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Un anno di Tea Party Piemonte

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Indice Prima parte: gli eventi............................................................................................................................3 Il 1 Tea Party in terra piemontese ....................................................................................................4 Tea Party Torino ...............................................................................................................................6 Tea Party Torino in piazza ................................................................................................................8 Tea Party Torino alla fiera del fumetto ............................................................................................11 Tea Party Piemonte incontra Andrea Mancia...................................................................................15 Seconda parte: articoli e blog ...............................................................................................................16 Torino e la sua multiutility...............................................................................................................17 Intervista a David Mazzarelli, coordinatore nazionale del Tea Party Italia........................................18 Patrimoniale? No, grazie!.................................................................................................................20 Un esempio degli sprechi del comune di Torino..............................................................................21 Il Sindaco e il debito........................................................................................................................22 Il torneo di scopa ............................................................................................................................23 Tea Party al Torino Comics.............................................................................................................24 Il COVAR 14, una fabbrica di posti di lavoro..................................................................................25 Polemica del 1 maggio: negozi aperti si o no ...................................................................................26 Una nuova agenzia immobiliare in citt: il Comune .........................................................................27 Cittadino: bancomat dello Stato.......................................................................................................28 Tea Party Piemonte a favore dellastensione sui referendum per lacqua ..........................................29 Grazie a tutti per il si allacqua pubblica: ora tirate fuori il portafogli ...............................................30 Riferimenti ..........................................................................................................................................31

Prima parte: gli eventi

Il 1 Tea Party in terra piemontese


Il Tea Party di Alessandria Il primo Tea Party in terra piemontese si svolse il 27 giugno 2010 nella rilassante cornice dellagriturismo Amarant di Carmelo Miragliotta come manifestazione collaterale del "PRIMO SEMINARIO VIVIEN KELLEMS", organizzato dal Movimento Libertario di Leonardo Facco. Gli amici del movimento si riunivano per tre giorni per discutere di libert con la partecipazione di vari relatori tra cui Piero Vernaglione, Francesco Carbone e Giorgio Fidenato. Nel caldo pomeriggio partiva la prima festa del t, con la presenza di David Mazzarelli in una delle sue prime tappe in giro per lItalia, Riccardo Cavirani, vice coordinatore del Tea Party e un giovane di belle speranze che arrivava dalla Lombardia, un tal Giacomo Zucco, poi diventato ottimo coordinatore della Lombardia.

Figura 1: da sinistra David Mazzarelli, Leonardo Facco, Carmelo Miragliotta

Figura 2: a destra, in primo piano Riccardo Cavirani

Figura 3: da sinistra David Mazzarelli, Leonardo Facco, Carmelo Miragliotta

Figura 4: un momento della discussione

Figura 5: un momento della discussione

Tea Party Torino


Il 24 settembre 2010 si tenuto il primo Tea Party nella citt di Torino organizzato da Giovanni Boggero e Riccardo De Caria. Ospiti Francesco Carbone, economista di Usemlab, Francesco Forte, ex ministro, professore universitario e in collegamento in video conferenza Alessandro de Nicola giornalista del Il Sole 24 Ore.

Figura 6: il pubblico della Terrazza Solferino

Figura 7: il pubblico della Terrazza Solferino

Figura 8: i relatori

Figura 9: Ex ministro e professore Francesco Forte

Tea Party Torino in piazza


Il primo Tea Party torinese in piazza si svolto in Piazza San Carlo, sabato 27 e domenica 28 dalle 9.00 alle 18.00, sfidando la neve e le temperature polari. stato distribuito un volantino sul debito pubblico del comune di Torino, tema poi ripreso dalla campagna elettorale del centrodestra.

Figura 10: Il volantino distribuito in piazza San Carlo

Figura 11: Il banchetto

Figura 12: Infreddoliti, ma imperterriti

Figura 13: Giulia Bonaudi e Vito Foschi

Figura 14: Vito Foschi e consorte

Tea Party Torino alla fiera del fumetto


Il 10 aprile 2011 il Tea Party Piemonte sceso di nuovo in piazza a Torino presso la Fiera del Fumetto "Torino Comics", contro la tassa sulla benzina per finanziare il Fondo per lo Spettacolo. Con una provocazione: se la tassa sulla benzina va a finanziare il Fondo per lo spettacolo... Perch il cinema si e i fumetti no? Perch deve essere lo Stato a decidere che cosa cultura e come si devono divertire i cittadini? La tassa sulla benzina una tassa orizzontale che colpisce tutti, ricchi e poveri e va finanziare un ben determinato gruppo sociale. Alla fine i poveri finanzieranno i divertimenti dei ricchi. Un povero sacrificher certamente il cinema, ma non potr eliminare gli spostamenti per lavoro o altre necessit.

Figura 15: Tea Party Piemonte

Figura 16: Il volantino distribuito a Torino Comics

Figura 17: il cartello realizzato da Giacinto Ferrero

Figura 18: Foto di gruppo

Figura 19: Vito Foschi e David Mazzarelli

Figura 20: Giulia Bonaudi

Tea Party Piemonte incontra Andrea Mancia


Il 28 aprile il Tea Party Piemonte ha organizzato un incontro informale, un aperitivo, sul modello degli equivalenti Tea Party americani, con Andrea Mancia, giornalista esperto di politica americana e fondatore dei siti Tocqueville e TheRightNation. Purtroppo per un incidente allultimo momento, il giornalista non ha potuto partecipare allevento. Lincontro si tenuto lo stesso, grazie a Giuliana Barbano, appassionata di Ayn Rand e di America che potete vedere nel secondo video a discutere con Flavio Tibaldi, sullidea di stato minimo contrapposto allipotesi di Rothbard di assenza totale dello stato. Nel primo video un breve tratto in cui illustra il sistema sanitario americano.

Seconda parte: articoli e blog

Torino e la sua multiutility


di Vito Foschi Attualmente la citt di Torino proprietaria del 50% della FINANZIARIA SVILUPPO UTILITIES S.r.l., mentre l'altro 50% fa capo al comune di Genova. Questa finanziaria ha come unica attivit la gestione della partecipazione in Iren dei due comuni, una sorta di patto di sindacato in versione societaria. La partecipazione che fa capo alla finanziaria pari a circa il 36% (esattamente il 35,96%) facendone l'azionista di maggioranza relativa. Questo pacchetto sindacato insieme a quelli dei soci emiliani (gli azionisti di controllo dell'ex Enia). Facendola breve il comune di Torino possiede il 18%, seppur tramite finanziaria, del capitale di Iren, societ quotata in Borsa. Oggi 30 dicembre 2010 ore 17.00 circa la quotazione dell'azione di: 1,254. Le azioni possedute dalla finanziaria pari a 424.999.233 che moltiplicato 1,254 d un controvalore di 532.949.038,182. In breve circa 530 milioni di euro di cui 265 fanno capo a Torino. Ora ci si chiede quale vantaggio deriva ai cittadini torinesi da questa partecipazione? Quale utilit pubblica persegue il comune di Torino possedendo queste azioni? Per caso l'elettricit o il gas o il teleriscaldamento costano di meno o vengono venduti al semplice prezzo di mercato? Quindi dove il vantaggio del cittadino torinese? Non mi sembra che noi cittadini deleghiamo ai comuni l'investimento dei nostri risparmi. I nostri soldi non dovrebbero servire per scuole e strade? Ma non tutto. Il comune di Torino uno dei pi indebitati d'Italia con un debito pari a circa 5500 milioni e il 18% delle entrate annuali vengono usate per pagare mutui e interessi. Ora ci si chiede perch non vendere la partecipazione in Iren e saldare qualche debito? Pagare qualche fornitore per esempio o estinguere qualche debito bancario. Il prossimo anno ci saranno le elezioni comunali a Torino. E' troppo chiedere al prossimo sindaco di vendere la partecipazione in Iren? Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 30 dicembre 2010 e sul sito di Cronaca Qui l11 gennaio 2011

Intervista a David Mazzarelli, coordinatore nazionale del Tea Party Italia


di Vito Foschi

Figura 21: David Mazzarelli

Sabato 22 gennaio arrivato in citt David Mazzarelli, coordinatore nazionale del movimento Tea Party Italia, insieme agli altri coordinatori Saba Zecchi e Cosimo Zecchi per incontrare il gruppo di Torino. Nell'occasione siamo riusciti a rubargli qualche minuto per una breve intervista. Vito Foschi - La domanda pi ovvia, ma anche la pi difficile: cosa il Tea Party? David Mazzarelli - Il Tea Party Italia un movimento apartitico che si richiama all'esperienza americana nel nome ma che porta avanti battaglie nel nostro paese e per il nostro paese. Battaglie focalizzate innanzitutto a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle gravi mancanze di libert economica e di fare pressione sulla politica per cercare di cambiare le cose, evitando la deriva a cui sembra ormai destinata l'Italia. V.F. - Il Tea Party solo un movimento antitasse? Non solo, un movimento a 360 che attento ad ogni campo dove la libert individuale e l'autonomia personale sono minacciate dall'ingerenza dello stato. Ci occupiamo quindi di vari temi: dall'universit alle pensioni, dalla sanit al mondo del lavoro. Cercando per ogni singola questione di proporre soluzioni liberali e mettere in atto un'operazione culturale per educare al valore della libert, specialmente i giovani ma non solo. D. M. - Lo Stato cos negativo? Lo stato fatto di uomini, e gli uomini non sono mai negativi di per s, lo sono quando sono messi in condizione di esserlo, sono costretti o ne hanno la convenienza. Molto spesso, quando ci governano o entrano nelle istituzioni, lo diventano. Noi siamo per uno stato "guardiano notturno": che miri a garantire il diritto alla libert e la vita. Il resto lo lasceremo volentieri al libero arbitrio di ciascuno di noi. I cittadini non sono bambini da accudire, ma adulti responsabili. V. F. - Quali sono le prossime iniziative del Tea Party Italia? D. M. - Saremo a Lecco il 29 gennaio a Messina il 5 febbraio e poi il tour proseguir in Liguria, Romagna, Veneto etc... V. F. - Come possibile aderire? D. M. - possibile aderire sottoscrivendo sul nostro sito(http://www.teapartyitalia.it/) la nostra newsletter che vi permetter di ricevere tutte le info possibili, oppure - sempre online - facendo una donazione al movimento. Per ringraziarvi vi manderemo a casa molti simpatici gadget :) V. F. - Siamo a Torino, quindi una domanda su Marchionne: cosa ne pensate? D. M. - Quello che fa Marchionne ammirevole ed importante. L'unico appunto che mi sento di fare

questo: un'azienda che ha avuto per decenni l'aiuto statale - e non fallita grazie a quest'ultimo - non si pu meravigliare se adesso lo stato accampa pretese su di essa. In Inghilterra la Rover stata lasciata fallire, qua la Fiat ha avuto un trattamento di favore e adesso ne stiamo pagando le conseguenze. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 24 gennaio 2011 e sul sito di Cronaca Qui il 23 gennaio 2011

Patrimoniale? No, grazie!


di Vito Foschi Da alcune settimane si sente ronzare sui media l'idea della patrimoniale per abbattere di un terzo il debito pubblico giustificandola in mille modi graziosi, tra cui, quella pubblicata sul Riformista, sulla generazione dei babyboomers che ha avuto tutto e deve restituire qualcosa alle generazione future. Ma come si fa a distinguere il patrimonio di un babyboomers da quello di un altro? Altra argomentazione farlocca, la solita litania "anche i ricchi piangono", quando invece si parla di tassare i patrimoni da 450.000 in su. Chi abita in una grande citt sa bene che un patrimonio siffatto non una cosa cos eccezionale: sufficiente aver comprato una casa un po' pi grande o una villetta in periferia negli anni '70 o '80 e grazie a rivalutazioni, espansione edilizia e mitico euro, ci si ritrova con un patrimonio da "ricchi". Altro caso? Una modesta coppia di impiegati che ha risparmiato una vita per acquistare un appartamento in citt che adesso vale fra i 200 e 300.000 euro, qualche risparmio, le due liquidazioni e si ritrovano con la fantasmagorica cifra di 450.000 euro! Immaginiamo ancora una famiglia proprietaria di una casa con il mutuo da pagare che riceve in eredit l'appartamento dei genitori, raggiunger facilmente i 450.000 euro! Oltre il danno, la beffa! Non solo il mutuo da pagare, ma anche la patrimoniale! Alla faccia della "sacra" carta costituzionale che parla di tutela del risparmio. Alla fine sempre il ceto medio-basso a pagare, mentre i ricchi continuano a ridersela. La tassazione patrimoniale altamente immorale ed ingiusta, perch si accanisce sulle persone laboriose e parsimoniose che risparmiano ed investono, premiando chi vive alla giornata, va sempre in vacanza, cambia sempre auto e cellulare e sperpera i soldi in mille modi. Ricordiamoci che il lavoro tassato gi al 50% ed oltre, quindi tassare il patrimonio formatosi dal risparmio su quel restante 50%, che la bont statale ci lascia, si traduce in una doppia tassazione, anzi tripla, visto che gli immobili e gli investimenti finanziari sono gi tassati. Invece di agevolare il risparmio si invita a sperperare, a vivere in una casa in affitto e a non mettere i soldi da parte per il futuro. Come si pu sperare che l'Italia cresca, se come soluzione, per l'incapacit politica di risolvere il problema del debito pubblico, si pensa ad una patrimoniale? Pensate ad un imprenditore che voglia comprare un capannone, cosa pensate che far sapendo che lo attende una patrimoniale? E chi ha dei risparmi da parte, non far bene a portarli all'estero? Sarebbe veramente stupido non farlo. E voi pensate che cos l'Italia possa crescere? Siamo alla follia pi pura! Per abbattere il debito pubblico, a parte una forte riduzione dello Stato, che probabilmente sembra difficile ai politici attuali, si potrebbe attuare una depatrimonializzazione dello Stato. Lasciando stare Eni, Enel e Finmeccanica, che sono utili ai giochi della politica estera italiana e non vogliamo essere irrealistici, si potrebbe incominciare a vendere le Poste, dato che incomincia a fare profitti grazie alle operazioni bancarie, passando poi alle Ferrovie, alla Rai, a Fintecna, per continuare con la liquidazione delle fondazioni bancarie, sfoltendo cos il "sottobosco" degli enti locali, obbligare i comuni a privatizzare le municipalizzate e per finire nel medio termine alla vendita di tanti immobili inutilizzati. Qualcuno avr il coraggio di farlo? Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 31 gennaio 2011 e sul sito di Cronaca Qui il 30 gennaio 2011

Un esempio degli sprechi del comune di Torino


di Vito Foschi Nel dicembre del 2010 la circoscrizione 9 di Torino ha organizzato una festa di Natale con ingresso gratuito per 1000 persone. Ci si chiede quale era la finalit sociale di tale iniziativa. Non stiamo parlando di una festa per gli anziani soli o per i poveri, ma una festa a cui potevano accedere tutti, voi o io compresi. Mi si vuole spiegare a che scopo tutto ci? Quei soldi non era meglio utilizzarli per pagare un bel pranzo e un bagno caldo ai tanti barboni della citt? O spenderli per lassistenza agli anziani non autosufficienti? Liniziativa sa tanto del motto borbonico: festa, farina e forca. Volete sapere quanto costato tutto ci? 14000 euro, come da delibera Doc. n.95/2010 - 2010 07580/2010 approvata il 1 dicembre. Unultima chicca: i 14000 euro sono a copertura parziale. Peccato che il contributo richiesto di 15.816,00, quindi la copertura cosiddetta parziale all88,5%. Non male per essere parziale. Consideriamo inoltre che la circoscrizione ha messo a disposizione anche tavoli, sedie e il palco per il complesso musicale. C da dubitare quando unamministrazione pubblica si lamenta per mancanza di fondi. E io pago Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 22 febbraio 2011 e sul sito di Cronaca Qui il 23 febbraio 2011

Il Sindaco e il debito
di Vito Foschi Qualche giorno fa, il Sindaco di Torino in visita all'inceneritore del Gerbido ha giustificato il debito della citt dichiarando che nasceva dalle molteplici opere pubbliche intraprese tra cui i cento milioni investiti proprio per il termovalorizzatore. A parte la facile battuta, che tolti i cento milioni, ne rimangono altri 5600 milioni da giustificare, battuta che comunque nasconde una verit, ci si chiede se proprio vero quello affermato dal Sindaco. Un uomo viene considerato un buon padre di famiglia se sotto certe condizioni, fa un mutuo per acquistare la casa, ma gi se fa un prestito per acquistare l'auto nuova si incomincia a guardarlo con sospetto. Se quell'uomo fa prestiti per le vacanze o per la Tv ultimo modello solo un disgraziato. Ci si deve chiedere, quindi, a che pro nasce il debito di Torino. Sicuramente costruire l'inceneritore una buona cosa, ma se pensiamo alle opere per le Olimpiadi non pi cos. Se passate da via Giordano Bruno potete vedere il villaggio olimpico desolatamente vuoto. O la passerella olimpica. Sicuramente un'opera esteticamente valida, ma non si capisce bene a cosa serva. La stessa metropolitana, opera in linea teorica sicuramente meritoria e necessaria, ma con il tracciato cos deciso non si capisce come possa risultare utile ai cittadini. Servir solo per raggiungere il centro commerciale del Lingotto ed Eataly? Altra opera abbandonata il famoso Palafuksas in Piazza della Repubblica, attualmente utilizzato solo come sostegno da qualche sfaccendato. Certo gratificante avere un progetto redatto da un architetto famoso, ma in sostanza come se il padre di famiglia acquistasse il cellulare all'ultima moda a debito e nulla pi. Altra cattedrale nel deserto l'Arena Rock, pensata per i grandi concerti e sostanzialmente inutilizzata, quando tra l'altro esiste il Palaisozoaki che pu ospitare concerti con una capienza di 18500 posti. Quanti Woodstock si potranno mai organizzare a Torino in un anno? E per quei rari eventi pi importanti c' sempre lo stadio. Aggiungiamo che non si capisce come un muro e qualche bagno possano venire a costare 5 milioni di euro. Chiaramente non vogliamo fare un elenco completo, ma solo qualche esempio per dimostrare che una maggiore oculatezza avrebbe evitato ai cittadini torinesi un debito pubblico cos elevato. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 9 marzo 2011, sul sito di Cronaca Qui il 9 marzo 2011 e sul sito di Confcontribuenti

Il torneo di scopa
di Vito Foschi Chi avesse un po' di tempo e di voglia di andare a spulciare le delibere delle varie circoscrizioni vedrebbe che la principale occupazione di tali enti distribuire soldi a una moltitudine di associazioni. Indubbiamente siamo in periodo elettorale e la voglia di scontentare qualcuno prossima a zero e perci facile trovare anche delibere prese all'unanimit. Sicuramente iniziative necessarie ci sono, altre non necessarie ma utili, ma altre non si capisce a cosa servano. Cos dare soldi alla parrocchia per i poveri o finanziare un corso per bambini disabili sono azioni meritorie, ma non si capisce perch dare 500 euro per un torneo di scopa e pinnacola (Doc. n. 89/2010 2010 06400/092 approvata il 16 novembre). Premesso che l'associazione che chiedeva il finanziamento user la propria sede come luogo di svolgimento del torneo, a cosa servono le 500 euro? Per comprare i mazzi di carte? Per i volantini? Oltre a ci, era veramente necessario finanziare simile attivit? Qualcuno potrebbe obiettare parlando di una goccia nel bilancio comunale, ma la somma delle gocce delle spese formano il mare dei debiti. E quei soldi vengono fuori dalle nostre tasche. Le tasse le vogliamo usare per i nidi, per i disabili, per gli anziani o per il torneo di scopa? Questa la domanda da porsi. Vedendo la moltitudine delle delibere con oggetto la distribuzione di fondi alle varie associazioni, suggerirei ai tanti disoccupati di creare un'associazione e chiedere un finanziamento per tornei di poker, burraco, scala quaranta e chi pi ne ha, pi ne metta. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 26 marzo 2011, sul sito di Cronaca Qui il 24 marzo 2011, sul sito di Confcontribuenti e sul sito di Per

Tea Party al Torino Comics


di Vito Foschi

Grande successo per il Tea Party al Torino Comics di domenica 10 aprile. In poco meno di tre ore sono stati distribuiti circa 1000 volantini e raccolto contatti. A dar man forte alla sezione piemontese del Tea Party arrivato il coordinatore nazionale David Mazzarelli e come ospite d'eccezione un rappresentante del Tea Party Lombardia Filippo Bascialli, che arrivato apposta da Milano per dare una mano. Molti cittadini hanno apprezzato l'impegno antitasse e la lotta contro la burocrazia portato avanti dal Tea Party Italia. L'occassione stato utile per David Mazzarelli anche per fare il punto della situazione con i coordinatori piemontesi, Vito Foschi e Giulia Bonaudi. L'impegno pi immediato, considerato il periodo elettorale, quello di sottoporre ai vari candidati, insieme a Confcontribuenti, il cosidetto pledge, un impegno formale a non aumentare le tasse e la spesa pubblica. Il programma del Tea Party Italia prevede prima dell'estate un evento nazionale a Como e un seminario formativo di due giorni per i vari coordinatori regionali e poi naturalmente i vari eventi regionali sparsi per la penisola. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 14 aprile 2011 e sul sito di Cronaca Qui il 12 marzo 2011

Il COVAR 14, una fabbrica di posti di lavoro


di Stefano Polastri Finalmente il Covar 14, ente pubblico che " dovrebbe assicurare" nel proprio bacino l'organizzazione dei servizi di spazzamento, raccolta, raccolta differenziata e conferimento dei rifiuti agli impianti di smaltimento, da questa sera, 15 aprile 2011, sappiamo che svolge attivit ufficio di collocamento che come ha bene espresso il suo presidente Leonardo Di Crescenzo a tutti noi che abbiamo partecipato all'assemblea pubblica organizzata dal Comune di Piossasco e dal Comitato dei Cittadini. Per poter svolgere e gestire la raccolta differenziata cosi com' organizzata nei comuni del Consorzio, occorrono mezzi e personale e si scelto proprio il servizio pi oneroso possibile cosi da creare pi posti di lavoro possibile, magari accontentando amici degli amici, ma gravando in maniera significativa sulle tasche di noi contribuenti e ci veramente sgradevole. Ci vengono a raccontare che Piossasco il primo comune del Piemonte "RICICLONE" e siamo quelli che paghiamo di pi, per esempio 3 persone in un'abitazione di 80 mq. 340 euro all'anno!!!! Ma cosa se ce ne facciamo di questi riconoscimenti se siamo i pi tartassati !!!!! Ci va poco a capire che dovrebbe essere il contrario e invece... Una mattina qualsiasi, provate a fermarvi al bar di fianco alla Banca IntesaSanpaolo in via Cavour a Piossasco, non riuscirete perche ci sono i furgoncini parcheggiati.. Eppure queste scelte del Consorzio sono da condividere con i Sindaci dei comuni che ne fanno parte..e quindi immaginiamo cosa c'e dentro.. Invece di scegliere un metodo di servizio pi snello efficiente ed economico, niente siamo alle solite, le stesse logiche che portano alla protesta infondata della privatizzazione dei servizi pubblici locali e in particolare della gestione dell'acqua in cui fino ad ora ha dato pi da mangiare che da bere.. Per non parlare dei debiti che affliggono il consorzio e che certamente dovr ripianare entro il 31 dicembre quanto terminer di esistere a seguito della riforma. Cosa si pu fare? Il problema il metodo con cui il servizio viene attualmente eseguito, troppo personale, troppi camioncini che affollano la citt, se vogliamo troppo inquinamento. Bisogna continuare con la differenziata ma realizzare punti di raccolta in cui i passaggi per lo svuotamento sono concentrati e adeguanti alla nuova organizzazione, pi efficienza, risparmio e razionalizzazione. Per quanto riguarda il rimborso dell'IVA come al solito la burocrazia va avanti a suon di sentenze e l'attesa come al solito non mai una certezza. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 17 aprile 2011

Polemica del 1 maggio: negozi aperti si o no


di Vito Foschi Il Tea Party un movimento di uomini e donne convinti che i cittadini sia persone adulte e responsabili capaci di prendere delle decisioni in maniera autonoma, senza che uno Stato-mamma li accudisca. Ci riesce difficile capire perch gli orari dei negozi debbano essere stabiliti per legge e non liberamente dai commercianti, come se fossero degli scolaretti a cui necessario lo squillo della campanella. Premesso ci, troviamo veramente ridicola la polemica sull'apertura dei negozi il 1 maggio: chi vuole aprir, chi no far quello che gli pare. Per assurdo, se il 1 Maggio cos sacro perch non chiudere ospedali, caserme dei carabinieri, questure, stazioni dei vigili del fuoco, centrali elettriche, acquedotti, ecc. I lavoratori del commercio sono diversi dagli altri? Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 30 aprile 2011 e sul sito di Cronaca Qui il 1 maggio 2011

Una nuova agenzia immobiliare in citt: il Comune


di Vito Foschi Camminando per la citt, non si pu non notare un manifesto che offre dei locali commerciali in affitto. Nulla di strano, se non fosse che il locatore il Comune. Siamo abituati allo strabordare delle funzioni delle amministrazioni pubbliche, ma che un Comune si mettesse a fare lagente immobiliare sembra un po fuori luogo. Pu sembrare una cosa normale che un comune affitti dei locali commerciali, perch giusto che non rimangono sfitti. Le domande da porsi sono: perch il Comune possiede degli immobili non funzionali alla sua attivit? Perch il Comune dovrebbe svolgere unattivit tipica dei privati? Il Comune in grado di gestire con efficienza la locazione di locali commerciali? Dal punto di vista economico si suggerisce sempre di concentrarsi sulle cose che si riesce a fare bene e di affidare il resto ad altri pi capaci. Dubitiamo delle capacit immobiliari del Comune visto che anche nelle funzioni istituzionali non eccelle. Ma oltre alle considerazioni di efficienza economica, quello che non si capisce perch il comune debba fare lagente immobiliare. Noi cittadini abbiamo delegato il Comune a ci? O pi semplicemente ci interessa che faccia funzionare bene anagrafe, garantisca la pulizia pubblica, strade senza buche e cos via. Invece il Comune che fa? Si mette ad affittare dei locali commerciali. Ma c il privato per questo. Oltre ad andare oltre i compiti istituzionali tipici di un comune, si pu ragionevolmente temere che la locazione di questi immobili sia unulteriore tentazione di corruzione per politici e funzionari pubblici: loccasione a fare luomo ladro. Se il tutto affidato i privati ci mettono del loro e possono fare quello che vogliono con i loro soldi, mentre le risorse del Comune sono soldi che vengono fuori dalle nostre tasche e non devono essere sprecati o servire a fare attivit che nessuno si aspetta da unamministrazione pubblica. Infine, oltre alle considerazioni sullabuso di funzioni, di efficienza economica e del rischio corruzione c il problema del debito pubblico. Perch il comune non vende i locali che cerca di affittare? Se cerca di affittarli non servono allattivit istituzionali e quindi possono essere venduti ed usati per abbattere il debito, per esempio pagando qualche fornitore prima che sia costretto a chiudere stretto in una crisi di liquidit. In conclusione non c nessuna motivazione logica per cui il comune debba essere unagenzia immobiliare. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 9 maggio 2011, sul sito di Cronaca Qui il 9 maggio 2011 e sul sito LoSpiffero

Cittadino: bancomat dello Stato


di Gianpiero De Martinis Il 20 Maggio 2011 indetta da Radicali Italiani e Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari) la "Prima Giornata nazionale dei Silenti", ovvero quei contributi versati a cui non corrisponde un trattamento pensionistico. Il sistema previdenziale italiano sicuramente uno di quei punti caldi dellagenda politica italiana, e come ogni punto caldo nel nostro paese ogni governo cerca di raffreddarlo con improbabili cocktails che hanno lunico scopo di non pestare i piedi a nessuno, senza risolvere il problema. Tuttavia, se c una cosa che riesce davvero bene allo Stato, lincassare moneta sonante, ed in questo sbaraglia qualsiasi tipo di concorrenza: il caso dei contributi silenti. Ossia un bel po di moneta sonante incassata dallo Stato grazie ai contributi dovuti alla gestione separata dell'Inps, pagati da una parte dei contribuenti italiani. Gran parte di questi contributi non si trasformano successivamente in un corrispondente trattamento pensionistico, e ci per il banale fatto che non si raggiunge quella soglia minima che permette di ricevere tale trattamento. Che fine fanno questi versamenti? In un contratto tra privati dietro il pagamento di un corrispettivo, si ottiene una prestazione, e se ci non avviene, si agisce per riottenere la somma pagata. Lo Stato fuori da questa logica: se non paghi i contributi previdenziali, prima o poi il pignoramento arriva, se paghi e non raggiungi la soglia per ottenere il trattamento pensionistico, sorridi, perch i tuoi soldi andranno a pagare la pensione di qualcun altro. In una logica contabile semplicistica, quando ho entrate che non sono seguite da uscite, vuol dire che accumulo ricchezze. Di ricchezze lo Stato ne accumula tante, e a sua detta, lo fa per il mio bene. Vorrei solo capire, come fa lo Stato, a conoscere ci che bene per me, meglio di come lo conosca io. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte in data 20 maggio 2011 e sul sito di InTOPIC.it 31 maggio 2011

Tea Party Piemonte a favore dellastensione sui referendum per lacqua


di Vito Foschi Il Tea Party un movimento di uomini e donne convinti che lo Stato deve ritrarsi per lasciar spazio ai cittadini, alle loro scelte, alla loro libert e responsabilit. I referendum sono uno strumento utile perch permettono ai cittadini di esprimersi su una singola proposta senza delegare ai politici la scelta. Purtroppo i referendum che si andranno a votare la prossima settimana sono mal posti: cercano di abrogare singoli articoli di una legge rendendo difficile da capire i vari quesiti e soprattutto in caso di vittoria lasciando molto spazio ad interpretazioni con il rischio di conseguire risultati diversi da quelli desiderati dagli stessi promotori referendari. Per uno strumento di consultazione popolare sarebbe il colmo. I referendum sullacqua mirano a porre sotto il ferro controllo della politica la gestione degli acquedotti e il Tea Party come movimento che punta a dare pi spazio alle persone e meno ai politici non che pu che essere per lastensione. Il primo quesito elimina lobbligo dei comuni ad effettuare una gara pubblica per affidare la gestione degli acquedotti. Per prima cosa c un obbligo dellUnione Europea che impone questo e quindi la vittoria del si non cambierebbe nulla. Seconda cosa, ma pi grave, se venisse abolita la norma che impone la gara pubblica ci implicherebbe che i politici possono affidare a trattativa privata, detto in altri termini, a chi vogliono loro senza controlli, gli acquedotti. E questo significa tutelare i cittadini? Il secondo quesito riguarda lindicazione in bolletta della remunerazione del capitale investito. Tolto questo obbligo il capitale non sar retribuito? Certamente no, solamente che non sapremo nulla perch in bolletta non verr indicato il capitale investito. I politici potranno fare ci che vogliono senza fornire la minima informazione ai cittadini. Attualmente la remunerazione del capitale investito del 7%, tolto questo obbligo chi impedisce che la remunerazione possa diventare del 20%? Tanto non viene indicato in bolletta! Abbiamo lesperienza passata dei comuni indebitati con i derivati cosa impedirebbe che ricapiti? I soldi per riparare e costruire gli acquedotti devono essere presi da qualche parte e dato che i comuni non hanno soldi propri devono prenderli in prestito e non credo che in giro esistano molte banche che prestano denaro gratuitamente. Il Tea Party invita gli uomini e le donne ad astenersi ai referendum sullacqua se vogliono ridurre i poteri dei politici ed avere un maggior controllo del loro operato. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte, sul sito di InTOPIC.it, sul sito di Cronaca Qui e sul sito Il Comunicato Stampa in data 10 giugno 2011

Grazie a tutti per il si allacqua pubblica: ora tirate fuori il portafogli


di Gianpiero De Martinis Una delle principali caratteristiche degli innovatori, o meglio dire dei visionari, il pensare in modo non comune, detta allinglese il think out of the box. In questi giorni di festeggiamenti referendari, occorre unattenta riflessione su ci che avvenuto e ci che avverr nei prossimi anni nel nostro paese. Indubbia stata la partecipazione alle urne che rasenta la media delle elezioni politiche e amministrative, cosa che per un referendum non si vedeva da decenni. C da chiedersi di che tipo di censura si parli, dato che il tam tam internettiano non pu di sicuro aver informato la met degli italiani che a causa dal digital divide sono esclusi dalle moderne tecnologie. Gli italiani hanno scelto. Hanno scelto di fidarsi ancora una volta dei meccanismi pubblici pi che di quelli privati; hanno scelto di portare avanti carrozzoni anti-efficaci ed anti-efficienti, oltrech anti-economici. A questo punto occorre capire dove lo stato trover i 64 miliardi di euro di investimenti necessari a tappare i buchi negli acquedotti, letteralmente, oltre a sistemare gli impianti di depurazione necessari alla salute pubblica e ad evitare ulteriori sanzioni UE, neanche a dirlo, pagate dalla collettivit. Secondo una recente stima del Censis, solo il 14% di questi 64 miliardi verr coperto con entrate attuali, mentre la restante parte verr pagata con un aumento delle tariffe (stimata nel 18% nei prossimi 10 anni) che graver sui consumatori; ovviamente neanche questo basta a saziare uno stato sempre ingordo di denari facili, quindi il sistema fiscale provveder a coprire la rimanenza, con un probabile aumento generale delle aliquote IVA, oltre a prevedere ulteriori meccanismi coercitivi di entrate. Sarebbe interessante proporre un referendum affinch non avvenga un aumento del prelievo fiscale, se non ci fosse impedito proprio dalla nostra Costituzione allart. 75 secondo comma. Cosa sarebbe accaduto se alle municipalizzate si fossero uniti investimenti privati? Non lo sapremo mai, perch come scrisse Machiavelli l'innovatore ha per nemici tutti coloro che hanno vantaggio dalle vecchie leggi e ha difensori poco convinti tra coloro che trarrebbero vantaggio dalle nuove leggi. La loro poca convinzione deriva, sia dalla paura per gli avversari che hanno le leggi dalla loro parte, sia dallo scetticismo degli uomini, i quali non credono nelle cose nuove, se prima non vedono che se ne fatta una sicura esperienza. Per non innovare, come sempre paga pantalone. Pubblicato sul blog del Tea Party Piemonte, sul sito di InTOPIC.it, sul sito di Cronaca Qui e sul sito Il Comunicato Stampa in data 15 giugno 2011

Riferimenti
Lindirizzo del blog http://teapartypiemonte.blogspot.com/ mail tepartypiemonte@gmail.com

I coordinatori: Vito Foschi vitofoschi@yahoo.it Giulia Bonaudi giuliqueen@hotmail.it