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Cronologia della vita di Ges Ges nasce verso il 6 a.C., al tempo di Cesare Augusto e di Erode il Grande.

Vive a Nazareth in Galilea. Svolge la funzione di carpentiere: fa aratri e gioghi o restaura barche (cf. Mc 6,3; Mt 13,55). Frequenta la scuola di lettura della Torah per diventare poi figlio del precetto. Tale preparazione avviene nella Sinagoga tra i 6 e 13 anni. Nel 27 d.C. riconosce nella predicazione di Giovanni Battista un segnale di Dio. Diventa un rabbi itinerante. Non ha n casa n beni. Sceglie il celibato. Si mostra come il latore di una notizia bella: Questo il tempo in cui Dio fa da re: Preparatevi! (cf. Mc 1,14-15; Mt 4,17; Lc 4,43). A suo parere, Dio stringe i tempi; d lanno di grazia (cf. Lc 4). Sceglie lui i discepoli. Li prende da tutti i gruppi e movimenti. I nomi di coloro che gli sono pi vicini risultano essere i seguenti: Simone di Giovanni, Andrea, Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo, Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo, Simone il Ca naneo, Giuda teudiello e Giuda lIscariota (cf. Mt 10,2 -4). Si riconoscono nel gruppo varie tendenze ed ispirazioni: quella farisaica, quella dei discepoli del Battista, quella del partito armato. Ges di Nazareth ha uno stile che lo caratterizza. Egli usa le immagini della vita quotidiana. Va da tutti. Si esprime in aramaico. Parla e risana. predicatore e guaritore. Non cita mai i suoi maestri. Libera gli ossessi. Mostra lagire di Dio unicamente in gesti di benevolenza (cf. Mt 11,1 -6). Si muove attorno la lago di Tiberiade (Cafarnao, Corozain, Betsaida); talvolta sconfina nei territori di Tiro e Sidone. Attraversa talvolta la Samaria e si spinge nella Decapoli. Svolge una fase di attivit anche in Giudea. Avvicina molto il regnare di Dio con la sua attivit (esorcismi, guarigioni, predicazione). Secondo lui, il Regno di Dio gi una realt storica: qui (cf. Mc 1,15). Non pu essere confuso con uno degli Apocalittici. C un rifiuto preciso della violenza, della presa di potere. Si accentua il caratt ere interiore, silenzioso della signoria di Dio. Il Regno dentro gli uomini (cf. Lc 17,20-21). Non si confonde quindi con gli Zeloti, n con gli Esseni. Procede con una strategia di gradualit, di silenzio messianico, di persuasione (cf. Mt 4,1 -11). Secondo Ges, lintervento di Yahv amore attivo, gratuito, universale che va a favore dei poveri, miti, assetati di giustizia. Dio realizza - a suo parere - un nuovo Esodo. C una scelta urgente da fare: prepararsi, accogliere, ridiventare come dei bambini, schierarsi. Lentamente nasce lostilit dei Sadducei e degli Scribi. Questo perch egli prende posizione in particolare su questi punti che erano dei cardini del Giudaismo: a) la purit legale (cf. Mc 7). Esistono cibi puri ed impuri? Dio vuole con noi un rapporto semplice o complicato? Che cosa contamina luomo? b) La commensalit. lecito mangiare con pubblicani e peccatori (cf. Lc 15,1)? Dio si mischia con chi lo offende? Il Regno un banchetto riservato ai giusti? c) Il culto. Viene prima il sabato o luomo (cf. Mc 3,1-6)? pi urgente prestare servizio al tempio o soccorrere il prossimo (cf. Lc 10,25-37)? Vale pi la misericordia o le offerte? Viene prima latto di culto o la riconciliazione? d) Il tempio. Dio agisce solo l? I Samaritani sono esclusi dal Regno? E gli storpi, zoppi e ciechi vi entrano? Esiste un Dio velato, rinchiuso, o c il Padre che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti? Il tempio durer in eterno? Pu diventare luogo di mercato (cf. Mc 11.15 -17; Gv 2,14-16)? e) La teologia del merito. Si pu assolutizzare questa categoria? Dio che giustifica il Pubblicano o il Fariseo che si giustifica da s? Dio ama gratuitamente e incondizionatamente o pone condizioni (saper leggere, conoscere la legge, essere fisicamente sani,...)? Ges mette al centro della sua predicazione Yahv, Dio di Abramo, di Isacco e Giacobbe. Difende la sua unicit e sovranit. Non si definisce mai Messia. Si presenta con il titolo figlio delluomo. Questo in sintonia con il progetto del Regno che prevede una umiliazione-esaltazione. Collega cos tempo presente con ladempimento finale (cf. Dn 7,13-14; Mc 8,32-38). Si presenta come uno che serve. Ha un rapporto singolare con Dio: lo chiama familiarmente Abb. Quando Giovanni viene arrestato e ucciso alcuni Farisei lo avvertono del pericolo che anche lui corre (cf. Lc 13,31). Si ritira in clandestinit (cf. Mt 14,13), Avverte di essere anche lui nella linea degli inviati di Dio respinti (cf. Mc 12,1-12). Lattesa di una accoglienza immediata e positiva viene sconfessata dai fatti. C un complotto in casa di Caifa, al culmine di una conflittualit. Egli infatti non ha cessato di parlare e di agire. I Suddacei mettono in rilievo la ragion di stato. il suo successo pu irritare i Romani e provoca re un intervento armato. Vogliono bloccare Ges e, per questo, cercano delle persone che lo consegnino senza che lo sappia il popolo (cf. Gv 11,47-50). Ges viene a sapere la cosa e fugge al di l del Giordano (cf. Gv 10,40; 11,54). Dedica un ampio spazio alla riflessione. Parla esplicitamente ai suoi di una sua possibile condanna alla croce (cf. Mt 16,21; Mc 8,31; Lc 9,22; Mt 17,22-23; Mc 9,31; Lc 9,4;...). Come figlio delluomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini. Si

riconosce nella figura del giusto perseguitato, del servo obbediente (cf: Mc 10,43 -45; Lc 22,26-27). Si fida di Dio. Fa la faccia dura e prende risolutamente la strada per Gerusalemme (cf. Lc 9,51). Il suo ingresso nella citt fatto oggetto di feste da parte di alcuni simpatizzanti Galilei. Entra risolutamente nel tempio, scaccia i venditori, introduce i malati. Nella cena anticipa ed esplicita, nel gesto dello spezzare il pane e far passare il calice, il senso della sua morte (cf. Mc 14,21-25; Lc 22,7-22). Giuda, pagato dai Suddacei, consegna Ges. Questi si lascia arrestare. Rifiuta cos ogni adesione alle idee degli Zeloti e degli Esseni (cf. Mt 26,54; Gv 18,11). I suoi discepoli fuggono. Solo lui coinvolto. Subisce un processo religioso da parte dei Giudei, in due fasi: un primo interrogatorio informale notturno e listruttoria vera e propria del giorno dopo. Sotto processo la sua predicazione, il suo progetto. reo di morte, per bestemmia e per magia. Dentro il Sinedrio ci sono il presidente Caifa, Hannah, Ismaele, Simone figlio di Kanuthos, suo fratello, i tre tesorieri del tempio, il sorvegliante sacerdotale del tempio, Gionata figlio di Hannah e vari anziani del popolo. Decidono di consegnarlo a Pilato per rivendicazione messianica e conseguente sommossa popolare. Interpretano la sua attivit esorcistica come magia demoniaca (cf. Mc 3,22). Viola il sabato e quindi deve essere lapidato (cf. Es 33,14; Nm 15,32-36). Inoltre ha minacciato la distruzione del tempio (cf. Mc 14,48ss). Lo portano di fronte al prefetto Ponzio Pilato. Ivi subisce un processo politico. I Sadducei riescono a persuadere lautorit romana della pericolosit messianica di Ges. Pilato scrive la sentenza di morte per croce. Essa viene eseguita ad opera di un centurione e quattro soldati. Altri due vengono giustiziati con lui: probabilmente sono degli Zeloti. Ges deve portare il patibolo cio la parte trasversale della croce sino al Golgotha. Sul posto della esecuzione gi piantato lo stipes, cio la parte verticale, la pi pesante. Viene inchiodato a terra e sollevato con funi. Muore molto presto per asfissia, dissanguamento, tetano e collasso cardiaco. il 7 aprile del 30 d.C. Un Giudeo autorevole gli d la tomba per la sepoltura. Il primo giorno della settimana, le donne vanno al sepolcro e trovano la tomba vuota. Lo stesso fatto constatato da Simone (cf. Mc 16,1-4; Mt 28,1-2; Lc 24,1-12; Gv 10,1-10).