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Anno scolastico 2006-07

Classe 4 sez. A Indirizzo IGEA


Prof. Carlo Mariani

La rivoluzione scientifica

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La Scienza Nuova
Con il termine di rivoluzione scientifica gli studiosi
indicano una precisa categoria storiografica: la radicale trasformazione dei contenuti e del metodo scientifico, compresa tra la met del 500 e la fine del 600

Nei 150 anni che separano il De revolutionibus


orbium coelestium (Le rivoluzioni delle orbite celesti, 1543) di Copernico dai Philosophia naturalis principia mathematica (I principi matematici della filosofia naturale, 1687) di Newton, il pensiero europeo conobbe cambiamenti cos profondi da innescare un processo di revisione totale del vecchio cosmo aristoteliche e delle antiche certezze della filosofia scolastica
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La Scienza Nuova
Se infatti consideriamo nel loro complesso i ritmi
dellevoluzione storica, vediamo come per millenni scienza e tecnologia siano rimaste sostanzialmente immobili.

Dallantichit al Rinascimento, fatta eccezione per


alcune scoperte o invenzioni importantissime ma isolate (la polvere da sparo, la bussola, la stampa), la vita aveva continuato a svolgersi nella stessa maniera, con le stesse fonti di energia, gli stessi mezzi di trasporto, le stesse tecniche produttive.

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Con la rivoluzione scientifica si attua definitivamente il
distacco tra il pensiero filosofico e quello scientifico e lautonomia di questultimo rispetto alla metafisica classica

La scienza assume quei caratteri che le consentiranno


una indefinita possibilit di sviluppo e di progresso

La frattura tra scienza e tecnica viene ricomponendosi


in una prospettiva che permetter alluomo di studiare, analizzare e asservire la natura ai propri bisogni, con tutte le potenzialit e i rischi che oggi questo comporta

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La Scienza Nuova: le opere principali


1610: Galilei, Sidereus Nuncius 1588: Tyco Brahe, De mundi aetherei 1613-16: Galilei, Lettere copernicane 1623: Galilei, Il Saggiatore

1543: Copernico, De revolutionibus orbium coelestium

1609: Johannes Kepler, Astronomia nova

1632: Galilei, Dialogo dei massimi sistemi

1687: Newton, Philosophiae naturalis principia mathematica

1619: Johannes Kepler, Harmonices mundi

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La parabola di questa grande rivoluzione culturale si
estende per circa un secolo e mezzo, dal 1543, anno della pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium di Copernico, al 1687, quando viene dato alle stampe il libro di Isaac Newton (1643-1727) Philosophiae naturalis principia mathematica.

Il momento decisivo di questo processo si verifica per


intorno al ventennio 1620-1640, che coincide con lepoca di Galileo Galilei

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Linteresse suscitato da Galileo Galilei intorno allo
studio dei fenomeni naturali unattenzione che egli provoc anche attraverso le sue eccezionali scoperte e la propria vicenda intellettuale (le polemiche, i processi, labiura finale) influenz tutti i campi del sapere

In questo contesto si modificarono sia il ruolo e la


funzione dello scienziato che la stessa immagine della scienza.

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Alla base di questa rivoluzione sta un fattore del tutto
originale che ne costitu lindispensabile spinta propulsiva: il metodo sperimentale.

Mentre nel mondo antico e per tutto il Medioevo i


meccanismi della conoscenza si erano fondati sul principio di autorit, che poneva come verit indiscutibile linterpretazione del mondo fornita dai grandi pensatori (Aristotele) e dalla Sacra Scrittura, a partire dal XVII secolo comincia ad affermarsi un modo nuovo di analizzare la realt, in cui losservazione e lesperienza diretta sostituiscono laccoglimento acritico dellautorit
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La concezione della natura


Per tutto il Cinquecento il tema del naturalismo
caratterizza e condiziona le opinioni degli scrittori, degli artisti, dei filosofi e degli scienziati.

La visione delluniverso, dello stato, del corpo, della


cultura vengono in qualche modo ricondotte ad una concezione naturalistica, secondo la quale luomo, la natura e il divino convivono e comunicano allinterno di ununica realt
Questa concezione rappresenta un notevole salto di qualit
rispetto allidea sostenuta dalla Chiesa che esistessero invece due nature, una umana (imperfetta e mutabile) e una divina (perfetta e immutabile)
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La concezione della natura


Tramonta la rigida distinzione tra umano e divino:
Luniverso una realt continua, in cui le varie forme
dellesistenza comunicano, si intrecciano, convivono in modo fluido.

Questa visione naturalistica viene delineata per la


prima volta nel Cinquecento nellidea che Machiavelli sviluppa intorno alla concezione dello stato
Ma si ritrova anche nellatteggiamento dei comici dellarte, dei
filosofi naturali, nelle filosofie ermetiche e neoplatoniche, nella scienza magica di Giordano Bruno.

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La concezione della natura


La concezione della natura si libera per cos dire
dallegemonia delle dottrine teologiche, che invece interpretavano il cosmo come una diretta e univoca proiezione di Dio.

Questa liberazione degli istinti e delle potenzialit


delluomo ha rappresentato una delle pi significative conquiste della cultura tardo-cinquecentesca
Essa si affermata soprattutto nella seconda met del secolo,
in concomitanza della rivoluzione scientifica, ma stata accompagnata anche da tentativi di ritorno al passato, di controllo delle idee, di censura, di repressione.

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La concezione della natura


Le scoperte scientifiche provocarono nellimmaginario
collettivo del Seicento una diversa percezione della natura, oltre che della scienza.

Il cannocchiale e il microscopio modificarono la concezione


dello spazio e del tempo, nel senso che vennero individuate entit immensamente grandi e altre immensamente piccole; veniva a cadere lidea della natura come una realt stabile, fissa, immutabile e immobile; si diffuse la convinzione che non esistesse un mondo soltanto, ma una pluralit di mondi ( questa la concezione intuita anche da Giordano Bruno).

Cambiava il rapporto delluomo con la natura in base a un


atteggiamento non pi di tipo contemplativo e ammirativo, ma critico-osservativo
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Scoperte scientifiche e invenzioni


Matematica
1614: Tavola dei logaritmi (Napier) 1637: Geometria analitica (Cartesio) 1687: Calcolo infinitesimale (Newton) Fisica 1598: Leggi sulla caduta dei gravi e sullisocronismo del pendolo
(Galilei) 1609: Leggi sul moto dei pianeti (Keplero) 1618: Rifrazione della luce (Snelliu) 1661: Leggi dei gas (Boyle) 1665: Difrazione della luce (Grimaldi) 1675: Calcolo sulla velocit della luce (Rmer) 1687: Teoria della gravitazione universale (Newton) 1690: Teoria ondulatoria della luce (Huygens)
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Scoperte scientifiche e invenzioni


Strumenti di osservazione e di misurazione
1590: Microscopio semplice (Jannsen) 1611: Cannocchiale astronomico (Keplero) 1643: Barometro a mercurio (Torricelli) 1657: Orologio a pendolo (Huygens) 1663: Manometro (Guericke) 1672: Telescopio speculare (Newton) Procedimenti tecnici, macchine e utensili
1642: Addizionatrice (Pascal) 1671: Moltiplicatrice (Leibniz) 1680: Marmitta a vapore (Papin) 1693: Porcellana (Tschirnhaus)

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Il cosmo aristotelico-tolemaico

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Il cosmo aristotelico-tolemaico

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Il sistema copernicano

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Il sistema copernicano

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Le Leggi di Keplero

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Il Cosmo di Newton

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La funzione dello scienziato


La rivoluzione scientifica del Seicento esprime in pieno un
processo di rinnovamento radicale del sapere occidentale. La stessa nozione di progresso scientifico a partire da Copernico, e successivamente con Keplero, Galileo e Cartesio, costituisce il fondamento di un ottimismo illuministico, destinato a sottolineare la supremazia dei moderni sugli antichi e a condizionare tutta la storia della civilt del Settecento.

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La funzione dello scienziato


La nuova immagine della scienza, - scrive lo storico della
filosofia Paolo Rossi - daltro lato, era latto di nascita di un nuovo tipo di sapere inteso come una costruzione perfettibile, che nasce dalla collaborazione degli ingegni, che necessita di un linguaggio specifico e rigoroso, che ha bisogno per sopravvivere e crescere su se stesso, di proprie specifiche istituzioni: un tipo di sapere che tende a elaborare proposizioni vere e a formulare asserzioni vere intorno al mondo e che concepisce queste verit come qualcosa che va sottoposto alla prova degli esperimenti e al confronto con teorie alternative.

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La funzione dello scienziato


Nel Seicento europeo viene a modificarsi radicalmente il
protagonista dellelaborazione e diffusione del sapere. Lintellettuale non si identifica pi e unicamente con il letterato di tradizione umanistica: accanto ai detentori di questo sapere teorico troviamo infatti numerose altre figure.

In maniera altrettanto diversificata si presenta la figura


delluomo di scienza, dello scienziato, del filosofo naturale: si deve aggiungere, cio, che i protagonisti di queste trasformazioni non erano pi i tradizionali letterati umanisti, cresciuti sullo studio dei classici latini e greci.

I classici costituivano ancora materia di studio e di


discussione, di riflessione e di applicazione scolastica.
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La funzione dello scienziato


Nelle universit europee, nei collegi, nelle
accademie, nelle biblioteche e in tutti gli altri centri di diffusione del sapere era normale che si leggessero Aristotele, Cicerone, Tacito, Machiavelli, Virgilio, Platone, San Tommaso, poich questo corpus di autori rappresentava il fondamento dei programmi e dei corsi scolastici

Come vennero interpretati i classici

Tuttavia essi furono auctores senza auctoritas,


letture essenziali ma non pi determinanti e vincolanti a una verit dogmatica, in quanto il sapere divenne uno strumento di ricerca e di scavo in direzione del nuovo, dellincognito, dello sperimentabile
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La funzione dello scienziato


Tecnici, artigiani, architetti, ingegneri reintrodussero accanto
alla conoscenza fondata sui libri, quella di tipo praticoempirico: in tal modo lattivit culturale divenne sempre meno separata dalla pratica materiale

La scienza, da disciplina teoretico-contemplativa e astratta, si


apr alla verifica sperimentale superando lopposizione che separava le cosiddette arti liberali (grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, astronomia e musica) dalle arti meccaniche (armatura, medicina, venatio, lanificium, navigatio, theatrica, architettura, pittura, ecc.)

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La funzione dello scienziato


I ceti intellettuali del Seicento si presentarono come
caratterizzati da una forte eterogeneit interna: astronomi e matematici impegnati nelluniversit; medici, agrimensori, viaggiatori, navigatori, ingegneri, avventurieri, costruttori di strumenti, farmacisti, ottici, chirurghi.

Per diventare scienziati - scrive ancora lo storico Paolo


Rossi - non erano del resto necessari n il latino, n la matematica, n unampia conoscenza di libri, n una cattedra universitaria. La pubblicazione sugli atti delle accademie, lappartenenza alle societ scientifiche erano aperte a tutti, professori, sperimentatori, artigiani, dilettanti.

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Il Libro dellUniverso
La filosofia scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico luniverso), ma non si pu intendere se prima non simpara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne quali scritto. Egli scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi impossibile intenderne umanamente parola; senza questi un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.
Galileo Galilei, Il Saggiatore, Milano, Feltrinelli, 1965, p. 38.

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