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Giovanni Manetti - Adriano Fabris

LomuntcAzxone

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La Scuola

Introduzione

I dirit t i d i t r a d u z i o n e , d i n - r e m o r izza zio n ee le ttr o n ica , di ri produzi one c cl i rrtl rrttamentototale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm), sono riserv.rri pcr tutti i Paesi. Le f ot o c o p i c P e r u s o p er so n a le d cl lctr o r c p o sso n o e sse r e eFferruatenei l i mi ti tl t.l 15,,,o di c ia s c u n v o l u m e / F a scico lo d i p cr io d ico d icr r o p a g a m e nro al l a S IA E del .,,.,1,t'rrrc, prev is t o d a l l ' a r t . 6 8 , c o m m i 4 e 5 , d e lla lcg g c 2 2 :r fir ite 1941, n.633. Le rip r o d u z i o n i e F f e t tu a te p e r fin a lir i d i c' ,r ie r te r ep r o fe s si onal e, economi co () coprmerc i a l e o c o n ) u . n q u c p e r u s., d ivcr so _ tla q r r ,.ll,, possono essereel l rrru,l (c 1 r 1 :1 - *,,1111e a s egu i r o d i s p e c i f i c a a u to r izza zio r r c r ila sci;ir ad r AII) R( ) . (}rrso di porra R om;rna n. 108, Milano 20122, e-mail segreteria@aidro.org e sito wcb www.aidro.org

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Sevolessimo individuareil tema che ha caratterizzato modo piir nel incisivoe capillare culturadell'ultimoscolo, non potremmocheinla areadella comunicadicarequello che coincidecon I'ampia e variegata zione. Si pub anzi dire che la comunicazione divenuta il simbolo d indiscusso dell'erapost-moderna. Grazieall'enormesviluppoche i mezzi hanno assunto secolo scorso alla indiscutibile e di comunicazione nel rilevanza che hanno rivestitoanchedal punto di vista politico, la comunicazione, a livello delle indagini teoriche, per il coinvolgisia sia (economiche, mento delle molteplici implicazioni pratiche sociali, in tecnologiche...) balzata E prepotentemente primo piano nel panoramastorico-culturale recente. le ricercheche sonostateelaborate E piil l'ambito umanistico, su questotema,pur coinvolgendo centralmente hanno interessato quello anchevari dtri ambiti, comequellosociologico, e psicologico, quello ingegneristico cosivia. Come mettebenein evidenza PeppinoOrtoleva (2009), ilsecoloappenatrascorso visto una inarrestabile cumulativacrescitadei mezzi ha e dei di comunicazione, cosiddetti"di massa", con una moltiplicazione messaggi, soggettiemittenti e dei fruitori, nonchdcon il sovrapporsi dei I'autore,prima di essere didi strumentiche, come dice argutamente si ventativecchi,sono stati nuovi. Thle inesorabile crescita d configurata in com uno di quei casiin cui la quantit) trascende qualit), nel senso che il pesodell'inarrestabile sviluppodei mediasi collocaalla basedi ma processi socioculturali sono rilevantissimi, che tuttavia non si che I presentano, prima vista,di faciledecifrazione. media nel Novecento a

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Introduzione Per un altro verso, gli psicologi della comunicazioneavevanocominciato a sottolinear..on fo.r" un fatto altrettantoimportante e fino ad allora, per quanto molto evidente,trascurato:e ciob il fatto che la ljn pervasivo. fenomeno, .onr,rrric"riorr.b ,r., fenomenoassolutamente tutti gli aspettidella natura umana e che la in altre parole,che riguarda definiscein ogni momento. Noi siamo immersi in un ambientecomunicativo fin dalla nascitae rurra la cultura (in sensoantropologico,che letterariee artistiche,ma anche comprendenon solo le manifestazioni b il le istituzioni,Ie norme, i riti sociali, costume...) al suo fondamento un fenomeno di comunicazione.Paul \Tatzlawick (1967) avevaconnella dellacomunicazione pervasivit)r di carartere assoluta quesro densato cinque assiomidella comunicaformula.h. d.fi.ri,r" il primo dei suoi zione:nNon si Pub non comunicareD' il con tale formula si sottolineava fatto che I'intero comPortamento e ha in un ambientesociale valoredi messaggio cib fa si che non si possa ma soltanto "come". La formula non distin"se" comunicare, scegliere ,r" g.r.-rr" due fatti che in seguitohanno ricevutodefinizioniopPortunaquali l'informazioneche si ricavadal comportamento L.r,r. differenziate, e la degli altri, anchese quest'ultimob involontario e/o inconsapevole, con propria,cheoggi si tendea far coincidere i comcomunicazioneverae comunqueuna suaindiscutie portamenticoscienti volontari,ma aveva una dimensioneche in preporenremente agenda e merreva bile efficacia (1967: tr.ft.26) appuntoin quei decenni.'watzlawick scoprendo si stava o privi di senso con comunquecheanchegesdapparentemente mostrava sono in realtl carichidi sidi il senso evitarequalunquecomunicazione uluo-o che guardafissodavantia sdmentrefa gnificatocomunicativor d'aereochesiedecon iol"rior,. in una tavolacaldaaffollata,o il passeggero non vogliono parlare gli occhi fissi,stannoentrambi comunicandoche Io., .r.rr*rrron6 vogliono si rivolga loro la parola,e i vicini di solito afferin e rano il messaggio rispondonolasciandoli pace"' .watzlawick cominciava a mostrare come' contemporaneamente della comunicazione,sono fondamentali quei fenonella descrizione meni di tipo pragmaticoche negli ultimi anni - soprattutto in ambito e angolatura dimensione sotto una diversa sebbene filosofico-iing.risii.o, In una importanzafondamentale' ogni comunicazione' - hanno assunto

tend.ono moltiplicarsi fino alla ridondanza,che si configurasia come a possibilithdi sceltatra varie differenti tecnologieper la medesima funzione sia come vertiginosamoltiplicazionedi codici e di linguaggi.A questifenomeni si aggiunge quello altrertanroimportante della crescita dell'accessibilit)r complessiva dell'informazione e di conseguenza del pubblico. Lo stesso autore parla di quattro modaliti di influenza che i media hanno esercitato continuano ad esercitare, un gioco di intrecci e in complessi rnai univoci (comeinvececertaletteratura e medilogicaaveva a piil ripresee ogni volta in maniera parzialeproposto). Essesono: la capacit) di condizionamenroartraverso propaganda;la funzione di la evidenziare pubblico simbolicamente posizionamento al il nella mappa del poteredi chi li controlla;la possibilit)L offrire impiego nel campo di dell'industriaculturalee di crearedipendenza clientelare; capacitl di la definire l'organizzazione istituzionalee i confini della collettivit). Ma I'influenzapiir forte - forseperchdla pi[ elementare basilare e che la comunicazione esercita quella che t stataindividuata da Mard shal Mcluhan, e cio la suacapacitir modificarela percezione di stessa del contenuto che la comunicazione veicolaattraverso mezziche imi piega.Dopo secolie secoliin cui la comunicazione non avevaricevuto alcunaimportante tematizzazione, essendo piuttosto considerata come uno strumento asetticoe sostanzialmente trasparente, essa divenuta b improwisamenteopacae visibile, altrertantoe persinopiil importante rispetto ai contenuti veicolati;questoi il significatoche viene sintetizzato nella potenteformula propostada Mc Luhan (1964: tr. it. I 5-30), uil medium b il messaggioo. Non pii strumenroneurro,la comunicazione si b venuta a configurarecome cfficacemezzodi strutturazione dei contenuti stessi condensati nell'atto comunicativo. Nd si possono dimenticare analoghe le considerazioni venivano che avanzate anni successivi teorici della scrittura come \WalterOng in dai (1982) e Jack Goody (1986), che si sforzavano dimostrareI'aurodi noma importanza dei supporti per la comunicaz.ione, carattere il rivoluzionariodellenuovetecnichedi registrazionc rrasmissione sapere e del via via scopertee la loro diversificata influenz.a processi sui mentali stessi.

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secondo psicologo PaloAlto, c'b un aspetro contenutoed uno lo di di di reiazione, quesr'ultimonon d oggettodirerto di asserzione, coe ma stituiscelo sfondo e lo scenarioentro il quale gli aspettidi contenuto prendono senso,facendoda guida alla codifica e decodificadei messaggi. ogni atto comunicativo In I'aspetto relazionale conrribuisce dea finire sia la corniceentro cui la comunicazione deveessere interpretata (se,ad esempio,una cerramanifestazione comunicativa debbaessere considerata come una affermazione seria,come uno scherzo, come una richiesta, come un'imposizione, insommadefi'endo qual d l'atto linguisticoef-fettivamente compiuto), sia la naruradella relazione inrer(ad esempio,la definizionedi sd in rapporto all'altro). Ed b soggettiva lnteressante osservare nelle interazioni"sane"e spontanee diche la mensione relazionale rimanesullo sfondo,mentrequelle"malate" avsi vitano in uno sforzo strenuo e in una lotta nascosta per definire e ridefinireappunto proprio la naturadella relazione. ogni comunicazione b, dunque, in quest'otticaanchecontemporaneamente "metacomunicazione",ciod riflessione sulla comunicazione sressa sulla sua e definizione, quindi individuazione una cornicee di un parametro di di riferimento.Cib fa si che certeforme di comunicazione cui si scarena in un conflitto abbianol'apparenza vertere dei contenuti e si ostinino di su a dibatteresu questiultimi, mentre,invece, che b realmente gioco cib in d un disaccordo livello relazionale. a Bastanoquesrepoche osservazioni farci capireI'importanzainper trinsecadella comunicazione la sottigliezzadei suoi processi, di li e al della suafin troppo visibilee macroscopica emergenza mondo connel temporaneo. Tirttaviaancoraun dato deveessere messo evidenza ci'i chc csi, in e ste' nonostante tutto, una convinzionediffusache la comunic:rz.ionc costituisca una sortadi sapere senza fondamento, come sottcllirrcrr rrnchc Mario Ricciardi suorecenre nel libro'. Questo,cheE a tutti gli t,fli.rriurr erroregravissimo, nasc per I'assunzione dell'unao I'altradi tltr.,1.,r.(quandonon per la loro confluenza). prinra.,,,,.ir," spettive erronee La nell'indebitopassaggio inferenziale dato correrroe dall'osservrrzi.rrc dal
' Cfi. Ricciardi(2010:V).

giusta che tutti comunichiamo - anz,i,che non possiamo non comunicare, come abbiamo visto - al dato scorrtto che tutti sappiamo come funziona la comunicazione e che abbiamo questa consapevolezzain ma' niera naturale, talvolta con la conseguenza correlata che dunque non valga granchd la pena di impegnarci in uno studio inutile' In effetti il primo dato (che tutti comunichiamo) non comPorta come conseguenza il secondo (che abbiamo consapevolezzadelleregole secondo cui si svolgono i giochi comunicativi), come del resto d dimostrato - per via analogica - dal fatto che tutti noi, immersi in un ambiente sociale, impariamo prima a parlaree solo dopo, graziealle istituzioni educative' acquisiamo consapevolezzadella complessit) delle leggi morfologiche e sintattiche che governano la nostra pratica linguistica'. La secondaprospettiva erronea b quella di coloro che ritengono che un quello della comunicazione sia sostanzialmente campo ibrido' costituitosi per la casualee contingente confluenza di discipline disparatee di di i nteressi ver sif icat i. Questo libro si pone l'obiettivo di contestare tali idee distorte sulla comunicazione. E cercadi farlo innanzitutto iniziando con il mostrare - con il primo capitolo - come fosseimpossibile avereidee chiare sulla comunicazione fintantochd non se ne fosseisolato un modello, che comporta delle componenti precise.E questo processodi chiarificazione cominciava a delinearsi intorno agli anni '40 del secolo scorsonegli Stati Uniti con la costituzione di un paradigma comunicativo, denominat<r che nascevasotto la pressione dell'enorme svicommunication research, luppo delle comunicazioni di massae per reagire ai pericoli dell'utilizzo nella prima met) del Nopolitico che ne era stato fatto massicciamente vecento da parte delle due ditrature europee, il fascismo e il nazismo'Questo paradigma tematizzava innanzitutto la natura di procexo del fatto comunicativo, che coinvolge almeno tre componenti: un emittente' un in riceventeed un messaggio, relazionea ciascuno dei quali le ricerche mostravano che possono intervenire una seriedi fenomeni interessanti
come W'alter Ong (1982: tr. it. 123)'.si pub saPere 'Come dice efficacemente perb essere usarele regolegrammaticali,sene possonoperfino stabiliredi nuove,senza in gradodi dire cosaetscsiano.. ' C f r . L i v o l si( 1 9 6 9 :9 )

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evidenti,sia da un punto di vista psicologico, e non immediatamente che da un punto di vistasociologico. Piir dettagliatamente, famoso paradigmadi Lasswell(1948) moil stravache studiarela comunicazione comportaoccuparsi questi di (e chi emetteun messaggio ciob chi Io produce e lo rrasmerre, aspetti: come pure chi lo controlla),a chilo si invia (e ciod i destinarari, che i essere gruppi sociali che costituisconoi pubblici, o anche i possono singoli privati, e nell'un casoe nell'alrro ci possonoessere srrategie diversificare decodifica),checosa trasmette(i vari tipi di messaggi, di si che sono alla basedella loro produzione),doue con le diversestrategie (ciodle variantitecniche dellatrasmissione, i canalicomunicarivi), con (l'efficacia che si presumeabbiaI'atto comunicativosui dequali effetti stinatari). In manieraindipendente, principalicomponentidi quel modello le in comparivanopoi e venivano analizzate un modello complessificato e \Teaverelaboravano fine degli anni '40 nell'ambito che Shannon alla dell'informazione, passare della teoria matematica infine alla linper guisticadiJakobson (1961), con la sua teoriadelle "funzioni del linsemiologia. guaggio"e alla nascente Ma possedere modello secondo un cui awengono i processi dello scambiocomunicativonon costituisce ancorauna pienaspiegazione dei fenomenidi pomunicazione. devevedere Si checosapassa vienescame nel biato effettivamente processo. secondo Nel capitoloviene,cosi,posto l'accentosulle unitir di talescambio,su quelli che possonoessere consimetaforicamente,mattoni con cui si costruisce i derati, I'edificiocomunicativo,e ciob sui segni,sulla loro strurtura interna e sulla loro Compito, poi, del terzocapitolob di mosrrare tipologia. l'attitudinedi unit) basilari combinarsi di loro in unit) complesse, a queste tra come le frasi,e a stabilire relazionisistematiche, cui i segni traggonola per loro capacitldi significare proprio dall'essere partedi sistemicomplessi. relativa complessitidei sistemidi segni E corollariodell'osservazione alla d il fatto che le varie lingue non sono dei sisremisovrapponibili, in quanto ritaglianoil mondo e si relazionano realesecondomodalitir al come suggerisce differenziate, I'ipotesi Sapir-\Whor{, del relativismo o linguistico.

nel Lo scopodellestrutturetspoi quello di permettere modo piil ageun e vole - e normalmentepiir economico- di elaborare trasmettere sicapitolo, in cui si mostra gnificato.Questo tema b al centro del quarto un che la capacitl dei segnidi esprimere contenutomentaleo astrattoE quali affrontatasecondodifferenti prospettive, statadi volta in volta che e quellastrutturalista quellapsicologica, quellafilosofico-linguistica, del hanno dato origine a differentimodelli di analisie di segmentazione a il contnuto,come,rispettivamente, modello dellesemantiche tratti o e a condizioni necessarie sufficienti e il modello del prototipo. che i segni e le loro combinazioni Ma una cosab la significazione verae propermettonoed un'altra- ben diversa b la comunicazione pria. Una combinazionedi segni,ciod una fraseo un testo,diventano enunciatoe discorso,cioi fatto comunicativovero e proprio, solo pasche concreta, sandodal livello astrattoa quello della loro enunciazione deentro coordinatespazio-temporali awiene per operadi un soggetto finite. ii questoil tema del capitoloquinto, ulteriormenteapprofondito i dovevengonopresiin considerazione casi nel e complessificato sesto, difpossano di in cui i soggettiresponsabili un determinatodiscorso di frangersiin una pluraliti di voci e di diverseassunzioni responsabilidr, fenomenoche prendeil nome di polifonia. o costituisce enunciato discorso di SeI'enunciazione un determinato di per sdun ben definito atto - I'atto di dire - per cui si pud affermare che ogni volta che c'B parolac'b ancheazione(smentendoil noto proverbio), d pure vero che i tipi di azioneche vengonocompiuti comuniNel sttimo capitolosi approfondiscono candosono vari e differenziati. le differenze che si verificanotra I'atto locutivo (il lavoro comPiuto nel un produrrematerialmente enunciato),l'atto illocutivo (il tipo di azione che si all'impegnoche il soggetto presume assuma), in specifica relazione che comunicaintende eserciI'atto perlocutivo(l'azioneche il soggetto tare sul proprio destinatario). non sempre o non solo- si ha a disposiMa quandosi comunica, degli abbinamntitra come garanzia zione un codiceche si costituisca e le espressioni i significati. Molto spesso e comunque piir spesso e ad ammettereuna stati disposti normalmentedi quanto non si sarebbe del di cinquantinadi anni fa - quandosi comunicai processi fbrmazione

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significatosono di tiproinferenziale la dimensionedell'implicito t ale trettanto,se non piil importante, quelladell'esplicito. sonodelle di Ci norme che regolanogli scambicomunicativi,la cui violazione, lungi dall'essere produttrice di "rumore", b di per se stessa significativadella presenza un livello ulterioredi senso di attinto per inferenza. Questadimensione inferenziale senso, la del insiemealle norme che governano "di cortesia"costituisce tema del capitolo il conversazione alle regole e ottavo. Il capitolonono, poi, si occup:r prendere considerazione didi in la mensione non verbale dell'interazione comunicativa, analizzando quel "linguaggiosilenzioso" cui parlava EdwardHall (1966), fatto di gesti. di espressioni mimiche, sguardi,distanze interpersonali del silenziostesso e senza ulterioremanifestazione. trattadi una dimensionetutt'altro che Si secondaria negli scambicomunicativi,in quanto contribuisce main nieradeterminante definizione senso del di alla complessivo una interazione. E proprio la dimensione non verbale mancain una forma molto che comunee diFfusa comunicazione oggi:quellache awiene attraverso di la mediazione deglistrumentitecnologici, o\.vero nuovi media,come dei il computere i telefonicellulari, in sebbene misuradiversa in maniera e differenziata medium a medium. I mezzidi comunicazione tecnoloda i hanno permesso allargare manieraimpressionante confini di in gici rompendoquell'unit) chesi potevarilevare nella dellacomunicazione, situazionedell'interaz.ione facciaa faccia,in cui si verifica la compresenzaspaziale temporaledei soggettiche comunicanoe in cui cssi e hanno reciproco fenomenologico. capirolodecimosi cerca accesso Nel novitl introdottadalle di metterein primo piano e problematizzarela forme di comunicazionemediata tecnologicamente, mostrandocome la storiadelle invenzioniche hanno permesso comunicazione dila a stanza, allargando spazie dilatandoi tempi, si siaaccompagnata ad gli una fondamentale irrimediabile e perditadelladimensione dell'accesso fenomenologico partecipantiall'interazione. Cosi tutte le nuoveindei venzioninell'ambitodelletecnologie comunicative tendonoasintoticamente, da una parte a mantenerei vantaggidella possibilit) della comunicazione distanza, a la che dall'altraa recuperare situazione po-

tremmo definire dell'intcrazione "tra Adanro ed Evi" ciod una comunicazione in cui ci sia assolurasincronia ne[[o scambio, compresenza alla lettura dei segni non verbali dell'altro' e spaziale completo accesso conclude il libro un capitolo su che cosa significa una comunicazione improntata ad una dimensione erica: sia che questo si verifichi in come mosrrano le regoledella deontologia, professionale, un a.r-rbiente sia che cib si realizzi nella situazione del discorso quotidiano o attraverso i vari strumenti multimediali. Non si tratta di un'appendice estrinseca' se d vero infatti che il comunicare b un agire - un agire comunicativo, appunro - la necessit),nell'ambito di un tale agire, di compiere scelte .Lrrrrperroli non riguarda solamente i suoi contenuti e le strutture sue "buono" o propri., ma investe, anche e soprattutto, cib che lo rende lcattivo". La competenza comunicativa, in altre parole, non pub essere limitata all'ambito tecnico, e alla conoscenzadi tutto cib che permette a una comunicazione di compiersi in maniera felice, ma deve estendersi all'ambito etico: alla dimensione ciob nella quale si comprende che cosa vuol dire comunicare bene o male, nelle varie accezioni che questi termini possono assumere,si sa come farlo e si b motivati a sceglieredi farlo.

I primi dieci capirolisonostariscritti da GiovanniManetti, I'undicesimo del da Adriano Fabris.Limpostazionecomplessiva volume e molti dei suoi sinsono stati comunquecondivisi dai due autori, legatida una lunga goli passaggi di consuetudine Iavoro comune.

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Indice dei nomi

170n. Sacks, Harvey, Cesare. I 0n. 2 Sansavini. Edward, 10,84, 112n. Sapir, Ferdinand 47, 48,49, de, Saussure, 50 e n., 51 e n., 52,53,54,55, 56, 58, 59, 60, 61,72,73,74, 75n, 76, 80, 88n.,98,99, 122, 173e n. Sbis), Marina,179n. Paolo.274n. Scandaletti. Emanuel, 170n. Schegloff, Schleiermacher, Friedrich Daniel Ernst,42n. Searle, 170 JohnR., 142,163,169, Segre, I Cesare,5l n. Shannon, Claude,10,26, 27, 28, 29,30,31,53 Simonelli, Ciorgio,162n. Dan, 156, 198,199,201, Sperber, 202 Stone, P., Gregory 214n. Tessarolo, Mariselda, 239n.,241n. Tiager, L.,232 George Tirrkle,Sherry,243n.

Venn, John,70 Violi, Patrizia, 97n., 99, 105n., 109n.,110n.,111,112,115n., 116n., l17n., 118n., 172n., 240 e n., 246n.,247 238n., 244 Nicolema, e n.245n. Vittadini, Volli, Ugo, 17,240n. Virginia, 151n.,226n., Volterra, 228 \Tatzlawick, Paul,7 10, \7eaver,'Warren, 26, 27, 28, 29, 'Weinrich, Harald,131n. \Whorf, Benjamin Lee, 10, 84, ll2n. Vilkins, Lee,278n. \ifilson, Deirdre,156, 198, 199, 201,202 Vittgensrein, Ludwig,96 Wol[,Mauro,16n.,20,21e n.,22. 23.24,25,26n.. 39n. 67, Zijno, Alessandro, 69, 176n., 191.192n. 189n.,

Sommario

3 3 0 , r, 5 3

Introduzione

I. I modelli della comunicazione del la l. Comunicazione: parolae l'emergenza concetto,15 - 2. Le ragioni di un ritardo e quelle di un recupero,18 - 3. Gli albori e dilla cornrtunicationresearch il nrodello della "teoria ipoder)r r mi ca' , 19 - 4. Lingeener itdellaconr t r r . r icaz. iot6c, 5' O or npt 'r clcl c nenti del rnodelloconrttnicativo firnz.ioni lrnguaggio'30 - 6. scmiotico3(r Critiche al modello infbrrnazionalc, - 7. Il mt>dcllo informazionale, 37

l5

II. La struttura del segno l. Il segno,45 - 2. Segnocome equivalenzae conte inferenza' 46 nella teoria del segnodi Ferdinand - 3. Il modello dell'equivalenza 58 47 de Saussure, - 4.11 segnocome entitl psichicabifacciale, 5. Due caratterifondamentalidel segnolinguistico,60 - 6. Il renella reoriadel segnodi ferente,62 - 7.ll modello dell'inFerenza CharlesS. Peirce,63

45

III. I sistemi semiotici

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l. I linguaggicome strutture,T3- 2. Lidentit), 76 - 3. Espressione e contenuio, 77 - 4.I vari tipi di codici o linguaggi,79 - 5. Larticolazionedei linguaggi in piani, 80 - 6. Il relativismolinguistico,

312

313

)ommarlo

5ommano

84 - 7 . Gli assidel linguaggio: sistemae Processo'88 - B. La commutazione,89 - 9. LJnon conformiti tra i due piani, 9l - 10. In92 terdipendenza,determinazione,costellazione, - 11. La doppia 93 articolazione,

IX. La comunicazione non verbale

l()5

IV. Significato e modelli semantici 1. Complessiti e ampiezzadella nozione di significato,95 - 2. La o semandia referenziale vero-condizionale,96 - 3. La semantica 98 impostazionestrutturalista, - 4.La componenzialit) del sidi gnificato, 103 - 5. La semanticadi impostazione psicologico-cognitivista, I l2

95
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l. Ambiti e definizionedi comunicazionenon verbale.205 - 2. Aspetti diacronicinellacomunicazione non uerbaie,207 - 3. Dit'fusione e importanza dei segnali non verbali, 210 - 4. Asperto esteri or e, 211 - 5. La pr ossem ica, 2l4- 6. Lapt ica, 216 - 7. ll sistemadei gesti,2l7 - 8. Le espressioni volto e lo sguardo,228 del - 9. Il sistema vocale,232 - 10.ll silenzio,234

X. Comunicazione e tecnologie

237

V. Lenunciazione e il discorso

119

1. Dimensione semioticaar dimensioneenunciativao discorsiva, 123 119 - 2. Lapparato formale dell'enunciazione,

l. Comunicazionemediatadalle recnologie, 237 - 2. Diflbrenze tra la comunicazione facciaa facciae la coirunicazione mediarada computer, 239 - 3. La noviti di internet, 242 - 4. Comunicazione interattiva, 243 - 5. Comunicazione asincrona e sincrona, 245 6. Uso "simulativo" delle tecnologie comunicarive,24S - 7. Gerghi di rete, nicknamese neriquerre,252 - 8. Luso "anti-simularivo" della rete,257

VI. Il soggetto, la voce, i simulacri diversisoge 1. Il soggetto la voce, 149 - 2. La polifonia, .l5I - 3.I 154 - 4. I simulacrienunciativi, 159 getti dfun unico enunciato,

I49

XI. Letica della comunicazione

267

VIL La dimensione pragmatica e gli atti linguistici 1. La tripartizione dei fenomeni della comunicazione, 163 - 2. 164 - 3.-Atti locutivi e perMateriale linguistico e realizzazione, locutivi, 166--4. Atti illocutivi, 167 - 5. Atti linguistici e convers az ione, 170

163

1. D i che cosa si occupa I 'et ica della com unicr r zit t r - r c, 2( - 7 t 2. Leri cae le sueam biguit l, ZO q- . ] . F. r ic: r , ll:.r , nr r r r r i. aziorc c lcclt r rt ontol o giapr of essioiale, 2Tl- 4. Lc f ir r r ncdcll'ct icadellr rcor nr r ni cazione, 277 - 5. Er ica dclla conr unicaz. i<lnc "nlt r lr il c del l ' uom o,279 - 6. I 1 par adigm a dialogicodcll'cr ica dclla cor nunicazione,281 - 7. Lattenzionee il rispetto per l'audiencc, 284 8. Lutilit) della comunicazione,286 - 9. Etica nella comunicazione,288 - 10. Per una comunicazionebuona, 29 I

Bibliografia e VIII. Lesplicito I'implicito


l. Il significato letteralee "ciir che b detto", 173 - 2. "Cib che b int . s o" , t - I 75 - 3 . Es p l i c i to e i m p l i c i to , 1 7 6 - 4.Impl i cature cone venzionali,presupposizioni implicazion\,177- 5. Il Principiodi 183 - 7 . Un 180 - 6. Le Massimeconversazionali' cooperazione, modello comunicativo qriceano,189 - 8. La cortesiae le suc reteoria della pertinenza, 197 gole, 192 - 9. Inferenze"e

) q1

173 lndicedei nomi

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