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John B.

Thompson
Mezzi di comunicazione e modernit
Capitolo 1: Comunicazione e contesto sociale
In tutte le societ gli esseri umani hanno prodotto e scambiato informazioni e contenuti simbolici. Con lo sviluppo delle istituzioni di comunicazione, avviatosi alla fine del XV secolo, le forme simboliche sono state prodotte su ampia scala diventando merci vendute sul mercato e accessibili anche lungo distanze spazio-temporali considerevoli. Le forme simboliche sono dotate di significati e la loro trasmissione avviene in contesti sociali strutturati. Il parlare un'attivit sociale attraverso cui gli individui stabiliscono e modificano le loro relazioni. Gli individui agiscono in diversi insiemi di circostanze definiti campi di interazione: in ognuno di essi ogni individuo ha una sua posizione determinata dal tipo e dalla quantit di risorse a disposizione, oltre che dal potere che esercita. Il potere la capacit di agire in vista dei propri obiettivi e interessi e di intervenire sul corso degli eventi, influendo sui loro esiti. Si distinguono 4 tipi di potere:

potere economico: attivit produttiva che procura agli essere umani i mezzi di
sussistenza;

potere politico: coordina gli individui e regola i modelli della loro interazione; potere coercitivo: uso o minaccia della forza fisica per sottomettere un
avversario;

potere simbolico: produrre, trasmettere e ricevere forme simbolische dotate


di significato. Questa classificazione del potere non rigida, dato che le diverse categorie molto spesso si sovrappongono. Ogni istituzione predisposta ad esercitare un tipo specifico di potere: le istituzioni paradigmatiche sono quelle che forniscono le basi pi favorevoli per esercitare una forma di potere particolare.

Nel produrre e trasformare forme simboliche gli individui impiegano un mezzo tecnico: si tratta del sostrato materiale delle forme simboliche, cio gli elementi che fissano il contenuto simbolico stesso. Si immagazzinano le informazioni per renderle disponibili ad usi successivi. Una forma simbolica pu essere anche riportata in diverse copie. La riproducibilit determina la trasformazione delle forme simboliche in merci da vendere e acquistare sul mercato: l'originalit o meno di un'opera una caratteristica che assume sempre maggior importanza. Ogni processo di scambio simbolico avviene in un contesto spaziale e temporale diverso dal momento della produzione: si parla a questo proposito di distanziazione spazio-temporale. Le forme simboliche richiedono due competenze distinte: codifica e decodifica. Chi produce una forma simbolica deve codificarla in un formato tale che chi ne fruisce possa decodificarla in maniera adeguata. Dell'espressione comunicazione di massa, il termine massa pu fuorviare per due ragioni: 1) non che tutte le persone ricevono un prodotto mediale, ma che esso potenzialmente accessibile a una pluralit di destinatari; 2) i destinatari dei prodotti mediali non sono spettatori passivi. Anche il termine comunicazione pu essere ingannevole perch si tratta di un flusso di comunicazione unidirezionale da un mittente a molti riceventi. La comunicazione di massa la produzione istituzionalizzata e la diffusione centralizzata di merci simboliche attraverso la fissazione e la trasmissione di informazioni e contenuti simbolici. Essa presenta 5 caratteristiche: comporta certi mezzi tecnici e istituzionali di produzione e diffusione; mercificazione delle forme simboliche come valorizzazione del prodotto mediale; separazione strutturata tra produzione e ricezione della forme simboliche; accessibilit delle forme simboliche estesa nello spazio e nel tempo; circolazione pubblica delle forme simboliche.

Prima dell'avvento delle telecomunicazioni le forme simboliche dovevano essere trasportate fisicamente. Si prodotto lo sganciamento di spazio e tempo: la distanza spaziale non ha pi comportato quella temporale. I problemi di coordinazione di spazio e tempo sono stati risolti attraverso una seria di convenzioni per uniformare i sistemi di calcolo del tempo. Lo sviluppo dei media ha creato una storicit mediata: le nostre esperienze passate possono essere mantenute proprio grazie ai media. Si tratta di un mondo mediato in cui le forme simboliche plasmano sia la nostra conoscenza del mondo, sia le nostre idee sulla posizione che occupiamo in esso. mutato il nostro senso di appartenenza per la convizione di condividere una storia e un origine comune. Il mondo appare pi piccolo e interamente esplorato: su di esso gli esseri umani possono esercitare la loro ingerenza. C' anche un tentativo di colonizzare il futuro, sottomettendolo ai nostri piani e alle nostre aspettative: tuttavia, l'idea di progresso sta cominciando a calare. La ricezione dei prodotti mediali un'attivit pratica e di routine: gli individui si appropriano dei materiali simbolici e li rielaborano. La ricezione sgancia il contenuto simbolico dal sostrato materiale sul quale era stato fissato in produzione. Nel ricevere un prodotto mediale gli individui si sollevano oltre il contenuto della loro esistenza per immergersi, seppur momentaneamente, in un mondo diverso. La ricezione dei prodotti mediali dipende dalle capacit e competenze che l'individuo ha acquisito tramite processi di apprendimento e indottrinamento. Si parla di ermeneutica per intendere la necessit di interpretare il prodotto mediale, cos da attribuirgli un significato e dargli un senso. Naturalmente l'individuo ha una serie di pregiudizi che lo portano a formulare asserzioni e aspettative. L'ermeneutica si occupa anche di capire come ogni individuo faccia ricorso ai prodotti mediali ricevuti per meditare su s stessi, sugli altri e pi in generale sul mondo. La ricezione non si limita al solo momento iniziale, ma pu avvenire anche successivamente. Alcuni messaggi mediali che riceviamo ci restano impressi nella mente, altri si perdono: un processo di crescita della nostra identit personale.

Capitolo 2: I media e lo sviluppo delle societ moderne


Nel periodo compreso tra il tardo medioevo e la prima modernit sono avvenute profonde trasformazioni in grado di cambiare il volto dell'Europa e portare a quello che diventer il mondo moderno. Non si tratta soltanto di cambiamenti politici o economici: bene considerare anche quelli in ambito culturale. In questo momento storico troviamo le basi della mediatizzazione culturale. L'economia del primo medioevo era prevalentemente agricola e si basava su unit produttive di piccole dimensioni (feudo e villaggio). I contadini lavoravano la terra e cedevano parte del loro prodotto al signore feudale. Con l'XI secolo iniziarono ad estendersi i commerci con un utilizzo sempre maggiore del denaro: singoli individui re-investivano i loro profitti sul mercato. La rivoluzione industriale tra '700 e '800 ha inaugurato l'era dell'industria manifatturiera su larga scala, poi fallita nel XX secolo in Unione Sovietica e Cina. L'europa medievale era politicamente frammentata in minuscole unit politiche. Due fattori hanno determinato i processi di consolidamento e accentramento: 1) i sovrani hanno fatto ricorso al potere coercitivo; 2) i sovrani hanno attinto alle popolazioni per le risorse necessarie. L'organizzazione politica interna degli stati europei notevolmente mutata nel corso del tempo: dallo stato assolutista a quello democratico liberale. Sono stati creati simboli e sentimenti d'identit nazionale come la condivisione di uno stesso insieme di diritti, doveri e tradizioni. Nel medioevo era la Chiesa cattolica a detenere il potere simbolico: non solo prodotti religiosi, ma anche l'indottrinamento alla fede. L'autorit religiosa si poi frammentata in un insieme di sette, ognuna delle quali difendeva il proprio modo di accostarsi alla fede. Lo sviluppo impetuoso delle scienze nel XVI secolo stimol la formazione di societ di eruditi: il sistema d'istruzione rius a rendersi indipendente dalla Chiesa. Tuttavia, l'accessibilit all'istruzione restava limitato a chi proveniva dai ceti abbienti: soltanto nel XIX secolo, con la comparsa dei primi programmi d'istruzione unificati, anche le fasce meno abbienti della popolazione potevano accedere all'istruzione.

La nascita dell'industria dei media pu essere fatta risalire alla seconda met del XIV secolo. Le tipografie si sono poste come nuovi centri del potere simbolico, fuori dal controllo diretto di Chiesa e stato, con la possibilit di stampare un ampia gamma di testi diversi. Le prime case editrici non erano semplici aziende, ma anche luoghi d'incontro e dibattito. Chiesa e stato cercarono in vari modi di assoggettare le tipografie ai loro interessi, ma le possibilit di controllo erano molto limitate: gli stampatori riuscivano facilmente a fuggire alla censura imposta dalle istituzioni. L'invenzione della stampa, ad opera di Gutenberg nel '400, ebbe 2 importanti effetti: 1) stimol l'interesse per l'antichit (pubblicazione delle opere classiche); 2) favor lo sviluppo di sistemi standardizzati (manuali e almanacchi molto richiesti). Il pubblico di lettori apparteneva in maggioranza alle lite urbane istruite, anche se furono toccati dalla stampa nuovi soggetti come gli artigiani e i bottegai. Lo sviluppo della stampa ha dato il l alla circolazione di notizie e informazioni in tutta Europa. Le principali reti di comunicazione erano 4:

rete della Chiesa cattolica; rete delle autorit politiche nazionali; rete commerciale;
mercanti, menestrelli, viaggiatori, ecc. Alcuni stati si dotarono di un servizion postale ordinario, gradualmente esteso a tutti. Proliferarono piccole pubblicazioni come volantini, manifesti e opuscoli d'informazione di vario argomento. La nascita del giornale fatta risalire alla prima met del XVII secolo con la pubblicazione dei primi settimanali: le notizie erano raccolte dai funzionari di posta e assemblate da una persona sola. Gli argomenti prevalenti erano notizie dall'estero, anche se in breve tempo le persone cominciarono ad orientarsi anche alle notizie interne. Le autorit politiche hanno dapprima imposto una tassazione per ogni periodico o giornale, agendo in generale con vari gradi di rigidit. La libert di stampa inizi ad essere garantita dalla fine del XIX secolo.

Habermas, in Storia e critica dell'opinione pubblica, sostiene che nell'Europa della prima modernit (XVI secolo) sorto un nuovo tipo di sfera pubblica, grazie allo sviluppo del capitalismo mercantile e al mutare delle forme istituzionali del potere politico. emersa la societ civile, cio l'ambito delle relazioni economiche private sotto l'egida dello stato. Tra pubblico (stato) e privato (societ civile) si costituita una nuova sfera pubblica borghese composta dai privati cittadini che discutevano di come governare la societ civile. Secondo Habermas, la nascita della stampa periodica ha fornito un nuovo spazio per la discussione pubblica: sono stati importanti anche i nuovi centri di socializzazione (salotti e caff) nei quali gli individui si ponevano su un piano di parit. Il parlamento impar ad interagire con la stampa per giocare un ruolo pi costruttivo nel formarsi e articolarsi dell'opinione pubblica. La teoria di Habermas ha ricevuto alcune critiche: trascura l'importanza di altre forme di discorso pubblico; non convince l'importanza attribuita alla stampa periodica; la sfera pubblica borghese era in realt litaria e selettiva, aperta ai soli studiosi; spettatore reso passivo e facilmente manipolabile dalle tecniche mediali; rifeudalizzazione della sfera pubblica mai avvenuta. Nel XIX secolo ha avuto inizio il processo di trasformazione delle istituzioni mediali in grandi imprese commerciali. A favorire questo sono state una serie di innovazioni tecniche e una trasformazione graduale di basi finanziarie e meccanismi di valorizzazione economica. L'industria dei giornali si crea un pubblico vasto, adottando uno stile giornalistico pi leggero e vivace. I giornali diventarono gradualmente imprese commerciali su vasta scala per i quali era necessario investire grandi capitalia, superando la tradizionale gestione dell'impresa familiare. Le risorse hanno iniziato ad essere concentrate in molti settori: le grandi aziende costringono le piccole a fondersi o a chiudere i battenti. L'origine della globalizzazione della comunicazione risale alla met dell' '800. Nacquero le prime agenzie di stampa interna e si espansero le reti di comunicazione,

diventando veramente globali. La pi grande scoperta del periodo stata l'elettricit: si passati dal telegrafo a radio e televisione nel giro di un secolo. Tale sviluppo si legato al potere politico, economico e militare in svariati modi: basti pensare all'uso propagandistico della radio nel regime fascista o al finanziamento da parte del governo agli esperimenti di Marconi. Oggi il contesto mediale non ha smesso di mutare, anzi i cambiamenti in atto stanno aumentando d'intensit. Le informazioni sono ormai eleborate in formato digitale e le tecniche convergono verso un sistema di comune di trasmissione ed elaborazione delle informazioni stesse. La conversione delle informazioni avviene oggi con grande velocit, facilit e flessibilit.

Capitolo 3: La nascita dell'interazione medata


Gli uomini hanno sempre stabilito relazioni faccia a faccia: le forme simboliche erano scambiate in un luogo fisico condiviso. Le tradizioni erano passate alla generazione successiva oralmente, con una forza di penetrazione limitata. Lo sviluppo dei media crea nuovi tipi d'azione e interazione e nuove forme di relazioni sociali. Le dimensioni di spazio e tempo si riorganizzano: l'intera societ si svincola dal luogo fisico e non pi necessario condividere lo stesso ambiente spazio-temporale. Si distinguono 3 forme d'interazione:

interazione faccia a faccia; interazione mediata; quasi-interazione mediata.

L'interazione faccia a faccia ha luogo in un contesto di compresenza con condivisione del sistema di riferimento spazio-temporale. dialogica perch comporta un flusso di comunicazione bidirezionale con l'utilizzo di molteplici indizi simbolici. L'interazione mediata richiede l'utilizzo di un mezzo tecnico per trasmettere informazioni tra persone distanti nello spazio, nel tempo o in entrambe le dimensioni. Non c' condivisione del sistema di riferimento spazio-temporale e gli indizi simbolici a disposizione dei partecipanti sono limitati.

una comunicazione pi indeterminata rispetto a quella faccia a faccia. La quasi-interazione mediata stabilita dai mass media e, come l'interazione mediata, permette uno scambio di informazioni a grande distanza. Le forme simboliche sono prodotte per un insieme potenziale di destinatari con un flusso di comunicazione in prevalenza monodirezionale. Si definisce quasi-interazione perch una situazione strutturata con separazione dei ruoli tra produttore e ricevente, ma in generale non permette ai destinatari di rispondere quando ricevono il messaggio. Goffman afferma che ogni atto o esecuzione ha luogo dentro una particolare cornice interpretativa: ogni individuo che agisce in questa cornice adatta il suo comportamento cercando di proiettare una propria immagine compatibile con la cornice stessa. Goffman chiama ribalta la cornice dell'azione e le caratteristiche del s messe in evidenza, mentre d il nome di retroscena a quegli ambiti nei quali si cerca di nascondere comportamenti che sarebbero inappropriati per la ribalta. L'interazione mediata prevede due o pi ribalte separate nello spazio e nel tempo: ogni ribalta ha il suo retroscena e tutti i partecipanti devono cercare di controllare il confine tra essi. Nel caso della quasi-interazione mediata si distinguono tra la cornice interna di produzione e la cornice interna di ricezione: ogni cornice ha le sue ribalte, retroscena e confini. La ribalta dalla cornice di produzione accessibile ai riceventi, ma non vale il contrario: gli spazi della sfera di ricezione non entrano in contatto con quella di produzione. Sono gli insiemi di coordinate spazio-temporali:

coordinate del contesto di produzione; coordinate del messaggio televisivo; coordinate del contesto di ricezione.
La televisione prevede un processo di congiunzione tra i 3 insiemi, tanto che si parla di interpolazione spazio-temporale. La quasi-interazione della televisione crea un'esperienza spazio-temporale discontinua: i ricevementi diventano esploratori dello spazio e si devono staccare dal contesto quotidiano nel quale vivono. I produttori possiedono una caratteristica importante: la televisibilit. Ci significa che appaiono ai destinatari secondo modalit particolari: si tratta di

personaggi costruiti a distanza che intrattengono con i riceventi relazioni di tipo diverso rispetto a quelle faccia a faccia. Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione ha organizzato nuovi tipi di azione, ormai divenute sempre pi comuni: le azioni a distanza. Nel caso della televisione, esistono 4 forme di azione a distanza:

messaggi al ricevente: dare l'impressione che il messaggio sia diretto ai riceventi; atteggiamenti quotidiani mediati: essere filmati e resi visibili in televisione (cambio di atteggiamenti); eventi mediali: interruzione del corso normale della vita; azioni di fantasia: storie messe in scena da attori consapevoli del proprio ruolo.

Le azioni di risposta sono azioni che gli individui interpretano in contesti molto lontani dal luogo di produzione. Il contesto spazio-temporale di ricezione non coincide con quello di produzione: sono molti i contesti di ricezione che non sono tra loro coincidenti. I messaggi dei media subiscono un'elaborazione discorsiva: vengono recepiti dai destinatari che li adottano come temi di discussione. Questi messaggi possono conquistare dei destinatari indiretti, che ne vengono a conoscenza da altri, oppure essere incorporati in nuovi messaggi ( mediatizzazione estesa). L'appropriazione dei messaggi mediali un processo continuativo e socialmente diseguale dipendendente da come il destinatario lo percepisce.

Capitolo 4: La trasformazione della visibilit


Gli individui che appaiono sullo schermo televisivo ci sono familiari, tanto che li chiamiamo per nome e li consideriamo nostri compagni o amici. Rispetto al passato, oggi i personaggi pubblici sono sempre visibili e diventa necessario per loro stare attenti ai loro atteggiamenti, evitando che sono guai della visibilit mediata (gaffe, scandali, ecc.) La dicotomia pubblico/privato ha assunto significati diversi nel corso del tempo. Dal XVI secolo pubblico era l'insieme delle attivit legate allo Stato, mentre proviato si riferiva alle attivit poste al di fuori della sfera ivi delineata.

Un cambiamento importante intervenuto dal XIX secolo, con gli stati che hanno assunto un ruolo sempre pi interventista, mentre i privati cittadini hanno cercato d'influenzare la politica del governo. Oggi possiamo considerare pubblico le istituzioni statali o parastatali e le imprese economiche di propriet dello stato; privato sono le imprese economiche private e l'insieme di relazioni interpersonali proprie dell'individuo. Negli ultimi anni sono nate organizzazioni che si pongono a livello intermedio tra due poli: si tratta degli istituti di beneficenza senza fini di lucro, delle societ di mutua assistenza, dei gruppi di pressione e delle imprese economiche gestite da cooperative. Una seconda accezione considera pubblico cio che accessibile a tutti e privato quanto avviene lontano dalla viste delle altre persone. Prima dello sviluppo dei media, la notoriet di individui ed eventi era legata alla condivisione di un luogo comune: per essere pubblico un evento doveva avvenire di fronte ad individui fisicamente presenti (pubblicit tradizionale della compresenza). Con lo sviluppo dei media, la notoriet degli individui non pi affidata alla condivisione dello stesso luogo: sufficiente registrare un evento e mostrarlo al vasto pubblico dei media (pubblicit mediata). La pubblicit tradizionale della compresenza non stata completamente soppiantata dalla pubblicit mediata, dato il ruolo ancora importante che giocano i dibattiti e gli incontri pubblici. Si conforma un pubblico senza luogo che ha accesso ai materiali messi a disposizione dai media. Nell'Europa della prima modernit si sono sovrapposti i due tipi di pubblicit in modi complementari. Si attenuato il legame tra pubblico e visibilit: non necessario che le persone assistano a un evento perch esso sia un fatto pubblico. Nell'era televisiva la possibilit di essere visti con gli occhi acquista una nuova e straordinaria importanza: la televisione crea un campo visivo ampio con direzione della visibilit verso chi appare nel video. I mass media hanno creato un nuovo modo di comunicare, trasformando la ricezione dei prodotti mediali in una forma di appropriazione privata. Michel Foucault, in Sorvegliare e punire, ha sviluppato una nuova tesi riguardo all'organizzazione del potere nelle societ moderne e le trasformazioni delle sue relazioni con la visibilit.

Le societ del mondo antico erano caratterizzate dall'ostentazione spettacolarizzata da parte del sovrano della sua forza e superiorit. Questi regimi davano visibilit a pochi eletti, mentre la maggioranza delle persone era semplicemente spettatrice. Con l'avvento della societ borghese sono sorte nuove nuove forme di disciplina e sorveglianza: esercito, scuola, prigione, ospedale, ecc. Si tratta di societ disciplinari in cui la visibilit di pochi a molti stata sostituita dalla visibilit di molti a pochi. Foucault ricorre all'immagine del Panopticon, il penitenziario ideale progettato da Jeremy Bentham: l'origine di quello che comunemente chiamato Grande Fratello, ovvero un grande occhio che controlla permanentemente tutto ci che osserva. Secondo Foucault, il panoptismo sarebbe diventato il nuovo e pi efficace modo di esercitare il potere. Lo sviluppo dei media ha sortito l'effetto opposto a quello teorizzato da Foucault: vero che i molti raccolgono informazioni sui pochi, ma sono i pochi ad apparire ai molti. Il controllo della visibilit un'arte antica, le cui regole sono state profondamente cambiate dallo sviluppo dei mass media. Nelle societ antiche i governanti dovevano controllare la loro visibilit solamente negli incontri assembleari e di corte: si appariva solo a chi condivideva lo stesso luogo spazio-temporale. La maggioranza della gente non incontrava mai di persona il proprio sovrano, eppure spesso lo celebrava nelle ricorrenze e nelle feste. Con i mass media i detentori del potere politico si sono dovuti occuperare della loro auto-rappresentazione di fronte a un pubblico sempre maggiore e non fisicamente presente. La televisione ha dato importanza alla visibilit indipendentemente dalla condivisione di uno stesso luogo. Le strategie alle quali i leader fanno ricorso sono ampiamente variabili: dopo essere stato sconfitto da Kennedy, Nixon ha dovuto plasmare una nuova immagine di s e presentarla all'elettorato. Controllare la visibilit un obbligo di chi governa, non solo in campagna elettorale. La visibilit mediata un'arma a doppio taglio perch, se da un lato pu portare a mostrarsi su una scala senza precedenti, dall'altro pu generare conseguenze

disastrose. Sono 4 i tipi di possibili guai:

gaffe ed eccesso; partecipazione a un programma televisivo di effetto negativo ; fuga di notizie; scandalo.
Gaffe ed eccesso sono incapacit di cotrollare il proprio comportamento, dando l'impressione di non dominare la situazione. Oggi i media ci permettono, non solo di riprendere in diretta un fenomeno di questo tipo, ma anche di riprodurlo infinite volte a un pubblico vastissimo. Nelle primarie del 1976 il presidente Ford ha finto di conoscere la tradizione messicana e, quando gli sono stati offerti dei tamales, li ha mangiati senza togliere il cartoccio e continuando a dire che erano deliziosi. Rispetto alla gaffe, l'eccesso non molto comune e si traduce in un mancato dominio della situazione. Nel 1972 il candidato democratico Muskie, intervenuto a un comizio per respingere delle accuse fatte dai media alla moglie, pianse a dirotto e accus il clima rigido e nevoso della giornata, mentre invece diede chiaramente l'impressione di instabilit emotiva. Alcuni leader politici riescono a limitare i danni, ma per latri difficile sbarazzarsi degli effetti a lungo termine di una gaffe. La partecipazione di un politico a una trasmissione televisiva pericolosa nel caso in cui i telespettatori interpretino in maniera sbagliata il messaggio che il leader trasmette. La fuga di notizie e lo scandalo sono le immissioni improvvise nell'ambito pubblico di informazioni che il leader politico vorrebbe tenere nascoste per s. La fuga di notizie ha un impatto minore dello scandalo: essa la divulgazione di informazioni che dovrebbero appartenere al retroscena. La conseguenza di una fuga di notizie non sempre lo scandalo: questo termine indica la scoperta e divulgazione di attivit tenute fino a quel momento nascoste. L'esercizio del potere politico sottoposto oggi ad un esame globale. Oggi dunque difficilissimo per i leader politici controllare completamente la propria visibilit attraverso i media ed altrettanto arduo nascondere segreti dietro la porta del privato, dato che essi prima o poi rischiano di emergere sulla scena pubblica.

Capitolo 5: La globalizzazione della comunicazione


I messaggi sono trasmessi attraverso grandi distanze con relativa facilit, cos che gli individui possano accedere a informazioni emesse da luoghi lontani. Le reti di comunicazione elettronica si sono moltiplicate e le distanze cancellate. Il termine globalizzazione indica la crescente interconnessione di regioni diverse del mondo che genera forme di interazione e interdipendenze nuove. un qualcosa di pi del semplice espandersi di attivit al di l dei confini nazionali: l'interconnessione finisce per coinvolgere tutto il pianeta. Le origini della globalizzazione si possono far risalire all'espansione commerciale tra XV e XVI secolo, ma solo successivamente ha assunto molte delle caratteristiche che presenta oggi. La globalizzazione delle comunicazioni si imposta nel XIX secolo, non solo grazie allo sviluppo tecnologico, ma anche per altri fattori di tipo economico, politico e militare. Il telegrafo stato il primo mezzo di comunicazione a sfruttare l'energia elettrica. I primi telegrafi trasmettevano messaggi su territori limitati perch i cavi erano posati sulla terra ferma, fin quando si misero a punto reti sottomarine. Hanno giocato un ruolo importante anche le prime agenzie d'informazione interne. Ess raccoglievano sistemi di notizie dal loro territorio e le diffondevano agli altri; poi ogni impresa aveva una sua sfera d'attivit per poter creare un sistema di comunicazione multilaterale. Un terzo sviluppo fondamentale, dopo il telegrafo e le agenzie, stato lo sviluppo di onde elettromagnetiche. Esso ha per richiesto una legislazione atta ad allocare le frequenze di trasmissione delle varie emittenti. L' ITU (International Telegraph Union) ha stabilito standard internazionali e risolto tutti i problemi tecnici. Inizialmente vigeva la regola del chi prima arriva, per primo servito ma a fronte di moltissime richieste, si passati ad una suddivisione pianificata. La trasmissione elettromagnetica diventata davvero globale negli anni '60 con il lancio dei primi satelliti geostazionari. Il ventesimo secolo ha visto una proliferazione di canali di diffusione senza precedenti. I conglomerati della comunicazione hanno esteso le loro attivit in regioni diverse da

quella d'origine; si sono originati grandi concentrati di potere economico e simbolico distribuiti in modo diseguale. Sono state 3 le chiavi dello sviluppo delle notizie tecnologie: reti via cavo, satelliti e digitalizzazione dell'informazione. I prodotti dei media circolavano in un'arena internazionale, ben oltre i confini nazionali. L'accesso alla televisione stato a lungo limitato ad una piccola porzione della popolazione; tutt'oggi ci sono fasce di popolazione impossibilitate ad accedere al mezzo televisivo. Il motore del processo di globalizzazione della comunicazione sarebbero stati gli interessi commerciali delle imprese transnazionali americane. L'invasione dei valori occidentali starebbe distruggendo le culture nazionali: questa la tesi dell'imperialismo culturale di Herbert Schiller in Mass comunications and american empire. Secondo Schiller, il periodo successivo alla prima guerra mondiale ha visto gli U.S.A. dominare l'arena internazionale ed emergere un nuovo impero americano. Esso si basato sulla forza economica e il know-how nel campo delle comunicazioni. Gli interessi economici hanno interamente condizionato i pi importanti sistemi di comunicazione: l'invasione elettronica dei prodotti americani minaccia di distruggere le tradizioni locali. Tali prodotti si basano su valori consumistici che, una volta adottati, si lasciano catturare in un processo di trasformazione e dipendenza culturale. La suddetta argomentazione di Schiller presenta 3 problemi di fondo: formulata quando gli USA apparivano i dominatori incontrastati del mondo; le tradizioni locali non sono state soppiantate, bens si sono mescolate con quelle nuove; non necessariamente chi segue i programmi televisivi percepisce gli aspetti consumistici. L'appropriazione dei prodotti dei media sempre un fenomeno localizzato che coinvolge individui in contesti storico-sociali particolari che si appropriano in maniera particolare dei messaggi mediali. Attraverso il processo di appropriazione localizzata, i prodotti dei media vengono impressi in insiemi di pratiche che modellano e modificano il loro significato. Gli individui, appropriandosi dei materiali simbolici, si staccano dal contesto del loro

vivere quotidiano e possono farsi un'idea di stili di vita diversi dai loro. L'appropriazione dei messaggi mediali pu anche originare conflitti, qualora l'immagine trasmessa si discosti tanto dalla realt.

Capitolo 6: Nuovi approdi della tradizione


In passato la tradizione era tramandata nel contesto sociale della vita quotidiana. Attraverso la mediatizzazione, la tradizione si libera dai vincoli dell'interazione faccia a faccia e assume caratteristiche impreviste. A parere di molti pensatori sociali classici, la modernit avrebbe distrutto tutte le tradizioni. Marx sosteneva che la tradizione era fonte di mistificazioni che oscurava la vera natura delle relazioni sociali; il modo di produzione capitalista era l'unico in grado di squarciare la tradizione. L'economia capitalista dinamica, in continuo divenire, mutano le caratteristiche e la tradizione finisce inevitabilmente per dissolversi. Weber riteneva che certe trasformazioni delle pratiche e idee religiose fossero precondizioni della nascita del capitalismo in occidente. Queste idee hanno dato il l alle riflessioni che, a cavallo tra anni '50 e '60, hanno postulato la differenza tra societ tradizionali e moderne. Nelle prime fasi della modernit molte istituzioni dipendevano dalle trasformazioni delle societ premoderne; si passa poi a una fase di modernit riflessiva in cui le vecchie tradizioni sono progressivamente distrutte. Il termine tradizione in generale indica ogni cosa trasmessa o tramandata dal passato ed costituita da 4 aspetti:

aspetto ermeneutico: la tradizione uno schema interpretativo per


comprendere il mondo;

aspetto normativo: la tradizione una guida normativa per le azioni e


credenze del presente;

aspetto di legittimazione: la tradizione pu essere un sostegno all'autorit; aspetto d'identit: formato da identit personale (s stessi nella societ) e
identit collettiva (s stesso in un gruppo sociale). Con lo sviluppo delle societ moderne, si ridotto gradualmente il ruolo della tradizione come base dell'azione e fondamento dell'autorit. Oggi la tradizione usata come strumento per interpretare la realt (aspetto

ermeneutico) e per formare il senso di appartenenza (aspetto d'identit). Le tradizioni non scompaiono, ma perdono i loro ormeggi nei contesti della vita quotidiana; per resistere al passare del tempo, esse devono venire continuamente immesse in contesti nuovi. La trasformazione della tradizione legata allo sviluppo dei media, proprio perch la rinnovano su una scala senza precedenti. The passing of traditional society di Daniel Lerner uno studio dettagliato sul processo di modernizzazione in Medio Oriente. Lerner sostiene che le societ tradizionali sono frammentate in comunit isolate basate sulle relazioni di parentela. Il s di queste societ costrittivo: l'individuo non consapevole delle alternative alle proprie pratiche. Viceversa, le societ moderne si caratterizzano per elasticit e mobilit. Fondamentale stato il ruolo dei media, i quali hanno agito da moltiplicatori di mobilit: essi mettono a disposizione degli individui in una vasta gamma di esperienze altrimenti non vivibili e senza richiedere spostamenti fisici. La capacit che i media stimolano di immaginarsi al posto di altri chiamata empatia; il s diventa espansivo e la vita viene concepita come punto in movimento lungo un percorso di eventi immaginati. Sono mutati anche i rapporti tra individui e autorit. Tradizionalmente erano gli anziani del villaggio i depositari delle notizie che diffondevano nelle interazioni faccia a faccia. Non appena sono cominciati gli scambi con altre citt, gli anziani hanno perso il loro ruolo a favore dei giovani maschi che, recandosi in citt, recepivano informazioni che poi trasmettevano al luogo d'origine una volta che vi facevano ritorno. Lerner non sostiene che il passaggio da societ tradizionali a societ moderne sia piano e non problematico: infatti, il cambiamento pu uscire di fase e generare instabilit e violenza. A molte persone, la scelta tra conservare stili di vita tradizionali e aderire a quello moderni non eslusiva: in realt riescono ad organizzare la loro vita quotidiana integrando stili di vita tradizionali e moderni. Un ruolo particolare quello ricoperto dalla religione, la quale sopravvive nella societ moderna in particolare per due ragioni: resta il bisogno di formulare ipoesi sul senso del mondo e sul posto che vi occupa;

le pratiche religiose si intrecciano alle attivit quotidiane (appartenenza aduna comunit). Quindi, se lo sviluppo dei media non ha ucciso la tradizione, l'ha tuttavia trasformata in modi nuovi: resistenza dei contenuti fissati sui media allo scorrere del tempo; depersonalizzazione della tradizione (non si conosce pi l'autore); la tradizione si separa dai luoghi di origine. Le tradizioni sradicate si prestano alla manipolazione degli individui che le adattano, trasformata e codificata. Perch resistano allo scorrere del tempo, esse devono essere reimmesse nei contesti pratici della vita quotidiana: se non trovano pi radici, finiscono per pedersi. Alcune tradizioni che consideriamo antiche di secoli sono in realt invenzioni relativamente recenti; non solo, ma anche possibile che siano composte da mezze verit che si perdono nei meandri del tempo. Le tradizioni diventano vulnerabili all'azione dei media che le plasmano e poi diffondono secondo il loro esigenze. Si parla di pseudo-tradizioni per indicare quelle tradizioni di cui non si ha diretta testimonianza perch sono avvenute molto lontane nel tempo e che sono state imposte da chi si autoproclama custode del passato. Muovendosi da una regione o parte di mondo a un'altra, i popoli portano con s insiemi di valori e credenze che appartengono alle loro tradizioni. possibile che tali tradizioni, per via dello scorrere del tempo, si modifichino gradualmente e che i mass media garantiscano continuit culturali ad esse. La dispersione delle tradizioni prodotta dai media e dagli spostamenti di popolazione ha creato un panorama culturale complesso che ha originato tensioni e conflitti nuovi. Si pensi a una famiglia immigrata che si trasferita in un nuovo paese. I genitori, desiderosi di mantenere le loro tradizioni, si scontreranno con i figli, i quali invece vorranno adeguarsi alle usanze del nuovo paese. O ancora, il guardare tutti insieme la televisione: per i genitori si tratta di un rito, mentre i figli lo percepiscono il pi delle volte come un seccante dovere. La ricerca delle radici coinvolge in modo arbitrario le popolazioni immigrate: essa offre un modo per riscoprire e inventare tradizioni capaci di ricollegare gli individui ai luoghi d'origine. Pi le origini sono lontane nello spazio e nel tempo, pi attraente la loro ricerca.

A causa della club e dell'intensificarsi dei processi di emigrazione, le tradizioni di gruppi diversi vengono sempre pi in contatto: tale contatto non aumenta la capacit di comprensione reciproca, bens facile che scattino incomprensione e intolleranza. Il contrasto tra tradizioni pu anche indurre a tracciare confini per proevenire l'integrit della propria tradizione, escludendo dal gruppo gli estranei. Definire i confini pu essere un'attivit simbolica, se l'obiettivo prodotto dalla contaminazione di prodotti estranei, o concreta, nel caso in cui si cerchi di riormeggiare le tradizioni in nuovi contesti.

Capitolo 7: Il s e l'esperienza in un mondo mediato


Con lo sviluppo delle societ moderne, il processo di autoformazione si fa pi riflessivo e aperto: per costruire un'identit coerente, gli individui imparano ad attingere in misura maggiore alle loro risorse. Gli individui accedono in misura sempre maggiore a informazioni provenienti da fonti lontane e trasferendo tali informazioni su reti di collegamento mediate sempre pi ampie. Gli individui hanno accesso ad una conoscenza non locale. Lo sviluppo dei media produce un'identit diversa da quella tipica delle interazioni faccia a faccia: oggi gli individui possono sperimentare fenomeni in cui, nel corso della loro vita normale, non si imbatterebbero mai; al tempo stesso, l'esperienza viene sequestrata, nel senso che si slegano i legami spazio-temporali della vita quotidiana. Il s un progetto simbolico che l'individuo costruisce attivamente sulla base dei materiali simbolici a sua disposizione, ordinandoli nel racconto della sua identit. I materiali simbolici sono distribuiti disegualmente e il loro accesso pu richiedere capacit che alcuni possiedono e altri no. In passato, i materiali simbolici erano acquisiti nei contesi dell'interazione faccia a faccia: la formazione del s era vincolata ai luoghi di vita e d'interazione con altre persone. Lo sviluppo dei media ha profondamente modificato queste condizioni: il processo di autoformazione si lega sempre di pi all'accesso alle forme di interazione mediata (stampa e forme elettroniche). Gli orizzonti di comprensione degli individui si allargano, non essendo pi limitati dai modelli di interazione faccia a faccia, ma modellati da reti di comunicazione in via di espansione.

Ci sono anche dei risvolti negativi che i media possono avere sul processo di autoformazione. Il primo di essi l'invasione di messaggi ideologici: le forme simboliche sono ideologiche nella misura in cui rafforzano relazioni di potere sistematicamente asimmetriche. Quanto pi le forme simboliche mediali contribuiscono ad arricchire il processo di autoformazione, tanto pi il s si lega a sistemi mediali che sfuggono al suo controllo: gli individui dipendono sempre di pi dai sistemi sociali sui quali hanno pochissimo controllo. La crescente disponibilit di materiali simbolici mediali rischia di generare un effetto distorsivo: a tal proposito, si parla di sovraccarico simbolico. Via via che l'ambiente sociale aumenta di complessit, gli individui si costruiscono comportamenti pratici che li aiutano ad affrontare tale complessit: se vero che i media contribuiscono ad aumentare la complessit sociale, altrettanto vero che rappresentano una fonte di consulenza su come affrontarli. Il s si lascia assorbire interamente in una forma di quasi-interazione mediata, finendo per estendersi ed accentuarsi. La quasi-interazione mediata rende possibile una nuova forma d'intimit detta a distanza, poich si instaura con persone che non condividono lo stesso ambiente spazio-temporale. Questa forma d'interazione consente agli individui di godere di alcuni benefici dell'amicizia senza esporli alle richeste dell'interazione faccia a faccia: ci si avventura in relazioni interpersonali, evitando la rete degli impegni reciproci. Attori, presentatori, cantanti e cos via diventano personaggi familiari e riconoscibili che chiamiamo per nome, di cui discutiamo e che, in un modo o nell'altro, includiamo nella nostra vita. Siamo dei fan, ovvero ammiratori che organizzano la propria vita in relazione a una certa attivit o verso un dato prodotto mediale. Il mondo dei fan un universo sociale altamente strutturato che ha le sue regole e convenzioni; gli stessi fan si impegnano in molteplici attivit sociali. Un altro elemento caratteristico dell'essere fan l'opportunit di entrare a far parte di una rete di altri fan dello stesso idolo, condividendo con altre persone la stessa passione. I mass media rendono accessibili un ampio ventaglio di esperienze che i contesti

pratici della vita quotidiana non consentirebbero di fare. Certe forme di esperienza sono state gradualmente allontanate dai luoghi della vita quotidiana e progressivamente relegate in particolari ambiti istituzionali: un fenomeno chiamato sequestro dell'esperienza. Avviene anche il processo inverso: grazie ai mass media, alcune esperienze sottratte al flusso normale della vita quotidiana e riusciamo a farne esperienza e a conoscerle. Si mescolano continuamente differenti forme d'esperienza: esperienza vissuta ed esperienza mediata. L'esperienza vissuta immersa nel flusso temporale della nostra esperienza: sono le attivit pratiche della vita di ogni giorno. L'esperienza mediata invece quella che facciamo con le forme d'interazione mediata e quasi-interazione mediata. Si sperimentano eventi solitamente lontani dai contesti pratici della vita quotidiana: essi ci appaiono immodificabili poich non possono intervenire direttamente nella nostra vita. L'individuo modella e rimodella il proprio progetto simbolico attraverso la continua modifica delle proprie priorit. Si parla di comunanza despazializzata nel caso della condivisione di un ambiente comune e del sovrapporsi di percezioni esistenti nello stesso ambiente. Il s si trasformato e le condizioni dell'autoformazione sono mutate: la crescente disponibilit di materiali mediali consente al s di affrancarsi dai suoi legami con i contesti pratici della vita quotidiana. La vita in un mondo mediato comporta un intrecciarsi continuo di diverse forme di esperienza: fortunatamente, la maggioranza delle persone ritiene ancora pi importante l'esperienza vissuta, anche se l'esperienza mediata sta assumendo sempre pi importanza. La vita in un mondo mediato porta con s un nuovo carico di responsabilit.

Capitolo 8: Reinventare la sfera pubblica


Oggi diffusa l'esigenza reinventare la sfera pubblica in modi nuovi. La tesi sullo reinventare la sfera pubblica elaborata su piani diversi. I nostri modi di pensare alla politica sono plasmati in profondit da un certo ideale riguardo a ci che la vita pubblica dovrebbe essere. Ci si riferisce all'ideale della polis greca, in cui gli individui affrontavano gli argomenti

d'interesse comune riunendosi in uno stesso ambiente spazio-temporale. Lo sviluppo dei media ha creato un nuovo tipo di spazio pubblico che non richiede di riunirsi in uno stesso luogo: una sfera pubblica di apertura e visibilit, senza richiedere la condivisione di un luogo comune. La tendenza ad identificare la vita pubblica con lo stato errata poich, come ben sappiamo, si formata una cultura politica vivace al di fuori dei confini statali. I primi pensatori liberali (Bentham, Miller e altri) hanno proposto una difesa vigorosa della libert di stampa: attraverso la libert di stampa si pu formare un'opinione pubblica che controlli, come un cane da guardia, le attivit del governo. Il mondo di oggi, rispetto a quello del XIX secolo, cambiato per due motivi. In primo luogo, si sono formati grandi conglomerati della comunicazione, quali hanno concentrato risorse nell'industria dei media con una variet ampia di interessi. Inoltre, il mondo di oggi pi interconnesso di quello del passato: merito ovviamente della globalizzazione. Il pluralismo regolato la creazione di una cornice istituzionale che faccia posto alla pluralit di societ mediali indipendenti e ne assicuri l'esistenza. Lasciato a s stesso, il mercato non assicura la libert di espressione e nemmeno promuove la diversit e il pluralismo nella sfera della comunicazione. Il pluralismo regolato richiede una politica anti monopolistica: si dovrebbe frenare la concentrazione delle risorse e si dovrebbero creare le condizioni per un fiorire di societ mediali indipendenti. Le istituzioni mediali devono anche essere libere dallo stato per dar voce alle opinioni che si oppongono alle politiche e ai funzionari dello stato. I nostri modi di concepire la vita sociale e politica sono stati plasmati in profondit da un certo modello di ambito pubblico che trae origine dal mondo antico. Si tratta del modello tradizionale della sfera pubblica come compresenza: l'idea che la vita pubblica consista nel riunirsi in un luogo comune per discutere di argomenti d'interesse generali, proprio come accadeva nella polis greca. Lo sviluppo dei media ha creato nuovi tipi di sfera pubblica che non condividono i tratti distintivi del modello tradizionale: esse separano la visibilit di azioni ed eventi dalla condivisione di un luogo comune. Si crea lo spazio del visibile: uno spazio non localizzato perch la sfera pubblica non trova posto in punti spazio-temporali particolari. La sfera pubblica mediata non dialogica, nel senso che produttori e destinatari delle

forme dialogiche non comunicano tra loro perch il contesto di ricezione non consente risposte dirette. La sfera pubblica mediata anche aperta, cio consiste in uno spazio creativo non controllabile in cui possono manifestarsi nuove forme simboliche, le quali sfuggono ad ogni possibile controllo e non sono definibili in anticipo. Analizzando la sfera pubblica mediata, si capisce come sia diventata importante la lotta per la visibilit: le immagini mediali permettono di intercettare le ingiustizie percepite dagli individui. I media riescono a politicizzare il quotidiano: gli eventi di tutti i giorni si trasformano in catalizzatori dell'azione, capaci di far sentire il loro effetto ben al di l dei luoghi fisici in cui tali eventi si sono verificati. Oggi la democrazia la sola e unica idea capace di conferire legittimit all'esercizio del potere politico. Dal XVIII secolo l'ideale democratico stato proposto come principio per organizzare il potere politico entro la cornice dell'emergente stato-nazionale. Le istituzioni della democrazia rappresentativa si sono sviluppate di pari passo con l'economia di mercato e le istituzioni economiche del capitalismo. Ha trionfato la forma della democrazia rappresentativa, associata a un mercato di tipo autonomo sulla quale essa ha comunque assunto qualche grado di controllo regolativo. Nuovi problemi minacciano la legittimit della democrazia:

cinismo e disillusione dei cittadini verso le istituzioni politiche; disugualianze profonde nella distribuzione delle risorse; i partiti si concentrano sulla lotta contro gli avversari e non sui problemi dei
cittadini;

la globalizzazione ha inserito gli stati-nazione in relazione di potere che


sfuggono ai confini nazionali. Nonostante sia affascinante, il progretto della democrazia rappresentativa poco convincente: infatti, la societ moderna troppo complessa perch tale modello si possa realizzare. Pu essere utile prendere in considerazione il modello della democrazia deliberativa. Gli individui sono trattati come agenti autonomi in grado di assimilare informazioni provenienti da fonti diverse e vi sono dei meccanismi attraverso i quali incorporare le valutazioni dei singoli in processi decisionali collettivi. Il processo di deliberazione aperto: pi gli individui accedono a informazioni nuove e

considerano le idee avanzate dagli altri, pi probabile che mettano in discussione le stesse opinioni. Il formarsi giudizi mediati non richiede l'interazione dialogica con gli altri: la quasiinterazione mediata pu stimolare la deliberazione pi dell'interazione faccia a faccia in un luogo condiviso. Il deliberare non richiede che gli individui si riuniscano in uno stesso luogo per eprimere i propri punti di vista e ascoltare le opinioni altrui. Le istituzioni dei media rappresentano i principali strumenti attraverso i quali gli individui si procurano informazioni e si imbattono in punti di vista diversi a proposito delle questioni su cui ci si aspetta maturino giudizi mediati. La domanda della dimensione etica, pur appartendo antiquata a molti, ad altri pu sembrare invece fuori luogo. Lo svuotamento etico della vita pubblica una realizzazione di quello che Habermas chiama principio critico della pubblicit . Secondo Habermas, una norma valida o giusta e un'istituzione legittima solo se, dopo una discussione aperta e libera da ogni vincolo tra le persone che ne sono influenzate, quella norma o istituzione suscita il loro consenso.