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ESERCITAZIONE 2

estensione facoltativa per simulare lavvio impulsivo.

Il compito base dellesercitazione 2 pu essere esteso modificandone il programma di calcolo per poter simulare la partenza impulsiva di un profilo rappresentato da una lamina. Conviene senzaltro iniziare la spiegazione considerando il caso simmetrico dove la lastra piana viene simulata nel modo pi semplice (un solo vortice portante) passando solo successivamente al caso generico di una linea media curva rappresentata da un numero di vortici discreti. Conviene poi considerare un sistema di riferimento XYZ solidale col fluido in quiete, nel quale mettere in moto la lamina con velocit -U. Naturalmente anche possibile considerare il profilo in quiete ed azionare improvvisamente il fluido con velocit U (in tal caso sar la scia a muoversi, trasportata a valle dalla corrente). Assumiamo perci il sistema di riferimento con lasse x parallelo alla velocit e diretto verso destra e lasse y ortogonale al precedente e passante per il bordo dattacco del profilo nella posizione a riposo. La lamina si muover progressivamente verso sinistra rispetto a tale sistema. Per i tempi opportuno assumere una coordinata temporale adimensionale che rappresenti direttamente il numero di corde percorse dal profilo. A tal fine basta considerare una lamina di corda unitaria c=1m ed una velocit U=1m/s (anche se dal punto di vista applicativo questi valori possono non avere molto significato).

La procedura di calcolo si avr la nascita di un vortice collocato ad 1/4 della corda con Al primo passo , anch'esso di circolazione incognita, ed il rilascio di un primo vortice di scia circolazione incognita. Adottiamo per comodit la convenzione oraria: ci aspettiamo perci che nella scia le circolazioni avranno segno negativo. Conviene poi assumere un passo temporale pari a . L'ala si sposter cos di ed il vortice di scia nascer nella posizione precedentemente occupata dal bordo d'uscita, e quindi a 0.5 dal punto di controllo. La scelta non obbligatoria, ma consente di ottenere un'imposizione della condizione al contorno "pi simmetrica" (ricordiamoci comunque che la realt vorrebbe strati vorticosi continui e non vortici concentrati e che il rilascio avviene sempre con continuit) Tale condizione richiede infatti che velocit del fluido, risultante dalla somma della velocit indotta dal vortice portante, pi quella indotta dal vortice di scia, abbia una componente . normale alla lamina, pari a quella prodotta dal movimento Indichiamo con la posizione del vortice portante, con la posizione del punto di controllo, e con la posizione del primo vortice di scia. Per semplicit, sempre nell'ipotesi di angolo di incidenza piccolo, tanto da poter ritenere il seno pari all'angolo stesso ed il coseno pari cos da confondere le distanze reali con la proiezione sullasse x, la condizione al contorno risulter esprimibile come :

, (N.B. Attenzione alle convenzioni assunte per il segno dei vortici ed alle formule che si utilizzano. La relazione appena scritta ad esempio adotta la stessa convenzione oraria sia per il vortice alare sia per quelli di scia, anche se per chiarezza i vortici di scia sono rappresentati nei disegni con il verso antiorario, che quello fisicamente corretto) La seconda equazione sar data dal teorema di Kelvin circolazione complessiva di restare nulla: che impone alla

Come ci aspettava, il vortice di scia risulta uguale ed opposto a quello del vortice portante. Il primo passo perci banale e fornisce una circolazione del vortice portante (e quindi di scia) pari alla met di quella stazionaria.

Il passo successivo

pi complicato.

L'ala si sposta di rispetto alla posizione di partenza; cambiano di conseguenza anche e . Si avr sulla lamina una nuova circolazione e nascer (nella posizione dove si trovava precedentemente il bordo d'uscita) un nuovo vortice di scia . Esso si aggiunger al precedente , il quale resta invece nella posizione precedente (stiamo considerando per il momento la scia come "rigida", senza effetti di autoinduzione). Se indichiamo con la posizione del nuovo vortice di scia (si veda la figura sottostante), la condizione al contorno diventer: , Dove il terzo addendo noto e potr venire portato a secondo membro . Il teorema di Kelvin ci fornir una seconda equazione:

Anche in questa il terzo termine noto e potr perci venire portato a secondo membro. Abbiamo cos ottenuto un sistema di due equazioni in due incognite ( e ) che risolto ci fornisce il valore del nuovo vortice di scia e la nuova circolazione del vortice portante (che converr memorizzare a questo punto come ). Per i passi temporali successivi si ripeter il procedimento, fino a raggiungere la convergenza verso la condizione stazionaria. Ogni volta l'ala verr spostata, facendo comparire un nuovo vortice di scia. Tale vortice andr determinato insieme al vortice portante risolvendo il sistema che si ricava mediante l'applicazione della condizione al contorno e del teorema di Kelvin, opportunamente aggiornato nei termini noti. In corrispondenza di ogni passo temporale si potranno calcolare (vedi i successivi suggerimenti per lelaborato 2) la portanza e la resistenza, che andranno lentamente a convergere verso i valori stazionari. Inizialmente si potr prescindere dai contributi non stazionari che contengono la derivata nel tempo della circolazione per valutare solo l'effetto associato direttamente associato al teorema di KJ. La velocit indotta dalla scia sul profilo sar convenientemente calcolata facendo riferimento al punto ad un quarto di corda, dove stato collocato il vortice portante. Si tratta di uno schema di prima approssimazione. Naturalmente i valori man mano calcolati dovranno venir memorizzati in opportuni vettori, cos da poterli poi facilmente diagrammare in funzione del tempo(=spazio percorso).

Simulazione del vortice di avviamento Volendo calcolare lo spostamento dei vortici di scia per simulare la formazione del vortice di avviamento baster considerare una procedura lagrangiana che calcoli ad ogni passo la

velocit posseduta da ciascun vortice a causa dell'azione di tutti gli altri vortici (quelli di scia pi quello del profilo). Attenzione che tale calcolo dovr utilizzare le formule corrette che forniscono entrambe le componenti di velocit. Ci comporter di considerare per i vortici di scia anche la posizione verticale, che prima era stata trascurata. Valutata tale velocit V(u,v), baster moltiplicarla per il t per trovare gli spostamenti. Operando in coordinate cartesiane ci si traduce nel calcolare per ogni vortice di scia le nuove coordinate (da memorizzare in funzione del tempo per poter disegnare il processo di arrotolamento):

. Al proposito bene formulare due osservazioni: 1) Come gi detto conviene "adimensionalizzare" il problema, assumendo una corda ed una velocit unitaria, cos da ottenere una coordinata temporale che esprima anche lo spazio percorso dal profilo (in termini di "corde alari"). Successivamente opportuno adottare passi temporali che forniscano discretizzazioni della scia non troppo differenti da quella usata per rappresentare il profilo, in modo da avere vortici tra loro all'incirca equispaziati. 2) Per quanto concerne il calcolo dello spostamento si possono impiegare schemi raffinati di ordine elevato, ma molto onerosi (es. Runge-Kutta). La formula pi conveniente da questo punto di vista quella di Adam-Bashfort del secondo ordine:

che richiede solo la velocit al passo precedente, una quantit che pu essere facilmente memorizzata. Per disegnare la scia (che ricordiamo essere uno strato continuo di vorticit, piuttosto che un insieme di vortici discreti) si pu collegare le posizioni dei vortici contigui, cos da avere una rappresentazione pi efficace dell'arrotolamento. Il forte stiramento subito durante il processo di "roll up" pu per portare ad uno sviluppo caotico oppure condurre ad un eccessivo allontanamento di due vortici adiacenti. A tali inconvenienti si pu porre rimedio mediante l'aggiunta di nuovi vortici, intermedi a quelli gi esistenti, ed introducendo tecniche di ridistribuzione della circolazione oppure di coalescenza dei vortici. Senza troppe complicazioni, conviene sicuramente introdurre un semplice meccanismo di limitazione della velocit, per esempio con un nucleo dei vortici in moto rigido (vortice di Rankine) oppure ricorrendo ad un'altra tecnica di "cut-off" che verr presentata successivamente.
M.Boffadossi - Aerodinamica LM 2010-2011 -Dipartimento di Ing. Aerospaziale del Politecnico di Milano

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