Sei sulla pagina 1di 4

CARBONIZZAZIONE IDROTERMICA

Una delle principali difficoltà che si incontrano parlando di economia circolare, è lo smaltimento della frazione organica di rifiuti solidi urbani (FORSU). Questi infatti, non solo vengono prodotti in quantità notevoli che si aggirano intorno al 40% dei rifiuti solidi urbani, ma devono essere trattati adeguatamente. Infatti, la FORSU e altri scarti di tipo organico che giungono negli impianti di smaltimento, possono essere incenerite o mandate a discarica, ma volendo trattare il rifiuto organico con processi volti a valorizzarlo, il cerchio si restringe a due tipi di trattamento, entrambi di natura biologica:

il compostaggio, per cui sono previsti circa 90 giorni per l'ottenimento del prodotto finale (compost)

la digestione anaerobica, per la quale occorrono intorno ai 40 giorni per ricavare biogas ricco di metano.

La conversione idrotermica (Hydrothermal Carbonization, HTC), nasce dunque con un doppio scopo: abbattere i tempi necessari alla degradazione e trasformazione dei rifiuti organici in un ottica che punto al "rifiuto zero", e la necessità sempre maggiore di distaccarsi dall'impiego di rifiuti fossili.

METODO

Nel processo di HTC, le materie prime vengono stoccate in contenitori ad alta pressione atti alla pirolisi delle biomasse. Durante il processo, vengono applicate temperature relativamente alte (generalmente in un range 180–250 ◦C) e alte pressioni (approssimativamente 10–50 bar) in condizioni anaerobiche. Uno dei vantaggi principali nell'impiego dell' HTC risiede nelle condizioni iniziali delle biomasse da trasformare, esse infatti non richiedono pre-trattamenti di essiccazione o di altro genere per abbassarne il grado di umidità interna la quale può aggirarsi tra il 75% ed il 90%. È conseguente eliminazione di parte dei costi di pre-trattamento e a differenza della pirolisi, il trattamento idrotermico si conclude in poche ore anziché protrarsi per svariate settimane.

PRODOTTI

Dal processo di HTC si ottengono prodotti nei tre stati, gassoso, liquido e solido.

GASSOSO: la fase gassosa è prodotta in quantità trascurabili e costituita dal 99% di CO 2

LIQUIDO: dalla raccolta e concentrazione della fase liquida si ottengono precursori per la produzione di bioplastiche .

SOLIDO: IDROCHAR, classificabile come biocombustibile, presenta caratteristiche simili a quelle della lignite fossile, con la differenza che si tratta di un combustibile rinnovabile, sostenibile e privo di composti inquinanti tipici dei combustibili fossili.

REAZIONI COINVOLTE NELL' HTC

Le biomasse coinvolte nelle reazioni si carbonizzazione idrotermica vengono sottoposte a reazioni di disidratazione, decarbossilazzazione e carbonilazione.

Altre reazioni utili alla comprensione del processo sono:

REAZIONE DI COMBUSTIONE IN PRESENZA DI OSSIGENO

Biomassa + O 2

CO 2 + H 2 O

REAZIONE DI GASIFICAZIONE IN CARENZA DI OSSIGENO

Biomassa + O 2

CO + H 2 + CH 4

REAZIONE DI PIROLISI IN ASSENZA DI OSSIGENO

Biomassa

Biomassa

Biomassa

CONCLUSIONI

(calore)

(calore)

(calore)

gas volatili (CO, H 2 , CH 4 )

gas condensabili (catrami, tars)

carbone (char)

La resa in massa dell'idrochar rispetto alla biomassa secca, varia tra il 60-80%. L'idrochar è un prodotto ad alto contenuto di carbonio e con un alto potere calorifico che presenta un grande potenziale nel campo dell'energia elettrochimica, immagazzinata con batterie al litio, super condensatori e l'immagazzinamento di idrogeno.

Veronica Sturniolo

n° 1147856

Corso di Microbiologia Ingegneria per l'Ambiente ed il territorio

Docente : Roberto Raga

Anno accademico 2018/2019