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In cerca

di fortuna
L’emigrazione italiana
dall’ottocento
a oggi sulla stampa di
tutto il mondo
“Maltesi, napoletani, greci e levantini:
abbiamo cominciato a introdurre
nella popolazione australiana una
dose abbondante dei peggiori ceppi
mediterranei. L’inevitabile risultato sarà
compromettere i nostri standard di vita
e minare le qualità della nostra nazione”.
Smith’s Weekly, 1924, pagina 74

“Questi uomini non s’interessano


di politica. Sono venuti qui da noi
per moneta, per costruirsi una casa,
per comprarsi una barca da pesca
o un pezzo di terra al paese”.
Der Spiegel, 1964, pagina 108

“Ho gironzolato per Toronto parlando


del quartiere di Little Italy, e di
come funziona, con assistenti sociali,
politici e imprenditori. Ho incontrato
italiani con una cultura e una mentalità
non più italiane delle mie. Ho trovato
coraggio, parsimonia, disillusione,
entusiasmo, problemi sociali,
dinamiche politiche simili a quelle
di qualsiasi altro posto: insomma nulla
di banale, semplice o prevedibile”.
Maclean’s, 1964, pagina 120
In cerca
di fortuna
L’emigrazione italiana
dall’ottocento
a oggi sulla stampa di
tutto il mondo
Sommario

Internazionale storia, numero 1, novembre 2020


5 Editoriale 74 La feccia del Mediterraneo 128 Portfolio. Sui tetti
Smith’s Weekly di New York
6 Cronologia 1861–2020
Susan Meiselas
78 A dissodare la terra
12 LA GRANDE
A Federação 142 LE NUOVE GENERAZIONI
MIGRAZIONE
81 Da contadini a proprietari
Le Matin 144 Da “ritals” a cittadini
14 Le facce opposte
Le Monde
di Chicago 84 Pesce fritto e gelati
Chicago Tribune in Scozia 147 Un’altra Italia a Buenos
Dundee Evening Telegraph Aires
16 La legge di New Orleans
Clarín
Harper’s Weekly 85 Il primo poliziotto
The New York Times 148 Rimandati in tedesco
26 Il massacro
Die Zeit
di Aigues-Mortes 92 DALLA RICOSTRUZIONE
Le XIXe Siècle ALLA CRISI 152 Due mondi
Prodavinci
28 Il problema italiano
North American Review 94 Braccia in cambio 159 Gli italobangladesi
di carbone sbarcano a Londra
38 La canzone di Monongah
Le Soir The Independent
United Mine Workers Journal
98 L’integrazione possibile 162 Le vittime innnocenti
40 Little Italy fa festa
The Sydney Morning Herald della Arandora Star
The Century Magazine
The Belfast Telegraph
101 Ore d’angoscia
49 L’infanzia rubata
Le Drapeau Rouge 166 Giovani in fuga
Le Petit Parisien
Financial Times
103 Una piccola patria
53 Schiavi e padroni
a Bedford 168 Emigranti, coloni
Popular Science Monthly
The Times e imprenditori
58 Chi ha paura della mano Folha de Valinhos
106 Se gli svizzeri hanno paura
nera
Journal de Genève 171 Il ricordo e il perdono
Everybody’s Magazine
Montreal Gazette
108 Tutti in Germania!
68 TRA LE DUE GUERRE
Der Spiegel 173 Il nodo dei frontalieri
laRegione
120 Toronto cambia
70 L’Argentina aperta
MacLean’s 176 Fumetto. L’eccidio
al mondo
delle saline
Caras y Caretas 126 L’iniziativa sbagliata
Baru
Gazette de Lausanne

4 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Editoriale

Andrea Pipino, Internazionale


“Una processione interminabile di gente usci- pertorio delle discriminazioni subite. Perché
va a gruppi dall’edificio dirimpetto, dove un se è vero che la sua lettura conferma che le
delegato della Questura esaminava i passa- grandi migrazioni portano con sé tensioni e
porti. La maggior parte, avendo passato una o conflitti, è altrettanto evidente che – se osser-
due notti all’aria aperta, accucciati come cani vato con attenzione – lo spettro delle opinioni
per le strade di Genova, erano stanchi e pieni e dei punti di vista sul fenomeno migratorio è
di sonno. Operai, contadini, donne con bam- sempre stato molto ampio. Ci sono articoli che
bini alla mammella, ragazzetti che avevano grondano disprezzo – e che ovviamente vanno
ancora attaccata al petto la piastrina di latta letti con le lenti del loro tempo – ma anche ana-
dell’asilo infantile passavano, portando quasi lisi e commenti che cercano di capire e si sfor-
tutti una seggiola pieghevole sotto il braccio, zano di proporre soluzioni. Spesso trasudano
sacche e valigie d’ogni forma alla mano o sul un paternalismo fastidiosamente sussiegoso,
capo, bracciate di materassi e di coperte, e il ma sono anche il segno che sul tema un dibat-
biglietto col numero della cuccetta stretto fra tito aperto esisteva già alla fine dell’ottocento,
le labbra”. Così Edmondo de Amicis racconta soprattutto negli Stati Uniti.
nel romanzo Sull’oceano la partenza degli ita- In tutti i paesi di destinazione l’atteggia-
liani verso il nuovo mondo. È il 1884, lo stesso mento verso gli emigranti italiani ha attraver-
anno dell’articolo del Chicago Tribune che sato diverse trasformazioni, legate ai grandi
apre questo volume, un racconto di centocin- eventi della storia, alle congiunture economi-
quant’anni di migrazioni italiane, dall’esodo che e al livello d’integrazione raggiunto. I gior-
postunitario alle partenze dei nostri giorni, nali stranieri hanno raccontato questi cambia-
che non sono solo di giovani cervelli in fuga menti con una certa attenzione, anche se con
ma anche di semplici braccia da fatica. Il tutto toni e sensibilità diverse. E continuano a farlo
attraverso le fonti giornalistiche dei paesi d’ar- ancora adesso: non è un caso se l’ultima sezio-
rivo. Lo sguardo non di chi partiva, insomma, ne del lavoro, quella che copre gli anni più re-
ma di chi accoglieva quel flusso di essere uma- centi, è ricca d’informazioni sulle partenze
ni, che negli ultimi ha acquisito un’innegabile attuali come di riflessioni sulle migrazioni del
visibilità nel nostro dibattito pubblico. passato. Perché interrogarsi su cosa sono stati
Che gl’italiani siano stati, e siano ancora, per una comunità gli arrivi di decine di miglia-
un popolo di emigranti è un fatto che nessuno ia di emigrati, e sugli esiti della loro integrazio-
pare più voler nascondere. E che siano spesso ne, vuol dire interrogarsi su se stessi. Il volume
stati accolti da razzismo e ostilità è altrettanto che avete tra le mani non vuol essere altro che
assodato. Questo volume, però, non è un re- un contributo in questa direzione.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 5


1861-1915

PHOTOQUEST/GETTY IMAGES
BETTMANN/GETTY IMAGES

La grande
emigrazione
Negli anni successivi all’unifica- Un ulteriore aumento si registra co arriva nel 1913, con 307.627
zione del 1861 gli italiani emigra- all’inizio del novecento: nel 1901 partenze verso i paesi europei
no in massa verso l’estero, appro- si contano 533.245 espatri, nel e 556.325 verso le Americhe.
fittando di contatti e relazioni co- 1906 ben 787.977, nel 1913 addi-
struiti nei decenni precedenti. Le rittura 872.598. Le cause di un fenomeno così im-
raccolte statistiche cominciano ponente sono da ricercare sia nel-
nel 1876. Nell’ultimo quarto Le due principali mete dell’emi- le condizioni sociali ed economi-
dell’ottocento si assiste a una cre- grazione italiana sono l’Europa e che italiane sia nelle trasforma-
scita impetuosa del numero delle il continente americano, seppure zioni a livello globale. In Italia
partenze. Da circa centomila con ritmi di crescita differenti: persiste uno squilibrio dramma-
all’anno nel triennio 1876-1878 all’inizio l’Europa è la prima de- tico tra popolazione e risorse di-
si passa a 160-170mila nel trien- stinazione, con il doppio degli ar- sponibili, mentre in altri paesi si
nio 1883-1885, cifra che sale a rivi rispetto alle Americhe, ma registra una notevole espansione
290mila nel 1888. La soglia delle già dalla seconda metà degli anni dei mercati e delle opportunità
300mila partenze viene superata ottanta dell’ottocento sono le ter- lavorative. Il calo consistente dei
nel 1896. re oltreoceano ad accogliere la costi e della durata del viaggio,
maggior parte degli emigranti soprattutto per le mete transoce-
italiani. aniche, favorisce ulteriormente
gli espatri.
Le Americhe sono preferite dagli
italiani del sud, mentre nei paesi
europei si concentrano gli emi-
grati delle regioni del nord. Il pic-

Nel mondo
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FELIX PLATTNER ARCHIV/GETTY IMAGES
LEWIS W. HINE (LIBRARY OF CONGRESS)

Stati Uniti Argentina Brasile

Nel 1861 gli italiani residenti negli L’emigrazione verso l’Argentina è I flussi verso il Brasile hanno inizial-
Stati Uniti sono già 47mila. I primi a un processo costante, e si giova di mente una destinazione quasi
emigrare sono i braccianti agricoli. una presenza già significativa al esclusivamente agricola. Gli emi-
A partire dagli ultimi vent’anni momento dell’unificazione italiana granti sono diretti verso le aree di
dell’ottocento l’eccezionale svilup- (secondo il censimento del 1861 gli coltivazione del caffè e verso le co-
po industriale del paese attira gran- italiani residenti in Argentina sono lonie agricole di Rio Grande do Sul,
di quantità di manodopera nelle circa 18mila). Nel 1914 nel paese su- Santa Catarina, Paraná ed Espírito
fabbriche, ma anche nei settori damericano sono registrati almeno Santo. Circa il 30 per cento proviene
dell’edilizia e della costruzione di 930mila italiani, il 12 per cento della dal Veneto. Tra il 1861 e gli anni del-
infrastrutture. Nei primi anni del popolazione totale: il 15 per cento la prima guerra mondiale arrivano
novecento la presenza italiana cre- proviene dalla Calabria e il 10 per in Brasile circa un milione e mezzo
sce fino a toccare i tre milioni e cento dalla Campania. La presenza di italiani. In un secondo momento,
mezzo di residenti, anche se circa la degli italiani è articolata nelle città alle mete agricole si aggiungono le
metà degli immigrati tende a rien- come nelle campagne e coinvolge grandi città come Rio de Janeiro o
trare in Italia, privilegiando quindi tutti i settori economici: agricoltu- São Paulo, dove gli italiani trovano
permanenze solo temporanee. ra, industria, edilizia, servizi, com- impiego come operai o nel settore
mercio. La comunità italiana è mol- del commercio.
to organizzata: proliferano associa-
zioni, giornali, circoli, sodalizi di
ogni genere, da quelli politici a
quelli professionali fino a quelli
religiosi.

17 marzo 1861 Con la Aprile 1865 In America 28 luglio 1914 Dopo


proclamazione del Regno le forze confederate si l’omicidio a Sarajevo
d’Italia si compie il arrendono all’esercito dell’arciduca Francesco
processo di unificazione unionista. È la fine della Ferdinando, l’Austria
del paese. guerra civile negli Stati dichiara guerra alla
Uniti. Serbia. Comincia la prima
guerra mondiale.
1915-1945

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Tra le due Stati Uniti Francia


guerre
La prima guerra mondiale incide L’emigrazione conosce un’ultima Nel 1931 la Francia scavalca gli Stati
molto sull’emigrazione e sulle co- fiammata all’indomani della guer- Uniti come primo paese d’immigra-
munità italiane all’estero. I flussi ra, ma a partire dal 1924 l’adozione zione del mondo. Anche i flussi pro-
s’interrompono e il conflitto pro- di una legislazione particolarmente venienti dall’Italia si dirigono verso
voca reazioni diverse: crescono le dura verso l’immigrazione determi- il paese d’oltralpe. Si tratta di emi-
domande di arruolamento e si ri- na una brusca frenata degli arrivi. granti di varia estrazione, tra cui
accende il dibattito tra neutralisti La crisi del 1929 comporta ondate spiccano i numerosi disoccupati in
e interventisti. Nel dopoguerra di licenziamenti e una generale ri- cerca di lavoro e i militanti politici
diversi paesi, tra cui gli Stati Uni- organizzazione del mercato del la- perseguitati dal fascismo. Hanno
ti, chiudono le frontiere: l’Italia voro che penalizza le comunità ita- più facilità a partire per la Francia le
non può più contare sullo sbocco liane. Nel 1927, l’esecuzione sulla persone che risiedono nell’Italia del
dell’emigrazione. L’avvento del sedia elettrica degli anarchici Nico- centronord, mentre dalle regioni
fascismo alimenta l’emigrazione la Sacco e Bartolomeo Vanzetti pro- del sud, che nella fase precedente
politica. Mussolini cerca di con- voca in tutto il mondo proteste e in- avevano orientato le partenze so-
trollare le comunità italiane all’e- dignazione, rendendo evidenti le prattutto verso le Americhe, gli arri-
stero favorendo processi di nazio- politiche statunitensi di discrimina- vi sono meno numerosi.
nalizzazione e fascistizzazione, zione nei confronti degli immigrati
ma lo scontro con il mondo anti- e dei militanti politici
fascista è forte. Aumentano le
partenze verso l’Europa, soprat-
tutto verso la Francia. Tra il 1919
e il 1939 lasciano l’Italia del
centronord 2,5 milioni di emi-
granti, mentre dal sud partono
1,5 milioni di persone.

Novembre 1917 11 novembre 1918 29 ottobre 1929 Crolla la 22 ottobre 1922 Con
In Russia la rivoluzione La Germania, ultimo borsa di Wall street. È il la marcia su Roma il
porta al potere i degli imperi centrali ad “martedì nero”, che segna fascismo prende il potere
bolscevichi. Cinque anni arrendersi, firma l’inizio della grande in Italia.
dopo nasce l’Unione l’armistizio che mette fine depressione, la più grave
Sovietica. alla prima guerra crisi economica
mondiale. del novecento.
1945-1973

PHILIPPE LE TELLIER (GETTY IMAGES)


MAX SCHELER (BRIDGEMAN IMAGES)

MAX SCHELER (BRIDGEMAN IMAGES)

Dalla ricostruzione Belgio


alla crisi
Nel secondo dopoguerra si raffor- terno del paese. Dopo una pri- Con l’accordo del 1946 si apre la
zano i flussi migratori verso i pae- missima fase, in cui i movimenti stagione dell’emigrazione nelle mi-
si europei, incentivati dalla diffi- riguardano essenzialmente l’Ita- niere del Belgio. Il governo italiano
cile situazione interna e dalla do- lia centrosettentrionale, il flusso s’impegna a organizzare su base
manda estera di manodopera. si muove soprattutto dal sud ver- settimanale la partenza di operai,
Il movimento verso la Francia e il so le regioni del nord. concordando una contropartita in
Belgio, intensissimo nei primi carbone. L’accordo si rivela ben pre-
anni cinquanta, diminuisce nella Una novità importante nelle mi- sto pieno di errori e difetti: le condi-
seconda metà del decennio. Nel grazioni internazionali è costitui- zioni di alloggio e di lavoro sono pe-
frattempo cresce l’emigrazione ta dal ruolo delle istituzioni italia- santissime e degradanti. Nel 1956
verso la Svizzera e la Germania, ne, che si occupano di program- l’incidente di Marcinelle rende
che in questa fase è soprattutto mare e favorire le partenze, prin- chiaro a tutti il dramma degli emi-
stagionale. Gli emigranti italiani cipalmente attraverso il sistema granti italiani: 137 minatori italiani
sono attirati anche dai paesi ex- degli accordi bilaterali. Crescono muoiono nell’incendio dello stabili-
traeuropei, perché l’ingresso è re- sensibilmente le rimesse, cioè i mento di Bois-du-Cazier. Le vitti-
lativamente facile (Australia e risparmi inviati in Italia dagli me sono in tutto 262. Successiva-
Canada), per particolari contin- emigranti, denaro indispensabile mente il flusso si riduce ma non
genze economiche (il boom pe- per garantire i redditi e sostenere s’interrompe: nella seconda fase i
trolifero in Venezuela) o per ac- i consumi. Le cifre sono conside- lavoratori italiani s’inseriscono in
cordi bilaterali tra i governi (Ar- revoli: se nel 1947 arrivano in Ita- settori diversi da quello minerario e
gentina, Belgio). In questa fase lia 34 milioni di dollari attraverso molti di loro si stabiliscono in Belgio
partono dall’Italia circa nove mi- le rimesse, nel 1969 la cifra supe- definitivamente.
lioni di persone, a cui si aggiungo- ra il miliardo di dollari.
no tutte quelle che tra gli anni cin-
quanta e sessanta migrano all’in-

30 gennaio 1933 1 settembre 1939 4-11 febbraio 1945 2 settembre 1945


Adolf Hitler, il leader del La Germania nazista A Jalta le potenze alleate Con la firma dell’atto
partito nazionalsocialista, attacca la Polonia. (Stati Uniti, Regno Unito di resa del Giappone si
è nominato cancelliere. Comincia la seconda e Unione Sovietica) chiude la seconda guerra
È l’inizio del terzo reich. guerra mondiale. gettano le basi per la mondiale. La Germania
divisione del mondo in nazista ha capitolato
blocchi. l’8 maggio.
1945-1973

GEORGE LIPMAN (FAIRFAX MEDIA/GETTY IMAGES)


DOUG GRIFFIN (TORONTO STAR/GETTY IMAGES)
PHOTOPRESS-ARCHIV/BRIDGEMAN IMAGES

Svizzera Canada Australia

In questo periodo è la prima desti- La comunità italiana del paese nor- Attirata dalle ottime opportunità di
nazione per gli emigranti italiani. In damericano conosce un rapido svi- lavoro, l’emigrazione in Australia
alcuni anni ne arrivano più di cento- luppo nel secondo dopoguerra. Nel conosce una fase di grande sviluppo
mila: 105.112 nel 1947 e 102.241 nel 1951 era composta da circa 150mila nel periodo tra la fine della seconda
1948, per esempio. L’emigrazione è persone; dieci anni dopo la cifra è di guerra mondiale e i primi anni set-
distribuita in tutti i settori: agricol- almeno 450mila. Nel 1971 gli italia- tanta. Si calcola che in quegli anni
tura, industria e terziario. Le leggi ni residenti in Canada sono dall’Italia arrivino circa 350mila
svizzere sono molto rigide e limita- 730.830. La maggior parte è arriva- persone, a lungo la più grande co-
no i diritti dei lavoratori immigrati, ta attraverso il meccanismo della munità di immigrati non di lingua
sottoposti a un sistema di permessi sponsorizzazione, attivo tra il 1948 inglese. Il flusso si dirige verso le
che ne rende transitoria e precaria e il 1967: un cittadino già presente aree agricole e i grandi centri urba-
la presenza. Anche con la Svizzera sul suolo canadese può fare da ga- ni; molti immigrati trovano lavoro
l’Italia sottoscrive un accordo bila- rante per un immigrato, impegnan- nella costruzione di infrastrutture,
terale per l’immigrazione, firmato dosi anche a finanziare le spese del- soprattutto strade e ferrovie. Ini-
nel 1948 e poi perfezionato la prima fase dell’insediamento. zialmente si tratta di un’immigra-
nel 1964. Negli anni sessanta la comunità ita- zione quasi esclusivamente ma-
liana conosce una rapida trasfor- schile. Le regioni di partenza sono
mazione: comincia ad affermarsi soprattutto quelle del sud e del
una nuova generazione di piccoli e nordest.
medi imprenditori, attivi spesso
proprio nei settori dove la manodo-
pera italiana è più diffusa, come
l’edilizia.

25 marzo 1957 Il trattato 1968 Un grande Ottobre 1973 L’aumento


di Roma sancisce la movimento di protesta del prezzo del greggio
nascita della Comunità giovanile prende forma innesca una grave crisi
economica europea, in diversi paesi del energetica, con pesanti
la forma embrionale mondo, soprattutto in conseguenze
dell’attuale Unione Europa occidentale e sull’industria e i consumi
europea. negli Stati Uniti. in tutto il mondo.
1973-2020
MARIO DE BIASI (MONDADORI PORTFOLIO)

ULLSTEIN BILD/GETTY IMAGES

MICHA THEINER
Le nuove Germania Regno Unito
generazioni
La crisi economica che esplode Nel 2019 risiedono in Germania Nel 2019 i residenti italiani nel Re-
con lo shock petrolifero del 1973 764.183 italiani. Buona parte di gno Unito sono 327.315. Concentrati
chiude la stagione del dopoguer- questa comunità è composta dai di- soprattutto nella zona di Londra,
ra. Molti emigranti tornano in scendenti degli emigrati del dopo- formano un insieme molto vario:
Italia. Nel 1973 ci sono più rientri guerra. Inoltre, fin dagli anni set- camerieri, impiegati nella City, ri-
che partenze. Nella fase successi- tanta-ottanta il paese ha accolto cercatori universitari, infermieri,
va si consolidano le comunità re- tecnici e lavoratori specializzati, un medici, operai. Il Regno Unito ha
sidenti all’estero, dove aumenta- flusso che è progressivamente au- una lunghissima storia d’immigra-
no i lavoratori autonomi e gli im- mentato, e che oggi è caratterizzato zione italiana, e nella fase più re-
prenditori. L’emigrazione cono- dalla presenza di laureati e persone cente ha accolto anche una nuova
sce anche una notevole specializ- con titoli di studio superiori. L’emi- ondata di arrivi con già alle spalle
zazione sul piano professionale: grazione operaia è comunque anco- un passato di migrazione: italiani di
s’intensificano i flussi di persona- ra presente, come diffuso è il lavoro origine pachistana, srilanchese,
le qualificato e altamente qualifi- nel settore della ristorazione. bangladese che hanno scelto il pae-
cato. Dopo la crisi economica del se britannico dopo la crisi del 2008
2008 riprendono le partenze. Dal e prima delle restrizioni imposte
2015 ogni anno più di centomila dalla Brexit.
persone s’iscrivono all’anagrafe
italiana dei residenti all’estero
(Aire). Nel 2019 sono circa 5,3 mi-
lioni gli italiani residenti all’este-
ro. Nel 2008 erano 3,8
milioni.

9 novembre 1989 Crolla 7 febbraio 1992 Il 1 gennaio 2002 In dodici 2019-2020 La pandemia
il muro di Berlino. È la trattato di Maastricht dà paesi dell’Unione di covid-19 si diffonde in
fine dei regimi comunisti vita all’Unione europea europea entra in tutto il pianeta. Le
dell’Europa dell’est. e introduce il principio circolazione la moneta conseguenze sanitarie ed
della libera circolazione unica, l’euro. economiche sono pesanti
delle persone nei paesi per molti paesi.
membri.
La grande
emigrazione

1861-1915
Ellis Island, New York, 1905
Lewis W. Hine (Hulton Archive/Getty Images)
Le facce opposte
di Chicago
Sporcizia. Odori nauseabondi. Abitazioni
piccole e sovraffollate. Alla fine dell’ottocento
nella Little Italy della città americana la
situazione igienico-sanitaria è terribile. Ma gli
italiani non sembrano curarsene
Chicago Tribune, Stati Uniti, 24 luglio 1884
FRANK M HALLENBACK (CHICAGO HISTORY MUSEUM/GETTY IMAGES)

Jefferson street, Chicago, Stati Uniti, 1910

14 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Tra le diverse zone della città che compe- strade e nei vicoli carichi di fetori di varia natu-
tono per l’onore di aggiudicarsi il primo episo- ra. Perché queste persone siano così felici e sfug-
dio di colera – nel caso in cui l’infezione deci- gano alla morte mentre altri periscono è un mi-
desse di visitare il centro abitato – non bisogna stero, ma la componente italiana della popola-
dimenticare il quartiere italiano. Questa parte zione è generalmente più in salute della media.
della città è piccola ma importante. Confina Uno degli spettacoli più bizzarri è quello
con i quartieri più alla moda, eppure solo po- che si osserva nella parte settentrionale della
chi tra quelli che passeggiano per Michigan quattordicesima strada, tra Indiana avenue e
avenue, nei pressi della quattordicesima e se- Michigan avenue. In un angolo di un vicolo c’è
dicesima strada, sanno di trovarsi a pochi iso- un edificio di mattoni di tre piani, che a giudi-
lati di distanza da topaie che sconvolgerebbe- care dalle apparenze potrebbe ospitare centi-
ro i cittadini di Pechino o Costantinopoli. naia di persone. Un rivenditore di alcolici e
A questa descrizione vanno aggiunti gli tabacco occupa parte del piano terra e affaccia
odori nauseabondi che si possono percepire sul marciapiede. In questa piccola stanza era
lungo il viale, ma di cui pochi saprebbero indi- stipata una dozzina di persone. Una suonava
viduare il luogo di origine. Per quelli che vivo- un violino. Le finestre dei piani superiori erano
no nella zona le parole “quartiere italiano” tutte aperte, con uomini e donne affacciati sul-
indicano qualcosa di più che le fisarmoniche, la strada, dove gli altri si ammassavano davan-
le bucce di banana e gli scacciapensieri. Gli ti all’ingresso.
italiani che popolano questa zona sono crea- La gente impiegava il tempo in vari modi:
ture allegre che vivono senza rancore e se ne chi chiacchierando, chi suonando qualche
stanno pacificamente sedute davanti alla por- strumento. Al di sopra di una delle scalinate
ta di casa una volta sopraggiunta la sera, ascol- d’ingresso, dove alcune persone trascorreva-
tando le piacevoli note dei loro strumenti, in no la serata, dei vestiti luridi erano appesi a un
cortili sudici e con l’aria che odora di marcio. filo e sventolavano sulla testa dei presenti.
Tutti sembravano felici, anche se la strada e i
Il quartiere italiano si trova a est di Michigan vicoli adiacenti erano inondati da un odore pu-
avenue, tra la tredicesima e la diciottesima trido e l’aria era inquinata oltre ogni capacità
strada. L’area non è ampia, ma è possibile che di resistenza per un uomo normale. A quanto
ospiti più persone per metro quadro di qualsi- pare tra gli italiani non ci sono molti bambini.
asi altra zona della città. Le case sono general- Quelli presenti avevano tutti l’aspetto pallido,
mente piccole e malridotte, e spesso di vec- affamato e sporco.
chia costruzione. Rispetto alla capienza abita- Tutto questo si trova ad appena mezzo iso-
tiva di questi luoghi, la camminata intrapresa lato da Michigan avenue, lungo il percorso del-
ieri sera al crepuscolo dal giornalista del Tri- la ferrovia di Chicago, Burlington e Quincey, e
bune rivela dettagli sorprendenti. molto vicino alla stazione della sedicesima
Alcune case non hanno più di due o tre stan- strada. Se i germi del colera si sviluppano dalle
ze, ma in ognuna ci sono decine di persone. verdure marcite, come si suppone, il quartiere
Tuttavia, l’elemento peggiore della vita di que- italiano necessita di un’indagine tempestiva
sta gente non è l’affollamento, ma la sporcizia. da parte delle autorità a cui spetta la tutela del-
Sporco in casa, sporco nei letti, sporco nelle la salute dei cittadini. u as

Il Chicago Tribune è il
principale quotidiano di
Chicago, pubblicato dal 1847.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 15


La legge
di New Orleans
Nel 1891, in Louisiana, la folla lincia undici
italiani ritenuti colpevoli dell’omicidio del
capo della polizia locale. Il settimanale di
New York ricostruisce la vicenda e racconta
la presenza della mafia negli Stati Uniti
Harper’s Weekly, Stati Uniti, 28 marzo 1891

Non sapremo mai se tra le vittime del lin- mafia non è stata smantellata in Sicilia – e non
ciaggio di New Orleans ci fossero esponenti esistono prove che sia successo – allora sarem-
della mafia. La mafia non sarebbe un’associa- mo ingenui a credere che tra le masse di sicilia-
zione segreta se i suoi affiliati fossero noti. Da ni arrivati negli Stati Uniti non ci sia mai stato
quando l’Italia è diventata un paese indipen- un mafioso.
dente, il suo governo ha agito con grande im- Osservando il comportamento dei siciliani
pegno contro la camorra, che opera sul conti- a New Orleans è evidente che i metodi usati
nente, e contro la mafia, attiva sull’isola della negli Stati Uniti e in Italia coincidono. Dodici
Sicilia. Il governo italiano ha avuto il merito di anni fa, nella battaglia condotta in patria con-
riuscire a ostacolare le organizzazioni crimi- tro lo stato, queste società segrete riuscivano a
nali, ma non ha saputo identificare con preci- difendersi anche perché nei tribunali che si
sione i mafiosi. Di conseguenza non possiamo occupavano delle loro vicende la situazione
accettare senza riserve le dichiarazioni che era nettamente a loro favore. Il quotidiano to-
arrivano dagli italiani, secondo cui non esiste rinese Opinione scriveva nel 1879: “Se un affi-
una società mafiosa trapiantata negli Stati liato commette un crimine, i suoi compari lo
Uniti. Non vogliamo essere allarmisti, ma la difendono falsificando prove, complottando e
verità è che non possiamo stabilire con certez- intimidendo”. Prendiamo il recente processo
za nemmeno se i Molly Maguires [membri di di New Orleans e concentriamoci sull’influen-
una società segreta irlandese che nell’ottocen- za di testimoni e giurati che hanno reso impos-
to organizzava attentati e intimidazioni contro sibile una condanna. Nella Fortnightly Review
i proprietari delle miniere] siano stati comple- del 1887, in cui è descritta in dettaglio l’attività
tamente estirpati dalla Pennsylvania. Se la di queste società segrete nelle Due Sicilie, tro-

Il linciaggio degli italiani a New Orleans, 1891. (Alamy)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 17


viamo questa conclusione: “Queste società sorta. È la solidarietà istintiva, brutale e sordi-
continuano ad applicare la pena di morte, an- da che unisce un gruppo di persone che opera-
che se lo stato l’ha abolita”. no contro lo stato, le leggi e le autorità costitu-
Osservando il processo per l’estradizione di ite, e che vivono non grazie all’onesto lavoro
Giuseppe Esposito che si è tenuto a New York, ma grazie ai frutti della violenza, dell’imbro-
risulta evidente il parallelismo con i metodi glio e dell’intimidazione”. Le origini della ma-
mafiosi. Un gran numero di testimoni – uno dei fia, in Sicilia, non hanno nulla a che fare con le
quali, va ricordato, si chiamava Provenzano idee patriottiche, ma si fondano unicamente
– aveva giurato che Esposito, che aveva molti sulla volontà di guadagno.
alias, era un onesto venditore di frutta di New Un aspetto curioso che caratterizza la men-
Orleans che viveva in Louisiana da ben prima talità tipica degli italiani del sud delle classi
che l’Italia lo accusasse di attività illecite. A inferiori, condiviso purtroppo da altre nazio-
testimoniare si era presentata perfino una nalità, è la convinzione che qualsiasi uomo
donna con il suo bambino che aveva giurato di disposto a testimoniare in merito a una rapina,
essere la moglie e che il bambino era figlio del un omicidio, un incendio doloso o qualsiasi
suo caro marito, Vincenzo Rebello, alias di altra vicenda sia un traditore, o meglio “un in-
Giuseppe Esposito. Il governo italiano ha chie- formatore”. Questo principio, chiamato omer-
sto l’estradizione di Esposito per processarlo tà [in italiano nel testo], è descritto dal Tom-
per omicidio premeditato, per un’infinità di masi-Crudeli: “Il carattere distintivo dei sici-
rapine e per estorsione violenta, che ha porta- liani in tutte le sue manifestazioni è interpreta-
to alla morte delle vittime. bile alla luce di un codice speciale chiamato
Questo mascalzone ha suscitato la collera omertà, secondo cui il primo dovere di un uo-
degli inglesi tagliando le orecchie e il naso del mo è farsi giustizia da solo, con le sue mani,
loro connazionale, l’industriale John Forester per qualsiasi torto possa aver subìto. Questo
Rose, per ottenere un riscatto di cinquemila codice ritiene infame e soggetto a disprezzo e
sterline. Le spudorate menzogne pronunciate vendetta chiunque si rivolga ai tribunali o assi-
dagli esemplari più infimi degli italiani di New sta la polizia nelle indagini. Così, un uomo del
Orleans erano evidenti. Ci sono le prove. Per tutto onorevole in altri aspetti della vita è con-
quanto si sa, queste persone erano tutte sicilia- vinto di fare il bene se protegge un assassino o
ne, ma non è possibile stabilire se e quante di si rifiuta di presentare prove contro di lui. Se-
loro fossero affiliate alla mafia. Esposito è sta- condo il codice dell’omertà le prove sono ac-
to estradato. È stato riportato in Italia, proces- cettabili solo quando non danneggiano il pro-
sato a Palermo e condannato all’ergastolo. Se prio vicino”.
fossimo stati più determinati, avremmo im- Ma torniamo al disgraziato Esposito e al
piccato quest’orribile essere umano. suo arresto da parte del capo della polizia Da-
Nella Conca d’oro, un nome calzante per vid Hennessy a New Orleans, nel 1881, per la
descrivere l’ingresso alla città di Palermo, gli mutilazione dell’imprenditore inglese, e che
agrumeti sono la ricchezza della terra. Si ritie- potrebbe essere all’origine dell’omicidio di
ne che in questa zona la mafia esista ancora ed Hennessy e al linciaggio degli undici italiani.
esiga il suo tributo ogni volta che può, con una Non dobbiamo dimenticare le caratteristiche
certa autorità (almeno fino a quattro anni fa). dello scontro tra le due fazioni, i Provenzano e
L’almanacco inglese del 1877 contiene una de- i Matranga. La causa del loro conflitto e i meto-
finizione della mafia: “La mafia non è precisa- di dello scontro sono, se non proprio siciliani,
mente una società segreta, ma il portato di una quantomeno riconducibili alla tradizione ma-
violenza arbitraria per fini criminali di ogni fiosa. La temuta massima risuona nell’orec-

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chio: “Si moru mi drivocu, si campo t’allampu” rivolto pesanti minacce alle vittime. Gli accu-
[così nell’originale], se muoio mi seppelliran- sati hanno presentato diversi alibi, ma la giuria
no, se sopravvivo ti ucciderò. Considerare tut- li ha dichiarati colpevoli, senza però condan-
ti gli italiani e tutti i siciliani criminali sarebbe narli alla pena capitale.
una terribile ingiustizia. Non esiste una città Il capo della polizia Hennessy era un amico
degli Stati Uniti in cui gli italiani, dall’estremo intimo dei Provenzano, e ha ritenuto che le
nord all’estremo sud, non siano rispettati per prove presentate fossero state contraffatte.
la loro integrità. Nessun singolo individuo può Per questo si è rivolto alle autorità italiane nel
rappresentare tutti i milioni di suoi connazio- tentativo di ottenere informazioni su Sunseri,
nali in un territorio straniero. Nel 1881 la popo- Geraci e gli altri, oltre alla loro fedina penale. I
lazione italiana era composta da 28,5 milioni di risultati gli hanno rivelato l’esistenza di una
abitanti. Nel 1889 in tutta la Sicilia vivevano società segreta perfettamente organizzata ne-
3.265.000 persone. Negli ultimi anni abbiamo gli Stati Uniti, con ramificazioni a New Orle-
accolto probabilmente trentamila italiani, ma ans, New York, St. Louis, San Francisco e forse
le statistiche non possono determinare quanti Chicago. Si tratta di un’associazione composta
fossero i siciliani. dai peggiori elementi italiani, creata da uomi-
ni espulsi dalla Sicilia per i loro crimini e che
La storia dell’omicidio del capo della polizia di hanno portato in questo paese lo stesso siste-
New Orleans David C. Hennessy e del linciag- ma di estorsioni, minacce, rapine e omicidi. I
gio dei suoi presunti assassini comincia il 6 loro compatrioti ne comprendono meglio de-
maggio 1890. Attorno a mezzanotte, un grup- gli altri il modo di agire. Quando un grande
po di sette siciliani stava viaggiando a bordo di commerciante di frutta riceve l’ordine di pre-
un carro per il trasporto della frutta appena sentarsi da solo in un luogo appartato con cin-
scaricata da un vaporetto, e procedeva su quecento, mille o duemila dollari, general-
Esplanade street. Gli italiani erano Tony Ma- mente accetta l’invito. I membri dell’organiz-
tranga, Salvatore Sunseri, Vincent Caruso, zazione sono legati da giuramenti vincolanti, e
Rocco Geraci, Bastiano Incardona, Tony Lo- chiunque non rispetti gli ordini viene condan-
cascio e Frank Locascio. Esplanade street e nato a morte.
Claiborne avenue sono fiancheggiate da albe- Hennessy, convinto che Charles Matranga,
ri. All’incrocio tra le due strade il carro è stato Joe Macheca, Geraci, i Caruso e gli altri fosse-
raggiunto da colpi di arma da fuoco. Tony Ma- ro i leader del ramo di New Orleans della ma-
tranga ha perso la gamba sinistra. Vincent Ca- fia, ha raccolto una serie di prove che stava per
ruso è stato gravemente ferito alla destra. Sal- usare contro l’organizzazione criminale. Vole-
vatore Sunseri è stato ferito al fianco. Inizial- va far condannare i capi per spergiuro nel caso
mente le vittime si sono rifiutate di rivelare chi Provenzano. Nel frattempo gli avvocati dei
fossero gli aggressori, ma in un secondo mo- Provenzano avevano ottenuto un nuovo pro-
mento hanno ammesso che si trattava di Jo- cesso per i loro assistiti. L’inizio del processo
seph Provenzano, Peter Provenzano, Tony era fissato per la seconda metà di ottobre.
Gianforcarro, Nick Guilio, Tony Pellagrini e La teoria degli amici di Hennessy è che il
Tony Lombardo. I sei uomini sono stati incri- capo della polizia avesse ottenuto la fedina pe-
minati nel luglio 1890. Le sette persone che si nale anche di D. C. O’Malley, un investigatore
trovavano a bordo del mezzo di trasporto han- privato, e si preparasse a rivelarne le malefat-
no identificato sotto giuramento gli aggresso- te. O’Malley si sarebbe quindi rivolto a Mache-
ri. Molte persone, tra cui Joseph P. Macheca, ca informandolo del fatto che Hennessy inten-
hanno confermato che gli aggressori avevano deva mandarlo in prigione per omicidio e altri

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crimini, consigliandogli di sollecitare la mafia sta di cerniere, con cui poteva essere ripiegata
affinché uccidesse il capo della polizia. A que- verso l’interno. In questo modo le armi pote-
sto punto le teorie diventano superflue, perché vano essere trasportate senza dare nell’oc-
cominciano i fatti. Pochi giorni dopo che ai chio. A quanto pare si tratta dei tipici strumen-
Provenzano era stato concesso un nuovo pro- ti di morte usati dalla mafia.
cesso, Macheca si è recato in Girod street, e ha
affittato una baracca a circa cinquanta metri La polizia ha subito avviato le indagini, ma le
dalla casa di Hennessy. Pietro Monasterio, in- prove raccolte sono state mantenute segrete
dividuo scaltro e abile arrivato di recente dalla fino al processo. Il 20 novembre l’incrimina-
Sicilia, si è stabilito nella baracca, lavorando zione per omicidio è stata formalizzata contro
saltuariamente come calzolaio. undici italiani, mentre altri otto sono stati ac-
cusati di connivenza.
Il processo a Provenzano, con le conseguenti La difesa degli imputati era garantita
rivelazioni sul conto di Macheca, avrebbe do- dall’ex procuratore distrettuale Lionel Adams,
vuto svolgersi il 19 ottobre. Ma alle 23.20 del 15 dall’ex assistente procuratore A.D. Henriques
ottobre David C. Hennessy è stato crivellato di e dagli avvocati Thomas J. Semmes, Charles A.
colpi a pochi metri dalla sua abitazione. I pro- Butler e A. Gastinel. Dopo una dura battaglia
iettili provenivano in massima parte da un legale, il 9 dicembre la difesa è riuscita a far
punto presso la staccionata davanti alla capan- cadere le accuse, perché il procuratore distret-
na di Monasterio. Le ferite di Hennessy erano tuale aveva portato lo stenografo all’interno
gravissime. Tre grossi proiettili di forma irre- della stanza riservata al Grand jury e aveva
golare lo avevano colpito al petto e all’addome. presentato la testimonianza solo in forma
Un proiettile gli aveva trapassato il ginocchio scritta. Il 18 dicembre un nuovo Grand jury ha
destro. Un altro gli aveva perforato la mano nuovamente incriminato gli stessi individui.
sinistra. Faccia, braccia, collo e petto erano Il processo è stato fissato per il 16 febbraio.
stati raggiunti da un gran numero di colpi. Sul- Sono finiti alla sbarra Charles Matranga, Jo-
la vittima erano stati svuotati interi caricatori. seph P. Macheca, Aspero Marchesi, Antonio
Hennessy è morto la mattina dopo, e non ha Scaffidi, Antonio Abbagnato, Pietro Monaste-
potuto rivelare l’identità degli aggressori. È rio, Bastiano Incardona, Manuel Polizzi e An-
riuscito però a sospirare una parola: dagoes tonio Marchesi, fissando la selezione della
[termine spregiativo usato negli Stati Uniti per giuria per il giorno successivo. Più di 1.200
indicare gli immigrati di origine latina, soprat- possibili giurati sono stati presi in esame. Per
tutto italiani]. la nomina dei dodici giurati ci sono voluti un-
Monasterio è stato arrestato nel giro di die- dici giorni.
ci minuti dall’attentato. Anche Antonio Mar- La presunta corruzione della giuria è l’ele-
chesi, suo figlio (Aspero Marchesi), Antonio mento che più di ogni altro ha fomentato la
Scaffidi e altri individui sono stati arrestati. rabbia della gente, portando indirettamente al
Decine di italiani sono stati presi in custodia linciaggio. Nove uomini erano alla sbarra e
dalla polizia, per poi essere rilasciati la mattina ognuno aveva il diritto di ricusare 12 giurati,
dopo per mancanza di prove. Più tardi sono per un totale di 108. Lo stato ne aveva selezio-
state ritrovate le armi del delitto. Erano piutto- nati appena 54. O’Malley, l’investigatore pri-
sto insolite per le abitudini della popolazione vato, sembra essere riuscito a ottenere la no-
americana della città: un normale fucile a can- mina di diversi individui che avrebbe potuto
na doppia e cinque fucili da caccia con le can- influenzare e a manipolare il procedimento di
ne segate grossolanamente e la cassa provvi- nomina. La difesa ha avuto quindi la possibili-

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DETROIT PUBLISHING COMPANY/LIBRARY OF CONGRESS

Il porto di New Orleans agli inizi del novecento


DETROIT PUBLISHING COMPANY/LIBRARY OF CONGRESS

Madison street, nel quartiere italiano di New Orleans, 1906

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tà di stabilire chi avrebbe fatto parte della giu- le del sistema giudiziario si era concluso.
ria. Molte persone si sono convinte che gli av- Quello basato sulla legge del linciaggio doveva
vocati si siano liberati dei giurati più obiettivi ancora cominciare.
con una serie di stratagemmi, e che poi abbia-
no fatto ricorso al diritto di ricusazione una Il 14 marzo i sei italiani accusati e processati
volta che gli altri metodi si erano rivelati inuti- per l’omicidio del capo della polizia di New Or-
li. In totale la difesa ha ricusato 99 giurati. leans sono stati assolti, mentre per altri tre il
Sabato 28 febbraio sono cominciate le testi- processo è stato annullato. Dato che su tutti gli
monianze. Il procedimento si è concluso il 10 uomini pendeva una seconda accusa, sono
marzo. L’accusa ha dimostrato oltre ogni ra- stati trasportati nella prigione della contea e
gionevole dubbio che Macheca aveva affittato rinchiusi in celle diverse. I detenuti italiani che
la baracca per conto di Monasterio, che gli as- dovevano ancora essere processati e quelli as-
sassini vi si erano nascosti fino a quando la vit- solti si sono congratulati tra loro, esultando
tima non si era avvicinata e che il ragazzo Ga- insieme per il risultato del processo, durato più
spare Marchesi aveva fatto da palo per avver- di due mesi. Per loro sembrava un lieto fine do-
tirli dell’arrivo di Hennessy. L’accusa ha dimo- po sessanta giorni di purgatorio.
strato in modo inequivocabile che Scaffidi, Nello stesso momento un comitato di citta-
Marchesi, Polizzi, Abbagnato e Monasterio dini si stava riunendo nelle sale di un club pri-
erano i responsabili. vato. I componenti del comitato hanno conte-
La gente era convinta della colpevolezza stato il verdetto e hanno dichiarato il loro sde-
degli accusati ed era sicura che la giuria avreb- gno, promettendo un’azione immediata per il
be fatto il proprio dovere. L’aula è stata sgom- giorno successivo. Dopo l’incontro, hanno in-
berata nel pomeriggio di venerdì, quando era vitato la cittadinanza a una riunione pubblica
previsto il verdetto. Alle 14.30, quando la sen- e inviato copie del documento alle redazioni
tenza è finalmente arrivata, erano presenti dei vari giornali. Ecco il testo dell’appello: “In-
solo i giornalisti e i legali: lo stato aveva ritirato contro di massa! Tutti i cittadini sono invitati a
le accuse contro Incardona e la corte aveva in- partecipare all’incontro fissato per sabato 14
vitato la giuria a prosciogliere Matranga, per- marzo alle dieci del mattino, davanti alla statua
ché l’accusa si era rivelata incapace di presen- di Clay, per porre rimedio al fallimento della giu-
tare prove dirette contro di loro. Un gioielliere stizia nel caso Hennessy. Venite preparati all’a-
di nome Sehgman, nominato portavoce della zione. John C. Wickliffe, W.S. Parkerson, seguono
giuria, ha consegnato il verdetto. Il giudice Ba- quaranta firme”.
ker, un uomo di solito imperturbabile, ha fissa- A New Orleans aveva piovuto per tutta la
to il foglio di carta per un minuto intero, prima settimana, ma il 14 marzo c’era il sole e faceva
di riprendersi dallo stupore. Poi ha ordinato freddo. Lo sceriffo Gabriel Villere si è presen-
che venisse letto. Il verdetto riteneva non col- tato alla prigione della contea dopo la colazio-
pevoli Matranga, Incardona, Marchesi (pa- ne e ha letto l’appello sul quotidiano del matti-
dre), Marchesi (figlio), Abbagnato e Macheca. no. In prigione non ha notato niente di strano,
Sul conto di Scaffidi, Monasterio e Polizzi, in- e alle 8.30 si è recato nel suo ufficio al munici-
vece, i giurati non avevano trovato un accordo. pio. La prigione della contea occupa un’intera
Il verdetto ha suscitato sgomento ovunque. La piazza. Si affaccia su Orleans street ed è deli-
tesi più condivisa era che la giuria fosse stata mitata da Treme street, Ann street e Marias
corrotta. Tutti gli accusati sono stati trasferiti street.
nella prigione locale, perché su di loro pende- Un grande cancello di ferro campeggia
va un’altra accusa. Il processo secondo le rego- all’entrata di Orleans street, con sbarre spesse

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quattro centimetri. Dietro il primo cancello ce minciato a emettere un fischio che pare essere
n’è un altro, più piccolo. Tre operai si sono fer- il segnale della mafia, urlando all’unisono
mati davanti alla barriera aperta e hanno os- “Chi ha ucciso il capoccia?”. Il suono ha rag-
servato con curiosità all’interno del cortile, per giunto il cuore della prigione, dove si trovava-
poi tornare dall’altra parte della strada, sem- no gli italiani, che hanno chiesto disperata-
pre osservando le finestre della prigione. Poi si mente al capitano Davis di farli uscire, di met-
sono seduti su una scalinata, in attesa. Erano terli al sicuro o di dargli armi con cui difender-
le 8.30 quando il capitano Lem Davis, che ave- si. Il capitano ha consegnato le armi che aveva
va preso il posto dello sceriffo Villere, li ha no- ai suoi agenti e ha ordinato agli operai del car-
tati. Davis ha pensato che i manifestanti avreb- cere di rinforzare la porta di legno su Treme
bero espresso tutta la loro indignazione per la street. La porta dava direttamente sul suo uffi-
mancata condanna degli assassini di Hen- cio, e da lì si poteva arrivare all’interno della
nessy, e che avrebbe poi letto il resoconto delle struttura. La folla ha notato il rumore dei mar-
loro rimostranze sui giornali del pomeriggio. telli e ha risposto con grida di scherno.
Presto i tre operai sono stati raggiunti da altri I detenuti erano quasi tutti al secondo pia-
sei o sette individui: vagabondi, uomini di co- no dell’edificio principale. La prima stanza
lore e portuali. Si sono appoggiati al muro nell’ampio corridoio al secondo piano è la di-
guardando la prigione, sotto il sole del matti- spensa. Accanto c’è lo spazio riservato a chi
no. Quando il capitano Davis ha osservato paga per avere un trattamento migliore. Lì c’e-
nuovamente la scena, gli uomini formavano rano Joe Macheca, Charles Matranga, James e
ormai una fila doppia, che costeggiava en- John Caruso, Frank Romero, Charles Patorno,
trambi i lati della strada. Davis ha chiesto agli Salvatore Sunseri e Rocco Geraci.
agenti del turno di notte, che stavano smon- La stanza adiacente è simile: la chiamano la
tando, di aspettare, perché temeva potessero star chamber. Al suo interno si trovavano Anto-
verificarsi disordini. Gli agenti che stavano per nio e Aspero Marchesi, Antonio Abbagnato,
tornare a casa, tutti assonnati, sono stati rag- Bastian Incardona, Pietro Monasterio, Char-
giunti da quelli del turno diurno, che avevano les Pietzo, Loreto Comitis, Pietro Natali e Vin-
letto l’appello sul quotidiano del mattino ed cenzo Traina. Manuel Polizzi era in isolamen-
erano molto preoccupati. to in una cella al terzo piano.
Anche i detenuti italiani avevano ricevuto
la notizia, e avevano chiesto di vedere prima lo Quando il capitano Davis ha sentito le urla che
sceriffo, poi il capitano Davis, pregandolo di arrivavano dalla strada, ha ordinato di rinchiu-
proteggerli, anche se non sapevano bene da dere tutti i detenuti nelle proprie celle, e di li-
cosa. Il capitano era sempre più nervoso, e ri- berare gli italiani permettendo loro di nascon-
spondeva in modo brusco a chiunque gli si ri- dersi. In seguito Davis ha riferito che l’idea era
volgesse. Aveva una responsabilità enorme. Di quella di sparpagliarli nella speranza di salvar-
sicuro avrebbe preferito che lo sceriffo non si li. La maggior parte di loro è stata portata
fosse mai allontanato. Così ha chiamato Ville- nell’area riservata alle donne. Sunseri e Pietzo
re per avvertirlo che fuori dalla prigione si era hanno trovato un angolo buio nel sottoscala e,
radunata una folla. Poi ha contattato via tele- strisciando, si sono nascosti nella cuccia che il
grafo il capo della polizia e ha mandato a chia- capitano Davis aveva fatto costruire per il suo
mare gli agenti che vivevano fuori dal carcere. bull-terrier, di nome Queen. Natali era nella
Gli agenti sono arrivati di corsa e hanno varca- sezione femminile. Ha attraversato di corsa il
to il cancello della prigione tra urla e insulti. cortile, si è infilato nella lavanderia e si è ac-
Alcuni ragazzi presenti tra la folla hanno co- quattato sotto una panca.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 23


John Caruso è sceso di corsa per le scale in- tore distrettuale W. S. Parkerson, John C. Wic-
sieme agli altri, finendo in un cortile con gli kliffe e Walter D. Denegre. Si erano appena ri-
altri detenuti comuni, e si è intrufolato in una volti alla folla dal piedistallo su cui si erge la
cella. Non è stato trovato. Incardona ha trova- statua di Henry Clay, all’incrocio tra Canal
to un vecchio cassonetto dell’immondizia e ci street e St. Charles street. La folla era abba-
si è nascosto. Neanche lui è stato trovato. stanza compatta da bloccare i tram di Orleans
Macheca, Scaffidi e Marchesi padre si sono street. Alcuni erano montati sui vagoni per ap-
rifugiati nell’area riservata ai condannati, al plaudire quelli che parlavano.
terzo piano. Polizzi era stato appena portato al I quotidiani locali raccontano che ai balconi
piano di sotto. La cella era stata chiusa alle sue della gioielleria Griswold’s “si trovavano mol-
spalle, e le altre celle sul corridoio erano te donne accompagnate” che sventolavano
anch’esse chiuse. Macheca e gli altri non se fazzoletti e applaudivano. Il procuratore di-
n’erano accorti e si sono ritrovati intrappolati strettuale ha dichiarato, tra le altre cose:
come bestie in gabbia. Marchesi figlio ha vaga- “Quando la legge è impotente, il popolo si ri-
to per il corridoio fuori, pregando i detenuti di prende i diritti che aveva delegato, ed è auto-
farlo entrare nelle loro celle. Charles Matranga rizzato a fare ciò che la legge non è riuscita a
e Charles Patron, invece, dopo essere stati li- fare”. Parkerson ha poi accusato la giuria di
berati da Davis non sono più stati rintracciati. essersi lasciata corrompere e ha chiesto se la
Erano entrati nella sezione femminile con gli gente fosse pronta a seguirlo dentro il carcere.
altri per cercare rifugio. Evidentemente erano La gente era più che pronta. Aveva raggiunto il
stati informati in anticipo di quale potesse es- carcere prima del procuratore e aveva chiesto
sere un luogo sicuro. le chiavi al capitano Davis, che aveva rifiutato.
Fuori dal carcere la folla ha bloccato le stra- La folla si era quindi diretta verso la piccola
de. I manifestanti non sembravano eccessiva- porta di legno su Treme street. In strada c’era
mente agitati. Si sentivano urla e il tipico fi- una pila di ceppi di legno. Grazie a questi ceppi
schio mafioso, ma la maggioranza continuava e a una pietra nelle mani di un nero, la serratu-
ad attendere in silenzio. ra ha ceduto, seguita poco dopo dalla fragile
Il capitano Davis ha inviato nel cortile in- barriera fatta costruire da Davis. Così la folla si
terno i suoi agenti con i Winchester sotto brac- è impossessata della prigione. All’interno so-
cio, poi è corso a controllare la barricata oltre no state ammesse non più di sessanta persone.
la porta di Treme street. Gli è sembrata abba- John C. Wickliffe si è posizionato davanti alla
stanza solida. La prigione poteva essere dife- porta divelta per esaminare le persone che cer-
sa. Infine è arrivato il rumore che l’ha fatto cavano di entrare. Se erano armate e dichiara-
trasalire: il rumore di uomini in marcia, delle vano l’intenzione di usare le armi, le lasciava
loro grida, il ruggito impaziente di una folla passare. I curiosi sono stati tenuti alla larga.
enorme. Davis è corso a osservare la scena dal Poi sono state piazzate sentinelle davanti a
grande cancello a sbarre su Orleans street. E si ogni uscita, con l’incarico di sparare a qualun-
è trovato davanti una carrozza. Due detective que detenuto cercasse di fuggire.
sono scesi e gli hanno comunicato, gridando,
che il comitato di vigilanza stava arrivando per Parkerson e Charles Ranlett, con i fucili in
“linciare i dagoes”. “Che vengano pure, non spalla, hanno guidato gli uomini attraverso il
riusciranno a entrare”, ha risposto Davis. cortile e verso la star chamber, che però hanno
Ma il comitato di vigilanza ha fatto irruzio- trovato vuota. Lungo il percorso hanno incon-
ne nel carcere come se il capitano non esistes- trato il giovane Marchesi, risparmiandolo.
se. Alla guida del comitato c’erano il procura- Marchesi è entrato in una cella aperta e si è ac-

24 Internazionale storia | In cerca di fortuna


covacciato sotto una brandina. Macheca, Scaf- dell’incursione, ma che comunque, in un se-
fidi e Marchesi padre erano nascosti dietro a condo momento, è stata fatta entrare nel car-
un pilastro davanti alla cella dei condannati. cere a gruppi di dieci persone per osservarne i
La folla poteva vederli ma non riusciva a rag- risultati.
giungerli, e ha preteso le chiavi dagli agenti.
Scaffidi si è mostrato per un attimo da dietro il Polizzi era il ragazzo che aveva avuto un attac-
pilastro ed è stato colpito da un proiettile alla co isterico all’inizio del processo. Successiva-
testa. Marchesi, tremante, è caduto sul corpo mente aveva recuperato le sue facoltà mentali,
esanime di Scaffidi. Prima che potesse alzarsi ma le ha perse di nuovo quando ha sentito le
è stato colpito da una raffica di pallettoni. urla fuori della prigione. È stato trovato in uno
Macheca si è ritrovato solo, e con una maz- stato di alterazione mentre parlava da solo, na-
za ha cominciato a colpire furiosamente il luc- scosto sotto una scala. È stato tirato fuori e
chetto del cancello all’altro capo del corrido- portato a calci fino a un lampione. Al primo
io. Prima che riuscisse a romperlo, qualcuno tentativo d’impiccagione la corda si è spezza-
ha portato le chiavi alla folla. La porta è stata ta. Al secondo tentativo il ragazzo è riuscito ad
aperta e la folla è entrata nel corridoio. Il pri- afferrarla e tirarsi su, fino a raggiungere la tra-
mo proiettile ha colpito Macheca in fronte, ve a cui era legata. L’uomo che si era arrampi-
ma l’uomo ha continuato a cercare di rompe- cato per fissare la corda l’ha colpito in viso fino
re il lucchetto che lo teneva prigioniero. Poi a quando il ragazzo ha mollato la presa. È ca-
qualcuno gli ha puntato un’arma contro la duto al suolo ed è stato issato per la terza volta.
spalla. Macheca ha cercato di spostarla, ma è Nuovamente si è aggrappato alla corda. A quel
il colpo sparato gli ha mozzato la mano. Un punto si è deciso di legargli le mani, prima di
altro uomo gli ha premuto un fucile contro il appenderlo per la quarta volta. L’ultimo tenta-
petto e ha fatto fuoco. Macheca è scivolato tivo, efficace, è stato “salutato da grida assor-
lentamente, con la schiena contro il muro. La danti da parte della folla”, che gli ha strappato
folla lo ha scavalcato. i vestiti di dosso, dividendosi i brandelli dei
Altri sei uomini sono stati trovati nel cortile suoi indumenti come fossero souvenir. Uno
della sezione femminile. Sono stati fatti met- dei giornali locali racconta che Polizzi “penzo-
tere in ginocchio con le mani in alto a chiedere lava nella luce del sole creando un’immagine
pietà. Poi sono stati uccisi. Uno di loro – Jim raccapricciante. La sua carne aveva un pallore
Caruso – è stato raggiunto da quaranta colpi. verdastro”.
Sembra una scarica di fuoco eccessiva per uc- Dopo l’impiccagione la folla è tornata verso
cidere un uomo solo, ma questo è ciò che acca- la statua di Henry Clay, “salutata dalle donne
de quando “la legge viene restituita al popolo”. e dai bambini sui balconi”. Poi si è dispersa in
Altri due – Manuel Polizzi e Antonio Abbagna- silenzio. In questo modo, il 14 marzo del 1891,
to – sono stati impiccati fuori dalla prigione, gli illustri cittadini di New Orleans hanno di-
probabilmente per soddisfare la sete di sangue mostrato di essere “autorizzati a fare ciò che la
della folla che si era persa la parte migliore legge non aveva saputo fare”. u as

Harper’s Weekly
era un settimanale
statunitense con sede a
New York. È uscito tra il
1857 e il 1916.

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Il massacro (Dal nostro corrispondente)

Nîmes, 17 agosto.

di Aigues- Gravi incidenti si sono verificati a Aigues-


Mortes.
A due chilometri da questa cittadina

Mortes un’importante compagnia gestisce le saline


di Peccais e impiega circa mille operai, che
per più della metà sono italiani. Questi ultimi
sono disposti a lavorare per una paga molto
bassa; dunque la compagnia cerca di assu-
merne il più possibile e rifiuta gli operai fran-
cesi, che non possono accettare un salario co-
sì misero per un lavoro tanto faticoso.
La situazione suscita da tempo un vivo
malcontento tra gli operai francesi. Ieri gli
animi si sono surriscaldati e una violenta ris-
sa è scoppiata tra francesi e italiani. Sono
stati sparati colpi di fucile e di pistola. Il bi-
lancio è di diversi feriti e tre morti. Le gen-
darmerie di Aigues-Mortes, di Saint-Gilles e
di Nîmes hanno inviato subito dei distacca-
menti, ma gli agenti non sono riusciti a rista-
bilire l’ordine.
Di notte gli incidenti si sono fermati, ma
hanno ripreso la mattina dopo. Nonostante la
sorveglianza dei gendarmi, gli operai sono
venuti alle mani in diverse occasioni. I gen-
darmi hanno dovuto aprire il fuoco. Non si
conosce ancora il numero esatto di morti e di
feriti. Il prefetto e il comandante generale
della guarnigione sono sul posto, dove sono
arrivati da Nîmes anche cinquanta artiglieri a
cavallo, cinquanta dragoni di Lunel e due
compagnie del 163° di Nîmes.

Inoltre, l’Agenzia Havas comunica che:

Aigues-Mortes, 17 agosto.
Questa mattina nuovi incidenti si sono verifi-
cati tra operai italiani e francesi sulla strada
delle saline di Fangousse. Ci sono stati dieci
Le XIXe Siècle, Francia, morti e 26 feriti, alcuni gravi.
19 agosto 1893 I letti dell’ospedale sono tutti occupati dai

26 Internazionale storia | In cerca di fortuna


morti e dai feriti. Una viva agitazione regna a francesi nelle saline della Fangousse; questi
Aigues-Mortes, dove tutti i negozi sono chiu- ultimi erano circa quaranta contro un
si. Per questa sera si temono nuovi incidenti. centinaio di italiani, che li avrebbero colpiti
La folla degli operai va in giro per le strade ar- con pietre, zappe e bastoni.
mata di bastoni. Dieci operai francesi sono stati gravemen-
te feriti.
Ultim’ora A questa notizia l’intera popolazione si è
schierata in massa con gli operai francesi. Fi-
Aigues-Mortes, 17 agosto. no a ieri sera regnava una calma relativa, e si
In questa giornata di incidenti c’è stata una poteva credere che gli incidenti fossero finiti.
vera caccia all’uomo, che si è conclusa solo Ma questa mattina alcuni operai francesi
con l’arrivo delle truppe. si sono riuniti a Aigues-Mortes e in 250 si so-
Solo con la protezione dei soldati è stato no diretti a Fangousse. I gendarmi, troppo
possibile far uscire gli operai italiani dalle fat- pochi, hanno cercato invano di sbarrargli la
torie dove si erano barricati. strada. Gli italiani, che si erano rifugiati in
Sono stati portati alla stazione ferroviaria una panetteria, sono stati rapidamente ac-
sotto scorta. La maggior parte ha preso il tre- cerchiati e attaccati. Lo scontro è stato terri-
no per Marsiglia. Gli altri, ancora numerosi, bile. Gli italiani sono stati assaliti con bastoni
vagano nella campagna circostante. Il nume- e forconi. Una decina sono caduti uccisi e al-
ro dei morti e dei feriti si saprà con esattezza trettanti sono stati feriti gravemente. Altri so-
solo domani. L’opinione generale è che, oltre no fuggiti nelle campagne e in città, ma sono
ai dieci morti e ai 40 feriti che si trovano all’o- stati inseguiti e molti sono stati feriti.
spedale di Saint-Louis, ci siano ancora morti I disordini avrebbero assunto proporzioni
e feriti nella laguna che saranno ritrovati solo ancora più ampie senza l’arrivo di due com-
domani. pagnie del 163° e di cinquanta artiglieri, che
Alle otto di sera sembra finalmente torna- sono riusciti a tenere lontani gli italiani dalla
ta la calma; le truppe, composte da cinquanta città.
artiglieri a cavallo, dieci brigate di gendar- In tutto ci sono stati una trentina di morti
meria e due compagnie di fanteria di Nîmes, e un centinaio di feriti, per lo più italiani.
bivaccheranno sul posto in caso di un nuovo In serata una sessantina di italiani sono
allarme. stati presi e portati alla frontiera. u adr
Il generale Caze, il prefetto, il comandan-
te e il capitano della gendarmeria sono ope-
rativi sul posto.
I morti e i feriti sono tutti operai italiani.

(Dal nostro corrispondente)

Nîmes, 17 agosto.
Rientro da Aigues-Morte alle dieci di sera.
Oggi gli incidenti hanno assunto dimensioni Le XIXe Siècle è stato un
quotidiano francese
terribili. Erano cominciati ieri verso le tre del conservatore, fondato
pomeriggio. La responsabilità sarebbe degli a Parigi nel 1871 e pubblicato
operai italiani, che hanno attaccato gli operai fino al 1921.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 27


Il problema
italiano
Alla fine dell’ottocento il flusso migratorio
dall’Italia verso gli Stati Uniti s’intensifica.
E l’opinione pubblica grida all’invasione.
Ma chiudere le porte a tutti gli immigrati
è inutile e controproducente
J.H. Senner, North American Review,
Stati Uniti, giugno 1896
LIBRARY OF CONGRESS

Ellis Island, New York, immigrati in attesa di essere espulsi, 1902

28 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Se possiamo basarci su quello che scrivono incontrovertibile diritto di entrare nel nostro
i giornali, l’ondata di immigrati italiani delle paese. Il fatto che – pur con lo scarsissimo per-
ultime sei settimane ha irritato moltissimo gli sonale disponibile e con 1.020 fermi e 500
americani. A giudicare dalle immagini, dagli espulsioni – sia stato possibile mantenere l’or-
articoli e dagli editoriali, la Little Italy di Ellis dine a Ellis Island è la prova lampante che gli
Island ha attirato un’attenzione insolita, anche italiani, il nucleo più numeroso tra i fermati,
se stavolta sono mancate le sensazionalistiche non sono indisciplinati, violenti, pericolosi o
previsioni di tumulti, epidemie, fughe di mas- anarchici come li dipingono i fantasiosi rap-
sa, sparatorie e altri eventi simili. Gli innocen- presentanti del nostro giornalismo. Gli italia-
ti lettori dei nostri quotidiani devono essere ni, tra tutti i popoli latini, hanno semplicemen-
arrivati alla conclusione non solo che l’immi- te sviluppato una tendenza a emigrare quasi
grazione dall’Italia oggi abbia dimensioni sen- pari a quella degli anglosassoni.
za precedenti, ma che sia anche particolar-
mente indesiderabile, e che di conseguenza le La storia della penisola nell’arco di oltre due-
autorità di pubblica sicurezza debbano pren- mila anni, con le massicce invasioni delle tribù
dere provvedimenti straordinari. La situazio- germaniche, può forse aiutarci a capire. L’emi-
ne, in realtà, è molto diversa. Per sfatare l’idea grazione di massa degli italiani verso il conti-
che gli arrivi di quest’anno siano stati insolita- nente occidentale è diventata possibile solo
mente numerosi basta ricordare che nell’anno grazie alla diffusione negli ultimi decenni del-
fiscale 1887-88 gli immigrati arrivati dall’Italia le navi transatlantiche a vapore. Fino a poco
erano stati 47.622. Nel 1888-89 la cifra am- tempo fa l’immigrazione negli Stati Uniti è
montava a 51.558, nel 1889-90 a 52.003, nel stata molto ridotta rispetto a quella verso il sud
1890-91 a 76.055, nel 1891-92 a 61.631, nel del continente americano, in particolare nella
1892-93 a 69.437. La maggior parte degli arrivi Repubblica Argentina. Anche se in alcune na-
si è sempre concentrata nel periodo primave- zioni la tendenza a emigrare può essere inna-
rile. È vero che l’immigrazione di quest’anno ta, non può concretizzarsi se non intervengo-
dall’Italia è stata superiore a quella dei due an- no motivi impellenti dovuti a condizioni poli-
ni precedenti – il 1893-94 e il 1894-95 rispetti- tiche o economiche. La povera Italia aveva già
vamente di 42.074 e 33.902 arrivi – ma in quel sofferto a lungo a causa del malgoverno, di
biennio l’attività economica era stata eccezio- guerre sanguinose e della conseguente de-
nalmente fiacca, e ovviamente l’immigrazio- pressione economica. L’unità del paese, rag-
ne ne ha risentito. giunta solo da poco più di un quarto di secolo,
Questi anni, quindi, non possono essere non riesce ancora a garantire sicurezza, pace e
usati come base di confronto. È anche vero benessere ai cittadini. In condizioni economi-
che, più o meno dalla metà di marzo, nel porto che precarie, tormentata da un violento con-
di New York è stato trattenuto un numero sen- flitto con la chiesa, con la pretesa di essere una
za precedenti di immigrati per eseguire con- grande potenza ma senza i mezzi per sostene-
trolli approfonditi e verificare la presenza dei re le sue ambizioni, l’Italia non ha potuto evi-
presupposti per l’espulsione. Questo, tuttavia, tare una massiccia emigrazione. Il suo gover-
non è dovuto alla particolare indesiderabilità no, incapace di risolvere i problemi politici ed
dei nuovi arrivati, ma alla rigida applicazione economici dei suoi sudditi, non si è opposto a
di una legge approvata di recente (nel marzo quest’emigrazione anzi, a quanto pare, l’ha
del 1893) che impone agli ispettori del servizio perfino incoraggiata. Per parecchi anni questa
immigrazione di fermare per controlli rigorosi politica del governo italiano ha portato dei
qualsiasi immigrato che non abbia il chiaro e vantaggi alla prosperità del paese. Finché la

Internazionale storia | In cerca di fortuna 29


rotta migratoria non ha subìto restrizioni, mol- torio, dato che gli italiani arrivati nei diciotto
ti italiani hanno avuto l’abitudine di attraversa- anni precedenti al 1890 erano quasi il doppio
re avanti e indietro – alcuni l’hanno fatto fino a di quelli nati all’estero e residenti negli Stati
dieci volte – e di portare fuori degli Stati Uniti, Uniti al 1 giugno 1890.
o di altri paesi americani, i guadagni che il loro È stato solo intorno al 1 luglio 1893 che, no-
tenore di vita, di gran lunga inferiore a quello di tando una discrepanza così marcata tra le sta-
un nostro salariato, gli aveva consentito di ac- tistiche del servizio di immigrazione e il censi-
cumulare. Secondo una stima prudente, an- mento degli Stati Uniti del 1890, ho ordinato
nualmente i braccianti italiani inviano o porta- agli statistici di Ellis Island di specificare da
no a casa dai quattro ai trenta milioni di dollari. quel momento in poi se un immigrato era già
stato negli Stati Uniti. Il risultato ha dimostra-
Durante il suo viaggio all’estero come presi- to che circa il 20 per cento degli italiani arriva-
dente della commissione d’inchiesta sull’im- ti in questo porto era già stato nel paese, e
migrazione, il commissario generale Herman quindi non poteva essere considerato di nuova
Stump ha osservato che “il marcato aumento immigrazione. Dei 94.700 italiani sbarcati a
della ricchezza di alcune zone dell’Italia può New York dal 1 luglio 1893 alla fine del 1895,
essere fatto risalire direttamente al denaro non meno di 21.692 erano già stati negli Stati
guadagnato negli Stati Uniti”. Ma per il vec- Uniti.
chio paese questi vantaggi stanno per cessare È significativo che, rispetto al totale
definitivamente. Dal 1893, la rigida applica- dell’immigrazione, la percentuale di persone
zione degli statuti federali da parte dei funzio- che tornano sia in costante aumento. Sui
nari statunitensi dell’immigrazione ha reso 15.706 arrivati dal 1 luglio al 31 dicembre 1893
molto difficile per gli emigranti italiani andare quelli che tornavano erano solo 2.011; sui
e venire a loro piacimento. Inoltre, molti di co- 10.355 sbarcati nello stesso periodo del 1894,
loro che erano arrivati negli Stati Uniti senza erano 2.196; mentre sui 18.724 arrivati negli
intenzione di chiedere la residenza, hanno stessi mesi del 1895, 4.190 erano già stati qui.
trovato il paese così vantaggioso e congeniale Che gli immigrati italiani stiano abbando-
che hanno cambiato idea, hanno mandato a nando l’abitudine di fare avanti e indietro e
chiamare le famiglie e hanno deciso di stabi- tendano sempre più a stabilirsi definitivamen-
lirsi permanentemente nel paese e di prender- te in questo paese è ulteriormente dimostrato
ne la cittadinanza. dai seguenti fatti. Del totale dell’immigrazio-
Come quelli di altre nazionalità europee, ne italiana dal 1881 al 1889, pari a 307.309 uni-
già dalla prima generazione gli immigrati ita- tà, solo 63.386, il 20,6 per cento del totale, era-
liani cedono, presto o tardi, all’irresistibile fa- no donne e 47.063, il 15,3 per cento, avevano
scino della libertà e della prosperità; mentre la meno di quindici anni di età. Nell’anno fiscale
seconda generazione, in genere, e la terza ine- 1893-94, la percentuale di donne è salita al
vitabilmente, diventano completamente ame- 24,12 per cento e quella dei ragazzi al 16,08 per
ricanizzate. Secondo l’undicesimo censimen- cento. Nell’anno 1894-95 le donne sono state il
to statunitense, quello del 1890, gli italiani re- 27,4 per cento e i ragazzi il 17,4 per cento. Nel
sidenti negli Stati Uniti ma nati all’estero era- periodo dal 1 luglio 1895 al 1 aprile 1896, le
no 182.580. E le statistiche sull’immigrazione donne sono state il 30,2 per cento e i ragazzi il
ci dicono che il numero totale di immigrati 19,4 per cento.
dall’Italia dal 1873 al 1890 non è stato inferiore La crescente tendenza degli immigrati ita-
a 356.062, il che dimostra chiaramente quanto liani a insediarsi qui definitivamente è inoltre
fosse intenso in quel momento il flusso migra- confermata dalle statistiche raccolte nel porto

30 Internazionale storia | In cerca di fortuna


1896 Totale Già stati Ricongiunti Nuovi
di New York dal 1 luglio 1893 sul numero di per- immigrati negli U.S. immigrati
sone che sono sbarcate per ricongiungersi ai italiani

familiari stretti; solo i genitori, i figli, i mariti e Gennaio 1.982 359 706 917
le mogli, i fratelli e le sorelle sono inclusi in Febbraio 1.644 611 987 46
queste statistiche, mentre i parenti più lontani, Marzo 9.318 2.445 2.033 4.840
come zii, zie, cugini, nonni, cognati, cognate, Aprile 14.203 3.533 3.291 7.379
non sono presi in considerazione Totale 27.147 6.948 7.017 13.182
Il congresso, quindi, commetterebbe un’in-
giustizia se decidesse di cacciare dal paese gli Di fronte a cifre così insignificanti si sostie-
stranieri che vi si sono legittimamente stabili- ne che i grandi Stati Uniti d’America, con una
ti, o di impedire ai loro familiari più stretti di popolazione di circa settanta milioni di abitan-
unirsi a loro, a meno che non siano individual- ti, debbano prendere provvedimenti straordi-
mente indesiderabili. Le statistiche rivelano nari! Tant de bruit pour une omelette!
un fatto impressionante: dei circa 94.700 ita-
liani arrivati in questo porto dal 1 luglio 1893 Non c’è alcuna probabilità che queste cifre au-
alla fine di dicembre 1895, 33.625 si sono ricon- mentino considerevolmente nell’anno fiscale
giunti ai loro familiari. Se aggiungiamo questo in corso e neanche nel periodo a venire. In ef-
numero ai 21.692 che erano già stati qui, otte- fetti, prima che questo mio intervento sia
niamo un totale di 55.317, cioè il 58 per cento stampato, l’immigrazione primaverile del
dell’immigrazione italiana. I nuovi immigrati 1896 sarà terminata e non esito a prevedere,
sarebbero perciò solo 39.383. Durante lo stesso per quanto riguarda il futuro, che un’attenta
periodo, come ho accertato dai dati delle com- applicazione della legge produrrà gli effetti de-
pagnie di piroscafi, 62.678 persone, quasi siderati. Se il congresso introducesse un sem-
esclusivamente stranieri residenti, hanno la- plice test d’istruzione, anche il minimo timore
sciato gli Stati Uniti per l’Italia. In pratica, dell’immigrazione italiana sparirebbe per
quindi, nel periodo precedente l’attuale pre- sempre, a patto che in futuro l’applicazione
sunta invasione di immigrati dall’Italia, il nu- delle leggi sull’immigrazione rispetti la lettera
mero degli italiani in uscita ha superato quello e lo spirito con cui sono state approvate.
dei nuovi arrivati di oltre 25mila unità. Chiedo perdono per aver qui ripetuto ciò
Vediamo ora le cifre effettive di questa im- che già risultava dal rapporto della commissio-
migrazione. Dal 1 gennaio 1896 sono arrivati a ne d’inchiesta sull’immigrazione, di cui sono
New York, il principale porto d’ingresso per gli membro, e cioè che sono assolutamente a fa-
italiani: vore di un test di istruzione ragionevole e pra-
ticabile per gli immigrati maschi di età supe-
1896 Maschi Femmine Totale
riore ai 16 anni, fatta eccezione per quelli che
Gennaio 1.316 666 1.982
vengono qui per ricongiungersi con le loro fa-
Febbraio 999 645 1.644
miglie. Non condivido il timore dell’illustre
Marzo 7.882 1.436 9.318
senatore del Massachusetts, attualmente pre-
Aprile 12.016 2.187 14.203
sidente della commissione per l’immigrazione
e la naturalizzazione, che un ulteriore aumen-
Un’analisi di queste cifre, divise nelle due ca- to dell’immigrazione possa provocare “un
tegorie sopra menzionate,(1) quelli che erano grande e pericoloso cambiamento nel tessuto
già stati negli Stati Uniti, (2) quelli che sono stesso della nostra società”. Agli errori fatti in
venuti per unirsi alle famiglie, fornisce i se- questo campo, prima della legge del 1893 e
guenti interessanti risultati: della sua rigorosa applicazione, non si potrà

Internazionale storia | In cerca di fortuna 31


32 Internazionale storia | In cerca di fortuna
Internazionale storia | In cerca di fortuna 33
rimediare. Oggi il nostro paese può difendersi detto, però, che alcuni degli immigrati più in-
dagli effetti dell’eterogeneo afflusso dei quin- desiderabili erano in grado di leggere e scrive-
dici anni precedenti al 1893 solo imponendo re. La ragione principale per cui sono a favore
vincoli al privilegio della naturalizzazione. Ma di un semplice test di istruzione è il fatto abba-
posso tranquillamente affermare che, dall’en- stanza ovvio che l’analfabetismo è invariabil-
trata in vigore della legge del 1893, il numero di mente associato a un basso tenore di vita, che
immigrati indesiderabili ai quali è stato per- a sua volta porta a un abbassamento dei salari.
messo di entrare negli Stati Uniti è insignifi-
cante e che le nostre istituzioni non sono state Sinceramente non condivido l’opinione diffu-
oberate dalla cura di queste persone. Com’è sa sull’incapacità di assimilazione degli immi-
noto, le nostre leggi sull’immigrazione danno grati italiani. Bisogna ammettere che molti di
la possibilità a qualsiasi comunità o istituzione loro arrivano in età matura, senza istruzione,
che abbia in carico immigrati indesiderabili di continuano a frequentare quasi esclusivamen-
liberarsene entro un anno dal loro sbarco. te i propri connazionali e trovano estrema-
Se un immigrato è considerato indesidera- mente difficile acquisire anche solo i rudimen-
bile per motivi precedenti al suo sbarco, le ti dell’inglese; ma questa difficoltà è comune
compagnie di navigazione sono obbligate a ri- alla maggior parte degli altri immigrati non
portarlo indietro; il fondo per l’immigrazione anglofoni. D’altra parte, un italiano che è arri-
sostiene le spese di viaggio in tutti i casi in cui vato qui da giovane, o che ha ricevuto una buo-
l’incapacità di guadagnarsi da vivere è insorta na istruzione, diventa rapidamente un vero
dopo lo sbarco. Nonostante negli ultimi tre an- americano, anche se la sua occupazione lo
ni queste leggi e norme siano state fatte cono- mette in contatto soprattutto con i suoi conna-
scere ampiamente in tutto il paese, il numero zionali. E i bambini nati in questo paese da ge-
di persone rimpatriate entro un anno dallo nitori italiani difficilmente si distinguono, nel
sbarco perché indesiderabili è diminuito da linguaggio e nelle abitudini, dai figli degli ame-
637 nel 1892 a 577 nel 1893, a 417 nel 1894 e in- ricani di nascita. Le scuole pubbliche di New
fine a 177 nel 1895. È la prova dell’efficienza del York possono confermarlo. Dal reverendo Bo-
servizio immigrazione nel prevenire lo sbarco naventura Piscopo, della chiesa del Preziosis-
degli immigrati non desiderabili. simo sangue (la più grande parrocchia cattoli-
In questo modo quelli che riescono a sbar- ca italiana di New York), mi viene l’autorità
care hanno più probabilità di una rapida assi- necessaria a sostenere che tutti i sacerdoti ita-
milazione. In effetti, considerare la capacità liani, nelle funzioni religiose, nelle scuole do-
degli immigrati di assimilarsi è sempre stata menicali e nel confessionale, sono obbligati a
una priorità per la commissione speciale d’in- usare l’inglese se sperano di parlare alle secon-
chiesta, sotto la mia supervisione a Ellis Island. da generazione di immigrati. Lo stesso sacer-
La possibilità di una facile assimilazione è un dote mi ha raccontato la storia di un ragazzo di
fattore importante nelle decisioni della com- diciotto anni di nome Gian Battista Foppiano,
missione sull’idoneità degli immigrati a sbar- nato in Italia ma portato qui quando aveva
care negli Stati Uniti, e viene stabilita in base quattordici mesi, la cui famiglia ha lasciato Bo-
alla rapidità, valutata in base all’esperienza, ston alcuni anni fa per tornare al suo paese d’o-
con cui gli immigrati si assumono i doveri di rigine, Cicagna, in provincia di Genova. Il ra-
cittadinanza e imparano l’inglese. gazzo ha supplicato invano i genitori di tornare
L’analfabetismo, anche se oggi non è una in America. Ha scritto anche toccanti lettere
ragione specifica per rifiutare un immigrato, è ad alcuni dei suoi ex compagni perché gli in-
comunque considerato un fattore di rischio; va viassero del denaro. Lo hanno fatto, e lui ha

Nella pagina precedente: immigrati a Ellis Island, 1907. (Apic/Getty Images)


Madre e figlia italiane a Ellis Island, 1907. Lewis W. Hine (George Eastman Museum/Getty Images)

34 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Internazionale storia | In cerca di fortuna 35
provato a tornare qui contro la volontà dei ge- perfettamente portati per i lavori manuali che
nitori, ma non ci è riuscito. Il povero ragazzo gli anglosassoni sono restii a svolgere. Se ven-
aveva talmente nostalgia degli Stati Uniti che è gono assunti in massa da padroni senza scru-
caduto in depressione e adesso si trova nel ma- poli, allora combattiamo ed eliminiamo il si-
nicomio di Genova. Se questa commovente stema dei padroni. Se non sono istruiti, che le
storia non può essere presa come una prova nostre scuole pubbliche si prendano cura di
della devozione di tutti i giovani italiani a que- loro. Se alcuni hanno paura del loro diritto di
sto paese, dimostra però quanto sia in errore voto a causa della loro ignoranza – tesi piutto-
chi a volte afferma il contrario. sto curiosa in un paese con milioni di elettori
neri – che si stabiliscano dei limiti alle natura-
Sarebbe facile, naturalmente, limitare l’immi- lizzazioni. Se non vogliamo accogliere analfa-
grazione dall’Italia introducendo misure re- beti totali, escludiamoli con un test ragionevo-
strittive, che così si rivelerebbero sostanzial- le, ma senza separare le famiglie. Escludiamo
mente dei divieti; ma i benefici di una tale poli- in generale tutti gli indesiderabili, siano essi
tica possono essere messi facilmente in dub- italiani o di altra nazionalità, ma guardiamoci
bio. I despoti prendono provvedimenti drasti- soprattutto dalle generalizzazioni pericolose e
ci, senza tener conto delle conseguenze e sen- basate solo sull’ignoranza dei fatti.
za prendere in considerazione nient’altro che Da quando ho approfondito la conoscenza
il proprio interesse. I veri statisti, invece, non delle questioni relative all’immigrazione attra-
esitano ad affrontare i problemi, a studiarli at- verso l’esperienza in questo importante porto
tentamente e a cercare la miglior soluzione degli Stati Uniti, sono giunto alla conclusione
possibile. Sono sinceramente convinto che gli che la soluzione al “problema dell’immigra-
Stati Uniti d’America non siano ancora abba- zione” non deve consistere nel chiedere agli
stanza maturi, e non lo saranno per molto tem- immigrati ulteriori prove di ammissibilità, ma
po, per escludere gli immigrati che non sono in una saggia distribuzione dei desiderabili tra
chiaramente indesiderabili. La commissione le località in cui sono particolarmente necessa-
d’inchiesta sull’immigrazione ha affermato ri e nel loro impiego nei lavori per cui sono par-
correttamente che la chiusura totale dei nostri ticolarmente portati. A mio parere, una came-
porti provocherebbe danni indicibili alle no- ra nazionale di compensazione della terra e del
stre maggiori imprese manifatturiere e di tra- lavoro, da istituire in collegamento con la sta-
sporto, se non addirittura la loro chiusura, un zione di Ellis Island, e con filiali nelle altre sta-
disastroso freno allo sviluppo di grandi zone zioni d’arrivo, se adeguatamente gestita, per-
del paese e una grave carenza di persone di metterebbe di evitare tutti i possibili pericoli
servizio e manodopera non qualificata. legati all’immigrazione e, allo stesso tempo, in
Gli italiani, in quanto tali, non appartengo- futuro darebbe a questa grande nazione tutti i
no certo a una classe di immigrati indesidera- benefici che già in passato ha tratto dall’immi-
bile. Ci sono vaste regioni del sud, dell’ovest e grazione. L’adozione di un piano del genere
della costa del Pacifico alla cui colonizzazione risolverebbe una volta per tutte anche il pro-
sono indiscutibilmente adatti, come pure sono blema dell’immigrazione dall’Italia. u bt

J. H. Senner è stato North American fino al 1940 e dopo un


commissario Review è la più antica periodo di inattività è
all’immigrazione degli rivista letteraria tornata in circolazione
Stati Uniti. statunitense, fondata a nel 1964.
Boston nel 1851. È uscita

36 Internazionale storia | In cerca di fortuna


La scienza
della discriminazione

Nel maggio del 1922 la secondo la loro presunta “Tutto ciò di cui c’è biso- gono i risultati peggiori
North American Review età mentale. gno”, si legge nell’articolo sono gli italiani.
pubblicò un articolo fir- D meno: molto bassa, “è un gruppo di lavoro di Sweeney caldeggia l’im-
mato da un medico, Ar- 7-9 anni. due o tre psicologi in ogni piego di questi test come
thur Sweeney, sulla ne- D: bassa, 9-11 anni. porto di arrivo”. Nell’arti- mezzo scientifico per
cessità di sottoporre a test C meno: inferiore alla colo è pubblicata una ta- controllare l’immigrazio-
psicoattitudinali gli im- media, 11-13 anni. bella dell’esercito con i ri- ne. “Abbiamo bisogno de-
migrati al loro ingresso C: nella media, 13-14 anni sultati dei test condotti su gli immigrati” conclude.
negli Stati Uniti. I test sa- e mezzo. 360mila militari statuni- “Ma ci servono quelli in-
rebbero stati gli stessi C più: superiore alla me- tensi nati all’estero. Ben il telligenti e adattabili
usati nell’esercito ma sa- dia, 14 anni e mezzo, 16 45,6 per cento si classifica all’ambiente che trove-
rebbero stati impiegati anni. come D o D meno, con ranno qui. Non abbiamo
per misurare la desidera- B: alta, 16-18 anni. presunta età mentale tra i bisogno degli ignoranti e
bilità dell’immigrato. Gli A: molto alta, dai 18 anni 7 e gli 11 anni. Dopo i po- degli idioti”.
uomini erano classificati in su. lacchi, i soldati che otten-

percentuali A B C+ C C- D D- D e D- AeB
Polonia - 0,5 3,1 19,5 7,3 43,5 26,4 69,9 0,5
Italia 0,2 0,6 2,3 24,4 9,1 40 23,4 63,4 0,8
Russia 0,4 2,3 4,8 22,1 10,5 40 20,4 60,4 2,7
Grecia - 2,1 2,1 36,7 15,7 35,1 8,5 43,6 2,1
Turchia 0,4 3,0 5,7 34,4 14,7 30,4 11,6 41,6 3,4
Irlanda 1,2 2,9 8,4 29 18,6 26,2 13,2 39,4 4,1
Austria 1,7 1,7 6,7 32,3 20 27,5 10 37,5 3,4
Norvegia 0,6 3,5 8,9 36 25,9 21,8 3,8 25,6 4,1
Belgio - 0,8 11,6 39,2 24 18,6 5,4 24 0.8
Canada 3,3 7,2 15,4 25,8 28,4 15,4 4,1 19,5 10,5
Svezia 1,3 3,0 12,6 37 26,8 17,1 2,3 19,4 4,3
Germania 3,3 5 17,6 31,8 27,8 11,7 3,3 15,0 8,3
Scozia 4,8 8,2 25,4 19,2 28,8 10,9 2,7 13,6 13
Danimarca 0,6 4,8 16,2 32,4 33 12,8 0.6 13,4 5,4
Paesi Bassi 5 5,7 21,4 25 33,7 8,5 0,7 9,2 10,7
Inghilterra 5,6 14,1 24 12,4 35,4 6 2,7 8,7 19,7
Media degli stranieri 1,1 2,9 7,3 26,6 16,5 30,8 14,8 45,6 4
Media dei bianchi 4,1 8,0 15,2 23,8 25,0 17,0 7,1 24,1 12,1

Internazionale storia | In cerca di fortuna 37


La canzone
di Monongah
James Sinnott, United Mine Workers Journal,
Stati Uniti, 9 gennaio 1908
Oh, Monongah! Oh, Monongah! Così grande è l’orrore
Quattrocento vite sacrificate dei cari rimasti soli.
nell’esplosione delle tue miniere. Non avranno più nessuno
Qualcuno è stato negligente per sostegno e protezione.
o è venuto meno al suo dovere. C’è chi in preda alla follia
È di incuria che ci parlano i capelli si è strappato.
le miniere di Monongah. La dura realtà ha incontrato
nelle miniere di Monongah.
West Virginia, noi chiediamo:
è giusto uccidere all’ingrosso? In tanti quel mattino fatale
Se avete leggi minerarie, i loro cari hanno salutato,
perché a nulla servono? ignari della trappola
Se le leggi sono inutili, tesa loro dalla morte.
abrogarle voi dovreste Padri buoni e amorevoli
e approvarne di migliori. mai più tornati a casa,
Mai più Monongah, e figli in ansiosa attesa
ve ne imploriamo. di riportare le gavette vuote.

Un orrore tanto grande Siano vigili tutti coloro


non si può dimenticare. che gli altri hanno a cuore,
Il diritto di uccidere in tal modo la morte è in agguato
né Dio né uomo vi hanno dato. e ci coglie di sorpresa.
Le vite dei minatori Laggiù in fondo alla miniera,
voi avete trascurato. dove soffia il gas mortale,
Di avidi e corrotti parlano se a nessuno importerà,
le miniere di Monongah. tuo padre a casa non tornerà.

Da sapere da un’ esplosione. Nelle stato il peggior disastro gallerie. Qui sopra il testo
Alle 10.30 della mattina gallerie 6 e 8 sono morti minerario nella storia tradotto di una canzone
del 6 dicembre 1907, la circa 500 minatori, tra cui dell’emigrazione italiana. folk di protesta composta
miniera di carbone della 171 italiani, tutti Un terzo della per l’occasione.
Fairmont coal company a provenienti da Molise, popolazione della
Monongah, West Calabria e Abruzzo. cittadina statunitense è (Traduzione
Virginia, è stata devastata Quello di Monongah è morta in quelle due di Francesca Spinelli)

La galleria 8 della miniera di Monongah dopo l’esplosione, West Virginia, 1907.


(West Virginia and regional history center)

38 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Little Italy
fa festa

Processioni. Fuochi d’artificio. Preghiere. Musica.


Confusione. Le feste patronali della comunità
italiana a New York sono un’esplosione di gioia,
devozione popolare, fede e creatività
Jacob A. Riis, The Century Magazine,
Stati Uniti, agosto 1899

La processione per la festa di san Rocco, nel Lower East side di New York, 1925.
P. L. Speer (Hulton Archive/Getty Images)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 41


Il rombo dei camion e lo sbattere delle cas- mo seguito le donne, i bambini e i vecchi attra-
sette sono cessati per un attimo e, nel silenzio verso un’apertura nel muro di mattoni che at-
che è calato su Mulberry street, frammenti di traverso un vicolo portava al cortile sul retro.
una melodia familiare, sottolineati da un tam- così siamo entrati nel villaggio di Auletta, che
buro deciso, hanno cominciato ad aleggiare stava festeggiando il suo santo patrono.
nell’isolato. Da dietro l’angolo è arrivata una Non era più un cortile, ma un tempio. Tutti
banda di musicisti con piume di gallo verdi sui i lenzuoli del caseggiato erano stati stesi in
cappelli portati di traverso sopra volti fieri e modo da coprire le squallide baracche e i gabi-
bruciati dal sole. Davanti a loro avanzava a netti. Contro il buio caseggiato era stato eretto
tempo di musica una folla di ragazzini, affian- l’altare del santo, nascosto del tutto alla vista
cata da due poliziotti annoiati. Quattro uomini con ricche stoffe color scarlatto e oro. Candele
portavano con evidente orgoglio una bandiera grandi e piccole, dipinte e ornate di nastri, ar-
frangiata di seta. Dietro di loro procedeva uno devano formando un boschetto luminoso da-
strano corteo: donne con neonati al seno che vanti all’altare. Il sole splendeva su una folla di
trascinavano bambini piccoli; signori grassi e uomini e donne vestiti a festa, per i quali tutto
prosperosi che impugnavano i bastoni da pas- serviva a ricordare casa, l’amata patria dall’al-
seggio come simboli di potere e autorità; gio- tra parte dell’oceano; e splendeva sulle madri
vanotti che si erano presi una giornata libera; con i loro piccoli devotamente inginocchiate
vecchi con una vita di stenti e fatica scritta nel- davanti all’altare, e sui bambini che portavano
la loro andatura incerta e nel corpo logoro e offerte al santo, il cui volto sorrideva benevol-
curvo; e infine uno storpio con le stampelle, mente dalla cornice dai colori sgargianti con lo
che si sforzava virilmente di tenere il passo de- stemma del villaggio, o forse un riferimento
gli altri. I funzionari della stazione di polizia alla leggendaria storia del santo: una volpe che
guardavano fuori dalle finestre e osservavano trascina per la coda un gallo riluttante. In pa-
lo spettacolo con indifferenza. Era un evento tria il santo è ritenuto in grado di guarire dalla
abituale. Quel giorno, il corteo aveva fatto il febbre e dalla malaria, che in quelle zone è
giro dell’isolato già tre volte. Il capo della poli- molto diffusa. La fede che ha spinto una madre
zia Theodore Roosevelt, che era uscito per an- straziata ad appendere le povere vesti del figlio
dare a pranzo, sembrava molto interessato. epilettico vicino alla sua mano, nella speranza
Per lui era una novità. “Dove pensate che stia- che lo guarisse, non provocava sorrisi tra gli
no andando?”, ha chiesto osservando il corteo spettatori. Il dolore e la fede erano troppo puri.
dai gradini del commissariato. Gli hanno ri- Con l’aiuto di qualche drappeggio di mus-
sposto che a Elizabeth street stavano festeg- sola, qualche filo argentato e lo strano genio
giando il santo patrono di un paesino italiano, artistico di questo popolo, le scale antincendio
e lui ha espresso il desiderio di vedere quello del caseggiato erano state trasformate in bel-
che stava succedendo. Così ci siamo messi in lissimi balconi, sui quali gli inquilini della casa
fila, lui e io, e abbiamo seguito anche noi la di fronte avevano prenotato dei posti. In un
banda, a una certa distanza. angolo del cortile vicino all’idrante una peco-
Ci ha condotti a un vecchio edificio fati- ra, che sarebbe diventata il premio della riffa al
scente di Elizabeth street, e lì si è fermata da- culmine della celebrazione, masticava pazien-
vanti a un locale con una scritta accattivante temente la sua razione di fieno, mentre bambi-
su un cartello che oscillava al vento: “Vino, vi- ni a gambe nude le si arrampicavano in groppa
no, di California, di Italia [in italiano nel testo]. e le strappavano ciuffi di lana. Dal secondo
Tutti i tipi di whisky in vendita”. La banda e gli piano dell’edificio accanto, che era una stalla,
uomini grassi sono entrati nel bar. Noi abbia- un grosso cavallo bianco sporgeva di tanto in

42 Internazionale storia | In cerca di fortuna


tanto il muso dalla finestra e osservava l’altare vincitore. Tutti hanno allungato il collo per ve-
e la gente con sguardo interessato. dere il nome del fortunato. “Filomena Moz-
Dopo aver vinto la loro lunga battaglia con zo”, ha letto l’uomo che teneva il sacchetto.
una flotta di boccali di birra, i musicisti sono Dal terzo piano della scala antincendio dietro
usciti dal saloon asciugandosi i baffi e hanno all’altare è arrivato un grido di risposta. A vin-
suonato Santa Lucia con le trombe. La melodia cere il premio era stata una vedova che abitava
dolcemente seducente ha risvegliato gli echi lassù. Una simile fortuna era inimmaginabile.
del caseggiato e i suoi ricordi sonnolenti. Le È scesa immediatamente e ha abbracciato
vecchie si dondolavano sulle sedie con il volto estasiata la pecora, mentre i bambini baciava-
affondato nelle mani. La folla proveniente dal- no l’animale e piangevano di gioia. Le ultime
la strada è aumentata e il celebrante principa- candele si sono spente e l’altare è stato riposto
le, che è risultato essere niente di meno che il nel bar in attesa del prossimo anno.
proprietario del bar, ha mietuto un abbondan- La festa di san Donato è una delle tante che
te raccolto di mezzi dollari d’argento. Gli abi- si celebrano a New York nei mesi estivi. Non so
tanti del quartiere si sono inchinati e si sono con quale magia il calendario dei santi italiani
fatti il segno della croce davanti al santo, poi è stato organizzato in modo da infilare tante
hanno messo nel piatto il loro contributo alle feste nella stagione assolata, ma va bene così.
spese per la cerimonia. Il suo guardiano si è Il fervore religioso dei nostri italiani non deve
sforzato di spiegare chi era il santo al signor essere rinchiuso tra mura di mattoni: il sole e i
Roosevelt. “È un po’ come il vostro san Patri- fiori gli appartengono di diritto. “Religioso”
zio”, ha detto, e Roosevelt ha annuito. Aveva forse non descrive questo sentimento in modo
capito. esatto, ma per indicare almeno le sue forme
Tra una festa e l’altra, ha aggiunto l’uomo, esteriori funziona. Gli italiani hanno anche le
il santo viene lasciato nel soppalco del locale, loro feste puramente laiche, il giorno di Gari-
per timore che il prete ci metta le mani sopra, baldi e quello della costituzione, entrambi a
per così dire. Se se ne impossessasse, lo fareb- giugno, il Columbus day e il giorno di settem-
be vedere ai fedeli solo dietro il pagamento di bre che commemora la presa di Roma e la fine
una cifra che aumenterebbe di anno in anno. del potere temporale del papa. E le celebrano
Ma il santo appartiene al popolo, non alla chie- con l’entusiasmo di cui le loro centocinquanta
sa. È il loro patrono e non hanno intenzione di associazioni qui a New York hanno sempre
rinunciarci. Nel bar è al sicuro. scorte abbondanti.
I rigori del nostro inverno e una brutta espe-
Il signor Roosevelt ha deliziato gli onesti abi- rienza con la polizia li hanno costretti a festeg-
tanti del quartiere comprando cinque biglietti giare il carnevale al chiuso, come un grande
della riffa, anche se l’idea che avrebbe potuto ballo in maschera. Una volta, in una piacevole
vincere la pecora ed essere portato in trionfo giornata di sole di febbraio, circa otto o dieci
dalla banda fino alla stazione di polizia lo pre- anni fa, Mulberry street cominciò a celebrare
occupava un po’. Ma confidava nella buona il carnevale nel modo tradizionale; ma aveva
sorte e aveva deciso di correre il rischio. La for- dimenticato i regolamenti di polizia. Gli allegri
tuna l’ha favorito e non ha vinto. I nomi di co- partecipanti furono arrestati per essersi ma-
loro che avevano tentato la fortuna sono stati scherati senza permesso e multati di dieci dol-
messi in un sacchetto insieme a quello del san- lari ciascuno. I biglietti per il ballo costano
to e la sera sono stati estratti uno alla volta. senz’altro di meno, così da allora Mulberry
Quando è uscito il nome del santo, si è levato street si è limitata a ballare. Ma se qualcuno
un grido. L’estratto successivo sarebbe stato il vuole vedere il vero italiano, non è in queste

Internazionale storia | In cerca di fortuna 43


occasioni che può farlo. Il vero italiano si os- co delle carte, cercano di capire quale villaggio
serva quando è “a casa”, con il santo patrono è suo nemico giurato.
nel cortile sul retro, in chiesa o dovunque sia. Poi ci sono i santi più popolari, la cui prote-
Per l’italiano arrivato per mare il santo rimane zione è rivendicata da diverse cittadine e il cui
un punto centrale della vita civile e domestica, prestigio è maggiore. Il giorno prima della fe-
fino alla fine dei suoi giorni. I figlio possono sta di Auletta, c’era stata quella di Saint Roch,
rinnegarlo, ma non i padri. A volte forse i rap- o Rocco, come lo chiamano i barbari di Mul-
porti con il santo sono complicati. Del resto berry street: i suoi devoti avevano girato per
cose del genere succedono in tutte le famiglie. l’isolato dietro alla banda con le piume di gallo
Il mancato rispetto dei suoi doveri da parte del verdi, riposandosi ogni tanto nel cortile sul re-
santo può costargli un rimbrotto, o anche mi- tro dove era stato eretto l’altare. In realtà, du-
sure più drastiche. Può capitare di vedere il rante la giornata c’erano state altre celebrazio-
nostro uomo, dopo una partita persa a carte, ni indipendenti che si erano svolte nei cortili
tirare uno stivale all’altare nell’angolo, gridan- più bui e squallidi, a quanto pare i prediletti dal
do con rabbia: “Perché mi hai fatto perdere? Ti santo, forse in ricordo delle sue esperienze ter-
ho portato una candela nuova la settimana rene: si dice infatti che sia morto in prigione. Il
scorsa!”. Ma in realtà ciò dimostra solo lo stret- giorno di san Rocco, il 16 agosto, è sempre se-
to legame e il patto che c’è tra loro. gnato in rosso nei calendari del quattordicesi-
mo distretto. Fino a quando la polizia non è
Per il contadino che ha nostalgia di casa e pas- intervenuta dopo un grave incidente a New-
sa ore nel caffè di Mott street, divorando con ark, era usanza comune montare enormi “can-
gli occhi il Vesuvio di zucchero in vetrina, con i noni” di petardi in strada, a volte intorno alla
fiumi di lava rossastra che scendono dai suoi piazza dove si trovava l’altare, per poi far fuoco
fianchi e il fumo color zafferano che sale dal durante la notte.
cratere, il santo significa casa, parenti e vicini L’effetto di un simile fuoco di fila era ecce-
in terra straniera, e ricorda gli antichi legami zionale. La strada era illuminata a giorno. Uno
comunitari, se possibile rafforzati dalla distan- dei miei ultimi ricordi del Bend, e uno dei po-
za e dalla nostalgia. Quei legami sono reali chissimi piacevoli, è la vista del più squallido
come lo erano in patria. Proprio come gli aulet- dei vicoli, il Bandits’ Roost, tutto illuminato in
tani si affollano in Elizabeth street, nelle stra- onore di san Rocco qualche notte prima che i
de del centro, Mulberry, Mott e Thompson, e palazzi fossero demoliti. Era stato eretto un
in quelle numerate di Little Italy, quasi ogni altare davanti alla stalla sul retro ed era stato
isolato ha un villaggio di riferimento, e ovvia- decorato con nastri sporchi, carta colorata e
mente un santo patrono, nella cui venerazione candele di sego conficcate in colli di bottiglia
o celebrazione – chiamatela come volete – l’ita- spezzati. Attraverso il vicolo era stata appesa
liano risponde alla domanda: “Chi è il mio vi- una fila di bicchieri da birra, con due boccali
cino?”. Perché le faide sono arrivate insieme rotti al centro, il massimo che il Roost potesse
alla fede, e la polizia le conosce bene. Quando permettersi. In verità tutto era perfettamente
si verifica un fatto di sangue, i detective non appropriato. Era uno spettacolo molto corag-
vanno a casaccio a Mulberry bend [una zona gioso e, cosa ancora più singolare, niente affat-
degradata compresa tra Mulberry street, Ba- to spiacevole da vedere. In ogni caso, io la pen-
yard street e le attuali Park street e Baxter savo così. Forse è stata la scoperta che nelle
street] a cercare un uomo con un coltello. Sco- ambizioni del Bend c’era qualcosa che si allon-
prono a quale villaggio apparteneva e, se non tanava dalla fogna che era quel posto.
si tratta di litigi che hanno a che fare con il gio- Se san Rocco governa Mulberry street,

La processione per la festa di san Rocco nel Lower East side, New York, 1926.
(Bettmann/Getty Images)

44 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Thompson street è sotto la protezione di andare a inginocchiarsi davanti al suo reliqua-
sant’Antonio da Padova; ma lì non ci sono fe- rio. Per tutta la notte che precede la festa, carri
ste nei cortili, o almeno non ne ho mai sentito carichi di dolciumi, frutta e candele di cera
parlare. Il motivo è la latitudine, non di prendono posizione ai bordi del marciapiede,
Thompson street, ma di Padova. In questa il più vicino possibile alla chiesa. Prima che
strada di New York si sono stabiliti soprattutto l’alba sia annunciata dal rombo dei cannoni,
italiani del nord, per i quali il santo patrono ha una doppia fila di carri fiancheggia il viale da
un significato diverso rispetto a quello che ha un’estremità all’altra dell’isolato.
per i loro connazionali del sud. In un’intera I conducenti dormono al loro posto. Con
scolaresca di bambini che un giorno ho inter- l’alba c’è un risveglio improvviso. L’intera
vistato, ne ho trovati solo sette che conosceva- Little Italy sembra riversarsi in strada, e dai
no Santa Lucia. E non volevano cantarla. caseggiati emergono meravigliose combina-
Qualsiasi piccolo napoletano o calabrese l’a- zioni di colori che non è impossibile vedere
vrebbe cantata con la stessa naturalezza e gio- altrove. L’arcobaleno è solo una loro pallida
ia con cui il pettirosso intona il suo canto d’a- imitazione. Partono i fuochi d’artificio, le grida
more nei crepuscoli di primavera. dei venditori squarciano l’aria. La gente esulta
Ogni anno Sant’Antonio riunisce i suoi fe- e assalta i carri delle candele. È lì per divertirsi
deli nella grande chiesa di granito di Sullivan e ci sta riuscendo. Le donne con i bambini in
street il 13 giugno. In quel giorno, un grande braccio sgomitano tra la folla per avvicinarsi ai
contingente di persone provenienti dalla zona carri. Non se ne va mai nessuna senza la sua
più orientale della città percorre la Broadway, candela. I venditori mietono un ricco raccolto.
perché sant’Antonio ha una giurisdizione spe- Hanno candele che vanno da pochi centesimi
ciale sulle cose che sono andate perdute e sulla a quaranta dollari: alcune sono mostruose,
possibilità di ritrovarle. Secondo la tradizione lunghe il doppio e pesanti come l’acquirente
locale, gli viene attribuita anche la capacità di medio, splendidamente decorate con doratu-
scongiurare gli incendi. Che sia la fede in re, immagini della Madonna e crocifissi. Le
sant’Antonio, o il fatto che gli italiani in genere più grandi si vendono per prime.
non si assicurano, oppure più probabilmente Poi si aprono le grandi porte della chiesa e
una combinazione delle due cose, certo è che la folla prende forma e direzione. Si sposta ver-
sono stranamente esenti da quel tipo di disa- so l’altare sopra il quale spicca l’immagine del-
stri. Un incendio in una casa popolare italiana la Vergine in una veste immacolata e fluente.
è raro quasi quanto a Chinatown, dove gli in- Tutt’intorno ci sono stampelle e bastoni butta-
cendi si vedono solo una volta in diversi anni. ti via da coloro che ha guarito. Le donne si get-
tano ai suoi piedi e le porgono i loro bambini
Quando il sole di luglio splende impetuoso e perché li benedica, gli uomini si inginocchiano
scioglie l’asfalto dei marciapiedi di Little Italy, e borbottano preghiere. La marcia inarrestabi-
arriva un giorno in cui tutte le bande e tutte le le della folla li trascina. Si aggrappano cieca-
processioni marciano verso la 115ª strada. Lì, mente ai banchi più vicini e ci sprofondano
vicino all’East River, sorge la chiesa di Nostra dentro, ripetendo incessantemente la loro pre-
signora del monte Carmelo che, a detta di uno ghiera e recitando il rosario. Presto la chiesa si
dei suoi devoti, è “la Madonna più venerata” riempie fino a straripare, ma la processione
da queste parti. Non solo da New York e da non si interrompe. Non fino a quando l’ultimo
Brooklyn, ma anche dalle lontane cittadine raggio di sole del giorno è scomparso da tempo
del New Jersey e dai campi lungo la ferrovia a ovest, e la mezzanotte si avvicina.
del Connecticut, arrivano folle di persone per La folla continua a procedere, inciampa da-

46 Internazionale storia | In cerca di fortuna


vanti all’altare nel vano tentativo di inginoc- sotto le ginocchia. Sfilano ragazze vestite di
chiarsi e mentre viene spinta via allunga le bianco con veli sul capo e candele accese. Una
mani verso la veste della Vergine anche solo donna anziana cammina orgogliosa, portando
per toccarne l’orlo. I sacerdoti ricevono le of- sulla testa un tempio di candele di cera legate
ferte e le ammucchiano ai piedi dell’immagi- con nastri rosa tenuti da quattro matrone.
ne. Il mormorio di mille voci sommesse in fer- Il grido del venditore di castagne risuona
vente supplica si eleva al di sopra del rumore di sopra il frastuono generale. Porta la sua merce
innumerevoli piedi che marciano senza sosta. legata a un amo all’estremità di una lunga can-
na. Pescherà monete in abbondanza. Lungo il
All’ora di colazione arriva la prima processio- marciapiede si vendono limonate rosa ed
ne, con la banda. Sei uomini portano in alto enormi fette di anguria, così rosse e succose da
uno stendardo con un’immagine della Vergine far venire l’acquolina in bocca ai pellegrini as-
coperta di biglietti verdi. Manciate di banco- setati. Che però non possono fermarsi. Vicino
note sono appuntate in tutti gli spazi vuoti del- a una bancarella all’angolo un ragazzo se ne
lo stendardo. La comunità italiana è ricono- sta appollaiato su uno sgabello con il viso af-
scente per i favori ricevuti in passato, e adotta fondato in un’enorme fetta, mangia con gusto
questo sistema pratico per testimoniarlo. Du- mentre con la mano libera agita meccanica-
rante il giorno arrivano altri stendardi e vengo- mente un giornale fissato a un bastone per
no portati nella chiesa per essere offerti ai pre- scacciare le mosche. Il sole batte sulla sua testa
ti che fanno da guardiani. L’entusiasmo del nuda, le bande suonano, le processioni e gli
pubblico si accende. Una donna inginocchiata stendardi passano, ma lui continua a mangia-
nel suo banco si toglie la collana e la lancia al re. Sta vivendo la sua festa, e dal punto di vista
sacerdote, che la afferra abilmente e la appun- dei miracoli è soddisfatto.
ta alla veste della Madonna. Gli occhi della Le processioni si confondono tra la folla,
donatrice brillano di gioia. Una sorta di frene- ma si ricompongono più avanti per un miste-
sia si impadronisce del pubblico, che lancia rioso processo che funziona automaticamente
orologi, anelli, orecchini e spille. Nella sua ve- senza l’intervento della polizia, la quale cerca
ste d’oro scintillante l’immagine della Madon- coraggiosamente ma senza successo di libera-
na si staglia sulla folla in movimento. Fuori re la strada. Un gruppo di cinquanta o sessanta
passa una banda dopo l’altra, una processione ragazze incoronate di ghirlande, ognuna con
dopo l’altra. Arrivano da ogni dove e sfilano in una candela accesa in mano, viene accolto con
strada, uomini, donne e bambini, portando grandi applausi. Nella loro scia un piccoletto
candele piccole e grandi, che si sciolgono al procede faticosamente, piegato quasi in due
sole di luglio e si piegano come punti interro- sotto il peso di una mostruosa candela. I suoi
gativi prima ancora di arrivare alla chiesa. abiti gocciolano sudore. È bagnato fradicio,
Una donna porta un’enorme candela sulla ma radiosamente felice e orgoglioso. Il suo
spalla nuda, camminando scalza sull’asfalto sguardo è fisso sulla meta che si avvicina sem-
rovente. È una penitenza che richiede non po- pre più, i bianchi gradini di pietra della chiesa.
ca forza d’animo e resistenza. Alcuni percorro- Ogni viso è rivolto nella stessa direzione. Esco-
no a piedi nudi le oltre sei miglia da Mulberry no bambini con la mano che ha toccato la veste
street, scegliendo i marciapiedi più accidenta- della Vergine avvolta in un fazzoletto per tene-
ti e inginocchiandosi ogni tanto sulle pietre più re al sicuro la benedizione e farla durare di più.
taglienti per recitare il rosario. Nel timore che Nel santuario cresce il mucchio di offerte d’o-
non ce ne siano di abbastanza affilate, i più de- ro. Alla fine della festa si contano venti o tren-
voti portano selci nelle tasche per metterle tamila dollari. Il denaro è destinato all’assi-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 47


stenza ai poveri invece che ad adornare la sta- rate. Nella chiesa si accendono mille ceri. An-
tua della Madonna con oro e gemme che po- che gli ultimi stanchi ritardatari hanno il loro
trebbero far gola a ladri sacrilegi. A mezzogior- premio. Dimenticano tutte le sofferenze della
no c’è una breve pausa per consentire ai pelle- lunga e calda giornata e si prostrano davanti
grini di mangiare in fretta un boccone alle alla Madonna per baciarle l’orlo della veste. Le
bancarelle. Il primo pomeriggio porta altre pesanti porte vengono chiuse dietro di loro. La
bande, altre processioni. Arrivano intere fami- festa di Nostra signora del monte Carmelo è
glie e ognuno, dal padre al neonato, deve por- arrivata e se n’è andata come un bel sogno. È
tare una candela all’altare. L’isolato e tutte le quasi mezzanotte e la folla si disperde lenta-
strade vicine sono intasati. Le processioni sfi- mente. Lo scettico francese dall’altra parte
lano con passo marziale. In qualsiasi momen- della strada alza le spalle mentre chiude le im-
to si possono sentire bande che suonano brani poste. “Superstizione italiana”, dice, e rientra.
diversi. La folla tiene il tempo. Ma ha lasciato il negozio aperto.
Scende la notte, ma il fervore continua. E ha guadagnato. Anche lui ha motivo di
Lungo le strade vengono appese lanterne colo- essere soddisfatto. u bt

Jacob A. Riis (1849-1914) The Century Magazine


è stato un riformatore è stata una rivista
sociale, giornalista e progressista statunitense,
fotografo statunitense di fondata nel 1881 e
origine danese. Si è pubblicata fino al 1930.
occupato di povertà ed
emarginazione nei contesti
urbani di fine ottocento.

48 Internazionale storia | In cerca di fortuna


L’infanzia
rubata
Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento
migliaia di bambini italiani sono vittime di
tratta e sfruttamento. Un quotidiano parigino
denuncia la situazione in Francia
Jean Frollo, Le Petit Parisien, Francia, 2 giugno 1901

La speranza è che un giorno questo mo- testo], vadano a dormire da loro, inviati dai ge-
struoso sfruttamento dei piccoli italiani finirà nitori. Li fanno lavorare in fabbrica e vivono di
o, quanto meno, che sarà combattuto con fer- rendita prendendo il salario dei bambini.
mezza. I parigini, in particolare, conoscono Di recente in Italia si è costituito un comita-
questa situazione e ne sono indignati. In pas- to per denunciare la “tratta” dei bambini, un
sato, i loro carnefici mollavano questi bambini vero e proprio mercato di schiavi. Di fronte alle
per le strade in mezzo a piccole bande di musi- proteste, il parlamento italiano ha dovuto oc-
cisti ambulanti, e li costringevano a consegna- cuparsi della questione.
re ogni sera una somma fissa, altrimenti li pic- In una delle ultime sedute il deputato Etto-
chiavano e li lasciavano senza cibo. La polizia re Socci ha presentato un’interrogazione al
è intervenuta, ha scoperto gli organizzatori di governo sui “maltrattamenti di cui i bambini
questo piccolo esercito di mendicanti, li ha ob- italiani sfruttati da infami banditi sono vittime
bligati ad abbandonare il loro odioso lavoro e in Italia e all’estero”; ha poi chiesto l’adozione
ne ha espulsi in gran numero, tutti di naziona- di misure per impedire la tratta di questi picco-
lità italiana. li italiani. Un altro deputato ha presentato
Da allora questi sfruttatori di bambini han- un’interrogazione simile, convinto che, se il
no cambiato il loro modo di agire: i piccoli governo organizzasse un controllo rigoroso, si
martiri di cui approfittano oggi sono venditori potrebbe impedire a questi bambini di passare
di statuette di gesso e oggetti in vimini. la frontiera; inoltre si dovrebbe organizzare il
Gli sfruttatori, inoltre, si sono trasformati rimpatrio dei bambini che non hanno l’età pre-
in una sorta di albergatori e pretendono che i vista dalla legge per lavorare in fabbrica.
bambini, di cui sono i padroni [in italiano nel Il ministro dell’interno, Giovanni Giolitti,

Internazionale storia | In cerca di fortuna 49


ha assicurato che raccomanderà di vigilare at- segretario di ambasciata a Parigi, ha preso po-
tentamente sulla concessione dei passaporti e sizione in favore dei compatrioti. Ha racconta-
chiederà più controlli alla frontiera; a sua volta to come questi sventurati fossero ceduti dai
il ministro degli esteri ha dichiarato che una loro genitori a dei mendicanti professionisti
legge sull’emigrazione è in preparazione e che che li maltrattavano e li umiliavano in conti-
dovrebbe fornire gli strumenti per combattere nuazione. Secondo i suoi calcoli su cento bam-
efficacemente la piaga dello sfruttamento mi- bini che lasciano i villaggi italiani, 60 soccom-
norile. bono alle malattie e ai maltrattamenti.
La discussione è stata molto accesa e pro- I “figurinaires” – i bambini che vagano per
babilmente darà i suoi frutti. Il giornale di To- le strade con i vestiti stracciati, il più delle volte
rino La Stampa si è impegnato per far adotta- a piedi nudi, con in braccio la statuetta in gesso
re sanzioni adeguate e ha pubblicato un reso- dell’Arlecchino di Saint-Marceaux o della Dia-
conto molto doloroso. Ecco un estratto del na di Falguière – per uno, due o tre anni sono
giornale: “Il commercio che ha luogo in diver- messi al servizio di reclutatori che vanno in
se delle nostre province, in particolare in giro per le campagne dopo la fine del lavoro e
quella di Caserta, e che ha per oggetto la tratta fanno firmare alle famiglie dei veri e propri
di fanciulli, è un vero disonore per il paese. contratti. In questo modo – raccontano costoro
Alcuni individui, italiani che vivono in Fran- – assicurano di dare ai bambini una vita con-
cia o in altri Stati, vengono a reclutare nelle fortevole e la possibilità di poter guadagnare
nostre campagne dei bambini che utilizzano qualcosa da portare a casa. Ma sapete quanto
per vari lavori e che sfruttano per vivere. Da guadagna un “figurinaire” in un anno? Dai 12
noi questi reclutatori fanno delle rapide appa- ai 15 franchi, mai più di 25 franchi. Inoltre viene
rizioni ogni volta che hanno bisogno di rifor- picchiato se rompe una statuetta o se rimane
nirsi di carne umana. Prima di tutto comincia- due giorni senza guadagnare nulla.
no con i genitori, di cui conoscono la miseria,
e promettono loro una somma di 50 franchi Possiamo ricordare la triste storia di un piccolo
ogni sei mesi per la cessione dei bambini, ai italiano che i genitori avevano “ceduto in affit-
quali affermano di insegnare un mestiere. Di- to” a un imprenditore e che dopo tre anni,
cono che se ne prenderanno cura in cambio mentre tornava nel suo paese, è stato ucciso
del loro lavoro. A loro volta i bambini sono sul Col de Largentière da un connazionale.
raggirati e la loro giovane immaginazione è Dopo essere stato arrestato, l’omicida ha con-
così manipolata che sono loro stessi a persua- fessato che la vittima aveva con sé solo dieci
dere le loro madri a lasciarli partire. Il calvario franchi e che gli aveva dichiarato che la som-
dei piccoli sventurati comincia non appena ma era quanto aveva risparmiato in tre anni. Il
sono consegnati al loro reclutatore. Quando il bambino mendicava per strada. Doveva tor-
suo ‘gregge’ è sufficientemente numeroso, nare a casa con i suoi dieci franchi, perché que-
quest’ultimo carica i bambini su una macchi- sto era il prezzo del suo affitto.
na e lascia il paese di notte”. Paulucci ha denunciato i reclutatori che gi-
La Stampa ha pubblicato diverse lettere di rano la Basilicata e per un bambino pagano da
questi bambini. Difficile trovare qualcosa di 50 a cento franchi. Il padre firma un contratto
più straziante. “Muoio di fame; lavoro giorno e e il reclutatore continua il suo giro per poi tra-
notte; sono bastonato, mi sembra di vivere sferirsi in Francia o in un altro paese quando
all’inferno”, scrive uno di loro. ha raggiunto il numero desiderato di “pensio-
Prima degli articoli della Stampa, il diplo- nanti”. Qui li porta a lavorare nelle fabbriche.
matico italiano Raniero Paulucci di Calboli, E se sono troppo giovani per essere accettati in

Parigi, Francia, 1936. David Seymour (Magnum/Contrasto)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 51


base alle leggi sul lavoro minorile, gli procura da 50 a 300 franchi. “In questo modo”, spiega
dei documenti falsi. il senatore italiano Villari, “non sono più con-
Paulucci osserva che grazie all’atto di ces- siderati essere umani ma bestie da soma”.
sione firmato dal padre, questi reclutatori si Questi bambini lavorano 14 ore al giorno per
sentono padroni dei piccoli lavoratori a tal 50 centesimi e risalgono le gallerie sotterranee
punto da “ricorrere alle autorità consolari ita- portando carichi pesantissimi. E quando non
liane per far rispettare il contratto”. possono più camminare, vengono bastonati
Tre o quattro anni fa a Saint-Denis è stato fino a fargli sanguinare la schiena. Il giornali-
arrestato un certo Vozza, che aveva una quin- sta Adolfo Rossi, del quotidiano La Tribuna,
dicina di bambini in affitto. Due di loro erano che ha assistito a questo spettacolo, ha scritto:
andati a denunciare al commissariato di poli- “Nella mia vita giornalistica io ho assistito a
zia i maltrattamenti subiti. L’inchiesta ha ac- scene orribili d’ogni maniera: fucilazioni, im-
certato che i bambini guadagnavano una ses- piccagioni, linciaggi, massacri, morti d’ogni
santina di franchi al mese. In cambio di questo specie e nei lazzaretti e altrove. Nessuno spet-
salario il padrone gli dava da mangiare solo del tacolo però mi aveva così profondamente col-
pane, li faceva dormire su dei pagliericci e li pito come quello della zolfara Virdilio”. Anche
picchiava quando si lamentavano. Questo La Stampa ha scritto: “In Italia esistono delle
Vozza si vantava cinicamente di sfamare 16 leggi per la protezione dei bambini, ma non
bambini con due franchi al giorno e dormiva vengono applicate, sembrano essere ignora-
sopra la credenza del pane per essere sicuro te!”. Dopo la discussione che si è svolta in par-
che i bambini affamati non lo rubassero. lamento a Roma sembra impossibile che que-
Ovviamente la magistratura francese è sti reclutatori possano continuare impune-
molto dura con questi sfruttatori di bambini. mente a svolgere la loro attività.
Ma può davvero eliminarli tutti? Molti di que- Secondo Paulucci sarebbe facile rintrac-
sti personaggi affermano che i bambini che ciarli. Bisognerebbe colpirli senza pietà, an-
sfruttano sono i loro, mostrando documenti nullare i loro barbari contratti. Alla frontiera,
difficilmente verificabili. In questi casi la ma- come è stato chiesto, si dovrebbe esercitare un
gistratura esita. Spesso, inoltre, le inchieste controllo minuzioso per fermare il passaggio
non danno risultati per mancanza di prove. In di tutti i piccoli destinati alla schiavitù. Il depu-
questi casi lo sfruttatore rimane impunito. tato Ettore Socci ha chiesto anche delle misure
rigorose contro i genitori dei bambini così
Bisogna dire con tristezza che alcuni di questi oscenamente venduti.
bambini, quando sono stati interrogati, hanno Quello che bisogna dire, in chiusura, è che
dichiarato di preferire la vita con i loro recluta- va riconosciuto che in Francia le autorità giu-
tori rispetto a quella che facevano prima. I pic- diziarie, non appena arriva un reclamo o non
coli siciliani che lavorano nelle miniere di zol- appena sono informate, si affrettano ad agire,
fo sono ceduti dai genitori quando hanno tra ad aiutare le vittime, a strapparle ai loro sfrut-
gli otto e i dieci anni a dei padroni che li pagano tatori e a facilitare il loro rimpatrio. u adr

Le Petit Parisien
è stato uno dei principali
quotidiani francesi durante la
terza repubblica. Fondato nel
1876, è uscito fino al 1944.

52 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Schiavi e padroni
Allan McLaughlin, Popular Science Monthly,
Stati Uniti, agosto 1904
L’immigrazione degli italiani negli Stati Italiani del nord arrivati negli Stati Uniti
Uniti è stata insignificante fino al 1880. nel 1903
Quell’anno ne abbiamo accolti circa 12mila. Stato Numero d’italiani
del nord
In percentuale

Da allora il loro numero è cresciuto stabilmen- New York 9.452 25


te fino al 1891, quando negli Stati Uniti sono Pennsylvania 7.641 20
arrivati in 76mila. La cifra è rimasta insupera- California 5.369 14
ta fino al 1899, quando gl’italiani in arrivo nel Illinois 3.163 8
paese hanno cominciato di nuovo a crescere. Massachusetts 2.233 6
Nel 1903 è stato raggiunto lo strabiliante nu- Connecticut 1.242 3,5
mero di 233.546 arrivi. L’85 per cento di questi Michigan 1.209 3,5
erano italiani. Le tabelle riprodotte qui accan- New Jersey 1.158 3
to indicano la distribuzione degli italiani giun- Tutti gli altri stati 6.142 17
ti negli Stati Uniti nel 1903. Totale 37.609 100
Nell’esaminare gli immigrati italiani è ne-
cessario riconoscere le differenze tra quelli del Italiani del sud arrivati negli Stati Uniti
sud e quelli del nord. L’italiano del nord è più nel 1903
alto, spesso più chiaro di pelle, e generalmen- Stato Numero d’italiani In percentuale
del sud
te si trova in condizioni di maggior prosperità
New York 91.774 47
rispetto al suo fratello del sud. L’italiano del
Pennsylvania 42.096 22
nord è intelligente, è quasi sempre in grado di
Massachusetts 13.731 7
leggere e scrivere, e molto spesso possiede
New Jersey 9.970 5
delle competenze in qualche mestiere o pro-
Illinois 6.637 3
fessione. Può essere paragonato allo scandi-
Connecticut 6.301 3
navo o al tedesco, e il suo livello di desiderabi-
Ohio 5.372 3
lità come migrante è raramente messo in di-
Louisiana 4.815 2
scussione. Solitamente lascia l’Italia grazie ad
Rhode Island 3.515 2
amici su cui può contare nel nostro paese, e
West Virginia 2.096 1
viene negli Stati Uniti con uno scopo preciso,
Tutti gli altri stati 9.210 5
senza essere alla mercé di un padrone [in ita-
Totale 195.517 100
liano nel testo]. Al contrario, l’italiano del sud,
basso di statura e molto scuro di pelle, di solito che ci si può aspettare da una persona che di-
arriva nel nostro paese in stato d’indigenza. scende da generazioni di contadini analfabeti.
La sua intelligenza non è più elevata di quella Raramente sa leggere e scrivere, e quasi sem-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 53


pre è un lavoratore agricolo non specializzato. Nel tentativo di procurarsi grandi quantità
Possiede poco denaro, non ha un progetto e di manodopera a buon mercato, inizialmente
dipende da qualcuno che parli la sua lingua. il datore di lavoro statunitense si rivolgeva a un
Per questo finisce nelle grinfie del padrone. agente dell’immigrazione italiano. Questo
agente, o padrone, si procurava gli uomini tra-
I primi immigrati italiani facevano mestieri mite alcuni sotto-agenti in Italia e li faceva ar-
itineranti – spazzini, suonatori d’organetto e rivare grazie a biglietti prepagati, sui quali ap-
così via – ma dopo il 1870 sono stati sostituiti plicava poi una pesante maggiorazione. Al lo-
dai contadini dell’Italia meridionale, costretti ro arrivo l’agente, o padrone, si occupava
a emigrare dalla povertà. Sono arrivati per dell’alloggio dei lavoratori, ricavandone im-
soddisfare la domanda di manodopera non mensi profitti, in attesa che questi fossero smi-
specializzata generata dalla grande attività in- stati all’interno degli Stati Uniti. Poi riceveva il
dustriale che ha fatto seguito alla guerra civile. denaro dall’appaltatore americano, che a sua
Nella maggior parte dei casi questi immigrati volta avrebbe recuperato i soldi dai futuri sala-
sono stati portati nel nostro paese da padroni e ri dei lavoratori. Il contratto per la fornitura ai
banchieri italiani e poi inviati ovunque le loro lavoratori di cibo e alloggio era spesso nelle
braccia fossero richieste. Il contadino italiano mani della stessa persona. A volte il padrone
è particolarmente vulnerabile, a causa della era anche un banchiere e faceva pagare cifre
sua ignoranza, a qualsiasi sistema di ricatto o esorbitanti per permettere al lavoratore d’in-
estorsione. In Italia per anni i camorristi [in ita- viare i suoi magri risparmi in Italia. Il padrone
liano nel testo] hanno terrorizzato e imposto faceva affidamento anche sulla possibilità –
tributi a una classe contadina che viveva nell’i- che nella maggior parte dei casi si concretizza-
gnoranza. Dopo una simile esperienza è natu- va – di ottenere un guadagno sul biglietto di
rale che queste persone continuino a essere ritorno in Italia di questi immigrati.
vittime delle stesse pratiche sotto altre forme. Più tardi gli agenti, o padroni, sono diven-
Nei confronti dei loro compatrioti più ignoran- tati autonomi rispetto agli appaltatori ameri-
ti emigrati in America, alcuni italiani d’intelli- cani. Invece di procurare uomini per altri, so-
genza e istruzione superiori si sono dimostrati no diventati degli importatori all’ingrosso e
privi di scrupoli e spietati almeno quanto i ca- hanno fatto emigrare grandi quantità di perso-
morristi all’apice del loro potere. ne con promesse che al cafone [in italiano nel
Negli Stati Uniti gli estorsori sono stati pa- testo] italiano apparivano fiabesche. Propone-
droni e banchieri. Resta da capire quando la vano contratti da uno a sette anni. Gli uomini
figura del padrone abbia fatto la sua comparsa venivano poi dati in affitto a chiunque fosse
nel nostro paese. Questo soggetto è diventato disposto a pagare il padrone per il loro lavoro.
popolare verso la fine della guerra civile, quan- Il padrone dava alloggio a queste persone e gli
do la domanda di manodopera superava di faceva pagare prezzi esorbitanti per i beni di
gran lunga l’offerta. All’epoca imprenditori e prima necessità. Così, alla fine dell’anno, i la-
produttori potevano assumere in Europa un voratori si ritrovavano in tasca una miseria.
gran numero di lavoratori senza violare la leg- Questo sistema schiavistico non era limitato
ge, grazie ad alcune disposizioni entrate in vi- agli uomini. Anche le donne ne erano vittime,
gore nel 1864. Questo privilegio fornì ai padro- e spesso erano sistemate in postriboli. Perfino
ni una grande opportunità. Prima di allora le i bambini sono stati portati negli Stati Uniti e
persone fatte venire in America erano soprat- costretti a lucidare scarpe oppure a vendere
tutto venditori ambulanti, suonatori di orga- giornali, fiori o frutta, sempre per il profitto del
netto e d’arpa e altri musicisti itineranti. padrone.

54 Internazionale storia | In cerca di fortuna


A questa tratta di umanità disperata, prati- dall’agricoltura statunitense. L’immigrato
cata dai padroni venticinque anni fa, è stato guarda con diffidenza al lavoro agricolo, con-
gradualmente messo un freno. Come prima siderandolo non remunerativo e schiavizzan-
cosa il governo, aiutato dalle associazioni fi- te, com’era in patria. Inoltre la vita rurale in
lantropiche, ha bloccato l’importazione di patria era molto diversa da quella negli Stati
donne e bambini. L’importazione di manodo- Uniti. In Italia i contadini vivono perlopiù in
pera di massa, tuttavia, è stata fermata solo grandi villaggi o città, si recano al lavoro la
dopo l’approvazione della prima legge in ma- mattina presto e tornano a casa la sera, così
teria, nel 1885. L’applicazione della legge, resa che, quando la giornata di lavoro è conclusa,
possibile anche dalla collaborazione del go- possono raggiungere la loro famiglia.
verno italiano, ha messo fine a questa degra- L’affollamento degli italiani nelle grandi
dante pratica. Il sistema dei padroni, per come città degli Stati Uniti può essere compreso
lo conoscevamo qualche anno fa, non esiste analizzando il sistema dei padroni. Il lavorato-
più. In un certo senso il padrone esiste ancora, re povero e ignorante è alla mercé del padrone
ma è poco più che un agente di collocamento. e del banchiere ma, anche se potesse andarse-
Un agente di collocamento senza licenza e ne, non saprebbe dove. Non ha amici che pos-
strapagato, certo, ma non più dotato di quel sano indicargli il cammino, informarlo degli
potere assoluto sui contadini che in passato Homestead act [una serie di leggi che preve-
aveva reso i loro rapporti simili a quelli che in- devano la concessione di terre coltivabili a chi
tercorrono tra schiavo e padrone. Oggi, tutta- ne faceva richiesta] o dei salari pagati ai brac-
via, è probabile che le cosiddette banche ita- cianti agricoli. Trova invece degli amici (?) che
liane siano uno strumento d’estorsione non parlano la sua stessa lingua e che gli procurano
meno potente del sistema dei padroni. Il pa- un “lavoro” nelle grandi città, dove quindi si
drone è talvolta un banchiere e, quando non lo stabilisce. Poi viene spedito a svolgere un la-
è, è in combutta con uno di essi. Insieme sfrut- voro a contratto e in autunno, quando il suo
tano la credulità e l’ignoranza degli italiani, compito è finito, torna in città con pochissimo
spennandolo fino all’ultimo dollaro. denaro in tasca in vista dell’inverno. Spesso
trova più conveniente comprare un biglietto di
Per quanto riguarda la questione della deside- terza classe e tornarsene nell’assolata Italia
rabilità dell’immigrato italiano, è sul soggetto che rimanere nella fredda New York, dove il
del sud che ci dobbiamo concentrare. Il suo carburante per il riscaldamento è una necessi-
fratello settentrionale non dovrebbe darci più tà e le spese sono alte.
preoccupazioni dei cittadini di Regno Unito, Quando invece l’italiano si dedica al lavoro
Germania o Svezia. La caratteristica più evi- agricolo ha di solito una storia di successo. La
dente dell’immigrazione italiana è il numero caratteristica più problematica dell’immigra-
relativamente basso di persone che si dedica- zione italiana è infatti proprio la scarsa per-
no alle attività agricole, nonostante l’85 per centuale di persone che vanno a vivere nelle
cento degli immigrati in arrivo dall’Italia sia comunità rurali. Le colonie agricole italiane
formato da contadini. Il fenomeno può essere nei dintorni di Vineland, nel New Jersey, sono
spiegato con il fatto che l’immigrato è allo ricche e fiorenti. In Texas gli italiani hanno av-
stesso tempo povero e ignorante. La povertà viato coltivazioni di cotone, ortaggi e vigne. In
lo costringe ad accettare qualunque lavoro gli Louisiana, Mississippi e in altri stati del sud,
sia offerto. L’ignoranza e l’incapacità di parla- hanno sostituito il negro, inaffidabile e inca-
re la nostra lingua gli impediscono invece di pace. Il loro successo in California – dove han-
venire a conoscenza delle opportunità offerte no trovato un clima adatto e si sono dedicati

Internazionale storia | In cerca di fortuna 55


alle loro attività predilette: la viticoltura e la che rendono degno di riverenza il mondo fem-
coltivazione di frutta – è stata una delle ragioni minile, di qualsiasi nazionalità.
dello sviluppo dello stato. Nel 1897 il rapporto I reati di cui sono accusati gli italiani sono
della camera di commercio italiana di San solitamente crimini violenti, commessi per
Francisco ha censito 47.625 italiani residenti vendicare torti reali o presunti. È una conse-
nelle 56 contee della California, quasi tutti im- guenza dell’abitudine di farsi giustizia da soli
piegati nell’agricoltura e proprietari di 2.726 in un paese dove i poveri erano raramente –
fattorie. In tutto, 837 aziende possedevano un per non dire mai – tutelati dalla legge. Ma nel
capitale di 17.908.300 dollari. Il capitale totale complesso i crimini commessi dall’italiano
in mano a imprenditori, allevatori e agricoltori nel nostro paese sono, a causa della sua so-
italiani ammontava a 114.325.000 dollari. brietà, meno numerosi di quelli commessi
dalle razze solitamente etichettate come desi-
Gli italiani sono di statura molto al di sotto del- derabili. L’italiano raramente diventa un one-
la media, eppure sono asciutti e muscolosi, re per la società, data la sua volontà di accetta-
capaci di sostenere un prolungato sforzo fisi- re qualsiasi tipo di lavoro gli venga offerto.
co. L’italiano cresciuto in campagna sopporta Non finisce per impoverirsi. Chiede e ottiene
molto male le condizioni insalubri dei grandi la carità meno spesso di molti altri immigrati
condomini urbani. Soccombe alle malattie che abitano nelle nostre città. È frugale e, no-
che derivano dalle cattive condizioni d’allog- nostante le ruberie cui lo sottopone il padrone
gio più rapidamente dell’ebreo, il quale per o il banchiere, riesce a risparmiare parte dei
generazioni ha abitato nei quartieri malsani e guadagni.
affollati delle grandi città e ha acquisito un cer- Se non ha altre prospettive, quando deve
to potere di resistenza contro le malattie dovu- affrontare l’inverno, la mancanza di lavoro e la
te a sovraffollamento, sporcizia e mancanza di povertà, solitamente ha denaro a sufficienza
aria pulita e luce solare. I bambini italiani cre- per comprare un biglietto per l’Italia. Così mi-
sciuti nei quartieri italiani di New York, Bo- gra di nuovo per poi tornare in una stagione
ston, Filadelfia o Chicago tendono a sviluppa- più consona. La tendenza migratoria del lavo-
re malattie tubercolari e rachitismo più spesso ratore italiano ha provocato molti commenti
di quelli cresciuti in Sicilia o in Italia. La tuber- sul suo reale valore per gli Stati Uniti. Non ci
colosi è frequente tra gli italiani che vivono nei sono dubbi che gli italiani facciano avanti e
palazzi delle grandi città, pur essendo estre- indietro tra l’Europa e l’America più di qualsi-
mamente rara tra gli immigrati recenti. asi altra popolazione. Si sono guadagnati l’ap-
Dal punto di vista mentale l’immigrato ita- pellativo di “uccelli di passo” per la loro abitu-
liano ha le caratteristiche che ci si possono dine a spostarsi, sono stati accusati d’inviare
aspettare dall’esponente di una popolazione grandi somme di denaro in patria e, in molti
contadina il cui tasso d’analfabetismo è del 48 casi, di tornarsene in Italia per vivere nel lusso
per cento. Tuttavia le possibilità del contadino con il denaro guadagnato negli Stati Uniti.
italiano, se propriamente istruito, sono molto Di recente sono stati appurati dei casi di
promettenti. Impara velocemente, ha una italiani che sono arrivati negli Stati Uniti come
cderta destrezza manuale e il suo senso artisti- immigrati ammettendo di essere già stati nel
co è sempre sviluppato, anche se talvolta urta paese sei o sette volte. È certo, tuttavia, che
il senso estetico degli statunitensi più critici. nella maggioranza dei casi il lavoratore italia-
Gli standard morali della famiglia italiana no si adatta alla vita negli Stati Uniti e ogni vol-
sono molto alti, e le donne italiane sono giu- ta che torna nel suo paese trova le cose sempre
stamente apprezzate per le virtù domestiche più strane, finché non perde ogni residuo desi-

56 Internazionale storia | In cerca di fortuna


derio di tornare a casa. Va avanti e indietro per ché gli sforzi dell’italiano abbiano successo, è
far visita agli anziani genitori, per sfuggire alla necessario semplicemente guidarlo all’inter-
povertà dei condomini di New York quando no del paese, tenendolo lontano dal clima vi-
non ha lavoro, oppure per organizzare – quan- ziato dei condomini urbani e dei bassifondi.
do è abbastanza ricco – il trasferimento della Nessun luogo è più adatto agli italiani dei
sua famiglia negli Stati Uniti. nostri stati meridionali, e nessun immigrato è
meglio attrezzato dell’italiano per svolgere un
Niente illustra la progressiva stabilità dell’im- ruolo importante nello sviluppo di questi stati.
migrazione italiana nel nostro paese meglio Egli ha bisogno dell’aria pura della campagna
della crescente proporzione di donne e bam- e della mitezza dell’inverno del sud, e tramite
bini tra i nuovi immigrati. Quando l’italiano le sue capacità e la sua industriosità potrà ren-
può lavorare in autonomia, quando è indipen- dere produttivi terreni aridi o bonificare palu-
dente dal padrone e dal banchiere, ha buone di. Può offrire ai coltivatori del sud una mano-
possibilità di diventare un cittadino utile. Le dopera affidabile e frugale, sostituendo il ne-
somme che sarebbero state spedite in Italia gro incostante e sconsiderato, e può introdurre
dai lavoratori italiani sono state grossolana- e perfezionare la viticoltura e la vinificazione.
mente esagerate, ed è improbabile che un Queste sono alcune delle potenzialità
qualsiasi italiano che sia riuscito a costruirsi dell’immigrato italiano, se correttamente gui-
una posizione possa sfuggire all’americaniz- dato, ma il suo stile di vita nelle grandi città,
zazione o desiderare di tornare a vivere in Ita- dove si trova la maggioranza degli italiani,
lia. Il lavoratore italiano invia denaro in Italia presenta un quadro molto diverso. Qui si tro-
ai genitori o alla moglie per contribuire a pa- vano i “quartieri italiani”, responsabili di buo-
gare l’affitto, le tasse e le altre spese che grava- na parte dei pregiudizi di cui è vittima l’immi-
no sulla famiglia. Lo fa per un elevato senso di grato italiano. In queste colonie osserviamo
dovere filiale o coniugale, perché l’italiano l’italiano al suo peggio, fisicamente e moral-
non dimentica mai i suoi obblighi nei con- mente. Tuttavia, com’è stato già detto, egli si
fronti dei genitori o della moglie, e non c’è affolla nel quartiere italiano perché non ha
dubbio che tale devozione sia lodevole. Ma il alternative, non conoscendo la nostra lingua e
suo desiderio, in molti casi, è in realtà quello i nostri costumi. Invece di essere guidato ver-
di crearsi una casa negli Stati Uniti e portare le so la campagna, l’italiano è indotto a rimanere
persone che dipendono da lui per viverci in- nel “quartiere” dai suoi connazionali più for-
sieme. tunati, padroni o banchieri, che sperano di
L’italiano si sta gradualmente emancipan- sfruttarlo per il proprio tornaconto.
do dal padrone. Sta anche cominciando a co- I filantropi, italiani o statunitensi, che indi-
noscere le grandiose possibilità offerte rizzeranno l’italiano verso i luoghi a lui più
dall’attività agricola indipendente. Che abbia consoni, nelle aree rurali, renderanno un
davanti a sé grandi opportunità è dimostrato grande servizio all’immigrato italiano, agli
dal successo che ha ottenuto ogni volta che è stati dove questi porterà il suo lavoro e le sue
stato indirizzato nella giusta direzione. Affin- capacità, e all’umanità in generale. u ff

Popular Science
è una rivista statunitense,
oggi quindicinale, di
divulgazione scientifica.
È stata fondata nel 1872.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 57


Chi ha paura
della mano nera
Nascondendosi dietro il simbolo della mano
nera, i criminali italiani negli Stati Uniti hanno
messo in piedi un efficiente sistema
di minacce e ricatti. Che funziona sfruttando
i timori all’interno della loro comunità
Lindsay Denison, Everybody’s Magazine,
Stati Uniti, settembre 1908
LIBRARY OF CONGRESS

Mulberry street, New York, 1900

58 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Una lettera infilata sotto la porta o nel- un po’ di denaro e io, autore, fossi un criminale
la cassetta delle lettere, con il simbolo terrifi- italiano in società con altri criminali e volessi i
cante e la firma della mano nera, contenente tuoi soldi, dovrei scriverti una lettera firmata
una richiesta di denaro dietro la minaccia di La mano nera. Questo significherebbe che tut-
morte o altre sciagure. Qualche settimana do- ta la spietatezza, la crudeltà e la diabolica insi-
po, se la richiesta viene ignorata, arriverà una stenza di un criminale italiano, o di una banda
coltellata nel buio o, più comunemente, l’e- di criminali italiani, si riverserà su di te se rifiu-
splosione di una bomba rudimentale. terai di sottostare al ricatto.
Questa è la mano nera: l’estorsione di de- Se sarai coraggioso e denuncerai le minac-
naro con la garanzia che il rifiuto di sottostare ce alla polizia, sappi che la tua testimonianza
al ricatto sarà seguito dalla violenza, una ga- in tribunale farà sì che la vendetta della mia
ranzia mantenuta terribilmente viva da una famiglia e dei miei amici criminali si abbatterà
successione quotidiana di aggressioni, omici- su di te e sui tuoi cari. E anche se gli investiga-
di ed esplosioni sotto il naso della polizia. È la tori italiani ti hanno detto che qui non siamo in
prova che le nostre leggi sull’immigrazione Italia, e che la deposizione in tribunale non è
non sono abbastanza rigorose e non bastano a un atto di riprovevole indecenza, i miei amici
tenere fuori da questo paese il peggio della de- saranno sicuramente in aula per ricordarti che
linquenza che dovrebbero arginare. Ed è la non sono della stessa opinione. Questo pro-
dimostrazione che gli uomini e i metodi fuori- memoria ti sarà comunicato con il gesto
legge della camorra napoletana e della mafia dell’indice sulla gola. E ti renderai conto che è
siciliana si sono trasferiti in questo paese. come se fossi in Italia. Ti rifiuterai di testimo-
L’esistenza e il dilagare della mano nera niare e io sarò libero. Ed ecco che i giornali ri-
non sono solo una vergogna per il nostro siste- bolliranno di indignazione per “la meraviglio-
ma di tutela dell’ordine pubblico. Sono un af- sa complessità criminale dell’organizzazione
fronto per le centinaia di migliaia di italiani della mano nera”. Ma è una sciocchezza. Per-
operosi, onesti e di carattere allegro che sono ché la vera forza in gioco qui è il temperamen-
venuti in questo paese per caricarsi sulle spalle to italiano, specialmente quello del sud Italia.
il lavoro abbandonato una generazione fa da- La legge e la polizia non combattono contro
gli immigrati irlandesi. Sono un freno al loro una grande macchina segreta dedita agli omi-
progresso; il prezzo del successo di un com- cidi e alle rapine, ma contro i singoli frutti
merciante, di un barbiere o di qualsiasi attività dell’educazione criminale che da secoli domi-
dignitosa è subire il ricatto della mano nera. na l’Italia meridionale.
Quanto sia fecondo il terreno da cui la ma-
no nera miete il suo raccolto lo si vede dal fatto È vero – e anche molto interessante – che a que-
che negli ultimi cinque anni i depositi bancari sto sistema omicida il nome è stato dato da un
degli italiani negli Stati Uniti sono arrivati a giornalista di un quotidiano di New York.
trecento milioni di dollari, cento solo nello sta- Questo nome ha radici antiche. Ai tempi
to di New York. E non c’è un solo dollaro di dell’inquisizione in Spagna c’era una società
questo gruzzolo guadagnato con il sudore del- segreta che combatteva contro il governo e la
la fronte che non sia in balìa del sistema di ri- chiesa chiamata La mano nera. Dopo la sua
catti della mano nera. scomparsa, le società segrete dell’Italia del
Il terrore della mano nera oggi è amplifica- sud ne raccolsero l’eredità. Una ventina di an-
to dal suo mistero. Un mistero che non verrà ni fa in Spagna fu pubblicato un falso rapporto
mai svelato, perché non c’è nulla da svelare. Se in cui si diceva che la mano nera era stata ri-
tu, lettore, fossi un italiano che ha accumulato portata in vita. La storia è rimasta in testa a un

Internazionale storia | In cerca di fortuna 59


giornalista dell’Herald, che a un certo punto gli hanno dato un nome e lo hanno sfruttato. E
ha provato a riaccendere l’attenzione sull’in- cosa hanno fatto le rozze bande criminali ita-
tricato caso dell’omicidio di un italiano, ipotiz- liane? Hanno colto l’occasione e si sono impa-
zando che la mano nera si fosse infiltrata tra gli dronite di quel nome. Per averne conferma
immigrati latini in America. Gli altri giornali si basta dare un’occhiata ai titoli di qualsiasi quo-
sono gettati avidamente sulla storia e l’hanno tidiano di New York.
rilanciata. Bisogna ricordare che i crimini di cui si par-
La polizia non ha fatto mancare il suo con- la sui giornali sono solo una parte dei cento o
tributo al sinistro sfruttamento della sigla. Gli mille tentativi di ricatto che avvengono ogni
agenti a cui è stato affidato il controllo delle giorno. Le persone che rifiutano di pagare so-
attività criminali della mano nera sono per lo no poche. Perciò è impossibile calcolare l’enti-
più originari del nord Italia. Non capiscono la tà dell’attività criminale della mano nera. Una
criminalità del sud Italia, ma la temono. E cosa, però, è certa: non c’è un solo italiano,
hanno tutto l’interesse a promuovere l’idea di dall’operaio al fruttivendolo, che non sia stato
una mano nera organizzata in modo meravi- costretto a piegarsi al ricatto.
gliosamente intricato e coerente.
L’italiano trapiantato non è uno sciocco, Ci sono già segnali che la fame di denaro ren-
così come non è uno sciocco l’irlandese tra- derà la mano nera abbastanza audace da spin-
piantato. La pubblicità gratuita di cui ha godu- gerla a cercare vittime al di fuori della popola-
to l’inesistente mano nera era quasi troppo zione di origine italiana. Nelle prime fasi della
perfetta per essere vera. Immaginate di avere caccia, le sue vittime erano solo quelle che
un’azienda che produce alimenti: sedetevi un avevano imparato ad aver paura di lei e della
momento e ditemi quanto sareste disposti a sua vendetta in Italia. Ma con l’aumento del
pagare per la pubblicità che il marchio della numero dei reati impuniti, il terrore legato al
mano nera ha avuto gratuitamente. suo nome piratesco sta diventando tanto po-
tente da spaventare anche gli americani. Pri-
A New York c’erano già da tempo numerosi ma o poi, se non verrà messa in riga, la mano
criminali italiani: forse non il 2 per cento della nera sarà una minaccia per tutti noi. Nelle ulti-
popolazione italiana in America, ma comun- me settimane una presunta aggressione della
que più di quanti sarebbero potuti rimanere a mano nera è stata commessa ai danni dei vil-
piede libero in Italia. Ricattatori, truffatori, leggianti nei monti Berkshire, in Massachu-
falsari, rapitori, ladri e assassini. Partiti dagli setts. Ed è stata segnalata una vasta trama cri-
stessi porti dell’Italia meridionale, condivide- minale di cui sarebbero vittime alcune fami-
vano quasi tutti lo stesso sistema di comunica- glie benestanti in Messico. Il tempo e una pa-
zione e gli stessi luoghi di ritrovo. Del resto ziente attività investigativa stabiliranno se si
parlavano gli stessi dialetti, raccontavano gli tratta di macchinazioni di bande della mano
stessi pettegolezzi di quartiere e vivevano de- nera o di piani di altri desperados che ne hanno
gli stessi reati. Come in patria, tra loro c’erano adottato il simbolo.
dei capi: uomini noti per la loro irruenza, la Perché, naturalmente, non tutti i crimini
crudeltà e i precedenti per omicidio. Queste commessi sotto questo simbolo hanno a che
persone, però, non s’incontravano mai alla fare con le bande della mano nera. Una ragaz-
stessa ora o nello stesso luogo. Non avevano za gelosa può usare l’emblema per spaventare
nomi da gangster; e non avevano nemmeno il suo amante. Sono passate poche settimane
alcun prestigio come organizzazione. A questo da quando due ebrei russi a New York lo hanno
punto sono arrivati i giornali newyorchesi, che usato per estorcere denaro a un agente immo-

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CHICAGO HISTORY MUSEUM/GETTY IMAGES
CHICAGO HISTORY MUSEUM/GETTY IMAGES

Lettera di estorsione spedita a una famiglia di immigrati italiani a Chicago, 1915

Internazionale storia | In cerca di fortuna 61


biliare della loro stessa razza. Due greci sono parole mafia e camorra saranno usate in riferi-
stati colti sul fatto mentre ricattavano un altro mento ai criminali di queste organizzazioni.
greco con una lettera firmata μαυρα χειρ [ma- Gli associati sono uomini che hanno com-
vra cheir mano nera in greco, in originale nel messo piccoli reati violenti o truffe. Vendono
testo]. Più il simbolo viene usato dagli estra- le loro anime ai capi delle bande in cambio di
nei, più la mano nera italiana ne trae vantag- protezione dalla polizia. Se, nonostante l’aiu-
gio. È l’unica società segreta al mondo – se to, il criminale viene arrestato e processato, la
possiamo definirla una società – che può per- mafia gli mette a disposizione un esercito di
mettersi di incoraggiare le iniziative dei suoi spergiuri disposti a sostenere la sua innocen-
falsi membri. za; i testimoni dello stato vengono terrorizzati
È davvero molto difficile per chi è nato in con le minacce, che diventano ancora più te-
America capire la psicologia della maggioran- mibili se l’imputato è condannato. Così succe-
za degli italiani perbene, rispettosi della legge, de che cinque volte su sei viene assolto.
lavoratori, industriosi, che si sottomettono do- Detto tra parentesi, va riconosciuto che ne-
cilmente al giogo della mano nera. Per avere gli ultimi dieci anni il governo italiano ha avu-
una spiegazione bisogna andare in Italia. to la meglio sulle associazioni criminali; la
La società segreta siciliana è la mafia. Stan- percentuale di coloro che evitano la condanna
do a quanto dicono i siciliani americanizzati, è per i crimini commessi sta diminuendo, come
una macchina criminale oliata e consolidata sta diminuendo il potere dei capi delle bande.
quanto la nostra Tammany Hall, né più né me- Proprio per questo, come sarà spiegato più
no. Ne fanno parte tanto aristocratici e uomini avanti, è cresciuta la minaccia in America.
dell’alta società quanto i leader delle bande
criminali e gli uomini malvagi che li ricono- Ma torniamo alla recluta criminale: dopo aver
scono come capi. È grazie alle imprese dei capi giurato fedeltà, diventa uomo della mafia o
che la mafia è conosciuta su questa sponda della camorra. E prende ordini dal capo. All’i-
dell’oceano. I membri della mafia rispettabili nizio è messo blandamente alla prova, magari
e di nascita aristocratica, secondo la tradizio- viene mandato a fare il testimone in una rissa
ne, cercano di tenere a freno i cattivi soggetti, o in tribunale a dichiarare il falso. In un secon-
con il risultato che il peggio della “mafia bas- do momento gli viene ordinato di unirsi a una
sa” si trova adesso a New York, Chicago, St. banda che deve malmenare un uomo che ha
Louis e Denver. disobbedito agli ordini del capo. Se di tanto in
La camorra napoletana è più o meno lo tanto ha occasione di commettere piccoli reati
stesso tipo di organizzazione. L’innata inclina- di propria iniziativa, la mafia gli garantisce una
zione all’intrigo dell’uomo del sud Italia si ma- semi-immunità. Si dimostra affidabile e spie-
nifesta in modi molto simili, qualunque sia la tato. Gli vengono affidati degli omicidi. Se ne
città di provenienza. L’uomo di mafia vi dirà commette abbastanza, se la comunità comin-
che c’è una differenza tra la mafia e la camorra; cia a temerlo, se i cittadini pacifici cominciano
che il mafioso affronta il suo nemico faccia a a considerare ogni suo cenno come un ordine
faccia, mentre la camorra tollera gli agguati al da rispettare, allora vuol dire che è diventato
buio, le pugnalate alle spalle e la coppa avvele- un capobanda, e che al mondo non c’è mascal-
nata offerta in segno di apparente amicizia. zone più temerario e arrogante di lui.
L’uomo di camorra, da parte sua, è capace di Oggi sono uomini come questi che stanno
tagliarsi un dito se gli viene ordinato, e dice terrorizzando le comunità italiane in America.
che l’uomo di mafia è spesso un bugiardo. È la consuetudine a sottomettersi a questa ti-
In ogni modo, nel seguito dell’articolo le rannia che spinge gli italiani d’America a pie-

62 Internazionale storia | In cerca di fortuna


garsi al ricatto. È arrivato il momento di esami- qualsiasi agente ne faccia richiesta; non deve
nare i motivi per cui questi furfanti italiani as- portare armi letali, e se gli viene trovato in ta-
setati di sangue riescono ad arrivare qui, a di- sca anche un semplice temperino diventa pas-
spetto delle leggi, italiane e statunitensi. sibile di un periodo di detenzione particolar-
mente lungo; non deve frequentare luoghi
Supponiamo che a un certo punto della sua dove si beve, il minimo segno di ubriachezza è
sanguinosa carriera l’assassino della mano ne- grave quanto il possesso di un’arma; se viene
ra sia catturato o condannato. In Italia non c’è coinvolto in una rissa la legge presuppone che
la pena di morte. E anche se la sua associazio- sia lui l’aggressore e che sia nel torto, anche se
ne non è riuscita a salvarlo, quasi certamente è innocente.
riuscirà a ottenere una condanna lieve. Finché Ce n’è abbastanza per far impazzire un cri-
non esce di galera, l’associazione lo dimenti- minale di qualsiasi tempra. L’ex detenuto, in-
ca. In Italia è praticamente impossibile evade- somma, deve andarsene dall’Italia. La legge,
re dalle prigioni in cui sono rinchiusi i condan- però, dice che non può lasciare il paese. Non
nati di mafia e camorra. Un’isola rocciosa, al può attraversare la frontiera né imbarcarsi su
largo dell’assolato golfo di Napoli, circondata una nave diretta all’estero senza passaporto.
giorno e notte da una pattuglia armata, con i In questo il governo italiano è più saggio dei
fari che scandagliano l’acqua e una torpedinie- governi dei nostri stati e delle nostre città.
ra in agguato nell’ombra: no, le organizzazioni
segrete non cercano di salvare i loro fratelli che Per un ex detenuto tentare di lasciare l’Italia
rimangono indietro. non è un reato, ma è un’infrazione punibile
E anche dopo che la pena è stata scontata, con sufficiente severità da farlo stare attento a
le associazioni possono essere di conforto al non farsi scoprire. Di conseguenza, su ogni na-
condannato in un solo modo: aiutandolo a ve che salpa da Palermo o da Napoli ci sono
uscire dall’Italia. Questo diventa il suo unico diversi uomini della camorra o della mafia,
obiettivo, perché nessun ex detenuto può stare impiegati come marinai, scaricatori di carbo-
tranquillo in Italia. Ecco alcune delle restrizio- ne e steward. È loro sacro dovere aiutare i fra-
ni che gli vengono imposte quando ha finito di telli ad aggirare la legge sui passaporti. Se que-
scontare la sua pena in carcere e viene messo sti membri dell’equipaggio di una nave sono
sotto sorveglianza speciale [in italiano nel te- seriamente intenzionati a nascondere un clan-
sto]: deve comunicare alla polizia dove vive; destino, la cosa è fattibile. Una volta venti uo-
non deve allontanarsi dal suo domicilio tra le mini hanno dato la caccia a un clandestino
otto di sera e le otto di mattina, perché se viene dopo aver fatto scendere a terra gli ufficiali e
sorpreso in giro al di fuori dell’orario stabilito l’equipaggio, senza però trovarlo: l’uomo si era
viene rimandato in galera; non può ottenere cucito all’interno del materasso di una cuccet-
un impiego senza il permesso e l’approvazione ta. Quando la nave attracca in America, il fug-
del capo della polizia, e anche in quel caso il gitivo si mette la divisa o la tuta di uno dei suoi
datore di lavoro deve garantire che l’ex dete- confratelli e lascia in tutta tranquillità il porto.
nuto si atterrà rigorosamente alle restrizioni Così un criminale esperto e incallito viene
della polizia; non può cambiare datore di lavo- sguinzagliato nella terra dei liberi e nella pa-
ro, se non alle stesse condizioni; deve presen- tria dei coraggiosi. Ogni marinaio che sa come
tarsi a intervalli regolari alla stazione di poli- funziona il commercio nel Mediterraneo co-
zia, dove la sua presenza è annotata e contro- nosce questo sistema.
firmata su un registro che l’uomo deve portare La teoria della polizia americana è che il
sempre con sé e che può essere ispezionato da criminale italiano arrivi passando per la Fran-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 63


JACOB A. RIIS (MUSEUM OF THE CITY OF NEW YORK/GETTY IMAGES)

Il bandits’ roost, il covo dei banditi, un vicolo di Mulberry street a New York, 1887

64 Internazionale storia | In cerca di fortuna


cia e il Canada. È una sciocchezza: non ne ha Ed è così che il criminale italiano esce
né l’intelligenza né i mezzi. dall’Italia ed entra negli Stati Uniti, a dispetto
L’ex detenuto ha l’indirizzo di New York di dei rispettivi governi. Il caso vuole che oggi ci
uno o più membri della sua società segreta. siano più ex detenuti italiani negli Stati Uniti
Raggiunge il luogo in questione il più rapida- che in Italia: tutti i più temerari, sconsiderati e
mente possibile. È senza lavoro e si trova in un irrecuperabili desperados italiani sono qui, e si
paese straniero. Magari la buona sorte gli fa stanno appropriando non solo del denaro ma
trovare subito un lavoro onesto. Ma di solito anche del buon nome dei loro compatrioti.
non è così. Il più delle volte diventa uno stru-
mento volenteroso e prezioso a disposizione Non è possibile sapere con certezza come vie-
della mano nera, alla mercé della generosità di ne diviso il ricavato delle estorsioni. È molto
criminali più integrati. Recapitare furtivamen- probabile che la spartizione sia decisa in base
te lettere di ricatto, accoltellare persone, piaz- alla generosità del capo dei “cattivi” e in base
zare e perfino uccidere in nome della mano ai rischi che i membri della banda hanno corso
nera sono attività compiute da uomini talmen- per mettere le mani sul bottino, e forse anche
te ignoranti e indifesi che rischiano di morire alla ricchezza complessiva della banda. Il ma-
di fame se non eseguono gli ordini dei crimi- scalzone più avido prende tutto ciò che vuole.
nali che li ospitano e li aiutano dopo il loro in- Gran parte del resto va agli uomini che si sono
gresso negli Stati Uniti. occupati delle minacce. La metà di ciò che
Per scovare questo tipo di criminale i nor- spetta al capo va invece “più in alto”. Ci sono
mali metodi di polizia non bastano. Probabil- almeno due o tre veterani del crimine arrivati
mente neanche gli uomini di cui è stato stru- dal sud Italia che non si sporcano mai le mani,
mento e a cui ha obbedito conoscono il suo né si sforzano troppo per organizzare i colpi,
nome, fatta eccezione per il leader della banda anche se può succedere che occasionalmente
che gli ha dato l’ordine. Gli italiani onesti e pa- s’imbattano in un banchiere italiano e gli chie-
cifici, se pure hanno avuto il coraggio di de- dano un migliaio di dollari. Li ottengono subi-
nunciarlo, non conoscono il suo volto né le sue to. Non hanno bisogno di minacce, basta il lo-
abitudini, né sanno come è arrivato in questo ro volto. I grandi capi della mano nera incuto-
paese. La legge americana lo protegge. In Ita- no terrore. Conoscono i piccoli capi. Conosco-
lia, dare false generalità a un poliziotto è un no i pettegolezzi che circolano nell’ambiente
reato. L’onere della prova dell’identità è a cari- degli italiani che si occupano di estorsioni. E i
co dell’indagato; se non può dimostrare di ave- piccoli capi gli cedono umilmente e sollecita-
re diritto al suo nome, va in prigione. In Ame- mente la loro fetta
rica può cambiare nome ogni giorno, senza Le singole componenti della mano nera so-
incorrere in sanzioni e senza neanche dover no talmente slegate che a volte i loro obiettivi
dare una spiegazione. divergono. Non molto tempo fa a New York un
Non sempre l’affiliato della mano nera è un certo Pasquale Pati, proprietario di una piccola
ex detenuto. Da quando la polizia italiana usa banca italiana, è stato preso di mira da una
le maniere forti contro la mafia e la camorra, i banda della mano nera composta per la mag-
criminali cominciano a fuggire prima di essere gior parte da ex uomini della mafia. Le sue co-
condannati e, finché possono, partono per gli noscenze gli facevano ritenere di essere al si-
Stati Uniti nella comodità della terza classe. curo dalle minacce della mano nera. Alcuni
Ma costoro sono molto pochi rispetto ai clan- amici di Pati hanno condiviso la sua indigna-
destini che scendono dalle passerelle delle zione: alla banda mafiosa è stato fatto presente
navi provenienti dal Mediterraneo. che, una volta in America, le vecchie inimicizie

Internazionale storia | In cerca di fortuna 65


italiane dovevano essere dimenticate. C’erano Questi reati, per quanto ripugnanti o sensa-
molti banchieri italiani da derubare che non zionali, sono di scarsa importanza rispetto alla
erano fratelli della camorra. La banda mafio- crescita esponenziale della grande macchina
sa, però, era affamata. E Pati era ricco. Era sta- del ricatto che, su suggerimento americano,
to avvertito e invitato ad arrendersi; le regole ha deciso di adottare il nome di mano nera.
dovevano essere rispettate, non importava chi
fosse colpito. Va bene, hanno detto gli amici Come ho già detto, non ci sono luoghi d’incon-
camorristi del banchiere, procedete! La mafia tro fissi né accordi vincolati da giuramento né
allora ha inviato un esattore alla banca di Pati. autorità elette o nominate. Che bisogno c’è?
Era appena entrato dalla porta principale Un “cattivo” della mano nera entra in un loca-
quando è stato abbattuto da una raffica di colpi le italiano, saluta il barista, oppure lo ignora.
sparati non solo da Pati e dal figlio, ma anche Dà un segnale: si tocca un orecchio, oppure si
da alcuni suoi amici, che casualmente si trova- aggiusta la cravatta, o magari si toglie un filo
vano sul posto ed erano armati. dalla manica. È sufficiente. Stasera alcune per-
Il mirabile carattere del banchiere emerge sone incontreranno il capo in un determinato
in particolare dal fatto che, dopo aver ricevuto luogo. Forse in quello stesso locale, forse in un
una pacca sulla spalla dalla polizia di New York altro locale a chilometri di distanza. Non im-
per il suo coraggio e per essere stato il primo porta. All’incontro sono presenti gli uomini
italiano ad affrontare a viso aperto La mano convocati. Qualcuno propone una partita a
nera, se n’è andato di nascosto. Mentre scrivo, zecchinetta [in italiano nel testo], simile al gio-
decine di correntisti osservano mesti le porte co americano del faro. Dal momento che la
chiuse della sua banca e scuotono il capo con polizia americana non vede di buon occhio il
amara soddisfazione, sapendo che un giorno gioco d’azzardo, il proprietario sarà così genti-
la mafia troverà Pati e riscuoterà per intero il le da mettere a disposizione una stanza privata
suo credito. con una serratura interna? Ovviamente sì. Vie-
Questi dissidi dovuti a vecchie fratture cau- ne abbozzato il piano, si danno gli incarichi, si
sate dall’appartenenza a organizzazioni diver- spartisce il bottino dell’ultimo ricatto o si co-
se in Italia sono piuttosto rari. Di solito negli struisce la bomba che punirà il ricattato in caso
Stati Uniti le tradizionali inimicizie d’oltre di mancato pagamento.
oceano vengono dimenticate, e riaffiorano so- Una volta conclusa la partita a zecchinetta,
lo quando dal mare arriva la voce che la mafia i membri della banda si separano, a volte sen-
o la camorra ha ordinato la morte di qualcuno za nemmeno conoscersi per nome. La notte
che è scappato dall’Italia per sfuggire a una fai- successiva, lo stesso capo può convocare un
da. Gli studiosi più attenti della criminalità altro conclave e organizzare un altro reato. La
italiana ritengono che il famoso “delitto del paura del tradimento non lo sfiora: i suoi sca-
barile”[l’omicidio del mafioso Benedetto Ma- gnozzi sanno che ci sono altri uomini pronti a
donia, il cui corpo sfigurato fu abbandonato in vendicare l’offesa a un suo minimo cenno.
un barile per strada] sia stato il frutto di una Non c’è da stupirsi che la polizia americana
relazione clandestina in Sicilia. Il vecchio ven- non sia riuscita a fare molti progressi contro
ditore ambulante ebreo che qualche anno fa è un’organizzazione così indefinita. Ma è vergo-
stato ritrovato morto in un baule sistemato gnoso che, con l’eccezione di quanto fatto dal
beffardamente sotto le finestre di una stazione commissario Theodore Bingham di New York,
di polizia di New York era stato punito per una non sia stata studiata nessuna strategia intelli-
fregatura rifilata, da lui o da un parente, a un gente contro i crimini della mano nera. Se
rapinatore con cui era in affari in Italia. guerra dev’essere, i metodi devono essere gli

66 Internazionale storia | In cerca di fortuna


stessi che il governo italiano ha già sperimen- piano di un ufficio; scende venti rampe di scale
tato con buoni risultati in patria. Prima di tut- ed esce da un ingresso diverso rispetto a quello
to, va creato un corpo di polizia in divisa, com- da cui è entrato. Per fare un tragitto che nor-
posto da uomini – italiani del sud –coraggiosi e malmente non dura più di mezz’ora ci mette
onesti. Ci sono molti uomini del genere sia in quattro ore. È sempre all’erta. Neanche il pedi-
Italia sia qui. natore americano più esperto, o un italiano del
Questi uomini devono conoscere la lingua nord, sarebbe in grado di tenerlo d’occhio. Un
segreta delle società segrete italiane, il gergo investigatore del sud Italia, invece, può riuscir-
criminale più complicato al mondo. I dialetti ci, perché la sua mente funziona esattamente
ibridi dei porti del Mediterraneo sono già in- come quella della preda che sta inseguendo.
comprensibili, con il loro miscuglio di lingue La cooperazione tra il nostro governo e
latine, greco e arabo. A questo guazzabuglio i quello italiano ha dato buoni frutti e ne darà
banditi della camorra e della mafia sovrappon- ancora. L’Italia è ben lieta di riaccogliere tra le
gono un codice tutto loro, che può essere deci- sue braccia gli ex detenuti venuti in America.
frato solo attraverso un lavoro di indagine pa- La posizione ufficiale del governo italiano è
ziente, intelligente e coraggioso. che in Italia la criminalità sarà sconfitta solo
I membri di questo corpo di polizia non de- quando sarà chiaro che l’America non è un ri-
vono avere alcun rispetto della tradizione o fugio sicuro. L’Italia ha archivi e identikit di
delle persone di rango. Nel grande processo tutti i suoi detenuti scomparsi. Un intelligente
che sembra aver segnato la fine della camorra stanziamento di fondi da questa parte dell’oce-
a Napoli, si è scoperto che i ladri e i sicari ano per dare la caccia ai criminali latitanti in
dell’organizzazione usavano perfino i preti e i Italia libererebbe le comunità italiane dalla
nobili come ingranaggi delle loro macchina- vergogna e dal terrore.
zioni; e ancora oggi sul procedimento grava il La mano nera dev’essere eliminata. Chi usa
sospetto che la camorra sia riuscita a infiltrare il suo simbolo deve essere incarcerato o espul-
l’accusa e a proteggere alcuni grandi colpevoli. so. La sua cultura del disprezzo della legge sta
Va poi creato un ufficio investigativo italia- mortificando i migliori ideali della nostra po -
no che lavori in segreto con la polizia italiana polazione nata all’estero. Se non sarà repressa,
in divisa; anche in questo caso, gli agenti devo- presto diventerà una minaccia anche per chi è
no essere italiani del sud provvisti dell’istinto nato qui. Sconfiggere la mano nera è un impe-
tipico dei peggiori truffatori d’Europa. Per gno che abbiamo verso l’Italia quasi quanto
esempio, se un affiliato della mafia o della ca- verso noi stessi. Sarà un favore inestimabile a
morra deve andare dalla sua casa ad Harlem a una nazione verso la quale siamo in debito per
fare la spesa in Elizabeth street, non va certo l’arte, per il contributo dato in termini di lavoro
diritto a destinazione. Sale su diversi bus; en- allo sviluppo delle nostre risorse nazionali e
tra in uno o più grandi magazzini; prende la per l’infusione nel nostro sangue di quella vena
ferrovia sopraelevata o la metropolitana; torna robusta e frugale che si manifesta non appena
sui suoi passi; si confonde tra la folla all’ingres- il normale immigrato italiano, industrioso e
so del ponte di Brooklyn; si ferma all’ultimo sobrio, inizia a sentirsi a casa. u bt

Everybody’s Magazine
è stata una rivista
statunitense pubblicata
a New York tra il 1899
e il 1929.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 67


Tra le due
guerre

1915-1945
Nella colonia italiana di Villa Regina, Rio Negro, Argentina, 1924
Raccolte museali fratelli Alinari/Archivi Alinari
L’Argentina
aperta al mondo
Adolfo Lanús, Caras y caretas, Argentina, 1 novembre 1919
Nei porti di un mare in tempesta e nei porti libertà democratiche, perché possano dimen-
tranquilli dei fiumi le navi riversano una profu- ticare l’ingrato passato, offrendo ai nuovi arri-
sione di nuovi conquistatori. In prossimità del- vati, oltre all’ambita tranquillità dopo la fine
lo sbarco le spiagge rese leggendarie dalla fan- della tragedia, le sicurezze di un lavoro remu-
tasia, e nobilitate dalla fecondità offerta al nerativo.
braccio lavoratore, riaffermano, alla vista delle
pampas, delle alberete nerastre di Buenos Ai- È così che li mostrano le fotografie. In alcune
res, Rosario e Bahia Blanca, coronate dal fumo sono in gruppo, perché nella nuova patria, di-
dei comignoli, la promessa di benessere che nanzi alle nuove battaglie senza spargimenti
rincuora il viaggiatore in arrivo. di sangue che dovranno vincere con intelli-
Ormai giunti a destinazione, costoro scru- genza e lavoro, sono svaniti i dolorosi ricordi
tano l’orizzonte e s’imprimono negli occhi una del passato. In altre sono soli, con l’atteggia-
più chiara riproduzione delle visioni a cui si è mento caratteristico del paese d’origine. Ma in
alluso: le verdi distese, i boschi secolari, le cit- entrambi i casi mostrano con fiducia il deside-
tà industriali e, in lontananza, appena percepi- rio e la speranza che, grazie a quello che sanno
ti dalle loro rudimentali conoscenze, i massic- fare, tutti riusciranno a trovare un buon lavoro.
ci delle cordigliere nelle cui profondità forse si L’albergo per gli immigrati a volte accoglie
nasconde il tesoro delle loro smisurate ambi- fino a cinquemila ospiti.
zioni. Prima dello scoppio della guerra in Europa,
Giungono in avventurosa confusione, pro- nei tempi di maggiore immigrazione, la cifra
venienti da ogni parte del mondo. Sono nati e delle presenze veniva spesso annotata sui regi-
hanno vissuto fino a poco tempo prima in Ita- stri e, nell’ampia sala da pranzo, si servivano
lia, Spagna, Russia, Austria, Germania. Solda- diecimila pasti al giorno, senza contare la cola-
ti o semplicemente spettatori della grande zione.
guerra, della crisi finanziaria che opprime i Le nuove correnti migratorie, appena ini-
vincitori e spinge i vinti, uniti nella ricerca del- ziate, promettono, in una data non lontana,
la pace, verso una patria che nella loro elemen- un’affluenza di viaggiatori equivalente, se non
tare percezione non riescono a collocare geo- maggiore. Le navi arrivano principalmente
graficamente, ma che sanno essere generosa dalla Spagna e dalla Germania, sempre cari-
per “tutti gli uomini di buona volontà”. che. I primi ad arrivare sono gli agricoltori, i
I nostri porti li accolgono a braccia aperte, lavoratori a giornata, i contadini, mentre gli
senza verificare altro che la loro intenzione di ultimi, con esperienze e una predisposizione
lavorare; e le nostre leggi li proteggono, con le per i lavori industriali, aspirano a un futuro di

70 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Le illustrazioni di queste “Le diverse parti del di immigrati”.
pagine sono tratte da un mondo da cui è arrivata Sotto: “La crescita delle
articolo di Caras y l’immigrazione nella comunità straniere che
Caretas intitolato La Repubblica argentina formano il nucleo della
nueva Babel e uscito il 15
marzo del 1913 . Sopra:
negli ultimi 22 anni
con il relativo numero
nostra capitale”.
71
benessere e, se la sorte sarà propizia, a rag- Poi ci siamo rivolti al galiziano e gli abbia-
giungere la ricchezza. mo chiesto: “Ma non ha bagagli, quello?”.
Seguono poi gli italiani, i belgi, gli austriaci, “Bagagli? E perché? Neanch’io ne ho. Con
i russi e i polacchi, che lasciano le zone colpite una mano davanti e una dietro… La valigia che
dalla crudele lotta tra le differenti nazionalità avete visto è di quel tedesco”.
e tra divergenti e confuse passioni politiche. Più tardi abbiamo intravisto un austriaco
Per accoglierli, l’Argentina, aperta al mondo, con il suo bagaglio: due bisacce di provviste.
ha solo una richiesta: che abbandonino in ma-
re le loro teorie criminali, contraddittorie, as- Un maestro della letteratura americana, espri-
surde perché, nel loro esotismo, l’America non mendo con la bellezza i suoi pensieri più pro-
le considera belle, bensì virulente; e per pro- fondi, ha dedicato una pagina alle navi di que-
teggerli, visto che sono forti e vengono lasciati sti pellegrini.
a se stessi, ha un’unica richiesta: che dimostri- Migliaia di anime abbandonano le coste
no buona volontà. piene di speranza, ma una in particolare pre-
Le ultime disposizioni ufficiali adottate a occupava lo scrittore, quella che si abbandona-
tale scopo stanno senza dubbio dando i risulta- va alla meditazione nello sciabordio delle on-
ti sperati. Vista la difficoltà di parlare con gli de, nell’azzurro del cielo, nella furia della tem-
immigrati delle diverse nazionalità, a causa pesta. E allora, pensando alla nave che si av-
della varietà di lingue e dialetti, abbiamo for- venturava in mare, ma che sarebbe tornata
mulato una sola domanda. E la risposta è stata indietro dopo qualche anno, magari con lo
unanime, proprio com’era stata uniforme la stesso passeggero – che nel frattempo avrebbe
domanda. “Vogliamo lavorare”, affermano i arricchito il suo patrimonio intellettuale –
viaggiatori senza eccezioni. scrisse: gloria y ventura al barco! [gloria e fortu-
Con l’aiuto degli amministratori e dei di- na alla barca].
pendenti dell’hotel degli immigrati, abbiamo Gli immigranti, che numerosi giungono in
parlato con i tre spagnoli di cui Caras y caretas nave ai nostri porti di mare e ai nostri porti flu-
ha pubblicato la fotografia. Un galiziano, un viali dalle placide correnti, di certo non cono-
aragonese e un ragazzo basco, forte e allegro, scono nulla del pensatore citato né – fatta ecce-
per il quale, secondo quanto dichiara sponta- zione per qualche caso – sono in grado di valu-
neamente, la prima soddisfazione regalata tare le proprie speranze in campo spirituale. Si
dalla favolosa Buenos Aires è stata vedere la tratta di lavoratori che sperano di aprire pro-
sua foto stampata sul giornale. All’improvviso fondi solchi nella terra fertile, che dovrà ri-
l’aragonese guarda l’orologio di un campanile cambiare con verdi campi e mille spighe dora-
vicino. te il seme piantato dalle loro mani callose. Ma
“Alle due prendo il treno. Vado a Guaminí, adattata la frase alle circostanze, con la dovuta
al sud”. deferenza verso chi la scrisse, e con giusto
“Quando è arrivato?”. omaggio agli operai che arrivano, esprimia-
“Ieri. Ho già un lavoro, in campagna. Ad- mo, nel saluto di benvenuto, gli stessi senti-
dio…”. menti per aprire a costoro non solo i porti, ma
E, dopo aver salutato i compagni, si allonta- anche i nostri spiriti, e per contribuire a conso-
na in fretta per arrampicarsi sul cassone di un lidare il loro contributo nella grandezza futura.
camion dell’albergo. Gloria y ventura al barco! u sc

Caras y caretas è stato Adolfo Lanús


un settimanale argentino (1892-1982) è stato
pubblicato a Buenos Aires un uomo politico e
tra il 1898 e il 1939. giornalista argentino.
“I quattro gruppi di
popolazione che si
dividono il mercato
immoboliare di
Buenos Aires”.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 73


La feccia
del Mediterraneo
Negli anni venti del novecento in Australia
arrivano migliaia di emigranti dall’Europa
meridionale. Un tabloid di Sydney teme per
l’identità e la purezza etnica del paese
Adam McCay, Smith’s Weekly, Australia,
28 giugno 1924
MARTIN (THE SYDNEY MORNING HERALD/FAIRFAX MEDIA/GETTY IMAGES)

Emigrati italiani arrivati con la nave Romolo a Sydney, 20 aprile 1939

74 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Maltesi, napoletani, greci e levantini: Nello stesso periodo sono arrivati 3.904 immi­
abbiamo cominciato a introdurre nella popo­ grati mediterranei all’anno (soprattutto greci,
lazione australiana una dose abbondante dei italiani e maltesi). Un mediterraneo ogni 37
peggiori ceppi mediterranei. L’inevitabile ri­ britannici.
sultato sarà compromettere i nostri standard Che disastroso cambiamento, quello del
di vita e minare le qualità della nostra nazione. 1922! Quell’anno abbiamo ricevuto 34.263 bri­
Dagli Stati Uniti un funzionario dell’Immi­ tannici, mentre i mediterranei sono stati
gration study ha scritto ai giornali australiani 4.312. Un mediterraneo ogni venti britannici.
chiedendo informazioni sull’origine dei nostri Abbiamo adulterato la schiatta britannica
immigrati. In una lista di 29 naturalizzazioni con quella mediterranea, la cui presenza è tri­
in Australia, il funzionario ha notato che solo plicata rispetto agli anni prima della guerra.
dieci erano “nordeuropee”, cinque erano “al­ Lo stesso è accaduto nel 1923, e nel 1924 è an­
pine” e ben quattordici erano mediterranee. Il data perfino peggio. Non passa settimana sen­
funzionario ha chiesto se questo eccesso di za la notizia di centinaia di greci, maltesi e
immigrati mediterranei fosse solo una coinci­ napoletani scaricati in Australia dalle cabine
denza isolata. Non è così. Rispetto al passato, di terza classe.
riteniamo che l’Australia abbia cominciato a: Il 5 giugno 1924 il transatlantico Carignano
partito da Napoli e l’Osterley, che aveva fatto
1. ridurre la percentuale di britannici; tappa a Napoli, sono arrivati in Australia con a
2. ridurre la percentuale di europei bordo 350 italiani e 150 greci. Un paio di setti­
occidentali; mane prima era stato annunciato che l’Orvie­
3. incrementare enormemente la to aveva caricato la sua stiva a Napoli con un
percentuale di immigrati mediterranei. miscuglio di italiani, greci e altri europei di
provenienza imprecisata, la cui sporcizia, puz­
Come se non bastasse, gli immigrati mediter­ za e abitudini promiscue hanno disgustato
ranei sono della peggior specie. Sono greci, tutti gli altri passeggeri.
italiani del sud e maltesi. La denominazione Oggi Napoli è il porto d’imbarco europeo
di “greci” include zingari, siriani e levantini per le persone dirette in Australia. Lord Inch­
imbastarditi. Tra gli italiani che approdano in cape ha apprezzato il fatto che le navi in par­
Australia scarseggia la splendida variante nor­ tenza per l’Australia siano ricolme di questo
dica. Quasi tutti sono napoletani e siciliani. I fetido carico umano: “Riempite le navi in par­
maltesi non hanno bisogno di presentazioni. tenza”, ha detto, “e potremo ridurre le spese
Chi è stato in trincea li conosce benissimo: so­ sui carichi al ritorno”. Queste manovre stanno
no i ratti del Mediterraneo. cambiando il Commonwealth, si passa dal po­
Nel 1924 la marea bisunta in arrivo dal Me­ polo britannico alla feccia italiana.
diterraneo in Australia è più consistente di Due mesi fa, davanti al parlamento malte­
quanto non fosse nel 1923, quando già era sta­ se, sir Gerald Strickland si è vantato di aver
ta più abbondante rispetto al 1922, l’ultimo “usato la sua influenza” per far entrare i mal­
anno per cui esistono statistiche complete. tesi in Australia. Strickland non aveva alcun
Confrontiamo i dati del 1922 con quelli regi­ diritto di usare questa influenza, ma l’ha fatto.
strati poco prima della guerra e proviamo di­ È il prezzo che il New South Wales deve paga­
sgusto per la specie che sta colorando il san­ re per aver accettato che l’impero inviasse un
gue australiano. governatore maltese.
Dal 1910 al 1913 l’Australia ha accolto in Oltre al declino dell’immigrazione britan­
media 118.541 immigrati britannici all’anno. nica, esiste un altro aspetto della vicenda. Gli

Internazionale storia | In cerca di fortuna 75


immigrati dell’Europa occidentale (soprattut- paesi abitati soprattutto da altre nazionalità
to nordici) sono diminuiti molto più rapida- europee. Avendo la tendenza a bere e mangia-
mente di quanto non siano aumentati quelli re molto, è quello che gli americani chiamano
mediterranei. Ecco i dati: greci, italiani e mal- un uomo di prima classe, ed è nettamente su-
tesi, da 2.094 (media annuale tra il 1910 e il periore alle altre razze in termini di lavoro ma-
1913) a 4.212 (1922); belgi, danesi, olandesi, nuale”.
francesi, scandinavi e tedeschi da 5.208 a In Australia stavamo costruendo quella
1.456. Gli immigrati provenienti dall’Europa che prometteva di essere una nazione eletta,
occidentale, soprattutto nordici, erano porta- ma i mediterranei la distruggeranno.
tori di forza. I mediterranei sono portatori di Come se non bastasse, i nostri immigrati
debolezza. mediterranei stanno perfino peggiorando. Re-
Dal 1910 al 1913 abbiamo ridotto di quattro centemente, a Sydney, il 38 per cento dei pro-
volte la schiatta più forte, moltiplicando per prietari di negozi di alimentari italiani è stato
due quella debole. Considerando l’intero con- riconosciuto colpevole di scarsa igiene. I vec-
tinente europeo, il livello della nostra immi- chi e robusti italiani che lavorano nelle pianta-
grazione è quasi dieci volte peggiore rispetto gioni di zucchero del Queensland hanno co-
al periodo 1910-13. minciato a lamentarsi del fatto che i nuovi
Se omettiamo i tedeschi, la cui assenza è italiani sono di classe infima.
dovuta agli sconvolgimenti portati dalla guer- Il vecchio quartiere di Woolloomooloo, a
ra, resta il fatto che l’immigrazione europea è Sydney, è ora Wopomooloo [il riferimento è a
di gran lunga di qualità inferiore rispetto al wop, il termine denigratorio, derivato dalla pa-
1910-1913. La componente mediterranea au- rola guappo, usato per riferirsi agli immigrati
menta sempre di più, e distruggerà gli stan- italiani].
dard di vita australiani e l’intera nazione. Alcune strade sono piene di napoletani e
A questo punto potremmo citare il reveren- siciliani che vivono a decine in edifici insalu-
do Inge (L’uomo bianco e i suoi rivali): “Essen- bri. Altre strade sono diventate colonie malte-
do un buon combattente, litigioso più che bel- si. La marea mediterranea comincia ad abbat-
licoso, l’uomo nordico è stato un grande con- tersi sull’Australia. È una marea insozzante,
quistatore e ha formato l’aristocrazia di molti ogni giorno più impetuosa e più sporca. u as

Lo Smith’s Weekly era


un quotidiano stampato a
Sydney. Fu fondato nel
1910 e ha smesso di uscire
nel 1950.

76 Internazionale storia | In cerca di fortuna


BERTRAM JONES (FAIRFAX MEDIA/GETTY IMAGES)

Emigrati italiani diretti in Australia sulla nave Viminale, 27 agosto 1937

Internazionale storia | In cerca di fortuna 77


A dissodare
la terra
Le condizioni di vita per i coloni che sbarcano in
Brasile, spesso grazie a reclutatori senza scrupoli,
sono durissime. Ma secondo la stampa locale,
il paese è un paradiso di benessere per gli stranieri
Lindolfo Collor, A Federação, Brasile, 19 dicembre 1925
SEM/UNIVERSAL IMAGES GROUP/GETTY IMAGES

Italiani scavano rocce nello stato di Rio Grande do Sul, 1910

78 Internazionale storia | In cerca di fortuna


I festeggiamenti per il cinquantenario di ostacolare la selezione spontanea, e inoltre
dell’immigrazione italiana nello stato del Rio infonde in chi lo riceve un’idea del valore eco-
Grande do Sul esprimono più di ogni altro ar- nomico spesso esagerata.
gomento logico ciò che è stato e sta diventan- Gli stati che ricorrono a questi strumenti
do il Brasile come espressione di ospitalità e di per incrementare la colonizzazione non di ra-
generosa offerta di benessere a quanti giungo- do si ritrovano alla mercé del peggiore sfrutta-
no qui in cerca di lavoro e di terre vergini bra- mento: sovvenzionano l’ingresso di persone
mose di essere fecondate. che poi non si stabiliscono sul loro territorio e,
Nel mezzo secolo trascorso dall’arrivo delle come se non bastasse, diventano vittime dei
prime leve di immigranti italiani in terra rio- paesi più scaltri i quali, anziché far propaganda
grandense, sono state abbattute foreste seco- alle proprie terre e ai propri metodi di lavoro,
lari, scalate ripide montagne, fondati centri con l’aiuto di mercenari sempre disposti a si-
abitati che si sono nel frattempo trasformati in mili incombenze bistrattano e coprono di in-
prospere città; tra coloro che erano giunti qui giurie le nostre condizioni di salubrità, l’effica-
in povertà, chi ha saputo affrontare con perse- cia delle nostre leggi, il valore delle nostre ter-
veranza la fatica quotidiana ha costruito la re, il carattere della nostra gente.
propria ricchezza in tranquillità o ha lasciato in
eredità ai figli terre coltivate pienamente pro- Non molto tempo fa, con sommo stupore e le-
duttive; e di questa opera di civilizzazione si gittima indignazione, ci è toccato leggere
sono giovati tanto i suoi pionieri e i loro succes- quanto aveva scritto contro di noi sui giornali
sori, quanto la terra che gli ha fatto da seconda italiani un pubblicista che aveva passato qui
patria. qualche settimana, un certo Luciano Magrini.
Da quando i primi forestieri italiani si sono Difficile immaginare una spocchia più grande,
insediati qui, il flusso migratorio non ha più una perfidia più velenosa, un intento più sfac-
subìto interruzioni. E questa è la testimonian- ciato di voler aggredire un paese che si è sem-
za più significativa di quanto sia stato favore- pre mostrato sinceramente amico degli italia-
vole ai lavoratori stranieri, e quanto lo sia an- ni. Non c’è bisogno di nessuno sforzo di ragio-
cora, stabilirsi in territorio riograndense. namento per rendersi conto che un simile
È risaputo che fin dalla proclamazione della scrittore è al servizio delle agenzie di emigra-
repubblica, nel 1889, il governo dello stato non zione. Senza secondi fini, nessuno verrebbe
ha più sovvenzionato il reclutamento di immi- meno così clamorosamente alla verità, dipin-
granti. I fenomeni migratori obbediscono a gendo con altrettanta malevola fantasia qua-
cause economiche e non possono essere con- dri irreali di miseria, di spoliazione del lavoro
trastati o repressi né alla partenza né all’arrivo. altrui, diremmo quasi di persecuzione, degli
Nessuno emigra se non a causa di necessità immigranti radicati in Brasile o che vi hanno
immediate e permanenti, o del desiderio di sostato durante la stagione della raccolta del
migliorare la propria situazione. Le offerte in caffè.
denaro possono influenzare il desiderio di ab- Ho voluto ricordare questo episodio per ri-
bandonare la patria solo per chi, di infima clas- badire l’idea che tutti gli immigranti che sbar-
se sociale, sia poco avvezzo al lavoro regolare. cano qui lo fanno per libera scelta, senza inviti
Invece, quelli che sono disposti a lavorare e a ufficiali, senza aiuti né imbrogli né false pro-
progredire non avranno bisogno di agenzie di messe. Se arrivano è perché sanno, dopo inda-
propaganda per sapere quale paese o regione gini sicure e informazioni degne di fiducia, che
sia più confacente ai loro interessi. è nel loro interesse. Lo stato e le imprese priva-
Il sussidio agli immigranti ha lo svantaggio te forniscono loro assistenza, li accompagna-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 79


no nelle colonie e agevolano le operazioni di agricoltori, l’organizzazione urbana, la raccol-
acquisizione della terra e degli utensili agrico- ta delle imposte, l’uso di risorse naturali, ca-
li. In un ambiente così propizio al lavoro, l’im- scate, aree boschive. E poi quelli di chiaro ca-
migrante riuscirà a costruirsi da solo il proprio rattere sociale, come l’istruzione, l’assimila-
futuro. In nessun caso potrà dire di essere stato zione della popolazione di origine straniera, la
deriso da un potere pubblico generoso nelle protezione degli indigeni e della popolazione
promesse ma avaro nei fatti. nazionale”.
Questo sistema di immigrazione sponta-
nea ha prodotto nel Rio Grande do Sul i suoi Il totale della superficie colonizzata nello stato
risultati migliori. I coloni sono soddisfatti, col- del Rio Grande do Sul ammonta a 37.600 chi-
tivano una terra di cui sono proprietari e co- lometri quadrati, di cui 24.800 colonizzati da
struiscono con le proprie mani un’agiatezza istituzioni pubbliche e 12.800 da privati. In 49
mai raggiunta nella patria d’origine. dei 74 comuni sono presenti nuclei coloniali.
Ciò che va evidenziato, e che nel Rio Gran- Secondo l’ultimo censimento, che ritengo in-
de è particolarmente evidente, è la facilità con completo, la popolazione dello stato è di 2,2
cui i coloni e i loro discendenti si amalgamano milioni di abitanti. Di questi, 924mila, il 41,5
nel nostro tessuto sociale. La proprietà della per cento, è composto dalla popolazione delle
terra è, senza dubbio, il primo elemento utile colonie. L’elemento di origine germanica è
per spiegare il fenomeno; il carattere marcata- rappresentato da 379mila abitanti; quello di
mente nazionale dell’ambiente, la benignità ascendenza italiana da 295mila persone.
dei nostri usi e costumi, la facilità con cui rice- Considerato che le colonie tedesche hanno
viamo l’influsso straniero e cerchiamo, senza già commemorato il loro primo centenario,
offenderne l’indole, di plasmarlo alla nostra mentre quelle italiane quest’anno festeggiano
maniera, costituiscono ulteriori circostanze solo un cinquantenario dall’arrivo dei primi
che facilitano l’integrazione degli stranieri. immigrati, dal confronto tra questi numeri si
capisce bene quanto sia stato intenso il flusso
L’ultimo rapporto della segreteria alle opere degli italiani e prolifica la loro discendenza.
pubbliche contiene un ampio studio sull’at- Elemento di grande significato economico
tuale situazione della colonizzazione nello per il Rio Grande do Sul, la colonia italiana è
stato. Nell’introduzione è riassunto, in poche stata all’altezza dell’ospitalità senza pari che le
parole, il punto di vista del governo riogran- è stata offerta. Tra i suoi discendenti, molti oc-
dense su questo importantissimo tema. “Per cupano posti importanti nell’industria, nel
quanto riguarda in particolare la colonizzazio- commercio, nelle libere professioni, nelle let-
ne così come è stata affrontata nel Rio Grande tere e nelle arti, e anche la politica ha contato,
do Sul da qualche anno a questa parte”, si leg- e continua a contare, sul contributo di questo
ge nel documento, “essa non rappresenta un valoroso elemento di civilizzazione.
semplice popolamento della terra, ma serve a Riteniamo un’autentica fortuna per noi la
organizzare nuove regioni e prepararle alla visita del signor ambasciatore d’Italia, in occa-
fondazione di comuni, i quali costituiscono sione dei festeggiamenti per il cinquantena-
nuove unità omogenee, parti integranti del rio, nelle colonie dell’estremo sud. La sua di-
più vasto organismo sociale che è lo stato. Si retta testimonianza delle condizioni eccezio-
tratta di un problema assai complesso, poiché nalmente favorevoli che il lavoro italiano ha
si dovrà provvedere alla quasi totalità dei ser- trovato in quei luoghi basterà a dissipare tutte
vizi pubblici ordinari e anche privati in qual- le perfidie ultimamente vendute alla stampa
che caso: la viabilità, l’insediamento degli da scrittori al soldo degli imbroglioni. u sb

A Federação è stato Lindolfo Collor


il quotidiano del (1890-1942) è stato un
Partito repubblicano giornalista e uomo
riograndense. Fondato politico brasiliano,
a Porto Alegre nel 1884, ministro del lavoro tra il
è uscito fino al 1937. 1930 e il 1932. Internazionale storia | In cerca di fortuna
Da contadini
a proprietari

Nel primo dopoguerra i francesi hanno bisogno


di manodopera per l’agricoltura. E accolgono
gli italiani a braccia aperte. Ma sono anche
preoccupati perché comprano le terre incolte
Charles Brillaud de Laujardière, Le Matin,
Francia, 21 marzo 1928
JEAN DIEUZAIDE (MAIRIE DE TOULOUSE/ARCHIVES MUNICIPALES 84FI2/390)

Nel dipartimento del Gers, Francia, 1946

Internazionale storia | In cerca di fortuna 81


I negoziati in corso tra la Francia e l’Italia letti della lingua d’oc sono molto simili all’ita-
rendono di grande attualità la questione liano. Questa corrente migratoria è diretta
dell’immigrazione italiana nei nostri diparti- soprattutto nei dipartimenti del sudovest:
menti meridionali. In effetti il ritmo degli arri- Gers, Haute-Garonne, Tarn-et-Garonne. È
vi si è talmente accelerato da provocare delle qui, infatti, che la denatalità ha provocato i
preoccupazioni. Ma queste preoccupazioni maggiori vuoti di popolazione. Mancanza di
sono giustificate? contadini, campi incolti, ovunque desolazione
Per valutare le conseguenze di questo feno- e rovina: nessuno spettacolo è più triste di una
meno economico è necessario cercarne la cau- terra abbandonata. Come evitare il disastro?
sa, che è molto semplice: paese già sovrappo- Una manodopera disponibile c’era, abbon-
polato prima della guerra, l’Italia è l’unica na- dante e desiderosa di lavorare, e i proprietari in
zione belligerante a essere uscita dal conflitto difficoltà l’hanno accettata con sollecitudine.
mondiale con un saldo demografico positivo. Volete qualche cifra?
La Francia, al contrario, si sta spopolando. Alle Già nel 1914 in Gascogne la quasi totalità
perdite provocate dalla grande guerra si ag- delle terre era virtualmente in vendita. Nel
giunge una denatalità, ahimè, sempre più for- 1914 un deputato del Gers affermava che nel
te, a tal punto che il territorio nazionale risulta suo dipartimento c’erano 59mila ettari di terre
oggi troppo vasto per essere coltivato. Da una incolte e 25mila fattorie abbandonate. Serviva-
parte troppe braccia e poca terra; dall’altra no braccia. Ed era necessario costituire un co-
troppa terra e poche braccia. Era inevitabile mitato regionale a Tolosa per assicurare il re-
che i nostri vicini cercassero di spingere verso clutamento della manodopera e organizzare il
di noi la loro popolazione in eccedenza. lavoro. L’appello non è rimasto inascoltato.
L’Italia, inoltre, è un paese essenzialmente Gli arrivi, che nel 1916 erano stati 343, sono
agricolo, ma non ha quella piccola proprietà saliti a 10.504 nel 1920 e sono diventati 13.269
contadina che invece abbonda in Francia, gra- nel 1925. Non si trattava di lavori temporanei,
zie anche alle nostre leggi che facilitano l’ac- la maggior parte dei nuovi arrivati aveva l’in-
cesso dei lavoratori alla terra. Questo spiega tenzione di stabilirsi nel paese. Tra di loro c’era
perché il bracciante italiano, se non trova lavo- un po’ di tutto: operai, fattori, contadini, brac-
ro in casa, è disposto ad andare all’estero. Per cianti. E tutti sono stati accolti bene. Qualun-
questo la componente contadina è predomi- que cosa pur di non lasciare la terra incolta.
nante tra gli emigranti italiani. Oggi, però, si sta verificando un fenomeno
Già da tempo molti di loro vengono a fare diverso, che dovrebbe attirare la nostra atten-
gli stagionali in Francia. Una volta finita la sta- zione. Sedotti dal basso prezzo della terra,
gione, tornano a casa con i risparmi accumula- molti italiani comprano appezzamenti. E que-
ti. Certo, in questo modo abbiamo lasciato sto è grave. Stavolta non è più il denaro ma la
uscire del denaro, ma potevamo comunque terra, la buona terra francese, a finire in mani
controllare la situazione. straniere.
Da qualche anno, però, l’immigrazione si è In alcune regioni l’elemento italiano ha so-
fatta più intensa. Dalla costa mediterranea stituito l’elemento francese, a tal punto che le
l’ondata migratoria avanza verso ovest e oggi condizioni di vita sono state adattate alle aspi-
invade tutta la Francia meridionale. Intere fa- razioni e ai bisogni dei nuovi arrivati: banche
miglie arrivano in queste regioni con l’idea di italiane forniscono il denaro, vengono pubbli-
stabilirsi qui definitivamente. Le ragioni che le cati giornali in italiano, imprese italiane ven-
spingono sono semplici: la vicinanza, l’affinità dono agli emigrati i loro piatti nazionali. Addi-
delle razze e la prossimità della lingua – i dia- rittura il nutrimento spirituale è fornito da sa-

82 Internazionale storia | In cerca di fortuna


cerdoti chiamati dall’Italia su richiesta della zionare le domande e di modificare le leggi
stessa autorità diocesana. che regolano l’acquisizione della cittadinanza
In altre parole stiamo assistendo a una vera francese.
e propria colonizzazione. La Francia deve anche adottare una politi-
Questa situazione non è forse un pericolo ca d’immigrazione che per ora non ha. Da mol-
per il paese? Ci viene risposto che i matrimoni to tempo l’Italia ne possiede una per la sua
dei lavoratori italiani con le donne francesi fa- emigrazione. Da noi il reclutamento e il con-
ciliteranno l’assimilazione. Ci viene detto: trollo degli stranieri sono gestiti da quattro
guardate la storia e osservate l’incrocio di raz- ministeri: esteri, interno, agricoltura e lavoro.
ze che nel corso dei secoli ha dato vita alla In questa situazione le incongruenze sono ine-
Francia. Può darsi. Ma non dimentichiamo, vitabili. In Italia, invece, tutte le questioni con-
però, che gli italiani residenti in Francia non cernenti l’emigrazione sono centralizzate
abdicano alla loro nazionalità. E Mussolini, presso il ministero degli esteri e regolate da un
che usa spesso le maniere forti, dichiara aper- commissariato generale. Questo permette di
tamente che “un popolo che sorge ha dei dirit- avere grande coesione e posizioni chiare, in
ti di fronte ai popoli che declinano”. Eccoci altre parole una vera politica di emigrazione.
avvertiti. In Francia, invece, finché non metteremo fine
In ogni modo ci troviamo di fronte a un’evi- alle nostre vecchie incertezze, rimarremo in
denza: la nostra agricoltura manca di braccia. una spiacevole situazione di inferiorità.
Dobbiamo trovarle. Così, finché i sociologi Dobbiamo quindi cercare di migliorare i
non avranno trovato il modo per ridurre la pia- nostri metodi. Ma quello che ci serve di più, il
ga della denatalità, dovremo fare buon viso a fine ultimo verso il quale dobbiamo dirigerci, è
cattivo gioco e accettare un aiuto di cui non il ritorno ai tassi di natalità che in passato sono
possiamo fare a meno, anche a costo di sele- stati l’orgoglio delle nostre campagne. u adr

Charles Brillaud de Le Matin è stato un


Laujardière (1854-1941) quotidiano francese di
è stato direttore generale orientamento nazionalista
del Sindacato centrale con sede a Parigi. È uscito
degli agricoltori francesi. tra il 1884 e il 1944.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 83


Pesce fritto
e gelati in Scozia
Dundee Evening Telegraph, Regno Unito, 26 dicembre 1928
Nove volte su dieci, chi entra in uno dei sparse in tutta la città. E arrivano tutti da una
ristoranti di Dundee specializzati in pesce frit- delle seguenti province: Salerno, Frosinone e
to e patatine, o in stagioni diverse anche nel Parma. Questo perché i primi immigrati sono
gelato, scoprirà che il proprietario è quasi sem- arrivati da queste tre province. Con il passare
pre italiano. A Dundee esistono molti ristoran- degli anni, hanno cercato manodopera per la
ti di questo tipo, gestiti da una considerevole propria attività tra parenti o amici.
colonia di italiani, che sono arrivati in Scozia Le persone provenienti da Frosinone e Sa-
quando l’Italia non era così ricca come oggi. lerno parlano la stessa variante dell’italiano,
Il motivo per cui questi italiani hanno scelto mentre quelle di Parma parlano un dialetto
Dundee come luogo di adozione è un mistero, incomprensibile per gli altri. Questo rappre-
ma resta il fatto che al momento in città vive senta uno svantaggio, perché in Italia il dialet-
una comunità di circa cinquecento italiani. to è considerato segno di scarsa istruzione.
Con poche eccezioni, si occupano tutti di offri- Luis Gonnella, console italiano a Dundee,
re alla popolazione un adeguato rifornimento ha cercato di organizzare lezioni di italiano.
di pesce fritto, patatine e gelato. Secondo lui, i figli della colonia italiana ri-
La ragione per cui nel Regno Unito gli ita- schiano di perdere le proprie caratteristiche
liani sembrano trovare lavoro quasi esclusiva- nazionali, inclusa la lingua. Quando i genitori
mente nella ristorazione è piuttosto oscura. gli rivolgono una domanda nella lingua madre,
L’unico motivo plausibile sembra essere il fat- i figli rispondono con la lingua di Dundee.
to che per aprire una gelateria è necessario un I figli degli italiani frequentano le scuole or-
capitale minimo, alla portata anche degli im- dinarie. Quelli che non sono bilingui parlano
migrati meno abbienti. Inoltre, per vendere solo inglese. Qualche tempo fa il signor Gon-
pesce fritto non serve un lungo apprendistato. nella ha tentato invano di aprire una scuola, e
Dato che quest’attività spinge gli italiani a oggi tiene un corso bisettimanale di italiano,
lavorare fino a tarda sera, la vita sociale della frequentato anche da molti britannici.
comunità si svolge durante le ore diurne. Esi- La comunità italiana di Dundee non segue
ste una sorta di fratellanza locale sotto gli au- alla lettera le leggi sull’immigrazione. Un uo-
spici del fascio, a cui quasi tutti gli italiani di mo che aveva interrotto momentaneamente
Dundee appartengono. Organizzano incontri l’attività per una visita in Italia, non è riuscito a
e pranzi. Sono un ramo locale dei fascisti [in rientrare nel paese per un equivoco legale. Ri-
italiano nel testo]. Diversamente da Londra e spetto al passato, oggi si celebrano più matri-
da altre grandi città, Dundee non ha un quar- moni tra italiani e abitanti originari di Dundee,
tiere italiano. Gli italiani vivono in abitazioni ma la comunità è ancora piuttosto chiusa. u as

Il Dundee Evening
Telegraph è un
quotidiano locale di

84 Dundee, in Scozia.
È stato fondato nel 1877.
Il primo
poliziotto
Joe Petrosino è stato il più celebre detective
italoamericano, l’uomo che ha sfidato la
mafia e la camorra. Il ritratto del New York
Times a 35 anni dal suo omicidio a Palermo
Edward D. Radin, The New York Times,
Stati Uniti, 12 marzo 1944
NY DAILY NEWS ARCHIVE/GETTY IMAGES

Gli agenti italiani impegnati contro la mafia a New York. In piedi con il cappello, Joseph Petrosino

Internazionale storia | In cerca di fortuna 85


Oggi ricorre il trentacinquesimo anniversa­ to della zona, il gran numero di famiglie ospi­
rio dell’omicidio del tenente Joseph Petrosino, tate in ogni casa, la prossimità degli alloggi,
il leggendario detective newyorchese. I solda­ l’angustia delle strade e la mescolanza di raz­
ti americani che passeggiano in piazza Mari­ ze, senza dubbio il Lower East Side rappresen­
na, a Palermo, possono notare una piccola ta per la polizia un problema più complesso e
targa di bronzo incastonata nel marciapiede difficile rispetto a qualsiasi altro luogo. La den­
nel punto dove due ignoti sicari gli tesero sità di popolazione in alcune parti del quartie­
un’imboscata. re è quasi incredibile. È semplicemente im­
Petrosino è ricordato come l’uomo che ha possibile stipare degli esseri umani in questi
sbaragliato la mano nera, ma prima della sua alveari affacciati su stretti canyon di strade e
morte, paradossalmente, aveva dimostrato pretendere che la loro salute e i loro princìpi
che non esisteva alcuna organizzazione con morali non ne soffrano”.
quel nome. La mano nera era in realtà un mito Questa era la cruda realtà dell’East Side, da
deliberatamente alimentato dalla mafia sici­ osservare senza nostalgie. Un luogo dove i pe­
liana e dalla camorra napoletana, due associa­ doni erano costretti a schivare le improvvise
zioni criminali segrete che all’epoca stavano scariche di rifiuti che piovevano dalle finestre
consolidando la loro presenza in America. e dove migliaia di carretti che vendevano di
La morte di Petrosino aveva fatto scalpore. tutto, dai lacci per le scarpe ai mobili, trasfor­
La sua partenza dagli Stati Uniti era un segreto mavano le strade in sentieri. Era una comunità
noto solo a poche autorità che anche in seguito in cui le voci si diffondevano in un lampo e
non hanno mai rivelato i motivi del suo viaggio spesso venivano credute. Molti abitanti erano
in Italia. Il fatto che avesse osato andare a Pa­ in difficoltà, disorientati dalla nuova lingua e
lermo, roccaforte della mafia, nonostante dai nuovi costumi, preoccupati di dover torna­
avesse ricevuto ripetute minacce di morte, re nelle loro terre d’origine per qualche motivo
aveva catturato l’immaginario del pubblico. sconosciuto.
Un mese dopo la sua morte più di 250mila per­ A questi problemi si aggiungevano attenta­
sone avevano invaso le strette strade di Little ti, rapimenti, omicidi e aggressioni. Di solito i
Italy, nel centro di Manhattan, per assistere al reati erano annunciati da una lettera di minac­
corteo funebre. Tremila poliziotti furono chia­ ce con sopra il disegno rozzo di una mano ne­
mati per tenere a bada la folla. ra. I vecchi del quartiere ricordano che al solo
La storia di Petrosino è anche la storia del sentir pronunciare le parole mano nera le
Lower East Side all’inizio del secolo, quando il mamme terrorizzate correvano a prendere i
quartiere newyorchese traboccava di immi­ figli a scuola e si chiudevano in casa. Spesso le
grati. Tra le migliaia di persone che arrivavano lettere contenevano minacce di morte, rapi­
ogni settimana c’erano anche molti criminali, menti o mutilazioni ai danni dei figli delle vit­
attirati nella terra della libertà dalle storie dei time nel caso si fossero rifiutate di pagare som­
connazionali che avevano fatto fortuna. Gli me che andavano da 50 ai 50mila dollari. A
immigrati onesti che non sapevano leggere e volte i poveri negozianti in difficoltà scopriva­
scrivere erano facile preda di truffatori senza no che da una richiesta iniziale di 25mila dolla­
scrupoli, e il sovraffollamento della zona ren­ ri si poteva scendere fino cento dollari, pagati
deva ancora più difficile il lavoro della polizia. sul momento.
Un ritratto del Lower East Side dell’epoca Per arginare l’ondata di crimini della mano
l’ha fornito il capo della polizia William Mc­ nera, il capo della polizia McAdoo aveva costi­
Adoo. Nel suo libro Guarding a great city scrive: tuito l’Italian squad, la squadra italiana, con
“Considerando lo spaventoso sovraffollamen­ Petrosino al comando. Per anni il detective ha

Joseph Petrosino, 1900. (Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 87


combattuto i criminali italiani in America pra- suo obiettivo era vendicare i torti subiti dalla
ticamente da solo, mandando sulla sedia elet- gente comune per mano degli oppressori. Di
trica decine di assassini e arrestando centinaia qui il codice dell’omertà [in italiano nel testo]
di ladri ed estorsori. Le sue gesta, spesso ro- osservato dalla maggior parte dei siciliani: se
manzate, erano raccontate nei caffè e nelle un individuo si rivolge alle autorità per denun-
osterie. Seguito da gruppi di bambini, cammi- ciare un crimine ai suoi danni, è considerato
nava per le strade affollate studiando con i suoi un codardo e un traditore, perché dev’essere
occhi scuri e inquieti chiunque incrociasse il lui stesso a vendicare il torto.
suo sguardo. In virtù di questo codice la mafia si è tra-
Petrosino capiva gli immigrati. Era nato sformata presto in un’organizzazione crimina-
nella provincia di Salerno, vicino a Napoli, ed le che prende di mira le stesse persone che
era arrivato negli Stati Uniti a sei anni. Cre- dovrebbe proteggere. I contadini sono costret-
sciuto a Little Italy, a quattordici anni lucidava ti a consegnare una percentuale del loro rac-
scarpe sulla Bowery. Poi aveva trovato lavoro colto, pena la morte certa. L’estorsione è prati-
come ispettore delle discariche cittadine e in ca comune, anche se le lettere di minacce non
poco tempo era stato promosso caposquadra. contengono il simbolo della mano nera.
Un giorno l’ispettore di polizia Alec Wil- La camorra, nata come associazione pa-
liams, capo del difficile distretto di Tender- triottica, si è trasformata in un’organizzazione
loin, si era fermato a guardare Petrosino men- criminale molto ramificata e coesa, capace di
tre dirigeva una squadra di uomini molto più esercitare il controllo su Napoli con i metodi
anziani di lui. Subito gli chiese di entrare del racket moderno. Gli imprenditori devono
nell’arma. Per qualche anno Petrosino lavorò pagare un tributo, e ogni criminale è tenuto a
come agente di pattuglia nel West Side, tra la rendere noti i suoi reati a un’autorità camorri-
trentesima e la quarantesima strada. Poi, una stica centrale. Così, recuperare i beni rubati
volta promosso detective, si trasferì al quartier diventa quasi una formalità per chi è disposto
generale della polizia, che all’epoca era al nu- a pagare. Ma mentre la mafia è riuscita a rag-
mero 300 di Mulberry street. giungere un potere considerevole negli Stati
Uniti, la camorra non è mai stata altrettanto
All’epoca un gran numero di crimini in cui era- forte perché tra le sue file c’erano molti meno
no coinvolti gli italiani era ancora irrisolto. Gli emigrati.
investigatori non parlavano l’italiano ed erano Petrosino sapeva che per smantellare que-
sconcertati dalla totale mancanza di collabo- ste organizzazioni bisognava prima conquista-
razione delle vittime. Petrosino sapeva che le re la fiducia delle loro vittime: gli immigrati.
sfuriate e le minacce non servivano a niente. Imparò alla perfezione molti dialetti, riuscen-
Le bocche degli interrogati rimanevano cucite do a raccogliere una serie di informazioni che
per paura delle vendette dei membri della ca- gli consentirono di far luce su diversi omicidi.
morra e della mafia, che punivano non solo chi Ma più la sua fama cresceva, più diventava il
parlava, ma tutta la sua famiglia. E gli immi- bersaglio dei gangster. Quasi ogni giorno rice-
grati conoscevano fin troppo bene l’efficienza veva lettere di minacce, che liquidava con
letale con cui le organizzazioni criminali por- un’alzata di spalle. “Non hanno fantasia”, di-
tavano a termine le loro ritorsioni. ceva. “Mi mandano tutti lo stesso messaggio”.
In origine, sia la mafia sia la camorra hanno La nascita dell’Italian squad gli diede l’op-
perseguito obiettivi lodevoli. La mafia è nata portunità di dimostrare che le lettere della ma-
in Sicilia come conseguenza della corruzione no nera non erano opera di un gruppo di crimi-
e della tirannia della dinastia dei Borbone, e il nali professionisti, ma che chiunque volesse

88 Internazionale storia | In cerca di fortuna


lucrare sul terrore imperante poteva scrivere dente William McKinley, chiesero a Petrosino
una missiva con quel simbolo. Non c’era di indagare. Fingendosi un anarchico, Petrosi-
un’immagine standard: qualcuno disegnava no si infiltrò in varie organizzazioni segrete
una mano aperta, qualcun altro un pugno radicali a New York e a Paterson. Travestito da
chiuso; altri ancora, per vezzo artistico, ag- immigrato clandestino, fu spedito anche a El-
giungevano un teschio. lis Island, dove venne a contatto con alcuni
uomini che stavano per essere espulsi.
Inizialmente l’opinione pubblica non era pro- Lavorando per tre mesi sotto copertura, Pe-
pensa ad accettare la teoria di Petrosino. Il pri- trosino venne a conoscenza di una serie di
mo uomo arrestato dalla sua squadra per atti- complotti contro i leader di diversi paesi. An-
vità collegate alla mano nera fu assolto dopo che McKinley era sulla lista. Il detective avver-
che l’avvocato della difesa, sottolineando l’a- tì i servizi segreti che il presidente avrebbe
spetto magro e malaticcio dell’imputato, chie- fatto meglio a evitare il contatto con la folla.
se ai giurati se secondo loro era plausibile che Quando seppe dell’assassinio di McKinley a
facesse parte di un’organizzazione criminale. Buffalo nel 1901, scoppiò a piangere.
L’anno dopo Petrosino arrestò di nuovo l’uo- Anche tra gli uomini del dipartimento di
mo per lo stesso reato, ma a quel punto l’opi- polizia Petrosino era una specie di leggenda.
nione pubblica aveva un quadro più chiaro del Aveva un carattere riservato e parlava rara-
sistema di estorsione e l’imputato fu dichiara- mente con i colleghi. Era difficile strappargli
to colpevole. un sorriso e non rideva quasi mai ad alta voce.
Presto in città i crimini della mano nera di- Più che robusto, era tarchiato: pesava novanta
minuirono di oltre il 50 per cento. In quattro chili nonostante fosse di altezza inferiore alla
anni Petrosino e i suoi uomini effettuarono media. Portava abitualmente un cappello der-
migliaia di arresti. Anche se arrivare a una by a corona alta e abiti scuri.
condanna era molto difficile, perché i testimo- Ogni tanto spariva per intere settimane. Al
ni avevano paura di presentarsi in tribunale, suo ritorno raccontava agli altri agenti di esse-
l’Italian squad riuscì a mandare in carcere più re stato a lavorare con i braccianti per chiedere
di cinquecento uomini. Nel 1908, l’ultimo an- agli immigrati appena sbarcati cosa ricordas-
no in cui Petrosino fu al comando della squa- sero delle attività di certi loro concittadini in
dra, sui registri della polizia risultavano 44 at- Italia. In questo modo i suoi fascicoli si arric-
tentati con 70 arresti e 424 denunce di estor- chivano di informazioni sempre nuove.
sione con 215 arresti.
Petrosino teneva fascicoli dettagliatissimi I suoi travestimenti erano semplici: un berret-
su una serie di personaggi poco raccomanda- to con la visiera o un cappello di feltro a tesa
bili, e anni dopo il suo omicidio si scoprì che larga al posto del derby, una bandana rossa
era andato in Italia per informarsi sulla fedina intorno alla gola invece della cravatta, un cap-
penale di alcuni sospettati. Voleva arrestarli e potto strappato e un paio di stivali infangati. I
farli espellere dagli Stati Uniti. Aveva anche criminali che si appostavano vicino al suo uffi-
invitato il congresso a modificare le leggi cio per spiarlo non si rendevano conto quasi
sull’immigrazione per vietare l’ingresso in mai che l’operaio malvestito all’angolo della
America a chiunque avesse precedenti penali. strada era proprio Petrosino. Era anche famo-
Nel 1900 gli anarchici assassinarono il re so per il coraggio: i colleghi raccontavano che
d’Italia Umberto I e in giro per l’Europa ci fu- non tradiva la minima emozione neanche nel-
rono diversi attentati ai danni di capi di stato. I le situazioni più difficili. Una volta entrò in una
servizi segreti americani, temendo per il presi- sudicia cantina per arrestare un capo della ca-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 89


morra fuggito da Napoli, dove era ricercato insegnante aveva previsto per lui una carriera
con l’accusa di duplice omicidio. Nella sala nella musica, ma le difficoltà economiche del-
c’erano venti uomini armati, ma nessuno mos- la famiglia l’avevano costretto ad abbandona-
se un dito contro di lui. Un giornalista osservò re gli studi. Più tardi, dopo il matrimonio, era
che Petrosino somigliava più al proprietario di solito invitare a casa piccoli gruppi di amici per
un bar che a un detective. “Aveva un’aria ano- serate musicali. Spesso nel suo appartamento
nima e poteva mescolarsi alla folla senza atti- c’erano dei musicisti. Enrico Caruso diventò
rare l’attenzione”, scrisse. Quando i membri suo amico dopo che il detective aveva inca-
dell’Italian squad lessero la descrizione ridac- strato l’autore di una lettera della mano nera
chiavano. Sapevano che Petrosino aveva im- che tentava di estorcere denaro alla star dell’o-
parato a rendere i suoi occhi spenti e vuoti per pera.
avere un’aria semplice e rassicurante. Petrosino sapeva che stava andando incon-
La sua riservatezza svaniva improvvisa- tro alla morte quando partì per la Sicilia. In una
mente quando era all’opera. Grande appassio- lettera alla moglie scritta da Napoli il giorno
nato di musica, spesso lo si vedeva parlare della sua partenza per Palermo disse che era
amabilmente con i suoi vicini di posto nella stato riconosciuto e che la sua presenza era
balconata della Metropolitan opera house. Da stata segnalata alla mafia. Ma andò comunque
bambino aveva studiato arpa e violino e il suo dritto per la sua strada. u fas

The New York Times


è un quotidiano statunitense,
fondato nel 1851.

Joseph Petrosino, a sinistra, e gli ispettori Carey e McCafferty scortano il mafioso Tommaso Petto
detto the Ox (il bue), il secondo da sinistra, 1903. (Library of congress)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 91


Dalla
ricostruzione
alla crisi

1945-1973
Cittadino italiano in una stazione ferroviaria in Svizzera, anni sessanta
Walter Mori (Mondadori Portfolio)
Braccia in cambio
di carbone
Con l’accordo del 1946 l’Italia s’impegna a inviare
migliaia di uomini nelle miniere del Belgio,
che ricambierà con tonnellate di combustibile. Ma
per gli immigrati le condizioni di vita sono durissime
Le Soir, Belgio, 31 agosto 1946
ERICH LESSING (ALBUM/MONDADORI PORTFOLIO)

Un minatore italiano diciassettenne a Limburgo, Belgio, 1951

94 Internazionale storia | In cerca di fortuna


La miniera attira sempre di meno l’opera- nel 1939. Le cause di questa situazione appa-
io belga. Perché? Non spetta a noi cercare le rentemente paradossale sono evidenti: tra i
cause di questa disaffezione, che ci limitiamo 155mila minatori attivi oggi ci sono 40mila pri-
a osservare e di cui le statistiche confermano gionieri di guerra e quasi tremila collaborazio-
la rapida diffusione. Nel 1939 i minatori belgi nisti, a cui manca l’esperienza e spesso anche
erano circa 120mila. Nel 1943, per le ragioni la volontà di lavorare.
che sappiamo – il lavoro forzato imposto Inoltre si dice – ma non abbiamo avuto con-
dall’occupante tedesco – il numero era salito a ferma dalle autorità competenti – che i prigio-
quasi 126mila. Ma nel 1944, dopo la liberazio- nieri tedeschi impiegati nelle nostre miniere
ne, era sceso di nuovo a 116mila. Nel 1945 i mi- saranno presto rimpatriati. Questo significhe-
natori belgi erano 95mila, cifra che da allora rebbe 40mila lavoratori in meno a estrarre il
sembra essersi stabilizzata. nostro prezioso carbone. Con ogni probabilità
Già prima della guerra il numero dei nostri questo è il motivo per cui di recente è stato
minatori era insufficiente e l’industria carbo- concluso un accordo con l’Italia che prevede
niera nazionale doveva ricorrere alla manodo- l’invio periodico di lavoratori italiani in Belgio:
pera straniera. Così nel 1939 impiegavamo non minatori già formati, ma persone che scel-
quasi 25mila minatori stranieri, per lo più po- gono di fare questo mestiere.
lacchi (più di diecimila), italiani e cecoslovac- Ma quanto vale la manodopera che presto
chi. Durante la guerra la manodopera stranie- verrà a mancare? E quanto, invece, quella ita-
ra si è ovviamente ridotta, fino a raggiungere le liana che ci viene fornita? È quello che abbia-
dodicimila unità nel 1942. mo cercato di scoprire visitando i centri carbo-
Nel 1943 e nel 1944 il numero è risalito a niferi che si avvalgono di questi lavoratori.
20mila, a causa del lavoro forzato dei prigio- Prima di entrare nel dettaglio, le opinioni che
nieri russi. Finita l’occupazione i russi sono abbiamo raccolto possono sintetizzarsi in que-
stati liberati e la manodopera straniera occu- sto modo: in linea generale i nostri dirigenti
pata nelle nostre miniere di carbone è scesa a sono attualmente soddisfatti della manodope-
circa 15mila uomini, con i russi parzialmente ra tedesca, e i minatori tedeschi sono soddi-
sostituiti dai prigionieri tedeschi. sfatti delle loro condizioni di lavoro; al contra-
Poi, nel 1946, il numero di questi prigionie- rio, non sono soddisfatti dei minatori italiani,
ri è aumentato di dieci volte (passando da che a loro volta non sono particolarmente con-
quattromila a 40mila), e la manodopera non tenti delle condizioni di lavoro, così come de-
belga di cui dispone attualmente la nostra in- gli alloggi e di molte altre cose.
dustria carboniera arriva approssimativamen-
te a 57mila uomini (40mila prigionieri tede- Vediamo quindi meglio la situazione della ma-
schi e circa 17mila lavoratori liberi). A questi nodopera italiana.
vanno aggiunti – oltre ai lavoratori belgi “rego- Sui 50mila operai italiani che, in virtù
lari” – quasi tremila persone che avevano col- dell’accordo firmato a Roma lo scorso giugno,
laborato con i nazisti, messe a disposizione dal devono essere trasferiti in Belgio per contri-
ministero di giustizia. buire all’estrazione del carbone, circa sette-
In totale, quindi, la nostra industria carbo- mila sono già al lavoro nei nostri cinque baci-
niera dà oggi lavoro a 155mila persone, rispetto ni carboniferi. Questi operai provengono
alle 145mila del 1939. Sulla base di questi dati dall’Italia intera, compresa la Sicilia. Prima di
si potrebbe credere che la produzione attuale lasciare il paese, la maggior parte di loro non
sia superiore a quella prebellica, ma è esatta- sapeva neanche cosa fosse una miniera di
mente il contrario. Oggi si produce meno che carbone. Di fatto tra questi lavoratori si trova-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 95


no i rappresentanti dei mestieri più diversi: genti, ma sono scontenti del clima, della fatica
contadini, camerieri, suonatori di mandolino del lavoro, della cucina e delle condizioni degli
e perfino ex marinai. alloggi. In effetti bisogna ammettere che ri-
Hanno davvero tutti scelto di venire a fare spetto al lussureggiante paesaggio italiano,
questo lavoro volontariamente? In molti casi l’orizzonte fumoso dei quartieri dei minatori e
la risposta è negativa. Alcuni hanno firmato il delle città operaie del Borinage, del Belgio
contratto per non rimanere disoccupati; altri centrale o della regione di Charleroi non è
per avere un’occasione di lasciare il paese, co- molto affascinante.
me testimoniano le numerose defezioni che Dove sono le palme, i pini e le seducenti
si verificano regolarmente nel viaggio tra Mi- ghirlande di cipressi, che nella patria di Miche-
lano e Bruxelles, per lo più in territorio svizze- langelo si stagliano contro il cielo azzurro? Do-
ro o francese. Inoltre non tutti coloro che arri- ve sono i piatti di profumata pasta al pomodo-
vano a destinazione hanno l’intenzione di la- ro, dove sono i calici di Chianti?
vorare stabilmente. Dopo qualche giorno o È evidente che non si può modificare il pa-
settimana di esperienza molti di questi mina- esaggio, ma si può comunque migliorare la
tori improvvisati chiedono di essere rimpa- cucina e renderla più adatta al gusto di chi la
triati. Altri, invece, lasciano la miniera senza deve consumare. Come abbiamo potuto con-
alcuna giustificazione per cercare lavori me- statare sul posto, la maggior parte dei cuochi
no faticosi. Oppure li arresta la polizia e li ri- e dei responsabili degli alloggi s’impegna per
conduce alla frontiera, perché sono arrivati raggiungere quest’obiettivo. Alcuni sono arri-
qui con l’impegno di fare i minatori e non i vati addirittura a proporre giornalmente due
lattonieri o i venditori di gelati. menù: uno per i belgi, l’altro per gli italiani. E
per quanto riguarda gli alloggi, nella regione
Ci sono poi quelli che rimangono, ma senza di Charleroi abbiamo visto cantieri dove sono
grande entusiasmo. Per loro il lavoro in minie- in costruzione delle abitazioni luminose per
ra rappresenta un peso, soprattutto per quelli gli italiani.
che – come i napoletani e i siciliani – sono origi- La buona volontà dei belgi sembra eviden-
nari di regioni dove il clima favorisce il dolce te. Non solo dei responsabili delle miniere, ma
farniente [in italiano nell’originale]. Gli operai del governo, che ha deciso che i minatori ita-
del nord invece sono più attivi ma, indipen- liani – oltre allo stipendio, uguale a quello dei
dentemente dalla loro buona volontà, il loro belgi – potranno godere dei sussidi familiari,
rendimento è di solito molto inferiore a quello inviati direttamente in Italia attraverso delle
dei prigionieri di guerra tedeschi. Inoltre, i di- banche autorizzate.
rigenti delle nostre miniere rimproverano agli In questo articolo abbiamo sommariamen-
italiani di non essere abbastanza ambiziosi. La te esposto il problema della manodopera nelle
maggior parte infatti preferisce rimanere ma- nostre miniere di carbone. Il nostro ruolo non
novale semplice e solo pochi si sforzano di di- è ovviamente quello di risolverlo. Ma se è vero
ventare operai qualificati. che a questo settore saranno presto sottratti i
Alle rimostranze dei responsabili del setto- prigionieri di guerra, la nostra industria carbo-
re si contrappongono quelle dei minatori. niera rischia di trovarsi in una situazione mol-
Questi ultimi non si lamentano dei loro diri- to difficile, se non apertamente critica. u adr

Le Soir è un quotidiano
belga in lingua francese,
fondato a Bruxelles nel 1887.

96 Internazionale storia | In cerca di fortuna


ERICH LESSING (ALBUM/MONDADORI PORTFOLIO)
ERICH LESSING (ALBUM/MONDADORI PORTFOLIO)

Minatori italiani a Limburgo, Belgio, 1951

Internazionale storia | In cerca di fortuna 97


La convivenza
possibile
Dopo il 1945, l’impatto dell’immigrazione italiana
sulla società australiana è significativo. Per il
quotidiano di Sydney la vera sfida è l’assimilazione
dei nuovi arrivati
The Sydney Morning Herald, Australia,
25 agosto 1954
MARIO DE BIASI (MONDADORI PORTFOLIO)

La famiglia Ceccato nella sua fattoria, Australia, 1967

98 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Gli australiani non possono più limitarsi a differenti alle minoranze che vivono nel paese.
considerare il problema dell’assimilazione in Nei momenti di difficoltà si è invece improvvi-
termini semplicistici tipo “fai come noi, ami- samente ‘scoperto’ che le minoranze non era-
co, pensa come noi e andrà tutto bene”. Que- no state assimilate, e parallelamente si è pen-
sto perché l’assimilazione può essere un pro- sato che fossero impossibili da assimilare, so-
cesso unidirezionale solo quando la minoran- prattutto quelle dell’Europa del sud”, spiega
za immigrata è poco numerosa e culturalmen- Borrie. “Tuttavia, dal punto di vista dello stu-
te non significativa. La situazione cambia radi- dio storico delle minoranze, è evidente che in
calmente in un contesto in cui una persona su questo paese, come altrove, l’attenuazione
nove di prima o seconda generazione è non delle differenze tra gli immigrati e i nativi è un
britannica. processo che non si concluderà ancora per di-
“A meno che gli australiani non siano pre- verse generazioni”.
parati ad accettare qualche piccola modifica al
loro stile di vita”, sottolinea W. D. Borrie nel Borrie sostiene in modo convincente che, in
suo recente studio sull’assimilazione, Italians tema di assimilazione, gli australiani sono stati
and germans in Australia, “i nuovi immigrati ingannati dall’idea americana secondo cui gli
non saranno facilmente assimilati, e la colpa Stati Uniti sarebbero un grande melting pot in
sarà tanto dei ‘vecchi’ australiani quanto dei cui una fiamma sacra ha fuso le componenti
‘nuovi’”. culturali e razziali più diverse creando lo stile di
Quando dice “facilmente assimilati” Bor- vita americano. Borrie sottolinea che “il gran-
rie, capo del dipartimento di demografia de Alchimista non è ancora riuscito nel suo in-
dell’Australian national university, non inten- tento, e che gli Stati Uniti sono ancora una terra
de per forza “rapidamente assimilati”. caratterizzata dal pluralismo culturale”.
Anzi, la priorità nel nostro rapporto con le Ancora più pertinente è la conclusione
minoranze etniche, deve essere la pazienza, dell’autore secondo cui, in un certo senso,
combinata con uno sforzo per ridurre le ten- l’Australia è già una società culturalmente
sioni che nascono dai vecchi pregiudizi. Insie- pluralista, e che tale pluralismo diventerà
me alla pazienza serve anche l’impegno a evi- sempre più complesso nelle prossime due o
tare ostili ed “eccessive” generalizzazioni. tre generazioni.
Secondo Borrie la natura positiva della po- In questo paese sono poche le comunità in
litica d’immigrazione australiana dopo la cre- cui i membri “britannici” non siano diventati
azione della Federazione, nel 1901, con la sua sempre più consapevoli della presenza di altri
enfasi sull’esclusione dei migranti di naziona- europei culturalmente e socialmente diversi
lità ritenute non assimilabili (in particolare le da loro. “Nel corso di una giornata di lavoro o
persone “di colore”), potrebbe essere stata un di spesa”, spiega Borrie, “un ‘vecchio austra-
fattore importante nel diffondere tra gli au- liano’ ha buone probabilità di entrare in con-
straliani un senso di fastidio verso la non con- tatto con qualche ‘nuovo australiano’”. Questo
formità culturale. fatto giustifica lo sforzo dell’autore “di analiz-
Questo fastidio si è espresso anche attra- zare i fattori che storicamente hanno facilitato
verso giudizi sprezzanti, ma raramente simili oppure ostacolato l’attenuazione delle diffe-
esternazioni hanno avuto una giustificazione renze tra australiani e non australiani”.
storica o scientifica, e in generale sono emerse L’occasione per affrontare il compito è stata
soprattutto in periodi di crisi economica o in- offerta dai tedeschi che si sono stabiliti in Au-
ternazionale. “In questo secolo, nelle fasi di stralia nell’ottocento e dagli italiani immigrati
pace e prosperità, gli australiani sono stati in- negli anni venti e trenta del novecento.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 99


Per valutare quali siano i fattori più rilevan- vita economica della comunità. Borrie ha reso
ti ai fini del problema attuale dell’assimilazio- al paese un grande servizio facendo capire
ne, gli italiani sono il gruppo più importante, a quanto fossero ingiustificati i pregiudizi diffu-
causa della massiccia immigrazione dopo il si negli anni trenta contro gli italiani, prima in
1921. “Nel caso degli italiani il vantaggio è dato quanto coloni e poi come minaccia per la sicu-
dal fatto che l’indagine empirica può ancora rezza. Anche se alla fine del decennio il gover-
essere condotta su molti dei primi coloni e sul- no italiano ha usato i suoi rappresentanti all’e-
la maggior parte dei loro figli”, sostiene Borrie. stero per convertire gli emigrati al fascismo,
Una delle conclusioni più incoraggianti del non esistono prove di un diffuso sostegno al
suo studio, costruito in gran parte sull’analisi fascismo nella comunità italiana, nel Queen-
delle comunità italiane nel Queensland del sland o altrove.
nord, è che raramente gli ostacoli all’integra- Contrariamente a un preconcetto piuttosto
zione sono stati creati dagli italiani. “L’insula- radicato in Australia, gli italiani non presenta-
rità degli australiani, la loro scarsa familiarità no particolari affiliazioni religiose. La maggio-
con la cultura europea (fatta eccezione per le ranza è cattolica, ma non sembra che nel loro
isole britanniche) e l’orgoglio per aver domato caso la chiesa abbia lo stesso peso della fede
almeno le estremità di un continente molto luterana tra i coloni tedeschi arrivati nell’otto-
vasto non hanno incoraggiato la comprensio- cento. Inoltre, dalla ricerca di Borrie tra gli ita-
ne delle abitudini e delle tradizioni delle mino- liani non emerge un attaccamento al paese
ranze, soprattutto quando queste minoranze d’origine paragonabile a quello dei tedeschi.
provengono dall’Europa meridionale”. Lo studio si concentra spesso sul fattore
Eppure anche negli anni trenta, quando la economico, considerato l’elemento decisivo
pressione economica ha inasprito gli antago- nei rapporti tra gli australiani “vecchi” e “nuo-
nismi, non c’è stato nessun risentimento “na- vi”. Borrie ritiene che se gli immigrati trove-
zionale” nei confronti degli italiani, nonostan- ranno spazio nella struttura economica del
te gli “attacchi violenti” dei giornali delle città paese, gli australiani accetteranno meglio le
negli stati del sud. Secondo l’indagine di Bor- differenze culturali tra loro e i nuovi arrivati.
rie, gli australiani e gli italiani che hanno vissu- L’australiano medio teme soprattutto l’arrivo
to a stretto contatto nei distretti dello zucchero di una minoranza che possa minacciare il suo
del Queensland del nord hanno avuto un rap- stile di vita materiale. Inoltre, nonostante gli
porto migliore di quanto suggerito da opinioni europei del sud siano ancora considerati meno
di seconda mano raccolte negli stati del sud. assimilabili rispetto quelli del nord, non esi-
Gli australiani del nord riconoscono che gli ita- stono prove a sostegno di quest’idea.
liani sono cittadini che rispettano le leggi e che Nelle pagine dello studio di Borrie forse ci
si sono guadagnati la reputazione di persone sono un po’ troppe ripetizioni, ma si tratta di
oneste, sobrie e di buoni costumi. un difetto trascurabile in un libro così impor-
Sorprendentemente, i fatti della guerra e tante. L’autore sostiene che il suo è “uno stu-
gli internamenti di massa non hanno creato dio di carattere storico in grado di offrire una
grandi risentimenti tra gli italiani, anzi hanno prospettiva a chi vuole approfondire la ricerca
aiutato gli australiani ad apprezzare le qualità sulle minoranze in Australia”. Il suo libro, tut-
di questa minoranza non britannica. tavia, può anche essere descritto come un
Il motivo principale di questa maggiore tol- esempio della capacità di un bravo sociologo
leranza, secondo Borrie, è la consapevolezza di analizzare materiali grezzi per creare una
di quanto gli italiani siano importanti per l’in- piattaforma utile all’opinione pubblica e ai de-
dustria dello zucchero e più in generale per la cisori politici. u as

The Sydney Morning


Herald è un quotidiano
australiano, fondato nel 1831.

100 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Ore di angoscia

Nell’incendio scoppiato l’8 agosto 1956 nella


miniera Bois-du-Cazier di Marcinelle, in Belgio,
muoiono 262 minatori. Gli italiani sono 136. È una
delle più grandi tragedie della nostra emigrazione
Henri Laurent, Le Drapeau Rouge, Belgio,
9 agosto 1956
PHILIPPE LE TELLIER (PARIS MATCH/GETTY IMAGES)

Un soccorritore a Marcinelle, Belgio, 10 agosto 1956

Internazionale storia | In cerca di fortuna 101


Il nostro popolo vive nell’angoscia, un’an- suo faticoso lavoro. E ora la paura del peggio
goscia pesante, inesprimibile. Questo senti- invade i nostri cuori. È l’intero movimento
mento pesa come una cappa di piombo e ren- operaio a essere stato colpito, duramente col-
de automatici i gesti e i pensieri, riportando pito. Qui, e anche in Italia, da dove provengo-
tutto alla stessa dolorosa domanda, ripetuta no 139 dei 270 sepolti vivi, arrivati credendo di
in continuazione: “Si salveranno?”. trovare in questo paese la sicurezza, il lavoro,
Il fumo dell’incendio annerisce il cielo di la felicità. Fratelli dei 115 belgi e degli altri 16
Marcinelle. Lo si vede da Charleroi mentre stranieri – per lo più greci – che sono qui, in
sale turbinando nel cielo. In tutto il paese lo si fondo a un pozzo il cui nome è già sinonimo di
immagina mentre divora le installazioni del spavento e di orrore.
pozzo di Bois-du-Cazier e avvolge una minie- Molte domande vengono in mente: come è
ra di carbone dove 270 uomini sono isolati possibile che un carrello cadendo abbia tran-
sottoterra. Si salveranno? ciato dei cavi elettrici? Perché i soccorritori
Ascoltiamo le notizie. Gli uomini imprigio- della centrale di Marcinelle non disponevano
nati nel pozzo si trovano a diversi livelli, da 715 di un numero sufficiente di estintori e tute
a più di mille metri di profondità. I soccorrito- ignifughe? Perché i responsabili delle miniere
ri scavano un passaggio verso di loro attraver- rifiutano ostinatamente di concedere ai mina-
so un nuovo pozzo. Li seguiamo con il pensie- tori il diritto di verificare e controllare le misu-
ro mentre avanzano tra le difficoltà. Arrive- re di sicurezza? Le domande non finiscono
ranno in tempo? qui. Ma in questo momento doloroso preferia-
I pompieri lottano contro l’incendio e han- mo non approfondire questi argomenti. Ora
no di fronte un terribile compito: domare le non è il momento di cercare e accertare le re-
fiamme senza inondare le gallerie dove i mi- sponsabilità.
natori possono essersi rifugiati. Ce la faran- Ma questo momento verrà.
no? Oggi, con gli occhi pieni di lacrime, certi di
Le ore passano, riducendo la speranza. esprimere l’intensa commozione dei minatori
Quando è scoppiato l’incendio? Alle otto? Alle e di tutti i lavoratori del nostro paese, diciamo
otto e trenta? semplicemente a coloro che sono impegnati
Mentre scriviamo queste righe sono le 22, nella lotta contro la morte e che cercano osti-
e non si scorge nessuna speranza. Già tre mor- natamente di aprire una via di soccorso per il
ti, poi quattro. Poi sei cadaveri vengono tirati maggior numero possibile di minatori: corag-
fuori. Poi otto. La nostra classe operaia nelle gio! Coraggio! Riportate alla luce degli uomini
miniere pagava già un pesante tributo per il vivi! u adr

Le Drapeau Rouge,
è stato il quotidiano
del Partito comunista
del Belgio, uscito tra il
1921 e il 1991.

102 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Una piccola
patria
a Bedford
Arrivati all’inizio degli anni cinquanta
per lavorare nei mattonifici delle Midlands,
gli italiani si sono integrati rapidamente.
E adesso gli inglesi si fidano di loro
The Times, Regno Unito, 29 settembre 1960
BERT HARDY (PICTURE POST/HULTON ARCHIVE/GETTY IMAGES)

Un negozio di alimentari italiano a Bedford, Regno Unito, 1955

Internazionale storia | In cerca di fortuna 103


“Noi abitanti di bedford”, dice un’anziana l’annuncio di una festa nella chiesa di St. John,
signora intervistata tra i banchi del mercato una madre italiana strilla qualcosa da una fine-
cittadino, che si tiene ogni mercoledì accanto stra al secondo piano ai suoi quattro figli che
alla chiesa parrocchiale, “gli italiani li odiava- giocano sul marciapiede, mentre alla radio
mo proprio, quando sono arrivati. Eravamo una tonante voce dall’accento milanese pub-
sicuri che avrebbero rovinato la nostra incan- blicizza l’olio d’oliva Dante.
tevole città. Ma ora che si sono sistemati ab- In queste strade l’atteggiamento degli in-
biamo capito che sono veramente innocui”. glesi è variabile. “ Non dobbiamo dimenticare
Sono passati quasi dieci anni da quando le che sono contadini!”, dice una donna in tono
fabbriche di mattoni della zona, non riuscendo concitato. “Sono rumorosi, tengono la radio a
a trovare manodopera locale, hanno deciso di volume altissimo, strillano per strada, se ne
assumere i primi operai dall’Italia meridiona- vanno a zonzo. Una famiglia molto carina che
le. Alla scadenza dei quattro anni di contratto, conoscevo è stata costretta ad andarsene. Le
molti di loro sono rimasti, cercando altri lavori figlie avevano appena finito la scuola e i ragaz-
e facendosi raggiungere dalle famiglie. Oggi a zi italiani se le mangiavano con gli occhi e gli
Bedford ci sono circa 5.500 italiani – uomini, fischiavano dietro. La loro vita era diventata
donne e bambini – su 60.149 abitanti. Quella insopportabile. Gli italiani comprano le grandi
italiana è la comunità straniera più numerosa, case nei quartieri migliori e le subaffittano. E
ma ci sono anche parecchie persone delle In- non è facile vendere, perché agli acquirenti
die Occidentali, dell’India, del Pakistan e non piace avere vicini italiani!”.
dell’Europa orientale. Secondo una stima pru-
dente, considerato che non esiste un censi- “Penso che gli italiani possano insegnarci
mento dei sudditi del Commonwealth, in città molto, sul senso della famiglia per esempio”,
almeno un cittadino su dieci è straniero. dice un’altra casalinga inglese. “Anche quando
Il cambiamento della composizione sociale le loro donne sono fuori casa (molte lavorano
di questo paese delle Midlands ha coinciso con nelle fabbriche di abbigliamento e di cioccola-
una netta trasformazione del mercato del la- to) c’è sempre qualcuno della famiglia che ba-
voro. Da tranquilla cittadina negli anni trenta, da ai bambini. È vero, gli affari familiari li di-
legata alle tradizioni e con diversi dipendenti scutono seduti sul muretto del giardino, ma in
pubblici indiani in pensione, all’inizio degli Italia sono abituati a vivere in piazza, e qui na-
anni sessanta Bedford è diventata una città turalmente fanno la stessa cosa, anche se non
affollata di automobili, tv e supermercati, che c’è il sole”. “Non direi che c’è un problema so-
deve buona parte della sua prosperità all’indu- ciale”, aggiunge un’insegnante, “ma senza
stria leggera. dubbio la gente distingue tra ‘noi’ e ‘loro’. Pen-
Bedford costituisce un fenomeno molto so che la vera integrazione la vedremo con la
interessante perché qui i cambiamenti sociali prossima generazione. Tra quindici o vent’an-
sono a uno stadio relativamente avanzato, e il ni a Bedford ci sarà una vera comunità mista.
modo in cui gli italiani si sono integrati riflette Nelle nostre scuole sta già succedendo”.
la miscela di tolleranza e intolleranza che ca- Sono state le autorità locali a rifiutare l’idea
ratterizza le profonde trasformazioni vissute di riservare un quartiere agli italiani, e allo
dall’Inghilterra. stesso tempo hanno fatto di tutto perché i nuo-
Le abitazioni sono un buon indicatore del vi arrivati avessero alloggi decenti. Hanno evi-
grado di integrazione raggiunto. Oggi Bedford tato di inserirli nelle interminabili liste di atte-
ha molte aree residenziali miste. Accanto a sa per le case popolari e a molti hanno conces-
una casa dal giardino impeccabile che espone so prestiti per l’acquisto della casa. Hanno an-

104 Internazionale storia | In cerca di fortuna


che istituito dei certificati di idoneità alloggia- spinti a fermarsi qui. E per i figli, lo stato socia-
tiva, stabilendo degli standard abitativi ade- le è un fattore importante e influisce sull’inte-
guati per gli italiani che volevano farsi raggiun- grazione. Quando sono piccoli, c’è l’istruzione
gere dalle famiglie. “All’inizio li abbiamo gratuita e il controllo del servizio sanitario na-
messi in riga severamente”, osserva l’ispettore zionale. Oggi i figli di genitori italiani che fre-
capo della sanità pubblica del quartiere, ma quentano le scuole di Bedford sono 620. L’am-
dopo cinque anni di sforzi le loro condizioni di bizione dei ragazzi è andare al collegio navale
vita sono simili a quelle degli inglesi. Rientra- di Dartmouth. Diversamente dai loro genitori,
no negli standard della classe operaia locale. non hanno difficoltà a trovare lavoro: del resto
Ma cosa pensano gli italiani? Parlando con la conoscenza dell’inglese è sempre stata un
loro, appare chiaro che l’emigrazione nelle requisito essenziale per i sindacati britannici.
Midlands gli ha permesso di migliorare il teno- Oggi un aiuto arriva anche dal viceconsola-
re di vita. Oggi i loro sogni sono più interessan- to italiano a Bedford e dalla missione cattolica
ti degli oggetti che possiedono (ma automobi- italiana. Uno dei preti ha vent’anni di espe-
li, scooter e tv non sono certo meno importan- rienza con gli immigrati negli Stati Uniti. “Per
ti, se si vuole stare al passo con i vicini). gli italiani”, dice, “l’Inghilterra è un paese
Le donne non parlano ancora bene l’ingle- molto più difficile. Qui l’emigrazione è sempre
se e usano il dialetto più che l’italiano: quando stata un problema. Dobbiamo lasciare che gli
vanno a fare la spesa, sono i bambini a fare da italiani facciano le cose con calma: se cercas-
interpreti. Ma non c’è dubbio che gli italiani di sero di diventare inglesi da un giorno all’altro,
Bedford stiano cambiando profondamente. perderebbero le loro caratteristiche migliori e
Sono troppo attenti a come si comportano i lo- assumerebbero quelle peggiori degli inglesi.
ro vicini inglesi perché non sia così. Però, ci Gli inglesi si stanno abituando a convivere con
sono comunque delle barriere. In generale, gli altri stili di vita, non dobbiamo avere fretta”.
italiani si sentono socialmente inferiori. “Non Ma una certa urgenza c’è. Le fabbriche di
siamo liberi di integrarci”, dice un napoletano mattoni della zona hanno sospeso le assunzio-
che lavora nella locale acciaieria, “non ci pren- ni collettive di italiani nel 1956 in virtù di un
dono in considerazione, siamo tagliati fuori”. accordo tra i due governi, forse per ricomin-
ciare in futuro in modo più controllato. Il mini-
Gli italiani guadagnano meno ma risparmiano stero del lavoro e i sindacati hanno accettato,
di più. All’inizio era per mettere da parte un ma qui a Bedford c’è una certa ansia.
gruzzoletto e tornare a casa. Ma, gradualmen- Anche le fornaci hanno i loro buoni motivi
te, molti hanno deciso di stabilirsi in Inghilter- per essere preoccupate. I mattoni prodotti nel
ra e l’obiettivo dei loro risparmi è diventato la “corridoio” che va da Peterborough a Bedford
casa. La loro priorità è estinguere il mutuo del- costituiscono più del 40 per cento della produ-
la casa, dopo di che la famiglia potrà sistemar- zione britannica. La mancanza di manodope-
si più comodamente. Allora avranno raggiun- ra è un grosso problema e sta provocando mesi
to lo status sociale dei loro vicini inglesi. Gli di ritardo nelle consegne. Forse Bedford
italiani sono troppo intelligenti per non vedere avrebbe diritto ad agevolazioni particolari nel
la libertà che hanno qui dopo aver vissuto nel settore dell’edilizia popolare. I nuovi assunti
Mezzogiorno, ma per loro questa libertà signi- nelle fabbriche non dovrebbero gravare sulla
fica soprattutto indipendenza economica, situazione locale. La città ha trovato una for-
possedere qualcosa. Sono numerosi quelli che mula efficace per l’integrazione, il meccani-
sognano di aprire un negozio. smo funziona bene. È nell’interesse di tutti che
Probabilmente sono i figli che li hanno continui a farlo. u bt

The Times è un
quotidiano britannico,
fondato nel 1785.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 105


Se gli svizzeri
hanno paura
Nel 1963 in Svizzera tredici abitanti su cento
sono stranieri. Per il quotidiano di Ginevra la loro
influenza culturale e politica è una grave minaccia
Etienne Grandjean, Journal de Genève, Svizzera,
10 settembre 1964

Nell’agosto 1963 le statistiche ufficiali han- per cento della popolazione occupata e che
no rivelato che in Svizzera c’erano 690mila poco più del 13 per cento della popolazione to-
lavoratori stranieri sottoposti al controllo del- tale è di nazionalità straniera.
le autorità. Questa situazione ha messo in allarme le
Questo numero comprendeva i lavoratori autorità e le ha obbligate a stabilire un tetto
stagionali (il 29 per cento), i lavoratori con massimo per l’assunzione di lavoratori stra-
contratti annuali (il 64 per cento) e i frontalie- nieri. In questo modo le autorità vogliono limi-
ri (il 7 per cento). I gruppi più consistenti si tro- tare l’aumento del costo della vita e frenare lo
vano nel settore dell’edilizia (175mila, pari al sviluppo immobiliare.
25 per cento del totale), nell’industria metal- Negli ultimi anni a causa dell’immigrazio-
lurgica (133mila, 19 per cento), nell’industria ne si sono presentati due problemi molto im-
tessile (78mila) e nel settore alberghiero portanti: da un lato la penetrazione dell’ele-
(73mila). La manodopera straniera proveniva mento straniero nelle comunità locali, dall’al-
dall’Italia (68,4 per cento), dalla Germania tro i diversi aspetti dell’assimilazione. Il pre-
(11,4 per cento), dalla Spagna (9,2 per cento), sente articolo si limiterà a discutere questi due
dall’Austria (4 per cento), dalla Francia (3,1 per problemi.
cento) e da altri paesi (3,9 per cento). Per il 70 La Svizzera ha conosciuto una forte immi-
per cento era composta da uomini. grazione già negli anni precedenti alla prima
Da allora il numero di lavoratori stranieri è guerra mondiale: nel 1910 gli stranieri erano il
ulteriormente aumentato, anche se di poco; 15 per cento della popolazione. Tra di loro c’era
nel complesso possiamo affermare che la ma- un numero considerevole di intellettuali e di
nodopera straniera costituisce oggi circa il 25 lavoratori autonomi. A partire da quel mo-

106 Internazionale storia | In cerca di fortuna


mento ci si è posti il problema della penetra- in Svizzera oggi di quanto lo fossero all’inizio
zione dell’elemento straniero e della minac- del secolo. In ogni caso è indiscutibile che i ri-
cia che l’immigrazione straniera rappresenta- schi di un’influenza culturale e politica esterna
va per il carattere nazionale. L’opinione pub- diminuiscono all’aumentare del livello di assi-
blica e le autorità temevano che alcuni settori milazione (cioè quando gli immigrati diventa-
della popolazione potessero assimilare la no svizzeri non solo sulla carta ma anche sotto
mentalità degli immigrati che vivevano ac- il profilo culturale e politico).
canto a loro e di conseguenza non capire più il Il livello di influenza culturale e politica
resto del paese. Il timore che il paese potesse dell’immigrazione attuale è difficile da valuta-
perdere parzialmente la sua cultura, le sue re. È vero che esistono nelle nostre città dei
particolarità etniche, i suoi costumi e la sua quartieri dove l’elemento italiano sembra es-
ideologia politica (in particolare le sue conce- sere diventato predominante. La paura che un
zioni di federalismo e neutralità) ha allarma- giorno questi gruppi stranieri possano rivoltar-
to le autorità e le ha spinte a votare, nel 1931, si contro la popolazione locale ha dato vita a
delle leggi che consentivano di limitare l’im- discussioni anche serie. La crescente penetra-
migrazione a seconda delle esigenze econo- zione dell’elemento straniero, con le sue con-
miche e dei pericoli culturali e politici (legge seguenze economiche e sociologiche, ha pre-
federale del 26 marzo 1931). occupato molto le nostre autorità. Queste ulti-
Il livello quantitativo dell’immigrazione ha me, infatti, ritengono che il limite tollerabile al
certamente un effetto sulla sua influenza cul- di sopra del quale il pericolo di influenze cultu-
turale e politica, ma questo non è certo l’unico rali e politiche rappresenta una minaccia si
fattore determinante. L’esperienza mostra che collochi intorno al 12 per cento di immigrati
anche le classi sociali a cui appartengono gli rispetto alla popolazione totale o al 25 per cen-
immigrati hanno un ruolo importante: un’im- to degli occupati. Altri ritengono invece che
migrazione che si compone in gran parte di per ora l’influenza culturale e politica della
intellettuali (studenti universitari, liberi pro- manodopera straniera sia tollerabile.
fessionisti, accademici, artisti) esercita un’in- Senza dubbio l’influenza straniera che
fluenza molto maggiore sulla popolazione lo- passa attraverso i giornali illustrati, la radio e
cale rispetto a un’immigrazione formata so- la tv è maggiore di quella che si può attribuire
prattutto da lavoratori che dipendono da dato- ai contatti tra la popolazione locale e gli im-
ri di lavoro indigeni. migrati. Purtroppo, però, dobbiamo ricono-
Un altro fattore importante è la durata del scere che su questo punto, a quanto pare di
soggiorno: le influenze saranno tanto maggio- importanza vitale per la Svizzera, non sono
ri quanto più lunga sarà la durata della perma- state fatte delle ricerche sociologiche. Per ora
nenza. Per questi motivi i pericoli dovuti alle quindi dobbiamo basarci su supposizioni po-
influenze culturali e politiche sono meno forti co affidabili. u adr

Il Journal de Genève
è stato un quotidiano
svizzero in lingua
francese, fondato nel 1826
e pubblicato fino al 1998.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 107


Tutti in
Germania!

Tra gli anni cinquanta e sessanta nella Repubblica


Federale arrivano braccia da tutta l’Europa del sud.
Sono i gastarbeiter, in gran parte italiani. Gli aspetti
sociali, economici e culturali di quest’immigrazione
Der Spiegel, Germania, 7 ottobre 1964

Operai italiani nell’impianto Volkswagen di Wolfsburg, 1966.


Max Scheler (Sz Photo/Bridgeman Images)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 109


Il treno entra lentamente nella stazione greca della Macedonia, un gruppo di recluta-
di Colonia-Deutz. L’altoparlante esorta il fale- tori di Wiesbaden è stato ricevuto da una tale
gname Armando Sá Rodrigues di Vale de Ma- folla che gli uomini sono stati costretti a scen-
deiros, in Portogallo, a farsi avanti. Quando dere dalla Volkswagen con cui sono arrivati
l’uomo, dopo svariati appelli, si stacca da una per farsi strada a piedi fino alla casa del sinda-
folla vociante di 1.200 compaesani armati di co. “I nostri greci devono aver raccontato chis-
valigie di cartone, sotto il tetto nero di fuliggi- sà quali meraviglie a quelli rimasti a casa.
ne della stazione un’orchestra di ottoni attacca Donne, uomini, nonni, ragazze giovani: tutti
Wem Gott will rechte Gunst erweisen (Colui a cui vogliono andare a lavorare in Germania”, ha
il Signore vuol tributare il giusto favore) e Alte scritto Franz Schmitt, degli stabilimenti chi-
Kameraden (Vecchi commilitoni). mici Albert di Wiesbaden, in una nota per l’a-
I microfoni delle radio si protendono verso zienda.
il nuovo arrivato, mentre le telecamere della tv Lo slogan “Germania gut”, che i reclutatori
e del cinegiornale catturano l’immagine per i arrivati a Vegora sentivano scandire a ogni
libri di storia: la Germania ha il suo milionesi- passo, ha attecchito in tutte le regioni non an-
mo gastarbeiter (lavoratore ospite). cora sviluppate dell’Europa meridionale e
Un signore con l’abito scuro tipico degli in- dell’Asia minore.
dustriali chiede di fare silenzio. Senza il contri- Più volte alla settimana alla stazione di Co-
buto dei gastarbeiter, il successo economico lonia arrivano carichi di esseri umani prove-
della Germania Ovest non sarebbe stato possi- nienti da Spagna e Portogallo. I treni speciali
bile, esclama il dottor Manfred Dunkel di Co- da Italia, Grecia e Turchia, invece, si fermano
lonia, incaricato dall’associazione degli indu- al binario 11 della stazione di Monaco.
striali tedeschi (Bda) di dare il benvenuto al L’anno scorso il centro di raccolta e smista-
nuovo arrivato. In segno di ringraziamento da mento della stazione di Monaco aveva prepa-
parte dei tedeschi, l’oratore consegna un mo- rato il primo pasto tedesco a 96mila immigra-
torino scintillante, un attestato e un mazzo di ti, mentre la sede della Caritas conserva nei
fiori all’immigrato, che, perplesso e imbaraz- suoi magazzini delle salsicce speciali destina-
zato, si rigira il cappello tra le mani mentre un te a chi arriva dalla Turchia, visto che i musul-
prete gli traduce le parole di Dunkel. L’orche- mani non possono mangiare il maiale.
strina intona l’inno portoghese. Gli aspiranti lavoratori stranieri seguono
rotte diverse. Le commissioni esterne dell’En-
L’ondata migratoria diretta nella Germania te federale per il collocamento della manodo-
Ovest quest’anno ha raggiunto il suo apice. pera e per l’assicurazione contro la disoccupa-
Già nel 1963 i gastarbeiter impiegati nella Re- zione di Norimberga, attive a Verona, Napoli,
pubblica Federale erano più di 800mila, per Atene, Salonicco, Istanbul, Ankara, Lisbona e
tre quarti provenienti dalla penisola iberica e Madrid, reclutano circa la metà dei lavoratori.
da Italia, Jugoslavia, Grecia e Turchia. Nono- Altri sono selezionati dalle squadre di recluta-
stante gli arrivi di massa, i posti di lavoro va- tori al soldo degli industriali, e altri ancora si
canti nel paese sono ancora più di 600mila. affidano a mediatori privati oppure arrivano
Un esercito di reclutatori al soldo dei datori per conto proprio.
di lavoro tedeschi sta scandagliando l’Europa Tutti vogliono andare in Germania per mo-
alla ricerca di nuova linfa per un mercato del neta [in italiano nel testo], per i soldi; e per ot-
lavoro a corto di risorse. All’estero questi uo- tenere un contratto di lavoro sono pronti a tut-
mini sono accolti come se portassero la buona to. Per i candidati napoletani superare l’osta-
novella. Nel paesino di Vegora, nella regione colo dell’analfabetismo stabilito dalla com-

110 Internazionale storia | In cerca di fortuna


missione è stato un gioco da ragazzi: dopo po- Un ulteriore 25 per cento dei gastarbeiter la-
co tempo tutti sapevano a memoria le cinque vora invece nei cantieri edili della Germania
parole – cinema, teatro, correre, fermarsi e at- Federale. Nell’ingegneria civile un operaio su
tenzione – annotate sui quaderni dei funziona- 15 è immigrato, mentre nelle miniere di carbo-
ri tedeschi. ne i lavoratori stranieri sono il 9 per cento del
Molti meridionali esibiscono più di un atte- totale, anche se, considerate le molteplici nor-
stato professionale: se nella vita è capitato loro me in materia di sicurezza, le autorità minera-
di tenere in mano una saldatrice, si presentano rie pretendono almeno una conoscenza di ba-
come saldatori qualificati. Nell’esperienza di se del tedesco.
Gerhard Ahl, vicepresidente dell’ufficio di col-
locamento di Dortmund, i muratori spagnoli L’attuale ondata di gastarbeiter è ormai la terza
appartengono a tre tipologie: “Quelli che dav- nella storia tedesca recente. Nel 1910 nel pae-
vero conoscono il mestiere, quelli a cui una se erano registrati 1,3 milioni di stranieri, pro-
volta è capitato di maneggiare un mattone e venienti in maggioranza dall’Austria-Unghe-
quelli che vorrebbero tanto fare i muratori”. ria. A questi si aggiungevano circa tre milioni
Anche chi non riesce a dimostrare di avere di tedeschi di origine e lingua polacche. Alla
delle competenze, ha comunque una possibi- fine del 1943, oltre a mezzo milione di prigio-
lità di raggiungere il mercato del lavoro di una nieri di guerra costretti a lavorare, erano pre-
Germania Ovest affamata di braccia. Con l’au- senti anche 5,3 milioni di “lavoratori stranieri”.
tomazione, infatti, si possono impiegare pro- La terza ondata, però, è diversa dalle prece-
duttivamente anche persone non qualificate e denti, perché gli stranieri non sono sfruttati e
che non sanno il tedesco. Più di metà di questo disprezzati, ma rappresentano una forza lavo-
esercito di stranieri lavora in settori ad alta tec- ro corteggiata e ben pagata.
nologia, come la metallurgia e la siderurgia, Già nel dicembre 1955, all’epoca del primo
oltre che nell’industria manifatturiera. “Ma accordo per il reclutamento stipulato da Bonn
non richiediamo competenze particolari, cer- con un’Italia devastata dalla disoccupazione,
chiamo semplicemente gente sana e pronta a vigeva il principio per cui i gastarbeiter sareb-
imparare”, dicono per esempio agli stabili- bero stati equiparati ai colleghi tedeschi: stes-
menti Ford di Colonia. so lavoro, stesso salario.
In generale gli immigrati si concentrano Ben presto i sindacati della Germania
nelle professioni caratterizzate da duro lavoro Ovest hanno capito che i loro iscritti erano
(costruzioni stradali, miniere) o scarso presti- svantaggiati rispetto agli stranieri. Al salariato
gio sociale (camerieri, autisti di autobus). Tut- tedesco spettano in genere 14 giorni di preav-
ti svolgono quei mestieri che, sempre più fre- viso per il licenziamento, mentre i lavoratori
quentemente, i tedeschi non vogliono fare. immigrati, su richiesta dei paesi di origine,
Aziende come la Ford o la Volkswagen for- hanno ottenuto contratti non inferiori a un an-
mano gli immigrati per un periodo massimo di no. Se dovesse improvvisamente sopraggiun-
tre mesi prima di piazzarli senza timore alla gere una congiuntura negativa, i posti di lavoro
catena di montaggio, dove in genere si trovano degli immigrati sarebbero più garantiti di
a eseguire una sola operazione. quelli dei cittadini tedeschi. Quest’estate,
In alcuni settori dove è più presente la ma- quando sono stati drasticamente tagliati gli
nodopera femminile, come la produzione di stanziamenti per la riparazione e la sostituzio-
cellulosa e seta artificiale oppure di conserve ne dei binari, ne hanno fatto esperienza diretta
di frutta e ortaggi, le straniere costituiscono i dipendenti tedeschi delle aziende attive nel
già più del 10 per cento della forza lavoro. settore delle infrastrutture ferroviarie. Mentre

Internazionale storia | In cerca di fortuna 111


più di mille operai tedeschi sono stati licenzia- pentola elettrica e uno scolapasta. Nelle vie
ti con tre giorni di preavviso, gli stranieri han- Paganini e Verdi di Castel Lupo ci sono due
no conservato il posto perché hanno contratti centri di aggregazione con tanto di cinema e
che scadono nel dicembre 1964. teatro, dove padre Enzo Parenti dice messa la
Oggi, tuttavia, ci sono imprese tedesche domenica. In un’altra sala ci sono i giochi, dal
che, in nome della pace aziendale, si rifiutano biliardino alle slot-machine.
di fare ai dipendenti stranieri contratti di un Di solito i gastarbeiter sono piuttosto soddi-
anno. La Ford, per esempio, a Colonia assume sfatti dell’assistenza dei manager tedeschi, ma
a tempo indeterminato tanto i tedeschi quanto lo stesso non si può dire dei dirigenti pubblici
i gastarbeiter. dei loro paesi di provenienza. Tre anni fa l’allo-
Anche gli extra concessi agli stranieri sono ra ministro del lavoro italiano, Fiorentino Sul-
spesso causa di malcontento tra i nostri lavora- lo, aveva ispezionato gli alloggi dei lavoratori e
tori. Quando richiedono manodopera attra- non li aveva trovati all’altezza. Visitando le
verso le commissioni di reclutamento all’este- vetrerie Gerresheim a Düsseldorf il ministro
ro, oppure permessi per i lavoratori assunti di- ha indicato il concittadino Michele Jacobuccio
rettamente, le aziende sono tenute a dimo- e ha detto: “Voglio vedere l’alloggio di
strare di avere a disposizione “alloggi adegua- quest’uomo”. Nella struttura – 23 marchi al me-
ti” per gli immigrati; le più grandi hanno i pro- se di affitto, riscaldamento a gasolio, televisore
pri alloggi aziendali, dove gli operai pagano e stanza del ping pong – ha ispezionato la stan-
poco e non se la passano troppo male. L’accia- za del lavoratore: tre letti a castello per sei per-
ieria di Salzgitter, per esempio, offre ai turchi sone totali e sei armadi. Sullo ha parlato di
un “alloggio (edifici solidi con riscaldamento “condizioni congolesi”, esprimendo il suo “più
centralizzato) con camere da tre, quattro e sei profondo malcontento”: “Provo compassione
letti”. Costo mensile dell’alloggio: 30 marchi a per i miei concittadini qui a Gerresheim”, ha
testa con riscaldamento, luce, acqua, lenzuola detto. Il giornale milanese Corriere della Sera
e pulizie inclusi. Inoltre, alla mensa della fab- si è subito indignato per l’affronto fatto agli ita-
brica si mangia con 90 centesimi di marco. liani, costretti a dormire in letti a castello.
La Ford, che oltre a 14mila tedeschi impie- Anton Sabel, presidente dell’ufficio federa-
ga anche settemila stranieri, ha costruito dieci le di collocamento, ha risposto indignato al
moderne strutture abitative, tra cui alcune pa- ministro italiano: “Lei non ha proprio idea di
lazzine, spendendo 30 milioni di marchi. Un come viva la gente nel suo paese.” A quel punto
posto letto costa dieci marchi alla settimana, il l’italiano Angelo Marra, operaio delle vetrerie,
pranzo in mensa 60 centesimi. ha scritto a Sullo “a nome di tutti gli italiani di
Quando Heinrich Nordhoff, il re della Gerresheim” per ringraziarlo della “bella figu-
Volkswagen, all’inizio del 1962 ha fatto arri- raccia che ci ha fatto fare”.
vare 4.700 lavoratori dall’Italia (il 10 per cen- In effetti, però, sono molti i gastarbeiter che
to della forza lavoro complessiva di vivono in alloggi indescrivibili. A chi arriva
Wolfsburg), ha costruito un villaggio italiano nella Repubblica Federale per conto proprio e
di fronte all’ingresso della fabbrica: Castel per conto proprio cerca lavoro non è garantito
Lupo (Wolfsburg). Per affittare un posto letto il diritto a spazi abitativi dignitosi. Per fare un
in una delle 46 casette di legno a due piani ci esempio, nella via Am Duffesbach, nel centro
vogliono 30 marchi al mese – luce, acqua e di Colonia, dodici lavoratori stranieri occupa-
lenzuola incluse. All’arrivo in città, ogni im- no un seminterrato di tre stanze, pagando 60
migrato riceve in regalo dalla fabbrica un cor- marchi al mese per posto letto. Nei vecchi edi-
redo di base di utensili domestici, tra cui una fici di Colonia coppie con figli abitano in un’u-

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MAX SCHELER (SZ PHOTO/BRIDGEMAN IMAGES)
MAX SCHELER (SZ PHOTO/BRIDGEMAN IMAGES)

Lavoratori italiani nei loro alloggi a Wolfsburg, 1966

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nica stanza, che pagano 160 marchi, con il la- mentre gli italiani dello stabilimento Volkswa-
vandino comune sul pianerottolo e il gabinetto gen ne mettono da parte addirittura 400.
condiviso con altre famiglie. Risparmi di questa portata non sono dovuti
Se è frequente che i proprietari d’immobili solo agli stipendi: alcuni immigrati incassano
tedeschi approfittino dei lavoratori del sud Eu- di più con gli assegni familiari che con il sala-
ropa, ad Amburgo c’è stato un caso di inquilini rio. In un cantiere di Quickborn, presso Am-
greci truffati da un connazionale. Per sfuggire burgo, lavorava un muratore spagnolo che a
a questi squali, capita che i nuovi arrivati cer- casa aveva dodici bambini, per cui prendeva
chino alloggi di fortuna gratuiti. Negli ostelli 400 marchi al mese in assegni familiari.
aziendali, inoltre, non è raro che due gastarbei- A causa del loro senso della famiglia, gli im-
ter dividano lo stesso posto letto: mentre uno migrati sono molto generosi con i parenti ri-
dorme l’altro fa il turno di notte. Negli alloggi masti a casa: i 4.900 italiani della Volkswagen
della Ford gli ispettori hanno trovato duecento inviano in Italia 1,5 milioni di marchi al mese.
italiani che non erano neanche dipendenti Secondo le poste tedesche, l’anno scorso i la-
dell’azienda. voratori stranieri hanno inviato a casa in totale
Ma non sono solo gli affittacamere a punta- un miliardo di marchi: 650 milioni spediti da-
re le buste paga degli stranieri. Il direttore del gli italiani, 119 dagli spagnoli, 115 dai greci e 48
dormitorio della Volkswagen ha fatto erigere dagli jugoslavi. Nei primi nove mesi di
una recinzione intorno agli alloggi degli italia- quest’anno giù un altro miliardo di marchi de-
ni: “Non immagina neppure quanti venditori gli stipendi dei gastarbeiter è finito all’estero.
di tappeti e orologi e quante ragazze cercasse- Allo stesso, tempo, però tra gli immigrati
ro di spillare soldi ai lavoratori”, racconta. Un sta crescendo anche la voglia di beni di consu-
tale dottor R. Wehner, di Ratingen, vicino a mo: solo nell’ultimo anno grazie a loro nelle
Düsseldorf, ha scritto ai gastarbeiter Giuseppe casse dei negozi di suppellettili, apparecchi
Berra ed Espedito Di Gesù per comunicargli radio e tv, elettrodomestici e attrezzature foto-
che, “per volontà del signor direttore distret- grafiche, è entrato circa un miliardo di marchi.
tuale”, spettava a lui “effettuare le visite medi- Anche i rivenditori di automobili usate fanno
che ai lavoratori stranieri”. Dopo avergli dato affari con gli stranieri, che di solito non vedono
un appuntamento, spiegava: “Il costo della l’ora di comprarsi un’auto di seconda mano.
visita ammonta a 50 marchi”. Poi, per rendere Quando vanno in vacanza, i gastarbeiter so-
più efficace il suo messaggio, sottolineava mi- no la disperazione dei doganieri stranieri: tra-
naccioso: “In caso di assenza ingiustificata sportano interi carichi di elettrodomestici, bi-
sarò costretto a dare comunicazione all’unità ciclette e motorini. Non sono rari neanche gli
amministrativa dell’azienda, precludendovi immigrati che tornano a casa al volante di trat-
così l’ottenimento del permesso di soggiorno”. tori acquistati in Germania.
Giuseppe ed Espedito si sono rivolti al sinda- I supermercati di Colonia, Francoforte e
cato e il direttore distrettuale ha confermato Monaco hanno assunto consulenti per l’acqui-
che il dottor Wehner agiva contravvenendo sto di prodotti alimentari mediterranei e i ne-
alle sue indicazioni: gli italiani erano liberi di gozi di tessili si procurano interpreti perché il
scegliersi il medico da soli. sabato fanno affari con la clientela straniera.
I gastarbeiter stuzzicano l’avidità dei tede- L’associazione degli industriali di prodotti
schi, non da ultimo perché dispongono di mol- per l’igiene personale nel 1963 ha registrato un
to denaro: guadagnano quanto i tedeschi, ma significativo aumento delle vendite di lozione
spendono molto meno. I greci dicono di ri- per capelli e brillantina, dovuto agli acquisti
sparmiare tra i 250 e i 300 marchi al mese, degli stranieri del sud Europa. Agli immigrati

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si deve anche il successo di un altro settore: a del lavoro offrendo una birra a tutti”. A questa
Colonia il viale della prostituzione, Eigelstein, prima incomprensione segue un “periodo di
oggi è conosciuto come corso Italia. Le attività piccole provocazioni”: ai greci i tedeschi dico-
cui si dedicano lungo corso Italia sono un chia- no che sono sporchi, ai turchi che a casa fanno
ro indizio del problema più spinoso che afflig- lavorare le donne dell’harem, agli italiani che
ge i gastarbeiter: difficilmente riescono a inte- sono cattivi soldati. Per tutta risposta, i meri-
grarsi nella vita sociale dei tedeschi e più che dionali sibilano tra i denti: i tedeschi le guerre
ospiti si sentono abitanti di un ghetto. In fondo le cominciano sempre, ma non le vincono mai.
condividono ben poco con un paese che deve “Ogni discorso comincia con ‘carissimi ita-
sembrar loro il paradiso del benessere. liani’, ma poi per i colleghi siamo sempre itaker
[termine spregiativo per indicare gli italiani] e
Su 55mila italiani interpellati dall’ente cattoli- ‘scuotilimoni’”, si lamenta un gastarbeiter ita-
co per le questioni abitative, solo il 10 per cen- liano citato dalla Süddeutsche Zeitung. Sul
to ha detto di prendere in considerazione l’ipo- posto di lavoro si sentono anche espressioni
tesi di stabilirsi in Germania Ovest. come “mangiaspaghetti” e “beduini”. Come
Alcuni studiosi stranieri hanno indagato spiega Sopp, di solito la parola fine in questi
sui sentimenti ostili che la Repubblica Federa- conflitti la mettono gli immigrati, ricordando
le suscita nei gastarbeiter. Nel suo libro Ar- ai colleghi tedeschi che sono stati loro a rin-
beitsplatz: Deutschland (Posto di lavoro: Ger- chiudere i nemici nei campi di concentramen-
mania), l’ex prete italiano Giacomo Maturi, to per massacrarli. “A quel punto la questione
referente per gli stranieri degli stabilimenti è chiusa: i rapporti non sono apertamente osti-
Ford, racconta la tipica reazione dell’uomo del li, ma neanche amichevoli. Si lavora insieme,
sud al contatto con la Germania: “Ordine, pia- ma a mensa ci si siede lontani”. I tedeschi si
nificazione, organizzazione suscitano in lui un limitano a tollerare gli stranieri e spesso gli af-
sentimento che oscilla tra ammirazione e sgo- fidano i lavori che non vogliono fare.
mento”. Il paese organizzatissimo del miraco- Il dottor Charles Zwingmann, professore di
lo economico gli sembra “il letto di Procuste”. psicologia, ha perfino scoperto che gli stranie-
Timotheos Kontomerkos, archimandrita ri sentono la mancanza di casa in un modo tut-
della chiesa greco-ortodossa di Francoforte, to peculiare, che ha chiamato “reazione no-
ha studiato il rapporto tra tedeschi e stranieri stalgica”. La nostalgia di casa si risveglia so-
sul posto di lavoro e non solo. “In fabbrica tut- prattutto a fine giornata. In effetti al sud, spie-
to funziona”, eppure tedeschi e gastarbeiter ga Maturi, il tempo libero non è un problema:
non familiarizzano. Per la gente del sud, la “Si chiacchiera in piazza. I bar e le osterie sono
Germania è “il paese dei sottufficiali”, i quali, tutt’uno con le strade e le piazze, non somiglia-
dal canto loro, non capiscono affatto la solda- no affatto ai locali tedeschi, dove per entrare si
taglia proveniente dalla Sicilia o dal Bosforo. devono passare due porte, le finestre hanno le
Hellmut Sopp, psicologo del lavoro di Düs- tende e ci si sente rinchiusi. Al sud approcciare
seldorf, ha constatato che il primo intoppo nel le persone non è un problema. La vita è come
rapporto tra lavoratori autoctoni e immigrati si un fiume che trascina tutti quelli che non cer-
verifica al più tardi tre giorni dopo il contatto cano attivamente di isolarsi. Per questo qui in
iniziale: “Il primo e il secondo giorno i tede- Germania l’isolamento diventa il maggior
schi nutrono grande interesse per i nuovi col- problema psicologico degli stranieri”.
leghi. Ma poi, inevitabilmente, arrivano gli Oltre che nelle gelaterie italiane e nei locali
ostacoli: i gastarbeiter, grandi risparmiatori, per adolescenti, utili ai corteggiamenti inter-
non ci pensano proprio a festeggiare l’inizio culturali, gli stranieri che si sentono isolati si

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MAX SCHELER (SZ PHOTO/BRIDGEMAN IMAGES)

Operai italiani nella fabbrica Volkswagen di Wolfsburg,1966


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Italiani impiegati in una sartoria di Berlino, 1966

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riuniscono soprattutto nelle stazioni, dove bito assistenziale, la passione tedesca per or-
ogni settimana frotte di lavoratori immigrati si ganizzare il tempo libero secondo il principio
trovano per chiacchierare e fare salotto in pie- della “forza attraverso la gioia” porta a risulta-
di. Per spiegare l’attrazione che le stazioni fer- ti spesso bizzarri. Un certo dottor Külb di Mo-
roviarie esercitano sugli immigrati del sud, il naco, per esempio, ha inviato all’associazione
professor Zwingmann scomoda il problema degli industriali tedeschi un rapporto di sette
della “separazione fisica e spaziale da un og- pagine “sulla possibilità di fornire un’assisten-
getto amato”, per esempio i genitori, la moglie za culturale efficace e mirata alla forza lavoro
o la fidanzata. “Ci lamentiamo perché le sta- straniera della Repubblica Federale”. Nel suo
zioni sono assediate da questi ‘tipacci’, ma non scritto, contrassegnato come “riservato!”,
pensiamo al valore nostalgico che questi luo- Külb ha proposto che, per “occupare sensata-
ghi assumono per chi è alla ricerca di un con- mente il tempo libero attraverso forme di in-
tatto. Accanto ai binari queste persone comin- trattenimento leggero o più impegnato di va-
ciano a sentire aria di casa”. rio tipo”, si organizzino spettacoli con le donne
Occasionalmente le aziende tentano di tro- greche a ballare, gli italiani a fare i pagliacci
vare ai lavoratori stranieri contatti e attività musicali e i turchi gli acrobati. L’ilare fantasia
con cui riempire il tempo libero. Nel manuale di Külb raggiunge il culmine con le gare tra gli
Ausländische Arbeiter im Betrieb (Lavoratori immigrati a chi mangia più spaghetti e i tornei
stranieri in azienda) sono elencati i “principali di tiro alla fune, con “i vincitori ammessi a sfi-
provvedimenti da prendere”: aprire centri di dare la squadra dei datori di lavoro tedeschi”.
assistenza, affittare campi sportivi, mettere a Rolf Weber della Bda ha giustamente os-
disposizione attrezzature sportive, strumenti servato che si tratta di “volgare cattivo gusto”.
musicali e giochi di società, organizzare sera- “Prima o poi i tedeschi dovranno riuscire a ca-
te, migliorare l’arredamento degli alloggi. pire che anche nella Repubblica Federale gli
A Wolfsburg, nella struttura di Castel Lupo, immigrati del sud vorrebbero passare le serate
ci sono tre squadre di calcio e un team di pugi- proprio come le passano a casa loro”, dice Ma-
lato. Nella città della Volkswagen non è insoli- turi. “Per esempio uscire per strada e farsi una
to vedere allenarsi ciclisti in tuta azzurro cielo chiacchierata con i vicini”. Passatempi del ge-
con la scritta bianca SC Lupo sulla schiena. nere, però, allarmano i cittadini tedeschi.
A Monaco le squadre di calcio SC Italia e SC Del resto, quelle immagini stereotipate che
Hellas hanno superato le qualificazioni contro ormai ci sono diventate care – il mediterraneo
le squadre aziendali tedesche e stanno parte- focoso, imprevedibile, pigro e sporco – sono
cipando al campionato in corso. dure a morire. L’ostilità diffusa tra gli ex milita-
ri contro gli itaker, così lesti a battere in ritirata,
Sono numerose le organizzazioni che si occu- non facilita certo la reciproca comprensione.
pano degli immigrati, dimostrando però più E poi c’è la stampa popolare della Germa-
zelo che sensibilità. La Caritas fa da mamma a nia Ovest che, a caratteri cubitali, alimenta il
italiani e spagnoli; la Missione interna pensa ai cliché dello straniero asociale: “Uno sporco
greci e la Arbeitswohlfahrt si prende cura dei trucco le è costato la vita. Gastarbeiter italiano
turchi. Delle donne, invece, si occupano l’As- accusato dell’omicidio di una donna” (Bild-
sociazione delle amiche delle ragazze e l’Asso- Zeitung); “Gastarbeiter accoltella a morte un
ciazione cattolica per la tutela delle giovinette. tedesco” (Westdeutsche Allgemeine); “Lavo-
L’anno scorso queste organizzazioni hanno ratore immigrato greco di 23 anni con otto col-
ricevuto finanziamenti per 800mila marchi tellate uccide…” (Westdeutsche Allgemeine).
solo dal ministero dell’interno tedesco. In am- “La questione della criminalità dei gastar-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 117


beiter non desta particolare preoccupazione”, precedenti penali o ritenuti politicamente pe-
spiega però la polizia criminale di Düsseldorf, ricolosi. Se uno straniero entrato in territorio
e anche a Wiesbaden assicurano che “i lavora- tedesco con un visto turistico presentasse do-
tori stranieri non rappresentano un problema manda per un permesso di lavoro, e si scopris-
specifico”. Per ora né l’Ufficio federale della se che il suo nome è presente nell’archivio di
polizia criminale né l’Ufficio statistico federa- Monaco, sarebbe tassativamente espulso. Lo
le ritengono necessarie statistiche specifiche stesso vale per il gastarbeiter che abbia com-
sul tasso di criminalità tra gli immigrati. Nelle messo qualsiasi tipo di reato sul territorio della
statistiche generali dei crimini commessi da Repubblica Federale.
stranieri nella Repubblica Federale sono in- Insomma, gran parte dei crimini commessi
clusi tutti i cittadini non tedeschi, soldati alle- dagli stranieri in Germania non è riconducibi-
ati compresi, per esempio. Secondo i dati della le ai gastarbeiter. I reati tipici degli stranieri –
polizia, gli abitanti di Düsseldorf che nel 1963 per esempio lo sfruttamento della prostituzio-
hanno commesso reati sono stati 1,7 su cento; ne, la contraffazione o il traffico di stupefacen-
tra gli stranieri la cifra scende a 1,04 su cento. ti – riguardano soprattutto quei circa 200mila
Tuttavia nel 1962 nel territorio della Re- soggetti che, secondo le stime della polizia,
pubblica Federale la percentuale di spagnoli, vivono in Germania senza esservi registrati.
greci e italiani coinvolti in casi di lesioni perso- Anche la convinzione comune che vuole la
nali gravi e delitti contro la pubblica morale gente del sud priva di etica del lavoro va del
era più alta di quella della popolazione com- tutto rivista. La Confederazione delle casse
plessiva (rispettivamente circa 3 e 2 per cento). mutue locali ha infatti verificato che italiani,
“Bisogna tener conto del fatto che gli stra- spagnoli e greci si danno malati con minor fre-
nieri rientrano nelle fasce d’età in cui è più fa- quenza dei colleghi tedeschi.
cile commettere reati,” osserva Rolf Weber, Gli immigrati dimostrano anche di sapersi
esperto di mercato del lavoro della Bda. ben adattare alla vita in Germania. Dei 141mi-
C’è poi la passione degli immigrati del sud la europei del sud che, secondo le statistiche,
per i coltelli, che desta preoccupazione tra i nel 1960 avevano un contratto nella Repubbli-
teutonici, più abituati ad affrontarsi a mani nu- ca Federale, l’anno scorso 82mila (il 58 per cen-
de. I giornali, invece, parlano raramente dei to) erano ancora qui. Tra loro 16mila avevano
nordici Casanova di provincia che, special- accumulato cinque o più anni di soggiorno.
mente nelle balere, infastidiscono gli italiani, Oltre che sull’etica del lavoro, le istituzioni
i greci e i turchi per via del loro stupefacente tedesche hanno ancora dubbi anche sull’affi-
successo con le cameriere tedesche. dabilità politica degli stranieri. L’Istituto tede-
Negli articoli di cronaca, inoltre, si ripetono sco dell’industria, centro studi legato al mon-
come una litania i resoconti di delitti d’onore do dell’imprenditoria, mette instancabilmen-
commessi da gastarbeiter incapaci di venire a te in guardia dalla “propaganda segreta dei
patti con l’usanza di cambiare spesso partner comunisti tra i gastarbeiter”, mentre i sindaca-
diffusa tra le donne tedesche. ti temono altrettanto intensamente i pericoli
che arrivano “da destra”. Ad alimentare que-
A impegnarsi perché gli stranieri rispettino sta inquietudine sono stati anche i tribunali
elevati standard civici e morali ci sono anche i tedeschi, che hanno consentito agli immigrati
funzionari e gli impiegati dell’Archivio centra- italiani d’iscriversi al Partito comunista nel lo-
le dei lavoratori dipendenti non tedeschi di ro paese, con una motivazione abbastanza
Monaco. Nel loro “registro degli individui pe- comprensibile: il Pci non mira al rovesciamen-
ricolosi” figurano più di 50mila stranieri con to del sistema nella Germania Federale.

118 Internazionale storia | In cerca di fortuna


I comunisti italiani riforniscono costante- ticamente possibilità di crescita professionale.
mente di funzionari i loro connazionali all’e- Non hanno accesso alle promozioni a capo-
stero. Altrettanto fa il sindacato comunista squadra e nemmeno a tecnico qualificato. Se-
attraverso il suo Istituto nazionale confederale condo Maturi è un dato pericoloso: “Tra qual-
di assistenza, che in Germania ha sede a Mo- che anno i gastarbeiter saranno un’enorme
naco. Anche il sindacato fascista ha il suo ente massa senza volto priva di qualsivoglia guida
nazionale di assistenza sociale, a Colonia. proveniente dalle proprie file. Rimanere bloc-
Ogni giorno, in certe fasce orarie, le radio di cati sul gradino più basso, anche se ci si impe-
Berlino Est, Praga e Budapest trasmettono va- gna e anche se si lavora in azienda per molto
riazioni sul tema “sfruttatori e schiavi” a bene- tempo, non fa che alimentare la frustrazione”.
ficio dei gastarbeiter. Di conseguenza da qual- Un’associazione che mira a farsi carico di
che tempo anche le stazioni radio della Ger- simili questioni è l’Unione emigrati in Germa-
mania Federale hanno intensificato le trasmis- nia, che di recente si è riunita per la prima volta
sioni destinate agli immigrati. La Wdr, per a Stoccarda, definendosi pomposamente il
esempio, dal 1 giugno trasmette il notiziario parlamento dei gastarbeiter. I suoi 35 delegati si
per gli italiani ogni giorno, dalle 19.45 alle 20. propongono di riunirsi ogni due mesi “per
A turchi, spagnoli e greci invece è destinata analizzare i problemi di tutti i lavoratori stra-
mezz’ora ciascuno alla settimana. nieri impiegati nella Repubblica Federale”.
Ma chi conosce bene la mentalità dei ga- Dal canto loro, gli emigrati [in italiano nel
starbeiter sa che tutto questo sforzo serve a po- testo], dopo anni in Germania, torneranno in
co. “Questi uomini non s’interessano di politi- patria armati soprattutto di una nuova consa-
ca. Sono venuti qui da noi per moneta, per co- pevolezza di sé. Secondo Maturi, già oggi a
struirsi una casa, per comprarsi una barca da casa li considerano alla stregua del “figliol pro-
pesca o un pezzo di terra al paese”, osserva digo”. Per quanto possano essersi sentiti stra-
Ludwig Vollmann, direttore dell’insediamen- nieri in Germania, tornando a casa confronta-
to italiano di Wolfsburg no le condizioni locali con la pedante ma effi-
Di questo disinteresse si sono accorti anche cace organizzazione del benessere tedesco.
i sindacati tedeschi. Nonostante gli sforzi fatti “In Germania”, dice Maturi, “la gente del sud
per reclutare gli immigrati, anche grazie a fun- vede per la prima volta l’ordine che può regna-
zionari stranieri appositamente assunti, i ga- re in un’azienda e negli uffici pubblici. Qui tut-
starbeiter sindacalizzati sono tra il 5 e il 10 per ti conoscono i propri diritti e sanno che saran-
cento del totale. Per quanto riguarda gli stabi- no rispettati. A casa, invece, ritrovano la ‘legge
limenti Ford, Maturi è disposto a “scommette- della giungla’. Così, quando tornano dalla Ger-
re qualsiasi cifra che gli iscritti al sindacato mania e vedono la realtà desolante del proprio
non arrivano a 20”. paese, i gastarbeiter si radicalizzano e diventa-
Inoltre, i lavoratori stranieri non hanno pra- no comunisti, quasi loro malgrado”. u sk

Der Spiegel è uno dei Da sapere Lavoratori Italiani: 762.642 Jugoslavi: 77.346
principali settimanali stranieri impiegati nella Spagnoli: 222.493 Totale: 1.343.347
tedeschi. È stato fondato Repubblica Federale Greci: 202.562
ad Amburgo nel 1947. Tedesca dal 1957 al 1964. Turchi: 78.304

Internazionale storia | In cerca di fortuna 119


Toronto cambia

L’arrivo dei lavoratori stranieri ha ridisegnato


il volto della città canadese. E il cuore di questa
trasformazione è il quartiere degli italiani
Robert Thomas Allen, Maclean’s,
Canada, 21 marzo 1964
MARIO GEO (TORONTO STAR/GETTY IMAGES)

Il ministro della difesa canadese Paul Hellyer festeggia il compleanno a Toronto, 7 agosto 1967

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Per una persona della mia generazione, è nei negozi di alimentari, ascoltando musica
difficile non avere la sensazione che Toronto italiana e godendosi la vista di cinema italiani,
sia un tranquillo insediamento britannico sul- bar che servono caffè espresso, pizzerie, scar-
la sponda settentrionale del lago Ontario, go- pe a punta, giacche corte, scialli siciliani e una
vernato con giudizio e con prudenza da un so- tale vitalità che quando poi si torna a casa, per
lido gruppo di protestanti scozzesi, inglesi e esempio a Toronto nord, sembra di entrare in
irlandesi in pantaloni a righe e cappello a cilin- un sobborgo decadente ben lontano dal vero
dro. Le cose, però, sono cambiate. Il sindaco è centro della città.
uno scaltro avvocato ebreo di Augusta avenue, Molti nostri concittadini accolgono con fa-
una zona che un tempo era chiamata altezzo- vore questa marea esotica che ha dato caratte-
samente “rione” ma che oggi è così orgogliosa re alla città e l’ha resa all’improvviso timida-
delle sue origini popolari da averle trasformate mente cosmopolita, come un adolescente che
in uno status symbol. Uno dei suoi assessori è ha appena scoperto la birra. Ma parecchi suoi
un irruento giovane avvocato slovacco che abitanti guardano a questi cambiamenti con
ama sbattere libri sul tavolo, citare statistiche cipiglio, chiamano ancora gli italiani eyetalian
e fare commenti sarcastici sull’incompetenza [termine spregiativo per indicare gli immigra-
dell’amministrazione comunale. Il suo vice è ti italiani] e usano impropriamente la parola
un enorme grossista di banane cattolico italia- “etnico” per indicare quello che prima inten-
no ma nato in Canada di nome Joe Piccininni il devano con “straniero”. Alcuni immaginano
quale, dopo essere stato eletto, ha fatto il giro Little Italy come un aggregato di negozi di ali-
della vecchia e riccamente decorata sala del mentari in una vecchia zona della città e molti
consiglio, sotto i ritratti della regina Vittoria da la considerano un quartiere difficile, fatto di
giovane e di Nelson che sale a bordo della San cacciatori di voti, società segrete e politici cor-
Josef, distribuendo banane ai presenti. rotti, dove i giovani italiani pizzicano il sede-
Oggi il municipio smonta le decorazioni re alle ragazze e gli uomini maturi, quan-
invernali dopo il Natale bizantino, il 7 genna- do non mangiano spaghetti, rubano il lavoro ai
io. Al momento della stesura di questo articolo canadesi.
una bandiera ucraina sventola fuori della fine-
stra dell’ufficio del segretario comunale Edgar Per esaminare da vicino l’origine di questi mi-
Norris, e si sta prendendo in considerazione ti, ho gironzolato per la città parlando del quar-
l’idea di proclamare il Columbus day festa na- tiere, e di come funziona, con assistenti socia-
zionale, per il semplice motivo che, se Colom- li, politici e imprenditori. Ho incontrato italia-
bo non fosse partito dall’Italia alla ricerca della ni con una cultura e una mentalità non più ita-
Cina, Toronto non esisterebbe. liane delle mie. Ho trovato valori morali e lega-
Ormai nell’area della città metropolitana mi familiari ai quali potremmo ispirarci, poi
vivono più di 700mila persone di origine non coraggio, parsimonia, disillusione, entusia-
britannica. Nel 1961 gli italiani, di gran lunga il smo, problemi sociali, dinamiche politiche si-
gruppo più numeroso, erano 140mila e oggi mili a quelle di qualsiasi altro posto: insomma
sono circa 160mila. I cittadini di Toronto di nulla di banale, semplice o prevedibile.
origine britannica sono diventati una mino- Little Italy – se vogliamo applicare questo
ranza: costituiscono solo il 45 per cento del termine alla piccola zona fatta di negozi, cine-
totale. Nella zona centroccidentale della città ma e case bifamiliari ravvicinate che si esten-
si può passeggiare per ore incontrando esclu- de intorno a College e Bathurst street, e che
sivamente persone che vengono da Napoli o fino al 1950 ospitava la maggior parte degli
Palermo, osservando le lumache in vendita italiani di Toronto – è ancora lì. Ma oggi è più

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che altro un imbuto che gli immigrati attraver- ho parlato con tre italiani che hanno rivendica-
sano per raggiungere l’enorme area dove oggi to lo stesso titolo per altre tre persone. Un os-
si concentra la comunità italiana, larga due servatore ha detto che Piccininni ha battuto
chilometri e profonda sei, che si spinge a nord per un pelo Harold Menzies, un vecchio asses-
oltre il centro e fino ai limiti della città. Ci sono sore conservatore che ha un’agenzia immobi-
nuove zone popolate da italiani intorno a Kee- liare in Bloor west, perché “Menzies non pia-
le street, Jane street e alla Highway 401, nella ceva affatto” a un procacciatore di voti molto
p a r t e n o r d o c c i d e n t a l e d e l l ’a r e a attivo (non italiano). Il sindaco Phil Givens af-
metropolitana, e molti italiani vivono in quar- ferma che è ingiusto etichettare Piccininni co-
tieri periferici non italiani come Victoria Villa- me leader degli italiani, e che tutti dovrebbero
ge e Don Mills. Il quartiere in precedenza pre- semplicemente lasciargli fare il suo lavoro. Ma
valentemente anglosassone di Bloor street è Piccininni stesso a farsi passare per il rappre-
west ha una massiccia presenza di italiani. sentante della comunità. I giornali di Toronto
Una delle zone più popolose della città, Ward lo hanno così spesso raffigurato come un cic-
five, ne ospita circa 30mila e occupa una parte cione amante del divertimento e dall’appetito
di St. Clair avenue, l’angolo più settentrionale robusto, che prima d’incontrarlo quasi m’im-
di Little Italy all’interno dei confini cittadini. maginavo di trovarmi di fronte un omone in-
tento a ridere davanti a una bottiglia di vino e a
L’idea che la componente straniera della po- un piatto di spaghetti gridando Mamma mia
polazione di Toronto rappresenti un blocco ogni tre parole. Invece ho trovato un gran lavo-
politico saldamente antianglosassone è inge- ratore, pragmatico, piuttosto serio e con una
nua almeno quanto quella secondo cui tutti gli bella voce, che sta svolgendo in modo compe-
italiani mangiano spaghetti (a proposito, gli tente il suo lavoro come consigliere comunale.
italiani guardano con stupore i canadesi che È cresciuto a Toronto nord, vive lontano dal
vanno al ristorante per mangiare gli spaghetti, suo quartiere, parla italiano con accento cana-
più o meno nello stesso modo in cui un irlan- dese ed è stato in Italia una sola volta, l’anno
dese guarderebbe una coppia che va a mangia- scorso, quando ha vinto un biglietto aereo alla
re patate a lume di candela). lotteria. Quando non è in municipio, è in un
Dal punto di vista politico, gli italiani non piccolo ufficio pieno di scartoffie nel magazzi-
sono né fermamente antianglosassoni né con- no di banane di famiglia, un semplice edificio
tro nulla. La zona intorno a Ward five è consi- in cemento su Merton avenue, dove cerca di
derata uno dei campi di battaglia politici più risolvere i problemi degli sconosciuti che lo
vivaci – al livello federale, provinciale e muni- vanno a trovare, per la metà italiani.
cipale – di tutto il Canada. I cartelloni elettora- Una mattina mi sono seduto ad ascoltarlo
li vengono abbattuti dai partiti rivali, e “il voto mentre rispondeva al telefono, e l’ho sentito
degli italiani” è il sogno di tutti i partiti. Ma dare consigli rapidi e chiari, suggerire compor-
questo riguarda esclusivamente i politici. L’i- tamenti su alcune questioni molto poco italia-
taliano medio, in generale, è troppo impegna- ne, e prendere appunti su cose da fare. Un uo-
to a sopravvivere e a risolvere i suoi problemi mo lo ha chiamato per dirgli che la sorella in-
in un nuovo paese per pensare troppo a simili cinta voleva costringere il fidanzato a pagare le
cose. spese del parto e che quando aveva minacciato
Ci sono molte gelosie e faide tra i leader au- di chiamare la polizia il ragazzo era andato da
tonominati della comunità. Nessuno è d’ac- lei e aveva cercato di picchiarla. Un operaio
cordo su chi siano. Piccininni è generalmente italiano gli ha detto che era stato messo in cas-
considerato il portavoce della comunità, ma sa integrazione, che era andato in città per tro-

122 Internazionale storia | In cerca di fortuna


vare un lavoro temporaneo, che gli avevano cente c’è stata anche un’ondata di artigiani
consigliato di andare all’ufficio di collocamen- specializzati arrivati dalla Germania. Ma la
to, e che alla fine si era sentito dire che non po- maggior parte degli italiani di Toronto viene
tevano far nulla finché era in cassa integrazio- dalle province povere del sud e dalla Sicilia.
ne. Un altro italiano ha telefonato per lamen- Quando sono sbarcati qui, in anni in cui quelle
tarsi di non aver ricevuto l’intero sussidio di regioni erano più povere di oggi, molti di loro
disoccupazione. Un uomo, invece, ha raccon- erano contadini analfabeti. Sono scappati da
tato di essere stato licenziato dal programma una vita in cui lavoravano saltuariamente co-
dei lavori invernali del comune. Un padrone di me operai o tagliatori di pietre, integrando il
casa ha telefonato per denunciare che i nettur- loro sostentamento con un asino, qualche gal-
bini stavano danneggiando i suoi secchi della lina, un piccolo orto. Di tanto in tanto si per-
spazzatura. Il custode di una scuola del quar- mettevano un pezzo di una specie di carne af-
tiere di Piccininni si è invece lamentato che gli fumicata chiamata prosciutto. Ma queste per-
stessi netturbini facevano un solo ritiro alla sone adesso hanno figli grandi che hanno fatto
settimana, il che significava che la mattina lui buona parte dei loro studi a Toronto; ragazzi
doveva portare fuori da solo 30 o 40 secchi di che lavorano negli uffici e nei negozi e ragazze
spazzatura. che si avvicinano all’idea di una contadina eu-
Mentre uscivo, ho sentito Piccininni ri- ropea quanto Suzy Parker.
spondere a qualcuno “Sì. Sì. Okeydokey”. Pa- Parlando con questi giovani, che sono qui
role che sembravano riassumere il suo confu- forse da sette, otto anni, è difficile collegarli
so ruolo di leader degli italiani di Toronto. alle loro origini. Un impiegato mi ha racconta-
to che prima di lasciare l’Italia non aveva mai
In quanto abitante di Toronto, anche io a lungo avuto un paio di scarpe o un completo in vita
ho avuto un’immagine stereotipata dell’immi- sua. Una bella ragazza truccata alla moda, che
grato italiano: un operaio con il berretto spor- avrebbe potuto essere la modella di una pub-
co di un’università dell’Ivy league o un uomo blicità per l’Alitalia, mi ha detto che prima di
dalla pelle scura e l’aria sinistra con gli occhi arrivare in Canada non aveva mai vissuto in
socchiusi. Avevo anche altri pregiudizi. E non una casa con aspirapolvere, frigorifero, radio e
mi era mai capitato di incontrare molti italiani tv, e non era mai salita su un’automobile.
che parlassero, pensassero e somigliassero al- L’idea che gli italiani rubino il lavoro ai ca-
le persone con cui ero cresciuto. Johnny Lom- nadesi deve essere difficile da digerire per
bardi, che gestisce un supermercato tra Grace molti di loro. Un’assistente sociale mi ha parla-
e College street, nella parte centro-occidenta- to di alcune persone che ha cercato di aiuta-
le della città, è un vivace imprenditore brizzo- re. Un avvocato che per 16 anni aveva diretto
lato e di recente ha contribuito a portare la l’ufficio revisioni contabili di una cittadina del
commedia musicale Rugantino all’O’Keefe sud Italia, e stava cercando di mantenere mo-
centre. Nel corso di una cena al Lions club ho glie e figli, non era riuscito a trovare neanche
sentito 35 italiani, molti dei quali sembravano un posto come semplice impiegato in uno stu-
scozzesi o inglesi, cantare God save the queen e dio legale, o in qualsiasi altro ufficio. Lei, però,
gridare “scubidubidù” quando sono stati pre- non aveva avuto il coraggio di proporgli un im-
sentati gli ospiti in visita dall’Ohio. Hanno per- piego da lavapiatti. Un altro avvocato di Mila-
fino inscenato una spassosa raccolta di fondi. no è finito a lavorare come assistente negli
Circa il 20 per cento degli immigrati italiani spogliatoi di un circolo del golf e come operaio
in Canada proviene da famiglie della classe edile. L’ultima volta che l’assistente sociale
media istruita del nord e centro Italia, e di re- l’ha incontrato, faceva consegne per un nego-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 123


zio di alimentari. Un italiano con un dottorato vane che somigliava a Laurence Olivier rac­
in filosofia continuava a studiare nel tempo li­ contare in italiano una storia che sarà durata
bero che gli rimaneva dopo il lavoro alla catena mezz’ora interrompendosi ogni due minuti
di montaggio di una fabbrica, ma teneva in per esclamare “ Pow!” “Okay!!” e “Geesh!”.
tasca un libro di Mickey Spillane nel caso i col­
leghi gli chiedessero che cosa stava leggendo. Le ragazze italiane sono educate severamen­
Gli italiani che hanno impieghi d’ufficio te e strettamente sorvegliate. Non possono
stabili e con stipendi regolari sono la gioia dei salire in macchina con i ragazzi. Andare in un
loro datori di lavoro. Hanno la fama di essere drive­in è impensabile: quando ho chiesto a
disponibili e infaticabili. Me lo ha conferma­ una di loro se ci fosse mai stata, è impallidita
to un dirigente scozzese che ha sei ragazze ita­ al solo pensiero. Se una ragazza rimane sul
liane tra il suo personale. “Secondo me, vale la divano con il suo ragazzo a guardare uno spet­
pena di assumerle. Si prendono cura di te. Se tacolo in tv fino a tarda sera, qualcuno della
chiedo a una di loro di portarmi un bicchiere famiglia, di solito il fratello, resta lì con loro,
d’acqua, scende al piano di sotto, va al frigori­ anche se sono ufficialmente fidanzati. La di­
fero, prende dei cubetti di ghiaccio e mi porta sciplina è rigidissima. “Vedi quella ragazza
una bibita fresca. Se qualcuno vuole una fattu­ laggiù”, mi ha detto un dirigente d’ufficio di
ra o qualcos’altro, loro se ne occupano subito College street, indicando una giovane donna
come se fosse un piacere. Pochissime ragazze ben curata di una ventina d’anni. “La settima­
italiane fumano e non fanno neanche la pausa na scorsa sua madre l’ha presa a schiaffi da­
caffè. Sono sempre disposte a lavorare fino a vanti a tutti perché l’aveva vista parlare con un
tardi, perché quando tornano a casa devono ragazzo in un caffè”. Ci si aspetta che le ragaz­
occuparsi dei lavori domestici”. ze italiane sposino ragazzi italiani, cosa che di
Il comportamento delle figlie italiane solito succede. I matrimoni vengono spesso
strapperebbe un gemito di invidia alla mag­ combinati tra famiglie che vivono in Canada
gior parte delle madri canadesi, che affronta­ e in Italia, e spesso il matrimonio viene cele­
no i problemi della genitorialità senza l’aiuto brato per procura.
di comportamenti codificati o codici sociali La maggior parte degli italiani viene a To­
coerenti. Il rispetto che i giovani hanno per la ronto su invito di un amico o di un parente. Gli
famiglia non corrisponde all’immagine degli italiani mantengono stretti legami familiari e
italiani – creata in gran parte da sceneggiatori vorrebbero farsi raggiungersi perfino dai non­
americani – come potenziali delinquenti. Ma ni. Spesso prendono in prestito in banca dei
quell’immagine rimane. Il direttore di una soldi da inviare in Italia per il biglietto, e quan­
banca di un quartiere abitato soprattutto da do il nuovo arrivato comincia a lavorare li re­
italiani mi ha detto che cerca invano di convin­ stituisce a rate. Un direttore di banca mi ha
cere i suoi amici che nella zona non corre par­ raccontato che le sue perdite da crediti inesigi­
ticolari pericoli. Un dettaglio che contribuisce bili da parte di italiani accumulate in cinque
a dar vita a quest’immagine dell’italiano gang­ anni ammontavano a 17 dollari.
ster, e che la polizia di Toronto ha cominciato a L’immigrato arriva con il treno alla Union
prendere in considerazione solo negli ultimi Station o all’aeroporto Malton, vede la città
anni, è l’abitudine dei giovani immigrati di coperta di neve, la confronta con le colline del­
passeggiare insieme per strada. Nei caffè si in­ la sua terra soleggiata e rischia di avere il pri­
contrano spesso gruppi di uomini di tutte le età mo attacco di nostalgia dopo appena tre mesi
che discutono animatamente come se stesse­ dal suo sbarco. Va a vivere con i suoi amici o
ro litigando. In una pizzeria ho sentito un gio­ con la famiglia. È normale che 16 persone vi­

124 Internazionale storia | In cerca di fortuna


vano in una curatissima casa di otto stanze. A giornata di otto ore di lavoro in fabbrica, torna
questo punto trovare un’occupazione diven- a casa stanco e vuole solo andare a letto. Per
ta il problema principale. Gli uomini cercano questo le donne italiane hanno difficoltà a fre-
un impiego soprattutto nei cantieri e nelle fab- quentare le scuole serali di inglese. È anche
briche, e le donne nel settore delle pulizie. La uno dei motivi per cui raramente partecipano
lingua è spesso un ostacolo. I caporeparto con- alle riunioni tra genitori e insegnanti, con
trollano i documenti consegnati all’italiano grande gioia di questi ultimi, che sono già mol-
dall’ufficio immigrazione che si occupa delle to affezionati ai giovani italiani perché sono
selezioni del personale in Italia, leggono che è insolitamente educati. C’è poi la difficoltà di
un saldatore, ma non capiscono che tipo di sal- crescere secondo i costumi italiani le ragazze
datore, e gli dicono di andare a fare un po’ di che vanno a scuola con le canadesi, le quali
esperienza prima di tornare. non hanno ancora raggiunto il livello di totale
libertà delle americane, ma ci sono comunque
Quando il nuovo arrivato ottiene finalmente vicine.
un lavoro, sta attento a ogni centesimo. Gli ita- Così le ragazze italiane si sentono emargi-
liani sono così frugali che si prendono in giro nate. Per questo i preti cercano di convincere i
da soli per questo. Nella maggior parte delle genitori a vedere le cose dal punto di vista dei
case tutto il denaro guadagnato dalla famiglia giovani. Ma oggi le giovani stanno comincian-
viene consegnato al padre che lo dispensa se- do a ribellarsi, e in alcune famiglie scoppiano
condo le necessità. Non è facile cercare di liti furibonde. Le famiglie italiane, nonostante
mantenere le vecchie usanze e allo stesso tem- i legami molto stretti e un rispetto reciproco
po adattarsi allo stile di vita di una fiorente cit- che in questa parte del mondo sta quasi scom-
tà industriale canadese. Un’assistente sociale parendo, non possono evitare l’eterno conflit-
mi ha raccontato di una donna alla quale aveva to tra giovani e vecchi. “I vecchi parlano sem-
trovato lavoro come lavapiatti. Il marito era pre di rientrare in Italia”, mi ha detto una bella
andato all’agenzia per chiedere se ci fossero ragazza di diciannove anni con l’ombretto az-
lavapiatti maschi nello stesso ristorante, e zurro e un’enorme testa di capelli neri cotona-
quando gli avevano risposto che c’erano, ave- ti. “Ma quando sono in Italia non vedono l’ora
va spiegato che sua moglie non poteva accetta- di tornare in Canada. Forse si erano dimenti-
re l’impiego. Così la donna aveva dovuto rico- cati del motivo per cui erano venuti qui”.
minciare a cercare. Alla fine aveva trovato la- La mia sensazione, dopo aver conosciuto
voro come donna delle pulizie in un ospedale, meglio la grande Little Italy di Toronto, è che
dove se la cavava bene. qualunque sia il motivo per cui hanno cambia-
Le donne italiane non escono di sera senza to idea, la città dovrebbe accoglierli con il tap-
i loro mariti e un marito italiano, dopo una peto rosso. u bt

Maclean’s è un mensile
canadese, fondato a
Toronto nel 1905.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 125


L’iniziativa
sbagliata
Nel 1970 gli svizzeri respingono con un
referendum la proposta di limitare il numero
degli stranieri nel paese. Un progetto
sgradito anche all’establishment economico
François Schaller, Gazette de Lausanne,
Svizzera, 27 maggio 1970
PHOTOPRESS-ARCHIV/KEYSTONE/BRIDGEMAN IMAGES

Le baracche degli operai all’entrata del tunnel del Gran San Bernardo, Svizzera, 25 maggio 1960

126 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Credevo che Schwarzenbach e il suo co- modo più sicuro per far deprezzare la nostra
mitato non si occupassero di economia e che la moneta. Di conseguenza è quanto meno sin-
loro iniziativa si ponesse su un piano diverso. golare rimproverare altri di voler provocare
Ovviamente più elevato. Ma un documento quello che di fatto si cerca di ottenere.
diffuso sotto forma di volantino da Action na- Inoltre non deve sorprendere che la Svizze-
tionale contro l’eccesso di popolazione stra- ra abbia sempre avuto un alto numero di stra-
niera Zurigo, mi induce a pensare il contrario. nieri, la cui percentuale – non dimentichiamo-
Il testo contiene quasi solo considerazioni eco- lo – oggi è appena più alta che nel 1914. Più un
nomiche, per di più fortemente demagogiche. paese è di dimensioni modeste, più la percen-
Di fatto si tratta più di un pamphlet sull’indu- tuale di stranieri deve essere elevata. Se Gine-
stria svizzera che sugli stranieri. Se questo at- vra formasse uno stato sovrano, il numero di
tacco contro l’eccessiva industrializzazione stranieri supererebbe di gran lunga quello de-
non riprendesse i tipici luoghi comuni usati gli abitanti locali. Al contrario, se l’Europa oc-
contro il capitale e la grande industria e non cidentale fosse uno stato unitario non ci sareb-
aizzasse contro i ricchi coloro che non hanno la bero quasi più stranieri e l’iniziativa Schwar-
fortuna di esserlo, potrebbe essere attribuito a zenbach non avrebbe senso. È quindi errato
una manifestazione di nazionalismo esaspera- confrontare la nostra situazione a quella dell’I-
to. Tuttavia un sentimento del genere di solito talia. I sostenitori dell’iniziativa Schwar-
non sfocia nella lotta di classe. zenbach ricorrono ad armi sbagliate per ap-
Il comitato che sostiene l’iniziativa Schwar- poggiare un’iniziativa sbagliata. Abbiamo
zenbach vorrebbe persuaderci che la ricchezza tutto il diritto di rimproverarglielo.
dell’industria svizzera sia una cosa e quella del Quello che Schwarzenbach e i suoi sosteni-
popolo un’altra. Eppure non abbiamo mai vi- tori non hanno mai ricordato è che qualunque
sto il benessere e la crescita dei redditi dipen- espansione economica comporta una maggio-
dere da un apparato produttivo stagnante e re densità demografica. La Svizzera non fa ec-
retrogrado. Inoltre, affermare che la ricchezza cezione. Una situazione analoga si è avuta in
dei lavoratori stranieri in Svizzera abbia causa- Italia del nord, dove la popolazione è molto
to l’impoverimento della popolazione locale aumentata in seguito al grande sviluppo indu-
significa prendere i lettori per imbecilli. striale del dopoguerra. Anche la Germania
Il colmo è volerci far credere che l’inflazio- federale contava a fine marzo di quest’anno 1,7
ne sia dovuta alla manodopera straniera. Con milioni di lavoratori stranieri, cioè 440mila in
scaltrezza più che con oggettività, gli autori di più rispetto al 1968. In due anni la crescita è
questo manifesto mettono in evidenza l’im- stata quindi del 35 per cento. A Monaco un abi-
portanza degli investimenti necessari all’inte- tante su sette è straniero. A Stoccarda e a Fran-
grazione dei lavoratori stranieri nella nostra coforte uno su undici. Sono soprattutto italia-
economia. Ma ovviamente qualunque riduzio- ni, che rappresentano il 25 per cento della ma-
ne del numero di stranieri renderebbe questi nodopera straniera in Germania.
investimenti inutili, il che rappresenterebbe La fortuna dell’economia tedesca è quella
uno spreco e farebbe aumentare l’inflazione. di non dover fare i conti con iniziative come
La soluzione proposta da Schwarzenbach è il quella proposta da Schwarzenbach. u adr

La Gazette de Lausanne giugno 1970 gli svizzeri James Schwarzenbach e tedesco). La proposta fu
è stato un quotidiano votarono per limitare la faceva parte di una bocciata con il 54 per
svizzero, pubblicato tra il presenza degli stranieri al campagna contro cento di voti, ma ha
1798 e il 1991. 10 per cento della l’eccessiva presenza lasciato strascichi
popolazione. L’iniziativa d’immigrati (il cosiddetto sull’atteggiamento degli
L’iniziativa era stata promossa dal inforestierimento, svizzeri verso gli
Schwarzenbach Il 6 e 7 politico di estrema destra Überfremdung in immigrati.
Portfolio
Sui tetti
di New York
Susan Meiselas
La fotografa Susan Meiselas ha cominciato a ritrarre la Little
Italy newyorchese nel 1974. Per anni ha raccontato quello
che vedeva dalla finestra e quello che succedeva per strada.
Era convinta che l’energia del quartiere prendesse forma
solo lì in basso, sui marciapiedi, tra i palazzi, nei vicoli.
Ma si sbagliava. Nel 2015, in occasione del bicentenario
della fondazione della basilica di San Patrizio, il cuore del
quartiere, ha creato il Mott street memory project, chiedendo
ai residenti della zona di condividere le foto dei loro album
di famiglia ed esporle intorno alla chiesa. Protagonisti degli
scatti erano luoghi che Meiselas aveva ignorato in tutti quegli
anni passati a contatto con la comunità italoamericana: i
tetti dei palazzi. Quelle distese piatte, di cemento, erano
punti di fuga verso il cielo, verso il sole, dove la vita poteva
essere assaporata e celebrata. “Salivi le scale, aprivi la porta
ed eri al di sopra di tutto. Potevi respirare. Potevi sognare.
Potevi essere”, scrive Martin Scorsese nell’introduzione
del libro Tar beach, che raccoglie le foto e le storie scelte da
Susan Meiselas insieme a due abitanti di Little Italy, Virginia
Bynum e Angel Marinaccio.
Mildred Musillo.
197 Hester street,
estate 1940.

Patrick Montana con “JoJo”.


l’abito da cerimonia 96 Elizabeth street,
per il diploma alla 1963.
Cardinal Hayes high
school. 247 Mulberry
street, giugno 1957.
“Tootsie” Viviano si Katie Maltesi e Mary
rinfresca con una Guarantano al primo
doccia improvvisata. compleanno di Ann
96 Elizabeth street, Marie Marinaccio.
1964. 96 Elizabeth street,
1968.
Da sinistra: Charlutz,
Rose Luisi, Virginia
Verno, Mickey Lofaro,
Phyllis Frezza.
285 Mott street, 1940.

Millie Musella. Joseph e Jenny


234 Mott street, Cutrona con la figlia
1950 circa. Lucy “Doll”, vestiti
per andare all’opera.
130 Mulberry street,
primavera 1945.
Charlie Spero. Angel, 2 anni.
Oak street, Elizabeth street,
1944 circa. 1952 circa.

Peter e Michael Cirelli


(detto “My Dee”).
242 Mulberry street,
1920 circa.

Susan Meiselas è una fotoreporter statunitense. Tar beach è pubblicato in inglese da Damiani.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 141


Le nuove
generazioni

1973-2020
Emigranti italiani a casa per le vacanze di Natale, Bagheria, Italia, 1962
Ferdinando Scianna (Magnum/Contrasto)
Da “ritals”
a cittadini
All’inizio degli anni novanta i francesi di
origine italiana sono più di settecentomila.
Sono perfettamente integrati. E hanno un
talento particolare per le attività imprenditoriali
Marie-Béatrice Baudet, Le Monde, Francia,
4 marzo 1992
PER GENTILE CONCESSIONE DI JACQUES BONIN E NADINE DESBAUCHERON-PONTICELLI

Un cantiere dell’impresa dei fratelli Ponticelli a Saint-Denis, Francia, 1928.

144 Internazionale storia | In cerca di fortuna


In francia sono oltre 700mila. Ma chi li no- si ha l’impressione che gli italiani abbiano una
ta più ormai? La comunità italiana si è perfet- evidente vocazione imprenditoriale, di certo
tamente integrata nel paesaggio dell’Esagono. più degli spagnoli e dei portoghesi. Di fatto so-
I primi immigrati sono arrivati verso il no ancora degli immigrati, imprenditori, arti-
1880. Allora il paese si stava industrializzando giani e commercianti (con 37mila attività cen-
e aveva bisogno di braccia. Negli anni venti del site) e sono presenti in tutti i settori. Come non
novecento si è assistito a una nuova ondata mi- pensare, per esempio, a un’altra dinastia italia-
gratoria, questa volta con chiare connotazioni na, quella che da anni vende gelati all’ingresso
politiche. Altri arrivi ci sono stati negli anni del Jardin du Luxembourg? O ai cantieri nava-
trenta. L’ultima migrazione è stata quella del li Rocca, che costruiscono i battelli turistici
secondo dopoguerra, durata fino agli anni ses- della Senna?
santa. Non bisogna nemmeno dimenticare il
La storia di questa immigrazione si può fa- grosso della truppa: le imprese edili create da-
cilmente ricostruire sfogliando gli elenchi te- gli operai immigrati prima dell’ultima guerra,
lefonici, per esempio quello di Longwy, una la cui storia, rude, intensa e potente, oggi ap-
cittadina al confine con il Lussemburgo, dove partiene ai figli dei fondatori. Nessuno di loro
all’inizio del secolo gli italiani sono arrivati per dimenticherà cos’è stata l’immigrazione ita-
lavorare nelle miniere, in una Lorena allora in liana: “Oggi possiamo considerare compiuta
cerca di manodopera a buon mercato. I tede- l’integrazione, ma a mio nonno è costata cin-
schi e i lussemburghesi avevano aperto la stra- quant’anni di sforzi e fatica”.
da, seguiti poi dagli italiani e dai polacchi. Gina, 40 anni, professionista nel settore
Tracce della presenza italiana si trovano della comunicazione a Parigi, ripete che è stata
ovviamente anche nelle regioni Rodano-Alpi la Francia a restituirle la dignità, grazie all’i-
e Provenza-Costa Azzurra, grazie alla vicinan- struzione gratuita, e a tutto quello che invece
za con il Piemonte. Non mancano nemmeno l’Italia negava a una famiglia povera come la
nelle comunità agricole del sudovest e sono sua. Come gli altri, tuttavia, Gina sa che il suo
ancora più evidenti nell’Île-de-France, in loca- successo ha avuto un prezzo. Quello, per
lità come Aubervilliers, Drancy e così via. An- esempio, di sentirsi rivolgere da un funziona-
che in questo caso l’elenco telefonico offre una rio della prefettura di Parigi durante il proces-
chiara testimonianza. E poi ci sono le antiche so di naturalizzazione, nel 1968, domande del
tradizioni. La storia della famiglia Scaldini, genere: “Cosa faceva nel 1940?”. Parole fatte
per esempio, è una vera epopea. Spazzacamini scivolare con naturalezza tra le altre.
di professione, gli Scaldini lasciarono le pro-
vince di Parma e Piacenza alla fine dell’otto- “La storia dell’immigrazione è un campo di
cento: fino alla fine degli anni sessanta sono studi recente in Francia”, spiega Michel
stati loro a pulire le caldaie a carbone degli edi- Dreyfus, storico del Centro nazionale di ricer-
fici parigini. ca scientifica e vicepresidente del Centro studi
Oggi i loro discendenti, come spiega un sull’immigrazione. “Conosciamo meglio la
rapporto realizzato dall’Agenzia per lo svilup- storia dell’integrazione degli emigrati politici,
po delle relazioni interculturali (Adri), si occu- degli antifascisti cacciati dal paese, che in
pano del montaggio e della manutenzione dei Francia hanno fondato riviste e giornali. Tra il
moderni sistemi di riscaldamento e climatiz- 1880 e il 1930 c’erano più di 350 testate pubbli-
zazione. Nella regione parigina oggi ci sono cate dall’immigrazione italiana. Il Partito co-
una trentina di imprese di questo tipo. munista francese e il sindacato Cgt (Confede-
Sulla base dei dati del censimento del 1982 razione generale del lavoro) sono stati impor-

Internazionale storia | In cerca di fortuna 145


tanti strumenti d’integrazione. C’è stata poi tardi con mia madre”. Di fatto l’emigrazione
anche l’integrazione sociale, con i matrimoni italiana è prima di tutto una storia di famiglie
misti, e quella economica, di cui ancora fati- e di relazioni.
chiamo a valutare il peso, poiché disponiamo Arcueil ha accolto anche i giovani di Cassi-
di poco materiale d’archivio. Un operaio italia- no. Il salumiere, il fornaio, i droghieri e il non-
no che crea la sua impresa interessa poco alla no di Dominique si conoscono tutti: “È un
polizia, anche se questo non ha impedito il ma- gruppo che si è creato in modo naturale, con
nifestarsi di atteggiamenti razzisti. Potremmo una solidarietà concreta”. Non si può però par-
dire che un razzismo scaccia l’altro: prima era lare di ghetto. Quando un operaio ha un certo
rivolto agli italiani, poi sono arrivati i maghre- successo, crea la sua impresa e assume lavora-
bini e così via”. tori, spesso italiani, ma anche spagnoli o por-
Se oggi infatti in Francia ci sono gli italiani, toghesi. Alla sua morte è il fratello o il figlio a
un tempo erano ritals[termine peggiorativo ereditare l’attività, ma a poco a poco le vecchie
che indica gli italiani e le persone di origine tracce si cancellano. “Oggi constatiamo un in-
italiana]. Gli italiani sono cattolici, figli della vecchiamento dell’immigrazione tradiziona-
stessa cultura dei francesi. I ritals, invece, era- le”, conferma il console generale francese in
no dei “pezzenti”, dei “fannulloni”, dei “suo- Italia. “La creazione di nuove imprese è più
natori di mandolino”. rara. I giovani modernizzano o ristrutturano
Dominique, nipote e figlio di operai, che quelle vecchie, e tanti preferiscono prendere
vive a Arcueil-Cachan nella casa costruita dai altre strade”.
nonni, ricorda bene la prima volta che ha sen- Probabilmente è un segno di maturità
tito insultare il padre. “Era durante la guerra nell’integrazione degli italiani. Tuttavia, an-
d’Algeria e ricordo la parola ‘servo’. Ma anche i che se fanno scelte diverse, i giovani non di-
miei nonni non erano stati risparmiati dagli menticano. Gina e Dominique dicono di “tor-
insulti durante la seconda guerra mondiale. nare regolarmente nel loro villaggio natale”.
Solo negli anni cinquanta hanno smesso di “È buffo”, dice Dominique, “quando vai a Gal-
prenderci di mira”. linaro d’estate e vedi un sacco di auto con tar-
Fino a poco tempo Arcueil era una sorta di ghe belghe, americane, canadesi. Siamo emi-
Little Italy, cugina di quella di New York. E la grati un po’ in tutto il mondo”.
storia ricorda quella di Gina, arrivata da un “La solidarietà” racconta Gina, “è fatta an-
piccolo paese vicino a Pontremoli, nel nord che dalle collette organizzate quando muore
della Toscana. “Mio padre era partito da solo qualcuno nei nostri paesi d’origine. I telefoni
per trovare lavoro e poi farsi raggiungere dalla squillano e la rete di relazioni si mette in moto.
famiglia. Era il 1952, e papà aveva un permes- E nessuno di noi, emigrati di seconda o terza
so di lavoro che gli permetteva di fare il car- generazione, si tira indietro”. Ormai gli immi-
pentiere nei dipartimenti Seine, Seine-et- grati italiani si sentono a casa in Francia, ma
Oise e Seine-et-Marne. Io l’ho raggiunto più non hanno di certo la memoria corta. u adr

Le Monde è uno dei


maggiori quotidiani
francesi. È stato
fondato nel 1944.

146 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Un’altra Italia
a Buenos Aires

Clarín, Argentina, 14 aprile 2008


Quanti siamo? Quando siamo arrivati? Non Dall’unità d’Italia (1861), si capisce subito che
lo sa nessuno. I censimenti sono imprecisi, gli la penisola non può contenere tutti gli italiani.
archivi consolari non sono sufficienti. I nume- E poi ci sono miseria, peste, guerre e carestie:
ri non sembrano affidabili. Perché? Perché i così arriva l’emigrazione di massa. Tra il 1878
censimenti rispondono a criteri che portano a e il 1925 arrivano in Argentina 2,5 milioni di
conclusioni parziali. Chi viene censito? Il pri- italiani, una vera “alluvione migratoria”.
mo arrivato? I figli? I nipoti? Con il cognome? Umili lavoratori, ma anche individui impor-
Si racconta che una volta l’Italia pensò di invi- tanti, con idee, princìpi, conoscenze. Un no-
tare a Roma i parlamentari argentini di origine me su tutti: l’ingegnere Luigi Luiggi, che co-
italiana. Sembrava una cosa semplice. Dicono struisce i porti di Buenos Aires, Rosario e
che l’ambasciata si basò sui cognomi e arrivò a Puerto Belgrano. Il filosofo spagnolo Julián
120 ospiti su poco più di 200 legislatori. Segui- Marías ricordava che le idee di Giuseppe Maz-
rono però le proteste di deputate e deputati zini erano molto vicine ai princìpi che avevano
discendenti da italiani per parte materna, che dato vita all’Argentina e sosteneva, a ragione,
quindi non erano stati invitati. che il paese poteva essere definito “l’unica
In effetti, non c’è nessuna avenida de Mayo repubblica italo-spagnola del pianeta”.
in grado di contenerci tutti. In Argentina non Un’altra “alluvione”, meno visibile, segue la
c’è angolo né settore dove non ci siano italiani. seconda guerra mondiale. Altri 500mila ita-
Nel bene e nel male, ovviamente. In un discor- liani. Non più contadini, ma lavoratori urbani,
so pubblico la presidente argentina ha ricorda- artigiani, operai. È in questo momento che le
to che l’eroe del Grito de Alcorta [una rivolta officine si trasformano in fabbriche e, in qual-
agraria che si svolse nella provincia di Santa che caso, in grandi aziende, ormai con i colori
Fe nel 1912] fu un avvocato napoletano. Chi lo argentini. Alcuni nomi di spicco: Sabio, Roc-
ricordava? Lasciando da parte il periodo della ca, Pescarmona. Una presenza ampia, difficile
scoperta delle Americhe, gli italiani comincia- da censire, legata al progresso dell’Argentina,
rono ad arrivare in Argentina molto presto. I e segnata da episodi di grande solidarietà, co-
cognomi della primera junta[il governo colle- me il caso dei 20mila volontari partiti dall’Ar-
giale in carica nel 1810] erano Belgrano, Al- gentina (e in molti mai tornati) per combatte-
berti, Castelli. Negli anni venti dell’ottocento, re al fianco dell’Italia nella prima guerra mon-
fu Pietro De Angelis, un accademico chiamato diale. Ma il più grande successo di questa
dal presidente Bernardino Rivadavia, il primo convivenza è la perfetta integrazione che oggi
a mettere ordine tra gli atti del nuovo stato. è rappresentata dal medesimo amore e rispet-
Nel 1840 si pubblicano già giornali in italiano. to per due diverse bandiere. u sc

Clarín è il principale
quotidiano argentino.
È stato fondato a Buenos
Aires nel 1945. 147
Rimandati
in tedesco
Nonostante i loro genitori siano ben integrati,
in Germania i bambini italiani sono quelli che hanno
più problemi a scuola. Per la scarsa conoscenza della
lingua e per un sistema scolastico poco inclusivo
Martin Spiewak, Die Zeit, Germania, 7 febbraio 2008
KARSTEN SCHOENE (LAUF/CONTRASTO)

Una scuola elementare di Colonia, 22 giugno 2006

148 Internazionale storia | In cerca di fortuna


E i voti? Valentina – felpa rosa, lentiggini e più semplicistiche sulle cause dei bassi livelli
un diamantino finto al naso – ci pensa su. “Al d’istruzione e dei problemi dell’integrazione.
dettato ho preso distinto, in matematica buono Dato che gli italiani sono europei e cattolici, a
e in inglese sufficiente”. Karolina Wolf annui- loro non si applica il pregiudizio che vale per i
sce: “Bene, Valentina, molto bene”. Da quattro musulmani, frenati negli studi dalla religione.
mesi Wolf dà ripetizioni alla ragazza. La pro- Certo, i lavoratori immigrati dal Mezzogiorno
fessoressa in pensione e la quattordicenne [in italiano nel testo]erano poveri e non
s’incontrano una volta alla settimana per due qualificati, ma lo stesso si può dire dei loro col-
ore. Mentre i suoi compagni di classe sono già leghi spagnoli arrivati dall’Andalusia: tra i loro
a casa, Valentina si dedica alle frazioni deci- figli, però, quelli che oggi vanno al liceo sono il
mali, all’ortografia tedesca e alla grammatica doppio dei figli degli italiani, e quelli che arri-
inglese. Di questo passo il diploma della scuola vano all’università addirittura il triplo.
di avviamento professionale non le sfuggirà. È quindi difficile sostenere che il successo
Il traguardo farà di lei la persona più istruita di alcuni gruppi di immigrati e il fallimento di
nella famiglia Mauri: i suoi due fratelli non so- altri dipenda dalle rispettive culture. Nessuno
no riusciti ad andare oltre la scuola speciale. ha avuto a disposizione più tempo per inte-
Dal terzo al sesto anno di scuola anche Valen- grarsi e più aiuto dalla madrepatria degli italia-
tina ha frequentato un istituto per ragazzi con ni. Perché non hanno saputo sfruttare questi
bisogni educativi speciali. Pur non soffrendo vantaggi? E perché le autorità scolastiche te-
di particolari deficit, la sua conoscenza del te- desche hanno ignorato così a lungo gli insuc-
desco lasciava a desiderare, così come i voti: cessi dei Giuseppi e delle Giuseppine? Non
per questo gli insegnanti l’avevano spostata in certo per xenofobia: nessun altro paese è ama-
una scuola con classi piccole e programmi to dai tedeschi quanto la Bella Italia [in italiano
semplificati. Dei quattro allievi di origine ita- nel testo]. “Quando parlano del problema de-
liana, Valentina è stata l’unica a riuscire a pas- gli stranieri, i tedeschi non pensano a noi”,
sare alla scuola normale. E adesso, con l’aiuto spiega Faiti Salvadori, console generale italia-
della professoressa Wolf, si avvicina a realizza- no a Stoccarda. E sembra quasi dispiaciuto.
re il suo sogno: fare la parrucchiera. Salvadori assiste la più grande comunità di
Alla scuola Wolfbusch di Stoccarda la pro- italiani all’estero dopo quelle di Buenos Aires
fessoressa ha un gran da fare: sui trentasei e Rio de Janeiro. A prima vista a caratterizzarla
alunni italiani della scuola elementare e della è il fatto che si fa notare poco: non c’è violenza
secondaria di orientamento professionale, giovanile e non ci sono notizie di conflitti italo-
ventuno hanno bisogno di aiuto. Qualcuno, tedeschi nei quartieri. Al contrario: il cliente
grazie alle ripetizioni, riesce a prendere la li- tedesco si sente onorato quando il ristoratore
cenza media, per poi proseguire gli studi. italiano lo saluta con un informale “ciao”. Ma
Tra tutti gli immigrati in Germania, gli ita- se come misura dell’integrazione prendiamo
liani sono quelli che hanno più difficoltà a il successo scolastico, allora – secondo Salva-
scuola. Nessun altro gruppo conta più bambini dori – la situazione “è drammatica”, soprattut-
nelle scuole speciali. La metà non riesce ad an- to nel Baden-Württemberg, considerata la re-
dare oltre la scuola di avviamento professiona- gione tedesca con il miglior sistema d’istruzio-
le. Perfino i figli degli immigrati turchi, i bam- ne. Qui i bambini di origine italiana che fini-
bini notoriamente più problematici nelle aule scono nelle scuole speciali sono quasi il doppio
tedesche, vanno meglio degli italiani. di quelli che vanno al liceo. E quasi la metà dei
Il fallimento scolastico dei giovani italiani è maschi viene bocciata già in terza elementare.
paradossale e smentisce alcune delle teorie Cercando di trovare una spiegazione, il

Internazionale storia | In cerca di fortuna 149


console fa autocritica, parlando dello scarso capire i problemi legati alle parole (per esem-
interesse che nutrono per l’istruzione alcuni pio scienze e matematica) i voti risentono del-
suoi connazionali, dei quali critica “le manca- le lacune linguistiche. Spesso gli insegnanti si
te ambizioni di ascesa sociale”. Per questo rendono conto di queste carenze solo quando
mancano avvocati, medici e insegnanti italia- è troppo tardi. Al termine della quarta elemen-
ni. Ma limitandosi a considerare la questione tare alla maggior parte dei bambini italiani è
della mentalità è difficile spiegare perché pro- consigliato di proseguire gli studi presso scuo-
prio in Germania l’integrazione degli italiani le di avviamento professionale. Secondo Karo-
sia rimasta bloccata. In fondo, in Belgio e in lina Wolf, generalmente i genitori accolgono il
Francia questi stessi emigrati hanno fatto stra- verdetto della scuola con rassegnazione.
da. E allora la situazione deve per forza avere
qualcosa a che fare con il paese d’arrivo e il suo Di fronte all’istituzione scolastica tedesca
sistema scolastico. “Abbiamo la sensazione”, molti genitori si sentono “ignoranti e impo-
osserva Salvadori, “che i bambini italiani non tenti”, dice Duilio Zanibellato dell’Enaip (En-
ricevano tutto il supporto di cui avrebbero bi- te nazionale Acli per l’istruzione professiona-
sogno”. In un articolo è ancora più esplicito: “Il le), che organizza corsi di sostegno per gli stu-
carattere selettivo del sistema scolastico tede- denti italiani. Da più di trent’anni Zanibellato
sco dà vita a forme di discriminazione”. assiste le famiglie di immigrati: “Se i bambini
All’istituto Wilhelm di Stoccarda gli effetti non ricevono un supporto da casa, in Germa-
del doppio fallimento di scuola e famiglia sono nia non possono farcela”. Le ricerche gli danno
evidenti da anni. Nel luminoso edificio sulla ragione: in nessun altro paese industrializzato
piazza del mercato del quartiere di Wangen il successo scolastico dipende dalla famiglia
studiano bambini provenienti da 30 paesi. La quanto in Germania. Ma come possono i geni-
preside, Barbara Dittus, racconta che per co- tori aiutare i figli con i compiti se loro stessi
municare con molti dei genitori serve l’inter- non capiscono né il programma né il sistema
prete. La maggior parte delle famiglie italiane scolastico tedesco? E dove possono mettersi a
a casa parla dialetto e l’italiano corretto si sen- studiare i bambini se una famiglia di cinque
te solo alla televisione, spesso accesa per mol- persone vive in un bilocale?
te ore al giorno. Valentina, la studente con dif- Nel sistema scolastico italiano i bambini
ficoltà di apprendimento, conferma che a affrontano percorsi distinti solo dopo otto anni
Stoccarda la sua famiglia non ha né amici né di scuola unificata. Le classi speciali sono state
conoscenti tedeschi; in compenso hanno un abolite negli anni settanta, e l’insegnamento è
gran numero di parenti italiani. a tempo pieno. I genitori hanno voce in capito-
In molti casi i problemi linguistici dei bam- lo, ma non viene loro chiesto di affiancare gli
bini passano inizialmente inosservati. “Chiac- insegnanti come invece accade in Germania,
chierano, non sono timidi”, spiega Dittus. Del spiega Cristina Allemann-Ghionda, pedago-
resto la maggior parte di loro frequenta anche gista dell’università di Colonia di origine ita-
l’asilo. È solo in terza elementare, quando si liana. Per molti genitori, orientarsi nel mondo
comincia la lettura di testi più lunghi e a scrive- della scuola tedesca è troppo impegnativo.
re brevi componimenti, che emergono le loro Così, alla scuola Wilhelm, Karolina Wolf
carenze: vocabolario ridotto, errori di ortogra- non si limita ad aiutare i bambini a studiare,
fia, nessuna cognizione dei casi. “E all’im- ma insegna anche ai loro genitori a capire co-
provviso un distinto si trasforma in un suffi- me funziona il sistema scolastico tedesco. La
ciente, non solo in tedesco”, racconta la presi- pedagogista, che ha imparato l’italiano nel
de: anche in altre materie in cui è importante tempo libero, spiega ai genitori che è impor-

150 Internazionale storia | In cerca di fortuna


tante leggere insieme ai bambini e che le lezio- scono. La scuola è uno dei 28 istituti in Germa-
ni di nuoto fanno parte integrante del pro- nia dove insegnanti provenienti dai due paesi
gramma scolastico: capita, infatti che le fami- insegnano a leggere e scrivere in entrambe le
glie italiane, come quelle turche, non permet- lingue a bambini di origine italiana e tedesca.
tano ai bambini di fare sport acquatici . Alla Wolfbusch le lezioni d’italiano sono co-
Il lavoro di Wolf funziona. I voti dei bambi- minciate parecchio tempo fa, ma per anni gli
ni italiani che segue sono migliorati, e così i alunni tedeschi e i loro insegnanti non si sono
rapporti tra i genitori e la scuola. Eppure, all’i- accorti di nulla: il cosiddetto insegnamento
nizio i professori erano scettici: si aspettavano madrelingua avveniva separatamente, nel po-
un maggior carico di lavoro e temevano con- meriggio, come succede ancora nella maggior
trolli. Gli insegnanti di sostegno raccontano parte delle scuole tedesche. Poi, una decina
che in Nord Reno-Westfalia a volte hanno do- d’anni fa, ci si è chiesti: perché non sfruttare
vuto fare lezione a casa dei tagazzi perché la questo potenziale linguistico integrandolo nel
dirigenza scolastica voleva che pagassero l’af- programma? Il progetto è piaciuto al consola-
fitto per usufruire delle aule nel pomeriggio. to, che da quel momento finanzia tre inse-
Questo perché non è la Germania a soste- gnanti aggiuntivi. Il successo dell’esperimen-
nere i bambini immigrati finanziando lezioni to si può verificare giorno dopo giorno.
aggiuntive, ma lo stato italiano: e questo mal- Nell’aula italiana, vediamo bambini e bambi-
grado molti alunni siano nati qui e abbiano la ne di prima elementare elencare i mesi nelle
cittadinanza tedesca. Dal punto di vista politi- due lingue (Januar, gennaio!, Februar, febbra-
co la cosa è piuttosto curiosa: ci sono bambini io!). Quando arriva il mese del loro complean-
tedeschi che dipendono dall’aiuto di uno stato no saltano su felici.
straniero per non finire in scuole speciali. Cer- Le lezioni bilingue sono molto richieste dai
to, dice il console generale Salvadori, sarebbe tedeschi: ogni anno il preside deve tirare a sor-
auspicabile “una maggiore presa in carico di te per assegnare i posti disponibili. Ma a trarre
questi studenti da parte della Germania”. Ma giovamento dal progetto d’integrazione sono
l’Italia è ben contenta di contribuire. “E co- soprattutto i bambini italiani. “Il fatto che ci
munque non è un problema di soldi”. siano campi in cui sono più bravi dei compagni
Ogni anno l’Italia investe 3,5 milioni di euro tedeschi serve a rafforzare la loro autostima”,
in lezioni di tedesco, corsi di formazione per spiega l’insegnante Brisa Scarpati. Neanche le
genitori e insegnamento in compresenza, che classi bilingue, però, riescono a fare miracoli:
consiste nell’affiancare al docente di tedesco alla Wolfbusch c’è ancora bisogno delle lezioni
un collega italiano. Presso il consolato genera- di supporto individuali. Ma ogni anno due o
le di Colonia un incaricato speciale dell’Asso- tre ragazzi riescono a proseguire gli studi iscri-
ciazione per il supporto degli alunni italiani vendosi alla scuola tecnica o al liceo. “È un
assiste i genitori i cui figli rischiano il trasferi- grande passo avanti”, sottolinea entusiasta il
mento in scuole speciali. “Ogni anno salviamo preside Siegfried Siewert. Ormai la sua scuola
tra i 50 e i 70 bambini”, spiega sorridendo la è considerata un caso di eccellenza in tema di
presidente Louisa Rhoden. multiculturalismo. A scuola si sono italianiz-
zate anche le feste tradizionali: il 6 gennaio
Nella scuola Wolfbusch di Stoccarda di inter- arriva la Befana, che porta doni proprio come
venti simili non c’è più bisogno. In quarta B (B il san Nicola tedesco. E i bambini possono fe-
sta per bilingue) Sophie, 9 anni, presenta una steggiare due volte. u sk
ricerca in italiano. Ha una pronuncia ancora
un po’ dura, ma i compagni di classe la capi- I nomi dei bambini sono stati modificati

Die Zeit è un settimanale


tedesco. È pubblicato ad
Amburgo dal 1946. 151
Due mondi

Antonio Costante è arrivato in Venezuela


a 17 anni dalla Lucania. Imprenditore e
regista teatrale, si sente sia venezuelano sia
italiano. In quest’intervista racconta la sua
storia e riflette sulle sue origini.
Guadalupe Burelli, Prodavinci, Venezuela,
23 novembre 2009
BETTMANN/GETTY IMAGES

Caracas, 1969

152 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Per noi che lo conosciamo come uomo di sto. Dal lato paterno c’erano in famiglia pro-
cultura, specialista in particolare di teatro e fessionisti, insegnanti, sacerdoti, ovvero la
opera lirica, è sorprendente scoprire che que- classe privilegiata. Ma quando ero bambino è
sta passione, cui ha dedicato buona parte della scoppiata la guerra. Mio padre, come molti
vita, non sia l’asse centrale della sua attività padri dei miei coetanei – e in seguito ai deliri
professionale. Antonio Costante, parallela- imperiali del duce – fu mandato in Etiopia per
mente, o meglio principalmente, è un com- imporre la civiltà italiana sulla barbarie del
merciante del settore automobilistico. È un negus Hailé Selassié e la sua orda di neri scalzi
esperto di motori, un fatto che sembrerebbe e affamati. Avevo un anno quando se ne andò
stridere con le sua notevole cultura, la sua fi- e sette alla fine della guerra. Lo conobbi dav-
nezza intellettuale, l’acutezza dei suoi com- vero quando avevo nove anni, quando tornò
menti e la socievolezza che dimostra con chi dalla Scozia, liberato dagli inglesi che lo ave-
gli sta vicino. La sua casa, che si eleva in verti- vano fatto prigioniero ad Addis Abeba.
cale a partire da un rigoglioso giardino dal
quale si può ammirare Caracas, è uno spazio Tuo padre quando ha deciso di emigrare in
pieno d’arte. Un murale del suo grande amico, America ?
Pedro León Zapata, domina l’ambiente nel La felicità delle giovani madri fu di breve du-
quale Costante, sempre accompagnato dalla rata e i matrimoni a malapena consumati era-
moglie Rita, si dedica generosamente agli no destinati a rimanere tali, perché la guerra
amici e, posso dirlo con cognizione di causa, è aveva dato un ulteriore colpo alla precarietà
un padrone di casa che non delude. dell’economia del sud Italia. I sogni imperiali
di Mussolini, come le sue statue, erano crolla-
Prodavinci Dove sei nato? ti, e il piano Marshall, la speranza degli scon-
Antonio Costante Come la maggior parte fitti, non arrivò più di tanto nel meridione.
degli immigrati degli anni cinquanta, vengo Così, alla fine degli anni quaranta, all’orizzon-
dall’Italia del sud, più precisamente da una te si profilò di nuovo l’unica salvezza: l’esodo,
regione chiamata Basilicata, nota anche co- l’emorragia sociale che avrebbe nuovamente
me Lucania. È una regione piccola e poco no- dissanguato il paese, rendendo fertili terre
ta, la cui principale esportazione è sempre ignote. Centinaia di migliaia di persone incre-
stata l’emigrazione. Il mio paese è piccolo e mentarono il traffico marittimo, sollevando
montuoso, circondato da pini e cime roccio- dai suoi doveri l’Italia che in meno di un de-
se, famoso per l’aria fresca, una straordinaria cennio avrebbe cominciato il suo straordina-
acqua di sorgente, e un paesaggio selvaggio. rio “miracolo economico”. Tra quelle centina-
Il suo nome, Pescopagano, viene dal latino, e ia di migliaia di persone c’era la mia famiglia,
significa “pietra pagana”. Eppure è tutt’altro e con la mia famiglia c’ero io.
che pagano. A mille metri sopra il livello del
mare, è un villaggio di appena duemila ani- A che età sei arrivato?
me, molto cattolico, con cinque o sei chiese, A soli 17 anni, insieme a mia madre e ai miei
molti sacerdoti e un comprovato attaccamen- fratelli di sei e tre anni. Un anno dopo è nata
to ai precetti cristiani. mia sorella. Mio padre era venuto prima. Era
questo il sistema. Prima veniva il padre, che
Com’era il tuo ambiente familiare? solo dopo faceva arrivare la famiglia. Era così,
Io appartenevo all’“oligarchia” del paese, es- più o meno, che funzionava il piano per l’im-
sendo figlio e nipote di artigiani e non di con- migrazione di Marcos Pérez Jiménez [presi-
tadini, una differenza enorme in quel conte- dente del Venezuela dal 1952 al 1958].

Internazionale storia | In cerca di fortuna 153


Quanto tempo dopo? versa da quella cui era abituato. Mio padre,
All’incirca quattro anni. nonostante i suoi pochi studi, era una persona
di buone letture e che scriveva bene, una per-
Che ricordi hai del momento in cui hai detto ad- sona che in un altro ambiente e in un’altra
dio al tuo mondo? epoca avrebbe battuto i sentieri della creativi-
Nevicava, il terreno era ghiacciato, per questo tà, più che della calzoleria.
l’autobus che ci doveva portare alla stazione
aveva sbandato mentre ci trovavamo su un Un viaggio, molte illusioni... Qual è stata la sua
pendio molto ripido, facendoci prendere un prima impressione del Venezuela?
bello spavento. Una donna vestita di nero an- Credo che ad alimentare la nave fossero, più
nunciò che si trattava di un cattivo presagio. del gasolio, le illusioni. Ricordo ancora quella
Alla fine l’autobus riuscì a lasciare il paese. Io massa di diseredati in cerca di un’ambiziosa
mi voltai verso il parabrezza posteriore, ma prosperità e che faceva progetti legati all’im-
era coperto di brina e non si vedeva nulla. Dal minente ricchezza. Ma la realtà è crudele e a
finestrino potevo vedere, attraverso la neve, le ogni trionfo corrispondono molti fallimenti,
ultime case del paese che si allontanavano. anche in America, dove le strade sono lastrica-
Poco dopo, quando ero già sul treno, provai te d’oro puro ed è sempre primavera. Erano le
una strana sensazione, come di vuoto, un cinque del mattino quando, sporgendoci dai
oblio, un’interruzione. La neve continuava a parapetti di ringhiera di terza classe, abbiamo
cadere. Il fischio del treno, il rumore metalli- visto migliaia di lucine lampeggianti sospese
co, il movimento, guardavo mia madre che e la sagoma della montagna ancora in penom-
tratteneva le lacrime, i miei fratellini in ansia, bra. Fu uno spettacolo mattutino suggestivo,
mio nonno che ci accompagnava e cercava di che prometteva un nuovo mondo sorprenden-
non venire meno al suo ruolo di protettore. Un te, bello e, soprattutto, ricco. Ma poi la luce del
grande sguardo attraverso il finestrino, e mi giorno sostituì lentamente e inesorabilmente
sembrò di essere il protagonista di un film rus- la fantasia notturna. Le piccole luci inquiete si
so. E poi, il mare… spensero presto e le montagne sono apparse
meno idilliache, con le loro fattorie, la loro ve-
Quando sei arrivato, tuo padre si era già stabili- getazione rada e la loro terra rossa. Qualcuno
to? Si era creato una base? si azzardò immediatamente a dire che questo
Sì, molto tra virgolette, perché in così poco era il tipo di terra da cui scaturiva il petrolio.
tempo e senza la fortuna dalla sua parte, non Un idraulico disse di avere un piano di sua in-
aveva raggiunto una buona posizione. Mio pa- venzione per estrarre petrolio grazie alla legge
dre faceva il calzolaio e lavorava per altre per- fisica dei vasi comunicanti. Un contadino, se-
sone. A mio padre il lavoro non è mai andato gnato sul viso e sulle mani da tutte le cicatrici
bene, perché aveva un’anima da artista, e vo- di una vita agra, chiese candidamente se fosse
leva mettere la sua sensibilità anche nella cre- possibile “coltivare” il petrolio con pala e pic-
azione delle scarpe, offriva qualità a un mer- cone.
cato che voleva quantità e ovviamente il dialo- Così siamo entrati nel porto, abbiamo visto
go con i suoi datori di lavoro era un dialogo tra gente di tutti i colori e anche un’enorme quan-
sordi. Questa posizione di orgogliosa difesa tità di militari dall’aspetto ostile e armati fino
del suo mestiere, l’illusione di credere che alla ai denti: erano guardie nazionali al servizio di
fine un prodotto di pregio avrebbe prevalso, è una dittatura di cui non sapevamo nulla, e di
stato un sintomo dell’incomprensione dei cui nulla ci sarebbe importato. Ma ciò che mi
nuovi tempi e delle esigenze di una società di- ha colpito di più sono state alcune persone di

154 Internazionale storia | In cerca di fortuna


colore che brillavano di sudore perché stavano Catia ha accolto una grande quantità d’im-
scaricando una nave. Mi sembrò di vedere una migrati europei. Si potevano vedere mentre
scena che avevo letto in un libro di Salgari. camminavano lungo il viale España, che era
Sandokan, la tigre della Malesia, forse? Non lo un asse di comunicazione tra piazza Catia e
so, ma mi sentivo come se fossi entrato in un piazza Pérez Bonalde. Una piccola Broadway
libro del famoso scrittore. piena di sale cinematografiche, ciascuna con
la sua programmazione specifica: il cinema
Eri un lettore allora? México proiettava film messicani; il cinema
Sì, sono stato un lettore precoce, mio zio sa- España film messicani e argentini; il Perez Bo-
cerdote mi ha fatto leggere Rudyard Kipling, nalde film europei e nordamericani; il Catia
Emilio Salgari, Mark Twain, oltre alle vite dei film orribili in generale. I cinema emanavano
santi e cose simili. Leggevo anche una rivista un profumo davvero nuovo per le mie narici: il
per bambini chiamata Il Corriere dei Piccoli, profumo dei popcorn. Su avenida España, la
in cui pubblicavano a puntate le trasposizioni mia Fifth avenue, c’era il famoso Almacén
a fumetti di famosi romanzi. Grazie a quella Americano, dalla cui vetrina ho contemplato
rivista per bambini ho potuto conoscere in te- estasiato per la prima volta le immagini della
nera età classici come David Copperfield, Oli- televisione. Diversi ristoranti italiani, pastic-
ver Twist e Le avventure di Tom Sawyer. Ho di- cerie, gelaterie, e infine un mercato coperto
vorato anche i fotoromanzi che leggevano mia inaugurato da poco, molto bello e con incredi-
madre e le mie zie: una di quelle riviste si chia- bili squisitezze italiane, vendute a prezzi squi-
mava Grand Hotel, un’altra Bolero Film, sono sitamente ridicoli. Andavo al mercato con mio
stati grandi fenomeni editoriali del dopoguer- padre ed ero orgoglioso del trattamento che
ra. Ma ciò che mi rende più orgoglioso è aver riceveva dai venditori. Alcuni lo chiamavano
letto I miserabili – l’edizione originale, non una “marchante”, che a me suonava come mar-
versione semplificata – all’età di dodici anni, chand, e altri “musiú”, che a me suonava come
grazie al fatto che non c’era la televisione. monsieur. Avevo studiato un po’ di francese ed
ero giunto alla conclusione che se la gente si
Riprendiamo il romanzo della tua vita, tornia- rivolgeva a mio padre in francese, che era la
mo al porto... lingua delle persone importanti, significava
Mio padre e mio zio cercarono di spiegarmi che anche lui lo era. Erano tempi modesti ma
che avrei dovuto comportarmi bene, perché il pieni di speranza, non c’era il miraggio della
governo era molto severo, soprattutto con gli ricchezza a portata di mano, ma non c’erano
stranieri e mi mostrarono alcuni giornali con il ambulanti o mendicanti. Ricordo solo i vendi-
presidente Pérez Jiménez vestito di bianco e tori di scope, i venditori di biglietti della lotte-
ricoperto di pizzi e strisce dorate. Mi parve un ria e i calzolai arabi che, incredibilmente, si
tipo divertente. Era l’anno di grazia 1954. possono ancora trovare in alcuni quartieri,
anche se non li ho mai visti lavorare.
Siete arrivati direttamente a Caracas? Dove?
Siamo arrivati nel quartiere di Catia e le prime Ti piaceva vivere a Catia?
importanti scoperte sono state i biscotti Ma- Quando avviene un trapianto così radicale
ria, il latte Silsa, la Pepsi e la bibita Grappette. nella vita di una famiglia non si può parlare di
In quell’epoca Catia era un quartiere normale piacere o dispiacere, è così e basta. Dovevo
e molto “vivibile”. In quegli anni stava comin- accettarlo per forza, e per fortuna mi è piaciu-
ciando la costruzione del quartiere di El Este, to. Il mio primo lavoro è stato a Catia, il mio
una zona ancora poco urbanizzata. primo amico venezuelano l’ho conosciuto a

Internazionale storia | In cerca di fortuna 155


Catia, il mio primo amore in spagnolo ha avu- della creazione umanistica. Ho fondato la mia
to luogo a Catia, la scoperta del volto nascosto università – un’alma mater a mio beneficio –
della Luna, la prima truffa di cui sono stato costituita da un gruppo di mentori e amici, che
vittima è avvenuta in Catia. Sette anni dopo ho scelto come maestri di vita, e dai quali ho
sono emigrato a Colinas de Bello Monte – il assorbito gran parte della linfa vitale che ha
miglior quartiere di Caracas, la mia Arcadia – poi determinato la mia vita artistica e quella
che non scambierei con nessun altro posto. quotidiana. Sono persone che ho sistematica-
mente “cannibalizzato” nel corso dei decenni.
Hai continuato a studiare quando sei arrivato a
Caracas? Una sorta d’ispirazione ideale! Ma seguiamo la
In Italia studiavo in quelle che chiamiamo cronologia... Così, quando sei arrivato in Vene-
scuole medie, che sono una sorta di prepara- zuela a 17 anni, hai cominciato a lavorare.
zione al liceo, ma più orientate sulle materie Sì, sì, bisognava lavorare, bisognava aiutare in
tecniche. Tutto questo è stato interrotto dall’a- tutto. Inoltre i miei fratelli erano molto più pic-
gognata emigrazione in Venezuela. coli. Io, che ero giovane, lavoravo in un’offici-
na meccanica piuttosto orribile, fino a quando
Agognata? non sono arrivato in un’azienda di grande pre-
Sì, agognata perché anche da giovane il mio stigio per l’epoca: la Maquinarias Mendoza.
paese mi andava stretto, mi sentivo limitato, Poi sono entrato in General Motors, una posi-
volevo scappare, fare un viaggio in treno fino zione molto ambita, perché si trattava di un’a-
al mare, non volevo continuare ad ascoltare il zienda statunitense e c’era il mito, come sai,
silenzio atavico dei paesini del sud, non volevo delle aziende statunitensi. E in effetti, è stato
continuare a vedere donne vestite di nero. Vo- meraviglioso. Ho cambiato auto ogni anno
levo vedere persone eleganti, donne con il perché pagavamo una somma irrisoria per le
trucco che ballavano il boogie woogie, vedere auto usate dagli alti dirigenti statunitensi.
quel mondo che era solo nella mia mente e
nelle riviste di moda che leggevano le mie zie Di cosa ti occupavi lì?
e mia madre. Volevo liberarmi di quell’atmo- Lavoravo in un ufficio che si occupava dei mo-
sfera di guerra che aveva segnato la nostra vita tori industriali usati nell’industria petrolifera,
per molti anni. Il desiderio di aprirmi al mon- quella edile e così via. Era un reparto che com-
do era grande. binava ingegneria e vendite. È stato un lavoro
straordinario che mi è servito come strumento
Hai ripreso gli studi qui? per diventare indipendente.
No, non ho mai studiato nulla qui, tranne l’in-
glese, ma mi vanto di scrivere uno spagnolo... La tua famiglia è rimasta legata alla comunità
italiana o avete immediatamente avuto rappor-
Impeccabile? ti con i venezuelani?
Non esageriamo. Se non perfetto, è comun- Mio padre sì, un po’. Io non tanto, perché il ra-
que solido. Ci tengo, sono autodidatta in en- gionamento che mi sono fatto è stato il se-
trambi i casi. Ho mantenuto il mio italiano – guente: siamo qui senza biglietto di ritorno,
che scrivo molto bene – senza ricevere un’ul- siamo in un paese che sarà nostro nel bene e
teriore istruzione formale. La mia “autofor- nel male, quindi devi integrarti, esserne citta-
mazione” – se si può dire così – la devo al mio dino, senza che questo significhi rinunciare
vorace e sistematico appetito per la lettura e a alla tua dimensione di persona proveniente da
una curiosità senza limiti nei diversi campi altre latitudini.

156 Internazionale storia | In cerca di fortuna


L’ho fatto con un certo distacco, perché sona molto significativa nella mia vita: il mio
non volevo assumere il ruolo di “emigrante capo alla General Motors, che mi ha proposto
professionista”, nostalgico di un glorioso pas- di fare teatro nel circolo dei dipendenti, dato
sato nella sua terra d’origine, che tale non è che c’erano diverse persone interessate, pro-
mai stato. Non ho mai sentito la nostalgia babilmente ispirate dai grandi capi dei vari
dell’immigrato, il folklore melodrammatico dipartimenti, che facevano teatro in inglese al
dell’emigrante che passa la vita a sottolineare Caracas theater club.
quanto ha lavorato. Per me va sottolineata la
creatività del lavoro fatto, più che la quantità. Da quel momento sono cominciati i tuoi rappor-
La comunità italiana ha dimostrato una stra- ti con l’ambiente culturale venezuelano...
ordinaria capacità creativa in tutti i campi. È Sì, per quattro decenni, durante i quali ho par-
questo l’immenso patrimonio che la comunità tecipato attivamente alle attività dell’Ateneo
italiana lascia in eredità ai suoi discendenti e de Caracas, del Nuevo Grupo, del teatro Tere-
al paese che li ha ospitati. Si tratta di un monu- sa Carreño.
mento all’integrazione al quale hanno contri-
buito dal lavoratore più anonimo all’impren- Come hai conosciuto tuo moglie Rita?
ditore che ha dovuto inventare aziende mo- In un ufficio delle Galerías Bolívar, un luogo
derne partendo da zero. Abbiamo tutti lavora- iconico degli anni sessanta e settanta, un pas-
to moltissimo, ma non dovremmo insistere su saggio obbligato per quanti, fra noi, si sentiva-
questo, perché, in fondo, era l’unica possibili- no cosmopoliti.
tà che ci è stata data e dovevamo accettarla.
Dimmi cosa significava essere cosmopolita in
Come iniziano le tue attività nel mondo della quella Caracas.
cultura, del teatro e i tuoi rapporti con le perso- Sedersi al Piccolo Caffè era come stare in via
nalità di quell’ambiente? Veneto, per la concentrazione di italiani che a
Fin da giovanissimo ho avuto un’inclinazione quei tavoli, tra un caffè e un Campari, costrui-
in questo senso, forse perché nel mio paese vano fantastici castelli in aria. Mangiare al
c’era una notevole attività intellettuale. C’era vecchio Coq d’Or ci risparmiava un viaggio a
un’istituzione molto italiana: la “filodramma- Parigi. L’acquisto di prelibatezze al Bottegone
tica”, che altro non è che un gruppo di teatro era un imperativo per i buongustai.
amatoriale. Questo tipo di organizzazione era
presente in tutta Italia, soprattutto nei piccoli Raccontaci come sei arrivato a Rita...
centri. Ho assistito a una rappresentazione dei Un italiano, habitué del Piccolo, mi chiese di
Masnadieri di Schiller, rimanendo abbagliato accompagnarlo al settimo piano per incontra-
dalla magia del teatro. Avevo otto o nove anni. re una ragazza italiana che stava corteggian-
Quando sono emigrato, tuttavia, tutte queste do. Non ce l’ha fatta. Qualche giorno dopo
preoccupazioni ed esperienze si sono dissolte. Rita usciva già con me e un secolo dopo conti-
Mi sono lasciato alle spalle il mio piccolo mon- nua a farlo. Rita è figlia di piemontesi e i suoi
do. Era arrivato il momento di crescere, di af- genitori erano emigrati in Argentina prima di
frontare la vita. Nella mia nuova situazione venire qui. Il padre era un po’ un avventuriero
parlare di teatro era un tabù. – non era un emigrante classico, come la mag-
gior parte di quanti venivano in Venezuela.
Ma l’hai sempre portato con te.
Interiormente sì. Il teatro è rimasto in uno sta- Avete mantenuto i contatti con l’Italia?
to di letargo, finché non ho incontrato una per- Finché i miei genitori erano vivi. L’anno in cui

Internazionale storia | In cerca di fortuna 157


è morto, mio padre aveva insistito per andar- stranieri sono persone di qui. Sono intellettua-
sene in vacanza al paese. Mia madre non era li totalmente impegnati nel paese, senza aver
molto d’accordo perché era preoccupata per la cancellato dalla loro esistenza il loro luogo
sua condizione di diabetico. Ma non ci fu mo- d’origine. Questo paese mi ha accolto magni-
do di fermarlo e lui ci andò. Morì qualche gior- ficamente. Devo tutto al Venezuela e non mol-
no dopo, immagino serenamente, come aveva to all’Italia, se si escludono i codici fondamen-
inconsciamente voluto. Mia madre invece è tali acquisiti nei primi anni di vita, che sono
morta qui in Venezuela. quelli che determinano il comportamento fu-
turo delle persone. Sono un prodotto delle mie
Cosa senti di essere, Antonio? origini ma anche un prodotto dei cinquant’an-
Mi sento un ibrido interessante. Mi sento co- ni che ho trascorso qui.
me un bigamo che vive tra due amori: l’amore
primigenio e l’amore d’elezione. Perché non E i tuoi figli?
mi considero né puramente italiano né pura- La primogenita è dermatologa. Mio figlio si è
mente venezuelano, ma semmai un insieme laureato in informatica, ma ha preferito la fo-
di esperienze. Considero un privilegio quello tografia artistica e la gastronomia. Entrambi
di sfruttare e mantenere questa duplice visio- hanno la doppia nazionalità e, fatto curioso,
ne della mia vita. È di una ricchezza straordi- proprio l’altro ieri a mio nipote, che ha un an-
naria, la difendo e la mantengo così com’è. no, è stato dato il passaporto italiano, perché
non ci sono passaporti venezuelani. È para-
Come senti di essere considerato in Venezuela? dossale che un bambino nato qui, da genitori
Più di ogni altra cosa come venezuelano. Un venezuelani, abbia un passaporto di un altro
venezuelano con certe particolarità, ma un paese di cui non ha nemmeno respirato l’aria.
venezuelano. Qualcuno di noto negli ambien-
ti culturali, come altri, per esempio Antonio Hai pensato di lasciare il Venezuela?
Pasquali, Graziano Gasparini, Ernesto Armi- Ogni espatriato porta sempre con sé un esilio
tano, Corrado Galzio, che pur avendo nomi interiore. Non voglio portarne due con me. u ff

Prodavinci è una testata


online venezuelana di
attualità, politica e
cultura. È stata lanciata
nel 2009.

158 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Gli italobangladesi
sbarcano a Londra

Il quartiere di Tower Hamlets è la destinazione


scelta da una nuova generazione di migranti:
cittadini italiani originari del Bangladesh che
provano a costruirsi una nuova vita in Inghilterra
Hilary Clarke, The Independent, Regno Unito,
29 novembre 2015
MICHA THEINER

Il Caffè Italia a Whitechapel, Londra, 13 novembre 2015

Internazionale storia | In cerca di fortuna 159


Il grande melting pot di Londra est si Molti erano lavoratori specializzati e diploma-
sta arricchendo di un nuovo sapore, grazie ti che avevano lasciato l’Asia attirati dalla pro-
all’arrivo di migliaia di immigrati italobangla- spettiva di un lavoro nelle industrie dell’Italia
desi in fuga dalla stagnazione economica settentrionale. Ma con il calo dell’occupazione
dell’Europa meridionale. Si stima che negli nel settore manifatturiero, oggi in migliaia
ultimi tre o quattro anni seimila famiglie italo- stanno decidendo di migrare di nuovo, stavol-
bangladesi abbiano raggiunto il Regno Unito ta verso il Regno Unito.
dall’Italia. Può anche darsi che questa presen- Vestito con un’elegante giacca Barbour e un
za sia una goccia nel mare rispetto ai 250mila cappellino di cuoio, Swopon Homiedi ha una
italiani bianchi che – secondo le stime – vivono storia personale comune a molti di questi nuo-
nella capitale britannica, ma di certo sta la- vi immigrati. Chimico di formazione, ha lavo-
sciando il segno nella comunità bangladese di rato per vent’anni in una grande fabbrica chi-
Tower Hamlets. I nuovi arrivati aprono bar e mica di Mantova, in Lombardia, prima di esse-
creano le proprie associazioni d’assistenza. re licenziato lo scorso anno. Così si è trasferito
“Hanno portato un cambiamento tonifi- con la moglie e le due figlie nel Regno Unito.
cante alla nostra comunità”, racconta Anser “Quando non c’è lavoro, la vita in Italia è dav-
Ahmed Ullah, attivo nella locale comunità vero dura”, dice. “Qui almeno qualcosa la puoi
bangladese. “Queste persone sono profonda- trovare”. Nonostante tutto, la sua famiglia
mente europee. È molto più facile per loro in- continua a parlare italiano in casa, perché
tegrarsi. Ma devono essere messe in condizio- “non si sa mai cosa potrà succederà in futuro”.
ne di farlo, e se finiscono per interagire solo Tipu Golam Maula ha 43 anni ed è uno dei
con altri bangladesi questo non succederà”. diciotto componenti eletti della sezione bri-
In Cannon Street road, una zona a maggio- tannica dei Comites, gli organismi rappresen-
ranza bangladese nel quartiere di Whitecha- tativi degli italiani residenti all’estero, soste-
pel, stretto tra un negozio di parrucchiere e nuti dal governo di Roma. Spiega che “gli im-
un’edicola c’è il Caffè Italia: con la sua insegna migrati nel nord Italia hanno avuto il passa-
verde, bianca e rossa sembra uno dei vecchi porto italiano prima di quelli che vivevano al
bar italiani che aprirono a Londra negli anni sud, perché avevano lavori regolari nelle fab-
cinquanta. Il locale è diventato un luogo d’in- briche. Ed è così che sono riusciti a venire qui a
contro per gli italobangladesi della zona, oltre Londra”.
che per gli italiani bianchi che apprezzano un Maula è arrivato in Europa con un visto di
cappuccino autentico al prezzo ragionevole di studio per l’Austria. Ha attraversato illegal-
1,70 sterline. Questa piccola attività è stata mente il confine con l’Italia all’inizio degli an-
amorevolmente arredata con tavoli neri e se- ni novanta, varcando a piedi le Alpi, e con il
die di design rosse importate dall’Italia. I mat- tempo ha ottenuto la cittadinanza italiana.
toni del cortile sono stati dipinti con i colori Adesso vive a Ilford, lavora come autista di ta-
verde e rosso della bandiera del Bangladesh. xi a chiamata e sta mettendo in piedi un’attivi-
Più a est, in Stepney Green, il proprietario tà d’importazione di piastrelle di marmo ita-
bangladese-britannico del popolare Café liano.
Fresh spiega che il suo giro d’affari è significa- Secondo Zakir Hussain, un italobanglade-
tivamente cresciuto da quando la cognata ita- se di mezza età con un master in economia
lobangladese è arrivata da Milano e gli ha spie- all’università di Dhaka, la ragione che spinge i
gato come preparare un vero caffè italiano. membri della sua comunità nel Regno Unito è
Secondo l’ultimo censimento, nel 2013 in l’istruzione. “Il Bangladesh era una colonia
Italia vivevano 110mila immigrati bangladesi. britannica e subisce ancora l’influenza ingle-

160 Internazionale storia | In cerca di fortuna


se. Per questo vogliamo dare ai nostri figli un’i- un quartiere di Londra est con un’ampia co-
struzione britannica”, spiega. Hussein, che munità bangladese-britannica. “Mi chiamano
gestisce un ristorante giapponese in Commer- ‘freshy’ [straniera appena arrivata] e in altri
cial road, è anche presidente dell’associazione modi che non posso ripetere. Non avevo mai
di assistenza familiare italobangladese di To- vissuto questo tipo di bullismo in Italia. È stato
wer Hamlets, una delle sempre più numerose traumatico”, dice.
organizzazioni create per i migranti banglade- Con la vita a Londra che si fa più difficile,
si di seconda generazione. molti italobangladesi si stanno già trasferendo
nella regione delle Midlands, mentre altri tor-
Qualche settimana fa, nel centro sociale Blue nano in Italia o in Bangladesh. La maggior par-
Moon, a Whitechapel road, i bambini faceva- te, tuttavia, spera di restare. Come dice Hus-
no una tale confusione durante i festeggia- sain, “i miei figli sono nati in Italia. Sono euro-
menti dell’eid al fitr che nemmeno le preghie- pei. Non conoscono il Bangladesh, anche se ci
re dell’imam sono riuscite a riportare il silen- andiamo in vacanza. Studiano qui, troveranno
zio nella stanza. L’evento era organizzato da un lavoro e si sposeranno qui. Per noi sarebbe
un’altra associazione italobangladese, la Ban- difficile tornare in Bangladesh con i nostri figli
gladesh italian welfare association Uk. La in Europa. Per questo dobbiamo restare. Non
bandiera dell’associazione riflette bene l’e- sapremmo dove altro andare. Il nostro è un bi-
clettica identità dei suoi appartenenti: a sini- glietto di sola andata”.
stra campeggia il Colosseo di Roma, nel mez- La famiglia Ahad vive a Bow ed è arrivata
zo la sagoma piramidale del Memoriale nazio- dall’Italia due anni fa. Muhamad Ahad, che ha
nale dei martiri di Dhaka, e a destra il Tower un master in chimica dell’università nazionale
Bridge di Londra. del Bangladesh, ha vissuto a Bruxelles per di-
La principale sfida per gli italobangladesi versi anni prima di trasferirsi a Roma nel
che arrivano a Londra è costituita dall’allog- 2000. Anche sua moglie, Syeda, è laureata.
gio, visto che nel quartiere l’affitto di un’ex ca- Entrambi i loro figli, Maliha e Muzadin, di tre-
sa popolare con due camere da letto e in catti- dici e sette anni, sono nati in Italia.
ve condizioni si aggira intorno alle 1.800 ster- Ahad, che parla correntemente italiano,
line al mese. Inoltre l’integrazione con i ban- francese, inglese e arabo, aveva aperto un ri-
gladesi britannici non è sempre semplice. Il storante indiano a Roma, prima di andare a
giorno prima della mia visita al Caffè Italia, lavorare come cameriere in un altro ristorante.
alcuni ragazzi del luogo avevano lanciato delle A Londra fa le consegne per una catena di piz-
uova contro il menu affisso fuori dal locale. zerie. Sua moglie studia per diventare assi-
“Credo siano invidiosi”, dice Belal, uno dei ba- stente all’insegnamento. E canta, come la fi-
risti. “Non gli piace che qui vengano persone glia Maliha: ha un repertorio di canzoni in ita-
di ogni tipo. Non accettano la diversità”. liano e in bangladese e di pezzi hip-hop. Come
Maliha Mazumbder, 13 anni, è arrivata a dice Ahad, “con i figli non è sempre facile ge-
Tower Hamlets da Roma due anni fa, con i ge- stire queste diversità culturali. È per questo
nitori e il fratello. Racconta di essere costante- che organizziamo serate di cultura italiana,
mente vittima di bulli nella sua scuola di Bow, oltre che attività bangladesi”. u ff

The Independent è un
quotidiano britannico
fondato nel 1986. Dal 2016
è disponibile solo online.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 161


Le vittime innocenti
dell’Arandora Star

Nel 1940 un sottomarino tedesco affondò


la nave britannica che trasportava in Canada
gli immigrati sospettati di essere fiancheggiatori
del fascismo. Tra le vittime c’erano 446 italiani.
Ecco le storie di alcuni di loro
Michael McRitchie, Belfast Telegraph,
Regno Unito, 5 giugno 2015
PRINT COLLECTOR/GETTY IMAGES

La nave Arandora Star, 1936

162 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Giuseppe Capella riposa nel piccolo cimite- in Italia e risparmiando fino all’ultimo cente-
ro dell’isola di Rathlin, in Irlanda, a migliaia simo per aprire un’attività in proprio. Fu così
di chilometri dalla sua casa sulle montagne che l’Irlanda del Nord acquisì cognomi come
del nord Italia. È una delle tante vittime di una Caproni, Forte, Fusco e Morelli.
tragedia dimenticata avvenuta durante la se- Poi arrivò la seconda guerra mondiale e l’e-
conda guerra mondiale. Settantacinque anni sercito tedesco occupò mezza Europa. Nel
fa, il transatlantico Arandora Star fu silurato al giugno del 1940 erano già cadute la Polonia, la
largo di Malin Head, nella Repubblica d’Irlan- Norvegia, la Danimarca, il Belgio, i Paesi Bas-
da. Persero la vita 800 persone, tra cui 446 si, il Lussemburgo e la Francia. Il Regno Unito,
italiani. dopo la rocambolesca evacuazione di Dun-
Mia moglie e io non avevamo mai sentito kerque, si ritrovò a combattere da solo contro
parlare del disastro fino a quando un amico la Germania nazista. Le armate britanniche si
non ci ha chiesto di fotografare la lapide della ammassarono nei porti sulla Manica, prepa-
tomba di Capella per la sua famiglia. randosi all’invasione.
Al cimitero ci ha colto una grande tristezza
al pensiero di quest’uomo costretto a riposare Il 10 giugno 1940 l’Italia dichiarò guerra al Re-
su un’isola sperduta lontano dalla sua fami- gno Unito, minacciando con la sua potente
glia. E così, sul traghetto di ritorno, abbiamo marina gli interessi britannici in Medio Orien-
deciso di scoprire di più sul naufragio. te e le forniture di petrolio. Nel solo mese di
Non avendo trovato nulla sui giornali loca- giugno gli U-Boot, i sottomarini tedeschi, af-
li dell’epoca, siamo partiti per Donegal e Ma- fondarono più di 60 navi britanniche con l’o-
yo dove abbiamo appreso con stupore la di- biettivo di chiudere le linee di rifornimento
mensione delle conseguenze del disastro con gli Stati Uniti. Il 18 giugno 1940 Churchill
sulle comunità che vivevano lungo la costa disse alla nazione che la battaglia di Francia
irlandese, da Rathlin a Mayo. Giuseppe Ca- era finita e stava per iniziare quella d’Inghil-
pella era stato cameriere all’hotel Savoy di terra. Da questa battaglia, sottolineò, dipen-
Londra. Dalle cronache dei giornali siamo ri- deva la sopravvivenza della civiltà cristiana.
usciti a risalire al nome di un’altra vittima, il L’ambasciatore degli Stati Uniti a Londra,
capo cameriere Marco Baccanello, sepolto Joseph Kennedy, padre del futuro presidente
all’insaputa della sua famiglia vicino a John F. Kennedy, scrisse al presidente Roose-
Kerrykeel, nel Donegal. Poi abbiamo scoper- velt che il Regno Unito era spacciato e che lui
to altre decine di italiani tumulati in tombe avrebbe dovuto negoziare con Hitler.
anonime in 29 cimiteri sparsi lungo la costa In questa situazione disperata si temevano
nordoccidentale dell’Irlanda, spesso accanto atti di spionaggio e sabotaggio. L’avanzata te-
ai soldati britannici che erano incaricati di desca era stata così rapida da far immaginare
sorvegliarli. che la Germania avesse degli agenti all’inter-
La loro era una storia d’emigrazione. Tra il no del paese. Così in tutto il Regno Unito furo-
1840 e il 1940 otto milioni di italiani emigra- no arrestati e incarcerati centinaia di sospetti
rono per sfuggire alla povertà in patria. La fiancheggiatori di Italia e Germania, tra cui
maggior parte partì per le Americhe; ma tra il anche padri di soldati dell’esercito britannico,
1880 e il 1940 circa 150mila sbarcarono nel antifascisti e profughi in fuga dal nazismo.
Regno Unito. Nonostante le loro origini, po- Di fronte alla possibilità concreta di una
chi di loro si dedicarono all’agricoltura. Di- crisi alimentare causata dal blocco navale, il
ventarono musicisti di strada, gelatai e risto- governo ordinò che questi prigionieri fossero
ratori, mandando i soldi alle famiglie rimaste spediti in Canada.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 163


A Belfast, la polizia nordirlandese, il Royal sperduta penisola di Erris, nella contea di Ma-
Ulster Constabulary, arrestò Giuseppe Forte, yo. Aveva 43 anni ed era il proprietario di un
proprietario del caffè Continental in Castle caffè a Pontypridd, nel Galles meridionale,
street e del caffè Lido in Great Victoria street. dove vive ancora la sua famiglia. Lo stesso
Forte era il capo dei fasci di Belfast, l’organiz- giorno, nel Donegal, un centinaio di miglia più
zazione degli italiani all’estero; il vicecapo era a nord, il corpo di Ernesto Moruzzi fu trovato
suo nipote, Antonio Fusco. La polizia, però, su una spiaggia vicino a Dungloe, mentre
arrestò l’Antonio Fusco sbagliato, un giovane quello di Luigi Paretti fu trascinato dalla cor-
di una famiglia che viveva nel Regno Unito da rente fino all’isola di Tory. Moruzzi aveva 61
quasi trent’anni ed era proprietaria di un nego- anni e aveva un caffè a Neath, dove vive anco-
zio di patatine fritte in York street. ra la sua famiglia. Fu sepolto nel cimitero
Il 30 giugno 1940, i due erano tra le centi- dell’isola di Cruit vicino a una delle novanta
naia di italiani che furono portati a Liverpool guardie dell’esercito che morirono annegate:
per essere imbarcati sull’Arandora Star. il soldato semplice Peter Clarke del reggimen-
Molto tempo dopo la famiglia Fusco seppe to del Devonshire, che al momento della mor-
che Tony si era fatto avanti quando aveva sen- te aveva 17 anni.
tito chiamare il suo nome al molo. A quanto Il 12 agosto 1940, il giorno in cui Giuseppe
pare si era offerto di accompagnare il signor Capella fu sepolto a Rathlin, Cesare Camozzi
Forte pur di non farlo partire da solo da Bel- fu sepolto nel cimitero di Carndonagh, nel
fast, che ormai era diventata la loro città. Donegal. Era il proprietario del Monogram
Un altro dei prigionieri era Angelo Morelli, Cafe, a Birmingham, e fu identificato grazie a
di Portstewart. Era in fila per salire a bordo una lettera della moglie. Giovanni Ferdenzi fu
quando i soldati bloccarono l’ingresso all’uo- invece sepolto a Clonmany, a pochi chilometri
mo davanti a lui perché la nave era già piena. di distanza. La sua famiglia vive a Londra e
Morelli fu così portato nel campo d’interna- viene ancora a far visita alla sua tomba.
mento di Douglas, sull’isola di Man, e poi rila- Pochi giorni dopo un temporale portò un
sciato. Apri un’attività a Portstewart, che la terribile raccolto sulla costa irlandese. Circa
sua famiglia gestisce ancora oggi. cento corpi furono visti galleggiare al largo
della contea di Mayo, ma il mare era così agi-
Il 2 luglio 1940 l’Arandora Star salpò con 1.200 tato che non fu possibile recuperarli.
prigionieri tedeschi e italiani a bordo, sorve- Il numero di cadaveri ritrovati sulle spiagge
gliati da duecento soldati britannici. La matti- irlandesi fu tale che le cittadine dovettero ria-
na dopo la nave fu silurata da un sottomarino prire i vecchi cimiteri, alcuni risalenti alla ca-
75 miglia a ovest dell’Irlanda. restia di quasi cento anni prima. Era impossi-
Centinaia di passeggeri furono salvati da bile fare gli esami su tutti i cadaveri, così ai
un cacciatorpediniere canadese, ma più di ot- medici locali fu detto di autorizzare comun-
tocento finirono dispersi in mare. Per settima- que la sepoltura delle vittime.
ne i corpi di prigionieri italiani e tedeschi, ma- Il Donegal board of health fu informato
rinai e soldati dell’esercito britannico furono che nella settimana precedente erano stati ri-
riportati a riva dalle onde lungo le seicento trovati 33 corpi e che le spese funebri erano
miglia di costa che vanno dalle Ebridi esterne, state pagate dalle autorità locali.
in Scozia, alla contea di Mayo, in Irlanda. Il 30 Nella contea di Mayo, lungo la costa di Er-
luglio 1940, esattamente quattro settimane ris a ovest di Belmullet, c’era un cadavere ogni
dopo l’affondamento, il corpo di Giovanni chilometro. Il Board of health era preoccupato
Marenghi fu ritrovato su una spiaggia della per il costo dei funerali, visto che il prezzo di

164 Internazionale storia | In cerca di fortuna


ogni bara era di 2,10 scellini, pari a circa 360 Capella. Il giorno successivo, due marinai non
sterline di oggi. E le zone coinvolte erano tra le identificati che si trovavano a bordo della nave
più povere d’Irlanda. furono sepolti a Bonamargy Priory, nei pressi
Dopo tre anni di ricerche, abbiamo ritrova- di Ballycastle.
to le tombe di 38 italiani ignoti, oltre a quelle di L’anno dopo la pubblicazione del video,
undici loro connazionali identificati e alle siamo stati contattati da Roberto Zazzi, che
tombe di guerra di 17 soldati dell’esercito bri- vive in Nuova Zelanda: “Il video che avete fat-
tannico. Commossi dalla reazione delle fami- to è veramente una cosa bellissima. La scom-
glie delle vittime, abbiamo realizzato un vi- parsa di mio nonno, Luigi Zazzi, sull’Arandora
deo, in inglese e in italiano, che ha avuto mi- Star probabilmente mi perseguiterà per sem-
gliaia di visualizzazioni su YouTube. Ogni pre. Era sulla nave con il suo amico d’infanzia
anno ci arrivano email e cartoline da tutto il e collega di lavoro Giuseppe Capella. Fino a
mondo. oggi non sapevamo che fossero stati recupera-
Mentre stavamo per completare il video, il ti dei corpi dal mare. Grazie per il conforto che
più anziano residente dell’isola di Rathlin, avete dato alla mia famiglia”.
Loughie McQuilkin, ci ha mostrato un registro Il messaggio ci ha fatto un grande piacere.
della guardia costiera del 1940 da cui risulta Abbiamo detto a Roberto che forse, chissà,
che il 10 agosto di quell’anno due corpi furono l’uomo senza nome sepolto accanto al signor
trovati vicino alla West Light. Uno aveva ad- Capella a Rathlin era proprio il suo vecchio
dosso un documento che riportava il cognome amico d’infanzia. u fas

Il Belfast Telegraph
è un quotidiano
nordirlandese, fondato
a Belfast nel 1870.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 165


Giovani in fuga
Valentina Romei, Financial Times,
Regno Unito, 7 febbraio 2019
Secondo l’Istituto nazionale di statistica ford Economics. Dal 2015, quando la popola-
(Istat) l’emigrazione dall’Italia sta facendo se- zione italiana ha raggiunto il picco, il numero
gnare cifre da record, mentre il tasso di natali- di italiani con più di 65 anni è aumentato di
tà è sceso ai minimi di questo secolo. La crisi 560mila unità, mentre la popolazione in età da
demografica peggiorerà i problemi della terza lavoro si è ridotta in modo paragonabile. Oggi
economia dell’eurozona, già segnata da una quasi il 23 per cento degli italiani ha più di 65
crescita lenta e da finanze pubbliche trabal- anni, la percentuale più alta mai registrata.
lanti. L’Istat ha annunciato che nel 2018 la po- Alla fine del 2018 il paese è entrato nella ter-
polazione si è ridotta per il quarto anno conse- za recessione nel giro di un decennio. Secondo
cutivo (90mila abitanti in meno). l’Istat la produzione è inferiore del 5 per cento
Secondo le stime attuali, in Italia vivono rispetto al 2008. “La bassa crescita dell’Italia è
60,4 milioni di persone. Le nascite sono state dovuta soprattutto a problematiche demogra-
449mila, 128mila in meno rispetto al 2008: il fiche e alla rigidità istituzionale”, spiega Erik F.
dato più basso dall’inizio del nuovo secolo. Nielsen, economista di UniCredit. I dati mo-
Circa 160mila italiani hanno lasciato il paese, strano che nel 2018 il numero di italiani torna-
il 3 per cento in più rispetto al 2017. È la cifra ti in patria dall’estero è aumentato del 12 per
più alta dal 1981. “Se questi cervelli e queste cento (47mila persone). Secondo gli economi-
braccia non torneranno o non saranno sostitu- sti gli incentivi fiscali per gli emigranti di ritor-
iti da altri cervelli e braccia, l’economia finirà no introdotti nell’ultimo decennio potrebbero
la benzina”, spiega Andrea Garner, economi- aver alimentato questa tendenza. Tra le misu-
sta dell’Organizzazione per la cooperazione e re in questione c’è l’esenzione fiscale per quat-
lo sviluppo economico (Ocse). Inoltre, il nu- tro anni sul 90 per cento degli introiti per i pro-
mero degli emigranti è probabilmente più ele- fessori universitari e i ricercatori.
vato rispetto a quello ufficiale, perché gli ita- I problemi, però, non sono spariti. E gli
liani che stabiliscono la residenza all’estero emigranti continuano a essere più numerosi
perdono l’assistenza sanitaria e altri vantaggi. degli italiani che rientrano nel paese e com-
“Dal 2008 circa due milioni di giovani ita- plessivamente la popolazione sta diminuendo
liani – in gran parte istruiti e qualificati – hanno e invecchiando. “Le dinamiche demografi-
deciso di lasciare il paese. Sostanzialmente che, con un tasso di partecipazione economi-
hanno votato con i loro piedi. In un paese già in ca relativamente basso e una popolazione in
crisi demografica, l’economia non può per- età da lavoro che continua ad assottigliarsi,
mettersi questa perdita di capitale umano”, sono un freno per l’economia italiana”, sotto-
sottolinea Nicola Nobile, economista di Ox- linea Nobile. u as

Il Financial Times è un
quotidiano economico
internazionale con base

166 a Londra. È stato fondato


nel 1888.
Le nuove partenze
Cittadini italiani, nati in Italia e all’estero, che lasciano il paese, migliaia

150

100

50

0
1998 2000 2005 2010 2015 2018

I residenti all’estero
Cittadini iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), milioni

0
2006 2008 2010 2012 2013 2015 2017

Financial Times, Istat, Migrantes, Aire

Internazionale storia | In cerca di fortuna 167


Emigranti, coloni
e imprenditori
Gli italiani hanno dato un importante
contributo allo sviluppo economico e
sociale del Brasile. Il caso della comunità
di Valinhos. E dell’uomo che portò la
coltivazione del fico nello stato di São Paulo
Folha de Valinhos, Brasile, 21 febbraio 2020

La giornata nazionale del migrante ita- lo distretto nella città di Valinhos, nello stato
liano, che si celebra in Brasile ogni anno il 21 di São Paulo, che oggi conta 129mila abitanti.
febbraio, è stata istituita con una legge del La storia dell’arrivo dei primi emigranti
2008 per omaggiare il fondamentale ruolo italiani a Valinhos comincia nel 1888, dopo la
svolto dagli immigrati italiani nella costruzio- firma della legge Aurea. Lo storico locale José
ne della storia del Brasile. La scelta della data Spadaccia afferma che sono stati gli italiani a
è legata alla spedizione di Pietro Tabacchi piantare le radici del commercio e a gettare le
nello stato di Espírito Santo, nel 1874. L’even- basi dell’industria locale. Nel campo dell’a-
to è considerato come l’inizio dell’immigra- gricoltura hanno portato il fico, oggi ricono-
zione di massa italiana in Brasile. sciuto come il frutto tipico della zona.
A causa della crisi che colpì l’Italia tra l’ot- Gli immigrati che arrivavano a São Paulo
tocento e il novecento, molti contadini accet- proseguivano verso l’interno e si installavano
tarono l’invito del governo brasiliano a lavo- nelle fazende di caffè, dove sostituivano la
rare nelle aziende agricole del paese, princi- manodopera degli schiavi. Con il passare de-
palmente nelle regioni del sud e del sudest. gli anni sono stati riconosciuti come coloni. In
Secondo i dati del consolato italiano in Brasi- Europa la popolazione era invitata a cercare
le, oggi venticinque milioni di brasiliani sono fortuna in America, il Nuovo Mondo. Ma
discendenti degli immigrati italiani. quando sbarcavano in terra brasiliana, gli im-
Gli italiani hanno portato in Brasile il fico e migrati trovavano una realtà diversa: case
le festa. Hanno portato i loro costumi, la loro pericolanti, pessime condizioni sanitarie e
fede, il lavoro e lo sviluppo. Con determina- città isolate. I vantaggi promessi non corri-
zione e audacia, hanno trasformato un picco- spondevano alla realtà, e fu necessario un

Un immigrato italiano in una piantagione di caffè in Brasile, 1939.


John Phillips (The Life Picture Collection/Getty Images)

Internazionale storia | In cerca di fortuna 169


grande sforzo per ambientarsi nel paese. Ma mantenne salde le sue origini cattoliche e mi-
gli italiani non si lasciarono abbattere. se radici nella zona. La storia della chiesa cat-
Con il duro lavoro hanno scritto pagine di tolica a Valinhos si fuse con lo sviluppo agri-
importanza fondamentale per la storia del colo del municipio nel 1939, quando monsi-
paese, di São Paulo e di Valinhos. gnor Bruno Nardini si insediò come vicario
Fu l’immigrato italiano Lino Busatto a por- della parrocchia di São Sebastião. Con l’obiet-
tare qui i primi semi di fico, nel 1901. Busatto tivo di raccogliere fondi per la costruzione di
arrivò a Valinhos nel 1891. La storia racconta una nuova chiesa matrice (con fonte battesi-
che un giorno si stancò del modo in cui erano male), Nardini diede vita all’evento che oggi
trattati i dipendenti della fattoria in cui lavo- conosciamo come Festa del fico.
rava come amministratore. Così si licenziò,
prese la liquidazione e usò il denaro per com- Dopo l’inizio della circolazione dei treni della
prare poco più di tre ettari di terreno all’ango- compagnia paulista, nel 1872, l’economia di
lo delle attuali via Campo Salles e via Carlos Valinhos cominciò a crescere, grazie ad attivi-
Gomes. Qui, all’inizio del secolo, piantò i pri- tà come bar, sellerie, ferramenta, falegname-
mi semi di fico rosso. rie, mulini, produzione di caffè e di riso. Nel
1936 la città contava, tra le altre cose, tredici
Il fico si adattò facilmente al terreno, e Busat- magazzini, nove bar e ristoranti, due sellerie,
to cominciò a distribuire gratuitamente i semi cinque impianti per la produzione di riso e caf-
ad amici e vicini. Aiutava anche padre Franci- fè, una bottega per la lavorazione del rame e
sco Maneta e faceva parte del coro che si esi- un cinema.
biva durante le messe domenicali. Nel 1918 Nel 1887, su iniziativa dell’immigrato ita-
Busatto lasciò Valinhos. Da otto anni il fico liano José Milani, l’industria del sapone sbar-
era coltivato su scala industriale. cò a Valinhos. In una modesta pentola di ra-
Il 15 settembre del 1944, a 85 anni, Lino me, Milani cominciò a produrre sapone. Così
Busatto morì nella città di Jundiaí. è nata la Gessy, un’azienda che ha avuto gran-
Il riconoscimento del suo ruolo nello svi- de successo come saponificio e produttrice di
luppo economico, turistico e sociale di Va- articoli di profumeria, nota soprattutto per
linhos è arrivato solo nel 1968, grazie alle ri- l’omonima saponetta. Nel 1960 la Gessy fu
cerche dello storico Mário Pires. Un anno inglobata dalla Unilever, e diventò un impor-
dopo gli è stata intitolata una via, avenida Li- tante conglomerato industriale, con diverse
no Busatto, nel quartiere Jardim Pinheiros. fabbriche in varie zone del paese.
Valinhos ha ospitato anche una solida in-
A partire dalla crisi del caffè del 1929, quando dustria della ceramica e della terracotta, pro-
i grandi agricoltori cominciarono a vendere le ducendo tegole e mattoni. Installate lungo il
terre perché la coltivazione non era più reddi- fiume Pinheiros grazie alle eccellenti materie
tizia e i debiti erano ingenti, la coltura del fico prime disponibili, le fabbriche apparteneva-
si diffuse rapidamente. In questo modo gli ita- no ai discendenti dei coloni italiani – Spadac-
liani riuscirono ad acquistare ampi terreni, cia, Melo, Matiazzo, Capovilla, Perseghetti,
divisi poi in innumerevoli piccole fattorie, Ramacciotti, Franceschini, Bacan, Conocon,
chiamate chácara in portoghese. Pavan, Bernardi, Costato, Zanelato.
La vita religiosa degli abitanti di Valinhos Nel 1934, inoltre, fu anche fondato il carto-
fu un fattore determinante per lo sviluppo lo- nificio Valinhos su iniziativa dell’imprendito-
cale della comunità. La popolazione immi- re Ferruccio Celani, uno dei pionieri del rici-
grata, in gran parte proveniente dall’Italia, claggio della carta. u as

La Folha de Valinhos
è un quotidiano locale
di Valinhos, nello stato
di São Paulo, in Brasile.
Esce dal 1968. Internazionale storia | In cerca di fortuna
Il ricordo
e il perdono
All’inizio della seconda guerra mondiale
migliaia di italocanadesi furono internati
come potenziali nemici dello stato.
Ottant’anni dopo sono arrivate le scuse
formali del governo alle loro famiglie
Joyce Pillarella, Montreal Gazette, Canada,
10 giugno 2020
Il 10 giugno 1940 l’Italia entrò in guerra ra. Gli agenti pagavano i loro informatori per
contro il Regno Unito e la Francia. Nella stessa raccogliere i nomi. Ma purtroppo molti di loro
giornata, due agenti della regia polizia a caval- agivano in base a interessi personali e decise-
lo canadese (Rcmp) arrivarono a casa nostra ro di arricchirsi inserendo nelle liste i nomi di
per aspettare che mio padre, Nicola Germano, uomini e donne innocenti. Le false dichiara-
tornasse dall’acciaieria su St. Patrick street, a zioni contenute nei rapporti non furono mai
Ville-Émard. Gli agenti gli ordinarono di se- verificate. Agli agenti bastava sollevare un
guirli. Lui chiese se poteva prima lavarsi, ma dubbio su qualcuno. Non era necessario pre-
loro risposero: “No, tanto tornerai presto”. sentare prove.
Mio padre tornò a casa il 9 febbraio 1943. Il paradosso è che il Canada stava combat-
All’epoca, cose simili succedevano in tutto il tendo una guerra per la democrazia, ma i valo-
Canada. I cittadini nati in paesi che erano in ri democratici erano calpestati all’interno dei
guerra con il Canada erano diventati enemy suoi confini nazionali. Ancora oggi siamo te-
aliens, stranieri nemici. Queste due parole se- stimoni di quanto il potere possa alterare o
gnarono il loro destino e quello delle loro fa- distruggere la vita delle persone.
miglie. Nel 1940 gli italocanadesi sperimenta- I figli degli internati hanno ricordato in si-
rono sulla propria pelle le conseguenze vele- lenzio, ma il silenzio può essere il più grande
nose di quei termini, ma il processo che portò complice dell’ingiustizia. Non dobbiamo limi-
a quegli arresti era in corso già da qualche an- tarci a ricordare, dobbiamo parlare. Nicola
no. L’Rcmp era stata incaricata di stilare liste Doganieri, uno degli internati, non raccontò
di persone che avrebbero potuto rappresenta- mai ai suoi figli della sua esperienza o della
re una minaccia per il Canada in caso di guer- sua vita prima del 1940. La figlia Giulietta non

Internazionale storia | In cerca di fortuna 171


ha mai detto ai figli che suo padre era stato in- strato grande saggezza. Hanno fatto ricorso
ternato. Solo dopo avermi concesso un’inter- alla loro passione e alla determinazione per
vista ha deciso di rompere il silenzio con la spingere la generazione successiva a migliora-
famiglia. Il figlio di Giulietta, James Malizia, è re le cose. La resilienza dimostrata dalla co-
un commissario aggiunto in pensione del- munità italiana è incredibile ed è ancora oggi
l’Rcmp, nonché il nipote di Nicola Doganieri. una fonte d’ispirazione. Credo che oggi come
Ci racconta la sua singolare esperienza: “Mio allora sia importante garantire che la compo-
nonno era un attivista e un giornalista che vo- sizione delle forze dell’ordine rifletta quella
leva aiutare i nuovi immigrati e chiedere con- delle comunità in cui operano. C’è bisogno di
to al governo per le sue decisioni. Io sono un un livello di diversità sufficiente per compren-
ex responsabile della sicurezza nazionale e se dere e influenzare la comunità dall’interno,
fossi vissuto a quei tempi avrei dovuto vigilare ma anche per capire l’importanza della capa-
sull’operato dell’Rcmp, dunque anche sull’ar- cità di ascolto, della collaborazione e dell’inte-
resto di mio nonno. Il governo canadese prese grazione”.
di mira degli orgogliosi italocanadesi che ave- Nell’ottantesimo anniversario degli inter-
vano contribuito profondamente al benessere namenti, le famiglie italocanadesi vogliono
del paese, e inflisse enormi sofferenze alle lo- ringraziare per il loro impegno il primo mini-
ro famiglie. Qualcuno potrebbe pensare”, stro Justin Trudeau e il ministro della giustizia
continua Malizia, “che quegli italiani abbiano David Lametti. A breve il governo presenterà
sviluppato un sentimento ostile nei confronti in parlamento le scuse formali a nome dello
del Canada, che abbiano smesso di dare il loro stato. Nel 2018 l’Rcpm ha indirizzato una di-
contributo alla società. D’altra parte furono chiarazione ufficiale alle famiglie coinvolte
arrestati davanti ai loro cari e ai loro vicini di nella vicenda degli internamenti.
casa, per poi essere internati per anni senza Le scuse sono un modo per ricordare. Sono
accuse formali. I loro beni furono sequestrati istruttive. E soprattutto danno ai figli degli in-
e le loro famiglie scivolarono nella povertà a ternati la possibilità di fare quel qualcosa in
causa della mancanza di fonti di reddito. Inve- più che rimpiangono di non aver fatto per i lo-
ce, mio nonno e gli altri internati hanno dimo- ro genitori. u as

La Montreal Gazette Joyce Pillarella è una


è l’unico quotidiano studiosa di storia orale
anglofono pubblicato di Montréal, specializzata
a Montréal, nel Québec. nell’immigrazione
È stato fondato nel 1785. italiana in Québec.

172 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Il nodo
dei frontalieri
In Svizzera, soprattutto nel Ticino, la presenza dei
pendolari italiani è al centro del dibattito pubblico.
Un economista spiega perché la chiusura delle
frontiere danneggerebbe sia il paese sia i lavoratori
Lorenzo Erroi, laRegione, Svizzera, 9 luglio 2020

Il sedicesimo rapporto sulla libera circola- dumping – paghe inferiori a parità di mansione
zione pubblicato dalla segreteria di stato – oppure al fatto che i frontalieri, come nota la
dell’economia (Seco) parla di “situazione stessa Seco, svolgono mansioni più umili e quin-
equilibrata nel mercato del lavoro”. Ma il dia- di “naturalmente” meno retribuite.
volo è nei dettagli, e se si vanno a leggere i dati Sergio Rossi Sicuramente occorre tenere
riguardanti il Ticino la situazione appare più conto della tipologia d’impiego: molti fronta-
preoccupante: i salari dei frontalieri – che co- lieri occupano gli ultimi gradini nelle scale
stituiscono un terzo della forza lavoro, +5,6 degli organigrammi aziendali – parliamo di
per cento rispetto al 2010 – sono in media del commessi e operai, ma anche di muratori e
30 per cento inferiori rispetto a quelli dei resi- infermieri – e quindi la differenza può essere
denti. In questi casi il dibattito locale si riac- spiegata anche così. Però poi non si può nega-
cende, tornano in (libera) circolazione parole re che per quelle stesse mansioni si notino per-
come dumping ed effetto sostituzione, col ri- sistenti problemi di dumping: potendo contare
schio però di saltare a conclusioni contraddit- su lavoratori che in Italia affrontano un costo
torie e affrettate. Per capire meglio la situazio- della vita inferiore, alcuni datori di lavoro ne
ne abbiamo interpellato Sergio Rossi, profes- approfittano per risparmiare sui salari.
sore di macroeconomia ed economia moneta-
ria all’università di Friburgo. Questo crea un effetto sostituzione a danno dei
residenti?
laRegione Professor Rossi, la differenza sala- Dipende da come lo si definisce. Non si vede
riale tra frontalieri e residenti in Ticino è note- un licenziamento sistematico di residenti a
vole. Resta da capire se sia dovuta a fenomeni di favore di frontalieri. Ma guardando con più

Internazionale storia | In cerca di fortuna 173


attenzione si nota che si tende, per una nuova 53,1 per cento dei votanti si è espresso per il sì].
assunzione, a optare per frontalieri disposti ad
accettare salari inferiori a parità di formazio- Però la disponibilità di un “esercito di riserva”
ne e competenze. spinge una parte del mondo imprenditoriale a
speculare sui bassi costi di produzione, invece di
Si tratta di un fenomeno che riguarda solo i la- perseguire modelli di business più innovativi.
vori manuali? In Ticino la mentalità imprenditoriale risente
No. Ultimamente si notano tendenze analo- certamente di un forte deficit di creatività:
ghe anche nel terziario, pensiamo ad architet- siamo passati dall’agricoltura alla finanza
ti e informatici. Perfino nel settore pubblico – senza attraversare una fase di sviluppo indu-
istruzione e sanità – si rischia di seguire la stes- striale organico, con ciò che essa comporta in
sa strada in nome dell’efficienza, intesa come termini di competenze e visioni imprendito-
mero contenimento dei costi: troppo spesso riali. La disponibilità di manodopera ha fatto
anche il settore delle cure sanitarie è trattato del Ticino il serbatoio per produzioni a inten-
come se fosse solo una questione di costi e be- so impiego di lavoro, mentre il centro dei mo-
nefici. Come si è visto con questa crisi sanita- delli di decisione e di innovazione è rimasto
ria, spesso il risparmio è effettuato a danno oltre Gottardo: Zurigo, Berna, Basilea, l’arco
della qualità, attuando un modello aziendale lemanico. Anche le piccole e medie imprese
fragile e lacunoso. nostrane si sono dovute adattare a quel regi-
me economico, che non ha mai avuto i biso-
La soluzione proposta dalla destra è drastica: gni del nostro territorio come priorità. È quel-
revocare di fatto la libera circolazione. Il voto la che Angelo Rossi definisce “economia a ri-
sull’iniziativa popolare “per la limitazione” si morchio”.
terrà il 27 settembre: la chiusura è auspicabile?
Si tratta di un ragionamento semplicistico. Al La libera circolazione ha aggravato il problema?
livello locale, costringendo certi settori ad as- Bisogna fare un passo indietro, e ricordare la
sumere solo residenti si assisterebbe a una crisi che il Ticino attraversò negli anni novan-
serie di chiusure e fallimenti, perché l’improv- ta, il “decennio perduto” dopo lo scoppio della
viso aumento della massa salariale necessaria bolla immobiliare. È proprio con la libera cir-
a proseguire l’attività sarebbe insostenibile: colazione che dal 2002 l’economia è ripartita:
pensi solo a quanti bar e ristoranti dovrebbero oltre Gottardo sono arrivate persone con
chiudere. Nel frattempo, la conseguente grandi competenze in settori che spaziano
esclusione dal mercato comune penalizzereb- dalla medicina all’ingegneria, tanto che oggi i
be l’economia dell’intera Confederazione, per frontalieri in Svizzera tedesca guadagnano in
la quale l’export risulta fondamentale. Poi ma- media addirittura più dei residenti. Questo
gari si arriverebbe a una soluzione di compro- sviluppo, insieme al consolidamento delle
messo, ma con l’Unione europea già impe- esportazioni, ha avuto un effetto positivo an-
gnata su fronti ben più importanti come la che sul Ticino: per esempio nel settore farma-
Brexit, nel frattempo si rischierebbe di dare ceutico e in quello delle macchine di precisio-
all’economia svizzera e ticinese il colpo di gra- ne. Tuttavia persiste una grande differenza
zia: una depressione ancora più grave di quella nel livello di innovazione e specializzazione
dovuta al coronavirus. [L’iniziativa per mette- tra il Ticino e il resto della Svizzera. Nel frat-
re fine alla libera circolazione delle persone tra tempo la condizione salariale e la disoccupa-
Svizzera e Unione europea è stata bocciata con zione hanno ricominciato a deteriorarsi gra-
il 61,7 per cento dei no. In Ticino, tuttavia, il vemente. Segnali già emersi prima della crisi

174 Internazionale storia | In cerca di fortuna


finanziaria del 2008 e oggi aggravati da quella a fare la sua parte in quanto datore di lavoro: i
in corso. settori pubblici e parastatali – un esempio è
quello della Posta – dovrebbero nuovamente
Che fare per rendere la libera circolazione “mi- fornire buone remunerazioni e prospettive
gliore” anche in Ticino? Di solito si citano sem- occupazionali a lungo termine. Se invece si
pre le misure di accompagnamento: le garanzie insegue la stessa logica del profitto a breve ter-
di condizioni equivalenti a quelle locali per i la- mine che domina nel settore privato, poi di-
voratori distaccati dall’estero, l’obbligatorietà venta difficile fare da guida del rinnovamento.
dei contratti collettivi in casi di dumping ripetu-
to e i contratti normali che stabiliscono salari Il rischio però è quello di non trovare il consenso
minimi obbligatori. necessario ad adottare certe soluzioni: a volte
Le misure di accompagnamento sono delle l’impressione è che ai vertici dell’economia – e
foglie di fico, anche perché poi bisogna appli- quindi in certa misura anche della politica – fac-
carle e sanzionare gli illeciti. Più importante è cia comodo proseguire sul sentiero già battuto.
lo sviluppo di una nuova mentalità imprendi- Purtroppo, come notava Joseph Schumpeter,
toriale, per la quale la responsabilità sociale l’imprenditore vero e proprio è sempre più so-
d’impresa non sia solo un insieme di belle pa- stituito dal manager, che guarda al profitto di
role, ma rifletta l’attenzione alla sostenibilità, breve periodo invece di trovare soluzioni ori-
anche occupazionale. Una parte dello sforzo ginali e apportare una “distruzione creativa”,
passa proprio dalla formazione di nuove classi con idee e prodotti capaci di rivoluzionare in-
dirigenti. Già a scuola e all’università occorre- teri settori. Al livello locale va aggiunto il fatto
rebbe insegnare qualcosa di più della sempli- che molti si reputano imprenditori, ma non lo
ce ricerca di profitti immediati, imparando sono: sfruttano una rendita di posizione, e
anche ottiche differenti e critiche rispetto alle all’innovazione privilegiano modelli di busi-
formulette e alle check-list mnemoniche che ness basati sulla manodopera con salari al ri-
oggi dominano nelle imprese. basso.

Ma la politica cosa può fare? Dopo la parentesi delle frontiere chiuse, il coro-
Intanto si possono incentivare politiche sala- navirus spingerà l’economia ticinese ad aumen-
riali dignitose, monitorando le imprese e con- tare il suo ricorso a manodopera residente? Op-
cedendo sgravi e aiuti solo a chi rispetta certi pure esaspererà il ricorso al dumping?
standard: un modo per incentivare strategie Possono succedere entrambe le cose. Le ditte
virtuose invece di perseguire la riduzione “a con finanze e strategie solide potrebbero rio-
innaffiatoio” delle aliquote di chiunque. Que- rientare le loro attività coinvolgendo i residen-
sto vale anche per altri fattori come il rispetto ti. Invece le imprese più deboli, già minacciate
dell’ambiente e le ricadute sul territorio, e aiu- dalla crisi, potrebbero puntare ancora di più
terebbe un rinnovamento del panorama pro- sui frontalieri per ridurre all’osso i costi di pro-
duttivo. Poi occorrerebbe che lo stato tornasse duzione. u

laRegione è un
quotidiano in lingua
italiana del Canton Ticino,
in Svizzera, nato nel 1992
dalla fusione tra L’Eco di
Locarno e Il Dovere.

Internazionale storia | In cerca di fortuna 175


L’eccidio
delle saline

Baru
Hervé Baruléa, in arte Baru, è un fumettista
francese nato nel 1947 da padre emigrante
italiano e madre bretone. Le pagine che seguono
sono l’incipit del suo graphic novel Bella ciao
(edito in Francia da Futuropolis), omaggio alla sua
storia familiare e alle difficoltà dell’integrazione
di ieri e di oggi. Baru fa cominciare la storia
degli italiani in Francia con il massacro nelle
saline di Aigues-Mortes, in Camargue, nel 1893,
quando almeno otto immigrati italiani, quasi tutti
piemontesi, furono linciati da lavoratori francesi.
A pagina 26 la cronaca degli eventi.

176 Internazionale storia | In cerca di fortuna


SALINE DI AIGUES-MORTES
17 AGOSTO 1893

MIRATE
AI
CAVALLI!
© FUTUROPOLIS, 2020
MORTE VIA CI RUBANO INDIETRO,
AGLI SBIRRI! IL NOSTRO INDIETRO!
ANDATE LAVORO E VOI LI
ITALIANI VIA! PROTEGGETE!
MORTE
AGLI SBIRRI!
VIVA L’ANAR­
CHIA!

CAPITANO,
NE ARRIVANO
ALTRI!
DANNAZIONE!
FORZA, SFONDIAMO,
LA STAZIONE
È AD APPENA
800 METRI…

ALLA
CARICA,
AVANTI!
EHI,
NON DA LÌ,
TORNATE
INDIETRO!
Ma…
che fai?
No, Gianni non L’acqua
l’acqua fare lo no! Gianni!
no! stupido!
UNO
SBIRRO!
GETTA L’ARMA QUALE LAVORO
BASTARDO, GARNIER?!?
O TI FACCIO TI ARRICCHISCONO,
SALTARE COME NO, CON QUEL
IL CERVELLO! TUO VINO FETENTE…
CI SEI PIENO
RUBANO DI SOLDI!
IL LAVORO
E TU LI
DIFENDI! E GETTA
L’ARMA
PER DIO!

RUBANO
IL LAVORO
AI
NOSTRI!

HAI UCCISO
UN UOMO, ROUSSEL!
DISGRAZIATO!
UN
TI HO VISTO ITALIANO
E TI GIURO CHE LA DI MERDA,
PAGHERAI! UN
POLENTONE!
CONTRORDINE:
RIPIEGHIAMO
SULLA TORRE DI
CONSTANCE,
NON ANDIAMO
PIÙ ALLA
STAZIONE!

BISOGNA EHI, COSÌ


RECUPERARE NON VI SALVATE,
GLI ITALIANI DELLA RESTATE
PANETTERIA, CON NOI!
QUESNOT
È GIÀ LÀ!

TORNATE!

Che Non ho
dice? capito,
corri!
LASCIATECI
IN PACE…
NON VOGLIAMO
PROBLEMI,
ANDATE VIA!

LAGGIÙ,
SIGNOR CE NE
BARDEL, SONO
SONO BARTO, TRE!
BARTO CALORI
DI TORINO… NEL NOME
DI DIO, APRI
LA PORTA… QUELLI
DELL’ARDÈCHE
CI UCCIDONO!

BAM
BAM
BAM
CE N’È
ANCORA
UNO CHE SI
MUOVE!

i... ...ome
...i dio
...ietà
“Vi sono più cose in cielo e in terra, Direttore Giovanni De Mauro Concessionaria esclusiva per la
Orazio, di quante se ne sognano nella Vicedirettori Elena Boille, pubblicità Agenzia del marketing
vostra filosofia” Chiara Nielsen, Alberto editoriale
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192 Internazionale storia | In cerca di fortuna


Il giornalismo ha sempre osservato
e raccontato le migrazioni con un certa
attenzione, anche se con una sensibilità
e toni diversi. E continua a farlo ancora
adesso: non è un caso se l’ultima sezione
di questo volume, quella che copre gli
anni più recenti, è ricca d’informazioni
sulle partenze attuali come di riflessioni
sulle migrazioni del passato. Perché
interrogarsi su cosa sono stati per un
paese e per una comunità gli arrivi di
decine, centinaia di migliaia di migranti,
e sugli esiti della loro integrazione,
vuol dire in fondo interrogarsi su se
stessi. Il numero di Internazionale storia
che avete tra le mani non vuol essere
altro che un contributo in questa
direzione.
Andrea Pipino, pagina 5

In copertina:
Ellis Island, New York,
anni trenta.
Library of congress
In cerca
di fortuna
In che modo i giornali stranieri hanno
raccontato dall’ottocento a oggi
l’emigrazione italiana? Una selezione
di commenti, reportage, analisi
e cronache della stampa dei principali
paesi di destinazione – Stati Uniti,
Argentina, Brasile, Australia, Canada,
Venezuela, Francia, Svizzera,
Germania, Belgio e Regno Unito –
per raccontare un fenomeno
che nell’arco di centocinquant’anni
ha riguardato circa venti milioni
di persone. E che non si è ancora
interrotto. Con un portfolio sugli
italoamericani di New York e una
graphic novel dedicata al massacro
di Aigues-Mortes, in Francia, del 1893.

Novembre 2020
14,00 €