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Ambito di applicazione

Per una struttura il rischio relativo al fulmine riguarda sia la fulminazione diretta, sia la fulminazione indiretta.

ZEUS valuta il rischio da fulmine in tutti i suoi aspetti per qualsiasi struttura e suggerisce le protezioni necessarie, compresi gli SPD, secondo le norme CEI EN 62305.

ZEUS permette di effettuare:

l l'analisi del rischio e la scelta delle misure di protezione (compresi gli SPD) per qualsiasi struttura;

l l'analisi del rischio e la scelta delle misure di protezione solo per strutture metalliche (ponteggi, gru o strutture metalliche generiche);

Nota

I lavori creati con versioni di ZEUS precedenti all'ultima rilasciata possono presentare dati di ingresso e modalità di calcolo differenti a
seguito dell'evoluzione normativa intercorsa tra le differenti versioni.

Nota 2

La TNE srl non è responsabile dei danni diretti e indiretti di qualsiasi natura che l'abbonato possa, o terzi possano, subire a seguito
dell'uso del software e dei dati e/o delle informazioni in esso contenuti.

Come iniziare

Il quadro principale di ZEUS si articola in tre sezioni:

a) Pulsanti relativi alla procedura

b) Memo sui dati di progetto

c) Grafico dei risultati

QUADRO PRINCIPALE

Pulsanti relativi alla procedura

1 – Struttura e area di raccolta

Consente l’immissione dei dati iniziali relativi alle caratteristiche della struttura e di quelli necessari per il calcolo delle aree di raccolta AD dei fulmini diretti sulla struttura
(fulminazione diretta) ed AM dei fulmini a terra in prossimità della struttura (fulminazione indiretta).

2 - Linee esterne

Consente l’immissione dei dati relativi alle linee entranti nella struttura.

3 - Zone

Consente l’immissione dei dati relativi alle varie zone in cui può essere divisa la struttura.

4 – Scelta delle misure di protezione

Consente l’analisi del rischio e la scelta delle misure di protezione.


5 – Analisi economica

Valuta i costi delle perdite della struttura protetta, oppure non protetta, e consente l’ottimizzazione tecnico-economica delle misure di protezione da adottare.

6 – Dimensionamento SPD

Consente di dimensionare gli SPD scelti come misura di protezione.

La prima fase da eseguire è “Struttura e area di raccolta”.

Le fasi “Linee esterne” e “Zone” si attivano dopo la prima e possono essere eseguite in qualunque ordine anche se è preferibile rispettare l’ordine indicato.

La quarta fase “Scelta delle misure di protezione” si attiva solo dopo l’esecuzione delle precedenti.

La quinta fase “Analisi economica” si attiva solo se, nella fase “Scelta delle misure di protezione” si è scelto di effettuare l’analisi economica delle misure di protezione adottate.

La fase “Dimensionamento SPD” si attiva solo se, nella fase “Scelta delle misure di protezione”, è stato installato almeno un SPD (ad arrivo linea o un sistema di SPD).

b) Memo sui dati di progetto

Questa sezione mostra i dati iniziali immessi, i calcoli effettuati e le misure di protezione che si intendono adottare.

Sono presenti cinque aree riferite a:

l caratteristiche della struttura considerata per la valutazione del rischio;

l caratteristiche delle linee esterne entranti nella struttura;

l caratteristiche delle zone in cui è stata suddivisa la struttura;

l i calcoli che forniscono, zona per zona, i valori delle componenti di rischio ed i valori dei principali parametri necessari alla loro valutazione;

l le misure di protezione adottate in ogni zona.

c) Grafico dei risultati

I risultati sono relativi all’analisi del rischio, all’analisi economica ed alla frequenza di danno.

Per l’analisi del rischio questa sezione mostra quali componenti intervengono a determinare i vari tipi di rischio presenti nella struttura in esame e ne indica i valori.

Il grafico, che viene disegnato una volta completati i calcoli, visualizza le varie componenti che concorrono a determinare il rischio, superiore o inferiore al limite tollerato.

In questo modo, viene evidenziato graficamente l’effetto delle misure di protezione adottate sulla riduzione dei rischi R1, R2 ed R3.

Per l’analisi economica viene invece mostrato l’istogramma e i valori annui relativi a:

l costo delle perdite nella struttura se non sono adottate misure di protezione;

l costo delle perdite nella struttura protetta;

l costo delle misure di protezione adottate;

l eventuale risparmio conseguito.

Per la frequenza di danno è fornita soltanto l'indicazione se sono richieste misure di protezione.
NOTA

ZEUS è progettato per l’utilizzo di caratteri standard o piccoli. L’utilizzo di caratteri grandi, o molto grandi, può compromettere la
visione corretta della videata.

Valore di Ng

Premessa

Ng è il numero di fulmini a terra all'anno e al kilometro quadrato.

Tale valore è indispensabile per calcolare il numero di eventi pericolosi dovuti al fulmine e quindi, in ultima analisi, per scegliere le eventuali misure di protezione.

A seguito dell'abrogazione della guida CEI 81-3 (che forniva il valore di Nt per ogni Comune d'Italia), il valore di Ng deve essere acquisito per la posizione di interesse (latitudine /
longitudine) in base ai dati rilevati dai cosiddetti sistemi di rilevamento fulmini (LLS, Lightning Location System).

Il valore di Ng dipende dalle coordinate inserite. In uno stesso Comune si possono avere più valori di Ng.

ZEUS fornisce il valore di Ng derivato da un sistema di rilevamento fulmini (LLS) gestito da un'importante e affidabile società europea operante in Italia e altri Stati europei. I dati
forniti da tale sistema sono conformi alla norma CEI EN IEC 62858 e possono dunque essere utilizzati, in accordo con la guida CEI 81-29 (edizione 2020), per effettuare l’analisi
del rischio secondo la norma CEI EN 62305-2.

Modalità di inserimento delle coordinate

Le coordinate devono essere inserite in gradi decimali (sistema di riferimento WGS84), ad es.:

- Latitudine: inserire 45,463321 per 45° 27' 47,957'' N

- Longitudine: inserire 9,181781 per 9° 10' 54,41'' E

L'apposito link "Trova coordinate" apre una pagina web (se è attiva la connessione ad internet) nella quale, in modo semplice e immediato, è possibile:

- inserire un indirizzo civico, oppure

- fare click su un punto qualsiasi della mappa,

ed ottenere le relative coordinate geografiche nel formato richiesto.

Per inserire le coordinate nel programma è sufficiente fare un copia/incolla dalla pagina web.

La pagina web consente anche di stampare la mappa con le coordinate del punto considerato da allegare alla relazione.

Visualizza Ng

Una volta inserite le coordinate del punto di interesse per visualizzare il numero Ng occorre fare click sul tasto "Visualizza Ng" (il valore di Ng relativo alla struttura è utilizzabile
anche per le linee connesse alla struttura stessa, per le quali quindi non occorre utilizzare altri valori di Ng).

Piccole variazioni delle coordinate possono portare a valori diversi di Ng a causa della natura discreta della mappa ceraunica.

E' previsto un numero totale di 80 visualizzazioni, per la durata dell'abbonamento annuale, per il complesso dei vari software relativi alla protezione contro il fulmine (ZEUS,
Impianti fotovoltaici e fulmini, SPIN Fulminometro, SPIN Ponteggi/gru e fulmini).

Ad ogni click sul tasto "Visualizza Ng", diminuisce di una unità il numero di visualizzazioni residue disponibili per la durata dell'abbonamento (il rinnovo dell'abbonamento riporta
ad 80 tale numero).

Stampa Ng

ZEUS permette di stampare un documento da allegare alla relazione che riporta in dettaglio la posizione geografica considerata ed il relativo valore di Ng.

Valore di Ng a cura dell'utente

ZEUS permette all'utente di inserire, sotto la propria responsabilità, un valore di Ng diverso da quello proposto.
Nota

Per i lavori effettuati con versioni:

- antecedenti alla ver. 2.6, ZEUS presenta i valori di Nt della guida CEI 81-3 (ora abrogata) in relazione al Comune scelto (il valore di Nt può comunque essere modificato
dall'utente);

- comprese tra la ver. 2.6 e la ver. 2.8, ZEUS presenta i valori derivati da un sistema LLS in accordo con la guida CEI 81-30 (ora abrogata) in relazione al valore delle coordinate
inserite (il valore di Ng può comunque essere modificato dall'utente).

Nota 2

Nel programma, la sigla Ng ha la lettera "g" in minuscolo per comodità di lettura.

Caratteristiche di struttura

Destinazione d’uso prevalente

La destinazione d’uso della struttura consente di definire:

l i tipi di rischio presenti nella struttura;

l le componenti di rischio per ogni tipo di rischio;

l i valori del danno medio.

Nel caso di strutture adibite contemporaneamente ad usi diversi, la destinazione d’uso da indicare è quella prevalente; ove non fosse possibile individuare una destinazione d’uso
prevalente, si può assegnare a tutta la struttura la destinazione d’uso caratterizzata dai valori di danno medio maggiori.

Le componenti di rischio e i valori di danno medi possono essere in ogni caso modificati dall’utente nella sezione "Zone".

Schermatura della struttura

La probabilità che un fulmine possa provocare danno alla struttura dipende dalla sue caratteristiche costruttive (ad esempio strutture in cemento armato con ferri d’armatura continui,
strutture con facciate metalliche continue, ecc.) che determinano anche la capacità della struttura di schermare il campo elettromagnetico associato alla corrente di fulmine e quindi
l’entità delle sovratensioni indotte sui circuiti interni alla struttura.

Caratteristiche costruttive schermanti, così come la presenza di un LPS a maglia, schermi metallici a maglia o continui installati su zone interne della struttura, hanno l’effetto di
schermare, il campo magnetico e di ridurre di conseguenza la tensione indotta sugli impianti interni e quindi il rischio connesso alle sovratensioni sugli impianti.

La riduzione del campo magnetico è tanto maggiore quanto più piccolo è il lato di maglia (w) dello schermo. L’effetto dello schermo è significativo, tuttavia, solo ad una distanza da
esso almeno pari al lato di maglia . Se gli impianti interni sono ubicati, ad esempio, vicino allo schermo ad una distanza da esso compresa tra 0,1 w e 0,2 w, la norma CEI EN 62305-
2, assume che il valore del coefficiente di attenuazione KS2 sia doppio. ZEUS, a favore della sicurezza, consiglia di raddoppiare il coefficiente di attenuazione se gli impianti sono
presenti ad una distanza inferiore al lato di maglia.

L’effetto di uno schermo continuo è tanto più significativo quanto maggiore è il suo spessore.

Il valore di KS2, nel caso in cui la zona considerata sia schermata e risulti contenuta all’interno di un’altra zona a sua volta schermata (esclusa la schermatura di struttura), è il
prodotto dei singoli KS2 di zona.

LPS già presente

ZEUS consente di valutare il rischio di una struttura già dotata di LPS.

Questa opzione può essere utilizzata solo se l’LPS esistente è realizzato a regola d’arte.

Condizioni particolari

Elementi metallici della struttura


Agli edifici con:

a. una struttura portante metallica o in cemento armato con ferri d’armatura elettricamente continui o gettati in opera;

b. una struttura portante metallica o in cemento armato con ferri d’armatura elettricamente continui o gettati in opera e con tetto metallico;

è possibile associare un LPS di I livello, se realizzato con gli elementi naturali della struttura stessa, con un valore di protezione più elevato rispetto a quello standard (PB = 0,02).

In pratica se viene selezionata questa condizione, nella sezione “Scelta delle misure di protezione” è possibile applicare un LPS di I livello con una efficacia maggiore (il
comportamento è analogo per l’LPS già presente sulla struttura). In particolare:

nel caso a), PB = 0,01

nel caso b), PB = 0,001

Se una delle condizioni a) o b) non è selezionata l’opzione “componenti naturali” per un LPS come misura di protezione non è attiva.

NOTA

La selezione delle condizioni a) o b) consente al software ZEUS, a partire dai progetti realizzati con la ver. 2.2 (rilasciata in seguito a un chiarimento emesso dal CT 81 a luglio
2013, successivamente ripreso dalla guida CEI 81-29), in presenza di un sistema di SPD, di ridurre la componente di rischio RC.

Rete equipotenziale conforme alla norma CEI EN 62305-4

Se tutte le parti metalliche della struttura (ferri di armatura del cemento armato elettricamente continui, facciate metalliche, pavimenti metallici, guide degli ascensori, tubazioni
metalliche, telai metallici di porte e finestre, schermi metallici di locali, canali metallici portacavi, schermi metallici dei cavi, barre di equipotenzialità, ecc.) sono state collegate fra
loro e all’impianto di terra con connessioni multiple in modo da realizzare una rete di equipotenzialità (vedasi anche la norma CEI EN 62305-4), l’effetto schermante aumenta e si
assume che il valore del coefficiente di attenuazione associato alla schermatura della struttura (o di zona) si dimezzi.

Coefficiente di posizione CD

Il coefficiente CD tiene conto del posizionamento della struttura nell’orografia del terreno e della presenza o meno di altre strutture circostanti. L’area di raccolta della struttura è
tanto più grande quanto più la struttura svetta rispetto agli oggetti o al terreno circostante. L’area di raccolta pertanto risulta ridotta dalla presenza di altre strutture in prossimità e
ingrandita dal posizionamento della struttura sulla sommità di rilievi.

Circa la posizione orografica sono previste due possibilità:

l strutture sulla cima di una collina o di una montagna;

l strutture isolate in pianura.

Le strutture su terreno in pendenza e a fondo valle vanno assimilate alle strutture in pianura.

I coefficienti CD sono elencati nel programma in ordine di "severità" crescente; ove esse non fossero univocamente determinabili è opportuno scegliere il più alto fra quelli possibili.

Individuazione della struttura da proteggere

Le dimensioni della struttura da proteggere S sono essenziali per il calcolo dell’area di raccolta AD.

Se la struttura S coincide con un intero edificio B, le dimensioni da utilizzare per la valutazione di AD sono quelle proprie dell’edificio B. Se invece la struttura S non coincide con
un intero edificio B, ma è solo una parte di esso, per la valutazione di AD possono essere usate le dimensioni di S anziché quelle dell’edificio B, purché siano verificate tutte le
condizioni seguenti:

l la struttura S sia una parte verticale di B;

l B non sia un edificio con rischio di esplosione;

l S costituisca un compartimento antincendio REI 120 rispetto alle altre parti di B;

l la propagazione delle sovratensioni tra S e B lungo le eventuali linee comuni sia impedita dalla presenza, nel punto di ingresso delle linee in S, di idonei SPD o di interfacce
isolanti.

In assenza di informazioni, si può ritenere che le pareti di separazione offrano un grado di protezione REI >= 120 se di spessore superiore ai valori indicati nella tabella sottostante.

Tipo parete Spessore (mm)

Blocchi di calcestruzzo 260


Mattoni forati 220
Mattoni pieni 200
Cemento armato 180

Se tutte le suddette condizioni non sono verificate, le dimensioni da assumere per la valutazione di AD sono quelle proprie dell’edificio B.

ZEUS è dotato di un apposito tasto per la verifica rapida dell’esistenza di queste condizioni.

In assenza di informazioni specifiche, il programma assume che le dimensioni indicate per il calcolo dell’area di raccolta siano relative all’intero edificio.

Calcolo analitico

ZEUS consente il calcolo rapido dell’area di raccolta AD (e AM) per via analitica in conformità alla norma, a partire dalle dimensioni della struttura (lunghezza L, larghezza W ed
altezza H ). Il calcolo indicato nella norma è preciso solo per le strutture di forma parellelepipeda (CEI EN 62305-2, art. A.2.1)

Per le strutture di forma rettangolare, ma di altezza variabile, il calcolo rapido di AD può ancora essere fatto per via analitica introducendo l’altezza massima della struttura Hmax.

Per strutture di forma complessa occorre adottare il calcolo grafico.

NOTA

ZEUS, in accordo con la guida CEI 81-29, calcola l'area di raccolta AM con una distanza dal perimetro della struttura di 350 m anziché 500 m e assume, a favore della sicurezza, il
coefficiente ambientale CE=1.

Calcolo a cura dell'utente

ZEUS consente all’utente di inserire direttamente i valori delle aree di raccolta AD e AM calcolati in modo autonomo, ad es. attraverso Autocad o altri programmi di grafica.

NOTA

La modalità guidata per la definizione del costo delle misure di protezione (sezione “Analisi economica”) non è attiva qualora i valori
delle aree di raccolta AD e AM siano state inserite direttamente dall’utente.

Calcolo grafico

Per calcolare AD (e AM) procedere nel seguente modo:

l selezionare la modalità “calcolo grafico”;

l disegnare la struttura tramite l’apposito tool grafico (tasto “Disegna”);

l calcolare l’area di raccolta tramite l’apposito tasto “Calcola”.

ZEUS, in accordo con la guida CEI 81-29, calcola l'area di raccolta AM con una distanza dal perimetro della struttura di 350 m anziché 500 m e assume, a favore della sicurezza, il
coefficiente ambientale CE=1.
NOTE sul modulo di disegno

Per disegnare un rettangolo, un poligono o un cerchio selezionare il tasto relativo, tenere premuto il tasto sinistro e trascinare il mouse sullo schermo. ZEUS provvede ad allineare
alla griglia la figura disegnata qualora i vertici risultino posizionati in un punto intermedio al passo della griglia.

Per terminare il disegno di un poligono fare doppio click.

E’ possibile disegnare strutture composte da più blocchi sovrapposti, ad es. per tenere conto della presenza di un’antenna sulla sommità dell’edificio. Ad ogni blocco è possibile
attribuire una differente altezza da terra.

A seconda della qualità della scheda video del computer utilizzato gli spazi tra i lati di due figure sovrapposte e concentriche possono apparire leggermente differenti, anche se in
valore assoluto sono uguali.

ZEUS non consente di importare file DWG o DXF, ma permette di inserire i valori delle aree di raccolta calcolate con Autocad o altri programmi di grafica tramite l’apposito tasto
“calcolo a cura dell’utente”.

Generalità

Il numero e le caratteristiche delle linee elettriche (energia/segnale) esterne connesse alla struttura concorrono a determinare il rischio dovuto al fulmine.

E’ necessario pertanto inserire tutte le linee entranti (o uscenti) nella struttura specificandone singolarmente le caratteristiche che influenzano il numero delle sovratensioni causate
dal fulmine nella linea e pericolose per gli impianti interni alla struttura cui la linea è connessa, quali:

l la lunghezza per le linee aeree, o la lunghezza e la resistività del suolo per le linee in cavo;

l l’eventuale schermatura;

l la presenza di eventuali trasformatori MT/BT;

l il coefficiente ambientale (urbano, suburbano, ecc.);

l le eventuali misure di protezione all’ingresso della linea nella struttura;

l le eventuali strutture adiacenti a cui sono collegate.

Le linee in fibra ottica senza conduttori metallici non sono soggette a sovratensioni e pertanto possono essere trascurate.

Linee aventi lo stesso percorso vanno considerate come un’unica linea; in tal caso va indicata la linea con le caratteristiche più sfavorevoli dal punto di vista delle sovratensioni, cioè
quella che trasmette le sovratensioni più pericolose per gli impianti interni della struttura a cui essa è collegata, come indicato nella Tabella1.

In pratica, si tratta di individuare per ogni impianto interno la tensione di tenuta (UW) più bassa e considerare la linea peggiore dal punto di vista delle sovratensioni a cui è
collegato, cioè quella con la frequenza di fulminazione diretta e indiretta (NL + NI) più elevata.

Tabella 1 - Pericolosità delle sovratensioni trasmesse da una linea in funzione delle sue caratteristiche

MENO PERICOLOSE PIU’ PERICOLOSE


Interrata Aerea
Schermata Non schermata
Tensione di tenuta elevata Tensione di tenuta ridotta
Trasformatore MT/BT Assenza trasformatore MT/BT
SPD all’arrivo linea Assenza SPD all’arrivo linea

NOTA

Una linea che non alimenta almeno un impianto interno in una zona, non contribuisce in alcun modo al rischio.

Linee predefinite
ZEUS consente di scegliere linee con caratteristiche uniformi lungo il percorso da un’apposita lista predefinita.

Qualora si volesse considerare una linea con caratteristiche differenti lungo il percorso, come una linea con caratteristiche uniformi, occorre attribuire a tutta la linea le caratteristiche
della parte più sfavorevole dal punto di vista delle sovratensioni.

Ad esempio la linea:

l interrata/aerea à aerea

l schermata/non schermata à non schermata

Per tenere conto della reale configurazione di una linea avente caratteristiche diverse lungo il percorso, e quindi effettuare i calcoli in modo preciso, occorre inserire una linea
personalizzata.

Linee personalizzate

Se le caratteristiche della linea non sono costanti per tutta la sua lunghezza, la linea può essere divisa in sezioni ciascuna caratterizzata da:

l tipo di posa, aerea o interrata (coefficiente C );


I

l tipo di linea, BT o MT (coefficiente C );


T

l ambiente in cui si trova (coefficiente C );


E

l presenza o assenza di schermatura.

In questo caso ZEUS consente di costruire la linea sezione per sezione richiedendo per ognuna di esse i dati caratteristici (in caso di linee con caratteristiche omogenee lungo il
percorso utilizzare la sezione “Linee predefinite”).

Dividere la linea in sezioni, ove possibile, consente una più precisa valutazione delle componenti di rischio relative alla fulminazione di linea. In questo caso, infatti, ZEUS calcola le
componenti di rischio come somma delle relative componenti di ogni sezione.

Come costruire una linea mediante le apposite icone

Prima di costruire una linea occorre inserire i dati richiesti per la linea in esame tramite l’apposito tasto “Dati” di colore rosso.

Per costruire la linea è sufficiente trascinare (premere e mantenere premuto il tasto sinistro del mouse) l’icona desiderata nell’apposito riquadro sottostante (dove è ubicato
l’impianto utilizzatore): costruire la linea partendo dall’impianto utilizzatore da destra verso sinistra.

Le icone disponibili rappresentano:

- un altro edificio (struttura adiacente) da cui proviene la linea;

- un trasformatore MT/BT;

- un tratto di linea interrata;

- un tratto di linea aerea;

Il primo tratto di linea risulterà quindi attaccato all’edificio contenente l’impianto utilizzatore e gli eventuali ulteriori tratti si congiungeranno a quest’ultimo e così via.

Una volta trascinato un elemento, è necessario inserire i dati inerenti a tale tratto premendo il tasto "Dati" che compare nella parte sottostante (non è richiesto alcun dato unicamente
per il trasformatore); in assenza di tali dati il programma non consente l’inserimento di ulteriori sezioni di linea.

A seconda dei casi i dati da inserire riguardano le caratteristiche dei tratti di linea aerea o interrata e le dimensioni della struttura adiacente da cui proviene la linea.

Nella composizione delle linee, trascinando le icone, è necessario osservare le seguenti regole in merito alla loro sequenza:

l il primo tratto, a fianco dell’edificio, non può essere una struttura adiacente;

l una volta inserito come prima icona un trasformatore, non è possibile inserire una struttura adiacente da cui proviene la linea senza interporre almeno un tratto di linea
interrata o aerea;

l l’inserimento dell’icona che rappresenta una struttura adiacente da cui proviene la linea, di fatto pone fine alla costruzione della linea, e non consente l’inserimento di altri
tratti sulla sua sinistra (è considerato alla stregua di un nodo di rete);
l è permesso l’inserimento di un solo trasformatore nell’ambito della stessa linea.

Qualora si desideri cancellare un tratto di linea già inserito è sufficiente cliccare due volte su tale elemento.

Dati richiesti

Lunghezza, resistività

La lunghezza della linea e la resistività del suolo per le linee in cavo interrato sono dati necessari per il calcolo delle aree di raccolta AL dei fulmini diretti sulla linea (fulminazione
diretta di linea) ed AI dei fulmini a terra in prossimità della linea (fulminazione indiretta di linea).

La norma assume il valore di 400 ohm m per la resistività del suolo; ZEUS propone tale valore di default, ma consente di modificarlo.

La lunghezza della linea è un dato necessario per il calcolo delle aree di raccolta.
La lunghezza di linea da considerare è quella tra la struttura e il primo nodo di rete.
Per nodo di rete si intende il punto della linea oltre il quale la propagazione di impulsi si assume trascurabile.

Per una linea elettrica il “nodo” è costituito, nella maggior parte dei casi, dalla stazione AT/MT.
La barra di distribuzione del trasformatore MT/BT potrebbe essere considerata “nodo” soltanto se le linee che si diramano da essa sono numerose (almeno 10) e
molto lunghe (almeno 1 km di lunghezza).
Tenuto conto della configurazione delle reti dei Distributori, una cabina MT/BT, di fatto, non è mai un nodo di rete.

Per una linea di segnale il “nodo” è costituito, nella maggior parte dei casi, dalla centrale di telecomunicazioni.
Sono altresì “nodi”:
- la cassetta di protezione lungo linea all’interno della quale sono installati gli SPD quando la linea dalla cassetta fino all’edificio del cliente è in cavo schermato;
- il Multiplex o le apparecchiature per i servizi a larga banda installate in armadi lungo linea.

Quando il nodo non è individuabile con certezza, in accordo con la guida CEI 81-29, possono essere usate le lunghezze tipiche indicate di seguito.

Linee di energia

Una linea di energia deve essere considerata composta da una sezione BT e una sezione MT, tabella A..
Se la struttura è alimentata direttamente in media tensione fare riferimento alla sezione MT.

Se si utilizza l'opzione del programma "Linea predefinita", una linea entrante in bassa tensione (cioè senza trasformatore MT/BT ad arrivo linea), può essere ricondotta a una linea
equivalente avente le caratteristiche di cui alla tabella B. Se la linea entrante è in MT (cioè con trasformatore MT/BT ad arrivo linea), fare riferimento alla sezione MT della tabella
A.

Tabella A - Caratteristiche tipiche delle sezioni di linea.

Tipo di area Lunghezza


(m)
Sezione BT Sezione MT
Lunghezza Tipo di posa Schermo Lunghezza Tipo di posa Schermo

(m) (m)
Urbana 100 Interrata NO 400 Interrata SI (*)
Suburbana 300 Interrata NO 1200 Aerea NO
Rurale 1000 Aerea NO 4000 Aerea NO

(*) Resistenza dello schermo 1 ohm/km < Rs <= 5 ohm/km

Tabella B - Linea equivalente in BT.

Tipo di area Lunghezza Tipo di posa Schermo

(m)
Urbana 180 Interrata NO
Suburbana 390 Aerea (*) NO
Rurale 1800 Aerea NO
(*) Per una linea equivalente interrata occorre assumere una lunghezza di 780 m.

Linee di segnale

Caratteristiche tipiche delle linee di segnale:


- area urbana o suburbana: 1000 m di cavo interrato schermato con resistenza dello schermo nell’ordine da 1 Ω/km a 5 Ω/km;
- area rurale: 1000 m di linea aerea non schermata.

Resistenza dello schermo del cavo

Il valore della resistenza dello schermo (ohm/km) è fornito, in genere, dal costruttore del cavo.

In assenza di informazioni, si segnala che:

l la resistenza di 1 ohm/km corrisponde (a 20 °C) a una sezione dello schermo di circa 17 mm2 (rame) o 28 mm2 (alluminio);

l la resistenza di 5 ohm/km corrisponde (a 20 °C) a una sezione dello schermo di circa 3,5 mm2 (rame) o 6 mm2 (alluminio);

l la resistenza di 20 ohm/km corrisponde (a 20 °C) a una sezione dello schermo di circa 1 mm2 (rame) o 1,5 mm2 (alluminio).

Le norme sui cavi MT (CEI 20-13 e 20-14) richiedono per lo schermo una resistenza massima di 3 ohm/km.

Coefficiente ambientale

Il coefficiente ambientale CE tiene conto dell’efficacia della schermatura degli edifici a seconda della densità edilizia della zona e dell’altezza degli edifici presenti. I casi considerati
sono:

l zona urbana con edifici di altezza superiore a 20 m (C =0,01),


E

l zona urbana (C =0,1),


E

l zona suburbana (C =0,5),


E

l zona rurale (C =1).


E

SPD ad arrivo linea

Il valore delle sovratensioni trasmesse da una linea all’impianto interno alla struttura dipende anche dalle eventuali misure di protezione esistenti nel punto d’ingresso della linea
nella struttura. In genere i mezzi di protezione consistono in:

a. trasformatori di separazione con schermo metallico fra gli avvolgimenti connesso all’impianto di terra della struttura. Se necessario, i trasformatori sono protetti lato linea
con idonei SPD;

b. limitatori di sovratensione (SPD) opportunamente scelti ed installati fra conduttori di linea e terra. In particolare, per gli SPD all’arrivo linea, sono da tenere in conto:

l la classe di prova;

l la capacità di scarica;

l il livello di protezione effettivo.

Maggiori informazioni per una corretta scelta ed installazione degli SPD all’arrivo linea sono riportate nella norma CEI EN 62305-4, Appendice C.

La norma CEI EN 62305-2 fissa per gli SPD, in funzione della corrente di fulmine di riferimento (I), quattro livelli di protezione LPL standard (IV, III, II e I) e relative probabilità
PSPD che l’SPD fallisca la sua missione protettiva, e dà la possibilità di avere ulteriori livelli di protezione (ad esempio 1,5x, 2x e 3x) come da tabella sotto indicata.

LPL PSPD I (kA)

IV e III 0,05 100


II 0,02 150
I 0,01 200
Altro (1,5x) 0,005 300
Altro (2x) 0,002 400
Altro (3x) 0,001 600

Se gli SPD all’arrivo linea non sono stati correttamente scelti ed installati, la protezione non è efficace: essi pertanto non vanno considerati.

Struttura adiacente

Per struttura adiacente si intende una struttura dalla quale proviene direttamente una linea esterna, senza diramazioni. Le fulminazioni dirette di questa struttura generano
sovratensioni che, tramite la linea, vengono trasmesse agli impianti interni alimentati dalla linea stessa.

L’area di raccolta per fulminazione diretta della linea va pertanto incrementata dell’area di raccolta A’DJ della struttura adiacente. Per questo motivo il programma richiede le
dimensioni massime della struttura adiacente e il relativo coefficiente di posizione CD.

Interfaccia isolante

Sono considerate interfacce isolanti:

- trasformatori di separazione con schermo metallico tra gli avvolgimenti, collegato a terra;

- accoppiatori optoelettronici;

- cavi in fibra ottica senza elementi metallici.

Generalità

Una struttura può essere considerata una zona unica o suddivisa in più zone.

A meno che il pericolo di tensioni di contatto e di passo all’esterno della struttura per fulminazione diretta della struttura (componente A) sia trascurabile, occorre valutare almeno
due zone: una esterna e una interna.

Si ricorda che la suddivisione della struttura in più zone consente di calcolare il rischio complessivo in modo più preciso e di adottare le misure di protezione solo dove
effettivamente necessarie.

L’edificio può essere ripartito in zone omogenee in cui i parametri necessari per il calcolo di una determinata componente di rischio hanno un valore costante. In tal caso, il rischio
complessivo della struttura è la somma dei rischi di zona.

Il calcolo delle componenti di rischio attraverso la definizione delle zone consente di ottimizzare la protezione e limitare i costi in quanto le misure di protezione sono solo quelle
necessarie per ogni zona. Per contro il metodo è oneroso nei calcoli. In alternativa, a favore della sicurezza, è possibile considerare la struttura come un’unica zona, assegnando ad
ogni parametro il valore più cautelativo. In tal caso l’analisi del rischio è semplificata, ma il rischio complessivo è sovrastimato con la concreta possibilità di dover adottare misure
di protezione in realtà non necessarie.

Per suddividere in zone un edifico occorre tenere conto che i parametri per il calcolo delle componenti di rischio sono diversi da componente a componente e i loro valori cambiano,
per ogni componente, con il tipo di rischio considerato. Per limitare il numero di zone da considerare, qualora un parametro per il calcolo di una componente abbia valori diversi, a
favore della sicurezza, si può assumere quello che conduce al valore più elevato della componente stessa.

In un edificio, pertanto, le zone possono essere definite per ogni tipo di rischio e per ogni componente di rischio; inoltre esse possono essere diverse da rischio a rischio e da
componente a componente.

Un efficace criterio per la suddivisione di un edificio in zone tiene conto delle caratteristiche della struttura e del loro effetto sulle componenti di rischio; ad esempio influiscono:

n i compartimenti antincendio (REI >= 120) esistenti o che si intendono realizzare per confinare locali ad alto rischio di incendio o con elevato valore delle perdite (effetto
sulle componenti R ed R );
B V

n le eventuali schermature elettromagnetiche esistenti o che si possono prevedere, ad esempio la schermatura di circuiti elettrici ed elettronici (effetto sulle componenti R ,
C
R , R ed R );
M W Z

n la tensione di tenuta ad impulso delle apparecchiature o la disposizione del cablaggio all’interno dei locali (effetto sulle componenti R , R , R ed R );
C M W Z

n i tipi di suolo (all’esterno della struttura) o di pavimento (all’interno della struttura) e l’eventuale presenza di persone ovvero di animali negli edifici agricoli (effetto sulle
componenti R ed R ). L’esterno e l’interno di una struttura costituiscono in genere due zone distinte, perché la zona esterna è interessata dalla sola componente R .
A U A

Altri criteri possono essere di guida per identificare le zone, ad esempio il valore economico delle apparecchiature installate, la loro particolare sensibilità o funzione svolta. Al
limite si potrebbe definire le zone anche a seconda del valore medio delle perdite conseguenti alla fulminazione della struttura.
La sezione “Zone” consente l’immissione dei dati relativi alle singole zone. I dati richiesti sono:

l le caratteristiche proprie della zona;

l gli impianti interni presenti;

l le componenti di rischio da valutare;

l i valori di danno.

Caratteristiche di zona

Rischio d’incendio

Una delle principali cause di danno da fulmine è l’incendio della struttura, in genere innescato da una scarica pericolosa.

La probabilità che una scarica pericolosa inneschi un incendio dipende dalle caratteristiche dei materiali impiegati per la costruzione della struttura e dalle quantità e tipo dei
materiali contenuti.

La pericolosità di una struttura dal punto di vista dell’incendio è definita dal parametro "carico specifico d’incendio" (MJ/m2).

Se la struttura è suddivisa in zone, il carico specifico d’incendio (e dunque il rischio di incendio) può essere valutato zona per zona solo se ciascuna di esse costituisce un
compartimento antincendio REI 120.

Sono classificate con rischio d’incendio:

Nullo

l le strutture (o le zone) in cui non esistono materiali combustibili.

Ridotto

l le strutture (o le zone) in cui sono presenti materiali combustibili solo occasionalmente;

l le strutture (o le zone) con carico specifico d’incendio maggiore di zero, ma minore di 400 MJ/m2 .

Ordinario

l le strutture (o le zone) con carico specifico d’incendio compreso tra 400 MJ/m2 e 800 MJ/m2.

Elevato

l le strutture (o le zone) con carico specifico d’incendio maggiore di 800 MJ/m2 ;

l le strutture di legno o con elementi portanti combustibili.

NOTA - Solai di legno o tetto combustibile non sono sufficienti a far rientrare la struttura fra quelle con rischio d’incendio elevato. Il materiale che li costituisce concorre
però a determinare il valore del carico specifico d’incendio.

Ove il carico specifico d’incendio non sia noto, ZEUS consente di effettuarne la valutazione tramite il pulsante “Valuta rischio d’incendio”, in conformità ai decreti di prevenzione
incendi (DM 9/3/07 e DM 3/8/15 s.m.i.).

La superficie lorda in pianta di un compartimento è l’area definita dal perimetro interno delle pareti che delimitano il compartimento stesso.

La valutazione del carico specifico d’incendio può essere fatta a partire dai seguenti dati:

l destinazione dei locali della struttura (o zona);

l volume dei materiali presenti nella struttura (o zona);

l peso dei materiali presenti nella struttura (o zona);

l numero dei componenti (pezzi) presenti nella struttura (o zona).

È possibile calcolare il carico di incendio combinando tra loro più dati (ad es. volume o peso dei materiali).

E’ possibile, inoltre, applicare i fattori di partecipazione (m) e di limitazione alla partecipazione (Y) della combustione di un materiale combustibile.
Inseriti i dati richiesti, ZEUS calcola automaticamente il carico specifico d’incendio ed indica la relativa classificazione della struttura (o zona) in relazione al rischio d’incendio.

Pericolo di esplosione

Le perdite, non solo di vite umane, possono essere elevate anche in strutture con pericolo di esplosione (luoghi di classe 0 oppure contenenti zone 0, 20,1, 21, 2, 22).

Ai fini della valutazione del rischio, secondo la norma CEI EN 62305-2, la presenza di zone con pericolo di esplosione può essere trascurata se è soddisfatta almeno una delle
seguenti condizioni:

a) il tempo di presenza della sostanza esplosiva è inferiore a 0,1 ore/anno;

b) il volume dell’atmosfera esplosiva è trascurabile secondo la norma CEI EN 60079-10-1 e/o la norma CEI EN 60079-10-2;

c) la zona non può essere colpita direttamente dal fulmine e sono impedite scariche pericolose nella zona stessa (vedasi in proposito la Nota 1 seguente).

Per le zone pericolose protette da contenitori metallici, la condizione c) è soddisfatta se il contenitore, considerato quale organo di captazione naturale, impedisce perforazioni o
problemi di punto caldo e gli impianti interni al contenitore, se presenti, sono protetti contro le sovratensioni al fine di evitare scariche pericolose.

NOTA 1

Il CT 81 del CEI ha fornito il seguente chiarimento (luglio 2013, successivamente ripreso dalla guida CEI 81-29).
“La condizione c) si ritiene comunque soddisfatta se la zona pericolosa si trova all’interno di strutture:
• protette con LPS;
• con struttura portante metallica;
• in c.a. con ferri d’armatura continui;
• in c.a. gettato in opera;
purché gli organi di captazione naturale, impediscano perforazioni o problemi di punto caldo nella zona e gli impianti interni alla zona, se presenti, siano protetti contro le
sovratensioni al fine di evitare scariche pericolose”.

In fase di analisi del rischio di una struttura, dunque, è possibile trascurare il pericolo di esplosione in numerosi casi. Infatti, per evitare che il fulmine possa colpire direttamente la
zona pericolosa, non è richiesto un LPS naturale conforme alla norma CEI EN 62305-3, ma è sufficiente che la struttura abbia uno “scheletro” metallico. Lo “scheletro” metallico
può avere forma qualsiasi ed essere anche ricoperto di materiale isolante. Inoltre, non è richiesto un numero minimo di elementi verticali che svolgano la funzione di calata o
prescritte eventuali interdistanze minime tra gli elementi stessi.

NOTA 2

Per luoghi con pericolo di esplosione con zone 0, 20 oppure 1,21, non occorre selezionare il rischio di incendio della struttura e il relativo campo è disabilitato.

Per luoghi con pericolo di esplosione con zone 2, 22 occorre selezionare il rischio di incendio della struttura. Se il rischio di incendio è nullo o ridotto il coefficiente rf è comunque
assunto pari a 0,001.

Pericoli particolari

Particolari condizioni esistenti in una struttura (o zona) possono contribuire ad aumentare la perdita di vite umane conseguente ad un incendio innescato da una scarica pericolosa
dovuta al fulmine. In particolare tale perdita può essere accresciuta da:

l panico di livello ridotto, come si può verificare anche in strutture non molto alte (ad esempio due piani) e con numero di persone non superiore a 100;

l panico di livello medio, come si può verificare in strutture destinate ad eventi culturali o sportivi con numero di persone compreso fra 100 e 1000;

l panico di livello alto, come si può verificare in strutture destinate ad eventi culturali o sportivi con numero di persone superiore a 1000;

l difficoltà di evacuazione delle persone, come si può verificare, ad esempio in una prigione o in un ospedale.

Quando il danno alla struttura si può estendere anche alle strutture circostanti (ad es. a causa di esplosioni) o all’ambiente (ad es. a causa di esplosioni o emissioni pericolose
chimiche o radioattive), il danno medio arrecato all’esterno della struttura deve essere aggiunto a quello proprio della struttura.

A tal fine, ZEUS, consente di modificare i valori di danno, in accordo con la norma CEI EN 62305-2, tramite un’opzione ad hoc (procedura guidata).

Camera operatoria
L’opzione ”Camera operatoria” può essere selezionata solo se è stata scelta per la struttura la destinazione d’uso “Ospedale”.

A favore della sicurezza, ZEUS, se è stata selezionata la destinazione d’uso “Ospedale”, per il rischio 1, presenta attive di default, le componenti di rischio C, M, W, Z.

Qualora nella zona dell’ospedale considerata, nelle normali condizioni di operatività, non sia previsto l’uso di apparecchiature il cui guasto provochi immediato pericolo per la vita
umana, tali componenti di rischio possono essere deselezionate.

Misure antincendio

L’esistenza di compartimenti antincendio o di vie di fuga all’interno della struttura (o zona) considerata, così come la presenza di estintori, idranti, impianti di segnalazione o di
estinzione incendio, contribuisce a ridurre il danno da incendio. L’efficacia degli impianti antincendio è ovviamente maggiore se il loro intervento è automatico.

Se le misure di protezione non sono state correttamente scelte ed installate, la protezione non è idonea né efficace: esse pertanto non possono essere tenute in conto.

Considerare l’opzione “manuali” se è presente almeno una delle seguenti misure di protezione:

l estintori,

l impianto fisso di estinzione operato manualmente,

l impianto di allarme manuale,

l idranti,

l compartimentazione antincendio,

l vie di fuga protette.

Considerare l’opzione “automatiche” se è presente almeno una delle seguenti misure di protezione:

l impianto fisso di estinzione operato automaticamente,

(1)
l impianto di allarme automatico

(1) L ‘impianto di rilevazione incendi è efficace solo se protetto contro le sovratensioni e i VV.F. o la squadra interna antincendio
possono intervenire entro 10 minuti dalla segnalazione.

Schermatura della zona

Schermi metallici a maglia o continui installati sulle superfici della zona hanno l’effetto di schermare, all’interno della zona, il campo magnetico e di ridurre di conseguenza la
tensione indotta sugli impianti interni e quindi il rischio connesso alle sovratensioni sugli impianti.

La riduzione del campo magnetico è tanto maggiore quanto più piccolo è il lato di maglia (w) dello schermo. L’effetto dello schermo è significativo, tuttavia, solo ad una distanza da
esso almeno pari al lato di maglia . Se gli impianti interni sono ubicati, ad esempio, vicino allo schermo ad una distanza da esso compresa tra 0,1 w e 0,2 w, la norma CEI EN 62305-
2 assume che il valore del coefficiente di attenuazione KS2 sia doppio. ZEUS, a favore della sicurezza, consiglia di raddoppiare il coefficiente di attenuazione se gli impianti sono
presenti ad una distanza inferiore al lato di maglia.

L’effetto di uno schermo continuo è tanto più significativo quanto maggiore è il suo spessore.

Il valore di KS2, nel caso in cui la zona considerata sia schermata e risulti contenuta all’interno di un’altra zona a sua volta schermata (esclusa la schermatura di struttura), è il
prodotto dei singoli KS2 di zona.

ZEUS non prevede una gerarchia per le zone e in questo caso occorre inserire il valore di KS2 in modo manuale.

Tipo di pavimentazione

La probabilità che un fulmine provochi tensioni di contatto e di passo pericolose per le persone, diminuisce all’aumentare della resistività superficiale del pavimento (o del suolo, se
la zona è esterna alla struttura) su cui insiste la persona.

Nelle zone esterne il suolo (o il suo rivestimento superficiale) da considerare è quello circostante la struttura fino ad una distanza di 3 m da essa.

Se il pavimento ha una resistività superficiale di almeno 5 kWm tale rischio non è significativo.

Il rischio relativo alle tensioni di contatto e di passo può essere trascurato anche quando la presenza di persone, o la durata della loro presenza all’esterno entro 3 m dalla struttura è
molto bassa.

Valori indicativi della resistività superficiale di alcuni tipi di suolo sono riportati nella seguente tabella:

Tipo di pavimento Resistività superficiale (kWm)


Asfalto (*) 60
Brecciolino (**) 25
Cemento 0,25
Ceramica 1
Ghiaia (**) 6
Graniglia (**) 0,25
Gres rosso 0,5
Gres ceramica 2
Marmo 0,5
Pietra (**) 6
Pietrisco (**) 10
Vegetale 0,1

(*) Spessore > 0,05 m

(**) Spessore > 0,15 m

NOTA

2
La norma CEI EN 62305-2 fa riferimento alla misura della resistenza di terra di un elettrodo di 400 cm premuto al suolo con una forza di 500 N, direttamente correlata con la
resistività superficiale.

I tipi di suolo elencati nel programma sono in ordine alfabetico.

Ove la natura del suolo o del pavimento non consentano una scelta univoca è opportuno indicare quello con resistività superficiale più bassa.

Misure di protezione contro le tensioni di contatto e di passo

Le tensioni di contatto si verificano verso parti metalliche, facenti parte della struttura, che possono entrare a far parte del percorso della corrente di fulmine. In assenza di tali parti
metalliche le tensioni di contatto possono essere trascurate.

Il pericolo derivante dalle tensioni di contatto e di passo per le persone può essere ridotto con l’ausilio di appropriate misure di protezione quali:

l cartelli monitori,

l equipotenzializzazione del suolo con una fitta rete metallica;

l isolamento elettrico delle parti pericolose accessibili (ad esempio le calate) con un rivestimento di PVC spesso almeno 3 mm;

l recinzioni e barriere di protezione.

Le misure di protezioni sono efficaci solo se l’edificio è dotato di LPS, intenzionale o naturale, conforme alla norma CEI EN 62305-3.

Le tensioni di contatto e di passo non sono considerate pericolose (e quindi è possibile deselezionare la componente A nella linguetta “Componenti di rischio”) se è soddisfatta una
delle seguenti condizioni:

l i ferri d’armatura del cemento armato o le parti metalliche della struttura sono usati come calate naturali e il loro numero non è inferiore a 10;

l la struttura è dotata di un LPS con almeno 10 calate;

l in condizioni di normale funzionamento non vi è presenza di persone, entro 3 m dalle calate dell’LPS;

l la resistenza di terra di un elettrodo di 400 cm2 premuto al suolo con una forza di 500 N non è inferiore a 100 kΩ;

l il suolo è ricoperto con uno strato di 5 cm di asfalto o 15 cm di ghiaia.

Impianti interni

Per impianti interni si intendono i circuiti, le apparecchiature e gli apparecchi utilizzatori elettrici e/o di segnale presenti nella struttura (o zona).
Gli impianti interni possono essere danneggiati dalle sovratensioni trasmesse dalla linea esterna a cui i circuiti sono collegati, sia dalle sovratensioni indotte direttamente sui circuiti
da fulmini sulla struttura o da fulmini a terra in prossimità di essa.

La probabilità che un’apparecchiatura di un impianto interno ad una zona sia danneggiato da una sovratensione dipende da:

l caratteristiche della linea esterna a cui l’impianto è collegato;

l caratteristiche schermanti della struttura;

l caratteristiche schermanti proprie della zona;

l tipologia del cablaggio (ampiezza delle spire fra conduttori, posa in canali o tubazioni metallici continui, uso di cavi schermati);

l tensione di tenuta delle apparecchiature del circuito;

l misure di protezione adottate.

Tipologia del cablaggio

La sovratensione che si induce tra un conduttore attivo e il conduttore di protezione (PE) in un circuito non schermato (energia/segnale) è tanto più grande quanto maggiore è
l’ampiezza della spira formata fra i conduttori stessi.

L’ampiezza delle spire fra i conduttori suddetti viene convenzionalmente assunta pari a:

l 50 m2 per conduttori su percorsi diversi in strutture (o zone) molto ampie. Configurazione tipica assunta è quella di un circuito con conduttori attivi e PE distanti 0,5 m;

l 10 m2 per conduttori nella stessa conduttura o su percorsi diversi in strutture (o zone) piccole Configurazione tipica assunta è quella di un circuito con conduttori attivi e PE
nella stessa canalizzazione, distanti 0,1 m;

l 0,5 m2 per conduttori nello stesso cavo. Configurazione tipica assunta è quella di un circuito con conduttori attivi e PE nello stesso cavo, distanti 0,005 m.

La sovratensione che si induce in un circuito schermato è tanto maggiore quanto minore è lo spessore dello schermo dei cavi. Affinché sia efficace, lo schermo deve essere collegato
a terra ad entrambe le estremità, e l’apparecchiatura servita dal cavo deve essere connessa al medesimo impianto di terra: se queste connessioni non esistono, il cavo va considerato
non schermato.

Cavi non schermati posati in canali o tubazioni metallici continui, collegati a terra ad entrambe le estremità con l’apparecchiatura servita dal cavo connessa al medesimo impianto di
terra, possono essere considerati alla stregua di cavi schermati.

Tensione di tenuta ad impulso Uw

La probabilità che un’apparecchiatura di un impianto interno ad una zona sia danneggiata da una sovratensione è tanto più piccola quanto maggiore è la sua tensione di tenuta ad
impulso.

La tensione di tenuta di una apparecchiatura è stabilita dalle relative norme di prodotto; perciò la sua tensione di tenuta nominale è assicurata solo se l’apparecchiatura è conforme
alle relative norme di prodotto.

Se le apparecchiature dell’impianto interno considerato hanno tensioni di tenuta diverse, deve essere considerata la tensione di tenuta minore.

Sistema di SPD

L’esistenza di idonee misure di protezione negli impianti interni può ridurre a livelli non significativi la probabilità che le apparecchiature dell’impianto siano danneggiate da
sovratensioni. In genere, il mezzo di protezione consiste in un sistema di limitatori di sovratensione, installati tra conduttori attivi del circuito e terra, opportunamente scelti, installati
e coordinati fra loro e con gli SPD all’arrivo linea (sistema di SPD). In particolare, per un sistema di SPD, è da tenere in conto:

l la classe di prova;

l la capacità di scarica;

l il livello di protezione effettivo;

l la distanza di protezione;

l il coordinamento fra gli SPD in cascata.

La norma CEI EN 62305-2 fissa per gli SPD, in funzione della corrente di fulmine di riferimento (I), quattro livelli di protezione LPL standard (IV, III, II e I) e relative probabilità
PSPD che l’SPD fallisca la sua missione protettiva, e dà la possibilità di avere ulteriori livelli di protezione (ad esempio 1,5x, 2x e 3x) come da tabella sotto indicata.
LPL PSPD I (kA)

IV e III 0,05 100


II 0,02 150
I 0,01 200
Altro (1,5x) 0,005 300
Altro (2x) 0,002 400
Altro (3x) 0,001 600

Se il sistema di SPD non è stato correttamente scelto ed installato, la sua protezione non è efficace: esso pertanto non va considerato.

Il programma, pertanto, non tiene conto del sistema SPD per un impianto interno qualora non siano presenti SPD ad arrivo linea. Qualora gli SPD ad arrivo linea siano presenti e
abbiano un livello di protezione inferiore al sistema di SPD previsto per l’impianto interno, il programma assume nei calcoli il valore di PSPD più elevato.

Interfaccia isolante

Sono considerate interfacce isolanti:

- trasformatori di separazione con schermo metallico tra gli avvolgimenti, collegato a terra;

- accoppiatori optoelettronici;

- cavi in fibra ottica senza elementi metallici.

Frequenza di danno tollerabile

La guida CEI 81-29 ritiene che nella maggioranza dei casi i danni dovuti al fulmine riguardano le apparecchiature a causa delle sovratensioni e quindi calcola la frequenza di danno
soltanto con riferimento alle sovratensioni che possono interessare gli impianti interni a seguito di fulminazione della struttura e delle linee connesse.

Il valore della frequenza di danno tollerabile (FT) suggerito dalla guida CEI 81-29 è FT = 0,1 (un danno ogni dieci anni). Secondo la stessa guida, però, il gestore della struttura, in
relazione alle proprie necessità (ad es. al grado di affidabilità richiesto per gli impianti), può stabilire un valore di frequenza di danno tollerabile superiore, ma in ogni caso, tale
valore non deve essere superiore a 1 (un danno all’anno).

Se le apparecchiature dell’impianto interno considerato hanno frequenze di danno tollerabili differenti, deve essere considerata la frequenza di danno tollerabile minore.

Componenti di rischio

I tipi di rischio che il fulmine può provocare dipendono in linea generale dal tipo di struttura interessata.

Ad ogni tipo di struttura è possibile attribuire determinati tipi di rischio ed individuare le relative componenti. Una volta nota la destinazione d’uso prevalente della struttura, ZEUS
determina i tipi di rischio presenti e individua automaticamente le relative componenti.

L’utente può in ogni caso modificare le scelte proposte da ZEUS.

Se la struttura è suddivisa in zone interne, ZEUS assegna a tutte le zone interne gli stessi rischi e le stesse componenti di rischio; ove si desideri differenziare, per le peculiari
specificità delle varie zone, è necessario individuare i tipi di rischio e le relative componenti zona per zona ed immettere i dati manualmente.

In genere:

l il rischio R1 (perdite di vite umane) è presente in tutte le strutture in cui sia prevista presenza di persone all’interno o all’esterno della struttura;

l il rischio R2 (perdita di servizio pubblico essenziale) è presente solo nelle strutture adibite a servizi di distribuzione di acqua, gas, energia elettrica, radiotelevisione,
telecomunicazioni, ecc;

l il rischio R3 (perdita di patrimonio culturale insostituibile) è presente solo per musei o strutture simili;

l il rischio R4 (perdite economiche) può essere sempre considerato, perché il fulmine produce comunque un danno economico.

I primi tre tipi di rischio coinvolgono valori sociali: considerarli, ove presenti, è pertanto un obbligo imposto dalla norma. Trascurare un rischio R1, R2 o R3 è una deviazione
dall’obbligo normativo, che deve pertanto essere accuratamente motivata dal progettista.

Il rischio R4 è relativo invece a perdite di natura puramente economica che ricadono solo sul soggetto (proprietario della struttura/attività) che sarebbe chiamato a sostenere il costo
dell’eventuale protezione: tener conto o no di questo tipo di rischio è pertanto una libera scelta del progettista, con il consenso del proprietario della struttura/attività, e non rientra fra
gli obblighi previsti dalla norma.
La valutazione del rischio R4 è peraltro propedeutica alla ottimizzazione tecnico-economica delle misure di protezione necessarie per ridurre i rischi R1, R2 e R3.

Nel seguito è riassunto il significato delle componenti di rischio.

Componente A

La componente di rischio A è relativa ai danni ad esseri viventi per tensioni di contatto e di passo, dovute ad un fulmine diretto sull’edificio, all’interno della struttura e in una fascia
di 3 m all’esterno della struttura.

Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane) ed L4 (perdita di animali) se l’edificio è adibito ad uso agricolo.

Componente B

La componente di rischio B riguarda i danni fisici causati da incendi e/o esplosioni innescati dalle scariche pericolose che hanno luogo in seguito alla fulminazione diretta della
struttura.

Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane), L2 (perdita di servizio pubblico) se l’edificio fa parte delle infrastrutture di reti adibite a tale servizio, L3 (perdita di
patrimonio culturale) se l’edificio è adibito a museo o attività simili, L4 (perdita economica).

Componente C

La componente di rischio C si riferisce ai danni agli impianti interni della struttura, ossia l’avaria di apparecchiature elettriche ed elettroniche, causati dal LEMP (lightning
electromagnetic pulse) originato dalla variazione repentina del campo elettromagnetico associato all’impulso della corrente di fulmine che colpisce l’edificio.

Tale fenomeno è particolarmente insidioso in quanto determina elevate tensioni indotte di tipo impulsivo all’interno di tutte le spire presenti all’interno della struttura. I danni sugli
impianti si hanno qualora le tensioni indotte superino la tensione di tenuta ad impulso dei componenti elettrici.

Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane), se l’edificio è a rischio di esplosione, o se è un ospedale o è comunque adibito ad attività in cui l’avaria di
apparecchiature elettriche o elettroniche può avere come diretta conseguenza la morte di persone, L2 (perdita di servizio pubblico) se l’edificio fa parte delle infrastrutture di reti
adibite a tale servizio, L4 (perdita economica).

Componente M

La componente di rischio M considera i danni agli impianti interni della struttura, ossia l’avaria di apparecchiature elettriche ed elettroniche, causati dal LEMP originato dal fulmine
a terra in prossimità della struttura. Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane), se l’edificio è a rischio di esplosione, o se è un ospedale o è comunque adibito
ad attività in cui l’avaria di apparecchiature elettriche o elettroniche può avere come diretta conseguenza la morte di persone, L2 (perdita di servizio pubblico) se l’edificio fa parte
delle infrastrutture di reti adibite a tale servizio, L4 (perdita economica).

Nel caso molto particolare in cui AD > AM deselezionare l'eventuale componente di rischio M.

Componente U

La componente di rischio U concerne i danni ad esseri viventi per tensioni di contatto all’interno della struttura, dovute ad un fulmine diretto sulla linea entrante. La norma non
ritiene trascurabile la probabilità che a causa di una fulminazione diretta della linea si determini un difetto di isolamento all’interno della struttura con conseguente pericolo per
tensioni di contatto.

Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane) ed L4 (perdita di animali) negli edifici adibiti ad uso agricolo.

Componente V

La componente di rischio V attiene i danni fisici causati da incendi e/o esplosioni innescati dalle scariche pericolose che hanno luogo in seguito alla fulminazione diretta della linea.

Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane), L2 (perdita di servizio pubblico) se l’edificio fa parte delle infrastrutture di reti adibite a tale servizio, L3 (perdita di
patrimonio culturale) se l’edificio è adibito a museo o attività simili, L4 (perdita economica).

Componente W

La componente di rischio W contempla i danni agli impianti interni della struttura, ossia l’avaria di apparecchiature elettriche ed elettroniche, causati dalle sovratensioni indotte sulla
linea entrante nella struttura da un fulmine che colpisce direttamente la linea.
Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane), se l’edificio è a rischio di esplosione, o se è un ospedale o è comunque adibito ad attività in cui l’avaria di
apparecchiature elettriche o elettroniche può avere come diretta conseguenza la morte di persone, L2 (perdita di servizio pubblico) se l’edificio fa parte delle infrastrutture di reti
adibite a tale servizio, L4 (perdita economica).

Componente Z

La componente di rischio Z interessa i danni agli impianti interni della struttura, ossia l’avaria di apparecchiature elettriche ed elettroniche, causati dalle sovratensioni indotte sulla
linea entrante nella struttura da un fulmine che colpisce in prossimità della linea.

Le perdite che si possono avere sono L1 (perdita di vite umane), se l’edificio è a rischio di esplosione, o se è un ospedale o è comunque adibito ad attività in cui l’avaria di
apparecchiature elettriche o elettroniche può avere come diretta conseguenza la morte di persone, L2 (perdita di servizio pubblico) se l’edificio fa parte delle infrastrutture di reti
adibite a tale servizio, L4 (perdita economica).

Valori di danno

I valori di danno possono essere inseriti con la procedura guidata (raccomandata) o manuale.

La procedura guidata applica le formule di calcolo previste dalla norma CEI EN 62305-2, Appendice C (l’opzione “Il danno si estende alle strutture circostanti o all’ambiente”,
disponibile per i rischi R1 e R4, in genere, va presa in considerazione solo in presenza di emissioni chimiche o radioattive).

Qualora non si intenda effettuare l’analisi economica (e quindi inserire i relativi valori di danno) è sufficiente deselezionare i flag relativi al rischio R4 nella linguetta “Zone –
Componenti di rischio”.

Il software, per effettuare il calcolo, utilizza per i vari tipi di rischio, i valori medi tipici previsti dalla norma (Lo, Lt, Lf) a seconda della destinazione d’uso della struttura. Se
l’utente calcola componenti di rischio diverse da quelle considerate dalla norma in relazione alla destinazione d’uso, ad es. considera il rischio 2 per una struttura con destinazione
d’uso civile abitazione, deve definire i valori medi di danno che la norma non fornisce. A tal fine deve utilizzare la modalità di inserimento manuale.

Nel definire i valori di danno in modalità manuale, l’impiantista (in accordo con il committente) tiene conto delle caratteristiche della struttura le quali possono aumentare o ridurre
il rischio considerato, ad esempio delle misure di protezione antincendio, del rischio di incendio, delle misure di protezione contro le tensioni di contatto e di passo nonché della
presenza di eventuali pericoli particolari (ad es. panico, difficoltà di sfollamento, ecc.). Per questo motivo, se il valore delle perdite viene definito in modalità manuale, ZEUS, non
tiene conto dei coefficienti di incremento/riduzione del rischio (sono posti a 1 indipendentemente dalla scelta fatta).

I coefficienti di incremento/riduzione del rischio non sono considerati anche nel caso in cui vengano modificati nella sezione “Scelta misure di protezione”. Per tenere conto di un
eventuale modifica del coefficiente considerato, in tal caso, occorre ridefinire il valore di danno all’interno della sezione “Zone”.

Calcolo dei valori di danno economici

Il valore totale della struttura (Ct) e la sua suddivisione in relazione al valore degli animali (Ca), al valore dell'edificio (Cb), al valore del contenuto (Cc) ed al valore degli impianti
interni comprese le loro attività (Cs), dovrebbero essere forniti al progettista dal proprietario della struttura.
In assenza di informazioni è possibile fare riferimento ai valori proposti dalla norma CEI EN 62305-2 nelle tabelle A e B seguenti.

Tabella A - Valore totale della struttura (Ct)

Tabella B- Frazioni per la determinazione dei valori totali Ca, Cb, Cc, Cs
Nel caso in cui i valori totali Ca, Cb, Cc e Cs siano suddivisi in più zone, i valori applicabili in ciascuna zona possono essere definiti con i seguenti rapporti:
- (volume della zona / volume totale) per strutture non industriali,
- (impiegati nella zona / numero totale di impiegati) per strutture industriali.

Per maggiori informazioni estratte da banche dati disponibili sul mercato italiano vedasi:

Valori medi tipici di strutture industriali

Valori medi tipici di strutture non industriali

Avvertenze

Nella scelta degli SPD ad arrivo linea o di un sistema di SPD come misura di protezione occorre tenere presente quanto segue.

SPD ad arrivo linea

L’installazione di un LPS comporta l’installazione di SPD ad arrivo linea di pari livello per tutte le linee, qualora non siano già presenti o abbiano un livello inferiore.

Nel caso di una linea che alimenta più impianti interni protetti da sistemi di SPD (previsti come misura di protezione) aventi differenti livelli di protezione, il programma controlla
che gli SPD ad arrivo linea abbiano un livello di protezione almeno uguale al massimo livello previsto per i sistemi di SPD.

Nel caso in cui il livello degli SPD ad arrivo linea sia superiore al massimo livello previsto per i sistemi di SPD installati sugli impiati interni alimentati dalla linea, il programma
avvisa l’utente che gli SPD ad arrivo linea sono sovradimensionati come livello di protezione.

Sistema di SPD

La componente RC viene ridotta dall’installazione di un sistema di SPD su tutti gli impianti interni di zona, a condizione che sia presente un LPS (norma CEI EN 62305-2, art B.3);
in proposito vedere la Nota seguente.

L’installazione di un sistema di SPD comporta l’installazione automatica di SPD ad arrivo linea di pari livello di protezione, qualora non siano già presenti o abbiano un livello di
protezione inferiore.

ZEUS assume che il sistema di SPD riduca tutte le componenti di rischio e della frequenza di danno sulle quali la protezione può avere effetto tramite lo stesso valore di PSPD.
Questo significa che il sistema di SPD viene dimensionato (nella sezione “Dimensionamento SPD”) con riferimento alla condizione più critica.

Nel caso in cui sia necessario adottare sistemi di SPD soltanto per ridurre la frequenza di danno è possibile evitare il suddetto sovradimensionamento scegliendo le protezioni
direttamente nella sezione “Dimensionamento SPD”.

NOTA

La principale misura di protezione per ridurre la componente di rischio RC è costituita da sistemi di SPD.

Secondo la norma CEI EN 62305-2, tabella B.3, nota 1, tale misura di protezione ha effetto solo in “strutture protette con LPS o in strutture con schermo metallico continuo o con i
ferri d’armatura del calcestruzzo funzionanti come un LPS naturale in cui siano rispettati i requisiti della norma CEI EN 62305-3 relativi all’equipotenzializzazione ed alla messa a
terra”.

In proposito il CT 81 del CEI ha fornito il seguente chiarimento (luglio 2013, successivamente ripreso anche dalla guida CEI 81-29):

“Le condizioni poste dalla nota 1 si ritengono soddisfatte anche negli edifici in cemento armato gettato in opera purché siano rispettati i requisiti della EN 62305-3 relativi
all’equipotenzializzazione al livello del suolo”.

In pratica, viene riconosciuto che i sistemi di SPD riducono la componente di rischio RC in un numero di casi molto superiore rispetto a quanto considerato prima del chiarimento in
questione. Infatti, è sufficiente la presenza di uno “scheletro” metallico privo di caratteristiche particolari per sfruttare la protezione offerta dai sistemi di SPD.

Il software ZEUS, dunque, a partire dai progetti realizzati con la ver. 2.2, in presenza di un sistema di SPD, riduce la componente di rischio RC se è soddisfatta almeno una delle
seguenti condizioni:

a) è presente un LPS (come dato di ingresso o misura di protezione);

b) è stata selezionata una delle seguenti “Condizioni particolari” della struttura (sezione “Struttura e area di raccolta”):

- edificio con struttura metallica o in cemento armato con ferri di armatura elettricamente continui o gettati in opera;

- edificio con tetto e struttura metallica o in cemento armato con ferri di armatura elettricamente continui o gettati in opera.

Generalità

Per la protezione di una struttura contro i fulmini può essere utilizzato un LPS oppure altre misure di protezione. A seconda dei casi può essere conveniente:

l adottare un LPS che da solo riduca tutti i tipi di rischio presenti al di sotto dei rispettivi limiti tollerabili R ;
T

l adottare un LPS di livello di protezione ridotto ed integrarlo con altre misure di protezione, finchè non sia R <= R per tutti i tipi di rischio considerati;
T

l non adottare alcun LPS, ma ricorrere esclusivamente a misure di protezione che riducano selettivamente le componenti di rischio più significative, finchè non sia R <= R
T
per tutti i tipi di rischio considerati.

Le altre misure di protezione consistono essenzialmente in:

- misure per gli impianti interni;

- misure per gli impianti esterni;

- misure contro l’incendio;

- misure contro le tensioni di contatto e di passo.

Misure per impianti interni

La misura di protezione per gli impianti interni consiste nell’installazione di SPD sui quadri secondari e/o all’ingresso delle apparecchiature. In alternativa è possibile utilizzare
interfacce isolanti (trasformatori di isolamento con schermo a terra tra gli avvolgimenti, accoppiatori optoelettronici).

I circuiti in fibra ottica senza conduttori metallici non sono soggetti a sovratensione. Per essi pertanto non occorre prevedere misure di protezione.

Misure per impianti esterni

La misura di protezione per gli impianti esterni consiste nell’installazione di SPD nel punto di ingresso della linea nella struttura. In alternativa è possibile utilizzare interfacce
isolanti (trasformatori di isolamento con schermo a terra tra gli avvolgimenti, accoppiatori optoelettronici).

Le linee in fibra ottica senza conduttori metallici non sono soggetti a sovratensione. Essi non vanno considerati nella valutazione del rischio e pertanto non
occorre prevedere per essi misure di protezione.

Misure contro l’incendio

Le misure di protezione contro l’incendio sono relativamente costose; hanno il vantaggio di limitare il danno anche da incendi non causati dal fulmine.

Misure contro le tensioni di contatto e di passo

Le misure di protezione contro le tensioni di contatto e di passo riguardano la superficie del suolo all’esterno della struttura e la pavimentazione all’interno della struttura,
l’solamento o l’inaccessibilità delle parti in tensione.

Con riferimento al tipo di suolo, il rivestimento in asfalto, ove non lo impediscano ragioni tecniche o estetiche, in genere, rappresenta la misura più efficace ed economica.

Come adottare misure di protezione

ZEUS presenta in una tabella il rischio calcolato per la struttura suddiviso per componenti e zone.

I valori indicati sono di colore rosso se superiori al valore limite ammesso dalla norma, sono di colore verde se inferiori al limite normativo. Per il rischio R4 (perdite economiche)
i valori sono di colore nero perché non esiste un limite stabilito dalla norma. Circa il pulsante "Frequenza di danno" vedere l'apposita sezione.

Ogni volta che si entra nella sezione “Scelta delle misure di protezione” la tabella presenta il rischio R1. Per visualizzare gli altri
rischi (R2, R3, R4) fare click sul rischio richiesto.

La tabella sottostante i rischi di zona mostra i rischi relativi agli impianti interni presenti nella struttura o nella singola zona.

I grafici rappresentano il rischio di struttura e quelli di zona.

Per adottare misure di protezione fare doppio click sulla componente di rischio che si vuole ridurre.

Le misure di protezione che ZEUS permette di adottare sono solo quelle che riducono la componente considerata.

Una volta adottata la misura di protezione, il programma ricalcola il rischio e adegua, in tempo reale, i valori indicati nelle tabelle e
nei grafici in modo da valutare subito l’effetto della misura di protezione prevista.

Per proteggere la struttura occorre adottare misure di protezione fintanto che la tabella non è tutta di colore verde.

Nel caso in cui il rischio complessivo superi quello ammesso dalla norma è possibile prevedere più combinazioni di misure di protezione per proteggere la struttura. Per tale
motivo ZEUS consente di simulare fino a cinque soluzioni differenti.

Per simulare una nuova soluzione è sufficiente fare click sulla linguetta corrispondente e procedere ad adottare una nuova combinazione di misure di protezione.

Una volta scelte le misure di protezione è possibile valutare la convenienza economica della soluzione adotatta, oppure confrontare tra loro soluzioni differenti tramite l’apposita
sezione "Analisi economica".

In assenza dell’analisi economica, la casella “Soluzione scelta” permette di scegliere quale soluzione tecnica adottare.

Procedura automatica

ZEUS consente di scegliere le misure di protezione in modo automatico.

La procedura automatica ha effetto solo nel caso in cui la struttura non è autoprotetta, cioè se almeno una cella della tabella relativa ai rischi è di colore rosso.

Se tutte le celle della tabella relativa ai rischi sono di colore verde e:

- occorre ridurre la frequenza di danno, oppure

- si desidera simulare l’installazione di misure di protezione ai fini dell’analisi economica,

occorre installare le misure di protezione in modalità manuale; a tal fine fare doppio click sulla componente di rischio che si vuole ridurre.

Prima di attivare la procedura automatica, il programma presenta l’ordine di priorità di applicazione delle misure di protezione. È possibile modificare l’ordine di priorità proposto
con un semplice doppio click sulla voce corrispondente. È anche possibile decidere di non far applicare alcune misure di protezione deselezionando la casella “Attiva” a fianco della
misura di protezione indesiderata.

ZEUS interrompe la procedura automatica non appena riscontra che una componente di rischio è superiore al valore limite per il rischio considerato nonostante l’adozione di tutte le
misure di protezione previste.

Frequenza di danno

La frequenza di danno (F) è il prodotto tra il numero (N) di eventi pericolosi all'anno e la probabilità (P) che all'evento pericoloso segua il danno (F = NP).

In altre parole, la frequenza di danno (F) è il numero di volte in un anno che un fulmine può causare un danno. Poiché ogni danno comporta una perdita economica, la frequenza di
danno è anche la frequenza con cui si verifica una perdita economica.

La guida CEI 81-29 ritiene che nella maggioranza dei casi i danni dovuti al fulmine riguardano le apparecchiature a causa delle sovratensioni e quindi calcola la frequenza di danno
soltanto con riferimento alle sovratensioni che possono interessare gli impianti interni a seguito di fulminazione della struttura e delle linee connesse.

La frequenza di danno è calcolata come somma delle frequenze parziali dei danni relative alle varie sorgenti di danno che interessano la struttura (S1: fulmini sulla struttura, S2:
fulmini vicino alla struttura, S3: fulmini sulle linee entranti nella struttura, S4: fulmini vicino alle linee entranti nella struttura).

In particolare:

l F = FS1 + FS3 + FS4 se il circuito di alimentazione dell’apparecchiatura è collegato ad una linea non schermata esterna all’edificio;

l F = FS1 + FS2 + FS3 se il circuito di alimentazione dell’apparecchiatura è collegato ad una linea schermata esterna all’edificio (la guida CEI 81-29 non considera questo
caso perché prende in esame soltanto il caso comune di linea non schermata; ma se la linea è schermata FS4 si annulla e occorre dunque considerare FS2);

l F = FS1 + FS2 se il circuito di alimentazione dell’apparecchiatura non è connesso ad una linea esterna all’edificio oppure è collegato ad una linea esterna all’edificio ma
l’apparecchiatura è alimentata tramite un’interfaccia di separazione.

Il valore della frequenza di danno tollerabile (FT) suggerito dalla guida CEI 81-29 è FT = 0,1 (un danno ogni dieci anni). Secondo la guida stessa, però, il gestore della struttura, in
relazione alle proprie necessità (ad es. al grado di affidabilità richiesto per gli impianti), può stabilire un valore di frequenza di danno tollerabile differente, ma in ogni caso, tale
valore non deve essere superiore a 1 (un danno all’anno).

Il colore del tasto "Frequenza di danno" è:

- verde, se non occorre adottare misure di protezione (F <= FT);

- rosso, se occorre adottare misure di protezione (F > FT).

Per ridurre le frequenze di danno parziali (FS1, FS2, FS3, FS4) occorre prevedere sistemi di SPD (per ridurre la probabilità di danno) sulle seguenti componenti:

FS1: componente C

FS2: componente M

FS3: componente W

FS4: componente Z

A tal fine, fare doppio click sulla tabella relativa ai rischi in corrispondenza della componente di rischio (C, M, W, Z) su cui si intende intervenire.

La modalità automatica per l'adozione delle misure di protezione non ha effetto sulla frequenza di danno salvo il caso particolare in cui i sistemi di SPD siano necessari anche per
ridurre il rischio.

ZEUS assume che un sistema di SPD riduca tutte le componenti di rischio e le frequenze di danno parziali sulle quali la protezione può avere effetto tramite lo stesso valore di
PSPD. Questo significa che il sistema di SPD viene dimensionato (nella sezione “Dimensionamento SPD”) con riferimento alla condizione più critica.

Nel caso in cui sia necessario adottare sistemi di SPD soltanto per ridurre la frequenza di danno è possibile evitare il suddetto sovradimensionamento scegliendo le protezioni
direttamente nella sezione “Dimensionamento SPD”.

NOTA

Il tasto "Frequenza di danno" è visibile solo per i nuovi progetti creati a partire dalla versione 2.4 del software ZEUS, rilasciata a giugno 2014, in seguito alla pubblicazione della
prima edizione della guida CEI 81-29.

Per i lavori creati con una versione di ZEUS compresa tra la ver. 2.4 e la ver. 2.8, il tasto frequenza di danno era arancione e l'adozione di misure di protezione non obbligatoria (per
maggiori dettagli vedere TuttoNormel 7/20, pag. 12 e seguenti).

Rischi parziali

Il tasto “Rischi parziali” analizza il valore totale del rischio (R).

Il valore totale del rischio (R) è la somma delle componenti di rischio considerate.

Il rischio complessivo può essere visto come somma di contributi legati al tipo di fulminazione (diretta o indiretta) o tipo di danno (ad esseri viventi, alle cose o alle
apparecchiature).

Con riferimento al tipo di fulminazione:


R = RD + RI

dove:

RD = RA +RB + RC

è il rischio relativo ai fulmini che colpiscono direttamente l’edificio (fulminazione diretta della struttura);

RI = RM + RU + RV + RW + RZ

è il rischio relativo ai fulmini che non colpiscono direttamente l’edificio (fulminazione indiretta della struttura e fulminazione diretta e indiretta delle linee entranti).

Con riferimento al tipo di danno:

R = RS + RF + RO

dove:

RS = RA + RU

è il rischio relativo ai danni ad esseri viventi;

RF = RB + RV

è il rischio relativo ai danni fisici;

RO = RC + RM + RW + RZ

è il rischio relativo alle avarie di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Parametri

Il tasto “Parametri” permette di conoscere in ogni momento i principali parametri assunti dal programma per calcolare il rischio.

I parametri sono relativi ad ogni singola zona ed ai relativi impianti interni.

I valori riportati, a parità di soluzione, cambiano a seconda che il rischio visualizzato nella sezione “Scelta misure di protezione” sia quello con o senza le misure di protezione.

Avvertenza

Una volta stabilito che servono misure di protezione (per ridurre i rischi R1, R2, R3 oppure per ridurre la frequenza di danno ai fini della funzionalità), è possibile effettuare
un'analisi economica per scegliere quelle più adatte e convenienti alle esigenze del committente.

ZEUS assume di default che l’utente intenda effettuare l’analisi economica.

Qualora non si intenda effettuare l’analisi economica è sufficiente deselezionare i flag relativi al rischio R4 nella linguetta “Zone – Componenti di rischio”.

L'analisi economica è tutt'altro che semplice perché la procedura prevista dalla norma richiede il calcolo del rischio R4 (con e senza le diverse misure di protezione) e di
conseguenza la stima del danno economico in euro.

Va aggiunto, però, che la valutazione economica, può essere omessa con il formale consenso del committente

La valutazione economica può essere evitata anche se non si intendono confrontare tra loro diverse misure di protezione e si ritiene l'installazione della misura di protezione
individuata, comunque economicamente conveniente, ad es. per il suo costo contenuto in relazione al bene protetto. E' il caso, ad esempio, degli SPD, la cui installazione, tenuto
conto del rapporto costo/benefici, in genere, risulta economicamente vantaggiosa.

NOTA

Quando i flag relativi al rischio R4 non sono selezionati nella sezione "Zone", non è possibile effettuare la vatutazione economica; tuttavia ZEUS consente ancora di valutare il costo
annuo delle misure di protezione che si intende adottare.

Generalità

La valutazione della convenienza economica si basa sul confronto fra il costo annuo (CL) delle perdite dovute al fulmine, in assenza delle misure di protezione, ed il costo annuo, in
presenza delle misure di protezione, dato dalla somma del costo annuo (CLR) delle perdite residue nonostante le misure di protezione e dal costo annuo (CPM) delle misure di
protezione stesse.

Se la struttura è suddivisa in più zone, i costi devono essere valutati per ogni zona.

Il costo annuo delle misure di protezione (CPM) è dato dalla somma dei costi di ammortamento, dei costi di manutenzione e degli oneri finanziari relativi al capitale necessario alla
realizzazione delle misure di protezione:

(CPM) = CP ·(i+a+m)

dove:

l C è il costo delle misure di protezione;


P

l i è il tasso di interesse annuo;

l a è il tasso di ammortamento;

l m è il tasso di manutenzione annuo.

Si tenga presente che, una volta installate le misure di protezione, il rischio non si annulla, ma si riduce, a seconda del tipo di misura presa, ad un rischio residuo.

Il confronto economico su base annua, pertanto, non può prescindere dal costo residuo (CLR) delle perdite che si avrebbero anche in presenza delle misure di protezione.

In assenza di misure di protezione il rischio R4 è massimo, il costo annuo delle perdite è alto mentre il costo annuo delle misure di protezione è nullo.

Man mano che si adottano le misure di protezione, il rischio residuo diminuisce e con esso il costo annuo delle perdite residue, mentre il costo annuo delle misure di protezione
aumenta.

Adottare misure di protezione è conveniente dal punto di vista economico, quando è soddisfatta la seguente relazione:

CPM + CLR < CL

Il risparmio annuo (SM) è:

SM = CL – (CPM + CLR )

Parametri economici

Il pulsante “Parametri economici” consente di inserire i valori necessari per effettuare l’analisi economica.
Nel campo “Interesse” occorre indicare il costo del denaro (in pratica il tasso di interesse richiesto da una banca per erogare il finanziamento).

Nel campo “Ammortamento” occorre indicare il numero di anni in cui è possibile ammortizzare il costo delle misure di protezione.

Nel campo “Manutenzione” occorre indicare il costo annuo necessario per mantenere in efficienza le misure di protezione espresso in percentuale rispetto al costo delle protezioni.

Qualora nella sezione “Zone”, i valori di danno relativi al rischio R4, siano stati inseriti in modalità manuale, occorre inserire i dati richiesti nell’apposita tabella.

Costo misure di protezione

Il pulsante “Costo misure di protezione” consente di inserire il costo delle misure di protezione per tutte le soluzioni individuate nella sezione “Scelta delle misure di protezione”.

Le misure di protezione adottate sono riportate per ogni singola zona.

L’LPS, gli SPD e le interfacce isolanti ad arrivo linea poiché hanno (o possono avere nel caso degli SPD o delle interfacce isolanti ad arrivo linea) effetto su tutte le zone della
struttura sono considerate a fattore comune.

L’inserimento dei costi può avvenire in modalità manuale o guidata.

Modalità manuale

Inserire il costo delle misure di protezione negli appositi spazi.

Modalità guidata

Il programma fornisce in automatico il costo dell’LPS (comprensivo di captatori, calate, dispersore, nodi EQP, collegamenti EQP, montaggio) e degli SPD ad arrivo linea.

Nel caso la struttura risulti suddivisa in zone occorre inserirne le dimensioni massime tramite il tasto “Dimensioni zone” per consentire a ZEUS di stimare il costo delle protezioni.

Una volta note le dimensioni delle zone, il programma valuta in automatico il costo per i sistemi di SPD e delle schermature.

Per le misure di protezione antincendio e per il cablaggio dell’impianto interno occorre precisare tramite il tasto “Guida” alcune informazioni supplementari per ottenere il costo in
automatico.

Si noti che nel caso dei sistemi di SPD è possibile, una volta eseguita la sezione “Dimensionamento SPD”, conoscere il numero esatto di SPD necessari per ottenere la protezione e
quindi adeguare il valore della protezione stimato dal programma.

NOTA

La modalità guidata per la definizione del costo delle misure di protezione non è attiva qualora i valori delle aree di raccolta AD e AM
siano state inserite direttamente dall’utente.

La modalità guidata non è attiva anche per un un sistema interno non connesso ad una linea esterna.

Ottimizzazione economica

Una volta inseriti i valori relativi alla struttura e alle misure di protezione, ZEUS calcola, per ogni soluzione, il risparmio annuo conseguibile zona per zona e per la struttura nel suo
complesso.

Qualora il risparmio risulti negativo, cioè l’adozione delle misure di protezione non sia conveniente, ZEUS evidenzia in rosso il valore calcolato.

Se nella sezione “Scelta delle misure di protezione” sono state analizzate più soluzioni per proteggere la struttura, è possibile, una volta inseriti i relativi costi, valutare tramite
l’apposita tabella quale delle soluzioni studiate risulti più conveniente dal punto di vista economico.

La casella “Soluzione scelta” permette di scegliere la migliore soluzione tecnico-economica.

Listino prezzi

Il listino prezzi è accessibile dalla barra dei menu nella sezione “Analisi economica”.

E’ possibile aggiornare senza limitazioni i prezzi indicati.


I prezzi indicati si riferiscono alla seguente tipologia di materiali.

LPS

Captatori e calate

Conduttore tondo in rame o in acciaio zincato a caldo con diametro di 8 mm completo di staffe di supporto (ogni 1,2 m) e morsetti vari.

Aste di captazione: lunghezza compresa fra 1 m e 5 m. Asta in rame o in acciaio zincato a caldo con diametro di 16 mm completo di staffe porta asta e morsetti vari.

Dispersore:

Picchetti: profilato d’acciaio zincato a caldo lungo 2,5 m. Nel dispersore di tipo A sono ipotizzati due picchetti per calata.

Conduttore interrato: piatto zincato di sezione 30x3,5 mm completo di morsetti e fasciatura anticorrosiva.

Collegamenti equipotenziali: corda di rame isolata con sezione da 16 mm²

Collettore equipotenziale: in rame con coperchio. Completo di morsetti, collari e attacco dei collegamenti equipotenziali.

Piattaforma: autoportata da 18 m a 56 m.

Ponteggio: periodo minimo di noleggio: 1 mese. Per un periodo più lungo il prezzo è concordato a forfait.

(Per strutture in costruzione il costo può essere molto minore perché l’impalcatura può essere condivisa da più lavorazioni).

SPD

SPD per linee connesse alla struttura

Linee di energia BT: a spinterometro autoestinguente incorporato. Classe I, Iimp = 20 kA, IP20. Completo di dispositivo di distacco.

Linee di segnale: in gas. In = 10 kA

SPD per impianti interni

Impianti di energia: a varistore, Classe II, Imax = In = 10 kA, IP20. Completo di dispositivo di distacco.

Impianti di segnale: a varistore o in gas. In = 10 kA

Misure antincendio

Estintori portatili: rispondenti alle norme UNI. Omologazione Ministero dell’Interno.

Idranti: idranti e/o naspi rispondenti alle Norme UNI applicabili.

Impianto di segnalazione manuale: centralina antincendio, pulsanti manuali, dispositivi ottico-acustici. Conforme alle norme UNI:

Impianto di estinzione manuale: estintori + idranti + impianto di segnalazione manuale. Conforme alle norme UNI.

Impianto di rivelazione e allarme automatico: centrale antincendio, rivelatori d’incendio, pulsanti manuali, dispositivi ottico-acustici. Conforme alle norme UNI.

Impianto di estinzione automatica:


l ad acqua non pressurizzata, impianto con sprinkler, collegato ad acquedotto o serbatoio. Conforme alle norme UNI.

l ad acqua pressurizzata: impianto con sprinkler, con gruppo pressurizzatore (pompe antincendio). Conforme alle norme UNI.

l a gas: asservito ad impianto di segnalazione automatica. Conforme alle norme UNI.

Misure contro tensioni di contatto e di passo

Pavimentazione:

l marmo: travertino o similare

l gres:

l piastrelle: in c.l.s. vibrocompresso

l ghiaia: strato di spessore pari a 15 cm

l asfalto: tappetino di usura in conglomerato bituminoso, spessore 5 cm, senza ciglio.

Isolamento calate: ricoprimento in polietilene con spessore non inferiore a 3 mm.

Rete di terra equipotenziale: maglia 1x1 m in piatto zincato con sezione 30x3,5 mm completo di morsetti e fasciatura anticorrosiva.

SPD ad arrivo linea

Gli "SPD ad arrivo linea" servono per evitare scariche pericolose e dunque possono risultare necessari per ridurre le componenti di rischio U e V.

Dimensionare un SPD ad arrivo linea in una struttura che non richiede un LPS, significa sceglierlo, a favore della sicurezza, con le seguenti caratteristiche:

l tipo 1;

l corrente di scarica Iimp >= 10 kA (se come misura di protezione è stato previsto un SPD ad arrivo linea di livello 1,5x, 2x, 3x tale corrente diventa rispettivamente di 15 kA,
20 kA, 30 kA; nel caso particolare di linea in ingresso monofase i valori di Iimp devono essere raddoppiati);

l livello di protezione Up <= Uw, dove Uw è la minore tensione di tenuta a impulso degli impianti interni alimentati dalla linea considerata.

Se la struttura richiede un LPS, gli SPD ad arrivo linea devono essere scelti in accordo con la norma CEI EN 62305-3.

Qualora si intenda attribuire all'SPD ad arrivo linea anche la funzione di protezione delle apparecchiature contro le sovratensioni occorre scegliere un "sistema di SPD".

NOTA

L'SPD ad arrivo linea può essere di tipo 2 se il numero di fulmini sulla linea (NL) ed il numero di fulmini sulla struttura (ND) è trascurabile (ND+NL <= 0,01). I valori di NL e ND
possono essere letti nel tasto "Parametri" all'interno della sezione "Scelta e misure di protezione".

La corrente di scarica dell'SPD ad arrivo linea può essere ridotta a 5 kA o 7,5 kA se, come misura di protezione, è stato previsto un SPD rispettivamente di livello III-IV oppure II.

Sistemi di SPD

I sistemi di SPD servono per proteggere le apparecchiature contro le sovratensioni e possono risultare necessari per ridurre il rischio (componenti di rischio C, M, W, Z) e/o la
frequenza di danno al di sotto dei valori tollerati.

Per scegliere un sistema di SPD occorre:

- entrare nel tasto "Frequenza di danno" presente all'interno della sezione "Scelta misure di protezione";

- esportare il file .CSV tramite l'apposito tasto;

- accedere alla funzione "Scelta SPD" presente nella sezione del sito TNE riservata agli abbonati.
ZEUS assume che un sistema di SPD riduca tutte le componenti di rischio e le frequenze di danno parziali sulle quali la protezione può avere effetto tramite lo stesso valore di
PSPD. Questo significa che il sistema di SPD viene dimensionato con riferimento alla condizione più critica.

Nel caso in cui sia necessario adottare sistemi di SPD soltanto per ridurre la frequenza di danno è possibile evitare il suddetto sovradimensionamento scegliendo le protezioni
direttamente nella funzione “Scelta SPD” presente nella sezione del sito TNE riservata agli abbonati.

Relazione e allegati grafici

ZEUS redige la relazione solo dopo che l’utente ha introdotto i dati necessari per effettuare il calcolo del rischio e ha scelto una soluzione per le misure di protezione all’interno della
sezione “Scelta delle misure di protezione” o “Analisi economica”.

Per elaborare la relazione fare click sull’apposita voce di menu ubicata nella parte superiore della videata principale.

Gli allegati grafici Disegno della struttura, Area di raccolta AD, Area di raccolta AM sono disponibili solo se è stato effettuato il calcolo grafico dell’area di raccolta.

Il documento da allegare alla relazione che riporta in dettaglio la posizione geografica considerata ed il relativo valore di Ng deve essere stampato dalla finestra "Dati del
progetto" (una volta creato il progetto per accedere a tale videata è sufficiente selezionare il lavoro nell'elenco dei progetti e fare click sul tasto "Modifica").

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