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RENATO RENATO ALTERIO ALTERIO II QUANTI QUANTI DELL'ANIMA DELL'ANIMA 1
RENATO
RENATO ALTERIO
ALTERIO
II QUANTI
QUANTI DELL'ANIMA
DELL'ANIMA
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II QUANTI QUANTI

DELL'ANIMA

DELL'ANIMA

I I QUANTI DELL'ANIMA DELL'ANIMA Avvertenza per i lettori: La pagine che seguono sono utili solo

Avvertenza per i lettori: La pagine che seguono sono utili solo ai lettori curiosi che hanno voglia di conoscenza, gli altri invece lascino perdere, ci sono in giro cose più divertenti per chi ama la leggerezza!

CENNI

CENNI DI

DI FISICA

FISICA DELLE

DELLE PARTICELLE

PARTICELLE

II QUANTI

QUANTI DI

DI ENERGIA

ENERGIA

Secondo la fisica quantistica sia la luce che le particelle che

costituiscono gli atomi e cioè gli elementi fondamentali che

compongono la materia, ( protoni, elettroni, fotoni ) noi stessi e

la realtà a noi manifesta sono costituite da minuscoli

“concentrati di energia” chiamati “QUANTI”. La loro singolarità

sta nel fatto che essi hanno una duplice natura: ondulatoria e

corpuscolare. L'ambiguità però sta solo nel fatto che, a livello

subatomico, la materia presenta le caratteristiche tipiche delle

“onde” quando le osservazioni vengono fatte con degli idonei

“strumenti” mentre assume il noto aspetto corpuscolare quando

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la percepiamo con i “nostri sensi”. Questo significa che il mondo

così come noi lo percepiamo con i nostri sensi è “un'illusione”

frutto del “modo” in cui lo percepiscono i nostri sensi. Ma questa

illusione non è la sola perché ce ne sono anche altre piuttosto

imbarazzanti come quella che segue. Si tratta del relativismo del

vecchio “principio di località” il quale asseriva che: “qualcosa

che avviene in un posto non può influire su quello che avviene in

un posto diverso” perché la fisica quantistica ha scoperto invece

che la cosa non è vera sempre perché: due particelle “correlate”,

( per esempio due fotoni gemelli emessi dallo stesso atomo ),

anche se sono molto lontane l'una dall'altra nello spazio,

rimangono fra di loro correlate sempre anche quando si trovano a

grande distanza l'una dall'altra. Infatti è stato dimostrato che fra

due particelle di quel tipo esiste sempre una sorta di una forma di

“comunicazione” permanente ed “istantanea” che, dovunque esse

si trovino, le obbliga a comportarsi nello stesso modo come se

fossero una particella sola. Incredibile ma vero! Questo comporta

che: se ne sottoponiamo una ad un qualche impulso il suo effetto

si trasmette anche alla sua gemella istantaneamente a qualsiasi

distanza essa si trovi dalla consorella e con una velocità che è

superiore a quella della luce! Ciò vuol dire che, se una delle due

particelle cambia, per esempio, la sua traiettoria, istantaneamente

informa ed obbliga la sua gemella a comportarsi nello stesso

modo motivo per cui le due particelle procedono sempre

all'unisono e qualsiasi cosa accade ad una di loro accade anche

all'altra come se fossero un unico “ente”. Questo fatto

contraddice però il vecchio "principio di località”.Per accertare

eventi di questo tipo sono stati spediti due fotoni “gemelli” su

due percorsi diversi: il primo lungo una fibra ottica di 25

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chilometri, l’altro verso un cristallo. Dopodiché, “come nel gioco

del biliardo”, quando “un terzo fotone” ha colpito il primo

mandandolo in buca è andato in buca anche il secondo”. E così

la magia è servita! Praticamente, è accaduto che il primo fotone

ha obbligato il suo gemello a fare altrettanto “istantaneamente”

malgrado fosse ad una distanza di 25 chilometri! Se questa non è

la magia occulta della natura allora ditemi voi che cos'è la magia!

Fratelli gemelli uniti per sempre

La cosa straordinaria, verificata con le apparecchiature che seguono, consiste nel fatto che: se lungo il percorso A viene convogliato il fotone 1 e sulla sua traiettoria si inserisce un Cristallo Birifrangente che ne produce la deviazione verso il rivelatore c, anche il fotone 2 (suo gemello) sparato nel percorso B; "spontaneamente" ed istantaneamente, devia verso il rivelatore d. Praticamente il Cristallo Birifrangente devia il fotone 1, il quale a sua volta produce un effetto istantaneo a distanza sul fotone 2, inducendolo a deviare.

chilometri, l’altro verso un cristallo. Dopodiché, “come nel gioco del biliardo”, quando “un terzo fotone” ha

Può sembrare strano, però è proprio quello che accade quando si

eseguono esperimenti su coppie di particelle “correlate”. Eventi

di questo genere sono infatti bizzarrie della natura se si ragiona

secondo una "logica classica", rappresentano invece un “unico

ente” per la “logica quantistica” ed allora tutto si spiega. Spazio e

tempo cambiano pelle e perciò tutto diventa più difficile da

comprendere!

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LALA FISICA

FISICA EE L'ANIMA

L'ANIMA

PREMESSA

PREMESSA

Ora, dopo che abbiamo descritto per sommi capi che cos'è la

“fisica quantistica”, possiamo tentare di procedere anche alla

ricerca dell'anima! Per farlo occorre però tener conto del fatto

che il mondo non ha un aspetto unico ma che si presenta a noi

con l'aspetto che conosciamo perché quello è l'aspetto che gli gli

assegna la nostra “coscienza”. Questo è dimostrato dal fatto che

se il mondo lo osserviamo con i nostri sensi allora ha l'aspetto

che tutti conosciamo se invece lo facciamo osservare a degli

strumenti assume un aspetto diverso. Infatti è noto il fatto che,

quelli che per noi erano “corpuscoli”, con l'esame strumentale

diventano “onde” di energia. E questa è solo una delle scoperte

inquietanti della “fisica quantistica”! Dal mondo degli oggetti si

passa a quello delle onde di energia! Ne consegue che, la realtà

percepita dai nostri sensi è illusoria e dipende dal giudizio che ne

dà la nostra “coscienza”. La verità dunque è che la realtà può

potenzialmente assumere infinite forme a seconda del modo e di

chi la percepisce! Così è che ci piaccia o no!

LALA RICERCA

RICERCA DELL’ANIMA

DELLANIMA.

Nello specifico, per

quel che riguarda l'anima, ho sempre

ingenuamente pensato che qualunque “idea” si abbia della sua

natura, se essa esiste, può abitare solo all'interno del nostro

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cranio, magari all'interno del nostro cervello e comunque da

quelle parti. Tuttavia, non fidandomi delle mie convinzioni

personali mi sono affidato al “pronto soccorso” del web e quello

che ho scoperto, quasi per caso, è stato per me sorprendente! Di

fisica “quantistica” ne sapevo già qualcosa ma che essa si

occupasse anche della natura dell'anima non lo avrei mai

pensato! Invece l'ho scoperto! Esiste infatti una teoria, elaborata

da un biologo e da un esperto di “fisica quantistica”, secondo la

quale la nostra “anima” sarebbe qualcosa che sopravvive alla

morte del corpo! Insomma, a sentir loro, l'anima esiste ed esisterà

in eterno fregandosene della morte del corpo! Essa sarebbe un

qualcosa che funziona come il “processore” di un qualsiasi

computer ragione per la quale la nostra “mente” sarebbe una

sorta di “computer biologico” il quale funziona servendosi di una

“rete ricettiva” di informazioni composta da più di 100 miliardi

di neuroni. La cosa funzionerebbe così: le informazioni, man

mano che vengono acquisite dai nostri sensi, vengono trasmesse

a speciali strutture del nostro cervello chiamate “microtubuli” i

quali a loro volta le trasmettono alla nostra mente e quest'ultima

le utilizza o le manda in memoria. É ovvio però che tali

informazioni riguardano solo quel tipo di realtà conosciuta dalla

nostra “coscienza”! Tutto chiaro fin qui? Bene allora proseguo!

Partirebbe quindi tutta da lì, dalla nostra “coscienza” la

consistenza dell'anima. In altre parole, il rapporto che c'è fra la

nostra anima e la nostra coscienza è come quello che c'è fra il

campanaro e la campana. La campana suona solo se il campanaro

tira la fune, la coscienza invece comunica con l'anima per mezzo

dei microtubuli solo se i microtubuli funzionano! Ecco perché un

problema si pone nel caso che quel travaso continuo di

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informazioni di andata e ritorno fra “coscienza ed anima” si

arresta a causa del non funzionamento dei “microtubuli”. Quando

ciò accade avviene però qualcosa di strano perché la “coscienza”

si “distacca” dall'anima però l'anima non muore perché si può

distruggere il giornale ma non la notizia! Capita infatti che, se il

distacco si verifica in caso di morte apparente, come a volte

accade, quando i microtubuli vanno in apnea, ma dopo un po

riprendono a funzionare, allora l'anima torna ad esserci ed a

funzionare come prima! Se ciò accade questo starebbe a

significare che l'anima non era “morta” ma che era anch'essa in

apnea e che sopravvive alla morte del corpo! In caso di morte

definitiva del corpo invece, i microtubuli non funzionano più e

perciò è ipotizzabile che: il collegamento fra anima e corpo si

interrompe definitivamente però l'anima sopravvive alla morte

del corpo in quanto le informazioni da essa precedentemente

acquisite non possono essere distrutte! La conclusione è tutta qui

e consiste nel fatto che mentre il “giornale” può bruciare,

“l'informazione” in esso contenuta non può essere distrutta!

Dopo di che speriamo che la cosa sia vera!

NOTA: Ci ho provato, ho fatto del mio meglio, però può darsi che abbia fatto un po di confusione! Se c'è fra i lettori chi è in grado di correggermi lo faccia pure! Però sia chiaro che di un'anima così che volerà via dal mio corpo per vagare nel tempo, non saprei proprio che cosa farmene!

Renato Alterio

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