Trattamento della FORSU (Frazione Organica Rifiuto Solido Urbano)
L’ incremento demografico e l’intensa urbanizzazione degli ultimi decenni, ha portato ad un aumento importante
della quantità di rifiuti urbani prodotti a livello mondiale. Risulta di conseguenza importante gestire questo rifiuto
con tecniche strategiche con lo scopo di ridurre il più possibile l’impatto ambientale e l’inquinamento. Da questi
rifiuti nella maggior parte dei casi, se gestiti correttamente, è possibile ottenere un ritorno sia in termini di materiali
(riciclaggio) si in termini di produzione di energia (biogas e biometano).
La FORSU rappresenta la frazione organica del rifiuto solido urbano e deriva dalla raccolta differenziata. Rappresenta
il 30/40 % del peso dei rifiuti e comprende la frazione organica (umido) che deriva dagli scarti alimentari sia di utenze
domestiche che industriali. Essendo biodegradabile viene trattata biologicamente con trattamenti ANAEROBICI o
AEROBICI.
Al fine di controllare la qualità del materiale utilizzato e quantificare le entità inquinanti presenti, viene effettuata
l’ANALISI MERCEOLOGICA. Tale operazione viene effettuata manualmente dagli operatori e consiste nel
campionamento di una certa aliquota di materiale che viene separato tramite il metodo della quartatura. Sul
campione ottenuto il materiale viene separato in appositi contenitori in base alla natura del rifiuto e successivamente
pesato.
FRAZIONE ORGANICA (scarti alimentari di varia natura / materiale compostabile)
CARTA/CARTONE
PLASTICHE
VETRO
METALLI
MATERIALE INERTE
ALTRE TIPOLOGIE
TRATTAMENTO ANAEROBICO
Il trattamento anaerobico della FORSU prevede la digestione anaerobica con la produzione di biogas o biometano. La
FORSU non è composta solo ed esclusivamente dalla frazione organica ma come detto precedentemente, risulta
inquinata dalla presenza di materiali inerti che erroneamente vengono smaltiti assieme ad essa.
PRETRATTAMENTI
Prima di sfruttare la FORSU quest’ ultima necessita una serie di pretrattamenti che hanno lo scopo di
separare/rimuovere tutte le componenti non compostabili e ottenere quindi una componente organica che può
essere successivamente inviata alle fasi di digestione anaerobica. Vengono utilizzati per lo più pretrattamenti di tipo
meccanico con la finalità di eliminare le componenti non compostabili indesiderate.
ROMPISACCO
TRTURATORE
VAGLIATURA
DIGESTIONE ANAEROBICA
Una volta che il materiale è stato pretrattato può essere inviato alla fase di digestione anaerobica ma spesso la purea
organica che deriva dal pretrattaemnto subisce un’ulteriore fase di de sabbiatura al fine di rimuovere i materiali inerti
ancora presenti evitando quindi la loro sedimentazione all’ interno dei digestori. Il processo di digestione non
presenta differenze con gli impianti alimentati con biomasse agricole/agroindustriali in quanto la finalità è quella di
produrre biogas o biometano. Il digestato ottenuto viene destinato a una fase di separazione solido/liquido che può
essere effettuata o tramite dei classici separatori o a delle centrifughe; al fine di rimuovere gli inquinanti presenti
nelle due frazioni ottenute, quest’ ultime vengono inviate al TRATTAMENTO BIOLOGICO tramite COMPOSTAGGIO
(frazione solida) o FANGHI ATTIVI (frazione liquida).
TRATTAMENTO AEROBICO
Il trattamento aerobico (compostaggio) viene effettuato o direttamente sulla componente organica che non viene
destinata alla digestione anaerobica o sul separato solido derivante il digestato prodotto dalla fase anaerobica una
volta separato dalla componente liquida che seguirà un differente trattamento aerobico.
COMPOSTAGGIO
È un processo biologico che avviene in presenza di ossigeno che sfruttando l ‘attività di microrganismi quali muffe,
batteri e funghi, ha lo scopo di degradare la componente organica presente e convertirla in composti più semplici
ottenendo un prodotto stabile, privo di microrganismi patogeni che prende il come di COMPOST. A seconda del tipo
di rifiuto trattato si parla di ammendante compostato verde (utilizzo di sola biomassa vegetale) o ammendante
compostato misto (frazione vegetale e FORSU). In entrambi i casi può essere successivamente utilizzato come
ammendante agricolo qualora vengano rispettate le normative vigenti ovvero che abbia determinate caratteristiche
in termini di contenuto carbonio organico, azoto, umidità, pH, componenti inquinanti come metalli platiche etc.
TRATTAMENTO A FANGHI ATTIVI
Il separato liquido viene destinato al trattamento biologico aerobico con differenti sistemi di rimozione degli
inquinanti nello specifico del tenore di azoto. Una delle tecniche maggiormente efficienti prevede il trattamento a
FANGHI ATTIVI costituito da una vasca di ossidazione biologica e un sedimentatore finale per ottenere l’effluente
chiarificato e privo di inquinanti che deve essere separato dai fanghi. Sono diffusi sia sistemi a ciclo continuo che
sistemi discontinui (SBR) dove in un’unica vasca vengono effettuate le fasi di nitro/denitro e di sedimentazione finale.
In conclusione possiamo affermare che risulta importante gestire al meglio i rifiuti con tecniche strategiche in quanto
sarebbe riduttivo considerare un rifiuto come tale e quindi come prodotto esausto senza sfruttare il suo potenziale
ritorno in termini di materiali e soprattutto in termini energetici con lo scopo di ridurre al minimo l’inquinamento e il
loro impatto sull’ ambiente che ci circonda.