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Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 generale, patriota e condottiero italiano. Isola di Caprera, 2 giugno 1882) stato un

Noto anche con l'appellativo di Eroe dei due mondi per le sue imprese militari compiute sia in Europa, sia in America meridionale, la figura pi rilevante del Risorgimento ed uno dei personaggi storici italiani pi celebri nel mondo. considerato, insieme a Giuseppe Mazzini, Vittorio Emanuele II e Camillo Benso, conte di Cavour, uno dei padri della Patria.

Biografia
La giovinezza
Il nonno di Garibaldi si chiamava Angelo ed era di Chiavari. Uno dei suoi figli, Domenico (1766-1841)[1], capitano di cabotaggio, emigr a Nizza; all'epoca era in parte (o del tutto) proprietario di una tartana chiamata Santa Reparata.[2]. Sua moglie, Rosa Raimondi (17761852),[1] era originaria di Loano, provincia di Savona. L anno del loro matrimonio di datazione incerta (forse 1794) (v. Garibaldi (famiglia)) in quanto non stato trovato nessun certificato in merito.[3] Giuseppe Garibaldi era il secondogenito di Domenico; Angelo era il nome di suo fratello maggiore mentre, dopo Giuseppe, nacquero altri due maschi, Michele e Felice, e due bambine morte in tenera et.[2] Nessuno degli altri figli avr una lunga vita: di tutti, solo Michele raggiunger i 56 anni.[4] Avranno pi o meno fortuna: Angelo diventer console negli Stati Uniti d'America mentre Michele e Felice vivranno legati al mare, il primo capitano, il secondo come rappresentante di una compagnia di navigazione. Le due sorelle si chiamavano Elisabetta e Maria Teresa: la seconda mor di malattia, la prima bruci insieme alla balia.[5] Nacque a Nizza (nel Quai Lunel[6]), citt capoluogo di una Contea parte dei domini dei Savoia per sette secoli che all'epoca faceva parte del Primo Impero (torn al Regno di Sardegna dopo che la ricostituitasi Repubblica di Genova venne ad esso annessa contro il suo volere per decisone del Congresso di Vienna e rest sotto il governo dei Savoia fino al 1860). Il 29 luglio 1807 venne battezzato nella chiesa di San Martino di Nizza,[7] e registrato con il suo nome completo, Joseph Marie Garibaldi. [8] Per diverso tempo gli storici dettero credito ad una versione,[9] dimostrata poi falsa,[10] che Garibaldi avesse origini tedesche. La famiglia viveva da diversi anni con alcuni parenti, i Gustavin, che diedero gli stessi nomi ai loro figli [11] ; la casa, che dava sul mare, venne poi demolita per ampliare il porto. Della sua infanzia si hanno poche notizie, ed esse elogiano ogni suo gesto [12]; il primo di questi fu all'et di sette anni: strapp le ali ad un grillo e ne pianse per il gesto crudele[13]. All'et di 8 anni salv una lavandaia che era caduta in acqua[14]; il salvataggio di persone in procinto di annegare una costante dell'adolescenza di Giuseppe: arriver a salvare almeno 12 persone[15]. Nel 1814 la famiglia abbandon la casa dove egli nacque [3], per la casa Aboudaram. I genitori avrebbero voluto avviare Giuseppe alla carriera o di avvocato, o di medico o di prete. Ma il figlio amava poco gli studi e prediligeva gli esercizi fisici e la vita di mare, essendo,

come lui stesso ebbe a dire, pi amico del divertimento che dello studio [16]. Vedendosi ostacolato dal padre nella sua vocazione marinara, durante le vacanze tent di fuggire per mare verso Genova con tre suoi compagni[17] ma, scoperto da un sacerdote che avvis della fuga in atto [18], fu quindi fermato appena giunto all'altura di Monaco e ricondotto a casa; forse fu l'inizio della sua antipatia verso il clero [19]. Tuttavia si appassion all'insegnamento dei suoi primi precettori, di padre Giaume e del "signor Arena", reduce delle campagne napoleoniche, che gli impart lezioni d'italiano e di storia antica (rimarr soprattutto affascinato dall'antica Roma). Convinto il padre a lasciargli seguire la carriera marittima a Genova, fu iscritto nel registro dei mozzi Il 12 novembre 1821 [20]. Anche se la datazione dei primo imbarco incerta[21], a sedici anni, nel gennaio del 1824[22], si imbarc sulla Costanza, comandata da Angelo Pesante di Sanremo, che Garibaldi avrebbe in seguito descritto come il migliore capitano di mare [23]. Nel suo primo viaggio, su di un brigantino con bandiera russa[15], si spinse fino a Odessa nel mar Nero e a Taganrog nel mar d'Azov (entrambe ex colonie genovesi), dove si recher di nuovo nel 1833 ed incontrer un patriota Mazziniano che lo sensibilizzer alla causa dell'unit d'Italia, ritorner a luglio [22]. L'11 novembre parte per un altro viaggio, molto breve, sulla Santa Reparata in qualit di mozzo di rinforzo, viaggiando sulle coste francesi, in un equipaggio composto in totale di cinque uomini [22]. Con il padre, l'anno successivo (1825), parte alla volta di Roma con tappe lungo il percorso quali Livorno e Porto Longone, da aprile (giunse a Fiumicino il 12 aprile) a maggio[24] con un carico di vino, per l'approvvigionamento dei pellegrini venuti per il Giubileo indetto da papa Leone XII. L'equipaggio era composto da 8 uomini, ed ebbe la sua prima paga[25].

La vita da ricercato
Non si ha certezza storica del primo incontro fra Garibaldi e Mazzini, quello descritto nella sua biografia mostra alcune lacune: si racconta che un certo Covi condusse il primo dal rivoluzionario in un incontro tenutosi a Marsiglia nel 1833,[43] ma la datazione non risulta credibile in quanto il marinaio sbarc il 17 agosto 1833[44] a Villefranche-sur-Mer (all'epoca Villafranca marittima) mentre Mazzini si era gi trasferito, da giugno, a Ginevra. Inoltre lo stesso genovese afferm che aveva sentito di Garibaldi solo tempo dopo, nel 1834. [45] A quell epoca i marinai mercantili dovevano obbligatoriamente prestare servizio per 5 anni nella marina da guerra; venivano agevolati coloro che avessero frequentato rotte che portavano all'estero, essi infatti potevano decidere quando iniziare tale periodo, in ogni caso la scelta doveva cadere prima dei quarant anni di et. Garibaldi present la domanda nel mese di dicembre del 1833 diventand o marinaio di terza classe. Il 16 dicembre si present a Genova e il 26 si imbarc sull' Euridice dove vi rimase per 38 giorni[47] La divisa sarda nell'occasione era composta da un frac nero, una tuba, e un paio di pantaloni bianchi. [48] Come marinaio piemontese Garibaldi assunse il nome di battaglia Cleombroto,[49], un re spartano che combatt contro Tebe nella Battaglia di Leuttra. A quell'epoca non era ancora iscritto alla Giovine Italia,[50] In quel periodo tenta, con Edoardo Mutru arruolatosi anch'esso, e Marco Pe di fare propaganda alla causa, e cercando a bordo e a terra di fare proseliti alla causa.

Frequenta l osteria della Colomba la cui proprietaria Caterina Boscovich insieme alla cameriera Teresina Cassamiglia gli saranno d'aiuto in seguito. Fa sfoggio della sua attivit, offrendo da bere a sconosciuti con l intento di arruolare nella causa nuovi elementi senza preoccuparsi con chi stesse parlando,[51] e fu visto in pubblico, al caff di Londra, usare parole dispregiative verso il Re. Per tale comportamento venne sorvegliato dalla polizia. Il 3 febbraio 1834 fu poi imbarcato insieme a Mutru sulla Conte De Geneys, che stava per partire per il Brasile[52] Vi rest solo un giorno in quanto il 4 febbraio,[53] fingendosi malato scese a terra, dopo aver dormito all'Insegna della Marina con Mutru. Nel frattempo si era stabilito che l'11 febbraio 1834 ci sarebbe stata un'insurrezione popolare in Piemonte. Garibaldi scese a terra per mettersi in contatto con i mazziniani; ma il fallimento della rivolta in Savoia e l'allerta di esercito e polizia fecero fallire tutto. Garibaldi credeva che l'insurrezione si sarebbe comunque avviata; non torn sulla nave per parteciparvi, venendo siglato il termine A.S.L. (Assentatosi Senza Licenza) sulla sua matricola,[53] e divenendo in pratica un disertore; tale latitanza venne considerata come ammissione di colpa. Attese un'ora in piazza prima di andarsene,[54] ritrova riparo prima a casa della fruttivendola [55] Natalina Pozzo poi all'osteria e alla casa della padrona, Caterina Boscovich. Intanto vengono arrestati il quasi omonimo Giuseppe Giribaldi (l'8 febbraio) e poi lo stesso Mutru, il 13 febbraio. Prima di allora, il 9 [56] o l'11, [57] lascia Genova. Pi volte nella fuga sfugge ad eventuali catture, dopo aver superato il fiume Varo, la prima quando al confine venne condotto momentaneamente a Draguignan,[58] poi in un'osteria dove canta per sfuggire agli sguardi dell'oste che minacci di arrestarlo.[59] Giunse infine a Marsiglia. Intanto viene indicato come uno dei capi della cospirazione, fu condannato alla pena di morte ignominiosa in contumacia in quanto nemico della Patria e dello Stato. [60] Garibaldi divenne cos un ricercato e in quel tempo visse per un breve periodo dal suo amico Giuseppe Pares.[61] Continua sotto falso nome, assunto l'identit dell'inglese Joseph Pane, a viaggiare: il 25 luglio salper verso il mar Nero sul brigantino francese Union raccontando di essere un ventisettenne nato a Napoli.[62] Dovrebbe svolgere l'attivit di marinaio ma sar secondo in realt.[63] Sbarca il 2 marzo 1835, e in maggio fu in Tunisia. Quando torn a Marsiglia trov la citt devastata da una grave epidemia di colera; offertosi come volontario lavor in un ospedale, [64] in qualit di benevolo ci rimase per quindici giorni. [65] In quel periodo conobbe Antonio Ghiglione [66] e Luigi Canessa. Le rotte erano chiuse in parte per via del colera, Garibaldi decise quindi di partire alla volta del Sud America con l'intenzione di propagandare gli ideali mazziniani. L'8 settembre 1835 part da Marsiglia sul brigantino Nautonnier, questa volta con il nome di Giuseppe Pane, nave comandata da Beauregard[67] affermando di essere nato a Livorno, data la sua paga di 85 franchi, si presuppone che non svolse in mare gli incarichi di marinaio la cui paga era inferiore.

L'esilio in Sud America


Giunto a Rio de Janeiro nella fine del 1835 o nel gennaio del 1836, venne accolto dalla piccola comunit di italiani aderenti alla Giovine Italia, avvisati da Canessa poco prima, inizi quindi un piccolo commercio di paste alimentari in porti vicini. La sua prima lettera venne spedita il 25 gennaio 1836.[68] Cerca di instaurare un rapporto con Giuseppe Stefano Grondona, il genio quasi infernale come lo definir lui stesso,[69] senza riuscirci, anche cedendogli la presidenza

dell'associazione locale della Giovine Italia. Fond una societ con l'amico Luigi Rossetti,[70] chiamato Olgiati. Scrive direttamente a Mazzini il 27 gennaio, in una lettera mai giunta a destinazione, chiedendo che rilasciasse lettere di marca, un'autorizzazione ad iniziare una guerra corsara contro i nemici austriaci e piemontesi, una richiesta impossibile da esaudire,[71] ma senza le quali le sue azioni sarebbero state solo atti di pirateria.[72] Parla apertamente contro Carlo Alberto sul Paquete du Rio[73] cura le stampe della lettera mazziniana a Carlo Alberto e gli furono aperte le porte della loggia irregolare Asilo di Vertud. [74] Nel febbraio del 1837 parla con Livio Zambeccari, detenuto nella prigione Santa Cruz, era il segretario di Bento Gonalves,[75] presidente del Rio Grande del Sud, una piccola repubblica opposta al Brasile, sar l'inizio di una collaborazione ufficiale. Il 4 maggio 1837, ottenne una patente di corsa, la numero sei (avevano rilasciato un totale di 12 patenti) , documento firmato dal generale Joao Manoel de Lima e Silva apparentemente firmata il 14 novembre 1836. [76] Nell atto si leggeva la lista dei 14 uomini autorizzati a utilizzare la lancia Mazzini di 20 tonnellate, il capitano designato era Joao Gavazzon (o Gavarron), mentre Garibaldi figurava come il primo tenente. A Joao risultava intestata anche un altra nave, la Farroupilha di 130 tonnellate. [77] ottenuta dal governo della Repubblica Riograndense (Rio Grande do Sul), ribelle all'autorit dell'Impero del Brasile. La nave comprata tempo prima grazie ai soldi di Giacomo Cris (vero nome di Giacomo Picasso[78] con il quale si fece conoscere), era stata battezzata Mazzini, e con i soldi fruttati da una colletta, 800 lire [79] verranno effettuate delle migliorie. Salperanno il 7 maggio, a bordo si contavano 12-13 uomini in tutto, [80] fra cui il nostromo Luigi Carniglia, il timoniere Giacomo Fiorentino e Joao Baptista, un brasiliano che doveva pensare alle armi. Sul giornale Jornal do comercio si dava come destinazione del viaggio Campos e come comandante Cipriano Alves (altro nome assunto da Garibaldi) [81] La prima preda fu una lancia da cui prese lo schiavo nero Antonio e lo affranc rendendolo libero. L'11 maggio i corsari avvistarono una sumaca chiamata Luisa e la abbordarono. Si contavano quattro uomini e quattro schiavi che verranno resi liberi a cui si aggiunse il primo. Garibaldi rifiuta ogni bene che il capitano gli aveva offerto e non vuole che i beni personali vengono toccati. Si continu sulla nuova nave, pi grande, ventiquattro tonnellate, a cui venne cambiato il nome mentre quella vecchia venne fatta affondare. I prigionieri vennero fatti scendere in seguito, sull'unica lancia che avevano a disposizione,[82] con loro il brasiliano che non si era reso conto del pericolo. Successivamente non si hanno notizie di altri abbordaggi, puntano verso Maldonado si giunse al 28 maggio. Intanto le sue gesta si diffusero ma non portando dati corretti, a sentire il ministero dela guerra e marina a Montevideo avrebbe liberato 100 schiavi neri. [83] Lascia nella notte del 5-6 giugno[83] la citt avvertito del pericolo, infatti la Imperial Pedro sapeva dei corsari e li cercava per arrestarli.[84] Partiti nuovamente non si accorsero del malfunzionamento della bussola che li porta fuori rotta verso gli scogli all'altezza della punta de Jess y Maria.[85] Il viaggio riprese, ottenuto con difficolt dei viveri, dovendo in qualche modo ovviare alla mancanza di una lancia, comprata poi in seguito, utilizzarono in sostituzione la tavola su cui si mangiava, barili vuoti e vestiti a far da vela.[86]

Affrontarono un lancione, il Maria, che era salpato con l'intento di catturare il corsaro, era il 15 giugno.[87] Nel combattimento il timoniere incontra la morte, e Garibaldi che lo sostitusce viene ferito quasi mortalmente[88] perdendo i sensi. La battaglia la continuarono i rimanenti italiani, comandati da Carniglia, fino alla fuga. Altri marinai abbandonarono la nave, l'eroe intanti riceve cure e si riprende.[89] Garibaldi scrive al generale Pascual Echague chiedendo aiuto, lo otterr in parte: la nave part per Buenos Aires giungendovi il 20 ottobre e venne restituita al proprietario, mentre i corsari rimasti non potevano lasciare Gualeguay (Argentina), erano prigionieri del governatore Juan Manuel de Rosas[90] Impara lo spagnolo. Tent la fuga ma fu catturato e torturato da Leonardo Milln,[90] rimase due mesi nel carcere di Bajada alla fine lo rilasciarono, nel febbraio del 1838, non avendo nulla da imputargli. Raggiunti a Paran Guaz i suoi amici Rossetti e Cuneo seppe dell'arresto di Joao Gavazzon e di Giacomo Picasso. A cavallo giunse a Piratini, a maggio del 1838, [91] un viaggio di 480 km . Conosc e di persona di Bento Gonalves e ne rimane affascinato. Si organizz un cantiere navale lungo il fiume Camaqua, capo dei lavori era l'irlandese di origine, John Griggs, intanto Garibaldi divenne comandante della flotta. Due lancioni erano pronti al varo: il Rio Pardo 15-18 tonnellate, nave dove si imbarc lo stesso Garibaldi[92] e l' Independencia, nell'equipaggio, che contava complessivamente circa 70 persone, vi erano Mutru e Carniglia. Partirono il 26 agosto 1838, riuscirono a superare lo sbarramento posto dalle navi nemiche. Il 4 settembre avvistarono due navi nemiche, una di esse fugg l'altra una sumaca chiamata La Miniera si arrese.[93] Vi era il problema della spartizione della preda: da dividere in tre parti secondo quanto scritto nell'accordo redatto da Rossetti, 8 (di cui una a Garibaldi)[94] secondo quanto si decise alla fine, dal ministro delle finanze Almeida. L'ammiraglio Greenfell allarmato dall'accaduto fece scortare ogni nave con quelle di guerra, intanto nella piccola flotta di Garibaldi si aggiunsero altri navi e altre erano i costruzione. Il 17 aprile 1839[95] avvertiti dal grido sbarcato il Moringue[96] (cos era chiamato il maggiore Francesco Pedro de Abreu, a cui era stato l'ordine di eliminare Garibaldi) sventarono il tentativo di imboscata, anche se i nemici erano favoriti dalla nebbia. Affrontarono i circa 150 uomini inviati,[97] ferendo lo stesso Moringue costringendoli alla ritirata, fu una vittoria celebre, conosciuta con il nome di ("Battaglia del Galpon de Xarqueada"). L'eco della vittoria venne ufficializzata dal rapporto del ministro della Guerra al parlamento brasiliano[98] Partecip, quindi, in qualit di capitano tenente, alla campagna che port alla presa di Laguna, il cui comando venne affidato al colonnello David Canabarro, della capitale dell'attigua provincia di Santa Caterina. La tattica utilizzata fu singolare: si risal il fiume Capivari ingrossato dalle ultime piogge avanzare le navi per via terra, con l'aiuto di due carri preparati dentro alcune fosse, trainati fino a giungere alla laguna di Thoms Jos e scendere dal Tramandai, per tale progetto vennero scelti i due nuovi lancioni: Farroupilha (18 tonnellate, su cui dava gli ordini l'eroe) e il Seival (12 tonnellate, a cui comando si ritrova Griggs). [99] Il 5 luglio inizia il trasporto via terra evitando l'attacco nemico che si stava preparando pi avanti, terminer l'11 luglio, tre giorni dopo il 14 luglio riprenderanno il mare. La nave di Garibaldi si rivela troppo pesante: il timone si spezza la nave si rovescia, il 15 luglio 1839. Durante la tempesta annegheranno fra gli altri Mutru, Carniglia e Procopio uno schiavo reso libero che aveva ferito il Moringue. L'assalto verr condotto lo stesso con l'unico Lancione

rimasto, il Seival, condotto da Garibaldi, di fronte hanno un brigantino e quattro lanci oni. Si dirige verso sud protando le inseguitrici, due lancioni, il Lagunense e l'Imperial Catarinense in una trappola. Dei soldati nascosti nella fitta vegetazione assaltarono le navi e le conquistarono, vennero poi utilizzate per distrarre gli altri due lancioni, Santa Ana e l' Itaparica si arresero, il brigantino Cometa fugg. Il 25 luglio 1839 venne conquistata Laguna e con il suo nuovo nome, Juliana venne proclamata la repubblica catarinense. Gli imperiali inviarono il maresciallo Francisco Jos de Souza Suares de Andrea con una flotta di 12 navi e tre lancioni, nei primi scontri venne ucciso Zeferino Dutra, uomo a cui Garibaldi aveva lasciato il comando del resto della flotta. L'eroe prese il comando della Libertadora rinominata Rio Pardo,[105] il Seival fu affidato a Lorenzo Valerigini. Occorrevano arrembaggi ma vicino alla laguna vi era un blocco navale creato dagli imperiali, per superarlo, il 20 ottobre si invi una sumaca per distrarre le navi che partirono all'inseguimento lasciando il resto della flotta liberi di agire. In una di queste azioni si trovarono di fronte alla nave Regenerao che con i suoi venti cannoni (le tre navi avevano un solo cannone ciascuno mise in fuga le navi. Fuggirono per lo stesso motivo anche dalla Andorinha, si attendeva di ritornare alla laguna. era il 2 novembre, il Rio Pardo torn pochi giorni dopo. Malvolentieri guid l'attacco alla cittadina Imaru con l'intenzione di punirla del tradimento.

Giuseppe e Anita
Giuseppe ed Anita si erano conosciuti a Laguna nel 1839, l'aveva inquadrata con il cannocchiale quando si trovava a bordo dell' Itaparica, appena raggiunta le disse in italiano tu devi essere mia[141] Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva (questo il nome completo) si era sposata[142] il 30 agosto 1835[143] con il calzolaio Manuel Duarte de Aguiar, molto pi anziano di lei, arruolatosi fra gli imperiali era fuggito da Laguna tempo prima, la moglie non lo segu. Nata nel 1821 a Merinhos [145] aveva 18 anni al momento dell'incontro con Garibaldi. Spos il 26 marzo 1842, presso la chiesa di San Francisco d'Assisi con rito religioso, Ana Maria de Jesus Ribeiro, passata alla storia - e quasi alla leggenda - del Risorgimento italiano con il vezzeggiativo di "Anita". spesso raccontato il fatto che Anita, abile cavallerizza, insegn a cavalcare al marinaio italiano, fino ad allora del tutto inesperto di equitazione. Giuseppe a sua volta la istru, per volont o per necessit, ai rudimenti della vita militare. Cerc di far allontanare Anita e i figli, verso Nizza da sua madre, ma il giugno 1846 ottenne un parere contrario del ministero degli esteri di Carlo Alberto, Solaro della Margarita.[146] I legionari progettano di tornare in patria, e grazie alla raccolta organizzata fra gli altri da Stefano Antonini, Anita, con i tre figli, e altri familiari dei legionari partirono nel gennaio del 1848 su di una nave diretta a Nizza, dove furono affidati per qualche tempo alle cure della famiglia di lui.

La prima guerra d'indipendenza


Garibaldi rientr in Italia nel 1848, poco dopo lo scoppio della prima guerra di indipendenza. Venne noleggiato un brigantino sardo chiamato Bifronte, rinominato Speranza (o Esperanza), come capitano si legger lo stesso Garibaldi, la partenza avviene il 15 aprile 1848, alle 2 del

mattino con 63 uomini. [147] Giunsero in vista di Nizza il 23 giugno.[148] Lo aveva anticipato un suo luogotenente, Giacomo Medici,[149] e il suo nome grazie al lavoro di Mazzini [150] Tornato dunque in Europa per partecipare alla prima guerra di indipendenza contro gli austriaci, il 25 giugno proferisce parole a favore di Carlo Alberto, il 29 giugno si trova a Genova, ma per giungere a Roverbella, nei pressi di Mantova, chiese 500 lire ad un amico. [151], Molti uomini di Garibaldi disertarono. Giunse ad Arona, dove chiese contributi, [155] poi a Luino e verso Varese dove si scontr per la prima volta con gli austriaci, poi navigando sul Lago Maggiore penetr per poco nel territorio austriaco.[156]. Gli austriaci che si trova a combattere erano comandati dal generale Costantino d'Aspre che ebbe l'ordine di ucciderlo, e il maresciallo Radetzky. Combatt a Luino e Morazzone, dove, sorpreso da un attacco nemico, riusc a fuggire nella notte, gli rimasero circa 30 uomini. Trovo riparo in Svizzera,[157] il 27 agosto valicando il confine travestito da contadino. [158] Il 10 settembre ritorn da sua moglie, che viveva a casa di un amico, Giuseppe Deideri. il 26 settembre ripart alla volta di Genova, e il 24 ottobre si imbarc sulla nave francese Pharamond [159] con Anita, poi rimandata a Nizza. All'inizio erano 72 uomini con Garibaldi a cui si aggiunsero i lancieri di Angelo Masini il 24 novembre e soldati provenienti da Mantova, si arriv a 400 unit [160] a cui Garibaldi diede il nome di Legione italiana.

La Repubblica Romana
Infastidito dai reumatismi di cui soffriva si ritir a Rieti il 19 febbraio e per breve tempo ebbe la compagnia di Anita. Grazie al suo appello giunsero molti giovani arrivando a 1.264 uomini, [161] giunsero aiuti, vestiti e armi anche se in numero insufficiente, stanziarono poi ad Anagni mentre Francesco Daverio chiedeva l'invio di altre armi. Il 23 aprile il nizzardo venne nominato generale di brigata dal ministro della guerra piemontese Giuseppe Avezzana[162] , intanto Carlo Alberto aveva adbicato favoreggiando Vittorio Emanuele II. Garibaldi partecip ai combattimenti in difesa della Repubblica Romana, minacciata dalle truppe francesi e napoletane che difendevano gli interessi del papa Pio IX. Luigi Napoleone fece sbarcare a Civitavecchia un corpo di spedizione francese, guidato dal generale Nicole Oudinot Il 25 aprile,[163] dopo averla occupata ne fece la sua base. Il 27 aprile giunse passando per Porta Maggiore, conta per bloccare il nemico di 2.500 uomini e l'appoggio di altri 1.800 guidati dal colonnello Bartolomeo Galletti. Scrutando il territorio decide di far occupare Doria-Pamphili e Villa Corsini, il 30 aprile i francesi attaccarono ma imprecisioni tattiche[164] portarono lo scontro al colle Gianicolo, alla fine si ritirano verso Castel di Guido, le perdite sono maggiori per i francesi (500[165] fra morti e feriti contro i 200 dei difensori). [166]. Fra i feriti vi Garibaldi, colpito al fianco. Intanto Ferdinando II, re delle Due Sicilie invi i suoi uomini, guidati dal generale Ferdinando Lanza e dal colonnello Novi che giunsero verso le 12 [167] del 9 maggio Palestrina, a respingerli il nizzardo e Luciano Manara, dopo una piccola battaglia di tre ore i borbonici si ritirano, periranno 50 dei loro uomini.

Il 16 maggio nei pressi di Velletri disobbedisce agli ordini di Pietro Roselli[168] nell'occasione Garibaldi venne travolto dai cavalieri, cadde a terra dove fu alla merce di cavalli e nemici, e poi venne tratto in salvo, ci furono aspre critiche del suo operato. [169] Fra la notte del 2 e del 3 giugno 1849 Oudinot guida i suoi verso Roma, conquista dopo continui capovolgimenti i punti chiave Villa Corsini e Villa Valentini rimase ai difensori Villa Giacometti. Morirono 1.000 persone fra cui Francesco Daverio, Enrico Dandolo, Goffredo Mameli, ferito morir in seguito per cancrena, verr incolpato Garibaldi della sconfitta, i francesi comandavano circa 16.000 uomini Garibaldi circa 6.000 [170] Il 28 giugno 1849 i legionari di Garibaldi tornarono ad indossare le loro tuniche rosse di lana.[171]

La fuga da Roma e la morte di Anita


L'assemblea che si era costituita diede i poteri a Garibaldi e Roselli: la sera del 2 luglio 1849, da piazza San Pietro, con 4.700 uomini, [172] part deciso a continuare la guerra, non pi di posizione ma di movimento.[173]Pochi giorni prima si era aggiunta Anita che, incinta, decise di seguirlo per tutta la durata del viaggio. Dopo aver rifiutato l'offerta fatta dall'ambasciatore degli Stati Uniti d'America,[174] sulla strada di Tivoli affid una parte dei soldati a Gaetano Sacchi e un reggimento della cavalleria al colonnello Ignazio Bueno compagno del Sudamerica, con lui il polacco Emilio Mlller. Fece credere al nemico di dirigersi verso gli Abruzzi mentre andava a nord, divise in piccoli gruppi la cavalleria che mandava in esplorazione facendo pensare che potesse contare su un numero maggiore di soldati.[175] Intanto atti criminali commessi dal suo gruppo lo preoccupavano, giunse, il 5 luglio, a minacciare di morte chiunque commettesse furto e uccise un ladro colto in flagrante.[176] A Terni l'8 luglio si aggiunsero altri 900 volontari guidati dal colonnello Hugh Forbes e rifornimenti. Fece circolare false voci sul suo itinerario, puntava in realt su Venezia, la Repubblica di San Marco di Daniele Manin. I soldati diedero i primi segni di cedimento, Mlller li trad Bueno, il 28, [177] fugg con parte dei denari raccolti. Il nizzardo non riusciva a sostenere il gruppo [178] Erano rimasti 1.500 uomini ridotti pochi giorni dopo a qualche centinaio, il 30 luglio si ritrovava a Monte Copiolo, si rifugi con gli altri il giorno dopo, il 31 luglio, nella Repubblica di San Marino, che concesse loro asilo.[179] Garibaldi con un ordine del giorno sciolse il gruppo. I coniugi erano alloggiati presso Lorenzo Simoncini.[180] Gli austriaci, guidati da d'Aspre, che comandava il corpo di occupazione austriaco in Toscana volevano che Garibaldi fosse imbarcato a forza per gli Stati Uniti, lui rifiut. Fugge da San Marino di notte con duecento uomini al seguito, alcuni abbandonano come Gustav Hoffstetter.[181] Continuano gli aiuti trovati per strada: vengono guidati dall' operaio Nicola Zani mentre Anita ha la febbre alta. Giunti a Cesenatico prendono dai pescatori 13 bragozzi (barche da pesca),[182] partono alla volta di Venezia, il 2 agosto. Arsi dalla sete a circa 80 km dall'obiettivo vengono avvistati e attaccati da un brigantino austriaco l'Oreste con rinforzi li insegue catturando l'equipaggio di 8 bragozzi, pi di 160 prigionieri che verranno condotti a Pola.

Garibaldi con Anita in braccio guada per circa 400 metri[183] giungendo infine sulla spiaggia, saluta i rimasti fra cui Ugo Bassi e Giovanni Livraghi, fucilati a Bologna e Angelo Brunetti insieme ai due figli, fucilati in seguito anch'essi. Garibaldi era vicino a Magnavacca nelle Valli di Comacchio, con lui Anita morente e Giovanni Battista Culiolo detto Leggero. Aiutati dall'umile Battista Barillari riescono a dissetare la moglie dell'eroe. Il 4 agosto ripartono, in seguito salgono sul biroccino guidato da Battista Manelli, giunti alle mandriole si fermarono alla fattoria Ravaglia, il medico Nannini non fa in tempo a salvarla, muore. Garibaldi, secondo quanto riporta l'uomo di chiesa Falconieri, avrebbe voluto dare degna sepoltura alla moglie, trasportarla alla vicina Ravenna, non vi era il tempo e fu scavata una buca nel terreno incolto. Giorni dopo, il 10 agosto Pasqua Dal Pozzo, una ragazzina giocando vicino al campo si accorse del cadavere[184] e chiese aiuto, fu un caso molto discusso anche negli anni successivi.[185] In seguito Garibaldi stesso giunse il 20 settembre 1859 con i figli Teresita e Menotti[186] a Ravenna mostrando l'intenzione di spostare i resti di Anita a Nizza, seppelliti poi accanto a quelli di Rosa, madre dell eroe. Il giornale di Torino La Concordia intanto il 16 agosto scrisse che Anita e Garibaldi avrebbero raggiunto Venezia, ma la donna era morta 12 giorni prima.[187] Garibaldi e Leggero fuggono, aiutati da Ercole Saldini, il sacerdote Giovanni Verit e l'ingegnere Enrico Sequi a cui lascer l'anello nuziale di Anita. Il 1 settembre parte sull'imbarcazione di Paolo Azzarini, il 5 settembre Garibaldi si trova a Porto Venere, al sicuro. La Marmora commenter affermando che era un miracolo il suo salvataggio.[188] Lo stesso La Marmora, con i poteri di commissario straordinario che godeva all'epoca fece arrestare Garibaldi e lo condusse nel Palazzo ducale.[189]Segu, sulla decisione da prendere un dibattito, il 10 settembre, dove intervennero fra gli altri Giovanni Lanza, Urbano Rattazzi e Agostino Depretis, venne liberato. Si parl anche della possibilit dell immunit parlamentare attraverso una sua candidatura a Recco, ma rifiut l idea. [190] Fece una breve visita ai familiari, i figli maschi furono affidati ad Augusto mentre la bambina continu a rimanere con i Deideri. Dopo vari spostamenti, part sul brigantino da guerra Colombo, per Gibilterra, (giungendovi il 9 novembre) e poi il 14 novembre part su una nave spagnola, La Nerea dirigendosi a Tangeri, accompagnato dagli ufficiali "Leggero" e Luigi Cocelli, accettando l'ospitalit dell'ambasciatore piemontese in Marocco Giovan Battista Carpenetti. Nel mese di giugno part[191] nuovamente questa volta in compagnia del maggiore Paolo Campeggi Bovi. Il 22 fu a Liverpool Il 27 giugno 1850 part per New York con il Waterloo, giungendovi in 33 giorni di viaggio. Il 30 luglio, per i dolori causati dai reumatismi, ebbe bisogno di aiuto per scendere a terra, a Staten Island[192] Abit in compagnia di Felice Foresti con Michele Pastacaldi, Teodoro Dwight lo conobbe e ricevette le Memorie dal nizzardo, ma non doveva pubblicarle, dandogli il consenso solo anni dopo nel 1859 [193] Abit con Antonio Meucci, sali sulla Georgia per i Caraibi. Continu a navigare, assumendo il nome di Anzani e l'antico Giuseppe Pane, arrivando il 5 ottobre a Callao nel Per, poi a Lima dove dopo tanto tempo fu nuovamente capitano di una nave, un brigantino di nome Carmen[194] Il 10 gennaio 1852 parte alla volta della Cina, e navig ancora dalle Filippine, costegg l'Australia, giunse infine a Boston il 6 settembre 1853, commerci diversi generi.[195] Lavor nella fabbrica di candele di Antonio Meucci.[196]

Il rientro in Italia e la seconda guerra d'indipendenza

Ritornato in Europa, [197] l'11 febbraio 1854 a Londra incontr nuovamente Mazzini, poi viaggiando giunge prima a Genova il 6 maggio, e poi a Nizza. Compra il 29 dicembre 1855 una parte dei terreni di Caprera,[198] (isola dell'arcipelago sardo di La Maddalena ) Partendo dalla casa di un pastore costru, insieme a 30 amici, una fattoria, in seguito l'isola divenne interamente di sua propriet.[199] Nell'agosto del 1855 gli venne concessa la patente di capitano di prima classe, navig con il "Salvatore" un piroscafo ad elica, in seguito prese un cutter inglese chiamato Anglo French, gli diede il nome del suo nuovo amore, Emma. La nave si aren e Garibaldi termin l'attivit di marinaio per dedicarsi all'agricoltura, lavorando come contadino e allevatore: possedeva un uliveto con circa 100 alberi d'ulivo, si occupava di un vigneto con cui produceva vino e allevava 150 bovini, 400 polli, 200 capre, 50 maiali e pi di 60 asini[200]. Il 4 agosto rese pubblico il suo pensiero distanziandosi dalle prese di posizioni Mazziniane.[201] Il 20 dicembre 1858 incontr Cavour. Divenne vicepresidente della Societ Nazionale[202] mentre si pensava di metterlo a capo di truppe: il 17 marzo 1859 vennero istituiti, grazie ad un decreto reale, i Cacciatori delle Alpi, Garibaldi ebbe il grado di maggiore generale. Si contavano circa 32.000 uomini e vestirono con l'uniforme dell'esercito sardo. Si formarono 3 gruppi, oltre al nizzardo a co mandare vi sono Enrico Consenz e Giacomo Medici.[203] Marci verso Arona, i suoi uomini erano convinti di pernottarvi, Garibaldi comunic a Torino l'intenzione di giungervi,[204] al che ordinando l'assoluto silenzio[205], raggiunse Castelletto ferm due reggimenti e con il terzo avanz, il 23 maggio superato Ticino con le barche attacca Sesto Calende e riesce ad avere la meglio sugli austriaci, entrando in Lombardia. Occupata Varese, venne affrontato il 26 maggio dal barone Karl Urban, noto anche come il Garibaldi austriaco [206] inviato da Ferencz Gyulai, nell'occasione il comandante ordin di sparere soltanto quando il nemico si trovasse alla distanza di 50 passi, si trattava della battaglia di Varese. Si conteranno fra i cacciatori la perdita di 85 uomini dall'altra 105 a cui si aggiungeranno 30 prigionieri. [207] Dopo aver combattuto gli austriaci nella battaglia di San Fermo, occup la citt di Como, continuano cercando di conquistare il fortino a Laverno, il 31 maggio senza esito favorevole, intanto Urban entr a Varese. Il 15 giugno giunse l'ordine firmato da Della Rocca con il quale verr inviato a Lonato. A Rezzato doveva congiungersi con le truppe di Sambuy che non giunsero in quanto l'operazione era stata annullata, di questo non era stato avvertito Garibaldi che continu ad avvicinarsi al nemico. Enrico Cosenz dopo aver fermato un attacco nemico si ferm, il colonnello Stefano Turr continu l'attacco poi raggiunto dallo stesso Cosenz, Garibaldi notando la situazione sfavorevole invi Medici a loro sostegno e organizz le truppe, limitando il danno: 154 fra i cacciatori, contro i 105 degli austriaci. [208] in quella che venne chiamata battaglia di Treponti. L'armistizio di Villafranca termin gli scontri. Manfredo Fanti ebbe il comando mentre Garibaldi venne retrocesso come comandante in seconda, a lui venne dato il comando di una delle tre truppe, le altre due saranno agli ordini di Pietro Roselli e Luigi Mezzacapo, dopo litigi diede le dimissioni.

Il viaggio da Quarto al Volturno

Rinunci alla Societ Nazionale (aveva ottenuto il comando ad ottobre), diventando poi presidente della Nazionale Armata, una nuova associazione che prest fall[209] Intanto Nizza era passata ai francesi, Garibaldi, eletto deputato, tenne un discorso a tal proposito il 12 aprile 1860 senza esiti[210] si dimise il 23 dopo il risultato della votazione. Il 27 aprile 1860 dall isola di Malta Nicola Fabrizi invi un telegramma cifrato, l unico ad avere il codice per decifrare lo scritto[211] era Francesco Crispi, che tradusse inizialmente in maniera negativa il messaggio, deludendo Garibaldi che stava preparando il suo ritorno a Caprera [212] a nulla valsero i consigli di La Masa , Bixio e Crispi che premevano affinch il nizzardo partisse lo stesso. Crispi ritorn due giorni dopo affermando di aver ricevuto in realt buone notizie,[213] e la spedizione ebbe inizio. Nel settembre 1859 fu promotore di una raccolta volta all'acquisto di un milione di fucili, dando il compito a Enrico Besana e Giuseppe Finzi. Riuscirono a comprare dei fucili Enfield e Colt invi dei suoi revolver. Per la spedizione non vennero utilizzate le armi raccolte, ma quelle messe a disposizione da Giuseppe La Farina [214] che provenivano da quelle utilizzate nella campagna passata, simili a quelli raccolti.[215] La sera del 5 maggio venne simulato il furto delle due navi Piemonte e il Lombardo: si raccolsero una quarantina di persone al cui comando vi era Bixio che prese possesso delle imbarcazioni[216] Garibaldi sal sul Piemonte capitanata da Salvatore Pastiglia, con lui circa 300 persone. Bertani gli consegn la somma raccolta, circa 90.000 lire.[217] Sull altra nave rimane Bixio con 800 uomini circa. Garibaldi indoss per la prima volta le camicia rossa e non la solita veste di Montevideo, lo faranno in 150, tante erano le divise messe a disposizione.[218] Si contavano 250 avvocati, 100 medici, 50 ingegneri, e fra i 1000 vi era una donna, Rosalia Montmasson, moglie di Crispi. Partirono da Quarto, presso Genova. Cavour Il 7 maggio ordin con un dispaccio di fermare le due navi solo se avessero ormeggia to in un porto della Sardegna, gli ordini giunsero all ammiraglio Carlo Pellion di Persano il 9 maggio e chiedendone chiarimenti e riassicurazioni le ottenne il giorno 10. [219] Il 7 maggio si trovano a Talamone. Invi Stefano Trr ad Orbetello per rifornirsi di armi, mentre alcuni decisero di abbandonare la spedizione mentre venne affidata una missione a Callimaco Zambianchi con 64 uomini. I soldati vennero divisi in 8 compagnie che confluirono in due battaglioni ai comandi di Giacinto Carini e Bixio.[220] Ripartiti, durante il viaggio evitarono per poco una collisione fra le due navi[221] Garibaldi voleva raggiungere Sciacca o Porto Palo,[222] solo verso la fine del viaggio cambi obiettivo dirigendosi su Marsala, ottenendo informazioni da un peschereccio. 6 navi da guerra borboniche si trovavano nelle acque vicine ma nessuna proteggeva il porto di Marsala. Avvenuto lo sbarco giunse una pirocorvetta, la Stromboli comandata da Guglielmo Acton dotata di pochi cannoni, non attacc inizialmente in quanto vi erano nelle vicinanze dei stabilimenti inglesi e due loro navi, la Intrepid[223] e la Argus al cui comando vi era Winnington-Ingram gi conosciuto da Garibaldi ai tempi di Montevideo. Alla prima imbarcazione si aggiunse un altra. la Partenope con 60 cannoni[224], il bombardamento inizi in ritardo permettendo lo sbarco dei rivoltosi. L arrivo in Sicilia delle truppe di Garibaldi era stato previsto dallo stesso Federico II che aveva avvertito il principe di Castelcicala, il rappresentate del re nella Sicilia, intorno a Marsala.[225]Giunti nell'isola Garibaldi si proclam dittatore della Sicilia in nome di Vittorio

Emanuele II, da lui appellato re d'Italia [226] Dopo lo sbarco sull'isola, il 12 maggio 1860 lasciarono la citt. A Salemi iss personalmente sulla cima di una delle tre torri del castello Arabo-Normanno la bandiera tricolore proclamando Salemi la prima capitale d'Italia, titolo che mantenne per un giorno. Si uniranno a lui il barone Stefano Triolo di Santanna con circa sessanta persone e i picciotti, Garibaldi li chiamer i Cacciatori dell'Etna[227] Venne avvertito il generale Francesco Landi che pot contare sull'aiuto del maggiore Michele Sforza e sul VIII battaglione Cacciatori, furono inviati in ricognizione e incontrato gli invasori ingaggia combattimento.[228] La Calatafimi[229] vede la ritirata delle truppe borboniche, terminando con perdite pari, fra quelle del nizzardo Simone Schiaffino,[230] Finse di recarsi a Corleone mentre puntava Palermo, ingannando in tal modo il colonnello svizzero Giovan Luca Von Mechel,[231] egli aveva attaccato le truppe di Rosolino Pilo, che per nello scontro, sconfiggendole. Intanto giunse il generale Alessandro Nunziante in aiuto del nuovo commissario straordinario Lanza. Il 26 Garibaldi con i suoi uomini, ora circa 750, giunse vicino a Palermo e ricevette i rinforzi di Giuseppe La Masa, la sera stessa attacc la citt entrando da Porta Termini, raggiungendo alle sei del mattino del 27 maggio piazza della Fieravecchia. Si combatt per diversi giorni, e in aiuto venne l'insurrezione popolare, poi iniziano gli incontri fra Garibaldi e il generale Giuseppe Letizia[232] che rappresentava Landi, dopo vari armistizi il 6 giugno 1860 Landi si arrese lasciando la citt ai rivoltosi. Nei giorni trascorsi vari episodi di violenza nella citt da parte dei fedeli al nizzardo portano Garibaldi a decretare la pena di morte per determinati reati.[233] Il 4 giugno chiam esercito meridionale i suoi uomini, il 13 sciolse i gruppi dei piciotti. Era rimasto senza adeguate risorse ma giunsero i vari rinforzi a partire da Carmelo Agnetta giunto il 1 giugno con i suoi 89 uomini, Salvatore Castiglia, Enrico Cosenz e Clemente Corte.[234] Le donne palermitane tessano la nuova bandiera dell'esercito: un drappo nero ornato di rosso con l'effige di un vulcano al centro. [235] Giunge il generale Tommaso Clary e invia il colonnello Ferdinando Beneventano del Bosco, vice in passato di Von Mechel, a Milazzo, il 20 luglio ci fu lo scontro. Inizialmente Garibaldi dava ordini dal tetto di una casa, poi scese nella mischia e infine sal sull'unica loro nave a disposizione, la Tkory[236] e cannoneggiando la citt ottenne il ritiro delle truppe nemiche. La vittoria cost ai soldati di Garibaldi 800 fra morti e feriti. [237] Il 27 luglio Garibaldi giunse a Messina. Lo stesso giorno ricevette una lettera dal conte Giulio Litta-Modignani il mittente era Vittorio Emanuele, nella missiva si leggeva una richiesta a desistere nell'impresa di sbarcare sul territorio napoletano,[238] a questa prima segu una seconda, letta a voce o consegnata[239] un suggerimento di non seguire l'ordine impartitogli.[240] in ogni caso Garibaldi rispose, sempre il 27 luglio, negativamente alla richiesta espressa.[241] Il 1 agosto anche Siracusa e Augusta vennero liberate.[242] Tempo prima aveva formato un governo con 6 dicasteri che divennero 8 il 7 giugno, abol la tassa sul macinato, pretese che parte del demanio dei comuni venisse diviso fra i combattenti, istitu un istituto militare dove venivano raccolti i ragazzi abbandonati e diede un sussidio alle famiglie in povert della citt di Palermo, cercando nel frattempo l'appoggio dei ceti dominanti. Chiese l'invio di Agostino De

Pretis a cui venne affidato l'amministrazione civile, intanto Cavour si preoccupava per le intenzioni del nizzardo. [243] I contadini di Bronte insorsero contro i possidenti, uccidendone una quindicina nell'attacco, il console inglese a Catania si interess della questione,[244] Venne inviato allora il colonnello Giuseppe Poulet che risolse il tutto pacificamente[245] Il console non grad il gesto [246], e venne inviato Bixio in quella che definer in una lettera alla moglie come missione maledetta[247] portando l'arresto di 300 persone, una multa imposta alle famiglie, anche le pi abbienti e la fucilazione di 5 persone, il 10 agosto.[248] Garibaldi prov i primi attacchi alla penisola senza successo: l'8 agosto Benedetto Musolino guid 250 uomini [249] grazie ad un ponte di barche ma l'assalto al forte di Altafiumara venne respinto, mentre la Tkoy fall l'arrembaggio al Monarca che si trovava ancorato al porto di Castellammare di Stabia il 13 agosto 1860. Giunsero due piroscafi dalla Sardegna, il Torino e il Franklin che aiutarono Garibaldi e i suoi uomini, sbarcarono a Mlito Porto Salvo, vicino Reggio (Calabria), il 19 agosto 1860.[250] Aggirarono e sconfissero i borbonici, comandati dal generale Carlo Gallotti a Reggio Calabria il 21 agosto.[251] i due generali borbonici Fileno Briganti e Nicola Melendez forti di quasi 4.000 uomini, senza l'appoggio di Giuseppe de Ballesteros Ruiz si arresero a Garibaldi il 23 agosto 1860. [252]Briganti venne ucciso dai suoi stessi soldati[253] il 30 agosto ebbero la meglio sul generale Giuseppe Ghio.[254] Il 2 settembre i Mille arrivarono in Basilicata (la prima provincia continentale del regno ad insorgere contro i Borboni), [255] e cominci una rapida marcia verso nord, che si concluse, il 7 settembre, con l'ingresso in Napoli.[256] La capitale era stata abbandonata dal re Francesco II il 5 settembre mentre quasi tutta la sua flotta si era arresa.[257] Garibaldi aveva scelto Caserta per dispiegare le sue forze, intanto in una sua breve assenza il 19 settembre 1860 Turr invi trecento uomini a Caiazzo, il dittatore tornando decise di rinforzare il presidio con altri 600 uomini, contro i 7.000 soldati borbonici che attaccarono il 21 settembre non saranno sufficienti: le perdite ammonteranno fra morti, feriti e prigionieri a circa 250. Il generale Giosu Ritucci prese il comando delle truppe borboniche. Utilizzer circa 28.000 soldati nell'attacco sferrato il 1 ottobre[259] Il nizzardo nella battaglia utilizz strategicamente la ferrovia, viaggiava in carrozza e quando il veicolo venne attaccato lui continu a piedi per dare ordini alle truppe. Luca Von Mechel, ora generale, che doveva appoggiare con le sue truppe quelle di Ritucci, venne fermato da Bixio, e si ritirarono, mentre le truppe di Giuseppe Ruiz fermarono la loro avanzata. Garibaldi decise di richiamare circa 3.000 soldati stanziati a Caserta[260] divise gli uomini inviandone una met a Sant'Angelo attaccando i borbonici alle spalle comandati da Carlo Afan de Rivera, respingendo l'assalto. La battaglia del Volturno vide perdite maggiori fra le file dei garibaldini: quasi 1.900 contro i 1.300, [262] ma il giorno dopo vennero catturati poco pi di 2.000 solda ti borbonici, disorientati, non avendo ricevuto nuove istruzioni. Dopo le votazioni per il plebiscito che si tennero il 21 ottobre,[263] Garibaldi approfitt della vittoria di Enrico Cialdini sul generale borbonico Scotti Douglas per superare il Volturno il 25 ottobre, incontr Vittorio Emanuele II il 26 ottobre 1860, nella strada che portava a Teano,[264] e gli consegn la sovranit sul Regno delle Due Sicilie. Garibaldi accompagn poi il re a Napoli il 7 novembre e, il 9 novembre si ritir nell'isola di Caprera, partendo con sul piroscafo americano Washington, dopo aver ringraziato l'ammiraglio George Mundy.[265]

Desideroso di presentare il progetto di istituzione di una guardia nazionale mobile, dove sarebbero confluiti i volontari dai 18 ai 35 anni, si rec nella capitale. Il 18 aprile 1861 giunse alla camera, nel suo discorso,[266] afferm che il brigantaggio nel mezzogiorno era dovuto in parte allo scioglimento dell'esercito meridionale, avvenuto poco tempo prima, e ne chiedeva la ricostituzione, ritorn quindi a Caprera.

La terza guerra d'indipendenza


Il 6 maggio 1866 si formarono dei Corpi Volontari, Garibaldi doveva assumerne il comando, ma invece di 15.000 persone previste si presentarono in 30.000. Sul Piemonte il 10 giugno Garibaldi part raggiungendo i suoi uomini [294] contro di lui il generale Kuhn von Kuhnenfeld con 17.000 uomini. [295] Doveva agire in una zona di operazioni secondaria, le prealpi tra Brescia ed il Trentino, ad ovest del Lago di Garda, con l'importante obiettivo strategico di tagliare la via fra il Tirolo e la fortezza austriaca di Verona. Ci avrebbe lasciato agli Austriaci la sola via di Tarvisio per approvvigionare le proprie forze e fortezze fra Mantova ed Udine. L'azione strategica principale era, invece, affidata ai due grandi eserciti di pianura, affidati a La Marmora ed a Cialdini. Garibaldi oper inizialmente a copertura di Brescia, dopo piccole vittorie del 24 giugno e quella del Ponte Caffaro il 25 giugno 1866. Il 3 luglio non riusc a penetrare a Monte Suello [296] dove venne ferito, lasciando il comando a Clemente Corte[297] Il 16 luglio respinse una manovra del generale nemico a Condino [298] il 21 luglio gli austriaci presero Bezzecca Garibaldi notando i suoi uomini ritirarsi diede nuove disposizioni riuscendo a respingere l'avanzata e a far ritirare il nemico. Si apriva la strada verso Riva del Garda e quindi l'imminente occupazione della citt di Trento. Salvo essere fermato dalla firma dell'armistizio di Cormons. Il 3 agosto ricevette con telegramma di abbandonare il territorio occupato[299] rispose telegraficamente: Ho ricevuto il dispaccio n 1703. Obbedisco [300] "Obbedisco", parola che successivamente divenne motto del Risorgimento italiano e simbolo della disciplina e dedizione di Garibaldi. Il telegramma fu inviato dal garibaldino marignanese Respicio Olmeda in Bilancioni il 9 agosto 1866 da Bezzecca, evento ricordato su una lapide collocata sulla facciata della sua casa natale a San Giovanni in Marignano (RN). Il corpo dei volontari venne sciolto il 1 settembre, in seguito ci fu l'episodio di Verona [301]

La societ protettrice degli animali

[modifica]

Nel 1871 viene promossa da Garibaldi la prima societ in Italia per la protezione degli animali: la Regia societ torinese protettrice degli animali [318] (oggi ENPA), contro i maltrattamenti che gli animali subivano sia in campagna sia in citt, specie da parte dei guardiani e dei conducenti. [319] Affermava Garibaldi: Proteggere gli animali contro la crudelt degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa la pi bella virt del forte verso il debole [320].

Gli ultimi anni


Per le continue inondazioni del Tevere Garibaldi propose un piano ideato da Alfredo Baccarini, ma venne scartato per l elevato bisogno finanziario.[321] Nel giugno del 1872 Benedetto Cairoli propose una legge sul suffragio universale, Garibaldi il 1 agosto pubblic un Appello alla Democrazia.[322] Intanto le sue condizioni peggiorarono, dal 1873 ebbe bisogno delle stampelle, nel 1880 verr portato in carrozzina. Nella primavera del 1879 organizz il congresso, convocando 92 personalit rappresentative della democrazia, di esse intervennero in 62 il 21 aprile 1879 in cui chiedeva l abolizione del giuramento e esprimeva il suo appoggio al suffragio universale[323] Port con sua comunicazione il 26 aprile la formazione della Lega della Democrazia, dai 44 membri di cui si effettuer una commissione esecutiva di 16 membri , un giornale venne alla luce: La lega della Democrazia. Il loro movimento avr successo portando all elezione di ottobre del 1882 da 620.000 elettori a circa 2.000.000. Intanto aveva scritto alcuni romanzi: nel 1870 Clelia, ambientato nel 1849 a Mentana, e Cantoni il volontario. Nel 1874 I Mille che racconta di una donna, Marzia che travestita da uomo si univa ai volontari. Rivisit le Memorie nel 1871-1872 giungendo nella rievocazione alla campagna dei Vosgi, nel testo rispetto a quello precedente inaspr i toni contro Mazzini e la chiesa.[325] ed in seguito Manlio che narra delle avventure in Sud America e del suo ritorno in Italia. I proventi dei libri diminuirono nel corso del tempo [326], nella sua vita non si limit a questi scritti[327] Il 2 dicembre 1874 Pasquale Stanislao Mancini propose al parlamento una rendita vitalizia al condottiero il 19 dicembre viene approvata alla camera (si contarono 307 si e 25 no), il senato l approv il 21 maggio 1875, la pensione era di 50.000 lire annue a cui si aggiungeva una rendita annua. Garibaldi inizialmente rifiut per accettarla l anno successivo[328] Il 26 gennaio 1880 spos la piemontese Francesca Armosino, sua compagna da 14 anni e dalla quale ebbe tre figli. Nel 1882 il suo ultimo viaggio in occasione del sesto centenario dei Vespri: per tale ricorrenza part il 18 gennaio, prima giunse a Napoli che lascer il 24 marzo raggiungendo Palermo il 28 marzo, durante il tragitto nella citt regn il silenzio in segno di rispetto.[329] Ritorner a Caprera il 17 aprile. Poco dopo il ritorno la bronchite peggior, soffr di una paralisi alla faringe per tre giorni venne alimentato artificialmente. Venne assistito dal medico di una nave da guerra ancorata nell'isola vicina della Maddalena (La Cariddi) Alessandro Cappelletti, muore il 2 giugno 1882 alle 18.22 [330] per una paralisi della faringe che gli imped di respirare. Nel testamento, una copia del quale esposta nella casa-museo sull'isola di Caprera, Garibaldi chiedeva espressamente la cremazione delle proprie spoglie,[331] desiderio disatteso. La salma giace a Caprera in un sepolcro chiuso da una massiccia pietra grezza di granito. Garibaldi, massone ed anticlericale convinto, inser nel proprio testamento anche alcuni passaggi tesi a sventare eventuali tentativi di conversione alla religione cattolica negli ultimi attimi della vita:

Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato

in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s'inoltra, e mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga coll'impostura in cui maestro, che il defunto comp,

pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico: in conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoran za, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada[332]

Le donne di Garibaldi
In seguito alla morte di Anita, Garibaldi frequent diverse donne alla ricerca della giusta compagna di vita. La nobile inglese Emma Roberts fu la sua compagna per diverso tempo, a lei dedicher una delle sue navi, il rapport termin dopo la visita del nizzardo in Inghilterra nel 1856 [339]. Altra donna ricordata dall'eroe era la contessa Maria Martini della Torre, conosciuta a Londra nel 1854,[340] mentre di breve durata il rapporto con Paolina Pepoli vedova trentenne, nipote di Gioacchino Murat. La baronessa di origini inglesi Maria Esperance von Schwartz, figlia di un banchiere, vedova del cugino del padre che si era suicidato, vide per la prima volta il nizzardo nel 1849, poi nel 1857 giunse a Caprera e vi ritorn l'anno seguente, quando Garibaldi le chiese di diventare la madre dei suoi figli la donna volle rifletterci sopra. In seguito i sentimenti si indebolirono, anche per colpa di un'altra donna, Battistina Ravello, che serviva Garibaldi a Caprera. Da lei nel 1859 ebbe una figlia, chiamata Anita e battezzata con il nome di Anna Maria Imeni. Altra donna importante nella vita di Garibaldi fu Giuseppina Raimondi, la giovane ragazza colp l'eroe per il coraggio dimostrato, i due si sposarono a Fino Mornasco il 24 gennaio 1860, ma presto ricevette una lettera che lo avvert di un amante della donna, Garibaldi chiese alla donna se fosse vero quello che vi era scrtto e Raimondi, gi incinta, non neg nulla, il nizzardo otterr l'annulamento del matrimonio tempo dopo, nel 1879. Dal 1865 avr il conforto di Francesca Armosino, sua terza moglie, con cui aveva parecchi anni di differenza. Era la balia dei figli di sua figlia Teresita. Da lei ebbe tre figli di cui uno mor a 18 mesi.