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Neo Impressionism o

Il Puntinismo è una tecnica pittorica neoimpressionista che utilizza piccoli punti di colore puro per creare immagini complesse, sviluppata da Georges Seurat e Paul Signac. Il Divisionismo, una variante del Puntinismo, impiega tratti di colori complementari per ottenere effetti luminosi, con esponenti come Giovanni Segantini e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Yayoi Kusama, artista giapponese contemporanea, è nota per il suo uso ossessivo di polka dots e installazioni immersive che riflettono la sua visione dell'universo.

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Il Puntinismo è una tecnica pittorica neoimpressionista che utilizza piccoli punti di colore puro per creare immagini complesse, sviluppata da Georges Seurat e Paul Signac. Il Divisionismo, una variante del Puntinismo, impiega tratti di colori complementari per ottenere effetti luminosi, con esponenti come Giovanni Segantini e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Yayoi Kusama, artista giapponese contemporanea, è nota per il suo uso ossessivo di polka dots e installazioni immersive che riflettono la sua visione dell'universo.

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NEOIMPRESSIONISMO

PUNTINISMO E DIVISIONISMO

Il Puntinismo: Storia, Autori e Curiosità

Il Puntinismo (o "Pointillisme") è una tecnica pittorica nata in Francia negli anni '80
dell'Ottocento, all'interno del movimento Neoimpressionista. Il termine deriva dalla
caratteristica principale di questa tecnica: l'uso di piccoli punti di colore puro, applicati sulla
tela in modo da creare immagini complesse quando osservate da una certa distanza.

l Puntinismo si basa sulla teoria del colore di Michel Eugène Chevreul e sugli studi sulla
percezione ottica di Hermann von Helmholtz.

I puntinisti credevano che l'accostamento di colori puri producesse un effetto più luminoso
rispetto alla mescolanza tradizionale.

Il Puntinismo è stato paragonato alla stampa a colori moderna, che utilizza piccole gocce di
inchiostro per creare immagini. Anche Vincent van Gogh ha sperimentato la tecnica in alcuni
dipinti, pur senza aderire completamente al movimento. Il Puntinismo è considerato un
precursore della pixel art digitale.

Neoimpressionismo

Questo termine è stato coniato dal critico d'arte francese Félix Fénéon nel 1886 per
descrivere un movimento artistico fondato da Georges Seurat.

Il capolavoro più famoso di Seurat, Una domenica pomeriggio sull'isola di La Grande Jatte,
ha segnato l'inizio di questo movimento quando ha fatto la sua prima apparizione in una
mostra della Société des Artistes Indépendants (Salon des Indépendants) a Parigi.

In questo periodo, siamo all'apice dell'era moderna, molti pittori erano alla ricerca di nuovi
metodi.

I seguaci del neoimpressionismo erano attratti dalle moderne scene urbane, dai paesaggi e
dalle spiagge.

Origini del termine

Esistono numerose alternative al termine "neoimpressionismo" e ognuna ha la sua sfumatura:


Cromoluminarismo era un termine preferito da Georges Seurat.

Questo termine è usato raramente oggi.

Il puntinismo è una tecnica successiva, basata sul divisionismo in cui vengono applicati
punti di colore anziché blocchi di colore.
Autori Principali

- Georges Seurat (1859-1891) – Considerato il fondatore del Puntinismo, il suo


capolavoro Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte (1884-1886) è
uno degli esempi più celebri della tecnica.
- Paul Signac (1863-1935) – Collaboratore di Seurat, ha sviluppato il Puntinismo e lo
ha applicato a soggetti marini e urbani, influenzando anche il Fauvismo.
- Henri-Edmond Cross (1856-1910) – Un altro esponente del Neoimpressionismo,
noto per i suoi paesaggi luminosi e per l’uso di pennellate più larghe rispetto ai
classici puntinisti.

Neoimpressionismo

Il puntinismo e il divisionismo erano le tecniche dominanti nell’inizio del movimento


Neoimpressionista.

Il Puntinismo è una tecnica di pittura in cui piccoli punti colorati sono applicati per formare
un'immagine.

Georges Seurat e Paul Signac svilupparono la tecnica nel 1886, derivandola


dall'Impressionismo.

Il termine "puntinismo" è stato coniato dai critici d'arte alla fine del 1880 per ridicolizzare le
opere di questi artisti, ma ora è usato senza la sua precedente connotazione peggiorativa. Il
movimento che Seurat iniziò con questa tecnica è noto come Neoimpressionismo. I
divisionisti usavano una tecnica simile per creare immagini, sebbene con pennellate più
grandi a forma di cubo.

Divisionismo

Il divisionismo è usato per descrivere una modalità di pittura neoimpressionista. Si riferisce


al metodo di applicazione di tratti individuali di colori complementari e contrastanti.

Dal punto di vista tecnico i Divisionisti realizzano gli stessi risultati, non con puntini
accostati, ma filamenti irregolari accostati o sovrapposti.

Si sviluppò tra il fine dell'800 e l’inizio del 900 ed elaborò la tecnica del Puntinismo francese,
subendo anche l'influenza del Simbolismo.

Il Divisionismo italiano sviluppò uno stile più semplice, spontaneo e meno rigoroso
nell'applicazione delle norme tecniche di quello francese. Ai puntini, si preferiscono
filamenti, svirgolature e impasti di colore.

Origine: Italia, fine Ottocento, influenzato dal Puntinismo, ma con una forte componente
simbolica e sociale.

Tecnica: pennellate filamentose e separate, che seguono le linee di forza del dipinto.
Principio: oltre alla scomposizione del colore, punta a un effetto di luminosità ed espressività,
enfatizzando la direzione del tratto.

Esponenti principali: Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giuseppe Pellizza da Volpedo,


Angelo Morbelli.

Opere celebri: Il quarto stato (Pellizza da Volpedo, 1901) – simbolo delle lotte operaie.

Maternità (Previati, 1890) – esempio di Divisionismo simbolista.

Georges Seurat

Seurat voleva dare vita a un modo di dipingere che tenesse conto, in maniera scientificamente
esatta, dei fenomeni luminosi e del modo in cui gli occhi percepiscono i colori e la luce.
Riferendosi agli studi dello scienziato francese Chevreul, sulla percezione dei colori, Seurat
mise a punto una tecnica pittorica che venne chiamata divisionismo.
Seurat sostituì le mescolanze di pigmenti sulla tela con le mescolanze ottiche.
Nella pittura classica per ricavare il viola si mescolavano sulla tavolozza, prima di stenderli
sulla tela, un pigmento blu ed uno rosso.
Seurat, invece, per ottenere il viola sulla tela, accostava un’infinità di punti blu e rossi che
visti a distanza davano un viola molto più luminoso di quello ottenuto attraverso le
mescolanze dei pigmenti.

Divisionismo

La tecnica inventata da Seurat e poi applicata e sviluppata dai Neo-impressionisti si basava


sulla capacità che ha l'occhio di percepire più stimoli luminosi di colore diverso come un solo
colore (mescolanza additiva).

Ispirandosi alle sperimentazioni pittoriche realizzate da Delacroix e dagli impressionisti,


Seurat sostituì le mescolanze di pigmenti sulla tela con le mescolanze ottiche.

La mescolanza additiva o sintesi additiva di due o più colori consiste nel far pervenire
all'apparato visivo umano (nel seguito chiamato anche brevemente occhio) due o più fasci
luminosi che singolarmente producono sensazioni di colore distinte (ad esempio rosso e
verde) in modo da produrre la sensazione di un altro colore (ad esempio giallo).
Seurat e Signac cercarono di fondare la loro pittura su rigorosi presupposti scientifici.

Studiarono a fondo i risultati delle ricerche che in quei tempi venivano condotte da diversi
scienziati, tra i quali il fisico americano Ogden Rood (1831-1902), autore di una famosa
Teoria scientifica dei colori, e il chimico francese Michel E. Chevreul (1786-1889), che
formulò la famosa legge dei contrasti simultanei secondo la quale: colori diversi accostati tra
di loro si influenzano reciprocamente.

Per esempio: un giallo visto su uno sfondo grigio appare come giallo puro, se osservato su
uno sfondo rosso viene percepito con una leggera coloritura verde, in questo caso la presenza
del rosso influenza la nostra percezione del giallo.

Divisionismo-Puntinismo

L’effetto era descritto in La scienza moderna dei motori (1879) dal fisico americano Ogden
Rood (1831-1902).

Un trattato sulla teoria del colore ben noto ai neoimpressionisti attraverso la traduzione
francese del 1881.

Un altro trattato che essi trovarono stimolante fu De la loi du contrast simultané des couleurs
(1839) del chimico francese Eugène Chevreul (1786-1889).
Kusama Yayoi (Matsumoto, 22 marzo 1929).
Yayoi Kusama è un'artista giapponese nota per il suo stile unico e ossessivo, caratterizzato da
puntini (polka dots), specchi, installazioni immersive e un forte senso di ripetizione. La
sua arte spazia tra pittura, scultura, installazioni e performance, spesso con un tocco
psichedelico e surreale.

Caratteristiche principali della sua arte

• Polka dots: I suoi famosi pois ricoprono tele, stanze, oggetti e persino i suoi abiti.
Sono simbolo della sua visione dell'universo infinito.
• Infinity Mirror Rooms: Stanze con specchi che creano illusioni ottiche di spazi
infiniti, spesso con luci LED sospese.
• Zucca (Pumpkin): Le sue iconiche zucche a pois sono simbolo di comfort e nostalgia
per l'infanzia.
• Arte psichedelica e ossessiva: Kusama ha parlato apertamente della sua lotta con
allucinazioni e disturbi ossessivo-compulsivi, che influenzano la sua arte.
• Arte immersiva: Le sue installazioni coinvolgono lo spettatore, facendolo entrare in
un mondo surreale e ripetitivo.

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