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CAPITOLO 1 - COMPLEMENTI DI DINAMICA DEI FLUIDI

1. INTRODUZIONE
1.1 Classifcazione Aerodinaica
Una prima classifcazione dell'aerodinamica pu avvenire in base alla !eoe"ria dei
cor#i: si avr quindi,
Aerodinamica dei corpi aerodinamici: quella che interessa profli alari (2D, ali,
conf!urazioni complete" #n particolare chiameremo aerodinamico quel corpo
che ha alti $
%
e bassa resistenza, ci si traduce in pratica in una buona
sa!omatura tale da non &are verifcare la separazione del '%"
Aerodinamica dei corpi tozzi: cilindri o ala posta in condizione di stallo (in modo da
avere quindi alti valori di $
D

Aerodinamica industriale: relativa a condotti, !allerie del vento e si interessa di


problemi di ventilazione"
Aerodinamica ambientale: incentrata su!li e(etti che una corrente ad una certa
stazionari o non stazionarivelocit ha su un corpo in quiete"
Una seconda classifcazione pu essere e(ettuata secondo le #ro#rie"$ dei %&idi:
Aerodinamica inviscida o viscosa, ricordandosi che l'aria va annoverata tra i )uidi
viscosi"
Aerodinamica compribile o incomprimibile" #n particolare, nel campo del
comprimibile si pu operare una distinzione tra i campi di velocit in: subsonico
*+ transonico *+ supersonico *+ ipersonico"
Un'ulteriore distinzione si ha tra aerodinamica '&acile' e 'di,cile'" -ormalmente
l'aerodinamica '&acile' . quella che tratta casi di &enomeni lineari, mentre quella
'di,cile' di &enomeni non lineari come la turbolenza" /er &acilitare le operazioni, si
cerca quindi di linearizzare tali problemi, parlando quindi di 'aerodinamica
linearizzata'"
/assiamo quindi a dare una defnizione di aerodinaica come quella 'parte della
)uidodinamica che si occupa del moto dell'aria'" #mportante diventa, quindi, defnire
l'aria:
. un !as: un )uido &acilmente comprimibile con piccola viscosit"
. una miscela di azoto, ossi!eno e altri !as (ar!on*!as nobili e inquinanti" #n
particolare si ha: 0
2
12
2
1altri !as, che in termini di &razione molare: 345 1
265 1 65" 7uesto porta alla
0atura molecolare dell'aria: essendo composta da molecole, il suo comportamento
dipende da esse"
1.' Pro(lea )ondaen"ale dell*aerodinaica
0oto anche come problema diretto, consiste nel determinare le &orze e i momenti
(azioni dinamiche che adimensionalizzate sono i coe,cienti $
%
etc"" che a!iscono su
un corpo di &orma asse!nata in moto relativo ad una corrente d'aria"
8e in&atti, non ci &osse moto relativo, si parlerebbe di aerostatica9 in questo caso
invece o l'o!!etto . in movimento in aria in quiete, o il corpo &ermo viene investito da
una corrente (tale reciprocit di azioni . alla base della !alleria del vento" 8e invece la
&orma non . asse!nata, ma deve essere calcolata per ottenere certe &orze e momenti,
si parla di problema inverso"
Un primo problema che si riscontra . quello di riuscire ad asse!nare una &orma al
corpo (pi: o meno aerodinamica, che pu avvenire attraverso un'asse!nazione per
punti con il metodo dei profli 0A$A ; di!its"
Una volta asse!nata la &orma, si procede alla risoluzione di tale problema attraverso ;
possibili metodi (approcci risolutivi:
8perimentale: utilizzando la !alleria del vento9
Analitico*teorico: si adotta un'ottica matematica che, per, ha la limitazione di non
poter essere applicata nei casi in cui non si ha una soluzione chiusa9
0umerico: si procede alla modellizzazione di un sistema di(erenziale alle derivate
parziali (si usano <atlab, tecniche $-D"""9
<etodo combinato: . il privile!iato" $onsiste nel combinare i tre metodi precedenti
con un'analisi statistica delle misure, elaborazione dei dati sperimentali
appo!!iandosi alla teoria de!li errori, considerando che la situazione
sperimentale non . identica a quella reale (es: applicare le 'correzioni di
!alleria', ossie &ormule correttive, per tenere conto del &atto che la !alleria del
vento ha pareti che nell'atmos&era, ovviamente, non sono presenti"
$erco quindi di valutare le &orze a!enti"
%'a##roccio di Ne+"on consiste nel valutare la &orza che si !enera su una lastra
piana di lun!hezza s inclinata di un an!olo rispetto alla direzione della corrente,
quando viene investita dalla corrente stessa"
la portata in massa della corrente d'aria sar:

V sina S
= quindi la &orza a!ente sulla lastra:
( ) ( ) sin sin

V V S F

e quindi

2 2
sin

V S F
>uttavia la &ormula non . verifcata sperimentalmente:
%a di(erenza . data dalla presenza della viscosit, che 0e?ton non aveva considerato,
in quanto ha tenuto conto solo della porzione di )uido che investe la lastra e non dello
stato !assoso dell'aria che . composta da molecole in a!itazione termica e che quindi
sono presenti urti molecolari"
/er tenere in considerazione !li urti molecolari, ossia del &atto che le molecole non
sono indipendenti le une dalle altre, defnisco il n&ero di ,n&dsen:
L
K
n

dove . il libero cammino medio, cio. il cammino che una molecola riesce
mediamente a percorrere prima di urtare un'altra molecola" % invece . la dimensione
caratteristica del corpo, che pu essere il diametro (se si considera un cilindro o la
corda (se si considera un'ala"
Di solito, = @"6 m, distanza tra molecoleA@"@6m e il diametro delle
molecoleA@"@@6m"
8e B
n
C @"@6, si pu applicare il metodo del continuo, cio. le equazioni di 0avier*
8toDes"
8e B
n
+ 6@@, come nei casi di aria molto rare&atta (es: spazio, in cui l'urto tra molecola
e o!!etto . pi: probabile dell'urto tra due molecole, si dovr procedere con altre
equazioni, come quelle di 'oltzmann"
1.- E.&azione di /ol"zann
=' applicabile in qualsiasi situazione in quanto permette di recuperare sia l'ipotesi del
continuo che di )uido molecolare libero, tuttavia . di,cile da utilizzare" =' basata su
un approccio deterministico e sullo studio molecola per molecola (base statistica"
#ntroduciamo quindi una &unzione di distribuzione &A&(01c,t dove x . il vettore delle
coordinate spaziali, c quello della velocit della molecola, t il tempo"
Devo quindi considerare lo spazio delle coordinate spaziali, defnendo un cubetto
arbitrario nello spazio in cui vi saranno delle molecole"
Analo!amente per lo spazio delle coordinate della velocit:
#l numero delle molecole contenute in un volumetto dE nell'intorno di un punto E e
contemporaneamente nello spazio delle velocit in un volumetto dc all'intorno della
velocit c all'istante t . dato da:
&(01c,td0dc
%'equazione di 'oltzmann . quindi:
t
c
c
f
t
x
x
f
t
f
Dt
Df
i
i
i
i
i
i



3
1
3
1
con
t
x
i

che rappresenta la velocit c,


t
c
i

l'accelerazione"
#n particolare, se:

0
Dt
Df
allora si ha il )usso molecolare libero (B
n
++6

) ( f C
Dt
Df

, dove $(& . l'inte!rale collisionale che considera !li urti tra le molecole
che ridistribuiranno le posizioni e le velocit" #n tal caso B
n
CC6"
/er descrivere l'a!itazione termica delle molecole posso usare la soluzione di equilibri
della distribuzione di <aE?ell (simile a quella di Fauss:
( )
RT
c
m
e
RT
c
f
2
2
3
2
2
2
4

= quindi si pu !rafcare la variazione indotta dall'a!itazione termica nel tempo:


>ale a!itazione provoca l'urto tra le molecole e la superfcie del solido e le
conse!uenze (condizioni al contorno, possono essere molteplici:
per&etta elsaticit:
8i conserva la quantit di moto delle molecole, che ven!ono ri)esse con lo stesso
an!olo di incidenza con cui colpiscono la superfcie"
per&etta di(usione:
le molecole ven!ono ri)esse con una di(usione, ossia con una direzione qualsiasi"
8i ha, inoltre, una perdita di quantit di moto"
0ella realt, la condizione che si verifca . intermedia, in particolare, per B
0
CC6, si
verifca una condizione di adesione:
v
(GA@
A@
8e tale condizione non . verifcata, e 6@
*2
CB
n
C6@
*6
, si ha la velocit si slittamento
H
slitt
, che, se con&rontata con la velocit esterna:
N
e
slitt
K
V
V

N
s
K

>ali correnti slittanti possono essere studiate con le equazioni di 0avier 8toDes"
#n realt, per B
0
CC6 la condizione di adesione . verifcata sperimentalmente, e sia
velocit di slittamento che strato di Bnudsen, sono trascurabili"
'. RIC2IAMO DELLE E3UAZIONI FONDAMENTALI
'.1 Ca#o %&idodinaico
Dato che i !as che andremo a studiare saranno in condizioni disomo!enee, ovvero con
propriet termodinamiche (p, , >"" diverse da punto a punto, andiamo ad introdurre il
concetto di #ar"icella di %&ido, una vera e propria particella )uida all'interno della
quale vi deve essere equilibrio e condizioni omo!enee delle propriet termodinamiche"
>ra le diverse particelle, per, pu non esservi equilibrio"
/er quanto ri!uarda le dimensioni di tale particella, prendiamo innanzitutto in
considerazione la densit di un cubetto di )uido con un numero 0 di molecole di
massa m:
3
l
m N

dove l . il lato del cubetto" Hariando questa misura, la densit cambia se!uendo l'
andamento descritto dal !rafco:
8e l C , allora ci si scontra con la natura molecolare del )uido e quindi il calcolo
diventa aleatorio e casuale"
8e l C %, mi scontrer con problemi di disomo!eneit, pertanto la particella deve avere
lato di misura:
<< l CC %
#n tal caso, viene verifcata l'ipotsi del continuo e posso adottare il concetto di campo
)uidodinamico:
stato termodinamico:
pAp(E,G,z,t campo di pressione
(E,G,z,t campo di densit
>A>(E,G,z,t campo di temperatura
stato cinematico
4A 4(E,G,z,t campo di velocit
#mportante sottolineare come la velocit v non sia la velocit di una sin!ola molecola,
ma la velocit media delle molecole in un punto"
#noltre, le &unzioni devono essere continue e derivabili in modo da poter applicare !li
strumenti dell'analisi matematica"
Un'ulteriore importante caratteristica della particella . che essa . un sitema aperto,
consentendo quindi alle molecole di entrare ed uscire per e(etto dell'a!itazione
termica"
8e due particelle a contatto hanno velocit diversa, si assiste al &enomeno di di(usione
della quantit di moto" #n particolare, !razie a!li scambi molecolari tra le due particelle
)uide, le particelle pi: veloci ven!ono rallentate, contrariamente a quelle pi: lente che
ven!ono accelerate" 0asce quindi il &enomeno della viscosit: ma!!iore . la viscosit,
pi: numerosi sono !li urti tra le molecole e pi: alta sar la di(usione"
'.' 5i(olo!ie e con4enzioni
#ntroduco un 8istema di Ii&erimento:
per !li assi:
notazione cartesiana: E,G,z
notazione tensoriale: E
6
, E
2
, E
J
per la velocit v :
notazione cartesiana: u
E
,u
G
,u
z
notazione tensoriale: u
6
,u
2
,u
J
altra notazione: u, v, ?
operatore diver!enza: applicato ad un vettore restituisce uno scalare" Iappresenta il
&atto che c'. una sor!ente di massa che produce il )usso"
i
i
i
i
i z
y
x
x
u
x
u
x
u
x
u
x
u
z
u
y
u
x
u
v

3
1
3
3
2
2
1
1
v div
operatore rotore: associa ad un campo vettoriale, un altro campo vettoriale"
importante per deifnire la vorticit:

v rotv w
derivata totale o sostanziale: applicata al vettore velocit, &ornisce l'accelerazione"
notazione vettoriale:

a
dt
df
Dt
v D

(derivata la!ran!iana

w v
v
t
v
v v
t
v
a

,
_

2
) (
2
a secondo membro: il primo termine . la derivata euleriana, il secondo . la derivata
convettiva9 in questo caso l'operatore nabla non restituisce uno scalare dato che non
c'. il prodotto scalare con la velocit" 8i tratta in&atti di un'equazione vettoriale"
notazione tensoriale:


3
1 k
k
i
k
i
k
i
k
i i
i
x
u
u
t
u
x
u
u
t
u
Dt
Du
a
'.- E.&azione di conser4azione della assa
notazione vettoriale:
0 ) ( ) ( + +

v
Dt
D
v
t

notazione tensoriale:

3
1
) ( ) (
i
i
i
i
i
x
u
t x
u
t

nel caso di )uido incomprimibile, costante:
0 v div v
'.6 E.&azione del (ilancio della .&an"i"$ di o"o
Dato che a!iscono &orze, non . un'equazione di conservazione della quantit di moto"
/artendo dalla seconda le!!e di 0e?ton, -Ama:
-orze: sono le &orze a!enti sul corpo" >ra queste trascuro quelle di massa perch.
piccole rispetto a quelle necessarie per creare il moto dell'aria, ossia quelle di
pressione" 8ono da includersi anche le &orze viscose"
k k
i
k
k
i i
i
x x
u
x
u
x x
p
Dt
Du

,
_


2
3
1

al primo membro f!ura la &orza, al secondo: il primo termine rappresenta la &orza di
pressione (!radp, il secondo e il terzo quella data dalla viscosit (in particolare, il
terzo termine . il laplaciano della velocit"
=', ovviamente, una relazione vettoriale"
'.7 E.&azione di conser4azione dell*ener!ia - "erodinaica
Adottiamo per l'aria il modello di !as ideale (o per&etto in questo caso, assumendo
quindi che sia un !as abbastanza rare&atto con le se!uenti caratteristiche:
vale l'equazione di stato dei !as per&etti, pAI
aria
> (I
aria
A IK<
a
, ossia, la
costante specifca dell'aria secca . pari al rapporto tra la costante specifca dei
!as LMKDmol BN e la media ponderata della massa molecolare LD!KDmolN, e vale
quindi 243 LMKD! BN"
ener!ia interna: eA$
v
>
entalpia: hA$
p
>, con $
p
K$
v
che per l'aria assume il valore di 6"; ed .
l'esponente della isoentropica pK

cost
'.8 Condizione di aderenza
8e B
0
CC6, si verifca sperimentalmente tale condizione, ossia che 'la velocit relativa
tra )uido e pareti . nulla, permettendo quindi una per&etta adesione'"
/artendo da una condizione di quiete si ha che per tC@, H
'
A@"
#l proflo viene poi messo in moto impulsivamente a tA@, con velocit H
'
" #l )uido,
all'infnito rimane in quiete, mentre in prossimit del corpo deve essere rispettata la
condizione di per&etta adesione"
#n!randendo il leadin! ed!e, si ha:
dove H
-
. la velocit del )uido, che scompon!o normalmente e tan!enzialmente alla
direzione tan!enziale al proflo nel %=, in u
n
e u
t
" %a reazione del )uido al moto del
proflo . la !enerazione di:
uno s&orzo normale di pressione, con normale positiva per una direzione uscente
dal corpo" =ssendo tale s&orzo diretto sulla superfcie del corpo, lo indicheremo
con
n p
s&orzo tan!enziale di attrito viscoso,

"
>ali s)orzi nascono quindi dall'interazione tra la molecola d'aria che urtando il corpo, vi
scambiano quantit di moto sia in direzione normale che tan!enziale al proflo (visione
microscopica"
# meccanismi principali con cui avven!ono tali interazioni sono per propa!azione di
onde di pressione (in&ormazioni sullo spostamento dei corpi e per di(usione di
quantit di moto e di vorticit (!razie alla viscosit, conse!uenza della condizione di
aderenza, il corpo ha un meccanismo di trascinamento attraverso una di(usione di
vorticit e quantit di moto"
-. PROPA9AZIONE DI ONDE
8i vuole studiare l'emissione di onde in un )uido in quiete (v
@
A@, vAv
@
1vAv"
Iiprenderemo poi, nell'ottica della !alleria del vento, con una velocit v
@
diversa da
zero"
Hediamo, con un esempio !eometricamente semplice, la perturbazione data dal
movimento della lastra piana perpendicolarmente alla propria !iacitura, quindi:
0

z x
%a lamina viene messa in moto impulsivamente, pertanto lo stato iniziale sar
caratterizzato da:
u
@
A@
v
@
A@
?
@
A@

0
,p
@
,>
@
#n se!uito, questo stato iniziale viene perturbato mettendo in moto impulsivamente la
lamina, la perturbazione introdotta sar quindi (sia nel campo cinematico che
termodinamico:
vAv
@
1
L
V
A
L
V
pAp
@
1
p
>A>
@
1
T

0
+

%'obiettivo . quello di studiare come si propa!a la perturbazione nel )uido" Herranno


ese!uite alcune semplifcazioni:
Piccole #er"&r(azioni: consideriamo quindi un
L
V
, cio. una piccola velocit
della lamina (vAv
@
1
L
V
A
L
V
in modo da poter linearizzare le equazioni"
E;e""i dissi#a"i4i "rasc&ra(ili: 0 e moto isoentropico" =ssendo la viscosit
nulla, non ci sono scambi di ener!ia"
non #&< essere cos"an"e: in un primo momento, l'ipotesi di densit costante
sembra accettabile, per piccole velocit e perturbazioni in&atti, si hanno piccoli
numeri di <ach e quindi anche piccole variazioni percentuali della densit" #n
realt, analizzando la situazione da un altro punto di vista, si nota che, se il
)uido &osse incomprimibile, si avrebbe divvA@, e quindi
0

y
v
, ma se anche
l'unica componente che in questo caso pu esistere e variare per e(etto della
perturbazione (per la lamina in&atti, vAv(G,t . costante, allora si perde la
possibilit di studiare la propa!azione, che tra l'altro, . proprio basata sulla
comprimibilit del )usso"
Assunte tali ipotesi, l'equazione di conservazione della massa diventa:
0
) (

y
v
t

dato che sia che v sono variabili, non . lineare" #ntroduco ora le perturbazioni:
0
)) )( (( ) (
0 0 0

+ +
+

+
y
v v
t

ma dato che
0
. costante, v
@
. nullo, e
v
. un infnitesimo del secondo ordine:
0
) ( ) (
0

y
v
t

0
) ( ) (
0

y
v
t

che . lineare"
/er quanto ri!uarda il bilancio della quantit di moto, essendo uA?A@:
y
p
y
v
v
t
v
Dt
Dv


1
]
1


Ad avvenuta perturbazione, con ra!ionamenti analo!hi ai precedenti, otteniamo !razie
alla linearizzazione:
0
) ( ) (
0

y
p
t
v

Dove il primo termine . ri&erito alla perturbazione della velocit e il secondo della
pressione"
-.1 Onde #iane c=e si #ro#a!ano an"enendo cos"an"e l*a#iezza
>e.&azione onde ac&s"ic=e di #iccola en"i"$?
8upponiamo di considerare la perturbazione dell'esempio precedente, un
perturbazione infnitesima
) , ( , , t y v v p
che si produce in un )uido in quiete v
@
A@
a p
@
,
0
,>
@
a causa del moto impulsivo di una lamina perpendicolarmente alla sua
!iacitura"
Frazie alla linearizzazione, le equazioni &ondamentali sono diventate:
0
) ( ) (
0

y
v
t

0
) ( ) (
0

y
p
t
v

$he sono due equazioni in tre inco!nite (v,p,), pertanto si necessita di un'ulteriore
equazione" =ssa . data dalla termodinamica, che defnisce la velocit del suono a
entropia costante (considero una tras&ormazione isoentropica dato che le particelle
ven!ono compresse talmente velocemente da non riuscire a scambiare calore, ed
essendo
T
d
dS
, d8A@, e quindi 8 costante"
t S
s
p
c
cos
2

/erci, ricavo

2
s
c p
e lo sostituisco nelle equazioni &ondamentali, che diventano
dunque due equazioni in due inco!nite"
0
) ( ) (
0

y
v
t

0
) ( ) (
2
0

y
c
t
v
s

Iisolvo quindi il sistema, derivando la prima per


t

e la seconda per
y

:
0
) ( ) (
2
0
2
2

t y
v
t

0
) ( ) (
2
2
2
2
0

y
c
t y
v
s

8ottraendo membro a membro, si ottiene:


0
) ( ) (
2
2
2
2
2

y
c
t
s

e.&azione delle onde ac&s"ic=e di #iccola en"i"$
$ome conse!uenza della linearit delle equazioni, la soluzione !enerale . del tipo:
&(z
6
con z
6
AG*c
s
t o !(z
2
con z
2
AG1c
s
t , corrispondente, quindi a una &orma d'onda
che trasla mantenendo inalterata la sua &orma" 7ualunque movimento della lamina
viene trasmesso al )uido circostante con un certo ritardo coincidente con il tempo
necessario al &ronte d'onda per propa!arsi" #l &ronte d'onda separa la zona di )uido
perturbato da quello rimasto in quiete, esso si muove di velocit c
s
e lo spazio
percorso in un tempo t
6
. c
s
t
6"
$onsiderando il &"o" visto da un osservatore solidale con esso, il )uido investe tale &"o"
con una velocit c
s,
una volta attraversato il &"o" il )uido vede aumentare la sua
pressione (p
@
1p, quindi la sua densit (
0
+) (e diminuire la sua velocit c
s
*v ,
venendo compresso"
%a &orza che provoca il rallentamento di una massa
0
c
s
t . quella data
dall'incremento di pressione a cavallo del &"o", in cui l' OaccelerazioneO sar:
t
v

"
-.' Fenoeni non lineari: onde d*&r"o
#mma!ino di avere un sistema composto da stantu(o e pistone, e di mettere in moto il
pistone con velocit v dando successivi incrementi infnitesimi v fno a ra!!iun!ere il
valore fnito di velocit v"
Davanti al pistone si creer un'onda di compressione, dietro una di rare&azione"
D il primo incremento di velocit v, &acendo quindi diventare la velocit del pistone
2v" 8i &ormer un nuovo &ronte d'onda che si muove, per in un !as non in quiete, ma
!i perturbato dal passa!!io del primo" #l !as avr in&atti, una temperatura ma!!iore
rispetto allo stato iniziale, ed essendo la velocit del &"o" (coincidente con quella del
suono defnita come c
s
2
AI
A
>, il secondo &"o" avr una velocit ma!!iore del primo"
/ertanto anche c
s
aumenta di c
s
, fntato che non si assiste ad un vero e proprio salto
fnito, a cui se!ue un salto di pressione fnito e quindi ad un'onda d'urto" #n pratica,
poich. la velocit del suono aumenta con la temperatura, i &ronti d'onda successivi si
muoveranno sempre pi: velocemente, fno a ra!!iun!ere il primo9 tale
impacchettamento di onde crea l'onda d'urto"
%a tras&ormazione che ha luo!o attraverso un'onda d'urto normale . irreversibile,
pertanto non posso considerare la tras&ormazione isoentropica"
-.- Caso sor!en"e #&n"i)ore - Cono di Mac=
$onsidero una sor!ente punti&orme che emette disturbi" #l &ronte d'onda sar s&erico
(circolare" Dato che la perturbazione deve distribuirsi su una superfcie (o tratto
sempre ma!!iore e l'ener!ia si conserva, il suono si attenua"
$aso 6: 8e la sor!ente ha una certa velocit vCc
s
, si assiste all'e(etto Doppler: le
onde tendono ad addensarsi davanti alla sor!ente e a &ormare un &ronte d'onda"
$aso 2: %a sor!ente ha una velocit v+c
s
, si crea il cono di <ach" #n&atti la sor!ente
avr una velocit ma!!iore dei &"o" e si creer una zona anteriore che non si accor!e
della presenza della sor!ente, rimanendo indisturbata" #ndividuiamo quindi l'an!olo di
<ach con considerazioni !eometriche e tri!onometriche nel trian!olo 2/A" 8i trova
che sinA6K<"
-.6 Onde -D - E.&azione della s"r&""&ra delle onde e E.&azione delle Onde
$onsidero la lamina che si sposta in tutte e tre le direzioni:
0
) ( ) (
2
2
2
2
2

x
c
t
x
s
x

0
) ( ) (
2
2
2
2
2

y
c
t
y
s
y

0
) ( ) (
2
2
2
2
2

z
c
t
z
s
z

/osto che
+ +
z y x
) ( ) ( ) (
, per la linearit ra!!iunta con le ipotesi precedenti,
posso sommarle e ottenere la variazione totale:
0
) ( ) ( ) (
) (
2
2
2
2
2
2
2
2
2

1
]
1

z y x
c
t
s

dove il termine tra le parentesi quadre . il laplaciano, e quindi possiamo riscrivere


l*e.&azione della s"r&""&ra delle onde:
0 ) (
) (
2 2
2
2

s
c
t
8e a tA@ il campo . irrotazionale,
0 w
, tale rimane sotto l'e(etto delle onde di
pressione acustiche (di piccola entit, esse quindi, non !enerano vorticit nel campo
di moto"
/er dimostrarlo, si parte caratterizzando la quiete iniziale con (trascurando il termine
convettivo e in un contesto linearizzato:

p
Dt
v D

calcolando poi v(t con l'inte!rale, e &acendone poi il rotore" 8i nota che
p rot
. nullo"
8e l'ipotesi di campo irrotazionale . verifcata, alla velocit posso sostuire una
&unzione scalare: il potenziale cinetico
v
i
i
x
u

8ostituendo nell'equazione di struttura delle onde si ottiene l'e.&azione delle onde:


valida quindi anche se il campo di moto . comprimibile
0
2 2
2
2

s
c
t
6. DIFFU5IONE
%a di(usione . il secondo modo di interazione tra )uido e corpo in movimento, e si
verifca in se!uito alla presenza della viscosit"
6.1 Pro(lea di 5"o@es-E.&azione di di;&sione
/artiamo quindi da un esempio !eometricamente semplice per !iun!ere all'equazione
di di(usione e studiare quindi questo &enomeno"
$onsideriamo una lamina indefnita che . messa in moto impulsivamente
parallelamente a se stessa"
#n questo caso si avr u diverso da zero, ma vA@"
0on occorre linearizzare il problema, dato che con tale condizione lo . !i" %e
semplifcazioni che &accio in questo caso sono:
cos"an"e (se!ue quindi divvA@
di4erso da zero, se cosP non &osse, il )uido non si accor!erebbe della lamina"
/er e(etto della !eometria semplifcata uAu(G,t, si ottiene:
0
2
2

t
u
t
u

= introducendo la viscosit cinematica


, si ottiene l'e.&azione di di;&sione di
.&an"i"$ di o"o e di 4or"ici"$:
0
2
2

y
u
t
u

%a risoluzione avviene con la tecnica di similitudine * ossia rapporti che considerano


scale interne al sistema, come se cambiassimo unit di misura" u diventa uKU
%
mentre
al posto di G utilizzo
t
y


che ha quindi propriet 'universali' (vale per qualsiasi
istante, i !rafci cosP ottenuti saranno:
mentre nel primo caso le curve che descrivono le soluzioni variano con il tempo, con la
tecnica di similitudine la soluzione si ottiene con un'unica curva"
0el primo !rafco si nota che per tA@, solo uno strato di spessore infnitesimo viene
trascinato, ma con il passare del tempo, tale strato di(onde il movimento nell'intero
)uido pro!ressivamente"
8upponiamo ora di arrestare la lamina: lo strato infnitesimo che si arresta con la
lamina e trasmette tale in&ormazione a tutta la massa )uida . proprio lo strato limite"
6.' Forazione dello 5"ra"o Lii"e s& &na laina #iana in .&ie"e in4es"i"a da
&na corren"e &ni)ore
$onsideriamo ora una lamina di dimensioni fnite, con un %=, investita da una corrente
con velocit

v
"
Dato che deve valere la condizione di aderenza, quando la particella incontra la lamina
si deve &ermare e trasmettere tale in&ormazione a tutta la massa )uida: si &orma quindi
uno strato di particelle, di spessore (E, aderenti alla lamina" >ale spessore non cresce
nel tempo, ma lun!o E" %o spessore dello strato limite viene convenzionalmente
defnito come la quota in cui la velocit delle particelle . QR5

v
"
#l modello matematico con cui si pu descrivere lo 8trato %imite . dato dalle equazioni
di Prand"l, non lineari ma comunque pi: semplici rispetto alle equazioni di 0avier
8toDes ed estendibili a varie !eometrie con opportune considerazioni sullo spessore
dello strato limite" %' ipotesi di validit . che (E sia piccolo rispetto alle altre
!randezze !eometriche" /er il caso di lastra piana, con andamento della velocit al di
&uori del '% costante , esiste una soluzione analitica data dal metodo di 'lasius delle
soluzioni autosimili"
8i pu notare una analo!ia qualitativa con il problema di 8toDes: nel problema di
8toDes il problema . lineare e l'evoluzione del '% . temporale, mentre in 'lasius le
equazioni non sono lineari e l'evoluzione del '% . spaziale"
0el caso di un proflo alare la velocit esterna al '% non . costante, quindi posso o
inte!rare le equazioni di /randtl con tecniche di tipo numerico (alle di(erenze fnite *
ma necessiterei di una !ri!lia di calcolo e di oppure posso considerare !li spessori
inte!rali *di spostamento , di quantit di moto , &attore di &orma S, coe,ciente di
attrito $
&
*

!razie ai quali riesco a inte!rare le quazioni di 0*8 nella &orma di quelle di
/randtl e ottenere quindi quelle di Hon Barman" 7uest'ultima pu quindi essere
inte!rata * insieme ad altre relazioni semi empiriche * nota la velocit esterna al
confne con lo strato limite"
6.- Aor"ici"$ - Di;&sione olecolare e di;&sione "&r(olen"a
=' la presenza del '% che &a nascere vorticit:
0el caso 2D, applicando l'operatore rotore al vettore velocit, si ha un solo paramentro
non nullo,
x
v
y
u
w
z


, dove trascuro il secondo termine poich. le variazioni su E
cambiano meno che in G" #l meno indica che le particelle stanno ruotando in verso
antiorario"
$ome &a lo strato limite a contenere vorticitT
A causa della viscosit 'molecolare' * basata sullo scambio di particelle pi: lente e pi:
veloci tra molecole* si scambia quantit di moto che possiamo interpretare come
vorticit"
8econdariamente, per estensione possiamo imma!inare una viscosit turbolenta *
propriet del moto * che intensifca le propriet di scambio all'interno di un volume di
controllo (non pi: ristretto solo a particelle" %a di(usione turbolenta amplifca sia
e(etti positivi che ne!ativi, rispettivamente la capacit di resistere a !radp avversi
ma!!iori e l'attrito"
Dove va la vorticit che si crea nello strato limiteT
2periamo una prima distinzione tra corpi tozzi (6 e corpi aerodinamici (2:
caso 6 : per e(etto della separazione, la vorticit viene immessa nel campo di moto,
in particolare si avr una scia vorticosa non sottile, turbolenta" =' il caso di IeGnolds
molto elevati" 8i torna alle equazioni di 0*8 utilizzando tecniche di calcolo e analisi
numerica o procedendo sperimentalmente"
caso 2 : #l '% separa solo una volta !iunto al >=, creando una scia vorticosa sottile"
Dato, quindi, che la vorticit rimane concentrata in strati sottili, posso considerare il
campo di moto come irrotazionale * punto di partenza della teoria potenziale"
7. PARAMETRI DI 5IMILITUDINE E 5PERIMENTAZIONE
7.1 Parae"ri di siili"&dine
# parametri di similitudine, sia !eometrica che )uidodinamica, sono molto
importanti in &ase di sperimentazione, per &are si che i risultati ottenuti abbiano un
si!nifcato"
# parametri principali, strettamente le!ati all'interazione )udodinamica, sono:
0umero di IeGnolds:

L v

Re
=sso . le!ato ai &enomeni di di(usione di quantit di moto e di vorticit" 0el
caso in cui tale numero . basso, le &orze viscose sono elevate, con
conse!uente ma!!iore di(usione della viscosit" Al contrario, per correnti
aeronautiche (IeGnolds elevati, la viscosit . confnata in uno strato sottile"
0umero di <ach:
s
c
v
!

=' le!ato alle onde di pressione, ossia alla propa!azione di tali onde per
in&ormare il campo circostante del movimento avvenuto"
7.' Classifcazione delle corren"i
8econdo <:
<C@"J Corren"i s&(sonic=e e inco#rii(ili
>ale assunzione, di incomprimibilit, pu essere e(ettuata per tali valori di <"
Anche se l'aria . in&atti un )uido molto comprimibile, a tali re!imi, non
mani&esta questa caratteristica, in&atti, le variazioni percentuali della densit
sono, nel caso pe!!iore di <A@"J in&eriori al R5, quindi in!e!eristicamente
accettabili"
@"JC<C@"4 Corren"i s&(sonic=e e co#rii(ili
#l valore di @"4 . preso come ri&erimento, ma potrebbe essere sostituito con il
valore del <ach critico"
@"4C<C6"J Corren"i "ransonic=e
8i assiste alla &ormazione di onde d'urto molto &orti che si attenuano
all'aumentare del numero di <ach"
<+6"J Corren"i s&#ersonic=e
/er corpi aerodinamici, possono essere trattate con teorie piuttosto semplici"
Dipendono dalle condizioni al contorno"
<+R Corren"i i#ersonic=e
8ono le!ate al tipo di !as che si sta analizzando" 0el caso in cui < sia molto
elevato, si pu assistere a &enomeni di dissociazione che &anno sP che il
comportamento del !as si discosti da quello di !as per&etto"
8econdo Ie:
Ie CC 6 Re!ie di 5"o@es
Ie ++ 6, Ie circa decine* centinaia di mi!liaia /assi ReBnolds
Ie ++ 6, Ie circa decine di milioni Corren"i aerona&"ic=e
#mportante . notare che anche a IeGnolds molto elevati, non si pu &are
l'ipotesi di )uido ideale" #n caso di )uido ideale, in&atti, le condizioni al
contorno non sono quelle di aderenza (ed inoltre le equazioni sono quelle di
=ulero e non 0*8 e quindi perdiamo la !enerazioni di vorticit e quindi della
portanza"
7.- Corren"i ad al"o ReBnolds - Ori!ine della 4or"ici"$
0el caso di IeGnolds molto elevati, per le considerazioni precedenti che abbiamo &atto,
. me!lio introdurre l'ipotesi che la vorticit non si di(onda ma resti confnata dentro
strati limite sottili" %a condizione di aderenza continua quindi a valere, permettendo la
nascita della vorticit, la quale, per, non ha modo di di(ondere"
7uindi, possiamo applicare la teoria del potenziale o teoria delle correnti 'quasi
irrotazionali'" 2ltre ad ipotizzare che Ie++6, per applicare tale teoria . necessario che
il corpo sia aerodinamico"
8.TEORIA DEL POTENZIALE CINETICO
0ota anche come teoria delle correnti quasi irrotazionali, in questo capitolo verranno
a(rontati i temi della vorticit e i teoremi che la ri!uardano"
8uppon!o di considerare un dominio )uido, in cui, !razie a =ulero, defnisco un campo
vettoriale di velocit
v=v(x " y "z "t )
" Defnisco poi la vorticit
w=rot v=v
9
applicando tale defnizione punto per punto trovo il campo di vorticit:
w= w(x " y "z " t )
"
Defnisco quindi la circuitazione o circolazione della velocit lun!o la linea chiusa c
come uno scalare tale che:
=

vdl
le cui unit di misura sono: L
m
2
s
N, ossia . un'area spaziata nell'unit di tempo"
#l concetto di circolazione di solito si applica ad una linea chiusa, ma posso defnirla
anche per un se!mento con estremi A e ', che diventano !li estremi di inte!razione"
8.1 Teorea di 5"o@es
8i consideri una superfcie qualsiasi che ha come base una linea chiusa c" >ale
superfcie 8 deve costituire un dominio semplicemente connesso, mentre c pu essere
vista come la &rontiera di 8,
C=S
"
Ula circolazione $ . pari al )usso della vorticit
w
attraverso una qualunque
superfcie 8 avente la linea $ come perimetro U"

rot vn dS=

wndS=

w
n
dS
>ale teorema mi o(re un'ulteriore defnizione di vorticit:
consideriamo una piccola superfcie 8, attorno alla quale individuiamo una linea $ su
cui calcolo la circolazione $" #ntroduco quindi la normale alla superfcie e il vettore
vorticit, la cui proiezione sulla normale .:
wn=lim
s
0

c
S
il primo termine indica che considero la direzione di ? perpendicolare al cerchio (se ?
. nella direzione della normale, ovviamente il valore sar massimo mentre il limite a @
si!nifca che riduco la superfcie ad un punto" /ertanto il si!nifcato fsico della vorticit
. quello di rotazione della particella )uida attorno alla direzione della normale" ='
importante sottolineare come tale rotazione sia associata alla particella e non alla sua
traiettoria"
8.' T&(o 4or"icoso o 4or"ice
Una propriet del campo di virticit . quella di essere solenoidale, ossia (per identit
vettoriale:
div(?Adiv(rotvA@
$i mi permette di dividere il campo di vorticit in tubi vorticosi di portata costante" %a
portata all'interno dei tubi con sezione di area 8 . nota come in"ensi"$ del 4or"ice :

wndS=#
All'interno dei tubi vorticosi, quindi, scorre vorticit, al loro esterno invece, la vorticit
. nulla"
%e linee vorticose sono defnite come le linee di )usso, ma tan!enti al vettore
w
(mentre le linee di )usso V o di corrente* sono tan!enti al vettore velocit"
8.- File""o 4or"icoso C flaen"o 4or"icoso
/osso defnire il fletto vorticoso partendo dal tubo vorticoso e &acendo tendere a @
l'area della sezione" $ontemporaneamente &accio tendere all'infnito la vorticit, in
modo che l'intensit del vortice riman!a costante" #n questo modo il campo vorticoso
si riduce ad un'unica linea vorticosa cheontiene tutta la vorticit del tubo" c
Un esempio . il vortice di IanDine (caso 2D"
#l vortice di IanDine . un nucleo vorticoso in cui la vorticit . costante"
-acendo tendendere il ra!!io del nucleo Ic a @ (e quindi la superfcie, la vorticit si
concentra nell'asse, ottenendo il vortice punti&orme o matematico (
w" x0
,un
campo di moto irrotazionale eccetto nell'asse in cui la vorticit tende all'infnito" #n
particolare:
v
t
=v

=

2 R
8.6 5"ra"o 4or"icoso
%o strato vorticoso viene ottenuto ponendo i flamenti vorticosi uno accanto all'altro,
su una superfcie 8 che rappresenta lo strato:
Hediamo quindi, che in questo caso la vorticit . concentrata su una superfcie, uno
strato di spessore infnitesimo
-acendo in&atti tendere lo spessore h a @, analo!amente a quanto &atto per il vortice di
IanDine, la vorticit all'interno di questo strato tender all'infnito"
Defniamo quindi l'in"ensi"$ dello s"ra"o 4or"icoso C densi"$ lineare di
circolazione:
= lim
$0w
$
2
$
2
wd$=valore finitointensit%dello strato
Un esempio ecclatante . lo strato limite: se il numero di IeGnolds tende all'infnito, lo
spessore dello strato limite tende a @, e diventa quindi strato vorticoso" #n questo caso
viene defnita "
Hediamo ora qual . il le!ae "ra e :
<i pon!o in un caso bidimensionale, defnendo un circuito $ e considerando una ?
perpendicolare al &o!lio"

c
=

S
w
n
dS=

S
wdS
Dato che abbiamo detto che ? . perpendicolare al &o!lio, ossia la sua direzione
coincide con n"
#nte!ro ora nel senso dello spessore:

c
=

&
'
$
2
$
2
wd$ds=

&
'
ds
dove ds . la coordinata curvilinea che da @ si percorre lun!o la sezione dello strato"
Da ci si conclude che:

C &'
=

&
'
ds
la derivata della circuitazione lun!o la sezione dello strato vorticoso . u!uale
all'intensit dello strato vorticoso"
d
ds
=
%e unit di misura di saranno quindi quelle di una velocit" #n&atti la circolazione
nasce dal contributo della velocit dei lati opposti: lo strato vorticoso rappresenta la
discontinuit di velocit attraverso lo strato"
=V=V
2
V
1
e in particolare, nel caso dello strato limite, coincide con il valore della velocit
esterna, dato che sulla superfcie vale la condizione di aderenza"
8.7 Teorea di ,el4in C Teorea di T=oson
#ntroduciamo alcune preventive ipotesi:
@" <oto re!olare V usata per scambiare le derivate, possibile solo se non ci sono
irre!olarit9
6" -luido incomprimibile V a volte pu essere rilassata con l'ipotesi di )uido barotropico
(
=( p)

2" -luido ideale non viscoso V 0" Anche in questo caso si pu sostituire con l'ipotesi di
)uido viscoso che non mani&esta la sua viscosit poichW la risultante delle &orze
viscose . nulla"
J" -orze di massa assenti o equivalentemente, le &orze di massa sono di tipo
conservativo in modo da ricavarle da un potenziale (es: quelle peso dal potenziale
!ravitazionale"
U%a circolazione della velocit lun!o la linea chiusa $, che si muove con il )uido (linea
materiale &ormata quindi dalle stesse particelle, resta costante nel tempoX"
D
c
Dt
=
D
Dt

vd

l =0
/er defnizione di derivata materiale quindi, la circuitazione non dipende nW dallo
spazio nW dal tempo"
8.8 Teorei di 2elo"z
i tre teoremi di Selmoltz studiano il caso del campo vorticoso concentrato in tubi
vorticosi, circondato da re!ioni irrotazionali"
8.8.1 Prio "eorea di 2elol"z
U%a portata della vorticit all'interno di un tubo vorticoso (ossia l'intensit del vortice
resta costante lun!o il tuboX
# =

S
wndS=cost
%'enunciato spie!a come ci debba essere la conservazione spaziale della vorticit
all'interno di un tubo vorticoso, ovvero, come i vortici debbano rientrare in uno di
questi casi:
i vortici prose!uono fno all'infnito9
i vortici si chiudono ad anello9
i vortici fniscono su una superfcie solida9
%a dimostrazione si basa sul &atto che il campo di vorticit . solenoidale:
w=0
$onsidero quindi un tronco di tubo vorticoso e le normali alle due basi e alla superfcie
laterale ( perpendicolare a
w

8i applichi ora il teorema della diver!enza:

V
w=

S
wndS
$onsiderando separatamente le superfci di inte!razione (basi e superfcie laterale,
otten!o:

S
wndS=

S
1
w n
1
dS+

S
2
w n
2
dS +

S
L
w n
L
dS=0
l'u!ua!lianza a @ . data dalla solenoidalit del campo vorticoso, mentre il terzo
termine . nullo perch. la vorticit e la normale alla superfcie laterale sono
perpendicolare al vettore vorticit" 2tterremo quindi:
#
1
=

S
1
w n
1
dS=#
2
=

S
2
w n
2
dS=cost
8.8.' 5econdo "eorea di 2elol"z
U# vortici nel tempo e nello spazio saranno &ormati dalle medesime particelleX
equivalentemente Ule linee vorticose sono linee materialiX"
8i imma!ini una linea vorticosa:
0ell'istante
t
1
t
0
la linea vorticosa . stata trasportata dalla corrente, ma le tre
particelle &anno sempre parte della stessa linea vorticosa"
%a dimostrazione si basa sul teorema di Belvin"
8i consideri una linea chiusa del tubo che non intersechi nessuna linea vorticosa, ossia
una linea chiusa sulla superfcie laterale del tubo"
All'istante
t
0
A@ , l'intesit del vortice lun!o la linea c sar @, dal momento che essa
non interseca nessuna linea vorticosa" Iicordando quindi che l'intensit del vortice .
equivalente alla sua portata, . come dire che lun!o la linea $ la circolazione . nulla,
pertanto:

c
=

S
c
wndS=0
/er il teorema di Belvin, la circolazione dovr essere nulla anche !li istanti successivi, e
la linea $ dovr continuare a &ar parte della superfcie laterale"
8.8.- Terzo "eorea di 2el=ol"z
U%'intensit del tubo vorticoso resta costante nel tempoX
0ella f!ura . evidenziato come la vorticit sia presente solo all'interno del campo di
moto, mentre all'esterno si annulla"
$onsiderando delle linee chiuse
c
1
e c
2
per un tubo al tempo tA@" %'intensit del
vortice, pari alla circuitazione lun!o la linea chiusa, sar la stessa per entrambe le
linee (per il primo th di Selmholtz:

1
=

S
1
wndS=

S
2
wndS=
2
/er il teorema di Belvin, questo per deve valere anche nel tempo:

1
=
1
( =
2
=
2
(
/ertanto la portata si conserva nello spazio e nel tempo (racchiundendo, nel terzo
teorema, sia il primo che il secondo"
8.D Teorea di /erno&lli
%e ipotesi di validit del teorema di 'ernoulli sono:
moto incomprimibile,
=cost
9
campo irrotazionale,
w=0
8i scriva inizialmente il bilancio della quantit di moto:
Dv
Dt
=
v
t
+(vv)=
v
t
+(
v
2
2
+ wv)=
p

+
2
v
Avendo supposto il campo irrotazionale, si ha che

v=
2
v=
2
()=(
2
)=0
#l moto irrotazionale quindi implica che il termine viscoso si annulli, ossia che la
risultante de!li s&orzi viscosi sia @"
8ostituendo nel bilancio della quantit di moto:
()
t
+
2
(
v
2
2
)+
p

=0
8cambiando !li operatori nel primo termine e racco!liendo l'operatore nabla:
(

t
+
v
2
2
+
p

)=0
$i si!nifca che l'ar!omento non varia nello spazio, ma potrebbe variare nel tempo"
2tteniamo quindi:

t
+
v
2
2
+
p

= f (t )
"=. /erno&lli #er o"o irro"azionale1 inco#rii(ile e non
s"azionario.
0el caso stazionario, si annulla

t
, ottenendo la classica &ormulazione:
p+
1
2
v
2
=p

+
1
2
v

2
"=. /erno&lli #er o"o irro"azionale1 inco#rii(ile1
s"azionario
Da notare come non compare il termine !ravitazionale" 7uesto a causa del basso peso
specifco dell'aria"
CAPITOLO ' C CORRENTI /IDIMEN5IONALI1 INCOMPRIMI/ILI
ED IRROTAZIONALI
1. POTENZIALE CINETICO1 E3UAZIONI DI LAPLACE E
CONDIZIONI AL CONTORNO
1.1 Po"enziale cine"ico
%'ipotesi di partenza . quella di o"o irro"azionale, ovvero che val!a
w=0
" /er il
teorema di 8toDes, anche la circuitazione attorno a una linea chiusa qualunque
all'interno del campo di moto sar nulla:

C
=

c
v

dl=

S
wn dS=0
8i imma!ini ora di individuare nella linea $ due punti A, '" %a circuitazione lun!o $
diventa quindi la somma della circolazione da A a ' e di quella da ' ad A"

C
=

&
'
v

dl +

'
&
v

dl =0
8i consideri ora solo il tratto per andare da A a '" =' possibile percorrere questo tratto
passando dalla curva superiore o in&eriore:
#l valore della circolazione sar:

C
=

&'
v

dl

&'
v

dl
dato che i sensi di percorrenza
sono opposti" #l valore di

&'
=

&'
v

dl
non dipende dalla scelta del percorso"
#n particolare, possiamo defnire un #o"enziale cine"ico, ovvero una &unzione:

&'
=

&'
v

dl=
'

&
#l &atto che non dipenda dal percorso, si!nifca che qualunque percorso per andare da
A a ', conduce allo stesso valore del potenziale:

'
=
&
+

&
'
v

dl
considerandone i di(erenziali, si ha che il primo termine diventa:
d =

x
dx +

y
dy+

z
dz
mentre il secondo:
v

dl=v
x
dx +v
y
dy+v
z
dz
con&rontandole, si ha:
v=
v
x
=

x
v
y
=

y
v
z
=

z
che in notazione vettoriale diventa:
v=)rad =
1.' E.&azioni di La#lace
#ntroduciamo alcune ipotesi per ricavare tali equazioni:
6" moto irrotazionale
w=0
9
2" moto incomprimibile
=cost
Dall'ultima ipotesi, se!ue che l'equazione di conservazione della massa diventa:
v=0
Dato che il moto . irrotazionale, si introduce il potenziale cinetico, e andando a
sostituire:
()=0

2
=0
E.&azione di La#lace #er

=' un'equazione di(erenziale alle derivate parziali, lineare, del secondo ordine"
8viluppando il %aplaciano, si trova che:

x
2
+

y
2
+

z
2
=0
Dato che non compare la variabile temporale, non occorre porre condzioni iniziali, ma
sono su,cienti le condizioni al contorno" 7ueste ultime possono essere di due tipi:
6" $ondizione di 0eumann:

n
=n= v
n
9 asse!na il valore della componente
normale della velocit, . la condizione, tra le due, pi: 'fsica'9 in&atti, nel caso in
cui essa sia pari a zero, si!nifca che il )uido non pu attraversare la superfcie
del corpo"
2" $ondizione di Dirchlet :


=D
Dove

. il nostro dominio" >ale condizione


asse!na il valore del potenziale al contorno"
Dal punto di vista matematico, imporre la condizione di aderenza in contemporanea
alle ipotesi delle equazioni di %aplace, sarebbe erroneo: la condizione di aderenza mi
&arebbe nascere uno strato limite, che si oppone alle condizioni di irrotazionalit del
campo di validit del potenziale"
8i consideri ora la presenza di un proflo alare all'interno del nostro dominio"
A causa della presenza del proflo, il dominio non . pi: semplicemente connesso (ossia
che qualsiasi circuito preso all'interno del dominio pu essere ridotto ad un punto, ma
molteplicemente connesso" =sistono quindi circuiti che non possono essere ridotti ad
un punto9 in tal caso, dato che non . pi: verifcato il teorema di 8toDes, non posso
introdurre il potenziale"
8i prendano quindi un punto / e uno @:

*
=
0
+

0
*
v

dl
#n questo caso, per, che sia calcolato se!uendo il percorso
l
1
ol
2
, il valore del
potenziale

*
cambia"
/er evitare un potenziale polidromo, viene introdotta una linea che fssi il valore di tale
molteplicit del potenziale, rendendolo quindi esplicito, la barriera (quindi, un ta!lio
nel dominio )uido" #l dominio . quindi tornato semplicemente connesso"
Attraverso la barriera si ha un salto di potenziale

fnito, che . costante lun!o tutta


la barriera"
8i considerino ora il punto 6 e 2, posti sulla barriera ma da parti opposte" $alcolando
ora la circuitazione attorno alla linea / che li unisce attorno al proflo, si ottiene:

2
=
1
+

1
2
v

dl=
1
+
*
=splicitando il salto di potenziale:
=
*
Da cui si conclude che il salto di potenziale . u!uale alla circolazione attorno al proflo"
#n particolare, qualunque siano i punti 6 e 2, ossia in qualunque punto il percorso ta!li
la barriera, il salto di potenziale, e quindi la circolazione . la stessa"
Dato che ora il dominio . semplicemente connesso, per applicare 8toDes, si considera
un campo di moto (racchiuso dalla linea / &ormato da quello esterno irrotazionale, il
proflo in cui la velocit . nulla (e quindi anche la vorticit lo W, e uno strato limite in
cui . concentrata la vorticit"
/er 8toDes quindi:

*
=

S
wn dS=

S
w
n
dS
in cui n . la normale a d8 (
w n
s
" -acendo poi variare / in modo che coincida con il
contorno del proflo,
visto come contorno esterno dello strato limite, si ottiene:

*
=

stratolimite
w dS
7uindi, nel caso del proflo alare, per spie!are la circolazione attorno ad un proflo .
&ondamentale riconsiderare lo strato limite che avevo inizialmente escluso"
0el caso in cui ci siano due profli, oppure, in presenza di superfci di sostentazione:
#nnanzitutto, i circuiti possono abbracciare uno solo o entrambi i corpi9 il numero di
corpi aumenta pro!ressivamente la molteplicit (e!: due corpi, dominio di molteplicit
due e pertanto dovr parallelamente aumentare il numero delle barriere da
introdurre"
/er quanto ri!uarda la circolazione totale, per una linea che abbraccia tutti i profli
presenti, essa . pari alla somma delle sin!ole circolazioni:

tot
=
*+
+
*,
+...+
*n
in cui n indica il numero di percorsi"
1.- Condizioni al con"orno >scel"a del ri)erien"o?
6" %a prima scelta . quella di un sistema di ri&erimento solidale con il )uido
supposto in quiete"
#l corpo . in moto con una velocit
v
'
= v
0
+

r
/er il campo di moto, considero una particella )uida, con velocit
v
F
=
per
cui vale l'equazione di %aplace

2
=0
8i impon!a ora, sulla velocit relativa, la condizione di non penetrazione:
( v
rel
)n=( v
F
v
'
)n=( v
'
)n=0
8apendo che
()n=

n
, si ottene:

n
= v
'n
, che si!nifca che il )uido deve avere la stessa componente normale di
velocit che ha il corpo"
2" 8i consideri ora un corpo immobile investito da una corrente: scel!o quindi un
sistema di ri&erimento solidale con il corpo &ermo"
8upponiamo la corrente uni&orme con velocit
v

, mentre per la particella del


campo di moto vale sempre l'equazione di %aplace
. come considerare il caso 6, imponendo per che
v
'
=0
, ottenendo

n
=0
"
Hiene quindi introdotto il #o"enziale co#le"o o "o"ale , che . il solito
potenziale che &ornisce la velocit del )uido, ma questa volta viene scomposto
in due diversi contributi: il contributo della corrente uni&orme (#o"enziale
asin"o"ico e quello dato dalla perturbazione che si ha a causa della presenza
dell'o!!etto (#o"enziale di #er"&r(azione"
=

+
%a condizione al contorno, in questo caso diventa:

n
=

n
+

n
=0
che porta a:

n
=

n
Defnendo

= v

x
, si ottiene che

n
= v

n
$i si!nifca che la perturbazione, si oppone all'e(etto di attraversare il corpo che
avrebbe la corrente"
J" $ombinazione delle due precendenti
#l corpo oscilla attorno ad una posizione media mentre viene investito da una corrente
uni&orme" =' il caso di un proflo posto all'interno della camera di prova di una !alleria
del vento, colle!ato ad un dispositivo che lo muove"
8i prenda quindi /o come il centro di rotazione del proflo, la cui posizione viene
defnita da h(t" %a velocit an!olare con cui ruota tale proflo . (t" $onsiderato ci,
si ottiene che la velocit verticale prodotta dal movimento oscillatorio del corpo .:
v
y
=

$+( xx
0
)
%'an!olo di incidenza locale, che dipende da E . dato da:
( x)=arctan(
v
y
( x)
v

)
1.6 Condizioni asin"o"ic=e dell*e.&azione di La#lace
Dato che all'infnito la corrente . uni&orme, la perturbazione deve svanire
allontanandosi dal corpo e rimanere, quindi, confnata nelle vicinanze del corpo"

/rendiamo ora in esame il caso bidimensionale:
con d%A rdY"
%a corrente uni&orme sar parallela all'asse E"
/er studiare il problema asintotico, essendo questo relativo alle condizioni all'infnito,
si &accia ora tendere il ra!!io della circon&erenza all'infnito"
<i aspetto che

, ossia
0
o pi: in !enerale a una costante (dato che quello
che interessa . il suo !radiente (
v=
" 8e tali ipotesi ven!ono verifcate, si avr
che la velocit di perturbazione (

tender a zero, e quindi la velocit del )uido a
quella della corrente asintotica uni&orme
v

"
8i esamini quindi ora il comportamento della componente radiale e tan!enziale della
velocit di perturbazione, ossia il comportamento delle derivate del potenziale di
perturbazione, per capire il modo con cui la perturbazione si annulla all'infnito:
v
r
=

r
e
v

=
1
r

"
1.6.1 co#onen"e radiale- deri4a"a radiale

r
.
8i consideri innanzitutto una superfcie 8 compresa tra il proflo e la circon&erenza %, e
applichiamo a questa il teorema della diver!enza:

S
v dS=

L+l
vn dl
=ssendo nell'ambito dell'equazione di %aplace, si ha che
=cost
e quindi div(vA@,
pertanto, separando i contributi di % e l, si ottiene:

L
vndl +

l
vndl=0
/rocediamo considerando il potenziale di perturbazione:
8i prenda in esame il secondo inte!rale"
Avendo trovato, con le condizioni al contorno che
vn=

n
, e che la perturbazione si
deve opporre all'e(etto di attraversamento del corpo per la condizione di non
perturbazione

n
=v

n
,sostituendo nell'espressione del teorema della diver!enza

l

n
dl =

l
v

ndl= v

l
ndl
<a dato che la normale n ruota di JZ@[ sul proflo, l'ultimo inte!rale . nullo, quindi si
ottiene che

l
vndl =0
8i analizzi ora il primo inte!rale su %"
Dato che a se!uito del teorema della diver!enza la somma dei due inte!rali . @, e il
precedente risultato ha mostrato come l'inte!rale calcolato su l sia nullo, si ha che
deve risultare @ anche l'inte!rale su %"
$onsiderando quindi la componente radiale, si deve avere che:

L
v
r
dl=

L

r
( rd )=0
Dato che la condizione asintotica prevede che
r
, deve accadere che

r
0
pi:
velocemente di quanto r tenda all'infnito perch. sia l'inte!rale su % si annulli (che,
equivale a dire che la massa si deve conservare" 7uindi, . possibile concludere che:

1
r
2
8i riveler essere una condizione molto &orte, soprattutto nel caso della sor!ente che
non riuscir a soddis&arla (non si conserva la massa, e pertanto, per verifcare questa
condizione, sar necessario a!!iun!ere un pozzo e realizzare una doppietta"
1.6.' Co#onen"e "an!enziale

8i consideri, analo!amente al caso precedente, il proflo di contorno l, la circon&erenza


di perimetro % e la superfcie 8 compresa tra i due" /er applicare il teorema di 8toDes ,
per precedenti ra!ionamenti (vedi cap" 6"2 'equazioni di %aplace', si introduca una
barriera b"
Defniamo una linea c su cui calcolare la circolazione: fssiamo un punto di partenza 6
situato sulla barriera, e ra!!iun!iamo 2 percorrendo tutto il proflo (distanza percorsa
A l" Da 2 si percorra quindi la barriera (
-
2
fno al punto 2' e quindi si !iun!a a 6',
percorrendo la circon&erenza % in verso opposto a quello convenzionale (*%" 8i ritorni
quindi a 6 (
-
1
, positivo dato che sono dall'altra parte della barriera e il verso di
percorrenza . opposto a quello di
-
2
" /ertanto:
c=l +-
1
+-
2
L
"
/ossiamo ora applicare il teorema di 8toDes, ricordando che in 8, ?A@:

C
=

l
v dl +

-
2
v dl

L
v dl +

-
1
v dl =

S
wn
s
dS=0
#noltre, i contributi dati dall'inte!rale su
-
1
e-
2
sono u!uali e opposti, dato che si
percorre la stessa linea in versi opposti" 7uindi:

C
=
l

L
=0
/ertanto:

L
=
l
=
profilo
=

$he si!nifca che la circolazione sul proflo . costante, ritrovando il risultato

*
=cost =
attraverso la barriera (vedi cap 'equazioni di %aplace'"
8apendo quindi che:

L
=

L
v

dL=

0
2
v

( rd )=

0
2
1
r

r d =

0
2

d
/er
r
, si suppone

costante, ottenendo:

L
=

2
8i distin!uano ora due casi, a seconda del valore di

L
:
6"

L
=0
, per
r
allora

1
r
, e questo porta ad avere
v

1
r
2
2"

L
0
,

A quantit fnita A

2
, e pertanto si ha
v

=

2r
, che . lo stesso
andamento del vortice e quindi equivale a supporre che il proflo si comporti
come un vortice"
8i pu quindi, in defnitiva, concludere che: volendo risolvere le equazioni di %aplace in
un problema esterno in un dominio bidimensionale, oltre alle condizioni al contorno,
devono essere soddis&atte anche le condizioni all'infnito" #n particolare, questo porta a
de!li andamenti delle componenti radiale e tan!enziale della velocit di questo tipo:
v
r
=
1
r
2
per conservazione massa
v

=
1
r
2
se =0

2r
se 0
Avendo completato il quadro dell'equazione

2
=0
con le condizioni al contorno e
quelle asintotiche, si pu determinare il campo di moto
(x " y " z " t )
e quindi trovare lo
stato cinematico
v (x " y "z "t )
" /er trovare il campo di pressione si ricorrer al teorema
di 'ernoulli"
1.7 Po"enziale di accelerazione o di #ressione
8e ci si trova in un caso non stazionario (in un campo irrotazionale e moto
incomprimibile, . presente una accelerazione defnita come:
a=
Dv
Dt
=
v
t
+(
v
2
2
)=(

t
+
v
2
2
)
/oniamo quindi

t
+
v
2
2
=
, detto

il #o"enziale di accelerazione"
7uindi posso esprimere l'accelerazione come:

a=
2ssia come !radiente della &unzione potenziale di accelerazione"
#n questo caso . opportuno prestare attenzione alle condizioni al contorno, in quanto,
per applicarle, si devono utilizzare tecniche di linearizzazione"
1.8 In"er#re"azione del #o"enziale cine"ico coe i#&lso di #ressione
8i suppon!a inizialmente una situazione di quiete (per tA@,
v
'
=0
, quindi
=0v=0
"
#n un certo intervallo
t
piuttosto breve, avviene l'avvio impulsivo" Al termine di tale
intervallo, il moto . a re!ime e il corpo si muove ad una velocit
v
'
, &acendo cosP
nascere un potenziale
(x " y " z)
(
v (x " y "z)
a re!ime"
%e ipotesi sono:

=costante
9
campo irrotazionale (&ondamentale per introdurre il potenziale
8criviamo quindi l'equazione del bilancio della quantit di moto:
Dv
Dt
=
p

Dv=
p

Dt
#nte!rando nell'intervallo L@9tN, trovo la velocit fnale:
v
finale
=
1

0
t
pdt
#n cui defnisco l'i#&lso di #ressione, che produce una variazione della quantit di
moto del )usso, dalla quiete a re!ime:
=

0
t
pdt
#nterpretando la velocit fnale come quella del campo di moto che si considera:
v
finale
=v (x " y "z )" (x " y " z)
e sostituendo si ottiene:
=
1


da cui:
=

/ertanto, il potenziale . l'e(etto di un potenziale di pressione che ha prodotto il moto


dalla quiete"
'. 5OLUZIONI ELEMENTARI DELL*E3UAZIONE DI LAPLACE
/er risolvere l'equazione di %aplace esistono due approcci: il primo ri!uarda tecniche
$-D con discretizzazione attorno al proflo, come procedure alle di(erenze fnite, il
secondo approccio . invece di tipo analitico e s&rutta la linearit, sovrapponendo
soluzioni elementari" #n questo capitolo ci si concentrer su questo secondo metodo di
risoluzione"
'.1 F&nzione di %&sso o di corren"e >o di 5"o@es?
Iichiamando le ipotesi precedentemente &ormulate:
6" campo di moto bidimensionale
2" campo di moto incomprimibile
8e!ue che l'equazione della conservazione della massa diventa:
v=0
, ossia:
v=
v
x
x
+
v
y
y
+
v
z
z
=0
7uesta equazione . soddis&atta identicamente se si ricavano le componenti in E e G
della velocit (
v
x
=u " v
y
=v
da una &unzione
!=!(x " y " z)
detta )&nzione di %&sso o di
corren"e ( o di 8toDes tale per cui:
u=v
x
=
!
y
v=v
y
=
!
x
7uindi l'equazione di conservazione della massa diventa:
v=

x
(
!
y
)+

y
(
!
x
)=0
dove, per la re!olarit del moto,
x y= y x
"
8i pu dimostrare che le linee a \ costante sono linee di corrente (ed . anche questo il
motivo per cui si chiama &unzione di corrente , per cui:
>ra le due linee di corrente \A e \' la portata di &lusso . costante" #n particolare,
individuati due punti A6 e '6, la portata sar:

&
1
'
1
vn dl=!
'
1
!
&
1
e non dipende dal
percorso (come accadeva per la circuitazione su una linea da A a '"
#mportante . sottolineare come per de&inire \, non occore ?A@:
w
z
=
v
x

u
y
=

x
(
!
x
)

y
(
!
y
)=
2
!
8e per accade che ?A@, allora troviamo l'e.&azione di La#lace #er la )&nzione di
corren"e:

2
!=0
'.' 5ol&zioni eleen"ari
/er trovare analiticamente le soluzioni elementari, una condizione al contorno . quella
di avere un contorno del proflo che sia linea di corrente ( \pAcost"
1. CORRENTE UNIFORME
v= v

in tutto il campo"
#n particolare:
/otenziale :

=v

x
da cui si ricava
campo di velocit:
u=v

v=0
-unzione di corrente \:
!

=v

y
-. TEOREMA DI ,UTTA EOU,OF5,I
Una volta noto il campo di pressione (con il th" 'ernoulli posso calcolare le &orze che
a!iscono sul proflo: s&orzi di pressione
pn
e le &orze viscose
"
"
0el caso bidimensionale, la risultante di &orze di pressione e viscose .:

F=

l
(pn+") dl
0ell'ipotesi di campo irrotazionale (?A@, e poteziale tale sistema non . in !rado di
&ornire le &orze viscose, dato che lo strato limite . stato escluso dal campo
irrotazionale, in&atti, la corrente a potenziale scorre sulla superfcie del corpo" Di
conse!uenza, non sar possibile neppure valutare le resistenza" #l calcolo della
portanza invece . possibile, riconducendosi a caratteristiche !lobali, ossia la
circuitazione" ] proprio questo il principio alla base del teorema di Butta*MouDo?sDi"
Hediamo ora come !iun!ere alla &ormulazione del teorema:
%e ipotesi preliminari sono:
moto bidimensionale9
moto stazionario9
campo irrotazionale e incomprimibile9
sulla circon&erenza %, il cui ra!!io &accio tendere all'infnito, val!ono le
condizioni asintotiche (vedi andamento delle velocit radiale e tan!enziale"
%a velocit totale all'interno della superfcie 8, . data dalla somma di quella
della corrente asintotica e quella di perturbazione:

V=v

+v
, dove
v=
"
8i scriva quindi il bilancio della quantit di moto !lobale, su %, per trovare la &orza -
che il )uido esercita sul corpo:

F=

L
pndL

V (

Vn)dL
/er il teorema di 'ernoulli:
p=p

+
1
2
(v

2
V
2
)
e

V=v

+v
9 sostituendo:
p=p

v
= nell'equazione di bilancio:

F=p

L
ndL+

L
v

v n dL

L

V (

Vn)dL
8ostituendo

V
, con qualche passa!!io analitico, si ottiene:

F=p

L
ndL+

L
v

v n dL#

L
v

( v

n) dL+

L
v

(vn) dL+

L
v( v

n) dL$
analizzando il secondo membro:
il primo termine . nullo (vedi condizioni asintotiche dell'equazione di %aplace,
dato che la circon&erenza . chiusa
il terzo . nullo perch.:
v

# v

L
ndL$
si riconduce al caso precedente"
#l quarto termine pu essere interpretato come la componente radiale della
velocit di perturbazione, quindi si comporta come
1
r
2
, perci per le condizioni
asintotiche pu essere trascurato"
7uindi per le valutazioni &atte sulla circon&erenza asintotica :

F=

L
#(v

v)n(v

n)v$ dL
Utilizzando l'identit vettoriale del doppio prodotto vettore, e ricordando l'ipotesi di
moto bidimensionale, si pu riscrivere in modo pi: semplice:

F= v

L
nv dL
$erchiamo quindi di capire cosa rappresenta
nv
n
. parallelo al versore radiale
r
, quindi perpendicolare a

" 7uindi
nv
. un
vettore perpendicolare al &o!lio (dato che n e v sono complanari e ha un modulo che
pu essere interpretato come la componente tan!enziale
u

"
#n&atti,
se
vnnv=0u

=0
se
v %nnv=u

k
che ha quindi, il valore massimo ed . nel verso del versore D
perpendicolare al piano di moto
8i pu dimostrare che la &orza esercitata sul proflo .:

F=v

L
u

dL
Dato che su % vale la condizione asintotica, si ha che
u

=

2 r
e in coordinate polari
%Ard :

F= v

k
TEOREMA DI ,-E
/erci,

F % v

"
/articolare attenzione deve essere riservata alla convenzione: solitamente per
circolazione antioraria si ha portanza ne!ativa" /er comodit si cambia, si conserva la
circolazione positiva se antioraria ma la portanza . positiva"
'.1 In"er#re"azione fsica del "eorea di ,-E
8i considera un proflo" %a circolazione attorno a questo del vortice imma!inario . tale
da creare un
v
che si somma alla velocit asintotica sul dorso, mentre si sottrae a
queste sul ventre" /ertanto varier la pressione e si creer portanza"
'.' Dios"razione del "eorea di ,-E a""ra4erso l*i#&lso di #ressione
Iicordandosi la defnizione di impulso di pressione:
==

0
t
pdt
si imma!ini di partire da una condizione di moto (quella di quiete causerebbe una non
stazionariet non contemplata dal teorema di B*M:
tA
t
0
il proflo lascia dietro di sW una barriera in cui si ha un salto fnito di potenziale che si .
dimostrato essere
=
8i &a ora trascorrere un tempo t, che corrisponde al tempo necessario al proflo di
spostarsi di una corda"
t =t
0
+t
8i . creato uno strato di barriera che prima non esisteva"
#n particolare, detta
v

la velocit con cui si muove il proflo,


t =
c
v

" 8i va quindi a
sostituire nell'espressione dell'impulso di pressione:
==

t
0
t
1
pdt = p
medio
t
Dove . proprio il p a creare la porzione di barriera ulteriore" #l
p
medio
sar quindi:
p
medio
=

t
=
v

c
/ossiamo vedere la portanza % come il
p
medio
applicato alla corda:
L= p
medio
c=v

8apendo ora che


=
, si ricava l'espressione nota del teorema di B*M :
L=v

Dove il se!no ne!ativo nasce dalle convenzioni"


'.- Paradosso di D*Ala(er"
D'Alambert !iunse alla conclusione che su un corpo cilindrico (anche se il
ra!ionamento pu essere applicato ad un corpo di &orma qualsiasi immerso in un
campo irrotazionale, a!isce una resistenza nulla" #l paradosso consiste nel &atto che
tale conslusione . smentita dall'esperienza reale"
#l ra!ionamento condotto da D'Alambert &u questo:
si pon!a un corpo di &orma qualsiasi in un campo irrotazionale, investito da una
corrente uni&orme di velocit
v

>ale corrente avvol!er il corpo per soddis&are la condizione di non penetrazione, per
poi, una volta passato il corpo, tornare ad essere corrente uni&orme, che pu essere
vista come corrente in senso opposto con velocit
v
2

A
v

" 7uesto porta al &atto


che, se il potenziale della corrente 6

1
soddis&a le equazioni di %aplace, anche

2
(dato che di(erisce solo per un se!no , che quindi sar una corrente a potenziale" /er
entrambe le correnti varr, quindi

1
=0"
2

2
=0
"
/er quanto ri!uarda invece il campo delle pressioni, esso, per 'ernoulli, dipende dal
quadrato della velocit: la distribuzione delle pressioni sar la stessa sia che la
corrente proven!a da destra o da sinistra del corpo" $onse!uentemente anche la &orza
sar u!uale nei due casi:
F
1
=F
2
"
8i esami ora la componente della &orza parallela alla direzione della velocit, cio. la
resistenza"
Dato che le due &orze sono u!uali anche le due componenti dovranno esserlo"
#n particolare, considerando inizialmente la corrente 6 si ha
D
1
=D
2
=D
che sar di resistenza per la corrente 6 ma di propulsione per la 2"
Hiceversa, considerando la corrente 2:
D
2
=D
1
=D
che sar di resistenza per la corrente 2 ma propulsiva per la 6"
>ale dilemma venne risolta da D'Alambert ammettendo che tale componente di &orza
sia nulla"
0ella realt questo per non accade: il )uido reale, quindi viscoso, produce uno strato
viscoso V lo strato limite* che pu separare se la &orma del corpo lo &avorisce" >ale
separazione crea una scia vorticosa che intacca l'ipotesi di B*M, &acendo diventare il
campo anche molto non stazionario, con conse!uenti coe,cienti di resistenza molto
elevati"
-. 5OLUZIONI DELL*E3UAZIONE DI LAPLACE
%'equazione di %aplace pu essere risolta mediante due approcci di(erenti: uno
numerico che prevede l'utilizzo di tecniche $-D con discretizzazione attorno al proflo,
utilizzando ad esempio, tecniche alle di(erenze fnite, e un secondo metodo analitico
che s&rutta la linearit dell'equazione e quindi sovrapponendo soluzioni elementari"
8ar proprio su questo secondo metodo che verr concentrata l'analisi"
-.1 F&nzione di %&sso o di corren"e >o di 5"o@es?
/er studiare appro&onditamente le soluzioni elementari dell'equazione di %aplace,
occorre introdurre una &unzione chiamata di corrente o di )usso" Herranno quindi
&ormulate ipotesi preventive per introdurre questa &unzione:
6" campo di moto bidimensionale9
2" campo di moto incomprimibile
A se!uito di queste &ormulazioni, l'equazione della conservazione della massa diventa:
v=0
, ossia,
v=
v
x
x
+
v
y
y
+
v
z
z
=0
che . identicamente soddis&atta se ricaviamo
v
x
" v
y
(u, v da una &unzione ( E,G tale per cui:
u=v
x
=
!
y
v=v
y
=
!
x
che in coordinate polari diventa:
u
r
=
1
r
!

=
!
r
7uindi, andando a sostituire nell'equazione della conservazione della massa, e
scambiando le derivate
x y= y x
per la re!olarit del moto, si ottiene:

2
!
x y


2
!
y x
=0
8i pu dimostrare che le linee a costante sono linee di corrente" #n particolare,
considerando A e ', queste delimitano il nastro di )usso entro il quale la portata di
)uido . costante e pari a:

&
1
'
1
vn dl =!
'
1
!
&
1
e non dipende dal percorso"
#mportante . sottolineare come per defnire occorre che il campo sia irrotazionale, in
quanto si dimostra che (vedi appunti quaderno

2
!=w
z
che . l'e.&azione di
Poisson. 0el caso irrotazionale, questa si tras&orma in

2
!=0
che . l'e.&azione di
La#lace #er .
-.1 5ol&zioni eleen"ari
$ondizione al contorno necessaria per le soluzioni elementari dell'equazione di %aplace
. che il contorno del proflo deve essere linea di corrente, che numericamente
costituisce una condizione molto &orte (in particolare si ricordi che E &oil considera una
con pannelli lineari di vorticit, consentendo una soluzione pi: robusta"
-.1.1 Corren"e &ni)ore
=' il caso in cui si ha una
v=v

costante in tutto il campo:


/ertanto il campo sar caratterizzato da:
/otenziale:

=v

x
che derivando, &a ottenere
il campo di velocit:
u=v

v=0
-unzione di corrente:
!

=v

y
/er la corrente uni&orme le linee a costante sono linee parallele che indicano il
percorso delle particelle" 7uelle a costante sono invece perpendicolari alle prime
(propriet !enerale"
8e la corrente . inclinata di un certo an!olo rispetto all'asse E:
/otenziale:

=v

cos +v

sin
campo di velocit:
u=v

cos
v=v

sin
-.1.' 5or!en"e >o #ozzo?
#l campo di moto . a simmetria centrale"
/er la conservazione della massa, se la portata della sor!ente . q, essa deve restare
costante"
%e linee a costante sono radiali, quindi a costante, pertanto, dato che indicano il
percorso della particella, la velocit di questa sar solo radiale:
v
r
=
.
2 r
, la quale avr quindi andamento iperbolico con la distanza dal centro r:
Iicaviamo ora il potenziale cinetico sapendo che
v
r
=

r
, inte!rando si ottiene:

s
=
.
2 r
ln r+c
, dove c . la costante di inte!razione, arbitraria, che poniamo @"
Analo!amente si trova la &unzione di )usso, sapendo che
v
r
=
!

1
r
, si !iun!e a
!
s
=
.
2

, dove
=atan(
y
x
)
(da questa relazione si ha la dimostrazione che le linee a
costante sono quelle a costante"
-.1.- Corren"e &ni)ore G sor!en"e : 5eicor#o di Ran@ine
All'infnito si ri*ottiene la corrente uni&orme" #l nome semicorpo . conse!uente al &atto
che il corpo . aperto a valle, ottenendo un'altezza complessiva del corpo di
$

=
.
v

#l campo sar caratterizzato da un punto, detto di rista!no, in cui la velocit risultante


sar @, in quanto
v
s
=v

" %a posizione di tale punto,


x
0
, si ricava dalla precedente
u!ua!lianza:
v

=
.
2 x
0
"
%a &unzione di corrente sar:
!
SR
=!

+!
S
=v

y+
.
2
atan
y
x
"
-.1.6 O4ale di Ran@ine
8i imma!ini ora, per &ar verifcare la conservazione della massa, di porre un pozzo / ad
una certa distanza dalla sor!ente 8" 8i prenda poi un punto I e lo si colle!hi a 8 e /:
esso dister dai punti rispettivamente
r
1
e r
2
" >ali con!iun!enti &ormeranno con l'asse
E (con!iun!ente 8 e /, due an!oli,

1
e
2
" 8i consideri infne il trian!olo /I8, defniamo
quindi l'an!olo in I come
=
1

2
"
#l )usso emesso dalla sor!ente, verr assorbito dal pozzo: si pu individuare una linea
di corrente che racchiude tutto il )usso emesso e riassorbito"
%a &unzione di corrente sar:
!
&
=!

+!
S
+!
R
=v

y+
.
2

.
2

2
=v

.
2

-.1.7 Do##ie""a o Di#olo


8i tratta di una conf!urazione !eometrica al limite, si imma!ina in&atti di avvicinare
pozzo e sor!ente fno ad una distanza nulla" %a conf!urazione !eometrica che su deve
considerare per il processo al limite . la se!uente:
se
.
e contemporaneamente
d 0
, defnisco
.d=m='=cost
"
/er trovare la &unzione di corrente si procede quindi in questo modo:
si consideri la situazione iniziale, che . quella descritta al punto precedente senza la
corrente uni&orme,
!
D
=
.
2
()
"
#mma!iniamo quindi ora di avvicinare sor!ente e pozzo, mentre
d 0
per mantenere
costante m
.
, ed inoltre si assister ad una pro!ressiva diminuzione dell'an!olo

che quindi potr essere sostituito con


d =t)d =
d sin
1
r
1
d cos
1
per le relazioni
!eometriche del trian!olo rettan!olo" Durante il processo al limite, se
0
allora

(analo!amente per le distanze r e quindi si otterr:


d =
d sin
r
" 8ostituendo
nell'espressione della &unzione di corrente si ha:
!
D
=
.
2
d sin
r
=
'sin
2 r
che contiene una sin!olarit per rA@"
/er il potenziale :

D
=
'
2r
cos
#l campo di moto . defnito da una linea imma!inaria che unisce 8 e / diventando
l'asse della doppietta"
-.1.8 Corren"e &ni)ore G do##ie""a
8i parla di corrente 'traslatoria' attorno ad un cilindro (o cerchio"%a circon&erenza . di
ra!!io
R=
(
'
2v

-unzione di corrente:
!
C
=!

+!
D
=v

'
2
sin

r
=(v

r
'
2r
)sin