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Sei domande per introdurre alle grandi religioni : induismo

e buddismo

I.INDUISMO
1.Cosa è l’induismo?

 terza religione più grande del mondo


 la sua espansione è lagata alla mobilità dei popoli
(colonialismo…)
 è la religione più antica del mondo che non ha né fondatore
né profeta né organizzazione centrale. Essa è solo stile di
vita e cultura
 il suo nome viene da Sindhu. Nome discusso
 Vi sono che sostengono che essa sarebbe una collezioni di
molte religioni. Tesi discussa
 Sorge chiaro che tutta la storia dell’induismo ha un carattere
ipotetico

2. quali sono le grandi fasi della storia dell’induismo ?

 Per capire l’induismo di oggi bisogna interrogare la storia.


All’origine abbiamo l’arrivo degli evasori ariani nella terra
indiana che portano con loro le loro credenze. L’induismo fu
una simbiosi tra la religione ariana e quella degli indigeni
indiani.

 L’evoluzione di questa storia cosi cominciata si legge


attraverso le scrittura di questa religione. Esse comprendono
tre parti : la rivelazione(sruti), La tradizione(Smirti) e le
epopee e la bagavat ghita. LA scruti è composto dai veda. I
veda a loro turno si distinguono in sama-veda(canti), atharva
veda(formule sacre e magiche) e Rig veda(versi). Ogni veda
contiene tre parti : la samhita(inni), i brahmana(trattati sul
sacro) e gli Upanishad(che sono riflessioni filosofiche).
Questa ultima suddivisione ha una importanza storica. Essi
sono composti in epoche diverse e riflettono la forma della
religione di quella epoca. Partendo da esse distinguiamo

 Il VEDISMO(1500acn): è la forma antica dell’induismo con


le prime composizioni dei veda. Il vedismo si trova nel rig-
veda samhita(inni). Questa samhita ci presenta degli inni
rivolti agli dei durante i sacrifici. Da qui si può partire per
affermare che l’obbiettivo della religione in quel periodo era
l’offerta dei sacrifici e che essa si era politeisti. Infatti questi
inni parlano di 33 dei , 11 per ogni sfera(Rig-Veda I,
139,11). Troviamo pure degli inni ai defunti. Da qui
possiamo partire per affermare che la credenza nella
riincarnazione che esiste nell’induismo oggi non c’era
ancora.

 IL BRAHMANISMO(1000-800acn): è la forma
dell’induismo che traspare nei brahmana. Si tratta di una
concezione ritualistica dei sacrifici(sacerdote, formule
sacre). Da qui possiamo partire per affermare
tranquillamente che in questo periodo la religione decade in
magia. Infatti i sacrifici diventano capaci di produrre effetti
desiderati senza l’intervento degli dei. È in questo periodo
che nasce probabilmente il sistema delle caste(ci sono
sacerdoti e gli altri ?). Nei testi troviamo descritti due
categorie di sacrifici : il sacrificio del cavallo, e
l’intronizzazione del re.

 IL PERIODO DELLE UPANISCHAD(800-200). In questo


periodo si conosce il passaggio dal ritualismo al
spiritualismo, dal politeismo al monismo. Alla domanda
quale è la vera religione si risponde : quella interiore. Alla
domanda quale sarebbe il principio unificatore di tutta
l’esistenza su risponde : il brahman che è quello dal quale
tutte le creature nascono per opera del quale vivono e nel
quale morendo ritornano. Si afferma in oltre che il sé
dell’uomo è identico al brahman come per dire che l’uomo
nella sua realtà intima è identico alla realtà che regge tutto.
In questo periodo lo scopo della religione diventa : liberarsi
dai lacci dell’ignoranza mediante l’acquisizione della
conoscenza della propria identità con il brahman. Questa
conoscenza che è salvezza si acquisisce mediante la
meditazione. Infine con le upanishad nasce la dottrina della
reincarnazione. LA salvezza è quella liberazione delle
rinascite. La tecnica di liberazione è lo yoga.

 L’INDUISMO CLASSICO : è il periodo della darma sastra


e della baghavat-gita(tradizione). La darma sastra è il codice
dei doveri religiosi, sociali e morali. La baghavat gita invece
è un opera potetica che contiene gli insegnamenti di
Krishna(=dio incarnato, dio personale, dio amoroso…) In
questo periodo la religione consiste nella devozione verso
un Dio amoroso più che nel compimento dei sacrifici o nella
conoscenza. Questo è il periodo in cui si presenta il culmine
della concezione teista dell’induismo.

 Il NEO INDUISMO : RIFORMA ? In questo periodo si


vuole purificare l’induismo da alcuni mali sociali(abusi
manifesti) ed unificare le varie confessioni. Ram Mohan
Roy, Sri Ramakrishna, Ghandi sono i protagonisti di questa
riforma che ebbe un limitato successo perché persistono fino
ad oggi le discriminazioni secondo le caste.

3. Quali sono le credenze principali dell’induismo ?

 DIO : mentre nei veda vediamo un politeismo che qualcuno


chiama katenoteimo(Muller); nelle Upanishad troviamo una
certa unità divina che esprima la categoria di brahman.
Nell’induismo classico la questione diventa assai complessa.
Infatti si parla di Trimurti(trinità), avatara(incarnazione), poi
c’è la presenza delle sette : i shivaisti adorano schiva, i
vishnusisti vishnu e i saktisti adorano Dio come potenza.
Non c’è secondo loro un politeismo. Trimurti sono tre fomr
di Dio : Brahman crea, Vishnu conserva e shiva dissolve in
vista di una nuova creazione. Shauduri parla di un
monoteismo pluriforme. Nella bagavat gita abbiamo una
visione monoteista(cf.krishna).
 IL MONDO: non troviamo nessuna credenza comune sulla
origine, sulla realtà e sulla finalità del mondo. L’origine è
attribuito ad un atto divino da alcuni. Il mondo è sottomesso
al ciclo creazione – conservazione – distruzione. Secondo
loro il mondo è il luogo del Karma cioè luogo dove si può
conseguire la salvezza cancellando i debiti carnici. Infine
essi concepiscono il mondo come un valore
effimero(cf.concezione del mondo come illusione(Maya)

 L’UOMO E LA SUA SALVEZZA : troviamo una


concenzione dell’uomo che non richiama nessun essere
superiore. L’esistenza attuale dell’uomo è l’effetto delle
azioni suoi e la salvezza si acquista personalmente. In oltre
si afferma che la presenza dell’anima in un corpo è casuale e
dipende dai meriti e demeriti della persona. Questo uomo è
sottomesso però alla legge della karma samara che stipola
che ogni azione comporta delle conseguenze(rinascita).
Questo uomo non si può liberare dalla reincarnazione
quando ci sono ancora demeriti da scontare. Tre sono le vie
che egli può seguire per la sua salvezza : 1.LA via
dell’azione (Karma yoga) che consiste nel compiere delle
azioni senza egoismo; 2. la via della conoscenza(Jnana
yoga) che è la coscienza della sua identità con tutto il resto
dell’universo attraverso la meditazione; 3. la via della
devozione(bakti yoga): devozione sincera a Dio, pensare a
lui, pregarlo…

 PRATICHE RELIGIOSE : Vi sono molte pratiche religiose


secondo le caste, le sette e le regioni. Alcune di esse però
sono comuni a tutti quanti tra di esse possiamo citare

- sandya : preghiera del mattino, mezzogiorno e sera


- la commemorazione dei morti
- i pellegrinaggi, bagni nei fiumi sacri, visita ai
templi(darsena), sacrifici degli animali
- la puja : sacrificio offerto ad una immagine nella
quale si pensa che c’è Dio. Il rito si svolge come un
modo di accoglier un ospite. Ciò per mostrare il
rispetto, la devozione al suo Dio, ringraziarlo e
assicurarsi del suo aiuto e protezione.

II. IL BUDDISMO
1. Cosa è il buddismo ?

 È una reazione alle esagerazioni dell’induismo(sacrifici


cruenti e il sistema della caste).
 Il buddismo è anche una professione di fede basata
sull’impegno ad aderire ad un triplice girello : Buddha il
fondatore, la verità da lui scoperta. Dottrina(Dramma) e la
comunità dei monaci(sangha).
 Il buddismo è una religione del libro

Che diavolo è questo Budda ?

Dal suo vero nome Siddarta Gotama, egli è nato nel Nord Est
dell’India. Dopo l’illuminazione che egli ebbe(35 anni) egli si
presenta come colui che ha scoperto la verità. Predicò per 45 anni la
sua dottrina e propose una religione che dipende solo dallo sforzo
umano.

2. Cosa insegna la dottrina di Budda ?

La dottrina di Budda contiene le cosiddette a nobili verità. In esse si


vede che Budda si interessa alle questioni pragmatiche. Le verità in
questioni sono queste :

 L’UNIVERSALITA DELLA SOFFERENZA : secondo


Budda, tutto è dolore. La vita umana dall’inizio alla fine è
solo dolore. L’essenza di questa sofferenza è
l’impermanenza e la transitorietà dell’essere umano. Questa
sofferenza deriva dai 5 componenti : il corpo fisico, le
sensazioni, le percezioni, le idee e la coscienza.
 LA CAUSA DELLA SOFFERENZA : La sete (di piacere, di
esistenza, di proprietà…). Questo desiderio è radicata
nell’ignoranza che lega l’uomo alla ruota della rinascita
 L’ELIMINAZIONE DELLA SOFFERENZA : liberarsi dalla
sete annientando il desiderio, bisogna spaccare la ruota (12
anelli). La liberazione definitiva, uno stato indefinibile si
chiama Nirvana
 LA VIA CHE CONDUCE ALL’ELIMINAZIONE DELLA
SOFFERENZA: vi è un ottuplice sentiero : retta fede, retta
decisione, retta parola,retta azione, retta vita, retto sforzo,
retta attenzione, retta concentrazione

3. Come viene organizzata la comunità dei buddisti ?

 Per l’ammissione : la sangha è aperta a tutti tranne i soldati,


uomini liberi e lebbrosi. Vi sono diversi tape da rispettare :
dopo il noviziato si può chiedere la definitiva ammissione. Il
rito di ammissione si adempie nel modo seguente: indossare
una veste gialla, radersi i capelli e la barba, recitare tre volte
la formula del triplice rifugio(io mi rifugio in Budda, nella
sua dottrina e nella comunità).

 Per quanto concerne i doveri del monaco( Bikkhu=monaco),


essi sono tre: La povertà(solo la veste, la citola, una cintura,
l’ago e il filo, rasoio e flitro) la castità( i vincoli affettivi
impediscono la liberazione finale) e la non violenza(tutte le
creature sono fratelli).

 Quelli che non sono monaci(laici) devono anche loro


professare il triplice rifugio pur vivendo nel mondo; la loro
vita è legata a quella dei monaci e seguono ugualmente i 5
precetti per potere raggiungere il Nirvana.

 La comunità dei buddisti possiede delle Scritture chiamati


TIPITAKA(o tre canestri). Si tratta del canestro della
disciplina che contiene le regole e la disciplina della vita
monastica, il canestro dei detti testuali che contiene i discorsi
di Budda e il canestro del riferimento al Dramma che
contiene i trattati di approfondimento dottrinale. La lingua
del canone è il PALI.
 La ragione buddiste ha delle scuole. Ogni scuola porta con
sé le caratteristiche dell’inculturazione avvenuta con altre
religioni dell’ambiente in cui si trova . Tre sono le scuole

- Hinayana(piccolo veicolo della liberazione): questa


scuola viene chiamata theravada(=dottrina degli
anziani). Essa predica che la via della salvezza è
stretta; che il budda è un uomo storico maestro che
stabilisce un modello per raggiungere
l’illuminazione. Questa scuola ha anche una tendenza
monacocentrica e considera il monachesimo come
unica via di liberazione. Il metodo privilegiato per la
liberazione è la meditazione. Questa scuola è diffusa
oggi in Tailanda, Srilanka, Birmania, Cambodgia …

- Mahayana(grande veicolo della liberazione). Questa


predica una via più grande di quella del hinayana. La
sua impostazione è meno monastica, più altruista e
religiosa. Tutti i laici possono raggiungere il Nirvana.
In questa scuola si presenta Budda come una figura
divina. Questa scuola è diffusa in Cina, Corea,
Giappone, Mongolia, Vitenam

- Vajrayana(veicolo del diamante e del fulmine) :


questa scuola sostiene che non c’è bisogno di fare una
ascesi prolungata, uno può essere portato alla salvezza
come in fulmine. In questa scuola troviamo l’uso dei
simboli mistici e gesti di vario tipo come mezzi
potenti per arrivare alla perfezione sotto l’assistenza
del Guru(maestro spirituale). Questa scuola è diffusa
in Mongolia e in Tibet.