il dimensionamento del cavo si potrà dunque
considerare In = 180 A;
cc determinazione del coefficiente correttivo ktot:
vv temperatura del terreno: K1 = 0,95,
vv posa ravvicinata, 2 circuiti: K2 = 0,85,
vv profondità di posa 0,8 m: K3 = 1,
vv natura del terreno: secco, k4 = 1, ktot= k1 . k2 . k3 . K4 = 0,8
cc determinazione della minima portata teorica richiesta alla conduttura:
I'n= In/ktot = 225 A;
cc determinazione della sezione del conduttore di fase (tab T-E):
vv isolante: PVC,
vv n° conduttori attivi: 3,
vv materiale conduttore: rame.
La sezione con portata teorica I'z immediatamente superiore alla minima portata
teorica I’n è di 150 mm2 (231 A), come evidenziato nella tabella T-E.
Determinazione della portata effettiva della conduttura:
la portata effettiva Iz di un cavo da 150 mm2 nelle condizioni di posa considerate
è pari a: Iz = I’z . ktot = 184,8 A.

56
Protezione Caduta di tensione
dei circuiti Presentazione

In un qualsiasi impianto di bassa tensione La Norma CEI 64.8 raccomanda una caduta di tensione tra l’origine dell’impianto
è necessario valutare la caduta di tensione elettrico e qualunque apparecchio utilizzatore non superiore in pratica al 4%
della tensione nominale dell’impianto. In un impianto di forza motrice una caduta
tra l’origine dell’installazione e il punto di tensione superiore al 4% può essere eccessiva per le seguenti ragioni:
di utilizzazione dell’energia elettrica. cc il corretto funzionamento, in regime permanente, dei motori è generalmente
Una eccessiva caduta di tensione influenza garantito per tensioni comprese tra il ± 5% della tensione nominale;
negativamente il funzionamento delle cc la corrente di avviamento di un motore può raggiungere o anche superare
il valore di 5 ÷ 7 In.
apparacchiature. Se la caduta di tensione è pari al 6% in regime permanente, essa probabilmente
raggiungerà, al momento dell’avviamento, un valore molto elevato.
Questo provoca:
cc un cattivo funzionamento delle utenze più sensibili;
cc difficoltà di avviamento del motore.
Ad una caduta di tensione del 15% corrisponde una riduzione della coppia di spunto
pari circa al 28%. Durante la fase di avviamento, si consiglia di non superare
la caduta di tensione percentuale del 10% sul cavo del motore. La caduta di tensione
è sinonimo di perdite in linea e quindi di una cattiva ottimizzazione dell’impianto
di trasmissione dell’energia elettrica. Per questi motivi è consigliabile non
raggiungere mai la caduta di tensione massima ammessa. Il valore della caduta
di tensione [V] può essere determinato mediante la seguente formula:
∆U = K . IB . L . (r . cos ϕ + x . sen ϕ)
ed in percentuale
∆u% = DU . 100
Un
dove:
IB [A] è la corrente nel cavo,
k è un fattore di tensione pari a 2 nei sistemi monofase e bifase e e nei sistemi trifase,
L [km] è la lunghezza della linea,
r [Ω/km] è la resistenza di un chilometro di cavo,
x [Ω/km] è la reattanza di un chilometro di cavo,
Un [V] è la tensione nominale dell’impianto,
cosϕ è il fattore di potenza del carico.

resistenza e reattanza specifica dei cavi unificati (Tabella UNEL 35023-70) (1) (2)
sez. [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300
cavo unipolare
r [mΩ/m] 14,8 8,91 5,57 3,71 2,24 1,41 0,889 0,641 0,473 0,328 0,236 0,188 0,153 0,123 0,0943 0,0761
x [mΩ/m] 0,168 0,156 0,143 0,135 0,119 0,112 0,106 0,101 0,101 0,0965 0,0975 0,0939 0,0928 0,0908 0,0902 0,0895
cavo bipolare, tripolare
r [mΩ/m] 15,1 9,08 5,68 3,78 2,27 1,43 0,907 0,654 0,483 0,334 0,241 0,191 0,157 0,125 0,0966 0,0780
x [mΩ/m] 0,118 0,109 0,101 0,0955 0,0861 0,0817 0,0813 0,0783 0,0779 0,0751 0,0762 0,0740 0,0745 0,0742 0,0752 0,0750

(1) Materiale conduttore: rame, temperatura di riferimento 80°C.
(2) La tabella fornisce i valori della resistenza e della reattanza dei cavi per unità di lunghezza (Ω/km corrispondenti a mΩ/m) in funzione della sezione dei conduttori.

Esempio
In un impianto del tipo in figura occorre effettuare una verifica della caduta
di tensione della partenza in cavo, la cui sezione è stata dimensionata a portata.
Il dimensionamento a portata ha condotto ad una sezione di 50 mm2.
È imposta una caduta di tensione del 2%.
Dalla tabella della resistenza e reattanza specifica dei cavi si ha:
S = 50 mm2, cavo multipolare,
r = 0,483 Ω/km,
cavo multipolare Cu/EPR x = 0,0779 Ω/km.
posa in aria libera ravvicinata Calcoliamo ora la caduta di tensione con la formula (NB: la lunghezza del cavo deve
su passerella non perforata essere in km):
S = 50 mm2 ∆U = K . IB . L . (r . cos ϕ + x . sen ϕ) = 8,52 V
L = 70 m Utilizzando quindi la formula della caduta di tensione percentuale si ottiene:
IB = 150 A
∆u% = DU . 100 = 2,13%
cos ϕ = 0,9 Un
essendo ∆u% > del 2% occorre scegliere una sezione superiore:
S = 70 mm2, cavo multipolare,
r = 0,334 Ω/km,
x = 0,0751 Ω/km.
Utilizzando questi dati otteniamo quindi:
∆U = k . lB . L . (r . cosϕ + x . senϕ) = 6 V,

∆u% = DU . 100 = 1,5%
Un
La caduta di tensione risulta verificata (<2%).
La sezione adottata è dunque 70 mm2 in cavo multipolare.

57
Protezione Caduta di tensione
dei circuiti Calcolo della caduta di tensione

Calcolo della caduta di tensione


Le tabelle di seguito riportate forniscono i valori di ∆U% per diversi valori del fattore
potenza, nelle seguenti ipotesi:
cc tensione nominale: 400 V;
cc lunghezza cavo: 100 m;
cc cavi unipolari conformi alle tabelle UNEL 35023-70;
cc distribuzione trifase.
La ∆U% effettiva del cavo si ottiene nel seguente modo:
∆U%eff = ∆U%tab x (L/100) x (Ib/Ibtab)
dove:
L [m] è la lunghezza della linea,
Ib è la reale corrente d’impiego della linea Ibtab è il valore nella prima colonna della
tabella immediatamente superiore a Ib,
∆U%tab è il valore di caduta di tensione percentuale fornito dalla tabella in
corrispondenza di Ibtab.
La tabella relativa a cos ϕ = 0.35 si riferisce al caso di una partenza motore. Il calcolo
della ∆U% è considerato all’avviamento del motore nell’ipotesi che Ibeff = Iavv = 5 x Ib.
Nota: In caso di distribuzione monofase, moltiplicare il valore in tabella per 2.
Nel caso di più conduttori in parallelo per fase si considera il valore di ∆U% in corrispondenza
della sezione del singolo conduttore, ad una corrente pari a Ib/n° conduttori in parallelo.

tabella 1: caduta di tensione % a cos ϕ = 0.8 per 100 m di cavo


sez [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300
Ib [A]
4 2,07 1,25 0,79 0,53 0,32 0,21 0,13
6 3,10 1,88 1,18 0,79 0,48 0,31 0,20 0,15 0,11
10 5,17 3,13 1,97 1,32 0,81 0,52 0,34 0,25 0,19 0,14 0,11
16 8,27 5,00 3,15 2,11 1,29 0,83 0,54 0,40 0,30 0,22 0,17 0,14 0,12 0,11
20 10,34 6,25 3,93 2,64 1,61 1,04 0,67 0,50 0,38 0,28 0,21 0,18 0,15 0,13 0,11
25 12,93 7,82 4,92 3,30 2,02 1,29 0,84 0,62 0,48 0,35 0,27 0,22 0,19 0,17 0,14 0,12
32 10,01 6,29 4,22 2,58 1,66 1,07 0,79 0,61 0,44 0,34 0,29 0,25 0,21 0,18 0,16
40 7,87 5,28 3,23 2,07 1,34 0,99 0,76 0,55 0,43 0,36 0,31 0,26 0,22 0,20
50 9,83 6,60 4,03 2,59 1,68 1,24 0,95 0,69 0,54 0,45 0,39 0,33 0,28 0,25
63 8,32 5,08 3,26 2,11 1,56 1,20 0,87 0,67 0,56 0,49 0,42 0,35 0,31
80 10,56 6,46 4,14 2,68 1,99 1,52 1,11 0,86 0,72 0,62 0,53 0,45 0,40
90 7,26 4,66 3,02 2,23 1,71 1,25 0,96 0,81 0,69 0,60 0,50 0,45
100 8,07 5,18 3,35 2,48 1,90 1,39 1,07 0,90 0,77 0,66 0,56 0,50
125 6,47 4,19 3,10 2,38 1,73 1,34 1,12 0,96 0,83 0,70 0,62
150 7,76 5,03 3,72 2,85 2,08 1,61 1,34 1,16 0,99 0,84 0,74
175 9,06 5,87 4,35 3,33 2,43 1,87 1,57 1,35 1,16 0,98 0,87
200 10,35 6,71 4,97 3,80 2,77 2,14 1,79 1,54 1,32 1,12 0,99
225 7,55 5,59 4,28 3,12 2,41 2,01 1,73 1,49 1,26 1,12
250 6,21 4,75 3,47 2,68 2,24 1,93 1,65 1,40 1,24
275 5,23 3,81 2,94 2,46 2,12 1,82 1,54 1,36
300 4,16 3,21 2,69 2,31 1,99 1,68 1,49
325 3,48 2,91 2,51 2,15 1,82 1,61
350 3,13 2,70 2,32 1,96 1,74
375 2,89 2,48 2,10 1,86
400 2,65 2,24 1,98
450 2,52 2,23
500 2,48

58
tabella 2: caduta di tensione % a cos ϕ = 0,85 per 100 m di cavo
sez [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300
Ib [A]
4 2,19 1,33 0,83 0,56 0,34 0,22 0,14
6 3,29 1,99 1,25 0,84 0,51 0,33 0,21 0,16 0,12
10 5,49 3,32 2,08 1,40 0,85 0,54 0,35 0,26 0,20 0,14 0,11
16 8,78 5,30 3,33 2,23 1,36 0,87 0,56 0,41 0,32 0,23 0,17 0,14 0,12 0,11
20 10,97 6,63 4,17 2,79 1,70 1,09 0,70 0,52 0,39 0,29 0,22 0,18 0,15 0,13 0,11
25 13,71 8,29 5,21 3,49 2,13 1,36 0,88 0,65 0,49 0,36 0,27 0,23 0,19 0,16 0,14 0,12
32 10,61 6,66 4,47 2,73 1,74 1,12 0,83 0,63 0,46 0,35 0,29 0,25 0,21 0,18 0,15
40 8,33 5,59 3,41 2,18 1,41 1,04 0,79 0,57 0,44 0,36 0,31 0,26 0,22 0,19
50 10,41 6,98 4,26 2,72 1,76 1,29 0,99 0,71 0,55 0,45 0,39 0,33 0,28 0,24
63 8,80 5,37 3,43 2,21 1,63 1,24 0,90 0,69 0,57 0,49 0,42 0,35 0,31
80 11,17 6,81 4,36 2,81 2,07 1,58 1,14 0,87 0,72 0,62 0,53 0,44 0,39
90 7,66 4,90 3,16 2,33 1,77 1,28 0,98 0,82 0,70 0,59 0,50 0,44
100 8,52 5,45 3,51 2,59 1,97 1,43 1,09 0,91 0,77 0,66 0,55 0,48
125 6,81 4,39 3,24 2,46 1,78 1,36 1,13 0,97 0,82 0,69 0,61
150 8,17 5,27 4,88 2,96 2,14 1,64 1,36 1,16 0,99 0,83 0,73
175 9,53 6,15 4,53 3,45 2,50 1,91 1,59 1,36 1,15 0,97 0,85
200 10,89 7,03 5,18 3,94 2,85 2,18 1,81 1,55 1,32 1,11 0,97
225 7,91 5,83 4,44 3,21 2,46 2,04 1,74 1,48 1,24 1,09
250 6,47 4,93 3,57 2,73 2,27 1,94 1,65 1,38 1,21
275 5,42 3,93 3,00 2,49 2,13 1,81 1,52 1,33
300 4,28 3,27 2,72 2,32 1,98 1,66 1,45
325 3,55 2,95 2,52 2,14 1,80 1,57
350 3,17 2,71 2,31 1,94 1,70
375 2,91 2,47 2,07 1,82
400 2,64 2,21 1,94
450 2,49 2,18
500 2,42
tabella 3: caduta di tensione % a cos ϕ = 0,9 per 100 m di cavo
sez [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 185 240 300
Ib [A]
4 2,32 1,40 0,88
6 3,48 2,10 1,32 0,88 0,54 0,34 0,22 0,16 0,12
10 5,80 3,50 2,20 1,47 0,90 0,57 0,37 0,27 0,20 0,15 0,11
16 9,28 5,60 3,52 2,35 1,43 0,91 0,59 0,43 0,33 0,23 0,18 0,15 0,12 0,10
20 11,60 7,00 4,40 2,94 1,79 1,14 0,73 0,54 0,41 0,29 0,22 0,18 0,15 0,13 0,11
25 14,50 8,75 5,49 3,68 2,24 1,43 0,92 0,67 0,51 0,37 0,28 0,23 0,19 0,16 0,13 0,12
32 11,21 7,03 4,71 2,87 1,83 1,17 0,86 0,65 0,47 0,35 0,29 0,25 0,21 0,17 0,15
40 8,79 5,89 3,58 2,28 1,47 1,08 0,81 0,58 0,44 0,36 0,31 0,26 0,22 0,19
50 7,36 4,48 2,85 1,83 1,34 1,02 0,73 0,55 0,45 0,39 0,33 0,27 0,23
63 5,64 3,60 2,31 1,69 1,28 0,92 0,70 0,57 0,49 0,41 0,34 0,29
80 7,16 4,57 2,93 2,15 1,63 1,17 0,88 0,73 0,62 0,52 0,43 0,37
90 8,06 5,14 3,30 2,42 1,83 1,31 0,99 0,82 0,69 0,59 0,48 0,42
100 8,95 5,71 3,66 2,69 2,03 1,46 1,10 0,91 0,77 0,65 0,54 0,47
125 7,13 4,58 3,36 2,54 1,83 1,38 1,14 0,96 0,81 0,67 0,58
150 8,56 5,50 4,03 3,05 2,19 1,66 1,36 1,16 0,98 0,81 0,70
175 9,99 6,41 4,71 3,56 2,56 1,93 1,59 1,35 1,14 0,94 0,81
200 11,41 7,33 5,38 4,07 2,92 2,21 1,82 1,54 1,30 1,08 0,93
225 8,25 6,05 4,58 3,29 2,48 2,05 1,74 1,46 1,21 1,05
250 6,72 5,09 3,65 2,76 2,27 1,93 1,63 1,34 1,16
275 5,59 4,02 3,04 2,50 2,12 1,79 1,48 1,28
300 4,38 3,31 2,73 2,31 1,95 1,61 1,40
325 3,59 2,96 2,51 2,12 1,75 1,51
350 3,18 2,70 2,28 1,88 1,63
375 2,89 2,44 2,02 1,75
400 2,60 2,15 1,86
450 2,42 2,09
500 2,33

59
Protezione Caduta di tensione
dei circuiti Calcolo della caduta di tensione durante
l’avviamento di motori

Affinché l’avviamento avvenga in modo Caduta di tensione in avviamento sulla linea a monte della partenza motore
regolare e con tempi contenuti è necessario In presenza di un regime transitorio di avviamento di un motore la caduta di tensione
aumenta:
che la coppia di avviamento non sia
cc a monte della partenza motore (ΔUAB). Tale riduzione di tensione può influenzare
inferiore a 1,7 volte la coppia resistente sia il funzionamento del motore sia il funzionamento delle utenze alimentate
della macchina operatrice. dallo stesso sistema sbarre.
Per tale motivo è buona regola limitare cc sulla stessa linea di alimentazione del motore (ΔUBC).
La caduta di tensione ΔUAB deve essere valutata in modo che le perturbazioni
la caduta di tensione durante l’avviamento
provocate sulle utenze siano trascurabili. La caduta di tensione ΔUAC deve essere
ad un valore massimo del 10% dal punto valutata in modo che l’avviamento della macchina operatrice avvenga
di alimentazione dell’impianto fino correttamente. La tabella seguente permette di valutare, con buona
ai terminali del motore. approssimazione, la caduta di tensione ΔUAB al momento dell’avviamento
del motore. Il fattore KV1 , scelto in funzione del rapporto tra la corrente/potenza
della sorgente di alimentazione e la corrente/potenza del motore in fase di
avviamento, si applica alla caduta di tensione determinata mediante le tabelle 1, 2, 3.
Coefficiente KV1 di maggiorazione della caduta di tensione a monte della
partenza motore durante l’avviamento.
avviamento stella - triangolo diretto
avv/In 2 3 4 5 6 7 8
sorgente/avv 2 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00 4,50
4 1,25 1,50 1,75 2,00 2,25 2,50 2,75
6 1,17 1,34 1,50 1,67 1,84 2,00 2,17
DUAB a regime = 2,2% 8 1,13 1,25 1,38 1,50 1,63 1,75 1,88
10 1,10 1,23 1,34 1,45 1,56 1,67 1,78
DUAB in avviamento = 3,68% 15 1,07 1,14 1,20 1,27 1,34 1,40 1,47

I valori riportati in tabella sono stati determinati trascurando il fattore di potenza


transitorio durante l’avviamento del motore. Tuttavia il metodo permette di ottenere
una buona approssimazione.
Quando la corrente/potenza della sorgente di alimentazione è pari a 2 volte
la corrente/potenza del motore in fase di avviamento, per un calcolo più preciso
occorre considerare l’effettivo fattore di potenza durante la fase transitoria

Esempio di utilizzazione della tabella


Caratteristiche della sorgente di alimentazione
Potenza trasformatore = 800kVA
Tensione nominale = 400V
Corrente nominale = 1155A
Caratteristiche del motore
Potenza = 18,5kW
Corrente nominale = 35A
Potenza in avviamento (1) = 122kVA
Corrente avviamento = 175A (5 x In)
Tipo di avviamento = diretto

(1) Pavviamento = Pnominale . Iavv/ (In . η . cosjnominale)


La caduta in tensione ΔUAB in regime permanente è 2,2%.

60
caduta di tensione sulla linea di alimentazione del motore
conduttore in rame conduttore in alluminio
S [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50 70 95 120 150 10 16 25 35 50 70 95 120 150
cosj motore
all’avviamento
0,35 2,43 1,45 0,93 0,63 0,39 0,26 0,18 0,14 0,11 0,085 0,072 0,064 0,058 0,61 0,39 0,26 0,20 0,15 0,12 0,09 0,082 0,072
0,45 3,11 1,88 1,19 0,80 0,49 0,32 0,22 0,16 0,12 0,098 0,081 0,071 0,063 0,77 0,49 0,33 0,24 0,18 0,14 0,11 0,094 0,082
a regime (1)
0,85 5,83 3,81 2,20 1,47 0,89 0,56 0,37 0,27 0,19 0,144 0,111 0,092 0,077 1,41 0,89 0,58 0,42 0,30 0,22 0,17 0,135 0,112

(1) L’ultima riga della tabella permette di determinare la caduta di tensione in regime nominale (fattore di potenza pari a 0,85) con la stessa relazione sopra indicata
ma utilizzando invece della corrente di avviamento (Iavv) la corrente nominale del motore (In).

Determinazione della caduta di tensione ΔUAB all’avviamento del motore.


I sorgente / I avv = 1155 / 175 = 6,6 (approssimato a 6)
Iavv / In = 5
In corrispondenza dei due rapporti sopra determinati in tabella si legge un fattore
KV1 = 1,67
La caduta di tensione sulla linea a monte della partenza motore diventa
ΔUAB = 2,2 . 1,67 = 3,68%
La caduta di tensione è inferiore al valore ammesso pari al 4%.
Determinazione della caduta di tensione ΔUBC sulla partenza motore durante
l’avviamento.
La tabella sotto riportata fornisce la caduta di tensione in valore percentuale,
per 1km di cavo, per 1A di corrente di impiego, in funzione della sezione del cavo
e del fattore di potenza del motore in avviamento.
La caduta di tensione riportata alle reali condizioni di utilizzazione si determina come
segue:
ΔUAB = KV2 . Iavv . L
dove:
ΔU = caduta di tensione espressa in valore percentuale (%)
KV2 = caduta di tensione specifica (%)
Esempio di determinazione delle cadute di tensione
Iavv = corrente di avviamento in (A)
Caratteristiche della sorgente di alimentazione L = lunghezza della linea in (km)
Potenza trasformatore = 1600kVA
Tensione nominale = 400V Determinazione della caduta di tensione ΔUAC a regime e durante l’avviamento
Corrente nominale = 2310A del motore.
Caratteristiche del motore cc Caduta di tensione a regime (quarta riga della tabella)
Potenza = 18,5kW ΔUBC = 0,89 . 35 . 0,072 = 2,24%
Corrente nominale = 35A
ΔUAC = ΔUAB + ΔUBC = 2,4 + 2,24 = 4,64%
Potenza in avviamento (1) = 122kVA
Corrente avviamento = 175A (5 x In) Il valore è corretto in quanto inferiore alla massima caduta di tensione ammessa
Fattore di potenza di avv = 0,45 dal motore (5%).
Tipo di avviamento = diretto cc Caduta di tensione in avviamento (terza riga della tabella)
Linea di alimentazione ΔUBC = 0,49 . 175 . 0,072 = 6,17%
Sezione = 10 mm2
ΔUAC = ΔUAB . KV1+ ΔUBC = 2,4 . 1,27 + 6,17 = 9,22%
Tipo cavo = tripolare
Lunghezza = 72 m (per KV1 vedere tabella precedente)
Il valore è corretto in quanto inferiore alla massima caduta di tensione ammessa
(1) Pavviamento = Pnominale . Iavv/ (In . η . cosjnominale) dal motore durante la fase di avviamento (10%).
La caduta in tensione ΔUAB in regime permanente è 2,4%.

La seguente tabella indica la corrente nominale dei motori asincroni in funzione della loro potenza e della tensione nominale.

distribuzione trifase (230 o 400 V)


potenza nominale [kW] 0,37 0,55 0,75 1,1 1,5 2,2 3 4 5,5 7,5 11 15 18,5 22
potenza nominale [CV] 0,5 0,75 1 1,5 2 3 4 5,5 7,5 10 15 20 25 30
corrente 230 V 2 2,8 5 6,5 9 15 20 28 39 52 64 75
nominale [A] 400 V 1,2 1,6 2 2,8 5,3 7 9 12 16 23 30 37 43
potenza nominale [kW] 25 30 37 45 55 75 90 110 132 147 160 200 220 250
potenza nominale [CV] 35 40 50 60 75 100 125 150 180 200 220 270 300 340
corrente 230 V 85 100 180 360 427
nominale [A] 400 V 59 72 85 105 140 170 210 250 300 380 420 480
Nota: per la scelta dei dispositivi di protezione e comando e per approfondimenti sugli effetti della caduta di tensione durante la fase di avviamento del motore
si rimanda al capitolo “Protezione degli apparecchi utilizzatori” pag. 394.

61
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Calcolo della corrente di cortocircuito

Determinazione della corrente di cortocircuito Icc


in un punto dell’impianto
La conoscenza delle correnti di cortocircuito in un impianto elettrico è necessaria
per i seguenti scopi:
cc determinare i poteri di interruzione e di chiusura degli interruttori da installare;
cc verificare la tenuta elettrodinamica dei punti critici dell’impianto
(es. supporti sbarre);
cc verificare la tenuta termica dei cavi;
cc determinare la regolazione dei relé di protezione.
In un impianto elettrico di bassa tensione il guasto trifase è quello che dà luogo
nella maggior parte dei casi ai valori più elevati della corrente di cortocircuito.
Il calcolo delle correnti di cortocircuito si basa sul principio che la corrente di guasto
è uguale a quella attribuibile ad un generatore equivalente, la cui forza elettromotrice
uguaglia la tensione nominale della rete nel punto di guasto, che alimenti un circuito
avente un’impedenza unica equivalente a tutte le impedenze della rete a monte,
comprese tra i generatori ed il punto di guasto considerato.

Determinazione delle correnti di guasto


Le seguenti indicazioni si riferiscono a guasti che si manifestano a valle di un
trasformatore. Per la valutazione della corrente di cortocircuito a valle di un punto
dell’impianto di cui si conosce la Icc si rimanda a pagina 66.
Per la valutazione delle correnti di cortocircuito e di guasto a valle dei generatori
sincroni si rimanda al capitolo dedicato a questi sistemi di alimentazione.

Guasto trifase
La corrente di cortocircuito trifase è generalmente il valore massimo che si può avere
sugli impianti in caso di alimentazione tramite trasformatore.
Tale corrente si determina nel modo seguente.
Icc3F = c.U
e . (RMt + RTr + R Fase)2 + (XMt + XTr + XFase)2
I valori di resistenza e di reattanza comprendono tutti i componenti dal punto
di alimentazione, trasformatore MT/BT, fino al punto di guasto. I valori di resistenza
dei cavi sono relativi ad una temperatura di 20°C (condizione di cortocircuito alla
messa in servizio dell’impianto). Il fattore di tensione previsto dalla norma CEI 11-25,
per tenere conto delle variazioni (+5%) a cui può essere soggetta la tensione
di esercizio dell’impianto in bassa tensione, è c = 1,05.

Guasto bifase
La corrente di cortocircuito dovuta ad un guasto tra due fasi si determina a partire
dal valore di corrente di cortocircuito trifase nel modo seguente.
Icc2F = c.U = 0,866 . Icc3F
2. (RMt + RTr + R Fase)2 + (XMt + XTr + XFase)2
In prossimità del trasformatore la soglia di intervento di corto ritardo delle protezioni
deve essere tarata al di sotto della corrente di cortocircuito bifase che può essere
inferiore alla corrente di guasto verso terra e di guasto fase neutro.

Guasto fase-neutro
In caso di guasto monofase la corrente può essere valutata, in qualunque punto
dell’impianto, nel seguente modo.
IccFN = c.U
e . (RMt + RTr + R Fase + Rneutro)2 + (XMt + XTr + XFase + Xneutro)2
I valori di resistenza e di reattanza dell’anello di guasto comprendono tutti
i componenti dal punto di alimentazione (trasformatore MT/BT) fino al punto
di guasto. Nel caso si debba determinare la corrente massima per la scelta
dell’interruttore e per la verifica di tenuta del cavo al cortocircuito, i valori
di resistenza devono essere riportati a 20°C e il fattore di tensione deve essere pari
a 1,05. Questa relazione può essere utilizzata anche per valutare la corrente
di cortocircuito minima a fondo linea quando richiesto dalla norma (vedi pagina 76).
In tale, caso per tenere conto dell’incremento della resistenza dei cavi durante
il guasto, si maggiora il valore delle resistenze con un fattore pari a 1,5 (norma
CEI 64-8). La norma CEI 11-25 indica il fattore di tensione pari a 0,95 previsto
per tenere conto della variazione di tensione (-5%) a cui può essere soggetta
la tensione di esercizio dell’impianto.

Guasto fase-terra
Per guasto a terra tra fase e PE, la corrente può essere valutata, in qualunque punto
dell’impianto, nel seguente modo:
IccFPF = c.U
e . (RMt + RTr + R Fase + RPE)2 + (XMt + XTr + XFase + XPE)2

62
Anche in questo caso i valori di resistenza e di reattanza dell’anello di guasto
comprendono tutti i componenti dal punto di alimentazione (trasformatore MT/BT)
fino al punto di guasto. Questo valore di corrente serve per regolare correttamente
le protezioni in modo che intervengano nei tempi previsti secondo il sistema
di neutro attuato. Durante il guasto la temperatura del conduttore aumenta a causa
della corrente di guasto. Per tenere conto dell’incremento della resistenza dei cavi
si maggiora il valore, determinato a 20°C, con un fattore pari a 1,5 e si applica
il fattore di tensione c = 0,95 per tenere conto della variazione (-5%) a cui è soggetta
la tensione di esercizio dell’impianto. Per la valutazione della corrente di guasto
verso terra mediante il metodo semplificato indicato dalla norma CEI 64-8 e al fine
di verificare l’intervento della protezione, si rimanda a pag 382.

Determinazione delle resistenze e delle reattanze


dei componenti dell’impianto
Rete a monte
In un impianto con consegna in media tensione la capacità della rete a monte
di contribuire al cortocircuito, funzione dell’impedenza della rete stessa, è espressa
mediante la potenza di cortocircuito SCC (MVA) o la corrente di cortocircuito; questi
dati devono essere forniti dall’ente distributore.
L’impedenza equivalente della rete a monte è data dalla seguente espressione:
VBT
2
ZMBT = . 10-3 [mW]
SCC
Il fattore di potenza in cortocircuito della rete a monte (cos ϕcc) può variare
tra 0.15 e 0.2, da cui si ricavano i valori di RMBT e XMBT.
Trasformatori
L’impedenza del trasformatore è ricavabile dai seguenti dati di targa:
cc Pcu [kW]: sono le perdite nel rame a pieno carico, alla temperatura normale
di funzionamento del trasformatore (ad esempio 75°C per il trasformatore in olio);
cc ucc%: tensione di cortocircuito percentuale alla temperatura normale
di funzionamento del trasformatore;
cc Sn [kVA]: potenza nominale del trasformatore.
A partire da questi dati si ricavano i seguenti valori:
.
R = Pcu U . [mW]
S2n
. 2
Z = Vcc% U
100 . Sn
X = Z2 - R2 . [mW]
dove U [V] è la tensione nominale del trasformatore, Pcu e Sn sono espressi
rispettivamente in kW e in kVA. Il valore di R è calcolato alla temperatura nominale
di funzionamento del trasformatore. Nelle tabelle allegate sono riportate
le caratteristiche tipiche di trasformatori standard MT/BT in olio ed in resina.
In queste tabelle sono riportati i valori di corrente di cortocircuito trifase ai morsetti
del trasformatore, nell’ipotesi che la rete a monte abbia una potenza di cortocircuito
di 500 MVA. Inoltre è poi indicato il tipo di condotto sbarre utilizzabile
per il collegamento tra il trasformatore e l’interruttore automatico generale, tenendo
conto della corrente di cortocircuito ai morsetti del trasformatore e della corrente
nominale secondaria del trasformatore.

Cavi e condotti sbarre


Le reattanze dei cavi dipendono principalmente dalla distanza tra i conduttori;
un valore più preciso può essere ottenuto dal costruttore. Valori tipici sono:
cc cavo tripolare: X = 0.08 mΩ/m;
cc cavo unipolare: X = 0.10 ÷ 0.20 mΩ/m a seconda della distanza tra i conduttori;
cc collegamenti in sbarre: X3 = 0,15 L.
La resistenza è data dalla formula
R = r . L [mW]
S
dove:
L = lunghezza [m]
S = sezione [mm2]
Nota 1: la tensione U è la tensione nominale della rete
di distribuzione pari a 400 V in caso di distribuzione in BT
r = resistività = 18 (Cu), 27 (Al) mΩ × mm2/m
(230 V/400 V). In presenza di più conduttori in parallelo per fase, occorre dividere la resistenza
Nota 2: i valori di corrente sono espressi in kA utilizzando e la reattanza di un conduttore per il numero di conduttori. I valori di resistenza
la tensione in [V] e l’impedenza di guasto in [mΩ]. e reattanza dei condotti sbarre sono forniti dai costruttori nella loro documentazione
Nota 3: RMt e XMt componente resistiva e induttiva tecnica.
dell’impedenza equivalente della rete in media tensione.
RTr e XTr componente resistiva e induttiva dell’impedenza
del trasformatore MT/BT. Interruttori
Nel calcolo delle Icc presunte le impedenze degli interruttori si devono trascurare.

63
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Calcolo della corrente di cortocircuito

esempio
componenti dell’impianto resistenze [mΩ] reattanze [mΩ]

rete a monte R1 = 400 . 0,15 . 10-3


2
X1 = 400 . 0,98 . 10-3
2

Pcc= 500 MVA 500 500


R1 = 0,04 X1 = 0,31

trasformatore .
R2 = 6,5 400
2

)
4 . 4002 2- (2,622)
Sn= 630 kVA 6302 X2 =
)
ucc= 4 % R2 = 2,62 100 630
U= 400 V X2 = 9,81
Pcu= 6,5 kW

collegamento R3 = 1 . 18 . 3 X3 = 1 . 0,12 . 3
trasf./int. 3 150 3
(cavo) R3 = 0,12 X3 = 0,12
3 x (1 x 150 mm2)
Cu per fase
L= 3 m
M1
interruttore M1 R4= 0 X4= 0

collegamento 2 X5= 0,15x2


interruttore M1 R5 = 27 . ____ X5= 0,30
1 2 3 200
partenza M2
(sbarre AI) R5 = 0,11
1 x 100 x 5 mm2
L = 2 m per fase

interruttore M2 R6 = 0 X6= 0
M2

collegamento quadro 70 X7 = 0,12 . 70


R7 = 18 . ____
generale BT/quadro 185 X7 = 8,40
secondario
(cavo) R7 = 6,81
M3
1 x (1 x 185 mm2)
Cu per fase
L= 70 m

calcolo delle correnti di cortocircuito


resistenze [mΩ] reattanze [mΩ] Icc [kA]
M1 Rt1 = R1 + R2 + R3 Xt1 = X1 + X2 + X3 400 = 21,76 kA
Rt1 = 2,78 Xt1 = 10,24
e (2,782 + 10,242)
M2 Rt2 = Rt1 + R4 + R5 Xt2 = Xt1 + X4 + X5 400 = 21,13 kA
Rt2 = 2,89 Xt2 = 10,54
e (2,892 + 10,542)
M3 Rt3 = Rt2 + R6 + R7 Xt3 = Xt2 + X6 + X7 400 = 10,85 kA
Rt3 = 9,7 Xt3 = 18,94
e (9,72 + 18,942)
Nota: la resistenza del cavo è determinata alla temperatura ambiente di 20°C

64
Caratteristiche elettriche
trasformatori MT/BT in olio e resina

trasformatore in olio a norma CEI 14-34 lista A


potenza nominale [kVA] 100 160 250 315 400 500 630 800 1000 1250 1600 2000 2500 3000
corrente nominale secondaria [A] 145 231 361 455 578 723 910 1156 1445 1806 2312 2890 3613 4335
perdite [kW] a vuoto 0,32 0,46 0,65 0,77 0,93 1,10 1,30 1,50 1,70 2,10 2,60 3,20 3,80 4,40
a carico (75°C) 1,75 2,35 3,25 3,90 4,60 5,50 6,50 9,00 10,50 13,10 17,00 22,00 26,50 30,50
tensione di cortocircuito % (75°C) 4 4 4 4 4 4 4 6 6 6 6 6 6 6
corrente a vuoto % 2,5 2,3 2,1 2 1,9 1,9 1,8 1,7 1,5 1,4 1,3 1,2 1,1 1
resistenza equivalente a 75°C [mΩ] 27,93 14,65 8,30 6,27 4,59 3,51 2,61 2,24 1,68 1,34 1,06 0,88 0,68 0,54
reattanza equivalente [mΩ] 57,58 37,22 24,22 19,32 15,33 12,31 9,82 11,79 9,45 7,56 5,91 4,72 3,78 3,15
impedenza equivalente a 75°C [mΩ] 64,00 40,00 25,60 20,32 16,00 12,80 10,16 12,00 9,60 7,68 6,00 4,80 3,84 3,20
corrente di cortocircuito trifase a valle [kA] 3,6 5,7 8,9 11,2 14,2 17,6 22,1 18,8 23,3 28,9 36,6 45,2 55,7 65,8
condotto Canalis tipo KTC-10 KTC-13 KTC-16 KTC-20 KTC-25 KTC-32 KTC-40 KTC-50
compatto Cu In [A] 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000 5000
condotto Canalis tipo KTA-10 KTA-13 KTA-16 KTA-20 KTA-25 KTA-32 KTA-40
compatto Al In [A] 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000
trasformatore in olio a basse perdite
potenza nominale [kVA] 100 160 250 315 400 500 630 800 1000 1250 1600 2000 2500 3000
corrente nominale secondaria [A] 145 231 361 455 578 723 910 1156 1445 1806 2312 2890 3613 4335
perdite [kW] a vuoto 0,25 0,36 0,52 0,63 0,74 0,82 0,90 1,10 1,33 1,65 2,09 2,40 3,04 3,35
a carico (75°C) 1,40 1,85 2,60 3,10 3,65 4,50 5,60 7,50 9,00 11,00 13,00 16,00 21,00 24,20
tensione di cortocircuito % (75°C) 4 4 4 4 4 4 4 6 6 6 6 6 6 6
corrente a vuoto % 1,5 1,3 1,1 1,0 0,9 0,9 0,8 0,7 0,7 0,6 0,5 0,5 0,5 0,4
resistenza equivalente a 75°C [mΩ] 22,35 11,54 6,64 4,99 3,64 2,87 2,25 1,87 1,44 1,12 0,81 0,64 0,54 0,43
reattanza equivalente [mΩ] 59,97 38,30 24,72 19,70 15,58 12,47 9,91 11,85 9,49 7,60 5,94 4,76 3,80 3,17
impedenza equivalente a 75°C [mΩ] 64,00 40,00 25,60 20,32 16,00 12,80 10,16 12,00 9,60 7,68 6,00 4,80 3,84 3,20
corrente di cortocircuito trifase a valle [kA] 3,6 5,7 8,9 11,2 14,2 17,6 22,1 18,8 23,3 28,9 36,6 45,2 55,7 65,8
condotto Canalis tipo KTC-10 KTC-13 KTC-16 KTC-20 KTC-25 KTC-32 KTC-40 KTC-50
compatto Cu In [A] 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000 5000
condotto Canalis tipo KTA-10 KTA-13 KTA-16 KTA-20 KTA-25 KTA-32 KTA-40
compatto Al In [A] 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000
trasformatore in resina a norma CEI 14-12
potenza nominale [kVA] 100 160 250 315 400 500 630 800 1000 1250 1600 2000 2500 3150
corrente nominale secondaria [A] 145 231 361 455 578 723 910 1156 1445 1806 2312 2890 3613 4552
perdite [kW] a vuoto 0,46 0,65 0,88 1,03 1,20 1,40 1,65 2,00 2,30 2,80 3,10 4,00 5,00 6,30
a carico (120°C) 2,3 3 3,8 4,60 5,50 6,50 7,80 9,40 11,00 13,10 16,00 20,00 23,00 26,00
tensione di cortocircuito % (120°C) 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 7
corrente a vuoto % 2,5 2,3 2,0 1,8 1,5 1,5 1,3 1,3 1,2 1,2 1,2 1,1 1,0 1,0
resistenza equivalente a 120°C [mΩ] 32,72 16,84 9,70 7,40 5,49 4,15 3,14 2,34 1,76 1,34 1,00 0,80 0,59 0,42
reattanza equivalente [mohm] 90,25 57,59 37,15 29,56 23,36 18,75 14,91 11,77 9,44 7,56 5,92 4,73 3,79 3,53
impedenza equivalente a 120°C [mΩ] 96,00 60,00 38,40 30,48 24,00 19,20 15,24 12,00 9,60 7,68 6,00 4,80 3,84 3,56
corrente di cortocircuito trifase a valle [kA] 2,4 3,8 6,0 7,5 9,5 11,9 14,9 18,8 23,3 28,9 36,6 45,2 55,7 59,8
condotto Canalis tipo KTC-10 KTC-13 KTC-16 KTC-20 KTC-25 KTC-32 KTC-40 KTC-50
compatto Cu In [A] 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000 5000
condotto Canalis tipo KTA-10 KTA-13 KTA-16 KTA-20 KTA-25 KTA-32 KTA-40
compatto Al In [A] 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000
Nota 1: i condotti sbarre indicati in tabella sono rieriti ad una temperatura ambiente di 40°C.
Nota 2: i condotti sbarre sono protetti da cortocircuito mediante l’interruttore di protezione sul lato media tensione (tempo massimo d’interruzione 0,51).

65
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Scelta degli interruttori
secondari e terminali

Determinazione dell’Icc a valle di un cavo in funzione


dell’Icc a monte
Le tabelle qui riportate permettono di determinare il valore della corrente
di cortocircuito trifase in un punto della rete a valle di un cavo, conoscendo:
cc la corrente di cortocircuito trifase a monte del cavo;
cc la lunghezza e la sezione del cavo (supposto in rame).
Determinato il valore di corrente di cortocircuito a valle, è possibile dimensionare
correttamente l’interruttore automatico (Pdi > Icc). Se si desidera ottenere valori
più precisi, è possibile effettuare un calcolo dettagliato (vedere pag. 62) o utilizzare
il programma Software i-project.
Inoltre, la tecnica di filiazione permette di installare a valle interruttori con potere
di interruzione inferiore alla corrente di cortocircuito presunta (vedere pag. 260).
In entrambi i casi l’Icc a valle individuata è superiore a quella effettiva,
l’approssimazione è dunque nel senso della maggiore sicurezza.
Nota: Nel caso in cui i valori della Icc a monte e della lunghezza del cavo non risultino in tabella
considerare i seguenti valori:
cc Icc a monte: valore immediatamente superiore;
cc lunghezza cavo: valore immediatamente inferiore.

determinazione della corrente di cortocircuito trifase


sezione dei cavi [mm2] lunghezza dei cavi [m]
1,5 1,2 1,7 2,3 3,3 4,6 6,4 8,9 12,4
2,5 1 1,4 1,9 2,6 3,9 5,2 6,2 10,4 12,8 15,6
4 1,2 1,6 2,3 3 4,1 6,2 8,2 9,9 16,6 20,4 24,9
6 1,2 1,7 2,4 3,4 4,5 6,1 9,2 12,3 14,8 24,8 30,3 37,3
10 1 1,4 2 2,8 3,9 5,6 7,4 10,1 15,3 20,5 24,7 41,3 49,8 62,1
16 1,1 1,6 2,2 3,1 4,4 6,1 8,8 11,8 16 24,3 32,7 39,3 65,9 70,3 99,1
25 1,2 1,6 2,3 3,3 4,7 6,7 9,4 13,6 18,3 24,8 37,8 50,7 61,1 102,5 123,3 154,2
35 1 1,5 2,1 3,1 4,5 6,4 9,2 12,9 18,8 25,3 34,4 52,4 70,5 84,9 142,6 173,7 214,6
50 esempio 1,3 2 2,8 4,1 6,1 8,8 12,7 17,9 26,2 35,4 48,2 73,8 99,3 119,6 201,1 242,1 303
70 1,6 2,5 3,6 5,4 8 11,6 17 24,2 35,5 48,2 65,8 101 136,1 164,1 276,3 331,6
95 1,9 2,9 4,3 6,5 10 14,6 21,6 31 45,8 62,4 85,6 131,8 177,9 214,7 362,1 434,5
120 2,1 3,3 4,9 7,6 11,7 17,3 25,8 37,2 55,3 75,6 103,9 160,4 216,7 261,8
150 2,3 3,6 5,4 8,4 13,2 19,7 29,7 43,2 64,6 88,7 122,2 189,2 256,1 309,5
185 2,4 3,9 5,8 9,2 14,6 22 33,5 49 73,7 101,5 140,3 217,7 295,1 357
240 2,6 4,1 6,3 10 16 24,4 37,4 55,3 83,7 115,8 160,6 250,1 339,5
300 2,7 4,3 6,6 10,6 17,1 26,3 40,6 60,3 91,7 127,3 176,9 276,1 375,3
2x120 4,2 6,6 9,7 15,1 23,3 34,5 51,5 74,3 110,5 151,2 207,8 320,7
2x150 4,5 7,2 10,7 16,8 26,3 39,3 59,3 86,3 129,1 177,3 244,4 378,3
2x185 4,8 7,7 11,6 18,4 29,1 44 66,9 97,9 147,3 202,9 280,5
3x120 6,2 9,9 14,6 22,6 34,9 51,7 77,2 111,5 165,8 226,7 311,6
3x150 6,7 10,8 16,1 25,2 39,4 59 89 129,5 193,7 265,9 366,6
3x185 7,2 11,6 17,4 27,6 43,6 65,9 100,3 146,9 221 304,4
Icc a monte [kA] Icc a valle [kA]
100 91 86 80 71 60 49 38 29 21 16 12 8 6 5 3 3 2
90 83 79 74 67 57 47 37 29 21 16 12 8 6 5 3 3 2
80 75 72 68 61 53 45 36 28 21 16 12 8 6 5 3 3 2
70 66 64 61 55 49 42 34 27 20 16 12 8 6 5 3 3 2
60 57 55 53 49 44 38 32 25 19 15 12 8 6 5 3 3 2
50 48 47 45 42 38 34 29 24 18 15 11 8 6 5 3 3 2
45 44 43 41 39 36 32 27 23 18 14 11 8 6 5 3 3 2
40 39 38 37 35 32 29 25 21 17 14 11 8 6 5 3 3 2
35 34 34 33 31 29 27 23 20 16 13 11 8 6 5 3 3 2
30 esempio 30 29 29 27 26 24 21 18 15 13 10 7 6 5 3 3 2
25 25 25 24 23 22 21 19 17 14 12 10 7 6 5 3 3 2
22 22 22 21 21 20 19 17 15 13 11 9 7 6 5 3 3 2
15 15 15 15 15 14 13 13 12 10 9 8 6 5 4 3 3 2
10 10 10 10 10 10 10 9 9 8 7 6 5 4 4 3 3 2
7 7 7 7 7 7 7 7 7 6 6 5 4 4 4 3 3 2
5 5 5 5 5 5 5 5 5 5 4 4 4 3 3 2 2 2
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 3 3 3 2 2 2
Nota 1: la tabella è stata calcolata considerando:
cc tensione trifase: 400 V;
cc cavi tripolari in rame;
cc temperatura del rame: 20°C.
Nota 2: per una tensione trifase concatenata di 230 V, dividere le lunghezze in tabella per e = 1,732.
Nota 3: nel caso di cavi in parallelo (non compresi nella tabella) dividere la lunghezza per il numero di cavi in parallelo.

66
400 V Esempio:
Si consideri la rete rappresentata qui a lato:
Icc = 28 kA cc tensione 400 V;
cc cavo con sezione 50 mm2 in rame e lunghezza 10 m. Procedere sulla riga relativa
al cavo utilizzato fino a trovare la corrispondente lunghezza approssimata per difetto
(8,8 m);
A cc corrente di cortocircuito a monte 28 kA. Identificare la riga corrispondente alla Icc
a monte approssimata per eccesso (30 kA);
cc determinare la corrente di cortocircuito a valle individuando l'intersezione tra:
50 mm2, vv la colonna della lunghezza cavo 8,8 m,
Cu 10 m
vv la riga relativa a Icc a monte 30 kA.
La corrente di cortocircuito a valle è di 24 kA.
Icc = ? Scelta degli interruttori:
cc interruttore A: Compact NSX250F TM250D Pdi 36 kA;
B C cc interruttore B: Multi 9 C60L Pdi 15 kA, con Pdi "rinforzato per filiazione" 30 kA;
cc interruttore C: Compact NSX160B TM160D Pdi 25 kA.
IB IB

67
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Scelta degli interruttori
secondari e terminali

Determinazione della corrente di cortocircuito monofase


(cavo multipolare) (per linee in partenza da quadro generale BT)

400 V

230 V

trasformatore in olio
potenza FN lunghezza [m]
trasformatore sezione 3 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70
[kVA] [mm2] Icc FN a valle del cavo [kA]
100 2,5 2,6 2,1 1,3 1 0,7 0,6 0,5
Icc3F = 3,6 kA 4 3 2,6 1,8 1,4 1,1 0,9 0,8 0,7
6 3,3 2,9 2,3 1,8 1,5 1,3 1,1 1 0,9
10 3,5 3,2 2,8 2,4 2 1,8 1,6 1,4 1,3 1,2
16 3,6 3,4 3,1 2,8 2,5 2,3 2,1 1,9 1,8 1,6 1,5
25 3,6 3,5 3,3 3,1 2,9 2,7 2,5 2,4 2,2 2,1 2 1,8 1,6
160 2,5 3,5 2,5 1,5 1 0,8 0,6 0,5
Icc3F = 5,7 kA 4 4,3 3,4 2,1 1,5 1,2 1 0,8 0,7
6 4,8 4,1 2,8 2,1 1,7 1,4 1,2 1 0,9
10 5,3 4,8 3,8 3 2,5 2,1 1,8 1,6 1,5 1,3
16 5,5 5,2 4,5 3,8 3,3 2,9 2,6 2,3 2,1 1,9 1,8
25 5,7 5,5 5 4,5 4 3,7 3,4 3,1 2,8 2,6 2,5 2,2 1,9
250 2,5 4,2 2,8 1,5 1,1 0,8 0,6 0,5
Icc3F = 8,9 kA 4 5,5 4,1 2,3 1,6 1,3 1 0,9 0,7
6 6,6 5,2 3,3 2,3 1,8 1,5 1,3 1,1 1
10 7,7 6,6 4,7 3,5 2,8 2,3 2 1,7 1,5 1,4
16 8,3 7,5 5,9 4,8 4 3,4 2,9 2,6 2,3 2,1 1,9
25 8,6 8,1 7 6 5,2 4,6 4 3,6 3,3 3 2,8 2,4 2,1
potenza FN lunghezza [m]
trasformatore sezione 3 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70
[kVA] [mm2] Icc FN a valle del cavo [kA]
400 2,5 4,7 3 1,6 1,1 0,8 0,7 0,5
Icc3F = 14,2 kA 4 6,7 4,6 2,5 1,7 1,3 1 0,9 0,7
6 8,6 6,3 3,6 2,5 1,9 1,5 1,3 1,1 1
10 10,8 8,6 5,4 3,9 3 2,5 2,1 1,8 1,6 1,4
16 12,2 10,5 7,4 5,6 4,5 3,7 3,2 2,8 2,4 2,2 2
25 13,1 11,9 9,4 7,6 6,3 5,3 4,6 4,1 3,6 3,3 3 2,5 2,2
630 2,5 5,1 3,2 1,6 1,1 0,8 0,7 0,5
Icc3F = 22,1 kA 4 7,6 4,9 2,6 1,7 1,3 1 0,9 0,7
6 10,3 6,9 3,7 2,6 1,9 1,6 1,3 1,1 1
10 14 10,3 5,9 4,1 3,1 2,5 2,1 1,8 1,6 1,4
16 17 13,6 8,6 6,2 4,8 3,9 3,3 2,9 2,5 2,2 2
25 19,1 16,4 11,6 8,8 7 5,8 5 4,3 3,8 3,4 3,1 2,6 2,3
800 2,5 5,1 3,2 1,6 1,1 0,8 0,7 0,5
Icc3F = 18,8 kA 4 7,5 4,9 2,6 1,7 1,3 1 0,9 0,8
6 10 6,9 3,7 2,6 1,9 1,6 1,3 1,1 1
10 13,3 10 5,9 4,1 3,1 2,5 2,1 1,8 1,6 1,4
16 15,6 12,8 8,4 6,1 4,8 3,9 3,3 2,9 2,5 2,2 2
25 17 15,1 11,2 8,6 6,9 5,8 4,9 4,3 3,8 3,4 3,1 2,6 2,3
1000 2,5 5,2 3,2 1,6 1,1 0,8 0,7 0,5
Icc3F = 23,3 kA 4 7,8 5 2,6 1,7 1,3 1 0,9 0,8
6 10,8 7,2 3,8 2,6 2 1,6 1,3 1,1 1
10 14,9 10,7 6,1 4,2 3,2 2,6 2,2 1,9 1,6 1,4
16 18,1 14,3 8,9 6,3 4,9 4 3,4 2,9 2,5 2,3 2
25 20,4 17,5 12,2 9,1 7,2 6 5,1 4,4 3,9 3,5 3,2 2,7 2,3
1250 2,5 5,3 3,2 1,6 1,1 0,8 0,7 0,6
Icc3F =28,9 kA 4 8,1 5,1 2,6 1,7 1,3 1,1 0,9 0,8
6 11,4 7,3 3,8 2,6 2 1,6 1,3 1,1 1
10 16,3 11,3 6,2 4,2 3,2 2,6 2,2 1,9 1,6 1,5
16 20,6 15,6 9,3 6,5 5 4 3,4 2,9 2,6 2,3 2,1
25 23,9 19,8 13,1 9,5 7,5 6,1 5,2 4,5 3,9 3,5 3,2 2,7 2,3

68
potenza FN lunghezza [m]
trasformatore sezione 3 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70
[kVA] [mm2] Icc FN a valle del cavo [kA]
1600 2,5 5,3 3,3 1,6 1,1 0,8 0,7 0,6
Icc3F =36,6 kA 4 8,3 5,1 2,6 1,7 1,3 1,1 0,9 0,8
6 11,8 7,5 3,9 2,6 2 1,6 1,3 1,1 1
10 17,6 11,8 6,3 4,3 3,2 2,6 2,2 1,9 1,6 1,5
16 23,3 16,8 9,6 6,6 5 4,1 3,4 2,9 2,6 2,3 2,1
25 28,1 22,2 13,8 9,9 7,6 6,2 5,2 4,5 4 3,6 3,2 2,7 2,3
2000 2,5 5,4 3,3 1,6 1,1 0,8 0,7 0,6
Icc3F =45,2 kA 4 8,4 5,2 2,6 1,8 1,3 1,1 0,9 0,8
6 12,1 7,6 3,9 2,6 2 1,6 1,3 1,1 1
10 18,5 12,1 6,4 4,3 3,3 2,6 2,2 1,9 1,6 1,5
16 25,4 17,7 9,8 6,7 5,1 4,1 3,4 2,9 2,6 2,3 2,1
25 31,8 24,1 14,4 10,1 7,8 6,3 5,3 4,6 4 3,6 3,2 2,7 2,3
2500 2,5 5,4 3,3 1,6 1,1 0,8 0,7 0,6
Icc3F =55,7 kA 4 8,5 5,2 2,6 1,8 1,3 1,1 0,9 0,8 0,7
6 12,4 7,7 3,9 2,6 2 1,6 1,3 1,1 1 0,9
10 19,3 12,4 6,4 4,3 3,3 2,6 2,2 1,9 1,6 1,5
16 27,3 18,4 9,9 6,8 5,1 4,1 3,4 3 2,6 2,3 2,1
25 35,5 25,9 14,8 10,3 7,9 6,4 5,3 4,6 4 3,6 3,2 2,7 2,3
Nota 1: nel caso in cui la lunghezza della linea non sia Esempio 1
presente in tabella utilizzare il valore subito inferiore. Per una Si considera un circuito monofase (230 V) che alimenta il quadro di alimentazione
valutazione più precisa utilizzare il Software i-project.
Nota 2: le correnti di cortocircuito dei trasformatori sono state
di tutto il sistema ausiliario di cabina.
determinate considerando una potenza di cortocircuito Il circuito è composto da cavi di sezione 4 mm2 con conduttore in rame e lunghezza
a monte di 500 MVA. 11 m con corrente di impiego massima di 20 A.
Nota 3: la corrente di cortocircuito è stata determinata Il trasformatore MT/BT ha potenza pari a 1000 kVA (Icc3f = 23,3 kA).
considerando linee con cavi multipolari. Dispositivo di protezione a monte della linea: C60H (Icu = 30 kA a 230 V)
curva C 25 A 2P. La corrente di cortocircuito monofase massima a valle del cavo
in corrispondenza del dispositivo generale di sezionamento del sottoquadro sarà
pari a 2,6 kA. Il quadro e i suoi componenti verranno dimensionato sulla base
di tale corrente.
Dispositivo generale di sezionamento: interruttore di manovra-sezionatore I20
che coordinato con l’interruttore a monte C60H è protetto fino a 6,5 kA.
Dispositivi di protezione delle partenze: C40a (Icu = 6 kA) curva C 1P+N
con blocco Vigi Si da 30 mA e corrente nominale compatibile con la corrente
di impiego delle linee in partenza.
Esempio 2
Si considera un circuito trifase (230/400V) che alimenta il quadro generale
della centrale per il condizionamento dei locali dell’edificio. Il circuito è composto
da cavi di sezione 10 mm2 con conduttore in rame e lunghezza 20m con corrente
di impiego massima di 35 A. Il trasformatore MT/BT ha potenza pari a 1000 kVA
(Icc3f = 23,3 kA).
Dispositivo di protezione a monte della linea: NSA160NE (Icu = 25 kA a 400 V)
TM50D 3P. La corrente di cortocircuito trifase massima a valle del cavo
in corrispondenza del dispositivo generale di sezionamento del sottoquadro
e delle partenze trifasi sarà pari a 8 kA (Tabella pag 66).
La corrente di cortocircuito monofase massima a valle del cavo in corrispondenza
dei dispositivi di protezione delle partenze monofasi del sottoquadro sarà pari
a 3,2 kA. Il quadro e i suoi componenti verranno dimensionato sulla base di tali
correnti.
Dispositivo generale di sezionamento: interruttore di manovra-sezionatore INS40
(Icw = 3 kA x 1s) che coordinato con ‘interruttore a monte NSA160NE è protetto fino
a 25 kA.
Dispositivi di protezione delle partenze trifasi: C40a (Icu = 6 kA) curva C 3P+N
con blocco Vigi 300 mA e corrente nominale compatibile con la corrente di impiego
delle linee in partenza.
Dispositivi di protezione delle partenze monofasi: C40a (Icu = 6 kA) curva C
1P+N con blocco Vigi 30 mA e corrente nominale compatibile con la corrente
di impiego delle linee in partenza.

69
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Scelta degli interruttori
secondari e terminali

Determinazione della corrente di cortocircuito monofase


(utilizzare solo in caso di linee distanti dal trasformatore)

400 V

230 V

Icc FN lunghezza [m]


3F sezione 3 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70
[kA] [mm2] Icc FN a valle del cavo [kA]
2,5 4,6 3 1,6 1,1 0,8 0,7 0,5
25 4 6,4 4,5 2,5 1,7 1,3 1 0,9 0,7
6 8 6 3,5 2,5 1,9 1,5 1,3 1,1 1
10 9,7 8 5,2 3,8 3 2,4 2,1 1,8 1,6 1,4
16 10,7 9,5 7 5,4 4,4 3,6 3,1 2,7 2,4 2,2 2
25 11,3 10,5 8,6 7,1 6 5,1 4,5 4 3,6 3,2 2,9 2,5 2,2
22 2,5 4,5 3 1,6 1,1 0,8 0,7 0,5
4 6,1 4,3 2,4 1,7 1,3 1 0,9 0,7
6 7,5 5,7 3,4 2,4 1,9 1,5 1,3 1,1 1
10 8,9 7,4 5 3,7 2,9 2,4 2 1,8 1,6 1,4
16 9,7 8,7 6,6 5,2 4,2 3,6 3,1 2,7 2,4 2,1 1,9
25 10,1 9,5 7,9 6,7 5,7 4,9 4,3 3,9 3,5 3,2 2,9 2,5 2,2
15 2,5 3,9 2,7 1,5 1 0,8 0,6 0,5
4 5 3,8 2,3 1,6 1,2 1 0,8 0,7
6 5,8 4,7 3,1 2,3 1,8 1,5 1,2 1,1 0,9
10 6,5 5,7 4,3 3,3 2,7 2,3 1,9 1,7 1,5 1,4
16 6,8 6,4 5,3 4,4 3,7 3,2 2,8 2,5 2,2 2 1,9
25 7,1 6,7 6 5,3 4,7 4,2 3,8 3,4 3,1 2,9 2,6 2,3 2
10 2,5 3 2,3 1,4 1 0,8 0,6 0,5
4 3,6 3 2 1,4 1,1 0,9 0,8 0,7
6 4 3,5 2,5 2 1,6 1,3 1,1 1 0,9
10 4,4 4 3,2 2,7 2,3 1,9 1,7 1,5 1,4 1,2
16 4,6 4,3 3,8 3,3 2,9 2,6 2,3 2,1 1,9 1,8 1,6
25 4,7 4,6 4,1 3,8 3,5 3,2 2,9 2,7 2,5 2,4 2,2 2 1,8
Icc FN lunghezza [m]
3F sezione 3 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70
[kA] [mm2] Icc FN a valle del cavo [kA]
8 2,5 2,8 2 1,3 0,9 0,7 0,6 0,5
4 3 2,4 1,7 1,3 1,1 0,9 0,8 0,7
6 3,2 2,7 2,1 1,7 1,4 1,2 1,1 0,9 0,8
10 3,3 3 2,6 2,2 1,9 1,7 1,5 1,4 1,3 1,2
16 3,4 3,2 2,9 2,6 2,4 2,2 2 1,8 1,7 1,6 1,5
25 3,4 3,3 3,1 2,9 2,7 2,5 2,4 2,2 2,1 2 1,9 1,7 1,6
6 2,5 2,1 1,5 1,1 0,8 0,7 0,6 0,5
4 2,4 1,8 1,4 1,1 0,9 0,8 0,7 0,6
6 2,6 2 1,6 1,4 1,2 1 0,9 0,8 0,8
10 2,7 2,2 1,9 1,7 1,5 1,4 1,3 1,2 1,1 1
16 2,8 2,3 2,1 1,9 1,8 1,7 1,6 1,5 1,4 1,3 1,2
25 2,9 2,4 2,2 2,1 2 1,9 1,8 1,7 1,6 1,6 1,5 1,4 1,3
4 2,5 1,6 1,3 1 0,8 0,6 0,5 0,5
4 1,7 1,5 1,2 1 0,9 0,7 0,7 0,6
6 1,8 1,7 1,4 1,2 1,1 1 0,9 0,8 0,7
10 1,9 1,8 1,6 1,5 1,3 1,2 1,1 1 1 0,9
16 1,9 1,9 1,7 1,6 1,5 1,4 1,4 1,3 1,2 1,2 1,1
25 1,9 1,9 1,8 1,7 1,7 1,6 1,5 1,5 1,4 1,4 1,3 1,2 1,1
Nota 1: nel caso in cui la lunghezza della linea non sia presente in tabella utilizzare il valore subito inferiore. Per una valutazione più precisa utilizzare
il software i-project.
Nota 2: la corrente di cortocircuito è stata determinata considerando linee con cavi multipolari.
Nota 3: La sezione del conduttore di neutro a monte della linea monofase è stata presa pari alla sezione di fase.
Esempio 1
Si considera una cabina MT/BT del Distributore
(corrente di cortocircuito dichiarata di 22 kA) che Nota bene: Se sono noti i seguenti dati:
alimenta il locale contatori di un’area con piccole attività cc lunghezza e sezione della conduttura del Distributore;
commerciali. La lunghezza del montante dal punto di cc corrente di cortocircuito trifase a livello di cabina MT/BT del Distributore, si può determinare
installazione del contatore (GIS) fino al quadro l’effettiva corrente di cortocircuito nel punto di installazione dei contatori di energia utilizzando
le tabelle a pag. 65 relative a circuiti trifase a valle di trasformatori MT/BT.
generale della singola attività di vendita è di 10m, la sua Ad esempio per una lunghezza di 20 m e una sezione del montante trifase del distributore
sezione è 4 mm2. La corrente di cortocircuito nel punto di sezione 10 mm2 la corrente di cortocircuito in corrispondenza del contatore di energia è di 6 kA
di installazione del quadro generale è pari a 2,4 kA. a fronte di una corrente di cortocircuito a monte di 22 kA.

70
Contributo dei motori asincroni alla corrente
di cortocircuito
In presenza di un cortocircuito su una partenza il motore alimentato dallo stesso
sistema sbarre contribuisce alla corrente di cortocircuito fornita dal trasformatore.
La norma CEI 11-25 definisce i limiti di potenza dei motori il cui contributo
è trascurabile.
KC . SI tM ≤ 0,01 . IccTR
dove
KC = fattore di contemporaneità dei motori alimentati dallo stesso sistema sbarre
Fig. a SItM = somma delle correnti nominali dei motori
IccTR = corrente di cortocircuito dovuta al trasformatore
La stessa norma inoltre definisce un metodo rigoroso per la determinazione
della sua corrente di cortocircuito in funzione dei parametri del motore e del tempo
di intervento della protezione.
Un criterio semplificato per la sua valutazione può essere quello di considerare
il contributo del motore pari a 4-5 volte la corrente nominale del motore equivalente.
IccM = (4 ÷ 5) . KC . SItM
La tabella seguente identifica i casi in cui è necessario maggiorare la corrente
di cortocircuito a secondo della corrente di cortocircuito presunta sull’impianto.

contributo dei motori asincroni alla corrente di corto circuito


ambito residenziale
Fig. b
di applicazione terziario
industriale
Nota 1: La norma identifica il valore di cresta della corrente
di cortocircuito contributo dei motori in bassa tensione P motori I motori [A] Icc m [kA] Icc trifase [kA]
connessi a linee in cavo. Il suo valore massimo è eq [kW] K contemporaneità
IccM = 1,84 . (4 ÷ 5) . KC . InM 1 0,7 1 0,7 4,5 6 10 15 20 25 30 40 50 60
dove le correnti sono relative ad uno o più motori con fattore 5,5 11,5 8,1 0,06 0,04
di contemporaneità effettivo Kc. 7,5 15,5 10,9 0,08 0,06
Nota 2: In caso di avviamento effettuato mediante avviatori
progressivi (elettronici) il motore non fornisce contributi alla 11 22 15,4 0,11 0,08
rete di alimentazione. 15 30 21 0,15 0,11
Nota 3: In realtà la linea di alimentazione del motore partecipa 18,5 37 25,9 0,19 0,13
a ridurre la corrente dovuta alla motore asincrono. In prima 22 44 30,8 0,22 0,15
approssimazione si può considerare l’abbattimento della 30 60 42 0,3 0,21
corrente , in valore percentuale, pari a quello della corrente
di cortocircuito del trasformatore sulla stessa linea. 37 72 50,4 0,36 0,25
Nota 4: Il contributo dei motori non deve essere considerato 45 85 59,5 0,43 0,3
nella valutazione della corrente di cortocircuito minima 55 105 73,5 0,53 0,37
e della corrente di guasto verso terra. 75 138 96,6 0,69 0,48
Nota 5: In presenza di motori, con contributo alla Icc 90 170 119 0,85 0,6
non trascurabile, è consigliabile non coordinare i dispositivi
di protezione in filiazione (protezione di sostegno) se disposti 110 205 143,5 1,03 0,72
sullo stesso sistema sbarre che alimenta i motori (fig. a) 132 245 171,5 1,23 0,86
Nota 6: In caso di coordinamento selettivo tra due interruttori 160 300 210 1,5 1,05
posti a valle del sistema sbarre da cui vengono alimentati 200 370 259 1,85 1,3
i motori, confrontare il limite di selettività con la corrente 220 408 285,6 2,04 1,43
di cortocircuito dovuta al contributo del trasformatore
e dei motori (fig. b). 250 460 322 2,3 1,61
Nota 7: In presenza di azionamenti di pompe e qualora fosse 500 925,2 647,6 4,63 3,24
necessario coordinare in selettività cronometrica le protezioni, 750 1388 971,5 6,94 4,86
si raccomanda di limitare il tempo senza sgancio 1000 1851 1295 9,25 6,48
delle protezioni di corto ritardo sulla linea a monte a non più 1250 2313 1619 11,57 8,1
di 140 ms per permettere la riaccellerazione del motore.
In ogni caso verificare il comportamento dell’insieme motore 1500 2776 1943 13,88 9,72
macchina operatrice. Il contributo del/dei motori è trascurabile
Nota 8: La costante di tempo di smorzamento della corrente Contributo dovuto a singolo motore o gruppo di motori con fattore di contemporaneità
di cortocircuito dovuta ad un motore asincrono ha, pari a 1
generalmente, i seguenti valori.
cc 20 ms per motori a semplice gabbia con potenza Contributo dovuto a singolo motore o gruppo di motori con fattore di contemporaneità
non superiore a 100 kW pari a 0,7 (numero di motori da 6 a 9)
cc 30 ms per motori a doppia gabbia e per potenze superiori
a 100 kW. In conclusione
In linea generale si può dire che il contributo dei motori non è trascurabile,
o perlomeno è necessario prendere in considerazione il problema, nei seguenti casi:
cc impianti dove gli azionamenti hanno potenza elevata rispetto a quella
del trasformatore come ad esempio in presenza di quadri MCC;
cc potere di interruzione dei dispositivi di protezione (Icu) molto vicino alla corrente
di cortocircuito presunta (Icct);
cc in presenza di molti motori di media/grossa potenza. Se i motori sono di potenza
ridotta i cavi di collegamento, di piccola sezione, abbattono la corrente
di cortocircuito in modo sensibile;
cc limite di selettività molto vicino alla corrente di cortocircuito presunta.

71
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Scelta degli interruttori alimentati
da uno o più trasformatori MT/BT

1 2 3
Scelta degli interruttori di arrivo e di partenza
La scelta dell’interruttore di protezione di un circuito dipende principalmente:
cc dalla corrente nominale dei trasformatori o degli apparecchi utilizzatori che
determinano le correnti nominali degli interruttori;
cc dalla corrente di cortocircuito massima nel punto considerato, che determina
il potere d'interruzione minimo che deve possedere l'apparecchio di protezione.
Nel caso di più trasformatori in parallelo:
cc gli interruttori di arrivo devono possedere un potere di interruzione superiore
ad entrambi i seguenti valori:
vv Icc1 (caso di cortocircuito in B1),
vv Icc2 + Icc3 (caso di cortocircuito in A1);
cc gli interruttori di partenza devono possedere un potere di interruzione superiore
a Icc1 + Icc2 + Icc3.
La tabella permette di determinare per una rete a 400 V:
cc l'interruttore di alimentazione in funzione del numero e della potenza dei
trasformatori di alimentazione;
cc l'interruttore di partenza in funzione del numero e della potenza dei trasformatori
in parallelo e della corrente nominale della partenza (gli interruttori indicati nella
tabella possono essere sostituiti con altri coordinati in filiazione, se si desidera
utilizzare questa tecnica).

Dati di base
La seguente tabella è stata elaborata considerando:
cc La potenza di cortocircuito della rete a monte è di 500 MVA;
cc i trasformatori hanno caratteristiche standard (vedere pag. 66);
cc i trasformatori sono in olio e resina;
cc tra ogni trasformatore e l’interruttore corrispondente ci sono 5 m di condotto
sbarre prefabbricato della gamma Canalis;
cc tra un interruttore di alimentazione e un interruttore di partenza è previsto 1 m
di sbarre;
cc la temperatura di funzionamento degli interruttori all’interno dei quadri è di 40°C.
Nota: Per accoppiare più trasformatori in parallelo, occorre soddisfare le seguenti condizioni:
cc stessa ucc% Ie;
cc stesso rapporto di trasformazione a vuoto;
cc il rapporto delle potenze tra 2 trasformatori non superiore a 2;
cc avvolgimenti appartenenti allo stesso gruppo orario.
Esempio:
L’impianto è composto da:
cc 2 trasformatori in resina 20 kV/400 V da 1000 kVA ciascuno (In = 1444 A);
cc 8 partenze:
vv 4 da 150 A (Tipo A),
vv 2 da 220 A (Tipo B),
vv 1 da 60 A (Tipo C),
vv 1 da 540 A (Tipo D).
Scelta degli interruttori:
cc Interruttori di arrivo:
vv NW16N1 o NT16H1 o NS1600N,
cc Interruttori di partenza:
vv tipo A: NSX160H,
vv tipo B: NSX250H,
vv tipo C: NG125L,
vv tipo D: NSX630N.

72
tabella di scelta 1A (1)
trasformatori Icu interruttore di arrivo Icu interruttori di partenza
in olio minimo tipo sganciatore minimo sganciatori istantanei (2) sganciatori ritardabili
potenza In n° interr. interr. <63 A(3) 100 A 160 A 250 A 400 A 630 A(4) 800 A 1000 A 1250 A
[kVA] [A] arrivo partenza
[kA] [kA]
100 145 1 3,6 NSX160E TM-D / 3,6 C60N NSX160E NSX160E
Micrologic
2 3,6 NSX160E TM-D / 7,1 C60N NSX160E NSX160E NSX250B
Micrologic
3 7,1 NSX160E TM-D / 10,6 C60H NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F
Micrologic
160 231 1 5,7 NSX250B TM-D / 5,7 C60N NSX160E NSX160E NSX250B
Micrologic
2 5,7 NSX250B TM-D / 11,3 C60H NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F
Micrologic
3 11,5 NSX250B TM-D / 16,9 NG125N NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F
Micrologic
C60L
<40A
250 361 1 8,9 NSX400F Micrologic 8,9 C60N NSX160E NSX160E NSX250B

2 8,9 NSX400F Micrologic 17,6 NG125N NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F
C60L
<40A
3 17,7 NSX400F Micrologic 26,1 NG125L NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800N NS1000N

400 578 1 14,1 NSX630F Micrologic 14,1 C60H NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F NSX630F
NW08N1 / NG125a
NT08H1
2 14,1 NSX630F Micrologic 27,8 NG125L NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW08N1 /
NT08H1
3 27,2 NSX630F Micrologic 40,8 NG125L NSX160N NSX160N NS250SX NSX400N NSX630N NS800N NS1000N NS1250N
NW08N1 /
NT08H1
500 722 1 17,6 NS800N Micrologic 17,6 NG125N NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N
NW10N1 / C60L NG125N
NT10H1 <40A
2 17,6 NS800N Micrologic 34,4 NG125L NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW10N1 /
NT10H1
3 33,5 NS800N Micrologic 50,3 NSX160H NSX160H NSX160H NSX250H NSX400H NSX630H NS800H NS1000H NS1250H
NW10N1 /
NT10H1
630 910 1 22 NS1000N Micrologic 22 NG125N NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N
NW10N1 / C60L NG125N
NT10H1 <25A
2 22 NS1000N Micrologic 42,8 NSX160N NSX160N NSX160N NSX250N NSX400N NSX630N NS800N NS1000N NS1250N
NW10N1 / NG125L
NT10H1
3 41,5 NS1000N Micrologic 62,3 NSX160H NSX160H NSX160H NSX250H NSX400H NSX630H NS800H NS1000H NS1250H
NW10N1 /
NT10H1

(1) Limite di potenza dei trasformatori.


In caso di fornitura in MT da Distributore con linea di alimentazione uscente direttamente dalla cabina primaria, la Norma CEI 0-16 chiede che i trasformatori
abbiano le seguenti potenze massime:
cc 1600kVA a 15 kV corrispondente ad una corrente di cortocircuito lato BT di 36,3 kA
cc 2000kVA a 20 kV corrispondente ad una corrente di cortocircuito lato BT di 45,2 kA
Eventuali trasformatori collegati in parallelo dovranno avere potenza e tensione di cortocircuito tali da non superare i limiti di Icc sopra indicati
(2) Utilizzando interruttori fortemente limitatori sulle partenze (fino a NSX630) si migliora la selettività tra le partenze, l’interruttore in MT e interruttore
generale BT.
(3) Qualora si desideri installare solo interruttori scatolati, sostituire il tipo di interruttori indicati con quelli della colonna successiva.
(4) Se per ragioni di selettività con gli interruttori a valle è richiesto un interruttore in categoria B (ritardabile), la scelta cade sull’interruttore NS630b N fino a 50 kA, H
fino a 70 kA, L per correnti superiori a 70 kA.

73
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Scelta degli interruttori alimentati
da uno o più trasformatori MT/BT

tabella di scelta 1B (1)


trasformatori Icu interruttore di arrivo Icu interruttori di partenza
in olio minimo tipo sganciatore minimo sganciatori istantanei (2) sganciatori ritardabili
potenza In n° interr. interr. <63 A(3) 100 A 160 A 250 A 400 A 630 A(4) 800 A 1000 A 1250 A
[kVA] [A] arrivo partenza
[kA] [kA]
100 145 1 2,4 NSX160E TM-D / 2,4 C60N NSX160E NSX160E
Micrologic
2 2,4 NSX160E TM-D / 4,8 C60N NSX160E NSX160E NSX250B
Micrologic
3 4,8 NSX160E TM-D / 7,2 C60H NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F
Micrologic
160 231 1 3,8 NSX250B TM-D / 3,8 C60N NSX160E NSX160E NSX250B
Micrologic
2 3,8 NSX250B TM-D / 7,6 C60H NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F
Micrologic
3 7,6 NSX250B TM-D / 11,4 NG125N NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F NSX630F
Micrologic
C60L
<40A
250 361 1 6 NSX400F Micrologic 6 C60N NSX160E NSX160E NSX250B
2 6 NSX400F Micrologic 11,8 NG125N NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F NSX630F
C60L
<40A
3 11,7 NSX400F Micrologic 17,6 NG125L NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N
400 578 1 9,5 NSX630F Micrologic 11,8 C60H NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F NSX630F
NW08N1 / NG125a
NT08H1
2 9,5 NSX630F Micrologic 18,7 NG125L NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW08N1 /
NT08H1
3 18,5 NSX630F Micrologic 27,8 NG125L NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW08N1 /
NT08H1
500 722 1 11,8 NS800N Micrologic 11,8 NG125N NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F NSX630F NS800N
NW10N1 / C60L NG125N
NT10H1 <40A
2 11,8 NS800N Micrologic 23,3 NG125L NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW10N1 /
NT10H1
3 23 NS800N Micrologic 34,4 NS160SX NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800H NS1000H NS1250H
NW10N1 /
NT10H1
630 910 1 14,8 NS1000N Micrologic 14,8 NG125N NSX160E NSX160E NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N
NW10N1 / C60L NG125N
NT10H1 <25A
2 14,8 NS1000N Micrologic 29 NG125L NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW10N1 /
NT10H1
3 28,5 NS1000N Micrologic 42,8 NG125L NSX160N NSX160N NSX250N NSX400N NSX630N NS800H NS1000H NS1250H
NW10N1 /
NT10H1

(1) Limite di potenza dei trasformatori.


In caso di fornitura in MT da Distributore con linea di alimentazione uscente direttamente dalla cabina primaria, la Norma CEI 0-16 chiede che i trasformatori
abbiano le seguenti potenze massime:
cc 1600kVA a 15 kV corrispondente ad una corrente di cortocircuito lato BT di 36,3 kA
cc 2000kVA a 20 kV corrispondente ad una corrente di cortocircuito lato BT di 45,2 kA
Eventuali trasformatori collegati in parallelo dovranno avere potenza e tensione di cortocircuito tali da non superare i limiti di Icc sopra indicati
(2) Utilizzando interruttori fortemente limitatori sulle partenze (fino a NSX630) si migliora la selettività tra le partenze, l’interruttore in MT e interruttore
generale BT.
(3) Qualora si desideri installare solo interruttori scatolati, sostituire il tipo di interruttori indicati con quelli della colonna successiva.
(4) Se per ragioni di selettività con gli interruttori a valle è richiesto un interruttore in categoria B (ritardabile), la scelta cade sull’interruttore NS630b N fino a 50 kA, H
fino a 70 kA, L per correnti superiori a 70 kA.

74
tabella di scelta 2 (1)
trasformatori Icu interruttore di arrivo Icu interruttori di partenza
in olio minimo tipo sganciatore minimo sganciatori istantanei (2) sganciatori ritardabili
potenza In n° interr. interr. <63 A(3) 100 A 160 A 250 A 400 A 630 A(4) 800 A 1000 A 1250 A
[kVA] [A] arrivo partenza
[kA] [kA]
800 1155 1 18,7 NS1250N Micrologic 18,7 NG125N NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW12N1 / C60L NG125N
NT12H1 <40A
2 18,7 NS1250N Micrologic 36,5 NG125L NSX160N NSX160N NSX250N NSX400N NSX630N NS800N NS1000N NS1250N
NW12N1 /
NT12H1
3 35,6 NS1250N Micrologic 53,5 NSX160H NSX160H NSX160H NSX250H NSX400H NSX630H NS800H NS1000H NS1250H
NW12N1 /
NT12H1
1000 1444 1 22,3 NS1600N Micrologic 22,3 NG125N NSX160B NSX160B NSX250B NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW16N1 / C60L NG125N
NT12H1 <25A
2 22,3 NS1600N Micrologic 45 NG125L NSX160N NSX160N NSX250N NSX400N NSX630N NS800N NS1000N NS1250N
NW16N1 /
NT12H1
3 43,7 NS1600N Micrologic 65,6 NSX160H NSX160H NSX160H NSX250H NSX400H NSX630H NS800H NS1000H NS1250H
NW16H1
1250 1804 1 29 NS2000N Micrologic 29 NG125L NSX160F NSX160F NSX250F NSX400F NSX630F NS800N NS1000N NS1250N
NW20N1
2 29 NS2000N Micrologic 55,5 NSX160H NSX160H NSX160H NSX250H NSX400H NSX630H NS800N NS1000N NS1250N
NW20N1
3 53,5 NS2000N Micrologic 80,2 NSX160S NSX160S NSX160S NSX250S NSX400S NSX630S NS800H NS1000H NW12H2a
NW20H1
1600 2310 1 36,5 NW25H1 Micrologic 36,5 NG125L NSX160N NSX160N NSX250N NSX400N NSX630N NS800N NS1000N NS1250N
NS2500N
2 36,5 NW25H1 Micrologic 68,5 NSX160H NSX160H NSX160H NSX250H NSX400H NSX630H NS800N NS1000N NS1250N
NS2500N
3 66,4 NW25H2A Micrologic 99,6 NSX160S NSX160S NSX160S NSX250S NSX400S NSX630S NS800H NS1000H NW12H2a
NS2500N
2000 2887 1 44,7 NW32H1 Micrologic 44,7 NG125L NSX160N NSX160N NSX250N NSX400N NSX630N NS800N NS1000N NS1250N
NS2500N
2 44,7 NW25H1 Micrologic 83,3 NSX160S NSX160S NSX160S NSX250S NSX400S NSX630S NS800L NS1000L NW12H2a
NS2500N
3 80,3 NW25H2A Micrologic 120,3 NSX160L NSX160L NSX160L NSX250L NSX400L NSX630L NS800L NS1000L NW12L1
NS2500N

(1) Limite di potenza dei trasformatori.


In caso di fornitura in MT da Distributore con linea di alimentazione uscente direttamente dalla cabina primaria, la Norma CEI 0-16 chiede che i trasformatori
abbiano le seguenti potenze massime:
cc 1600kVA a 15 kV corrispondente ad una corrente di cortocircuito lato BT di 36,3 kA
cc 2000kVA a 20 kV corrispondente ad una corrente di cortocircuito lato BT di 45,2 kA
Eventuali trasformatori collegati in parallelo dovranno avere potenza e tensione di cortocircuito tali da non superare i limiti di Icc sopra indicati
(2) Utilizzando interruttori fortemente limitatori sulle partenze (fino a NSX630) si migliora la selettività tra le partenze, l’interruttore in MT e interruttore
generale BT.
(3) Qualora si desideri installare solo interruttori scatolati, sostituire il tipo di interruttori indicati con quelli della colonna successiva.
(4) Se per ragioni di selettività con gli interruttori a valle è richiesto un interruttore in categoria B (ritardabile), la scelta cade sull’interruttore NS630b N fino a 50 kA, H
fino a 70 kA, L per correnti superiori a 70 kA.

75
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Protezione dei cavi a inizio linea
e a fondo linea

Cortocircuito ad inizio linea


Un cavo si considera protetto contro il cortocircuito ad inizio linea se:
I2t ≤ K2S2
dove:
cc I2t, espressa in A2s, è l’energia specifica (per unità di resistenza) lasciata passare
dall’interruttore;
cc K è una costante caratteristica dei cavi che dipende sia dal materiale conduttore
che dal tipo di isolante (vedere tabella qui di seguito);
cc S è la sezione del cavo in mm2.
Il valore di I2t deve essere fornito dal costruttore (vedere curve al capitolo
“Caratteristiche degli apparecchi di protezione e manovra”) per gli interruttori
di tipo limitatore.
Nel caso di interruttori ad intervento ritardato, il valore di I2t deve essere calcolato
come prodotto del quadrato del valore efficace della corrente di cortocircuito
per il tempo totale di apertura.

costante K conduttore
rame alluminio
isolante PVC 115 74
EPR/XLPE 143 87

I valori di K indicati in tabella sono validi per cortocircuiti di durata inferiore a 5


secondi, per i quali si considera che il riscaldamento dei conduttori avvenga senza
trasmissione di calore all’isolante ed alle parti circostanti (riscaldamento adiabatico
dei conduttori).

Energia specifica ammissibile dei cavi


La tabella seguente indica le sollecitazioni termiche ammissibili K2S2 per i cavi
secondo l’isolante, il materiale conduttore e la sezione. I valori di K sono tratti
dalla norma CEI 64-8.
Gli stessi valori di K2S2 per i soli cavi in rame isolati in PVC ed EPR/XLPE sono
indicati anche a fianco delle curve di limitazione dell’energia specifica passante
al capitolo “Caratteristiche degli apparecchi di protezione e manovra”.
Esempio 1
In una rete trifase a 400 V, un cavo Cu/PVC di sezione 1,5 mm2 può essere protetto
da un C60L di corrente nominale 16A se nel punto di installazione il livello
di cortocircuito è 20 kA?
Risposta: L’energia specifica lasciata passare dal C60L in corrispondenza
di una corrente di cortocircuito di 20 kA è pari a 7.104 A2s (vedasi curva di limitazione
I2t a pag. 101); questo valore è superiore all’energia specifica ammissibile del cavo
con sezione 1,5 mm2. Bisognerà usare un cavo di sezione 2,5 mm2.
Esempio 2
Un cavo Cu/PVC di sezione 300 mm2 può essere protetto da un Masterpact
NW12H1 con intervento di corto ritardo tarato sul primo gradino (tempo massimo
di interruzione 140 ms), se nel punto di installazione il livello di cortocircuito è 50 kA?
Risposta: L’energia specifica lasciata passare è: I2t = (50.103)2.0,14 = 3,5.108 A2s
L’energia specifica ammissibile del cavo è: K2S2 = 1152.3002 = 1,19.109 A2s.
Il cavo risulta quindi protetto.

Valori di K2S2 [A2s]


cavo sezione [mm2]
1,5 2,5 4 6 10 16 25 35 50
PVC Cu 2,97.104 8,26.104 2,11.105 4,76.105 1,32.106 3,38.106 8,26.106 1,62.107 3,30.107
Al 1,23.104 3,42.104 8,76.104 1,97.105 5,47.105 1,40.106 3,42.106 6,70.106 1,36.107
EPR Cu 4,60.104 1,27.105 3,27.105 7,36.105 2,04.106 5,23.106 1,27.107 2,50.107 5,11.107
XLPE Al 1,70.104 4,73.104 1,21.105 2,72.105 7,56.105 1,93.106 4,73.106 9,27.106 1,89.107

Cortocircuito a fondo linea


La protezione contro i sovraccarichi, posta all’inizio della linea e che soddisfa
la relazione In o Ir ≤ IZ, garantisce anche la protezione contro il cortocircuito
a fondo linea. La norma CEI 64-8 identifica i casi in cui non è necessario oppure
è raccomandato non proteggere la conduttura dai sovraccarichi.
Quando la protezione contro i sovraccarichi non è presente oppure
è sovradimensionata, la stessa norma prescrive che l’intervento della protezione
contro il cortocircuito debba essere verificato anche in caso di cortocircuito a fondo
linea.
Nota: la sezione della derivazione deve essere comunque protetta contro il cortocircuito inizio
linea.

76
Negli schemi sotto riportati il simbolo PSC corrisponde alla protezione contro
sovraccarichi e cortocircuiti mentre il simbolo PC corrisponde alla sola protezione
contro il cortocircuito.
L’omissione della protezione contro i sovraccarichi è ammessa nei seguenti
casi:
cc condutture a valle di variazioni di sezione ed effettivamente protette contro
il sovraccarico da dispositivo di protezione posto a monte.

cc condutture che alimentano un utilizzatore con incorporato il proprio dispositivo


di protezione (A) e siano rispettate le condizioni di protezione dal sovraccarico.

cc Condutture che alimentano apparecchi utilizzatori che non possono dare origine
a sovraccarichi (la corrente di impiego della conduttura deve essere comunque
inferiore alla sua portata).
Esempi di carichi che non possono dare luogo a sovraccarico sono:
vv apparecchi termici (scaldacqua, cucine, sistemi di riscaldamento),
vv motori con corrente a rotore bloccato (corrente di avviamento) non superiore
alla portata della conduttura,
vv apparecchi di illuminazione,

cc condutture di alimentazione di due o più derivazioni protette individualmente per


sovraccarico e con la somma delle correnti nominali non superiore alla sua portata.

cc Condutture che alimentano circuiti di telecomunicazione, segnalazione e simili.


La norma precisa che le condizioni di protezione contro i sovraccarichi di questi
circuiti sono allo studio.
Nota 1: nei luoghi con pericolo di esplosione e a maggior rischio in caso di incendio la protezione
contro i sovraccarichi deve essere installata all’inizio della conduttura, al di fuori delle aree
pericolose.
Nota 2: nei sistemi IT è obbligatorio installare la protezione contro i sovraccarichi a meno che
ogni circuito non protetto conto il sovraccarico sia protetto con dispositivo a corrente
differenziale.
Nota 3: per quanto riguarda la protezione contro i sovraccarichi del montante di alimentazione
delle unità abitative, si richiama l’attenzione sul fatto che i contatori di ultima generazione (GIS)
sono provvisti di interruttore automatico con corrente nominale di 63 A.
Per tale motivo la linea montante è protetta contro i sovraccarichi dall’interruttore installato
sul quadro dell’unità abitativa ma potrebbe non essere protetta per cortocircuito a fondo linea.

77
Protezione Protezione contro il cortocircuito
dei circuiti Protezione dei cavi a inizio linea
e a fondo linea

L’omissione della protezione contro i sovraccarichi.


L’omissione della protezione contro i sovraccarichi è raccomandata, per ragioni
di sicurezza, per i circuiti che alimentano apparecchi utilizzatori in cui l’apertura
intempestiva potrebbe essere causa di pericolo.
In tale caso è raccomandato l’utilizzo di dispositivi di allarme che segnalano
la presenza dell’eventuale sovraccarico.
Esempi di circuiti che rientrano nei casi sopra indicati:
cc circuiti di eccitazione delle macchine rotanti;
cc circuiti di alimentazione degli elettromagneti di sollevamento;
cc circuiti secondari dei trasformatori di corrente;
cc circuiti che alimentano dispositivi di estinzione dell’incendio.
L’omissione della protezione contro il sovraccarico si può ottenere anche
sovradimensionando la protezione termica rispetto alle condizioni più gravose
di funzionamento del circuito.
Nota 4: le prescrizioni sopra indicate non sono applicabili nei luoghi classificati a maggior rischio
in caso di incendio o con pericolo di esplosione.

Protezione per cortocircuito a fondo linea


Nei casi in cui venga a mancare la protezione contro il sovraccarico la norma
richiede di verificare l’intervento della protezione magnetica in caso di cortocircuito
a fondo linea.
In questo caso la verifica da eseguire, indicata dalla norma CEI 64-8, è la seguente
Iccmin ≥ Im
Il calcolo della corrente minima si può ottenere nei modi seguenti:

quando il conduttore di neutro non è distribuito

quando il conduttore di neutro è distribuito


Legenda dei simboli:
ICCmin = valore della corrente di cortocircuito presunta in fondo alla linea. In caso di circuito trifase
con neutro la corrente corrisponde alla ICC-FN, in caso di assenza del neutro la corrente
corrisponde alla ICC-2F
Im = soglia di intervento della protezione magnetica
U (V) = tensione nominale del circuito (concatenata)
UO (V) = tensione nominale verso terra del circuito (di fase)
0,8 = fattore che tiene conto della riduzione di tensione di alimentazione, durante il cortocircuito,
a monte della conduttura protetta
SF = sezione del conduttore di fase
1,5 = fattore che tiene conto dell’aumento del 50% della resistenza del circuito, rispetto al valore
a 20°C, dovuta al riscaldamento del conduttore durante il cortocircuito
ρ = resistività a 20°C del materiale conduttore
L = lunghezza della conduttura protetta
m = rapporto tra la sezione del conduttore di fase e la sezione del conduttore di neutro quando
i due conduttori sono realizzati con lo stesso materiale conduttore
KX = fattore riduttivo della corrente di cortocircuito che tiene conto della componente induttiva
dell’impedenza del cavo che costituisce la conduttura da proteggere. Per sezioni non superiori
a 95mm2 l’errore non è sensibile.
Kx
sezione cavo [mm2] 120 150 185 240 300
fattore Kx 0,95 0,9 0,8 0,75 0,72

KPAR = fattore che tiene conto dell’impedenza del circuito di guasto in caso di conduttori
in parallelo

KPAR
n° cavi in parallelo 1 2 3 4 5
fattore KPAR 1 2 2,65 3 3,2

78
Lunghezza massima protetta

Lunghezza massima protetta


Utilizzando le formule della pagina precedente è possibile determinare la tabella
delle lunghezze massime protette dei cavi in funzione dei valori di corrente
di regolazione magnetica.
Questa tabella si deve utilizzare quando non è presente la protezione termica.
Le tabelle delle lunghezze massime protette tengono conto di un coefficiente
di tolleranza di intervento della soglia magnetica pari a 1,2.

fattori di correzione da applicare alle lunghezze massime


S fase S fase =2
=1
S neutro S neutro
trifase 400 V o bifase 400 V senza neutro 1
trifase 400 V + neutro 0,58 0,39
monofase 230 V fase + neutro 0,58

protezione del cavo - lunghezza massima protetta [m]


sez. regolazione magnetica [A]
[mm2] 20 30 40 50 60 70 80 90 100 120 140 160 180 200 240 280 320 400 440 480 520
1,5 370 247 185 148 123 106 93 82 74 62 53 46 41 37 31 26 23 19 17 15 14
2,5 617 412 309 247 206 176 154 137 123 103 88 77 69 62 51 44 39 31 28 26 24
4 658 494 395 329 282 247 219 198 165 141 123 110 99 82 71 62 49 45 41 38
6 741 593 494 423 370 329 296 247 212 185 165 148 123 106 93 74 67 62 57
10 705 617 549 494 412 353 309 274 247 206 176 154 123 112 103 95
16 790 658 564 494 439 395 329 282 247 198 180 165 152
25 772 686 617 514 441 386 309 281 257 237
35 720 617 540 432 393 360 332
50 772 617 561 514 475
70 786 720 665
95
120
150
185
240
300

protezione del cavo - lunghezza massima protetta [m]


sez. regolazione magnetica [A]
[mm2] 560 600 650 700 800 900 1000 1100 1250 1600 2000 2500 3200 4000 5000 6300 8000 10000 12500
1,5
2,5
4 35 33 30 28 25 22 20
6 53 49 46 42 37 33 30 27
10 88 82 76 71 62 55 49 45 40 31 25 20
16 141 132 122 113 99 88 79 72 63 49 40 32 25 20
25 220 206 190 176 154 137 123 112 99 77 62 49 39 31 25 20 15 12 10
35 309 288 266 247 216 192 173 157 138 108 86 69 54 43 35 27 22 17 14
50 441 412 380 353 309 274 247 224 198 154 123 99 77 62 49 39 31 25 20
70 617 576 532 494 432 384 346 314 277 216 173 138 108 86 69 55 43 35 28
95 670 586 521 469 426 375 293 235 188 147 117 94 74 59 47 38
120 667 593 533 485 427 333 267 213 167 133 107 85 67 53 43
150 630 572 504 394 315 252 197 157 126 100 79 63 50
185 664 585 457 365 292 228 183 146 116 91 73 58
240 556 444 356 278 222 178 141 111 89 71
300 667 533 427 333 267 213 169 133 107 85

Esempio 1
Rete trifase 400 V senza neutro. Protezione assicurata con un interruttore NSX630F
munito di sganciatore solo magnetico tipo Micrologic 1.3M da 500 A, regolato a 4000
A (precisione ± 20%). Sezione delle fasi: 120 mm2.
Il cavo è protetto da cortocircuito in fondo alla conduttura se la sua lunghezza
è inferiore a 133 m.
Esempio 2
Rete monofase 230 V (fase + neutro). Protezione assicurata tramite un interruttore
NS80H sganciatore solo magnetico, tipo MA, da 50 A, regolato a 500 A
(precisione ± 20%). Sezione delle fasi e del neutro: 10 mm2.
Sulla tabella si considera la regolazione a 520 A (più cautelativa di 500 A)
da cui si ottiene 95 m. Applicando il fattore 0,58 si ottiene una lunghezza di 55 m.
Il cavo è protetto da cortocircuito in fondo alla linea se la sua lunghezza è inferiore
a 55 m.

79
Protezione Protezione dei conduttori
dei circuiti di protezione e di neutro
Sezione del conduttore di protezione
e di neutro

Il conduttore di protezione realizza Il conduttore di protezione deve sopportare le sollecitazioni termiche dovute
il collegamento delle masse all’impianto alla corrente di guasto a terra ed essere dimensionato in modo da permettere
l’intervento delle protezioni contro i contatti indiretti.
di terra. La sua funzione primaria è quella Qui di seguito vengono riportati due metodi per il solo dimensionamento termico
di permettere la circolazione della corrente del conduttore.
di guasto verso terra e, unitamente Nota 1: il conduttore di protezione deve essere identificato con colorazione giallo/verde.
Se il conduttore svolge anche la funzione di conduttore di neutro (PEN), prevedere fascettatura
all’interruttore automatico, di garantire di colore blu alle sue estremità. La colorazione delle anime dei cavi multipolari è indicata
la protezione contro i contatti indiretti. nella tabella sottostante (norma CEI 64-8)

numero colore delle anime dei cavi (b)


di anime conduttore conduttori di fase/neutro
di protezione neutro fase fase fase
3 giallo-verde blu marrone
4 giallo-verde marrone nero grigio
4 (a) giallo-verde blu marrone nero
5 giallo-verde blu marrone nero grigio

(a) Solo per applicazioni particolari


(b) In questa tabella un conduttore concentrico non isolato, tipo guaina metallica, fili armati
o schermati, non è considerato un’anima. Un conduttore concentrico è identificato dalla sua
posizione e, pertanto, non necessita di essere identificato dal colore.
Nota 2: connessione e posa
cc non deve essere in nessun caso interrotto da dispositivi di protezione, e sezionamento;
cc le masse devono essere collegate al conduttore di protezione tramite l'apposito morsetto
di terra, in parallelo e non in serie;
cc deve essere posato in prossimità dei conduttori di fase e senza interposizione di materiale
ferromagnetico (sistemi TN e IT).
cc per ulteriori informazioni consultare il capitolo riguardante i sistemi di neutro.
Metodo semplificato
Il dimensionamento viene effettuato in funzione della sezione del conduttore
di fase.
Nota: le sezioni riportate in tabella sono valide soltanto se i conduttori di protezione
sono costituiti dallo stesso materiale dei conduttori di fase.
sezione di fase sezione minima del conduttore di protezione [mm2]
[mm2] Cu Al
PE PEN PE PEN
≤ 16 SF SF SF SF
25-35 16 16 16 25
> 35 SF/2 SF/2 SF/2 SF/2

Nota 1: quando il conduttore di protezione non fa parte Metodo adiabatico (economico)


della conduttura di alimentazione non deve essere, Questo metodo conduce a sezioni notevolmente inferiori a quelle indicate
in ogni caso, inferiore a:
nella tabella del metodo semplificato.
cc 2,5 mm2 se è prevista una protezione meccanica;
cc 4 mm2 se non è prevista una protezione meccanica. La sezione del conduttore di protezione SPE deve rispettare la seguente relazione:
Nota 2: le apparecchiature di elaborazione dati con correnti
SPE ≥ I2t
di dispersione che superano 10 mA devono essere collegate KPE2
a terra con una delle seguenti configurazioni: dove:
cc cavo unipolare di sezione non inferiore a 10 mm2 o due cavi
I2t è l’energia specifica lasciata passare dall’interruttore automatico durante
in parallelo ciascuno di sezione non inferiore a 4 mm2 con
terminali indipendenti; l’interruzione del guasto.
cc anima di cavo multipolare con sezione non inferiore a 2,5 Tale valore si ricava dalle curve di energia specifica passante fornite dal costruttore
mm2. La sezione complessiva del cavo multipolare non deve dell’interruttore.
essere inferiore a 10 mm2 in modo da rendere minimi i danni In caso di interruttore automatico ritardato, l’energia in gioco può essere determinata
provocati da eventuali sollecitazioni meccaniche;
come il prodotto del quadrato della corrente di guasto presunta per il tempo totale
cc 2 cavi in parallelo di sezione non inferiore a 2,5 mm2
in componenti protettivi metallici. di interruzione.
KPE è un fattore il cui valore dipende dal materiale conduttore, dal materiale isolante
e dal tipo di conduttore utilizzato.
In tabella sono riportate le configurazioni più diffuse.

valori del fattore KPE valori del fattore KPE


tipo conduttore isolante ambito di utilizzo a vista in locali ambienti ordinari ambienti a maggior
PVC/ EPR/HEPR accessibili solo rischio in caso di
termoplastici - XEPR a personale incendio
cavo unipolare Cu 143 176 addestrato (1)
Al 95 116 conduttore Cu 228 159 138
nudo Al 125 105 91
Fe 52 64
cavo nudo a Cu 143 176 Fe 82 58 50
contatto con Al 95 116 (1) i valori di temperatura raggiunti (500° per il rame e 300° per l’alluminio) sono validi solo se non
cavo isolato Fe 52 64 compromettono la qualità delle connessioni.
anima di cavo Cu 115 143
multipolare Al 76 94

80
Sezione del conduttore di neutro
Il conduttore di neutro contribuisce alla trasmissione dell’energia elettrica e viene
utilizzato in presenza di carichi monofasi.
In queste condizioni, il conduttore di neutro è percorso da una corrente
la cui intensità dipende dal grado di squilibrio dei carichi.
L’eventuale conduttore di neutro deve avere la stessa sezione dei conduttori
di fase:
cc nei circuiti monofasi a due fili, qualunque sia la sezione dei conduttori;
cc nei circuiti polifasi, quando la dimensione dei conduttori di fase sia inferiore
od uguale a 16 mm2 se in rame o a 25 mm2 se in alluminio.
Nei circuiti polifasi i cui conduttori di fase abbiano una sezione superiore a 16 mm2
se in rame o a 25 mm2 se in alluminio il conduttore di neutro può avere una sezione
inferiore a quella dei conduttori di fase se sono soddisfatte contemporaneamente
le seguenti condizioni:
cc la corrente massima, comprese le eventuali armoniche, che si prevede possa
percorrere il conduttore di neutro durante il servizio ordinario, non sia superiore
alla corrente ammissibile corrispondente alla sezione ridotta del conduttore
di neutro;
cc la sezione del conduttore di neutro sia almeno uguale a 16 mm2 se in rame
e 25 mm2 se in alluminio.
sezione fase minima sezione neutro
[mm2] [mm2]
Cu ≤ 16 SF
> 16 16
Al ≤ 25 SF
> 25 25

Nota 1: il conduttore di neutro deve essere identificato con la colorazione blu.


Nota 2: sistema TN-C
Il conduttore di neutro svolge anche la funzione prioritaria di conduttore di protezione e come
tale non può essere interrotto. Per il suo corretto dimensionamento consultare il paragrafo
relativo al conduttore di protezione e rispettare le considerazioni riguardanti le minime sezioni
del conduttore di neutro.
Nota 3: sistema IT
La norma sconsiglia di distribuire il neutro. Dove è necessaria la distribuzione valgono
le condizioni già esposte.

Dimensionamento neutro in presenza di armoniche(5)


tipologia TDi ≤ 15% TDi > 15% TDi > 33% (2)
circuiti/cavo TDi ≤ 33% (1)
trifase + neutro Sneutro = Sfase Sneutro = Sfase (3) Ineutro = 1,45 x Ifase
cavo multipolare Sneutro = Sfase (3) (4)
Sfase ≤ 16mm2
trifase + neutro Sneutro = Sfase Sneutro = Sfase (3) Ineutro = 1,45 x Ifase
cavo multipolare Sneutro = Sfase (3) (4)
Sfase > 16mm2
trifase + neutro Sneutro = Sfase Sneutro = Sfase (3) Ineutro = 1,45 x Ifase
cavo unipolare Sneutro > Sfase (3)
Sfase > 16mm2
La tabella è stata estratta dalla guida francese UTE 15-105 "Dimensionamento della sezione
dei conduttori e scelta dei dispositivi di protezione. Metodo pratico"
(1) In presenza di sistema di illuminamento costituito da lampade a scarica (tubi fluorescenti)
in uffici, laboratori, grandi superfici.
(2) In caso di PC, apparecchi elettronici, CED, banche, centri commerciali, depositi
automatizzati, etc.
(3) La linea è composta da quattro conduttori carichi. Per il dimensionamento a portata del cavo
si può utilizzare un fattore correttivo 0,84 in aggiunta ai fattori già previsti dalla norma per circuiti
trifasi con neutro non carico.
(4) Nel caso in cui il cavo multipolare abbia anime di pari sezione, la sezione del neutro definisce
anche la sezione di fase.
(5) In caso di tasso armonico superiore al 15% scegliere correttamente la taratura della
protezione installata sul conduttore di neutro in modo da evitare il suo intevento intempestivo.

81
Protezione Dimensionamento rapido dei cavi
dei circuiti Linee monofasi

I metodi di calcolo della sezione dei cavi Metodo rapido


proposti in questo capitolo e quelli di verifica Il metodo che viene qui proposto in forma tabellare non richiede calcoli né verifiche,
descritti nei capitoli successivi sono poiché le sezioni dei cavi indicate sono precalcolate.
Tuttavia, affinché le sezioni suggerite risultino comunque rispondenti alle norme,
rigorosamente rispondenti alle norme CEI. in qualche applicazione impiantistica la sezione può risultare leggermente
La loro applicazione porta all’ottimizzazione sovrabbondante.
della sezione dei cavi (sezione minima
possibile) con conseguente minimizzazione Campo di applicazione
dei costi di acquisto e di installazione. La scelta dei cavi effettuata con questo metodo è particolarmente mirata per impianti
nel campo domestico e del piccolo terziario, con sistema di distribuzione TT e posa
Per contro, questo procedimento richiede dei cavi in tubi incassati nei muri.
attenzione e tempo per la progettazione. Per impianti con sistema TN ed altre modalità di posa dei cavi, il metodo può essere
Può perciò risultare utile fare riferimento utilizzato con i seguenti accorgimenti:
al metodo rapido che viene descritto cc corrente di cortocircuito all’origine dell’impianto BT non superiore a 15 kA;
cc sezione del conduttore di protezione PE ricavato dalla seguente tabella A.
qui di seguito.
Tabella A
Sezioni del conduttore di protezione SPE in funzione della sezione del conduttore
di fase SF
SF [mm2] rame SPE [mm2] rame
≤ 16 SF
25-35 16
> 35 SF/2

Determinazione rapida della sezione dei cavi


Linee monofase
Le tabelle 1, 2, 3, 4, 5 forniscono le lunghezze massime dei cavi in funzione
della corrente nominale dell’interruttore, della sezione dei cavi e della caduta di
tensione massima ammissibile nel circuito in esame.
La determinazione della sezione adatta all’applicazione in esame si farà scegliendo
la sezione avente lunghezza massima ammissibile immediatamente superiore
a quella del circuito in esame.
Esempio
Una linea monofase di 35 m di lunghezza, protetta da un interruttore da 16 A,
con una caduta di tensione massima ammissibile del 3%. Dalla tabella 5, con 16 A,
si determina la sezione di 4 mm2 (lunghezza massima ammissibile 38,6 m).
Tabella 1
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofase con ∆u%Ie dell’1%
sezione cavi rame [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16
lunghezza max [m] In interr. 10 A 7,7 12,8 20,6 30,9
In interr. 16 A 8,0 12,8 19,3 32,0
In interr. 20 A 10,3 15,4 25,5 40,5

Tabella 2
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofase con ∆u%Ie dell'1,5%
sezione cavi rame [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16
lunghezza max [m] In interr. 10 A 11,6 19,3 30,9 46,4
In interr. 16 A 12,0 19,3 29,0 48,0
In interr. 20 A 15,4 23,2 38,4 61,0
Tabella 3
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofase con ∆u%Ie del 2%
sezione cavi rame [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16
lunghezza max [m] In interr. 10 A 15,5 25,7 41,2 61,9
In interr. 16 A 16,0 25,7 38,7 64,1
In interr. 20 A 20,6 30,9 51,2 81,3

Tabella 4
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofase con ∆u%Ie del 2,5%
sezione cavi rame [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16
lunghezza max [m] In interr. 10 A 19,4 32,2 51,6 77,4
In interr. 16 A 20,1 32,2 48,4 80,2
In interr. 20 A 25,8 38,7 64,1 101,8
Tabella 5
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofase con ∆u%Ie del 3%
sezione cavi rame [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16
lunghezza max [m] In interr. 10 A 23,2 38,6 61,9 92,8
In interr. 16 A 24,1 38,6 58,0 96,1
In interr. 20 A 30,9 46,4 76,8 122,1

82
Linee monofasi
Linee trifasi

Determinazione rapida della sezione dei cavi


Linee monofasi costituite da tratti di diversa sezione
Nella distribuzione terminale, è abbastanza frequente realizzare circuiti che abbiano
diverse derivazioni, che a volte possono avere sezioni di fase (e neutro) diverse
da quelle del cavo da cui sono derivate.
Le tabelle 6 e 7 forniscono le lunghezze dei tratti di circuito di diversa sezione
in funzione della lunghezza totale della tratta alimentata con interruttore da 10 A
(tabella 6) o da 16 A (tabella 7).
Entrambe le tabelle fanno riferimento ad una caduta di tensione massima del 2,5%
(caratteristica di un’appartamento in cui sul montante tra il contatore
e l’appartamento si preveda una caduta di tensione inferiore all’1,5%).
Esempio: un circuito di distribuzione monofase di 25 m di lunghezza alimentato
da un interruttore da 10 A. Dalla tabella 6 si ottengono due tratti, 15 m da 2,5 mm2
e 10 m da 1,5 mm2.
Linee trifasi
La tabella 8 fornisce le lunghezze massime dei cavi in funzione della corrente
nominale dell’interruttore, della sezione dei cavi e della caduta di tensione massima
ammissibile nel circuito in esame (1% per i circuiti di distribuzione e 3% per i circuiti
terminali). La determinazione della sezione adatta all’applicazione in esame si fa
scegliendo la sezione avente lunghezza massima ammissibile immediatamente
superiore a quella del circuito in esame.
Esempio: una linea trifase di un circuito terminale (∆u massima 3%) di 100 m
di lunghezza protetta da un interruttore da 25 A. Dalla tabella 8, con 25 A e ∆u 3%
si determina la sezione di 10 mm2 (lunghezza massima ammissibile 133 m).
Tabella 6
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofasi in due tratti con ∆u%
Ie del 2,5%.
In interruttore 10 A
lunghezza totale linee [m] ­-19 20 25 30 35 40 45 50
lunghezza 4 mm2 20 25 10 25 33 35 41 50
singoli tratti [m] 2,5 mm2 5 15 30 25 15 10
1,5 mm2 19 15 10 10 10 7 4
Tabella 7
Dimensionamento delle linee di distribuzione monofasi in due tratti con ∆u%
Ie del 2,5%.
In interruttore 16 A
lunghezza totale linee [m] ­-20 25 30 35 40 45 48
lunghezza 6 mm2 10 13 25 10 34 23 39 48
singoli tratti [m] 4 mm2 15 25 25 17 6
2,5 mm2 20 10 15 5 17 10 6

Tabella 8
Dimensionamento delle linee di distribuzione trifasi con ∆u%Ie dell'1%
(circuiti di distribuzione) e del 3% (circuiti terminali).
sezione cavi rame [mm2] 1,5 2,5 4 6 10 16 25 35
I max [m] ∆u 1% In interr. 6 A 28,6 47,5 75,6 113
In interr. 10 A 17,2 28,5 45,4 67,9
In interr. 16 A 17,8 28,3 42,4 69,6
In interr. 20 A 22,7 33,9 55,7 87,4
In interr. 25 A 27,1 44,6 69,9 108
In interr. 32 A 34,8 54,6 84,8 116
I max [m] ∆u 3% In interr. 6 A 85 142 227 339
In interr. 10 A 51 85 136 203
In interr. 16 A 53 85 127 209
In interr. 20 A 68 101 167 262
In interr. 25 A 81 133 209 266
In interr. 32 A 104 163 207 234
Nota: in caso di utilizzo di interruttori scatolati o modulari con curva D, K e MA per sistemi TN
verificare la lunghezza massima per la protezione delle persone.

83
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Introduzione

la gamma Canalis in sintesi Generalità


Canalis In [A] n. conduttori grado di Le funzioni principali delle canalizzazioni elettriche prefabbricate sono il trasporto
protez. IP e la distribuzione dell’energia da una sorgente ad un punto di utilizzo.
KDP 20 2/4 55 è inoltre possibile realizzare altre funzioni come il comando dei circuiti
KBA 25-40 2/4 55 di illuminazione e l’integrazione di circuiti ausiliari o di emergenza.
KBB 25-40 2÷8 55 Per trasporto di energia si intendono i collegamenti trasformatore-quadro
KNA 40-63-100-160 4 55 e quadro-quadro caratterizzati da elevate correnti nominali (800-5000 A)
KNT 40-63-100-160 4+3 55 con soluzioni standard o personalizzate.
KS 100÷1000 4 55 La distribuzione dell’energia comprende un campo applicativo più ampio
KTA 1000÷4000 3/4/5 55 (correnti nominali da 20 a 5000 A) ed è da intendersi come l’insieme delle soluzioni
KTC 1000÷5000 3/4/5 55 tecniche realizzabili per alimentare direttamente impianti industriali e del terziario
La gamma dei condotti sbarre prevede anche il condotto KXA fino agli utilizzatori (macchine utensili, motori, corpi illuminanti).
per la distribuzione mobile da 50 A a 160 A. Le canalizzazioni elettriche prefabbricate indipendentemente dalla loro corrente
nominale sono composte da 4 elementi fondamentali:
cc alimentazioni:
inserite in testa o centralmente alla canalizzazione ne assicurano l’alimentazione.
Per correnti nominali elevate sono disponibili testate di alimentazione dedicate
per quadri tipo Prisma e per trasformatori (resina e olio);
cc elementi rettilinei:
costituenti la linea che permette il trasporto dell’energia dal punto sorgente al punto
di utilizzo;
cc dispositivi di fissaggio:
per il fissaggio della canalizzazione a muro o in sospensione e per il sostegno
dei corpi illuminanti ove necessario;
cc spine e cassette di derivazione:
consentono l’alimentazione diretta di lampade o macchine operatrici
con la protezione integrata tramite fusibili, interruttori modulari (serie Multi 9)
o scatolati (serie Compact NSX).

La gamma Canalis
cc Serie illuminazione
Caratterizzate da correnti nominali di piccola intensità (20-40 A) e dal grado
di protezione fino ad IP55, le canalizzazioni Canalis KDP KBA e KBB sono dedicate
alla distribuzione e al comando dei circuiti di illuminazione. Sono disponibili
in versione bipolare e tetrapolare, con possibile scelta della lunghezza degli elementi
rettilinei (2 o 3 m per condotti KBA e KBB) o della bobina (24 o 192 m per condotti
KDP) e del numero di derivazioni presenti (2 o 3 per condotti KBA e KBB
e ogni 1,5 o 3 m per condotti KDP).
La tecnologia adottata per le giunzioni, di tipo rapido, e per i dispositivi di fissaggio
(staffe autobloccanti) consente l’installazione in tempi estremamente ridotti.
cc Serie piccola e media potenza
Dedicate alla distribuzione della forza motrice per l’alimentazione diretta dei carichi,
le canalizzazioni Canalis KNA, KNT e KS raggiungono correnti nominali di 800 A
in versione tetrapolare.
Si distinguono per le dimensioni ridotte dell’involucro e per la facilità di montaggio
grazie anche alle giunzioni prive di bulloni, in grado di assorbire le dilatazioni
dei conduttori, e per la disponibilità nella versione KNT di 3 conduttori supplementari,
integrati d’origine nella canalizzazione, per circuiti ausiliari o di telecomando.
cc Serie forte potenza
Le canalizzazioni Canalis KTA e KTC si collocano nel settore trasporto
e distribuzione ad elevate correnti nominali (fino a 5000 A) e trovano la migliore
applicazione nelle cabine di trasformazione per il collegamento trasformatore-
quadro o come distribuzione principale nelle industrie o negli insediamenti
commerciali e nel terziario. Sono caratterizzate da un ingombro molto ridotto
data la disposizione a sandwich dei conduttori, utile anche a ridurre gli sforzi
elettrodinamici in caso di cortocircuito, e dalla disponibilità di elementi su misura
(rettilinei, curve o alimentazioni).

La soluzione prefabbricata
Le canalizzazioni elettriche prefabbricate nascono come alternativa al tradizionale
impianto realizzato in cavo, rispetto al quale, proprio per il fatto di nascere
come prodotto prefabbricato, evidenziano una maggiore flessibilità di gestione
degli impianti con larga possibilità di riutilizzo dei materiali.
I tempi di posa sono ridotti grazie alla maggior facilità di installazione: il costo globale
dell’impianto è sensibilmente ridotto. Le canalizzazioni elettriche prefabbricate
Canalis coprono un panorama completo di applicazioni, dall’illuminazione di uffici
ai grossi impianti in cabine di trasformazione.
Tutti i prodotti sono conformi alla norma CEI EN 60439-2 ed offrono quindi
una maggior sicurezza, garantita da Schneider Electric che ne certifica la
rispondenza alla norma.

84
Prescrizioni normative

Introduzione
Dovendo realizzare impianti secondo la regola dell’arte, per quanto detto in altre
parti di questa guida, è spesso interessante per l’installatore fare riferimento
a quanto previsto dalle norme CEI, sia per quanto riguarda la concezione
e la realizzazione impiantistica, sia per quanto riguarda i vari componenti utilizzati.
Ciò, anche in virtù dell’art. 2 della legge 186 del 1 marzo 1968, secondo il quale
i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici
ed elettronici realizzati secondo le norme del CEI si considerano costruiti
«a regola d’arte”. Per quanto riguarda i condotti sbarre prefabbricati, la norma
di riferimento è la CEI EN 60439-2 (CEI 17-13/2).
Questa norma rappresenta un’evoluzione rispetto alla precedente CEI 17-13
(Parte 2) del 1980, soprattutto per ciò che concerne gli aspetti legati
all’industrializzazione del prodotto e le prove da effettuare per garantirne
le prestazioni.

La norma CEI EN 60439-2: presentazione


La norma si applica ai condotti sbarre, apparecchiature costituite da un sistema
di conduttori comprendente una o più sbarre distanziate e sostenute da materiali
isolanti (isolatori), il tutto contenuto in un involucro (condotto) al quale possono
essere applicati dispositivi di derivazione ed apparecchiature di protezione,
e ai loro accessori; si applica inoltre ai condotti sbarre destinati ad alimentare
apparecchi di illuminazione mediante unità di derivazione.
Un condotto sbarre prefabbricato è composto da un’unità principale (elemento
rettilineo) alla quale sono successivamente collegati dispositivi atti ad assolvere
differenti funzioni: cassette di alimentazione, dispositivi di fissaggio (staffe murali
o a sospensione), dispositivi di derivazione (spine precablate o a morsetti), cassette
per interruttori modulari, scatolati o per fusibili), elementi complementari
per il cambio di direzione (elementi flessibili, elementi a T, Z, X).
I condotti sbarre, se non diversamente specificato all’interno del testo normativo,
devono essere conformi a tutte le prescrizioni riportate nella EN 60439-1
già applicabile per i quadri elettrici (ad es. di distribuzione) di bassa tensione.
La norma CEI EN 60439-2 deve essere letta congiuntamente alla EN 60439-1
(2000) "Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione
(quadri BT), Parte 1: Prescrizioni per apparecchiature di serie (AS) e non di serie
(ANS)", che si applica integralmente, ove la prima non contenga articoli o paragrafi
specifici che ne modifichino o sostituiscano il contenuto.
I condotti sbarre trattati dalla norma sono "Apparecchiature costruite in serie (AS)",
cioè conformi alla definizione: "Apparecchiatura di protezione e manovra conforme
ad un tipo o ad un sistema prestabilito senza scostamenti tali da modificarne in modo
determinante le prestazioni rispetto all’apparecchiatura tipo provata secondo quanto
prescritto nella presente Norma".
In pratica, la norma richiede che ogni condotto sbarre costruito sia conforme
ad un ben identificato prototipo, già sottoposto a tutte le prove di tipo da essa
previste.
Questa precisa prescrizione serve a limitare, per quanto possibile, l’improvvisazione
che può caratterizzare la realizzazione dei condotti sbarre, e lo fa richiedendo
ai vari costruttori una standardizzazione sempre più spinta del proprio prodotto.
Le prove di tipo che la norma richiede di eseguire sui condotti sbarre per dimostrarne
la rispondenza alle sue prescrizioni sono numerose e, in qualche caso, gravose
sia tecnicamente che economicamente.
La nuova edizione della norma CEI EN 60439-2, di recente pubblicazione,
prevede la possibilità che le unità di derivazione, più suscettibili di adattamenti
e personalizzazioni da parte dell’installatore, siano "Apparecchiature costruite
non in serie (ANS)" e, quindi, non completamente conformi al prototipo
di riferimento.
Per i prodotti ANS (e, quindi, anche per le derivazioni dei condotti sbarre),
la norma ammette che alcune delle prove di tipo non vengano effettuate, purché
le relative prestazioni siano comunque verificate attraverso estrapolazioni, calcoli
o altri metodi che il costruttore dimostri validi a tal fine; a tale scopo, la verifica va
fatta per confronto con i risultati omogenei ottenuti durante le prove di tipo
che l’apparecchiatura di serie (AS) di riferimento ha superato (ad esempio,
per il riscaldamento, la derivazione non deve essere in condizioni peggiori rispetto
alla derivazione provata di riferimento, e, analogamente, si devono studiare
accorgimenti perché la tenuta al cortocircuito sia almeno equivalente
a quella del prototipo).

85
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Prescrizioni normative

Le prestazioni dei condotti e le relative prove


La richiesta pressante del mercato per prodotti di bassa tensione rispondenti
alla norma induce qualche costruttore (principalmente per i fattori tecnici
ed economici succitati) ad estendere certificazioni relative a configurazioni
e prestazioni di condotti sbarre provati, anche a prodotti di concezione
e caratteristiche molto diverse da quelle del prototipo di riferimento,
andando in tal modo al di là delle estrapolazioni consentite dalla norma.
I rapporti di prova realizzati dal costruttore per specifici prodotti o configurazioni
non sono validi e applicabili per tutta la gamma della sua produzione.
L’acquirente ed utilizzatore di condotti sbarre si deve quindi rivolgere a costruttori
in grado di dimostrare la rispondenza alle norme dell’intera gamma di loro
produzione, per le varie configurazioni e prestazioni dichiarate.
Tra i documenti che il costruttore deve esibire, la norma CEI EN 60439-1
(e, di conseguenza, la 60439-2) non fa distinzione riguardo all’ente emittente,
che può, pertanto, essere un laboratorio del costruttore stesso oppure un laboratorio
o istituto indipendente dal costruttore e/o ufficialmente riconosciuto come ente
certificatore.

Condotti sbarre industrializzati in forma


di componenti
Le norme CEI EN 60439-1/2 ammettono che alcune fasi del montaggio dei condotti
vengano eseguite fuori dall’officina del costruttore, purché siano realizzate secondo
le sue istruzioni. Ciò è in accordo con lo spirito della norma, che tende a conferire
al condotto sbarre di bassa tensione le caratteristiche di prodotto industrializzato
che si traducono poi in significativi vantaggi per l’utilizzatore finale, non ultimo
quello della maggiore affidabilità e del conseguente aumento del livello di sicurezza
ottenibile.
L’installatore è dunque autorizzato e in qualche modo indirizzato dalla norma CEI
ad utilizzare prodotti commercializzati in forma di pezzi sciolti da comporre
correttamente per la costruzione, volta per volta, dello specifico impianto.
L’utilizzazione di questo tipo di prodotto pone, inoltre, il problema della suddivisione
(condivisione) di responsabilità nel garantire la rispondenza alla norma del prodotto
finale. Infatti, né il costruttore dei pezzi sciolti, né l’installatore hanno la possibilità
di controllare completamente l’iter realizzativo del prodotto e di garantire quindi
la rispondenza alla norma, in particolare per la parte di realizzazione del condotto
sbarre non di propria competenza.
Tuttavia, è la norma stessa che indica una soluzione razionale a questo problema;
riferendosi in particolare alla tabella 7: "Elenco delle verifiche e prove da eseguire
sull’apparecchiatura AS ed ANS".
Questa tabella definisce sia le prove di tipo che le prove individuali che devono
essere effettuate per garantire la rispondenza del condotto sbarre alla norma.
Le prove di tipo hanno lo scopo di verificare la rispondenza del prototipo al progetto,
in conformità alle prescrizioni della norma; in generale dovrà essere il costruttore
dei pezzi sciolti a farsene carico ed a garantire di conseguenza il prodotto
commercializzato. Inoltre, lo stesso costruttore dovrà fornire adeguate istruzioni
per la scelta dei componenti da utilizzare, per il montaggio e l’installazione
del condotto sbarre. Nel caso dei condotti sbarre, il costruttore dei pezzi sciolti
effettua anche le prove individuali in fabbrica sui singoli componenti, per i quali
garantisce quindi la corretta costruzione e la mancanza di difetti nei materiali.
L’installatore ha, dall’altra parte, la responsabilità di una scelta oculata
dei componenti e di un montaggio accurato, effettuati seguendo scrupolosamente
le istruzioni del costruttore dei componenti. L’installatore ha inoltre l’obbligo
di garantire la conformità alla norma delle modifiche effettuate sul prodotto finito
(possibili, come abbiamo visto, soltanto per le unità di derivazione del condotto).
Infine, l’installatore dovrà eseguire le verifiche impiantistiche (ad esempio,
come previste dalla Norma CEI 64-8 parte 6) per assicurarsi del buon esito
del montaggio e dell’installazione del condotto completo.

86
Conclusioni
Le regole essenziali da osservare, da parte dell’installatore, per poter garantire
e documentare opportunamente la conformità del condotto sbarre alla norma
si possono così sintetizzare:
cc scegliere un fornitore affidabile in grado di dimostrare l’esecuzione delle prove
di tipo sui prototipi;
cc effettuare la scelta dei componenti del condotto sbarre in stretta osservanza
dei cataloghi del fornitore;
cc montare il condotto seguendo scrupolosamente le istruzioni del fornitore
dei pezzi sciolti e degli apparecchi;
cc verificare, tramite prove di tipo o metodi di calcolo/estrapolazione, eventuali
modifiche sostanziali (ad esempio, sulle unità di derivazione) apportate rispetto
alle configurazioni "tipo" garantite dal costruttore;
cc installare correttamente il condotto sbarre effettuando le ulteriori necessarie
verifiche elettriche o meccaniche;
cc conservare nei propri archivi la documentazione relativa alle prove di tipo
ed alle prove impiantistiche sul condotto installato;
cc redigere la dichiarazione di conformità dell’impianto ed allegare alla relazione
tecnica le caratteristiche e la documentazione di riferimento per il condotto sbarre
installato.

87
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Prescrizioni normative

In sintesi, si tratta di una serie di azioni Prove di tipo previste dalla norma CEI EN 60439-2
abbastanza semplici di cui uno degli aspetti Come già ricordato in precedenza, lo scopo delle prove di tipo è di verificare
la conformità di un dato tipo di apparecchiatura (con le prestazioni dichiarate
più importanti è quello della scelta
dal costruttore) alle prescrizioni della presente Norma.
del fornitore dei componenti, per la quale Le prove di tipo vanno effettuate, per iniziativa del costruttore, su un esemplare
l’installatore deve agire con cautela di apparecchiatura o su parti di apparecchiatura che siano costruite secondo
per poter correttamente e con poche lo stesso progetto o secondo progetti simili.
Le prove di tipo, previste dalla Norma CEI EN 60439-2, comprendono:
ulteriori attenzioni rispondere cc verifica dei limiti di sovratemperatura;
alle prescrizioni delle norme e regole cc verifica delle proprietà dielettriche;
vigenti. cc verifica della tenuta al cortocircuito;
cc verifica dell’efficienza del circuito di protezione;
cc verifica delle distanze in aria e superficiali;
cc verifica del funzionamento meccanico;
cc verifica del grado di protezione.
cc verifica dei valori di resistenza, reattanza e impedenza in condizioni normali
ed in condizioni di guasto;
cc verifica della solidità della costruzione;
cc verifica della durata di vita del condotto con mezzi di derivazione mediante carrello
collettore;
cc verifica della resistenza allo schiacciamento;
cc verifica della resistenza dei materiali isolanti al calore anormale;
cc verifica della non propagazione alla fiamma;
cc verifica di barriere tagliafuoco alla penetrazione del fuoco di edifici.
Queste prove possono essere effettuate in qualsiasi ordine di successione
e/o su esemplari diversi del medesimo tipo di apparecchiatura. Una modifica
costruttiva sostanziale rispetto al prototipo provato comporta, per i condotti sbarre
(AS), l’obbligo di eseguire nuovamente le prove di tipo da parte del costruttore.
La descrizione delle principali prove di tipo è fornita sul Documento prove Condotti
sbarre, unitamente alla raccolta dei certificati di prova.

Il rischio d’incendio
Nella progettazione di un impianto elettrico nei luoghi a maggior rischio in caso
d’incendio, la prima cosa da considerare è la riduzione della probabilità che accada
l’evento. Il pericolo d’incendio in un locale dipende da molti fattori e, in generale:
cc dalla natura e dal volume di combustibile in grado d’alimentare l’incendio;
cc dalla presenza di una sorgente di calore anomala, che può essere l’origine
di un principio d’incendio.
Il rischio, anche se non può mai essere nullo, deve tuttavia essere ridotto il più
possibile in funzione del danno. Un aspetto importante da affrontare consiste, perciò,
nel conoscere il comportamento dei materiali durante una loro eventuale esposizione
al fuoco, per essere certi che il pubblico possa evacuare gli immobili in tutta sicurezza
e che i sistemi di detenzione, allarme e spegnimento degli incendi, installati negli
edifici, funzionino correttamente.

Le norme impiantistiche
Oggi il DM 37/08 e, fino a ieri, la legge 46/90 richiedono che gli impianti siano costruiti
a "regola d’arte", condizione questa soddisfatta dal rispetto delle norme CEI.
In ambienti con particolari problemi per l’incendio si deve ridurre al minimo
la probabilità che l’impianto elettrico sia causa d’innesco o di propagazione; quindi,
anche le apparecchiature elettriche devono essere scelte ed installate in modo
da impedire che eventuali archi o scintille diano origine ad un incendio.
L’individuazione degli ambienti a maggior rischio d’incendio dipende da una
molteplicità di parametri che devono essere attentamente valutati in fase di progetto.
Tali parametri, richiamati nella norma tecnica degli impianti CEI 64-8, possono
dipendere da diversi fattori come, ad esempio:
cc la densità d’affollamento o la capacità di deflusso e sfollamento dell’ambiente;
cc l’entità del possibile danno alle persone, animali, e/o cose;
cc il comportamento al fuoco delle strutture dell’edificio;
cc la presenza di materiale combustibile e/o esplosivo;
cc la destinazione d’uso dei locali, ecc.
Le prescrizioni per questi luoghi sono più severe rispetto a quelle per gli ambienti
ordinari ed, in particolare, sono richiamate nelle seguenti norme impiantistiche:
vv CEI 64-8 "Impianti elettrici utilizzatori",
vv Capitolo 751 (Ambienti a maggior rischio d’incendio),
vv Capitolo 752 (Luoghi di pubblico spettacolo e d’intrattenimento);
cc CEI EN 60079-10 e 14 "Impianti elettrici nei luoghi con pericolo d’esplosione".

88
Comportamento al fuoco dei cavi
Per "ambienti ordinari", la Norma CEI 64-8, nella sezione 422 relativa
alla protezione contro gli incendi, prescrive che tutti i componenti elettrici
degli impianti non devono costituire un pericolo per l’innesco o la propagazione
di un incendio per gli altri materiali adiacenti.
Per gli isolanti, una caratteristica comune è quella di non provocare incendi
in caso di riscaldamento eccessivo dovuto ad un guasto. A tal fine si devono
rispettare le condizioni e le temperature di prova col filo incandescente indicate
nella CEI 64-8 e si devono osservare le misure più appropriate per l’installazione,
in modo da evitare questo rischio.
Per "ambienti di pubblico spettacolo e di intrattenimento", la non propagazione
alla fiamma è il minimo requisito richiesto dalla Norma CEI 64-8, sez. 752,
per le canalizzazioni e per i cavi. In particolare, viene prescritto che, per i circuiti
a tensione nominale non superiore a 230/400 V, i cavi devono avere una tensione
nominale di isolamento non inferiore a 450/750 V, mentre per i circuiti
di segnalazione e comando la tensione nominale d’isolamento non deve essere
inferiore a 300/500 V. Inoltre, è previsto che i circuiti di sicurezza funzionino durante
l’incendio e debbano essere resistenti al fuoco ed ai danneggiamenti meccanici
in relazione al tempo di funzionamento che è stato previsto.
Negli "ambienti a maggior rischio in caso di incendio", la Norma CEI 64-8,
sez. 751, richiede che sia ridotta al minimo la probabilità che l’impianto elettrico
e, quindi anche i componenti, possano innescare e propagare gli incendi.
Le condutture ed i cavi devono avere specifiche caratteristiche di resistenza
al fuoco, nei modi di realizzazione indicati dalla Norma, ed inoltre, in tutti
gli attraversamenti, come solai o pareti che delimitano il compartimento antincendio,
si devono prevedere barriere tagliafiamma con il grado di resistenza all’incendio
(REI) richiesto per l’elemento costruttivo dell’edificio in cui si prevede
l’attraversamento. Per i cavi e le canalizzazioni usate a questo scopo è richiesta
anche un’otturazione per il grado REI previsto.
Negli "impianti che richiedono i massimi requisiti di sicurezza negli incendi"
come quelli per la rilevazione automatica, spegnimento dell’incendio, apertura
di porte automatiche per i sistemi di aerazione e per altri circuiti di emergenza,
le caratteristiche dei materiali richieste dalla Norma impianti, per il comportamento
al fuoco, sono più severe.
Per i cavi e le canalizzazioni, oltre alla non propagazione della fiamma, è prevista
anche una resistenza al fuoco al fine di assicurare, entro determinati tempi,
una continuità di servizio durante l’incendio. Questi circuiti devono garantire
la funzione principale di sicurezza prevista, per permettere d’evacuare rapidamente
le persone e consentire al personale preposto di intervenire nella maniera più rapida
possibile. Si utilizzano, perciò, alcuni tipi di cavi che rilasciano nella combustione
una ridottissima quantità di fumi opachi e che non contengono gas tossici, nocivi
alle persone, e gas corrosivi, che possono deteriorare i componenti elettrici/
elettronici e le parti metalliche con le quali vengono a contatto.

Comportamento al fuoco dei condotti sbarre


Nei condotti sbarre Canalis, la qualità dei contatti elettrici, grazie alla scelta
dei materiali conduttori e dei sistemi di serraggio, assicura il buon funzionamento
e la massima affidabilità nel tempo.
Queste prestazioni danno la garanzia che, sia nelle condizioni normali sia in quelle
più gravose di installazione e di utilizzo, non si possa mai generare un punto caldo,
origine di un principio d’incendio.
La nuova edizione della norma CEI EN 60439-2 introduce una serie di prove di tipo
per verificare il comportamento al fuoco dei condotti sbarre.

Resistenza dei materiali al calore anomalo


Tutti i materiali isolanti che entrano nella composizione dei condotti sono sottoposti
alla prova denominata "del filo incandescente”, in conformità alla norma
CEI EN 60695-2-11.
Le temperature minime di prova per i materiali isolanti sono:
cc per parti di materiale isolante a contatto con parti attive, necessarie a tenere
in posizione elementi sotto tensione: 850 °C ± 15 °C;
cc per parti di materiale isolante non a contatto con parti attive e non necessarie
a tenere in posizione elementi sotto tensione: 650 °C ± 10°C.
La maggior parte dei materiali isolanti utilizzati nei condotti sbarre Canalis
sono stati verificati a 960°C.
La prova deve essere effettuata su un campione al quale è applicato
il filo incandescente per un tempo di 30 secondi.
Il risultato è positivo quando nessuna fiamma visibile, o alcun prolungamento
di incandescenza, appare sul campione 30 secondi dopo la rimozione del filo
e quando questo non ha provocato né l’accensione, né la bruciatura di una tavola
posta a contatto durante la prova.

89
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Prescrizioni normative

Non propagazione della fiamma, non propagazione


dell’incendio
Nel caso in cui un’installazione, eseguita con i condotti sbarre prefabbricati, possa
essere sottoposta al fuoco, si verifica il suo comportamento realizzando la prova
che si avvicina maggiormente alle condizioni reali di un incendio. Il test, effettuato
secondo la norma IEC 60332-3, consiste nel sottoporre uno spezzone di condotto
di almeno 3 m alla fiamma di un bruciatore, la cui temperatura può raggiungere
più di 800 °C, per un tempo di 40 minuti. Il condotto è posto in posizione verticale.
L’esito è soddisfacente il condotto in prova non si è incendiato o se la parte
carbonizzata o bruciata per effetto della fiamma non raggiunge un’altezza superiore
a 2,5 metri dall’estremità della bruciatura.
Ciò è stato verificato da Telemecanique senza alcun problema, anche perché tutti
i materiali che compongono i condotti sbarre sono classificati come non infiammabili.

Segregazione dell’incendio
Un condotto sbarre per barriere tagliafuoco deve essere previsto per prevenire
la propagazione del fuoco per un determinato tempo, in condizioni d’incendio,
quando il condotto sbarre passa attraverso le divisioni orizzontali o verticali
di un edificio (ad esempio pareti o pavimento).
La prova è effettuata secondo la ISO 834 per tempi di resistenza all’incendio di 60,
120, 180 o 240 minuti. La prova è effettuata solo su unità di condotto rettilinee
installate come nella situazione reale, cioè fatte passare attraverso un pavimento
di prova in calcestruzzo, il cui spessore è stabilito secondo il tempo di resistenza
all’incendio previsto. Un sigillante di tenuta al fuoco deve essere usato per riempire
il vuoto tra l’involucro del condotto ed il foro del pavimento di prova in cui passa
il condotto.
I condotti sbarre Canalis sono stati sottoposti con successo alle prove descritte
dalla ISO 834 ed è stata verificata la loro capacità di tenuta alle fiamme, ai gas
ed alla penetrazione del fuoco in una barriera tagliafuoco, per una durata minima
di 2 ore. Per i condotti compatti del tipo KT, questa proprietà è stata verificata su tutti
gli elementi standard della gamma.

Continuità di servizio in caso di incendio


È la caratteristica principalmente richiesta, necessaria per realizzare i circuiti
di sicurezza (es. ascensori, condotti di ventilazione, illuminazione di sicurezza, ecc.)
ed agevolare i passaggi delle linee elettriche nei locali più a rischio (parcheggi,
sale caldaie). Vi sono due soluzioni per rispondere al bisogno di continuità di servizio
nelle condizioni di incendio:
cc l’uso di cavi speciali che soddisfano tali proprietà, secondo la norma IEC 331;
cc l’installazione in un involucro, esso stesso refrattario al fuoco, secondo la norma
ISO 1182.
I condotti sbarre devono essere collocati all’interno di un’armatura in materiale
refrattario che permette loro di garantire la funzione di alimentazione dei circuiti
(in generale quelli di sicurezza) quando una parte della linea è sottoposta
all’incendio. Il tempo minimo per il quale deve essere assicurata la continuità
di servizio della linea, dipende dalla natura e dallo spessore di tale armatura.
Per esempio, con un’armatura realizzata con peltro di 50 mm di spessore,
il condotto sbarre assicura la funzione di alimentazione dei circuiti per due
ore in condizioni di incendio.

Fumi non opachi, non tossici e non corrosivi


I condotti sbarre sottoposti alla prova relativa ai fumi fanno registrare una ridotta
emissione.
In effetti, a causa del basso volume di materiale combustibile, i fumi prodotti sono
quasi nulli e ciò è ulteriormente giustificato nei condotti sbarre compatti. In questi
prodotti, infatti, il volume d’aria è nullo, escludendo così ogni eventuale possibilità
di ventilazione e combustione dei materiali.
Inoltre, il tipo di isolante dei condotti per distribuzione illuminazione, piccola media
e forte potenza non contiene alcun composto alogeno ed il suo degrado
per effetto dell’azione di pirolisi non produce, dunque, danni tossici o corrosivi.

Le prove individuali
Le prove individuali hanno lo scopo di rivelare difetti inerenti ai materiali e alla
fabbricazione.
Le prove individuali comprendono:
cc il controllo visivo dell’apparecchiatura, ivi compreso il controllo del cablaggio,
e, se necessario, una prova di funzionamento elettrico;
cc una prova dielettrica;
cc la verifica dei mezzi di protezione e della efficienza elettrica del circuito
di protezione.

90
Queste prove sono eseguite in fabbrica sui singoli componenti; ciò garantisce
l’installatore nell’utilizzo di prodotti conformi alla Norma, ma non lo esonera
dall’obbligo di realizzare ulteriori verifiche e prove dopo il trasporto e,
soprattutto, dopo l’installazione.

Verifiche dopo il montaggio e l’installazione del condotto


sbarre
Al termine del montaggio il condotto sbarre deve essere sottoposto alle verifiche
finali (per quanto applicabili) previste dalla norma CEI 64-8/Parte 6:
verifiche, e successivamente descritte e spiegate in dettaglio all’interno della Guida
CEI 64-14.
La verifica è l’insieme delle operazioni mediante le quali si accerta la rispondenza
alle prescrizioni della Norma dell’impianto elettrico.
La verifica comprende un esame a vista e delle prove.

Esami a vista
L’esame a vista deve precedere le prove e deve essere effettuato, di regola,
con l’intero impianto fuori tensione.
L’esame a vista deve accertare che i componenti elettrici (singoli componenti
dei condotti sbarre) siano:
cc conformi alle prescrizioni di sicurezza delle relative Norme (per i condotti sbarre,
la CEI EN 60439-2), con la conseguenza automatica di conformità alle Direttive
applicabili; questo può essere accertato dall’esame di marchiature o di certificazioni
e, comunque, dalla targhetta del prodotto apposta dal costruttore (una dichiarazione
di conformità del costruttore, ad esempio all’interno del catalogo anche può essere
considerata valida ai fini dell’accertamento). Inoltre, la marcatura CE sul prodotto
indica la rispondenza ai requisiti essenziali delle Direttive ad esso applicabili;
cc scelti correttamente e messi in opera in accordo con le prescrizioni della norma
e con le istruzioni del costruttore (ad esempio, si può verificare che le connessioni
siano state fatte correttamente, che i morsetti non risultino allentati, che non ci sia
la mancanza di targhe o che ci siano involucri rotti);
cc non danneggiati visibilmente in modo tale da compromettere la sicurezza.
L’esame a vista può riguardare, a seconda del tipo di impianto, le seguenti
condizioni:
cc la protezione contro i contatti diretti ed indiretti;
cc la protezione dagli effetti termici e dall’incendio;
cc la protezione delle condutture dalle sovracorrenti;
cc i dispositivi di sezionamento;
cc altro.
Il tutto deve essere verificato controllando la conformità alle prescrizioni relative
ai punti elencati e contenute nel progetto dell’impianto elettrico.
Gli impianti, infatti, devono essere corredati di tutta la documentazione necessaria
per una loro corretta identificazione e valutazione; la documentazione non solo
serve alla persona che effettua le verifiche, ma deve essere allegata
alla dichiarazione di conformità.

Prove
Devono essere eseguite, per quanto applicabili, e preferibilmente nell’ordine
indicato, le seguenti prove:
cc continuità dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali principali
e supplementari;
cc resistenza di isolamento dell’impianto elettrico;
cc protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione (su questa prova
vedasi il paragrafo che ne richiama in dettaglio le modalità).
Nel caso in cui qualche prova indichi la presenza di un difetto, tale prova e ogni altra
prova precedente che possa essere stata influenzata dal difetto segnalato devono
essere ripetute dopo l’eliminazione del difetto stesso.
L’avere effettuato le prove sul condotto sbarre a montaggio avvenuto è una garanzia
per il cliente finale che è sicuro di ricevere un prodotto (o un impianto), non solo
rispondente alle proprie richieste, ma anche alle prescrizioni normative e legislative.
Inoltre le prove servono all’installatore per verificare e a volte migliorare
il funzionamento ed il risultato della propria attività e, in alcuni casi, permettono
di evitare costi indesiderati dovuti a difetti di fabbricazione.
È indubbio che riscontrare un difetto, anche se minimo, in sede di assemblaggio
del condotto sbarre o durante i collaudi piuttosto che immediatamente prima
della consegna dell’impianto, evita ulteriori trasporti e lavorazioni a carico
dell’installatore.
Inoltre, un perfetto controllo sull’operato umano nelle fasi di montaggio della struttura
e di tutto quello che le sta intorno, nelle fasi di cablaggio e sui materiali utilizzati
(apparecchi, strumenti, conduttori e carpenteria) può essere effettuato solamente
con il collaudo finale ed è appunto il motivo per cui risulta fondamentale adempiere
alle richieste normative, anche in questa fase.

91
Protezione Condotti sbarre per la distribuzione
dei circuiti elettrica dell’illuminazione
Canalis KDP - 20 A IP55

Caratteristiche degli elementi di linea KDP


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 20
conformità alle norme CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55
tenuta meccanica IK 07
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 20
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 690
tensione nominale [V] Ue 230...400
tensione ad impulso [kV] Uimp 4
frequenza nominale [Hz] f 50/60
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] R20 6,80
resistenza media con Inc a 35°C [mW/m] R1 8,30
reattanza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,02
impedenza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 8,30
conduttore di protezione (PE)
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] 7,25
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle Ph/N a 35°C resistenza media R0 ph/N 27,21
componenti reattanza media X0 ph/N 0,85
simmetriche impedenza media Z0 ph/N 27,22
[mW/m]
Ph/PE a 35°C resistenza media R0 ph/PE 27,21
reattanza media X0 ph/PE 0,85
impedenza media Z0 ph/PE 27,22
metodo delle A 20°C resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 13,61
impedenze media Ph/N Rb0 ph/N 13,61
[mW/m] Ph/PE Rb0 ph/PE 13,61
con Inc resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 16,60
a 35°C media Ph/N Rb0 ph/N 16,60
Ph/PE Rb0 ph/PE 16,60
con Inc reattanza Ph/Ph Xb ph/ph 0,04
a 35°C e media Ph/N Xb ph/N 0,04
50 Hz Ph/PE Xb ph/PE 0,04
altre caratteristiche
tenuta alle correnti di corto-circuito
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 3,6
limite termico massimo I2t [A2s] 120.103
corrente nominale di breve durata (t = 1 s) [kA] Icw 0,34
campo magnetico irradiato
campo magnetico irradiato a 1 metro dalla canalizzazione [mT] B < 2.10-3

92
Canalis KBA - 25 e 40 A IP55

Caratteristiche degli elementi di linea KBA


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 25 40
conformità alle norme CEI EN 60439-2 CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55 55
tenuta meccanica IK 06 06
numero di conduttori attivi 2o4 2o4
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 25 40
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 690 690
tensione nominale [V] Ue 230...400 230...400
tensione ad impulso [kV] Uimp 6 6
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] R20 6,80 2,83
resistenza media con Inc a 35°C [mW/m] R1 8,30 3,46
reattanza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,02 0,02
impedenza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 8,33 3,46
conduttore di protezione (PE)
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] 1,57 1,57
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle Ph/N a 35°C resistenza media R0 ph/N 27,21 19,40
componenti reattanza media X0 ph/N 0,85 0,38
simmetriche impedenza media Z0 ph/N 27,22 19,41
[mW/m]
Ph/PE a 35°C resistenza media R0 ph/PE 19,40 13,83
reattanza media X0 ph/PE 0,38 0,73
impedenza media Z0 ph/PE 19,41 13,85
metodo delle A 20°C resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 13,61 5,68
impedenze media Ph/N Rb0 ph/N 13,61 5,68
[mW/m] Ph/PE Rb0 ph/PE 11,01 7,66
con Inc resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 16,60 6,91
a 35°C media Ph/N Rb0 ph/N 16,60 6,91
Ph/PE Rb0 ph/PE 12,50 8,70
con Inc reattanza Ph/Ph Xb ph/ph 0,04 0,90
a 35°C e media Ph/N Xb ph/N 0,04 0,90
50 Hz Ph/PE Xb ph/PE 0,035 0,035
altre caratteristiche
tenuta alle correnti di corto-circuito
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 4,40 9,60
limite termico massimo I2t [A2s] 195.103 900.103
corrente nominale di breve durata (t = 1 s) [kA] Icw 0,44 0,94
campo magnetico irradiato
campo magnetico irradiato a 1 metro dalla canalizzazione [mT] B < 2.10-3 < 2.10-3

93
Protezione Condotti sbarre per la distribuzione
dei circuiti elettrica dell’illuminazione
Canalis KBB - 25 e 40 A IP55

Caratteristiche degli elementi di linea KBB


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 25 40
conformità alle norme CEI EN 60439-2 CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55 55
tenuta meccanica IK 06 06
numero di conduttori attivi 2o4 4+2 4+4 2o4 4+2 4+4
numero di circuiti 1 2 2 1 2 2
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 25 25 20 40 40 32
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 690 690
tensione nominale [V] Ue 230...400 230...400
tensione ad impulso [kV] Uimp 6 6
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] R20 6,80 2,83
resistenza media con Inc a 35°C [mW/m] R1 8,30 3,46
reattanza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,02 0,02
impedenza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 8,33 3,46
conduttore di protezione (PE)
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] 0,80 0,80
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle Ph/N a 35°C resistenza media R0 ph/N 27,21 17,28
componenti reattanza media X0 ph/N 0,85 5,25
simmetriche impedenza media Z0 ph/N 27,22 18,06
[mW/m]
Ph/PE resistenza media R0 ph/PE 17,28 13,83
a 35°C reattanza media X0 ph/PE 5,25 0,73
impedenza media Z0 ph/PE 18,06 13,85
metodo delle A 20°C resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 13,61 5,68
impedenze media Ph/N Rb0 ph/N 13,61 5,68
[mW/m] Ph/PE Rb0 ph/PE 10,26 6,92
con Inc a 35°C resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 16,59 6,92
media Ph/N Rb0 ph/N 16,59 6,92
Ph/PE Rb0 ph/PE 11,77 7,14
con Inc a 35°C reattanza Ph/Ph Xb ph/ph 0,35 0,90
e 50 Hz media Ph/N Xb ph/N 0,35 0,90
Ph/PE Xb ph/PE 0,07 1,85
altre caratteristiche
tenuta alle correnti di corto-circuito
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 4,40 9,60
limite termico massimo I2t [A2s] 195.103 900.103
corrente nominale di breve durata (t = 1 s) [kA] Icw 0,44 0,94
campo magnetico irradiato
campo magnetico irradiato a 1 metro dalla canalizzazione [mT] B < 2.10-3 < 2.10-3

94
Protezione Spine di derivazione KBC
dei circuiti Elementi di collegamento KDP
Canalis KDP e KBC

Caratteristiche delle spine di derivazione


caratteristiche generali
tipo di spine KBC 10 KBC 10 KBC 16CB KBC 16CF
comando
illuminazione
conformità alle norme CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55 55 55 55
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 10 10 16 16
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 690 400 690 400
tensione nominale [kV] Ue 230...400 230...400 230...400 230...400
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60 50/60 50/60

Caratteristiche dei collegamenti KDP


caratteristiche generali
conformità alle norme IEC 61535 e CEI EN 60320, per il cavo H05WF: IEC 227-53
grado di protezione IP 40 40 40 40
numero di conduttori attivi 2 2 2 2
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 16 16 16 16
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 250 250 250 250
tensione nominale [kV] Ue 250 250 250 250
frequenza nominale [Hz] F 50 50 50 50
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] R20 12,4 12,4 12,4 12,4
resistenza media con Inc a 35°C [mW/m] R1 14,5 14,5 14,5 14,5
reattanza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 3,1 3,1 3,1 3,1
conduttore di protezione (PE)
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] 12,4 12,4 12,4 12,4

95
Protezione Condotti sbarre per la distribuzione
dei circuiti di piccola potenza
Canalis KN da 40 a 160 A IP55

Caratteristiche degli elementi di linea KN


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 40 63 100 160
conformità alle norme CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55 55 55 55
tenuta meccanica IK 08 08 08 08
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 40 63 100 160
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 500 500 500 500
tensione nominale [V] Ue 500 500 500 500
tensione ad impulso [kV] Uimp 6 6 6 6
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60 50/60 50/60
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] R20 4,97 2 0,85 0,61
resistenza media con Inc a 35°C [mW/m] R1 5,96 2,4 1,02 0,79
reattanza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,24 0,24 0,25 0,24
impedenza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 5,96 2,41 1,05 0,83
conduttore di protezione (PE)
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] 1,09 1,09 1,09 1,09
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle Ph/N a 35°C resistenza media R0 ph/N 19,96 8,16 3,72 2,67
componenti reattanza media X0 ph/N 0,17 1,64 1,56 1,4
simmetriche [mW/m] impedenza media Z0 ph/N 20,03 8,33 4,03 3,01
Ph/PE resistenza media R0 ph/PE 8,43 5,23 3,84 3,34
a 35°C reattanza media X0 ph/PE 2,31 2 1,66 1,29
impedenza media Z0 ph/PE 8,74 5,6 4,18 3,58
metodo delle A 20°C resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 9,93 4,01 1,71 1,21
impedenze [mW/m] media Ph/N Rb0 ph/N 9,95 4,1 1,73 1,24
Ph/PE Rb0 ph/PE 6,245 3,24 2,03 1,71
con Inc resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 11,88 4,81 2,05 1,58
a 35°C media Ph/N Rb0 ph/N 11,9 4,83 2,07 1,61
Ph/PE Rb0 ph/PE 6,24 3,89 2,43 2,22
con Inc reattanza Ph/Ph Xb ph/ph 0,48 0,5 0,52 0,79
a 35°C media Ph/N Xb ph/N 0,79 0,78 0,78 0,75
e 50 Hz Ph/PE Xb ph/PE 1,13 1,05 0,96 0,84
altre caratteristiche
tenuta alle correnti di corto-circuito
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 6 11 14 20
limite termico massimo I2t [A2s] 0,29 x 106 1,8 x 106 8 x 106 8 x 106
corrente nominale di breve durata (t = 1 s) [kA] Icw 0,5 1,3 2,8 2,8
campo magnetico irradiato
campo magnetico irradiato a 1 metro dalla canalizzazione [mT] B 0,04 0,06 0,11 0,19

Caratteristiche delle spine e delle cassette di derivazione KN


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 40 63 100 160
grado di protezione IP 55 55 55 55
tenuta meccanica IK 08 08 08 08
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 400, 500 o 690 in base al dispositivo di protezione
tensione nominale [V] Ue 400, 500 o 690 in base al dispositivo di protezione
tensione ad impulso [kV] Uimp 4,6 4,6 4,6 4,6
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60 50/60 50/60

96
Protezione Condotti sbarre per la distribuzione
dei circuiti di media potenza
Canalis KS da 100 a 1000 A IP55

Caratteristiche degli elementi di linea KS


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 100 160 250 400 500 630 800 1000
conformità alle norme CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55 55 55 55 55 55 55 55
tenuta meccanica IK 08 08 08 08 08 08 08 08
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 100 160 250 400 500 630 800 1000
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 690 690 690 690 690 690 690 690
tensione nominale [V] Ue 690 690 690 690 690 690 690 690
tensione ad impulso [kV] Uimp 8 8 8 8 8 8 8 8
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] R20 1,19 0,55 0,28 0,15 0,11 0,09 0,06 0,04
resistenza media con Inc a 35°C [mW/m] R1 1,59 1,395 0,39 0,21 0,15 0,13 0,09 0,06
reattanza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,15 0,457 0,16 0,14 0,07 0,07 0,06 0,06
impedenza media con Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 1,6 0,79 0,42 0,25 0,16 0,15 0,11 0,09
conduttore di protezione (PE)
resistenza media per conduttore a freddo 20°C [mW/m] 0,42 0,42 0,35 0,19 0,07 0,07 0,07 0,06
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle Ph/N a 35°C resistenza media R0 ph/N 4,85 1,1 1,28 0,74 0,5 0,45 0,32 0,23
componenti reattanza media X0 ph/N 0,95 0,22 0,86 0,67 0,36 0,35 0,31 0,27
simmetriche impedenza media Z0 ph/N 4,94 1,12 1,54 1 0,62 0,57 0,45 0,36
[mW/m]
Ph/PE resistenza media R0 ph/PE 2,75 2,01 1,34 0,88 0,4 0,51 0,35 0,32
a 35°C reattanza media X0 ph/PE 1,11 0,93 0,7 0,67 0,48 0,55 0,43 0,4
impedenza media Z0 ph/PE 2,96 2,22 1,51 1,11 0,63 0,75 0,56 0,51
metodo delle A 20°C resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 2,4 1,15 0,65 0,41 0,25 0,23 0,18 0,15
impedenze media Ph/N Rb0 ph/N 2,44 1,21 0,74 0,51 0,3 0,28 0,23 0,2
[mW/m] Ph/PE Rb0 ph/PE 1,87 1,3 0,78 0,57 0,35 0,32 0,25 0,21
con Inc resistenza Ph/Ph Rb0 ph/ph 3,19 1,55 0,78 0,7 0,41 0,39 0,32 0,28
a 35°C media Ph/N Rb0 ph/N 3,21 1,57 0,82 0,57 0,35 0,32 0,25 0,21
Ph/PE Rb0 ph/PE 2,38 1,46 0,91 0,56 0,28 0,26 0,22 0,2
con Inc reattanza Ph/Ph Xb ph/ph 0,31 0,31 0,32 0,28 0,14 0,14 0,13 0,12
a 35°C media Ph/N Xb ph/N 0,45 0,45 0,45 0,39 0,2 0,2 0,18 0,17
e 50 Hz Ph/PE Xb ph/PE 0,58 0,42 0,42 0,39 0,24 0,24 0,23 0,22
altre caratteristiche
tenuta alle correnti di corto-circuito
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 15,7 22 28 49,2 55 67,5 78,7 78,7
limite termico massimo I2t (t = 1b s) [A2s . 106] 6,8 20,2 100 354 733 1225 1758 1758
corrente nominale di breve durata (t = 1 s) [kA] Icw 2,6 4,45 10 18,8 26,2 32,1 37,4 37,4
campo magnetico irradiato
campo magnetico irradiato a 1 metro B 0,19 0,31 0,52 0,89 0,50 0,66 0,88 1,21
dal condotto sbarre [mT]

Caratteristiche delle spine e delle cassette di derivazione


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 100 160 250 400 500 630 800 1000
grado di protezione IP 55 55 55 55 55 55 55 55
tenuta meccanica IK 08 08 08 08 08 08 08 08
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 400, 500 o 690 in base al dispositivo di protezione
tensione nominale [V] Ue 400, 500 o 690 in base al dispositivo di protezione
tensione ad impulso [kV] Uimp 6,8 6,8 6,8 6,8 6,8 6,8 6,8 6,8
frequenza nominale [Hz] f 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60 50/60

97
Protezione Condotti sbarre
dei circuiti Canalis KS per la distribuzione in colonna
montante

Generalità
Il condotto sbarre Canalis Tipo KS permette di realizzare la distribuzione di energia
elettrica a ciascun piano di edifici a sviluppo verticale (uffici, hotel, ospedali,
parcheggi, navi).
Il condotto KS mantiene i suoi principi costruttivi:
cc sbarre in alluminio con punti di giunzione e derivazione in bimetallo alluminio/rame
argentato;
cc un blocco di giunzione che garantisce la resistenza meccanica, permette
le dilatazioni termiche assicura la continuità elettrica dei conduttori attivi,
del conduttore di protezione e del suo collegamento con l’involucro;
cc prese di derivazione con sportello otturatore automatico;
cc grado di protezione IP55.

Come realizzare una colonna montante


A. Utilizzare una cassetta di alimentazione ad una estremità mantenendo
il conduttore di neutro a destra.
Per i supporti sono possibili due soluzioni:
B1. Supporto alla base del montante fissato al muro. L’altezza massima
del montante che il supporto può reggere dipende dalla corrente nominale
del condotto.
In [A] altezza max consigliata peso max per supporto
100 e 250 40 m 680 kg
400 30 m 680 kg
500 70 m 1760 kg
630 50 m 1760 kg
800 50 m 1760 kg
1000 40 m 1760 kg

B2. Supporto di piano che permette di sostenere il montante a ciascun piano


e di garantire l’adattamento dell’assetto del condotto durante la costruzione
dell’edificio.
In [A] altezza max consigliata peso max per supporto
tutti 150 m 440 kg
Per lunghezze maggiori di 100 m non è possibile utilizzare componenti curvilinei.
Si raccomanda di realizzare le derivazioni in cavo.
C. Utilizzare elementi tagliafuoco su misura per garantire la non propagazione
dell’incendio tra i piani. Con tali elementi (conforme alla norma ISO834) l’effetto
di un eventuale incendio viene contenuto per una durata di 2 ore (REI 120).
Le parti isolanti del condotto non contengono alogeni e sono prive di PVC.
In caso di incendio si ha un ridotta emissione di fumi e non si sprigionano gas
tossici.
D. Utilizzare elementi rettilinei standard di 2 oppure 2,5 m.
L’associazione elementi di distribuzione/elementi tagliafuoco è la seguente.

Nella soluzione 1 si possono istallare fino a 3 cassette di derivazione, nella soluzione


2 le casette sono al massimo in numero di 4.
Le cassette possono contenere interruttori da 25A a 400 A.
E. Utilizzare le staffe di fissaggio nel tratto da piano a piano per mantenere allineato
il condotto.

98
Protezione Condotti sbarre per la distribuzione
dei circuiti di forte potenza
Canalis KTC da 1000 a 5000 A

Caratteristiche degli elementi di linea


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] KTC10 KTC13 KTC16 KTC20 KTC25 KTC32 KTC40 KTC50
conformità alle norme CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55
tenuta meccanica IK 08
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 1000 1350 1600 2000 2500 32000 4000 5000
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 1000
tensione nominale [V] Ue 1000
frequenza nominale [Hz] f c 50/60 (per 60 a 400 Hz alternata o continua, consultarci)
tenuta alle correnti di corto-circuito
versione standard 3L + N + PE e 3L + PE
corrente nominale di breve durata ammessa (t = 1 s) [kA] Icw 50 50 65 70 80 86 90 95
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 110 110 143 154 176 189 198 209
limite termico massimo I2t (t = 1s) [A2s . 106] I 2t 2500 2500 4225 4900 6400 7396 8100 9025
versione rinforzata 3L + N + PER
corrente nominale ammissibile di breve durata (t = 1s) [kA] Icw 65 65 85 110 113 113 120 120
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 143 143 187 242 248 248 264 264
limite termico massimo I2t (t = 1s) [A2s . 106] I 2t 4225 4225 7225 12100 12769 12769 14400 14400
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media a temperatura ambiente 20°C [mW/m] R20 0,041 0,029 0,024 0,018 0,014 0,012 0,009 0,030
resistenza media a Inc a 35°C [mW/m] R1 0,049 0,035 0,029 0,022 0,018 0,015 0,012 0,039
reattanza media a Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,022 0,016 0,015 0,013 0,011 0,008 0,007 0,007
impedenza media a Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 0,054 0,039 0,033 0,026 0,021 0,017 0,014 0,039
conduttore di protezione (PE)
resistenza media a temperatura ambiente 20°C [mW/m] 0,203 0,178 0,164 0,143 0,126 0,113 0,093 0,080
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle resistenza media R0 ph/N 0,192 0,138 0,116 0,089 0,071 0,062 0,046 0,037
componenti reattanza media X0 ph/N 0,124 0,089 0,075 0,058 0,044 0,040 0,030 0,024
simmetriche impedenza media Z0 ph/N 0,229 0,164 0,138 0,106 0,084 0,074 0,055 0,044
[mW/m]
resistenza media R0 ph/PE 0,688 0,566 0,509 0,435 0,378 0,335 0,279 0,238
reattanza media X0 ph/PE 0,666 0,489 0,410 0,315 0,247 0,196 0,147 0,113
impedenza media Z0 ph/PE 0,958 0,748 0,654 0,537 0,452 0,388 0,315 0,263
metodo delle resistenza media Ph/Ph Rb0 ph/ph 0,078 0,056 0,047 0,036 0,029 0,025 0,019 0,015
impedenze Ph/N Rb0 ph/N 0,080 0,057 0,048 0,037 0,029 0,026 0,019 0,015
[mW/m] Ph/PE Rb0 ph/PE 0,439 0,351 0,298 0,239 0,199 0,170 0,135 0,110
resistenza media Ph/Ph Rb0 ph/ph 0,094 0,068 0,057 0,044 0,036 0,032 0,024 0,019
Ph/N Rb0 ph/N 0,096 0,070 0,059 0,045 0,036 0,032 0,024 0,020
Ph/PE Rb0 ph/PE 0,527 0,428 0,364 0,292 0,247 0,214 0,173 0,141
reattanza media Ph/Ph Xb ph/ph 0,040 0,029 0,024 0,019 0,015 0,013 0,010 0,008
Ph/N Xb ph/N 0,065 0,047 0,040 0,030 0,024 0,021 0,016 0,013
Ph/PE Xb ph/PE 0,426 0,329 0,275 0,212 0,170 0,141 0,106 0,084
altre caratterisiche
conduttore di protezione
involucro sezione equivalente rame [mm2] 120 130 140 155 165 180 190 200
conduttore supplementare in rame sezione PER [mm2] 210 300 360 480 600 720 960 1200
peso medio
3L + PE [kg/m] 19 25 29 36 44 51 66 82
3L + N + PE [kg/m] 23 31 35 45 55 64 84 104
3L + N + PER [kg/m] 25 33 39 49 60 71 92 114

Caratteristiche delle cassette di derivazione


caratteristiche generali
grado di protezione IP 55
tenuta meccanica IK 07
tensione nominale d’isolamento [V] Ui
400, 500 o 690 in base al dispositivo di protezione
tensione nominale [V] Ue
frequenza nominale [Hz] f 50/60

99
Protezione Condotti sbarre per la distribuzione
dei circuiti di forte potenza
Canalis KTA da 800 a 4000 A

Caratteristiche degli elementi di linea


caratteristiche generali
corrente nominale del condotto sbarre [A] 800 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000
conformità alle norme CEI EN 60439-2
grado di protezione IP 55
tenuta meccanica IK 08
corrente nominale a temperatura ambiente 35°C [A] Inc 800 1000 1250 1600 2000 2500 32000 4000
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 1000
tensione nominale [V] Ue 1000
frequenza nominale [Hz] f c 50/60 (per 60 a 400 Hz alternata o continua, consultarci)
tenuta alle correnti di corto-circuito
versione standard 3L + PE e 3L + N + PE
corrente nominale di breve durata ammessa (t = 1 s) [kA] Icw 31 50 50 65 70 80 86 90
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 64 110 110 143 154 176 189 198
limite termico massimo I2t (t = 1s) [A2s . 106] I2t 961 2500 2500 4225 4900 6400 7396 8100
versione rinforzata 3L + N + PER
corrente nominale ammissibile di breve durata (t = 1s) [kA] Icw 35 65 65 85 110 113 113 120
corrente nominale di cresta ammissibile [kA] Ipk 73 143 143 187 242 248 248 264
limite termico massimo I2t (t = 1s) [A2s . 106] I2t 1225 4225 4225 7225 12100 12769 12769 14400
caratteristiche dei conduttori
conduttori attivi
resistenza media a temperatura ambiente 20°C [mW/m] R20 0,079 0,057 0,046 0,035 0,028 0,023 0,017 0,014
resistenza media a Inc a 35°C [mW/m] R1 0,096 0,069 0,056 0,042 0,034 0,028 0,021 0,017
reattanza media a Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] X1 0,018 0,016 0,015 0,013 0,011 0,008 0,007 0,007
impedenza media a Inc a 35°C e 50 Hz [mW/m] Z1 0,097 0,071 0,058 0,044 0,035 0,029 0,022 0,018
conduttore di protezione (PE)
resistenza media a temperatura ambiente 20°C [mW/m] 0,203 0,178 0,164 0,143 0,126 0,113 0,093 0,080
caratteristiche dell’anello di guasto
metodo delle resistenza media R0 ph/N 0,345 0,248 0,209 0,159 0,128 0,111 0,083 0,066
componenti reattanza media X0 ph/N 0,143 0,103 0,087 0,067 0,054 0,046 0,035 0,028
simmetriche impedenza media Z0 ph/N 0,373 0,269 0,226 0,172 0,139 0,120 0,090 0,072
[mW/m]
resistenza media R0 ph/PE 0,809 0,676 0,587 0,490 0,420 0,370 0,303 0,256
reattanza media X0 ph/PE 0,762 0,586 0,478 0,364 0,286 0,231 0,170 0,131
impedenza media Z0 ph/PE 1,111 0,895 0,757 0,610 0,508 0,436 0,347 0,288
metodo delle resistenza media Ph/Ph Rb0 ph/ph 0,160 0,115 0,097 0,073 0,059 0,051 0,038 0,031
impedenze Ph/N Rb0 ph/N 0,161 0,115 0,097 0,074 0,059 0,052 0,039 0,031
[mW/m] Ph/PE Rb0 ph/PE 0,531 0,440 0,353 0,281 0,231 0,197 0,154 0,125
resistenza media Ph/Ph Rb0 ph/ph 0,193 0,140 0,120 0,091 0,075 0,066 0,049 0,039
Ph/N Rb0 ph/N 0,194 0,140 0,120 0,092 0,075 0,066 0,049 0,039
Ph/PE Rb0 ph/PE 0,641 0,535 0,438 0,348 0,292 0,252 0,197 0,160
reattanza Ph/Ph Xb ph/ph 0,040 0,029 0,024 0,019 0,015 0,013 0,010 0,008
media Ph/N Xb ph/N 0,064 0,047 0,040 0,030 0,024 0,021 0,016 0,013
Ph/PE Xb ph/PE 0,043 0,086 0,275 0,212 0,170 0,141 0,106 0,084
altre caratterisiche
conduttore di protezione
involucro sezione equivalente rame [mm2] 120 130 140 155 165 180 190 200
conduttore supplementare in rame sezione PER [mm2] 210 300 360 480 600 720 960 1200
peso medio
3L + PE [kg/m] 12 14 16 19 22 25 31 38
3L + N + PE [kg/m] 13 16 18 22 26 30 37 45
3L + N + PER [kg/m] 15 19 21 26 31 36 46 56

Caratteristiche delle cassette di derivazione


caratteristiche generali
grado di protezione IP 55
tenuta meccanica IK 07
tensione nominale d’isolamento [V] Ui
400, 500 o 690 in base al dispositivo di protezione
tensione nominale [V] Ue
frequenza nominale [Hz] f 50/60

100
Protezione Condotti sbarre
dei circuiti Influenza delle temperatura ambiente
e della presenza di armoniche

Influenza della temperatura ambiente


I condotti sbarre Canalis sono dimensionati per funzionare ad una temperatura
ambiente di 35°C come previsto dalla norma CEI EN 60439-2.
I condotti devono essere declassati oltre la temperatura di riferimento.
Esempio
Tipo condotto: Canalis KTC 1350 A,
installazione: all’interno,
temperatura ambiente: 45 °C,
corrente nominale massima: 1215 A.
Corrente regolata del dispositivo di protezione contro i sovraccarichi: 1215 A.
Ib ≤ Ir ≤ K1 . In
dove
Ib = corrente di impiego della conduttura,
Ir = corrente di regolazione della protezione contro i sovraccarichi,
K1 = fattore di declassamento per temperatura superiore a 35°C,
In = corrente nominale del condotto a 35°C.

declassamento in temperatura dei condotti sbarre. fattore HT


tipo di temperatura ambiente [°C]
condotto ≤ 35 40 45 50 55
KDP 1 0,93 0,85 0,76 0,66
KBA 1 0,96 0,93 0,89 0,85
KBB 1 0,96 0,93 0,89 0,85
KN 1 0,97 0,94 0,91 0,87
KS 1 0,97 0,94 0,91 0,87
KXA (2) 1 1 0,9 0,9 0,8
KTA (1) 1 0,97 0,93 0,9 0,86
KTC (1) 1 0,95 0,9 0,84
(1) Consultateci in caso di condotto sbarre installato:
cc all’esterno sotto tetto in alluminio;
cc in involucri di protezione contro gli incendi.
(2) Fattore riduttivo in funzione della temperatura media giornaliera pari a:
cc 0,8 a 60 °C;
cc 0,6 a 70 °C;
cc 0,4 a 80 °C.

Influenza della presenza di armoniche


Le correnti armoniche sono generate da carichi non lineari collegati alla rete
di distribuzione.
Gli esempi classici di carichi non lineari sono:
cc elettronica di potenza (raddrizzatori e convertitori, carica batterie);
cc lampade fluorescenti e al sodio ad alta pressione;
cc apparecchi elettronici per ufficio (PC) o per residenziale (TV, forni a microonde).
In impianti con neutro distribuito, gli apparecchi che producono armoniche di ordine
3° e multiplo, possono causare, sulla barra di neutro, correnti di intensità pari
alla corrente di fase.
Il tasso armonico può essere determinato nel modo seguente:

dove:
THDi = tasso armonico relativo ad armoniche di ordine 3-6-9-12-15,
In = corrente armonica corrispondente all’armonica di ordine n
(es 25% della fondamentale),
I1 = corrente fondamentale a 50Hz.
Solitamente il THDi può essere determinato con buona approssimazione
considerando solo le armoniche di ordine 3° (preponderante rispetto alle altre
armoniche).
La corrente risultante sulla barra di neutro è pari a 3 volte il THDI della singola fase.
Per i motivi sopra esposti, quando il tasso armonico è superiore al 15% il condotto
sbarre deve essere declassato secondo i fattori indicati nelle tabelle della pagina
seguente.

101
Protezione Condotti sbarre
dei circuiti Influenza delle temperatura ambiente
e della presenza di armoniche

utilizzo di condotti KDP, KBA, KBB, KN e KS. Corrente di


impiego in presenza di armoniche di 3° ordine e multipli
tipo condotto In [A] tasso armonico
inferiore al 15% dal 15% al 33% oltre il 33%
KDP 20 20 16 14
KBA 25 25 20 16
40 40 16 14
KBB 25 25 20 16
40 40 32 28
KN 40 40 32 28
63 63 50 40
100 100 80 63
160 160 130 100
KS 100 100 80 63
160 160 125 100
250 250 200 160
400 400 315 250
500 500 400 315
630 630 500 400
800 800 630 500
1000 1000 800 630

utilizzo di condotti KTA e KTC in presenza di armoniche


di 3° ordine e multipli
tipo condotto In [A] tasso armonico
inferiore al 15% dal 15% al 33% oltre il 33%
KTA 800 KTA800 KTA1000 KTA1250
1000 KTA1000 KTA1250 KTA1600
1250 KTA1250 KTA1600 KTA2000
1600 KTA1600 KTA2000 KTA2500
2000 KTA2000 KTA2500 KTA3200
2500 KTA2500 KTA3200 KTA4000
3200 KTA3200 KTA4000
4000 KTA4000
KTC 1000 KTC1000 KTC1250 KTC1600
1250 KTC1250 KTC1600 KTC2000
1600 KTC1600 KTC2000 KTC2500
2000 KTC2000 KTC2500 KTC3200
2500 KTC2500 KTC3200 KTC4000
3200 KTC3200 KTC4000 KTC5000
4000 KTC4000 KTC5000
5000 KTC5000

102
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Caduta di tensione
Generalità

Caduta di tensione
La caduta di tensione in un tratto di condotto sbarre senza derivazioni si calcola
con la seguente formula:
∆U = k • Ib • L • (rc cos ϕ + xc sen ϕ)
ed in percentuale:
∆U% = ∆U . 100
Un
dove:
cc Ib [A] è la corrente d’impiego del tratto di condotto;
cc L[m] è la lunghezza del tratto;
cc rc[mΩ/m] è la resistenza di un metro di condotto;
cc xc[mΩ/m] è la reattanza di un metro di condotto;
cc Un è la tensione nominale dell’impianto;
cc cos ϕ è il fattore di potenza del carico;
cc k è un fattore che tiene conto del tipo di distribuzione in condotto k = 2 per sistemi
monofase e bifase; k = e per sistemi trifase.
Le tabelle alle pagine seguenti (1A, 2A, 1B, 2B, 1C, 2C) forniscono i valori di ∆U%
nei condotti Canalis per diversi valori di cos ϕ. Per il calcolo di questi valori sono state
assunte le seguenti ipotesi:
cc tensione nominale del sistema pari a 400 V;
cc condotti trifasi con carico equilibrato sulle tre fasi;
cc resistenza del condotto considerata a temperatura ambiente pari a 35°C
e condotto percorso dalla corrente nominale (anche nel caso in cui la corrente
d’impiego del condotto è inferiore alla corrente nominale del condotto);
Per tutti i condotti KDP, KBA, KBB, KN, KS, KTA e KTC è stata ipotizzata
la condizione di carico uniformemente distribuito lungo il condotto di lunghezza L.
Nota 1: in caso di carico concentrato all’estremità del tratto di condotto moltiplicare il valore
di caduta di tensione letto in tabella per 2.
Nota 2: in caso di corrente d’impiego inferiore alla corrente nominale del condotto
per determinare il valore della caduta di tensione nel tratto di condotto occorre moltiplicare il dato
della tabella per il rapporto Ib/Inc.

Esempi di calcolo della caduta di tensione nei condotti


Si consideri un condotto KN40 avente le seguenti caratteristiche d’impiego:
cc rete trifase:
vv cos ϕ = 0.9,
vv Ib condotto = 36 A,
vv Ib I° derivazione = 20 A,
vv Ib II° derivazione = 16 A,
vv L I° tratto = 30 m,
vv L II° tratto = 20 m.

Per il calcolo della ∆U% si fa riferimento alla tabella 3A.


∆U% I° tratto = (36/40) . 1,42 x 2 = 2.55%
∆U% II° tratto = (16/40) . 0,95 x 2 = 0.76%
∆U% = ∆U% I° tratto + ∆U% II° tratto = 3,31%

103
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Caduta di tensione
Calcolo

tabella 1A caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 0,7


tensione 400 V / carico uniformemente distribuito
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KDP 20 10 0,06 0,13 0,19 0,25 0,31 0,38 0,44 0,5 0,56 0,63 0,75 0,88 1 1,13 1,25
16 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
20 0,13 0,25 0,38 0,5 0,63 0,75 0,88 1 1,13 1,25 1,5 1,75 2 2,25 2,5
KBA e KBB 25 10 0,07 0,14 0,21 0,28 0,34 0,41 0,48 0,55 0,62 0,69 0,83 0,96 1,1 1,24 1,38
16 0,11 0,22 0,33 0,44 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2
20 0,14 0,28 0,41 0,55 0,69 0,83 0,96 1,1 1,24 1,38 1,65 1,93 2,2 2,48 2,75
25 0,17 0,34 0,52 0,69 0,86 1,03 1,2 1,38 1,55 1,72 2,06 2,41 2,75 3,09 3,44
KBA e KBB 40 16 0,04 0,09 0,13 0,18 0,22 0,26 0,31 0,35 0,4 0,44 0,53 0,62 0,7 0,79 0,88
20 0,06 0,11 0,17 0,22 0,28 0,33 0,39 0,44 0,5 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1
25 0,07 0,14 0,21 0,28 0,34 0,41 0,48 0,55 0,62 0,69 0,83 0,96 1,1 1,24 1,38
32 0,09 0,18 0,26 0,35 0,44 0,53 0,62 0,7 0,79 0,88 1,06 1,23 1,41 1,58 1,76
40 0,11 0,22 0,33 0,44 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2
KN 40 40 0,19 0,38 0,56 0,75 0,94 1,13 1,32 1,5 1,69 1,88 2,26 2,63 3,01 3,38 3,76
KN 63 63 0,13 0,25 0,38 0,5 0,63 0,76 0,88 1,01 1,13 1,26 1,51 1,76 2,02 2,27 2,52
KN 100 100 0,1 0,19 0,29 0,39 0,48 0,58 0,67 0,77 0,87 0,96 1,16 1,35 1,54 1,73 1,93
KN 160 160 0,12 0,23 0,35 0,46 0,58 0,7 0,81 0,93 1,04 1,16 1,39 1,62 1,86 2,09 2,32
Nota: in caso di carico concentrato all’estremità del tratto di condotto moltiplicare il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore
di tabella per 2.

tabella 1B caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 0,7


tensione 400 V / carico all’estremità
tipo condotto Inc [A] Ib [A] Lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KS 100 100 0,27 0,53 0,8 1,06 1,33 1,59 1,86 2,12 2,39 2,65 3,18 3,71 4,24 4,77 5,3
160 160 0,22 0,46 0,67 0,9 1,12 1,34 1,57 1,79 2,02 2,24 2,69 3,14 3,58 4,03 4,48
250 250 0,21 0,43 0,64 0,85 1,06 1,28 1,49 1,7 1,91 2,13 2,55 2,98 3,4 3,83 4,25
400 400 0,21 0,42 0,63 0,84 1,05 1,26 1,47 1,68 1,89 2,1 2,52 2,94 3,36 3,78 4,2
500 500 0,16 0,33 0,49 0,65 0,81 0,98 1,14 1,3 1,46 1,63 1,95 2,28 2,6 2,93 3,25
630 630 0,19 0,38 0,57 0,76 0,95 1,13 1,32 1,51 1,7 1,89 2,27 2,65 3,02 3,4 3,78
800 800 0,18 0,36 0,54 0,72 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8 2,16 2,52 2,88 3,24 3,6
1000 1000 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2 2,4 2,8 3,2 3,6 4
KTA 800 800 0,14 0,28 0,41 0,55 0,69 0,83 0,97 1,1 1,24 1,38 1,66 1,93 2,21 2,48 2,76
1000 1000 0,13 0,26 0,39 0,52 0,65 0,78 0,91 1,04 1,17 1,3 1,56 1,82 2,08 2,34 2,6
1250 1250 0,13 0,27 0,4 0,54 0,67 0,81 0,94 1,08 1,21 1,34 1,61 1,88 2,15 2,42 2,69
1600 1600 0,14 0,27 0,41 0,54 0,68 0,82 0,95 1,09 1,22 1,36 1,63 1,9 2,18 2,45 2,72
2000 2000 0,14 0,27 0,41 0,54 0,68 0,81 0,95 1,08 1,22 1,35 1,62 1,89 2,16 2,43 2,7
2500 2500 0,14 0,28 0,41 0,55 0,69 0,83 0,96 1,1 1,24 1,38 1,65 1,93 2,2 2,48 2,75
3200 3200 0,14 0,27 0,41 0,54 0,68 0,82 0,95 1,09 1,22 1,36 1,63 1,9 2,18 2,45 2,72
4000 4000 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
KTC 1000 1000 0,11 0,22 0,33 0,44 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2
1350 1350 0,1 0,21 0,31 0,42 0,52 0,63 0,73 0,84 0,94 1,05 1,26 1,46 1,67 1,88 2,09
1600 1600 0,11 0,22 0,32 0,43 0,54 0,65 0,76 0,86 0,97 1,08 1,3 1,51 1,73 1,94 2,16
2000 2000 0,11 0,21 0,32 0,42 0,53 0,63 0,74 0,84 0,95 1,05 1,26 1,47 1,68 1,89 2,1
2500 2500 0,11 0,23 0,34 0,45 0,56 0,68 0,79 0,9 1,01 1,13 1,35 1,58 1,8 2,03 2,25
3200 3200 0,12 0,24 0,36 0,48 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
4000 4000 0,12 0,24 0,36 0,48 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
5000 5000 0,35 0,7 1,05 1,4 1,75 2,1 2,45 2,8 3,15 3,5 4,2 4,9 5,6 6,3 7
Nota: in caso di carico uniformemente distribuito dividere il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore di tabella per 2.

104
tabella 2A caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 0,8
tensione 400 V / carico uniformemente distribuito
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KDP 20 10 0,07 0,15 0,22 0,29 0,36 0,44 0,51 0,58 0,65 0,73 0,87 1,02 1,16 1,31 1,45
16 0,12 0,23 0,35 0,46 0,58 0,7 0,81 0,93 1,04 1,16 1,39 1,62 1,86 2,09 2,32
20 0,15 0,29 0,44 0,58 0,73 0,87 1,02 1,16 1,31 1,45 1,74 2,03 2,32 2,61 2,9
KBA e KBB 25 10 0,08 0,15 0,23 0,31 0,38 0,46 0,53 0,61 0,69 0,76 0,92 1,07 1,22 1,37 1,53
16 0,12 0,24 0,37 0,49 0,61 0,73 0,85 0,98 1,1 1,22 1,46 1,71 1,95 2,2 2,44
20 0,15 0,31 0,46 0,61 0,76 0,92 1,07 1,22 1,37 1,53 1,83 2,14 2,44 2,75 3,05
25 0,19 0,38 0,57 0,76 0,95 1,14 1,33 1,53 1,72 1,91 2,29 2,67 3,05 3,43 3,81
KBA e KBB 40 16 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,35 0,4 0,45 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1
20 0,06 0,13 0,19 0,25 0,31 0,38 0,44 0,5 0,56 0,63 0,75 0,88 1 1,13 1,25
25 0,08 0,16 0,23 0,31 0,39 0,47 0,55 0,63 0,7 0,78 0,94 1,09 1,25 1,41 1,56
32 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
40 0,13 0,25 0,38 0,5 0,63 0,75 0,88 1 1,13 1,25 1,5 1,75 2 2,25 2,5
KN 40 40 0,21 0,43 0,64 0,85 1,06 1,28 1,49 1,7 1,91 2,13 2,55 2,98 3,4 3,83 4,25
KN 63 63 0,14 0,28 0,42 0,56 0,7 0,85 0,99 1,13 1,27 1,41 1,69 1,97 2,26 2,54 2,82
KN 100 100 0,11 0,21 0,32 0,42 0,53 0,63 0,74 0,84 0,95 1,05 1,26 1,47 1,68 1,89 2,1
KN 160 160 0,13 0,27 0,4 0,54 0,67 0,8 0,94 1,07 1,21 1,34 1,61 1,88 2,14 2,41 2,68
Nota: in caso di carico concentrato all’estremità del tratto di condotto moltiplicare il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore
di tabella per 2.

tabella 2B caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 0,8


tensione 400 V / carico all’estremità
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KS 100 100 0,3 0,59 0,89 1,18 1,48 1,77 2,07 2,36 2,66 2,95 3,54 4,13 4,72 5,31 5,9
160 160 0,24 0,49 0,73 0,98 1,22 1,46 1,71 1,95 2,2 2,44 2,93 3,42 3,9 4,39 4,88
250 250 0,22 0,44 0,66 0,88 1,09 1,31 1,53 1,75 1,97 2,19 2,63 3,06 3,5 3,94 4,38
400 400 0,22 0,44 0,66 0,88 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2 2,64 3,08 3,52 3,96 4,4
500 500 0,18 0,35 0,53 0,7 0,88 1,05 1,23 1,4 1,58 1,75 2,1 2,45 2,8 3,15 3,5
630 630 0,2 0,41 0,61 0,82 1,02 1,23 1,43 1,64 1,84 2,05 2,46 2,87 3,28 3,69 4,1
800 800 0,18 0,36 0,54 0,72 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8 2,16 2,52 2,88 3,24 3,6
1000 1000 0,18 0,35 0,53 0,7 0,88 1,05 1,23 1,4 1,58 1,75 2,1 2,45 2,8 3,15 3,5
KTA 800 800 0,15 0,3 0,46 0,61 0,76 0,91 1,06 1,22 1,37 1,52 1,82 2,13 2,43 2,74 3,04
1000 1000 0,14 0,28 0,42 0,56 0,7 0,84 0,98 1,12 1,26 1,4 1,68 1,96 2,24 2,52 2,8
1250 1250 0,18 0,29 0,44 0,59 0,73 0,88 1,03 1,18 1,32 1,47 1,76 2,06 2,35 2,64 2,94
1600 1600 0,14 0,29 0,43 0,58 0,72 0,86 1,01 1,15 1,3 1,44 1,73 2,02 2,3 2,59 2,88
2000 2000 0,15 0,29 0,44 0,58 0,73 0,87 1,02 1,16 1,31 1,45 1,74 2,03 2,32 2,61 2,9
2500 2500 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
3200 3200 0,14 0,29 0,43 0,58 0,72 0,86 1,01 1,15 1,3 1,44 1,73 2,02 2,3 2,59 2,88
4000 4000 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
KTC 1000 1000 0,12 0,23 0,35 0,46 0,58 0,69 0,81 0,92 1,04 1,15 1,38 1,61 1,84 2,07 2,3
1350 1350 0,11 0,22 0,33 0,45 0,56 0,67 0,78 0,89 1 1,11 1,34 1,56 1,78 2 2,23
1600 1600 0,11 0,22 0,34 0,45 0,56 0,67 0,78 0,9 1,01 1,12 1,34 1,57 1,79 2,02 2,24
2000 2000 0,11 0,22 0,33 0,44 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2
2500 2500 0,11 0,23 0,34 0,45 0,56 0,68 0,79 0,9 1,01 1,13 1,35 1,58 1,8 2,03 2,25
3200 3200 0,12 0,24 0,36 0,48 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
4000 4000 0,12 0,24 0,36 0,48 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
5000 5000 0,38 0,75 1,13 1,5 1,88 2,25 2,63 3 3,38 3,75 4,5 5,25 6 6,75 7,5
Nota: in caso di carico uniformemente distribuito dividere il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore di tabella per 2.

105
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Caduta di tensione
Calcolo

tabella 3A caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 0,9


tensione 400 V / carico uniformemente distribuito
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KDP 20 10 0,08 0,16 0,24 0,33 0,41 0,49 0,57 0,65 0,73 0,81 0,98 1,14 1,3 1,46 1,63
16 0,13 0,26 0,39 0,52 0,65 0,78 0,91 1,04 1,17 1,3 1,56 1,82 2,08 2,34 2,6
20 0,16 0,33 0,49 0,65 0,81 0,98 1,14 1,3 1,46 1,63 1,95 2,28 2,6 2,93 3,25
KBA e KBB 25 10 0,08 0,17 0,25 0,34 0,42 0,5 0,59 0,67 0,75 0,84 1,01 1,17 1,34 1,51 1,68
16 0,13 0,27 0,4 0,54 0,67 0,8 0,94 1,07 1,21 1,34 1,61 1,88 2,14 2,41 2,68
20 0,17 0,34 0,5 0,67 0,84 1,01 1,17 1,34 1,51 1,68 2,01 2,35 2,68 3,02 3,35
25 0,21 0,42 0,63 0,84 1,05 1,26 1,47 1,68 1,88 2,09 2,51 2,93 3,35 3,77 4,19
KBA e KBB 40 16 0,06 0,11 0,17 0,22 0,28 0,34 0,39 0,45 0,5 0,56 0,67 0,78 0,9 1,01 1,12
20 0,07 0,14 0,21 0,28 0,35 0,42 0,49 0,56 0,63 0,7 0,84 0,98 1,12 1,26 1,4
25 0,09 0,18 0,26 0,35 0,44 0,53 0,61 0,7 0,79 0,88 1,05 1,23 1,4 1,58 1,75
32 0,11 0,22 0,34 0,45 0,56 0,67 0,78 0,9 1,01 1,12 1,34 1,57 1,79 2,02 2,24
40 0,14 0,28 0,42 0,56 0,7 0,84 0,98 1,12 1,26 1,4 1,68 1,96 2,24 2,52 2,8
KN 40 40 0,24 0,47 0,71 0,95 1,19 1,42 1,66 1,9 2,13 2,37 2,84 3,32 3,79 4,27 4,74
KN 63 63 0,15 0,31 0,46 0,62 0,77 0,93 1,08 1,23 1,39 1,54 1,85 2,16 2,47 2,78 3,09
KN 100 100 0,11 0,22 0,33 0,45 0,56 0,67 0,78 0,89 1 1,11 1,34 1,56 1,78 2 2,23
KN 160 160 0,14 0,28 0,43 0,57 0,71 0,85 0,99 1,14 1,28 1,42 1,7 1,99 2,27 2,56 2,84
Nota: in caso di carico concentrato all’estremità del tratto di condotto moltiplicare il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore
di tabella per 2.

tabella 3B caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 0,9


tensione 400 V / carico all’estremità
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KS 100 100 0,33 0,65 0,98 1,3 1,63 1,95 2,28 2,6 2,93 3,25 3,9 4,55 5,2 5,85 6,5
160 160 0,26 0,53 0,79 1,06 1,32 1,58 1,85 2,11 2,38 2,64 3,17 3,7 4,22 4,75 5,28
250 250 0,23 0,45 0,68 0,9 1,13 1,35 1,58 1,8 2,03 2,25 2,7 3,15 3,6 4,05 4,5
400 400 0,22 0,44 0,66 0,88 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2 2,64 3,08 3,52 3,96 4,4
500 500 0,18 0,35 0,53 0,7 0,88 1,05 1,23 1,4 1,58 1,75 2,1 2,45 2,8 3,15 3,5
630 630 0,2 0,41 0,61 0,82 1,02 1,23 1,43 1,64 1,84 2,05 2,46 2,87 3,28 3,69 4,1
800 800 0,18 0,36 0,54 0,72 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8 2,16 2,52 2,88 3,24 3,6
1000 1000 0,18 0,35 0,53 0,7 0,88 1,05 1,23 1,4 1,58 1,75 2,1 2,45 2,8 3,15 3,5
KTA 800 800 0,16 0,32 0,49 0,65 0,81 0,97 1,13 1,3 1,46 1,62 1,94 2,27 2,59 2,92 3,24
1000 1000 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
1250 1250 0,16 0,31 0,47 0,63 0,78 0,94 1,09 1,25 1,41 1,56 1,88 2,19 2,5 2,81 3,13
1600 1600 0,15 0,3 0,46 0,61 0,76 0,91 1,06 1,22 1,37 1,52 1,82 2,13 2,43 2,74 3,04
2000 2000 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
2500 2500 0,16 0,31 0,47 0,63 0,78 0,94 1,09 1,25 1,41 1,56 1,88 2,19 2,5 2,81 3,13
3200 3200 0,15 0,3 0,46 0,61 0,76 0,91 1,06 1,22 1,37 1,52 1,82 2,13 2,43 2,74 3,04
4000 4000 0,16 0,32 0,48 0,64 0,8 0,96 1,12 1,28 1,44 1,6 1,92 2,24 2,56 2,88 3,2
KTC 1000 1000 0,12 0,24 0,35 0,47 0,59 0,71 0,82 0,94 1,06 1,18 1,41 1,65 1,88 2,12 2,35
1350 1350 0,11 0,23 0,34 0,46 0,57 0,69 0,8 0,92 1,03 1,15 1,38 1,61 1,84 2,07 2,3
1600 1600 0,12 0,23 0,35 0,46 0,58 0,7 0,81 0,93 1,04 1,16 1,39 1,62 1,86 2,09 2,32
2000 2000 0,11 0,22 0,33 0,44 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2
2500 2500 0,11 0,23 0,34 0,45 0,56 0,68 0,79 0,9 1,01 1,13 1,35 1,58 1,8 2,03 2,25
3200 3200 0,12 0,24 0,36 0,48 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
4000 4000 0,12 0,24 0,36 0,48 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
5000 5000 0,41 0,83 1,24 1,65 2,06 2,48 2,89 3,3 3,71 4,13 4,95 5,78 6,6 7,43 8,25
Nota: in caso di carico uniformemente distribuito dividere il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore di tabella per 2.

106
tabella 4A caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 1
tensione 400 V / carico uniformemente distribuito
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KDP 20 10 0,09 0,18 0,27 0,36 0,45 0,54 0,63 0,72 0,81 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8
16 0,14 0,29 0,43 0,58 0,72 0,86 1,01 1,15 1,3 1,44 1,73 2,02 2,3 2,59 2,88
20 0,18 0,36 0,54 0,72 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8 2,16 2,52 2,88 3,24 3,6
KBA e KBB 25 10 0,09 0,18 0,27 0,36 0,45 0,54 0,63 0,72 0,81 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8
16 0,14 0,29 0,43 0,58 0,72 0,86 1,01 1,15 1,3 1,44 1,73 2,02 2,3 2,59 2,88
20 0,18 0,36 0,54 0,72 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8 2,16 2,52 2,88 3,24 3,6
25 0,23 0,45 0,68 0,9 1,13 1,35 1,58 1,8 2,03 2,25 2,7 3,15 3,6 4,05 4,5
KBA e KBB 40 16 0,06 0,12 0,18 0,24 0,3 0,36 0,42 0,48 0,54 0,6 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2
20 0,08 0,15 0,23 0,3 0,38 0,45 0,53 0,6 0,68 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5
25 0,09 0,19 0,28 0,38 0,47 0,56 0,66 0,75 0,84 0,94 1,13 1,31 1,5 1,69 1,88
32 0,12 0,24 0,36 0,48 0,06 0,72 0,84 0,96 1,08 1,2 1,44 1,68 1,92 2,16 2,4
40 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
KN 40 40 0,26 0,52 0,77 1,03 1,29 1,55 1,81 2,06 2,32 2,58 3,1 3,61 4,13 4,64 5,16
KN 63 63 0,16 0,33 0,49 0,66 0,82 0,98 1,15 1,31 1,47 1,64 1,97 2,29 2,62 2,95 3,28
KN 100 100 0,11 0,22 0,33 0,44 0,55 0,66 0,77 0,88 0,99 1,1 1,32 1,54 1,76 1,98 2,2
KN 160 160 0,14 0,27 0,41 0,54 0,68 0,82 0,95 1,09 1,22 1,36 1,63 1,9 2,18 2,45 2,72
Nota: in caso di carico concentrato all’estremità del tratto di condotto moltiplicare il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore
di tabella per 2.

tabella 4B caduta di tensione espressa in valore % per cosj = 1


tensione 400 V / carico all’estremità
tipo condotto Inc [A] Ib [A] lunghezza [m]
sbarre 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100
KS 100 100 0,35 0,69 1,04 1,38 1,73 2,07 2,42 2,76 3,11 3,45 4,14 4,83 5,52 6,21 6,9
160 160 0,27 0,54 0,8 1,07 1,34 1,61 1,88 2,14 2,41 2,68 3,22 3,75 4,29 4,82 5,36
250 250 0,21 0,43 0,64 0,85 1,06 1,28 1,49 1,7 1,91 2,13 2,55 2,98 3,4 3,83 4,25
400 400 0,18 0,36 0,54 0,72 0,9 1,08 1,26 1,44 1,62 1,8 2,16 2,52 2,88 3,24 3,6
500 500 0,16 0,33 0,49 0,65 0,81 0,98 1,14 1,3 1,46 1,63 1,95 2,28 2,6 2,93 3,25
630 630 0,17 0,35 0,52 0,69 0,87 1,04 1,21 1,39 1,56 1,73 2,08 2,43 2,77 3,12 3,47
800 800 0,16 0,32 0,48 0,64 0,8 0,96 1,12 1,28 1,44 1,6 1,92 2,24 2,56 2,88 3,2
1000 1000 0,13 0,25 0,38 0,5 0,63 0,75 0,88 1 1,13 1,25 1,5 1,75 2 2,25 2,5
KTA 800 800 0,17 0,33 0,5 0,66 0,83 1 1,16 1,33 1,49 1,66 1,99 2,32 2,66 2,99 3,32
1000 1000 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
1250 1250 0,15 0,31 0,46 0,61 0,77 0,92 1,07 1,23 1,38 1,53 1,84 2,14 2,45 2,76 3,06
1600 1600 0,15 0,3 0,44 0,59 0,74 0,89 1,04 1,18 1,33 1,48 1,78 2,07 2,37 2,66 2,96
2000 2000 0,15 0,29 0,44 0,58 0,73 0,87 1,02 1,16 1,31 1,45 1,74 2,03 2,32 2,61 2,9
2500 2500 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
3200 3200 0,14 0,29 0,43 0,58 0,72 0,86 1,01 1,15 1,3 1,44 1,73 2,02 2,3 2,59 2,88
4000 4000 0,15 0,3 0,45 0,6 0,75 0,9 1,05 1,2 1,35 1,5 1,8 2,1 2,4 2,7 3
KTC 1000 1000 0,11 0,22 0,32 0,43 0,54 0,65 0,75 0,86 0,97 1,08 1,29 1,51 1,72 1,94 2,15
1350 1350 0,1 0,21 0,31 0,42 0,52 0,63 0,73 0,84 0,94 1,05 1,26 1,46 1,67 1,88 2,09
1600 1600 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
2000 2000 0,1 0,19 0,29 0,38 0,48 0,57 0,67 0,76 0,86 0,95 1,14 1,33 1,52 1,71 1,9
2500 2500 0,09 0,19 0,28 0,38 0,47 0,56 0,66 0,75 0,84 0,94 1,13 1,31 1,5 1,69 1,88
3200 3200 0,1 0,21 0,31 0,42 0,52 0,62 0,73 0,83 0,94 1,04 1,25 1,46 1,66 1,87 2,08
4000 4000 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
5000 5000 0,41 0,83 1,24 1,65 2,06 2,48 2,89 3,3 3,71 4,13 4,95 5,78 6,6 7,43 8,25
Nota: in caso di carico uniformemente distribuito dividere il valore in tabella per 2. In caso di distribuzione monofase moltiplicare il valore di tabella per 2.

107
Protezione Condotti sbarre prefabbricati
dei circuiti Caduta di tensione
Calcolo

Determinazione dell’Icc a valle di un tratto


di condotto sbarre prefabbricato in funzione
dell’Icc a monte
Le tabelle qui riportate permettono di determinare il valore della corrente
di cortocircuito trifase in un punto della rete a valle di un tratto di condotto sbarre,
conoscendo:
cc la corrente di cortocircuito trifase a monte del condotto;
cc la lunghezza del tratto di condotto ed il tipo di condotto.
Determinato il valore di corrente di cortocircuito a valle, è possibile dimensionare
correttamente l’interruttore automatico a valle del tratto di condotto (Pdi > Icc)
Nota: Nel caso in cui i valori della Icc a monte e verificare che quest’ultimo protegga contro il cortocircuito l’eventuale cavo,
e della lunghezza del tratto di condotto non risultino in tabella condotto o sistema sbarre che si trova a valle dell’interruttore stesso.
considerare i seguenti valori: Nel caso di condotto con molte linee in derivazione protette da interruttori automatici
cc Icc a monte: valore immediatamente superiore; è preferibile dal punto di vista della sicurezza e della semplicità di calcolo scegliere
cc lunghezza tratto condotto: valore immediatamente inferiore.
In entrambi i casi l’Icc a valle individuata è superiore a quella il potere d’interruzione degli interruttori in derivazione sulla base della corrente
effettiva, l’approssimazione è dunque nel senso di cortocircuito all’inizio del condotto e non della corrente di cortocircuito nel punto
della maggiore sicurezza. in cui si ha la derivazione.
tipo di Condotto lunghezza del condotto [m]
KDP20 2,9 4,0 5,5 6,6 11,1 16,3
KBA25/KBB25 1,6 2,0 2,9 4,0 5,5 6,6 11,1 16,8
KBA40/KBB40 2,6 3,9 4,8 6,8 9,7 13,1 15,8 26,7 40,4
KN40 1,5 2,2 2,7 4,0 5,5 7,4 9,0 15,2 22,9
KN63 1,3 1,8 2,5 3,5 5,2 6,5 9,4 13,3 18,2 22,0 37,3 56,5
KN100 2,6 3,6 5,1 7,2 11,1 14,1 20,6 29,6 40,5 50,0 84,1 127,5
KN160 2,0 3,2 4,5 6,6 9,4 14,5 18,6 27,4 40,0 54,3 66,0 113,2 171,9
KS100 1,4 2,2 3,0 4,2 5,8 8,7 10,9 15,7 22,4 30,5 37,0 62,7 94,3
KS160 1,0 1,6 2,6 4,0 5,6 8,0 11,3 17,5 22,1 32,1 46,1 63,1 76,7
KS250 1,3 2,2 3,6 5,8 8,4 12,5 18,0 28,4 37,0 54,2 78,9 109,0 133,0
KS400 1,1 1,7 2,9 4,9 8,1 11,8 18,0 26,5 42,4 55,1 82,6 121,2
KS500 2,0 3,0 5,2 8,7 14,0 20,3 30,0 44,0 69,5 89,7 133,3 194,2
KS630 2,1 3,2 5,5 9,3 15,1 22,1 33,0 48,6 77,7 100,7 150,4 219,9
KS800 2,6 4,0 6,9 11,7 19,2 28,2 42,8 63,0 101,8 132,4 199,0
KS1000 2,8 4,3 7,5 12,8 21,1 31,3 47,9 71,3 116,2 152,0 230,0
KTC-1000 6,0 9,0 15,4 25,7 41,0 59,1 87,5 126,3 198,5 256,0 380,0
KTC-1350 8,3 12,6 21,4 35,7 57,2 83,0 122,3 176,5 278,0
KTC-1600 9,2 14,0 24,0 40,0 64,6 93,7 139,6 202,5
KTC-2000 11,1 16,9 29,1 48,9 79,2 115,3 173,1 254,0
KTC-2500 13,4 20,5 35,3 59,5 96,7 141,3 212,5
KTC-3000 17,6 26,8 46,0 77,2 124,6 181,2 271,0
KTC-4000 21,1 32,1 55,2 93,2 151,4 221,3
KTC-5000 12,6 18,8 31,0 49,7 76,3 106,5
KTA800 4,8 7,2 11,9 19,0 29,2 40,6 58,1 81,3 124,0 158,0
KTA-1000 6,1 9,5 15,2 25,0 38,2 53,6 77,2 109,0 168,0
KTA-1200 7,1 11,0 17,7 29,0 45,1 63,7 92,2 130,0 202,0
KTA-1600 8,7 13,1 22,0 36,0 56,5 80,3 117,0 167,0 257,0
KTA-2000 10,8 16,0 26,7 43,9 69,1 98,4 144,0 205,0
KTA-2500 14,0 20,5 34,5 56,3 88,2 124,8 182,0 258,0
KTA-3000 17,0 26,0 43,0 70,8 111,7 159,3 233,2
KTA-4000 18,4 28,0 47,0 78,0 125,0 180,0 265,0
Icc a monte [kA] Icc a valle [kA]
100 92,6 89 82 72,6 61,4 51,5 40,8 31,5 21,9 17,6 12,4 8,7 6,4 5,3 3,1 2,1
90 84 81 75,2 67,2 57,5 48,8 39,1 30,5 21,4 17,3 12,2 8,6 6,4 5,3 3,1 2,1
80 75,2 72,9 68,2 61,5 53,3 45,7 37,1 29,3 20,8 16,9 12 8,5 6,3 5,2 3,1 2,1
70 66,4 64,5 60,9 55,5 48,7 42,3 34,8 27,9 20,1 16,5 11,8 8,4 6,2 5,2 3,1 2,1
60 57,3 56 53,2 49,2 43,8 38,6 32,3 26,2 19,2 15,9 11,5 8,3 6,2 5,1 3,1 2
50 48 47 45 42 38 34 29 24 18 15 11 8 6 5 3 2
45 43,4 42,6 41 38,5 35,2 31,8 27,5 23 17,5 14,7 10,9 8 6 5 3 2
40 38,7 38,1 36,8 34,8 32,2 29,3 25,7 21,9 17 14,3 10,6 7,9 5,9 5 3 2
35 34 33,6 32,6 31 28,9 26,7 23,9 20,6 16,3 13,9 10,4 7,8 5,9 4,9 3 2
30 esempio 29,3 28,9 28,2 27,1 25,5 23,8 21,7 19,1 15,4 13,3 10,1 7,6 5,8 4,9 3 2
25 24,5 24,3 23,8 23 21,9 20,7 19,2 17,2 14,3 12,5 9,7 7,4 5,7 4,8 3 2
22 21,6 21,4 21 20,4 19,6 18,6 17,5 15,9 13,4 11,9 9,4 7,3 5,6 4,8 2,9 2
15 14,8 14,7 14,5 14,2 13,8 13,3 12,8 12 10,7 9,7 8,1 6,5 5,2 4,5 2,8 2
10 9,9 9,9 9,8 9,6 9,4 9,1 8,8 8,3 7,6 7,1 6,2 5,3 4,4 3,9 2,6 1,8
7 7 7 6,9 6,8 6,7 6,6 6,4 6,2 5,8 5 5 4,4 3,8 3,4 2,4 1,8
5 5 5 5 4,9 4,9 4,8 4,7 4,5 4,3 4,1 3,8 3,4 3 2,8 2,1 1,6
4 4 4 4 4 3,9 3,9 3,8 3,7 3,5 3,4 3,2 2,9 2,6 2,5 1,9 1,5
Nota 1: la tabella è stata calcolata considerando:
cc tensione trifase: 400 V;
cc condotti sbarre alla temperatura ambiente di 20°C
Nota 2: per una tensione trifase concatenata di 230 V, dividere le lunghezze in tabella per 1,732.

108
Protezione Tabelle di coordinamento
dei circuiti

La scelta di un interruttore per la protezione di un condotto sbarre prefabbricato


deve essere fatta tenendo conto:
cc delle regole abituali per la taratura del relé termico dell'interruttore, quindi:
IB ≤ Ir ≤ Inc
dove:
vv IB è la corrente d’impiego,
vv Ir è la corrente di regolazione termica dell’interruttore,
vv Inc è la corrente nominale del condotto;
cc della tenuta elettrodinamica del condotto, cioè la corrente di cresta limitata Icr
dall'interruttore deve essere inferiore alla tenuta elettrodinamica
(o corrente di cresta ammissibile) del condotto;
cc del limite termico massimo [A2s] ammissibile dal condotto, che deve essere
superiore all’energia specifica [I2t] lasciata passare dall’interruttore.

Tabelle di coordinamento
Le tabelle di coordinamento degli interruttori Schneider Electric con i condotti
Canalis forniscono direttamente, in funzione del tipo di condotto prefabbricato
e del tipo di interruttore di protezione, la corrente di cortocircuito massima
alla quale il condotto Canalis è protetto.

corrente di cortocircuito condizionata [kA] tensione 230 V/415 V


interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)
KDP KBA / KBB KN KS
tipo modulare Icu [kA] In [A] Inc [A] Inc [A] Inc [A] Inc [A]
20 25 40 40 63 100 160 100 160
C60N 10 10 10 10 - - - - - - -
16-25 8 10 10 - - - - - -
32-40 - - 10 10 10 - - 10 -
50-63 - - - - 10 - - - -
C60H 15 10 13 15 - - - - - - -
16-25 8 10 15 - - - - - -
32-40 - - 15 10 15 - - 10 -
50-63 - - - - 15 - - - -
C60L 25 10 10 22 - - - - - - -
25 16-25 8 10 25 - - - - - -
20 32-40 - - 20 10 20 - - 10 -
15 50-63 - - - - 15 - - - -
C120 10 80 - - - - - 10 - 10 -
100 - - - - - 10 - 10 -
125 - - - - - - 10 - 10
NG125a 16 80-125 - - - - - 16 16 16 16
NG125N 25 10-40 4 6 25 9 25 - - - -
NG125N 25 40-125 - - 25 9 25 25 25 25 25
NG125L 50 80-125 - - - - - 50 50 50 50
Nota: la corrente di cortocircuito a monte è presa uguale al potere di interruzione (Icu) dell’interruttore.
Si sono considerati tre metri di cavo a monte dei condotti (KDP/4 mm 2, KBA e KBB 25 A/6 mm2, KBA e KBB 40 A/10 mm2)

109
Protezione Tabelle di coordinamento
dei circuiti

corrente di cortocircuito condizionata [kA] tensione 230 V/415 V


interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)
KN KS KTA
tipo scatolato Icu [kA] In [A] Inc [A] Inc [A] Inc [A]
63 100 160 100 160 250 400 500 630 800 800
NR100E 16 63-100 13 16 16 16 16 16 - - - - -
NR100F 25 13 21 25 25 25 25 - - - - -
NR100G 36 13 21 36 30 36 36 - - - - -
NSA160E 16 16-160 16 16 16 16 16 - - - - - -
NSA160NE 25 25 25 25 25 25 - - - - - -
NSA160N 36 36 36 36 36 36 - - - - - -
NR160E 16 63-100 - 16 16 16 16 16 - - - - -
NR160F 25 - 21 25 25 25 25 - - - - -
NR160G 36 - 21 36 30 36 36 - - - - -
NR250F 36 63-100 - - 36 - 36 36 - - - - -
NR250G 50 - - 50 - 50 50 - - - - -
NSX160E 16 16-160 13 16 16 16 16 - - - - - -
NSX160B 25 13 21 25 25 25 25 - - - - -
NSX160F 36 13 21 36 30 36 36 - - - - -
NSX160N 50 13 21 50 30 50 50 - - - - -
NSX160H 70 13 21 60 30 70 70 - - - - -
NSX160S 100 13 21 60 30 70 100 - - - - -
NSX160L 150 13 21 60 30 70 150 - - - - -
NSX250F 36 16-250 - 13 36 23 36 36 36 - - - -
NSX250N 50 - 13 48 23 50 50 50 - - - -
NSX250H 70 - 13 60 23 60 70 70 - - - -
NSX250S 100 - 13 60 23 60 100 100 - - - -
NSX250L 150 - 13 60 23 60 150 150 - - - -
NR400F 36 150-400 - - - - 26 36 36 36 - - -
NSX400N 50 - - - - 26 45 50 50 - - -
NSX400H 70 - - - - 26 45 70 70 - - -
NSX400S 100 - - - - 26 45 100 100 - - -
NSX400L 150 - - - - 26 45 150 150 - - -
NR630F 36 630 - - - - - - 36 36 36 36 -
NSX630N 50 - - - - - - 50 50 50 50 50
NSX630H 70 - - - - - - 70 70 70 70 70
NSX360S 100 - - - - - - 100 100 100 100 100
NSX630L 150 - - - - - - 150 150 150 150 150

corrente di cortocircuito condizionata [kA] tensione 230 V/415 V


interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)
KS KTC (1) KTA (1)
tipo Icu In Inc [A] Inc [A] Inc [A]
scatolato [kA] [A] 630 800 1000 1000 1350 1600 2000 2500 3200 800 1000 1250 1600 2000 2500 3200
NS630bN 50 32 37 37 50 - - - - - 31/35 50 - - - - -
NS630bH 70 630 32 37 37 50/65 - - - - - 31/35 50/70 - - - - -
NS630bL 150 130 150 150 150 - - - - - 110/140 150 - - - - -
NS800N 50 32 37 37 50 50 - - - - 31/35 50 50 - - - -
NS800H 70 800 32 37 37 50/65 50/65 - - - - 31/35 50/70 50/70 - - - -
NS800L 150 130 150 150 150 150 - - - - 110/140 150 150 - - - -
NS1000N 50 - 37 37 50 50 - - - - 31/35 50 50 - - - -
NS1000H 70 1000 - 37 37 50/65 50/65 - - - - 31/35 50/70 50/70 - - - -
NS1000L 150 - 150 150 150 150 - - - - 110/140 150 150 - - - -
NS1250N 50 1250 - - 40 50 50 50 - - - - 50 50 50 - - -
NS1250H 70 - - 40 50/65 50/65 65/85 - - - - 50/70 50/70 65/70 - - -
NS1600N 50 1600 - - - - 50 50 50 - - - - - 50 50 - -
NS1600H 70 - - - - 50/65 65/85 70 - - - - - 65/70 70 - -
NS2000N 85 2000 - - - - - 65/85 70/85 80/113 - - - - 65/85 70/85 80/85 -
NS2000H 125 - - - - - 65/85 70/110 80/113 - - - - 65/85 70/110 80/113 -
NS2500N 85 2500 - - - - - - 70/85 80/113 85 - - - - 70/85 80/85 85
NS2500H 125 - - - - - - 70/110 80/113 85/113 - - - - 70/110 80/113 86/113
NS3200N 85 3200 - - - - - - - 80/113 85 - - - - - 80/85 85
NS3200H 125 - - - - - - - 80/113 85/113 - - - - - 80/113 86/113
(1) I due valori di corrente di cortocircuito condizionata si riferiscono a: KTC e KTA standard/KTC e KTA rinforzato.

110
corrente di cortocircuito condizionata [kA] tensione 230 V/415 V
interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)
KTC (1) KTA(1)
tipo aperto Icu In Inc [A] Inc [A]
[kA] [A] 1000 1350 1600 2000 2500 3200 4000 5000 800 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000
NT08-NT16H1 42 800-1600 42 42 42 42 - - - - 42 42 42 42 42 - - -
NT08-NT12L1 150 800-1250 150 150 - - - - - - 110/150 150 150 - - - - -
NW08-NT16N1 42 800-1600 42 42 42 42 - - - - 31/35 42 42 42 42 - - -
NW08-NT16H1 65 800-1600 50/65 50/65 65/85 65 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/65 65 - - -
NW08-NW16H2a 85 800-1600 50/65 50/65 65/85 70/85 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/85 70/85 - - -
NW08-NW16H2 100 800-1600 50/65 50/65 65/85 70/100 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/85 70/100 - - -
NW08-NW16L1 150 800-1600 60/100 60/100 110/150 110/150 - - - - 31/35 60/100 60/100 100/150 150 - - -
NW20N1 42 2000 - - - 42 42 - - - - - - - 42 42 - -
NW20-NW40H1 65 2000-4000 - - - 65 65 65 65 65 - - - - 65 65 65 65
NW20-NW40H2a 85 2000-4000 - - - 70/85 80/85 85 85 85 - - - - 70/85 80/85 85 85
NW20-NW40H2 100 2000-4000 - - - 70/100 80/100 86/100 90/100 95/100 - - - - 70/100 80/100 86/100 90/100
NW20-NW40H3 150 2000-4000 - - - 70/110 80/113 86/113 90/120 95/120 - - - - 70/110 80/113 86/113 90/120
NW20L1 150 2000 - - - 110/150 150 - - - - - - - 110/150 150 - -
NW40bH1 100 4000 - - - - - 86/113 90/100 95/100 - - - - - - 86/113 90/100
NW50-NW63H1 100 5000-6300 - - - - - - 90/100 95/100 - - - - - - - 90/100
NW40bH2 150 4000 - - - - - 86/113 90/120 95/120 - - - - - - 86/113 90/120
NW50-NW63H2 150 5000-6300 - - - - - - 90/120 95/120 - - - - - - - 90/120

corrente di cortocircuito condizionata [kA] tensione 690 V


interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)
KN KS KTA
tipo scatolato Icu In Inc [A] Inc [A] Inc [A]
[kA] [A] 63 100 160 100 160 250 400 500 630 800 800
NSX160F 8 16-160 8 8 8 8 8 - - - - - -
NSX160N 10 8 10 10 10 10 10 - - - - -
NSX160H 10 8 10 10 10 10 10 - - - - -
NSX160S 15 8 15 15 15 15 15 - - - - -
NSX160L 20 8 15 20 20 20 20 - - - - -
NSX250F 8 16-250 7 8 8 13 8 8 - - - - -
NSX250N 10 - 10 10 13 10 10 10 - - - -
NSX250H 10 - 10 10 13 10 10 10 - - - -
NSX250S 15 - 10 15 15 15 15 15 - - - -
NSX250L 20 - 10 20 13 20 20 20 - - - -
NSX400F/N 10 150-400 - - - - 10 10 10 10 - - -
NSX400H 20 - - - - 16 20 20 20 - - -
NSX400S 25 - - - - 16 25 25 25 - - -
NSX400L 35 - - - - 16 26 70 70 - - -
NSX630F/N 10 630 - - - - - - 10 10 10 10 10
NSX630H 20 - - - - - - 20 20 20 20 20
NSX630S 25 - - - - - - 25 25 25 25 25
NSX630L 35 - - - - - - 35 35 35 35 35
(1) I due valori di corrente di cortocircuito condizionata si riferiscnono a: KTC e KTA standard/KTC e KTA rinforzato.

111
Protezione Tabelle di coordinamento
dei circuiti

corrente di cortocircuito condizionata [kA] tensione 690 V


interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)
KS KTC (1) KTA (1)
tipo scatolato Icu In Inc [A] Inc [A] Inc [A]
[kA] [A] 630 800 1000 1000 1350 1600 2000 2500 3200 800 1000 1250 1600 2000 2500 3200
NS630bN 30 630 30 30 30 30 - - - - - 30/35 30 - - - - -
NS630bH 42 33 35 35 42 - - - - - 30/35 42 - - - - -
NS630bL 25 25 25 25 25 - - - - - 25 25 - - - - -
NS800N 30 800 30 30 30 30 30 - - - - 30/35 30 30 - - - -
NS800H 42 33 35 35 42 42 - - - - 30/35 42 42 - - - -
NS800L 25 25 25 25 25 25 - - - - 25 25 25 - - - -
NS1000N 30 1000 - 30 30 30 30 - - - - 30/35 30 30 - - - -
NS1000H 42 - 35 35 42 42 - - - - 30/35 42 42 - - - -
NS1000L 25 - 25 25 25 25 - - - - 25 25 25 - - - -
NS1250N 30 1250 - - 30 30 30 30 - - - - 30 30 30 - - -
NS1250H 42 - - 35 42 42 42 - - - - 42 42 42 - - -
NS1600N 30 1600 - - - - 30 30 30 - - - - - 30 30 - -
NS1600H 42 - - - - 42 42 42 - - - - - 42 42 - -
NS2000N 65 2000 - - - - - 65 65 65 - - - - 65 65 65 -
NS2500N 65 2500 - - - - - - 65 65 65 - - - - 65 65 65
NS3200N 65 3200 - - - - - - - 65 65 - - - - - 65 65

interruttore tipo condotto sbarre (corrente nominale a 35°C)


KTC (1) KTA(1)
tipo aperto Icu In Inc [A] Inc [A]
[kA] [A] 1000 1350 1600 2000 2500 3200 4000 5000 800 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000
NT08-NT16H1 42 800-1600 42 42 42 42 - - - - 31/35 42 42 42 42 - - -
NT08-NT12L1 75 800-1250 75 75 - - - - - - 75 75 75 - - - - -
NW08-NT16N1 42 800-1600 42 42 42 42 - - - - 31/35 42 42 42 42 - - -
NW08-NT16H1 65 800-1600 50/65 50/65 65 65 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/65 65 - - -
NW08-NW16H2a 65 800-1600 50/65 50/65 65 65 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/85 70/85 - - -
NW08-NW16H2 85 800-1600 50/65 50/65 65/85 70/85 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/85 70/100 - - -
NW08-NW16L1 100 800-1600 50/65 50/65 65/85 70/100 - - - - 31/35 50/65 50/65 65/85 70/100 - - -
NW20N1 42 2000 - - - 42 42 - - - - - - - 42 42 - -
NW20-NW40H1 65 2000-4000 - - - 65 65 65 65 65 - - - - 65 65 65 65
NW20-NW40H2a 65 2000-4000 - - - 65 65 65 65 65 - - - - 65 65 65 65
NW20-NW40H2 85 2000-4000 - - - 70/85 80/85 85 85 85 - - - - 70/85 80/85 85 85
NW20-NW40H3 100 2000-4000 - - - 70/100 80/100 86/100 90/100 95/100 - - - - 70/100 80/100 86/100 90/100
NW20L1 100 2000 - - - 100 100 - - - - - - - 100 100 - -
NW40bH1 100 4000 - - - - - 86/100 90/100 95/100 - - - - - - 86/100 90/100
NW50-NW63H1 100 5000-6300 - - - - - - 90/100 95/100 - - - - - - - 90/100
NW40bH2 100 4000 - - - - - 86/100 90/100 95/100 - - - - - - 86/100 90/100
NW50-NW63H2 100 5000-6300 - - - - - - 90/100 95/100 - - - - - - - 90/100
(1) I due valori di corrente di cortocircuito condizionata si riferiscnono a: KTC e KTA standard/KTC e KTA rinforzato.

112
corrente di cortocircuito condizionata [kA eff.] tensione 380/415 V
tipo di condotto Canalis KHF KHF KHF KHF KHF KHF
portata nominale (In a 35°C) 1000 1200 1450 2200/2500 3000/3400 4000/4500
Compact NS800N/H 28
NS800L 70
NS1000N/H 28 38 48
NS1000L 70 150 150
NS1250N/H 28 38 48
NS1600N/H 38 48
NS1600bN/bH 38 48 70 70
NS2000N 70 70
NS2000H 85 85
NS2500N 70 70
NS2500H 85 85
NS3200N 70 70
NS3200H 85 85
Masterpact NT08/10/12H1 28 38 38
NT16H1 28 38 38 42
NT08/10L1 80 150 150
NW08/10/12N1 28 38 38
NW16N1 28 38 38 42
NW20N1 28 38 38 42 42
NW08/10/12H1 28 38 38
NW16H1 28 38 38 65
NW20/25H1 28 38 38 65 65
NW32/40H1 65 65 65
NW40b/50/63H1 92 100 100
NW08/10/12H2a 28 38 38
NW16H2a 28 38 38 85
NW20/25H2a 28 38 38 85 85
NW32/40H2a 85 85 85
NW08/10/12H2 28 38 38
NW16H2 28 38 38 92
NW20/25H2 28 38 38 92 100
NW32/40H2 92 100 100
NW40b/50/63H2 92 117 147
NW20/25H3 28 38 38 92 117
NW32/40H3 92 117 147
NW08/10/12L1 28 38 38
NW16L1 28 38 38 150
NW20L1 28 38 38 150 150

113
Protezione Tabelle di coordinamento
dei circuiti

corrente di cortocircuito condizionata [kA eff.] tensione 660/690 V


tipo di condotto Canalis KSA-10 KSA-16 KSA-25 KSA-40 KSA-50 KSA-63 KSA-80
portata nominale (In a 35°C) 100 160 250 400 500 630 800
Compact NSX160F 8 8 8
NSX160N 10 10 10
NSX160H 10 10 10
NSX160S 15 15 15
NSX160L 20 20 20
NSX250F 8 8 8
NSX250N 10 10 10
NSX250H 10 10 10
NSX250S 15 15 15
NSX250L 15 20 20
NSX400F 10 10 10
NSX400N 10 10 10
NSX400H 17 20 20
NSX400S 17 25 25
NSX400L 17 28 35
NSX630F 10 10 10 10
NSX630N 10 10 10 10
NSX630H 20 20 20 20
NSX630S 25 25 25 25
NSX630L 35 35 35 35
NS630bN 14 24 26 30 30
NS630bH 24 26 32 38
NS630bL 75 75 75 75
NS800N 26 30 30
NS800H 26 32 38
NS800L 75 75 75
NS1000N 30
NS1000H 38
NS1000L 35
Masterpact NT08/10/12H1 24 26 32 38
NT08/10L1 25 25 25 25
NW08/10/12N1 24 26 32 38
NW08/10/12H1 24 26 32 38
NW08/10/12H2a 24 26 32 38
NW08/10/12H2 24 26 32 38
NW08/10/12L1 24 26 32 38

114
corrente di cortocircuito condizionata [kA eff.] tensione 660/690 V
tipo di condotto Canalis KTIC-10 KTIC-13 KTIC-16 KTIC-20 KTIC-25 KTIC-32 KTIC-40 KTIC-50
portata nominale (In a 35°C) 1000 1250 1600 2000 2500 3200 4000 5000
Compact NS1000N 30 30
NS1000H 40 42
NS1000L 35 35
NS1250N 30 30
NS1250H 40 42
NS1600N 30 40
NS1600H 40 42
Masterpact NT10/12/16H1 40
NT10L1 25 25 25 25
NW10/12/16N1 40 42 42 42
NW20N1 42 42 42 42
NW10/12/16H1 40 50 60 65
NW20/25H1 60 65 65 65
NW32H1 65 65
NW40H1 65 65 65
NW40bH1 82 82 65
NW50/63H1 90 95
NW10/12/16H2a 40 50 60 73
NW20/25H2a 60 73 82 82
NW32/40 H2a 82 82 85
NW10/12/16H2 40 50 60 73
NW20/25H2 60 73 82 82
NW32/40/40bH2 82 82 90
NW50/63H2 90 95
NW20/25H3 60 73 82 82
NW32/40H3 82 82 90
NW10/12L1 40 50 65
NW16/20L1 50 65 100 100 100

115
Protezione Tabelle di coordinamento
dei circuiti

corrente di cortocircuito condizionata [kA eff.] tensione 660/690 V


tipo di condotto Canalis KHF KHF KHF KHF KHF KHF
portata nominale (In a 35°C) 1000 1200 1450 2200/2500 3000/3400 4000/4500
Compact NS800N 28
NS800H 28
NS800L 75
NS1000N 28 30 30
NS1000H 28 38 48
NS1000L 35 35 35
NS1250N 28 30 30
NS1250H 28 38 48
NS1600N 28 30 30 30
NS1600H 28 38 48 42
NS1600bN 28 30 48 60
NS1600bH 28 38 48 40
NS2000N 48 60 60
NS2000H 48 40 40
NS2500N 60 60
NS2500H 40 40
NS3200N 60 60
NS3200H 40 40
Masterpact NT08/10/12H1 28 38 38
NT16H1 28 38 38 38
NT08/10L1 25 25 25
NW08/10/12/16/20N1 28 38 38
NW08/10/12H1 28 38 38
NW16H1 28 38 38 65
NW20/25H1 28 38 38 65 65
NW32/40H1 65 65 65
NW40b/50/63H1 92 100 100
NW08/10/12H2 28 38 38
NW16H2 28 38 38 85
NW20/25H2 28 38 38 85 85
NW32/40H2 85 85 85
NW08/10/12H2 28 38 38
NW16H2 28 38 38 85
NW20/25H2 28 38 38 85 85
NW32/40H2 85 85 85
NW40b/50/63H2 92 100 100
NW20/25H3 28 38 38 92 100
NW32H3 92 100 100
NW40H3 92 100 100
NW08/10/12L1 28 38 38
NW16L1 28 38 38 100
NW20L1 28 38 38 100 100

116
Indice 5 - Caratteristiche degli apparecchi
di protezione e manovra

n Definizioni pag. 118


n Tipi di protezioni pag. 123
n Tipi di sganciatori pag. 124
n Caratteristiche elettriche interruttori automatici pag. 127
n Curve di intervento pag. 178
n Declassamento in temperatura pag. 203
n Comando e sezionamento pag. 212
n Potenze dissipate pag. 242
n Curve di limitazione pag. 246
n Filiazione pag. 260
n Selettività pag. 273
n Selettività rinforzata pag. 325
n Impiego in corrente continua pag. 335
n Impiego a 400Hz pag. 344

117
Caratteristiche Definizioni
degli apparecchi
di protezione
e manovra

Interruttori automatici
Corrente nominale di impiego (In)
è la corrente che l’interruttore può portare in servizio ininterrotto, considerando cioè
la corrente costante, sempre circolante, pari al suo valore nominale In, per intervalli
di tempo superiori a 8 ore: settimane, mesi o anche anni.
La corrente nominale dell’interruttore è uguale alla sua corrente termica
convenzionale in aria libera (Irth), che rappresenta il valore massimo di corrente che
l’interruttore è destinato a portare, in conformità alle prescrizioni sui limiti di
sovratemperatura che le relative Norme di prodotto impongono.
La Norma CEI 23-3 fissa i valori preferenziali della corrente nominale:
6-10-13-16-20-25-32-40-50-63-80-100-125A.
Tensione nominale di impiego (Ue)
è il valore di tensione che il costruttore specifica per l’apparecchio unitamente alla
corrente nominale di impiego, garantendone le prestazioni dichiarate.
Allo stesso interruttore possono essere assegnati diversi valori di tensione nominale
di impiego, alle quali corrispondono servizi e prestazioni diversi dell’interruttore
stesso, specificati dal costruttore.
I valori normali della tensione nominale di impiego stabiliti dalla Norma 23-3 sono:
cc 230 V per interruttori unipolari e bipolari;
cc 230/400 V per interruttori unipolari;
cc 400 V per interruttori bipolari, tripolari e tetrapolari.
Tensione nominale di isolamento (Ui)
è il valore di tensione per il quale è dimensionato l’isolamento elettrico
dell’interruttore (verificato da prove dielettriche ed assicurato da adeguate distanze
di isolamento superficiali). Evidentemente, il massimo valore di tensione nominale
di impiego non può essere superiore al valore della tensione nominale di isolamento;
inoltre, se per un apparecchio non viene specificato il valore della tensione di
isolamento, si considera come tensione nominale di isolamento la sua più alta
tensione nominale di impiego.
Tensione nominale di tenuta ad impulso (Uimp)
è il valore di picco di una tensione ad impulso (con forma d’onda definita
da 1,2/50 µs) che l’apparecchio può sopportare senza guasti in condizioni specificate
di prova: ad interruttore aperto non si devono verificare scariche tra i contatti di una
stessa fase né tra fase e massa. Tale valore se dichiarato dal costruttore, deve
essere utilizzato ai fini del coordinamento dell’isolamento dell’impianto, che fornisce
le prescrizioni per la tenuta dielettrica degli apparecchi nei confronti delle
sovratensioni, soprattutto di origine atmosferica; in particolare, la tensione nominale
di tenuta ad impulso di un apparecchio deve essere uguale o superiore ai valori
specificati per le sovratensioni transitorie che possono verificarsi nel circuito in cui
l’apparecchio è inserito. Le Norme prevedono anche valori minimi di Uimp in
funzione della tensione nominale di impiego dell’apparecchio.
Corrente convenzionale di non intervento (Inf)
Valore specificato di corrente che l’interruttore o lo sganciatore è in grado di portare
per un tempo stabilito (tempo convenzionale) senza operare lo sgancio.
Corrente convenzionale di intervento (If)
Valore specificato di corrente che determina lo sgancio dell’interruttore entro un
limite di tempo stabilito (tempo convenzionale).
Il legame tra In, If, Inf e tempo convenzionale dipende dalla Norma di riferimento
(Norma domestica CEI 23-3 e Norma industriale CEI EN 60947-2).
norma Inf If
CEI 23-3 1,13 In 1,45 In
CEI EN 60947-2 1,05 In 1,30 In

Il tempo convenzionale vale 1h per In < 63A e 2h per In ≥ 63A.


Potere di interruzione nominale estremo in cortocircuito (Icu)
(Norma CEI EN 60947-2)
è il valore della massima corrente di cortocircuito che l’interruttore è in grado
di interrompere per 2 volte (secondo il ciclo O-CO), alla corrispondente tensione
nominale di impiego. Le condizioni previste per la verifica dell’interruttore dopo il ciclo
di interruzione O-CO “non includono” l’attitudine dell’interruttore stesso a portare con
continuità la sua corrente nominale.
Esso è espresso come il valore della corrente di cortocircuito presunta interrotta,
in kA (per la corrente alternata è il valore efficace della componente simmetrica).
Allo stesso apparecchio il costruttore può assegnare diversi valori di Icu,
corrispondenti a valori diversi di tensione nominale di impiego Ur.
Potere di interruzione nominale di servizio in cortocircuito (Ics)
(Norma CEI EN 60947-2)
è il valore della massima corrente di cortocircuito che l’interruttore è in grado
di interrompere per 3 volte (secondo il ciclo O-CO-CO), alla corrispondente tensione

118
nominale di impiego. Le condizioni previste per la verifica dell’interruttore dopo
il ciclo di interruzione O-CO-CO “includono” l’attitudine dell’interruttore stesso a
portare con continuità la sua corrente nominale.
Esso è espresso come il valore della corrente di cortocircuito presunta interrotta,
in kA (per la corrente alternata è il valore efficace della componente simmetrica).
Esso viene normalmente dichiarato dal costruttore utilizzando valori percentuali
del potere di interruzione nominale estremo di cortocircuito Icu (come suggerito
dalla Norma CEI EN 60947-2).
Potere di interruzione nominale in cortocircuito (Icn)
(Norma CEI 23-3)
è il valore della massima corrente di cortocircuito assegnato dal costruttore
che l’interruttore è in grado in interrompere per 2 volte (secondo il ciclo O-CO),
sotto specifiche condizioni; queste non comprendono, dopo la prova, l’attitudine
dell’interruttore a portare una corrente di carico.
Un interruttore avente un dato potere di interruzione nominale di cortocircuito Icn deve
avere un corrispondente potere di cortocircuito di servizio Ics, secondo la seguente
tabella ricavata dalla Norma CEI 23-3 (EN 60898).
potere di interruzione in kA
Icn 1,5 3 4,5 6 10 15 20 25
Ics 1,5 3 4,5 6 7,5 7,5 10 12,5

Rapporto n tra potere di chiusura e potere Potere di chiusura nominale in cortocircuito (Icm)
di interruzione in cortocircuito e fattore di potenza (Norma CEI EN 60947-2)
relativo (interruttori per c.a.) è il valore della massima corrente di cortocircuito, assegnato dal costruttore, che
l’interruttore automatico è in grado di stabilire alla tensione nominale di impiego
Pdi in fattore di valore minimo del fattore
cortocircuito potenza ed in condizioni specificate.
potere di chiusura
[kA] n= Il potere di chiusura nominale in cortocircuito di un interruttore non deve essere
potere di interruzione
(valore efficace) inferiore al suo potere di interruzione nominale estremo in cortocircuito Icu,
in cortocircuito
4,5 ≤ Icu ≤ 6 0,7 1,5 moltiplicato per il fattore n riportato dalla sottostante tabella tratta dalla norma CEI
6 < Icu ≤ 10 0,5 1,7 EN 60947-2; il suo valore è espresso come il massimo picco della corrente presunta.
10 < Icu ≤ 20 0,3 2,0 Categoria di utilizzazione
20 < Icu ≤ 50 0,25 2,1 (Norma CEI EN 60947-2)
50 < Icu 0,2 2,2 La categoria di utilizzazione di un apparecchio ne definisce le possibili applicazioni,
in conformità a quanto previsto dalle relative norme di prodotto.
Per gli interruttori automatici sono definite due categorie di utilizzazione.
cc categoria A: gli interruttori classificati in questa categoria non sono previsti
per realizzare la selettività cronometrica, in condizioni di cortocircuito, rispetto ad altri
dispositivi di protezione posti in serie, lato carico; non hanno quindi ritardo
intenzionale applicabile all’intervento dello sganciatore di cortocircuito.
Conseguentemente essi non prevedono una corrente nominale ammissibile di breve
durata;
cc categoria B: gli interruttori classificati in questa categoria sono previsti
per realizzare la selettività cronometrica in condizioni di cortocircuito (non
necessariamente fino al potere di interruzione nominale estremo dell’interruttore),
rispetto ad altri dispositivi di protezione posti in serie lato carico; hanno un ritardo
intenzionale (talvolta regolabile) applicabile all’intervento dello sganciatore
di cortocircuito. Tra le loro caratteristiche tecniche, il costruttore deve garantire
il valore di corrente nominale di breve durata ammissibile (Icw).
Corrente nominale ammissibile di breve durata (Icw)
(Norma CEI EN 60947-2)
è il valore di corrente, dichiarato dal costruttore, che l’interruttore può portare senza
danneggiamenti per tutta la durata del tempo di ritardo previsto (dichiarata dal
costruttore). Tale valore è il valore efficace, in corrente alternata, della corrente
di cortocircuito presunta, considerata costante per tutta la durata del tempo di ritardo
previsto. I valori minimi della corrente nominale ammissibile di breve durata richiesti
per gli interruttori di categoria di utilizzazione B sono:
In ≤ 2500A Icw è il maggior valore tra 12 In e 5 kA
In ≥ 2500A Icw = 30 kA

I valori preferenziali di tempo di ritardo previsto sono: 0,05 - 0,1 - 0,25 - 0,5 - 1 s.
Sezionamento
Il sezionamento secondo la norma CEI 64-8 è quella funzione che contribuisce
a garantire la sicurezza del personale avente il compito di svolgere lavori, riparazioni,
localizzazione di guasti o sostituzione di apparecchi, su od in vicinanza di parti attive.
La norma stabilisce che ogni circuito debba poter essere sezionato all’alimentazione.
è anche possibile sezionare con un unico dispositivo più circuiti.
Gli apparecchi di manovra per poter essere definiti anche come sezionatori devono
essere conformi ad una norma che garantisca la loro attitudine al sezionamento,
come ad esempio la CEI EN 60947-1/3 per gli apparecchi previsti per uso in
ambiente industriale. Gli interruttori automatici di bassa tensione Schneider Electric
a norma industriale garantiscono anche la funzione di sezionamento.

119
Caratteristiche Definizioni
degli apparecchi
di protezione
e manovra

Per i dispositivi che non rispondono a norme CEI specifiche, sono fornite nella parte
commenti della norma CEI 64-8 le minime distanze d’isolamento tra i contatti in
posizione di aperto, riferite alla tensione nominale dell’impianto:
cc 230/400 V: 4 mm;
cc 400/690 V: 8 mm;
cc 1000 V: 12 mm.
Secondo la norma CEI 64-8, anche gli interruttori automatici e gli interruttori
differenziali rispondenti alle norme domestiche (CEI EN 60898,
CEI EN 61008-61009) assicurano la funzione di sezionamento, nonostante per
questi apparecchi, al momento attuale, non siano previste prescrizioni e prove
aggiuntive in merito.
Sezionamento visualizzato
La norma CEI EN 60947-1 (“Apparecchiature a bassa tensione - Parte 1: Regole
generali“) stabilisce delle prescrizioni a cui devono soddisfare gli interruttori adatti
al sezionamento.
Essi devono assicurare in posizione di aperto una distanza tra contatto fisso e mobile
conforme ai requisiti necessari a soddisfare la funzione di isolamento e devono
essere muniti di un dispositivo che indichi la posizione dei contatti mobili.
Questo indicatore di posizione deve essere connesso ai contatti mobili in modo
affidabile, ovvero deve indicare la posizione di aperto solo se i contatti sono
effettivamente separati. Questa funzione è detta “sezionamento visualizzato”.
Secondo la norma, l’attitudine di un interruttore al sezionamento visualizzato
si verifica con una prova di robustezza meccanica: mantenendo forzatamente chiusi
i contatti (ricorrendo a imbullonamento o saldatura), si sottopone l’organo di manovra
ad una forza pari a 3 volte lo sforzo necessario alla manovra.
Durante l’applicazione dello sforzo, non deve essere possibile bloccare l’organo
di manovra mediante lucchetto.
Al termine della prova, rilasciato l’organo di manovra, questo non deve indicare
la posizione di aperto.

Interruttori differenziali
Corrente nominale differenziale di intervento (I∆n)
(Norme CEI EN 61008-1 e CEI EN 61009-1)
è il valore di corrente differenziale assegnato dal costruttore all’interruttore
differenziale, per il quale l’interruttore deve funzionare in condizioni specificate.
I valori normali di corrente nominale differenziale di intervento sono:
0,01-0,03-0,1-0,3-0,5A.
Corrente nominale differenziale di non intervento (I∆no)
(Norme CEI EN 61008-1 e CEI EN 61009-1)
è il valore di corrente differenziale assegnato dal costruttore all’interruttore
differenziale, per il quale l’interruttore non deve funzionare in condizioni specificate.
Il valore normale di corrente nominale differenziale di non intervento è 0,5 I∆n.
Potere di chiusura e di interruzione differenziale nominale (I∆m)
(Norme CEI EN 61008-1 e CEI EN 61009-1)
è il valore efficace della componente alternata della corrente presunta differenziale,
assegnato dal costruttore, che un interruttore differenziale può stabilire, portare
ed interrompere in condizioni specificate.
Il valore minimo del potere nominale differenziale di chiusura e di interruzione (I∆m)
è 10 In oppure 500 A, scegliendo il valore più elevato.
Potere di chiusura e di interruzione nominale (Im)
(Norma CEI EN 61008-1)
è il valore efficace della componente alternata della corrente presunta, assegnato
dal costruttore, che un interruttore differenziale può stabilire, portare ed interrompere
in condizioni specificate.
Il valore minimo del potere nominale di chiusura e di interruzione Im è 10 In oppure
500 A, scegliendo il valore più elevato.
Corrente di cortocircuito nominale condizionale (Inc)
(Norma CEI EN 61008-1)
è il valore efficace di corrente presunta, assegnato dal costruttore, che un
interruttore differenziale, protetto da un dispositivo di protezione dal cortocircuito
(interruttore automatico o fusibile), può sopportare in condizioni specificate senza
subire alterazioni che ne compromettano la funzionalità.
Fino a 10 kA compresi, i valori della corrente nominale condizionale di cortocircuito
Inc sono normalizzati e sono:
3-4,5-6-10 kA; oltre 10 kA fino a 25 kA, il valore preferenziale è 20 kA.
Corrente di cortocircuito nominale condizionale differenziale (I∆c)
(Norma CEI EN 61008-1)
è il valore di corrente presunta differenziale, assegnato dal costruttore, che un
interruttore differenziale, protetto dal dispositivo di protezione dal cortocircuito, può
sopportare in condizioni specificate senza subire alterazioni che ne compromettano
la funzionalità. I valori normali di I∆c sono gli stessi di Inc.

120
Apparecchi conformi alla norma CEI EN 60947-3
Interruttore di manovra
è un dispositivo di manovra, in grado di stabilire, portare ed interrompere correnti
in condizioni normali del circuito ed anche di portare per un tempo specificato correnti
di cortocircuito. Un interruttore di manovra può essere in grado di stabilire, ma non
interrompere, correnti di cortocircuito.
Sezionatore
è un dispositivo di manovra in grado di aprire e chiudere un circuito in assenza
di corrente e che in posizione di aperto soddisfa le prescrizioni specificate
per la funzione di sezionamento.
Interruttore di manovra-sezionatore
è un interruttore di manovra che, in posizione di aperto, soddisfa le prescrizioni
di sezionamento specificate per un sezionatore.
Interruttore di manovra con fusibile
è un interruttore di manovra nel quale uno o più poli hanno un fusibile in serie
in una unità combinata.
Interruttore di manovra-fusibile
è un interruttore di manovra nel quale un fusibile o un porta fusibile con fusibile forma
il contatto mobile.
Sezionatore con fusibile
è un sezionatore nel quale uno o più poli hanno un fusibile in serie in una unità
combinata.
Sezionatore-fusibile
è un sezionatore nel quale un fusibile o un porta-fusibile con fusibile forma il contatto
mobile.
Interruttore di manovra-sezionatore con fusibile
è un interruttore di manovra-sezionatore nel quale uno o più poli hanno un fusibile
in serie in una unità combinata.
Interruttore di manovra-sezionatore-fusibile
è un interruttore di manovra-sezionatore nel quale un fusibile o un portafusibile
con fusibile forma il contatto mobile.
Nella tabella a pagina seguente sono indicate le caratteristiche elettriche in corrente
richieste ai vari tipi di apparecchiatura conformi alla norma CEI EN 60947-3.

121
Caratteristiche Definizioni
degli apparecchi
di protezione
e manovra

Parametri elettrici in corrente relativi agli


apparecchi conformi alla norma CEI EN 60947-3
Potere di chiusura e di interruzione nominale
Sono i valori di corrente che un apparecchio può rispettivamente stabilire
ed interrompere in modo soddisfacente in condizioni specificate di chiusura
ed interruzione, espressi con riferimento alla tensione nominale d’impiego,
alla corrente nominale d’impiego ed alla categoria di utilizzazione
(si veda a questo proposito il paragrafo dedicato agli interruttori di manovra-
sezionatori).
Sono valori che si riferiscono alla manovra di questi apparecchi sotto carico.
Corrente nominale ammissibile di breve durata
è la corrente, espressa in valore efficace, che un interruttore di manovra,
un sezionatore o un interruttore di manovra-sezionatore può sopportare senza danni
per un tempo specificato dal costruttore.
Il valore della corrente di breve durata nominale ammissibile deve essere
non inferiore a 12 volte la corrente nominale massima dichiarata dal costruttore.
Potere di chiusura nominale su cortocircuito
è il valore della massima corrente (espresso in kA di cresta) che un interruttore
di manovra o un interruttore di manovra-sezionatore è in grado di stabilire alla
tensione nominale d’impiego e ad uno specificato valore del fattore di potenza
di cortocircuito.
Questa grandezza si riferisce quindi alla manovra di chiusura dell’interruttore
in condizioni di cortocircuito.
Corrente nominale condizionale di cortocircuito
è il valore della corrente presunta che l’apparecchio può sopportare se protetto
da un dispositivo di protezione contro il cortocircuito specificato dal costruttore.

Elenco delle caratteristiche elettriche in corrente richiesta ad una determinata apparecchiatura conforme alla norma CEI EN 60947-3
prova interruttore interruttore interruttore sezionatore sezionatore sezionatore interruttore interruttore interruttore
di manovra di manovra di manovra con fusibile fusibile di manovra di manovra di manovra
fusibile con fusibile sezionatore sezionatore sezionatore
con fusibile fusibile

poteri di interruzione c c c c v v c c c
e di chiusura nominali
(in sovraccarico)
tenuta alla corrente c v v c v v c v v
di breve durata
potere di chiusura c v v v v v c v v
nominale su cortocircuito
corrente condizionale c c c c c c c c c
di cortocircuito
c Caratteristica richiesta.
v Caratteristica non richiesta.

122
Caratteristiche Tipi di protezioni
degli apparecchi
di protezione
e manovra

Denominazioni Generalità
Unità di controllo Micrologic per Compact NSX La funzione principale di un interruttore automatico è quella di assicurare
Le unità di controllo per gli interruttori di potenza sono la protezione dei circuiti che alimenta.
designate dalle seguenti sigle: Esso può inoltre assicurare funzioni di sezionamento e di manovra.
La protezione dei circuiti deve essere assicurata contro:
5.2 A cc i sovraccarichi; questa funzione è realizzata mediante sganciatori termici
x.yz bimetallici o mediante sganciatori statici a tempo inverso associati all’interruttore
automatico;
X: soglie disponibili cc i cortocircuiti; questa funzione è realizzata mediante sganciatori magnetici
cc 1 I o mediante sganciatori statici a tempo indipendente, istantanei o con breve ritardo,
cc 2 L / So / I associati all’interruttore automatico;
cc 5 L / S / I (protezione selettiva) cc i guasti verso terra; questa funzione è realizzata mediante blocchi differenziali
cc 6 L / S / I / G (protezione selettiva e di terra) associati meccanicamente agli interruttori, mediante sganciatori elettronici con
opzioni specifiche o mediante relé separati che impiegano bobine di sgancio
Y: tipo di protezione per determinare l’apertura degli interruttori.
cc 2 per NSX 100/160/250 L’associazione di sganciatori termici bimetallici con sganciatori magnetici dà luogo
cc 3 per NSX 400/630 agli sganciatori comunemente chiamati magnetotermici.
Gli sganciatori statici, che normalmente prevedono sia la protezione contro
Z: tipo di impiego/misura i sovraccarichi che contro i cortocircuiti, vengono comunemente chiamati elettronici.
cc G generatori Correnti operanti negli sganciatori
cc M motori La corrente che passa nell’interruttore è direttamente utilizzata per il funzionamento
cc A amperometro degli sganciatori magnetotermici negli interruttori aventi correnti nominali basse
cc E energia o medie (fino a 250 A).
cc Z utilizzo a 16Hz 2/3 Negli interruttori aventi correnti nominali superiori ed in quelli equipaggiati con relé
elettronici gli sganciatori vengono alimentati mediante appositi trasformatori
di corrente integrati nello sganciatore; per questa ragione essi non sono adatti
Unità di controllo Micrologic per Compact
al funzionamento in corrente continua.
NS630b/3200 e Masterpact NT ed NW
Le unità di controllo Micrologic per i nuovi interruttori Tipi di interruttori e relativi sganciatori
di potenza sono designate dalle seguenti sigle: cc Gli interruttori di tipo modulare (serie Multi 9) sono equipaggiati con sganciatori
di tipo magnetotermico integrati nella struttura dell’interruttore e pertanto
2.0 A non intercambiabili.
Xy Z Gli sganciatori di questi interruttori non hanno possibilità di regolazione delle correnti
di intervento da parte degli utilizzatori, ma sono disponibili in una larga gamma
X: tipo di protezione di correnti di intervento tali da coprire tutti i bisogni applicativi.
cc 2 per una protezione di base; Sono disponibili sganciatori aventi diverse tipologie di curve di intervento in relazione
cc 5 per una protezione selettiva; ai diversi possibili impieghi;
cc 6 per una protezione selettiva + “guasto a terra”; cc gli interruttori di tipo scatolato fino a 630 A di corrente nominale (serie Compact)
cc 7 per una protezione selettiva + differenziale. possono essere equipaggiati sia con sganciatori di tipo magnetotermico che con
sganciatori elettronici per correnti fino a 250 A, solo con sganciatori elettronici per
Y: versione del modulo di controllo Identificazione correnti maggiori di 250 A. In entrambi i casi è possibile la regolazione delle soglie
delle diverse versioni. Lo 0 indica la 1a versione di intervento, con un campo di regolazione più ristretto per gli sganciatori
realizzata. magnetotermici e più ampio per gli sganciatori elettronici.
Gli sganciatori magnetotermici sono disponibili con diverse tipologie di curve
Z: tipo di misura di intervento, mentre gli sganciatori elettronici possono essere adattati alle
cc A per “amperometro”; caratteristiche dei diversi circuiti da proteggere grazie all’ampiezza dei loro campi
cc P per “potenza”; di regolazione;
cc H per “armonica”. cc gli interruttori scatolati da 630 A fino a 3200 A e gli interruttori di tipo aperto
Masterpact NT ed NW sono equipaggiati con unità di controllo, denominate
Sganciatori elettronici per Compact NR400/630 Micrologic che, oltre alle funzioni di protezione con ampi campi di regolazione delle
Gli sganciatori elettronici STR23SE sono designati da correnti e dei tempi di intervento, offrono delle funzioni evolute gestite da un
una sigla che ne identifica le caratteristiche. microprocessore indipendente, come le misure delle diverse grandezze elettriche
Nella tabella sottostante è indicato il significato di ogni delle reti o funzioni di protezione o di sorveglianza aggiuntive (es. squilibrio di
elemento. corrente, minima tensione, massima tensione, ritorno di potenza ecc…).
STR 1a cifra 2a cifra lettera In particolare, l’uso di interruttori di tipo aperto e delle relative unità di controllo
sganciatore statico numero di famiglia: tipo di consente di ottenere la selettività cronometrica tra diversi interruttori mantenendo
con lettura RMS protezioni 3: NS400 protezione il ritardo di intervento molto contenuto anche per gli interruttori installati a monte
(valore efficace) regolabili e NS630 S: selettivo
degli impianti.
della corrente

123
Caratteristiche Tipi di sganciatori
degli apparecchi Informazioni generali
di protezione
e manovra

Il sistema Multi 9
Le norme CEI che regolano la progettazione, le prestazioni e le prove
degli interruttori automatici per protezione contro sovracorrenti sono due.
La norma CEI EN 60947-2 (17-5 V edizione) costituisce il testo di riferimento
per i prodotti per applicazioni “industriali”, con elevati valori di potere di interruzione
e caratteristiche rispondenti alle esigenze di sicurezza e di corretto esercizio
di moderni impianti elettrici nel settore produttivo.
La norma CEI 23-3 (EN 60898) si applica agli interruttori automatici per usi domestici
e similari di tipo ordinario, intendendo incluse le applicazioni per uffici, alberghi,
scuole, ecc., cioè il settore comunemente chiamato “terziario”.
Nella tabella sono riportate le caratteristiche di intervento magnetico dei diversi tipi
di sganciatore, con riferimento alle norme e inoltre si sono riportate le applicazioni
“standard” dei diversi tipi di protezione.
Schneider Electric offre a catalogo interruttori automatici modulari rispondenti a tutte
le diverse esigenze d’installazione e di esercizio sopra elencate.

tipi di sganciatori e loro applicazioni


tipo intervento secondo norma di riferimento protezione
CEI EN 60947-2 CEI EN 60898 (CEI 23-3)
Im 3,2 ÷ 4,8 In (4 In ± 20%) Im 3 ÷ 5 In di generatori, delle persone e di grandi lunghezze di cavi
Sovraccarico: termici standard

curva B
Im 6,4 ÷ 9,6 In (8 In ± 20%) Im 5 ÷ 10 In di cavi e impianti che alimentano apparecchi utilizzatori
classici. Sovraccarico: termici standard

curva C
Im 9,6 ÷ 14,4 In (1) (12 In ± 20%) Im 10 ÷ 14 In di cavi che alimentano apparecchi utilizzatori a forte corrente
di avviamento. Sovraccarico: termici standard

curva D
Im 9,6 ÷ 14,4 In (1) di cavi che alimentano apparecchi utilizzatori a forte corrente
di avviamento. Sovraccarico: termici standard

curva K
Im 2,4 ÷ 3,6 In dei circuiti elettronici

curva Z
Im 12 In (2) (12 In ± 20%) dei motori (senza protezione termica)

curva MA
(1) La caratteristica K si differenzia dalla D per la corrente di
funzionamento If = 1,2 In (K); If = 1,3 In (D). tabella di scelta
(2) Tolleranza ammessa ±20%.

Nella tabella a fianco sono riportati i prodotti tipo curva B curva C curva D curva K curva Z curva MA
a catalogo con le rispettive caratteristiche C40a n n

d’intervento, a seconda del settore di applicazione. C40N n n

C60a n n

C60N n n

C60H n n

C60L n n n n

C60L-MA n

C120N n n n

NG125a n

NG125N n n n

NG125L n n n

NG125L-MA n

C60H-DC n

124
Compact NSA 160 e NSC100N
Gli interruttori della serie Compact NSA ed NSC100N sono equipaggiati con uno
sganciatore di tipo magnetotermico non intercambiabile con soglie di intervento
termico e magnetico fisse.
La soglia di intervento dello sganciatore magnetico varia da 10 a 16 In a seconda
della corrente nominale. Questi interruttori possono quindi adattarsi bene a reti
di tipo standard.

Compact NSX e NR
Gli interruttori delle gamme Compact NSX e NR presentano il vantaggio di avere
la possibilità di montare diversi tipi di sganciatore in funzione del tipo di protezione
da realizzare e della corrente nominale richiesta.
Nella tabella sottostante sono riportate le caratteristiche dei diversi tipi di sganciatori
con le applicazioni per le quali sono normalmente utilizzati.
tipi di sganciatori e loro applicazioni
tipo protezione protezione contro applicazioni
contro cortocircuiti
sovraccarichi
TM-D regolabile non regolabile, soglie protezione di reti di tipo standard
elevate (1)
TM-G (2) regolabile non regolabile, soglie protezione di reti alimentate
basse da generatori e reti con cavi
molto lunghi
MA (2) non presente regolabile protezione contro il cortocircuito
di linee che alimentano motori
(1) Regolabile da 5 a 10 In per TM200D e TM250D.
(2) Solo per interruttori Compact NSX.

Sganciatori elettronici
Di seguito sono sintetizzate le principali caratteristiche e le possibilità di regolazione
degli sganciatori elettronici che equipaggiano gli interruttori scatolati Compact NSX,
delle unità di controllo che equipaggiano gli interruttori scatolati
Compact NS630b/3200 e gli interruttori aperti Masterpact NT ed NW.
Le possibilità di regolazione di ciascuno sganciatore elettronico sono mostrate
nella parte di questo capitolo dedicata alle curve d’intervento degli sganciatori.

Compact NSX 100/160/250


unità di controllo lungo ritardo [L] corto ritardo [So] corto ritardo [S] istantanea [ I ] guasto a terra [G]
soglie regolabili corrente tempo classe corrente tempo corrente tempo corrente tempo corrente tempo
[Ir] [tr] termico [Iso] [tso] [Is] [ts] [Ii] [ti] [Ig] [tg]
Micrologic 2.2 n fissa - n fissa - - - - - -
Micrologic 2.2 G n fissa - n fissa - - fissa fissa - -
Micrologic 2.2 M n n 5-10-20 n fissa - - fissa fissa - -
Micrologic 5.2 A n n - - - n n n fissa - -
Micrologic 5.2 E n n - - - n n n fissa - -
Micrologic 5.2 A-Z n n - - - n n n fissa - -
Micrologic 6.2 A n n - - - n n n fissa n n

Micrologic 6.2 E n n - - - n n n fissa n n

Micrologic 6.2 E-M n n - n fissa - - fissa fissa n n

Compact NSX 400/630


Micrologic 2.3 n fissa - n fissa - - - - - -
Micrologic 1.3 M - - - - - n fissa fissa fissa - -
Micrologic 2.3 M n n 5-10-20 n fissa - - fissa fissa - -
Micrologic 5.3 A n n - - - n n n fissa - -
Micrologic 5.3 E n n - - - n n n fissa - -
Micrologic 5.3 A-Z n n - - n n n fissa - -
Micrologic 6.3 A n n - - n n n fissa n n

Micrologic 6.3 E n n - - n n n fissa n n

Micrologic 6.3 E-M n n n fissa - - fissa fissa n n

Le lettere hanno il seguente significato:


G = protezione generatori
M = protezione solo magnetica
A = misura delle correnti
E = misura delle correnti e dell’energia
Z = impiego per reti a 16Hz 2/3.

Compact NR 400/630
sganciatore lungo ritardo [L] corto ritardo [Sd] istantanea [ I ] guasto a terra [G]
soglie regolabili corrente tempo corrente tempo corrente tempo corrente tempo
[Ir] [tr] [ISD] [tSD] [Im] [tm]
STR23SE n n - - n fissa - -

125
Caratteristiche Tipi di sganciatori
degli apparecchi Informazioni generali
di protezione
e manovra

Compact NS 630b/3200, Masterpact NT e NW


unità di controllo lungo ritardo [L] corto ritardo [Sd] istantanea [ I ] guasto a terra [G]
soglie regolabili corrente tempo corrente tempo corrente tempo corrente tempo
[Ir] [tr] [ISD] [tSD] [Ii] [Ig] [tg]
interruttori NS NT e NW
Micrologic 2.0 n - n n - - n fissa - -
Micrologic 5.0 n - n n n n n fissa - -
Micrologic 2.0 A n n n n - - n fissa - -
Micrologic 5.0 A n n n n n n n fissa - -
Micrologic 6.0 A n n n n n n n fissa n n

Micrologic 7.0 A n n n n n n n fissa n n

Micrologic 5.0 P n n n n n n n fissa - -


Micrologic 6.0 P n n n n n n n fissa n n

Micrologic 7.0 P n n n n n n n fissa n n

Micrologic 5.0 H - n n n n n n fissa - -


Micrologic 6.0 H - n n n n n n fissa n n

Micrologic 7.0H - n n n n n n fissa n n

Le lettere hanno il seguente significato:


A = misura delle correnti e regolazione delle protezioni mediante trimer
P = misura delle potenze e regolazione delle protezioni mediante tastiera
H = misura delle potenze e delle armoniche e regolazione delle protezioni mediante tastiera.

Selettività senza pari


Selettività
NS400 NSX250 Gli interruttori Compact NSX garantiscono continuità di servizio e notevoli risparmi
grazie ad un livello di selettività senza pari:
n grazie alla precisione di misura la selettività in sovraccarico viene garantita
anche per correnti nominali molto vicine
n in caso di cortocircuito la rapidità di calcolo dei Micrologic consente all'apparecchio
a monte di anticipare la reazione dell'apparecchio a valle. L'interruttore posizionato
NS160 NSX100 a monte regola nuovamente la sua temporizzazione di sgancio per garantire
[100 A] la selettività
n per i cortocircuiti più elevati, l’energia d’arco dissipata dal cortocircuito
nell'interruttore a valle provoca l'intervento dello sgancio riflesso. La corrente rilevata
dall'apparecchio a monte è fortemente limitata. L’energia è insufficiente a provocare
Multi 9 lo sgancio dell'interruttore, si verifica selettività qualsiasi sia il livello di cortocircuito.
Per disporre di una selettività totale su tutti i guasti possibili, dalla soglia
Lungo ritardo Ir fino alla corrente di cortocircuito estrema Icu, deve essere rispettato
Compact NSX100 con Micrologic: selettività totale con Multi 9
di corrente nominale ≤ 40 A - Un miglior coordinamento delle un rapporto di calibro pari a 2,5 tra l'apparecchio a monte e quello a valle.
protezioni consente di ridurre la differenza di calibro necessaria Questo rapporto è necessario per garantire lo sgancio selettivo riflesso nella zona
ad una selettività totale. interessata dai cortocircuiti elevati.
Codifica delle unità di controllo Micrologic
esempi protezione interruttore misura applicazioni
1: I 2: NSX100/160/250 A: Amperometro distribuzione, oppure
2: LSoI G: Generatore
5: LSI M: Motori
6: LSIG Z: 16 Hz 2/3

I : Istantanea 3: NSX400/630 E: Energie


L : Lungo ritardo
So: Corto ritardo (1)
(a temporizzazione fissa)
S: Corto ritardo
G: Terra

Micrologic 1.3 solo istantanea 400 o 630 A distribuzione


Micrologic 2.3 LSoI 400 o 630 A distribuzione
Micrologic 5.2 A LSI 100, 160 o 250 A amperometro distribuzione
Micrologic 6.3 E-M LSIG 400 o 630 A energie motore
(1) La protezione LSoI è standard nel Micrologic 2. Per garantire la selettività, integra un corto ritardo So a temporizzazione non regolabile e una istantanea.

126
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Il Sistema Multi 9
e manovra

tipo DomA45 DomA42/7 C40a C40N C60a C60N


corrente nominale [A] In 6÷32 6÷32 1÷40 1÷40 6÷40 0,5÷63
categoria d’impiego A A A A A A
tensione nominale d’impiego [V] Ue 230 230 230/400 230/400 230/400 230/400
tensione d’impiego massima [V] Ue max CA 250 250 415 415 440 440
tensione minima d’impiego [V] Ue min CA-CC 12 12 12 12 12 12
tensione d’isolamento [V] Ui 440 440 440 440 500 500
tensione nominale di tenuta ad impulso [kV] Uimp 4 4 6 6 6 6
numero di poli 1+N 1+N, 2 1+N 3P+N 1+N 3P+N 1 2, 3, 4 1 2, 3, 4
potere d’interruzione (1) Ue [V]
CA IEC 60898 - CEI EN 60898 [A]
Icn 230/400 4500 (5) 4500 (5) 4500 6000 4500 4500 6000 6000
Ics 230/400 4500 (5) 4500 (5) 4500 6000 4500 4500 6000 6000
CA IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
Icu 130 12 15 10 20
240 6 10 5 10 10 20
415 6 10 3 5 3 10
440 3 6
500
Ics 75% Icu 75% Icu 75% Icu 75% Icu
CC IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
costante di tempo Icu 60 (1P) 10 15
del circuito 125 (1P)
L/R - 0,015s (2) 125 (2P) 10 20
125 (3P) 20 30
250 (2P)
250 (4P) 25 40
Ics 100% Icu 100% Icu
classe di limitazione 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
chiusura rapida n n n n n n n n n n
sezionamento visualizzato n n n n n n n n
blocco Vigi adattabile n n n n n n

ausiliari elettrici OF, SD n n n n n n n n


OF+OF/SD n (4) n (4) n (4) n (4) n n n n
MN, MNs, MX+OF n n n n n n n n
MNx n n n n n n

MSU n n n n n n

Tm n n n n n n
TL C40, CTC 40 n n

accessorio manovra rotativa diretta n n


rinviata (con blocco porta) n n
collegamento utensile * ** * **
coppia di serraggio [Nm] 2 2 2 ≤ 25 A: 2
32 ÷ 63 A: 3,5
dimensione rigido max10 max10 max16 max16 ≤ 25 A: max 25
cavo [mm2] 32 ÷ 63 A: max 35
flessibile max10 max10 max16 max16 ≤ 25 A: max 16
32 ÷ 63 A: max 25

tipo DomA45 DomA42/7 C40a C40N C60a C60N


sganciatore caratteristiche C C B C B C B C B C
magnetotermico (3) corrente nominale 6 6 6 1 6 1 6 6 6 0,5
In [A] 10 10 10 2 10 2 10 10 10 1
16 16 16 3 16 3 16 16 16 2
20 20 20 4 20 4 20 20 20 3
25 25 25 6 25 6 25 25 25 4
32 32 32 10 32 10 32 32 32 6
40 16 40 16 40 40 40 10
20 20 50 16
25 25 63 20
32 32 25
40 40 32
40
50
63
temperatura di riferimento [°C] 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30
(1) Per interruttori 2P, 3P, 4P impiegati in un sistema a neutro (3)
isolato (caso di doppio guasto d’isolamento) utilizzare il Pdi caratteristica tipo B C D K Z MA
relativo ad interruttori unipolari ed alla tensione concatenata.
Im=In x CEI EN 60898-1 3÷5 5 ÷ 10
(2) Tra parentesi è indicato il numero di poli che devono
partecipare all’interruzione. CEI EN 60947-2 3,2 ÷ 4,8 6,4÷ 9,6 9,6 ÷ 14,4 9,6 ÷ 14,4 2,4 ÷ 3,6 12±20%

(4) Ausiliaria OF+OF/SD compatibile solo se l’interruttore C40 viene utilizzato come interruttore
di protezione di gruppi di partenza o senza i ripartitori.
(5) Icn-Ics riferiti a 230 V.
* cacciavite Pozidriv nr. 2 o a lama piatta ­6 mm.
** cacciavite Pozidriv nr. 2 o a lama piatta da 6,5 mm.

127
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Il Sistema Multi 9
e manovra

tipo C60H
corrente nominale [A] In 0,5÷63
categoria d’impiego A
tensione nominale di impiego [V] Ue 230/400 (4)
tensione d’impiego massima [V] Ue max CA 440
tensione minima d’impiego [V] Ue min CA-CC 12
tensione d’isolamento [V] Ui 500
tensione nominale di tenuta ad impulso [kV] Uimp 6
numero di poli 1 2, 3, 4
potere d’interruzione (1) Ue [V]
CA IEC 60898 - CEI EN 60898 [A]
Icn 230/400 10000 10000
Ics 230/400 7500 7500
CA IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
Icu 130 30
240 15 30
415 4 15
440 10
500
690
Ics 50% Icu
CC IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
costante di tempo del circuito L/R - 0,015s (2) Icu 60 (1P) 20
125 (1P)
125 (2P) 25
125 (3P) 40
250 (2P)
250 (4P) 50
Ics 100% Icu
classe di limitazione 3 3
chiusura rapida n n

sezionamento visualizzato n n

blocco Vigi adattabile n

ausiliari elettrici OF, SD n n

OF+OF/SD n n

MN, MNs, MX+OF n n

MNx n

MSU n

Tm n n

TL C40, CTC 40
accessorio manovra rotativa diretta n

rinviata (con blocco porta) n

collegamento utensile
coppia di serraggio [Nm]

dimensione rigido
cavo [mm2] flessibile
tipo C60H
sganciatore caratteristiche C D
magnetotermico (3) corrente nominale 0,5 0,5
In [A] 1 1
2 2
3 3
4 4
6 6
10 10
16 16
20 20
25 25
32 32
40
50
63
temperatura di riferimento [°C] 30 40

(1) Per interruttori 2P, 3P, 4P impiegati in un sistema a neutro (3)


isolato (caso di doppio guasto d’isolamento) utilizzare il Pdi caratteristica tipo B C D K Z MA
relativo ad interruttori unipolari ed alla tensione concatenata.
Im=In x CEI EN 60898-1 3÷5 5 ÷ 10
(2) Tra parentesi è indicato il numero di poli che devono
partecipare all’interruzione. CEI EN 60947-2 3,2 ÷ 4,8 6,4÷ 9,6 9,6 ÷ 14,4 9,6 ÷ 14,4 2,4 ÷ 3,6 12±20%

128
C60L C60L-MA C120N
0,5÷25 32-40 50-63 1,6÷25 40 80÷125
A A A A A A
240/415 240/415 240/415 240/415 240/415 230/400
440 440 440 440 440 440
12 12 12 12 12 12
500 500 500 500 500 500
6 6 6 6 6 6
1 2, 3, 4 1 2, 3, 4 1 2, 3, 4 2,3 2,3 1 2, 3, 4

10000 10000
7500 7500

50 50 50 20
25 50 20 40 15 30 50 40 10
6 25 5 20 4 15 25 (5) 20 3
20 15 10 20 15

50% Icu 50% Icu 50% Icu 50% Icu 75% Icu

25 25 25 10
10
30 30 30 30
50 50 50 50
10
60 60 60
100% Icu 100% Icu 100% Icu 100% Icu 100% Icu
3
n n n n n n n n n n
n n n n n n n n n n
n n n n n
n n n n n n n n n n
n n n n n n n n n n
n n n n n n n n n n
n n n n n n
n n n n n n
n n n n n n n n n (solo 2P)

n n n n n n
n n n n n n

*
3,5

1÷50
1.5÷35
C60L C60L-MA C120N
B C K Z MA B C D
0,5 1 1 (1P) 1,6 80 80 80
1 1,6 1,6 2,5 100 100 100
2 2 2 4 125 125 125
3 3 3 6,3
4 4 4 10
6 6 6 6 12,5
10 10 10 10 16
16 16 16 16 25
20 20 20 20 40
25 25 25 25
32 32 32 32
40 40 40
50 50 50
63 63 63
40 40 40 40 40 30 30 30

(4) Per C60H curva D: Ue = 240/415 V.


(5) Per In 1,6 e 2,5 Pdi = 50 kA
* cacciavite Pozidriv nr.2 o a lama piatta da 6,5 mm.

129
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Il Sistema Multi 9
e manovra

tipo NG125a NG125N


corrente nominale [A] In 80÷125 10÷125
categoria d’impiego A A
tensione nominale di impiego [V] Ue 240/415 240/415
tensione d’impiego massima [V] Ue max CA 500 500
tensione minima d’impiego [V] Ue min CA-CC 12 12
tensione d’isolamento [V] Ui 690 690
tensione nominale di tenuta ad impulso [kV] Uimp 8 8
numero di poli 3, 4 1 2 3, 4
potere d’interruzione (1) Ue [V]

CA IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]


Icu 130 50
240 30 25 50 50
415 16 4,5 25 25
440 10 20 20
500 8 10 10
690
Ics 75% Icu 75% Icu
CC IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
costante di tempo del circuito L/R - 0,015s (2) Icu 60 (1P) 25
125 (1P)
125 (2P) 25
125 (3P) 40 25
250 (2P)
250 (4P) 20
Ics 100% Icu 100% Icu
chiusura rapida n n n n

sezionamento visualizzato n n n n

blocco Vigi adattabile n n n

leva di comando a 3 posizioni (aperto-chiuso-sganciato) n n n n

pulsante di test meccanismo di sgancio n n n n

blocco a lucchetto integrato n n

morsetti intercambiabili (80÷125 A) n n

ausiliari elettrici OF, SD n n n n

OF+OF, OF+SD n n n n

MN, MNs, MX+OF n n n n

MNx n n n

accessorio manovra rotativa diretta n n

rinviata (con blocco porta) n n

collegamento utensile ≤ 63 A: cacciavite Pozidriv nr.2 o a lama piatta da 6,5 mm


80+125 A: chiave esagonale (Allen) da 4mm
coppia di serraggio [Nm] ≤ 63 A: 3.5
80÷125 A: 6
dimensione rigido ≤ 63 A: 1.5÷50
cavo [mm2] 80÷125 A: 16÷70
flessibile ≤ 63 A: 1÷35
80÷125 A: 10÷50
tipo NG125a NG125N
sganciatore caratteristiche C B C D
magnetotermico (3) corrente nominale 80 80 10 80
In [A] 100 100 16 100
125 125 20 125
25
32
40
50
63
80
100
125

temperatura di riferimento [°C] 40 40 40 40

(1) Per interruttori 2P, 3P, 4P impiegati in un sistema a neutro (3)


isolato (caso di doppio guasto d’isolamento) utilizzare il Pdi caratteristica tipo B C D K Z MA
relativo ad interruttori unipolari ed alla tensione concatenata.
Im=In x CEI EN 60898-1 3÷5 5 ÷ 10
(2) Tra parentesi è indicato il numero di poli che devono
partecipare all’interruzione. CEI EN 60947-2 3,2 ÷ 4,8 6,4÷ 9,6 9,6 ÷ 14,4 9,6 ÷ 14,4 2,4 ÷ 3,6 12±20%

130
NG125L NG125L-MA C60H-DC P25M
10÷63 10÷63 0,5÷63 0,16÷1,6 2,5÷4 6,3 10 14÷18 23÷25
A A A A
240/415 240/415 24÷250 24÷500 690
500 500 250 500 690
12 12 24 12-24
500 690 500 690
6 8 6 6
1 2 3,4 2 3 1 2 3
20kA/110V 20kA/110V
10kA/220V 10kA/440V
6kA/250V 6kA/500V

100
50 100 100 100 100 illimitato illimitato illimitato illimitato illimitato 50
12,5 50 50 50 50 illimitato illimitato illimitato illimitato 15 (5) 15 (6)
40 40 40 40 illimitato illimitato 50 15 8 (5) 6 (5)
15 15 15 15 illimitato illimitato 50 10 6 (4) 4 (4)
illimitato 3 (4) 3 (4) 3 (4) 3 (4) 3 (4)
75% Icu 75% Icu 100% Icu 100% Icu 100% Icu 100% Icu 100% Icu 100% Icu

50 50

50 50

50
100% Icu 100% Icu 75% Icu
n n n n n n n
n n n n n n n
n n n n
n n n n n
n n n n n n
n n n
n n
n n n n n n n n
n n n n n n n
n n n n n n n n
n n n n n
n n n n
n n n n

cacciavite Pozidriv nr.2 o a lama piatta da 6 mm

1,7

2x1÷2x6

2x1,5÷2x6
con puntale 2x1÷2x4
NG125L NG125L-MA C60H-DC P25M
B C D MA C MA
10 10 10 4 0,5 0,1÷0,16
16 16 16 6,3 1 0,16÷0,25
20 20 20 10 2 0,25÷0,4
25 25 25 12,5 3 0,4÷0,63
32 32 32 16 4 0,6÷1
40 40 40 25 6 1÷1,6
50 50 50 40 10 1,6÷2,5
63 63 63 63 16 2,5÷4
20 4÷6,3
25 6÷10
32 9÷14
40 13÷18
50 17÷23
63 20÷25
40 40

(4) Ics= 75% Icu.


(5) Ics= 50% Icu.
(6) Ics= 40% Icu.

131
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Il Sistema Multi 9
e manovra

tipo Reflex XC40 (4)


corrente nominale [A] In 10÷40
categoria d’impiego
tensione nominale d’impiego circuito di potenza [V] Ue CA 440
tensione minima d’impiego [V] Ue min CA-CC
tensione d’isolamento [V] Ui 500
tensione nominale di tenuta ad impulso [kV] Uimp 5
frequenza [Hz] 50 / 60
frequenza di manovra [cicli/minuto] 4
lunghezza cavo di comando [m] < 500; < 1000 con MDI (6)
comando tramite ordine mantenuto
tensione di comando [V] CA 220 / 240; 12, 24, 48 con MDU (7)
CC 12, 24, 48 con MDU (7)
comando tramite ordine impulsivo
tensione di comando [V] CA 220 / 240; 12, 24, 48 con MDU (7)
CC 12, 24, 48 con MDU (7)
numero di poli 2, 3, 4
potere d’interruzione (1) Ue [V]
CA IEC 60898 - CEI EN 60898 [A]
Icn 230/400 4500 (3000 curva D)
Ics 230/400 4500 (3000 curva D)
CA IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
Icu 130
240 16
415 6 (4,5 curva D)
440
500
690
Ics 75% Icu
CC IEC 60947-2 - CEI EN 60947-2 [kA]
costante di tempo Icu 60 (1P) 15
del circuito 125 (1P)
L/R - 0,015s (2) 125 (2P) 20
125 (3P)
250 (2P)
250 (4P) 50
Ics
chiusura rapida
sezionamento visualizzato
blocco Vigi adattabile n

blocco a lucchetto integrato


Ausiliari elettrici OF, SD integrati
OF+OF/SD
MN, MNs, MX+OF n

MSU
MDI, MDU n

ACTc, ATEt
Collegamento circuito utensile
di comando coppia di serraggio [Nm]
dimensione rigido max 1.5
cavo [mm2]
circuio utensile cacciavite a lama piatta da 5mm
di potenza coppia di serraggio [Nm] 2
dimensione rigido max 25
cavo [mm2] flessibile max 16

tipo Reflex XC40 (7)


sganciatore magnetotermico (3)

caratteristiche B C D
corrente nominale 10 10 10
In [A] 16 16 16
20 20 20
25 25 25
32 32
40 40
temperatura di riferimento [°C] 30 30 30
(1) Per interruttori 2P, 3P, 4P impiegati in un sistema a neutro (3)
isolato (caso di doppio guasto d’isolamento) utilizzare il Pdi caratteristica tipo B C D K Z MA
relativo ad interruttori unipolari ed alla tensione concatenata.
Im=In x CEI EN 60898-1 3÷5 5 ÷ 10
(2) Tra parentesi è indicato il numero di poli che devono
partecipare all’interruzione. CEI EN 60947-2 3,2 ÷ 4,8 6,4÷ 9,6 9,6 ÷ 14,4 9,6 ÷ 14,4 2,4 ÷ 3,6 12±20%

132
Tm + C60/C120 (5)
0,5÷125

440
12
500
6
50 / 60
10/giorno

220/240

1, 2 3, 4

dati dell’interruttore
associato

dati dell’interruttore
associato

dati dell’interruttore
associato

n n
n n
n n
n n
n n
n n
n n
n n

n n

cacciavite Pozidriv nr 1 o a lama piatta da 4 mm


1.8
0.5÷6

dati dell’interruttore associato

Tm + C60/C120 (8)

dati dell’interruttore associato

(4) L’interruttore Reflex XC40 associa in un unico apparecchio le funzioni di telecomando (per segnale impulsivo e mantenuto) e protezione magnetotermica.
(5) L’associazione di un modulo Tm e di un interruttore C60/C120 rende possibile il comando a distanza dell’interruttore.
(6) L’MDI è un modulo di adattamento di intensità di corrente.
(7) L’MDU è un modulo di adattamento di tensione.

133
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Compact NSC100, NSA160
e manovra

interruttore Compact tipo NSC100N (1) NSA160


numero di poli 3,4 3,4
caratteristiche elettriche secondo CEI EN 60947-2
corrente nominale [A] In 40 °C 100 160
tensione nominale d’isolamento [V] Ui 750 800
tensione nominale tenuta ad impulso [kV] Uimp 8 8
N E NE N
potere di interruzione Icu 50/60 Hz 220 / 240 V 42 25 40 50
nominale estremo [kA eff.] 380 / 415 V 18 16 25 36
440 V 18 10 16 22
500 / 525 V 10 8 10 15
CC (L/R ≤ 0, 015 s) vedere pag XX vedere pag XX
potere di interruzione Ics 100 % 75% 75% 75%
nominale di servizio (% Icu)
attitudine al sezionamento n n

categoria di utilizzazione A A
durata (cicli CO) meccanica 20000 10000
elettrica (In - 440 V) / (In/2-440V) 7000 / 10000 5000
caratteristiche elettriche secondo UL508
potere di interruzione [kA] AC 50/60 Hz 240 V 42
480 V 18
600 V 10
protezione
sganciatore magnetotermico integrato n n

TM-D n n

dispositivo differenziale blocco Vigi n n

relé Vigirex n n

dimensioni e pesi
dimensioni Compact 3P 90 x 120 x 100 90 x 120 x 82,5
L x H x P [mm] 4P 120 x 120 x 100 120 x 120 x 82,5
Vigicompact 3P 210 x 120 x 100 210 x 120 x 82,5
4P 240 x 120 x 100 240 x 120 x 82,5
peso [kg] Compact 3P 1 1,1
4P 1,3 1,4
Vigicompact 3P 2,5 2,6
4P 3 3,1
(1) L’interruttore NSC100N è conforme alle norme UL508, CSA22-2 N°14 relative a quadri bordo macchina, garantendo i seguenti valori di potere di interruzione
estremo [kA eff]:
n 240 V: 42;
n 480 V: 18;
n 600 V: 10.

Protezione contro le sovracorrenti


NSC100N
corrente nominale [A] In a 40°C 16 20 25 32 40 50 63 70 80 100
NSC100 n n n n n n n n n n

protezione contro i sovraccarichi (termico)


soglia di Ir fissa
intervento [A] 16 20 25 32 40 50 63 70 80 100
protezione contro i cortocircuiti (magnetico)
soglia di Im fissa
intervento [A] 600 600 600 600 1000 1000 1000 1000 1000 1250
NSA160
corrente nominale [A] In a 40°C 16 25 32 40 50 63 80 100 125 160
NSA160 n n n n n n n n n n

protezione contro i sovraccarichi (termico)


soglia di Ir fissa
intervento [A] 16 25 32 40 50 63 80 100 125 160
protezione contro i cortocircuiti (magnetico)
soglia di Im fissa
intervento [A] 600 600 600 600 600 800 800 1000 1250 1250

134
Compact NS80H

interruttore Compact tipo NS80H


numero di poli 3
caratteristiche elettriche secondo IEC 947-2 e CEI EN 60947.2
corrente nominale [A] In 65°C 80
tensione nominale di isolamento [V] Ui 750
tensione nominale tenuta ad impulso [kV] Uimp 8
tensione nominale d’impiego [V] Ue CA 50/60 Hz 690
CC 500
potere di interruzione nominale estremo Icu CA 50/60 Hz 220/240 V 100
[kA eff.] 380/415 V 70
440 V 65
500 V 25
525 V 25
660/690 V 6
CC (L/R ≤ 0, 015 s) vedere pag. XX
potere di interruzione nominale di servizio Ics (% Icu) 100%
attitudine al sezionamento n

categoria di utilizzazione A
durata (cicli CO) meccanica 20000
elettrica 400 V - In/2 10000
400 V - In 7000
caratteristiche secondo Nema AB1
potere di interruzione [kA eff.] 240 V 100
480 V 65
600 V 25
protezione
sganciatore magnetico MA integrato n

taglia [A] In min/max 1,5/80


protezione cortocircuito Im regolabile 6÷14 In
dimensioni e pesi
dimensioni L x H x P [mm] 3 poli fisso ANT 90 x 120 x 80
peso [kg] 3 poli fisso ANT 0,98

Protezione contro i cortocircuiti


taglia [A] In 65°C 1,5 2,5 6,3 12,5 25 50 80
soglia di intervento regolabile [A] Im = 9÷21 15÷35 38÷88 75÷175 150÷350 300÷700 480÷1120
6÷14xIn

135
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Compact NR100/630A
e manovra

caratteristiche elettriche NR100


secondo cei en 60947-2
numero di poli 3,4
corrente nominale [A] In 40°C 100
65°C 100
tensione nominale [V] Ui 690
tensione nominale di tenuta ad impulso [kV] Uimp 6
tensione nominale di impiego [V] Ue CA 50/60Hz 500
tipo di interruttore E F G
potere di interruzione nominale estremo [kAeff] Icu 220/240V 25 35 50
CA 50/60Hz 380/415 16 25 36
440V 10 20 25
500V 6 15 15
525V
660/690V
potere di interruzione nominale di servizio [%Icu] Ics 75%
durata [C-O] meccanica
elettrica 415V a In 10000
440V a In
a In/2
attitudine al sezionamento n

categoria di utilizzazione A
protezione e misura
sganciatori intrecambiabili magnetotermico TM-D
elettronico
protezione contro i sovraccarichi lungo ritardo Ir (In x) n

protezione contro i cortocircuito corto ritardo Isd (Ir x) -


istantaneo Im o Ii (In x) n

protezione di terra Ig (In x) -


selettività logica -
protezione differenziale con blocco Vigi n

con relè Vigirex associato n

misura delle correnti -


dimensioni e pesi
dimensioni [mm] l x h x p fisso 3P 105x161x86
fisso 4P 140x161x86
peso [kg] fisso 3P 1,6
fisso 4P 2,1
(1) Per sganciatori con In inferiore a 250 A nessun declassamento.

136
NR160 NR250 NR400 NR630
3,4 3,4 3,4 3,4
160 250 400 630
160 225 (1) 320 500
690 690 690 690
6 6 6 6
500 500 500 500
E F G G N F F
25 35 50 50 85 40 40
16 25 36 36 50 36 36
10 20 25 25 35 30 30
6 15 15 15 20 25 25

75% 75% 75% 75%


15000 15000
10000 8000
12000 12000
6000 4000
n n n n

A A A A

TM-D TM-D
STR23SE STR23SE
n n n n

- - n n
n n n n

- - - -
- - - -
n n n n
n n n n

- - - -

105x161x86 105x161x86 105x161x86 140x255x110


140x161x86 140x161x86 140x161x86 185x255x110
1,6 1,9 6 6
2,1 2,3 7,8 7,8

137
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Sganciatori per Compact NR
e manovra

sganciatori TM-D per interruttori NR


corrente [A] 40°C In 16 25 32 40 50 63 80 100 125 160 200 250
soglia di intevento [A] termica Ir regolabile da 0,8xIn a 1xIn
magnetica Im fissa regolabile
NR100 190 300 400 500 500 500 640 800 - - - -
NR160 190 300 400 500 500 500 1000 1250 1250 1250 - -
NR250 190 300 400 500 500 500 1000 1250 1250 1250 da 5xIn a 10xIn

sganciatori STR23SE per interruttori NR


corrente [A] da 20°C a 70°C In 400 630
NR400 n

NR630 n

protezione contro il sovraccarico


soglia di intevento [A] Ir regolabile (48 gradini) da 0,4xIn a 1xIn
intervento da 1,05xIr a 1,20xIr
tempi di intervento [s] fisso
tr a 1,5xIr min 120
max 180
tr a 6xIr min 5
max 7,5
tr a 7,2xIr min 3,2
max 5
protezione del neutro 4P 3r senza protezione
regolabile 4P 3r + N/2 0,5xIr
4P 4r 1xIr
protezione contro il cortocircuito (corto ritardo)
soglia di intevento [A] Isd regolabile (8 gradini)
da 2xIn a 10xIn
precisione ± 15%
tempi di intervento [ms] fisso
(t=costante) max senza sgancio 40
max di interruzione 60
protezione contro il cortocircuito (istantanea)
soglia di intevento [A] I fissa
11xIn

138
Altre funzioni degli sganciatori elettronici
per Compact NR400/630

Altre funzioni degli sganciatori STR22SE/STR22GE/


STR23SE (U ≤ 525 V)/STR53SV (U > 525 V)
Autosorveglianza
Apertura dell’interruttore in caso di temperatura anomala attorno allo sganciatore
elettronico.
Segnalazione del superamento della soglia LR (%Ir)
Un LED posto sul fronte dello sganciatore indica lo stato di carico dell’interruttore:
cc LED fisso: 0,9 Ir;
cc LED intermittente: > 1,05 Ir.
Test
La presa di test permette il collegamento di una valigetta di prova o uno strumento
di test per verificare il corretto funzionamento dell’assieme sganciatore + blocco
interruttore.

139
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Compact NSX100/630
e manovra

interruttori automatici NSX100


livelli di potere d'interruzione B F N H S L
caratteristiche secondo CEI EN 60947-2
corrente nominale [A] In 40 °C 100
numero di poli 3, 4
potere d'interruzione nominale esterno [kA eff]
lcu (3) CA 50/60 Hz 220/240 V 40 85 90 100 120 150
380/415 V 25 36 50 70 100 150
440 V 20 35 50 65 90 130
500 V 15 25 36 50 65 70
525 V - 22 35 35 40 50
660/690 V - 8 10 10 15 20
potere d'interruzione nominale di servizio [kA eff]
lcs CA 50/60 Hz 220/240 V 40 85 90 100 120 150
380/415 V 25 36 50 70 100 150
440 V 20 35 50 65 90 130
500 V 7,5 12,5 36 50 65 70
525 V - 11 35 35 40 50
660/690 V - 4 10 10 15 20
durata (cicli C-0) meccanica 50000
elettrica 440 V In/2 50000
In 30000
690 V In/2 20000
In 10000
caratteristiche secondo NEMA-AB1
potere d'interruzione [kA eff] CA 50/60 Hz 240 V 40 85 90 100 120 150
480 V 20 35 50 65 90 130
600 V - 8 20 35 40 50
caratteristiche secondo UL508
potere d'interruzione [kA eff] CA 50/60 Hz 240 V - 85 85 85 - -
480 V - 25 50 65 - -
600 V - 10 10 10 - -
protezioni e misure
protezione contro i cortocircuiti solo magnetica n

protezione contro i sovraccarichi/cortocircuiti magnetotermica n

elettronica n

con protezione del neutro (Off-0,5-1-OSN) (1) n

con protezione della terra n

con selettività ZSI (2) n

visualizzazione / misura I, U, f, P, E, THD / misura della corrente interrotta n

opzioni display fronte quadro FDM121 n

aiuto all'impiego e alla manutenzione n

contamanovre n

report cronologici e allarmi n

segnalazioni misura n

segnalazioni stati dell'apparecchio/comando n

protezione differenziale con blocco Vigi n

con relè Vigirex associato n

installazione / collegamenti
dimensioni e peso
dimensioni [mm] fisso, attacchi anteriori 3P 105 x 161 x 86
LxHxP 4P 140 x 161 x 86
peso [kg] fisso, attacchi anteriori 3P 2,05
4P 2,4
collegamenti
distanziatore poli passo polare [mm] senza/con distanziatori 35/45

cavi Cu o Al [mm²] 300


(grosse sezioni)
(1) OSN: "Over Sized Neutral Protection" (protezione neutro sovradimensionato).
(2) ZSI: "Zone Selectivity Interlocking" (selettività logica).
(3) Potere d’interruzione degli interruttori Compact NSX a 400 Hz e 440 V:
interruttore potere d’interruzione Icu
NSX100 10 kA
NSX160 10 kA
NSX250 10 kA
NSX400 10 kA
NSX630 10 kA

140
NSX160 NSX250 NSX400 NSX630
E B F N H S L B F N H S L F N H S L F N H S L

160 250 400 630


3, 4 3, 4 3, 4 3, 4

25 40 85 90 100 120 150 40 85 90 100 120 150 40 85 100 120 150 40 85 100 120 150
16 25 36 50 70 100 150 25 36 50 70 100 150 36 50 70 100 150 36 50 70 100 150
10 20 35 50 65 90 130 20 35 50 65 90 130 30 42 65 90 130 30 42 65 90 130
8 15 30 36 50 65 70 15 30 36 50 65 70 25 30 50 65 70 25 30 50 65 70
- - 22 35 35 40 50 - 22 35 35 40 50 20 22 35 40 50 20 22 35 40 50
- - 8 10 10 15 20 - 8 10 10 15 20 10 10 20 25 35 10 10 20 25 35

25 40 85 90 100 120 150 40 85 90 100 120 150 40 85 100 120 150 40 85 100 120 150
16 25 36 50 70 100 150 25 36 50 70 100 150 36 50 70 100 150 36 50 70 100 150
10 20 35 50 65 90 130 20 35 50 65 90 130 30 42 65 90 130 30 42 65 90 130
8 15 30 36 50 65 70 15 30 36 50 65 70 25 30 50 65 70 25 30 50 65 70
- - 22 35 35 40 50 - 22 35 35 40 50 10 11 11 12 12 10 11 11 12 12
- - 8 10 10 15 20 - 8 10 10 15 20 10 10 10 12 12 10 10 10 12 12
40000 20000 15000 15000
20000 20000 12000 8000
10000 10000 6000 4000
15000 10000 6000 6000
7500 5000 3000 2000

25 40 85 90 100 120 150 40 85 90 100 120 150 40 85 100 120 150 40 85 100 120 150
10 20 35 50 65 90 130 20 35 50 65 90 130 30 42 65 90 130 30 42 65 90 130
- - 20 20 35 40 50 - 20 20 35 40 50 - 20 35 40 50 - 20 35 40 50

- - 85 85 85 - - - 85 85 85 - - 85 85 85 - - 85 85 85 - -
- - 35 50 65 - - - 35 50 65 - - 35 50 65 - - 35 50 65 - -
- - 10 10 10 - - - 15 15 15 - - 20 20 20 - - 20 20 20 - -

n n n n
n n - -
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n
n n n n

105 x 161 x 86 105 x 161 x 86 140 x 225 x 110 140 x 225 x 110
140 x 161 x 86 140 x 161 x 86 185 x 255 x 110 185 x 255 x 110
2,2 2,4 6,05 6,2
2,6 2,8 7,90 8,13

35/45 35/45 45/52,5 45/52,5


45/70 45/70
300 300 4 x 240 4 x 240

caratteristiche comuni
tensioni nominali
d’isolamento [V] Ui 800
di tenuta ad impulso [kV] Uimp 8
d'impiego [V] Ue CA 50/60 Hz 690
attitudine al sezionamento CEI EN 60947-2 sì
categoria di utilizzazione A
grado di inquinamento CEI EN 60664-1 3

141
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Sganciatori per Compact NSX
e manovra

sganciatori magnetotermici TM da 16D a 250D TM da 16G a 63G


corrente nominale [A] In a 40°C (1) 16 25 32 40 50 63 80 100 125 160 200 250 16 25 40 63
interruttore Compact NSX100 n n n n n n n n - - - - n n n n

Compact NSX160 n n n n n n n n n n - - n n n n

Compact NSX250 n n n n n n n n n n n n n n n n

protezione termica
soglia [A] intervento Ir = In x... regolabile in Ampère da 0,7 a 1 x In
tra 1,05 e 1,20 Ir
temporizzazione [s] tr non regolabile non regolabile
tr a 1,5 x In da 120 a 400 da 120 a 400
tr a 6 x Ir 15 -
protezione magnetica
soglia [A] Im fissa regolabile
fissa
precisione ±20% Compact NSX100 190 300 400 500 500 500 640 800 63 80 80 125
Compact NSX160/250 190 300 400 500 500 500 640 800 1250 1250 da 5 a 10xIn 63 80 80 125
temporizzazione [ms] tm fissa
protezione del neutro
neutro non protetto 4P 3R senza protezione nessuna versione 4P 3R
neutro protetto 4P 4R 1 x Ir 1 x Ir
al 100%

Tutti gli interruttori Compact NSX100/160/250 possono essere equipaggiati


di sganciatori magnetici MA che vengono utilizzati per realizzare soluzioni
di partenze motore a 3 apparecchi. Sono adatti a proteggere i motori fino a 110 kW
a 400 V.

Sganciatori magnetici MA

Gli interruttori con sganciatore MA sono associati ad un relè termico e ad un


contattore o avviatore.

Protezioni
Protezione magnetica (Im)
Protezione contro i cortocircuiti mediante dispositivo magnetico a soglia regolabile
Im che provoca uno sgancio istantaneo in caso di superamento della soglia.
cc Im = In x ... è regolabile mediante commutatore in multiplo del calibro sganciatore:
vv da 6 a 14 x In (da 2,5 a 100 A),
vv da 9 a 14 x In (da 150 a 200 A).
Versione protezione
cc Tripolare (3P 3R): interruttore 3 poli (3P) protetti (3R).
cc Tetrapolare (4P 3R): interruttore 4 poli (4P) di cui 3 poli protetti (3R).

sganciatori magnetici MA 2,5 a 220


calibri [A] In a 65°C 2,5 6,3 12,5 25 50 100 (2) 150 220
interruttore Compact NSX100 n n n n n n - -

Compact NSX160 - - - n n n n -

Compact NSX250 - - - - - n n n

protezione magnetica istantanea


soglia [A] Im In x... regolabile in Ampere regolabile in Ampere
precisione ±20% da 6 a 14 x In (9 gradini) da 9 a 14 x In (6 gradini)
temporizzazione [ms] tm senza
(1) In caso di utilizzo ad una temperatura superiore a 40°C, l’aumento di temperatura provocherà una modifica della regolazione della soglia Ir, vedere tabelle
di declassamento.
(2) Gli sganciatori MA100 nella versione 4 poli hanno una regolazione da 9 a 14 x In.

142
Unità di controllo Micrologic 2

Tutti gli interruttori Compact NSX Micrologic 2


da 100 a 630 A possono essere equipaggiati
di unità di controllo Micrologic 2 per:
n la protezione standard dei cavi
della distribuzione
n la segnalazione:
q dei sovraccarichi, mediante LED
q dell'intervento su sovraccarico mediante Gli interruttori dotati di unità di controllo Micrologic 2 garantiscono la protezione
modulo relè SDx. delle reti di distribuzione alimentate mediante trasformatore. Per i generatori e i cavi
di grande lunghezza gli sganciatori Micrologic 2-G offrono soluzioni più adatte
a soglie basse.

Protezioni
Le regolazioni si effettuano mediante commutatore con possibilità di regolazione "fine".
Sovraccarico: Lungo ritardo (Ir)
Protezione termica con curva dell’intervento a tempo inverso: soglia di corrente di
sovraccarico Ir regolabile mediante commutatore, temporizzazione tr, non regolabile.
Cortocircuito: Corto ritardo a temporizzazione fissa (Isd)
Protezione a soglia regolabile Isd. Per garantire la selettività con l’apparecchio
a valle, all’intervento viene associato un piccolo ritardo.
Cortocircuito: Istantanea non regolabile
Protezione istantanea contro i cortocircuiti a soglia fissa.
Protezione del neutro
cc Con gli interruttori tripolari la protezione del neutro non è possibile.
cc Con gli interruttori tetrapolari la protezione del neutro può essere selezionata.
cc Mediante commutatore a 3 posizioni:
vv 4P 3R: neutro non protetto
vv 4P 3R + N/2: neutro protetto al 50% del valore delle fasi, ovvero 0,5 x Ir
vv 4P 4R: neutro protetto al 100% a Ir.

Segnalazioni
Segnalazione sul fronte
cc LED "Ready" verde: si accende (ad intermittenza) quando la funzione
di protezione dell’interruttore è correttamente funzionante.
cc LED pre-allarme di sovraccarico arancione: si accende (fisso) quando I > 90 % Ir.
cc LED allarme di sovraccarico rosso: si accende (fisso) quando I > 105 % Ir.

Segnalazione a distanza
L’informazione di intervento su sovraccarico può essere riportata a distanza
installando un modulo relè SDx all’interno dell’interruttore.Questo modulo riceve
l’informazione dall’unità di controllo Micrologic mediante collegamento a infrarossi
e la rende disponibile a morsettiera. La richiusura dell’interruttore annulla
l’informazione.

143
Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Unità di controllo Micrologic 2
e manovra

Micrologic 2
corrente nominale [A] In a 40 °C (1) 40 100 160 250 400 630
interruttore Compact NSX100 n n - - - -
Compact NSX160 n n n - - -
Compact NSX250 n n n n - -
Compact NSX400 - - - n n -
Compact NSX630 - - - n n n

lungo ritardo
soglia [A] Io valore in base alla corrente nominale dello sganciatore (In) e al gradino del commutatore
intervento tra In = 40 A Io = 18 18 20 23 25 28 32 36 40
1,05 e 1,20 Ir In = 100 A Io = 40 45 50 55 63 70 80 90 100
In = 160 A Io = 63 70 80 90 100 110 125 150 160
In = 250 A (NSX250) Io = 100 110 125 140 160 175 200 225 250
In = 250 A (NSX250) Io = 70 100 125 140 160 175 200 225 250
In = 400 A Io = 160 180 200 230 250 280 320 360 400
In = 630 A Io = 250 280 320 350 400 450 500 570 630
Ir = Io x ... regolazione fine da 0,9 a 1 in 9 gradini (0,9 - 0,92 - 0,93 - 0,94 - 0,95 - 0,96 - 0,97 - 0,98 - 1)
per ciascun valore di Io
temporizzazione [s] tr non regolabile
secondo classe 1,5 x Ir 400
di intervento scelta 6 x Ir 16
7,2 x Ir 11
memoria termica 20 minuti prima e dopo lo sgancio
corto ritardo a temporizzazione fissa
soglia [A] Isd = Ir x ... 1,5 2 3 4 5 6 7 8 10
precisione ±10 %
temporizzazione [ms] tsd non regolabile
tempo di non intervento 20
tempo max di interruzione 80
Istantanea
soglia [A] Ii non regolabile 600 1500 2400 3000 4800 6900
precisione ±15 % tempo di non intervento 10 ms
tempo max di interruzione 50 ms per I > 1,5 li
(1) In caso di utilizzo degli interruttori a temperature elevate, la regolazione delle unità di controllo Micrologic deve tener conto dei limiti termici dell’apparecchio:
vedere tabella di declassamento.

144
Unità di controllo Micrologic 5/6 A o E

Tutti gli interruttori Compact NSX Protezioni


da 100 a 630 A possono essere Possibilità di doppia regolazione mediante commutatore e/o tastiera.
equipaggiati con i Micrologic 5 / 6 A La tastiera permette una regolazione "fine" con intervalli di 1 A al di sotto del valore
massimo, impostato mediante commutatore. La modifica delle regolazioni
(Amperometro) o E (Energie). Queste unità
da tastiera è bloccata da un microswitch che comanda una funzione lucchetto
di controllo possono associare alla visualizzata sul display. Il lucchetto si blocca automaticamente dopo un periodo
protezione di base LSI (Micrologic 5), di inattività di 5 minuti.
la protezione di Terra G (Micrologic 6). L’accesso al microswitch è protetto da una calotta piombabile trasparente. Anche
con la calotta chiusa è possibile visualizzare le regolazioni e le misure utilizzando
Integrano inoltre funzioni di misura,
la tastiera.
allarme e comunicazione.
Sovraccarico: Lungo ritardo (Ir)
Protezione secondo una curva d’intervento a tempo inverso, a soglia regolabile Ir
mediante commutatore o tastiera con regolazione "fine".
Temporizzazione tr regolabile tramite tastiera.
Cortocircuito: Corto ritardo (Isd)
Protezione a soglia Isd regolabile e temporizzazione tsd regolabile, con possibilità
di inserire una porzione di curva a tempo inverso (I2t On).
Cortocircuito: Istantanea (Ii)
Protezione istantanea a soglia Ii regolabile.
Protezione complementare di Terra (Ig) su Micrologic 6
Protezione di tipo “residual”, a soglia regolabile Ig (con posizione Off) e
temporizzazione tg regolabile. Possibilità di inserire una porzione di curva a tempo
inverso (I2t On).
Protezione del neutro
Percorso dei menu.
cc Sugli interruttori tetrapolari è possibile impostare i parametri della protezione
cc mediante tastiera:
vv Off: neutro non protetto
vv 0.5: neutro protetto al 50% del valore delle fasi, ossia 0,5 x Ir
vv 1.0: neutro protetto al 100% a Ir
vv OSN: protezione del neutro sovradimensionato a 1,6 volte la protezione di fase.
Utilizzata in caso di forte tasso di armoniche di 3° ordine e suoi multipli che si
accumulano nel neutro creando una corrente elevata. In questo caso l’utilizzo
dell’apparecchio deve essere limitato a Ir = 0,63 x In, per la regolazione max
sul neutro di 1,6 x Ir.
cc Sugli interruttori tripolari la protezione del neutro è possibile anche installando
un TA di neutro esterno con uscita (T1, T2) collegata all’unità di controllo.
Selettività logica (ZSI)
Visualizzazione di corrente interrotta. Una morsettiera ZSI consente il cablaggio di più Micrologic per realizzare una
selettività logica per la protezione corto ritardo (Isd) e la protezione di Terra (Ig)
senza temporizzazione. Per gli interruttori Compact NSX da 100 a 250 la funzione
ZSI funziona solo con un interruttore installato a monte (ZSI out).

Segnalazione dei guasti


In caso di intervento dell’interruttore vengono visualizzati l’origine del guasto
(Ir, Isd, Ii, Ig), la fase in guasto e la corrente interrotta. È necessaria un’alimentazione
esterna.

Segnalazioni
Segnalazione sul fronte

cc LED "Ready" verde: si accende (ad intermittenza) quando la funzione


di protezione dell’interruttore è correttamente funzionante.
cc LED di pre-allarme di sovraccarico (arancione): si accende (fisso)
quando I > 90 % Ir.
cc LED di allarme sovraccarico (rosso): si accende (fisso) quando I > 105 % Ir.
Segnalazione a distanza
Un modulo relè SDx installato all’interno dell’interruttore permette la segnalazione:
cc di un’informazione d’intervento su sovraccarico
cc di una seconda informazione: pre-allarme di sovraccarico (Micrologic 5),
intervento su guasto di Terra (Micrologic 6).
Questo modulo riceve l’informazione dall’unità di controllo Micrologic mediante
collegamento a infrarossi e la rende disponibile a morsettiera.
La chiusura dell’interruttore annulla l’informazione.
È possibile riprogrammare queste uscite per assegnarle ad un altro tipo d’intervento
o allarme.

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Caratteristiche Caratteristiche elettriche
degli apparecchi interruttori automatici
di protezione Unità di controllo Micrologic 5/6 A o E
e manovra

protezioni Micrologic 5 / 6 A o E
corrente nominale [A] In a 40 °C (1) 40 100 160 250 400 630
interruttore Compact NSX100 n n n - - -
Compact NSX160 n n n n - -
Compact NSX250 n n n n n -
Compact NSX400 - - - - - n

Compact NSX630 - - - - - n

lungo ritardo
soglia [A] Ir = ... mediante commutatore valore in base alla corrente nominale dello sganciatore (In) e al gradino del commutatore
intervento tra In = 40 A Io = 18 18 20 23 25 28 32 36 40
1,05 e 1,20 Ir In = 100 A Io = 40 45 50 55 63 70 80 90 100
In = 160 A Io = 63 70 80 90 100 110 125 150 160
In = 250 A Io = 100 110 125 140 150 175 200 225 250
In = 400 A Io = 160 180 200 230 250 280 320 360 400
In = 630 A Io = 250 280 320 350 400 450 500 570 630
tramite tastiera passo di regolazione di 1 A, con max per la posizione del commutatore
temporizzazione [s] tr = ... tramite tastiera 0,5 1 2 4 8 16
precisione ±10 % 1,5 x Ir 15 25 50 100 200 400
6 x Ir 0,5 1 2 4 8 16
7,2 x Ir 0,35 0,7 1,4 2,8 5,5 11
memoria termica 20 minuti prima e dopo lo sgancio
corto ritardo a temporizzazione regolabile
soglia [A] Isd = Ir x ... mediante commutatore 1,5 2 3 4 5 6 7 8 10
precisione ±10 % passo di regolazione di 0,5 x Ir tramite tastiera
temporizzazione [s] tsd = ... con tastiera I2Off 0 0,1 0,2 0,3 0,4
I2On - 0,1 0,2 0,3 0,4
tempo di non intervento [ms] 20 80 140 230 350
tempo max di interruzione [ms] 80 140 200 320 500
istantanea
soglia [A] Ii = In x con tastiera passo di regolazione di 0,5 x In nell’intervallo da 1,5 x In a: 15 x In (NSX100/160),
precisione ±15 % 12 x In (NSX250/400), 11 x In (NSX630)
tempo di non intervento 10 ms
tempo max di interruzione 50 ms per I > li
guasto a terra - per Micrologic 6 Ao E
soglia [A] Ig = In x ... mediante commutatore
precisione ±10 % In = 40 A 0,4 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 Off
In > 40 A 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 1 Off
passo di regolazione di 0,05 x In tramite tastiera
temporizzazione [s] tg = ... con tastiera I2Off 0 0,1 0,2 0,3 0,4
I2On - 0,1 0,2 0,3 0,4
tempo di non intervento 20 80 140 230 350
tempo max di interruzione 80 140 200 320 500
test funzione Ig integrato
(1) In caso di utilizzo degli interruttori a temperature elevate