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Instituzione Di Diritti Internazionale

Il diritto internazionale regola la coesistenza pacifica tra Stati e disciplina le relazioni internazionali attraverso vari strumenti, coinvolgendo Stati, organizzazioni e individui come soggetti principali. La sovranità statale è evoluta da un concetto assoluto a uno limitato, riconoscendo l'importanza della cooperazione internazionale e del riconoscimento territoriale. Le organizzazioni internazionali, classiche e pseudo, svolgono un ruolo cruciale nella governance globale, mentre gli individui, sebbene storicamente marginalizzati, stanno guadagnando rilevanza nel contesto dei diritti umani e della giustizia internazionale.

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Instituzione Di Diritti Internazionale

Il diritto internazionale regola la coesistenza pacifica tra Stati e disciplina le relazioni internazionali attraverso vari strumenti, coinvolgendo Stati, organizzazioni e individui come soggetti principali. La sovranità statale è evoluta da un concetto assoluto a uno limitato, riconoscendo l'importanza della cooperazione internazionale e del riconoscimento territoriale. Le organizzazioni internazionali, classiche e pseudo, svolgono un ruolo cruciale nella governance globale, mentre gli individui, sebbene storicamente marginalizzati, stanno guadagnando rilevanza nel contesto dei diritti umani e della giustizia internazionale.

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Che cos’è il diritto internazionale?

- E la pacifica coesistenza tra gli Stati. El diritto internazionale garantisce la pacifica


coesistenza quindi la coesistenza tra gli Stati. Disciplina la vita di relazione dei
soggetti degli Stati internazionali.
Come lo fa?
- Si serve di diversi strumenti
Chi sono i soggetti di diritti internazionale?
- Gli stati che sono i soggetti principali grazie alla sovranità
- Le organizzazioni
- Gli individui

I. Lo Stato

Che cos’è la sovranità?


- E il concetto di potere che lo stato ha all’interno del suo territorio per che gli altri Stati
rispettano il suo territorio.
- La sovranità interna è la forza di far sí che il diritto venga rispettato
La sovranità statale è evoluta nel corso dell'evoluzione storiche, infatti ha avuto diverse
rappresentazioni. E passati da un concetto di sovranità assoluta a un concetto di sovranità
limitata.

Come ci si arriva a questo passaggio della sovranità limitata intesa come coesistenza tra gli
Stati? Per quali motivi?
- Gli Stati superando questo dogma della sovranità assoluta si rendono conto che
interpretare in modo assoluto la sovranità può comportare delle tra virgolette delle
imitazioni a paradossalmente la stessa dimensione assoluta può comportare limiti.
Perché?
- Perché lo stato partecipa a una vita di relazione internazionale, sotto il profilo degli
scambi commerciali, sotto il profilo delle relazioni politiche. Lo fa in maniera
strutturata perché ha una dimensione assoluta di sovranità.

Quali sono le caratteristiche che hanno portato poi a un evoluzione?


- Questa valutazione della sovranità ci ha portato alla nascita dello sviluppo degli altri
soggetti del diritto internazionale che sono le organizzazioni internazionali.

Punto sul territorio


- Nel diritto internazionale il popolo rileva come identità e è tutelato dal diritto
internazionale come autoaffermazione. E’ anche considerato come nucleo del
concetto di Stato perché non ci può essere uno stato se non c’è un popolo.
- Dal punto di vista sostanziale, la nozione di Stato presuppone questi tre elementi
perché il riconoscimento di un stato nell’ambito della comunità internazionale deve
presupporre che sia effettivamente la sussistenza di questi elementi.
- Per riconoscere uno stato non è sufficiente mettersi d’accordo, il riconoscimento della
comunità internazionale è molto importante ma non è sostitutivo degli elementi
caratteristici.
L’affermazione della predeterminazione dei popoli è la capacità dei popoli di affermarsi
Perché il territorio è importante?
- Da un lato è l’ambito di individuazione della sovranità. Ogni Stato ha il diritto di
esercitare la sua sovranità sul suo territorio. Ciò significa che può stabilire le proprie
leggi, regolamenti e politiche senza interferenze [Link] non so qual è il mio
territorio non posso difenderlo, non posso pretendere che altri o miei cittadini
rispettino le regole perché le leggi sono applicate anche sulla base dell'aspetto
territoriale
Esempio: Quando i romani conquistavano un territorio utilizzavano le leggi romani per
dimostrare la forza sul territorio e quindi la capacità di regolamentazione della conquista su
quel territorio
Questo aspetto è molto rilevante per il diritto internazionale perché in molte guerre si sono
fatti territori e ci sono regole per riscoprire le condizioni del diritto internazionale collegate fra
loro.
Sono stati introdotti trattati di pace tra i paesi, affinché rispettino alcuni principi tra loro, e
affinché il diritto internazionale faccia regnare la pace. Se i territori sono stati conquistati con
la forza, il problema si pone anche per il riconoscimento perché il diritto internazionale non
riconosce le azioni effettuate con la forza quindi il territorio non viene.

Il riconoscimento internazionale è una cosa importante per il territorio. Infatti, i confini di uno
Stato sono riconosciuti da altri Stati, ciò che è essenziale per la legittimità e la cooperazione
internazionale. Infatti è possibile che si perdano i confini del territorio. Ma ci sono parti del
mondo dove i territori si distacca, si sposta come ad esempio la Sicilia con l’Italie o la
Corsica per la Francia.
La tematica sul clima è importante perché a causa del cambiamento climatico, alcuni territori
spariscono ma rimangono stati perché il popolo e le organizzazioni rimangono anche.
Ma nonostante queste realtà completamente diverse, una parte dei diritti internazionali
disciplina l'applicazione dei trattati e delle regole dei diritti internazionali ai distacchi territori.

Ci sono anche da parte di smembramenti come ad esempio l’ex Unione Sovietica che fine
hanno fatto i trattati che si applicavano a quella realtà prima e dopo.
Esiste un principio della tabula rasa cioè quando il governo effettivo come capacità di
esprimersi rappresenta l’elemento nuovo, allora opera la tabula rasa. Vuole dire che il nuovo
Stato non è vincolato dagli accordi conclusi dallo Stato precedente.

Ma se invece non c’è questo elemento nuovo, lo Stato continua a buttarsi le regole sui
trattati vecchi.
In questo caso non abbiamo un cambiamento del territorio, abbiamo un cambiamento o
sostanziale del potere sul territorio. Quindi questo è un cambiamento “formale” e quindi non
è legittimato perché manca la sostanza.
Se il governo è un governo “di facciata” (cioè che nasconde il potere effettivo precedente su
quel territorio, si continuano ad applicare i trattati che lo Stato aveva fatto con altri stati).--> I
trattati impongono anche degli obblighi.

Sintesi: Se la forma dello Stato cambia i trattati precedenti non si applicano. Ma se il potere
costituito è lo stesso, quello Stato continua a obbligarsi ai trattati che hai stipulato prima. E sì
invece cambia la sostanza, si applica il principio della tabula rasa quindi si viene annullato il
rapporto precedente e quindi inizia un nuovo percorso nella comunità internazionale.
II. Le organizzazioni

Un’altro soggetto del diritto internazionale sono le organizzazioni internazionali.


Un'organizzazione internazionale è un insieme di Stati che perseguono obiettivi comuni.

Nell’evoluzione è possibile distinguere due tipi di organizzazione internazionali

- Organizzazioni classiche → Queste organizzazioni hanno un trattato istitutivo.


Questo trattato disciplina la vita organizzativa, l’organizzazione ha una struttura e
prevede le regole di funzionamento grazie al trattato.
Sono dotate della personalità giuridica ciò significa essere titolare di diritti e di
doveri. Gli Stati hanno la loro soggettività e partecipano all’organizzazione. La
soggettività è un centro autonomo di imputazione rispetto agli Stati che fanno parte
dell’organizzazione.
Anche se l’organizzazione fa parte degli Stati e gli Stati fanno parte
dell’organizzazione, sono separati. Sono separati perché c’è un centro di
imputazione autonoma e questa è la peculiarità della personalità giuridica delle
organizzazioni classiche. Nella comunità internazionale (nella vità di relazione) si
rappresentano, l’organizzazione non rappresenta gli Stati ma gli Stati agiscono come
Stati membri dell’organizzazione. Agiscono come membri dell’organizzazione ma
continuano ad avere la loro vita di relazione internazionale con altri Stati, non è che
hanno firmato un patto che non possono avere vita propria. Come lo mostra l’articolo
11 che parla di limitazione ma non parla di una cessione di sovranità totale.
In un’organizzazione non si parla con tutti gli Stati. Si parla con il rappresentante
dell’organizzazione designato prima o, per l’esempio degli affari esteri, si parla con il
rappresentante degli affari esteri. Quindi parliamo con l’organo che porta avanti
l’attività.
Esempio dell'Unione Europea: Il trattato istitutivo de questa organizzazione ha previsto che
gli organi controllano della connessione e delle procedure sanzionatorie degli organi,
nell’ipotesi in cui non vengono rispettati degli Stati.
De che modo il trattato disciplina una vita di relazioni? Disciplinando le competenze, ciò
significa che se lo Stato ha la capacità di fare qualcosa, lo fa. Come ad esempio la politica
monetaria che è fatta dall’Unione Europea o la politica sociale che è fatta dallo Stato.

- Pseudo organizzazioni (G7, G8, BRICS, G20) → Non hanno un trattato istitutivo
(obblighi e regole) quindi non hanno accordo nascono sulla base e non si riuniscono
sulla base di riunioni informati. Ma non è perché non hanno quell’ accordo istitutivo
che non parlano.
Un’altra differenza è che possono cambiare i loro obiettivi, questa organizzazione
nasce con un obiettivo che poi muta a seconda delle esigenze della comunità
internazionale.
Esempio del G7 e del G8: L'obiettivo del G7 era un po’ di risolvere la crisi petrolifera degli
anni 70 con la creazione dal G7 e dopo con il vertice di Napoli dove si sono riunite per
cercare politiche strategiche in relazione o al contrapposizione con i paesi di ritorni di
petrolio per evitare che il prezzo del petrolio aumenta. Ma dopo l’obbiettivo del G8 era
differente. Infatti non hanno parlato della crisi petrolifera ma hanno parlato di temi che la
comunità internazionale ha ritenuto, che sono più confacenti con le realtà come i profili
climatici, della sicurezza, dei diritti umani…
In queste organizzazioni gli impegni che vengono assunti sono solo dichiarazioni
(senza vera valore giuridico) e la violazione di questi impegni non comporta una
violazione dei diritti internazionali.
Esempio: Decidiamo che ci vediamo lunedì, stiamo facendo un trattato che non mettiamo
per iscritto. Non è scritto ma assumiamo tutti un impegno e è questo che si chiama pseudo
diritto o Soft Law.
Il Soft Law è un diritto flessibile morbido perché non c’è un vincolo, produce un effetto
giuridico ma non vincolante. Rappresentare il trattato come contratto è difficile perché il
diritto internazionale ha alcune pecularità e una di queste pecularità è il Soft Law.

Nel diritto interno la prassi non è usato nel diritto internazionale gli usi però quando sono
raccolte invece per esempio dei diritti internazionali quando studieremo le consuetudini di cui
la classe è uno degli elementi non c'è una raccolta quindi ci sono delle raccolte private fatte
dalle consuetudini ma non è perché talmente scontato che si è verificato un comportamento
nel tempo che gli Stati lo accettano,alcune volte lo contestano.
La consuetudine è che tutte le leggi che non sono scritte ma che hanno un valore/
importanza giuridica.
Esempio del caso Marò (diritto del mare): In questa situazione in alcuni oceani le navi sono
state attaccate da bande indipendenti dagli stati e questo tipo d’attache se succede quasi
ogni giorno. Le grandi navi sono state prese in ostaggio, sequestrano la gente e chiedono
soldi per liberarle. Dopo questo alcuni armatori hanno sparato sulle altre navi.
Per difendersi un accordo tra la Marina militare italiana e gli armatori. In base a questo
accordo ogni nave mercantile poteva assumere il controllo di un gruppo di militari,
ovviamente il comando di questi militari è il comandante non della nave ma dell'oro
superiore se del gruppo cioè un comandante.
Così per difendersi, possono giustificare il loro atto con il fatto che avevano "una missione"
proveniente dall'esercito e è questo che è molto importante perché è il concetto
dell’immunità funzionale che significa che non stavano cui per esercitare un’attività privata
ma per difendere l’effetto dell’accordo entre la Marina militare italiana e gli armatori, allo
scopo di difendere la nave italiana da eventuali attacchi. Quindi gli individui che
rappresentavano lo stato all'esterno non possono essere perseguiti da altri stati/ organi
giudiziari.
Questa regola dell’immunità funzionale può essere contestata. Nel diritto internazionale,
anche se le consuetudini non sono scritte, gli Stati le rispettano. Invece nel diritto nazionale
c'è una graduazione con effetto persuasivo, che va dal soft law a quello più incisivo della
consuetudine nel diritto interno.

Sono la pseudo organizzazioni che producono questo effetto soft law e funziona;

Esiste un altro trattato che si chiama cooperazione europea e la geopolitica immutata che
rappresentano è l'espressione di una visione della geopolitica temuta
Nel tempo abbiamo avuto prima i 6/7 paesi più scomposti del mondo messi in relazione per
la loro capacità produttiva. Dopo abbiamo il G20 con più paesi perché le economie
crescono. Oggi abbiamo i BRICS che è una versione più larga del G7.
Questo affetta la geopolitica. Infatti c’è un tema molto interessante che è il dialogo
dell’Unione Europea perché c’è nessuna relazione tra l’Unione Europa e i BRICS.
Ma questo è un “problema” perché in questa cooperazione c’è la Russia ma non tutti
vogliono avere relazioni con la Russia. Tuttavia, è possibile che quando le guerre saranno
finite le guerre, le relazioni internazionali migliorino.

Quando pensiamo alla geopolitica pensiamo alle risorse ma in questi gruppi di Stati parlano
anche del tema delle infrastrutture energetiche.
Nel quadro di sviluppo delle risorse l’Italia ha lanciato il piano Mattei (Le Plan Mattei :
L’Alternative “made in Italy” aux relations euro-africaines - Le Taurillon). In questo caso
possiamo vedere che l’obiettivo climatico non va di pari con l’obiettivo ambientale. Quando i
due obiettivi non sono gli stessi chiamiamo questo conflitti ambientali.

III. Gli individui

Gli individui nel diritto internazionale classico non hanno avuto mai una rilevanza ormai con
l’esempio che abbiamo fatto in relazione prima ai pirati il diritto internazionale prendeva in
considerazione i pirati. Perché la pirateria è un fenomeno che incide sul diritto
internazionale, quindi c’erano delle norme di diritto internazionale contro la pirateria. Dopo la
seconda guerra mondiale c’è stato un cambio nella tutela dei diritti umani e sono nate
diverse organizzazioni.
L’individuo non è il soggetto del diritto internazionale. Come i suoi diritti sono la Costituzione,
l’individuo ha la capacità di affermarsi autonomamente. Ma il problema è che si l’individuo ha
la capacità di fare questo, lo metti praticamente allo stesso piano di uno Stato.

Per arrivare a questa conclusione dobbiamo riconoscere la soggettività del diritto


internazionale, che è l'attitudine di essere titolare di diritti destinatario e di doveri.
Abbiamo visto questo concetto per gli Stati ma funziona anche per gli individui, sono soggetti
di diritto internazionale. Però dobbiamo individuare due elementi:
- Un elemento passivo è quando l’individuo può essere destinatario di obblighi. Perché
ci sono le norme sulla pirateria nei diritti internazionali.
- Un elemento attivo è la capacità dell’individuo di far valere i propri diritti. Parliamo di
diritti che sono riconosciuti dal diritto internazionale e non mediati con les costituzioni
interne.

Un’altro tema è quello della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo che ha permesso
l’evoluzione dei diritti umani dopo la seconda guerra mondiale con la nascita di basket di
diritto rilevanti per il diritto internazionale dove contenuti nella convenzione di Rimo del
1950 sulla tutela dei diritti umani. Quindi no abbastanza riconoscimento perché il vero
passaggio significativo è la capacità di far valere questo diritto a livello di diritto
internazionale cioè mettendo sullo stesso piano lo stato e individui.

Come si fa?
Nella Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, ma anche nelle norme dell’organizzazione
internazionale del lavoro, è previsto uno strumento che è “ricorso individuale”. Questo
ricorso individuale dice che sì esistono dei diritti con i contenuti nella Convenzione Europea
e che sono violati, non dallo stato, membro della convenzione. L’individuo puo agire contro
lo stato e questo è il passaggio dans rilevanza a questo diritto dal punto di vista del diritto
internazionale. Da la possibilità all’individuo di agire contro lo stato in caso di violazione dei
diritti contenuti nella Convenzione Europea del diritto umano.
La Convenzione prevede un catalogo dei diritti. Ma quando c’è un problema lo stato non va
direttamente alla Corte di Strasburgo ma dà allo stato la possibilità di interrompere la
violazione e vedere con lo stato.
Ma se lo Stato non garantiza questo, l’altro Stato ha la possibilità di adire direttamente la
Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Come opera questa comunità, come interagiscono tra di loro i soggetti con delle fonti?
La peculiarità dei individui è che non hanno atti mentre le organizzazioni si e gli Stati
si. Questo connota la peculiarità degli individui come la differenza che le distingue dagli altri
soggetti.

Le fonti del diritto internazionale

Articolo 38 dello statuto della Corte Internazionale di giustizia

1. La corte, la cui funzione è decidere in base al diritto internazionale le controversie


che le sono sottoposte, applica
a. Le convenzioni internazionali sia generali che particolari, che stabiliscono
norme espressamente riconosciute dagli Stati in lite;
b. La consuetudine internazionale, come prova di una pratica generale
accettata come diritto;
c. I principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili;
d. Con riserva delle disposizioni dell’articolo 59, le decisioni giudiziarie e la
dottrina degli autori più qualificati delle varie nazioni come mezzi sussidiari
per la determinazione delle norme giuridiche.
2. Questa disposizione non pregiudica il potere della Corte di decidere una
controversia ex aequo e bono qualora le parti non siano d’accordo

La Corte Internazionale di Giustizia è organe delle Nazioni Unite perché è l’ONU che
gestisce il diritto internazionale.

Una delle fonti del diritto internazionale è la Convenzione di Vienna, nell’articolo 2 dice come
si fa un trattato. Dice che è trattato una cosa che rileva ai fini del diritto internazionale se si
tratta di un accordo di forma scritta, tra due o più stati.

Questa classificazione è una classificazione particolare perché cioè l’elencazione


(l’énumération) in l’ordine perché la fonte al primo posto nelle fonti non ci fosse la
convenzione del trattato ma la consuetudine

Perché al primo posto mette il trattato e non le consuetudine?


Perché il Trattato, come la consuetudine, possono essere, nel caso concreto, tutti e due
volte a disciplinare i fondi [Link] si possono essere di pari grado (égaux).
Come si risolve un conflitto normativo tra trattato e consuetudine?
I conflitti si risolviamo rispetto a i criteri di “specialità” e di “temporalità”. Cioè si valuta una
norma speciale a una norma generale, e si valuta la norma più recente rispetto a quella
precedente.
Quindi l’articolo 38 indica al primo posto le convenzioni, ma le fattispecie possono essere
disciplinate da una consuetudine rispetto al trattato (soprattutto se la consuetudine e
successiva si è formata successivamente al Trattato o se la consuetudine è specifica
rispetto al Trattato) ma se il trattato e la consuetudine sono pari (stessa bilancia il giudice
preferisce la convenzione.

Come si forma un trattato?


Il trattato può essere fatto in due modi diverse

- Di forma solenne → I trattati solenni seguono un percorso più lungo e complesso


Le fasi (les étapes) sono la negoziazione (gli Stati negoziano il testo del trattato) → la firma
(il testo è firmato dagli Stati ma non è ancora entrato in effetto) → la ratifica (il trattato deve
essere ratificato dagli organi costituzionali competenti di ciascun Stato, che esprimono il
consenso definitivo a vincolarsi)

- Di forma abbrevia → I trattati semplificati sono più snelli (minces, souples) e flessibili
Le fasi sono la negoziazione e la firma

La scelta tra i due trattati dipende dalle circostanze specifiche di ogni caso. Gli Stati possono
scegliere la forma semplifica se è una situazione urgente o se hanno relazioni consolidate
con gli altri stati, invece si usa i trattati solenni per trattati veramente importanti (trattati di
pace).

Dopo la ratifica un trattato deve, in quasi tutti casi, essere depositato nella ONU o almeno
registrato nel segretario degli stati uniti. Nei membri un stato è designato come “depositario”
o in alcuni casi l’ONU può essere il depositario.

Per cambiare il testo del trattato la situazione è diversa tra i due trattati. Nel caso del trattato
solenne, gli Stati devono ricominciare tutto il processo di creazione del trattato ( e questo
dalla parte della firma, cioè dopo la firma, si vogliono una modifica devono rinegoziare).
Nel caso del trattato semplificato esiste spesso (souvent) una “clausola di modifica” che
prevede la procedura da seguire in caso di modifica.

Le riserve → Una riserva è una dichiarazione unilaterale fatta da uno Stato al momenta
della firma/ ratifica. Si usa quando lo Stato intende escludere o modificare l’effetto giuridico
di alcune disposizioni del trattato nella loro applicazione nei propri confronti.
Quindi permette a uno Stato di aderire (adhérer/ rejoindre) a un trattato internazionale senza
accettare tutte le sue disposizioni.
Articolo 80 della Convenzione Italiana

Le camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura
politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio
od oneri alle finanze o modificazioni di leggi

Questo impianto qui lo prevede la Convenzione di Vienna. La Convenzione Italiana con


l’articolo 80 dice invece che per alcuni tipi di trattati, trattati molto importante/ rilevante che
sono:
- Trattati di natura politica, trattati di alleanza, di pace o che modificano l’assetto
politico internazionale
- Trattati che prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, la risoluzione di controversie
internazionali a organismi internazionali o a giudici stranieri
- Trattati che importano variazioni del territorio, cessioni, acquisti o scambi di territori
- Trattati che comportano oneri alle finanze, che prevedono spese a carico dello Stato
Italiano
- Trattati che comportano modificazioni di leggi, che richiedono modifiche alla
legislazione interna.
Non solo la procedura semplificata non è possibile ma la ratifica dal presidente anche non è
sufficiente per queste fattispecie. Il trattato deve essere accettato anche dal parlamento
italiano che adotta una legge di autorizzazione alla ratifica.

L’annullamento di un trattato
Ci sono i vizi (les vices) del consenso:
- La violenza (articolo 46), cioè l’uso o la minaccia di usare la forza contro un Stato, al
fine di costringerlo (forcer, obliger, contraindre) a concludere un trattato. Ma la
violenza deve essere di tale natura che anche le altre parti lo riconoscono, se uno
Stato ha fatto un accordo internazionale senza seguire le sue leggi interne, non può
dire che l’accordo non vale. Infatti tutto quello che riguarda le regole interne, statali,
costituzionali non incidono sulla validità del Trattato).
- L’errore, lo Stato si è sbagliato su un fatto essenziale che lo ha indotto a concludere il
trattato. Come ad esempio se uno Stato firma un trattato commerciale credendo
erroneamente (à tort) che un altro Stato abbia determinate (certaines) risorse
naturali.
- Il dolo, cioè quando uno Stato ha ingannato (tromper) il primo per indurlo a
concludere il trattato. Come ad esempio se uno Stato fornisce informazioni false sulle
proprie capacità produttive per indurre un altro Stato a firmare un accordo
commerciale.
Le consuetudini
Def: Sono le pratiche generale non scritte riconosciute dal diritto internazionale.
La difficoltà della consuetudine nasce del suo aspetto psicologico. Perché c’è un elemento
oggettivo (comportamento reiterato nel tempo è misurabile) e un elemento soggettivo
(capire se questo comportamento è “normale” o “accettabile” dipende anche da come le
persone lo percepiscono e da quali regole seguono)
Esempio: In una aula rispettiamo tutti i nostri confini, quindi il prof è davanti e gli studenti
sulle sedie. Ma non esiste una propria regola che controlla questo comportamento.

Sembra ad un accordo tacito (tutti tacitamente accettiamo che questo sia il confine) ma non
è un accordo tacito. Ma perché?
- Prima a causa dei soggetti coinvolti (impliqués, concernés), in un accordo tacito si
coinvolge un numero limitato dei soggetti che hanno una conoscenza dell’accordo
ma nella consuetudine coinvolge l’intera comunità internazionale
- Poi la formazione. Perché un accordo tacito nasce da una volontà specifica delle
parti la consuetudine nasce da una pratica ripetuta (répétée) nel tempo, senza la
necessità di un volontà espressa dalle parti.
- Infine l’efficacia. L’accordo tacito è vincolante solo per le parti che hanno partecipato
alla sua formazione, ma la consuetudine è vincolante per tutti i membre della
comunità internazionale

Gli obiettori persistente


Def: Un obiettore persistente è un soggetto di diritto internazionale (Stato), che si oppone in
modo costante e duraturo alla formazione di una nuova norma consuetudinaria. Questo
Stato obiettore si oppone con tre argomenti che sono:
- Mancanza di una pratica sufficientemente costaimpiantonte e uniforme
- Incompatibilità con il proprio ordinamento interno
- Violazione di principi fondamentali del diritto internazionale
Esistono anche “Norma super consuetudinaria” cioè norme che hanno acquisito un livello di
consolidamento talmente elevato della comunità internazionale da essere considerata come
un principio fondamentale del diritto internazionale. Quindi quando un trattato sembra
contraddire una norma di questo tipo, il trattato è invalidato perché la super consuetudine e
prevala
Esempio: un trattato che vorrebbe accettare il genocidio

Articolo 2 della Convenzione di Vienna: Espressioni e termini usati

1. Ai fini della presente convenzione:

a) Il termine “trattato indica un accordo internazionale concluso per iscritto tra Stati e
regolato dal diritto internazionale, che sia costituito da un solo strumento o da due
o più strumenti connessi, qualunque ne sia la particolare denominazione;
b) I termini “ratifica”, "accettazione", “approvazione” ed “adesione” indicano, a
seconda dei casi, l’atto internazionale così chiamato con il quale uno Stato
sancisce sul piano internazionale il proprio consenso ad essere vincolato da un
trattato;
c) l’espressione “pieni poteri” indica un documento emanato dall’autorità competente
di uno Stato che designi una o più persone a rappresentare lo Stato nel corso dei
negoziati, l’adozione o l’autenticazione del testo di un trattato, per esprimere il
consenso dello Stato stesso ad essere vincolato da un trattato o per compiere ogni
altro atto riguardante il trattato stesso;
d) Il termine “riserva” indica una dichiarazione unilaterale, quale che sia la sua
formulazione o indicazione, fatta da uno Stato al momento in cui firma, ratifica,
accetta, approva un trattato o vi aderisce, mediante la quale mira ad escludere o a
modificare l’effetto giuridico di alcune disposizioni del trattato nella loro
applicazione a tale Stato;
e) L’espressione “Stato che ha partecipato ai negoziati” indica uno Stato che abbia
partecipato all’elaborazione e all'adozione del testo del trattato;
f) L’espressione “Stato contraente” indica uno Stato che ha acconsentito ad essere
vincolato dal trattato, indipendentemente del fatto che il trattato sia entrato in
vigore o meno;
g) Il termine “parte” indica uno Stato che ha consentito ad essere vincolato dal
trattato e nei cui confronti il trattato sia in vigore;
h) L’espressione “terzo Stato” indica uno Stato che non è parte del trattato
i) L’espressione “Organizzazione internazionale” indica una organizzazione tra
governi.
Questo articolo definisce il termine trattato e il suo processo di creazione

Articolo 12 della Convenzione di Vienna: Espressione, mediante la firma, del


consenso ad essere vincolati da un trattato

1. Il consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato viene espresso con la firma
del rappresentante di tale Stato;

a) Quando il trattato prevede che la firma abbia tale effecto;


b) Quando sia stato accertato che gli Stati che hanno partecipato ai negoziati
avevano convenuto che la firma avrebbe avuto tale effetto; o
c) Quando l’intenzione dello Stato di dare tale effetto alla firma risulti dai pieni poteri
del suo rappresentante o sia stata espressa nel corso dei negoziati

2. Ai fini del paragrafo 1:

a) La parafatura di un testo equivale alla firma di un trattato quando sia accertato che
gli stati che hanno partecipato al negoziato avevano così convenuto;
b) La firma ad referendum di un trattato da parte del rappresentante di uno Stato,
qualora venga confermata da quest’ultimo, equivale alla firma definitiva del trattato.

Questo articolo spiega in quale modo la firma è accettabile/ sufficiente per mettere in effetto
un accordo. Cioè la firma basta quando:
- Il trattato lo dice. Se nel trattato c’è scritto chiaramente che la firma significa
accettare le regole, allora la firma basta
- Gli Stati lo hanno deciso prima. Se gli stati che hanno nogoziato il trattato hanno
deciso insieme che la firma sarebbe bastata per impegnarsi
- E’ chiara l’intenzione dello Stato. Se dallo studio dei documenti e delle discussioni
che hanno portato alla firma è chiaro che lo Stato voleva impegnarsi.
Ma stipulare un trattato internazionale non implica automaticamente l'accettazione della
giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia. E’ necessario un atto volontario e
specifico da parte dello Stato per sottoporsi alla giurisdizione della Corte Internazionale di
Giustizia.

Questo impianto qui lo prevede la Convenzione di Vienna. Ma che cosa dice la Convenzione
Italiana?
La Convenzione Italiana con l’articolo 80 dice invece che per alcuni tipi di trattati, trattati
molto importanti/ rilevanti. Non solo la procedura semplificata non è possibile ma la ratifica
dal presidente anche non è sufficiente per queste fattispecie. Il trattato deve essere
accettato anche dal parlamento italiano che adotta una legge di autorizzazione alla ratifica.

Articolo 29 della Convenzione di Vienna: Applicazione territoriale dei trattati

Salvo che un diverso intendimento non risulti dal trattato o non si stato altrimenti
accertato, un trattato vincola ciascuna delle parti per tutto l’insieme del suo territorio

Articolo 31 della Convenzione di Vienna: Regola generale per l’interpretazione

1. Un trattato deve essere interpretato in buona fede in base al senso comune da


attribuire ai termini del trattato nel loro contesto ed alla luce dei suo soggetto e del suo
scopo

2. Ai fini dell’interpretazione di un trattato, il contesto comprende, oltre al testo, preambolo


e allegati inclusi:

a) Ogni accordo relativo al trattato e che sia intervenuto tra tutte le parti in occasione
della conclusione
b) Ogni strumento disposto da una o più parti in occasione della conclusione del
trattato ed accettato dalle altre parti in quanto strumento relativo al trattato

3. Verrà tenuto conto, oltre che del contesto:

a) Di ogni accordo ulteriore intervenuto tra le parti circa l’interpretazione del trattato o
l’attuazione delle disposizioni in esso contenute;
b) Di ogni ulteriore pratica seguita nell’applicazione del trattato con la quale venga
accertato l’accordo delle parti relativamente all’interpretazione del trattato;
c) Di ogni norma pertinente di diritto internazionale, applicabile alle relazioni tra le
parti

4. Si ritiene che un termine o un’espressione abbiano un significato particolare se verrà


accertato che tale era l’intenzione delle parti.
Questo articolo permette la buona interpretazione dei testi dei trattati per evitare i possibili
conflitti e questo secondo 4 regole:
- L’interpretazione in buona fede, un trattato deve essere interpretato con onestà e
sincerità
- Prendere in conto il contesto del trattato, il contesto include gli accordi preliminari (tre
Stati prima di firmare il trattato), gli strumenti accessori (documenti aggiuntivi che
chiariscono o integrano il trattato)
- Gli elementi esterni al testo. Oltre al contesto immediato, bisogna considerare anche
gli accordi successivi (accordo raggiunto dalle parti dopo la firma). Le norme del
diritto internazionale, le altre norme del diritto internazionale che possono influenzare
l’interpretazione del trattato.
- L’intenzione delle parti, se un termine ha un significato particolare, questo deve
essere dimostrato sulla base dell’intenzione delle parti che hanno firmato il trattato.

Articoli 42 della Convenzione di Vienna: Validità e mantenimento in vigore dei


trattati

1. La validità di un trattato o del consenso di uno Stato ad essere vincolato da un trattato


non può essere contestata che in applicazione della presente convenzione

2. L’estinzione di un trattato, la sua denuncia o il ritiro di una parte non possono aver luogo
che in applicazione delle disposizioni del trattato o della presente convenzione. La stessa
regola vale per la sospensione dell’applicazione di un trattato

Il processo di codificazione dei diritti internazionali


Durante la seconda guerra mondiale, è avviato un processo di codificazione dei diritti
internazionali. Il processo di codificazione dei diritti internazionali significa che le
consuetudini diventano testo/ trattati
Esempio di una consuetudine che è diventata trattato (Convenzione di Vienna): perché
prima erano le consuetudini che disciplinavano i diritti internazionali. E poi a durante la WW2
gli stati hanno detto “ ma perché non mettiamo questa consuetudine in forma scritta”? E è
nata la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati.

Le limiti statali nel diritto internazionale


Def: il diritto internazionale ha regole che disciplinano la vita di relazione internazionale
all'interno della comunità internazionale

L'immunità

L’immunità
Def: L’immunità degli stati è il principio che protegge gli Stati dalla giurisdizione civile e
amministrativa degli altri Stati. Significa che uno Stato non può essere citato in giudizio di
fronte ai tribunali di un altro Stato. È disciplinata della convenzione di Vienne
L’immunità degli stati
In pratica l’immunità degli stati non si applica sulla loro identità morale ma sui beni/edifici
(ambassade). Però per essere tutelare questi palazzi devono avere un’attività destinata alla
funzione pubblica (culturale, amministrativa).
In alcuni casi, le regole super-consuetudinarie possono superare la regola di immunità
quindi uno stato può essere citato in giudizio da un altro stato
Esempio: dopo la seconda guerra mondiale, la Germania ha commesso crimini di lavoro
forzato . Ci sono dei paesi che vogliono citare Germania in giudizio per riparare i danni,
germania ha fatto appello alla regola immunitaria. Ma non ha funzionato con la Corte
internazionale di giustizia perché c'è una consuetudine che vietò i crimini di guerra: la
Regole Procedurale

L’immunità funzionale
Def: L’immunità funzionale è il principio che protegge gli organi di un stato (esercito) della
giurisdizione di un’altro stato . Devono essere organi dello Stato, che stanno esercitando
una funzione statale
Esempio: il caso del marò

L’immunità diplomatica
Def: L’immunità diplomatica è l’ immunità di cui il diplomatico beneficia nell'esercizio delle
sue funzioni (non si applica alla vita privata o per i crimini gravi). Questa immunità
comprende:
- Immunità dalla giurisdizione civile e penale: Gli agenti diplomatici, non possono
essere arrestati o processati.
- Inviolabilità della residenza: La residenza di un diplomatico è considerata territorio
dello Stato di appartenenza.
- Esenzione fiscale: Gli agenti diplomatici sono esenti da molte tasse e imposte.

Quando si applica l’immunità diplomatica?


La tutela dei agenti degli stati (ambassadore,diplomatici) funziona secondo 3 presupposti:
- si tratta di atti fatti nel contesto della funzione o connessi in alcun modo alla
l'esercizio della funzione (# atti privati).
- La tutela diplomatica può continuare anche dopo la fine della missione del
diplomatico. Perché l lo stato può cercare a seguire un diplomatico in giudizio dopo la
sua missione (questo non si applica alle famiglie di diplomatici)
- In caso di crimini gravi (crimini contro l’umanità) le stato puo chiudere la cessazione
della tutela

I diritti/ tutela dello straniero e le sue limite


Def: La tutela dei stranieri è l'insieme di norme e principi giuridici che garantiscono ai
cittadini di altri Paesi, presenti sul territorio di uno Stato, un insieme di diritti fondamentali e
la possibilità di accedere alla giustizia
I principali diritti sono:
- Accesso alla giustizia significa che gli stranieri hanno il diritto di accedere ai tribunali
per far valere i propri diritti
- Tutela contro la discriminazione: Gli stranieri non possono essere discriminati per
motivi di razza, colore, sesso, lingua, religione…
- Diritto al lavoro, gli stranieri hanno il diritto di lavorare, sebbene possano esserci
delle limitazioni.
- Diritto all'istruzione, gli stranieri hanno diritto all'istruzione, almeno fino a un certo
livello.
- Diritto alla salute, gli stranieri hanno diritto all'assistenza sanitaria, (accesso può
variare rispetto a paesi)
Esempio: Non è cittadina italiana a chi i baragli furono rubati. Tu dici, ma io voglio i miei
bagagli? No, ma tu sei straniero, non hai diritto di rivendicare in questo paese . Quindi lo
stato deve dare la possibilità di agire in giudizio davanti al giudice italiano per dire” dov'è la
mia borsa?”

I diritti umani e la protezione diplomatica


Nel diritto internazionale classico gli limiti che esistono per gli stranieri sono
- La protezione dei beni degli stranieri
- La possibilità di agire in giudizia
- Con l'evoluzione dei diritti internazionali, abbiamo una evoluzione della tutela dei
diritti dell'uomo (soprattutto WW2).
C'è stato questo fenomeno che incide anche sugli istituti classici del diritto internazionale
come la protezione diplomatica. La protezione diplomatica, dà la facoltà allo Stato di agire
a tutela di un suo cittadino che all'estero abbia subito una violazione dei suoi diritti
internazionali da parte di un altro stato.
Esempio di Charlotte: Se Charlotte veniva in Italia? E non gli viene data la possibilità agire in
giudizio, interviene il suo Stato francese in protezione diplomati.
La protezione diplomatica era molto utilizzata (dopo WW2) ma oggi un po 'meno perché con
l'evoluzione della tutela dei diritti umani sono intervenuti altri strumenti di tutela dei diritti
umani. Come ad esempio la dichiarazione internazionale dei diritti umani e il ricorso
individuale alla corte europea dei diritti umani
Esempio: una cittadina francese ha subito una violazione in Italia . Lei sa che la Francia ha
firmato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e l'Italia ha firmato la Convenzione dei
diritti dell'uomo. Que tutti due sono sottoposti al regime della Convenzione europea del
diritto, quindi che devono rispettare i diritti della convenzione e rispettare le regole
procedurali.

I presupposti del ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo


Ci sono 2 presupposti:
- Che sia una violazione dei diritti dell’uomo( contenuti nella convenzione)
- La necessità di avere provato le via interna (diritto interno) dopo di chiudere alla corte
europea dei diritti dell'uomo, la tutela e sussidiaria . Perché devo dare la possibilità
allo Stato di rimediare alla violazione.

I presupposti della protezione diplomatica


- La nationalità, per beneficiare della protezione diplomatica, il cittadino deve avere la
nationalita del paese al momento in cui la violazione avviene ma anche al momento
in cui lo Stato di origine agisce in protezione diplomatica. Perché tra la violazione
(esempio, detenzione) e la protezione può passare 3/4 anni, e perché ci sono
persone che vogliono acquisire una cittadinanza giusto per beneficiare della
protezione diplomatica
- Non aver fatto qualcosa che ha favorito l'illecito/violazione internazionale
Esempio: in caso di problema con la polizia se tu non sei stato collaborativo con le forze
dell'ordine, non hai provato a spiegarti/comunicare. Quindi lì è considerato che ha una parte
di colpa in questo illecito col tuo comportamento?
- La violazione deve essere rilevante dal punto di vista internazionale (contenuta nella
corte internazionale dei diritti umani)

La prassi ha due situazioni:


- Classica che è tra due paesi (elementi del diritto internazionale)
Esempio: conflitto tra Russia e Ucraina
- Non-classica che è tra un paese e un elemento non riconosciuto dal diritto
internazionale
Esempio: Conflitto tra Israele e Palestina

L’ONU e l’usa della forza nel diritto internazionale

Composizione e organi dell’ONU


Def: ONU, o organizzazione delle nazioni unite, è un’unione di stati a competenza generale
a vocazione universale, i suoi obiettivi sono mantenere la pace e la sicurezza internazionale.
E’ creata grazie a la Carta di San Fransisco

La carta dell'ONU (art 7) distingue 5 organi permanenti:


- L’assemblea generale delle nazione unite, si compone di tutti i membri
dell’ONU (non più di 5 rappresentanti per stati). Può esaminare i principi
generali di cooperazione per il mantenimento della pace, inclusi in principi
rispetto al disarmo/ armamento e fare raccomandazioni sia ai membri o al
consiglio di sicurezza. Prende le decisioni con un voto su l’elezione dei
membri (nei consigli), l’ammissione/ espulsione di nuovi membri, la
sospensione dei diritti dei membri.
- Il consiglio di sicurezza è composto da 15 membri. Ci sono 5 membri
permanenti (Francia, Russia, Cina, UK, USA → hanno il potere di veto) e non
10 non-permanenti eletti con voto (per 2 anni). Deve, determinare l’esistenza
di una minaccia (art 39) alla pace/ aggressione e raccomandare le azioni/
sanzioni per fermare l’aggressione.
Ci sono due tipi di misure che puo applicare:
- Le misure non implicanti (art 14) che non implicano l’uso della forza
armata (interruzione delle relazioni diplomatiche/ tutti media di
comunicazione). Sono misure che devono essere seguite da tutti i
membri. Sono le misure più applicate perché permettono di evitare un
ascalazione delle controversie.
- Le misure implicanti dell’uso della forza (art 42). La forza armata è
utilizzata per ristabilire la pace (forze aeree, terrestre…). Possono
essere da parte dello stato attaccato o un sistema di sicurezza
collettivo (caschi blu, peace keeping operations…).

Articolo 43
Tutti stati dell’ONU si impegnano a mettere a disposizione al consiglio di sicurezza (secondo
accordi primi) forze armate , diritto di passaggio,...
Accordi sono negoziati prima con i membri del consiglio di sicurezza, di cui 5 membri hanno il
vantaggio del veto e possono non accettare un accordo per intervenire in uno stato
—> esempio russia

- La corte internazionale di giustizia. Alla differenza del consiglio di


sicurezza, la corte si occupa delle controversie tra stati.
- Il consiglio economico e sociale delle nazioni
- Il segretario delle nazioni unite. Deve rappresentare l’ONU in ambito
internazionale, dirigere l’apparato burocratico ed eseguire le decisioni prese
dall’Assemblea generale e consiglio di sicurezza. Non puo essere un dei
membri permanenti.
La storia dell’ONU
Dopo la WW1 il problema era che non c’era un’autorità per dire regole la guerra/l’uso
della forza , l’unica regola era il “Jus ad bellum" (in latin “diritto alla guerra” → la guerra è
legittima). Per risolvere questo problema è nata nel 1919 “la società delle nazione unite” con
la firma del trattato di Versailles con l’obiettivo di prevenire le guerre.
Ma quest'organizzazione non funziona perché, il presidente americano che aveva proposto
l’idea dello SNU non ratifica il trattato (politica isolazionista in USA)
Nel frattempo in Europa c'è uno sviluppo dei governi autoritari, che proferiscono la loro
sovranità e non facilita la comunità internazionale (giappone, germania e italia quittent la
SNU ), in 1946 la SNU
Dopo la WW2 c’é un nuovo elan per la cooperazione internazionale (contesto di
sviluppo de l’arma atomica, dei bombardamenti sui civili) e quindi nel 1945 gli USA con 4
altri paesi fondatori (Francia, UK, Cina e URSS) e 50 paesi in totale è nata l’ONU.

L’uso della forza e la legittima difesa


La guerra/l’uso della forza armata è vietata dal diritto internazionale, e le situazioni
non classiche non sono coperte dal diritto internazionale. L’unico caso dove l’uso della forza
è legittima è il caso di legittima difesa.

Legittima difesa
Def: E’ il principio giuridico secondo il quale uno stato attaccato da un'altra entità ha il diritto
di difendersi con una reazione armata. Questa legittima difesa può essere comune (quando
uno stato interviene a favore di uno stato) o individuale

La legittima difesa ha dei presupposti :


- La legittima difesa deve prima della risposta all'attacco essere comunicata
immediatamente al consiglio di sicurezza che deve accertare l’esistenza di una
minaccia/violazione della pace
- Il principio di proporzionalità, cioè la risposta all’attacco deve essere proporzionale
La legittima difesa anticipata (deve trattarsi di un attacco posto in essere già sferrato.
Non può, non può trattarsi di un attacco io sospetto)

La prassi ha due situazione:


- Classica: Tra due paesi (elementi del diritto internazionale), esempio conflitto russia
ucraina
- Non-classica: Tra un paese e un elemento non riconosciuto dal diritto internazionale
(conflitto israele e palestina)

Perchè l’onu non funziona piu?


Ma tenete presente una cosa che il il le Nazioni Unite sono nate sulla base di una
geopolitica diversa di quella attuale. Ora si sta ridefinendo un nuovo contesto internazionale,
L’ONU vieta il ricorso alla guerra è una dei suoi principi . È un sistemo debole. Il principio di
legittima difesa è troppo lento e non abbastanza flessibile. Ma deve essere proporzionale
all'attacco se è diventato un eccesso di legittima difesa), ma in pratica non è sempre il caso
e l’ONU viene delegittimata dal comportamento dei paesi (che non rispettano le regole
dell’ONU).
→ Esempio non rispetto della legittima difesa: con l'attacco dell'Iraq da Buch subito dopo
l'attacco delle torre gemelli ma per la legittima difesa deve essere contro un altro stato o
gruppo di persone collegate ad un stato (ma oggi ci sono delle attache server o da drone)
La situazione dopo guerra
La pace di Westfalia è il primo accordo di pace e è considerato come il momento di
una riflessione dottrinaria che prende il nome di “realpolitik” (in tedesco). In italiano
“realpolitik” significa che le relazioni internazionali sono valutate alla luce della potenza degli
Stati, oggi questa disciplina è la geopolitica.
Abbiamo due tendenze:
- Disciplina onusiano (dell’ONU) dove tutte le nazioni sono uguali
- Disciplina del realismo che fa riferimento alla realpolitik dove tutte le nazioni non
sono uguali, ci sono i forti e i deboli. Alcune nazioni possono creare regole, diritto e
alcune no.
Il realismo ha il vantaggio di essere facile da applicare perché non necessita debiti (débats),
voti o accordi con tutti i paesi da fare, alla differenza del diritto dell’ONU dove tutti hanno un
solo voto e dove c’è il sistema di parità.

Dopo la seconda guerra abbiamo dato una svolta alle relazioni internazionali con un
ombrello giuridico condiviso. Gli stati non possono più esercitare il loro potere in totale
libertà.

Pace perpetuale: Kant


Per lui il ius ad bellum (diritto alla guerra) si trasforma in ius ad pacem (diritto alla
pace). Quindi per lui la pace perpetuale esisterà quando non esisterà più il diritto alla guerra.

Le organizzazioni regionali (il regionalismo)


Hanno una vocazione universale e non hanno limiti tematici cioè si puo occupare di tutti. C’è
per esempio lo MS, quello per la sanità (quando c’era il conto per l’infanzia unica, per la
fame…). C’è tutta una filiera di organizzazioni che vengono gemmate dall’organizzazione
principe.

Storia dell’UE
Quando parliamo della Germania dopo la guerra parliamo della Germania ovest
(germania occidentale: repubblica federale tedesca) e non della Germania unificata che
conosciamo attualmente e non della germania est (Repubblica democratica tedesca) che
era sull'influenza sovietica.
Francia e Germania hanno litigato molte volte per ragioni territoriali, a causa
dell’Alsazia Lorena che è un territorio ricco di carbone e di acciaio (fer) che sono materie
necessarie per l’industria basica.
Per questo Jean Monnet ha deciso di mettere insieme le risorse contese ma non affirdarle
alla Francia o alla Germania, ma affidarla a un soggetto terzo. Per fare questo dobbiamo
creare un’organizzazione internazionale, limitata alla regione europea, alla quale conferire il
potere di gestione delle risorse.
Per dare vita a questa organizzazione necessitano un atto politico. Quindi l’organizzazione
nasce con il documento politico che prende il nome di Dichiarazione Schuman.
Schuman è il ministro degli Esteri di Francia, originario dell'Alsazia Lorena. La dichiarazione
Schuman viene pubblicata nel 1950, è unilaterale perché non c’è la firmata dal cancelliere
tedesco ma solo l'accettazione.

Dopo questa dichiarazione, Jean Monnet vuole creare gli Stati Uniti d’Europa. Si
ispira al modello Americano e sogna di creare un'organizzazione per gestire insieme certe
risorse.
Quindi nasce la CECA (Comunità Europea di Carbone e Acciaio). Aderiscono a questa
organizzazione Francia, Germania, Italia e Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo).
Il suo atto politico viene firmato a Parigi nel 1951. E’ la prima organizzazione regionale con
una competenza limitata dei materiali.
La CECA ha tre caracterisitche:
- La grande novità di questa organizzazione è che crea i suoi organi interni e ha un
organo particolare che è l’Alta Autorità CECA, è una specie di governo indipendente
dalle nazioni e che gestisce il carbone e acciaio in base a sui criteri generali.
- Produce il suo diritto, diritto derivato. Quindi nasce da un diritto generale
(internazionale) e produce un diritto derivato che vale per i suoi membri.
- Ha la sua Corte di Giustizia
Nel 1951, la CECA prende sede al Luxemburgo, perché è più piccolo e tra Francia e
Germania.

Come si forma un trattato?


C’è una conferenza intergovernativa, a questa conferenza ci sono i ministri degli
esteri perché hanno competenze internazionali. Ogni delegazione diplomatica cerca di
modificare il testo a suo vantaggio, quindi comincia la trattativa sulle parole, sugli articoli.
Quando il testo è finalizzato i ministri firmano il testo per dire que sono d'accordo e dopo
questo il testo viene mandato alle capitali (capo si Stato), che sono le firmate le più
importanti. Dopo la firmata la procedure può essere rapidissima.
Dopo tutte le tappe amministrative l’organizzazione comincia a funzionare e si insedia in un
luogo.

Nel 1957 abbiamo il trattato CEE, o trattato di Roma, che è il Trattato sulla Comunità
Economiche Europee. Su sede è in Bruxelles.
Nel 1993 abbiamo il trattato sull’Unione Europea, o anche il trattato di Maastricht.

I trattati della CECA, CEE e dell’UE sono tre trattati in continuità. Quello dell’UE ingloba
CECA, CEE e mette altre cosa dentro. Sono creati secondo una linea di continuità nel senso
che l’ultimo trattato ingloba il precedente.
Ogni volta la nuova organizzazione internazionale si base su due concetti:
- Allargamento che significa estendere la base geografica del Trattato, aumentare le
parti contrarie.
- Approfondimento che significa accrescere le materie di competenza

Ambasciatore Risi

Tutte le organizzazioni sono basate su trattati istitutivi


Il diritto primario considera che il trattato è un diritto rigido. Ha due fonti:
- Il trattato istitutivo e le sue modifiche (modificato= trattato derivato) che è la
legislazione
- Il trattato di adesione che è il diritto primario

Aumenta il numero dei membri, competenze e politiche

2009 → ultimo trattato, il trattato di Lisbonne


Durante lo stesso tempo, si trasforma la base geografica

Ci sono tre tipi di trattati


- Originale
- Derivati, che modifica il precedente
- Di adesione

Chi firma il trattato?


→ Il capo dello stato

Le organizzazioni internazionali sono molte complesse perché non c’è uno solo organo ma
c’è una pluralità di organi.
Per l’UE si chiamano “istituzione” ma per l’ONU si chiamano “organi”
Quindi nel UE c’è una pluralità di istituzioni che dice i bisogni dell’organizzazione

UE
L’UE è una comunità di diritto significa che l’unione non può fare cosa che non sono
nel diritto. I trattati dicono quello che si può fare, ma lo che non è scritto non può essere fare.
E’ un’organizzazione democratica ma allo stesso tempo è rigida. Le decisioni sono
lente perché come ad esempio per l’UE, la decisione deve essere prestata da 27 stati.
C’è un vantaggio ad essere in un’organizzazione che è delle decisione ponderate ma c’è un
svantaggio che è quello della lentezza della decisione

Le istituzioni
- Il Consiglio Europeo
Chi? Caratteristiche Quanto tempo?

27 capi di stato Ogni stato ha la capacità di


o di governo mandare qualcuno per
rappresentare lo stato

Presidente della Cambia tutto 5 anni


commissione
europea

Presidente del Non deve essere membro del 2,5 anni ma può essere rinnovate per
consiglio consiglio. Molto spesso è una 2,5 anni più.
europeo persona che era capo di stato ma E’ eletto dai membri del consiglio
che non è più

E’ il consiglio che dà la linea politica, che definisce le linee strategiche dell’unione. E’


una istituzione che prende decisioni politiche quindi non possono essere portate in corte di
giustizia. Decide dei grandi scenari sull’unione come ad esempio per la guerra, il covid…
Decide sopra la politica estera ed economica.

- La Commissione Europea
E’ il motore dell’unione, suo scopo è di mettere in effetto le decisioni del consiglio
europeo. E’ composto da 27 persone, che sono gli 27 stati, in queste 27 persone c’è la
presidente che rappresenta uno degli stati, attualmente è Ursula Von Der Leyen e
rappresenta la Germania.
Tutte le persone vengono da un paese ma non vengono da una istituzione, quindi sono
liberi.
La sede della Commissione è in Bruxelles

- Il Parlamento
La sede è a Strasburgo, i membri non hanno l'etichetta del paese ma del partito.
Quindi il parlamento è un gruppo politico transnazionale, non è formato dagli stati ma degli
partiti politici.

- Il Consiglio
E’ formato da ministri, i ministri dei 27 stati più il commissario. C’è l'etichetta
nazionale, i membri sono qui come Stato.

Come lavorano queste 4 istituzioni?


Lavorano grazie alle regole del gioco istituzionale. La complessità è che l’UE
produce diritto ma per produrre diritto deve rispettare regole del gioco. La decisione è
complessa da prendere perché ha conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini dei paesi.
Il consiglio dà delle proposte, la commissione elabora la proposta e la trasmette al
consiglio (dei ministri), e finalmente è votata o no dal parlamento. Se è accettata, la proposta
diventa legge. Quindi c’è una legga quando c’è un accordo tra le due istituzioni.

C’è anche il CAE (Consiglio Affari Esteri)


Si occupa degli affari esteri. E fatto da 27 + 1: i stati più il alto rappresentato agli affari esteri
e di sicurezza. E un consiglio molto importante perché con gli anni, l’UE ha una vocazione
per le politiche internazionali/ straniere.
- Competenza.....: L’italia ha detto tutto a l’UE come ad esempio con la politica
monetaria (l’obiettivo è dare la stessa moneta a tutti i membri dell’Unione)
- Competenza condivisa: l’UE può fare certe cose ma queste cose possono essere
fatte anche dagli stati. Parliamo del principio di sussidiarietà come ad esempio
durante il covid, le maschietti sono stati comprati al livello dell’unione e non al livello
di stato perché era meno pericoloso che si un paese compra tutto per lui.

Ordine dei diritti:


Diritto internazionale → diritto convenzionale o pattizio → diritto europeo → diritto derivato

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