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7 Il testo poetico: le figure retoriche di suono

Una delle caratteristiche principali del testo poetico è l’uso delle figure retoriche:
tecniche, espedienti, accorgimenti formali e stilistici che consentono al poeta di
creare immagini insolite, originali e di conferire al suo discorso particolare vivacità,
ricchezza ed espressività.
Le figure retoriche si possono classificare in tre grandi categorie:
 figure di suono, che riguardano il modo in cui vengono combinati i suoni delle

parole;
 figure di ordine, che riguardano l’ordine, la disposizione delle parole nelle frasi;

 figure di significato, che riguardano il significato, i contenuti delle parole.

Esaminiamo qui di seguito le principali figure retoriche di suono:


l’allitterazione: consiste nella ripetizione in parole diverse, all’interno di un verso
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o di versi successivi, di vocali, consonanti o sillabe che abbiano lo stesso suono:


Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscio che fan le foglie.
(Gabriele D’Annunzio)

l’onomatopea: consiste nell’utilizzare le parole in modo tale da suggerire o ri-


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produrre il suono, il rumore o il verso della cosa o dell’animale che si vuole in-
dicare, non solo con il significato della parola stessa, ma anche con la sua
«forma»:
Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola, il vetro che incrina
tr, tr, trr, terit, terit.

DI RIMA IN RIMA

© 2011 RCS Libri S.p.A. Milano - R. Zordan, Datti una regola 1


1 Nei seguenti versi individua le allitterazioni.

Tutto il cielo cammina come un fiume, e fa fuggir le fiere e li pastori


grandi blocchi traendo di fiamma e d’ombra. (Dante Alighieri)
(Diego Valeri)

E nella notte nera come il nulla


Invano vita non avrò vissuto. (Giovanni Pascoli)

(Emily Dickinson)
È un ritratto di te a trent’anni
(Attilio Bertolucci)
Di me medesmo meco mi vergogno
(Francesco Petrarca) tornavano le rondini nei nidi
(Anna Achmatova)

Le tremule foglie dei pioppi


trascorre una gioia leggièra. E ti strozzi nel tuo trillo
(Giovanni Pascoli) (Federico García Lorca)

2 Nei seguenti versi individua le onomatopee.

Nell’aria c’è un breve gre gre di ranelle


(Giovanni Pascoli)

Non s’ode intorno che lo scricchio


della penna veloce
(Giovanni Pascoli)

pei nudi solchi trilla trilla il grillo


(Giovanni Pascoli)

il tuono rimbombò di schianto:


rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo.
(Giovanni Pascoli)
DI RIMA IN RIMA

2 © 2011 RCS Libri S.p.A. Milano - R. Zordan, Datti una regola