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TECNICHE DI RIPRESA STEREOFONICA Durante la registrazione di musica classica (ma anche di altro genere) spesso si possono ottenere risultati migliori con un sistema di ripresa microfonica minimalista rispetto ad altri metodi che utilizzano decine di microfoni. Ad esempio la famosa etichetta discografica Chesky Records, le cui incisioni sono apprezzate da audiofili e fonici di tutto il mondo, registra la maggior parte delle performance orchestrali utilizzando due soli microfoni. Naturalmente questa tecnica pu essere perfezionata ed adattata alle singole esigenze aggiungendo alcuni microfoni per evidenziare sezioni orchestrali, cori e solisti. A-B, Decca-Tree, Mid-side, Jecklin-disk, ORTF, NOS, Faulkner o Blumlein. Coincidenti, quasi-coincidenti o distanziati, sono sigle e parole che identificano diverse tecniche di registrazione stereofoniche messe a punto negli anni da chi opera nel campo della registrazione professionale e nel broadcasting radiotelevisivo. Cerchiamo di illustrare al meglio che cosa significano ed il loro campo di impiego. Possiamo classificare le tecniche stereofoniche in: Tecnica Links Microfoni distanziati (Fig. 1) Microfoni coincidenti (Fig. 2) Microfoni quasi coincidenti (Fig.3)

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2010 Fonic

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

La Fig. 4 illustra i diagrammi polari dei microfoni. E' importante conoscerli per comprendere meglio il loro impiego nelle varie tecniche stereofoniche.

Il diagramma polare (Polar Pattern) indica la sensibilit del microfono in base all'angolo di provenienza della sorgente sonora.

I microfoni si dividono principalmente in due gruppi: - Omnidirezionali (a pressione) - Direzionali (a gradiente di pressione)

Inoltre i microfoni Direzionali, si dividono in: - Cardioidi - Supercardioidi - Ipercardioidi - Bidirezionali (figura ad otto)

<- Fig. 4

TECNICA CON MICROFONI DISTANZIATI In questa tecnica detta A-B vengono impiegati comunemente due microfoni omnidirezionali ( talvolta possono venire utilizzati anche dei direzionali) distanziati tra loro da 0,5 a 3 metri. (Fig.5) Se impiegati in configurazione Decca-Tree (dal sistema messo a punto dalla famosa etichetta discografica Decca) si utilizzano tre microfoni distanziati tra di loro da 50 a 150 centimetri con quello centrale avanzato rispetto agli altri due della stessa distanza. Questa tecnica crea l'immagine stereofonica per differenza temporale (time difference) cio, per esempio, un suono posto a sinistra raggiunge un microfono prima dell'altro e viceversa. Si ottengono spaziosit ed ottima riproduzione delle basse frequenze specialmente utilizzando microfoni omnidirezionali Alcuni problemi possono insorgere specialmente in configurazione A-B dove potrebbe crearsi un buco nel centro dell'immagine stereo, sopratutto se i microfoni sono distanziati tra di loro eccessivamente. Inoltre in alcuni casi potrebbero verificarsi dei problemi di fase che possono causare la perdita di basse frequenze.

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Fig. 5 ->

TECNICHE CON MICROFONI COINCIDENTI

Due microfoni Cardioidi angolati a 90 (Fig. 6). Danno un'immagine stereofonica ristretta riproducendo la riverberazione dell'ambiente prevalentemente al centro.

<- Fig. 6

Due microfoni Cardioidi angolati a 135 (Fig. 7) L'immagine stereo sar pi ampia e la riverberazione diffusa in modo uniforme.

Fig. 7 ->

Due microfoni Cardioidi angolati a 180 (Fig. 8). Daranno un suono centrale pi sfuocato e sar esaltata la riverberazione ai lati estremi dei monitor.

<- Fig. 8

Blumlein o Stereosonic (Fig. 9). Questa tecnica, inventata negli anni trenta dall'inglese Alan Dower Blumlein, usa due microfoni bidirezionali (figura ad otto) coincidenti e con le capsule angolate a 90 tra di loro ed a 45 rispetto la fonte sonora. Si avr un'ottima localizzazione degli strumenti nell'immagine stereofonica, un'accurata estensione della riverberazione ed un reale senso della profondit. Riprende in modo accurato le caratteristiche dell'ambiente circostante, quindi da usarsi esclusivamente in locali con un'ottima acustica. Fig. 9 ->

M-S (mid-side) (Fig. 10). Vengono usati due microfoni coincidenti, uno cardioide (Mid) con la capsula rivolta verso la fonte sonora ed un bidirezionale (Side) con la capsula a 90 rispetto a quella del Mid. Il segnale Mid viene assegnato al centro, mentre il segnale Side viene inviato al canale sinistro e con la fase invertita al canale destro. Si ottiene quindi: canale sinistro = centrale + laterale (Left= Mid+Side), Fig. 10 canale destro = centrale - laterale (Right= Mid-Side).

Questa tecnica ha la possibilit di modificare spazialit e riverberazione dosando opportunamente i canali Mid e Side anche in fase di post-produzione .

Tutte le tecniche con microfoni coincidenti non presentano problemi di fase ed inoltre hanno un'alta compatibilit monofonica a vantaggio di eventuali trasmissioni radiotelevisive dove il segnale monofonico utilizzato spesso.

TECNICHE CON MICROFONI QUASI COINCIDENTI

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ORTF (Fig. 11 e 12). Questa tecnica messa a punto dalla Radiotelevisione Francese (ORTF) usa due microfoni cardioidi angolati a 110 e con le capsule distanziate di circa 17 cm. Buona compatibilit monofonica e definizione dell'immagine stereo sono i vantaggi di questo sistema di ripresa.

Fig. 11

Fig. 12

NOS (Fig. 13). Nella tecnica utilizzata dalla NOS (Fondazione Olandese per le Trasmissioni) vengono usati due microfoni cardioidi angolati a 90 e distanziati di 30 cm.

Il sistema NOS offre una maggiore apertura stereofonica rispetto all'ORTF.

Fig. 13 ->

Stereo-180 Microphone System (Fig. 14). Tecnica sviluppata da Lynn T. Olson, usa due microfoni ipercardioidi angolati a 135 e distanziati orizzontalmente di 4-6 cm.

Questa soluzione offre una buona definizione stereofonica ed un'accurata localizzazione degli strumenti.

<- Fig. 14

Faulkner (Fig. 15). Tony Faulkner usa due microfoni bidirezionali (figura ad otto) rivolti verso la sorgente sonora e distanziati di 20 cm. Se posizionati ad altezza dell'orecchio umano ed alla giusta distanza, si ottiene un equilibrio molto naturale tra spazialit e definizione dell'immagine stereofonica. Fig. 15 ->

Jecklin disk (Fig. 16). Dal nome del suo inventore, questa tecnica usa due microfoni omnidirezionali distanziati di 16,5 cm e separati da un disco rivestito di materiale fono-assorbente di circa 28 cm di diametro. Il sistema, posizionato relativamente vicino alla sorgente sonora, crea una riproduzione molto definita e naturale, dovuta al fatto che il disco accentua le caratteristiche di direzionalit all'aumentare della frequenza, come avviene per l'orecchio umano.

<- Fig. 16

Naturalmente altezza, distanza e posizionamento dei microfoni sono variabili molto importanti da valutare per ogni ripresa sonora in base all'ambiente, al tipo di orchestra, di musica etc. Queste sono le tecniche di ripresa stereofonica pi comuni e vengono scelte dal tecnico tenendo conto delle caratteristiche ambientali e naturalmente dalla disponibilit dei microfoni adatti.

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