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Prof. Francesco 8ASDL

Progettare la regolarit strutturale
Auto-CA ed Euroconcrete, 2007 - www.auto-ca.it www.euroconcrete.it 2/23
Progettare la regolarit strutturale
Lo sviluppo di un progetto strutturale un processo di tipo iterativo: sulla base dellesperienza e dei vincoli
imposti dal progetto generale il progettista seleziona i materiali, definisce la geometria di primo tentativo delle
sezioni, stima le sollecitazioni, verifica le sezioni pi significative ed eventualmente ne modifica la geometria.
Il processo si ripete fino alla scelta definitiva.
Nel caso delle strutture iperstatiche lentit delle sollecitazioni dipende dalle caratteristiche sia meccaniche
che geometriche degli elementi e del complesso strutturale: in particolare per le strutture in parallelo, la
maggior parte delle strutture correnti, lentit delle sollecitazioni dipende dai rapporti tra le rigidezze degli
elementi che le compongono. Elementi pi rigidi tendono ad assorbire quote maggiori dei carichi dunque
sono pi sollecitati e potrebbero richiedere dimensioni maggiori con aumento della rigidezza, di conseguenza
delle sollecitazioni in una sorta di ciclo che pu portare a soluzioni non ottimali. In presenza di forze
orizzontali (vento o sisma) anche il modello di analisi strutturale influenzato dalle caratteristiche
geometriche e meccaniche del complesso strutturale. Ad esempio per le strutture in zona sismica le Norme
Tecniche richiedono che lanalisi delle sollecitazioni sia sviluppata tenendo conto, in modo pi o meno
esteso, dei modi di vibrare del complesso strutturale.
Linterazione tra modello della struttura e sollecitazioni pu essere dunque complessa ma il progettista la pu
governare adottando schemi di comportamento dellinsieme chiaramente definiti. In una struttura
dovrebbero essere presenti specifici sistemi di controvento per il trasferimento dei carichi orizzontali, affidati
negli edifici ai nuclei ascensore e a eventuali setti, lasciando ai telai formati dai pilastri e dalle travi di piano il
compito di trasferire i carichi verticali alle fondazioni.
Non basta, peraltro, predisporre controventi in numero e con geometrie adeguate: essi devono anche essere
disposti in pianta in modo da contenere gli spostamenti di piano, perch da questi dipendono le sollecitazioni
dei diversi sistemi resistenti dunque, in definitiva, la sicurezza dellopera. Per tale motivo le Norme
evidenziano il concetto di regolarit strutturale, che non significa per forza simmetria nella disposizione in
pianta degli elementi resistenti. E possibile realizzare strutture con ottimo comportamento alle azioni
orizzontali a pianta libera, prive di disposizioni simmetriche, a patto che si seguano in fase di progettazione
alcuni criteri.
Lo scopo delle note che seguono, e del programma basato su di esse, proprio quello di fornire ai progettisti
tali criteri e uno strumento di facile uso che, a partire solo dalla geometria e dalla disposizione in pianta degli
elementi verticali di un edificio (pilastri, nuclei, setti), sia in grado di evidenziare fin dalla fase iniziale del
progetto eventuali carenze di impostazione.
Contribuendo, speriamo, a facilitare il dialogo tra due mondi spesso separati, quello degli architetti e quello
degli ingegneri. Un dialogo che deve essere proficuo, in assenza del quale i risultati progettuali che si
ottengono sono spesso insoddisfacenti.

Francesco Biasioli
Torino, gennaio 2007
Ringraziamenti
Il programma nato come strumento di supporto ai corsi di aggiornamento sugli Eurocodici organizzati dalla
Federazione Interregionale degli Ordini degli Ingegneri del Piemonte e della Valle dAosta. Estato sviluppato
in ambito AUTOCAD grazie alla disponibilit della societ Setec, responsabile del progetto Auto_CA di
sviluppo di un programma per il disegno delle carpenterie e armature delle strutture di calcestruzzo armato.
Alla fase di studio e test ha dato valido contributo ling. Doimo. La distribuzione e diffusione possibile grazie
alla disponiblit di InfoBuild e di Euroconcrete linformazione per i progettisti. l programma (e le sue future
revisioni) sono scaricabili liberamente dai siti: www.auto-ca.it e www.euroconcrete.it.
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1. Le forze orizzontali sugli edifici
Gli edifici devono essere sempre progettati per un insieme anche minimo di forze orizzontali dovute a:
eventuali non verticalit di travi e pilastri, oppure
lazione del vento, oppure
lazione sismica.
Tranne che nei casi pi semplici ad es. negli edifici di altezza limitata - le forze orizzontali devono essere
assorbite da un complesso di elementi detti di controvento nuclei scale-ascensori o setti presenti in
quantit adeguata e disposti in modo da minimizzare eventuali gli effetti torsionali dovuti alle forze agenti. Gli
elementi di controvento sono essenziali per stabilizzare il complesso strutturale.
2. Il dimensionamento dei controventi
EC2 5.8.3.3 Nelle strutture controventate i telai possono essere a nodi fissi o a nodi mobili. Un telaio definito a nodi
fissi se, nel calcolo dei suoi pilastri, lecito trascurare gli effetti dovuti a non linearit geometrica (eccessiva
deformabilit degli elemento) e/o meccanica (comportamento non lineare dei materiali); in caso contrario il
telaio classificato come a nodi mobili.
E sempre possibile realizzare strutture i cui telai siano a nodi fissi predisponendo elementi di controvento in
quantit adeguata: in tal modo si limitano le dimensioni dei pilastri e si individuano due distinte strutture di
trasferimento dei carichi, i telai per i carichi verticali, i controventi per i carichi orizzontali.
In un edificio in cui gli elementi di controvento sono distribuiti planimetricamente in modo da limitare gli effetti
torsionali dovuti alle forze orizzontali, i telai controventati possono essere considerati a nodi fissi se la
rigidezza flessionale complessiva ( Ecd Ic/L) dei controventi soddisfa la condizione

cd c
s
V,Ed 1 2
s
E I
n
F = k
n +1,6 L
!
[2.1]
Nella [2.1] i termini indicano:
ns

numero di piani dell'edificio che possono muoversi nel piano orizzontale
L altezza totale delledificio (m) misurata dal vincolo flessionale degli elementi di controvento
FV,Ed carico verticale (kN) totale allo SLU agente sugli elementi controventati e di controvento; nella stima
di FV,Ed i carichi vanno assunti fissi e senza riduzione ai piani
Ecd valore di progetto del modulo elastico del calcestruzzo (kN/m
2
):
2/3
cm ck
cd
c,E c,E
E 22 [(f +8)/10]
E = =

1

Ic momento dinerzia della sezione degli elementi di controvento (m
4
)
k1 coefficiente che ha valore k1 = 0,31 se si assume che allo stato limite ultimo gli elementi di controvento
siano fessurati, k1 = 0,62 se li si assume come non fessurati.

La [2.1] permette il calcolo del valore minimo dellinerzia flessionale complessiva (Ic) di un insieme di
elementi di controvento realizzati con calcestruzzo di resistenza fck. Si ottiene:

2
V,Ed
c
1 cd s
F L 1,6
I = 1 +
k E n
" #

$ %
& '
[2.2]
Linerzia flessionale complessiva minima (Ic) deve essere disponobile per entrambe le direzioni principali
delledificio.

1
Nella formula fck va espresso in N/mm
2
. Per lItalia fck = 0,83 Rck. LEurocodice suggerisce di adottare il valore cE = 1,20.
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3. Il modello di solaio rigido e gli spostamenti di piano
Perch il sistema di controventi risulti efficace le strutture di controvento, oltre che presenti in quantit
adeguata, devono essere disposte planimetricamente in modo da limitare gli effetti torsionali sul complesso.
Occorre dunque valutare lefficacia della disposizione in pianta degli elementi.
Si adotta un modello semplificato che considera solo il primo solaio di un edificio che pu presentare
spostamenti e rotazioni per effetto di un insieme di forze orizzontali applicate al complesso strutturale. Tale
solaio, assunto come infinitamente rigido nel suo piano dunque indeformabile, collega le estremit superiori
di una serie di elementi verticali (pilastri, setti e nuclei - fig. 3.1) considerati incastrati alle estremit opposte.
Si assume che i lati di tutti gli elementi siano paralleli ai lati del solaio.

Fig. 3.1 - Modello di solaio
La parte di edificio soprastante il solaio trattata come un unico corpo rigido che si muove seguendo il
movimento del primo solaio (fig. 3.2). Causa tale approssimazione il modello fornisce indicazioni
sufficientemente precise solo per edifici regolari in pianta e in altezza
2
; nel caso di edifici alti o privi di
regolarit strutturale il modello fornisce risultati che possono essere fortemente approssimati, ma in grado
di evidenziare grossolane criticit nella disposizione planimetrica degli elementi di controvento.

Fig. 3.2 - Modello di edificio

2
La regolarit strutturale definita nel capitolo 7.
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Un solaio infinitamente rigido soggetto a un sistema di forze orizzontali agenti nel suo piano e comunque
orientate si sposta e ruota. Con riferimento a un sistema di riferimento (x,y) con origine in un punto O
qualsiasi, interno o esterno al solaio, gli spostamenti nelle direzioni x e y e la rotazione del solaio attorno
allorigine O sono individuati da tre grandezze: u0, v0 e (fig. 3.3).
Mentre i punti del solaio rigido si spostano tutti delle quantit u0 e v0, la rotazione fa spostare le estremit di
un elemento verticale i-esimo di coordinate (xi yi ) delle quantit xi e yi la cui entit dipende sia dalla
rotazione del solaio che dalla distanza r dellelemento dallorigine O. La rotazione genera infatti uno
spostamento i = (r ) dellestremit dellelemento le cui componenti sono xi e yi.

Fig. 3.3 Componenti dello spostamento
Indicando con langolo che, prima della rotazione, il segmento di lunghezza r congiungente lestremit di
un elemento di coordinate (xi yi ) con lorigine O fa con lasse x, a rotazione avvenuta valgono le relazioni
trigonometriche (fig. 3.3, sinistra):
xi = r cos ( + ) r cos = r cos cos - r sin sen - r cos
yi = r sen ( + ) r sen = r sen cos + r cos sen - r sen
Dato che la rotazione molto piccola si possono porre sen = e cos = 1. Sostituendo:
xi = - (r sin ) = - yi yi = (r cos ) = xi
Sommando a tali incrementi gli spostamenti rigidi di piano u0 e v0 (fig. 3.3 destra) si ottengono gli spostamenti
totali:
ui = u0 + xi = u0 - yi vi = v0 +yi = v0 + xi [3.1]
Lo spostamento globale i dellestremit dellelemento i-esimo, le cui componenti sono (ui vi), vale:

2 2
i i
u + v
!
= [3.2]
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4. Le rigidezze degli elementi strutturali
Allestremit di un elemento che subisce spostamenti ui e vi e una rotazione nascono delle forze e coppie
di reazione che, allannullarsi dellazione che ha provocato lo spostamento, tendono a riportare lelemento
nella sua posizione originale. In figura 4.1 sono evidenziate le forze reattive allestremit di due pilastri,
proporzionali alla rigidezza a flessione e taglio di ciascun elemento. Eventuali coppie di reazione dovute a
una rotazione del piano sarebbero proporzionali alla rigidezza torsionale.
3


Fig. 4.1 Forze attive e reattive
RIGIDEZZE A FLESSIONE E TAGLIO
Negli edifici sono presenti elementi di controvento - i setti e i vani ascensore che si assumono incastrati in
fondazione, e altri elementi - i pilastri di piano collegati alle travi dei piani superiori e inferiori dei telai: se tali
travi sono considerate infinitamente rigide, le estremit dei pilastri non possono ruotare. Se non c una
rotazione del piano rigido setti, vani ascensore e pilastri sono obbligati ad avere tutti gli stessi spostamenti
ma si deformano in modo diverso: i setti e i vani ascensore come mensole di altezza pari allaltezza
dedificio, i pilastri come elementi di altezza pari allinterpiano.

Fig. 4.2 Deformate di elementi di controvento e di pilastri
Leffetto del solaio rigido simulato in figura 4.2 da una biella inestensibile che collega un setto con un
generico telaio, e dalle presenza delle travi di piano indeformate. Sia gli elementi di controvento che i pilastri
si deformano per flessione e taglio e la forza reattiva che sviluppano dipende dalla rigidezza a flessione e
taglio di ciascun elemento, che si pu ricavare se nota la sua deformabilit globale.

3
In meccanica le rigidezza assiale Kz, flessionale K

e torsionale KT di una molla sono la forza Fz la coppia Mx e la coppia Mz da


applicare alle estremit della molla per ottenere, rispettivamente uno spostamento relativo , una rotazione relativa o un rotazione
relativa di valore unitario. Linverso di ciascuna rigidezza detta flessibilit, definita come lo spostamento o la rotazione relativa
provocate da una forza o da una coppia di valore unitario. La rigidezza ki di un elemento di controvento o di un pilastro che si
deforma per flessione e taglio
Fi = ki i
pari alla forza che provoca uno spostamento relativo i = 1 delle estremit dellelemento. .
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Figura 4.3 Deformate di interpiano mensola
Con riferimento alla parte di struttura che comprende il primo impalcato evidenziata in fig. 4.2, si esaminano
due elementi, un tratto di mensola e uno dei pilastri del telaio, entrambi con altezza pari allaltezza l
dellinterpiano. Il tratto di mensola soggetto a una generica forza F applicata a livello del primo impalcato,
presenta le sollecitazioni di fig. 4.3. Lo spostamento dellestremit, somma degli spostamenti per flessione
M e taglio V, vale:

3
M V
l l
= + = + t F
3 E J G A

( )

* +
, -
[4.1]
dove
J, A, l

momento d'inerzia baricentrico, area della sezione trasversale e lunghezza dell'elemento
t fattore di taglio della sezione trasversale
E, G

moduli di elasticit longitudinale e tangenziale del materiale.
Per F = 1 il termine entro parentesi rappresenta la flessibilit globale dellelemento, somma di due addendi
di cui il primo la flessibilit a flessione , il secondo la flessibilit a taglio.
Poich
E
G =
2 (1+ )
( il coefficiente di Poisson del materiale), esprimendo il momento di inerzia mediante
il raggio giratore (J = A
2

) e invertendo la flessibilit globale si ottiene la rigidezza globale dellelemento
a mensola:
2 3
1 E A 1
k =
l
l t l
1 l
+
+ 2 t (1+ )
3 E J G A
3 !

=
( ) ( )
" #
* + * +
$ %
, - & ' * +
, -

Uno qualsiasi dei pilastri di piano con la stessa lunghezza della mensola se soggetto a uno spostamento
relativo delle estremit presenta una deformata antisimmetrica (fig.4.4). Sullasse di simmetria orizzontale
posto a met altezza si trova il punto di inversione della curvatura della linea elastica (punto di flesso). In tale
punto il raggio di curvatura ha valore infinito: stante la relazione, valida in campo elastico, (1/) = M/(EJ tra
curvatura 1/ e momento M il momento flettente M ha valore nullo.

Figura 4.4 Deformate di interpiano pilastro
Rigidezza
mensola
Rigidezza
pilastro
interpiano
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Per lantisimmetria della deformazione lo spostamento orizzontale della sezione di mezzeria met dello
spostamento relativo delle estremit: tagliando il pilastro nella sezione di simmetria ove M = 0 lunica
forza che si trasferisce il taglio V = F, che agisce su una mensola incastrata di luce l/2. Le relazioni
precedenti si scrivono:
3
2
(l/2) l/2 E A 1
= + t F k =
2 3 E J G A l
1 l
+ 2 t (1+ )
12 !

( )
* +
( )
, - " #
* +
$ %
& ' * +
, -

Le espressioni nei due casi differiscono solo per il coefficiente che nella parentesi a denominatore moltiplica
la snellezza (l/). Entrambi i casi sono pertanto rappresentati dalla formula:

2
E A 1
k =
l
1 l
+ 2 t (1+ )
!
( )
" #
* +
$ %

& ' * +
, -
[4.2]
nella quale = 3 per gli elementi di controvento e = 12 per i pilastri. Per il coefficiente di Poisson si pu
assumere = 0,20 se si considera che un elemento non sia fessurato come pu avvenire per i nuclei e i
setti - e = 0 se si considera che lelemento sia fessurato, come risultano sempre i pilastri.
Nella [4.2] la rigidezzaassiale [EA/l] risulta ridotta per la presenza del termine a denominatore della
frazione. In tale termine il primo addendo dipende dalla snellezza (l/), il secondo per una sezione
geometricamente definita (fattore t) e un dato materiale (coefficiente ) ha valore costante.
Il peso relativo di ciascuno dei due addendi sul totale dipende pertanto dal valore del rapporto (l/).
Per sezioni rettangolari di lati b
x
, b
y
nelle direzioni X e Y A = b
x
b
y

Y,X
x,y
b
=
12

5
6
= t

Per sezioni circolari di raggio r A = r
2

r
=
2

10
t =
9

Un elemento tozzo come un setto o un nucleo ascensore ha dimensione in pianta b significativa, dunque
raggio giratore dello stesso ordine di grandezza dellaltezza l: il primo addendo dello stesso ordine di
grandezza del secondo, entrambi sono relativamente piccoli e la rigidezza globale dellelemento molto
elevata rispetto a quella del solaio. Il solaio non riesce a impedire la rotazione del nodo di estremit
dellelemento: risulta confermata lipotesi che prevede una deformata affine a quella di una mensola
(deformata bending type fig. 4.3).
Per un elemento snello quale pu essere considerato un pilastro avente altezza l >> la snellezza (l/)
molto grande e il primo termine in parentesi prevale sul secondo: la rigidezza globale k dellelemento risulta
piccola rispetto alla rigidezza del solaio, il nodo destremit che collega il pilastro alla trave non ruota e la
deformazione di tipo a taglio (deformata shear type - fig. 4.4)
4
.
RIGIDEZZE TORSIONALI
La rotazione del solaio mobilita la rigidezza torsionale di tutti gli elementi le cui estremit sono ad esso
rigidamente collegate. La rigidezza torsionale cio la coppia Tz da applicare allestremit libera di un
elemento di lunghezza l incastrato alla base per ottenere una rotazione unitaria - ha espressione diversa a
seconda che lelemento abbia sezione piena (pilastri e setti) o a parete sottile (nuclei ascensore). Nel
secondo caso la rigidezza torsionale inoltre varia se la forma della sezione a parete sottile aperta (sezione
a C) o chiusa (sezione anulare).

4
Nei casi reali linterazione tra i molti telai e gli elementi di controvento fa si che i telai trattengano gli elementi di controvento ai
piani inferiori e siano trattenuti dalle mensole ai piani superiori. Linterazione tra gli elementi dunque complessa ma per lo
scopo di questo studio, tali effetti mutui possono essere trascurati.
Conclusioni:
di quanto si riduce la
rigidezza?
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La sezione destremit di un elemento di lunghezza l incastrato alla base e
sollecitato allestremit libera da una coppia di momento Tz ruota della
quantit (fig. 4.5):
z
t
T l
GJ
=
Ponendo = 1 si ottiene la RIGIDEZZA TORSIONALE
t
GJ
k =
l


Nella formula Jt il momento di inerzia torsionale che vale:
per sezioni circolari piene di raggio r Jt = Jp = r
4
/2
per sezioni rettangolari di dimensioni a e b con a > b:

3
t
a b 3
J = =
1 - 0,63 b/a

tende al valore 3 se a >10 b


per sezioni che possono essere suddivise in rettangoli di dimensioni (ai bi ) con ai > bi si sommano
i contributi dei rettangoli cercando la suddivisione che rende massimo il momento Jt:
3
i i
t
i i
a b 3
J = =
1 - 0,63 b /a
!
!


per sezioni anulari chiuse con pareti di spessore costante s la cui linea media posta a distanza s/2
dai bordi ha lunghezza u e racchiude larea :
2
t
s
J = 4
u

5. Il centro di taglio delle sezioni a profilo aperto
Per gli elementi con sezione a profilo aperto sia le caratteristiche di sollecitazione che tutte le caratteristiche
geometriche delle sezione trasversali (momenti di inerzia flessionali e torsionali, da cui dipendono le
rigidezze) vanno riferite a un punto della sezione diverso dal baricentro, il centro di taglio. Per tale punto
passa la risultante delle tensioni tangenziali che si hanno sulla sezione se una sollecitazione di taglio ha retta
di azione che passa per il baricentro della sezione.
Se la sezione dotata di un asse di simmetria, il centro di taglio si trova su tale asse, se ha due assi di
simmetria, il centro di taglio coincide con il baricentro. Se la sezione ha forma di L, il centro di taglio
allincrocio degli assi delle due ali, se ha forma di T, allincrocio degli assi dellala e dellanima.
In una sezione a parete sottile a forma di C simmetrica rispetto a un asse orizzontale posto a met altezza
dellanima verticale, il centro di taglio dista dallasse dellanima della quantit(fig.
5.1):
2 2 3
1 1
3 2 2 3 2
1 1 1
3h b + 6h b - 8b
e = b
h + 6h b + 6h b + 8b +12hb

Per sezione a C senza risvolti b1 = 0.
Il centro di taglio il punto rispetto al quale si devono calcolare tutte le
caratteristiche di sollecitazione, e anche il punto attorno a cui la sezione ruota se
soggetta a torsione.


.
Fig. 4.5 Rigidezza
torsionale
Fig. 5.1 Centro di taglio
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6. Calcolo degli spostamenti di piano
Un solaio infinitamente rigido che collega una serie di elementi verticali (pilastri, setti, nuclei ascensore)
incastrati al piede, se soggetto a un sistema di forze orizzontali dovute a non verticalit delledifico, oppure
vento o sisma e comunque dirette si sposta, e ruota nel piano.
Con riferimento a un sistema di riferimento (x,y) con origine in un qualsiasi punto del piano (fig. 6.1):
- le grandezze u0 , v0 e sono gli spostamenti dellorigine O secondo x e y e la rotazione del piano;
- le grandezze X, Y e M sono le componenti della risultante F del sistema d forze e il momento risultante del
sistema rispetto allorigine O.
Si ammette che tutti gli elementi verticali abbiano lati paralleli alle direzioni degli assi coordinati (fig. 6.1) e
siano indeformabili assialmente: il piano deformato dunque non presenta spostamenti in direzione verticale.

Fig. 6.1 - Risultante del sistema di forze
Gli spostamenti del centro di taglio di un elemento verticale i-esimo di coordinate xi e yi
ui = u0 - yi vi = v0 + xi
fanno nascere allestremit dellelemento le forze di reazione Fxi e FYi, legate alle rigidezze a flessione e
taglio dellelemento secondo le direzioni x,y dalle relazioni:
Fxi = kxi ui = kxi (u0 - yi) Fyi = kyi vi = kyi (v0 + xi) [6.1]
La rotazione fa nascere nellelemento i-esimo il momento torcente di reazione MTi legato alla rigidezza
torsionale k
,i dell elemento dalla relazione
MTi = k
i
Il sistema delle forze reattive interne (Fxi Fyi MTi ), di cui una terna di componenti per un generico elemento i-
esimo rappresentato in figura 6.1, equilibra il sistema di forze esterne F (X, Y, M). Considerando le direzioni
positive delle forze e dei momenti come in figura le equazioni di equilibrio sono:
Alla traslazione secondo X Fxi = kxi (u0 - yi) = X
Alla traslazione secondo Y Fyi = kyi (v0 + xi ) = Y
Alla rotazione risp. a O - Fxi yi + Fyi xi + MTi = - kxi (u0 - yi)) yi + kyi (v0 + xi )xi + k
i = M
Raccogliendo i termini ed esplicitando esplicitando nelle tre equazioni tutte le incognite, anche quelle i cui
coefficienti sono nulli si ottiene un sistema di tre equazioni nelle tre incognite u0, v0 e :
( kxi )u0 [ + 0 v0] ( kxi yi ) = X
[ + 0 u0] + ( kyi ) v0 + ( kyi xi ) = Y
- ( kxi yi)u0 + ( kyi xi) v0 + ( kyi xi
2
+ kxi yi
2
+ k
i ) = M
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Ponendo
Kx = kxi Ky = kyi somma delle rigidezze nelle direzioni x e y
Skx = kxi yi Sky = kyi xi momenti statici delle rigidezze nelle direzioni x e y rispetto agli assi
KT = kyi xi
2
+ kxi yi
2
+ k
,i momenti del secondo ordine delle rigidezze rispetto agli assi
si ottiene
5

Kx u0 [ + 0 v0] Skx = X
[ + 0 u0] + Ky v0 + Sky = Y
Skx u0 + Sky v0 + KT = M
Le tre equazioni diventano disaccoppiate, cio ciascuna equazione fornisce unincognita, se tutti i termini
simmetrici rispetto alla diagonale principale si annullano. Tali termini sono i momenti statici Skx e Sky delle
rigidezze in direzione x e y rispetto agli assi coordinati: per annullarli dunque sufficiente che lorigine O del
sistema di riferimento sia fissata nel BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE o CENTRO DI TAGLIO del sistema,
le cui coordinate nel sistema originale sono:
ky yi i
kx xi i
k k
y yi x xi
S k x
S k y
x = y =
K k K k
= =
!
!
! !

A tale nuova origine vanno ovviamente riportate anche tutte le forze agenti, modificando di conseguenza il
momento di trasporto M che assume il valore M. In tale riferimento le tre incognite valgono

0 0
x y T
X Y M
u = v = =
K K K
"
[6.2]
In base alle [5.1] e [5.2] le forze reattive su ciascun elemento risultano:

x,i
x,i x,i 0 i i
x T
y,i
y,i y,i 0 i i
y T
k M
F = k (u - y ) = X - y
K K
k
M
F = k (v + x ) = Y + x
K K
"
"

[6.3]
Nelle [6.3] le coordinate xi e yi sono riferite al nuovo sistema di riferimento centrato sul baricentro delle
rigidezze.
In base alle [6.3] le forze che sollecitano ciascun elemento hanno una componente proporzionale al peso
delle rigidezze nelle direzioni x,y rispetto alla rigidezza totale corrispondente, a cui si somma leffetto del
momento M, che risulta direttamente proporzionale alla distanza di ciascun elemento dal baricentro delle
rigidezze. Gli effetti torsionali pertanto sono massimi per gli elementi pi distanti dal baricentro delle
rigidezze.
Se la risultante del sistema di forze F passa per il baricentro delle rigidezze M = 0 dunque = 0: i punti del
piano si spostano tutti nelle direzioni x,y delle quantit:
i 0 i 0
x y
X Y
u = u = v = v =
K K

Se il sistema di forze si riduce a una coppia (cio se X = Y = 0 e M 0) risultano u0 = v0 = 0 e 0. Gli
spostamenti dei punti del piano valgono:
i i i i i i
T T
M M
u = - y = - y v = x = x
K K
" "


5
La matrice dei coefficienti delle incognite ha i termini simmetrici rispetto alla diagonale principale uguali e i termini della diagonale
principale tutti positivi: tali condizioni garantiscono che per un assegnato sistema di forze (X,Y,M) esiste ununica soluzione (u0 v0 ).
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Il baricentro delle rigidezze ha coordinate (0,0) dunque per esso sono u = v = 0. Esso dunque il solo punto
che non si sposta quando il piano soggetto a torsione, dunque rispetto al quale tutti gli altri punti del piano
ruotano. Il baricentro delle rigidezze dunque anche il CENTRO DI TORSIONE del sistema.
6

7 La regolarit strutturale e lellisse delle rigidezze
Per il calcolo dellinerzia complessiva degli elementi di controvento si fatta lipotesi (cap. 2) che gli stessi
abbiano disposizione planimetrica tale da minimizzare, in presenza di forze orizzontali, gli effetti torsionali
sulledificio. Ci possibile solo se ledificio presenta regolarit strutturale in pianta. cio se il baricentro
delle forze orizzontali non dista in modo significativo dal baricentro delle rigidezze degli elementi verticali.
Essendo in tal caso gli effetti torsionali e i relativi spostamenti poco significativi, la struttura si pu
considerare dotata di rigidezza torsionale adeguata.
Nella valutazione della rigidezza torsionale dei nuclei si considerano le sezioni aperte come formate da pareti
rettangolari sottili ma senza tenere conto di fenomeni quali lingobbamento impedito delle sezioni, che ne
aumentano notevolmente la rigidezza torsionale. Nel caso di nuclei aperti (sezioni a C o comunque senza
due assi di simmetria) le rigidezze si considerano applicate nel centro di taglio della sezione trasversale.
Calcolati i valori delle rigidezze di tutti gli elementi possibile classificare il sistema strutturale in base alla
suddivisione delle rigidezze tra i diversi elementi resistenti (tabella 7.1) . Se il rapporto tra la rigidezza
flessionale degli elementi di controvento C e la rigidezza flessionale totale T supera i valori di tabella, il
sistema pu essere classificato come a telaio/pareti o a pareti.
valori di confronto
per sistema
rigidezze u.d.m. pilastri controv. totale
controv
totale
a telaio-pareti
a pareti
KX e kY
kN/m 10
3
P C T C/T % > 50% > 65%
Tab. 7.1 Classificazione dei sistemi strutturali
Per quanto riguarda la regolarit strutturale, un edificio pu essere classificato come regolare o non regolare
in verticale e in pianta. Una struttura regolare contrasta con efficacia lazione delle forze orizzontali, presenta
minor aleatoriet di comportamento e pu essere studiata con modelli di calcolo semplificati. La verifica della
regolarit strutturale (obbligatoria in zona sismica) permette dunque di convalidare eventuali ipotesi
semplificative assunte nella modellazione della struttura e i procedimenti danalisi.
Per quanto riguarda le regolarit in verticale si pu fare riferimento alle prescrizioni dellOrdinanza 3274
mentre, per la valutazione della regolarit in pianta non considerata nellOrdinanza, si deve fare riferimento
alle richieste dellEC8.
Per valutare se una disposizione planimetrica degli elementi resistenti accettabile, per lEC8 si calcolano i
raggi di rigidezza del sistema strutturale e li si confrontano con le eccentricit e0 delle forze agenti, calcolate
rispetto al baricentro delle rigidezze.
I raggi di rigidezza nelle direzioni x,y aventi espressione:

T T
X Y
x Y
K K
r = r =
K K
[7.1]
sono i semiassi dellellisse delle rigidezze, una figura geometrica che evidenzia come sono distribuite le
rigidezze intorno al baricentro delle rigidezze
7
. Se i raggi hanno valore molto simile tra loro, lellisse delle
rigidezze ha forma di cerchio.

6
La coincidenza tra centro di taglio e centro di torsione pu anche essere dimostrata con il teorema di Betti - Maxwell.
7
I raggi di rigidezza, detti anche raggi torsionali, hanno significato affine a quello dei raggi giratori di un sistema di forze o ai raggi di
inerzia polari delle sezioni, in entrambi i casi calcolati come radice quadrata del quoziente tra il momento di secondo ordine delle
forze o delle aree elementari e la risultante delle forze o delle aree elementari.
Semplicazione
nel calcolo della
rigidezza torsionale
per i nuclei
scatolari (a favore
di sicurezza)
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Una ellisse a forma circolare risulta di particolare interesse in quanto evidenzia un complesso strutturale in
cui gli elementi verticali sono disposti in modo tale da renderla sostanzialmente indifferente alla direzione
delle forze di piano agenti. La geometria e la disposizione planimetrica degli elementi verticali in tal caso
ottimale.
Definiti i raggi delle rigidezze, secondo lEC8 le eccentricit e0X e0y tra il centro delle rigidezze e le rette di
azione delle forze esterne si considerano limitate se risulta:
e0X / rx 0,30 e0y / ry 0,30 [7.2]
cio se il baricentro delle forze cade allinterno di un nocciolo, di una zona limitata che si trova nellintorno
del baricentro delle rigidezze ed estesa a circa il 9% della superficie di questa.
8
Se ad esempio lellisse
delle rigidezze ha la forma circolare di fig. 7.1, la retta dazione delle forze orizzontali dovrebbe passare
allinterno del cerchio tratteggiato. Il rispetto della [7.2] assicura che un edificio non subir effetti torsionali
significativi per effetto delle forze orizzontali.


Fig. 7.1 Raggi di rigidezza, ellisse delle rigidezze e nocciolo.
Lellisse delle rigidezze pertanto una figura geometrica di assoluto interesse per il progettista generale, in
quanto pu essere tracciata in base alle sole informazioni geometriche relative agli elementi verticali e alla
loro posizione in pianta.
Per un assegnato sistema di controventi, un definito baricentro delle rigidezze e un dato sistema di forze,
perch la [7.2] sia soddisfatta occorre massimizzare i termini a denominatore dei due quozienti, cio i raggi
di rigidezza. Per massimizzare i raggi di rigidezza, a parit di rigidezza totale Kx e Ky in base alla [7.1] occorre
massimizzare la rigidezza torsionale KT .
KT = kyi xi
2
+ kxi yi
2
+ k
,i
A parit di sezione complessiva degli elementi di controvento, occorre dunque che questi siano disposti alle
massime distanze xi yi possibili dal baricentro delle rigidezze.
E opportuno inoltre ricordare che la rigidezza torsionale dei nuclei stata calcolata, a favore di sicurezza,
assumendo gli stessi come costituiti da pareti isolate, dunque pi deformabili a torsione di quanto non siano
nella realt: un stima pi accurata che tenesse conto dellingobbamento impedito delle sezioni ne
aumenterebbe la rigidezza torsionale k
,i dunque il valore di KT in maniera significativa. Lapproccio proposto
pertanto a favore di sicurezza.

8
Larea A di una ellisse di semiassi a,b vale A = a b
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8 Procedura ellisse delle rigidezze dati generali e dati geometrici
Gli esempi che seguono sono stati sviluppati utilizzando la procedura Ellisse delle rigidezze sviluppata in
ambito Autocad . e Autocad LT. nellambito del progetto Auto-C.A
9
. Il file Auto_C.A. Free - Setup.exe
installa sulla barra dei men uno specifico men a tendina.
10
Prima di procedere occorre congelare tutti i
livelli del disegno ad esclusione di quelli con nome Auto-ca: lunico livello che deve rimanere attivo quello
sul quale sono rappresentati gli elementi verticali.
Gli elementi verticali possono essere:
- caricati da un disegno esistente, sovrapponendo un layer nuovo e
congelando gli altri layer, oppure
- disegnati utilizzando esclusivamente polilinee o circonferenze.
Valgono le seguenti convenzioni (i colori sono attribuiti
automaticamente dal programma):
Pilastri: circonferenza o polilinea di 4 lati; colore: magenta
Setti: polilinea di 4 lati; colore: ciano
Vani ascensore: polilinea di 8 (sezioni a C) o 12 lati (sezioni a C con
risvolti); colore: blu.
Dalla barra dei men selezionando licona Auto-CA free e Ellisse
delle rigidezze, nella parte sinistra dello schermo si apre il menu
rappresentato a lato, in cui possibile definire:
Unit di misura (mm/cm/m) alla quale il programma fa riferimento per
il disegno della carpenteria di piano, le dimensioni degli elementi
verticali e il calcolo delle caratteristiche delle sezioni
Altezza h di interpiano Il sistema assume che tutti gli elementi
abbiano la stessa altezza di interpiano
Successivamente si individuano con selezione singola o multipla gli
elementi da considerare nel calcolo. Premendo il tasto destro del
mouse gli elementi selezionati vengono colorati con le convenzioni
sopra indicate. Il pulsante Elimina dalla selezione rimuove un
elemento selezionato con il cursore.
Ellisse delle rigidezze
Premendo il pulsante Genera ellisse delle rigidezze viene disegnata
lellisse delle rigidezze e marcata la posizione del centro di taglio CT
dei nuclei. Lincrocio degli assi dellellisse individua la posizione del
baricentro delle rigidezze CR. Selezionando il tipo di rigidezza
(torsionale, in direzione x o in direzione y) si ottiene mediante una
scala cromatica lincidenza % della rigidezza di ogni elemento sulla
rigidezza totale.
Forze esterne
Lutente individua la posizione delle rette di azione delle forze esterne, considerate agenti secondo due assi
tra loro ortogonali. Per ciascuna direzione il pulsante Genera rettangolo di tolleranza traccia il nocciolo
dellellisse delle rigidezze e il rettangolo che individua la zona di potenziale variabilit delle direzioni delle
rette dazione. Tale rettangolo ha lati di ampiezza pari al 4% (caso non sismico) o al 5% (caso sismico) della
dimensione massima del solaio nella direzione perpendicolare alla direzione di ciascuna forza. Il rettangolo ,
evidenziato in colore, dovrebbe sempre risultare interno al nocciolo.

9
Per informazioni sul progetto Auto-CA visitare il sito www.auto-ca.it
10
Nel caso in cui la procedura non venisse riconosciuta, digitare autoca e premere invio.
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8 Procedura ellisse delle rigidezze esempi
In tutti gli esempi le quote sono in [cm], il solaio ha dimensioni (1600 x 600) cm, i setti (400 x 30) cm e
laltezza di interpiano h = 300 cm. Si assume un materiale di modulo di elasticit fittizio E = 1. Le rette
dazione delle forze esterne coincidono con gli assi di simmetria del solaio.
8.1 Controvento singolo
Un setto isolato con baricentro nel punto di coordinate (1500, 300) rispetto a un sistema di coordinate con
origine come in figura. La retta dazione della forza F si trova sullasse di simmetria dellimpalcato.
Le caratteristiche geometriche e meccaniche dellelemento sono:
dimensioni
della sezione
altezza inerzie
fattore
di taglio
xi yi
bx by h
area
sezione
Ix Iy t
x y kx,i ky,i kx,i ky,i
[cm] [cm
2
] [cm
4
] 10
-3
[N/cm] [%] [%]
1500 300 30 400 300 12000 160 000 900 1.20 12 3 3.15 0.4 7.8 100 100

coordinate
risp. centro di
taglio
kx,i ky,i kx,i yi ky,i xi
xi yi
kt,i kX,i yi
2
kY,i xi
2
kT,i kT,i rX rY
[N/cm] [N] [cm] [Ncm/rad] [%] [cm] [cm]
0.4 7.8 117 11696 0.00 0.00 4763.75 0.00 0.00 4764 100 111 25

Lellisse delle rigidezza risulta come in figura:

Il baricentro delle rigidezze coincide con il baricentro geometrico del setto. Lellisse delle rigidezze, molto
allungata nella direzione maggiore del setto, evidenzia una modestissima capacit del sistema di contrastare
forze dirette secondo la direzione x.
l setto sviluppa una forza reattiva posizionato nel baricentro delle rigidezze CR e in direzione opposta a F,
dunque sono limitati gli spostamenti in direzione Y dovuti alla forza F: Leccentricit delle due forze genera
peraltro un momento (orario nel caso di figura). Lunico elemento che sviluppa un momento torcente di
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reazione il setto che peraltro, stante la sua modestissima rigidezza torsionale, non in grado di contrastare
efficacemente la rotazione dell impalcato.
11

Se il setto centrato sulla retta di azione della forza F limpalcato teoricamente in equilibrio per forze dirette
secondo la direzione Y ma risulta sensibile a spostamenti anche modesti della posizione della retta dazione
della forza.


8.2 Controvento doppio
Introducendo un secondo setto di dimensioni identiche al primo posto in posizione simmetrica rispetto
allasse trasversale delledificio, si ottengono le grandezze di tabella e lellisse di figura.
dimensioni
della
sezione
altezza inerzie
fattore
di taglio
xi yi
bx by h
area
sezione
Ix Iy t
x y kx,i ky,i kx,i ky,i
[cm] [cm
2
] [cm
4
] 10
-3
[N/cm] [%] [%]
1500 300 30 400 300 12000 160 000 900 1.20 12 3 3.15 0.4 7.8 50.0 50.0
100 300 30 400 300 12000 160 000 900 1.20 12 3 3.15 0.4 7.8 50.0 50.0
Totali 24000 320 000 1 800 0.8 15.6 100 100

coordinate
risp. centro di
taglio
kx,i ky,i kx,i yi ky,i xi
xi yi
kt,i kX,i yi
2
kY,i xi
2
kT,i kT,i rX rY
[N/cm] [N] [cm] [Ncm/rad] [%] [cm] [cm]
0.4 7.8 117 11696 700 0.00 4764 0.00 3820663 3825427 50.0 3137 700
0.4 7.8 117 780 -700 0.00 4764 0.00 3820663 3825427 50.0
0.8 15.6 233 12476 Totali 9528 0 7641326 7650853 100

11
Il setto rappresenta di fatto un vincolo semplice (carrello) per limpalcato rigido: poich le forze attive e reattive formano una
coppia, limpalcato rigido pu essere considerato labile.
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Lellisse delle rigidezze risulta come in figura. Il baricentro delle rigidezze si trova sullasse di simmetria, le
dimensioni dellellisse aumentano ma la sua forma continua a evidenziare un comportamento non ottimale
per forze agenti in direzione X.
Diversamente dal caso precedente, un momento dovuto a uneventuale eccentricit della forza F rispetto al
baricentro delle rigidezze viene ottimamente contrastata dalla coppia di reazione dovuta alle forze di reazione
che si sviluppano nei due setti. La posizione eccentrica di questi ultimi rispetto allellisse che si traduce in un
elevato valore della rigidezza torsionale complessiva del sistema.

Sei i due setti sono tra loro ortogonali, il baricentro delle rigidezze si trova nel punto di intersezione degli assi
principali di inerzia di ciascun elemento, dove si intersecano le rette di azione delle forze reattive principali
dei due setti. Le caratteristiche geometriche del sistema sono indicate in tabella.
dimensioni
della sezione
altezza inerzie
fattore
di
taglio
xi yi
bx by h
area
sezione
Ix Iy t
x y kx,i ky,i kx,i ky,i
[cm] [cm
2
] [cm
4
] 10
-3
[N/cm] [%] [%]
1300 500 400 30 300 12000 900 160 000 1.20 3 12 3.15 7.8 0.4 95.3 4.7
100 300 30 400 300 12000 160 000 900 1.20 12 3 3.15 0.4 7.8 4.7 95.3
Totali 24000 160 900 160 900 8.2 8.2 100 100

coordinate
risp. centro di
taglio
kx,i ky,i kx,i yi ky,i xi
xi yi
kt,i kX,i yi
2
kY,i xi
2
kT,i kT,i rX rY
[N/cm] [N] [cm] [Ncm/rad] [%] [cm] [cm]
7.8 0.4 3899 505 1 185 6 4764 487 139398 144649 87.3 117 145
0.4 7.8 117 780 -15 -194 4764 14561 1775 21100 12.7
8.2 8.2 4015 1285 9528 15049 141173 165749 100

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bx by A Ixtot Ixtot Jt
Elemento
[cm] [cm] [cm
2
] [cm
4
] [cm
4
]
1a 20 220 4400 70986667 5.87E+05 3.18 553067
1b 20 220 4400 70986667 1.59E+08 3.18 553067
2 200 20 4000 533333.33 5.33E+07 3.20 499733
Totali 12800 1.43E+08 2.13E+08 1605867
Lellisse di rigidezza (v. figura) si trasforma in un cerchio: ci denota un ottimo comportamento del sistema di
controventi per forze orizzontali dirette secondo qualunque direzione, ma occorre valutare se la posizione
dellellisse accettabile con riferimento alla posizione della retta dazione.
Utilizzando il comando tipologia azioni orizzontali si visualizzano il nocciolo e il rettangolo di tolleranza, la
regione entro la quale dovrebbe passare la retta dazione delle forze esterne affinch, secondo lEurocodice
8, il solaio possa essere considerato torsionalmente rigido dunque con modeste rotazioni. Nonostante la
forma e le dimensioni dellellisse di rigidezza siano corrette, il rettangolo di tolleranza risulta lontano dal
nocciolo evidenziando una non corretta disposizione planimetrica degli elementi di controvento, pur
correttamente dimensionati.

8.3. Vano ascensore
Si considera un vano ascensore a forma di C, di dimensioni esterne (200 x 220) cm e lati di spessore 20 cm,
il cui sistema di riferimento ha origine nella intersezione tra il filo della parete posteriore e lasse di simmetria
orizzontale.
Il nucleo ha rigidezza a flessione-taglio simile in entrambe le direzioni e una discreta rigidezza torsionale,
dunque rappresenta per il solaio un vincolo triplo (incastro). Le caratteristiche geometriche del sistema sono
riportate nelle tabelle seguenti.
1a
1b
2
y
x

Lelemento deve essere centrato nel suo centro di taglio avente le coordinate di tabella (cap. 5).
Centro di taglio
[mm] ex ey
b 210 [mm] [mm]
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h 180 - 92 90
b1 0
t 20

altezza
fattore
di
taglio
xi yi
h t
x y kx,i ky,i kx,i ky,i kx,i yi ky,i xi
[N/cm] [%] [%] [N]
-92 300 300 1.20 3 3 3.00 9.1 7.7 100.0 100.0 2733 -704

coordinate
risp. centro di
taglio
kx,i ky,i kx,i yi ky,i xi
xi yi
Jt kt,i kX,i yi
2
kY,i xi
2
kT,i kT,i rX rY
[N/cm] [N] [cm] [Ncm/rad] [%] [cm] [cm]
9.1 7.7 2733 -704 0 0 1 605 867 2230 0 0 2230 100.0 16 17
Lellisse delle rigidezza risulta come in figura:

Il programma calcola il centro di taglio dellelemento a forma di C e lo visualizza con il simbolo CT. Lellisse
delle rigidezze, centrata sul centro di taglio dellelemento, ha forma tendente al cerchio ma semiassi molto
piccoli (16 e 17 cm) rispetto alle dimensioni del vano ascensore, stante la limitata rigidezza torsionale di
questultimo in rapporto alle elevate rigidezze per flessione e taglio.
12

Lellisse molto distante dalla retta di azione della forza esterna F dunque la zona di tolleranza esterna al
nocciolo. Nellipotesi che la posizione del nucleo ascensore non possa essere modificata perch fissata nel
progetto generale, per spostare verso destra il centro delle rigidezze e di conseguenza lellisse occorre
disporre ulteriori elementi di controvento in posizione adeguata.

12
Ci dipende dalla formula utilizzata per il calcolo della rigidezza torsionale, che non tiene conto dellaumento di rigidezza per effetto
della deformazione longitudinale impedita del nucleo.
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Lintroduzione di un setto modifica la forma dellellisse, che si allunga nella direzione di massima inerzia.
Operando sulla dimensione del setto si ottimizza la soluzione.

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8.4. Solaio tipo
Si considera il solaio-tipo di un edificio di civile abitazione nel quale sono presenti vani ascensore, setti e
pilastri disposti in configurazione simmetrica rispetto a un asse di simmetria trasversale. La disposizione
planimetrica degli elementi e le loro caratteristiche geometriche sono indicate in figura e riportate in tabella.
Tutte le quote sono in [mm]. Per tutti gli elementi E = 36000 N/mm
2
, per i nuclei si assunto = 0,20, per
pilastri e setti = 0.
Identificazione degli elementi
Si considerano gli elementi strutturali indicati in tabella; le cui coordinate sono per pilastri e setti quelle del
baricentro, per i nuclei quelle del punto P posto allincrocio delle linee medie delle pareti.
Si indica con ASC vano ascensore;
C pilastro circolare
R pilastro quadrato o rettangolare
S setti
vano ascensore





Fig 8.2 Vano ascensore

Il baricentro delle rigidezze ha coordinate
6
ky y,i i -3
k 3
y y,i
6
x,i i -3 kx
k 3
x x,i
S k x
69243 10
x = = 10 = 17,80 m
K k 3890 10
k y S 14014 10
y = = = 10 = 3,82 m
K k 3669 10

!
!
!
!

In tabella 8.2 si riportano tutte le grandezze
geometriche. Le coordinate degli elementi sono riferite
a un sistema con origine nel baricentro
delle rigidezze.
Dimensioni
x y
bx by Tipo
[mm]
ASC 7950 450
ASC 25850 450
C 0 0 300
3600 0 350 250
7950 0 350 250
10850 0 350 250
R
14000 0 350 250
C 17800 0 300
21600 0 350 250
24750 0 350 250
27650 0 350 250
R
32000 0 350 250
C 35600 0 300
R 0 650 250 500
3600 650 400 300
14000 650 400 300
17800 650 250 500
21600 650 400 300
R
32000 650 400 300
R 35600 650 250 500
C 0 1300 300
R 3600 1300 350 250
7950 1248 200 1200
S
10850 1247 200 1200
14000 1300 350 250
17800 1300 350 250 R
21600 1300 350 250
24750 1248 200 1200
S
27650 1248 200 1200
R 32000 1300 350 250
C 35600 1300 300
Tab. 8.1 Coordinate di inserimento e
dimensione degli elementi
A 2000 mm
B 2200 mm
C 350 mm
S 200 mm

P
r
o
g
e
t
t
a
r
e


l
a

r
e
g
o
l
a
r
i
t


s
t
r
u
t
t
u
r
a
l
e


A
u
t
o
-
C
A

e
d

E
u
r
o
c
o
n
c
r
e
t
e
,

2
0
0
7


-


w
w
w
.
a
u
t
o
-
c
a
.
i
t


w
w
w
.
e
u
r
o
c
o
n
c
r
e
t
e
.
i
t

2
2
/
2
3


S
I

o
t
t
i
e
n
e

l

e
l
l
i
s
s
e

d
e
l
l
a

f
i
g
u
r
a

s
e
g
u
e
n
t
e
.

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Il baricentro delle rigidezze si trova ovviamente sullasse di simmetria trasversale ma, stante la posizione dei
centri di taglio dei vani ascensore, risulta spostato al di sotto dellasse di simmetria longitudinale del
fabbricato.
Il solaio, avendo elementi disposti simmetricamente, presenta unellisse molto aperta che tende a un cerchio.
Esso dunque poco sensibile alla direzione delle azioni esterne (vento e sisma).
La regolarit verificabile utilizzando il rettangolo di tolleranza, che risulta pressoch tutto allinterno nel
nocciolo. Gli effetti torsionali sono dunque modesti e limpalcato risponde alle azioni esterne prevalentemente
con spostamenti nelle due direzioni.