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RENATO ALTERIO

CARI GENITORI

Creta

DESTINAZIONE CRETA 1941 - 1943

ODISSEA E MORTE DI UNA GUARDIA DI FINANZA

FAUSTO CANTALINI

3 CORREVA LANNO Quando incominci la storia che sto per raccontarvi correva l'anno 1941. A quei tempi la guida assoluta dell'Impero Romano ( cos avevano la pretesa di chiamarlo ) era l'imperatore Benito Mussolini il quale governava l'Italia senza se e senza ma. Eravamo per quasi alla fine della dittatura mussoliniana e l'Italia fascista allora era ancora alleata con la Germania nazista di Hitler. I loro eserciti stavano combattendo le ultime fasi della seconda guerra mondiale. Si tratta di una storia triste, tristissima perch, alla fine di una serie di peregrinazioni, Fausto, giovane contadino di Navelli, arruolato nel corpo della Guardia di Finanza e protagonista di questa storia, poich non sapeva nuotare, affog nel mare adriatico a causa del naufragio della nave su cui lo avevano imbarcato gli ex alleati tedeschi. Il come ed il perch sar chiaro fra poco. Per ora utile sapere chi era Fausto. Lui era un giovane che, all'et di

4 diciannove anni, con entusiasmo e buone speranze, lasci la sua famiglia per andare incontro a quella che riteneva fosse per lui una meravigliosa avventura. E fu proprio con tale certezza che part da Navelli ed approd nella scuola delle Guardie di Finanza di Predazzo. Quando lasci la famiglia era il giorno 5 del mese di agosto dell'anno 1941 e quando arriv a Predazzo era il giorno 6 dello stesso mese. Dopo un breve periodo di scopa e ramazza passato in caserma, i suoi superiori lo fecero partecipare ad un corso per sciatori a Passo Rolle e l impar a sciare. Tornato in caserma a Predazzo vi si ferm giusto il tempo necessario per recuperare armi e bagagli personali e partire con tutto il suo plotone alla volta di Trieste. L il suo plotone fu inserito organicamente in un battaglione mobilitato di nuova formazione. Quella parola di mobilitato risuonava come un sinistro presagio di possibili sciagure e qualche preoccupazione dovette pur procurargliela a Fausto, ci

5 malgrado per lui, per rassicurarla, cos scrisse alla famiglia: Mobilitato non significa che dovremo andare al fronte a combattere. E cos sembrava, infatti il nuovo battaglione non part per il fronte ma in treno alla volta di Bari. Purtroppo Fausto non poteva sapere che in realt non era Bari la loro meta finale ma l'isola di CRETA. Infatti, dopo un lungo soggiorno a Bari il suo battaglione torn al nord, giunse a Carie in treno ed il suo plotone fu alloggiato in caserme situate a Villa del Nevoso in attesa di riprendere il viaggio da Aurisina per attraversare tutta la Iugoslavia e la Grecia avendo come meta finale l'isola di Creta. Il viaggio in treno fu lungo. Fino a Belgrado viaggiarono su una tradotta per poi proseguire fino al Pireo su delle comode carrozze con servizio di cucina. Beata incoscienza! Fausto era felice! Arrivati al Pireo se la presero comoda perch vi si fermarono a lungo. Quella sosta permise a Fausto di fare una memorabile visita alla citt di Atene. Alla fine si imbarcarono su di una nave e

6 raggiunsero Creta. Quella doveva essere la meta finale e quella fu. All'inizio la dolce aria di quell'isola sembr concedere al nostro battaglione un po di pace, una specie di riposo del guerriero viaggiatore ma presto, con il passare dei giorni, gli animi divennero inquieti e tristi. I nostri finanzieri non si sentivano a loro agio, non erano pi in Italia e, malgrado la benedizione e le dolci parole del cappellano militare, sentivano forte la nostalgia della loro patria. In attesa di eventi pregavano e partecipavano alle funzioni religiose con lo sguardo rivolto verso il cielo chiedendo protezione al buon Dio e sperando in una vicina e vittoriosa fine della guerra esito al quale Fausto ancora credeva ciecamente. Purtroppo le cose non andarono cos. Con malinconico stato d'animo Fausto rimase a Creta praticamente ad oziare sino a quando le cose a Roma cambiarono. Con la firma dell'armistizio fra le truppe italiane e quelle angloamericane le alleanze militari furono rovesciate e le truppe tedesche che sino ad

7 allora si erano spartito i territori con le truppe italiane, in forza di quell'armistizio, da alleate che erano, diventarono subito nemiche e la prima cosa che fecero fu quella di annullare la capacit di difesa delle truppe italiane le quali avrebbero voluto reagire in modo adeguato ma purtroppo fu loro ordinato di non farlo. I nostri ex alleati tedeschi allora si liberarono degli italiani sia uccidendo i nostri soldati sia deportandoli nei campi di sterminio della Germania con delle vere e proprie carrette di mare. La corrispondenza che Fausto aveva avuto abitualmente con la famiglia si interruppe dopo il giorno del 23 agosto 1943 con la sua ultima lettera. Non ci dato sapere nulla di quello che in realt successe in seguito a Creta e perci non conosciamo neanche quale fu il vero percorso di Fausto verso la morte. Del resto, della sua tragica fine la famiglia ebbe conoscenza solo a distanza di tempo e senza dovizia di particolari. L'unico fatto sicuro che, stipato dai tedeschi su di una carretta

8 di mare insieme ai suoi commilitoni, Fausto affog nel mare adriatico quando la nave sulla quale si trovava affond. E qui finisce la ingloriosa avventura di Fausto. A questo punto per io ho la possibilit di passare alla descrizione puntuale di tutti gli eventi che lo riguardano relativi al periodo temporale 1941-1943, servendomi della corrispondenza che lui ebbe con la famiglia. A proposito della quale posso dire che quella era una famiglia di origini contadine e che Fausto come tale era vissuto a Navelli, suo paese natale. Ed era numerosa la sua famiglia cos come lo erano a quei tempi quasi tutte le famiglie contadine. I contadini facevano allora molti figli allo scopo di adoperarli, a tempo debito, come forza lavoro nelle loro aziende di tipo familiare. La famiglia di Fausto era composta dai genitori, da ben quattro figli maschi e da due figlie femmine. Per il capofamiglia, non sappiamo per quale motivo, affid la cura dei suoi terreni ad altri, trasfer tutta la famiglia a Popoli in

9 provincia di Pescara e lui divenne operaio in uno stabilimento chimico di Bussi paese non molto lontano da Popoli. Per, tale cambiamento non fu utile dal punto di vista economico perch, con un solo salario mensile in entrata, la famiglia aveva difficolt ad arrivare alla fine del mese. D'altra parte, il rischio maggiore che correvano i giovani di allora non era tanto quello connesso all'obbligo del servizio militare ma consisteva nel fatto che, dopo un breve periodo di addestramento, quasi tutte le reclute venivano spedite in qualche fronte di guerra a combattere. Come escamotage, per esorcizzare tale pericolo, a Fausto e famiglia qualcuno sugger di non aspettare la chiamata dall'esercito ma di fare domanda di ammissione nel corpo delle Guardie di Finanza. L'unica incognita era che, per far parte di quel corpo, bisognava farne innanzitutto domanda e poi superare una apposita selezione. Per chi risultava idoneo, e perci vi veniva ammesso, i vantaggi rispetto ai militari

10 dell'esercito erano due: il primo consisteva nel fatto che quello delle Guardie di Finanza era un corpo privilegiato, tendenzialmente impiegato solo in patria, il secondo vantaggio era che gli appartenenti a tale corpo vi rimanevano sino alla pensione e percepivano uno stipendio mensile. Per le suddette ragioni Fausto quella richiesta la fece, l'esito fu positivo e lui ne fu felice e si ritenne fortunato. Le cose si svolsero cos: nel corso dell'anno 1941, quando lui aveva appena diciannove anni. Lasci la sua famiglia a Popoli che si ridusse cos ai suoi genitori ed ai fratelli minori dei quali Francesco era il pi grande, poi via, via, venivano Aldo e Carlo il pi piccolo dei maschi, da ultime le due bambine femmine Maria e Lucia. Come persona assunta nel corpo delle Guardie di finanza Fausto aveva due speranze: la prima quella di avere la possibilit di contribuire ai modesti bilanci familiari e la seconda quella di fare carriera. Fausto era un ragazzo generoso, semplice, buono,

11 religioso, che amava la patria e la famiglia, che era volenteroso, ma che di certo era anche fin troppo credulone e credeva ciecamente alla propaganda di regime. Purtroppo era anche piuttosto ignorante per aveva una gran voglia di imparare. Il problema esisteva per il fatto ch non aveva potuto conseguire un apprezzabile grado di istruzione in quanto, a quei tempi nei piccoli paesi contadini listruzione era un lusso che non tutti si potevano permettere. Perci, non facciamoci nessuna meraviglia se allora si scriveva male e non si conosceva n la grammatica e a maggior ragione neanche la sintassi e, quando si era costretti a scrivere qualcosa ne veniva fuori una scrittura met in italiano e met in esperanto. Partirono per Predazzo in due e lasciarono rispettivamente le loro famiglie Fausto a Popoli, in via della Stazione. N. 64 ed Ugo a Navelli in provincia delll'Aquila.

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LETTERE ALLA FAMIGLIA


Fausto giunto a Predazzo si present nella scuola per Guardie di Finanza nel pomeriggio del giorno 6 del mese di agosto dell'anno 1941 ed il giorno 8 di agosto invi la sua prima lettera alla famiglia nella quale raccontava: Carissimi Genitori La sera del 5-8 alle ore 17,30 ( da Roma ) partimmo per Predazzo. Ho viaggiato tutta la notte ed alle 14,30 del giorno 6 siamo arrivati a Predazzo. Il viaggio stato lunghissimo, passando per Verona. Di Navelli siamo venuti io ed Ugo, e gli altri due lo rimandarono a Navelli, causa per linformazione E gi per l'informazione, appuriamo prima di tutto della lentezza dei treni di allora perch per andare da Roma a Predazzo si impiegavano 21 ore, e poi di quel vizio congenito ai regimi reazionari che avevano ed hanno l'abitudine di selezionare le persone in base alle informazioni sulla fedelt al loro regime le quali allora

13 erano di solito richieste al parroco, al podest ed ai carabinieri. Non diversamente dalla prassi avveniva per la selezione degli aspiranti allievi nella Guardia di Finanza che venivano selezionati a Roma. Era ovvio che solo gli allievi fisicamente abili che disponevano di informazioni compatibili con la assoluta fedelt al regime fascista risultavano idonei, venivano assunti ed inviati alla scuola Guardie di Finanza di Predazzo. Gli altri ovviamente lo rimandarono a Navelli, causa per linformazione I giovani di oggi per forse non lo sanno, e perci bisogna dirglielo, che il regime fascista amava tenere sotto stretto controllo tutto il popolo italiano perch o si era fedeli al regime ed allora si avevano tutti i privilegi possibili, o altrimenti si era sovversivi ed allora come tali venivano trattati. La dissidenza, sia pure solo di pensiero, veniva punita anche con la galera o con il confino. Era ovvio che per lammissione al Corpo delle Guardie di Finanza

14 venissero usati gli stessi criteri. Si capisce quindi perch Fausto ed il suo compaesano di nome Ugo, avendo buone referenze (e raccomandazioni) furono ammessi e altri due, poveri diavoli compaesani, lo rimandarono indietro cos come lui scrisse alla famiglia. Invece, prima di loro, un altro compaesano, di nome Aniceto, era stato considerato idoneo ed era gi da qualche tempo nella scuola di Predazzo. illuminante per il fatto che Aniceto fosse uno dei figli del sacrestano di Navelli per cui certamente il parroco, il podest ed i carabinieri lo avevano corredato delle informazioni giuste. Ma, ci detto, leggiamo ci che da Predazzo, cos'altro scrisse ancora Fausto nella sua prima lettera inviata alla famiglia: Ad Aniceto gli hanno gi dato tutto, gli hanno dato una valigia e una cassa con tutto il necessario occorrente. Appena che mi danno anche a me loccorrente rimander la valigia

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Predazzo-La scuola delle Guardie di Finanza

Dove siamo noi vi una bella caserma siamo vicinissimo al paese il quale a 1016 metri sul livello del mare nei dintorni non si vedono che montagne altissime, vi gi la neve sulle cime dei monti pi alti. Si sente un po freschetto, e a me fa molto impressione.io mi trovo molto bene anche perch c Aniceto al quale gli posso chiedere qualche consiglio, lui ci aiuta ha voluto persino lavarmi la cavetta il primo giorno che siamo arrivati

16 La permanenza di Fausto a Predazzo in qualit di Allievo R. Guardia di Finanza, 7 Compagnia - Scuola Alpina dur dal 06/08/1941 al 31/12/1941 quindi circa cinque mesi. E, visto che ci siamo, soffermiamoci per un attimo a curiosare su qual'era allora la vita di caserma a Predazzo. Lo scrive lo stesso Fausto che racconta: Probabilmente ci passeranno ancora una visita dopo aver fatto per qualche marciaSto scrivendo sulla branda insieme con Aniceto e con Ugo Domani forse ci manderanno a fare la prima marcia, ma io me la caver perch domani sar di ramazza... Visite mediche, marce e ramazze dunque, come sempre, ed intanto, Fausto, piano piano, si preparava a cambiar pelle. Era felice perch capiva che era solo allinizio di una straordinaria avventura. Era per molto spaesato, non sapeva come avrebbe dovuto comportarsi e perci aveva chiesto aiuto e consigli al suo compaesano Aniceto, il quale, cos come scrive ai genitori ha voluto persino

17 lavarmi la cavetta. Purtroppo lui ed Ugo, pur essendo arrivati a Predazzo insieme, dovettero separarsi. Infatti i nuovi arrivati vennero distribuiti nei plotoni tenendo conto non dellordine di arrivo ma di quello alfabetico dei loro cognomi. Per questo motivo loro due furono assegnati a plotoni diversi. Fausto da parte sua ne fu molto dispiaciuto tanto che scrisse alla famiglia: ...ci hanno divisi in tre plotoni, e mi dispiace di molto che Ugo non possa stare al mio plotone per lui dorme in una camerata vicino alla miapiccola consolazione. Dopo di che, quando la vita di caserma era appena agli inizi, cos scrisse alla famiglia: le punture al braccio non sono dolorose ed ormai non mi fanno pi paura, siamo alla seconda, la terza fra quindici giornied ancora:...Per il mangiare sto benissimo, e sto facendomi una scorpacciata di frutta che sta a met prezzo di quando era gi a Popoli, e a me piace molto e non ci faccio caso

18 e per completare la descrizione delle novit aggiunse: ci faranno fare il corso sciatori e spero che ci concedano anche a noi al compimento del suddetto corso la licenza premionoi faremo questo corso quando ci sar molta neve, che speriamo venisse subito...Agli altri della compagnia dove Aniceto, come pure a lui, gli volevano dare il permesso di ore 72 ma lui ha rinunciato perch in casa non ci stava che poche ore e per il viaggio se ne vanno circa 80 ire quindi non convienee se ce lo daranno anche a noi il permesso io non so ancora se tornare oppure no, io non vorrei perch il viaggio lungo e sar a casa per un solo giorno Per far di tutto per venire a Natale con la licenza premio che probabilmente ci darannoci faranno fare il corso sciatori e spero che ci concedano anche a noi al compimento del suddetto corso la licenza premio Speranza vana, nessuna licenza. Per c'erano altre notizie importanti da comunicare alla mamma:

19 Carissima mamma; Ieri ci hanno pagato, e ho ricevuto 115,50Domani 11 novembre genetliaco di S.M. il Re e Imperatore la compagnia ove io trovami prester giuramento Evviva il Re! (.ed evviva la paga ) ! adesso ( Aniceto ) il 1 dicembre mi lascer per andare a fare il corso sciatori

AL CORSO SCIATORI
Dopo quasi cinque mesi di vita in caserma, in data 02/01/1942, Fausto fu mandato anche lui, dopo Aniceto, a Passo Rolle per partecipare al preannunciato corso di addestramento per sciatori. Fausto rimase in quel posto per circa un mese, cio sino alla fine del corso che avvenne in data 28/01/1942. In una lettera inviata da Passo Rolle alla famiglia lui rifer sul tipo di attivit messa in atto in quel posto e dichiar di essersi divertito

20 molto in quei giorni e nello stesso tempo di essere diventato un bravo sciatore. Finito il corso, finita la vacanza, finita la vita di caserma, la bella vita era finita per sempre ed infatti torn s a Predazzo, ma vi rest solo per un paio di giorni perch, in data 31/01/1942 di sera, insieme al suo plotone dovette partire di nuovo questa volta per un viaggio lungo e tortuoso e per di pi senza ritorno avente come prima tappa Trieste.

LA SOSTA A TRIESTE
( Il battaglione mobilitato ) Per Fausto la partenza per Trieste comport l'addio definitivo alla scuola di Predazzo, la fine di marce e ramazze ed il conseguente passaggio dalla noiosa vita di caserma alla vita militare operativa. Per andiamo con ordine. Fausto part da Predazzo alla sera del 31 di gennaio dell'anno 1942 con tutto il suo plotone, arriv a

21 Trieste il giorno 01 febbraio 1942 alle ore 12,30 e vi rimase per poco pi di un mese ossia fino al giorno 06 del mese di marzo 1942. Per fare che cosa? Per essere incluso in un battaglione di nuova formazione. Infatti fu a Trieste che in quel lasso di tempo nacque ex novo il 16 Battaglione Mobilitato di Guardia di Finanza. Fausto fu assegnato alla II Compagnia 3 Plotone. Purtroppo quella parola di mobilitato aveva un significato sinistro, preoccupante, anche se Fausto forse non se ne rese del tutto conto oppure finse di non rendersene conto per scacciare i brutti pensieri, e comunque, per rassicurare la famiglia, cos scrisse ai genitori asserendo che: mobilitato non voleva dire che sarebbe andato al fronte a combattere. E forse che non fosse destinato al fronte di combattimento era vero, per, poich era in corso una brutta guerra, non si poteva mai prevedere come sarebbero andate a finire le cose. Comunque, al momento, che il battaglione mobilitato avesse in

22 programma di partire da Trieste per Bari anzich per il fronte sicuramente fu per Fausto un evento rassicurante. Che la destinazione del suo battaglione fosse il Centro di Mobilitazione di Bari a lui sembr il posto migliore per fare una piacevole ed oziosa villeggiatura. E perci all'ignaro Fausto sembr che tutto stesse andando secondo le pi ottimistiche previsioni. Altro che fronte, soggiornare a Bari per lui era come soggiornare a tre passi da casa sua. Quel viaggio per non fu come lui l'aveva previsto perch il diavolo ci mise la coda e la trasferta in treno da Trieste a Bari, oltre che lunga, fu piena di inaspettati e dolorosi contrattempi. Ma Fausto non poteva immaginarlo in anticipo perch era eccitato a causa degli ultimi avvenimenti che a modo suo riferisce ai genitori nella seguente lettera inviata loro da Trieste prima di partire per Bari.

23 Carissimi genitori:Come vi ho mandato nella mia ultima, che vi mandavo il mio nuovo indirizzo, vengo perci con la presente per darvi anche unaltra notizia, la quale non appena lho saputa, sono diventato tutto gioioso. Vi fo sapere che la mia Compagnia stata mobilitata, e di conseguenza lo sono anchio. Abbiamo terminato il corso sciatori il giorno 28 u.s. e il giorno seguente abbiamo avuto la marcia di trasferimento per Predazzo. A Predazzo i nostri superiori ci hanno detto che la nostra Compagnia era stata mobilitata e assegnata al battaglione mobilitato che si former qui a Trieste ove trovami tuttora. Siamo partiti da Predazzo il 31 sera, e siamo arrivati qui a Trieste il giorno seguente alle 12,30. Come vedete ho fatto un altro bel viaggio divertendomi assai, e a Verona ho inviato una cartolina a voi e una alla nonna.La cassetta dordinanza che contiene tutta la nostra biancheria c lha portiamo con noi. Vi fo sapere ancora che la paga che ho percepito ultimamente

24 ammontava alla somma di 195. Abbiamo indossato la fiamma gialla il giorno 30Ricevuta questa notizia, vi metterete di sicuro in pensiero, purtroppo invece non dovete pensarci affatto. Con la parola mobilitata non dovete intendere che vado a combattere, purtroppo invece andiamo nelle terre conquistate, e facilmente in Iugoslavia, a fare i servizi nella nuova Brigata A me questa notizia mi ha sollevato, perch i mesi che sono mobilitato, mi contano come se avessi fatto il confine, per poter concorrere alla Scuola Sottuficiali. Essendo mobilitati fin dal 1-febbraio da oggi prendiamo la paga come mobilitati. Perci vengo a ripetervi di non mettervi in pensiero, ma di ricordarmi sempre nelle vostre preghiere e raccomandarmi alla S.S. Vergine - Guardia Cantalini Fausto - Comando VII Tenenza R. Guardia di Finanza- Trieste S. Saba. Non ci dimentichiamo che fra le prospettive che avevano indotto Fausto ad arruolarsi nel corpo delle guardie di

25 finanza c'erano quelle della paga e della carriera, lui malgrado il suo povero bagaglio culturale, ambiva di diventare sottuficiale della Guardia di Finanza. Se le cose fossero andate per il giusto verso ci sarebbe riuscito? Chiss! A suo favore comunque depone il fatto che lui aveva molta buona volont ed era disposto a fare di tutto per ottimizzare il suo grado d'istruzione. Al momento per era la paga l'incentivo pi importante, purtroppo lui non immaginava di certo in cambio di quali sacrifici quella paga gli veniva concessa. C' da supporre per che lui avesse ormai intuito, magari vagamente, che la sua avventura aveva raggiunto il punto di non ritorno e che, trascinato da eventi oscuri ai quali lui non poteva opporsi, la sua vita era ormai in balia della sorte e dei suoi superiori. Capiva soprattutto che gli affetti familiari, la libert, la pace e la tranquillit di Navelli e di Popoli, se l'era lasciati alle spalle definitivamente ed ora ne sentiva la nostalgia. Se cos non fosse non si

26 spiegherebbe perch nel momento in cui la sua persona stava per essere proiettata verso un incerto destino aveva scritto ai suoi genitori: ... vengo a ripetervi di non mettervi in pensiero, ma di ricordarmi sempre nelle vostre preghiere e raccomandarmi alla S.S. Vergine.

IN TRENO DA TRIESTE A BARI


Con l'ingresso in quel battaglione mobilitato, formatosi ex novo a Trieste, Fausto acquis il diritto al raddoppio delle anzianit di servizio che avrebbe maturato da quel momento in poi (ogni mese gli contava per due ) ed anche all'aumento della paga. Se non ci fosse stata di mezzo la guerra Fausto avrebbe avuto quindi buoni motivi per essere allegro invece allora la sua allegria fu un tantino guastata da quella inquietante qualifica di mobilitato assegnato al suo battaglione. La cosa gli

27 funzion come un tarlo nella mente e fu per lui la sorgente di cattivi pensieri che per lui, tutto proteso com'era verso obiettivi personali di pace, ebbe la capacit di esorcizzare mettendoli a dormire nel fondo del suo cervello. Preferiva avere la mente occupata dalla entit della paga e dalle opportunit della carriera. Fu per questo motivo che, quando lui ed il suo battaglione partirono in treno da Trieste diretti al Centro di Mobilitazione di Bari aveva, turbinanti nella sua mente, solo buoni motivi per essere felice, la paga aumentata e l'anzianit di servizio che valeva ormai due al posto di uno ossia che raddoppiava. Per di pi a quei motivi se ne aggiunse un altro e questo consisteva nel fatto che stava per intraprendere un lungo viaggio in treno verso il sud della penisola avente come meta la citt di Bari. L'importanza di quel viaggio consisteva nel fatto che lo avrebbe portato a transitare attraverso il suo Abruzzo con sosta nella stazione della citt di Pescara. Impensabile

28 una occasione migliore di quella per incontrare i suoi genitori. Era pur vero che loro abitavano a Popoli per era altrettanto vero che per andare da Popoli a Pescara il treno impiegava meno di un'ora. Ecco perch lui si premur di fissare un incontro con i suoi genitori proprio nella stazione ferroviaria di Pescara. A volte per fra il dire ed il fare c' di mezzo il mare e la malasorte spesso in agguato. Il fatto che i guai, o i contrattempi, chiamiamoli come vogliamo, a volte arrivano quando meno uno se li aspetta. E fu proprio quello che accadde a Fausto quella volta. Perch? Perch lui sbagli nel comunicare ai suoi genitori le coordinate temporali della sosta del treno a Pescara, non sappiamo se per sua leggerezza o per difetto di conoscenza. Fatto sta che quando lui si accorse di avere comunicato ai genitori una data ed un'ora sbagliata lui era gi sul treno, la locomotiva sbuffava e stava per mettersi in moto ed era ormai troppo tardi per inviare ai suoi genitori un

29 telegramma di rettifica. La incresciosa conseguenza fu che nella stazione di Pescara, Fausto ci arriv il giorno 07/03/1942 alle ore 7,30 del mattino per, beffato dalla malasorte, non vi trov i suoi genitori. Quella fu una vera disgrazia perch il treno su cui lui viaggi rimase fermo in stazione per ben 5 ore. I suoi genitori invece lo avevano aspettato invano il giorno prima per tutto il giorno sino alla sera.

FAUSTO A PESCARA
CARISSIMA MAMMA...

Accoratamente riferisce alla mamma quanto segue: Carissima mammasiamo partiti da Trieste la mattina del giorno 6non mi venuto a tempo per farti il telegramma perch non appena venuto lordine subito siamo partiti per Bari ...Siamo arrivati a Pescara la

30 mattina seguente alle 7,30, siamo stati fermi 5 ore e avremmo potuto benissimo rivederci dopo di che Fausto si dilung nell'illustrare alla mamma i particolari degli incontri occasionali che ebbe durante quella sosta: ...non appena sceso alla stazione ho sentito chiamare, subito ho sceso con la speranza che ti avrei trovata mentre ho visto il padre di un mio compagnoil quale mi ha detto che tu come il pap avete aspettato fino alla sera precedente e vedendo che non passavo avete ritornato a casa. ...Non potete immagginare che dolore e che rancore che ho sentito in quel momento, ero noioso e mi sentivo arrabbiatose sapevo che eravamo fermi fino alle ore 14 vi avrei telefonato senzaltro ma,... ...Nella stazione incontrai Tonino di Popoli, voi gi lo saprete perch di sicuro sar passato a casa e ve ne avr

31 parlato. Dal momento in cui mincontrai e riabbracciai questo compagno, mi sentivo subito pi sollevato. Con lui sono andato a trovare anche Mario SilvestriIl viaggio andato benissimoSiamo arrivati qui a Bari il giorno 8 la mattina, abbiamo viaggiato giusto due notti e due giorni. Nelle lettere che Fausto invi alla famiglia si riscontrano errori di grammatica e di ortografia errori che sono stati riportati senza modifiche. Per, sono errori scusabili perch ai suoi tempi, specialmente nei paesi contadini, si parlava il dialetto e si scriveva poco e male, la padronanza della lingua italiana era appannaggio solo dei pi istruiti tenuto conto che il corso normale di studi finiva, nei paesi, con la licenza elementare. Pur tuttavia, malgrado queste sue lacune sulla lingua Fausto aspirava a diventare sottufficiale del corpo di Guardia di Finanza. Forse ci sarebbe riuscito se gli eventi gli fossero stati

32 favorevoli perch deponeva a suo favore la grande voglia di imparare che aveva e la sua versatilit a farlo.

A BARI CON IL CUGINO


( Luigi e le venti lire ) Dopo la deludente pausa di Pescara Fausto prosegu il suo viaggio e giunse a Bari la mattina del giorno 8 Marzo 1942. Era da pochi giorni a Bari quando ricevette la visita di suo cugino, il maestro Luigi, detto Gigino, il quale a quell'epoca vestiva la divisa di ufficiale del Regio Esercito Italiano e prestava il servizio militare in un distaccamento di stanza a Manfredonia che era l a far finta di presidiare il territorio. Quell'incontro Fausto lo descrisse cos, leggiamo: Nel pomeriggio di ieri mi venuto a trovare il cugino Luigi, e ci abbiamo riabbracciati affettuosamente

33 (per) :gli ho dovuto prestare 20 lire perch era in bolletta Il cugino Luigi era in realt uno zio di Fausto e non si capisce perch Fausto lo riteneva un cugino. Lui comunque, a differenza di Fausto, non era mobilitato ma era a Manfredonia in pianta stabile e stava l, servito e riverito ( da due donne, madre e figlia, e non solo, nella cui dimora alloggiava godendo di singolari attenzioni sia della madre che della giovane figlia ). Esibiva la sua persona con baffetti alla Hitler, capelli neri alla brillantina, stivali lucidi ai piedi, pantaloni alla zuava e spada d'ordinanza al fianco. Le preoccupazioni del Signor Tenente Luigi Cantalini da Navelli erano solo quelle che riguardavano il suo non perfetto stato di salute. Poverino, soffriva della malattia dei signori ossia di calcolosi renale. Lui, grazie al suo grado, prendeva una paga superiore a quella del cugino Fausto per aveva, le mani bucate e questo, bisogna dirlo perch senn chi

34 legge non capisce perch fosse in bolletta. Comunque il fatto resta, questo cugino Luigi, ufficiale del Regio Esercito, che da Manfredonia si era recato a Bari per andare a trovare il cugino Fausto, era in bolletta. Questo ed altro per quello che apprendiamo leggendo la lettera che Fausto invi alla mamma da Bari. Carissima mamma: Mentre sto scrivendo ripenso al passaggio per Pescara, e il dolore che ho provato che di certo avete provato anche voi... Con la presente vengo a darti unaltra notizia quale che laltro giorno ho visto il comparello Battollommeo ( Bartolomeo), di Navelli il quale si trova vicino a me e credo che sia anche lui mobilitato

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DURANTE LA SOSTA A BARI


( Nella caserma magna e dormi) Nel Centro di Mobilitazione di Bari, Fausto fece vita di caserma in maniera oziosa, disordinata e con disagi vari, lo spiega lui stesso alla mamma nella seguente lettera: Carissima mamma: Mentre sto scrivendo ripenso al passaggio per Pescara, e il dolore che ho provato che di certo avete provato anche voi .Come dormire dormiamo sugli pagliericci un po duro ma si prende infinitamente sonno. Come mangiare si sta discretamente bene, quasi tutti i giorni a mezzoggiorno abbiamo il brodo con carne e la sera abbiamo un buon minestrone. Fausto era giovane e chi ha l'et che lui aveva dorme facilmente anche in piedi, come fanno i cavalli, ed allora

36 comprensibile il fatto che anche sui pagliericci si prende infinitamente sonno! Per, malgrado il dolce dormire ed i buoni minestroni della sera Fausto non era in pace con se stesso, aveva tanta nostalgia della sua famiglia: Io avrei desiderio ritornare in famiglia e passare assieme qualche giorno, ma non so come fare, mi accontenterei di un piccolo permesso ma non ci firmano a qualcuno viene firmato ma conosciuto e raccomandato. Ah! Che brutto vizio quello della raccomandazione, vizio endemico del popolo italiano. La cosa era ovviamente un fatto di costume anche per i comandanti della Guardia di Finanza di allora. Ma leggiamo quanto ancora scrisse Fausto: .Come quando i miei compagni di Predazzo andarono in licenza, ci andarono in pi i raccomandati e qualcuno fortunato che usc a sorteggio. Vorrei provare anchio a

37 qualche permesso ma difficilmente.Poi si dovrebbe avere una forte conoscenza con il dottore e con i Carabinieri perch solo da questi si accerta il telegramma. Bisognerebbe essere molto prudenti perch uno si pu rovinare tutta la carriera specialmente in questi giorni La raccomandazione dunque era necessaria, ma bisognava chiederla con prudenza, con juicio, per non compromettere la carriera. Il mondo collassava per Fausto di che cosa si preoccupava? Solo della carriera. E, mentre erano questi i pensieri che fibrillavano nella mente di Fausto, passarono i giorni ed il battaglione li impieg bighellonando, nelle strade di Bari, fra lucciole e lanterne, oziando in caserma sui loro pagliericci sino al giorno 1 Aprile 1942.

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BARI:GIORNO DI PAGA
APRILE 1942

Ogni volta che Fausto prendeva la tanto desiderata paga ne comunicava l'entit ai suoi genitori, questa volta scrisse alla mamma includendo nella busta ben 300 lire: Cara mammaGiusto ieri ci hanno fatto la paga, ho preso 723, In questo mese ho preso un bello stipendio come vedeteIo adesso questi soldi non ho a che farne, a me sufficiente tenere qualche centinaio di lire, perci per mezzo della presente vi mando 300 Fausto amava molto la sua famiglia che sapeva essere in difficolt economiche e perci se gli interessava la paga non era solo per se stesso ma anche per la sua numerosa famiglia. Infatti, sempre in tema di soldi cos scrisse ancora alla mamma: Questi soldi non occorre dirtelo se ne avete bisogno spendeteli pure, se no me li stiperete ma credo che

39 oggigiorno servono, anche per i fratellini, gli faccio a loro tutti un bel regalo per la S. Pasqua e che loro si ricordino sempre del suo caro fratello lontano specialmente in questi di giorni. Cara mamma era troppo se potevo tornare anchio a fare la S. Pasqua con la famiglia? E no, non era troppo, specialmente se pensiamo che le tre parole chiave alle quali Fausto credeva ciecamente erano: Patria, Chiesa, Famiglia. Ma la sua famiglia era numerosa ed aveva bisogno di aiuto: Francesco, Romualdo, Carlo, Maria e Luciana erano suoi fratelli e sorelle. Per fortuna che lui era un ragazzo semplice buono e generoso, pensava anche al padre e cos scrive ancora alla mamma: La roba che ti ho mandata conservala bene, se a pap necessita qualche cosa la pu mettere senzaltro, cos pure le scarpe che ora non si trovano, ma mi

40 raccomando non date via niente la divisa di tela la pu mettere quando va a lavorare se gli abbisogna.... Un bacione ( ai fratelli ) a Francesco, Romualdo, Carlo, Maria e Luciana e a te baciandoti caramente ti lascioArrivederci al pi prestotuo figlio Fausto Cantalini.

LA LICENZA DI TRE GIORNI


BARI 18 APRILE 1942

Finalmente arriv la licenza! La trascorse in parte a Popoli con parte della sua famiglia ed in parte a Navelli con i nonni ed altri parenti. Purtroppo quella fu per Fausto l'ultima occasione che ebbe per riabbracciare i genitori i parenti gli amici e le persone care. Torn poi a Bari per riprendere quel tragico viaggio che era destino che si concludesse con l'incontro con la morte che lo

41 aspettava paziente in fondo al mare adriatico. Allora per Da Bari cos scrisse ai suoi genitori: Certo quei tre giorni di licenza sono passati come un vento e mi dispiaciuto di molto dovere partire senza che mi venuto in tempo di salutare i vicini di casa Ancora una volta e questo mi dispiace che ho dovuto partire senza salutare i fratellini come anche Francesco e CarloIo per ho provato una grande gioia e una sola distrazione nel rivederviSabato scorso verso le ore 14 mi fece una bella improvvisata lo zio Giginomi feci fare un permesso per stare tutto il pomeriggio insieme con lui e cos rimasi fuori fino allora della ritirata perch lui doveva ripartire alle ore 22..Non so se sapete, lui venuto qui a Bari a passare la visita medica, arrivato la mattina alle ore 10 ed ripartito alle ore 22 Si incontrato giusto il giorno della festa di S. Nicola protettore della citt di Bari.

42 Purtroppo per, il giorno 04 Agosto 1942 alle ore 17 dovette lasciare a Bari sia S. Nicola che il Centro di Mobilitazione per fare il viaggio inverso al precedente, ripassando per Pescara e diretto al nord Italia per intraprendere da l il suo ultimo viaggio. FAUSTO A VILLA DEL NEVOSO 6 AGOSTO 1942 Dopo cinque mesi di sosta oziosa nel centro di mobilitazione di Bari Fausto ed il suo battaglione lasciarono quella citt il giorno 4 di agosto del 1942 e, dopo due giorni di viaggio, precisamente il giorno 6 di agosto 1942 giunsero in treno in una localit in provincia di Fiume chiamata Villa del Nevoso a causa della sua vicinanza al monte Nevoso. Per problemi di ricettivit il plotone al quale Fausto apparteneva lo fecero separare dal battaglione e lo fecero alloggiare nella localit di

43 Carie, frazione di Villa del Nevoso, in una delle caserme allora in uso alla Guardia di Frontiera. Tali localit che allora erano considerate italiane oggi invece appartengono alla Slovenia. Villa del Nevoso 18/Agosto 1942

44 Fausto, che puntualmente riferiva alla famiglia quanto accadeva intorno a lui, non perse tempo neanche questa volta e due giorni dopo quello dell'arrivo a Carie, ossia il 18 di agosto 1942, scrisse una cartolina alla famiglia informandola sugli sviluppi della sua ultima migrazione. Intanto per, mentre lui era a Carie, il suo battaglione che era il XVI0 battaglione mobilitato, il 17 di agosto 1942 era stato aggregato al 23o CORPO D'ARMATA. Da notare che nella cartolina prestampata vi era scritto:Per la patria si rinunzia al superfluo! Nessuna meraviglia perch quelli, per chi non lo sapesse, erano i tempi del: Credere, Obbedire, Combattere.

LA PARTENZA DA CARIE
21 Settembre 1942 Durante il soggiorno a Carie, durato una ventina di giorni, Fausto fece l'altalena fra la piccola Carie e Villa del Nevoso dove andava ogni tanto, si fa per dire, a fare

45 shopping, sino a quando, il giorno 21 di settembre dell'anno 1942 alle ore 17, il suo plotone fu fatto sloggiare anche da Carie e fu trasferito a Villa del Nevoso.

Villa del Nevoso-Monte Nevoso

L, nella stazione ferroviaria, il plotone prese posto su di una tradotta con la quale alle ore 2 della mattina seguente

46 part diretto ad Aurisina, localit in provincia di Trieste, dove si ricongiunse al resto del battaglione. Il perch lo spiega bene Fausto nella seguente lettera inviata ai suoi genitori: Carissimi Genitori Vengo con la presente per darvi mie nuove notizie Stiamo a prepararci per la partenza e forse partiremo oggi stesso; dobbiamo raggiungere il nostro Battaglione che si trova nei pressi di Gorizia; da dove partiremo per raggiungere la nostra destinazione che credo sia a Creta. Non sappiamo se andiamo per via mare o per via terra; se andiamo per via mare forse andremo anche a Bari e non mancher a farvi un telegramma magari per la strada cos possiamo incontrarci a Pescara e salutarci. Io mi trovo benissimo come spero sia anche di voi tutti in famiglia. Oggi la festa del Corpo, la festa del protettore del Corpo che S Matteo.

47 Per la cronaca apprendiamo che il giorno 21 di settembre ricorreva, e forse ancora ricorre, la festa di S. Matteo protettore del Corpo delle Guardie di Finanza.

ADDIO ITALIA
22 settembre 1942 Il giorno 22 del mese di settembre, ossia il giorno dopo a quello in cui aveva festeggiato S. Matteo, il battaglione delle nostre Guardie di Finanza al completo, sicuro ormai della protezione dello stesso S. Matteo, prese posto sulla tradotta e lasci Aurisina. Addio Italia nostra! Si va a Creta! E gi, perch fu proprio da Aurisina che il battaglione mobilitato inizi l'ultimo suo lungo viaggio, purtroppo di sola andata. Attraversata la Iugoslavia e la Grecia e dopo una sosta nella localit greca del Pireo, a bordo di un traghetto, riusc a raggiungere l'isola di Creta.

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La stazione di Aurisina

Questa volta per, a differenza di quanto era accaduto all'inizio del viaggio da Trieste a Bari, Fausto da Aurisina fece in tempo ad inviare la seguente cartolina postale ai suoi genitori nella quale, in modo conciso ma con efficacia e chiarezza, spieg loro che lui ed il suo battaglione erano ormai in viaggio per la fatidica isola di Creta: Cari genitori:

49 Mi trovo in viaggio; invio questa cartolina per mandarvi tanti e cari bacioni ...allora sarete in attesa di un mio nuovo scritto dove vi mander il mio nuovo indirizzo...mi farete sapere anche se avete ricevuto il vaglia di 200 e se il fratello Aldo andato a Roma che spero di sNon ho altro, ricordatevi sempre di me nelle vostre quotidiane preghiere e abbracciandovi caramente invio tanti forti bacioni aff.mo figlio Fausto. La missiva termina con il solito immancabile ritornello delle preghiere quotidiane richiesta che la dice lunga sull'inconscio stato d'animo di Fausto combattuto fra l'interesse delle novit e la paura del futuro. Per, evidentemente, era la paura del futuro il sentimento pi forte. Dando uno sguardo alla cartolina che segue si nota che, prestampata, vi si legge la scritta:

VINCEREMO

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Quel VINCEREMO lo si poteva leggere in tutte le cartoline postali dell'epoca, essa era frutto di una capillare campagna propagandistica del regime fascista fatta con la scopo di illudere e tranquillizzare il popolo italiano. Vinceremo? Certo che si! Ed allora coraggio, per la patria si fa questo ed altro! Ma torniamo al viaggio. La tradotta lasci dunque Aurisina e la locomotiva sbuffando, ansimando e sferragliando, si port via quel carico di giovani il cui destino, era scritto,

51 era quello di andare a morire a Creta e dintorni. Per, inconsapevoli dei pericoli ai quali stavano andando incontro, i nostri Finanzieri erano tranquilli o addirittura felici, non sapevano che quello era per loro l'ultimo viaggio prima di dare l'addio alla vita alle loro speranze ed al loro passato. In particolare, per Fausto fu un addio a: Predazzo, a Bari, ai genitori, ai fratellini, all'Italia. Vado a Creta aveva scritto ai suoi genitori! Come se lui ci stesse andando in villeggiatura! Non vado a morire per pregate per me! E, felice, con la mente rivolta al futuro, lasci Aurisina e l'Italia! Non le avrebbe riviste mai pi! Lasciata l'Italia il viaggio prosegu attraverso la Iugoslavia, terra straniera che per da poco era stata conquistata e sottomessa dalle armate dell'asse nazifascista Roma-Berlino insieme alla vicina Grecia. Per, le varie etnie della popolazione slava, seppur sconfitte, non avevano intenzione di piegare la testa ed avevano perci organizzata una lotta armata partigiana

52 contro gli occupanti italo-fascisti. La loro resistenza si trasform in guerriglia e fu fonte di atrocit da parte di tutti compresi quegli stessi italiani brava gente che a loro volta si macchiarono di atroci delitti. La storia ci racconta che le truppe italiane in Iugoslavia si macchiarono di odiosi crimini di guerra nei riguardi delle popolazioni autoctone, i nazifascisti credevano di essere i padroni del mondo e non ebbero scrupoli. A fine guerra infatti gli slavi si vendicarono a modo loro massacrando gli italiani delle Foibe e non solo. Tuttavia il lungo viaggio dei nostri Finanzieri non incontr ostacoli, fu solo disagiato cos come poteva essere un viaggio fatto per met in tradotta i cui vagoni erano simili a quelli di carri bestiame. Ci malgrado per i nostri ignari viaggiatori fu persino divertente, parola di Fausto! Alla fine il XVI0 battaglione, una volta attraversata la Iugoslavia senza problemi evidenti, attravers anche la Grecia e and ad attestarsi nella localit greca del Pireo

53 dove si acquartier e dove rimase per qualche tempo in attesa del traghetto per Creta. CRONISTORIA DEL VIAGGIO
SOSTA BREVE A LUBIANA

A mano a mano che il viaggio andava avanti Fausto invi ai suoi genitori una serie di cartoline postali nelle quali ne descriveva i dettagli. Da quella corrispondenza apprendiamo che la tradotta fece una prima sosta nella stazione di Lubiana e che l si fermarono per un tempo breve come un respiro. Tanto per bast a Fausto per scendere in stazione ed inviare al padre una seconda cartolina postale dopo la prima gi inviata da Aurisina. Vi si legge che:Sono in viaggio per raggiungere la nostra destinazione; andiamo per via terra. approfitto di questa breve sosta qui a Lubiana per mandarvi la presente

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La tradotta per Belgrado

Anche questa volta nella cartolina postale prestampata, vi si trovava la scritta Vinceremo. Ma era credibile quella scritta da parte di chi la leggeva? Chiss! Pochi ci credevano. Per Fausto ci credeva ciecamente, lui era di una ingenuit disarmante! Ma torniamo al viaggio e facciamoci una domanda. Poteva Fausto, pur se disorientato, intuire gi da allora la drammaticit

55 dell'esito di quel viaggio? La risposta : certo che no! In fondo non c'era nell'immediato nessun evidente segnale di pericolo intorno a lui, tutto sembrava tranquillo. Perci Fausto, per sua stessa ammissione, in una delle lettere alla famiglia scrisse che si era divertito molto durante quel viaggio, quello che andava vedendo era per lui un mondo sconosciuto, pieno di misteri, novit e promesse che lo incuriosiva e divertiva nello stesso tempo. E mentre la giostra girava a lui girava la testa per nella parte pi profonda del suo cervello, latenti ma preoccupanti, fermentavano i primi oscuri pensieri e, per la prima volta, la paura. Dice un proverbio: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova E che l'inconscio di Fausto fosse pervaso da un senso di disorientamento lo si intuisce dal fatto che negli ultimi tempi, in quasi tutte le lettere alla famiglia, si infittirono le esortazioni affinch i genitori pregassero per lui.

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25 SETTEMBRE 1942

BELGRADO

Cambio treno a Belgrado

Lasciata Lubiana, il giorno 25 settembre 1942 la tradotta di Fausto arriv, sferragliando e sbuffando a modo suo, nella stazione di Belgrado e l, la locomotiva fin la sua corsa di andata e verosimilmente torn indietro. Ma, se era finita in quel modo la corsa di andata della tradotta, non era finita quella del XVI0 battaglione perch i nostri

57 finanzieri, abbandonata la tradotta salirono questa volta su di un treno vero che, meraviglia, aveva persino un vagone adibito a cucina. Intanto, poich la sosta nella stazione di Belgrado fu pi lunga di quella di Lubiana Fausto ebbe tutto il tempo volle per gironzolare in stazione ed inviare ai suoi genitori la solita cartolina postale nella quale scrisse: Carissimi Genitori: scrivo la presente dalla stazione di Belgrado dove ci siamo fermati per un po di tempo. Durante il viaggio ho conosciuto tante cose nuove e mi sono divertito un mondo. Col nostro . treno viene anche una carrozza fa cucina per farci il rancio durante il viaggio Non appena arriver nella mia destinazione vi scriver una lunga lettera. Non state in pensiero se trascorre qualche giorno senza che riceviate mie notizie

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GERGALI
28 SETTEMBRE 1942

Il treno fece la fermata successiva a quella di Belgrado in una localit chiamata Gergali da dove Fausto, molto divertito, scrisse ai suoi genitori spiegando loro che: Carissimi Genitori Il viaggio continua benissimo; ho conosciuto e imparato tante cose nuove e mi diverto un mondo. Da villa del Nevoso fino a Belgrado ho viaggiato su di una tradotta con carri merci, da Belgrado invece viaggiamo sulle carrozze e si sta magnificamente bene.... nella tradotta dove viaggio io cera anche un militare di Popoli il quale stato in licenza di un mese ed ora deve rientrare al Corpo Finalmente, dopo la sosta a Gergali ed un'altra a Scopi, citt della Serbia occupata dalla Bulgaria, arrivarono nel porto greco del Pireo.

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LA SOSTA AL PIREO
1 OTTOBRE 1942

Stazione ferroviaria del Pireo

Nove giorni, tanto dur il viaggio di Fausto da Aurisina al Pireo. Infatti Fausto ed il suo battaglione arrivarono l la mattina del 1 ottobre 1942. Chi legge deve sapere che quella del Pireo era, come Fausto raccont, una bella cittadina ed era una delle basi dell'armata italiana in Grecia dove era di stanza un rilevante presidio militare a

60 custodia di capannoni che contenevano armi munizioni e derrate alimentari. L'intero battaglione vi si acquartier per molti giorni durante i quali collabor nel fare servizio di guardia a quei capannoni e cos esaur i suoi compiti probabilmente in attesa che fosse pronto l'imbarco per l'isola di Creta. Quella sosta fu tanto lunga e cos poca impegnativa dal punto di vista del servizio da permettere a Fausto, pensate un po', di recarsi come un qualsiasi turista senza pensieri a visitare la citt di Atene.

DAL PIREO
02 OTTOBRE 1942

Il giorno 02 di ottobre 1942, Fausto scrisse ai genitori raccontando che: Amatissimi Genitori Dopo nove giorni di viaggio, ieri mattina sono arrivato qui a Pireo una bella cittadina poco distante da Atene Qui a Pireo ci tratterremo per qualche giorno, attendiamo limbarco per raggiungere la nostra destinazione a Creta. Il

61 viaggio mi ha stancato un po, ma ora mi trovo benissimo Durante il viaggio vi ho scritto alcune cartoline Siamo partiti da Carie il giorno 21 m.d. alle ore 17, alle ore 2 la mattina del giorno seguente siamo partiti da Villa con la tradotta ed ad Aurisina in provincia di Trieste ci siamo incontrati con tutto il Battaglione.Da Belgrado dove ci siamo fermati per poche ore vi ho scritto unaltra cartolina, unaltra lho spedita da Scopi citt della Serbia occupata dalla Bulgaria Come vedete ho fatto un lungo viaggio; ho visto tante cose nuove e mi sono divertito un mondo Finanziere Cantalini Fausto 160 Batt. Mob. II0 Compagnia Posta Militare 121

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FAUSTO NEL PORTO DEL PIREO


14 OTTOBRE 1942

Porto del Pireo

Per una migliore comprensione delle vicende che sto per raccontare utile che io spieghi agli improbabili lettori qual'era nell'anno 1942 la struttura geo politica dei luoghi nei quali il destino trascin Fausto. Incomincio dalla conquista dell'Albania. Lo faccio perch non sono sicuro che i giovani di oggi sanno che l'Albania era allora una provincia italiana che era stata conquistata

63 dalle forze armate dell'Italia fascista con una guerra lampo iniziata il 7 aprile 1939 e durata appena cinque giorni. Da allora la corona del Regno di Albania di Re Zog fu assunta dal 1939 al 1943 da Vittorio Emanuele III Re d'Italia che ne divenne il sovrano. Dopo di allora, anche se per pochi anni, il Regno di Albania entr a far parte del gi esistente 'Impero Romano composto dalle allora nostre colonie africane della: Libia, Somalia, Eritrea ed Abissinia. Per ora attenzione alle date perch subito dopo l'Albania incominci la campagna italiana di conquista della Grecia. A Mussolini non bastava l'Albania, lui voleva anche la Grecia e la Jugoslavia. Presto detto e presto fatto, la conquista della Grecia ebbe inizio il 28 ottobre 1940 quando le truppe del Regio Esercito Italiano partite dalle proprie basi in Albania entrarono in territorio ellenico. Per le forze armate greche riuscirono a contenere a lungo l'offensiva delle forze italiane. La svolta si ebbe solo quando, nell'aprile

64 del 1941, italiani, tedeschi ed ungheresi insieme occuparono la Jugoslavia spartendosi poi i territori occupati. Ormai accerchiata, la Grecia, fu costretta a capitolare e cos il mare Adriatico divenne pi che mai mare nostrum ed il porto del Pireo, divenne una base navale dell'asse Roma-Berlino. Spero cos di non avere annoiato nessuno e di avere per chiarito qual'era, grosso modo, la configurazione geo politica della regione quando arriv al Pireo il XVI0 battaglione. L il battaglione sost dal 2 ottobre 1942 sino alla fine del mese di novembre dello stesso anno in attesa dell'imbarco per Creta. Per, solo il 14 di ottobre, ossia dodici giorni dopo esserci arrivato, Fausto scrisse una lettera ai suoi genitori li rassicur sul suo ottimo stato di salute e li avvert che, da figlio buono e generoso quale lui era, non trascurava di pensare alla famiglia e perci l'intero stipendio che stava per prendere lo avrebbe

65 mandato a loro per intero perch qua costa tutto caro e poi non mi manca niente; parola d Fausto! Carissimi Genitorispero abbiate ricevuto tutti i miei scritti, vengo ad assicurarvi il mio ottimo stato di salute come spero sia anche di voi tutti. Vi fo sapere che lo stipendio che prendo lo mando completamente a voi perch qua non vale la pena spendere i soldi in quanto costa tutto caro e poi non mi manca niente. Purtroppo non era il Pireo, ossia la base militare italiana n.23, la destinazione finale dei nostri Finanzieri, l il loro impegno si esaur solo in turni di guardia a quei capannoni della base contenenti armi, arnesi militari e vettovaglie di cui ho gi accennato. Null'altro fu loro richiesto e perci, se fossero rimasti l, forse il loro destino sarebbe stato diverso. Il Pireo si trova in pratica alla periferia di Atene ed allora quale migliore occasione di quella avrebbero potuto avere i nostri finanzieri per

66 andare a curiosare in citt? Accadde infatti che Fausto non si fece sfuggire l'occasione e pens bene di recarvisi in visita come un turista qualsiasi.

LA VISITA DI FAUSTO AD ATENE

Quando Fausto, dopo la visita a Atene, torn al Pireo era eccitato e stupefatto per quello che aveva visto, forse non si aspettava tanto. Per rendersene conto basta leggere con quale entusiasma la descrisse ai suoi genitori nella lettera che invi loro nei giorni successivi. Vale la pena leggerla quella lettera:

67 ...La settimana scorsa sono andato ad Atene e mi sono divertito a vedere la bellezza della citt e in particolare modo lAcropoli. Nel visitare lAcropoli sono meravigliato nel vedere tutti quei tempii antichi, alcuni dei quali costruiti anche prima della venuta di Ges Cristo. meraviglioso vedere le statue di pietra ben lavorate le grandi e massime colonne del Tempio di Giove Olimpico, lo stadio Panatenaico costruito nel 330 a. c. e costruito in marmo nel 1896 e poteva contenere circa 55.000 spettatori. E poi tante altre opere dArte, e son rimasto meravigliato e contento di avere avuto la fortuna di conoscere i capii dopera dArte dellantica Acropoli... E bravo Fausto cuore gentile e amante dell'arte! Per, dopo la parentesi turistica di Atene, una volta recuperati gli ozi del Pireo, si riaffacciarono nella sua mente i ricordi delle passate vicende di Bari e, guarda caso, il suo

68 pensiero si ferm sul ricordo di quel biglietto della lotteria di Merano che vi aveva a suo tempo acquistato.

Panoramica di Atene

Desiderava che i suoi genitori si informassero su quale numero della lotteria fosse uscito .In quei mesi di permanenza a Bari, acquistai un biglietto della Lotteria di Merano che porta il seguente numero: Serie AA N 43263 e siccome ora non so quale numero uscito, cercate di informarvi

69 Come naturale il pensiero dei giovani continuamente ed in qualsiasi circostanza rivolto al futuro. Ed ecco perch Fausto, anche se in quel tempo era come un frutto staccato dal ramo ed era sospeso fra passato e futuro, pensava s al futuro per non era capace di abbandonare al passato i suoi ricordi e le sue speranze. Infatti quel biglietto della lotteria comprato a Bari di certo lo conservava nel suo portafogli. Insomma, dentro di lui c'era pi di sempre la mentalit del fanciullino in virt della quale era propenso a sperare ai regali della Befana. A furia di credere alla propaganda del regime fascista lui le atrocit della guerra che si stava combattendo in tutta l'Europa non le vedeva perch il regime gliele nascondeva e si illudeva perci che la guerra fosse cosa che riguardava gli altri e non se stesso. Forse attraverso un inconscio processo di rimozione dei cattivi pensieri lui riusciva a convincersi che sarebbe rimasto fuori dalla mischia e, che fosse cos, ce lo dimostra quel: questo

70 non significa che dovremo andare al fronte a combattere che lui scrisse ai suoi genitori da Trieste quando fu incluso nel battaglione mobilitato. Purtroppo non era cos. Peccato! Va da se per che i suoi, alla sua et, non potevano essere progetti di morte ma solo progetti di vita e di amore!

L'IMPOSSIBILE AMORE PER PESETTI ANNA


In merito alle pene amorose di Fausto vi dir tutto per tenetevi forte perch sto per raccontarvi qualcosa che sembra tratto da una favola dal titolo il militare innamorato. Ve la racconto. Dovete sapere che Fausto, durante la sua permanenza al Pireo, fra un turno di guardia e l'altro, pensava con nostalgia agli affetti lontani, a quelli della famiglia ma anche, perch no, all'amore. Il problema era per che lui si trovava al Pireo mentre il suo pensiero amoroso era rivolto a una giovane

71 donna che viveva a Popoli in Abruzzo. Lui l'amava per forse lei non lo sapeva. Ed allora? Poich lui l'avrebbe voluta come fidanzata la considerava tale in pectore. Non si trattava solo di uno scherzo del suo cuore ma era forte in lui la speranza di poterla sposare appena possibile una volta tornato in patria visto che un lavoro sicuro ce l'aveva e progetti di carriera anche. La fanciulla prescelta si chiamava Anna Pesetti studentessa a Sulmona. Non potendosi dichiarare di persona e pensando non all'oggi ma al domani credette di potere agire alla vecchia maniera, quella di quando erano i genitori a combinare i matrimoni dei loro figli. Perci li incaric di farsi ambasciatori dei suoi sentimenti presso la famiglia della suddetta fanciulla. Non vi commuovete per la sua ingenuit e per il modo piuttosto fuori uso di procedere persino a quei tempi. Ma, ripetiamolo, Fausto era un soldato innamoratoed era di una ingenuit disarmante, sincero ed innamorato.

72 Ho serie intenzioni di fidanzarmi ufficialmente con Pesetti Anna, cio la sorella di Fulvio quella che veniva studiare a Sulmona. Magari se volete andrete voi stessi a casa sua a parlargliene e io sono in attesa di una vostra sollecita risposta che spero sia affermativa

PORTO DEL PIREO


16 OTTOBRE 1942

Intanto i giorni passavano e il 16 ottobre 1942 Fausto scrisse al padre la sua ultima cartolina targata Pireo in chiaro. Ma intanto leggiamola la cartolina:...Questa mattina ho firmato il ruolino della paga la quale ammonta a 486,80la partenza prossima, non appena arriver a destinazione vi scriver una lunga lettera

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P.M. 23 ( BASE MILITARE 23 ) (Dal porto del Pireo)


03 NOVEMBRE 1942

Dal giorno 3 novembre 1942 e sino alla fine del mese le missive di Fausto alla famiglia partirono ancora dal Pireo ma cambiarono intestazione perch quella che prima era descritta coma Pireo divent PM. 23. Fate silenzio che il nemico vi ascolta cos c'era scritto sul frontespizio di alcune cartoline postali dell'epoca! Il nemico poteva avere occhi ed orecchi dappertutto specialmente se era rappresentato dagli oppositori al regime fascista. Ma torniamo a Fausto. Evidentemente, una volta al Pireo il XVI0 battaglione si venne a trovare in una situazione molto pi delicata che nel passato. Ci premesso vi propongo ora la lettura dell'ultima lettera che Fausto invi alla famiglia chiedendo e dando informazioni:

75 Amatissimi Genitoricome vi dicevo nelle mie

precedenti se avevate ricevuto il vaglia da Carie; s quello in cui mandai le 50 al fratellino Aldo.. questa mattina sono stato in fureria a firmare il ruolo e prendo per il mese di ottobre 685, dunque fra giorni riceverete il vaglia ...Anche Livio ( un parente di Navelli ) partito? Quello per della classe 1922 ed era stato revedibile. E il cugino Serafino come mi dite si trova in RussiaIn quanto allo zio Gigino,come mi dite che fra giorni riuscir dallospedale Intanto da quell'ultima lettera apprendiamo che la paga era aumentata rispetto a quella precedente perch da 486,80 lire era diventata di 685 lire, differenza che a quei tempi era sicuramente notevole. Alla fine della lettera fa impressione quel riferimento al cugino Serafino che si trova in Russia perch, come sappiamo, la campagna di Russia si concluse tragicamente per i nostri soldati. I

76 morti si contarono a migliaia specialmente durante la ritirata avvenuta a piedi in mezzo alla neve, equipaggiati in maniera non idonea alle condizioni climatiche di quei luoghi per cui, semi sprofondati in montagne di neve, i pochi superstiti si lasciarono dietro una scia di morti i cui cadaveri furono lasciati l dov'erano morti e furono poi oggetto della piet dei russi che dettero loro una degna sepoltura. Da rimarcare il fatto che i nostri soldati, oltre che dai russi, dovettero difendersi anche dalla prepotenza delle soldataglie tedesche che la ritirata la fecero per conto loro con mezzi pi idonei allo scopo. Ma intanto, il I0 di novembre Fausto, che era anche tutto patria, casa e chiesa, cos rifer alla sua famiglia che: Il giorno 1 novembre stata la commemorazione di tutti i Santi, io ho ascoltato la S. Messa al Campo; come pure il 2 novembre ci siamo recati ad ascoltare la S. Messa e il Cappellano ci ha fatto un bellissimo discorso

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DAL PORTO DEL PIREO P.M. 23


11 NOVEMBRE 1942

In data 11 novembre1942 Fausto scrisse ai genitori dal porto greco del Pireo comunicando loro che: Io mi trovo benissimo: a parte il fatto che la posta mi arriva in ritardo! Carissimi Genitori:Dopo un po di attesa, oggi ho ricevuto la vostra tanto cara lettera, ci ha messo vari giorni questa volta forse perch ci avete messo un solo francobollo senza che ve ne siete accorti . Per via Aerea ci vuole un bollo Aereo di 60 cent. E uno da 25 cent. Come avete fatto nelle precedenti ..Di Aniceto non ricevo notizie da BariIo mi trovo benissimo Per capire le irregolarit dei flussi postali dell'epoca nei posti dove si trovava Fausto basta sapere che la posta arrivava nelle isole dell'egeo per via aerea ed a volte

78 addirittura tramite sommergibili visto che la navigazione delle nostre navi di superficie era problematica a causa del controllo aereo dei mari da parte degli inglesi. I ritardi della posta perci non dipendevano affatto dai francobolli come Fausto ipotizzava.

DAL PORTO DEL PIREO P.M. 23


12 NOVEMBRE 1942

Per capire i comportamenti di Fausto occorre capire chi era Fausto. Lui aveva come punto di riferimento affettivo soprattutto la sua famiglia e perci non trascurava neanche il nonno Pasqualino tanto che, anche se del suo stipendio Pasqualino non aveva proprio nessun bisogno, ci nondimeno lui, si ripromise di mandargliene uno come regalo.

79 Carissimi Genitori dallultima vostra lettera ho appreso che avete ricevuto il vaglia che vi spedii da CarieIl prossimo stipendio lo spedir a nonno Pasqualino e di sicuro rimarr sorpresoCome sarei contento incontrare qualche mio compagno o paesano probabilmente qualcuno lo incontrer e mi divertir un mondoCome servizio facciamo il servizio di guardia nei magazzini militari e a turno montiamo di guardia al nostro accantonamentoCome vi ho detto anche precedentemente, se vi occorrono soldi potete pure

prenderli, anzi io ho anche piacere, non potr mai disobbligarmi di ci che mi avete fatto da piccoloEd ecco svelato il mistero del loro impegno durante la sosta al Pireo.

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DAL PORTO DEL PIREO P.M.23


13 NOVEMBRE 1942

Nella lettera che segue si intuisce la solitudine e la tristezza propria di chi non aveva ormai intorno a se nessun tipo di riferimento affettivo accettabile ed allora si rifugiava in quello della sua famiglia lontana: Amatissimi Genitori: Non solo il giorno ma anche la notte vi penso ed ho sempre davanti agli occhi la vostra immagine. Anche voi mi pensate sempre non vi dimenticherete mai di me e ricordatevene sempre nelle vostre quotidiane preghiere. Finanziere Fausto Cantalini 16 Batt.g mob. II Comp. Base Militare 23

81 Fausto era in forza alla II Compagnia del 16 Battaglione mobilitato e lui certamente sapeva che in quella c'era anche un plotone mitraglieri. Altro che non andremo al fronte a combattere, se loro si portavano appresso le mitragliatrici questo voleva dire che non stavano andando a Creta in villeggiatura. Ecco perch, senza volerlo confessare era perplesso, confidava nel buon esito delle preghiere della sua famiglia non vi dimenticherete mai di me e ricordatevene sempre nelle vostre quotidiane preghiere quindi un po di paura doveva pure avercela. Finanziere s ma allora perch le mitragliatrici? Eppure per lui Creta era solo un'isola e non immaginava di certo che l si sarebbe consumato il dramma della sua vita. E la paura aleggiava nell'interno dell'animo suo malgrado i calibrati ed inutili incitamenti di Vittorio Emanuele III Re d'Italia ed Imperatore prestampati sulle cartoline postali per le forze armate.

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DAL PORTO DEL PIREO


14 NOVEMBRE 1942

P.M. 23

Al Signor Cantalini Rocco Viale della Stazione 64Popoli: Vedete di mandarmi una bustina di buste e foglietti per scrivere e per via aerea possibilmente. Ho

83 ricevuto i francobolli ora ne ho a sufficienza ricevete un forte abbraccio e infiniti bacioni a tutti infiniti saluti vostro figlio Fausto16 battaglione mobilitato II Compagnia base militare 23 posta militare 23.

ULTIMA DAL PORTO DEL PIREO


25 NOVEMBRE 1942

P.M. 23

Quella del 25 novembre 1942, PM. 23, fu l'ultima lettera spedita da Fausto dal Pireo prima del suo imbarco per l'isola di Creta. Carissimi genitoriHo ricevuto il Biglietto Postale censurato e dove mi parlavi di Favurzi una riga era coperta di nero dalla censuraHo anche ricevuto una lettera da Aniceto in cui mi dice che dovr cambiare destinazioneAllora c'era la guerra e perci c'era anche la censura del regime sulla corrispondenza e sulla stampa. Favurzi non lo conosciamo ma di Aniceto

84 ce ne ricordiamo, era quello che a Predazzo ha voluto lavarmi la cavetta ma che ora era in procinto di cambiare destinazione.

CRETA POSTA MILITARE 121


11 DICEMBRE 1942

L'anno 1942 volgeva al termine quando finalmente Fausto giunse nell'isola di Creta, terra bellissima, dal clima dolce dove si consum il suo amaro destino. Indirizzo: posta militare 121. Genitori Carissimi..Vi fo sapere che ho subito un altro trasferimento per raggiungere la destinazione definitiva. Ho provato una grande emozione nellattraversare per la prima volta il mare, durante la traversata mi sono divertito un mondo, ed ho visto tante cose nuove. Appena arrivati abbiamo fatto un po di strada a piedi; stata una bella marcettina mi sono stancato un po ma ora mi trovo

85 benissimo. il clima mite, tanto freddo non si sente e credo che la neve non ci sar. Baia di Sitia

Lo sbarco nella Baia di Sitia

Fausto sal su di una nave per la prima volta con l'entusiasmo simile a quella di un bambino e navig in quello stesso mare che poi lo inghiott riempiendogli d'acqua i polmoni. Allora per la traversata che lo condusse a Creta lo divert molto. Il XVI0 battaglione sbarc nella parte nord orientale di Creta e precisamente nella baia di Sitia.

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L'arrivo a piedi a Makrigialos

Il battaglione si insedi invece nella parte sud orientale dell'isola, nei pressi di Makrigialos, dopo una lunga marcettina di svariati chilometri che aveva stancato un po Fausto perch lo aveva portato, dalla parte nord a quella sud dell'isola! A piedi! Speriamo almeno che i nostri finanzieri abbiano avuto le scarpe buone!

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LO SBARCO ITALIANO A CRETA *27 maggio 1941*


A questo punto mi si consenta di tornare indietro nel tempo per raccontarvi come, circa diciotto mesi prima dell'arrivo di Fausto, sbarc a Creta il primo contingente militare italiano. C' da supporre che Fausto non sapesse nulla n della storia recente di quell'isola n che l insieme agli italiani ci fossero anche i tedeschi ed i partigiani cretesi. Per ora, quello che Fausto non sapeva a voi, per sommi capi, cercher di raccontarlo io. Vi dir che a Creta, sino al mese di maggio dell'anno 1941 ci furono gli inglesi ma poi a decidere di cacciarli via e di occupare l'isola furono i tedeschi. L'ordine di attacco fu impartito direttamente da Hitler il 25 aprile 1941. Appena Mussolini lo seppe, per non essere da meno, volle anche lui partecipare all'impresa. Ma andiamo con ordine ed aggiungiamo qualche particolare. Nel

88 Mediterraneo la situazione allora era che, mentre la Royal-Navy inglese aveva il completo controllo dei mari, i tedeschi disponevano invece della superiorit aerea. Tenuto conto di questo i tedeschi decisero di invadere l'isola di Creta per via aerea servendosi del 7 0 corpo paracadutisti Fliegerdivision. Per avevano programmato di inviare a Creta anche una forza via mare che doveva salpare dal Pireo. Chiesero all'Italia una scorta navale di sostegno al loro convoglio e la scorta ci fu con la partecipazione di tutte le siluranti italiane di stanza al Pireo e con l'aggiunta di alcuni sommergibili della base italiana di Lero. Accadde per che, ci malgrado, il 21 maggio, il convoglio tedesco composto da circa 30 caicchi scortati persino dalle torpediniere italiane Lupo e Sagittario, venne attaccato da un incrociatore britannico e da varie cacciatorpediniere. Ne consegu che numerosi caicchi tedeschi furono colpiti ed affondati e le perdite furono molto elevate. Ai superstiti

89 convogli non rimase altro da dare se non invertire la rotta

Lo sbarco a Creta e tornarsene al Pireo. Mentre questo avveniva in mare a Creta invece 11.000 paracadutisti tedeschi si trovarono di fronte 40.000 uomini delle forze britanniche in uno scontro dall'esito incerto. A quel punto il prode Mussolini volle intervenire in aiuto ai tedeschi e perci ordin di organizzare in fretta e furia un corpo di spedizione con il compito di invadere Creta. Il corpo di spedizione che si riusc ad assemblare si rivel subito una specie di armata Brancaleone.

90 Esso era composto da: un reggimento della Divisione Regina, due compagnie di marinai, reparti di Camice Nere e Carabinieri per un totale di circa 2.500 uomini. L'armamento pesante era antiquato e consisteva in: 46 mitragliatrici FIAT da 8 mm, 6 mortai da 81 mm e 18 da 45 mm, 6 cannoni da 65/17 e da 47/32, da 13 carri leggeri L3, nove motociclette, un autocarro e 205 muli. Non ci mancava proprio nulla, visto che c'erano anche i muli ottime bestie da carico! Anche la flotta usata per l'occorrenza era inadeguata. Tanto inadeguata che i militari furono costretti a viaggiare in coperta con i salvagente indosso e persino senza adeguati servizi igienici. Insomma si era deciso di procedere ad ogni costo. Mancava persino una adeguata scorta di benzina e perci, per risparmiare carburante, le navi pi piccole furono prese a rimorchio da quelle pi grandi. Avete capito bene: prese a rimorchio! Inoltre, a causa della mancanza di apparati radio nella flottiglia, i comandi

91 vennero impartiti da alcuni MAS che facevano la spola tra le navi del convoglio. Ma come li trasmettevano i comandi con il megafono?. Dulcis in fundo, la velocit media del convoglio era poco pi di 7 nodi cos che, quando ad un certo punto la ricognizione aerea segnal l'avvistamento di una formazione navale inglese che in poco tempo avrebbe potuto raggiungere il convoglio ed annientarlo si decise di forzarne l'andatura al massimo portandola a 8 nodi. Accadde per che le unit pi lente rimasero indietro e furono costrette a deviare verso l'isola di Kassos, raggiunsero Creta solo il giorno dopo. Anche se alla spicciolata lo sbarco a Creta ci fu ed avvenne nella baia di Sitia, nella zona sud orientale dell'isola dove, per fortuna, non ci fu alcuna opposizione e le operazioni di sbarco si protrassero per tutta la notte. Poi, per raggiungere gli obiettivi previsti, i reparti dovettero fare lunghe marce a piedi, (simili alla marcettina di quando arriv Fausto? ) di 60 km in due

92 giorni, sotto il sole rovente, in carenza di acqua e rifornimenti e con un equipaggiamento inadeguato. Il tutto questo per che cosa? Per niente! Perch quando

La baia di Sitia

quella sgangherata spedizione italiana arriv a Creta gli inglesi se n'erano gi andati via. Ma tant', visto che ormai a Creta ci erano arrivati tanto valeva rimanerci e proprio quelle furono le nostre forze armate che Fausto ci trov quando, circa un anno e mezzo dopo arriv a Creta anche lui. Purtroppo, a partire dalla data dell'armistizio, andarono tutti incontro ad un tragico

93 destino perch rimasero intrappolati nell'isola alla merc della ferocia delle soldataglie tedesche ben pi organizzate ed agguerrite delle nostre. In parte furono fatti prigionieri dai dai tedeschi, in parte fucilati ed in parte braccati persino dai partigiani cretesi. Non and meglio neanche ai pochi superstiti perch essi persero la vita nei naufragi durante la successiva evacuazione dell'isola. Pare che a Fausto capit la sorte di questi ultimi per mi dilungher nei dettagli in seguito. Fatto sta che, in sostanza, il nostro corpo di spedizione fu annientato. Cos si svolsero i fatti purtroppo, ma una domanda rimane ed : Fausto che fine fece? Dio solo lo sa? Vedremo, per dovremo lavorare sulle ipotesi. Ci sono solo quelle. Ora che sapete qualcosa in pi per quel che riguarda l'assetto geo politico dello scacchiere ad est del mare adriatico cos com'era intorno agli anni quaranta del secolo scorso tempo che io torni a raccontarvi dell'approdo di Fausto nell'isola di Creta

94 aggiungendo quei particolari fotografici dell'isola che ci danno un'idea di come lui probabilmente la vide per la prima volta quando si affrett a descriverla ai suoi genitori.

LA FLORA DI CRETA

Le carrube di Creta

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Un albero di Carrube a CRETA

Cari genitori:... .qui ci una florida coltivazione di olive e di carrube; come pure ci sono molti vigneti e in

96 questi giorni mi sto facendo delle scorpacciate di uva secca....

Vigneti a CRETA

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Uliveti a Creta

Gli ulivi sono ovunque a Creta e su ogni ulivo c almeno una cicala che, insieme ad altre milioni, fa da colonna sonora a chi in estate sta sullisola.

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...a

quanto pare non si sta male, si trova tutto, in special a me piace

modo la frutta che come sapete

tanto.Come mi dite nella vostra lettera che pi lontani si vive e pi e pi lamore e laffetto verso i suoi cari si moltiplicasi vero e sento un grande bisogno di parlare almeno per mezzo di uno scritto con loro Ora ci troviamo pi lontani perci dobbiamo scriverci pi spessoCome mi dite la piccola Maria si ricorda di medice che aspetta che gli porto il bob .chiss cosa vorrei fargli, ora non posso mi trovo lontano, speriamo che non passer molto che potr accontentarla, per ora un piccolo regalo che farete da parte mia in occasione del prossimo S. Natale. Che cosa rimane da desiderare ad un soldato in zona di guerra se non gli affetti della famiglia lontana? Disperatamente Fausto li invoca! Desolatamente!

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CRETA P.M. 121


26 DICEMBRE 1942 ( L'ULTIMO NATALE ) Carissimi GenitoriDa vari giorni sono privo di vostre notizie; immagino per che tale ritardo causato dal fatto che la posta impiega pi giorni.il giorno del S. Natale Natale lho passato discretamente; non mi stato possibile farmi la S Comunione, ma ho pregato lo stesso il Bambino Ges per voi e per tutti i miei cariIn quanto al pacco credo che fra non molto si possono spedire Arriv il Natale e Fausto lo pass discretamente ossia non bene, gli mancava la famiglia ed il calore del focolare! In casi come il suo le preghiere forse consolano ma non risolvono! Si sentiva solo ed aspettava disperatamente notizie e parole di conforto dalla sua

100 famiglia. Non immaginava per che era proprio lui quello che pi avrebbe avuto bisogno della protezione del buon Dio.

A CRETA NEL 1943 P.M. 121


16 GENNAIO 1943

Una volta passato malinconicamente il Natale i nostri soldati, sparsi nelle isole dell'Egeo, rimasero in attesa di eventi rimasero a Creta ad oziare dal mese di gennaio del 1943 sino al mese di settembre dello stesso anno quando all'improvviso incominci per loro l'inizio della fine. Gli ozi per non erano affatto di conforto per Fausto perch era triste e l'unica grande gioia la trovava nella corrispondenza con la sua famiglia. Cari genitoriQuanta gioia quanto ricevo un vostro scritto, specialmente in questi giorni che ho ricevuto tre

101 lettere tutte in un giorno dopo vari giorni che ne ero privo di notizie Con gioia ho anche ricevuto la cartolina del fratellino Carlo come pure quella inviatami dalle sorelline; non potete immaginare come sono rimasto contento nel vedere il loro scritto, vedo che si ricordano sempre di me ed anche mio dovere ricordarmi di loro. Anche la cartolina di Francesco mi arrivata;La lettera scritta il giorno 25 cio a Natale lettera scritta da mia mamma con parole di grande e dolce affetto ad un figlio che si trova lontano; lamore verso i figli grande ed insuperabile; quanto pi grande quello del figlio verso i propri cari.Io mi trovo benissimo e contento; le feste natalizie le ho passate discretamente bene, in quel giorno ho pregato il Bambino Ges per tutti i miei cari e ho fatto una speciale preghiera per il fratellino Carlo. In quanto al pacco informatevi se potete spedirmelo;vi far presente ci che mi occorre: Un paio di calzettoni forti, due paia di

102 mutande estive, due magliette estive per sotto, un portasaponetta una macchinetta da barba. Calzettoni, mutande, magliette, macchinetta da barba? Ma come? Vinceremo! Ma con quali mezzi il regime fascista aveva la pretesa di vincere una guerra mondiale di quella specie se non era capace di fornire ai suoi soldati neanche le mutande e le lamette da barba? Stando cos le cose con quale diritto e coscienza si inviavano i nostri soldati a morire in guerre di conquista? Per la gloria della Patria? Ma per la Patria di chi? Dei vivi o dei morti? Quello del quale ci stiamo occupando fu invece l'anno del giudizio universale per i soldati italiani a Creta! Di chi la colpa? Intanto per, poich il clima a Creta temperato, con estati molto calde e inverni non eccessivamente freddi lui scrisse ai suoi genitori:Io mi trovo benissimo e contento, Si proprio cos, contento! Ma era vero?

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L'INVERNO DI CRETA
02 FEBBRAIO 1943

P.M. 121

A partire dal mese di gennaio del 1943 la posta di Fausto avrebbe dovuto partire ed arrivare una volta a settimana ma non sempre fu cos perch in realt negli ultimi tempi divenne molto irregolare ed intervallata molto pi a lungo che nel passato, gli arrivi della posta diventarono imprevedibili e cos le ansie di Fausto divennero quasi patologiche anche se in apparenza scriveva che mi trovo benissimo e che non c'era bisogno di allarmarsi. Io scrivo ogni settimana perch la posta parte ogni settimana; di conseguenza anche scrivendo ogni due giorni ricevete le lettere insieme come spesse volte mi capita a mequando io vi assicuro che mi trovo benissimo sotto tutti i punti di vista, non c bisogno di

104 allarmarsi quando qualche volta che sperate di ricevere un mio scritto non lho riceveteLelenco di ci che mi dovete mandare ve lho mandato nella mia precedente. Fatemi sapere se avete ricevuto il vaglia N 68 di 661 che da vari giorni stato spedito. Contento come mi dite che lo zio Alfonso scrive che si trova bene Da qualche giorno cominciato un freddo intenso con la comparsa anche di un po di neve che ormai gi svanitaNon state in pensiero, mi trovo benissimo Creta un'isola dal clima mite per poich vi esistono alte montagne a volte sulle loro cime, in inverno, compare la neve mentre in pianura la temperatura si abbassa un pochino. Ma, a proposito di soldi, chiss se i genitori di Fausto avranno mai ricevuto il vaglia N 68 di 661. Chiss! Per la cronaca veniamo a sapere che suo zio Alfonso Cianchetta di Sulmona che si trovava in Africa come prigioniero di guerra in un campo di concentramento inglese, per sua fortuna stava bene.

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SUI MONTI SI ERA SCIOLTA LA NEVE P.M. 121


12 FEBBRAIO 1943

Cara mamma, immagino, come anche voi mi dite che il vostro pensiero sempre rivolto a me; vi prego di stare tranquilli perch vengo ancora una volta ad assicurarvi il mio ottimo stato di saluteCon gioia ho anche ricevuta la lettera con data del giorno 1-2 u.s.,mi arrivata anche quella con data del giorno 29-1 e con la presente fo risposta a tutte e duenegli ultimi giorni di gennaio comparsa un po di neve sulle cime delle montagne e che subito andata via...Ho ricevuto una cartolina dallo zio P. Agostino, una cartolina da Ubaldo e una dalla nonna Antonina . Non ho altro, invio forti bacioni ai piccoli, uno particolare a Carlo e a voi un caro abbraccio

106 Tre cartoline in una sola volta da Padre Agostino, l'amico Ubaldo e la nonna Carolina.

PER CARLO DA CRETA P.M. 121


15 MARZO 1943

Carissimi Genitori: Contento nel sentire che il fratellino Carlo ha gi imparato la Dottrina, che spesso va in chiesa, e vorrei anche vederlo ai piedi dellAltare a servire la S. Messa Lui mi ricorda e mi ricorder sempre nelle sue preghiere quotidiane; che prega Iddio per tutti i soldati che compiono il proprio dovere, che prega per la prossima e vicina vittoria delle nostre armiche prega per chi giustamente governa e infallibilmente comanda il popoloIo mi ricordo di Carlo quando era piccolo immaggino di vederlo ora fra i ragazzini del Circolo

107 Cattolico, anche lui un piccolo soldato che partecipa alla guerra Se non si era gi capito, dopo la lettura della precedente lettera, tutto chiaro su come la pensava Fausto. Certo per che quel chi giustamente governa e infallibilmente comanda il popolo.oggi ci fa sorridere. forse Fausto non sapeva nulla della marcia su Roma e delle camicie nere, altro che giustamente, altro che per volere divino e poi addirittura quel infallibilmente comanda al popolo ci dice che Fausto non si rendeva conto della realt. Duce! Duce! Duce! A noi alal! Evviva l'uomo della provvidenza! Ma non era solo al regime fascista che Fausto consegnava il suo pensiero, lui metteva in campo anche le sue credenze religiose. Liturgie, ricorrenze, servizi religiosi, preghiere per i soldati soprattutto visto che: anche lui un piccolo soldato che partecipa alla guerra lui scrisse riferendosi al suo fratello Carlo. Ma davvero? Fausto,

108 beato lui, credeva e sperava! Perci era fiducioso ed a volta era anche contento. Fatemi sapere qualche cosa riguardo ai compagni Bucciarelli e Silvestri che credo siano ancora borghesi Anche dallo zio Gigino da vari giorni non ricevo pi notizieFatemi sapere qualche cosa di nuovo e ci che succede a Popoli

L'ANELINA PER L'INCHIOSTRO P.M. 121


15 APRILE 1943

Carissimi Genitoricome mi dite mi avete scritto ogni due giorniImmagginavo che Mario Virgilio sotto le armi, sarei desideroso scrivergli qualche lettera ma non ho il suo indirizzo In quanto alla raccomandata spero lavrete gi spedita; carta per scrivere ce ne ho ancora a sufficienza quello che pi mi interessa lanelina per fare linchiostro In una mia precedente vi mandai a

109 cercare il filo credo me lavrete mandato a mezzo raccomandata, altrimenti me lo potete mandare anche con una lettera ordinaria Ma quanto era utile allora l'autarchia se anche l'inchiostro si riusciva a farlo solo in casa con l'anelina! Altri tempi erano quelli!

CRETA ED IL TEMPO NOIOSO


P.M. 121 19 APRILE 1943 Miei Cari GenitoriIl tempo diventa per me noioso e insopportabile quasi, ricevere periodicamente notizie da casa per me una delle pi grandi soddisfazioni magari a volte anche di rado trovola forza per rassegnarmi ma quando passano pi giorni o anche settimane provo un dolore indescrivibileAnche dallo

110 zio Gigino da molto tempo non ricevo notizieAi fratellini gli farete da parte mia un piccolo regalo in occasione della S. PasquaMiei cari genitori si avvicina il giorno della S. Pasqua resurrezione di Ges Cristo giorno pi belloIn questi santi giorni dobbiamo pregare Ges Cristo perch solamente col sacrificio, colle preghiere e le buone opere Ges pu esaudire le grazie che noi gli domandiamo io non dimenticher mai di pregare, quelle povere preghiere imparate sulle ginocchia della mia mamma le ripeto giornalmente ringraziando Ges di avermi dato cos buoni genitori...Preghiamo con fervore in questi giorni; preghiamo per tutti i soldati che combattono, preghiamo Ges perch ci conceda la pace e la vittoria alle nostre armi Pregare Ges perch che ci conceda la pace andava bene, ma anche la vittoria alle nostre armi era un po

111 troppo! Per a questo Fausto e non solo lui neanche ci pensava.

FAUSTO A CRETA - GIGINO A LECCE


P.M. 121 20 APRILE 1943 Carissimi GenitoriComprendo quale grande gioia e con che ansia attendevate il mio compagno di Pratola; purtroppo ora vi comunico che difficilmente torner in licenza come lui mi ha accennatoho ricevuto anche un biglietto dallo zio Giginomi assicura che trovasi bene, mi dice che si incontrato con Ciccillo che trovasi anche lui nei pressi di Lecce. Mi accenna che avr una breve licenza per le prossime feste Pasquali e che con molta probabilit passer anche a Popoli

112

CRETA DOPO LA PASQUA


(25 Aprile 1943) P.M.121 28 Aprile 1943 Miei Cari Genitori Gradita mi arrivata la vostra cara lettera il giorno di Pasqua, insieme alla vostra mi sono arrivate anche le cartoline dei fratellini La S. Pasqua io lho passata discretamente bene, come mi voglio augurare anche di voi . Ges risorto possa concedere a tutti la santa pace e possa concedere alle nostre gloriose armi una prossima e strabiliante vittoria. E ci risiamo con la: prossima e strabiliante vittoria, che tristezza! Il buon Fausto ci credeva! Per meno male che questa volta almeno le lamette erano arrivate anche se il filo verde no.oggi ho ricevuto anche le lamette; in quanto al filo grigio-verde non lho ricevuto

113 .. le lamette non me le mandate pi perch ho a sufficienza Nel giorno di Pasqua ho ricevuto anche il pacco dono inviato dalla Federazione dei Fasci di Combattimenti a noi militari. Io lho ricevuto dalla Federazione dei Fasci di Savonaci ho trovato vari oggetti che mi sono utili. Tutti abbiamo ricevuti il caro dono che il popolo italiano ha inviato con gentile pensiero ai combattenti che si trovano lontano. Cos i fascisti di Savona si misero la coscienza a posto, ed allora: chi se ne frega della brutta morte! Un pacco e via!

CRETA P.M. 121


18 MAGGIO 1943 Carissimi GenitoriLa lettera con data 25 aprile cio giorno di Pasqua,mi ha provocato una grande gioiaIn

114 quanto al filo che mi avete mandato non lho ricevuto Constato che il piccolo Carlo ha il piccolo zaino con la gavetta e la sciabola, immagino di vederlo il piccolo soldatino nelle file dei figli della Lupa, A chi non lo sa occorre spiegare che allora il regime allevava prima i piccoli figli della lupa! Poi i giovani avanguardisti ed infine i giovani morituri! Naturalmente in guerra! Magari Russia con maglie di finta lana e scarpe logore ai piedi! Chi se ne frega della brutta morte! Per la gloria della Patria!

CRETA
P.M. 121 10 GIUGNO 1943 Genitori CarissimiCon grande gioia scrivo la presente avendo questa mattina fatto la S. ComunioneHo

115 assistito anche al sacrificio della S. Messa celebrata dal nostro caro Tenente Cappellano. Il buon Cappellano ci ha fatto un fervido discorso rivolgendoci condite e amorose paroleci ha raccomandato di rivolgere quotidianamente la preghiera al Signore affinch ci conceda al pi presto una brillante vittoriaInfine appena terminata la S. Messa, il cappellano ci ha ad ognuno consacrato al S. Cuore di Ges Ari dagli con la brillante vittoria! E va bene che meglio un giorno da leone che cento da pecora! Ma sarebbe meglio da uomini! Per il fratellino Carlo il giorno della sua prima Comunione prossimo, immagino con che ansia attende questo fatale e grande giornoIl 24 p.v. la festa del Corpus Domini Carlo si presenter per la prima volta in piedi dellaltare per ricevere GesQui gi si conosce la stagione estiva, il caldo giornalmente diventa sempre

116 pi soffocante, di queste belle giornate ne approfitto per prendere bagni di sole sono gi abbastanza abbronzato E meno male che torniamo sulla terra con il nostro amico sole che ci concede i suoi bagni di sole!

CRETA
P.M. 121
24 GIUGNO 1943

Carissimi familiariIl piccolo fratellino Carlo si accosta oggi i piedi dellaltare per ricevere la sua prima S. Comunionemi sento spiritualmente vicino al mio fratellino Carlo e pregare con lui lonnipotente Iddio Dio Eucaristico esaudir i canti dei piccoli pargoletti e speriamo ci conceder al pi presto una brillante vittoria con una giusta e duratura pace

117 Mi dispiace per Fausto perch era troppo docile, ubbidiente, credulone e religioso era cio un bravo ragazzo, troppo buono. Nella sua incrollabile fede, a prescindere, Fausto credeva ad occhi chiusi alla brillante vittoria! Brillante, addirittura! Vincere e vinceremo! Le solite bugie. Delle dittature!

CRETA
P.M. 121

27 GIUGNO 1943

Carissimi

Genitori

in

questi

giorni

ricevete

regolarmente la mia corrispondenza, perci se qualche volta si verifica un po di ritardo non mettetevi in pensiero non sempre arriva periodicamente.il filo

118 grigio verde che mi avete inviato a mezzo raccomandata lho ricevuto. Mi molto dispiaciuto di apprendere la triste notizia di Achilletto ( morto in guerra ), io lho prevedevo perch avevo il suo indirizzo e lo zio Berardino mi accennava dove si trovava Berardino era uno zio di Fausto residente a Caporciano e la triste storia di Aghilletto, cos come lo chiamavano, riguardava proprio suo figlio morto tragicamente nella campagna in Russia. Lo zio Berardino mi accennava dove si trovava e gi questo bastava per temere il peggio.

CRETA
P.M. 121
12 LUGLIO 1943

Carissimi Genitori: Mi grato rispondere alle vostre due care lettere con le rispettive date del giorno 26 e 28

119 giugno u. sImmaginavo che Francesco sarebbe stato rimandato a ottobre per litaliano perch conoscevo che nella suddetta materia zoppicava Era il mese di luglio e Francesco, il maggiore dei fratelli di Fausto, era stato rimandato ad ottobre per l'italiano! Ormai si era in piena estate quando Fausto scrisse tale lettera. Tutto andava ancora per il meglio a Creta. Le cicale sugli ulivi cantavano tranquille e Fausto prendeva bagni di sole, si abbronzava come non gli era mai capitato prima. Beh! Per anche lui, Fausto, zoppicava in italiano, solo che lui non se ne curava perch a Predazzo nessuno si era preoccupato di bocciarlo! Non ce n'era stato bisogno. Alla Guardia di Finanza Fausto andava bene anche cos com'era. Del resto era un ragazzo giudizioso, tanto che, da figlio maggiore, si sentiva in dovere di dare consigli alla sua famiglia ed ai suoi fratelli.

120 per Francesco consiglierei di fargli frequentare le industriali a Popoli stesso e domani non si dovr pentireQuesto sar anche per ( il fratello ) Aldo se vuole guardare FrancescoOra comprendo quanto vale un titolo di studio; ora che vorrei gi troppo tardi, debbo riconoscere che la colpa tutta la mia e adesso me ne trovo pienamente pentito A quei tempi a Navelli o a Popoli il titolo di studio non era strettamente necessario, pochi potevano vantarsi di averne uno, per le cose cambiavano per chi si muoveva in un ambito come quello in cui si era inserito Fausto e lui evidentemente se ne era accorto. Lui aveva capito subito di non avere cultura per aveva tanta voglia di imparare e di ben figurare e la sua confessione ce lo testimonia.

121

CRETA
P. M. 121
6 AGOSTO 1943

Carissimi GenitoriCon grande gioia ho ricevuto anche la cara e indimenticabile foto del fratellino Carlo Appena aperta la busta caduta fuori la fotografia, il mio sguardo s posato sullocchietto destro e con gran dispiacere ho dovuto riconoscere che rimasto alquanto nascostoPer capire quel che Fausto osserv guardando la fotografia del fratellino Carlo occorre spiegare che Carlo era rimasto vittima di un grave incidente domestico a causa del quale aveva perso locchio destro e nella fotografia si vedeva perch quell'occhio eraalquanto nascosto..mi sono ricordato di quel giorno ormai lontano quando minginocchiai anchio ai piedi dellAltare per ricevere per la prima volta Ges EucaristicoIn una vostra prossima mi manderete una

122 bustina di aghi di diversa grandezza e mi fate possibilmente una raccomandata CRETA P.M. 121
13 AGOSTO1943

.Laltro giorno mi arrivata una cartolina illustrata di Aniceto che ho molto gradita. Attraverso la cartolina ho rivisto la metropoli di Popolie speriamo che fra non molto potr farvi ritorno. Purtroppo era forte la speranza di Fausto di rivedere Popoli ma la sua era una speranza destinata a rimanere tale perch fra Popoli e Creta c'era di mezzo il mare e non solo quello, perci a lui non rest altro se non la consolazione di rivedere Popoli in cartolina.

123

Popoli (Pe.)

La cartolina che aveva ricevuta gli era stata inviata dal suo amico e collega Aniceto di Navelli, quello che a Predazzo gli aveva lavato la gavetta, il quale compariva e scompariva a tratti dal suo orizzonte. Ad Aniceto per la sorte aveva riservato un destino pi benevolo rispetto a quello che stava preparando per lui, basta osservare che, mentre Fusto si trovava a Creta tormentato dalle sue tristezze e dalle sue nostalgie, Aniceto invece, anche lui sfornato dalla scuola per allievi della Guardia di Finanza di Predappio, passeggiava tranquillamente per le strade di

124

Navelli (l'Aq.) Popoli a due passi dalla sua residenza di Navelli. Tuttavia poich a Creta il cielo era ancora sereno e nulla lasciava presagire il peggio Fausto aspettava impaziente tempi migliori per tornare. Nell'attesa si sforzava di stare calmo e passava il suo tempo libero prendendo bagni di sole. Si abbronzava al bel sole di Creta! Non poteva fare altro. Oziava!

125 Ormai sono gi due anni che ho lasciato il paese, ardentemente desidero rivederlo e speriamo che il buon Ges conceda questa grande grazia.

Il sole di Creta

Il giorno della Vittoria non ancora molto lontano, preghiamo il buon Dio che faccia ancora una volta trionfare la nostra bella bandiera Fausto aspettava, sperava e credeva, chiss perch, che il giorno della vittoria non ancora molto lontano, pensava che almeno dopo quel giorno avrebbe potuto tornare a casa. Il buon Dio per la pensava diversamente!

126 E ci dispiace che il buon Dio non tenne conto delle sue accorate preghiere rimanendo solo a guardare senza intervenire. Ci dispiace perch qualche soddisfazione Fausto l'avrebbe, alla fin fine, pur meritata. Ho ricevuto una cartolina dal zio Berardino il quale mi parlava del suo figlio, io gi lo sapevo perch me lavevate comunicato voiInviate ogni tanto un obolo agli orfanelli di S. Antonio. In attesa di una vostra prossima invio infiniti saluti forti bacioni con un caro abbracci vostro figlio Fausto Il buonismo di Fausto era tale da non trascurare di esortare i suoi genitori ad inviare ogni tanto un obolo agli orfanelli di S. Antonio LULTIMA LETTERA P.M. 121 26 AGOSTO 1943 Come mi informate che questo mese di luglio u.s., avete ricevuto solo tre lettere, io invece ne ho inviate

127 qualcuna in pi di quanto voi mi numerate.

Probabilmente qualche lettera andr smarrita Io vi assicuro ancora una volta che mi trovo in un posto pi che sicuro lontano da qualsiasi pericolo possibile e immagginabbile. Riguardo ad Aniceto non comprendo il perch non ritornato dovera prima; speriamo che mi arriva subito un suo scritto cos potr avere sue nuoveIn quanto riguarda alloliva mi dispiace molto che per questanno non c ne quasi niente; certamente non tutti gli anni le piante fruttano, ogni due o tre anni non germogliano e si riposeranno. .Mi farete una raccomandata per inviarmi una ventina di buste e foglietti aerei per scrivere. Possibilmente anche qualche lametta per barba. Io sto benissimo e godo ottima salute. Le osservazioni sulla raccolta dell'oliva mettono in luce la primitiva e consolidata anima contadina di Fausto. Il destino per a volte cinico e baro e ci cambia la vita

128 quando noi meno ce lo aspettiamo ed infatti, mentre Fausto scriveva:Io vi assicuro ancora una volta che mi trovo in un posto pi che sicuro lontano da qualsiasi pericolo possibile e immagginabbile, nuvole nere di burrasca stavano invece formandosi all'orizzonte. Una immane tragedia era gi in gestazione tanto vero che quella precedente fu l'ultima lettera che Fausto invi da Creta alla famiglia scrivendo che: Io sto benissimo e godo ottima salute. Dopo di allora nulla pi. Silenzio assoluto! Che angoscia! QUEL CHE ACCADDE DOPO La corrispondenza di Fausto con la famiglia, inizi in data 05 Agosto 1941, immediatamente dopo la sua partenza da Popoli per la scuola delle Guardie di Finanza di Predazzo e fin il 26 Agosto 1943 quando scrisse la sua ultima lettera alla famiglia inviata dallisola Creta. Quel

129 che avvenne dopo poco certificato dalle fonti ufficiali e perci non per niente chiaro. Spesso coloro che hanno voluto saperne di pi si sono recati di persona nei posti della tragedia in cerca di informazioni. Chi non lo ha potuto fare, per disseppellire la verit, si di dovuto accontentare di scavare nelle scarne notizie esistenti negli archivi storici, con molta pazienza e molta fatica. 8 SETTEMBRE 1943 Quel che avvenne dopo tutto da imputare a quello che avvenne in Italia in data 8 settembre 1943 mentre la conquista di Creta era avvenuta prima di quella data. Fu nel maggio 1941 che scatt a tal fine l'operazione militare tedesca e subito dopo segu quella del regime fascista. Mussolini volle contribuire con un tributo di sangue italiano perch voleva partecipare anche lui al bottino. Perci in fretta e furia fece allestire un corpo di

130 spedizione italiano con 2500 uomini e 150 muli il quale sempre nell'anno 1941, in maniera rocambolesca, riusc a stento a sbarcare nell'isola. Poi, a distanza di tempo, ossia nel dicembre dell'anno 1942, sbarc a Creta anche un altro contingente italiano questa volta costituito dai circa 600 uomini del XVI battaglione mobilitato della Guardia di Finanza che si un al contingente che lo aveva preceduto. Poich Italia e Germania erano alleate in virt del cosiddetto patto d'acciaio dell'asse Roma- Berlino, le truppe italiane e quelle tedesche si ritrovarono a Creta, gomito a gomito, disposte sullo stesso fronte. Senonch, a partire dalla data 8 settembre 1943, in conseguenza dell'armistizio fra italiani ed anglo-americani, vi fu un ribaltamento delle alleanze e quindi un repentino capovolgimento ritrovarono di fronti. Italiani su e tedeschi opposti. si La inopinatamente fronti

conseguenza fu che mentre gli italiani, frastornati, rimasero imbambolati non sapendo come comportarsi, i

131 tedeschi invece si dettero da fare e immediatamente disarmarono senza colpo ferire i nostri militari compresi i Finanzieri del 16 battaglione mobilitato della divisione Siena, posta militare 121 e furono tutti internati in un campo di concentramento nei pressi di Tymbakhion localit cretese situata nella costa meridionale dell'isola. Il ribaltone per non fin cos perch i tedeschi ebbero l'ordine di Hitler di sbarazzarsi in ogni modo dei prigionieri italiani anche inviandoli nei campi di concentramento in Germania a costo di stiparli come bestie su navi che spesso non erano in grado di reggere il mare. Per questo motivo accadde quel che doveva accadere perch molte di quelle navi carretta o vennero silurate ed affondarono oppure naufragarono da sole per il mare in tempesta. La fretta ed il cinismo dei tedeschi fu tale che in alcune navi non si curarono neanche di allestire l'elenco degli imbarcati e questa stata anche una delle ragioni per cui molti naufraghi

132 scomparvero poi in mare senza lasciare traccia, e senza nome. Come accadde al povero Fausto. Per questo motivo, chi ha voluto saperne qualcosa stato costretto a basarsi sugli indizi o su quanto riferito da qualche naufrago superstite. Cos facendo, allo stesso modo di come viene fuori il pulcino dall'uovo, alla fine venuta fuori la verit anche nel caso di Fausto. Infatti dall'esame accurato di alcuni indizi ed a furia di cercare conferme, alla fine stato chiarito il mistero sia di quando che di come avvenne il suo affogamento in mare. Ecco come andarono i fatti: a Creta i tedeschi, pur di disfarsi dei loro prigionieri non si fecero scrupoli, ne stiparono quanti pi ne poterono a bordo della nave Sinfra e ne predisposero la partenza. Purtroppo, per disgrazia degli annegati e per fortuna dei superstiti, tale nave venne silurata da un sommergibile inglese subito dopo la partenza ed affond.

133 Il naufragio avvenne nella notte del 18 settembre del 1943 durante la quale, la nave Sinfra, con 2389 persone a bordo, col a picco nello stesso mare di Creta e nel naufragio persero la vita 1850 persone molte delle quali erano appartenenti al XVI battaglione mobilitato della Guardia di Finanza proprio quello di Fausto. Si salvarono a nuoto 539 persone compreso il loro cappellano militare. Fausto per non sapeva nuotare! IL CAPPELLANO MILITARE Era stato il cappellano del XVI battaglione di stanza a Creta. Dopo l'armistizio venne catturato dai tedeschi, ma, durante il siluramento e l'affondamento della nave SINFRA riusci a fuggire dopo essere rimasto in acqua con gli altri naufraghi superstiti per pi di 14 ore. Ricaduto nelle mani dell'esercito tedesco convinse i suoi carcerieri a farlo rimanere assieme ai soldati italiani ancora internati a Creta. Per il coraggio dimostrato nei mesi di prigionia, il comandante del campo tedesco lo

134 propose per la croce di guerra al merito tedesca che per non fu mai consegnata. Poi per fu Sua Maest il Re Umberto II a conferirgli la Gran Croce dei Santi Maurizio e Lazzaro per la fedelt dimostrata alla Patria e per la rettitudine e coerenza al Suo ministero di Ordinario Militare. Inoltre fu anche insignito della Gran Croce conventuale del Sovrano Militare Ordine di Malta. L'AFFONDAMENTO DELLA NAVE PETRELLA Quello del Sinfra non fu l'unico affondamento di nave

La nave Petrella

135 carica di prigionieri partita da Creta, ce ne fu almeno un altro. Anche se non ha nulla a che fare con la fine di Fausto ve lo voglio descrivere ugualmente perch vi furono coinvolti molti altri nostri soldati della guarnigione di Creta anche questi anonimi. Per da notare che si tratt proprio della parte rimanente dei militari della base italiana 121 perch non ce n'erano altri di nostri soldati a Creta. Era il giorno 8 di febbraio 1944, il cielo era coperto, c'era forte pioggia. La Petrella part da Creta insieme alla scorta diretta al Pireo ma, verso le ore 11 di quello stesso giorno, la nave fu attaccata da un sommergibile nemico appena fuori da Suda e, colpita da 2 siluri, alle 11.20 incominci ad affondare Un superstite di quel naufragio ormai ultranovantenne, lucidissimo, stato scovato da un cercatore di informazioni ed ha raccontato per filo e per segno dell'orrore vissuto per oltre dodici ore di rimanenza in mare, con i superstiti aggrappati ai cadaveri che ormai gi venivano a galla

136 prima che fossero presi a bordo dai pescatori locali accorsi per soccorrerli. Non diversamente erano andate le cose per Fausto nell'affondamento del Sinfra se si fa eccezione per il fatto che l i pescatori non c'erano.

Cimitero di guerra a Suda

E perci Fausto invece non si era salvato perch da buon montanaro aveva imparato a sciare per non sapeva nuotare ed allora, in un attimo, dovette dire addio ai suoi sogni e dovette arrendersi ad un amaro destino che fu quello affondare insieme alla seconda nave sulla quale, in vita sua, era salito lasciando che il suo corpo si fermasse

137 a riposare per sempre in fondo al mare adriatico. Per tener conto di ogni ragionevole dubbio, non essendoci testimonianze dirette, la conclusione che Fausto, di certo, se non anneg con il Sinfra anneg con il Petrella. PERCHE' DOPO L'OTTO DI SETTEMBRE
Breve cronistoria riassuntiva

Perch avvenne tutto dopo l'8 di settembre del 1943? Vediamolo riprendendo per il racconto da quando la nostra sfortunata Guardia di Finanza scrisse da Creta la sua ultima lettera alla famiglia in data 26/08/1943, ossia alla fine del mese di agosto. Da quanto lui scrisse ai suoi genitori si deduce che in quella data lui godeva ottima salute riteneva e, di sconsideratamente,

essere in un posto al sicuro da

138 ogni pericolo, era tranquillo, tanto che si soffermava a discutere con i genitori, pensate un po, della raccolta delle olive a Navelli. Da persona semplice, credulona e generosa non aveva, e per la verit non poteva avere, nessun sentore di ci che gli sarebbe capitato di l a pochi giorni. Ma, a dire il vero, gli avvenimenti che si susseguirono a partire dallotto di settembre dellanno 1943, colsero tutti di sorpresa. Allimprovviso ci fu la fine di un mito, ci fu il crollo del fascismo. Gli italiani dettero un addio al Duce che venne sfiduciato, spodestato ed arrestato dai suoi congiurati capeggiati dal generale Badoglio. Per toglierlo definitivamente di mezzo, fu trasportato in segreto sul monte Gran Sasso DItalia. Ma quello fu il segreto di Pulcinella perch i tedeschi lo vennero a sapere subito e se lo andarono a riprendere. Se lo portarono via con un piccolissimo aereo chiamato Cicogna. Una delle prime conseguenze fu che il generale Badoglio ritenne di dover firmare un armistizio

139 con gli anglo americani ripudiando l'oscena alleanza con i tedeschi. Fu questo repentino capovolgimento di fronte a provocare la catastrofe. Nessuno vi era preparato e perci la nazione si disintegr. Non fu facile girare la mira dei nostri fucili che prima erano puntati contro gli anglo-americani e poi avrebbero dovuto puntare sui tedeschi. Nella confusione generale si determin un vuoto di potere, un ribaltone che port tutta la nazione a saltare da un giorno allaltro da un campo allaltro. E fu cos che i vecchi nemici anglo-americani diventarono alleati mentre i vecchi alleati nazisti diventarono i nostri peggiori nemici e per la verit come tali si comportarono, senza piet. Si pu quindi immaginare quale disorientamento si verific anche fra i comandanti delle nostre truppe a Rodi, a Cefalonia, a Creta, dove insieme con i soldati italiani coesistevano contingenti tedeschi. Occorreva capirlo subito che, essendoci stato un repentino capovolgimento di fronte, sarebbe stato

140 necessario prendere decisioni fulminee cercando, quando possibile, di disarmare le truppe tedesche. Ed invece ci fu una gran confusione che determin la disfatta del nostro esercito dentro e fuori ai confini della Patria. Ma i tedeschi no, loro non ebbero esitazioni furono loro ad intimare agli italiani di arrendersi e tutti quelli che non vollero ubbidire vennero massacrati pur essendo, a volte, i nostri soldati numericamente molto superiori a quelli tedeschi. Tutto questo accadde anche nelle isole dell'Egeo, dove i nostri soldati dovettero arrendersi ai soldati tedeschi consegnando loro le armi, magari a denti stretti, solo perch furono costretti ad ubbidire agli ordini di resa arrivati inopportunamente da Roma. Le conseguenze furono tragiche perch, parte degli italiani vennero fucilati sul posto, molti altri furono imbarcati su vecchie carrette del mare dirette verso la Grecia o verso la Germania che per o non erano in grado di reggere il mare oppure furono silurate o bombardate.

141 Dopo tutto quel caos nulla per lungo tempo si era saputo delle vicissitudini di Fausto anche perch nessuno era stato in grado di occuparsene. Sino a quando, inaspettatamente, in un giorno imprecisato di un anno imprecisato, quando erano ancora troppo piccole per fare domande, le sorelle di Fausto ricordano che si rec presso il loro domicilio un abruzzese sopravvissuto proprio allaffondamento del Sinfra per riferire alla famiglia ci che poteva riferire solo lui. In base a quella testimonianza stato possibile confermare quello che prima era solo un sospetto. Il racconto di quello sconosciuto riguardava proprio il naufragio del Sinfra durante il quale, ricordiamolo, si salvarono 539 persone Ma se malgrado ci il mistero della morte di Fausto dovesse ancora rimanere tale perch a distanza di tempo i ricordi delle sorelle sono vaghi, non importa perch, chiunque sia stato quell'uomo, e comunque sia stato il suo racconto fu pur sempre quello che rifer di persona ai

142 genitori di Fausto quello che conta. Lui e Fausto erano insieme sulla nave quando quella affond e perci fu in grado di riferire alla famiglia anche un penoso particolare cio che mentre la nave stava affondando, lui esort Fausto a buttarsi in mare prima che quella colasse a picco gridandogli: Buttati, buttati! Fausto! Ma il povero Fausto non ebbe il coraggio di farlo perch non sapeva nuotare. Per molti anni dopo i cretesi trovavano ancora resti umani sulla spiaggia, trasportati dalla corrente. In quella zona negli anni 90 alcuni italiani hanno fatto porre una stele a memoria di quei morti I NUMERI DELLA TRAGEDIA Un prezzo altissimo: 11 mila soldati e ufficiali annegati, stipati come bestie dai tedeschi su navi scassate avviate al naufragio; 10 mila internati in Germania; 124 caduti in combattimento; quasi 200 fucilati; 150 morti di denutrizione nei campi tedeschi sullisola;

143

Generali tedeschi a Creta

i mercantili che i tedeschi stiparono di italiani mandandoli Donizetti, letteralmente il 23 a morire nellEgeo: silurato il da settembre,

cacciabombardieri britannici, con 1.825 uomini, tutti annegati; nella notte del 18 settembre del 1943, la nave Sinfra con 2389 persone a bordo affond nello stesso mare di Creta e nel naufragio persero la vita 1850

144 persone molte delle quali erano appartenute al XVI battaglione mobilitato della Guardia di Finanza. il Petrella, l8 febbraio 1944, silurato con 3.173 prigionieri ( perirono in 2.646); lOrion salpato l11 febbraio, naufragato con ben 4.000 italiani: si salvarono in 20. Uno di quei 20 fu il caporale abruzzese Francesco Norcia, Storia pazzesca. Salvato in mare da un equipaggio tedesco, piantonato in un campo di concentramento poi fuggito nei boschi di Alaerma, catturato, torturato, costretto ad assistere alle fucilazioni di italiani, evaso di nuovo verso un tratto isolato di costa a Campochiaro, sopravvissuto per tre mesi nutrendosi di pesci e polpi, ricatturato dalle Camicie Nere, consegnato ai tedeschi. Una notte Norcia uccide con la baionetta la sentinella, scappa, si nasconde di nuovo tra gli scogli dove riesce a sopravvivere sino a Maggio. ( da l'ESPRESSO )

145 In conclusione, furono quasi 5200 i militari della Guardia di Finanza catturati ed internati nei lager tedeschi e di essi oltre 230 morirono per fame, maltrattamenti e malattie.