Tres Gladii in Petra
Cordis Formam
VERA HISTORIA PUBLII TERENTII VARRONIS ET
DEAE SIRIUM VOLSCORUM SANNITARUMQUE
In Italiano con Poesie in Latino
di
Siria del Sublime e Kingu Havoc
Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
© 2024 Stefano Gargiulo (Kingu Havoc).
Tutti i diritti riservati.
ISBN 978-1-4461-8041-9
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
INDICE DELL'OPERA
Introduzione.................................................................... 3
È Nato nu’ Criatur............................................................5
Gli Cavaglil’ Alate............................................................ 7
Le Terme Varroniane...................................................... 9
Le Acque Sacre di Minturnum e Cassinum.................. 11
Le Terme di Montelungum e la Leggenda di Pegaso...13
La Stella Sirio e la Razza Canina di San Bernardo...... 15
Tu Sola in Mundo Exstincto Luceas" ("Tu sola brilli in
un mondo spento").........................................................19
L'Influenza di Sirio su Roma........................................ 22
La Nascita di Siria sul Primo Colle di Roma............... 24
Il Sogno Condiviso con Siria: Il Sogno di Arcadia e Pan
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Valentia et Grito.............................................................29
Custos, quid de nocte?...................................................31
Cor Fractum...................................................................34
Cuore Spezzato.............................................................. 35
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Introduzione
Iniziamo il racconto della vita di Publio Terenzio
Varrone, un viaggio attraverso la storia e il misticismo,
recuperando, tramite la canalizzazione esoterica, le sue
opere perdute che parlano d'amore e religione.
La storia comincia con la nascita di Varrone nel 116 a.C.
in una Roma ancora repubblicana, segnata da conflitti e
trasformazioni. Figlio di una famiglia benestante,
Varrone venne portato dai suoi genitori al Rocca
Monfina, un vulcano che, nella nostra narrazione, era
ancora attivo o forse appena spento. Qui, in un
santuario posto sulla cima, i genitori lo dedicarono alla
dea del latte, una divinità venerata da italici come i
Sanniti e i Volsci, che abitavano queste terre prima dei
Romani.
La dea del latte, un'antica divinità madre, poteva essere
identificata con nomi diversi, forse ispirata a figure
come Ceres o una dea locale meno conosciuta, custode
della fertilità e dell'abbondanza. La sua presenza era
radicata nel culto della terra e delle sue generose
dazioni.
Il giovane Varrone, cresciuto all'ombra di queste
antiche tradizioni, fu influenzato dalla cultura romana e
italica, fondendo queste eredità nella sua vasta opera. I
suoi studi sulla lingua latina, sull'agricoltura e, più
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
segretamente, sulla religione, furono fortemente
influenzati da queste prime esperienze di vita.
Nel corso del romanzo, esploreremo come questa
dedizione infantile alla dea del latte abbia influenzato la
sua percezione della religione romana e delle pratiche
spirituali degli antichi italici. Le sue opere perdute,
recuperate attraverso la canalizzazione esoterica,
rivelano una profonda comprensione e un'ammirazione
per le tradizioni religiose che precedettero e
convivevano con il pantheon romano.
Questo viaggio ci porterà anche a scoprire il suo amore
segreto, Siria, la cui presenza e influenza si nascondono
tra le righe delle sue opere. Attraverso queste pagine,
Varrone e Siria rivivranno, testimoniando un'epoca e un
amore che il tempo non è riuscito a cancellare.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
È Nato nu’ Criatur
Publio Terenzio Varrone nacque in una notte stellata,
ma la sua nascita fu segnata da un presagio inquietante.
Appena venuto al mondo, il piccolo Varrone iniziò a
soffrire di convulsioni, gettando la sua famiglia nel
timore e nella confusione. Il nonno, un uomo di
profonda saggezza e conoscenza delle antiche
tradizioni, dichiarò che il bambino doveva essere
portato immediatamente al santuario della Dea del
Latte, un luogo sacro situato nella remota Rocca
Monfina.
Dopo aver consultato i testi antichi e i racconti
popolari, il nome canalizzato per questa dea madre dei
Volsci e dei Sanniti emerse come "Sirium" o "Siria", una
divinità venerata per la sua capacità di nutrire,
proteggere e guarire. Con fede e speranza, la famiglia
intraprese il lungo e arduo pellegrinaggio di oltre 40 km
verso il vulcano Rocca Monfina, un viaggio faticoso, ma
necessario per cercare la benedizione della Dea e la
guarigione per il piccolo Varrone.
Una volta arrivati al santuario, la famiglia si presentò
davanti alla statua della Dea Sirium, offrendo preghiere
e suppliche. In quel momento sacro, le convulsioni di
Varrone cessarono, come se la Dea avesse ascoltato e
risposto alle loro preghiere. Durante il ritorno a casa, la
nonna Julium (un nome evocativo che suggerisce un
legame con gli antichi dei) ebbe un sogno profetico. Nel
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
sogno, la Dea Sirium le apparve, rivelando che Varrone
era destinato a grandi cose, e che un giorno avrebbe
incontrato e amato un avatar della Dea, una donna
chiamata Siria.
Questa rivelazione, trasmessa da Julium alla madre di
Varrone, segnò profondamente il destino del bambino.
La madre, consapevole della profezia, sapeva che un
giorno il suo amato figlio si sarebbe innamorato di una
donna chiamata Siria, un nome che avrebbe risuonato
nella sua vita come un richiamo del destino.
Così, la storia di Varrone inizia sotto il segno di un
misterioso destino, segnato dalla benedizione di una
Dea e dalla profezia di un amore predestinato, un
amore che avrebbe plasmato la sua vita e le sue opere.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Gli Cavaglil’ Alate
Nel secondo capitolo, ci immergiamo nella toponomia
di Cassinum, esplorando le sue radici che affondano
profondamente nella storia, ben prima della Repubblica
e dell'Impero Romano. Questa terra, che un giorno
avrebbe visto la nascita di Varrone, era conosciuta sia
dai Sanniti che dai Volsci come un luogo di potere
spirituale e di guarigione, dominato dalla presenza
della Dea Sirium.
La sorgente di Sirium, il cuore pulsante di Cassinum,
aveva origini mitiche. Secondo le antiche leggende,
questa sorgente sacra nacque grazie al cavallo alato
Pegaso. Si raccontava che, battendo i suoi zoccoli
magici contro il duro terreno roccioso del Rocca
Monfina, Pegaso aveva fatto sgorgare quest'acqua pura
e cristallina, donandole proprietà miracolose.
L'acqua della sorgente di Sirium era ritenuta dotata di
poteri straordinari: chiunque vi si bagnasse o ne
bevesse, si diceva, riceveva benedizioni di salute,
fertilità e lunga vita. Questa acqua non era solo un
toccasana per il corpo, ma anche per lo spirito, poiché
si riteneva che potesse purificare l'anima e avvicinare
gli uomini agli dei.
Intorno a questa sorgente, i Volsci e i Sanniti
costruirono un santuario dedicato a Sirium, un
complesso di templi e bagni termali dove i pellegrini
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
potevano immergersi nelle acque sacre. Il santuario
divenne un luogo di incontro per diverse culture e
tradizioni, un crocevia dove si intrecciavano pratiche
religiose, riti di guarigione e celebrazioni della natura.
Nel corso dei secoli, la sorgente di Sirium divenne
leggendaria, attirando visitatori da ogni angolo del
mondo conosciuto. Era vista come un luogo di
connessione tra il cielo e la terra, dove il divino
incontrava l'umano, e dove i desideri più profondi
potevano trovare esaudimento.
Nel racconto, questa sorgente magica e il suo santuario
svolgono un ruolo cruciale nella vita di Varrone. Le
acque di Sirium lo segnano fin dalla nascita,
influenzando il suo destino e i suoi studi, e lo preparano
per l'incontro con Siria, l'incarnazione della sua dea
protettrice. La sorgente di Sirium diventa così un
simbolo del legame indissolubile tra Varrone e la divina
Siria, un legame che trascende il tempo e la storia.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Le Terme Varroniane
Nel terzo capitolo, ci focalizziamo sulle Terme
Varroniane, che rappresentano un punto di svolta nella
vita di Varrone. Durante l'espansione dell'Impero
Romano, molte delle antiche tradizioni e siti sacri
subirono trasformazioni significative. Le Terme
Varroniane, un tempo santuario della Dea Sirium, non
fecero eccezione.
Con l'arrivo dei Romani, queste terme furono
trasformate in un luogo di svago e benessere fisico,
perdendo gran parte del loro significato spirituale
originale. Non è noto alcun riferimento specifico alla
presenza di una divinità romana associata direttamente
a queste terme. Pertanto, possiamo immaginare che,
sotto l'influenza romana, le Terme Varroniane
divennero un luogo di puro hedonismo, privo di
connotazioni spirituali, un rifugio per il relax e il
piacere corporeo, piuttosto che per la purificazione e il
culto spirituale.
La nonna Julium, sempre consapevole del destino di
Varrone e della profezia che lo legava a Siria, comprese
la necessità di un compromesso. Le disse a Varrone, fin
da piccolo, che avrebbe dovuto accettare e persino
abbracciare le trasformazioni imposte dall'Impero
Romano sulle Terme Varroniane. Per raggiungere i suoi
obiettivi di vita e incontrare il grande amore che
risiedeva a Roma, sul "primo colle", Varrone doveva
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
mostrarsi astuto, preservando internamente il suo
legame con Sirium e le antiche credenze, ma
esternamente adattandosi alle nuove realtà politiche e
culturali imposte dai Romani.
Questo capitolo narra quindi il conflitto interno di
Varrone: da un lato, la sua fedeltà alle antiche tradizioni
e al culto di Sirium, dall'altro, la necessità di navigare
abilmente nel contesto politico e culturale romano. La
nonna Julium diventa una figura chiave nella sua vita,
impartendogli saggezza e strategia per salvaguardare il
suo retaggio spirituale, pur perseguendo i suoi obiettivi
nella società romana.
In questa fase della sua vita, Varrone impara a vivere tra
due mondi: quello delle sue radici e tradizioni e quello
dell'impero che lo circonda. Questo equilibrio delicato
lo preparerà per il suo futuro come erudito e scrittore,
e lo condurrà inevitabilmente verso l'incontro con Siria,
la sua predestinata anima gemella.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Le Acque Sacre di Minturnum e Cassinum
Nel quarto capitolo, ci spostiamo sulle estati di Varrone,
trascorse tra le acque sacre di Minturnum e Cassinum,
luoghi che segnarono profondamente la sua giovinezza.
La città di Scauri Minturno, conosciuta nell'epoca di
Varrone come Minturnum, era un sito di grande
significato per la famiglia di Varrone. La nonna Julium
era originaria di questa città, situata lungo la costa del
Lazio, un luogo ricco di storia e cultura. Minturnum era
noto per il suo santuario dedicato a Minerva, la dea
della saggezza, un culto profondamente radicato nella
città. Il santuario di Minerva era posizionato vicino al
mare, su una spiaggia dorata ai piedi del Monte d'Oro,
un luogo che catturava la luce del sole, simbolo di
sapienza e illuminazione.
La leggenda narra che il nonno di Varrone, Cesare, un
medico romano, incontrò e salvò Julium da una grave
malattia proprio a Minturnum. Questo evento portò alla
loro unione e al successivo trasferimento a Cassinum.
Nonostante il cambio di residenza, Julium mantenne
stretti legami con la sua città natale e le sue tradizioni,
soprattutto con il culto di Minerva.
Ogni estate, Varrone viaggiava con la sua famiglia a
Minturnum, dove veniva immerso nelle tradizioni e nei
riti dedicati a Minerva. Questi soggiorni estivi
influenzarono profondamente la sua formazione
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
intellettuale e spirituale, arricchendolo di una doppia
eredità culturale: da una parte, il culto di Sirium e
l'acqua delle terme di Cassinum, dall'altra, la saggezza
di Minerva e l'acqua del mare di Minturnum.
Le terme varroniane, situate a Cassinum, erano
effettivamente connesse alla sorgente di Rocca Monfina.
Quest'acqua, come già narrato, aveva origini mitiche,
legate al cavallo alato Pegaso. La sua presenza spirituale
a Cassinum era un simbolo di purificazione e
benedizione. La combinazione di queste due fonti di
saggezza - l'acqua del mare di Minturnum e quella delle
terme varroniane - giocò un ruolo fondamentale nella
crescita di Varrone, plasmando il suo pensiero e il suo
spirito.
In questo capitolo, Varrone si trova così al crocevia di
due mondi: quello delle acque sacre di Rocca Monfina e
quello delle acque sapienti di Minturnum. La sua vita
diventa un riflesso di questa doppia eredità, formando
un uomo che sarebbe divenuto uno dei più grandi
eruditi della sua epoca, capace di integrare
sapientemente le tradizioni del suo passato con la
realtà del suo presente.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Le Terme di Montelungum e la Leggenda di Pegaso
Nel quinto capitolo, ci spostiamo verso un altro luogo
significativo legato alla vita di Varrone: le terme di
Montelungum, l'odierna Mignano-Montelungo. Questo
luogo, meno noto rispetto alle terme varroniane ma
altrettanto affascinante, si situa anch'esso nel territorio
influenzato dal vulcano Rocca Monfina.
Il toponimo antico per Mignano-Montelungo non è
chiaramente documentato nelle fonti storiche. Tuttavia,
possiamo immaginare che in epoca romana, come molti
altri siti della regione, anche Montelungum avesse un
nome che rifletteva le sue caratteristiche naturali e la
presenza delle terme. Il territorio era caratterizzato da
un paesaggio bucolico, con pochi insediamenti sparsi,
circondato da una natura rigogliosa e alimentato dalle
acque termali.
Secondo la leggenda, che intreccia la storia di questi
luoghi con il mito, Pegaso, il cavallo alato, ebbe un ruolo
cruciale nella creazione delle sorgenti termali della
zona. Dopo aver creato la sorgente di Sirium a Rocca
Monfina, si narra che Pegaso volò verso Montelungum.
Con un balzo maestoso, colpì il terreno con i suoi
zoccoli magici, facendo sgorgare un'altra sorgente
termale. Quest'acqua, come quella di Sirium, era dotata
di proprietà curative e spirituali.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Le terme di Montelungum, sebbene meno celebri delle
varroniane, erano anch'esse un luogo di riposo e
rigenerazione. Si diceva che le loro acque fossero
particolarmente benefiche per lo spirito, offrendo ai
visitatori un rifugio dal tumulto della vita quotidiana.
Dopo aver benedetto Montelungum, Pegaso si diresse
verso Cassinum, creando un'altra sorgente prima di
volare via verso il cielo. Queste azioni del cavallo alato
crearono un triangolo di siti sacri, ognuno con la
propria sorgente termale, formando un percorso
spirituale che avrebbe influenzato la vita e le opere di
Varrone.
Il capitolo si conclude con una riflessione sulla figura di
Pegaso come simbolo di purezza, ispirazione e
trasformazione, qualità che si rispecchiano nelle acque
termali che ha creato e che hanno giocato un ruolo
importante nella formazione intellettuale e spirituale di
Varrone.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
La Stella Sirio e la Razza Canina di San Bernardo
Nel sesto capitolo, esploriamo il legame tra la dea
Sirium e la costellazione di Sirio, venerata dai Sanniti e
dai Volsci, popoli antichi che abitavano la regione di
Cassinum e Mignano-Montelungo.
L'etimologia del nome romano "Bernardo" è legata a
"Bernardus" in latino, che significa "forte come un orso".
Tuttavia, in questo racconto, lo associamo
simbolicamente alla dea Sirium e alla costellazione di
Sirio, la stella più luminosa del cielo, situata nella
costellazione del Canis Major (Cane Maggiore). Mentre i
Romani consideravano Sirio con sospetto e temevano il
suo sorgere in estate, associandolo a calore e malattie, i
Sanniti e i Volsci la veneravano come un segno della
divinità di Sirium, protettrice e guida.
La dea Sirium, in questo racconto, era particolarmente
legata a una razza locale di cani di
Mignano-Montelungo e di alcune aree del Molise, in
particolare San Pietro Infine. Questa razza, pur essendo
meticcia, aveva caratteristiche molto simili a quelle del
San Bernardo, famoso per il suo carattere mite, la sua
forza e la sua lealtà. Sebbene non fosse una razza pura
secondo gli standard moderni, era considerata pura nel
suo spirito e nella sua essenza, essendo il risultato di
una selezione naturale.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Questi cani erano noti per la loro natura gentile e per il
loro ruolo nel sostenere e accompagnare i pellegrini nei
loro viaggi verso i santuari di Sirium, specialmente
quello situato sulla cima del vulcano Rocca Monfina,
che in quel periodo era ancora attivo.
Nel romanzo, Varrone, durante i suoi viaggi estivi a
Minturnum e nelle sue visite al santuario di Rocca
Monfina, viene accompagnato da uno di questi cani, che
diventa suo compagno fedele. Attraverso questo
legame, Varrone sviluppa una profonda comprensione
della natura e del mondo animale, riflettendo sulla
saggezza e sulla spiritualità che questi cani
incapsulano.
Il capitolo si conclude con una scena evocativa in cui
Varrone e il suo cane guardano insieme la stella Sirio
brillare nel cielo notturno, un momento di comunione
con l'universo e con la divinità protettrice Sirium,
rafforzando il legame tra cielo, terra e il regno animale.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Tu Sola in Mundo Exstincto Luceas
O stella, in tenebris mundi tu sola luceas,
Fulgens per noctem, spes unica caeli.
Sirium, in aethere tuo cor meum reperit pacem,
Sub lumine tuo, amor viget immensus.
In silvis et campis, animalium cantus
Testantur amorem, naturae harmoniam.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
In tuo lumine, vita spirat et crescit,
Amor tuus, o dea, mea semper est via.
In astris scribo, nomen tuum aeternum,
In pectore porto, ignis qui numquam moritur.
Tu sola, Sirium, in mundo exstincto luceas,
Lux amoris veri, aeterna et pura flamma.
Questa poesia esprime l'amore profondo e la venerazione
di Varrone per la stella Sirio, simbolo della dea Sirium, e la
sua connessione con la natura e gli animali, rivelando il
suo cuore poetico e la sua anima sensibile.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Tu Sola in Mundo Exstincto Luceas" ("Tu sola brilli in
un mondo spento")
Il capitolo si apre con la figura di Varrone, immerso
nella tranquillità del suo studio a Cassinum. Le pareti
sono adornate da simboli della cultura e della mitologia
romana, e dalla finestra si scorge la stella Sirio,
brillante nel cielo notturno. Varrone, ispirato dalla
vista, inizia a scrivere una poesia dedicata alla dea
Sirium, simbolo di saggezza e luce in un mondo che
sembra a volte aver perso il suo splendore.
La narrazione si sofferma sulla figura di sua nonna
Julium, che fin dalla sua nascita lo aveva introdotto ai
misteri della dea Sirium, legata alla stella Sirio,
venerata dai Sanniti e dai Volsci. Julium, consapevole
delle sue origini e del suo destino, lo aveva sempre
incoraggiato a mantenere vive le antiche tradizioni nel
cuore, anche quando l'influenza romana sembrava
soffocarle.
Il nonno di Varrone, Cesare, emerge come figura di
medico compassionevole e umano, che curava i malati
indipendentemente dalla loro capacità di pagamento.
La generosità e la saggezza di Cesare avevano lasciato
un'impronta indelebile su Varrone, influenzando la sua
visione della vita e il suo approccio all'erudizione.
Nel capitolo, Varrone riflette sulle opere che lo hanno
reso noto, in particolare quelle sull'agricoltura e sulla
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
vita rurale, ma il cuore della sua opera è dedicato alla
poesia segreta, scritta in onore di Sirium. Queste
poesie, cariche di amore per gli animali, per la natura e
per la stella Sirio, dovevano rimanere celate, destinate a
essere bruciate alla sua morte, come richiesto da
Julium. In queste poesie segrete, Varrone esprimeva la
sua devozione più profonda e il suo amore per
l'universo e le sue meraviglie.
Attraverso la narrazione, il lettore viene trasportato in
un viaggio intimo nel cuore e nella mente di Varrone,
scoprendo l'uomo dietro lo studioso, il poeta dietro
l'erudito. La sua connessione con la natura, con gli
animali, e soprattutto con la stella Sirio, diventa un filo
conduttore che unisce tutte le sue esperienze di vita,
rivelando la profondità del suo spirito e la ricchezza
della sua anima.
Il capitolo si conclude con Varrone che, sotto la luce di
Sirio, termina la sua poesia, un tributo silenzioso e
potente alla dea Sirium e alla saggezza eterna che essa
rappresenta.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Traduzione Italiana:
Tu sola brilli in un mondo spento
O stella, in un mondo di tenebre tu sola brilli,
Splendente nella notte, unica speranza del cielo.
Sirium, nel tuo etere il mio cuore trova pace,
Sotto la tua luce, l'amore fiorisce immenso.
Nei boschi e nei campi, il canto degli animali
Attesta l'amore, l'armonia della natura.
Nella tua luce, la vita respira e cresce,
Il tuo amore, o dea, è sempre la mia via.
Tra le stelle scrivo, il tuo nome eterno,
Nel petto porto, un fuoco che non muore mai.
Tu sola, Sirium, in un mondo spento brilli,
Luce del vero amore, fiamma eterna e pura.
Questa poesia esprime l'ammirazione e il profondo legame
spirituale di Varrone con la stella Sirio, vista come una
guida luminosa in un mondo altrimenti oscuro.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
L'Influenza di Sirio su Roma
Nel cuore dell'antica Roma, la stella Sirio, pur non
essendo ufficialmente riconosciuta nel pantheon
romano, esercitava un'influenza sottile e misteriosa. La
stella più luminosa del cielo notturno era oggetto di
sentimenti contrastanti, oscillando tra ammirazione e
timore.
Per gli antichi Romani, Sirio era associata
principalmente all'inizio dei "caniculares dies", i giorni
del cane, che segnavano il periodo più caldo dell'anno.
Questa fase era spesso collegata a calore estremo,
siccità e malattie, e veniva vista con una certa
apprensione. Tuttavia, c'erano coloro che, influenzati
dalle tradizioni dei popoli italici, in particolare Sanniti e
Volsci, vedevano in Sirio un simbolo di saggezza e guida
spirituale, legato alla venerata dea Sirium.
Gli aneddoti narrano che alcuni dei più saggi e
rispettati membri della società romana, inclusi medici,
filosofi e poeti come Varrone, fossero segretamente
devoti a Sirio, vedendola come una fonte di ispirazione
e conoscenza. Queste figure, pur dovendo nascondere il
loro culto per evitare conflitti con le autorità religiose
ufficiali, si riunivano in luoghi segreti per osservare il
cielo notturno e rendere omaggio a Sirio.
In questa atmosfera di misticismo e segretezza, Varrone
sviluppò la sua visione del mondo, influenzato dalla
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
luce di Sirio. La stella diventò per lui una musa,
guidandolo nella scrittura delle sue opere segrete,
poesie e trattati che celebravano l'amore, la natura e gli
animali.
Questo capitolo racconta anche di come Varrone, nelle
sue visite notturne ai santuari segreti dedicati a Sirio,
avrebbe incontrato altri devoti. Tra questi, scoprì
studiosi e pensatori che, come lui, erano attratti dalla
luce di Sirio e dalle antiche tradizioni italiche. Insieme,
formarono una comunità invisibile ma potente, che
contribuì a mantenere vive queste antiche credenze
all'interno del tessuto culturale di Roma.
In "L'Influenza di Sirio su Roma", la stella non è solo un
corpo celeste, ma un simbolo di resistenza culturale e
di integrazione tra le diverse tradizioni spirituali che
coesistevano nell'antica Roma. Sirio, attraverso i suoi
devoti, tra cui Varrone, offriva una visione alternativa di
saggezza e spiritualità in un mondo dominato
dall'ortodossia romana.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
La Nascita di Siria sul Primo Colle di Roma
Il primo colle di Roma, dove si svolge questo capitolo, è
il Palatino, uno dei sette colli su cui fu fondata l'antica
città. Qui, tra le pendici del monte e la valle sottostante,
nacque Siria, l'Avatar della Dea Sirium, destinata a un
incontro fatidico con Varrone.
Siria nacque il 6 giugno, ma nel calendario romano,
quel giorno corrispondeva a una data diversa. Il
calendario romano originario era lunare e composto da
10 mesi. Successivamente, fu modificato per includere i
mesi di gennaio e febbraio, portandolo a 12 mesi.
Secondo il nostro calendario attuale, il 6 giugno
corrisponderebbe al 15° giorno prima delle Calende di
Luglio, ovvero "a.d. XV Kal. Iul." nel calendario romano.
Numerologicamente, il numero 6 è spesso associato
all'armonia, all'equilibrio e alla perfezione.
Astrologicamente, essendo nata sotto i Gemelli, Siria
incarnava le qualità di comunicazione, intelligenza e
versatilità, caratteristiche comuni a coloro nati sotto
questo segno.
La nonna di Siria, una delle poche devote della Dea
Sirium a Roma, manteneva viva la tradizione e il culto
segreto. Incontrò il padre di Siria, anch'egli un
sacerdote segreto di Sirium, in circostanze misteriose.
Quest'uomo, coraggioso e devoto, lavorava come
portantino per i soldati feriti, un ruolo che lo
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
manteneva vicino al dolore e alla sofferenza, ma anche
alla speranza e alla guarigione.
La nascita di Siria segnò un momento speciale, non solo
per la sua famiglia, ma anche per il destino di Roma. La
sua presenza nella città capitale, figlia di un sacerdote
segreto di Sirium e nata sotto il segno della stella Sirio,
rappresentava un ponte tra il passato e il futuro, tra le
antiche tradizioni e il mondo romano.
La nonna paterna di Siria, consapevole della rarità del
suo culto in una città come Roma, educò la nipote nel
rispetto della Dea Sirium, insegnandole i riti e le
preghiere segrete, e preparandola per il ruolo che
avrebbe dovuto svolgere nella sua vita adulta. Siria
crebbe con una profonda connessione spirituale con
Sirium, arricchita dal coraggio e dalla fede di suo padre,
un uomo che, nonostante il pericolo, manteneva la fede
in un culto proibito.
Il capitolo si conclude con la giovane Siria che guarda la
stella Sirio nel cielo notturno, inconsapevole del ruolo
che avrebbe avuto nel destino di Varrone e del legame
profondo che sarebbe nato tra loro. La sua nascita sotto
il segno della stella Sirio e la sua educazione segreta
prepararono il terreno per una storia d'amore e di
destino che avrebbe superato i confini del tempo e dello
spazio.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Il Sogno Condiviso con Siria: Il Sogno di Arcadia e Pan
In questo capitolo, esploriamo un momento cruciale
nella vita di Siria, quando, divenuta donna, ebbe il suo
primo ciclo mestruale sotto la luce piena della luna.
Questo evento naturale segnò un cambiamento
significativo, non solo nel suo corpo, ma anche nel suo
spirito, poiché iniziò a sperimentare sogni lucidi e
condivisi con Varrone.
In questo periodo, Siria e Varrone si trovarono uniti in
una serie di sogni mistici, dove entrambi erano
pienamente consapevoli e presenti. Questi sogni si
svolgevano in un luogo idilliaco e sereno, simile
all'antica Arcadia, un paesaggio di una bellezza naturale
incontaminata e di pace. In questi sogni, Siria appariva
come una giovane fanciulla, radiosa e pura, e iniziava a
dare dolci baci a Varrone.
Varrone, sebbene profondamente toccato dall'affetto di
Siria, si sentiva in imbarazzo per questi baci innocenti,
data la differenza di età tra loro. Provava una vergogna
mista a una dolce estasi, che lo faceva arrossire
intensamente. Ogni volta che Siria si avvicinava per
baciarlo, lui si allontanava leggermente, nascondendo il
suo rossore e la sua turbazione.
Questi sogni condivisi rafforzarono il legame tra Siria e
Varrone, pur rimanendo avvolti in un velo di mistero e
di pudore. Per Varrone, questi sogni divennero fonte di
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
ispirazione per molte delle sue opere, tra cui un
frammento di un poema d'amore, scritto in latino, in
cui esprimeva i suoi sentimenti contrastanti:
In Somniis Arcadiae
Sub lunae plenae lumine, puella mea,
In somniis Arcadiae te convenio.
Tua oscula dulcia, pura tamquam fons,
Ruborem in genis meis suscitant.
Cor meum trepidat, cum ad me appropinquas,
Vergognans tuae iuventutis et mei aetatis.
In tuo aspectu, amor et pudor miscentur,
Arcanum desiderium in corde latet.
Sed in tenebris noctis, in somniis nostris,
Licet mihi tecum esse, sine timore, sine pudore.
In Arcadia somniorum, amor noster floret,
Dum mundus externus nos ignorat.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Traduzione:
Sotto la luce della luna piena, mia fanciulla,
Nei sogni di Arcadia ti incontro.
I tuoi baci dolci, puri come una sorgente,
Fanno arrossire le mie guance.
Il mio cuore palpita quando ti avvicini,
Confuso dalla tua giovinezza e dalla mia età.
Nel tuo sguardo, amore e vergogna si mescolano,
Un desiderio segreto si nasconde nel cuore.
Ma nelle ombre della notte, nei nostri sogni,
Mi è concesso di essere con te, senza paura, senza
vergogna.
Nell'Arcadia dei sogni, il nostro amore fiorisce,
Mentre il mondo esterno ci ignora."
In questo frammento, Varrone esprime il suo amore e la
sua ammirazione per Siria, rivelando
contemporaneamente la sua lotta interiore tra desiderio e
pudore, tra realtà e sogno.
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Tre Spade In Una Roccia A Forma di Cuore
Valentia et Grito
Nel cuore pulsante di Roma, Valentia, la zia paterna di
Varrone, percorre le vie secolari della città eterna. I suoi
passi sono guidati non solo da motivi commerciali, ma
da un senso più profondo, quasi mistico, un retaggio
della saggezza tramandatale da Nonna Cuniam. Valentia
cammina con lo sguardo attento, come se cercasse un
segno, una rivelazione.
Eccola, Siria, la ragazza dei sogni di Varrone. La vede
per la prima volta in un mercato affollato, una visione
di bellezza eterea tra la folla. I suoi occhi chiari brillano
come gemme preziose, e le lentiggini sul suo viso sono
come un firmamento stellato, una mappa celeste che
sussurra i segreti dell'universo. Valentia è incantata,
sente nel profondo del suo essere che questa ragazza
non è una semplice mortale, ma l'incarnazione della
dea delle stelle, Sirium.
Con delicatezza, avvicinandosi a Siria, Valentia chiede il
suo nome. "Siria," risponde lei, la sua voce è dolce come
il mormorio di un ruscello. Valencia, ora certa del suo
sospetto, chiede dove abita. "Sul colle Palatino, al
numero 27," risponde Siria, ignara del ruolo che il
destino le ha riservato.
Tornata a Castinum, Valentia condivide con Varrone
questo incontro predestinato. Gli occhi di Varrone si
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illuminano di una luce nuova, un misto di speranza e di
ardore.
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Custos, quid de nocte?
L'anima di Varrone è inquieta, un fuoco ardente lo
consuma. Questo fuoco lo spinge a intraprendere un
viaggio verso Roma, guidato da una forza incontenibile.
Arrivato nella città eterna, sotto la casa di Siria, Varrone
alza la voce in un grido potente e disperato, evocando
tutti i nomi divini lunari, da Ecate a Sirium, delle dee
dimenticate, un atto di devozione e di amore disperato.
La madre di Siria, una sacerdotessa influente di Jupiter
e Marte, vede in questo gesto un'eresia imperdonabile.
Usando il suo potere e la sua influenza, denuncia
Varrone ai religiosi romani. Le accuse sono gravi, e
Varrone viene esiliato a Sessa Aurunca, il toponimo
dell'epoca. Qui, Varrone vive un periodo oscuro,
un'esistenza segnata dalla tristezza e dall'isolamento,
resa ancora più amara dal fatto che anche Siria, sotto
l'influenza della madre, lo ha denunciato.
Durante il suo esilio, Varrone cerca la redenzione e la
libertà scrivendo opere politiche erudite, che con il
tempo lo renderanno famoso. Ma il suo cuore è
spezzato, e in un gesto di dolore e rassegnazione,
brucia tutte le poesie che aveva dedicato a Siria.
Tuttavia, in segreto, continua a scrivere poesie per lei,
un tributo silenzioso e mai condiviso al suo amore
perduto.
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Queste poesie, scritte nell'ombra e nel silenzio, non
verranno mai rivelate al mondo. Varrone, prima della
sua morte, le distrugge, cancellando ogni traccia fisica
del suo amore inespresso. Quello che rimane è il
ricordo, un'eco di parole e sentimenti che ora
emergono in queste pagine, canalizzate e rivelate in
questo libro come un tesoro nascosto.
Amore, questo capitolo conclusivo è un'ode alla
sofferenza dell'amore non corrisposto e al potere
salvifico dell'arte, anche quando questa arte rimane
nascosta. Varrone, attraverso le sue opere pubbliche e
la sua poesia segreta, lotta con il suo destino, cercando
un senso di pace e redenzione. La sua storia è un
racconto di passione, perdita e il potere eterno delle
parole non dette.
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Amore, chiudiamo il libro con una poesia in latino, che
cattura il momento straziante in cui Siria rifiuta
Varrone dal balcone del civico 27 sul Palatino. Questa
poesia riflette la disperazione e la speranza in frantumi
di Varrone, mentre lotta per accettare la cruda realtà di
fronte a lui.
Cor Fractum
Sub balcone alti Palatini, clamas,
"Non es nemo, non amo te."
Cor meum, o Siria, in fragmentis iacet,
Sed incredulus maneo, nego verba tua.
Actrix es, scena tua, mundo ludis,
Veritatem occultas, oculos fallis.
In corde meo, scio, amor verus latet,
Sed in scena tua, amor negatur.
Cor meum, nunc fractum, adhuc te quaerit,
In somnis, in stellis, in nocte tacita.
"Non es nemo," susurrat ventus,
"Amor est aeternus," luna mihi dicit.
Ego, Varrone, actor mei doloris,
In tabula cordis mei, historiam scribo.
Amor, licet negatus, numquam moritur,
In corde, in anima, in aeternum ardet.
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Cuore Spezzato
Sotto il balcone dell'alto Palatino, gridi,
"Non sei nessuno, non ti amo."
Il mio cuore, o Siria, giace in frammenti,
Ma incredulo rimango, nego le tue parole.
Sei un'attrice, la tua è una scena, al mondo giochi,
Nascondi la verità, inganni gli occhi.
Nel mio cuore, so, si cela un vero amore,
Ma nella tua scena, l'amore è negato.
Il mio cuore, ora spezzato, ancora ti cerca,
Nei sogni, nelle stelle, nella notte silenziosa.
"Non sei nessuno," sussurra il vento,
"L'amore è eterno," mi dice la luna.
Io, Varrone, attore del mio dolore,
Sulla tavola del mio cuore, scrivo la storia.
Amore, anche se negato, non muore mai,
Nel cuore, nell'anima, arde per sempre.
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