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CARATTERISTICHE AMBIENTALI, ARCHITETTONICHE E FUNZIONALI

1.1 Caratteri morfologico – architettonici

La sede della Fondazione Iberê Camargo, progettata da Álvaro Siza, si trova a Porto Alegre, in
Brasile. Partendo da un desiderio dell’artista stesso e di sua moglie, Maria Coussirat Camargo, con
il sostegno degli amici e con la guida dell’imprenditore Jorge Gerdau Johannpeter, è stata ideata,
nel 1995, a seguito della morte dell’artista, la Iberê Camargo Foundation, un istituto privato senza
scopo di lucro. Per 13 anni la Fondazione ha avuto come sede la casa in cui l'artista ha vissuto e
dove ha mantenuto il suo studio dal 1988, nel quartiere di Nonoai, a Porto Alegre. Nel maggio
2008, l'istituzione ha aperto la sua nuova sede.

Il progetto ha ricevuto il Leone d’oro alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2002 e il Mies
Crown Hall Americas Prize nel 2014.

L'edificio preso in esame occupa una superficie totale di 8.250 m2, è costruito su un terreno donato
nel 1996 dal governo statale del Rio Grande do Sul. Il lavoro tecnico di progettazione dello spazio
è stato eseguito nel 1999, lo stesso anno in cui Siza è stato invitato a sviluppare la parte
architettonica, dando inizio al progetto, i cui lavori sono nel giugno 2002.

Contiene nove sale mostra distribuite su tre livelli, oltre ad un ampio spazio situato al primo
livello, di circa 1300 m2, che ospita la mostra permanente di dipinti, incisioni e disegni di Iberê. Il
progetto comprende, inoltre, una caffetteria, un negozio, un centro di documentazione e un
cinema (o auditorium) con una capienza di 125 persone.

Il volume principale, di forma irregolare, è composto dalla sovrapposizione di quattro piani ed è


caratterizzato da un lato ondulato che fronteggia la sponda del fiume. L’edificio appare come un
blocco chiuso verso l’esterno, fatta eccezione per qualche piccola finestra oblunga, quasi una sorta
di oblò, aperta sul paesaggio circostante.
Tutti i piani si affacciano sulla hall e sono, a tratti, chiusi da pannelli rimovibili alti 4 metri, che
permettono l'ingresso di luce naturale dall’atrio e dal lucernario in copertura.

1.2 Caratteristiche funzionali

L’edificio è stato concepito con l'obiettivo di preservare e promuovere l'opera del prestigioso
pittore brasiliano Iberê Camargo (1914 – 1994), da cui la Fondazione prende il nome. Facendo
riferimento a quest’edificio, non si intende, però, solo un museo, ma una vera e propria istituzione
culturale che, oltre ad avvicinare il pubblico a quello che è uno dei grandi maestri d'arte del XX
secolo, cerca di incoraggiare la riflessione sulla produzione artistica contemporanea. Attraverso
l’organizzazione di mostre temporanee, laboratori, seminari ed incontri con artisti, infatti, la
Fondazione si pone come obiettivo quello di avvicinare i cittadini al mondo dell’arte e incoraggia
lo sviluppo di una rinnovata sensibilità nei confronti di quest’ultima.

L’edificio si pone come un riferimento architettonico e culturale per la città di Porto Alegre, ed, in
quanto tale, esso dispone di sale espositive, di un centro di ricerca e documentazione, di diverse
aree per lo studio e per svolgere attività educative, di un auditorium ed, inoltre, di un parco
ambientale progettato dalla Fondazione Gaia. La collezione consiste in una raccolta di documenti
ed immagini relative alla vita e all’opera dell’artista, ed un nucleo dedicato alla collezione di
Maria Coussirat Camargo, che comprende dipinti, incisioni e disegni.

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1.3 Caratteri del contesto ambientale (naturale ed artificiale)

L’edificio sorge sulla riva del fiume Guaiba, che si estende sino all’ oceano Atlantico, ed
è compresso fra un pendio roccioso e una strada trafficata; si trova accanto ad una foresta, su una
stretta striscia di terreno pianeggiante. La Fondazione affaccia

3. MATERIALI E CARATTERISTICHE FISICO - COSTRUTTIVE

3.1 Calcestruzzo armato

Il cemento è un legante idraulico che si ottiene attraverso la cottura di calcare e sostanze argillose
amalgamate con l’acqua. In base al tipo di lavorazione ed ai componenti addizionati, è possibile
distinguere diverse tipologie di cemento, tra cui il portland (ricavato con la macinazione di clinker
e gesso o anidride), quello pozzolanico (ricavato con l’aggiunta di pozzolana), il cemento
d’altoforno (in cui si aggiunge loppa basica d’altoforno) e quello alluminoso (ottenuto grazie
all’addizione di alluminati idraulici di calcio).

Il calcestruzzo è un conglomerato composto da una miscela di legante (cemento), inerti ed acqua.


Attualmente è classificato in base alla resistenza caratteristica di rottura a compressione, che varia,
comunemente, da 250 Kg/cm2 (in caso di resistenza normale) a 400 Kg/cm2 (nel caso di
conglomerati ad alta resistenza).

In genere, per un metro cubo di calcestruzzo in opera sono necessari 300 Kg di cemento, 0,4 m 3 di
sabbia, 0,8 m3 di ghiaia e pietrisco, impastati con circa 120 – 150 litri di acqua. Il calcestruzzo si
configura come un composto denso e pesante, è resistente alla compressione, ma non agli sforzi di
trazione. Le strutture in calcestruzzo possono essere realizzate direttamente in opera (nel luogo in
cui dovranno assolvere alla loro funzione) oppure essere prefabbricate (prodotte, quindi, in
appositi stabilimenti, per poi essere successivamente trasportate in cantiere).

La lavorazione in opera del calcestruzzo armato consta di diverse fasi, quali, la realizzazione della
forma (attraverso i casseri o le casseforme in legno o PVC trattato), la disposizione delle armature,
il getto ed il costipamento del conglomerato (al fine di evitare che si creino dei vuoti d’aria
all’interno dell’elemento), la maturazione del getto (3, 10, o 28 giorni, a seconda della tipologia del
getto) ed il disarmo (nel caso in cui si utilizzino dei casseri reimpiegabili).

Il calcestruzzo è impiegato per opere infrastrutturali (strade, ponti, viadotti, gallerie), per le
costruzioni edilizie, elementi e componenti di arredo urbano, pavimentazioni (in calcestruzzo non
armato). Le costruzioni edilizie prefabbricate realizzate in calcestruzzo armato possono
distinguersi in vari tipi, tra cui quelle di tamponamento (pannelli sandwich), di fondazione (pali,
plinti e travi rovesce) e di elevazione, ulteriormente distinguibili in lineari (pilastri e travi), piane
(setti portanti, piastre – solaio, volte) e tridimensionali (pareti ad angolo ed insieme pareti – solai).
Le costruzioni edilizie semiprefabbricate, invece, possono distinguersi in quelle di fondazione
(pali cavi), di elevazione, tra cui si annoverano gli elementi componibili (blocchi cavi in
calcestruzzo, blocchi cassero in materiali vari), lineari (pilastri cavi, travi, travetti – solaio) e piani
(piastre – solaio a predalles, in laterizio e calcestruzzo armato, in laterizio e legno, pannelli cavi,
pannelli autoportanti metallici per solai).

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