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Ing. Franco Fusier Rev.

05/2011
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RIASSUNTO PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA
VERIFICA SEMPLIFICATA DI EDIFICI IN
MURATURA & COMMENTI
SOMMARIO
RIASSUNTO PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA VERIFICA SEMPLIFICATA DI EDIFICI IN
MURATURA & COMMENTI ............................................................................................................... 1
SOMMARIO ..................................................................................................................................... 1
4.5.4 ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE (NTC 2008) ................................................................ 3
4.5.6.4 Verifiche alle tensioni ammissibili .......................................................................................... 4
7.2.2 CARATTERISTICHE GENERALI DELLE COSTRUZIONI .................................................... 5
Regolarit ............................................................................................................................ 5
7.2.6 CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA E AZIONE SISMICA........................ 6
7.8.1.4 Criteri di progetto e requisiti geometrici .................................................................................. 7
7.8.1.9 Costruzioni semplici (NTC 2008) ........................................................................................... 8
7.8.3.1 Criteri di progetto ................................................................................................................. 10
7.8.5.1 Costruzioni in muratura ordinaria .......................................................................................... 10
8.3 VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA (NTC 2008)................................................................. 11
8.4 CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI (NTC 2008) .......................................................... 12
8.4.1 INTERVENTO DI ADEGUAMENTO ............................................................................... 12
8.4.2 INTERVENTO DI MIGLIORAMENTO ............................................................................ 13
8.4.3 RIPARAZIONE O INTERVENTO LOCALE ..................................................................... 13
EDIFICI ESISTENTI ....................................................................................................................... 13
8.5 PROCEDURE PER LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA E LA REDAZIONE DEI
PROGETTI (NTC 2008) .................................................................................................................. 13
8.5.5 AZIONI (NTC 2008) ............................................................................................................... 13
8.6 MATERIALI ............................................................................................................................. 13
8.7 VALUTAZIONE E PROGETTAZIONE IN PRESENZA DI AZIONI SISMICHE (NTC 2008) .. 14
8.7.1 COSTRUZIONI IN MURATURA (NTC 2008) .................................................................. 14
C8.7 VALUTAZIONE E PROGETTAZIONE IN PRESENZA DI AZIONI SISMICHE (Circolare) . 15
C8.7.1 COSTRUZIONI IN MURATURA (Circolare) .................................................................. 15
C8.7.1.1 Requisiti di sicurezza ................................................................................................ 15
C8.7.1.2 Azione sismica .......................................................................................................... 16
C8.7.1.3 Combinazione delle azioni ........................................................................................ 16
C8.7.1.4 Metodi di analisi globale e criteri di verifica .............................................................. 16
C8.7.1.5 Modelli di capacit per la valutazione di edifici in muratura ....................................... 17
Pareti murarie ..................................................................................................................... 17
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Solai .................................................................................................................................. 18
C8.7.1.6 Metodi di analisi dei meccanismi locali ..................................................................... 19
C8.7.1.7 Edifici semplici ......................................................................................................... 19
C8.7.1.8 Criteri per la scelta dellintervento ............................................................................. 20
C8.7.1.9 Modelli di capacit per il rinforzo di edifici in muratura............................................. 20
C8A.1.A COSTRUZIONI IN MURATURA: DATI NECESSARI E IDENTIFICAZIONE DEL
LIVELLO DI CONOSCENZA (Circolare) ....................................................................................... 21
C8A.1.A.1 Costruzioni in muratura: geometria ............................................................................ 21
C8A.1.A.2 Costruzioni in muratura: dettagli costruttivi ................................................................ 21
C8A.1.A.3 Costruzioni in muratura: propriet dei materiali .......................................................... 22
C8A.1.A.4 Costruzioni in muratura: livelli di conoscenza ............................................................ 23
NOTA: Livelli di conoscenza e parametri meccanici delle vecchie murature ............................ 25
C8A.2. TIPOLOGIE E RELATIVI PARAMETRI MECCANICI DELLE MURATURE (Circolare) . 26
Specifiche ............................................................................................................................... 29

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4.5.4 ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE (NTC 2008)
Ledificio a muratura portante deve essere concepito come una struttura
tridimensionale. I sistemi resistenti di pareti di muratura, gli orizzontamenti e le
fondazioni devono essere collegati tra di loro in modo da resistere alle azioni verticali
ed orizzontali.
I pannelli murari sono considerati resistenti anche alle azioni orizzontali quando
hanno una lunghezza non inferiore a 0,3 volte laltezza di interpiano; essi svolgono
funzione portante, quando sono sollecitati prevalentemente da azioni verticali, e
svolgono funzione di controvento, quando sollecitati prevalentemente da azioni
orizzontali. Ai fini di un adeguato comportamento statico e dinamico delledificio, tutti
le pareti devono assolvere, per quanto possibile, sia la funzione portante sia la funzione
di controventamento.
Gli orizzontamenti sono generalmente solai piani, o con falde inclinate in copertura, che
devono assicurare, per resistenza e rigidezza, la ripartizione delle azioni orizzontali fra i
muri di controventamento.
Lorganizzazione dellintera struttura e linterazione ed il collegamento tra le sue parti
devono essere tali da assicurare appropriata resistenza e stabilit, ed un comportamento
dinsieme scatolare.
Per garantire un comportamento scatolare, muri ed orizzontamenti devono essere
opportunamente collegati fra loro. Tutte le pareti devono essere collegate al livello dei
solai mediante cordoli di piano di calcestruzzo armato e, tra di loro, mediante
ammorsamenti lungo le intersezioni verticali. I cordoli di piano devono avere adeguata
sezione ed armatura.
Devono inoltre essere previsti opportuni incatenamenti al livello dei solai, aventi lo
scopo di collegare tra loro i muri paralleli della scatola muraria. Tali incatenamenti
devono essere realizzati per mezzo di armature metalliche o altro materiale resistente a
trazione, le cui estremit devono essere efficacemente ancorate ai cordoli. Per il
collegamento nella direzione di tessitura del solaio possono essere omessi gli
incatenamenti quando il collegamento assicurato dal solaio stesso. Per il collegamento
in direzione normale alla tessitura del solaio, si possono adottare opportuni
accorgimenti che sostituiscano efficacemente gli incatenamenti costituiti da tiranti
estranei al solaio.
Il collegamento fra la fondazione e la struttura in elevazione generalmente realizzato
mediante cordolo in calcestruzzo armato disposto alla base di tutte le murature verticali
resistenti. possibile realizzare la prima elevazione con pareti di calcestruzzo
armato; in tal caso la disposizione delle fondazioni e delle murature sovrastanti deve
essere tale da garantire un adeguato centraggio dei carichi trasmessi alle pareti della
prima elevazione ed alla fondazione.
Lo spessore dei muri portanti non pu essere inferiore ai seguenti valori
1
:
- muratura in elementi resistenti artificiali pieni 150 mm

1
Per le costruzioni in zona sismica vi sono limitazioni maggiori.
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- muratura in elementi resistenti artificiali semipieni 200 mm
- muratura in elementi resistenti artificiali forati 240 mm
- muratura di pietra squadrata 240 mm
- muratura di pietra listata 400 mm
- muratura di pietra non squadrata 500 mm
I fenomeni del secondo ordine possono essere controllati mediante la snellezza
convenzionale della parete, definita dal rapporto:
0
h
t
= (4.5.1)
dove
0
h la lunghezza libera di inflessione
2
della parete valutata in base alle condizioni
di vincolo ai bordi espresse dalla (4.5.6) e t lo spessore della parete.
Il valore della snellezza non deve risultare superiore
3
a 20.
4.5.6.4 Verifiche alle tensioni ammissibili
Per edifici semplici consentito eseguire le verifiche, in via semplificativa, con il
metodo delle tensioni ammissibili
4
, adottando le azioni previste nelle presenti Norme
Tecniche, con resistenza del materiale di cui al 4.5.6.1, ponendo il coefficiente
4.2
M
= ed utilizzando il dimensionamento semplificato di seguito riportato con le
corrispondenti limitazioni:
a) le pareti strutturali della costruzione siano continue dalle fondazioni alla sommit;
b) nessuna altezza interpiano sia superiore a 3,5 m ;
c) il numero di piani non sia superiore a 3 (entro e fuori terra) per costruzioni in
muratura ordinaria ed a 4 per costruzioni in muratura armata;
d) la planimetria delledificio sia inscrivibile in un rettangolo con rapporti fra lato
minore e lato maggiore non inferiore a 1/3;
e) la snellezza della muratura, secondo lespressione (4.5.1), non sia in nessun caso
superiore a 12;
f) il carico variabile per i solai non sia superiore a 3,00 kN/m.
La verifica si intende soddisfatta se risulta:

2
Per la valutazione della snellezza convenzionale della parete secondo lespressione (4.5.1) la
lunghezza libera dinflessione del muro
0
h data dalla relazione
0
h h = (4.5.6)
in cui il fattore tiene conto dellefficacia del vincolo fornito dai muri ortogonali e h laltezza interna
di piano; assume il valore 1 per muro isolato, e i valori indicati nella Tab. 4.5.IV, quando il muro non
ha aperture ed irrigidito con efficace vincolo da due muri trasversali di spessore non inferiore a 200 mm,
e di lunghezza l non inferiore a 0,3 h, posti ad interasse a.
3
Per le verifiche alle tensioni ammissibili, gli Edifici semplici e le zone sismiche vi sono limitazioni
maggiori.
4
Queste limitazioni devono risultare soddisfatte anche per gli Edifici semplici in zona sismica.
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0.65
k
M
f N
A
o

= s

(4.5.13)
in cui N il carico verticale totale alla base di ciascun piano delledificio corrispondente
alla somma dei carichi permanenti e variabili (valutati ponendo 1
G Q
= = ) della
combinazione caratteristica e A larea totale dei muri portanti allo stesso piano.
7.2.2 CARATTERISTICHE GENERALI DELLE COSTRUZIONI
Regolarit
Le costruzioni devono avere, quanto pi possibile, struttura iperstatica caratterizzata da
regolarit in pianta e in altezza. Se necessario ci pu essere conseguito suddividendo la
struttura, mediante giunti, in unit tra loro dinamicamente indipendenti.
Per quanto riguarda gli edifici, una costruzione regolare in pianta se tutte le seguenti
condizioni sono rispettate:
a) la configurazione in pianta compatta e approssimativamente simmetrica rispetto a
due direzioni ortogonali, in relazione alla distribuzione di masse e rigidezze;
b) il rapporto tra i lati di un rettangolo in cui la costruzione risulta inscritta inferiore a
4;
c) nessuna dimensione di eventuali rientri o sporgenze supera il 25% della dimensione
totale della costruzione nella corrispondente direzione;
d) gli orizzontamenti possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano
rispetto agli elementi verticali e sufficientemente resistenti
5
.
Sempre riferendosi agli edifici, una costruzione regolare in altezza se tutte le seguenti
condizioni sono rispettate:
e) tutti i sistemi resistenti verticali (quali telai e pareti) si estendono per tutta laltezza
della costruzione;
f) massa e rigidezza rimangono costanti o variano gradualmente, senza bruschi
cambiamenti, dalla base alla sommit della costruzione (le variazioni di massa da un
orizzontamento allaltro non superano il 25%, la rigidezza non si riduce da un
orizzontamento a quello sovrastante pi del 30% e non aumenta pi del 10%); ai fini
della rigidezza si possono considerare regolari in altezza strutture dotate di pareti o
nuclei in c.a. o pareti e nuclei in muratura di sezione costante sullaltezza o di telai
controventati in acciaio, ai quali sia affidato almeno il 50% dellazione sismica alla
base;
g) nelle strutture intelaiate progettate in CD B il rapporto tra resistenza effettiva e
resistenza richiesta dal calcolo non significativamente diverso per orizzontamenti
diversi (il rapporto fra la resistenza effettiva e quella richiesta, calcolata ad un generico
orizzontamento, non deve differire pi del 20% dallanalogo rapporto determinato per

5
La Circolare, al punto C.8.7.2.2, ha cambiato questo requisito per gli edifici in muratura: La
definizione di regolarit per un edificio esistente in muratura quella indicata al 7.2.2 delle NTC, in cui
il requisito d) sostituito da: i solai sono ben collegati alle pareti e dotati di una sufficiente rigidezza e
resistenza nel loro piano.
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un altro orizzontamento); pu fare eccezione lultimo orizzontamento di strutture
intelaiate di almeno tre orizzontamenti;
h) eventuali restringimenti della sezione orizzontale della costruzione avvengono in
modo graduale da un orizzontamento al successivo, rispettando i seguenti limiti: ad ogni
orizzontamento il rientro non supera il 30% della dimensione corrispondente al primo
orizzontamento, n il 20% della dimensione corrispondente allorizzontamento
immediatamente sottostante. Fa eccezione lultimo orizzontamento di costruzioni di
almeno quattro piani per il quale non sono previste limitazioni di restringimento.
Per i ponti le condizioni di regolarit sono definite nel 7.9.2.1.
7.2.6 CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA E
AZIONE SISMICA
Il modello della struttura deve essere tridimensionale e rappresentare in modo adeguato
le effettive distribuzioni spaziali di massa, rigidezza e resistenza, con particolare
attenzione alle situazioni nelle quali componenti orizzontali dellazione sismica possono
produrre forze dinerzia verticali (travi di grande luce, sbalzi significativi, etc.).
Nella definizione del modello alcuni elementi strutturali, considerati secondari, e gli
elementi non strutturali autoportanti (tamponature e tramezzi), possono essere
rappresentati unicamente in termini di massa, considerando il loro contributo alla
rigidezza e alla resistenza del sistema strutturale solo qualora essi possiedano rigidezza
e resistenza tali da modificare significativamente il comportamento del modello.
Gli orizzontamenti possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano, a
condizione che siano realizzati in cemento armato, oppure in latero-cemento con soletta
in c.a. di almeno 40 mm di spessore, o in struttura mista con soletta in cemento armato
di almeno 50 mm di spessore collegata da connettori a taglio opportunamente
dimensionati agli elementi strutturali in acciaio o in legno e purch le aperture presenti
non ne riducano significativamente la rigidezza.
Per rappresentare la rigidezza degli elementi strutturali si possono adottare modelli
lineari, che trascurano le non linearit di materiale e geometriche, e modelli non lineari,
che le considerano; in ambo i casi si deve tener conto della fessurazione dei materiali
fragili. In caso non siano effettuate analisi specifiche, la rigidezza flessionale e a taglio
di elementi in muratura, cemento armato,
acciaio-calcestruzzo, pu essere ridotta sino al 50% della rigidezza dei corrispondenti
elementi non fessurati, tenendo debitamente conto dellinfluenza della sollecitazione
assiale permanente.
Nel caso di comportamento non dissipativo si adottano unicamente i modelli lineari.
Nel caso di comportamento dissipativo si possono adottare sia modelli lineari sia
modelli non lineari. Il legame costitutivo utilizzato per modellare il comportamento non
lineare della struttura dovuto alla non linearit di materiale deve essere giustificato,
anche in relazione alla corretta rappresentazione dellenergia dissipata nei cicli di
isteresi.
Le azioni conseguenti al moto sismico sono modellate sia direttamente, attraverso forze
statiche equivalenti o spettri di risposta, sia indirettamente, attraverso accelerogrammi.
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Nella definizione dellazione sismica sulla struttura, possibile tenere conto della
modifica del moto sismico indotta dallinterazione fondazione-terreno. A meno di
analisi numeriche avanzate, la fondazione pu essere schematizzata con vincoli visco-
elastici, caratterizzati da opportuna impedenza dinamica. Questa schematizzazione pu
rendersi necessaria per strutture alte e snelle, nelle quali gli effetti del secondo ordine
non sono trascurabili, e per strutture fondate su terreni molto deformabili (Vs<100 m/s).
Conseguentemente, con i criteri di cui al 7.11.2, nel calcolo dellimpedenza dinamica
necessario tener conto della dipendenza delle caratteristiche di rigidezza e
smorzamento dal livello deformativo.
Per le fondazioni miste, come specificato al 6.4.3., linterazione fra il terreno, i pali e
la struttura di collegamento deve essere studiata con appropriate modellazioni, allo
scopo di pervenire alla determinazione dellaliquota dellazione di progetto trasferita al
terreno direttamente dalla struttura di collegamento e dellaliquota trasmessa ai pali. Nei
casi in cui linterazione sia considerata non significativa o, comunque, si ometta la
relativa analisi, le verifiche SLV e SLD, condotte quindi con riferimento ai soli pali,
devono soddisfare quanto riportato al punto 7.11.5.3.2. Nei casi in cui si consideri
significativa tale interazione e si svolga la relativa analisi, le verifiche SLV e SLD,
condotte con riferimento ai soli pali, devono soddisfare quanto riportato ai 6.4.3.3 e
6.4.3.4, ove le azioni e le resistenze di progetto ivi menzionate sono da intendersi
determinate secondo quanto specificato nel presente Cap. 7.
Per tenere conto della variabilit spaziale del moto sismico, nonch di eventuali
incertezze nella localizzazione delle masse, al centro di massa deve essere attribuita una
eccentricit accidentale rispetto alla sua posizione quale deriva dal calcolo. Per i soli
edifici ed in assenza di pi accurate determinazioni leccentricit accidentale in ogni
direzione non pu essere considerata inferiore a 0,05 volte la dimensione delledificio
misurata perpendicolarmente alla direzione di applicazione dellazione sismica. Detta
eccentricit assunta costante, per entit e direzione, su tutti gli orizzontamenti.
7.8.1.4 Criteri di progetto e requisiti geometrici
Le piante delle costruzioni debbono essere quanto pi possibile compatte e simmetriche
rispetto ai due assi ortogonali. Le pareti strutturali, al lordo delle aperture, debbono
avere continuit in elevazione fino alla fondazione, evitando pareti in falso. Le
strutture costituenti orizzontamenti e coperture non devono essere spingenti. Eventuali
spinte orizzontali, valutate tenendo in conto lazione sismica, devono essere assorbite
per mezzo di idonei elementi strutturali.
I solai devono assolvere funzione di ripartizione delle azioni orizzontali tra le pareti
strutturali, pertanto devono essere ben collegati ai muri e garantire un adeguato
funzionamento a diaframma.
La distanza massima tra due solai successivi non deve essere superiore a 5 m
6
.
La geometria delle pareti resistenti al sisma, deve rispettare i requisiti indicati nella Tab.
7.8.II, in cui t indica lo spessore della parete al netto dellintonaco,
0
h laltezza di libera

6
Per gli Edifici semplici laltezza massima di interpiano pari a 3.50 m.
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inflessione della parete come definito al 4.5.6.2, h laltezza massima delle aperture
adiacenti alla parete, l la lunghezza della parete
7
.
Tabella 7.8.II - Requisiti geometrici delle pareti resistenti al sisma.
Tipologie costruttive t
min
(=ho/t)
max
8
(l/h)
min

Muratura ordinaria, realizzata con elementi in
pietra squadrata
300 mm 10 0,5
Muratura ordinaria, realizzata con elementi
artificiali
240 mm 12 0,4
Muratura armata, realizzata con elementi
artificiali
240 mm 15 Qualsiasi
Muratura ordinaria, realizzata con elementi in
pietra squadrata, in siti ricadenti in zona 3 e 4
240 mm 12 0,3
Muratura realizzata con elementi artificiali
semipieni, in siti ricadenti in zona 4
200 mm 20 0,3
Muratura realizzata con elementi artificiali
pieni, in siti ricadenti in zona 4
150 mm 20 0,3
7.8.1.9 Costruzioni semplici (NTC 2008)
Si definiscono costruzioni semplici quelli che rispettano le condizioni di cui al 4.5.6.4
integrate con le caratteristiche descritte nel seguito, oltre a quelle di regolarit in
pianta ed in elevazione definite al 7.2.2 e quelle definite ai successivi 7.8.3.1,
7.8.5.1, rispettivamente per le costruzioni in muratura ordinaria, e in muratura armata.
Per le costruzioni semplici ricadenti in zona 2, 3 e 4 non obbligatorio effettuare alcuna
analisi e verifica di sicurezza.
Le condizioni integrative richieste alle costruzioni semplici sono:
- in ciascuna delle due direzioni siano previsti almeno due sistemi di pareti di
lunghezza complessiva, al netto delle aperture, ciascuno non inferiore al 50% della
dimensione della costruzione nella medesima direzione. Nel conteggio della
lunghezza complessiva possono essere inclusi solamente setti murari che rispettano i
requisiti geometrici della Tab. 7.8.II. La distanza tra questi due sistemi di pareti in
direzione ortogonale al loro sviluppo longitudinale in pianta sia non inferiore al 75%
della dimensione della costruzione nella medesima direzione (ortogonale alle pareti).
Almeno il 75% dei carichi verticali sia portato da pareti che facciano parte del
sistema resistente alle azioni orizzontali;
- in ciascuna delle due direzioni siano presenti pareti resistenti alle azioni orizzontali
con interasse non superiore a 7 m, elevabili a 9 m per costruzioni in muratura
armata;

7
I pannelli murari sono considerati resistenti anche alle azioni orizzontali quando hanno una lunghezza
non inferiore a 0,3 volte laltezza di interpiano (punto 4.5.4).
8 In caso di verifiche alle tensioni ammissibili, e quindi per gli Edifici semplici, la snellezza non pu
essere in nessun caso superiore a 12.
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- per ciascun piano il rapporto tra area della sezione resistente delle pareti e
superficie lorda del piano non sia inferiore ai valori indicati nella tabella 7.8.III, in
funzione del numero di piani della costruzione e della sismicit del sito, per ciascuna
delle due direzioni ortogonali
9
:
Tabella 7.8.III - Area pareti resistenti in ciascuna direzione ortogonale per costruzioni semplici.
Accelerazione di picco del terreno a
g
S
Tipo di
struttura
Numero
piani
0,07 g 0,1 g 0,15 g 0,20 g 0,25 g 0,30 g 0,35 g 0,40 g 0,45 g
0,4725
g
Muratura
ordinaria
1 3,50% 3,50% 4,00% 4,50% 5,00% 5,50% 6,00% 6,00% 6,00% 6,50%
2 4,00% 4,00% 4,50% 5,00% 5,50% 6,00% 6,50% 6,50% 6,50% 7,00%
3 4,50% 4,50% 5,00% 5,50% 6,00% 6,50% 7,00%
Muratura
armata
1 2,50% 3,00% 3,00% 3,00% 3,50% 3,50% 4,00% 4,00% 4,50% 4,50%
2 3,00% 3,50% 3,50% 3,50% 4,00% 4,00% 4,50% 5,00% 5,00% 5,00%
3 3,50% 4,00% 4,00% 4,00% 4,50% 5,00% 5,50% 5,50% 6,00% 6,00%
4 4,00% 4,50% 4,50% 5,00% 5,50% 5,50% 6,00% 6,00% 6,50% 6,50%
implicitamente inteso che per le costruzioni semplici il numero di piani non pu
essere superiore a 3 per le costruzioni in muratura ordinaria e a 4 per costruzioni in
muratura armata.
Deve inoltre risultare, per ogni piano:
0.25
k
M
f N
A
o

= s (7.8.1)
in cui N il carico verticale totale alla base di ciascun piano delledificio corrispondente
alla somma dei carichi permanenti e variabili (valutati ponendo 1
G Q
= = ), A
larea totale dei muri portanti allo stesso piano e
k
f la resistenza caratteristica a
compressione in direzione verticale della muratura
10
.

9
Le aree minime delle pareti resistenti non dipendono dalla qualit delle murature e dai materiali che le
costituiscono.
10
La Circolare, al punto C8.7.1.7 Edifici semplici, afferma che per gli edifici esistenti:
consentito applicare le norme semplificate di cui al 7.8.1.9 delle NTC, utilizzando al posto della
resistenza caratteristica a compressione f
k
il valore medio f
m
, diviso per il fattore di confidenza.
Oltre alle condizioni ivi prescritte, dopo leventuale intervento di adeguamento, necessario che risulti
verificato quanto segue:
a) le pareti ortogonali siano tra loro ben collegate;
b) i solai siano ben collegati alle pareti;
c) tutte le aperture abbiano architravi dotate di resistenza flessionale;
d) tutti gli elementi spingenti eventualmente presenti siano dotati di accorgimenti atti ad eliminare o
equilibrare le spinte orizzontali;
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Il dimensionamento delle fondazioni pu essere effettuato in modo semplificato tenendo
conto delle tensioni normali medie e delle sollecitazioni sismiche globali determinate
con lanalisi statica lineare.
7.8.3.1 Criteri di progetto
Tutte le pareti murarie devono essere efficacemente connesse da solai tali da costituire
diaframmi rigidi, secondo quanto specificato al 7.2.6
Linsieme strutturale risultante deve essere in grado di reagire alle azioni esterne
orizzontali con un comportamento di tipo globale, al quale contribuisce soltanto la
resistenza delle pareti nel loro piano.
7.8.5.1 Costruzioni in muratura ordinaria
Ad ogni piano deve essere realizzato un cordolo continuo allintersezione tra solai e
pareti.
I cordoli debbono avere altezza minima pari allaltezza del solaio e larghezza almeno
pari a quella del muro; consentito un arretramento massimo di 6 cm dal filo esterno.
Larmatura corrente non deve essere inferiore a 8 cm, le staffe debbono avere diametro
non inferiore a 6 mm ed interasse non superiore a 25 cm. Travi metalliche o
prefabbricate costituenti i solai debbono essere prolungate nel cordolo per almeno la

e) tutti gli elementi, anche non strutturali, ad elevata vulnerabilit siano stati eliminati;
f) le murature non siano a sacco o a doppio paramento, ed in generale di cattiva qualit e scarsa resistenza
(es. muratura in foratoni, o con spessori chiaramente insufficienti).
La Circolare, al punto C8.7.1.5 Modelli di capacit per la valutazione di edifici in muratura,
afferma che in generale (anche per edifici non semplici):
Nel caso di analisi elastica con il fattore q (analisi lineare statica ed analisi dinamica modale con
coefficiente di struttura), i valori di calcolo delle resistenze sono ottenuti dividendo i valori medi per i
rispettivi fattori di confidenza e per il coefficiente parziale di sicurezza dei materiali. Nel caso di analisi
non lineare, i valori di calcolo delle resistenze da utilizzare sono ottenuti dividendo i valori medi per i
rispettivi fattori di confidenza.

Nel caso di muratura irregolare o caratterizzata da blocchi non particolarmente resistenti, la resistenza a
taglio di calcolo per azioni nel piano di un pannello in muratura potr essere calcolata con la relazione
seguente (edifici esistenti):
0 0 0
0
1.5
1 1
1.5
d td
t
d td
f
V l t l t
b b f
t o o
t
= + = + (8.7.1.1)
Si pu quindi affermare che, per gli edifici esistenti e in caso di analisi elastica, i valori di riferimento
dei parametri meccanici di resistenza a compressione e taglio delle murature, sono legati ad LC secondo
le relazioni:
m
d
M
f
f
FC
=


0
0d
M
FC
t
t



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met della sua larghezza e comunque per non meno di 12 cm ed adeguatamente
ancorate ad esso.
In corrispondenza di incroci
dangolo tra due pareti
perimetrali sono prescritte, su
entrambe le pareti, zone di
parete muraria di lunghezza
non inferiore a 1 m,
compreso lo spessore del
muro trasversale.
Al di sopra di ogni apertura
deve essere realizzato un
architrave resistente a
flessione efficacemente ammorsato alla muratura.
8.3 VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA (NTC 2008)
La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle costruzioni
esistenti potranno essere eseguiti con riferimento ai soli SLU; nel caso in cui si
effettui la verifica anche nei confronti degli SLE i relativi livelli di prestazione possono
essere stabiliti dal Progettista di concerto con il Committente.
Le Verifiche agli SLU possono essere eseguite rispetto alla condizione di
salvaguardia della vita umana (SLV) o, in alternativa, alla condizione di collasso
(SLC).
Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte a valutazione della sicurezza quando
ricorra anche una delle seguenti situazioni:
- riduzione evidente della capacit resistente e/o deformativa della struttura o di alcune
sue parti dovuta ad azioni ambientali (sisma, vento, neve e temperatura), significativo
degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali, azioni eccezionali
(urti, incendi, esplosioni), situazioni di funzionamento ed uso anomalo, deformazioni
significative imposte da cedimenti del terreno di fondazione;
- provati gravi errori di progetto o di costruzione;
- cambio della destinazione duso della costruzione o di parti di essa, con
variazione significativa dei carichi variabili e/o della classe duso della costruzione;
- interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi interagiscano, anche solo in
parte, con elementi aventi funzione strutturale e, in modo consistente, ne riducano la
capacit o ne modifichino la rigidezza.
Qualora le circostanze di cui ai punti precedenti riguardino porzioni limitate della
costruzione, la valutazione della sicurezza potr essere limitata agli elementi interessati
e a quelli con essi interagenti, tenendo presente la loro funzione nel complesso
strutturale.
La valutazione della sicurezza deve permettere di stabilire se:
- luso della costruzione possa continuare senza interventi;
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 12
- luso debba essere modificato (declassamento, cambio di destinazione e/o
imposizione di limitazioni e/o cautele nelluso);
- sia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacit portante.
La valutazione della sicurezza dovr effettuarsi ogni qual volta si eseguano gli interventi
strutturali di cui al punto 8.4, e dovr determinare il livello di sicurezza prima e dopo
lintervento.
Il Progettista dovr esplicitare, in unapposita relazione, i livelli di sicurezza attuali
o raggiunti con lintervento e le eventuali conseguenti limitazioni da imporre
nelluso della costruzione.
8.4 CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI (NTC 2008)
Si individuano le seguenti categorie di intervento:
- interventi di adeguamento atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle
presenti norme;
- interventi di miglioramento atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur
senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle presenti norme;
- riparazioni o interventi locali che interessino elementi isolati, e che comunque
comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.
Gli interventi di adeguamento e miglioramento devono essere sottoposti a collaudo
statico.
Per i beni di interesse culturale in zone dichiarate a rischio sismico, ai sensi del
comma 4 dellart. 29 del D. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del
paesaggio, in ogni caso possibile limitarsi ad interventi di miglioramento effettuando
la relativa valutazione della sicurezza.
8.4.1 INTERVENTO DI ADEGUAMENTO
fatto obbligo di procedere alla valutazione della sicurezza e, qualora necessario,
alladeguamento della costruzione, a chiunque intenda:
a) sopraelevare la costruzione;
b) ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione;
c) apportare variazioni di classe e/o di destinazione duso che comportino
incrementi dei carichi globali in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo
lobbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura,
anche se interessano porzioni limitate della costruzione;
d) effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un
insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal
precedente.
In ogni caso, il progetto dovr essere riferito allintera costruzione e dovr riportare le
verifiche dellintera struttura post-intervento, secondo le indicazioni del presente
capitolo.
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 13
Una variazione dellaltezza delledificio, per la realizzazione di cordoli sommitali,
sempre che resti immutato il numero di piani, non considerata sopraelevazione o
ampliamento, ai sensi dei punti a) e b). In tal caso non necessario procedere
alladeguamento, salvo che non ricorrano le condizioni di cui ai precedenti punti c) o d).
8.4.2 INTERVENTO DI MIGLIORAMENTO
Rientrano negli interventi di miglioramento tutti gli interventi che siano comunque
finalizzati ad accrescere la capacit di resistenza delle strutture esistenti alle azioni
considerate.
possibile eseguire interventi di miglioramento nei casi in cui non ricorrano le
condizioni specificate al paragrafo 8.4.1.
Il progetto e la valutazione della sicurezza dovranno essere estesi a tutte le parti della
struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonch alla
struttura nel suo insieme.
8.4.3 RIPARAZIONE O INTERVENTO LOCALE
In generale, gli interventi di questo tipo riguarderanno singole parti e/o elementi della
struttura e interesseranno porzioni limitate della costruzione. Il progetto e la
valutazione della sicurezza potranno essere riferiti alle sole parti e/o elementi interessati
e documentare che, rispetto alla configurazione precedente al danno, al degrado o alla
variante, non siano prodotte sostanziali modifiche al comportamento delle altre parti e
della struttura nel suo insieme e che gli interventi comportino un miglioramento delle
condizioni di sicurezza preesistenti. La relazione di cui al par. 8.2 che, in questi casi,
potr essere limitata alle sole parti interessate dallintervento ed a quelle con esse
interagenti, dovr documentare le carenze strutturali riscontrate, risolte e/o persistenti,
ed indicare le eventuali conseguenti limitazioni alluso della costruzione.
EDIFICI ESISTENTI
8.5 PROCEDURE PER LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA E
LA REDAZIONE DEI PROGETTI (NTC 2008)
8.5.5 AZIONI (NTC 2008)
I valori delle azioni e le loro combinazioni da considerare nel calcolo, sia per la
valutazione della sicurezza sia per il progetto degli interventi, sono quelle definite dalla
presente norma per le nuove costruzioni, salvo quanto di seguito precisato.
Per i carichi permanenti, un accurato rilievo geometrico-strutturale e dei materiali potr
consentire di adottare coefficienti parziali modificati, assegnando valori di
G

adeguatamente motivati. Nei casi per i quali previsto ladeguamento, i valori di
calcolo delle altre azioni saranno quelli previsti dalla presente norma.
8.6 MATERIALI
Gli interventi sulle strutture esistenti devono essere effettuati con i materiali previsti
dalle presenti norme; possono altres essere utilizzati materiali non tradizionali, purch
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 14
nel rispetto di normative e documenti di comprovata validit, ovvero quelli elencati al
cap. 12.
Nel caso di edifici in muratura possibile effettuare riparazioni locali o
integrazioni con materiale analogo a quello impiegato originariamente nella
costruzione, purch durevole e di idonee caratteristiche meccaniche.
8.7 VALUTAZIONE E PROGETTAZIONE IN PRESENZA DI
AZIONI SISMICHE (NTC 2008)
Nella valutazione della sicurezza o nella progettazione di interventi sulle costruzioni
esistenti soggette ad azioni sismiche, particolare attenzione sar posta agli aspetti che
riguardano la duttilit. Si dovranno quindi assumere le informazioni necessarie a
valutare se i dettagli costruttivi, i materiali utilizzati e i meccanismi resistenti siano in
grado di continuare a sostenere cicli di sollecitazioni o deformazioni anche dopo il
superamento delle soglie di plasticizzazione o di frattura.
8.7.1 COSTRUZIONI IN MURATURA (NTC 2008)
Nelle costruzioni esistenti in muratura soggette ad azioni sismiche, particolarmente
negli edifici, si possono manifestare meccanismi locali e meccanismi dinsieme. I
meccanismi locali interessano singoli pannelli murari o pi ampie porzioni della
costruzione, e sono favoriti dallassenza o scarsa efficacia dei collegamenti tra pareti e
orizzontamenti e negli incroci murari. I meccanismi globali sono quelli che
interessano lintera costruzione e impegnano i pannelli murari prevalentemente
nel loro piano.
La sicurezza della costruzione deve essere valutata nei confronti di entrambi i tipi di
meccanismo. Per lanalisi sismica dei meccanismi locali si pu far ricorso ai metodi
dellanalisi limite dellequilibrio delle strutture murarie, tenendo conto, anche se in
forma approssimata, della resistenza a compressione, della tessitura muraria, della
qualit della connessione tra le pareti murarie, della presenza di catene e tiranti. Con tali
metodi possibile valutare la capacit sismica in termini di resistenza (applicando un
opportuno fattore di struttura) o di spostamento (determinando landamento dellazione
orizzontale che la struttura progressivamente in grado di sopportare allevolversi del
meccanismo).
Lanalisi sismica globale deve considerare, per quanto possibile, il sistema strutturale
reale della costruzione, con particolare attenzione alla rigidezza e resistenza dei
solai, e allefficacia dei collegamenti degli elementi strutturali. Nel caso di
muratura irregolare, la resistenza a taglio di calcolo per azioni nel piano di un
pannello in muratura potr essere calcolata facendo ricorso a formulazioni
alternative rispetto a quelle adottate per opere nuove, purch di comprovata
validit. In presenza di edifici in aggregato, contigui, a contatto od interconnessi con
edifici adiacenti, i metodi di verifica di uso generale per gli edifici di nuova costruzione
possono non essere adeguati. Nellanalisi di un edificio facente parte di un aggregato
edilizio occorre tenere conto delle possibili interazioni derivanti dalla contiguit
strutturale con gli edifici adiacenti. A tal fine dovr essere individuata lunit strutturale
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 15
(US) oggetto di studio, evidenziando le azioni che su di essa possono derivare dalle
unit strutturali contigue.
LUS dovr avere continuit da cielo a terra per quanto riguarda il flusso dei carichi
verticali e, di norma, sar delimitata o da spazi aperti, o da giunti strutturali, o da edifici
contigui strutturalmente ma, almeno tipologicamente, diversi. Oltre a quanto
normalmente previsto per gli edifici non disposti in aggregato, dovranno essere valutati
gli effetti di: spinte non contrastate causate da orizzontamenti sfalsati di quota sulle
pareti in comune con le US adiacenti, meccanismi locali derivanti da prospetti non
allineati, US adiacenti di differente altezza.
Lanalisi globale di una singola unit strutturale assume spesso un significato
convenzionale e perci pu utilizzare metodologie semplificate. La verifica di una US
dotata di solai sufficientemente rigidi pu essere svolta, anche per edifici con pi di due
piani, mediante lanalisi statica non lineare, analizzando e verificando separatamente
ciascun interpiano delledificio, e trascurando la variazione della forza assiale nei
maschi murari dovuta alleffetto dellazione sismica. Con lesclusione di unit
strutturali dangolo o di testata, cos come di parti di edificio non vincolate o non
aderenti su alcun lato ad altre unit strutturali, lanalisi potr anche essere svolta
trascurando gli effetti torsionali, nellipotesi che i solai possano unicamente traslare
nella direzione considerata dellazione sismica. Nel caso invece di US dangolo o di
testata comunque ammesso il ricorso ad analisi semplificate, purch si tenga conto di
possibili effetti torsionali e dellazione aggiuntiva trasferita dalle US adiacenti
applicando opportuni coefficienti maggiorativi delle azioni orizzontali.
Qualora i solai delledificio siano flessibili si potr procedere allanalisi delle singole
pareti o dei sistemi di pareti complanari, ciascuna parete essendo soggetta ai carichi
verticali di competenza ed alle corrispondenti azioni del sisma nella direzione parallela
alla parete.
C8.7 VALUTAZIONE E PROGETTAZIONE IN PRESENZA DI
AZIONI SISMICHE (Circolare)
Con riferimento a quanto espresso in C8.3, si precisa che nel caso di combinazione di
carico che includa lazione sismica, ai fini della determinazione dellentit massima
delle azioni sismiche sopportabili dalla struttura, si considereranno i carichi
permanenti effettivamente riscontrati, e quelli variabili previsti dalla norma.
C8.7.1 COSTRUZIONI IN MURATURA (Circolare)
Nei paragrafi che seguono, che non hanno corrispettivi nelle NTC, lattenzione
prevalentemente concentrata sugli edifici. Alcune considerazioni di carattere generale,
quali quelle riportate in C8.7.1.1, C8.7.1.2, C8.7.1.3, nonch quelle relative a
valutazioni sui singoli elementi strutturali degli edifici, presenti anche in altre
costruzioni, possono essere ritenute valide anche per altri tipi costruttivi.
C8.7.1.1 Requisiti di sicurezza
La valutazione della sicurezza degli costruzioni esistenti in muratura richiede la verifica
degli stati limite definiti al 3.2.1 delle NTC, con le precisazioni riportate al 8.3 delle
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 16
NTC e nel seguito. In particolare si assume che il soddisfacimento della verifica allo
Stato limite di salvaguardia della vita implichi anche il soddisfacimento della
verifica dello Stato limite di collasso.
Per la valutazione degli edifici esistenti, oltre allanalisi sismica globale, da effettuarsi
con i metodi previsti dalle norme di progetto per le nuove costruzioni (con le
integrazioni specificate nel seguito), da considerarsi anche lanalisi dei meccanismi
locali.
Quando la costruzione non manifesta un chiaro comportamento dinsieme, ma piuttosto
tende a reagire al sisma come un insieme di sottosistemi (meccanismi locali), la verifica
su un modello globale non ha rispondenza rispetto al suo effettivo comportamento
sismico. Particolarmente frequente il caso delle grandi chiese o di edifici estesi e di
geometria complessa non dotati di solai rigidi e resistenti nel piano, n di efficaci e
diffusi sistemi di catene o tiranti. In tali casi la verifica globale pu essere effettuata
attraverso un insieme esaustivo di verifiche locali, purch la totalit delle forze sismiche
sia coerentemente ripartita sui meccanismi locali considerati e si tenga correttamente
conto delle forze scambiate tra i sottosistemi strutturali considerati.
C8.7.1.2 Azione sismica
Per lo Stato limite di salvaguardia della vita e lo Stato limite di esercizio lazione
sismica definita al 3.2 delle NTC, tenuto conto del periodo di riferimento definito al
2.4 delle NTC.
Per la verifica di edifici con analisi lineare ed impiego del fattore q, il valore da
utilizzare per questultimo pari a:
- q = 2,0
u
/
1
per edifici regolari in elevazione
- q = 1,5
u
/
1
negli altri casi
in cui
u
e
1
sono definiti al 7.8.1.3 delle NTC. In assenza di pi precise valutazioni,
potr essere assunto un rapporto
u
/
1
pari a 1,5 .
La definizione di regolarit per un edificio esistente in muratura quella indicata al
7.2.2 delle NTC, in cui il requisito d) sostituito da: i solai sono ben collegati alle
pareti e dotati di una sufficiente rigidezza e resistenza nel loro piano.
C8.7.1.3 Combinazione delle azioni
Per la combinazione dellazione sismica con le altre azioni valgono i criteri di cui al
3.2.4 delle NTC. Le diverse componenti dellazione sismica vengono combinate con i
criteri riportati al 7.3.5 delle NTC.
C8.7.1.4 Metodi di analisi globale e criteri di verifica
Lanalisi della risposta sismica globale pu essere effettuata con uno dei metodi di cui al
7.3 delle NTC, con le precisazioni e restrizioni indicate al 7.8.1.5. In particolare, per
le costruzioni esistenti possibile utilizzare lanalisi statica non lineare, assegnando
come distribuzioni principale e secondaria, rispettivamente, la prima distribuzione del
Gruppo 1 e la prima del Gruppo 2, indipendentemente della percentuale di massa
partecipante sul primo modo.
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 17
Nella modellazione di edifici esistenti possono essere considerate le travi di
accoppiamento in muratura, quando siano verificate tutte le seguenti condizioni:
- la trave sia sorretta da un architrave o da un arco o da una piattabanda
strutturalmente efficace, che garantisca il sostegno della muratura della fascia anche
nel caso in cui questultima venga fessurata e danneggiata dal sisma;
- la trave sia efficacemente ammorsata alle pareti che la sostengono (ovvero sia
possibile confidare in una resistenza orizzontale a trazione, anche se limitata) o si possa
instaurare nella trave un meccanismo resistente a puntone diagonale (ovvero sia
possibile la presenza di una componente orizzontale di compressione, ad esempio per
lazione di una catena o di un elemento resistente a trazione in prossimit della trave).
Per le verifiche di sicurezza nei riguardi del comportamento sismico globale, si applica
quanto prescritto ai 7.8.1.6, 7.8.2 e 7.8.3 delle NTC, con le precisazioni riportate al
8.7.1.5 delle NTC.
Nel caso in cui sia richiesta la verifica per lo Stato limite di esercizio, i valori limite di
spostamento di interpiano consigliati per la verifica allo Stato limite di danno sono
quelli forniti al 7.3.7.2 delle NTC, riportati di seguito:
- per costruzioni con struttura portante in muratura ordinaria 0,003 h;
- per costruzioni con struttura portante in muratura armata 0,004 h.
I valori limite di spostamento di interpiano consigliati per la verifica Stato limite di
operativit sono i 2/3 di quelli per lo Stato limite di danno.
Nella verifica allo Stato limite ultimo di salvaguardia della vita, qualora si esegua
lanalisi non lineare, lo spostamento ultimo per azioni nel piano di ciascun pannello sar
assunto pari a 0,4% dellaltezza del pannello, nel caso di rottura per taglio, e pari a
0,6%, nel caso di rottura per pressoflessione. I predetti limiti sono definiti al netto degli
spostamenti dovuti ad un eventuale moto rigido del pannello (ad esempio conseguente
alla rotazione della base), e si incrementano di unaliquota fino al 100% nel caso di
rottura per pressoflessione di pannelli che esibiscono un comportamento a mensola.
In presenza di edifici in aggregato, caso tipico nei centri storici, e di edifici a struttura
mista, frutto di sistemi costruttivi relativamente moderni o di trasformazioni successive
recenti, gli usuali metodi non sempre sono adeguati ed opportuno seguire appropriati
criteri di modellazione e di verifica.
Per gli edifici a struttura mista vale quanto specificato in C8.7.3, mentre indicazioni per
lindividuazione e la modellazione degli edifici in aggregato sono riportate in
Appendice C8C.
C8.7.1.5 Modelli di capacit per la valutazione di edifici in muratura
Pareti murarie
Nel caso di analisi elastica con il fattore q (analisi lineare statica ed analisi dinamica
modale con coefficiente di struttura), i valori di calcolo delle resistenze sono ottenuti
dividendo i valori medi per i rispettivi fattori di confidenza e per il coefficiente
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 18
parziale di sicurezza dei materiali
11
. Nel caso di analisi non lineare, i valori di
calcolo delle resistenze da utilizzare sono ottenuti dividendo i valori medi per i rispettivi
fattori di confidenza.
Per gli edifici esistenti in muratura, considerata la notevole variet delle tipologie e dei
meccanismi di rottura del materiale, la resistenza a taglio di calcolo per azioni nel piano
di un pannello in muratura potr essere calcolata con un criterio di rottura per
fessurazione diagonale o con un criterio di scorrimento, facendo eventualmente ricorso
a formulazioni alternative rispetto a quelle adottate per opere nuove, purch di
comprovata validit.
Nel caso di muratura irregolare o caratterizzata da blocchi non particolarmente
resistenti, la resistenza a taglio di calcolo per azioni nel piano di un pannello in
muratura potr essere calcolata con la relazione seguente:
0 0 0
0
1.5
1 1
1.5
d td
t
d td
f
V l t l t
b b f
t o o
t
= + = + (8.7.1.1)
dove:
- l la lunghezza del pannello
- t lo spessore del pannello
-
0
o la tensione normale media, riferita allarea totale della sezione (
0
P
l t
o

= , con
P forza assiale agente, positiva se di compressione)
-
td
f e
0d
t sono, rispettivamente, i valori di calcolo della resistenza a trazione per
fessurazione diagonale e della corrispondente resistenza a taglio di riferimento della
muratura (
0
1.5
t
f t = ); nel caso in cui tale parametro sia desunto da prove di
compressione diagonale, la resistenza a trazione per fessurazione diagonale
t
f si
assume pari al carico diagonale di rottura diviso per due volte la sezione media del
pannello sperimentato valutata come t (l+h)/2, con t, l e h rispettivamente spessore,
base, altezza del pannello.
- b un coefficiente correttivo legato alla distribuzione degli sforzi sulla sezione,
dipendente dalla snellezza della parete. Si pu assumere b = h/l, comunque non
superiore a 1,5 e non inferiore a 1, dove h laltezza del pannello.
Solai
importante che la rigidezza e la resistenza di solai in ciascuna delle due direzioni sia
correttamente valutata e considerata nel modello. I solai potranno essere considerati
infinitamente rigidi e resistenti nel caso in cui rispettino quanto indicato al 7.2.6
delle NTC
12
, salvo valutazioni pi accurate da parte del progettista.

11
Si pu quindi affermare che, per gli edifici esistenti e in caso di analisi elastica, i valori di riferimento
dei parametri meccanici di resistenza a compressione e taglio delle murature, sono legati ad LC secondo
le relazioni:
m
d
M
f
f
FC
=


0
0d
M
FC
t
t


12
Gli orizzontamenti possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano, a condizione che
siano realizzati in cemento armato, oppure in latero-cemento con soletta in c.a. di almeno 40 mm di
spessore, o in struttura mista con soletta in cemento armato di almeno 50 mm di spessore collegata da
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 19
C8.7.1.6 Metodi di analisi dei meccanismi locali
Negli antichi edifici in muratura sono spesso assenti sistematici elementi di
collegamento tra le pareti, a livello degli orizzontamenti; ci comporta una possibile
vulnerabilit nei riguardi di meccanismi locali, che possono interessare non solo il
collasso fuori dal piano di singoli pannelli murari, ma pi ampie porzioni delledificio
(ribaltamento di intere pareti mal collegate, ribaltamento di pareti sommitali in presenza
di edifici di diversa altezza, collassi parziali negli edifici dangolo degli aggregati
edilizi, etc.). indispensabile valutare la sicurezza delledificio nei confronti di tali
meccanismi.
Un possibile modello di riferimento per questo tipo di valutazioni quello dellanalisi
limite dellequilibrio delle strutture murarie, considerate come corpi rigidi non resistenti
a trazione; la debole resistenza a trazione della muratura porta infatti, in questi casi, ad
un collasso per perdita di equilibrio, la cui valutazione non dipende in modo
significativo dalla deformabilit della struttura, ma dalla sua geometria e dai vincoli. In
Appendice C8D proposto un metodo basato su tale approccio, nella forma cinematica,
particolarizzato allesecuzione di unanalisi sismica. Applicando il principio dei lavori
virtuali ad ogni meccanismo prescelto, possibile valutare la capacit sismica in termini
di resistenza (analisi cinematica lineare) o di spostamento, attraverso una valutazione in
spostamenti finiti (analisi cinematica non lineare).
C8.7.1.7 Edifici semplici
consentito applicare le norme semplificate di cui al 7.8.1.9 delle NTC,
utilizzando al posto della resistenza caratteristica a compressione f
k
il valore medio
f
m
, diviso per il fattore di confidenza.
13

Oltre alle condizioni ivi prescritte, dopo leventuale intervento di adeguamento,
necessario che risulti verificato quanto segue:
a) le pareti ortogonali siano tra loro ben collegate;
b) i solai siano ben collegati alle pareti;
c) tutte le aperture abbiano architravi dotate di resistenza flessionale;
d) tutti gli elementi spingenti eventualmente presenti siano dotati di accorgimenti atti ad
eliminare o equilibrare le spinte orizzontali;
e) tutti gli elementi, anche non strutturali, ad elevata vulnerabilit siano stati eliminati;

connettori a taglio opportunamente dimensionati agli elementi strutturali in acciaio o in legno e purch le
aperture presenti non ne riducano significativamente la rigidezza. ( 7.2.6 delle NTC)
13
I valori di riferimento dei parametri meccanici di resistenza a compressione e taglio delle murature,
sono legati ad LC secondo le relazioni:
m
d
M
f
f
FC
=


0
0d
M
FC
t
t


Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 20
f) le murature non siano a sacco
14
o a doppio paramento, ed in generale di cattiva qualit
e scarsa resistenza (es. muratura in foratoni, o con spessori chiaramente
insufficienti
15
).
C8.7.1.8 Criteri per la scelta dellintervento
Il 8.7.4 delle NTC illustra in generale la scelta del tipo e della tecnica dellintervento.
In Appendice C8E sono riportate disposizioni pi specifiche.
Nel caso in cui nellintervento si faccia uso di materiali compositi (FRP), ai fini delle
verifiche di sicurezza degli elementi rinforzati si possono adottare le Istruzioni CNR-DT
200/2004 e ss.mm.ii.
C8.7.1.9 Modelli di capacit per il rinforzo di edifici in muratura
I modelli utilizzati per gli elementi rinforzati dovranno essere giustificati dal progettista.
I fattori di confidenza utilizzati dovranno corrispondere ai livelli di conoscenza descritti
nel presente capitolo.
In particolare, valutazioni effettuate sulla sola base di dati di letteratura, senza ricorrere
a verifiche sperimentali, comporter lutilizzo di fattori di confidenza corrispondenti ad
un livello di conoscenza LC1.

14
Muratura a sacco con doppia parete in laterizio o pietrame e riempimento con pezzame di laterizio o
pietra, unito a malta di calce o semplice argilla nelle tipologie pi povere.
Le murature a sacco sono realizzate spesso con due paramenti in pietra a spacco, distanziati tra loro e
racchiudenti un nucleo costituito da materiale inerte come schegge o scaglie di ridotta pezzatura unite
dalla malta. In questo tipo di muratura, sono talvolta presenti alcuni elementi lapidei disposti
trasversalmente per connettere tra loro i due paramenti esterni e assicurare cos una maggiore stabilit e
compattezza della parete.
Tra le murature questa quella che presenta pi problemi da un punto di vista della coesione con
conseguenti ripercussioni sulla statica delledificio. La mancata manutenzione ordinaria di molti di questi
edifici, legata allabbandono o alla limitata disponibilit economica porta in breve tempo lapparato
murario ad uno stato critico difficilmente recuperabile se non con interventi radicali.
A. Il maggior problema per le murature di questo tipo rappresentato dalle infiltrazioni da acque
meteoriche che, penetrando dal tetto nello strato di riempimento, ne provoca rapidamente il degrado
per dilavamento del legante, normalmente rappresentato da malta di calce molto magra se non
addirittura da argilla mescolata con inerti di vario tipo ma molto scadenti. Una volta iniziato questo
fenomeno se non preso in tempo porta con una rapidit estrema alla separazione delle due pareti in
laterizio con conseguente distacco e crollo prima della parete esterna (priva di intonaco che ad elevati
spessori svolge una limitata funzione strutturale) e successivamente di quella interna con collasso dei
solai (con inizio dal tetto) situazione quasi irreversibile se non affrontata per tempo e con costi
notevoli.
B. Altro problema frequente riguarda fenomeni di cedimento fondale differenziato, soprattutto in
corrispondenza degli spigoli a valle, (legato prevalentemente a mancata disciplina delle acque
superficiali o a fenomeni di scorrimento degli strati superficiali di riporto) che crea situazioni di
dissesto, inizialmente limitate con lesioni spesso non passanti, ma che se trascurate portano in tempi
lunghi allo stesso fenomeno sopra indicato dello svuotamento del riempimento interno ad opera delle
acque meteoriche con le conseguenze gi esaminate.
15
Questa richiesta sembra ammettere che gli spessori minimi richiesti per le murature nuove non siano
obbligatori per le costruzioni esistenti.
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 21
C8A.1.A COSTRUZIONI IN MURATURA: DATI NECESSARI E
IDENTIFICAZIONE DEL LIVELLO DI CONOSCENZA (Circolare)
La conoscenza della costruzione in muratura oggetto della verifica di fondamentale
importanza ai fini di una adeguata analisi, e pu essere conseguita con diversi livelli di
approfondimento, in funzione dellaccuratezza delle operazioni di rilievo, dellanalisi
storica e delle indagini sperimentali. Tali operazioni saranno funzione degli obiettivi
preposti ed andranno ad interessare tutto o in parte la costruzione, a seconda della
ampiezza e della rilevanza dellintervento previsto.
C8A.1.A.1 Costruzioni in muratura: geometria
La conoscenza della geometria strutturale di edifici esistenti in muratura deriva di regola
dalle operazioni di rilievo. Tali operazioni comprendono il rilievo, piano per piano, di
tutti gli elementi in muratura, incluse eventuali nicchie, cavit, canne fumarie, il
rilievo delle volte (spessore e profilo), dei solai e della copertura (tipologia e
orditura), delle scale (tipologia strutturale), la individuazione dei carichi gravanti
su ogni elemento di parete e la tipologia delle fondazioni. La rappresentazione dei
risultati del rilevo viene effettuata attraverso piante, alzati e sezioni.
Viene inoltre rilevato e rappresentato leventuale quadro fessurativo, classificando
possibilmente ciascuna lesione secondo la tipologia del meccanismo associato (distacco,
rotazione, scorrimento, spostamenti fuori del piano, etc.), e deformativo (evidenti fuori
piombo, rigonfiamenti, depressioni nelle volte, etc.). La finalit di consentire, nella
successiva fase diagnostica, lindividuazione dellorigine e delle possibili evoluzioni
delle problematiche strutturali delledificio.
C8A.1.A.2 Costruzioni in muratura: dettagli costruttivi
I dettagli costruttivi da esaminare sono relativi ai seguenti elementi:
a) qualit del collegamento tra pareti verticali;
b) qualit del collegamento tra orizzontamenti e pareti ed eventuale presenza di cordoli
di piano o di altri dispositivi di collegamento;
c) esistenza di architravi strutturalmente efficienti al di sopra delle aperture;
d) presenza di elementi strutturalmente efficienti atti ad eliminare le spinte
eventualmente presenti;
e) presenza di elementi, anche non strutturali, ad elevata vulnerabilit;
f) tipologia della muratura (a un paramento, a due o pi paramenti, con o senza
riempimento a sacco, con o senza collegamenti trasversali, etc.), e sue caratteristiche
costruttive (eseguita in mattoni o in pietra, regolare, irregolare, etc.).
Si distinguono:
- Verifiche in-situ limitate: sono basate su rilievi di tipo visivo effettuati ricorrendo,
generalmente, a rimozione dellintonaco e saggi nella muratura che consentano di
esaminarne le caratteristiche sia in superficie che nello spessore murario, e di
ammorsamento tra muri ortogonali e dei solai nelle pareti. I dettagli costruttivi di cui ai
punti a) e b) possono essere valutati anche sulla base di una conoscenza appropriata
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Pag. 22
delle tipologie dei solai e della muratura. In assenza di un rilievo diretto, o di dati
sufficientemente attendibili, opportuno assumere, nelle successive fasi di
modellazione, analisi e verifiche, le ipotesi pi cautelative.
- Verifiche in-situ estese ed esaustive: sono basate su rilievi di tipo visivo, effettuati
ricorrendo, generalmente, a saggi nella muratura che consentano di esaminarne le
caratteristiche sia in superficie che nello spessore murario, e di ammorsamento tra muri
ortogonali e dei solai nelle pareti. Lesame degli elementi di cui ai punti da a) ad f)
opportuno sia esteso in modo sistematico allintero edificio.
C8A.1.A.3 Costruzioni in muratura: propriet dei materiali
Particolare attenzione riservata alla valutazione della qualit muraria, con riferimento
agli aspetti legati al rispetto o meno della regola dellarte.
Lesame della qualit muraria e leventuale valutazione sperimentale delle
caratteristiche meccaniche hanno come finalit principale quella di stabilire se la
muratura in esame capace di un comportamento strutturale idoneo a sostenere le
azioni statiche e dinamiche prevedibili per ledificio in oggetto, tenuto conto delle
categorie di suolo, opportunamente identificate, secondo quanto indicato al 3.2.2 delle
NTC.
Di particolare importanza risulta la presenza o meno di elementi di collegamento
trasversali (es. diatoni), la forma, tipologia e dimensione degli elementi, la tessitura,
lorizzontalit delle giaciture, il regolare sfalsamento dei giunti, la qualit e consistenza
della malta.
Di rilievo risulta anche la caratterizzazione di malte (tipo di legante, tipo di aggregato,
rapporto legante/aggregato, livello di carbonatazione), e di pietre e/o mattoni
(caratteristiche fisiche e meccaniche) mediante prove sperimentali. Malte e pietre sono
prelevate in situ, avendo cura di prelevare le malte allinterno (ad almeno 5-6 cm di
profondit nello spessore murario).
Si distinguono:
- Indagini in-situ limitate: servono a completare le informazioni sulle propriet dei
materiali ottenute dalla letteratura, o dalle regole in vigore allepoca della costruzione, e
per individuare la tipologia della muratura (in Tabella C8A.2.1 sono riportate alcune
tipologie pi ricorrenti). Sono basate su esami visivi della superficie muraria. Tali esami
visivi sono condotti dopo la rimozione di una zona di intonaco di almeno 1m x 1m, al
fine di individuare forma e dimensione dei blocchi di cui costituita, eseguita
preferibilmente in corrispondenza degli angoli, al fine di verificare anche le
ammorsature tra le pareti murarie. da valutare, anche in maniera approssimata, la
compattezza della malta. Importante anche valutare la capacit degli elementi murari
di assumere un comportamento monolitico in presenza delle azioni, tenendo conto della
qualit della connessione interna e trasversale attraverso saggi localizzati, che
interessino lo spessore murario.
- Indagini in-situ estese: le indagini di cui al punto precedente sono effettuate in
maniera estesa e sistematica, con saggi superficiali ed interni per ogni tipo di muratura
presente. Prove con martinetto piatto doppio e prove di caratterizzazione della malta
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 23
(tipo di legante, tipo di aggregato, rapporto legante/aggregato, etc.), e eventualmente di
pietre e/o mattoni (caratteristiche fisiche e meccaniche) consentono di individuare la
tipologia della muratura (si veda la Tabella C8A.2.1 per le tipologie pi ricorrenti).
opportuna una prova per ogni tipo di muratura presente. Metodi di prova non distruttivi
(prove soniche, prove sclerometriche, penetrometriche per la malta, etc.) possono essere
impiegati a complemento delle prove richieste. Qualora esista una chiara, comprovata
corrispondenza tipologica per materiali, pezzatura dei conci, dettagli costruttivi, in
sostituzione delle prove sulla costruzione oggetto di studio possono essere utilizzate
prove eseguite su altre costruzioni presenti nella stessa zona. Le Regioni potranno,
tenendo conto delle specificit costruttive del proprio territorio, definire zone omogenee
a cui riferirsi a tal fine.
- Indagini in-situ esaustive: servono per ottenere informazioni quantitative sulla
resistenza del materiale. In aggiunta alle verifiche visive,ai saggi interni ed alle prove di
cui ai punti precedenti, si effettua una ulteriore serie di prove sperimentali che, per
numero e qualit, siano tali da consentire di valutare le caratteristiche meccaniche della
muratura. La misura delle caratteristiche meccaniche della muratura si ottiene mediante
esecuzione di prove, in situ o in laboratorio (su elementi non disturbati prelevati dalle
strutture delledificio). Le prove possono in generale comprendere prove di
compressione diagonale su pannelli o prove combinate di compressione verticale e
taglio. Metodi di prova non distruttivi possono essere impiegati in combinazione, ma
non in completa sostituzione di quelli sopra descritti. Qualora esista una chiara,
comprovata corrispondenza tipologica per materiali, pezzatura dei conci, dettagli
costruttivi, in sostituzione delle prove sulla costruzione oggetto di studio possono essere
utilizzate prove eseguite su altre costruzioni presenti nella stessa zona. Le Regioni
potranno, tenendo conto delle specificit costruttive del proprio territorio, definire zone
omogenee a cui riferirsi a tal fine.
I risultati delle prove sono esaminati e considerati nellambito di un quadro di
riferimento tipologico generale, che tenga conto dei risultati delle prove sperimentali
disponibili in letteratura sino a quel momento per le tipologie murarie in oggetto e che
consenta di valutare, anche in termini statistici, la effettiva rappresentativit dei valori
trovati. I risultati delle prove sono utilizzati in combinazione con quanto riportato nella
Tabella C8A.2.1, secondo quanto riportato al C8A.1.A.4.
C8A.1.A.4 Costruzioni in muratura: livelli di conoscenza
Con riferimento al livello di conoscenza acquisito, si possono definire i valori medi dei
parametri meccanici ed i fattori di confidenza secondo quanto segue:
- il livello di conoscenza LC3 si intende raggiunto quando siano stati effettuati il
rilievo geometrico, verifiche in situ estese ed esaustive sui dettagli costruttivi,
indagini in situ esaustive sulle propriet dei materiali; il corrispondente fattore di
confidenza FC=1;
- il livello di conoscenza LC2 si intende raggiunto quando siano stati effettuati il
rilievo geometrico, verifiche in situ estese ed esaustive sui dettagli costruttivi ed
indagini in situ estese sulle propriet dei materiali; il corrispondente fattore di
confidenza FC=1.2;
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 24
- il livello di conoscenza LC1 si intende raggiunto quando siano stati effettuati il
rilievo geometrico, verifiche in situ limitate sui dettagli costruttivi ed indagini in situ
limitate sulle propriet dei materiali; il corrispondente fattore di confidenza
FC=1.35
16
.
Per i diversi livelli di conoscenza, per ogni tipologia muraria, i valori medi dei
parametri meccanici possono essere definiti come segue:
- LC1
- Resistenze: i minimi degli intervalli riportati in Tabella C8A.2.1 per la tipologia
muraria in considerazione
- Moduli elastici: i valori medi degli intervalli riportati nella tabella suddetta
- LC2
- Resistenze: medie degli intervalli riportati in Tabella C8A.2.1 per la tipologia
muraria in considerazione
- Moduli elastici: valori medi degli intervalli riportati nella tabella suddetta
- LC3 - caso a), nel caso siano disponibili tre o pi valori sperimentali di resistenza
- Resistenze: media dei risultati delle prove
- Moduli elastici: media delle prove o valori medi degli intervalli riportati nella
Tabella C8A.2.1 per la tipologia muraria in considerazione
- LC3 - caso b), nel caso siano disponibili due valori sperimentali di resistenza
- Resistenze: se il valore medio delle resistenze compreso nellintervallo
riportato nella Tabella C8A.2.1 per la tipologia muraria in considerazione si
assumer il valore medio dellintervallo, se maggiore dellestremo superiore
dellintervallo si assume questultimo come resistenza, se inferiore al minimo
dellintervallo, si utilizza come valore medio il valore medio sperimentale
- Moduli elastici: vale quanto indicato per il caso LC3 - caso a).
- LC3 - caso c), nel caso sia disponibile un valore sperimentale di resistenza
- Resistenze: se il valore di resistenza compreso nellintervallo riportato nella
Tabella C8A.2.1 per la tipologia muraria in considerazione, oppure superiore, si
assume il valore medio dellintervallo, se il valore di resistenza inferiore al
minimo dellintervallo, si utilizza come valore medio il valore sperimentale
- Moduli elastici: vale quanto indicato per il caso LC3 - caso a).
La relazione tra livelli di conoscenza e fattori di confidenza sintetizzata nella Tabella
C8A.1.1.

16
La Circolare, al punto C8.7.1.9 Modelli di capacit per il rinforzo di edifici in muratura, afferma:
I modelli utilizzati per gli elementi rinforzati dovranno essere giustificati dal progettista. I fattori di
confidenza utilizzati dovranno corrispondere ai livelli di conoscenza descritti nel presente capitolo.
In particolare, valutazioni effettuate sulla sola base di dati di letteratura, senza ricorrere a verifiche
sperimentali, comporter lutilizzo di fattori di confidenza corrispondenti ad un livello di conoscenza
LC1.
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 25
Tabella C8A.1.1 - Livelli di conoscenza (LC) in funzione dellinformazione disponibile
e conseguenti valori dei fattori di confidenza (FC) per edifici in muratura
Livello di
conoscenza
Geometria
Dettagli
costruttivi
Propriet dei
materiali
Metodo di
analisi
FC
LC1
Rilievo
murature, volte,
solai.
Definizione
carichi
Limitate
Verifiche in sito
Limitate
indagini in sito.
Tutti i metodi di
analisi
1,35
LC2
su ogni parete.
Individuazione
tipologia
fondazioni.
Estese ed
esaustive
verifiche in sito
Estese indagini
in sito
Tutti i metodi di
analisi
1,20
LC3
Rilievo
eventuale
quadro
fessurativo e
deformativo.
Estese ed
esaustive
verifiche in sito
Esaustive
indagini in sito
Tutti i metodi di
analisi
1,00
Tab. Riassuntiva - Livelli di conoscenza e caratteristiche meccaniche
LC1 -
Conoscenza
limitata
Resistenza = Valore minimo della Tabella C8A.2.1
Modulo elastico = Valore medio dellintervallo della Tabella C8A.2.1
LC2 -
Conoscenza
adeguata
Resistenza = Valore medio della Tabella C8A.2.1
Modulo elastico = Media delle prove o valore e medio dellintervallo di Tabella
C8A.2.1
LC3 -
Conoscenza
accurata
Se disponibili almeno 3 prove sperimentali:
Resistenza = Media delle prove
Modulo elastico =: Media delle prove o valore medio dellintervallo di Tabella
C8A.2.1
Se disponibili 2 valori sperimentali:
Se valore medio sperimentale compreso nellintervallo di Tabella C8A.2.1 :
Resistenza = Valore medio dellintervallo della Tabella C8A.2.1 ;
Se valore medio sperimentale maggiore dellestremo superiore dellintervallo di
Tabella C8A.2.1 :
Resistenza = Valore estremo sup. dellintervallo di Tabella C8A.2.1 ;
Se valore medio sperimentale inferiore al minimo dellintervallo di Tabella C8A.2.1
: Resistenza = Valore medio sperimentale.
In ogni caso:
Modulo elastico = Media delle prove o valore medio dellintervallo di Tabella
C8A.2.1
Se disponibile 1 solo valore sperimentale:
Se valore sperimentale compreso nellintervallo di Tabella C8A.2.1 oppure
superiore:
Resistenza = Valore medio dellintervallo della Tabella C8A.2.1 ;
Se valore sperimentale inferiore al minimo dellintervallo di Tabella C8A.2.1 :
Resistenza = Valore sperimentale.
In ogni caso:
Modulo elastico = Media delle prove o valore medio dellintervallo di Tabella
C8A.2.1

NOTA: Livelli di conoscenza e parametri meccanici delle vecchie murature
La normativa tecnica introduce per le vecchie murature (edifici esistenti), il cos detto
Livello di conoscenza (LC), con relativi fattori di confidenza (FC).
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 26
Sono previsti tre gradi di approfondimento della conoscenza di un edifico: in base
allaccuratezza del rilievo, delle ricerche storiche e delle prove sperimentali eseguite sui
materiali.
I valori di riferimento dei parametri meccanici di resistenza a compressione e taglio
delle murature, sono legati ad LC secondo le indicazioni riportate nelle tabelle
precedenti.
m
d
M
f
f
FC
=


0
0d
M
FC
t
t


C8A.2. TIPOLOGIE E RELATIVI PARAMETRI MECCANICI
DELLE MURATURE (Circolare)
Nella Tabella C8A.2.1 sono indicati i valori di riferimento che possono essere adottati
nelle analisi, secondo quanto indicato al C8A.1.A.4 in funzione del livello di
conoscenza acquisito.
Il riconoscimento della tipologia muraria condotto attraverso un dettagliato rilievo
degli aspetti costruttivi ( C8A.1.A.2). noto che la muratura presenta, a scala
nazionale, una notevole variet per tecniche costruttive e materiali impiegati ed un
inquadramento in tipologie precostituite pu risultare problematico. I moduli di
elasticit normale E e tangenziale G sono da considerarsi relativi a condizioni non
fessurate, per cui le rigidezze dovranno essere opportunamente ridotte.

Tabella C8A.2.1 - Valori di riferimento dei parametri meccanici (minimi e massimi) e
peso specifico medio per diverse tipologie di muratura, riferiti alle seguenti condizioni:
malta di caratteristiche scarse, assenza di ricorsi (listature), paramenti
semplicemente accostati o mal collegati, muratura non consolidata, tessitura (nel caso di
elementi regolari) a regola darte; f m = resistenza media a compressione della
muratura,
0
= resistenza media a taglio della muratura, E = valore medio del modulo di
elasticit normale, G = valore medio del modulo di elasticit tangenziale, w = peso
specifico medio della muratura.
TIPOLOGIA MURATURA
f
m

(daN/cm)

0

(daN/cm)
E
(daN/cm)
G
(daN/cm)
W
(daN/m)
min-max min-max min-max min-max min-max
Muratura in pietrame disordinata
(ciottoli, pietre erratiche e irregolari)
10
18
0,20
0,32
6900
10500
2300
3500
1900
Muratura a conci sbozzati, con para-
mento di limitato spessore e nucleo
interno
20
30
0,35
0,51
10200
14400
3400
4800
2000
Muratura in pietre a spacco con
buona tessitura
26
38
0,56
0,74
15000
19800
5000
6600
2100
Muratura a conci di pietra tenera
(tufo, calcarenite ecc.)
14
24
0,28
0,42
9000
12600
3000
4200
1600
Muratura a blocchi lapidei squadrati 60 0,90 24000 7800 2200
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Pag. 27
80 1,20 32000 9400
Muratura in mattoni pieni e malta di
calce
24
40
0,60
0,92
12000
8000
4000
6000
1800
Muratura in mattoni semipieni con
malta cementizia (es.: doppio UNI)
50
80
2,40
3,20
35000
56000
8750
14000
1500
Muratura in blocchi laterizi forati
(perc. foratura < 45%)
40
60
3,00
4,00
36000
54000
10800
16200
1200
Muratura in blocchi laterizi forati,
con giunti verticali a secco (perc.
foratura <45%)
30
40
1,00
1,30
27000
36000
8100
10800
1100
Muratura in blocchi di calcestruzzo
(perc. foratura tra 45% e 65%)
15
20
0,95
1,25
12000
16000
3000
4000
1200
Muratura in blocchi di calcestruzzo
semipieni (perc. foratura < 45%)
30
44
1,80
2,40
24000
35200
6000
8800
1400

Nel caso delle murature storiche, i valori indicati nella Tabella C8A.2.1 (relativamente
alle prime sei tipologie) sono da riferirsi a condizioni di muratura con malta di scadenti
caratteristiche, giunti non particolarmente sottili ed in assenza di ricorsi o listature che,
con passo costante, regolarizzino la tessitura ed in particolare lorizzontalit dei corsi.
Inoltre si assume che, per le murature storiche, queste siano a paramenti scollegati,
ovvero manchino sistematici elementi di connessione trasversale (o di ammorsamento
per ingranamento tra i paramenti murari).
I valori indicati per le murature regolari sono relativi a casi in cui la tessitura rispetta la
regola dellarte. Nei casi di tessitura scorretta (giunti verticali non adeguatamente
sfalsati, orizzontalit dei filari non rispettata), i valori della tabella devono essere
adeguatamente ridotti.
Nel caso in cui la muratura presenti caratteristiche migliori rispetto ai suddetti
elementi di valutazione, le caratteristiche meccaniche saranno ottenute, a partire dai
valori di Tabella C8A.2.1, applicando coefficienti migliorativi fino ai valori indicati
nella Tabella C8A.2.2, secondo le seguenti modalit:
- malta di buone caratteristiche: si applica il coefficiente indicato in Tabella C8A.2.2,
diversificato per le varie tipologie, sia ai parametri di resistenza (f
m
e
0
), sia ai
moduli elastici (E e G);
- giunti sottili (< 10 mm): si applica il coefficiente, diversificato per le varie tipologie,
sia ai parametri di resistenza (f
m
e
0
), sia ai moduli elastici (E e G); nel caso della
resistenza a taglio lincremento percentuale da considerarsi met rispetto a quanto
considerato per la resistenza a compressione; nel caso di murature in pietra naturale
opportuno verificare che la lavorazione sia curata sullintero spessore del
paramento.
- presenza di ricorsi (o listature): si applica il coefficiente indicato in tabella ai soli
parametri di resistenza (f
m
e
0
); tale coefficiente ha significato solo per alcune
tipologie murarie, in quanto nelle altre non si riscontra tale tecnica costruttiva;
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 28
- presenza di elementi di collegamento trasversale tra i paramenti: si applica il
coefficiente indicato in tabella ai soli parametri di resistenza (f
m
e
0
); tale
coefficiente ha significato solo per le murature storiche, in quanto quelle pi recenti
sono realizzate con una specifica e ben definita tecnica costruttiva ed i valori in
Tabella C8A.2.1 rappresentano gi la possibile variet di comportamento.
Le diverse tipologie di Tabella C8A.2.1 assumono che la muratura sia costituita da due
paramenti accostati, o con un nucleo interno di limitato spessore (inferiore allo spessore
del paramento); fanno eccezione il caso della muratura a conci sbozzati, per la quale
implicita la presenza di un nucleo interno (anche significativo ma di discrete
caratteristiche), e quello della muratura in mattoni pieni, che spesso presenta un nucleo
interno con materiale di reimpiego reso coeso. Nel caso in cui il nucleo interno sia
ampio rispetto ai paramenti e/o particolarmente scadente, opportuno ridurre
opportunamente i parametri di resistenza e deformabilit, attraverso una
omogeneizzazione delle caratteristiche meccaniche nello spessore. In assenza di
valutazioni pi accurate possibile penalizzare i suddetti parametri meccanici attraverso
il coefficiente indicato in Tabella C8A.2.2.
In presenza di murature consolidate, o nel caso in cui si debba valutare la sicurezza
delledificio rinforzato, possibile valutare le caratteristiche meccaniche per alcune
tecniche di intervento, attraverso i coefficienti indicati in Tabella C8A.2.2, secondo le
seguenti modalit:
- consolidamento con iniezioni di miscele leganti: si applica il coefficiente indicato in
tabella, diversificato per le varie tipologie, sia ai parametri di resistenza (fm e 0), sia ai
moduli elastici (E e G); nel caso in cui la muratura originale fosse stata classificata con
malta di buone caratteristiche, il suddetto coefficiente va applicato al valore di
riferimento per malta di scadenti caratteristiche, in quanto il risultato ottenibile
attraverso questa tecnica di consolidamento , in prima approssimazione, indipendente
dalla qualit originaria della malta (in altre parole, nel caso di muratura con malta di
buone caratteristiche, lincremento di resistenza e rigidezza ottenibile percentualmente
inferiore);
- consolidamento con intonaco armato: per definire parametri meccanici equivalenti
possibile applicare il coefficiente indicato in tabella, diversificato per le varie tipologie,
sia ai parametri di resistenza (fm e 0), sia ai moduli elastici (E e G); per i parametri di
partenza della muratura non consolidata non si applica il coefficiente relativo alla
connessione trasversale, in quanto lintonaco armato, se correttamente eseguito
collegando con barre trasversali uncinate i nodi delle reti di armatura sulle due facce,
realizza, tra le altre, anche questa funzione. Nei casi in cui le connessioni trasversali non
soddisfino tale condizione, il coefficiente moltiplicativo dellintonaco armato deve
essere diviso per il coefficiente relativo alla connessione trasversale riportato in tabella;
- consolidamento con diatoni artificiali: in questo caso si applica il coefficiente indicato
per le murature dotate di una buona connessione trasversale.
I valori sopra indicati per le murature consolidate possono essere considerati come
riferimento nel caso in cui non sia comprovata, con opportune indagini sperimentali, la
Ing. Franco Fusier Rev. 05/2011
Pag. 29
reale efficacia dellintervento e siano quindi misurati, con un adeguato numero di prove,
i valori da adottarsi nel calcolo.
Tabella C8A.2.2 - Coefficienti correttivi dei parametri meccanici (indicati in Tabella
C8A.2.1) da applicarsi in presenza di: malta di caratteristiche buone o ottime; giunti
sottili; ricorsi o listature; sistematiche connessioni trasversali; nucleo interno
particolarmente scadente e/o ampio; consolidamento con iniezioni di malta;
consolidamento con intonaco armato.
TIPOLOGIA DI
MURATURA
M
a
l
t
a

b
u
o
n
a

G
i
u
n
t
i

s
o
t
t
i
l
i

R
i
c
o
r
s
i

o

l
i
s
t
a
t
u
r
e

C
o
n
n
e
s
s
i
o
n
e

t
r
a
s
v
e
r
s
a
l
e

N
u
c
l
e
o

s
c
a
d
e
n
t
e

o

a
m
p
i
o

I
n
i
e
z
i
o
n
i

m
i
s
c
e
l
e

l
e
g
a
n
t
i

I
n
t
o
n
a
c
o

a
r
m
a
t
o

*

Muratura in pietrame
disordinata (ciottoli,
pietre erratiche e
irregolari)
1,5 - 1,3 1,5 0,9 2,0 2,5
Muratura a conci
sbozzati, con paramento
di limitato spessore e
nucleo interno
1,4 1,2 1,2 1,5 0,8 1,7 2,0
Muratura in pietre a
spacco con buona
tessitura
1,3 - 1,1 1,3 0,8 1,5 1,5
Muratura a conci di
pietra tenera (tufo,
calcarenite ecc.)
1,5 1,5 - 1,5 0,9 1,7 2,0
Muratura a blocchi
lapidei squadrati
1,2 1,2 - 1,2 0,7 1,2 1,2
Muratura in mattoni
pieni e malta di calce
1,5 1,5 - 1,3 0,7 1,5 1,5
* Valori da ridurre convenientemente nel caso di pareti di notevole spessore (p.es. > 70 cm).
Specifiche
Presenza di malta buona: i coeff. della tabella si applicano a f
m
,
0
, E, G
Presenza di ricorsi o listature: i coeff. della tabella si applicano a f
m
e
0

Presenza di elementi di connessione trasversale: i coeff. della tabella si applicano a
f
m
,
0

Consolidamento con iniezioni di malta: i coeff. della tabella si applicano a f
m
,
0
, E, G
Consolidamento con intonaco armato: i coeff. della tabella si applicano a f
m
,
0
, E, G
(non si applica il coeff. connessioni trasversali)
Consolidamento con diatoni artificiali: si applica solo il coeff. connessioni trasversali