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Pitagora

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Disambiguazione Se stai cercando altri significati, vedi Pitagora (disambigua). Non conosco alcun altr'uomo che abbia esercitato un'influenza cos vasta nella sfera del pensiero (Bertrand Russell[1])

Pitagora, dettaglio della Scuola d'Atene(1511) di Raffaello Sanzio

Pitagora[2] (Samo, 570 a.C. circa Metaponto, 495 a.C. circa) stato un filosofo greco antico, matematico,taumaturgo, astronomo, scienziato, politico e fondatore a Crotone di una scuola iniziatica secondo quanto tramandato dalla tradizione. Egli viene ricordato come fondatore storico della scuola a lui intitolata, nel cui ambito si svilupparono le conoscenze matematiche e le sue applicazioni come il noto teorema di Pitagora. Il suo pensiero ha avuto importanza per lo sviluppo della scienza occidentale, perch ha intuito per primo l'efficacia della matematica per descrivere il mondo.[3]

Indice [nascondi]

1 Storia e leggenda 2 Biografia 3 I ritratti di Pitagora 4 Limitazioni alimentari 4.1 L'astensione dalle fave 4.2 Il vegetarianismo

5 Il pensiero 6 Eredit 7 Note 8 Bibliografia 9 Voci correlate 10 Altri progetti 11 Collegamenti esterni

Storia e leggenda[modifica | modifica sorgente]


Quanto Pitagora comunicava ai discepoli pi stretti, nessuno in grado di riportare con sicurezza: in effetti presso di loro il silenzio era osservato con grande cura. (Porfirio[4]) La figura storica di Pitagora, messa in discussione da diversi studiosi, si mescola alla leggenda narrata nelle numerose Vite di Pitagora, composte nel periodo del tardo neoplatonismo e del neopitagorismo, dove il filosofo viene presentato come figlio del dio Apollo. Secondo la leggenda, il nome risalirebbeetimologicamente ad una parola che trova il suo significato in "annunciatore del Pizio", cio di Apollo. Si riteneva infatti che egli, autore di miracoli e profeta, guaritore e mago, fosse figlio del dio. quasi impossibile distinguere, nell'insieme di dottrine e frammenti a noi pervenuti, non solo ci che appartiene al pensiero di Pitagora ma neppure, nonostante i tentativi di John Burnet[5], di separare il pensiero del primo pitagorismo da quello successivo. Anche Aristotele, che possiamo considerare il primo storico della filosofia, nella difficolt evidente di identificare la dottrina del maestro, parla genericamente de i cosiddetti pitagorici[6].

Biografia[modifica | modifica sorgente]


La vita di Pitagora avvolta nel mistero, di lui sappiamo pochissimo e la maggior parte delle testimonianze che lo riguardano sono di epoca pi tarda. Alcuni autori antichi o suoi contemporanei come Senofane, Eraclito ed Erodoto ci danno testimonianze tali da far pensare alla esistenza storica di Pitagora, pur se inserita nella tradizione leggendaria[7]. Secondo queste fonti Pitagora nacque nella prima met del VI sec. a.C. nell'isola di Samo, dove fu scolaro di Ferecide e Anassimandro subendone l'influenza nel suo pensiero. Secondo alcune ricostruzioni[8], il padre potrebbe essere stato un cittadino facoltoso di nome Mnesarco. Attribuibile alle leggende sulla vita di Pitagora il suo matrimonio con Teano, dalla quale avrebbe avuto tre figli, due maschi: Arimnesto, Telauge e una femmina: Damo. Infatti il nome Teano [pu] suggerire abbastanza facilmente un rapporto con la divinit ..., mentre assai pi improbabili sono i nomi dei figli, maschi e femmine, che egli avrebbe avuto.[9] Da Samo Pitagora si trasfer nella Magna Grecia. A Crotone, all'incirca nel 530 a.C., fond la sua scuola. Secondo Russell[10], il trasferimento di Pitagora si dovette a cause politiche in quanto il filosofo non approvava la tirannide di Policrate. Dei suoi viaggi in Egitto e a Babilonia, narrati dalla tradizionedossografica, non vi sono fonti certe, essi sono ritenuti, almeno in parte, leggendari. Sulla sua morte i resoconti dei biografi non coincidono: essendo scoppiata una

rivolta dei democratici contro il partito aristocratico pitagorico, la casa dove si erano riuniti gli esponenti pi importanti della setta fu incendiata. Si salvarono Archippo e Liside che si rifugi a Tebe. Secondo una versione, Pitagora prima della sommossa si era ritirato a Metaponto, dove era morto. Secondo altri invece casualmente era assente alla riunione nella casa incendiata e quindi riusc a salvarsi fuggendo prima a Locri, quindi a Taranto e da l a Metaponto[11] dove mor.[12] Quasi sicuramente Pitagora non lasci nulla di scritto e le opere Tre libri e Versi aurei vanno ascritte ad autori sconosciuti, che li scrissero in epoca cristianao di poco antecedente. Giamblico (Siria, 245 325) fondatore di una scuola neoplatonica ad Apamea, in Siria, attesta invece[13] che i primi libri a contenuto pitagorico pubblicati erano opera di Filolao.

I ritratti di Pitagora[modifica | modifica sorgente]

Busto marmoreo attribuito a Pitagora nei Musei Capitolini

Busto marmoreo attribuito a Pitagora nel Museo archeologico nazionale di Napoli

Incerte, come le notizie della sua vita, sono le immagini di Pitagora che la tradizione ha tramandato sino a noi.[14] Secondo quanto racconta Apuleio [15] a Samo si onorava come un'immagine riferita erroneamente a Pitagora la statua di un citaredo dedicata da Policrate ad Hera nel suo tempio. L'identificazione di Pitagora con un'erma custodita nei Musei Capitolini dovuta a K. A. Mc Dowall che vi riconosce elementi stilistici della met del V secolo a.C. e somiglianze con uncontorniato del IV secolo conservato a Parigi. In

ambedue le immagini Pitagora compare con una lunga barba appuntita e una specie di turbante sulla testa, segno forse dei supposti viaggi del filosofo in Oriente secondo quanto riporta anche Eliano che descrive Pitagora indossante una bianca veste, una corona aurea e anassiridi. [16] Anche Marziale riporta il particolare della lunga barba appuntita di Pitagora [17] mentre l'elemento del turbante ricompare in una statua del Museo archeologico nazionale di Napoli dove per il filosofo ha una barba arrotondata Simile alla figura del contorniato di Parigi la descrizione che fa Cristodoro [18] di una statua bronzea di Pitagora nella galleria di statue nel ginnasio dello Zeusippo a Costantinopoli. Nelle opere di Plinio il Vecchio e Plutarco [19] si ricorda come anche i Romani, durante le guerre sannitiche, per obbedire all'oracolo di Delfi, avessero fatto erigere delle statue contrapposte di Pitagora e di Alcibiade [20] ai lati del Comizio nel Foro rappresentanti quelli che la Piziaaveva indicati come il pi saggio e il pi sapiente dei Greci. Giovanni Becatti ipotizza di aver identificato Pitagora in un piccolo busto ritrovato a Ostia opera di uno scultore romano che ha copiato un originale bronzeo di arte etrusco-italica del IV secolo a.C. raffigurante il filosofo barbuto e con un serpente sulla spalla destra secondo la concezione neo-pitagorica che assimilava Pitagora ad Apollo[21].

Limitazioni alimentari[modifica | modifica sorgente]

L'astensione dalle fave[modifica | modifica sorgente]


Una versione della morte di Pitagora collegata all'idiosincrasia del filosofo e della sua Scuola per le faveii che si guardavano bene dal mangiare ed anzi evitavano contatti con questa pianta. Secondo la leggenda, Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone di Crotone, prefer farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo in un campo di fave.[22] Esistono due interpretazioni riguardo al divieto di mangiare fave. Quella di Gerald Hart [23], secondo cui il favismo era una malattia diffusa nella zona del crotonese e ci conferirebbe al divieto una motivazione profilattica-sanitaria. L'altra teoria fa riferimento a credenze antiche, messe in luce da Claude LviStrauss, secondo cui le fave erano considerate connesse al mondo dei morti, della decomposizione e dell'impurit, dalle quali il filosofo si deve tenere lontano.

Il vegetarianismo[modifica | modifica sorgente]

Pitagora tradizionalmente considerato l'iniziatore del vegetarianismo in Occidente grazie ad alcuni versi delle Metamorfosi di Ovidio, che lo descrivono come il primo degli antichi a scagliarsi contro l'abitudine di cibarsi di animali, reputata dal filosofo un'inutile causa di stragi, dato che la terra offre piante e frutti sufficienti a nutrirsi senza spargimenti di sangue; Ovidio lega il vegetarianismo di Pitagora alla credenza nella metempsicosi, secondo cui negli animali non vi un'anima diversa da quella degli esseri umani.[24]

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]


Per approfondire, vedi Scuola pitagorica.

Euclide e Pitagora, ovvero la Geometria e l'Aritmetica, formella delCampanile di Giotto, Luca della Robbia,14371439, Firenze

Pochi sono gli elementi certi della dottrina pitagorica, tra questi quello della metempsicosi su cui le fonti sono tutte concordi[25] e tra le prime Senofane che la critica aspramente[26]. Derivato dall'orfismo, nella dottrina pitagorica vi dunque un sicuro aspetto religioso, il quale sosteneva latrasmigrazione delle anime che, per una colpa originaria, erano costrette, come espiazione, ad incarnarsi in corpi umani o bestiali sino alla finale purificazione (catarsi). La novit del pensiero di Pitagora rispetto all'orfismo rappresentato dalla considerazione della conoscenza come strumento di purificazione nel senso che l'ignoranza ritenuta una colpa da cui ci si libera con il sapere. Questa particolarit della dottrina ritenuta dagli studiosi sicuramente appartenente a Pitagora che viene tradizionalmente definito, a partire da Eraclito, come polymaths (erudito). In che consistesse la sua erudizione per mancano notizie certe[27]. Si sa che nella sua scuola vigeva una distinzione tra i discepoli: vi erano gli acusmatici, gli ascoltatori obbligati a seguire le lezioni in silenzio e i mathematici che potevano interloquire con il maestro e ai quali erano rivelate le parti pi profonde della scienza.[senza fonte] Da questa distinzione, dopo la morte di Pitagora segu una contesa tra le due fazioni di discepoli che si attribuivano l'eredit filosofica del maestro. quasi certo che l'insegnamento (mthema) pitagorico avesse un aspetto mistico-religioso consistente in un addottrinamento dogmatico, secondo il noto motto della scuola o ipse dixit (lo ha detto lui), e un contenuto che molto probabilmente riguardava gli opposti ed i numeri (in quanto principi cosmologici), da intendersi per, come hanno osservato vari autori, tra cui Edouard Schur e Ren Gunon, in un senso non solo quantitativo, ma anche qualitativo e simbolico.[28] Riguardo alle elaborazioni scientifiche attribuite a Pitagora, gli storici della filosofia non sono in grado di averne certezza. Le dottrine astronomiche sono sicuramente state elaborate dai suoi discepoli nella seconda met del V sec. a.C. Il teorema per cui il filosofo famoso era gi noto agli antichi Babilonesi, ma alcune testimonianze, tra cui Proclo riferiscono che Pitagora ne avrebbe intuito la validit, mentre si deve a lui avere indicato come sostanza primigenia

(arch) l'armonia determinata dal rapporto tra i numeri e le note musicali. Infatti si dovrebbe a lui l'invenzione della scala musicale. Si narra che il filosofo-mago-scienziato avesse scoperto per caso il fondo numerologico, matematico dell'armonia musicale. Passando davanti all'officina di un fabbro, egli sarebbe rimasto colpito dal modo in cui i martelli dell'artigiano, battendo il ferro sull'incudine, riuscivano a produrre echi in accordo tra loro. E soprattutto fu sorpreso della corrispondenza tra rapporti numerici semplici e consonanze sonore...[29] Pitagora avrebbe quindi tradotto sperimentalmente la sua intuizione costruendo un monocordo[30]. Egli tese una corda fra due ponticelli e ricav l'ottavaponendo una stanghetta esattamente al centro della corda (1:2). Poi ne pose un'altra a 2/3 della lunghezza della corda, stabilendo cos l'intervallo di 5a. Sistemando a 3/4 un'altra stanghetta trov cos l'intervallo di 4a. La distanza, in termini di altezza, fra la 4a e la 5a fu per lui molto importante e la chiamtono. Dobbiamo probabilmente a lui il concetto di divisione dell'ottava. La scala musicale basata su questi intervalli, che nel Medioevo era attribuita correntemente allo stesso Pitagora, ebbe una particolare importanza teorica, al di l della pratica musicale: Platone, nel dialogo Timeo, la descrisse come fondamento numerico dell'anima del mondo. Nel corso del Medioevo, sulla base del racconto della scoperta delle proporzioni numeriche corrispondenti agli intervalli musicali, riportato da Boezio e da Proclo, Pitagora fu considerato l'inventore della teoria musicale.

Eredit[modifica | modifica sorgente]


Platone eredita da Pitagora l'idea dell'importanza della matematica come linguaggio per descrivere il mondo, pur mantenendola nell'ambito metafisico ma ripulendola dal pesante bagaglio misticheggiante in cui era immersa. L'astronomia della scuola pitagorica, che continua nella visione del cosmo di Platone[31], sar destinata a diventare un modello di scienza, che, attraverso Copernico, sar alla base della scienza moderna. L'influenza del progetto Pitagorico-Platonico esplicita sugli scienziati della rivoluzione scientifica moderna, come Galileo e Keplero.[32]

Note[modifica | modifica sorgente]


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.
^ In W. Heisemberg, Fisica e Filosofia, Il Saggiatore, 2013, p. 85. ^ Il nome deriverebbe, secondo una probabile etimologia, dal greco - Pythagras -, da pith - = persuadere + - agor - = piazza, lett.colui che persuade la piazza ^ Cfr. Lucio Lombardo Radice, La matematica da Pitagora a Newton , Edizione Muzzio, Roma, 2003 ^ DK 14 A 8a; in Pitagora, Versi aurei. Seguiti dalle vite di Porfirio e Fazio, da testi pitagorici e da lettere di donne pitagoriche, a cura di S. Fumagalli, Mimesis, Milano, 1996, p. 72. ^ J. Burnet, Antica filosofia greca pp.37 e sgg. ^ Aristotele, Metafisica, 985b ^ Enciclopedia Treccani in voce corrispondente ^ Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale e dei suoi rapporti con le vicende politiche e sociali all'antichit a oggi, tradotto da Luca Pavolini, Londra, George Allen & Unwin Ltd., 1946, p. 49. ^ Rita Cuccioli Melloni, Ricerche sul pitagorismo: Biografia di Pitagora, Compositori, 1969, p.8

9. 10.^ Storia della filosofia occidentale, p. 50 11.^ Metaponto, frazione del comune di Bernalda in provincia di Matera 12.^ Cfr. Cioffi et alii, I filosofi e le idee, Vol. I, Ed. Bruno Mondadori 2004 p. 46. 13.^ Christoph Riedweg in Pitagora: vita, dottrina e influenza, Vita e Pensiero, 2007 cita Giamblico in Vita di
Pitagora, p. 199

14.^ Cfr. G. Becatti, Enciclopedia dell'Arte Antica (1965) alla voce "Pitagora"

15.^ Apuleio, Florida, xv, 51, p. 17, 4 Kr. 16.^ Eliano, Var. hist., 12, 32 17.^ Marziale, ix, 47 18.^ Cristodoro, Anth. Gr., ed. P. Waltz, Parigi 1928, vv. 120124 19.^ Plin., Nat. hist., xxxiv, 21; Plut., Numa, 8, 20 20.^ Secondo Olof Vessberg si tratterebbe di statue di fattura greca importate dai Romani dalla Magna
Grecia 21.^ Christoph Riedweg, op. cit., pp. 90 e sgg.

22.^ Cfr. Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VIII, I. 23.^ In Descriptions of blood and blood disorders before the advent of laboratory studies (British Journal of
Haematology, 2001, 115, 719-728 24.^ Cfr. Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora. Storia del vegetarianismo dall'antica Grecia a Internet , Carocci editore, Roma, 2008, pp. 15-19. Ovidio cita ad esempio queste parole di Pitagora: Smettetela, uomini, di profanare i vostri corpi con cibi empi! Ci sono le messi, ci sono alberi stracarichi di frutti, ci sono turgidi grappoli d'uva sulle viti! Ci sono erbe dolci e tenere [...]. La terra nella sua generosit vi propone in abbondanza blandi cibi e vi offre banchetti senza stragi e sangue [...]. Che enorme delitto ingurgitare viscere altrui nelle proprie, far ingrassare il proprio corpo ingordo a spese di altri corpi, e vivere, noi animali, della morte di altri animali! Ti par possibile che tra tanto ben di dio che produce la terra, ottima tra le madri, a te non piaccia masticare altro coi tuoi denti crudeli che carne ferita, riportando in voga le abitudini dei Ciclopi? (da Le metamorfosi, libro XV, 72-93, citato in Erica Joy Mannucci, op. cit. , p. 16) Diogene Laerzio sostiene inoltre che Pitagora fosse solito mangiare pane e miele al mattino e verdure crude la sera; in pi implorava i pescatori affinch ributtassero in mare quello che avevano appena pescato. (Cfr. AA.VV., La grande cucina | Vegetariana, RCS, Milano, 2005, p. 142. ISSN 1824-5692) 25.^ Enciclopedia Garzanti di filosofia, Milano 1981 p.705

26.^ Diels-Kranz, 21, B, 7 27.^ Anche sulla prima definizione di se stesso come filosofo (come stato riferito da Cicerone e Diogene
Laerzio) attribuita a Pitagora come "colui che ama il sapere", ma non lo possiede in quanto solo il dio sapiente del tutto, c' chi ha recentemente avanzato considerazioni a favore della tradizione da Riedweg Christoph, in Pitagora. Vita, dottrina e influenza, Editore: Vita e Pensiero 2007 28.^ Paolo Scroccaro, Pitagora:la dottrina dei numeri e degli opposti

29.^ Massimo Don, Filosofia della musica, Bompiani 30.^ Riccardo Viagrande, Manuale di storia ed estetica della musica, Casa Musicale Eco, 2004, p.40 31.^ Oriano Spazzoli, Universo di sfere:astronomia e cosmologia degli antichi Greci 32.^ Cfr. Sito web italiano per la filosofia - Universit di Bari - Laboratorio di epistemologia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]


I presocratici. Prima traduzione integrale con testi originali a fronte delle testimonianze e dei frammenti di Hermann Diels e Walther Kranz, a cura diGiovanni Reale, Milano: Bompiani, 2006. Bruno Centrone, Introduzione a I pitagorici, Roma-Bari: Laterza, 1996. Kitty Gail Ferguson, La musica di Pitagora. La nascita del pensiero scientifico, Editore: Longanesi 2009. Carmelo Fucarino, Pitagora e il vegetarianesimo, Editore: Giannone A. 1982. Christiane L. Joost-Gaugier, Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull'arte, Editore Arkeios, 2008. Leonida Lazzari, Pitagora, Editrice Pitagora, Bologna 2007. Lucio Lombardo Radice, La matematica da Pitagora a Newton, Edizione Muzzio, Roma, 2003. Alfonso Mele, Pitagora : filosofo e maestro di verit, Roma: Scienze e lettere, 2013. Piergiorgio Odifreddi, Pitagora, Euclide e la nascita del pensiero scientifico Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2012. Christoph Riedweg, Pitagora. Vita, dottrina e influenza, Editore: Vita e Pensiero 2007. Augusto Rostagni, Il verbo di Pitagora, Editore: Il Basilisco 1982.

Maria Timpanaro Cardini, Pitagorici, Testimonianze e frammenti, 3 volumi, Editore: La Nuova Italia, 1969.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Religione dell'antica Grecia: Pitagora e il pitagorismo Apollonio di Tiana Geometria sacra Neopitagorismo Teano Terna pitagorica Teorema di Pitagora