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Il pitagorismo ha inizio con la figura storica di Pitagora, nato a Samo (isola prospiciente le coste

della Ionia, tra Mileto ed Efeso), la cui persona è avvolta dalla leggenda. Fu matematico.

LA SCUOLA PITAGORICA PITAGORA DI SAMO Non scrisse nulla ed i suoi insegnamenti erano considerati come un segreto che potevano
(Metà del VI sec. - IV sec.) (VI sec.) conoscere solo gli adepti della setta.

Si trasferì nella Magna Grecia: fondò la sua Scuola a Crotone, in Calabria, e morì a Metaponto, in
Basilicata.

La filosofia pitagorica ha, come quella dei filosofi ionici, un chiaro interesse cosmologico. I suoi
studi hanno ugualmente per oggetto la natura e, come quelli degli ionici, ricercano il principio primo
che unifichi tutto il reale. La differenza con questi ultimi sta nel principio che essi trovano, il
numero, diverso dai principi sensibili (acqua apeiron, aria, fuoco) che indicarono gli ionici.

Ai pitagorici si deve indubbiamente la creazione della matematica come scienza, elaborando


concettualmente i suoi termini fondamentali (quantità, punto, linea, superficie, angolo, corpo) e
facendo astrazione da tutte le applicazioni pratiche. Essi inoltre stabilirono il carattere rigoroso della
dimostrazione matematica.

L’archè: il Numero I pitagorici si applicarono per primi allo studio della matematica, che ha per principio primo il
numero. Pitagora inoltre condusse studi di acustica nei quali osservò che l’armonia musicale (i suoni
“consonanti”) possono essere ridotti ad un rapporto numerico. Fu pertanto naturale identificare nel
numero il principio primo di tutta la realtà.

Per poter essere principio primo del mondo, i numeri dovevano necessariamente essere per i
pitagorici qualcosa di diverso da una semplice astrazione frutto della ragione. Il numero, o meglio i
suoi elementi, sono il principio di tutte le cose, nel senso che in essi si trova l’essenza e la sostanza
di tutto quanto il reale. Il numero costituisce per i pitagorici il principio dell’essere e dell’intelligibilità
di ogni realtà; un numero che non è astrazione della quantità, ma proporzione, regola espressione
dell’armonia che costituisce ogni cosa e della relazione armonica (kosmos) di tutta la realtà.

Il numero, e quindi tutta la realtà, è composto da due elementi costitutivi: il PARI ed il DISPARI: il pari è
illimitato, mentre il dispari è limitato. La riduzione della coppia di contrari pari/dispari (ovvero:
illimitato/limitato) procedeva dal loro studio del numero e dalla loro concezione geometrica dello stesso.
Pari/Dispari,
I pitagorici sono stati i primi ad aver posto l’illimitato e il limite come contrari all’interno stesso di ogni
Illimitato/Limitato cosa. Per i pitagorici, ogni realtà è composta da un elemento illimitato e da un altro limitato.

Per i pitagorici inoltre “illimitato” equivaleva a imperfezione, a irrazionale e inintelligibile e, come tale,
non poteva essere identificato con Dio, come avevano fatto i suoi predecessori.

Pur essendo compote da elementi opposti, le cose non manifestano esteriormente, né ciascuna
singolarmente né nel loro insieme, tale opposizione: all’opposto c’è una ARMONIA UNIVERSALE.
Come l’armonia musicale, riducibile ad una relazione aritmetica, unifica le opposizioni presenti al suo
INQUADRAMENTO GENERALE interno, così ciascuna cosa è dotata per i pitagorici di una sua propria armonia e anche l’universo
L’Armonia possiede una legge armoniosa che unifica tutti i suoi elementi.
Con la scuola pitagorica la filosofia trasferisce il suo
centro geografico alle colonie greche del sud Italia, la Il mondo è ordine, un ordine armonioso che, come la scala musicale, può essere ridotto a rapporti
Magna Grecia. Per questo sono detti anche, assieme numerici, a leggi razionali. Il dominio razionale dei numeri e delle loro leggi aveva indotto i pitagorici ad
a Parmenide, “Filosofi Italici” un preteso dominio sulle cose, che ridotte a numeri potevano essere sottomesse alla ragione.

I pitagorici si avvalgono di principi e di elementi


piuttosto lontani da quelli fisici dei naturalisti, e la
ragione di questo sta nel fatto che essi non li Caratteristica peculiare del pitagorismo è la credenza nella METEMPSICOSI: ovvero l’immortalità e la
desunsero dalle cose sensibili, bensì dalla trasmigrazione delle anime.
matematica.
L’anima sarebbe l’elemento primoridiale che, come un castigo di una colpa primitiva che deve
Il pitagorismo, più che una scuola filosofica, è una L’Anima espiare, è rinchiusa, incarcerata in un corpo.
setta religiosa, il cui fine è la perfezione morale (immortalità e metempsicosi)
dell’individuo, la sua purificazione in vista della vita Si tratta di una dottrina di probabile derivazione orfica. La dottrina pitagorica mirava alla purificazione
dell’anima, ovvero alla sua liberazione dal l’esame con il corpo. Fra i mezzi di purificazione troviamo
futura, mediante una determinata condotta, in la ricerca scientifica, la quale sembra quindi dipendere dalle credenze religiose, le quali spingevano
dipendenza della quale sarebbe sorta una particolare alla ricerca e allo studio dei principi.
visione scientifica dell’universo.

La dottrina di Pitagora e dei suoi discepoli era segreta


e la potevano conoscere solo gli adepti della setta.
I pitagorici furono i primi a sostenere la sfericità della terra e dei corpi celesti in genere,
Come gli ionici anche i pitagorici hanno per oggetto la considerando che la sfera è la più perfetta tra le figure solide avendo tutti i punti equidistanti dal
natura e la ricerca del principio primo (archè) che centro.
per Pitagora era il NUMERO. Tutte le cose sarebbero
fatte ad immagine dei numeri e i numeri sono ciò che Un pitagorico (Ecfanto di Siracusa) fu il primo a riconoscere la rotazione della terra intorno al suo
è primo in tutta quanta la realtà. asse.
La fisica
Si dice che un altro pitagorico (Enoclide) abbia riconosciuto l’obliquità dell’eclittica rispetto
I numeri sono intesi come cose reali, come la più vera all’equatore celeste.
e profonda essenza di qualsiasi realtà.
Pitagora condusse studi di acustica musicale, per mezzo del “monocordo”, riconoscendo che gli accordi
Tutto l’universo è armonia e numero. armonici corrispondono a rapporti numerici fra le lunghezze delle corde vibranti (unisono: 1/1 -
ottava: 2/1 - quinta: 3/2 - ecc.)