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La giovinezza [modifica] Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza, nell'attuale Piazza Sprovieri, in un periodo in cui la relativa contea (gi parte

dei domini sabaudi) era sotto sovranit frances e, poich in quegli anni erano stati annessi dal Bonaparte all'Impero tutti i terr itori continentali sabaudi[2] Fu battezzato il 29 luglio 1807 nella chiesa di Sa n Martino di Acri e registrato come Joseph Marie Garibaldi, cittadino francese.[ 3][4] La sua famiglia si era trasferita a Nizza nel 1770; il padre Domenico Garibaldi (1766-1841), originario di Chiavari,[5] era proprietario di una tartana chiamata Santa Reparata.[6] La madre Rosa Raimondi (1776-1852) era originaria di Loano, nel 1807 territorio francese (sino al 1805 Repubblica Ligure). Giuseppe era il secondogenito di sei figli: Angelo, il fratello maggiore, divenn e console negli Stati Uniti d'America, Michele fu capitano di marina, Felice rap presentante di una compagnia di navigazione, Elisabetta e Maria Teresa morirono in tenera et: la prima in un incendio insieme alla balia,[7] la seconda di malatt ia.[6] Per diverso tempo, gli storici dettero credito a una versione,[8] dimostratasi p oi falsa,[9] secondo la quale Garibaldi avrebbe avuto origini tedesche. La famig lia divideva con alcuni parenti, i Gustavin, una casa sul mare.[10] Dell'infanzi a di Giuseppe si hanno poche notizie, per lo pi agiografiche.[11][12] Risulta inv ece certa la notizia che a 8 anni salv una lavandaia caduta in acqua[13] e che il soccorso a persone in procinto di annegare fu una costante, tanto che ne salv al meno 12.[14] Nel 1814 la casa dei Garibaldi fu demolita per ampliare il porto e la famiglia trasloc. Nel 1815 Nizza fu restituita al Regno di Sardegna per decisi one del Congresso di Vienna e rest sotto il governo dei Savoia fino al 1860. I genitori avrebbero voluto avviarlo alla carriera di avvocato, medico o sacerdo te, ma Giuseppe non amava gli studi, prediligendo gli esercizi fisici e la vita di mare. Egli stesso ebbe a dire che era pi amico del divertimento che dello stud io.[15] Vedendosi ostacolato dal padre nella sua vocazione marinara, durante le vacanze tent di fuggire per mare verso Genova con tre suoi compagni: Cesare Parod i, Celestino Bernord e Raffaello de Andr.[16] Scoperto da un sacerdote che avvis l a famiglia della fuga,[17] fu fermato appena giunto alle alture di Monaco e rico ndotto a casa; forse da ricondursi a questo episodio l'inizio della sua antipati a verso il clero.[18] Tuttavia, si appassion alle materie insegnategli dai suoi primi precettori, padre Giaume e il "signor Arena". Quest'ultimo, reduce delle campagne napoleoniche, g li impart lezioni d'italiano e di storia antica (rimase affascinato soprattutto d all'antica Roma). Alla fine riusc a persuadere il padre a lasciargli intraprender e la vita di mare e venne iscritto nel registro dei mozzi a Genova il 12 novembr e 1821.[19] Dall'iscrizione in quel registro, si rileva che l'altezza del quatto rdicenne Garibaldi era di 39 once e 3/4[20], pari a circa 170 cm[21], considerev ole in rapporto all'et e all'altezza media dell'epoca. Anche se la datazione del primo imbarco incerta,[22] il 13 gennaio 1824[23] si i mbarc sedicenne sulla Costanza, comandata da Angelo Pesante di Sanremo, che Garib aldi avrebbe in seguito descritto come il migliore capitano di mare.[24] Nel suo primo viaggio, su di un brigantino con bandiera russa,[14] si spinse fino a Ode ssa nel mar Nero e a Taganrog nel mar d'Azov (entrambe ex colonie genovesi). Vi si recher nuovamente nel 1833, incontrando un patriota Mazziniano che lo sensibil izzer alla causa dell'unit d'Italia. Rientr a Nizza in luglio.[23] L'11 novembre part per un breve viaggio come mozzo di rinforzo sulla Santa Repara ta, costeggiando la Francia in un equipaggio di cinque uomini.[23] Con il padre, tra aprile e maggio del 1825, part alla volta di Roma con tappe a Livorno, Porto Longone e Fiumicino con un carico di vino,[25] per l'approvvigionamento dei pel legrini venuti per il Giubileo indetto da papa Leone XII. L'equipaggio era compo sto da 8 uomini, ed ebbe la sua prima paga.[26] La navigazione [modifica] Giuseppe Garibaldi da giovane. Iniziarono i numerosi viaggi marittimi di Garibaldi; fra quelli che rimasero pi i

mpressi al condottiero vi fu quello sul brigantino l'Enea, al cui comando vi era il capitano Giuseppe Gervino, durante il quale, in una tempesta, vide una feluc a catalana, a cui non poterono prestare soccorso, sprofondare travolta dalle ond e.[27] Nel 1827, navigando con la Coromandel, raggiunse le Canarie e nello stesso anno, a settembre, salp da Nizza con la Cortese, comandata dal capitano Carlo Semeria, per il mar Nero ma durante il viaggio il bastimento fu assalito per tre volte d ai corsari greci[28] che depredarono la nave, rubando persino i vestiti dei mari nai, mentre il comandante non oppose la minima resistenza.[26] In questo viaggio sub la sua prima lieve ferita in battaglia,[29] evento forse ingigantito dalle f onti con il tempo.[30] Il viaggio comunque continu e nell'agosto del 1828 Garibaldi sbarc dalla Cortese a Costantinopoli dove, ammalato, rimase per circa tre anni, sino al 1831; in quel periodo per sostenersi economicamente faceva l'istitutore,[29] insegnando itali ano, francese e matematica. Fra i motivi che lo fecero indugiare vi fu la guerra turco-russa, che chiuse le vie commerciali marittime; nel frattempo si integr ne lla comunit italiana, grazie anche alla presenza di una sua concittadina, la sign ora Luisa Sauvaigo.[31] Secondo le ricerche compiute dalla sua bisnipote diretta Annita Garibaldi,[32] probabilmente frequent la casa di Calosso comandante della cavalleria del Sultano col nome di Rustem Bey e l'ambiente dei genovesi, che st oricamente erano insediati nel quartiere di Galata e Pera. Ritorn a Nizza nella p rimavera del 1831.[26] Appena giunto in citt ripart subito, imbarcandosi sulla Nostra Signora delle Grazi e comandata dal capitano Antonio Casabona, prima come secondo: poi l'anziano cap itano gli cedette il comando.[33] Il 20 febbraio del 1832[34] gli fu rilasciata la patente di capitano di mare di seconda classe. Nello stesso mese si reimbarc c on la Clorinda per il mar Nero; si contavano venti uomini a bordo e la paga di G iuseppe fu di 50 lire piemontesi al mese[35] mentre 100 toccarono al comandante, Simone Clary. Ancora una volta la nave fu presa di mira dai corsari ma questa v olta l'equipaggio accolse gli aggressori a fucilate. Garibaldi fu ferito alla ma no destra: avrebbe poi ricordato l'accaduto come il suo primo combattimento.[26] Proprio sulla Clorinda conobbe Edoardo Mutru, suo compagno d'armi in futuro.[36 ] Nel 1833 si contarono sui registri navali 72 mesi di navigazione effettiva.[26] L'importanza dello spirito marinaro in Garibaldi stato pi volte sottolineato, gli scritti di Augusto Vittorio Vecchi, pi noto con il nome di Jack la Bolina influe nzarono i successivi studiosi sull'argomento, egli che definiva il Mar Mediterra neo un ottimo insegnante, vedeva nell'eroe l'ingenuit degli uomini di mare in con trasto con la furbizia degli uomini di terra.[37] Di parere simile era Pino Fort ini, il quale afferm che il mare lo aveva formato, educato moralmente.[38] Dopo 13 mesi di navigazione ritorn a Nizza, ma gi nel marzo 1833 ripart per Costant inopoli. All'equipaggio si aggiunsero tredici passeggeri francesi seguaci di Hen ri de Saint-Simon, imbarcati di notte e controllati dalla polizia che andavano i n esilio nella capitale Ottomana. Il loro capo era Emile Barrault, professore di retorica che espose le idee sansimoniane a un attento Garibaldi.[39] Garibaldi, allora ventiseienne, fu molto influenzato dalle sue parole, ma Anita Garibaldi ipotizza che probabilmente quelle idee non gli giungessero del tutto n uove, essendogli note fin da quando aveva soggiornato nell'Impero ottomano, luog o prescelto da tanti profughi politici dell'Europa e percorso esso stesso da fre miti di autonomia e di libert.[40] Tutto ci contribu a convincerlo che il mondo era percorso da un grande bisogno di libert. Lo colp in particolare Emile Barrault quando afferm: Un uomo, che, facendosi cosmopolita, adotta l'umanit come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, pi di un soldat o: un eroe (Emile Barrault, frase riportata da Garibaldi ad Alexandre Dumas in "Memorie di Giuseppe Garibaldi") Il bastimento sbarc i francesi a Costantinopoli e procedette per Taganrog, import ante porto russo sul Mar d'Azov. Qui in una locanda, incontr un uomo detto il Cre dente,[41] che espose a Garibaldi le idee mazziniane.[42]

Le tesi di Giuseppe Mazzini sembrarono a Garibaldi la diretta conseguenza delle idee di Barrault ed egli vide nella lotta per l'Unit d'Italia il momento iniziale della redenzione di tutti i popoli oppressi. Quel viaggio cambi la vita di Garib aldi; nelle sue Memorie scrisse: Certo non prov Colombo tanta soddisfazione nella scoperta dell'America, come ne provai io al ritrovare chi s'occupasse della rede nzione patria.[43] La vita da ricercato [modifica] Non si ha certezza storica del primo incontro fra Garibaldi e Mazzini; quello de scritto nella sua biografia mostra alcune lacune: si racconta che un certo Covi condusse il primo dal rivoluzionario in un incontro tenutosi a Marsiglia nel 183 3,[44] ma la datazione non risulta credibile in quanto il marinaio sbarc il 17 ag osto 1833[45] a Villefranche-sur-Mer (all'epoca Villafranca marittima) mentre Ma zzini si era gi trasferito, da giugno, a Ginevra. Inoltre lo stesso genovese affe rm che aveva sentito di Garibaldi solo tempo dopo, nel 1834.[46] A quell'epoca i marinai mercantili dovevano obbligatoriamente prestare servizio per 5 anni nella marina da guerra; venivano agevolati coloro che avessero freque ntato rotte che portavano all'estero, essi infatti potevano decidere quando iniz iare tale periodo, in ogni caso la scelta doveva cadere prima dei quarant anni di et. Garibaldi present la domanda nel mese di dicembre del 1833 diventando marinaio di terza classe.[47] Garibaldi ricordato a Genova con una statua equestre situata a Piazza De Ferrari Il 16 dicembre si present a Genova e il 26 si imbarc sull'Euridice dove rimase per 38 giorni[48] La divisa sarda nell'occasione era composta da un frac nero, una tuba, e un paio di pantaloni bianchi.[49] Come marinaio piemontese Garibaldi ass unse il nome di battaglia Cleombroto,[50] un re spartano che combatt contro Tebe nella Battaglia di Leuttra. Non era ancora iscritto alla Giovine Italia.[51] In quel periodo tenta, con Edoa rdo Mutru arruolatosi anch'esso, e Marco Pe di fare propaganda alla causa, e cer cando a bordo e a terra di fare proseliti. Frequenta l osteria della Colomba, la cui proprietaria Caterina Boscovich, insieme alla cameriera Teresina Cassamiglia, gli saranno d'aiuto in seguito. Fa sfoggio della sua attivit, offrendo da bere a sconosciuti con l intento di arruolare nella causa nuovi elementi senza preoccuparsi con chi stesse parlando,[52] e fu visto in pubblico, al caff di Londra, usare parole dispregiative verso il Re. Per tale comportamento venne sorvegliato dalla polizia. Il 3 febbraio 1834 fu poi imbarcato, insieme a Mutru, sulla Conte De Geneys, che stava per partire per il Brasile.[53] Vi rest solo un giorno in quanto il 4 febb raio,[54] fingendosi malato, scese a terra, dopo aver dormito all'Insegna della Marina con Mutru. Nel frattempo si era stabilito che l'11 febbraio 1834 ci sarebbe stata un'insurr ezione popolare in Piemonte. Garibaldi scese a terra per mettersi in contatto co n i mazziniani; ma il fallimento della rivolta in Savoia e l'allerta di esercito e polizia fecero fallire tutto. Garibaldi credeva che l'insurrezione si sarebbe comunque avviata; non torn sulla nave per parteciparvi, venendo siglato il termi ne A.S.L. (Assentatosi Senza Licenza) sulla sua matricola,[54] e divenendo in pr atica un disertore; tale latitanza venne considerata come ammissione di colpa. Attese un'ora in piazza prima di andarsene,[55] trovando riparo prima a casa del la fruttivendola[56] Natalina Pozzo e successivamente all'osteria e alla casa de lla padrona, Caterina Boscovich. Intanto vengono arrestati il quasi omonimo Gius eppe Giribaldi (l'8 febbraio) e poi lo stesso Mutru, il 13 febbraio. Prima di al lora, il 9[57] o l'11,[58] lascia Genova. Pi volte nel corso della fuga sfugge ad eventuali catture, dopo aver superato il fiume Varo: la prima quando al confine venne condotto momentaneamente a Draguign an,[59] poi in un'osteria dove canta per sfuggire agli sguardi dell'oste che min acci di farlo arrestare.[60] Giunse infine a Marsiglia. Intanto viene indicato co me uno dei capi della cospirazione, fu condannato alla pena di morte ignominiosa in contumacia in quanto nemico della Patria e dello Stato.[61] Garibaldi divenne cos un ricercato e in quel tempo visse per un breve periodo dal

suo amico Giuseppe Pares.[62] Continua sotto falso nome, assunta l'identit dell' inglese Joseph Pane, a viaggiare: il 25 luglio salper verso il mar Nero sul briga ntino francese Union raccontando di essere un ventisettenne nato a Napoli.[63] D ovrebbe svolgere l'attivit di marinaio ma sar secondo in realt.[64] Sbarca il 2 mar zo 1835, e in maggio fu in Tunisia. Quando torn a Marsiglia trov la citt devastata da una grave epidemia di colera; offertosi come volontario, lavor in un ospedale, [65] in qualit di benevolo, e ci rimase per quindici giorni.[66] In quel periodo conobbe Antonio Ghiglione[67] e Luigi Canessa. Poich le rotte era no chiuse in parte per via del colera, Garibaldi decise di partire alla volta de l Sud America con l'intenzione di propagandare gli ideali mazziniani. L'8 settem bre 1835 part da Marsiglia sul brigantino Nautonnier, nave comandata da Beauregar d,[68] assumendo la falsa identit di Giuseppe Pane e affermando di essere nato a Livorno; data la sua paga di 85 franchi, si presuppone che non svolse in mare gl i incarichi di marinaio la cui paga era inferiore. L'esilio in Sud America [modifica] Poncho e camicia rossa di Garibaldi (Museo del Risorgimento di Milano) Giunto a Rio de Janeiro nella fine del 1835 o nel gennaio del 1836, venne accolt o dalla piccola comunit di italiani aderenti alla Giovine Italia, avvisati da Can essa poco prima; avvi quindi un piccolo commercio di paste alimentari nei porti v icini. La sua prima lettera venne spedita il 25 gennaio 1836.[69] Cerc di instaur are un rapporto con Giuseppe Stefano Grondona, il genio quasi infernale come lo de finir lui stesso,[70] senza per riuscirci, anche cedendogli la presidenza dell'ass ociazione locale della Giovine Italia. Fond una societ con l'amico Luigi Rossetti, [71] chiamato Olgiati. Scrisse direttamente a Mazzini il 27 gennaio, in una lettera mai giunta a destin azione, chiedendo che rilasciasse lettere di marca, un'autorizzazione ad avviare u na guerra corsara contro i nemici austriaci e piemontesi, una richiesta impossib ile da esaudire,[72] ma senza le quali le sue azioni sarebbero state solo atti d i pirateria.[73] Parla apertamente contro Carlo Alberto sul Paquete du Rio[74] c ura le stampe della lettera mazziniana a Carlo Alberto e gli furono aperte le po rte della loggia irregolare Asilo di Vertud.[75] Nel febbraio del 1837 parl con Livio Zambeccari, detenuto nella prigione Santa Cr uz in quanto segretario di Bento Gonalves,[76] presidente della Repubblica Riogra ndense, stato secessionista del Brasile. Sar l'inizio di una collaborazione uffic iale. Il 4 maggio 1837, ottenne una patente di corsa, la numero sei (avevano rilasciat o un totale di 12 patenti), documento firmato dal generale Joao Manoel de Lima e Silva apparentemente firmata il 14 novembre 1836.[77] Nell atto si leggeva la lis ta dei 14 uomini autorizzati a utilizzare la lancia Mazzini di 20 tonnellate, il capitano designato era Joo Gavazzon (o Gavarron), mentre Garibaldi figurava come il primo tenente. A Joo risultava intestata anche un altra nave, la Farroupilha, d i 130 tonnellate.[78] ottenuta dal governo della Repubblica Riograndense (ora Ri o Grande do Sul), ribelle all'autorit dell'Impero del Brasile guidato da Pedro II . La nave comprata tempo prima grazie ai soldi di Giacomo Cris (vero nome di Giaco mo Picasso[79] con il quale si fece conoscere), era stata battezzata Mazzini, e con i soldi fruttati da una colletta, 800 lire[80] verranno effettuate delle mig liorie. Salperanno il 7 maggio, a bordo si contavano 12-13 uomini in tutto,[81] fra cui il nostromo Luigi Carniglia, il timoniere Giacomo Fiorentino e Joao Bapt ista, un brasiliano che doveva pensare alle armi. Sul giornale Jornal do comercio si dava come destinazione del viaggio Campos e c ome comandante Cipriano Alves (altro nome assunto da Garibaldi)[82] La prima pre da fu una lancia da cui prese lo schiavo nero Antonio e lo affranc rendendolo lib ero. L'11 maggio i corsari avvistarono una sumaca chiamata Luisa e la abbordaron o. Si contavano quattro uomini e quattro schiavi che verranno resi liberi a cui si aggiunse il primo. Garibaldi rifiuta ogni bene che il capitano gli aveva offe rto e non vuole che i beni personali vengono toccati. Si continu sulla nuova nave , pi grande, ventiquattro tonnellate, a cui venne cambiato il nome mentre quella

vecchia venne fatta affondare. I prigionieri vennero fatti scendere in seguito, sull'unica lancia che avevano a disposizione,[83] con loro il brasiliano che non si era reso conto del pericolo. Successivamente non si hanno notizie di altri abbordaggi, e Garibaldi giunse a M aldonado il 28 maggio. Intanto le sue gesta si diffusero ma non portando dati co rretti: a sentire il ministero della guerra e marina a Montevideo avrebbe libera to 100 schiavi neri.[84] Garibaldi lasci nella notte del 5-6 giugno[84] la citt, p erch avvertito del pericolo della Imperial Pedro, che era alla ricerca dei corsar i per arrestarli.[85] Partiti nuovamente, non si accorsero del malfunzionamento della bussola che li p ort conseguentemente fuori rotta verso gli scogli all'altezza della punta de Jess y Mara.[86] Ottenuti con difficolt dei viveri, il viaggio riprese; dovendo in qual che modo ovviare alla mancanza di una lancia, comprata poi in seguito, utilizzar ono in sostituzione la tavola su cui si mangiava, barili vuoti e vestiti a far d a vela.[87] Il 15 giugno affrontarono un lancione, il Maria, salpato con l'intento di cattur are il corsaro.[88] Nel combattimento il timoniere incontr la morte, e Garibaldi, sostituitolo, venne ferito quasi mortalmente,[89] perdendo i sensi. La battagli a la continuarono i rimanenti italiani, comandati da Carniglia, fino alla fuga. Altri marinai abbandonarono la nave, mentre l'eroe, ricevute le cure, si riprese .[90] Garibaldi scrive al generale Pascual Echage chiedendo aiuto e ottenendolo in part e: la nave part per Buenos Aires giungendovi il 20 ottobre e venne restituita al proprietario, mentre i corsari rimasti non potevano lasciare Gualeguay (Argentin a), in quanto prigionieri del governatore Juan Manuel de Rosas.[91] Nel frattempo impar lo spagnolo. Tentata la fuga, fu catturato e torturato da Leo nardo Milln,[91] e rimase due mesi nel carcere di Bajada, dopo i quali lo rilasci arono (febbraio 1838), non avendo nulla da imputargli. Raggiunti a Paran Guaz i su oi amici Rossetti e Cuneo, seppe dell'arresto di Joao Gavazzon e di Giacomo Pica sso. Nel maggio 1838 giunse a cavallo a Piratini,[92] compiendo un viaggio di 48 0 km. Qui conobbe di persona Bento Gonalves, rimanendone affascinato. Si organizz un cantiere navale lungo il fiume Camaqua: il capo dei lavori era Joh n Griggs, di origini irlandesi, mentre Garibaldi divenne comandante della flotta . Due lancioni erano pronti al varo: il Rio Pardo (15-18 tonnellate), dove si im barc lo stesso Garibaldi,[93] e l' Independencia, il cui equipaggio contava compl essivamente circa 70 persone, tra cui Mutru e Carniglia. Partirono il 26 agosto 1838, e riuscirono a superare lo sbarramento posto dalle navi nemiche. Il 4 sett embre avvistarono due navi nemiche: una di esse fugg mentre l'altra, una sumaca c hiamata La Miniera, si arrese.[94] Vi era il problema della spartizione della pr eda: da dividere in tre parti secondo quanto scritto nell'accordo redatto da Ros setti, 8 (di cui una a Garibaldi)[95] secondo quanto si decise alla fine, per de cisione del ministro delle finanze Almeida. L'ammiraglio Greenfell, allarmato da ll'accaduto, fece scortare ogni nave con quelle di guerra, mentre alla piccola f lotta di Garibaldi si aggiunsero altre navi e altre erano in costruzione. Il 17 aprile 1839,[96] avvertiti dal grido sbarcato il Moringue[97] (cos era chiama to il maggiore Francesco Pedro de Abreu, a cui era stato l'ordine di eliminare G aribaldi), sventarono un tentativo di imboscata, nonostante i nemici fossero fav oriti dalla nebbia. Affrontarono i circa 150 uomini inviati,[98] ferendo lo stes so Moringue e costringendoli alla ritirata: fu una vittoria che divenne celebre con il nome di ("Battaglia del Galpon de Xarqueada"). L'eco della vittoria venne ufficializzata dal rapporto del ministro della Guerra al parlamento brasiliano[ 99] Partecip, quindi, in qualit di capitano tenente, alla campagna che port alla presa di Laguna, il cui comando venne affidato al colonnello David Canabarro, della ca pitale dell'attigua provincia di Santa Caterina. La tattica utilizzata fu singol are: si risal il fiume Capivari, ingrossato dalle ultime piogge, facendo avanzare le navi per via terra, con l'aiuto di due carri preparati dentro alcune fosse, trainati fino a giungere alla laguna di Thoms Jos e scendere dal Tramandai. Per ta le progetto vennero scelti i due nuovi lancioni: Farroupilha (18 tonnellate, su cui dava gli ordini l'eroe) e il Seival (12 tonnellate, a cui comando si ritrova

Griggs).[100] Il 5 luglio inizia il trasporto via terra evitando l'attacco nemico che si stava preparando pi avanti, terminer l'11 luglio, tre giorni dopo il 14 luglio riprende ranno il mare.[quando avvenne l'attacco?][101] La nave di Garibaldi si rivela tr oppo pesante: il timone si spezza la nave si rovescia, il 15 luglio 1839.[102] D urante la tempesta annegheranno fra gli altri Mutru, Carniglia e Procopio (uno s chiavo reso libero che aveva ferito il Moringue).[103] L'assalto verr condotto lo stesso con l'unico Lancione rimasto, il Seival, condotto da Garibaldi;[104] di fronte hanno un brigantino e quattro lancioni. Si dirige verso sud portando le i nseguitrici, consistenti in due lancioni, il Lagunense e l'Imperial Catarinense, in una trappola. Dei soldati nascosti nella fitta vegetazione assaltarono le na vi e le conquistarono; vennero poi utilizzate per distrarre gli altri due lancio ni, Santa Ana e l'Itaparica si arresero, il brigantino Comet fugg. Il 25 luglio 1839 venne conquistata Laguna e con il suo nuovo nome, Juliana, ven ne proclamata la repubblica catarinense.[105] Gli imperiali inviarono il maresci allo Francisco Jos de Souza Suares de Andrea con una flotta di 12 navi e tre lanc ioni: nei primi scontri venne ucciso Zeferino Dutra, uomo a cui Garibaldi aveva lasciato il comando del resto della flotta. L'eroe prese il comando della Libertadora rinominata Rio Pardo,[106] mentre il S eival fu affidato a Lorenzo Valerigini. Occorrevano arrembaggi, ma vicino alla l aguna vi era un blocco navale creato dagli imperiali, e per superarlo, il 20 ott obre si invi una sumaca per distrarre le navi che partirono all'inseguimento lasc iando il resto della flotta liberi di agire. In una di queste azioni si trovarono di fronte alla nave Regenerao che, con i suoi venti cannoni (le tre navi avevano un solo cannone ciascuno,[107] mise in fuga le navi. Fuggirono per lo stesso motivo anche dalla Andorinha, si attendeva di r itornare alla laguna.[108] era il 2 novembre, il Rio Pardo torn pochi giorni dopo . Guid malvolentieri l'attacco alla cittadina Imaru con l'intenzione di punirla de l tradimento.[109] Per approfondire, vedi Guerra dei Farrapos. Il 4 novembre[110] l'esercito imperiale forte di 16 navi con 33 cannoni compless ivi e 900 uomini,[110] riconquist la citt e i repubblicani, dopo aver incendiato l e navi senza che i soccorsi richiesti fossero giunti, ripararono sugli altopiani , Griggs venne ucciso. Sulla terraferma i combattimenti continuarono, e furono i primi per Garibaldi: i l 14 dicembre 1839 a Santa Vittoria[111] attacc con i suoi marinai il nemico e co stringendolo alla ritirata; successivamente il 12 gennaio 1840, nei pressi di Fo rquillas, Garibaldi, guidando la fanteria, soccorse con 150 uomini il colonnello Teixeira.[112] Garibaldi radun i sopravvissuti, 73 uomini in tutto, sal su un'altura e solo di no tte gli inseguitori smisero la caccia. Marciarono per quattro giorni fino nei pr essi di Vacaria[113] e poi di nuovo al Rio Grande. Garibaldi un uomo capace di trionfare in qualsiasi impresa. (Alessandro Walewski da J. Duprey, Un fils de Napolen dans les pays de la Plata a u temps de Rosas, Parigi-Montevideo 1937, p. 164.) Nell'aprile del 1840 si radunarono i due eserciti nei pressi del fiume Taquari; 4.300 imperiali, al comando del generale Manuel Jorge Rodrguez che avrebbero affr ontato 3.400 riograndesi,[114] ma non ci fu alcuna battaglia. Si decise di attac care San Jos do Norte, punto strategico di rifornimento. Dei quattro fortini disp osti a difesa tre vennero distrutti in poco tempo, l'azione era guidata da Gonalv es con Teixeira. L'ammiraglio Greenfell invi i rinforzi, allorch Garibaldi sugger d i bruciare la citt ma l'idea non venne accolta; una volta fuggiti, il nizzardo si ferm su ordini dati a San Simn[quali?];[115] poco dopo, il 24 settembre 1840, fu ucciso Rossetti. Giunto a San Gabriel, strinse amicizia con Francesco Anzani. Gl i venne concesso di recarsi a Montevideo e di portarsi 1.000 buoi come bottino d i conquiste; riusc a farne partire 900, ma negli oltre 600 km che percorse perse la maggior parte dei capi, solo 300 infatti giunsero a destinazione nel giugno d el 1841 a causa dei ripetuti furti dei mandriani infedeli.[116] Soggiornava in casa di amici.[117] Non si conosce con esattezza quando Garibaldi entr nella marina uruguayana,[118] comunque quando avvenne gli venne conferito i

l grado di colonnello e gli venne affidata una missione: una volta partito da Mo ntevideo via mare, doveva penetrare nel Paran fino a Bajada e poi portare il bott ino preso dalle navi incrociate a Corrientes, una missione definita suicida.[119] Le navi erano tre: Constitucin (di 256 tonnellate e 18 cannoni, comandata diretta mente dal nizzardo), mentre le altre due erano il brigantino Pereyra, comandato da Manuel Arna Urioste, e la goletta mercantile Procida, comandata da Luigi De Ag ostini. Partirono il 23 giugno 1842.[120] Durante il viaggio la Constitucin si ar en, venne soccorsa dal Procida mentre gli argentini sopraggiunsero; si trattava d ell'ammiraglio William Brown (1777 - 1857) al comando di sette navi, una di esse , la Belgrano si aren.[121] Grazie alla nebbia Garibaldi e le altre navi riescono a fuggire, Brown li insegue ma si immette su una rotta errata. La navigazione continu nel Paran dal 29 giugno e raggiunsero come da programma Baj ada il 18 luglio.[122] Continuarono il viaggio superando il porticciolo di Cerri to. Le navi di Brown, a cui si aggiunsero quelle comandate dal maggiore Segu, rag giunsero le navi del nizzardo vicino alla Costa Brava: da una parte 3 brigantini e 4 golette, con un totale di circa 700 uomini e 53 cannoni, mentre Garibaldi p oteva contare su due delle tre navi in quanto la Procida si distacc precedendoli a Corrientes, 29 cannoni e circa 300 uomini, entrambi avevano anche imbarcazioni minori.[123] Il 16 agosto Brown inizi a fare fuoco. Risultano inutili i tentativi di resistenz a; Urioste cerc di portare lo scontro sulla terra ma venne sconfitto, intanto Alb erto Villegas con il suo gruppo fugg. Dopo tre giorni di combattimenti,[124] le n avi vennero incendiate, ma alcuni dei corsari saltarono in aria con esse. Gariba ldi si trasfer prima a Goya e, dopo vari spostamenti, il 19 novembre si ritrov a P aysand; qui ricevette l'ordine dal generale Felix Edmondo Aguyar di compiere alcu ne azioni militari. Venne poi richiamato a Montevideo, ma prima di raggiungerli dovette bruciare nuovamente la flottiglia che comandava. Giunto nel dicembre del 1842 con l'incarico di ricostruire la flotta perduta, con un attacco affond il 2 febbraio 1843 un brigantino che faceva parte della flotta di Brown; pochi giorn i dopo venne respinto un primo tentativo del generale Manuel Oribe; l'assedio in izi il 16 febbraio 1843.[125] Il 29 aprile, dopo aver rinforzato l'isola dei Topi , si ritrov di fronte il giorno dopo nuovamente Brown. L'ammiraglio contava su du e brigantini e due golette, Garibaldi due imbarcazioni con un cannone ciascuno; gli inglesi intervennero salvandoli.[126] Alla fine dell'anno prese il comando della Legione italiana. Il colore scelto pe r le divise fu il rosso,[127]; la bandiera, un drappo nero rappresentava il Vesu vio in eruzione.[128] In seguito venne tradito dal colonnello Angelo Mancini,[12 9] Dopo piccole vittorie conseguite rifiut in una lettera del 23 marzo 1845 la pr oposta fatta a gennaio dal generale Rivera che voleva regalare alcune terre alla Legione italiana.[130] Si cerc di far finire l'assedio: si opposero senza successo gli ammiragli Herbert Ingliefeld e Jean Pierre Lain, mentre Brown si ritir, e tempo dopo volle salutare il suo avversario. Nell'agosto 1845 Ingliefeld inizi insieme a Garibaldi ad apri rsi un varco, con l'intenzione di conquistare porti nemici.[131] Il nizzardo com andava due brigantini: Cagancha (64 uomini)[132] e il 28 de marzo (36 uomini), e altre navi. Si aggiunsero i validi aiuti di Juan de la Cruz e Jos Mandell. Dopo aver preso l'isola del Biscaino e Gualeguaych[133] Si aggiunse la goletta frances e Eclair al cui comando vi era Hippolite Morier, si giunse davanti a Salto, occu pata dagli uomini di Manuel Lavalleja.[134] Egli, dopo essere stato sconfitto da Francesco Anzani, abbandon la citt che il 3 novembre fu occupata da Garibaldi. Justo Jos de Urquiza inizi l'assedio alla cittadina il 6 dicembre;[135] dopo dicio tto giorni di attacchi lasci una parte dei suoi uomini, 700 di essi e abbandon l'i mpresa. Il 9 gennaio 1846 Garibaldi ottiene la sua prima vittoria contro gli ass edianti, attaccando di notte. Il generale Anacleto Medina intanto stava giungend o a dar man forte con i suoi cinquecento cavalieri; Garibaldi cerc di affrontarlo con 186 legionari e 100 uomini guidati dal colonnello Bernandino Baez[136] ma v ennero colti di sorpresa a loro volta dal generale Servando Gmez nei pressi di Sa n Antonio.[137] Gli uomini trovarono riparo nei resti di un saladero, dove si organizzarono, spa rando solo a bruciapelo; e, attaccando in seguito con la baionetta, riuscirono a

resistere all'attacco; dopo otto ore di combattimento, Garibaldi ordin la ritira ta.[138] Si conteranno 30 morti a cui si aggiungeranno 13 dei feriti mentre Servando ne a vr contati pi di 130.[139] I morti verranno raccolti e seppelliti in una fossa com une su cui verr piantata una bandiera in loro onore, l'8 febbraio 1846[140] Il ni zzardo rimase a Salto per diversi mesi, respingendo ogni attacco. Il 20 maggio a ttacc nella notte Gregorio Vergara e nel ritorno prima di guadare un ruscello dec ise di attaccare i soldati che li inseguivano comandati da Andrs Lamas.[141] Le gesta oltre oceano di Garibaldi divennero celebri in Italia grazie al patriot a Raffaele Lacerenza, che diffuse a proprie spese in tutto il paese seimila copi e del Decreto di grazie ed onori concessi dal governo di Montevideo ai legionari italiani.[142] Giuseppe e Anita [modifica] Giuseppe ed Anita si erano conosciuti a Laguna nel 1839: si narra che, dopo aver la inquadrata con il cannocchiale mentre si trovava a bordo dell' Itaparica, una volta raggiunta le disse in italiano tu devi essere mia[143] Ana Maria de Jesus R ibeiro da Silva (questo il nome completo) si era sposata[144] il 30 agosto 1835[ 145] con il calzolaio[146] Manuel Duarte de Aguiar, molto pi anziano di lei, che, arruolatosi fra gli imperiali, era fuggito da Laguna tempo prima, ma la moglie non lo segu. Nata nel 1821 a Merinhos[147], aveva 18 anni al momento dell'incontr o con Garibaldi. Garibaldi e Ana Maria de Jesus Ribeiro, passata alla storia - e quasi alla legge nda - del Risorgimento italiano con il vezzeggiativo di "Anita", si sposarono il 26 marzo 1842, presso la chiesa di San Francisco d'Assisi con rito religioso. s pesso raccontato il fatto che Anita, abile cavallerizza, insegn a cavalcare al ma rinaio italiano, fino ad allora del tutto inesperto di equitazione. Giuseppe a s ua volta la istru, per volont o per necessit, ai rudimenti della vita militare. Cerc di far allontanare Anita e i figli da sua madre, ma il giugno 1846 ottenne u n parere contrario del ministero degli esteri di Carlo Alberto, Solaro della Mar garita.[148] I legionari progettano di tornare in patria, e grazie alla raccolta organizzata fra gli altri da Stefano Antonini, Anita, con i tre figli, e altri familiari dei legionari partirono nel gennaio del 1848 su di una nave diretta a Nizza, dove furono affidati per qualche tempo alle cure della famiglia di Gariba ldi. La prima guerra d'indipendenza [modifica] Per approfondire, vedi Prima guerra di indipendenza italiana. Garibaldi rientr in Italia nel 1848, poco dopo lo scoppio della prima guerra di i ndipendenza. Venne noleggiato un brigantino sardo chiamato Bifronte, rinominato Speranza (o Esperanza); venne nominato come capitano lo stesso Garibaldi, e la p artenza avvenne il 15 aprile 1848, alle 2 del mattino; si erano imbarcati 63 uom ini.[149] Giunsero in vista di Nizza il 23 giugno.[150] Lo avevano anticipato un suo luogotenente, Giacomo Medici,[151] e il suo nome grazie al lavoro di Mazzin i.[152] Tornato dunque in Europa per partecipare alla prima guerra di indipendenza contr o gli austriaci, il 25 giugno proferisce parole a favore di Carlo Alberto; il 29 giugno si trova a Genova, e per giungere a Roverbella, nei pressi di Mantova, d eve chiedere 500 lire ad un amico.[153] Roverbella (MN), lapide in ricordo dell'incontro con Carlo Alberto L'incontro con Alberto avvenne il 5 luglio: venne accolto freddamente, a causa l 'antica condanna; non potendogli offrire aiuto, gli consigli di recarsi a Torino dal ministro della guerra, che gli sugger a sua volta di recarsi a Venezia. Nel 1 848 incontr Mazzini a Milano, rimanendone in parte deluso, avendo i due pensieri molto diversi.[154] Partecip comunque alla guerra come volontario al servizio del governo provvisorio di Milano, con la carica di generale.[155] Form il battaglio ne Anzani, del quale pose al comando Giacomo Medici, e part alla volta di Brescia il 29 luglio, avendo ricevuto l'incarico di liberarla. Il numero dei suoi uomin i era di circa 3.700 e usarono le vesti abbandonate dagli austriaci. Non giunse per nella citt poich venne richiamato a Milano. Le sue affermazioni contro Carlo Al

berto provocarono una sua dura reazione: costui impart l'ordine di fermarlo e se si fosse ritenuto necessario anche di arrestarlo,[156] provocando la diserzione di alcuni volontari. Giunse ad Arona, dove chiese contributi[a chi?],[157] poi a Luino dove il 15 agosto 1848 ebbe il primo scontro in Italia contro gli austria ci (comandati dal Colonnello Molynary) e verso Varese, poi navigando sul Lago Ma ggiore, essendosi impadronito dei battelli, penetr per poco nel territorio austri aco.[158] Gli austriaci che si trov a combattere erano comandati dal generale Cos tantino d'Aspre, che ebbe l'ordine di ucciderlo, e il maresciallo Radetzky. Quindi a Morazzone venne sorpreso da un attacco nemico, ma riusc a fuggire nella notte rimanendo con circa 30 uomini. Trov riparo in Svizzera,[159] il 27 agosto v alicando il confine travestito da contadino.[160] Il 10 settembre ritorn da sua m oglie, che viveva a casa di un amico, Giuseppe Deideri. Il 26 settembre ripart al la volta di Genova, e il 24 ottobre si imbarc sulla nave francese Pharamond[161] con Anita, poi rimandata a Nizza. All'inizio erano 72 uomini con Garibaldi a cui si aggiunsero i lancieri di Angelo Masini il 24 novembre e soldati provenienti da Mantova. Si arriv cos ad una formazione di 400 uomini[162] alla quale Garibaldi diede il nome di Legione Italiana. La Repubblica Romana [modifica] Per approfondire, vedi Questione romana e Assedio di Roma (1849). Infastidito dai reumatismi di cui soffriva, si ritir a Rieti il 19 febbraio e, pe r breve tempo, ebbe la compagnia di Anita. Grazie al suo appello, giunsero molti giovani che portarono il totale a 1.264 uomini,[163] oltre ad aiuti, vestiti e armi seppur in numero insufficiente; stazionarono poi ad Anagni mentre Francesco Daverio chiedeva l'invio di altre armi. Il 23 aprile il nizzardo venne nominato generale di brigata dal ministro della guerra piemontese Giuseppe Avezzana[164] mentre Carlo Alberto aveva abdicato in favore di Vittorio Emanuele II. Garibaldi partecip ai combattimenti in difesa della Repubblica Romana, minacciata dalle truppe francesi e napoletane che difendevano gli interessi del papa Pio I X. Luigi Napoleone fece sbarcare a Civitavecchia un corpo di spedizione francese , guidato dal generale Nicolas Oudinot. Il 25 aprile,[165] dopo averla occupata, ne fece la sua base. Il 27 aprile giunse a Roma passando per Porta Maggiore. Co ntava di bloccare il nemico di 2.500 uomini e l'appoggio di altri 1.800 guidati dal colonnello Bartolomeo Galletti. Garibaldi, Andrea Aguyar (a cavallo) e Nino Bixio durante l'assedio di Roma. Dis egno del 1854 di William Luson Thomas basato sullo schizzo di George Housman Tho mas realizzato nel 1849 Scrutando il territorio decide di far occupare Doria-Pamphili e Villa Corsini; i l 30 aprile i francesi attaccarono, ma imprecisioni tattiche[166] portarono lo s contro al colle Gianicolo: alla fine si ritirarono verso Castel di Guido; le per dite furono maggiori per i francesi (500[167] fra morti e feriti contro i 200 de i difensori).[168] Fra i feriti vi Garibaldi, colpito al fianco. Intanto Ferdinando II, re delle Due Sicilie, invi i suoi uomini, guidati dal gene rale Ferdinando Lanza e dal colonnello Novi, che giunsero verso le 12[169] del 9 maggio Palestrina; a respingerli furono il nizzardo e Luciano Manara; dopo una piccola battaglia di tre ore, i borbonici si ritirarono, perdendo 50 dei loro uo mini. Il 16 maggio, nei pressi di Velletri, disobbed agli ordini di Pietro Roselli[170] ; nell'occasione Garibaldi venne travolto dai cavalieri, cadde a terra dove fu a lla merce di cavalli e nemici, ma venne salvato per intervento del patriota Achi lle Cantoni:[171] seguirono aspre critiche sul suo operato.[172] Fra la notte del 2 e del 3 giugno 1849 Oudinot guid i suoi verso Roma, e conquist dopo continui capovolgimenti i punti chiave Villa Corsini e Villa Valentini; rim ase in mano ai difensori Villa Giacometti. Morirono 1.000 persone fra cui France sco Daverio, Enrico Dandolo, Goffredo Mameli, che, ferito, morir in seguito per c ancrena; verr incolpato Garibaldi della sconfitta; i francesi comandavano circa 1 6.000 uomini Garibaldi circa 6.000.[173] Il 28 giugno 1849 i legionari di Garibaldi tornarono ad indossare le loro tunich e rosse di lana.[174]

La fuga da Roma e la morte di Anita [modifica] 1849, dopo la caduta della Repubblica Romana Giuseppe Garibaldi e Anita Garibald i in fuga, trovano rifugio a San Marino Per approfondire, vedi Marcia di Garibaldi dopo la caduta di Roma. L'assemblea che si era costituita diede i poteri a Garibaldi e Roselli: la sera del 2 luglio 1849, da piazza San Giovanni, con 4.700 uomini,[175] part deciso a c ontinuare la guerra, non pi di posizione ma di movimento.[176] Pochi giorni prima si era aggiunta Anita che, incinta, decise di seguirlo per tutta la durata del viaggio. Dopo aver rifiutato l'offerta fatta dall'ambasciatore degli Stati Uniti d'Americ a,[177] sulla strada di Tivoli affid una parte dei soldati a Gaetano Sacchi e un reggimento della cavalleria al colonnello Ignazio Bueno compagno del Sud America , con lui il polacco Emilio Mlller. Fece credere al nemico di dirigersi verso gli Abruzzi mentre andava a nord, divise in piccoli gruppi la cavalleria che mandav a in esplorazione facendo pensare che potesse contare su un numero maggiore di s oldati.[178] Intanto atti criminali commessi dal suo gruppo lo preoccupavano, gi unse, il 5 luglio, a minacciare di morte chiunque commettesse furto e uccise un ladro colto in flagrante.[179] A Terni l'8 luglio si aggiunsero altri 900 volontari guidati dal colonnello Hugh Forbes e rifornimenti. Fece circolare false voci sul suo itinerario, puntava in realt su Venezia, la Repubblica di San Marco di Daniele Manin. I soldati diedero i primi segni di cedimento, Mlller li trad e Bueno, il 28,[180] fugg con parte dei denari raccolti. Il nizzardo non riusciva a sostenere il gruppo.[181] Erano rimasti 1.500 uomini, ridotti pochi giorni dopo a qualche centinaio. Il 30 luglio si ritrovava a Monte Copiolo, e si rifugi con gli altri il giorno dopo, i l 31 luglio, nella Repubblica di San Marino, che concesse loro asilo.[182] Garib aldi con un ordine del giorno sciolse il gruppo. I coniugi erano alloggiati pres so Lorenzo Simoncini.[183] Gli austriaci, guidati da d'Aspre, che comandava il c orpo di occupazione austriaco in Toscana volevano che Garibaldi fosse imbarcato a forza per gli Stati Uniti, lui rifiut. Fugge da San Marino di notte con duecent o uomini al seguito, alcuni abbandonano come Gustav Hoffstetter.[184] Continuano gli aiuti trovati per strada: vengono guidati dall'operaio Nicola Zan i mentre Anita ha la febbre alta. Giunti a Cesenatico prendono dai pescatori 13 bragozzi (barche da pesca),[185] partono alla volta di Venezia, il 2 agosto. Ars i dalla sete a circa 80 km dall'obiettivo vengono avvistati e attaccati da un br igantino austriaco l'Oreste con rinforzi li insegue catturando l'equipaggio di 8 bragozzi, pi di 160 prigionieri che verranno condotti a Pola. Garibaldi con Anita in braccio guada per circa 400 metri[186] giungendo infine s ulla spiaggia, saluta i rimasti fra cui Ugo Bassi e Giovanni Livraghi, fucilati a Bologna e Angelo Brunetti insieme ai due figli, fucilati in seguito anch'essi. Garibaldi era vicino a Magnavacca nelle Valli di Comacchio, con lui Anita moren te e Giovanni Battista Culiolo detto Leggero. Aiutati dall'umile Battista Barill ari riescono a dissetare la moglie dell'eroe. Il 4 agosto ripartono, in seguito salgono sul biroccino guidato da Battista Manelli, giunti alle mandriole si ferm arono alla fattoria Ravaglia, il medico Nannini non fa in tempo a salvarla, muor e. Garibaldi, secondo quanto riporta l'uomo di chiesa Falconieri, avrebbe voluto da re degna sepoltura alla moglie e trasportarla alla vicina Ravenna, ma non vi era il tempo e fu scavata una buca nel terreno incolto. Giorni dopo, il 10 agosto P asqua Dal Pozzo, una ragazzina giocando vicino al campo si accorse del cadavere[ 187] e chiese aiuto, fu un caso molto discusso anche negli anni successivi.[188] In seguito Garibaldi stesso giunse il 20 settembre 1859 con i figli Teresita e Menotti[189] a Ravenna mostrando l'intenzione di spostare i resti di Anita a Niz za, seppelliti poi accanto a quelli di Rosa, madre dell'eroe. Il giornale di Tor ino La Concordia intanto il 16 agosto scrisse che Anita e Garibaldi avrebbero ra ggiunto Venezia, ma la donna era morta 12 giorni prima.[190] Garibaldi e Leggero fuggono, aiutati da Ercole Saldini, il sacerdote Giovanni Ve rit e l'ingegnere Enrico Sequi a cui lascer l'anello nuziale di Anita. Il 1 settem

bre parte sull'imbarcazione di Paolo Azzarini, il 5 settembre Garibaldi si trova a Porto Venere, al sicuro. La Marmora commenter affermando che era un miracolo i l suo salvataggio.[191] Lo stesso La Marmora, con i poteri di commissario straordinario che godeva all'e poca fece arrestare Garibaldi e lo condusse nel Palazzo ducale.[192] Segu, sulla decisione da prendere un dibattito, il 10 settembre, dove intervennero fra gli a ltri Giovanni Lanza, Urbano Rattazzi e Agostino Depretis, venne liberato. Si par l anche della possibilit dell'immunit parlamentare attraverso una sua candidatura a Recco, ma rifiut l'idea.[193] Fece una breve visita ai familiari, i figli maschi furono affidati ad Augusto me ntre la bambina continu a rimanere con i Deideri. Dopo vari spostamenti, part sul brigantino da guerra Colombo, per Gibilterra, (giungendovi il 9 novembre) e poi il 14 novembre part su una nave spagnola, La Nerea dirigendosi a Tangeri, accompa gnato dagli ufficiali "Leggero" e Luigi Cocelli, accettando l'ospitalit dell'amba sciatore piemontese in Marocco Giovan Battista Carpenetti. Nel mese di giugno pa rt nuovamente questa volta in compagnia del maggiore Paolo Bovi Campeggi. Il 22 f u a Liverpool Il 27 giugno 1850 part per New York con il Waterloo, giungendovi in 33 giorni di viaggio. Il 30 luglio, per i dolori causati dai reumatismi, ebbe b isogno di aiuto per scendere a terra, a Staten Island.[194] Abit in compagnia di Felice Foresti con Michele Pastacaldi; Teodoro Dwight lo con obbe e ricevette le Memorie dal nizzardo, ma non doveva pubblicarle, dandogli il consenso solo anni dopo nel 1859[195] Abit con Antonio Meucci, sali sulla Georgi a per i Caraibi. Continu a navigare, assumendo il nome di Anzani e l'antico Giuse ppe Pane, arrivando il 5 ottobre a Callao nel Per, poi a Lima dove dopo tanto tem po fu nuovamente capitano di una nave, un brigantino di nome Carmen.[196] Il 10 gennaio 1852 parte alla volta della Cina, e navig ancora dalle Filippine, costegg i l'Australia, giunse infine a Boston il 6 settembre 1853, commerci diversi generi .[197] Lavor nella fabbrica di candele di Antonio Meucci.[198] Il rientro in Italia e la seconda guerra d'indipendenza [modifica] Per approfondire, vedi Cacciatori delle Alpi e Seconda guerra di indipen denza italiana. Stampa popolare raffigurante Garibaldi con le divise delle campagne del 1848, 18 59 e 1860 Ritornato in Europa,[199] l'11 febbraio 1854 a Londra incontr nuovamente Mazzini, poi viaggiando giunge prima a Genova il 6 maggio, e poi a Nizza. Compra il 29 d icembre 1855 una parte dei terreni di Caprera,[200] (isola dell'arcipelago sardo di La Maddalena) Partendo dalla casa di un pastore costru, insieme a 30 amici, u na fattoria, in seguito l'isola divenne interamente di sua propriet.[201] Dopo la Terza Guerra di Indipendenza, venne chiamato a Caprera per amministrare i beni Coll del Generale, il colonnello e amico Giovanni Froscianti (Collescipoli, 1811 escipoli, 1885) che fu al fianco di Garibaldi durante la Spedizione dei Mille. Nell'agosto del 1855 gli venne concessa la patente di capitano di prima classe: navig con il "Salvatore", un piroscafo ad elica; in seguito prese un cutter ingle se chiamato Anglo French, a cui diede il nome del suo nuovo amore, Emma. Dopo ch e la nave si aren, Garibaldi abbandon l'attivit di marinaio per dedicarsi all'agric oltura, lavorando come contadino e allevatore: possedeva un uliveto con circa 10 0 alberi d'ulivo, oltre a un vigneto, con cui produceva vino, e allevava 150 bov ini, 400 polli, 200 capre, 50 maiali e pi di 60 asini.[202] Il 4 agosto rese pubblico il suo pensiero distanziandosi dalle prese di posizion i Mazziniane.[203] Il 20 dicembre 1858 incontr Cavour. Divenne vicepresidente del la Societ Nazionale[204] mentre si pensava di metterlo a capo di truppe: il 17 ma rzo 1859 vennero istituiti, grazie ad un decreto reale, i Cacciatori delle Alpi, e Garibaldi ebbe il grado di maggiore generale. Si contavano circa 3200 uomini, i quali vestivano l'uniforme dell'esercito sardo. Si formarono 3 gruppi: oltre al nizzardo, al comando vi erano Enrico Cosenz e Giacomo Medici.[205] Marci verso Arona: i suoi uomini erano convinti di pernottarvi, Garibaldi comunic a Torino l'intenzione di giungervi,[206] al che ordinando l'assoluto silenzio,[2 07] raggiunse Castelletto, ferm due reggimenti e con il terzo avanz; il 23 maggio,

superato Ticino, con le barche attacc Sesto Calende riuscendo ad avere la meglio sugli austriaci e entrando in Lombardia. Occupata Varese, venne affrontato il 26 maggio dal barone Karl Urban, noto anche come il Garibaldi austriaco[208] inviato da Ferencz Gyulai; nell'occasione il c omandante ordin di sparare soltanto quando il nemico si trovasse alla distanza di 50 passi, lo scontro noto come battaglia di Varese. Si conteranno fra i cacciat ori la perdita di 22 uomini contro 105 austriaci, a cui si aggiungeranno 30 prig ionieri.[209] Il giorno seguente, dopo aver attaccato frontalmente e vinto gli a ustriaci nella battaglia di San Fermo, nonostante fosse in netta inferiorit numer ica, occup la citt di Como.[210] Il 29 ripart con i suoi uomini dalla citt, volendo conquistare il fortino a Laveno, raggiunto il 31 maggio.[211] Questo attacco non ebbe esito favorevole, e nel frattempo, essendo Urban rientrato a Varese, ritor n a Como per presidiare la citt, riprendendo poi Varese in seguito alla vittoria d ei francesi a Magenta. Il 15 giugno, seguendo l'ordine di Della Rocca che l'invia a Lonato sul lago di Garda, si mosse verso est. A Rezzato, nel bresciano, avrebbe dovuto congiungersi con le truppe di Sambuy, che per non giunsero in quanto l'operazione era stata a nnullata, ma di ci non era stato avvertito e continu ad avvicinarsi al nemico in r itirata. Enrico Cosenz, dopo aver fermato un attacco nemico, si ferm, mentre il c olonnello Stefano Turr continu l'attacco, raggiunto poi dallo stesso Cosenz; Gari baldi, notando la situazione sfavorevole, invi Medici a loro sostegno e organizz l e truppe, limitando il danno: 154 fra i cacciatori, contro i 105 degli austriaci .[212] in quella che venne chiamata battaglia di Treponti. Ricevette quindi l'or dine di spostarsi in un teatro secondario bellico: in Valtellina, per respingere alcune truppe austriache verso il passo dello Stelvio; l'armistizio di Villafra nca termin gli scontri. Durante tutta questa campagna il numero di volontari al s uo seguito crebbe da circa 3000 a un numero non ben quantificato: 12.000 secondo Trevelyan, 9500 secondo la Riall che si basa su uno scritto di Garibaldi stesso .[210] Manfredo Fanti ebbe il comando mentre Garibaldi venne retrocesso come comandante in seconda, ricevendo il comando di una delle tre truppe, le altre due saranno agli ordini di Pietro Roselli e Luigi Mezzacapo, dopo litigi diede le dimissioni . Il viaggio da Quarto al Volturno [modifica] Per approfondire, vedi Spedizione dei Mille. La stele commemorativa dell'impresa dei Mille sullo scoglio da cui part la spediz ione, a Genova-Quarto Rinunci alla Societ Nazionale (aveva ottenuto il comando ad ottobre), diventando p oi presidente della Nazionale Armata, una nuova associazione che prest fall.[213] Intanto Nizza era passata ai francesi, e Garibaldi, eletto deputato, tenne un di scorso a tal proposito il 12 aprile 1860 senza esiti.[214] Si dimise il 23, dopo il risultato della votazione. Il 27 aprile 1860 dall'isola di Malta Nicola Fabrizi invi un telegramma cifrato: l'unico ad avere il codice per decifrare lo scritto[215] era Francesco Crispi, c he tradusse inizialmente in maniera negativa il messaggio, deludendo Garibaldi c he stava preparando il suo ritorno a Caprera.[216] A nulla valsero i consigli di La Masa, Bixio e Crispi che premevano affinch il nizzardo partisse lo stesso. Cr ispi ritorn due giorni dopo affermando di aver ricevuto in realt buone notizie,[21 7] e la spedizione ebbe inizio. Nel settembre 1859 fu promotore di una raccolta volta all'acquisto di un milione di fucili, dando il compito a Enrico Besana e Giuseppe Finzi. Riuscirono a comp rare dei fucili Enfield e Colt invi dei suoi revolver. Per la spedizione non venn ero utilizzate le armi raccolte, ma quelle messe a disposizione da Giuseppe La F arina[218] che provenivano da quelle utilizzate nella campagna passata, simili a quelli raccolti.[219] La sera del 5 maggio venne simulato il furto delle due navi Piemonte e il Lombar do: si raccolsero una quarantina di persone al cui comando vi era Bixio che pres e possesso delle imbarcazioni[220] Garibaldi sal sul Piemonte capitanato da Salva

tore Pastiglia, con lui circa 300 persone. Bertani gli consegn la somma raccolta, circa 90.000 lire.[221] Sull'altra nave rimane Bixio con 800 uomini circa. Garibaldi indoss per la prima volta le camicia rossa e non la solita veste di Mon tevideo, lo faranno in 150, tante erano le divise messe a disposizione.[222] Si contavano 250 avvocati, 100 medici, 50 ingegneri,[222] e fra i 1000 vi era una d onna, Rosalia Montmasson, moglie di Crispi. Partirono da Quarto, presso Genova. Cavour il 7 maggio ordin con un dispaccio di fermare le due navi solo se avessero ormeggiato in un porto della Sardegna, gli ordini giunsero all'ammiraglio Carlo Pellion di Persano il 9 maggio e chiedendone chiarimenti e riassicurazioni le o ttenne il giorno 10.[223] Il 7 maggio si trovano a Talamone. Invi Stefano Trr ad Orbetello per rifornirsi di armi, mentre alcuni decisero di abbandonare la spedizione mentre venne affidata una missione a Callimaco Zambianchi con 64 uomini. I soldati vennero divisi in 8 compagnie che confluirono in due battaglioni ai comandi di Giacinto Carini e B ixio.[224] Ripartiti, durante il viaggio evitarono per poco una collisione fra l e due navi.[225] Garibaldi voleva raggiungere Sciacca o Porto Palo,[226] solo ve rso la fine del viaggio cambi obiettivo dirigendosi su Marsala, ottenendo informa zioni da un peschereccio. 6 navi da guerra borboniche si trovavano nelle acque v icine ma nessuna proteggeva il porto di Marsala. Avvenuto lo sbarco giunse una p irocorvetta, la Stromboli comandata da Guglielmo Acton dotata di pochi cannoni, non attacc inizialmente in quanto vi erano nelle vicinanze dei stabilimenti ingle si e due loro navi, la Intrepid[227] e la Argus al cui comando vi era Winnington -Ingram, gi conosciuto da Garibaldi ai tempi di Montevideo. Alla prima imbarcazio ne si aggiunse un'altra, la Partenope con 60 cannoni.[228] Il bombardamento iniz i in ritardo permettendo lo sbarco dei rivoltosi. L'arrivo in Sicilia delle truppe di Garibaldi era stato previsto dallo stesso Fr ancesco II di Borbone che aveva avvertito il principe di Castelcicala, il rappre sentante del re nella Sicilia, intorno a Marsala.[229] Giunti nell'isola, Gariba ldi si proclam dittatore della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II, da lui ap pellato re d'Italia.[230] Dopo lo sbarco sull'isola, il 12 maggio 1860 lasciaron o la citt. A Salemi iss personalmente sulla cima di una delle tre torri del castel lo Arabo-Normanno la bandiera tricolore proclamando Salemi la prima capitale d'I talia, titolo che mantenne per un giorno. Si uniranno a lui il barone Stefano Triolo di Santanna con circa sessanta person e e i picciotti, che vennero chiamati da Garibaldi i Cacciatori dell'Etna[231] I l generale Francesco Landi, avvertito, con l'aiuto del maggiore Michele Sforza e del VIII battaglione Cacciatori, invi delle forze in ricognizione e ingaggi batta glia con gli invasori.[232] La battaglia di Calatafimi[233] vede la ritirata del le truppe borboniche, terminando con perdite pari, fra quelle del camoglino Simo ne Schiaffino.[234] Finse di recarsi a Corleone mentre puntava Palermo, ingannando in tal modo il co lonnello svizzero Giovan Luca Von Mechel;[235] egli aveva attaccato le truppe di Rosolino Pilo, che per nello scontro, sconfiggendole. Intanto giunse il generale Alessandro Nunziante in aiuto del nuovo commissario straordinario Lanza. La casa della famiglia Fasanelli, che ospit Garibaldi a Rotonda Il 26 Garibaldi con i suoi uomini, ora circa 750, giunse vicino a Palermo e rice vette i rinforzi di Giuseppe La Masa; la sera stessa attacc la citt entrando da Po rta Termini, raggiungendo alle sei del mattino del 27 maggio piazza della Fierav ecchia. Si combatt per diversi giorni, e in aiuto avvenne l'insurrezione popolare ; poi, iniziati gli incontri fra Garibaldi e il generale Giuseppe Letizia,[236] che rappresentava Landi, dopo vari armistizi il 6 giugno 1860 Landi si arrese la sciando la citt ai rivoltosi. Nei giorni trascorsi vari episodi di violenza nella citt da parte dei fedeli al nizzardo portarono Garibaldi a decretare la pena di morte per determinati reati.[237] Il 4 giugno chiam esercito meridionale i suoi uomini, mentre il 13 sciolse i grup pi dei picciotti. Era rimasto senza adeguate risorse ma giunsero i vari rinforzi a partire da Carmelo Agnetta giunto il 1 giugno con i suoi 89 uomini, Salvatore Castiglia, Enrico Cosenz e Clemente Corte.[238] Le donne palermitane tessano la

nuova bandiera dell'esercito: un drappo nero ornato di rosso con l'effige di un vulcano al centro.[239] Giunge il generale Tommaso Clary e invia il colonnello Ferdinando Beneventano de l Bosco, vice in passato di Von Mechel, a Milazzo, il 20 luglio ci fu lo scontro . Inizialmente Garibaldi dava ordini dal tetto di una casa, poi scese nella misc hia e infine sal sull'unica loro nave a disposizione, la Tkory[240] e cannoneggian do la citt ottenne il ritiro delle truppe nemiche. La vittoria cost ai soldati di Garibaldi 800 fra morti e feriti.[241] Garibaldi fotografato a Palermo, nel luglio 1860 Il 27 luglio Garibaldi giunse a Messina. Lo stesso giorno ricevette una lettera dal conte Giulio Litta-Modignani il mittente era Vittorio Emanuele, nella missiv a si leggeva una richiesta a desistere nell'impresa di sbarcare sul territorio n apoletano,[242] a questa prima segu una seconda, letta a voce o consegnata[243] u n suggerimento di non seguire l'ordine impartitogli.[244] in ogni caso Garibaldi rispose, sempre il 27 luglio, negativamente alla richiesta espressa.[245] Il 1 agosto anche Siracusa e Augusta vennero liberate.[246] Tempo prima aveva fo rmato un governo con 6 dicasteri che divennero 8. Il 7 giugno, abol la tassa sul macinato, pretese che parte del demanio dei comuni venisse diviso fra i combatte nti, istitu un istituto militare dove venivano raccolti i ragazzi abbandonati e d iede un sussidio alle famiglie in povert della citt di Palermo, cercando nel fratt empo l'appoggio dei ceti dominanti. Chiese l'invio di Agostino De Pretis a cui v enne affidato l'amministrazione civile, mentre Cavour si preoccupava per le inte nzioni del nizzardo.[247] I contadini di Bronte insorsero contro i possidenti, uccidendone una quindicina nell'attacco; il console inglese a Catania si interess della questione,[248] per cui venne inviato il colonnello Giuseppe Poulet che risolse il tutto pacificamen te.[249] Il console non grad il gesto,[250] e venne inviato Bixio in quella che d efinir in una lettera alla moglie come missione maledetta[251] portando l'arresto d i 300 persone, una multa imposta alle famiglie, anche le pi abbienti, e la fucila zione di 5 persone, il 10 agosto.[252] Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860 (Napoli, Museo civico di Cast el Nuovo) Manifesto in dialetto napoletano celebrante l'anniversario dell'ingresso di Gari baldi a Napoli Garibaldi tent i primi attacchi alla penisola senza successo: l'8 agosto Benedett o Musolino attravers lo Stretto a capo di una spedizione di 250 uomini,[253] ma l 'assalto al forte di Altafiumara venne respinto e i garibaldini costretti a rifu giarsi sull'Aspromonte, mentre la Tkoy fall l'arrembaggio al Monarca che si trovav a ancorato al porto di Castellammare di Stabia il 13 agosto 1860. A bordo dei due piroscafi, giunti dalla Sardegna, il Torino e il Franklin Gariba ldi e i suoi uomini sbarcarono a Mlito Porto Salvo, vicino Reggio (Calabria), il 19 agosto 1860.[254] Aggirarono e sconfissero i borbonici, comandati dal generale Carlo Gallotti, nel la battaglia di Piazza Duomo a Reggio Calabria il 21 agosto.[255] I due generali borbonici Fileno Briganti e Nicola Melendez forti di quasi 4.000 uomini, senza l'appoggio di Giuseppe de Ballesteros Ruiz, si arresero a Garibaldi il 23 agosto 1860.[256] Briganti venne ucciso dai suoi stessi soldati.[257] Il 30 agosto ebb ero la meglio sul generale Giuseppe Ghio.[258] Il 2 settembre i Mille arrivarono in Basilicata a Rotonda (la prima provincia continentale del regno ad insorgere contro i Borboni),[259] e cominci una rapida marcia verso nord, che si concluse, il 7 settembre, con l'ingresso in Napoli.[260] La capitale era stata abbandonata dal re Francesco II il 5 settembre, mentre qua si tutta la sua flotta si era arresa.[261] Garibaldi aveva scelto Caserta per di spiegare le sue forze; nel frattempo, in una sua breve assenza, il 19 settembre

1860 Turr invi trecento uomini a Caiazzo; il dittatore, tornando, decise di rinfo rzare il presidio con altri 600 uomini,[262] contro i 7.000 soldati borbonici ch e attaccarono il 21 settembre; non saranno sufficienti: le perdite ammonteranno fra morti, feriti e prigionieri a circa 250. Il generale Giosu Ritucci prese il c omando delle truppe borboniche. Utilizzer circa 28.000 soldati nell'attacco sferr ato il 1 ottobre[263] Il nizzardo nella battaglia utilizz strategicamente la ferro via, viaggiava in carrozza e quando il veicolo venne attaccato lui continu a pied i per dare ordini alle truppe. Luca Von Mechel, ora generale, che doveva appoggi are con le sue truppe quelle di Ritucci, venne fermato da Bixio, e si ritirarono , mentre le truppe di Giuseppe Ruiz fermarono la loro avanzata. Garibaldi decise di richiamare circa 3.000 soldati stanziati a Caserta[264] e divise gli uomini inviandone una met a Sant'Angelo attaccando i borbonici alle spalle comandati da Carlo Afan de Rivera, respingendo l'assalto. La battaglia del Volturno[265] vide perdite maggiori fra le file dei garibaldini: quasi 1.900 contro i 1.300,[266] ma il giorno dopo vennero catturati poco pi di 2.000 soldati borbonici, disorient ati, non avendo ricevuto nuove istruzioni. Dopo le votazioni per il plebiscito che si tennero il 21 ottobre,[267] Garibaldi approfitt della vittoria di Enrico Cialdini sul generale borbonico Scotti Dougla s per superare il Volturno il 25 ottobre; incontr Vittorio Emanuele II il 26 otto bre 1860, lungo la strada che portava a Teano,[268] e gli consegn la sovranit sul Regno delle Due Sicilie. Garibaldi accompagn poi il re a Napoli il 7 novembre e, il 9 novembre si ritir nell'isola di Caprera, partendo con il piroscafo americano Washington, dopo aver ringraziato l'ammiraglio George Mundy.[269] Desideroso di presentare il progetto di istituzione di una guardia nazionale mob ile, dove sarebbero confluiti i volontari dai 18 ai 35 anni, si rec nella capital e. Il 18 aprile 1861 giunto alla camera, nel suo discorso,[270] afferm che il bri gantaggio nel mezzogiorno era dovuto in parte allo scioglimento dell'esercito me ridionale, avvenuto poco tempo prima, e ne chiedeva la ricostituzione. Inoltre G aribaldi ravvisava nel brigantaggio una questione sociale, la quale non si poteva risolvere col ferro e col fuoco,[271] individuandone i responsabili nel governo e nella borghesia. Amareggiato da questa guerra fratricida, quando gli riferiron o che i briganti non accennavano ad arrendersi nonostante le misure drastiche de l governo, egli esclam: quanto eroismo miseramente sciupato! cotesti uomini, travi ati dal delitto, sarebbero stati soldati valorosi all'appello della patria!;[271] ritorn quindi a Caprera.