Sei sulla pagina 1di 65

ISSN 2421-55130

00046

9 772421 551300
Anno X - N. 46 (#468) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art.1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale, La Lettura con il Corriere della Sera ¤ 2,00 (La Lettura ¤ 0,50 + Corriere della Sera ¤ 1,50) – Nei giorni successivi ¤ 0,50 + il prezzo del quotidiano. Non vendibile separatamente. In CH Tic La Lettura Fr.1,00

per il Corriere della Sera


Giuliano Vangi
#468
15 novembre 2020
Domenica
2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

corriere.it/lalettura Il dibattito delle idee


SSS
Orizzonti Il Giappone conduce da qualche tempo una complessa offensiva
diplomatica, economica e persino militare in quella «nuova» area
.

Sesso, denaro, fede, arte


Le regole del piacere geopolitica — l’Indo-Pacifico — che si sta definendo come uno
6 dei territori più importanti del XXI secolo. Tokyo ha dato vita
SALAÌ, «SAN GIOVANNI BATTISTA» (1520)

al «Quad», una forma di cooperazione con Usa, India e Australia


per contrastare l’espansionismo cinese; ha rafforzato la collabora-
zione con i Paesi del Sud-Est asiatico; ha intensificato la partner-
di CHIARA LALLI, STEFANO BUCCI ship trans-pacifica anche dopo l’uscita di Trump dal trattato.

I nuovi
e MARCO VENTURA
La Via della Seta marittima di Pechino incontra qualche ostacolo
Libri .

Nel sequel dell’Odissea


Ulisse va al Polo Sud
16
IL POETA NIKOS KAZANTZAKIS (1883-1957)

samurai
di ROBERTA SCORRANESE
e DANIELE PICCINI

Maschere .

Il neodirettore del Piccolo


Il teatro? Cambierà tutto
52
CLAUDIO LONGHI (FOTO DI MASIAR PASQUALI)

di DANILO TAINO

È i
di LAURA ZANGARINI la presenza della Cina a focalizzare le menti nettività tra i diversi Paesi è infrastrutturale ma anche
in Asia. Negli anni scorsi, compresa l’era enorme per influenza politica. Può sembrare velleitario
Trump, il Giappone si è mosso all’opposto che il tutto sommato non grande Giappone si ponga in
dell’Europa, sulla quale il fiato del lontano competizione, anche se non sempre esplicitata, con il

Graphic novel .
drago è meno opprimente: Tokyo ha svi-
luppato una sua complessa strategia eco-
nomica, diplomatica e anche militare per Bibliografia
potente gigante cinese; il fatto è che Tokyo non può far-
ne a meno, se non vuole finire nell’orbita della Cina: na-
zionalmente e storicamente inaccettabile. Nella visione
Un’altra storia rafforzare la propria sicurezza nella regione; per nulla Sui temi affrontati in questo di Abe e di Suga, che è stato suo collaboratore per anni,
fuori dall’ombrello americano ma senza stare ad aspet- articolo: Rory Medcalf, Indo- l’Indo-Pacifico è dunque allo stesso tempo uno spazio
dalla Patria di Aramburu tare la Casa Bianca. Shinzo Abe, primo ministro in carica Pacific Empire. China, America geografico che va dal Giappone alla costa orientale del-

58
dal 2012 allo scorso agosto, di questo nuovo attivismo and the Contest for the l’Africa, un’idea di futuro e una strategia di sicurezza.
internazionale è stato l’architetto: ora, il nuovo premier World’s Pivotal Region Del nuovo concetto geopolitico Abe parlò già nel
Yoshihide Suga lo dovrà portare avanti nell’era Biden. (Manchester University 2007, durante la sua prima premiership durata solo un
Due nuovi leader, a Tokyo e a Washington, ma un Giap- Press, 2020); Kishore anno. Idea ripresa con forza nel 2012 e diventata una po-
TAVOLA DI TONI FEJZULA

pone sempre in proiezione estera: «Di nuovo una poten- Mahubani, Has China Won? sizione definita e resa pubblica sotto il titolo «Indo-Pa-
za di prima fila», ebbe a dire Abe. (PublicAffairs-Hachette, cifico libero e aperto»: il primo ministro la esplicitò du-
Alla base della nuova posizione strategica nipponica 2020); Parag Khanna Il rante una conferenza con i Paesi africani, a Nairobi, nel-
ci sono un’idea geopolitica e la conseguente costruzio- secolo asiatico? (traduzione l’agosto 2016. Il successivo 11 novembre, mentre il mon-
ne di una partnership di sicurezza. La base teorica è la di Thomas Fazi, 2019) e do cercava di riprendersi dallo choc dell’elezione di
definizione della regione indo-pacifica come l’area nella Connectography. Le mappe del Donald Trump alla Casa Bianca, Abe viaggiò da Tokyo a
quale si decide la sicurezza del Paese. Il Giappone è una futuro ordine mondiale Kobe a bordo di uno shinkansen, il treno superveloce
di FERNANDO ARAMBURU grande economia, la terza del mondo, fortemente (traduzione di Franco Motta, giapponese, in conversazione con il premier indiano
e TONI FEJZULA orientata al commercio internazionale: la libertà di na- 2016), entrambi pubblicati Narendra Modi. Dal colloquio uscì la determinazione a
vigazione sui mari e sugli oceani è per il Paese strategi- da Fazi; James D. J. Brown e collaborare nella Difesa, nell’economia, nell’istruzione,
ca. Questa è stata garantita per anni, a livello globale, Jeff Kingston, Japan’s Foreign in diplomazia, nella tecnologia, nell’ambiente, nella

Percorsi .
dagli Stati Uniti. Ora, nella visione di Abe e dei vertici
della diplomazia giapponese, c’è il rischio che sia messa
in discussione da una Cina sempre più affermativa in
Relations in Asia (Routledge,
2018); Robert Kaplan, Asia’s
Cauldron. The South China
cultura. Una partnership da sviluppare in una prospetti-
va che i due leader definirono indo-pacifica: non più so-
lo Asia, non più solo Asia meridionale, non più solo Pa-
Babbo Natale è morto Asia, a cominciare dal Mare Cinese meridionale, e sem-
pre più proiettata a una forte presenza navale nei due
Sea and the End of a Stable
Pacific (2014) e Monsoon.
cifico, ma un concetto più ampio e più significativo, che
prende il nome dall’enorme bacino nel quale la Cina di
e Figlio Natale fa paura oceani, Pacifico e Indiano, cioè sulle rotte del commer-
cio nipponico. Una politica estera basata sui «mari aper-
The Indian Ocean and the
Future of American Power
Xi Jinping cerca di estendere la propria egemonia. Nelle
parole della diplomazia giapponese, è l’obiettivo di cre-

61 ti» è, in altri termini, una strategia di difesa dell’interes-


se nazionale, prima di tutto economico, per Tokyo.
(2011), entrambi usciti per
Random House. Come
background: Andrea
are «un arco di libertà e prosperità». La politica di Free
and Open Indo-Pacific è poi entrata nelle strategie del
ministero degli Affari esteri ed è vicina al centro delle
TAVOLA DI ZEROCALCARE

Revelant, Il Giappone elaborazioni del relativamente nuovo Consiglio di sicu-


moderno dall’Ottocento al rezza nazionale.
La visione disegnata da Abe parte dalla considerazio- 1945 (Einaudi, 2018); Rosa Il concetto strategico di Indo-Pacifico non è di esclu-
ne dell’Indo-Pacifico come il centro di gravità dei pros- Caroli e Francesco Gatti, siva proprietà dei giapponesi e di Abe. Già nel 2004 e nel
simi decenni, la vasta area nella quale si realizzeranno i Storia del Giappone (Laterza, 2005, esperti di relazioni internazionali canadesi e au-
maggiori sviluppi economici e dove si deciderà il nuovo 2017); Elise K. Tipton, straliani lo avevano usato per indicare la novità degli
conversazione equilibrio internazionale, in transizione dall’Atlantico Il Giappone moderno. Una equilibri e delle dinamiche nell’area. Nel 2011, la pre-
di FABIO GENOVESI con ZEROCALCARE verso Est. In quest’area Pechino muove da anni le sue storia politica e sociale mier Julia Gillard lo assunse pienamente in una nuova
pedine, soprattutto attraverso la Belt and Road Initiati- (traduzione di Gian Luigi visione regionale per l’Australia, Paese del Pacifico a est
ve, in particolare la Via della Seta Marittima, la cui con- Giacone, Einaudi, 2011) e dell’Indiano a ovest. Da allora l’idea geopolitica legata
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

(
L’avventura umana sulle onde
È uscita in questi giorni in Italia la Storia un’intervista a «la Lettura» pubblicata il 23 grandi oceani separatamente (Pacifico, conversazione», per arrivare agli «oceani
marittima del mondo dello storico britannico febbraio (e consultabile sull’App), in seguito Indiano e Atlantico), poi si sofferma sulle sotto controllo» da metà del XIX secolo. Un
David Abulafia (traduzione di Massimo ai dibattiti suscitati dall’edizione inglese. La conseguenze determinate dalle grandi modo diverso di guardare all’avventura
Parizzi e Chiara Rizzo, Mondadori, pp. 1.038, ricostruzione, che copre quattro millenni di esplorazioni. Con il 1492, anno del viaggio di umana, con la ricchezza di dati e riferimenti
e 40), di cui l’autore ha esposto i contenuti in storia, prima prende in considerazione i tre Colombo, comincia l’epoca degli «oceani in tipica del lavoro di Abulafia.

ILLUSTRAZIONI DI SR GARCÍA
al termine ha camminato ed è stata fatta propria dal-
l’amministrazione Trump nel 2019 e sempre più dal go-
verno indiano, in particolare dopo gli scontri di confine
SSS Tesi
con truppe cinesi in Ladakh, la scorsa estate.
Attorno all’idea si sta ora sviluppando una collabora- L’ESERCITO
zione sulle questioni della sicurezza tra quattro Paesi —
Giappone, Australia, India, Stati Uniti — che cooperano CHE NON
in un forum informale chiamato Quadrilateral Security
Dialogue, in breve Quad: diverse vicende per anni non SI CHIAMA
lo hanno fatto decollare ma, dopo un incontro a Manila
nel 2017 tra i leader dei quattro Paesi, ha ripreso a fun- ESERCITO
zionare anche in termini di collaborazione su materie
militari. Abe definì la collaborazione il «diamante della di MATTEO DIAN

S
sicurezza democratica dell’Asia». Più prosaicamente, il
suo senso sta nella necessità di «gestire la crescita della econdo l’artico-
Cina, che è la sfida distintiva dei nostri tempi», nelle pa- lo 9 della Costi-
role di Walter Lohman, direttore del Centro di Studi sul- tuzione, il
l’Asia della Heritage Foundation. Giappone ha
rinunciato alla
guerra come diritto
sovrano. Per questo si è
Due anni fa, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi impegnato a non man-
aveva definito il Quad «schiuma di mare», cioè poca co- tenere forze armate di
sa che sparisce presto. Lo scorso 13 ottobre, invece, è terra, mare o aria, o
tornato sul tema e lo ha definito «la cosiddetta Nato in- altro potenziale bellico.
do-pacifica». Per dire che si tratta di un rischio per la si- L’interpretazione di
curezza che ha lo scopo di «strombazzare la mentalità quest’articolo, tuttavia,
da guerra fredda e di provocare lo scontro tra diversi è cambiata molto nel
gruppi e blocchi per alimentare la competizione geopo- tempo. Dal 1954 le forze
litica». Ora: il Quad non è un’alleanza militare e non è la armate giapponesi sono
Nato dell’Asia. Ma adesso che ha visto intensificarsi la state ricostituite come
collaborazione tra i quattro, soprattutto per la decisione «forze di autodifesa» (o
di Modi di parteciparvi a pieno dopo gli scontri di confi- Jeitai). Durante la guer-
ne con la Cina, Wang teme che un ampliamento del ra fredda, la loro unica
Quad ad altri Paesi della regione risponda al desiderio funzione era la «difesa
americano di allontanarli da Pechino, in linea con la de- difensiva»: respingere
terminazione di Washington di «disaccoppiare» la glo- un possibile attacco al
balizzazione americana da quella cinese. Quindi, Wang territorio del Paese.
presenta ora il quartetto come una minaccia alla stabili- Non potevano essere
tà regionale; critica che coinvolge anche Tokyo. inviate all’estero e le
In effetti, il Giappone ha curato in modo particolare le spese militari non pote-
relazioni con i Paesi della regione, soprattutto con i die- vano superare l’1% del
ci dell’Asean, l’alleanza del Sudest asiatico, che Abe ha Pil. Nonostante questi
visitato tutti nel primo anno del suo secondo mandato. limiti, fino ai primi
Si tratta di nazioni che hanno rapporti economici forti Duemila, le forze arma-
con la Cina, ma allo stesso tempo sono timorose di esse- te giapponesi sono state
re fagocitate dalla politica assertiva, e su alcune questio- le più avanzate e le me-
ni territoriali aggressiva, di Pechino. È il caso del Viet- glio armate dell’Asia
nam, dell’Indonesia, di Singapore, delle Filippine. De- orientale.
vono camminare su un sentiero strettissimo, non schie- L’ascesa cinese ha
rarsi né con Washington né con Pechino. però rivoluzionato gli
Chose is to lose, «Scegliere è perdere», ha riassunto equilibri regionali. Nel
l’ambasciatore malaysiano in Cina, Raja Nushirwan Zai- 2000, Cina e Giappone
nal Abidin. Si tratta di Paesi che vedono sé stessi come avevano un budget mi-
un polo autonomo nell’ordine mondiale in subbuglio, litare simile di circa 43
certamente non pedine delle due maggiori superpoten- miliardi di dollari. Nel
ze. E in questo trovano l’appoggio di Tokyo, la quale ha 2020 il Giappone ha
una relazione forte con gli Stati Uniti, ma è cosciente speso 52 miliardi di
dell’emergere dell’Asia non cinese come attore econo- dollari per la difesa, la
mico e politico e addirittura in alcuni casi come model- Cina 190. Negli ultimi
lo di governance dopo le buone gestioni della pande- due decenni, anche in
mia. Una Casa Bianca abitata da Joe Biden svilupperà le risposta all’ascesa cine-
relazioni con il Giappone, certo, ma anche con le demo- se, il Giappone ha pro-
crazie (qualche volta zoppicanti) dell’altra Asia. mosso una politica di
difesa più attiva, abo-
lendo molte norme paci-
fiste del dopoguerra.
In parallelo allo sviluppo di una strategia di maggiore Oggi le forze di autodi-
proiezione internazionale dal punto di vista diplomati- fesa (in totale 248 mila
co, in alcuni casi con venature militari nonostante le co- effettivi) possono essere
strizioni dell’articolo 9 della sua Costituzione pacifista, inviate all’estero, eser-
Tokyo ha incrementato la politica di aiuti allo sviluppo citare funzioni di deter-
(15,5 miliardi di dollari nel 2019) e ha intensificato le renza nei confronti di
collaborazioni regionali sulle infrastrutture in competi- potenziali avversari e di
zione con la Belt and Road Initiative cinese. Soprattut- «autodifesa collettiva»,
to, ha tenuto ferma e anzi promosso la TransPacific ovvero proteggere le
Partnership (Tpp) anche dopo che Trump l’ha abban- forze armate americane
donata. Si tratta di un accordo commerciale tra 11 Paesi schierate in Asia.
del bacino del Pacifico nelle trattative per il quale Abe Il Giappone, inoltre,
ha svolto un ruolo di leadership essenziale che ha creato si è dotato di armamen-
prestigio per il Giappone nella regione e oltre. In più la ti tecnologicamente
strategia delle tre frecce per fare uscire il Paese da anni sofisticati quali la por-
di stagnazione, voluta dall’ex premier in collaborazione taerei Izumo, i caccia
con la Banca centrale, è diventata un caso di scuola a li- F-35 e sistemi antimis-
vello internazionale, studiata sia negli Stati Uniti sia in sili Aegis e Pac-3. L’alle-
Europa. anza con gli Stati Uniti
Il nuovo primo ministro Suga eredita dunque un Pae- è stata consolidata,
se in movimento, ma anche le vecchie sfide del passato. rafforzando la capacità
Il rapporto ambiguo con la Cina di Xi e le possibili di- di effettuare operazioni
spute sulle isole del Mare Cinese orientale; la storica, congiunte e la condivi-
cattiva relazione con la Corea del Sud; le minacce della sione di informazioni.
Corea del Nord; le possibili crisi attorno alla vicina Le forze di autodifesa
Taiwan; e, in prospettiva, i probabili conflitti nel Mare oggi collaborano anche
Cinese meridionale, dove Tokyo non partecipa alle ope- con Paesi partner quali
razioni di Freedom of Navigation condotte dagli Stati l’Australia e l’India e
Uniti, ma ha un interesse rilevante data la grande im- svolgono attività di
portanza del bacino sia per la Cina che per i Paesi del- addestramento e capa-
l’Asean. city building con i Paesi
Japan is back, dichiarò Shinzo Abe qualche anno fa. dell’Asean (l’associa-
Non si riferiva solo all’economia — dove il Paese ha an- zione del Sud-Est asia-
cora problemi strutturali seri, a cominciare dalla demo- tico), con l’obiettivo di
grafia —, ma alla diplomazia e alla geopolitica. Quello rallentare l’espansioni-
di oggi è un Giappone che si è accorto che il mondo è di smo cinese nel Mare
nuovo in un’era di competizione tra potenze. E si ade- Cinese meridionale.
gua. Forse racconta qualcosa anche all’Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA
4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Il dibattito delle idee


Il 25 novembre
Yukio Mishima
1970 lo scrittore
salutò moglie e
figli, uscì di casa e
mise in atto una
specie di piccolo
colpo di Stato, te-
nendo un discor-
so dal ministero
della Difesa e in-
fine compiendo
un suicidio ritua-
le. Fu il culmine di
una vita segnata
dal culto dell’Im-
peratore, non tan-
to (non solo) in
senso politico, ma
come necessità di
un ideale assoluto,

L’ultimo
un’autenticità e
una disposizione
all’amore che,
paradossalmente,
riconosceva negli
studenti di sini-

samurai
stra. Ma sono i
suoi libri a dirci la
sua grandezza. «Il
mare della fertili-
tà» è la «Recher-
di EMANUELE TREVI
che» nipponica

Viaggi virtuali Guide al Paese e alla capitale, manuali


S
ognato. Come una favola che alterna riti anti- Messina è una dichiarazione d’amore messa su carta.
chi e sfrenata modernità, fantasmi e robot. L’autrice (suo il romanzo Quel che affidiamo al vento,
di strategie psicologiche e spirituali ispirate alla Esotico. Più delle spiagge bianche che punteg-
giano l’oceano. Immaginato. Come se il suo
Piemme, caso editoriale del 2020 sulla cabina telefoni-
ca per comunicare con i propri cari scomparsi) aveva 23
cultura nipponica: cronaca di una fioritura autunnale mistero, il fatto di non capirlo mai fino in fon-
do, alimentasse in perpetuo la forza seducente emana-
anni quando si è trasferita nella metropoli, lì vive anco-
ra con la sua famiglia. E si percepisce in ogni riga del

A lezione
ta da questo Paese, luogo dall’anima preziosa quanto libro — impreziosito dalle poetiche illustrazioni di
imprendibile. In grado di dare a noi, chiusi in casa e Igort — il suo trasporto nel raccontare una tradizione,
spaventati, lezioni di pace interiore in questo tempo la bellezza di una stradina (il vicolo di Brahms, che «ha
sciagurato. Desiderato, studiato, vissuto: il Giappone forma a serpentina perché un tempo ospitava un corso
diventa meta per viaggiatori da divano, set di storie d’acqua»), una pietanza, una fermata del metrò, la gioia
d’amore (come una volta Parigi e New York), topos let- di vedere i figli giocare con i «porcellini di terra» come

di Giappone
terario, oggetto del desiderio. Protagonista dei titoli — tutti i piccoli giapponesi. Il suo è un viaggio sentimen-
e della classifica — d’autunno: romanzi, saggi, guide, tale delicato, intimo come certe storie del mangaka Jiro
graphic novel, manuali di self help. Diversissimi. Anche Taniguchi (1947-2017), lieve. Il tentativo di spiegare un
se tutti hanno in comune un elemento: quel senso di Paese — con una scrittura tersa ed evocativa insieme —
stupore che, dall’Ottocento di Lafcadio Hearn fino a senza imporre interpretazioni, visto che «nella capitale
oggi, rende chi scrive di Giappone prima di tutto un dell’Estremo Occidente nulla è definitivo».

(da fermi)
esploratore. Ironica ma non meno appassionata è la guida I love
Japan (Vallardi) firmata da La Pina con il marito Emilia-
no Pepe. Anche in questo caso il fervore di chi scrive è
evidente, il desiderio di condividere rotte e segreti ac-
Tokyo, la più amata. La città che non smette di emo- quisiti in anni di perlustrazioni palpabile. Lo slancio è
zionare. Le ricorrenze, gli aceri che colorano i marcia- sincero, quasi fanciullesco, eppure il libro è serio, ben
piedi, le feste dei bambini, le stagioni che si susseguo- spiegato e illustrato, pronto ad accompagnare i lettori
no, bellissime e caduche. Memoir, guida autobiografi- anche solo con la fantasia tra onsen (le stazioni terma-
di ANNACHIARA SACCHI ca, saggio: Tokyo tutto l’anno (Einaudi) di Laura Imai li), templi, quartieri di Tokyo, isole inaspettate, specia-
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5

(
La rivista dei Gesuiti ora esce anche in giapponese
È nata l’edizione in lingua giapponese de «La Civiltà Japan. 100 Year Project. L’edizione giapponese vede a quella originaria in italiano; sarà poi ripristinata numero 0 include la presentazione del direttore,
Cattolica», storica testata dei Gesuiti. Il primo la luce in occasione dei 170 anni dalla fondazione l’edizione in spagnolo. «L’idea è nata durante la padre Antonio Spadaro, e — tra l’altro — un testo
fascicolo, edito sia su carta (a cadenza bimestrale) de «La Civiltà Cattolica», così come per l’edizione visita di Papa Francesco in Giappone lo scorso sulla figura di Justus Takayama Ukon, signore
sia in digitale (laciviltacattolica.jp), è stato cinese nata lo scorso 20 aprile, e si aggiunge alle anno», ha dichiarato Yasushi Shiina, direttore della feudale e samurai giapponese nel XVI secolo,
presentato a Tokyo durante la rassegna Vatican & edizioni coreana (del 2017), inglese e francese, oltre Fondazione Kadokawa, che pubblica la rivista. Il beatificato il 7 febbraio 2017 da Papa Francesco.

i i
era spinto nelle viscere e la visione del cielo l’ha reso celebre, le Confessioni di una ma-
perfettamente blu che appare, come l’illumi- schera, pubblicate nel 1948 a 23 anni. Un’età
nazione suprema, al protagonista del Mare che superficialmente si potrebbe considerare
della fertilità, sembrarono a molti la rivelazio- troppo precoce per scrivere uno dei racconti
ne di una verità ulteriore che, se apparteneva autobiografici più indelebili della sua epoca.
in eterno al singolo, non smetteva per questo Ma che cosa deve ancora accadere a un’identi-
di risuonare nel cuore dei suoi simili. tà sopravvissuta all’infanzia e all’adolescenza,
E dire che quella di Mishima, con il suo che ha finito per riconoscere e accettare la sua
esercito privato, gli esercizi di ginnastica e arti sessualità? La vita avrà ancora tante cose da in-
marziali e il culto dell’Imperatore era una sto- segnargli ma ha finito di modellarlo, ormai è
ria che si poteva facilmente liquidare con l’eti- quella la sua forma, che poi non è altro che
chetta di «fascismo», che per certi versi non vuoto, il vuoto sotto la maschera.
era nemmeno un’accusa troppo campata in Ma poi, se si vuole sperimentare una volta
aria. Preceduto dal discorso tenuto su un bal- per tutte la grandezza di Mishima, bisogna
cone del grigio edificio del ministero della Di- immergersi nel Mare della fertilità, l’opera
fesa, il rito inscenato da Mishima e dai suoi fe- terminale, composta tra il 1965 e il 1970. Si po-
deli affiliati alla Società degli Scudi è in effetti trebbe dire che i quattro volumi del Mare della
molto simile a un colpo di Stato. E non tutti ca- fertilità stanno alla letteratura giapponese co-
pirono che quando Mishima parlava di «Im- me Alla ricerca del tempo perduto sta alla let-
peratore» si riferiva a un principio metafisico teratura europea. Non perché Marcel Proust e
ben lontano dai nostri turpi Duci e Führer. Mishima condividano una certa idea del tem-
Lui, poco tempo prima, era andato volentieri a po o della memoria. Ma per entrambi la cosa
parlarne con quelli che avrebbero dovuto es- essenziale, la spina dorsale della vita umana,
sere i suoi più irriducibili nemici, gli studenti consiste nell’apprendistato, l’uomo è un ani-
di estrema sinistra dell’università di Tokyo. male che impara per tutta la sua esistenza
mentre il suo corpo e il suo cuore cambiano
inesorabilmente. Mishima decise di fare in-
vecchiare il suo protagonista, Shigekuni Hon-
A Mishima piacevano quei ragazzi rossi, sia DANILO BRESCHI da, fino a un’età che lui non avrebbe mai rag-
per il gusto dello scontro fisico sia per motivi Yukio Mishima. giunto. In qualche modo, inventò la parte del-
più profondi. Il Giappone sconsacrato e asser- Enigma in cinque atti la vita che decise di non vivere.
vito all’avidità capitalista di Mishima è un’im- LUNI EDITRICE
magine fin troppo eloquente e preveggente di Pagine 256, e 20
quello che ci saremmo abituati a definire il
mondo globalizzato e l’universale dittatura del ALEX PIETROGIACOMI Honda, quest’uomo di buona famiglia, giu-
profitto. A quegli studenti comunisti, ma ac- (a cura di) dice di professione, nella vita ha avuto un solo
cesi da un analogo idealismo, Mishima spiegò Mishima. filo d’Arianna: l’amore. Ha amato quattro per-
che in quel mondo così privato di radici e di Martire della bellezza sone, e ognuna ha marchiato in modo indele-
dignità anche l’amore era impossibile. Due ALCATRAZ bile un’epoca della sua vita. Solo l’amore lo ha
persone che si amano, infatti, formano la base Pagine 160, e 12, risvegliato e reso un essere vivente. Su questa
di un triangolo al cui vertice c’è l’Imperatore: edizione speciale e 17 vicenda del tutto realistica si innesta un’idea
che non è affatto un’autorità come le altre, ma di straordinaria efficacia poetica: quella della
un principio trascendente, l’emblema di una Lo scrittore reincarnazione. Dopo la morte di Kiyoaki, il
tradizione che se viene perduta e calpestata ri- Narratore, poeta, grande amico conosciuto ai tempi del colle-
durrà ogni individuo a un numero e infine a drammaturgo, regista e gio, Honda non farà che riconoscere, fino alla
uno scarto. attore, Yukio Mishima (vero soglia dell’estrema vecchiaia, le successive in-
In questi cinquant’anni, Mishima è rimasto nome: Kimitake Hiraoka, carnazioni di quell’identità: prima il giovane
una presenza ingombrante per il Giappone, Tokyo, 14 gennaio 1925- patriota Isao, che morirà con il seppuku come
come una specie di spettro non del tutto paci- Tokyo, 25 novembre 1970) Mishima; poi una principessa thailandese co-

P
ficato dal tempo, ma in tutte le librerie i suoi comincia a scrivere nosciuta quando Honda ha già 60 anni; infine
er chi è stato giovane nell’ultimo romanzi e i suoi testi teatrali sono disponibili giovanissimo; nel 1949 si Toru, un giovane che l’ormai vecchio Honda
quarto del Novecento, Yukio Mishi- in edizione economica. Non sono però sicuro afferma con Confessioni di decide di adottare, sempre inseguendo, fino
ma era un vero idolo, più simile a che il Mishima giapponese sia perfettamente una maschera, nel quale all’illuminazione suprema, quella scintilla mi-
una rockstar che a uno scrittore nel coincidente con quello occidentale. Di sicuro affiorano i temi legati alla steriosa e irresistibile che si propaga di corpo
senso corrente. Come Sylvia Plath, o c’è che qui da noi l’eredità dell’autore delle sua omosessualità, che in corpo lungo il corso del tempo.
Pier Paolo Pasolini, o Iosif Brodskij, era un’in- Confessioni di una maschera è stata riplasma- tuttavia non gli impedirà di Facendo propria l’idea buddhista della per-
carnazione inimitabile di una pienezza del- ta da due opere potenti, un libro e un film. sposarsi nel 1958 e di manenza del principio cosciente oltre i confi-
l’esperienza che in altri tempi era la prerogati- Il libro è Mishima o La visione del vuoto di mettere al mondo due figli. ni della morte individuale, e adattandolo con
va dei santi e dei guerrieri. Nei suoi 45 anni di Marguerite Yourcenar, pubblicato nel 1980; di Si immerge nella pratica tanta capacità suggestiva al suo affresco narra-
vita culminati nel suicidio rituale, il 25 no- 5 anni successivo è il film di Paul Schrader, delle arti marziali, si fa tivo, Mishima fu capace di portare a termine
vembre 1970, Mishima era riuscito a vivere fi- Mishima. Una vita in quattro capitoli. Due interprete di un patriottismo una delle ultime grandi immagini del destino
no in fondo la sua opera, e con il celebre sep- opere d’arte, ma sono credibili per il continuo estetizzante e spirituale, umano prodotte dalla letteratura moderna. E
puku da vero samurai ne aveva fatto una spe- slittare che fanno dal piano dell’esperienza crea una propria milizia il fatto che abbia perfezionato il manoscritto
cie di altare del sacrificio. vissuta a quello della finzione romanzesca. Ma paramilitare (Tate No Kai). In dell’ultima parte fino al momento di alzarsi e
Si dice che lo scrittore avesse lavorato al suo non nel senso meccanico di un rispecchiarsi Italia le opere di Mishima andare incontro al suo destino, la mattina del
ultimo romanzo tutta la notte precedente al- dell’una nell’altra, perché quello che conta in sono pubblicate soprattutto 25 novembre 1970, può anche essere giudicato
l’impresa suicida, chiudendolo in una busta Mishima è l’energia di un narcisismo capace (ma non solo) da Feltrinelli, come la suprema mistificazione di un artista
per l’editore al momento di lasciare per l’ulti- di scovare qualcosa di sé in ogni aspetto o sfu- Bompiani e SE; Mondadori geniale e decadente.
ma volta la casa di Tokyo dove viveva con la matura del mondo che inventa. ha dedicato due Meridiani ai Ma poco importano i giudizi affrettati, oggi
moglie e i due figli. La continuità, la reciproca Non ho mai letto un libro di Mishima che Romanzi e racconti (a cura di come allora: Mishima ha intrecciato fino al-
implicazione della vita e dell’opera scritta ap- almeno per qualche aspetto non valesse la pe- Maria Teresa Orsi, 2004- l’ultimo i fili della verità e della bellezza, e se la
pare perfetta: l’una e l’altra, d’altra parte, sotto- na di conoscere; ma sono d’accordo con Mar- 2006). Nel settembre scorso sua memoria è ancora così viva, vuol dire che
messe a un principio superiore, quel Vuoto guerite Yourcenar, quando osserva che i capo- è uscito La difesa della la sua esperienza, considerata nella sua inte-
buddhista che governa la perfezione dei movi- lavori vanno distinti e valorizzati all’interno di cultura (a cura di Silvio Vita, grità, corrisponde a esigenze e interrogativi
menti della penna e della spada. Il dolore lan- una produzione vasta e fin troppo regolare. La Romano Vulpitta, umani davvero irrinunciabili. I libri
cinante della lama di acciaio che Mishima si porta d’accesso a Mishima rimane il testo che Idrovolante, pp. 186, e 20) © RIPRODUZIONE RISERVATA Tokyo tutto l’anno. Viaggio
sentimentale nella grande
metropoli di Laura Imai
Messina è illustrato da Igort
(Einaudi, pp. 278, e 19). La
lità gastronomiche, montagne. Venti luoghi dove alla 32 manga autografati, parte per Tokyo con gli amici digma di calma e sapienza per noi occidentali inquieta- Pina (Orsola Branzi) firma
bellezza si uniscono gentilezza, efficienza e rispetto per Beatrice e Polletti per cercare gli albi di Robostrak e ti dalla pandemia, dalla vertiginosa corsa tecnologica, con Emiliano Pepe I love
il viaggiatore. Verrebbe voglia di partire. farseli dedicare dall’autore. Le tavole sono esilaranti. dalla solitudine. Affrontano questi temi (con un dialo- Japan (Vallardi, pp. 446, e
Lo fa Fiona, protagonista di Un tè con biscotti a To- go profondo e rivelatore) il neuroscienziato Ken Mogi e 18,90). Della serie
kyo dell’inglese Julie Caplin (Newton Compton), la clas- lo scrittore Thomas Leoncini nel saggio Ikigai in love «Romantic Escape» è Un tè
sica storia d’amore dove a far innamorare è, più che (Solferino), che parte dal termine ikigai, «qualcosa per con biscotti a Tokyo di Julie
altro, la cornice in cui le vicende si svolgono. E allora Saggi letterari, guide, fughe romantiche, avventure cui vivere», e lo applicano all’amore (quello sentimen- Caplin (traduzione di Anna
via a capofitto sulla torre panoramica di Tokyo, nella semiserie: il Giappone si muove comodamente tra la tale, familiare, amicale...). Consegnando una lezione su De Vito, Newton Compton,
magia del Borderless TeamLab, il Museo di Arte digita- sua cultura millenaria e quella pop, guarda all’Occiden- questi tempi incerti: «La paura vive solo nel futuro, pp. 344, e 9,90). Ciao
le, tra pagode, l’immancabile hanami, la fioritura dei te ma si fa scudo con le sue tradizioni, flirta con l’intel- radicarci nel presente è l’antivirus per ogni preoccupa- mamma, vado in Giappone
ciliegi, le serate negli izakaya, i pub, l’immersione nella ligenza artificiale e si lascia sedurre dalla bellezza di un zione che investe le nostre vite». (Tunué, pp. 144, e 14,50) è
natura, shinrin-yoku, i bizzarri Robot restaurant. C’è petalo che cade. Forse in questo equilibrio non replica- Vie orientali al mondo che cambia: altra caratteristi- il fumetto sceneggiato da
anche la corsa a perdifiato all’aeroporto di Haneda. bile si nasconde il segreto del suo fascino, lontano e ca del Giappone è la capacità di presentarsi come culla Luca Raffaelli e disegnato da
Romantico e da cartolina: non stupirebbe un film con imprendibile, misterioso e semplice, iperglobalizzato dei rimedi per vivere bene, di stili di vita che migliora- Enrico Pierpaoli. Ken Mogi
produzione anglo-nipponica. ma impermeabile a certe (molte) trasformazioni, para- no le nostre giornate, di stratagemmi efficaci contro le (tradotto da Lucia Fochi) e
Poi ci sono anime e manga. E i libri che «iniziano cattive abitudini. Ed ecco che la maestra per antonoma- Thomas Leoncini sono
dalla fine», le auto che «vanno contromano», il «bagno
che si fa dopo essersi lavati». Azione, ritmo e la meravi-
glia degli adolescenti di fronte a un mondo nuovo
SSS sia è tornata: dopo averci insegnato il magico potere del
riordino, ora Marie Kondo ci invita a Lavorare con gioia
(Vallardi), manuale per affrontare con rinnovato slancio
autori di Ikigai in love, edito
da Solferino (pp. 156, e 15)
mentre Marie Kondo, con
riempiono le pagine di Ciao mamma, vado in Giappo- Rimedi per vivere bene l’attività professionale riorganizzandone spazi, desktop Scott Sonenshein, presenta
ne (Tunué), libro a fumetti scritto da Luca Raffaelli e È tornata anche la maestra compreso, e tempi. In fondo è sempre questione di Lavorare con gioia tradotto da
disegnato da Enrico Pierpaoli. Ed è un susseguirsi di riordinare, a partire dalle idee. Se infine si vuole «esa- Barbara Ronca (Vallardi,
avventure e trovate (alcune meno riuscite di altre, come per antonomasia: dopo avere gerare», è uscito da Newton Compton L’arte giappone- pp. 268, e 14,90). L’arte
i giapponesi che usano la elle invece della erre) in cui il insegnato il magico «potere se di vivere felice di Scott Haas. Una guida pratica al- giapponese di vivere felice di
protagonista, Enrichetto Cosimo, costretto dal bullo l’ukeireru, il principio dell’accettazione per eliminare lo Scott Haas è tradotto da
della scuola Frangipane a dire che lui sa chi è Shimitsu
del riordino», ora Marie Kondo stress. Pratica nota, a onor del vero, anche agli stoici. Paola Vitale (Newton
Furukawa, creatore di Robostrak, e che a casa ha tutti i ci invita a «Lavorare con gioia» © RIPRODUZIONE RISERVATA Compton, pp. 250, e 10)
6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Orizzonti
Vinicius de Souza è il #twitterguest
Vinicius de Souza (Rio de Janeiro, 1986) è
disegnatore e fumettista. Come autore e
illustratore di comics dal 2009 ha disegnato
per le testate «Digude», «Heros», «Pelon»,
.

«Mundo Inverso» e attualmente sta


lavorando alla serie Ghost em Hong Kong. Nel
Filosofie, religioni, costumi, società corso della sua carriera ha ricevuto diversi
riconoscimenti internazionali. Da oggi su
Twitter i suoi consigli per i follower
dell’account @La_Lettura.

La diffusione del
Covid — le pro-
gressive chiusure
i
degli spazi pubbli-
ci, la paura del
contagio — ha
determinato
anche un muta-
mento dei com-
portamenti ses-
suali, compresa la
sessualità a paga-
mento. Ora alcuni
libri, senza spin-
gersi ad affronta-
re l’attualità,

Il prezzo
esplorano l’amore
venale dal Medio-
evo a oggi, il trion-
fo del corpo nel
Rinascimento, le
tensioni su matri-

del piacere
MARZIO BARBAGLI

monio, famiglia e Comprare piacere.


Sessualità e amore venale
dal Medioevo a oggi
procreazione nella IL MULINO
Pagine 634, e 36
Chiesa soprattut- EDOARDO

to tra gli Anni 60 LOMBARDI VALLAURI


Ancora bigotti.
Gli italiani
e 70, quando la e la morale sessuale
EINAUDI

diffusione degli Pagine 148, e 12

di CHIARA LALLI
anticoncezionali e
ANNA PATTUZZI

P
Il piacere e la colpa.
Cattolici e sesso in Italia er alcune, la prostituzione è un Barbagli parte dal Medioevo e passa at- Non è forse necessario conoscere tutta
i movimenti fem- 1930-1980
MIMESIS
lavoro come un altro, una tran-
sazione commerciale in cui si
traverso i cambiamenti politici, sanitari,
urbanistici. Il mercato del sesso non è
la storia del sesso a pagamento per deci-
dere qual è il modo giusto di normarlo e

ministi travolsero Pagine 183, e 16


In libreria dal 26 novembre
vendono servizi e si usa il cor-
po. Non è di per sé sfruttamen-
to e può essere una libera scelta. Per altre,
slegato dal contesto storico. Si contrae e
cambia forma, si nasconde o viene tolle-
rato. La libertà sessuale ha ammorbidito
giudicarlo, ma Comprare piacere è una
storia affascinante perché racconta co-
stumi, leggi, valori, comportamenti e
la morale cattoli- LUCA SCARLINI
Rinascimento Babilonia.
la prostituzione è necessariamente e in-
trinsecamente abuso e schiavitù sessua-
il controllo e la regolamentazione della
sessualità. È stato ed è tuttora un proces-
malattie. Quelle a trasmissione sessuale,
soprattutto, ma non solo. Basta pensare
ca. Sono libri che Una storia erotica
dell’arte italiana
le. Sono due valutazioni inconciliabili. La
prima è caratteristica del femminismo li-
so non lineare e diverso nei vari Paesi,
lento e con alcune interruzioni. Molti si
all’epidemia di Covid-19, che crea rischi,
diffonde paure e modifica il mercato: il

seguono l’evolu- MARSILIO


Pagine 203, e 17
berale, la seconda di quello radicale. Non
solo, ovviamente. Tutti abbiamo un’opi-
nione in materia. Molti considerano la
aspettavano che con più libertà sessuale
sarebbe aumentata anche la richiesta di
sesso venale. Anche in questo caso il pro-
Comitato per i diritti civili delle prostitu-
te e l’associazione «Certi diritti» hanno
chiesto più volte tutele per i lavoratori del
zione dei costumi Le immagini
prostituzione «il mestiere più antico del
mondo» (sbagliano), si concentrano solo
cesso è poco lineare: se all’inizio così è
stato, nel corso del secolo scorso la do-
sesso, invisibili agli aiuti istituzionali.
In Europa sono stati sperimentati
sessuali (non so- Sopra: Dirck van Baburen
(1595 circa-1624),
sull’offerta e sul mercato femminile e
tendono a vedere la compravendita del
manda è inesorabilmente diminuita. quattro modelli normativi per il sesso ve-
nale: il regolazionismo (da noi le «case

lo) degli italiani:


La Mezzana (1622, sesso come immutata nel tempo. chiuse»), l’abolizionismo, il sistema dei
olio su tela, particolare), Di questo e molto altro scrive Marzio sex worker e quello che punisce il cliente.
Boston, Museum of Fine Barbagli nel libro Comprare piacere (il Dopo un declino durante la Seconda Quale di questi è riuscito a scoraggiare e a
comportamenti, arts; nella pagina accanto,
da sinistra: Walter Crane
Mulino). Tutto comincia da un risultato
poco convincente di una ricerca sulla ses-
guerra mondiale e una ripresa negli anni
Cinquanta, la diminuzione è stata co-
ridurre la compravendita di sesso? E qua-
le è più adatto a uno Stato di diritto?

leggi, moralità, (1845-1915),


The Renaissance
sualità: il 15 per cento degli uomini italia-
ni tra i 18 e i 70 anni ammetteva di aver
stante. L’Italia ha seguito l’andamento di
altri Paesi occidentali con un po’ di ritar-
Negli ultimi anni, i modelli normativi
sono stati essenzialmente gli ultimi due.

religione. Ma an-
of Venus (1877, pagato per fare sesso. Perché così pochi? do. Nel 1965, il 71 per cento degli italiani Un lavoro con diritti e doveri, con la pos-
olio su tela, particolare), Non avendo motivo di sospettare che le tra i 20 e i 50 anni aveva pagato, almeno sibilità di stipulare contratti e di decidere
Londra, Tate; risposte fossero insincere, la causa dove- una volta, per avere rapporti sessuali. Tra modalità e circostanze, proprio come
che, naturalmen- Properzia de’ Rossi
(1490 circa-1530),
va essere cercata altrove. Insieme alle ri-
sposte a molte altre domande. Che anda-
questi: Salvatore Quasimodo, Dino Risi,
Federico Fellini, Aldo Fabrizi, Alberto
una libera professione, secondo l’ispira-
zione del femminismo liberale. Un male

te, la sanità, e per- Giuseppe e la moglie


di Putifarre (1526 circa,
formella in marmo,
mento ha avuto il mercato del sesso in
Italia e nei Paesi occidentali? La domanda
è in calo anche altrove e perché? Che ef-
Sordi. Era consuetudine, era quello che
facevano tutti, era spesso un rito di pas-
saggio. La percentuale scenderà nel de-
da estirpare passando per lo scoraggia-
mento della domanda maschile (che è
solo una parte della domanda però) in
sino l’urbanistica particolare), Bologna,
Museo di San Petronio
fetti hanno avuto le politiche e i modelli
normativi sul mercato del sesso?
cennio successivo e il calo continuerà fi-
no a quel sorprendente 15 per cento.
una logica più affine a quello radicale. Un
esempio del primo modello è la Germa-
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 7

Italia La ricerca di un’alternativa


Itinerari Il viaggio di Luca Scarlini: a etica privata e sacralizzazione

Sesso&fede
cortigiani, ermafroditi, bad boy...

Icattolici
senzaterzavia
di MARCO VENTURA

«T
acere non possiamo. Parlare è un bel
problema». Il dilemma di Paolo VI,
intervistato da Alberto Cavallari, è
sulle pagine del «Corriere della Se-

Arte & Eros


ra» il 3 ottobre 1965. Il Concilio Vati-
cano II si sta avviando al termine. Papa Montini ha im-
posto alla maggioranza il ridimensionamento delle
aperture attese sull’amore coniugale, sulla paternità

Rinascimento
responsabile e sull’autonomia dei coniugi. Paolo VI
non vuole strappi con la minoranza conservatrice. Pa-
rallelamente al Concilio, è intanto al lavoro la Commis-
sione sulla natalità voluta da Giovanni XXIII per rispon-

proibito
dere a un mondo cattolico scosso dall’avvento degli
anticoncezionali ormonali. Paolo VI confida l’affanno a
Cavallari: «Oh, si studia tanto, sa. Ma poi tocca decide-
re. E nel decidere siamo soli».
La parola sul sesso agita l’Italia del boom economi-
di STEFANO BUCCI co. Non si sa cosa dire, non si sa come dire, si scontra-

N
no l’abitudine al silenzio e l’urgenza di non tacere. Le
eopagani rigorosi, ermafroditi nia: ci sono bordelli in cui i sex worker a termini usati anche come insulti privi di autorità intellettuali e istituzionali si sentono sole. In
concupiscenti, cortigiane erudite, bad boy volte abitano e offrono anche altri servizi. riferimenti sessuali e la colpa sessuale quello stesso 1965 è uscito Comizi d’amore, il docu-
en travesti. Nessuna versione dell’Eros Il Pascha di Colonia è sempre aperto, 12 può essere usata per offendere gli uomini mentario-inchiesta di Pier Paolo Pasolini sulla sessua-
manca in questo Rinascimento Babilonia piani, 126 camere, ristorante e parruc- indirettamente: figlio di puttana. Oppure lità degli italiani. Per le strade, le piazze, le spiagge
di Luca Scarlini (Marsilio), titolo cha può chiere. Del secondo modello un esempio facendo riferimento all’omosessualità: d’Italia lo scrittore e regista intervista studenti e casa-
far venire in mente a seconda dei gusti Freddy è la Svezia: nei primi vent’anni di norma- brutto frocio. «Brutto seduttore funziona linghe, prostitute e calciatori, bambini e intellettuali,
Mercury oppure Michael Jackson. Versione più colta tiva punitiva circa 7.500 uomini sono sta- poco», scrive Lombardo Vallauri. operai e contadini. Come Paolo VI, Pasolini esterna la
e più «alta» di quell’Hollywood Babylone di Kenneth ti denunciati. Non solo non c’è l’equivalente maschi- pena sua e degli interlocutori: «Non c’è niente di più
Anger, uscito in Francia nel 1959, che aveva Qual è il modello migliore? Hanno rag- le per puttana, ma per il sesso a paga- faticoso, infatti, che parlare di sesso».
raccontato con cattiveria l’infame storia dei vizi giunto i risultati voluti? «Naturalmente, i mento ci sono tantissimi eufemismi: cor- La storica Anna Patuzzi ha dedicato a quel travaglio il
pubblici e delle pubbliche virtù delle super, medie, sostenitori delle due impostazioni hanno tigiana, passeggiatrice, intrattenitrice... volume che Mimesis si appresta a mandare il libreria
piccole, piccolissime star della Mecca del Cinema. risposto affermativamente, redigendo La storia della morale sessuale è lunga e con il titolo Il piacere e la colpa. Cattolici e sesso in
Saggista, performer, drammaturgo (Andy Warhol bilanci ottimistici», scrive Barbagli. La ri- ha spiegazioni evolutive: se investi tempo Italia 1930-1980. L’incertezza di Paolo VI davanti al-
superstar. Schermi e specchi di un artista-opera, sposta dei ricercatori è meno rassicuran- e soldi, devi essere certo che il figlio sia l’orientamento possibilista della Commissione e poi la
2014; L’uccello del paradiso. Mario Mieli e la lingua te e più complessa. In Germania si ri- tuo. La monogamia e i limiti morali al decisione nell’enciclica Humanæ vitæ del 1968 di con-
perduta del desiderio, 2020) sempre sospeso tra scontrano la difficoltà di rendere la ven- sesso intendono limitare questo rischio. dannare la contraccezione non naturale, sono poste al
arte, musica, teatro, moda Scarlini (Firenze, 1966) dita del sesso un lavoro come gli altri Con lo sviluppo e la specializzazione del- centro di una storia cui l’autrice dà un tempo e un sen-
con questo Rinascimento Babilonia ha scritto un (stigma, pochi contratti regolari) e l’au- le attività produttive, alcuni individui si so. Il tempo inizia nel 1930 con l’enciclica Casta connu-
piccolo Decameron in 36 capitoli (più un prologo e un mento della domanda; in Svezia non è sono specializzati nella gestione dell’or- bii di Pio XI, primo intervento pontificio in difesa di
epilogo). Un viaggio in 36 tappe nell’universo erotico detto che lo spostamento del sesso a pa- dine sociale. Peccato, colpa, castità. Mol- una sessualità matrimoniale minacciata da quanti
(e nelle corti) dell’arte italiana, quella grande: gamento su internet sia dovuto alla legi- te proibizioni, magari utili in passato e «nell’usarne la rendono studiosamente incapace» di
Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Verrocchio, Leonardo. slazione punitiva, mentre si registra un rinforzate dalla religione, perdurano sot- procreazione, e termina nel 1980 alla vigilia del referen-
Di loro, come degli altri pittori, scultori, letterati, peggioramento nella condizione di vita to la nostra pelle. Quanto ancora ci con- dum sull’aborto e all’alba del magistero di Giovanni
poeti, musicisti, papi, principi, mecenati protagonisti delle prostitute. diziona la vecchia morale riguardo alla Paolo II sulla sacralità della vita.
di queste sue «novelle» (Marsilio Ficino, Sigismondo fedeltà o al numero «giusto» dei partner?
Malatesta, Pietro Aretino, Torquato Tasso, Enea Silvio La risposta sta in un’altra domanda:
Piccolomini) Scarlini ha così celebrato, con aneddoti che male c’è a fare sesso con due indivi-
piccanti e citazioni anche bizzarre, la visione raffinata Quello che pensiamo della prostituzio- dui? Se capaci e consenzienti, non c’è al- Il senso proposto da Patuzzi sta in un sesso che
dell’ars amatoria, alla quale (tra Cinque e Seicento) si ne ha molto a che fare con le nostre idee cun danno che possa giustificare la rea- «esce dal confessionale» e in un cattolicesimo plurale,
legavano spesso sfrontatezza, provocazione, sesso sul sesso, riguardo al quale siamo Ancora zione della maggior parte delle persone. mobilitato intorno all’insegnamento dei papi e al dina-
off-limits. Un esasperato erotismo che per Scarlini bigotti: si intitola così il libro di Edoardo E se non ci sono danni, ciò che rimane è mismo di comunità, associazioni, movimenti e riviste.
rappresentava però anche il modo migliore per Lombardi Vallauri edito da Einaudi. Ma- una morale di cui ci illudiamo di esserci Nelle varie fasi descritte, dagli anni Cinquanta fino ai
oltrepassare l’orrore estremo del tempo, per gari a parole siamo libertini e liberali. Ma liberati. E i cui effetti non cambiano mol- contrasti post-conciliari degli anni Settanta, l’autrice
dichiarare (nonostante le maledizioni di Savonarola) poi condanniamo chi è troppo libero ses- to se la visione tradizionale (il sesso sen- vede un cattolicesimo italiano alla rincorsa dei «posi-
che all’arte e alla poesia tutto era permesso. sualmente o chi fa molto sesso, siamo in- za sacramento e senza riproduzione è zionamenti del magistero» ma anche « dei fermenti
Si poteva dunque essere «grandi» e allo stesso timamente convinti che non stia bene. È male) viene sostituita da quella senti- provenienti dall’Europa e da oltreoceano». In una so-
modo innamorarsi di un ermafrodita come Antonio un perbenismo sotterraneo, ma non me- mentale: «La libertà sessuale è male per- cietà in profonda transizione, il libro racconta allora
Beccadelli detto il Panormita, coltivare una spiccata no feroce e dannoso. È quel perbenismo ché è il sentimento a legittimare il sesso, «l’irruzione quasi forzata del sesso nelle preoccupazio-
predilezione per i fantini come il Sodoma, spasimare in cui «sopravvive solo la forma più vi- e il sesso senza sentimento è colpevole». ni religiose, politiche, antropologiche dei cattolici ita-
(aulicamente) per Simonetta Vespucci come Piero di gliacca, che è il servirsi della morale per Quanto spregio c’è nell’espressione «è liani». Per Patuzzi, via via che si fecero i conti con i
Cosimo, farsi affascinare (brutalmente) dal Nano gettare discredito sugli altri». Alcuni usa- solo sesso»? Quanta imprecisione? Un rapporti prematrimoniali, l’educazione sessuale,
Morgante come Bronzino. Bastava, insomma, che no questa arma anche se non credono test veloce e rivelatore potrebbe consiste- l’omosessualità, la lotta all’aborto clandestino, sfumò
fosse Eros, al di là delle divisioni di genere e gusti. più nella vecchia morale colpevolizzante, re nel chiedersi che ne pensiamo della un’alternativa alle due «grandi bolle» della «privatizza-
Intuizione, questa, assai contemporanea che ma approfittano del fatto che sia ancora masturbazione. Il ritratto del moralista zione della condotta sessuale» e di una sessualità sa-
consentirà tra l’altro, alla Primavera di Botticelli, possibile danneggiare qualcuno sulla ba- che fa Lombardi Vallauri si adatta anche cralizzata dall’autorità ecclesiastica «per contraddistin-
manifesto ante litteram dell’identità queer, di essere se del suo comportamento sessuale. ad altri contesti. La colpevolizzazione del guere la propria dottrina e per cementare il consenso
reinterpretata dall’inglese Walter Crane, alla fine L’uso del sesso per screditare è più fre- sesso prende molte forme, alcune tragi- interno».
dell’Ottocento, con un muscoloso pastore abruzzese quente verso le donne e nel linguaggio se camente divertenti: i genitori ipocriti, la Nell’interpretazione dell’autrice, la costruzione di
a fare da modello per la pallida ninfa. ne trovano molte tracce («esiste in italia- doppia morale così somigliante a una una terza via cattolica finì soffocata tra la stretta identi-
Tra memorie di Pier Paolo Pasolini, Luca Ronconi e no l’equivalente maschile di puttana?»). schizofrenia, gli utenti moralizzatori di taria e l’elevazione del consumo sessuale a «caratteri-
della Betìa di Gianfranco de Bosio (sottitolo del film, Che cosa pensiamo quando ci dicono che Tinder, soprattutto donne, e le varie for- stica irrinunciabile della qualità della vita del consu-
1971, In amore per ogni gaudenzia ci vuole un uomo è un poco di buono? Un ladro, me di «io non volevo», anche queste so- matore», come scriveva sul «Corriere» Pasolini il 19
sofferenza) Scarlini riporta alla luce, accanto ai un truffatore, forse un maleducato. Ma se prattutto femminili, o la presuntuosa e gennaio 1975, a meno di un anno dalla morte. Tra i
licenziosi notturni di Dirck van Baburen, il fascino di diciamo che una donna è una poco di giudicante certezza che chi ha una rela- «comizi» di Pasolini e le encicliche di Montini, i catto-
personaggi «scomodi» come Properzia de’ Rossi: buono? Probabilmente tutti pensano a zione aperta non sia davvero felice o co- lici s’avviavano così, smarriti e divisi, verso il terzo mil-
donna assai peccaminosa, ma da tutti celebrata un comportamento legato al sesso. munque gli manchi qualcosa. lennio. Il giorno dopo l’uscita dell’intervista di Cavalla-
come eccelsa scultora, capace di auto- Mentre per gli uomini la colpa sessua- Insomma, siamo ancora molto primi- ri, Paolo VI è a New York. Presago di un cattolicesimo
rappresentarsi senza paura in una delle formelle del le non è la più grave, per le donne sembra tivi nella nostra morale sessuale, e da sempre più globale, e sempre meno occidentale, parla
Duomo di Bologna, nelle vesti discinte della moglie di essere ancora imperdonabile. È quasi questo «inganno sociale inculcato in tut- alle Nazioni Unite. Critica il controllo delle nascite:
Putifarre mentre cerca di fermare il «suo» Giuseppe. meno vergognoso essere un’assassina ti fin dalla più tenera età nasce un’infinità chiede ai governi «di far abbondare quanto basti il
© RIPRODUZIONE RISERVATA che una a cui piace fare troppo sesso. inutile di dolore e di fallimento». pane per la mensa dell’umanità».
Non solo. «Puttana» o «mignotta» sono © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA
8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

SERENA DANDINI
LA VASCA
DEL FÜHRER
Un avvincente romanzo sulle tracce di Lee Miller.
Una storia vera tra i fasti e le tragedie
del secolo scorso.

«È possibile per una donna


rimanere “un genio libero”
e “uno spirito dell’aria” senza
pagare nessuna conseguenza?»

EINAUDI
STILE LIBERO BIG
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

{
Chi bussa alla porta
La notizia della morte della figlia bussa alla Piva, Elliot, pp. 214, e 17,50), dell’americano
Mani in alto porta di Douglas Pike con la nipote dodicenne Benjamin Whitmer, è un capolavoro. Scrittura

Orizzonti Antropologia di Roberto Iasoni su cui ha messo gli occhi un poliziotto


corrotto. Segue esplosione di violenza. Un
gelido inverno per Pike (traduzione di Marco
che spolpa la vita di ogni illusione. Fatta di
poche e lievi parole, che una volta digerite
prendono sempre più peso e durezza.

Nuove idee Un ebreo prussiano, Franz Boas, imparò tra gli inuit a misurarsi minciava ad assumere la sfumatura di un
bianco innaturale. La sopravvivenza, in
con lo sguardo degli altri. In questo modo scoprì la relatività delle culture. quelle condizioni, dipendeva dall’usare
le guide inuit come «specchi». Senza lo
Arrivato nel 1886 in America, avviò un vasto filone di studi che mise in luce sguardo degli altri rimarremmo congela-
ti nelle nostre convinzioni.
l’inconsistenza empirica del concetto di razza: non esitò neanche a mandare Il progetto con cui Boas sbarcò negli

L’invenzione
allievi e allieve a misurare crani tra gli immigrati nelle strade di New York Stati Uniti nel 1886 era ormai chiaro nella
sua mente, anche se riuscirà a portarlo
avanti tra mille difficoltà e punti di arre-
sto: dimostrare la «relatività» delle cultu-
re umane. Il saggio di King, che ricostrui-
sce nei minimi dettagli i passi istituzio-
nali e il progressivo reclutamento di allie-
vi e allieve al Barnard College — da Ruth
Benedict a Margaret Mead, da Ralph Lin-
ton a Melville Herskovitz, da Ella Cara De-
loria, figlia di un capo dakota, una delle
prime antropologhe «native», a Zora
Hurston, prima antropologa afroameri-
cana — ha l’enorme merito di mostrare
una complessa traiettoria di pensiero nel
suo divenire ondivago.
di ADRIANO FAVOLE

F i
a un certo effetto leggere il sag-
gio che Charles King ha dedicato L’antirazzismo di Boas, che nel 1911
alle origini dell’antropologia confluisce nel primo importante libro di-
culturale statunitense, La risco- vulgativo dell’antropologia americana,
perta dell’umanità (Einaudi), L’uomo primitivo (Laterza, 1972), non ha
proprio nei giorni in cui Joe Biden e Ka- nulla di quello che oggi chiameremmo
mala Harris hanno trionfato su Donald un «posizionamento etico». Boas, che
Trump. Fa effetto pensare che, 130 anni spingeva tutti gli allievi a comunicare le
dopo l’arrivo in America di Franz Boas — proprie ricerche a un vasto pubblico, affi-
il principale protagonista della storia dò alla scienza e al suo metodo speri-
scientifica di un «gruppo di antropologi mentale il compito di mostrare (o smen-
ribelli» (come recita il sottotitolo del li- tire) l’esistenza di razze umane. E la
bro) raccontata magistralmente da King scienza sociale gli restituiva continua-
— la «grande» politica possa ancora vi- mente, come in un riverbero di luce, la
vere dello scontro tra «suprematisti bian- prova della inesistenza di gruppi umani
chi» e sostenitori di Black Lives Matter, qualificabili come «razze». Tra i kwakiu-
tra chi è sceso in piazza per gioire all’idea tl, un gruppo di nativi del Nordovest,
di una vicepresidente donna come la Boas scoprì l’esistenza di logiche econo-
Harris, madre indo-americana e padre CHARLES KING miche complesse e di un’arte quanto mai
giamaicano, e chi, in Italia per esempio, La riscoperta dell’umanità. raffinata. Le «individualità» dei singoli
ha ben pensato di sdoganare un vecchio Come un gruppo di kwakiutl gli apparivano incommensura-
termine razzista come «mulatta» per de- antropologi ribelli bili le une alle altre, segno che i «primiti-
finirla. Fa effetto non perché la storia del- reinventò le idee vi» non erano società collettive contrap-
lo scontro tra razzisti e antirazzisti, tra so- di razza, sesso e genere poste agli individualisti americani.
stenitori di società plurali e difensori del- nel XX secolo Quando il governo gli affidò un proget-
la purezza etnico-nazionale, tra i fautori Traduzione di Dario Ferrari to volto ad accertare se le nazionalità del
dello scambio e del dialogo internaziona- e Sarah Malfatti Sud Europa (italiani, greci, francesi del
le e i sovranisti si ripeta come in un eter- EINAUDI Sud), che a partire dalla fine del secolo
no ritorno, ma perché, nonostante i loro Pagine 469, e 34 avevano cominciato a migrare in massa
detrattori non manchino, idee come la verso gli Stati Uniti, fossero «razzialmen-
comune umanità di tutti gli esseri umani, L’autore te» inferiori rispetto ai tedeschi e agli al-
la modulazione sociale e culturale dei ge- Nato nel 1967, lo studioso tri nordici delle prime ondate, Boas con-
neri sessuali, l’influenza sociale (e delle americano Charles King, vinse i suoi allievi e allieve ad andarsene
condizioni economiche) sul crimine e esperto di storia del Vicino in giro per New York misurando crani. La
persino sulla malattia, sono divenute di Oriente, insegna Relazioni ricerca gli dimostrò, mezzo secolo prima
ampia e pervasiva diffusione. internazionali presso che la genetica lo provasse in altri termi-
la Georgetown University ni, il fatto che gli esseri umani sono, da
della capitale federale un punto di vista biologico, incredibil-
Washington. In Italia mente e individualmente variabili, ma
Se la nostra visione non è troppo otti- sono usciti diversi non danno vita a cluster di somiglianze
mista, occorre riconoscere a tal proposito suoi libri: Storia del Mar Nero definibili in termini di razze.
il debito enorme che hanno le scienze so- (traduzione di Annalisa «Papà Franz» non perse mai il gusto
ciali e, di rimando, tutta la società con- Merlino, Donzelli, 2005); del viaggio e dell’esotico e per questo
temporanea, verso quello che i suoi allie- Odessa (traduzione di «spedì» Benedict tra gli zuni, la Mead a
vi e allieve chiamavano «Papà Franz», ov- Cristina Spinoglio, Einaudi, Samoa, accolse Reo Fortune di ritorno da
vero Franz Boas. 2013); Il miraggio della Manus e Gregory Bateson dalla Papua
Ebreo prussiano di Minden, nato nel libertà (traduzione di Piero Nuova Guinea; convinse anche, però,
1858 in un’epoca di forte antisemitismo e Arlorio, Einaudi, 2014) e Herskovitz a occuparsi di meticciato e
di pulsioni nazionaliste, Boas si era for- Mezzanotte a Istanbul della condizione dei «negri» americani e
mato in Fisica e Filosofia: possedeva l’in- (traduzione di Luigi Giacone, Zora Hurston a raccogliere folklore afroa-
tera opera di Johann Gottfried Herder, il Einaudi, 2015) mericano nelle sue comunità di origine.
filosofo della Kultur intesa come «secon- Il pioniere Attorno a lui e a quella «ragazzina fra-
da genesi dell’uomo», era un ammiratore Franz Boas (1858-1942) è gile» e ribelle dai mille amori che era la
di Alexander von Humboldt e da Imma- stato uno dei padri Mead, attorno al Barnard College e nelle
nuel Kant aveva imparato a sottoporre co- dell’antropologia culturale. successive Università in cui insegnarono i
stantemente al dubbio le proprie convin- Tra le sue opere: L’uomo suoi allievi, prese forma una teoria rivo-
zioni. primitivo (traduzione di luzionaria ed empiricamente fondata se-
Nel 1883 partì alla volta dell’isola di Danila Cannella Visca, condo la quale gli esseri umani sono fab-
Baffin, attratto da un’avventura dal sapo- Laterza 1972); Antropologia bricati dalle culture in cui crescono e, a
re esotico tra quelli che allora erano defi- e vita moderna (a cura di fatica, conservano alcuni strumenti per
niti «esquimesi» e dal desiderio di met- Laura Fachin e Anna uscirne e prenderne distanza; si batté fi-
tere alla prova, vivendo con altri popoli, Romano, Ei Editori, 2002) no alla morte (avvenuta nel 1942) per di-
alcune idee forti ereditate dalla «sua» di scelte razionali inattese e repentine. nel 1883, era «il concetto della relatività L’immagine mostrare che il cammino dell’umanità
tradizione filosofica. Fu un’esperienza ri- Capaci di vivere dignitosamente in un di ogni cultura». Gli «altri» ci forniscono Bot in Love di Ben Edwards non è una freccia scagliata verso il futuro
velatrice, sconvolgente, inattesa. Quei ambiente quasi inospitale. una sorta di specchio con cui scrutare noi (1970), in mostra fino al 31 di cui noi, occidentali, rappresenterem-
popoli, gli inuit come oggi chiedono di Il modo migliore per sottoporre le idee stessi, i nostri valori impliciti, le nostre dicembre alla Galleria mo la punta più avanzata, ma un insieme
essere chiamati, che l’Occidente classifi- al vaglio della ragione, si convinse Boas, stranezze. Boas lo raccontava con un Mucciaccia Contemporary di traiettorie storiche che, spesso, rendo-
cava come primitivi, arretrati, «bambi- era andare ben oltre Kant. Occorreva fug- aneddoto: il solo modo per allontanare i di Roma per Aftermodernism no diverse anche società molto prossime.
ni», immersi fino al collo nell’impasto gire in altre Kultur. La lezione più impor- morsi del gelo prima che ti facesse cade- Chapter 2 Ben Edwards/Tom Idee che, a inizio secolo, apparivano

dell’umanità
della tradizione, si rivelarono al contrario tante che stava imparando tra gli Inuit, re il naso era che qualcuno ti tenesse Sanford, a cura di Cesare naturali in America e altrove, come la su-
versatili, in perenne movimento, capaci scrisse in una lettera a Marie Krackowizer d’occhio e ti dicesse quando la pelle co- Biasini Selvaggi periorità dei bianchi sui neri e delle don-
ne sugli uomini, della monogamia sulla
poligamia e dell’eterosessualità sull’omo-
sessualità, andavano considerate frutto
di una storia particolare e, come tali, po-
tevano essere messe in discussione. Boas
(re)inventò l’umanità e forse non sarebbe
male mettere stabilmente la sua «relati-
vità» accanto a quella più famosa di Al-
bert Einstein, forse le due più rilevanti
scoperte scientifiche del XX secolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Universi
Scienze, astronomia, matematica, nuovi linguaggi
.

D Per prima cosa ci fu la stampa:


agli ultimi bagliori del secolo
scorso, abbiamo vissuto la più

fu la «rivoluzione inavvertita»
grande rivoluzione tecnologi-
ca e antropologica che l’uma-
nità abbia mai conosciuto e
quasi non ce ne siamo accorti. O meglio,
sì, qualcosa abbiamo percepito perché lo che permise il passaggio dal
smartphone ci ha fatto sentire al centro
del mondo, perché siamo stati affascinati
dalle infinite possibilità offerte da inter-
Medioevo all’Età moderna. An-
net e dai suoi motori di ricerca, perché
sui social abbiamo potuto dire finalmen- che l’avvento della televisione
te la nostra, perché abbiamo letto dei
progressi raggiunti dalle biotecnologie
che modificano e allungano la vita, per-
è stato una «rivoluzione inav-
ché l’intelligenza artificiale è venuta in
soccorso alla nostra, che non sempre si è
vertita»: oggi sappiamo che il
dimostrata all’altezza. Ma ce ne siamo ac-
corti solo quando le cose hanno comin- ruolo dei media nella costru-
zione di uno spazio pubblico
ciato a girare storto (crisi dell’editoria,
uso perverso di internet, l’incubo di un
nuovo Grande Fratello...), intanto, però,
il mondo della comunicazione era cam-
biato per sempre, avendo raggiunto un nazionale è stato il contributo
punto di non ritorno.
A cose fatte, abbiamo scoperto che
erano avvenute delle metamorfosi, non
più rilevante dell’industria cul-
dei prevedibili upgrading, ma mutamen-
ti radicali che stavano cambiando i siste-
turale nel processo di moder-
mi istituzionali, economici e produttivi.
E con essi le forme simboliche di relazio- nizzazione. Ora assistiamo
al più grande mutamento
ne e le modalità di fruizione che avevano
investito non solamente la televisione,
ma più in generale l’ambiente mediale di
cui il broadcasting continua — pur in
modi differenti — a convivere e a essere tecnologico e antropologico
un perno essenziale.
che l’umanità abbia conosciuto

Rivoluzioni
Ci sono rivoluzioni che grondano san- ziale nel definire le lingue moderne.
gue e portano a un mutamento repentino Come è stato notato, nel Medioevo la
dell’ordine politico e sociale di un Paese lettura mentale e «interiore» individuale
(sono quelle di cui si occupano in preva- aveva sostituito negli ambienti monastici
lenza gli storici); ci sono rivoluzioni in la lettura compiuta pronunciando a bas-
campo scientifico (da Niccolò Copernico sa voce le parole scritte. Ben maggiore fu
alla fisica quantistica, tanto per fare degli la scala dell’affermazione di questo gene-
esempi) attraverso cui la comunità scien- re di lettura sulla lettura pubblica ad alta

silenziose
tifica abbandona vecchi paradigmi di ri- voce, via via che la diffusione dell’alfabe-
cerca per adottarne altri ritenuti più ido- tismo procedeva insieme alla moltiplica-
nei dei precedenti; ci sono rivoluzioni in- zione dei libri a stampa.
dustriali caratterizzate dall’uso di mac- Siccome i lettori di professione non
chine azionate da energia meccanica che erano molti, il libro manoscritto e il libro
hanno prodotto trasformazioni irreversi- stampato hanno convissuto per molto
bili del sistema produttivo tali da coinvol- tempo. Il passaggio dall’uno all’altro av-
gere in breve tempo l’intero sistema poli- venne all’insegna della continuità, non
tico e sociale. della rottura: fu, insomma, per la storia
Ci sono anche rivoluzioni inavvertite: delle comunicazioni, una «rivoluzione
non si presentano come tali, si insinuano inavvertita», data l’assoluta identità este-
nella quotidianità, all’apparenza sembra- riore dei due oggetti e la pluridecennale
no feste mascherate. Secondo un celebre di ALDO GRASSO stein uscito nel 1979 e tradotto in Italia passaggio epocale dal Medioevo all’Età convivenza dei due diversi modi di fab-
aforisma baconiano, tre invenzioni han- dal Mulino nel 1985. L’avvento della stam- moderna. bricazione. Fra le molte conseguenze del-
no cambiato la faccia del mondo: l’arte pa fu accolto da pochi «addetti ai lavori» L’invenzione della stampa è opera di la «cultura della stampa», la Eisenstein
della stampa, la polvere da sparo e la bus- come una specie di prodigio perché tra- Johannes Gutenberg che nel 1445 elaborò sceglie di dedicare la sua attenzione e la
sola. I colpi d’arma da fuoco si sono fatti sformava il libro da oggetto caro e raro, una tecnica per produrre in serie alfabeti maggior parte del suo libro al Rinasci-
sentire e la bussola ha permesso naviga- esistente nella sola forma del manoscrit- fondendo ogni singolo carattere metalli- mento, alla Riforma e alla Rivoluzione
zioni e scoperte di terre sconosciute. Ma to, in un prodotto che poteva facilmente co in una matrice posta in una forma. scientifica. Fu il libro stampato a far pas-
la stampa? essere moltiplicato in un numero cre- Ogni copia manoscritta era un «uni- sare dai pochi dotti del primo umanesi-
La rivoluzione inavvertita. La stampa scente di esemplari e a prezzi sempre più cum», mentre il libro stampato poteva mo a un vasto pubblico colto che poteva
come fattore di mutamento è il titolo di ridotti. Per questo, in seguito, la stampa essere riprodotto identico senza limiti; i disporre di edizioni corrette degli autori
un importante libro di Elisabeth L. Eisen- fu unanimemente considerata come un tipografi ebbero perciò un ruolo essen- greci e latini. Furono le edizioni a stampa
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

{
Gansky, l’artista virtuale
Il software Gansky, creato dallo sviluppatore
inglese Matt Round, è uno street artist
virtuale. Basato sui modelli dell’intelligenza
Sulla strada artificiale, Gansky ha ricevuto come input gli
elementi grafici di centinaia di opere per
di Davide Francioli elaborare un suo stile distintivo. Il suo primo
set di 256 lavori originali è disponibile sul sito
Vole.wtf: il prezzo di partenza (£1) aumenta
di una sterlina per ogni opera venduta e oltre
120 pezzi sono già stati acquistati.

SSS Tesi
Qui a fianco: lo scrittore
franco-libanese Amin
Maalouf (Beirut,
lo sociale, alimentando un’esperienza
tanto diffusa quanto condivisa dagli
spettatori, riassumibile nella semplice
25 febbraio 1949). Con Il espressione «guardare la tv». Per molto
naufragio delle civiltà (La tempo, dunque, «guardare la tv» è stato
nave di Teseo) nel 2020 ha come vivere un nuovo mondo, un’espe-
vinto i premi «Tiziano rienza di inestimabile valore.
Terzani» e «Malaparte» Anche l’avvento di internet è stato una
rivoluzione inavvertita; muoveva i suoi
ILLUSTRAZIONE primi passi come fosse un meraviglioso
DI ANGELO RUTA gadget. Il mondo della comunicazione
del nuovo millennio è ancora al centro di
un vertiginoso e profondo cambiamento:
il telefono, così come l’abbiamo cono-
sciuto e usato per tanti anni, non è più il
telefono; i giornali non sono solo più
giornali, stanno mutando pelle e conte-
nuti; la televisione non è più la televisio-
ne; persino il computer non è più il com-
TRE PERCORSI puter con cui abbiamo imparato a digita-
re.
PER LA CRISI Motore di questa evoluzione è stato il
fenomeno della convergenza. Tecnica-
DELLA GLOBALITÀ mente, la convergenza è l’unione di più
strumenti del comunicare, una fusione
resa possibile dalla tecnologia: il passag-
di FRANCO FARINELLI gio dall’analogico al digitale, un passag-

I
gio ancora una volta definito «epocale».
n Il naufragio delle civiltà (La Ciascun medium non è più destinato a
nave di Teseo, 2019) Amin Maa- svolgere un singolo tipo di prestazione,
louf riscopre il valore più antico ma è in grado di diffondere diversi conte-
del termine sindrome: processo nuti (fotografia, radio, conversazioni te-
in cui differenti piste (dromoi), lefoniche, tv, musica). Convergenza si-
che provengono da luoghi diversi, si gnifica anche che il futuro della comuni-
trovano a correre insieme (syn) in uno cazione è qualcosa che va ben oltre la co-
stesso senso. Almeno tre sono oggi i municazione e coinvolge categorie
visibili itinerari, gli evidenti agenti che antropologiche. Convergenza è la voce
segnalano, nel complesso, la direzione del molteplice, dell’indiscernibile e del-
che la globalizzazione va assumendo. l’ibridato. Grazie alla facilità di sposta-

i
La prima pista è tutta interna alla mento (prima del Covid-19), ai flussi mi-
della Bibbia che resero concretamente nel palcoscenico del piccolo schermo crisi dello Stato moderno centralizza- gratori, alla globalizzazione, tutto il mon-
possibile il libero esame delle Scritture, delle mille province e delle mille Italie to, la cui logica riflette un modello che do converge, si mescola, tende al metic-
come voleva Martin Lutero. E furono an- ancora in gran parte sconosciute agli da tempo non basta più, da solo, a ciato.
cora i libri stampati, con le loro mappe e stessi italiani, si è riconosciuta a quella rendere conto del funzionamento del Considerata l’importanza e la pervasi-
le loro illustrazioni, a mettere sotto gli televisione la funzione di istituzione so- mondo: il modello dello spazio geome- vità dei mezzi di comunicazione nella so-
occhi di tutti la geografia e l’astronomia ciale. Ma anche in tutti gli altri Paesi ab- trico euclideo, impostato sulle proprie- cietà contemporanea, e il fatto che i me-
che demolivano il mondo di Aristotele e biamo potuto assistere a processi analo- tà della continuità, dell’omogeneità e Il pioniere dia non sono solo semplici protesi come
Tolomeo. ghi. dell’isotropismo, cioè del comune, Il sociologo canadese aveva intuito McLuhan, ma piuttosto am-
La televisione presentava dei vantaggi funzionale orientamento delle parti di Marshall McLuhan (1911- bienti in cui siamo immersi, il mutamen-
consistenti: sia per la sua capacità di arti- cui il territorio si compone. Sono pochi 1980) è considerato un to in corso è totalmente culturale. Ri-
colare il pubblico nel privato, sia ovvia- oggi gli Stati, compresi quelli federali, autore classico nello studio guarda cioè la «cultura» nel senso più
Toccherà poi a Marshall McLuhan ne mente per la sua accessibilità e popolari- che non conoscono, in diversa forma e dei mass media. Appartiene ampio e antropologico della parola: un
La galassia Gutenberg (un libro che me- tà, per quella sua caratteristica comple- misura, l’esperienza della tensione tra a McLuhan la massima «il patrimonio di conoscenze, di nuove con-
riterebbe di essere «riletto» con grande mentare, aggregativa (contrapposta alla il centro e la periferia, vale a dire la medium è il messaggio», venzioni sociali (dove si radunano il no-
attenzione, pubblicato in Italia nel 1976 settorializzazione della cultura a stampa) crisi dello schema originario. con cui intendeva dire che i stro essere sociale e la nostra identità in-
dall’editore Armando) spiegare l’evolu- intuita molto precocemente da Marshall Si pensi soltanto, per un esempio mezzi di comunicazione dividuale e collettiva) e di inedite espres-
zione dell’uomo tipografico. Nel 1962, lo McLuhan ne Gli strumenti del comunica- che salda il primo con il secondo tra- producono sull’immaginario sioni di civiltà.
studioso canadese analizzava l’interazio- re (1964; il Saggiatore, 1967), e ribadita da gitto, alla parola d’ordine del «distan- collettivo effetti che vanno
ne tra l’uomo e il suo ambiente, in cui Joshua Meyrowitz in Oltre il senso del ziamento sociale» con cui in questi oltre i contenuti veicolati. Lo
ogni «medium» realizzato dall’uomo luogo (1987; Baskerville, 1993), sia, infine, tempi si tenta la costruzione di un’eti- studioso canadese coniò il
stesso costituisce una «estensione» del per la sua specificità di medium generali- ca (cioè di un insieme di comporta- concetto di «villaggio Sotto la potente spinta della digitaliz-
suo corpo, o di una sua particolare facol- sta di flusso che tendeva a sincronizzare i menti e valori) diametralmente oppo- globale», per indicare la zazione, oggi facciamo con i media cose
tà: la parola estende il pensiero, la ruota il ritmi di una comunità: la televisione as- sta a quella che ha appunto governato riduzione delle distanze tra un tempo impensate. Chi frequenta i so-
piede, l’abito la pelle, e così via, sino al- sorbiva e insieme dettava i tempi di una l’intera modernità: la sopravvivenza le regioni del mondo dovuta cial conosce i pregi e i difetti delle comu-
l’estensione delle tecnologie comunicati- nazione. della società alla pandemia è garanti- allo sviluppo dei mezzi di nità virtuali, ma il fatto più rilevante è che
ve, di cui il libro a stampa con caratteri Se, come ha dimostrato Benedict An- ta dallo scostamento tra gli esseri comunicazione. Tra i suoi comincia a far parte di una «cittadinanza
mobili diventa il veicolo principale del derson in Comunità immaginate (1983 e umani, dalla presa di distanza rispet- libri: La sposa meccanica digitale» che va ben oltre i narcisismi
cambiamento sociale e intellettuale dei 1991; manifestolibri 1996; Laterza, 2018), to al prossimo, dalla mossa esatta- (traduzione di Francesca rétro del socialnetworkismo. L’idea di
secoli seguenti. una nazione, per esistere, deve innanzi- mente opposta all’atteggiamento che Gorjup Valente e Carla fondo dei social è proprio quella di addo-
Anche l’avvento della televisione è sta- tutto immaginarsi come tale e se, in que- ha fin qui contrassegnato la regola Plevano Pezzini, Sugarco mesticare il web e restringerlo ai propri
to una rivoluzione inavvertita. Certo la sto processo, il capitalismo a stampa ha della convivenza civile. Una mossa che 1984); La galassia Gutenberg bisogni. Illusione? Sono bastati alcuni al-
stupefazione era grande per quelle im- svolto un ruolo centrale nella ritualità oggi sarebbe, senza l’esistenza della (traduzione di Stefano Rizzo, larmi — articoli, libri, un documentario
magini in bianco e nero e l’idea di poter immaginativa che unisce persone sepa- Rete, impensabile prima che imprati- Armando editore, 1981); Gli come The Social Dilemma — perché si
vedere «in diretta» un avvenimento che rate spazialmente ma unite nell’hegelia- cabile. Esattamente come senza la strumenti del comunicare diffondesse una grande paura.
si svolgeva a migliaia di chilometri di di- na «preghiera laica del mattino» della Rete riuscirebbe impensabile prima (traduzione di Ettore La fiorentissima economia di internet
stanza faceva gridare al miracolo: il mon- lettura dei giornali, il discorso va senz’al- che impraticabile l’atto estremo che Capriolo, il Saggiatore, 1967; è fondata su una sorta di trabocchetto, la
do che entrava in casa da quella strana fi- tro ripreso e rilanciato per la televisione, segnala la lacerazione del presupposto Garzanti, 1981); Il villaggio nostra sudditanza spensierata agli algo-
nestra era da brivido, anche se per molto che — più ancora dei suoi contenuti par- euclideo della vita dell’umanità: l’at- globale (con Bruce R. ritmi, che mirano a influenzare il com-
tempo la televisione è stata considerata ticolari — ha trasmesso la sensazione, tentato suicida che da un quaranten- Powers, traduzione di portamento degli esseri umani, comincia
come una branca casalinga del mondo anzi la certezza, che altri, vicini e lontani, nio (dall’attacco di un singolo all’am- Francesca Gorjup Valente, a costare molto cara alla società? Viviamo
dello spettacolo, un divertimento, un erano all’ascolto, erano spettatori nello basciata irachena a Beirut nel 1981) Sugarco, 1986) infatti nella costante illusione che i social
passatempo. Niente di più. La rivoluzione stesso istante della medesima rappresen- funesta il mondo intero. Bibliografia siano mezzi assolutamente gestibili, e
si era presentata in abiti di gala, come pu- tazione, erano un «noi» accomunato dal- Qui le prime due piste si collegano Sull‘invenzione della anzi facilmente e interamente controlla-
ro intrattenimento. l’appartenenza al medesimo spazio pub- alla terza, e chiamano in causa quel stampa: Elizabeth L. bili, ma non è affatto così. Nemmeno per
Oggi si sottolinea come il ruolo dei blico. che gli specialisti definiscono come Eisenstein, La rivoluzione chi li ha creati. Fino all’avvento delle
media e della televisione nella costruzio- Certo, fin da subito, alcuni studiosi le- l’«ecosistema islamista». Al momento inavvertita (traduzione di grandi tecnologie, l’uomo cercava di do-
ne di uno spazio pubblico nazionale sia gati alla cosiddetta «Scuola di Francofor- della cui nascita Edward Said faceva Davide Panzieri, il Mulino, minare la natura, evitando più facilmen-
stato il contributo più rilevante che l’in- te» avevano colto la portata epocale della notare, polemicamente, che il termine 1985). Sugli effetti della te i rischi che possono venire da essa.
dustria culturale ha svolto nel processo di radio, della televisione e degli strumenti «islam» si riferisce a una porzione televisione: Joshua Adesso, collaborando più o meno con-
modernizzazione. Estremamente rile- di riproduzione. Ma l’avevano colta solo relativamente piccola di quanto acca- Meyrowitz, Oltre il senso del sciamente con macchine che non cono-
vante nel caso italiano, la cui effettiva in senso negativo: la «standardizzazio- de nel mondo musulmano, ben altri- luogo (traduzione di Nadia sce a fondo, che comunque non domina,
unificazione linguistica e culturale è av- ne» e la «ripetizione» — cioè il predomi- menti complesso e articolato. Il che Gabi, Baskerville, 1993) è lui che immette rischi attraverso le sue
venuta più nella lingua del piccolo scher- nio della produzione seriale secondo for- non deve però oggi impedirci di notare L’intervista decisioni.
mo che in quella delle aule scolastiche. mule fisse e ampiamente collaudate, sul come tutt’e tre i cammini si trovino a Sui pericoli connessi Come ammoniva la Eisenstein, a pro-
Sul periodo della cosiddetta «televisione modello della grande fabbrica «fordista» coincidere nella sindrome spaziale, al dominio planetario posito delle rivoluzioni che passano in
delle origini», cioè la televisione del mo- — avrebbero portato all’unidirezionalità nella crisi del modello di ogni altro dei grandi attori digitali punta di piedi senza il rullo dei tamburi,
nopolio Rai, dagli anni Cinquanta agli dei processi comunicativi e alla perdita moderno modello del mondo, a partire (da Facebook a Google «bisogna fare i conti con le conseguenze
anni Settanta, c’è ormai una certa unani- del senso critico. Insomma, un disastro da quello statale. a Twitter) mette in guardia prodotte da una trasformazione cruciale,
mità. Accanto alle considerazioni sul prossimo venturo. È dal riconoscimento di tale sindro- lo scrittore francese che la riconosciamo o no». Dobbiamo
progetto pedagogico-nazionale del servi- Ma intanto, per oltre mezzo secolo, la me che bisogna ripartire. Olivier Guez nell’intervista cioè fare in modo che non passino inos-
zio pubblico, sulle radici umanistiche televisione è stata il medium egemone © RIPRODUZIONE RISERVATA di Stefano Montefiori servate.
della nostra televisione, sul succedersi del Novecento e ha svolto un preciso ruo- a pagina 36 © RIPRODUZIONE RISERVATA
12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Come trovare un senso


all’esistenza se tutto ha fine?

Leggere è viaggiare
senza la seccatura dei bagagli

Siamo davvero in grado di


distinguere le cause dagli effetti?

La maleducazione
non è più quella di un tempo

Editore indipendente dal 1981


www.raffaellocortina.it
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

{
Un’isola di roccia
Vagoni piombati, prigionieri legati con il filo uccisi. Un viaggio tragico nei dolori del Paese
Colpo di fulmine spinato, un’isola di roccia come Lager: è il che fu la Jugoslavia, narrato in italiano ne

Universi Scienze di Ida Bozzi viaggio dei «traditori», i comunisti fedeli a L’Isola Nuda, dalla traduttrice e scrittrice
Stalin epurati da Tito dopo la Seconda guerra Dunja Badnjevic, nata a Belgrado, pubblicato
mondiale e deportati, rinchiusi, torturati o dalla casa editrice Bordeaux (pp. 186, e 14).

Biologia Da tempo è possibile ottenere strutture miniaturizzate di diversi organi, gli organoidi, a partire da
colture di cellule staminali. Vale per polmone, fegato, tiroide, retina... Ma gli esperimenti che riguardano il
sistema cerebrale, molto utili per trovare cure alle malattie neurologiche, suscitano diffidenza e allarme, anche
per la nostra persistente incapacità di definire, e misurare, che cosa sia effettivamente uno «stato di coscienza»

Coltivare il cervello
in laboratorio
curare devastanti patologie neurologi-
che come epilessia, schizofrenia, auti-
smo. Gli ultimi lavori del gruppo di Ma-
deline Lancaster (documentati da arti-
coli apparsi quest’anno sulle riviste
«Nature» e «Science») già dimostrano
la capacità degli organoidi di produrre
fluido cerebrospinale e dar luogo alla
formazione di nervi funzionali.
I dubbi etici legati alla generazione di
di CARLO ALBERTO REDI cervelli miniaturizzati cresciuti in labo-
ratorio e capaci di sviluppare consciou-
sness (coscienza) cadono tra l’altro in
una sorta di buco nero per l’incapacità
dei neurobiologi di definire, e misurare,
che cosa sia effettivamente uno «stato
di coscienza». Non sappiamo se basti la
presenza della corteccia cerebrale, de-
putata a ricevere ed elaborare stimoli di
varia natura, per definire la presenza di
uno stato di coscienza o se questa di-
penda solo dalla densità delle circuite-
rie neuronali (più neuroni interagisco-
no, maggiore è il grado di coscienza).
Neurobiologi e clinici assumono di-
verse metriche per definire questa con-
dizione in funzione di specifiche neces-
sità operazionali e così non sappiamo
decidere quale sia lo stato di coscienza
degli organoidi cerebrali che cresciamo
in laboratorio, incapaci di sbattere le
palpebre o di ritrarsi da uno stimolo do-
loroso.
Poiché però la perdita di coscienza
nel corso del sonno o sotto anestesia o
in seguito a lesioni cerebrali è dovuta al-
lo sganciamento funzionale tra aree ce-
rebrali che esplicano specifiche funzio-
ni cognitive, è molto probabile che lo
stato di coscienza si basi su ampie e arti-
colate comunicazioni interneuronali tra
diverse aree cerebrali.

Con il divenire gli organoidi cerebrali


sempre più grandi e sofisticati, la loro
capacità di sviluppare stati di coscienza

iN
senziente (e dunque la capacità di pro-
el corso degli ultimi anni lo medicina, basta ricordare la possibilità sotto al microscopio di un organoide è vare, almeno in un certo grado, piacere,
strumentario a disposizione di analizzare in estremo dettaglio l’ar- un fenomeno eccitante, tuttavia la com- dolore o angoscia) o addirittura la con-
dei biologi cellulari si è ar- chitettura e la fisiologia di un organo, i parsa dell’organoide del cervello può sapevolezza di sé appare dunque sem-
ricchito della capacità di ot- meccanismi regolatori e le tappe ricapi- ovviamente inquietare. A partire dagli pre meno remota. Al punto che lo studio
tenere in vitro (e in tre di- tolative della sua organogenesi, di sag- iniziali esperimenti di Madeline Lanca- degli algoritmi capaci di descrivere gli
mensioni) strutture miniaturizzate di giare in breve tempo le proprietà farma- ster (Medical Research Council, Cam- stati di coscienza degli organoidi cere-
Bibliografia diversi organi, i cosiddetti organoidi, a cologiche (tossicità ed efficacia) di tante bridge, Regno Unito), avviati circa dieci brali del laboratorio di Muotri sono già
La conferenza Ted di partire da colture di cellule staminali. molecole utili alla medicina di precisio- anni fa, ove si sviluppavano strutture al centro dell’interesse di Microsoft per
Madeline Lancaster Growing Colture di staminali (pluripotenti e so- ne (personalizzata), di generare tessuti anatomiche non più complesse dell’en- lo sviluppo di sistemi artificiali che fun-
mini brains to discover what matiche) sono oggi in grado di autoas- utili ai trapianti sostituendo così parti cefalo del terzo trimestre di vita embrio- zionino come la coscienza umana.
makes us human («Crescere semblare in miniatura organi come pol- difettose del corpo. nale, oggi Alyson Muotri (Università Questi avanzamenti tecnici sfuocano
piccoli cervelli per scoprire mone, intestino, stomaco, fegato, rene, Inoltre, se prodotti a partire da cellule della California, San Diego) è in grado di le nostre concezioni (di carattere storico
che cosa ci rende umani») è tiroide, pancreas, prostata, retina, vasi derivate da un paziente affetto da una generare organoidi cerebrali che pre- e culturale) sull’identità umana e invita-
su YouTube all’indirizzo sanguigni, ghiandole salivari, ghiando- specifica patologia, gli organoidi per- sentano attività fisiologiche simili a no a ripensare che cosa significa «essere
www.youtube.com/watch?v le mammarie e cervello; organoidi che mettono di studiare, e capire, che cosa quelle che si registrano nel cervello dei umani» e quali obblighi morali svilup-
=EjiWRINEatQ&feature=em replicano le caratteristiche strutturali e accade nel corso della malattia, ad neonati prematuri del settimo-ottavo pare verso un organo cresciuto al di fuo-
b_title. Su questo funzionali delle loro controparti in vivo. esempio a causa di un disordine geneti- mese di gravidanza, come illustra un ar- ri del corpo umano, ma che potrebbe
argomento Sara Reardon ha co, di un tumore o durante un’infezione. ticolo apparso lo scorso anno, a firma di provare dolore, memoria, emozioni. Di
pubblicato il 27 ottobre sulla In altre parole, permettono di modella- Cleber A. Trujillo e di altri studiosi, sulla grande interesse è seguire la conferenza
rivista scientifica «Nature» re lo studio di diverse patologie, ad rivista scientifica «Cell Stem Cell». Ted di Madeline Lancaster (disponibile
un articolo intitolato Can Da una biopsia è possibile sia estrarre esempio la fibrosi cistica e la microcefa- su YouTube) sul «crescere mini-cervelli
lab-grown brains become staminali somatiche sia generare stami- lia dei bambini causata dall’infezione per scoprire che cosa ci rende umani».
conscious? («Possono nali pluripotenti, ad esempio dai fibro- del virus Zika che colpisce la madre in Senza dimenticare che gli organoidi,
diventare coscienti i cervelli blasti della pelle. Ponendo poi in coltu- gravidanza. Esempio di grande attuali- L’insieme delle coordinate attività mini cervelli, generati da fibroplasti del-
cresciuti in laboratorio?»). ra, su matrici tridimensionali di varia tà, permettono di verificare l’efficacia di elettriche (elettroencefalogrammi) ma- la pelle riprogrammati geneticamente
Su «Science» Laura natura (la più famosa si chiama Matri- farmaci contro l’infezione del coronavi- nifestate da questi organoidi ha tuttavia possono essere: coltivati senza limiti di
Pellegrini e altri studiosi, tra gel), queste staminali e addizionando il rus Sars-CoV-2 ai reni, all’intestino, al generato dubbi sul loro possibile stato tempo, al di là della vita del donatore di
i quali la stessa Madeline brodo di coltura con nutrienti adatti ad fegato e ai vasi sanguigni. Aiutano inol- di coscienza e ha spinto il gruppo di ri- cellule; generati da un semplice furto,
Lancaster, hanno pubblicato accendere (o a spegnere) diversi mo- tre a ridurre l’impiego degli animali, cerca a spegnere l’esperimento dopo al- anche un graffio di cellule su un vagone
nel luglio scorso un articolo menti della differenzazione cellulare, si pratica scientifica oggetto di molte po- cuni mesi, sebbene non esistano linee affollato della metropolitana e dunque
sugli organoidi del sistema assiste all’affascinante fenomeno della lemiche, nella sperimentazione biologi- guida negli Stati Uniti e in Europa che senza il consenso del donatore.
nervoso centrale umano con formazione di un organoide. Dall’inizia- ca. possano fermare esperimenti che coin- Dinanzi a questa complessità concet-
produzione di fluido le moltiplicarsi sino all’associarsi delle Gli studi che portano all’attuale capa- volgono la possibilità che si sviluppino tuale è urgente elaborare nuove e più
cerebrospinale cellule e il gioco è fatto: in pochi giorni cità di produrre organoidi iniziano con stati di coscienza negli organoidi. sfumate idee (senza pretendere di forni-
L’immagine l’aggregato cellulare inizia a contrarsi gli esperimenti agli inizi del secolo scor- È chiaro comunque che bloccare la re risposte univoche) sull’identità uma-
Marty Feldman in una scena ritmicamente battendo con un precisis- so sulla dissociazione e riaggregazione generazione di organoidi cerebrali per na, sulla coscienza, sulla mortalità, sul
del film Frankenstein Junior di simo periodo temporale; si è formato delle cellule dei Poriferi (detti comune- interrogarsi sulle problematiche etiche libero arbitrio, per continuare a guarda-
Mel Brooks (1974), parodia l’organoide del cuore! mente spugne) e culminano nell’attuale e filosofiche sottese al loro ottenimento re alle scienze della vita in un modo ras-
del genere horror (foto Gli organoidi aprono nuove frontiere capacità di generare organoidi cerebra- significa rallentare, se non bloccare, la sicurante.
Archivio Corsera) in diversi campi della biologia e della li. Nella vita di laboratorio la comparsa concreta possibilità di comprendere e © RIPRODUZIONE RISERVATA
14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

{
Democrazia sostenibile
Certo, ora ci sono Joe e Kamala. Ma se la per Carmen Sirianni (Sustainable Cities in
Cittadini democrazia ha retto e reggerà, al centro del American Democracy, Kup, pp. 464, $ 39,95),

Universi Visual data di Edoardo Vigna sistema ci saranno le città sostenibili. Che docente di Sociologia alla Brandeis
abbiano lottato in questi anni per i diritti delle University, sono ormai loro la chiave di volta
donne, l’apertura di ciclabili o le minoranze, dell’arco democratico del nostro futuro.

Zoologia Gli esseri viventi emettono suoni che i loro simili possano udire (e magari i predatori no). Poi ci sono casi curiosi

COSA SENTONO GLI ANIMALI?

ri
ife

e
e

op
un
mm

rsi
com
Ma

Tu
Come si legge

ca

z
Fo

kH
Gamma uditiva di frequenze (Hertz) Animale Colore: dove vive l’animale

150
z
kH
20 Hz 20 kHz
Essere Terra Acqua

180
umano

ga
Aria Costa

lu
Frequenza Intervallo di Frequenza

Be
z
80 kHz

kH
più bassa udita maggiore sensibilità più alta udita

z
kH
10 0

120

ca
Or
L'hertz (Hz) è l'unità di misura della frequenza. Può essere applicata a qualsiasi
70 kHz
evento periodico. Un hertz equivale a un impulso al secondo, per cui, per

z
kH

llo
esempio, si può dire che il ticchettio di un orologio ha una frequenza di 1 Hz.

31

re
st
pi
Pi
Fonti: Wikipedia, Seaworld.org 60 kHz

z
kH
110
ne

k
apo

50 kHz

90
comu

30 kHz
tto
del C

Ga
co
esti
Gufo

z
uino

40 kHz kH
dom

9
7
ne
oto
Ping

20 kHz
z

lc
18 kH

ero

d e
tto
Pass

rino
z

z
i

Ra
Uccell

15 kH

kH

lli
ne
z

40

z
kH

z
a

a
kH

10 kH
Can

ad
Hzz

70
32
kH

42

chiloHertz
oda
ac
11,5
z

Hz

all
4 kH

ed
10 k

mur
e
Salto nella scala

L
o oss

z
kH
Hz 58
Pesce r

k
32
lio
nig
z
kH

Co
2 kHz

18

z
kH
lo

49
z
Pol

kH
Pesci

Hz

15

e
Hz
600

120 Hz Can
2k

z ia
400 Hz

kH orn
110 Hz 45 a lif
Hz

Hz

l a C
del
1,1 k
675

ria
Ota
100 Hz
Hz
Hz

1k

Hz
125

40 k
z

90 Hz
z

z
100 H

kH
100 H

Hz
1,2

30 k
z

80 Hz
cca
kH
z

Mu
0H

2
50

Hz e
70 Hz z 35 k ones
H iapp
500
1k
Hz 15 kHz acaco g
60 Hz M
kHz
34,5
Hz

50 Hz
75

lo
40 Hz 1k Hz Caval
33,5 k
Hz z
30 Hz 96 1 kH
20 Hz Hz Hz Orso
55 67
25 kHz polare
10 Hz
67
Hertz
Essere
20 kHz umano
5 Hz

5 kHz
z 55 Hz 2 kHz
23 H28 Hz 12 kHz Elefante
20 Hz
20 Hz 16 Hz

Animali con il radar nell’orecchio


di ALESSANDRO MINELLI una speranza di sfuggire ai predatori: «Parla, ma Questa possibilità, sfruttata da molti pipistrelli e

C
in modo da non farti sentire». Ma non è sempre dai delfini, consiste nell’emissione di suoni a fre-
ome mostra la visualizzazione, le capa-
cità uditive di animali molto simili, co-
possibile: lo squittio del topo, di cui il nostro
orecchio percepisce solo la frazione meno acuta,
La visualizzazione quenza elevata da parte dell’animale, mentre il
suo orecchio finissimo registra l’eco rimandata
me la foca e l’otaria, possono essere as-
sai diverse, mentre le frequenze dei
è del tutto alla portata dell’orecchio di un gatto.
Oltre che alla comunicazione fra simili, l’udito
Elefanti, pesci rossi... dagli oggetti circostanti. Questo meccanismo di
ecolocalizzazione è usato anche da qualche uc-
suoni più acuti percepiti da due specie
così dissimili come l’elefante e il passero sono
serve dunque a riconoscere la presenza nell’am-
biente di possibili prede, o di predatori. Questo
e il confronto con l’uomo cello, come il guaciaro del Sudamerica.
La capacità di udire non è condivisa da tutti gli
quasi identiche. può spiegare la presenza di orecchi funzionanti di SOFIA CHIARINI animali: ne beneficiano i vertebrati e una parte
L’orecchio è molto spesso al servizio della co- anche in specie che non producono suoni, ma degli insetti. Nel moscerino della frutta, i movi-

L
municazione tra i due sessi o comunque fra indi- devono comunque fare i conti con gli altri ani- a visualizzazione mostra la gamma di menti dell’aria prodotti dal movimento ritmico
vidui della stessa specie all’interno di una fami- mali presenti nell’ambiente, com’è il caso di al- frequenze udita dalle specie animali in delle ali del maschio sono raccolti da un organo
glia o di un branco. Esiste pertanto una corri- cuni pesci (forse molti, ma non tutti), che sono relazione a quella dell’uomo (dove di senso situato sulle antenne della femmina; i
spondenza fra le frequenze dei suoni prodotti da davvero muti, come nell’opinione popolare. possibile è indicato anche l’intervallo di grilli, invece, hanno membrane uditive simili ai
un animale e quelle percepite dai suoi organi L’udito può poi servire per realizzare una maggiore sensibilità). Di ogni animale è, nostri timpani, ma queste non stanno ai lati del-
uditivi. Questi stessi suoni, invece, possono es- mappa degli oggetti circostanti, che permette di inoltre, evidenziato l’ambiente in cui vive. la testa, bensì sulle tibie delle zampe anteriori.
sere fuori della portata di altri animali. Da qui, muoversi e di agire anche in assenza di luce. © RIPRODUZIONE RISERVATA
16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

L’autore di «Zorba il greco» fa sì


B
asterebbe uno solo dei suoi romanzi a fare dello scritto- re di un giorno, ma una narrazione fluviale, che attraversa
re cretese Nikos Kazantzakis (1883-1957) uno dei racconti fondativi, religioni, filosofie, spazi geografici. Kazant-

che il protagonista diventi fiamma grandi del Novecento: ad esempio Zorba il greco (1946),
oppure L’ultima tentazione (1955), o Francesco (1955), tutti
zakis riprende Ulisse all’indomani del ritorno a Itaca. Ben
presto l’eroe decide di abbandonare di nuovo l’isola, di lascia-

Corpo e Spirito
ritradotti e pubblicati presso Crocetti (li si citano appunto con re il figlio Telemaco e la moglie Penelope, di rimettersi in
i titoli delle edizioni italiane). Ma questo intellettuale e scritto- viaggio con una ciurma di pochi uomini. Approda a Sparta,
re dalla portentosa vena creativa e dalla enorme capacità di dove trova un Menelao vecchio e imbolsito, convince Elena a
lavoro, viaggiatore instancabile, traduttore in neogreco di fuggire e la porta con sé e con la sua compagnia di folli av-

in viaggio
testi filosofici (Nietzsche, Bergson), di capolavori letterari di venturieri. Giunti a Creta, l’eroe e i suoi compagni rovesciano
varie tradizioni (l’intera Commedia di Dante; Shakespeare; il regno moribondo del re Idomeneo. Cnosso viene incendiata
Goethe), di opere enciclopediche, ha eretto anche un capo- dai barbari ed Elena viene lasciata al suo destino (si unisce a
saldo narrativo e poetico che sembra costituire l’altra metà un uomo di altra stirpe, concependo il figlio Elleno).

verso il Polo Sud


del mito omerico nel Novecento: l’Odissea. A questo punto Ulisse riprende il mare e giunge in Egitto, a
Se l’Ulisse di Joyce uscì nel 1922, il poema dell’autore cre- Eliopoli. Dopo peripezie e avventure, con un gruppo di dispe-
tese vide per la prima volta la luce nel 1938, in 24 canti, per rati si mette alla ricerca delle sorgenti del Nilo e fonda una
un totale di 33.333 versi (decaeptasillabi). Con questo gran- città ideale, che verrà però subito distrutta da un terremoto.
dioso poema (tradotto ora da Nicola Crocetti) non abbiamo Prosegue poi il viaggio verso l’estremità meridionale del-
di DANIELE PICCINI un mito interiorizzato e reinventato nel quotidiano, nel volge- l’Africa. Si imbatte tra l’altro in Capitan Uno (che rappresenta

Libri {
Mostre al telefono
La chiusura al pubblico dei musei non ha
scoraggiato la Fondazione Palazzo Magnani
di Reggio Emilia. Due mostre, True Fictions.
Scatti flessibili Fotografia visionaria dagli anni ‘70 ad oggi e
Atlanti. Ritratti e altre storie, verranno
di Fabrizio Villa proposte con una modalità alternativa e
Narrativa, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche originale. Telefonando allo 0522 444446 le
opere saranno raccontate e spiegate ai
«visitatori» da un esperto. Un po’ come se
fossero le favole al telefono di Gianni Rodari.

L’eroe greco torna a casa ma, fedele alla propria natura inquieta, riprende la via del mare
e punta verso il Nord Africa: un’altra epopea. Che non è stata scritta dal mitico cantore
ma da un poeta del Novecento, il cretese Nikos Kazantzakis, che compose altri 33.333
versi immaginando che cos’era accaduto dopo Itaca. Ma c’è un’epopea ulteriore, che ha
per protagonista Nicola Crocetti, editore, fondatore della rivista «Poesia» e divulgatore
della cultura greca: per 7 anni ha lavorato a una traduzione di questo secondo poema.
Che ora arriva in libreria: «Un’arca di Noè delle parole, salvate prima che scomparissero»

E poi Ulisse...
Il sequel in versi
di ROBERTA SCORRANESE

N
icola Crocetti non nomina quasi mai la paro-
la «fortuna». Preferisce espressioni come
«passione», «tenacia». Eppure, sfogliando
l’edizione originale dell’Odissea di Nikos Ka-
zantzakis che lui ha appena finito di tradurre
— esce il 19 novembre, per Crocetti Editore — si trovano

dell’Odissea
decine di piccoli quadrifogli essiccati nella carta, minu-
scoli fossili di buona ventura.
Ne ha trovati tanti nella sua vita?
«A centinaia».
E si può dire che lei abbia compiuto un quasi mira-
colo: dal 1988 dirige una rivista, «Poesia», dedicata a
un genere letterario certamente di nicchia e senza
aiuti finanziari di alcun tipo.
«In molti lo hanno definito un miracolo, soprattutto i
miei amici americani. E forse lo è: la poesia non interes-
sa a nessuno in Italia, men che meno ai politici o a quelli
che hanno soldi. Però si ricordi che nell’antichità, quan-
do moriva un grande condottiero, nell’elogio funebre
non si ricordavano le battaglie vinte ma piuttosto si
elencavano le sue passioni. Ecco, la passione è tutto». neare la loro unicità, la loro identità che non deve essere Il traduttore
È stato così anche in quest’ultima sua avventura, la ferita. Quest’opera è un omaggio alla lingua greca, alla Nicola Crocetti (Patrasso,
traduzione dell’«Odissea» di Kazantzakis, 33.333
versi per 24 canti, il seguito della storia di Ulisse?
La collana ricchezza del suo milione e mezzo di lemmi, a un idio-
ma che viene parlato ininterrottamente da 3 mila anni.
1940: foto di Carla
Mondino/ Archivio Corsera),
«Senza passione come avrei fatto a imbarcarmi in un
viaggio simile? Perché, sia per il poeta di Candia sia per I «rumori» dalla Svizzera Ecco a che cosa serve la poesia: a salvare la vita delle no-
stre parole, della nostra memoria, della nostra storia».
di madre greca, si trasferisce
in Italia da bambino e nel
me, queste sono piccole odissee. Lui perché ha avuto
l’ardire di immaginare, da greco, la prosecuzione del-
l’epos omerico, io perché ho deciso di tradurre dal greco
e il surrealista Elitis È anche un’operazione di salvataggio di proverbi,
canti popolari, modi di dire?
«Certo, per esempio ci sono alcuni aggettivi femmini-
1981 fonda la casa editrice
col suo nome: primo volume
è Erotica, la sua versione

I
un’opera che è una vera Arca di Noè delle parole». l volume dell’Odissea di Nikos Kazantzakis fa par- li composti, presi dal mondo dei canti, come l’espressio- delle poesie di Ghiannis
Si spieghi. te della collana di poesia italiana e straniera che ne “che ride come un mandorlo”». Ritsos. Ai poeti greci
«Kazantzakis, morto nel 1957, era cretese. Crescendo ha aperto il nuovo corso della casa editrice Cro- Come ha tradotto molti termini senza riscontri? contemporanei è dedicata
si è accorto che molte parole usate dai contadini, dai pe- cetti, nata nel 1981 e acquisita da Feltrinelli nel mag- «Questa è stata la mia vera odissea. Intanto sono par- ampia parte dell’attività
scatori o dai marinai rischiavano di sparire, travolte dal gio 2020 insieme alla storica rivista «Poesia». Com- tito dalla traduzione inglese, fatta da Kimon Friar lavo- editoriale, che fa conoscere
turismo di massa e dalla modernità omologante. Così, a pletamente rinnovata nella veste grafica e affidata rando fianco a fianco con Kazantzakis. Poi ho assimilato autori come Konstantinos
un certo punto, si è messo in viaggio: per 13 anni ha bat- alla direzione editoriale dello stesso Nicola Crocetti, la sua lezione: come lui ha percorso in lungo e in largo la Kavafis, Odisseas Elitis,
tuto tutta la Grecia, villaggio per villaggio, isola per iso- la collana proporrà nei primi mesi del 2021 altri Grecia alla ricerca delle parole in pericolo, così io ho Ghiorgos Seferis. Dal 1988
la, alla ricerca delle parole a rischio di estinzione. E, per quattro titoli di poesia, pubblicando le raccolte Quegli percorso le strade del web, ho visitato i siti greci sui dia- Crocetti pubblica e dirige il
salvarle, le ha infilate in questo poema». ultimi rumori del poeta svizzero Philippe Jaccottet, letti e i forum per tradurre e dunque salvare quei lemmi. mensile «Poesia». Il marchio
Dunque quando lei si è messo a tradurre ha incon- Erotica del greco Ghiannis Ritsos, Fuoco su Babilonia! Quello che è mancato in Grecia è stato, ed è, un’edizione Crocetti è stato acquisito da
trato anche parole che non esistono nei vocabolari? di Aldo Nove e le Poesie del premio Nobel per la Let- annotata del poema, cosa che dal punto di vista editoria- Feltrinelli: dell’operazione ha
«A migliaia. Kazantzakis si è divertito a inserire dei teratura del 1979, il surrealista Odisseas Elitis le avrebbe comportato poche decine di pagine in più». scritto «la Lettura» #444
vocaboli praticamente intraducibili proprio per sottoli- (1911-1996). Il poeta parte dalla fine dell’«Odissea» omerica. del 31 maggio scorso
Per i mesi di marzo e aprile 2021 sono in pro- Itaca sta stretta a Ulisse, che intraprende un nuovo

SSS gramma per l’editore anche due titoli della collana di


narrativa Crocetti: una riedizione del celebre roman-
zo Zorba il greco dello stesso Kazantzakis (dal quale
viaggio, stavolta non più proiettato verso il ritorno
ma verso l’andare, da Sparta ai regni del Nord Africa.
«Credo che Kazantzakis sia il più titolato a compiere
Missione fu tratto nel 1964 il film di Michael Cacoyannis con un’operazione del genere, ambiziosissima. Intanto per-
«Kazantzakis girò la Grecia Anthony Quinn), e la riproposta di un romanzo di ché era greco e aveva tradotto in greco moderno l’Iliade
e l’Odissea. Poi perché, a differenza degli innumerevoli
registrando termini e modi di dire in Thòdoros Kallifatidis (1938), Timandra, che racconta
con lo sguardo di un’etera, di una cortigiana, l’Atene poeti contemporanei che hanno provato a immaginare
via di estinzione e li utilizzò nel suo di Pericle, Socrate e Platone nel periodo classico del il seguito della storia di Ulisse, lui compie anche un’ope-
razione di arricchimento della lingua. Per esempio, se
poema: sono migliaia di parole V secolo a.C. (i. bo.)
Omero utilizza una ventina di epiteti per definire Ulisse,
praticamente intraducibili» © RIPRODUZIONE RISERVATA
il cretese ne usa moltissimi altri. Come inaddolcibile.
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17
Oppure guardaconfini. È partendo dalla lingua, dalla
l’amatissimo personaggio di Don Chisciotte) e nel pescatore infatti nell’Odissea la freschezza sorgiva, l’efflorescenza pa- sua lingua, che Kazantzakis arriva al cuore di Ulisse, alla
gentile, figura di Gesù Cristo. L’ultimo, estremo itinerario lo gana e cosmica del racconto mitico. E Ulisse è colui che non riflessione sull’uomo e sul mondo moderno. Nel poema
porterà verso il Polo Sud, in una imbarcazione che è tutt’uno può riposare, che sposta sempre oltre i confini: «Ma l’Astuto c’è una profonda digressione sulla libertà e chi conosce
con una bara, all’incontro finale con la Morte, la compagna ride, dentro di sé vede chiari i limiti/ della propria forza, limiti bene la cultura greca sa quanto questa sia centrale».
che per tutto il tempo ha avuto accanto. Prima di abbando- che con ostinazione/ giorno e notte si sforza di spostare
narsi a lei, Ulisse ritrova nella memoria la folla dei compagni sempre più lontano».
Lei la conosce benissimo. Nato in Grecia, venne in
via via perduti e dei cari, delle creature amate (compreso il Come nel resto dell’opera di Kazantzakis, dietro c’è Nietz- Italia a 5 anni e mezzo con la sua famiglia, perché do-
cane Argo), e infine si lascia vincere e si estingue trasforman- sche, l’idea d’un uomo proteso sugli abissi. In Ulisse i termini po la guerra gli italiani non erano più graditi.
dosi in pura fiamma, luce, spirito. Non è un caso che il poema oppositivi della poetica dello scrittore, il Corpo e lo Spirito, «Sì, anche se oggi ci amano molto. Il nostro popolo,
si apra e si chiuda sull’immagine del Sole, poi tante volte sembrano riconciliarsi. L’Odissea racconta l’uomo: carnale e nelle vesti di occupante, non sempre era “brava gente” e
ritornante: emblema del fuoco creatore. violento, tenero e disperato, cercatore del cielo e fautore va detto. In ogni caso, io ancora oggi con mia sorella
L’Ulisse di Kazantzakis è ben diverso da quello omerico: dell’azione. «Dio si accresce dentro di me fino a strabocca- parlo greco, così come con i miei parenti che vivono lì».
conoscitore dell’uomo e del mondo, avido di ogni esperienza, re!», dice a un certo punto Ulisse. Smisurata, prodigiosa (negli Lei ha dedicato tutta la sua vita alla diffusione e alla
è però anche un utopista e un Asceta (uno dei numerosissimi slarghi lirici, nelle descrizioni e invenzioni, come l’indimenti- valorizzazione della cultura greca. Possiamo dire che
epiteti con cui viene chiamato nel poema). L’autore ha trasfu- cabile incubo della Morte che sogna la vita, VI libro), l’Odissea
so in quest’opera i suoi demoni e le sue ossessioni. Parafra- è incisa nella carne e purificata nel fuoco dello spirito: è della
questa sia l’opera più importante per Nicola Crocetti?
sando una battuta di uno dei compagni di Ulisse, si può dire materia di questo poema che è fatta la creatura umana. «Sì. Questa traduzione ha richiesto 7 anni, anche se
che nel poema la vita dia i numeri e diventi mito. Tutto ha © RIPRODUZIONE RISERVATA
l’ho fatta continuando a lavorare alla casa editrice, la
Crocetti Editore, e a “Poesia”. L’ingresso nel marchio
editoriale Feltrinelli è stato cruciale perché abbiamo più
respiro sul piano economico, però il lavoro rigoroso sui
testi e sulla scelta dei poeti resta quello d’origine. Io ho
Canto I 80 anni e ho tradotto più di 100 mila versi dal greco, ho
pubblicato 3.300 poeti e più di 60 mila poesie da 38 lin-
gue. Un risultato che oggi mi riempie di soddisfazione
ma che mi ha anche portato 70 mila nemici».
E chi sono i 70 mila nemici di Nicola Crocetti?

D
«Gli autori di tutti i manoscritti che ho rifiutato».
Severo ma giusto, come l’Ulisse di Kazantzakis.
opo che nelle ampie sale Ulisse ha sterminato «Sarò sincero: leggo sempre 3 o 4 poesie di ogni ma-
noscritto che arriva e, mi creda, ne arrivano a montagne.

i
i giovani arroganti, e l’arco ormai sazio appende, Però non si può pubblicare tutto, specie se si è un picco-
lo editore. Molti vedono in questa voglia di scrivere versi
entra nel bagno caldo a lavare il possente corpo. un decadimento della poesia ma nessuno nota che, in-
vece, è un segnale di grande interesse e, aggiungo, tra-
Due schiave versano l’acqua, ma appena vedono il padrone sversale, di tutte le età. Ecco perché l’assenza di un vero
mecenatismo colto in questo mondo spicca in modo an-
strillano, perché il ventre ricciuto e le cosce fumano, cora più intenso. In tutti questi anni, nonostante abbia
chiesto aiuti un po’ dappertutto, un solo industriale mi
e un sangue denso e nero gli gocciola dalle mani; ha dato un aiuto consistente».
Nomi, nomi.
le brocche di rame rotolano in terra con frastuono. «Emilio Gnutti, di Brescia».
L’Errabondo ride mansueto sotto la barba crespa

e congeda le ancelle con un cenno dei sopraccigli.


Parte della critica imputa ai poeti stessi la colpa di
Si gode a lungo il bagno tiepido, e le vene del corpo questo disinteresse, accusandoli di essersi chiusi in
un’autoreferenzialità e nell’incomprensibilità.
si distendono come fiumi, si rinfrescano i lombi; «Riconosco che per certi versi è vero, però va anche
detto che in altre parti del mondo le cose stanno diver- NIKOS KAZANTZAKIS
nell’acqua la grande mente si rasserena e si acquieta. samente. Negli Stati Uniti i poeti sono tenuti in grande Odissea
considerazione, intervengono quando si insedia un pre- Introduzione e traduzione
Si addolcisce, e lentamente, con oli profumati, sidente, vengono pagati per lavorare, esiste la figura del di Nicola Crocetti
Poeta Laureato. In Spagna ci sono premi molto rilevanti, CROCETTI EDITORE
unge i lunghi capelli e il corpo rinsecchito dal sale; come il “Reina Sofía”, che seleziona e valorizza voci im- Pagine XXXIV + 797, e 35
Nell’immagine il busto di Omero portantissime. In Grecia quando muore un poeta accor- In libreria dal 19 novembre
la giovinezza rifiorisce dopo l’inverno della carne. rono le folle e le massime cariche istituzionali. Perché in
conservato ai Musei Capitolini
Italia tutto questo non avviene?». L’autore
Nella penombra odorosa, sopra i chiavelli dorati, di Roma, copia in marmo Forse perché qualche volta la vita e l’esperienza Nikos Kazantzakis (1883-
di un’opera ellenistica del 200 a.C. personale di un poeta o di una poetessa prendono il 1957), di famiglia contadina,
brillano in fila gli abiti tessuti dalla casta sposa, sopravvento rispetto alla produzione poetica? In- nel 1902 si trasferisce da
circa (foto Ansa/Archivio Corsera) somma, lo «storytelling» è più facile da cogliere? Creta, dov’è nato, ad Atene.
ornati di navi rapide, venti impetuosi e numi; «Qualche volta però è questa commistione di vita e Studia legge e nel 1907 va a
poesia a rendere davvero originale una voce». Parigi interessandosi di
allunga il braccio arso dal sole e con cura sceglie
Come nel caso di Patrizia Cavalli? filosofia. Poliglotta, vive a
la veste più fiammante e se la infila sulle spalle, «Sì, ma anche di Vivian Lamarque. Poi ci sono i casi Parigi, a Berlino, in Urss, in
come Alda Merini. Qui siamo di fronte a una grandissi- Spagna e Italia (dove
poi ancora fumante tira il chiavaccio ed esce. ma poetessa i cui versi nascevano da una forte istintuali- intervista Benito Mussolini),
tà, quasi in maniera medianica. Però a un certo punto lei a Cipro, in Egitto, in
Gli schiavi sono abbagliati, le travi nere per il fumo è rimasta vittima di un sistema che l’ha fatta diventare Cecoslovacchia e viaggia in
qualcosa d’altro. Sa che cosa diceva Alda Merini? “Ognu- Cina e Giappone. Durante la
nel palazzo paterno mandano riverberi di fiamma. no ha la sua croce, io ho il mio Crocetti”». guerra vive sull’isola di
Lei ha pubblicato un altro esempio di poeta dive- Egina e per un breve
Penelope, che aspetta sul trono pallida e muta, nuto popolare e amatissimo, Pierluigi Cappello. periodo, fino al 1946, è
«Quando mi capitarono tra le mani i suoi versi dissi ministro dell’Educazione per
si volge e guarda, le ginocchia sciolte per il terrore: subito che un talento come il suo andava fatto conoscere poi stabilirsi ad Antibes
e lo pubblicammo, con grande successo». (Francia). Muore di leucemia
«Non è questo, Dio mio, l’uomo atteso per tanti anni! Ci sono poi casi di poeti capaci di raggiungere la Bibliografia
sensibilità di persone in tutto il mondo, ma che sono In italiano sono usciti Zorba
È un drago gigantesco che calpesta la mia casa!» anche poeti di grande rilievo, sia linguistico che di il greco (Martello Editore,
contenuto. Per esempio Wisława Szymborska. 1955; Mondadori, 1966;
Il perspicace Arciere intuisce il terrore oscuro «Mi ricorda Maurizio Crozza: così come lui fa la paro- prima versione integrale
dia dei politici e ti strappa un sorriso e un applauso, lei Crocetti Editore, 2011),
della misera donna, e al proprio cuore gonfio sussurra: fa una straordinaria parodia dei sentimenti, ti commuo- Cristo di nuovo in croce
ve facendoti ridere di gusto. Geniali entrambi». (Mondadori, 1955; con il
«Mio cuore, questa è la donna che per anni ha atteso
Oggi il gruppo da lei fondato e diretto è «sotto titolo La seconda crocifissione
che le aprissi le ginocchia e con lei godessi il pianto, l’ombrello» di Feltrinelli. È più tranquillo? di Cristo, Castelvecchi, 2011);
«Sono stato molto contento di questo accordo, che Capitan Michele (Martello
è la donna per cui smaniavi lottando contro i mari, preserva in tutto la nostra identità. Faccio sempre Editore, 1959), L’ultima
l’esempio della donazione fatta dalla miliardaria Ruth tentazione (Frassinelli, 1987;
contro i numi e le voci gravi della mente immortale!» Lilly, in America, alla rivista “Poetry”: 100 milioni di dol- dal romanzo Martin
lari. All’inizio si gridò al miracolo ma poi i soldi finirono Scorsese ha tratto nel 1988
Così dice, ma il cuore non sobbalza nel petto virile. per snaturare la rivista, che licenziò lo storico e bravissi- il film L’ultima tentazione di
mo direttore, fece scelte scellerate, insomma quel dono Cristo con Willem Dafoe,
così consistente finì per nuocere». Barbara Hershey, Harvey
Ha mai incontrato Ruth Lilly? Keitel e David Bowie), Il
«No, ma una volta pubblicammo un’inserzione su un poverello di Dio (Istituto di
quotidiano americano invitando alle donazioni e mi ar- Studi Atellani, 1983;
rivò un biglietto in cui si chiedevano informazioni su Mondadori, 1987; Piemme,
“Poesia”. Era firmato Ruth Lilly». 1989; col titolo Francesco,
E che cosa avvenne? Crocetti Editore, 2013),
«Assolutamente nulla». Commedia. Tragedia in un atto
rscorranese@corriere.it (Edizioni del Paniere, 1980),
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ascetica (Città Armoniosa,
1982; col titolo Ascetica, o I
L’incipit del primo canto dell'Odissea
di Nikos Kazantzakis
SSS salvatori di Dio, Crocetti,
2017), El Greco e lo sguardo
cretese (Biblioteca del
Fantasia Vascello, 1994; come
(Candia, Grecia, 18 febbraio 1883-Friburgo
«Dal mondo dei canti popolari viene Rapporto al Greco, traduzione
in Bresgovia, Germania, 26 ottobre 1957) integrale, Crocetti Editore,
l’espressione “che ride come un 2015); suoi testi sono
è tratto dalla versione di Nicola Crocetti in uscita
mandorlo”. E tra gli epiteti con cui nell’antologia Poeti greci del
per Crocetti Editore Novecento (a cura di Nicola
l’autore definisce Ulisse ci sono Crocetti e Filippo Maria
CdS “inaddolcibile” e “guardaconfini”» Pontani, Mondadori, 2010)
18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

{
Addio multe
Basta multe per chi consegna in ritardo i libri state cancellate). L’idea è evitare che chi sa di
Risvolti presi in prestito. È la nuova politica della avere debiti pesanti con la biblioteca, eviti di

Libri Narrativa francese di Giulia Ziino London Public Library, che progressivamente non restituire i volumi per non dover pagare:
sta riducendo le sanzioni per i ritardatari sarebbero 10 mila i londinesi in questa
(quelli adulti, per i bambini le multe sono già situazione. A loro, tutto è perdonato.

Molto più di un memoir Régis Jauffret vede in televisione un filmato di pochi secondi, suo papà in manette,
arrestato nel 1943 dalla Gestapo, a Marsiglia. È una storia di cui non sa nulla. Diventa una storia da raccontare. Questa
smo da un’angolazione comica. Il padre
Alfred nel bilancio che ne fa è un uomo
fragile e inetto che vive dentro la sua as-
senza, declassato al lavoro nell’azienda di
famiglia al rango di «semplice impiega-
to», tarmato da una sordità che lo ha nel
tempo incupito e reso sempre più autisti-
co e depresso, e le sue «prove d’amore di-
menticate» nei suoi confronti, «così nu-
merose che di sicuro si potrebbero con-
tare sulle dita di una mano», sono quelle
di un padre che per trent’anni è rimasto
sepolto nella memoria del figlio «nello
stato di una mummia».
L’obiettivo del racconto è sempre lui, il
fuoco è Alfred Jauffret, sua madre è sem-
pre e solo nominata Madeleine, a parte
una volta nel finale, quasi per prendere le
distanze, tenerla in una sorta di dolorosa
retrovia, a lenire le pene di tutti. Ecco al-
lora che la forza della letteratura può
compiere il miracolo, quello di spostare
o cambiare il punto di vista, perché il no-
stro passato è vivo, e allora anche un pa-
dre si può «restaurarlo sulle rovine della
memoria», oppure «addomesticarlo, le-
vigarlo, sfumarlo, lucidarlo come un paio
di scarpe vecchie ripescate in soffitta».

La (ri)costruzione del padre


Per farlo basta cambiare la trama della
sua vita o immaginarne una diversa, se
un deragliamento esistenziale ne avesse
cambiato improvvisamente la traiettoria,
o un sogno avesse fatto di lui un eroe co-
ronando un nostro desiderio segreto. Al-

oltre le bugie della memoria


lora quei pochi fotogrammi di una oscu-
ra storia della Storia risvegliano nell’auto-
re «un’inestinguibile sete di padre» tanto
da inseguirlo, raccontarlo in quella che
può definirsi un’autobiografia generazio-
nale, un’autobiografia di tutti dentro
l’eterno quotidiano, un amore che nasce,
un viaggio di nozze a Firenze, il desiderio
febbrile di un figlio trovato dopo intermi-

i
nabili amplessi, insomma, semplice-
di ANGELO FERRACUTI mente la vita che scorre.

U
Poi, nella seconda parte, questo lento
na scheggia filmica di un do- avvicinamento nel racconto si fa più inti-
cumentario sulla Francia di Vi- mo, il libro cambia passo, è come se si
chy visto casualmente alla tv, sciogliesse, diventa un corpo a corpo e
sette secondi di pellicola, l’in- una continua invocazione, la rabbia si
quadratura di un arresto della confonde con lo strazio, la pietà si mi-
Gestapo avvenuto nel 1943 in un quartie- schia al rimpianto e ai ricordi struggenti,
re di Marsiglia dove l’autore ha vissuto, è ai quali il figlio-autore si aggrappa dispe-
la scintilla vertiginosa, il soffio al cuore ratamente, il regalo inatteso di un giocat-
che dà origine a Papà di Régis Jauffret tolo, una gita al mare, ecco le rarissime
(Edizioni Clichy). È come se l’immagine cose fatte insieme che custodisce come
perturbante di quell’uomo in cui ricono- preziose madeleine, reperti del suo «po-
sce suo padre Alfred che vede sullo scher- sto delle fragole», immaginato o invece
mo, «un uomo in manette», «con il naso inventato, comunque vissuto nello spa-
imponente alla Gérard Depardieu», una zio letterario di un’altra possibile vita.
storia di cui non sa niente, riuscisse a
compiere un risveglio della memoria se- RÉGIS JAUFFRET
polta nelle profondità della psiche, co- Papà
stringendo lo scrittore a «inventariare la Traduzione Narrato con una scrittura scarna e rit-
propria vita» in un memoir intimo di in- di Tommaso Gurrieri mica, che sapientemente mescola realtà
solita potenza espressiva che diventa la EDIZIONI CLICHY e immaginazione, reportage esistenziale
materia incandescente della narrazione e Pagine 200, e 17 e invenzione dal vero, Jauffret in Papà
la ricerca dell’identità biografica. scrive in bilico, su una sottile frontiera
Come Annie Ernaux ne Il posto, Ri- L’autore dove il verosimile, la ricostruzione dai ri-
chard Ford in Tra loro, lo straordinario Scrittore e drammaturgo, cordi, volutamente non diventa mai pura
Patrimonio di Philip Roth, per non dire Régis Jauffret è nato a fiction ma si esprime nella sua comples-
di In tutto c’è stata bellezza di Manuel Vi- Marsiglia il 5 giugno 1955. sa ibridazione. Non fa mistero di questa
las, Infelicità senza desideri di Handke, il Dopo alcuni rifiuti dagli scelta estetica scrivendo esplicitamente
tema del padre e della famiglia diventa editori, esordisce nella in un passo dei suoi genitori: «Madeleine
reperto generazionale o storico, scanda- narrativa nel 1985 con il e Alfred non sono personaggi. Con i

Internazionale storia
glio psicologico e sociale, ma anche ma- romanzo Seule au milieu frammenti sparsi di ciò che so di loro mi
teria narrativa al confine tra realtà e fin- d’elle al quale seguono una servo di pixel per farli apparire. Altri pixel

In cerca
zione, che divide i fatti dall’immagina- ventina di opere tra romanzi, diversamente scelti e organizzati produr-
zione e, soprattutto, una resa dei conti racconti e pièce spesso sui rebbero altre persone. Per mostrarli tutti
con la propria storia e con le proprie radi- temi della follia, interi avrei dovuto inventarli. Li avrei
ci. Quindi questa materia intangibile, a dell’insoddisfazione e posseduti, li avrei fatti miei».
volte lontana e inafferrabile, la memoria dell’ossessione. Jauffret è La memoria è caos, la vita non è ordi-

di fortuna
romanzesca, presto nel libro diventa in- stato intervistato da Stefano nata come la trama di un romanzo, e allo-
venzione dalla realtà, ricordo mobile che Montefiori su «la Lettura» ra possiamo non riconoscerla, sta a dirci
mente al proprio originale, lo camuffa #450 del 12 luglio scorso questo libro, immaginarla come non era,
nel tempo, un modo di ribellarsi alla tra- (disponibile nell’App) dubitare persino di alcune cose accadute,
ma opaca dei giorni. «La realtà si fa beffe Il libro perché la memoria è «una bugiarda,
di me», dice l’autore di quei pochi foto- Uno sguardo alla tv, che un’affabulatrice che esagera per farsi no-
grammi che sono in grado di rimescolare trasmette un documentario tare». Resta la storia di un padre e di un
i tempi, che lo costringono a guardare
tutto con uno sguardo diverso, a ripensa- L’emigrazione italiana sulla Francia di Vichy, sui
collaborazionisti, sui
figlio, la storia che è stata e quella che
avrebbe potuto essere, «forse per tutta la
re le sequenze, il senso della vita: la realtà
che ha vissuto «giustifica la finzione»,
come scrive in esergo a mo’ di ammoni-
dall’ottocento a oggi sulla rastrellamenti della Gestapo:
qui, all’improvviso, appare
vita non ho scritto altro che il libro senza
fine di tutto ciò che non ci siamo mai det-
ti» confessa l’autore al suo fantasma pri-
stampa di tutto il mondo
l’immagine di un palazzo di
zione programmatica, ne determina uno Marsiglia noto allo scrittore ma di aprirgli per sempre il suo cuore.
svolgimento altro rispetto all’ottusa og- (perché lì è nato e cresciuto) © RIPRODUZIONE RISERVATA

gettività degli avvenimenti, alla cronolo- e di un uomo altrettanto


gia degli eventi.
Ironicamente spietato, con sé stesso e
con gli altri, Jauffret è persino divertito da
In edicola e in libreria noto, in manette (nei
fotogrammi in alto), portato
via dai nazisti: è suo padre.
Stile UUUUU
certi aspetti assurdi dell’esistenza della Ma chi è davvero Storia UUUUU
sua famiglia, li racconta a volte con sarca- Alfred Jauffret? Copertina UUUUU
20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

)I 8K!;!9!8 !I >L38 K>6%


)I> 436>869!I>6!> ;877!> 9! 9%3%;3!/%
)I 9%K8I% ;"% %4!43%? B $864% I8

*86I> LJ>1386% 9%
E. +.**. DB,*F 0F .(.E'C H5,025+*E.

A,.A5,5*.(F 5
FDA5&&F,. 0F C)B(B#
FL <: I8/%K=6% !I L!=6%6!>
FE 0F5(BEB
. EJ52-)5 +2),5
FL I18/8@ >33%48 68K>IG8
9! +31>63 *1638I
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

{
L’esempio di Mingus
Nel 1958 Charles Mingus compose la musica Hughes per l’emancipazione dei neri è ancora
Stanze per The Weary Blues, la raccolta di poesie oggi una fonte d’ispirazione. Leyla McCalla,

Libri Narrativa polacca di Angela Urbano modellate su ritmi jazz di Langston Hughes
(1902-1967), il più noto degli scrittori
dell’Harlem Renaissance. L’impegno di
newyorchese di origini haitiane, ne ha
musicato alcuni testi in Vari-Colored Songs,
un disco uscito nel 2013 e ora ripubblicato.

Realismo magico Esce per la terza volta, per un terzo editore e con un titolo nuovo, «Nella quiete del tempo» di Olga
Tokarczuk, premio Nobel. L’occasione per apprezzare un romanzo che porta García Márquez nella Mitteleuropa del Novecento

Il mondo ruota sul macinacaffè


di VANNI SANTONI

I i
n un mercato del libro sempre più secondo ascendente nella Trilogia della
malato di velocità, in cui ogni volu- città di K. dell’ungherese Ágota Kristof,
me ha tre mesi per rivendicare il laddove il primo è certamente Cent’anni
proprio diritto a restare sugli scaffa- di solitudine di Gabriel García Márquez:
li e con esso altro tempo per trovare Prawiek è una Macondo meno colorata
i suoi lettori, non ci stupiamo più quando ma non meno magico-realista (basterà
scopriamo un testo straordinario solo dire che il suo asse, e quello del mondo, è
grazie a una riedizione presso un altro un macinacaffè) e capace di un rapporto
marchio. A volte, anche questo non ba- anche più viscerale con la natura.
sta. A volte possono occorrere ben tre di- Tra le molte virtù di Tokarczuk, oltre
verse edizioni e un premio Nobel perché alla ragguardevole abilità nel variare regi-
tutti prendano coscienza della grandezza stro all’interno dello stesso libro ma an-
di un libro. che nell’opera generale (i suoi altri due
romanzi nel catalogo Bompiani, I vaga-
bondi e Guida il tuo carro sulle ossa dei
morti, sono un taccuino d’autore di mar-
È il caso di Nella quiete del tempo di Ol- ca sebaldiana e un eco-thriller femmini-
ga Tokarczuk, che arrivò in Italia la prima OLGA TOKARCZUK sta), spicca la capacità di dare voce a sog-
volta per E/O nel 1999, a tre anni dal- Nella quiete del tempo getti non-umani: mostri, come l’Uomo
l’uscita originale, con un titolo differente: Traduzione Cattivo, sorta di licantropo che vive nei
Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli. di Raffaella Belletti boschi attorno al villaggio; fantasmi, co-
Riapparve poi per Nottetempo nel 2013, BOMPIANI me l’Annegato Pluszcz che ne infesta gli
col nuovo titolo (nessuno dei due corri- Pagine 320, e 18 acquitrini; animali, come Lalka, la cagna
sponde all’originale Prawiek i inne czasy, di Misia; vegetali, come i tigli che da sem-
«Prawiek e altri tempi», intraducibile pre segnano l’accesso a Prawiek; fungini,
poiché la parola polacca prawiek, che è L’autrice come l’enorme micelio che ne pervade il
anche il nome del villaggio in cui sono Olga Tokarczuk (Sulechów, sottosuolo; né può mancare Dio, in un
ambientate le vicende del romanzo, si- Polonia, 1962) ha studiato mondo in cui financo case e oggetti tro-
gnifica «tempi remoti» e non ha un corri- psicologia a Varsavia. vano una loro voce e un loro punto di vi-
spondente italiano). Titolo rimasto nella Scrittrice e poetessa tra le sta, mai meno importante di quello degli
nuova e recente edizione Bompiani, co- più acclamate della Polonia, esseri umani, in una radicale ricerca da
me la traduzione di Raffaella Belletti, an- la sua opera è stata tradotta parte dell’autrice di una voce collettiva
corché ogni volta aggiornata. Una nuova in oltre quarantacinque che trascenda anche ciò che normalmen-
edizione che dona al romanzo anche una lingue. Ha vinto il Premio te intendiamo per «coralità».
veste adeguata al suo intenso realismo Nobel per la Letteratura
magico in salsa mitteleuropea: un pae- 2018 (assegnato l’anno
saggio che si fa volto di donna, affiancato successivo insieme con
all’interno da una mappa di Prawiek e dei quello per il 2019 andato a Con questi strumenti, Tokarczuk co-
suoi dintorni, entrambi opera dell’artista Peter Handke) per la sua struisce una sorta di mito moderno (o se
Rocco Lombardi. «immaginazione narrativa vogliamo postmoderno) in cui gli eventi
I due elementi paratestuali sottolinea- che con passione si organizzano ora come un retablo, ora
no la centralità del villaggio e la sua collo- enciclopedica rappresenta come un frattale, ma sempre all’interno
cazione in un piano dove si intersecano l’attraversamento dei degli invalicabili confini di Prawiek. Que-
realtà e fantasia, storia e mito: lungo le confini come forma di vita», sta Prawiek pensata come un mandala ti-
320 pagine di Nella quiete del tempo si recita la motivazione. Il betano, un luogo delimitato che funge
raccontano infatti ottant’anni di vita di vittima di un gioco da tavolo cabalistico Prawiek», gli anni passano e le piccole romanzo I vagabondi però da rappresentazione dell’universo
un villaggio anonimo eppure «situato al che pare in qualche modo riprodurre la tragedie dei singoli si mescolano con (Bompiani, 2019) le è valso tutto, svela l’intento ultimo dell’autrice,
centro dell’universo», attraverso le vicen- vita nel villaggio e allo stesso tempo quel- quelle enormi e collettive recate dalla sto- il Man Booker International che è, come quello di altri suoi colleghi
de di un gruppo di suoi abitanti che par- la dell’intero universo. ria. Prize 2018 ed è stato emersi con forza dall’ex blocco sovietico
rebbe selezionato per tasso di archetipi- Verrà allora il tempo della Wehrmacht finalista al National Book — l’ungherese László Krasznahorkai, il
cità. Ci sono quelli più ordinari, come la nazista e della scomparsa degli ebrei dal Award. È stata di nuovo romeno Mircea Cartarescu, il bulgaro Ge-
mugnaia Genowefa e sua figlia Misia, che vicino borgo di Jeszkotle e, dopo il breve finalista al Man Booker orgi Gospodinov — la ricerca di una pro-
«nasce sentendosi scomposta» e «passe- Il dispositivo strutturale utilizzato da giubilo per i liberatori giunti dall’Est, ver- International Prize nel 2019 pria metafisica, qui effettuata con imma-
rà l’esistenza a ricomporsi», diventando Tokarczuk è quello della «ronda», col ro- rà il tempo degli espropri e di un nuovo con Guida il tuo carro gini e ritmi più meditativi che visionari.
asse del racconto, e quelli più bizzarri, manzo suddiviso in 84 brevi capitoli in regime. E ci sarà anche chi, tra gli abitanti sulle ossa dei morti © RIPRODUZIONE RISERVATA

come Spighetta, una giovanissima pro- cui i vari personaggi (e quelli che via via di Prawiek, saprà farsi una posizione al L’immagine
stituta che si farà veggente e genius loci arrivano a Prawiek, vi nascono o sempli- suo interno. Arriverà anche la modernità, Józef Mehoffer (Ropczyce,
di Prawiek; il giovane Izydor, convinto cemente rivelano la propria esistenza) si certo, e forse è con essa che la natura an- Polonia, 1869-1946), Stile UUUUU
che il mondo sia diviso per quartetti (i alternano nel racconto di momenti sa- cestrale del villaggio e della sua «bolla» Słonce majowe («Sole di
lienti della propria vita e di quella altrui. scomparirà per sempre. Da questa pro- maggio», 1911, olio su tela), Storia UUUUU
punti cardinali, le stagioni, gli evangeli-
sti…); o il castellano Popielski, che finirà Perché anche nella quiete del «tempo di spettiva, Nella quiete del tempo trova un Varsavia, Museo Nazionale Copertina UUUUU
22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Libri Narrativa americana

È uno degli
DON DeLILLO
The Silence
SCRIBNER
autori più grandi Pagine 128, $ 22

di oggi, con un L’autore


Don DeLillo (nel ritratto qui
accanto di Christian
fiuto per quello Bourcart/Getty Images) è
nato a New York il 20

che accadrà (come novembre 1936, figlio di


immigrati italiani di origini
molisane, arrivati negli Stati
l’11 settembre, Uniti subito dopo la Grande
guerra (la nonna, sostiene

come il 2008). Nel DeLillo, non imparò mai a


parlare inglese). Dopo gli

nuovo romanzo,
studi alla Fordham
University, nel Bronx, ha
lavorato come copywriter
scritto prima della per un’agenzia pubblicitaria.
Tra i primi racconti va

pandemia e uscito ricordata la novella The River


Jordan, pubblicata nel 1960

Covid digitale
sulla rivista «Epoch» della
in America, prestigiosa Cornell
University. Considerato oggi

immagina che una uno dei giganti del


postmodernismo, DeLillo ha
lasciato il mondo della
sera del 2022 pubblicità per dedicarsi alla
narrativa a tempo pieno in

si verifichi un occasione dell’uscita del

DeLillo spegne
primo romanzo, Americana

blackout globale
(1971), a cui lavorava dal
1966 (edito in Italia da il
Saggiatore nel 2000 e poi
tecnologico: da Einaudi, che oggi
pubblica i suoi romanzi).

si fermano
Da giovane apprezzava le
opere di James Joyce,
William Faulkner, Flannery
computer, tv,

la tecnologia
O’Connor e Ernest
Hemingway. Quest’ultimo, in

telefoni, il mondo particolare, ha


rappresentato una grande
influenza nei suoi primi
torna analogico e tentativi di scrittura creativa.
Dopo Americana ha scritto,

immediatamente tra gli altri, End Zone (1972),


Great Jones Street (1973), La

tutto perde
stella di Ratner (1976) e I
nomi (1982). Ha ottenuto il
successo internazionale con
significato, con Rumore bianco (1985), con
cui ha vinto il National Book di MATTEO PERSIVALE

S
l’uomo che
Award: è la storia di una
famiglia medio-borghese la amuel Beckett, colpito da afasia dribblato con eleganza le domande sulla nologia che ci circonda. Gli schermi delle
cui vita è interrotta dal dopo un malore in casa, nel sua — obiettiva — capacità di prevedere tv, i display dei telefoni e dei device, le ra-
contempla sé diffondersi di una nube
tossica. Seguono Libra
1988, viene portato all’Hôpital
Pasteur di Parigi. I dottori, come
il futuro. Non ho il dono della profezia,
spiega ogni volta a chi sottolinea come
dio: tutti spenti. Una pandemia digitale.
Il mondo che torna a essere analogico. E

stesso in uno (1988), sull’assassinio di


Kennedy, e Mao II (1991),
sul rapporto tra scrittura e
in una sua piéce, circondano il
paziente senza riuscire a mettersi d’ac-
cordo sulla diagnosi: ischemia transito-
nei suoi libri abbia anticipato l’11 settem-
bre, la crisi del 2008, il ritorno del nazio-
nalismo, la concentrazione del potere
perde immediatamente di significato.
Questo romanzo di DeLillo, appena
uscito negli Stati Uniti, arriva mentre il
schermo buio. potere dei media, che gli è
valso un Pen/Faulkner
ria, Parkinson? Beckett, incapace di par-
lare, viene portato in una casa di riposo. E
(economico e non solo) nelle mani degli
oligarchi dell’ex Urss.
mondo è lacerato da una pandemia e non
rivela quale sia la catastrofe che è il moto-

Il libro non poteva Award. Tra le altre opere:


Underworld (1997),
scrive. Scrive una poesia. Si intitola Com-
ment dire, «Come si dice», da lui stesso
re della narrazione. Si tratta di un instant
book con il quale il maestro americano

che intitolarsi
considerato il suo tradotta in inglese come What is the cerca di raccontare a modo suo la pande-
capolavoro, un affresco Word. Sono le ultime parole di Beckett, Di sicuro però DeLillo ha un dono: è un mia? No: DeLillo ha terminato la stesura
dell’America dalla guerra 58 anni dopo il suo debutto letterario, architetto sublime di vicende apocalitti- poco meno di un anno fa, e l’ha inviato a
«The Silence» fredda agli anni Novanta del
Novecento; L’uomo che cade
con le quali si congeda dal mondo (mori-
rà pochi giorni prima del Natale successi-
che. Zero K (2016, edito in Italia da Einau-
di come tutto DeLillo) è il suo personale
gennaio all’editore americano, quando
ancora il Covid-19 era circoscritto alla so-
(2007), sugli attentati vo: nato di Venerdì Santo e morto a Nata- Libro tibetano dei morti, dove è andato a la Wuhan, in Cina. È un romanzo sul Co-
dell’11 settembre; Zero K le, l’arco più beckettiano possibile) e che indagare nella zona liminale tra la vita e vid scritto prima del Covid ma che nelle
(2016), una riflessione sullo verranno pubblicate soltanto dopo la sua la morte, il sonno criogenico dei miliar- bozze americane circolate nei mesi scorsi
scontro tra scienza e morte. Il linguaggio si dissolve. Il tempo dari che sognano di comprare, tramite la — e ottenute da «la Lettura» — riportava
religione per il controllo collassa su sé stesso. È la «casa indicibi- tecnologia, la vita eterna. In The Silence un’interpolazione figlia di un malinteso
della vita umana. le» che ha scrutato — glimpse, «intrave- invece DeLillo mette in scena un dinner esilarante: DeLillo ha spiegato laconico al
DeLillo ha vinto anche il dere», recita la voce narrante di quella party infernale a casa di una professores- «New York Times» che un editor (non si
Pen/Saul Bellow Award poesia — fin da quando era ragazzo. Alla sa universitaria e suo marito: siamo nel può non ammirarne la faccia tosta, o la
(2010) e il Library of fine della vita e della carriera straordina- 2022, a New York, la sera del Super Bowl, megalomania) ha deciso di aggiungere
Congress Prize (2013). Ha ria di Samuel Beckett, il resto è silenzio. la finale del campionato di football. Una alle bozze una citazione del Covid-19, ov-
scritto sceneggiature e The Silence, «Il silenzio», è il titolo del cena molto beckettiana a Manhattan alla viamente stonatissima, nel mondo del
opere teatrali. Il suo nuovo, sorprendente romanzo di Don quale arriveranno soltanto tre invitati: 2022 immaginato da DeLillo. Mondo nel
romanzo più recente, di cui DeLillo, edito in America da Scribner, una coppia appena atterrata da Parigi e quale ovviamente non c’è posto per il Co-
scriviamo in queste pagine, che abbaglia con la chiarezza della sua un ex studente della professoressa, che vid prima dell’apocalisse digitale. Il mae-
è The Silence, uscito il mese costruzione e inquieta per il senso profe- ora insegna Fisica in un liceo del Bronx. stro, fresco ottantaquattrenne, non se l’è
scorso negli Stati Uniti tico dell’idea alla sua radice. DeLillo, nato Quella sera, il mondo si ferma. Si spegne. presa a male (altri colleghi meno grandi
per le edizioni Scribner nel 1936, nelle rare interviste ha sempre Scompare tutta, ma proprio tutta, la tec- avrebbero preteso la testa dell’editor): co-
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

{
E buonanotte al secchio
Non ti manda mai in braccio a Morfeo e non spesso ti lascia di sasso. Un libro da leggere e
Risate al buio fa scherzi da prete, nelle spiegazioni è di
manica larga, a volte fa voli pindarici ma non
buonanotte al secchio: Perché diciamo così.
Origine e significato dei modi di dire di Saro
di Francesco Cevasco
fa venire il latte alle ginocchia bensì mette i Trovato, uscito per Newton Compton
puntini sulle i, fa le cose con tutti i crismi e (pp. 288, e 10).

L’intervista Yaa Gyasi, autrice di «Non dimenticare chi sei», esce nelle librerie americane
con il secondo romanzo, «Transcendent Kingdom». «Racconto il razzismo privato»

Così mi affido alla scienza


per dare un senso al dolore
di MARCO BRUNA i fenomeni che descrivo nel libro: i mec-

G
canismi neurologici di ricerca della ri-
ifty, la narratrice del nuovo compensa nei topi».
romanzo di Yaa Gyasi, prova a Gifty si affida alla scienza per trovare
dare un nome a ogni ferita una risposta al dolore. È in corso un
dell’anima. Cerca una spiega- conflitto con la fede?
zione al dolore per la morte di «Gifty è figlia di una donna molto reli-
un fratello, al lento appassire di una ma- giosa, sente il peso di questa fede. Rico-
dre depressa, all’abbandono di un padre, nosce, tuttavia, che non potrà mai essere
a un’infanzia in una terra di false promes- come sua madre. Il mio obiettivo non era
se. Transcendent Kingdom è un libro in- mettere in contrasto scienza e fede, ma
timo perché Gifty, neuroscienziata dotto- creare una continuità tra quei due mondi
randa di 28 anni, si spoglia del passato e nella vita della protagonista. Sono cre-
lo analizza pezzo dopo pezzo, come se si sciuta in quella che viene chiamata “Cin-
trattasse di uno degli esperimenti che tura della Bibbia”, un’ampia area del Sud
conduce nel suo laboratorio dell’Univer- accomunata dalla fede evangelica. La fe-
sità di Stanford. Nei ricordi di Gifty c’è de è mostrata con orgoglio in Alabama,
una famiglia di origini ghanesi in cerca di te la porti addosso. Quando la religione
una nuova vita a Huntsville, Alabama. C’è non offre più le risposte che cerca, Gifty
una bambina che scrive lettere a Dio, co- segue il metodo scientifico».
me Celie di Alice Walker nel Colore viola, Il rapporto madre-figlia è il motore
per confidare le sue paure. C’è una madre di questa storia.
in cerca dello stesso Dio che pregava in «La madre di Gifty è una donna molto
Africa nella chiesa evangelica americana complicata, dura, spigolosa. Nel suo dia-
e un padre che, nonostante l’imponente rio di bambina, Gifty la chiama Black
sì quelle bozze sono diventate una picco- stazza, si fa sempre più piccolo davanti al Mamba, come uno dei serpenti più peri-
la curiosità da collezionisti. pregiudizio dell’uomo bianco, fino a colosi. È stato difficile renderla a livello
DeLillo si muove a suo agio nel mondo scomparire. letterario perché passa la maggior parte
analogico: non ha un cellulare, e dalla Attraverso gli occhi della protagonista del libro a letto, chiusa nella sua depres-
sua casa fuori New York (non troppo lon- siamo testimoni dello sgretolarsi di tutto. sione dopo la morte di Nana. È una don-
tano perché prima della pandemia ama- Le pagine più toccanti sono dedicate alla na che cercava una vita migliore in Ame-
va prendere il treno per andare al cinema scomparsa del fratello maggiore Nana, rica e si è trovata a piangere un figlio e a
a Manhattan) comunica ancora via fax eccellente giocatore di basket, morto per vivere senza marito. Ha sopportato turni
(un fax, come raccontano amici e colle- un’overdose di eroina nella più disperata di lavoro massacranti per uno stipendio
ghi scrittori, che spesso non funziona ne- solitudine del parcheggio di un caffè del- misero. È una donna che ha visto i sogni
anche bene). Ha scritto tutti i suoi libri, la catena Starbucks, quando Gifty ha 11 andare in frantumi. Gifty prova ad aiutar-
compreso The Silence, su una vecchia anni. Nana cade nella dipendenza a causa la, superando i muri che le dividono».
macchina per scrivere meccanica. Se il degli oppiacei che gli erano stati prescrit-
DeLillo utente — o meglio non-utente — ti per una caviglia dolorante, eco triste
di tecnologia è sostanzialmente un luddi- della cronaca americana.
sta, il DeLillo scrittore parla corrente- Gifty resiste, prova a guarire le ferite Può la letteratura raccontare, persi-
mente lo slang della tecnologia, e in The dell’anima dedicandosi allo studio. Si tra- no lenire, il dolore di una perdita nella
Silence evoca criptovalute, droni (uno dei sferisce in California. Gli esperimenti sui vita reale?
personaggi ipotizza che la catastrofe tec- «La letteratura aiuta a colmare un vuo-
nologica derivi dai «droni che sono di-
ventati autonomi» ipotizzando una terri-
ficante «guerra dei droni»), satelliti. È un
SSS to. Dà voce a persone che non possono
raccontare la loro storia, perché non han-
no i mezzi per farlo. Al centro di Home-
romanzo apocalittico, la guerra dei droni La sconfitta di Trump going ci sono quelle generazioni di afroa-
che sostituisce la guerra dei mondi di «Biden è un passo in mericani a cui non era permesso impara-
Wells (H.G.) & Welles (Orson), la depri- re a leggere e a scrivere. Quegli uomini e
mente ammissione che siamo soltanto avanti, ma un passo ancora quelle donne non potevano dirci chi era-
«schegge di una civiltà» disperse nella troppo piccolo. La strada no, non potevano spiegare il loro dolore.
storia. Solo creando memoria possiamo colma-
DeLillo, che come Kafka ha un talento
per guarire questo Paese re il vuoto di una perdita. L’esistenza di
innato per lo humour (il giovane Franz rimane molto lunga» Gifty è segnata dalla scomparsa degli af-

i
leggeva i suoi racconti agli amici ridendo fetti ma il ricordo della sua famiglia di-
fragorosamente), dà un tocco pinteriano topi di laboratorio diventano un modo do. Io e i miei genitori, immigrati dal venta, col tempo, una presenza tangibi-
al suo romanzo-piéce teatrale (il libro in per studiare i meccanismi del dolore. Ghana quando avevo due anni, ci sentiva- le».
inglese è disponibile anche come audio- Con Transcendent Kingdom, che usci- mo soli, anche a causa del colore della Che ritratto del suo Ghana vuole of-
book, recitazione mirabile con un bellis- rà in Italia il prossimo autunno per Gar- pelle. Ho trasferito le mie ansie a Gifty». frire ai lettori?
simo cast nel quale c’è anche Laurie An- zanti, Yaa Gyasi (1989), nata in Ghana ma Anche qui, come in «Homegoing», il «Gifty è nata in America, il suo legame
derson): l’ex studente della padrona di arrivata presto con la famiglia negli Stati pregiudizio razziale segna la vita dei con il Ghana è vivo solo attraverso i rac-
casa è ossessionato da Einstein, per la Uniti, è alla seconda prova narrativa dopo protagonisti. conti dei genitori e grazie a qualche viag-
precisione dal manoscritto del 1912-14 Homegoing (2016), successo con cui si è «Con Homegoing ho analizzato la que- gio, affrontato di malavoglia. Mi sono
sulla Teoria della relatività, che cita, an- affermata a 26 anni (edito nel nostro Pae- stione razziale in una cornice più ampia, chiesta spesso che donna sarebbe stata
che in tedesco, in un silenzio irreale, se da Garzanti con il titolo Non dimenti- quella del colonialismo e della tratta de- se fosse cresciuta in Africa. Io ho vissuto
mentre il mondo fuori dalle finestre della care chi sei). Se con Homegoing Gyasi ha gli schiavi. Volevo riflettere sul razzismo in Ghana anni della mia vita che non ho
casa di Manhattan si ferma. concentrato l’attenzione sulle cicatrici istituzionalizzato. Con questo secondo modo di ricordare. Mi considero parte
della storia, narrando un’epopea afroa- romanzo ho raccontato un universo mol- della generazione “1.5”, divisa tra due
mericana attraverso i discendenti di due to più ristretto. Ho esplorato i modi attra- mondi ma appartenente soprattutto a
sorelle — una sposata a uno schiavista, verso cui il pregiudizio incide nel privato uno, quello americano. Altri autori, tra
Che cosa ci nasconde uno schermo im- l’altra venduta —, dal XVIII secolo al pre- di una famiglia nera. Per guadagnarsi da cui Chimamanda Ngozi Adichie e Chinua
provvisamente nero? Che cosa succede se sente, con Transcendent Kingdom ha ri- vivere, la mamma di Gifty fa anche la ba- Achebe, hanno saputo raccontare meglio
la nostra realtà virtuale — o, forse, iper- volto lo sguardo ai dolori privati del- dante di un uomo bianco e razzista, Tho- YAA GYASI di me le loro radici africane, perché le
reale — improvvisamente finisce? La pri- l’America. «La Lettura» l’ha raggiunta su mas, che chiama gli afroamericani nig- Transcendent Kingdom hanno vissute più da vicino».
ma parola pronunciata da un personag- Skype nella sua casa di Brooklyn. ger. Nonostante tutto si porta dentro il KNOPF Quali sono i suoi autori di riferimen-
gio a pagina 1 di questo libro tanto breve Quanto della sua vita ha riversato in suo dolore e va avanti, sapendo che non Pagine 288, $ 27,95 to?
quanto allarmante è: «Guarda». L’ultima questo romanzo? può perdere quel lavoro. Gifty parla di «Tra tutti Marilynne Robinson, di cui
immagine, 128 pagine dopo, è quella di «Con Transcendent Kingdom ho guar- “ferite spirituali” quando non sa spiegare L’autrice amo Gilead, una delle fonti di ispirazione
un uomo che guarda uno schermo spen- dato dentro me stessa. Ci sono i luoghi l’origine di un sentimento nel momento Yaa Gyasi (Mampong, di questo romanzo. Poi James Baldwin:
to. Ventotto secoli dopo la definizione di della mia vita, come Huntsville, dove ho in cui lo prova. Lo riconosce ma non sa Ghana, 1989: in alto) a due Gridalo forte è uno dei miei libri preferi-
Esiodo — «la totalità di tutto ciò che esi- passato l’infanzia, e Stanford, dove ho spiegarlo. Succede anche per il razzi- anni si è trasferita negli Stati ti».
ste» — DeLillo evoca senza nominarlo studiato. Huntsville riflette un’immagine smo». Uniti. Cresciuta a Huntsville, Come ha reagito alla vittoria di Joe
Paul Celan, il poeta della Shoah: «Il mon- fedele del Sud degli Stati Uniti. Anch’io, Com’è nato «Transcendent Kin- in Alabama, nel 2016 ha Biden?
do non c’è più/ io debbo portarti». Nella come Gifty, sono cresciuta nella chiesa gdom»? esordito con il romanzo Non «Sono sollevata. Ma la strada per gua-
notte di Manhattan, l’unica cosa capace evangelica: la mia era una delle due fami- «Ho cominciato a concepirlo dopo una dimenticare chi sei, edito in rire questo Paese è ancora molto lunga.
di sorreggerci, è uno schermo nero come glie nere che frequentavano la comunità visita alla mia migliore amica, Christina Italia da Garzanti, una saga Biden è un passo in avanti, ma un passo
una lapide. religiosa. È anche per questo che ho svi- Kim, che all’epoca stava finendo il dotto- che percorre 8 generazioni ancora troppo piccolo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA luppato un senso di solitudine crescen- rato in neuroscienze a Stanford. Studiava dalla schiavitù a oggi © RIPRODUZIONE RISERVATA
24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

{
Rifugiato, chi è costui?
Vide morire il padre, fu separato dalla madre: Jamieson e Iman Geddy, risponde alla
Voci dal mondo Omar Mohamed ha trascorso la giovinezza domanda: «Che cosa significa essere un

Libri Narrativa italiana di Sara Banfi nel campo di Dadaab, in Kenya. Nella graphic rifugiato?». Una traccia svolta in decine di
novel When Stars Are Scattered (Dial Books, temi scolastici letti nei 15 anni trascorsi
pp. 264, $ 20,99), realizzata con Victoria nell’agenzia Onu per i rifugiati, l’Unhcr.

Figlie e madri Donatella Di Pietrantonio trova la via per continuare le vicende del suo romanzo di successo, articolandole
in modo complesso. Legami e scontri sullo sfondo di un paesaggio che si fa personaggio e di un borgo di pescatori solidali

Sorellanza&orfananza:
da chi hanno amato. Che è quanto accade
anche ad Adriana con il pescatore Rafael,
il cui rapporto con le donne è agli antipo-
di con quello di Piero. Il rapporto di
Adriana col bello e violento Rafael regge
a lungo andare solo per la presenza di

l’Arminutaattosecondo
Vincenzo; anch’esso fatto di lasciarsi e ri-
trovarsi, amandosi «in quel loro modo
appassionato e discontinuo»; con Adria-
na forse innamorata più del sogno di Ra-
fael, «vivere in mare senza altri padroni
che il vento».
Adriana è anche il punto di contatto
con un mondo diverso per la protagoni-
di ERMANNO PACCAGNINI sta: «Un luogo separato, dove il tempo

L’ i
scorreva più lento e valevano altre rego-
Arminuta è diventata grande le»; quel mondo di Borgo Sud di pescato-
recita la fascetta che accom- ri che conservano nella loro quotidianità
pagna Borgo Sud, il nuovo ro- il senso dei rapporti, una profonda soli-
manzo di Donatella Di Pie- darietà, il mondo dei pescatori quasi una
trantonio. Col che, il lettore famiglia allargata. Ed è soprattutto que-
sa di trovarsi in un sequel. Sequel che sto rincorrersi e lasciarsi per riprendersi,
può comunque vivere di vita propria, pur proprio di due modi differenti di essere
nei più che ovvi raccordi che si hanno al zingare, che costituisce il ritmo del ro-
primo romanzo. Raccordi però di «di- manzo. Perché gli andirivieni di Adriana
stacco», perché è una luce anche nuova o sono gli stessi del racconto. E del resto, è
diversa quella che caratterizza i rapporti un rincorrersi determinato da maledizio-
della protagonista, sempre senza nome, ni e profezie: come quella della goccia di
coi suoi familiari. sangue che, durante la festa di laurea del
La diversità — pur entro quella linea fidanzato Piero, era caduto sul vestito
che è propria di tutti i romanzi della Di bianco di lei; o per Adriana la maledizio-
Pietrantonio, che vede comunque sem- ne scagliatale dalla madre e che l’Armi-
pre centrali i rapporti delle protagoniste
con le loro madri — si dà sin dal suo an-
damento strutturale. Perché, pur con un
avvio che si caratterizza come «ritorno a
DONATELLA
DI PIETRANTONIO
Borgo Sud
SSS
casa», la vicenda si offre meno nuova EINAUDI Il passo della storia
quanto a plot rispetto a L’Arminuta, e più Pagine 164, e 18 Ci si rincorre e ci si lascia
entro una tradizione narrativa: che è però
poi quanto impegna maggiormente la L’autrice per poi riprendersi, modi
scrittrice. Rispetto cioè all’andamento Donatella Di Pietrantonio differenti per essere
piano del precedente romanzo, ove non (Arsita, Teramo, 1963) vive
più che squarci erano i momenti del pas- a Penne (Pescara) dove
zingare. Ed è qui che sta
sato (più che comprensibili consideran- esercita la professione di il ritmo del romanzo
do la giovane età della protagonista), qui dentista pediatrico. Con
davvero ci si muove in una memoria che L’Arminuta (Einaudi 2017, nuta tenterà invano di farle sospendere.
«non si stanca, restituisce ricordi alla rin- tradotto in più di 25 Paesi) La figura materna esce qui con tratti
fusa, è in ebollizione sfuggita al control- ha vinto numerosi premi, tra assai più duri che nel precedente roman-
lo» — dal che discende l’andamento del- i quali il Campiello, il Napoli zo, senza — da parte di genitori incapaci
la narrazione — in un albergo dove la e l’Alassio. Nel 2018 Einaudi di gesti di affetto — quei gesti che là si af-
protagonista trascorre la «notte intermi- ha ripubblicato Bella mia facciavano. Quella madre «indifferente
nabile» precedente all’incontro al quale (uscito in prima edizione da alla mia presenza», che «mi occupava
l’ha richiamata da Grenoble, ove insegna Elliot nel 2013) con il quale dentro, vera e feroce. Restava in gran par-
all’Università, da una telefonata urgente: ha partecipato allo Strega te sconosciuta, non sono mai penetrata
con chi e perché è brava l’autrice a tenerlo 2014 e ha vinto il Brancati. nel mistero del suo affetto nascosto.
in sospeso sin verso la fine. Nel 2011 aveva esordito con Chiuderò i conti con lei nella mia ultima
il romanzo Mia madre ora»; e questo contrariamente che con
è un fiume (Elliot) quel padre ormai anziano col quale si
L’immagine avrà un certo qual riavvicinamento a cau-
Il ricordo a sua volta muove da un ritor- Piero Vignozzi (Firenze, sa dell’evento tragico che riporta in Italia
no: quello della sorella Adriana che anni 1934), Gli iris di van Gogh la protagonista. E ne viene, nel romanzo,
prima, «prima dell’alba aveva tempestato (2019, grafite, pastello e olio un singolare rapporto, insieme, di sorel-
il campanello con tutta la sua furia», pre- su carta, particolare): era lanza e orfananza, da «abbandonate a noi
sentandosi con in braccio il neonato Vin- una delle opere della mostra stesse, sole nel mondo, sorelle chiuse». E
cenzo e senza una ciocca di capelli, con Intorno a van Gogh. Andrea se Adriana «sembrava un’orfana, lo ero
l’aria di chi sta fuggendo da un pericolo. Martinelli e Piero Vignozzi più di lei, ma sapevo nascondere ciò che
Il bussare ben presto si traduce in un rap- prevista al Centro Culturale era mancato. Contrabbandavo una falsa
porto tra le due sorelle che rivoluziona la San Gaetano di Padova normalità».
sua vita, perché Adriana, sì «un angelo fino al 27 novembre Non per nulla a scandire il racconto —
con la spada, ma era un angelo sbadato e e attualmente sospesa a retto da uno stile asciutto, che ben scava
feriva anche per sbaglio», porta nella sua causa dell’emergenza Covid nelle anime, dove solo non sempre fun-
vita «un futuro tutto diverso da come lo ziona l’intercalare dialettale — è la preva-
immaginavo». Perché questo è Adriana, lenza di verbi che richiamano quell’ab-

i Un’iniziazione
di tre anni più giovane: «scapestrata e in- bandono (lasciare, perdere, abbandona-
trovabile», «sempre in guerra con tutti»,
«mai stata discreta, si è intromessa in
Figli e padri L’esordio di Sergio La Chiusa re, finire) chiaramente confessato dalla
narratrice: «C’era qualcosa in me che
tutto quello che mi riguardava come fos-
se anche suo» compreso Piero, il marito
dell’Arminuta; «spericolata, non calcola
Chi è il vecchio che ho davanti? chiamava gli abbandoni»; «siamo stati fi-
glie di nessuna madre, siamo ancora, co-
me sempre, due scappati di casa». Una
le misure, è tutt’uno con il mondo», tan-
to da non esser mai riuscita «a contenerla in stile Beckett sorellanza e un’orfananza capaci di supe-
rare le contrarietà. Perché, confessa l’Ar-
nel pericoloso esercizio della sua libertà» minuta, «da lei ho appreso la resistenza.
e anzi ad aver «sempre avuto paura per di ALESSANDRO BERETTA Ora ci somigliamo meno nei tratti, ma è
lei, così imprudente e girovaga», «sem- lo stesso il senso che troviamo in questo
pre così viva e pericolosa» da provare
«forte il disagio di essere sua sorella». In-
somma: «Adriana è così, si immerge nel-
la melma e ne esce candida». E però è do-
P ellicani è uno strano personaggio e
narratore, ha con sé solo una vali-
getta, quella con cui dovrebbe ri-
partire per i suoi traffici di import-
export in Cina, quando trovandosi nelle
ameba» curata da una specie di badante,
e decide di fermarsi. Per 15 capitoli, nel-
l’ambiente claustrofobico, il protagoni-
sta cerca di capire e immaginare chi ha
vicino: «Nel rovello della mente si erano
essere gettate nel mondo. Nella compli-
cità ci siamo salvate». Una salvezza fatica-
ta, in questa intensa «storia di disgrazie e
miracoli, morti e sopravvivenze: la storia
tata della capacità intuitiva di prevedere disadorna della nostra famiglia», attorno
quanto altri non sospettano o, seppur ne vicinanze di casa del padre decide di aperte sin dall’inizio tre possibilità e non alla quale si muovono però anche altri
hanno sentore, tacitano dentro di sé. andarlo a trovare. Certo, fin dall’inizio ha riuscivo a decidermi: A) un renitente, B) personaggi che l’autrice tratteggia con te-
Proprio come accade all’Arminuta nei SERGIO LA CHIUSA un tono dubbioso tutto suo — «Ho detto un rimbambito, C) un impostore». nerezza e finezza: da Piero a Isolina,
confronti del marito dentista Piero coi I Pellicani. Cronaca mio padre? Lo ammetto, a volte mi lascio Sono solo alcune delle tante maschere mamma di Rafael; all’amico Vittorio; ai
suoi ritardi giustificati da motivi di lavo- di un’emancipazione trascinare dall’entusiasmo» — che è ipotetiche che Pellicani, oltre a quella di pescatori di Borgo Sud. E a quel paesag-
ro; e che porteranno alla loro separazione MIRAGGI EDIZIONI l’anima dell’esordio di Sergio La Chiusa, «papà», fa indossare all’altro anziano gio a sua volta personaggio.
anche perché «dentro la sua separatezza Pagine 192, e 17 I Pellicani. Cronaca di un’emancipazio- muto, dal ribelle all’attore, riflettendo tra © RIPRODUZIONE RISERVATA

non l’ho mai del tutto raggiunto, mai nel- ne (Miraggi edizioni), finalista al Premio sé e parlandogli, invano, ad alta voce.
la sua verità», e senza che questa com- Sergio La Chiusa (Cerda, Calvino nel 2019, menzionato speciale Sembra di essere capitati in un loquace
porti il venir meno di lei al restar «fedele Palermo, 1968) nel 2005 ha Treccani. spin-off italiano di un romanzo di Sa-
Stile UUUUU
a un uomo che non poteva amarmi»; sve- pubblicato i libri di poesia I Pellicani figlio, ammesso che lo sia, muel Beckett: raro e affascinante per
lando anche in questo la comune incapa- sepolti (LietoColle) e Il entra in un appartamento e vi trova un un’opera prima. Storia UUUUU
cità delle sorelle di separarsi per sempre superfluo (Biagio Cepollaro) vecchio non autosufficiente, una «viziata © RIPRODUZIONE RISERVATA
Copertina UUUUU
26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

SIMONE TEMPIA

STORIE
PER GENITORI
APPENA NATI

“PENSO CHE TEMPIA SCRIVA BENE,


MA PROPRIO BENE BENE.”

“SUL FINALE ONESTAMENTE


HO PIANTO UN PO’.”

“NON SO SE GENITORI
SI NASCE O SI DIVENTA. DI SICURO,
CON QUESTO LIBRO, SI DIVENTA
GENITORI MIGLIORI.”
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

{
Aforismi dei due mondi
Esistono aforismi più sorprendenti e viscerali pp. 132, e 8,40), a cura di Hiram Barrios e
Soglie di poemi o dissertazioni filosofiche. Occorre Donato Di Poce, che accosta autori messicani

Libri Narrativa italiana di Franco Manzoni però individuare la qualità stilistica di queste e italiani. Dallo straordinario sguardo nei
metafore fulminanti. Come fa l’azzeccata dettagli di Alberto Casiraghy alle massime
antologia Silenzi scritti (I Quaderni del Bardo, sulla morte di Yolanda García Arenas.

Rinascite Il napoletano Lorenzo Marone scarta decisamente rispetto alle opere precedenti: qui vira su un diario-
confessione dando voce a una figura femminile che si rifugia in montagna per trovare da capo sé stessa. Riuscendoci

Un anno nei boschi


montagna rimasto nudo per renderne si-
curo il fianco e riaprire gli antichi sentieri
abbandonati, segnati sull’antica cartina
della zona ritrovata in un baule in soffitta.
La donna degli alberi è però popolato
soprattutto di personaggi femminili, co-

a preparare il futuro
me la Guaritrice — così da sempre la
chiamano in paese — una «donnina mi-
nuscola e folle», una sorta di folletto del
bosco muta ma capace di farsi compren-
dere benissimo a gesti, che vive delle er-
be raccolte sul monte e mette l’io narran-
te a confronto con il mistero della mater-
nità, trascinandola in casa sua proprio
di MARZIA FONTANA mentre una ragazza giovane e sola è in

i
procinto di mettere al mondo una bam-
bina; la Rossa, titolare della locanda in
paese, che la nutre di cibo e vino e le rife-
risce le chiacchiere del paese, anche
quelle che fanno male; la Benefattrice,
che regala solidarietà e abbracci. E poi ci
sono gli animali, la volpe con la sorpresa
di una cucciolata, le mucche che la donna
impara a mungere sotto lo sguardo vigile
della Benefattrice e del marito e il vitello
che nasce davanti ai suoi occhi, l’aquila
reale che sorvola la valle, la ghiandaia dal
verso rauco, il cervo fiero, l’orso che la-
scia le impronte sulla neve. E il bosco,
con le sue mille voci, che «già a dicembre
si è fatto amico».

LORENZO MARONE
La donna degli alberi Ma La donna degli alberi non è un ro-
FELTRINELLI manzo bucolico, tutt’altro. Intanto che il
Pagine 250, e 16 tempo passa nell’attesa, riempito solo
dalle pagine del diario, la donna grazie
L’autore allo Straniero esce piano piano dalla sua
Lorenzo Marone (Napoli, tana, ma una natura leopardianamente
1974) ha esercitato per una indifferente e matrigna scompiglia anco-
decina d’anni la professione ra una volta la sua esistenza e lei si trova
di avvocato. ha pubblicato La nel gelo dell’inverno ad affrontare un al-
tentazione di essere felici tro gelo interiore. La salvano le presenze
(Longanesi, 2015), che ha amiche, gli animali che vanno e vengono
avuto 18 edizioni; La tristezza nei pressi della baita, il Cane e le incur-
ha il sonno leggero sioni nel bosco. La primavera, segnata

U
(Longanesi, 2016; Magari dal primo bucaneve che fa capolino fra la
na donna taglia i ponti con il È ottobre, e quella fuga su un Monte al- co, che pure il lettore finisce per conosce- domani resto (Feltrinelli, coltre bianca, reca con sé il desiderio di
passato, abbandona la città e si trettanto imprecisato (ma i ringrazia- re nelle pieghe più recondite, a questa 2017); Un ragazzo normale raccogliere il testimone dello Straniero, e
rifugia nella baita di famiglia menti finali ci dicono trattarsi della Val donna sempre in fuga, sconfitta ma a suo (Feltrinelli, 2018); Tutto sarà allora lei compra semi di abeti rossi e per
dove da bambina ha trascorso d’Ayas, in Valle d’Aosta) si carica di tutte modo affamata di vita, la montagna rega- perfetto (Feltrinelli, 2019) e i tre giorni, a giugno, semina il versante
le vacanze con i genitori, preda le difficoltà dell’inverno imminente. I tu- la nuovi incontri destinati a lasciare il se- saggi Cara Napoli (Feltrinelli, nudo del monte. Piegata e rafforzata allo
di un’urgenza che si precisa strada facen- risti se ne sono andati e il freddo incalza gno. 2018) e Inventario di un stesso tempo dalla fatica del lavoro, sente
do ma senza mai rivelare squarci netti nel rifugio di bambina dove cerca il caldo Nessuno ha un nome proprio, persone cuore in allarme (Einaudi così di avere «un cuore ancora giovane»,
sulle vicende trascorse. Si apre così, su vicino al caminetto, in preda ai ricordi. Il e animali nel romanzo sono indicati solo Stile libero, 2020) torna la voglia di amare, un’ultima volta,
una fuga, La donna degli alberi di Loren- paese è a mezz’ora di cammino e lei è fi- attraverso l’uso di soprannomi dalla sug- L’immagine calata nel presente, senza l’ansia del do-
zo Marone, che vince la scommessa di nalmente sola, non cerca vuoti da colma- gestione fiabesca, che aggiungono mi- Donatella Giuntoli (1941- po. Una seconda semina, a estate inoltra-
dare voce a un personaggio femminile e re, eppure nel corso dei mesi la monta- stero al mistero ma «spersonalizzano» e 2005), Natura (1972, cinque ta, prelude al congedo. È trascorso un an-
sorprende con un romanzo che scarta dai gna la riempie e le dona la pace a lungo dunque rendono universali esperienze e teche di plexiglass, elementi no e sembra giunto il momento di torna-
precedenti, lirico e intimistico, costruito desiderata. sentimenti. Come il misterioso Straniero in plastica), courtesy re in città, quando scopre di essere diven-
attraverso le pagine di diario della voce dall’inconfondibile giaccone rosso, che Collezione Massimiliano e tata per il paese la «donna degli alberi». E
narrante, dove i fatti assumono significa- da qualche mese abita in compagnia del Annalisa Vannucci, dal in quel nome-soprannome tutto per sé
to in relazione al loro riverbero sull’inte- suo Cane nel vecchio rifugio dalla parte catalogo della mostra Pistoia trova una nuova consistenza.
riorità. In mezzo a tanta solitudine, lo scrittore opposta della Valle e intende ristrutturar- Novecento. Sguardi sull’arte © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alle spalle la donna si è lasciata — ri- napoletano costruisce una storia sulla lo in tempo per la stagione invernale. Re- dal secondo dopoguerra: in
pete quasi come un mantra nelle pagine magia degli incontri, sul mistero della stio a raccontarsi ma neppure vittima del programma fino al 22
iniziali del diario-romanzo — il mondo nascita e della natura, sulla lotta per la tarlo di indagare le vite altrui, insegna al- agosto 2021 al Palazzo de’ Stile UUUUU
di tutti i giorni, lo spreco, l’individuali- sopravvivenza e l’eterno perpetuarsi delle la donna a intrecciare cesti e condivide Rossi di Pistoia, la mostra è
smo, «il bisogno degli altri ad avere ra- specie. Così, mentre le pagine del diario con lei i suoi progetti «per un domani attualmente chiusa causa Storia UUUUU
gione» e le sue «aspettative asfissianti». raccontano di un personaggio enigmati- buono»: vuole rimboschire il dorso della emergenza Covid Copertina UUUUU

Gotico Loredana Lipperini racconta una comunità isolata, assediata dalla peste
i
pulci invisibili e mortali, ognu-
na col suo batterio, ognuna

Nel paese delle donne hanno rubato l’ombra


pronta a pungere, e a portare la
morte».
Con una lingua carismatica
che possiede l’energia selvaggia
di ORAZIO LABBATE di una cronaca del soprannatu-
rale (a metà tra l’horror calibra-

È scritto con agitato e pene-


trante rigore La notte si
avvicina (Bompiani) di
Loredana Lipperini, e si dimo-
stra inoltre impetuoso nell’assi-
stano ascolto. Annalisa, dai
lunghi e sciolti capelli bianchi,
eterna ragazza cattiva, amica
indefessa di Saretta. Chiara,
specie di sibilla dai sogni fune-
la peste era una dea corrucciata,
e per suo volere una città veniva
decimata e cadeva nella dimen-
ticanza».
Dai destini intrecciati delle
no dopo giorno — le forze anti-
che ancora vive e le sue capacità
che hanno un tenore stregone-
sco ma anche tristemente reale.
Ma prima che la donna eser-
to e il raffinato documento fan-
tastorico), Loredana Lipperini
ci consegna un’opera che ha
affinità letterarie con due ro-
manzi virtuosi ed eleganti come
curare una narrazione di tensio- sti e deliziosi in grado di scopri- donne di Vallescura dipende la citi le sue intenzioni protettive, Lolly Willowes di Sylvia Town-
ne drammatica. Riesce, infatti, re gli eventi, alla quale «accado- sorte del paese, su cui incom- Vallescura si ritrova vittima del- send Warner e Abbiamo sempre
a mantenere vertiginose le tra- no spesso fatti che la mettono bono lo spettro della malattia e l’avanzata equivoca della peste e vissuto nel castello di Shirley
me ingannevoli del romanzo fuori margine». E poi Maria — la morte dei bambini, a meno con essa della morte. Chi l’ha Jackson. «L’ombra non si pre-
gotico e a incassarle dentro trentottenne, la nuova arrivata che la straniera non venga in portata in realtà e cosa resta da LOREDANA LIPPERINI sta. Senza l’ombra si muore. Si
l’orrore emotivo e folclorico di — che, per sfuggire al passato, qualche modo allontanata o fare? Maria, specie di capro La notte si avvicina drizza a sedere, rabbrividisce.
una cronaca metafisica. decide di alloggiare in una casa esorcizzata. Perché Maria porta espiatorio (phármakon greco da BOMPIANI Qualcuno ci ha rubato l’ombra.
La storia ha come centro ne- dichiarata, da tempo, sfortuna- con sé un dolore, una famiglia espungere assolutamente per la Pagine 350, e 18 E siamo sole, quassù. Sole».
vralgico un paese «maledetto», ta. spezzata i cui figli sono stati salvezza), sarà non da sola con- © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vallescura, con la sua solida «Tutto questo non c’entra portati via dalla crudeltà di un tro la gente che senza animosità L’autrice
comunità di donne lontane dal con la scienza, e con la medici- gruppo di donne. Una sventura vuole sacrificarla? «Non è più Loredana Lipperini (Roma,
mondo fuori. Saretta, la più na, tutto questo è frutto della esclusivamente personale, tut- tempo di aspettare. Il paese 1956) è scrittrice, saggista, Stile UUUUU
anziana, demiurgo inattaccabile volontà di un’unica persona, tavia sufficiente ad alimentare deve espellere Maria come un giornalista e su Radiotre
e austero, amministra la super- una divinità scontrosa come nei le credenze arcaiche di Saretta uovo infetto. Come un ratto dal conduttrice del programma Storia UUUUU
stizione paesana e tutti le pre- tempi antichi, quando a portare fino a farle raccogliere — gior- pelo nero dove si nascondono radiofonico Fahrenheit Copertina UUUUU
28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

{
Adesso ti spiego il Colosseo
Il Parco archeologico del Colosseo di Roma YouTube Parco Colosseo, che ha in calendario
WeTube comprende non soltanto i quattro noti siti diversi appuntamenti culturali per la fine del

Libri Narrativa italiana di Filippo Motti fisici (Foro Romano, Palatino, Domus Aurea e
Colosseo) ma anche gli ormai imprescindibili
«distaccamenti» online. Tra questi, il canale
mese. Il 23 novembre, ad esempio, saranno
trasmesse le lezioni di Archeologia di Andrea
Carandini (Roma, 1937)

Gialli Nel nono romanzo di Marco Vichi con protagonista il commissario Bordelli, l’investigatore una crime scene, in una scena del crimi-
ne»).
deve affrontare un caso appena prima della pensione. Il vero mistero è che cosa farà dopo Un anno dopo l’altro — il primo ro-
manzo uscì nel 2002 — Marco Vichi ci ha
raccontato le storie del commissario Bor-

L’ultima indagine. Forse


delli, dal 1963 al 1970 in questo nono ca-
pitolo nel quale il poliziotto «bello e ma-
linconico» va in pensione. Con tutte le
domande cui è difficile rispondere, an-
che per lo scrittore: e ora che cosa succe-
derà? Insomma, una situazione rischiosa
per chi, avendo creato un personaggio
seriale, mette poi in funzione un conto
di RANIERI POLESE alla rovescia.

C i
Qualcosa di simile era già successo al-
upi pensieri rendono inquieto lo scozzese Ian Rankin con il suo ispetto-
il commissario Bordelli. Fra re Rebus, 23 romanzi dal 1987, con l’in-
poco più di due mesi compirà terruzione del 2007 (Exit Music) quando
60 anni (è nato nel 1910) ma appunto Rebus va in pensione. Dal 2009
non ci sarà niente da festeggia- Rankin trova un altro protagonista, Mal-
re quel 2 di aprile perché, dal giorno do- colm Fox, salvo poi, nel 2012, riportare in
po, non sarà più un poliziotto ma un scena Rebus, pensionato, sì, ma ora con-
pensionato. Che cosa farà, come passerà sulente di Fox per i cold case.
il tempo? I libri, certo (per la pensione si Vichi che cosa farà?
è lasciato l’ultimo romanzo di Alba de
Cespedes), qualche cena con gli amici, le
passeggiate nei boschi con il cane Blisk:
sì, però, dopo 23 anni passati facendo Intanto Bordelli, assorto nei suoi pen-
l’investigatore a tempo pieno, basterà co- sieri poco sereni, si lascia assalire da un
sì poco? A sollevarlo da queste domande, mare di ricordi: la guerra, i primi anni
arriva un delitto, brutto ed efferato, di cui nella Ps, Firenze e la casa in San Fredia-
si occupa con il vice-commissario Piras. no. Ora abita in campagna, sopra l’Im-
La vittima è il conte Alderigo Bonsanti MARCO VICHI pruneta, ma si è comprato un piccolo ap-
della Spada trovato morto nel suo palaz- Un caso maledetto partamento accanto a piazza Tasso, a due
zo a poche centinaia di metri dall’Arno. GUANDA passi da dove stava prima. Nel suo giro-
Massacrato a schiaffi e percosse, in Pagine 348, e 19 vagare, il caso gli fa incontrare persone
un’agonia lenta, come se chi l’ha ucciso perse di vista che lo stimolano a ricorda-
volesse fargli provare il terrore. Omoses- L’autore re. Restano le abitudini di sempre, la
suale, ricco, l’anziano nobiluomo pagava Marco Vichi è nato nel 1957 trattoria vicina alla Questura dove ha il
i ragazzi per incontri di sesso. Che, di na- a Firenze e vive nel Chianti, privilegio di un posto in cucina, a tu per
scosto, registrava su un magnetofono. in Toscana. Nel corso degli tu con il cuoco Totò.
Bordelli e Piras lo ritrovano in un arma- anni da Guanda ha Cerca, è vero, la mossa giusta per tro-
dio: ci sono i nastri di vecchie registra- pubblicato, tra gli altri: vare gli assassini del conte, ma si affida
zioni con i nomi, o i soprannomi, dei ra- L’inquilino, Donne donne, Un molto al fedele Piras. Però non rinuncia
gazzi. Ma soprattutto c’è l’ultimo nastro, tipo tranquillo, Il contratto, La alla cena a casa sua in compagnia degli
con le voci incise del conte e dei suoi as- vendetta, La sfida, Il console, amici. Ognuno dei quali, dopo il vinsan-
sassini. Che sono quattro, sono entrati Per nessun motivo. Della to, racconterà una storia che, ancora, rie-
grazie a un amico, Salvatore, che era già serie dedicata al voca anni lontani, risveglia memorie che
in casa. Vogliono punire quel «vecchio fi- commissario Bordelli sono si credevano perdute.
nocchio», dargli una lezione, fargli male. usciti: Il commissario Bordelli, A volte queste storie hanno andamen-
Quando vedono che è morto, orinano e Una brutta faccenda, Il nuovo to divertente, magari con scherzi e battu-
sputano sul cadavere. venuto, Morte a Firenze, La te, più spesso però hanno il sapore triste
Sul nastro ci sono le quattro voci, ma forza del destino, Fantasmi del del rimpianto per un tempo che non tor-
come si fa da quelle a risalire ai colpevo- passato, Nel più bel sogno e nerà. Occupa, questa sorta di Decameron
li? L’unica cosa certa per Bordelli è che, a L’anno dei misteri. casalingo, il centro di questo come dei
qualunque costo, vuole risolvere il caso Vichi è autore anche di precedenti romanzi, come se Vichi si fos-
prima della pensione: dopo tanti succes- raccolte di racconti e di se lasciato contagiare dalla malinconia
si, non può chiudere la carriera con un graphic novel del suo commissario. A risvegliarlo da
nulla di fatto. L’immagine questi ricordi, una telefonata avverte
Una sala della mostra Casa Bordelli del fermo di Salvatore, il ragazzo
Iolas. Citofonare Vezzoli, che fece entrare gli assassini. E che ora fa
dedicata al gallerista e i loro nomi.
Con un nulla di fatto, invece, si era collezionista greco Con un interrogatorio dei quattro che
chiusa l’indagine sulla morte, vera, di Al- Alexander Iolas (1907- Bordelli conduce molto poco nel rispetto
vise di Robilant, trovato morto nel gen- 1987), a cura di Francesco delle regole (qualche schiaffo, pensa, se
naio 1997 nel suo appartamento nel Pa-
lazzo Rucellai. Un delitto che chiaramen-
te ha ispirato Vichi, anche per la violenza
SSS ta a niente. Quando poi spuntano alcune
voci sulle amicizie omosessuali del vec-
chio signore, mancando prove docu-
Vezzoli (1971): inizialmente
in programma fino al 16
gennaio 2021 alla Galleria
lo meritano) arriva la confessione, e il
giallo del conte Alderigo si chiude con
successo. Già, ma ora di Bordelli che cosa
con cui fu spaccato il cranio della vittima. L’ispirazione mentate, il caso è archiviato (del delitto d’arte Tommaso Calabro di sarà nel futuro?
Uomo di mondo, frequentatore di salotti La trama ambientata nel 1970 parla anche la storica dell’arte americana Milano, l’esposizione è ora © RIPRODUZIONE RISERVATA

a Firenze e in tutt’Italia, alcuni figli, una Allison Levy nel suo libro House of Se- chiusa al pubblico a causa
moglie divorziata e tante avventure con evoca un vero delitto rimasto crets. The Many Lives of a Florentine Pa- dell’emergenza sanitaria
ricche americane, di Robilant è stato di- insoluto: quello di Alvise lazzo, uscito l’anno scorso presso l’edito- ma è visitabile in 3D Stile UUUUU
re Tauris Parke: «Nel 2017 avevo affittato sul sito e sul profilo
rettore della filiale italiana di Sotheby’s.
E ha continuato a trattare la vendita di
di Robilant, massacrato un piccolo appartamento del palazzo, gli Instagram della galleria Storia UUUUU
opere d’arte. Una pista che però non por- a Firenze nel 1997 amici mi dissero che ero andata a stare in (tommasocalabro.com) Copertina UUUUU

www.mariettieditore.it
30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

{
Come si conta quel che conta
Counting di Deborah Stone (Liveright, statistiche e aiuta a capire come possiamo
Downtown pp. 312, $ 26,95) non si ferma agli aspetti utilizzare le cifre per decidere che cosa conti

Libri Generazioni di Stefano Righi quantitativi. Nell’era dei Big Data e davvero. Ogni numero è infatti la conclusione
dell’invadenza dei numeri, mette in guardia di una storia che parte da assunti culturali,
dalle semplificazioni e dalle menzogne delle convenzioni sociali e giudizi personali.

L’intervista Alice Urciuolo, autrice della serie


«Skam Italia», pubblica un romanzo sull’omicidio
di una diciassettenne da parte del fidanzato. Fami-
glie difficili, omertà, vita di paese: «A noi ragazzi
i
hanno fatto male. La mia è quasi psicoanalisi»

Cura, possesso
L’adolescenza
intossicata ALICE URCIUOLO

della provincia
Adorazione
66THAND2ND
Pagine 352, e 18

L’autrice
Alice Urciuolo (Priverno,
Latina, 1994) lavora come
sceneggiatrice: è tra le
di CHIARA SEVERGNINI autrici della serie Skam Italia

U
prodotta da Netflix,
n anno è passato da quando ne vicino a Pontinia. Ma non appartengo Timvision, Cross Productions pronta che mi è rimasta da Skam Italia, adolescenti pesa un pregiudizio: si pensa
Elena è stata uccisa a 17 anni alla stessa generazione dei miei perso- L’immagine perché per scrivere la serie abbiamo in- che non possano provare emozioni com-
dal fidanzato Enrico. Tutta naggi, quindi i miei ricordi non potevano MP5, Third Eye (2020): tervistato tantissimi ragazzi. Per tutti i plesse come quelle di un adulto. Ma non
Pontinia conosce la storia, ma bastare. Volevo che Diana, Vera, Giorgio, la street artist inaugura personaggi ho cercato di costruire com- è così, anzi».
nessuno ne parla. All’apparen- Vanessa e gli altri fossero delle persone, con questa bandiera plessità, aggiungendo sempre più strati: Ambientare il romanzo nei luoghi in
za, la vita di Vera, Diana, Vanessa, Giorgio che avessero una loro personalità. Quindi il nuovo ciclo di Extra Flags, più sono densi e contraddittori, più li tro- cui lei è nata ha reso la scrittura più fa-
e degli altri amici della coppia continua a ho dovuto fare tanta ricerca, osservando il progetto di «bandiere vo interessanti, perché detesto la bidi- cile o più difficile?
scorrere con il ritmo lento della provin- e ascoltando la realtà. Questa è un’im- d’artista» del Pecci di Prato mensionalità. Spesso sui personaggi «All’inizio è stato facile, perché su al-
cia, fatto di aspettative da non tradire e
sguardi ai quali è impossibile sottrarsi.
Ma la morte di Elena li costringe tutti a
guardarsi dentro. L’esordio letterario di
Alice Urciuolo — classe 1994, nata e cre-
SSS
sciuta nell’Agro Pontino come i suoi per- Il pregiudizio
sonaggi, già sceneggiatrice della fortuna- «A proposito dei personaggi
ta serie Skam Italia — è un romanzo co-
rale che restituisce un’immagine non adolescenti si pensa spesso
edulcorata dell’adolescenza in provincia. che non provino emozioni
Si intitola Adorazione ed è stato scritto,
spiega l’autrice, «per indagare le dinami-
complesse come quelle di
che di potere nelle relazioni d’amore». un adulto. Ma non è così»
cuni aspetti non dovevo fare ricerca. Poi
si è rivelato doloroso. Alcune situazioni
Perché costruire il romanzo attorno familiari, le dinamiche di paese, l’omertà
a un omicidio? che oscura certi argomenti: tutte queste
«Adorazione ha avuto una genesi tra- cose erano bene a fuoco dentro di me,
vagliata. Mentre scrivevo mi è tornato in riuscivo a descriverle con chiarezza, ma
mente un episodio di cronaca successo a scrivendo mi rendevo conto come mai
due passi da casa mia quando facevo le prima di quanto ci abbiano fatto male. A
elementari: l’uccisione di una ragazza di me e a tutti i miei coetanei, in paese. Scri-
16 anni. Aveva scosso tutti ma allo stesso vere è stato come fare psicoanalisi, un
tempo nessuno, o quasi, ne parlava dav- modo per guarire da certe cose raccon-
vero: era ammantato da un velo di omer- tandole».
tà. Mi sono resa conto che quello di cui Mettere a nudo i lati negativi della
volevo parlare e questo fatto di cronaca sua terra è stato anche un po’ tradirla?
rimasto a lungo nel mio inconscio aveva- «Forse è presunzione, ma questa sen-
no un filo conduttore». sazione non l’ho avuta. Mentre scrivevo
Quale? non provavo mai rabbia, ma un enorme
«Tutte le relazioni del romanzo sono, a affetto per tutti i personaggi. Spero che
vario titolo, tossiche. Quelle di coppia ma questo affetto si percepisca».
non solo. È come se fossero distribuite Un adolescente può trovare molto di
lungo uno spettro di cui Elena ed Enrico sé nel romanzo ma un adulto, leggen-
rappresentano un estremo. Il titolo è arri- dolo, non si sente escluso. Per chi ha
vato tardi ma, quando l’ho trovato, è di- scritto «Adorazione»?
ventato una sorta di stella polare da se- «Non ho mai pensato di rivolgermi so-
guire: l’adorazione è devozione, amore e lo ai ragazzi né di volerli escludere per at-
cura, ma ha anche un’altra faccia, può di- tirare un pubblico adulto. Non mi sono
ventare possesso e ossessione». mai chiesta per chi stessi scrivendo, per-
Elena compare solo nei ricordi dei ché nella mia testa questo è un romanzo
suoi amici. È un buco nelle loro vite. per tutti. Poi dai libri ognuno prende
«Per alcuni personaggi Elena è un pie- quello di cui ha bisogno o che sta cercan-
no, perché con lei avevano un rapporto do, anche inconsciamente. Immagino
stretto. Per altri è un vuoto, perché quan- che una ragazza di 16 anni da Adorazione
do era viva la conoscevano poco. La sua prenda cose diverse rispetto a una madre
morte però li riguarda in ogni caso, per- di 50. Ma è una cosa che fa il lettore, non
ché dice qualcosa di tutti i loro rapporti: l’autore».
le stesse dinamiche sbagliate che nel ca- Ha ricevuto messaggi da parte di ge-
so di Elena ed Enrico sono diventate evi- nitori che grazie al romanzo hanno ca-
denti con l’omicidio si possono rintrac- pito meglio il mondo dei loro figli?
ciare anche in ciascuno di loro. Il loro «Sì, alcuni mi hanno ringraziato: leg-
processo di crescita non può prescindere gendo si sono interrogati su quello che
dall’elaborazione di tutto questo». avrebbero potuto fare loro, da genitori,
Lei racconta la vita dei ragazzi per per Vanessa, Diana o Giorgio, e questo li
quello che è. Come l’ha ricostruita con ha aiutati, in qualche modo, con i loro fi-
tanta precisione? gli. Trovo che sia bellissimo, anche se
«Nel romanzo ci sono anni e anni della non era il mio obiettivo».
mia vita: sono nata e cresciuta nel comu- © RIPRODUZIONE RISERVATA
32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Libri Classici
La biografia Un fiorentino immerso nelle lotte del suo tempo,
vittima di un golpe, aggrappato al vano sogno della rivincita

Alighieri militante
I conflitti e l’esilio
di AMEDEO FENIELLO

S i
abato, 11 giugno 1289. L’esercito metropoli del tempo, con un orgoglio
fiorentino marcia verso Arezzo. cittadino che rimase una delle sue cifre
È ormai non lontano dalla piana caratteriali.
di Campaldino. Ci si appresta al- Fu uomo di fazione, abituato alle for-
la battaglia. Lo sguardo sfiora le me del contrasto urbano, dove la lotta tra
schiere, i soldati, i cavalieri. Tra quest’ul- partiti aveva tratti estremamente violenti,
timi un giovane, pesantemente armato di in cui la vendetta e l’esilio come armi po-
cotta di maglia che, tra paura ed emozio- litiche erano ritenute normali e la risolu-
ne, monta a cavallo, imbraccia la lancia e zione dei conflitti avveniva spesso ricor-
si allinea agli altri compagni. Quel giova- rendo alle armi. Insomma, qualcosa di
ne non è nient’altro che Dante Alighieri, a molto più complesso della vulgata scola-
24 anni. Comincia in questa maniera ina- stica dello scontro tra Guelfi e Ghibellini,
spettata la nuova biografia del poeta fio- in una realtà per la quale, invece, le alle-
rentino scritta da Alessandro Barbero, anze tra famiglie erano a geometria varia-
Dante (Laterza). bile, con una trasversalità che risentiva
Inaspettata perché, nel nostro imma- delle incognite del momento, delle incer-
ginario, Dante ha connotati ben diversi tezze, dei cambiamenti dovuti al terribile
da quelli di un guerriero. Non solo legati conflitto che vide, proprio negli anni del-
all’aspetto fisico — l’immagine tradizio- la prima maturità di Dante, affrontarsi il
nale col naso adunco e la postura legger- patriziato dei Magnati coi gruppi sociali
mente curva, da intellettuale — ma d’al- ed economici emergenti dei Popolani.
tra natura, eminentemente letterari e La seconda parte della vita del poeta fu
culturali, che ci distolgono dalla sua ma- tanto convulsa quanto poco conosciuta.
trice originaria, dalla sua quotidianità, Certo, siamo al corrente delle fasi che
dalla sua vicenda di uomo medievale. Ed portarono alla sua cacciata, un uomo del-
è questo profilo che rincorre Barbero con l’establishment, si direbbe oggi, che, co-
un’opera che lascia trasparire, sin dalle me tanti altri suoi compagni di fazione,
prime battute, che la vita di Dante resta, subisce nel 1302 il golpe del gruppo dei
nonostante i milioni e milioni di parole ALESSANDRO BARBERO Neri. Bandito da Firenze con un’accusa
spese su di lui, per molti versi un enigma. Dante terribile, «baratteria», termine col quale
Lo scrupolo filologico adoperato, infatti, LATERZA si indicavano i casi di concussione, cor-
col seguire minuziosamente documento Pagine 361, e 20 ruzione, peculato, cioè — scrive Barbero
dopo documento le vicende biografiche — «l’incubo della vita politica italiana
del poeta, lascia emergere i tanti, troppi L’autore (nel Medioevo si intende)».
buchi di un’esistenza sfaccettata, turbo- Nato a Torino nel 1959, Comincia così un’esistenza da profugo
lenta, per lungo tempo raminga. Con Alessandro Barbero (nella da castello a castello, da signore a signo-
momenti che restano purtroppo oscuri e foto) insegna Storia re, perennemente in fuga. Ma in quella
sui quali le congetture si sprecano, spe- medievale presso fase Alighieri matura l’idea della sua ge-
cialmente per gli anni dell’esilio, che so- l’Università del Piemonte nialità e sogna la grande speranza del ri-
no poi anche quelli centrali della stesura orientale, sede di Vercelli. torno della stella imperiale con Arrigo
della Commedia. Autore di numerosi saggi e VII, avventura che naufraga a Buoncon-
romanzi, ha vinto nel 1996 il vento il 24 agosto 1313, quando il sovrano
premio Strega con il libro muore ucciso dalla malaria. E così Dante,
Bella vita e guerre altrui di Mr. infine, trasforma la propria memoria fa-
La vita di Dante appare spezzata in due. Pyle, gentiluomo miliare nell’unico grande appiglio che
Nella prima parte, c’è lui con la sua città, (Mondadori). Molto poteva avere un uomo in esilio e la trasfi-
in questo rapporto viscerale con i luoghi popolare per le apparizioni gura nel mito degli antenati e di Caccia-
di Firenze, il suo quartiere, il suo ambito televisive e i video su guida, il personaggio che anima ben tre
familiare, il suo amore per Bice del clan YouTube, ha sfatato un mito canti del Paradiso.
dei Portinari, la sua consorteria di appar- neoborbonico con il libro I Il Dante di Barbero è un Dante che ci
tenenza, le sue attività economiche ere- prigionieri dei Savoia piace perché umanizzato, privo di quella
ditate dal padre forse usuraio. Sono tutti (Laterza, 2012) e ha seriosità polverosa da banchi di scuola.
aspetti poco noti al grande pubblico che ottenuto un vasto successo Un uomo medievale, certo, con tutte le
lasciano, in chi legge, un gradevole stu- di pubblico con il saggio sue asperità e le difficoltà che abbiamo
pore. Caporetto (Laterza) oggi nel capire appieno il suo orizzonte
Che Dante fosse un proprietario terrie- di senso. Ma nel quale ci riconosciamo
ro piuttosto agiato finché visse in città è proprio seguendolo, come fa l’autore,
cosa che spesso si trascura. Aveva terreni nell’incertezza delle sue decisioni o nel
a sufficienza nel contado per permettersi mutamento di alcuni suoi princìpi che si
un certo decoro, che gli consentirono di modificarono a seconda dei momenti
vivere pressoché di rendita e dedicarsi della sua esistenza. Un uomo, in definiti-
agli studi. Chiedeva denaro in prestito ve- va, immerso nel suo tempo, che da esso
rosimilmente per accrescere le proprie fu fagocitato, ma ebbe però la capacità
capacità di investimento, in un mondo unica di mutare le incognite della sua vita
come quello fiorentino culla della grande nella più straordinaria poesia che mai
finanza internazionale. Aveva la consape- uomo medievale potesse concepire.
volezza di vivere in una delle più grandi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Iniziative
«C
elebrare Dante significa interrogarsi
sull’impegnativo ed esigente patrimonio

Incontri e libri consegnatoci da questo straordinario


intellettuale (…) che fece dell’impegno civile, morale e
religioso la ragione stessa della sua incomparabile
per l’anno che celebra produzione artistica». Il 3 ottobre il presidente Sergio
Mattarella salutava così «un grande italiano» durante il

il poeta dell’impegno Concerto per Dante al Quirinale: uno degli eventi per le
celebrazioni dei 700 anni dalla morte del poeta (1265-
1321), aperte il 5 settembre a Ravenna.

civile e morale Sono già molti gli omaggi in programma, a


cominciare da mercoledì 25 alle 18 in Fondazione
Corriere della Sera con Dante. Un’epopea pop.
Partecipa il linguista Giuseppe Antonelli, introduce
di JESSICA CHIA Paolo Di Stefano (che per primo nel 2017 propose sul
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33

(
Il volume del «Corriere»
Uscirà a dicembre Dantedì. Visioni contempo- morte di Dante Alighieri (1265-1321). Il vo- ta di una galleria di 25 cartoline (come il 25 Fondazione Corriere della Sera, presieduta da
ranee del poeta, edito dalla Fondazione lume raccoglie i contributi di Paolo Di Stefano, marzo, data del Dantedì) ispirate all’Alighieri Piergaetano Marchetti, e il doppio
Corriere della Sera e da «la Lettura» (pp. 115, Alberto Casadei, Arturo Carlo Quintavalle e e alla Commedia e realizzate da alcuni dei più compleanno del supplemento: i 120 anni
e 15) e curato dalla Redazione Cultura del Franco Achilli, che ha ideato anche il progetto noti visual designer italiani. Il volume vuole dall’edizione storica, nata nel 1901, e i 10
«Corriere», in occasione del 700° anno dalla al centro del libro, Cartoline per Dante. Si trat- anche festeggiare, nel 2021, i 20 anni della anni della nuova «Lettura», rinata nel 2011.

ILLUSTRAZIONE DI CIAJ ROCCHI E MATTEO DEMONTE


L’eredità Con la «Commedia» ha forgiato l’identità del Paese.
Ma ci rammenta anche i difetti del nostro carattere nazionale

Era un antitaliano
il padre dell’Italia
di GIANCRISTIANO DESIDERIO

U i
na volta Marco Pannella disse ciò che Cazzullo dice aprendo il libro:
che non è importante che gli «Dante ama una donna che non c’è più e
italiani leggano tanti libri, ba- una patria che non c’è ancora. Una patria
sterebbe che leggessero bene che — oggi noi lo sappiamo — nasce con
la Commedia, che il Boccaccio lui».
disse «divina», perché «lì c’è già tutto». Il Ecco chi è Dante: il poeta che inventò
leader radicale aveva ragione. Se provate l’Italia. La inventò nell’unico modo possi-
a leggere le prime tre terzine dell’Inferno bile in cui si crea una patria: donandole
vi renderete conto che in nove versi c’è la una lingua. Come nasce una lingua? Non
condizione umana. Proviamo? «Nel mez- credete a chi vi racconta storie, nessuno
zo del cammin di nostra vita/ Mi ritrovai lo sa. La nascita di una lingua è proprio
per una selva oscura/ Ché la diritta via una poesia — poiesis — è una creazione
era smarrita». Chi di noi, avendo smarri- in cui prende vita il mondo umano. Ogni
to la retta via, non si è trovato nella selva qual volta gli italiani, di tutte le genera-
oscura? «Ah quanto a dir qual era, è cosa zioni, ascoltano i versi della Commedia
dura/ Esta selva selvaggia e aspra e forte/ recitati da Roberto Benigni o da Vittorio
Che nel pensier rinnova la paura!». Dire Sermonti o le grandi interpretazioni del
che cosa sia la selva oscura — selvaggia e Mattatore — Vittorio Gassman — avver-
aspra e forte — è cosa difficile perché la tono la grande potenza creatrice della po-
paura si rinnova nel pensiero. «Tant’è esia e sentono che l’Alighieri è il padre
amara che poco è più morte/ Ma per trat- «venerando e terribile», come Platone
tar del ben ch’io vi trovai/ Dirò dell’altre diceva di «nostro padre Parmenide»,
cose ch’i’ v’ho scorte». La selva oscura è senza il quale loro stessi non sarebbero
così amara che la morte è poco più dura italiani.
e, tuttavia, per considerare il bene che io
lì, proprio lì, nella selva trovai — perché è
lì, dove c’è il pericolo, che cresce ciò che
salva, dirà secoli dopo Friedrich Hölder- Eppure, Dante è qualcosa di più. Come
lin — racconterò le altre cose che vi ho vi- ALDO CAZZULLO qualcosa di più è William Shakespeare
sto. La vita umana in nove endecasillabi. A riveder le stelle. per gli inglesi: entrambi, dirà Giuseppe
Naturalmente, il consiglio di Pannella Dante, il poeta Prezzolini in un suo libro, L’Italia finisce,
è stato disatteso dagli italiani che con la che inventò l’Italia «ebbero molti lettori e pochi imitatori».
Divina Commedia hanno un rapporto MONDADORI Dante non solo inventa il Bel Paese, come
uguale all’altro che hanno con I promessi Pagine 288, e 18 lui stesso lo chiama, ma anche il tipo del-
sposi di Alessandro Manzoni: imparano a l’Antitaliano che lui incarna. Dante è l’ita-
scuola a non leggerla. Così il libro di Aldo L’autore liano più famoso e, al contempo, è la cri-
Cazzullo A riveder le stelle (Mondadori) è Nato ad Alba (Cuneo), nel tica del carattere nazionale: «Egli resta il
per i lettori italiani, che devono ripescare 1966, Aldo Cazzullo (nella più grande degli Antitaliani — dice Prez-
tra i vecchi testi del liceo il poema dante- foto) è inviato speciale ed zolini —, come potrebbero chiamarsi i
sco, un secondo Virgilio che li guida nel editorialista del «Corriere giudici severi e i critici implacabili degli
viaggio infernale della prima cantica. della Sera». Autore di italiani. La forza dominante, la probità e
L’autore, dovendo scegliere, ha scelto di numerosi saggi sulla storia e la fede incomparabili, l’unità di poesia,
dire i fatti umani, troppo umani che ha sull’identità del nostro pensiero e d’azione, fanno di lui l’eccezio-
«scorto» nell’Inferno che, non a caso, se- Paese, nel 2019 ha ne più impressionante e l’antitesi più
condo Francesco De Sanctis è tra le tre pubblicato con Fabrizio grande del carattere degli italiani». An-
cantiche quella più poetica perché più vi- Roncone il romanzo Peccati che questo gli italiani, di ieri e di oggi e
ve son tra le anime morte le passioni immortali (Mondadori). Tra i — giurerei — di domani avvertono se-
umane, mentre Benedetto Croce preferi- libri più recenti di Cazzullo: gretamente e per vie ascose: il sommo
va la poesia del Paradiso con Beatrice che Giuro che non avrò più fame poeta, «nostro padre Dante» ci dice ciò
sorride e riguarda e poi si volge alla «eter- (Mondadori, 2018); Le donne che siamo e ciò che dobbiamo essere e
na fontana». erediteranno la Terra non siamo.
Per gli italiani chi è davvero Dante Ali- (Mondadori, 2016); Possa il Aldo Cazzullo osserva che l’Italia ha
ghieri? Beh, è quello di Paolo e Francesca, mio sangue servire (Rizzoli, qualcosa di straordinario rispetto alle al-
quello del conte Ugolino che «la bocca 2015); La guerra dei nostri tre nazioni: non nasce dalla politica o
sollevò dal fiero pasto», quello che amava nonni (Mondadori, 2014) dalla guerra, bensì dalla cultura e dalla
Beatrice come Giacomino Leopardi ama- bellezza. È il nostro vanto e il nostro limi-
va segretamente Silvia, ma nessuno dei te. Facilmente la cultura diventa retorica,
due nemmeno sfiorò l’amata che «tanto la bellezza è offesa e all’ingegno non tie-
gentile e tanto onesta pare/ la donna mia ne dietro la tempra morale. Anche questo
quand’ella altrui saluta». Ma questo è il è Dante Alighieri che a Catone fa dire:
Dante delle reminiscenze, dei luoghi co- «Libertà va cercando, ch’è sì cara/ Come
muni, persino il poeta che appare in tele- sa chi per lei vita rifiuta». In due versi an-
visione nella pubblicità mentre lei, la cora una volta ci dice chi siamo, chi non
donna, lo prende in giro per la lunghezza siamo, chi dobbiamo essere. Ma siamo
della Commedia. Ma in cuor loro gli ita- ormai fuori dall’Inferno, nel primo canto
liani sanno — ed è un sapere che discen- del Purgatorio.
de dalla storia per le sue vie traverse — © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Corriere» l’istituzione di una Giornata dedicata al (sotto la direzione di Maria Antonietta Terzoli, Zygmunt
poeta, poi formalizzata lo scorso gennaio dal governo Baranski e Vincenzo Vitale). Mirandola (Modena) rende
su proposta del ministro Dario Franceschini): in omaggio a Dante il 18, 19 e 20 marzo con Dante nella
streaming su corriere.it e sulla pagina Facebook di Firenze del Magnifico e nel mondo delle corti padane al
«Corriere» e di Fondazione. Il Comune di Marino tempo di Pico; a ridosso del primo Dantedì (25 marzo)
(Roma) sta organizzando Dante: il percorso del si terranno a Empoli Le notti dantesche.
desiderio 2020-2021, incontri previsti dal 6 gennaio Numerose anche le iniziative editoriali; tra i volumi
al 19 febbraio. Dal 9 gennaio al 26 giugno, usciti quest’anno, L’Italia di Dante. Viaggio nel paese
all’Accademia di studi italo-tedeschi di Merano della «Commedia» (La nave di Teseo) di Giulio Ferroni;
(Bolzano), avranno luogo i Dialoghi danteschi. L’ultima il libro per ragazzi di Luigi Garlando, Vai all’Inferno,
tappa di Voci sull’Inferno di Dante, convegno Dante! (Rizzoli) e Dante di Alberto Casadei, edito da il
organizzato dall’Istituto di Italianistica dell’Università di Saggiatore. Tra quelli in arrivo (dal 26 novembre)
Basilea e dal Center for Italian Studies con il Devers l’Introduzione a «La Divina Commedia» a cura di Enrico
Family Program in Dante Studies dell’Università di Malato (Salerno editrice).
Notre Dame (Usa), si svolgerà dal 10 al 12 marzo © RIPRODUZIONE RISERVATA
34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

Libri Sopravvissuti

i
Gli appuntamenti
Due «Dialoghi», online
sul sito del Centro Inter-
nazionale di Torino, af-
frontano con psicologi,
Il Centro Internazionale di
Studi Primo Levi di Torino
giuristi, testimoni,
inaugura nel 2020 una serie
di riflessioni mirate, dal
«Le parole del dolore».
titolo Dialoghi Primo Levi. Dal nazismo al 2020:
L’obiettivo è mettere in
relazione l’opera dello la «violenza deliberata-
scrittore con esigenze e
domande poste in vari
mente inflitta», la perse-
ambiti della vita sociale e
culturale di oggi. Il primo
cuzione del corpo e del-
«Dialogo» si intitola Le lo spirito, la fatica (spes-
parole del dolore e si tiene
online in due sessioni. Primo so l’impossibilità) di tor-
appuntamento il 16
novembre dalle 17.30 alle
nare a vivere. Con una
19.30 con diretta Youtube
su primolevi.it/it/ dialoghi-
denuncia degli abusi che
primo-levi. Partecipano: le si consumano ora so-
psicologhe e psicoanaliste
del Centro Primo Levi di prattutto in Africa e Asia

L’urlo di Primo Levi


Parigi Nathalie Dollez e
Béatrice Patsalides In realtà, lo sguardo lungo di Levi è sta-
Hofmann, con Fabio Levi, to tutt’altro che smentito, a tal punto che
direttore del centro torinese la stessa espressione, «fabbrica della tor-
e già professore di Storia tura», che avrebbe potuto definire i Lager
contemporanea (nessuna tedeschi viene oggi usata per designare i
parentela con Primo). campi di detenzione libici dove si prati-

contro le torture
Seconda sessione il 17 cano vessazioni arbitrarie e sistematiche,
novembre dalle 17.30 alle sotto gli occhi dei governi europei, su
20 con diretta Youtube. centinaia di migliaia di migranti che in-
Partecipano: Roberto tendono viaggiare verso l’Europa. Lavo-
Beneduce, professore di rando sul campo, Dollez e Patsalides Hof-
Antropologia presso mann raccolgono il racconto delle odis-

sui migranti di oggi


l’Università di Torino; Carlo see individuali e si interrogano su quella
Bracci, socio fondatore di che definiscono l’«etica del dolore» met-
Associazione Medici contro tendo a frutto le riflessioni di Levi: auto-
la tortura; Luciana Breggia, rizzate appunto dalla sua visione pro-
presidente della Sezione spettica.
specializzata immigrazione e Ciò che colpisce l’attenzione dello sto-
protezione internazionale rico Fabio Levi è l’importanza delle paro-
presso il Tribunale di Firenze; le e in particolare la definizione, così ri-
Francesca Mannocchi, gorosa, proposta dallo scrittore-testimo-
giornalista e scrittrice; di PAOLO DI STEFANO ne: la tortura è «sofferenza deliberata-

«C
Michele Rossi, direttore del mente inflitta». In un articolo del 1977,
Centro immigrazione asilo e hi è stato torturato ri- cambiabili, il primo è da punire e da ese- legiati gli operatori della sezione parigi- intitolato Contro il dolore, Primo Levi
cooperazione internazionale mane torturato». Così crare (ma, se possibile, da capire), la se- na del Centro, un’istituzione che da 25 proponeva un’altra delle sue definizioni
di Parma; Maurizio Veglio, scrisse Jean Améry, lo conda è da compiangere e da aiutare; ma anni è impegnata nella cura dei torturati esatte da chimico: «Il dolore, la sofferen-
avvocato, socio scrittore-filosofo au- entrambi, davanti all’indecenza del fatto — per lo più provenienti dai Paesi del- za non vanno considerati come una mera
dell’Associazione Studi striaco che con l’An- che è stato irrevocabilmente commesso, l’Africa o dell’Asia — e nella testimonian- sensazione soggettiva, ma come una re-
Giuridici Immigrazione schluss fuggì in Belgio e si unì alla Resi- hanno bisogno di rifugio e di difesa, e ne za della tortura praticata in questi nostri altà concreta, pervasiva e contagiosa. Una
(Asgi). Durante questa stenza prima di essere catturato, tortura- vanno istintivamente in cerca. Non tutti, anni. sostanza appunto, che non risparmia
sessione il pubblico potrà to dalla Gestapo e poi deportato ad Au- ma i più; e spesso per tutta la loro vita». Il direttore del Centro, Fabio Levi — nessuno e in nessun luogo, e che in Lager
rivolgere domande ai schwitz. Améry, teorico del suicidio che che è stato professore di Storia contem- trova modo di riprodursi senza limiti».
relatori e agli esperti che sarebbe morto suicida nel 1978, è ampia- poranea nell’Università di Torino e parte- Se il compito di ogni uomo è quello di
partecipano al dibattito. mente citato ne I sommersi e i salvati, ciperà al Dialogo con due psicologhe e «diminuire per quanto possibile la tre-
Ulteriori altre informazioni dove Primo Levi ricorda le sue parole: Si intuisce che Levi parlava anche di sé. psicoanaliste francesi, Nathalie Dollez e menda mole di questa “sostanza” che in-
sono disponibili sul sito «Chi ha subito il tormento non potrà più Poi però precisava di non voler alludere Béatrice Patsalides Hofmann — ripercor- quina ogni vita», gli aguzzini del Lager
primolevi.it. Interlocutore ambientarsi nel mondo, l’abominio del- soltanto agli oppressori nazisti, ma in ge- re gli interventi dello scrittore sul tema. A sono lì, al contrario, per accrescere il do-
privilegiato di questo primo l’annullamento non si estingue mai. La fi- nerale a tutti coloro che «commettono cominciare dall’articolo apparso sulla lore dei deportati. Levi lo descrive, con la
«Dialogo» è il Centre Primo ducia nell’umanità, già incrinata dal pri- delitti orrendi e multipli per obbedienza «Stampa» nel dicembre 1978, il giorno solita chiarezza, quando ricorda la «stan-
Levi di Parigi, un’istituzione mo schiaffo sul viso, demolita poi dalla ad una disciplina». Ed è anche per questa dopo la morte di Améry, dove si esprime chezza ormai antica, incarnata» e irrevo-
impegnata da un quarto di tortura, non si riacquista più». La tortura, esplicita estensione visuale prospettata la preoccupazione di un pericoloso ritor- cabile che lo affliggeva nella prigionia:
secolo nel lavoro di cura dei postilla Levi, «è stata per lui una intermi- dallo stesso Levi che acquisisce ancora no: «È triste pensare che la tortura, spari- «Una mancanza, un vuoto definitivo, una
torturati — molti nabile morte». Sono, quelle di Levi, con- maggior valore la prossima iniziativa del ta per secoli dall’Europa, è invece ricom- amputazione. Il mio stato normale era di
provenienti dall’Africa e siderazioni severe e dolorose: «Non vo- Centro internazionale di Studi Primo Le- parsa in questo secolo, e sta guadagnan- sentirmi scarico, come un fucile spara-
dall’Asia — e di gliamo confusioni, freudismi spiccioli, vi di Torino: si tratta di un Dialogo, il pri- do terreno in molti Paesi; (...) come se to». Vede intorno a sé, tra i suoi compa-
testimonianza sulla tortura morbosità, indulgenze. L’oppressore re- mo di una serie, intitolato Le parole del dalla sofferenza deliberatamente inflitta gni, solo «facce vuote», «vermi vuoti di
nel mondo contemporaneo sta tale, e così la vittima: non sono inter- dolore, che avrà come interlocutori privi- qualcosa di buono potesse nascere». anima», «bestie stanche», «torpore opa-
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

{
Primo Levi (Torino, 31 Rifugiati per amore
luglio 1919-Torino, 11 Leila e Sahand decidono di lasciare Teheran paure e speranze realizzando l’intenso
aprile 1987). La sua opera Altri altrove per il piccolo Mani, nato dalla loro relazione documentario Love Child (Danimarca, 2019,
più famosa, Se questo è un di Silvia Perfetti extraconiugale considerata illegittima e 110’, su vimeo.com/ondemand/lovechild2).
uomo, venne pubblicata punibile con la pena di morte. Per 5 anni, la Una testimonianza intima e onesta di una
da Einaudi nel 1947 regista Eva Mulvad ne ha filmato la lotta tra famiglia di rifugiati per amore.

co», «danza di uomini spenti». La so- zio che si alterna all’assordante frastuono
stanza del dolore è quel vuoto difficile da del Lager: «Come in un acquario, e come
Il dolore di Primo Levi Il dolore dei migranti rappresentare di cui Levi vuole però rac- in certe scene di sogni». E c’è anche il si-
contare. Si tratta di trovare le parole. lenzio terrificante di chi tace se gli chiedi
Se siamo nudi in una sala di docce, vuol dire «Mi chiamo Mohammed Osma, sono Nel 1983, Primo Levi interviene, sem- «Warum?» o ti risponde: «Hier ist kein
che faremo la doccia. Se faremo la doccia, in questo centro di detenzione da tre anni. pre sul quotidiano torinese, per esprime- Warum» (qui non c’è perché). E c’è infine
è perché non ci ammazzano ancora. E allora Ero a Tajoura durante l’attacco. Ho visto re un parere su una prestigiosa mostra il silenzio del dopo, quello dei sopravvis-
perché ci fanno stare in piedi, e non ci dànno persone vandalizzate, morti, qualcuno come cittadina, che ritiene «goffa e inutile», un suti incapaci di esprimere l’offesa subita,
da bere, e nessuno ci spiega niente, me ce l’ha fatta a scappare. Quando siamo «baraccone» intitolato Atroci macchine spesso perché ammutoliti dalla vergo-
e non abbiamo né scarpe né vestiti ma siamo scappati abbiamo pensato di andare via di tortura della storia. Tutto viene giudi- gna. «Ci siamo resi conto — scrive Primo
tutti nudi coi piedi nell’acqua, e fa freddo dal paese. Ci hanno presi in mare. cato fuori luogo, comprese le didascalie Levi — che la nostra lingua manca di pa-
ed è cinque giorni che viaggiamo Non possiamo stare in Siria. Stavamo pseudo ironiche e le «pretese motivazio- role per esprimere questa offesa, la de-
e non possiamo neppure sederci. cercando di andare in Europa. A Triq al Sikka ni» che alludono a una crociata contro la molizione di un uomo». Ecco che il silen-
Se questo è un uomo non c’è acqua, non c’è cibo, niente. tortura. La conclusione di Levi è: «La ri- zio si salda con l’esperienza del vuoto.
pagina 16 Non possiamo contattare le nostre famiglie. comparsa della tortura del nostro secolo, La difficoltà di dire quel vuoto senza
Ci hanno portato via tutto. La mia famiglia sulla scia dei regimi di Hitler e di Stalin, forma ha come oggetto non soltanto la
non sa neppure se sono vivo o morto». ha poco a che vedere con queste macchi- tortura fisica più brutale, «l’empio uso
Testimonianza raccolta ne. La tortura d’oggi, sciaguratamente del corpo umano come di un oggetto»,
Un’altra volta le portiere furono aperte,
da Francesca Mannocchi a Triq al Sikka, presente un po’ dappertutto (forse in Ita- ma i frequenti momenti penosi in cui vie-
ma durante una fermata in una stazione
Libia, per «Propaganda Live», La7 lia meno che altrove) è, purtroppo, “ra- ne ferito il pudore, come la «costrizione
austriaca di transito. Le SS della scorta
zionale”, e con armi razionali va combat- escrementizia» o la «costrizione della
non nascondevano il loro divertimento
tuta. È il male massimo, è peggiore anco- nudità» (ricorre l’immagine delle sele-
al vedere uomini e donne accovacciarsi
«Il Signor A., sulla quarantina, ra della pena di morte; distrugge il corpo zioni in cui sfilavano nudi i deportati e le
dove potevano, sulle banchine, in mezzo del tormentato e lo spirito del tormenta- deportate). Umiliazioni e sofferenze deli-
ai binari; ed i passeggeri tedeschi camerunese proprietario di diversi
ristoranti, di fede indù, è stato tore; ma, per allontanarla da noi, a cosa beratamente inflitte. Una violenza gratui-
esprimevano apertamente il loro serve questa grossolana esibizione di ta, come quella del tatuaggio: «La violen-
disgusto: gente come questa merita espropriato dagli estremisti islamici che
hanno ucciso sua madre davanti a lui un’altra barbarie? Si può essere certi che za del tatuaggio era gratuita, fine a se
il suo destino, basta vedere come non uno fra i torturatori potenziali ne sa- stessa, pura offesa: non bastavano i tre
si comportano. Non sono Menschen, e violentato sua moglie davanti ai suoi
figli, uno dei quali è stato ferito». rà uscito mutato; e che, invece, ne sarà vi- numeri di tela cuciti ai pantaloni, alla
esseri umani, ma bestie, porci; vificato il fondo sadico che giace ignoto giacca ed al mantello invernale? No, non
è evidente come la luce del sole. Caso trattato dalla psicologa in molti tra noi». bastavano: occorreva un di più, un mes-
I sommersi e i salvati Nathalie Donnez del Centro Primo Levi saggio non verbale, affinché l’innocente
pagine 88-89 di Parigi sentisse scritta sulla carne la sua condan-
na». Violenza gratuita e deliberata, ap-
Il dolore estremo (e il «male massi- punto, sin da quando il treno sta parten-
L’uomo che morrà oggi davanti a noi ha preso «Si presenta un paziente della Repubblica del mo») con cui quotidianamente ha a che do da Carpi verso Auschwitz: «Qui rice-
parte in qualche modo alla rivolta. Si dice che Congo, imprigionato per diverse settimane fare Patsalides Hofmann, provocato dalle vemmo i primi colpi, e la cosa fu così
avesse relazioni cogli insorti di Birkenau, per avere partecipato a una manifestazione persecuzioni politiche insistenti in molti nuova e insensata che non provammo
che abbia portato armi nel nostro campo, contro il regime al potere. Dopo avere dovuto Paesi, viene letto alla luce dell’esperienza dolore, nel corpo né nell’anima. Soltanto
che stesse tramando un ammutinamento acconsentire all'umiliazione sessuale per narrata da Primo Levi. E si scopre che ci uno stupore profondo: come si può per-
simultaneo anche tra noi. Morrà oggi sotto evitare torture peggiori, rifiuta, non tollerando sono numerose coincidenze, a comincia- cuotere un uomo senza collera?».
i nostri occhi: e forse i tedeschi più di essere oggetto di godimento dei suoi re dal timore di non essere creduti e dun- Una buona domanda sarebbe: ci sarà
non comprenderanno che la morte solitaria, aguzzini. Viene lasciato per giorni, senza cure, que dal rapporto variabile e incerto tra collera nei persecutori libici? Costringere
la morte di uomo che gli è stata riservata, con una gamba gravemente ferita di cui vede parola e silenzio di fronte a una sofferen- allo «spettacolo» della brutalità è un’altra
gli frutterà gloria e non infamia. Quando finì il progressivo degrado. Al dolore fisico si za indicibile, come avverte Nathalie Dol- forma di tortura gratuita. In Se questo è
il discorso del tedesco, che nessuno poté aggiunge quello della solitudine: uno dei suoi lez: «Sappiamo che un gran numero di un uomo, dopo aver assistito alla pubbli-
intendere, di nuovo si levò la prima voce carcerieri gli ha detto: "Ora sei in fondo alla vittime di violenza non parla. Questa è ca impiccagione dell’«ultimo» — un de-
rauca: tua cella e nessuno penserà più a te"». una delle peculiarità del trauma: restare portato responsabile di una rivolta — i
– Habt ihr verstanden? (Avete capito?) Caso trattato dalla psicologa senza parole. La vergogna e l’incommen- prigionieri, in colonna davanti ai fremiti
Chi rispose «Jawohl»? Tutti e nessuno: Nathalie Donnez del Centro Primo Levi surabile sofferenza paralizzano». Un li- del morente, si mostrano domati e spen-
fu come se la nostra maledetta di Parigi bro in uscita, firmato dalla stessa Dollez ti. E Levi esclama: «Distruggere l’uomo è
rassegnazione prendesse corpo di per sé, con Helena D’Elia (pure lei psicologa cli- difficile, quasi quanto crearlo: non è stato
si facesse voce collettivamente al di sopra nica e psicoanalista del Centro Levi di Pa- agevole, non è stato breve, ma ci siete riu-
dei nostri capi. Ma tutti udirono il grido «Il paziente, Mamadou F., un africano rigi), Exil et violence politique, les para- sciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri
del morente, esso penetrò le grosse antiche di un'etnia perseguitata nel suo Paese, doxes de l’oubli (Editions Erès), affronta sguardi: da parte nostra niente più avete a
barriere di inerzia e di remissione, percosse mi colpisce all'inizio con due come vivere dopo la tortura, partendo da temere...». E si ritorna alla vergogna per
il centro vivo dell’uomo in ciascuno di noi: caratteristiche: lo sguardo intenso, una frase pronunciata spesso dalle vitti- aver subìto in silenzio tanto dolore su-
– Kameraden, ich bin der Letzte! (Compagni, oscurato, che fissa il vuoto, come me: «Voglio dimenticare tutto». E dun- perfluo, tante umiliazioni superflue. È
io sono l’ultimo!). se fosse stordito da un altro sguardo di que considerando la relazione parados- nell’ultimo libro, dove un intero capitolo
Vorrei poter raccontare che di fra noi, gregge una presenza oscura che lo fissa; poi, sale che si stabilisce tra la necessità di ri- è dedicato alla «violenza inutile, fine a se
abietto, una voce si fosse levata, un il tono indebolito del suo corpo, che cordare per dimenticare e viceversa. Non stessa, volta unicamente alla creazione
mormorio, un segno di assenso. Ma nulla è riesce a malapena a stare in piedi. si tratta di sovrapporre esattamente con- del dolore», che viene espresso senza più
avvenuto. Siamo rimasti in piedi, curvi e grigi, Si accascia sulla poltrona, come testi e condizioni lontani tra loro non so- dubbi questo concetto: «Veramente si è
a capo chino, e non ci siamo scoperta la testa in caduta libera. Attivista politico, lo cronologicamente, ma si tratta di tro- indotti a pensare che, nel Terzo Reich, la
che quando il tedesco ce l’ha ordinato. Mamadou F. è stato imprigionato vare utili coincidenze tra ciò che è stato e scelta migliore, la scelta imposta dall’alto
La botola si è aperta, il corpo ha guizzato e torturato selvaggiamente. È riuscito ciò che è. Del resto, era proprio Levi a rac- fosse quella che comportava la massima
atroce; la banda ha ripreso a suonare, a fuggire attraverso la Libia, dove è stato comandarlo. afflizione, il massimo spreco di sofferen-
e noi, nuovamente ordinati in colonna, venduto e arruolato ai lavori forzati. Appunto. Quale strada ha scelto Primo za fisica e morale». Ed è il dolore, infine,
abbiamo sfilato davanti agli ultimi fremiti Infine, si è imbarcato nel Mediterraneo, Levi per raccontare il suo Inferno? Lo sto- la misura di ogni cosa: misura etica per
del morente. Ai piedi della forca, le SS ci destinazione Europa». rico Fabio Levi indaga nell’ampia gamma chi lo infligge più o meno gratuitamente
guardano passare con occhi indifferenti: dei silenzi che troviamo in Se questo è un e misura atroce di conoscenza per chi lo
Caso raccontato uomo: il silenzio dell’arrivo ad Au- subisce. Perché «chi è stato torturato ri-
la loro opera è compiuta, e ben compiuta. da Béatrice Patsalides Hofmann, schwitz, quando si è «spento il ritmo del- mane torturato», e il dolore resta, come
Se questo è un uomo psicologa e psicoanalista le rotaie, spento ogni suono umano»; il ha scritto Levi, il custode della sua vita.
pagine 129-130 del Centro Primo Levi di Parigi silenzio che segue ai «barbarici latrati dei Inflessibile e a volte spietato.
CdS tedeschi quando comandano» o il silen- © RIPRODUZIONE RISERVATA
36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

{
Maestro di conga e bonghi
Avrebbe compiuto cent’anni il 22 aprile 2021. Chano Pozo, contribuendo alla carica ritmica
Note blu Invece Candido Camero, percussionista e all’emancipazione estetica di tanti

Libri Storia di Claudio Sessa cubano trasferitosi nel 1946 a New York, se capolavori jazz (e non solo); lo si incontra in
n’è andato il 7 novembre. Maestro di conga e dischi storici di Dizzy Gillespie, Art Blakey,

I dittatori
bonghi, seguì le orme del rivoluzionario Sonny Rollins, Randy Weston, Duke Ellington.

Fanno spavento,
messi tutti in fila:
Hitler e Stalin,
Mussolini e
Franco, Khomeini

senza Stato
e Saddam, Mao e i
comunisti Castro,
Honecker e Pol
Pot, poi Pinochet
e Stroessner, le
dinastie Assad,
Duvalier e Kim...
Lo scrittore dal nostro corrispondente STEFANO MONTEFIORI

Olivier Guez
S i
ono lì, tutti in fila. Un’impressio- curiosire le ragazze. Sulla mia porta ho c’è qualcosa che li accomuna?
nante galleria dei mostri del XX tenuto per mesi l’immagine di Saddam «Di solito sono uomini che vengono

ne ha raccolto i secolo: Lenin, Mussolini, Stalin,


Hitler, Franco, Pétain, il giappo-
nese Tojo, Tito, i tre Kim corea-
Hussein. Ma non osammo scherzare con
Hitler o Mussolini».
I dittatori di estrema destra erano
da lontano, hanno fatto molta strada.
Origini e doti modeste, nessuno avrebbe
immaginato, all’inizio delle loro carriere,
profili in un ni, Mao, l’albanese Hoxha, il paraguayano
Stroessner, i due haitiani Duvalier, Ca-
più impresentabili degli altri?
«Diciamo che eravamo immersi in
di ritrovarseli vent’anni dopo all’apice del
potere. Senza cadere nella psicologia da
volume collettivo stro, il congolese Mobutu, Gheddafi, il te-
desco orientale Honecker, Pinochet, il
quella sorta di tolleranza stupida verso i
totalitarismi di estrema sinistra, colpevo-
bar, sono uomini che hanno un rapporto
spesso difficile con il padre, bambini ti-

che, guardando al
cambogiano Pol Pot, Khomeini, Saddam li anche loro di milioni di morti come ranni che non riescono a tollerare i limiti
Hussein, i due Assad siriani. Il secolo dei quelli di estrema destra». imposti loro dalla realtà, e che a un certo
dittatori, opera collettiva curata dall’au- Intellettuali influenti come Alain Ba- punto si infilano nelle brecce aperte dalle
Novecento, parla tore francese Olivier Guez, è un viaggio
attraverso le notevoli analogie psicologi-
diou ancora oggi in Francia hanno un
giudizio indulgente verso i totalitari-
rotture della storia: il crollo di ben tre im-
peri e il caos seguito al suicidio europeo

dei nostri tempi: che e le enormi differenze storiche dei


protagonisti del Novecento. Epoca totali-
smi comunisti di Urss e Cina.
«È la teoria, che io ritengo assurda, de-
della Prima guerra mondiale o la decolo-
nizzazione dopo la Seconda. Queste ca-

la mania per il
taria che non è archiviata perché Guez in- gli “obiettivi nobili e risultati cattivi”, di ratteristiche sono proprie di tutti i ditta-
dividua nel XXI secolo nuovi tipi di ditta- solito accompagnata dall’idea che Stalin tori o quasi».
tori: alcuni hanno a disposizione uno avrebbe travisato e rovinato un rispetta- Non pochi di loro riescono a conser-
controllo dei Stato, per esempio il turco Erdogan; altri
ne fanno felicemente a meno, come il
bile progetto originario di Lenin. Non è
vero, il bolscevismo fu dall’inizio un pro-
vare il potere fino alla fine, qualcuno
muore nel suo letto. Il crimine paga.

tiranni del passato fondatore di Facebook, Mark Zucker-


berg, senza essere meno pericolosi.
Cominciamo dai dittatori tradizio-
gramma dittatoriale e violento».
Nella sua opera Hitler è posto accan-
to agli altri dittatori del secolo. Consi-
«Direi che possiamo individuare tre
gruppi: i dittatori guerrafondai, come Hi-
tler o Mussolini, finiscono male; i dittato-
è la stessa di una nali, quelli del secolo scorso, che con-
trollavano Paesi e territori. Ha un rap-
derata l’unicità della Shoah, Hitler ap-
parteneva a una categoria a parte o no?
ri abili, come Franco in Spagna, resistono
fino alla fine; e poi ci sono quelli che a un
nuova, non meno porto personale con quelle vicende?
«Ho conosciuto le dittature da ragaz-
«Questione complessa. Nella prima fa-
se del suo percorso Hitler è stato un agi-
certo punto vengono mollati dai loro pa-
drini russi o americani, come Pinochet in

pericolosa zo, in viaggio: la Berlino Est di Honecker,


la Praga di Miloš Jakeš alla fine della
guerra fredda, la Cuba di Fidel Castro.
OLIVIER GUEZ
(a cura di)
Il secolo dei dittatori
tatore politico classico e poi, come Stalin,
è stato un megalomane ossessionato dal-
l’idea di costruire un uomo nuovo. Ciò
Cile e Stroessner in Paraguay».
Quali differenze tra i dittatori del XX
e del XXI secolo?
generazione di Poi, quando l’editore francese Perrin mi
ha chiesto di curare un volume collettivo,
Traduzione di Roberto Boi
NERI POZZA
che rende Hitler unico sono stati la ma-
nia per la biologia, la razza, l’antisemiti-
«Hanno tutti l’ossessione del control-
lo, esercitata però con strumenti diversi:

autocrati. Quelli mi è venuto in mente il “corridoio dei dit-


tatori” che io e il mio amico Ammer orga-
Pagine 507, e 23 smo, lo sterminio su base industriale.
Anche in Urss e Cina ci furono campi di
se nel XX secolo la Stasi tedesco-orientale
aveva bisogno di spiare i telefoni fissi e

nati sulla rete


nizzammo nel residence, da studenti del- Il volume concentramento con milioni di morti, in- della collaborazione dei guardiani del
la London School of Economics. Era mor- Il libro di Olivier Guez tendiamoci. La differenza è che Hitler ha palazzo per sapere tutto dei cittadini, le
to Deng Xiaoping, e “Libération”, per iro- (Strasburgo, 1974: qui messo la tecnica al servizio del genoci- dittature oggi si servono di mezzi tecno-
e fra i dati. nia della storia quotidiano già maoista,
fece una delle sue splendide prime pagi-
sopra), autore fra l’altro di La
scomparsa di Josef Mengele
dio, ha organizzato un’industria della
morte. Inoltre, mentre gli altri cambiava-
logici straordinari. La coercizione è mi-
nore, si continua a votare, per esempio,

Mark Zuckerberg, ne monografiche sul leader cinese scom-


parso. Io e il mio amico per gioco deci-
demmo di affiggere quello e altri ritratti
(Neri Pozza, 2018), è una
raccolta di saggi di diversi
autori dedicati a 22 fra
no nemico pubblico a seconda delle fasi
e delle convenienze, lui è rimasto fedele
alla sua fissazione assoluta, l’odio per gli
ma il controllo delle masse è tale che le
elezioni, specie in Russia, non sono un ri-
schio per il potere. La più grande dittatu-
per esempio sulle porte del residence, un modo come
un altro per sconvolgere i borghesi e in-
dittatori e dinastie di
dittatori del Novecento
ebrei e il loro sterminio».
C’è un profilo tipico dei dittatori? E
ra del XXI secolo mi pare la Cina, con la
permanenza del partito-Stato coniugata

Fascismo Il burrascoso matrimonio, durato solo


G
iugno, 1926. La storia inizia con un doppio crocia molte figure storiche, de Grazia si fa molte do-
matrimonio fra gli stessi, improbabili co- mande e non esita ad ammettere zone d’ombra. Goden-
tre anni, fra Lilliana Weinman e Attilio Teruzzi niugi. Lui: Attilio Teruzzi, quarantaquattren- do di un accesso privilegiato all’archivio privato di

E l’ebrea sposò
ne deputato fascista, già decorato eroe di Weinman e integrandolo con documenti ufficiali sulla
guerra e protagonista della marcia su Roma. carriera di Teruzzi, l’autrice è esplicita riguardo alle sue
Lei: Lilliana Weinman, promettente cantante di opera simpatie: Lilliana Weinman è sempre nominata con il
lirica, di 17 anni più giovane, nata e cresciuta a New nome di battesimo, Attilio Teruzzi con il cognome, ad
York e di origine ebraica. Il primo matrimonio viene attestare una parzialità di prospettiva che è soprattutto
celebrato con rito civile in Campidoglio, con Mussolini allineamento morale con la figura più vulnerabile, ma

lo squadrista
e l’ambasciatore americano Henry P. Fletcher come che raramente emerge come semplice vittima.
rispettivi testimoni. L’altro si tiene, lo stesso giorno,
con rito religioso nella basilica di Santa Maria degli
Angeli, con altri testimoni. Un’unione atipica? Appa-
rentemente sì, anche se il «New York Times» lo de- L’autrice ammette che non è chiaro che cosa possa
scrisse come un «matrimonio fascista», fra l’«uomo aver consentito alle traiettorie personali dei coniugi di
nuovo» del regime e una donna ricca e di talento. incrociarsi. C’era sicuramente una comunanza di tem-
di GIORGIO Ma sono soprattutto le pluridecennali battaglie legali peramento: nessuno dei due era cresciuto in ambienti
BERTELLINI per l’annullamento di un’unione durata solo tre anni, privilegiati ed entrambi mostravano una determinazio-
richiesto da Teruzzi e respinto da Weinman, che ci por- ne ai limiti dell’intransigenza riguardo agli scopi prefis-
tano al cuore del nuovo libro di Victoria de Grazia, di sati. I dubbi permangono. Perché Weinman decide di
prossima uscita in Italia per Einaudi. In The Perfect abbandonare il sogno di diventare primadonna nel
Fascist, la docente di Storia alla Columbia University mondo cosmopolita dell’opera lirica per essere una
intreccia la storia di due individui non comuni con primadonna nel mondo solo italiano dei gerarchi fasci-
A sinistra: Lilliana Weinman quella del fascismo, puntando sulla rappresentatività sti? Teruzzi era stato chiaro: accettare di sposarlo avreb-
(1899-1987). A destra: di una «questione privata» dai mille risvolti pubblici e be posto fine alle sue ambizioni artistiche. Per Wein-
Attilio Teruzzi (1882-1950). storici. In una narrazione coinvolgente, riccamente man de Grazia ipotizza, oltre all’attrazione personale,
Si sposarono nel 1926 illustrata, che non disdegna i toni romanzati e che in- un calcolo professionale: scommettere tutto sulla car-
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

{
Un’epica ad acquarello
Storia di Xinzhen, figlia della Cina e del suo Figlio di Xinzhen è il fumettista Li Kunwu, che
Inchiostro di Cina Novecento tumultuoso: i signori della guerra
e la povertà atroce dello Yunnan, natura dura
nella graphic novel Mia madre (prefazione di
Giada Messetti, traduzione dal francese di
di Marco Del Corona
e guerra, Mao che nel ’49 scrive sulla «carta Giovanni Zucca , Add Editore, pp. 199,
bianca» del popolo un futuro rivoluzionario. e 19,50) ne celebra la forza. Acquarelli epici.

SSS Tesi
ni come Kim Jong-un che in fondo com-
prende perché psicologicamente simili a
lui, ricorso continuo alle bugie e indivi-

SAINT-JUST duazione dei “nemici del popolo”. Per


fortuna la democrazia americana è stata
capace di rigettare Trump, sia pure a fati-
GIACOBINO ca. Altri Paesi finora non ci sono riusciti,
né la Turchia con Erdogan né la demo-
PARADOSSALE crazia illiberale ungherese con Orbán».
Lei scrive anche che «grazie a Face-
book, WhatsApp, Instagram et similia,
di ANTONIO CARIOTI l’impero delle reti detiene più informa-

C’
zioni sui suoi sudditi di quante ne pos-
è una notevole dose di sedesse Stalin all’epoca delle grandi
verità nella frase che il purghe. I suoi algoritmi sono la polizia
leader giacobino francese segreta del terzo millennio». Facebook
Louis-Antoine de Saint- è una minaccia per la democrazia?
Just usò per motivare la «Ne sono convinto. Due miliardi di
condanna a morte del monarca Luigi persone seguono i valori di Mark Zucker-
XVI: «Non si può regnare innocente- berg, in base ai quali su Facebook sono
mente». Il guaio è che il principio vale censurate più velocemente immagini di
per chiunque eserciti il potere, rivolu- seni femminili che di decapitazioni. I so-
zionari compresi. Non basta affermare cial media americani hanno un’influenza
la sovranità del popolo al posto di gigantesca e incontrollabile sulla società.
quella del re perché le masse si autogo- Prendiamo il caso di Samuel Paty, il pro-
vernino. Occorrono forme di delega e fessore francese decapitato dopo una
di rappresentanza sempre suscettibili campagna d’odio islamista su Facebook:
di essere manipolate, che facilmente 15 anni fa gli appelli a colpirlo non avreb-
sfociano nella prevaricazione. Non è bero prodotto gli stessi effetti. Non è vero
solo la monarchia, ma la politica stes- che le tecnologie siano neutre. Facebook
sa che appare incompatibile con l’in- e gli altri social media strutturano la so-
nocenza assoluta. cietà e i rapporti sociali, sempre più vio-
La profondità di questo dramma lenti e aggressivi».
emerge nel libro di Stenio Solinas Sa-
int-Just. La vertigine della Rivoluzione
(Neri Pozza, pp. 175, € 18), un ritratto
a tutto tondo del giovane capo rivolu- Il ministro francese dell’Economia,
zionario, ricco di riferimenti artistici e Bruno Le Maire, mette in guardia con-
letterari. Stiamo parlando di una figu- tro il progetto di Facebook di creare Li-
ra per molti versi ambigua. Eretto a bra, la sua moneta elettronica.
simbolo dell’astratto furore giacobino, «Ha ragione, Libra mi sembra la con-
Saint-Just conosce però i problemi ferma delle ambizioni globali di Face-
dell’economia, segnala il pericolo del- book. Battere moneta è la più classica
l’inflazione, dimostra capacità orga- delle prerogative di uno Stato, in questo
nizzative quando opera in campo mili- caso una dittatura senza territorio».
tare. Per quanto possa sembrare sor- Non si corre il rischio di passare per
prendente, osserva Solinas, la sua reazionari affezionati ai bei tempi an-
visione si colloca «a una distanza dati? In questi casi arriva quasi auto-
siderale rispetto al razionalismo dei matico il paragone con chi nel secolo
Lumi», perché ignora il concetto di scorso preferiva le carrozze a cavallo
progresso e persegue un ritorno alle alle neonate automobili o adesso vor-
virtù degli antichi, da realizzare attra- rebbe tornare ai telefoni in bakelite ab-
verso l’azione del legislatore «inter- bandonando gli smartphone.
prete privilegiato della natura». Un «A parte che adoro i telefoni in bakeli-
approccio che porta paradossalmente te, è una questione di libertà e di demo-
alla «militarizzazione della società» crazia. I personaggi come Zuckerberg
in nome della libertà. non rispondono a niente e a nessuno, e
Saint-Just cade vittima delle sue godono di un potere immenso arrivando
contraddizioni, ghigliottinato nel lu- a sapere tutto di noi. Soprattutto, contri-
alle nuove tecnologie, che offrono ai dit- ILLUSTRAZIONE nella sua prefazione. Ora che Trump ha glio 1794 poco prima di compiere 27 buiscono all’attuale evoluzione ipervio-
tatori contemporanei strumenti inimma- DI BEPPE GIACOBBE perso le elezioni, pur votato da 70 mi- anni. E lo fa con estrema dignità. Ma lenta della società».
ginabili dai loro predecessori». lioni di americani, possiamo associar- la lezione del suo fallimento è dura da Twitter però ha cominciato a com-
Putin, Erdogan e Cina. A Pechino il lo a questo profilo? Per esempio per il apprendere e il mito del grande rivolgi- battere la disinformazione nel modo
sistema prevale sul suo interprete Xi bisogno di cui parla Elias Canetti, che mento palingenetico, da attuare ma- più evidente, segnalando i tweet post-
Jinping? Il culto della personalità è pa- lei cita nel libro, di individuare sempre gari in nome di valori impolitici come voto di Trump.
radossalmente minore in Cina? un nemico interno (i media) ed esterno l’onestà, resta tuttora vivo. La parola «Benché non abbia simpatia per
«Prima dell’emergere di Xi è vero che (la guerra commerciale con la Cina)? «rivoluzione», nota Solinas, mantiene Trump, questo non mi rallegra. A che ti-
la Cina ha avuto personalità meno cari- «Direi proprio di sì. Trump ha vinto le il suo fascino «perché è un termine tolo un attore privato censura il presiden-
smatiche e una direzione più collegiale. elezioni del 2016 e quindi non era un dit- squisitamente intellettuale, non ri- te ancora in carica degli Stati Uniti? Chi
Ma è una dittatura impressionante, che tatore, anche se ne aveva già le caratteri- guarda mai ciò che storicamente ha sono i moderatori? Come sono stati elet-
come altre nel XX secolo gode del soste- stiche personali. Adesso che ha perso il potuto significare, ma sempre l’imma- ti? A quali principi ubbidiscono? E chi ha
gno di massima della maggioranza dei voto del 2020 emergono con ancora mag- ginario che la salva e l’assolve, la bon- stabilito questi principi? I dittatori senza
cittadini: rispetto all’era di Mao oggi i ci- giore evidenza i suoi tipici tratti dittato- tà del principio, la sua giustezza a Stato ci spingono, più ancora dei leader
nesi godono di straordinario benessere». riali: megalomania, paranoia, narcisi- prescindere». tradizionali, a sottometterci a una visione
Veniamo all’emergere contempora- smo, incapacità di riconoscere i limiti © RIPRODUZIONE RISERVATA americana, e arbitraria, del mondo».
neo dei dittatori senza Stato, evocati posti dalla realtà, fascinazione per tiran- © RIPRODUZIONE RISERVATA

i
riera operistica non era facile e non è detto che lei fosse prova a chiederlo accusando la moglie di non essere figlia, avuta da un’altra relazione controversa, solo nel
disposta a tutto. Per Teruzzi, l’autrice invoca ragioni arrivata illibata alle nozze. Quando questa strategia non 1950, da uomo libero, poco prima di morire.
storiche: era divenuto uomo d’ordine dello squadrismo funziona, i suoi legali, incluso Francesco Pacelli, fratel- Dopo lo scoppio della guerra, e con l’eccezione di
dopo il 1922. Il matrimonio con Weinman gli offriva lo del futuro Pio XII, e Giovanni Preziosi, un ex sacerdo- pochissime visite in Europa dopo il 1945, Weinman
l’opportunità di una normalizzazione borghese, persi- te appassionato lettore dei Protocolli dei Savi di Sion, visse perlopiù a New York. Non si risposò mai, anche se
no un po’ glamour, della sua vita privata. provano a fare leva sull’antisemitismo della Chiesa. nulla poteva impedirle di ottenere un divorzio in Ame-
Teruzzi aveva molti lati oscuri. Uomo facile alla vio- Arrivano a sostenere che Weinman, in quanto ebrea (e rica e rifarsi una vita. Secondo de Grazia, l’affronto che
lenza, da militare e miliziano, era un assiduo frequen- americana), non poteva credere all’indissolubilità del si potesse cancellare una parte significativa della sua
tatore di bordelli. Ma in quanto fedelissimo del Duce matrimonio: il Talmud le aveva insegnato che si poteva vita, come se donna Lilliana Teruzzi non fosse mai esi-
era un gerarca perfetto. Già nominato vicesegretario mentire ai non ebrei. La carta antisemita venne giocata stita, era per lei inconcepibile. Weinman però non
del Partito fascista nel 1921, apparve spesso nelle foto- prima ancora che Mussolini firmasse le leggi razziali emerge come una figura né innocente né passiva, an-
grafie della marcia su Roma come il «quinto uomo» che la Chiesa, durante il papato di Pio XI, avrebbe criti- che se non ha colpe nel trattamento subìto. Il suo desi-
accanto ai quadrumviri (Michele Bianchi, Emilio De cato. Dopo l’elezione di Pio XII, nel 1939, le cose sareb- derio di gloria e una drammatica inconsapevolezza
Bono, Cesare Maria De Vecchi, Italo Balbo). Coinvolto bero andate diversamente. politica la portarono a sposare Teruzzi. De Grazia ci
inizialmente nell’omicidio Matteotti — lo aveva minac- Weinman si affida a settori progressisti della Chiesa e invita però a non pensarla solo come vittima, ma a rico-
ciato in Parlamento — beneficiò dell’atteggiamento vince il primo round e l’appello (1936 e 1938). Un nuovo noscerne la forza di resistere ai soprusi.
complice del re e della Chiesa, e superò la crisi. Divenne appello, condotto sotto l’egida del Sant’Uffizio e nel La vita privata ha di solito una sua storia, ma durante
governatore della Cirenaica dove Weinman lo seguì. Ma contesto delle leggi razziali, favorisce Teruzzi. Nel frat- VICTORIA DE GRAZIA il fascismo si intrecciò alla politica attraverso fili innu-
durante un’assenza della moglie, Teruzzi riceve una tempo, questi era diventato sempre più potente: sotto- The Perfect Fascist. merevoli. Negli anni Venti, l’antidoto migliore contro la
vecchia corrispondenza della consorte con un italiano segretario alle Colonie, poi luogotenente generale du- A Story of Love, Power, and memoria delle violenze squadriste era il matrimonio
di New York legato alla corte di Enrico Caruso con cui rante la guerra civile in Spagna, ministro dell’Africa Morality in Mussolini’s Italy borghese. Qualche anno più tardi, l’effetto perverso
Weinman aveva presumibilmente avuto una relazione. italiana. Ma lo sviluppo delle sorti belliche segna anche HARVARD sulla vita individuale delle imprese coloniali e belliche
È la fine del matrimonio. Da quel momento si scatenerà quello delle sorti legali. La Sacra Rota aspetta la fine del UNIVERSITY PRESS fu un’ossessione virile colorata da allucinazioni razziali.
una durissima battaglia legale. conflitto: la sentenza finale del 1948 respinge la richie- Pagine 528, $ 35 Non vi era nulla di tipico nel matrimonio tra Teruzzi e
Nel contesto dei Patti Lateranensi, la Chiesa aveva sta di annullamento. Teruzzi riceve la notizia dal carce- Weinman. C’era invece molta storia del fascismo nello
ottenuto l’esclusiva sulla gestione legale della fine del re, dove sconta una pena assai poco severa per il ruolo Il libro sarà pubblicato in scontro interminabile per la loro separazione.
matrimonio, cioè riguardo all’annullamento. Teruzzi giocato nelle violenze fasciste. Potrà riabbracciare la Italia dall’editore Einaudi © RIPRODUZIONE RISERVATA
38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39

{
Figli della pandemia
Perché certi bimbi vengono al mondo prima cominciato a scendere con il lockdown
Sopra le righe del tempo? Non si sa né si è mai saputo; è un rispetto agli stessi mesi degli anni prima. Ed è

Libri Geografie di Giuseppe Remuzzi mistero che forse la pandemia aiuta a


risolvere. In Olanda, secondo uno studio di
«Lancet», il numero dei nati prematuri ha
stato così in altri Paesi. Il perché lo ignoriamo.
Meno stress, migliore qualità dell’aria e più
misure igieniche. Forse, o forse no.

Conflitti La scrittrice Antonia Arslan ha inviato a «la Lettura» i versi che ha scritto dopo gli ultimi sviluppi sul fronte del
Nagorno-Karabakh. Proprio mentre armeni e azeri arrivano a un cessate il fuoco che segna il rafforzamento di Putin

Ira e dolore, gli spettri del Caucaso


di MARCELLO FLORES

N i
el momento in cui l’ultimo e portanti obiettivi strategici della sua poli-
definitivo «cessate il fuoco» tica estera. La Russia poteva intervenire
in Nagorno-Karabakh è stato
siglato il 10 novembre, grazie
Canto per una nazione che muore anche prima, ma ha intenzionalmente
deciso di non farlo per ottenere un suc-
alla mediazione di Mosca, la
parola torna alla politica e alla diploma-
Ballata caucasica cesso più articolato. Si è liberata del
gruppo di Minsk legato all’Ocse e media-

c
zia, anche se sono — come sempre in un di ANTONIA ARSLAN L’autrice tore della tregua precedente nel 1994 (di
conflitto armato — i risultati militari a Antonia Arslan (Padova, cui pure faceva parte), per prendersi ogni
contare. La caduta di Shusha (per gli aze- 1938) scrittrice e saggista merito del risultato raggiunto. Ha fatto
ri) o Šowši (per gli armeni) — non lonta- italiana di origine armena, è pagare al primo ministro armeno Nikol
na dal capoluogo Stepanakert — dal con- stata per molti anni Pashinyan (che pure come primo atto do-
trollo armeno a quello azero ha rappre- professore di Letteratura po la sua vittoria nel 2018 si era recato a
sentato l’ultimo atto di una guerra che, hi c’è ancora lassù sulle cime? italiana moderna e Mosca, e aveva poi cercato di tessere un
iniziata nel 1991 e terminata nel 1994 con Sono loro, i fantasmi degli arcieri di Van contemporanea rapporto nuovo con il presidente azero
una tregua durata oltre trent’anni (se si all’Università di Padova. È Ilham Aliyev) la sua vocazione filo-occi-
escludono alcuni scontri ripresi nel 2016 autrice di saggi sulla dentale e la sua battaglia per un regime
e nel luglio scorso) non si è mai trasfor- Sfilano nelle nebbie di novembre. narrativa popolare e maggiormente democratico che ha mes-
mata in un vero processo di pace. In real- Si trascinano nella neve sporca, d’appendice (Dame, droga e so sotto accusa la corruzione della prece-
tà ha visto sempre contrapporsi, come ha gli stracci brillano di lumini di ghiaccio, galline. Il romanzo popolare dente fazione al potere, molto filorussa.
scritto in luglio Laura Mirachian (che è italiano fra Ottocento e Ha compreso di dover convivere nella re-
stata ambasciatrice italiana a Damasco),
e camminano, camminano Novecento, Cleup, 1977) e gione con le aspirazioni della Turchia, le
«l’indomita difesa armena della propria verso quella luce lontana – ghiacciata – senza consolazione. sulla galassia delle scrittrici cui ambizioni storiche confliggono con
identità culturale e il caparbio richiamo Non si sa dove vanno italiane (Dame, galline e quelle di Mosca, e ha atteso di poter far
azero all’integrità territoriale senza trop- regine. La scrittura femminile siglare l’accordo sotto la propria respon-
po riguardo ai diritti delle minoranze».
da dove vengono. italiana fra ’800 e ’900, sabilità, emarginando quindi Ankara da
Nei giorni scorsi, mentre erano sem- Guerini e Associati, 1999). una presenza diretta (in questo replican-
pre più chiare le avvisaglie della sconfitta Chi c’è ancora lassù sulle cime? Per Rizzoli ha pubblicato La do in qualche modo la vittoria dell’accor-
militare dell’Armenia, Antonia Arslan, la Masseria delle allodole do di Soci del 2018, quando Lavrov ha ag-
scrittrice che ha fatto conoscere a tutti,
Sono loro, i fantasmi degli arcieri di Van (2004), tradotto in venti giudicato il Nord della Siria a un condo-
nei romanzi, il genocidio armeno e la lingue e diventato un film minio russo-turco, lasciando però a Er-
multiforme cultura di quel popolo, divi- Non c’è donna che li accompagni dei fratelli Taviani, La strada dogan il difficile compito di combattere i
so da un secolo in una vasta diaspora e in di Smirne (2009), Il rumore jihadisti).
né madre. delle perle di legno (2015) Adesso, con gli accordi accettati reali-
uno Stato circoscritto e travagliato che
solo nel 1991 ha trovato la sua indipen- Non ci sono più le sorelline danzanti e Lettera a una ragazza sticamente da Pashinyan (che hanno su-
denza, ha scritto di getto la ballata che nei crepuscoli dorati in Turchia (2016) scitato le proteste dei gruppi nazionalisti
viene qui pubblicata. Per poterla meglio o le coppe di vino caldo nei crateri
comprendere basterà ricordare che nel- km 200 GEORGIA RUSSIA
l’antichità e nel Medioevo gli arcieri ar- gorgoglianti. Mar
meni erano noti per il loro coraggio e la Le collane d’oro massiccio Karabakh
Nagorno- Caspio
loro bravura e che Van, oggi cittadina tur- sono sepolte e luccicano invano Karabakh
ca, era stata il capoluogo a maggioranza
armena del distretto che nell’aprile 1915 in tombe sconosciute. TURCHIA ARMENIA AZERBAIGIAN
si era ribellato con le armi alle violenze Erevan Baku
turche mentre aveva inizio il genocidio. Chi c’è ancora lassù sulle cime?
Stepanakert
Sono loro, i fantasmi degli arcieri di Van

Dopo avere ricordato di essere stata Livida la terra li sostiene


più volte negli ultimi anni nell’Artsakh (il
nome armeno del Nagorno-Karabakh), nel loro andare infinito, NAKHICEVAN
Arslan rievoca adesso la struggente bel- ma oltre le catene del male (Azerbaigian) IRAN
lezza senza tempo dei suoi paesaggi, la cuore si lega a cuore
gentilezza e cultura dei rettori delle sue
università, il restauro della moschea di e brucia, brucia per sempre. Il premio più accesi), gli armeni dovranno abban-
Susha/Šowši, ma anche il lungo viaggio Antonia Arslan è la vincitrice donare in poche settimane anche i quat-
di oltre sette ore per raggiungere Stepa- Chi c’è ancora lassù sulle cime? del Premio Internazionale tro distretti su sette attorno al Nagorno-
nakert dalla capitale dell’Armenia Ere- Medaglia d’oro al merito Karabakh, che gli azeri non hanno con-
van, lungo il corridoio di Laçın che costi- Sono loro, i fantasmi degli arcieri di Van della Cultura cattolica, 38ª quistato militarmente, e collaborare con
tuisce l’unico sottile passaggio tra la Re- edizione, che le sarà l’Alto commissariato per i rifugiati delle
pubblica d’Armenia e il Nagorno-Kara- assegnato virtualmente il 20 Nazioni Unite, che diventerà l’organismo
bakh. E aggiunge: «Ho sempre dormito novembre da Bassano del responsabile nel favorire e monitorare il
bene in vita mia, ma qualche giorno fa mi Grappa (Vicenza). La giuria, rientro delle decine di migliaia di rifugia-
sono svegliata alle 5 e ho sentito il corpo presieduta da Lorenzo ti, sia azeri che armeni, che erano stati
attraversato da una tensione che mi spin- Ornaghi, ha scelto l’autrice costretti fin dalla guerra del 1991 ad ab-
geva a scrivere, il passato e il presente che «la cui scrittura è vicina a bandonare le proprie case e i propri vil-
si univano in una grande angoscia». quella dei grandi romanzi di laggi, naturalmente su base volontaria.
Il timore di tutti gli armeni, nel mo- ispirazione cristiana, dai Un compito tutt’altro che facile, ma de-
mento in cui il 27 settembre è scattata Promessi sposi di Alessandro cisivo per garantire un percorso che pos-
inattesa l’aggressione dell’Azerbaigian al Manzoni al Cavallo rosso sa condurre davvero alla pace e alla riso-
Nagorno-Karabakh e ai distretti che l’Ar- di Eugenio Corti» luzione dello status futuro del Nagorno-
menia aveva occupato per motivi di sicu- Bibliografia Karabakh. La Russia, infatti, e questa è la
rezza, costringendo gli azeri ad abbando- Proteste a Erevan, capitale dell’Armenia, l’11 novembre Sui vari aspetti del conflitto maggiore preoccupazione, non ha mai
narli, era che questa offensiva potesse di- contro il cessate il fuoco del 10 novembre in Nagorno-Karabakh tra garantito davvero che i diritti degli arme-
ventare il prodromo di nuove sofferenze (foto Dmitri Lovetsky/Ap) armeni e azeri: Paolo ni nel Nagorno-Karabakh potessero esse-
e tragedie, con la memoria che riandava Bergamaschi, Nagorno- re sanciti con un’ampia e reale autono-
ovviamente alla primavera del 1915. Karabakh, la tregua fragile mia che lasciasse sullo sfondo, come pro-
Questa volta, però, anche se è stata (Infinito Edizioni, 2018); posta di una minoranza nazionalista e
chiara la presenza e la pressione della Natalino Ronzitti, Il conflitto bellicista, l’indipendenza di quella regio-
Turchia nello spingere l’esercito azero a del Nagorno-Karabakh e il ne.
lanciare l’offensiva, la vittoria non può ar- diritto internazionale È sul terreno della ricostruzione, tutta-
rogarsela Erdogan, anche se molti gior- (Giappichelli, 2014). Sulle via, non solo dei villaggi distrutti dalla
nali in tutto il mondo hanno titolato così tragiche vicende guerra, ma di una zona difficilmente in-
la fine delle operazioni militari. A vincere dell’Armenia: Marcello globabile nella rete del commercio inter-
— come ci dice in una lunga telefonata Flores, Il genocidio degli nazionale e nelle dinamiche culturali
Laura Mirachian — è soprattutto la Rus- armeni (il Mulino, 2017); della globalizzazione, che si gioca il futu-
sia e in particolare il suo ministro degli Hasan Cemal, 1915: ro e la tenuta di questo cessate il fuoco
Esteri, Sergej Lavrov. Attraverso il «cessa- genocidio armeno garantito da Mosca. Con l’assordante si-
te il fuoco», che è cosa ben diversa da un (traduzione di Sevgi Barish, lenzio e assenza dell’Europa che, pur non
accordo di pace, la Russia porta duemila Guerini e Associati, 2015); avendo interessi diretti nella regione (se
uomini a garantire la pace tra Armenia e Guenter Lewy, Il massacro non quelli energetici), potrebbe svolgere
Azerbaigian, entrando direttamente nel Antonia Arslan (Padova, 1938) degli armeni (traduzione di un ruolo importante.
Caucaso che rappresenta uno dei più im- CdS Piero Arlorio, Einaudi, 2015) © RIPRODUZIONE RISERVATA
40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

CORRADO AUGIAS
BREVIARIO
PER UN CONFUSO PRESENTE
Foto © Tania / A3 / Contrasto.

Viviamo un presente confuso, abbiamo


bisogno di bussole che indichino la direzione
verso cui andare e di mappe che ci ricordino da
dove veniamo. Chi meglio di Corrado Augias
può farci da guida per questi sentieri?

Einaudi
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41

Libri ilRacconto .

Avevo 10 o 11 anni, la casa del Cai- Il festival


ro era affollata di dissidenti libici, Quattro giorni di «Dedica»
la conversazione languiva, scorre- con lo scrittore Hisham Matar
vano pigramente tè e caffè. Fu allo-
S
i svolge online, dal 21 al 24 novembre, Dedica a
Hisham Matar. Una parte, dal vivo, sarà
ra che qualcuno cominciò a leggere rimandata al 2021. Sabato 21 (16.30)
l’inaugurazione del festival di Pordenone — il

un testo sconosciuto e stupefacente programma è stato predisposto dal direttore artistico

IL PRIMO
Claudio Cattaruzza (gli appuntamenti diffusi via
Facebook e YouTube su Dedica festival Pordenone)
— con l’intervista di Benedetta Tobagi allo scrittore di
origine libica (oggi cittadino inglese), vincitore del
Pulitzer 2017 con Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di
loro (Einaudi come gli altri), struggente racconto del
suo ritorno in patria, dopo un esilio durato più di
trent’anni, e della
ricerca del padre
Jaballa, fatto sparire
dal regime di
Gheddafi. Alle 21 un
altro suo romanzo,
Anatomia di una scomparsa, sarà al centro della

LIBRO
lettura scenica di Mario Perrotta, dal convento di San
Francesco. Si prosegue domenica 22 alle 16.30 con
una conversazione con la giornalista Francesca
Mannocchi condotta da Alessandro Mezzena Lona.
Lunedì 23 alle 21 sarà ancora Matar, collegato da
Londra, a parlare del suo libro più recente, Un punto
di approdo, sulla sua passione per l’arte medievale
italiana, con lo storico dell’arte Fulvio Dell’Agnese.
Martedì 24 sempre alle 21 Il gioco del Risiko e la
Libia, un viaggio nella geopolitica del Mediterraneo
guidato da Francesco Strazzari con Cristiano Riva.

di HISHAM MATAR ILLUSTRAZIONE DI FABIO DELVÓ

I
l mio primo ricordo legato ai libri non sono io che to. Lo prese e cominciò a leggere ad alta voce. Sentii
leggo ma qualcuno che legge per me. Passavo ore l’effetto delle parole riecheggiare nella stanza, facendo
ad ascoltare, guardando il viso della persona che addirittura muovere i mobili di vita propria, o così
leggeva per me ad alta voce. A volte poggiavo la sembrava. Mio padre non è qui e non posso chiedergli
testa sul petto o sullo stomaco del lettore o lettri- di quel pomeriggio. Quindi forse mi sbaglio, forse pa-
ce e udivo la sonorità di ogni vocale e consonante. Ho pà non conosceva affatto il libro, e il suo silenzio non
incontrato così molti libri: Le mille e una notte; gli aveva nulla a che fare con la cortesia ma era piuttosto la
scritti acuti e brillanti di Al-Jahiz; la poesia di Ahmed sua reazione al testo.
Shawqi e dei suoi colleghi del periodo al-Nahda, il Ri- Non ricordo esattamente di cosa trattassero i brani
nascimento della letteratura araba che si sviluppò al- letti ad alta voce. Quello che ricordo è che riportavano i
l’inizio del XX secolo; alcuni libri sulla vita dei saha- pensieri più segreti di un uomo, uno che soffriva per
bah, i compagni del profeta Maometto; e le opere di un sentimento crudele o disonorevole come la paura,
numerosi storici che provavano a spiegare come e per- la gelosia o la codardia, emozioni difficili da ammette-
ché una guerra o un’epoca fosse cominciata o finita. re, soprattutto per un uomo. Ma l’onestà della scrittu-
Allora non mi venne mai in mente di chiedere perché ra, l’abilità nel cogliere variazioni così fluide e vaghe,
in casa non ci fosse quasi nessun libro per bambini; era di per sé impavida e generosa, il contrario del sen-
nessuno che io ricordi, almeno. timento descritto. Ricordo anche il mio stupore per il
Trovo strano, a cinquant’anni, dopo una vita di rela- modo in cui le parole riuscivano a essere tanto precise
zioni appassionate con i libri — alcuni, mi sono reso e pazienti, spiegando, mentre proseguivano, ciò che
conto poi, immeritevoli del mio ardore giovanile, qual- perfino il ragazzo che allora ero in qualche modo sape-
cuno che ho incontrato nel momento sbagliato, e mol- va, che esiste una distanza allo stesso tempo tragica e
ti altri che tuttora illuminano stanze dentro di me —, meravigliosa fra coscienza e realtà.
in due lingue splendide, l’arabo e l’inglese, che quello
che più mi ha influenzato sia un libro in cui mi sono
imbattuto quando avevo dieci o undici anni e di cui
non so quasi nulla. Non l’ho letto. E nonostante i nu- Considerati i libri che mi erano stati letti, non dove-
merosi tentativi fatti per trovarlo, non sono riuscito a va essere la prima volta che incontravo una scrittura
scoprire neanche il titolo o il nome dell’autore. del genere ma, per qualche motivo, in quell’occasione
notai il profondo impatto che aveva su di me. M’im-
pressionò anche l’insolita scia di silenzio che quei bra-
ni si lasciavano dietro. Avevano creato, almeno tempo-
Era uno di quei pomeriggi in cui la nostra casa del raneamente, tra quegli uomini politici che parevano
Cairo era gremita di dissidenti politici libici in esilio, agire sotto il peso massiccio della certezza, un sonoro
come accadeva spesso in quei giorni, e quindi niente momento di dubbio. Ero elettrizzato, felice e malinco-
sonnellino dopo pranzo. Ci riunimmo, invece, in un nico allo stesso tempo.
grande cerchio nel soggiorno, e frutta, tè e caffè inter- Ecco forse perché quel libro misterioso, secondo la
vallavano una pigra conversazione. Il tempo sembrava logica della mia memoria, è l’antenato di tutti i libri

(
infinito. Il libro era sul tavolinetto, tra i piatti, le tazze e che ho letto da allora. Anche i grandi libri a cui ritorno,
i posacenere. Ricordo che aveva una copertina comple- Lo scrittore come si ritorna a un paesaggio amato, sembrano esse-
tamente bianca, senza illustrazioni. re in debito, non importa quanto fugacemente, con
L’ospite che aveva portato il libro in dono a mio pa- Nato nel 1970 a New York da genitori libici, Hisham Matar quel libro ignoto e inconoscibile. Ogni parola che ho
dre aveva evidentemente dimenticato che gli era stato (nella foto accanto) è vissuto a Tripoli e poi al Cairo, in Egitto, scritto è stata mossa da un entusiasmo che ha radici in
prima di trasferirsi a Londra, dove oggi vive e lavora. Per
consigliato proprio da lui qualche tempo prima. E pa- Einaudi ha pubblicato Nessuno al mondo (2006), tradotto in
quel pomeriggio lontanissimo, quando ero un ragazzo
pà, non volendo deludere l’ospite, non aveva rivelato di ventinove lingue e finalista al Man Booker Prize, Anatomia e ancora neanche sapevo di aver bisogno dei libri. For-
averlo già letto. Mi sembra strano adesso ricordare di una scomparsa (2011), Il ritorno. Padri, figli e la terra fra se, per me, perdere quel libro è stato meglio che tro-
proprio quella formalità. Sarà stata la natura del silen- di loro (2016), vincitore del Premio Pulitzer 2017 per varlo.
zio di mio padre, certo, a rendere l’ospite ancora più l’Autobiografia e del Rathbones Folio Prize 2017, e Un ( traduzione di Anna Nadotti e Simona Spano)
impaziente di far capire quanto il libro gli fosse piaciu- punto di approdo (2019). © ISHAM MATAR
42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

{
(2) posizione precedente S stabile A parità di percen-
tuale di vendita, la
Legenda 1 in salita R rientro posizione è deter-
5 in discesa
Libri Le classifiche N novità minata dal valore
decimale non in-
100 titolo più venduto (gli altri in proporzione) dicato in classifica

Otto italiani in Top Ten: guida la cuoca Rossi, sul podio D’Avenia
Otto novità negli Stranieri: i migliori Jo Nesbø e Clara Sánchez

La pagella
di Antonio D’Orrico
Top 10 ebook
di Alessia Rastelli Narrativa italiana

1
Antonio Scurati voto
M. L’uomo
della provvidenza (continua 1 Benedetta Rossi
(1) S 70
Sveva Casati Modignani
2 (-) N 69
Alessandro D’Avenia
Bompiani alla prossima) (1) Insieme in cucina Il falco L’appello

Intestino e moschetto S 100 Mondadori Electa, € 19,90 Sperling & Kupfer, € 19,90 Mondadori, € 20

Mussolini imperfetto
2 Sveva Casati In digitale Italiani protagonisti in Top Ten con otto titoli: sei di
Narrativa, uno di Varia e uno di Saggistica. La 3 (2) 5 51

S
Modignani
crive il lettore Bruno Berni:
(2)
Il falco i filosofi migliore novità è la storia del professore cieco
raccontata da Alessandro D’Avenia, che sale sul
Antonio Manzini
Gli ultimi giorni
«Antonio Scurati l’ho visto qualche
volta in tv e mi è parso un po’ pieno
S 70 Sperling & Kupfer, € 19,90 della giustizia podio alle spalle della cuoca Rossi, prima assoluta,
e di Casati Modignani. Seguono Manzini, Corona,
di quiete
Agnello Hornby e il fumettista Zerocalcare. Sellerio, € 14
di sé. Ha cominciato con due ottimi
libri (Il rumore sordo della
battaglia e Il sopravvissuto), poi non mi è
3 Alessandro D’Avenia
L’appello
In vista dei settecento
anni dalla morte, nel
piaciuto più. È stato molto bravo a inventarsi (-)
la quadrilogia di M e il primo volume, Il
N
2021, e del primo
Dantedì, il 25 marzo del Narrativa straniera
Mondadori, € 20

1
figlio del secolo, era davvero bello. Trovo, 69 prossimo anno, il sommo
invece, il secondo, M. L’uomo della poeta va forte anche in
provvidenza, poco stimolante. Ma forse è la
vita di Mussolini in questo periodo a essere 4 Ken Follett
digitale. Sul podio di
Libreriauniversitaria.it, il
(1) S 52
Ken Follett
2 (2) S 38
Valérie Perrin
noiosa. Il secondo M mi sembra una (4) Fu sera «negozio» online
e fu mattina Fu sera e fu mattina Cambiare l’acqua
occasione persa». Caro Berni, il primo M è monitorato da «la ai fiori
un libro importante, forse più importante Lettura», ci sono
che bello. Anche il secondo è importante. In S 52 Mondadori, € 27 Mondadori, € 27
Alessandro Barbero con e/o, € 18
più, è molto bello. È bello l’inizio, con Dante e Aldo Cazzullo con
Mussolini tormentato da vili disturbi
intestinali che sembrano una licenza 5 Antonio Manzini
Gli ultimi giorni
A rivedere le stelle (di
entrambi i titoli si occupa
La storia di Ken Follett mantiene la vetta negli
Stranieri davanti al romanzo agrodolce di Valérie 3 (-) N 27
(im)poetica e sono invece veri e paiono fatti (3) questa settimana il Perrin, entrambi presenti in Top Ten. Forte Jo Nesbø
apposta per rendere impossibile qualsiasi di quiete ricambio di titoli nella classifica di categoria dove Il fratello
nostro supplemento). In
esercizio di autostima (il
colmo per un dittatore).
5 51 Sellerio, € 14 seconda posizione, entrano ben otto novità a partire dal giallista
norvegese Jo Nesbø e dall’autrice spagnola Clara
invece, c’è Carlo Rovelli Sánchez, subito presenti nella prima decina.
Bellissimo è il lungo Einaudi, € 22
racconto finale. Il
raggelante, profetico e
6 Mauro Corona
L’ultimo sorso.
con Helgoland. Il titolo del
libro, il più recente del
iettatorio appello muto
(9) fisico, è il nome dell’isola
Vita di Celio nel Mare del Nord dove,
dei martiri fascisti. Le
digressioni quasi 1 44 Mondadori, € 18,50
nel giugno 1925, il
ventitreenne Werner
Saggistica

1
gaddiane sulla moda Heisenberg avviò una
imperversante nel 1932
(decimo dell’era
Antonio Scurati (Na- fascista) dello yo-yo (il
7 Simonetta Agnello
Hornby
rivoluzione scientifica
radicale: la fisica
(1) S 37
Alessandro Barbero
2 (2) S 30
(6) quantistica. Nella Top Aldo Cazzullo
poli, 1969: foto Villa) cubo di Rubik Piano nobile Dante A riveder le stelle
Five anche Ken Follett
dell’epoca) e sul
fancazzismo del pizzardone di piazza 5 38 Feltrinelli, € 19 con il romanzo storico Fu
Venezia. Il perfetto e teatrale dramma sera e fu mattina, atteso Laterza, € 20 Mondadori, € 18
borghese di Margherita Sarfatti che fa vana
8 Valérie Perrin
prequel uscito lo scorso
15 settembre de I pilastri
anticamera a Palazzo Venezia. Lei che è stata
amante pigmaliona del Duce, proto-Claretta (7) Cambiare
l’acqua ai fiori
della Terra. Completa la
classifica una monografia
Dante raccontato da Barbero guida i Saggi e
mantiene un piede in Top Ten. Nella classifica di
settore sale sul podio Vespa che racconta
3 (9) 1 29
Bruno Vespa
intellettuale, biografa celebratrice del corpo
del professor Fabrizio Mussolini e il Covid; entra Mancuso che parla di Perché l’Italia
di Benito «conosciuto nella nudità
spudorata delle alcove», eminenza grigio-
5 38 e/o, € 18 Sciacca, ordinario di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù. Nella Varia e in amò Mussolini...
Filosofia politica. Si tratta Top Ten detta legge la cuoca Benedetta Rossi; nei
fucsia della prima ora. Cerca di confortarla,
di riparare all’incresciosa situazione, il
maestro di cerimonie Quinto Navarra
9 Alessandro Barbero
Dante
di Filosofia della giustizia.
Fondamenti di teoria
Ragazzi vola al comando la Schiappa di Kinney. Mondadori, € 20

(10) politica e giuridica, al


(nome, anagraficamente reale, che Scurati
fa suonare finto: così si scrivono i romanzi
storici). Mussolini, asserragliatosi nella Sala 1 37 Laterza, € 20
quarto posto. Un risultato
coerente con la Varia

1
del Mappamondo, si fa negare all’ex vocazione originaria di

10
favorita. Non vuole vederla per tanti motivi Libreriauniversitaria di
o, magari, per uno solo, perché una volta lei
intravide dietro il suo sorriso «qualcosa di (5)
Zerocalcare
Scheletri
offrire testi accademici,
anche se lo store vende
(1) S 100
Benedetta Rossi
2 (-) N 26
Giorgio Panariello
irraggiungibilmente triste». Ma di cose da oggi tutti generi di Io sono mio fratello
Insieme in cucina
dire su M 2 ne restano parecchie. volumi.
5 36 Bao Publishing, € 21 @al_rastelli
Mondadori Electa, € 19,90
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondadori, € 18

La classifica
1 100 A. Barbero
Dante Ragazzi
Laterza, e 11,99

1
ePub con Adobe Drm
2 78 Carlo Rovelli
Helgoland
(-) N 34
Jeff Kinney
2 (5) 1 14
Adelphi, e 7,99
J. K. Rowling
ePub con Adobe Drm Diario di una schiappa. Harry Potter e la
Disastro totale pietra filosofale
3 73 Aldo Cazzullo
A riveder le stelle il Castoro, € 13 Salani, € 10
Mondadori, e 9,99
ePub con Adobe Drm
4 45 Fabrizio Sciacca
Filosofia della giustizia
AlboVersorio, e 12,99 Tascabili
ePub con Social Drm

1
5 41 Ken Follett
Fu sera e fu mattina
Mondadori, e 16,99
(7-) N 14
Donato Carrisi
2 (-) N 10
Nicolò Govoni
ePub con Adobe Drm
La casa delle voci Attraverso
(2-8 novembre 2020) i nostri occhi

Tea, € 5 Bur, € 16
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43

Cristina Fossaluzza (Treviso, 1974) è professore


associato di Letteratura tedesca all’Università Ca’
Foscari di Venezia. Nei suoi studi si occupa in
1
Wolf Lepenies
2
Navid Kermani
3
Sigrid Damm
Il podio particolare dei legami fra estetica e politica nella
letteratura di lingua tedesca. Su queste tematiche
La seduzione della cultura
nella storia tedesca
Stato di emergenza Vögel, die
verkünden Land
di Cristina Fossaluzza coordina diversi progetti di ricerca internazionali. il Mulino, € 28 Keller, € 18 Insel, € 14

180
Una sporta di libri
Nonostante le difficoltà economiche e i non meno gravi libri al giorno, tra novità, nuove edizioni e ristampe. Per tenere in casa per ogni evenienza. Poi, per chi fosse
Il numero problemi dati dal personale editoriale costretto a fortuna, le librerie fisiche restano aperte anche nelle impossibilitato a muoversi, ci sono, più agguerrite che
lavorare a distanza, i dati a fine dicembre ci diranno che zone rosse ma, non sapendo come andrà a finire, si mai, le librerie online, e questo fa sperare che gli editori
di Giuliano Vigini la produzione libraria si è mantenuta anche quest’anno direbbe che è cosa buona, come è avvenuto in altri Paesi possano recuperare qualche punto percentuale, in
su livelli più che apprezzabili, con una media di circa 180 europei, fare una grande o piccola sporta di libri da questi ultimi mesi decisivi per il bilancio dell’annata.

(Elaborazione a cura di GfK Italia. Dati relativi alla settimana da lunedì 2 a domenica 8 novembre 2020)

4 (5) 1 44
Mauro Corona
6 (3) 5 36
Zerocalcare
8 (6) 5 26
Antonio Scurati
10 (8) 5 23
Marco Vichi
12 (10) 5 18
Daniela Raimondi
14 (17) 5 16
Roberto Emanuelli
16 (14) 516
Nicola Lagioia
18 (11) 5 15 20 (18) 5 14
Maurizio de Giovanni Stefania Auci
L’ultimo sorso. Scheletri M. L’uomo Un caso maledetto La casa sull’argine Adesso lo sai La città dei vivi Troppo freddo I leoni di Sicilia
Vita di Celio della provvidenza per Settembre
Mondadori, € 18,50 Bao Publishing, € 21 Bompiani, € 23 Guanda, € 19 Nord, € 18 Sperling&Kupfer, € 18,90 Einaudi, € 22 Einaudi, € 18,50 Nord, € 18

5 (4 ) 5 38
Simonetta Agnello
7 (-) N 33
Donatella
9 (13) 1 24
Walter Veltroni
11 (-) N 20
Anna Bells Campani
13 (9) 5 18
Roberto Vecchioni
15 (7) 5 16
Francesco Guccini
17 (12) 5 15
Susanna Tamaro
19 (16) 5 14
Ferzan Ozpetek
Hornby Di Pietrantonio Buonvino e il caso Raffaella Di Girolamo Lezioni di volo Loriano Macchiavelli Una grande storia Come un respiro
Piano nobile Borgo Sud del bambino 365 giorni senza e di atterraggio Che cosa sa d’amore
scomparso di te. Prima parte Minosse
Feltrinelli, € 19 Einaudi, € 18 Marsilio, € 14 IndependentlyPublished,€13,79 Einaudi, € 17 Giunti, € 15 Solferino, € 17 Mondadori, € 17

4 (4) S 21
Sophie Kinsella
6 (-) N 17
Clara Sánchez
8 (-) N 15
Kohel Horikoshi
10 (7) 5 15
Danielle Steel
12 (-) N 11
Julie Caplin
14 (12) 5 10
James Rollins
16 (-) N 10
Akira Toriyama
18 (16) 5 8
Hilary Mantel
20 (-) N 6
Agnès Gabriel
Amo la mia vita Cambieremo My hero Academia Una notte silenziosa Un tè con biscotti L’ultima odissea Toyotaro Lo specchio Merci,
prima dell’alba Vol. 25 a Tokyo Dragon Ball Super e la luce Monsieur Dior
Vol. 12
Mondadori, € 19 Garzanti, € 18,90 Star Comics, € 4,30 Sperling & Kupfer, € 19,90 Newton Compton, € 9,90 Nord, € 19 Star Comics, € 4,50 Fazi, € 22 Giunti, € 14,90

5 (3) 5 18
Stephenie Meyer
7 (5)515
Joël Dicker
9 (6) 5 15
Valérie Perrin
11 (8) 5 13
Michael Connelly
13 (10) 5 10 15 (-) N 10
Toshikazu Kawaguchi Simon Scarrow
17 (9) 5 9
Corina Bomann
19 (-) N 7
Leigh Bardugo
Midnight Sun L’enigma Il quaderno La morte Finché il caffè Il traditore di Roma La speranza Tenebre e ossa.
della camera 622 dell’amore perduto è il mio mestiere è caldo di Sophia GrishaVerse

Fazi, € 20 La nave di Teseo, € 22 Nord, € 14,90 Piemme, € 19,90 Garzanti, € 16 Newton Compton, € 12 Giunti, € 16,90 Mondadori, € 17,90

4 (5) 1 23
Mario Calabresi
6 (4) 5 15
Carlo Rovelli
8 (8) S 10
Riccardo Falcinelli
10 (-) R 7
Francesco Costa
12 (-) N 6
Simone Moro
14 (18) 1 5
Paolo Mieli
16 (16) S 5
Laura Imai Messina
18 (-) N 5
Gad Lerner
20 (14) 5 4
Andrea Marcolongo
Quello che Helgoland Figure Questa è l’America Tamara Lunger La terapia Tokyo tutto L’infedele La lezione di Enea
non ti dicono Ho visto l’abisso dell’oblio l’anno

Mondadori, € 18 Adelphi, € 15 Einaudi, € 24 Mondadori, € 18 Rizzoli, € 18 Rizzoli, € 18 Einaudi, € 19 Feltrinelli, € 16 Laterza, € 16

5 (3) 5 18
Gianrico Carofiglio
7 (6) 5 12
Papa Francesco
9 (-) N 8
Vito Mancuso
11 (7) 5 6
Papa Francesco
13 (10) 5 5
Papa Francesco
15 (17) 1 5
Camillo Bortolato
17 (11) 5 5
Stefano Mancuso
19 (15) 5 4
Chiara Valerio
Della gentilezza Fratelli tutti I quattro maestri Fratelli tutti Fratelli tutti La linea del 20 La pianta La matematica
e del coraggio del mondo è politica

Feltrinelli, € 14 San Paolo, € 2,90 Garzanti, € 19 San Paolo, € 6,50 Marsilio, € 8,90 Erickson, € 14,80 Laterza, € 18 Einaudi, € 12

3 (-) N 14
Giulia Sinesi
4 (-) N 14
Ambra Angiolini
5 (-) N 9
Paolo Crepet
6 (-) N 8
Paolo Fox
7 (6) 5 8
Benedetta Rossi
8 (3) 5 7
Rossella Migliaccio
9 (2) 5 7
Leo Ortolani
10 (-) N 6
Akihito Tsukushi
Vitamine di beauty InFame Vulnerabili L’oroscopo 2021 In cucina con voi! Forme Badelia Made in abyss
Vol. 9

De Agostini, € 17,90 Rizzoli, € 18 Mondadori, € 19 Cairo, € 10 Mondadori Electa, € 19,90 Vallardi, € 18 Bao Publishing, € 19 Edizioni Bd, € 7,90

3 (6) 1 11 4 (2) 5 10 5 (4) 5 9


Elisabetta Gnone
6 (9) 1 9
Charlie Mackesy
7 (8) 1 8
Ilaria Capua
8 (-) R 7
J. K. Rowling
9 (3) 5 7 10 (10) S 7
Geronimo Stilton Stef & Phere Elena Favilli Gamer Lyon
Il piccolo libro Il libro La storia perduta. Il bambino, Ti conosco Harry Potter e la Storie della Le storie
delle emozioni delle meraviglie Fairy Oak la talpa, la volpe mascherina camera dei segreti buonanotte... del mistero
e il cavallo 100 donne...
Piemme, € 3 Magazzini Salani, € 16,90 Salani, € 18 Salani, € 15,60 La Coccinella, € 13,90 Salani, € 12 Mondadori, € 19 Magazzini Salani, € 15,90

3 (3) S 7
Daniel Goleman
4 (4) S 6
José Saramago
5 (1) 5 6
David Quammen
6 (9) 5 5
Benedetta Rossi
7 (-) R 5
Harper Lee
8 (5) 5 5
Yuval Noah Harari
9 (6) 5 5
Simonetta Agnello
10 (-) R 5
Albert Camus
Intelligenza Cecità Spillover Fatto in casa Il buio oltre Sapiens. Hornby La peste
emotiva da Benedetta alla siepe Da animali a dèi Caffè amaro

Bur, € 12 Feltrinelli, € 9,50 Adelphi, € 14 Mondadori, € 14,90 Feltrinelli, € 10 Bompiani, € 16 Feltrinelli, € 10 Bompiani, € 13
44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45

Sguardi {
Con orecchie benevole
«E in questa conversazione milesia io
intreccerò per te storie di ogni genere e
incanterò le tue orecchie benevole […].
Classicamente Diamo ora inizio a un racconto alla greca.
Lettore, ascoltami bene: ne sarai felice»:
di Nuccio Ordine
.

leggere le metamorfosi di Lucio in asino


Pittura, scultura, architettura, fotografia (Apuleio, Metamorfosi, libri I-III, a cura di Luca
Graverini e Lara Nicolini, Fondazione Valla-
Mondadori, 2019) per vivere il piacere della
lettura e apprezzare la curiositas.

Controstoria dell’arte Il nuovo romanzo dello scrittore spagnolo immagina una missione
per «sabotare» il capolavoro di Picasso nel 1937. Un pretesto per riflettere sull’opera

Pérez-Reverte
clinante che stende una tenue patina ros-
sastra sulla sua aggrovigliata composi-
zione. «Come se quest’ultima, prima di
essere realtà, iniziasse già a insanguinar-
si lentamente».
In un’altra visita Falcó si fa testimone
dei tanti ripensamenti sottesi a Guernica.
Che, nella versione iniziale, presenta evi-

riscrive Guernica
denti riferimenti politico-ideologici: un
guerriero caduto, con il pugno chiuso al-
zato, nel gesto del saluto comunista. Nel-
la seconda stesura, il pugno diventa un
mazzo di fiori proteso verso un enorme
sole. Nella terza (e definitiva), il sole e il
pugno vengono sostituiti da un sole a for-
ma di occhio, con una lampadina al po-
sto dell’iride. «Cosa rappresenta quel cer-
chio simile a un sole?», gli chiede Picasso
in maniera quasi ironica. E aggiunge:
«Non importa (...). Scomparirà da lì». In-
di VINCENZO TRIONE fine, spiega: «È una lanterna, cazzo. Una

N i
mano che regge una luce. (...) La luce del-
on ripercorreremo qui la tra- no i riti della contemporaneità, caleido- sta Falcó la propria filosofia. «Quando la ragione e della giustizia. La denuncia
ma di Sabotaggio, nuovo ro- scopio pullulante di luci e di merci, mi- ero giovane potevo dipingere come Raf- del male». Anche se, osserva Falcó, «l’or-
manzo di Arturo Pérez-Rever- niatura dell’intero pianeta, organismo faello, ma ho investito tutta la mia vita rore della guerra e della morte, il sudicio
te (Rizzoli). Né vi sveleremo i che diffonde ovunque idee e tensioni. nell’imparare a disegnare come i bambi- lato oscuro della condizione umana e le
tanti colpi di scena orditi, per Tra le sue strade e nei caffè, scrittori, re- ni», ama ripetere Picasso. Che pensa sue conseguenze erano qualcosa di trop-
fermare la propaganda repubblicana, da gisti, cantanti, utopisti. E tanti grandi ar- l’opera d’arte come «una menzogna di al- po complesso perché qualcuno fosse in
Lorenzo Falcó, una spia «amorale», abile, tisti. Come il «sommo sacerdote» che ta qualità», da trasformare in verità. grado di plasmarlo su una tela».
pericolosa, cinica, seduttiva e senza scru- abita al numero 7 di rue des Grands-Au- Una sfida difficile e paradossale. Una
poli, che nel 1937 riceve da uno dei capi gustins. Lì lo va a trovare il finto collezio- volta terminata, un’opera muore, per ri-
dei servizi segreti di Franco (il «cinghia- nista Lorenzo Falcó. nascere attraverso gli occhi di chi la guar-
le») l’incarico di partire per Parigi, dove da: «I quadri muoiono quando si finisce Simile a un film epico girato alle origi-
incontrerà membri del Fronte popolare, di dipingerli». Queste riflessioni sono al- ni del cinema, fatto di pochi elementi di
infiltrati, belle donne, una fotografa ami- l’origine di Guernica, di cui Pérez-Rever- straordinaria potenza simbolica (il toro,
ca di Man Ray, una collezionista america- Ecco lo studio di Picasso: Pérez-Rever- te, con gli strumenti letterari, ricostrui- il cavallo urlante, la spada spezzata, la
na ricca e disinibita (Peggy Guggenhe- te ci fa sentire l’atmosfera che vi si respi- sce la faticosa genesi, forse ispirandosi al lampadina accesa nell’oscurità), dipinto
im?), un’attrice fascinosa (Marlene Die- ra. Una stanza irradiata da una luce polve- reportage fotografico della compagna di con soli tre colori, Guernica è un’opera
trich?), uno scrittore arrogante (Hemin- rosa, piena di cianfrusaglie, di pacchetti e Picasso, Dora Maar. Cronaca di un lungo che fa paura. Perché ha una potenza co-
gway?). Due gli obiettivi: disonorare o di quadri. Intorno, un divano, sedie sgan- e fabbrile work in progress, tra rabbie e municativa superiore a qualsiasi reporta-
uccidere Leo Bayard, scrittore comunista gherate, mobili occupati da pupazzi, sta- dubbi. Un giorno Falcó scopre, su un ta- ge, cronaca, fotografia o pubblicità. Met-
combattente (André Malraux?); e soprat- tuette, stampe, giornali. E, poi: cavalletti, volo sgangherato, insieme con pennelli, te in scena la coscienza del destino tragi-
tutto sfregiare Guernica, opera provoca- boccette multicolori, tubetti di colore a boccette di solvente e tubetti di pittura, co dell’Occidente. Una rivelazione inac-
toria, scandalosa, inaccettabile, anti- olio, tele da completare. L’aria è carica di «bozzetti disegnati con inchiostro nero, cettabile, per Falcó (e per noi).
franchista, destinata a diventare manife- un odore forte di pittura, di trementina e matita e carboncino», su cui sono trat- Qui Pérez-Reverte ci prende in contro-
sto dei repubblicani. Quel capolavoro an- di tabacco. Alle pareti, fotografie ritaglia- teggiati uomini, teste di toro e di cavallo, piede, con una trovata da spy story. Falcó
nunciato è «spazzatura», perciò va te da riviste e stampe di artisti classici e una lampada delineata con brevi e sem- architetta un piano delittuoso. Entra nel-
bruciato, preso a coltellate, «sabotato» moderni. E ancora: collage di carta di plici linee, una madre con un figlio mor- lo studio del «sommo sacerdote», dove
prima che venga presentato all’Esposi- giornale, bozzetti su cartoncino fatti a to in braccio. Ne emerge uno «stile secco, incontra di nuovo quella «specie di incu-
zione Universale di Parigi del 1937. matita o a inchiostro e dipinti a olio: na- dai tratti violenti». In alcuni fogli, l’ener- bo cupo», ancora incompiuto. La sua
Vogliamo trattare, invece, questo rac- ture morte, teste umane, uccelli, figure gia della mano ha «lacerato la carta». Un ARTURO PÉREZ-REVERTE missione: distruggere l’opera. Perciò tira
conto avventuroso — felice incrocio tra astratte. Iconografie decostruite, fram- altro giorno Falcó si imbatte in un’opera Sabotaggio fuori dallo zaino un artefatto esplosivo di
avvenimenti realmente accaduti e situa- mentate, segnate da violenti contrasti. Ne che ha una chiara relazione con quei ma- Traduzione di Bruno Arpaia bassa potenza. Riuscirà nella sua impre-
zioni immaginarie (terzo, appassionato è autore il portentoso rabdomante del- teriali. Un’enorme tela che copre l’intera RIZZOLI sa? Non lo riveleremo. Diremo solo che,
romanzo con Lorenzo Falcó) — come un l’arte del XX secolo, che ha trattato visio- parete dell’atelier. Vi appaiono un caval- Pagine 400, e 20 nell’epilogo, Pérez-Reverte abbandona la
involontario libro di storia dell’arte, che ni, oggetti e amori come eterogenee fonti lo, una testa di un toro e figure umane finzione, per tornare alla verità storica. È
potrebbe essere accostato a due altri suoi di ispirazione: da cannibalizzare, da tra- colte in pose tormentate. Non ci sono co- Il romanziere e il dipinto «spazzatura bolscevica», arte degenera-
romanzi dedicati alla pittura: Il pittore di sfigurare, da profanare, infine da rendere lori, ma solo toni neri e grigi. Pérez-Reverte (1951: qui ta, «un vero mostro», esclama all’Esposi-
battaglie (2007), narrazione epica densa irriconoscibili. «Non avrà colori, perché non voglio di- sopra) è uno dei maggiori zione Universale di Parigi un ammiraglio
di echi artistici (Bosch, Goya, Paolo Uc- Pérez-Reverte ci consegna un Picasso strarre chi la osserva... Sarà una tavolozza narratori spagnoli. Dipinto dinanzi a Guernica. Che, in maniera mi-
cello, Picasso, Pollock, Capa); e Il cecchi- troppo umano, furbo, sospettoso, molto di neri e di grigi. Un monumento alla di- nel 1937 da Pablo Picasso racolosa, riuscirà a resistere a ogni sabo-
no paziente (2015), viaggio nelle male- sensibile al denaro e alle donne, poco in- sillusione, alla disperazione, alla distru- (1881-1973), Guernica (olio taggio. Ritratto del Male Assoluto. Monu-
bolge abitate dai writer. Sullo sfondo, la cline alle teorie astratte. Anche se, in al- zione. Un bussare alla porta della co- su tela, 776,6 centimetri mento al Dolore. A un dolore universale
Parigi degli anni Trenta, Gerusalemme di cuni momenti, il transplanté spagnolo scienza dell’umanità», dice Picasso, per 349,3) è conservato al che non potremo mai rimuovere.
un mondo laico, tempio dove si celebra- non esita a confessare al finto collezioni- mentre dalla finestra entra una luce de- Museo Reina Sofía di Madrid © RIPRODUZIONE RISERVATA
46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47

{
Una Milano più leggera
La cucina milanese: origini e nuove voci dello chef Cesare Battisti e di Gabriele
Cotture brevi interpretazioni. Piatti celebri del passato a Zanatta, ecco Cucina milanese

Sguardi Restauri di Marisa Fumagalli rischio di finire dimenticati: ris ed erborin, contemporanea, edito da Guido Tommasi con
rusumada, cassoeula, mondeghili oggi si illustrazioni di Gianluca Biscalchin e
possono preparare con «leggerezza». Dalle fotografie di Silvia Luppi (pp. 256, e 28).

L’Opificio delle Pietre dure ha ripulito il ritratto di Leone X


di ritorno dalla mostra romana dell’artista. Gli esami
compiuti smentiscono definitivamente l’ipotesi
che le figure accanto al papa fossero aggiunte postume
Da sinistra: una riflettografia
infrarossa del Ritratto di
Leone X; la restauratrice
Oriana Sartiani al lavoro;
Marco Ciatti (a sinistra)
con Oriana Sartiani e il
direttore degli Uffizi, Eike
Schmidt. Il dipinto è stato
analizzato con tecniche di
ultima generazione come la
riflettografia e l’Oct (Optical
coherence tomography).
L’Opificio delle Pietre dure
ha lavorato al restauro con
l’Istituto nazionale di fisica
nucleare, l’Istituto nazionale
di ottica del Cnr e l’Istituto di
informatica del Cnr di Pisa

FirenzeridàaRaffaelloiduecardinali
da Firenze DAMIANO FEDELI

«Q
uesto restauro ha tirato gno preparatorio. Racconta ancora Frosi-
fuori in pieno Raffael- nini: «Raffaello non poteva tenere in po-
lo. Un recupero della sa personaggi di questa levatura per
sua forza in tutte le par- molto tempo. Aveva delle occasioni per
ti del dipinto che ha fare qualche schizzo, come delle istanta-
fatto piazza pulita di ogni possibile ipote- nee, per così dire. Con Leone X aveva un
si che le figure dei due cardinali siano rapporto particolare: lo incontrava di fre-
state aggiunte in seguito, da un’altra ma- quente per studiare il progetto per la
no». Marco Ciatti, soprintendente del- nuova Basilica di San Pietro, poi mai rea-
l’Opificio delle Pietre dure di Firenze, è lizzato. La riflettografia ora ci dice che
orgoglioso. Se mai ci fossero stati ancora Raffaello ha riportato tutt’e tre i perso-
dubbi, l’ultimo restauro li ha tolti tutti: il naggi sulla tavola ma che poi il Papa gli
ritratto di Papa Leone X seduto fra i cardi- ha dato del tempo in più. Infatti, sopra gli
nali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi fu schizzi preliminari di Leone X c’è un ulte-
realizzato interamente, intorno al 1518, riore disegno a carboncino fatto a mano
dal genio urbinate di cui ricorrono i 500 libera velocemente davanti al pontefice».
anni dalla morte.
Lo dice il disegno preparatorio, mai vi-
sto prima, e lo dice la qualità di tutte le fi-
gure, dipinte con stesure pittoriche coe- Il disegno sottostante evidenzia anche
renti. L’opera è da poco rientrata a Firen- l’iniziale intento del pittore di far com-
ze dalla trasferta romana che l’ha vista piere al cardinale Giulio de’ Medici l’af-
protagonista (non senza polemiche, con fettuoso gesto di avvicinare la Bibbia al
le dimissioni in blocco del comitato Papa miope. Adesso i colori, i mille rossi
scientifico degli Uffizi contrario al presti- in particolare, sono tornati allo splendo-
to) della grande mostra su Raffaello alle re dell’occasione per cui fu realizzato il
Scuderie del Quirinale visitata da più di dipinto: le nozze nel 1518 di Lorenzo duca
160 mila persone, nonostante i mesi di di Urbino, nipote del Papa, con Madelei-
stop per il lockdown. Con il rientro a pa- ne de La Tour d’Auvergne. Leone X, as-
lazzo Pitti sono stati presentati i risultati sente di persona, era così presente alme-
del lungo restauro cui il dipinto è stato no in ritratto. «In sovrapposizione al ci-
sottoposto dall’autunno del 2017 fino al- nabro, le lacche, materiale delicato e ca-
l’inizio di quest’anno, poco prima della pace di restituire un aspetto smaltato al
mostra a Roma. Un lavoro finanziato da colore, creavano effetti preziosi e ricchi»,
Lottomatica e realizzato a Firenze, nei la- sottolinea la direttrice del restauro.
boratori dell’Opificio, mani esperte da Se i precedenti interventi avevano dato
tempo nel trattare Raffaello. all’opera una patina piatta, adesso ne è
stata restituita, per così dire, l’alta defini-
zione. «C’è un recupero dello spazio: si
capisce l’ambientazione dentro cui sono
L’intervento è consistito in una pulitu- situati i personaggi, restituiti in tutta la
ra della superficie pittorica appesantita loro umanità. Adesso si vedono persino
da numerosi restauri — uno anche al le ricrescite della barba di questi uomini,
Louvre negli anni in cui (1799-1816) l’ope- dettagli che qualcuno, forse ritenendo
ra era finita in Francia requisita dalle poco eleganti, aveva attenuato. Il Giulio
truppe napoleoniche — fino agli anni de’ Medici, futuro Clemente VII, ritorna
Novanta del Novecento. «Era stata ag- in tutta la sua prestanza fisica».
giunta una leggera patina dorata sopra. Il dipinto (il restauro ha interessato an-
Lì per lì dava un bell’effetto estetico ma che il supporto ligneo le cui connettiture
con un artista come Raffaello bisogna to- avevano fatto sollevare il colore in più
gliere, far parlare lui, invece di aggiunge- punti) è ora nella Sala delle Nicchie nella
re qualcosa pensando di migliorarlo», Galleria Palatina a Pitti. Poco prima della
sottolinea a «la Lettura» Cecilia Frosini- chiusura di mostre e musei per l’emer-
ni, direttrice del settore restauro dipinti genza sanitaria, era stata inaugurata la
all’Opificio. Il risultato più importante mostra Raffaello e il ritorno del Papa Me-
del restauro attuale è quello, appunto, di dici, un allestimento che spiega e docu-
aver fugato ogni dubbio sulla paternità di menta il restauro e le analisi sull’opera,
Raffaello per tutte e tre le figure.
Aggiunge Frosinini: «Qualcuno soste-
neva in passato che Raffaello avesse rea-
SSS cardinali che riemergono con una loro
personalità e una serie di caratteristiche
quasi naturalistiche. Una resa psicologi-
Sopra: il Ritratto di Papa
Leone X fra i cardinali Giulio
de’ Medici (a sinistra) e Luigi
previsto fino al 31 gennaio, pandemia
permettendo. «Al termine — sottolinea il
direttore degli Uffizi, Eike Schmidt — il
lizzato il solo Leone X su uno sfondo e La direttrice del restauro ca di queste figure che prima erano un de’ Rossi, dipinto da dipinto sarà collocato nella stessa Palati-
che i due prelati fossero stati aggiunti da
qualcun altro. Invece si vede bene come
Cecilia Frosinini: «Era stata po’ ottuse sotto gli strati di vernice ag-
giunti in superficie. Il Papa stesso rie-
Raffaello nel 1518 per le
nozze di Lorenzo duca di
na, nella Sala di Saturno con altri capola-
vori di Raffaello: il suo Giulio II e il Cardi-
tutte le tre figure ci fossero già e come stesa una patina dorata. Lì merge meno gonfio, meno vecchio di Urbino, nipote del pontefice, nal Bibbiena. Fra gli Uffizi e Palazzo Pitti
Raffaello sia andato loro intorno con il per lì dava un bell’effetto, quello che sembrava». con Madeleine de La Tour abbiamo a Firenze una ventina di dipinti
verde dello sfondo: è tutto assolutamente Le immagini delle indagini scientifi- d’Auvergne. È conservato di Raffaello, la più alta concentrazione al
autografo. Chiunque osservi l’opera oggi ma non si può pensare di che, portate avanti con tecniche d’avan- nella Galleria Palatina mondo, una mostra permanente».
può apprezzare l’enorme qualità dei due “migliorare” Raffaello...» guardia, hanno riportato alla luce il dise- di Palazzo Pitti, a Firenze © RIPRODUZIONE RISERVATA
48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 49

{
Per voce roca
Il suo disco d’esordio,Traveller, del 2015, è inciso nei mitici studi Rca di Nashville. Niente
Incisioni ormai considerato un classico del country di nuovo, però Stapleton è abilissimo nel

Sguardi Civiltà di Renzo Matta rock e ora Chris Stapleton, cantautore del mescolare brani di rock blues e ballate
Kentucky, autore formidabile, torna con country soul d’ampio respiro, il tutto guidato
Starting Over, attesissimo quarto album, da un’efficace voce roca. La voce di Chris.

Epoche L’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr ha studiato i Codici precolombiani (ne sono sopravvissuti
dodici, di cui 5 portati in Italia). «Abbiamo ricostruito l’ingegnosa procedura per mantenere intatto il cromatismo»
to nella Biblioteca universitaria di Bologna: è co-
nosciuto come Codice Cospi, perché ci fu un
tempo in cui finì nella collezione del marchese
Ferdinando Cospi. Nel 1533, il missionario do-
menicano Domingo de Betanzos lo regalò a Papa
Clemente VII, della famiglia Medici. Glielo con-
segnò pregandolo di apprezzare la bellezza dei
disegni e dei colori e, di conseguenza, la bravura
del pittore. Lo scopo dei domenicani era dimo-
strare al Papa che nel Nuovo Mondo vivevano es-
seri umani dotati di «ingegno», come si poteva
vedere dalle loro opere. Quattro anni dopo il
nuovo Papa, Paolo III, Alessandro Farnese, si
convinse ed emanò la bolla Sublimis Deus che
affermava: «Gli Indios sono veri uomini». E
quindi potevano essere convertiti.

Il Codice Cospi è l’ultimo analizzato dagli stu-


diosi dell’Università di Bologna e dai ricercatori
del Cnr. È composto da un’unica striscia di pelle
di cervo lunga 3 metri e 64 centimetri ripiegata a
fisarmonica. Forma 20 pagine quadrate di 18 per
18 centimetri. Le tavole con i pittogrammi occu-
pano entrambe le facciate. Ma il pittore che ha
lavorato sulla parte anteriore aveva un talento ar-
tistico di gran lunga superiore rispetto a quello
che ha dipinto le tavole sul retro.

I segreti (politici e botanici)


È un libro tonalàmatl, divinatorio, usato per
pronunciare profezie, oracoli, vaticini. Sulle 20
pagine sono dipinte 260 immagini di divinità
che corrispondono ai 260 giorni di cui si compo-
ne l’anno sacro. L’astrologo lo spruzzava d’acqua
o sangue, stendeva davanti a sé la striscia, si ispi-
rava guardando le figure divine, poi prevedeva

dei colori di Maya e Aztechi


eventi astronomici, annunciava periodi di care-
stia, prediceva eventuali pericoli per i sovrani. È
rappresentata anche la stella che noi chiamiamo
Venere. Gli Aztechi la consideravano in certe cir-
costanze foriera di guai, perciò è disegnata con
scheletri e frecce. I ricercatori hanno scoperto
che il giallo sul Codice Cospi è stato ottenuto con
l’orpimento, un minerale luminoso come l’oro,
di MARCO NESE che però contiene arsenico. Mentre il colore ros-

N
so del Codice Cospi è dovuto all’uso della cocci-
on era facile ottenere il colore blu. Si Quando il re azteco Itzcoatl intorno al 1430 vinse niglia, un parassita del fico d’India. Esportata in
ricavava dai lapislazzuli ridotti in pol- una guerra, ordinò la distruzione di tutti i libri Europa, la cocciniglia fu molto apprezzata dai
vere, come il blu che Giotto usò per del popolo vinto per imporre i suoi testi. Ma il pittori. Paolo Caliari, detto il Veronese, dipinse
dipingere il cielo nella Cappella degli grande rogo fu appiccato dai conquistadores nel 1565 L’unione felice, oggi alla National Galle-
Scrovegni a Padova. Invece dall’altra spagnoli. Bruciarono migliaia di codici per dif- ry di Londra, e si affidò alla cocciniglia america-
parte dell’Atlantico, prima dell’arrivo di Colom- fondere una nuova religione e una nuova cultu- na per rendere splendidi i rossi delle stoffe.
bo nel Nuovo Mondo, i Maya producevano il blu ra. «I pochi libri che si sono salvati — racconta Figure rosse di cocciniglia campeggiano an-
facendo macerare radici e foglie di indigofera, Davide Domenici, antropologo, docente del- che su un codice conservato a Parigi. Mentre su
un arbusto diffuso nelle zone tropicali. l’Università di Bologna — furono portati in Euro- un altro documento Maya che si trova a Madrid
È il cosiddetto blu Maya che risplende ancora pa come omaggi. Il condottiero Hernán Cortés l’analisi iperspettrale ha individuato un rosso
oggi sulle pagine dei Codici precolombiani. Ne ne portò un paio, anche se non aveva molto inte- brunastro ottenuto attraverso una mistura di
sono sopravvissuti soltanto dodici, di cui undici resse per questo tipo di oggetti. Preferiva donare ematite e caolino. Quello di Madrid è il codice
conservati in Europa e uno in Messico. La diret- Una fase dell’analisi iperspettrale del Codice Cospi, a Carlo V oro e gioielli per dare l’immagine di un più grande, formato da una striscia lunga 6 metri
trice dell’Istituto di scienze del patrimonio cul- conservato nella Biblioteca universitaria di Bologna. Nuovo Mondo pieno di ricchezze. Chi invece ave- e 82 centimetri di carta fatta con corteccia d’albe-
turale del Cnr, Costanza Miliani, ha analizzato In alto, a sinistra: una pagina del Codice Borgensis, va interesse a far conoscere i codici erano i mis- ro. Per realizzarlo ci lavorarono nove scribi. Dei
con la sua équipe di ricercatori questi rari docu- conservato in Vaticano. A destra e nella foto in sionari domenicani». dodici codici rimasti, quattro sono Maya e gli al-
menti, studiandoli con apparecchiature per im- basso, due pagine con le divinità del Codice Cospi In Italia ne portarono cinque. Uno è conserva- tri sono Mexica (si legge mescica), come si chia-
magini iperspettrali e fluorescenza a raggi X. mavano i popoli che noi definiamo Aztechi. L’in-
Spiega che «i codici sono libri pittografici, mo- venzione della parola Aztechi viene attribuita al
strano figure dipinte, un fantastico mosaico di geografo tedesco Alexander von Humboldt, che
colori. Ma i colori ricavati da piante e fiori svani- nell’Ottocento la ricavò da Aztlan, un posto miti-
scono con il volgere degli anni, i Maya avevano il co, leggendario, di cui i popoli della Mesoameri-
problema di renderli stabili e duraturi. Con le ca si consideravano originari.
nostre indagini abbiamo ricostruito l’ingegnosa
procedura seguita per mantenere quella ricchez-
za cromatica intatta nel tempo».
Facevano bollire in un recipiente fiori e foglie I codici Aztechi sono molto colorati, luminosi,
insieme con palygorskite, un’argilla bianca che hanno mantenuto una straordinaria brillantez-
ha una struttura molecolare aperta, tubolare, za. Dipinti con colori ricavati dai fiori, narrano le
ideale per accogliere durante la bollitura le mo- genealogie epiche dei re, raccolgono usanze, tra-
lecole del colore e imprigionarle, creando un smettono saperi millenari, eventi mitologici, re-
composto ibrido molto resistente. Grazie a que- ligiosi, sono testi magici sacrali che custodivano
sto procedimento conosciuto in chimica come la memoria dei popoli. Sono anche poesia, se
host-guest, ammiriamo tuttora il giallo Maya, pensiamo che gli Aztechi vedevano una corri-
composto di argilla e pigmenti carotenoidi. Ma spondenza tra le immagini che riproducevano i
soprattutto apprezziamo il blu Maya, diventato ricordi e i colori dei fiori con cui erano dipinte.
un colore molto diffuso, il colore dei blue jeans. Perciò si parlava di «memoria fiorita».
Questi manoscritti pittografici erano portati
in mezzo alla gente, il contenuto veniva declama-
to da retori, affabulatori, cantori che usavano un
I codici precolombiani erano formati da una tono simile a una litania. La bellezza dei fiori e
copertina di pelle di cervo o di giaguaro, animale l’eleganza del discorso incantavano gli ascoltato-
sacro per i Maya. All’interno i fogli erano di pelle ri, estasiati dal parlare fiorito. L’eloquenza, la pa-
o di carta ottenuta dalla corteccia del ficus oppu- rola forbita era così apprezzata che il termine per
re pestando foglie di agave. Tutti i fogli venivano indicare il re o l’imperatore significa «colui che
ricoperti di gesso, uno sfondo bianco sul quale parla».
poi lavorava il tlacuilo, il pittore dei codici, con «Erano libri fioriti — dice Davide Domenici,
uno stilo di legno e pennelli di peli di coniglio. In che studia da anni la storia della Mesoamarica
alcuni casi i Maya preparavano la superficie da —. Fatti dell’essenza dei fiori, la stessa materia
dipingere con succo di lime misto a cera d’api. della parola e del canto che, come i fiori, sboccia-
Erano libri sacri che le corti reali commissio- no sulla bocca umana. Il mondo Mexica è il canto
navano ai loro scribi e li facevano conservare in dei fiori». Uno dei fiori da cui si traevano i colori
una «casa dei libri» perché avevano un valore era la cosmea arancione, che in Nahua, la lingua
politico, religioso e mantenevano la memoria dei popoli Mexica, si chiama Xochipilli, lo stesso
delle tradizioni. Ogni popolo affidava ai codici la nome del dio dell’amore, detto principe dei fiori.
propria storia. I nemici non apprezzavano. © RIPRODUZIONE RISERVATA
50 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

FUORI La pasta notturna di Rostropovich


e la fretta di Ashkenazy, che musica!
eravamo stati invitati a mangiare una
pastasciutta a casa di un amico del festival,
Franco Pallotta, a Villadossola. Alle 4 del

SCENA
mattino l’ho riportato a Stresa al Grand
hotel Des Iles Borromées: lui mi disse che
doveva essere in aeroporto alle 8. Gli
risposi: “Va bene maestro”. Dopo la serata

«Q
di CAMILLA GARGIONI uando l’accompagnai all’hotel sempre avuto fiducia. Il motivo? Non si può passata insieme, replicò: “Smettila di
Majestic a Pallanza, il soprano vivere senza musica». Trasferitosi per chiamarmi maestro, tu sei uno dei miei
Anna Netrebko aveva vent’anni. frequentare la scuola alberghiera, conosce il migliori amici”». Poi, la volta in cui il pianista
L’aiutai a portare la valigia in camera, al fondatore del festival, Italo Trentinaglia de Vladimir Ashkenazy salì in auto coi capelli
terzo piano. Appena entrati lei si avvicinò Daverio mentre è cameriere al ristorante bagnati, in ritardo per il concerto: «Suonò
alla finestra, affascinata: era la prima volta Emiliano. È per il desiderio di avere Rachmaninov, fu eccezionale». Fiume
che vedeva il Lago Maggiore». Francesco un’attività in proprio che diventa tassista e, inarrestabile di ricordi, Ielpo guarda
Ielpo dal 1977 è l’autista dello Stresa d’estate, si dedica al festival entrando in Francesco Ielpo fiducioso al futuro: «Recupereremo il tempo
Festival (Verbania) e, dopo i mesi d’inattività contatto con grandi nomi della musica. (Nemoli, Potenza, perso, come innamorati rimasti lontani.
in primavera, affronta ora il nuovo stop. «Erano le 11 di sera passate, il violoncellista 1956) è l’autista dello Appassioniamoci alla bellezza, da capo».
«Momenti di crisi ne ho già vissuti ma ho Mstislav Rostropovich e io — ricorda — Stresa Festival © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maschere {
Buona notte, buona notte sorellina
Storie della buonanotte per bambine ribelli di
Elena Favilli, tradotto da Loredana Baldinucci
e Simona Brogli (Mondadori, pp. 209, e 19,
.
I(n)stantanee dagli 8 anni), è dedicato alle migranti. Nel
rinnovato e sempre piacevole esperimento
di Nathascia Severgnini all’obiettivo di una consapevolezza
Teatro, musica, danza, cinema, televisione femminista si aggiunge il tema del valore
della diversità, dimostrando ai piccoli il falso
dei pregiudizi. Scatto di Giada Cancellario,
che su Instagram è @leragazze.bookclub.

Il regista tedesco
ha pedinato il
poeta al culmine Peter Stein racconta
la storia d’amore
del suo «Viaggio
in Italia», quan-
do la sera del 29
marzo 1787 si

tra Goethe e la Sicilia


imbarca per Pa-
lermo, meta del
suo itinerario
alla ricerca della
classicità e di sé
stesso. Ora quel
L
dal nostro a s e r a d e l 2 9 m a r zo 1 7 8 7 to da suo nipote Markus, prodotto da Zi-
corrispondente Johann Wolfgang Goethe si im- vago Film in collaborazione con Rai Ci-

lavoro diventa a Berlino


PAOLO VALENTINO
barca a Napoli alla volta della
Sicilia. È l’epilogo del Viaggio
nema e il sostegno del Mibact e della
Regione Sicilia, Sulle tracce di Goethe in

un docu-film che
in Italia, il salto verso l’ignoto Sicilia è un documentario di 90 minuti,
del sommo poeta, che all’isola guarda che verrà presentato al Torino Film Fe-
come la meta ultima della sua ricerca stival. Il regista ne parla in anteprima
sarà presentato della classicità e di sé stesso. Due secoli
e quasi quattro decenni dopo un altro
con «la Lettura» in questa intervista
esclusiva.

a Torino. «Dor- grande intellettuale tedesco, il regista


Peter Stein, ha seguito passo per passo il
percorso siciliano di Goethe insieme
Perché rifare il cammino di Goethe
in Sicilia?
«Mi è sembrata una sfida interessan-
me in stanze di con una troupe cinematografica. Con
Goethe, Stein ha un rapporto antico e
te tentare di seguirne i passi usando una
telecamera per fissare delle immagini
fortuna o stalle, consolidato. Ama dire che per «un tede-
sco della mia generazione confrontarsi
vive. Anche Goethe aveva fissato le im-
magini ma con un’altra tecnologia: in-

insegue la Gre- con lui è una cosa normale, per i più


giovani non so». Il monumentale pro-
getto del Faust integrale, 22 ore di spet-
fatti aveva con sé un pittore, Christoph
Heinrich Kniep, che disegnava i paesag-
gi e i luoghi osservati. Io ho fatto due co-
cia e la sua mis- tacolo divise in due giorni consecutivi
realizzato nel 2000, è lì a testimoniarlo.
se: rivisitare i posti dov’è stato e cercare
di capire che ruolo ha avuto Goethe nel
sione di artista» Ora, il legame diventa ancora più stret-
to. Diretto dallo stesso Peter Stein, scrit-
suo tempo e quale reazione hanno oggi
i siciliani su questo personaggio, con il
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 51
zione pubblica nonostante possa farlo
in quanto a Weimar è ministro. Inoltre,
evita di pernottare in alberghi o mona-
steri e spesso dorme in stalle o stanze di
fortuna, quasi cercando il pericolo. Ec-
co, se si legge solo il testo, questo non si
capisce».
Nel film lei si sofferma molto sulla
visita al santuario di Santa Rosalia.
Cosa colpisce il protestante Goethe?
«Goethe detestava il cattolicesimo: i
suoi riti fastosi, esagerati e privi di gusto
offendevano il suo rigore protestante,
ma anche il suo personale ateismo. Ep-
pure, quando va al santuario sopra Pa-
lermo e vede la scultura in marmo della
giovane vergine sdraiata, vestita d’oro,
rimane affascinato, stordito, è quasi

i
sessualmente attratto da quell’immagi-
ne al punto da non riuscire ad andarse-
ne, sente perfino una messa prima di
tornare nella grotta a dare un ultimo
sguardo alla santa. Anche questo mi ha
aiutato a capire meglio la sua complessa
personalità».
Ha detto che a Palermo si spaccia
per un giornalista inglese. Perché usa
questo stratagemma?
«Esatto. Vuole indagare sulla vita di
un avventuriero come Cagliostro e
quindi deve comportarsi come Caglio-
stro. C’è una volontà di s’encanailler,
sperimentare qualcosa di nuovo. Si ac-
corge che la famiglia Balsamo in realtà
vive poveramente e vorrebbe offrire un
aiuto in danaro, ma quelli rifiutano. Poi
però quando torna a Weimar manderà
loro lo stesso dei soldi».
Com’è stato per lei, per Peter Stein,
Il regista il viaggio in Sicilia?
Peter Stein (Berlino, 1937; «Insieme a mio nipote e a Rino Sciar-
in basso nella pagina a retta abbiamo trascorso molto tempo
sinistra) è considerato tra le insieme. Ogni sosta è stata un grande
più importanti figure del guadagno sia artistico che emotivo. Tra-
teatro tedesco ed europeo scorrendo del tempo in compagnia di
nella seconda metà del Goethe viaggiatore, penso di essere riu-
Novecento, per i suoi scito ad approfondire il mio rapporto
progetti monumentali con il poeta e con la Sicilia. È stato un
innovativi e spesso in spazi modo per conoscere meglio l’isola da
inconsueti. Allievo di Fritz un punto di vista artistico ma anche ri-
Körtner, nel 1969 mette in spetto a ciò che rimane della riflessione
scena il Torquato Tasso di sulla vita del poeta».
Goethe e poi fonda il Quali sono i suoi prossimi progetti?
collettivo teatrale della «Purtroppo, nessuno. Solo un po’ di
Schaubühne am Halleschen insegnamento. Il 15 marzo scorso a Pari-
Ufer che ha guidato dal gi abbiamo fatto la prova generale di un
1970 all’85, periodo in cui progetto cui tenevo molto, tre atti unici
realizza alcuni dei suoi di Cechov. Ma con il lockdown è andato
spettacoli più apprezzati: La tutto in fumo. Avevamo rinviato tutto a
madre di Brecht (1970), Peer settembre, ma di nuovo la pandemia ci
Gynt di Ibsen (1971) e ha bloccati, i teatri sono stati chiusi di
l’Orestea di Eschilo (1980). nuovo».
Di Cechov ha allestito Tre
quale hanno un rapporto profondo. Il ormina poi è come un’epifania, non gli sorelle (1984), Il giardino dei
suo nome è dappertutto in Sicilia, nelle interessano tanto i ruderi quanto il pae- ciliegi (1989), Zio Vanja
strade, nelle piazze o nelle targhe che ri-
cordano i palazzi e le stanze dove ha
DocumentariL’artistaenoi saggio nel quale è incastonato il teatro».
Cosa produce in Goethe l’esperien-
(1996) e Il gabbiano (2003).
Dal 1992 al ’97 dirige
È una decisione giusta?
«Dipende. Penso che il teatro sia il
dormito anche una sola notte. Sembra
esserci una storia d’amore segreta tra Inseguendo le radici za siciliana?
«Si sente più sicuro, vivo, ha le idee
la sezione di prosa
del Festival di Salisburgo,
luogo meno pericoloso per infettarsi, si
può fare benissimo con controlli severi

di Pino Pascali
l’isola e il poeta. E i siciliani che hanno più chiare, si ritrova. Può affrontare l’ul- concentrandosi soprattutto all’ingresso, distanziamento, regole
approfondito l’argomento sanno che tima fase della vita artistica con una su Shakespeare. Nel 2000, igieniche. Ma è difficile fare accettare
Goethe in un certo senso ha inventato nuova svolta, riavvicinandosi al roman- per l’Expo di Hannover, l’idea che i teatri siano aperti e i ristora-
una sua personale Sicilia o comunque ticismo. Scrive il Faust 2, opera assolu- mette in scena la sua opera tori debbano chiudere. C’è anche una
ne ha rappresentato una particolare ver- tamente romantica dove riesce a gioca- più imponente, Faust I e II, questione di giustizia. Trovo idiota
sione, quasi onirica. Ricordiamoci che re con cose che prima ha combattuto, integrale del capolavoro di chiudere i teatri ma lo capisco. Dobbia-
scrive il Viaggio in Italia trent’anni do- come gli scherzi. Goethe dice che dopo Goethe (qui sopra). È marito mo comportarci come gli altri. È triste.
po averlo compiuto e dirà di aver “so- il viaggio in Sicilia gli sono cadute le dell’attrice teatrale italiana Il problema del nostro settore però è
gnato” per la maggior parte di esso». bende dagli occhi, vede la classicità viva Maddelena Crippa sottovalutato: se mettiamo insieme tea-
e reale, si rende autonomo dalle opinio- Il festival tro, lirica, musica sinfonica, cinema e
ni degli altri sul classicismo antico, può Il documentario di Peter concerti rock rappresentiamo una forza
cercare la sua strada. La crisi era deter- Stein Sulle tracce di Goethe in economica enorme, che in parte si auto-
Quando viene in Italia Goethe è in minata dal fatto che lui aveva raggiunto Sicilia (prodotto da Zivago finanzia. Ora, se tutte queste persone,
crisi artistica e personale. Che cosa il successo e la celebrità, ma quello che Film in collaborazione con parlo di oltre un milione e mezzo di per-
cerca, soprattutto in Sicilia? di MARIA EGIZIA FIASCHETTI faceva non gli piaceva più, temeva di ri- Rai Cinema e il sostegno del sone, non hanno un aiuto è finita, per-
«Cerca il senso della sua missione co- petersi, gli pesava la sua funzione pub- Mibact e della Regione ché tranne la minoranza che lavora nei

D
me artista. In Sicilia pensa di trovare la ilata lo spazio e il tempo, oltre la blica a Weimar, dov’era secondo solo al Sicilia: in queste pagine teatri stabili, nessuno di noi ha un red-
Grecia stessa. Il suo sguardo è rivolto so- fulminea parabola del primo ministro. Forse pesavano anche alcune immagini) sarà dito fisso. In più se tu non lavori nel tuo
prattutto al passato. Non che il moder- protagonista, il film Pino di delusioni erotiche. Certo non gli riesce presentato al Torino Film mestiere è un danno non solo per te
no non gli interessi: per esempio a Pa- Walter Fasano, presentato al Torino tutto: vorrebbe scrivere una tragedia Festival il 25 novembre. La stesso. Un attore che non può stare sul
lermo, spacciandosi per un giornalista Film Festival. Il racconto prende ispirata a Nausicaa, la fanciulla che si in- 38ª edizione, diretta per la palcoscenico non è più tale, è niente.
inglese, indaga sulla vicenda della fami- spunto dall’acquisizione da parte della namora di Ulisse, che prima la illude e prima volta da Stefano Nei mesi di inattività si perdono cono-
glia di Cagliostro, al secolo Giuseppe Fondazione Pino Pascali dell’opera poi parte lasciandola, mentre lei si sui- Francia di Celle, si svolge dal scenze, creatività artistica, e questo è
Balsamo. Ma è chiaro che a mancargli, Cinque bachi da setola e un bozzolo cida. Ma non ha preso appunti e rinun- 20 al 28 novembre prossimi. pericoloso, è un impoverimento per
tenendo presente che viene da un buco realizzata dell’artista nel 1968, stesso cia». Il programma — 133 film, ogni Paese».
come Weimar, una piccola e sudicia cit- anno della morte, a 33 anni, per un tra lungometraggi, medio e Che cosa manca a una società quan-
tà della lontana Turingia, è l’immagine incidente in motocicletta. cortometraggi — sarà tutto do le manca il teatro?
concreta della classicità, lui che vuole Il ritorno ai luoghi delle origini è il online sulla piattaforma «La maggioranza della popolazione
rinnovare l’arte e la letteratura all’inse- fulcro attorno al quale il regista Si è sentito un po’ Goethe in questo streaming di MyMovies che finanzia il teatro non va a teatro. Chi
gna del classicismo. Non gli può bastare costruisce una trama intessuta di viaggio nel tempo? (mymovies.it). Oltre alla sala frequenta i teatri è sempre una mino-
leggere Winckelmann. Tenete presente parole e immagini (sopra). Le «Non esageriamo. Ne ho seguito le virtuale su MyMovies, ci sarà ranza, ma l’esistenza del teatro ha un va-
che il Grand Tour fino a quel momento fotografie di Pino Musi scandiscono la orme, certo, ma con Goethe, con certe un palinsesto di incontri e lore in sé, anche per chi non lo frequen-
ha escluso Magna Grecia e Sicilia, consi- narrazione senza però inseguire mai sue posizioni sono spesso in conflitto, iniziative trasmessi sul ta. Si creano esperienze nuove, che mi-
derate troppo pericolose. Lui invece «il momento decisivo». Gli scatti dagli lo ammiro ma non sono in adorazione. canale YouTube del Festival: gliorano la capacità di giocare con noi
vuole trovare la Grecia, non solo l’arte archivi di Claudio Abate, Elisabetta Ho cercato di capirne meglio intenzioni sul sito torinofilmfest.it il stessi. Inoltre, si conservano valori arti-
ma anche la natura, i paesaggi simili a Catalano e Ugo Mulas restituiscono lo e motivazioni, ben oltre la lettura del te- programma e le modalità di stici del passato, fondamentali se non
quelli dove Omero ha raccontato le sue spirito d’avanguardia della galleria sto. Per esempio, quando lui da Girgen- accesso. Sulle tracce di vogliamo essere delle società che man-
storie. L’approccio iniziale con la Magna L’Attico di Fabio Sargentini, mentre i ti lascia la costa e si avventura nell’inter- Goethe in Sicilia sarà in giano, comprano o navigano su internet
Grecia è traumatico: la prima tappa in- testi critici rivivono nelle voci di no dell’isola per andare direttamente a programmazione su soltanto. La creatività di una società si
fatti è Paestum, una delusione per Goe- Suzanne Vega, Alma Jodorowsky, Catania, è una sfida con sé stesso, era MyMovies mercoledì 25 misura non solo sull’Intelligenza artifi-
the, nulla a che vedere con il suo ideale. Monica Guerritore e Michele Riondino. stato molto malato da adolescente e novembre dalle ore 14 (per ciale ma anche sul modo in cui si atteg-
Ma anche a Segesta non trova un riscon- Il progetto è promosso dalla Regione vuole affrontare l’esperienza fisica di un 48 ore) e fa parte di un gia verso l’arte. E il teatro è una forma di
tro sul piano del rapporto tra architettu- Puglia, dalla Fondazione Pino Pascali viaggio duro. Tenga presente che è qua- focus sul Paesaggio arte viva e attiva, fatta di persone in car-
ra classica e natura. Solo a Girgenti, da- e dall’Apulia Film Commission. si in incognito per scelta. È già celebre della sezione TFFdoc ne e ossa: sarebbe gravissimo per tutti
vanti al tempio della Concordia può © RIPRODUZIONE RISERVATA in tutta Europa, specialmente per via dedicata al documentario perderla».
scrivere che si è vicini al suo gusto. A Ta- del Werther. Non ha voluto una prote- curata da Davide Oberto © RIPRODUZIONE RISERVATA
52 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020

{
Don Lurio l’italiano
Il 15 novembre 1929 a New York nasce Don Rai, che gli propongono uno show. Diventa
In punta di piedi Lurio, ovvero Donald Benjamin Lurio. coreografo, conduttore e talent scout: nel ’61

Maschere Teatro di Giovanna Scalzo Ballerino e coreografo di origine italiana,


studia danza a Broadway, prima di spostarsi
in Francia. Viene notato nel 1959 da dirigenti
porta in Italia le gemelle Kessler. Muore nel
2003, lasciando nel testamento una borsa di
studio per l’Accademia Nazionale di Danza.

Il 1° dicembre si insedie-
rà alla direzione del
Piccolo di Milano, Claudio Longhi
Noi, affacciati
un’istituzione culturale
definita in oltre
settant’anni da due
clamorosi sodalizi, arti-
stici e umani: quello tra
Giorgio Strehler e Paolo
Grassi e quello tra Luca
Ronconi e Sergio Esco-
su un mondo nuovo
di LAURA ZANGARINI

I
bar. Ora arriva Claudio l suo mandato quadriennale sarà operativo dal 1°
dicembre, quando lascerà la guida di Emilia Roma-
Longhi, 54 anni, docente gna Teatro. Due giorni prima di una riapertura dei
teatri, che oggi è facile immaginare impossibile,
a Bologna di Storia della dopo il «giù il sipario» imposto dal Dpcm del 3 no-
vembre. Quello che Claudio Longhi — terzo direttore del

regia e regista lui stesso, Piccolo di Milano dopo gli storici sodalizi, artistici e
umani, Giorgio Strehler-Paolo Grassi e Luca Ronconi-
Sergio Escobar — si prepara ad affrontare è un periodo
allievo di Ronconi. critico per tutto il settore della cultura: «Un mare in tem-
pesta», sintetizza. Cinquantaquattro anni, regista, allie-
E arriva in un momento vo di Ronconi, accademico (è ordinario di Storia della re-
gia all’università di Bologna, la sua città), Longhi ha in-

drammatico, per tutti e


contrato «la Lettura» per raccontare la sua idea di teatro,
la sua funzione oggi, il tipo di identità che, in un mo-
mento tanto delicato, si può dare a un’istituzione cultu-
dunque anche per il rale tra le più importanti d’Europa. Sostenuta, come nel
1947 vollero i fondatori — Giorgio Strehler, Paolo Grassi

teatro, cioè per la cultu- e Nina Vinchi —, da Stato ed enti locali (Comune e Pro-
vincia di Milano, Regione Lombardia) in quanto pubbli-

ra. «Siamo in un mare in


co servizio necessario al benessere dei cittadini.

tempesta. Nel futuro «Teatro d’arte per tutti» era lo slogan che accompa-

non vedo un ritorno al gnava il Piccolo alla sua nascita. Vale ancora oggi?
«È una formula in cui credo molto. La mia biografia, il
mio modo di attraversare il teatro nei miei, più o meno,
passato, al 23 febbraio trent’anni di pratica, è sempre andata in questa direzio-
ne. A partire da Ronconi, di cui sono stato assistente.
quando l’Italia si fermò. Grazie a lui ho conosciuto la bottega della creazione e
l’esperienza della mediazione culturale, cioè del rappor-

Dovremo essere capaci to tra pratica teatrale e comunità. Teatro d’arte per tutti è
una formula forse irraggiungibile, ma vale come stella
polare, come luogo di ragionamento, come tensione.
di abitare questa Terra Che non può farci dimenticare che il teatro è nato come
grande luogo di comunità».

nuova». Poi, per trovare Come si programma, ora, la stagione del nostro più
importante teatro?

dei punti di riferimento,


«Il Covid ha del tutto mutato l’orologio della program-
mazione: tutte le tempistiche con cui normalmente ci si
muoveva sono saltate. In questo momento i principi a
consegna a «la Lettura» cui cerco di fare appello sono flessibilità, resilienza,
buon senso. Più che la programmazione in senso stretto,

dieci drammaturgie sto cercando di capire che tipo di identità si può e si vuo-
le dare a una istituzione simbolo in un momento, non ho
paura a dirlo, di svolta epocale. La mia idea di futuro, una
imprescindibili. Eccole volta passata l’emergenza, non parte dal “ritorniamo al
23 febbraio 2020” (data del decreto legge n. 6, recante
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 53

«Misure urgenti in materia di contenimento e gestione ILLUSTRAZIONE DI canone è sempre una realtà ambigua in quanto forza di
dell’emergenza epidemiologica da Covid-19»). I cambia- FRANCESCA CAPELLINI una tradizione. La nostra drammaturgia è molto icasti-
menti sono, e saranno, profondi. Siamo in mezzo a quel- camente ritratta da questa immagine dell’invenzione
la che l’antropologo Victor Turner avrebbe definito una sprecata. Al non sedimentarsi in un canone non sono
fase liminare dello sviluppo di una società. Si sta chiu- estranei problemi linguistici: non per nulla i grandi pa-
dendo un ciclo — o un mutamento di paradigma — e se radigmi drammaturgici del Novecento sono radicati
ne apre un altro. Quando parlo di quale identità costrui- dentro esperienze che vanno verso il dialetto, penso a De
re per il Piccolo, non mi riferisco a come risponderemo Filippo, o si incarnano in prodigiose invenzioni lingui-
all’emergenza nei prossimi mesi, ma a come abiteremo il stiche come quella di Testori, che impasta un back-
mondo nuovo che va profilandosi». ground pseudo-para-dialettale. La relazione con l’oriz-
Pur nel suo essere fuori dalla corrente mainstream, zonte internazionale, che è nella mission del Piccolo,
pensa che il teatro abbia un peso, una responsabilità? credo che possa essere utile per vivificare il dibattito e
Possa incidere su qualcosa? aumentare la crescita della nostra drammaturgia».
«Uno dei cementi che ha tenuto insieme l’identità cul- Ha consegnato a «la Lettura» una lista di 10 dram-
turale europea — mentre si fatica a trovare un’identità maturgie per lei imprescindibili. Immaginiamo la dif-
politica, credo che esista un’identità culturale europea ficoltà di restare all’interno di un recinto oggettiva-
— è il teatro. Dal mio punto di vista, l’Europa è anche mente un po’ stretto. Che cosa è rimasto fuori?
quel luogo in cui se dici “Edipo” tutti sanno di cosa stai «È difficile non dire La vita è sogno di Calderón de La
parlando. Se mi siedo in platea e sento parlare una don- Barca. I dialoghi delle Carmelitane di Georges Bernanos
na che si chiama Hedda Gabler, o un giovane di nome sono pura bellezza. Dallo straordinario mondo mitteleu-
Alyosha, non lo avverto come esotico, ma come qualcosa ropeo scelgo Gli ultimi giorni dell’umanità di Karl Kraus;
che mi appartiene. Diventato tessuto comune attraverso di Georg Büchner Leonce e Lena. E, guardando alla stret-
la scena. In questo nuovo mondo in cui ci sarà tanto biso- ta contemporaneità, El bramido de Düsseldorf di Sergio
gno di Europa, è fondamentale che il teatro prenda una Blanco, Sopro di Tiago Rodrigues e i “documentari” di
posizione. Da questo punto di vista, prima ancora di ca- Lola Arias».
pire qual è l’artista, la compagnia su cui puntare, da por-

i
tare in scena, occorre un’interrogazione su quali identi-
tà, quali prospettive operative, che assetto pensiamo per
la società di domani». L’anno prossimo ricorreranno i cento anni dalla
Negli ultimi anni è maturata un’attenzione forte nei nascita di Giorgio Strehler. Come si prepara a racco-
confronti della drammaturgia. glierne l’eredità?
«La presenza della rete e dell’audiovisivo — non sur- «Penso che i fondatori del Piccolo si siano trovati ad
rogati dell’esperienza teatrale, ma strumenti che per ap- abitare e operare in un tempo profondamente affine al
prossimazione coltivano pensiero teatrale — è stata ac- Neo direttore nostro. La Milano di quegli anni era in una fase liminare
celerata dalla pandemia, ma era presente già prima. Claudio Longhi (Bologna, tanto lo è quella di oggi. Il Piccolo è nato dentro quella
Questo ha spostato il modo di concepire la drammatur- 25 maggio 1966; nella foto fase di passaggio, e di transito, ed è stata una sfida parti-
gia, perché quegli strumenti cambiano il linguaggio, la di Masiar Pasquali) insegna ta dal basso: due operatori teatrali, parlo di Grassi e
percezione del tempo. Ci sono modelli di “assestamen- Storia della regia e Istitu- Strehler, che, in dialogo con una classe politica, fondano
to”, di reinvenzione che si stanno sviluppando. Raccon- zioni di regia all’Università di un’idea di teatro pubblico. Il villaggio globale che abbia-
tare una storia non è per nulla un gesto innocuo. Anzi, è Bologna. Nel 2017 ha mo sotto gli occhi oggi è radicalmente diverso da quello
un gesto culturalmente fortissimo. Attraverso il racconto assunto la direzione di della fine degli anni Quaranta, ma è figlio di quello che
cerchiamo di mettere ordine nell’universo. Raccontare è Emilia Romagna Teatro allora è successo. Senza nulla togliere alla potenza del-
forse uno dei più eroici tentativi che l’uomo ha messo in Fondazione. Ha collaborato l’esperienza artistica, trovo di straordinaria forza che la
atto per salvarsi dalla slavina di una congiunturalità che per 8 anni con Luca Ronconi scintilla creatasi in quel momento non abbia generato
sommerge e ha, fisiologicamente, la meglio; è un gesto in celebri spettacoli come solo una idea di pratica teatrale, ma un modello di socia-
fondamentale perché consegna delle carte geografiche, Quer pasticciaccio brutto de lità e di città. Un’idea che ha tracciato le righe e i quadret-
dei sistemi di mappatura della realtà. Tutto questo ha, via Merulana (1996), Lolita ti su cui abbiamo scritto negli anni successivi».
secondo me, una funzione pubblica estremamente rile- (2001) e Infinities (2002). È L’esperienza pandemica rischia di mettere in di-
vante. Personalmente — è un mio gusto —, per quello stato anche assistente alla scussione l’idea di teatro come comunità?
che riguarda la drammaturgia, in anni recenti ho guar- regia di Eimuntas Nekrošius «La pandemia ci costringe a interrogarci sulla funzio-
dato con grande attenzione agli impasti dell’universo su- per la messa in scena di ne del teatro oggi. Un’interrogazione legata alla precarie-
damericano, dove trovo si siano sviluppate esperienze Anna Karenina (2008). A tà dei lavoratori del mondo dello spettacolo, una doloro-
molto interessanti, che affondano un po’ in quella parti- cominciare dal 1999 ha sa esperienza sociale figlia di un problema culturale.
colare tradizione di “realismo magico” che distingue inoltre firmato in proprio la Perché il nostro Paese non ha un’idea chiara di quale
l’America del sud, un’ironia grottesca che vive anche in regia di spettacoli per il ruolo ha il teatro nella società. Se ce l’avesse, sarebbe
dialogo con la dimensione del feuilleton, del melò». Teatro di Roma, il Piccolo di chiaro che chi lavora in teatro ha una posizione precisa
E guardando all’Italia? Milano, lo Stabile di Torino, il dentro il tessuto sociale. Lo dico più chiaramente: gli ar-
«Trovo efficace l’espressione coniata da Claudio Mel- Teatro Due di Parma e per tisti stanno drammaticamente vivendo la precarietà del-
dolesi, per il quale il teatro italiano vive di “invenzioni Emilia Romagna Teatro la loro condizione sul piano economico e sociale a causa
sprecate”. Il teatro italiano vive di una inventività e di una Fondazione. Tra i suoi di un problema culturale. Se non rimettiamo in ordine i
vivacità estreme che tendono a non sedimentarsi in ca- spettacoli più rilevanti si pezzi, non troveremo mai la soluzione dei problemi. I di-
none: può essere anche una lettura in positivo, perché il ricorda: La resistibile ascesa di spositivi di “ristoro” sono fondamentali. Ma finché non è
Arturo Ui (2011, premio chiaro perché si sta disponendo quel “ristoro”, il proble-
Aanct come spettacolo ma non sarà risolto alla radice. Nelle parole di Grassi e
dell’anno), Prometeo (2012), Strehler era evidente che, loro, un’idea chiara del teatro
Il ratto d’Europa (2013; all’interno della società ce l’avevano. Quando parlano di
premio speciale Ubu 2013). “servizio pubblico”, di “teatro d’arte per tutti”, stanno di-
Nel 2018 ha portato in cendo che c’è necessità di pratica teatrale tanto quanto di
scena, liberamente tratto dal altri servizi pubblici. Queste espressioni sono talmente
film di Elio Petri, La classe entrate nell’uso che finiscono con l’essere sbiadite: non
operaia va in paradiso. La sua si ha più la percezione concreta di cosa stiamo parlan-
più recente regia è Commedia do».
della vanità di Elias Canetti, Come si pone rispetto al cosiddetto «rischio cultu-
che ha debuttato a Modena rale»?
il 27 novembre 2019. La «Sono convinto che istituzioni come le nostre hanno
nomina di Longhi al Piccolo l’obbligo di lavorare sul rischio culturale, con cui intendo
è stata preceduta da un dire l’investimento su quelle zone innovative del lin-
lungo periodo di stallo, con il guaggio che cambiano le cose. In questo ragionamento
Cda spaccato al suo interno dove mettiamo il pubblico? Non puoi certo correre die-
Il teatro tro ai suoi desideri ma nemmeno fare finta che non esi-
Fondato il 14 maggio 1947 sta, soprattutto in un momento come questo, in cui la
da Giorgio Strehler (1921- funzione pubblica e il ruolo di presidio culturale che il
1997), Paolo Grassi (1919- teatro svolge all’interno del territorio sono cruciali».
1981) e Nina Vinchi (1911- Perché?
2009), il Piccolo Teatro di «Il teatro, come struttura antropologica, parla a una
Milano è il primo Stabile comunità. Poi possiamo ritrascr