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Edward M uzika

AMMONIMENTO

1. Molti falsi S inganneranno tutti tranne i pi diligenti. La maggior parte degli Io Sono, sensazioni soggettive in prima persona, sar in realt associata a qualche forma di identificazione col corpo. Cercate sempre la sorgente che sta testimoniando la sensazione di s. La sorgente non ha attributi n esistenza fenomenica. Non mai un oggetto. Dimorare in s significa dimora nel vuoto senza pensieri e il mondo immaginario scompare, lasciando soltanto ci che . Dimorare nel s significa non ricercare pi il s, perch il s che guarda il vero s. Ad un certo punto saprete chi il vero soggetto, ma potreste cercare di scappare dal dimorare in questo s, perch la mente e il corpo sono abituati allattivit. Dimorare nel vero soggetto porre fine a questo [cio allagitazione del corpo-mente]. In effetti la mente sembra avere unintenzionalit di autopreservazione che vi impedisce di dimora nel vero soggetto. Questo quello a cui molti insegnanti si riferiscono quando dicono che lego evita lautodistruzione attraverso la distrazione. Tuttavia lego non esiste. Non una cosa che pu ostacolare lautorealizzazione. solo labitudine a pensare, alla focalizzazione estroversa sui fenomeni anzich sulla fonte dei fenomeni, che ostacola autorealizzazione. Il vero soggetto pu osservare i fenomeni e le azioni della mente e comprendere che il vero soggetto non ha nulla a che fare con lesterno; si dir: Tutto questo non ha nulla a che fare con me. Non c nessun incontro tra il soggetto e il mondo manifesto e la personalit.

2. Tutti gli esercizi, le meditazioni, le indicazioni ecc. sono ci che un maestro Zen chiamava lucidare lo specchio. il massaggio della coscienza, non la vera via. Tutto questo in se stesso far s che non accada nulla. Nessuna autorealizzazione avverr da questi esercizi. In realt essi non sono assolutamente necessari a nessuno per lautorealizzazione, e per qualcuno possono essere una grande distrazione. Tutte queste cose sono attivit della mente. Tuttavia, queste attivit possono condurre alla quiete assoluta quando meno ce lo si aspetta, e nella quiete lidentificazione col vero soggetto pu avvenire in un istante. Quando ci avviene non siete pi Uomo, n siete Dio, n vuoto o qualcosa in particolare. Che cosa succede dopo non dipende da voi.

3. Lostacolo pi grande per diventare il non-nato, limmanifesto, arriva quando una persona si identifica con la totalit della coscienza e crede di essere realizzato e che non c pi niente da fare, n un oltre verso cui andare. Molti di coloro che hanno questa identificazione parlano come se fossero la consapevolezza stessa, ma sono pieni di loro stessi e molto arroganti riguardo alla loro comprensione. Dicono tutte le parole giuste e giudicano tutti gli altri per non aver mai raggiunto la loro grande e vera comprensione. Li riconoscerete dalle loro azioni e dalle loro dichiarazioni. Non usano le parole io, me, mi ecc. Essi possono essere andati, ma agiscono troppo come se fossero in stato di esaurimento [intraducibile gioco di parole tra gone (andato) e goneness (stato di esaurimento)]. Moltissimi insegnanti tra i quali Robert, mettono in guardia da questa trappola di pensare di aver raggiunto tutto (o niente). La vera, completa realizzazione si trover in colui che umile e che si cura di tutti gli altri. La maggior parte scapper dal ruolo di insegnante, ma su alcuni linsegnamento, il ruolo del guru caler inconsape-volmente, e non voluto.

Le note poste nel testo tra parentesi quadre sono del traduttore.

Postato il 18 marzo 2010 Traduzione dallinglese di Sergio Cipollaro, revisione di Loris Maddalon Titolo originale: Admonition Tratto dalla pagina web: http://itisnotreal.com/Admonition.htm Il sito di Edward Muzika: http://itisnotreal.com Il bolg: www.itisnotreal.blogspot.com Contatti con Ed (in inglese): satsang.online@gmail.com Il sito italiano dedicato allinsegnamento di Edward Muzika: http://www.itisnotreal.net/index.htm

La sezione dedicata alla Pratica oltre al presente documento include: La Pratica: http://www.itisnotreal.net/Testi/La_Pratica.pdf Una Panoramica sullAutoindagine: http://www.itisnotreal.net/Testi/Una_Panoramica_sullAutoindagine.pdf A Caccia DellIo: http://www.itisnotreal.net/Testi/A_Caccia_dellIo.pdf

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Edward M uzika

Una Panoramica sullAutoindagine

Dal mio punto di vista la tecnica tradizionale dellautoindagine, Chi sono io, non solamente uno spreco di tempo ma anche una grande distrazione da pratiche migliori. Perch? 1. Divide la mente in due: un oggetto e un osservatore da trovare, ma entrambi sono oggetti e, in questo modo, il soggettivo scompare. Ci pu essere superato se il praticante riconosce che il falso Io e il falso ricercatore sono osservati essi stessi da un testimone ultimo. Questo testimoniare/osservare la vera posizione della consapevolezza o coscienza. 2. In questo metodo ogni cosa a livello della mente: oggetti mentali in un mondo immaginario. 3. Tuttavia, se la ricerca abbastanza forte e focalizzata, il mondo immaginario scompare e lunione pu avvenire. 4. La difficolt che con risvegliarsi. Non funziona avviene sul livello mentale, confusa con il concentrarsi sensazione Io Sono. questa pratica raramente qualcuno riesce a molto bene, un metodo per principianti che delle parole, e la caccia allIo Sono facilmente sulle parole e sul concetto Io Sono, e non sulla

5. In ogni caso, il pensiero Io sparisce subito lasciando semplicemente il vuoto, e non c pi qualcuno a guidare la meditazione.

Questo ci che descrive Michael Langford. Egli aveva sprecato molto tempo e non ha mai sperimentato il senso o sensazione che Ramana chiama: senso dellIo Sono. Quando si perde il senso dellIo Sono, si dimora semplicemente nel vuoto o nello spazio interiore. Siate comunque consapevoli che voi siete consapevoli di questo spazio. Io ho passato molti anni in questo stadio a contemplare il vuoto, con scarsi risultati eccetto ripetuti samadhi senza particolari caratteristiche. Pi avanti mi

chiesi: Qual lo stato reale e basilare? Quello che si rivela nel samadhi, o il mondo usuale che lo precede e che gli succede?. Vedete, nel samadhi il mondo immaginario scompare, ma non stato ancora trasceso. La pratica che d pi felicit e la massima beatitudine quando, e se, potete isolare il senso di Io Sono. Questo non facile per la maggioranza delle persone a causa della confusione del mondo immaginario che contiene processi di pensiero i quali, in ultima analisi, dirigono la ricerca e il processo di scoperta dellIo. difficile distinguere tra il soggetto e loggetto nello spazio immaginario. Generalmente il testimone del corpo e persino il senso Io Sono sono in realt soltanto un falso osservatore, e sono entrambi oggetti. Tuttavia, quando vi rendete conto che c un osservatore del processo di osservazione, saprete che c ci che voi siete, oltre lo spazio immaginario, oltre lo spazio che coscienza umana. Nisargadatta: Nella gerarchia spirituale, dal pi grossolano al pi sottile, voi siete il pi sottile. Come si pu realizzare ci? La base che voi non sapete di essere, e allimprovviso appare il senso Io Sono. Nel momento in cui appare, voi vedete spazio, spazio mentale, uno spazio sottile simile a un cielo. Stabilizzatevi l, voi siete quello. Quando sarete capaci di stabilizzarvi in quello spazio, voi sarete solo spazio. Quando questo Io Sono simile allo spazio scompare, anche lo spazio scompare, non c pi nessuno spazio. Quando questa identit Io Sono simile allo spazio scompare, anche lo spazio scompare. Non c pi spazio. Quando questo Io Sono simile allo spazio va nelloblio che lo stato eterno, nirguna, senza forma, senza esistenza cosa sta veramente accadendo? Il messaggio Io Sono non era nessun messaggio. Avendo questo come argomento, io non ho pi molto da dire, perch non c nessuna possibilit di metterlo in parole. A questo punto potete sperimentare in prima persona. La mente cesser e il mondo esterno salter fuori da voi lasciando quello che Seung Sahn e altri chiamano Ci che . Cosa cambiato lassenza del pensare. Restare in questo luogo ogni qualvolta e dovunque sorga, la pratica. Il pensiero ha creato la percezione di un mondo separato da te. Questo veramente difficile perch il senso dellIo devessere tirato fuori dalla confusione dello spazio immaginario, il che allinizio richiede intensa e continua concentrazione e il bisturi della discriminazione. Si deve trovare il senso Io Sono

tra tutte le sensazioni e i pensieri che ci fuorviano pi le sensazioni che provengono dal mondo fenomenico. Il mondo fenomenico, il mondo dei sensi corporei, dei pensieri e delle emozioni devessere ignorato; ci devessere solo il restare avvinghiati al senso dellIo il pi spesso possibile. Allora riconoscerete che l c ci che sta osservando lintero processo. Ritiratevi in questo osservatore e troverete pace e felicit; questo il vero segno che la pratica corretta. C la conoscenza, come afferma Nisargadatta, che il mondo e i tre stati sono osservati da voi: l a co n s a p evo l ez z a a s s o l u t a e i mp er s o n a l e, l a s s o l u t o s o g g et t o d i o g n i co s a . Nisargadatta: Questo Io Sono vi apparso ma voi siete separati da esso come un testimone che non ha nessuna partecipazione in nessuna delle attivit dellIo Sono. Nella mia esperienza stato come un riconoscere che il mondo e gli stati di veglia e sogno non erano me, erano meramente aggiunti a me, sovrapposti, e non erano reali. Allora arriv il pensiero: i o n o n h o n i en t e a ch e f a r e co n q u es t o , q u es t o n o n me. La grazia salvifica di questo metodo sta nel fatto che quasi dal primo momento della percezione del senso Io Sono, cominciate a sentire felicit, pace e beatitudine. Quindi il metodo diventa facile perch voi dovete semplicemente seguire la felicit come una traccia e aver fiducia che la beatitudine vi conduca per la giusta via. Per questo metodo richiede parecchia energia, concentrazione e sforzo per non distrarsi. Potete praticare questo metodo come si fa nei monasteri zen. Fate una pratica formale in diverse sessioni intervallate durante la giornata. Per qualcuno che vive nel mondo con lavoro e distrazioni ci potrebbe voler dire alzarsi preso la mattina e sedere in meditazione per due mezzore interrotte da una pausa di cinque minuti. Sedere con una postura formale meglio che sedere rilassati perch la concentrazione pi forte. Sedere in un gruppo che medita in assoluto silenzio ancora meglio.

Poi a mezzogiorno, o a qualunque ora torniate a casa dal lavoro, praticate di nuovo per mezzora, e poi, due ore prima di andare a letto, praticate altre due sessioni di mezzora luna. Non serve sedere per pi di mezzora senza una pausa. Labilit di praticare sempre pi a lungo, come pure il desiderio di praticare, arriver. Durante i periodi di pratica non formale tornate indietro e affondate nella sensazione Io Sono il pi spesso possibile. Gradualmente (o quasi immediatamente, dipende dalle circostanze) il vero soggetto, lIo, si riveler, e con questo verranno pace e silenzio che gradualmente diverranno sempre pi vasti e profondi, fino a che un giorno, improvvisamente, diverranno permanenti. Gli insegnanti si riferiscono spesso a questo come alla morte dellego, ma sono solo parole. Ci che voi siete totalmente al di l dellego e persino della pratica; ma voi adesso non lo sapete. Non voglio dare descrizioni pi dettagliate altrimenti potrebbero inquinare le scoperte che fate da voi. In ultimo, se non avete nessuna idea di cosa io stia dicendo, non sentite nessun senso di presenza o di esistenza, n alcun senso di Io Sono, potete praticare ci che Langford descrive come la consapevolezza che consapevole della consapevolezza. Alla fine non appena il senso di Io Sono scompare arriverete a quello stato comunque, ma dimorare nellIo Sono un viaggio molto pi interessante che dimorare nel vuoto sin dallinizio. Il senso di Io Sono pu venire nascosto dalla percezione del vuoto e non essere quindi smantellato come invece lo sarebbe se si portasse lattenzione al senso di Io. Io non ho trovato la descrizione di Langford molto vantaggiosa, ma per alcuni lo . Quando non si riesce a essere consapevoli neanche del senso di esistere o dellIo Sono, listruzione Sii consapevole della consapevolezza non certo molto utile per la maggioranza, ma per alcuni lo . La pratica tradizionale pi vicina a quella di Langford il Soto Zen, in cui semplicemente ci si siede e si porta via lattenzione dal pensare e dai pensieri. Alla fine, che per alcuni richieder molto pi tempo che per altri, uno siede semplicemente in silenzio e il mondo fenomenico scomparir. Il mondo immaginario scompare, c solo spazio e consapevolezza. Andate a un centro zen per imparare questa pratica. Alcuni centri tibetani la fanno ma troppo spesso deviano nei metodi tantrici dei mandala e nellusare lo spazio immaginario per uno scopo o per un altro; questo sarebbe uno eccezionale spreco di tempo. 4

Come vedete io esorto la gente ad andare in centri o monasteri per seguire una pratica seduta formale. Si possono fare progressi molto pi rapidamente in questi posti se non ci si lascia distrarre troppo dallaspetto sociale della pratica di gruppo. Io ho la massima considerazione per la sinergia di un centro di meditazione e di una pratica unificata, ma sembra che il tempo del centro di meditazione della comunit sia passato. Gruppi di volontari che si riuniscono con uno scopo comune ora non attraggono pi la gente. cos difficile trovare persone che vogliono conoscere se stesse, come veramente sono. Questa una grande perdita. A quelli di voi che hanno tempo, soldi e sono sinceri, io raccomando caldamente di andare al Mt. Baldy Zen Center, appena fuori Los Angeles forse potete fare una visita di gruppo. La meditazione l molto potente, e si esige assoluta calma e silenzio durante i Sesshin. Io consiglio di andare a Mt. Baldy almeno una settimana prima di un Sesshin lungo di sette giorni per acclimatarvi con lambiente e con la pratica di lunghi periodi di meditazione. A Mt. Baldy non si pratica il Soto Zen ma il Rinzai, che significa studio del koan. In ogni caso, con la forte pratica il koan scompare e non di alcun ostacolo. Joshu Roshi dovrebbe avere 101 anni adesso. Io non lho pi visto da anni, ma la pratica che lui propone il modo per avere un rapido cambiamento nellautoconsapevolezza.

Traduzione in italiano della pagina web: http://itisnotreal.com/Overview%20of%20Self-Inquiry.htm Tratta dal sito: http://itisnotreal.com Bolg: www.itisnotreal.blogspot.com Contatti (in inglese): satsang.online@gmail.com Sito italiano dedicato allinsegnamento di Edward Muzika: http://www.itisnotreal.net/index.htm

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Sulla NeoAdvaita
D ia lo g h i co n Ne o - Ad v a it in ( t r a t t o d a F a c e b o o k )
Ed: Il mio disaccordo di base sullilluminazione istantanea teorizzata dalla Neo-Advaita.

Richard Young: Lego solo un concetto, non un soggetto n un oggetto, unidea che emerge allinterno della Consapevolezza. Dov lego quando il pensiero si ferma per un momento? Dov lego quando si per un attimo catapultati nel silenzio mentale da un brano musicale, da un paesaggio mozzafiato o dallestasi sessuale? E cos costantemente a consapevole dellandirivieni di questo pensiero io/ego? Qualunque cosa sia, inevitabilmente la tua vera natura.

Edji: S, ma di cosa parli? Stai parlando della consapevolezza allinterno della coscienza dello stato di veglia come della tua vera natura? Ma quando dormi non c coscienza n consapevolezza, se vogliamo distinguere tra coscienza e consapevolezza; ebbene dov la tua vera natura quando dormi? Durante il sonno profondo sei consapevole della coscienza o della consapevolezza? C nel sonno profondo una tua vera natura, qualcosa di eterno e di diverso dalla coscienza di veglia, che tu conosci direttamente al posto di una semplice credenza, uninferenza, che relativa solo allo stato di veglia?

Richard: No, Ed, non la coscienza di veglia o qualsiasi altro tipo di coscienza: ci che va e viene non pu essere la nostra vera natura. Noi siamo ci che consapevole dellandirivieni della coscienza. Chiamala consapevolezza non-duale, non-concettuale. Quando sei nel sonno profondo e la coscienza silenziosa, risvegliandoti al mattino non senti di aver smesso di esistere mentre non eri pi cosciente. Ci che rileva landirivieni della coscienza la nostra vera natura. La coscienza, nel senso che qui stiamo dando al termine, il primo passo verso la dualit.

Edji: S, questo quello che ha detto Ramana, tu non senti che non esistevi. Ma nel momento stesso del sonno profondo, dov la consapevolezza del sonno profondo? Se durante quel periodo non sei consapevole, lesistenza durante il sonno profondo soltanto unasserzione e una realizzazione fatta nello stato di veglia dalla mente, ma la mente esiste solo nello stato di veglia. Questa non una percezione diretta del fatto che nel sonno profondo ci sia la consapevolezza, solo uninferenza.

Richard: La consapevolezza sempre presente in ogni stato di coscienza, ma questa presenza percepita dalla mente solo nello stato di veglia.

Edji: Se non hai consapevolezza diretta nello stato di sonno profondo stesso e non sei in grado di osservare le transizioni da uno stato di coscienza allaltro senza esserne influenzato, questa solo una teoria. Cio, solo dopo che hai unesperienza diretta dellandirivieni di tutti gli stati da una posizione che li trascende tutti, solo allora puoi dire che c consapevolezza al di fuori di tutti gli stati, altrimenti la cosa completamente dipendente dal risvegliarsi della mente nello stato di veglia e dal dichiarare che qualcosa che non stato percepito nel sonno profondo, in realt cera. Hai solo colto che tu, sotto forma di una qualsiasi consapevolezza, continui a esistere nel sonno profondo. Ma tutta la conoscenza, la comprensione, tutto il parlare, tutte le realizzazioni sono confinati nellambito dello stato di veglia e della mente. Ogni parola, concetto e insegnamento spirituale appreso nello stato di veglia dalla mente. Tu dici: La consapevolezza sempre presente in ogni stato di coscienza, ma questa presenza percepita dalla mente solo nello stato di veglia Mi pare una prova molto debole della immortalit della coscienza, no?

Richard: S, la coscienza inevitabilmente linizio di tutte le altre esperienze, Ed. C per un altro tipo di conoscenza diretta che non mediato n dalla mente n dalla coscienza. Questo ci che qui viene indicato.

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Edji: Ma quella conoscenza diretta non pu essere conosciuta se non dalla coscienza durante stato di veglia?

Richard: Non pu essere conosciuta perch allora richiederebbe il funzionamento della mente, ma certamente pu essere conosciuta direttamente, anche nel sonno profondo senza sogni.

Dina Singh: Richard, io sono in trepida attesa di questa conoscenza diretta. Questo veramente nuovo per me.

Richard: Di cosa sei certa quando guardi dentro di te? Sai che esisti, giusto? Questo non pu essere negato. E sai di essere consapevole. Perci tu sei la consapevole presenza che limprescindibile sfondo in cui nascono sia la coscienza che ogni esperienza. Non puoi essere altro che questo. Inizia da l, procedi ad intuito in questa conoscenza. Ferma i pensieri per un momento e scopri cosa c prima che nasca il pensiero successivo.

Dina: STUPENDO! Ora lo vedo allistante; come il mio intuito mi aveva suggerito allet di sei anni: me ne sono resa conto non appena ho letto le tue parole poco fa. bello, immediato. Tu hai ragione, hai ragione, hai ragione!

Richard: S! Ora dimora con questo per un po e renditi conto che lintero ego non niente di pi che un altro pensiero che nasce in ci che sei tu, e renditi conto che la sofferenza possibile solo quando il pensiero io/ego viene accettato come vero. Ritira il tuo credere al concetto-ego e tutta la sofferenza sar sradicata via.

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Edji: Ci che tu hai chiesto di fare a Dina di esplorare la sua coscienza di veglia, cosa che lei ha fatto. S, facile vedere che lego non esiste ed solo un pensiero, il fatto che la coscienza stessa non reale, solo qualcosa di percepito, ma anche questo riconoscimento avviene nella coscienza. Quale esperienza hai, Richard, nel sonno profondo? Hai gi ammesso di non averne, hai solo la convinzione che lo sfondo della consapevolezza sia presente mentre il tuo corpo/mente dorme e non sperimenta alcunch. Tu hai creato il concetto di fondo di una consapevolezza che in vero per te non esiste durante il sonno profondo; esiste per te solo come un concetto presente durante lo stato di veglia e quindi richiede una mente allinterno della coscienza per essere notato. Ma tutta la conoscenza spazzata via nel sonno e nella morte. Non v nessun residuo personale che perdura nel sonno profondo e alla morte. Ci di certo non aiuta per nulla a dimostrare che uno esisteva prima della sua nascita e che continuer ad esistere dopo la morte del suo corpo, anche se c la visione diretta dellassenza dellego. Se tu dicessi: S, tu non esisti come entit che continua di vita in vita, e ci che realmente esiste consapevolezza, senza alcun attributo personale che permanga di vita in vita, e tale consapevolezza assolutamente impersonale, e n Dina n Richard esisteranno in alcun modo dopo la morte dei loro corpi, io sarei disposto ad accettarlo. Ma guardarsi dentro e dire di essere immortali, non coerente come conclusione, perch questa la comprensione confinata allambito della mente nello stato di veglia e tu, come entit personale, non esisti affatto.

John Tissandier: Grazie Richard per aver postato il tuo messaggio. Per pura coincidenza ho postato anchio qualcosa di simile quasi allo stesso tempo. Non un messaggio che va gi bene in ogni ambiente. Anche tra le persone spirituali pu causare una reazione di paura e tutti i tipi di contorte argomentazioni per dire che non cos. Ma il fatto che quando cerchiamo lego come qualcosa che assomigli a un piccolo s, non lo troviamo. Senza pensarci, ci visibile solo guardando.

Edji: Dunque John, cos che tu presumibilmente vedi quando guardi dentro? -4-

Quando guardi dentro, quello un non vedere, un vedere immaginario. Quando guardi dentro, se si in grado di fare introspezione, si trovano molte cose: un senso di presenza (che la maggior parte delle persone pu vedere), emozioni (che non si vedono ma si sentono), lo spazio vuoto che contiene tutti gli oggetti interni, che visto nellimmaginazione, poi ci sono sensazioni tattili interiori, come lespansione e la contrazione dei polmoni e del diaframma alcuni possono vedere i pensieri, incluso il pensiero io. Ma io non vedo unentit che si possa chiamare me o io. Ma poich cos, poich non posso vedere un io o un me, ci significa di per s che uno non esiste? Io non riesco neppure a vedere il mio cuore, la mia milza, il mio cervello: questo significa che questo organi non esistono? E che dire della mente inconscia che allorigine di molti fenomeni come sogni, desideri, bisogni, aspirazioni ecc. ma che non riusciamo a vedere: la mente inconscia non esiste? Quindi milioni di persone, psicologi e psicoanalisti che hanno esplorato questi livelli con varie tecniche negli ultimi 120 anni si sono semplicemente sbagliati, e non esisterebbe nessun inconscio n alcunch allinterno dellinconscio? Stai dicendo che quando guardi dentro lo spazio della fantasia interiore ogni cosa esiste solo sulla superficie, e se non la trovi immediatamente l, allora non esiste? questo che credi? E ancora, riguardo a questa consapevolezza che presumibilmente visibile: cosa ci autorizza a sostenere che questo sfondo di consapevolezza non sia semplicemente un oggetto, proprio come il presunto ego di cui stai tentando di liberarti? Non forse il concetto sfondo della consapevolezza di cui parla Richard unentit, un oggetto, un dualismo? Dunque per te ci sono due io: il falso ego e il vero sfondo della consapevolezza? Quali sono le caratteristiche di questo sfondo della consapevolezza: qualcosa che tu percepisci? Questo tu percipiente/osservatore la stessa cosa dello sfondo della consapevolezza percepito o diverso? Se la stessa cosa, perch allora lo percepisci come oggetto? Quando dici che sei certo di esistere, allora ci devessere un tu che esiste: questa lintera prova a sostegno che qualcosa esista sempre? E in che questo io differisce dallio-ego che non trovi? Cinquecento anni fa la visione del mondo prescientifico basato sulla fede sosteneva che il mondo fosse piatto e che il sole ruotasse intorno a questa terra piatta. La gente

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sapeva questo con certezza. Pu fondarsi su simili basi la certezza della prova di qualcosa? Puoi giungere a tutte le semplicistiche conclusioni che vuoi tenendo la tua mente rivolta verso linterno e guardando nel tuo mondo immaginario interiore durante lo stato di coscienza di veglia, ma non puoi dimostrare che ci sia qualcosa di immortale nella coscienza di veglia che non consapevole di alcunch durante il sonno profondo; per non parlare di prima che tu fossi nato e dopo la morte. Invece tu poni come presupposto uno sfondo di consapevolezza che immortale, allinterno del quale tutte le esperienze hanno luogo. Ma questa solo teoria! Ammenoch tu non abbia unesperienza diretta di questa consapevolezza in ogni momento, incluso il sogno e il sonno profondo. Tutta la filosofia Neo-Advaita estremamente superficiale. La vera Advaita richiede di andare pi in profondit della mente, passando attraverso il livello di non-conoscenza e di non-esistenza, e giungendo a conoscere che esisti attraverso quel passaggio di non-conoscenza. Questo pu essere fatto attraverso una pratica di meditazione sul senso di presenza o la sensazione di io, che punta verso soggetto e che vada sempre pi in profondit. Diversamente la certezza che tu esisti non altro che un abito mentale, un concetto nella mente. Per 10.000 giorni ti sei risvegliato dallo stato di non-conoscenza del sonno profondo e ti senti immutato. la mente che certa che tu sei esistito durante quelle 10.000 notti di sonno profondo. La memoria riallaccia la sequenza di conoscere e nonconoscere, ma senza quella memoria e la mente di veglia, non pu esserci alcuna convinzione.

John: Grazie Ed per avermi fatto tutte queste domande. Ma non sono sicuro di quello che ti stai aspettando. LAdvaita Vedanta esiste da circa 5000 anni; se in tutto questo tempo non riuscita a darti una risposta che ti soddisfi, perch pochi minuti con me dovrebbero cambiare le cose? Se hai trovato qualcosa di meglio, sono contento per te. In ogni caso nessuna filosofia mi ha mai aiutato. Per me tutto iniziato con una esperienza miracolosa che ha totalmente sconquassato la mia comprensione della vita. Ci mi ha dato lentusiasmo per riesplorare le cose da capo. Il metodo che ho usato stato lautoindagine di Ramana perch adatto al mio background scientifico e non ha bisogno di partire da una base di credenze. stata una ricerca per vedere di persona -6-

ci a cui la parola io si riferisce. Questo il miglior consiglio che posso dare a chiunque: non prendete per vere le parole di nessuno, su nessuna cosa, e non pensateci: solo osservate!

Prue: Le religioni in generale durano da migliaia di anni. Questo non una valida argomentazione, John. Il punto che sollevi interessante, ma ti riporto il feedback di un mio amico che dice che la sua esperienza miracolosa ha costituito la base della sua fede cristiana. Questo s mi fa pensare... ma il tuo consiglio non troppo.

Edji: John, quello che stai insegnando non Advaita, Neo-Advaita. I grandi maestri dellAdvaita Nisargadatta, Robert, Ramana e gli allievi di Ramana tutti raccomandano parecchia meditazione e che questa diventi sempre pi profonda; non, come raccomanda Richard, di smettere di fare qualsiasi sforzo spirituale. Poi lAdvaita esiste solo da circa 1000 anni. Il maestro di Nisargadatta era irremovibile riguardo alla necessit di penetrare sempre pi in profondit i livelli della coscienza. Ci sono diversi libri sui suoi insegnamenti, come il Amrut Laya in cui parla dei diversi livelli del senso di essere che sono anche descritti esaurientemente in Autobiografia di uno Jnani: http://itisnotreal.net/Testi/Autobiografia_di_uno_Jnani.pdf. Tutto questo significa andare sempre pi in profondit con la meditazione. Non si tratta di una scoperta immediata, di semplice guardar dentro il proprio mondo immaginario una volta e quindi venir su con ogni sorta di conclusione. Infatti stai interpretando qualsiasi tua esperienza nei termini dellattuale filosofia Neo-Advaita, la quale uninterpretazione di ci che questi nuovi insegnanti dicono di trovare quando guardano dentro se stessi.

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Sulla Neo-Advaita e gli insegnamenti di Richard


Il commento di Rajiv Kapur

vero, Edji, la maggior parte dei Neo-Advaitin completamente superficiale. Talvolta mi imbatto in scritti di maestri Neo-Advaitin. Devo riconoscere che scrivono parole molto belle, rasserenanti e seducenti da ascoltare, soprattutto le seguenti: NON C NIENTE CHE DOBBIATE FARE!. A chi non piacerebbe una persona che offre leccornie gratis? Molti ci cascano per questo ragione, poi, dopo un po, si rendono conto che era una grande bufala e che hanno sprecato parecchio tempo e denaro credendo di essere realizzati perch stato loro detto Tu sei gi quello. Ogni persona di buon senso sa che non ci sono pranzi gratuiti, quindi prima di diventare illuminati dovete divenire intelligenti. Poi, una volta che siete illuminati diverrete completamente stupidi come dice Edji. Ecco ora la vostra buona chance per essere intelligenti. La Neo-Advaita una perdita di tempo per un serio sadhaka. Va bene se piace guardarsi intorno e si un ricercatore di curiosit che felice con pochi scorci di nonpensiero o di stato di unione, ma se fai sul serio, allora sii consapevole che con questo tipo dinsegnamenti andrai a sprecare parecchio del tuo prezioso tempo per ottenere dei risultati non seri. Passiamo in rassegna quello che il neo-advaitin Richard Young dice: quando il pensiero si ferma un momento, dov ego?. Lego rimasto assolutamente integro, non scomparso. Vorrei chiedere a Richard cosa succede allego quando torna il pensiero, oppure quando non c sesso, un bel paesaggio o musica, cosa succede? In base a quello che dice, lidentit chiamata Richard Young dovrebbe ritornare dopo che il breve incontro con lo spazio di non-pensiero cessato. Non cos? Lego rimasto solo temporaneamente sospeso quando il pensiero si fermato per un momento, ma poi tornato. Un temporaneo sguardo nel vuoto o nellassenza di fenomeni non dovrebbe essere considerato come una completa scomparsa dellio. Questa la trascendenza del pensiero che solo una preparazione per ci che verr in seguito. Trascendere il pensiero ed essere consapevoli dellintervallo tra un pensiero e laltro non significa che lio individuale se ne sia andato: rimane! Lego continuer a spuntare di nuovo e questo dar la stura al fiorire di seri dubbi nella mente. Pi tardi ci si render conto che -8-

la presunta scomparsa dellego era una mera immaginazione mentale, lego non se nera mai andato. Unaltra cosa su cui Richard dovrebbe riflettere : A chi sta accadendo questo nonpensiero, o sesso, o musica?. E tutto questo accade proprio a Richard mentre nello stato di veglia; non cos? Dopo tutto chi losservatore? Chi sperimenta questo? Naturalmente Richard!!! E cos se non la memoria dello stato di veglia di Richard a dire: Io ho avuto questa meravigliosa esperienza? Perci Richard lunica realt di Richard, n egli consapevole di alcunaltra modificazione della sua Coscienza, n di qualsiasi altra memoria. E questo perch non andato abbastanza in profondit per indagare e rilevare come lio decada rivelando unaltra identit attraverso la memoria. Egli rimane totalmente identificato col proprio ego, e pur tuttavia sostiene di esserne al di l. Richard scomparir solo quando indagher pi a fondo i livelli sottili della Coscienza. L scoprir che non esiste nessun Richard. La sua realt apparterr a qualcosaltro. Questa esperienza NON accade allio, perch Richard sar scomparso. La perdita dellio non dipende affatto da pensieri, emozioni, musica ecc. che sono relativi allo stato di veglia. Lego scompare solo quando gli strati pi profondi della Coscienza saranno stati esplorati ed emerger una nuova realt dal profondo dellIo Sono. Ora vediamo ancora cosa dice Richard a Dina: S! Ora dimora con questo per un po e renditi conto che lintero ego non niente di pi che un altro pensiero che nasce in ci che sei tu, e renditi conto che la sofferenza possibile solo quando il pensiero io/ego viene accettato come vero. Ritira il tuo credere al concetto-ego e tutta la sofferenza sar risucchiata via dalle radici. Come si pu mettere da parte lego come fosse un qualsiasi altro pensiero. Ci si aspetta davvero che lego sparisca con questa semplice istruzione? Lio-ego sparisce automaticamente solo quando qualcosaltro che sta al di sotto degli strati della coscienza afferra il ricercatore. La Realt (dellassenza di un ego) non una questione di credere, come dice Richard, si tratta di divenire. In effetti, voi diventate qualcosaltro dall'io individuale, o meglio, qualcosaltro assume pi importanza per voi, vi affascina e vi cattura. E voi vi limitate ad osservare che questo avviene. giusto affermare che trascendere il pensiero dello stato di veglia d sollievo dai pensieri e apre la porta verso un sentimento di unit [con tutto], ma solo un passo da formica verso lilluminazione. C ancora molto da fare prima che si possa realmente vedere lego sparire. -9-

Dalla discussione tra Edji e Richard posso capire che i neo-Advaitin non hanno la minima idea di ci che diventano quando sono nel sonno profondo, n la minima idea di Turiya. Probabilmente scartano queste esperienze perch le considerano esperienze che avvengono allinterno della Consapevolezza (un altro concetto nelle loro menti) e quindi concludono che non valga la pena guardarle, il che grande errore; quindi non hanno alcuna conoscenza di ci che accade loro oltre lo stato di veglia. Osservate cosa dice qui Richard: Quando sei nel sonno profondo e la coscienza silenziosa, risvegliandoti al mattino non senti di aver smesso di esistere mentre non eri pi cosciente. Richard sente che rimane consapevole di esistere nel sonno profondo e oltre, ma non spiega come arriva a questa conclusione. Si perso tutto ci che avvenuto in mezzo e si limita a presumere che devessere rimasto consapevole. Per lui solo un concetto, non una vera realizzazione. Un sadhaka sincero sa cosa ne di lui quando trascende gli stati di veglia e sogno, non crea postulati come fa qui Richard. Quanto dico non dovrebbe essere preso come offensivo verso i Neo-Advaitin (Richard e altri) e i loro approcci, ma una umile richiesta rivolta a loro affinch comincino a esplorare oltre e pi profondamente dentro se stessi. Rajiv

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Postato su www.itisnotreal.blogspot.com il 7 novembre 2010

Salve Ed, Ne ho trovati di tizi che affermano di essere illuminati. Dicono di aver realizzato che non c nessun s, ma appena comincio a fare domande, come riguardo alla consapevolezza durante il sonno profondo e a Turiya, rispondono di non aver avuto queste esperienze. Dicono di avere una forte esperienza della non esistenza di alcun s unita alla sensazione di essere normale, e questo tutto. Sono io ad essere fuori strada, o cosa succede? Turiya e oltre Turiya non rappresentano qualcosa di significativo? Lilluminazione non concede forse un flusso ininterrotto di consapevolezza di base che sta dietro ai tre stati di veglia, sogno e sonno? Sono vivamente interessato alle tue risposte. Evgeny Kalashnikov

Edji: Bene! Questa la domanda cruciale. I neo-advaitin sembrano pensare che guardando nella mente della coscienza di veglia e non trovando una persona, ci provi che sono immortali, che la consapevolezza permei ogni cosa, che sia immortale, universale ecc, ma queste sono solo cose che essi percepiscono nello stato di veglia e di sogno. In tutta la letteratura spirituale ho trovato solo una manciata di persone che dicevano di avere una consapevolezza continua nel sonno profondo. Per io tendo a mettere in dubbio queste affermazioni perch ho il sospetto che queste persone stiano dicendo di avere, quando il corpo dorme, una consapevolezza stile veglia. Ma questo non ci che in genere si intende per sonno desto nellAdvaita tradizionale. Quando dormo la mia esperienza di entrare e uscire nel/dal sonno profondo, prima sento che una sorta di densa oscurit scende sulla mia mente di veglia sopraffacendola, ma quando il sonno profondo se ne va, non ho la sensazione di svegliarmi, ma piuttosto che lo strato-stato del sonno profondo se ne sta andando, e ho la percezione e lesperienza che io non in verit mi sono mai addormentato. Cio, il sonno va e viene, i sogni vanno e vengono, la coscienza di veglia va e viene, ma io non sono mai stato toccato da nessuno di questi stati. Io sono al di l di tutti loro. Quindi posso asserire di essere consapevole di una densa oscurit quando mi trovo nel sonno profondo, ma sono in grado di ricordarlo, e quindi di poterlo descrivere in

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seguito, solo durante la transizione allo stato di veglia, perch la veglia lo stato in cui compare la mente che pu ricordare e fare affermazioni su qualunque cosa. Adesso io sono in grado di seguire consciamente landirivieni delle transizioni tra gli stati di veglia e sogno con totale consapevolezza e durante questi passaggi non rilevo alcun cambiamento nella natura della coscienza. Per quanto riguarda quelli che affermano di essere consapevoli per tutto il tempo, non ho sentito n letto di nessuno di loro che spiegasse quello che hanno realmente sperimentato. Robert affermava di essere continuamente consapevole, ma non ho mai pensato di chiedergli qualcosa in proposito quando era vivo. Ma vedi, per me il risveglio, quello che Robert approv, non consistette nel vedere che io ero niente, che non cera alcun io, e neppure nel riconoscere un pensiero io continuato, n il vuoto continuo della psiche, fu piuttosto unesperienza in cui vidi landirivieni degli stati di veglia e sogno come completamente distinti da me, come oggetti, come stati che sperimentavo ma che erano ontologicamente separati da me, ed io non ero toccato dal loro succedersi. Inoltre in meditazione ero capace di andare dalla piena consapevolezza di veglia alla totale immersione nelle parti pi profonde della mente, e, ancor di pi, nella totale incoscienza che durava pochi secondi, da cui riemergevo trovandomi in samadhi, nella completa unione col mondo. Ma cera sempre un breve intervallo di pochi secondi, o gi di l, in cui la continuit della consapevolezza si interrompeva. Gli Advaitin fedeli alla tradizione spiegano questa interruzione come il passaggio attraverso il corpo causale che completa ignoranza, non-conoscenza, passaggio che vitale per andare oltre la conoscenza. Ci di aiuto? Penso che i Neo-Advaitin abbiano confuso il metodo del guardar dentro, lautoindagine, con lilluminazione vera e propria, che richiese anche a Nisargadatta tre anni in cui non fece nulla tranne che dimorare nellio. Anchegli, per quanto ne so, non afferm di essere costantemente consapevole (un tipo di consapevolezza lucida) durante il sonno profondo. Persino Ramana, sebbene sostenesse che noi esistiamo durante il sonno profondo, e abbia dato al riguardo prove piuttosto raffazzonate, non credo che abbia mai parlato delle proprie esperienze nel sonno. Anche se alcuni di questi insegnanti avessero sperimentato un consapevolezza continua, di certo non sarebbe come la consapevolezza che si ha come persone. La personalit richiede la presenza di un ego e della mente, che sono entrambi distrutti dal sonno profondo; Nisargadatta lo afferma pi e pi volte. Perci, dopo la morte, non c nessuna sopravvivenza di individualit. Ci richiederebbe la continuit della mente e dellego. E - 12 -

se il sonno profondo pu porre fine allego, alla mente, e secondo Nisargadatta pone fine anche al senso di Io Sono, la morte offrirebbe una estinzione ancora pi efficace dellindividualit. Ci che sempre sopravvive la coscienza universale. Cio, da qualche parte, la coscienza si manifesta in qualche essere senziente, come le foglie su un albero. Alcune cadono: sono foglie individuali, ma ciascuna non si reincarna in una corrispondente nuova foglia, tuttavia lalbero genera continuamente altre foglie che non hanno alcun rapporto in senso specifico con quella morta. Ciascuna unica ed unespressione individuale, e non si ripeter mai. _____________________________________________

Commento di Alex: Grazie per aver chiarito questo punto importante, Edji. Vorrei cogliere loccasione per chiedere la tua opinione sul libro di Bernadette Roberts, Lesperienza del non s, visto che stata una tua vicina di casa. Conosco bene lesperienza della temporanea scomparsa della coscienza riflessiva, che, come descrivi nel tuo post, arriva spesso dopo una cessazione momentanea della coscienza. Eppure, se il risveglio stato unincrollabile comprensione del fatto che la nostra/mia natura non-nata, e quindi oltre la nascita e la morte, oltre la coscienza e la cessazione della coscienza, la coscienza riflessiva rimane ancora presente, anche se so che impermanente. Quindi la mia domanda : esiste una importante fase ulteriore in cui la coscienza (riflessiva) svanisce completamente e definitivamente, come accaduto a Bernadette Roberts, o ritieni che questo non sia necessario se vediamo chiaramente che il senso di esistenza impermanente e quindi vuoto, come lo tutto il resto? Cordiali saluti, Alex

Edji: Ho conosciuto Bernadette piuttosto bene, ci siamo visti spesso e abbiamo parlato spesso al telefono, ma questo ancora prima che conoscessi Robert. In 20 anni non ho letto niente di Bernadette, perci le parole e i concetti che utilizzi non mi sono familiari. Dovrei leggere i suoi libri per conoscere il suo punto di vista, ma non

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ho tempo per farlo. Mi limito a commentare Nisargadatta, Robert e Ramana, e talvolta maestri o allievi aderenti allo Zen. LIlluminazione non qualcosa che si pu fissare una volta per tutte. Molti chiamano illuminazione delle esperienze che per me non lo sono, ma questa solo la mia opinione. Tutto quello che posso fare parlare delle mie esperienze personali e di quelle che ho studiato a fondo; ma certamente non sono un docente universitario delle esperienze dilluminazione e dei loro processi. Infatti potrei postare presto un Satsanga in cui parlo di cos la via di Jnana Marga che fu la via di Robert. Il risveglio non soltanto una convinzione. Lidentificazione con il corpo si rotta. La mia principale identificazione fu per molto, molto tempo il vuoto dello spazio sia esteriore che interiore, sperimentato come Uno. Ma adesso io non sperimento niente in termini di unione, vuoto, spazio, individualit ecc. Tutti gli aggettivi sono scomparsi, c solo una processione di esperienze. La tua domanda troppo ristretta e presuppone che vi sia solo un tipo di risveglio e una sola progressione possibile.

Postato il 25 novembre 2010 Traduzione dallinglese di Sergio Cipollaro, revisione di Julius Titolo originale: Dialogues with Neo-Advaitins Postato in inglese il 3, 4 e 7 novembre 2010 su www.itisnotreal.blogspot.com Il sito di Edward Muzika: http://itisnotreal.com Il bolg di Edward Muzika: www.itisnotreal.blogspot.com Per contare Ed (in inglese): satsang.online@gmail.com Per contare Rajiv (in inglese): rajiv108@yahoo.com Video, mp3, Video-Satsanga: http://www.wearesentience.org Il sito italiano dedicato allinsegnamento di Edward Muzika: www.itisnotreal.net

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Edward M uzika

LA PRATICA
Pratica Corretta un termine che il Maestro Zen Seung Sahn usava per descrivere come dal pensare si giunge al Ci che . Krishnamurti parla del risvegliarsi dalla rete dei pensieri. Nisargadatta parla dellosservare, seguire e poi diventare lIo Sono che concetto, illusione e di trascenderlo. Altri parlano di destarsi dal sogno ad occhi aperti. Lespressione che io userei : destarsi o uscire dal mondo immaginario. La maggior parte della gente vive in un mondo irreale di pensieri, immagini, emozioni e in un senso di palpabile presenza. Per chi consapevole questo mondo invece come un permeante spazio cosciente gassoso, in cui gli oggetti immaginari, come pensieri e immagini, hanno una esistenza fittizia. La memoria un processo in cui la mente, con pensieri immaginari, crea un passato fatto di immagini, pensieri e sensazioni. Essa una rappresentazione cos come una mappa lo di un territorio. La mente crea una rappresentazione del passato, ma il passato non esiste tranne che in questa rappresentazione. Noi, in un certo senso, crediamo che il passato esista, perci usiamo la rappresentazione per dare significato, costanza e stabilit al nostro mondo causale/fisico. Ma questa stabilit costruita su un processo immaginario sempre mutevole che in realt in realt non ha nessuna stabilit. Il futuro quello stesso immaginare creativo che combinato con bisogni fisici, paure, fame e lussuria porta un mondo immaginario nel presente. La maggioranza della gente non nemmeno consapevole di un mondo senza questo immaginante, immaginario spazio gassoso. In entrambi i case, passato e futuro sono i prodotti di memorie mentali immaginarie in cui non possiamo vedere cos ladesso. Infatti, quando vediamo questo processo immaginario, vediamo anche che i nostri adesso sono in realt passato e futuro poich il centro del nostro conoscere ancora lo spazio immaginario. Ora, tutto questo gas immaginante, emozionante, pensante circonda costantemente le nostri menti ed continuamente dentro e intorno a noi. ci che crea la

dicotomia Io-Tu, ci che crea la percezione di un mondo interno e di un mondo esterno. Io non posso realmente dirvi come potere venire a capo di questo miasma, ma questo gas cosciente di fantasia l per la maggior parte del tempo, e voi potete diventare consapevoli che siete consapevoli di esso, il che fa s che voi siate al di l del miasma e delle sue creazioni. Questo spazio immaginario non presente nei momenti di crisi, quando limmaginazione e il pensiero discorsivo vengono messi da parte temporaneamente. Non presente quando siete presi da qualcosa in modo straordinario. Non presente ogni qualvolta vi occupate di una cosa del mondo col 100% di attenzione. Io, da bambino, ho sperimentato per la prima volta la scomparsa del mondo di sogno prodotto da questo gas immaginativo. Alcune volte, quando ero ossessionato dalla soluzione di un problema, cera immediatamente la sensazione che tutto il materiale mentale defluisse dalla mia testa. Era come una toilette interiore che mi ripuliva lasciandomi vuoto e in pace. Il problema era risolto non attraverso lattivit mentale, ma attraverso una mente sovraccaricata che era andata oltre la propria capacit di reggere la tensione. Semplicemente, venuto meno il soggetto, io ero in pace. Lo stesso vale per lintensa pratica zen. Voi potete concentrarvi su un oggetto senza forma, come la stessa coscienza, o semplicemente sulla totalit dello sperimentato, o su un Koan, come Chi sono io?, o Come spengo una candela sulla sommit di una montagna?. La concentrazione pu diventare o diventa sempre pi focalizzata fino a che il praticante sente come se diventasse inconscio, come in un sonno cosciente. Poi improvvisamente il Koan, il pensare, limmaginare e il sonno svaniscono con quella stessa sensazione di lavaggio cerebrale che provai da ragazzo, e c un risvegliarsi a un mondo senza forma, senza spazio, senza distanza n tempo che Seung Sahn chiamava Ci che . Questa la scomparsa del mondo immaginario. Quando il mondo immaginario scompare, il senso dellIo scompare, perch pura immaginazione, concetto, ed anche avvertito come una palpabile presenza fisica. Quando questo spazio immaginario essenzialmente distrutto, ci si sente come in un vuoto. I pensieri vanno e vengono, ma non sono pi i vostri pensieri. Caduto il senso dellIo, anche i legami che lo tengono collegato al mondo scompaiono, e si rimane soli con la coscienza, ma in essa non c coscienza di oggetti: Solo Coscienza. Solo la coscienza esiste. Quando il mondo immaginario del pensare, sognare, avere emozioni e il senso dellIo scompaiono, ci si sente completamente soli. Il mondo gassoso era complesso 2

e intensamente popolato da entit immaginarie. Pi o meno come un collezionista o un accaparratore deve avere delle cose intorno che lo fanno sentire a proprio agio e non solo, gli oggetti immaginari fanno sentire allentit umana di non essere sola, confortata dalla presenza di unesistenza immaginaria. Senza la presenza di tutti gli oggetti immaginari, del pensare, immaginare, progettare, ricordare, sentire emozioni, ci si sente anche vuoti, freddi. Poi c profondo silenzio, pace, benessere e una felicit che va ben oltre lordinaria felicit umana. Quando scompare il mondo immaginario si potrebbe dire che scomparso in quanto non vi sono pi oggetti che siano percepiti come separati da s: Io sono il mondo e il mondo me, e lintera cosa qualunque cosa sia stata abbandonata non viene pi percepita come il mondo immaginario e tanto personale che avete conosciuto e in cui avete vissuto da sempre. Voi e ogni cosa diventate la Mente di Dio. Quindi la pratica ci che vi porta fuori dal mondo immaginario. Allinizio temporaneamente, fino a che, attraverso esperienza dopo esperienza, avviene la scomparsa definitiva dellirreale, dellimmaginario, e soltanto la Mente di Dio rimane. Questo solo un concetto, ma vi d il profumo di ci che ho sperimentato e di ci che credo abbiano detto molti altri maestri. A proposito, una mia vecchia amica, Bernadette Roberts, chiama questo la Mente Unitiva. Io e Bernadette abbiamo vissuto a Santa Monica per oltre ventanni a un paio di miglia luno dallaltro. una delle pochissime persone che parla del processo in due fasi dellilluminazione, o risveglio, o qualsiasi altro nome vogliate usare. Tutto ci che ho sopra descritto riguarda la realizzazione dello stato unitivo attraverso levaporazione dello spazio immaginario che lascia soltanto la coscienza senza un Io, senza oggetti e senza irrilevanti immaginazione ed emozioni. Il problema dunque : come fa uno a raggiungere il punto in cui il mondo immaginario scompare? E qui si arriva al concetto di pratica corretta. Tutto quello che ho qui scritto rappresenta soltanto la mia esperienza. Non sprecate tempo cercando di collegare le mie esperienze e i miei consigli a quelli di altri maestri, andrete solo fuori di testa. In basso elencher pratiche specifiche, compresa la Microanalisi e pi aventi la meditazione guidata usando la microanalisi, e pi avanti ancora varie meditazioni guidate sullautoindagine pi tradizionali. Io le poster su questo sito come file mp3 da scaricare. Le metter su CD o su USB Flash drive in modo che possiate ascoltarli quando volete. Trovo una eloquente e competente conferma a questa spiegazione sullo spazio immaginario nella seguente citazione di Nisargadatta: 3

Quando appare il senso Io Sono, voi vedete spazio, spazio mentale, quello spazio sottile simile al cielo. stabilizzatevi l, voi siete quello. Quando sarete capaci di stabilizzarvi in quello spazio, voi sarete lo spazio soltanto. Quando questo Io Sono simile allo spazio scompare, anche lo spazio scompare, non c pi nessuno spazio. Quando questo Io Sono va nelloblio, che lo stato eterno, senza forma n esistenza, cosa sta veramente accadendo? Il messaggio Io Sono non era nessun messaggio. Avendo questo come argomento, io non ho pi molto da dire, perch non c nessuna possibilit di metterlo in parole. Ma la mente unitiva non lultimo passo, rimane la coscienza, che include tutti i fenomeni visibile, tattili, acustici che di norma si dividono in me, il mio corpo e il mondo esterno. Lo spettacolo continua senza di me, ma comunque va ancora avanti. Tuttavia, a chi appare questo spettacolo? Sembra che ci sia un osservatore dellintero processo, che include gli oggetti immaginari e la coscienza come un tutto di cui il mondo fa parte. E l arriva una consapevolezza che voi site separati sia dalla coscienza che dal mondo di oggetti, di immagini, di processi e dal corpo/mente. Voi siete persino prima di questa consapevolezza. Questo diventa non tanto una credenza, ma una ferma convinzione, come uno spostamento di identit, lidentificazione con una vastit onnipervadente. losservatore e conoscitore ultimo di Tutto. Una volta ancora io vi rammento che qualsiasi cosa dico sono solo concetti, non la verit, sono solo indicazioni, indicazioni che puntano verso la vostra natura fondamentale.

Traduzione in italiano della pagina web: http://itisnotreal.com/Practice.htm Tratta dal sito: http://itisnotreal.com Bolg: www.itisnotreal.blogspot.com Contatti (in inglese): satsang.online@gmail.com

La sezione dedicata alla Pratica oltre al presente documento include: Una Panoramica sullAutoindagine: http://www.itisnotreal.net/Testi/Una_Panoramica_sullAutoindagine.pdf Ammonimento: http://www.itisnotreal.net/Testi/Ammonimento.pdf A Caccia DellIo: http://www.itisnotreal.net/Testi/A_Caccia_dellIo.pdf

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Edward Muzika - Nuova Serie di Insegnamenti

Capitolo 1

La Necessita di Compiere Sforzi

Ho avuto la mia prima esperienza di risveglio mentre facevo la doccia. Come altre migliaia di volte, mentre sentivo la sensazione dellacqua che mi batteva sulla schiena, ho guardato dentro al mio senso interiore di spazio e mi sono chiesto: Chi sente lacqua che picchia sulla schiena?. Nel corso degli anni di ricerca interiore, di ricerca dellIo, quello spazio interiore soggettivo era diventato uno spazio vuoto, auto-illuminato, e tutti gli oggetti interni e le forme, inclusi immagini e pensieri, erano visti con chiarezza come insostanziali, privi di unesistenza separata, e permeati da un vuoto tridimensionale che pervadeva e conteneva ogni cosa. Ma in questo giorno particolare accadde qualcosa. Guardando dentro ho visto solo il vuoto e il vuoto permeava le immagini che non avevano sostanza esistenziale, e ho avuto un kensho, il primo risveglio. Il risveglio era sia lesperienza riguardo al fatto che forma e vuoto erano uno e si compenetrano a vicendevolmente, sia che non esisteva alcun oggetto allinterno che avesse una qualche sostanza esistenziale. Era tutta mente. Ho visto anche, in quel momento, che non cera nessun Io, nessuna entit dentro ci che si potrebbe chiamare Ed Muzika: Non cera Ed Muzika e non cera nessun Io. Non cera neanche un pensiero Io, perch il concetto del pensiero Io necessita che vi sia unentit sostanziale, che abbia in qualche modo un fondamento, chiamata pensiero Io. Invece tutto ci che cera era unombra come oggetto che fluttuava dentro e fuori il vuoto. Non cera nessun pensiero Io come stabile, auto-reggentesi entit. Invero nessun pensiero era una stabile entit mentale; erano tutti fugaci entit simili a fantasmi che proveniva da unoscurit ai margini del vuoto fenomenico; avevano pochi secondi di esistenza, poi sparivano di nuovo in quel buio in cui la coscienza non poteva seguirli. La scoperta che non cera nessun Ed Muzika come entit oggettiva, e che non cera nemmeno un pensiero Io port a una disastrosa esperienza personale e al collasso esistenziale di cui ho scritto qui [vedi Dancing with God]. Questa esperienza durata alcune ore e diventava sempre pi profonda, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, fino a che ho visto completamente la natura vuota dellesistenza, del

mondo e perfino della coscienza. Ci sono stati altri risvegli in seguito, ma hanno soltanto aperto e ampliato la portata di questo primo risveglio. Quello che ho visto che il pensiero Io ha creato una separazione tra lIo e il resto del mondo. Mi sembrava di essere qualcosa allinterno del corpo e tutto il resto era fuori. Quando ho visto che lIo non esisteva, che era solo un concetto, apparso chiaro che nientaltro esisteva, perch tutti gli altri pensieri basavano la loro realit sul pensiero Io. Il pensiero Io era il perno di sostegno. Senza questo pensiero centrale organizzante, tutti gli altri pensieri e concetti collassavano rivelandosi altrettanto irreali quanto lo era il pensiero Io. Cio, non cerano oggetti associati con lassenza del pensiero Io, proprio come non cerano oggetti associati con la presenza del pensiero Io. In verit, tutti gli oggetti erano solo concettuali, non esistevano in nessun altra realt se non nella mia immaginazione. Esistevano come oggetti immaginari nel mio spazio interiore immaginario, che lIo ha sovrapposto sulle impressioni dei sensi. Il mondo era tutto una creazione mentale, ma io non lo creavo pi poich non esistevo pi. Dal momento che non cera pi un Io a sostenere il mondo, tutto il mondo crollato, era unillusione. La realt era solo il Vuoto, mentre le entit immaginarie venivano nel Vuoto da un buio che stava dietro il Vuoto, e poi sparivano di nuovo, o perch venivano ignorate o perch la mente era andata a dormire 1 1. Voglio essere chiaro. Io avevo praticato in varie maniere il guardare dentro per 27 anni prima di avere questa esperienza nel 1995. Avevo iniziato a meditare sul koan che il Maestro Zen Bassui Tokush aveva indicato nel 12 secolo. A volte ho guardato dentro in meditazione formale per 10 ore al giorno. Per anni non ho lavorato, o lho fatto solo part time. In questi anni ho avuto migliaia di esperienze, energie, visioni dovute alla kundalini e una sempre maggiore consapevolezza della natura Vacua di tutte le entit, interne ed esterne. A Mount Baldy [vicino Los Angeles, dove sorge un celebre monastero zen] sedevo in meditazione e andavo attraverso un processo in cui la mia mente diventava solida come una roccia e la mia testa densa come un mattone, fino a quando tutta la coscienza si fermava, e la mia mente dimprovviso collassava aprendosi violentemente, rivelando una coscienza senza pensiero che era intensamente felice e abbracciava tutto luniverso. Ma poi ritornare sempre la mente ordinaria. Nel 1995 avvenne il riconoscimento improvviso che la mente di Vuota Unit era tutto ci che esisteva. Non esisteva altro. Con questo riconoscimento la mia vita cambi completamente, perch avevo visto che non ero umano. Ero la coscienza stessa, non contenuta dal corpo ed estesa al mondo. Una sola mente brillante.

1 Molto della fenomenologia e della filosofia di questarea viene spiegato in Autobiografia di uno Jnani.

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Unesperienza avuta in seguito mi rivel che anche questa mente brillante unica, lunione della coscienza, anche se era tutto ci che esisteva, era essa stessa irreale. Esistenza e coscienza sono la stessa cosa, ma c qualcosa al di l dellesistenza e della coscienza che noi tutti siamo, ma che non pu mai essere conosciuto, solo sentito. Cio, il mondo un vasto vuoto unico, ma anche questo Uno non reale. LIo il filo che passa infallibile attraverso il Vuoto e il buio oltre il Vuoto, e arriva alla vostra pi vera e profonda esistenza al di l della coscienza posizione dalla quale voi osservate la coscienza. Questa esplorazione interiore non un banale processo di poche ore o pochi giorni, richiede una vita intera, perch il mondo interiore cos incredibilmente complesso, e perch dovete spendere anni a cercare dentro per controbilanciare i molti anni spesi a guardare e ricercare fuori nel mondo, che ci che le vie del mondo ti insegnano. In definitiva, non c interiore n esteriore, ma non potete realizzare questo finch non percepite e conoscete chiaramente il vostro spazio interiore allo stesso modo che percepite e conoscete lo spazio esteriore. Quello che far in questa Nuova Serie di Insegnamenti presentare le citazioni tratte da diversi libri di Robert Adams, Ramana Maharshi e Nisargadatta Maharaj, o da libri su di loro, che rafforzano il messaggio che la pratica nella forma dellautoindagine, o del dimorare nellIo, necessario prima di poter davvero vedere che lIo vacuo, e quindi, dopo tale realizzazione, distruggere la vostra mente e il mondo esterno allo stesso tempo. Il primo libro che esamineremo The Path of Ramana Maharshi, Parte I, di Sadhu Om e Michael James. Questo il miglior libro disponibile sulla autoindagine, leggetelo tutto; ogni capitolo a suo modo un gioiello. Michael ha scritto un altro libro molto pi lungo e dettagliato che copre la stessa area tematica e ancor pi, ma questo libro il perfetto boccone di cui i principianti e i praticanti intermedi hanno bisogno, ed anche utile per praticanti pi avanzati che hanno smarrito la via. I link all sito e ai libri di Michael James sono disponibili su www.itisnotreal.net, in Risorse. Far riferimento a The Path of Ramana Maharshi, Parte I, con lacronimo PR1.

PR1-97 Nello stato di veglia, quando godete di esperienze gradevoli attraverso i cinque sensi, c quiete della mente per periodi molto brevi di tempo. Nel sonno il periodo di quiete mentale un po pi lungo. Anche nella morte la mente soltanto quieta allo stesso modo. Questi sono solo stati di quiete della mente (mano-laya), ma non sono la -3-

distruzione della mente (mano-nasa). Non sufficiente che la sofferenza (cio la mente) sia temporaneamente assorbita, devessere distrutta. Questo lobiettivo del genere umano. La quiete temporanea (laya) della mente quiete temporanea dalla sofferenza, mentre la distruzione permanente (nasa) della mente distruzione permanente della sofferenza, cio la mente stessa sofferenza! Quindi, cerchiamo di scoprire cosa si deve fare per distruggere la mente. COMMENTO: Per distruzione della mente, Ramana non intende che non emergano pi pensieri, ma solo che la natura vacua dei pensieri chiaramente percepita, e che non ci sono oggetti associati che queste entit spettrali indichino in realt. Con questo riconoscimento, non solo si vede che lIo non esistere e che quindi non unentit che pu morire, essere uccisa, soffrire ecc. ma il mondo stesso si rivela vuoto, unillusione, e perci qualcosa che non pu toccarvi in alcun modo, tranne che crediate in esso; allora toccherebbe un te immaginario in un modo immaginario.

PR1-97 Che cos la mente? La risposta di Sri Bhagavan : la mente e solo pensieri... (Upadesa Undhiyar, verso 18). Se rinunciamo a tutti i pensieri e osserviamo ci che la mente, scopriremo che non esiste affatto una mente. Se si indaga, senza disattenzione (pramada) nella forma della mente, si scoprir che non esiste nessuna cosa che si possa dire mente! Questo la via diretta per tutti! ... (Upadesa Undhiyar, verso 17).

PR1-98 Per distruggere la mente sufficiente distruggere i pensieri. Scopriamo dunque cosa siano i pensieri realmente. Questo esame non un modo ozioso di passare il tempo. Non lotta forse il mondo intero per la felicit? Anche questo esame minuzioso, lautoindagine, intrapreso al fine di ottenere quella stessa felicit. Allora qual la differenza tra gli sforzi dellumanit in generale e lo sforzo effettuato da un aspirante spirituale nellautoindagine? Gli sforzi delle persone mondane portano solo a una fugace parvenza di felicit, mentre questo sforzo di un aspirante lautoindagine apre la strada alla perfetta, eterna e illimitata felicit. Pertanto, questa ricerca -4-

molto pi importante e degna di tutti gli altri tipi di attivit umana! In tutto questo esame, si deve essere molto vigili e proferire i propri migliori sforzi. Solo allora il risultato della propria indagine lottenimento supremo nella vita sar realizzato qui ed ora.

PR1-98 Non dobbiamo forse iniziare con il progetto di esaminare i pensieri? Per quale motivo? Lo scopo quello di distruggere tutti i pensieri e quindi di godere di perfetta felicit. Milioni di pensieri sorgono in noi, tra questi dobbiamo cercare e scoprire il primo e principale pensiero. Quando lo facciamo, scopriremo che il primo pensiero di una persona : Io sono questo corpo, che sorge non appena ci si sveglia dal sonno, il primo pensiero. Questo pensiero Io la radice di tutti i pensieri. La mente solo pensieri. Di tutti i pensieri, il pensiero Io in verit il pensiero principale. Quindi, quella che viene chiamata mente solo il pensiero Io (cio la sensazione di Io sono il corpo) (Upadesa Undhiyar, verse 18).

PR1-99 Se la prima persona [verbale, lIo] non nasce, la seconda e terza persona non entreranno nellesistenza. La prima persona non altro che il pensiero Io, questo soltanto la mente. la seconda e terza persona nasceranno solo dopo la nascita della prima persona, Io. Il mondo non altro che seconde e terze persone [tu, voi, lui, lei, loro]. Solo se la persona prima (lIo) nella forma Io sono il corpo esiste, soltanto allora anche le seconde e terze persone esisteranno... (Ulladhu Narpadhu, verse 14). Se non c il pensiero Io, nessun altra cosa esister ... (Sri Arunachala Ashtakam, verse 7). Se il pensiero Io la radice di tutti i pensieri impedito a emergere, saranno inibiti anche tutti gli altri pensieri. Se un uomo vuole tagliare i milioni di foglie e le centinaia di rami di un albero, non forse sufficiente che abbatta il tronco? Allo stesso modo, un uomo che sta cercando di distruggere tutti i milioni e milioni di pensieri avr successo nel farlo se distrugger il pensiero Io, che la loro radice. Non abbiamo forse iniziare con lobiettivo di esaminare i pensieri? Da quello che abbiamo visto ormai chiaro che non necessario esaminare ogni singolo pensiero, ma che un esame del solo pensiero Io, la radice di tutti i pensieri, pi che sufficiente. -5-

PR1-101 Il pensiero di prima persona, Io, ha questa propriet peculiare: se (chiedendosi Chi sono io?) lattenzione focalizzata su di lui al fine di scoprire cos, questo pensiero Io affonder.

PR1-101 Il pensiero Io sono questo corpo di carne e sangue il filo unico su cui sono attaccati gli altri vari pensieri. Perci, se vi volgete verso linterno: dove si trova questo Io? Tutti i pensieri (compreso il pensiero Io) giungeranno alla fine e allora lAutoconoscenza risplender spontaneamente allinterno della grotta (il cuore) come Io-Io ... "

PR1-102 "... Quando la prima persona cessa di emergere a causa dellazione della propria indagine sulla verit di tale prima persona, allora lesistenza della seconda e terza persona si concluder ... (Ulladhu Narpadhu, verse 14). Quindi, il metodo di distruggere il pensiero Io anche il metodo per distruggere tutti gli altri pensieri. Perci lessenziale distruggere il pensiero di prima persona pensato, Io. Lunico modo per distruggerlo quello di esaminare la sua natura! Non c altro modo!! ... Quale altro modo ci pu essere per ottenere quello stato in cui lIo (lego) non emerge, lo stato senza ego, se non quello di cercare la fonte da cui lIo emerge?... (UIladu Narpadhu, verse 27).

Titolo originale: New Teaching Series - The Need For Effort Postato su: http://www.itisnotreal.blogspot.com, il 18 maggio 2010 Traduzione di Sergio Cipollaro

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Edward Muzika - Nuova Serie di Insegnamenti

Capitolo 2

La Necessita di Andare Oltre


Parte I

Ho un disaccordo di base con la posizione della Neo-Advaita e dello Zen Rinzai riguardo al fatto che il risveglio inizia e si conclude con la scoperta che il pensiero Io non ha alcun oggetto interiore di riferimento. Ossia, essi credono che una volta che si guardi dentro e si veda che non c nessun Io, immediatamente si riconosce che tutto ci che esiste la Coscienza, e questa lAssoluto, e allora non pi necessaria alcuna pratica n alcuno sforzo di autoindagine. In primo luogo, molti delle persine che guardano allinterno trova ogni genere di oggetti interiori; alcuni invece hanno unabilit introspettiva molto scarsa e non trovano nulla. Altri trovano infiniti oggetti interiori immaginari, dai pensieri ai sentimenti, ricordi, fantasie, immagini, sensazioni corporee. Se si naturalmente introspettivi o se si sviluppata la consapevolezza introspettiva, il mondo interiore immaginario uno zoo. Dire di queste persone che non trovano alcun Io non un argomento convincente, perch esse non comprendono quali di quegli ospiti dello zoo devono respingere come non-Io e quali accettare come Io. Daltra parte facile che le persone non introspettive non trovino niente, perch non hanno mai dischiuso il mondo interiore. Perci, dopo il comando di interpretazione: Cerca lIo dentro, laffermazione: Non hai trovato nulla, vero? ha completamente senso. Da l, essi possono facilmente credere nelle affermazioni di un guru di NeoAdvaita che insegna loro che in realt lIo non c, e che ci che ora vedono e sperimentano tutto quello che c, che questa -it [la realt confusa e priva di consapevolezza che percepiscono] lAssoluto, la natura mai nata della realt. Il guru dir loro che adesso sono illuminati e raccomander: Andate su Facebook o sul vostro blog e annunciare al mondo quanto sia facile trovare la verit assoluta; basta solo guardarsi dentro per qualche momento, non trovare nessun Io, e sapere che questo linizio e la fine della spiritualit.

Se la persona accetta questa prospettiva, sta in realt semplicemente accettando un nuovo concetto riguardo al Risveglio. Non c bisogno di fare niente. Sei gi perfetto, nessun io, beato, completo e assoluto. Ora va su Facebook e scambia commenti con altri guru e studenti della Neo-Advaita. Ma lo studente maturo, per il quale il mondo interiore complesso in modo accecante, non accetter questa impostazione. Egli comprende che il senso dellIo molto pi che il semplice pensiero Io, e vede che il fatto che non ci sia alcun oggetto interiore cui il pensiero Io faccia effettivamente riferimento solo il primo passo di un lungo processo nello scoprire chi o cosa egli veramente al livello pi profondo. Sia Ramana che Nisargadatta parlano di livelli pi profondi dellIo e di coscienza, e del senso dellIo che raggiunge livelli, nello stato di veglia e di sonno stesso, anche pi profondi della coscienza. Il senso dellIo piuttosto complesso e devessere compreso pienamente a tutti i livelli prima che ci possa essere un qualsiasi discorso sullassoluto e sul significato ultimo di vita e morte. La scoperta dei neo-advaitin che non c nessun Io [reale] collegato al pensiero Io, non di alcun supporto ad alcuna tesi che pervenga alla conclusione che la coscienza sia lAssoluto e che sia immortale. Ci che immortale completamente oltre la coscienza, cos come noi la conosciamo, e pu essere solo compreso attraverso il progressivo approfondirsi della consapevolezza del mondo interiore e in particolare del senso dellIo. Il senso dellIo deve essere seguito come fosse un filo attraverso tutte le sensazioni associate al corpo, attraverso tutte le fantasie e le immagini/sensazioni della mente, e financo pi in profondit, nelloscurit vuota in cui non si pi consapevoli del mondo, ossia nello stato di non consapevolezza di alcunch. La coscienza, come la conosciamo, appare e scompare, viene e va. Non lassoluto, temporanea e limitata nel tempo. I neo-advaitin non accettano questa ovvia verit che sta sia nel senso di comprensione comune della gente ordinaria che in quella degli jnani illuminati. Tuttavia noi siamo consapevoli dellandirivieni della coscienza. Quando la mattina mi sveglio, non sono come un neonato senza alcuna conoscenza del mondo, ricordo che ci sono stati innumerevoli cicli dellandare e venire di vari gradi e attivit della coscienza, dallo stato di sogno allo stato di veglia, e tutti i gradi e variet della coscienza che includono landare e venire del sonno, ossia del nulla. Anche il nulla unesperienza che possiamo ricordare. La maggior

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parte delle persone cui si chiede di descrivere lo stato di sonno d risposte: buio, il nulla, tranquillo, riposante, senza alcuna esperienza della coscienza di qualsiasi tipo 1. Tuttavia ogni giorno mi sveglio e sento la stessa identit, uguale e immutata, come quella del giorno prima. In effetti in tutta la mia vita mi sento essere lo stesso e immutato, non importa quanto il mio corpo cambi, quanto il mio umore cambi, quanto il livello di attivit o qualsiasi altra cosa cambi. questo nucleo centrale di conoscenza dellimmutabile, che testimone e osserva landirivieni della coscienza, di sonno, immagini, pensieri, fantasie, emozioni ecc, che il soggetto ultimo, la testimone di cui dobbiamo diventare consapevoli coscienza per andare oltre la vita e la morte. Il pensiero Io che solo una piccola parte, ma una parte molto significativa del senso dellIo, che penetra verso il basso attraverso le percezioni del corpo grossolano, attraverso il corpo sottile dellimmaginario mondo mentale, e gi attraverso il corpo causale di non consapevolezza, che porta al senso pi fondamentale di s che trascende il mondo e si trova prima della coscienza (veglia/sogno). Questo testimone fondamentale non pu essere conosciuto come oggetto, perch gli oggetti sono materiale dellindagine della mente. La mente non riesce a penetrare verso una profondit che vada oltre il livello del corpo-mente (il corpo sottile). Diventare consapevoli del livello pi profondo dellesistenza dello stato causale non pu mai essere conosciuto come siamo abituati a conoscere come un oggetto della mente. Possiamo solo essere a quel livello pi profondo, e in quellessere, cogliere lesistenza al di l dellesistenza, un diverso tipo di esistenza oltre la mente e il corpo, non conoscibile dalla mente. Questarea di esistenze spirituale molto pi esaminata in Autobiografia di uno jnani. unesistenza del tutto al di l dellesistenza umana. Persino chiamarla lassoluto significa darle un attributo che non ha. del tutto al di l di qualsiasi propriet, descrizione ed esperienza della mente e della coscienza. Adesso far riferimento agli insegnamenti di Robert Adams, Ramana Maharshi e Nisargdatta per trarne una conferma ulteriore di questa comprensione.

1 Questi test sono stati ampiamente verificati dalla psicologia sperimentale nelle camere del sonno, in cui si mettono a dormire volontari (in genere studenti di psicologia) collegati a un elettroencefalogramma. Quando lo strumento rileva onde delta, da 4 a 0 frequenze al sc., che denotano il sonno profondo, lo sperimentatore sveglia il soggetto e gli chiede di ricordare cosa stava sognando o sperimentando. Le risposte sono quelle sopraindicate (ndt).

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PR1-106 Lerronea identificazione Io sono il corpo di per s tutti questi elementi: la mente (manas), lintelletto (buddhi), il deposito di tendenze (chittam), lego (ahankara), la conoscenza erronea (ajnana), la nescienza (snya), maya e cos via. Il prana una forma grossolana della mente, e cos pure il corpo fisico! Anche la mente un corpo, ma un corpo pi sottile. Il prana un po pi grossolano della mente, e il corpo di carne e sangue ancora pi grossolano del prana. La mente nella sua forma pi sottile appare sotto forma di tendenze (vasanas), loscurit dellignoranza. Cerchiamo di classificare tutte queste forme della mente nelle tre categorie dei corpi grossolano, sottile e causale. Tutte le forme grossolane il corpo, la circolazione sanguigna e la respirazione , che sono conosciute dalla mente attraverso i cinque sensi, costituiscono il corpo grossolano; ci perch esse tutte sono chiaramente conosciuto dalla mente, che il corpo sottile, il secondo corpo nel nostro classificazione. Anche se i sastra di solito includono pranamaya kosa [il corpo dellenergia vitale] nella categoria di corpo sottile, noi qui labbiamo incluso nella categoria del corpo grossolano, perch chiaramente percepito dalla mente come un oggetto diverso dalla mente stessa, e perch ci aiuter molto nellapplicare il nostro test. Inoltre, poich tutte queste cinque guaine sono infine da scartare in quanto non-Io (non-S), nessun uomo con un po di buon senso si opporr al non essere assimilato ad alcuno di questi due corpi.

PR1-108 Inoltre, con lidentificazione Io sono la coscienza il corpo, la coscienza (dehatmabuddhi) si aggrappa al corpo grossolano come Io; essa pu anche aggrapparsi in modo sottile a molti altri corpi. Per esempio, quando il corpo grossolano inattivo, la mente funziona. Il sogno rientra in uno di questi casi, un esempio del nostro prendere un corpo sottile. Durante il sogno, la mente come se avesse preso un altro corpo grossolano funzioni e conosce molte cose attraverso quel corpo. Questo corpo di sogno semplicemente una proiezione mentale, non nientaltro che la mente stessa. Perci pu anche essere chiamato corpo sottile; ma noi non esistono forse nel sonno senza sogni? Quindi, dal momento che noi possiamo esistere anche senza questo corpo di sogno, possiamo chiaramente capire che esso non Io. Non dobbiamo tuttavia pensare che la mente funzioni con un corpo sottile solo nel sogno. Anche nello stato di veglia, non facciamo sogni ad occhi aperti? Noi sappiamo che questi corpi sottili che usiamo adesso sono transitori. Quando ci svegliamo dal sogno, il corpo di sogno se n andato. Allo stesso modo anche il corpo che usiamo per il sogno ad occhi aperti diventa falso (inesistente). Cio, questi corpi sono forme false -4-

che vengono a noi e vanno via. Quindi possiamo concludere che esistiamo anche in assenza di tali corpi. Perci, essi non sono noi. Ora, se esaminiamo ulteriormente, scopriremo che abbiamo un altro tipo di corpo ancora pi sottile rispetto al corpo sottile. Anche qui, a sostegno di ci mi riferisco al sonno senza sogni di cui ognuno di noi ha esperienza. Durante il sonno senza sogni non abbiamo n il corpo grossolano, n il corpo sottile. Essendosi calmata completamente la mente, noi affondiamo in stato di riposo immersi nelloscurit totale, senza conoscere n sapere nulla. Quando la mente riemerge da questo buio, ci troviamo o nel sogno o nello stato di veglia. Quando ci svegliamo dal sonno profondo, ricordiamo la nostra esperienza cos: Ho dormito tranquillamente e non ha avuto alcun sogno. Cio, sappiamo che esistevamo anche in quello stato di apparente oscurit in cui non cera nemmeno un sogno. Questo stato buio chiamato corpo causale. Ci che di noi sa che noi sapevamo di esistere a quel livello, Quello il vero Io

PR1-123 Nel sonno profondo, lIo (ahankara - la mente sotto forma di attaccamenti) ancora vivo nella forma molto sottile di tendenze (vasanas); questa forma che la base e la causa della nascita dei corpi sottile e grossolano, e per questo chiamato il corpo causale. Anche nella morte, esistiamo nel corpo causale. Il corpo causale non distrutto dalla morte del corpo grossolano. Il motivo per affermare che anche questo corpo causale non lIo, che noi esistiamo cos da sapere che anche lo stato causale ci estraneo. L, sola, la nostra esistenza reale, n possiamo essere la forma (di oscurit e ignoranza) che assumiamo l. Proprio come abbiamo rifiutato il corpo grossolano dello stato di veglia nella forma di Io non sono questo corpo, anche se sembrava che fosse il vero lIo, e come, per la stessa ragione, abbiamo rifiutato il corpo sottile dello stato onirico come non Io, rifiutiamo ora anche il corpo causale (oscurit e ignoranza) del sonno profondo come non Io, poich soltanto una forma che viene a noi e quindi se ne va. Pertanto, dopo aver escluso con fermezza tutti questi tre corpi come non Io, non Io, cosa rimane allora, la conoscenza, la coscienza (chit) della nostra esistenza (sat), che Io da solo. Commento di Ed Questo il nocciolo degli insegnamenti di Ramana, Robert, Nisargadatta e miei: la consapevolezza di esistenza oltre tutte le forme di coscienza della realt dello stato di veglia, della realt del corpo di sogno sottile e dellesistenza causale delloscurit e del vuoto. Tuttavia, questa conoscenza

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completa si fenomenica, riconoscendo ultimo. Tutti

ottiene solo dopo aver lavorato su tutti i livelli di esistenza osservando queste varie fenomenologie andare e venire, e che noi siamo separati da loro, esse sono estranei a noi, il testimone questi stati e le cose sono esperienze, oggetti, per noi in quanto

testimone che sta, come soggetto, completamente al di l dellesistenza. Il soggetto, il testimone, al centro del senso dellIo. Seguire il filo del senso dellIo attraverso tutti i livelli di esistenza rivela lesistenza del soggetto al di l di tutto questo. Possiamo eliminare questi tre corpi? Certo che possiamo, perch sono solo le nostre guaine e ci sono estranei. Noi possiamo separare noi stessi da ci che ci estraneo, rientra nelle nostre abilit. Solo separando noi stessi da queste guaine che ci sono estranee, conosceremo la nostra vera natura. Secondo la verit che abbiamo gi stabilito, e cio che la nostra vera natura essa stessa felicit, sappiamo che la nostra vera natura sta vivendo la felicit perfetta. Perci, lesperienza di conoscenza il S (atma-swarupanubhava) il culmine della felicit. la meta finale che tutti gli esseri viventi stanno cercando, consapevolmente o inconsapevolmente, attraverso tutti i loro innumerevoli sforzi. Ottenere attraverso lindagine sul Chi sono io? la conoscenza (chit) della nostra realt (sat) quale felicit perfetta (ananda) la meta suprema del genere umano. Lunica causa di tutti mali lerrore di velare noi stessi immaginando che queste guaine siano noi, anche se noi siamo sempre e comunque questa esistenza-coscienza-beatitudine (sat-chit-ananda).

Da Robert Adams:

Satsanga, 1 novembre 1990 Prima dellIo Sono


Robert Lasciate che vi faccia una domanda. Dove credete che stavate o cosa eravate prima della coscienza? Che cosa pensate che eravate? Chi pu dirmelo? Prima di entrare in questo corpo, prima di diventare coscienza, che cosa eravate? Studente: Tu intendi prima della coscienza individuale? Robert: S. S: ...come opposto alla coscienza stessa? R: Entrambi. S: C un prima della coscienza? R: S, c. -6-

S: Prima della coscienza. Sarebbe una coscienza a riposo nessun contenuto? R: Esattamente. Che cosa eri prima di ci? S: Non c alcun prima. R: Non c alcun prima. Sei sicuro? S: S. R: Qualche altra luminosa consapevolezza? S: Non pu essere! assurdo! S: Perch non pu essere, perch non potresti semplicemente abbandonarla del tutto? S: Perch la coscienza fondamentale, la coscienza tutto, tutto ci che . Che cosa pu stare prima della totalit, prima di tutto ci che ? R: Ditemi. S: Qualsiasi cosa si potrebbe dire, sarebbe solo un concetto, e dunque fenomenalit. Significherebbe perdere del tutto la questione (Ed Muzika). R: Questa la risposta, hai capito. Finch lo si pu descrivere o farne esperienza (Robert considerava che tutte le esperienze erano illusione) non quello. un mistero. oltre qualsiasi possibilit di descriverlo. Il finito non potr mai comprendere linfinito. Perci finch lo si pu descrivere, ne si pu parlare, non quello. E questo dovrete ricordarlo sempre. Quindi la risposta il silenzio, questa la risposta giusta. Tu sei spazio, e ora sembri essere limmagine sovrapposta allo spazio. Ora, perch ti identifichi con limmagine? Ma prima alla coscienza tu non eri lo spazio in realt, n limmagine. Il motivo per cui dico che non eri lo spazio perch possiamo parlarne. Commento di Ed un oggetto ed visto, e un concetto di cui si pu parlare. Difatti il concetto crea loggetto e loggetto crea il concetto. Voi avete un concetto di spazio, e quindi finch avete un concetto di spazio, non quello. Finch se ne pu parlare, finch lo si pu descrivere, finch se ne pu discutere, finch ci potete attaccare i vostri giudizi e dire questo o quello, vi sbagliate. sbagliato non proprio, meglio dire che siete sulla strada sbagliata; perch se sbagliate, allora vuol dire che c qualcosa di giusto; ma non c niente di giusto, n c niente di sbagliato, va oltre i concetti dualistici.

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Finch cercate, non lo troverete mai. In fin dei conti chiedetevi cosa state cercando. State cercando qualcosa che siete gi. Ecco perch non lo potete mai trovare. Se voi non foste quello, allora si dovrebbe cercare, ma voi siete gi quello, perci la ricerca diventa inutile. Commento di Ed Allora, in questo Satsanga, a Robert non piaceva il testimone termine, ma ha fatto cos anche in altri Satsanga. Robert non voleva dare al S un nome o attaccarvi un concetto come lassoluto, che lavrebbero reso un oggetto, una cosa, e il soggetto non pu mai essere un oggetto, o conosciuto come avente delle qualit. Il S del tutto al di l delluniverso tuttavia gli testimone. Il termine testimone esprime il senso del soggetto, di Io: succede a me, io lo sperimento, io lo vedo, io lo sento, io lo percepisco in altri modi. Quando si rimane accuratamente sul senso dellIo, si penetra attraverso tutte le percezioni, tutti i concetti e le immagini, attraverso loscurit dellesperienza causale e infine si diventa se stessi [il S]. Cio lattenzione volgendosi allindietro [verso se stessa] diventa il testimone, lIo, che comprende tutto, ma rimane/riposa nella conoscenza che tutto estraneo a s. Il mondo e tutti gli oggetti interiori sono la seconda e terza persona, mentre lIo, la prima persona, il mistero, il sommo inconoscibile. R: Ramana Maharshi diceva che il solo problema che veramente avete di credere di essere nati. S: Questa era la tua domanda guida di oggi: Cosa eravate prima di essere nati? R: Prima della coscienza. S: Che in realt al momento della nascita, non vero? La coscienza? R: Al momento della nascita, s, la coscienza subentra. Ma prima della coscienza non c niente: lo spazio. S: Non cera nemmeno il potenziale per la coscienza. R: Zero assoluto. S: Ma cera qualcosa che fosse un concetto, prima. R: Finch c qualcosa, non quello. Non c nessuna cosa. al di l delle parole e dei pensieri. S: Ma c qualcosa.

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R: Cos? Cosa? S: No, ti stavo chiedendo. R: un mistero, nessuno lo conosce. S: Non conosciamo cosa, ma cera qualcosa. R: Non c niente. Ma niente oltre i sensi, perci sembra stupido. Quando la tua mente tranquilla e in pace e siedi in silenzio, allora diventi quello a cui ti stai riferendo. E questo nientaltro che voi stessi. Ma non cercare di spiegare il s. Una volta che si tenta di spiegarlo, non pi quello. S: Il s solo una parola che indica qualcosa che senza parole, che indescrivibile e non pu essere spiegata. R: S. S: Ma da unindicazione, come un dito puntato. R: Come una freccia, un dito puntato sulla luna. Commento di Ed Cio, questo qualcosa fuori dal mondo dellesistenza e della conoscenza, come noi la conosciamo. Devi essere quello. Nellesserlo, si scopre che c qualcosa che completamente oltre lesistenza, la vita e la morte.

Robert Adams I QUATTRO PRINCIPI (agosto 1990) Posso parlare solo della mia esperienza personale. Non c alcuna differenza, per me, tra lo stato di veglia, lo stato di sogno, lo stato di sonno, e lo stato di visione, sono tutti uguali. Sono consapevole di loro tutti, ma io non sono loro; io li osservo, li vedo accadere. un dato di fatto, a volte non riesco a capire la differenza che c tra loro. A volte non so se sto sognando, se sono sveglio, se sto avendo una visione o se sto dormendo. tutta la stessa cosa, perch faccio un passo allindietro, e osservo me stesso che va attraverso tutte queste cose. Commento di Ed Faccio un passo allindietro e osservo me stesso. Egli osserva landirivieni dei diversi stati di coscienza, veglia, sogno e sonno. Egli separato e sa che essi non sono lui. Sono oggetti. Egli il mistero del soggetto o testimone. Essi sono coscienza, egli al di l di questo.

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necessario un passo in pi per raggiungere questo stato. Voi siete consapevoli del mondo ed anche di tutti gli oggetti interni, ma siete anche consapevole del fatto di essere consapevoli, anche se quel tu [il soggetto voi e tu in inglese si traducono allo stesso modo: you] non ha unapparenza oggettiva. Questa non una regressione infinita. Voi siete consapevoli di essere consapevoli: si ferma qui. Non che voi siete consapevoli di essere consapevoli, di qualcosa che consapevole ecc. Quando ho avuto il mio secondo risveglio, ero consapevole che il mondo, il sogno e gli stati di nulla non aveva niente a che fare con me. Ero separato da loro, essi sono venuti su di me come nuvole: prima lo stato di veglia, poi il sogno e quindi il sonno. Ero consapevole di essere separato da quegli stati, e infatti non avevo niente a che vedere con loro, tuttavia non avevo esistenza come cosa. Quindi ci sono stati diversi processi in corso. Io ho riconosciuto di esistere, ho riconosciuto che tutto quello che avevo pensato costituisse lesistenza come la veglia e il sonno non avesse nulla a che fare con me. E infine c stata la conoscenza della trascendenza. Io ero trascendente e sapevo di essere trascendente. Io era al di l di tutto, intoccabile dal fuoco e dalla spada, da vita o morte. Ero il vero non-nato di cui discutono i neo-advaitin, che per loro qualcosa che ha a che fare col riconoscere che il banale pensiero Io non ha un ego oggettivo come cosa associata. C un miliardo di anni luce di differenza tra il vedere che non c un ego personale oggettivo auto-associato col pensiero Io e il riconoscimento dellIo come trascendente, al di l del cielo e della terra.

Titolo originale: The Need to go Beyond, No-I Postato su: http://www.itisnotreal.blogspot.com, il 19 maggio 2010 Traduzione di Sergio Cipollaro Le note nel testo tra parentesi quadre sono del traduttore. Postato su www.itisnotreal.net il 23/05/2010

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Edward M uzika

A Caccia dellIo
Lautoindagine di successo

Una pratica corretta di autoindagine 1 talmente importante che sento la necessit di articolarla in molti modi diversi, perch i metodi di successo sono una questione davvero delicata. Si pu praticare unautoindagine infruttuosa per parecchio tempo perch non si ha idea di cosa si stia cercando. Perci spiegher i vari metodi in modi leggermente diversi nella speranza che luno o laltro modo faccia presa su coloro che sono veramente interessati alla pratica. Alcune persone sono in grado di sentire un senso di Io Sono quasi immediatamente durante lintrospezione, altri no si per natura introspettivi o meno. Per fare lautoindagine o si ha questo talento o lo si apprende con la pratica. Lo stesso vale per la psicoterapia. Quelli abili a guardarsi dentro e vedere oggetti interiori immaginari lavoreranno bene con la terapia verbale, mentre quelli che non hanno questa abilit non riusciranno. In ogni caso si pu apprendere questa capacit attraverso i ripetuti sforzi di guardare dentro gli spazi immaginari della mente. Il problema che un sacco di persone non avverte la sensazione o il senso di Io Sono, perci non hanno nulla su cui lavorare. Guardando dentro se stessi trovano solo buio, o una miriade di fenomeni, come luci interiori, pensieri, immagini, ricordi, sensazioni corporee, movimenti di energie ecc, e non hanno alcun indizio di cosa sia lIo Sono su cui ci si deve concentrare; sono persi in una foresta di sensazioni e percezioni e non hanno il senso di Io n di Io Sono. In questo caso Robert consigliava il metodo di chiedersi: Chi sono io?, o Chi percepisce questi pensieri e questi oggetti?. Questo metodo pu alla fine condurvi al testimone, ma la sua debolezza sta nel fatto che rimane completamente al livello mentale e del pensiero, mentre invece si deve andare al di l della mente. Laltra debolezza del metodo Chi sono io? che, dopo aver imparato come trovare ed essere testimone di un pensiero (ogni pensiero, compreso il pensiero Io) ), losservare da dove viene e dove va conduce al Vuoto. Tutti i pensieri vanno e vengono dal Vuoto, provate. Ogni persona sperimenta lapparenza dei pensieri in modo diverso, ma qualunque sia la loro forma, essi emergono spontaneamente dal vuoto presente nello

sfondo o in primo piano [della coscienza]. Comunque questo non chiaro fino a che il mondo interiore non si apre abbastanza da far percepire lo spazio interiore stesso come un fenomeno. Mentre si guarda il vuoto come la fonte e la destinazione dei pensieri, il praticante potrebbe cercare di diventare il vuoto, credendo che sia il s, poich l che i pensieri sorgono e scompaiono, oppure continuare ancora a scrutare nel vuoto alla ricerca della sorgente. Ma il vero obiettivo del cercare la sorgente trovare losservatore del pensiero, il soggetto, il ricercatore, lo spettatore, e poi diventare losservatore stesso. Il soggetto, lIo, lo spettatore, non il Vuoto. Il Vuoto stesso un oggetto dal punto di vista dellosservatore. Questo il grande errore di coloro che cercano la sorgente dei pensieri, perch possono essere indotti a continuare a guardare nel vuoto ove appare che i pensieri sorgano e svaniscano, invece di cercare ci che percepisce il pensiero, compreso il pensiero Io. Conosco bene questa trappola perch ci sono caduto per anni. Quindi lautoindagine si compone di due fasi: date unocchiata a tutti i fenomeni a vostra disposizione, sia fenomeni interni come pensieri e immagini, che fenomeni esterni come gli oggetti nel mondo, sia mentre meditate che durante tutto il giorno; osservateli e giocate con i fenomeni. Acquisite familiarit ed esplorate in una certa misura il mondo interiore. Quindi chiedetevi: Questo fenomeno sono Io? O Io sono altro da esso?. In verit, state cercando quel sentimento di base che si associa allaffermazione: Questo me. Quello che stiamo tentando di fare di trovare lanomalia, ci che non cambia e che diverso da tutte le altre sensazioni; nel senso che non un fenomeno osservato ma in realt losservatore, il testimone, lo spettatore stesso. la singolarit intorno alla quale si dispongono tutti gli oggetti e il mondo. Ci sono molti fenomeni che in tempi diversi appaiono essere lIo Sono a colui che pratica lindagine, come il pensiero Io, lego, o il grande Vuoto che si sperimenta quando siete vicini al risveglio * . Molte persone inoltre trovano pi soggetti o osservatori: osservano i pensieri come testimoni e poi si rendono conto di stare osservando [il testimone che osserva] questi pensieri; ci sono, cio, due ordini di testimoni. Per lo pi quando le persone pensano per la prima volta di sperimentare la sensazione Io Sono, stanno in realt osservando il legame energetico che collega il corpo alla mente. Non sono ancora consapevoli del fatto che sono separati da questo fenomeno, che lo stanno solo osservando e che questo osservatore il vero Io. Losservatore, spettatore, o testimone cos vicino a noi stessi che spesso lo trascuriamo, come la parabola advaitica del Decimo Indiano mette in luce; spesso losservatore non viene trovato poich non un oggetto e viene dato per scontato 2 . 2

Tutti questi falsi Io devono essere osservati, esplorati, si deve giocare con loro e si deve scoprire che non sono il vero Io. Invece la sensazione Io Sono di cui parla Nisargadatta Maharaj il nodo dellego che collega il corpo alla coscienza. Questo nodo non siete voi, ma questo lo dovete scoprire da soli attraverso lesperienza diretta e non soltanto come una nozione appresa da altri. Una volta che questo nodo stato tagliato, tutto il resto diventa semplice e chiaro, e il nodo viene tagliato attraverso la continua osservazione, scoprendo che quel nodo viene osservato dallimperituro Me. Poi un giorno vi svegliate, e quel giorno trovate che il nodo non c! Che scoperta! E a quel punto vi identificate con la totalit della coscienza, con la totalit di Io Sono. Questo il primo risveglio, ma certamente non il pi importante. Lautoindagine un lavoro continuo, a tempo pieno che non limitato ai periodi di meditazione formale. La meditazione formale, praticata spesso, di grande aiuto perch costruisce il potere dellintrospezione. Ma troppa meditazione rende la mente lenta e ottusa, il che un errore. Alla meditazione formale si dovrebbero almeno destinare due periodi al giorno costituiti da due sessioni di 25-35 minuti luna, separate da una pausa di cinque minuti. Questi spazi possono essere gradualmente aumentati, per chi ha tempo, a tre-quattro sessioni di 25-35 minuti luna in tre periodi della giornata. Ho trovato che sessioni notevolmente pi lunghe di 35 minuti sono in genere una perdita di tempo, che invece meglio investito in brevi ma pi intense sedute. Tuttavia, gli effetti benefici della costruzione del potere introspettivo durante la meditazione verranno dissipati se si rimane il resto della giornata asserviti al mondo. Una volta isolato ci che si pensa sia il proprio Io Sono, lo studente deve soffermarvisi diverse volte per pochi minuti durante il giorno e osservare questo Io Sono per comprenderlo meglio nella vita quotidiana. La consapevolezza di s dovrebbe diventare continua. Si scoprir che lIo Sono cambia nel corso del tempo, perch il vero Io non viene visto; lIo Sono solo un oggetto che si pone come Io. Poi, un giorno, uno scopre lanomalia: ci che non cambia mai, che il soggetto di tutta la miriade di oggetti. Una volta che questo viene visto con chiarezza, tutti gli oggetti perdono dimportanza, e il lavoro dello studente quello di rimanere, dimorare in tale osservatore, soggetto, testimone, da cui sorgono tutti gli oggetti del mondo. Questo uno stato di riposo. Cercare di rimanere in quel centro non uno sforzo. Ci che avviene che la mente inquieta con cui noi ci identifichiamo ha bisogno di essere attiva, perci a causa di questa identificazione con la mente, noi diventiamo attivi. Ma lIo reale riposa sempre, e attraverso il continuo portare lattenzione della mente allo

spettatore o testimone, perde linteresse ad andare altrove perch attratto dalla profonda pace sperimentata nello stato di riposo. Una volta che il testimone stato scoperto, si ha una strada maestra da seguire verso lautorealizzazione. I falsi Io cadono o si dissolvono. Allora il lavoro a tempo pieno di rimanere in questo Io, di dimorare l, e ne seguir infinita pace e felicit, che vi attrarranno ad esse senza sforzo fino in fondo al percorso. Qui di seguito spiegato come fare questo. Prima di entrare pi dettagliatamente nel processo dobbiamo aver chiaro che possiamo e dobbiamo fare la stessa analisi per gli oggetti del mondo esterno. Scegliete un oggetto, come ad esempio una persona, un albero, un animale domestico accanto a una finestra. Osservatelo e al tempo stesso cercate in voi stessi il senso di Io Sono e vedete se si sente una connessione tra lIo e questo oggetto. Se loggetto carico emozionalmente, come ad esempio una persona amata, si avvertir spesso un collegamento tra la persona e il nostro cuore. Quando si scopre questa sorgente del cuore, si pu cercare deliberatamente di immergersi in essa. Ci provocher un aumento immediato della felicit e della centralit che sar daiuto alla meditazione formale e condurr pi rapidamente alla liberazione. Poi si deve osservare se questa sorgente del cuore il testimone oppure no. Si spera che questa panoramica spieghi lintero processo. Ora il processo verr spiegato pi dettagliatamente. Anzitutto le articolazioni migliori dellautoindagine, date da altri autori, sono in due libri: The Path of Sri Ramana, Part 1, di Sadhu Om e Michael James, capitoli sette e otto, e in The Nisargadatta Gita, di Pradeep Apte. Questultima una raccolta, compilata da Apte, di 231 sentenze di Nisargadatta, in cui egli parla del senso dellIo Sono e del dimorare nel s. La descrizione dellautoindagine che si trova in The Path of Sri Ramana pi vicina allinsegnamento di Robert Adams. La via di scoperta del s insegnata da Robert, Ramana e Nisargadatta di dimorare nellIo Sono. Ma cosa significa? Cos lIo Sono? Come posso dimorare in esso? Come posso praticare lautoindagine? Un ulteriore approfondimento sulla pratica di ricordare il s, o dimorare nel s, si pu trovare nel libro di Michael James, Happiness and the Art of Being 3 , in particolare negli ultimi capitoli. Un altro libro che talora raccomando a coloro che non sperimentano il senso di Io Sono, di esistenza o di presenza quello di Michael Langford, Il mezzo pi rapido e diretto per lEterna Beatitudine 4 .

Michael scrive di aver praticato vari tipi di autoindagine per 27 anni con scarsi risultati. Alla fine non era pi autorealizzato di quando aveva cominciato. Voglio che la sua esperienza chiarisca una cosa: lautoindagine complessa perch ci sono cos tante esperienze interiori, che pu essere piuttosto difficile trovare il soggetto nel quale poi riposare. Certamente lautoindagine non uno strumento semplicistico come luso della domanda Chi sono io? ripetuto pi volte. Michael aveva praticato assiduamente lautoindagine per 27 anni, aveva letto tutti i libri, aveva incontrato tutti gli insegnanti, ma non era arrivato da nessuna parte. Posso dire che a me capitata la stessa cosa per oltre 20 anni. N il risveglio solamente scoprire che non esiste n lego n alcun oggetto a cui il pensiero Io si riferisca. Queste sono ancora esperienze iniziali di risveglio. Michael non mai stato in grado di aggrapparsi alla sensazione Io Sono. Egli ha descritto un metodo e un concetto secondo cui lessere consapevole della consapevolezza stessa il dimore nellIo Sono. Il metodo che ha scoperto o dovrei dire che ha riscoperto sembra una meditazione del Zen Soto detta Shikantaza. Michael pu non essere daccordo che il suo metodo sia Shikantaza perch crede di aver scoperto il metodo di autoindagine della consapevolezza che osserva la consapevolezza, ma il suo metodo n pi o n meno lo Shikantaza: sedere in silenzio senza far niente, tranne essere consapevoli. Questo non facile, ci vuole del tempo. La mente deve assestarsi e diventare tranquilla. Spesso devono passare anni prima che questo star seduti tranquillamente sia possibile, perch i principianti invariabilmente si aspettano risultati immediati. Se non li ottengono, spesso abbandonano la pratica, o vanno dal prossimo maestro, o passano a unaltra tecnica. Ai principianti non piace la quiete, vogliono lazione. Comunque, come spesso Robert diceva: la perseveranza tutto. Un altro metodo principale di autoindagine quello di far emergere la vera sensazione Io Sono e dimorare l. Anche questo in genere non facile a causa di molti fattori. Personalmente, ritengo che questo sia il metodo migliore e ne discuter ancora un po. Se si pratica per prima cosa Shikantaza e si ottengono molti, molti samadhi durante un lungo periodo di tempo, gradualmente si trova la liberazione. Ma la pratica deve continuare perch lIo Sono non stato ancora eliminato. LIo Sono ancora presente come residuo dellio personale. I samadhi diventano come stati speciali isolati e ci si chiede qual reale: gli stati di unione del samadhi o il s degli stati di veglia/sogno al quale sempre si ritorna. I samadhi sono isolati nel senso che non importa quanti uno ne sperimenti, dopo ritorna sempre lo stesso senso di essere un umano, legato al corpo.

Il modo pi veloce per uccidere il Tu, lIo Sono, il dimorare nellIo Sono come stato insegnato da Ramana e Nisargadatta. Quando questo stato fatto, lIo muore per sempre. Con Shikantaza si ha una identificazione troppo precoce con la totalit della coscienza e del Vuoto, mentre non viene tagliato il nodo, che la connessione energetica tra la mente e il corpo e tra questa connessione e i livelli pi profondi dellessere, come le esperienze del vero nulla che si hanno al livello del corpo causale. Se la liberazione viene ottenuta con il primo metodo (Shikantaza/Langford), perch diventi definitiva si deve ritrovare di nuovo lIo Sono e quindi seguirlo. Questo, se si rimasti nel vuoto per anni, diventa estremamente difficile. difficile a quel punto trovare un senso di s per chi, attraverso ripetute meditazioni Shikantaza, solitamente identificato col vuoto. Molte persone mi hanno scritto di non riuscire a trovare un senso di Io personale, anche dopo anni di riflessione e meditazione. Molti sono rimasti nel vuoto per anni e cominciano a provare rabbia per non avere trovato n felicit n liberazione. Essi hanno saltato la distruzione del sistema/meccanismo Io Sono, il che significa che lIo Sono ancora vivo ma non viene percepito, coperto com dalla focalizzazione sul vuoto. Queste persone si sono perse nel vuoto e non hanno raggiunto nulla. Non possibile saltare passaggi. meglio iniziare seguendo lIo Sono e completare questo compito; quindi il dimorare nel vuoto del testimone divino, lassoluto, senza sforzo e permanente. Una volta ho visto un libro dal titolo A Caccia dellIo. Questo titolo per me una descrizione perfetta del processo dellautoindagine: andare alla ricerca tra tutti i fenomeni che costituiscono il nostro mondo interiore, identificare lIo, e poi restare focalizzati su questo senso di individualit, di prima persona. Il processo diventa complesso perch esiste anche la parola o pensiero Io, che il perno centrale della rete di pensieri e immagini che noi riteniamo sia il mondo reale. Questo pensiero Io non coincide con il sentire la propria esistenza personale, ossia il senso Io Sono che molto simile a una sensazione tattile associata al corpo, ed si solito centrata intorno al cuore, o localizzata come una specie di vuoto dietro o sopra il corpo. Naturalmente lessere consapevoli di questo richiede gi una buona capacit operativa di interiorizzarsi e di autoanalizzare i fenomeni soggettivi. Ci significa che o si ha uninnata capacit di discriminazione o la si acquisisce attraverso anni di pratica. Io, facendo parte del tipo ottuso senza uninnata capacit, ebbi bisogno di anni di pratica. Sono sempre stato introspettivo, in un certo senso, facilmente perso in un mondo interiore di pensieri ed emozioni, ma questo mondo interiore non era mai aperto e spazioso. Ho imparato ad aprire questa oscura soggettivit interiore attraverso lapertura 6

del Terzo Occhio, diventando consapevole di una luce che sta tra le sopracciglia, ed espandendo di continuo quella luce verso il basso nella terra, poi verso lalto e verso lesterno, rivelando cos uno spazio immaginario pieno di luce, la cosiddetta luce della coscienza. Ma il problema fu che ho trascorso anni in quello spazio vuoto e illuminato, pensando che fosse la realt e non riconoscendo che io ero ancora separato e testimone del vuoto. Io ero ben oltre il vuoto ma, preda dellignoranza, restavo in attesa di trovare lassoluto senso di soggettivit continuando a guardare nel Vuoto. Durante gli anni di autoindagine si troveranno legioni di esperienze interiori che potrebbero essere erroneamente identificate come Io Sono. Pratica e perseveranza, come anche il limitarsi a leggere solo pochi libri e lascoltare la guida di un insegnante la via duscita migliore e pi veloce da questa giungla interiore. La pratica necessaria per lautorealizzazione? Decisamente s, senza alcun dubbio.

Vediamo ora come il concetto di caccia allIo diventa un metodo praticabile. Si guarda dentro per trovare lIo Sono. Ogni pochi giorni, settimane o mesi si scopre qualcosa di nuovo che si potrebbe credere sia il vero Io Sono: il soggetto. A volte lautoluminosa luce della coscienza, a volte lilluminato vuoto interiore simile allo spazio, a volte una sensazione interamente basata sul senso del corpo. Alcuni avvertiranno quel senso di Io Sono come una sensazione, nellarea del cuore, di percezione di s che si presenta come sentire il corpo. Altri credono di essere consapevoli del corpo attraverso un senso visivo interiore, la qual cosa in realt un oggetto nello spazio dellimmaginazione e quindi irreale. Essi scopriranno il senso interiore di uno spazio interiore infinito (o non-infinito, limitato) e penseranno di essere quello. Non sono quello. Si continua a esplorare con lidea erronea che a un certo punto lIo verr trovato, senza rendersi conto che lIo che sta guardando. Il soggetto non si trova, perch il soggetto non pu mai diventare un oggetto. Quello che si scopre che tutto ci che si vede, che si sperimenta e che si conosce in realt un oggetto sperimentato o conosciuto dal soggetto, che non pu essere trovato. Questo tipo di ricerca pu andare avanti inutilmente per anni, in quanto il s non una cosa, un oggetto, uno stato, n unenergia o qualsiasi altra cosa che possa essere trovata e sperimentata. Questo voi potreste gi comprenderlo. Che fare? A questo punto dovete diventare consapevoli che c qualcosa che consapevole dei processi dellautoindagine. Quel qualcosa il S, losservatore ultimo.

Allora la nuova pratica diventa guardare lo spettatore/osservatore, non qualche sensazione del corpo o falso Io nello spazio immaginario. Voi siete gi consapevoli dellosservatore, ma non del fatto che lo spettatore il vero Io. Siete caduti nellequivoco di credere che lo spettatore possa trovare il vero S, quando in realt lo spettatore il vero S. Il ricercare qualcosa il problema. Lo spettatore gi completo e in pace. Perci unitevi allo spettatore. Ci sono due passi da fare: individuare lo spettatore come soggetto delle sensazioni, e provare a giocare con lui per osservarne tutte le manifestazioni; poi riposare nello spettatore, rilassarsi e lasciare che lo spettatore guardi, e divenire solo lo spettatore stesso. Quando si capito questo, avete un modo chiaro per dimorare nel s: semplicemente guardate verso il senso (apparentemente interiore) di guardare, non per cercare un nesso, un vuoto, una sensazione del cuore n qualsiasi altra sensazione o esperienza. Queste sono pratiche preliminari, stadi che vengono prima che scopriate lo Spettatore. Dopo la scoperta sprofondate nellosservatore, nel soggetto e diventate il soggetto. Sembra semplice, ma in realt il mondo interiore cos pieno di pensieri, oggetti, stati, esperienze, vuoti, energie, stati di essere, che individuare chiaramente lo spettatore non cos facile. Basta leggere Autobiografia di uno Jnani 5 per rendervi conto di quanto intricate siano le esperienze interiori e di quanto sia difficile trovare lo stato fondamentale. Dovete capire che quello che troverete che tutto ci che voi avete creduto di essere, non siete Voi, lo spettatore, ma oggetti, processi, pensieri e energie che avete considerato essere voi stessi in precedenza. In un certo senso inizialmente lo spettatore viene spesso percepito come unaltra sensazione, un altro oggetto interiore, ma non una sensazione fisica, come potrebbe esserlo la consapevolezza di una sensazione corporea o di un pensiero. La pratica consiste nel rivolgere lattenzione allinterno verso la sorgente, verso lo spettatore, e cercarlo. Il processo di individuare i fenomeni, esaminarli e giocare con essi fin quando non li si conosce pienamente, e poi escludere che siano lo spettatore pu richiedere un tempo pi o meno lungo. Questo il vero processo dellautoindagine, non quello che spesso indicato come un insulso ripetersi: Chi sono io?. 8

Non ho idea di cosa sperimenterete, diverso da persona a persona, ma alla fine capirete (vedrete, sperimenterete, comprenderete, scoprirete, saprete) che non c un guardare dentro o fuori. C una sola coscienza. Lo sforzo intenzionale di guardare allinterno servito a controbilanciare labitudine di tutta una vita a guardare allesterno, ed servito a sviluppare la discriminazione introspettiva atta a escludere che gli oggetti e i fenomeni, interni ed esterni, siano confusi per il vero Voi. Voglio sottolineare che la frase guardare dentro falsa. Non c interno n esterno. Questa distinzione dura solo fino a quando pensate di essere un corpo. La frase guardare allinterno suona quasi come un comando a guardare nel vuoto interiore dellimmaginazione, come se fosse allinterno del corpo. una cattiva istruzione che rafforza lidea di una realt interiore e di una realt esteriore, di un dentro e fuori la pelle. Il mondo, il vostro stato interiore, la vostra ricerca, la vostra immaginazione su cos lautorealizzazione, scompariranno e voi capirete che tutto quello che avete sperimentato fino a quel momento immaginazione. Sarete liberi da tutti i concetti e fantasie. Dovete dimorare in questo per un lungo periodo di tempo, ma il dimorare nel s non diventa continuo [cio stabile] per lungo tempo. soltanto una questione di persistenza, e questa nasce solo dopo che una passione continua per la verit diventa la questione pi importante per voi. Poi, a un certo punto, tutto scomparir voi vi troverete a essere nella mente silenziosa. difficile da spiegare, ma non scompare come se voi fluttuaste in uno spazio infinito consapevole, ma piuttosto il mondo che cessa di esistere come oggetto apparente. Lio pure scomparir come soggetto apparente. Ci sar solo lunione, senza nessun osservatore (o s) separato che osserva il mondo. Pi avanti, anche questa [condizione di unione] scomparir quando ci si rende conto che sullo sfondo c stato un testimoniare persino di tutto questo processo. C questa cosa, che non una cosa, che ha avuto cognizione di tutto il processo, ha avuto cognizione del corpo, del s personale, del mondo, dello stato di veglia, dello stato di sogno, e anche del processo di comprensione. Di questo stato non si pu dire nulla, perch non esistono attributi, e formulare attributi o a cosa assomiglia vi porterebbe fuori strada dalla vera pratica. Questo non uno stato, ma ci che osserva tutti gli stati. Ora, questo un modo di spiegare il processo di risveglio. Michael Langford lo spiega a modo suo, e sia Robert che Ramana articolano i loro metodi. Notate che Robert, Ramana e Nisargadatta raramente hanno parlato della esperienza finale, ma solo del metodo, e di filosofia Advaita che oscura completamente la meta perch aggiunge un impedimento concettuale.

Lo stesso si pu dire di Langford e di tutti gli altri maestri. Essi hanno fornito solo una fenomenologia e filosofia che causano distrazione, storie artificiali per guidarvi verso la loro articolazione di un metodo e verso il vostro praticare quel metodo. Io non voglio portarvi troppo fuori strada, ma tutti questi metodi sono quello che ho chiamato tempo fa massaggiare lego, e non hanno nulla a che fare con la meta finale, ma lapparente praticare dobbligo per tutti, persino per quelli che sostengono che nessun metodo o pratica possibile o necessario. La pratica necessaria per aumentare la discriminazione. Voglio ribadire che il ripetuto portare lattenzione allIo Sono, al soggetto apparente, un agire solo finch lIo Sono considerato un oggetto di meditazione, come quando ci si concentra sul nodo dellego che collega il corpo alla mente e che la maggior parte delle persone scambia per lIo Sono. Il vero soggetto, lIo, non un oggetto: TU, losservatore, al di l di tutti i fenomeni e del mondo, ed uno stato caratterizzato dal non fare nulla: semplicemente guardare. lo stato di riposo dellessere. Lapparente attivit del portare la mente in direzione dellIo in realt una supplica per avere la grazia che lIo prenda il controllo e ponga fine alla ricerca dellaspirante. LIo il punto zero di assenza di movimento e delleterno riposo. Lattivit apparente coinvolta nel dimorare in questo Io in realt riposo, un non fare, lo scoprire il vostro S a riposo, che non agisce. Dimorare nellIo Sono in realt la pratica di non far niente, ma ha successo solo se siete veramente consapevoli dellIo reale, il testimone, lo spettatore, e potete esserlo con sicurezza solo dopo una lunga e intensiva pratica di investigare la mente. Senza questa discriminazione acquisita attraverso la pratica, c il rischio che vi arrendiate a un altro oggetto considerandolo il vero Io, come lego. Perci guardatevi da quelli che dicono che non necessaria alcuna pratica. Non necessaria, e neanche possibile, per chi ha gi scoperto il vero Io, lo stato di riposo, ma non fare nessuna pratica prima di essere divenuti consapevoli di cosa sia il punto zero, inutile e sciocco.

IL MIO METODO: NON FARE NIENTE

Robert ha insegnato il processo di autoindagine Chi sono io? solo perch alcune persone avevano necessit di un metodo o un modo per tenere la loro mente occupata. Robert ha insegnato che tutti i metodi conducono al Silenzio. Il Silenzio profondo, il pi profondo, non solo dove lAssoluto viene rivelato, ma Assoluto stesso.

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Tutti i metodi sopramenzionati li ho praticati per anni senza reali cambiamenti. Mi portarono tutti i tipi di esperienze e di nuove comprensioni, ma non ci fu alcuna liberazione n morte del senso dellIo; solo molte piccole morti [dellego, ma non definitive]. Questo mi conduce a unosservazione. La maggior parte dei praticanti troppo presa dalle loro esperienze e dallo spiegarle, piuttosto che dal persistere nellandare pi profondamente con lautoindagine. come se non riuscissero a sopportarne la monotonia e cos la trasformano in una discussione intellettuale col guru o con un insegnante. Essi vogliono mantenere la loro vecchia realt di pseudocontatto umano col guru, mentre il guru vuole solo portarli oltre qualsiasi cosa che abbiano mai vissuto o immaginato. Questo tempo sprecato. unesperienza [spirituale] avuta sembrano interessate). come alla fine della loro ricerca e alla Specie il tempo trascorso ad analizzare, per capire, dieci o venti anni prima (cosa a cui cos tante persone se credessero che recuperare quellesperienza portasse pace.

Ogni esperienza che non ripetibile e frequente senza valore. Quando ho incontrato Robert, dopo circa due anni mi sono arreso a lui. Sapevo profondamente che qualsiasi metodo avessi praticato era solo nella mente e non avrebbe distrutto lIo personale. Stavo semplicemente massaggiando lego la miscela di gas immaginario che io chiamo lo spazio immaginario o mondo dellimmaginazione. La resa un approccio allo stato di riposo. Io Mi arrendo. Non la mia [volont] Signore, ma la Tua. Ma anche questa fiducia e abbandono non aveva portato alla liberazione fino a quando Robert non lasci Los Angeles. Quando Robert si trasfer a Sedona mi sentii completamente solo, abbandonato. Comunque, il processo di imballo delle masserizie e del trasloco di Robert fu piuttosto caotico e snervante, tanto che iniziai semplicemente a rilassarmi e ad ascoltare musica sacra orientale, in particolare quella di Muktananda e Yogananda, per sfuggire alla tensione e perch non sapevo cosaltro fare. Questo spostamento mi fu imposto, non potevo fare altro. Passavo ora dopo ora, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, su un divano ad ascoltare musica e mi lasciavo trasportare, godendomi completamente lo spettacolo della coscienza che si dispiegava dentro: le forme, i pensieri, le sensazioni interne ed esterne. Il mio corpo lasci andare la maggior parte della tensione. Mi sentivo sprofondare in me stesso. Non facevo quasi niente, eccetto mangiare e fare qualche passeggiata. Ho cominciato a sentirmi beato. Stavo diventando assolutamente niente, ma non nel senso Zen del Vuoto, ma in quello personale di essere trascinato dalla gioia e 11

dalla felicit di cantare. Mi stavo rilassando nellessere, spintovi dentro dalla felicit di non far niente se non essere, con tutti i fenomeni interni ed esterni. Poi un giorno, avvenne un risveglio con lesperienza della doccia di cui ho parlato altrove in questo sito titolandolo Il Primo Risveglio 6 . ** Stento a raccomandare questo a chiunque. Io amavo la musica sacra e cantare. Amavo anche dimorare nel vuoto e nel silenzio ascoltando i canti. Perci solo quei pochi con la mia stessa propensione ne avrebbero beneficio; diversamente diverrebbero soltanto irrequieti. Un metodo simile che per voi potrebbe funzionare meglio consisterebbe nel prendere tutti i colloqui registrati di Robert, metterli su un lettore MP3, iPod, con un sistema di altoparlanti esterni, o su una radiosveglia che supporta MP3 o iPod, e ascoltarli. Ascoltate semplicemente i colloqui ogni volta che avete un po di tempo. Fate in modo di avere musica sacra in sottofondo. Tutti i colloqui di Robert sono sempre diretti a ottenere che voi entriate nel Silenzio. I suoi discorsi vi porteranno ripetutamente al silenzio. La musica produrr, o potrebbe farlo, beatitudine. Entrambi, discorsi e musica, indurranno a un completo rilassamento, e la fusione del senso di s (lindividualit) in un senso di completa felicit. Potreste dire che questo il modo pi semplice, ma lo solo se siete pronti. Anni di pratica intensa sono di solito il prerequisito, perch siamo abituati a usare la mente per scoprire o creare qualcosa. Quando si capisce chiaramente che la mente non adatta a portare a termine la pratica per il Risveglio, sopraggiunge allora un profondo rilassamento e lo sprofondare in un pi profondo livello del s, come Rajiv racconta in Autobiografia di uno Jnani. A proposito, si pu programmare lallarme di una radiosveglia per ascoltare un particolare discorso di Robert oppure uno a caso. Potreste ad esempio voler essere svegliati dai suoi insegnamenti su come praticare lautoindagine. Se leggete le biografie o autobiografie dei grandi maestri, ciascuno descriver un processo [verso il Risveglio] diverso, e potrebbero consigliarvi anche di seguire processi diversi da quelli da loro stessi praticati perch sono consapevoli delle idiosincrasie dei propri processi e, come me, sono consapevoli che il modo in cui ha funzionato per loro non funzionerebbe per tutti. Probabilmente il metodo pi vicino a ci che io ho seguito spontaneamente, lo definirei come cadere allindietro nel s. Un sacco di persone identifica la sensazione di s, o Io Sono, come la sensazione della totalit del corpo. In realt, non lo , ma cos sembra inizialmente a molti.

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Il metodo di sentire quel senso di s cos come inizialmente si manifesta, cio come senso del corpo, e quindi immaginare o sentire di cadervi dentro allindietro; ricadere allindietro rilassandosi sempre pi nel comfort di quelle sensazioni corporee apparenti. piuttosto beatifico e stabilizzante. A volte c il senso di una presenza oscura dietro di se stessi, che viene identificata come il proprio stato di riposo. Se la sentite con forza, rilassatevi e con limmaginazione lasciatevi cadere indietro in quel vuoto oscuro. Il rilassamento la stessa cosa. Quasi tutti questi metodi produrranno comprensioni ed esperienze inutili che spariranno, ma sul momento potrebbero sembrare scuotere il mondo dalle fondamenta. Dunque, non smettete, continuate ad andare avanti. Voglio essere chiaro: nessuno di questi metodi produrr il risveglio/illuminazione/ autorealizzazione o comunque si voglia chiamare questo stato che al momento non conoscete direttamente. Tutti i metodi operano al livello della mente. Una lunga pratica di un metodo non produce il risveglio, ma, si potrebbe dire, permette che esso avvenga. Penso che Nisargadatta esprima nel modo migliore questo concetto quando afferma: un giorno o l'altro lIo Sono vi lascer andare. In conclusione, vorrei anzitutto consigliare di scaricare The Nisargadatta Gita 7 , di stamparlo, metterlo in un raccoglitore ad anelli e praticare leggendo alcuni paragrafi del testo ogni mattina. Quindi riflettete su quelle parole, poi meditate sul senso di Io Sono che ne risvegliato se si risvegliato. The Nisargadatta Gita un manuale di meditazione pi che eccellente, unampia strada verso la liberazione.

NOTE

In effetti ci sono molti vuoti, e la loro apparenza cambia come il meditante matura. Un buon libro da leggere Progressive Stages of Meditation on Emptiness di Khenpo Gyamtso Rimpoche. Siate consapevoli per che Rimpoche stesso non ha familiarit con gli ultimi due stati discussi nel suo libro. In ogni caso non si diventi ossessionati dai vari tipi di vuoto o da altri fenomeni soggettivi, tranne la sensazione di essere Io, il soggetto.

** Questo lo stesso risveglio di cui alcuni insegnanti parlano, vedere che non c alcuna entit ego, porta a capire che c una sola coscienza. Non c pi un io e un mondo esterno, non c pi dentro e fuori; c solo una coscienza, e il mondo come lo avevamo conosciuto prima scompare e appare chiaro che esso era solo un concetto. Questo non il risveglio ultimo.

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NOTE DEL TRADUTTORE

Le note poste nel testo tra parentesi quadre sono del traduttore.

1. Lespressione inglese self-inquiry si potrebbe tradurre come indagine sul s, ricerca del s. Per rendere pi fluida lesposizione abbiamo scelto di seguire il modo convenzionale in cui viene tradotta in italiano: autoindagine, ma forse a scapito della chiarezza del significato. 2. Una storia in cui il Decimo Indiano una presenza assente. Nella parabola ognuno dei dieci indiani, a turno, conta sempre un gruppo di nove indiani e non di dieci, perch nessuno di loro conta s stesso. 3. http://www.happinessofbeing.com/Happiness_and_the_Art_of_Being.pdf (in inglese). http://www.itisnotreal.net//Testi/Felicidad_y_el_Arte_de_Ser.pdf (in spagnolo). 4. http://www.itisnotreal.net/Testi/AWA.pdf (in italiano), http://www.albigen.com/uarelove/most_rapid/contents.aspx (in inglese). 5. http://itisnotreal.com/Autobiography%20of%20a%20Jnani.pdf (in inglese). 6. Dancing with God: http://itisnotreal.com/gpage8.html, The First Awakening: http://itisnotreal.com/subpage1.html1.html (in inglese). 7. http://www.itisnotreal.net/Testi/The_Nisargadatta_Gita.pdf (in inglese).

Postato il 27 marzo 2010 Traduzione dallinglese di Sergio Cipollaro, revisione di Julius Titolo originale: Hunting The I Tratto dalla pagina web: http://itisnotreal.com/Hunting%20the%20I.htm Il sito di Edward Muzika: http://itisnotreal.com Il bolg: www.itisnotreal.blogspot.com Contatti con Ed (in inglese): satsang.online@gmail.com Il sito italiano dedicato allinsegnamento di Edward Muzika: http://www.itisnotreal.net/index.htm

La sezione dedicata alla Pratica oltre al presente documento include: La Pratica: http://www.itisnotreal.net/Testi/La_Pratica.pdf Una Panoramica sullAutoindagine: http://www.itisnotreal.net/Testi/Una_Panoramica_sullAutoindagine.pdf Ammonimento: http://www.itisnotreal.net/Testi/Ammonimento.pdf

www.itisnotreal.net

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Edward M uzika

Liberazione
ANDARE OLTRE LESPERIENZA

I. La mente
1. La mente tutto. Nulla esiste allinfuori di essa. La mente crea ogni cosa, dallatomo al cosmo, dal filo derba al granello di sabbia, dallelefante al fiore e al profumo del fiore. Le vostre sensazioni, gli oggetti che vedete, il vostro corpo, le vostre sofferenze, i dolori sono tutti fatti di sostanza mentale. Tutto mente, TUTTO! 2. La mente sorge dal sonno profondo e tu sogni un s e degli oggetti di sogno. Tutto questo soltanto mente. Tuttavia la mente non esiste, ha soltanto unesistenza apparente come quella di unombra. La mente semplicemente un flusso di pensieri scoordinati che si muove in uno spazio immaginario. La mente solo pensieri: pensieri immaginari in spazio immaginario. Quando la vedrete con chiarezza, la mente vi apparir composta da materia di sogno. 4. I pensieri non esistono anche se sembra che esistano. Per non-esistenti intendo che non sono tangibili, n solidi, n permanenti, proprio come non lo sono il corpo e le persone che appaiono in un sogno. Quando li osservate da vicino, i pensieri hanno una qualit di sogno. 5. Quando vi svegliate da un sogno, le immagini del sogno scompaiono e voi riconoscete che non erano reali: avevano solo una qualit immaginaria. Allo stesso modo il sogno da svegli [la nostra vita umana quotidiana] scompare quando la mente e i pensieri sono finalmente visti come pura immaginazione. Lo spazio la qualit essenziale del mondo immaginario che esso stesso irreale. 7. La mente ha un pensiero centrale che il pensiero Io. quel pensiero Io che si riferisce per tutta la durata del giorno a un me o Io. Per non esiste affatto un Io a cui il pensiero Io effettivamente si riferisca, cio non esiste affatto un oggetto

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Io che esista separato dagli altri oggetti, dalle altre persone, da luoghi e cose. Non esiste nessun ego cui il pensiero Io si riferisca, bench lego, prima del Risveglio, senta esattamente che esista un vero Io. Non esiste alcuna separazione tra gli oggetti immaginari che si possa considerare spazio. Lo spazio esso stesso immaginario. 8. Esiste soltanto un pensiero Io che come un nome che non indichi nessuna persona. Tu pensi che tu (Io come soggetto) esisti, ma non c alcun Tu (Io come soggetto). 9. LIo soltanto il pensiero Io. Non ha esistenza in se stesso se non come pensiero, eppure tutti gli altri pensieri appaiono connessi a questo pensiero Io. Il pensiero Io il perno centrale che d coesione e stabilit allillusione. Quando viene a mancare un pensiero Io con unapparente realit, anche il mondo viene visto come privo di realit. LIo il soggetto apparente, il Mondo loggetto apparente, ma ciascuno dei due non pu esistere senza laltro. Entrambi sono immaginazione. 10. Tu non esisti, questa la grande rivelazione. Non c nessun Io o ego che esista; non c nessun me. LIO-TU una falsa dualit, Me-Te una falsa dualit, Dentro-Fuori unaltra falsa dualit. Tutte le dualit dipendono dalla realt di IO-TU, IO-Mondo, ed in definitiva dal pensiero Io, il soggetto. 11. Quando riconosci che Tu (come persona) non esisti, il mondo scompare immediatamente, lo spazio che avevate immaginato scompare. 12. Quando realizzate di non essere la mente, di non essere nessuna cosa, comprenderete di non esistere come persona, quindi realizzerete che anche tutto ci che apparentemente non esiste. Niente esiste, tutto un sogno creato dalla mente. 13. Potrete sentire tutto ci milioni di volte, ma fin a quando questo non diverr la vostra esperienza, avrete solo un mero concetto di cosa possa essere lo stato senza Io, sar solo una credenza, unidea. 14. Quando si realizza che non c nessun Io, sopraggiunge la comprensione che non esiste nulla da fare, nessuna decisione da prendere, voi non siete responsabili di nulla. Voi, in quanto mente e corpo apparenti, non avete pi nulla da fare. Dio fa ogni cosa, voi nulla. 15. Tutti i problemi umani derivano dal credere che voi siate un corpo-mente separato. Quando vi rendete conto di non esistere in questo modo, ci sar una -2-

grande e riposante pace. Non c nulla che debbiate fare, perch ESSO fa tutto (sto usando il pronome neutro esso per non dare a questa forza il nome Dio, le etichette la oscurano e danno limpressione che esista di un oggetto sublime).

II. Il vero S
1. Tutto quanto stato descritto sopra si trova nello stato di veglia di tutti i giorni. Tutto ci che conoscete e comprendete, in quanto tu, altro non che la mente al livello di coscienza dello stato di veglia. Lo stato di veglia va e viene. Se ne va quando vi addormentate, quando siete ubriachi, a volte quando prendete una botta in testa, e se ne va quando il vostro corpo muore. Non uno stato permanente, come la fiamma di un candela esposta alla brezza: a volte risplende intensamente, a volte si spenge, ma alla fine si consuma comunque. 3. Allo stato di veglia sempre associato alla percezione di un corpo che ha unesistenza concettuale e apparente. I sensi del corpo e la mente creano il mondo e il me [il senso dellio individuale], ma tutta illusione, immaginazione allinterno della coscienza. 4. La coscienza della veglia la coscienza del corpo. Senza il corpo non ci sono sensi, senza i sensi non ci sono gli oggetti dei sensi, cio il mondo. in questo modo che il mondo appare. Anche la coscienza di sogno richiede un corpo immaginario. Tutte le cose sono create dalla mente, e la mente individuale associata a un apparente cervello e a un corpo. 5. Infatti anche gli stati di veglia e di sogno, che sono allinterno della sostanza mentale, nascono dalla natura fondamentale che prima della mente. Quindi non solo gli oggetti della veglia e del sonno sono una costruzione della mente umana, ma gli stessi stati di veglia e sogno, insieme al corpo fisico (che in realt fatto di sogno), non hanno essi stessi alcuna esistenza reale. Il corpo/mente apparente non altro che un nodo della consapevolezza. Esiste una consapevolezza che va oltre questo nodo. Tale consapevolezza che oltre contiene unesistenza apparente, che viene trasferita alla coscienza di veglia e di sogno gli stati di veglia e sogno e agli oggetti che popolano questi stati. 7. Il primo risveglio distrugge lIo e il mondo oggettivo. Il secondo risveglio distrugge la coscienza di veglia e quella di sogno. Quindi ogni cosa sembra -3-

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continuare ad esistere, ma ora voi sapete che falsa. Le cose nascono da qualcosa di pi profondo (il termine pi profondo crea una dualit immaginaria, non reale; esso stato usato solo per necessit espositive). 8. Anche il sonno profondo uno stato di coscienza. Durante questo periodo di tempo il cervello, la mente e il corpo cessano lattivit che hanno durante lo stato di veglia. Tutto obliato, perch ricordare richiede la mente, e mente e cervello durante il sonno sono dimenticati; ma in sottofondo un tono di coscienza continua a esserci anche nel sonno profondo. Molte persone, dopo un certo periodo di pratica, avvertono la presenza dello stato di sonno anche durante la veglia, e sentono anche di essere anteriori a entrambi gli stati. TU sei colui che pu essere simultaneamente cosciente di entrambi gli stati di veglia e sonno, anche se in quel momento sei principalmente nello stato di veglia. 9. Questa coscienza pi profonda, TU, osserva i tre stati di veglia, sogno e sonno. osservare inferenze. attraverso il mistero

10. Non c nessuna prova che possa dimostrare la presenza di un cosciente o di unesistenza durante il sonno, tutte le prove si basano su Si cerca di convincere il lettore che quella la loro esperienza diretta deduzioni. Qui sta la debolezza di tutto gli stili di esposizione Jnani: del sonno profondo, o terzo stato di coscienza.

11. C uno stato di coscienza che oltre lo stato del sonno profondo. Questa coscienza primaria qui chiamata nel modo classico consapevolezza per ragioni espositive. Questa consapevolezza oltre la coscienza di veglia e sogno. Trovare questa coscienza primaria durante lo stato di veglia e disidentificarsi dagli oggetti dello stato di veglia e ci che viene chiamata Autorealizzazione. In tale realizzazione lo stesso stato di veglia visto come illusorio (seguono ulteriori spiegazioni). 12. Tutti gli altri stati vanno e vengono allinterno di questo stato/non-stato di consapevolezza che spesso chiamato il quarto stato. Il quarto stato il testimone di veglia, sonno e sogno. la nota costante della consapevolezza basica che appare essere te sotto forma di un piccolo insignificante corpo/mente. 13. La definizione di quarto stato non altro che una distinzione concettuale, ma quanto di pi vicino alla verit possa essere detto in parole, poich prima e oltre gli stati di veglia, sonno e sogno, infatti dimora come costante presenza in tutto. Tutti gli stati di coscienza e tutti gli oggetti che popolano i mondi di veglia e sogno sorgono dal quarto stato e sono da esso osservati. Veglia, sogno e sonno sono derivati del quarto stato, che non in verit uno stato, ma la sorgente -4-

soggettiva da cui tutti gli altri stati nascono come oggetto. Voi non potete vederlo n osservarlo in quanto esso il testimone di tutto. 14. Finch non conoscerete voi stessi questa verit fondamentale coscientemente, ossia attraverso luso della mente allo stato di veglia, il quarto stato rester per voi soltanto unidea, un concetto, uno dei tanti, e certamente non dimostrabile attraverso argomentazioni. 15. Questo quarto stato/non-stato detto Turiya per ragioni espositive. I termini quarto stato e Turiya restano meri concetti, parole, fino a che voi non lo sperimentate da voi stessi oltre e prima degli stati di veglia, sogno e sonno profondo. Questi ultimi sono temporanei e instabili. Soltanto Turiya stabile e permanente. Fondamentalmente soltanto Turiya esiste, ogni altra cosa temporanea, immaginaria e derivata. 16. Infatti, Turiya lo stato/non-stato. La consapevolezza non ha esistenza, giacch lesistenza una propriet del mondo immaginario. La consapevolezza oltre ogni esistenza ed losservatore dellesistenza apparente. 17. Turiya, consapevolezza immortale che oltre gli stati, sempre consapevole, ed consapevole della sua stessa esistenza e di trascendere ogni altra cosa; ma Turiya stesso non percepito, lo si conosce nel silenzio. Fintantoch non conoscete questa consapevolezza nel silenzio, non potrete sapere di non essere un individuo, un essere umano, che vive e muore e che ha un inizio e una fine. 18. Turiya lo stato permanente, lo stato immortale, lo stato eterno che oltre e prima dellesistenza. Tu, come consapevolezza, sempre fosti. Non c mai stato un tempo in cui non eri, n mai ci sar. 19. Questa consapevolezza silenziosa e assolutamente calma chiamata Turiya la si pu scoprire sia nello stato di veglia che durante lintervallo apparente tra gli stati di veglia e sonno. Qui dove la maggior parte delle persone riconosce per la prima volta Turiya. In quellintervallo la mente non prevale e in quel momento la consapevolezza diventa consapevole di se stessa e di essere separata dagli stati di veglia, sogno e sonno. 20. Ancora un passo, e voi vi renderete conto di essere persino oltre Turiya. Turiya ancora il testimone di tutto, ma voi siete persino oltre questo. Voi siete il conoscitore della consapevolezza.

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III. Autorealizzazione
1. difficile da esprimere, ma fondamentalmente soltanto Turiya esiste, tutti gli altri stati sono dei derivati, e tutti gli oggetti sono derivati degli stati derivati. Comunque quando Turiya divenuto stabile in quanto vostro stato primario quando si sempre consapevoli di questo stato basico vedrete che gli altri stati e il mondo sono voi stessi, ma come fossero semplicemente un ombra del voi reale. Questi stati hanno cos poco in comune con il voi reale da poter anche dirsi che non esistono. Aggiungere di pi creerebbe troppi problemi concettuali, conducendo a un interminabile discorso filosofico, a una irrisolvibile digressione dalla corretta pratica di dimorare nel s. Una tale indagine non dovrebbe mai essere perseguita, solo il dimorare nel s devessere perseguito. 2. Lintuizione iniziale che voi realmente siete lo stato che sta nello sfondo, lo stato immortale, linizio dellautorealizzazione. Il S, che prima appariva un derivato dello stato di veglia, riconosce la propria natura fondamentale di immortale quarto stato/non-stato, ossia Turiya, che oltre e prima la coscienza di veglia, sogno e sonno. 3. La maggior parte delle persone che scopre il quarto stato lo perde, perch non si stabilizzano in Turiya. Stabilizzarsi richiede pratica. In molte persone in cui avviene il riconoscimento di Turiya, la mente, come entit apparente, distrutta per sempre, mentre per la maggior parte di quelli che diventano consapevoli di Turiya quel riconoscimento va alla fine perduto. Tuttavia la memoria della verit dello stato fondamentale e degli stati da esso derivati resta per sempre. 4. Per i pi necessario sforzo per stabilizzarsi nel quarto stato, anche se nel quarto stato stesso non v sforzo alcuno. Nellusare lo sforzo voi dovete praticare il rimanere nello stato senza sforzo, in concreto ci significa rimanere nel silenzio senza pensieri. Ramana pratic il restare nel quarto stato, nel silenzio, con la mente assorbita, per molti anni prima di insegnare a qualcuno. Tuttavia, una volta che la mente umana muore per sempre, si rimane sempre nello stato/non-stato, il quarto stato, Turiya. Comunque, meglio praticare lautoindagine che solamente possedere queste informazioni. 5. Robert consigliava di restare aggrappati a Turiya con un atto di volont finch Turiya non diventi per sempre la vostra percezione/consapevolezza.

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6. La consapevolezza di Turiya, limmersione in questo non-stato, leterno stato, va e viene finch il nucleo dei processi di pensiero non cessa del tutto nella cosiddetta morte dellego. Allora ci sar completa stabilit alla radice della coscienza. Per favore rendetevi conto che tutto quello che ho detto sono per voi [che non avete sperimentato Turiya] soltanto concetti che hanno poco valore, come qualsiasi altro sogno. Sono una piccola bugia detta perch siate ispirati a praticare cercando di restare attaccati alla consapevolezza. La cosa importante il dimorare nel s. 7. Importante lesperienza del Samadhi e alla fine del Sahaja Samadhi, il totale annientamento del s personale e immaginario. 8. Anche allora, sappiate che siete persino oltre questo, ma di questo Oltre non pu essere in alcun modo descritto: ineffabile. 9. La maggior parte di ci che i meditanti considerano stati meditativi avanzati, incluso lauto-illuminato Vuoto di Chiara Luce, sono in realt ancora fenomeni allinterno dello spazio immaginario. La cosiddetta pura consapevolezza si presenter a voi quando linterezza dello spazio immaginario scompare assieme al senso di esistenza e al senso dellIo. La totalit del senso di presenza non altro che un complesso di forme pensiero legate al nostro senso di esistenza fisica come corpo/mente. Questo senso di presenza ci che Nisargadatta chiamava Io Sono. Tutto ci scompare al risveglio. Si diventa vuoti, silenziosi, non-esistenti, oltre tutta lesistenza.

IV. Alla fine


1. A questo punto probabilmente vi renderete conto che sia la vita personale che quella spirituale non sono altro che delle identificazioni. Vi state forse identificando con gli oggetti dello spazio immaginario che emanano dalla vostra mente inesistente? O invece vi identificate con lintera manifestazione della coscienza, con tutta la fenomenalit, con landirivieni della coscienza e degli oggetti in essa contenuti? Questo lo stato di unione o di unit di cui parlano Bernadette Roberts ed altri, questo lo stato del samadhi ove tutto ci che esiste coscienza e identificazione con la totalit. Queste furono le mie esperienze a Mt. Baldy [ la vetta pi alta della regione di Los Angeles, 3.069 m. Sul monte sorge il monastero Zen Rinzai Mount Baldy Zen Center fondato nel 1971 da Kyozan -7-

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Joshu Sasaki. Il Centro a 30 min. dalla citt college di Claremont, che a sua volta dista 50 km. dal centro di Los Angeles]. 4. Oppure vi state identificando con lo sfondo su cui tutte va e viene, CI che consapevole dellandirivieni della coscienza, il puro, freddo vuoto che contiene ogni cosa ma che esso stesso non esiste? Si potrebbe essere tentati di chiamare questo sfondo pura coscienza o il vuoto, ma al di l di qualsiasi concetto e definizione. Ad un certo punto diverrete consapevoli che c un senso di esistenza e che poi passa. Al mattino nasce un senso di esistenza che poi scompare al momento del sonno. C qualcosa che ben consapevole dellandare e venire di questa coscienza di veglia. La sensazione che lo stato di esistenza e poi quello di non-esistenza vengono a voi. Voi sapete di essere, e sapete anche che a volte non siete. 7. La conoscenza dellandare e venire dello stato di coscienza di unione [samadhi], rivela automaticamente che non siete quello stato di unione. Lo stato di unione viene a voi e poi se ne va; voi non avete nulla a che fare con esso. 8. Non appena questa convinzione di unesistenza primeva diventa forte, potr aver luogo una disidentificazione dal corpo/mente e dalla totalit dellandirivieni del mondo allo stato di veglia, cos come ci si disidentifica dellandare e venire degli stati di sogno e sonno. Tutti sono rimpiazzati dalla ferma conoscenza che voi siete al di l di tutto questo. 9. Per usare lignoranza producendo parole si pu dire che c unidentificazione con ci che non pu essere percepito come chi voi siete veramente. Si diventa Quello, ma non potete conoscere di Quello. 10. La liberazione la rottura dellidentificazione con la fenomenalit. Dapprima si presenta attraverso una disidentificazione dagli oggetti del mondo immaginario, sia nel sogno che nella veglia; poi c una disidentificazione dal processo dellandare e venire della consapevolezza stessa. Si rimane in se stessi, avendo la posizione di questo S che al di l di tutto. 11. Voi siete prima dellessere e del non essere; veglia e sonno hanno luogo nel tempo. Voi non avete tempo, non siete il tempo. 12. Con questa disidentificazione arrivano pace, felicit e la fine della ricerca.

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13. Non avete realizzato voi stessi, avete perso la falsa identificazione con la parte pi piccola di voi: limmaginario, fuggevole spettacolo della coscienza. Tu sei la consapevolezza di questa coscienza. 14. Quando avviene questa disidentificazione, tutti i sutra Jnana diventano chiari. 15. Quando avviene questa disidentificazione, realizzate di essere al di l di tutto. 16. Tale realizzazione percepita come un assoluto convincimento associato allimmediata comprensione che voi esistete al di l dellandirivieni della coscienza. Questa non una mera scoperta intellettuale o soltanto una convinzione, ma un convincimento che nasce dalla conoscenza diretta della vostra vera natura. Questa conoscenza non unesperienza. Sia le esperienze che le convinzioni ordinarie vanno e vengono. Questa una conoscenza che avviene al livello pi profondo dellessere, di ci che sta al di l dallessere, ci che i maestri Zen e Nisargadatta chiamarono il NON-NATO. 17. Questa comunque non la fine, ma il vero inizio della sadhana. Prima della realizzazione era solo pratica e sforzo; ora voi conoscete il sapore e la direzione dellInfinito: il vostro non-nato vero S. 18. Voi siete persino al di l della conoscenza che voi siete al di l di tutto, ma conoscenza che voi siete al di l di tutto vi libera dal tutto. Quindi siete totalmente liberi e dimorate in ci che completamente al di l. Una volta che conoscete questo, starete l il pi spesso e a lungo possibile, sinch ogni aspetto umano sar bruciato ed esaurito e voi vivrete in pace. 19. Poi, come Robert spesso diceva, sarete felici oltre ogni immaginazione, e sarete senza paure, perch realizzando di non essere mai nati, non potete morire, come invece muoiono gli esseri umani e financo la coscienza. Quindi, sebbene apparite come un essere umano che funziona come tale e tale identificazione sar ancora possibile per lungo tempo laculeo della sofferenza se n ormai andato e voi sarete felici.

V. La Pratica
1. I neo-jnani sostengono che sia possibile ottenere lilluminazione istantanea al solo comprendere le parole di uno Jnani. Questi potrebbe dire Guarda dentro e voi vi renderete immediatamente conto che il pensiero Io non ha alcun

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fondamento; questo, secondo loro, tutto ci che avete bisogno di fare. Se solo fosse cos facile 2. In verit riconoscere che la locuzione pensiero Io non indica niente che realmente esista soltanto linizio della corretta comprensione. Questa corretta comprensione pu essere insegnata e questo ci che fanno la filosofia Advaita e molti altri approcci di filosofia buddhista. Tale insegnamento corretto pu essere di grande aiuto nel realizzazione che lIo soltanto un concetto; e quando questo concetto viene distrutto, avviene lo stesso per il mondo e tutti i fardelli che esso comporta, incluso il bisogno di pianificare e di lavorare per degli obiettivi, in quanto essi non esistono. 3. Tuttavia, la vera Autorealizzazione non consiste soltanto nel vedere lIo non esiste, e che quindi anche il corpo e il mondo non esistono. Ci consente di identificarsi con la consapevolezza stessa solo fino a un certo punto. 4. Lo stato/non-stato di Turiya, la pura e silenziosa consapevolezza, c sempre, al tempo stesso contenitore dei tre stati di veglia, sogno e sonno profondo e radicato in essi. Come trovare Turiya tra tutti gli altri stati e oggetti come corpo, mente, emozioni, pensieri, che costituiscono la normale condizione umana il problema della pratica. Come trovare il S, ci che sempre esistito e che conosce la propria stessa esistenza; questo lunico punto nodale, il problema principale. Turiya c sempre, il vostro stato fondamentale, ma voi non lo sapete a causa della mente che considera che solo se stessa e il mondo esistano. 6. Quale sia il vero modo di praticare un altro problema fondamentale. Sentirete argomentazioni su metodi diversi, anche da Ramana, Robert, Nisargadatta e molti altri. facile confondersi, perch fino a che Turiya non si manifesto nella vostra coscienza di veglia, voi non saprete come procedere e dove andare. Tutti i metodi si basano sulla fiducia. Alcuni dicono di andare ad est, altri ad ovest, altri indicano nord-ovest o sud Da che parte andare? Alcuni dicono di non andare da nessuna parte. Che fare? 7. Ho costatato che lindividuazione della pratica corretta da fare il problema pi difficile di ogni altro. Infatti una incomprensione o una pratica scorretta per cercare Turiya pu produrre un frustrante percorso di ricerca e allabbandono della ricerca stessa, lasciando un retrogusto di amarezza. Ho conosciuto molte poche persone che pur avendo iniziato con migliori intenti e con una pratica sincera sono stati poi in grado di proseguire questa pratica per pi di cinque anni. - 10 -

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Anche ascoltare un insegnante realizzato cui si vicini e con cui si ha una relazione personale pu condurre per varie ragioni a frustrazione. Una di queste che non riuscite a capire le indicazioni che vi d perch non avete il suo livello di discriminazione. Unaltra che diventate amico con lui/lei e quindi lo considerate come un essere umano, non riuscendo pi a vedere che le sue indicazioni provengono dalla silente consapevolezza ultima. 8. Per me la pratica corretta non fu quella fatta con la volont, ma accadde da sola. Dopo che Robert se ne and, non potetti farci nulla e semplicemente sprofondai in me stesso. Giravo intorno a casa mia incapace o senza alcuna volont di lavorare. Ascoltavo musica sacra e gradualmente affondavo in una felicit sempre crescente. Stavo l, ma non intenzionalmente. La pratica di dimorare nel s avveniva da sola, perci era senza sforzo. Comunque, se non avessi praticato vari metodi per molti anni, la pratica senza sforzo non avrebbe avuto luogo. 9. Se ritenete di avere bisogno di un insegnante che dovreste avere se questi giusto per voi come trovarlo? Si pu scrivere una montagna di libri riguardo a come trovare un insegnante o come cercarlo attraverso il tempo e lo spazio, nessuno di questi suggerimenti vi aiuter. 10. Peggio ancora praticare senza la guida di un insegnante. In verit voi siete ciechi e state cercando di trovare linterruttore della luce in una casa senza luce; non potete nemmeno essere sicuri che esista un interruttore della luce e tantomeno sapere come cercarlo nella casa per trovarlo. a causa di questa situazione che la maggior parte degli Jnani ricerca per 30 anni senza trovare alcunch; e a un certo punto rinunciano, alcuni addirittura rinunciano pur avendo un buon insegnante. 11. Quindi non si pu dare nessun consiglio riguardo agli insegnanti. A volte, per qualcuno, necessario un insegnante, anche se in altri momenti la stessa persona aveva sentito che era da evitare qualsiasi insegnante, o perch erano inadeguati, o perch non era ancora giunto il momento, o il momento era passato. 12. abbastanza facile imputare la mancata Autorealizzazione al fatto di non avere un insegnante adeguato, una corretta comprensione e una giusta pratica. Tutto ci potrebbe essere vero, tuttavia voi potreste avere un buon insegnante, una comprensione corretta e una giusta pratica e ancora non trovare Turiya, a volte cos che vanno le cose. Ma avere tutti e tre questi pilastri: un vero maestro, una giusta comprensione e una giusta pratica, pi della met del gioco, il resto un

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mistero. Alcuni usano il termine la grazia, ma questo soltanto un altro nome dato a questo mistero. 13. La pratica corretta consiste nel trovare quella nota comune contenuta in ogni momento in qualsiasi tipo coscienza. Ci richiede di dimorare nella coscienza di s. Il costante dimorare nel s rivela gradualmente tutto. Il costante dimorare richiede costante vigilanza, un dimorare nella sensazione di Io che sta al centro della percezione di essere una persona ordinaria. Turiya sta dietro e oltre il senso di essere una persona che vive nel mondo. Lo si trova nella coscienza ordinaria e non scrutando continuamente il vuoto e cercando di penetrarlo. Lo si trova facendo attenzione a quel s che percepisce il mondo proprio in questo momento. Turiya non nascosto, la consapevolezza fondamentale che con voi ogni giorno e ogni notte, e lo trovate cercando nella vostra ordinariet. Tutto deriva da Turiya. 14. A volte questa consapevolezza di fondo sperimentata come il testimone ultimo di tutto, cio percepita come il soggetto. Ma non il vero soggetto. 15. Perdersi nel vuoto un grosso problema. facile trovare il vuoto o la vacuit della coscienza durante lauto-osservazione, ma poi si pu continuare esplorando il vuoto e la luce auto-luminosa del vuoto per sempre senza andare da nessuna parte, e continuare a guardare dentro il vuoto. Ricordate, nella meditazione il vuoto stesso un oggetto, non la fonte di tutti (vedi sopra al paragrafo Autorealizzazione, punto 9). 16. Come si svolga la pratica corretta dellautoindagine dipende molto dal livello da cui parte il praticante. Per la maggior parte si tratta di esaminare la sensazione di esistenza o di Io, il sentire [la propria identit] di base nella zona del cuore. Qui dove si impara a separare la coscienza del corpo in quanto oggetto, dal senso soggettivo del s, dellIo. Per altri la pratica corretta non far nulla, semplicemente esser consapevoli della coscienza nel suo insieme. 17. Il problema di mettere a fuoco la pratica corretta un punto di grande confusione. Come trovare e mantenere una pratica di autoindagine che sia corretta PER VOI un gran mistero. Ci sono tanti metodi, tanti insegnanti, e perfino tante interpretazioni di ci che uno stesso insegnate di Advaita ritiene sia il metodo migliore. 18. Sempre per, il metodo consiste nel rendersi conto del s, lIo, lo stato fondamentale, il testimone ultimo di tutte le cose, che testimone anche del - 12 -

Vuoto e della sua natura auto-luminosa. Questo Vuoto non il s, non il samadhi o la consapevolezza fondamentale; il Vuoto una propriet della consapevolezza. 19. Per questo motivo vi consiglio di consultare diversi libri e insegnamenti. Buoni insegnamenti e comprensione corretta vanno di pari passo. Perci avete bisogno sia dellinsegnamento su ci S reale veramente , sia di indicazioni su come dimorare nel s. La corretta comprensione che lIo non esiste, che non v nulla che sia associato al pensiero Io, pu distruggere la vostra identit come essere umano e la realt del mondo umano, rivelando lunicit indifferenziata dello stato di veglia. Ma un prolungato dimorare nel s rivela una verit pi profonda, e cio che la visione corretta della non esistenza di un Io e dellunicit dellesistenza avviene solo durante lo stato di veglia, e lo stato di veglia stesso non altro che un concetto, uno stato derivato dal S eterno. 20. Ma anche questa definizione non atro che una misera descrizione inesatta che confonde pi di quanto aiuti. Perci dobbiamo rimanere nel silenzio e cercare soltanto di capire come dimorare nel s attraverso una pratica corretta. 21. Autoindagine e dimorare nel s sono la stessa cosa; sembrano cose diverse solo allinizio. LAutoindagine di vario genere era ed comune nello Zen Rinzai, dove lultima domanda sempre stata Chi sono io?. Per anni si praticato lindagine sul Chi sono io?. Le biografie di coloro che hanno praticato in questo modo ed hanno avuto successo sono rare, ma rivelatrice mi viene immediata alla mente la biografia del Maestro Zen Bassui. 22. Dimorare nel s attraverso lindifferenziata autoconsapevolezza, attraverso la sola consapevolezza, dimorare nel silenzio ultimo antecedente allesistenza umana la pratica che viene chiamata Shikantaza nella scuola dello Zen Soto. Queste tecniche sono vere, collaudate e universali. Purtroppo di solito ci vuole un lungo, lungo periodo di tempo per trovare la vera vacuit e il vero vuoto senza che vi siano elementi dello spazio immaginario. Comunque, quando voi contattate per la prima volta questo stato non-stato, quando ci vi capita per la prima volta, saprete senza NESSUN dubbio di essere andati oltre la mente e il mondo immaginario. Se andate in un monastero zen e praticate molto, ci pu accadere in un tempo relativamente breve, sebbene questo stato non-stato non sia ancora permanente. Allinizio una questione di intensit. - 13 -

VI. Ammonimento
1. Tutto quanto scritto in questo testo non altro che materiale mentale che voi tradurrete in vostro materiale mentale. Come tale, di per s non va oltre lintrattenimento. La speranza che vi conduca allAutoindagine, alla pratica, piuttosto che al solo visitare insegnanti e leggere libri. 2. Tutto quanto scritto sopra vero a un livello di chiacchiere. Cercare di esprimere diversi livelli di concetto pu tradursi anche nel peggiore dei servizi. Sopra, nel tentare di fissare dei punti che suscitino in voi la spinta a scoprire da soli le risposte, c abbastanza carne per generare un sacco di confusione. Le spiegazioni che ho dato aiutano a mettere a fuoco la domanda fondamentale che spinge a indagare voi stessi con intensit e desiderio di conoscere. Quando avete la vostra domanda centrale, potrete ascoltare molti insegnanti, far loro domande e leggere molti libri per trovare una risposta. Verosimilmente non troverete soddisfazione da una risposta che vi viene data da altri. Si spera che voi vediate ci pi come un dono che come un terribile impedimento. Lintenso interrogarsi conduce a intensit e allautoindagine. 4. Naturalmente, questo problema solo una delle tante parole, o concetti. Non un problema reale. Il problema reale come dimorare nel s, come amare il s.

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Postato il 6 novembre 2010 Traduzione dallinglese di Francesco Fontana e Sergio Cipollaro Le note nel testo tra parentesi quadre sono del traduttore Titolo originale: Freedom Tratto dalla pagina web: http://itisnotreal.com/new_site_home_page.htm Il sito di Edward Muzika: http://itisnotreal.com Il bolg di Edward Muzika: www.itisnotreal.blogspot.com Per Contare Ed (in inglese): satsang.online@gmail.com Video, mp3, Video-Satsanga: http://www.wearesentience.org Il sito italiano dedicato allinsegnamento di Edward Muzika: www.itisnotreal.net

www.itisnotreal.net
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Edward M uzika

Danzando con Dio


Questo racconto incarna esattamente lobiettivo di questo sito: la mia relazione con Robert e come egli mi mostr la via verso la realt che sta dietro tutti i concetti non solo quelli spirituali, ma proprio ogni concetto. in parte unautobiografia spirituale, in parte la narrazione delle mie scoperte, e in parte la storia della relazione col mio Maestro, Robert Adams. Fino a che non incontrai Robert, la mia spiritualit si era manifestata come un dimenarsi passando dallo zen, che praticai per parecchi anni, alla Psicologia del S [di Heinz Kohut, psicoanalista austriaco], alla Psicologia Transpersonale e al far casino con i miei amici del Siddha Yoga, ma avevo la chiara percezione di non essere approdato a nulla. Infatti ero stato pi vicino alla giusta comprensione della natura della coscienza e del s, prima di incontrare il mio primo maestro zen, quando cio la mia sola pratica era stata lIndagine sul S nella forma del Chi sono io che avevo tratto dalla lettura di Ramana Maharshi; questa anche la pratica pi importante citata da Philip Kapleau nel suo libro I tre pilastri dello zen. Invece lincontro con svariati maestri zen e il ricominciare ogni volta a seguire le loro differenti pratiche mi rese smarrito e confuso. Ognuno di loro aveva un metodo diverso e una comprensione diversa che esprimeva in modo assai diverso. Divenni discepolo di questi vari maestri non perch avessi dubbi sulla mia pratica, ma a causa delle interminabili, spaventose e a volte dolorose esperienze dovute a kundalini, sulle quali non riuscii di trovare nessuno in grado di darmi spiegazioni o di insegnarmi cosa potessi fare per farle terminare. Ma dopo 22 anni avevo guardato dappertutto, dentro e fuori. Avevo guardato nel Vuoto lautoilluminata vacuit dentro di me, anno dopo anno senza alcun risultato. Tutto quello che avevo conosciuto era vacuit e grande meraviglia; ma io sapevo che la vacuit non era la meta ultima. Lavevo percepita e mi ero immerso in essa per molti, parecchi anni senza ottenere alcun risveglio. Infine realizzai che stavo osservando il Vuoto: che cera cio una dualit che includeva me e il Vuoto. Il Vuoto era ancora un oggetto e io ero un apparente soggetto che osservava ed agiva. LIo e il Quello erano i due principali concetti che creavano e sostenevano il

mio mondo duale. Se uno o laltro di questi due pilastri della realt fosse venuto meno, tutto linsieme del mio mondo e del mio essere sarebbe andato in pezzi, ed infatti questo fu proprio ci che accadde. Scoprii che non c affatto un Io. Quando non c pi lIo non c pi il mondo, perch la dualit scompare. La nostra esistenza umana dipende dallavere un Io soggettivo opposto a un mondo oggettivo, che in termini spaziali spesso caratterizzato come un mondo interiore opposto a un mondo esteriore. Scoprii che non c un soggetto che fa da testimone o che percepisce un apparente mondo oggettivo, non c un interno e un esterno, n Vuoto n assenza di Vuoto, n Dio n assenza di Dio. Tutto ci che rimane quando la dualit del pensiero esplosa lesperienza della coscienza al cui interno fluttua la fenomenalit, inclusa la fantasia dellesistenza dun Io. Il mondo e lIo sono semplicemente apparenze allinterno di unapparente unit della coscienza. Si potrebbe anche dire che sia il mondo che lIo sono il prodotto o il gioco della coscienza. Scoprii poi di essere anche al di l di questa coscienza unitiva. Nessuno dei giochi o delle apparizioni prodotti dalla coscienza mi tocca. La coscienza aggiunta a me, ma non me; lIo della coscienza non me. Nisargadatta parla di due diverse comprensioni: lunit della coscienza e il trascendere lintera coscienza. difficile capire che intenda proprio questo a causa delle trascrizioni non coerenti di alcuni suoi curatori. Nisargadatta stesso disse che ognuno dei suoi molti traduttori e curatori avrebbe insegnato e scritto secondo il proprio livello di comprensione. Laltra barriera che crea confusione sta nelluso, incoerente e contraddittorio, di una moltitudine di termini sanscriti per riferirsi ai diversi aspetti del conoscere, non-conoscere, essere e coscienza, e il particolare senso in cui Nisargadatta us termini come Atman, Brahman, Io Sono, essere, conoscere, non-conoscere. Se non avete unesperienza di risveglio dallillusione materiale del mondo, qualsiasi comprensione non sar niente di pi che semplice apprendimento teorico e sar sempre soggetta a dubbi. Prima di poter veramente dire di aver capito dovete vivere lesperienza della distruzione totale del vostro mondo in un catastrofico ribaltarsi della coscienza, che fa esplodere la mente. Robert non rivel mai al pubblico dei suoi satsanga il secondo insegnamento: il trascendere la coscienza. Diceva che l non cera nessuno in grado di capire questo insegnamento finale. Aggiungeva, scherzando, che se lo avesse detto la gente lo avrebbe picchiato a morte. 2

Ho scritto un libro su tutto questo tema intitolato Dancing with God lungo diverse centinaia di pagine. Questa una versione sintetica, alleggerita di molta speculazione filosofica.

Inizia la danza
Durante i primi anni 80 smisi di essere un monaco zen, smisi di tentare di conoscere chi ero io, smisi di studiare i koan e i testi buddisti e smisi di cercare maestri. Avevo avuto lesperienza di innumerevoli samadhi, e stati senza mente n coscienza del corpo, ma dopo una dozzina danni di ardua pratica io mi sentivo non molto diverso da prima. Sentivo che quegli stati indotti dalla meditazione non avevano per niente toccato me. Malgrado non trovassi niente, nessuno, nessuna presenza quando mi guardavo dentro, sentivo che cera ancora un me per la maggior parte del tempo e non mi sentivo felice. Non cera stata, cio, dopo 15 anni di intensa pratica e di studio sotto la guida di molti maestri zen e di un po di guru, nessuna illuminazione. Abbandonai la ricerca spirituale e studiai gli aspetti emozionali relativi allessere una persona. Studiai psicologia, ricevetti il dottorato, divenni aiuto psicologo, e pochi anni dopo avviai la mia pratica, per cos dire, sotto la licenza di un altro psicologo. Autoanalizzare le mie emozioni mi fece diventare ancora pi consapevole della mia infelicit. In realt non era infelicit quanto piuttosto una crescente indifferenza che si era estesa a tutti i livelli della mia vita. Non riuscivo a rimanere interessato a niente per lungo tempo. Volevo solo stare da solo e contemplare dentro di me il vuoto pervasivo che aumentava sempre pi e gradualmente consumava il mio essere. L mi sentivo a mio agio e in pace. L, occasionalmente, mi sentivo sopraffatto come se stessi contemplando la presenza di Dio. Nessun senso di fretta, nessuna confusione n agitazione l, solo quiete, pacifica indifferenza e un senso di meraviglia. Come psicologo, guardandomi dallesterno, avrei interpretato la mia soggettivit e i miei comportamenti come i sintomi fisici di depressione. Ma la differenza principale era che io rimanevo nella continua esperienza della vacuit interiore, uno spazio mentale che conteneva tutti i fenomeni interni, il quale andava gradualmente espandendosi, divorando ogni interesse per il mondo. La mia fissazione mi teneva su questo vuoto, o meglio, era un senso di presenza o di assenza di presenza.

Verso la fine del 1987 mi imbattei in un libro di un maestro spirituale ind che mise il mio mondo sottosopra: Gli insegnamenti di Nisargadatta Maharaj. Nel libro Maharaj afferma: Tu non sei chi pensi di essere, tu sei Dio stesso. Ero stordito, andai in giro per giorni come se avessi preso una botta in testa. Quelle parole risvegliarono in me qualcosa di profondo. Nisargadatta mi stava dicendo che io non ero il corpo, non ero la mente, non ero un essere umano e non ero soggetto a morte. Quanto meravigliose e profondamente liberatorie erano quelle parole, e malgrado lapparente assurdit del suo messaggio, io gli credetti! Sapevo che stava dicendo il vero. Dopo 20 anni di ricerca avevo trovato parole che mi colpivano, invece che lasciarmi perplesso. Lo zen confondeva, rendeva perplessi ed era impenetrabile, gli insegnamenti di Maharaj invece parlavano alla mia anima. Vedete, lo zen manca di unespressione che indichi chi uno , e le pratiche dei diversi maestri sono ampiamente differenti; inoltre la meta e le varie esperienze verso la meta: illuminazione, kensho, satori, non sono mai spiegate e descritte, perci se non si avuto questesperienze, non si hanno indizi su come esse possano essere, o cosa si possa scoprire, o come ti possano cambiare. Miracolosamente (e ogni cosa diventa un miracolo una volta che ci si lanciati sulla via), un po di settimane pi tardi lautore di quel libro, Ramesh Balsekar, venne a Los Angeles a spiegare le proprie idee su ci che aveva appreso stando con Nisargadatta Maharaj. Io rimasi ancora pi sbalordito. Ramesh disse che ogni cosa che conoscevo o a cui credevo era illusione, una mera immagine o sensazione allinterno della coscienza. Lesperienza che ebbi con Ramesh e Nisargadatta fu presto seguita dallincontro con il mio guru, Robert Adams. Gli insegnamenti di Ramesh mi scagliarono come un dardo da Robert, che proveniva da una tradizione di Advaita Vedanta simile. In questa tradizione i maestri sono chiamati Jnani, coloro che hanno raggiunto la realizzazione del S, qualsiasi cosa questo voglia dire. E cos incontrai finalmente Robert, che aveva vissuto con un grande maestro ind, Ramana Maharshi, durante gli ultimi anni 40. Ramana, vissuto durante il secolo scorso [30 dicembre 1879 14 aprile 1950], uno dei pi grandi maestri di una tradizione spirituale chiamata Advaita Vedanta, o almeno uno dei pi conosciuti. LAdvaita (Non Due) una filosofia di non-dualismo, ed in essenza la medesima comprensione che Nisargadatta e Ramana esprimevano, anche se con linguaggio e metafore differenti. Stare con Robert mi diede accesso diretto e totale agli insegnamenti sconvolgenti dellAdvaita e al non meno sconvolgente effetto della personalit e dellazione di Robert stesso. Mi diede anche lopportunit di osservare qualcuno che 4

viveva nel nostro mondo, ma non era di questo mondo. Robert non veniva toccato dal mondo e diceva sempre: Tranquilli; qualsiasi cosa vedete, toccate, udite o sentite non reale. Guardate dentro e scoprire chi voi siete veramente. A volte diceva: Qual la cosa peggiore che vi pu capitare? Potete morire, e cosa c di cos male?. Durante alcuni anni a venire ebbi loccasione di sentire Robert dire le cose pi incredibili: Niente come sembra essere, il mondo non reale. Voi non siete il vostro corpo, non siete un essere umano, siete Dio, lAssoluto, siete lonnisciente, immortale perfezione che ama ogni cosa. Poi il giorno seguente se ne saltava fuori: Non esiste niente: il mondo, la mente, il vostro corpo, lAssoluto, Dio, non esistono. Tutte queste cose sono soltanto parole. Io non sapevo mai come prendere le sue affermazioni. Esse sfidavano levidenza dei miei sensi che mi mostravano costantemente il mondo esterno. Come fa ad affermare queste cose? pensavo dentro di me, Come era possibile che Ramana, Nisargadatta e Shankara dicessero tutti essenzialmente la stessa cosa, pur essendo cos inavvicinabili, lontani dalla norma?. Ci nonostante avevo fiducia che vi fosse qualcosa di vero in quello che dicevano. Avevo fiducia che il mondo non fosse reale e che io non fossi un essere umano intrappolato in un corpo. Non avevo la minima idea di cosa stessero parlando, n di cosa le loro frasi volessero dire, n di che cosa la mia onnipervadente esperienza del Vuoto significasse, vissuta cos dal di dentro. Le loro parole mi erano incomprensibili, perci vivevo in un mondo apparentemente reale, ascoltando loro che mi dicevano che il mondo non era reale e di svegliarmi dallillusione. Ma come farlo? Come monaco avevo lottato per anni per il risveglio attraverso la meditazione, lo studio dei koan, le austerit, cercando maestri, attraverso lIndagine sul S ecc., e non vi ero riuscito. Avevo provato tutto e infine avevo rinunciato, consapevole di non aver lasciato nulla di intentato, proprio nulla. Sapevo che lilluminazione era oltre la mia capacit di creare o permettere, e cedetti sapendo che non avrei potuto ottenere questa comprensione con i miei soli mezzi. Arresi il mio futuro e il mio progresso spirituale a Robert e agli insegnamenti lasciando che fossero loro a fare il lavoro finale che non ero stato in grado di completare. Lunica pratica che mi rimase, dopo essere stato con Robert per un po, fu quella di continuare ci che avevo sempre fatto prima: guardare dentro il vuoto che conteneva ogni cosa e che sembrava crescere sempre pi profondo e silenzioso. Leffetto di questa pratica si manifestava nella mia vita esteriore come una 5

intensificazione dellindifferenza che si estendeva a tutto ci che avevo pensato fosse importante prima. Divenni pi acutamente consapevole della sofferenza nel mondo e cominciai a ritirarmi da esso sempre di pi. Riconobbi quantera limitata la mia capacit di cambiare gli eventi del mondo e perci mi ritirai dallattivismo politico. Restrinsi i confini della mia azione intorno ad un mondo molto pi piccolo, e da allora cerco di fare del mio meglio per aiutare quel mondo e tutti gli esseri che vi dimorano. Secondo il Vedanta la coscienza, che lintera esperienza e al contempo la sostiene, ha tre attributi: esistenza, conoscenza e beatitudine (Sat-Chit-Ananda). Dopo questo arrendersi, e dopo aver trascorso anni a fissare quel vuoto crescente e ad ascoltare bhajan indiani 1 , la mia mente divenne sempre pi silenziosa, la qual cosa port ad un senso di beatitudine sempre crescente, un intenso stato di tensione quasi sessuale (kundalini) che faceva fremere ogni particella del mio essere in uno stato di estasi. Dopo molto tempo sentii di conoscere bene la beatitudine (Ananda), ma, dopo il primo anno con Robert, cominciai a chiedermi: Dov la conoscenza (Cit) e il senso dellesistenza (Sat), dellIo Sono?. Non mi sentivo di conoscere qualcosa, anzi mi sentivo come un perfetto idiota, avendo perso qualsiasi conoscenza pratica del mondo, e non avevo nessuna conoscenza spirituale. Perci, un giorno provai la tattica di seguire lesperienza della beatitudine, che era una sensazione stabile e concreta, verso la sua radice esperienziale. Cio sentivo la beatitudine, vi guardavo allinterno per individuarne il nucleo, e dentro quel nucleo ne cercavo la sorgente. Un giorno, per la prima volta, scoprii un senso di pura conoscenza, lessenza della radice del conoscere, senza che vi fosse alcuna conoscenza di oggetto o comprensione particolare [puro conoscere, senza alcun conoscere riguardo a]. Non fu una grande esperienza, ma sentii di aver capito cosa fosse la pura conoscenza. Dopo anni di non sapere niente, mi sentivo completato dal conoscere, conoscere niente. Questa forse sembra non essere una gran realizzazione, n fu in verit unesperienza che mi sconvolse; eppure, fu un completamento. Quando iniziai seriamente la mia pratica a fine anni 60, sentii che lessenza della mia ricerca fosse quella di trovare la particella base, per cos dire, del sapere e della conoscenza. Pensavo fosse come un calcolo predicativo di base, in cui si cercassero i vari modi pi elementari di combinare i concetti in conoscenza, e come questi concetti fossero in rapporto al senso di sperimentare il sapere e la conoscenza: una cosa sapere, e unaltra sapere che si sa e in che modo si sa. Invece ora stavo sperimentando il

solo sapere o conoscere, senza sapere niente di niente. Solo puro sapere, senza oggetto. Dopo alcune settimane che sentivo questo senso di conoscere mi dissi: Ora conosco Chit e Ananda, dov Sat, il senso dellesistenza?. Pi o meno una settimana dopo partecipai a un seminario tenuto da un amico che insegnava una speciale tecnica di rilascio delle emozioni e dei desideri. Praticai questa tecnica per alcune settimane ed ebbi molte esperienze di liberazione di energia nella zona del cuore. Un giorno, mentre guardavo nel mio vuoto interiore e cercavo di lasciar andare questo o quel desiderio, sentii una grande energia che scorreva verso lalto attraverso il mio corpo, in ininterrotti torrenti che, per cos dire, mi fecero saltar via il cuore. Ora non potevo sperimentare alcunch di particolare nellarea del cuore; non vi era pi alcun ostacolo al flusso interiore di energia. Divenni totalmente pieno di beatitudine, dentro e fuori, e la vasta vacuit che per anni era rimasta immobile e silente, ora si muoveva con incredibile celerit ed energia. Era un po come osservare un tornado di frammenti di pensieri, immagini ed energia che vorticava e che si muoveva verso lalto attraverso il mio essere. Il vuoto era ora pieno di un senso di presenza e di energia che si muoveva troppo rapidamente per essere catturato e studiato dalla mente. Sentivo di avere finalmente capito che cosa volesse intendere Robert con lesperienza dellIo Sono: mamma mia quanto mi ero sbagliato! Quando raccontai a Robert di aver scoperto nella mia esperienza il triplice attributo della coscienza, sorrise e disse: Non sono tre, ce n solo uno!. Ora sapevo che dovevo stare immerso nellesperienza Io Sono, che sentivo come il senso fondamentale dellesistenza, dellessere incarnato e vivo: il SAT. Come unaltra amica, Jean Dunn, disse: ... cos facendo, la coscienza riveler tutti i suoi segreti. Un giorno, guardando interiormente in quel vortice di energia che riempiva il mio essere, e che ora consideravo come la presenza di Io Sono, riconobbi che io, chiunque fossi, stavo guardando lIo Sono; cio io come soggetto stavo conoscendo me stesso come coscienza in movimento. La separazione della dualit di soggetto e oggetto nella coscienza cominciava ad essere riparata. Ora sentivo che stavo conoscendo la coscienza, e che essa era lIo. Cos venne stabilito il legame tra il conoscere e lessere. Sentivo che se avessi continuato questa pratica per un altro milione di anni o gi di l, avrei finalmente compreso quello che Robert e Ramana dicevano, perch quello che dicevano era molto, molto al di l anche di questa esperienza di 7

onnipervadente beatitudine, conoscenza ed esistenza. Io comprendevo bene il nulla, ed ora comprendevo la beatitudine, il conoscere e lessere, ma non capivo cosa i Maestri Jnani intendevano quando asserivano che niente reale, non il mondo, non il corpo, nulla. Mi sentivo completamente stupido riguardo alla natura della realt, del il mio s, e della natura ultima della coscienza; fino a quando un giorno, facendo la doccia...

Robert e io
Robert era imperturbabile, niente lo infastidiva. Non si lamentava mai, non mancava mai di un pronto sorriso o di una risposta di spirito e io non lho mai visto arrabbiato. Eppure per anni fui roso dai dubbi su di lui, anche se sapevo che non avrei potuto trovare un maestro migliore. Il suo comportamento era a volte cos umano ed a volte cos inesplicabile che io in certi momenti dubitavo che fosse veramente un guru. In questo non ero solo. Mary, una delle sue discepole pi anziane aveva quasi sempre dei dubbi. La moglie di Robert, Nicole, sapeva che Robert era molto diverso da chiunque altro, ma a quellepoca non lo considerava un maestro spirituale o guru. Allora, lei non conosceva nemmeno il concetto di Guru, e cosa esso implicasse. Col suo modo molto dimesso Robert poteva dire una cosa a una persona e il suo opposto a qualcun altro. A volte sembrava non ricordare le promesse, anche se la sua memoria era eccellente, o equivocava in modo tale che ciascuno pensava che egli fosse daccordo con i propri diversi e contraddittori desideri. Negava di essere un Guru, ma agiva come un Guru e lodava costantemente le virt dellessere realizzato, o saggio. Sembrava persino che manipolasse le persone in modo che si scontrassero gli uni con gli altri provocando attriti ai nostri incontri, che chiamavamo satsanga (che significa essere in presenza della Verit). In altre parole sembrava essere una persona del tutto normale, se non inopportuna, che faceva la parte del Guru mentre negava pubblicamente di esserlo, e che usava gli insegnamenti ind della non dualit Advaita Vedanta come proprio repertorio. Dentro di me, a un livello pi profondo, mi fidavo di lui e dei suoi insegnamenti, per la sua assoluta tranquillit e assoluta coerenza nella sua descrizione della realt. Egli fu sempre coerente con la stessa condotta e con gli stessi insegnamenti, nel satsanga, mentre viaggiava in auto e mentre era seduto nel parco o a pranzo. I suoi insegnamenti furono sempre coerenti, come se predicasse a

partire da unesperienza viva e straordinariamente costante, invece che declamare conoscenze filosofiche apprese sui libri o da Ramana. Adesso che avevo assaggiato la Conoscenza, non mi interessai pi alla conoscenza secolare, spirituale e assoluta, la mia attenzione si spost. Invece di considerare Robert come una fonte di insegnamenti cercando leffetto di trasmutazione che aveva su di me, iniziai a comportava nelle diverse occasioni e come si rapportava a me e a capire come un vero maestro operava con i suoi discepoli, la sua presenza per osservare come si agli altri. Cominciai e Robert eccome se

operava! Non appena uno studente si avvicina a un maestro come Robert, comincia il gioco del risveglio. Un giorno osservai durante un pranzo come Robert lavorava sui suoi discepoli. Mentre stavamo mangiando Robert apparve preoccupato. Non parlava e non mi guardava. Sentendomi escluso gli chiesi: Robert, a cosa stai pensando?. A te! rispose. A me? dissi, E che cosa stai pensando di me? La sua risposta rese limpido tutto quanto era avvenuto nella nostra relazione: Sto pensando a come cuocerti. Cuocere il termine che si riferisce al calore spirituale che deriva dalla pratica spirituale (sadhana) o dallessere in presenza del Guru. Lego la pietanza che viene cotta. Quindi Robert stava a pensando a come cucinarmi mentre stavamo a pranzo e, per deduzione, in ogni altro momento in cui eravamo stati insieme: io ero il pranzo. Presumibilmente questo accaduto anche con tutti gli altri. Egli stava sempre l a rimescolare la pentola, regolare il fuoco, cuocere lego, ma neg sempre di stare facendo qualcosa. Dopo di che lasciai che mi rosolasse quanto voleva, perch sapevo che non cera alcun intento egoistico dietro le sue azioni nei miei confronti, e, per estensione, nemmeno verso gli altri. Era il Guru che interpreta la parte dellessere umano, curandoci dalla nostra illusione umana. Quelli di consumata esperienza spirituale, che hanno trascorso molto tempo con i grandi Maestri odierni come Muktananda, Rajneesh e Yogananda, ne hanno viste di tutti i colori sulla cottura dellego degli allievi e su come il Guru orchestri situazioni che producano disagio e imbarazzo e causino lestinzione di un certo aspetto dellego. Tuttavia, Robert mancava di tutti quegli ornamenti esterni che caratterizzano molti guru, perci poche persone si aspettavano che lui si cucinasse la gente lo vedevano come un amico spirituale o forse come una figura paterna, o come un profeta, ma non come un cuoco. Non diceva mai cosa stava facendo quando lavorava su qualcuno. La sua vittima se ne andava in giro innocente, pensando che andasse tutto bene riguardo a ci che stava facendo con gli altri o agli altri al satsanga, quando improvvisamente Robert la gettava in una situazione del tutto inaspettata.

Per esempio, iniziai a trascrivere i suoi discorsi con lidea di venderli al satsanga, darne una percentuale a Robert, di cui una parte serviva per avviare una casa editrice allo scopo di pubblicare i suoi satsanga. Era unidea perfetta. Robert teneva i discorsi, io li registravo, li trascrivevo curandoli alla perfezione, e come ciliegina sulla panna scrivevo pure unintroduzione. Quindi, una divisione 50/50 tra me e lui pareva giusta, no? Le cose andarono bene per un po, finch un giorno andai al satsanga e trovai sul tavolo nuove trascrizioni fatte da Mary a costo zero, per le quali veniva solo chiesta unofferta a piacere. La settimana dopo saltarono fuori ancora pi trascrizioni, fatte da unaltra persona. Avevo cos perso la posizione di privilegiata intimit di essere la voce di Robert, e in pi il suo nuovo business era pure andato a rotoli. Per un po io e Mary ci guardammo in cagnesco. Ma Robert non spieg mai m a i n a me n a Mary, come avesse fatto a farmi scavare la fossa da solo, utilizzando poi le ambizioni e i programmi degli altri per seppellirmi. Ed era lo stesso con tutti gli altri. Robert li faceva passeggiare verso le sabbie mobili, poi li faceva impantanare e bloccare e infine li lasciava andare a fondo. Altre volte metteva certe persone insieme per un lavoro in modo che facessero attrito lun con laltro, oppure organizzava le cose in modo tale che i due pi grossi ego del gruppo cozzassero in unapparente competizione. Uno dei destinatari di questo lavoro di cottura descrisse Robert con le seguenti parole sprezzanti: un maniaco del controllo. Aizza una persona contro laltra e si gode a guardare il risultato. Mente ad ogni respiro, suggerendo a uno una cosa e allaltro una cosa diversa, e poi nega di fronte a entrambi di aver detto alcunch. Quando sentii questo commento, sorrisi semplicemente e dissi: naturale che sembri che Robert stia facendo questo. In che altro modo potrebbe lavorare con la gente al loro livello psicologico? Egli il Guru e far di tutto perch un allievo salga spiritualmente su livelli che non possiamo nemmeno osare di capire. Quello che noi vediamo in superficie solo la punta delliceberg del suo lavoro. La vittima, dal punto di vista della frustrazione e delusione diceva il vero, per aveva visto solo luomo, non la fonte, il S incarnato nel Guru. Aveva visto solo azioni e le interpretava nei termini di ci che la gente come lei avrebbe fatto. Ma niente di quel che Robert faceva era per malizia, niente era fatto con lintenzione di ferire. Ogni azione era compiuta per amore, per rimestare la pentola, per dare un colpo allego creando uno scenario in cui gli aspetti pi grossolani della personalit, come la gelosia, linvidia, il bisogno di riconoscimento e di controllo, potevano essere portati allo scoperto e dissolti dalla grazia di Robert. Robert era uno

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scalpello dacciaio che smussava i bordi taglienti dellego nella pioggia di scintille del fuoco del proprio cuore. Niente che Robert abbia fatto era come sembrava. I discepoli proiettavano la loro comprensione e i loro condizionamenti morali sulle sue azioni, e quel che capivano variava ampiamente in base ai loro livelli di maturit spirituale. Quello che appariva essere lintento del suo comportamento su un certo livello di solito era irrilevante per il livello su cui Robert stava davvero operando. Quello che si vedeva era laspetto esteriore di quelle azioni, la loro creazione. Quelli che erano allievi di Robert da lungo tempo non si prendevano nemmeno la briga di cercare di capire le sue azioni; erano insondabili viste da fuori. Robert non era di questo mondo e la logica di questo mondo non era applicabile a lui. Lunica cosa che avevi bisogno di sapere come suo allievo era che egli non ti avrebbe fatto alcun male e che nulla veniva fatto con cattiveria, non importa quanto dolorosa apparisse la situazione. Con lespressione grazia di Robert io intendo che egli non tirava fuori dalla persona nulla che non fosse gi stato portato fuori un migliaio di altre volte prima, in mille situazioni di vita che coinvolgevano coniugi, genitori, datori di lavoro, amici ma che non erano state mai risolte nella vita quotidiana. Una volta che lego si fosse mostrato nelle situazioni da lui orchestrate, era in fine distrutto, e Robert era un maestro nel attirare lego allo scoperto. Purtroppo molte persone, soprattutto quando ormai si erano abituate a considerare Robert come una persona, riuscivano solo a vedere un uomo normale fare azioni inspiegabili, controproducenti e apparentemente offensive, non riuscivano a vedere un Maestro che bruciava una messe di ego. Un altro esempio del potere di Robert erano i satsanga, dove i discepoli sedevano insieme per ascoltare i suoi discorsi. Molti, soprattutto quelli che provenivano da altre tradizioni che sostenevano limportanza di shakti, oppure che enfatizzavano gli insegnamenti filosofici, trovavano noiose le nostre riunioni. Gli insegnamenti riguardo alla completa irrealt di tutto erano essenzialmente insondabili, persino da consumati swami di diverse tradizioni che consideravano lAdvaita come mera filosofia. Robert non presentava tecniche per trovare la felicit, Dio o per far funzionare miglio la vita. Cantavamo poco, e pochi erano i segni esteriori di devozione tra i suoi discepoli, che restavano soprattutto per conto proprio. Per ultimo, il Parkinson di Robert lo faceva parlare in modo un po sbiascicato rendendo non facile la comprensione. Io lo accusavo sempre di aver contratto la malattia solo per farci sforzare ancora di pi per ascoltarlo. Inoltre Robert parlava lentamente con lunghe pause tra una frase e laltra. Robert dava risalto al silenzio 11

piuttosto che al contenuto. Tutto ci faceva s che alcuni dei nuovi percepissero tutta quellesperienza come priva di energia, comprensione, devozione e persino dellintelligibilit di base, ma poich mancava tanto esteriormente, quelli che rimanevano erano accolti dal silenzio e indotti ad andare in profondit dentro se stessi per trovare perfetta pace, felicit e vuoto. Il semplice stare in sua presenza aveva su molte persone una profonda influenza. Alcuni erano sopraffatti dalla felicit, altri della pace. Molto pi spesso al satsanga la gente si sentiva cos profondamente rilassata che scivolava facilmente in un sonno a malapena cosciente. La maggior parte di coloro che avevano la fortuna di andare a pranzo con lui, dopo cedeva ad un irrefrenabile desiderio di dormire, un sonno profondo, rilassante che li privava di ogni volont. Una volta osservai una discepola che entrava in questo stato di sonno mentre era a tavola con Robert. Stava sollevando una forchetta verso la sua bocca, ma non ce la faceva, rimase bloccata con forchetta sollevata, gli occhi chiusi, e rest assente per parecchio tempo. Penso che la lasciammo nel ristorante, in quello stato, perch Robert raccomand di non disturbarla. Certo, alla fine sarebbe stata disturbata, ma Robert volle che quello stato durasse il pi a lungo possibile. Naturalmente questi stati di sonno erano in realt le forme di un qualche tipo di samadhi, ma usare questo termine significherebbe creare inutili connotazioni mistiche che non spiegano niente. Lesperienza soggettiva era linvolontario rivolgere la coscienza allinterno, cessare le attivit volontarie del corpo, sentire una grande pace, ed essere totalmente incapaci di prestare attenzione al mondo esterno, pur rimanendo appena appena consapevoli di ogni cosa. C chi si sentiva immergergere nella luce, altri sentivano di dissolversi nel vuoto o che il mondo si dissolvesse in loro. Per ognuno era diverso. Uno dei giochi preferiti di Robert, che io chiamavo la citt de jour, era stato vagamente ispirato dal trattamento che Marpa aveva riservato al suo pi famoso discepolo un caso difficile Milarepa. Milarepa aveva praticato la magia nera e aveva ucciso diversi parenti spinto dal desiderio di vendetta di sua madre, simile a Lady Macbeth. A un certo punto, cominci a sentire profonda tristezza e senso di colpa per quanto aveva fatto e si rivolse agli insegnamenti di pace di Marpa. Marpa si rifiut di insegnare a Milarepa, riducendolo invece al ruolo di manovale alle proprie dipendenze. Gli fece costruire una nuova casa per s con le pietre sparse sulle sue terre. Ogni volta che Milarepa completava una casa, Marpa cambiava idea e diceva che la posizione o la forma non gli andavano bene, quindi chiedeva a Milarepa di demolirla e di ricostruirla da unaltra parte. Cos facendo Milarepa costru sette case e ne smantell sei prima che Marpa si addolcisse e accettasse di iniziarlo allinsegnamento. 12

Nella citt de jour, Robert alludeva oscuramente ad un terremoto imminente che avrebbe distrutto Los Angeles, e noi tutti dovevamo traslocare immediatamente. Se lo stratagemma del terremoto non bastava, Robert rimpolpava le sue predizioni dicendo che sarebbe stato un terremoto 7,27,5 su una nuova faglia vicino a Cucamunga, al confine delle contee di San Bernardino e Riverside, e che si sarebbe scatenato nel corso dellultimo trimestre del 1995, molto probabilmente a novembre. Se anche questo non ha funzionava come motivazione, Robert trovava altre scuse per motivare la gente a traslocare. A uno diceva: Tu sarai il mio braccio destro, a unaltra: Tu sarai la mia segretaria ecc. Dietro le quinte diceva a persone diverse luoghi diversi dove avrebbe voluto trasferirsi. A quelli che stavano per costruirsi una casa a Santa Fe diceva che in breve tempo si sarebbe trasferito l. A quelli che volevano trasferirsi a Dallas diceva che si sarebbe trasferito a Dallas. A quelli che volevano trasferirsi in Arizona diceva di trovare una casa a Phoenix o a Sedona [che si trovano in Arizona]. Ovviamente tutti sapevano ci che aveva detto agli altri, e tutti quanti cercavano casa in quattro citt diverse contemporaneamente; la nostra vita era in continuo subbuglio in quanto stavamo progettando di andare a vivere a Sedona, o Santa Fe, o Dallas, o Phoenix o addirittura a East St. Louis [Illinois]. I discepoli battevano a tappeto queste localit organizzando case, lavoro, locali per il satsanga, e martoriandosi a cause dello sconvolgimento delle loro vite. Quelli che non potevano trasferirsi, per il lavoro, la casa o anche solo per attaccamento, si sentivano abbandonati e in collera. A causa delle sue condizioni di salute Robert non viaggiava mai pi delle cinquanta miglia che raramente percorreva per far visita ai parenti. Fu un colpo di scena quando decise di visitare Sedona, dove un gruppo di una quindicina di discepoli gli aveva offerto addirittura pi di una casa, offrendo oltretutto assistenza agli altri discepoli che avrebbero voluto trasferirsi l. Va da s che tutto questo esacerb in ognuno lansia fino ai massimi livelli. Ormai sembrava che Robert volesse veramente trasferirsi e i discepoli si trovavano posti di fronte alla scelta di perdere il loro confortevole stile di vita cui erano abituati trasferendosi anchessi, oppure perdere il loro Guru. A quel tempo, in verit, io sollecitai Robert a scegliere Sedona perch uno dei discepoli, Marty, titolare di unagenzia che organizzava tour in jeep, promise di darmi un lavoro come autista. Sedona era bella e io volevo lasciare Santa Monica; per ultimo ero disoccupato, per cui non cerano pi forti legami col Sud della California.

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A questo punto il gioco divent ancora pi caotico, con i discepoli di Sedona che volavano continuamente a Los Angeles, e i discepoli di Los Angeles che andavano a caccia di case in Arizona durante la stagione monsonica di met agosto. Phoenix nel mese di agosto, nella migliore delle ipotesi sgradevole, e persino la moglie di Robert sbott: Ci hai portati allinferno!. Un altra discepola, una celebre autrice, telefon a Robert: Non posso farlo! Sto guidando per Scottsdale, ci saranno pi di quaranta gradi, e sono sudata marcia! Non riesco a farlo. Qui fa tutto schifo!. Eppure venne e compr una casa enorme, grande abbastanza da poter ospitare i satsanga e stare vicino a Robert. Questo il tipico comportamento da Guru: semina caos e ansia, laddove prima vera ordine, la qual cosa scioglie attaccamenti e fa ribollire gli ego delle persone. Robert faceva lo stesso in tutte le aree della vita che potevano coinvolgere emotivamente i suoi discepoli. Lavorava sulle persone ogni volta che si aprivano, anche solo un po, al suo potere.

Il primo risveglio
Una mattina, di rientro dalla mia passeggiata che quel giorno mi sembr particolarmente rinvigorente, andai a fare la doccia. Percepii un insolito relax; lacqua calda era incredibilmente invitante. Mentre sentivo il delizioso tocco dellacqua sulla schiena, guardai dentro, nel vuoto interiore della coscienza, cercando di vedere Chi stava sperimentando quella sensazione. Avevo fatto questa osservazione migliaia di volte in migliaia di diverse circostanze: cercare lIo che era lo sperimentatore senza mai trovarlo, ma pur sempre rimanendo incatenato al concetto che io ero un io, una persona. Questa volta, come tutte le altre volte, non trovai niente; soltanto il vasto vuoto interiore che conteneva tutte le cose: le sensazioni cinestesiche dei movimenti delle braccia e dei muscoli della schiena e del collo, il contatto con lacqua, il suono degli spruzzi e qualche pensiero. Ma soprattutto cera un vuoto silenzioso, che io avvertivo pieno e invitante. Per la decimillesima volta non trovai nessuno, niente, nessun io, ma questa volta, Dio solo sa perch, fu diverso: nessuno, la realt nessuno, ora penetrava! Non cera alcuna persona, nessuno che sperimentasse il tocco dellacqua, interiormente la casa era disabitata, per cos dire. Cera solo il tocco dellacqua, il contatto dei miei piedi sul pavimento della doccia, le mie mani che insaponavano la schiena e il collo ma non cera nessuno che stesse sperimentando tutto questo. Cera solo esperienza, che avveniva nella consapevolezza. 14

In breve, nel chiedermi: Ma allora chi che manda avanti la bottega? avvertii unintensa paura. Mi sentii insicuro, o meglio, cera una sensazione di insicurezza, perch non cera nessuno che potesse esercitare una funzione di protezione e di controllo. Tutto quello che cera era lo sperimentare che avveniva nello spazio della coscienza. Laria se ne usc dai miei polmoni, quasi come se fossi andato k.o., e mi rilassai. Anni di tensione fluirono via da me. Non respirai per un tempo che parve di minuti. Non cera bisogno di respirare. Non cera nessun me, nessun io che stesse l a pompare aria, perci il corpo semplicemente si rilass e si sgonfi. La mia mente (anzi per essere esatti la mente visto che non cera un io) divenne totalmente quieta. Nessun pensiero, nessuna specifica attenzione ad alcunch, semplicemente il grandioso, silente onnipervadente vuoto, illuminato dalla luce interiore della coscienza, che conteneva tutte le esperienze. La mia mente se nera andata. Mi sentivo troppo debole per stare in piedi. Mi asciugai e andai a sdraiarmi sul divano per concedermi unesplorazione interiore dalla prospettiva della scoperta di non avere nessun io, nessun me, nessun s personale. Nel completo silenzio mentale, la mia coscienza, invece di attaccarsi al chiacchierio che di norma sta al servizio dellIo, si espanse riempiendo il vuoto che era dappertutto. Scoprii che lIo non cera, che non cera alcun nucleo centrale che desse vita illusoria a me come persona, che non cera mai stato un Io, che non cera mai stata neppure lidea che ci fosse un Io, colui che opera e sperimenta, persino quella se nera andata. Ci che io avevo creduto fosse lIo, era in realt lIo Sono, il senso di presenza, di essere, ma quellIo Sono, la presenza, la coscienza, non contenevano alcun nucleo di Io, n mai lavevano avuto. LIo era stato soltanto una credenza, unidea tenuta tenacemente che aveva creato lapparente esperienza di un Io persona. Quando lidea dellIo mor, lintero regno della concettualizzazione mut e divenne chiaro. Tutte le altre idee dipendevano dalla credenza in un Io separato dal resto del mondo sperimentato, e quando la dualit venne smascherata e quindi riconosciuta come pura fantasia, cos lo furono anche tutti gli altri concetti che dipendevano dalla dualit IoAltro. Guardando dentro, lIo Sono, la presenza che io avevo chiamato coscienza, sembrava avere un centro o una sorgente vicino al cuore (del mio corpo apparente). Sembrava che nascesse e che fluisse da questo centro. Tuttavia questo centro del

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cuore era solo un accadimento allinterno della coscienza, e non aveva niente a che fare con la credenza in un Io considerato colui che fa e che sperimenta. LIo Sono, il senso di presenza che pervade tutto il vuoto e lesperienza interiori ed esteriori, non ha nessun Io come nucleo centrale: in realt un Sono, non un Io Sono. Senza un Io non c nemmeno un NonIo allinterno della coscienza, c solo la coscienza, solo Uno. LUno contiene tutte le esperienze. Tutte le esperienze sono soltanto modificazioni di questa coscienza unica. Rivolsi la mia attenzione ai pensieri e vidi che i pensieri fluttuano attraverso il Sono, come se arrivassero dallesterno dal corpo. Non esiste una mente come tale, ma solo pensieri che passano attraverso il Sono, lESSERE. Senza un Io, il centro personale illusorio, non c nessuno che possa assumere il possesso di un pensiero o di un desiderio, agire per sua conseguenza e renderlo reale. Il Sono, lESSERE, non ha alcuna inclinazione a coinvolgersi coi pensieri ed libero dalla loro tirannia. In breve il Sono libero di prendere in carica un pensiero e di renderlo reale ad esempio, prendere lidea di dover sbrigare qualche faccenda e trasformarla in azione , o di lasciarsi attraversare dal pensiero o desiderio senza prenderlo in considerazione. Pensieri, forme e immaginazioni cambiano e si muovono allinfinito. Essi non hanno unesistenza permanente, ma sono soltanto modificazioni allinterno del traboccante processo Io Sono. Lunica realt Sono, che contiene tutte le esperienze ma che essa stessa osservata. Quindi io ora mi interrogai: Chi il testimone di tutto questo?. La risposta mi si present come una voce interiore: Nessuno!. Realizzai che c solo losservare senza nessun osservatore/testimone. Proprio come non cera nessun Io a prendere possesso di un desiderio o di un pensiero, non c nessun testimone a prendere possesso di alcuna esperienza. Lidea del testimone e lapparente percezione di questo testimone nasce dallapparente dualit creata dallidea Io. Quando questa dualit di base scompare, scompaiono anche tutte le altre dualit, incluso limmaginaria dualit di testimone e oggetto testimoniato, di osservatore e oggetto osservato. Comunque, se non c un testimone, allora non ci sono nemmeno oggetti da testimoniare. Se lIo irreale, ogni cosa osservata dallIo irreale. Non si pu tenere solo una met della dualit, se una met irreale, lo stesso vale per il suo opposto; in altre parole la dualit stessa soltanto unapparenza. Gli oggetti, il corpo, la mente, il mondo sono tutti irreali, sono soltanto sostanza mentale, sogni

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dentro la coscienza. Senza Io e senza mondo osservato ci sono solo avvenimenti allinterno della coscienza, e la coscienza tutto ci che c: tutto Uno. Alcuni momenti dopo venne la sensazione che anche la coscienza, il senso di presenza, il Sono fossero irreali, una specie di illusione visivo-acustico-tattile aggiunta al puro silenzio, al puro vuoto. A questo punto tutte le forme, i suoni, le visioni e le sensazioni cominciarono a fondersi insieme e io potevo vedere la loro natura temporanea ed evanescente. Non cera lIo, non cera il mondo, non cera il corpo; cera solo presenza, e anche questa non me. Anche lIo Sono, la coscienza, era solo sostanza mentale, un costrutto. Io sono lIo Sono solo finch vivo nellillusione della coscienza. Limmaginazione, le idee, e tutte le esperienze fenomeniche erano tutta mente. La mente non crea il mondo, la mente il mondo; la mente ogni cosa. Al che cominciai a ridere. Ci che il mio maestro aveva detto era vero, tutto un gioco, una favola che non significa niente raccontata da unidiota. Persino ogni cosa che ho scritto qui solo concettualizzazione, sostanza mentale, quindi un errore! Lintera esperienza dur alcune ore e alla fine io ritornai nel posto in cui una sedia era una sedia e linsalata di patate un cibo. Tuttavia ero diverso; non potevo trovare un Io e neppure la credenza che ce ne fosse uno. Quel nucleo se nera andato, sebbene uno pseudonucleo funzionale sarebbe riapparso pi tardi.

Conseguenze
Nei giorni seguenti lesperienza sotto la doccia divennero chiari altri aspetti del significato dellesperienza di Non-Io. In primo luogo tutto ci che comprendiamo, qualsiasi cosa possa essere detto in parole, falso e fuorviante: solo materia mentale, tutto! Qualsiasi cosa si dica, detta allinterno dellillusione riguardo allillusione. Qualsiasi cosa venga detta errore. La mente non pu cogliere niente di diverso da se stessa, non pu andare al di l di se stessa. Concetti, fenomenalit, e ci che chiamiamo sogni, sono tutti fatti della medesima sostanza illusoria. In secondo luogo non cera nessuno a prendersi in consegna la mia vita, la vita, semplicemente, veniva vissuta. Non cera nessuno che fosse a capo di qualsivoglia pensiero e responsabilit, nessuno a partorire decisioni alle quali

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volesse imprimere un obiettivo. Lintenzionalit, lidea secondo cui noi possiamo concepire e produrre un risultato, era una frode. La vita soltanto vissuta per mezzo dellillusione di unesistenza che alcuni chiamano maya, altri coscienza, e altri ancora Dio o la totalit della fenomenalit. La mente individuale apparente crea solo una storia per ragioni sconosciute, crea una pseudoesistenza su una realt apparente. Noi non abbiamo nemmeno una mente individuale, lidea Io fa solo sembrare che ce labbiamo. Lidea Io ospita quei pensieri che producono lapparenza di un processo di considerazioni, di unentit che decide e di una decisione finalizzata a seguire un percorso. Se questi pensieri non fossero venuti, il corpo-mente apparente avrebbe assunto un altro agglomerato di formepensiero e avrebbe dato a se stesso unesistenza diversa. Sul piano personale, ci significa che il mondo in cui vivevo era puramente concettuale, e io avrei potuto condurre una vita concettuale completamente diversa se un diverso complesso di pensieri avesse preso possesso del mio pensiero Io. Cio, tutte le pseudorealt sono soltanto apparizioni nella coscienza, non cera nessun essere umano che prendesse possesso di quella identit in un sostanziale continuum spazio-temporale. Cerano solo complessi di pensieri e schemi mentali sogni dello stato di veglia costituiti della medesima sostanza di ci che noi identifichiamo come i sogni veri e propri. La vita non ha alcuna solidit. La solidit, la persistenza, la continuit sono concetti che ci permettono di ritenere che il mondo sia reale e di porre le basi per tutte le apparenti attivit mondane. Cio, se io fossi destinato a trasferirmi a New York, questo pensiero entrerebbe nella mia mente, altrimenti qualche altro pensiero avrebbe il sopravvento, come, ad esempio, diventare un consulente informatico a Santa Fe. Quando lIo si spegne e lego scompare, gli avvenimenti nella coscienza faranno quel che devono; lapparato psicosomatico segue autonomamente le proprie fasi, e lo si osserva come se vedessimo un film interessante ma non troppo coinvolgente. Ho anche capito perch pi invecchiavo, meno interesse nutrivo per qualsiasi cosa. Come lIo avvizziva attraverso la costante osservazione interiore, cera sempre meno volont da parte mia di prendere possesso dei vari pensieri e desideri casuali che si presentavano, e quantanche lavessi fatto, cera poi poca energia per realizzarli. Come Robert diceva: Il pensieri e i desideri del saggio sono pensieri morti, non hanno forza e passano in fretta, sfiorando appena la persona apparente. Avendolo osservato in azione, potevo confermarlo. Qualcuno poteva proporre lidea 18

di fondare un ashram, di scrivere un libro, o di trasferirsi in unaltra citt, e Robert poteva mostrare al momento anche un certo interesse, ma dopo un giorno o una settimana lidea e la volont che vi stavano dietro erano gi scomparse. Intorno a Robert non cera nulla a cui aggrapparsi, non gli si attaccava nulla. Quando la prima persona Io scompare, lidea della seconda persona: un Lui, un Dio personale, scompare. Non c nessun Dio, nessun potere, nessun piano che faccia andare avanti le cose. Dio unidea della coscienza. Le cose accadono semplicemente nella coscienza senza n un me n un Dio che le faccia accadere. Coscienza ed eventi appaiono dal nulla e scompaiono nel nulla. Se volete chiamare il nulla o la coscienza col nome Dio, fate pure; ma cosa si ottiene dando allillusione un altro nome? C solo lUno, e anche questUno irreale. Tutto questo divent al momento piuttosto deprimente. Era come se fossi in attesa dellannuncio del numero vincente della lotteria, sicuro che questa volta avrei vinto, per poi a svegliarmi e scoprire che la lotteria e la certezza di vincere erano tuttun sogno. Lidea che una vita migliore fosse proprio dietro langolo e che io avrei potuto influenzare quel risultato era solo una fantasia. Non c chi prende decisioni, chi agisce, e nemmeno chi fa lesperienza. La traiettoria della mia carriera era appena svanita! Cera il senso di perdita del mio solito mondo e delle mie consuete relazioni, inclusa la sensazione di essere colui che agisce. Io non esistevo, cera solamente la coscienza che era ogni cosa, tutto, ma che in definitiva neanchessa esisteva. Per giorni mi sedevo a guardare il mondo affascinato dalla sensazione che n io n il mondo esistevamo. Nel corso dei giorni e delle settimane successive accaddero strane cose. Il mio corpo aveva sempre caldo, correnti di energia lo attraversavano e strani nuovi schemi di tensione muscolare sostituirono i vecchi. Sentivo che il mio corpo stava cercando di liberarsi di qualcosa, come se stesse cercando di combattere una malattia. Robert si mise a ridere quando glielo raccontai e un po scherzando disse: Sta cercando di liberarsi di te!. Il senso di irrealt sia dellIo che del mondo persisteva e si approfondiva insieme alla depressione. Un giorno chiamai Robert disperato e gli dissi: Sono depresso! Io non sono reale, niente reale!. Robert rispose con forza e con voce alta: Certo che sei reale, chi mi sta parlando al telefono, non sei tu?. Ma il senso di irrealt persisteva, e io ero perplesso rispetto alla risposta di Robert che io fossi reale, visto che aveva quasi sempre detto che tutto era irreale.

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Alcuni giorni dopo, mentre osservavo il mio sentire che tutto era irreale, improvvisamente mi resi conto che anche questa sensazione stava avvenendo allinterno dellirrealt, essa stessa non era altro che un accadimento nella coscienza, non pi reale di ci che avevo precedentemente considerato reale. Il pensiero Io e il mondo erano irreali, erano niente di pi che un concetto senza pi alcun potere n importanza, come qualsiasi altra cosa. Compresi la risposta di Ramana al devoto che gli chiedeva se il mondo fosse reale o no: Il mondo reale tanto quanto sei reale tu. Il mondo appariva irreale una volta che lIo era scomparso; prima che lIo scomparisse, entrambi apparivano reali. Mondo, Io, reale e irreale erano tutti concetti. Il mondo delle apparenze era solo forme allinterno della coscienza, senza un Io che stesse ad osservarle. Le forme vanno e vengono; sono osservate, ma non c nessun osservatore. La mia apparente depressione si risolse allistante, era solo un altro fenomeno allinterno della coscienza, non uno stato che mi appartenesse in quanto persona.

Il regno dellillusione
Nei mesi successivi lesperienza si ampli e si approfond. A volte il mondo sembrava reale, a volte irreale, a volte entrambe le cose, ma io compresi che questo apparire ora reale ora irreale era costituito soltanto da giudizi aggiunti allillusione di base della fenomenalit e della coscienza stessa. Quando c solo Uno, tutti i giudizi e la conoscenza su qualit o parti dellUno come il mondo irreale, questa unautomobile ecc. sono essi stessi illusori perch sono divisioni, mentre c solo lUno. La frase e la conoscenza che sottintende: questa unautomobile, e lautomobile stessa in quanto oggetto separato dallUno, sono entrambe illusorie. La conoscenza unillusione, gli oggetti sono unillusione, le qualit distinguibili dellUno sono illusione. I giorni e le settimane passavano e io sentivo come se stessi vivendo in un ologramma. Mi pareva quasi di poter vedere attraverso gli oggetti del mondo e attraverso il mio stesso corpo, perch la mia attenzione metteva a fuoco il vuoto che permeava tutte le cose, dentro e fuori. Tutto era vuoto, immagini prive di sostanza e sensazioni proiettate su uno spazio vuoto sottostante di immobile silenzio. A volte potevo anche vedere un oggetto con la coda dellocchio, una automobile ad esempio: restava l solo a met, proprio come su un set cinematografico dove esiste solo ci che sta di fronte, allinterno dellinquadratura dellobiettivo. I giorni diventavano notti e poi di nuovo giorni, quasi non mi accorgevo che il tempo scorresse, e ogni pomeriggio, dalle tredici alle quindici, sperimentavo un 20

involontario ritirarsi della coscienza, una trance che limitava la mia piena partecipazione alla cosiddetta realt. Lintero processo era molto divertente, come quando vedevo il mondo sotto forma di immagini vuote e insostanziali che mutavano rapidamente con lo scorrere del tempo, senza il coinvolgimento personale che aveva in precedenza fatto apparire il mondo cos reale. Quando raccontai a Robert dei fenomeni riguardo agli oggetti che scomparivano a met dallinquadratura del mio sguardo, privi di sostanza, scherzando gli chiesi se questo era parte del processo del risveglio, o era solo il discendere nella follia. Le due cose vanno a braccetto mi rispose con ironia. Una settimana dopo, gli chiesi nuovamente se vedere il mondo come un sogno vuoto era uno stato temporaneo, qualcosa che ci si lascia poi dietro come una fase di transizione. sempre cos rispose Robert allargando le braccia come per inglobare tutto. Poi aggiunse: Alla fine, sostanzialmente nulla mai esistito e nulla mai avvenuto. Divenne pi difficile darmi delle motivazioni per fare qualcosa: quando il personaggio sognato capisce dessere parte del sogno, come pu poi prenderlo sul serio e proferire ogni sforzo per controllarne i risultati? Cose che prima mi davano molto fastidio avevano perso ogni potere di alterarmi. Vivevo giorno per giorno guardando semplicemente il mutare della manifestazione, la vacuit onnipresente che rendeva il mondo e la mia stessa esistenza di essere umano separato una caricatura. A volte gli aspetti umoristici di Jnana cedevano a un sentimento di non voler pi partecipare alla farsa. Tutto assolutamente falso nel modo in cui viene percepito, perch dunque continuare nel gioco? A volte sentivo decisamente il rifiuto verso ogni coinvolgimento nellillusione. Una frase centrale dal Sutra del Cuore della Saggezza Suprema, uno dei sutra pi importanti della tradizione buddista e in particolare zen, mi divenne chiarissima proprio in quel periodo: La forma non altro che vuoto, il vuoto non altro che forma; ci che forma vuoto, ci che vuoto forma; ed lo stesso per sensazioni, percezioni, pensieri e persino per la coscienza. Con la conoscenza che il mio s personale e il mondo erano illusori, si svuotarono qualit personali come ambizione, ego e intenzionalit. Il libero arbitrio non esiste, perch non c chi vuole, non c nessun volere e niente che sia voluto. Il mondo stesso era soltanto immagini prive di sostanza e in continuo mutamento: 21

non esistevano cose, nemmeno una. Con la non esistenza di alcuna cosa arriva il riconoscimento che niente mai accaduto, n mai accadr. Non ce stata la seconda guerra mondiale, n la guerra del Vietnam, n Richard Nixon. Cerano solo ricordi (immagini) che circolavano nella mia mente o immagini che venivano fuori dal televisore. Non vera alcuna prova che una di queste cose esistesse in una forma diversa da unimmagine mentale. La storia non mai accaduta! Qualcuno potrebbe indicarmi un libro di storia che riporta tutti questi accadimenti. Non era comunque una prova, perch quel libro era parte del mio sogno desto, e niente allinterno del sogno pu provare la realit e lesistenza di unaltra parte di quel sogno. Anche se la fisica postula lesistenza del tempo, il tempo ancora soltanto unidea allinterno della Mente Unica, che fatta di sogno. La scienza, come il libro di storia, fa parte del sogno e crea una struttura coerente per le immagini. N il resto del mondo al di fuori della vista esiste: non la Francia, non la Russia, non Cleveland tutte erano idee sostenute soltanto dal vedere delle immagini in TV o dai ricordi di una visita precedente, entrambe cose che fanno ancora parte del sogno, proprio come il libro di storia. Il passato non esiste se non come memoria, che a sua volta un qualcosa che si manifesta nella coscienza nel tempo presente. Il futuro non esiste; solo speculazioni mentali, fatte nel presente, su ci che potrebbe accadere in un futuro immaginario. E ancora, e soprattutto, neppure il presente apparentemente reale esiste, perch la cosiddetta realt soltanto fatta di sensazioni, percezioni, oggetti, tutti creati dalla mente, sospesi in un vuoto mentale. Infine, n le forme n il vuoto esistono. Il qui ed ora ha la stessa esistenza fatta di materiale mentale, come tutti gli altri eventi che appaiono nella mente e nella coscienza. Nel Sutra del Cuore, Il Bodhisattva Avalokiteshvara continua: Cos, Shariputra, tutte le cose avendo la natura della vacuit non hanno inizio n fine. Nel vuoto non c forma, n sensazione, n percezione, n discriminazione, n la coscienza stessa. Non c occhio, n orecchio, n naso, n lingua, n pelle, n mente. Non c vista, n suono, n odore, n sapore, n tatto, n processi mentali, n oggetti, n conoscenza, n ignoranza. N c fine di oggetti, n fine della conoscenza, n fine dellignoranza. Non c illuminazione, n via allilluminazione: nessun dolore, n causa di dolore, n fine del dolore. Non vi n decadenza n morte. 22

Non

vi

alcuna

conoscenza

dellilluminazione,

ottenimento

dellilluminazione, n non ottenimento dellilluminazione. Perch non vi ottenimento dellilluminazione? Perch lilluminazione non nel regno delle COSE, e nelle NON-COSE non c alcuna personalit che ottenga lilluminazione. Finch luomo persegue lilluminazione, dimora ancora nel regno della coscienza. Per realizzare lilluminazione deve passare al di l della coscienza, al di l della facolt di discriminazione e al di l della conoscenza, al di l della portata di cambiamento e paura. La perfetta comprensione di ci, e la sua paziente accettazione la suprema saggezza, il cuore essenziale della saggezza. Tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro, avendo ottenuto il Supremo Samadhi, si risvegliano scoprendo di aver realizzato il cuore della saggezza.

La vita fatta dalle azioni di un corpo-mente apparente in un sogno, con la consapevolezza che la vita un sogno, ma senza n volont di cambiare il sogno (perch la personalit morta, o sta seriamente morendo), n il potere di cambiarlo. I personaggi di un sogno non hanno una volont autonoma di cambiare i contenuti del copione del sonno e dei sogni del sognatore; allo stesso modo noi non possiamo cambiare il copione del nostro sogno desto. Ognuno di noi, come apparente essere umano, ha una parte da svolgere, ma nessun mezzo concreto per controllare i risultati del sogno. Qualsiasi controllo che possiamo credere di avere per guidare la nostra vita solo apparente, e fa parte del copione del sogno. Noi dobbiamo credere di controllare lesito del sogno, altrimenti non potrebbe aver luogo il nostro coinvolgimento nel sogno illusorio. Alle persone che volevano cambiare la propria vita attraverso la sadhana, la meditazione, il pensiero positivo, o il lasciar andare, Robert, quando si rendeva conto che non era possibile dir loro niente che facesse loro cambiar idea, spesso rispondeva: Ma certamente, fa lo sforzo di cambiare. Lapparente sforzo va di pari passo con lapparente cambiamento. Finch si crede di essere un essere umano, necessario lo sforzo. Con lavvento della conoscenza, la mia mente si ferm. Per la prima volta avevo assaggiato una verit assoluta, e nessuna verit relativa del mondo la poteva toccare. Storia, economia e fisica erano solo conoscenze complicate riguardo al sogno desto, e quel tipo di conoscenza era irrilevante, un gioco: parte di un mondo 23

visto come un film di Bad Art 1. La conoscenza assoluta, Jnana, Prajna Paramita 2 , non pu essere conquistata con la volont o appresa. Essa viene a te, sempre con te, ed te! Comunque, perfino il gusto della verit assoluta passa quando si gustato il nulla, metaforicamente parlando. Con la fine della ricerca iniziai ad avere momenti di pace al di l dogni descrizione; una pace cos profonda, cos profonda, che nulla pi importava, nulla! Tutta la conoscenza, tutti i poteri, tutti i piaceri del mondo, e persino lesperienza della beatitudine divina, sbiadivano al suo cospetto. La pace disciolse ogni cosa. Niente aveva il potere di penetrarla, non cera niente che dovesse ancora essere compiuto. Il senso di essere, Sat, persisteva anche se vedevo che era unillusione; lo sentivo come unenergia, ma era sostanziale come la materia. Mi permeava, era me, era lintimo senso di essere proprio me. Il vuoto pervadeva continuamente ogni cosa, tutti gli oggetti, il mio corpo, ed anche il me: la stessa energia dellessere. Il substrato del senso dellessere era il Nulla, ed era sperimentato attraverso un filtro costituito dallessere. Eppure il Nulla percepito dallessere era comunque una forma di essenza. Ma cosa giaceva al di l del confine di questo vuoto e della coscienza che percepivo, cio al di l dellillusione percepita? Io vedevo tutto come lUno e quellUno ed ogni cosa in esso contenuta era illusione; eppure questa non se ne andava. Poteva lillusione scomparire?

Esodo
Un fatidico giorno dagosto, mentre portavo Robert al satsanga, gli chiesi: Robert, non credi che sia arrivato il momento di dare unocchiata a Sedona? Sembra che l la gente voglia davvero tutti noi, al contrario di Santa Fe. Rispose col suo modo tipicamente taciturno: S, la prossima settimana. Per anni avevamo parlato di dove andare a sviluppare una comunit spirituale, per Robert perdeva sempre interesse quando veniva sollecitato, ma negli ultimi sei mesi era diverso. Sembrava insistere sullopportunit che ci spostassimo in unaltra citt, che si trattasse di Santa Fe, di Dallas o della Florida. Io non volevo spostarmi troppo lontano, perci suggerii Sedona che era pi vicina a Los Angeles, e anche pi vicina a Phoenix, dove mia madre viveva. Negli ultimi sei mesi, molti nuovi studenti stavano venendo ai satsanga proprio da Sedona, e io, su richiesta di Robert, avevo sondato la possibilit di trasferirci l.
1. Bad Art (cattiva arte): secondo lo stesso manifesto di questa corrente, si tratta di arte che stata creata con le migliori intenzioni, ma che riuscita orribilmente male. 2. Sutra della perfezione della saggezza o Sutra della conoscenza trascendente.

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Robert quando si spostava con la famiglia, e doveva percorrere una certa distanza, viaggiava in un furgone. Il Parkinson lo affaticava, ed egli non poteva sedere dritto per lungo tempo, quindi in genere viaggiava sdraiato sul pavimento del furgone. Io noleggiai unampia Buick [marca automobilistica americana] con un sedile passeggero che si reclinava fino a una posizione quasi orizzontale. Arrivai a casa di Robert luned mattina presto e lo trovai agitato: non lavevo mai visto cos prima. Camminava su e gi per il salotto, e anche sua moglie Nicole sembrava ansiosa. Solo Dimitri, il piccolo Lhasa Apsa [razza canina di piccole dimensioni] di Robert, rimaneva calmo. Io mi sentivo sorprendentemente rilassato; infatti ero di solito piuttosto ansioso prima di un viaggio. Partimmo noi tre, alle 07:10 in uno splendido, soleggiato Luned. Robert sedeva eretto e vigile, mentre Nicole parlava della gente del satsanga, che era il suo argomento preferito. Curiosamente Robert rimase seduto normalmente per lintero percorso di 400 miglia sino a Phoenix e non appariva per niente stanco, il che lasci perplessa Nicole che, essendo molto attenta alla salute e al comfort di Robert, si aspettava che si stancasse presto e che avesse bisogno di molto riposo. Ma Robert sembrava rinvigorito dal viaggio. Io, al contrario, cominciai ad aver caldo e a sentire la stanchezza gi dopo circa unora di guida attraverso il congesto traffico mattutino. Quando ci fermammo vicino a Palm Springs per fare colazione, non riuscivo quasi pi a guidare. Dopo quattro ore ero esausto e accaldato, nonostante leccellente aria condizionata dellauto. Quando arrivammo a Phoenix ero scombussolato e sbagliai a svoltare per ben tre volte. Il piano originale era di passare la notte a casa di mia madre a Peoria, un sobborgo di Phoenix, in modo che Robert e Nicole potessero dare uno sguardo alla citt prima di andare a trascorrere cinque giorni a Sedona. Quando arrivammo a Phoenix, io stavo veramente male. Chiamai Hale Dwoskin, capo del Sedona Institute a Phoenix, uno degli studenti di Robert di pi recente acquisizione, e gli chiesi di portare Robert e Nicole a vedere la citt. Il giorno dopo, Hale e sua moglie Amy accompagnarono Robert a Sedona, mentre io rimasi a casa. Stavo male come non ricordo di essere mai stato prima. Mi sentivo come Mos, incapace di entrare nella terra promessa. Il mercoled mi sentii un po meglio e mi proponevo di guidare il giorno seguente fino a Sedona, ma mia madre cadde malata coi miei stessi sintomi e dovetti rimanere accanto a lei. Gioved ebbi una ricaduta e fui quindi di nuovo impossibilitato a guidare. Il sabato Robert doveva rientrare passando per Phoenix e

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io lo riaccompagnai a casa. La gente di Sedona mand un altro autista per aiutarmi alla guida. Tornando a casa, mi sentii quasi completamente ristabilito. Lintero viaggio mi apparve parecchio strano la mia improvvisa malattia che progrediva quanto pi ci avvicinavamo a Phoenix, e che poi spar completamente non appena ce ne andammo da l. Non sono mai riuscito a vedere Sedona. Nessuno, tranne Robert e Hale, mi chiam quando a Phoenix fui costretto a letto, ammalato, e io mi sentivo escluso. La cosa mi faceva pensare che io non ero destinato ad accompagnare Robert e glielo dissi. Qualcosa in me mi diceva di non andare e considerai la malattia come un messaggio da me a me stesso. Il dado era tratto. Robert accett le offerte dei devoti di Sedona, che gli avevano messo a disposizione tutto il necessario per vivere l. Una signora di Los Angeles si offr di acquistare una casa che potevamo usare per i satsanga. Un altro uomo daffari di Sedona si offr comprare una casa per Robert invece di investire nella terra nuda. Si prepar ogni cosa, e tutto fu promesso, senza porre condizioni, durante frequenti pranzi-meeting, per telefono e per lettera. Come poteva Robert rifiutare tanta generosit e tali profferte damore? Cos decise di trasferirsi per la fine di settembre, cio entro sole quattro settimane. Tutto cambi nei nostri satsanga a Los Angeles. Robert parlava tanto quanto prima, ma ora emanava una radiosit ed una presenza mai rivelata prima. Invece che reclinarsi sulla sedia assorto in se stesso, prima di parlare, come faceva sempre per una mezzora, sedeva sporgendosi dal bordo della sedia avvinghiato al microfono, guardando intensamente ogni persona. Era un Robert ben diverso, uno che sapeva dei profondi cambiamenti che incombevano. Il potere che Robert irradiava era tangibile. Negli ultimi quattro satsanga mi sembrava di bruciar vivo. Mary, discepola di lunga data e mia cara amica, dovette ritirarsi in fondo alla stanza perch non riusciva a tollerare il bombardamento di energia. Io mi ricoprivo di sudore e respiravo a fatica. Robert stava riversando su di noi tutto ci che poteva, era il suo miglior colpo finale. Latmosfera era diversa anche quando pranzavamo. Robert scherzava ancora, ma per la maggior parte rimaneva in silenzio. A volte si limitava a guardarmi intensamente negli occhi e io sentivo che arrivava a toccare il centro del mio essere. Inoltre mi invitava a casa sua pi spesso, a volte solo per guardare la tv o per qualche faccenduola. Ora mi sentivo bruciare quasi sempre in sua presenza. Il mio corpo bruciava, il mio essere bruciava, tutto ci che ero bruciava. Rimanere con Robert era diventata unesperienza di grande intensit.

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Anche tutti gli altri lo sentivano. Queste differenze mi fecero capire che questa volta stava davvero per trasferirsi. In seguito mi sono chiesto se egli avesse riversato in me tutta quellenergia perch sapeva gi che non sarei partito e che quella era la sua ultima chance di finirmi una volta per tutte. Forse ci che era accaduto nel viaggio verso Phoenix qualche settimana fa faceva parte della stessa dinamica. Durante questo mese, la mia vita divent un inferno. Ero combattuto tra partire o rimanere, pianificavo, preparavo valigie e cercavo di trovare una sistemazione per vivere a Sedona parlando con i vari prospettiva di un lavoro come guida nei offerto da un devoto del luogo, ed avevo potuto subaffittare agli altri devoti di Los devoti che abitavano l. Avevo gi la tour con le jeep, un posto generosamente trovato una casa con tre camere che avrei Angeles che si sarebbero trasferiti l.

Kerima, la mia ragazza, non poteva lasciare la citt in quel periodo: in una citt piccola come Sedona non avrebbe assolutamente potuto esercitare la sua nuova professione. Avremmo dovuto separarci, magari anche per sei mesi o pi; pensammo possibilmente anche di pi. A Kerima non interessava granch lAdvaita ed aveva smesso di venire ai satsanga un anno prima; adesso era totalmente assorbita dalla sua nuova carriera nella recitazione, e pareva che i nostri interessi divergessero sempre pi. Io avrei dovuto sia mantenere la residenza di Sedona che a contribuire alle spese per il nostro appartamento a Santa Monica. Oltre a tutti questi problemi, mi prendevo cura di una colonia di gatti randagi di un quartiere di Santa Monica (che in seguito mi diede uninterminabile serie di grattacapi), per cambiarono tutti i proprietari delle abitazioni sotto cui vivevano i gatti [in quella zona molte case sono sollevate da terra di una cinquantina di cm.] e nessuno dei nuovi tollerava la loro presenza. Questi osteggiarono sempre di pi il fatto che io dessi da mangiare ai gatti e nessuno se li voleva prendere. Cos decisi che avrei dovuto portare con me i gatti fino a Sedona, nella nuova casa, e che avrei dovuto costruire un recinto in giardino che li proteggesse da coyote, cani e dal calore. Ormai mancavano solo tre giorni alla partenza di Robert ed a questo punto avevo pagato la caparra per la casa di Sedona, avevo arruolato degli amici per sfamare i gatti randagi mentre ero via, avevo cercato di placare i vicini che ormai minacciavano di disporre trappole per catturare i gatti e portarli al gattile locale dove sarebbero stati soppressi in quanto randagi. Poi cercai in vano di rimettermi in contatto con Martin, il devoto che mi aveva promesso quel lavoro di guida nei tour. Proprio mentre mi recavo a noleggiare la macchina per il viaggio, ecco che caddi ammalato di nuovo: nausea, giramenti di testa, debolezza ed un caldo, un calore 27

insopportabile. Mi sentivo sopraffatto dallidea di dover allontanarmi da Kerima, di traslocare in una nuova casa a Sedona con un affitto triplo rispetto a quello che pagavo ora, di cominciare un nuovo lavoro come guida turistica in una citt che neanche conoscevo, di catturare e poi trasportare sei gatti semi-selvatici, di costruire un recinto nella nuova casa, e mi preoccupavo perch non sapevo se Kerima da sola sarebbe riuscita a prendersi cura dei cinque gatti di nostra propriet ed inoltre dei tre randagi che vivevano sotto la nostra casa di Santa Monica. Ero distrutto ed anche malato; troppe cose da gestire tutte insieme. Poi il proprietario dellagenzia turistica rinneg la sua offerta, fece finta di non averla mai nemmeno proposta. Se passate di l, date un bel salutino da parte mia a Marty. Ma anche tutte le altre promesse fatte a me e a Robert non furono mai mantenute. Quei devoti di Sedona si erano impegnati a sostenere economicamente Robert e la sua famiglia, impegni che vennero traditi. Una volta avvenuto il trasloco di Robert, tutti quelli che avevano garantito di contribuire si tirarono indietro. Uno dei devoti di Los Angeles che si era trasferito l, venne messo da parte da quelli di Sedona perch loro volevano Robert solo per s. Molti di questo gruppo di Sedona si spacciavano per discepoli di Robert, ma non si comportarono certamente di conseguenza. Durante gli ultimi due anni in cui avevo frequentato Robert, avevo combinato ben poco. Per lavoro scrivevo qualche rapporto di valutazioni psicologiche ed avevo avviato qualche progetto qua e l, scrivendo, preparando discorsi per personalit religiose, ed avevo anche cercato di lanciare un nuovo programma radiofonico chiamato La voce della Coscienza. Ma per lo pi non facevo nulla. Ogni pomeriggio dalluna alle tre o addirittura fino alle quattro, sprofondavo in una specie di trance involontaria in cui rimanevo cosciente ma lesperienza del mio corpo e della mia mente scomparivano. Questo mi rendeva difficile mantenere un lavoro regolare, molto difficile. Non ero abituato a vivere cos coinvolto nel mondo, prendere decisioni su traslochi, trasportare gatti, trovar lavori, e cercare di determinare come fosse la situazione a Sedona. Tutto questo coinvolgimento era cos fuori luogo ed anche un po odioso, e mi strappava dal mio stato di pace costante. Infine arriv il giorno, era Rosh Hashanah [il capodanno ebraico], il 25 Settembre 1995 e io non partii col caravan su cui viaggiava Robert. Mi aveva suggerito di viaggiare separatamente, in modo da poter tenere lauto per muovermi per Sedona ed anche per poter rientrare a Los Angeles. Due nuovi discepoli, che lavevano conosciuto meno di due settimane prima, andarono con lui. Robert viaggi assieme a Nicole nel furgone di uno dei discepoli di Sedona. Lo lasciai 28

andare. Sentii di non aver scelta. Non ero abituato a gestire una dozzina di problemi contemporaneamente, cos decisi di affrontarli uno per volta. Avrei cominciato a trovar casa ai gatti randagi di Palisade Streets prima di traslocare, oppure, se possibile, avrei trovato a Sedona delle persone che se ne prendessero cura. Quei primi pochi giorni che seguirono la partenza di Robert furono terribili. Ero attanagliato dal terrore. Il mio corpo era scosso dal dolore mentre i miei muscoli si tendevano per la paura. Lidea di trasferirmi a Sedona mi terrificava. Avevo paura che l mi sarebbe capitato qualcosa di tremendo. Avevo perso ormai da tanti anni qualsiasi interesse a rientrare nel doloroso mondo della condizione umana, ma ora rieccomi affogare nel tumulto delle paure umane, delle preoccupazioni per il denaro, dei problemi logistici. Era come se mi fossi permesso di ritornare nuovamente umano. Eppure, una parte di me rimaneva completamente imperturbata. Io sapevo che questa situazione sarebbe finita ed anche se ancora una volta appariva reale, sapevo in fondo che non lo era. In pi sapevo che avrei dovuto subire questa immersione nella paura per poterla superare. Dovevo farne esperienza senza riserve e senza la presenza confortante di Robert, da solo.

Il secondo risveglio
Al terzo mattino dopo che Robert aveva lasciato Los Angeles, proprio al momento in cui mi risvegliavo dal sonno, avvenne qualcosa di meraviglioso. Scoprii in un solo istante chi ero io e che avevo da sempre saputo chi ero io: scoprii che gi da sempre avevo realizzato il S! Come era avvenuto per decine di migliaia di volte al momento del risveglio, anche quel giorno passai dallo stato di sogno a quello di veglia, ma questa volta non ci fu nessun cambiamento nella percezione di chi ero io. Per lo pi il senso dellIo nei sogni e il senso dellIo durante lo stato di veglia erano simili, ma lIo che cera nel sonno scompariva quando lIo dello stato di veglia si destava. Il senso di palpabilit e di chiarezza era molto differente, e io emergevo in un mondo che era tutti i giorni relativamente costante. Questa volta per non ci fu differenza nellesperienza del me, nessuna. Al mio destarmi non vi fu nessuna transizione: la medesima soggettivit prevalse immutata attraverso tutta lapparente transizione. Io, chiunque o qualunque cosa fossi, non ero affatto toccato dalla fenomenalit sia del mondo dello stato di veglia che di quello del sogno. Io ero al di l e separato dallesistenza. Sia sogno che

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veglia non erano altro che stati della mente sovrapposti a me, qualunque cosa io fossi, dato che non cera alcun me. Potremmo dire che il me del sogno e il me da sveglio se nerano andati ma io ero lo stesso; entrambi i me non erano altro che mere forme-pensiero insieme allintero mondo del sogno e a quello del sogno da svegli. Tutto era sostanzapensiero, o come sostanza-pensiero, in una sorta di spazio mentale che pervadeva tutta la realt fino a che ci si Risveglia [alla Verit ultima]. Per fare unanalogia banale, come guardare un film alla TV e poi arriva uno spot pubblicitario. Anche se sullo schermo c unapparente transizione da un tipo di luce tremolante allaltro e suoni diversi, losservatore non cambia e non ne influenzato. Lanalogia viene a cadere se i tempi dello spot fanno irritare losservatore. Usando unaltra analogia, come se voi foste a letto coperti da un lenzuolo e qualcuno ve lo tirasse via; ci che stavate vedendo cambia, ma voi non cambiereste affatto. Realizzai che il sonno e lo stato di veglia erano soltanto cose sovrapposte a me, la coscienza era sovrapposta a me; persino il niente del sonno profondo lo era per lo meno questa era la sensazione. La coscienza non mi toccava, io ero oltre gli stati di sonno, sogno e veglia; tutti erano solo accadimenti allinterno della coscienza, ma nessuno di loro aveva a che fare con me. La coscienza non aveva nulla a che fare con me. Io ero al di l di tutto. La Coscienza stessa non reale; per la consapevolezza che io non sono toccato dalla coscienza una conoscenza espressa dalla Coscienza allinterno della Coscienza. La soggettivit assoluta oltre il comprendere. LAssoluto non conosce se stesso; sa di se stesso in quanto costante substrato del mutamento dei fenomeni. LAssoluto semplicemente , ma la conoscenza di questo e lespressione di tale conoscenza avviene attraverso la Coscienza. Questa era una meravigliosa esperienza di autoconoscenza, di riconoscimento e accettazione della mia vera natura. Potevo dire alla fine, con piena convinzione: So chi sono io. Malgrado il dolore fisico, malgrado la paura che ancora si protraeva, malgrado lansia per lindecisione per il trasloco a Sedona, malgrado il desiderio di stare con Robert e salvare i miei gatti dal gattile, malgrado tutto ci ancora affollasse la mia mente, io ora sapevo chi ero. Il corpo-mente avrebbe continuato a fare qualsiasi cosa si supponeva dovesse fare in armonia col luogo e il tempo, ma non aveva niente a che vedere con me. Io ero al di l della continua agitazione del corpo-mente. 30

NellAssoluto non c n corpo, n spazio, n tempo, n conoscere, n non conoscere, n ignoranza, n illuminazione, n vastit, n coscienza; tutti questi sono eventi nella Coscienza. Scrissi a Robert della mia agitazione e della mia improvvisa esperienza in cui avevo conosciuto direttamente chi ero io, ma non per cercare conferme: ero certo di sapere chi ero io. Parlare con Robert una settimana dopo la mia esperienza fu solo la ciliegina sulla torta. Robert mi disse semplicemente: Congratulazioni, hai realizzato il S! Adesso sei pienamente felice?. Non ricordo cosa risposi, ma quel che sapevo era che non ero toccato n dalla felicit n dallinfelicit. Anche se rimanevo invischiato nel corpo e nelle normali preoccupazioni di tutti i giorni, tutto questo non mi dava pi pensiero perch sapevo chi ero veramente. In realt ora potevo tornare alla condizione umana con pi facilit perch non mi spaventava pi; non mi piaceva troppo, ma non mi spaventava. Il mio corpo poteva ancora sperimentare lapparenza della paura, ma questa era una preoccupazione della fenomenalit, non mia. Questa sensazione dessere il padrone della realt si associ con un crescente senso di certezza e audacia. In pi io ora sapevo che era giusto per me rimanere a Los Angeles. Robert, daltra parte, part per un posto che sembrava essere parecchio peggiore per lui. Naturalmente ripeteva di continuo per ogni cosa: solo unapparenza. Mi raccont cosa succedeva a Sedona dopo che ci si era trasferito, e non dipinse un bello scenario. Disse che le promesse non erano mai state mantenute, che le persone litigavano tra loro per guadagnare il suo favore. Credo che lui ritenesse che cambiare ambiente fisico avrebbe potuto giovare alla sua salute; sapeva che il suo corpo non stava bene almeno questo quanto Nicole mi disse in seguito. Il trasferimento a Sedona rinvigor temporaneamente la sua salute, ritorn energico come lo era anni prima, persino la sua voce miglior. Forse sent che quelle persone avevano pi bisogno di lui. In realt Robert si divertiva a sguazzare nel caos, credo che lo trovasse interessante. Ne creava ovunque intorno a s e tra i suoi studenti. Sua moglie Nicole, dopo il terremoto di Northridge del 1994, divenne ossessionata dallidea che la California fosse sul punto di sprofondare nel Pacifico. Da quel che aveva letto, Sedona era il posto pi prossimo alloceano, ma a una distanza che consentisse ancora di salvarsi. In parte, il trasferimento di Robert, ne sono certo, fu dovuto alla insistenza di lei.

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Alla fine per io non so perch si trasfer, e credo che non lo sapesse nemmeno lui. Robert lo fece e basta, proprio come io non lo feci. Mi mancava terribilmente. Mi mancavano le passeggiate, le gite, i pranzi, le cene, e i continui insegnamenti che mi diede attraverso le parole e i fatti. Ma non avvenne nulla che mi aprisse la strada a Sedona. Non appariva miracolosamente nessuno che si prendesse cura dei miei gatti, e nessuno tranne Robert mi aveva chiamato da Sedona chiedendomi di raggiungerli. Mi sentivo a mio agio a Los Angeles, persino con le molte responsabilit che avevo accettato. Durante le settimane successive, mi telefonarono molte persone del gruppo originale di Los Angeles raccontandomi dei loro guai e chiedendo di Robert e del perch non mi fossi trasferito con lui. Loro tutti insistevano perch restassi a Los Angeles, dicendo che quello era il posto a cui appartenevo, che non riuscivano a immaginarmi a Sedona, e francamente nemmeno io mi ci vedevo. Ripeto, il gruppo di Sedona non mantenne mai le proprie promesse, persino quelli che continuavano a proclamare che Robert era il loro maestro. Una volta arrivato l, Robert divenne loro prigioniero. Mi disse che questo era ci che sarebbe accaduto, ma ci and lo stesso.

La consapevolezza del vuoto


Ad un certo punto (almeno nella mia tradizione), prima o anche dopo liniziale esperienza di illuminazione, dovete divenire assolutamente certi di non essere il corpo. Tutto ci che venite a conoscere coscienza. Pensateci, tutto quello che sperimentate: il corpo, il mondo, i pensieri, i ricordi, la scienza, la storia, i sogni, le persone, tutto questo accade allinterno della vostra coscienza. Se accade qualcosa al di fuori della vostra coscienza, come una tempesta mentre state dormendo o luccisione di Lincoln, voi lo verrete a sapere soltanto se qualcuno o qualcosa allinterno della vostra coscienza ve lo racconta, ma latto del venirlo a sapere sta comunque avvenendo in tempo presente allinterno della vostra coscienza. Naturalmente potete anche dedurre che sia avvenuto qualcosa dagli effetti postumi, come il suolo bagnato indizio che abbia piovuto. Ma anche questa deduzione un pensiero, una speculazione che si compie al presente nella vostra coscienza. Tutta la memoria del passato e il pensare al futuro si verifica nella coscienza delladesso, tutta la conoscenza e lesperienza avviene nelladesso. Quindi evidente che dovete sperimentare e comprendere la coscienza del momento presente. 32

Se tutto quello che sapete e sperimentate coscienza, allora anche voi, tanto per dire, siete coscienza. La vostra coscienza non limitata da corpo, mente, mondo, tempo e spazio; tutti questi elementi si producono allinterno della vostra coscienza come oggetti della vostra coscienza. Anche lintangibile, linvisibile, locculto, come un atomo o la gravit, sono conosciuti solo per deduzione tratta dallesperienza presente nella vostra coscienza di adesso. La deduzione sullinosservato, come lesistenza di un atomo o di unonda gravitazionale, un processo mentale che si verifica sempre nella vostra coscienza presente. La fisica atomica, la cosmologia e tutta la scienza sono un insieme di deduzioni su forze e oggetti nascosti e non nascosti, derivato da semplici atti di percezione, congiunti con una serie di funzioni mentali che noi chiamiamo inferenza o logica, i quali avvengono sempre e comunque nella coscienza del presente, delladesso. Quindi, cos questa coscienza di adesso? Normalmente la si chiama mente, altri la chiamano immaginazione; in definitiva e tutta sostanza mentale. Questo naturalmente non aiuta a capire un bel niente; solo unindicazione che consente di risalire a monte di questidea che il corpo reale; e per reale io intendo che come se avesse la propria autonoma esistenza intrinseca. Invece questa esistenza immaginaria, sostanza mentale. Devo riconoscere che la mia evoluzione appare peculiare; in effetti per molti anni prima del risveglio rimasi consapevole di una Vacuit quasi piacevole e quando la descrissi ad un conoscente, questi la attribu al vedere Dio. Ho ritrovato la descrizione dellesperienza del Vuoto ben presente solo nel buddismo Mahayana (dove il significato del Vuoto spiegato in modo differente a seconda della scuola) e nel buddhismo Vajrayana, come nella scuola tibetana Kargya. solo in questultima scuola che trovo dettagliate descrizioni dellesperienza del Vuoto (invece che soltanto la descrizione della teoria del Vuoto), e linsegnamento che la qualit essenziale della mente, lo spazio mentale, quella della chiara luce. Lesperienza della chiara luce si ha quando la mente quieta, e la luce della coscienza, che sempre presente, emerge come consapevolezza in primo piano, piuttosto che una consapevolezza di sottofondo. La luce diventa allora lesperienza pi irresistibile di qualsiasi altro oggetto allinterno della mente. Lo schermo, per cos dire, diventa pi importante del gioco di immagini del film che vi si sovrappone.

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Come arrivare a questo stadio spiegato in unaltra pagina di questo sito, ma cos importante che vale la pena di ripeterlo. Quando cominciamo a guardare dentro noi stessi e non a un oggetto del mondo, troviamo solo buio. Ma come il nostro occhio interiore si abitua al buio dello spazio mentale interiore, loscurit lascia gradualmente il posto a una luce interiore. come entrare in un cinema buio. Gli occhi devono adattarsi prima di vedere la luce riflessa delle immagini del film sullo schermo. Questa luce interiore illumina un mondo mentale di vacuit o vuoto. Dopo molti anni di osservazione, il vuoto interiore si espande e la luce lo illumina con unintensit sempre maggiore. Il buddismo Mahayana e Vajrayana chiamano questa luce: la nostra vera natura di chiaro Vuoto autoilluminato. La nostra vera natura il nulla. Questo nulla-vuoto assolutamente chiaro e si illumina di luce propria. Allinizio questa luce appare diversa dalla luce fisica, meno chiara, meno intensa e attira meno la nostra attenzione, ma nel corso degli anni la sua intensit aumenta e cambiano le forme in cui si manifesta. Colori ed ombre danzano e riempiono il suo splendore. Un film interiore di forme insostanziali viene proiettato per il suo unico spettatore. Alla fine il meditante scopre che questa luce interna e la luce fisica esterna sono la stessa cosa. Esse nascono dalla facolt del vedere propria della coscienza stessa. Naturalmente c anche coscienza dei suoni interiori che viene descritta in molte altre fonti. Conoscere questo Vuoto interiore di luce e pace conduce a cambiamenti radicali nei propri sistemi di credenze. Per esempio, non importa con quanta intensit e per quanto tempo si guardi dentro, n che questo spazio interiore diventi un Vuoto chiaro e luminoso, voi non riuscirete a trovare un Io. Avendo gli occhi aperti, mentre agite e funzionate nel mondo, potete apparire come un me [un Io] e potete anche sentirvi come un me se rivolgere la vostra lattenzione verso voi stessi. Per se vi fermate per un attimo e, con gli occhi aperti o chiusi, vi guardate dentro per cercare di catturare lIo che si tratti di un pensiero o di un sentimento non riuscirete a trovarlo. Anche se cercate di penetrare pi in profondit per cercare chi sta guardando, trovate solo la medesima autoilluminata vacuit. Tutto qui. Questo tutto quello che mai troverete guardando dentro di voi. Guardare dentro e dimorarvi significa arrivare allo stato non-esperienziale che sta al di sotto (o prima) di pensieri, sentimenti e sensazioni.

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Tutto quello che trovate il nulla, un vuoto illuminato. Anche se questa esperienza non pu cambiarvi radicalmente, comincerete a chiedervi chi quello che esiste e qual la natura di questa esistenza. Un giorno arriva la realizzazione che entro lintera struttura del vostro essere non c per niente un Io, non c mai stato un Io, non c un coordinatore, non c qualcuno che pensa. Scoprirete che ci sono pensieri, ma che non c nessun pensatore; che ci sono azioni, ma non c nessun che agisce; che ci sono decisioni, ma nessun che decida; che c movimento, ma nessun motore; che c vita, ma nessuno che viva; che ci sono alberi, ma nessun percipiente. Tutto ha luogo senza che vi sia un percipiente e un organizzatore. I pensieri vanno e vengono, ma sono come gocce di pioggia, non qualcosa che voi create e realizzate. Tutto avviene senza il centro dellIo. Quando lassenza dellIo compresa con chiarezza, il vostro mondo viene capovolto. Senza un Io non c alcun altro opposto ad esso. Io e altro diventano uno. Io non sono pi diverso dalloggetto della mia percezione, perch non c pi un me. C loggetto della percezione, e io sono quello. C solo un unico campo di percezione, non frazionato dalle categorie di Me e Te, Io e Tu, interno ed esterno, e io sono tutto questo. Lidea Io, alla sua scomparsa, viene temporaneamente sostituita dallidea di Unit. Allora si va in giro a dire che c solo lUno, solo lo stato di Unit! Ma anche questidea di Unit viene alla fine rovesciata perch ci si rende conto che anchessa non altro che unidea. Con la scomparsa dellidea Io, anche tutte le altre idee cominciano a svanire. Atomo unidea, quanto [elemento della fisica quantistica] unidea, comunismo e capitalismo sono idee, e cos pure Banca Centrale, prodotto interno lordo, integrit, disonest, cervello, pancreas, e anche lUno e la Coscienza. Spariscono tutti, e con loro sparisce lesistenza di ci che essi presumibilmente indicavano. Il mondo non altro che mente e la mente non altro che pensieri. In poco tempo il nostro cervello apparente inizia a chiudere la porta ai pensieri casuali e iniziamo a guardare veramente alla nostra esperienza diretta, senza lintervento del pensiero o la guida di teorie e di ricordi di come le cose dovrebbero essere. Il mondo che allora si rivela molto diverso dal mondo in cui abbiamo pensato di vivere. Alla fine scopriamo di non essere affatto esseri umani intrappolati in un corpo condannato a morire, ma di essere tutto ci che si percepisce. Noi siamo la totalit 35

della coscienza. Senza un Io che ci limita, senza un Io a dirigere la nostra vita in una routinaria ricerca del piacere e fuga dal dolore, possiamo espanderci e prendere possesso della totalit dellesistenza reale. Ci lasciamo alle spalle il mondo dellesistenza che emerge dal pensiero. Il mondo interno e il mondo esterno si fondono insieme. Il mondo interiore di vasto spazio autoilluminato si fonde con il mondo esterno degli oggetti e delle impressioni sensoriali. Quando guardate dentro vedete la luce interiore, e quando guardate fuori tutto quello che vedete illuminato dalla luce fisica. Quando entrate in una stanza buia abbandonate la luce fisica e vedete solo la luce interiore. Poi un giorno vi accorgete che la luce interiore c sempre, anche quando siete nel mondo esterno alla luce solare. E un giorno vi rendete conto che c solo luce che a volte potete chiamare luce solare o di una lampada, e a volte potete chiamare luce interiore, ma c comunque sempre luce, e questa luce illumina ogni cosa, che sia una fantasia interiore o un albero che vedete allesterno. A volte, quando siamo calmi e silenziosi, la vastit interiore si dischiude completamente e noi, come soggetti, entit senzienti separate, scompariamo completamente e siamo sostituiti dalla totalit della nostra esperienza del mondo. Il confine tra gli alberi e noi scompare, e noi diventiamo gli alberi. Diventiamo il fruscio dellalbero nella brezza, diventiamo il jet che passa l in cielo. Corpo e mente scompaiono completamente, e noi diventiamo la totalit dellesperienza, che comprende anche parti di esperienza del corpo. Noi sperimentiamo di non essere il corpo: siamo la totalit dellesperienza, siamo la totalit della coscienza, che include lesperienza del corpo come una parte duna totalit pi grande. Ora arriva un importantissimo passo, cominciamo a esaminare il corpo come un oggetto di coscienza, e quindi, come tutti gli oggetti nella coscienza, anchesso consapevolezza. Esploriamo il corpo come coscienza, cos come abbiamo esplorato la vasta vacuit interiore. Dal momento che il vasto vuoto interiore illuminato di luce propria adesso sempre presente, sia che abbiate gli occhi aperti o chiusi, non sorprende vedere che anche il corpo abbia questa qualit. Il corpo sperimentato in molti modi: possiamo toccarlo ed essere toccati, possiamo sentire i suoni che produce, possiamo sentire il gusto della pelle e della nostra bocca, con gli occhi aperti possiamo vedere parti del nostro corpo, siamo in grado di sentire il movimento dei muscoli, possiamo sentire i nostri polmoni riempirsi e svuotarsi daria, siamo in grado di sentire un mal di testa o 36

laffaticamento muscolare, possiamo guardarci dentro con la nostra visione interiore e trovare che il vuoto luminoso permea tutte le sensazioni di tatto, gusto, olfatto, vista e le sensazioni interiori. Cominciamo a vedere che il corpo essenzialmente vuoto e leggero, proprio come ogni altra cosa allinterno della coscienza, perch anche il corpo non altro che un oggetto allinterno della coscienza, e quindi coscienza stessa. Se vi sia o no qualcosa che si reincarna in un nuovo corpo una questione inutile. Ponderare su questo argomento non vi aiuta a conoscere voi stessi direttamente. Qualcuno che ha riconosciuto che non esiste alcun Io, pu vedere che non c nulla che si reincarni, tranne il vasto Vuoto autoilluminato; ma questo il Vuoto di tutti, la natura vera e originale di tutti. Chi pu dire che questa parte di Vuoto me e che si reincarner? Lo stessa briciola di vuoto autoilluminato in ognuno di noi e pervade ogni singola esperienza di ognuno. Il vuoto tutti e contiene tutto. Il vuoto Uno. Il Prajna Paramita Hridaya Sutra [il Sutra del Cuore] afferma sinteticamente: La forma non altro che Vuoto, il Vuoto non altro che forma e lo stesso vale per le sensazioni, i pensieri, le percezioni e la coscienza. Tutte le forme nascono dal Vuoto e ritornano al Vuoto, proprio come le nuvole si materializzano nel cielo limpido, e dopo unora o una settimana si dissipano nuovamente nel cielo limpido. Percepire il corpo e la sua esperienza dal di dentro, con la comprensione che anche il corpo coscienza, cambia lesperienza del corpo. Le cose non gli accadano pi come a un soggetto passivo, ma il corpo e lambiente sono vissuti come inseparabili, non si pu sperimentare luno senza laltro, infatti il corpo lUnit del mondo, e lUnit del mondo il corpo. Le sensazioni si svuotano di sostanza; sono tutte permeate dal vuoto. Si percepiscono in modo meno confuso, pi distinte e chiare, ma al tempo stesso meno concrete, e in un certo senso meno reali. Spesso usiamo il termine reale come sinonimo di sensazioni solide, tangibili, e soprattutto di forte impatto, ma a questo punto tutte le sensazioni si presentano internamente ad un vasto vuoto che viene percepito simultanemante ad esse e che reale tanto quanto loro. Lesperienza un po come vedere lologramma del vecchio pirata nel covo dei pirati a Disneyland. C una distinta immagine di luce con la forma di un uomo, ma si pu vedere attraverso limmagine, come se fosse un fantasma. una sensazione intangibile e vuota; cos pure diventano le sensazioni del corpo, sembrano meno consistenti e reali, il che un bene se state affrontando una morte dolorosa, ma male se state facendo lamore. 37

Un altro risultato della costante presenza del Vuoto che nessuna esperienza pi importante rispetto a qualsiasi altra parte dellesperienza totale. Il corpo non pi importante dellalbero. Con una maggiore indipendenza dalle necessit del mondo, possiamo cominciare ad esplorare lesperienza dei nostri corpi da pi vicino, e un giorno facciamo una straordinaria scoperta: noi non abbiamo alcun corpo! Realizziamo che il corpo, come il nostro senso di Io, solo un concetto. Non c alcun percipiente centrale del corpo che ne coordini le molte sensazioni e percezioni. Se guardate da vicino il corpo ed esaminate ogni sensazione momento per momento, capirete completamente che non esiste una cosa come lesperienza interiore totale del corpo. Il senso della totalit del corpo solo un concetto. Provate e vedrete che vero. Prima di poter diventare liberi, dovete convincervi di non avere alcun corpo, attraverso questa esperienza diretta. Infatti, questa sembra sia stata lessenza dellesperienza di Ramana Maharshi. Ramana scopr di non essere il proprio corpo, non ottenne la realizzazione attraverso lindagine sul s, come invece insegnava a tutti, ma attraverso un processo in cui ha realizzato di non essere il corpo. Io chiamo questo genere di indagine sul s: Microanalisi, ed un grande complemento per il Chi sono io?. Se guardiamo allesperienza dei nostri corpi dal di dentro, in maniera attenta e analitica, possiamo fare ogni genere di scoperte. In qualsiasi momento percepiamo solo porzioni del nostro corpo sotto forma di sensazioni. A volte avvertiamo tensione muscolare al collo o alla schiena, a volte solo la pressione della sedia contro le natiche, a volte abbiamo lesperienza del gusto nella bocca, a volte una sensazione di formicolio ai piedi, a volte avvertiamo il cuore che batte e a volte lo udiamo. Anche se molte sensazioni possono gareggiare per avere la nostra attenzione e restare ai bordi della consapevolezza diretta, in realt noi possiamo dare attenzione solo a una sensazione per volta di questo insieme. Potete restare aggrappati a due pensieri per volta? Come non si possono pensare due pensieri contemporaneamente, allo stesso modo non possibile dare attenzione a due sensazioni insieme. Noi possiamo esaminare una sensazione dopo laltra, sia in modo casuale che seriale, ma non possiamo sperimentarle tutte insieme. N possiamo sperimentare il corpo come un tutto, come una forma completa. Se pensate di farcela, allora esaminate questa sensazione di totalit. Scoprirete che lesperienza del corpo come totalit in realt unimmagine che persiste nel tempo, una fantasia, non una esperienza effettiva del corpo come totalit. Noi 38

abbiamo unimmagine corporea derivata da molti anni di esperienza del corpo, e questa immagine agisce come una mappa cognitiva interiore di riferimento, che attribuisce a tutte le sensazioni casuali un significato allinterno del contesto della mappa; cio: un dito del piede che va a sbattere, purea di patate calda in bocca ecc. ecc. Diventa chiaro che anche il mondo esterno ha una sua mappa di riferimento, ma questa mappa ancora allinterno della nostra immaginazione; perci non sorprende che le due mappe siano la stessa cosa: mappe di riferimento di sogni diversi. Ad esempio, se ho un improvviso lieve bruciore da qualche parte, cerco tra i miei ricordi sensazioni simili, fino a quando non ne trovo una corrispondente. Allora, basandomi sullesperienza passata, posso riconoscere che si tratta di un dolore al piede oppure di un dolore alla schiena. Le sensazioni che provengono dalla schiena sono diverse dalle sensazioni che provengono dal piede. Limmagine del corpo mi fornisce una mappa, e io assegno, nella mia immagine corporea, quel dolore al piede. Sono quindi in grado di raggiungere la parte bassa del corpo e massaggiarmi il piede. Senza questa mappa dellimmagine del corpo impossibile localizzare la posizione spaziale di ogni sensazione corporea dal di dentro. La mappa non di per s una sensazione o una percezione del corpo, unimmagine nata dalle esperienze, e sostenuta dalle nostre idee riguardo al corpo. Infatti la maggior parte della gente d pi attenzione allimmagine del corpo, che alle sensazioni stesse; il che significa che non viviamo le nostre esperienze, ma viviamo le idee che abbiamo su noi stessi. Tutto ci ci riporta allaffermazione da cui sono partito e che coincide con la conclusione finale, ed proprio la conoscenza data necessariamente dal Risveglio: tu non hai alcun corpo, il corpo solo un concetto. Ci sono solo sensazioni e percezioni sparse che il cervello assembla attraverso unimmagine del corpo. C una sola esperienza indivisa, un unico campo di coscienza e voi siete quello, la totalit di tutto ci che . Robert era solito dire: Voi non siete nessuno, non avete nemmeno il corpo. Lidea del corpo molto limitante. Voi siete molto di pi che il corpo e le sue molte sensazioni. Corpo e sensazioni vanno e vengono, ma chi siete voi in essenza rimane immutato: Vuoto senza forma vasto come lo spazio, illuminato di luce propria. Ma anche questa Vacuit non siete voi. Si aggiunge a voi. La forma si dissolve nel vuoto ed entrambi si dissolvono in voi. Voi non siete il vostro corpo. In effetti non avete alcun corpo, n esiste un voi per averne uno. Nessun corpo, nessun voi. Anche la coscienza solo un concetto. 39

Anche il vasto autoilluminato Vuoto solo un concetto, un sapere aggiunto sulla vostra natura di vacuit. Questi concetti sono sia pietre miliari che ostacoli per scoprire chi siete voi senza parole, immagini e concetti. Riguardo a questo non pu essere detto niente, perch tutto ci che si possa dire non ha niente a che fare con voi.

La Meditazione sul Chi sono io?


Le due meditazioni sovrane dello Jnana sono la domanda Chi sono io? e il semplice dimorare nel s. Entrambe queste meditazioni sono ampiamente trattate nel libro di Robert Silence of the Heart e nei primi libri di Ramana Maharshi. Queste due pratiche potrebbero essere ingannevolmente definite come andare dentro se stessi, o penetrare profondamente in se stessi, ma non si tratta di un semplice guardarsi dentro per cercare i limiti del vuoto di chiara luce, in continua espansione, che contiene tutti i fenomeni sia interni che esterni, partendo dallidea che il Vuoto esista e che quindi ci sia un soggetto percipiente. Vale a dire: c ancora la presunzione di interno ed esterno, di dentro e fuori, di soggetto opposto alloggetto, e in questo caso loggetto il vuoto. Il miglior modo per spiegare landare dentro attraverso concetti chiarire che noi stiamo cercando il soggetto ultimo; stiamo tentando cio di rendere oggetto il soggetto, piuttosto che rendere oggetto il Vuoto. Naturalmente scopriremo che il soggetto non pu essere reso oggetto, ma il dimorare nella soggettivit conduce a diventare il soggetto stesso. Quasi tutti suppongono che ci sia un testimone e un mondo che oggetto di osservazione, e che il testimone sia linsieme dei mezzi che associamo al corpo: vista, gusto, udito ecc., e poi pensieri, emozioni, attaccamenti, il senso di appartenere, di possesso, e quindi sogni ad occhi aperti, ricordi e la fantasia. Opposto a tutto ci c la totalit del mondo esterno, il NON-ME. Ormai dovremmo aver compreso che i cosiddetti fenomeni soggettivi sono esattamente lo stesso tipo di realt o di livello di esistenza delle nostre percezioni del mondo apparentemente esterno. Sono esattamente dello stesso genere, sono tutti oggetti, incluso la mente che indaga. Il mero sondare lo spazio interiore in un certo senso sortisce soltanto leffetto di esagerare e oggettivare la separazione tra soggetto e oggetto. Questo un errore che io ho fatto per parecchi anni: una interminabile esplorazione del vuoto con la consapevolezza di una soggettivit che esplorava il 40

vuoto, e la realizzazione finale che questo processo non rivelava alcunch se non altro Vuoto ancora. necessario invece fare un passo pi in l: tentare di afferrare colui che consapevole di una soggettivit che esplora il Vuoto. Tentiamo cio di rendere oggetto la soggettivit ultima. Il fallimento di questo tentativo consegue nello scoprire come dimorare nel s attraverso il fallimento della ricerca del s. Ci rende la pratica del Chi sono io, o del dimorare nel s, molto lontana dal modo in cui il processo viene descritto nei libri, incluso da Robert, perch Robert si rivolge a meditanti che considerano erroneamente il s come un tipo di fenomeno. Perci Robert tenta di portare la persona in una calma introversione che consenta alla solidit del fenomeno di aprirsi fino a un punto tale che il soggetto, lIo Sono, possa differenziarsi e cominciare a contemplare se stesso. Invece di andare semplicemente allinterno e sondare lo spazio interiore, oscuro o luminoso che sia, noi tentiamo di contemplare il nostro senso di esistenza, o la soggettivit di colui che sta percependo. Noi non guardiamo semplicemente allinterno, ma cerchiamo il testimone. Per testimone io intendo il senso, il sentire che io sono il percipiente del mondo. Comunque questo ricercatore del Testimone ancora fenomeno, pensiero, concetto, o quello che tutti chiamano ego. Ego semplicemente una parola. Noi crediamo che una volta ascoltata la parola ego ne comprendiamo lintero processo, infatti c unenormit di presunta conoscenza associata a questo termine; per questo preferisco evitarlo. In verit noi stiamo cercando il soggetto ultimo, il soggetto assoluto, colui che percepisce il corpo come un mero altro oggetto; tuttavia Questo non un oggetto, n lo pu diventare. un paradosso: noi stiamo cercando ci che non percepibile. Unaltra pratica simile di diventare consapevoli che esistiamo attraverso linterrogarsi; cio essere consapevoli che Io Sono. Devo dire che per un lungo periodo di tempo ebbi difficolt con questa pratica perch non ero mai sicuro di esistere. In apparenza esistevo, ma io non avevo il senso di esistere. Il senso di esistenza, o il senso di Io Sono, pu essere trovato soltanto diventando consapevoli della sorgente del sentire tutto ci che , come se potessimo fare una separazione tra il mondo e lIo. Noi cerchiamo lIo come la sensazione/senso di esistere. Ancora una volta stiamo cercando il soggetto, ma questa volta attraverso il mezzo dellavere il senso/sensazione di qualcosa o qualcuno che esiste; cio, noi stiamo esaminando lIo Sono. Questo pu essere un obiettivo che sfugge per diverso tempo. 41

Il corpo-mente apparentemente separato non esiste affatto, perci cercare lIo Sono dentro questo complesso infruttuoso. Il senso di Io Sono separato dal senso Io sono il corpo. Personalmente io preferisco la tecnica del cercare il soggetto ultimo perch pi facile per me. Alcuni potrebbero dire che le due tecniche sono la stessa cosa, e in senso molto lato lo sono, ma dal punto di vista del praticante possono essere molto diverse. Mi ci volle parecchio tempo per capire che landare dentro me stesso per me significava lesplorazione di spazio/vuoto/mente, mentre cosa dovevo veramente fare era fuggire dagli oggetti per andare verso la soggettivit, invece di fuggire nel Vuoto per scappare dagli oggetti. Fino a che non avete fatto questa pratica per un certo tempo, difficile notare la differenza. Landare dentro non qualcosa di spaziale, ma un dirigersi verso il senso della sorgente della facolt di sentire. Il vuoto non soggettivit, ancora un oggetto. Per moltissimo tempo quando mi introvertivo cera, allinterno del vuoto, una sensazione di solidit che si centrava nellarea del cuore; ossia io sentivo che la mia essenza, per cos dire, era coinvolta col centro del cuore e che il mio lavoro consisteva nel penetrare e purificare questarea. Stranamente questo era linsegnamento di Ramana, guardare dentro larea del cuore, ma questo un errore, c ancora un soggetto che vede, il quale rende oggetto il fenomeno area del cuore, che sta allinterno di spazio e tempo. Ma chi losservatore? Il cercare dentro larea del cuore la rende importante e pi reale, proprio come il concentrarsi sul corpo lo rende pi reale. Nella mente unificata, interiore ed esteriore spariscono. Robert descrive la Meditazione Chi sono io? non come il seguire lio allinterno, ma come il farsi la domanda Chi sono io? e poi gentilmente esplorare allinterno Colui che ha posto la domanda, e in questo spazio dimorare in silenzio cio senza cercare. A me non piace questa meditazione, che ho praticata per un lungo periodo di tempo. A causa del mio modo di intendere erroneamente la domanda come un mezzo per cercare un soggetto che si ritirava sempre, mi persi nel Vuoto. La domanda Chi sono io? contiene oltretutto troppa attivit mentale. Perci cercate dentro di voi Colui che il percipiente e tentate di dimorare l. Il tentativo stesso sar un fallimento, ma il persistere vi permetter di dimorare in silenzio man mano che la dicotomia scompare e la soggettivit ultima riveler i suoi misteri proprio in questo tranquillo dimorare. 42

Le note poste nel testo tra parentesi quadre sono del traduttore.

Postato il 12 aprile 2011 Traduzione dallinglese di Julius e Sergio Cipollaro Titolo originale: Dancing With God Tratto dalla pagina web: http://itisnotreal.com/gpage8.html Il sito del Maestro Edward Muzika: http://itisnotreal.com Il bolg: www.itisnotreal.blogspot.com Contatti con Edji (in inglese): satsang.online@gmail.com Contatti con Edji (in inglese): rajiv108@yahoo.com Il sito italiano dedicato allinsegnamento di Ed Muzika: www.itisnotreal.net Video, mp3, Video-Satsanga: http://www.wearesentience.org

www.itisnotreal.net
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It Is Not Real - The Animals From a Collection of Works by Edward Muzika

We are sentience.
Sentience uncontaminated loves itself and all its forms.
If you do not love animals, you will never go anywhere in spirituality. If you are getting anywhere, you will not eat them. It just works this way. It is a sign of refining consciousness. Nisargadatta Maharaj ate a small amount of meat, but he is an exception in many, many ways from the rule. You can read why he ate a little meatHERE. We are sentience. Sentience uncontaminated loves itself and all its forms. All the apparent myriad of forms are forms of sentience, consciousness, knowing. The first of the four Buddhist vows is, Sentient beings are numberless; I vow to save them all. Not just this being or that being, but ALL of them. I was quite shocked to learn when I was a Buddhist monk, that Buddhist monks from many countries ate meat. Go figure.

It Is Not Real - The Animals From a Collection of Works by Edward Muzika

You need as part of your spiritual growth to know that you are sentience only and that all sentience is wonderful, to be protected and nurtured no matter what form it takes. I am my brother's keeper, my parents' keeper, the keeper and shepherd of all the birds, insects, animals, vegetation all living things. They are mine to protect. During the past decade there has been a remarkable turning around in the mass consciousness in the West regarding our relationship with animals. It manifests as rescue and humane groups regarding companion animals, the vegetarian movement associated with farm animals, the anti-fur and anti-circus animal groups, etc. In the U.S., this work is progressing on several fronts: Rescue and humane groups, the No-Kill advocate groups, the activist groups and political action groups, and finally, the underground activists unfairly characterized as terrorists. Regarding the rescue and humane groups, the ones for which I have the highest regard are Alley Cat Allies, the Stray Cat Alliance and Rescue Me. The latter two are local California groups. The No-Kill shelter movement is spearheaded by the brilliant Nathan Winograd. When I was active in trying to find a new General Manager for Los Angeless Animal Services, no matter who or where I called all over the country, one name was on everyones lips: Nathan Winograd. Nathan has launched a revolution towards changing the way pound systems all over the country are operated. So, how was this accomplished? Take a look at Nathan's site, and tell him I sent you. If what he says strikes deep and true, help him out. You may also like to read hisNo-Kill Declaration. The third prong of the growing sentient being network are the political activist groups, whose activities range from the usual leaf letting and picketing, to political pressure, to civil disobedience. Nationally, there is PETA, People for the Ethical Treatment of Animals. Their vast website will show you many of their past and current campaigns and achievements.

It Is Not Real - The Animals From a Collection of Works by Edward Muzika

I spent 27 years investigating myself before I found out I did not exist. Since that time, I have been increasingly involved in saving and protecting all life. It may not appear to make sense from a theoretic, Advaitin perspective, but it makes total, universal sense from the perspective of heart. I hope that some day, all of mankind will view with horror and guilt how we have treated animals for the past thousands of years. I am sure some of you will ask what this has to do with spirituality. Arent spiritual people supposed to be passive and, like all good Advaitins, recognize that this is all illusion only and that the movements within consciousness are pre-ordained anyway? Yes, this world is an illusion, but only in the sense that apparent separate consciousnesses are filled with contaminating thoughts, concepts, imagining, etc. which tends to cover over or distort the basic love we have for ourselves and all of sentience. Robert was totally compassionate about animals. He was vegan. He wore no leather. He loved his dog Dimitri. He said if it were not for Dimitri, he would not have much to do with the world. He hated how people treated animals. Ramana Maharshi's last words supposedly were, "Has the peacock been fed?" We should look towardsthe examples of great Advaitins rather than mess with reasons why we should not be involved in compassionate actions in the world. As Robert would say, Do not be a cold fish, which was his precautionary warning about what happens to a lot of California Advaitins. This is Nathan's Declaration of a No-Kill Nation. Please visit his site. It has a vast richness concerning all things related to saving animals' lives.

It Is Not Real - How to Awaken from Illusion From a Collection of Works by Edward Muzika

How to Awaken from Illusion


Many who seek to awaken, seek the Real in the Unreal, in the world, in philosophy, religion or in a legion of teachers and gurus. The source of Consciousness, often called 'Self' in the East, will never be found by looking without; that which appears to look without must learn to accurately look within. This is obvious. The witness cannot be found in the witnessed.

Robert Adams and I in Darshan, circa 1993-4

It Is Not Real - How to Awaken from Illusion From a Collection of Works by Edward Muzika

There are many ways of looking within to find the originating place of consciousness and understand what Consciousness is. We must understand first though even if you assume it for the sake of argument that the world itself arises from the mind as an appearance within Consciousness. The world is mind, mind is the world. Without mind, the world is not. The world is created by thoughts, and the mind is nothing more than thoughts; it is not an entity with autonomous existence separate from Consciousness. The 'real' world exists only in the mind and you are neither mind nor the world. The mind and thoughts are not you. They are like ghost-clouds that float on top of you. You are that which is beyond the stateless state untouched by the waking world, the sleep world, or deep sleep darkness. All these are added onto you. You are beyond all phenomena. This you must see clearly. In fact, there is no looking within. Within and without only arise with thoughts which are the world which create the conceptual duality of within and without. There is no beyond either, as the concept implies the opposite of not-beyond, or here. You are neither beyond, nor not-beyond. You are not real or unreal. You are not mortal or immortal, because immortal implies eternal presence or existence. You have nothing to do with either. You are beyond all measures, beyond all dualities and opposites, beyond even the concept of beyond, beyond freedom and enlightenment. This you must grasp at some point.